Carcere
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I materiali indicati non esauriscono quanto contenuto nella banca dati relativamente al tema indicato.
BIBLIOGRAFIE SU:
- Carcere (bibliografia base)
- Carcere e lavoro
- Carcere e donna
- Carcere e affettività/genitorialità
- Carcere e immigrazione
- Carcere e tossicodipendenza
- Carcere e minori
- Carcere e salute mentale
Aggiornate a dicembre 2006 - a cura di Federica Ugaglia
(Le seguenti bibliografie non comprendono l’approfondimento normativo. Si consiglia pertanto di consultare la sezione normativa e di effettuare ricerca approfondita in banca dati)

- Giornali prodotti negli ospedali psichiatrici e negli istituti di pena

Carcere

A cura di Laura Astarita ... [et al.]
Dentro ogni carcere
Antigone nei 208 istituti di pena italiani. Quarto rapporto sulle condizioni di detenzione

Carocci, Roma 2006, pp. 206
Nel Quarto rapporto dell'Osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione, l'Associazione Antigone scheda 208 galere con l'obiettivo di far emergere un quadro della pena carceraria aggiornato al provvedimento di indulto del luglio 2006. Seguono alcuni approfondimenti: maltrattamenti - storie e inchieste; la questione organizzativa e la politica del personale; i colpi di coda del governo Berlusconi.
Collocazione Centro Studi: 13155

A cura di Luca Massari, Andrea Molteni
Alternative al cielo a scacchi
Franco Angeli, Milano 2006, pp. 175
Il volume ha origine dalla riflessione che si è sviluppata intorno all'esperienza di un progetto di accoglienza abitativa rivolto a persone sottoposte a misure penali. La prima parte del testo definisce il problema abitativo nell'ambito del sistema penale; la seconda e la terza parte presentano il progetto sopra citato, mentre l'ultima parte propone alcune riflessioni a partire dal testo biblico. Entrambi gli autori collaborano con l'Area carcere e giustizia della Caritas Ambrosiana.
Collocazione Centro Studi: 13154

Osservatorio Regionale sulla Popolazione Detenuta e in Esecuzione Penale Esterna
Area penale esterna
Speciale Indulto

CLEUP, Padova 2006, pp. 154
Questo lavoro offre una panoramica della nascita e dello sviluppo delle misure alternative alla detenzione e propone una visione completa della tipologia di interventi che vengono posti in essere nella Regione Veneto, fornendo informazioni relative al numero, alla nazionalità e all'età dei soggetti che hanno usufruito di tali misure.
Collocazione Centro Studi: 13157

1975/2005: la società italiana e la riforma dell’ordinamento penitenziario. Trent’anni di luci e di ombre. Quale fututro?
in Seac Notizie, n. 1/2 (apr. 2006), pp. 3-47
In questo numero speciale di Seac Notizie vengono pubblicati i contributi di alcuni relatori del 38° Convegno SEAC. L'obiettivo è portare alla luce gli aspetti oscuri e i meccanismi che bloccano la riforma penitenziaria, esplorando come funzioni il rapporto tra società e organizzazioni attraverso le varie parti coinvolte nel processo: i servizi, gli operatori, i volontari, gli enti locali, la magistratura e le associazioni dei detenuti.

A cura di Ludovico Grasso, Claudia Clementi
Fenomeno del burn out tra gli operatori d polizia penitenziaria (Il)
Ministero della Giustizia, Alessandria 2006, pp. 39
La ricerca si propone come strumento per meglio capire il fenomeno del burn out tra gli operatori di Polizia Penitenziaria e quindi promuovere un processo di ricerca di possibili interventi di prevenzione e promozione del benessere lavorativo interno a tale contesto. In allegato è riportato il testo del questionario utilizzato
Collocazione centro Studi: H4527

Luigi Manconi, Andrea Boraschi
Quando hanno aperto la cella era già tardi perchè...
in Rassegna Italiana di Sociologia, n. 1 (mar. 2006), pp. 117-148
L'articolo è il risultato di una ricerca che prende in considerazione il suicidio e gli atti di autolesionismo avvenuti nei luoghi di detenzione. Gli autori offrono uno sguardo d'insieme del fenomeno, seguito da un'analisi puntuale dei dati forniti dalla rivista Ristretti Orizzonti, l'associazione Antigone, l'ISTAT, l'Agenzia Ansa, il Consiglio d'Europa e il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria.

Alessandro Margara ... [et al.]
Nel mare in tempesta dell’informazione
in Ristretti orizzonti, n. 4 (ago. 2006), pp. 13-33
Il contributo raccoglie una serie di riflessioni e di iniziative legate alla Giornata di Studi "Dalle notizie da bar alle notizie da galera", tenutasi il 26/05/2006 nella Casa di reclusione di Padova. Comprende alcuni interventi di esponenti dell'Ordine dei Giornalisti e della Federazione Nazionale della Stampa; un articolo del Presidente della Conferenza Nazionale Volontariato e Giustizia sul ruolo del volontariato nel raccordo tra il "dentro" e il "fuori"; e un contributo di Marco Capovilla, docente di fotogiornalismo, contro la spettacolarizzazione delle tragedie personali.

Pietro Buffa
Territori della pena (I)
EGA, Torino 2006, pp. 254
L'autore, direttore dell'Istituto penale di Torino, ha raccolto, ordinato e analizzato le lettere che - in qualità di direttore penitenziario - gli sono state indirizzate dai detenuti, filtrandole attraverso la sua esperienza professionale e la letteratura scientifica a disposizione. Da quelle lettere, nella descrizione minuta dei bisogni, delle proposte e delle afflizioni dei detenuti, emerge il significato reale di "pena detentiva". E da quelle lettere, strumento di conoscenza della quotidianità penitenziaria, l'autore parte per provare a ripensare le attuali prassi penitenziarie e stimolare una riflessione professionale e istituzionale sull'argomento.
Collocazione Centro Studi: 13030

Lucia Re
Carcere e globalizzazione
Laterza, Roma 2006, pp. 211
L'autrice sostiene che negli Stati Uniti, dal 1980 a oggi, la popolazione penitenziaria si è più che triplicata, superando i due milioni di detenuti. E' un record mondiale, legato a un modello di repressione della criminalità ispirato alla "Tolleranza zero". Questo modello si sta affermando anche in Europa e in molti altri paesi del mondo. La sua diffusione è indice di una "globalizzazione penitenziaria" che minaccia le libertà individuali e l'uguaglianza sociale.
Collocazione Centro Studi: 12784

Francesca Babbalacchio ; relatore: Odillo Vidoni Guidoni
Politiche di tutela della salute in ambito penitenziario (Le)
2006, Torino, pp. 103
L'autrice analizza l'evoluzione della normativa italiana in materia di assistenza sanitaria all'interno degli istituti penitenziari, custodia cautelare e incompatibilità con la detenzione; approfondisce le disposizioni della Riforma e del Progetto Obiettivo; delinea i concetti di salute e tutela alla salute; descrive la realtà attuale all'interno delle carceri italiane; infine affronta il tema della tossicodipendenza in carcere. La tesi è stata discussa presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino.
Collocazione Centro Studi: T0233

Stefano Anastasia, Patrizio Gonnella
Patrie galere
Carocci, Roma 2005, pp. 143
Il testo descrive un viaggio nelle carceri italiane nell'epoca di una nuova grande trasformazione. Gli autori cercano di trasmetterne le mura, le sbarre, la fatica di viverci e quella di lavorarci. Dall'immatricolazione all'uscita, le ansie, le speranze, le storie di chi è costretto in galera in nome della legge e per conto di una società sofferente, che chiede alla pena e al carcere di essere rassicurata dalle paure che la tormentano. Il testo contiene anche appunti di filmografia e di siti Internet.
Collocazione Centro Studi: 12241

Arnaldo della Porta, Franco Pettinelli
Verificare la performance complessiva di un istituto di pena: un'indagine pilota in Abruzzo
in Autonomie locali e servizi sociali, n. 3 (dic. 2005), pp. 441-455
Il presente articolo cerca di individuare le principali problematiche connesse con l'introduzione di sistemi formali di controllo di gestione negli istituti di pena. A tal fine si fa riferimento alla complessa definizione e chiarificazione degli obiettivi di tali istituti ed alla conseguente indicazione dei più significativi indicatori di "performance" ad essi riferibili, anche grazie ad una prima indagine pilota svolta su quattro case circondariali abruzzesi (Chieti, Pescara, Teramo a Avezzano).

Giovanni Tessitore
Carcere e fascistizzazione
Franco Angeli, Milano 2005, pp. 262
Il fascismo pose le carceri al centro di un perverso disegno totalizzante: è questa, secondo l'autore, la critica più fondata e più severa che si possa rivolgere alle istituzioni carcerarie del ventennio.
Collocazione centro Studi: 12814


A cura di Franco Corleone, Alessandro Margara, Nicola Solimano
Detenzione sociale (La) ; il carcere nella città introvabile
in La nuova città, n. 8/9/10 (2005), p.141-229
Molti dei materiali contenuti all'interno della rivista provengono dal convegno "Del carcere: solo questo sappiamo ciò che non è ciò che non vogliamo", tenuto a Firenze il 3 e 4/12/2004. La prima sezione comprende quattro articoli: "Carcere e territorio" revisited, di Massimo Pavarini; Un carcere senza bussola sociale, di Emilio Santoro; Il lavoro e il carcere, di Francesco Maisto; Carcere e tossicodipendenza, ovvero la retorica della galera dei "poveracci", di Grazia Zuffa. La seconda sezione comprende sei articoli: Il carcere malato, di Franco Corleone; Superare l'autoreferenzialità del carcere, di Massimo De Pascalis; Un giardino nel teatro della pena, di Corrado Marcetti (ripercorre l'ideazione del progetto "il Giardino degli Incontri" per la ricostruzione di un rapporto tra la città e il carcere); Solliciano un carcere frutto della riforma, di Gianfranco Politi; Il carcere metropolitano tra riforme ed emergenze, di Luigi Pagano; L'Osservatorio sugli istituti penitenziari della Toscana, di Saverio Migliori.

