| CASSAZIONE
PENALE
Abbandono
di minori
Corte
di Cassazione, Sezione V Penale
Sentenza 1/3/2005, n. 7556
Profili soggettivi ed oggettivi nel reato di abbandono di minore
Secondo
la Cassazione, nel reato di abbandono di persone minori o incapaci l'elemento
materiale del reato è costituito da qualunque azione od omissione
contrastante con il dovere giuridico di custodia o di cura che grava sul
soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo, anche potenziale
per l'incolumità della persona, mentre l'elemento psicologico consiste
nella coscienza di abbandonare il soggetto passivo, che non la capacità
di provvedere a se stesso, in detta situazione di pericolo. Oltre alla
sentenza, è presente un commento di Matteo Bellina.
Collocazione
Centro Studi: H7203
Abuso
dei mezzi di correzione
Corte
di Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza 28 giugno 19 novembre 2007 n. 42648
Compie un reato il genitore che impone al minore un percorso di
gogna
Per la Cassazione integrano il reato di abuso dei mezzi
di correzione gli interventi educativi arbitrari o intempestivi o eccessivi
nelle modalità esplicative in quanto denigratori e umilianti per
il minore. Segue un commento di Piergiorgio Morosini: Ravvisabile un abuso
in caso di eccesso rispetto alle finalità educative.
Collocazione
Centro Studi: 0977D
Benefici
– appartenenza criminalità organizzata
Vincenzo
Pezzella
Minori a rischio e benefici carcerari. Rinviato l'appuntamento
alla Consulta
Nodo irrisolto: il difetto di rilevanza ha precluso l'esame
Cassazione – Sezione prima penale – sentenza 31/1 –
9/3/2006, n. 8309
L'autore commenta una sentenza della Cassazione, pubblicata
di seguito, ove è stato affermato che, sebbene il minore abbia
diritto ad un trattamento di differenziato, deve in ogni caso escludersi
la concedibilità di benefici previsti dall'ordinamento penitenziario
a colui il quale non abbia in alcun modo reciso i legami con la criminalità
organizzata, a nulla rilevando la condizione di minorenne.
Collocazione Centro Studi: 8841C
Bullismo
Bullismo
(con video): per i capibranco legittimo l'obbligo di dimora
Sono qui pubblicate due sentenze dalla Cassazione, sezione
V penale, la 5391 e la 5394 entrambe del 4/2/2008, con cui il Supremo
Collegio ha ritenuto che gli episodi ripetuti di bullismo compiuti da
ragazzi giovanissimi ai danni di una vittima scelta per essere ridicolizzata
agli occhi del "branco" debbono essere stoppati dalla magistratura,
per evitare che, in attesa del processo, si protraggano, con una misura
di forte limitazione della libertà personale, come il divieto di
uscire la sera dalla casa dei genitori.
Collocazione
Centro Studi: H9211
Computo
dell'età
Corte
di Cassazione, Sezione V penale
Sentenza n. 47640
Misure cautelari - Tribunale per i minorenni - Accertamento sull'età
La
Cassazione ha affermato che nel caso in cui sorgano ragionevoli dubbi
in ordine all'età dell'indagato ed alla sua imputabilità,
il giudice non può rinviare l'espletamento della perizia medico-legale
ad altra fase, ma deve disporre immediati accertamenti peritali, anche
in sede di incidente cautelare.
Collocazione
Centro Studi: B0331
Corte
di Cassazione, Sezione I penale
Sentenza 17/01/1999 n.158
Minore - Effetti penali (minore agli) - Ingresso nella maggiore età
(criterio di accertamento dello)
La
sentenza in questione tratta dei criteri di computo della maggiore età.
Secondo l'orientamento della I sezione della Cassazione penale, il compimento
del diciottesimo anno di età deve essere accertato non secondo
il computo naturale, ma secondo il computo legale previsto dall'art. 14
c.p. E' presente altresì un commento di Giovanni Manera dal titolo
"Osservazioni sul modo di computare l'età di una persona agli effetti
penali".
Collocazione
Centro Studi: 0369C
Corruzione
di minorenne
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 9111 ud. 18/01/2008 - deposito del 28/02/2008
Delitti contro la persona - corruzione di minorenne - presenza
temporanea - reato configurabilità
Con la decisione in esame, la Corte, in una fattispecie
di corruzione di minorenne nella quale una minore aveva assistito al rapporto
tra la madre e un altro uomo, rapporto durante il quale la minore era
stata fatta allontanare, ha affermato il principio secondo cui anche una
presenza solo temporanea della minore in occasione dello svolgimento di
un rapporto sessuale tra adulti integra gli estremi del delitto di cui
all'art. 609 quinquies c.p.
Collocazione
Centro Studi: H9319
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 21/01 - 02/04/1999 n. 4264
Corruzione di minorenni - Nozione di atti sessuali o atti di libidine
- Fattispecie di materiale pornografico mostrato a minori
Collocazione
Centro Studi: G2057
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 2510/2000
Atti di libidine violenti art. 521 c. 2^ c.p. - fattispecie di speciale
tenuità ai sensi dell'art. 609 bis u.c. c.p. - insussistenza del
reato
La
Cassazione si è pronunciata su di un caso di atti di libidine violenta
commessa in danno di tre ragazze, minori degli anni 16, per cui è
stato imputato un loro professore.
Collocazione
Centro Studi: B2123
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 9223/2000
Corruzione di minorenne - Consumazione del reato
Con
questa sentenza la Cassazione ha confermato la sentenza di condanna per
tentata corruzione di minorenne a carico di soggetto che aveva tentato
di far assistere una minore in giovanissima età alla propria masturbazione.
Collocazione
Centro Studi: G4716
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 5/4 - 4/7/2001
Corruzione di minorenne è ancora reato ma la fattispecie si
è ristretta (La)
La
Cassazione ha evidenziato come la riforma apportata dalla legge 66/1998
non ha portato una completa abolizione del delitto di corruzione di minorenni,
ma solo una novazione legislativa, che ha ridisegnato la struttura del
delitto di corruzione e quella di altre fattispecie attigue. Oltre al
testo della sentenza, è presente un commento di R. Staffa: La condotta
non è punibile se manca l'intenzione di far assistere il minore.
Gli atti sessuali devono essere compiuti "al fine" di corrompere.
Collocazione
Centro Studi: 2922C
Elusione
di un provvedimento del giudice
Corte
di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 2925 del 2000
Reato non educare i figli a vedere l'ex coniuge
La
Cassazione ha affermato che commette reato il genitore affidatario dei
figli minori in caso di separazione, se non li educa e non li sensibilizza
ad avere un rapporto con l'altro genitore dal quale vivono separati, secondo
quanto previsto dal giudice civile: anche tale comportamento omissivo
può costituire l'elusione dolosa di un provvedimento del giudice,
punito dall'art. 388 c.p., andandosi a riflettere sulla psicologia dei
minori stessi.
Collocazione
Centro Studi: B1514
Genitori
- scuola
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 33847/07; depositata il 4 settembre
Genitori sempre responsabili se i figli "disertano"
la scuola
Secondo la Cassazione i genitori devono assicurarsi che
i figli siano a scuola, senza aspettare che una comunicazione ufficiale
dell'istituto che li avvisi delle lunghe assenze. Principio affermato
con riferimento ai piccoli nomadi, spesso impiegati nell'accattonaggio.
