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A cura di Ferdinando Brizzi

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CASSAZIONE

Corte di cassazione, Sezione I penale
Sentenza n. 7791 ud. 30/01/2008 - deposito del 20/02/2008
Esecuzione - regime ex. art. 41 bis O.P. - accesso alla procreazione assistita
La Corte ha annullato il provvedimento del giudice di sorveglianza che aveva dichiarato non luogo a provvedere sul reclamo proposto da un condannato sottoposto al regime penitenziario di cui all'art. 41 bis avverso il rifiuto opposto dal DAP al suo accesso al programma di fecondazione assistita. Per la Corte si tratta di situazione giuridica meritevole di tutela che imponeva al giudice di pronunciarsi.
Collocazione Centro Studi: H7801

Corte di Cassazione, Sezioni Unite penali
Sentenza n. 24561 del 30/5/2006 - depositata il 17/7/2006
Esecuzione e ordinamento penitenziario - Condanna per delitti in materia sessuale - Divieto di sospensione dell'esecuzione - Rinvio all'art. 4-bis O.P. - Ambito del divieto - Ius superveniens – Effetti
La Corte ha affermato che il divieto di sospensione dell'esecuzione delle pene detentive, che riguardava le condanne per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti di violenza sessuale ma non anche i quelle per i delitti fine elencati nell'art. 4-bis O.P., per effetto della recente modifica dell'art. 4 bis, opera anche per gli specifici delitti in materia sessuale, pure commessi al di fuori del vincolo associativo. Tale norma trova immediata applicazione in tutti i processi esecutivi non ancora esauriti.
Collocazione Centro Studi: H7815

Corte di Cassazione, Sezione I penale
Sentenza 10/5/2007 n. 18022
Pena - Cause di estinzione - Liberazione condizionale - Ravvedimento - Nozione
Secondo la Cassazione l'accertamento del sicuro ravvedimento del condannato a pena detentiva, ai fini della concessione della liberazione condizionale, non implica indagini di tipo soggettivistico, ma deve muovere dalla concreta osservazione dei comportamenti tenuti durante l'esecuzione della pena, da cui possa desumersi la compiuta revisione critica delle scelte criminali di vita anteatta.
Collocazione Centro Studi:
H8210

Cassazione Penale, sez. I
Sentenza n. 25982 del 14/7/2005
Sentenza in materia di concessione, condivisa dalla Cassazione, della liberazione condizionale ad ex appartenente alle Brigate Rosse da parte del Tribunale di Sorveglianza di Firenze, sulla base di un giudizio favorevole circa la sussistenza del requisito del ravvedimento, inteso come ripudio definitivo della violenza quale strumento di lotta politica e comprensione del disvalore dei fatti criminosi commessi.
Collocazione Centro Studi: H7316

Corte di Cassazione Sezione prima
Sentenza n. 41986/05; depositata il 22 novembre
Anoressia è incompatibile con il carcere (L')
La Cassazione ha statuito che se il detenuto soffre di anoressia e la patologia è tale da non poter fronteggiata nell'Istituto penitenziario, può costituire causa di differimento della pena.
Collocazione Centro Studi: H7321

Mariangela Longo
Intento rieducativo dell'affidamento terapeutico legittima la detrazione di pena a titolo di liberazione anticipata (L')
L'autrice commenta la sentenza 6/10/2004, n. 43582, della Corte di cassazione pubblicata insieme al commento. La decisione ritiene che la disciplina relativa all'applicazione della misura alternativa della liberazione anticipata anche al periodo trascorso in regime di affidamento al servizio sociale, sia estensibile alla misura analoga dell'affidamento terapeutico previsto dall'art. 94 dpr 309/90. In particolare specifica che la misura dell'affidamento terapeutico, pur avendo un contenuto più specificatamente terapeutico, non prescinde da un intento rieducativo che può essere valutato anche se il fine terapeutico non è stato ancora raggiunto.
Collocazione Centro Studi: 8133C

Francesca Ingrosso
Sulla tassatività della ipotesi di revoca della sospensione condizionata della pena di cui all'art. 2 comma 5 L. n. 207/2003
L'autrice commenta la sentenza 17/5/2005, n. 19053, della Cassazione in materia di presupposti della revoca della sospensione condizionata della pena. Il testo della sentenza è premesso al commento. Secondo la Cassazione il cd. indultino può essere revocato solo in presenza di sopravvenuta condanna a pena detentiva non inferiore a 6 mesi per delitto non colposo o di ingiustificata violazione delle prescrizioni. La Corte modifica in tal modo la propria giurisprudenza espressa con sentenza 23/11/2004.
Collocazione Centro Studi: 8134C

