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CORTE
DI CASSAZIONE
Accertamenti
radiografici 
Corte di cassazione,
Sezione IV Penale
Sentenza 13 - 28 giugno 2007 n. 25092
Legittimo il supplemento di ispezione sul soggetto che ingerisce
ovuli di droga
Secondo la Cassazione è fondato che la polizia giudiziaria,
sussistendo il fondato motivo che il soggetto detenga all'interno del
proprio corpo ovuli di sostanze stupefacenti lo sottoponga, previa autorizzazione
del PM, a esame radiologico. La sentenza è commentata da G. Amato:
Il sospetto di detenzione della sostanza è un "fondato motivo"di
intervento.
Collocazione Centro Studi: 0474D
Affidamento
terapeutico 
Corte di
cassazione - Sezione I penale
Sentenza 14 - 20/11/2006 n. 38055
Nulla la misura alternativa alla detenzione se la tossicodipendenza
non è accertata
La Cassazione ha annullato un'ordinanza del tribunale di
sorveglianza che aveva concesso il beneficio dell'affidamento in prova
per fini terapeutici senza previamente accertare l'attualità dello
stato di tossicodipendenza del beneficiario e senza verificare la sussistenza
di un programma terapeutico idoneo ai fini del recupero. E' anche presente
un commento di G. Amato: Il giudice è tenuto a valutare l'idoneità
del piano di recupero.
Collocazione Centro Studi: 9880C
Agente
provocatore 
Corte di
Cassazione, Sezione VI Penale
sentenza 11/04/1994 - pres. Suriano, est. Ippolito - ric. Curatola
Agente provocatore, acquisto simulato di stupefacenti e legge penale
Nell'articolo viene riportata una sentenza della Cassazione
in materia di acquisto simulato di stupefacenti da parte del cd. agente
provocatore, che agisce in virtù di accordi con le forze di polizia.
La Cassazione ha stabilito che fuori dalla rigorosa e dettagliata normativa
prevista dall'art. 97 D.P.R. 309/- 1990, non è consentito alcun
margine interpretativo per introdurre scriminanti o cause di non punibilità
per i privati "collaboratori" di polizia giudiziaria. La sentenza
è preceduta da un commento di M. Zocco, sostituto procuratore della
Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone.
Collocazione Centro Studi: 7027B
Arresti
domiciliari 
Corte di
Cassazione, Sezione II Penale
Sentenza 19348/06
La Cassazione ha esaminato i rapporti tra art. 89 dpr 309/90,
che considera i provvedimenti restrittivi nei confronti di tossicodipendenti
che abbiano in corso programmi terapeutici, e l'art. 284 c. 5 bis cpp,
che impedisce l'applicazione degli arresti domiciliari a chi nel quinquennio
sia stato condannato per evasione. La Corte ha accolto il reclamo difensivo
affermando la natura speciale dell'art. 89 rispetto a quella codicistica.
Collocazione Centro Studi: A2206
Corte Suprema di Cassazione
Sentenza n. 41271 Ud. 17/10/2006 - 16/12/2006
Misure cautelari - personali - tossicodipendente - programma di
recupero - eccezionalità della custodia in carcere - eccezioni
- potere del giudice
Secondo la Cassazione, le disposizioni sulla sostituzione
della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari,
salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, in favore
del tossicodipendente che abbia in corso un programma terapeutico di recupero
o che ad esso intenda sottoporsi, non trovano applicazione allorchè
si proceda per uno dei gravi delitti indicati dall'art. 4 bis ord. pen.,
fatta eccezione dei delitti di rapina ed estorsione aggravata, a meno
che non siano ravvisabili collegamenti con la criminalità organizzata
ed eversiva. Ciò non si risolve in divieto assoluto di concessione
degli arresti domiciliari, dovendo invece il giudice della cautela valutare
la sussistenza delle ordinarie esigenze cautelari.
Collocazione Centro Studi: D1319
Giuseppe
Amato
Sindacato del giudice sull'applicabilità della disciplina
de libertate di favore prevista per il tossicodipendente (Il)
L'autore commenta la sentenza 10986/2007, della Cassazione,
pubblicata di seguito, che si è soffermata sul potere valutativo
del giudice rispetto alla congruità e idoneità del programma
terapeutico proposto ai fini dell'ottenimento dell'affidamento terapeutico.
Collocazione Centro Studi: H8123
Collaborazione
- attenuante
Corte di
Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 24/6 - 30/8/2004 n. 35650
Stupefacenti: attenuante della collaborazione solo dopo informazioni
complete e utili
Per la Cassazione legittimamente può essere negata
la circostanza attenuante della collaborazione quando l'interessato nel
corso del procedimento si sia più volte avvalso della facoltà
di non rispondere e abbia comunque omesso di fare rivelazioni sulla rete
di distribuzione della droga. Oltre al testo della sentenza è presente
un approfondito commento di Giuseppe Amato: L'ammissione della propria
colpa va accompagnata da indicazioni di contrasto dell'attività
criminosa.
Collocazione Centro Studi: 6114C
Coltivazione
cannabis 
Corte di
cassazione, Sezione IV penale
Sentenza n. 871/08; depositata il 10/01/2008
Cannabis: è reato coltivare anche una sola piantina. La
Suprema Corte cambia rotta?
La Cassazione ritorna alla propria consolidata giurisprudenza
affermando che è reato coltivare anche una sola piantina di cannabis
e anche se l'uso è strettamente personale. Solo alcuni mesi fa
aveva invece assolto un uomo che aveva coltivato 5 piantine.
Collocazione
Centro Studi: H3015
Corte di
Cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 11-31/10/2007 n. 40362
Non è reato la mini piantagione domestica se manca la destinazione
a terzi del coltivato
Secondo la Cassazione la coltivazione domestica di piante
da cui possono ricavarsi stupefacenti non integra reato se manca la prova
della destinazione del ricavato a uso non esclusivamente personale del
coltivatore.
Collocazione Centro Studi: 0781D
Corte di Cassazione,
Sezione VI
Sentenza 18/01 - 10/05/2007, n. 17983
Con questa sentenza la Cassazione ha precisato i confini
della condotta punibile di coltivazione di sostanza stupefacente, distinguendo
la coltivazione in senso "tecnico agrario" ovvero "imprenditoriale",
da quella "domestica", finalizzata al consumo personale.
Collocazione Centro Studi: H8220
Corte Suprema di Cassazione
Sentenza n. 32949/2005
Sempre reato coltivare in casa canapa indiana
E' reato coltivare in casa piante di canapa indiana, anche
se in modesta quantità. Lo ha stabilito la Quarta Sezione Penale
della Cassazione annullando l'assoluzione pronunciata dal Gip di Ivrea
nei confronti di una ragazza che coltivava in casa propria tre piante
di canapa.
Collocazione Centro Studi: H7112
Corte di cassazione
Sezione IV penale
Sentenza 7/2 - 30/5/2003 n. 23842
Stupefacenti: escluso il reato di coltivazione se è accertata
l'inoffensività delle sostanze
Secondo la Cassazione, la punibilità dell'attività
di coltivazione non autorizzata di piante di cannabis può escludersi
nelle sole ipotesi in cui, oltre alla non destinazione all'uso di terzi,
si accerti altresì in concreto, l'inoffensività della coltivazione
per l'inidoneità a porre a repentaglio il bene giuridico protetto
dalla norma incriminatrice (ad esempio, quando si tratti di una sola pianta
da cui possa estrarsi un quantitativo di sostanza insufficiente a provocare
un apprezzabile stato stupefacente). Oltre al testo della sentenza è
presente un commento di G. Amato: Ribadita l'irrilevanza dell'uso personale
ma è necessario un modesto effetto drogante.
Collocazione Centro Studi: 5140C
Cassazione
Sezione IV penale
Sentenza 17/9 - 7/12/2002, n. 37253
Cannabis sul balcone di casa, resta sempre reato
Secondo la Cassazione, la coltivazione non autorizzata
di piante dalle quali siano estraibili sostanze stupefacenti continua
ad essere reato anche se non finalizzato allo spaccio, difettando in essa
quel nesso di immediatezza con l'uso personale che giustifica il minor
rigore in relazione alle altre condotte prese in considerazione dall'art.
73 Dpr 309/90. Però la Cassazione ha precisato che, alla luce del
principio di offensività, è esclusa la punibilità
della condotta di coltivazione di una sola pianta da cui possa trarsi
un quantitativo di sostanza insufficiente, in concreto, a provocare un
apprezzabile stato stupefacente, non evidenziandosi nella disciplina degli
stupefacenti la volontà del legislatore di configurare un reato
formale di pericolo presunto. Oltre al testo della sentenza è presente
un approfondito commento di A. Natalini, La coltivazione di stupefacenti.
