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A cura di Ferdinando Brizzi

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TAR

GIURISPRUDENZA DI MERITO

Amministratore di sostegno
Cannabis terapeutica
Collaborazione
Coltivazione

Confisca
Convalida dell’arresto per cessione illecita
Diffamazione
Doping
Falsa testimonianza acquirente stupefacenti
Famiglia
Giovanardi-Fini
Giovanardi-Fini ed ex Cirielli
Guida in stato di ebbrezza
Indulto

Intossicazione alcolica
Istigazione

Lavoro
Lesioni con siringa
Medico

Narcotraffico

Spaccio

Uso di gruppo
Uso personale

 

Amministratore di sostegno

Mario Pavone
Anche il tossicodipendente ha diritto all'amministratore di sostegno
Tribunale di Modena, decreto 8/2/2006
L'autore commenta un decreto del tribunale di Modena, pubblicato di seguito nel documento, che ha riconosciuto che anche la tossicodipendenza è una forma di disabilità che comporta la mancata possibilità di attendere autonomamente ai propri interessi ed ha disposto la nomina di un amministratore di sostegno.
Collocazione Centro Studi: H2334

Cannabis terapeutica

Tribunale di Reggio Calabria Sezione GIP-GUP
Sentenza 26/3/2003 n. 86/03
Sentenza in materia di detenzione di gr. 17,6 di hashish e 15,7 di marijuana. La sentenza è stata di proscioglimento per assenza dell'elemento psicologico in capo all'imputato, riconosciuta la finalità terapeutica della detenzione. Afferma il giudice che l'uso terapeutico interviene nella struttura stessa della fattispecie penale, di cui azzera l'antigiuridicità qualificandosi come scriminante tacita.
Collocazione Centro Studi: H2403

Collaborazione

Corte di Appello di Genova
Sentenza 25/6/2004, n. 1691
Semplice collaborazione dell'imputato con l'autorità procedente - Sufficienza ai fini della concessione dell'attenuante - Esclusione

Secondo la Corte di Appello di Genova, in tema di detenzione di sostanze stupefacenti, ai fini dell'applicazione dell'attenuante speciale di cui all'art. 73 settimo co. DPR 309/90, non può ritenersi sufficiente che l'imputato abbia collaborato con l'autorità procedente senza che ciò abbia portato ad alcun risultato positivo.
Collocazione Centro Studi: H5816

Coltivazione

Tribunale di Bologna Sezione del Giudice delle indagini preliminari
Sentenza n. 1392/07, depositata il 10 ottobre
Cannabis: nove piantine nel garage rientrano nella detenzione, l'uso personale va verificato
Il Gup ha assolto due giovani che avevano coltivato nove piantine di marijuana in una rudimentale serra allestita nel garage, applicando la sentenza 17983/07 della Cassazione che per prima aveva escluso la rilevanza penale della "coltivazione domestica" di cannabis.
Collocazione Centro Studi: H8921

Corte di Appello di Trento
Sentenza 14/02/2007 (dep. 7 marzo 2007), n. 55/07
Sentenza assolutoria in tema di coltivazione cd. domestica di cannabis indica
La sentenza della Corte di Trento, che ha ritenuto non costituire reato la coltivazione di 4 piante di cannabi indica, per assenza di elementi sintomatici di destinazione allo spaccio, viene commentata di seguito da N. Canestrini: La non punibilità della coltivazione cd. domestica di cannabis indica: commento alla sentenza della Corte di Appello di Trento n. 55/07.
Collocazione Centro Studi: H8110

Tribunale di Nola
Stupefacenti: Coltivazione non autorizzata di piante dalle quali siano estraibili sostanze stupefacenti - sussistenza del nesso di immediatezza con l'uso personale - esclusione della punibilità del reo, solo in caso di non destinazione a terzi della sostanza ed inoffensività della coltivazione per la sua inidoneità a porre a repentaglio il bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice
Sentenza del 12/2/2005

Collocazione Centro Studi: H6419

G.I.P. Tribunale Venezia
Sentenza 08/05/1998
Stupefacenti - Coltivazione - Destinazione ad uso esclusivo personale della sostanza ricavabile - Rilevanza penale - Esclusione - Condizioni
Collocazione Centro Studi: F8762

