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dati relativamente al tema indicato. |
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BIBLIOGRAFIE
SU SOSTANZE E DIPENDENZE
-
Cannabis
- Cocaina, cocaine
- Sostanze e dipendenze tra cultura e storia
- Proibizionismo, antiproibizionismo e politiche sulla droga
(aggiornate a maggio 2008) - a cura di Luca
Borello
Cannabis
La seguente
bibliografia (compilata in ordine alfabetico per autore) presenta materiali
in possesso alla nostra biblioteca utili ad orientarsi nei diversi argomenti
inerenti al tema “cannabis”: dall'uso terapeutico al dibattito
sulla pericolosità rispetto all'insorgere di patologie mentali;
dalle teorie che descrivono il funzionamento del sistema endocannabinoide
a quelle che smentiscono il rapporto causa-effetto tra uso di marijuana
e passaggio ad altre sostanze; dall'”allarme sociale”, riferito
soprattutto al mondo dell'adolescenza, alle teorie antiproibizioniste,
passando infine a dare uno sguardo anche al mondo delle produttrici del
Rif, la regione del Marocco dominata dalle piantagioni di cannabis che
vengono coltivate quasi esclusivamente da donne.
Vi ricordiamo che il materiale qui proposto non esaurisce affatto la disponibilità
della nostra biblioteca, che sul tema conta un migliaio di titoli tra
libri, articoli, documenti e tesi.
Afsahi K.,
2004,
Per legittima sopravvivenza. Marocco, le donne e la cannabis
Narcomafie: legalità - diritti – cittadinanza, 12 (10), pp.
43-45
L'autrice,
membro dell'Observatoire Géopolitique de la Criminalité
Internationale, denuncia la condizione lavorativa delle donne che lavorano
nella regione del Rif, in Marocco, dove si coltiva in maniera estesa e
intensiva la canapa indiana. Oltre a occuparsi, come gli uomini, delle
colture legali e illegali, alla donna spettano in oltre le mansioni domestiche,
la cura dei figli, e la responsabilità dell’ospitalità
e del vitto dei braccianti. Questa situazione genera uno stato di semi-schiavitù
della donna.
Collocazione
Centro Studi:
7206C
Alger B.
E., Nicoll R. A.,
Neuroni stupefacenti
Le Scienze: edizione italiana di Scientific American, n. 438, 2005, pp.
61-67
Gli
autori dell’articolo analizzano le proprietà della cannabis
e altre sostanze ad essa affini, che agiscono sui recettori di sostanze
chimiche, chiamate endocannabinoidi, che vengono prodotte naturalmente
dal cervello. Tra i vari processi in cui sono coinvolti, gli endocannabinoidi
svolgono un ruolo importante nella regolazione del dolore, dell'ansia,
della fame e del vomito. La speranza dei ricercatori è di sviluppare
farmaci che emulano specifiche azioni benefiche degli endocannabiboidi,
senza scatenare gli effetti collaterali indesiderati della marijuana.
Collocazione
Centro Studi: G4041
Febo M.
A., Di Giannantonio M., Mammana G.,
Cannabis e schizofrenia
S&P : Salute e Prevenzione: La rassegna Italiana delle Tossicodipendenze,
21 (40), 2005, pp. 5-15
Gli
autori esaminano il rapporto tra cannabis e schizofrenia alla luce dei
risultati di studi condotti in Olanda, Svezia, Nuova Zelanda, Grecia e
Germania. Secondo gli autori, l'intepretazione comune a tutte le ricerche
esaminate è quella che vede l'abuso di cannabis come agente precipitante
dell'insorgenza di schizofrenia in soggetti predisposti.
Collocazione
Centro Studi: 7183C
Grasso L.,
Grosso L.
Segnali di fumo. Il consumo di cannabis tra i giovani cremonesi
e la prevenzione possibile
Animazione Sociale Supplemento n. 2, 2004
La
ricerca rappresenta il tentativo di indagare un'area, quella del consumo
di cannabis nei gruppi giovanili, con un'attenzione particolare ad alcuni
aspetti: la dimensione locale dell'indagine, il suo privilegiare considerazioni
aventi per oggetto la realtà del consumo di cannabis tra alcuni
gruppi di giovani della provincia di Cremona; la variabile gruppo dei
pari quale dimensione fondamentale e quale contesto di riferimento dell'oggetto
di indagine; la scelta della fascia di età, quella compresa tra
i 15 e 21/22 anni, che le più recenti indagini individuano come
comprendente esordio e apice della curva del consumo individuale. Un capitolo
è stato dedicato al ruolo della stampa nell'immagine del consumo
di cannabis. La ricerca è stata condotta dal Gruppo Abele nell'ambito
delle attività dell'Osservatorio delle politiche sociali della
Provincia di Cremona.
Collocazione
Centro Studi:
5694C
Grinspoon,
L.
Marijuana
Urra, 1996
Questo
testo di Lester Grinspoon (professore emerito alla Harvard Medical School
e uno tra i più autorevoli studiosi di cannabis a livello internazionale),
edito per la prima volta nel 1971 e costantemente aggiornato, è
considerata un’opera fondamentale e un riferimento essenziale per
coloro che desiderano un'approfondita analisi ad ampio e dalle accurate
basi scientifiche sulla cannabis. Grinspoon si era accostato al fenomeno
del consumo di cannabis da posizioni proibizioniste: sono stati proprio
i risultati dei suoi studi a fargli cambiare radicalmente posizione.
Collocazione
Centro Studi:
08639
Grinspoon,
L.,
Viaggio nella canapa. Il movimento internazionale per gli usi
terapeutici
Fuoriluogo, 2006
Il
volume raccoglie una serie di articoli, editi e inediti, scritti da Lester
Grinspoon, Professore emerito alla Harvard Medical School e uno tra i
più autorevoli studiosi di cannabis a livello internazionale. Il
suo lavoro decennale si è contraddistinto per l’impegno nella
promozione degli usi terapeutici della cannabis e per la costante messa
in discussione dei miti e delle false convinzioni alla base delle politiche
proibizioniste nei confronti della marijuana. In appendice la Raccomandazione
al Parlamento europeo sulla strategia in materia di lotta contro la droga
(2005-2012) approvata il 15 dicembre 2004.
