Bibliografia sul Carcere

A cura di Anna Maria Licastro e Daniela Zardo - aggiornata a ottobre 2014.

I materiali proposti (libri, articoli da riviste e documentazione grigia), elencati per anno di pubblicazione in ordine decrescente, sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto è relativo a materiali pubblicati tra il 2011 e il 2014 e non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Per ulteriori approfondimenti, consultare il catalogo.

Il percorso proposto è articolato in base alle voci seguenti:

N.B. Ricordiamo inoltre che in diversi istituti di pena si pubblicano riviste: hanno spesso una diffusione limitata, ma sono un'occasione per comunicare con il mondo esterno, per esprimere istanze, emozioni e raccontare storie. Elenchiamo qui alcune testate, chi volesse consultarle può rivolgersi alla nostra Biblioteca o direttamente alle redazioni.

Carcere

Angela Della Bella
Emergenza carceri e sistema penale. Decreti legge del 2013 e la sentenza della Corte cost.n. 32/2014 Aggiornato al d.l. 20 marzo 2014, n. 36
Giappichelli, Torino, 2014, pp. 208
L'autrice, ricercatrice di diritto penale all'Università degli Studi di Milano, ha dedicato questa monografia al sovraffollamento carcerario, che ha portato a più di una condanna dell'Italia da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo. Il Governo italiano, nel corso del 2013, ha emanato due decreti legge (d.l. 78/2013 e d.l. 146/2013), strettamente imparentati sia in relazione al fondamento giustificativo, sia in relazione al contenuto. Il libro è dedicato all'esame delle novità contenute in questi due provvedimenti: si tratta di una congerie di interventi normativi tutti finalizzati, in ultima analisi, a limitare le presenze dei detenuti in carcere e che incidono sia sul diritto penale sostanziale, sia sul diritto processuale, sia, infine, sul diritto penitenziario. Proprio durante l'iter di conversione in legge del d.l. 146/2013, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 73 t.u.stup.: anche questa importante sentenza è oggetto di ampia considerazione all'interno del volume, che ne esamina le motivazioni, gli effetti sui processi in corso e sulle sentenze di condanna già passate in giudicato, nonché il problematico coordinamento con le modifiche normative del 2013.
Collocazione Biblioteca: 16729

Alvise Sbraccia, Francesca Vianello
La Giustizia, la pena, il carcere. L'esperienza di Ristretti Orizzonti con le scuole 
In Minorigiustizia, n. 1 (2014), pp. 180-194
L'articolo presenta il progetto "Il carcere entra a scuola. Le scuole entrano in carcere", proposto dal giornale "Ristretti orizzonti", prodotto nel carcere Due palazzi di Padova e mirato a promuovere un legame tra il carcere e il territorio. Il progetto prevede l'offerta alle scuole di un percorso educativo di informazione e sensibilizzazione sui temi della legalità, della sicurezza e della pena detentiva, promosso e realizzato dagli stessi detenuti, con l'obiettivo di promuovere un cambiamento nell'immagine del carcere e della popolazione carceraria fra le nuove generazioni.

Pietro Buffa
E’ tempo di umanizzare il carcere. Verso la restituzione della dignità ai detenuti
In Animazione Sociale, n. 280 (feb. 2014), pp. 14-25
L'autore è provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria dell'Emilia Romagna e del Triveneto. Nell'articolo affronta la situazione delle carceri italiane, luogo della diseguaglianza e della disumanità. Ma dall'anno scorso, con la condanna della Corte di Strasburgo per i diritti dell'uomo, il nostro paese è obbligato a umanizzare la detenzione. L'articolo discute appunto come farlo, attraverso quali strumenti e come rimuovere i pregiudizi che ostacolano l'umanizzazione della pena.

Valerio Onida
Quale orizzonte culturale per il carcere?
In Aggiornamenti Sociali, n. 2 (feb. 2014),pp. 108-123
L'articolo riporta l'intervento di Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, al convegno "Più sicurezza, più gratuità, meno carcere. Proposte operative per le istituzioni". Poichè la nostra Costituzione stabilisce che la finalità del sistema penale è la rieducazione del reo, l'autore si interroga su che cosa significa, in questa luce, pensare l'esecuzione penale, il trattamento penitenziario, i rapporti tra carcere e società, l'accesso alle misure alternative, il ruolo del volontariato carcerario. Sempre in tema di carcere, segue un articolo di Annamaria Cancellieri, "Le carceri italiane alla ricerca della dignità" (pag 117), dove si tratta della necessità di adeguare il sistema penitenziario per poter garantire condizioni di detenzione più dignitose.

Giovanni Cellini
Controllo sociale, servizio sociale e professioni di aiuto. Una ricerca nel sistema penitenziario
Ledizioni, Milano, 2013, pp. 244
In Italia il sistema penitenziario è basato su un modello riabilitativo, teso al reinserimento sociale degli autori di reato, che affida compiti rilevanti alle professioni di aiuto, tra queste, il servizio sociale. I mutamenti delle politiche sociali, intervenuti con la crisi del welfare state, sono intrecciati con quelli delle politiche penali. Nella letteratura sociologica contemporanea ci si interroga sulla graduale transizione da un modello di welfare basato sulla garanzia del benessere sociale ad un modello in cui l’interesse dominante è quello di garantire un controllo sociale efficace. In questo “nuovo welfare” si registra un impoverimento della protezione sociale e delle risorse da destinare ai segmenti di popolazione più vulnerabili. Tale processo ha portato, in alcuni casi, a pratiche di policy discriminatorie, finalizzate all'incarcerazione delle persone più svantaggiate. Il volume presenta i risultati di una ricerca - realizzata in Lombardia, Piemonte e Liguria - che si è concentrata sulle rappresentazioni degli intervistati su temi specifici quali: la crisi del welfare state in relazione al sistema penale-penitenziario; la cultura del controllo e i mutamenti del servizio sociale e delle altre professioni di aiuto impegnate in carcere e nelle misure alternative ad esso; il disagio e le risorse degli assistenti sociali che operano nel settore penitenziario.
Collocazione Biblioteca: 16676

A cura di Franco Corleone, Andrea Pugiotto
Volti e maschere della pena. Opg e carcere duro, muri della pena e giustizia riparativa
Ediesse, Roma, 2013, pp. 342
Il sovraffollamento carcerario è "strutturale e sistematico": lo attesta la Corte EDU con sentenza Torreggiani c. Italia del gennaio 2013, chiamando tutti i poteri statali a risolverlo. Il rischio è che questa prepotente urgenza releghi in un cono d'ombra altri momenti critici della pena e della sua esecuzione. Come un riflettore, il volume illumina a giorno alcune di queste zone buie: la pena nascosta negli ospedali psichiatrici giudiziari; la pena estrema del carcere duro ex art. 41 bis; la pena insensata se la sua esecuzione è solo inumana retribuzione e non l'occasione per una giustizia riparativa; i muri della pena che segnano lo spazio di una vita prigioniera. Il volume nasce dal ciclo di incontri svolti a Ferrara nell'autunno 2012 per iniziativa del dottorato di Diritto costituzionale dell'Ateneo estense. Ne esce una riflessione unitaria sui tanti volti della pena e i suoi altrettanti mascheramenti. In appendice, il testo di un atto di promovimento "pilota" alla Corte costituzionale contro la pena dell'ergastolo.
Collocazione Biblioteca: 16569

A cura di Fabio Voller ... [et al.]
La salute dei detenuti in Toscana. Anno 2012
Ars Toscana, Firenze,  2013, pp. 67
Il testo rappresenta la prima pubblicazione dell'Agenzia regionale di sanità sullo stato di salute dei detenuti toscani e fa seguito a un importante lavoro svolto nel 2009, che qui diventa la base di confronto con i dati rilevati. Nel primo capitolo si presenta il protocollo di studio e la popolazione carceraria coinvolta; nel secondo una suddivisione per grande gruppo di patologie, con particolare attenzione ai disturbi psichici, alle malattie infettive e ai disturbi dell'apparato digerente. Nel terzo capitolo sono presentati i dati riguardanti il trattamento farmacologico, mentre l'ultimo capitolo è dedicato ai minori detenuti, affetti prevalentemente da dipendenza da sostanze.
Collocazione Biblioteca: 16636 

Loic Wacquant
Iperincarcerazione. Neoliberismo e criminalizzazione della povertà negli Stati Uniti
Ombrecorte, Verona, 2013, pp. 141
A partire dalla metà degli anni Settanta gli Stati Uniti hanno sperimentato una graduale sostituzione della regolazione della povertà attraverso il welfare con un continuum carcerario-assistenziale che intreccia e connette i discorsi, le pratiche e le categorie del workfare con quelle di un apparato penale ipertrofico e iperattivo. Questo passaggio, però, non riguarda tutti gli americani: esso si manifesta sopratutto nei riguardi dei poveri, dei pericolosi, dei reietti, di coloro che si mostrano recalcitranti al nuovo ordine economico ed etno-razziale; esso colpisce dunque soprattutto il sottoproletariato di colore delle grandi città, i segmenti dequalificati e precari della classe operaia. La tesi a cui giungono i documentati saggi qui raccolti è che questa trasformazione si presenta strettamente connessa alla ristrutturazione neoliberista del mercato e dello stato. L'autore è professore associato di Sociologia presso l'Università della California di Berkeley.
Collocazione Biblioteca: 16572

Gherardo Colombo
Il  perdono responsabile. Perchè il carcere non serve a nulla
Ponte alle Grazie, Milano, 2013, pp. 130
L'autore, per molti anni pubblico ministero e poi giudice di Cassazione, indaga le basi di un nuovo concetto e di nuove pratiche di giustizia, la cosiddetta giustizia riparativa, che lentamente emergono negli ordinamenti internazionali e nel nostro. Pratiche che non riguardano solamente i tribunali e le carceri, ma incoraggiano un sostanziale rinnovamento nel tessuto profondo della nostra società: riguardano l'essenza stessa della convivenza civile.
Collocazione Biblioteca: 16356 

Pietro Buffa
Prigioni. Amministrare la sofferenza
Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2013, pp. 293
L'autore, già direttore della Casa Circondariale di Torino (una struttura con oltre 1500 posti e presenze elevatissime di consumatori di stupefacenti e di migranti) guida il lettore in un viaggio nel sistema carcerario italiano con le sue intrinseche complicazioni, rigidità (legislative e non) e contraddizioni, facendo intravvedere un percorso di possibili aperture non solo sull'organizzazione del carcere, ma anche su un altro sistema di punizione. L'autore inizia con l'estrapolare i concetti e i principi che la letteratura fornisce per inquadrare i meccanismi più salienti della dinamica penitenziaria; successivamente indica e descrive i profili dei vari attori che partecipano, direttamente o indirettamente, ai processi decisionali che danno forma all'organizzazione penitenziaria, con specifico riferimento al carcere torinese. A partire da questi attori e dalle loro caratteristiche, il testo riflette sulle influenze organizzative e sulle strategie che ognuno di essi può attivare per orientare le scelte organizzative. In ultimo, vengono descritti alcuni meccanismi di mediazione tra i vari interessi intra ed extra organizzativi utilizzati concretamente per generare iniziative che hanno dato luogo affetti penitenziari meno inutilmente afflittivi e più conformi allo spirito costituzionale e ordinamentale.
Collocazione Biblioteca: 16140

Piercarlo Pazé ... [et al.]
Ripensare le misure penali come aiuto a percorsi di cambiamento
In Minorigiustizia, n. 1 (2013), pp. 7-248
La monografia di questo numero intende esaminare quanto è stato acquisito e quanto è rimasto incompiuto nel nuovo processo penale minorile, a venticinque anni dall'emanazione delle nuove disposizioni del 1988, che ponevano al centro i bisogni educativi e di crescita dei ragazzi autori di reato. I diversi contributi sono articolati nelle sezioni seguenti: 1. Per una attribuzione di senso alle misure; 2. Significati, forme e contenuti delle misure penali; 3. L'accompagnamento dei minori in misura penale. 4. L'attenzione per la vittima. 5. L'accompagnamento nel carcere minorile; 6. Percorsi educativi nel carcere minorile; 7. Soggetti deboli, inadempimenti e danni.

Giovanni Cellini
Il servizio sociale nel settore penitenziario, tra mutamenti del welfare e politiche penali 
In Autonomie locali e servizi sociali, n. 2 (set. 2013), pp. 279-290
L'articolo presenta alcune riflessioni per un'analisi del ruolo svolto, in Italia, dal servizio sociale nel settore penitenziario. Nella prima parte viene proposta una rassegna di alcuni passaggi storici particolarmente significativi, dando risalto agli interventi professionali specifici nel settore penitenziario; viene inoltre svolta una disamina di recenti mutamenti legislativi che hanno avuto importanti ricadute su di esso. Successivamente vengono presentati elementi di analisi del servizio sociale nell'era delle politiche neoliberali, mettendole in relazione con le tematiche del "penal welfarism" e della cultura del controllo. Si esplicitano poi riflessioni sull'attuale condizione della popolazione detenuta in Italia e si propongono infine alcune considerazioni sull'attuale ridefinizione del ruolo del servizio sociale nel settore penitenziario.

Claudio Sarzotti ... [et al.]
L’Europa ci guarda. Decimo rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia
In Antigone : quadrimestrale di critica del sistema penale e penitenziario, n. 2 (2013), pp. 7-192
Il decimo Rapporto sulle condizioni detentive in Italia parte dall'analisi dei quindici anni di lavoro dell'Osservatorio sulle condizioni di detenzione dell'Associazione Antigone, proseguendo poi con i resoconti sulle visite effettuate in vari istituti penitenziari. Alcuni contributi sono poi dedicati a temi specifici: il caso Cucchi, i REMS (nuovi manicomi), la detenzione femminile, il Difensore civico, lo Sportello di Antigone a Rebibbia, la giustizia minorile, amnistia e indulto.