Giampiero Ferrario
Psicologia e carcere
Franco Angeli, Milano 2005, pp. 148
Nella prima parte del volume vengono analizzate le relazioni che si sviluppano in carcere, in particolare tra detenuto e agente e tra detenuto ed operatore esterno; la seconda parte prende in esame il processo di costruzione e conduzione di gruppi di detenuti tossicodipendenti che hanno richiesto di usufruire di misure alternative. Il volume si rivolge in particolare agli psicologi, agli operatori e ai volontari che svolgono la propria attività in carcere.
Collocazione Centro Studi: 12335

Saverio Antonioni
Pensiero abolizionista: l'abolizione del carcere e la critica del sistema penale (Il)
2005, Torino, pp. 201
L'autore espone alcune delle maggiori teorie della pena per mostrare di quali giustificazioni ideologiche l'attuale organizzazione sociale si serva per difendere ed accrescere il sistema penale e penitenziario. In seguito affronta più da vicino la realtà del carcere e volge lo sguardo alle proposte abolizioniste attraverso l'analisi dei tre esponenti più rappresentativi di questo movimento di pensiero: Thomas Mathiesen, Nils Christie e Louk Hulsman. La tesi è stata discussa presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino.
Collocazione Centro Studi: T0232

A cura di Giorgo Concato, Luigia Mariotti Culla
Supervisione per gli operatori penitenziari
Franco Angeli, Milano 2005, pp. 379
Il volume illustra la sperimentazione sulla supervisione dei Gruppi di Osservazione e Trattamento in carcere. Sono state selezionate 17 équipe trattamentali, delle quali sono state analizzate le specifiche criticità; il volume presenta i risultati dei singoli percorsi e le metodologie applicate nei diversi contesti.
Collocazione Centro Studi: 12528

A cura di Giorgio Concato, Salvatore Rigione
Per non morire di carcere
Franco Angeli, Milano 2005, pp. 334
Il libro riapre la questione del malessere prodotto o aggravato dalla condizione detentiva ed illustra iniziative intraprese per individuarlo e contrastarlo, evitandone gli esiti estremi e più tragici: autolesionismi, tentati suicidi, suicidi. In una prima parte vengono presentate le iniziative di aiuto più significative realizzate dagli operatori del settore, mentre in una seconda parte queste vengono valutate da studiosi di questioni penitenziarie.
Collocazione Centro Studi: 12303

A cura di Alberto Giansanti
Misure alternative al carcere (Le)
Franco Angeli, Milano 2004, pp. 150
Il libro prende spunto dai risultati emersi da alcune ricerche condotte in alcuni paesi dell'Unione Europea e analizza la situazione Italiana a riguardo. Dopo un'introduzione che si occupa di illustrare i rapporti tra carcere e società civile, il libro si sofferma sull'analisi del funzionamento di due Centri di servizio sociale, uno situato al Nord e l'altro al Sud e sul punto di vista di operatori ed utenti rispetto ai percorsi di devianza e alle misure alternative.
Collocazione Centro Studi: 11852

A cura di Diego Benecchi ... [et al.]
Dei diritti e delle pene
Edizioni Sigem, Modena 2004, pp. 194
Il volume è dedicato al tema delle garanzie nel sistema penale e, più nello specifico, alla figura del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, istituita nel gennaio 2004 in alcune città italiane. Il testo propone anche altri temi, quali le attuali tendenze della riflessione teorica sul diritto e la pena, le condizioni del sistema penitenziario in Italia e a Bologna, le esperienze del volontariato nelle carceri, i percorsi di formazione e di autocomprensione avviati dai soggetti detenuti.
Collocazione Centro Studi: 11704

Convegno «Per una nuova cultura sul carcere»
Padova 2004, pp. 25
Questo documento raccoglie gli interventi presentati nel corso della giornata del convegno, il cui scopo è stato quello di ricordare che il carcere - anche se di esso si conosce ben poco - fa parte della nostra realtà e che dietro le sue mura tante persone si incontrano e si scontrano per riportare vite deviate alla comunità civile. Nel corso del convegno sono state illustrate le opportunità e gli strumenti a disposizione di ogni Comune che voglia aprirsi al contatto con il carcere e con coloro che meritano di tornare ad essere cittadini a pieno titolo.
Collocazione Centro Studi: H4907

Fabrizio Caccavale
Modalità di trattamento degli autori di reati sessuali in Italia. Situazione attuale e prospettive
in
Rassegna Italiana di criminologia, n. 1 (gen. 2004), pp. 31-52
L'autore intende verificare e descrivere le modalità di trattamento degli autori di reati sessuali in Italia. Premesso che non esiste, a livello sia infra che extramurale, un programma organico destinato a questo tipo di utenza (la risposta sanzionatoria si limita a collocare tali soggetti in reparti appositamente designati), l'autore sostiene invece che proprio in carcere possano partire programmi riabilitativi che consentano all'autore di reati sessuali di non recidivare e di essere reinserito nella società.

Emilio Santoro
Carcere e società liberale
Giappichelli, Torino 2004, pp. 372
Il testo è una selezione di materiale antologico di testi ormai classici, la cui conoscenza è fondamentale per una riflessione sulle pratiche punitive. L'introduzione propone una riflessione sulle ragioni della crisi della penologia contemporanea e sulla natura dei fenomeni di crescente penalizzazione e carcerizzazione sviluppatisi nella maggioranza dei paesi occidentali. La prima edizione del testo (1997) è presente in biblioteca con collocazione 9382.
Collocazione centro Studi: 12524

Giuliano Salierno
Gabbia (La)

Sapere 2000, Roma 2004, pp. 142
Si tratta di un lavoro teatrale che, coniugando il simbolico con il reale, presenta alcune delle più diffuse forme di criminalità viste con gli occhi di chi delinque, e dall'altra offre una panoramica dell'universo carcere, con i suoi riti e cerimonie, come metafora della violenza quotidiana. In concreto è il frutto di centinaia di interviste raccolte nelle carceri italiane da cui emergono una ventina di personaggi che raccontano con semplicità la loro vita.
Collocazione Centro Studi: 11915

Marzia Fratini
Carcere e il concetto di educazione permanente (Il)
in Autonomie locali e servizi sociali, n. 3 (dic. 2004), pp. 415-422
Questo articolo affronta l'importanza dell'istruzione e formazione all'interno delle carceri, in un'ottica di istruzione permanente. Tali attività possono irrobustire le credenziali e favorire una crescita finalizzata ad una partecipazione sociale più consapevole, attiva e di maggior supporto al reinserimento socioeconomico.

Filippo Turati … [et al]
Stato delinquente (Lo)
MB Publishing, Milano 2004, pp. 147
Il testo è il risultato di un Seminario promosso dalla rivista "Critica sociale" all'interno della casa di reclusione di Opera (Milano). Un testo classico del "socialismo giuridico", scritto nel 1892 dal giovane avvocato venticinquenne Filippo Turati (1857-1932) è stato studiato e discusso da dodici detenuti. Questo libro rappresenta un "colloquio" ideale tra Turati e i reclusi, sull'inutilità della repressione penale per estirpare il delitto.
Collocazione Centro Studi: 12025

Aurora Rossi
Relazione terapeutica complessa (La)
in Quaderni di Saman, n. 1 (2004), pp. 96-125
Il reato è un episodio che si inserisce nella vita di una persona che spesso ha delle difficoltà personali, familiari, sociali; il comportamento criminale costituisce un sintomo sul quale è necessario intervenire. Su questo presupposto si basa un'esperienza di lavoro nel carcere di Rebibbia, dove sono attivi dei gruppi con i detenuti. Il lavoro descrive i diversi tipi di gruppi e i diversi funzionamenti di personalità dei detenuti, mettendo in evidenza il ruolo e i compiti che svolge l'esperto che opera all'interno delle Istituzioni.

Francesco De Ferrari
Sistema penale e tutela della salute
Giuffrè, Milano 2003, pp. 234
Il volume affronta in modo organico i diversi problemi posti dalla necessità di coniugare le varie forme di detenzione con l'ineludibile diritto alla tutela della salute. Partendo da un excursus sull’evoluzione storica della normativa, vengono trattate le varie situazioni di incompatibilità con la privazione della libertà ed in particolare gli stati di dipendenza e le patologie ad essa correlate. Specifica attenzione è dedicata inoltre ai temi della maternità, dell'affettività e delle patologie di interesse psichiatrico.
Collocazione Centro Studi: 11674

Remo Bassetti
Derelitti e delle pene
Editori Riuniti, Roma 2003, pp. 383
Il volume si articola in tre sezioni distinte, ma complementari. Nella prima l'autore sviluppa una nuova ipotesi sulla moralità della reazione penale, nella seconda traccia una minuziosa storia della prigione in Italia, dall'Unità al XXI secolo, costellata di scontri ideologici, burocrazia, episodi grotteschi e drammatici. La terza parte è una collezione di brevi monologhi, raccolti sulla base di colloqui effettuati nei maggiori istituti di pena del Paese: si tratta di pura narrazione, che mira a restituire nello stile la frammentazione e l'isolamento delle voci ascoltate.
Collocazione Centro Studi: 12578

Antonella Ippolito ; relatore: Franco Prina
Privatizzazione del carcere: analisi dei mutamenti nel regime penitenziario
La tesi, discussa presso la facoltà di Scienze politiche dell'Università di Torino, analizza il fenomeno della privatizzazione penitenziaria dalla fine degli anni 70 ad oggi, negli Stati Uniti (dove il fenomeno ha avuto origine) e in Europa. L'autrice fa inoltre riferimento alla possibile applicazione del fenomeno al sistema penitenziario italiano, attraverso l'ingresso
dell'industria privata nel ramo penale, alle normative volte a disciplinare il lavoro dei detenuti, all'accesso dei privati nel Terzo Settore.
Collocazione Centro Studi: T0200

A cura di Umberto Gatti
Carcere e territorio
Giuffrè, Milano 2003, pp. 460
Nel volume sono raccolti numerosi contributi di studiosi, provenienti da diverse discipline, che si sono interessati al problema penitenziario con riferimento alla necessità custodiale e trattamentale, al ruolo delle istituzioni locali, all'attività svolta dagli operatori penitenziari e al trattamento di particolari categorie di detenuti come i tossicodipendenti, i sieropositivi, le donne, gli immigrati e i malati di mente autori di reato. Lo scopo dell'opera è quello di contribuire a ridelineare i campi della riflessione scientifica che riguarda sia l'efficacia delle misure detentive, in termini di riduzione di recidiva, sia il benessere delle persone coinvolte a diverso titolo nel sistema penale, gli aspetti etici e deontologici del loro lavoro, la realizzabilità di tutta una serie di programmi di tipo psicologico all'interno dei sistemi coercitivi, le condizioni e le risorse.
Collocazione Centro Studi: 12082


A cura di Luigi Maria Solivetti
Sistema penitenziario italiano (Il)
Ministero della Giustizia, Roma 2003, pp. 110
Questo volume è un tentativo del DAP, di presentarsi alla società. Gli autori presentano i dati disponibili circa la popolazione detenuta, la pena inflitta e le misure alternative, i suicidi, le attività lavorative, il personale e le strutture. Il volume è curato dal professor Luigi Solivetti in collaborazione con i maggiori esperti dell'Istat e con lo staff dell'Amministrazione Penitenziaria.
Collocazione Centro Studi: 12366

Sartarelli G.
Pedagogia penitenziaria e della devianza
Aracne, Roma 2003, pp. 170
Oltre agli aspetti epistemologici della pedagogia penitenziaria, l'Autore dedica un capitolo del libro alla disamina dei principali aspetti della devianza minorile e dei vari modelli di giustizia: retributivo, riabilitativo, riparativo. Viene inoltre presentato un contributo all'analisi e alla comprensione del comportamento deviante attraverso il modello ermeneutico - teleologico. Alcune caratteristiche dell'istituzione carceraria e della pena vengono analizzate sia dal punto di vista storico - culturale che da quello evolutivo, come possibilità di transizione da "istituzione totale" a "istituzione sociale", ossia ad una forma di comunità educante. Un altro argomento affrontato dall'autore concerne la formazione culturale e le caratteristiche di personalità dell'operatore pedagogico.
Collocazione Centro Studi: 11565

Roscioli A.
Operatività dell’educatore in carcere: il punto della situazione penitenziaria (L’)
in Autonomie locali e servizi sociali, n. 2 (2003), pp. 291-302
L'articolo presenta la figura dell'educatore penitenziario in carcere. In particolare sono affrontati i seguenti argomenti: la figura dell'educatore penitenziario; la formazione dell'identità professionale, un processo più che ventennale; una professionalità in precario equilibrio, emergente dall'azione quotidiana.