Collocazione
Centro Studi: 13288
Hunt
N. et al.,
Cannabis and mental health: responses to the emerging evidence
Beckley Foundation, 2006
Secondo
le stime delle Nazioni Unite, la cannabis è la sostanza psicoattiva
più consumata al mondo. Questo rapporto ne prende in esame la diffusione
tra i giovani, le variazioni nel tipo e nella concentrazione di THC (il
principio attivo) e, in particolare, i paventati rischi per la salute
mentale che l'abuso potrebbe determinare. Tali rischi, sebbene accertati,
restano tuttavia marginali se confrontati a quelli portati da sostanze
legali, come l'alcol. Infine, il rapporto si sofferma ad esaminare possibili
politiche e interventi di riduzione del danno, informazione e prevenzione
tra i giovani, e conclude che il proibizionismo nei confronti della cannabis
produce molti più costi che benefici.
Collocazione
Centro Studi: H6911
Morgan J.P.,
Zimmer L.
Marijuana. I miti e i fatti
Vallecchi, Firenze, 2005
Perchè
una pianta usata da migliaia di anni continua ad essere il bersaglio preferito
della repressione proibizionista? A questo interrogativo si propongono
di rispondere gli autori del libro, esaminando la rassegna della letteratura
scientifica e mettendo in luce le scorciatoie retoriche usate dalle istituzioni
finanziate dal governo americano che hanno sposato la propaganda della
"guerra alla droga". Il volume si avvale dell'introduzione di
Franco Corleone (presidente di Forum Droghe) e di un saggio conclusivo
di Grazia Zuffa (Fuoriluogo).
Collocazione
Centro Studi: 12124
Pacini M.,
Maremmani I.,
Proprietà terapeutiche dei cannabinoidi: stato dell'arte
e implicazioni per la ricerca
Giornale Italiano di Psicopatologia, n. 1, 2003
In
questo studio vengono passate in rassegna le conoscenze attuali sul potenziale
terapeutico dei cannabinoidi nell'ambito tanto della medicina generale
quanto nella neuropsichiatria. Il fine degli autori è anche di
ricondurre in sedi qualificate e competenti il dibattito sui possibili
usi terapeutici della cannabis, che troppo spesso risente di pregiudizi
e impostazioni ideologiche differenti.
Collocazione
Centro Studi: H3329
Quiroga
Gallego M.,
Cannabis e morbilità psicopatologica
Personalità/Dipendenze, n. 1, 2004, pp. 5-19
Esaminando
la letteratura scientifica dal 1990 al 2000 in merito al rapporto tra
consumo di cannabis e insorgenza di psicosi e “sindrome demotivazionale”,
l’autore ha stabilito che tale rapporto non è ancora stato
dimostrato. Resta infatti da chiarire se la cannabis rappresenti l'agente
detonatore o semplicemente aggravante, oppure se sia una forma di automedicazione
di un disturbo mentale primario.
Collocazione
Centro Studi: 6000C
Rebellon,
C.J., Van Gundy, K.,
Can Social Psychological Delinquency Theory Explain the Link Between
Marijuana and Other Illicit Drug Use? A Longitudinal Analysis of the Gateway
Hypotesis
Journal of Drug Issues, 36 (3), 2006, pp. 515-539
L'articolo
prende in esame l'ipotesi che vede nel consumo di cannabinoidi il primo
passo verso l'uso di altre sostanze tra gli adolescenti (la cosiddetta
“Gateway Hypotesis” o “Stepping Stone Hypotesis”).
Secondo gli autori, questa correlazione è in realtà dovuta
all'influenza di diverse altre variabili, legate alle teorie socio-psicologiche
della devianza, che interpretano la connessione cannabis-altre droghe
come la prova che chi consuma THC è certamente più portato
a fare uso di altre droghe, ma non come evidenza che il consumo di cannabis
causi il consumo di altre sostanze. Se una correlazione esiste, dunque,
secondo questo studio non è di causa-effetto, e coinvolge molti
fattori che non riguardano la sostanza in sé, ma piuttosto le predisposizioni
individuali e il contesto socio-economico-culturale.
Collocazione
Centro Studi: 9855C
Gisela Schreiber
Cannabis. Propietà terapeutiche e altri utilizzi
Tecniche Nuove, 2004
L'idea di pubblicare questo libro in Italia nasce dalla
necessità di documentare il fenomeno della reintroduzione della
coltivazione della canapa nel nostro Paese. A una esauriente panoramica
dei molteplici utilizzi della canapa nella storia segue la descrizione
dei suoi possibili utilizzi dal punto di vista terapeutico.
Collocazione Centro Studi: 12542
Robert Melamede
Harm reduction - the cannabis paradox
Harm Reduction Journal, n. 17 (set. 2005)
L'articolo esamina la nozione di riduzione del danno da
una nuova prospettiva: non solo come concetto sociale, ma prima di tutto
biologico. Il processo evolutivo, infatti, stando alle ricerche scientifiche
su cui l'autore fonda la sua tesi, utilizza sistemi basati sulla cannabis
per “ridurre il danno” e promuovere la specie: ovvero, si
avvale di sostanze simil-cannabinoidi autoprodotte (dette “endocannabinoidi”)
come strumento di controllo della quasi totalità dei sistemi corporei,
permettendo in questo modo la sopravvivenza anche laddove non sarebbe
potuta sussistere. La tesi di fondo, insomma, è che la natura non
si preoccupa di fare distinzioni “morali” o “proibizioniste”
nel momento in cui deve perpetrare una specie vivente, e che le sostanze
cannabinoidi non rappresentano, forse, un rimedio così estraneo
o innaturale a determinati problemi.
Collocazione Centro Studi: B9016
Kandel D.B.
