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CORTE
EUROPEA DIRITTI DELL'UOMO
Corte europea
dei diritti dell'uomo
Sentenza 25/01/1997
Tutela dei dati personali
La
sentenza è stata pronunciata con riferimento al sequestro e inclusione
nel fascicolo processuale dei dati sanitari e dell'identità di
un sieropositivo, cui era seguita la divulgazione di tali dati senza il
previo consenso dell'interessato.
Collocazione
Centro Studi: 9559B
Cour Européenne
des Droits de l'Homme
En affaire A et autres c. Danemark
La
sentenza ha avuto ad oggetto il caso di diversi cittadini danesi, vittime
del virus HIV, o parenti di persone decedute a causa del virus. Tutte
le vittime hanno ricevuto frequenti trasfusioni di sangue negli ospedali
danesi. La sentenza descrive la legislazione danese in materia di indennizzo
alle vittime dellØHIV a seguito di trasfusione e analizza i percorsi giudiziari
seguiti dalle vittime delle trasfusioni per ottenere tale indennizzo.
La Corte ha stigmatizzato la durata eccessiva del procedimento davanti
alle autorità danesi, ritenendo che le stesse non abbiano agito
con la diligenza eccezionale richiesta dall'art. 6 della Convenzione europea
sui diritti dell'uomo. Vi è stata dunque condanna dello Stato danese
al pagamento del danno morale.
Collocazione
Centro Studi: B4413
Cour Européenne
des Droits de l'Homme
Affaire F.E. c. France
Arret 30/10/1998
Tale
sentenza ha affrontato, con riferimento alla Francia, le questioni connesse
all'accesso ad un tribunale per ottenere un indennizzo complementare del
pregiudizio subito da un individuo contaminato dal virus HIV, a seguito
della somministrazione di prodotto ematico, e alla durata della procedura
di fronte alla Corte di Cassazione. La Corte ha condannato lo Stato francese
sotto il profilo del denegato accesso ad un tribunale, così come
contemplato dall'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo,
nonché con riferimento alla durata della procedura.
Collocazione
Centro Studi: B4414
Cour Europeenne
des Droits de l'Homme
Affaire B.B. c. France
Arret 7/9/1998
La
sentenza resa dalla Corte ha riguardato il caso di un cittadino congolese
(B.B.) condannato in Francia per narcotraffico, nonchè affetto
da virus HIV. A seguito della condanna, veniva disposto il suo rimpatrio:
veniva posta la questione circa la violazione della Convenzione europea
dei diritti dell'uomo per l'impossibilità di B.B. di fruire in
patria del trattamento medico adeguato al suo stato di salute. A seguito
del ricorso di B.B. di fronte alla Corte europea, la Francia ha assunto
l'impegno di non espellerlo, determinando così la cancellazione
della casa dal ruolo della Corte.
Collocazione
Centro Studi: B4415
Cour Européenne
des Droits de l'Homme
En l'affaire D. c. Royaume-Uni
La
sentenza resa dalla Corte ha riguardato il caso di un cittadino dell'isola
caraibica di Saints Kitts, D., condannato nel Regno Unito per traffico
di cocaina. A seguito della condanna, è stata disposta l'espulsione
verso l'Isola di provenienza. Durante l'esecuzione della pena detentiva
gli è stato diagnosticato l Aids. A seguito di ciò, è
stata avanzata richiesta di permesso di soggiorno per motivi umanitari,
data l'impossibilità presso Saints Kitts di fruire di adeguati
trattamenti medici. Tale richiesta è stata respinta sicché
D. si é rivolto alla Corte europea, che ha affermato la responsabilità
del Governo britannico per violazione della Convenzione europea dei diritti
dell'uomo.
Collocazione
Centro Studi: B4416
Cour Européenne
des Droits de l'Homme
En l'affaire Z c. Finlande
Questa
sentenza della Corte europea si segnala per l'importanza dei temi trattati,
in particolare per quanto riguarda la possibilità, da parte delle
autorità di polizia, di ordinare al medico curante l'esibizione
delle cartelle cliniche di una persona affetta da virus HIV, nell'ambito
di un procedimento penale. Nella specie, si trattava delle cartelle di
una donna alla quale il virus era stato trasmesso dal marito, in ordine
al quale si procedeva per tentato omicidio. La sentenza si è altresì
soffermata sulla divulgazione dell'identità della donna e del suo
stato di salute, effettuata dal tribunale di Helsinki. Mentre con riferimento
alla prima problematica, la Corte ha ritenuto non sussistere alcuna violazione
della Convenzione, ha condannato lo Stato finlandese con riferimento alla
divulgazione di identità e stato di salute della donna.
Collocazione
Centro Studi: B1513
Corte europea
dei diritti dell'uomo Sezione II
Sentenza 30/11/2000
Legittima la composizione amichevole sugli indennizzi tardivi agli
emotrasfusi
La
vicenda su cui si è pronunciata la Corte europea trae origine dalle
trasfusioni di sangue cui erano stati soggetti in Italia numerosi malati
di emofilia. Le trasfusioni furono effettuate con sangue infetto e portarono
i pazienti ad ammalarsi, tra l'altro di Aids, in alcuni casi con effetti
letali. L'Italia ha evitato la condanna, a causa della lunghezza dei processi
inerenti i risarcimenti dei danni subiti, a seguito dell'accordo raggiunto
tra le parti. Oltre al testo della sentenza è presente un commento
di S. Scardocchia: In linea con il rispetto dei diritti dell'uomo il risarcimento
proposto dal Governo italiano.
Collocazione
Centro Studi: 1654C
Ricorso alla
Corte europea dei diritti dell'uomo
Presentato in applicazione dell'art. 34 della Convenzione europea dei
diritti dell'uomo e degli articoli 45 e 47 del Regolamento della Corte
Ricorso
alla Corte europea dei diritti dell'uomo da parte di un medico condannato
in Italia (vedi G7831) per aver accettato una donazione di sangue da parte
di un donatore omosessuale.
Collocazione
Centro Studi: G9901
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