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A cura di Ferdinando Brizzi

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TAR

CORTE DI CASSAZIONE

Accertamenti radiografici
Affidamento terapeutico
Agente provocatore
Arresti domiciliari
Collaborazione - attenuante
Coltivazione cannabis
Confisca
Contrabbando
Custodia cautelare e programa terapeutico
Doping
Droghe
Falsa testimonianza acquirente
Famiglia
Farmacista
Gioco d'azzardo
Giovanardi - Fini ed esecuzione penale
Guida in stato di intossicazione da stupefacenti
Imputabilità
Indulto
Induzione
Ingente quantitativo

Ingiusta detenzione
Istigazione
Lavoro
Lieve entità
Medico
Misure alternative
Morte in conseguenza di assunzione in carcere
Narcotraffico
Operatore di comunità
Ravvedimento operoso
Riciclaggio
Sistema tabellare
Soglia drogante
Spaccio
Spaccio e recidiva reiterata
Terapia del dolore
Uso di gruppo
Uso personale

 

Accertamenti radiografici

Corte di cassazione, Sezione IV Penale
Sentenza 13 - 28 giugno 2007 n. 25092
Legittimo il supplemento di ispezione sul soggetto che ingerisce ovuli di droga
Secondo la Cassazione è fondato che la polizia giudiziaria, sussistendo il fondato motivo che il soggetto detenga all'interno del proprio corpo ovuli di sostanze stupefacenti lo sottoponga, previa autorizzazione del PM, a esame radiologico. La sentenza è commentata da G. Amato: Il sospetto di detenzione della sostanza è un "fondato motivo"di intervento.
Collocazione Centro Studi: 0474D

Affidamento terapeutico

Corte di cassazione - Sezione I penale
Sentenza 14 - 20/11/2006 n. 38055
Nulla la misura alternativa alla detenzione se la tossicodipendenza non è accertata
La Cassazione ha annullato un'ordinanza del tribunale di sorveglianza che aveva concesso il beneficio dell'affidamento in prova per fini terapeutici senza previamente accertare l'attualità dello stato di tossicodipendenza del beneficiario e senza verificare la sussistenza di un programma terapeutico idoneo ai fini del recupero. E' anche presente un commento di G. Amato: Il giudice è tenuto a valutare l'idoneità del piano di recupero.
Collocazione Centro Studi: 9880C

Agente provocatore

Corte di Cassazione, Sezione VI Penale
sentenza 11/04/1994 - pres. Suriano, est. Ippolito - ric. Curatola
Agente provocatore, acquisto simulato di stupefacenti e legge penale

Nell'articolo viene riportata una sentenza della Cassazione in materia di acquisto simulato di stupefacenti da parte del cd. agente provocatore, che agisce in virtù di accordi con le forze di polizia. La Cassazione ha stabilito che fuori dalla rigorosa e dettagliata normativa prevista dall'art. 97 D.P.R. 309/- 1990, non è consentito alcun margine interpretativo per introdurre scriminanti o cause di non punibilità per i privati "collaboratori" di polizia giudiziaria. La sentenza è preceduta da un commento di M. Zocco, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone.
Collocazione Centro Studi: 7027B

Arresti domiciliari

Corte di Cassazione, Sezione II Penale
Sentenza 19348/06
La Cassazione ha esaminato i rapporti tra art. 89 dpr 309/90, che considera i provvedimenti restrittivi nei confronti di tossicodipendenti che abbiano in corso programmi terapeutici, e l'art. 284 c. 5 bis cpp, che impedisce l'applicazione degli arresti domiciliari a chi nel quinquennio sia stato condannato per evasione. La Corte ha accolto il reclamo difensivo affermando la natura speciale dell'art. 89 rispetto a quella codicistica.
Collocazione Centro Studi: A2206

Corte Suprema di Cassazione
Sentenza n. 41271 Ud. 17/10/2006 - 16/12/2006
Misure cautelari - personali - tossicodipendente - programma di recupero - eccezionalità della custodia in carcere - eccezioni - potere del giudice
Secondo la Cassazione, le disposizioni sulla sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari, salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, in favore del tossicodipendente che abbia in corso un programma terapeutico di recupero o che ad esso intenda sottoporsi, non trovano applicazione allorchè si proceda per uno dei gravi delitti indicati dall'art. 4 bis ord. pen., fatta eccezione dei delitti di rapina ed estorsione aggravata, a meno che non siano ravvisabili collegamenti con la criminalità organizzata ed eversiva. Ciò non si risolve in divieto assoluto di concessione degli arresti domiciliari, dovendo invece il giudice della cautela valutare la sussistenza delle ordinarie esigenze cautelari.
Collocazione Centro Studi: D1319

Giuseppe Amato
Sindacato del giudice sull'applicabilità della disciplina de libertate di favore prevista per il tossicodipendente (Il)
L'autore commenta la sentenza 10986/2007, della Cassazione, pubblicata di seguito, che si è soffermata sul potere valutativo del giudice rispetto alla congruità e idoneità del programma terapeutico proposto ai fini dell'ottenimento dell'affidamento terapeutico.
Collocazione Centro Studi: H8123

Collaborazione - attenuante

Corte di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 24/6 - 30/8/2004 n. 35650
Stupefacenti: attenuante della collaborazione solo dopo informazioni complete e utili
Per la Cassazione legittimamente può essere negata la circostanza attenuante della collaborazione quando l'interessato nel corso del procedimento si sia più volte avvalso della facoltà di non rispondere e abbia comunque omesso di fare rivelazioni sulla rete di distribuzione della droga. Oltre al testo della sentenza è presente un approfondito commento di Giuseppe Amato: L'ammissione della propria colpa va accompagnata da indicazioni di contrasto dell'attività criminosa.
Collocazione Centro Studi: 6114C

Coltivazione cannabis

Corte di cassazione, Sezione IV penale
Sentenza n. 871/08; depositata il 10/01/2008
Cannabis: è reato coltivare anche una sola piantina. La Suprema Corte cambia rotta?
La Cassazione ritorna alla propria consolidata giurisprudenza affermando che è reato coltivare anche una sola piantina di cannabis e anche se l'uso è strettamente personale. Solo alcuni mesi fa aveva invece assolto un uomo che aveva coltivato 5 piantine.
Collocazione Centro Studi: H3015

Corte di Cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 11-31/10/2007 n. 40362
Non è reato la mini piantagione domestica se manca la destinazione a terzi del coltivato
Secondo la Cassazione la coltivazione domestica di piante da cui possono ricavarsi stupefacenti non integra reato se manca la prova della destinazione del ricavato a uso non esclusivamente personale del coltivatore.
Collocazione Centro Studi: 0781D

Corte di Cassazione, Sezione VI
Sentenza 18/01 - 10/05/2007, n. 17983
Con questa sentenza la Cassazione ha precisato i confini della condotta punibile di coltivazione di sostanza stupefacente, distinguendo la coltivazione in senso "tecnico agrario" ovvero "imprenditoriale", da quella "domestica", finalizzata al consumo personale.
Collocazione Centro Studi: H8220

Corte Suprema di Cassazione
Sentenza n. 32949/2005
Sempre reato coltivare in casa canapa indiana
E' reato coltivare in casa piante di canapa indiana, anche se in modesta quantità. Lo ha stabilito la Quarta Sezione Penale della Cassazione annullando l'assoluzione pronunciata dal Gip di Ivrea nei confronti di una ragazza che coltivava in casa propria tre piante di canapa.
Collocazione Centro Studi: H7112

Corte di cassazione Sezione IV penale
Sentenza 7/2 - 30/5/2003 n. 23842
Stupefacenti: escluso il reato di coltivazione se è accertata l'inoffensività delle sostanze
Secondo la Cassazione, la punibilità dell'attività di coltivazione non autorizzata di piante di cannabis può escludersi nelle sole ipotesi in cui, oltre alla non destinazione all'uso di terzi, si accerti altresì in concreto, l'inoffensività della coltivazione per l'inidoneità a porre a repentaglio il bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice (ad esempio, quando si tratti di una sola pianta da cui possa estrarsi un quantitativo di sostanza insufficiente a provocare un apprezzabile stato stupefacente). Oltre al testo della sentenza è presente un commento di G. Amato: Ribadita l'irrilevanza dell'uso personale ma è necessario un modesto effetto drogante.
Collocazione Centro Studi: 5140C