Morrone A.
Trattamento penitenziario e le alternative alla detenzione (Il)
Cedam, Padova 2003, pp. 173
Il volume offre un quadro del sistema sanzionatorio vigente e dei suoi fondamenti teorici, e successivamente analizza il sistema penitenziario nella prospettiva della risocializzazione del condannato ; segue la trattazione delle misure alternative alla detenzione. Nella seconda parte, l'autore si sofferma sul trattamento dei detenuti stranieri e delle persone tossicodipendenti, nonché sulla tutela della salute del detenuto.
Collocazione Centro Studi: 11159

Comune di Firenze, Assessorato Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili
Senza pregiudizi
Comune di Firenze, Firenze, 2003
Viene qui descritto un progetto che ha realizzato momenti di incontro tra i giovani e la realtà del carcere, coinvolgendo i detenuti in regime di semi libertà o in altra misura alternativa, e gli operatori dell'area penale; ciò con il duplice scopo di rafforzare nei giovani la cultura della legalità, attraverso la conoscenza delle conseguenze dei comportamenti illegali, e di favorire momenti di comunicazione tra i detenuti e la collettività, per potenziare i percorsi di reinserimento sociale.
Collocazione Centro Studi: H3912

A cura di G. Concato
Educatori in carcere
Unicopli, Milano 2002, pp. 251
In questo testo è descritto il percorso del progetto M.I.TOX (Modelli e strategie di intervento educativo a favore dei detenuti tossicodipendenti, alcooldipendenti e affetti da Aids). L'obiettivo era quello di realizzare un corso di formazione per educatori penitenziari che si basasse sulla valutazione della loro esperienza in merito alla relazione di aiuto e sulla definizione di moduli didattico/formativi che rispecchiassero le reali esigenze formative degli educatori.
Collocazione Centro Studi: 10302

Giancarlo Corsi
Percorsi personali e di reclusione
Sensibili alle foglie, Dogliani (CN) 2002, pp. 175
Il volume descrive i presupposti della condizione spesso drammatica dell'organizzazione carceraria. Il materiale utilizzato consiste nei risultati di una ricerca, condotta nel territorio di Vasto, sulla condizione degli istituti penitenziari e sui rischi di emarginazione ed esclusione sociale a cui vanno incontro detenuti ed ex detenuti. La ricerca è stata svolta nell'ambito del progetto Aria Condizionata, nato da un'idea dell'ARCI Nuova Associazione in collaborazione con il Centro di Ricerca sullo Sviluppo Sociale di Urbino.
Collocazione Centro Studi: 12525

Reale F. ; relatore: Caraccioli I.
Modalità di esecuzione della pena detentiva secondo l’ordinamento penitenziario (La)
2002, pp. 604
La tesi è articolata nei seguenti capitoli: L'affidamento in prova al servizio sociale; L'affidamento in prova in casi particolari; La detenzione domiciliare; La semilibertà; La liberazione anticipata; La sospensione delle misure alternative; Prelusioni all'accesso alle misure riabilitative per i detenuti "pericolosi"; Le misure alternative alla detenzione nelle diverse legislazioni europee; Rapporti giurisdizionali con autorità straniere; Dati statistici sulla popolazione carceraria.
Collocazione Centro Studi: T0190

Diego Baiocco ; relatore: Franco Prina
Oltre la privazione della libertà: le pene del carcere
2002, pp. 161
In questo lavoro l'autore ha cercato, sia attraverso l'evoluzione storica delle teorie, sia grazie all'ausilio dei detenuti e dei loro pensieri, di rispondere a domande quali la capacità riabilitativa e rieducativa del carcere e l'effettivo raggiungimento di proporzionalità tra pena e reato. Le fonti utilizzate variano a seconda del tema affrontato e vanno dalla bibliografia classica, alla letteratura prodotta da detenuti o ex-detenuti, agli studi sul campo e specialistici, fino ad arrivare alle interviste sottoposte dall'autore a 11 detenuti.
Collocazione Centro Studi: T0205

Fiorio C.
Libertà personale e diritto alla salute
Cedam, Padova 2002, pp. 306
Il volume si compone di 9 capitoli: diritti soggettivi e libertà personale; il diritto alla salute del detenuto nel sistema delle fonti normative; il diritto alla salute del detenuto nei regolamenti carcerari pre-repubblicani; la tutela sanitaria del detenuto tra riforma ed emergenza penitenziaria; esecuzione della pena e diritto alla salute; misure cautelari coercitive e diritto alla salute; le implicazioni procedimentali "post rem iudicatam"; i mezzi di controllo e garanzia nel corso del procedimento di cognizione; "status detentionis" e "giusto processo". Viene anche presa in considerazione la tutela della salute con riferimento ai malati di AIDS ed ai tossicodipendenti, sia nell'esecuzione della pena sia nel sistema cautelare personale.
Collocazione Centro Studi: 11542

Gatti U.
Popolazione penitenziaria in Liguria (La)
in Rassegna Italiana di criminologia, n. 1 (2001), p. 47-72
Gli autori, docenti presso la Sezione di Criminologia e Psichiatria Forense dell'Università di Genova, riportano in quest'articolo i risultati di una ricerca sul sistema penitenziario ligure, ricerca che è stata finanziata dalla Regione Liguria e svolta in collaborazione con il Ministero della Giustizia. I risultati dimostrano che il sovraffollamento delle carceri liguri è determinato da un aumento della permanenza media dei detenuti in carcere, che le misure alternative alla detenzione sono diminuite nel periodo considerato, che la presenza di detenuti stranieri e di detenuti tossicodipendenti è elevatissima, e che solo una piccola percentuale di detenuti ha la possibilità di lavorare in carcere.

A cura di Emilia Costa
Carcere, emozioni, trasgressioni
CIC, Roma 2001, pp. 307
La pubblicazione nasce in seguito al primo corso in Italia di psicopatologia penitenziaria rivolto alle professionalità del penitenziario e del sociale, a cura della prof. Emilia Costa, docente della Cattedra di Psichiatria dell'Università di Roma "La Sapienza". I contributi di carattere culturale e scientifico offerti dai giuristi e dagli esperti del mondo accademico e penitenziario coprono una variegata gamma di tematiche: dall'area criminologico - giuridica all'area psichiatrica, dall'area medica all'area psico-sociale.
Collocazione Centro Studi: 12529

Gonin D.
Corpo incarcerato (Il)
Edizioni Gruppo Abele, Torino 1994, pp. 232
Il libro di Daniel Gonin, esponente di punta della medicina carceraria europea, è uno dei primi testi in Europa che affronta in modo scientifico e articolato, raccogliendo i frutti di una lunga esperienza, la sofferenza della detenzione e i mali che colpiscono il corpo recluso nel corso della segregazione.
Collocazione Centro Studi: 04854

Foucault M.
Sorvegliare e punire. Nascita della prigione
Einaudi, Torino 1982, pp. 340
Questo saggio critico permette di approfondire la storia della istituzione carceraria tra il XVI ed il XIX secolo, epoca nella quale avveniva la messa a punto di tutto un insieme di procedure per incasellare, controllare, misurare, addestrare gli individui per renderli docili ed utili nello stesso tempo.
Collocazione Centro Studi: 02857

Ferrajoli L.
Diritto e ragione. Teoria del garantismo penale
Laterza, Bari 1989, pp. 1034
Il libro analizza la crisi dei fondamenti del diritto penale moderno espressa dal profondo divario tra il sistema normativo delle garanzie e il funzionamento effettivo delle istituzioni punitive. L'autore effettua una disamina delle principali teorie della pena e del diritto presenti nell'odierno dibattito filosofico/giuridico e si interroga su quali siano le ragioni che consentano nella società moderna, alle istituzioni statali, di giudicare, proibire e punire alcuni comportamenti propri dei cittadini.
Collocazione Centro Studi: 06544

Santoro E.
Carcere e società liberale
Giappichelli, Torino 1997, pp. 322
Nel libro si analizza la funzione e la situazione dell’istituzione penitenziaria nella società liberale contemporanea. Il testo contiene inoltre degli estratti di testi di autori come Clemmer, Sykes, Tocqueville che hanno fornito alcune tra le più lucide e significative descrizioni del sistema penale, in particolare di quello nord americano.
Collocazione centro Studi: 09382

Fassone E.
Pena detentiva in Italia dall'800 alla riforma penitenziaria (La)
Il Mulino, Bologna 1980, pp. 299
Elvio Fassone, magistrato penale, si propone di riesaminare le riflessioni che stanno alla base della funzione della pena, onde scoprire a quali matrici ideologiche, politiche, culturali si sia ispirato, a tale riguardo, il pensiero dei criminalisti nell'arco degli ultimi cento anni, in stretta connessione con il momento storico politico in cui esso si è manifestato. Viene, nello stesso modo, preso in considerazione l'Ordinamento Penitenziario (Legge 354/75).
Collocazione Centro Studi: 02907

Garland D.
Pena e società moderna. Uno studio di teoria sociale
Il Saggiatore, Milano 1999, pp. 396
Il testo analizza l’istituzione della pena e la sua evoluzione nel pensiero occidentale moderno. Nel testo l’autore instaura un dialogo intenso con alcuni dei maggiori studiosi di scienze sociali come Durkheim, Marx, Foucault, analizzando e contestualizzando il loro contributo nell’ambito del dibattito sulla pena e sul carcere.
Collocazione Centro Studi: 09334