Does marijuana use cause the use of other drugs?
JAMA, n. 4 (2003)
L'autrice evidenzia come, in ogni caso, un vero legame
di natura causale esista tra consumo di cannabis e quello di altre droghe.
Tuttavia è importante rilevare come questa progressione non sia
inevitabile: non tutti quelli che provano la marijuana consumeranno successivamente
cocaina o diventeranno dipendenti da eroina.
Collocazione Centro Studi: H3509
Wodak A.
Drummond C.
Cannabis control: costs outweigh the benefits
in British Medical Journal, n. 324, 2002, pp. 105-108
Nell'articolo
vengono presentate due tesi opposte in materia di controllo penale della
cannabis: A. Wodak ritiene che i costi sanitari, fiscali e sociali, del
controllo della cannabis siano maggiori rispetto ai benefici che se ne
ricavano; C. Drummond enumera invece i potenziali pericoli della depenalizzazione.
Collocazione
Centro Studi: G6909
Nunez Dominguez
Situacion actual de la psicosis cannabinica
in Trastornos Adictivos, n. 4(3), 2002, pp. 151-156
L'autore
evidenzia come, nonostante nel corso degli ultimi 50 anni siano stati
pubblicati diversi studi sull'esistenza della psicosi cannabinica e vi
sia stata l'inclusione nell'ultima revisione del DSM del disturbo psicotico
indotto dalla cannabis, siano molti i clinici che considerano poco chiara
l'esistenza di questo disturbo, sulla base della scarsa qualità
degli studi che sostengono la sua esistenza. Tuttavia, gli ultimi studi,
secondo l'autore, hanno apportato prove sufficienti per affermare l'esistenza
di una vera psicosi cannabinica, sia pure caratterizzata da una scarsa
frequenza tra i consumatori.
Collocazione
Centro Studi: G9108
Cocaina,
cocaine 
Un secolo fa era considerata
una medicina miracolosa. Negli anni Ottanta e Novanta è diventata
regina e simbolo delle trasgressioni del jet-set. Oggi è il suo
consumo sembra espandersi a macchia d'olio, trasversalmente a età,
reddito, condizione sociale e culturale.
La cocaina è, a tutti gli effetti, la “droga del momento”,
regina tanto dei ritmi del divertimento notturno, quanto di quelli, forse
altrettanto forsennati, del lavoro, della produzione e dello sviluppo.
La polvere bianca sembra così diffusa da rendere lecito riferirvisi
al plurale: “cocaine”, più che “cocaina”,
per indicare la moltitudine degli stili e dei contesti, spesso diversissimi,
di consumo.
In questa bibliografia presentiamo alcuni dei materiali pubblicati negli
ultimi anni tra quelli presenti nella nostra biblioteca (709 tra libri,
articoli di rivista, documenti, film, cdrom), cercando di restituire la
complessità del fenomeno, che si spinge oltre l'”emergenza”
del qui ed ora.
Il materiale è presentato in ordine cronologico decrescente (e
per autore). Si è preferito omettere la documentazione estremamente
specifica e specialistica, comunque presente nella nostra biblioteca.
Federica
Angeli, Emilio Radice
Cocaparty. Storie di ragazzi fra sballi, sesso e cocaina
Bompiani, 2008
Storie
di ordinaria cocaina raccontata da giovanissimi consumatori. Dal "pariolino"
che deride la cecità dei genitori di fronte ai ricoveri in ospedale
per abuso di cocaina tra una scorribanda "antirumeni" e l'altra,
al ragazzo intimidito cui la polvere bianca fornisce la forza per emanciparsi
e affermarsi a scuola e fuori; dalle sedicenni romene che offrono via
internet serate a base di sesso e cocaina a ricchi professionisti, politici,
figli di papà, guadagnando 15 mila euro al mese per cinque giorni
di lavoro, al diciassettenne che uccide la fidanzatina in un incidente
automobilistico con la macchina del padre, guidata sotto alcol e cocaina
e senza patente. Una panoramica che mostra un universo vasto e "invisibile"
per cecità degli osservatori, più che per volontà
dei suoi protagonisti.
Collocazione Centro Studi: 13038
Paolo De
Pasquali, Aurelia Costabile, Anna Maria Casale
Cocaina, psiche e crimine. Gli effetti neuro-psico-sociali della
cocaina
Franco Angeli, 2008
Il
volume, scritto a sei mani da uno psichiatra, un medico e una psicologa,
si propone di fare il punto sulle conoscenze scientifiche sulla cocaina,
gli effetti dell'uso e dell'abuso, i rischi correlati per la salute, l'impatto
sociale. Viene dunque presentato il quadro epidemiologico in Italia, gli
stili di consumo, gli aspetti neurobiologici del craving e della dipendenza,
la comorbidità psichiatrica, i trattamenti, e gli aspetti psichiatrico-forensi.
In appendice un breve glossario in inglese delle definizioni e dei concetti
di base.
Collocazione Centro Studi: 01822
A cura di
Antonia Cinquegrana, Tiziana Bussola
Cocaina: da piacere a patologia. L'esperienza di un trattamento
non farmacologico ambulatoriale
Franco Angeli, 2007
Il
volume, che raccoglie gli interventi di diversi esperti nel settore, affronta
la questione del trattamento del consumo patologico di cocaina presentando
un modello non farmacologico. Tale scelta è determinata da diverse
necessità: da un lato, la resistenza da parte dei consumatori problematici
di cocaina a rivolgersi al Sert e a intraprendere una terapia farmacologica;
dall'altro, la necessità di individualizzare gli interventi considerando
le diverse tipologie di consumatore, senza appiattirsi sul solo trattamento
farmacologico. Il volume presenta l'esperienza pratica del progetto NICoDEMo
(Nuova Iniziativa Cocaina - Dipendenti di Entità Moderata), attivato
presso il Sert di Brescia, che coinvolge 100 cocainomani per via inalatoria
inseriti socialmente, e che si basa su approcci cognitivo-comportamentali,
supportivo-espressivi o di gruppo.
