| CASSAZIONE
Corte
di cassazione, Sezione I penale
Sentenza n. 7791 ud. 30/01/2008 - deposito del 20/02/2008
Esecuzione - regime ex. art. 41 bis O.P. - accesso alla procreazione
assistita
La Corte ha annullato il provvedimento del giudice di sorveglianza
che aveva dichiarato non luogo a provvedere sul reclamo proposto da un
condannato sottoposto al regime penitenziario di cui all'art. 41 bis avverso
il rifiuto opposto dal DAP al suo accesso al programma di fecondazione
assistita. Per la Corte si tratta di situazione giuridica meritevole di
tutela che imponeva al giudice di pronunciarsi.
Collocazione
Centro Studi: H7801
Corte
di Cassazione, Sezioni Unite penali
Sentenza n. 24561 del 30/5/2006 - depositata il 17/7/2006
Esecuzione e ordinamento penitenziario - Condanna per delitti
in materia sessuale - Divieto di sospensione dell'esecuzione - Rinvio
all'art. 4-bis O.P. - Ambito del divieto - Ius superveniens – Effetti
La Corte ha affermato che il divieto di sospensione dell'esecuzione
delle pene detentive, che riguardava le condanne per associazione per
delinquere finalizzata alla commissione di delitti di violenza sessuale
ma non anche i quelle per i delitti fine elencati nell'art. 4-bis O.P.,
per effetto della recente modifica dell'art. 4 bis, opera anche per gli
specifici delitti in materia sessuale, pure commessi al di fuori del vincolo
associativo. Tale norma trova immediata applicazione in tutti i processi
esecutivi non ancora esauriti.
Collocazione Centro Studi: H7815
Corte di
Cassazione, Sezione I penale
Sentenza 10/5/2007 n. 18022
Pena - Cause di estinzione - Liberazione condizionale - Ravvedimento
- Nozione
Secondo la Cassazione l'accertamento del sicuro ravvedimento
del condannato a pena detentiva, ai fini della concessione della liberazione
condizionale, non implica indagini di tipo soggettivistico, ma deve muovere
dalla concreta osservazione dei comportamenti tenuti durante l'esecuzione
della pena, da cui possa desumersi la compiuta revisione critica delle
scelte criminali di vita anteatta.
Collocazione Centro Studi: H8210
Cassazione
Penale,
sez. I
Sentenza n. 25982 del 14/7/2005
Sentenza in materia di concessione, condivisa dalla Cassazione,
della liberazione condizionale ad ex appartenente alle Brigate Rosse da
parte del Tribunale di Sorveglianza di Firenze, sulla base di un giudizio
favorevole circa la sussistenza del requisito del ravvedimento, inteso
come ripudio definitivo della violenza quale strumento di lotta politica
e comprensione del disvalore dei fatti criminosi commessi.
Collocazione Centro Studi: H7316
Corte
di Cassazione Sezione prima
Sentenza n. 41986/05; depositata il 22 novembre
Anoressia è incompatibile con il carcere (L')
La Cassazione ha statuito che se il detenuto soffre di
anoressia e la patologia è tale da non poter fronteggiata nell'Istituto
penitenziario, può costituire causa di differimento della pena.
Collocazione Centro Studi: H7321
Mariangela
Longo
Intento rieducativo dell'affidamento terapeutico legittima la
detrazione di pena a titolo di liberazione anticipata (L')
L'autrice commenta la sentenza 6/10/2004, n. 43582, della
Corte di cassazione pubblicata insieme al commento. La decisione ritiene
che la disciplina relativa all'applicazione della misura alternativa della
liberazione anticipata anche al periodo trascorso in regime di affidamento
al servizio sociale, sia estensibile alla misura analoga dell'affidamento
terapeutico previsto dall'art. 94 dpr 309/90. In particolare specifica
che la misura dell'affidamento terapeutico, pur avendo un contenuto più
specificatamente terapeutico, non prescinde da un intento rieducativo
che può essere valutato anche se il fine terapeutico non è
stato ancora raggiunto.
Collocazione Centro Studi: 8133C
Francesca
Ingrosso
Sulla tassatività della ipotesi di revoca della sospensione
condizionata della pena di cui all'art. 2 comma 5 L. n. 207/2003
L'autrice commenta la sentenza 17/5/2005, n. 19053, della
Cassazione in materia di presupposti della revoca della sospensione condizionata
della pena. Il testo della sentenza è premesso al commento. Secondo
la Cassazione il cd. indultino può essere revocato solo in presenza
di sopravvenuta condanna a pena detentiva non inferiore a 6 mesi per delitto
non colposo o di ingiustificata violazione delle prescrizioni. La Corte
modifica in tal modo la propria giurisprudenza espressa con sentenza 23/11/2004.
