Criminalità
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BIBLIOGRAFIA SULLA CRIMINALITA'
(aggiornata ad aprile 2004)

Vidoni Guidoni O.
La criminalità
Carocci, Roma 2004, pp. 128

Questo libro ha l'obiettivo di fornire una prima introduzione concettuale allo studio sociologico dei fenomeni criminali, che consenta di mettere in discussione alcuni luoghi comuni. Nel corso del testo vengono esaminati quattro temi principali: le definizioni della criminalità; i metodi usati per misurarla; la classificazione dei fenomeni criminali; lo studio delle vittime.

Collocazione Centro Studi: 11497

Selmini R. (A cura di)
La sicurezza urbana
Il Mulino, Bologna 2004, pp. 355

Obiettivo di questo volume è quello di approfondire la problematicità della definizione del concetto di "sicurezza urbana". Altro obiettivo prioritario è quello di offrire, in maniera sintetica, un quadro di conoscenze il più possibile completo su un dato fenomeno o tema. Questo lavoro collettivo (tra gli altri, si segnalano Melossi, Ciconte, De Leo, Catanzaro, Braccesi, Savona, Pavarini) si propone inoltre di favorire una migliore relazione tra ricerca e prassi amministrativa sulla sicurezza e di contribuire in generale alla innovazione teorica e metodologica e alla diffusione di conoscenze in materia di criminalità, devianza e insicurezza urbana. Il volume si compone di sei parti: Teorie della criminalità; Conoscere la criminalità; Forme dell'insicurezza urbana; Fenomeni, attori, dinamiche; Prevenire, reprimere, governare; Le politiche di sicurezza.

Collocazione Centro Studi: 11499

Calvanese E. Bianchetti R.
Messaggi mediatici, funzioni della pena e senso di sicurezza dei cittadini
in Sociologia del Diritto, 3/2003, pp. 199-138

Gli autori affrontano la questione del ruolo dei mezzi di comunicazione di massa con riferimento al loro potere di influenzare le persone nei riguardi di temi quali la fase applicativa della pena, il trattamento del reo, la veridicità dell'informazione in tema di criminalità, l'allarme sociale e il senso di sicurezza/insicurezza dei cittadini. Scopo dello studio è di indagare la percezione sociale nei confronti di questa area tematica, esplorando le opinioni dei cittadini nei confronti di essa. Gli autori hanno dapprima utilizzato i risultati di una loro ricerca, condotta nell'arco di un periodo di 26 anni (1976/2001), che ha preso in esame tutta la pubblicistica, globalmente relativa alla fase esecutiva della pena, edita da tre testate a rilevanza nazionale: Corriere della Sera, La Repubblica, il Giornale. Sono poi passati alla presentazione di una ricerca condotta mediante sottoposizione di un questionario semistrutturato di 29 domande ad un gruppo di 75 soggetti, suddiviso in tre sottogruppi, composti ciascuno da 25 persone: un gruppo di operai, uno di impiegati di concetto e infine uno di insegnanti. Dai dati emerge un buon livello di consapevolezza e di critica manifestato dagli intervistati nei riguardi del potere suggestivo e condizionante dei media e in modo particolare dell'elevato esercizio delle potenzialità manipolatorie quando vengono affrontate le problematiche connesse alla criminalità, alla sanzione penale, all'allarme sociale.

Collocazione Centro Studi: 5790C

Barbagli M. (A cura di)
Rapporto sulla criminalità in Italia
Il Mulino, Bologna 2003, pp. 716

Il volume di compone di 6 parti: Reati vecchi e nuovi; Violenza ed omicidi; La criminalità organizzata; Gli autori e le vittime dei reati; Il senso di insicurezza dei cittadini; La lotta alla criminalità. Frutto del lavoro di un'ampia équipe di studiosi, articolato in 24 capitoli, questo rapporto dell'Istituto Cattaneo presenta un quadro preciso ed aggiornato dell'ampia gamma di reati commessi in Italia ogni anno (furti e rapine, violenze sessuali ed omicidi, produzione e spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione, corruzione e riciclaggio di capitali di provenienza illecita, frodi con carte di credito e pirateria musicale), delle loro variazioni nello spazio e nel tempo, delle condizioni che li favoriscono, delle conseguenze che hanno sul senso di insicurezza della popolazione, dell'attività svolta dalle forze dell'ordine e degli effetti che produce. Ciascun capitolo si basa su dati nuovi e originali, ricavati da ricerche condotte utilizzando un gran numero di fonti: interviste a grandi campioni della popolazione, colloqui in profondità con osservatori privilegiati, indagini negli archivi informatizzati dell'Istat, del Ministero dell'interno, dell'Abi.