Collocazione
Centro Studi: H8720
Imputabilità
Corte
di Cassazione
Sentenza n. 24271 del 13/7/2006
Imputato minorenne – imputabilità
La Cassazione ha affermato che per i minori di età
compresa tra i 14 e i 18 anni il giudice, per valutare l'imputabilità,
deve tener conto di una molteplicità di fattori quali le condizioni
familiari, socio-ambientali, grado di istruzione e educazione, natura
del reato, comportamento anche successivo al fatto.
Collocazione Centro Studi: C0112
Liberazione
condizionale
Corte
di Cassazione, Sezione I Penale
Sentenza n. 18486 del 25/5/2006
Tribunale per i minorenni - liberazione condizionale - ravvedimento
del condannato – fattispecie
La Corte ha ritenuto corretta la decisione con cui il tribunale
per i minorenni aveva rigettato la richiesta di liberazione condizionale
sul rilievo che la stessa con la sua condotta altalenante e la mancanza
di un effettivo senso di colpa, non aveva dato prove effettive e costanti
di buona condotta che consentissero di formulare un giudizio positivo.
Collocazione Centro Studi: F7125
Maltrattamenti
Corte
di Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza 19/11/2007 n. 42648
Abuso dei mezzi di correzione - punizioni umilianti - pericolo
di una malattia nella mente – sussistenza
Secondo la Cassazione, lo ius corrigendi posto in essere
da un padre nei confronti della figlia con modalità afflittive
e deprimenti della personalità può degradare nel reato di
abuso dei mezzi di correzione, se la punizione è idonea a creare
il pericolo di una malattia psichica.
Collocazione Centro Studi: H9117
Corte
di Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza n. 34674, 24/04 -13/09/2007,
Docente violento a fini "didattici" ha sempre torto
(Il)
La Cassazione afferma che metodi di educazione autoritari,
che comportino metodi punitivi o violenti, sono non solo pericolosi ma
anche dannosi per la salute psichica degli allievi, soprattutto ove si
tratti di bambini piccoli.
Collocazione
Centro Studi: H8730
Corte di Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza n. 1090 ud. 12/12/2006 - deposito del 17/01/2007
Delitti contro la persona - riduzione in schiavitù - maltrattamenti
in famiglia - concorso formale – esclusione
La sentenza ha riguardato un caso in cui le due persone
offese. a forza di minacce o violenze, furono costrette a esercitare continuativamente
l'accattonaggio, venendo sfruttate dai genitori, ricorrendo, secondo la
Cassazione, gli elementi costitutivi del reato di riduzione in schiavitù
e non già solo quelli di maltrattamenti in famiglia.
Collocazione Centro Studi: H7823
Corte di
Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza n. 3419 ud. 09/11/2006 - deposito del 30/01/2007
Delitti contro la famiglia - imposizione ad un minore di un regime
di vita degradato e mortificante - accattonaggio - maltrattamenti –
sussistenza
Secondo la Cassazione configura il delitto di maltrattamenti
la condotta di chi, avuto in consegna in minore allo scopo di accudirlo
e avviarlo a una istruzione, consente che questi viva in uno stato di
abbandono in strada, per vendere piccoli oggetti e chiedere l'elemosina,
disinteressandosi del suo di malnutrizione e delle situazioni di pericolo
fisico e morale cui egli si trovi esposto.
Collocazione Centro Studi: H8303
Corte
di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza n. 39927/05; depositata il 03/11/05
Niente violenza con i figli nemmeno se "a fin di bene"
Secondo la Cassazione, il fine educativo non può
giustificare alcune forme di violenza nei confronti dei figli minori:
il genitore che nel nome dell'obiettivo pedagogico è consapevole
di aver tenuto dei comportamenti vessatori ai danni dei propri ragazzi
sarà punito con il reato più grave dei maltrattamenti in
famiglia e non quello di abuso dei mezzi di correzione.
Collocazione Centro Studi: H7217
Gianfranco
Dosi
Infanzia negata, serve più prevenzione. C'è solo
un mezzo: il curatore speciale
Violenza in famiglia, si riapre il dibattito sui metodi educativi
L'autore
commenta la sentenza 16491/2005 della Corte di Cassazione, pubblicata
di seguito, con la Corte ha ritenuto integrare il delitto di abuso dei
mezzi di correzione ogni violenza sul minore, fisica o psichica, suscettibile
di recare pregiudizio o pericolo di pregiudizio alla salute fisica o per
l'equilibrio psichico della vittima. Il reato non è escluso per
il fatto che gli abusi siano stati commessi per preteso fine educativo.
Un ulteriore commento è contenuto alle pagine 125-128, L'abuso
dei mezzi di correzione, di F.M. Ferrari.
Collocazione
Centro Studi: 7464C
Corte
di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 18/03 - 16/05/1996 n. 4904 Sentenza 16/01 - 11/04/1996 n. 3526
Maltrattamenti in famiglia/1: sempre vietato il ricorso alla violenza
per scopi educativi. Maltrattamenti in famiglia/2: riemerge l'elemento
soggettivo in sede di giudizio
Vengono
presentate due sentenze della sesta sezione della Cassazione, concernenti
il reato di abuso dei mezzi di correzione e quello di maltrattamenti.
Le due sentenze, pur se depositate a distanza di un mese, si fondano su
due orientamenti contrapposti.
Collocazione
Centro Studi: F2836
Corte
di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 25/06 - 5/09/1996 n. 8314
Insegnante che usa mezzi di per sé illeciti risponde del reato
di maltrattamenti a minori
Il
testo della sentenza è seguito da un commento, La fattispecie sussiste
anche se gli atti lesivi colpiscono l'intera classe e non singoli alunni,
di L. Tricomi.
Collocazione
Centro Studi: F6023
Corte
di Cassazione
Sentenza n. 43673/02
E' maltrattamento "L'autoritarismo sterile" della maestra verso gli
alunni
Secondo
la Cassazione, configura il reato di maltrattamenti il metodo didattico
improntato allo "sterile autoritarismo" esercitato dal docente verso gli
allievi, tanto più se questi ultimi sono piccoli e attraversano
la delicata fase della "scolarizzazione", quando il passaggio dall'ambiente
familiare a quello tutto nuovo della scuola richiederebbe armonia e affetto
per assicurare il corretto sviluppo psichico dei bambini.
Collocazione
Centro Studi: H0102
Messa
alla prova
Corte
di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza n. 11289/07; depositata il 15 marzo
Periodo di prova, al giudice la più ampia discrezionalità
nel valutare l'evoluzione della personalità del minore
Minorenni e reati: la Cassazione fa chiarezza sul periodo
di prova, puntualizzando che al giudice è riconosciuta la più
ampia discrezionalità nel valutare l'evoluzione della personalità
soggetto.