Tra inoffensività e delitto impossibile.
Collocazione Centro Studi: 4817C
Confisca
Corte di
Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 4/12/2006 - 3/01/2007 n. 31
Solo confisca "facoltativa" per l'autoveicolo destinato
occasionalmente al trasporto droga
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento
di G. Amato: Misura applicabile a mezzi non "manipolati" ma
con un particolare sforzo motivazionale.
Collocazione Centro Studi: 0485D
Cassazione
penale, Sez. IV
Sentenza 24/5/2007, n. 20204
Sequestro preventivo del locale adibito a luogo di convegno per
l'uso di stupefacenti (Il)
Secondo la Cassazione è sequestrabile in via preventiva
il locale adibito a luogo di convegno di persone dedite all'uso di sostanze
stupefacenti. E' anche presente un commento di G. Amato.
Collocazione Centro Studi: H8312
Corte di
cassazione Sezioni Unite penali
Sentenza 3/7 - 17/10/1996 n. 9149
Processo concluso con il "patteggiamento" esclude la
confisca dei proventi del reato (Il)
Al testo della sentenza segue un commento di G. Amato,
Legittimo applicare la misura di sicurezza solo per i beni che determinano
l'illecito.
Collocazione Centro Studi: F6058
Contrabbando
Corte di
Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 746 del 13/1/2003
Secondo la Cassazione, nell'ipotesi di introduzione di
di stupefacente nello Stato, senza l'osservanza delle disposizioni regolatrici
del fenomeno, si verifica una duplice violazione di norme penali, risultando
integrata tanto la violazione delle norme del d.p.r. 309/1990 quanto di
quelle penal-tributarie dettate in materia di contrabbando e di evasione
I.V.A. in relazione al corrispondente importo della sostanza. Nel caso
di specie si trattava di 5 kg di eroina pura.
Collocazione Centro Studi: H1510
Custodia
cautelare e programma terapeutico
Corte di
cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 02/07 -20/11/2007 n. 42704
Senza la prova della serietà del programma il giudice respinge
la richiesta riabilitativa
La Cassazione che affermato che è legittimo il rigetto
di un'istanza di revoca della custodia cautelare in carcere da parte di
tossicodipendente che intenda sottoporsi a programma riabilitativo se
l'istanza contenga un programma inadeguato e generico. La sentenza è
commentata da G. Amato: Un'inevitabile scelta discrezionale che va motivata
adeguatamente.
Collocazione
Centro Studi: 0943D
Corte di
Cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 27/05/2002
Prime applicazioni del "nuovo" divieto di concessione
degli arresti domiciliari
Secondo la Cassazione la norma contenuta nell'art. 284
comma 5-bis cpp, che esclude la concessione degli arresti domiciliari
nei confronti sia già stato condannato per evasione nei 5 anni
precedenti al fatto per cui si procede, deve ritenersi derogata dall'art.
89 t.u.l.stup., che, in funzione della salvaguardia della salute e del
recupero del tossicodipendente, ha privilegiato questi valori rispetto
a quelli di difesa sociale insiti nel sistema delle misure cautelari.
Questa norma fa infatti divieto di disporre o mantenere la custodia in
carcere verso il tossicodipendente o alcoldipendente che abbia in corso
o intenda sottoporsi a programma di recupero.
Collocazione Centro Studi: H0519
Corte di
Cassazione, Sezione V penale
Sentenza 10 - 24/6/2004 n. 28438
Stupefacenti: al giudice la valutazione sull'idoneità del
programma di recupero
Secondo la Cassazione, ai fini dell'applicazione del disposto
dell'art. 89 DPR 309/90, il giudice deve valutare nel merito il programma
di recupero che il soggetto tossicodipendente o alcoldipendente abbia
in corso o intenda iniziare, in relazione sia alla gravità dei
fatti addebitati che alla personalità dell'indagato, e quindi può
ritenere non specifici gli interventi terapeutici in relazione alla condizione
cronica del tossicodipendente. Oltre al testo della sentenza è
presente un commento di G. Amato: La somministrazione periodica di metadone
è compatibile con la custodia in carcere.
Collocazione Centro Studi: 6058C
Cassazione,
Sezione II
Sentenza n. 5437/05
Tossicodipendenza: il programma di recupero non può essere
bloccato dalla gravità dell'imputazione
Secondo la Cassazione, la richiesta di ottenere gli arresti
domiciliari presso una comunità di recupero, dove svolgere un programma
di disintossicazione, non può, a priori, in nome della gravità
del reato commesso, essere preclusa al tossicodipendente che ne faccia
richiesta al Tribunale di sorveglianza.
Collocazione Centro Studi: H5823
Doping
Corte di
Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 29/05/2007 n. 21092
Reati di doping - fatti accaduti prima del decreto ministeriale
sulla ripartizione delle sostanze dopanti - configurabilità –
sussistenza
La Cassazione ha affermato che i reati di doping sono configurabili
anche se i relativi fatti sono stati commessi prima della emanazione del
decreto ministeriale di ripartizione in classi delle sostanze "dopanti".
Collocazione
Centro Studi: D0404
Corte di
Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 27279/07; depositata il 12/07/2007
Doping: l'illecito non si consuma nel mero atto istantaneo dell'assunzione
di sostanze vietate
In questa sentenza la Cassazione offre un'ampia ricostruzione
della legge 376/00, evidenziando come il l'obiettivo delle fattispecie
penali descritte dall'art. 9 sia tutelare il bene personale e primario
dell'integrità psico-fisica di chi partecipa ad attività
sportive ed anche il regolare svolgimento delle competizioni. E' stata
rigettata la tesi del tribunale di Perugia per cui il reato si consumerebbe
nel luogo di assunzione della sostanza (nandrolone cui è risultato
positivo il giocatore libico del Perugia Al Ghadafi).
Collocazione Centro Studi: H8401
Corte di
Cassazione, Sezione II penale
Sentenza 21324/07
La Cassazione ha affermato che compie frode sportiva chi
somministra e assume sostanze dopanti con la consapevolezza di alterare
il risultato della competizione. Sentenza con cui è stata annullata
la sentenza della Corte d'appello di Torino che aveva assolto Giraudo
e Agricola della Juventus, anche se in ogni caso i reati a loro ascritti
sono stati dichiarati prescritti.
Collocazione Centro Studi: H8310
Corte di
Cassazione Sezioni Unite Penali
Sentenza n. 3087 ud. 29/11/2005 - deposito del 25/1/2006
Frodi sportive e doping - Illeciti penali ex L. n. 37 del 2000
- D.M. 15/10/2002 di classificazione di sostanze dopanti - Fatti commessi
anteriormente al D.M. - Configurabilità degli illeciti penali –
Sussistenza
La Cassazione ha stabilito che le ipotesi di reato previste
dall'art. 9 L. 376/2000 si configurano anche per i fatti commessi prima
dell'emanazione del DM 15/10/2002 di ripartizione delle sostanze delle
sostanze il cui impiego è da considerarsi doping.
Collocazione Centro Studi: C6310
Corte di
Cassazione, Sezione III
Sentenza n. 2601/04
Doping: i club di calcio possono avere la farmacia interna
Con questa sentenza la Cassazione ha confermato l'assoluzione
dell'amministratore delegato del Torino calcio dall'accusa di aver violato
le disposizioni del D.Lgs. 538/92 che punisce l'abusiva distribuzione
all'ingrosso di medicinali ed ha affermato che le squadre di calcio possono
avere una sorta di "farmacia interna" ove tenere in giacenza
i farmaci per curare i giocatori infortunati.
Collocazione Centro Studi: H2423
Corte di
Cassazione, Sezione VI
Sentenza n. 3011 del 25/1/1996
Con questa sentenza la Cassazione ha escluso la riconducibilità
dell'assunzione di sostanze dopanti nell'ambito della legge 401/1989,
volta a reprimere solo ed esclusivamente l'offerta o la promessa di danaro
o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione
sportiva organizzata da taluna delle federazioni riconosciute dal CONI.
Collocazione Centro Studi: H0917
Corte di
Cassazione, Sezione III penale
Ordinanza n. 11277/02
Vendere Nandrolone è reato solo se incide sulle prestazioni
agonistiche
Primo intervento della Cassazione sulla legge antidoping,
varata nel 2000. Alla luce di quanto affermato dalla Cassazione, il solo
commercio di farmaci droganti, al di fuori delle vie legali, non configura
una condotta penalmente rilevante se non accompagnata dalla finalità
di truccare le competizioni atletiche. Oltre al testo della sentenza è
presente un commento di O. Forlenza, Dubbia la sussistenza dell'illecito
penale senza la tabella delle sostanze proibite.
