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Banca Dati sul gioco d’azzardo

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Centri di supporto

I servizi a cui chiedere aiuto

Elenco dei centri di supporto per il gioco d’azzardo, sono divisi per regione e per provincia (Servizio Sanitario Nazionale e altri enti pubblici), per ogni regione in fondo all’elenco si trovano inoltre i centri privati accreditati e/o convenzionati.

Le informazioni proposte sono aggiornate a maggio 2019 e a cura di Stefania Bizzarri, Marika De Maria e Lidia Magliano.

Su orari, prestazioni e modalità di fruizione dei singoli servizi si rimanda al contatto diretto con le strutture.
Il Centro Studi è responsabile unicamente delle informazioni fornite a questo livello.

Dal 2 ottobre 2017 è attivo presso l’Istituto Superiore della Sanità un numero verde dedicato a chi ha problemi legati al gioco d’azzardo (TVNGA). Chiamando l’800 55 88 22, è possibile mettersi in contatto con professionisti del settore e chiedere il loro aiuto

Il vostro servizio si occupa di gioco d’azzardo, ma non è nell’elenco?

Per essere inseriti e partecipare così alla raccolta dati, mettetevi in contatto con noi scrivendo a biblioteca@gruppoabele.org o telefonando al numero 011 3841050.

Gioco d’azzardo

Aggiornata a giugno 2016 – a cura di  Paola Moriondo

I materiali, elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico.

A cura di Stefano Angeli, Position paper di FeDerSerD sul gioco d’azzardo, in Mission, a. 12, n. 44 (set. 2015), pp. 3-5
Nel breve testo vengono fatte riflessioni sulla necessità di coordinare interventi di enti locali e servizi delle dipendenze per fronteggiare il fenomeno del gioco d’azzardo, inteso come malattia, con tutte le implicazioni che questa associazione solleva. Si auspica, quindi, un potenziamento delle collaborazioni e delle sinergie di programmazione, ricerca, regolazione tra Stato, imprese, enti di ricerca, portatori di interessi della società civile e consumatori, al fine di individuare le migliori e più efficaci strategie per la salvaguardia della salute e degli equilibri sociali della comunità.

Terry-Lynn Mackay … [et al.], Knowledge translation in gambling research: a scoping review, in International Gambling Studies, n. 2 (ago. 2015), vol. 15, pp. 179-195
Questo studio fornisce un esame dello stato attuale delle trasmissione di conoscenza nella letteratura sul gioco d’azzardo e offre raccomandazioni per gli indirizzi futuri. Nella letteratura sul gioco d’azzardo la conoscenza mirata all’azione si trova principalmente nelle seguenti aree: costruzione di consenso fra le parti interessate (es. istituendo le migliori pratiche); trasmissione di informazioni da discipline collegate (es. il campo delle dipendenze); collaborazione o co-progettazione con utenti finali (es. giocatori con disturbi); e lo sviluppo di strumenti e tattiche per assistere i giocatori. Vengono fornite raccomandazioni per far avanzare la trasmissione di conoscenza nel campo del gioco d’azzardo, e per l’applicazione di efficaci strategie di trasmissione di conoscenza provenienti dall’area della salute mentale. L’intenzione di questa rassegna è quella di fornire ai ricercatori specifiche raccomandazioni che valorizzino l’importanza del loro lavoro. Gli autori si augurano che questa rassegna serva a fare ulteriormente progredire l’integrazione della trasmissione di conoscenza nella letteratura sul gioco d’azzardo, e a passare effettivamente dalla ricerca alle politiche e alla pratica.

Mélina Andronicos … [et al.], Do male and female gamblers have the same burden of adversity over their life course?, in International Gambling Studies, n. 2 (ago. 2015), vol. 15, pp. 224-238
L’obiettivo di questa ricerca è indagare le differenze di genere e il carico di avversità durante il corso della vita di persone che sviluppano problemi di gioco d’azzardo. Un campione di 86 partecipanti adulti si è dimostrato conforme ai criteri di gioco problematico a rischio negli ultimi 5 anni. I dati sono stati ottenuti da segnalazioni durante interviste dirette semistrutturate usando SCID I e II (Structural Clinical Interview for DSM IV Axis I – II Disorders), SOGS (South Oaks Gambling Scheme), il Modulo K e la metodologia di narrazione delle traiettorie di vita. I risultati hanno rivelato un alto livello di avversità lungo tutte le traiettorie di vita degli uomini e delle donne studiati. I risultati hanno indicato che il maggiore carico di disturbi di salute mentale e la presenza di disturbi legati all’ansia sono più significativi nelle donne.

Anna Bussu, Claudio Detotto, The bidirectional relationship between gambling and addictive substances, International Gambling Studies, n. 2 (ago. 2015), vol. 15, pp. 285-308
Questo studio intende analizzare la concomitanza dell’attività di gioco d’azzardo e il consumo di sostanze che danno dipendenza, quali tabacco, alcol e droghe. Usando un campione di 709 giocatori d’azzardo della Sardegna, si propone un approccio probit multivariato, in quanto consente lo studio simultaneo del grado di correlazione esistente fra il consumo di diverse sostanze. I risultati documentano che, da un lato, scommettere una quantità maggiore di denaro porta ad aumentare il fumo di tabacco durante la partita e, dall’altro lato, la simultanea concomitanza di fumo, alcol e droghe fa aumentare la probabilità di un maggiore coinvolgimento nell’attività di gioco. Secondo gli autori, conoscere gli effetti del positivo rafforzamento appartenenti alle sostanze che danno dipendenza è il primo passo verso la realizzazione della prevenzione e di modalità di trattamento più efficaci per giocatori problematici/patologici.

Raffaele Bianchetti, Imputabilità penale e disturbo da gioco d’azzardo: quali indicazioni dalla giurisprudenza italiana, in Mission, a. 12, n. 43 (giu. 2015), pp. 9-14
Questo saggio, analizza il delicato tema del gambling in relazione al concetto di imputabilità. Attraverso l’esame delle azioni giudiziarie, questo articolo mostra “come” questo disturbo sia stato considerato dai diversi organi giudiziari: praticamente, se si è considerata una malattia con le caratteristiche di infermità e quindi se, in relazione al tipo di reato commesso, l’imputato sia stato valutato incapace di intendere e volere nel momento in cui è stato commesso il reato. L’autore è avvocato, docente di Criminologia e Criminalistica all’Università degli Studi di Milano e giudice esperto presso il Tribunale di Sorveglianza di Milano.

Annie-Claude Savard, Joel Tremblay, Daniel Turcotte, Problem gambling among adolescents: toward a social and interactionist reading, in International Gambling Studies, n. 1 (apr. 2015), vol. 15, pp. 39-54
Due aspetti distinguono gli approcci usati per concettualizzare il gioco d’azzardo problematico nell’adolescenza. Il primo aspetto riguarda il tipo di variabili coinvolte nella concettualizzazione del fenomeno: la maggioranza degli approcci integrano variabili di natura individuale nella loro costruzione e danno poca considerazione alle variabili di tipo sociale. Il secondo aspetto riguarda la distinzione fra determinismo e interazionismo. Molti approcci sembrano seguire una linea deterministica di pensiero e pochi considerano le persone come attori sociali che interagiscono nel loro ambiente. Di conseguenza, questo articolo intende preparare il terreno concettuale per studi successivi che adottino un approccio più sociologico e interattivo.

Miriam Vanzetta, Elisa Agosti, Paolo Dallago, Insieme contro l’azzardo. L’auto/mutuo aiuto per combattere il gioco d’azzardo patologico, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2015), vol. 15, pp. 17-21
L’articolo presenta l’esperienza dell’Associazione A.M.A. di Trento, che si occupa dal 1998 di gioco d’azzardo patologico con l’attivazione di gruppi di auto/mutuo aiuto sul territorio. Sono luoghi nei quali le persone accomunate dalla stessa situazione possono esprimersi e condividere le proprie esperienze, riflessioni e difficoltà e mettere in atto strategie comuni per il superamento della dipendenza.

Grace M. Barnes … [et al.], Gambling and substance use: co-occurrence among adults in a recent general population study in the United States, in International Gambling Studies, n. 1 (apr. 2015), vol. 15, pp. 55-71
Questo studio è un esame aggiornato dei comportamenti e anche dei problemi di gioco d’azzardo e la loro relazione con il consumo e l’abuso di sostanze. La ricerca è stata effettuata utilizzando un campione rappresentativo su larga scala di adulti di 18 anni e oltre, negli Stati Uniti. Il metodo adottato è stato quello dell’intervista telefonica, su tutto il territorio nazionale con numeri telefonici scelti a caso, nel periodo compreso tra il 2011 e il 2013. Nel presente articolo vengono descritti e commentati i risultati della ricerca.

Ioannis Anifantakis, Arianna Borsacchi, Ilaria Londi, Il campo dei miracoli: la peer education nella prevenzione del gioco d’azzardo, in Alcologia,  n. 22 (apr. 2015), pp. 29-33
L’articolo descrive un progetto innovativo sia per il tema trattato che per la modalità impiegata, la Peer Education, realizzato in due grandi istituti superiori di Prato. Si tratta di un percorso di prevenzione e presa di consapevolezza riguardante il gioco d’azzardo, che sta sempre più prendendo piede tra i giovani e le famiglie, anche a causa della crisi economica e della ricerca di facili guadagni.

Natale Canale, Alessio Vieno, La grande sfida. Il gioco d’azzardo in adolescenza, in Psicologia contemporanea, n. 247 (gen.-feb. 2015), pp. 47-51
Gli autori, ricercatori universitari, analizzano il gioco d’azzardo come un fenomeno che non può essere compreso analizzandone solo la sua base individuale, come opposta a quella sociale o ambientale. Occorre, essi affermano, adottare una prospettiva più ampia, sensibile anche alle forze sociali, economiche e politiche che condizionano un individuo, soprattutto in fase adolescenziale.

Graziano Bellio, I giocatori d’azzardo problematici: l’ennesima emergenza per i Ser.T?, in Dal fare al dire, a. 24, n. 2 (2015), pp. 3-5
L’articolo descrive le difficoltà organizzative, e spesso anche normative, che i Ser.T devono affrontare per accogliere le persone la cui esistenza e le cui relazioni sono state gravemente danneggiate dal gioco d’azzardo legale. Secondo l’autore, i Ser.T infatti sono carenti di risorse già rispetto al lavoro ordinario di assistenza ai tossicodipendenti e il disturbo da gioco d’azzardo è l’ultimo di una lunga serie di bisogni che hanno via via incrementato il carico di lavoro dei servizi, ma senza un adeguamento delle risorse.

Daniela Capitanucci, Un ambulatorio specialistico sperimentale per il gioco d’azzardo patologico, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 45, n. 1 (inverno 2015), pp. 11-16
L’autrice, psicologa e psicoterapeuta, descrive un progetto di ambulatorio il cui pubblico destinatario erano sia i giocatori d’azzardo patologici che i loro famigliari, considerati “utenti” a pieno titolo in quanto portatori di bisogni propri, correlati all’azzardopatia dei congiunti. Il progetto mirava a: impostare un preciso modello di intervento, creando un’équipe multidisciplinare atta a formulare progetti individualizzati per ciascun utente/famiglia; fornire pacchetti di prestazioni differenziate a seconda della gravità presentata dai pazienti; sperimentare un’unità di offerta specialistica monotematica pluridisciplinare integrata

A cura di Cristina Bertogna e Rodolfo Picciulin, L’azzardo del gioco. Riflessioni sulle ludopatie, La meridiana, 2014, Molfetta (Bari), pp. 140
Per i giocatori d’azzardo il tavolo da gioco diventa un elemento concreto intorno a cui ruota la loro esistenza, come la pallina della roulette. Attraverso il gioco l’uomo realizza una presa di distanza dalla propria vita: “gioca” il lavoro, “gioca” l’amore, “gioca” la lotta e in questo modo si autorappresenta. Nella patologia del gioco si viene a perdere questa distanza e, con essa, anche la capacità di avere un’immagine di sé stessi diversa dal giocatore attaccato al tavolo da gioco o alle slot machine. Questo testo, incrociando letture e competenze diversificate, offre uno sguardo psicoterapeutico completo sulle ludopatie. La postfazione è di Luigi Cancrini.
Collocazione biblioteca: 16926

Maurizio Fea, Valutazione di efficacia degli interventi di prevenzione sul gambling a livello internazionale, in Sicurezza e scienze sociali, a. 2, n. 3 (ott.-dic. 2014), pp. 182-201
L’articolo presenta una rassegna della letteratura internazionale sulla prevenzione del gioco d’azzardo, con una valutazione dell’efficacia delle numerose iniziative riguardanti il gioco d’azzardo patologico. L’autore invita i policy maker a non accontentarsi di analisi frettolose e superficiali, e i ricercatori a sviluppare linee di studio specifiche per tipologie di gioco, di giocatore e di contesti, tenendo conto che le forme regolatrici dei sistemi di gioco hanno forte influenza sui comportamenti della popolazione che gioca e su quella che potrebbe giocare, con tutti gli inevitabili riflessi sulla diffusione di problematicità e di patologie.

Servane Barrault, Aurélie Untans, Isabella Varescon, Special features of poker, in International Gambling Studies, n. 3 (dic. 2014), vol. 14, pp. 492-504
Il poker è ora uno dei tipi più popolari di gioco d’azzardo online, principalmente a causa delle sue particolari caratteristiche strutturali. Questo studio si propone di indagare le rappresentazioni da parte dei regolari giocatori di poker delle caratteristiche speciali di questo gioco, unitamente ai loro probabili collegamenti con il “tilt” (cioè la perdita di controllo durante il gioco) e il gioco d’azzardo problematico. Ventitré giocatori regolari di poker reclutati online hanno preso parte a una intervista i cui argomenti principali erano: fortuna contro abilità, sensazioni ed emozioni collegate al poker, scoperta del poker, tilt, differenze fra gioco online e dal vivo e rischi di coinvolgimento eccessivo nel poker.

Eugenio Rossi, Il paradosso del gioco d’azzardo, in Pedagogika.it, a. 18, n. 4 (ott.- dic. 2014), pp. 68-72
L’autore, docente di Sociologia all’Università di Milano Bicocca, si interroga sul momento in cui il gioco d’azzardo da attività di svago diventa malattia e dipendenza, in quali istanti dell’esistenza il gioco compulsivo si riconosce socialmente e i giocatori realizzano il loro bisogno di cura. L’impoverimento e la sofferenza dei famigliari sembrano essere i fattori determinanti che innescano il riconoscimento sociale e individuale della ludopatia.