Mosconi G.
Dentro il carcere oltre la pena
Cedam, Padova 1998, pp. 384
Il testo raccoglie articoli e saggi che analizzano criticamente l'istituzione carceraria e il suo contorno, nella prospettiva di un progressivo ridimensionamento. Vengono presi in considerazione gli aspetti principali che caratterizzano la realtà del carcere oggi, la natura e la funzione delle misure alternative, le contraddizioni e le inadeguatezze relative al ruolo degli operatori, l'esperienza della detenzione, in particolare sotto il profilo della percezione del tempo recluso. Viene quindi analizzato il carcere dal punto di vista del venir meno dei fondamenti teorici e culturali che lo legittimano: la definizione di devianza, la categoria di controllo sociale, le funzioni della punizione e della pena, le aspettative di sicurezza che ad esse si riferiscono.
Collocazione Centro Studi: 11155

Christie N.
Abolire le pene? Il paradosso del sistema penale
Edizioni Gruppo Abele, Torino 1985, pp. 123
Nel volume assume una ferma posizione a favore di una riduzione drastica all'impiego delle pene intenzionalmente inflitte come mezzo di disciplina sociale. Sulla base di esperienze di alcuni sistemi sociali dove il ricorso alla pena è limitatissimo, egli ricava alcune condizioni generali che garantiscano una soglia minima alla sofferenza legale. Pur essendo un punto di vista particolare e spesso difficile da accettare in modo radicale, la prospettiva abolizionista, oltre ad essere molto diffusa tra gli studiosi del Nord Europa, consente di guardare al carcere e alla penalità da un punto di vista poco conosciuto e certamente interessante.
Collocazione Centro Studi: 03301

Carcere e lavoro

Filippo Cristofanelli ; relatore: Luigi Berzano
Formazione professionale in carcere e inserimento lavorativo
2005, Torino, pp. 101
L'argomento di questa tesi di laurea sono gli interventi di formazione professionale condotti a favore dei detenuti adulti e l'inserimento lavorativo di alcuni di loro mediante progetti locali e progetti transnazionali con particolare riferimento al ruolo svolto dal Servizio Sociale penitenziario e dal tutor di accompagnamento. La tesi è stata discussa presso la Facoltà di Scienze Politiche, Corso di Laurea in Servizio Sociale dell'Università di Torino.
Collocazione Centro Studi: T0231

Nicola Di Silvestre
Legge Smuraglia per l’attività lavorativa dei detenuti: problematiche e prospettive
in Autonomie locali e servizi sociali, (apr. 2005), pp. 27-38
L'autore affronta il lavoro come elemento del trattamento per la riabilitazione delle persone detenute. In quest'ottica analizza le ragioni della crisi del sistema produttivo del lavoro penitenziario, la situazione attuale, l'evoluzione normativa e la legge Smuraglia (l'iter parlamentare, i decreti attuativi, i dubbi e le aspettative). Nicola Di Silvestre è il Responsabile della Sezione lavoro detenuti del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria.

Laura Volpini ... [et al.]
Bilancio delle competenze rivolto a detenuti ed ex- detenuti nell’esperienza torinese (Il)
in Rassegna Penitenziaria e Criminologica, n. 3 (dic. 2004), pp. 171-196
Le autrici analizzano il percorso di formazione e di orientamento al lavoro promosso dall'istituto penitenziario Le Vallette e realizzato presso alcune strutture che lavorano in collaborazione con il CSSA di Torino. Con l'ausilio di un'intervista semistrutturata, è stato descritto il dispositivo di formazione e orientamento al lavoro che gli operatori definiscono "bilancio delle competenze". Il percorso, di cui è data descrizione, è rivolto soprattutto ai condannati in misura alternativa, ai soggetti ammessi al lavoro all'esterno del carcere in base all'articolo 21 e agli ex detenuti.

A cura di Franco Taverna
Carcere al lavoro
Belleidee, Missaglia (LC) 2004, pp. 111
Questa pubblicazione è l'esito di un'indagine realizzata nell'ambito del progetto "Milano Si - Cura": un progetto che approfondisce i nessi tra il mondo del lavoro e la realtà carceraria. I dati raccolti evidenziano che il lavoro nel carcere è possibile, sia pure con i problemi oggettivi legati alle esigenze di sicurezza e di organizzazione, e che un detenuto che lavora è una persona che incrementa la possibilità di non rientrare nel circuito carcerario.
Collocazione Centro Studi: 12809

A cura di Alessandra Naldi
Araba fenice
Inserimento lavorativo di persone provenienti da percorsi penali (L’)

Sinnos, Roma 2004, pp. 174
Questo "Quaderno" presenta i risultati di un percorso di ricerca che l'Associazione Antigone ha promosso e realizzato nell'ambito del Programma Equal "Araba fenice". La ricerca si è sviluppata secondo i seguenti passaggi: una riflessione di tipo teorico sul significato e sulla funzione della pena nella nostra società e sul ruolo attribuito al lavoro come strumento di reinserimento sociale; l'analisi della legislazione esistente a livello nazionale e degli strumenti previsti dalle normative nazionali; un'analisi secondaria dei dati ufficiali; la raccolta e analisi di dati inediti sull'accesso al lavoro; un approfondimento sui percorsi di inserimento lavorativo delle persone provenienti dal carcere ed il ruolo (possibile) degli enti locali; l'individuazione e l'analisi di alcune buone prassi
Collocazione Centro Studi: 12527

A cura di Alessandra Felice
Osservatorio sull’inclusione sociale ISFOL – Regioni
in Osservatorio Isfol, m.3/4 (ago. 2004), pp. 305-318
L'articolo analizza i risultati di alcuni progetti sperimentali basati sull'utilizzo del "mentoring" come strumento di mediazione sociale nei processi di inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti. Questo strumento consiste nell'utilizzo della figura del "mentore" che aiuti il soggetto svantaggiato ad amplificare le proprie potenzialità, attraverso il raggiungimento di una chiarezza di obiettivi da conseguire e un piano d'azione per il loro raggiungimento, in linea con un'ottica di responsabilizzazione e di empowerment della persona svantaggiata.

Pena carcere lavoro
Provincia di Bergamo, Bergamo 2004. pp. 125
Con il Convegno da cui questo documento prende il titolo, la Provincia di Bergamo ha affrontato una tematica complessa e difficile quale quella del carcere, che riguarda l'intera comunità civile, non solo il singolo detenuto e la sua famiglia. La scelta del titolo mette in luce il taglio che si è voluto dare al Convegno e le finalità che guidano l'impegno della Provincia, attraverso le attività del Comitato Carcere e Territorio, caratterizzato da una visione evolutiva del periodo detentivo, che coniuga il principio dell'espiazione della pena con quello del reinserimento sociale attraverso la forma che per eccellenza qualifica e restituisce dignità all'uomo, il lavoro. A tale riguardo il convegno ha illustrato i progetti in atto e ha rilanciato l'impegno delle istituzioni a favore dell'inserimento lavorativo dei detenuti.
Collocazione Centro Studi: H2802

Salvatore Pirruccio ... [et al.]
Atti della giornata di studi : «Carcere: non lavorare stanca»
Centro di Documentazione Due Palazzi, Padova 2003, pp. 39
Il convegno ha affrontato il tema del lavoro, ritenuto fondamentale per la vita di una persona detenuta, al fine di avere una prospettiva di reinserimento. L'idea di fondo è condividere le esperienze positive e le buone prassi, essendo proprio la dispersione delle esperienze uno dei problemi più gravi per chi si occupa di lavoro in carcere. La parte finale degli atti è intitolata "Lavori della Commissione sui problemi giuridici", all'interno della quale segnaliamo il contributo di Alessandro Margara, presidente onorario della Corte di Cassazione.
Collocazione Centro Studi: H5314

De Finis M. ... [et al.]
Fare orientamento in carcere
in Impresa Sociale, n. 69/70 (2003), pp. 107-119
Il consorzio della cooperazione sociale Con.Solida di Trento ha avviato da due anni una serie di interventi di orientamento al lavoro nelle Case circondariali di Trento e Rovereto. Questo articolo cerca di fissare alcuni riferimenti metodologici e concettuali rispetto a questa attività.

Gallo A.
Riflessioni psicoanalitiche su detenuti e lavoro
in Salute e prevenzione, n. 36 (2003), pp. 77-85
L'autore si sofferma sulle dinamiche psicologiche e istituzionali nella costruzione di progetti di inserimento lavorativo per i detenuti, prendendo in esame in particolare: il desiderio di essere accuditi; il bisogno di essere contenuti; la necessità di ristabilire la dimensione temporale; la necessità di gestire il vuoto e la paura dell'annichilimento; la necessità di passare da un livello di funzionamento mentale concreto ad uno simbolico.

Grande M.
In–out: alla ricerca delle buone prassi
Franco Angeli, Milano 2002, pp. 189
Le ricerche presentate in questo testo si propongono di stimolare un confronto e una riflessione sul tema delle politiche attive in ambito penitenziario, in particolare in materia di formazione e occupazione dei detenuti. Il volume approfondisce tre aspetti : il primo, partendo dalle comparazioni fra il sistema penale italiano e quello di alcuni stati europei, elabora i fattori di qualità e sostenibilità che consentono di progettare e realizzare interventi formativi e di inserimento sociale e lavorativo efficaci. Il secondo analizza il rapporto fra gli enti locali e il carcere, con particolare attenzione alla realtà penitenziaria emiliano - romagnola, sviluppando un'indagine quantitativa in tema di lavoro e formazione in ambito intra ed extra murario. L'ultima parte analizza le buone prassi attraverso uno studio e il diretto coinvolgimento dei soggetti appartenenti a istituzioni e organizzazioni del privato sociale.
Collocazione Centro Studi: 11333

A cura di Ambrosino M.
Oltre le sbarre
In dialogo cooperativa culturale, Milano 2001, pp. 175
Lo studio indaga, partendo dall'esperienza di alcune cooperative sociali, la formula della cooperazione come strumento per il recupero sociale e l'inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti. La formula corporativistica, infatti, permette di puntare su una pluralità di attori e realizzare interventi mirati a superare una concezione garantista - e per certi aspetti assistenziale - dell'intervento, sollecitando coinvolgimento e responsabilizzazione dei destinatari.
Collocazione Centro Studi: 11164

Vitali M.
Lavoro penitenziario (Il)
Giuffrè, Milano 2001, pp. 280
L'Autrice, giudice del lavoro presso il Tribunale di Milano, propone analisi e conclusioni di grande valenza pratica sull'apertura del carcere al mondo del lavoro, strumento importante per il reinserimento dei detenuti nella società e nello stesso tempo con effetti terapeutici. Il libro vuole offrire agli operatori del privato sociale e agli imprenditori strumenti conoscitivi in grado di orientarli nella corretta impostazione e gestione del rapporto di lavoro con i detenuti.
Collocazione Centro Studi: 10886

Romano C.A.
Pena, rieducazione e lavoro
in Impresa Sociale, n.54 (2000), pp. 125-135
L'autore, docente di Criminologia all'Università degli Studi di Brescia, analizza le novità introdotte dal legislatore con la Legge 193 e il Dpr 230, entrambi del 2000, e afferma che le cooperative sociali costituiscono lo strumento elettivo di offerta lavorativa per i detenuti. In questo ambito egli sostiene che gli elementi caratterizzanti dell'ambiente lavorativo ed educativo dovrebbero essere: la costante applicabilità, la possibilità di adattarsi alla pericolosità del delinquente, la capacità di educare o rendere innocuo il delinquente. Queste sono le condizioni indispensabili a ricostruire l'identità sociale gravemente compromessa dalle vicende giudiziarie e detentive.