Collocazione Centro Studi: G7315
Corte di
Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 46764/04
Doping, punibili penalmente anche gli atleti trovati positivi
prima del 2002
Secondo la Cassazione, scatta il reato di doping anche
per quegli atleti trovati positivi ai controlli prima del 27/11/2002,
ossia prima dell'entrata in vigore del decreto ministeriale integrativo
della legge 376/00, normativa contro l'uso di sostanze dopanti e metodi
di doping vietati. Il testo della sentenza è stato pubblicato nella
versione telematica della rivista Diritto e giustizia.
Collocazione Centro Studi: H5325
Droghe
Corte di
Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza n. 44227 ud. 6/10/2005 - deposito del 5/12/2005
Stupefacenti - preparazioni di cui alla tabella V - decotto di
foglie di piante amazzoniche denominate "ayahuasca"
La Corte ha stabilito, con riferimento alla bevanda denominata
"ayahuasca", ottenuta con il decotto di foglie di piante amazzoniche
non ricomprese in tabella, ma nelle quali sia presente la sostanza DMT
presente in tabella, che sia compito del giudice di merito verificare
se la stessa sia riconducibile alle preparazioni penalmente vietate.
Collocazione Centro Studi: B3832
Falsa
testimonianza acquirente
Corte di
Cassazione Sezioni Unite Penali
Sentenza n. 21832 ud. 22/2/2007 - deposito del 5/6/2007
Stupefacenti - acquirente di modiche quantità - persona
informata sui fatti
Reati contro l'amministrazione della giustizia - favoreggiamento personale
- acquirente di modiche quantità di stupefacenti - dichiarazioni
alla P.G. - non punibilità
Secondo le Sezioni unite, integra il delitto di favoreggiamento
personale l'acquirente di modiche quantità di sostanze stupefacenti,
che sentito come persona informata sui fatti, si rifiuta di fornire informazioni
sulle persone da cui ha ricevuto la sostanza. La sua condotta non è
punibile se in concreto vi è motivo di ritenere che le informazioni
richieste possono determinare un grave e inevitabile nocumento nella libertà
e nell'onore.
Collocazione Centro Studi: H8403
Corte di
Cassazione Sezione Sesta Penale
Sentenza n. 2806 del 20/11/2006 - depositata 25 gennaio
Reati contro l'amministrazione della giustizia - esimente ex art.
384 c.p. - configurabilità - presupposti – indicazione
La Cassazione ha escluso la possibilità di applicare
l'esimente dell'art. 384 cp all'imputato che aveva dedotto di aver commesso
la falsa testimonianza, consistita nel negare di aver fornito ai carabinieri
informazioni confidenziali circa l'esistenza di un traffico di stupefacenti
commesso da altra persona, perchè aveva "famiglia".
Collocazione Centro Studi: F8206
Corte di
cassazione - Sezione VI penale
Sentenza 4/10 - 25/11/2005 n. 42722
Drogati non punibili per favoreggiamento se mentono a difesa della
propria libertà
Secondo la Cassazione, in relazione al reato di favoreggiamento
personale, l'esimente dell'art. 384 cp può essere invocata dal
tossicodipendente che abbia agito al fine di sottrarsi all'applicazione
delle sanzioni amministrative dell'art. 75 TU stup. Oltre al testo della
sentenza, è presente un commento di G. Amato: L'applicabilità
dell'esimente divide i giudici e richiede un intervento a sezioni Unite.
Collocazione Centro Studi: 8282C
Famiglia
Corte di
Cassazione, Sezione V penale
Sentenza 22/01, 22/02/2008 n. 8276
Nessuna attenuante al padre che lega il figlio per impedirgli
di drogarsi
Per la Cassazione, la condotta del padre che impedisca
al figlio tossicodipendente di procurarsi sostanza stupefacente legandolo
con una catena ai piedi del letto integra il reato di sequestro di persona,
né può invocarsi il consenso della persona offesa, né
lo stato di necessità né di aver agito per motivi di alto
valore morale e sociale. Segue un commento di F.M. Bougleux, L'impossibilità
relativa di recuperare la libertà è sufficiente ai fine
del reato.
Collocazione
Centro Studi: 1184D
Corte di
cassazione, Sezione I Civile
Sentenza n. 1761/08; depositata il 28/01/2008
Mantenimento no, alimenti sì al figlio maggiorenne non
autosufficiente per problemi di droga
Secondo la Cassazione, al figlio maggiorenne, che non è
in grado di rendersi economicamente indipendente per i sui problemi caratteriali
e psicologici legati ad un passato di tossicodipendenza, è dovuto
non l'assegno di mantenimento ma quello alimentare.
Collocazione
Centro Studi: H6704
Corte di
Cassazione, Sezione I Civile
Sentenza n. 8877 del 14/4/2006
Famiglia - adozione - situazione di abbandono - diritto del minore
di vivere nell'ambito della propria famiglia - ravvedimento e recupero
del genitore
Secondo la Cassazione, il recupero sociale del genitore
naturale già tossicodipendente fa venir meno lo stato di abbandono
del figlio. Di conseguenza è stata confermata la revoca dello stato
di adottabilità.
Collocazione Centro Studi: H7609
Cassazione
Sez. I civile
Sentenza 14/5/2005 n. 10126
Figura della nonna anziana può escludere lo stato di abbandono
del minore (La)
La presenza di significativi rapporti con il minore da
parte di un parente, quale figura sostitutiva della madre, costituiscono
il presupposto giuridico per escludere lo stato di abbandono e quindi
la dichiarazione di adottabilità. Lo stabilito la Cassazione in
questa sentenza accogliendo il ricorso della nonna ultrasettantenne e
della madre tossicodipendente del minore di cui era stato dichiarato lo
stato di adottabilità.
Collocazione Centro Studi: H6507
Corte di
Cassazione
Sentenza 7/11/1998 n.11241
Adozione - Stato di abbandono (presupposti e requisiti dello)
- Criteri di accertamento
La sentenza riguarda il rapporto tra la tossicodipendenza
dei genitori e la valutazione delle condizioni di abbandono di una minore
ai fini della dichiarazione dello stato di adottabilità della stessa.
Nel caso di specie, dichiarato lo stato di adottabilità dal tribunale
competente, la madre della minore dapprima chiedeva la revoca di tale
provvedimento con il conseguente affidamento della minore nell'ambito
di una comunità per il recupero delle tossicodipendenze, dove la
stessa genitrice era intenzionata ad entrare. Poi proponeva appello contro
la sentenza che rigettava tale istanza. Quindi ricorreva in Cassazione.
La Cassazione, a sua volta ha rigettato l'istanza ritenendo che lo stato
di abbandono sussista anche in presenza di comportamenti improntati a
condotte di vita tali da compromettere in modo grave ed irreversibile
la sua crescita psicofisica (nel caso di specie si trattava di genitori
tossicodipendenti bisognosi di cure lunghe e di esito incerto). Segue
un commento di Giuseppe Fabio Doria da titolo "Stato di abbandono
e tossicodipendenza: una corrispondenza necessariamente biunivoca?".
Collocazione Centro Studi: 0548A
Cassazione
Sezione I
Sentenza n. 14894/02
All'ex tossicodipendente non può essere negato il riconoscimento
del figlio naturale
Secondo la Cassazione, un passato di tossicodipendenza
non può impedire a un padre di riconoscere il figlio naturale;
tutt'al più una condizione attuale di tossicodipendenza potrebbe
precludere un'eventuale richiesta di affidamento, non già quella
relativa all'affermazione di paternità
Collocazione Centro Studi: G8721
Farmacista
Corte di
cassazione, Sezione III civile
Sentenza 7186/03
Registro delle sostanze stupefacenti deve essere tenuto (e aggiornato)
all'interno della farmacia (Il)
Secondo la Cassazione, il farmacista deve tenere il registro
degli stupefacenti in farmacia per iscriverci, in ordine cronologico,
il movimento di entrata e di uscita delle sostanze psicotrope. Altrimenti,
se conserva in casa questo documento, pur tenendolo aggiornato, è
passibile di sanzione disciplinare.
Collocazione Centro Studi: H1403
Gioco
d'azzardo 
Corte di
Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 30-01-2008, n. 4726
Sentenza relativa ai videopoker: secondo la Cassazione
si tratta di gioco d'azzardo in quanto l'alea è assoluta.