Emma I. Brett … [et al.], Do the DSM-5 diagnostic revisions affect the psychometric properties of the Brief Biosocial Gambling Screen?, in International Gambling Studies, n. 3 (dic. 2014), vol. 14, pp. 447-456
Svariati cambiamenti significativi nei criteri diagnostici per il disturbo da gioco d’azzardo si sono verificati con la revisione più recente del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5). Questi cambiamenti intendono semplificare e snellire la diagnosi senza comprometterne la validità. Tuttavia molti degli strumenti usati per individuare e diagnosticare il disturbo si basano sulla quarta edizione precedente del DSM, e non è chiaro come si comportino con i criteri diagnostici rivisti. Lo scopo di questo studio è esaminare le proprietà psicometriche di un comune mezzo di individuazione del gioco d’azzardo patologico, il Brief Biosocial Gambling Screen, nel contesto dei criteri DSM-5 all’interno di un campione in cerca di aiuto. I giocatori che hanno chiamato un numero verde (N=2750) hanno concluso con un medico qualificato un’intervista semi-strutturata che valutava i criteri di gioco patologico DSM-IV dell’anno precedente.

Maurizio Fea, Gioca Responsabile help line e sito web: bilancio di quattro anni di attività, in Sicurezza e scienze sociali, a. 2, n. 3 (ott.-dic. 2014), pp. 146-155
L’articolo descrive le caratteristiche dei giocatori d’azzardo patologici e dei loro famigliari che hanno preso contatto con il servizio Gioca Responsabile. Analizza poi i risultati di quattro anni di attività dell’help-line e del sito web per il sostegno agli affetti da gambling patologico e ai loro famigliari, suggerendo anche terapie cognitivo comportamentali.

Sally M. Gainsbury … [et al.], A taxonomy of gambling and casino games via social media and online technologies, in International Gambling Studies, n. 2 (ago. 2014), vol. 14, pp. 196-213
L’accresciuta popolarità dei giochi d’azzardo da casinò sulle piattaforme dei social media ha spinto le giurisdizioni internazionali a valutare quanto questi giochi possono essere simili ad attività di gioco su Internet e quindi soggetti a interventi normativi. I temi del gioco d’azzardo sono popolari nei videogiochi e nei giochi al computer e attività di gioco d’azzardo simulato sono comunemente offerte dagli operatori dei giochi come mezzo per allettare gli utenti a giocare a soldi online. Tuttavia poche ricerche hanno valutato l’impatto della convergenza digitale fra gioco d’azzardo e gioco. La mancanza di una chiara definizione delle attività online aventi come tema il gioco d’azzardo rappresenta un ostacolo significativo nei campi della ricerca su gioco d’azzardo e gioco. Basandosi su una rassegna della letteratura esistente, questo articolo propone una tassonomia per individuare i molti tipi di attività online con un contenuto tematico di gioco d’azzardo. Secondo tale tassonomia le caratteristiche principali che diversificano i giochi d’azzardo online comprendono: la richiesta di un pagamento, il ruolo dell’abilità, il tipo di piattaforma e il tema centrato sul gioco d’azzardo.

Kahil S. Philander, Terry-Lynn MacKay, Online gambling participation and problem gambling severity: is there a causal relationship?, in International Gambling Studies, n. 2 (ago. 2014), vol. 14, pp. 214-227
Studi sul gioco d’azzardo su Internet hanno costantemente rilevato che i giocatori online hanno maggiori probabilità di manifestare un comportamento disturbato rispetto a quelli offline. Tuttavia pochi ricercatori hanno accertato se esiste un valido motivo causale a supporto di questa tesi o se questa relazione sia legata ad una o più variabili mancanti. Nel presente lavoro, utilizzando un metodo con dati secondari che corregge la potenziale distorsione da variabili omesse, viene rilevato che la partecipazione al gioco d’azzardo online dello scorso anno è collegata a una diminuzione della gravità del gioco problematico, il che rappresenta l’opposto della posizione diffusa nella letteratura corrente. Le stime di questo studio si sono dimostrate solide per varie forme di gioco d’azzardo online, per variabili di controllo e per strumenti di misurazione del gioco d’azzardo problematico. I risultati sono rimasti costanti anche quando si è utilizzato un campione rappresentativo del Regno Unito e un gruppo di ricerca online dell’Ontario in Canada. Poiché il principale punto di forza contro l’adozione generalizzata del gioco d’azzardo su Internet è stata l’attenzione della sanità pubblica riguardo al gioco problematico, questo studio fornisce l’evidenza che decisioni in materia dovrebbero ricevere una più attenta considerazione dai decisori politici.

Simone N. Rodda, Nerilee Hing, Dan I. Lubman, Improved outcomes following contact with a gambling helpline: the impact of gender on barriers and facilitators, inInternational Gambling Studies, n. 2 (ago. 2014), vol. 14, pp. 318-329
Le linee di assistenza telefonica per il gioco d’azzardo si sono sviluppate in un periodo in cui le testimonianze di ricerca di aiuto si basavano quasi interamente su giocatori maschi e ci sono poche testimonianze che tali linee siano cambiate in risposta all’aumento esponenziale delle giocatrici negli ultimi 20 anni. Lo studio ha voluto esplorare l’impatto di genere sulle chiamate alle linee australiane di assistenza telefonica, comprendendo le caratteristiche di chi chiama, gli ostacoli e le facilitazioni dei contatti, come pure i risultati delle chiamate. Gli autori hanno preso in esame 170 chiamanti (94% giocatori problematici, 61% maschi) circa un mese dopo la loro chiamata e hanno riscontrato differenze di genere in termine di età, tipo di gioco preferito, impiego e fonte di riferimento. I maschi e le femmine avevano le stesse probabilità di ricercare ulteriore aiuto presso risorse formali, informali e mediante auto-aiuto. Considerando che soltanto il 10% di chiamanti non accedeva a un ulteriore aiuto, queste conclusioni sottolineano l’importanza delle linee di assistenza telefonica come principale sostegno sia per gli uomini che le donne con problemi di gioco d’azzardo.

Kevin Harrigan … [et al.], Games of chance or masters of illusion: multiline slots design may promote cognitive distorsions, in International Gambling Studies, n. 2 (ago. 2014), vol. 14, pp. 301-317
I giocatori problematici hanno spesso credenze distorte sul gioco d’azzardo, fra cui l’illusione del controllo e l’inganno tipico del giocatore. La maggioranza dei giochi multi linea di slot consentono ai giocatori di regolare il numero di paylines su cui scommettere e l’ammontare della scommessa per linea, e con il tempo questo controllo può avvalorare convinzioni errate e promuovere credenze distorte sul gioco. I ricercatori hanno elaborato dei software per effettuare simulazioni di un popolare gioco slot multi linea e ne hanno esaminato gli effetti quando si scommette su una singola linea rispetto a paylines multiple. Il controllo del giocatore sui giochi multi linea di slot può portare chi gioca frequentemente d’azzardo a conclusioni errate a favore del gioco eccessivo, nonostante le perdite ricorrenti.

Caleb D. Lloyd, Nick Chadwick, Ralph C. Serin, Associations between gambling, substance misuse and recidivism among Canadian offenders: a multifaceted exploration of poor impulse control traits and behaviours, in International Gambling Studies, n. 2 (ago. 2014), vol. 14, pp. 279-300
Le correlazioni fra gioco d’azzardo, consumo di sostanze e crimine suggeriscono che ciascuno di questi comportamenti possa essere indicatore di un singolo tratto problematico di base, quale lo scarso controllo degli impulsi. Lo scopo del presente lavoro è quello di indagare se i tratti auto-riferiti fanno prevedere in prospettiva una futura recidività criminale, valutando il passato comportamento criminale di carcerati adulti, il consumo di sostanze e la pratica del gioco d’azzardo. I ricercatori hanno adottato un approccio costituito di più parti per misurare i componenti del controllo degli impulsi, utilizzando tre questionari per valutare la ricerca di sensazioni, la scarsa premeditazione e la sensibilità alla ricompensa. I partecipanti erano maschi volontari, detenuti in due istituzioni federali.

Marcello Esposito, Gioco d’azzardo: qual è la vera posta? Tecnologie che creano dipendenze, in Aggiornamenti Sociali, a. 65, n. 5 (mag. 2014), pp. 392-404
L’autore, docente universitario, esperto di mercati finanziari internazionali, presenta dapprima una fotografia della situazione del gioco d’azzardo in Italia; in seguito, prendendo spunto dal libro “Addiction by Design”, dell’antropologa Natasha Dow Schull, frutto di anni di ricerca sui giocatori di Las Vegas, cerca di comprendere le motivazioni e i desideri dei giocatori, gli elementi che favoriscono la ludopatia, le conseguenze della tecnologia digitale in questo campo, e, infine, le prospettive di riflessione sulle conseguenze sociali e culturali a lungo termine del fenomeno.

Nerilee Hing … [et al.], Stigma and problem gambling: current knowledge and future research directions, in International Gambling Studies, n. 1 (apr. 2014), vol. 14, pp. 64-81
Anche se non ancora sufficientemente indagata, la stigmatizzazione è stata identificata come un importante ostacolo per la ricerca di aiuto, il trattamento e la guarigione dai problemi di gioco d’azzardo. Questo articolo intende fornire informazioni sulla stigmatizzazione associata al gioco d’azzardo problematico, sottolineando le lacune della ricerca esistente e dando indicazioni per quella futura. In questo articolo, per la prima volta, la stigmatizzazione e il gioco d’azzardo problematico sono riuniti e rivisti usando ampie costruzioni e una vasta letteratura, attinte da una serie di nuove fonti basilari. In merito al gioco d’azzardo problematico, le dimensioni della stigmatizzazione, ad eccezione della sua origine, devono ancora essere indagate, come pure i percorsi attraverso i quali viene a crearsi, le sue caratteristiche pubbliche e di percezione, e le strategie usate per gestirla.

Barna Konkoly Thege, David C. Hodgins,   “Light drugs” of gambling? Non-problematic gambling activities of pathological gamblers, in International Gambling Studies, n. 1 (apr. 2014), vol. 14, pp. 29-38
Lo scopo della ricerca era indagare se esistono attività di gioco d’azzardo innocue per giocatori patologici. Attraverso annunci sui media, sono stati reclutati 169 giocatori patologici che avevano da poco smesso di giocare. All’inizio dello studio, ai rispondenti è stato chiesto di riferire qualsiasi attività di gioco d’azzardo che non creasse loro dei problemi, insieme a quelle che invece ne causavano. Le attività di gioco sono state suddivise nelle seguenti categorie: lotteria, gratta e vinci, bingo, scommesse o partite a carte con amici/famiglia, corse dei cavalli, riffa, giochi di casinò e video lotterie. Solo una piccola percentuale (16%) dei rispondenti ha riferito di non avere attività di gioco non problematiche, tuttavia le conclusioni forniscono qualche sostegno all’idea che i giocatori patologici che vogliono abbandonare il gioco d’azzardo possono continuare a effettuare alcuni tipi di gioco d’azzardo; la completa astinenza può non essere indispensabile.

A cura di Leopoldo Grosso e Francesca Rascazzo, Atlante delle dipendenze, Edizioni Gruppo Abele, 2014, Torino, pp. 687
Si segnalano nel capitolo III la voce “Azzardo” di Francesca Rascazzo e nel capitolo V “Disciplina delle droghe legali” di M. Dall’Oglio. Collocazione biblioteca: 16737

Leopoldo Grosso, Monica Reynaudo, Francesca Rascazzo, L’azzardo non è un gioco. Gioco d’azzardo legale e rischio dipendenza tra le persone over 65 incontrate da Auser, Gruppo Abele – Auser – Libera, 2014, pp. 64
L’Auser, in quanto associazione impegnata in favore delle persone anziane, ha promosso la ricerca, intitolata “L’azzardo non è un gioco” in collaborazione con il Gruppo Abele per colmare un vuoto di informazione e offrire un fondamento analitico a tutti coloro che nelle associazioni, negli enti locali, in parlamento e nel sindacato si battono per arginare il proliferare incontrollato del gioco d’azzardo. Si tratta di una ricerca-intervento, che ha permesso ai volontari dell’Auser di avvicinare e coinvolgere anche in esperienze di auto mutuo aiuto molti anziani a rischio di dipendenza da gioco d’azzardo. Nel documento, presentato a Torino il 3 marzo 2014, vengono analizzati i risultati dei questionari (864 quelli considerati validi), tenendo conto delle differenze di regione, età, sesso, reddito, famiglia, ecc.
Collocazione biblioteca: H2302

A cura di Pietro Fausto D’Egidio e Alfio Lucchini, La società dipendente. Il sistema di competenze e responsabilità per comprendere, decidere e agire, Franco Angeli, 2014, Milano, pp. 122
Il volume raccoglie riflessioni, e in parte aspetti del dibattito, espresse dal V Congresso nazionale FeDerSerD, svoltosi a Roma nell’ottobre 2013. Parlare ancora di normalità e devianza, senso della prevenzione, tutela della salute e malattia, limiti alla cura, ha senso se vengono inseriti in una visone di cambiamento e di ricerca di nuovi paradigmi. Questo l’obiettivo del testo, che offre spazi di approfondimento in un momento veramente cruciale, sia per gli evidenti cambiamenti istituzionali e normativi, sia per le modifiche nell’organizzazione dei servizi, sia per la grave situazione economica, con conseguenti gravi tagli delle risorse dedicate. Si segnala il contributo di Fabio Lucchini  “L’evoluzione del concetto di devianza e la sua costruzione sociale: il caso del gioco d’azzardo patologico”.
Collocazione biblioteca: 16822

A cura di Graziano Bellio e Mauro Croce, Manuale sul gioco d’azzardo. Diagnosi, valutazione e trattamenti, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 411
Il volume intende porsi quale strumento di consultazione e di lavoro per operatori dei servizi sanitari, terapeuti liberi professionisti, e anche per gli operatori sociali impegnati nelle comunità terapeutiche, cooperative e associazioni di volontariato che si trovano a fronteggiare i vari problemi che il gioco d’azzardo può presentare. La questione della diagnosi, l’assessment multidimensionale, la gestione della comorbilità, l’individuazione e la gestione del trattamento idoneo, il lavoro con le famiglie, i trattamenti residenziali, sono alcuni dei temi che vengono approfonditi avvalendosi del contributo di molti tra i maggiori esperti di differenti discipline, scuole teoriche e contesti di appartenenza. Vengono altresì discusse alcune specificità del gioco d’azzardo, come per esempio il gioco al femminile, i giovani, gli intrecci con internet o con altre dipendenze.
Collocazione biblioteca: 16900

A cura di Costantino Cipolla, Le implicazioni sociali del gioco d’azzardo, Il caso dell’Emilia-Romagna, Franco Angeli, Milano, 2014
Il volume riporta i risultati di una ricerca biennale, diretta da Costantino Cipolla, riguardante le implicazioni criminologiche e vittimologiche del gioco d’azzardo in Emilia-Romagna. La ricerca, frutto di un protocollo d’intesa tra la Regione Emilia-Romagna e l’Università di Bologna, ha visto il coinvolgimento di giocatori, ex giocatori, figure apicali delle Forze dell’Ordine e operatori delle strutture di recupero di 9 province emiliano-romagnole, concludendosi con un Report nel dicembre 2013. Fra i principali esiti rilevati si evidenzia come l’azzardo, quale “nuova e incentivata forma di consumo”, anche sul web, sia caratterizzato da un aumento assai rilevante del numero dei giocatori così come dei molteplici interessi di natura criminogena sottesi al poliedrico mondo del gambling, ciò in misura direttamente proporzionale all’allargamento dei confini di quest’ultimo. Il volume, partendo dalla comparazione con le realtà e le politiche poste in essere in materia in altri contesti europei e oltreoceano, propone orientamenti per la comprensione dei più recenti trend relativi al mondo dell’azzardo, significative riflessioni sulla correlazione fra gioco d’azzardo e crimine attinenti la realtà locale ed il tessuto sociale dell’Emilia-Romagna, nonché un’analisi delle politiche territoriali volte a contrastare gli effetti dannosi dell’azzardo, con riferimento sia alle condotte patogene che alla sicurezza e alla prevenzione rispetto ad attività illegali e alle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata e mafiosa sul territorio. Costantino Cipolla è professore ordinario di Sociologia e coordinatore del corso di Laurea Magistrale in Scienze criminologiche per l’investigazione e la sicurezza presso l’Università di Bologna.
Collocazione biblioteca: 17031

Massimo Corti, Marco Riglietta, Gioco d’azzardo patologico e clusters personologici. Una proposta di classificazione per possibili interventi differenziati, in Mission, n. 42 (2014), pp. 9-13
In vari studi il Gioco d’Azzardo Patologico viene definito come una modalità mal adattiva di gioco d’azzardo, caratterizzata da perdita di controllo sul comportamento. Si evidenziano correlazioni tra il gioco d’azzardo ed alcuni tratti fragili della personalità quali l’insicurezza, la scarsa autostima, l’impulsività, la rigidità di pensiero, la bassa tolleranza allo stress ed alle frustrazioni, la tendenza all’aggressività, fino ad arrivare a sviluppare vere e proprie patologie come la depressione o il disturbo ossessivo-compulsivo.