A cura di Ornella Favero
Vite violente: la sfida del cambiamento
In Ristretti orizzonti, n. 5 (set.-ott. 2013), pp. 1-26
Il numero monografico della rivista è dedicato alla seconda parte della Giornata di studi "Il male che si nasconde dentro di noi", che si è tenuta nella casa di reclusione di Padova il 17 maggio 2013. Sono raccolti gli interventi dei relatori, tra cui alcuni detenuti, in particolare sul tema del cambiamento drammatico di sé da essi vissuto in carcere. La prima parte è pubblicata nel numero 4 (lug.-ago. 2013). 

Bruna Iacopino ... [et al.]
Un altro carcere è possibile
In Confronti, n. 10 (ott. 2013), pp. 8-17
Il dossier è dedicato alla situazione delle carceri italiane, attraverso un'intervista al Garante dei detenuti per il Lazio che racconta soprattutto le esperienze di studio e lavoro sviluppate attraverso progetti rieducativi. Altri articoli raccontano l'esperienza della Terza Casa circondariale di Rebibbia, destinata a carcerati ex tossicodipendenti, la particolare situazione dei bambini 'dietro le sbarre' insieme alle loro madri: ad esso è dedicato il libro "Il corpo docile", in merito al quale viene presentata un'intervista all'autrice, Rosella Postorino.

Antonella Salvan e Sara Castiglioni
Comunità e pena: quale percorso di reintegrazione della persona? L’esperienza e la ricerca sul territorio della provincia di Verona 
In RSS : Rassegna di Servizio Sociale, n. 4 (ott.-dic. 2013), pp. 26-45
Partendo dall'ipotesi che nel contesto penale il terzo settore giochi un ruolo importante nella reintegrazione sociale delle persone in esecuzione di pena, presso l'Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE) è stata realizzata una ricerca con interviste semi-strutturate a soggetti del mondo dell'associazionismo. Il lavoro presenta alcuni risultati e riflessioni sul complesso rapporto tra comunità e sistema dell'esecuzione della pena.

Silvana Calaprice
Si può ri-educare in carcere? Una ricerca sulla pedagogia penitenziaria
Laterza, Bari, 2010, pp. 417
Il libro presenta una ricerca azione partecipata, rivolta alla formazione degli educatori penitenziari, il cui bisogno fortemente espresso è quello di una Pedagogia Penitenziaria. Dall'individuazione di buone pratiche sono state individuate "core competencies" pedagogiche di base e specifiche legate al contesto penitenziario. La prima parte del volume è intitolata "Pedagogia, pedagogia penitenziaria e nuove teorie organizzative". La seconda ha il titolo "Dal perchè della pedagogia penitenziaria al trattamento penitenziario. Aspetti giuridici e procedure rieducative"; la terza "Area pedagogica del penitenziario: stato, reclutamento, competenze e azioni. Core competencies del pedagogista. QEQ";. La quarta parte, infine, si intitola "Conclusione. Analisi delle pratiche: il saper essere dell'educatore penitenziario".
Collocazione Biblioteca: 16620

Stefano Anastasia
Metamorfosi penitenziarie. Carcere, pena e mutamento sociale
Ediesse, Roma, 2012, pp. 153
La fine del «secolo breve» ha portato con sé la riscoperta del carcere e della privazione della libertà, di cui il sovraffollamento penitenziario italiano è solo un episodio. Questo è stato l’esito di un trasferimento di risorse economiche e simboliche dal welfare state a quello che è stato chiamato il prisonfare. Determinante, in questo mutamento, il modo in cui l’ideologia neoliberista ha accompagnato il processo di globalizzazione, in nome di una flessibilità che si è risolta in precarietà sociale ed esistenziale, alimentando così una domanda di controllo penale della marginalità sociale. Al termine di un lungo ciclo durato più di trent’anni, le democrazie occidentali sono chiamate a fare i conti – anche in questo campo – con le loro promesse non mantenute, a partire dalla garanzia dei diritti fondamentali delle persone private della libertà. La carcerazione di massa è finita sotto processo e i nostri regimi politici sono di fronte a un bivio: continuare a perseguire politiche di sicurezza fondate sulla privazione della libertà, o invertire la rotta e riscoprire politiche di sicurezza sociale compatibili con il rispetto dei diritti fondamentali di tutti i cittadini?
Collocazione Biblioteca: 16489

A cura di Franco Corleone e Andrea Pugiotto
Il delitto della pena. Pena di morte ed ergastolo, vittime del reato e del carcere
Ediesse, Roma, 2012, pp. 284
Per restituire il carcere alla sua vincolante dimensione costituzionale, orientata al recupero sociale del reo e al pieno rispetto della sua dignità personale, è necessario tornare ai fondamentali del diritto e dei diritti, attraverso una riflessione plurale, documentata, non reticente. Il volume risponde a tale esigenza, proponendo gli interventi svolti nel ciclo di quattro incontri, promossi tra settembre e ottobre 2011 a Ferrara, per iniziativa del dottorato di ricerca in Diritto costituzionale dell'ateneo estense, sul tema del carcere, della pena e delle vittime (della detenzione e del reato). Adoperando come detonatore recenti pubblicazioni di larga diffusione, i vari contributi si misurano, spesso dialetticamente, con alcuni dei limiti più estremi e insostenibili del momento punitivo ed espiativo: la pena di morte, l'ergastolo, lo statuto delle vittime del reato, le morti e le violenze in regime di detenzione e di privazione di libertà. In appendice, inediti interventi sul tema svolti dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Collocazione Biblioteca: 16186

A cura dell'Osservatorio Carcere dell'Unione Camere penali italiane
Prigioni d'Italia. Viaggio nella realtà delle carceri
Pacini, Ospedaletto (PI), 2012, pp. 93
Questo volume nasce da un'esigenza: aprire la porta. Negli anni della proclamata condizione di emergenza carceraria si è molto parlato e a lungo discusso dello stato di quotidiana illegalità in cui si trovano i detenuti in Italia; gli autori hanno voluto raccontare quello che hanno visto, seguendo una precisa indicazione politica della Giunta dell'Unione delle Camere Penali. Queste pagine descrivono un percorso ad ostacoli, fatto di sacrifici e cadute; dentro vi sono, senza citarli, i nomi di tante persone, di tutti i paesi, con un'unica croce. L'impegno è stato quello di cercare di parlare con chi non ha voce, e poi riportare all'esterno il lugubre rumore delle carceri italiane. Sono storie che riguardano tutti, anche i cittadini liberi.
Collocazione Biblioteca: 16370

A cura di Francesca De Carolis ; prefazione di don Luigi Ciotti
Urla a bassa voce. Dal buio del 41 bis e del fine pena mai
Stampa Alternativa, Viterbo, 2012, pp. 190
A trent'anni dall'introduzione del reato di associazione mafiosa e dopo vent'anni dall'inasprimento delle leggi per combattere la criminalità organizzata, tra cui il 41 bis, questa è la prima testimonianza collettiva di ergastolani, condannati per reati legati alla criminalità organizzata, che hanno scelto di non essere collaboratori di giustizia. In un momento in cui con sempre maggiore drammaticità si pone il problema dell'affollamento delle carceri italiane e delle condizioni di chi vi è detenuto, i loro racconti aprono una riflessione sulla condizione fisica e morale di chi è condannato a morire in carcere. Una riflessione sul senso della pena e sulla necessità del rispetto dei diritti che la nostra costituzione garantisce per tutti, indipendentemente dalla configurazione dei reati commessi.
Collocazione Biblioteca: 15944

Giuseppe Melchiorre Napoli ; prefazione di Luigi Fornari
Il regime penitenziario
Giuffré, Torino, 2012, pp. 528
Il volume offre un'ampia trattazione delle problematiche inerenti agli istituti che definiscono il Regime penitenziario. L'autore,funzionario dell'Amministrazione penitenziaria, esamina le norme che regolano gli strumenti - ordinari e straordinari - di gestione della vita quotidiana all'interno del carcere, verificando con attenzione l'ambito di operatività delle misure amministrative capaci di intaccare "il bagaglio degli inviolabili diritti dell'uomo, che anche il detenuto porta con sé". Approfondisce, poi, l'analisi delle norme relative al Regime disciplinare privilegiando una lettura restrittiva delle disposizioni legislative e regolamentari dettate in materia di infrazione, sanzione e procedimento disciplinare. Affronta, infine, il tema della tutela giurisdizionale dei diritti dei detenuti lesi da determinazioni assunte dall'Amministrazione penitenziaria. Emerge in tutto il lavoro la convinzione che lo studio delle disposizioni concernenti il Regime penitenziario sarebbe privo di pratica utilità, se non si individuassero adeguati mezzi di tutela dei diritti soggettivi riconosciuti alla persona "in vinculis". Il volume è in sola consultazione, non è ammesso al prestito.
Collocazione Biblioteca: 15891

Caterina Benelli
Coltivare percorsi formativi. La sfida dell'emancipazione in carcere 
Liguori, Napoli, 2012, pp. 185
Un testo che intende affrontare la questione dell'emancipazione di donne e di uomini reclusi, spesso dimenticati dalla società e ancora troppo poco al centro degli interessi pedagogici. Il testo analizza il ruolo della pedagogia penitenziaria e propone una riflessione sui possibili percorsi di formazione in carcere a partire dall'educazione formale come la scuola, e non formale come laboratori e corsi di varia natura: quali teatro, scrittura auto-biografica e orticoltura come dispositivi di coltivazione di sé. L'opera è articolata in 5 capitoli: 1) Pedagogia e carcere; 2) Genitorialità in carcere; 3) Le figure educative in carcere; 4) La scuola penitenziaria; 5) Percorsi formativi in carcere.
Collocazione Biblioteca: 16472

Elena Galliena, Fabrizio Brocchieri ; prefazione di Giacinto Siciliano
Carcere e trattamento in alta sicurezza. Protagonisti a confronto
Franco Angeli, Milano, 2012, pp. 159
È possibile coinvolgere detenuti in apparenza inavvicinabili, come quelli reclusi presso una Sezione ad Alta Sicurezza, e portarli a parlare di sé, a costruire uno strumento di indagine su come ci si relaziona tra compagni di detenzione e con gli operatori penitenziari che si incontrano quotidianamente? Le autrici, grazie all'aiuto e alla collaborazione della Direzione della Casa di Reclusione di Milano-Opera, sono riuscite nell'impresa di accompagnare per quattro anni un gruppo di detenuti della Sezione di Alta Sicurezza nella realizzazione di una ricerca-intervento sulle modalità di comunicazione interpersonale e sulle strategie di problem solving utilizzate all'interno della Sezione stessa per far fronte alle criticità quotidiane che si instaurano nel rapporto tra i vari protagonisti della realtà carceraria: compagni di Sezione, polizia penitenziaria, educatori, Direzione. Il libro pone le basi per un nuovo modo di capire e sostenere la condizione di chi è stato condannato a pene di lunga durata e dimostra come, anche nella condizione detentiva più severa, sia possibile sviluppare un clima di dialogo, confronto e riflessione tra le diverse componenti del sistema carcerario. Il testo si rivolge a tutti gli operatori che a vario titolo lavorano nel contesto carcerario, ma anche a quanti per motivi personali sono vicini alla realtà dei penitenziari, come spunto per pensare e avviare possibili processi di cambiamento.
Collocazione Biblioteca: 15865 

Alessio Scandurra ... [et al.]
Senza dignità. Nono rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia
In Antigone, n. 1 (2012), pp. 7-272
Il rapporto di quest'anno, dopo la prima parte dedicata agli aspetti principali delle condizioni detentive in Italia, riserva due sezioni specifiche alle riforme annunciate dagli ultimi due Governi e al confronto con alcune realtà internazionali (Spagna, Norvegia e Germania). Nella prima parte, "Lo stato delle carceri in Italia", si è dato largo spazio a un metodo di ricerca che, soprattutto a livello internazionale, è stato ampiamente adottato dai sociologi della vita carceraria: il metodo della ricerca etnografica. La terza parte, "Temi internazionali", è stata introdotta per dare maggior respiro al dibattito italiano, spesso caratterizzato da provincialismo e assenza di prospettive riformatrici.

Massimo Pavarini ... [et al.]
Qualcosa di meglio del carcere
In Antigone, n. 2 (2012), pp. 11-133
Questo numero della rivista pubblica gli atti del convegno svoltosi ad Avigliana, presso la Certosa Gruppo Abele, il 7-8 maggio 2012. I contributi qui raccolti sono i seguenti: "Perchè punire?", di M. Pavarini; "La riforma ineludibile del sistema sanzionatorio penale", di L. Eusebi; "Chi punire?", di A. Cottino; "Perchè punire, come punire, chi punire? La lezione americana"; di E. Grande; "Come punire?", di M. Bortolato; "Come punire?", di P. Buffa; "E i minorenni? Residualità del carcere e centralità dei percorsi penali non detentivi", di A. Pappalardo; "Qualcosa di meglio del carcere", di L. Pepino.

Traduzione a cura di Giulia Fabini e Michele Miravalle
Il nuovo connubio tra workfare e prisonfare. Intervista a Loïc Wacquant
In Antigone, n. 2 (2012), pp. 137-160
Loïc Wacquant è un sociologo di fama internazionale, studioso in particolare di emarginazione e povertà urbana, disuguaglianze razziali e sistema penale. In questa intervista viene interrogato in merito alle connessioni tra l'attuale ampio ricorso alla sanzione penale (prisonfare) e la degradazione del mercato del lavoro (workfare).