Tribunale di Roma Sezione VII
Sentenza 13 - 27/2/2001
Punita con la sanzione amministrativa la coltivazione domestica di stupefacenti
Oltre al testo della sentenza è presente un commento di G. Amato: Cancellata dalla giurisprudenza di merito una disparità con la detenzione di piccole dosi. L'autore evidenzia come, secondo i giudici capitolini, la situazione di chi coltiva sul terrazzo di casa un modestissimo numero di piante, senza che sia possibile dimostrare il fine di spaccio, non è dissimile da quella del soggetto che viene sorpreso a detenere sostanze stupefacenti per l'esclusivo uso personale.
Collocazione Centro Studi: 2513C

Tribunale di Siena
Sentenza 29/10 - 16/11/2001
Con questa sentenza il tribunale di Siena ha affermato che la coltivazione di piante di cannabis è assoggettata ad una disciplina differenziata e più grave rispetto a quella prevista per altre condotte (importazione, acquisto, detenzione) finalizzate al consumo personale, punite con sanzione amministrativa.
Collocazione Centro Studi: F0660

Tribunale di Sanremo
Sentenza n. 332/01
Con questa sentenza il tribunale di Sanremo ha mandato assolti gli imputati dal reato di coltivazione di piante di cannabis, in quanto la coltivazione stessa è stata considerata rivolta all'autoconsumo.
Collocazione Centro Studi: F5710

Tribunale di Benevento (Gip)
Sentenza 6/12/2001
Coltivazione domestica di piante di cannabis indica - Irrilevanza penale della condotta
Secondo il Gip del tribunale di Benevento, la coltivazione domestica di piante di cannabis indica esula dalla nozione di coltivazione tecnico-agraria e ricade in quella di detenzione, per cui rispetto ad essa opera la depenalizzazione dell'uso personale di sostanze stupefacenti. Infatti, l'allarme sociale destato dalla condotta del coltivatore domestico non è dissimile da quello prodotto dal consumatore/detentore.
Collocazione Centro Studi: G7913

Tribunale di Grosseto Ufficio del Giudice per indagini preliminari
Sentenza 17/6/2004

Secondo il Gip di Grosseto, nel caso di specie, la coltivazione di singoli esemplari di cannabis sativa non ha posto a rischio l'incolumità pubblica, poichè non in grado di dare luogo ad una incontrollata e incontrollabile diffusione delle droghe. Secondo il Gip, diversamente opinando, si escluderebbe la possibilità di verificare in concreto il rispetto del principio di offensività, costruendo la fattispecie incriminatrice come un reato di pericolo astratto.
Collocazione Centro Studi: H5818

Confisca

Tribunale di Milano
Sentenza 30/4/2003
Presupposti e limiti della revoca delle misure di prevenzione patrimoniali
Con questa sentenza il tribunale di Milano ha respinto l'istanza di revoca della confisca dei beni disposta nei confronti di persona assolta dall'accusa associazione finalizzata al narcotraffico e detenzione ai fini di spaccio, ribadendo l'autonomia del processo di prevenzione rispetto a quello penale. Oltre al testo della sentenza è presente un commento di F.G. Catullo.
Collocazione Centro Studi: F1710

Tribunale di Fermo
Sentenza 2/11/1999
Stupefacenti - Commercio clandestino - Fatto di lieve entità - Somme destinate allo spaccio - Confisca in caso di patteggiamento - Ammissibilità - Esclusione
La sentenza ha affrontato in termini nuovi rispetto a quelli della giurisprudenza dominante la problematica della confisca e restituzione del danaro sequestrato in quanto corrispettivo di cessione di sostanza stupefacente in caso di patteggiamento.
Collocazione Centro Studi: F5420

Convalida dell’arresto per cessione illecita

G.I.P. del Tribunale di Nola
Convalida del'arresto per illecita cessione di sostanza stupefacente
Ordinanza emessa in data 19/02/2007
L'ordinanza ha in primo luogo rilevato come l'arresto in caso di cessione di stupefacenti sia obbligatorio solo ove non sia configurabile l'ipotesi lieve: in questo caso si tratta di arresto facoltativo legittimo solo per la particolare gravità dei fatti o la pericolosità del soggetto. Nel caso di specie si trattava di cessione di quantità minimale di marjuana da parte di soggetto giovanissimo e incensurato. Per cui il GIP neppure ha convalidato la misura precautelare.
Collocazione Centro Studi: G1902

