AIDS
Aids | Alcool - Alcoolismo | Bullismo | Carcere | Compliance | Criminalità | Dipendenze - Sostanze | Disturbi alimentari | Famiglia | Giovani e politiche giovanili | Immigrati | Minori |Omosessualità | Povertà | Prostituzione | Tratta

È possibile consultare i testi presso la nostra biblioteca oppure richiederne la fotocopia.
I materiali indicati non esauriscono quanto contenuto nella banca dati relativamente al tema indicato.
BIBLIOGRAFIE SU:
HIV/AIDS
Infanzia e HIV/AIDS
Scuola e HIV/AIDS
Carcere e HIV/AIDS
Giovani e HIV/AIDS
Lavoro e HIV/AIDS
Donne e HIV/AIDS
Sessualità e HIV/AIDS

Tossicodipendenza e HIV/AIDS
aggiornate a settembre 2006 - a cura di Federica Ugaglia

HIV/AIDS

A cura di Roberto Vitelli, Paolo Valerio
Virus «mentali» e virus «biologici»
Hiv, comportamenti a rischio di contagio ed interventi preventivi
Franco Angeli, 2006, pp. 158
Questo libro è un tentativo di ripensamento del senso e della modalità più adeguata di articolazione degli interventi preventivi nell'infezione da HIV. La maggior parte dei contributi prende spunto da una ricerca effettuata nel campo della prevenzione primaria dell'infezione, su due popolazioni considerate particolarmente a rischio di contagio: quella omosessuale e quella costituita da giovani adulti ad orientamento sessuale non altrimenti specificato, ma presumibilmente eterosessuale.
Collocazione Centro Studi: 12617

Paul Spiegel, Hélène Harroff- Tavel
HIV/AIDS and Internally Displaced Persons in 8 Priority Countries
UNHCR, 2006, pp. 47
Il documento si divide in quattro parti: una revisione della letteratura inerente le persone sfollate all'interno dei Piani Strategici Nazionali degli otto paesi presi in considerazione; una contestualizzazione del legame HIV/AIDS e persone sfollate all'interno dei paesi di appartenenza; il contributo, spesso non corretto e inutilmente allarmista, dei mass media nella diffusione dell'HIV tra le persone sfollate; considerazioni e obiettivi da raggiungere secondo l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.
Collocazione Centro Studi: H2117

Economic and Social Affairs
Population, Development and HIV/AIDS with Particular Emphasis on Poverty
United Nations, 2005, pp. 63
Il documento fornisce una panoramica del legame tra popolazione, HIV/AIDS, sviluppo economico e povertà. Considera inoltre i fattori determinanti dell'infezione, la fertilità e i comportamenti sessuali, la mobilità geografica, le politiche dei governi, la prevenzione, il trattamento e la cura.
Collocazione Centro Studi: A5525

Fabrizio Starace
HIV: aspetti psicologici e psichiatrici dell’infezione
Nadir, 2005, pp. 143
Il volume tratta gli aspetti psicologici, neuropsichiatrici e sociali dell'infezione da HIV. In particolare affronta la storia e l'evoluzione dell'infezione; gli aspetti psicologici dell'infezione nel breve e nel lungo termine; la sieropositività e le dinamiche di coppia; la comunicazione medico paziente; l'aderenza alla terapia; le patologie psichiatriche in persone con HIV; gli interventi psicologici: l'approccio problem solving. Fabrizio Starace è fondatore in Italia della disciplina integrata di Psicoinfettivologia, è presidente onorario dell'omonima società scientifica.
Collocazione Centro Studi: 12953

Ferdinando Dianzani ... [et al.]
AIDS in Italia 20 anni dopo
Masson, 2004, pp. 441
A dieci anni dalla pubblicazione de "Il libro italiano dell'Aids" (colloc. 07239), questo libro ripropone una panoramica esaustiva su tutto ciò che riguarda l'Aids, ormai sul punto di diventare, dopo vent'anni, un'infezione cronica. Il volume si divide in tre parti: nella prima gli autori presentano i dati epidemiologici più recenti e valutano l'impatto sociale e gli aspetti assistenziali, senza dimenticare l'analisi dei costi. La seconda parte è dedicata alla descrizione della patogenesi della malattia e alla presentazione delle tecniche diagnostiche più innovative. L'ultima parte, riservata alla clinica e alla terapia, evidenzia come l'allungarsi dell'aspettativa di vita ponga nuovi problemi allo specialista. Il testo è in sola consultazione, non è consentito il prestito.
Collocazione Centro Studi: 11987

Laura Biancalani
HIV/AIDS e tutela civile della persona
Pacini, 2004, pp. 164
Il volume, partendo da una breve storia della patologia e dell'impatto provocato da essa sui sistemi sanitari e giuridici, pone l'attenzione sull'evoluzione della legislazione italiana in materia, dando una chiara descrizione della situazione attuale rispetto alle principali domande relative alla tutela dei diritti e al sistema di assistenza alle persone con HIV. Il testo si presenta quindi come rassegna sistematica e commentata della disciplina giuridica e della dottrina sul tema e come provocazione propositiva alle politiche possibili in questo campo.
Collocazione Centro Studi: 12288

Chiara Simonelli, Luigi Solano
Psicologia e AIDS
Problematiche emotive del malato di AIDS e sindromi correlate
Carocci, 2003, pp. 136
Il volume prende in considerazione gli aspetti psicologici dell'AIDS sotto il profilo della loro rilevanza scientifica. La base delle riflessioni è una ricerca pilota che ha consentito di intervistare vari pazienti e di venire a contatto dei vissuti intrapsichici più profondi e delle risonanze psicosociali più frequenti di questa dura realtà. Gli argomenti trattati sono: gli aspetti biologici, clinici ed epidemiologici; la malattia; gli operatori e le strutture sanitarie; il lavoro; la vita sessuale e affettiva; persone e gruppi significativi; le richieste di aiuto; l'intervento psicologico.
Collocazione Centro Studi: 12808

Giuseppina Cersosimo
Epidemia contemporanea (Un’)
Liguori, Napoli 2004, pp. 159

Il volume raccoglie molteplici suggestioni e sviluppa una serie di temi. Il primo capitolo è dedicato alla ricostruzione storica delle epidemie che hanno interessato nei secoli le società; il secondo capitolo, oltre allo studio qualitativo attraverso le interviste in profondità, traccia una riflessione relativa a come le istituzioni socio-sanitarie e di ricerca abbiano contribuito fin dall'inizio alla creazione dello stigma; nel terzo capitolo si è evidenziato un possibile modello per l'ottimizzazione della relazione medico - paziente attraverso l'analisi dei mutamenti e delle trasformazioni registratisi dall'esordio della malattia ad oggi; nell'ultimo capitolo i temi precedenti sono ricontestualizzati attraverso un riferimento al quadro legislativo che regola gli interventi per malati di AIDS.
Collocazione Centro Studi: 11931

Anne Cecil Begotte
Ruolo della spiritualità nella cura dell’ HIV/Aids
in Quaderni di Sociologia: nuova serie, n. 35 (II/ 2004), p. 131-139

Il presente studio parte da un'inchiesta svolta dall'Agenzia Nazionale francese della ricerca sull'AIDS realizzato tra il 2000 e il 2002 a Parigi, e in periferia. L'autrice si interessa alla dimensione terapeutica di questo cammino spirituale a partire dalla descrizione di tre casi concreti: un primo gruppo di omosessuali cattolici; un secondo gruppo di migranti originari dell'Africa Subsahariana, che hanno mantenuto la religione praticata nel paese d'origine; infine un gruppo di persone che appartengono ai "Nuovi Movimenti Religiosi".

Stefania Piconi ... [et al.]
Vaccini per HIV
in Positifs, n. 54/55, 2003, pp. 9-14

Questo articolo ha lo scopo di fornire una revisione degli sviluppi presenti e futuri dei vaccini per il virus HIV oltre che una descrizione dei trial clinici attualmente in corso sull'uomo, dal momento che lo sviluppo di un vaccino sicuro ed efficace rimane ancora la principale e forse unica speranza per combattere l'epidemia. Viene presentato un ampio elenco degli studi clinici in corso.