Collocazione Centro Studi: 11496

Bartolucci M. La Rocca B.
Un mondo diverso è possibile?
Le ragioni dell'insicurezza: una lettura mondiale
Lighea, Torino 2002, pp. 242

Gli autori, rispettivamente consigliere comunale a Roma e giornalista, propongono una lettura mondiale per comprendere le ragioni di insicurezza dell'uomo della strada. La loro tesi di fondo è che la politica repressiva adottata per rispondere ai problemi della criminalità e all'avanzare dell'insicurezza si è già rivelata un fallimento, sia in Italia, sia negli USA dopo l'11/09/2001. Negli ultimi capitoli gli autori riportano due esperienze significative, quelle della regione Emilia - Romagna e quella di Roma, per indicare che a una politica repressiva c'è un'alternativa già in atto che punta piuttosto sulla prevenzione, a impedire che vengano commessi dei reati e a tutelare il cittadino dal rischio di rimanere vittima di un evento criminoso.

Collocazione Centro Studi: 11465

Melossi D.
La "sovrarappresentazione" degli stranieri nei sistemi di giustizia penale europei e italiano
in Diritto Immigrazione e Cittadinanza, 4/2003, pp. 11-27

L'autore, partendo dalle ricerche su multiculturalismo e sicurezza, evidenzia come confini di pregiudizio sociologico, italiani come europei, sono presenti nella diffusa sovrarappresentazione degli stranieri nei sistemi di giustizia penale. Si sofferma in particolare sulla sovrarappresentazione della popolazione straniera criminalizzata e penalizzata in Europa e sulla criminalità di certi e discriminazione all'interno del sistema di giustizia penale.

Collocazione Centro Studi: 5699C

Dal Lago A. Quadrelli E.
La città e le ombre. Crimini, criminali, cittadini
Feltrinelli, Milano 2003, pp. 402

Questo libro rappresenta il frutto di una ricerca durata dal 1997 al 2002, condotta nella zona di Genova, che si è avvalsa di interviste con circa 400 persone. Utilizzando tecniche etnografiche, sono descritti i mondi criminali propri di una grande città. Vecchi contrabbandieri, uomini d'onore e camorristi, rapinatori, organizzatori del gioco d'azzardo, ma anche prostitute, italiane e straniere, ladruncoli e truffatori (le diverse ombre a cui allude il titolo) raccontano le loro attività passate e presenti, oltre che i rapporti con clienti, vittime e complici. I mondi criminali, illustrati dalla viva voce dei protagonisti, risultano così inestricabilmente connessi alla vita quotidiana della città, anche se per lo più invisibili. Il libro vuol essere più di una descrizione sociologica: rappresenta le realtà più dure della vita segreta di una città e disegna il racconto etnografico della sua storia.

Collocazione Centro Studi: 11433

Becucci S. Massari M.
Globalizzazione e criminalità
Laterza, Roma 2003, pp. 148

Il libro si articola in tre capitoli. Nel primo vengono analizzate le forme di schiavitù presenti nei paesi in via di sviluppo e in occidente: la tratta di esseri umani destinati allo sfruttamento sessuale, il traffico di migranti e la servitù del debito. Il secondo capitolo mette a fuoco i molteplici punti di vista attraverso cui può essere osservato il legame esistente fra globalizzazione e criminalità, una realtà in continua trasformazione. Il volume si conclude con un'analisi del percorso compiuto dalla comunità internazionale in vista dell'adozione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale e dei due protocolli contro la tratta di persone e il traffico di migranti, presentati a Palermo nel dicembre 2000. Stefano Beccucci è ricercatore presso il Dipartimento di Studi sociali della Facoltà di Scienze dell'educazione di Firenze. Monica Massari, sociologa, è consulente di organismi internazionali, Ong e istituti di ricerca.