Diffamazione

Tribunale Bolzano
Sentenza 18/03/1998
Integra il reato di diffamazione la pubblicazione di notizie pur vere sulla salute di un oggetto (nel caso di specie: tossicodipendenza e sieropositività) nonché la pubblicazione della sua fotografia in quanto si tratta di dati personali e attinenti alla sfera della riservatezza rispetto ai quali difettano i requisiti scriminanti sia dell'interesse pubblico che della continenza
Collocazione Centro Studi: G2045

Doping

Giudice di ultima istanza in materia di doping
Decisione n° 40/07
Decisione in materia di sostanza denominata triamcinolone acetotonide, impiegata da ciclista nel corso del Giro d'Abruzzo: è stato ritenuto responsabile dell'illecito anche se non tesserato.
Collocazione Centro Studi: G0503

Giudice di ultima istanza in materia di doping
Decisione n° 1/07
Si tratta della decisione adottata nel caso cd. Gibilisco, relativa ad assunzione di GH, ormone della crescita. Ritenuto responsabile dell'illecito è stato sospeso per due anni.
Collocazione Centro Studi: G1105

Tribunale di Napoli, Sezione X Riesame
Ordinanza 13/4/2005
Delitto di doping sussiste a prescindere dalla specificazione ministeriale dello sostanze incriminate (Il)
Secondo il trib. Napoli, l'art. 9 L. 376/00 ha contenuto immediatamente precettivo. Pertanto ai fini della configurabilità dell'ipotesi delittuosa in esame non è necessaria l'emanazione del decreto ministeriale previsto all'art. 2. Oltre all'ordinanza, è presente un commento di A. Jazzetti: La classificazione normativa delle sostanze dopanti.
Collocazione Centro Studi: 9118C

Tribunale di Torino, Sezione prima penale
Sentenza depositata il 23/2/2005
Doping: la Juventus e il "viagra" dei rigori
Si tratta della sentenza con il dr. Giuseppe Casalbore ha ritenuto la penale responsabile del responsabile dello staff medico della Juventus, Riccardo Agricola, per aver utilizzato "tutti i possibili espedienti per ottenere miglioramenti nelle prestazioni dei giocatori". La sentenza si segnala per la cura prestata dal giudicante nell'analisi delle questioni giuridiche che la nuova normativa sul doping pone all'attenzione dell'interprete.
Collocazione Centro Studi: H6023

Tribunale di Bari Sezione seconda penale
Sentenza 24/10/2003
Legislazione anti-doping e costruzione a gradi della fattispecie di reato: il caso Gillet
Il Tribunale ha ritenuto l'inesistenza del reato alla data di consumazione della fattispecie contestata poiché, alla predetta epoca, il doping non era ancora considerato come reato in quanto la legge era priva dei necessari elementi aventi funzione costitutiva ed integrativa rimessi alla successiva emanazione della normativa ministeriale emessa in data posteriore (15/10/2002).
Collocazione Centro Studi: H2610

Tribunale di Trento Sezione Distaccata di Tione di Trento
Sentenza 2/10/2003 - 17/12/2003
Si tratta della sentenza con cui un noto ciclista è stato mandato assolto dal delitto di frode sportiva per assunzione di sostanze dopanti (art. 1 I co. L. 401/89) perché all'epoca il fatto non costituiva reato. Di particolare interesse è la disamina compiuta dal giudice in ordine a tale delitto ed all'evoluzione legislativa che ha condotto all'approvazione della L. 376/2000.
Collocazione Centro Studi: H3119

Tribunale di Forlì
Sentenza 11/12/2000
Sentenza di condanna emessa nei confronti di un noto ciclista per il reato di frode sportiva per assunzione di sostanze dopanti. Si segnala lo spazio dedicato nella sentenza alla dottrina ed alla giurisprudenza prodottasi con riferimento a tale reato (art. 1 I co. L. 401/89). La sentenza è stata poi riformata dalla Corte di Appello di Bologna (si veda H3121).
Collocazione Centro Studi: H3120

Corte d'Appello di Bologna
Sentenza 23/10/2001
Con questa sentenza la Corte d'Appello felsinea ha riformato la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Forlì nei confronti di un noto ciclista per frode sportiva mediante assunzione di sostanze dopanti (si veda H3120). La Corte ha ritenuto che il fatto non era previsto dalla legge come reato.
Collocazione Centro Studi: H3121

Tribunale di Grosseto
Sentenza 1/10/2003, n. 766
Somministrazione di steroidi anabolizzanti e decesso dell'assuntore