Marzio Marino, Carlo Arrigone, GAP Il gioco malato. Inquadramento teorico, funzionamento generale, approcci, terapia, prevenzione, dati epidemiologico, normativa,Odon, Milano, 2014, pp. 184
Il GAP, come altri tipi di disturbi psicologici, è molto pervasivo nella quotidianità del soggetto coinvolto e tende a compromettere, oltre alla vita personale e familiare del giocatore, anche l’ambito lavorativo nonché lo stato psico-fisico generale. Inoltre molto spesso il momento del gioco viene associato all’abuso di sostanze e alcolici, che tendono ad amplificare la dipendenza diminuendo la capacità di controllo e raziocinio della persona e aumentando l’impulsività e le condotte pericolose. Il libro ha lo scopo di fare luce sul fenomeno del gioco d’azzardo patologico, tentando di mantenere un atteggiamento critico distaccato, avvalendosi dei dati e delle ricerche scientifiche più recenti.
Collocazione biblioteca: 16831

A cura di Tiziana Cassese … [et al.], Fare prevenzione sui consumi giovanili di “sostanze”, in Animazione Sociale, a. 44, n. 279 (gen. 2014), pp. 36-79
L’inserto nasce dal constatare come oggi sia importante fare memoria di tutto ciò che l’esperienza ha accumulato in termini di apprendimento sul ‘fare prevenzione’. Tanto più perchè la prevenzione sta rischiando di essere sempre più residuale, in termini di investimenti, mentre nella società le pressioni al consumo sono molto forti. Occorre ricordare anche che alla triade di sostanze psicoattive più comunemente utilizzate da parte dei giovani (alcol, tabacco e cannabis) va aggiunto il gioco d’azzardo, come risultato di una gigantesca esposizione all’offerta. Gli autori dei contributi sono: Mauro Croce, direttore del settore Educazione alla salute dell’ASL VC; Leopoldo Grosso, psicologo e vicepresidente del Gruppo Abele; Tiziana Cassese, Livia Racca e Monica Rupo dell’Associazione Aliseo di Torino.

Alfio Lucchini, Droghe, comportamenti, dipendenze. Fenomeni norme protagonismo, Franco Angeli, 2014, Milano, pp. 298
Il consumo di sostanze e i comportamenti di addiction fanno ormai parte in modo strutturale della società contemporanea. Il volume definisce, contestualizza e analizza tematiche attuali, ma che spesso ancora sono ignorate, a partire dalla natura dei comportamenti di addiction e degli aspetti patologici delle dipendenze. Vengono illustrate le diverse sostanze e i principali comportamenti di addiction; vengono proposti approfondimenti e descritti strumenti e pratiche di particolare valore e interesse di applicazione, con grande attenzione al gioco d’azzardo patologico e all’alcolismo, due tipi di dipendenza che sono all’origine di molteplici problematiche, anche sociali. Vasta e aggiornata è anche la rassegna normativa presentata, con le fonti di legge che regolano questo complesso settore, evidenziando lo sviluppo storico e il senso delle normative. Ampio e dettagliato, infine, il capitolo dedicato alle proposte di politiche di settore e al ruolo degli operatori del mondo delle dipendenze. Alfio Lucchini è medico, direttore di struttura complessa di psichiatria, specialista in psicologia medica, psicoterapeuta, direttore del Dipartimento delle Dipendenze della Asl Milano 2.
Collocazione biblioteca: 17030

Concettina Varango … [et al.], Disturbi della sfera affettiva nel giocatore patologico ed esperienza clinica, in Mission, a. 12, n. 41 (2014), pp. 51-55
L’articolo espone i risultati di uno studio volto a individuare i tratti caratteristici di personalità e a cercare relazioni significative tra genere, età e patologia nei giocatori d’azzardo patologici. Vengono discusse le caratteristiche e il profilo dei giocatori che accedono al Ser.T. di Lodi.

Lucia Coco … [et al.], Il Gruppo di lavoro sul Gambling del Dipartimento Dipendenze di Foligno/Spoleto, in Mission, a. 11, n. 40 (2013), pp. 75-81
Il Dipartimento Dipendenze Foligno/Spoleto presenta il suo Gruppo di lavoro sul Gambling: una squadra interdisciplinare che ha strutturato interventi rivolti a persone affette da gioco d’azzardo patologico con un approccio multidisciplinare (medico, sociale e psicologico). Il trattamento include interventi di tutoraggio finanziario, psicoterapia individuale o di gruppo, psicoterapia “multicoppiale”.

Associazione Aliseo, Gruppo Abele, Storie di vita e di accoglienza, in Animazione Sociale, a. 43, n. 278 (dic. 2013), pp. 103-106
Nella rubrica “I diari dell’operatore” tre storie di vita e di accoglienza. La seconda, dell’area Dipendenze del Gruppo Abele, racconta la vicenda di un giocatore d’azzardo che decide di farsi aiutare per uscire dalla dipendenza e risolvere la sua complicata situazione finanziaria.

Andrew B. Carver, John A. McCarty, Personality and psychographics of three types of gamblers in the United States, in International Gambling Studies, n. 3 (2013), vol. 13, pp. 338-355
Usando i risultati dell’Experian Marketing Services’ Simmons National Consumer Study (NCS), questo studio prende in esame le caratteristiche di tre tipi di giocatori d’azzardo negli USA: quelli che giocano regolarmente alla lotteria, i forti giocatori d’azzardo dei casinò e i giocatori online. Gli autori esaminano ogni tipo di giocatore usando parecchie variabili della personalità e psicografici: impulsività, desiderio di controllo, materialismo, assunzione di rischio, egocentrismo, introversione, ricerca di sensazioni, e prudenza finanziaria. Essi riscontrano che mentre tutti e tre i gruppi hanno alti livelli di impulsività e materialismo rispetto ai non giocatori, i più degni di nota sono i giocatori online, che hanno livelli superiori di assunzione di rischio, desiderio di controllo, egocentrismo e ricerca di sensazioni rispetto ai giocatori dei casinò, ai giocatori alla lotteria e ai non giocatori. Questo studio inoltre enfatizza l’importanza di prendere in considerazione i dati demografici quando si studiano gli psicografici, poiché alcuni di essi – relativi al gioco d’azzardo – sono condizionati dall’età.

A cura di Gioacchino Lavanco, GAP. Il gioco d’azzardo patologico. Orientamenti per la prevenzione e la cura, Pacini, Pisa, 2013
Quando il gioco d’azzardo non è più solo un passatempo, ma lo si fa in maniera compulsiva aumentando progressivamente la frequenza delle giocate e andando incontro a una dipendenza, siamo di fronte al Gioco d’Azzardo Patologico (GAP). Obiettivo di questa pubblicazione è quello di fornire a medici e pediatri di famiglia un focus per affrontare le molteplici criticità della dipendenza da gioco, un’adeguata formazione che consenta loro di evidenziare e segnalare tempestivamente situazioni a rischio, informazioni sui servizi specialistici territoriali competenti a gestire la patologia del GAP, strategie per attivare efficaci interventi di prevenzione.
Collocazione biblioteca: 16695

Alain d’Astous, Marc Di Gaspero, Explaining the performance of online sports bettors, International Gambling Studies, n. 3 (2013), vol. 13, pp. 371-387
Questo articolo riferisce i risultati di una indagine online su un campione di 161 scommettitori sportivi online in cui il rendimento dell’investimento calcolato sulla base delle loro ultime 20 scommesse era usato come la principale variabile dipendente. Un’analisi di regressione ha mostrato che il rendimento dell’investimento dei giocatori online è positivamente associato alla loro esperienza in scommesse sportive, al livello di ricerca e analisi delle informazioni effettuata prima di scommettere, e alla loro propensione a considerare gli eventi che accadono nella loro vita come il risultato delle forze del caso. Questi risultati della ricerca sono discussi nel contesto di un modello teorico generale, in base al quale la prestazione nel gioco è vista come dipendente da quattro tipi di determinanti: l’esperienza, la personalità, la motivazione e le capacità cognitive del giocatore.

Marcello Matté, L’ importante non è vincere ma giocare. Gioco d’azzardo, gioco sporco, in Settimana, n. 38 (ott. 2013), pp. 8-9
Prendendo spunto dalla mostra “Fate il nostro gioco”, organizzata a Bolzano dal Forum Prevenzioni con lo scopo pedagogico di disinnescare l’illusione della fortuna facile attraverso il disvelamento della matematica, l’articolo presenta una serie di dati sul gioco d’azzardo in Italia e sul ruolo ambiguo della politica in questo campo.
Collocazione biblioteca: G5812

Mauro Croce e Francesca Rascazzo, Gioco d’azzardo, giovani e famiglie, Edizioni Gruppo Abele, Firenze, 2013, pp. 217
Il testo affronta il tema del gioco d’azzardo e della dipendenza che da questo comportamento può derivare. Si esplora il tema a partire da alcune nozioni storiche e inerenti la natura dei giochi d’azzardo; si tratta poi della diffusione capillare dell’offerta di gioco d’azzardo pubblico, con riferimento all’economia dell’azzardo e ai rischi di infiltrazione criminale; si descrive, ancora, quali costi economici e sociali comporti la diffusione dell’azzardo tra la popolazione. La parte centrale del volume è dedicata al rapporto tra giovani, famiglie e gioco d’azzardo, con riferimento ai contenuti utilizzabili in contesti educativi e volti alla prevenzione. Segue la trattazione della dipendenza da gioco d’azzardo con riferimento ai meccanismi che caratterizzano questo specifico problema di salute; in chiusura, un capitolo dedicato alle possibilità di cura della dipendenza da gioco d’azzardo e ai servizi preposti.
Collocazione biblioteca: 16486

Simone Feder … [et al.], Azzardopatia: insieme per ritrovare la vita, in Alcologia, n. 17 (set. 2013), pp. 77-78
Per l’elevato numero di slot machine la città di Pavia ha ottenuto il triste primato di “Capitale del gioco d’azzardo in Italia”, per cui si sono svolte nel 2013 tante iniziative pubbliche per proporre una cultura della prevenzione. Intanto dal dicembre 2012 si è organizzata un’esperienza di gruppo di auto aiuto per giocatori e giocatrici d’azzardo, di cui l’articolo descrive il percorso e il funzionamento.

Robert Ladouceur, Annie Goulet, Frank Vitaro, Prevention programmes for youth gambling: a review of the empirical evidence, in International Gambling Studies, n. 2 (ago. 2013), vol. 13, pp. 141-159
Questo articolo riesamina in chiave critica la letteratura esistente sull’efficacia dei programmi di prevenzione del gioco d’azzardo per i giovani. Sono presentate due categorie di strategie preventive, tutte universali e per la maggior parte basate sulla scuola: programmi di prevenzione specifici per il gioco d’azzardo e seminari su gioco d’azzardo e abilità connesse. L’età dei partecipanti ai vari studi andava dai 9 ai 20 anni. I risultati mostrano che i programmi di entrambe le categorie sono generalmente efficaci nel ridurre i concetti sbagliati e aumentare la conoscenza del gioco d’azzardo. Tuttavia, la mancanza di follow-up a lungo termine e di misure comportamentali rende difficile trarre chiare conclusioni circa l’efficacia di tali programmi. Vengono suggerite raccomandazioni per migliorare lo sviluppo e la valutazione dei futuri programmi di prevenzione del gioco d’azzardo giovanile.

Daniel R. Lalande … [et al.], Investigating non-gamblers: another step toward identifying potential protective factors against problem gambling, in International Gambling Studies, n. 2 (ago. 2013), vol. 13, pp. 176-187
In questo articolo si sostiene che saperne di più sui non-giocatori potrebbe aiutare i ricercatori a scoprire nuovi fattori protettivi contro il gioco d’azzardo problematico. Lo scopo di questo studio era quindi quello di identificare le caratteristiche socio demografiche, psicologiche e comportamentali che sono più prevalenti nei non-giocatori, rispetto ai giocatori. I risultati di un’analisi di regressione logistica con un campione rappresentativo di adulti della provincia del Quebec (Canada) hanno rilevato 12 elementi di predizione significativi di uno stato di assenza di gioco di azzardo. Fra questi elementi, sette erano variabili socio demografiche (cioè luogo di nascita, lingua madre, religione dell’infanzia, stato civile. istruzione, reddito familiare e storia familiare di problemi con il gioco d’ azzardo), quattro erano variabili psicologiche (cioè la percezione della propria situazione finanziaria rispetto agli altri, l’ottimismo sulla propria situazione finanziaria, le credenze riguardanti le possibilità di vincita, le idee suicide), e una variabile era comportamentale (cioè la frequentazione della chiesa). Sono necessarie tuttavia ulteriori ricerche comprendenti diversi tipi di variabili e una comune definizione operativa di non-giocatori per capire meglio questo sottogruppo e il suo potenziale protettivo contro i problemi di gioco d’azzardo.