Collocazione Centro Studi: 8134C
Corte
di Cassazione - Prima Sezione Penale
Sentenza n. 1737 Ud. 25/10/2005 - deposito del 17/1/2006
Esecuzione e ordinamento penitenziario - Misure alternative -
Condizioni soggettive di ammissibilità - Impegno religioso
Secondo la Cassazione, se l'adesione a valori religiosi
è un dato positivo, tuttavia nelle interpretazione di taluni gruppi
integralisti, la religione islamica è concepita in termini conflittuali
e di ostilità. Per questo ha ritenuto legittimo il respingimento
di richiesta di misura alternativa di un condannato, dicendo che il suo
impegno religioso non può fornire base sicura per affermare una
positiva evoluzione della personalità.
Collocazione Centro Studi: D8507
Corte
di Cassazione
Sentenza n. 19782 dell'11/4/2006 - depositata il 9/6/2006
Esecuzione e ordinamento penitenziario - affidamento in prova
del tossicodipendente - programma terapeutico - sindacato del tribunale
di sorveglianza - valutazione finalistica
La Corte ha affermato che, ai fini della concessione della
misura dell'affidamento in prova per fini terapeutici, il tribunale di
sorveglianza è tenuto a verificare anche la sussistenza di elementi
tali da giustificare un giudizio prognostico favorevole.
Collocazione Centro Studi: E6107
Corte
di Cassazione, Sezione prima
Sentenza 24/1/2005. n. 1975
Trattamento penitenziario, si applica anche retroattivamente
Secondo
la Corte, l'applicazione di sopravvenute norme più restrittive
in tema di benefici penitenziari non dà luogo alla violazione del
principio di irretroattività della legge penale. La sentenza è
seguita da un approfondito commento di Aldo Natalini.
Collocazione
Centro Studi: H6022
Cassazione
Penale, Sez. III
Sentenza
15/6/2004, n. 26832
Sospensione dell'esecuzione della pena per reato ex art. 609-bis
c.p. commesso fuori da uno schema associativo
La
Cassazione ha affermato che tra i reati in relazione ai quali l'esecuzione
di pene detentive non superiori a tre (o quattro) anni non deve essere
sospesa rientra anche quello di cui all'art. 609-bis c.p.. Ne consegue
che il condannato per violenza sessuale, anche se privo di collegamenti
con la criminalità organizzata, non ha diritto alla sospensione
dell'esecuzione della pena. Oltre al testo della sentenza è presente
un approfondito commento di Paolo Troisi.
Collocazione
Centro Studi: H6411
Cassazione
Penale, Sez. II
Sentenza 7/12/2004, n. 47473
Custodia cautelare in carcere e impossibilità del coniuge
di provvedere alla prole
La
Cassazione ha affermato che l'art. 275 comma 4 cpp, per cui non può
essere applicata custodia in carcere alla donna in cinta o madre di prole
inferiore ai 3 anni, nonchè al padre di identica prole, ove la
madre sia deceduta o impossibilitata ad accudire i figli, risponde all'esigenza
di garantire ai figli l'assistenza familiare in un momento particolarmente
significativo e qualificante della loro formazione fisica e psichica.
Il ruolo del genitore in questa fase non può essere sostituito
da altri componenti della famiglia. Oltre al testo della sentenza è
presente un commento di A. Chelo Manchia.
Collocazione
Centro Studi: H6620
Cassazione
Sezione prima penale
Sentenza 9/3 - 2/5/2005, n. 16446
Per ottenere la libertà condizionale servono fatti e non
parole
Il caso di un ex brigatista: non basta una lettera di ravvedimento indirizzata
ai familiari della vittima
Oltre
al testo della sentenza è presente un commento di L. Blasi: Pagare
i danni prova il ravvedimento.
Collocazione
Centro Studi: 7175C
Cassazione
Sezione prima penale
Sentenza 22/12 - 3/2/2005, n. 3947
Proroga del 41bis va adeguamente motivata Carcere duro ai mafiosi:
stop della cassazione alle motivazioni stereotipe, fittizie e apparenti
(La)
Oltre
al testo della sentenza è presente un commento di L. Blasi: Carcere
duro: primo tutelare i diritti.
Collocazione
Centro Studi: 7176C
Cassazione
penale, Sez. V
Sentenza 9/12/2003 (dep. 30/12/2003), n. 49442
Misure cautelari personali - Condizioni e criteri di applicabilità
- Scelta delle misure - Divieto di custodia cautelare in determinati casi
- Condizioni di salute particolarmente gravi - Incompatibilità
con lo stato detentivo - Impossibilità di disporre e mantenere
la custodia cautelare - Poteri del giudice
Per
la Cassazione, la custodia cautelare in carcere non può essere
disposta nè mantenuta quando l'imputato è persona affetta
da malattia particolarmente grave incompatibile con lo stato di detenzione
e tale da consentire cure adeguate in ambiente carcerario.