Corte di Cassazione - Prima Sezione Penale
Sentenza n. 1737 Ud. 25/10/2005 - deposito del 17/1/2006
Esecuzione e ordinamento penitenziario - Misure alternative - Condizioni soggettive di ammissibilità - Impegno religioso
Secondo la Cassazione, se l'adesione a valori religiosi è un dato positivo, tuttavia nelle interpretazione di taluni gruppi integralisti, la religione islamica è concepita in termini conflittuali e di ostilità. Per questo ha ritenuto legittimo il respingimento di richiesta di misura alternativa di un condannato, dicendo che il suo impegno religioso non può fornire base sicura per affermare una positiva evoluzione della personalità.
Collocazione Centro Studi: D8507

Corte di Cassazione
Sentenza n. 19782 dell'11/4/2006 - depositata il 9/6/2006
Esecuzione e ordinamento penitenziario - affidamento in prova del tossicodipendente - programma terapeutico - sindacato del tribunale di sorveglianza - valutazione finalistica
La Corte ha affermato che, ai fini della concessione della misura dell'affidamento in prova per fini terapeutici, il tribunale di sorveglianza è tenuto a verificare anche la sussistenza di elementi tali da giustificare un giudizio prognostico favorevole.
Collocazione Centro Studi: E6107

Corte di Cassazione, Sezione prima
Sentenza 24/1/2005. n. 1975

Trattamento penitenziario, si applica anche retroattivamente
Secondo la Corte, l'applicazione di sopravvenute norme più restrittive in tema di benefici penitenziari non dà luogo alla violazione del principio di irretroattività della legge penale. La sentenza è seguita da un approfondito commento di Aldo Natalini.
Collocazione Centro Studi: H6022

Cassazione Penale, Sez. III
Sentenza 15/6/2004, n. 26832
Sospensione dell'esecuzione della pena per reato ex art. 609-bis c.p. commesso fuori da uno schema associativo

La Cassazione ha affermato che tra i reati in relazione ai quali l'esecuzione di pene detentive non superiori a tre (o quattro) anni non deve essere sospesa rientra anche quello di cui all'art. 609-bis c.p.. Ne consegue che il condannato per violenza sessuale, anche se privo di collegamenti con la criminalità organizzata, non ha diritto alla sospensione dell'esecuzione della pena. Oltre al testo della sentenza è presente un approfondito commento di Paolo Troisi.
Collocazione Centro Studi: H6411

Cassazione Penale, Sez. II
Sentenza 7/12/2004, n. 47473
Custodia cautelare in carcere e impossibilità del coniuge di provvedere alla prole

La Cassazione ha affermato che l'art. 275 comma 4 cpp, per cui non può essere applicata custodia in carcere alla donna in cinta o madre di prole inferiore ai 3 anni, nonchè al padre di identica prole, ove la madre sia deceduta o impossibilitata ad accudire i figli, risponde all'esigenza di garantire ai figli l'assistenza familiare in un momento particolarmente significativo e qualificante della loro formazione fisica e psichica. Il ruolo del genitore in questa fase non può essere sostituito da altri componenti della famiglia. Oltre al testo della sentenza è presente un commento di A. Chelo Manchia.
Collocazione Centro Studi: H6620

Cassazione Sezione prima penale
Sentenza 9/3 - 2/5/2005, n. 16446
Per ottenere la libertà condizionale servono fatti e non parole
Il caso di un ex brigatista: non basta una lettera di ravvedimento indirizzata ai familiari della vittima

Oltre al testo della sentenza è presente un commento di L. Blasi: Pagare i danni prova il ravvedimento.
Collocazione Centro Studi: 7175C

Cassazione Sezione prima penale
Sentenza 22/12 - 3/2/2005, n. 3947
Proroga del 41bis va adeguamente motivata Carcere duro ai mafiosi: stop della cassazione alle motivazioni stereotipe, fittizie e apparenti (La)
Oltre al testo della sentenza è presente un commento di L. Blasi: Carcere duro: primo tutelare i diritti.
Collocazione Centro Studi: 7176C

Cassazione penale, Sez. V
Sentenza 9/12/2003 (dep. 30/12/2003), n. 49442
Misure cautelari personali - Condizioni e criteri di applicabilità - Scelta delle misure - Divieto di custodia cautelare in determinati casi - Condizioni di salute particolarmente gravi - Incompatibilità con lo stato detentivo - Impossibilità di disporre e mantenere la custodia cautelare - Poteri del giudice