Collocazione Centro Studi: 13664
Orfeo Notaristefano
; prefazione di Giuseppe Lumia
Cocaina connection. L'impero della 'ndrangheta: il traffico internazionale
di stupefacenti
Ponte Sisto, 2007
In
questo lavoro si sostiene una tesi fondata su due punti fermi: 1) la lotta
alle tossicodipendenze non significa lotta al tossicodipendente; 2) è
necessario rilanciare a un livello più alto e più intensivo
la lotta al traffico internazionale di stupefacenti. Quanto al primo punto,
si sostiene la necessità di un aggiornamento permanente delle politiche
antidroga. Quanto al secondo, si rileva come la 'ndrangheta si consolidi
nella sua posizione dominante rispetto alle altre mafie nel campo del
narcotraffico. L'autore sostiene che la lotta alle droghe vuol dire lotta
alle mafie e cita gli esempi di Libera e della Federazione antiracket
e antiusura.
Collocazione Centro Studi: 10596
Furio Ravera
Un fiume di cocaina
BUR, 2007
Furio
Ravera, psichiatra e psicoterapeuta, Direttore sanitario della Comunità
Terapeutica CREST, presenta ed analizza il fenomeno del consumo di cocaina.
Il testo offre, attraverso un'esposizione semplice ed agile, una presentazione
della problematica trattando questioni generali quali le modalità
di assunzione, i danni sulla salute, i profili dei consumatori, la relazione
tra consumo e comportamenti violenti ed i trattamenti della dipendenza
(farmacologici e psicologici).
Collocazione Centro Studi: 13368
Daniela
Calcagno, Teresio Minetti, Augusto Consoli, Giorgia Necco
Web Co Care. Tra contatti virtuali e approccio clinico personalizzato
In “Dal fare al dire : periodico di informazione e confronto sulle
patologie da...”, A. 15, n. 3 (2006), pp. 21-28
Nell'articolo
viene presentato il progetto Web Co Care, realizzato dal Dipartimento
di Patologia delle Dipendenze dell'Asl 4 di Torino e rivolto a persone
che hanno problemi di dipendenza da cocaina. Il progetto prevede uno sportello
sul territorio e un sito diviso in tre parti: una dedicata a chi usa sostanze;
la seconda a familiari e amici di chi usa; la terza agli operatori.
Leopoldo
Grosso, Raimondo Maria Pavarin, Claudio Renzetti
Quali servizi al tempo dei polinconsumi?
In “Animazione Sociale : Mensile per gli operatori sociali”,
n. 4 (apr. 2006), pp. 29-62
Le
profonde trasformazioni avvenute nella scena della tossicodipendenza pongono
i servizi di fronte a un quadro instabile e ad una serie di variabili
impreviste. I contributi presenti in questo inserto intendono aiutare
il lettore a comporre un'immagine più dettagliata dei nuovi panorami
della tossicodipendenza e dei consumi problematici di droghe. Emerge l'importanza
che, aldilà dell'ipotizzabile risposta farmacologica, il trattamento
dei consumatori problematici di cocaina, anzi di “cocaine”
assuma anche la veste di trattamento psicosociale, attraverso l'individuazione
e l'adattamento di brevi e focali terapie cognitivo-comportamentali per
le problematiche specifiche. In questa sede viene sottolineato, inoltre,
l'esigenza di un ripensamento e di alcuni cambiamenti dei servizi oggi,
che devono acquisire maggior duttilità nell'allestire percorsi
terapeutici individualizzati e negoziati con i pazienti stessi.
Stefano
Iacone
Considerazioni sulla clinica del paziente cocainomane
In “Bollettino per le farmacodipendenze e l'alcoolismo : trimestrale”,
n. 1-2 (2006), pp. 26-32
L'aumento
vertiginoso del consumo di cocaina e i fatti di cronaca ad esso legati
hanno aumentato l'interesse sulla questione del trattamento del paziente
dipendente da cocaina. In questo articolo l'autore, dirigente Psicologo
del Ser.T dell'ASL 1 di Napoli, individua nella psicoterapia il terreno
di elezione nella lotta a questa dipendenza, e ne analizza gli elementi
principali, quali i livelli di ricorsività tra mondo intrapsichico
del consumatore, universo relazionale e cultura contemporanea. Sono inoltre
proposte alcune riflessioni sul trattamento psicoterapeutico per il cocainomane,
fondate sul pensiero sistemico di matrice batesoniana.
Cesare Romano
Freud e la cocaina
In “Medicina delle tossicodipendenze : Italian Journal of the Addictions”,
A. 14, n. 50 (mar. 2003), pp. 7-29
L'autore
analizza il rapporto di Freud con la cocaina utilizzando i dati della
storiografia psicoanalitica ufficiale e la corrispondenza privata di Freud
con l'amico berlinese Fliess. L'autore formula l'ipotesi che la cocaina
abbia avuto un ruolo sia nei confronti dei disturbi psichici e fisici
che afflissero Freud, che nell'indurre Freud ad intraprendere l'autoanalisi
come tentativo di autoguarigione da una dipendenza durata 13 anni.
Andrea Fiorenza
Cocaina adesso basta! Come interrompere una dipendenza
Pendragon, 2005
A dispetto
di un titolo apparentemente capzioso, questo volume aiuta a comprendere
come il concetto di “dipendenza” e le conseguenti terapie
e trattamenti per vincerla siano fondati su premesse errate o imperfette,
da cui discendono le difficoltà riabilitative. La struttura a dialogo
accompagna il lettore passo a passo in un discorso che, apparentemente,
si muove controcorrente rispetto alla concezione comune di idee come “dipendenza”
o “astinenza”, proponendo una strada di uscita dalla dipendenza
fondata sul cambiamento interiore e sulla scelta consapevole piuttosto
che sulla forza di volontà. L'autore si rifà, nel suo discorso,
alle teorie di Gregory Bateson, Milton Erickson e Paul Watzlawick.