Cassazione Sezione IV penale
Sentenza 17/9 - 7/12/2002, n. 37253
Cannabis sul balcone di casa, resta sempre reato
Secondo la Cassazione, la coltivazione non autorizzata di piante dalle quali siano estraibili sostanze stupefacenti continua ad essere reato anche se non finalizzato allo spaccio, difettando in essa quel nesso di immediatezza con l'uso personale che giustifica il minor rigore in relazione alle altre condotte prese in considerazione dall'art. 73 Dpr 309/90. Però la Cassazione ha precisato che, alla luce del principio di offensività, è esclusa la punibilità della condotta di coltivazione di una sola pianta da cui possa trarsi un quantitativo di sostanza insufficiente, in concreto, a provocare un apprezzabile stato stupefacente, non evidenziandosi nella disciplina degli stupefacenti la volontà del legislatore di configurare un reato formale di pericolo presunto. Oltre al testo della sentenza è presente un approfondito commento di A. Natalini, La coltivazione di stupefacenti. Tra inoffensività e delitto impossibile.
Collocazione Centro Studi: 4817C

Confisca

Corte di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 4/12/2006 - 3/01/2007 n. 31
Solo confisca "facoltativa" per l'autoveicolo destinato occasionalmente al trasporto droga
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: Misura applicabile a mezzi non "manipolati" ma con un particolare sforzo motivazionale.
Collocazione Centro Studi: 0485D

Cassazione penale, Sez. IV
Sentenza 24/5/2007, n. 20204
Sequestro preventivo del locale adibito a luogo di convegno per l'uso di stupefacenti (Il)
Secondo la Cassazione è sequestrabile in via preventiva il locale adibito a luogo di convegno di persone dedite all'uso di sostanze stupefacenti. E' anche presente un commento di G. Amato.
Collocazione Centro Studi: H8312

Corte di cassazione Sezioni Unite penali
Sentenza 3/7 - 17/10/1996 n. 9149
Processo concluso con il "patteggiamento" esclude la confisca dei proventi del reato (Il)
Al testo della sentenza segue un commento di G. Amato, Legittimo applicare la misura di sicurezza solo per i beni che determinano l'illecito.
Collocazione Centro Studi: F6058

Contrabbando

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 746 del 13/1/2003
Secondo la Cassazione, nell'ipotesi di introduzione di di stupefacente nello Stato, senza l'osservanza delle disposizioni regolatrici del fenomeno, si verifica una duplice violazione di norme penali, risultando integrata tanto la violazione delle norme del d.p.r. 309/1990 quanto di quelle penal-tributarie dettate in materia di contrabbando e di evasione I.V.A. in relazione al corrispondente importo della sostanza. Nel caso di specie si trattava di 5 kg di eroina pura.
Collocazione Centro Studi: H1510

Custodia cautelare e programma terapeutico

Corte di cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 02/07 -20/11/2007 n. 42704
Senza la prova della serietà del programma il giudice respinge la richiesta riabilitativa
La Cassazione che affermato che è legittimo il rigetto di un'istanza di revoca della custodia cautelare in carcere da parte di tossicodipendente che intenda sottoporsi a programma riabilitativo se l'istanza contenga un programma inadeguato e generico. La sentenza è commentata da G. Amato: Un'inevitabile scelta discrezionale che va motivata adeguatamente.
Collocazione Centro Studi: 0943D

Corte di Cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 27/05/2002
Prime applicazioni del "nuovo" divieto di concessione degli arresti domiciliari
Secondo la Cassazione la norma contenuta nell'art. 284 comma 5-bis cpp, che esclude la concessione degli arresti domiciliari nei confronti sia già stato condannato per evasione nei 5 anni precedenti al fatto per cui si procede, deve ritenersi derogata dall'art. 89 t.u.l.stup., che, in funzione della salvaguardia della salute e del recupero del tossicodipendente, ha privilegiato questi valori rispetto a quelli di difesa sociale insiti nel sistema delle misure cautelari. Questa norma fa infatti divieto di disporre o mantenere la custodia in carcere verso il tossicodipendente o alcoldipendente che abbia in corso o intenda sottoporsi a programma di recupero.
Collocazione Centro Studi: H0519

Corte di Cassazione, Sezione V penale
Sentenza 10 - 24/6/2004 n. 28438
Stupefacenti: al giudice la valutazione sull'idoneità del programma di recupero
Secondo la Cassazione, ai fini dell'applicazione del disposto dell'art. 89 DPR 309/90, il giudice deve valutare nel merito il programma di recupero che il soggetto tossicodipendente o alcoldipendente abbia in corso o intenda iniziare, in relazione sia alla gravità dei fatti addebitati che alla personalità dell'indagato, e quindi può ritenere non specifici gli interventi terapeutici in relazione alla condizione cronica del tossicodipendente. Oltre al testo della sentenza è presente un commento di G. Amato: La somministrazione periodica di metadone è compatibile con la custodia in carcere.
Collocazione Centro Studi: 6058C

Cassazione, Sezione II
Sentenza n. 5437/05
Tossicodipendenza: il programma di recupero non può essere bloccato dalla gravità dell'imputazione
Secondo la Cassazione, la richiesta di ottenere gli arresti domiciliari presso una comunità di recupero, dove svolgere un programma di disintossicazione, non può, a priori, in nome della gravità del reato commesso, essere preclusa al tossicodipendente che ne faccia richiesta al Tribunale di sorveglianza.
Collocazione Centro Studi: H5823

Doping

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 29/05/2007 n. 21092
Reati di doping - fatti accaduti prima del decreto ministeriale sulla ripartizione delle sostanze dopanti - configurabilità – sussistenza
La Cassazione ha affermato che i reati di doping sono configurabili anche se i relativi fatti sono stati commessi prima della emanazione del decreto ministeriale di ripartizione in classi delle sostanze "dopanti".
Collocazione Centro Studi: D0404

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 27279/07; depositata il 12/07/2007
Doping: l'illecito non si consuma nel mero atto istantaneo dell'assunzione di sostanze vietate
In questa sentenza la Cassazione offre un'ampia ricostruzione della legge 376/00, evidenziando come il l'obiettivo delle fattispecie penali descritte dall'art. 9 sia tutelare il bene personale e primario dell'integrità psico-fisica di chi partecipa ad attività sportive ed anche il regolare svolgimento delle competizioni. E' stata rigettata la tesi del tribunale di Perugia per cui il reato si consumerebbe nel luogo di assunzione della sostanza (nandrolone cui è risultato positivo il giocatore libico del Perugia Al Ghadafi).
Collocazione Centro Studi: H8401

Corte di Cassazione, Sezione II penale
Sentenza 21324/07
La Cassazione ha affermato che compie frode sportiva chi somministra e assume sostanze dopanti con la consapevolezza di alterare il risultato della competizione. Sentenza con cui è stata annullata la sentenza della Corte d'appello di Torino che aveva assolto Giraudo e Agricola della Juventus, anche se in ogni caso i reati a loro ascritti sono stati dichiarati prescritti.
Collocazione Centro Studi: H8310

Corte di Cassazione Sezioni Unite Penali
Sentenza n. 3087 ud. 29/11/2005 - deposito del 25/1/2006
Frodi sportive e doping - Illeciti penali ex L. n. 37 del 2000 - D.M. 15/10/2002 di classificazione di sostanze dopanti - Fatti commessi anteriormente al D.M. - Configurabilità degli illeciti penali – Sussistenza
La Cassazione ha stabilito che le ipotesi di reato previste dall'art. 9 L. 376/2000 si configurano anche per i fatti commessi prima dell'emanazione del DM 15/10/2002 di ripartizione delle sostanze delle sostanze il cui impiego è da considerarsi doping.
Collocazione Centro Studi: C6310

Corte di Cassazione, Sezione III
Sentenza n. 2601/04
Doping: i club di calcio possono avere la farmacia interna
Con questa sentenza la Cassazione ha confermato l'assoluzione dell'amministratore delegato del Torino calcio dall'accusa di aver violato le disposizioni del D.Lgs. 538/92 che punisce l'abusiva distribuzione all'ingrosso di medicinali ed ha affermato che le squadre di calcio possono avere una sorta di "farmacia interna" ove tenere in giacenza i farmaci per curare i giocatori infortunati.
Collocazione Centro Studi: H2423