Donald Berwick
We all have Aids: case for reducing the cost of HIV drugs to zero
in the British Medical Journal, 2002, pp. 214-221

Nel 2001, il Washington Post pubblicò un editoriale nel quale i direttori delle case farmaceutiche venivano sfidati a ridurre a zero il costo dei farmaci per l'HIV nei paesi poveri. In questo articolo viene riportato l'editoriale, accompagnato da una serie di commenti sul perchè venne scritto e quali reazioni provocò. I commenti sono di uno dei direttori interpellati e di un uomo che rifiutava di assumere i farmaci antiretrovirali fino a che questi non fossero distribuiti dal settore pubblico anche in Sud Africa. A questo dibattito fa seguito un articolo di James McIntyre e Glenda Gray, dal titolo "What can we do to reduce mother to child transmission of HIV? ", riguardante le possibilità di realizzare le terapie antiretrovirali in gravidanza anche nei paesi poveri, dove mancano sia il denaro che le infrastrutture.
Collocazione Centro Studi: G7621

Daniela Minerva …[et al.]
No AIDS
Avverbi, Pavona 2002, pp. 183

La prima parte del libro appare come un dialogo tra due personalità che, proprio perchè diverse, riescono a sviscerare un nodo imprescindibile: si può parlare di globalizzazione della salute? La seconda parte del libro tratta, di fatto, della medicina possibile nel terzo Mondo sul piano delle terapie, dei sistemi sanitari e delle prevenzioni e contiene prese di posizione precise in ambito scientifico. C'è infine una parte in cui si riportano le conoscenze che la comunità scientifica dà per acquisite e, in particolare, la storia cronologica dell'epidemia, i dati della sua diffusione e i riferimenti per una bibliografia on line. Daniela Minerva è responsabile delle pagine di medicina del settimanale L'Espresso; Stefano Vella è presidente dell'International Aids Society, ricercatore presso l'Istituto Superiore di Sanità e collabora con l'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Collocazione Centro Studi: 12109

Nam
Special issue: mental health and HIV
Nam, Londra 2002, pp. 10

La newsletter "AIDS treatment update" dedica questo numero alla salute mentale e all'HIV/AIDS. L'articolo di Robert Fieldhouse affronta il tema della depressione: quali strategie possono essere sviluppate per combatterla? L'intervista al Dott. Pepe Catalan, consulente psichiatrico presso il dipartimento di medicina psicologica dell'ospedale di Chelsea e Wesminster riguarda i problemi mentali che spesso affliggono le persone malate di AIDS.
Collocazione Centro Studi: G9411

Crawford D.
Nemico invisibile (Il)
Storia naturale del virus
Raffaello Cortina, Milano 2002, pp. 276
Il volume offre la possibilità di molteplici piani di lettura: si apre tracciando la vicenda delle grandi epidemie infettive che hanno scandito la storia dell'umanità e della civiltà, come il vaiolo, l'influenza spagnola, Ebola e l AIDS. Nel racconto si approfondiscono i possibili significati, si espongono le teorie interpretative che si sono confrontate, si indicano le pietre miliari del progresso scientifico. Nel libro compaiono anche il cinismo degli interessi economici e la tentazione del prestigio scientifico, che hanno talora infranto le regole della deontologia e dell'onestà intellettuale. Il testo affronta anche il tema dell'ambiente: l'uomo occupa ambiti non suoi, violenta l'ambiente con la deforestazione, la deviazione o lo sbarramento delle acque, lo spopolamento delle campagne, gli allevamenti intensivi. Si creano così le condizioni per la rottura delle barriere di specie e, qualche volte si sovvertono le regole della selezione naturale.
Collocazione Centro Studi: 10077

Binotto M.
Pestilenze
Dall'AIDS alle reti di comunicazione: virus e contaminazione come metafora nel nostro tempo
Castelvecchi, Roma 2002, pp. 268
L'autore considera il virus HIV una metafora, le metafora centrale per comprendere il nostro tempo e le sue contraddizioni. Il virus è utile alla ricerca sociale, utile ad attraversare i campi della società contemporanea, a collegare politica, estetica, medicina, scienza, antropologia. Marco Binotto svolge attività di ricerca presso il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell'Università "La Sapienza" di Roma.
Collocazione Centro Studi: 10606

C.I.C.A. (A cura di)
Casa alloggio: un'accoglienza per la vita
Dieci anni di esperienza
Coordinamento Italiano Case Alloggio, Firenze 2001, pp. 95
I contributi raccolti in questo volume riportano la storia decennale delle case alloggio in Italia, gli aspetti etici della cura alle persone in AIDS, il senso sociale del servizio, e tante altre problematiche connesse.
Nella seconda parte del testo si analizzano l'esperienza pratica sull'integrazione delle persone in AIDS, l'impegno e il ruolo dei servizi sociali e le necessità di formazione specifica degli operatori.
Collocazione Centro Studi: D7619

AA.VV.
Rassegna di Medicina legale Previdenziale - supplemento
n. 3, 2000, pp. 32
In questo numero della rivista sono presenti i seguenti contributi, tutti dedicati a problematiche medico-legali connesse all AIDS: L AIDS e la donazione di tessuti ed organi, di Arcangeli M., Premate A., Cardona C., De Lia A., Tiburzi P.; Un caso di infezione professionale da virus HIV all'attenzione della Corte di Appello di Perugia e la sentenza del 23/11/1998, di Arcangeli M., Premate A., Cardona C., De Lia A.; L AIDS e il delitto di violenza sessuale. La sentenza del Tribunale di Cremona del 14/10/1999. AIDS e segreto professionale, di Arcangeli M., Premate A., Cardona C., De Lia A., Tiburzi P.; AIDS e prostituzione. La sentenza del Tribunale di Ravenna del 3/5/1999. L AIDS e il delitto di lesioni personali, di Arcangeli M., Premate A., Cardona C., De Lia A., Tiburzi P.
Collocazione Centro Studi: F1835

Agnoletto V.
Società dell’AIDS (La)
Baldini & Castoldi, Milano 2000, pp. 578
L’autore di questo libro è medico ed è attivamente impegnato nella Lila (Lega Italiana per la lotta all’Aids).
Il libro ricostruisce la storia del virus, dalla sua scoperta fino ad oggi, e denuncia opportunismi, ipocrisie, speculazioni, affari avvenuti intorno all’Aids. Considera l’Aids come paradigma della globalizzazione: si sofferma sui prezzi dei farmaci, troppo alti per molti malati e sulle sperimentazioni degli stessi farmaci nel Sud del mondo. Inoltre racconta come la lotta all’Aids abbia visto protagoniste attive le persone malate, che si sono occupate di politica e prevenzione, ricerca e assistenza.
Collocazione Centro Studi: 10189

Miller D.
Dying to care?
Work, stress and burnout in HIV AIDS
Routledge, Londra 2000, pp. 265
Il libro, che prende lo spunto da ricerche accademiche, da esperienze cliniche dello stesso autore e dalle esperienze di operatori sanitari, esamina i problemi di "stress da lavoro" e "burnout", sperimentati nei luoghi di cura della salute, ma soprattutto sperimentati durante la cura dell'HIV/Aids. Si propone come manuale indirizzato a dirigenti, medici e operatori della sanità e offre inoltre suggerimenti concreti per prevenire i problemi di "burnout", di stress e di patologie psicologiche tra gli operatori sanitari.
David Miller è Direttore del "Department of Psychology and Psychotherapy for HIV/STD" al Mortimer Market Centre di Londra e Consulente dell'Unaids.
Collocazione Centro Studi: 10268

Fishbein M.
Role of theory in HIV prevention (The)
In Aids Care, n. 3/2000, pp. 273-278
Esistono prove evidenti che gli interventi ben progettati, con un preciso obiettivo e mirati al cambiamento del comportamento, possono produrre la riduzione della diffusione dell'HIV. Sebbene ogni comportamento sia unico, esiste un limitato numero di variabili teoriche che servono a determinare un determinato comportamento. L'articolo descrive e definisce queste variabili e dimostra come possono essere utilizzate nello sviluppo di interventi sul comportamento.

A cura di P. Aggleton… [et al.]
Families and communities responding to AIDS
UCL Press, Londra 1999, pp. 226

Questo libro comprende una serie di contributi presentati alla Nona Conferenza sugli aspetti sociali dell'AIDS, tenutasi alla South Bank University di Londra nel maggio del 1997. Il testo analizza il ruolo della famiglia (nuclei ristretti, estesi o di rifugiati) e della comunità in relazione a gravi malattie come l'AIDS. L'enfasi è posta sui fattori contestuali come l'omosessualità, l'infanzia, il sesso e le migrazioni, che influenzano il tipo di reazione, positiva o negativa che sia. Peter Aggleton è direttore del Thomas Coram Research Unit, presso l'Istituto per l'Istruzione dell'Università di Londra; Graham Hart è vicedirettore del MRC Medical Sociology Unit dell'Università di Glasgow; Peter Davies ha lavorato ampiamente nel campo dell'HIV e dell'Aids.
Collocazione Centro Studi: 11680

Grosso L., Molinatto P., Pedretti M. (A cura di)
Affetti e AIDS
Affetti sentimenti ed emozioni delle persone che si prendono cura dei malati di AIDS
Edizioni Gruppo Abele, Torino 1998, pp. 198
I contributi presenti nel libro riguardano la relazione d’aiuto, o più specificamente il prendersi cura di chi è malato di Aids. L’intervista a Eugenio Borgna, psicologo, verte sul rapporto tra affettività e cura e il seminario di Gustavo Pietropolli Charmet riflette sul confine fra la vita e la morte. Vengono ricostruite le esperienze delle comunità e delle case alloggio del Gruppo Abele rivolte alle persone con Aids senza fissa dimora, ai bambini sieropositivi e ai bambini con le loro mamme tossicodipendenti.
Collocazione Centro Studi: 9912