Collocazione
Centro Studi: G0502
Corte di
Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 787/08; depositata il 10/01/2008
Scommesse, la Suprema corte conferma: la norma italiana che limita
gli altri operatori comunitari va disapplicata
La Cassazione ha confermato che non si possono applicare
sanzioni o misure cautelari reali a persone che hanno svolto senza autorizzazione
la raccolta di scommesse se si tratta di società che non hanno
potuto partecipare alla gara per l'aggiudicazione delle concessioni in
Italia.
Collocazione
Centro Studi: H1211
Giovanardi
- Fini ed esecuzione penale
Corte di
Cassazione
Sentenza n. 18517 del 10/5/2006 - depositata il 25/5/2006
Stupefacenti - L. n. 49/06 - affidamento in prova del tossicodipendente
- programma di recupero – valutazione
La Corte ha evidenziato come l'art. 4 undecies L. 49/2006
imponga al tribunale di accogliere l'istanza di affidamento in prova terapeutico
solo se il programma di recupero assicuri anche la prevenzione del pericolo
che
il prevenuto commetta altri reati.
Collocazione Centro Studi: E6109
Carlo Alberto
Zaina
Affidamento in prova: l'esame della pericolosità sociale
del tossicodipendente
Cassazione, sez. I penale, sentenza 14711/2006 n. 38055
L'autore commenta una sentenza della Cassazione che ha
ribadito che le nuove norme introdotte in materia di stupefacenti dalla
L. 49/2006 in tema di affidamento in prova al servizio sociale del soggetto
tossicodipendente sono più restrittive che non in passato. Fa il
punto sullo stato dell'arte dell'applicazione giurisprudenziale in materia.
Collocazione Centro Studi: C0417
Luca Blasi
Legge Fini? Aiuta i tossicodipendenti. Arriva lo sconto di pena
per i detenuti (La)
Via libera alla continuazione: si prevedono ricorsi in massa
L'autore commenta la sentenza 12638/2006 della Cassazione,
pubblicata di seguito, che ha affermato che il nuovo testo dell'art. 671
cpp, come modificato dalla Giovanardi - Fini, secondo cui fra gli elementi
che incidono sull'applicazione del reato continuato vi è la consumazione
di più reati in relazione allo stato di tossicodipendenza, è
applicabile immediatamente anche ai processi in corso.
Collocazione Centro Studi: 9024C
Guida
in stato di intossicazione da stupefacenti
Corte di
Cassazione Sezione IV
Sentenza 14/02/2003, n. 51
Per la Cassazione, ai fini della sussistenza del reato
di guida in stato di intossicazione da sostanze stupefacenti è
necessario l'accertamento nei modi previsti dalla legge, non essendo possibile
desumerlo da elementi sintomatici esterni, come nel caso di giuda in stato
di ebbrezza alcolica. L'accertamento deve inoltre essere compiuto attraverso
l'accompagnamento del soggetto presso le apposite strutture pubbliche.
Collocazione Centro Studi: H0221
Imputabilità
Cassazione
Sezione VI penale
Sentenza n. 6357 del 24/6/1996
La Cassazione ha statuito che non tutti gli stati di tossicomania
o di tossicodipendenza producono di per sé alterazione mentale
rilevante ai fini di escludere o ridurre l'imputabilità, ma solo
quegli stati di grave intossicazione, che, determinando un vero e proprio
stato patologico psicofisico dell'imputato, alterano profondamente i processi
intellettivi o volitivi di quest'ultimo, annullando o scemando grandemente
la sua imputabilità.
Collocazione Centro Studi: G7815
Corte di
cassazione Sezione VI
Sentenza n. 26093/04
Tossicodipendente non vuol dire malato mentale
La Cassazione ha affermato che la malattia mentale rilevante
per l'esclusione o per la riduzione dell'imputabilità è
solo quella medico-legale, ossia quello dipendente da uno stato patologico
veramente serio che determina un deterioramento delle capacità
intellettive del soggetto. Pertanto lo stato di tossicodipendenza che
influisce sulla capacità di intendere e volere è solo quello
cronico.
Collocazione Centro Studi: H4520
Indulto
Corte di
cassazione Sezione IV penale
Sentenza n. 35703 ud. 26/06/2007 - deposito del 28/09/2007
Pena - indulto ex art. art. n. 241 del 2006 - reati concernenti
gli stupefacenti - aggravante ex art. 80 D.P.R. n. 309 del 1990 - ostacolo
- giudizio di comparazione – irrilevanza
La Corte ha affermato che l'indulto del 2006 non si applica
ai delitti riguardanti la produzione, il traffico e la detenzione illecita
di sostanze stupefacenti che siano contestati con la circostanza aggravante
della consegna o comunque della destinazione delle sostanze a un minore
di età e/o della loro ingente quantità a nulla rilavando
gli esiti di un eventuale giudizio di comparazione.
Collocazione Centro Studi: H9005
Corte di
Cassazione Sezione Prima Penale
Sentenza n. 14432 del 27/03/2007 - depositata il 05/04/2007
Pena - Indulto ex L. n. 241 del 2006 - Stupefacenti - Artt. 73
e 80 D.P.R. n. 309/90 - Applicabilità - Esclusione - Attenuanti
– Irrilevanza
Secondo la Cassazione l'aggravante prevista dall'art. 80
TU stup. impedisce l'applicazione dell'indulto, anche in caso di concessione
delle attenuanti prevalenti, avendo il legislatore ancorato il regime
della preclusione all'obiettiva gravità dei fatti ritenuti in sentenza
per il profilo di particolare allarme sociale.
Collocazione Centro Studi: H8108
Induzione
Cassazione
Sezione III
Sentenza n. 14808/04
Non c'è reato se il padre offre al figlio uno spinello
Con questa sentenza la Cassazione ha confermato la sentenza
di assoluzione nei confronti di un chirurgo che, per sfidare il figlio
minorenne, che non condivideva il suo stile di vita, lo invitava a fumare
uno spinello. L'assoluzione ha anche riguardato il capo della sentenza
relativa al reato di violenza sessuale con minorenne, la propria figlia,
sulla base della ritenuta inattendibilità delle dichiarazioni rese
dalla stessa.
Collocazione Centro Studi: H3508
Corte di
cassazione Sezione VI
Sentenza n. 26074/04
Tossicodipendenze, non è reato praticare un "buco"
(esplicitamente richiesto)
La Cassazione ha annullato per insussistenza del fatto
una sentenza di condanna per induzione all'uso di sostanze stupefacenti
emessa nei confronti di persona che aveva aiutato una propria amica ad
iniettarsi una dose di eroina, essendo stata dalla stessa esplicitamente
richiesto praticarle l'iniezione.
Collocazione Centro Studi: H4512
Ingente
quantitativo 
Corte di
Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza n. 3053/07; depositata il 26/07/2007
Stupefacenti: sì all'aggravante dell'ingente quantità
con riconoscimento fondato sul principio attivo
Secondo la Cassazione il riconoscimento dell'aggravante
per l'ingente quantità può essere fondato sulla quantità
di principio attivo della droga sequestrata, da intendersi come capacità
dello stupefacente di moltiplicarsi in dosi destinate al consumo.
Collocazione Centro Studi: H8605
Suprema Corte
di Cassazione Sezione VI Penale
Sentenza n. 49085/2004
Chilo e mezzo di cocaina a Roma non è ingente quantità
(Un)
Secondo la Cassazione un chilo e mezzo di cocaina non integra
di per sè un quantitativo ingente, a meno che in relazione alle
caratteristiche dell'offerta di droga, alla sua capacità di diffusione
e di assorbimento del mercato non si determini un pericolo concreto per
la salute pubblica di elevata intensità.
Collocazione Centro Studi: H5814
Ingiusta
detenzione 
Corte di
Cassazione Sezione IV penale
Sentenza n. 37664/04
Ingiusta detenzione: il tossicodipendente non è sempre
spacciatore ma se viene assolto il risarcimento non è automatico
Per la Cassazione non basta essere tossicodipendenti per
far scattare l'arresto. Ma se le porte del carcere si sono comunque aperte
per un'accusa di spaccio sfumata, poi, in un'assoluzione, non sempre il
"tossicodipendente" ha diritto ad essere risarcito per l'ingiusta
detenzione subita. Frequentare spacciatori ed essere scoperti in possesso
di dosi di eroina già confezionate possono infatti rappresentare
per il giudice dei buoni motivi per escludere il diritto alla riparazione
per ingiusta detenzione.