Corte di Cassazione, Sezione VI
Sentenza n. 3011 del 25/1/1996
Con questa sentenza la Cassazione ha escluso la riconducibilità dell'assunzione di sostanze dopanti nell'ambito della legge 401/1989, volta a reprimere solo ed esclusivamente l'offerta o la promessa di danaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzata da taluna delle federazioni riconosciute dal CONI.
Collocazione Centro Studi: H0917

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Ordinanza n. 11277/02
Vendere Nandrolone è reato solo se incide sulle prestazioni agonistiche
Primo intervento della Cassazione sulla legge antidoping, varata nel 2000. Alla luce di quanto affermato dalla Cassazione, il solo commercio di farmaci droganti, al di fuori delle vie legali, non configura una condotta penalmente rilevante se non accompagnata dalla finalità di truccare le competizioni atletiche. Oltre al testo della sentenza è presente un commento di O. Forlenza, Dubbia la sussistenza dell'illecito penale senza la tabella delle sostanze proibite.
Collocazione Centro Studi: G7315

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 46764/04
Doping, punibili penalmente anche gli atleti trovati positivi prima del 2002
Secondo la Cassazione, scatta il reato di doping anche per quegli atleti trovati positivi ai controlli prima del 27/11/2002, ossia prima dell'entrata in vigore del decreto ministeriale integrativo della legge 376/00, normativa contro l'uso di sostanze dopanti e metodi di doping vietati. Il testo della sentenza è stato pubblicato nella versione telematica della rivista Diritto e giustizia.
Collocazione Centro Studi: H5325

Droghe

Corte di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza n. 44227 ud. 6/10/2005 - deposito del 5/12/2005
Stupefacenti - preparazioni di cui alla tabella V - decotto di foglie di piante amazzoniche denominate "ayahuasca"
La Corte ha stabilito, con riferimento alla bevanda denominata "ayahuasca", ottenuta con il decotto di foglie di piante amazzoniche non ricomprese in tabella, ma nelle quali sia presente la sostanza DMT presente in tabella, che sia compito del giudice di merito verificare se la stessa sia riconducibile alle preparazioni penalmente vietate.
Collocazione Centro Studi: B3832

Falsa testimonianza acquirente

Corte di Cassazione Sezioni Unite Penali
Sentenza n. 21832 ud. 22/2/2007 - deposito del 5/6/2007
Stupefacenti - acquirente di modiche quantità - persona informata sui fatti
Reati contro l'amministrazione della giustizia - favoreggiamento personale - acquirente di modiche quantità di stupefacenti - dichiarazioni alla P.G. - non punibilità

Secondo le Sezioni unite, integra il delitto di favoreggiamento personale l'acquirente di modiche quantità di sostanze stupefacenti, che sentito come persona informata sui fatti, si rifiuta di fornire informazioni sulle persone da cui ha ricevuto la sostanza. La sua condotta non è punibile se in concreto vi è motivo di ritenere che le informazioni richieste possono determinare un grave e inevitabile nocumento nella libertà e nell'onore.
Collocazione Centro Studi: H8403

Corte di Cassazione Sezione Sesta Penale
Sentenza n. 2806 del 20/11/2006 - depositata 25 gennaio
Reati contro l'amministrazione della giustizia - esimente ex art. 384 c.p. - configurabilità - presupposti – indicazione
La Cassazione ha escluso la possibilità di applicare l'esimente dell'art. 384 cp all'imputato che aveva dedotto di aver commesso la falsa testimonianza, consistita nel negare di aver fornito ai carabinieri informazioni confidenziali circa l'esistenza di un traffico di stupefacenti commesso da altra persona, perchè aveva "famiglia".
Collocazione Centro Studi: F8206

Corte di cassazione - Sezione VI penale
Sentenza 4/10 - 25/11/2005 n. 42722
Drogati non punibili per favoreggiamento se mentono a difesa della propria libertà
Secondo la Cassazione, in relazione al reato di favoreggiamento personale, l'esimente dell'art. 384 cp può essere invocata dal tossicodipendente che abbia agito al fine di sottrarsi all'applicazione delle sanzioni amministrative dell'art. 75 TU stup. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: L'applicabilità dell'esimente divide i giudici e richiede un intervento a sezioni Unite.
Collocazione Centro Studi: 8282C

Famiglia

Corte di Cassazione, Sezione V penale
Sentenza 22/01, 22/02/2008 n. 8276
Nessuna attenuante al padre che lega il figlio per impedirgli di drogarsi
Per la Cassazione, la condotta del padre che impedisca al figlio tossicodipendente di procurarsi sostanza stupefacente legandolo con una catena ai piedi del letto integra il reato di sequestro di persona, né può invocarsi il consenso della persona offesa, né lo stato di necessità né di aver agito per motivi di alto valore morale e sociale. Segue un commento di F.M. Bougleux, L'impossibilità relativa di recuperare la libertà è sufficiente ai fine del reato.
Collocazione Centro Studi: 1184D

Corte di cassazione, Sezione I Civile
Sentenza n. 1761/08; depositata il 28/01/2008
Mantenimento no, alimenti sì al figlio maggiorenne non autosufficiente per problemi di droga
Secondo la Cassazione, al figlio maggiorenne, che non è in grado di rendersi economicamente indipendente per i sui problemi caratteriali e psicologici legati ad un passato di tossicodipendenza, è dovuto non l'assegno di mantenimento ma quello alimentare.
Collocazione Centro Studi: H6704

Corte di Cassazione, Sezione I Civile
Sentenza n. 8877 del 14/4/2006
Famiglia - adozione - situazione di abbandono - diritto del minore di vivere nell'ambito della propria famiglia - ravvedimento e recupero del genitore
Secondo la Cassazione, il recupero sociale del genitore naturale già tossicodipendente fa venir meno lo stato di abbandono del figlio. Di conseguenza è stata confermata la revoca dello stato di adottabilità.
Collocazione Centro Studi: H7609

Cassazione Sez. I civile
Sentenza 14/5/2005 n. 10126
Figura della nonna anziana può escludere lo stato di abbandono del minore (La)
La presenza di significativi rapporti con il minore da parte di un parente, quale figura sostitutiva della madre, costituiscono il presupposto giuridico per escludere lo stato di abbandono e quindi la dichiarazione di adottabilità. Lo stabilito la Cassazione in questa sentenza accogliendo il ricorso della nonna ultrasettantenne e della madre tossicodipendente del minore di cui era stato dichiarato lo stato di adottabilità.
Collocazione Centro Studi: H6507

Corte di Cassazione
Sentenza 7/11/1998 n.11241
Adozione - Stato di abbandono (presupposti e requisiti dello) - Criteri di accertamento
La sentenza riguarda il rapporto tra la tossicodipendenza dei genitori e la valutazione delle condizioni di abbandono di una minore ai fini della dichiarazione dello stato di adottabilità della stessa. Nel caso di specie, dichiarato lo stato di adottabilità dal tribunale competente, la madre della minore dapprima chiedeva la revoca di tale provvedimento con il conseguente affidamento della minore nell'ambito di una comunità per il recupero delle tossicodipendenze, dove la stessa genitrice era intenzionata ad entrare. Poi proponeva appello contro la sentenza che rigettava tale istanza. Quindi ricorreva in Cassazione. La Cassazione, a sua volta ha rigettato l'istanza ritenendo che lo stato di abbandono sussista anche in presenza di comportamenti improntati a condotte di vita tali da compromettere in modo grave ed irreversibile la sua crescita psicofisica (nel caso di specie si trattava di genitori tossicodipendenti bisognosi di cure lunghe e di esito incerto). Segue un commento di Giuseppe Fabio Doria da titolo "Stato di abbandono e tossicodipendenza: una corrispondenza necessariamente biunivoca?".
Collocazione Centro Studi: 0548A

Cassazione Sezione I
Sentenza n. 14894/02
All'ex tossicodipendente non può essere negato il riconoscimento del figlio naturale
Secondo la Cassazione, un passato di tossicodipendenza non può impedire a un padre di riconoscere il figlio naturale; tutt'al più una condizione attuale di tossicodipendenza potrebbe precludere un'eventuale richiesta di affidamento, non già quella relativa all'affermazione di paternità
Collocazione Centro Studi: G8721

