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A cura di Ferdinando Brizzi

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CASSAZIONE

PENALE
CIVILE

Abbandono di minori
Abuso dei mezzi di correzione
Benefici/Appartenenza crim. organizzata
Bullismo
Computo dell'età

Corruzione di minorenne

Elusione di un provvedimento del giudice
Genitori / scuola
Imputabilità
Liberazione condizionale
Maltrattamenti

Messa alla prova
Minore come teste

Misure cautelari 
Pedofilia

Pene detentive brevi

Pornografia minorile

Processo a carico di minorenni

Prove
Riduzione in schiavitù
Sottrazione di minore

Violenza sessuale
 
Adozione
Affidamento
Bullismo

Diritto di visita dei genitori
Espulsione genitore
Mantenimento

Mass media
Ordine allontanamento
Sottrazione di minore
Tutela del minore

PENALE

Abbandono di minori

Corte di Cassazione, Sezione V Penale
Sentenza 1/3/2005, n. 7556
Profili soggettivi ed oggettivi nel reato di abbandono di minore

Secondo la Cassazione, nel reato di abbandono di persone minori o incapaci l'elemento materiale del reato è costituito da qualunque azione od omissione contrastante con il dovere giuridico di custodia o di cura che grava sul soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo, anche potenziale per l'incolumità della persona, mentre l'elemento psicologico consiste nella coscienza di abbandonare il soggetto passivo, che non la capacità di provvedere a se stesso, in detta situazione di pericolo. Oltre alla sentenza, è presente un commento di Matteo Bellina.
Collocazione Centro Studi: H7203

Abuso dei mezzi di correzione

Corte di Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza 28 giugno 19 novembre 2007 n. 42648
Compie un reato il genitore che impone al minore un percorso di gogna
Per la Cassazione integrano il reato di abuso dei mezzi di correzione gli interventi educativi arbitrari o intempestivi o eccessivi nelle modalità esplicative in quanto denigratori e umilianti per il minore. Segue un commento di Piergiorgio Morosini: Ravvisabile un abuso in caso di eccesso rispetto alle finalità educative.
Collocazione Centro Studi: 0977D

Benefici – appartenenza criminalità organizzata

Vincenzo Pezzella
Minori a rischio e benefici carcerari. Rinviato l'appuntamento alla Consulta
Nodo irrisolto: il difetto di rilevanza ha precluso l'esame
Cassazione – Sezione prima penale – sentenza 31/1 – 9/3/2006, n. 8309

L'autore commenta una sentenza della Cassazione, pubblicata di seguito, ove è stato affermato che, sebbene il minore abbia diritto ad un trattamento di differenziato, deve in ogni caso escludersi la concedibilità di benefici previsti dall'ordinamento penitenziario a colui il quale non abbia in alcun modo reciso i legami con la criminalità organizzata, a nulla rilevando la condizione di minorenne.
Collocazione Centro Studi: 8841C

Bullismo

Bullismo (con video): per i capibranco legittimo l'obbligo di dimora
Sono qui pubblicate due sentenze dalla Cassazione, sezione V penale, la 5391 e la 5394 entrambe del 4/2/2008, con cui il Supremo Collegio ha ritenuto che gli episodi ripetuti di bullismo compiuti da ragazzi giovanissimi ai danni di una vittima scelta per essere ridicolizzata agli occhi del "branco" debbono essere stoppati dalla magistratura, per evitare che, in attesa del processo, si protraggano, con una misura di forte limitazione della libertà personale, come il divieto di uscire la sera dalla casa dei genitori.
Collocazione Centro Studi: H9211

Computo dell'età

Corte di Cassazione, Sezione V penale
Sentenza n. 47640
Misure cautelari - Tribunale per i minorenni - Accertamento sull'età
La Cassazione ha affermato che nel caso in cui sorgano ragionevoli dubbi in ordine all'età dell'indagato ed alla sua imputabilità, il giudice non può rinviare l'espletamento della perizia medico-legale ad altra fase, ma deve disporre immediati accertamenti peritali, anche in sede di incidente cautelare.
Collocazione Centro Studi: B0331

Corte di Cassazione, Sezione I penale
Sentenza 17/01/1999 n.158
Minore - Effetti penali (minore agli) - Ingresso nella maggiore età (criterio di accertamento dello)
La sentenza in questione tratta dei criteri di computo della maggiore età. Secondo l'orientamento della I sezione della Cassazione penale, il compimento del diciottesimo anno di età deve essere accertato non secondo il computo naturale, ma secondo il computo legale previsto dall'art. 14 c.p. E' presente altresì un commento di Giovanni Manera dal titolo "Osservazioni sul modo di computare l'età di una persona agli effetti penali".
Collocazione Centro Studi: 0369C

Corruzione di minorenne

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 9111 ud. 18/01/2008 - deposito del 28/02/2008
Delitti contro la persona - corruzione di minorenne - presenza temporanea - reato configurabilità
Con la decisione in esame, la Corte, in una fattispecie di corruzione di minorenne nella quale una minore aveva assistito al rapporto tra la madre e un altro uomo, rapporto durante il quale la minore era stata fatta allontanare, ha affermato il principio secondo cui anche una presenza solo temporanea della minore in occasione dello svolgimento di un rapporto sessuale tra adulti integra gli estremi del delitto di cui all'art. 609 quinquies c.p.
Collocazione Centro Studi: H9319

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 21/01 - 02/04/1999 n. 4264
Corruzione di minorenni - Nozione di atti sessuali o atti di libidine - Fattispecie di materiale pornografico mostrato a minori
Collocazione Centro Studi: G2057

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 2510/2000
Atti di libidine violenti art. 521 c. 2^ c.p. - fattispecie di speciale tenuità ai sensi dell'art. 609 bis u.c. c.p. - insussistenza del reato
La Cassazione si è pronunciata su di un caso di atti di libidine violenta commessa in danno di tre ragazze, minori degli anni 16, per cui è stato imputato un loro professore.
Collocazione Centro Studi: B2123

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 9223/2000
Corruzione di minorenne - Consumazione del reato
Con questa sentenza la Cassazione ha confermato la sentenza di condanna per tentata corruzione di minorenne a carico di soggetto che aveva tentato di far assistere una minore in giovanissima età alla propria masturbazione.
Collocazione Centro Studi: G4716

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 5/4 - 4/7/2001
Corruzione di minorenne è ancora reato ma la fattispecie si è ristretta (La)
La Cassazione ha evidenziato come la riforma apportata dalla legge 66/1998 non ha portato una completa abolizione del delitto di corruzione di minorenni, ma solo una novazione legislativa, che ha ridisegnato la struttura del delitto di corruzione e quella di altre fattispecie attigue. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di R. Staffa: La condotta non è punibile se manca l'intenzione di far assistere il minore. Gli atti sessuali devono essere compiuti "al fine" di corrompere.
Collocazione Centro Studi: 2922C

Elusione di un provvedimento del giudice

Corte di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 2925 del 2000
Reato non educare i figli a vedere l'ex coniuge
La Cassazione ha affermato che commette reato il genitore affidatario dei figli minori in caso di separazione, se non li educa e non li sensibilizza ad avere un rapporto con l'altro genitore dal quale vivono separati, secondo quanto previsto dal giudice civile: anche tale comportamento omissivo può costituire l'elusione dolosa di un provvedimento del giudice, punito dall'art. 388 c.p., andandosi a riflettere sulla psicologia dei minori stessi.
Collocazione Centro Studi: B1514

Genitori - scuola

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 33847/07; depositata il 4 settembre
Genitori sempre responsabili se i figli "disertano" la scuola
Secondo la Cassazione i genitori devono assicurarsi che i figli siano a scuola, senza aspettare che una comunicazione ufficiale dell'istituto che li avvisi delle lunghe assenze. Principio affermato con riferimento ai piccoli nomadi, spesso impiegati nell'accattonaggio.
Collocazione Centro Studi:
H8720