Carcere e donna

Cooperativa Sociale Verso Casa
Donne e carcere
Franco Angeli, Milano 2006, pp. 112
Nel testo sono raccolte le principali risultanze di un'indagine condotta su di un campione di detenute e di operatrici delle case circondariali dell'Emilia Romagna che, attraverso l'analisi delle condizioni e delle necessità delle detenute e di quante operano all'interno e attorno alle strutture carcerarie, si è posta l'obiettivo di individuare gli elementi di sostegno per il reinserimento dei soggetti nella realtà sociale.
Collocazione Centro Studi: 13153

A cura di Marta Cruells, Noelia Ingareda
Women integration and Prison
Aurea Editores, Barcellona 2005, pp. 243
Questo libro è il risultato di una ricerca condotta in sei paesi (Italia, Spagna, Germania, Regno Unito, Francia e Ungheria) con l'obiettivo di rendere più visibile la realtà carceraria delle donne, evidenziando i fattori che ne influenzano il percorso di integrazione sociale. La prima parte dello studio ha riguardato i sistemi giudiziari e le pratiche penali dei diversi paesi coinvolti. La seconda parte è costituita dall'osservazione di due gruppi di persone: le donne ex detenute e gli agenti dell'amministrazione penitenziaria e coloro che si occupano del processo di inclusione sociale di queste donne.
Collocazione Centro Studi: 13051

Soshana Pollack
Donne in carcere
in Lavoro Sociale, n. 3 (dic. 2005), pp.329-342
Questo articolo analizza come l'approccio antioppressivo può aiutare a comprendere i bisogni delle donne in carcere. L'autrice, basandosi sulla sua personale esperienza di operatrice e su due ricerche da lei condotte nelle carceri federali canadesi, presenta alcuni progetti in cui le detenute sono state formate per svolgere la funzione di facilitatrici in iniziative di aiuto fra pari. Si tratta di progetti particolarmente indicati per favorire l'empowerment, il sostegno, lo sviluppo di abilità e la crescita personale, anche all'interno dell'ambiente carcerario.

Using Woman
Drugscope, 2005, pp. 70
Il fascicolo descrive un'indagine realizzata da DrugScope nell'ambito di una campagna rivolta specificamente alle donne che hanno commesso reati collegati alle droghe illegali. I promotori sostengono che si possa ridurre sostanzialmente il numero delle donne in carcere, in quanto assai raramente esse sono colpevoli di reati violenti. Si affrontano in modo particolare: il legame tra droghe e reati, le esperienze delle donne nel sistema carcerario, gli effetti sui figli e le alternative al carcere.
Collocazione Centro Studi: H6312

Simona Trombetta
Punizione e carità
Il Mulino, Bologna 2004, pp. 297
Nella doppia prospettiva di storia sociale delle istituzioni e di storia delle donne, questo volume ricostruisce le linee del dibattito che impegnò i riformatori nell'Europa dell'800 sulla specificità dei delitti commessi dalle donne, sulle relative punizioni e, in ultima analisi, sulla natura della donna normale. Il caso italiano è in questo senso unico ed esemplare: le congregazioni di suore si moltiplicano e si organizzano, governando l'istituzione secondo regole in cui la punizione si mescola alla carità.
Collocazione Centro Studi: 11936

Loper A.B.
Adjustment to prison of women convicted of possession, trafficking and nondrug offenses
in Journal of Drug Issues, n. 4 (2002), pp. 18
Lo studio proposto in questo articolo ha preso in esame il modo in cui le donne che hanno commesso reati in materia di droga si adattano alla loro incarcerazione e se vi sono differenze apprezzabili nei modelli di adattamento tra donne in carcere per reati di possesso e traffico di droghe e quelle che hanno commesso altri reati. Lo studio ha coinvolto 630 detenute in un carcere statale di massima sicurezza.

Ristrette... ma siamo pur sempre donne
in Ristretti Orizzonti, n. 5 (2001), pp. 1-48
Il numero monografico della rivista è dedicato al tema delle donne in carcere: vi si trovano vari contributi che spaziano dal rapporto delle detenute con i loro figli, alla nuova legge per le detenute madri (con un commento di S. Libianchi, medico responsabile del Servizio Tossicodipendenze degli Istituti Penitenziari di Rebibbia), dalla prostituzione alle problematiche legate alla salute, dal dramma dei bambini figli di detenuti, alle esperienze di lavoro in carcere.

Commone E.
Donne e detenzione. Self - empowerment e orientamento per il reingresso nella vita sociale e lavorativa
in La Rivista di Servizio Sociale, n. 4 (2001), pp. 21-32
Il presente contributo analizza la situazione della formazione professionale per le donne in carcere e la loro partecipazione ai corsi professionali, soffermandosi in particolare sugli strumenti dell'orientamento e dell'automiglioramento. Viene quindi proposto un possibile percorso formativo per le donne detenute.

Carcere e affettività/genitorialità

Laura Bosusco ; relatore: Franco Prina
Famiglie imprigionate
2006, Torino, pp. 175
La prima parte di questa tesi illustra la situazione legislativa attuale che regola i rapporti tra famiglia e detenuto, la tipologia di detenuto in relazione alla famiglia di appartenenza e come si evolve il vissuto di quest'ultima nel corso della detenzione. La seconda parte analizza le interviste realizzate ad alcuni famigliari, mentre l'ultima parte illustra le risorse presenti per migliorare il sostegno alla famiglia e delle ipotesi di lavoro per individuare gli ambiti da potenziare. La tesi è stata discussa presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino.
Collocazione Centro Studi: T0234

Lidia Galletti
Caso dei detenuti padri: problematiche e possibili interventi (Il)
in Autonomie locale e servizi sociali, n. 2 (ago. 2005), pp. 219-229
La problematica dei detenuti padri sconta un deficit di attenzione che non appare giustificato rispetto alla rilevanza delle dinamiche implicate - sia per i minori, sia per gli stessi detenuti - ai fini del percorso di esecuzione della pena. Questo articolo approfondisce la situazione nel carcere milanese di San Vittore, ne analizza il fenomeno e le ipotesi di intervento dei servizi sociali.

Thomas E. Hanlon
Incarcerated drug abusing mothers : their characteristics and vulnerability
in The American Journal of Drug and Alcohol Abuse, n. 1 (2005), pp. 59-77
Sebbene negli ultimi anni il numero di detenute madri ex tossicodipendenti sia molto cresciuto, pochi sono i dati sulle loro particolari caratteristiche e vulnerabilità. I risultati della ricerca dimostrano che più alto è il fattore di rischio, minore è l'adattamento psicologico positivo alla situazione che vivono.

Marie-Hélène Boureau ... [et al.]
Prison: au-delà des murs (La)
in Quart monde, n. 193 (feb. 2005), pp. 4-43
Il dossier affronta il tema del carcere come strumento di esclusione sociale e di creazione di povertà e sofferenza. In particolare i diversi articoli si concentrano sui problemi legati alla gestione dell'affettività da parte dei detenuti e dei loro familiari, come il problema del mantenere un ruolo genitoriale o le difficoltà nell'incontrare i propri cari in carcere.

Lidia Galletti
Mantenimento della relazione tra genitori detenuti e figli : esperienze negli USA, in Europe a in talia (Il)
in Rassegna Penitenziaria e Criminologica, n. 2 (ago. 2004), pp. 77-101
Gli autori riportano alcune tra le più significative esperienze attuate a livello nazionale ed internazionale per sostenere la relazione tra genitori detenuti e figli, al fine di offrire spunti di riflessione sul tema.

Marta Dotti ; relatore: Franco Prina
Così vicini così lontani: il colloquio in carcere tra rituali e strategie
2004, pp. 165
La ricerca prende in esame le relazioni tra i detenuti ed i loro familiari. Si fa particolare riferimento al momento del colloquio in carcere, inteso come luogo di confine in cui parte della società libera accede al carcere e viceversa, nel quale detenuti e famiglie possono mantenere un contatto. In conclusione, la tesista indica alcuni settori su cui sarebbe possibile intervenire per aumentare le possibilità per i detenuti di migliorare la propria condizione mantenendo contatti concreti con le famiglie.
Collocazione Centro Studi: T0201

Floriana Princi … [et al.]
Progetto PUER presso la casa circondariale di Torino (Il)
in Minorigiustizia, n. 4 (2003), pp. 141-145
Nell'articolo viene illustrato il Progetto PUER, che mira a prevenire il disagio prodotto nella relazione genitore/figlio dalla situazione detentiva e a sostenere il genitore detenuto affinchè non venga meno al suo compito educativo, compromesso o, quanto meno reso più difficoltoso dalla carcerazione.

Monica Olivero ; relatore: Franco Prina
Donne carcere e criminalità: la maternità nell’esecuzione penale
2003, pp. 251
La tesi consiste in un lavoro di ricerca su carcere e maternità. Il tema è inserito all'interno di una più ampia riflessione sui processi di criminalizzazione femminile e sulla condizione delle donne nelle carceri in Italia, a prescindere dal ruolo genitoriale. Oltre all'analisi delle problematiche della realtà penitenziaria, l'autrice fa riferimento alle effettive possibilità di fruizione per le donne di misure alternative alla detenzione.
Collocazione Centro Studi: T0207

Luzzago A.
Percezione di ruolo materno e carcere
in Rassegna Italiana di Criminologia, n. 2 (2003), pp. 313-332
La ricerca tende a valutare quanto e come la carcerazione possa modificare la percezione della donna sia in ordine al proprio ruolo materno che relativamente alle altre figure familiari significative (figlio, partner, madre). A tal fine sono stati utilizzati un questionario e cinque schede impostate in base alla tecnica del differenziale semantico di Osgood.

Figli di genitori detenuti
in Minorigiustizia, n. 4 (2003), pp. 79-102
In questa sezione della rivista sono presenti due contributi che affrontano la questione dei minori con i genitori in carcere: Moll Flanders dopo Beslan. Una nuova politica criminale per le detenute madri, di R. Bassetti; La separazione dei figli dai padri detenuti. Alcune riflessioni sugli aspetti psicologici della separazione forzata, di M. Vitolo e L. Scigliano.