Federico Tonioni, Psicopatologia web-mediata. Dipendenza di internet e nuovi fenomeni dissociativi, Springer, Milano, 2013, pp. 182
La crescita inarrestabile delle relazioni internet-mediate, destinate nel tempo a prevalere sui contatti “dal vivo”, ha moltiplicato le possibilità di comunicazione tra i giovani e complicato invece le relazioni con la generazione precedente. Il volume esplora la complessità dei quadri psicopatologici che ne scaturiscono, analizzando la dipendenza da internet nel contesto allargato di altre dipendenze comportamentali, come quella del gioco d’azzardo e varie forme di perversione delle condotte sessuali. Una parte del 3° capitolo è dedicata al fenomeno hikikomori. Collocazione biblioteca: 17141

Per Binde, Why people gamble: a model with five motivational dimensions, in International Gambling Studies, n. 1 (apr. 2013), vol. 13, pp. 81-97
L’articolo presenta un modello motivazionale di partecipazione al gioco d’azzardo. Il modello comprende cinque dimensioni motivazionali: 1) il sogno di sbancare il jackpot e trasformare la propria vita, 2) le gratificazioni sociali, 3) la sfida intellettuale, 4) i cambiamenti di umore prodotti dal gioco, e 5) la possibilità di vincere, motivazione fondamentale del gioco d’azzardo. Il modello è applicabile in modo prioritario al gioco d’azzardo ricreativo nelle società occidentali contemporanee, ma aiuta anche a capire il gioco d’azzardo problematico. Il modello integra la grande varietà di motivi personali che spingono le persone verso il gioco d’azzardo e rende possibile comprendere la speciale attrazione che esercita rispetto ad altre attività del tempo libero. Questo tipo di gioco attinge alla biopsicologia umana, suscita facilmente potenti processi psicologici e si collega a profondi significati culturali.

Mohammad R. Hayatbakhsh … [et al.], Early life course predictors of young adults’ gambling, in International Gambling Studies, n. 1 (apr. 2013), vol. 13, pp. 19-36
Questo studio ha esaminato l’associazione esistente fra una vasta gamma di fattori e il gioco d’azzardo di giovani adulti. Lo studio si basa su 3691 persone per le quali erano disponibili dati sul gioco d’azzardo auto-riferito, e sulla spesa di gioco al momento del follow-up al ventunesimo anno. Le variabili indipendenti sono state misurate all’inizio e nel follow-up a 14 anni. Mentre è incerto se interventi precoci per le persone che fanno uso precoce di sostanze o affrontano difficoltà dovute a circostanze familiari abbiano un impatto sulle percentuali di gioco, la ricerca dovrebbe analizzare se i programmi di intervento mirati a fattori modificabili quali il rendimento scolastico e il comportamento esternalizzante riducono il gioco d’azzardo in seguito.

Maurizio Fea, Alfio Lucchini, Analisi dei risultati del servizio Giocaresponsabile: due anni di attività, in Mission, n. 36 (2012), pp. 62-66
L’aumento della domanda di assistenza e la percezione sociale dell’aggravarsi del fenomeno di gambling addiction hanno indotto la FeDerSerD ad attivare il servizio Giocaresponsabile dal novembre 2009. Il servizio è totalmente gratuito e gestito da professionisti che danno consulenza e orientamento sia alle persone che hanno problemi di eccesso di gioco, sia a famigliari e amici. E’ costituito da help line e sito, oltre che da un numero verde gratuito. L’articolo descrive e analizza indicatori di attività del servizio e dati qualitativi relativi all’utenza.

David M. Ledgerwood … [et al.], Who Goes to Treatment? Predictors of Treatment Initiation among Gambling Help-Line Callers, in The American Journal on Addictions, n. 1 (gen.-feb. 2013), vol. 22, pp. 33-38
Lo studio presentato nell’articolo riguarda i fattori predittivi dell’avvio del trattamento nei giocatori patologici che si rivolgono a un servizio di “telefono amico”. Sono stati valutati 143 soggetti reclutati dopo una prima chiamata al servizio e poi ricontattati dopo due mesi. I risultati suggeriscono alcune strategie, focalizzate sui fattori motivazionali, che gli operatori del telefono amico possono adottare per spronare i giocatori a iniziare il trattamento.

Bernardo Dell’Osso, Senza limiti. Gioco, internet, shopping e altri disturbi del controllo degli impulsi, Il Pensiero Scientifico, 2013, Roma, pp. 124
I disturbi del controllo degli impulsi sono alla base di molti comportamenti definiti compulsivi. L’autore, medico psichiatra presso il Policlinico di Milano e ricercatore presso l’Università degli Studi di Milano, fornisce, in modo facilmente accessibile, una puntuale analisi dei principali elementi di classificazione, presentazione clinica e terapia dei vari disturbi del controllo degli impulsi, con ulteriori approfondimenti di attualità dedicati al gioco d’azzardo patologico, alla “Internet addiction”, allo shopping compulsivo e ai comportamenti autolesivi.
Collocazione biblioteca: 16697

Anna Paola Lacatena … [et al.], Gambling e cura, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 43, n. 2 (feb. 2013), pp. 16-20
Le autrici, sulla base della crescita del consumo di gioco da parte della popolazione e degli interventi di cura, intendono promuovere una riflessione multidisciplinare sul gioco d’azzardo, avvalendosi della letteratura internazionale e del dato relativo all’attività del Dipartimento Dipendenze patologiche dell’ASL di Taranto. Consapevoli dell’inefficacia della clinica senza società (pura biopolitica) e della società senza clinica (velleitarismo), esse sostengono che ogni riflessione non può prescindere dai paradigmi esistenti e da una lettura socio-culturale del quotidiano.

Giovanni Serpelloni, Gambling. Gioco d’azzardo problematico e patologico: inquadramento generale, meccanismi fisio-patologici, vulnerabilità, evidenze scientifiche per la prevenzione, cura e riabilitazione. Manuale per i Dipartimenti delle Dipendenze, Dipartimento Politiche Antidroga Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roma,  2013, pp. 172
Il gioco d’azzardo, anche nel nostro Paese, ha assunto dimensioni rilevanti, seppure non ancora ben definite, e una forte spinta commerciale facilmente percepibile dalle innumerevoli pubblicità che sempre più sono presenti sui media. Il gioco d’azzardo porta con sé un rischio che, in particolare gruppi di persone ad alta vulnerabilità, può sfociare in una vera e propria dipendenza comportamentale (Gioco d’Azzardo Patologico – GAP). Questa pubblicazione vuole essere un contributo a focalizzare il problema sulla base delle evidenze scientifiche, al fine di evitare, come purtroppo sta già in parte accadendo, scelte e programmazioni nazionali e regionali, basate sulla spinta emotiva e sul clamore mediatico. In balia, quindi, di tensori politici ed economici che spesso assecondano più politiche di consenso o di reddito che non l’interesse della popolazione e la salute pubblica.

A cura di Bernardo Cattarinussi, Non posso farne a meno. Aspetti sociali delle dipendenze, Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 253
La dipendenza può trasformarsi da perenne condizione umana in un qualcosa di imprescindibile e ossessionante. In questi ultimi anni, accanto a forme tradizionali di dipendenza chimica o da sostanze (si pensi a tabagismo, alcolismo, dipendenza da farmaci e droghe), si stanno sviluppando alcune dipendenze collegate alla ripetitività compulsiva di comportamenti normali, quali il gioco, lo sport, il lavoro, il consumo, l’alimentazione, i legami affettivi e sessuali. Anche questa tipologia appare caratterizzata da fenomeni come la compulsione, la perdita di controllo, la reiterazione del comportamento nonostante la consapevolezza delle problematiche connesse, la dominanza su ogni aspetto della vita dell’individuo coinvolto e infine la frequente tendenza alle ricadute. Le nuove dipendenze tuttavia non sembrano condividere lo stigma sociale proprio delle dipendenze derivanti dall’abuso di sostanze, anzi in qualche caso sono, oltre che tollerate, addirittura stimolate. Il volume intende tracciare per ogni dipendenza un breve profilo storico, esaminare i principali approcci teorici che se ne sono occupati, ipotizzare le pur sfuggevoli dimensioni statistiche, riportare le risultanze di eventuali ricerche qualitative e quantitative, mettere in rilievo le dimensioni più propriamente sociali e segnalare alcuni degli strumenti terapeutici più utilizzati. Il curatore insegna Sociologia presso l’Università di Udine.
Collocazione biblioteca: 16285

Gianluca Cuozzo, Gioco d’azzardo. La società dello spreco e i suoi miti, Mimesis, Milano – Udine 2013, pp. 70
Il meccanismo del gioco d’azzardo s’impadronisce totalmente dei giocatori, anima e corpo. Essi vivono una vita da automi: esseri senza una continuità storica vera e propria, esposti al mero caso e alla malia fatale della ripetizione. Questo, a ben vedere, è anche il tempo ipnotico dei consumi, in cui l’ultimo richiamo della moda – con rinnovato appeal mediatico – cerca di occultare il nostro essere inchiodati al demone del sempre-uguale (sempre lo stesso identico nuovo dell’ultimo prodotto immesso sul mercato). Tale mito raggelante è stato descritto magistralmente da Walter Benjamin, Philip K. Dick e Paul Auster; liberarci da esso ci porta inevitabilmente a un confronto serrato con il sogno osceno di benessere instillato dalla merce: dove persino uno shampoo promette la resurrezione.
Collocazione biblioteca: 16654

Aggiornata la bibliografia sulla dipendenza da gioco e altre dipendenze comportamentali

gioco

“La libertà ci rende “uomini”
La dipendenza ci fa restare “animali”
La libertà ci rende responsabili
La dipendenza ci rende schiavi”

Vasco Rossi

Dipendenza da gioco d’azzardo, affettiva, da sesso, da internet, da shopping, da lavoro, ecc…

Se vuoi saperne di più abbiamo aggiornato la bibliografia sulle dipendenze da gioco e le altre dipendenze da comportamento.

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Dipendenza da gioco e altre dipendenze comportamentali

Aggiornata a settembre 2020– a cura di Paola Moriondo

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Sono presenti anche pubblicazioni scaricabili on line o in PDF. Per quanto riguarda la dipendenza da cibo si veda la bibliografia sui disturbi alimentari.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

 Studi e ricerche sulle dipendenze da comportamento e i servizi preposti alla cura

cop2005Gianni Morandi, L’esperienza modenese di valutazione delle dipendenze, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 50, n. 2 (primavera 2020), pp. 33-37
Nell’articolo si intende stimare adeguatamente esiti ed effetti dell’esperienza valutativa introdotta nella cartella regionale dipendenze dell’Emilia-Romagna dal 2008. L’utilizzo dello strumento valutativo, che ci permette comparazioni misurabili dei cambiamenti intervenuti nel tempo sull’utenza trattata terapeuticamente, ha fornito risultati positivi, supportando la validità del lavoro degli operatori anche nelle situazioni meno credibili (interruzioni o abbandoni).

Francesca Andronico, Lo psicologo clinico e la Prevenzione delle Dipendenze. Un progetto di intervento nella scuola, in Dal fare al dire, a. 29, n. 1 (2020), pp. 50-54
L’articolo racconta un’attività di prevenzione del disagio giovanile e delle dipendenze, condotta da un’equipe di psicologi clinici presso il liceo statale Orazio di Roma (I e II classi). Il progetto è nato dal convincimento che la scuola, nella società attuale, debba assumere un ruolo diverso da quello esclusivo della didattica, configurandosi come un’istituzione a tutto tondo che diventa luogo di formazione in relazione ai bisogni e alle necessità dei ragazzi, integrando la propria vocazione educativa con l’intervento di esperti esterni. L’intervento è stato formulato secondo i principi della Psicologia di Comunità e attuato attraverso la metodologia della ricerca-azione e della psicoeducazione.

Paola Nardone …[et al.], Gli stili di vita degli adolescenti in Italia: i principali risultati 2018 del Sistema di sorveglianza HBSC (Health Behaviour in School-aged Children), in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 12 (dic. 2019) – on line, vol. 32, pp. 3-6
Nel 2018 è stata condotta nelle Regioni italiane un’indagine sugli studenti di 11, 13 e 15 anni nell’ambito dello studio internazionale HBSC (Health Behaviour in School-aged Children). Le classi su cui si è svolta l’indagine sono state la prima e la terza media della scuola secondaria inferiore e la seconda della secondaria superiore. A tutti i soggetti delle classi campionate è stato somministrato un questionario per indagare i loro stili di vita : attività fisica, peso corporeo, alimentazione e comportamenti a rischio, in particolare consumo di tabacco, alcool e sostanze stupefacenti e gioco d’azzardo. La ricerca del 2018 e le precedenti sono consultabili aquesto link.

imagesA cura di Matteo Cornacchia e Sergio Tramma, Vulnerabilità in età adulta. Uno sguardo pedagogico, Carocci, Roma, 2019, pp. 278
A fronte di una consistente produzione pedagogica che, nel tempo, si è occupata delle “potenzialità” dell’apprendimento in età adulta, sembra di constatare come l’attuale condizione adulta sia anche caratterizzata da forme conclamate di disagio o da una diffusa fatica esistenziale nel sostenere i ruoli e le responsabilità che questa fase della vita comporta. Lo sguardo degli autori intende pertanto rivolgersi a questa “zona grigia” che, trovandosi all’incrocio di più ambiti disciplinari, rischia di sfuggire alla dimensione teorica e, di conseguenza, alla possibilità di avere gli opportuni orientamenti per interventi socio-educativi mirati. A tale scopo il libro accoglie contributi dedicati a varie forme di vulnerabilità, a volte inscritte nella stessa condizione adulta, altre volte determinate o amplificate dall’imprevedibilità delle traiettorie di vita.
Collocazione Biblioteca: 18617

Pietro Algisi, Terapia di gruppo: il setting gruppale nel trattamento delle dipendenze, in Mission, a . 14, n. 51 (mar. 2019), pp. 51-58
Nell’articolo vengono presi in considerazione alcuni tipi di terapie gruppali: gruppi centrati sul cambiamento, gruppi orientati alla crescita e al cambiamento individuale, gruppi ad orientamento interpersonale, gruppi psicodinamici ad orientamento processuale. Si considera, inoltre, l’efficacia della terapia di gruppo, i fattori curativi e quelli terapeutici quali: l’infusione di speranza, l’universalità, l’informazione, l’altruismo, la ricapitolazione correttiva del gruppo primario familiare, le tecniche di socializzazione, il comportamento imitativo, l’apprendimento interpersonale, la coesione. Si conclude con un aspetto specifico nella terapia delle dipendenze e con aspetti generali sulla fenomenologia gruppale.