Mascolo A. (A cura di)
Come l’Aids ci cambia
Edizioni Dehoniane, Roma 1997, pp. 175
La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto "AIDS & Vita" della Caritas Diocesana di Napoli. L’obiettivo dell’indagine era capire i bisogni dei malati di Aids, e le risposte dell’assistenza a questi bisogni. Il testo pone l’accento sulla capacità delle famiglie di individuare e soddisfare le esigenze dei loro congiunti, sui bisogni inespressi delle famiglie stesse, sui cambiamenti avvenuti nelle relazioni intrafamiliari.
Collocazione Centro Studi: 9394

Sontag S.
Aids e le sue metafore (L')
Einaudi, Torino 1989, pp. 89
La forza metaforica dell'aids, dice la Sontag, nasce dall'aura misteriosa che la circonda e dal fatto che non si è ancora trovata una terapia adeguata.
Dopo aver inquadrato la situazione clinica del fenomeno, la Sontag passa a studiare come esso viene vissuto e rappresentato nell'immaginario collettivo.
Sin dall'antichità le malattie sono state intese come giudizio sulla collettività, e poi come punizione per una trasgressione individuale. Esiste un rapporto diretto tra il concetto di malattia e il concetto di ciò che è straniero, quindi minaccioso ed aggressivo: non a caso si dice che il contagio dell'aids arrivi dal Terzo Mondo. La paura dell'aids rafforza la cultura dell'individualismo e dell'isolamento, modifica mentalità e comportamenti.
Collocazione Centro Studi: 5536

Infanzia e HIV/AIDS

S. Oletto, A.M. Canestrari, S. Nizzetto, C. Giaquinto
Genitorialità, migrazione, infezione da HIV
in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 9 ( mag. 2006), pp. 17-20
Nell'ambito dei processi migratori in Italia, in questi anni si è assistito ad una fase di ricongiungimenti familiari che ha portato alla nascita di numerosi bambini. Così come altre strutture nazionali, anche i servizi sanitari e sociali che si occupano di infezione da HIV in età pediatrica hanno dovuto confrontarsi con le esigenze di questa popolazione.

David Osorio
Infanzia e HIV
in Delta, n. 26 (dic. 2005), pp. 6-8
Intervista al Dr. Carlo Giaquinto, responsabile del centro AIDS pediatrico del Dipartimento di Pediatria di Padova. L'intervista cerca di far luce su un argomento delicato e poco trattato che associa al problema della gestione della patologia dell'HIV anche quello dei "più piccoli" che ne sono colpiti.

WHO, UNAIDS
National guide to monitoring and evaluating programmes for the prevention of HIV in infants and young children
WHO, Ginevra 2004, pp. 25
UNAIDS ha pubblicato nel giugno del 2000 una guida per il monitoraggio e la valutazione dei programmi nazionali sull'AIDS. Tuttavia, a causa dei rapidi sviluppi nel campo della prevenzione e della cura, alcune aree di interesse sono state trascurate. Questo documento riprende il tema della prevenzione dell'infezione da HIV nei bambini e presenta le linee guida per il monitoraggio e la valutazione dei programmi ad esso relativi.
Collocazione Centro Studi: H6404

Ghiani P. (A cura di)
Dalla comunità di Cavoretto alla comunità di San Mauro
10 anni di esperienza con i bambini sieropositivi in stato di abbandono e con le madri tossicodipendenti insieme ai loro figli
Gruppo Abele, Torino 2000, pp. 87
Viene qui ricostruita l'esperienza del Gruppo Abele con i bambini sieropositivi. Nel 1990 nasce a Cavoretto (Torino) una comunità per bambini sieropositivi abbandonati. Dopo alcuni anni viene realizzato un progetto di accoglienza che prevede la comunità per mamme e bambini. Il testo descrive le caratteristiche delle persone accolte, le difficoltà dell'accoglienza, risultati ottenuti, le situazioni più problematiche, e propone una riflessione sul lavoro svolto.
Collocazione Centro Studi: G7006

Sanicola L., Oletto S., Giaquino C.
Nascere "sieropositivi", crescere in famiglie accoglienti
Bambini, Aids e affidamento familiare
Liguori, Napoli 1999, pp. 193
L’affidamento familiare è uno strumento importante per i bambini sieropositivi che hanno perduto i genitori, o per quelli che i genitori non sono in grado di curare.
La disponibilità di famiglie accoglienti offre ai bambini una casa e le cure necessarie per crescere.
Il volume contiene le storie di alcune famiglie affidatarie di bambini nati da madre sieropositiva. I temi affrontati sono: il ruolo dei servizi sociosanitari, le famiglie affidatarie, le famiglie di origine.
Collocazione Centro Studi: 9280

Bettoni G.
Bambino sieropositivo: un nuovo soggetto sociale (Il)
Pensieri e colori, Milano 1996, pp. 121
La realtà dei bambini colpiti da Aids è molto difficile: alla malattia si i aggiungono spesso problemi legati a contesti familiari problematici ed evidenti problemi di carattere relazionale che coinvolgono i minori nei rapporti con i coetanei e le famiglie.
Il testo cerca di fornire indicazioni utili alle persone che si confrontano con queste problematiche, mettendo a disposizione l’esperienza della Associazione Archè di Milano.
Collocazione Centro Studi: 7823

Scuola e HIV/AIDS

A cura di Simona Severasi
Aids: oltre il silenzio
Parlare di HIV/AIDS nelle scuole: difficoltà di studenti e insegnanti

Azione Aiuto, Milano 2003, pp. 25

Rapporto sulle difficoltà nel parlare di HIV e AIDS nelle scuole, che evidenzia le esperienze raccolte nelle aree di progetto di Azione Aiuto in India e in Kenya. La ricerca, di cui si delineano i risultati, tendeva a verificare come l'istruzione su HIV/Aids fosse effettuata e percepita nelle scuole di questi due Paesi, scelti in parte per le loro differenze, ma anche per un fattore condiviso: l'esistenza in ognuna delle regioni scelte di un programma didattico su HIV/Aids sostenuto dallo Stato. Attraverso il documento si cerca inoltre di fornire uno strumento di confronto e di discussione agli esperti e agli operatori italiani sull'educazione in tema di HIV/AIDS nelle scuole.
Collocazione Centro Studi: H5410

Indagine conoscitiva in tema di malattie sessualmente trasmesse (MST) in un campione di studenti delle scuole medie superiori della città di Messina
in Educazione sanitaria e promozione della salute, n. 3, 2003, pp. 208-218

Vengono riportati i risultati di uno studio atto a valutare la conoscenza delle malattie sessualmente trasmesse tra gli studenti di venti scuole medie superiori della città di Messina. L'indagine è stata condotta nel periodo compreso fra febbraio e aprile 2002, mediante la somministrazione di un questionario anonimo distribuito alle ultime due classi delle suddette scuole. Scopo del lavoro è stato quello di poter ricavare un quadro più completo possibile sulla qualità dell'informazione ricevuta al riguardo e sulla effettiva prevenzione messa in atto dai ragazzi, nonché sul ruolo svolto dalla scuola in proposito.

Borgnononi M … [et al.]
Fra emotivo e cognitivo: uno spazio per pensare
in Educazione sanitaria e promozione della salute, n. 4, 2003, pp. 270-286

L'articolo descrive un'esperienza realizzata nel corso dei cinque anni di sperimentazione del progetto "Aids/no", progetto di prevenzione dei comportamenti a rischio di trasmissione sessuale del virus Hiv, rivolto a studenti di istituti secondari superiori della Provincia di Rimini. Presupposto fondante la progettazione è che l'informazione, introdotta in contesto interattivo ed emotivamente accogliente, sia maggiormente elaborata e trattenuta dagli adolescenti, aumentando in tal senso l'efficacia degli obiettivi dell'intervento. Al termine del progetto è stata effettuata una indagine sugli esiti dell'intervento, volta a valutare l'efficacia dell'approccio comunicativo dell'educazione socio-affettiva, caratterizzato dalla creazione di un ambiente comunicativo accogliente, aperto al dialogo e alla partecipazione attiva e creativa dei soggetti coinvolti.

Neil Casey …[et al.]
VIH/Sida et la formation à la vie par l'école (Le)
Commissione Europea, 1998 [ ?], pp. 63

Il documento descrive un progetto guida per la prevenzione e la riduzione del virus dell'HIV/AIDS e per un miglioramento della salute che passi attraverso l'elaborazione, a livello nazionale, di programmi di educazione concentrati sulle abitudini di vita, in particolar modo sul fornire delle indicazioni a proposito delle abitudini sessuali, e indirizzati ai giovani in età scolare.
Collocazione Centro Studi: H5417

WHO
School health education to prevent AIDS and sexually transmitted diseases
WHO, Geneva 1992, pp. 79

Questa guida descrive come i programmi scolastici di educazione sanitaria in tema di Aids e malattie sessualmente trasmesse possono essere sviluppati e integrati nei programmi già esistenti e offre molti suggerimenti sui temi da affrontare e sul modo di affrontarli.
Collocazione Centro Studi: 11778

Ghiani P.
A scuola con l’Aids
in ECO n. 9, 2001, pp. 16-20
L’articolo ricostruisce le fasi principali dell’Aids pediatrico, riporta dati e informa sulle terapie. I bambini sieropositivi oggi hanno, grazie alle cure, la possibilità di crescere. Per questo si sono costituite alcune associazioni per supportare questi bambini e le loro famiglie. Il testo descrive brevemente alcuni progetti che in Italia si sono occupati di prevenzione dell’Aids nella scuola.