Imputabilità

Corte di Cassazione
Sentenza n. 24271 del 13/7/2006
Imputato minorenne – imputabilità
La Cassazione ha affermato che per i minori di età compresa tra i 14 e i 18 anni il giudice, per valutare l'imputabilità, deve tener conto di una molteplicità di fattori quali le condizioni familiari, socio-ambientali, grado di istruzione e educazione, natura del reato, comportamento anche successivo al fatto.
Collocazione Centro Studi: C0112

Liberazione condizionale

Corte di Cassazione, Sezione I Penale
Sentenza n. 18486 del 25/5/2006
Tribunale per i minorenni - liberazione condizionale - ravvedimento del condannato – fattispecie
La Corte ha ritenuto corretta la decisione con cui il tribunale per i minorenni aveva rigettato la richiesta di liberazione condizionale sul rilievo che la stessa con la sua condotta altalenante e la mancanza di un effettivo senso di colpa, non aveva dato prove effettive e costanti di buona condotta che consentissero di formulare un giudizio positivo.
Collocazione Centro Studi: F7125

Maltrattamenti

Corte di Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza 19/11/2007 n. 42648
Abuso dei mezzi di correzione - punizioni umilianti - pericolo di una malattia nella mente – sussistenza
Secondo la Cassazione, lo ius corrigendi posto in essere da un padre nei confronti della figlia con modalità afflittive e deprimenti della personalità può degradare nel reato di abuso dei mezzi di correzione, se la punizione è idonea a creare il pericolo di una malattia psichica.
Collocazione Centro Studi: H9117

Corte di Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza n. 34674, 24/04 -13/09/2007,
Docente violento a fini "didattici" ha sempre torto (Il)
La Cassazione afferma che metodi di educazione autoritari, che comportino metodi punitivi o violenti, sono non solo pericolosi ma anche dannosi per la salute psichica degli allievi, soprattutto ove si tratti di bambini piccoli.
Collocazione Centro Studi: H8730

Corte di Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza n. 1090 ud. 12/12/2006 - deposito del 17/01/2007
Delitti contro la persona - riduzione in schiavitù - maltrattamenti in famiglia - concorso formale – esclusione
La sentenza ha riguardato un caso in cui le due persone offese. a forza di minacce o violenze, furono costrette a esercitare continuativamente l'accattonaggio, venendo sfruttate dai genitori, ricorrendo, secondo la Cassazione, gli elementi costitutivi del reato di riduzione in schiavitù e non già solo quelli di maltrattamenti in famiglia.
Collocazione Centro Studi: H7823

Corte di Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza n. 3419 ud. 09/11/2006 - deposito del 30/01/2007
Delitti contro la famiglia - imposizione ad un minore di un regime di vita degradato e mortificante - accattonaggio - maltrattamenti – sussistenza
Secondo la Cassazione configura il delitto di maltrattamenti la condotta di chi, avuto in consegna in minore allo scopo di accudirlo e avviarlo a una istruzione, consente che questi viva in uno stato di abbandono in strada, per vendere piccoli oggetti e chiedere l'elemosina, disinteressandosi del suo di malnutrizione e delle situazioni di pericolo fisico e morale cui egli si trovi esposto.
Collocazione Centro Studi: H8303

Corte di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza n. 39927/05; depositata il 03/11/05
Niente violenza con i figli nemmeno se "a fin di bene"
Secondo la Cassazione, il fine educativo non può giustificare alcune forme di violenza nei confronti dei figli minori: il genitore che nel nome dell'obiettivo pedagogico è consapevole di aver tenuto dei comportamenti vessatori ai danni dei propri ragazzi sarà punito con il reato più grave dei maltrattamenti in famiglia e non quello di abuso dei mezzi di correzione.
Collocazione Centro Studi: H7217

Gianfranco Dosi
Infanzia negata, serve più prevenzione. C'è solo un mezzo: il curatore speciale
Violenza in famiglia, si riapre il dibattito sui metodi educativi
L'autore commenta la sentenza 16491/2005 della Corte di Cassazione, pubblicata di seguito, con la Corte ha ritenuto integrare il delitto di abuso dei mezzi di correzione ogni violenza sul minore, fisica o psichica, suscettibile di recare pregiudizio o pericolo di pregiudizio alla salute fisica o per l'equilibrio psichico della vittima. Il reato non è escluso per il fatto che gli abusi siano stati commessi per preteso fine educativo. Un ulteriore commento è contenuto alle pagine 125-128, L'abuso dei mezzi di correzione, di F.M. Ferrari.
Collocazione Centro Studi: 7464C

Corte di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 18/03 - 16/05/1996 n. 4904 Sentenza 16/01 - 11/04/1996 n. 3526
Maltrattamenti in famiglia/1: sempre vietato il ricorso alla violenza per scopi educativi. Maltrattamenti in famiglia/2: riemerge l'elemento soggettivo in sede di giudizio
Vengono presentate due sentenze della sesta sezione della Cassazione, concernenti il reato di abuso dei mezzi di correzione e quello di maltrattamenti. Le due sentenze, pur se depositate a distanza di un mese, si fondano su due orientamenti contrapposti.
Collocazione Centro Studi: F2836

Corte di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 25/06 - 5/09/1996 n. 8314
Insegnante che usa mezzi di per sé illeciti risponde del reato di maltrattamenti a minori
Il testo della sentenza è seguito da un commento, La fattispecie sussiste anche se gli atti lesivi colpiscono l'intera classe e non singoli alunni, di L. Tricomi.
Collocazione Centro Studi: F6023

Corte di Cassazione
Sentenza n. 43673/02
E' maltrattamento "L'autoritarismo sterile" della maestra verso gli alunni
Secondo la Cassazione, configura il reato di maltrattamenti il metodo didattico improntato allo "sterile autoritarismo" esercitato dal docente verso gli allievi, tanto più se questi ultimi sono piccoli e attraversano la delicata fase della "scolarizzazione", quando il passaggio dall'ambiente familiare a quello tutto nuovo della scuola richiederebbe armonia e affetto per assicurare il corretto sviluppo psichico dei bambini.
Collocazione Centro Studi: H0102

Messa alla prova

Corte di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza n. 11289/07; depositata il 15 marzo
Periodo di prova, al giudice la più ampia discrezionalità nel valutare l'evoluzione della personalità del minore

Minorenni e reati: la Cassazione fa chiarezza sul periodo di prova, puntualizzando che al giudice è riconosciuta la più ampia discrezionalità nel valutare l'evoluzione della personalità soggetto.
Collocazione Centro Studi:
H8003

Minore come teste

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 17/01-08/03/2007 n. 9817
A proposito di una sentenza della Cassazione
E' qui proposta la sentenza 9817/2007 della Cassazione, che segna il momento in cui l'evidenza scientifica viene utilizzata in modo palese per indicare come si debba procedere alla valutazione della prova in processi di sospetto abuso su minori. La sentenza è commentata da Giuliana Mazzoni: Attendibilità della testimonianza ed evidenza scientifica: una sentenza della Cassazione in un caso di presunto abuso sessuale; Claudio Foti: Il negazionismo dell'abuso sui bambini, l'ascolto non suggestivo e la diagnosi possibile.
Collocazione Centro Studi: 0871D