Collocazione Centro Studi: 12579
Michael
Taussig
Cocaina. Per un'antropologia della polvere bianca
Bruno Mondadori, 2005
Taussing,
celeberrimo antropologo docente alla Columbia University, esplora in questo
volume l'universo culturale e simbolico della cocaina partendo dai contadini
colombiani (molti dei quali ex minatori trapiantati nelle più redditizie
piantagioni di coca) per arrivare ai “colletti bianchi” di
Wall Street. Il lavoro di Taussing è un vero e proprio “Museo
della Cocaina” (Cocaine Museum è infatti il titolo dell'edizione
originale), che finisce per rappresentare la modernità (il denaro,
il potere, la subalternità tra “Nord” e “Sud”
del mondo) attraverso uno dei suoi lati più nascosti, ma non per
questo meno influenti: la produzione, il traffico e il consumo di cocaina.
Collocazione Centro Studi: 12253
Tim Madge
Cocaina. Una biografia non autorizzata
Newton & Compton editori, 2002
L'autore, giornalista,
si propone di tracciare un quadro storico-culturale della cocaina, con
particolare riferimento alla situazione statunitense: dall'impiego per
le sue proprietà curative all'abuso e alle modalità con
cui tale abuso è stato strumentalizzato dalla criminalità
internazionale. In oltre, l'autore ripercorre con efficacia le tappe che
hanno trasformato il consumatore da "vizioso" a "malato"
o "deviante", dando conto delle influenze reciproche tra mutamenti
culturali, politici e giuridici, e delle strumentalizzazioni della questione
nel perseguimento di obbiettivi altri.
Collocazione Centro Studi: 13443
Isabella
Merzagora Betsos
Cocaina: la sostanza, in consumatori, gli effetti
Franco Angeli, 2001
Questa
ricerca, condotta quando “l'allarme” cocaina non aveva ancora
raggiunto le vette mediatiche odierne, ha anticipato molte delle conclusioni
oggi condivise, come la trasversalità del fenomeno e la sua diffusione
capillare, traendo informazioni dalla letteratura scientifica, dall'esperienza
degli “addetti ai lavori” (medici, poliziotti, magistrati,
studiosi), e soprattutto mediante le interviste degli stessi consumatori.
Collocazione Centro Studi: 08966
Sostanze
e dipendenze tra storia e cultura
In
questa bibliografia inquadriamo la questione del consumo di sostanze e
della dipendenza in una prospettiva filosofica, storica e culturale.
L’uso di sostanze psicoattive è antico quanto l’umanità,
e non sempre ha costituito un problema di carattere socio-sanitario o
di ordine pubblico. In culture diverse, le sostanze sono state e tuttora
vengono utilizzate in contesti e con scopi differenti, fino a produrre
effetti dissimili (talora opposti). Le modalità attraverso cui
una società definisce e categorizza la questione filtrandola attraverso
il proprio sistema di valori e le proprie coordinate culturali, determinano
il grado di problematicità e di impatto sociale, i significati
attribuiti, il ruolo sociale del “consumatore”, e dunque le
strategie di prevenzione e di intervento.
A dimostrazione del limitato interesse che questi aspetti suscitano in
Italia, molti volumi sono disponibili solo in lingua originale.
Adamo P.,
Benzoni S.
Psychofarmers
Isbn edizioni, 2005
Dalla
"A" di "Abbot" (la casa farmaceutica del Sodio Penthotal)
alla "Z" di Zio Paperone, questo originale lavoro ripercorre,
sotto forma di dizionario ragionato e riuscendo a mantenere nel contempo
un ordine logico-cronologico tra le sue voci, la storia dello psicofarmaco,
e soprattutto dei suoi usi e significati nella nostra cultura. Le pagine
sono arricchite dalle immagini usate per pubblicizzare i diversi psicofarmaci
in tutto il mondo. In postfazione una riflessione sulla "mitologia"
dello psicofarmaco.
Collocazione Centro Studi: 13684
Derrida J.,
Retorica della droga
Teoria, 1993
In questo libro-intervista, il filosofo francese Jacques
Derrida analizza il tema "droga" dal un punto di vista filosofico-linguistico,
svelando le manipolazoni del discorso poste in essere da un sistema socio-culturale
che vuole allontanare, espellere la questione da sè, anche a costo
dei generare gravi contraddizioni al suo interno, oltre a dolorosi drammi
indivduali e collettivi.
In appendice un saggio di Marco Taradash.
Collocazione Centro Studi: 8414
Duster T.,
Droga: la legislazione della moralità
Giuffrè, 1984
Prendendo le mosse dalla considerazione (argomentata nel
primo capitolo) secondo cui il “tossicodipendente” è
una costruzione sociale storicamente determinata da un processo che per
varie ragioni ha moralizzato la questione dell’uso di sostanze,
l’autore si interroga sul rapporto tra moralità e legge e
sulle implicazioni che tale rapporto esercita rispetto alla questione
droga.
Collocazione Centro Studi: 02456
Escohotado
A.,
Piccola storia delle droghe
Donzelli, 1997
L'autore ha insegnato diritto, filosofia e sociologia presso
l'università di Madrid. Questo suo libro fa seguito alla "Historia
general de las drogas", in 3 volumi, che ne rappresenta il retroterra
scientifico. Vengono ricostruiti i comportamenti di fronte alle droghe
lungo tutta la storia del genere umano, mettendone in luce i diversi utilizzi,
a scopi religiosi, o terapeutici, o puramente edonistici. Dalle pratiche
greco-romane alla fine del paganesimo, dai giudizi dell'Islam su ebbrezza
e sobrietà al tema della valenza satanica delle droghe nel medioevo,
alle guerre dell'oppio, via via fino agli esiti delle società contemporanee,
"sospese tra una pax farmaceutica e le varie forme di ribellione
psichedelica", il libro ripercorre una vicenda densa di problemi.
Allo stesso tempo vengono esaminate le varie politiche limitative e repressive
di volta in volta adottate dalle istituzioni pubbliche.
