Aids
Aids | Carcere | Dipendenze | Immigrati | Minori | Prostituzione | Raccolte tematiche di giurisprudenza | Vittime
A cura di Ferdinando Brizzi

Cassazione

Circolari e decreti ministeriali

Corte costituzionale

Corte europea diritti dell'uomo

Decreti legislativi

Decreti presidenziali

Garante della privacy

Giurisprudenza di merito

Giustizia amministrativa

Leggi nazionali

Leggi regionali

Unione europea

CASSAZIONE

PENALE

Arresti domiciliari

Corte di cassazione VI Sezione penale
Sentenza 23/3 - 31/5/2000
Secondo la Cassazione, la nuova disciplina degli arresti domiciliari per i malati di AIDS conclamata sottoposti a custodia cautelare in carcere è immediatamente applicabile anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della L. 231/99.
Collocazione Centro Studi: F4413

Differimento di pena

Corte di cassazione Sezione prima
Sentenza n. 24048/02
Non basta la prognosi infausta per il differimento della pena
Per la Cassazione, essersi gravemente ammalati di Aids, con prognosi infausta, non da diritto a conseguire la sospensione obbligatoria della pena per chi ha già ottenuto il beneficio della detenzione domiciliare.
Collocazione Centro Studi: G7915

Delitti contro la persona

Corte di cassazione Sezione I penale
Sentenza 3/5 - 8/9/2000
Secondo questa sentenza della Cassazione, la persona affetta da Aids conclamata, che aggredisca altre persone sputando su di loro saliva mista a sangue, con la precisa e dichiarata volontà di procurare danno, commette il reato di tentato omicidio. Oltre al testo della sentenza è presente un commento: Lo sputo intenzionale del malato di Aids può essere tentato omicidio.
Collocazione Centro Studi: D7506

Corte di Cassazione Sezione Terza Penale
Sentenza n. 250/2001
E' aggravante anche la possibilità, sia pure remota, di trasmettere l'AIDS
La Cassazione con questa sentenza ha affrontato un caso di violenza sessuale, aggravato dalla circostanza che l'imputato fosse sieropositivo, ritenendo sufficiente, ai fini dell'aumento di pena, la "astratta" possibilità di contagio, anche se in concreto lo stesso non sia avvenuto.
Collocazione Centro Studi: A8909

Corte di cassazione Sezione I penale
Sentenza 14/6 - 3/8/2001 n. 30425
Contagio letale diventa omicidio colposo se il sieropositivo è incosciente del pericolo (Il)
Secondo la Cassazione, il soggetto sieropositivo da HIV che, avendo rapporti sessuali senza protezione con un partner inconsapevole, lo contagi e ne cagioni la morte per Aids, ne deve rispondere o a titolo di omicidio volontario, sotto il profilo del dolo eventuale, o a titolo di omicidio colposo, aggravato dalla colpa cosciente, a seconda di quale risulti essere stato il suo atteggiamento psicologico rispetto all'evento letale. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: Al giudice di merito il compito di valutare se l'atteggiamento psicologico costituisce dolo. Secondo l'autore, bisogna accertare la conoscenza dello stato di salute e della gravità della malattia: l'analisi dovrà estendersi al livello culturale per capire se il reo si rende conto della pericolosità dello stato patologico in cui versa.
Collocazione Centro Studi: 2785C

CIVILE

Danni da trasfusioni

Cassazione Sezione lavoro
Sentenza 12/7 - 21/10/2000, n. 13923
Danni da trasfusione: l'indennizzo non è risarcitorio ma assistenziale
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di M. Rossetti: Indennizzo e risarcimento non sono alternativi, ma il giudice ora è certo. Secondo la Cassazione, l'indennizzo ai soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni ed emoderivati ha natura non già risarcitoria, bensì assistenziale, riconducibile agli artt. 2 e 32 Costituzione ed alle prestazioni poste a carico dello Stato in ragione del dovere di solidarietà sociale, tant'è che esso è alternativo alla pretesa risarcitoria volta ad ottenere l'integrale risarcimento dei danni sofferti in conseguenza del contagio.
Collocazione Centro Studi: 6321A

Cassazione Sezione lavoro
Sentenza n. 9960/02
Via libera alla pensione di invalidità per i malati di Aids
Secondo la Cassazione, la pensione di invalidità non può essere negata alle persone contagiate dal virus dellÃHiv sostenendo che la capacità lavorativa non è stata intaccata dalla malattia perché il fisico reagisce alle cure e ancora non si sono verificate manifestazioni cliniche da immunodeficienza.
Collocazione Centro Studi: G8211

 

È possibile consultare i testi presso la nostra biblioteca oppure richiederne la fotocopia.
I materiali indicati non esauriscono quanto contenuto nella banca dati relativamente al tema indicato.
Servizi
Home page © Associazione Gruppo Abele ONLUS - Centro Studi Documentazione e Ricerche