Collocazione Centro Studi:
H8003
Minore
come teste
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 17/01-08/03/2007 n. 9817
A proposito di una sentenza della Cassazione
E' qui proposta la sentenza 9817/2007 della Cassazione,
che segna il momento in cui l'evidenza scientifica viene utilizzata in
modo palese per indicare come si debba procedere alla valutazione della
prova in processi di sospetto abuso su minori. La sentenza è commentata
da Giuliana Mazzoni: Attendibilità della testimonianza ed evidenza
scientifica: una sentenza della Cassazione in un caso di presunto abuso
sessuale; Claudio Foti: Il negazionismo dell'abuso sui bambini, l'ascolto
non suggestivo e la diagnosi possibile.
Collocazione
Centro Studi: 0871D
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 18197 del 27/3/02
Sentenza
con cui la Cassazione ha confermato una sentenza di condanna per violenza
sessuale in danno di minore fondata sulle dichiarazioni rese dalla minore.
Il ricorrente criticava, tra l'altro, il metodo d'indagine utilizzato
dalla psicologa per raccogliere le stesse dichiarazioni, lo Statement
Validity Analysis. La Cassazione ha respinto il ricorso ribadendo che
le dichiarazioni dei minori, persone offese di asseriti abusi sessuali,
possono rappresentare da sole, se formulate in modo convincente e non
sospetto, prova idonea a confortare il giudizio di colpevolezza. Esse
devono però essere sottoposte ad un controllo assai più
rigoroso rispetto al generico vaglio di credibilità richiesto per
dichiarazioni di ogni testimone.
Collocazione
Centro Studi: H1326
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 8553 del 23/2/02
Sentenza
con cui la Cassazione ha respinto il ricorso avverso una sentenza di condanna
per atti di libidine violenta, fondato sulle asserite discordanze tra
dichiarazioni rese dalle minori di fronte alle assistenti sociali e nel
corso dell'esame protetto, e quelle rese innanzi al Presidente del Tribunale.
La Cassazione ha ribadito che tali dichiarazioni devono essere sottoposte
a controllo da eseguirsi con straordinaria misura di attenzione per cogliere
ogni elemento suscettibile di incidere sulla genuinità della narrazione.
Tuttavia, ha riconosciuto che il Tribunale di Biella prima, e la Corte
di Appello di Torino poi, si sono attenuti a tali indicazioni nella valutazione
delle dichiarazioni delle minori, confermando la pronuncia di colpevolezza.
Collocazione
Centro Studi: H1327
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 5423 del 12/12/01
Sentenza
emessa a seguita di ricorso avverso ordinanza del Tribunale del riesame
di Napoli confermativa di ordinanza di arresti domiciliari in ordine al
reato di violenza sessuale in danno di minore, disposta dal GIP del Tribunale
di Santa Maria Capua Vetere. Il ricorso si fondava sull'essere stata adottata
l'ordinanza sulla base delle dichiarazioni del minore, ritenuto dal ricorrente
soggetto dotato di speciale attitudine alla menzogna. La Cassazione ha
affermato che nei reati a sfondo sessuale, di cui il minore è frequentemente
vittima, il suo contributo è normalmente insottraibile alla ricostruzione
del fatto. Ed è perfettamente lecito estrarre dalle sue dichiarazioni
elementi giustificativi della misura cautelare, anche se non vi siano
riscontri esterni idonei a convalidarli.
Collocazione
Centro Studi: H1328
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 4526 del 26/11/01
Con
questa sentenza la Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per
violenza sessuale di gruppo nei confronti di un minore, in primo luogo
in quanto la neuropsichiatra infantile, nominata poi consulente tecnico
del PM, lo aveva assistito come ausiliario nell'assunzione a sommarie
informazioni dello stesso minore: non poteva poi essere sentita come testimone
né ricevere l'incarico peritale. In secondo luogo, il PM non avrebbe
potuto procedere a consulenza tecnica, ma trattandosi di accertamento
relativo ad una situazione soggetta a modificazioni (non solo trattandosi
di minorenne, ma di minorenne affetto da deficit psichico), avrebbe dovuto
procedere nelle forme dell'art. 360 cpp ovvero nelle forme dell'incidente
probatorio. Infine, la Corte di Appello di Palermo nel valutare l'attendibilità
del ragazzo fa riferimento al criterio della sovrapponibilità della
versione dei fatti fornita dal minore, omettendo di valutare la compatibilità
di tale criterio con la circostanza che il racconto del minore era sicuramente
scarno.
Collocazione
Centro Studi: H1923
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 20431 del 10/4/01
Con
questa sentenza la Cassazione ha respinto il ricorso avverso una sentenza
di condanna per violenza sessuale in danno di minore, evidenziando come,
pur dovendosi rilevare note di immaturità caratteriale della minore,
le stesse non fossero di gravità tale da pregiudicare la capacità
di analisi delle persone e degli eventi né da dar luogo all'esternazione
di patologiche "manie affabulative".
Collocazione
Centro Studi: H1924
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 24/06/1998 - 27/08/1998 n. 4545
E' prova la testimonianza indiretta del minore quando vengono esclusi
intenti calunniosi
Oltre
al testo della sentenza, è presente un commento di O. Dente Gattola,
"Non possono essere inventate dai bambini vicende estranee alla loro esperienza".
Collocazione
Centro Studi: 6413A
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 20/4 - 25/5/2001
Attendibilità del bambino va correlata al contesto oggettivo
e soggettivo (L')
La
sentenza della Cassazione ha affrontato il problema della valutazione,
da parte del giudice, delle dichiarazioni del minore vittima di violenza
sessuale, soffermandosi sulle caratteristiche psicologiche dell'età
evolutiva, nonché alla psicopatologia del trauma. Il commento alla
decisione della Cassazione viene da una psicologa, psicoterapeuta, S.
Spada: Il metodo per dedurre dalle angosce i riscontri a sostegno dell'accusa.
Collocazione
Centro Studi: 2878C
Misure
cautelari
Corte
di Cassazione, Sezione VI Penale
Sentenza 04/12/2007 - 15/01/2008 n. 2207
Esigenze gravi ed inderogabli giustificano la misura della custodia cautelare
Secondo la Corte, in alcuni casi la detenzione
può essere per il minore il momento di elaborazione di un percorso
progettuale che faccia emergere e consolidare gli aspetti positivi della
propria personalità. Oltre alla sentenza è presente un commento
di Claudia Costantino: Un'ipotesi eccezionale da utilizzare se altri rimedi
non sono adeguati.
Collocazione
Centro Studi: 1004D
Minore indagato per reati gravi, custodia in comunità se la famiglia
è inadeguata
Preceduta da una breve nota esplicativa, viene pubblicata
la sentenza 37414/07 della Cassazione, in cui si è affermato che
le carenze educative all'interno della famiglia possono essere uno dei
motivi, oltre alla pericolosità sociale, per ritenere valida la
custodia cautelare in comunità, nei confronti di un minore indagato
per gravi reati.
Collocazione
Centro Studi: H8909
Corte
di Cassazione, Sezione IV penale
Sentenza n. 34216/07; depositata il 10 settembre
Sì alla custodia cautelare per i minori che rubano e scippano.
Anche nel caso di tentativo
La Corte di Cassazione ha ritenuto pienamente legittima
l'applicazione del carcere preventivo nei confronti dei minori accusati
di furto in appartamento "con effrazione" o di scippo con "strappo".