Collocazione Centro Studi: 07502
Furst P.T.,
Allucinogeni e cultura. Le droghe sacramentali nelle grandi civiltà
mesoamericane
Cesco Capanna, 1981
L'autore prende in esame le piante allucinogene e le altre
sostanze psicoattive usate dalle differenti culture in tutto il mondo,
con la speranza di contribuire a chiarire alcuni aspetti concernenti il
legame essenziale tra natura e cultura. Le popolazioni che i bianchi hanno
trovato sul continente americano hanno una cultura profondamente religiosa
e utilizzano una vasta gamma di sostanze vegetali per modificare lo stato
della propria coscienza, ritenendo così di entrare in comunicazione
con la divinità. Il libro è dedicato a questa classe di
fenomeni.
Collocazione Centro Studi: 02296
Knipe E.,
Culture, society and drugs. The social science approach to drug
use
Waveland Press, 1995.
Quest'opera, praticamente unica nel suo genere, inquadra
il consumo di sostanze in una prospettiva socio-antropologica. Il consumo
di sostanze viene analizzato come pratica espressione culturale, che assume
forme, significati e ruoli diversi in differenti contesti socioculturali.
Ogni cultura produce e gestisce la sua idea di “droga” e di
“tossicodipendenza”, creando le proprie connessioni con le
altre espressioni culturali, come la religione, la politica, l’economia,
la criminalità, e dando vita alle proprie strategie di controllo.
In questo lavoro monumentale (e purtroppo fuori catalogo), l’autore
affronta le molteplici sfaccettature della questione, fornendo un quadro
capace di aprire nuove prospettive di interpretazione e analisi.
Collocazione Centro Studi: 12028
Harris P.,
Drug Induced. Addiction and treatment in perspective
RHP, 2005
Il trattamento delle dipendenze sembra essere sempre più
limitato a un problema di ordine medico-biologico e/o di giustizia criminale.
Gli articoli e gli interventi raccolti nel volume intendono osservare
la questione da punti di vista diversi, recuperando temi come l'identità,
la cultura, il significato e l'esclusione sociale per restituire loro
un ruolo centrale nel discorso sull'abuso di sostanze, partendo dal presupposto
che l'abitudine a cosumare "droghe" è antica come l'umanità
stessa. L'autore mette in guardia sull'ipertrofia dell'approccio "biologico"
al problema, mettendone in risalto i limiti, le distorsioni e i "miti"
che ha contribuito a creare, con la complicità di un mondo dell'informazione
asservito al sensazionalismo e di un'opinione pubblica disinteressata
a capire la reale portata della questione. Phil Harris è formatore,
ricercatore e consulente nel campo delle tossicodipendenze, della salute
mentale e della doppia diagnosi.
Collocazione Centro Studi: 13193
Hautefeuille
M.,
L’uomo in pillole. Farmaci, droghe e società
EGA, 2005
Si tratta di un volume dedicato ai rapporti tra il concetto
di “farmaco” e quello di “droga”: un farmaco può
diventare una droga e una droga può diventare un farmaco. Esistono
tanto farmaci che "aprono" alla dipendenza, quanto droghe utilizzate
come "autocura". L'ambivalenza di entrambi i prodotti ne determina
sovrapposizione d'uso e univocità di attribuzione di significati:
per i momentanei effetti palliativi che producono e perchè offerti
con prepotenza nel mercato "delle illusioni e delle scorciatoie".
Una parte del volume è dedicata agli errori del proibizionismo
e agli scenari che si prefigurano dopo il proibizionismo.
Collocazione Centro Studi: 12050
Inglis B.,
Il gioco proibito. Storia sociale delle droghe
Mondatori, 1979
Brian Inglis, giornalista, ha pubblicato diverse opere
di carattere storico e sociale. Il presente libro, pubblicato nel 1975,
traccia la storia dell'uso delle droghe nel mondo occidentale. L'autore
analizza il fenomeno dal periodo dell'introduzione in Europa delle prime
sostanze considerate individualmente e socialmente pericolose, alla repressione
attuata dallo Stato e dalla Chiesa e alla posizione del potere economico
nei confronti della produzione e del commercio della droga. Il quadro
che ne scaturisce è reso più preciso dai riferimenti di
cui l'autore si serve: documenti ufficiali, memorie di viaggiatori ed
antropologi, testi letterari.
Collocazione Centro Studi: 02174
Lanternari
V.,
Religione, magia e droghe. Studi antropologici
Manni, 2006
Il
volume affronta il fenomeno del consumo di sostanze stupefacenti dal punto
di vista antropologico, inscrivendo il fenomeno in un contesto culturale,
e precisamente legandolo a dimensioni come religione e magia. Una prima
parte fornisce una definizione di religione, confrontando le diverse teorie
(sociologiche, filosofiche, politiche); la seconda parte approfondisce
la questione del sincretismo religioso, ripercorrendone gli sviluppi;
il terzo capitolo inserisce nel discorso il tema delle droghe, analizzandone
gli usi nei diversi contesti culturali e religiosi; l'ultima parte esamina
da un punto di vista più teorico i significati culturali connessi
all'uso di sostanze.
Collocazione Centro Studi: 13433
Margaron
H.,
Le stagioni degli dei. Storia medica e sociale delle droghe
Raffaello Cortina, 2001
L'autore intende approfondire il significato medico attribuito
agli effetti di alcune piante, erbe o radici nel corso dei secoli. Fino
a quando l'uomo ha avuto una visione antropomorfa dell'universo, i prodotti
della natura in grado di influire sulla sua salute erano doni da ricevere
o punizioni da subire. E' solo con Ippocrate che la malattia diventa evento
naturale e le piante opportunità per curarla. Margaron non intende
negare la pericolosità di certe "droghe": già
gli antichi punivano severamente chi trasgrediva le regole che ne controllavano
il consumo. Eppure l'enfasi con cui da alcuni decenni vengono denunciati
i rischi connessi all'uso (o all'abuso) di tali sostanze sembra trascurare
una delle grandi lezioni della storia, misconoscendo il ruolo svolto dal
contesto e dalla personalità nell'efficacia di certe droghe. Oggi
le neuroscienze offrono un modello per comprendere come tali interazioni
possano svilupparsi a livello cerebrale. Sorda a questi insegnamenti,
l'opinione pubblica preferisce ignorare le contraddizioni che emergono
nell'uso delle sostanze psicoattive e stigmatizzarne le vittime, per riproporre
così quel rito del "pharmakos" che l'autore vorrebbe
definitivamente legato al ricordo delle antiche stagioni degli dei.