A cura di Bettina Picconi ... [et al.]
La sanità penitenziaria. Nodi critici e problemi del Servizio sanitario nazionale per garantire il diritto alla salute e l'assistenza alle persone detenute dopo la riforma del DPCM 01/04/2008
In Salute e Territorio, n. 194 (set.-ott. 2012), pp. 263-320
La monografia di questo numero nasce dalla volontà di far meglio conoscere al mondo medico-scientifico il complesso pianeta della salute in carcere, dopo il passaggio della sanità penitenziaria al Servizio sanitario nazionale. Vengono raccolte le esperienze e le riflessioni del personale medico di diverse Regioni rispetto agli sforzi compiuti, ai risultati raggiunti e ai problemi irrisolti.

A cura di Ornella Favero
Alla ricerca della ricetta della rieducazione
In Ristretti orizzonti, n. 5 (sett.-ott. 2012), pp. 1-48
La monografia approfondisce il concetto di rieducazione dei detenuti. Attraverso la presentazione di più interventi, questo numero intende stimolare un dibattito che faccia ritornare al centro dell'attenzione dell'intera società l'idea di buona educazione e il senso di una pena che la Costituzione ci chiede che sia "rieducativa".

A cura di Ornella Favero
Rieducato o ammaestrato?
In Ristretti orizzontin. 4 (lug.-ago.-2012), pp. 1-48
L'intero numero della rivista è dedicata al concetto di rieducazione della persona detenuta. Si indaga, attraverso interventi di detenuti e di professionisti di diversi settori, sul vero significato della rieducazione dell'individuo, su chi dovrebbe esercitare la funzione di ri-educatore,sulle misure di alternativa al carcere e sull'importanza che la società riveste in questo processo, in termini di rieducazione all'altro e al rispetto dell'altro.

Carlo Alberto Romano
Dal modello rieducativo a quello riparativo: spunti e applicazioni
In Rassegna Italiana di Criminologia, n. 2 (2012), pp. 103-115
Lo studio muove dalle fondamentali considerazioni numeriche che hanno determinato nel febbraio 2010 la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale delle carceri, sottolineando come in tale condizione non può trovare attuazione il principio di rieducazione del reo. Dopo un'analisi della normativa di settore a livello sovranazionale, vengono analizzate le variabili che influenzano la risocializzazione, nonostante la scarsa disponibilità di dati, specialmente in Italia. Lo sbocco naturale sembra essere l'apertura verso il modello riparativo.

Patrizia Ciardiello
Rispetto dei diritti umani in carcere. Dalle mele marce ai cattivi cestini
In Questione Giustizia, n. 4 (2012), pp. 27-54
La limitazione/privazione della libertà personale si coniuga sempre più con il sovraffollamento delle strutture di detenzione, generando situazioni in cui si moltiplicano i trattamenti inumani e degradanti. Di qui la necessità, secondo l'autrice, di un cambio di paradigma nell'analisi della pena e delle sue manifestazioni, con uno spostamento dell'attenzione dal piano dei soggetti condannati (le mele marce) ai luoghi di detenzione (i cattivi cestini), anche per definire interventi appropriati per evitare la crescita di ambienti favorevoli alla commissione di atti contrari al rispetto dei diritti umani.

A cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi
Il corpo e lo spazio della pena. Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie
Ediesse, 2011, Roma, pp. 262
La vertiginosa crescita delle incarcerazioni nell'ultimo ventennio ha fatto esplodere il problema del sovraffollamento penitenziario, e con esso quello della qualità della pena nel rispetto della dignità della persona detenuta. Tra timide riforme e occasionali provvedimenti deflattivi, la costruzione di nuove carceri e la saturazione di quelle esistenti continuano a dominare l'agenda politica. La struttura architettonica, la qualità edilizia e la collocazione urbanistica del penitenziario corrispondono alla sua funzione e al modo di interpretare la pena privativa della libertà.Chi si propone di riformare la pena non può rinunciare a ripensare lo spazio penitenziario.
Collocazione Biblioteca: 16355 

Elisabetta Grande ... [et al.]
Diritti reclusi
In Antigone, n. 2-3 (2011), pp. 13-148
La monografia presenta lo stato dell’arte rispetto all’attuale situazione legislativa e giurisprudenziale dei diritti dei detenuti, sia in Italia che all’estero. Da oltre confine giungono proposte di possibili strumenti giuridici per attenuare il fenomeno del sovraffollamento, ampiamente riconosciuto come condizione che lede i diritti inviolabili della persona detenuta, tanto da rientrare nella fattispecie della tortura. La soluzione di un ridimensionamento del numero dei reclusi per via legislativa e giurisprudenziale è una strada da valutare con serietà, pur con le difficoltà che tale proposta potrà incontrare in Italia, anche nell’ambito della cultura giuridica interna dei giuristi.

Fabio Fiorentin
Dallo svuota carceri all'efficienza del processo civile: in campo le prime misure contro i mali di settore
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore: settimanale di documentazione giuridica, n. 3 (gen. 2012) pp. 10-15
L'articolo prende in esame il quadro degli interventi in materia di giustizia civile e penale approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 dicembre 2011. I provvedimenti si concentrano in particolare sulla riduzione del sovraffollamento carcerario, affrontato con un decreto legge di immediata vigenza (Dl 22 dicembre 2011 n. 211) e sul recupero di efficienza del processo penale e civile.

A cura di Daniela Ronco, Alessio Scandurra, Giovanni Torrente
Le prigioni malate. Ottavo rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia
Edizioni dell'asino, 2011
L'ottava edizione del Rapporto condizioni di detenzione in Italia è frutto del lavoro dell'Osservatorio di Antigone che da oltre quindici anni entra in tutti gli istituti di pena italiani per restituire una fotografia del sistema penitenziario. Dal primo rapporto, "Il carcere trasparente", la filosofia di fondo del lavoro non è cambiata: nessun luogo pubblico deve mai rimanere oscuro, e tanto meno il carcere. Dai numeri alle cause del sovraffollamento, dai diritti negati ai detenuti alle riflessioni sull'edilizia penitenziaria, il Rapporto è uno strumento indispensabile per affrontare i problemi e farsi domande sul sistema carcerario, una parte della società che non può essere ignorata.
Collocazione Biblioteca: 26R08

Vincenzo Ruggiero
Il delitto, la legge, la pena. La contro-idea abolizionista
Edizioni Gruppo Abele, 2011
Il carcere scoppia in ogni parte del mondo. Il numero dei detenuti aumenta ovunque in modo esponenziale pur in una sostanziale stabilità del numero dei reati. Parallelamente cresce il senso di insicurezza dei cittadini dimostrato, tra l'altro, dal boom degli acquisti di armi per difesa personale. In questo contesto ripensare la natura, la funzione e la filosofia della pena non è una fuga in avanti ma un necessario esercizio di realismo. È questo il senso del volume di Ruggiero, professore di Sociologia presso la Middlesex University di Londra, che esamina criticamente, partendo dai classici, le idee che stanno alla base dei sistemi penali moderni e della stessa concezione dei delitti e delle pene. Le domande sono quelle di sempre: chi punire? Perché punire? Come punire? L'approccio è quello "abolizionista" dove per abolizionismo si intende non tanto un programma compiuto di interventi quanto "un approccio, una prospettiva, una metodologia, uno specifico angolo di osservazione" alternativi al pensiero unico repressivo e finalizzati alla individuazione di "qualcosa di meglio" dell'attuale sistema penale.
Collocazione Biblioteca:  15242

Luigi Manconi, Valentina Calderone
Quando hanno aperto la cella; Stefano Cucchi e gli altri
Il Saggiatore, 2011
In Italia in carcere si muore. Alcuni sono suicidi, alcuni no. Si muore durante un arresto, una manifestazione di piazza, un trattamento sanitario obbligatorio. Dietro le informazioni istituzionali spesso c'è un'altra storia. Un uomo che muore in carcere è il massimo scandalo dello Stato di diritto. Gli autori ascoltano, raccolgono e portano alla luce storie di persone, spesso giovani, che entrano nelle carceri, nelle caserme e nei reparti psichiatrici e ne escono morte. In ognuna di queste morti, la morte dello Stato di diritto.
Collocazione Biblioteca: 15231

A cura di Ornella Favero
Parliamo di trattamenti inumani e degradanti; Intervista a Mauro Palma
In Ristretti orizzonti : Periodico di informazione e cultura dal Carcere Due Palazzi di Padova, n. 1 (gen.-feb. 2011), pp. 2-13
L'articolo riporta una lunga intervista a Mauro Palma, Presidente del Comitato Europeo per la Prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti. Partendo dal ruolo del Comitato vengono affrontati vari problemi che riguardano le carceri, come il sovraffollamento, l'assistenza sanitaria e i diritti dei detenuti.

Antonio Salvati
Proposte di riforma dell'ordinamento penitenziario e del sistema sanzionatorio negli ultimi anni  
In La Rivista di Servizio Sociale: Studi di Scienze Sociali applicate e di Pianificazione sociale, n. 3 (ott. 2011), pp. 3-23.
L'articolo sottolinea come negli ultimi anni, nel nostro Paese, l'interesse per la realtà del carcere si è sviluppata a causa della dilagante retorica sicuritaria promossa dalle varie classi politiche: il carcere viene indicato come soluzione ai più variegati fenomeni sociali, dalla droga alla clandestinità. Non sono mancate proposte di revisione della disciplina delle misure alternative alla detenzione e del sistema sanzionatorio, aventi in comune la doppia finalità di attuare una pena dai contenuti rieducativi che riesca a garantire il recupero del condannato e ad assicurare maggiore sicurezza alla collettività.

Franco Corleone
Il carcere e la crisi della giustizia
In Il Mulino:rivista bimestrale di cultura e di politica, n. 6 (2011), pp. 956-964
L'autore, già parlamentare e sottosegretario al ministero della Giustizia, è garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze. Nell'articolo egli propone una riflessione sul tema del sovraffollamento carcerario inteso non come affollamento delle celle, ma come eccessivo numero di detenuti, incompatibile con lo Stato di diritto. La riflessione è quindi più ampia e riguarda la giustizia, il suo funzionamento, i suoi scopi e i suoi risultati che si depositano nel carcere. Secondo l'autore, una riforma del carcere non può prescindere da una riforma della giustizia, a cominciare da un nuovo Codice Penale, che dovrebbe prevedere pene alternative e riservare il carcere a chi attenta alla vita, alla persona, all'ambiente, alla criminalità organizzata e dei colletti bianchi, dimezzando così il numero dei detenuti.

Pietro Buffa
La profezia penitenziaria: se il carcere diventa un laboratorio sociale.
In Rassegna Italiana di Criminologia:Organo ufficiale della società di Criminologia, n. 3 (2011), pp.49-64.
L'autore, dirigente penitenziario del carcere Lorusso e Cotugno di Torino presenta un excursus storico dell'evoluzione del carcere sia in termini di finalità ad esso sottese, sia di condizioni di vita al suo interno; egli fotografa, inoltre, l'attuale condizione di perenne sovraffollamento, anche descrivendo le caratteristiche di un'ampia fetta di popolazione penitenziaria, a causa delle quali l'accesso alle misure alternative e la predisposizione di un proficuo programma di reinserimento sul territorio divengono, praticamente, impossibili. Particolare attenzione viene concessa tanto ai temi connessi alla recidiva quanto a quelli riguardanti il difficile operato degli agenti di custodia, del personale dell'area di trattamento e di quella sanitaria.

Salvatore Verde
Il carcere manicomio. Le carceri in Italia fra violenza, pietà, affari e camicie di forza
Sensibili alle foglie, 2011
Il libro denuncia la proliferazione di nuovi luoghi dell’internamento, indotta dal precipitare verso la forma carcere-manicomio del vasto panorama di istituzioni sociali nate con l’affermarsi dello stato sociale con il compito di governare il disagio, la sofferenza, la devianza, la diversità. Poiché si tratta di una dinamica estesa - che dalla prigione e verso la prigione costruisce nuovi saperi e poteri di gestione della crisi sociale contemporanea - secondo l'autore bisogna moltiplicare le vigilanze democratiche, le azioni di tutela, le pratiche di aiuto nei confronti delle persone che soffrono di disagio mentale.
Collocazione Biblioteca: 15488

Carcere e lavoro

A cura di Vincenzo Giammello, Alessandra Mercurio, Gaetano Quattrocchi
Il lavoro nel carcere che cambia 
Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 144
E' universalmente riconosciuto che il lavoro, in carcere e in uscita dal carcere, costituisce uno dei più importanti strumenti del trattamento rieducativo. Molto spesso, però, il sovraffollamento e le condizioni della custodia fanno del carcere un luogo di sofferenza e umiliazione, con conseguenti, suicidi, episodi di violenza, autolesionismo e alto indice di recidiva. Per cambiare questa situazione, l'autore ritiene indispensabile colmare una lacuna esistente in campo editoriale, che offra riflessioni e strumenti per creare condizioni favorevoli per il lavoro in carcere. Nel presente volume vengono raccolti i risultati di una lunga e impegnativa ricerca finalizzata a offrire una panoramica delle opportunità in grado di facilitare questo cambiamento: riflessioni, strumenti e metodologie efficaci, esperienze e progetti collaudati, agevolazioni economiche in caso di assunzione.
Collocazione Biblioteca: 15933

Barbara Bovelacci ... [et al.]
La rete europea Exocop: contesto, genesi e sviluppo del percorso interistituzionale per l'inclusione socio-lavorativa dei soggetti in esecuzione penale.
In Autonomie locali e servizi socialin. 1 (mag. 2013), pp. 93-104
L'articolo descrive l'attività della Rete europea Exocop, voluta e finanziata dalla Commissione europea per migliorare la qualità e l'efficacia delle politiche per l'inclusione sociale delle persone a rischio di esclusione, in particolare le persone in esecuzione penale. Le attività delle rete, alla quale ha aderito la Regione Emilia Romagna, hanno consentito lo sviluppo di una vasta riflessione sulle modalità di intervento dentro gli Istituti di pena, sulle misure alternative al carcere, sui percorsi di (re)inserimento nella comunità. Sempre in tema di integrazione lavorativa dei soggetti in esecuzione penale, questo numero include gli articoli seguenti: - L'accordo interregionale promosso dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria per migliorare gli interventi dei servizi per l'inclusione socio-lavorativa dei soggetti in esecuzione penale (pp. 105-114). - Eoef - European offender employement forum: in rete per l'inclusione socio-lavorativa di soggetti in esecuzione penale (pp.115-122). 