Affetti in carcere
in Ristretti, n. 4 (2002), pp. 1-48
Questo numero della rivista dedica un dossier al tema dell'affettività in carcere. Alcuni dei contributi qui raccolti sono: Gli incontri con i familiari che non permettono nessuna intimità ; Associazione "Bambini senza sbarre": ce ne parla la responsabile Lia Sacerdote; La famiglia, gli affetti, le sessualità negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari; Restituire al detenuto le relazioni e gli spazi affettivi; Detenuti stranieri, affetti, internet; Gli affetti maltrattati, negati, umiliati dalla detenzione.

Giammarinaro M.G.
Tutela del rapporto fra detenute e figli minori : alcune riflessioni (La)
in Autonomie locali e servizi sociali, n. 2 (2001), pp. 321-327
L'autrice dell'articolo analizza la legge 2/03/2001, n. 40, "Misure alternative alla detenzione a tutela del rapporto tra detenute e figli minori", che ha introdotto importanti innovazioni nel regime di esecuzione della pena per le donne con figli fino a dieci anni. In tutti i casi in cui esiste un rapporto valido madre/figlio/a o anche padre/figlio/a la legge prevede l'introduzione di una nuova misura alternativa, la detenzione domiciliare speciale, e una nuova modalità di trattamento, l'assistenza all'esterno dei figli minori.

L. Labagnara ; relatore: L. Bresciani
Nuovo regime penitenziario delle detenute madri (Il)
2001, pp. 185
La tesi si articola in cinque capitoli, riguardanti rispettivamente: donne, criminalità e carcere; la tutela della relazione madre/figlio nell'Ordinamento Penitenziario (legge 354/1975 e relativi regolamenti di esecuzione); i diritti dei figli dei detenuti nelle convenzioni internazionali e nelle esperienze degli altri Paesi; il percorso di elaborazione della legge n. 40/2001; la realtà della maternità nel carcere di Rebibbia ed in altre realtà carcerarie italiane. In appendice si trovano alcuni dati statistici sulle detenute madri ed il raffronto tra il disegno di legge n. 4426 ed il testo della legge stessa elaborato dalla I Commissione permanente e poi approvato alla Camera.
Collocazione Centro Studi: T0116

Baskette S.B.
War on drugs and the incarceration of mothers (The)
in Journal of Drug issues, n. 4 (2000), pp. 919-928
Questo articolo vuole approfondire il tema delle donne - madri che si trovano in carcere per droga. Nella prima parte viene presentata una rassegna storica del coinvolgimento delle donne nel consumo e nell'abuso di droga, oltre che degli effetti della "Guerra alla droga" sulla detenzione delle donne e dei loro bambini. In seguito viene richiamata l'attenzione sui costi sociali coinvolti nella carcerazione delle donne - madri per reati legati alla droga.

Carcere e immigrazione

Helen Alford
Carcere degli esclusi (Il)
San Paolo, Milano 2005, pp. 197
Il testo costituisce il prodotto conclusivo di una ricerca sociologica per descrivere le condizioni civili dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, per spiegare i meccanismi di riabilitazione sociale e per indicare le strade utili al superamento delle contraddizioni in atto.
Collocazione Centro Studi: 12400

Roberta Ricucci
Carcere e immigrazione in Piemonte
in Informa Ires, n. 1 (mag. 2005), pp. 51-53
L'autrice riporta una sintesi della ricerca realizzata dall'Ires nel 2003 sulla situazione delle carceri piemontesi e, in particolare, sulla popolazione straniera detenuta. L'articolo sottolinea in particolar modo le sollecitazioni che il fenomeno della criminalità immigrata pone alle politiche della gestione dell'immigrazione e dei rapporti internazionali con i paesi d'origine, nonchè alle politiche relative all'ordine pubblico e all'amministrazione della giustizia.

Luca Miotto
Carcere, immigrazione e relazioni socioeconomiche
Città aperte, Enna 2005, pp. 133
Questo lavoro di ricerca e osservazione è volto a fare luce sul fenomeno migratorio in Veneto. Attraverso un'indagine in profondità emerge il rapporto che intercorre tra immigrazione, criminalità e lavoro, nonchè le sottostanti relazioni socioeconomiche.
Collocazione Centro Studi: 12616

Palazzo F.
Sicurezza urbana ed immigrazione: illusioni e realtà della repressione penale
in Diritto Immigrazione e Cttadinanza, n. 1 (2004), pp. 24-36
L'autore si sofferma sul rapporto tra criminalità di strada, sicurezza urbana, "tolleranza zero", immigrazione e repressione penale. Segnala la natura irrealistica di opzioni ideologiche basate sulla convinzione della capacità dissuasiva del trattamento penale e sulla segregazione carceraria.

Giovanni Fossa
Stranieri: immigrazione, devianza e sistema penale. Contributo per una bibliografia sulla società italiana (1995-2004)
in Rassegna Italiana di criminologia, n. 3/4 (dic. 2004), pp. 471-493
La bibliografia si articola intorno ai seguenti argomenti: Discriminazione sociale, criminalizzazione dei migranti; la rappresentazione mediatica della relazione tra processi migratori e criminalità; Migrazioni: azione delle forze dell'ordine e autorità giudiziaria; Arresti, detenzione, esecuzione della pena ed espulsioni; Andamento della criminalità; Migranti, microcriminalità, sicurezza/insicurezza/conflittualità urbana, allarme sociale; Processo migratorio e criminalità organizzata.

Berti F. … [et al.]
Carcere e detenuti stranieri
Franco Angeli, Milano 2004, pp. 204
Il volume riunisce gli interventi di studiosi, giuristi e operatori sociali che si confrontano proprio sui problemi relativi alla carcerazione degli stranieri e sulle difficoltà del loro reinserimento all'interno di percorsi di vita non devianti.
Collocazione Centro Studi: 11476

Ibrahim Osmani
Relazione finale
2003, pp. 35
Resoconto dello studio di fattibilità del progetto "Formazione rientro" per il rimpatrio e il reinserimento di immigrati marocchini e albanesi detenuti presso la Casa Circondariale Le Vallette di Torino e la Casa Circondariale della città di Asti. Vengono descritte azioni di sistema, politiche penitenziarie, ricerche sul mercato del lavoro nei paesi d'origine nell'ambito del reinserimento dei detenuti stranieri. Lo studio si è avvalso del metodo dell'intervista ad operatori penitenziari ed esterni, in Italia e nei paesi d'origine, e ai detenuti stessi per valutare la fattibilità di un progetto di rientro e di elaborare una politica penitenziaria a favore dei detenuti stranieri proponendo percorsi di reinserimento che comprendano anche dei rientri positivi in patria.
Collocazione Centro Studi: H7017

Marotta G.
Detenuti stranieri in Italia: dimensioni e problematiche del multiculturalismo penitenziario
in Rassegna Penitenziaria e Criminologica, n.1/2 (2003), pp. 39-109
L’articolo esamina l'attuale situazione degli stranieri negli istituti carcerari per adulti in Italia, in base alle rilevazioni statistiche dell'Amministrazione penitenziaria, e ne evidenzia l'incidenza sul complesso della popolazione detenuta: lo scopo è quello di studiare l'evoluzione del fenomeno negli ultimi anni, rilevare alcune caratteristiche e sottolinearne le problematiche. L'analisi prende in considerazione, oltre agli aspetti quantitativi, le seguenti variabili: sesso, posizione giuridica, tipologia di reato, provenienza geografica.

A cura di Armando Caputo
Stranieri e il carcere: aspetti della detenzione (Gli)
ISTAT, Roma 2003, pp. 130
Il testo intende offrire un quadro generale dell'evoluzione e delle caratteristiche peculiari della presenza degli stranieri nelle carceri italiane evidenziandone le problematiche. I dati statistici raccolti affrontano temi strettamente connessi con la detenzione straniera estendendo l'analisi agli aspetti di vita carceraria e trattamentali. Vi sono inoltre interessanti considerazioni sul fenomeno da parte di alcune rappresentanze diplomatiche straniere che sono state acquisite con la collaborazione del ministero degli Affari Esteri.
Collocazione Centro Studi: H7517

Saponaro A.
Popolazione carceraria tra caratteristiche e bisogni (La)
Azienda USL di Rimini, Rimini 2002, pp. 30
L'indagine, realizzata in collaborazione con gli operatori della Casa Circondariale di Rimini, nasce nell'ambito delle attività di intervento realizzate dagli operatori dell'Azienda USL di Rimini per la realizzazione del "Progetto detenuti stranieri". Il lavoro è suddiviso in due parti. Nella prima parte si analizzano le caratteristiche dei detenuti presenti nella Casa circondariale di Rimini nei mesi di luglio 1999 e luglio 2000, nella seconda parte vengono analizzati i bisogni emersi da una rilevazione effettuata somministrando ai detenuti stranieri una semplice scheda di raccolta dati.
Collocazione Centro Studi: H0801


Dario Melossi
Tra cittadinanza ed esclusione: i minori stranieri in carcere e comunità di accoglienza
in Dei delitti e delle pene, n. 1/2/3 (dic. 2001), pp. 303-364
La limitazione dell'orizzonte di scelta del giovane immigrato non deriva soltanto da limiti economici e giuridici di tipo strutturale ma anche da limitazioni che finiscono per essere auto-imposte, derivanti dall'interazione con la rete dei controlli sociali. Al fine di verificare tali teorie sono stati raccolti una cinquantina di "racconti di vita" di giovani stranieri detenuti nelle istituzioni di detenzione minorile o affidati a comunità d'accoglienza a Milano, Bologna, e Roma e analizzati i percorsi individuali che li hanno condotti alla loro situazione attuale.

Giancarlo Caselli
Stranieri e carcere
in Diritto Immigrazione e Cittadinanza, n. 3 (2000), pp. 11-17
Caselli rileva che per il detenuto straniero accade che, a parità di pena da espiare, vi sia, rispetto al cittadino italiano, un surplus di sofferenza "legale". Surplus aggravato dal dato di fatto che è assai difficile applicare ai detenuti extracomunitari le misure alternative previste dal nostro ordinamento. Questo induce l'autore a riflessioni amare sulla legalità oggi, che per vari profili rischia di diventare protezione soltanto per gli inclusi e mezzo di discriminazione e controllo per tutti gli altri.