Collocazione Centro Studi: 10523
Mc Kenna
T.,
Il nutrimento degli dei. Piante psicoattive ed evoluzione umana
Urra, 1995
L'opera di Mc Kenna cerca in modo metodico e sistematico
di affrontare la storia dell'evoluzione dell'umanità stimolata
e mediata dall'incontro con piante sacre e psichedeliche. Mc Kenna non
manca di fornire una descrizione di tutte le sostanze inebrianti ritrovate
nel regno vegetale.
Collocazione Centro Studi: 09136
Szasz T.,
Il mito della droga. La persecuzione rituale delle droghe, dei
drogati e degli spacciatori
Feltrinelli, 1980.
Nel suo più celebre e ambizioso lavoro, Szasz itende
mostrare al lettore come il rapporto che la nostra società ha costruito
con il fenomeno del consumo di sostanze sia riconducibile ad una sfera
più di carattere religioso che razionale, che appiattisce la questione
sulle coordinate morali di “bene” o “male”. Le
"droghe pericolose", i tossicomani e gli spacciatori divengono,
in questa prospettiva, capri espiatori della società occidentale.
La “persecuzione rituale” cui è sottoposto il mondo
delle sostanze stupefacenti è il riflesso contemporaneo delle persecuzioni
che nel passato hanno colpito streghe, i malati psichiatrici, e chiunque
fosse considerato “eretico”.
Collocazione Centro Studi: 02092
Proibizionismo,
antiproibizionismo e politiche sulla droga
In
questa bibliografia presentiamo una selezione (tra più di 600 voci)
del materiale presente nella nostra biblioteca inerente al dibattito tra
proibizionismo e antiproibizionismo (con tutte le sfumature del caso),
che domina la discussione sulle politiche da attuare rispetto al fenomeno
del consumo di stupefacenti.
Trattandosi di un inquadramento generale e teorico, abbiamo selezionato
testi vecchi anche di venti anni (ma pur sempre validi), e abbiamo invece
lasciato da parte il materiale apparso su riviste, sia perché questi
sono spesso troppo ancorati all’attualità, sia perché
riprendono tesi esposte nei volumi che presentiamo.
Abbiamo invece inserito alcuni documenti che presentano ricerche condotte
sul campo. Si noterà che sono presenti per la maggior parte testi
dell’area “antiproibizionista” (che presentano posizioni
in realtà anche molto differenti tra loro). Non si tratta solo
di una scelta “politica”, per così dire, ma anche (e
soprattutto) di un dato di fatto: la produzione dell’area antiproibizionista
è più florida, dovendo misurarsi con un sistema sociale,
culturale e legislativo fondamentalmente proibizionista.
Arnao G.
Tutte le droghe del presidente. Argomenti, storie e proposte contro
il proibizionismo
Sperling
& Kupfer, 1996
L’autore, medico celebre esponente del movimento
antiproibizionista internazionale, intende dimostrare, sulla base della
documentazione scientifica, che la maggioranza di coloro che assumono
determinate sostanze illecite, sono in grado di condurre un'esistenza
integrata e produttiva, e che potrebbero arrecare molti meno danni a sé
stessi e agli altri se non si trovassero in un contesto d’illegalità.
L'autore inoltre indaga alcune delle conseguenze delle scelte proibizioniste
finora ignorate, come il dilagare dell’epidemia di Aids nei paesi
asiatici. Il libro presenta un quadro ampio e circostanziato di possibili
modelli di legalizzazione.
Collocazione
Centro Studi: 07721
Arnao G.
Proibito capire. Proibizionismo e politiche di controllo sociale
EGA, 1990
Il libro fa il punto sulla ricerca orientata alla valutazione
delle conseguenze concrete di quasi ottant'anni di proibizionismo, attraverso
l'analisi del fenomeno nei suoi aspetti medici, politici, sociali, economici,
culturali, e sulla spiegazione delle dinamiche, significati e implicazioni
politiche del controllo sociale attuato attraverso la messa al bando delle
sostanze illegali.
Collocazione Centro Studi: 05834
Averni A.
Proibizionismo e antiproibizionismo. Dagli antichi divieti su
alcool e tabacco alla legge Jervolino/Vassalli
Castelvecchi, 1999
L’autore ripercorre la storia del proibizionismo,
dalle decapitazioni per i consumatori di tabacco nella Turchia del Seicento
alla scomunica di tutti i fumatori pronunciata da Urbano VIII, dalla strage
di San Valentino nella Chicago di Al Capone al giudizio di Benito Mussolini
sul proibizionismo di quegli anni, dalla legalizzazione delle droghe leggere
e pesanti nelle Indie orientali olandesi ai motivi dei conflitti tra Gran
Bretagna e Cina. Particolare attenzione è dedicata al "caso
italiano", con riferimento precipuo alla legge Jervolino/Vassalli.
Collocazione Centro Studi: 09352
Chiti Batelli
A.,
Per una politica europea della droga. I limiti della legalizzazione
Piero Lacaita editore, 1993
L’autore, ex consigliere parlamentare del Senato
e segretario delle delegazioni parlamentari italiane alle Assemblee Europee,
propone in questo volume una soluzione politica a livello europeo alla
questione droga, con l’intento di mediare tra le istanze del pensiero
proibizionista e la visione antproibizionista. Alla legalizzazione, di
cui vengono esaminati limiti e positività, deve accompagnarsi la
diffusione di efficaci misure dissuasive. L’autore sottolinea inoltre
la necessità di una politica integrata a livello europeo. Il volume
è argomentato attraverso il confronto delle tesi, talora opposte,
di un ampio numero di autori, tra cui si tenta una mediazione. Da segnalare
che le medesime tesi sono proposte dall’autore in un volume del
1992, dal titolo “Droga, problema europeo”, edito da Franco
Angeli, coll. 2032.