Farmacista

Corte di cassazione, Sezione III civile
Sentenza 7186/03
Registro delle sostanze stupefacenti deve essere tenuto (e aggiornato) all'interno della farmacia (Il)
Secondo la Cassazione, il farmacista deve tenere il registro degli stupefacenti in farmacia per iscriverci, in ordine cronologico, il movimento di entrata e di uscita delle sostanze psicotrope. Altrimenti, se conserva in casa questo documento, pur tenendolo aggiornato, è passibile di sanzione disciplinare.
Collocazione Centro Studi: H1403

Gioco d'azzardo

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 30-01-2008, n. 4726
Sentenza relativa ai videopoker: secondo la Cassazione si tratta di gioco d'azzardo in quanto l'alea è assoluta.
Collocazione Centro Studi: G0502

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 787/08; depositata il 10/01/2008
Scommesse, la Suprema corte conferma: la norma italiana che limita gli altri operatori comunitari va disapplicata
La Cassazione ha confermato che non si possono applicare sanzioni o misure cautelari reali a persone che hanno svolto senza autorizzazione la raccolta di scommesse se si tratta di società che non hanno potuto partecipare alla gara per l'aggiudicazione delle concessioni in Italia.
Collocazione Centro Studi: H1211

Giovanardi - Fini ed esecuzione penale

Corte di Cassazione
Sentenza n. 18517 del 10/5/2006 - depositata il 25/5/2006
Stupefacenti - L. n. 49/06 - affidamento in prova del tossicodipendente - programma di recupero – valutazione
La Corte ha evidenziato come l'art. 4 undecies L. 49/2006 imponga al tribunale di accogliere l'istanza di affidamento in prova terapeutico solo se il programma di recupero assicuri anche la prevenzione del pericolo che
il prevenuto commetta altri reati.
Collocazione Centro Studi: E6109

Carlo Alberto Zaina
Affidamento in prova: l'esame della pericolosità sociale del tossicodipendente
Cassazione, sez. I penale, sentenza 14711/2006 n. 38055

L'autore commenta una sentenza della Cassazione che ha ribadito che le nuove norme introdotte in materia di stupefacenti dalla L. 49/2006 in tema di affidamento in prova al servizio sociale del soggetto tossicodipendente sono più restrittive che non in passato. Fa il punto sullo stato dell'arte dell'applicazione giurisprudenziale in materia.
Collocazione Centro Studi: C0417

Luca Blasi
Legge Fini? Aiuta i tossicodipendenti. Arriva lo sconto di pena per i detenuti (La)
Via libera alla continuazione: si prevedono ricorsi in massa

L'autore commenta la sentenza 12638/2006 della Cassazione, pubblicata di seguito, che ha affermato che il nuovo testo dell'art. 671 cpp, come modificato dalla Giovanardi - Fini, secondo cui fra gli elementi che incidono sull'applicazione del reato continuato vi è la consumazione di più reati in relazione allo stato di tossicodipendenza, è applicabile immediatamente anche ai processi in corso.
Collocazione Centro Studi: 9024C

Guida in stato di intossicazione da stupefacenti

Corte di Cassazione Sezione IV
Sentenza 14/02/2003, n. 51
Per la Cassazione, ai fini della sussistenza del reato di guida in stato di intossicazione da sostanze stupefacenti è necessario l'accertamento nei modi previsti dalla legge, non essendo possibile desumerlo da elementi sintomatici esterni, come nel caso di giuda in stato di ebbrezza alcolica. L'accertamento deve inoltre essere compiuto attraverso l'accompagnamento del soggetto presso le apposite strutture pubbliche.
Collocazione Centro Studi: H0221

Imputabilità

Cassazione Sezione VI penale
Sentenza n. 6357 del 24/6/1996
La Cassazione ha statuito che non tutti gli stati di tossicomania o di tossicodipendenza producono di per sé alterazione mentale rilevante ai fini di escludere o ridurre l'imputabilità, ma solo quegli stati di grave intossicazione, che, determinando un vero e proprio stato patologico psicofisico dell'imputato, alterano profondamente i processi intellettivi o volitivi di quest'ultimo, annullando o scemando grandemente la sua imputabilità.
Collocazione Centro Studi: G7815

Corte di cassazione Sezione VI
Sentenza n. 26093/04
Tossicodipendente non vuol dire malato mentale
La Cassazione ha affermato che la malattia mentale rilevante per l'esclusione o per la riduzione dell'imputabilità è solo quella medico-legale, ossia quello dipendente da uno stato patologico veramente serio che determina un deterioramento delle capacità intellettive del soggetto. Pertanto lo stato di tossicodipendenza che influisce sulla capacità di intendere e volere è solo quello cronico.
Collocazione Centro Studi: H4520

Indulto

Corte di cassazione Sezione IV penale
Sentenza n. 35703 ud. 26/06/2007 - deposito del 28/09/2007
Pena - indulto ex art. art. n. 241 del 2006 - reati concernenti gli stupefacenti - aggravante ex art. 80 D.P.R. n. 309 del 1990 - ostacolo - giudizio di comparazione – irrilevanza
La Corte ha affermato che l'indulto del 2006 non si applica ai delitti riguardanti la produzione, il traffico e la detenzione illecita di sostanze stupefacenti che siano contestati con la circostanza aggravante della consegna o comunque della destinazione delle sostanze a un minore di età e/o della loro ingente quantità a nulla rilavando gli esiti di un eventuale giudizio di comparazione.
Collocazione Centro Studi: H9005

Corte di Cassazione Sezione Prima Penale
Sentenza n. 14432 del 27/03/2007 - depositata il 05/04/2007
Pena - Indulto ex L. n. 241 del 2006 - Stupefacenti - Artt. 73 e 80 D.P.R. n. 309/90 - Applicabilità - Esclusione - Attenuanti – Irrilevanza
Secondo la Cassazione l'aggravante prevista dall'art. 80 TU stup. impedisce l'applicazione dell'indulto, anche in caso di concessione delle attenuanti prevalenti, avendo il legislatore ancorato il regime della preclusione all'obiettiva gravità dei fatti ritenuti in sentenza per il profilo di particolare allarme sociale.
Collocazione Centro Studi: H8108

Induzione

Cassazione Sezione III
Sentenza n. 14808/04
Non c'è reato se il padre offre al figlio uno spinello
Con questa sentenza la Cassazione ha confermato la sentenza di assoluzione nei confronti di un chirurgo che, per sfidare il figlio minorenne, che non condivideva il suo stile di vita, lo invitava a fumare uno spinello. L'assoluzione ha anche riguardato il capo della sentenza relativa al reato di violenza sessuale con minorenne, la propria figlia, sulla base della ritenuta inattendibilità delle dichiarazioni rese dalla stessa.
Collocazione Centro Studi: H3508

Corte di cassazione Sezione VI
Sentenza n. 26074/04
Tossicodipendenze, non è reato praticare un "buco" (esplicitamente richiesto)
La Cassazione ha annullato per insussistenza del fatto una sentenza di condanna per induzione all'uso di sostanze stupefacenti emessa nei confronti di persona che aveva aiutato una propria amica ad iniettarsi una dose di eroina, essendo stata dalla stessa esplicitamente richiesto praticarle l'iniezione.
Collocazione Centro Studi: H4512

Ingente quantitativo

Corte di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza n. 3053/07; depositata il 26/07/2007
Stupefacenti: sì all'aggravante dell'ingente quantità con riconoscimento fondato sul principio attivo
Secondo la Cassazione il riconoscimento dell'aggravante per l'ingente quantità può essere fondato sulla quantità di principio attivo della droga sequestrata, da intendersi come capacità dello stupefacente di moltiplicarsi in dosi destinate al consumo.
Collocazione Centro Studi: H8605

Suprema Corte di Cassazione Sezione VI Penale
Sentenza n. 49085/2004
Chilo e mezzo di cocaina a Roma non è ingente quantità (Un)
Secondo la Cassazione un chilo e mezzo di cocaina non integra di per sè un quantitativo ingente, a meno che in relazione alle caratteristiche dell'offerta di droga, alla sua capacità di diffusione e di assorbimento del mercato non si determini un pericolo concreto per la salute pubblica di elevata intensità.
Collocazione Centro Studi: H5814