Collocazione Centro Studi: H4808
Istigazione
Corte di
Cassazione, Sezione II penale
Sentenza 05/10/2007, n. 36636
Con questa sentenza la Cassazione ha confermato il sequestro
di 73 confezioni di cannabis, pipe, tritaspezie, lampade al sodio, disposto
dal procuratore di Verona nei confronti del legale rappresentante di una
società che via internet faceva "pubblica istigazione alla
coltivazione della cannabis al fine di ricavarne stupefacente".
Collocazione Centro Studi: H8923
Lavoro
Corte di
Cassazione Sezione Lavoro
Sentenza 3645/99
Non si può licenziare un lavoratore perché ex tossicomane
Secondo la Cassazione, infliggere il licenziamento ad un
ex tossicodipendente contrasta con il diritto costituzionalmente garantito
al lavoro e con gli obiettivi di reinserimento sociale dei tossicodipendenti.
Collocazione Centro Studi: G2049
Corte di
Cassazione Sezione Lavoro
Sentenza 24/11/1999 - 4/5/2000, n. 5614
La Corte Suprema interviene in materia di art. 124 T.U.
309/90, secondo cui i lavoratori tossicodipendenti che intendano accedere
ai programmi terapeutici, hanno diritto alla conservazione del posto di
lavoro. La Cassazione evidenzia come, ove il programma sia attuato presso
una struttura pubblica o privata, l'abbandono volontario della stessa
da parte del tossicodipendente esclude il diritto del predetto alla conservazione
stessa.
Collocazione Centro Studi: F0658
Corte di
Cassazione Sezione Lavoro
Sentenza 2/3 - 26/5/2001, n. 7192
Alcolismo del lavoratore non incide sul rapporto di fiducia (L')
Secondo la Cassazione, la dipendenza dall'alcol non può
determinare, da sola, il venir meno della fiducia del datore di lavoro
nel dipendente alcolista. Ma se a seguito della dipendenza da alcol il
lavoratore assume comportamenti scorretti, lo stato di etilista non esclude
l'imputabilità per gli episodi scorretti, che possono comportare
il licenziamento
Collocazione Centro Studi: C2701
Lieve
entità 
Corte di
cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 2/2 - 16/3/2001 n. 10771
Stupefacenti: anche un solo elemento negativo fa cadere l'attenuante
del fatto di lieve entità
Secondo la Cassazione, il giudice deve escludere la concedibilità
dell'attenuante del fatto di lieve entità quando la quantità
della droga (nel caso di specie si trattava di 900 pastiglie di ecstasy)
è così significativa e preponderante da annullare ogni rilevanza
positiva agli altri elementi di valutazione. Per consentire l'attenuazione
della pena, la condotta criminosa deve essere caratterizzata dagli attributi
di modestia e rudimentalità, indici di un'attività discontinua,
non professionale e non organizzata e, quindi, poco pericolosa.
Collocazione Centro Studi: 2535C
Corte di
cassazione, Sezione V penale
Sentenza 29/3 - 17/8/2001 n. 31244
Droga: l'intenso spaccio di piccole dosi esclude l'attenuante
della lieve entità
Con questa sentenza la Cassazione, pronunciandosi in materia
di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti,
ha ritenuto non applicabile l'attenuante del fatto di lieve entità
in caso di sodalizio criminale dedito ad una "frenetica" attività
di spaccio, nonostante la lieve entità dei singoli episodi. Oltre
al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: La
complessa attività della "associazione" prevale sul peso
del singolo episodio.
Collocazione Centro Studi: 3205C
Corte di
cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 25/10 - 28/11/2001 n. 42774
Droga: nessuna attenuante della lieve entità se manca anche
uno solo dei presupposti
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento
di G. Amato: L'attività continuativa di spaccio non è incompatibile
con i benefici.
Collocazione Centro Studi: 7428A
Corte di
Cassazione
Ordinanza n. 32492 del 30/9/2002
Ordinanza in materia di spaccio di lieve entità:
si precisano i criteri che devono guidare il giudice nel ravvisare l'ipotesi
attenuata.
Collocazione Centro Studi: G9507
Medico
Cassazione
Sezione VI penale
Sentenza 9/4 - 4/5/2001
Medico di pronto soccorso è tenuto al referto anche per
l'overdose (Il)
La Cassazione ha precisato che anche in caso di ricovero
per overdose da assunzione di sostanze stupefacenti scatta per il medico
del pronto soccorso l'obbligo di referto, sanzionato penalmente dall'art.
365 c.p.
Collocazione Centro Studi: B4814
Corte di
Cassazione Sezione IV
Sentenza n. 8184/02
Con il metadone non è obbligatoria la terapia "a scalare"
Secondo la Cassazione, i medici dei Sert, che somministrano
il metadone ai tossicodipendenti, possono adottare la terapia di lunga
durata nella somministrazione del farmaco, anziché quella "a
scalare", in quanto il criterio di mantenimento è ritenuto
"non errato" dalla scienza medica.
Collocazione Centro Studi: G5815
Corte di
Cassazione Sezione III
Sentenza n. 37863/04
E' sempre reato prescrivere sostanze stupefacenti se manca un
programma terapeutico
Per la Cassazione non si può riconoscere natura
terapeutica alle prescrizioni di sostanze stupefacenti rilasciate dal
medico senza criteri, verifiche, visite mediche e controlli. Nè
si può ricorrere all'esercizio di una sperimentazione farmacologica
sull'uomo per salvarsi dalla condanna. Con questa sentenza la Cassazione
ha respinto il ricorso di un medico che sosteneva di aver prescritto sostanze
stupefacenti a pazienti tossicodipendenti per motivi diversi dalle rispettive
indicazioni cliniche, poichè in quel periodo il Sert non somministrava
il metadone e perciò si rivolgevano a lui.
Collocazione Centro Studi: H4807
Misure
alternative 
Corte di Cassazione,
Sezione II penale
Sentenza 27/06/2007 n. 24960
Esigenze cautelari, tossicodipendente, pericolo di reiterazione
criminosa
Secondo la Cassazione l'accesso del tossicodipendente ad
una misura alternativa al carcere incontra sempre l'invalicabile limite
della sussistenza di eccezionali esigenze cautelari, nella specie l'inserzione
dell'interessato in un'organizzazione criminale.
Collocazione Centro Studi: H8640
Morte
in conseguenza di assunzione in carcere
Corte di
Cassazione Sezione III civile
Sentenza n. 8051/07; depositata il 31 marzo
Droga e carcere: escluso il risarcimento alla famiglia del detenuto
che muore per overdose
Con questa sentenza la Cassazione ha affermato l'esistenza
di un obbligo generico in capo all'amministrazione peniteniaria ad esercitare
controlli per evitare che siano introdotte sostanze stupefacenti negli
istituti di pena, anche in funzione della salvaguardia della salute dei
detenuti. Tuttavia è stata esclusa la responsabilità dell'amministrazione
per morte da overdose di un detenuto sul rilievo del fatto che non risultavano
le modalità di introduzione della sostanza nel carcere in modo
da verificare se vi fosse stata violazione di un obbligo. Tratto dalla
rivista telematica Diritto & Giustizia.
Collocazione Centro Studi: H8105
Narcotraffico
Corte di
Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza n. 35428/07; depositata il 24/09/2007
Traffico di droga: elementi costitutivi del reato associativo.
Il nodo della "contabilità sociale"
La sentenza fa il punto sugli elementi costitutivi dell'associazione
per delinquere finalizzata al traffico di droga. Oltre alla sentenza,
è presente un commento di S. Beltrami: Traffico di droga: elementi
costitutivi del reato associativo. Il nodo della "contabilità
sociale".
Collocazione Centro Studi: H8805
Corte di
Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza n. 12845; depositata il 29 marzo
Nell'associazione per il traffico di stupefacenti no all'aggravante
per il tossicodipendente spacciatore
La Cassazione ha affermato che nell'associazione finalizzata
al traffico di stupefacenti per il tossicodipendente-spacciatore va esclusa
l'aggravante dell'art. 74 III co. DPR 309/90: l'aumento di pena non va
comminato perchè si tratta di una persona sicuramente assoggettata
ai componenti dell'organizzazione che invece non fanno uso di droga, i
quali utilizzano la sua condizione per trarre un più consistente
vantaggio economico
Collocazione Centro Studi: H8018
Corte di
cassazione Sezione VI penale
Sentenza n. 8677 del 25/10/2005 - depositata il 14/3/2003
Finanze e tributi - contrabbando di sostanze stupefacenti - configurabilità
- esclusione
Secondo la Cassazione in tema di riconoscimento di una
sentenza straniera ai fini dell'esecuzione, non è configurabile
il reato di contrabbando di sostanze stupefacenti, in quanto per l'art.
