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alle persone disabili

La biblioteca del centro studi

La nostra storia

Fin dall’inizio della propria esperienza il Gruppo Abele ha cercato di promuovere l’integrazione tra le attività d'accoglienza e di solidarietà, rivolte a coloro che vivono esperienze di disagio ed emarginazione, con l’impegno culturale e politico, partendo dalla convinzione che solo in questo modo sia possibile produrre reali cambiamenti sociali.

Tra le diverse iniziative intraprese allo scopo di affrontare i problemi dei giovani in situazione di emarginazione, il Gruppo Abele ha sviluppato nel corso degli anni un articolato settore di attività culturali con lo scopo di offrire strumenti d'informazione, documentazione e studio per la conoscenza e l’approfondimento della realtà giovanile e dei fenomeni di disadattamento. Questo impegno si è sviluppato con una costante attenzione al mutamento sociale ed al conseguente evolversi delle problematiche legate al mondo dell'emarginazione.

Il Centro Studi, Documentazione e Ricerche è una di queste attività.

Per descrivere schematicamente lo sviluppo dell'identità del Centro, possiamo distinguere alcune fasi.

1. Alla fine degli anni ‘60 si costituì una piccola biblioteca a diffusione interna, allo scopo di rispondere alle esigenze di documentazione e di formazione di tutti quei volontari che all’interno del Gruppo Abele, partendo dalla condivisione dei problemi e delle difficoltà dei ragazzi che vivevano in quegli anni esperienze di emarginazione, intendevano coinvolgersi più direttamente e criticamente nella loro realtà.

2. In seguito, la maggiore sensibilizzazione di alcuni settori dell’opinione pubblica torinese e la trasformazione graduale del fenomeno della tossicodipendenza in un problema sociale sempre più rilevante sollecitarono il Gruppo Abele ad acquisire una migliore conoscenza delle problematiche sociali della realtà torinese per promuovere interventi ed iniziative più adeguate alla natura dei problemi. Si ampliò così la biblioteca con la raccolta di quotidiani, riviste, libri e documenti.

3. La maggiore visibilità pubblica del Gruppo (l’apertura del primo Centro droga "sulla strada" risale al 1973), il coinvolgimento nel processo che portò all’approvazione della legge sulla droga n. 685 del 1975, le discussioni che seguirono alla sua approvazione e alle prime applicazioni della legge, l’impegno per la costruzione di un sistema di servizi integrati e partecipati, suscitarono una crescita di interesse e di richieste di informazioni da parte sia di operatori sociali che di studenti ed insegnanti, non necessariamente residenti nella nostra città.

Si resero così necessarie, da un lato, l’acquisizione di una più ampia documentazione che fu accompagnata da tracce di lettura per rendere accessibile all’esterno il materiale raccolto e, dall’altro, un’attività di elaborazione culturale, di studio e di ricerca sulle problematiche sociali di cui il Gruppo si occupava.

Il Centro incominciò a strutturare la propria attività proponendosi come patrimonio culturale messo a disposizione di tutti quei soggetti (associazioni, singoli cittadini, istituti di ricerca, giornalisti, studenti, operatori, ecc.) che intendevano documentarsi e trovare una possibilità di confronto sui temi del disagio e dell’emarginazione.

Il Centro si è quindi trasformato nel corso degli anni da semplice centro di documentazione ad uso interno a luogo di elaborazione e di ricerca, strutturando la propria attività su quattro livelli: documentazione, ricerca e produzione di materiali, servizi, attivazione di iniziative culturali sul territorio.

Dal 1980 la Biblioteca del Centro Studi, specializzata nel settore delle tematiche sociali (quali le problematiche giovanili, l’immigrazione, le droghe e le dipendenze, il carcere, i minori, la prostituzione, l’Aids, i servizi e le professioni sociali), è aperta al pubblico.

Nel corso degli anni il Centro studi è divenuto uno dei punti di riferimento (sia per quanto riguarda l’ambito territoriale locale, che nazionale ed internazionale) da parte di coloro che richiedono informazioni sui temi precedentemente citati. Le richieste del pubblico sono differenziate: da un lato vi sono gli addetti ai lavori, gli esperti del settore (ci riferiamo, per esempio, agli operatori sociali) che richiedono materiale specialistico, caratterizzato da un pluralismo negli approcci disciplinari e nelle tipologie di intervento. Sono utenti che frequentano periodicamente il Centro, in particolare quando devono approfondire tematiche inerenti alla propria professionalità. Dall’altro, vi sono utenti che si avvicinano per la prima volta a determinati temi e che, quindi, richiedono di essere orientati nella ricerca del materiale.

Considerando, pertanto, la tipologia dei nostri utenti, il criterio, che ha orientato in questi anni i documentalisti nell’acquisizione, selezione e catalogazione del materiale documentario, è stato di carattere scientifico: mettere a disposizione degli utenti, attraverso schede descrittive (e non valutative), il materiale raccolto con l’obiettivo di rendere conto del pluralismo che caratterizza gli argomenti trattati.

Dal 1987 tutto l’archivio è stato informatizzato.

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