Ingiusta detenzione

Corte di Cassazione Sezione IV penale
Sentenza n. 37664/04
Ingiusta detenzione: il tossicodipendente non è sempre spacciatore ma se viene assolto il risarcimento non è automatico
Per la Cassazione non basta essere tossicodipendenti per far scattare l'arresto. Ma se le porte del carcere si sono comunque aperte per un'accusa di spaccio sfumata, poi, in un'assoluzione, non sempre il "tossicodipendente" ha diritto ad essere risarcito per l'ingiusta detenzione subita. Frequentare spacciatori ed essere scoperti in possesso di dosi di eroina già confezionate possono infatti rappresentare per il giudice dei buoni motivi per escludere il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione.
Collocazione Centro Studi: H4808

Istigazione

Corte di Cassazione, Sezione II penale
Sentenza 05/10/2007, n. 36636
Con questa sentenza la Cassazione ha confermato il sequestro di 73 confezioni di cannabis, pipe, tritaspezie, lampade al sodio, disposto dal procuratore di Verona nei confronti del legale rappresentante di una società che via internet faceva "pubblica istigazione alla coltivazione della cannabis al fine di ricavarne stupefacente".
Collocazione Centro Studi: H8923

Lavoro

Corte di Cassazione Sezione Lavoro
Sentenza 3645/99
Non si può licenziare un lavoratore perché ex tossicomane
Secondo la Cassazione, infliggere il licenziamento ad un ex tossicodipendente contrasta con il diritto costituzionalmente garantito al lavoro e con gli obiettivi di reinserimento sociale dei tossicodipendenti.
Collocazione Centro Studi: G2049

Corte di Cassazione Sezione Lavoro
Sentenza 24/11/1999 - 4/5/2000, n. 5614
La Corte Suprema interviene in materia di art. 124 T.U. 309/90, secondo cui i lavoratori tossicodipendenti che intendano accedere ai programmi terapeutici, hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro. La Cassazione evidenzia come, ove il programma sia attuato presso una struttura pubblica o privata, l'abbandono volontario della stessa da parte del tossicodipendente esclude il diritto del predetto alla conservazione stessa.
Collocazione Centro Studi: F0658

Corte di Cassazione Sezione Lavoro
Sentenza 2/3 - 26/5/2001, n. 7192
Alcolismo del lavoratore non incide sul rapporto di fiducia (L')
Secondo la Cassazione, la dipendenza dall'alcol non può determinare, da sola, il venir meno della fiducia del datore di lavoro nel dipendente alcolista. Ma se a seguito della dipendenza da alcol il lavoratore assume comportamenti scorretti, lo stato di etilista non esclude l'imputabilità per gli episodi scorretti, che possono comportare il licenziamento
Collocazione Centro Studi: C2701

Lieve entità

Corte di cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 2/2 - 16/3/2001 n. 10771
Stupefacenti: anche un solo elemento negativo fa cadere l'attenuante del fatto di lieve entità
Secondo la Cassazione, il giudice deve escludere la concedibilità dell'attenuante del fatto di lieve entità quando la quantità della droga (nel caso di specie si trattava di 900 pastiglie di ecstasy) è così significativa e preponderante da annullare ogni rilevanza positiva agli altri elementi di valutazione. Per consentire l'attenuazione della pena, la condotta criminosa deve essere caratterizzata dagli attributi di modestia e rudimentalità, indici di un'attività discontinua, non professionale e non organizzata e, quindi, poco pericolosa.
Collocazione Centro Studi: 2535C

Corte di cassazione, Sezione V penale
Sentenza 29/3 - 17/8/2001 n. 31244
Droga: l'intenso spaccio di piccole dosi esclude l'attenuante della lieve entità
Con questa sentenza la Cassazione, pronunciandosi in materia di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, ha ritenuto non applicabile l'attenuante del fatto di lieve entità in caso di sodalizio criminale dedito ad una "frenetica" attività di spaccio, nonostante la lieve entità dei singoli episodi. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: La complessa attività della "associazione" prevale sul peso del singolo episodio.
Collocazione Centro Studi: 3205C

Corte di cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 25/10 - 28/11/2001 n. 42774
Droga: nessuna attenuante della lieve entità se manca anche uno solo dei presupposti
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: L'attività continuativa di spaccio non è incompatibile con i benefici.
Collocazione Centro Studi: 7428A

Corte di Cassazione
Ordinanza n. 32492 del 30/9/2002
Ordinanza in materia di spaccio di lieve entità: si precisano i criteri che devono guidare il giudice nel ravvisare l'ipotesi attenuata.
Collocazione Centro Studi: G9507

Medico

Cassazione Sezione VI penale
Sentenza 9/4 - 4/5/2001
Medico di pronto soccorso è tenuto al referto anche per l'overdose (Il)
La Cassazione ha precisato che anche in caso di ricovero per overdose da assunzione di sostanze stupefacenti scatta per il medico del pronto soccorso l'obbligo di referto, sanzionato penalmente dall'art. 365 c.p.
Collocazione Centro Studi: B4814

Corte di Cassazione Sezione IV
Sentenza n. 8184/02
Con il metadone non è obbligatoria la terapia "a scalare"
Secondo la Cassazione, i medici dei Sert, che somministrano il metadone ai tossicodipendenti, possono adottare la terapia di lunga durata nella somministrazione del farmaco, anziché quella "a scalare", in quanto il criterio di mantenimento è ritenuto "non errato" dalla scienza medica.
Collocazione Centro Studi: G5815

Corte di Cassazione Sezione III
Sentenza n. 37863/04
E' sempre reato prescrivere sostanze stupefacenti se manca un programma terapeutico
Per la Cassazione non si può riconoscere natura terapeutica alle prescrizioni di sostanze stupefacenti rilasciate dal medico senza criteri, verifiche, visite mediche e controlli. Nè si può ricorrere all'esercizio di una sperimentazione farmacologica sull'uomo per salvarsi dalla condanna. Con questa sentenza la Cassazione ha respinto il ricorso di un medico che sosteneva di aver prescritto sostanze stupefacenti a pazienti tossicodipendenti per motivi diversi dalle rispettive indicazioni cliniche, poichè in quel periodo il Sert non somministrava il metadone e perciò si rivolgevano a lui.
Collocazione Centro Studi: H4807

Misure alternative

Corte di Cassazione, Sezione II penale
Sentenza 27/06/2007 n. 24960
Esigenze cautelari, tossicodipendente, pericolo di reiterazione criminosa
Secondo la Cassazione l'accesso del tossicodipendente ad una misura alternativa al carcere incontra sempre l'invalicabile limite della sussistenza di eccezionali esigenze cautelari, nella specie l'inserzione dell'interessato in un'organizzazione criminale.
Collocazione Centro Studi: H8640

Morte in conseguenza di assunzione in carcere

Corte di Cassazione Sezione III civile
Sentenza n. 8051/07; depositata il 31 marzo
Droga e carcere: escluso il risarcimento alla famiglia del detenuto che muore per overdose
Con questa sentenza la Cassazione ha affermato l'esistenza di un obbligo generico in capo all'amministrazione peniteniaria ad esercitare controlli per evitare che siano introdotte sostanze stupefacenti negli istituti di pena, anche in funzione della salvaguardia della salute dei detenuti. Tuttavia è stata esclusa la responsabilità dell'amministrazione per morte da overdose di un detenuto sul rilievo del fatto che non risultavano le modalità di introduzione della sostanza nel carcere in modo da verificare se vi fosse stata violazione di un obbligo. Tratto dalla rivista telematica Diritto & Giustizia.
Collocazione Centro Studi: H8105

Narcotraffico

Corte di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza n. 35428/07; depositata il 24/09/2007
Traffico di droga: elementi costitutivi del reato associativo. Il nodo della "contabilità sociale"
La sentenza fa il punto sugli elementi costitutivi dell'associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga. Oltre alla sentenza, è presente un commento di S. Beltrami: Traffico di droga: elementi costitutivi del reato associativo. Il nodo della "contabilità sociale".
Collocazione Centro Studi: H8805

Corte di Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza n. 12845; depositata il 29 marzo
Nell'associazione per il traffico di stupefacenti no all'aggravante per il tossicodipendente spacciatore
La Cassazione ha affermato che nell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti per il tossicodipendente-spacciatore va esclusa l'aggravante dell'art. 74 III co. DPR 309/90: l'aumento di pena non va comminato perchè si tratta di una persona sicuramente assoggettata ai componenti dell'organizzazione che invece non fanno uso di droga, i quali utilizzano la sua condizione per trarre un più consistente vantaggio economico
Collocazione Centro Studi: H8018