212 codice doganale comunitario l'introduzione illegale nel territorio
doganale della Comunità non comporta il sorgere di un'obbligazione
doganale.
Collocazione Centro Studi: H4903
Cassazione
penale Sez. VI
Sentenza n. 36785 del 25/9/2003
Secondo la Cassazione, nell'associazione per delinquere
dedita allo spaccio di stupefacenti, anche il rilevamento, mediante acquisto
all'ingrosso, dagli associati importatori della droga da questi importata
per rivenderla al minuto può costituire un ruolo associativo, ove
rappresenti oggetto dell'accordo associativo originario fra associazioni
o anche, nell'ambito di un'unica associazione, fra due gruppi di associati.
Tuttavia, per questo scopo è necessaria la prova della comprensione
del compito di tale rilevamento nell'accordo suddetto.
Collocazione Centro Studi: H3211
Cassazione
penale Sezione I
Sentenza 10/6/2002 n. 24062
Stupefacenti - Associazione finalizzata al traffico illecito di
sostanze stupefacenti - Elemento materiale ? Organizzazione
Secondo la Cassazione, il reato associativo di cui all'art.
74 DPR 309/90, specie quando abbia ad oggetto l'attività di procacciamento
e di spaccio di sostanze stupefacenti, non richiede una struttura articolata
e complessa o una esplicita reciproca manifestazione di intenti, essendo
sufficiente una struttura anche esile a cui i compartecipi possano fare
reciproco, anche tacito, affidamento. Oltre al testo della sentenza, è
presente un commento di G. Amato: Puntualizzazioni giurisprudenziali sui
profili strutturali dell'associazione finalizzata al traffico di droga.
Collocazione Centro Studi: H2908
Corte di
cassazione Sezione V
Sentenza n. 38761/03
Non basta acquistare 40 grammi di eroina per dimostrare la finalità
di spaccio e il vincolo associativo tra venditore e acquirente
Secondo la Cassazione, non basta a suffragare l'ipotesi
dell'esistenza di una associazione di narcotrafficanti, tra venditori
di eroina e acquirenti, la sola circostanza dell'acquisto di alcune decine
di grammi di droga: è necessaria la ricorrenza di un rapporto continuativo
di fornitura, la disponibilità dell'acquirente a svolgere una funzione
continuativa di acquisto-spaccio, la dimostrazione che tale rapporto costituisca
un elemento strutturale dell'organizzazione.
Collocazione Centro Studi: H2127
Corte di
cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 06/02 - 14/09/1998 n. 9753 Ricorrente Parisi e altri
Droga: necessaria la permanenza del vincolo per l'associazione
finalizzata allo spaccio
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento
di G. Amato: Il perseguimento di obiettivi diversi non esclude la sussistenza
del reato.
Collocazione Centro Studi: 5031A
Corte di
Cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 22/09 - 14/10/1997 n. 9278 (Ricorrente Alfieri e altro)
Se è incerto il luogo d'ingresso della droga la competenza
spetta al giudice del sequestro
Oltre al testo della sentenza è presente un commento
di Giuseppe Amato: "Nell'importazione di sostanze stupefacenti assumono
rilevanza anche le condotte minori".
Collocazione Centro Studi: 4066B
Cassazione
penale Sezione I
Sentenza 11/1 - 7/3/2001, n. 46
Intercettazioni estere non tradotte nulle (se eccepite in tempo)
La sentenza riguarda una complessa attività d'indagine
che, iniziata nel 1992 negli Stati Uniti dal Federal Bureau of Investigations
(FBI), ha coinvolto un gran numero di soggetti ritenuti interessati al
traffico internazionale di stupefacenti: le imputazioni a carico degli
imputati attengono all'attività di esportazione di cocaina dagli
Usa in Italia e di commercio della stessa in territorio italiano, tra
Siderno, Locri, Napoli, Caltanissetta, Catania e Roma. Il FBI in Usa aveva
utilizzato intercettazioni telefoniche a carico degli imputati, utilizzate
dal tribunale di Reggio Calabria per giungere a sentenza di condanna per
il delitto associativo finalizzato al traffico di stupefacenti e dei singoli
episodi di traffico di stupefacenti loro contestati. La Cassazione ha
respinto il ricorso degli imputati affermando che le intercettazioni telefoniche
eseguite all'estero da investigatori delle forze di polizia locali possono
essere legittimamente utilizzate come prova in Italia, a patto che siano
state realizzate nel rispetto della legge del luogo e realizzate con le
stesse modalità e garanzie previste nei principi di ordine pubblico
dell'ordinamento italiano; è però necessaria la traduzione
in lingua italiana.
Collocazione Centro Studi: A5416
Cassazione
Sezione I penale
Sentenza n. 37774/02
Rogatorie: se non c'è espressa richiesta di atti orginali
vanno bene le fotocopie
Sentenza che ha riguardato un imponente traffico di cocaina
ed eroina tra Germania ed Italia, che ha visto il coinvolgimento di esponenti
delle famiglie Nirta e Strangio, nonché esponenti della malavita
turca. La Corte è intervenuta, tra l'altro in materia di utilizzabilità
delle intercettazioni telefoniche avvenute in Germania ed in materia di
rogatorie internazionali.
Collocazione Centro Studi: G9704
Cassazione
penale Sezione VI
Sentenza n. 36351 del 22/9/2003
Sentenza in materia di associazione per delinquere finalizzata
al narcotraffico, incentrata in particolare sui ruoli dei membri all'interno
del complesso criminale.
Collocazione Centro Studi: H4702
Cassazione
penale Sez. IV
Sentenza n.17426 del 14/4/2003
Con questa sentenza la Cassazione si è pronunciata
in materia di competenza per territorio rispetto al delitto di cui all'art.
73 l. stup. affermando che il luogo del passaggio della linea di confine
individua l'autorità giudiziaria competente. Se questo non è
accertato, sono competenti le autorità giudiziarie dei luoghi ove
le condotte penalmente rilevanti vengono consumate.
Collocazione Centro Studi: H5318
Operatore
di comunità
Corte di
Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 14/06/2007, n. 23141
In questa sentenza la Cassazione ha affermato che gli operatori
di una comunità terapeutica per tossicodipendenti sono chiamati
a svolgere funzioni di cura e di assistenza e non quelle di sorveglianza
e vigilanza in senso tecnico giuridico.
Collocazione
Centro Studi: H8729
Ravvedimento
operoso 
Corte di
Cassazione
Sentenza 7957, Sez. VI, del 24/08/1993
Stupefacenti. Ravvedimento operoso
Nel documento sono riportate alcune massime di diritto,
tratte dalla sentenza 7957/93 della Corte di Cassazione, in tema di concessione
dell'attenuante di cui al comma VII dell'art. 73 D.P.R. n. 309 del 1990,
ravvedimento operoso.
Collocazione Centro Studi: C7803
Riciclaggio
Corte di
cassazione sezione IV penale
Sentenza 23/3 - 2/6/2000 n. 6534
Per il reato di impiego di denaro sporco basta la destinazione
in attività finanziarie
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento
di G. Amato, Con il vademecum della Corte di cassazione segnato il confine
tra ricettazione e riciclaggio. La sentenza afferisce ad una vicenda di
traffico di droga di ingenti dimensioni e di impiego del danaro da questo
proveniente, svoltasi in Sardegna.
Collocazione Centro Studi: 3999A
Sistema
tabellare 
Corte di
Cassazione Sezione Prima Penale
Sentenza n. 19056 del 16/2/2007 - depositata il 17/5/2007
Stupefacenti - cessione di semi di rosa hawaiana - vegetale -
omesso inserimento in tabella - reato insussistenza
La Cassazione ha ribadito che non sussistendo nel nostro
ordinamento una definizione farmacologica dello stupefacente, sono soggette
alla normativa che ne vieta la cessione tutte e soltanto le sostanze specificamente
indicate negli elenchi predisposti e, quando si tratti di vegetali contenenti
un principio attivo già inserito in tabella, solo se siano comprese
nell'elenco anche le parti che lo compongono come le foglie o i semi.
Collocazione Centro Studi: H8304
Corte di
cassazione Sezione VI penale
Sentenza 23/6 - 8/8/2003 n. 34072
Non è reato detenere piante da stupefacenti se la droga
si ricava con un processo chimico
Per la Cassazione, il detenere foglie e fusti della pianta
catha edulis, dai quali è ricavabile la catina (o anche il catinone),
non equivale a detenere detto principio drogante poiché questo
è estraibile solo attraverso un procedimento chimico. Oltre al
testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: Con le
incongruenze del sistema tabellare confermata l'indilazionabilità
di una riforma.