Per la Cassazione, la custodia cautelare in carcere non può essere disposta nè mantenuta quando l'imputato è persona affetta da malattia particolarmente grave incompatibile con lo stato di detenzione e tale da consentire cure adeguate in ambiente carcerario.
Oltre al testo della sentenza è presente un commento di A. Centonze: Il regime detentivo dell'imputato e la rilevanza delle condizioni di salute particolarmente gravi.
Collocazione Centro Studi: H7002

Corte di Cassazione Sezione Prima Penale
Sentenza n. 354137 ud. 22/79/2005 - deposito del 29/9/2005
Ordinamento penitenziario - affidamento in prova al servizio sociale - liberazione anticipata – condizioni

Secondo la Cassazione, il giudice che valuta la concedibilità della liberazione anticipata a chi sia già affidato in prova al servizio sociale deve effettuare una valutazione più pregnante: non solo il condannato deve aver dato prova di partecipare all'opera di rieducazione, ma anche di un inizio di recupero sociale desumibile da indici rivelatori del positivo evolversi della sua personalità.
Collocazione Centro Studi: H7119

Corte di Cassazione Sezione Prima Penale
Sentenza n. 2887 Ud. 12/1/2005 - Deposito del 28/1/2005
Misure alternative alla detenzione - Competenza
La Corte ha ribadito un principio consolidato per cui, in tema di misure alternative alla detenzione, nel caso in cui siano diversi il tribunale di sorveglianza che dispose la misura e quello nella cui giurisdizione si trova il luogo ove è in corso l'espiazione della misura, spetta a quest'ultimo la competenza a provvedere sulla revoca.
Collocazione Centro Studi: H6003

Corte di Cassazione Sezione Prima Penale
Sentenza n. 3008 Ud. 19/11/2004 - Deposito del 31/1/2005
Sospensione condizionata dell'esecuzione della pena (indultino) - Revoca di una misura alternativa - Preclusione - Condizioni
Per la Cassazione, l'art. 1 comma 3, lett. d), della L. 207/2003, deve essere interpretato nel senso che la sospensione condizionata della pena non può essere concessa a chi abbia subito la revoca di una misura alternativa alla detenzione qualora la revoca sia dovuta al comportamento del soggetto incompatibile con la prosecuzione della misura e non invece quando sia conseguente a fatto incolpevole, quale ad es. il sopraggiungere di altro titolo esecutivo incompatibile con la misura alternativa ma non con la sospensione condizionata.
Collocazione Centro Studi: H6004

Corte di Cassazione Sezione 1
Sentenza n. 852 del 1998
Affidamento in prova ex art. 94 – Tossicodipendente Incidente esecuzione
La Cassazione ha affermato che ove il P.M. non provveda a sospendere o far cessare l'esecuzione dell'ordine di carcerazione a seguito dell'istanza di affidamento in prova terapeutico il richiedente può far valere eventuali doglianze mediante incidente di esecuzione.
Collocazione Centro Studi: H6005

Corte di Cassazione Sez. 1
Sentenza n. 26260 del 2004
Affidamento in prova art. 94 - Tossicodipendente - Programma terapeutico
La Cassazione ha chiarito che l'affidamento del tossicodipendente presuppone un programma di attività terapeutica idoneo ai fini del recupero del condannato e corredato di prescrizioni e forma di controllo per accertare che il soggetto prosegue il programma di recupero.
Collocazione Centro Studi: H6006

Corte di Cassazione Sezione prima
Sentenza n. 2625/05; depositata il 27 gennaio
Collaboratori di giustizia e misure alternative: non vale il divieto di concessione nel triennio successivo alla revoca

Secondo la Cassazione, il divieto di concessione nel triennio di misure alternative ai condannati nei cui confronti sia stata disposta la revoca di dette misure, non è applicabile a quei collaboratori di giustizia che abbiano chiesto la concessione delle misure alternative della detenzione domiciliare o della liberazione condizionale, atteso che opera nei loro confronti una deroga legislativa. Segue un approfondito commento di Maurizio Fumo.
Collocazione Centro Studi: H6028

Cassazione Sezione prima penale
Sentenza 19/2 - 17/3/2004, n. 12982
Chi non collabora non gode dei benefici

Per il superamento della condizione ostativa alla concessione dei benefici penitenziari stabilita dall'art. 4bis ord. penit., non è sufficiente la recisione dei collegamenti con la criminalità organizzata, ma occorre il requisito dell'effettiva collaborazione con la giustizia.
Collocazione Centro Studi: 6153C