Carcere e tossicodipendenza

A cura di Daniele Berto
Trattamenti “quasi” obbligatori per i tossicodipendenti (I)
CLEUP, Padova 2006, pp. 225
Il volume è il risultato di una ricerca finanziata dall'Unione Europea dal titolo "QCT Europe. I trattamenti quasi obbligatori per i tossicodipendenti condannati in Europa". La ricerca per l'Italia è stata coordinata dalla ULSS 16 di Padova e ha sondato aspetti trattamentali, riabilitativi e criminologici in un gruppo di tossicodipendenti che hanno avuto a che fare con la giustizia in modo diretto.
Collocazione Centro Studi: 13158

Ines Testoni ... [et al.]
Motivazione all’astinenza: conflitto sociale tra fiducia e logica punitiva
in Ecologia della mente, n. 1 (giu. 2006), pp. 34-47
L'articolo è frutto di una ricerca svolta in 8 comunità terapeutiche del sud Italia. Su 78 tossicodipendenti, di cui 37 in regime alternativo al carcere e 41 senza pendenze giudiziarie, vengono prese in analisi le differenti forme di rappresentazione progettuale della vita e la motivazione alla cura nei due gruppi di soggetti. Il tema è affrontato per considerare il problema della pericolosità della logica punitiva come quella espressa dalla legge 49/2006. Si evidenzia come i dati della ricerca siano indicativi della necessità che venga mantenuto al centro di qualsiasi intervento che richieda un cambiamento del modo di gestire l'esistenza, l'attivazione motivazionale del soggetto coinvolto.

Paola Burroni ... [et al.]
Uso di sostanze stupefacenti e/o psicotrope nei minori in ingresso al Centro di prima accoglienza del Centro di giustizia minorile di Torino
in Dal fare al dire, n. 2 (2006), pp. 19-24
Dall'estate del 2001 il Sert dell'Asl 1 di Torino, con il Comune di Torino, Ministero della Giustizia e Associazione Franz Anon, ha avviato il progetto "Prevenzione primaria, secondaria, trattamento e monitoraggio dell'uso di sostanze stupefacenti per i minori del Centro di prima accoglienza e dell'istituto penale minorile Ferrante Aporti". Lo studio si propone di monitorare l'utilizzo di sostanze psicoattive nella popolazione minorile in ingresso in istituto, al fine di descrivere la prevalenza dell'uso, la tipologia delle sostanze e il loro contemporaneo utilizzo in relazione alle caratteristiche sociodemografiche del campione.

Daniele Donati ... [et al.]
Doppia diagnosi e programmi terapeutici in ambiente penitenziario
in Salute e prevenzione, n. 43 (2006), pp. 45-58
Il lavoro prende in considerazione tutte le persone in trattamento con agonisti degli oppiacei che nello spazio di un anno hanno ricevuto terapia con metadone o buprenorfina, presso l'Istituto penitenziario di Rimini. Tale gruppo è stato confrontato con quello dei detenuti tossicodipendenti che nello stesso periodo hanno effettuato un programma intramurario riabilitativo e con il totale dei detenuti tossicodipendenti di nazionalità italiana ristretti nel carcere di Rimini nel 2003. I soggetti sono stati ripartiti in classi di diagnosi psichiatrica associate alla tossicodipendenza.

Daniele Donati
Trattamento penitenziario dei tossicodipendenti (Il)
in Salute e prevenzione, n. 42 (2005), pp. 93-102
L'autore si sofferma su trattamento intramurario ed extramurario dei tossicodipendenti anche alla luce della riforma del TU sulle tossicodipendenze. Da ultimo prende in esame il riordino della medicina penitenziaria.

Roger H.
Substance Abuse Treatment
US Department of Heath and Human Services, Rockville 2005, pp. 337
Il volume è la guida ufficiale del Dipartimento della Salute Pubblica e dei Servizi Sociali degli Stati Uniti per il trattamento dell'abuso di sostanze da parte di adulti inseriti nel sistema giudiziario. Il volume parte dall'evidenza empirica che il trattamento dell'abuso di sostanze riduce i comportamenti criminali, e che per molti tossicodipendenti il contatto con la giustizia può rappresentare la prima opportunità di trattamento; partendo da questo presupposto, il volume intende fornire una precisa ed esaustiva guida alle fasi di trattamento, coprendo tanto le questioni cliniche, quanto quelle psicosociali o legali.
Collocazione Centro Studi: 12897

A cura di Giuseppe Chemello
Carcere e dipendenze : tra esperienza e ricerca
Regione del Veneto, 2005, pp. 202
Il volume raccoglie i risultati emersi dal progetto pilota regionale "Carcere e dipendenze" affidato all'Azienda ULSS 6 di Vicenza. Tale progetto è centrato sulle nuove funzioni relativamente all'assistenza ai tossicodipendenti e alcoldipendenti detenuti. Nelle prime parti la pubblicazione racconta l'esperienza realizzata presso la Casa Circondariale di Vicenza con particolare attenzione alla definizione degli interventi specialistici (il lavoro d'equipe, la supervisione casi e il collegamento con il territorio). L'ultima parte riporta una precisa rilevazione del quadro assistenziale, considerando l'analisi delle risorse e gli aspetti organizzativi.
Collocazione Centro Studi: H7301

Raffaele Bianchetti … [et al.]
Gradualità dell’offerta penitenziaria: “primo livello” trattamentale per detenuti tossicodipendenti
in Rassegna Penitenziaria e Criminologia, n. 2 (ago. 2004), pp. 103-136
É stato avviato presso la casa circondariale "Lo Rosso e Cotugno" di Torino un programma di primo livello volto a rispondere alle esigenze dei detenuti tossicodipendenti sottoposti a pene medio lunghe e a completare la rete di servizi integrata dell'Istituto torinese, ove esiste la struttura di secondo livello "Arcobaleno". Nell'articolo viene descritto tale Protocollo lavorativo.

Percorsi assistenziali per le tossicodipendenze in ambito penitenziario
Regione Toscana, 2004, pp. 95
Il testo raccoglie i risultati emersi dal lavoro di verifica dei percorsi socio-assistenziali per le tossicodipendenze adottati in Toscana in ambito penitenziario. Questi percorsi sono stati attivati all'interno di un progetto di formazione integrata, suddiviso in due fasi e destinato al personale operante all'interno del Servizio pubblico, del volontariato e dell'amministrazione penitenziaria, in modo da promuovere anche la collaborazione e l'integrazione fra questi tre settori, operanti nello stesso campo.
Collocazione Centro Studi: 12134

Giovanni Del Puente ... [et al.]
Dal carcere al territorio: il problema dei pazienti tossicodipendenti extracomunitari senza permesso di soggiorno
in Rassegna Italiana di Criminologia, n. 1 (gen. 2004), pp. 53-59
Gli autori prendono in esame il problema dei tossicodipendenti extracomunitari senza permesso di soggiorno dal punto di vista medico e sociale. Essi rilevano come la disponibilità di trattamenti metadonici costituisca la premessa per la presa in carico su un piano terapeutico interdisciplinare e per la prevenzione della recidiva.

A cura di Francesco Carrieri ... [et al.]
Abuso di sostanze e condotte criminali
Giuffrè, Milano 2004, pp. 714
Il volume raccoglie numerosi contributi di importanti studiosi italiani volti a chiarire la relazione tra abuso di sostanze stupefacenti e condotte criminali. Il tema viene affrontato in chiave multidisciplinare, con riflessioni sugli aspetti clinici, di comorbidità, di prevenzione e trattamento, ma anche sulle nuove forme di criminalità associata, sul ruolo dei fenomeni migratori, sulle tecniche di indagine medico-legale e tossicologica. Oltre alla prospettiva clinica e trattamentale, approfonditi contributi riguardano i problemi dei modelli di prevenzione e trattamento penitenziario, anche alla luce delle esperienze straniere.
Collocazione Centro Studi: 12506

Attilio Cocchini … [et al.]
Eredità della cultura di appartenenza in un campione di soggetti tossicodipendenti italiani detenuti (L')
in Personalità/Dipendenze, n. 2 (2004), pp. 159-177
La ricerca, condotta su un campione di tossicodipendenti italiani detenuti, ha messo in luce il ruolo che ha assunto per molti soggetti la vicenda personale e familiare dell'emigrazione e la cultura di appartenenza della famiglia di origine. La raccolta di informazioni ha avuto luogo durante le sedute del gruppo psicologico che si sono svolte nella sezione sperimentale integrata per tossicodipendenti detenuti presso il carcere maschile di Monza.

Pascal Hacet
Quelles interventions psychologiques possibles auprès des toxicomanes incarcérés?
in Psychotropes, n. 1 (2004), pp. 47-59
L'autore evidenzia come l'intervento dello psicologo con tossicomani in stato di detenzione vada incontro a diversi ostacoli: il paziente tende a sospettare di essere utilizzato dal sistema della giustizia penale, può altresì tendere ad utilizzare il terapeuta. Tuttavia è veramente interessante lavorare in tale contesto in quanto tendono a ridursi le abitudini connesse alla dipendenza da droga.

Luzzago A.
Difficili reciproci ruoli ed interazioni tra giudici, personale del carcere ed operatori sanitari e sociali con il detenuto tossicodipendente (I)
in Personalità/Dipendenze, n. 3 (2003), pp. 357-364
Una corretta operatività all'interno di un istituto penitenziario presuppone la conoscenza delle complesse interazioni esistenti tra istituzione, detenuto ed operatori, oltre che tra i diversi operatori che lavorano all'interno dell'istituzione. Tale conoscenza è tanto più necessaria laddove si abbia a che fare con un detenuto tossicodipendente. Nel contesto di queste relazioni l'operatore può entrare in conflitto con il suo ruolo e la sua identità, con possibile burn-out.

Manna V.
Esperienza italiana di programmi alternativi alla detenzione: esiti, perplessità, considerazioni (L')
in Personalità/Dipendenze, n. 3 (2003), pp. 365-381
L'autore tratta quanto attiene alle misure alternative alla detenzione in applicazione delle vigenti normative italiane in tema di alcol-tossicodipendenza. Dopo una sintetica rassegna della normativa vigente, vengono svolte alcune considerazioni ed evidenziate alcune perplessità, che nascono dall'esperienza pluriennale - maturata sul campo - nell'applicazione quotidiana di tali norme in un Servizio pubblico per le tossicodipendenze, oggi, in Italia.