Carcere e HIV/AIDS

Rick Lines ... [et al.]
Dublin Declaration on HIV/AIDS in Prisons in Europe and Central Asia
[s.n.], 2004, pp. 10
La presente Dichiarazione è il risultato del convegno "Rompere le barriere: collaborare nella lotta all'HIV/AIDS in Europa e Asia Centrale" tenutosi a Dublino, Irlanda, il 23 e 24/02/2004. La Dichiarazione contiene principi e articoli per la promozione della salute in carcere, elaborati attraverso la raccolta e l'analisi delle "buone pratiche" già realizzate, sulla base dei dati delle ricerche scientifiche in questo settore, e in accordo con i diritti fondamentali delle persone detenute che gli Stati si sono impegnati a rispettare.
Collocazione Centro Studi: H1738

Vih/Sida en prison: développements récents
Revue canadienne VIH/SIDA et droit, 2003, pp. 14-21

La rivista pubblica una rassegna degli studi e delle ricerche che riguardano l'HIV/Aids e la tutela della salute in carcere. In particolare, l'articolo si sofferma sulla situazione in Canada, in Irlanda, Russia, Italia, Lituania, Nuova Zelanda, Malawi, Zambia, Stati Uniti. Lo stesso articolo è presente sulla rivista in lingua inglese e francese.
Collocazione Centro Studi: H1216

Centro Studi Gruppo Abele
Nuovi bisogni informativi e nuove modalità di comunicazione sul tema dell'HIV nella popolazione detenuta italiana attraverso l'attivazione della rete dei giornali del carcere nella lotta all'AIDS
Gruppo Abele 2003, p. 35

Rapporto finale di un progetto di ricerca avente un duplice obiettivo:
1) studiare le percezioni, i livelli di conoscenza, i bisogni informativi, la valutazione degli interventi e dei servizi di gruppi di detenuti in diverse carceri italiane;
2) ideare e attuare un modello comunicativo innovativo su prevenzione, informazione, sostegno, cure e diritti di accesso alle cure per le persone sieropositive detenute. Al questionario utilizzato per la rilevazione dei dati hanno risposto 811 detenuti di 19 istituti di pena.
Colocazione Centro Studi: H5813

Comucci P.
Considerazioni sulla normativa regolante i rapporti tra detenzione e infezioni da HIV
in Rassegna Penitenziaria e Criminologia, n. 3, 2002, p. 187-199

Nell'articolo sono svolte alcune considerazioni sulla normativa regolante i rapporti tra detenzione e infezione da HIV dopo l'emanazione della L. 231/99. Dopo un richiamo alle disposizioni emergenziali adottate al manifestarsi del problema prima dalla giurisprudenza e poi dal legislatore, l'autrice si sofferma sulle novità introdotte dall'ultimo intervento legislativo. L'autrice critica tale normativa per aver posto aprioristici vincoli agli accertamenti e alle valutazioni del giudice.

Angelo Demori …[et al.]
Compatibilità carceraria, HIV/AIDS e “malattia particolarmente grave”
Giuffrè, Milano 2001, p. 136
Nell'ultimo decennio l'emergenza infettivologica rappresentata dall'elevato numero di detenuti portatori di infezione da HIV ha drammaticamente riproposto la problematica del difficile rapporto tra stato di detenzione carceraria e condizioni di salute del detenuto, anche sulla base dell'indirizzo maggiormente garantista assunto recentemente dalla Cassazione. Gli autori, dopo aver ripercorso la complessa evoluzione lesgislativa e aver riassunto gli indirizzi giurisprudenziali relativi al rapporto tra malattia e detenzione, schematizzano in maniera completa come approntare un elaborato peritale per il Giudice o per le Parti. Angelo Demori svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Medicina Legale dell'Università di Genova; Davide Roncali è specialista in Criminologia clinica e Psichiatria forense; Mario Tavani è Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica della stessa Università.
Collocazione Centro Studi: 12108

Concato G. (A cura di)
Educatori in carcere
Ruolo, percezione di sé e supervisione degli educatori penitenziari
Edizioni Unicopli, Milano 2002, p. 251
In questo testo è descritto il percorso del progetto M.I.TOX. che si occupa di modelli e strategie di intervento educativo a favore dei detenuti tossicodipendenti, alcooldipendenti e affetti da Aids , ed è proposto dall'Ufficio della Formazione del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP). Il progetto ha individuato come sedi per la sperimentazione tre Istituti di pena che hanno relazioni già avviate e significative con le locali Università. L'obiettivo era quello di realizzare un corso di formazione per educatori penitenziari che si basasse sulla valutazione della loro esperienza in merito alla relazione di aiuto e sulla definizione di moduli didattico/formativi che rispecchiassero le reali esigenze formative degli educatori.
Collocazione Centro Studi: 10302

Faccioli F. Giordano V. Sarzotti C. (A cura di)
Aids nel carcere e nella società (L')
Strategie comunicative per la prevenzione (Le)
Carocci, Roma 2001, pp. 246
Il testo è frutto di una ricerca realizzata nell'ambito delle attività dell'Associazione Antigone con il contributo dell'Istituto Superiore di Sanità.
Nella prima parte vengono prese in esame le rappresentazioni e gli atteggiamenti che l'universo carcerario e quello giuridico hanno elaborato attorno al "mito" AIDS, attraverso interviste ad operatori penitenziari, a magistrati di sorveglianza, ad avvocati.
Nella seconda parte vengono analizzate le attività di informazione e di comunicazione promosse dal Ministero della Sanità e dal Ministero della Giustizia per sensibilizzare l'opinione pubblica ed il mondo carcerario intorno alle modalità per prevenire l AIDS e per contenere il rischio della diffusione di un allarme sociale teso alla stigmatizzazione del fenomeno.
Una ricca e documentata appendice statistica offre dati sull'estensione qualitativa e quantitativa del morbo tra i detenuti delle principali case di reclusione italiane.
Collocazione Centro Studi 10144

Favretto A.R., Sarzotti C. (A cura di)
Carceri dell’AIDS (Le)
Indagine su tre realtà italiane
L’Harmattan Italia, Torino 1999, pp. 229
Questo volume presenta i risultati di una ricerca compiuta su un campione di operatori penitenziari e di ex - detenuti in tre istituti penitenziari (Sollicciano di Firenze, Casa Circondariale di Foggia, e le Vallette di Torino).
Attraverso l’esperienza delle persone che sono state in contatto con il problema dell’Aids in carcere, si cerca di ricostruirne gli elementi culturali e organizzativi.
Sono approfonditi i seguenti temi: la cultura giuridica dell’operatore penitenziario, la fenomenologia dell’Aids in carcere, la gestione carceraria dei problemi correlati, le interazioni e le pratiche sociali nel rapporto di istituzionalizzazione carceraria, la tutela della salute del carcerato affetto da Hiv/Aids nella giurisprudenza dell’esecuzione penale, l’Aids e le tossicodipendenze nelle statistiche penitenziarie.
Hanno collaborato alla ricerca I. Piotto, F. Barbera, F. Friani, B. Magliona, I. Osmani.
Collocazione Centro Studi: 9326

Magliona B., Sarzotti C. (A cura di)
Prigione malata (La)
L’Harmattan Italia editore, Torino 1996, pp. 232
Lavoro di ricerca interdisciplinare svolto nell’ambito delle attività del Centro Studi del Gruppo Abele, cui hanno partecipato, oltre ai curatori, S. Ronconi, S. Ferazzi, A.R. Favretto.
In esso sono affrontati i seguenti temi: Aids, carcere e intervento normativo, Aids/HIV e tutela dei diritti umani, pena e malattia, informazione e prevenzione in ambito penitenziario, Aids in prigione (lettura sociologica delle pratiche carcerarie), Aids e carcere come metafora della separazione.
Collocazione Centro Studi: 3604

Giovani e HIV/AIDS

Irina Dinca, Alexandru Rafila
Lotta contro l’Aids : il metodo rumeno si esporta ai vicini
in La Salute Umana, n. 193 (gen.–feb. 2005), pp. 23-26
L'articolo è parte del dossier "La promozione della salute oggi in Europa". Tratta del massiccio piano di prevenzione dell'HIV/AIDS messo a punto in Romania a partire dagli anni Ottanta, il periodo di maggiore contagio, rivolto in particolare ai giovani. Tra le diverse campagne di promozione della salute si parla di un'iniziativa dell'ONG "Youth for Youth" che ha prodotto, insieme a materiale informativo cartaceo, anche un sito Internet ed un gioco elettronico intitolato "Venerix". Il gioco è fruibile all'interno del sito Internet ed ha l'obiettivo di far conoscere le malattie sessualmente trasmissibili. Campagne di comunicazione come questa ricevono finanziamenti internazionali e sono realizzate sulla base di progetti redatti da giovani.