Corte di cassazione Sezione VI penale
Sentenza n. 8677 del 25/10/2005 - depositata il 14/3/2003
Finanze e tributi - contrabbando di sostanze stupefacenti - configurabilità - esclusione
Secondo la Cassazione in tema di riconoscimento di una sentenza straniera ai fini dell'esecuzione, non è configurabile il reato di contrabbando di sostanze stupefacenti, in quanto per l'art. 212 codice doganale comunitario l'introduzione illegale nel territorio doganale della Comunità non comporta il sorgere di un'obbligazione doganale.
Collocazione Centro Studi: H4903

Cassazione penale Sez. VI
Sentenza n. 36785 del 25/9/2003
Secondo la Cassazione, nell'associazione per delinquere dedita allo spaccio di stupefacenti, anche il rilevamento, mediante acquisto all'ingrosso, dagli associati importatori della droga da questi importata per rivenderla al minuto può costituire un ruolo associativo, ove rappresenti oggetto dell'accordo associativo originario fra associazioni o anche, nell'ambito di un'unica associazione, fra due gruppi di associati. Tuttavia, per questo scopo è necessaria la prova della comprensione del compito di tale rilevamento nell'accordo suddetto.
Collocazione Centro Studi: H3211

Cassazione penale Sezione I
Sentenza 10/6/2002 n. 24062
Stupefacenti - Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti - Elemento materiale ? Organizzazione
Secondo la Cassazione, il reato associativo di cui all'art. 74 DPR 309/90, specie quando abbia ad oggetto l'attività di procacciamento e di spaccio di sostanze stupefacenti, non richiede una struttura articolata e complessa o una esplicita reciproca manifestazione di intenti, essendo sufficiente una struttura anche esile a cui i compartecipi possano fare reciproco, anche tacito, affidamento. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: Puntualizzazioni giurisprudenziali sui profili strutturali dell'associazione finalizzata al traffico di droga.
Collocazione Centro Studi: H2908

Corte di cassazione Sezione V
Sentenza n. 38761/03
Non basta acquistare 40 grammi di eroina per dimostrare la finalità di spaccio e il vincolo associativo tra venditore e acquirente
Secondo la Cassazione, non basta a suffragare l'ipotesi dell'esistenza di una associazione di narcotrafficanti, tra venditori di eroina e acquirenti, la sola circostanza dell'acquisto di alcune decine di grammi di droga: è necessaria la ricorrenza di un rapporto continuativo di fornitura, la disponibilità dell'acquirente a svolgere una funzione continuativa di acquisto-spaccio, la dimostrazione che tale rapporto costituisca un elemento strutturale dell'organizzazione.
Collocazione Centro Studi: H2127

Corte di cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 06/02 - 14/09/1998 n. 9753 Ricorrente Parisi e altri
Droga: necessaria la permanenza del vincolo per l'associazione finalizzata allo spaccio
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: Il perseguimento di obiettivi diversi non esclude la sussistenza del reato.
Collocazione Centro Studi: 5031A

Corte di Cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 22/09 - 14/10/1997 n. 9278 (Ricorrente Alfieri e altro)
Se è incerto il luogo d'ingresso della droga la competenza spetta al giudice del sequestro
Oltre al testo della sentenza è presente un commento di Giuseppe Amato: "Nell'importazione di sostanze stupefacenti assumono rilevanza anche le condotte minori".
Collocazione Centro Studi: 4066B

Cassazione penale Sezione I
Sentenza 11/1 - 7/3/2001, n. 46
Intercettazioni estere non tradotte nulle (se eccepite in tempo)
La sentenza riguarda una complessa attività d'indagine che, iniziata nel 1992 negli Stati Uniti dal Federal Bureau of Investigations (FBI), ha coinvolto un gran numero di soggetti ritenuti interessati al traffico internazionale di stupefacenti: le imputazioni a carico degli imputati attengono all'attività di esportazione di cocaina dagli Usa in Italia e di commercio della stessa in territorio italiano, tra Siderno, Locri, Napoli, Caltanissetta, Catania e Roma. Il FBI in Usa aveva utilizzato intercettazioni telefoniche a carico degli imputati, utilizzate dal tribunale di Reggio Calabria per giungere a sentenza di condanna per il delitto associativo finalizzato al traffico di stupefacenti e dei singoli episodi di traffico di stupefacenti loro contestati. La Cassazione ha respinto il ricorso degli imputati affermando che le intercettazioni telefoniche eseguite all'estero da investigatori delle forze di polizia locali possono essere legittimamente utilizzate come prova in Italia, a patto che siano state realizzate nel rispetto della legge del luogo e realizzate con le stesse modalità e garanzie previste nei principi di ordine pubblico dell'ordinamento italiano; è però necessaria la traduzione in lingua italiana.
Collocazione Centro Studi: A5416

Cassazione Sezione I penale
Sentenza n. 37774/02
Rogatorie: se non c'è espressa richiesta di atti orginali vanno bene le fotocopie
Sentenza che ha riguardato un imponente traffico di cocaina ed eroina tra Germania ed Italia, che ha visto il coinvolgimento di esponenti delle famiglie Nirta e Strangio, nonché esponenti della malavita turca. La Corte è intervenuta, tra l'altro in materia di utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche avvenute in Germania ed in materia di rogatorie internazionali.
Collocazione Centro Studi: G9704

Cassazione penale Sezione VI
Sentenza n. 36351 del 22/9/2003
Sentenza in materia di associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico, incentrata in particolare sui ruoli dei membri all'interno del complesso criminale.
Collocazione Centro Studi: H4702

Cassazione penale Sez. IV
Sentenza n.17426 del 14/4/2003
Con questa sentenza la Cassazione si è pronunciata in materia di competenza per territorio rispetto al delitto di cui all'art. 73 l. stup. affermando che il luogo del passaggio della linea di confine individua l'autorità giudiziaria competente. Se questo non è accertato, sono competenti le autorità giudiziarie dei luoghi ove le condotte penalmente rilevanti vengono consumate.
Collocazione Centro Studi: H5318

Operatore di comunità

Corte di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 14/06/2007, n. 23141
In questa sentenza la Cassazione ha affermato che gli operatori di una comunità terapeutica per tossicodipendenti sono chiamati a svolgere funzioni di cura e di assistenza e non quelle di sorveglianza e vigilanza in senso tecnico giuridico.
Collocazione Centro Studi: H8729

Ravvedimento operoso

Corte di Cassazione
Sentenza 7957, Sez. VI, del 24/08/1993
Stupefacenti. Ravvedimento operoso
Nel documento sono riportate alcune massime di diritto, tratte dalla sentenza 7957/93 della Corte di Cassazione, in tema di concessione dell'attenuante di cui al comma VII dell'art. 73 D.P.R. n. 309 del 1990, ravvedimento operoso.
Collocazione Centro Studi: C7803

Riciclaggio

Corte di cassazione sezione IV penale
Sentenza 23/3 - 2/6/2000 n. 6534
Per il reato di impiego di denaro sporco basta la destinazione in attività finanziarie
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato, Con il vademecum della Corte di cassazione segnato il confine tra ricettazione e riciclaggio. La sentenza afferisce ad una vicenda di traffico di droga di ingenti dimensioni e di impiego del danaro da questo proveniente, svoltasi in Sardegna.
Collocazione Centro Studi: 3999A

Sistema tabellare

Corte di Cassazione Sezione Prima Penale
Sentenza n. 19056 del 16/2/2007 - depositata il 17/5/2007
Stupefacenti - cessione di semi di rosa hawaiana - vegetale - omesso inserimento in tabella - reato insussistenza
La Cassazione ha ribadito che non sussistendo nel nostro ordinamento una definizione farmacologica dello stupefacente, sono soggette alla normativa che ne vieta la cessione tutte e soltanto le sostanze specificamente indicate negli elenchi predisposti e, quando si tratti di vegetali contenenti un principio attivo già inserito in tabella, solo se siano comprese nell'elenco anche le parti che lo compongono come le foglie o i semi.
Collocazione Centro Studi: H8304