Collocazione Centro Studi: 5469C
Soglia
drogante 
Carlo Alberto
Zaina
Spaccio di stupefacenti e principio attivo inferiore alla cd.
soglia drogante
Cassazione penale, sez. VI, sentenza 18.07.2007 n. 28661
L'autore commenta l'ordinanza 28661/2007 della Cassazione
con cui è stata rimessa alle Sezioni Unite la questione della sanzionabilità
di condotte di spaccio di stupefacenti che abbiano ad oggetto un quantitativo
di sostanza che presenti un principio attivo inferiore alla soglia drogante.
Collocazione Centro Studi: H8906
Spaccio
Corte di
cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 44781/07; depositata il 30/11/2007
Spaccio di stupefacenti, per provare il reato non è necessario
il rinvenimento della sostanza
Secondo la Cassazione, per dimostrare la configurabilità
delle condotte criminose previste e punite dal Testo unico sulle sostanze
psicotrope (articolo 73 del Dpr 309/90), infatti, non è necessario
il reperto, cioè il rinvenimento oggettivo dello stupefacente.
Ma è sufficiente l’utilizzo delle risultanze di tutte le
altre fonti probatorie. In pratica, chi acquista, vende, offre, cede,
distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce
in transito, consegna etc – tutti comportamenti illeciti puniti
dal Dpr 309/90 – potrà essere “inchiodato” da
intercettazioni, da testimonianze, da accertamenti investigativi svolti
dalla polizia, ma anche dalle proprie dichiarazioni e da qualsiasi altro
elemento di significato univoco.
Collocazione
Centro Studi: H4410
Corte di
Cassazione, Sezioni Unite Penali
Sentenza n. 47472 del 29/11/2007 - depositata il 20/12/2007
Stupefacenti (delitti in materia di) - cessione di eroina - soglia
drogante – fattispecie
La Corte ha escluso sulla base della indicazione dei limiti
quantitativi massimi previsti dal DM 11 aprile 2006, che il quantitativo
della sostanza oggetto della condotta di cessione (eroina in misura pari
a 33 mg.) non producesse un apprezzabile effetto stupefacente.
Collocazione
Centro Studi: E7020
Corte di
Cassazione, Sezione II penale
Sentenza n. 1735 del 20 dicembre 2007 - depositata il 14 gennaio 2008
Stupefacenti - detenzione di sostanze stupefacenti diverse - reato
continuato – esclusione
La Corte ha chiarito che integra un unico reato la contestuale
detenzione a fine di commercio di sostanze stupefacenti di specie diverse
(nella specie cocaina e hashish), in quanto ricomprese dalla nuova normativa
introdotta dalla L. 49/2006 in una unica tabella.
Collocazione
Centro Studi: A6214
Cassazione
penale Sezione IV
Sentenza 7/12/2005, n. 44621
In questa sentenza la Cassazione evidenzia come il legislatore,
nell'art. 73 c. 1 TU stup., abbia anticipato, quanto alla vendita e alla
cessione di stupefacenti, la soglia della punibilità con la previsione
delle condotte di messa in vendita e di offerta, antecedenti alla vendita
e alla cessione. Tale condotte si connotano per la non avvenuta "dazione"
e per la non "immediata disponibilità" della droga, essendo
sufficiente la semplice "dichiarazione dell'agente" purchè
realizzabile e non priva di serietà.
Collocazione Centro Studi: G4901
Corte di
cassazione Sezione VI
Sentenza n. 14057; depositata il 10 aprile
Droga, pene minime inapplicabili quando il ricorso è inammissibile
La Corte, nell'esaminare l'articolo 4-bis della L. 49/2006
che ha modificato in senso più favorevole le pene per chi spaccia,
ha affermato che in caso di ricorso inammissibile deve ritenersi formato
il giudicato e pronunciata sentenza irrevocabile.
Collocazione Centro Studi: G9812
Corte di
Cassazione Sezione IV Penale
Sentenza 17/04/2001
Spaccio
Secondo la Cassazione, poiché la destinazione ad
uso di terzi costituisce elemento essenziale del reato, la persona trovata
in possesso di sostanza stupefacente va considerata, almeno fino a che
nei suoi confronti non siano emersi concreti elementi indicativi della
finalità di spaccio o non sia stata effettuata l'iscrizione nel
registro degli indagati, persona informata sui fatti, le cui dichiarazioni
pertanto possono essere utilizzate contro i terzi ai sensi dell'art. 63
cpp.
Collocazione Centro Studi: H3525
Cassazione
penale Sez. VI
Sentenza n. 31762 del 28/7/2003
Con questa sentenza la Cassazione ha chiarito che l'attenuante
di cui all'art. 114 cp non può essere concessa a chi abbia avuto
un ruolo di custode dello stupefacente, sia stato partecipe della sua
suddivisione in sacchetti, sia stato incaricato alla consegna ad altro
compartecipe.
Collocazione Centro Studi: H2714
Corte di
cassazione Sezione VI penale
Sentenza 29/4 - 19/6/2003 n. 26709
Stupefacenti: non spetta all'imputato provare la detenzione per
uso personale
La Cassazione ha ribadito che la destinazione allo spaccio
costituisce un elemento costitutivo del reato di illecita detenzione di
droga, e come tale deve essere provata dall'accusa non potendosi farsi
carico all'imputato di provare la destinazione a uso personale della sostanza
di cui è trovato in possesso. Oltre al testo della sentenza è
presente un commento di G. Amato: Per escludere la sanzione amministrativa
all'accusa il compito di dimostrare lo spaccio.
Collocazione Centro Studi: 5065C
Corte di
cassazione Sezione VI penale
Sentenza n. 20966/2003
Pasticca in discoteca non è sempre ecstasy (La)
Secondo la Cassazione, le pasticche che vengono distribuite
in discoteca non possono presumersi sostanze stupefacenti in assenza di
un riscontro accurato di una minuziosa indagine. La Suprema Corte ha rilevato
come non sia stata fornita alcuna prova circa la natura stupefacente della
pastiglia, non essendo sufficiente l'effetto euforizzante, attribuibile
anche all'ambiente della discoteca con musica e danze, ed affermando la
necessità di una adeguata motivazione per ritenere la sussistenza
del contestato reato di spaccio.
Collocazione Centro Studi: H1402
Corte di
Cassazione Sezione VI penale
Sentenza n. 7943 del 7/4/1995
La sentenza della Cassazione si segnala in quanto riforma
una sentenza di condanna per spaccio di ecstasy che si era fondata sulla
sola asserita disponibilità, definita molto seria nella sentenza,
da parte dello spacciatore a fornire anche l'ecstasy: lo spacciatore si
era poi limitato a fornire agli agenti di P.G. sotto copertura solo eroina
e cocaina. La Cassazione ha quindi ritenuto la assoluta carenza probatoria
sul punto, evidenziando come non possa essere affermata la penale responsabilità
per il delitto di offerta in vendita di sostanze stupefacenti se prima
non si è raggiunta la prova che queste fossero nella effettiva
disponibilità del soggetto.
Collocazione Centro Studi: H0916
Cassazione
Penale Sezione IV
Sentenza n. 10738 del 22/5/1997
La sentenza della Cassazione si è, tra l'altro,
soffermata sull'interpretazione dell'aggravante di cui all'art. 80, lett.
e) dpr 309/90, sulla commistione della sostanza stupefacente ad altre
sostanze in modo che ne risulti aggravata la potenzialità lesiva.
La commistione riguardava cocaina e bicarbonato: la Corte d'appello di
Milano, pur non ritenendo potersi parlare di crack, ha ritenuto che tali
sostanze possono comportarsi come tale preparato in certe condizioni,
e, quindi, la sussistenza dell'aggravante. La Cassazione ha confermato
la statuizione della Corte d'appello.
Collocazione Centro Studi: H0918
Corte di
Cassazione Sezione VI penale
Sentenza 08/02 - 16/03/1995 n. 2799
Stupefacenti: i fini dello spaccio devono essere provati dall'accusa
Alla sentenza segue un commento di M. Giannone, La sussistenza
dell'attenuante non dipende solo dal rispetto dei limiti quantitativi.
Collocazione Centro Studi: F1809
Corte di
cassazione Sezione IV penale
Sentenza 25/01 03/05/1995 n. 4952
Stupefacenti: assimilabile all'intermediazione ogni atto che collega
venditore e acquirente
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento
di L. Marino, Resta qualche perplessità sulla valutazione degli
elementi indispensabili al "concorso".