Oltre al testo della sentenza è presente un commento di A. Centonze:
Il regime detentivo dell'imputato e la rilevanza delle condizioni di salute
particolarmente gravi.
Collocazione
Centro Studi: H7002
Corte
di Cassazione Sezione Prima Penale
Sentenza n. 354137 ud. 22/79/2005 - deposito del 29/9/2005
Ordinamento penitenziario - affidamento in prova al servizio sociale
- liberazione anticipata – condizioni
Secondo
la Cassazione, il giudice che valuta la concedibilità della liberazione
anticipata a chi sia già affidato in prova al servizio sociale
deve effettuare una valutazione più pregnante: non solo il condannato
deve aver dato prova di partecipare all'opera di rieducazione, ma anche
di un inizio di recupero sociale desumibile da indici rivelatori del positivo
evolversi della sua personalità.
Collocazione
Centro Studi: H7119
Corte
di Cassazione Sezione Prima Penale
Sentenza n. 2887 Ud. 12/1/2005 - Deposito del 28/1/2005
Misure alternative alla detenzione - Competenza
La
Corte ha ribadito un principio consolidato per cui, in tema di misure
alternative alla detenzione, nel caso in cui siano diversi il tribunale
di sorveglianza che dispose la misura e quello nella cui giurisdizione
si trova il luogo ove è in corso l'espiazione della misura, spetta
a quest'ultimo la competenza a provvedere sulla revoca.
Collocazione
Centro Studi: H6003
Corte
di Cassazione Sezione Prima Penale
Sentenza n. 3008 Ud. 19/11/2004 - Deposito del 31/1/2005
Sospensione condizionata dell'esecuzione della pena (indultino)
- Revoca di una misura alternativa - Preclusione - Condizioni
Per
la Cassazione, l'art. 1 comma 3, lett. d), della L. 207/2003, deve essere
interpretato nel senso che la sospensione condizionata della pena non
può essere concessa a chi abbia subito la revoca di una misura
alternativa alla detenzione qualora la revoca sia dovuta al comportamento
del soggetto incompatibile con la prosecuzione della misura e non invece
quando sia conseguente a fatto incolpevole, quale ad es. il sopraggiungere
di altro titolo esecutivo incompatibile con la misura alternativa ma non
con la sospensione condizionata.
Collocazione
Centro Studi: H6004
Corte
di Cassazione Sezione 1
Sentenza n. 852 del 1998
Affidamento in prova ex art. 94 – Tossicodipendente Incidente
esecuzione
La
Cassazione ha affermato che ove il P.M. non provveda a sospendere o far
cessare l'esecuzione dell'ordine di carcerazione a seguito dell'istanza
di affidamento in prova terapeutico il richiedente può far valere
eventuali doglianze mediante incidente di esecuzione.
Collocazione
Centro Studi: H6005
Corte
di Cassazione Sez. 1
Sentenza n. 26260 del 2004
Affidamento in prova art. 94 - Tossicodipendente - Programma terapeutico
La
Cassazione ha chiarito che l'affidamento del tossicodipendente presuppone
un programma di attività terapeutica idoneo ai fini del recupero
del condannato e corredato di prescrizioni e forma di controllo per accertare
che il soggetto prosegue il programma di recupero.
Collocazione
Centro Studi: H6006
Corte
di Cassazione Sezione prima
Sentenza n. 2625/05; depositata il 27 gennaio
Collaboratori di giustizia e misure alternative: non vale il divieto
di concessione nel triennio successivo alla revoca
Secondo la
Cassazione, il divieto di concessione nel triennio di misure alternative
ai condannati nei cui confronti sia stata disposta la revoca di dette
misure, non è applicabile a quei collaboratori di giustizia che
abbiano chiesto la concessione delle misure alternative della detenzione
domiciliare o della liberazione condizionale, atteso che opera nei loro
confronti una deroga legislativa. Segue un approfondito commento di Maurizio
Fumo.
Collocazione
Centro Studi: H6028
Cassazione
Sezione prima penale
Sentenza 19/2 - 17/3/2004, n. 12982
Chi non collabora non gode dei benefici
Per il superamento
della condizione ostativa alla concessione dei benefici penitenziari stabilita
dall'art. 4bis ord. penit., non è sufficiente la recisione dei
collegamenti con la criminalità organizzata, ma occorre il requisito
dell'effettiva collaborazione con la giustizia.