A cura di Giordano Riccò
Comportamenti sessuali a rischio di infezione da HIV
Modena, 2004, pp. 55

Il presente rapporto intende costituire una valutazione del progetto di ricerca - intervento per la prevenzione dei comportamenti sessuali a rischio di infezione da HIV, in un campione di studenti di Scuole Superiori della provincia di Modena. Il progetto si è sviluppato attraverso una raccolta di dati conoscitivi, ma anche in una fase di intervento nelle specifiche realtà. Il fine è stato quello di costruire un percorso di prevenzione partendo dalla riflessione dei giovani sulla sessualità, sulla percezione del rischio, sulla necessità di usare precauzioni, per arrivare ad affrontare la malattia. La ricerca è stata realizzata con il contributo del Comune e della Provincia di Modena.
Collocazione Centro Studi: H6121

Zani B …[et al.]
"Non studenti" e l'AIDS: comportamenti a rischio e strategie di prevenzione (I)
in Psicologia della Salute, n. 1, 2003, pp. 67-83

La ricerca qui presentata è parte di un progetto di prevenzione più ampio rivolto a giovani non studenti ("Giovani e AIDS"), finanziato dalla Regione Emilia Romagna e condotto in collaborazione con l'Azienda USL Città di Bologna e la Lila (Lega Italiana per la Lotta all'Aids). L'indagine è focalizzata su un campione di non studenti, con lo scopo di indagare i comportamenti precauzionali nei riguardi dell'Hiv (uso del profilattico, intenzioni di usarlo in futuro) e le differenze in base all'età, al genere e all'esperienza sessuale. Si è analizzato anche il ruolo di alcune variabili nell'influenzare le strategie precauzionali: le conoscenze sull'HIV, la percezione del rischio di contagio, gli atteggiamenti verso il profilattico, le stime circa la sua diffusione tra coetanei ed amici, la frequenza nell'uso di profilattico. I risultati confermano che i non studenti sono un gruppo a rischio nel contagio da HIV, per il non uso sistematico del profilattico, le scarse intenzioni di proteggersi nei rapporti futuri e un basso livello di conoscenze circa le vie di trasmissione del virus.

Centro Studi del Gruppo Abele (A cura di)
Dalla peste al silenzio?
Pammy Aids e giovani
Edizioni Gruppo Abele, Torino 2002, pp. 239
Il progetto di ricerca Pammy (Prevention of Aids through Mass media among Mediterranean Youth) presentato in questo libro, è il frutto del lavoro condotto in sei paesi dell'area mediterranea (Italia, Francia, Grecia, Marocco, Portogallo e Spagna). In ogni paese sono stati raccolti i materiali cartacei, audiovisivi e multimediali in materia di prevenzione Aids rivolti ai giovani tra gli 11 e i 20 anni, per operare un confronto e verificare se esistono linee di tendenza comuni o specificità operative. Nel rapporto finale di ricerca sono presentate le analisi dei singoli paesi, i confronti internazionali, i dati salienti che emergono dalla raccolta dei circa 1200 materiali di prevenzione e informazione censiti, e alcune letture delle tipicità comunicative e delle strategie ricorrenti nell'informazione sull'Aids rivolta ai giovani.
Collocazione Centro Studi: 10598

Pouvons - nous éviter la catastrophe?
in Population Report n. 12, 2002, pp. 39

Questo numero della rivista del "Population Reports Project", della Johns Hopkins University, è interamente dedicato ad HIV/AIDS e giovani. Gli articoli forniscono dati sull'epidemia e sulle vittime di età compresa fra 18 e 24 anni. Inoltre trattano dei mezzi di trasmissione che riguardano in particolare i giovani, della loro vulnerabilità, del deficit di informazione, della prevenzione, dell'educazione fra pari, degli orfani dell'AIDS.
Collocazione Centro Studi: G8611

Lacava G. …[et al.]
Educazione fra pari nella prevenzione dell’infezione da HIV: analisi di un’esperienza
in Psicologia della Salute, n. 1, 2002, pp. 135-143

La metodologia dell'educazione fra pari rappresenta uno strumento particolarmente utile per coinvolgere più attivamente i giovani, facendo leva su quei processi già in atto di influenzamento reciproco, legati ad una condivisione di valori e di linguaggi. L'articolo descrive il Progetto di Prevenzione Aids iniziato nella Provincia di Bologna nell'anno scolastico 1994/95 tramite la collaborazione fra due istituzioni: la scuola (Provveditorato agli Studi di Bologna) e la sanità (quattro aziende USL della Provincia di Bologna); il progetto ha utilizzato l'educazione tra pari come metodologia primaria.

Simonelli C.
Peer education e prevenzione dell'infezione da Hiv: valutazione di un intervento
in Psicologia della Salute, n. 1, 2002, pp. 17-29
La ricerca, finanziata dall'Istituto Superiore di Sanità nell'ambito del programma nazionale AIDS, propone la sperimentazione e la valutazione di una metodologia d'intervento basata sulla Peer Education nel campo della prevenzione dell'infezione da HIV nella popolazione giovanile. L'intervento è stato effettuato su 732 studenti appartenenti ad una scuola media superiore di Roma. All'interno del progetto sono state prese in considerazione le modificazioni di alcune variabili che influenzano l'attuazione dei comportamenti a rischio di contagio da HIV. Gli effetti dell'intervento sono stati valutati attraverso la somministrazione di due strumenti: 1) un questionario; 2) La Sensation Seeking Scale di Zuckermann, somministrati sia prima che dopo il corso formativo.

Elisa Rossi
Prevenzione dei comportamenti sessuali a rischio di infezione da HIV nella popolazione giovanile della provincia di Modena: una ricerca valutativa
Modena 2001, pp. 163

Oggetto di questo volume è la ricerca valutativa di un intervento sociale per la prevenzione dei comportamenti sessuali a rischio di infezione da HIV realizzata in un campione di gruppi giovanili contattati in alcune aree territoriali della provincia di Modena. Obiettivo principale era quello di costruire percorsi di prevenzione a partire dalle riflessioni dei giovani sui rapporti tra sessualità e affettività, sulla percezione del rischio e sull'uso di precauzioni arrivando a trattare gli aspetti conoscitivi fondamentali connessi alla malattia. Elisa Rossi è dottoranda in Sociologia del fenomeni culturali e dei processi normativi presso l'Università di Urbino.
Collocazione Centro Studi: H6413

Informazione in tema di AIDS e comportamenti sessuali dei giovani di Rimini
in Difesa Sociale, n. 2, 2001, pp. 93-102

La ricerca sintetizzata nell'articolo, è stata condotta a Rimini dal 1/19/1999 al 31/3/2000 su un campione di 285 giovani allo scopo di valutare le conoscenze sull'AIDS acquisite dai giovani e di studiare i comportamenti sessuali di questa popolazione. L'analisi conferma la scissione tra miglioramento delle conoscenze e invarianza dei comportamenti a rischio.

Cerchierini L. Cicognani E. Zani B. (A cura di)
HIV non va a scuola (L')
Una ricerca intervento con gli adolescenti e i giovani non studenti a Bologna
Clueb, Bologna 2000, pp. 247
I dati nazionali avvertono che i giovani rappresentano un gruppo ad alto rischio di contagio da HIV - AIDS. Per questo, l'Azienda USL Città di Bologna ha progettato e sperimentato in un triennio un'azione preventiva rivolta alla popolazione giovanile extra - scuola, che non è stata raggiunta dai programmi di educazione alla salute svolti in collaborazione con la scuola stessa. Questa pubblicazione documenta il lavoro conoscitivo svolto nella prima fase di realizzazione del progetto, costruito seguendo il modello della ricerca/intervento. Il gruppo di progetto integrato che ha seguito la ricerca era costituito da soggetti diversi, istituzionali e non: Azienda USL, Università, Lila.
Collocazione Centro Studi: 10480

Lavoro e HIV/AIDS

ILO AIDS
HIV/AIDS and work in a globalizing world
ILO, 2006, pp. 100
Questa ricerca studia il fenomeno della globalizzazione, della povertà e dei flussi migratori legati al lavoro e ne approfondisce l'interrelazione. Stima l'impatto di questi tre fenomeni sull'epidemia HIV, ed esamina il modo in cui l'AIDS ha aggravato la situazione di povertà globale.
Collocazione Centro Studi: 12954

Emilio Vergani ... [et al.]
Rapporto di fiducia: i "valori" di un progetto
in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 2 (feb. 2006), pp. 17-20
All'inizio degli anni 90 nasce a Lamezia Terme il progetto Symbios, un intervento sociale che intendeva favorire l'inserimento lavorativo di persone sieropositive. L'articolo ripercorre i luoghi del progetto, il modello di intervento, le azioni e le mediazioni che lo hanno caratterizzato.