Collocazione Centro Studi: 09125
Dameno R.,
Verga M. (A cura di),
Finzione e utopie. Diritto e diritti nella società contemporanea
Angelo Guerini e associati, 2003
L'antologia raccoglie saggi che affrontano alcuni temi
della riflessione contemporanea sui rapporti tra norme giuridiche, la
tutela dei diritti fondamentali e le trasformazione sociali. Vengono affrontati
argomenti quali i diritti umani, la trasnazionalizzazione del diritto,
il pluralismo giuridico, le nuove povertà, le conseguenze dei progressi
biomedici, la proibizione degli stupefacenti.
Collocazione Centro Studi: 11348
Gruppo Abele/Magistratura
Democratica,
Le città europee e la droga
EGA, 1992
Gran parte dei contributi presenti nel volume (tra gli
altri: Ciotti, Arnao, Manconi, Cohen, Mathews) sono stati proposti nel
corso dei lavori del seminario "La droga in Europa: esperienze e
legislazioni a confronto", organizzato a Torino dall'1/12/1991 al
02/12/1991. Viene, in primo luogo, presentata una serie di esperienze
di intervento in alcune città europee (tra cui Torino, Milano,
Francoforte, Amsterdam, Liverpool); segue un dibattito su possibili strategie
di intervento (proibizionismo e antiproibizionismo, legalizzazione, accompagnamento).
In appendice viene fornito un quadro sintetico delle legislazioni e politiche
europee in tema di tossicodipendenza ed i seguenti documenti: risoluzione
di Francoforte; intervista ad E. Lieberherr; dichiarazione di Berlino
(01/12/1991); intervista a W. Hermann; la raccomandazione 28/11/1991;
il piano europeo di lotta alla droga.
Collocazione Centro Studi: 06357
Morbello
G. Titolo,
Fatti bene. Come cambiano i consumi delle droghe
Edizioni La Meridiana, 2004
L'autore evidenzia come la questione droga, nel suo complesso,
continui a interrogare molti degli aspetti della società italiana,
attraversando questioni morali, come quando si parla di "consumo
responsabile"; giuridiche, quando si parla di aspetti legati ad ipotesi
di legalizzazione; educative, quando ci sono in gioco i più giovani,
gli spinelli e le discoteche. Essa interroga la nostra cultura occidentale
quando si parla di consumo di alcol; mette in discussione i rapporti tra
Paesi ricchi e Paesi poveri, quando si affronta il problema dei contadini
che sopravvivono grazie alla produzione delle foglie di coca o di papavero
da oppio; pone interrogativi sugli equilibri mondiali, quando si pensa
ai canali di riciclaggio e allo scambio droga/armi. Si tratta di un panorama
complesso, che va letto con puntualità e attenzione, mentre per
gli interventi e le politiche proposte paiono necessarie qualità
come la flessibilità, la valutazione, la capacità di adattamento,
l'integrazione tra diversi servizi del pubblico e del privato sociale.
Collocazione Centro Studi: 11447
Hughes R.,
Lart R., Higate P. (a cura di),
Drugs: policy and politics,
Open University Press, 2006
Il testo comprende una serie di saggi che si propongono
di introdurre il lettore al tema delle politiche sociali sulla droga,
proponendo materiale insieme completo, chiaro, esaustivo e di facile lettura.
Vengono trattati temi come il rapporto tra esclusione sociale e consumo,
genere e consumo, appartenenza etnica e consumo; sono analizzate le leggi
e le normative sul tema, così come i modelli sanitari e le questioni
epidemiologiche, sempre in rapporto alle politiche sociali in atto o da
attuare. Chiude il volume una esposizione delle ultime teorie sociali
sul consumo di sostanze.
Collocazione Centro Studi: 12984
Pietrostefani
G.
Il sistema droga. Per capire le cause e punire di meno
Jaca Book, 1998
L'autore presenta gli aspetti essenziali dell'industria
delle droghe: la flessibilità e la mobilità, i paradossi,
i ruoli del riciclaggio, la dimensione del consumo; le caratteristiche
della produzione e delle culture; i popoli coinvolti e la geografia delle
rotte vecchie e nuove attraverso le quali le droghe arrivano in tutto
il pianeta; e di riassumere come la droga abbia segnato la storia dei
paesi produttori di droghe vegetali di successo. Il filo conduttore del
lavoro è la dicotomia ovvero il binomio proibizionismo/antiproibizionismo.
Collocazione Centro Studi: 08738
Verga M.
La droga espiatoria. Un’analisi critica del proibizionismo
Guerini Scientifica, 2004
L'autore ripercorre le vicende che hanno portato alla nascita
del "problema droga", alla sua esasperazione e agli strumenti
normativi per la sua soluzione, mentre in un secondo momento si propone
di verificare gli effetti del proibizionismo "moderno" sulle
dinamiche dei mercati delle droghe proibite e sui modelli di consumo.
In quest'ottica trovano anche spazio alcune riflessioni sui modelli di
controllo alternativi, come quello olandese, e sui miti che caratterizzano
la percezione del fenomeno e la sua regolamentazione giuridica, quali
la "teoria del passaggio", la distinzione tra droghe leggere
e droghe pesanti, la nozione di dipendenza. L'ipotesi di fondo è
che la pericolosità delle droghe e la dipendenza siano una falsa
premessa a un falso problema, dato che l'autocontrollo sul consumo è
molto più frequente di quanto si ritenga e più efficace
nel prevenire la problematicità dell'eventuale abuso.
Collocazione Centro Studi: 12541
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