Collocazione Centro Studi: H8721
Corte
di Cassazione, Sezione IV Penale
Sentenza n. 9126 del 21/12/2004 - depositata l'8/3/2005
Furto in abitazione - Custodia cautelare nei confronti di imputato
minorenne - Esclusione
La
Cassazione ha ritenuto non applicabile la custodia cautelare nei confronti
di un imputato minorenne per il reato di furto in abitazione, non essendo
richiamato l'art. 624-bis nelle disposizioni sul processo penale minorile
che disciplinano i casi in cui può essere applicata custodia cautelare.
Collocazione
Centro Studi: H6206
Ciro
Cascone
Carcere deve restare l'extrema ratio (Il)
Custodia cautelare a chi è sotto i diciotto anni solo in casi anomali
L'autore
commenta la sentenza 19331/2005 della Cassazione, pubblicata di seguito,
con cui è stata ritenuta illogicamente motivata l'ordinanza con
la quale viene rigettata l'istanza di custodia cautelare in carcere di
un minore, fondata sul presupposto che l'affidamento in comunità
sia misura adeguata, là dove risulti per contro che l'imputato,
oltre a non mostrare segno di ravvedimento alcuno, abbia addirittura minacciato
uno dei testimoni escussi nel procedimento cautelare.
Collocazione
Centro Studi: 7341C
Corte
di Cassazione, Sezione I Penale
Ordinanza n. 11928/02
Personalità del detenuto disturbata, misura cautelare insostituibile
Con
questa sentenza, la Cassazione ha escluso la comunità di recupero
per O. F., il giovane accusato insieme a E. D.N. di aver ucciso la madre
e il fratellino della ragazza a Novi Ligure, in quanto lontano da qualunque
pentimento e con personalità disturbata.
Collocazione
Centro Studi: G7319
Corte
di Cassazione, Sezione IV Penale
Sentenza 11/2/2003, n. 112
Contrasto giurisprudenziale in tema di ammissibilità della custodia
cautelare in carcere nei confronti di minorenni imputati di furto in abitazione
o di furto con strappo
Secondo
la Cassazione, il mancato richiamo da parte dell'art. 23 dpr 448/88 del
comma 2 dell'art. 380 cpp, esclude che possa disporsi la custodia cautelare
in carcere nei confronti di minorenni imputati di furto in abitazione
o di furto con strappo.
Collocazione
Centro Studi: H0716
Pedofilia
Corte
di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza n. 39282 ud. 21/9/2005 - Deposito del 28/10/2005
Delitti contro la persona - Art. 600 quater - Materiale pedopornografico
- Acquisizione mediante salvataggio informatico – Sussistenza
Per la Cassazione, la fattispecie di reato di cui all'art.
600 quater c.p., comprende qualsiasi condotta idonea a far rientrare il
materiale nella disponibilità dell'agente, inclusa la detenzione
non su supporto cartaceo ma mediante salvataggio informatico. (Nel caso
in esame l'imputato aveva trasferito il materiale copiandolo dal sito
di provenienza su una directory del disco allo scopo di salvarlo per usi
futuri. La Corte ha ritenuto infondato il motivo di ricorso). La Corte
si è anche soffermata sull'esclusione del fatto di minor gravità
con riferimento ad un'ipotesi di violenza sessuale su minore.
Collocazione Centro Studi: H7309
Corte
di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza 8/6 - 7/7/2004 n. 29496
Pedopornografia, sempre possibile il sequestro del materiale
Secondo
la Cassazione, se l'attività investigativa porta alla scoperta
della semplice detenzione di materiale pedopornografico, reato per cui
l'art. 14 L. 269/98 non prevede attività di contrasto, scatta comunque
il sequestro. L'inutilizzabilità degli atti prodotta da una attività
di contrasto illegittima, perchè svolta per un delitto per il quale
non prevista, infatti non si riflette sulla possibilità di confiscare
il materiale illecito. Il testo della sentenza è stato pubblicato
nella versione telematica della rivista Diritto e giustizia.
Collocazione
Centro Studi: G7617
Corte
di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza 5/5 - 22/9/2004, n. 37074
Siti web "civetta" ad uso limitato
Secondo
la Cassazione, la possibilità di raccogliere fonti di prova attraverso
l'attività di agenti provocatori, previsto dall'art. 14 della legge
269/98 per contrastare alcuni reati particolarmente invisi alla coscienza
sociale, ha natura del tutto eccezionale, e non è suscettibile
di interpretazione analogica o estensiva. Ne consegue che le prove raccolte
attraverso la costituzione di un sito pornografico "civetta"
non sono utilizzabili nel procedimento nel quale venga contestato il delitto
di cui all'art. 600 quater cp, poichè quella modalità speciale
di acquisizione della prova è consentita solo nelle indagini per
i delitti di cui agli articoli 600 bis, 600 ter e 600 quinquies. Oltre
al testo della sentenza è presente un commento di A. Iasillo: Agenti
provocatori e sequestro probatorio. Male captum, (non) bene retentum?
Collocazione
Centro Studi: 6504C
Corte
di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza n. 43136/03
Pedofilia: gli atti di libidine possono essere più gravi della
congiunzione carnale
Con
questa sentenza la Cassazione ha invitato i giudici di merito ad esaminare
caso per caso con riguardo alla concretezza della singola vicenda e alle
ripercussioni sullo sviluppo dei minori gli episodi di violenza sessuale
su bambine e ragazzine, rimproverando i magistrati che concedono ai violentatori
l'attenuante speciale dell'ipotesi della minore gravità del reato
solo perché l'abuso ha avuto una forma diversa da quella della
vera e propria congiunzione carnale.
Collocazione
Centro Studi: H2520
Corte
di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza n. 43135/03
Pedofilo non è pazzo (Il)
Con
questa sentenza la Cassazione ha affermato che la pedofilia non esclude
né attenua la capacità di intendere e di volere e di conseguenza
la penale responsabilità per abusi sessuali contro i minori.
Collocazione
Centro Studi: H2521
Corte
di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza n. 36619/03
Pedofilia: anche se l'imputato è l'educatore la dedizione al
lavoro apre le porte alle attenuanti
Con
questa sentenza la Cassazione si è occupata della nota vicenda
di un educatore professionale accusato di aver compiuto diversi episodi
di violenza sessuale su nove minori disagiati a lui affidati presso alcune
strutture di sostegno. La Corte ha ritenuto che i giudici di merito nel
rivalutare l'entità della condanna devono tener conto dell'incensuratezza
e della dedizione al lavoro mostrata dall'educatore ai fini della concessione
delle circostanze attenuanti. La sentenza si annota per le indicazioni
che fornisce in ordine alla valutazione che il giudice è tenuto
a compiere di fronte alle dichiarazioni rese da minori nellšambito di
procedimenti penali per abusi sessuali nonché dei presupposti che
legittimano la perizia sul teste minorenne e del valore della stessa ai
fini della valutazione del teste ai fini della decisione.
Collocazione
Centro Studi: H2202
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 8/5 - 21/10/2003
Approfondita
sentenza della Cassazione in materia di sequestro di materiale pedopornografico.