Collocazione Centro Studi: 11431

Frigerio L. Nicosia G.
Dinamiche criminali e sicurezza partecipata. L’impegno dei comuni del Nord-Est di Milano per la prevenzione del crimine
EGA - Edizioni Gruppo Abele, Torino 2003, pp. 157

Il Rapporto è frutto della collaborazione tra Nomos - Centro studi per la legalità del Gruppo Abele, amministratori comunali della Martesana e Prefettura di Milano. I ricercatori del Gruppo Abele hanno definito "terra di passaggio" l'area della Martesana: questa immagine, inizialmente coniata in riferimento all'elevata mobilità di persone, beni e servizi, è stata successivamente utilizzata in relazione alle manifestazioni della criminalità, organizzata e non. Si tratta di una presenza sostanzialmente discreta e attenta a non richiamare troppe attenzioni da parte delle forze dell'ordine, eppure ricca di episodi significativi messi in luce dalla ricerca nell'ambito del progetto "Osservatorio sulla sicurezza nell'area della Martesana", un accordo di programma sottoscritto da una dozzina di amministrazioni comunali con l'intento di monitorare le attività criminali nell'area e di elaborare politiche di intervento. I punti di forza del progetto sono l'analisi del territorio e della criminalità, le strategie della prevenzione, il coinvolgimento della cittadinanza e il raccordo con le forze dell'ordine.

Collocazione Centro Studi: 11369

Merzagora Betsos I. Travaini G.V.
Criminalità e paura: una relazione complessa
in Difesa Sociale, 3/2003, pp. 51-74

Gli autori partono dalla constatazione che la paura del crimine sia spesso non proporzionale all'effettivo rischio, che talora è sottovalutato e talaltra sopravvalutato per esigenze di potere. Fra le strategie per indurre ed amplificare il timore si citano la negazione, la sostituzione della paura endogena con quella esogena, il "capro espiatorio". Le politiche neo-liberiste in materia di lotta al crimine e la "tolleranza zero" sono usate come esempio degli esiti negativi a cui può condurre la manipolazione della paura. Si riportano infine i dati di una ricerca sulla paura del crimine e sulle modalità di difesa che gli Italiani adottano per fronteggiarla, per dimostrare il difficile rapporto tra esigenze di sicurezza e libertà. La conclusione è amara, in quanto questo campione di italiani è più disposto a rinunciare a quote di libertà che a quote di denaro per tutelare la sua sicurezza.

Collocazione Centro Studi: 5435C

Ruggeri F. (A cura di)
La società e il suo doppio. Perché ricercare sull'illegalità
Franco Angeli , Milano 2001, pp. 175

Questo testo propone la riflessione sulle manifestazioni di illegalità più corrosive, quali sono quelle della criminalità mafiosa: si vuole portare l'attenzione sulle radici dei processi che la generano e porre il problema di quale rapporto con l'essere cittadino e con la definizione della sfera pubblica essa può avere. Si parte dalla considerazione che per comprendere i processi criminosi e venirne a capo occorre ricostruire il loro radicarsi nelle dinamiche della vita quotidiana, capire come si intrecciano con gli atteggiamenti considerati normali, spiegare le capacità che hanno di proporsi come strumento per realizzare le esigenze individuali e per gestire le dinamiche collettive.

Collocazione Centro Studi: 11355

Santoro E.
Le politiche penali dell'era della globalizzazione
in Rassegna Penitenziaria e Criminologica, 3/2002, pp. 75-97

L'autore cerca di mettere a fuoco il legame tra l'indebolimento dello Stato sociale e il mutamento delle politiche penali e di illustrare le nuove politiche penali e le loro conseguenze sui diritti degli individui. Evidenzia come la nuova politica penale dissolva la nozione di "individuo" e al suo posto collochi una combinazione di "fattori di rischio". Il rischio non è più ricondotto a specifiche persone pericolose ma ad una serie di fattori astratti che rendono più o meno probabile la commissione di un delitto. Si accetta che la pena sia commisurata non al reato commesso da un soggetto ma ad indici presuntivi legati alla sua condotta, ai suoi precedenti e/o al gruppo che egli frequenta abitualmente o saltuariamente, in poche parole alla classe di soggetti pericolosi in cui viene inserito. Nessuno si pone il problema se le classi di pericolosità non siano un paravento retorico per riprodurre una giustizia di censo.

Collocazione Centro Studi: 5313C

Barbagli M. Colombo A. Savona E.
Sociologia della devianza
Il Mulino, Bologna 2003, pp. 280

Il manuale presenta un panorama completo della sociologia della devianza. Due i principali obiettivi del libro, che adotta una prospettiva comparata privilegiando il contesto europeo: il primo è illustrare in forma chiara e accessibile le maggiori teorie sulla devianza, da quelle classiche ai filoni più recenti e di frontiera; il secondo è fornire un quadro empiricamente fondato delle principali forme di devianza (i reati violenti, quelli contro la proprietà, lo sfruttamento della prostituzione, la criminalità economica, la vendita ed il consumo di sostanze illegali) e dei sistemi di sanzione. Barbagli e Colombo sono sociologi, Savona è criminologo.