Ufficio Internazionale del Lavoro di Ginevra
HIV/AIDS e il mondo del lavoro
Codice di condotta
ILO, 2005, pp. 71
L'obiettivo di questo codice è fornire una serie di linee guida per affrontare l'epidemia di HIV/AIDS nel mondo del lavoro e nel quadro della promozione di un lavoro dignitoso. Le linee guida coprono i seguenti ambiti cruciali di intervento: la prevenzione dell'HIV/AIDS; la gestione e la riduzione dell'impatto dell'epidemia sul mondo del lavoro; l'assistenza e il sostegno ai lavoratori infetti o coinvolti nel problema;l'eliminazione della stigmatizzazione e delle discriminazioni delle persone sieropositive o presunte tali.
Collocazione Centro Studi: 12940

A cura di Roberto Cardaci, Centro Studi Documentazione e Ricerche Gruppo Abele
Ricerca sulla salute e sulle condizioni di lavoro e non lavoro di sieropositivi e malati di AIDS a Torino
Centro Studi Documentazione e Ricerche Gruppo Abele, 2005, pp. 78
Il punto di partenza dell'analisi è la discriminazione di sieropositivi e malati di AIDS nel mondo del lavoro. Il primo capitolo illustra alcuni passaggi della letteratura di riferimento in tema di AIDS e lavoro; il secondo presenta il disegno della ricerca, focalizzando l'attenzione sulle fasi di raccolta dati e sugli strumenti utilizzati; il terzo commenta i dati raccolti rispettivamente nella fase qualitativa e in quella quantitativa; il quarto capitolo rende conto del modello di inserimento lavorativo condotto dalle cooperative sociali.
Collocazione Centro Studi: H7409

ILO AIDS
HIV/AIDS and work: global estimates, impact and response
ILO, 2004, pp. 101
Questa ricerca fornisce alcune stime dell'impatto dell'HIV/AIDS sulla forza lavoro sia maschile sia femminile. La prima parte affronta lo studio della ricaduta macroeconomica; dell'impatto sul luogo di lavoro; dell'analisi del lavoro femminile, sia in ambito familiare sia produttivo, e del lavoro minorile. La seconda parte si occupa delle implicazioni a livello politico e della risposta nel mondo del lavoro.
Collocazione Centro Studi: 12955

CGIL Lombardia, LILA Cedius
Aids e lavoro: sfide e risorse
Milano 2002, p. 74

Atti del convegno internazionale su AIDS/HIV e lavoro, tenutosi a Milano il 31/05/2002.
Collocazione Centro Studi: H2302

Lau J.T.F. [et al.]
AIDS - related discrimination in the workplace - the result of two evaluative surveys carried out during a three-year period in Hong Kong
in Aids Care, n. 4, 2001, pp. 433-440
Nel 1996 e nel 1999 sono state condotte due ricerche longitudinali per descrivere la situazione di discriminazione legata all'AIDS nei luoghi di lavoro e per valutare l'efficacia di alcuni interventi sociali contro tale discriminazione. Il primo questionario, quello del 1996, fu compilato da 299 aziende e il secondo da 212. La conoscenza della legislazione in merito è risultata aumentare nel corso dei tre anni. Gli altri risultati mostrano atteggiamenti diversi da parte delle aziende: molte di queste non hanno una politica definita rispetta questi problemi, in alcuni casi si mostra poca attenzione per la privacy, in altri si preferisce licenziare le persone malate, in pochi casi si cerca di supportare i dipendenti sieropositivi o malati.

Aiuto Aids Svizzero
Reinserimento professionale delle persone sieropositive e malate di Aids
Aiuto Aids Svizzero, 2001, pp. 34

Dossier destinato ai servizi di consulenza e alle persone sieropositive. Il suo obiettivo è informare sulle assicurazioni di invalidità e provvedimenti di integrazione professionale. Fornisce inoltre indirizzi e informa su leggi e ordinanze nel campo del reinserimento professionale persone sieropositive o malate di AIDS.
Collocazione Centro Studi: G7005

Di Filippo F. …[et al.]
Studio di valutazione di reinserimento lavorativo di persone con infezione da HIV
in Giornale Italiano dell’AIDS, n. 3, 2000, pp. 79-84

Con l'avvento delle terapie antiretrovirali combinate, l'infezione da HIV è diventata una patologia ad andamento prevalentemente cronico. Di fronte a questo scenario, la ricerca riassunta nell'articolo vuole valutare la possibilità di inserimento/reinserimento lavorativo per persone con infezione da HIV ed adeguata capacità lavorativa. Lo studio, iniziato a gennaio 2000, è stato condotto nella provincia di Pordenone. La metodologia utilizzata è stata la somministrazione di un questionario a 800 imprenditori. I risultati evidenziano la permanenza a tutt'oggi di un atteggiamento discriminatorio diffuso.

LILA
HIV: guida ai diritti
Consorzio sociale Abele, 1999 ?, p. 20

Il fascicolo contiene tutto il capitolo 7 di una pubblicazione della Lila in tema di HIV e diritti. Il capitolo affronta in particolare la tutela in ambito lavorativo e segnala ciò che è legittimo o illegittimo da parte del datore di lavoro, nonché le agevolazioni concesse dalla legge.
Collocazione Centro Studi: H4925

Donne e HIV/AIDS

Nadir onlus
HIV e gravidanza
Nadir 2004, p. 29
Questa pubblicazione ha lo scopo di mettere le persone con HIV nelle condizioni di essere informati e preparati all'impatto e alla complessità della terapia nel particolare momento della gravidanza. Nadir Onlus ha tratto la pubblicazione da materiale prodotto dall'associazione inglese non profit "HIV I - Base". Ne ha poi fatto una traduzione, un adattamento ed un aggiornamento allo scopo di renderla fruibile in Italia.
Collocazione Centro Studi: G7225

International Community of Women living with Hiv/AIDS
Visibility, voices and visions
ICW 2004 [?], p. 21

Il documento mette in luce le molte sfide affrontate dalle donne sieropositive in tutto il mondo e illustra l'analisi fatta dall'ICW (un network internazionale gestito da donne sieropositive) dei temi chiave, individuati attraverso le esperienze e le testimonianze di donne e ragazze sieropositive. Il rapporto si conclude con una serie di raccomandazioni per i politici, allo scopo di ridurre la diffusione dell'HIV e creare una forte risposta positiva basata sul rispetto dei diritti umani riconosciuti a tutti. Al documento sono allegati 5 opuscoli tematici, riguardanti le giovani donne sieropositive, l'accesso al trattamento e all'assistenza, la povertà e la diseguaglianza di genere, i diritti umani, la partecipazione alle decisioni politiche.
Collocazione Centro Studi: H4915

WHO
Antiretroviral drugs for treating pregnant women and preventing HIV infection in infants
WHO, Ginevra 2004, p. 50
Questo documento fornisce le linee guida sull'utilizzo di farmaci antiretrovirali per prevenire la trasmissione del virus dell'HIV da madre a figlio e suggerisce terapie nell'ottica di ampliare l'accesso ai farmaci antiretrovirali. Si inserisce all'interno dell'iniziativa "3 per 5", intesa a raggiungere 3 milioni di persone nei paesi in via di sviluppo con terapie antiretrovirali entro la fine del 2005.
Collocazione Centro Studi: H6304

Miriam Rabkin …[et al.]
Saving mothers, saving families: the MTCT - plus initiative
WHO, Ginevra 2003, p. 13

Questo documento riguarda l'iniziativa denominata "MTCT - Plus", rivolta alle aree più svantaggiate e povere di risorse, la quale si propone di ridurre la trasmissione dell'HIV da madre a figlio; promuovere consulenza, esami gratuiti ed altre strategie di prevenzione; rafforzare le capacità sanitarie locali; ridurre lo stigma, aumentare l'assistenza e valorizzare le persone che vivono con HIV/AIDS; sviluppare un modello per la cura dell'AIDS che possa essere generalizzato in ambienti con risorse limitate. Nell'estate del 2002 sono state individuate 12 aree tra Africa e Asia dove attualizzare il progetto e si stima che circa 10.000 persone verrano coinvolte nel programma.
Collocazione Centro Studi: H6408

Donne e Hiv: problematiche aperte
in Positifs, n. 48, 2002, pp. 9-18

La rivista dedica uno spazio a "Donne e HIV", in cui gli autori fanno il punto in particolare sulle seguenti problematiche: inizio della terapia antiretrovirale, trasmissione eterosessuale, prevenzione, uso di droghe e progressione della malattia, valutazione dei linfociti CD4 nelle donne in gravidanza. Una parte del dossier è dedicata alla trasmissione materno/fetale dell'HIV e al ruolo dell'allattamento materno nei paesi in via di sviluppo. L'ultimo articolo riguarda i progressi della ricerca in materia di microbicidi vaginali.