Corte di cassazione Sezione I penale
Sentenza 26/6 - 5/2/2004 n. 4599
41-bis: l'interesse a ricorrere del detenuto permane anche dopo la scadenza della misura
Secondo la Cassazione, sussiste l'interesse alla pronuncia della Corte di cassazione sul ricorso avverso una ordinanza del Tribunale di sorveglianza in materia di proroga del regime di cui all'art. 41-bis anche dopo la scadenza dei termini di originaria efficacia del decreto impugnato. La decisione sul reclamo avverso il provvedimento di applicazione ha infatti una efficacia diretta e immediata sulla validità dei decreti ministeriali successivi. Inoltre, secondo la Cassazione, è legittima la proroga di tale regime ove non risulti che la capacità del detenuto di mantenere contatti con associazioni criminali sia venuta meno. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di A. Marcheselli: Dal contenuto della decisione sul reclamo un vincolo per il successivo potere di proroga.
Collocazione Centro Studi: 5706C

Corte di cassazione Sezione Lavoro
Sentenza 14/12/1999 - 2/5/2000 n. 5499
Chi è licenziato perché in custodia cautelare ha diritto al reintegro ma non all'indennità Secondo la Cassazione, il lavoratore
licenziato perché sottoposto alla misura della custodia cautelare ha diritto a essere reintegrato qualora venga assolto o prosciolto, ma non ha diritto alle retribuzioni dalla data del licenziamento sino a quella della riassunzione. Oltre al testo della sentenza è presente un commento di G. Napoletano, Per il lavoratore prosciolto dall'accusa delineata una terza forma di tutela.
Collocazione Centro Studi: 3149B

Corte di cassazione VI Sezione penale
Sentenza 23/3 - 31/5/2000
Secondo la Cassazione, la nuova disciplina degli arresti domiciliari per i malati di AIDS conclamata sottoposti a custodia cautelare in carcere è immediatamente applicabile anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della L. 231/99.
Collocazione Centro Studi: F4413

Corte di Cassazione Sezione Sesta Penale
Sentenza n. 8135/2000
Gravidanza non consente di lasciare gli arresti domiciliari (La)
Secondo la Cassazione, la gravidanza non rappresenta, almeno di norma, uno "stato patologico" tale da giustificare l'allontanamento, senza autorizzazione, dagli arresti domiciliari.
Collocazione Centro Studi: D9206

Cassazione - Sezione VI penale
Sentenza depositata il 13/03/2001
Nei "domiciliari" il miniritardo è un'evasione, in semilibertà è solo violazione disciplinare
Oltre al testo della sentenza, l'articolo riporta un commento di F.A. Genovese, intitolato "Linea dura con l'evasione impropria". La sentenza riguarda la disparità di trattamento per i reati (nella fattispecie il ritardo nel rientro) commessi in regime di semilibertà o in regime di detenzione domiciliare.
Collocazione Centro Studi: 2090C

Corte di Cassazione Sezione prima
Sentenza n. 17683/02
Per l'affidamento in prova non occorre essere buoni con la parti civili
Secondo la Cassazione, i giudici del tribunale di sorveglianza non possono negare al condannato che ne fa richiesta l'affidamento in prova al servizio sociale giustificando il "no" col fatto che non sono stati risarciti i danni alle parti lese, secondo quanto stabilito dalle obbligazioni civili della condanna. Il giudizio prognostico per l'affidamento deve fondarsi sui risultati dell'osservazione penitenziaria o - se il condannato non è detenuto - sulla valutazione del comportamento complessivo tenuto in libertà.
Collocazione Centro Studi: B3320

Cassazione sezione sesta penale
Sentenza 5/2 - 20/3/2002, n. 11371
Scarcerazione per motivi di salute, è sempre necessaria la consulenza tecnica
Secondo la Cassazione, lo stato di detenzione all'estero non è ostativo all'esecuzione di accertamenti tecnici sulle condizioni di salute dell'indagato. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di F. Izzo: Il medico non esercita la giurisdizione. L'accertamento peritale è mera operazione tecnica delegabile.
Collocazione Centro Studi: 3199C

Corte di cassazione Sezione prima
Sentenza n. 24048/02
Non basta la prognosi infausta per il differimento della pena
Per la Cassazione, essersi gravemente ammalati di Aids, con prognosi infausta, non da diritto a conseguire la sospensione obbligatoria della pena per chi ha già ottenuto il beneficio della detenzione domiciliare.
Collocazione Centro Studi: G7915

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