Collocazione Centro Studi: 11324

Clerico G.
Scelta criminale e deterrenza sociale
in Economia Pubblica , 4/2003, pp. 63-88

Il lavoro si suddivide in due grandi parti: la prima, che fa riferimento ai lavori di Garoupa e di Polinsky e Shavell, sintetizza l'insieme dei suggerimenti che l'approccio standard della teoria economica avanza per contrastare il crimine e fa riferimento ai lavori di Garoupa, Polinsky e Shavell. Nella seconda parte, invece, la scelta criminale è analizzata come risultato dell'interazione sociale. La lotta al crimine, quindi, non è più solo questione di probabilità di enforcement e di sanzione, ma diventa anche e soprattutto un problema di valori, di identità individuale e di identificazione con valori prevalenti nel gruppo di appartenenza.

Collocazione Centro Studi: H2015

Ministero dell'Interno
Andamento della delittuosità - Risultati dell'azione di contrasto - Attività di prevenzione. Dati di sintesi e glossario
Roma 2003, pp. 142

Scopo dichiarato del Rapporto è di mettere a disposizione della collettività i dati più significativi sull'andamento della delittuosità in Italia e sui risultati conseguiti in sede di prevenzione e contrasto "ai fenomeni criminali che più preoccupano gli italiani" nonché sulle misure strutturali intraprese per rendere sempre più efficace l'azione anticrimine.

Collocazione Centro Studi: H2002

Patrizi P. Volpini L. Ricci I.
Il senso di sicurezza nei confronti della micro-criminalità
Una ricerca esplorativa
in Ricerche di Psicologia, 4/2002, pp. 143-172

L'articolo si compone di due parti: nella prima gli autori esaminano il quadro relativo all'andamento della criminalità in Italia negli ultimi anni e la letteratura in materia di vittimizzazione, con particolare riguardo all'interazione tra vittima e reo; nella seconda parte viene presentata una ricerca esplorativa. Obiettivo della ricerca è analizzare il senso di sicurezza degli abitanti di due differenti realtà urbane: Roma e Cassino. Ai due gruppi di soggetti è stata somministrata un'intervista semistrutturata, volta a misurare i costrutti psico-sociali che meglio definiscono il senso di sicurezza sul piano operativo: l'autoefficacia percepita e le strategie di coping.

Collocazione Centro Studi: 4827C

Zani B. (A cura di)
Sentirsi in/sicuri in città
Il Mulino, Bologna 2003, pp. 269

Bruna Zani, docente di psicologia di comunità, affronta il tema della percezione della sicurezza in città. Secondo la curatrice, il senso di insicurezza non è necessariamente connesso all'esistenza di pericoli oggettivi, ma si articola diversamente in funzione del genere, dell'età, di esperienze precedenti, del grado di familiarità con l'ambiente e del senso di appartenenza ad una comunità. Nel volume sono presentate una serie di ricerche condotte in alcune città italiane, con l'obiettivo di indagare i processi psicologici e psicosociali che intervengono nel produrre sicurezza e insicurezza in diverse categorie di popolazione (adolescenti, giovani, genitori di figli piccoli, adulti) nei contesti di vita quotidiana.

Collocazione Centro Studi: 11133

Massari M.
Punizione e pregiudizio: l'andamento della criminalità negli Stati Uniti
in Quaderni di Sociologia, 23/2001, pp. 149-157

Questo articolo è la recensione di un volume curato da M. Barbagli, che analizza l'evoluzione dei fenomeni criminali in America: "Perché è diminuita la criminalità negli Stati Uniti?". Riprende dunque le sue ipotesi sui fattori di mutamento, principalmente legati alle strategie di contrasto e di politiche penali, prima fra tutte la "zero tolerance" di Rudolph Giuliani. Confronta poi i vari saggi presenti nel libro, differenziando chi pone più l'accento sui reati di strada e chi invece analizza il fenomeno più in generale. Si fa poi riferimento alla crescente domanda di sicurezza da parte dei cittadini, e alla sua importanza sociale. L'autore conclude auspicando un dibattito più attento su questi temi anche in Italia.