Collocazione Centro Studi: F2844
Corte di
cassazione Sezione IV penale
Sentenza 03/07 - 14/10/1997 n. 9257 Ricorrente Porta e altro
Stupefacenti: spetta sempre all'accusa dimostrare la destinazione
allo spaccio
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento
di G. Amato: "La prova che esclude l'uso personale resta comunque
l'ingente quantità".
Collocazione Centro Studi: 4077B
Corte di
cassazione Sezione VI penale
Sentenza 10/4 - 3/7/2002 n. 25276
Con la stessa quantità di stupefacenti reato unico per
detenzione e vendita
Secondo la Cassazione, nel caso di detenzione e di offerta
in vendita del medesimo quantitativo di sostanza stupefacente, maturate
in un unico contesto temporale, il fatto deve considerarsi unitario e
integra un'unica violazione dell'art. 73 DPR 309/90, così come
il fatto deve ritenersi unitario in caso di detenzione illecita di sostanze
diverse ma ricomprese nella stessa tabella. Oltre al testo della sentenza,
è presente un commento di G. Amato: La connessione temporale delle
condotte esclude il concorso dei due illeciti.
Collocazione Centro Studi: 4363C
Spaccio
e recidiva reiterata
Corte di
Cassazione, Sezione V penale
Sentenza n. 14152/07; depositata il 05/04/2007
Recidiva reiterata, nessuna discrezionalità al giudice
nell'adeguare la pena al fatto
Con questa sentenza la Cassazione ha affermato che in caso
di spacciatore, recidivo reiterato, la pena va determinata con il limite
massimo di un bilanciamento di equivalenza tra l'attenuante del quinto
comma dell'art. 73 dpr 309/90 e la recidiva reiterata, e quindi la pena
deve essere determinata con riferimento a quella base per l'ipotesi di
cui al I primo comma art. 73.
Collocazione Centro Studi: H8207
Corte di
Cassazione Sezione VI penale
Sentenza n. 18302 del 27/02/2007 - depositata l'11/05/2007
Reato - recidiva - natura – conseguenze
Con questa sentenza la Cassazione ha ritenuto possibile
anche in presenza di recidiva reiterata in caso di spaccio di stupefacenti,
non tener conto della recidiva, e quindi ritenere la prevalenza dell'ipotesi
attenuata di cui al V co. art. 73 Dpr 309/90.
Collocazione Centro Studi: H8223
Terapia
del dolore
Corte di
cassazione Sezione IV
Sentenza n. 35597/03
Terapia del dolore: oppiacei ammessi anche prima della novella
del 2001
Con questa sentenza la Cassazione ha assolto dall'accusa
di aver prescritto farmaci stupefacenti, ad uso non terapeutico, i medici
che somministravano oppiacei e anfetamine prima che la "terapia del
dolore" fosse approvata dalla legge 12/2001. I medici avevano prescritto
temgesic e anfetamine a tossicodipendenti in crisi di astinenza e a malati
di Hiv in preda ai dolori della fase terminale. Oltre al testo della sentenza
è presente un commento di L. Cremonesi: Tossicodipendenze, il medico
dell'Asl non dovrebbe sostituirsi ai Sert.
Collocazione Centro Studi: H2106
Uso
di gruppo
Corte di Cassazione
Sezione VI penale
Sentenza n. 12176 depositata il 29/3/2005
Stupefacenti - Detenzione a fine di cessione - Uso di gruppo -
Onere Probatorio
L'imputato del reato di illecita detenzione di stupefacenti
al fine di cessione a terzi, che invochi l'uso di gruppo della sostanza
detenuta, ha l'onere di allegare gli elementi di fatto a sostegno della
sua tesi. Nel caso di specie, la Corte ha precisato che l'imputato aveva
con sè un quantitativo rilevante di extasy, incompatibile con l'uso
personale e ha ritenuto sfornito di qualsiasi riscontro obiettivo l'uso
di gruppo dallo stesso dedotto.
Collocazione Centro Studi: H6505
Corte di cassazione,
Sezione IV penale
Sentenza 5/5 - 22/7/2005 n. 27393
Escluso il reato per l'uso di droga in gruppo se l'identità
dei componenti è certa dall'inizio
Secondo la Cassazione, perchè si configuri la responsabilità
amministrativa in luogo di quella penale è necessario che l'acquirente
sia anche assuntore e che abbia ricevuto mandato all'acquisto e alla detenzione
della sostanza per uso personale dei componenti del gruppo. Perchè
dunque possa parlarsi di codetenzione per uso di gruppo occorre la prova
rigorosa che la droga sia stata acquistata o detenuta da uno dei partecipanti
del gruppo su preventivo mandato degli altri, in vista di una futura ripartizione
destinazione all'uso esclusivo dei medesimi. Oltre al testo della sentenza
è presente un commento di M. Galdieri: Ulteriori specificazioni
della Cassazione sulle condotte di rilevanza amministrativa.
Collocazione Centro Studi: 7469C
Corte di cassazione
Sezione VI
Sentenza n. 4367/02
Spinelli di gruppo: depenalizzazione anche per l'acquisto a credito
Secondo la Cassazione, il consumo di gruppo di cannabis
gode dell'esimente del "consumo di gruppo" anche quando l'acquisto
della sostanza è stato fatto a credito, con i soldi anticipati
da uno solo dei partecipanti al consumo dello stupefacente. Il testo della
sentenza, preceduto da un breve commento, è stato pubblicato nella
versione telematica della rivista Diritto e giustizia.
Collocazione Centro Studi: H0217
Scardaccione E.
Codetenzione di stupefacenti e "uso di gruppo"
Nell'articolo vengono commentate due sentenze della Corte
di cassazione in materia di codetenzione di stupefacenti per uso collettivo:
di entrambe (Cass., Sez. 4^, 22/02/1996 - pres. Scorzelli, rel. Galbiati
- imp. Villani; Cass., Sez. 6^, 06/03/1996 - pres. Consoli, rel. Merone
- imp. Pavan) viene proposto il testo. Si segnalano per l'adesione alla
depenalizzazione della codetenzione per uso collettivo.
Collocazione Centro Studi: 9588B
Corte di cassazione
Sezioni Unite penali Camera di consiglio
Sentenza 28/05 - 18/07/1997 n. 4
Acquisto di droga per conto del "gruppo" costituisce
solo illecito amministrativo (L')
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento
di G. Amato, La destinazione a una "somma" di usi personali
toglie rilevanza penale alla detenzione. La Cassazione ha deciso nel senso
della rilevanza solo amministrativa non solo dell'ipotesi di acquisto
contestuale da parte di tutti gli appartenenti al gruppo, che insieme
detengono e poi suddividono tra loro la sostanza, ma anche di quella in
cui solo alcuni dei componenti del gruppo acquistino per conto anche degli
altri e poi procedano alla suddivisione della sostanza.
Collocazione Centro Studi: 2318A
Corte di cassazione
Sezione VI penale
Sentenza 29/04 - 12/09/1996 n. 8389
Se parte della droga è destinata alla vendita preclusa
la non punibilità per "uso di gruppo"
Alla sentenza segue un commento di G. Amato, Precisati
i requisiti per l'irrilevanza penale della codetenzione di sostanze stupefacenti
Collocazione Centro Studi: F6034
Corte di cassazione
Sezione IV penale
Sentenza 23/09/1996 - 15/01/1997 n. 187
Non è reato procurare stupefacenti ad altri dietro compenso
di una parte per uso personale
Collocazione Centro Studi: 7394B
Corte di
cassazione, sez. unite penali, 18/07/1997 - pres. La Torre - est. Albamonte
- ric. Pg in proc. Iacolare
Sentenza Corte di Cassazione 18/07/1997
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento
di G. Cascini, "La detenzione e il consumo di gruppo di fronte alle
Sezioni unite della Cassazione".
Collocazione Centro Studi: 4929B
Corte di
cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 19/12/1996 - 15/01/1997 n. 199
E' illecito amministrativo cedere al gruppo la droga procacciata
con il danaro di tutti
Reato o semplice illecito amministrativo? La Cassazione
torna sulla punibilità dell'uso di gruppo di sostanze stupefacenti.
Guida al diritto pubblica due sentenze (vedi anche 7394B) relative a fattispecie
diverse ma che arrivano alla medesima conclusione. Segue un commento di
G. Amato, Per un "uso di gruppo" penalmente irrilevante necessaria
la compartecipazione all'acquisto.
Collocazione Centro Studi: 7395B
Uso
personale 
Corte di cassazione
Se |