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 18197 del 27/3/02
Sentenza con cui la Cassazione ha confermato una sentenza di condanna per violenza sessuale in danno di minore fondata sulle dichiarazioni rese dalla minore. Il ricorrente criticava, tra l'altro, il metodo d'indagine utilizzato dalla psicologa per raccogliere le stesse dichiarazioni, lo Statement Validity Analysis. La Cassazione ha respinto il ricorso ribadendo che le dichiarazioni dei minori, persone offese di asseriti abusi sessuali, possono rappresentare da sole, se formulate in modo convincente e non sospetto, prova idonea a confortare il giudizio di colpevolezza. Esse devono però essere sottoposte ad un controllo assai più rigoroso rispetto al generico vaglio di credibilità richiesto per dichiarazioni di ogni testimone.
Collocazione Centro Studi: H1326

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 8553 del 23/2/02
Sentenza con cui la Cassazione ha respinto il ricorso avverso una sentenza di condanna per atti di libidine violenta, fondato sulle asserite discordanze tra dichiarazioni rese dalle minori di fronte alle assistenti sociali e nel corso dell'esame protetto, e quelle rese innanzi al Presidente del Tribunale. La Cassazione ha ribadito che tali dichiarazioni devono essere sottoposte a controllo da eseguirsi con straordinaria misura di attenzione per cogliere ogni elemento suscettibile di incidere sulla genuinità della narrazione. Tuttavia, ha riconosciuto che il Tribunale di Biella prima, e la Corte di Appello di Torino poi, si sono attenuti a tali indicazioni nella valutazione delle dichiarazioni delle minori, confermando la pronuncia di colpevolezza.
Collocazione Centro Studi: H1327

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 5423 del 12/12/01
Sentenza emessa a seguita di ricorso avverso ordinanza del Tribunale del riesame di Napoli confermativa di ordinanza di arresti domiciliari in ordine al reato di violenza sessuale in danno di minore, disposta dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il ricorso si fondava sull'essere stata adottata l'ordinanza sulla base delle dichiarazioni del minore, ritenuto dal ricorrente soggetto dotato di speciale attitudine alla menzogna. La Cassazione ha affermato che nei reati a sfondo sessuale, di cui il minore è frequentemente vittima, il suo contributo è normalmente insottraibile alla ricostruzione del fatto. Ed è perfettamente lecito estrarre dalle sue dichiarazioni elementi giustificativi della misura cautelare, anche se non vi siano riscontri esterni idonei a convalidarli.
Collocazione Centro Studi: H1328

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 4526 del 26/11/01
Con questa sentenza la Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per violenza sessuale di gruppo nei confronti di un minore, in primo luogo in quanto la neuropsichiatra infantile, nominata poi consulente tecnico del PM, lo aveva assistito come ausiliario nell'assunzione a sommarie informazioni dello stesso minore: non poteva poi essere sentita come testimone né ricevere l'incarico peritale. In secondo luogo, il PM non avrebbe potuto procedere a consulenza tecnica, ma trattandosi di accertamento relativo ad una situazione soggetta a modificazioni (non solo trattandosi di minorenne, ma di minorenne affetto da deficit psichico), avrebbe dovuto procedere nelle forme dell'art. 360 cpp ovvero nelle forme dell'incidente probatorio. Infine, la Corte di Appello di Palermo nel valutare l'attendibilità del ragazzo fa riferimento al criterio della sovrapponibilità della versione dei fatti fornita dal minore, omettendo di valutare la compatibilità di tale criterio con la circostanza che il racconto del minore era sicuramente scarno.
Collocazione Centro Studi: H1923

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 20431 del 10/4/01
Con questa sentenza la Cassazione ha respinto il ricorso avverso una sentenza di condanna per violenza sessuale in danno di minore, evidenziando come, pur dovendosi rilevare note di immaturità caratteriale della minore, le stesse non fossero di gravità tale da pregiudicare la capacità di analisi delle persone e degli eventi né da dar luogo all'esternazione di patologiche "manie affabulative".
Collocazione Centro Studi: H1924

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 24/06/1998 - 27/08/1998 n. 4545
E' prova la testimonianza indiretta del minore quando vengono esclusi intenti calunniosi
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di O. Dente Gattola, "Non possono essere inventate dai bambini vicende estranee alla loro esperienza".
Collocazione Centro Studi: 6413A

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 20/4 - 25/5/2001
Attendibilità del bambino va correlata al contesto oggettivo e soggettivo (L')
La sentenza della Cassazione ha affrontato il problema della valutazione, da parte del giudice, delle dichiarazioni del minore vittima di violenza sessuale, soffermandosi sulle caratteristiche psicologiche dell'età evolutiva, nonché alla psicopatologia del trauma. Il commento alla decisione della Cassazione viene da una psicologa, psicoterapeuta, S. Spada: Il metodo per dedurre dalle angosce i riscontri a sostegno dell'accusa.
Collocazione Centro Studi: 2878C

Misure cautelari

Corte di Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza 04/12/2007 - 15/01/2008 n. 2207
Esigenze gravi ed inderogabli giustificano la misura della custodia cautelare
Secondo la Corte, in alcuni casi la detenzione può essere per il minore il momento di elaborazione di un percorso progettuale che faccia emergere e consolidare gli aspetti positivi della propria personalità. Oltre alla sentenza è presente un commento di Claudia Costantino: Un'ipotesi eccezionale da utilizzare se altri rimedi non sono adeguati.
Collocazione Centro Studi: 1004D

Minore indagato per reati gravi, custodia in comunità se la famiglia è inadeguata
Preceduta da una breve nota esplicativa, viene pubblicata la sentenza 37414/07 della Cassazione, in cui si è affermato che le carenze educative all'interno della famiglia possono essere uno dei motivi, oltre alla pericolosità sociale, per ritenere valida la custodia cautelare in comunità, nei confronti di un minore indagato per gravi reati.
Collocazione Centro Studi: H8909

Corte di Cassazione, Sezione IV penale
Sentenza n. 34216/07; depositata il 10 settembre
Sì alla custodia cautelare per i minori che rubano e scippano. Anche nel caso di tentativo
La Corte di Cassazione ha ritenuto pienamente legittima l'applicazione del carcere preventivo nei confronti dei minori accusati di furto in appartamento "con effrazione" o di scippo con "strappo".
Collocazione Centro Studi: H8721

Corte di Cassazione, Sezione IV Penale
Sentenza n. 9126 del 21/12/2004 - depositata l'8/3/2005
Furto in abitazione - Custodia cautelare nei confronti di imputato minorenne - Esclusione
La Cassazione ha ritenuto non applicabile la custodia cautelare nei confronti di un imputato minorenne per il reato di furto in abitazione, non essendo richiamato l'art. 624-bis nelle disposizioni sul processo penale minorile che disciplinano i casi in cui può essere applicata custodia cautelare.
Collocazione Centro Studi: H6206

Ciro Cascone
Carcere deve restare l'extrema ratio (Il)
Custodia cautelare a chi è sotto i diciotto anni solo in casi anomali
L'autore commenta la sentenza 19331/2005 della Cassazione, pubblicata di seguito, con cui è stata ritenuta illogicamente motivata l'ordinanza con la quale viene rigettata l'istanza di custodia cautelare in carcere di un minore, fondata sul presupposto che l'affidamento in comunità sia misura adeguata, là dove risulti per contro che l'imputato, oltre a non mostrare segno di ravvedimento alcuno, abbia addirittura minacciato uno dei testimoni escussi nel procedimento cautelare.
Collocazione Centro Studi: 7341C

Corte di Cassazione, Sezione I Penale
Ordinanza n. 11928/02
Personalità del detenuto disturbata, misura cautelare insostituibile
Con questa sentenza, la Cassazione ha escluso la comunità di recupero per O. F., il giovane accusato insieme a E. D.N. di aver ucciso la madre e il fratellino della ragazza a Novi Ligure, in quanto lontano da qualunque pentimento e con personalità disturbata.
Collocazione Centro Studi: G7319