Il tribunale ha affermato che sussiste il nesso di causalità tra la prescrizione o la somministrazione senza necessità cliniche di steroidi anabolizzanti androgini ad uno sportivo ed il decesso per arresto cardiocircolatorio dell'assuntore a seguito di violenta alterazione del ritmo cardiaco. Oltre al testo della sentenza è presente un commento di A. Bartolozzi: La problematica del nesso causale nella nuova disciplina penalistica del doping.
Collocazione Centro Studi:6029C

Falsa testimonianza acquirente stupefacenti

Corte di Appello di Caltanisetta
Sentenza n. 1005/06 del 26/10/2006
Secondo la Corte nissena, la causa di non punibilità di cui all'art. 384 cp non sussiste nelle ipotesi in cui un soggetto tossicodipendente venga chiamato a testimoniare sulla fase delle trattative precedenti l'acquisto svolte con uno spacciatore e in ordine all'identificazione del medesimo, non potendo derivarne alcuna conseguenza dannosa nemmeno sotto il profilo dell'applicazione di sanzioni amministrative.
Collocazione Centro Studi: C3717

Tribunale di Roma
Sentenza 20/12/2004

Con questa sentenza il tribunale di Roma ha mandato assolto dal delitto di falsa testimonianza l'acquirente di stupefacenti che aveva negato di aver acquistato lo stupefacente dallo spacciatore nel processo a carico di questi. Il tribunale ha ritenuto applicabile la scriminante dell'art. 384 cp, in quanto anche la prospettiva dell'applicazione delle sanzioni amministrative di cui all'art. 75 Dpr 309/90 integra un "grave nocumento nella libertà".
Collocazione Centro Studi: H6115

Famiglia

Tribunale di Monza Sezione IV Civile
Sentenza 481/02
Separazione - addebito - uso di sostanze stupefacenti da parte di uno dei coniugi - lealtà coniugale

Secondo il tribunale, la condotta del coniuge che fa uso, seppure in via saltuaria, di sostanze stupefacenti, deve essere qualificata come contraria ai principi etici e di lealtà che debbono necessariamente accompagnare qualsivoglia rapporto di convivenza e, a maggior ragione, il rapporto di coniugio. L'uso di sostanze stupefacenti nonché il suo occultamento, costituiscono comportamento sicuramente idoneo a rendere non solo intollerabile la prosecuzione della convivenza coniugale ma anche ad integrare una palese violazione dell'obbligo fondamentale di lealtà coniugale.
Collocazione Centro Studi: H3537

Tribunale di Genova
Sentenza 14/1/2004

Sentenza relativa a maltrattamenti posti in essere dal figlio, tossicodipendente, nei confronti dei genitori. Il Tribunale, ha posto in rilievo la condizione di tossicodipendenza al fine la sussistenza del delitto di cui all'art. 572 cp.
Collocazione Centro Studi: H3718

Corte d'appello di Perugia sezione minorenni
Sentenza 22/6/1988
Stato di abbandono. sussistenza. Opposizione al decreto dichiarativo dello stato di adottabilità
Collocazione Centro Studi: 8198A

Corte di appello di Torino
Decreto 3/7/2000
Minore - SAN da metadone ed oppiacei (infante nato con) - Madre tossicodipendente
La Corte di appello di Torino ha affrontato il caso di minore nato con Sindrome di Astinenza Neonatale (SAN) da metadone e oppiacei, da madre che aveva condotto la gravidanza al di fuori di seri controlli, fino all'ultimo utilizzando eroina. Il padre era un cittadino tunisino che solo una volta si era presentato in ospedale per vedere il figlio. Per la Corte torinese, il minore ha necessità di instaurare un assiduo e costante rapporto con figure certe di riferimento, per cui la permanenza in un ambiente comunitario per soli minori non può fornirgli quegli stimoli evolutivi e quella vicinanza affettiva che solo la figura parentale è in grado di dargli. Quindi, nell'ipotesi presa in esame di minore nato con SAN, nella situazione sopra descritta è necessario che il minore venga ricoverato in una comunità terapeutica per adulti che accolga lui e la madre. Se ciò non è possibile il minore verrà dato in affidamento familiare, restando escluso il ricovero dell'infante in una comunità alloggio per soli minori. Solo in un secondo tempo, potrà e dovrà farsi luogo alla procedura adozionale ove venga acclarato lo stato di abbandono.
Collocazione Centro Studi: 2792C