Corte di cassazione Sezione VI penale
Sentenza 23/6 - 8/8/2003 n. 34072
Non è reato detenere piante da stupefacenti se la droga si ricava con un processo chimico
Per la Cassazione, il detenere foglie e fusti della pianta catha edulis, dai quali è ricavabile la catina (o anche il catinone), non equivale a detenere detto principio drogante poiché questo è estraibile solo attraverso un procedimento chimico. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: Con le incongruenze del sistema tabellare confermata l'indilazionabilità di una riforma.
Collocazione Centro Studi: 5469C

Soglia drogante

Carlo Alberto Zaina
Spaccio di stupefacenti e principio attivo inferiore alla cd. soglia drogante
Cassazione penale, sez. VI, sentenza 18.07.2007 n. 28661

L'autore commenta l'ordinanza 28661/2007 della Cassazione con cui è stata rimessa alle Sezioni Unite la questione della sanzionabilità di condotte di spaccio di stupefacenti che abbiano ad oggetto un quantitativo di sostanza che presenti un principio attivo inferiore alla soglia drogante.
Collocazione Centro Studi: H8906

Spaccio

Corte di cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 44781/07; depositata il 30/11/2007
Spaccio di stupefacenti, per provare il reato non è necessario il rinvenimento della sostanza
Secondo la Cassazione, per dimostrare la configurabilità delle condotte criminose previste e punite dal Testo unico sulle sostanze psicotrope (articolo 73 del Dpr 309/90), infatti, non è necessario il reperto, cioè il rinvenimento oggettivo dello stupefacente. Ma è sufficiente l’utilizzo delle risultanze di tutte le altre fonti probatorie. In pratica, chi acquista, vende, offre, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna etc – tutti comportamenti illeciti puniti dal Dpr 309/90 – potrà essere “inchiodato” da intercettazioni, da testimonianze, da accertamenti investigativi svolti dalla polizia, ma anche dalle proprie dichiarazioni e da qualsiasi altro elemento di significato univoco.
Collocazione Centro Studi: H4410

Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali
Sentenza n. 47472 del 29/11/2007 - depositata il 20/12/2007
Stupefacenti (delitti in materia di) - cessione di eroina - soglia drogante – fattispecie
La Corte ha escluso sulla base della indicazione dei limiti quantitativi massimi previsti dal DM 11 aprile 2006, che il quantitativo della sostanza oggetto della condotta di cessione (eroina in misura pari a 33 mg.) non producesse un apprezzabile effetto stupefacente.
Collocazione Centro Studi: E7020

Corte di Cassazione, Sezione II penale
Sentenza n. 1735 del 20 dicembre 2007 - depositata il 14 gennaio 2008
Stupefacenti - detenzione di sostanze stupefacenti diverse - reato continuato – esclusione
La Corte ha chiarito che integra un unico reato la contestuale detenzione a fine di commercio di sostanze stupefacenti di specie diverse (nella specie cocaina e hashish), in quanto ricomprese dalla nuova normativa introdotta dalla L. 49/2006 in una unica tabella.
Collocazione Centro Studi: A6214

Cassazione penale Sezione IV
Sentenza 7/12/2005, n. 44621
In questa sentenza la Cassazione evidenzia come il legislatore, nell'art. 73 c. 1 TU stup., abbia anticipato, quanto alla vendita e alla cessione di stupefacenti, la soglia della punibilità con la previsione delle condotte di messa in vendita e di offerta, antecedenti alla vendita e alla cessione. Tale condotte si connotano per la non avvenuta "dazione" e per la non "immediata disponibilità" della droga, essendo sufficiente la semplice "dichiarazione dell'agente" purchè realizzabile e non priva di serietà.
Collocazione Centro Studi: G4901

Corte di cassazione Sezione VI
Sentenza n. 14057; depositata il 10 aprile
Droga, pene minime inapplicabili quando il ricorso è inammissibile
La Corte, nell'esaminare l'articolo 4-bis della L. 49/2006 che ha modificato in senso più favorevole le pene per chi spaccia, ha affermato che in caso di ricorso inammissibile deve ritenersi formato il giudicato e pronunciata sentenza irrevocabile.
Collocazione Centro Studi: G9812

Corte di Cassazione Sezione IV Penale
Sentenza 17/04/2001
Spaccio
Secondo la Cassazione, poiché la destinazione ad uso di terzi costituisce elemento essenziale del reato, la persona trovata in possesso di sostanza stupefacente va considerata, almeno fino a che nei suoi confronti non siano emersi concreti elementi indicativi della finalità di spaccio o non sia stata effettuata l'iscrizione nel registro degli indagati, persona informata sui fatti, le cui dichiarazioni pertanto possono essere utilizzate contro i terzi ai sensi dell'art. 63 cpp.
Collocazione Centro Studi: H3525

Cassazione penale Sez. VI
Sentenza n. 31762 del 28/7/2003
Con questa sentenza la Cassazione ha chiarito che l'attenuante di cui all'art. 114 cp non può essere concessa a chi abbia avuto un ruolo di custode dello stupefacente, sia stato partecipe della sua suddivisione in sacchetti, sia stato incaricato alla consegna ad altro compartecipe.
Collocazione Centro Studi: H2714

Corte di cassazione Sezione VI penale
Sentenza 29/4 - 19/6/2003 n. 26709
Stupefacenti: non spetta all'imputato provare la detenzione per uso personale
La Cassazione ha ribadito che la destinazione allo spaccio costituisce un elemento costitutivo del reato di illecita detenzione di droga, e come tale deve essere provata dall'accusa non potendosi farsi carico all'imputato di provare la destinazione a uso personale della sostanza di cui è trovato in possesso. Oltre al testo della sentenza è presente un commento di G. Amato: Per escludere la sanzione amministrativa all'accusa il compito di dimostrare lo spaccio.
Collocazione Centro Studi: 5065C

Corte di cassazione Sezione VI penale
Sentenza n. 20966/2003
Pasticca in discoteca non è sempre ecstasy (La)
Secondo la Cassazione, le pasticche che vengono distribuite in discoteca non possono presumersi sostanze stupefacenti in assenza di un riscontro accurato di una minuziosa indagine. La Suprema Corte ha rilevato come non sia stata fornita alcuna prova circa la natura stupefacente della pastiglia, non essendo sufficiente l'effetto euforizzante, attribuibile anche all'ambiente della discoteca con musica e danze, ed affermando la necessità di una adeguata motivazione per ritenere la sussistenza del contestato reato di spaccio.
Collocazione Centro Studi: H1402

Corte di Cassazione Sezione VI penale
Sentenza n. 7943 del 7/4/1995
La sentenza della Cassazione si segnala in quanto riforma una sentenza di condanna per spaccio di ecstasy che si era fondata sulla sola asserita disponibilità, definita molto seria nella sentenza, da parte dello spacciatore a fornire anche l'ecstasy: lo spacciatore si era poi limitato a fornire agli agenti di P.G. sotto copertura solo eroina e cocaina. La Cassazione ha quindi ritenuto la assoluta carenza probatoria sul punto, evidenziando come non possa essere affermata la penale responsabilità per il delitto di offerta in vendita di sostanze stupefacenti se prima non si è raggiunta la prova che queste fossero nella effettiva disponibilità del soggetto.
Collocazione Centro Studi: H0916

Cassazione Penale Sezione IV
Sentenza n. 10738 del 22/5/1997
La sentenza della Cassazione si è, tra l'altro, soffermata sull'interpretazione dell'aggravante di cui all'art. 80, lett. e) dpr 309/90, sulla commistione della sostanza stupefacente ad altre sostanze in modo che ne risulti aggravata la potenzialità lesiva. La commistione riguardava cocaina e bicarbonato: la Corte d'appello di Milano, pur non ritenendo potersi parlare di crack, ha ritenuto che tali sostanze possono comportarsi come tale preparato in certe condizioni, e, quindi, la sussistenza dell'aggravante. La Cassazione ha confermato la statuizione della Corte d'appello.
Collocazione Centro Studi: H0918

Corte di Cassazione Sezione VI penale
Sentenza 08/02 - 16/03/1995 n. 2799
Stupefacenti: i fini dello spaccio devono essere provati dall'accusa
Alla sentenza segue un commento di M. Giannone, La sussistenza dell'attenuante non dipende solo dal rispetto dei limiti quantitativi.
Collocazione Centro Studi: F1809