La Cassazione si sofferma sulla disciplina del contrasto alla pedofilia
introdotta con L. 269/98 distinguendo la stessa da quella in materia di
intercettazioni prevista nell'ambito del codice di rito, in particolare
per quanto riguarda la disciplina dell'utilizzabilità delle intercettazioni
in procedimenti diversi da quello in cui sono state disposte. L'attenzione
si rivolge anche al ruolo dell'"agente provocatore".
Collocazione Centro Studi: H2408
Pene
detentive brevi
Corte
di Cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 19/3/1999 n. 472
Minore - Pene detentive brevi
Secondo
la Cassazione, all'imputato minorenne è possibile applicare, così
come al maggiorenne, la pena pecuniaria in sostituzione delle pene detentive
brevi (fino a tre mesi). Oltre al testo della sentenza, è presente
un commento di Eramo F. (magistrato), Sull'applicabilità della
sanzione sostitutiva della pena pecuniaria nel processo minorile.
Collocazione
Centro Studi: 3732B
Pornografia
minorile
Corte
di Cassazione, Sezione II penale
Sentenza n. 41570; depositata il 12/11/07
Pedopornografia on-line: l'accesso i siti (anche a pagamento)
illeciti e la loro visione è comunque reato
Secondo la Cassazione commette reato chi si collega ai
siti a pagamento per guardare e scaricare materiale pedopornografico:
il "consumatore" di queste immagini viene considerato "dannoso"
nei confronti dei minori sfruttati come se fosse egli stesso il "produttore"
di tali video e foto.
Collocazione
Centro Studi: H9019
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 41067/07; depositata il 08/11/2007
Materiali pedopornografici via Internet: bastano poche "tracce"
per rischiare fino a tre anni
Secondo la Cassazione, integra il reato di detenzione di
materiale pedopornografico anche la sola condotta di chi conserva nel
personale computer qualche foto pedopornografica scaricata da Internet
e le tracce di altre immagini cancellate in un secondo momento.
Collocazione
Centro Studi: H9009
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 05/06 - 12/07/2007 n. 27252
Accusa di pedopornografia per il minore che diffonde filmati di
sesso tra coetanei
La Cassazione ha affermato la sussistenza del reato di
pornografia minorile anche quando la realizzazione della videoripresa
di un rapporto sessuale tra minorenni e la sua diffusione mediante e-mail
e sms avvenga ad opera di un minore stesso. E' anche presente un commento
di A. Cisterna, Complessa e delicata l'indagine di merito mirata a ricostruire
la volontà dell'agente.
Collocazione Centro Studi: 0591D
Corte
di Cassazione, Sezione V penale
Sentenza n. 4900/03
Pornografia minorile: i confini (inediti) tra cessione e divulgazione
La
sentenza della Cassazione, commentata da M. Fumo, mette a fuoco il concetto
di distribuzione, divulgazione, pubblicizzazione, per via telematica,
di materiale pedopornografico e marca la differenza con l'ipotesi di semplice,
consapevole, cessione dello stesso.
Collocazione
Centro Studi: G8726
Processo
a carico di minorenni
Corte
di Cassazione, Sezione I penale
Sentenza n. 11349 del 17/3/2006 - depositata il 30/3/2006
Tribunale per i minorenni - irrilevanza del fatto durante le indagini
preliminari - poteri del Gip – limiti
Secondo la Corte, nel procedimento a carico di minorenni,
nella fase delle indagini preliminari il Gip a seguito di richiesta del
PM di pronuncia di sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del
fatto, è posto nell'alternativa o di accogliere la richiesta o
di ordinare la restituzione degli atti al PM perchè eserciti l'azione
penale nelle forme ordinarie.
Collocazione Centro Studi: H9413
Corte
di cCassazione, Sezione V penale
Sentenza 28762/03
Giustizia minorile: l'affidamento minorile richiede un progetto ad
hoc
Secondo
la Cassazione, per essere concesso, l'istituto della "messa alla prova"
deve essere preceduto dalla realizzazione di un serio progetto di recupero
e rieducazione del minore che ha commesso reati, e non può essere
generico o modellato su esperienze precedenti che non hanno attinenza
con il caso in questione. Su tali basi, è stato accolto il ricorso
del Pm del Tribunale per i minorenni dell'Emilia Romagna, contro la decisione
dello stesso tribunale, di affidare alla "messa alla prova" un ragazzo
accusato di lesioni personali sulla sola base di un progetto rieducativo
ritenuto adeguato in quanto "già predisposto in altri procedimenti",
senza indicazione nè del contenuto, nè della funzionalità
rispetto alle "prospettive di rieducazione dell'imputato".
Collocazione
Centro Studi: H1734
Corte
di Cassazione
Sentenza 12/3/1997
Minore - irrilevanza del fatto - perdono giudiziale
La
sentenza affronta il tema dell'impugnazione avverso la sentenza di irrilevanza
del fatto nell'ambito del processo minorile: rappresenta una delle poche
sentenze su tale argomento. La sentenza è commentata da F. Eramo,
Giudizio di appello e sentenza di irrilevanza del fatto.
Collocazione
Centro Studi: 0220C
Corte
di Cassazione, Sezione IV penale
Sentenza 30/07/1998 n. 8835
Minore (procedimento penale a carico di)
La
sentenza in esame é stata pronunciata nei confronti di un imputato
che era minore degli anni diciotto al momento della commissione del fatto
ed é divenuto maggiorenne alla data della pronuncia. La Corte di
Cassazione sostiene che l'impugnazione di siffatta sentenza può
essere impugnata solamente dall'imputato dal momento che non sussiste
più in capo ai genitori analogo potere di appello neanche in via
concorrenziale. Segue un Commento di Federico Eramo sull'argomento in
questione dal titolo "Impugnazione dei genitori e raggiungimento della
maggiore età del minore imputato".
Collocazione
Centro Studi: 0546A
Corte
di Cassazione penale
Sentenza 13/4/1999
Minore - Procedimento penale minorile - Irrilevanza del fatto
Con
questa sentenza la Cassazione ha ritenuto non fondata la questione di
legittimità costituzionale dell'art. 27 dpr 448/88 nella parte
in cui prevede un provvedimento di non luogo a procedere per irrilevanza
del fatto solo in seno all'udienza preliminare, al giudizio direttissimo
ed al giudizio immediato e non nella fase dibattimentale ordinaria. Oltre
al testo della sentenza è presente un commento di F. Eramo: Sull'inapplicabilità
dell'art. 27 d.P.R. 22/9/1988 n. 448 nel dibattimento.
Collocazione
Centro Studi: 3209C
Prove
Corte
di Cassazione, Sezione V penale
Sentenza 17/4/2000 Ricorrente Farao
Secondo
la Cassazione, l'intercettazione ambientale in base alla quale sia stata
disposta una misura cautelare in carcere per partecipazione ad associazione
a delinquere di stampo mafioso, è idonea a sostenere l'accusa ancorchè
sia stata eseguita quando l'imputato era ancora minorenne e la misura
sia stata disposta una volta divenuto maggiorenne e del procedimento sia
titolare l'autorità giudiziaria ordinaria.