Andrea Valdevit, C’erano una volta le tossicomanie e tossicofilie…uno sguardo fenomenologico al mutamento del paradigma delle dipendenze, in Mission, a. 14, n. 51 (mar. 2019), pp.  65-70
L’articolo rintraccia i cambiamenti nelle abitudini dei “mondi tossici”, del fenomeno del consumo e della dipendenza negli ultimi sessant’anni. Affronta il problema delle nuove dipendenze e dei comportamenti di dipendenza in assenza di sostanze secondo le teorie fenomenologiche.

Mauro Croce, Tra Neurofobici e Neuromaniaci. Note sul Brain Disease Model of Addiction, in Dal fare al dire, a. 28, numero speciale (2019), pp. 8-15
Nell’articolo, l’autore riporta alcune osservazioni sul dibattito, nella comunità scientifica e nel mondo degli operatori, riguardo all’importanza delle neuroscienze nel campo dello studio delle dipendenze. C’è chi vede nelle conquiste delle neuroscienze una minaccia, che distoglie l’attenzione dal contributo della filosofia, della psicologia e della sociologia e chi invece ritiene che solo dalla ricerca neuroscientifica si potrà finalmente arrivare alla comprensione ed alla soluzione di questioni complesse. Sull’argomento si veda anche l’articolo di  Francesco Mancuso, Brain disease model of addiction: neuroscienze e scienze sociali a confronto, in Dal fare al dire, a. 27, n.1 (2018), pp. 6 -8

dal fare al direPietro Paolo Guzzo, La co-genitorialità sociale nelle dipendenze. Proposte di riflessione, in Dal fare al dire, n. 1, 2019, pp. 55-61
La co-genitorialità consiste in una forma di azione collettiva, presa in carico congiunta in chiave anti-addiction tra famiglie, istituzioni pubbliche, agenzie educative, servizi delle dipendenze e società civile. Il tentativo è quello di aiutare le famiglie a recuperare e innovare il loro ruolo genitoriale, inteso come un processo continuo di apprendimento sociale, promuovendo percorsi di partecipazione e co-progettazione sociale e istituzionale di nuovi servizi di prevenzione, gestione e cura delle dipendenze. Pietro Paolo Guzzo è professore a contratto di Politica Sociale dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro.

Valeria Zavan, Elsa Basili, Alberto Arnaudo, Tra il dire e il fare. Il linguaggio e le sue difficoltà nella vita professionale quotidiana. Tra consuetudini e credenze, come sembra difficile cambiare per essere al passo coi tempi, in Dal fare al dire, a. 27, numero speciale (2018), pp. 9-17
Le comunicazioni tra mondi diversi che si trovino a confrontarsi in ambiti dove le interpretazioni non sono univoche né universalmente riconosciute risultano molto complesse. E in ambito di linguaggio nelle dipendenze patologiche, questa complessità si acuisce, colorandosi di connotati ideologici e pregiudiziali. L’articolo propone un approfondimento in merito.

Anna Paola Lacatena, E se pensassimo a servizi più femminili? Donne, consumo e dipendenza patologica, in Animazione Sociale, a. 47, n. 9 / 314 (2017), pp. 96-98
Secondo i dati dell’OEDT (Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze), le donne rappresentano soltanto il 20% dei pazienti che si sottopongono a trattamento delle tossicodipendenza e delle dipendenze patologiche (alcolismo, gambling e tabagismo). L’autrice prova a spiegare questa disparità e si chiede se non vi sia un problema di inadeguatezza dei servizi rispetto al target femminile.

Lenuovedipendenze-Portelli-Papantuono-1

Claudette Portelli, Matteo Papantuono, Le nuove dipendenze. Riconoscerle, capirle e superarle, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, 2017, pp. 189
Il rapido sviluppo della tecnologia – in modo particolare di internet e dei social media – ha agevolato l’uomo in vari ambiti della sua vita. Ma spesso l’uso dell’utile tecnologia sta diventando un abuso che in molti casi si trasforma in dipendenza. In questo saggio gli autori, psicologi e psicoterapeuti, presentano una panoramica sulle nuove patologie catalogate come “dipendenze”: oltre alle dipendenze da internet, in tutte le loro sfaccettature, gli autori parlano di autolesionismo, gambling, dismorfofobia, vigorressia e altre patologie legate all’eccessiva attenzione per il proprio aspetto fisico, dipendenza da lavoro (workaholic), sostanze psicoattive e sigarette elettroniche. Nell’ultimo capitolo il libro presenta la terapia breve strategica come uno strumento efficace per affrontare e superare le nuove forme di dipendenza patologica.
Collocazione Biblioteca: 17807

Luciano Pasqualotto … [et al.], L’ICF e le dipendenze, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 4 (2017), pp. 26-29
Nel presente articolo, gli autori affrontano il tema delle dipendenze (da sostanza, alcol o gioco) con la convinzione che sia necessario aggiornare sia il modo di definire la condizione di dipendenza, sia il modo di pensare alla cura e alla riabilitazione. Più che in passato, si riconosce oggi che la dipendenza ha ripercussioni sulla vita quotidiana, oltre che sulla psiche e sulle funzioni del corpo, richiedendo una nuova definizione dei percorsi terapeutici. In questa prospettiva diventa necessario, secondo gli autori, poter disporre di un modello, capace di rappresentare la condizione di dipendenza in tutte le sue manifestazioni e di sostenere la definizione di percorsi riabilitativi evidence based. Da un gruppo di ricerca, di cui fanno parte gli autori, è stata individuata, come fonte di riferimento, la Classificazione ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) elaborata dall’OMS nel 2001.

Dipendenza da gioco

Si veda anche la bibliografia “Il gioco d’azzardo e il trattamento“.

CatturaLucia Coco, Piero Picchietti, Il gruppo multicoppiale per il disturbo da gioco d’azzardo, in Alcologia, n. 39 (2020) – on line, pp. 64-68
L’articolo racconta l’esperienza di un gruppo di coppie all’interno di un centro per il trattamento per il disturbo da gioco d’azzardo. Obiettivo fondamentale è quello di mirare alla modificazione stabile e profonda nella struttura e nel funzionamento della coppia (sintomo-parte funzionale) e di cambiare le relazioni all’interno della coppia in cui si è manifestato il sintomo del Disturbo da gioco d’azzardo. Nel contempo il gruppo propone alle coppie partecipanti di lavorare per rompere le dinamiche patologiche preesistenti al sintomo, facilitando la presa di coscienza della propria storia personale, di coppia e familiare in relazione alla formazione o al mantenimento del sintomo stesso al fine di ricostruire la connessione emotiva tra i partners.

Giovanni Truono, Francesco Marcatto, Gioco d’Azzardo e ruolo del Regret – Rammarico nel Decision Making. Un’ esperienza con gli studenti delle classi 2° di Istituti di istruzione secondaria, in Dal fare al dire, a. 29, n. 1 (2020), pp. 35-49
Dopo aver presentato le principali ricerche sul tema, l’articolo illustra una ricerca effettuata con studenti minorenni di scuola secondaria superiore (14-15 anni) in merito al regret (rimpianto) legato al comportamento di gioco d’azzardo. Sono stati proposti agli adolescenti divisi in tre sottogruppi, tre scenari di gioco (vincita, perdita e astensione dal gioco) e in seguito i ragazzi sono stati sottoposti ad una versione italiana della Scala del Regret e del Disappointment (RDS) per valutare come il rammarico anticipato motivi il gambling. Vengono esposti e discussi i risultati.

Paolo Jarre, Le attività del Piano Regionale per il contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico e il punto sugli effetti protettivi della Legge Regionale 9 del 2016, in Dal fare al dire, a. 29, n. 1 (2020), pp. 55-58
Nel presente articolo il Coordinatore Servizi per il Disturbo da Gioco D’Azzardo della Regione Piemonte illustra le attività del Piano Regionale per il contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico previste per gli anni 2016-2020. Espone inoltre i risultati dello studio GAPS del CNR di Pisa per il Piemonte nel 2018 e nel 2019. Si veda anche, dello stesso autore l’articolo L’intesa Stato-Regioni sul gioco d’azzardo di stato. Tutto a posto e niente in ordine, in Dal fare al dire, a. 26, n.3 (2017), pp. 8-12 e, sul medesimo argomento, l’articolo di Gaetano Manna, Legge Regionale n. 9 del 2016 sul gioco d’azzardo patologico. Il punto sulle attività di interesse sanitario in corso in Piemonte, in Dal fare al dire, a. 28, n. 2 (2019), pp. 59-64

Screenshot-2020-02-13-09.05.30Giovanni Martinotti … [et al.], Il disturbo da gioco d’azzardo. Implicazioni cliniche, preventive e organizzative, in Journal of Psychopathology, vol. 26, n. 1 (2020) supplemento – on line, pp. 3-8
Il disturbo da gioco d’azzardo è una condizione psicopatologica con un importante potenziale di danno in termini personali e sociali. Le rilevazioni epidemiologiche nazionali e internazionali hanno permesso di meglio caratterizzare la diffusione del fenomeno, differenziando le forme di gioco sociale, problematico e patologico. Diverse misure sono state proposte dalle società contemporanee per la gestione del fenomeno, ma il loro impatto effettivo merita di essere accuratamente valutato. Attualmente, le risposte al problema del gioco d’azzardo non sono ancora sufficientemente delineate e socialmente soddisfacenti. Sono quindi necessarie strategie preventive, riabilitative e di cura che si basino maggiormente sulle conoscenze psicopatologiche e neuroscientifiche del disturbo. L’articolo è disponibile in PDF (riviste italiane).

Giulia Avancini, Gli anziani e il gioco d’azzardo. Un’ emergenza sommersa, in Lavoro sociale : Metodologie e tecniche per le professioni sociali, vol. 19, n.6 (dic. 2019), pp. 12-17
La dipendenza da gioco d’azzardo è un fenomeno in crescita in tutto il Paese e gli anziani sembrano essere una categoria particolarmente fragile: giocano infatti meno percentualmente rispetto ai giovani e agli adulti, ma sono più a rischio di dipendenza e di gioco problematico. L’articolo, a partire dal rapporto a cura di Auser e Gruppo Abele del 2013 (Coll. Bibl.: H2302), cerca di individuare le cause e le possibili piste di intervento. A proposito di anziani e gioco d’azzardo si consultino:  Mauro Croce, Fabrizio Arrigoni, Gratta e perdi. Anziani, fragilità e gioco d’azzardo, Santarcangelo di Romagna, Maggioli, 2017, pp. 12 (Collocazione Biblioteca: 17891); Annalisa Pistuddi … [et al.], Anziani e gioco d’azzardo: una ricerca su consapevolezza, abitudini e rischi tra gli over 65 anni con il Senior Problem Gambling Questionnaire (SPGQ), in Mission, a. 13, n. 48 (set. 2017), pp. 8-16

Carmela Corleto, La famiglia come risorsa nella cura del gioco d’azzardo patologico, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 4 (autunno 2019), pp. 24-27
L’autrice affronta il tema del gioco d’azzardo patologico che si presenta con le caratteristiche di una dipendenza di cui sono elencati i sintomi. Viene, quindi, presentata una ricerca su alcuni casi tramite un questionario. Se la famiglia è informata e si dimostra in grado di fornire un supporto, appare utile coinvolgerla sia per il sostegno psicologico che può fornire che per il controllo economico.

Gioacchino Lavanco, Carolina Messina, Adriana Iozzi, La comunità cinese in Italia meridionale e il gioco d’azzardo patologico, in Alcologia, n.35 (2019), pp. 70-80
I sintomi manifestati dai giocatori di azzardo possono essere classificati in: sintomi psichici, fisici e sociali. Tale classificazione ha permesso di individuare tre classi di giocatori: giocatori non problematici, giocatori problematici e giocatori patologici. Recenti studi hanno messo in discussione questa classificazione a seguito dell’accertamento di un alto tasso di comorbilità tra disturbi da uso di sostanze e gioco di azzardo patologico, quanto detto risulta particolarmente evidente nel gioco d’azzardo on line. Ciò pare legato al coinvolgimento degli stessi sistemi neurologici ed in particolare quelli che presiedono alle funzioni della gratificazione, del controllo degli impulsi, della fissazione dei ricordi di modelli comportamentali e alla reazione agli stress. In relazione a tutto ciò è stato proposto di variare la definizione “gioco patologico” in “gioco d’azzardo disordinato”.

imagesA cura di Uliano Conti, Vite in gioco. Ludopatia e gioco d’azzardo come emergenze sociali, Carocci, Roma, 2019, pp. 111
Il volume analizza la ludopatia e il gioco d’azzardo patologico da differenti prospettive (psicologica, sociologica, economica e giuridica) e guardando ai concetti di etica, libertà e legalità, con particolare attenzione ai problemi sociali che ne derivano e che sfociano anche in condotte criminali quali l’usura e il racket. Particolarità del libro è il dialogo instaurato tra le analisi degli studiosi delle varie discipline e le proposte interpretative degli esperti che quotidianamente si impegnano sul campo nella lotta alla criminalità. Collocazione Biblioteca: 18637

Simone McCarthy … [et al.], Women and gambling-related harm: a narrative literature review and implications for research, policy, and practice, in Harm Reduction Journal, vol. 16,  (mar. 2019) – on line, pp. 1-11
La dipendenza da gioco d’azzardo cresce preoccupantemente nelle donne. Tuttavia, poche pubblicazioni hanno cercato di sintetizzare la letteratura riguardante il danno connesso al gioco d’azzardo femminile e fornire suggerimenti pratici per guidare la ricerca, le politiche e la pratica future, affinché tengano conto delle specifiche sfumature associate al gambling femminile. Nel presente lavoro viene proposta una rassegna della letteratura narrativa per rivedere la base di evidenza dei comportamenti di gioco e delle esperienze di danno nelle donne. Attingendo a strategie usate efficacemente in altre aree della salute pubblica, sono stati identificati gli elementi chiave per un approccio di genere alla prevenzione del danno e sono stati adattati alle strategie pratiche della ricerca sulla salute pubblica, alle politiche sociali e agli interventi di sostegno. Si veda anche l’articolo di Simone McCarthy … [et al.], Women’s gambling behaviour, product preferences, and perceptions of product harm: differences by age and gambling risk status, in Harm Reduction Journal, vol. 15,  (2018) – on line, pp. 1-12

Sara Rolando … [et al.], L’impatto della Legge Regionale sul gioco d’azzardo secondo i giocatori piemontesi, in Dal fare al dire, a. 28, n. 3 (2019), pp. 53-61
Il presente articolo, che illustra una parte dei risultati emersi da una ricerca più ampia, si pone tre obiettivi principali: 1) mostrare come l’accessibilità e i cambiamenti dell’offerta possono influenzare le abitudini di gioco, utilizzando l’approccio delle carriere dei giocatori; 2) analizzare le rappresentazioni e le opinioni dei giocatori sull’impatto della legge regionale e di altre eventuali norme locali; 3) indagare la conoscenza e l’atteggiamento dei giocatori nei confronti dei SerD, i servizi pubblici preposti al trattamento della dipendenza da gioco. Si vedano inoltre gli articoli: Marco Sisti, Niccolò Aimo, Le politiche per la riduzione dell’offerta di gioco d’azzardo in Piemonte. Gli effetti della legge regionale a circa due anni dall’approvazione, in Dal fare al dire, a. 28, n. 1, 2019, pp. 7-15    ; Paolo Jarre, Prime risultanze sull’effetto della restrizione temporale dell’offerta di gioco con apparecchi automatici di gioco in Piemonte, in Alcologia, n. 32 (2018) – on line, pp. 118-130e, dello stesso autore, Attività sovrazonali del Piano Regionale di contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico intraprese dall’ASL TO3, in Dal fare al dire, a. 27, n. 3 (2018), pp. 55-61

CatturaPaolo Jarre, I dati del Libro Blu 2018 dei Monopoli di Stato sui volumi del gioco d’azzardo in Italia e le prime risultanze dello studio GAPS del CNR di Pisa. Si conferma l’efficacia della Legge Regionale del Piemonte, in Dal fare al dire, a. 28, numero speciale (2019), pp. 44-48
L’autore commenta i dati, resi disponibili con il Libro Blu 2018 dei Monopoli di Stato, sui volumi di gioco nel 2018 in Italia. Per il gioco offline tali dati sono suddivisi per Regione. Questo permette un confronto tra territori, in particolare tra quanto successo in Piemonte dopo l’emanazione della Legge 9 del 2 maggio 2016 e il resto d’Italia tra lo stesso anno e il 2018. Il confronto non è invece operabile sui volumi del gioco online, rispetto al quale si rileva un consistente aumento in tutta Italia. Si evince comunque che la prevalenza di gioco problematico in Piemonte è inferiore rispetto a quello registrato in Italia. Già disponibile in rete il Libro blu 2019.