Laura Crescentini
Detenuti, occupazione, genere.  Un’indagine in Umbria
In RSS : Rassegna di Servizio Sociale, n. 1 (gen.-mar. 2013), pp. 84-102
Lavoro e formazione sono i punti cruciali degli interventi di reinserimento e risocializzazione attuati in favore dei detenuti. L'attuale crisi economica e le conseguenti difficoltà rilevate nel mondo penitenziario rendono difficile la realizzazione di percorsi e progetti stabili e duraturi. Nella trattazione si è disegnato il quadro dell'attuale realtà umbra riguardante il lavoro penitenziario, basandosi sia sui dati statistici raccolti ed elaborati, sia sulle voci e le testimonianze privilegiate dei detenuti nella Casa Circondariale Nuovo Complesso di Perugia-Capanne e degli "addetti ai lavori".

Tiziana Ramaci, Giuseppe Santisi
Le attività trattamentali per un sistema di servizi territorialmente efficace 
In Psicologia di Comunità, n. 1 (2012), pp. 103-114
Al fine di favorire opportunità di lavoro per detenuti e di promuovere interventi per il miglioramento dei servizi per l'inclusione socio-lavorativa, è necessario pensare a strategie integrate di intervento con il territorio tali da poter migliorare l'efficienza e l'efficacia dei servizi rivolti alle fasce svantaggiate. L'articolo presenta un lavoro di ricerca che ha coinvolto 190 cittadini "liberi", con l'obiettivo di esplorare la percezione che il territorio ha delle attività trattamentali ai fini del reinserimento sociale delle persone marginalizzate.

Gabriele Sapienza
Una nuova forza lavoro
In Le Due Città: rivista dell'amministrazione penitenziaria, n. 10 (ott. 2011), pp. 20-27
L'autore affronta il tema del lavoro penitenziario prendendo spunto da uno studio elaborato dalla Camera di commercio di Monza e Brianza, il quale stabilisce che il lavoro dei detenuti, in Italia, potrebbe valere più di 700 milioni di euro se lavorassero tutti i detenuti che hanno i requisiti per accedere al lavoro

A cura di Paola Marchett
La creatività femminile che resiste. Storia del marchio FUMNE
In Ristretti orizzonti : Periodico di informazione e cultura dal Carcere Due Palazzi di Padova, n. 11 (gen.-feb. 2011) , pp. 26-29
L'articolo riporta un'intervista a Monica Gallo, dell'associazione La casa di Pinocchio onlus, responsabile, insieme a Sara Battaglino, di un laboratorio per le detenute nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. Il laboratorio produce oggetti, accessori femminili, artigianato con il marchio FUMNE (donna, in piemontese) ed è nato per strappare le donne detenute all'abbrutimento che la detenzione porta con sé, affinché la loro femminilità non venga persa. I prodotti vengono venduti in alcuni negozi di Torino e Milano e on-line.

A cura di Assunta Borzachiell
"Tessere" legami per riconquistare dignità
In Le Due Città : rivista dell'amministrazione penitenziaria, n. 2 (feb. 2011), pp. 28-31
Sempre più spesso carcere e territorio si trovano a comunicare e a interagire con una duplice finalità: il miglioramento del primo e lo sviluppo del secondo. In questa prospettiva rientra la linea della cooperativa L'Arcolaio di Siracusa, che realizza corsi di formazione professionale, soprattutto nel settore agricolo. Si è poi passati all'idea più concreta di un corso di formazione per panificazione, che ha dato vita a una nuova cooperativa orientata alla produzione biologica di pasticceria, che ha come ingrediente principale la mandorla di Avola. Da qui il marchio "Dolci Evasioni", che associa la caratteristica di fare dei dolci al sogno di libertà.

Silvia Baldassarre
Carcere più aperto, carcere più sicuro
In Le Due Città : rivista dell'amministrazione penitenziaria, n. 1 (gen. 2011), pp. 36-41
L'articolo informa sulla tavola rotonda organizzata dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria per un confronto tra Amministrazione stessa, aziende e cooperative in merito al lavoro penitenziario. Dall'incontro è emerso che solo il 21% dell'intera popolazione carceraria del nostro Paese lavora all'interno dei penitenziari e che il lavoro qualificato e l'alta specializzazione sono la congiunzione tra il dentro e il fuori.

Carcere e donna

A cura di Cristina Laura Cecchini, Cristina Gasperin e Silvia Giacomini
Ricci, limoni e caffettiere. Piccoli stratagemmi di una vita ristretta
Edizioni dell'asino, 2013, pp. 86
Il libro, frutto del lavoro di integrazione del progetto "Del Perduto Corpo" svolto con donne detenute nel carcere di Rebibbia, illustra in tono leggero alcune tecniche per vivere meglio in carcere. Sono stratagemmi e suggerimenti per cure di bellezza, problemi di salute, ricette di cucina, insieme a esempi di scritture personali e invenzioni di gioco.
Collocazione Biblioteca: 16619

Gabriella Costanzo
Madre e bambino nel contesto carcerario italiano
Armando, Roma, 2013, pp. 109
Il testo affronta e approfondisce il delicato problema della presenza in carcere dei bambini che vivono con la madre detenuta. In particolare, in base ai dati di alcune ricerche, si evidenzia la problematicità del legame madre-bambino sottolineando le possibili ripercussioni dell'ambiente coercitivo carcerario su entrambi i soggetti. Il carcere, per le caratteristiche strutturali e regolamentari che gli sono proprie, è chiaramente il luogo meno adatto a rispondere alle esigenze relazionali e di vita della diade. La condizione di detenzione incide infatti sulla possibilità dell'instaurarsi di un legame di attaccamento sano nonchè sullo sviluppo cognitivo del bambino e sul vissuto di entrambi. Il bambino e la madre in carcere instaurano un forte legame di attaccamento che sfocia in una stretta dipendenza che può costituire per il bambino un ostacolo al bisogno di esplorazione e di autonomia. Il volume contiene un ricco elenco di siti internet sull'argomento.
Collocazione Biblioteca: 16278 

Chiara Cattarin
Maternità in carcere. Aspetti legislativi, psicologici e statistici
Upsel Domeneghini, Padova, 2012
Questo testo, tesi di laurea dell'autrice in Scienze Politiche Diritti Umani presso l'Università di Padova, vuole evidenziare come la condizione carceraria - pur essendo un tema molto dibattuto perché riguarda la negazione al diritto per eccellenza, la libertà - susciti un'attenzione molto scarsa nei riguardi della situazione dei bambini in carcere insieme alla madre. Scontare una pena come conseguenza di atti illeciti causa inesorabilmente uno strappo nei rapporti familiari ed affettivi; tutelare la relazione madre-figlio anche in carcere è l'unica condizione per salvaguardare tali rapporti. Il presente lavoro mira a fornire un quadro legislativo, psicologico e statistico della situazione carceraria, soffermandosi sulla detenzione femminile, in modo particolare sulla condizione materna vissuta con i figli tra le mura detentive dell'ICAM (Istituto a Custodia Attenuata per Detenute Madri) di Milano.
Collocazione Biblioteca: 15816

A cura di Anna Civita e Pierluca Massaro
Devianza e disuguaglianza di genere
Franco Angeli, Milano, 2011, pp. 247
La possibilità di analizzare più in profondità la condizione sociale femminile è stata perseguita volgendo lo sguardo anche alla devianza, attraverso alcune "finestre" aperte su fenomeni sociali - prostituzione, terrorismo internazionale, organizzazioni criminali, alcolismo - nell'ambito dei quali il genere può prestarsi a essere utilizzato come variabile indipendente, in grado di giocare un ruolo fondamentale. Considerare tali fenomeni sociali consente di ampliare l'orizzonte di studio, onde meglio comprendere se e quali stereotipi, pregiudizi e ostacoli segnino il cammino delle donne, calcando il solco delle disuguaglianze. Si è scelto di strutturare il volume in due parti: la prima relativa alle disuguaglianze di genere, la seconda alla devianza di genere, sulla scorta della presunzione della loro complementarietà, in quanto ognuna funzionale all.altra. Minimo comune denominatore è, dunque, il tentativo di approfondire i termini di vulnerabilità sociale vissuta al femminile e quanto tale vulnerabilità condizioni le opportunità sociali, con esiti che possono ricondurre al campo della devianza.
Collocazione Biblioteca: 16462

Daniele Autier
Carcere donna
In Le Due Città:rivista dell'amministrazione penitenziaria, n. 2 (feb. 2011), pp. 46-51
Un Rapporto dell'Unione Europea rivela che il tasso di crescita del numero delle donne che entrano in carcere è superiore a quello degli uomini. La maggior parte delle donne sconta pene brevi, legate al possesso di stupefacenti, creando un continuo turn over della popolazione carceraria e una serie di criticità che richiedono una rapida soluzione: la popolazione carceraria femminile è infatti composta da madri, da anziane, da tossicodipendenti e da straniere. Per far fronte a questo fenomeno l'Unione Europea si è posta una serie di obiettivi al fine di fornire una risposta moderna e civile alla detenzione femminile: tra questi il ricorrere il più possibile alle misure alternative, soprattutto per donne incinte e per chi ha figli piccoli, e considerare come primario l'interesse del bambino quando è coinvolto nella detenzione della madre.

Gianfranco Doni
Migliorano le condizioni delle mamme detenute ma la partita si gioca sulle strutture alternative
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore : settimanale di documentazione giuridica , n. 17 (apr. 2011), pp.9-10
Il fenomeno della detenzione dei bambini con le madri ha ampie dimensioni statistiche e assume una cruciale importanza per i diritti dei fanciulli e la dignità della persona. Il disegno di legge 2568, modificativo del codice di procedura penale e della legge 354/1975, eleva da tre a sei anni di età del figlio minore la soglia di esclusione alla detenzione in carcere per la madre e crea le condizioni, almeno sulla carta, per una concreta alternativa alla prigione. Entro sei mesi il Ministero della Giustizia però dovrà allestire appositi "istituti a custodia attenuata" e "case famiglia protette".

Carcere e affettività/genitorialità

Antonio Leone ... [et al.]
Le declinazioni dell'essere genitore nelle nuove famiglie e nelle diverse culture
In Minorigiustizia, n. 3 (2014), pp. 7-156
La monografia affronta il tema della genitorialità, inquadrandola nei profondi cambiamenti che coinvolgono la famiglia e che fanno emergere sempre più numerose le altre forme familiari rispetto al nucleo tradizionale, cioè famiglie allargate, monogenitoriali, omosessuali. Anche la generatività va assumendo connotazioni diverse con le diverse forme di fecondazione eterologa o di maternità surrogata. Questi i titoli delle cinque parti della monografia: 1) Le genitorialità al plurale; 2) I sostegni alla genitorialità; 3) La genitorialità delle persone detenute; 4) La genitorialità delle persone portatrici di altre culture; 5) La genitorialità nell'adozione internazionale.

Ennio Tomaselli
La carta dei figli dei genitori detenuti
In Minorigiustizian. 3 (2014), pp. 175-183
L'articolo riporta e commenta il testo della "Carta dei figli dei genitori detenuti", un Protocollo d'intesa sottoscritto il 21 marzo 2014 dal Ministero della Giustizia, dall'Autorità garante per l'Infanzia e l'Adolescenza e dalla onlus Bambinisenzasbarre. Mancava infatti ancora un documento ufficiale dedicato ai diritti dei figli dei detenuti, sostanzialmente basati sull'esigenza di mantenere i rapporti con i genitori in carcere.

Giovanna Testa
Genitori nell'ombra. La tutela della persona detenuta nella relazione genitore/figlio 
Unicopli, Milano, 2013, pp. 299
Il testo è suddiviso in due parti essenziali. Nella prima, si procede all'analisi della riforma penitenziaria del 1975, fino agli adeguamenti normativi più recenti, con particolare riferimento alle disposizioni tese a garantire la tutela dei legami affettivi e familiari delle persone detenute. Nella seconda parte, si riportano gli esiti della ricerca svolta presso i tre istituti penitenziari della regione Molise. L'indagine, in aggiunta ai dati di tipo quantitativo e qualitativo raccolti presso le strutture penitenziarie, ha dato ampio spazio all'esperienza diretta di soggetti che a vario titolo sono coinvolti nella questione relativa alla genitorialità in carcere.
Collocazione Biblioteca: 16703

Ornella Favero ... [et al.]
Affetti pietrificati dalla galera
In Ristretti orizzonti, n.6 (nov. 2013), pp. 1-21
La monografia è dedicata all'amore e agli affetti in carcere, alle relazioni familiari e genitoriali di un carcerato, argomento visto anche come un investimento nella sicurezza sociale: recuperare gli affetti è il primo passo per rientrare nella società. Seguono anche pagine dedicate al confronto fra la legislazione italiana e quella di altri paesi europei, nonché la proposta di legge in materia di "affettività in carcere", modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354.