Estebanez …[et al.]
Women, drugs and HIV/AIDS. Results of a multicentred European studies

Alla luce della crescente incidenza del virus HIV tra le donne in Europa occidentale, è stata condotta una ricerca trasversale al fine di esplorare i molti possibili fattori associati all'HIV in una popolazione di donne che assumono droga per via iniettiva. Sono state condotte delle intervistedirette con 1198 donne, reclutate in diversi contesti, a Parigi, Madrid, Roma, Londra e Berlino. E' emerso che il comportamento sessuale e il partner delle donne che assumono droga per via iniettiva rappresentano una importante componente per spiegare la diffusione del virus HIV tra questa popolazione, così come pure altri fattori, compresi comportamenti ad alto rischio di assunzione della droga. Le donne assuntrici di droga per via iniettiva e senza fissa dimora sono un altro importante gruppo residuale che può necessitare di futuri interventi preventivi.
Collocazione Centro Studi: H1906

Sessualità e HIV/AIDS

A cura di Raffaele Lelleri
MODO DI. Ricerca nazionale sulla salute di lesbiche, gay e bisessuali
Survey nazionale su stato di salute, comportamenti protettivi e percezione del rischio HIV nella popolazione omo- bisessuale
Arcigay, 2006, pp. 101
La ricerca raccoglie una serie di dati aggiornati, sia tra gli uomini sia tra le donne omo - bisessuali, sullo stato di salute, i comportamenti sessuali, i fattori di rischio e di protezione, le modalità di accesso alle risorse di prevenzione e di benessere. La ricerca è stata realizzata in collaborazione e con il contributo dell'Istituto Superiore di Sanità (V° Programma nazionale di ricerca sull'AIDS - Aspetti psicosociali). Il documento comprende il report finale del progetto e una sintesi dei principali risultati sociosanitari.
Collocazione Centro Studi: A9814

Leopoldo Grosso
La sessualità nella persona HIV positiva rispetto ai diversi stadi dell'infezione
in Bollettino del Linfocita, n. 67 (giu.2006), pp. 1-4
L'autore affronta gli aspetti psicologici della sessualità e le conseguenze che l'infezione o la malattia possono avere per il soggetto sieropositivo, per la coppia a stato sierologico discordante e all'interno delle case alloggio. Il focus è inserito all'interno del Bollettino del Linfocita, una pubblicazione a cadenza mensile a cura della Cama LILA di Bari.

Paolo Cicchetti
Rapporti sessuali e responsabilità penale dei soggetti sieropositivi nell'ordinamento giuridico italiano
in Delta, n. 28 (apr. 2006), pp. 8-9
L'avvocato Cichetti offre un quadro sull'orientamento della giurisprudenza italiana in materia di contagio da HIV. Ciò che emerge è la colpevolizzazione della persona già infetta, poichè anche il consenso del partner ad avere rapporti sessuali non protetti non diminuisce la responsabilità della persona che contagia.

Mariniello A. …[et al]
Aspetti relazionali e comportamenti di salute in coppie eterosessuali con infezione da HIV
in Psicologia della Salute, n. 3, 2003, pp. 91-110

La ricerca si è occupata di valutare, nella coppia con HIV, le dinamiche relazionali e i processi decisionali in materia di riproduzione e genitorialità; inoltre ha analizzato l'associazione tra le modalità di funzionamento della relazione di coppia, la presenza di sintomi depressivi e/o ansiosi e i comportamenti preventivi e di aderenza ai protocolli terapeutici. Lo studio ha riguardato 59 soggetti (11 coppie siero - discordanti, 11 coppie siero - concordanti, 15 soggetti senza relazioni affettive stabili) ed è stato condotto mediante un'intervista semistrutturata.

Theall K.P.
Male condom use by type of relationship following an HIV intervention among women who use illegal drugs
in Journal of Drug Issues, n. 1, 2003, pp. 1-28

L'obiettivo dello studio presentato in questo articolo è stato quello di accrescere le conoscenze dei fattori determinanti l'uso del profilattico da parte dei partner - fissi e a pagamento - di donne afro-americane eterosessuali e consumatrici di droghe illegali, anche fumatrici di crack, oppure consumatrici per via iniettiva, nel corso dei rapporti sessuali di tipo vaginale. Il lavoro è stato realizzato sulla base dei dati ricavati da un intervento sperimentale ideato per l'HIV condotto ad Atlanta, Georgia. Gli obiettivi sono stati: determinare quali fattori siano predittori privilegiati di incremento di uso del profilattico rispetto a ciascun tipo di partner e se tali fattori differiscano a seconda del tipo di partner.
Collocazione Centro Studi: H1123

Yllka K. …[et al.]
Infezione da HIV: comportamento sessuale, percezione del rischio e prevalenza in uno studio pilota sugli immigrati
in Rapporti Istisan n. 14, 2002, p. 22

Il Rapporto ISTISAN 02/14 dell'Istituto Superiore di Sanità presenta una ricerca svolta nel 1997 per valutare la percezione del rischio e la prevalenza dell'infezione da HIV/AIDS su 197 immigrati. I risultati indicano che la maggiore fonte di informazione sono i mass media, gli amici e i familiari. Si rileva una percezione del partner non adeguata, un'elevata presenza di incontri occasionali, un basso livello di informazione e una esigua presenza di fonti informative qualificate.
Collocazione Centro Studi: G9406

Baldaro Verde J. (A cura di)
Sessualità tra piacere, colpa e vergogna (La)
Edizioni Universitarie Romane, Roma 2001, pp. 217
Il testo ha per tema il fenomeno della sessualità, preso in esame rispetto alle seguenti questioni: la sessualità umana tra il biologico e il culturale (nascita dei sentimenti di vergogna e di colpa); il significato della sessualità e del piacere dalla nascita all'adolescenza; la vergogna e la colpa come relazioni e sentimenti nei rapporti umani; la richiesta di fecondazione assistita; l'aborto; la scissione tra sessualità e affettività; la vergogna nell'omosessualità; l'omosessualità; AIDS, la vergogna nel chiedere il rapporto protetto; la sessualità degli anziani. L'autrice è docente di Teorie della Personalità nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Genova.
Collocazione Centro Studi: 10462

Sundstrom K. (A cura di)
What do others do?
Sexuality and interpersonal relationships in Sweden in the 1990s
National Institute of Public Health, Londra 2001, pp. 163
Nel 1996 l'Istituto Nazionale Svedese per la Salute Pubblica commissionò una inchiesta sul comportamento sessuale della popolazione svedese.
Lo studio era basato su interviste personali a uomini e donne dai 18 ai 74 anni.
L'inchiesta fu pubblicata con il titolo "Sex in Sweden". Questo testo presenta una selezione dei risultati di tale studio e affronta diversi argomenti: Sessualità e relazioni interpersonali negli anni 90, sessualità e cambiamento sociale, fasi della vita, pregiudizi e realtà.
Inoltre presenta riflessioni su qualità della vita e sessualità, fedeltà e infedeltà, omosessualità, violenza sessuale e costrizione, controllo delle nascite, contraccezione e aborto, malattie sessualmente trasmissibili, HIV.
Collocazione Centro Studi: 10063

Colombo A.
Gay e AIDS in Italia
Stili di vita sessuale, strategie di protezione e rappresentazioni del rischio
Il Mulino, Bologna 2000, pp. 202
Il libro tratta della risposta, individuale e collettiva degli uomini omosessuali alla minaccia dell'AIDS. L'AIDS infatti, minaccia la salute personale delle persone omosessuali, ma potenzialmente anche le conquiste civili di coloro a cui sono state attribuite responsabilità di contagio. Il testo affronta in particolare i seguenti temi: Comportamenti a rischio e fattori psicosociali, comportamenti sessuali, diffusione del profilattico, test HIV e diffusione dell'Aids, informazioni, opinioni, immagini dell'AIDS.
Collocazione Centro Studi: 6927

Tossicodipendenza e HIV/AIDS

Jutta Engelhardt ; in collaboration with Heino Stover
Living with the Daily Dose : Comparing national policies and practices to improve access and adherence of HIV-infected drug users to anti-retroviral treatment
Stichting Mainline, 2005, pp. 243
Si tratta della relazione finale di un progetto di ricerca internazionale sulla condizione dei tossicodipendenti infetti da HIV che mira ad individuare le opportunità e le difficoltà di accessibilità alla terapia HIV e di aderenza alle terapie antiretrovirali permanenti. La ricerca è stata condotta per un periodo di 30 mesi, da gennaio 2003 a giugno 2005, in 11 paesi europei. Il Gruppo Abele è partner italiano.
Collocazione Centro Studi: 12523

Droga HIV
in Medicina delle tossicodipendenze, n. 47 (giu. 2005), pp. 5-38
Il nucleo centrale di questo numero della rivista è dedicato al rapporto tra HIV e tossicodipendenza. L'editoriale descrive il diffondersi dell'infezione, a partire dai primi anni '80, alla luce dell'esperienza professionale dell'autore, immunologo. Sono quindi presenti i seguenti contributi: HIV e tossicodipendenti; Sostanze d'abuso ed infezione da HIV; La gravidanza in donne HIV infette; Epidemiologia dell'infezione da HIV/AIDS nel mondo.