Collocazione
Centro Studi: G3520
Riduzione
in schiavitù
Corte
di Cassazione, Sezione V Penale
Sentenza n. 43868 del 9/11/2005 - depositata il 1/12/2005
Delitti contro la persona - riduzione in schiavitù - sfruttamento
di minori per l'accattonaggio - introiti a beneficio degli sfruttati –
irrilevanza
Per la Cassazione, la finalità di sfruttamento che
distingue il reato di cui all'art. 600 cp da altre forme illegali di inibizione
della libertà personale, non è esclusa dall'eventualità
che un margine degli introiti dell'accattonaggio vada a beneficio delle
persone offese dal reato. Determinante è lo stato di soggezione
in cui queste ultime versino.
Collocazione Centro Studi: H7426
Sottrazione
di minore
Corte
di Cassazione, Sezione VI penale
Sentenza 4/4/2007, n. 14102
Puntualizzazioni sulla sottrazione del figlio minore da parte
di uno dei genitori
Preceduta da un breve commento di G. Amato, la sentenza
precisa che l'art. 574 cp punisce tanto la sottrazione del minore di anni
14 alla potestà dei genitori, quanto la ritenzione del minore contro
la volontà dei genitori, che si realizza con il ritenere indebitamente
il minore che si trova nella disponibilità dell'agente per una
causa lecita.
Collocazione Centro Studi: H8211
Corte
di Cassazione, Sezione Feriale Penale
Sentenza 9379/2000
Sottrazione consensuale di minore
Con
questa sentenza, la Cassazione ha confermato una sentenza di condanna
per sottrazione consensuale di minorenne e di sequestro di persona. La
sentenza si segnala perché la Corte precisa i contorni dei due
reati e indica i motivi per cui si deve ritenere il loro concorso.
Collocazione
Centro Studi: G4717
Violenza
sessuale
Corte
di Cassazione, Sezione III Penale
Sentenza n. 4730 ud. 14/12/2007 - deposito del 30/01/2008
Delitti contro la persona - violenza sessuale da genitori verso
i figli - responsabilità del coniuge per omesso impedimento –
presupposti
La Corte ha enunciato i presupposti affinchè, in
caso di abusi sessuali da parte di un genitore in danno dei figli, il
coniuge dello stesso possa rispondere di tali fatti per non aver impedito
l'evento.
Collocazione
Centro Studi: G7214
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 04/10-21/112007 n. 42981
Non sempre viola l'obbligo di protezione il genitore che tace
l'abuso in famiglia
In questa sentenza la Cassazione ha affermato
che non sussiste a carico del genitore un obbligo di denuncia quando venga
a conoscenza di abusi sessuali commessi a danno del figlio (nel caso di
specie una madre aveva ritardato la denuncia a carico del marito che abusava
della figlia perchè tentato di attivare i familiari e aveva ottenuto
la promessa del marito di smettere. E' anche presente un commento di A.
Cisterna "Oltre altre alla denuncia del colpevole
sono poche le soluzioni efficaci".
Collocazione
Centro Studi: 0848D
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 26/09- 29/10/2007 n. 39994
Abusi all'infanzia: non basta la dichiarazione dei genitori per
accertare i sintomi
Secondo la Cassazione, in tema di abuso su minori, deve
ritenersi illogica la sentenza che fondi la prova dell'abuso sulla testimonianza
dei genitori considerata attandibile da esperti che abbiano effettuato
esclusivamente una valutazione di sintomi sulla base dei relata dei genitori
medesimi difettando l'esame del minore per l'opposizione dei genitori.
Segue un commento M. Forconi: Al vaglio del giudice l'attendibilità
della testimonianza.
Collocazione
Centro Studi: 0874D
Vincenzo
Rispoli
Limiti, estensione e configurabilità di taluni delitti
contro la famiglia ed attendibilità della deposizione del minore
maltrattato
Dopo il contributo di Rispoli, che oltre soffermarsi sulla
questione dell'attendibilità del minore vittima di reati a sfondo
sessuale in particolare, affronta anche la questione della configurabilità
del reato di abuso dei mezzi di correzione (art. 571 c.p.) sono presenti
due sentenze della Cassazione che hanno proprio visto i minori vittime
di, presunti, abusi sessuali. Si tratta della sentenza 35224, del 21/9/2007,
relativa ad una situazione di abusi verificatisi in una scuola materna
gestita da suore nel bergamasco, in cui la Corte ha affermato che i bambini
in tenera età non sono in grado di mentire, anche se la loro capacità
a testimoniare va verificata in radice; della sentenza 37147, del 9/10/2007,
relativa al famoso caso di Rignano Flaminio, con cui la Corte ha confermato
l'ordinanza di scarcerazione degli indagati.
Collocazione
Centro Studi: H8907
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 36389/07; depositata il 04/10/2007
Rapporti omosessuali con minori di sedici anni, è comunque
reato
La Cassazione ha affermato che è un reato avere
un rapporto omosessuale con un minore di anni sedici, indipendentemente
dal ruolo sessuale avuto dall'adulto, tanto più quando i protagonisti
del rapporto sono maestro e alunno. Si va incontro ad una condanna per
violenza sessuale e atti sessuali con minorenne.
Collocazione
Centro Studi: H8812
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 15 marzo 11 maggio 2007 n. 18028
Responsabili anche i genitori in grado di impedire gli abusi ai
danni dei figli
La Corte pur ribadendo la posizione di garanzia dei genitori
verso i figli ha affermato la necessità di un'approfondita verfica
in concreto della conoscibilità dell'evento lesivo e della esigibilità
del comportamento a tutela. La sentenza è commentata da C. Malavenda
e C. Melzi d'Eril: Molestie e ruolo parentale non sono sufficienti per
configurare l'omissione.
Collocazione Centro Studi: 0509D
Corte di
Cassazione, Sezione III penale
Sentenza 22 maggio 5 giugno 2007 n. 21815
Punibili le violenze a minori anche senza "definitività"
del rapporto fiduciario
Oltre al testo della sentenza è presente un commento
di G.E. Gassani: Irrilevante il consenso dell'infrasedicenne alla prestazione
sessuale.
Collocazione Centro Studi: 0511D
Corso
Bovio, Paolo Grasso
Madre "snaturata" conserva la potestà. Ma l'intreccio
perverso sta nelle norme (La)
Si riesce a patteggiare (anche) per reati molto gravi. Ecco come
Gli autori commentano una sentenza della Cassazione, n.
17052/2006 di seguito pubblicata, che ha affermato che la pena accessoria
della decadenza dalla potestà genitoriale è possibile in
caso di condanna per atti sessuali commessi dal genitore con figli consenzienti
infrasedicenni, non in caso di violenza sessuale commessa dall'ascendente
nei confronti di persona dissenziente infrasedicenne.
Collocazione Centro Studi: 9021C
Corte di
Cassazione penale
Sentenza 20/1/2006
Persona - Minori agli effetti penali - Reati sessuali - Ragazza
minorenne - Vittima - Minore gravità - Esclusione di tale attenuante
- Necessità
Si è trattato di una sentenza che ha avuto vasta
eco sui media, in modo distorto, è quanto è stata presentata
come la sentenza che legittimava la concessione dell'attenuante della
minore gravità del fatto se la minore, vittima di violenza sessuale,
avesse già intrattenuto rapporti sessuali con più persone.