WHO
Prisons, drugs and society
WHO, 2002, pp.28
Il progetto del WHO e del Gruppo Pompidou, finalizzato all'attuazione del diritto alla salute in carcere, con specifico riferimento alla situazione dei consumatori di stupefacenti, si basa sull'applicazione del Consensus Statement. Questo si compone di quattro parti: principi per il lavoro con detenuti che abusano o hanno abusato di droghe; politica e pratica nell'ambito del processo penale, questioni di particolare rilevanza e bisogni speciali, liste di priorità per gli staff e i direttori delle carceri.
Collocazione Centro Studi: H1214

Silvia Donati … [et al.]
Fronte del carcere
Carocci, Roma 2002, pp. 109
Il libro è frutto di una ricerca che ha valutato con uno studio di follow up gli esiti del trattamento della tossicodipendenza in regime di custodia attenuata. Dopo aver passato in rassegna la legislazione italiana in materia di tossicodipendenza e detenzione, le autrici affrontano il tema del reinserimento sociale con un'attenzione particolare per la Sezione attenuata della Casa circondariale di Forlì.
Collocazione Centro Studi: 12871

Felice A.
Tossicodipendenze e carcere: i programmi di recupero per un reinserimento socio-lavorativo dei detenuti e condannati con pene alternative
in Osservatorio Isfol, n. 23 (lug.- ago. 2002), pp. 203-211
L'autore presenta uno studio dell'Osservatorio sull'inclusione sociale ISFOL - Regioni sui programmi intrapresi dal Ministero dell'Interno inglese, diretti al recupero e al trattamento dei condannati tossicodipendenti. In particolare, viene analizzato il percorso che realizza il condannato, insieme alle responsabilità del personale e delle istituzioni che lo prendono in carico. L'articolo introduce una breve sintesi sul programma che viene attuato negli istituti penitenziari degli Stati Uniti.

Gallo A.
Quale psicoterapia per il tossicodipendente in carcere
in Salute e Prevenzione, n. 33 (2002), pp. 57-66
In questo articolo l'autore illustra un possibile significato del concetto di intervento psicoterapico presso un Istituto Penitenziario. Partendo dalla descrizione del contesto, degli operatori e delle relative dinamiche messe in gioco dall'equipe curante, sono state messe in evidenza alcuni significativi presupposti, rispettati i quali l'azione psicologica "può a buon diritto considerarsi psicoterapeutica". Il presupposto di fondo consiste nel valutare come le dinamiche personali dei pazienti, intrecciate con quelle istituzionali, diano luogo, se compresi e opportunamente restituiti, a movimenti di grande valore terapeutico.

 

Carcere e minori

Valero Belotti ... [et al]
Minori stranieri in carcere
Guerini e Associati, Milano 2006, pp. 280
La ricerca presentata in questo volume propone un forte ridimensionamento dell'allarme sociale riferito alla delinquenza minorile straniera. Partendo da un'accurata analisi dei comportamenti di reato, viene presentata un'indagine su un campione di fascicoli giudiziari riguardanti i minorenni stranieri in carcere e un'analisi di alcune esperienze di vita e di lavoro dei ragazzi detenuti, dei mediatori culturali, degli operatori della giustizia e dei servizi sociali. Viene dimostrata la fattibilità e l'efficacia di nuovi progetti e strumenti rivolti all'inclusione sociale degli adolescenti stranieri in carcere.
Collocazone Centro Studi: 12785

Ragazzi ancora dentro? Ripensare le sanzioni, rinnovare le istituzioni, garantire i diritti
in Minorigiustizia supplemento, n. 4 (2005), pp. 5-251
Numero speciale dedicato agli atti del convegno svoltosi a Torino nel 2004, promosso dall'Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia. L'"ancora dentro" si riferisce in primo luogo al carcere e alle strutture destinate alle misure di rieducazione e al riformatorio. La domanda "ancora dentro" si allarga dai luoghi fisici di contenimento ai luoghi mentali dei giudici e degli operatori sociali e penitenziari. I contributi seguono il filo rosso del passaggio nella giurisdizione penale e penitenziaria minorile dall'esclusione all'educazione. Sono presenti contributi di Margara, Petrini, Bosi, Vercellone, Pepino, Lanzetti.

Enza Sidoti
Detenzione minorile e ruolo dell’educatore
in Difesa Sociale, n. 4 (ott. -dic. 2004), pp. 103-126
Negli anni recenti il trattamento penitenziario del minore è andato incontro a profonda revisione. Le norme relative tendono alla residualità della detenzione e prevedono una serie di misure alternative per legare il periodo di punizione al reinserimento all'esterno, una volta scontata la pena. L'azione giudiziaria è volta alla tutela dei bisogni fondamentali del minore e al potenziamento del suo processo educativo. E' ritenuta indispensabile la figura dell'educatore che con le sue specifiche competenze deve accompagnare il minore nei percorsi di inserimento.

Giampiero Sartarelli
Pedagogia penitenziaria e della devianza
Carocci Faber, Roma 2004, pp. 154
L'autore prende in esame i principali aspetti della devianza minorile e dei vari modelli di giustizia per realizzare un manuale di pedagogia penitenziaria e della devianza pensato per l'aggiornamento e la formazione degli operatori del settore. Il testo presenta anche un contributo all'analisi del comportamento deviante attraverso il modello ermeneutico/teleologico.
Collocazione Centro Studi: 12211

Pegoiani M.
Esperienza in un carcere minorile (Un’)
in Encyclopaedeia, n. 14 (2003), pp. 105-124
L'autrice descrive la sua esperienza di educatrice presso un Istituto penale minorile. In particolare sono descritti alcuni aspetti del lavoro con i ragazzi: le relazioni, i momenti di svago, alcune riuscite iniziative culturali.

Cajani F.
C'è qualcuno là fuori? Antiche considerazioni in merito alla (sempre attuale) pretesa efficacia educativa della pena per i minorenni
in Minorigiustizia, n. 1/2 (2002), pp. 303-316
L'autore riflette sul significato e sull'efficacia educativa della pena per il minore autore di gravi reati. Approfondisce inoltre il senso di alcuni termini: "pena esemplare", "giusta pena", "punire bene". Cajani non considera convincente l'idea che il minore possa essere recuperato attraverso lo strumento penale, si richiama a una "nuova cultura dell'educazione": la punizione è un diritto del ragazzo, perché contribuisce a dare dignità alla persona in crescita, a patto che tutti gli altri diritti che lo riguardano (fra cui quello di essere educato), siano egualmente rispettati.

A cura di Maggiolini A.
Adolescenti delinquenti
Franco Angeli, Milano 2002, pp. 320
Il volume, nato dall'esperienza condotta all'interno dei Servizi della Giustizia minorile in Lombardia, intende presentare i diversi aspetti dell'intervento psicologico a favore dei minori che commettono reati: la valutazione, il trattamento e gli aspetti psicologici degli interventi istituzionali.
Collocazione Centro Studi: 11037

A cura di Priore R.
Principi, strumenti e servizi della giustizia minorile
in Dike, n. 4 (2002), pp. 65-80
L’autrice afferma che il sistema minorile fa riferimento ad alcuni principi: Il principio di adeguatezza; Il principio del minimo intervento penale; Il principio della residualità della detenzione. Vengono analizzati in dati come questi principi sono stati tenuti presente nella prassi giudiziaria. Le ultime pagine vengono dedicate al ruolo e ai compiti dei centri sociali, particolarmente dei Centri per la Giustizia Minorile, soprattutto nella funzione di luogo per la detenzione alternativa.

A cura dell’Ufficio centrale per la giustizia minorile
Tutela della salute del minore sottoposto a misura privativa della libertà personale
Franco Angeli, Milano 2000, pp. 169
L'Ufficio centrale per la giustizia minorile si è proposto di studiare il tema della tutela della salute dei minorenni sottoposti a misure limitative o privative della libertà. Il lavoro, introdotto da un'ampia trattazione teorica sull'evoluzione del concetto di salute alla luce delle acquisizioni scientifiche dell'ultimo secolo, è stato realizzato attraverso un'articolata ricerca sulla realtà operativa degli Istituti e sulla normativa nazionale ed europea in materia. Lo studio affronta il tema da un punto di vista interdisciplinare come espressione della qualità del rapporto individuo/ambiente.
Collocazione Centro Studi: 11602

Rao R.
Doppio codice: fiducia e punizione (Il)
in Sociologia del Diritto, n. 3 (2000), pp. 113-141
Questo saggio si colloca nell'ambito dei processi istituzionali e delle pratiche operative che caratterizzano l'intervento nel settore penale minorile. La ricerca si colloca nell'area degli studi qualitativi e si basa sull'analisi dei singoli provvedimenti di messa alla prova, tratti dalle prassi di vari tribunali per i minorenni (Napoli, Potenza, Venezia, Campobasso). I casi descritti vengono suddivisi in tre sezioni: la storia penale; la famiglia; la prova.

Carcere e salute mentale

Jean Louis Senon; A cura di Luigi Ferrannini, Paolo Francesco Peloso
Salute mentale in carcere (La)
Centro Scientifico Editore, Torino 2006, pp. 140
Questo libro è la traduzione del saggio di Jean Louis Senon, docente di Psichiatria clinica e forense all'Università di Poitiers, sull'esperienza della psichiatria nelle carceri francesi e sul modello della psichiatria di collegamento. Il documento è integrato da capitoli introduttivi relativi alla situazione della psichiatria nelle carceri italiane e completato da una
bibliografia relativa al materiale disponibile in Italia.
Collocazione Centro Studi: 13151

Alesandro Margara
Flessibilità delle misure di sicurezza: situazione attuale ed ipotesi (La)
in Seac Notizie, n. 4/5/6 (dic. 2005), pp. 25-29
L'autore analizza la situazione precedente e quella attuale delle misure di sicurezza nell'Opg (Ospedale psichiatrico giudiziario) di Montelupo Fiorentino e ne valuta le successive trasformazioni. Ciò che ne emerge è che l'attuale situazione organizzativa ha aspetti positivi legati alla flessibilità e alla sua concreta gestione ma continua ad avere effetti negativi legati alla pesantezza della struttura e alla rigidità che determina la presenza di figure giuridiche diverse rispetto a quelle di cui l'Opg dovrebbe occuparsi.

Elisabetta Laganà
Carcere e salute mentale
in Seac Notizie, n. 2/3 (giu. 2005), pp. 24-27
L'articolo ripropone il contributo "Salute mentale nelle carceri e superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari", di Mario Iannucci e Gemma Brandi, pubblicato da Psichiatria di Comunità, n. 3, vol. 3, settembre 2004. Gli autori ripropongono i contributi della Società Italiana di Psichiatria Penitenziaria (S.I.P.Pen.) e della Regione Toscana, in particolare del Gruppo di Lavoro Psichiatria e Giustizia dell'Azienda Sanitaria di Firenze.

Raffaele Bianchetti, a cura di Vittorino Andreoli
Doppiadiagnosi, tossicodipendenza e carcere
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 2004, pp. 189
La ricerca si propone di studiare la popolazione carceraria dei tossicodipendenti per valutare se è presente il fenomeno della doppia diagnosi e in quale misura. Inoltre si propone di valutare la doppia diagnosi per vedere quale sia il disturbo psichiatrico dominante o comunque quali siano presenti nei tossicodipendenti che giungono in carcere. Del gruppo di ricerca hanno fatto parte don Luig