Corte di cassazione Sezione IV penale
Sentenza 25/01 03/05/1995 n. 4952
Stupefacenti: assimilabile all'intermediazione ogni atto che collega venditore e acquirente
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di L. Marino, Resta qualche perplessità sulla valutazione degli elementi indispensabili al "concorso".
Collocazione Centro Studi: F2844

Corte di cassazione Sezione IV penale
Sentenza 03/07 - 14/10/1997 n. 9257 Ricorrente Porta e altro
Stupefacenti: spetta sempre all'accusa dimostrare la destinazione allo spaccio
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: "La prova che esclude l'uso personale resta comunque l'ingente quantità".
Collocazione Centro Studi: 4077B

Corte di cassazione Sezione VI penale
Sentenza 10/4 - 3/7/2002 n. 25276
Con la stessa quantità di stupefacenti reato unico per detenzione e vendita
Secondo la Cassazione, nel caso di detenzione e di offerta in vendita del medesimo quantitativo di sostanza stupefacente, maturate in un unico contesto temporale, il fatto deve considerarsi unitario e integra un'unica violazione dell'art. 73 DPR 309/90, così come il fatto deve ritenersi unitario in caso di detenzione illecita di sostanze diverse ma ricomprese nella stessa tabella. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: La connessione temporale delle condotte esclude il concorso dei due illeciti.
Collocazione Centro Studi: 4363C

Spaccio e recidiva reiterata

Corte di Cassazione, Sezione V penale
Sentenza n. 14152/07; depositata il 05/04/2007
Recidiva reiterata, nessuna discrezionalità al giudice nell'adeguare la pena al fatto
Con questa sentenza la Cassazione ha affermato che in caso di spacciatore, recidivo reiterato, la pena va determinata con il limite massimo di un bilanciamento di equivalenza tra l'attenuante del quinto comma dell'art. 73 dpr 309/90 e la recidiva reiterata, e quindi la pena deve essere determinata con riferimento a quella base per l'ipotesi di cui al I primo comma art. 73.
Collocazione Centro Studi: H8207

Corte di Cassazione Sezione VI penale
Sentenza n. 18302 del 27/02/2007 - depositata l'11/05/2007
Reato - recidiva - natura – conseguenze
Con questa sentenza la Cassazione ha ritenuto possibile anche in presenza di recidiva reiterata in caso di spaccio di stupefacenti, non tener conto della recidiva, e quindi ritenere la prevalenza dell'ipotesi attenuata di cui al V co. art. 73 Dpr 309/90.
Collocazione Centro Studi: H8223

Terapia del dolore

Corte di cassazione Sezione IV
Sentenza n. 35597/03
Terapia del dolore: oppiacei ammessi anche prima della novella del 2001
Con questa sentenza la Cassazione ha assolto dall'accusa di aver prescritto farmaci stupefacenti, ad uso non terapeutico, i medici che somministravano oppiacei e anfetamine prima che la "terapia del dolore" fosse approvata dalla legge 12/2001. I medici avevano prescritto temgesic e anfetamine a tossicodipendenti in crisi di astinenza e a malati di Hiv in preda ai dolori della fase terminale. Oltre al testo della sentenza è presente un commento di L. Cremonesi: Tossicodipendenze, il medico dell'Asl non dovrebbe sostituirsi ai Sert.
Collocazione Centro Studi: H2106

Uso di gruppo

Corte di Cassazione Sezione VI penale
Sentenza n. 12176 depositata il 29/3/2005
Stupefacenti - Detenzione a fine di cessione - Uso di gruppo - Onere Probatorio
L'imputato del reato di illecita detenzione di stupefacenti al fine di cessione a terzi, che invochi l'uso di gruppo della sostanza detenuta, ha l'onere di allegare gli elementi di fatto a sostegno della sua tesi. Nel caso di specie, la Corte ha precisato che l'imputato aveva con sè un quantitativo rilevante di extasy, incompatibile con l'uso personale e ha ritenuto sfornito di qualsiasi riscontro obiettivo l'uso di gruppo dallo stesso dedotto.
Collocazione Centro Studi: H6505

Corte di cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 5/5 - 22/7/2005 n. 27393
Escluso il reato per l'uso di droga in gruppo se l'identità dei componenti è certa dall'inizio
Secondo la Cassazione, perchè si configuri la responsabilità amministrativa in luogo di quella penale è necessario che l'acquirente sia anche assuntore e che abbia ricevuto mandato all'acquisto e alla detenzione della sostanza per uso personale dei componenti del gruppo. Perchè dunque possa parlarsi di codetenzione per uso di gruppo occorre la prova rigorosa che la droga sia stata acquistata o detenuta da uno dei partecipanti del gruppo su preventivo mandato degli altri, in vista di una futura ripartizione destinazione all'uso esclusivo dei medesimi. Oltre al testo della sentenza è presente un commento di M. Galdieri: Ulteriori specificazioni della Cassazione sulle condotte di rilevanza amministrativa.
Collocazione Centro Studi: 7469C

Corte di cassazione Sezione VI
Sentenza n. 4367/02
Spinelli di gruppo: depenalizzazione anche per l'acquisto a credito
Secondo la Cassazione, il consumo di gruppo di cannabis gode dell'esimente del "consumo di gruppo" anche quando l'acquisto della sostanza è stato fatto a credito, con i soldi anticipati da uno solo dei partecipanti al consumo dello stupefacente. Il testo della sentenza, preceduto da un breve commento, è stato pubblicato nella versione telematica della rivista Diritto e giustizia.
Collocazione Centro Studi: H0217

Scardaccione E.
Codetenzione di stupefacenti e "uso di gruppo"
Nell'articolo vengono commentate due sentenze della Corte di cassazione in materia di codetenzione di stupefacenti per uso collettivo: di entrambe (Cass., Sez. 4^, 22/02/1996 - pres. Scorzelli, rel. Galbiati - imp. Villani; Cass., Sez. 6^, 06/03/1996 - pres. Consoli, rel. Merone - imp. Pavan) viene proposto il testo. Si segnalano per l'adesione alla depenalizzazione della codetenzione per uso collettivo.
Collocazione Centro Studi: 9588B

Corte di cassazione Sezioni Unite penali Camera di consiglio
Sentenza 28/05 - 18/07/1997 n. 4
Acquisto di droga per conto del "gruppo" costituisce solo illecito amministrativo (L')
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato, La destinazione a una "somma" di usi personali toglie rilevanza penale alla detenzione. La Cassazione ha deciso nel senso della rilevanza solo amministrativa non solo dell'ipotesi di acquisto contestuale da parte di tutti gli appartenenti al gruppo, che insieme detengono e poi suddividono tra loro la sostanza, ma anche di quella in cui solo alcuni dei componenti del gruppo acquistino per conto anche degli altri e poi procedano alla suddivisione della sostanza.
Collocazione Centro Studi: 2318A

Corte di cassazione Sezione VI penale
Sentenza 29/04 - 12/09/1996 n. 8389
Se parte della droga è destinata alla vendita preclusa la non punibilità per "uso di gruppo"
Alla sentenza segue un commento di G. Amato, Precisati i requisiti per l'irrilevanza penale della codetenzione di sostanze stupefacenti
Collocazione Centro Studi: F6034

Corte di cassazione Sezione IV penale
Sentenza 23/09/1996 - 15/01/1997 n. 187
Non è reato procurare stupefacenti ad altri dietro compenso di una parte per uso personale
Collocazione Centro Studi: 7394B

Corte di cassazione, sez. unite penali, 18/07/1997 - pres. La Torre - est. Albamonte - ric. Pg in proc. Iacolare
Sentenza Corte di Cassazione 18/07/1997
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Cascini, "La detenzione e il consumo di gruppo di fronte alle Sezioni unite della Cassazione".
Collocazione Centro Studi: 4929B

Corte di cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 19/12/1996 - 15/01/1997 n. 199
E' illecito amministrativo cedere al gruppo la droga procacciata con il danaro di tutti
Reato o semplice illecito amministrativo? La Cassazione torna sulla punibilità dell'uso di gruppo di sostanze stupefacenti. Guida al diritto pubblica due sentenze (vedi anche 7394B) relative a fattispecie diverse ma che arrivano alla medesima conclusione. Segue un commento di G. Amato, Per un "uso di gruppo" penalmente irrilevante necessaria la compartecipazione all'acquisto.
Collocazione Centro Studi: 7395B

Uso personale

Corte di cassazione Se