Quanto sopra ricordato viene ricordato nella nota che commenta la sentenza:
Casi di minore gravità nei reati sessuali e discrezionalità
del giudice, di G. Rizzo.
Collocazione Centro
Studi: 9501C
Corte di
Cassazione, Sezione III penale
Escluse le attenuanti per la violenza sessuale sugli infraquattordicenni
Reati contro la persona - Atti sessuali con minorenne - Infraquattordicenne
consenziente - Attenuante della minore gravità – Esclusione
Oltre al testo della s. 34120/2006 della Corte di Cassazione,
è presente un commento di M. Vessichelli "Nessuna minore gravità
se è stata "compressa" la libertà della vittima.
All'interno di questo articolo sono presenti numerosi dati statistici
relativi alla geografia degli abusi sui minori, alle tipologie di reato,
alle fasce d'età delle vittime, alle relazioni "pericolose"
(conoscente, familiare, sociale, scolastico) fra autori dei reati e minori
vittime di abusi.
Collocazione Centro Studi: 9591C
Corte di
Cassazione Sezione III penale
Sentenza 17/1 - 8/3/2007 n. 9811
Violenza sessuale su minori: maggiore attendibilità alle
dichiarazioni spontanee
Con questa sentenza la Cassazione ha indicato la necessità
di vagliare con estrema attenzione le primissime dichiarazioni spontanee
dei minori essendo queste maggiormente attendibili perchè non "inquinate"
da interventi esterni che alterano la memoria dell'evento. Oltre alla
sentenza è presente un commento di G. Gulotta: "Le domande
"tendenziose" possono indurre il bambino ad assecondare l'interlocutore".
Collocazione Centro Studi: 0143D
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 41676 del 29/9/2005 - depositata il 21/11/2005
Delitti contro la persona - violenza sessuale a danno di minori
- testimonianza - art. 609 decies cod.pen. - violazione – esclusione
Secondo la Corte, nei processi per violenza sessuale contro
minori, l'assistenza nell'esame testimoniale della persona offesa minorenne
previsto dall'art. 609 decies cod. pen. deve essere richiesta dall'interessato
e ammessa dal giudice: il che significa che l'esame svoltosi senza l'assistenza,
non richiesta, non è vietato e quindi non è colpito dalla
sanzione di nullità nè da quella di inutilizzabilità
probatoria.
Collocazione Centro Studi: G7720
Corte
di Cassazione Sezione III penale
Sentenza 20/1 - 17/2/2006 n. 6329
Se lo sviluppo sessuale del minore è già minato
va motivato il rifiuto di attenuante al "patrigno"
Oltre
al testo della sentenza è presente un commento di V. Santoro, D'ora
in poi piccole vittime più tutelate grazie all'innovazione di fine
legislatura.
Collocazione Centro Studi: 8628C
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 15464
La Cassazione si è soffermata sul concetto
di atto sessuale, nel reato di violenza sessuale, con particolare riferimento
all'abuso delle condizioni di inferiorità psichica della persona
offesa che all'epoca dei fatti aveva solo 7 anni.
Collocazione
Centro Studi: H5622
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 6068/2000
Fine "ludico" è un'ipotesi di "minore gravità". Attenuante
a chi abusa di minori "per gioco" (Il)
Secondo
la Cassazione, compiere atti sessuali su una bambina di 10 anni costituisce
reato di violenza sessuale, ma può essere concessa l'attenuante
della "minore gravità" se il fatto viene commesso senza violenza
e intimidazioni ma con "modalità ludiche".
Collocazione
Centro Studi: C3510
CIVILE
Adozione
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 19 - 28/6/2006 n. 15011
Non basta la sola indigenza della famiglia per far dichiarare
adottabile un minore
Secondo la Cassazione, nelle situazioni di difficoltà
ei emarginazione della famiglia di origine, in tema di dichiarazione dello
stato di adottabilità, il recupero di questa, considerata come
ambiente naturale, è il mezzo preferenziale per garantire la crescita
equilibrata del bambino e impegna le strutture sociali in misure di sostegno
a favore del minore e dei genitori affinchè nel contesto di origine
possano realizzarsi i compiti di allevamento, di educazione e di cura
del minore. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento
di S.A.R. Galluzzo "Un rimedio estremo che va utilizzato solo in
assenza di altre soluzioni".
Collocazione Centro Studi:
9119C
Corte di
Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 4/4 - 10/8/2006 n. 18113
Adozione: non basta per escludere l'abbandono la disponibilità
dei nonni alla cura del minore
Oltre al testo della sentenza è presente un commento
di M. Finocchiaro: In assenza di concreti legami affettivi la sola parentela
diventa irrilevante.
Collocazione Centro Studi: 9615C
Corte
di Cassazione Sezione I civile
Sentenza 09/10/1996 - 18/03/1997 n. 2404
Adottabile il minore maltrattato dal genitore perchè ritenuto
in situazione di abbandono
Il
testo della sentenza è seguito da un commento di G. Giacalone,
Il giudice deve sentire i nonni del bambino se hanno intrattenuto rapporti
significativi.
Collocazione
Centro Studi: 8992B
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 02/12/1996 - 20/05/1997 n. 4470
Anche per la Cassazione il divario di 40 non è più un
limite assoluto per le adozioni
Al
testo della sentenza segue un commento di M.R. San Giorgio, L'esigenza
di tutelare gli interessi del minore porta a superare la rigidità
della disciplina.
Collocazione
Centro Studi: 9519B
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 4/7/2001 - 16/2/2002, n. 2303
Interesse del minore va valutato (e motivato) in concreto, non in astratto
(L')
Secondo la Cassazione, nel regime della legge 184/1983, sulle adozioni,
la regola del divario massimo di età tra adottanti e adottato è
derogabile, avuto riguardo al superiore interesse del minore, in considerazione
delle peculiarità del caso concreto. Oltre al testo della sentenza,
è presente un commento di M.R. San Giorgio: Nei procedimenti di
adozione il metro di valutazione deve essere "flessibile". L'orientamento
è stato confermato dalla riforma del 2001.
Collocazione
Centro Studi: 1694C
Corte
di Cassazione Sezione I civile
Sentenza 28/01 - 05/02/1998 n. 10/Sentenza 13/11/1997 - 02/02/1998 n.
1025
Atto di idoneità all'adozione internazionale può contenere
il limite di 40 anni di età/L'eccezione che consente di superare
il divario è valutata in base all'interesse del minore (L')
La
disciplina sull'adozione e, in particolare, la previsione del limite massimo
di 40 anni di differenza tra l'età dell'adottante e quella dell'adottando
sono state, di recente, oggetto di due importanti pronunce della Corte
costituzionale e della Cassazione. La Consulta, con la decisione 10/98,
ha stabilito, infatti, che il provvedimento con cui il tribunale accerta
l'idoneità dei coniugi all'adozione di minori stranieri può
precisare che l'idoneità si riferisce all'adozione di minori nati
non oltre 40 anni prima del più anziano dei coniugi. La Suprema
corte, invece, con la sentenza 1025/98 ha stabilito che il giudice investito
della domanda di delibazione di un provvedimento straniero di adozione,
relativo ad un minore che abbia una differenza di età superiore
a 40 anni rispetto ad uno dei coniugi, deve accertare che tale differenza
rimanga nell'ambito di quella che può intercorrere tra genitori
e figli tenendo anche di una serie di componenti quali l'allungamento
della vita media e l'innalzamento dell'età in cui si trova una
stabile occupazione e si contrae matrimonio.