Corte di Cassazione, Sezione IV Penale
Sentenza 11/2/2003, n. 112
Contrasto giurisprudenziale in tema di ammissibilità della custodia cautelare in carcere nei confronti di minorenni imputati di furto in abitazione o di furto con strappo
Secondo la Cassazione, il mancato richiamo da parte dell'art. 23 dpr 448/88 del comma 2 dell'art. 380 cpp, esclude che possa disporsi la custodia cautelare in carcere nei confronti di minorenni imputati di furto in abitazione o di furto con strappo.
Collocazione Centro Studi: H0716

Pedofilia

Corte di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza n. 39282 ud. 21/9/2005 - Deposito del 28/10/2005
Delitti contro la persona - Art. 600 quater - Materiale pedopornografico - Acquisizione mediante salvataggio informatico – Sussistenza
Per la Cassazione, la fattispecie di reato di cui all'art. 600 quater c.p., comprende qualsiasi condotta idonea a far rientrare il materiale nella disponibilità dell'agente, inclusa la detenzione non su supporto cartaceo ma mediante salvataggio informatico. (Nel caso in esame l'imputato aveva trasferito il materiale copiandolo dal sito di provenienza su una directory del disco allo scopo di salvarlo per usi futuri. La Corte ha ritenuto infondato il motivo di ricorso). La Corte si è anche soffermata sull'esclusione del fatto di minor gravità con riferimento ad un'ipotesi di violenza sessuale su minore.
Collocazione Centro Studi: H7309

Corte di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza 8/6 - 7/7/2004 n. 29496
Pedopornografia, sempre possibile il sequestro del materiale

Secondo la Cassazione, se l'attività investigativa porta alla scoperta della semplice detenzione di materiale pedopornografico, reato per cui l'art. 14 L. 269/98 non prevede attività di contrasto, scatta comunque il sequestro. L'inutilizzabilità degli atti prodotta da una attività di contrasto illegittima, perchè svolta per un delitto per il quale non prevista, infatti non si riflette sulla possibilità di confiscare il materiale illecito. Il testo della sentenza è stato pubblicato nella versione telematica della rivista Diritto e giustizia.
Collocazione Centro Studi: G7617

Corte di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza 5/5 - 22/9/2004, n. 37074
Siti web "civetta" ad uso limitato

Secondo la Cassazione, la possibilità di raccogliere fonti di prova attraverso l'attività di agenti provocatori, previsto dall'art. 14 della legge 269/98 per contrastare alcuni reati particolarmente invisi alla coscienza sociale, ha natura del tutto eccezionale, e non è suscettibile di interpretazione analogica o estensiva. Ne consegue che le prove raccolte attraverso la costituzione di un sito pornografico "civetta" non sono utilizzabili nel procedimento nel quale venga contestato il delitto di cui all'art. 600 quater cp, poichè quella modalità speciale di acquisizione della prova è consentita solo nelle indagini per i delitti di cui agli articoli 600 bis, 600 ter e 600 quinquies. Oltre al testo della sentenza è presente un commento di A. Iasillo: Agenti provocatori e sequestro probatorio. Male captum, (non) bene retentum?
Collocazione Centro Studi: 6504C

Corte di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza n. 43136/03
Pedofilia: gli atti di libidine possono essere più gravi della congiunzione carnale
Con questa sentenza la Cassazione ha invitato i giudici di merito ad esaminare caso per caso con riguardo alla concretezza della singola vicenda e alle ripercussioni sullo sviluppo dei minori gli episodi di violenza sessuale su bambine e ragazzine, rimproverando i magistrati che concedono ai violentatori l'attenuante speciale dell'ipotesi della minore gravità del reato solo perché l'abuso ha avuto una forma diversa da quella della vera e propria congiunzione carnale.
Collocazione Centro Studi: H2520

Corte di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza n. 43135/03
Pedofilo non è pazzo (Il)
Con questa sentenza la Cassazione ha affermato che la pedofilia non esclude né attenua la capacità di intendere e di volere e di conseguenza la penale responsabilità per abusi sessuali contro i minori.
Collocazione Centro Studi: H2521

Corte di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza n. 36619/03
Pedofilia: anche se l'imputato è l'educatore la dedizione al lavoro apre le porte alle attenuanti
Con questa sentenza la Cassazione si è occupata della nota vicenda di un educatore professionale accusato di aver compiuto diversi episodi di violenza sessuale su nove minori disagiati a lui affidati presso alcune strutture di sostegno. La Corte ha ritenuto che i giudici di merito nel rivalutare l'entità della condanna devono tener conto dell'incensuratezza e della dedizione al lavoro mostrata dall'educatore ai fini della concessione delle circostanze attenuanti. La sentenza si annota per le indicazioni che fornisce in ordine alla valutazione che il giudice è tenuto a compiere di fronte alle dichiarazioni rese da minori nellšambito di procedimenti penali per abusi sessuali nonché dei presupposti che legittimano la perizia sul teste minorenne e del valore della stessa ai fini della valutazione del teste ai fini della decisione.
Collocazione Centro Studi: H2202

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 8/5 - 21/10/2003
Approfondita sentenza della Cassazione in materia di sequestro di materiale pedopornografico. La Cassazione si sofferma sulla disciplina del contrasto alla pedofilia introdotta con L. 269/98 distinguendo la stessa da quella in materia di intercettazioni prevista nell'ambito del codice di rito, in particolare per quanto riguarda la disciplina dell'utilizzabilità delle intercettazioni in procedimenti diversi da quello in cui sono state disposte. L'attenzione si rivolge anche al ruolo dell'"agente provocatore".
Collocazione Centro Studi: H2408

Pene detentive brevi

Corte di Cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 19/3/1999 n. 472
Minore - Pene detentive brevi
Secondo la Cassazione, all'imputato minorenne è possibile applicare, così come al maggiorenne, la pena pecuniaria in sostituzione delle pene detentive brevi (fino a tre mesi). Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di Eramo F. (magistrato), Sull'applicabilità della sanzione sostitutiva della pena pecuniaria nel processo minorile.
Collocazione Centro Studi: 3732B

Pornografia minorile

Corte di Cassazione, Sezione II penale
Sentenza n. 41570; depositata il 12/11/07
Pedopornografia on-line: l'accesso i siti (anche a pagamento) illeciti e la loro visione è comunque reato
Secondo la Cassazione commette reato chi si collega ai siti a pagamento per guardare e scaricare materiale pedopornografico: il "consumatore" di queste immagini viene considerato "dannoso" nei confronti dei minori sfruttati come se fosse egli stesso il "produttore" di tali video e foto.
Collocazione Centro Studi: H9019

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 41067/07; depositata il 08/11/2007
Materiali pedopornografici via Internet: bastano poche "tracce" per rischiare fino a tre anni
Secondo la Cassazione, integra il reato di detenzione di materiale pedopornografico anche la sola condotta di chi conserva nel personale computer qualche foto pedopornografica scaricata da Internet e le tracce di altre immagini cancellate in un secondo momento.
Collocazione Centro Studi: H9009

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 05/06 - 12/07/2007 n. 27252
Accusa di pedopornografia per il minore che diffonde filmati di sesso tra coetanei
La Cassazione ha affermato la sussistenza del reato di pornografia minorile anche quando la realizzazione della videoripresa di un rapporto sessuale tra minorenni e la sua diffusione mediante e-mail e sms avvenga ad opera di un minore stesso. E' anche presente un commento di A. Cisterna, Complessa e delicata l'indagine di merito mirata a ricostruire la volontà dell'agente.
Collocazione Centro Studi: 0591D