Gianfranco Mansi, Francesca Lacerenza, Valentina Monticelli, Clinica del disturbo da gioco d’azzardo. Una possibile declinazione di servizio, La sperimentazione avviata nell’Asl BT, in Dal fare al dire, a. 28, numero speciale (2019), pp. 37-43
Nell’articolo viene presentato un Progetto di sperimentazione di un servizio territoriale a valenza dipartimentale per il contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico (GAP), attivato dal Dipartimento per le Dipendenze Patologiche dell’Asl BT a luglio 2018. La sperimentazione prevede di attivare sul territorio provinciale una modalità di interventi integrati multidisciplinari nell’ottica di ottimizzazione delle risorse, sia economiche che di personale, coordinando e rafforzando una rete di istituzioni, il privato sociale e altri servizi. Vengono descritti l’impianto progettuale, l’obiettivo complessivo e i risultati attesi.

Giovanni Truono, Disturbo da gioco d’azzardo e prevenzione: un’esperienza con gli studenti delle scuole medie superiori, in Dal fare al dire, a. 28, n. 2 (2019), pp. 49-58
Studi epidemiologici e clinici hanno rilevato che tra le persone potenzialmente più vulnerabili ai rischi connessi al gioco d’azzardo, un’attenzione specifica va rivolta agli adolescenti. Questi risultati hanno indotto i responsabili delle politiche sanitarie pubbliche ad avviare iniziative di prevenzione finalizzate a promuovere tra gli adolescenti una visione del gioco d’azzardo corretta e consapevole. A questo proposito è stato realizzato il Progetto Fair Gambling, rivolto a studenti minorenni delle scuole secondarie nel territorio di competenza dell’Area Nord dell’ASL Salerno. Sull’argomento si veda anche l’articolo di Maurizio Varese … [et al.] Adolescenti a rischio: il gioco tra attrazione e inganno in Alcologia, n. 35 (2019) – on line, pp. 65-69

FAITESA cura di Ornella De Rosa, Faites vos jeux! Gioco pubblico e società contemporanea: storia, implicazioni, prospettive, Bari, Roma, Laterza, 2019, pp. 485
Negli ultimi anni è cresciuto il dibattito sul gioco pubblico in Italia, alimentato dagli studiosi, dai diversi operatori del settore e dall’avvento delle nuove tecnologie che permettono oggi inedite modalità di raccolta ed elaborazione dei dati sul gambling. Questo libro raccoglie i contributi di studiosi di più discipline – storiche, filosofiche, giuridiche, economiche, letterarie, sociali – che analizzano da diversi punti di vista il gioco pubblico, proponendo percorsi interpretativi che spaziano dalla ricerca sociale fino a giungere alle nuove frontiere del mercato. Il risultato è un quadro aggiornato e completo che fa il punto sul gioco pubblico in Italia oggi.

A cura del Centro Nazionale Dipendenze e Doping, Guida alle risorse territoriali per le problematiche legate al gioco d’azzardo. Aggiornamento novembre 2018, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, Vol. 31, Supplemento 1 al n. 12 (2018), pp. 249
La presente guida, aggiornata al mese di novembre 2018, è un elenco ragionato delle risorse territoriali che si occupano delle problematiche legate al gioco d’azzardo. La guida ha lo scopo di facilitare l’accesso alle strutture agevolando e riducendo i tempi d’incontro fra domanda dell’utente e risposta dei servizi. Il carattere nazionale del presente lavoro e l’uniformità del sistema di rilevazione adottato consentono di disporre di dati omogenei e comparabili tra loro, presupposto fondamentale per lo sviluppo di strategie d’intervento integrate, coordinate ed efficaci. Una mappatura analoga, aggiornata ad aprile 2019 si trova sul sito del Gruppo Abele.

A cura di Onofrio Casciani e Ornella De Luca, Trattamento Psicologico e Psicoterapeutico del Disturbo da Gioco d’Azzardo in una prospettiva multidisciplinare, Publiedit, Cuneo, 2018, pp. 463
Il Disturbo da Gioco d’Azzardo è un problema di salute pubblica di dimensioni sempre più rilevanti a livello internazionale a causa sia della rapida espansione delle opportunità di gioco, sia dall’aumentata accessibilità alle forme interattive in Internet e sui telefoni cellulari. Studi recenti delineano un’eterogeneità fra i giocatori oltre alla natura complessa e multifattoriale del fenomeno. Il libro in forma manualistica offre un quadro aggiornato e completo sullo stato dell’arte delle conoscenze alla luce della letteratura e delle più efficaci e innovative esperienze cliniche, con indicazioni su come replicare i modelli; inoltre propone una comprensione di aspetti attualmente sottovalutati. Il manuale può servire da guida per gli operatori del settore, ma anche per coloro che studiano o sono interessati agli argomenti trattati.
Collocazione Biblioteca: 18563

12954Atte Oksanen … [et al.], Problem gambling and psychological distress: a cross-national perspective on the mediating effect of consumer debt and debt problems among emerging adults in Harm Reduction Journal, vol. 15,  (2018) – on line, pp. 1-11
Si tratta di uno studio sulla relazione tra gioco d’azzardo problematico, problemi di debito e disagio psicologico. In molti paesi occidentali il facile accesso al credito al consumo e agli anticipi di paga possono portare i giovani a difficoltà finanziarie più gravi, compresi l’insolvenza e l’esecuzione del debito, definiti come problemi del debito. Lo studio ipotizza che tali problemi agiscano da mediatori nella relazione fra gioco d’azzardo problematico e disagio psicologico. Secondo gli autori, limitare il debito al consumo nei giovani adulti potrebbe attenuare i costi economici e psicologici del gioco d’azzardo problematico.

Maurizio Fiasco … [et al.], Gambling, società e politiche, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 8, n. 30 (giu. 2018), pp. 5-63
Il numero monografico della rivista raccoglie contributi di diversi autori sul tema del gioco d’azzardo, affrontato nei suoi aspetti sociali, economici, giuridici, terapeutici. Gli articoli presenti sono: “Per una policy eticamente orientata nella regolazione dell’azzardo. L’Italia faccia come il Piemonte” di Paolo Jarre; “Gioco industriale di massa, economia, pubbliche virtù” di Maurizio Fiasco; “L’economia della manipolazione e dell’inganno” di Gabriele Mandolesi e Vittorio Pelligra; “Lo stigma pubblico verso il gioco d’azzardo problematico” di Nerilee Hing et al.; “Catturati dal gioco d’azzardo” di Murat Yucel et al.; “L’implicazione delle neuroscienze nel trattamento e nelle politiche sul gioco d’azzardo” di Murat Yucel et al.; “Il gioco d’azzardo e la sua policy in Norvegia. Un caso inconsueto” di Ingeborg Rossow e Marianne Bang Hansen; “Profili giuridici della legge regionale piemontese per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico” di Mirella Pocino; “Il gioco d’azzardo e le disuguaglianze sociali e di salute” di Roberto Diecidue e Giuseppe Costa; “Lo Stato Biscazziere e lo Stato Sociale” di Alessandro Del Dotto; “Ethical gambling (gioco d’azzardo etico): la necessità di un nuovo punto di vista sul gioco d’azzardo nelle politiche di salute pubblica” di Mariano Choli.

A cura di Roberta Pacifici, Massimo Giuliani, Liliana La Sala, Disturbo da gioco d’azzardo: risultati di un progetto sperimentale, Roma, ISS, 2018, pp. 147
La presente monografia ha l’obiettivo di fornire aggiornamenti scientifici sul disturbo da gioco d’azzardo, utilizzando una selezione dei risultati, dei materiali e dei contributi originali prodotti all’interno del Progetto “Sistema di sorveglianza nazionale sul disturbo da gioco d’azzardo: progetto sperimentale”. Il progetto è stato coordinato tra il 2015 e il 2016 dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità. La monografia presenta i risultati di alcune indagini originali volte a raccogliere le evidenze scientifiche sul tema e i dati nazionali inerenti la distribuzione delle strutture cliniche di trattamento; la percezione del fenomeno da parte della popolazione generale e dei pazienti; l’impianto legislativo sul gioco d’azzardo oggi vigente in Italia. Questa raccolta tematica riunisce anche alcuni contributi originali di professionisti italiani, basati sulle esperienze di diagnosi e trattamento di pazienti con disturbo da gioco d’azzardo.

lose for lifeA cura di Claudio Forleo e Giulia Migneco, Lose for life. Come salvare un paese in overdose da gioco d’azzardo, Milano, Altreconomia, 2017, pp. 192
Il gioco d’azzardo in Italia è un business da quasi 100 miliardi l’anno per migliaia di imprese e lavoratori, che provoca danni inenarrabili alla società dal punto di vista sanitario, economico e sociale: dietro il caleidoscopio di slot machine e lotterie si nasconde l’inferno delle dipendenze patologiche, la perdita del lavoro e della dignità, la rovina di intere famiglie. Questo testo, scritto da due giornalisti, presenta in appendice una serie di dati riferiti al 2016 e, grazie al contributo di alcuni tra i maggiori esperti del settore, spiega in modo semplice e concreto che cos’è veramente il gioco d’azzardo e cosa si può fare per promuovere efficaci politiche di prevenzione (e plasmare un nuovo approccio culturale), a partire dai territori e dalle esperienze locali. Prende il titolo da “Lose for life”, un progetto di Avviso Pubblico, associazione nazionale degli Enti Locali e delle Regioni per la formazione civile contro le mafie, con il Master in “Analisi prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione” dell’Università di Pisa.
Collocazione Biblioteca: 17942

Onofrio Casciani, … [et al.], Gioco d’azzardo e psicoterapia, in Psicobiettivo, a. 37, n. 3 (dic. 2017), pp. 21-178
Questo numero è dedicato alla psicoterapia del disturbo da gioco d’azzardo (DGA), un fenomeno in costante crescita e di significativa complessità, qui affrontato dal punto di vista di diversi approcci e modelli psicoterapeutici: la terapia cognitivo-comportamentale (Onofrio Casciani e Ornella De Luca), l’approccio psicanalitico (Giuseppe Zanda); il coinvolgimento della famiglia nel percorso terapeutico (Rolando De Luca, Susanna Petri), l’approccio junghiano e la narrazione autobiografica (Valerio Colangeli). Nella monografia troviamo “Una tossicomania senza farmaci” (2000), un intervento di Luigi Cancrini che, a partire da un romanzo di Dostoevskij, analizza il fenomeno del gioco d’azzardo patologico con molteplici chiavi di lettura: individuale, familiare e sociale. Vengono poi presentati e commentati alcuni casi clinici. Infine Fabio Presti e Silvia Ventriglia passano in rassegna i recenti contributi al trattamento delle dipendenze patologiche basati sugli approcci terapeutici della mindfulness e dell’EMDR. Si veda anche l’articolo di  Edoardo Cozzolino, Gianmaria Zita, Approcci clinici al disturbo da gioco d’azzardo, in Mission, a. 13, n. 48 (set. 2017), pp. 58-65

Daniela Capitanucci, Un coordinamento contro l’overdose da gioco d’azzardo, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 4 (2017), pp. 34-38
Il Coordinamento contro l’Overdose da Gioco d’Azzardo è nato nel 2011 come rete di Enti locali e Uffici di Piano di Zona per elaborare e proporre sinergie operative condividendo best practice. In particolare si fa riferimento a due progetti che hanno consentito di realizzare “Azioni no slot”.

disturbo di saluteA cura di Mauro Croce, Paolo Jarre, Il disturbo da gioco d’azzardo, un problema di salute pubblica. Indicazioni per la comprensione e per l’intervento,  Publiedit, Cuneo, 2017, pp. 25
Il libro offre un quadro aggiornato e completo che contestualizza il tema del gioco d’azzardo e aiuta il lettore a comprendere il fenomeno nel suo insieme, grazie a numerosi contributi rappresentativi di competenze diverse e complementari, alla luce dei più recenti sviluppi a livello internazionale dell’elaborazione teorica e della pratica sul campo. Sono esposte in modo chiaro ed esaustivo le diverse casistiche proposte (anche in relazione ai modelli possibili di cura) senza pretendere di arrivare a certezze assolute e soluzioni valide per tutti i casi. Anzi, propone agli operatori di sperimentare a loro volta, di aprirsi alle diverse possibilità e alle diverse interpretazioni. Questo volume si rivolge prima di tutto a chi ha a che fare quotidianamente con il gioco d’azzardo e le sue conseguenze, in quanto problema di salute pubblica che richiede l’intervento delle istituzioni e degli specialisti, per contenere i danni agli stessi giocatori e a coloro che li circondano, ma anche agli studenti e a coloro che vogliono approfondire la conoscenza sull’argomento. In appendice troviamo anche una mappa dei servizi in Italia e la descrizione di un nuovo strumento per l’assessment, il Gambling Pathways Questionaire (GPQ).
Collocazione Biblioteca: 17930

Roberta Biolcati, Alessio Plona, Gratta e vinci e slot machine. Uno studio esplorativo su donne e profili di consumo, in Psicologia della Salute, n. 2 (2017), pp. 143-159
Vengono riferiti i risultati di una ricerca su donne dedite al gioco d’azzardo. Si rileva una differenza rispetto agli uomini con una preferenza per il gratta e vinci. Si osserva, inoltre, in queste donne, una insoddisfazione nei confronti della vita familiare.