Giampiero Ferrario, Elena Galliena
Pensiero criminale. I legami del reo dalla famiglia al carcere 
Franco Angeli, 2012, pp. 263
Il volume pone le basi per mettere in relazione la violazione delle norme sociali con la violazione delle norme in famiglia: gli autori, infatti, sostengono che la violazione della legge è connessa all'esperienza infantile del reo di violazioni di precise norme familiari, tra cui la prima e più importante è quella sul riconoscimento del figlio. Il volume è diviso in tre parti: la prima - dedicata alla sfera familiare - illustra come si costruiscono e si curano i legami con i figli attraverso l'osservanza e la violazione di norme specifiche e indaga il fallimento genitoriale nella costruzione di legami sicuri e di una matura appartenenza alla comunità; la seconda descrive il pensiero criminale nella sua complessità etico-affettiva e la corrispondenza fra i suoi assunti di base e quelli che caratterizzano i disturbi di personalità; la terza indaga la relazione del reo con l'istituzione all'interno del contesto giuridico e carcerario, delineando un nuovo modello d'intervento per psicologi e operatori finalizzato alla riconciliazione fra il reo e la comunità. G. Ferrario è psicologo e psicoterapeuta familiare, E. Galliena criminologa.
Collocazione Biblioteca: 15773 

Vanna Iori ... [et al.]
Genitori comunque. I padri detenuti e i diritti dei bambini
Franco Angeli, Milano, 2012, pp. 142
Il libro nasce da una ricerca promossa dallo SVEP (Centro Servizi per il Volontariato) di Piacenza sulla condizione dei padri detenuti, i quali vivono una doppia distanza: quella fisica, determinata dall'allontanamento dal nucleo familiare, e quella affettiva, dovuta all'impossibilità di esercitare una funzione educativa e di condividere gli affetti nella quotidianità. I figli, privati della presenza paterna, rischiano di subire anch'essi una pena dannosa per il loro percorso di crescita. È necessario garantire ai bambini quei diritti difficili da proclamare, ma fondamentali per la loro formazione: il diritto alla “presenza” paterna, pur nella separazione del carcere; il diritto all'affettività, pur nella ristrettezza degli spazi e dei tempi; il diritto alla verità, anche quando è difficile e dolorosa. Dai racconti dei padri detenuti emergono vissuti di nostalgia e colpa, difficoltà e progetti. Se ne ricavano rimandi importanti per ripensare e prendersi cura della genitorialità in questa particolare situazione.
Collocazione Biblioteca: 15734 

Sandra Rivara, Livia Botto, Roberto Buzzi
Sp In. Genova: un modello di trattamento per soggetti dell'area penale e per le loro famiglie
In Rassegna Italiana di Criminologia, n. 2 (2012), pp. 74-87
L'articolo tratta dell'esperienza di un servizio genovese denominato Sp.In. (Sportello Informativo), che si occupa di soggetti in esecuzione penale esterna, sottoposti a misure cautelari o a fine detenzione, e dei loro famigliari. Dopo una premessa generale di tipo storico sull'applicazione delle misure alternative alla detenzione, viene illustrato il sistema allargato di progettazione, gestione e lavoro di rete capace di promuovere le risorse della comunità, su cui si è fondato il servizio Sp. In. Viene infine analizzato il cambiamento del servizio che ha portato all'implementazione di percorsi di legalità e reinserimento sociale personalizzati.

A cura di Ornella Favero
Baci proibiti
In Ristretti orizzonti, n. 3 (mag.-giu. 2012), pp. 2-32
A partire da un incontro avvenuto nella redazione della rivista tra alcuni detenuti e la scrittrice Francesca Melandri, dal quale è emerso che parenti e famigliari dei detenuti sono spesso maltrattati dall'istituzione carceraria, la rivista pubblica alcuni contributi in merito al diritto agli affetti e alla sessualità in carcere.

Alain Bouregba
Figli e genitori ancora
Bambinisenzasbarre, 2011, pp. 31
Nel presente volume viene riportata la trascrizione integrale degli interventi tenuti dal professor Alain Bouregba (Presidente della Federazione dei Relais Enfant-Parents di Parigi e Presidente di Eurochips) ai convegni organizzati da Bambinisenzasbarre dal 2005 in poi. Sono interventi di sensibilizzazione sull'importanza del mantenimento della relazione genitoriale in detenzione e le implicazioni più delicate per il genitore detenuto, i figli e il nucleo familiare, senza tralasciare il ruolo degli operatori penitenziari e il loro possibile sostegno alla relazione.
Collocazione Biblioteca: 15351

Affetti negati
In Ristretti orizzonti: Periodico di informazione e cultura dal Carcere Due Palazzi di Padova, n. 1 (gen.-feb. 2010), pp. 2-37
Questo numero della rivista è quasi interamente dedicato agli affetti spezzati, consumati, umiliati dal carcere, in particolare le relazioni con i figli e i famigliari più cari. Vengono riportate alcune esperienze di famiglie con figli tossicodipendenti detenuti.

Valeria Cosini
Bambini invisibili
In Le Due Città: rivista dell'amministrazione penitenziaria, n. 10 (ott. 2011), pp. 44-45
L'articolo sintetizza gli argomenti principali affrontati nel convegno nazionale "Genitorialità in carcere e diritti dei figli dei detenuti", organizzato dalla Cooperativa Cecilia, in collaborazione con l'Associazione A Roma Insieme e con il supporto del DAP. La cooperativa Cecilia è da anni impegnata per aiutare i bambini che hanno un genitore detenuto, fenomeno che in Italia interessa migliaia di minori, attraverso proposte per il miglioramento delle attuali condizioni di vita dei detenuti e delle loro famiglie.

Carcere e immigrazione

Monica Lazzaroni
Lo straniero nel distretto del Tribunale di Sorveglianza di Brescia 
In Rassegna Italiana di Criminologia, n. 2 (giu. 2014), pp. 103-111
L'autrice, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Brescia, analizza il fenomeno degli stranieri in esecuzione penale interna ed esterna nel distretto di sua competenza. Viene anzitutto rilevato come la Cassazione si sia pronunciata a favore dell'ammissione di misure alternative nei confronti dello straniero irregolare, così che lo status di clandestino non possa rappresentare un automatismo che ne provochi l'esclusione: la funzione rieducativa della pena non ammette discriminazioni tra stranieri regolari e clandestini. Vengono poi esaminate alcune decisioni quadro di particolare rilevanza, come la decisione sul mandato d'arresto europeo, e infine si analizzano i dati relativi alla popolazione reclusa detenuta e in misura alternativa alla detenzione nel distretto del Tribunale di Sorveglianza di Brescia. Sono stati analizzati i procedimenti concernenti un campione di 571 soggetti.

Livio Pepino
Forti con i deboli
Bur, Milano, 2012, pp. 317
Livio Pepino, protagonista di quarant'anni di magistratura, spiega come, a dispetto di quanto ci viene raccontato, i risultati della giustizia nel contrasto dei poteri forti sono in realtà assai ridotti e, nell'ultimo decennio, in costante diminuzione. Al contrario, nel generale disinteresse, le carceri continuano a riempirsi delle fasce più deboli della società: migranti, tossicodipendenti, manifestanti senza copertura politica. Una deriva autoritaria che sembrava superata e che sta invece tornando con forza. Lancia così un allarme di estrema serietà: perché si può e si deve immaginare una giustizia davvero uguale.
Collocazione Biblioteca: 16842

Dario Melossi
Pena e struttura sociale tra migrazioni, globalizzazione e crisi
In Rassegna Italiana di Criminologia, n. 2 (giu. 2014), pp. 120-127
L'articolo presenta un'analisi in cui si vogliono individuare i nessi esistenti tra la struttura sociale, i movimenti migratori, la criminalità e i tassi di incarcerazione, anche in chiave comparatistica tra Italia e Stati Uniti, non dimenticando l'importanza delle politiche penali.

Carlo Alberto Romano
Carceri e stranieri
In Rassegna Italiana di Criminologia, n. 2 (giu. 2014), pp. 140-151
La tematica dei detenuti stranieri, connotata da una speciale rilevanza sia se considerata a livello nazionale sia a livello sovranazionale, solleva tutta una serie di questioni connesse al rispetto dei diritti delle persone che si trovano a scontare una pena in un Paese diverso da quello di origine. Tra queste, spiccano quella dell'esposizione alla discriminazione, delle difficoltà di accesso alla giustizia, dell'isolamento relazionale, del reinserimento e dell'impatto dello stato di clandestino. Dinanzi a un siffatto panorama, assumono importanza centrale gli strumenti internazionali a tutela dei detenuti stranieri, in particolare le decisioni-quadro europee, strumenti dall'alto potenziale, ma non ancora compiutamente applicate in tutti gli Stati Membri.

Caterina Mazza ; prefazione di Giuliano Amato
La prigione degli stranieri. I centri di Identificazione e di Espulsione 
Ediesse, Roma, 2013, pp. 186
Il libro affronta un aspetto poco indagato del fenomeno migratorio: la gestione e il funzionamento, in Italia e in Europa, dei Centri di detenzione amministrativa per migranti irregolari in attesa di espulsione. Vengono presentate le motivazioni originarie dell'istituzione dei Centri di trattenimento per stranieri come strumento di contrasto all'immigrazione irregolare, facendo riferimento alle politiche migratorie europee, nonché al dibattito creatosi intorno agli accordi di Schengen e al rapporto tra libertà e sicurezza nella costruzione dell'Unione Europea. Le ragioni della creazione dei Centri e il loro scopo sono sostanzialmente comuni ai diversi Stati europei, ma le modalità di realizzazione e di organizzazione sono specifiche di ogni contesto nazionale. L'analisi si concentra poi sul caso italiano per cogliere le caratteristiche strutturali del complesso dei CIE, soffermandosi sulle modalità del loro funzionamento, sulle condizioni di vivibilità interne, sulle principali criticità del fenomeno e sull'efficacia dello strumento di detenzione amministrativa a fini espulsivi. Su questi aspetti si procede ad una comparazione con alcuni paesi europei, in particolare la Francia e la Gran Bretagna. Il libro si chiude affrontando la questione dell'utilità dei Centri nel rendere effettiva la politica che ha portato alla loro istituzione.
Collocazione Biblioteca: 16555 

Paolo Di Motoli
I musulmani in carcere. Teorie, soggetti, pratiche 
In Studi sulla questione criminale, n. 2 (2013), pp. 75-98
La ricerca affronta il tema della presenza dell'islam in carcere e come reagiscono le istituzioni penitenziarie alle richieste dei musulmani. Avvalendosi di una serie di testimonianze di persone che, a vario titolo, hanno avuto a che fare con il carcere tra Piemonte e Valle d'Aosta, la ricerca ha tentato di approfondire il tema dell'offerta di trattamenti differenti per i detenuti di religione islamica. Per condurre il lavoro ci si è avvalsi, oltre che delle interviste, di un breve questionario

A cura di Stefano Anastasia e Valeria Ferraris
La detenzione amministrativa degli stranieri. Esperienze in Europa 
In Antigonen. 1 (2013), pp. 11-155
Questo secondo numero monografico sulla detenzione amministrativa completa l'inquadramento politico-normativo fornito dalla rivista nel n. 3/2012 con contributi dedicati alla realtà dei centri in Italia e in Europa. Tre sono le aree di approfondimento: la gestione esternalizzata dei centri, la realtà della detenzione amministrativa in diversi paesi europei (Svizzera, Gran Bretagna, Spagna e Grecia), alcune esperienze di ricerca sulle condizioni di detenzione nel CIE di Torino, sulla ingiusta detenzione a Lampedusa e sulla vicenda dei dispersi tunisini. Segnaliamo il contributo di V. Ferraris e S. Anastasia, che offre una sintetica disamina dei dati statistici disponibili sui centri di detenzione amministrativa in Italia, offrendo un quadro riassuntivo relativo alla capienza, al numero di persone trattenute. alla durata del trattenimento, nonchè al numero di espulsi in rapporto ai trattenuti.

Silvia Scordo ... [et al.]
La detenzione amministrativa degli stranieri. Norme e diritti in Europa
In Antigone, n. 3 (2012), 13-138
Questo numero della rivista si articola lungo tre assi di ragionamento, identificabili nelle politiche migratorie tra scelte nazionali e indirizzi sovranazionali, negli strumenti e nella giurisprudenza a tutela dei diritti umani in Europa, e nella disciplina normativa nazionale italiana sul trattenimento e la privazione della libertà dello straniero privo di regolare permesso di soggiorno. A queste tre aree di approfondimento si aggiunge, in conclusione del fascicolo, un contributo apparentemente eterogeneo, dedicato alla detenzione segreta come forma specifica della detenzione amministrativa degli stranieri. Il prossimo numero della rivista sarà dedicato ai centri di detenzione e ai rischi concreti per i diritti umani delle persone che vi vengono costrette. 