Collocazione Centro Studi: 4585C

Vitali O.
Migrazioni e criminalità: un'analisi di scenario
in Per Aspera ad Veritatem, 23/2002, pp. 1-12

L'autore si sofferma sulle principali direzioni della ricerca sui rapporti tra migrazione e criminalità. Gran parte dell'analisi si è incentrata sull'individuazione di un insieme coerente di relazioni causali, nella convinzione che solo l'adozione di una prospettiva scientifica, non ideologica, è in grado di inquadrare il fenomeno nella sua esatta dimensione e di individuare le opportune misure politiche.

Collocazione Centro Studi: H0712

Melossi D.
Stato, controllo sociale, devianza
Mondadori, Milano 2002, pp. 335

Questo libro espone le principali teorie di criminologia e sociologia della devianza e ne ripercorre lo sviluppo con due aspetti di notevole originalità: le teorie criminologiche e della devianza vengono inserite nell'orizzonte più ampio delle problematiche del "controllo sociale"; inoltre le specifiche teorizzazioni elaborate sul tema della criminalità vengono contestualizzate all'interno del panorama delle teorie/visioni del mondo di natura sociale e politica al di fuori delle quali scarsamente comprensibili - ivi comprese le "teorie dello Stato".

Collocazione Centro Studi: 11048

Milanesi E. Naldi A. (A cura di)
Insicurezza e sicurezza urbana. Cantando sotto la pioggia
Franco Angeli, Milano 2001, pp. 201

Il volume intende offrire alcune riflessioni per una migliore interpretazione del fenomeno dell'insicurezza urbana, che tenga conto sia dell'andamento della criminalità sia della percezione sociale della sicurezza. Il volume indaga inoltre il carattere specificatamente locale delle nuove politiche di sicurezza: alcuni enti locali sono infatti protagonisti di esperimenti, alternativi alla semplice repressione, che si ispirano ai principi dell'inclusione sociale, al rafforzamento del legame sociale con il territorio, all'ampliamento dei diritti di cittadinanza, al trattamento integrato delle singole cause di insicurezza. Si segnala la presentazione di alcune esperienze: R. Selmini, Il contributo delle Regioni alle politiche di sicurezza. L'esperienza del progetto "Città sicure" della Regione Emilia Romagna; E. Tedesco, Sicurezza urbana e convivenza civile. L'esperienza di Napoli. Si segnala inoltre la riflessione di A. Naldi, Come si costruisce l'emergenza sicurezza: il caso dell'immigrazione straniera,

Collocazione Centro Studi: 11021

Il quadro istituzionale e normativo delle politiche di sicurezza
Una ricerca comparata
in Città sicure, 24/2001, pp. 2-264

La ricerca presentata in questo numero della rivista è stata condotta tra il 1999 e il 2001, su incarico della Regione Emilia Romagna, dall'Associazione "Città future", sotto la supervisione di A. Baratta (per l'Associazione "Città future") e R. Selmini (per la Regione Emilia Romagna). La ricerca, che si compone di diversi rapporti provenienti dai paesi interessati, ha avuto l'obiettivo di ricostruire le politiche di sicurezza e nuova prevenzione avviate in Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Galles e Spagna, sul piano del quadro politico, istituzionale e organizzativo in cui tali politiche e tali interventi sono nati e si sono sviluppati. La ricerca ha avuto anche l'obiettivo di confrontare se e come i diversi assetti istituzionali condizionano e caratterizzano in un senso o nell'altro le politiche di sicurezza e di nuova prevenzione.

Collocazione Centro Studi: 3672C

Pitch T. Ventimiglia C.
Che genere di sicurezza in città. Donne e uomini in città
Franco Angeli, Milano 2001, pp. 239

Questo libro interroga e analizza i diversi modi in cui donne e uomini vivono la città, fornisce alcune ipotesi sia sull'insicurezza sia sulle politiche per farvi fronte. La prospettiva di genere qui adottata dà luogo ad un'analisi fortemente critica dei modi in cui la sicurezza cittadina è affrontata sia sul piano della discussione pubblica sia su quello delle iniziative politiche. Qui si propone di puntare sulla produzione di fiducia, cosa che implica l'attivazione di politiche tali da mettere ciascuna in grado di correre rischi piuttosto che evitarli. Secondo gli autori, la questione, infatti, è quella di una maggiore autonomia, non di una maggiore protezione.

Collocazione Centro Studi: 10793

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