Collocazione
Centro Studi: 6153C
Corte
di cassazione Sezione I penale
Sentenza 26/6 - 5/2/2004 n. 4599
41-bis: l'interesse a ricorrere del detenuto permane anche dopo la
scadenza della misura
Secondo
la Cassazione, sussiste l'interesse alla pronuncia della Corte di cassazione
sul ricorso avverso una ordinanza del Tribunale di sorveglianza in materia
di proroga del regime di cui all'art. 41-bis anche dopo la scadenza dei
termini di originaria efficacia del decreto impugnato. La decisione sul
reclamo avverso il provvedimento di applicazione ha infatti una efficacia
diretta e immediata sulla validità dei decreti ministeriali successivi.
Inoltre, secondo la Cassazione, è legittima la proroga di tale
regime ove non risulti che la capacità del detenuto di mantenere
contatti con associazioni criminali sia venuta meno. Oltre al testo della
sentenza, è presente un commento di A. Marcheselli: Dal contenuto
della decisione sul reclamo un vincolo per il successivo potere di proroga.
Collocazione
Centro Studi: 5706C
Corte
di cassazione Sezione Lavoro
Sentenza 14/12/1999 - 2/5/2000 n. 5499
Chi
è licenziato perché in custodia cautelare ha diritto al
reintegro ma non all'indennità Secondo la Cassazione, il lavoratore
licenziato perché sottoposto alla misura della custodia cautelare
ha diritto a essere reintegrato qualora venga assolto o prosciolto, ma
non ha diritto alle retribuzioni dalla data del licenziamento sino a quella
della riassunzione. Oltre al testo della sentenza è presente un
commento di G. Napoletano, Per il lavoratore prosciolto dall'accusa delineata
una terza forma di tutela.
Collocazione
Centro Studi: 3149B
Corte
di cassazione VI Sezione penale
Sentenza 23/3 - 31/5/2000
Secondo
la Cassazione, la nuova disciplina degli arresti domiciliari per i malati
di AIDS conclamata sottoposti a custodia cautelare in carcere è
immediatamente applicabile anche ai procedimenti in corso alla data di
entrata in vigore della L. 231/99.
Collocazione
Centro Studi: F4413
Corte
di Cassazione Sezione Sesta Penale
Sentenza n. 8135/2000
Gravidanza non consente di lasciare gli arresti domiciliari (La)
Secondo
la Cassazione, la gravidanza non rappresenta, almeno di norma, uno "stato
patologico" tale da giustificare l'allontanamento, senza autorizzazione,
dagli arresti domiciliari.
Collocazione
Centro Studi: D9206
Cassazione
- Sezione VI penale
Sentenza depositata il 13/03/2001
Nei "domiciliari" il miniritardo è un'evasione, in semilibertà
è solo violazione disciplinare
Oltre
al testo della sentenza, l'articolo riporta un commento di F.A. Genovese,
intitolato "Linea dura con l'evasione impropria". La sentenza riguarda
la disparità di trattamento per i reati (nella fattispecie il ritardo
nel rientro) commessi in regime di semilibertà o in regime di detenzione
domiciliare.
Collocazione
Centro Studi: 2090C
Corte
di Cassazione Sezione prima
Sentenza n. 17683/02
Per
l'affidamento in prova non occorre essere buoni con la parti civili
Secondo
la Cassazione, i giudici del tribunale di sorveglianza non possono negare
al condannato che ne fa richiesta l'affidamento in prova al servizio sociale
giustificando il "no" col fatto che non sono stati risarciti i danni alle
parti lese, secondo quanto stabilito dalle obbligazioni civili della condanna.
Il giudizio prognostico per l'affidamento deve fondarsi sui risultati
dell'osservazione penitenziaria o - se il condannato non è detenuto
- sulla valutazione del comportamento complessivo tenuto in libertà.
Collocazione
Centro Studi: B3320
Cassazione
sezione sesta penale
Sentenza 5/2 - 20/3/2002, n. 11371
Scarcerazione
per motivi di salute, è sempre necessaria la consulenza tecnica
Secondo
la Cassazione, lo stato di detenzione all'estero non è ostativo
all'esecuzione di accertamenti tecnici sulle condizioni di salute dell'indagato.
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di F. Izzo:
Il medico non esercita la giurisdizione. L'accertamento peritale è
mera operazione tecnica delegabile.
Collocazione
Centro Studi: 3199C
Corte
di cassazione Sezione prima
Sentenza n. 24048/02
Non
basta la prognosi infausta per il differimento della pena
Per
la Cassazione, essersi gravemente ammalati di Aids, con prognosi infausta,
non da diritto a conseguire la sospensione obbligatoria della pena per
chi ha già ottenuto il beneficio della detenzione domiciliare.
Collocazione
Centro Studi: G7915 |