Dipendenza affettiva e da sesso

imagesPeter C. Kleponis, Uscire dal tunnel. Dalla dipendenza da pornografia all’integrità, D’Ettoris, Crotone, 2019, pp. 396
La pornografia è una delle piaghe sociali meno conosciute. Un gran numero di persone ne diventa dipendente, compromettendo l’integrità delle relazioni coniugali, familiari ed anche lavorative. Gli effetti di una esposizione frequente e prolungata ai video pornografici sono nocivi per la salute fisica e mentale, ma se ne può uscire. Questo libro intende aiutare chi desidera conoscere il problema, informando sulle caratteristiche delle immagini pornografiche, sul loro impatto sul sistema nervoso, sulla dipendenza emotiva e chimica che ne deriva. Inoltre descrive la strada per riacquistare la libertà, riacquistando la propria integrità attraverso l’auto-aiuto, la terapia ed il sostegno dei gruppi d’incontro.
Collocazione Biblioteca: 18453

Rosella De Leonibus, Dipendenza affettiva, il dolore di restare appesi…, in Rocca, a. 78, n. 20 (ott. 2019), pp. 37-39
Quando la dipendenza dal partner è totale e la propria volontà sembra azzerata e perfino i bisogni più basilari sono oscurati dalla paura di restare soli, non si può parlare di rapporto affettivo sano, ma di un quadro simile a quello delle dipendenze che riguardano i comportamenti. Il rapporto affettivo e la persona che lo incarna sono l’oggetto di questa dipendenza. La relazione diventa un terreno dove ogni distanza genera angoscia, paura di essere abbandonati, insicurezza profonda, sentimenti di vuoto e di inadeguatezza.

Emiliano Lambiase, La dipendenza sessuale. Diagnosi e strumenti clinici, Carocci, Roma, 2019, pp. 197
La dipendenza sessuale è un disturbo di cui molto si parla e spesso, in modo inadeguato, vi si ricorre per giustificare condotte patologiche o immorali. Dopo anni di dibattiti scientifici è stata ufficialmente inserita nell’undicesima versione della classificazione internazionale delle malattie dell’Organizzazione mondiale della sanità (ICD-11), all’interno della categoria dei disturbi del controllo degli impulsi, col nome di “compulsive sexual behaviour disorder”. Il libro, dopo aver presentato i più recenti sviluppi diagnostici e le attuali ipotesi psicologiche (attaccamento, funzionamento metacognitivo e meccanismi di apprendimento) e neurologiche, illustra un protocollo terapeutico basato su una lunga esperienza e impostato in modo da poter essere utilizzato da professionisti di qualunque approccio terapeutico. Le spiegazioni teoriche e pratiche sono affiancate dalla descrizione di alcuni casi clinici. L’autore è psicologo e psicoterapeuta.
Collocazione Biblioteca: 18612

orfeoPrimo Lorenzi, La dipendenza amorosa. Da Orfeo alle nuove dipendenze, Roma, Alpes, 2018, pp. 146
Nel libro vengono considerati gli aspetti dipendenti all’interno della passionalità amorosa. Il fenomeno è seguito con un costante riferimento a tre componenti strutturali: un “oggetto” da cui dipendere, un contesto socioambientale che modula le spinte verso la dipendenza e il contributo di diversi tipi di personalità. Tre componenti che reciprocamente interagiscono insieme definendo la complessità del fenomeno, di cui si analizzano anche le criticità criminologiche. Primo Lorenzi è psichiatra e docente a contratto di Psicopatologia presso l’Università di Firenze.
Collocazione Biblioteca: 18195

Maria Chiara Gritti, Dipendiamo. Un trattamento sistemico di gruppo per la cura della dipendenza affettiva, in Terapia familiare, a. 41, n. 117 (lug. 2018), pp. 47-72
La dipendenza affettiva è una delle patologie più diffuse della nostra epoca, tuttavia non sono molti i contributi di orientamento sistemico su questo tema. Questo articolo illustra un trattamento di gruppo a orientamento sistemico per la cura della dipendenza affettiva, attuato sia in un Consultorio Familiare, sia in ambito privato. Il modello, chiamato “Dipendiamo”, si è rivelato efficace ai follow-up e si caratterizza per tre elementi di novità: la promozione sia della dimensione intrapsichica sia di quella interpsichica; l’impiego di tecniche non verbali di matrice sistemica; la strutturazione di un intervento breve e facilmente replicabile.

Massimo Di Grazia … [et al.], Sessualità e web negli adolescenti: riflessioni, in Rivista di sessuologia clinica, a. 24, n. 1 (2018), pp. 36-46
La diffusione del web nel quotidiano delle persone ha fatto emergere problematiche legate al suo eccessivo utilizzo, in particolare la correlazione tra sesso e web e la dipendenza che ne può derivare tra gli adolescenti, i giovani adulti e gli adulti. Quello che attrae è la curiosità verso una sessualità appagante, una alternativa a una sessualità reale deludente, una compensazione alla solitudine relazionale o il libero manifestarsi di orientamenti sessuali latenti e non espressi o socialmente inaccettabili. Occorre, secondo gli autori, comprendere meglio il fenomeno per riuscire a dare risposte a chi entra in questo loop erotico virtuale, concretizzando un programma formativo educativo fin dalle scuole primarie rivolto anche a famiglie e docenti.

Dipendenza da internet

Si veda anche la bibliografia su “Nuove generazioni e tecnologie – Aspetti patologici.

Rosaria Giordano, Hikikomori e dipendenze digitali, in Dal fare al dire, a. 29, n. 1 (2020), pp. 12-21
L’articolo è un’introduzione al fenomeno degli hikikomori e alla relazione tra questo fenomeno e le dipendenze digitali, senza tralasciare le differenze e le assonanze che intercorrono tra i fenomeni, nonchè le possibilità di aggancio e di intervento terapeutico. Di particolare interesse l’associazione con il Disturbo da gioco su Internet (DGI) e la lettura della realtà come inter-realtà che rede possibile concepire il mondo off-line e on-line come interagenti e integrati e favorisce una concettualizzazione dell’esperienza dei ragazzi al passo coi tempi.

unnamedMaria Cristina Gugliandolo, Valeria Verrastro, Francesca Liga, Parenting invalidante e dipendenze tecnologiche: ruolo del controllo psicologico genitoriale, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, vol. 21, n. 3 (nov. 2019), pp. 55-74
Recenti studi hanno evidenziato come pratiche genitoriali disfunzionali (quali il controllo psicologico) si correlino con esiti maladattivi nei figli. L’obiettivo del presente studio è indagare i meccanismi che sottendono l’insorgere di un uso dipendente delle nuove tecnologie. E’ stato analizzato un campione di 311 partecipanti, tra i 18 e i 26 anni, ai quali sono stati sottoposti dei questionari. I risultati hanno evidenziato una relazione tra controllo psicologico genitoriale e dipendenza da internet. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati della ricerca.

Franco Fabbro, Manuale di neuropsichiatria infantile, Una prospettiva psicoeducativa, Carocci, Roma, 2019, pp. 459
Questo manuale intende rispondere alle esigenze di insegnanti ed educatori, proponendosi come un compendio di neuropsichiatria dell’età evolutiva. Il volume è organizzato in cinque parti: la prima (La conoscenza del soggetto) illustra l’itinerario diagnostico e gli strumenti più frequentemente utilizzati per la valutazione delle disabilità intellettive, linguistiche, neuropsicologiche e psicopatologiche; le tre parti successive descrivono i più importanti disturbi neurologici, del neurosviluppo e psichiatrici. Infine, l’ultima parte tratta i principali interventi riabilitativi, farmacologici e psicoterapeutici dell’età evolutiva. Si segnala in particolare il cap. 42: Dipendenza da videogiochi e Internet.
Collocazione Biblioteca: 18630

Daniele Giansanti, I giovani e lo smartphone: come lo usano e che rapporto hanno?, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, vol. 32, n. 9 (set. 2019) – on line, pp. 8-12
Lo smartphone sta assumendo un ruolo sempre più importante nella nostra quotidianità. Le sue potenzialità, accompagnate dalle sue caratteristiche di utilizzo user-friendly, lo rendono particolarmente attrattivo per un uso giornaliero, soprattutto da parte dei giovani, particolarmente importante. Ciò espone gli utilizzatori a problematiche da abuso della tecnologia. Tra le problematiche sono presenti quelle posturali, da uso scorretto di App rispetto alla reale destinazione di utilizzo ad altre problematiche psicocognitive, comportamentali e comunicative. Il Centro Nazionale per le Tecnologie Innovative in Sanità Pubblica dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha il ruolo di investigare l’impatto delle nuove tecnologie in sanità pubblica, ha avviato uno studio, basato su strumenti elettronici per la raccolta di dati, per analizzare nello specifico l’impatto dello smartphone sui giovani.

imagesA cura di Matteo Lancini, Il ritiro sociale negli adolescenti. La solitudine di una generazione iperconnessa, Raffaello Cortina, Milano 2019, pp. 334
Il libro traccia il profilo di una generazione cresciuta “nella rete”, inducendo gli adulti a interrogarsi su come distinguere un uso adattivo dei social e dei videogiochi da un sintomo di malessere o dipendenza. Cyberbullismo, sexting, gioco d’azzardo e, in modo particolare, il ritiro sociale sono alcuni dei comportamenti affrontati in questo testo, ricco di indicazioni sui motivi della loro diffusione e sulle modalità di intervento. La rivoluzione digitale ha creato ambienti espressivi nei quali gli adolescenti non solo sperimentano nuove possibilità di realizzazione ma si rifugiano in occasione di gravi crisi evolutive, in una forma di autoricovero che esprime sia il dolore sia un tentativo di risolverlo, come avviene nel ritiro sociale, la più significativa manifestazione del disagio giovanile odierno. A partire dall’esperienza maturata negli ultimi quindici anni, gli autori inquadrano la psicodinamica del ritiro sociale e presentano gli orientamenti clinici che guidano la presa in carico dell’adolescente in una prospettiva evolutiva.
Collocazione Biblioteca: 18439

Giovanni Sabato, Dipendenza da videogame. Manuale Diagnostico OMS, in Rocca, a. 78, n. 9 (mag. 2019) pp. 38-40
L’Organizzazione Mondiale della Sanità risponde sulla questione relativa alle ore passate davanti ai videogiochi dai ragazzi. Per la gran parte dei giocatori non è altro che una cattiva abitudine, ma per altri la situazione è più seria. Si può arrivare a fare una diagnosi di disturbo mentale e di dipendenza. Il “gaming disorder” , dipendenza da videogame, consiste per OMS in abitudini di gioco caratterizzate da una mancanza di controllo sull’attività di gioco, cioè intensità, durata, incapacità di smettere, reazione all’assenza del gioco. Anche se una parte di psicologi consiglia cautela su questa diagnosi.

Giuseppe Lavenia, Mio figlio non riesce a stare senza smartphone, Giunti Edu, Firenze 2019, pp. 127
Questo libro aiuta a: conoscere quali sono i cambiamenti che stanno avvenendo nella società moderna per comprendere il contesto in cui le dipendenze tecnologiche si sviluppano e le forme in cui si manifestano; capire in che cosa consistono Nomofobia, Hikikomori, dipendenza dai videogiochi e tanto altro, quali caratteristiche hanno e come si comportano i ragazzi che ne sono coinvolti; intervenire per aiutare concretamente i propri figli, fornendo suggerimenti e indicazioni operative su come sostenerli, spiegando se e quando chiedere l’intervento degli specialisti.
Collocazione Biblioteca: 18443

hikikomoriAnna Maria Caresta, Generazione Hikikomori. Isolarsi dal mondo fra web e manga, Roma, Castelvecchi, 2018, pp. 115
L’autrice conduce una ricerca su casi clinici in Giappone e in Italia sul fenomeno della dipendenza da internet negli adolescenti. Affronta il problema dal punto di vista sociale e psicologico nei suoi rapporti con l’aggressività, il bullismo, il ritiro sociale e scolastico. Si considerano anche gli aspetti terapeutici di questo tipo di dipendenza, con particolare riguardo all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, ad esempio il laboratorio dei fumetti che viene condotto in collaborazione con cooperative sociali esterne.
Collocazione Biblioteca: 18004

Giuseppe Lavenia, Dipendenze tecnologiche. Valutazione, diagnosi e cura, Firenze, Giunti, 2018, pp. 105
Il libro affronta il problema della dipendenza dalle tecnologie considerando soprattutto quelle da internet e i fenomeni come il cyberbullismo, la pornografia, il gambling, le chat. Sono considerati diversi aspetti come la diffusione del fenomeno, i contesti, i linguaggi, i fruitori. Nella parte più specifica si considerano le manifestazioni cliniche, gli strumenti di valutazione, i problemi di diagnosi, le relazioni familiari. Quindi si passa alla terapie: setting, tecniche e prescrizioni, narrazione terapeutica. Il libro si conclude con l’esemplificazione di due casi clinici.
Collocazione Biblioteca: 17975

Maria Paola Piccinini … [et al.], Internet: strumento e (s)oggetto di ricerca orientamentieducativa, in Orientamenti pedagogici, n. 3 (lug.-set. 2018), vol. 65, pp. 417-607
La sezione monografica di questo numero presenta le relazioni del Seminario di studio organizzato dalla rivista, svoltosi il 30 Novembre 2017 presso l’Università Pontificia Salesiana. L’obiettivo del Seminario è quello di considerare criticamente le potenzialità che la rete fornisce per la ricerca in campo educativo. Il lavoro si divide in tre parti. La prima parte presenta articoli di carattere generale nei quali vengono individuati punti di forza, utilizzo e rilevanza dell’indagine per le scienze sociali e dell’educazione. Viene inoltre sintetizzato e analizzato il dibattito sulla definizione e sulle caratteristiche dell’internet addiction e del disturbo da gioco su internet. Nella seconda parte viene descritto l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione nella disabilità, nella psicologia sperimentale e nel trattamento clinico. L’ultima parte è dedicata alle sfide pedagogiche che la cultura digitale pone all’apprendimento, alla formazione dei docenti e agli aspetti pedagogici-educativi e pedagogici-pastorali, con un particolare approfondimento all’attenzione della Chiesa alle nuove tecnologie e al loro ruolo nell’educazione dei giovani.