Giovanardi-Fini

Carlo Alberto Zaina
Tossicodipendente: sostituzione della misura cautelare con gli arresti domiciliari
Tribunale di Rimini, Ufficio Gip, ordinanza 19/01/2007
L'autore commenta due ordinanze, l'una del GIP di Rimini l'altra del Tribunale del riesame, che affrontano il problema dell'applicazione del regime previsto dall'art. 89 dpr 309/90, ovvero del collocamento agli arresti domiciliari del tossicodipendente che abbia intrapreso un programma di recupero. Seguono i testi dei due provvedimenti.
Collocazione Centro Studi: F8212

Tribunale di Nola Ufficio del Giudice per le indagini preliminari
Ordinanza emessa il 26/6/2006
Esecuzione della pena detentiva Condannati tossicodipendenti in custodia cautelare Applicazione della continuazione in fase esecutiva
Quanto all'esecuzione della pena detentiva, il Gip ha ritenuto che il divieto dell'art. 656 co. 9 cpp vale anche per i tossicodipendenti, quando già si trovino in stato di custodia cautelare, non avendo previsto la riforma del 2006 alcuna norma di favore per i tossicodipendenti. Quanto invece al riconoscimento della continuazione per i tossicodipendenti, come riformato dalla L. 49/06, ha ritenuto in ogni caso necessaria la valutazione globale di tutti gli altri elementi indicativi del medesimo disegno criminoso essendo la condizione di tossicodipendenza un mero indizio rivelatore dell'unicità del disegno criminoso.
Collocazione Centro Studi: H7806

Tribunale di Milano, sez. III
Ordinanza 27/5/2006
Reiezione di richiesta di continuazione per la condizione di tossicodipendenza alla luce della riforma della Giovanardi - Fini. Per il tribunale si deve accertare un rapporto diretto o indiretto tra assunzione di sostanze e reato commesso.
Collocazione Centro Studi: A9812

Magistrato Sorveglianza Vercelli
Decreto 27/3/2006
Pene e sistema penitenziario - Misure alternative alla detenzione - Affidamento in casi particolari (art. 94, d.p.r. 309/90) - Applicazione provvisoria da parte del Magistrato di Sorveglianza - Condizioni - Liberazione provvisoria - del condannato - Possibilità – Esclusione
Prime applicazioni della L. 49/2006 in materia di esecuzione penale nei confronti di detenuti tossicodipendenti. Il magistrato afferma di poter emettere provvisoriamente solo la misura alternativa e non anche la sospensione dell'ordine di carcerazione o la provvisoria liberazione del detenuto.
Collocazione Centro Studi: H7604

Tribunale Sorveglianza Torino
Ordinanza 28/3/2006
Ordinamento penitenziario - Misure alternative alla detenzione - Affidamento in prova in casi particolari - Sospensione della pena (art. 90, d.p.r. 309/90) - Concessione - Nel caso di precedente revoca di analogo beneficio - Inammissibilità ai sensi dell'art. 58 quater, Ord. pen. – Fattispecie
Prime applicazioni della Giovanardi - Fini, in materia di esecuzione penitenziaria. Alla luce della nuova normativa sono stati respinte le richieste sia di affidamento in prova in casi particolari sia di sospensione della pena. Il Tribunale ha ritenuto sussistente il divieto di concessione di "benefici terapeutici" al condannato che abbia subito la revoca per fatto colpevole di una misura alternativa alla detenzione.
Collocazione Centro Studi: H7610

Giovanardi-Fini ed ex Cirielli

Tribunale penale di Grosseto
Sentenza 8/5/2006
Si è trattato dell'applicazione congiunta della ex Cirielli e della Giovanardi - Fini. Caso relativo a 78,545 gr. di eroina, con gr. 7,700 di eroina pura. E' stata contestata la recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale. Tuttavia il giudice non ha ritenuto l'obbligatorietà del divieto di prevalenza, di conseguenza ha concesso l'att. del V co. art. 73, la prevalenza della stessa ed ha operato l'aumento per la recidiva in via autonoma.
Collocazione Centro Studi: A2218

Corte d'Appello Brescia
Sentenza 23/02/2007
Stupefacenti: rapporto fra le circostanze dell'ipotesi lieve e della recidiva reiterata
Nella prima parte del documento C.A. Zaina commenta la sentenza della Corte di Brescia, pubblicata di seguito. Per la Corte anche la contestazione della recidiva reiterata non impedisce che operi l'attenuante del fatto lieve.
Collocazione Centro Studi: H8109