Corte di Cassazione, Sezione V penale
Sentenza n. 4900/03
Pornografia minorile: i confini (inediti) tra cessione e divulgazione
La sentenza della Cassazione, commentata da M. Fumo, mette a fuoco il concetto di distribuzione, divulgazione, pubblicizzazione, per via telematica, di materiale pedopornografico e marca la differenza con l'ipotesi di semplice, consapevole, cessione dello stesso.
Collocazione Centro Studi: G8726

Processo a carico di minorenni

Corte di Cassazione, Sezione I penale
Sentenza n. 11349 del 17/3/2006 - depositata il 30/3/2006
Tribunale per i minorenni - irrilevanza del fatto durante le indagini preliminari - poteri del Gip – limiti
Secondo la Corte, nel procedimento a carico di minorenni, nella fase delle indagini preliminari il Gip a seguito di richiesta del PM di pronuncia di sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto, è posto nell'alternativa o di accogliere la richiesta o di ordinare la restituzione degli atti al PM perchè eserciti l'azione penale nelle forme ordinarie.
Collocazione Centro Studi: H9413

Corte di cCassazione, Sezione V penale
Sentenza 28762/03
Giustizia minorile: l'affidamento minorile richiede un progetto ad hoc
Secondo la Cassazione, per essere concesso, l'istituto della "messa alla prova" deve essere preceduto dalla realizzazione di un serio progetto di recupero e rieducazione del minore che ha commesso reati, e non può essere generico o modellato su esperienze precedenti che non hanno attinenza con il caso in questione. Su tali basi, è stato accolto il ricorso del Pm del Tribunale per i minorenni dell'Emilia Romagna, contro la decisione dello stesso tribunale, di affidare alla "messa alla prova" un ragazzo accusato di lesioni personali sulla sola base di un progetto rieducativo ritenuto adeguato in quanto "già predisposto in altri procedimenti", senza indicazione nè del contenuto, nè della funzionalità rispetto alle "prospettive di rieducazione dell'imputato".
Collocazione Centro Studi: H1734

Corte di Cassazione
Sentenza 12/3/1997
Minore - irrilevanza del fatto - perdono giudiziale
La sentenza affronta il tema dell'impugnazione avverso la sentenza di irrilevanza del fatto nell'ambito del processo minorile: rappresenta una delle poche sentenze su tale argomento. La sentenza è commentata da F. Eramo, Giudizio di appello e sentenza di irrilevanza del fatto.
Collocazione Centro Studi: 0220C

Corte di Cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 30/07/1998 n. 8835
Minore (procedimento penale a carico di)
La sentenza in esame é stata pronunciata nei confronti di un imputato che era minore degli anni diciotto al momento della commissione del fatto ed é divenuto maggiorenne alla data della pronuncia. La Corte di Cassazione sostiene che l'impugnazione di siffatta sentenza può essere impugnata solamente dall'imputato dal momento che non sussiste più in capo ai genitori analogo potere di appello neanche in via concorrenziale. Segue un Commento di Federico Eramo sull'argomento in questione dal titolo "Impugnazione dei genitori e raggiungimento della maggiore età del minore imputato".
Collocazione Centro Studi: 0546A

Corte di Cassazione penale
Sentenza 13/4/1999
Minore - Procedimento penale minorile - Irrilevanza del fatto
Con questa sentenza la Cassazione ha ritenuto non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 27 dpr 448/88 nella parte in cui prevede un provvedimento di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto solo in seno all'udienza preliminare, al giudizio direttissimo ed al giudizio immediato e non nella fase dibattimentale ordinaria. Oltre al testo della sentenza è presente un commento di F. Eramo: Sull'inapplicabilità dell'art. 27 d.P.R. 22/9/1988 n. 448 nel dibattimento.
Collocazione Centro Studi: 3209C

Prove

Corte di Cassazione, Sezione V penale
Sentenza 17/4/2000 Ricorrente Farao
Secondo la Cassazione, l'intercettazione ambientale in base alla quale sia stata disposta una misura cautelare in carcere per partecipazione ad associazione a delinquere di stampo mafioso, è idonea a sostenere l'accusa ancorchè sia stata eseguita quando l'imputato era ancora minorenne e la misura sia stata disposta una volta divenuto maggiorenne e del procedimento sia titolare l'autorità giudiziaria ordinaria.
Collocazione Centro Studi: G3520

Riduzione in schiavitù

Corte di Cassazione, Sezione V Penale
Sentenza n. 43868 del 9/11/2005 - depositata il 1/12/2005
Delitti contro la persona - riduzione in schiavitù - sfruttamento di minori per l'accattonaggio - introiti a beneficio degli sfruttati – irrilevanza
Per la Cassazione, la finalità di sfruttamento che distingue il reato di cui all'art. 600 cp da altre forme illegali di inibizione della libertà personale, non è esclusa dall'eventualità che un margine degli introiti dell'accattonaggio vada a beneficio delle persone offese dal reato. Determinante è lo stato di soggezione in cui queste ultime versino.
Collocazione Centro Studi: H7426

Sottrazione di minore

Corte di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 4/4/2007, n. 14102
Puntualizzazioni sulla sottrazione del figlio minore da parte di uno dei genitori
Preceduta da un breve commento di G. Amato, la sentenza precisa che l'art. 574 cp punisce tanto la sottrazione del minore di anni 14 alla potestà dei genitori, quanto la ritenzione del minore contro la volontà dei genitori, che si realizza con il ritenere indebitamente il minore che si trova nella disponibilità dell'agente per una causa lecita.
Collocazione Centro Studi: H8211

Corte di Cassazione, Sezione Feriale Penale
Sentenza 9379/2000
Sottrazione consensuale di minore
Con questa sentenza, la Cassazione ha confermato una sentenza di condanna per sottrazione consensuale di minorenne e di sequestro di persona. La sentenza si segnala perché la Corte precisa i contorni dei due reati e indica i motivi per cui si deve ritenere il loro concorso.
Collocazione Centro Studi: G4717

Violenza sessuale

Corte di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza n. 4730 ud. 14/12/2007 - deposito del 30/01/2008
Delitti contro la persona - violenza sessuale da genitori verso i figli - responsabilità del coniuge per omesso impedimento – presupposti
La Corte ha enunciato i presupposti affinchè, in caso di abusi sessuali da parte di un genitore in danno dei figli, il coniuge dello stesso possa rispondere di tali fatti per non aver impedito l'evento.
Collocazione Centro Studi: G7214

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 04/10-21/112007 n. 42981
Non sempre viola l'obbligo di protezione il genitore che tace l'abuso in famiglia
In questa sentenza la Cassazione ha affermato che non sussiste a carico del genitore un obbligo di denuncia quando venga a conoscenza di abusi sessuali commessi a danno del figlio (nel caso di specie una madre aveva ritardato la denuncia a carico del marito che abusava della figlia perchè tentato di attivare i familiari e aveva ottenuto la promessa del marito di smettere. E' anche presente un commento di A. Cisterna "Oltre altre alla denuncia del colpevole sono poche le soluzioni efficaci".
Collocazione Centro Studi: 0848D

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 26/09- 29/10/2007 n. 39994
Abusi all'infanzia: non basta la dichiarazione dei genitori per accertare i sintomi
Secondo la Cassazione, in tema di abuso su minori, deve ritenersi illogica la sentenza che fondi la prova dell'abuso sulla testimonianza dei genitori considerata attandibile da esperti che abbiano effettuato esclusivamente una valutazione di sintomi sulla base dei relata dei genitori medesimi difettando l'esame del minore per l'opposizione dei genitori. Segue un commento M. Forconi: Al vaglio del giudice l'attendibilità della testimonianza.
Collocazione Centro Studi: 0874D