Francesco Cascini ... [et al.]
La radicalizzazione del terrorismo islamico.   Elementi per uno studio del fenomeno di proselitismo in carcere
Istituto Superiore di Studi Penitenziari, Roma, 2012, pp. 136
Questa ricerca, attraverso l'analisi di un fenomeno transnazionale, aiuta a scoprire le tante complessità del mondo penitenziario. Il Rapporto, scaricabile da web in formato pdf, raccoglie i seguenti contributi: 1) Francesco Cascini, “Il fenomeno del proselitismo in carcere con riferimento ai detenuti stranieri di culto islamico ”; 2) Aureliana Calandro, “L’Islam nel circuito AS2: regime e trattamento penitenziario. Il ruolo della donna quale operatrice penitenziaria: dall’Educatore al Comandante di Reparto”; 3) Nadia Giordano, “Proselitismo in carcere e ruolo del ministro del culto islamico”; 4) Giovanni La Sala, “Il rischio di proselitismo religioso di matrice islamica. La gestione della socialità”; 5) Salvatore Parisi, “La vigilanza e l’osservazione della Polizia penitenziaria nei confronti di detenuti di matrice terroristica radical religiosa”; 6) Melania Quattromani, “La prevenzione dei fenomeni di radicaliz­zazione violenta”; 7) Giuseppe Simone, “Gestione penitenziaria e devianza criminale, con particolare riferimento ai profili di sicurezza e agli strumenti di controllo dei fenomeni terroristici ­eversivi internazionali”; 8) Pasquale Spampanato, “Azioni di contrasto del fanatismo islamico”.

Elena Bocci
Sbarre dentro e fuori il carcere. Con particolare riferimento agli immigrati
Aracne, 2011, pp. 217
Il volume prende a riferimento i risultati di uno studio condotto in una Casa Circondariale del Lazio, commentandoli alla luce del più ampio contesto nazionale. La trattazione pone l'accento sui detenuti ed ex detenuti, con particolare riferimento agli immigrati; sono stati inoltre sentiti alcuni testimoni privilegiati e si è lasciato spazio sia ad alcuni provvedimenti governativi che alla società, per la quale i detenuti stranieri risultano spesso un mondo distante ed ignoto. La ricerca, finalizzata allo studio della rappresentazione del carcere e dei suoi ospiti immigrati, alla promozione dei loro diritti, al miglioramento delle condizioni di vita, alla socializzazione ed al loro recupero, si configura come ricerca-intervento, volta a coniugare la ricerca scientifica con la prassi. Il confronto tra le rappresentazioni dei testimoni privilegiati e dei detenuti, stimola la riflessione sull'utilità di progetti volti a favorire pratiche di familiarizzazione con l'"altro da noi" nell'attuale clima di insicurezza sociale. In Appendice, il focus sugli immigrati detenuti e il testo del Questionario sottoposto agli immigrati detenuti. L'autrice è ricercatrice di Psicologia sociale presso la Facoltà di Psicologia dell'Università La Sapienza di Roma.
Collocazione Biblioteca: 15480

Daniele Autieri
Fantasmi
In Le Due Città:rivista dell'amministrazione penitenziaria, n. 11-12 (nov.-dic. 2011), pp. 6-13
L'articolo fotografa, innanzitutto, la situazione degli immigrati nelle carceri italiane - il cui numero sfiora i 25 mila - molti dei quali non hanno documenti nè identità e, scontata la pena, saranno espulsi; racconta, inoltre, l'esperienza di due istituti penitenziari (Brescia e Firenze) che si sono attivati per favorire il multiculturalismo e l'alternativa all'espulsione; ricorda, infine, che la Convenzione di Strasburgo riconosce ai detenuti stranieri il diritto di scontare la condanna nel Paese d'origine.

Carcere e tossicodipendenza

A cura di Roberto Ricci ... [et al.]
Carriere dei consumatori di droga, fra sistema sanitario e detenzione
UniversItalia, Roma, 2013, pp. 198
Il libro raccoglie importanti contributi di sanitari delle carceri italiane ed esterni, che confermano la necessità di affrontare i problemi dal punto di vista medico con nuovi servizi medici più adeguati e misure alternative alla semplice detenzione. Il quadro che emerge è di grande pericolosità per una situazione, già difficile, nelle carceri italiane e per l'intera collettività, soprattutto per la mancanza di prospettive per il consumatore intensivo che, anche alla fine della detenzione, non riesce ad avere altre alternative rispetto alla criminalità, spinto dal dover finanziare i suoi consumi giornalieri.La ricerca sulle Comunità Terapeutiche e sui Servizi a Bassa Soglia mette in evidenza anche aspetti incoraggianti come il riscontro sulle buone pratiche rilevabili anche in alcune Regioni italiane.
Collocazione Biblioteca: 16675

Rilevazione nazionale sui detenuti tossicodipendenti ed affetti da HIV negli istituti penitenziari. Situazione al 30 giugno 2013
Ministero della Giustizia - DAP, 2013, pp. 75
Il documento, scaricabile in formato pdf, è suddiviso in due parti. Nella prima, Riepiloghi Nazionali, sono presenti le schede seguenti: scheda 1 - Detenuti presenti di cui: tossicodipendenti, stranieri e tossicodipendenti stranieri distinti per sesso. scheda 2 - Detenuti entrati dalla libertà di cui: tossicodipendenti, stranieri e tossicodipendenti stranieri distinti per sesso. scheda 3 - Rilevamento popolazione detenuta ristretta per reati di cui all' Art.73 T.U. 309/90 e per altri reati, di cui stranieri. scheda 4- Rilevamento popolazione detenuta entrata dalla libertà per reati di cui all' Art.73 T.U. 309/90 e per altri reati, di cui stranieri. Nella seconda parte, Elenchi per istituto, sono presenti le schede seguenti: scheda 1 - Detenuti presenti di cui: tossicodipendenti, stranieri e tossicodipendenti stranieri distinti per sesso. scheda 2 - Detenuti entrati dalla libertà di cui: tossicodipendenti, stranieri e tossicodipendenti stranieri distinti per sesso. scheda 3 - Rilevamento popolazione detenuta ristretta per reati di cui all 'Art.73 T.U. 309/90 e per altri reati, di cui stranieri. scheda 4- Rilevamento popolazione detenuta entrata dalla libertà per reati di cui all' Art.73 T.U. 309/90 e per altri reati, di cui stranieri.

Ivana Obradovic
Programmes d'échange de seringues en milieu pénitentiaire. Revue internationale des expériences
In Psychotropes, n. 3-4 (2013), pp. 173-195
Scopo di questo articolo è quello di raccogliere tutte le informazioni possibili sui programmi di scambio siringhe in ambito carcerario, i modelli di intervento realizzati nei diversi paesi e la valutazione dei risultati ottenuti. Il bilancio positivo di questi interventi in tutta Europa dimostra che analoghi programmi possono essere di grande beneficio in tutte quelle prigioni che ospitano un alto tasso di consumatori di droga per via iniettiva.

Annamaria Lax ... [et al.] ; prefazione di Giovanni Serpelloni
Dipendenze e misure alternative alla pena. Trattamenti sanitari volontari, condizionati e obbligatori nella doppia diagnosi
Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 201
Prodotto inizialmente nell'ambito di un ampio progetto di ricerca sulle politiche sanitarie relative alla cosiddetta "doppia diagnosi", il volume riassume un rigoroso lavoro di discussione condotto fra clinici e ricercatori, con la finalità primaria di far luce sulle normative e sui modelli organizzativi che regolano l'applicazione delle misure trattamentali in alternativa alle pene vigenti. Dopo una lettura dei fondamenti teorici, gli autori descrivono criticamente gli aspetti legislativi internazionali delle misure alternative alla pena, gli obiettivi e i contenuti dei programmi di trattamento in alternativa alla sanzione penale, soffermandosi sull'area di confine fra legislazione in materia di stupefacenti e legislazione per la salute mentale.
Collocazione Biblioteca: 16618

A cura di Enrico Teta, Emanuele Bignamini
Arcobaleno, una comunità per tossicodipendenti in carcere
Youcanprint, Lecce (2013), pp. 223
I curatori del libro, psichiatri in opera presso la Casa circondariale Lorusso e Cotugno di Torino, propongono le loro riflessioni sull'esperienza della Comunità Terapeutica per tossicodipendenti "Arcobaleno", una cosiddetta Struttura a Custodia Attenuata collocata all'interno del carcere, dando voce ai suoi protagonisti, inclusi i pazienti detenuti. Nel libro vengono descritti i percorsi clinici in cui è attualmente organizzata la comunità Arcobaleno (Aliante, Arcobaleno maschile e femminile) e il contesto detentivo in cui si svolgono, che diviene il setting di cura secondo un approccio che permette ai pazienti detenuti di sperimentare nuove modalità relazionali e usufruire di interventi individuali e di gruppo in un ambiente sicuro e non maltrattante. Intento del volume è fornire un contributo alla crescita di una cultura che tenga insieme i bisogni della cura e del trattamento delle persone detenute con quelli di sicurezza e benessere della società nel suo complesso.
Collocazione Biblioteca: 16603

Kimberly R. Kras
Offender Perceptions of Mandated Substance Abuse Treatment: An Exploratory Analysis of Offender Experiences in a Community-Based Treatment Program
In Journal of Drug Issues, n. 2 (apr. 2013), pp. 124-143
I trasgressori con una diagnosi di abuso di sostanze sono spesso obbligati a sottoporsi a un trattamento. Tuttavia si sa poco del modo in cui i trasgressori percepiscono tale imposizione e su come dovrebbe essere coinvolto il sistema di giustizia penale. L’orientamento giuridico procedurale suggerisce che i trasgressori che considerano l’obbligo legittimo e utile avranno maggiori probabilità di adeguarsi. Per esplorare tale questione vengono analizzate interviste approfondite con detenuti rilasciati sulla parola e detenuti in libertà vigilata. In complesso, i trasgressori avevano opinioni contrastanti sull’obbligo di sottostare al trattamento. Benché non amassero essere obbligati a completarlo, essi comprendevano il vantaggio della partecipazione come parte del loro reintegro e del loro mantenersi "puliti". I trasgressori sentivano che i supervisori erano corretti, ma il loro ruolo nel trattamento antidroga era assicurarsi che il programma venisse completato. Questo studio si aggiunge alla letteratura fornendo un approfondimento sulle percezioni del trasgressore in merito al trattamento obbligatorio e sulla dimensione della relazione trasgressore-funzionario. Vengono discusse le implicazioni per la giustizia procedurale, la ricerca futura e la politica.

European Monitoring Centre on Drugs and Drug Addiction
Prisons and drugs in Europe: the problem and responses
Publication Office of the European Union, Luxembourg , 2012, pp. 31
Questa pubblicazione inizia con il prendere in esame i dati disponibili sul consumo di droga tra la popolazione carceraria in Europa, focalizzandosi sul consumo per via iniettiva e altri comportamenti rischiosi per la salute, sottolineando anche il ruolo degli ambienti carcerari, dove il sovraffollamento e le condizioni anti-igieniche sono comuni, come pure la diffusione di problemi psichiatrici tra i detenuti. La prima parte si chiude con la denuncia dell'aumentato rischio di morte tra i detenuti, sia in carcere che dopo il rilascio. La seconda parte del rapporto è centrata sulle risposte ai bisogni sanitari dei detenuti tossicodipendenti nei paesi europei. Lo studio analizza come i diritti internazionalmente riconosciuti dei detenuti e le norme europee e internazionali che stabiliscono gli standard di assistenza in carcere vengono applicate ai detenuti con problemi di droga. Viene poi fornita una panoramica sui servizi forniti in Europa dall'ingresso in carcere fino al rilascio, come il counselling, il trattamento della tossicodipendenza e la prevenzione delle malattie infettive e dell'overdose.
Collocazione Biblioteca: 17R18 

A cura di Giulia Casamonti, Maria Stagnitta, Grazia Zuffa
Carcere e droghe in tempi di politiche securitarie. Tra retorica correzionale e buone pratiche di accoglienza
Forum Droghe, Roma, 2012, pp. 144
Questo dossier è stato preparato in occasione della Summer School 2012 di Fuoriluogo, centrata sul tema del carcere,un tema cruciale sia nelle politiche pubbliche su droga e tossicodipendenze, sia nella pratica degli operatori dei servizi. Il dossier è articolato nelle parti seguenti: 1) Droghe e politiche securitarie; 2) HIV, tossicodipendenza e salute in carcere; 3) Tossicodipendenti e alternative al carcere.
Collocazione Biblioteca: 10001

Fabio Fiorentin
Misure alternative alla detenzione e tossicodipendenza
Giuffrè, Milano, 2011, pp. 269
Il volume illustra in modo completo ed esaustivo l'istituto dell'esecuzione penale a carico dei condannati tossicodipendenti, che viene analizzato dall'emissione dell'ordine di carcerazione da parte del P.M. fino alle complesse dinamiche delle misure alternative al carcere (affidamento terapeutico e sospensione della pena). L'opera è arricchita dalle pronunce della Corte Costituzionale e della recente giurisprudenza di legittimità in materia. I primi tre capitoli offrono una panoramica dell'esecuzione penale nei confronti del condannato tossicodipendente, mentre i capitoli dal 4 al 7 presentano tutti i benefici penitenziari a finalità terapeutica.
Collocazione Biblioteca: 16873

A cura di Franco Prina
Consumo di droghe e sanzioni amministrative. Un bilancio sull'applicazione dell'art. 75 del DPR 309/90 Franco Angeli, 2011, Milano, pp. 319
Tra i molti tasselli che compongono le politiche italiane in materia di droghe, quanto previsto dall'art. 75 del DPR 309/90 (riformato parzialmente nel 2006) ha senza dubbio una rilevanza e una significatività non marginali. La norma prevede la possibilità di applicazione, da parte delle prefetture, di sanzioni amministrative (sospensione della patente e/o di altri documenti) ai soggetti che fanno uso personale di sostanze psicoattive illegali. La sua "messa in opera" ha impegnato, in questi anni, molte risorse organizzative e professionali e ha intercettato un numero sicuramente consistente di consumatori di droghe (dal 1990 al 2010 circa 750.000). Il volume trae origine da una ricerca empirica, condotta in un campione di province, sulle modalità di attuazione e implementazione dell'art. 75 e sul suo impatto sui consumatori di sostanze psicoattive illegali. Saggi sulla disciplina delle misure amministrative, sul processo istitutivo dei Nuclei operativi tossicodipendenze nel contesto evolutivo dell'organizzazione e delle funzioni delle prefetture, sui problemi inerenti la valutazione delle politiche in materia di droghe, accompagnano il nucleo centrale del lavoro: da un lato, l'analisi di meccanismi organizzativi, prassi attuative, sperimentazioni innovative, critiche e proposte di modifica del dettato normativo; dall'altro, la ricerca su grado di conoscenza, esperienze vissute, significati attribuiti e conseguenze nelle opinioni dei soggetti implicati nel procedimento. In allegato sono riportati i questionari utilizzati negli studi di caso.
Collocazione Biblioteca: 15586

Livio Ferrari
Perchè un tossicodipendente non deve andare in carcere; Per una nuova stagione dell'ideale riabilitativo
In Animazione Sociale : Mensile per gli operatori sociali, n. 250 (feb. 2011), pp. 103-104
Oggi si stima che circa un detenuto su tre sia tossicodipendente. La legge Fini-Giovanardi, in combinazione con la ex-Cirielli, dispone la non applicazione dei percorsi alternativi alla detenzione per i recidivi (cioè la gran parte dei detenuti tossicodipendenti). Secondo l'autore, direttore del Centro francescano di ascolto di Rovigo e garante dei diritti delle persone provate della libertà, il carcere smette così di essere "extrema ratio" per diventare contenitore di vite di scarto, aumentando la loro emarginazione e la loro sofferenza.