Tribunale di Torino Terza Sezione Penale
Sentenza 12/4/2006
Questa sentenza tiene conto non solo delle nuove sanzioni introdotte dalla legge Giovanardi-Fini in materia di tossicodipendenze ma anche della riforma introdotta dalla ex Cirielli in materia di bilanciamento delle circostanze per cui, nonostante si trattasse di soli 0,206 gr., e si procedesse con rito abbreviato è stata comminata la pena di 4 anni e 3 mesi, esclusa la prevalenza dell'attenuante del V co. dell'art. 73.
Collocazione Centro Studi: H4412

Carlo Alberto Zaina
Stupefacenti: il fatto di lieve entità e la prescrizione prevista dalla ex Cirielli
Tribunale Rimini, sentenza GUP 17/2/2006
L'autore commenta una sentenza del Gup di Rimini, pubblicata di seguito, che, pur avendo riconosciuto l'attenuante del fatto della lieve entità dello spaccio, tuttavia non ha ritenuto il fatto prescritto per via della ex Cirielli, che impedisce di tener conto delle attenuanti ai fini della prescrizione.
Collocazione Centro Studi: H6130

Guida in stato di ebbrezza

Tribunale di Genova in composizione monocratica e in funzione di giudice di appello
Sentenza 1 - 16/10/2002
In questa sentenza il Tribunale di Genova, in funzione di giudice d'appello rispetto ad una sentenza del giudice di pace, ha affrontato la questione della applicabilità della particolare tenuità del fatto alla guida in stato di ebbrezza, escludendola nel caso di specie non solo con riferimento al quantitativo di alcol ingerito (1,88 g/l e 1,65 g/l), ma anche per la pericolosità del comportamento di guida tenuto dall'imputato.
Collocazione Centro Studi: H0624

Indulto

Corte d'appello di Venezia Sezione prima
Ordinanza 8/3/2007
Indulto ex lege 246/2006 - aggravante dell'ingente quantità ex art. 80 DPR 309/90 - attenuanti generiche ritenute prevalenti - applicabilità esclusione
La Corte ha affermato che la contestazione dell'aggravante dell'ingente quantità, ritenuta in sentenza, osta all'applicazione del beneficio a prescindere dal giudizio di prevalenza delle riconosciute attenuanti generiche.
Collocazione Centro Studi: H7916

Intossicazione alcolica

Tribunale di Pordenone
Sentenza 17/10/2005
Delitti contro la persona - Imputabilità - Disturbo della personalità di tipo bordeline
In questa sentenza il tribunale ha dato rilievo ai fini del ritenere grandemente scemata l'imputabilità di un individuo imputato del reato di violenza sessuale ai disturbi della personalità cagionati anche dallo stato di intossicazione etilica acuta.
Collocazione Centro Studi: G8316

Tribunale di Genova
Sentenza 22
/11/2003
Con questa sentenza il Tribunale ha ritenuto che l'intossicazione alcolica al momento del commesso reato non esclude né diminuisce l'imputabilità, così condannando l'imputato.
Collocazione Centro Studi: H3720

Istigazione


Carlo Alberto Zaina
Induzione al proselitismo in materia di stupefacenti

L'autore commenta la sentenza 29.11.2007 del tribunale di Rovereto, di seguito pubblicata, che ha affrontato la questione dell'induzione al proselitismo a mezzo internet. Secondo il tribunale, assumono rilevanza penale tutte quelle manifestazioni che appaiono oggettivamente dirette a fornire consigli o indicazioni sull'uso o a convincere altri o ancora a far si che il destinatario della comunicazione sia portato ad accettare come valore positivo ed a praticare l'utilizzo di stupefacenti; una lettura più ampia si risolverebbe nel ritenere illecita in radice qualsiasi manifestazione di pensiero circa la non dannosità (o la limitata dannosità) dell'uso, anche come mera affermazione di principio, e finirebbe con il confliggere irrimediabilmente con il canone dettato dall'art. 21 della Costituzione. Pertanto ha assolto l'imputato.
Collocazione Centro Studi: H9204

Tribunale di Firenze, Gip
Sentenza 23/07/2007
Istigazione all'uso di stupefacenti, vendita on-line di semi di cannabis

Secondo il Gip di Firenze, chi vende on-line semi di cannabis ed altri prodotti per la coltivazione di marijuana, deve essere chiamato a rispondere di istigazione all'uso di stupefacenti. Oltre al testo dell