Vincenzo Rispoli
Limiti, estensione e configurabilità di taluni delitti contro la famiglia ed attendibilità della deposizione del minore maltrattato
Dopo il contributo di Rispoli, che oltre soffermarsi sulla questione dell'attendibilità del minore vittima di reati a sfondo sessuale in particolare, affronta anche la questione della configurabilità del reato di abuso dei mezzi di correzione (art. 571 c.p.) sono presenti due sentenze della Cassazione che hanno proprio visto i minori vittime di, presunti, abusi sessuali. Si tratta della sentenza 35224, del 21/9/2007, relativa ad una situazione di abusi verificatisi in una scuola materna gestita da suore nel bergamasco, in cui la Corte ha affermato che i bambini in tenera età non sono in grado di mentire, anche se la loro capacità a testimoniare va verificata in radice; della sentenza 37147, del 9/10/2007, relativa al famoso caso di Rignano Flaminio, con cui la Corte ha confermato l'ordinanza di scarcerazione degli indagati.
Collocazione Centro Studi: H8907

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 36389/07; depositata il 04/10/2007
Rapporti omosessuali con minori di sedici anni, è comunque reato
La Cassazione ha affermato che è un reato avere un rapporto omosessuale con un minore di anni sedici, indipendentemente dal ruolo sessuale avuto dall'adulto, tanto più quando i protagonisti del rapporto sono maestro e alunno. Si va incontro ad una condanna per violenza sessuale e atti sessuali con minorenne.
Collocazione Centro Studi: H8812

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 15 marzo 11 maggio 2007 n. 18028
Responsabili anche i genitori in grado di impedire gli abusi ai danni dei figli
La Corte pur ribadendo la posizione di garanzia dei genitori verso i figli ha affermato la necessità di un'approfondita verfica in concreto della conoscibilità dell'evento lesivo e della esigibilità del comportamento a tutela. La sentenza è commentata da C. Malavenda e C. Melzi d'Eril: Molestie e ruolo parentale non sono sufficienti per configurare l'omissione.
Collocazione Centro Studi: 0509D

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 22 maggio 5 giugno 2007 n. 21815
Punibili le violenze a minori anche senza "definitività" del rapporto fiduciario
Oltre al testo della sentenza è presente un commento di G.E. Gassani: Irrilevante il consenso dell'infrasedicenne alla prestazione sessuale.
Collocazione Centro Studi: 0511D

Corso Bovio, Paolo Grasso
Madre "snaturata" conserva la potestà. Ma l'intreccio perverso sta nelle norme (La)
Si riesce a patteggiare (anche) per reati molto gravi. Ecco come
Gli autori commentano una sentenza della Cassazione, n. 17052/2006 di seguito pubblicata, che ha affermato che la pena accessoria della decadenza dalla potestà genitoriale è possibile in caso di condanna per atti sessuali commessi dal genitore con figli consenzienti infrasedicenni, non in caso di violenza sessuale commessa dall'ascendente nei confronti di persona dissenziente infrasedicenne.
Collocazione Centro Studi: 9021C

Corte di Cassazione penale
Sentenza 20/1/2006
Persona - Minori agli effetti penali - Reati sessuali - Ragazza minorenne - Vittima - Minore gravità - Esclusione di tale attenuante - Necessità
Si è trattato di una sentenza che ha avuto vasta eco sui media, in modo distorto, è quanto è stata presentata come la sentenza che legittimava la concessione dell'attenuante della minore gravità del fatto se la minore, vittima di violenza sessuale, avesse già intrattenuto rapporti sessuali con più persone. Quanto sopra ricordato viene ricordato nella nota che commenta la sentenza: Casi di minore gravità nei reati sessuali e discrezionalità del giudice, di G. Rizzo.
Collocazione Centro Studi: 9501C

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Escluse le attenuanti per la violenza sessuale sugli infraquattordicenni
Reati contro la persona - Atti sessuali con minorenne - Infraquattordicenne consenziente - Attenuante della minore gravità – Esclusione
Oltre al testo della s. 34120/2006 della Corte di Cassazione, è presente un commento di M. Vessichelli "Nessuna minore gravità se è stata "compressa" la libertà della vittima. All'interno di questo articolo sono presenti numerosi dati statistici relativi alla geografia degli abusi sui minori, alle tipologie di reato, alle fasce d'età delle vittime, alle relazioni "pericolose" (conoscente, familiare, sociale, scolastico) fra autori dei reati e minori vittime di abusi.
Collocazione Centro Studi: 9591C

Corte di Cassazione Sezione III penale
Sentenza 17/1 - 8/3/2007 n. 9811
Violenza sessuale su minori: maggiore attendibilità alle dichiarazioni spontanee
Con questa sentenza la Cassazione ha indicato la necessità di vagliare con estrema attenzione le primissime dichiarazioni spontanee dei minori essendo queste maggiormente attendibili perchè non "inquinate" da interventi esterni che alterano la memoria dell'evento. Oltre alla sentenza è presente un commento di G. Gulotta: "Le domande "tendenziose" possono indurre il bambino ad assecondare l'interlocutore".
Collocazione Centro Studi: 0143D

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 41676 del 29/9/2005 - depositata il 21/11/2005
Delitti contro la persona - violenza sessuale a danno di minori - testimonianza - art. 609 decies cod.pen. - violazione – esclusione
Secondo la Corte, nei processi per violenza sessuale contro minori, l'assistenza nell'esame testimoniale della persona offesa minorenne previsto dall'art. 609 decies cod. pen. deve essere richiesta dall'interessato e ammessa dal giudice: il che significa che l'esame svoltosi senza l'assistenza, non richiesta, non è vietato e quindi non è colpito dalla sanzione di nullità nè da quella di inutilizzabilità probatoria.
Collocazione Centro Studi: G7720

Corte di Cassazione Sezione III penale
Sentenza 20/1 - 17/2/2006 n. 6329
Se lo sviluppo sessuale del minore è già minato va motivato il rifiuto di attenuante al "patrigno"
Oltre al testo della sentenza è presente un commento di V. Santoro, D'ora in poi piccole vittime più tutelate grazie all'innovazione di fine legislatura.
Collocazione Centro Studi: 8628C

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 15464
La Cassazione si è soffermata sul concetto di atto sessuale, nel reato di violenza sessuale, con particolare riferimento all'abuso delle condizioni di inferiorità psichica della persona offesa che all'epoca dei fatti aveva solo 7 anni.

Collocazione Centro Studi: H5622

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 6068/2000
Fine "ludico" è un'ipotesi di "minore gravità". Attenuante a chi abusa di minori "per gioco" (Il)
Secondo la Cassazione, compiere atti sessuali su una bambina di 10 anni costituisce reato di violenza sessuale, ma può essere concessa l'attenuante della "minore gravità" se il fatto viene commesso senza violenza e intimidazioni ma con "modalità ludiche".
Collocazione Centro Studi: C3510

 

CIVILE

Adozione

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 19 - 28/6/2006 n. 15011
Non basta la sola indigenza della famiglia per far dichiarare adottabile un minore
Secondo la Cassazione, nelle situazioni di difficoltà ei emarginazione della famiglia di origine, in tema di dichiarazione dello stato di adottabilità, il recupero di questa, considerata come ambiente naturale, è il mezzo preferenziale per garantire la crescita equilibrata del bambino e impegna le strutture sociali in misure di sostegno a favore del minore e dei genitori affinchè nel contesto di origine possano realizzarsi i compiti di allevamento, di educazione e di cura del minore. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di S.A.R. Galluzzo "Un rimedio estremo che va utilizzato solo in assenza di altre soluzioni".
Collocazione Centro Studi: 9119C

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 4/4 - 10/8/2006 n. 18113
Adozione: non basta per escludere l'abbandono la disponibilità dei nonni alla cura del minore
Oltre al testo della sentenza è presente un commento di M. Finocchiaro: In assenza di concreti legami affettivi la sola parentela diventa irrilevante.
Collocazione Centro Studi: 9615C