Carcere e minori

Mario Tagliani
Il maestro dentro. Trent'anni tra i banchi di un carcere minorile
Add, Torino, 2014, pp. 189
L'autore è un maestro, a questo lavoro è arrivato un po' per caso, un po' per passione, un po' per amore. Quando negli anni Ottanta arriva a Torino dalla provincia di Brescia, vince un concorso pubblico e si presenta a scuola per il suo primo giorno da maestro. La direttrice lo guarda, quasi scrutandolo, e poi dice "Che ne pensa del Ferrante Aporti, il carcere minorile della città?". Comincia così la storia di Mario, il maestro che accompagna sui banchi centinaia di ragazzi che tra quelle mura scontano la loro pena. Il suo è un mondo sconosciuto a chi sta fuori, un mondo di sconfitte e rabbia, ma anche di sorrisi, vittorie e persone che ti cambiano la vita. La prefazione è di Fabio Geda.
Collocazione Biblioteca: 16825

Alvise Sbraccia, Francesca Vianello
La Giustizia, la pena, il carcere. L'esperienza di Ristretti Orizzonti con le scuole 
In Minorigiustizia, n. 2 (2014), pp. 245-259
Il presente lavoro prende in considerazione l'operato della redazione di Ristretto Orizzonti, un giornale prodotto presso la Casa di reclusione di Padova. In particolare, l'articolo si concentra sul progetto "Il carcere entra a scuola. Le scuole entrano in carcere", che mira a realizzare uno scambio tra il carcere e il territorio, coinvolgendo detenuti e studenti. Il progetto prevede l'offerta alle scuole di un percorso educativo di informazione e sensibilizzazione sul tema della legalità, della sicurezza e della pena detentiva, promosso e realizzato dagli stessi detenuti. Obiettivo del progetto è promuovere un fondamentale cambiamento per quanto riguarda l'immagine del carcere e della popolazione carceraria presso le nuove generazioni.

Dominique de Fraene ... [et al.]
Prison pour mineurs: une comparaison France-Belgique
In Déviance et Société, n. 2 (giu. 2014), pp. 127-197
La reclusione è storicamente la prima forma di “trattamento” specialistico dei giovani in conflitto con la legge e rimane attualmente un’area in cui numerosi paesi continuano a investire denaro pubblico. Cercare di fare un bilancio comparativo della reclusione dei minori su scala europea resta molto complesso a causa, da un lato, dell’eterogeneità delle fasce d’età, dei tipi di misure e delle molte e varie forme delle istituzioni e, dall'altro lato, per la tendenza di ciascun ricercatore a utilizzare punti di riferimento e situazioni del proprio paese, o di paesi che conosce, come base da cui partire per valutare gli altri paesi. Questo dossier presenta, nell’ordine, i risultati di tre ricerche (due francesi e una belga) recentemente concluse e che riguardano precisamente la reclusione dei minori. Queste ricerche, basate tutte e tre su analisi comparative fra nuove istituzioni e altre più vecchie (di carattere prioritariamente educativo e/o principalmente carcerario), presentano altre convergenze: una dimensione di politica pubblica che rintraccia e confronta l’origine sociale delle nuove istituzioni negli orientamenti e nelle evoluzioni della giustizia minorile; l’accento posto sul funzionamento stesso delle istituzioni osservate mettendo in luce e in discussione le pratiche di sorveglianza e di osservazione, le logiche di azione dei diversi operatori professionali come pure le esperienze e il vissuto dei giovani.

Irene Pastore
Ragazzi di sistema
In Narcomafie, n. 2 (feb. 2014), pp. 21-47
In un contesto socio-economico precario come Napoli e la sua periferia, la camorra - sempre attiva nel ridisegnare le proprie mappe di influenza - ha saputo sfruttare pienamente degrado e depressione, non adeguatamente fronteggiati dallo Stato, coinvolgendo giovani anche esterni alle famiglie mafiose nelle attività illegali. Intolleranti ad ogni forma di controllo, attratti da rapide carriere negli ambienti malavitosi, questo esercito invisibile di minori non è semplicemente manovalanza ma l’ossatura per gestire le principali attività di estorsione, narcotraffico e gioco d’azzardo. E l’organizzazione di interventi rieducativi e trattamentali in ambito penale diventa ancora più difficile.

A cura di Isabella Mastropasqua, Maria Stefania Totaro
2° Rapporto sulla devianza minorile in Italia. I numeri pensati
Gangemi, Roma, 2013, pp. 567
Il 2° Rapporto sulla devianza minorile in Italia conferma, a distanza di un quinquennio, la scelta di approfondire, oltre al monitoraggio quantitativo del fenomeno, le aree tematiche che rappresentano peculiari aspetti di interpretazione e lettura della complessa realtà del sistema della giustizia minorile. Una prima parte è dedicata al territorio nazionale, partendo dallla situazione dei servizi: Uffici di Servizio Sociale, Centri di prima Accoglienza e Comunità. Seguono dei focus sui nuclei ritenuti centrali della messa alla prova, della recidiva, dei giovani adulti. La parte centrale riporta tre interviste ad esperti per cogliere aree di criticità e di possibile innovazione. La terza sezione riporta i dati per regione, con riflessioni sulle specificità dei territori a cura degli operatori dei Centri per la Giustizia minorile.
Collocazione Biblioteca: 66R02

A cura di Angelo Pennisi
La giustizia penale minorile: formazione, devianza, diritto e processo
Giuffrè, Milano, 2012, pp. 573
Da diversi anni la giustizia penale minorile si trova al centro dell'attenzione, non solo del legislatore, ma anche della dottrina e della giurisprudenza ordinaria e costituzionale. Lo studio delle relative problematiche, rimasto in ombra per diversi decenni, ha ricevuto un significativo impulso dalle numerose convenzioni internazionali in tema di tutela e di trattamento penale dei minori. La creazione di un autonomo processo penale per i minorenni è servita a catalizzare l'attenzione e l'interesse della dottrina anche per l'introduzione di istituti nuovi, attraverso i quali il processo penale ha superato la tradizionale funzione garantista per assolvere compiti di educazione sociale e di responsabilizzazione. L'incalzante e vorticoso processo di europeizzazione del diritto minorile ha reso necessario realizzare una seconda edizione aggiornata del volume.
Collocazione Biblioteca: 16852 

Andrea Lisi ... [et al.]
Minori stranieri in carcere: quale epistemologia del trattamento?
In Rassegna Italiana di Criminologia, n. 4 (2012), pp. 249-258
I minori stranieri presentano problemi di assimilazione nella società e tensioni che si creano tra loro e la società che li accoglie. Il risultato di essere al contempo stranieri e adolescenti spesso li pone nella situazione di avere, a parità di condotta deviante, meno sicurezze e meno diritti dei loro coetanei italiani. Lo scopo di questo contributo è quello di fornire uno sguardo alla situazione italiana per fornire dati relativi alle condizioni in cui i minori sono sottoposti nel sistema della giustizia, con particolare enfasi sui giovani stranieri. Attraverso un'analisi dei dati statistici e delle normative in merito agli interventi trattamentali intra-moenia di tali minori, gli autori osservano come uno dei mandati istituzionali sia quello di attivare negli istituti penali minorili un servizio di prevenzione secondaria e terziaria che consenta, nel maggior numero possibile di casi, di evitare la recidiva e di promuovere e realizzare una positiva integrazione del minore nel tessuto sociale, all'interno di un contesto di legalità.

Chiara Scivoletto
Sistema penale e minori 
Carocci Faber, Roma 2012 , pp. 143
Il testo analizza sinteticamente il sistema della giustizia penale minorile, osservato congiuntamente sia dalla prospettiva delle scienze giuridiche che da quella delle scienze sociali. Vengono descritti i più rilevanti interventi normativi e giurisprudenziali riguardanti il minore autore di reato, dai quali emerge il ruolo significativo assegnato alla professionalità dei servizi socio-assistenziali. Il volume è specificamente pensato per venire incontro alle esigenze della didattica nei corsi di laurea. L'autrice è professore associato di Sociologia giuridica, della devianza e del mutamento presso l'Università di Parma.
Collocazione Biblioteca: 15659

Francesco Ciafaloni ... [et al.]
Il giovane delinquente. 2
In gli asini : bimestrale, n. 5-6 (mar.-giu. 2011), pp. 72-119
La seconda parte del dossier sulla delinquenza giovanile (la prima è apparsa sul n. 2 del 2010) riporta alcune esperienze del Tribunale dei minori di Torino, del progetto di scrittura “Badu ‘e carros” di Nuoro, della comunità di accoglienza per minori “Borgo Amigò” di Roma; cerca di capire chi sono i criminali giovani e quale lavoro attende gli operatori che si occupano di loro; affronta il tema della popolazione carceraria immigrata e del sovraffollamento nelle carceri; sottolinea l’importanza del raccontare bene episodi di cronaca nera riportando l’esempio di “A sangue freddo” di Truman Capote.

Andrea Rampini ... [et al.]
Il giovane delinquente
In gli asini : bimestrale, n. 2 (set.-ott. 2010), pp. 48-72
Il dossier parla dell’emarginazione giovanile, di quella obbligata e di quella più o meno liberamente scelta, come un aspetto fondamentale di questa società e delle sue storture, collocandola nel quadro di una società in crisi che sta diventando sempre meno democratica, meno egualitaria, meno libera. Il dossier è un invito a ragionare sui modi in cui questa società intende il recupero dei “giovani delinquenti”.

A cura di Isabella Mastropasqua, Roberta Rao
EducArte; 1° Catalogo sull'Archivio Multimediale della Giustizia Minorile in Italia 
Gangemi, 2011, pp. 269
Il volume presenta la documentazione multimediale prodotta dai Servizi Minorili della Giustizia. Esso rappresenta una prima raccolta significativa dei supporti digitali tratti dall'Archivio Multimediale del Centro Europeo di Nisida sulle attività e le esperienze educative, principalmente di espressività artistica, realizzate dai ragazze e dalle ragazze che sono entrati nel circuito penale minorile sul territorio nazionale, La documentazione è costituita prevalentemente da immagini che riprendono e catturano alcuni momenti essenziali delle esperienze artistiche ed educative alle quali hanno partecipato i minori della Giustizia Minorile. Tali esperienze, narrate principalmente attraverso immagini, offrono al lettore la possibilità di costruire e ricostruire il senso e il significato delle storie vissute e dei percorsi di disagio rappresentati e raccontati nel catalogo.
Collocazione Biblioteca: 15228

Lurent Solini, Gérard Neyrand, Jean-Charles Basson
Le surcodage sexué en établissement pénitentiaire pour mineurs ; Une socialisation en train de se faire
In Déviance et Société: trimestriel , n. 2 (giu. 2011) , pp. 195-215
Le ricerche sociali che si interessano all’ universo carcerario sembrano avere spostato di recente l’attenzione sull’esperienza carceraria del giovane detenuto allo scopo di analizzare la socializzazione indotta dai dispositivi disciplinari del carcere. Gli autori effettuano un’analisi dei processi di socializzazione dei detenuti incarcerati in un Istituto penitenziario per minori. Collocando i tempi collettivi al centro del proprio sistema di detenzione, questo “nuovo” carcere presenta in effetti un terreno favorevole allo studio del processo di socializzazione in corso. Questi tempi collettivi, di cui gli adolescenti detenuti in parte si riappropriano attraverso pratiche definite “surcodage sexué”, portano a rappresentazioni esacerbate di genere, spesso proibite, ma legate alle configurazioni generate dal nuovo sistema di detenzione promosso dagli istituti minorili.