Mike Trace
UNAIDS & the prevention of HIV infection through injecting drug use
Beckley Foundation, 2005, pp. 7
Il documento affronta il problema dell'infezione da HIV nei tossicodipendenti per via iniettiva, le possibili soluzioni, il dibattito e le controversie sul tema e le strategie messe in atto dall'UNAIDS nell'area della prevenzione. Questo lavoro è un prodotto del Beckley Foundation Drug Policy Programme (BFDPP), un'iniziativa che mira a valutare l'efficacia delle politiche sulle droghe a livello nazionale ed internazionale.
Collocazione Centro Studi: G5721

Mariana A. Hacker
Role of "long term" and "new" injectors in a declining HIV/AIDS epidemic in Rio de Janeiro, Brazil (The)
in Substance use & misuse, n. 1 (2005), pp. 99-123
Tra ottobre 1999 e dicembre 2001, a Rio de Janeiro, 609 persone tra tossicodipendenti attivi ed ex tossicodipendenti sono state intervistate e sottoposte al test HIV, allo scopo di stabilire le differenze esistenti tra i tossicodipendenti per via iniettiva di lunga data e i nuovi tossicodipendenti. Questi ultimi sono risultati più consapevoli del rischio di contrarre l'HIV, più attivi nel cercare aiuto presso i centri di trattamento e nel partecipare ai programmi di scambio siringhe.

WHO
Evidence for action: effectiveness of community-based outreach in preventing HIV/AIDS among injecting drug users
WHO, 2004, pp. 39
Questa pubblicazione analizza le origini, l'evoluzione e l'efficacia del lavoro di strada su base comunitaria per prevenire l'infezione da HIV nella tossicodipendenza attiva. Il documento include pubblicazioni inedite e dimostra che il lavoro di strada è una strategia efficace per raggiungere la fascia di utenza nascosta e fornisce gli strumenti per permettere ai tossicodipendenti attivi di ridurre i comportamenti a rischio.
Collocazione Centro Studi: H6410

Kelli I. Stajduhar ... [et al.]
Missed opportunities: injection drug use and HIV/AIDS in Victoria, Canada
in The International Journal of Drug Policy, n. 3 (giu. 2004), pp. 171-181
L'articola riporta i risultati qualitativi di una ricerca che ha preso in esame il consumo di droga per via iniettiva e l'HIV/Aids, nello stato canadese di Victoria. Obiettivi della ricerca erano quelli di individuare i comportamenti e le situazioni che determinano il rischio di malattie del sangue tra i tossicodipendenti per via iniettiva e di usare queste informazioni per sviluppare opportuni interventi di riduzione del danno. La metodologia utilizzata è stata la RARE (Rapid Assessment Response and Evaluation).

European Project AIDS & Mobility
Sex, drug use, mobility and HIV/Aids in Central and Eastern Europe
Report Seminar - Integration of harm reduction services for people who sell sex and inject drugs
NIGZ, Woerden, 2003, pp. 67
Il testo raccoglie le presentazioni svolte nelle sessioni plenarie e i principali argomenti discussi nei gruppi di lavoro nel corso del seminario tenutosi a Praga dal 5 all'8/06/2003. Il seminario aveva lo scopo di discutere l'integrazione di servizi di riduzione del danno rivolti a tossicodipendenti e individui che praticano la prostituzione nelle regioni dell'Europa centro-orientale, in un'ottica di prevenzione dell'HIV.
Collocazione Centro Studi: H4804

Lucas Wiessing, Mirjam Kretzschmar
Can HIV epidemics among IDUs trigger a generalised epidemic?
in The International Journal of Drug Policy, 2003, pp. 99-102
Il testo mette a confronto due ricerche svolte nel 2003 sulle conseguenze del consumo di sostanze per via iniettiva e sul rischio di provocare un'epidemia di HIV generalizzata ed eterosessuale. Le ricerche sono sorprendentemente giunte a risultati opposti. Gli autori discutono i principali risultati di entrambi gli studi (Grassly et al., Saidel et al.) e le possibili ragioni delle diverse conclusioni, insieme alle implicazioni politiche, comprendenti le infezioni sessualmente trasmesse quali indicatori indiretti del rischio di epidemia generalizzata.
Collocazione Centro Studi: G7714

Pacini M. Maremmani I.
Methadone maintenance and HIV infection
in Heroin Addiction and Related Clinical Problems, n. 3 (2002), pp. 33-43
Gli autori evidenziano come la terapia metadonica abbia ampiamente dimostrato di essere il più efficace trattamento per la dipendenza da oppiacei, 'incremento nel suo utilizzo infatti ha prodotto una riduzione del tasso di diffusione dell' HIV tra i dipendenti da oppiacei. Emergono dunque dei chiari benefici, non solo rispetto ai pazienti direttamente trattati, ma anche rispetto ai soggetti non dipendenti che ne condividono il medesimo contesto. Rispetto ai pazienti con doppia diagnosi, il metadone, grazie alle sue proprietà psicofarmacologiche, ha un immediato effetto benefico sia sui disordini comportamentali connessi alla dipendenza, sia rispetto alla disforia e all'impulsività connesse all'aggiuntiva malattia mentale.

Vickerman P. Watts C.
Impact of an HIV prevention intervention for injecting drug users in Svetlogorsk, Belarus: model predictions (The)
in The International Journal of Drug Policy, n. 3 (2002), pp. 149-164
Questo articolo presenta un modello deterministico epidemiologico "IDU 2.4" che simula la trasmissione del virus HIV tra i tossicodipendenti per via iniettiva e tra loro e gli eventuali partner sessuali, applicato per valutare l'efficacia dell'intervento di riduzione del danno condotto a Svetlogorsk, interrotto nel 1998 per mancanza di fondi. Il modello incorpora l'impatto dell'interrotta distribuzione di siringhe pulite e di profilattici, viene validato sui dati dell'esperienza di Svetlogorsk e viene utilizzato per stimare l'impatto dell'intervento sulla trasmissione dell'HIV.

Sorensen J.L. Masson C.L. Perlmann D.C.
HIV/Hepatitis prevention in drug abuse treatment programs
in Science and Practice Perspective, n. 1 (2002), pp. 4-11
Nell'articolo vengono presentate le ricerche che hanno preso in considerazione ciò che i programmi di trattamento dell'abuso di droghe possono fare per la prevenzione dell'Hiv o dell'epatite tra i propri utenti e per limitare le conseguenze tra coloro che sono già stati infettati.

WHO
Evidence for action: effectiveness of community - based outreach in preventing HIV/AIDS among injecting drug users
WHO, 2002, p. 39

Questa pubblicazione analizza le origini, l'evoluzione e l'efficacia del lavoro di strada su base comunitaria per prevenire l'infezione da HIV nella tossicodipendenza attiva. Il documento include pubblicazioni inedite e non e dimostra che il lavoro di strada è una strategia efficace per raggiungere la fascia di utenza nascosta e fornisce gli strumenti per permettere ai tossicodipendenti attivi di ridurre i comportamenti a rischio; il cambiamento nello stile di vita è associato a un minor rischio di infezione che risulta così un fenomeno prevenibile.

Collocazione Centro Studi: H6410

Rhodes T. Barnard M. Fountain J. Hariga F. Romo Avilés N. Vicente J. Weber U.
Injecting drug use, risk behaviour and qualitative research in the time of Aids
EMCDDA, Luxembourg 2001, pp. 125

Questa pubblicazione esamina in profondità il ruolo della ricerca qualitativa nella comprensione del fenomeno del consumo di droga per via iniettiva e delle sue conseguenze sfavorevoli per la salute, in particolare per quanto riguarda il rischio associato alla trasmissione dell'HIV. Nella prima sezione del libro vengono brevemente tratteggiati i rischi per la salute più comunemente associati all'assunzione di droga per via iniettiva. Come viene descritto nelle successive sezioni, la comprensione di tipo qualitativo del comportamento a rischio è importante per identificare e descrivere in che modo specifiche pratiche iniettive si correlano al rischio di malattie, e per comprendere le intenzioni con cui diversi individui e gruppi si avvicinano all'assunzione di droga per via iniettiva. Inoltre permette di sviluppare adeguati interventi di riduzione del rischio.

Collocazione Centro Studi: 10346

Orsi M. Marchi F.
Strategie integrate di intervento e informativo educative per la prevenzione e l'assistenza sociosanitaria ai tossicodipendenti sieropositivi
Dossier relativo al corso regionale di formazione
Ce.S.D.A, Firenze 2001, pp. 270
Materiali relativi ad un corso svoltosi a Firenze nel periodo Ottobre 2000 - Aprile 2001 sul tema delle strategie per la prevenzione e l'assistenza ai tossicodipendenti sieropositivi.
Al corso hanno partecipato 25 operatori dei SerT e del Privato Sociale.
Il dossier riporta l'indagine svolta nei sei SerT della Toscana per rilevare il livello di percezione del rischio di contagio da HIV tra gli utenti tossicodipendenti, oltre che la loro soddisfazione relativamente al counseling pre - post test ricevuto dagli operatori del Servizio Tossicodipendenze. Il dossier contiene inoltre documenti prodotti in occasione del corso e articoli già pubblicati relativi ai temi trattati, oltre a statistiche e dati epidemiologici elaborati dal COA (Centro Operativo AIDS dell'Istituto Superiore di Sanità) e dal Registro Italiano per l'infezione da HIV in Pediatria.
Collocazione Centro Studi G6702

 

 

Servizi

INFORMAZIONE NECESSARIA - Progetto di documentazione sull'Aids >>>

Home page © Associazione Gruppo Abele ONLUS - Centro Studi Documentazione e Ricerche