Corte di Cassazione Sezione I civile
Sentenza 09/10/1996 - 18/03/1997 n. 2404
Adottabile il minore maltrattato dal genitore perchè ritenuto in situazione di abbandono
Il testo della sentenza è seguito da un commento di G. Giacalone, Il giudice deve sentire i nonni del bambino se hanno intrattenuto rapporti significativi.
Collocazione Centro Studi: 8992B

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 02/12/1996 - 20/05/1997 n. 4470
Anche per la Cassazione il divario di 40 non è più un limite assoluto per le adozioni
Al testo della sentenza segue un commento di M.R. San Giorgio, L'esigenza di tutelare gli interessi del minore porta a superare la rigidità della disciplina.
Collocazione Centro Studi: 9519B

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 4/7/2001 - 16/2/2002, n. 2303
Interesse del minore va valutato (e motivato) in concreto, non in astratto (L')
Secondo la Cassazione, nel regime della legge 184/1983, sulle adozioni, la regola del divario massimo di età tra adottanti e adottato è derogabile, avuto riguardo al superiore interesse del minore, in considerazione delle peculiarità del caso concreto. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di M.R. San Giorgio: Nei procedimenti di adozione il metro di valutazione deve essere "flessibile". L'orientamento è stato confermato dalla riforma del 2001.
Collocazione Centro Studi: 1694C

Corte di Cassazione Sezione I civile
Sentenza 28/01 - 05/02/1998 n. 10/Sentenza 13/11/1997 - 02/02/1998 n. 1025
Atto di idoneità all'adozione internazionale può contenere il limite di 40 anni di età/L'eccezione che consente di superare il divario è valutata in base all'interesse del minore (L')
La disciplina sull'adozione e, in particolare, la previsione del limite massimo di 40 anni di differenza tra l'età dell'adottante e quella dell'adottando sono state, di recente, oggetto di due importanti pronunce della Corte costituzionale e della Cassazione. La Consulta, con la decisione 10/98, ha stabilito, infatti, che il provvedimento con cui il tribunale accerta l'idoneità dei coniugi all'adozione di minori stranieri può precisare che l'idoneità si riferisce all'adozione di minori nati non oltre 40 anni prima del più anziano dei coniugi. La Suprema corte, invece, con la sentenza 1025/98 ha stabilito che il giudice investito della domanda di delibazione di un provvedimento straniero di adozione, relativo ad un minore che abbia una differenza di età superiore a 40 anni rispetto ad uno dei coniugi, deve accertare che tale differenza rimanga nell'ambito di quella che può intercorrere tra genitori e figli tenendo anche di una serie di componenti quali l'allungamento della vita media e l'innalzamento dell'età in cui si trova una stabile occupazione e si contrae matrimonio.
Collocazione Centro Studi: 4432B

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 11/12/1997 - 24/03/1998 n. 3106
Per l'adozione internazionale di un minore non è obbligatorio l'ente autorizzato
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di M.R. San Giorgio, Solo con l'approvazione della legge di riforma la figura dell'intermediario diventerà obbligatoria.
Collocazione Centro Studi: 4780B

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 3 - 9/04/1997 - pres. Senofonte, est. Berruti
Oltre al testo della sentenza, è presenta un breve commento dal titolo "Per il bambino maltrattato, affidamento ai nonni o adozione?"
Collocazione Centro Studi: 5194A

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 23/09/1997 - 02/04/1998 n. 3405
Adozione: non bastano le carenze assistenziali per dichiarare lo stato di abbandono del minore
Oltre al testo della sentenza è presente un commento di Michela Profita, L'allontanamento dalla famiglia di origine deve essere considerato una soluzione estrema.
Collocazione Centro Studi: 5484A

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 13/07 - 23/09/1998 n. 9500
Affido: illegittimo il decreto non motivato che avvia la procedura di adottabilità
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di M. Concetti, Lo stato di abbandono del minore va confermato nel provvedimento finale.
Collocazione Centro Studi: 6519A

Corte di Cassazione
Sentenza 23/09/1998 n. 9500
Adozione minore in tenerissima età nato all'estero
Oltre al testo della sentenza é presente un commento da parte di Giovanni Manera dal titolo: " Osservazioni sulla pretesa necessità d'una motivazione espressa del decreto con il quale il Tribunale per i minorenni dispone l'inizio della procedura di adottabilità e la fine dell'affido familiare." La sentenza, trattando dei provvedimenti di adottabilità, nel caso di specie in presenza di genitori di diversa nazionalità, ritiene che non possono essere considerati, in sé, sintomo dello stato di abbandono né la richiesta materna all'Autorità consolare di disporre l'affidamento, subito dopo la nascita del proprio figlio, peraltro non riconosciuto, né il totale disinteresse della madre e dei suoi prossimi congiunti verso il neonato, nel periodo immediatamente posteriore all'affidamento consolare, e ritenuto che i comportamenti abbandonici posti in essere dopo l'apertura del procedimento di adottabiità possono essere va lutati, al fine di accertare l'irreversibilità dello stato di abbandono, solo qualora quest'ultimo sussistesse già all'inizio del procedimento. Pertanto, la Corte dichiara illegittimo il decreto del T.m. che ponga fine all'affidamento familiare disposto dall'Autorità consolare dichiarando l'apertura della procedura di adottabilità senza in alcun modo motivare sul pregiudizio derivante al neonato dalla prosecuzione dell'affidamento.
Collocazione Centro Studi: 0682C

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 24/2 - 26/7/2000 n. 9802
Dichiarabile lo stato di abbandono del minore che chiede di vivere con la famiglia affidataria
Secondo la Cassazione, lo stato di abbandono che giustifica la dichiarazione di adottabilità non ricorre solo nell'ipotesi di rifiuto intenzionale da parte dei genitori di prestare assistenza, ma anche in caso di comportamenti che espongono a rischio lo sviluppo del minore. La Corte si è anche soffermata sull'esigenza di ascoltare il minore, in un contesto di audizione protetta, evidenziando come il legislatore abbia in tal modo inteso attribuire alla sua personalità un ruolo non indifferente in relazione all'adozione dei provvedimenti che lo riguardano. Il testo della sentenza è seguito da un commento di M. Finocchiaro, La condotta dei genitori fa scattare la sanzione se rischia di compromettere lo sviluppo del figlio.
Collocazione Centro Studi: 8819A

Affidamento

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 18/8/2006, n. 18187
Separazione dei coniugi - Affidamento dei figli - Affidamento congiunto - Mantenimento dei figli - Assegno periodico – Possibilità
Secondo la Cassazione, l'affidamento congiunto, per le sue finalità riguardanti gli interessi dei figli, non esclude l'obbligo del versamento di un contributo, ove ne sussistano i presupposti, a favore del genitore con cui i figli stessi convivano, e tale principio trova significativa conferma nella L. 54/2006 sull'affidamento condiviso. E' anche presente un commento di Massimo Dogliotti: Affidamento congiunto, affidamento condiviso: un primo intervento della Cassazione. Tratto dalla Famiglia e Diritto 4/2007.
Collocazione Centro Studi: H8019

Cassazione civile
Sentenza 8/5/2003, n. 6970
Affidamento al Comune
La Corte ha affermato che i giudici possono decidere di affidare al Comune i figli di genitori separati qualora, nel corso del giudizio di separazione, questi ultimi manifestino un alto tasso di litigiosità che interferisca negativamente sullo sviluppo del minore. Oltre al testo della sentenza è presente un commento di A. Figone, L'affidamento al Comune del figlio minore in sede di separazione.
Collocazione Centro Studi: H2501