Carlo Silvano
Liberi reclusi; Storie di minori detenuti
Del Noce, 2011, pp. 101
Conoscere le storie di minori detenuti per riflettere sugli stili di vita e i comportamenti dei giovani di oggi: è questo, in sintesi, l'obiettivo che l'autore si è proposto col suo ultimo libro intitolato "Liberi reclusi", dove riporta i colloqui avuti con gli adolescenti rinchiusi nell'Istituto penale per i minorenni del Triveneto, e le interviste e le riflessioni di alcuni specialisti che operano fuori e dentro la struttura. Se per un certo periodo di tempo contenere in un istituto un giovane che non ha regole - o che le ha comunque infrante - può rivelarsi fondamentale per la sua crescita, non è il ragazzo detenuto "il male" della nostra società, ma ne rappresenta piuttosto la sconfitta, così come sostengono anche insegnanti, volontari, psicologi e sacerdoti coinvolti nella stesura del libro. "Liberi reclusi" è un volume indirizzato al grande pubblico, con una particolare attenzione ai giovani e a quanti operano, a diverso titolo, con i minori.
Collocazione Biblioteca: 15515

Carcere e salute mentale

Bruno Benigni
Prima e dopo la Centottanta. Appunti e spunti per la salute mentale. Raccolta di scritti editi e inediti
ARS Toscana, Firenze, 2014, pp. 257
L'autore - fondatore e presidente del Centro "Franco Basaglia" di Arezzo - traccia un'analisi puntuale del periodo precedente e di quello successivo all'applicazione della "Legge Basaglia" (legge 13 maggio 1978, n. 180) che impose la chiusura dei manicomi in Italia e istituì i servizi pubblici di salute mentale. Il superamento degli ospedali psichiatrici a favore dei servizi territoriali, diffusi in Toscana in maniera capillare per cercare di rispondere al meglio alle necessità dei cittadini, vede però ancora oggi alcuni nodi insoluti che sono presi in esame nel volume. Tra questi ultimi spiccano il continuo entrare e uscire da un ospedale all’altro di alcuni utenti più problematici in assenza di luogo e terapia definitivi, la collocazione di alcuni pazienti in strutture inadeguate per mancata organizzazione, la perdita delle loro tracce dopo (ma anche prima) l’afferenza al servizio pubblico.
Collocazione Biblioteca: 16658

Roberta Caldin, Alessandro Cesaro, Flavia Pasin
Carcere e disabilità. Una ricerca tra sfide e possibilità educative 
In Orientamenti pedagogici, n. 3 (lug.-set. 2013), pp. 675-695
L'obiettivo della ricerca presentata era di individuare elementi facilitatori e ostacoli per lo sviluppo dell'intervento rieducativo e del progetto di vita per le persone detenute disabili. Sono state somministrate interviste/questionari a 16 detenuti disabili nel carcere di Padova e a 9 della Casa Circondariale Rebibbia a Roma. L'indagine mette in evidenza la necessità di accompagnare la persona detenuta disabile in percorsi di partecipazione all'interno del carcere, in modo che la privazione della libertà non diventi una limitazione al trattamento rieducativo.

Fabio Fiorentin
Carceri: l'emergenza attende sempre una soluzione e per i 31 marzo gli Opg fanno rotta verso le regioni
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore, n. 13 (mar. 2013), pp. 14-29
Il "primo piano" di questo numero della rivista pubblica l'ordinanza 13 febbraio 2013 emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Venezia, che ha concluso dichiarando rilevante e non manifestamente infondata la questione di costituzionalità dell'art. 147 del Cp nella parte in cui non prevede l'ipotesi di rinvio facoltativo dell'esecuzione della pena quando essa debba svolgersi in condizioni contrarie al senso di umanità. Alla sentenza fa seguito il commento di F. Fiorentin, che firma anche l'approfondimento sulle criticità legate alla seconda fase della territorializzazione degli Opg: "Ospedali giudiziari, le azioni per evitare la deriva".

A cura di Ornella Favero
Effetti della galera che ammala il corpo e la mente
In Ristretti orizzonti, n. 6 (nov. 2012), pp. 1-48
La rivista si occupa interamente, attraverso molteplici interventi, del tema della salute in carcere.L'obiettivo è quello di parlare della riforma della medicina penitenziaria e di offrire idee su un ripensamento del sistema sanitario: l'introduzione di un medico di sezione per la persona detenuta, la necessità di una Carta dei servizi che dichiari quali sono le prestazioni e i servizi che il Sistema Sanitario fornisce ai detenuti. Inoltre, forte è la necessità di proporre attività ricreative che evitino ai detenuti di abbandonarsi alla noia fino a cadere in depressione, con le gravi conseguenze che questa può portare. In carceri sovraffollate il detenuto soffre di solitudine e non ha a disposizione centri di ascolto o operatori ai quali rivolgersi in caso di necessità. Alla luce di queste considerazioni, si auspica un forte intervento perchè la società si adoperi a difendere la vita e la dignità dei detenuti.

Salvatore Verde
Il carcere manicomio; Le carceri in Italia fra violenza, pietà, affari e camicie di forza
Sensibili alle foglie, Roma, 2011, pp. 79
Il libro denuncia la proliferazione di nuovi luoghi dell’internamento, indotta dal precipitare verso la forma carcere-manicomio del vasto panorama di istituzioni sociali nate con l’affermarsi dello stato sociale con il compito di governare il disagio, la sofferenza, la devianza, la diversità. Poiché si tratta di una dinamica estesa - che dalla prigione e verso la prigione costruisce nuovi saperi e poteri di gestione della crisi sociale contemporanea - secondo l'autore bisogna moltiplicare le vigilanze democratiche, le azioni di tutela, le pratiche di aiuto nei confronti delle persone che soffrono di disagio mentale.
Collocazione Biblioteca: 15488 

Marion Vacheret, Denis Lafortune
Prisons et santé mentale, les oubliés du système
In Déviance et Société : trimestriel , n. 4 (dic. 2011), pp. 485-501
Da molti anni le istituzioni carcerarie devono far fronte al problema della presenza, dietro le loro mura, di una popolazione che presenta seri disturbi di salute mentale. Ma la presa in carico di tale popolazione sembra scontrarsi con numerose difficoltà, difficoltà che gli autori hanno analizzato a partire da uno studio effettuato in diversi istituti correzionali del Québec. E’ quindi chiaro che nonostante la denuncia ricorrente della vulnerabilità di questo gruppo, i condannati con problemi di salute mentale si ritrovano inseriti in un cerchio di controllo e dipendenza ancora più marcato di quello del condannato senza problemi particolari. Ignorati, dimenticati, resi infantili, questi detenuti si ritrovano in una situazione di seria precarietà. In mancanza di mezzi, senza alloggiamenti adeguati, gli interventi realizzati con questa popolazione, i cui disturbi sono anche individuati raramente, sono generalmente ridotti a una semplice distribuzione di farmaci. Tali interventi accentuano ancora di più l’isolamento e l’esclusione a cui tutta la popolazione carceraria si trova sottoposta.

Carcere, leggi e sentenze 

Decreto legge 23 dicembre 2013 n. 146 coordinato con le modifiche introdotte dalla legge di conversione 21 febbraio 2014 n. 10
Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore, n. 11 (mar. 2014), pp. 10-45
Al testo del decreto fanno seguito l'appendice, che confronta il vecchio con il nuovo testo, "La mappa del provvedimento" a cura di Giulia Laddaga, i commenti di Maria Gabriella Gaspari: "Contro la decisione del magistrato di sorveglianza ammesso il ricorso nel merito davanti al tribunale" e "I domiciliari bloccano la liberazione anticipata".

Decreto legge 23 dicembre 2013 n. 146
Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore, n. 4 (gen. 2014), pp. 10-62
Al testo del Decreto, che concede più spazio alla liberazione anticipata per ridurre il sovraffollamento carcerario e adeguarsi all'Europa, fanno seguito i commenti di Maria Gabriella Gaspari, Giuseppe Amato e Alberto Cisterna.

Riccardo De Vito
Decreto carceri: primo passo verso il tramonto della giustizia diseguale
In Questione Giustizia, n. 4 (2013), pp. 9-21
L'8 agosto 2013 il Senato ha approvato la conversione in legge del decreto n. 78/2013, recante disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena, che aprono la strada a politiche strutturali di regolamento dei flussi della popolazione detenuta "in entrata" e "in uscita" e di serio contrasto del sovraffollamento. Soprattutto revoca gran parte degli sbarramenti penitenziari che la ex Cirielli, simbolo di un diritto diseguale, interponeva nei confronti di alcune categorie di detenuti, segnando un primo ritorno a un diritto penale più inclusivo.

Fabio Fiorentin
Senza riforme strutturali al nostro sistema penale l'Italia resta nella posizione di "sorvegliata speciale"
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore, n. 43 (ott. 2013), pp. 14-22
Sul tema "emergenza carceri" questo numero pubblica alcuni commenti di F. Fiorentin relativi a: Le novità, Le misure generali, Le misure strutturali.

Decreto legge 1° luglio 2013 n. 78 coordinato con le modifiche introdotte dalla legge di conversione 9 agosto 2013 n. 94
Con la conversione del decreto "svuotacarceri" mano più pesante sul reato di atti persecutori
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore, n. 39 (sett. 2013), pp. 10-52
Questo numero presenta un'attenta analisi della conversione del decreto carceri, con la quale l'Esecutivo,condannato in sede europea, è intervenuto con un nuovo approccio al problema del sovraffollamento nei penitenziari. Sono stati infatti modificati i flussi di entrata, con il meccanismo di sospensione dell'ordine di esecuzione e l'immediata applicazione della riduzione della pena a titolo di liberazione anticipata, e in uscita, con la possibilità di fare maggiore ricorso alla detenzione domiciliare.

Decreto legge 1° luglio 2013 n. 78. Disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore, n. 29 (lug. 2013), pp. 10-50
Al testo del Decreto, nel quale viene ampliata la detenzione domiciliare e sono previsti lavori utili per battere il sovraffollamento, fanno seguito diversi commenti a firma di Fabio Fiorentin e di Giuseppe Amato.

Corte costituzionale
Sentenza 25-29 marzo 2013 n. 57 – Stralcio. Reati di mafia: illegittima la normativa processuale che prevede l'automatismo nella custodia cautelare
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore, n. 17 (apr. 2013), 73-77
Allo stralcio della sentenza fa seguito il commento di Renato Bricchetti, dal titolo "Smantellato un sistema di presunzione assoluta che lede il principio dell'eguaglianza dei cittadini".

Fabio Fiorentin
Emergenza carceri. Tutte le novità del D. L. 22 dicembre 2011, n. 211
Giuffrè, Milano, 2012, pp. 72
Il volume mette in luce aspetti positivi, dubbi interpretativi e possibili profili di criticità del decreto "salva carceri". Il commento è corredato da ampi quadri sinottici che consentono di cogliere immediatamente la portata delle modifiche intervenute e le loro ricadute operative. Completano la panoramica ampi stralci della giurisprudenza europea e costituzionale pronunciatasi sugli istituti coinvolti dalle modifiche introdotte dal decreto e sui profili afferenti all'indennizzo del danno sofferto per le condizioni di detenzione non in linea con i parametri europei.
Collocazione Biblioteca: 15777

Corte di Cassazione - Sezioni Unite penali
Sentenza 19 aprile - 18 luglio 2012 n. 28997. Detenuti: inutilizzabile dal punto di vista probatorio la corrispondenza intercettata in maniera illegittima
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore, n. 38 (set. 2012), pp. 68-77
Al testo della sentenza fa seguito il commento di Giuseppe Amato: "Senza il ricorso alla disciplina di garanzia è prova acquisita in violazione della legge".

Corte di Cassazione - Sezione III penale
Sentenza 20 gennaio-1 febbraio 2012 n. 4377 ; Stupro di gruppo: va considerata la possibilità di misure alternative alla custodia in carcere
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore : settimanale di documentazione giuridica, n. 11 (mar. 2012), pp. 55-63
Al testo della sentenza fa seguito il commento di Piero Gaeta, dal titolo: "Una legittima estensione dei principi della Consulta che ha provocato uno sgradevole scirocco mediatico"

Legge 21 aprile 2011, n. 62 ; Modifiche al codice di procedura penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, e altre disposizioni a tutela del rapporto fra detenute madri e figli minori
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore : famiglia e minori, n. 6 (giu. 2011), pp. 18-30
Al testo della legge fanno seguito: l'appendice "Tutte le norme modificate del Codice di procedura penale" e il commento di Nadia Laface, "Fino a sei anni del bambino custodia cautelare solo in casi eccezionali". 

Corte di Giustizia dell'Unione europea
Sentenza 28 aprile 2011 - Causa C-61/11; Incompatibile con le regole comunitarie applicare in automatico misure detentive
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore: settimanale di documentazione giuridica, n. 20 (mag. 2011), pp.16-33
La sezione "Primo piano" di questo numero riporta, oltre al testo della sentenza, alcuni articoli relativi a: le novità, l'analisi della decisione, i profili interni e le prospettive della difesa.

Corte Costituzionale
Sentenza 19-22 luglio 2011 n. 231. Cade la presunzione di colpevolezza assoluta per la custodia in carcere dei narcotrafficanti
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore : settimanale di documentazione giuridica, A. 18, n. 33-34 (ago. 2011), pp. 52-63
Al testo della sentenza fa seguito il commento di Sergio Lorusso: "Il variegato panorama del vincolo associativo impedisce di formulare una regola d'esperienza".

Decreto Legge 22 dicembre 2011, n. 211;  Conversione in Legge, con modificazioni, del Decreto-Legge 22 dicembre 2011, n. 211, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri
In Guida al Diritto Il Sole 24 Ore : settimanale di documentazione giuridica, n. 10 (mar. 2012),  pp.10-54
Al testo del Decreto Legge sul sovraffollamento delle carceri fanno seguito i commenti di Giuseppe Amato (sulle novità del Decreto e l'arresto), Sergio Beltrani (sulle sanzioni per i magistrati) e Fabio Fiorentin (sulla detenzione domiciliare, l'accesso alle strutture e i malati mentali).