Giuseppe Reale, Nomofobia. Quando lo smartphone rende schiavi. Fenomeno in forte ascesa con rilevanti ricadute sociali. Sono maturi i tempi per l’inserimento nel DSM e nei LEA?, in Dal fare al dire, a. 27, n.1 (2018), pp. 16-18
L’utilizzo eccessivo e prolungato degli smartphone e di altri dispositivi elettronici incide sulla salute delle persone sia per le onde elettromagnetiche sia per l’assuefazione ai dispositivi che ne deriva. Maggiormente a rischio sono adolescenti e preadolescenti. L’articolo prende in esame ricerche americane ed europee su questo fenomeno e si chiede se i tempi siano maturi per l’inserimento della nomofobia (no mobile-fobia: la paura sproporzionata di una persona di rimanere fuori dal contatto di rete mobile) tra i disturbi descritti nel DSM.

 

 

Sardegna

CAGLIARI

ATS Cagliari Ser.D Cagliari
Via dei Valenzani – 09131 Cagliari
Tel: 070 6096329 / 6522 / 6523
Ref: Dott. Sicia Salvatore

Ser.D Cagliari
Via Liguria, Pad. A – 09127 Cagliari
Tel: 070 47444306 / 4310
Ref: Dott. Manfredi

Ser.D Quartu Sant’Elena
Via Cavour 34 – 09045 Quartu Sant’Elena
Tel: 070 6097667 / 651

 

NUORO

ASL Nuoro Dipartimento della Salute mentale e delle Dipendenze Servizio per le dipendenze
Via Manzoni, 29 – 08100 Nuoro
Tel: 0784 240976
Email: sert.nuoro@atssardegna.it
Ref: Dott.ssa Cicalò Rosalba

Ser. D Macomer
Località Nuraghe Ruiu – 08015 Macomer
Tel: 0785 222358
Mail: sert.macomer@atssardegna.it

Ser. D Lanusei
Piazza Mameli c/o Poliambulatorio – 08045 Lanusei
Tel: 0782 470465
Ref: Maciocco Giovanna

Ogliastra U.O. Ser.D Tortolì
Via Monsignor Carchero 3 c/o poliambulatorio – 08048 Tortolì
Tel: 0782 624725 / 623532
Ref: Dott.ssa Maciocco Giovanna

 

SUD SARDEGNA

Ser.D Iglesias 
Via Trexenta, 1 – 09076 Iglesias
Tel: 0781 22330 / 392271
Email: serd.iglesias@aslcarbonia.it
Ref: Dott. Masia Marco

Ser.D Carbonia Assl Carbonia
Via Trento, 28 – 09013 Carbonia
Tel: 0781 660206 / 671435

ASL Sanluri – Guspini Ser.D Guspini Dipartimento della Salute mentale e delle Dipendenze Ambulatorio Gioco d’azzardo patologico
Via Montale – 09036 Guspini
Tel: 070 97611800
Ref: Dott.ssa Lai

 

ORISTANO

Ser.D Oristano
Via Pira, 46 – 09170 Oristano
Tel: 0783 317539
Email: serd@asloristano.it

 

SASSARI

Ser.D Sassari – Sorso Centro per il trattamento dei disturbi psichiatrici correlati ad alcol e gioco azzardo
c/o Villaggio San Camillo – Piano Terra – 07100 Cagliari
Tel: 079 2490002
E mail: graziellaboi@asl8cagliari.it

Ser.D Sassari- Zanfarino
Via Zanfarino– presso Poliambulatorio – 07100 Sassari
Tel: 079 2062486

Ser.D Alghero
Via degli Orti c/o Poliambulatorio – 07041 Alghero
Tel: 079/9951614

Ser.D Ozieri
Via Trento – 07014 Ozieri
Tel: 079 78s10704
Ref: Immacolata Fois

ASL Olbia – Ser. D Olbia
Via Ghiberti, 54 – 07026 Olbia
Tel: 0789 552296 / 0789 51474
Email: serd.olbia@aslolbia.it

Ser.D Tempio Pausania
Via Sardegna 7 – 07029 Tempio Pausania
Tel: 079 678334
Email: serd.tempio@aslolbia.it

Campania

AVELLINO

Ser.T Avellino 
Corso Europa, 203 – 83100 Avellino
Tel: 0825 36474
Ref: Dott.ssa Romano Filomena

Ser.T Grottaminarda
Via Fontanelle, 17 – 83035 Grottaminarda
Tel: 0825 426326
Email: sert.grottaminarda@mail.aslavellino.it

 

BENEVENTO

Ser.D Benevento 
Via delle Puglie, 1 c/o ex Cpa – 82100 Benevento
Tel: 0824 317423
Email: dipendenzepatologiche.b1@aslbenevento1.it
Ref: Dott. Biancolilli Vincenzo

Ser.D Montesarchio
Via Ignazio Silone, 1 – 82016 Montesarchio
Tel: 0824 890352   -46 – 44
Email:
Ref: Dott. Molinaro Giovanni
Mail: dipendenzepatologiche.ms@aslbenevento1.itdipendenzepatologiche.ms@pec.aslbenevento.it

Ser.D Telese Terme
Via Roma, 161 – 82037 Telese Terme
Tel: 0824 308786
Mail: dipendenzepatologiche.tt@aslbenevento1.it
Ref: Dott.ssa Consoli Ersilia

 

CASERTA

Dipartimento Dipendenze Patologiche Caserta UOS Unità mobile
Via Paul Harris, 79 c/o Palazzo della Salute, 79 – 81100 Caserta
Tel: 0823 445068
Email: uosd.unitamobile@aslcaserta.it
Ref: Dott. Malinconico R.

SerD Caserta
Via Feudo di San Martino 10 – 81100 Caserta
Tel: 0823 350904
Email: giuseppina.marra@aslcaserta1.it
Ref: Dott.ssa Marra Giuseppina

Dipartimento dipendenze Aversa
Via Santa Lucia, 10 – 81031 Aversa
Tel: 081 5001216
Ref: Dott. d’Amore Antonio

Ser.D Capua 
Via R. Mariani, 12 – 81043 Capua
Tel: 0823 961783
Email: sertcapua@gmail.com
Ref: Dott. Marineillo Roberto

Ser.D Santa Maria Capua Vetere
Via Melorio (int, parcheggio ospedaliero) –  81055 Santa Maria Capua Vetere
Tel: 0823 891549 – 802
Email: sertsmcv@gmail.com
Ref: Dott.ssa Nuzzolo Lilia

Ser.D Maddaloni
Via Libertà c/o Presidio Ospedaliero – 80124 Maddaloni
Tel: 0823 400846
Email: sert.maddaloni@alice.it
Ref: Dr. Ferrara S.

Ser.D Marcianise 
Via Gandhi, 52 – 81025 Marcianise
Tel: 0823 518463
Email: sert.marcianise@aslcaserta1.it
Ref: Dott.ssa Anna Pizzirusso

Ser.D Teano
Via XXVI Ottobre ex Macello Corso Italia, 22 – 81057 Teano
Tel: 0823 506240
Email: sert.teano@gmail.com
Ref: Dott. Cardone Giuseppe

Ser.D Piedimonte Matese
Via Nuova Monte Muto –  81016 Piedimonte Matese
Tel: 0823 543058
Email: sert.piedimonte@aslcaserta1.locale.it
Ref: Dott. Parente Enrico

 

NAPOLI

Ser.D NapoliChiaiano Piscinola-Scampia
Viale della Resistenza, 25 – 80145 Napoli Scampia
Tel: 081 2546571 / 584
Email: 3sert48@gmail.com
Ref: Dott. Esempio Camillo

Ser.D NapoliColli Aminei S. Carlo Arena
Via Fontanelle, 66 – 80136 Napoli
Tel: 081 2545174
Ref: Dott.ssa Santonicola Annamaria

Ser.D Napoli Miano Secondiglianoa S. Pietro
Polo area nord Centro DIURNO “ARTETECA” Struttura intermedia Sovradistrettuale VII Municipalità
Via Janfolla, 446 – 80145 Napoli Miano
Tel: 081 2546805 / 824 / 6826
Ref: Dott.ssa Siconolfi Marina

Ser.D NapoliBarra Ponticelli S. Giovanni A. T. Polo Est
Centro diurno “Lilliput” Struttura sovradistrettuale VI Municipalità
Via dei Mosaici, Lotto 0 – 80147 Napoli Ponticelli
Tel: 081 2543916- 17 – 21
Email: sert.ds32@aslnapoli1centro.itcdlilliput@libero.it
Ref: Dott. Delvecchio Ferninando

Ser.D Napoli Arenella Vomero 
Via Mario Fiore c/o Ospedale Cardarelli – 80129 Napoli
Tel: 081 2549774 / 9775/ 9773
Poliambulatorio sul Gioco d’Azzardo patologico
Tel: 081/2549824 – 775
Email: gennaro.pastore@aslnapoli1centro.it
Ref: Dott. Pastore Gennaro

Ser.D Napoli Chiaia Posillipo S. Ferdinando
Via Manzoni, 249 – 80123 Napoli
Tel: 081 2547688 / 7645
Ref: Dott.ssa Scala Marinella

Ser.D Napoli Bagnoli Fuorigrotta
La Piramide – 80125 Napoli
Tel: 081 2548105 / 8118

Ser.D Pianura Soccavo
Via Canonico Scherillo 12 – 80126 Napoli Soccavo
Tel: 081 2548425 / 8426

Ser.D Napoli Poggioreale S. Lorenzo Vicaria 
Vico I Casanova 24 – 80141 Napoli
Tel: 081 2549244 / 49
Ref: Dott. De Matteis Luigi

Poli Gioco Azzardo Patologico
(servizi presa in carico/accompagnamento del giocatore e familiari in percorso pedagogico riabilitativo)

ASL Napoli 1 Centro U.O. Ser.T DS31 Servizio Gap
Via Salita Tarsia 93c/o Ospedale Gesù e Maria – 80135 Napoli
Tel: 081 2542420 – 07 – 35 – 18
Email: sert.ds31@aslnapoli1centro.it
Ref: Dott. De Rosa G.

ASL Napoli 2 Nord Dipartimento Dipendenze Patologiche
Via Corrado Alvaro, 8 – 80078 Monteruscello Pozzuoli
Tel: 081 3196605 – 09

Ser.D Acerra
Via Flavio Gioia, 1 – 80011 Acerra
Tel: 081 3196605 – 09

Ser.D Ischia
Via A. Sogliuzzo 60 – 80077 Ischia
Tel: 081 5070223 – 218

Ser.D Giugliano in Campania
Via Fortunato del Forno 26 – 80014 Giugliano in Campania
Tel: 081 3307911
Mail: sertgiugliano@asl2.napoli.it

Ser.D Pozzuoli
Via Lucilio, 19 – 80078 Pozzuoli
Tel: 081 3000610
Ref: Dott.ssa Vanni Monica

ASL Napoli 2 Nord-Afragola Distretto Sanitario 41
Via De Gasperi, 43 – 80021 Afragola
Tel: 081 8520215
Email: dipendenzecomportamentali@aslnapoli2nord.it

Distretto Sanitario 41
Via San Domenico 75 – 80028 Grumo Nevano
Tel: 081 18840281
Email: dipendenzecomportamentali@aslnapoli2nord.it

Ser.D Sant’Antimo
Viale delle Primule, 18 – 80029 Sant’Antimo
Tel: 081 3983121
Ref: Dott. Liguori Gaetano

Ser.D Casavatore
Via Marconi 181 – 80020 Casavatore
Tel: 081 7052314 – 20
Ref: Dott. D’Auria S.

Ser.D Somma Vesuviana
Via Pomigliano, 8 – 80049 Somma Vesuviana
Tel: 081 5318191 – 523
Ref: Dott. Parisi Nicola

Ser.T Pomigliano d’Arco Servizio Gap
Viale Impero, 1 – 80038 Pomigliano d’Arco
Tel: 081 8842569
Mail: sert.pomigliano@aslnapoli3sud.it
Ref: Dott. Francesco Cassese

ASL Napoli 3 Sud-Nola Ser.T Servizio Gap
Via Anfiteatro Laterizio, 260 – 80035 Nola

Ser.T Nola
Via Seminario 78 c/o Ospedale S. Maria della Pietà – 80035 Nola
Tel: 081 8233757 / 081 8236722
Email: sert.psicosociale@aslnapoli3sud.it

Ser.D ASL Napoli 3 SudCastellamare di Stabia Ser.T Servizio Gap
Via A. De Gasperi, 217 – 80053 Castellamare di Stabia
Tel: 081/8729798

Ser.D ASL Napoli 3 SudTorre Annunciata Ser.T Servizio Gap
Via Pier Delle Vigne, 4 – 80058 Torre Annunziata
Tel: 081 5352305
Email: sert.tann@aslnapoli3sud.it
Ref: Dott.ssa Di Matteo Marina

Ser.D ASL Napoli 3 Sud – Torre del Greco UOC Ser.T Torre del Greco
Via Marconi, 66 – 80059 Torre del Greco
Tel: 081 8490593
Mail: sert.tdg@aslnapoli3sud.it
Ref: Dott. Giocondo Antonio

 

SALERNO

Asl Salerno Dipartimento Dipendenze Progetto “Rete Ipib”
Via M. L. King – 84133 Salerno
Tel: 0893 076317
Email: dip.dipendenze@aslsalerno.it
Ref: Dott.ssa Morelli F.

Ser.D Salerno 
Viale M. De Marco – 84131 Salerno Località Torre Angellara
Tel: 089 695820  -173
Ref: Dott.ssa Grandinetti Antonietta

Ser.D Nocera Inferiore
Via Giordano, 7 – 84014 Nocera Inferiore
Tel: 081 9212668
Email: c.acconcia@aslsalerno.it
Ref: Dott. Acconcia C.

Ser.D Cava de’ Tirreni
Villa Agnetti, Piazza Galdi, 4 III Piano – 84013 Cava de’ Tirreni
Tel: 089 4455432 / 451
Ref: Dott. Armenante Ciro

Ser.D Vallo Della Lucania – Agropoli
Via Salvo D’Acquisto, 1 – 84043 Agropoli
Tel: 0974 828283
Ref: Dott. Nigro Carmine

Ser.D Battipaglia Dipartimento delle Dipendenze
Via Fiorignano c/o Ospedale Civile – 84091 Battipaglia
Tel: 0828 674251 / 68
Ref: Dott. De Luna Antonio
Email: ds65.sert@aslsalerno.it

Ser.D Sala Consilina – Polla
Via Pozzillo – 84036 Sala Consilina
Tel: 0975 373638 – 39 – 40

Ser.D Sapri
Via Verdi c/o Distretto Sanitario 71 – 84073 Sapri
Tel: 0973 391033
Ref: Dott. D’Angelo Annibale

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