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 4 - 22/6/1999 n. 6312
Interesse al sereno sviluppo del minore unico limite previsto per l'affidamento (L')
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di M. Finocchiaro: Per tutelare il bambino conteso tra i genitori la Corte supera le convenzioni internazionali.
Collocazione Centro Studi: 0601C

Bullismo

Responsabilità genitoriale
In questo numero della rivista viene fatto il punto sulla giurisprudenza della Cassazione formatasi in materia di bullismo, con riferimento particolare alla questione della responsabilità dei genitori per gli illeciti commessi dai figli. Dopo il primo contributo introduttivo di D. Pappalardo "Se il minore diventa un "bullo" più spazio al ristoro dei danni", seguono due sentenze della Cassazione, la 6685/07 e la 8421/06, con due commenti, uno di M. Gagliardi "Considerare la famiglia come "garante" trova nell'assicurazione un utile supporto", l'altro di E. Sacchettini "Gli accertamenti del giudice minorile si possono ritorcere contro i genitori". Sono poi affrontati i profili generali della responsabilità genitoriale nei seguenti contributi di: F. Giardina "La maggiore autonomia dell'adolescente "scardina" le nozioni tradizionali"; F. Giardina "Equa indennità: una riscoperta necessaria"; L. Nocco "In sede civile basta la capacità naturale". E' anche presente un approfondimento di L. Nocco sulla responsabilità del docente "Vigilanza e protezione da contatto sociale". Infine è presente il quadro della giurisprudenza curato da E. Sacchettini.
Collocazione Centro Studi: 0154D

Diritto di visita dei genitori

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 24/5 - 7/12/1999 n. 13657
Se il genitore non riconsegna il figlio in tempo commette illecito a prescindere dal ritardo
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di M. Piselli, Il provvedimento che fissa la durata delle visite non può essere oggetto di valutazione discrezionale. Secondo la Cassazione, si configura illecita sottrazione di minore quando il trasferimento o il mancato ritorno conseguente all'esercizio del diritto di visita avvengano in violazione dei diritti di custodia o di affidamento attribuiti al titolare in conformità alle legge dello Stato di abituale residenza del minore.
Collocazione Centro Studi: 4857B

Corte di Cassazione
Sentenza 15/1/1998 n. 317
Minori - genitori e figli - genitore non affidatario - diritto di visita
Con questa sentenza la Corte di Cassazione ha affermato un principio innovatore sulla soppressione del diritto di visita del genitore non affidatario, permettendo al minore di rifiutare la visita pur imposta dalla legge e dalla decisione del giudice. La sentenza è annotata da R. Gras, La potestà parentale ed il diritto di visita e d'hébergement secondo la Corte di Cassazione italiana.
Collocazione Centro Studi: 0234C

Espulsione genitore

Corte di cassazione, Sezione I Civile
Sentenza n. 4197/08; depositata il 19/02/2008
Extracomunitari: il trauma del minore, da solo, non giustifica il rientro in Italia del genitore espulso
Secondo la Cassazione, il trauma che può subire il minore dall'allontanamento del genitore straniero dall'Italia non rientra tra quei gravi motivi per i quali la legge prevede il rilascio dell'autorizzazione all'ingresso ed alla permanenza nel territorio nello Stato del familiare espulso.
Collocazione Centro Studi: H9313

Mantenimento

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 10/1 - 8/6/2000 n. 7713
Se il genitore paga in ritardo il mantenimento il figlio può ottenere il "danno esistenziale"
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di M. Finocchiaro, In assenza di un dimostrato pregiudizio del minore non è giustificabile una condanna al risarcimento. Secondo la Cassazione il fatto di far mancare i mezzi di sussistenza al figlio riconosciuto, integra violazione dei diritti del minore che deve essere risarcita come lesione dei diritti fondamentali del minore.
Collocazione Centro Studi: 3941A

Mass media

Corte di Cassazione, Sezione I Civile
Sentenza n. 6759/2004
Sette regole per una TV adatta ai bambini (Le)

La Cassazione ha affermato che la programmazione televisiva deve sempre far prevalere la tutela dei minori, evitando di mettere in onda programmi che potrebbero turbare il loro sviluppo psichico. Nell'affermare tale principio, confermando la multa inflitta dall'Autoritā Garante delle Comunicazioni alla Rai per aver mandato in onda in prima serata il racconto dettagliato dei crimini di un pedofilo nel corso di un processo, ha fissato sette regole fondamentali da osservare per proteggere i minori.
Collocazione Centro Studi: H4318

Ordine allontanamento

Corte di Cassazione, Sezione I Civile
Sentenza n. 208 del 5/1/2005
Famiglia - Ordine di protezione contro gli abusi familiari
Prima pronuncia della Corte di Cassazione sulla nuova legge che ha dettato misure contro la violenza nelle relazioni familiari. Il Supremo Collegio ha escluso il ricorso per Cassazione avverso il decreto motivato del tribunale in sede di reclamo con cui si accolga o si rigetti l'istanza di concessione dell'allontanamento dalla casa familiare.
Collocazione Centro Studi: H6107

Sottrazione di minore

Corte di cassazione, Sezione I Civile
Sentenza 12/07- 31/10/2007 n. 22962
Sottrazione di minori: opposizione al rientro solo in caso di pericolo
La Cassazione ha affermato che la condizione di opposizione al rientro del minore è configurabile solo se gli inconvenienti prospettati raggiungano il grado del pericolo fisico o psichico o della effettiva intollerabilità da parte del minore. Segue un commento di S. Rossi: Previste ipotesi tassative in cui l'autorità giudiziaria può negare il rimpatrio.
Collocazione Centro Studi:
0873D

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 21/2 - 7/3/2007 n. 5236
Non deve entrare nel merito il giudice che decide sulla sottrazione di minori
La sentenza si inserisce in un consolidato orientamento giurisprudenziale sulle convenzioni internazionali per la tutela dei minori dai pregiudizi derivanti da loro trasferimenti indebiti. Oltre alla sentenza è presente un commento di Celeste Attenni: Il tribunale per i minorenni ha correttamente applicato la Convenzione dell'Aja.
Collocazione Centro Studi: 0132D

Corte di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 20/1 - 21/3/2005 n. 6014
Se l'affidatario si trasferisce con i figli all'estero l'altro genitore non può chiederne il rimpatrio

In materia di sottrazione internazionale di minori quando è il genitore affidatario a sottrarre il minore all'altro genitore, questi non può domandare il ritorno immediato del figlio, ma sollecitare l'autorità centrale a compiere tutti i passi necessari per rimuovere ogni ostacolo all'esercizio del suo diritto. Oltre al testo della sentenza è presente un commento di S.A.R. Galluzzo.
Collocazione Centro Studi: 7071C

Gianfranco Dosi
Minori e diritto di visita: tutela ridotta
Limitazione è contenuta nella legge (La)
L'autore commenta la sentenza 6014/2005 della Corte di Cassazione, di seguito pubblicata, con cui la Corte ha affermato che l'immediato rientro del minore illecitamente trasferito all'estero può essere domandato solo nel caso in cui il trasferimento o il trattenimento suddetti abbiano violato il diritto di custodia, e non quando abbiano violato il solo diritto di visita dell'altro genitore.
Collocazione Centro Studi: 7381C

Corte di Cassazione
Sentenza 19/12/2003 n. 19544
Rimpatrio di minori - Esclusione dell'obbligo di ascoltare il minore interessato (ipotesi di) – Fattispecie
Secondo la Cassazione, la violazione dell'art. 13 della Convenzione de l'Aja, che statuisce il diritto del minore ad essere ascoltato nelle procedure che lo riguardano, non sussiste qualora la situazione di mero fatto tutelata, reintegrabile mediante l'ordine immediato di rimpatrio, consiste nella condizione di affidamento del minore compatibile con l'ordinamento dello Stato di sua residenza abituale.
Collocazione C