Collocazione
Centro Studi: 4432B
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 11/12/1997 - 24/03/1998 n. 3106
Per l'adozione internazionale di un minore non è obbligatorio
l'ente autorizzato
Oltre
al testo della sentenza, è presente un commento di M.R. San Giorgio,
Solo con l'approvazione della legge di riforma la figura dell'intermediario
diventerà obbligatoria.
Collocazione
Centro Studi: 4780B
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 3 - 9/04/1997 - pres. Senofonte, est. Berruti
Oltre
al testo della sentenza, è presenta un breve commento dal titolo
"Per il bambino maltrattato, affidamento ai nonni o adozione?"
Collocazione
Centro Studi: 5194A
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 23/09/1997 - 02/04/1998 n. 3405
Adozione: non bastano le carenze assistenziali per dichiarare lo stato
di abbandono del minore
Oltre
al testo della sentenza è presente un commento di Michela Profita,
L'allontanamento dalla famiglia di origine deve essere considerato una
soluzione estrema.
Collocazione
Centro Studi: 5484A
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 13/07 - 23/09/1998 n. 9500
Affido: illegittimo il decreto non motivato che avvia la procedura
di adottabilità
Oltre
al testo della sentenza, è presente un commento di M. Concetti,
Lo stato di abbandono del minore va confermato nel provvedimento finale.
Collocazione
Centro Studi: 6519A
Corte
di Cassazione
Sentenza 23/09/1998 n. 9500
Adozione minore in tenerissima età nato all'estero
Oltre
al testo della sentenza é presente un commento da parte di Giovanni
Manera dal titolo: " Osservazioni sulla pretesa necessità d'una
motivazione espressa del decreto con il quale il Tribunale per i minorenni
dispone l'inizio della procedura di adottabilità e la fine dell'affido
familiare." La sentenza, trattando dei provvedimenti di adottabilità,
nel caso di specie in presenza di genitori di diversa nazionalità,
ritiene che non possono essere considerati, in sé, sintomo dello
stato di abbandono né la richiesta materna all'Autorità
consolare di disporre l'affidamento, subito dopo la nascita del proprio
figlio, peraltro non riconosciuto, né il totale disinteresse della
madre e dei suoi prossimi congiunti verso il neonato, nel periodo immediatamente
posteriore all'affidamento consolare, e ritenuto che i comportamenti abbandonici
posti in essere dopo l'apertura del procedimento di adottabiità
possono essere va lutati, al fine di accertare l'irreversibilità
dello stato di abbandono, solo qualora quest'ultimo sussistesse già
all'inizio del procedimento. Pertanto, la Corte dichiara illegittimo il
decreto del T.m. che ponga fine all'affidamento familiare disposto dall'Autorità
consolare dichiarando l'apertura della procedura di adottabilità
senza in alcun modo motivare sul pregiudizio derivante al neonato dalla
prosecuzione dell'affidamento.
Collocazione
Centro Studi: 0682C
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 24/2 - 26/7/2000 n. 9802
Dichiarabile lo stato di abbandono del minore che chiede di vivere
con la famiglia affidataria
Secondo
la Cassazione, lo stato di abbandono che giustifica la dichiarazione di
adottabilità non ricorre solo nell'ipotesi di rifiuto intenzionale
da parte dei genitori di prestare assistenza, ma anche in caso di comportamenti
che espongono a rischio lo sviluppo del minore. La Corte si è anche
soffermata sull'esigenza di ascoltare il minore, in un contesto di audizione
protetta, evidenziando come il legislatore abbia in tal modo inteso attribuire
alla sua personalità un ruolo non indifferente in relazione all'adozione
dei provvedimenti che lo riguardano. Il testo della sentenza è
seguito da un commento di M. Finocchiaro, La condotta dei genitori fa
scattare la sanzione se rischia di compromettere lo sviluppo del figlio.
Collocazione
Centro Studi: 8819A
Affidamento
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 18/8/2006, n. 18187
Separazione dei coniugi - Affidamento dei figli - Affidamento
congiunto - Mantenimento dei figli - Assegno periodico – Possibilità
Secondo
la Cassazione, l'affidamento congiunto, per le sue finalità riguardanti
gli interessi dei figli, non esclude l'obbligo del versamento di un contributo,
ove ne sussistano i presupposti, a favore del genitore con cui i figli
stessi convivano, e tale principio trova significativa conferma nella
L. 54/2006 sull'affidamento condiviso. E' anche presente un commento di
Massimo Dogliotti: Affidamento congiunto, affidamento condiviso: un primo
intervento della Cassazione. Tratto dalla Famiglia e Diritto 4/2007.
Collocazione Centro Studi: H8019
Cassazione
civile
Sentenza 8/5/2003, n. 6970
Affidamento al Comune
La
Corte ha affermato che i giudici possono decidere di affidare al Comune
i figli di genitori separati qualora, nel corso del giudizio di separazione,
questi ultimi manifestino un alto tasso di litigiosità che interferisca
negativamente sullo sviluppo del minore. Oltre al testo della sentenza
è presente un commento di A. Figone, L'affidamento al Comune
del figlio minore in sede di separazione.
Collocazione
Centro Studi: H2501
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 4 - 22/6/1999 n. 6312
Interesse al sereno sviluppo del minore unico limite previsto per l'affidamento
(L')
Oltre
al testo della sentenza, è presente un commento di M. Finocchiaro:
Per tutelare il bambino conteso tra i genitori la Corte supera le convenzioni
internazionali.
Collocazione
Centro Studi: 0601C
Bullismo
Responsabilità
genitoriale
In questo numero della rivista viene fatto il punto sulla
giurisprudenza della Cassazione formatasi in materia di bullismo, con
riferimento particolare alla questione della responsabilità dei
genitori per gli illeciti commessi dai figli. Dopo il primo contributo
introduttivo di D. Pappalardo "Se il minore diventa un "bullo"
più spazio al ristoro dei danni", seguono due sentenze della
Cassazione, la 6685/07 e la 8421/06, con due commenti, uno di M. Gagliardi
"Considerare la famiglia come "garante" trova nell'assicurazione
un utile supporto", l'altro di E. Sacchettini "Gli accertamenti
del giudice minorile si possono ritorcere contro i genitori". Sono
poi affrontati i profili generali della responsabilità genitoriale
nei seguenti contributi di: F. Giardina "La maggiore autonomia dell'adolescente
"scardina" le nozioni tradizionali"; F. Giardina "Equa
indennità: una riscoperta necessaria"; L. Nocco "In sede
civile basta la capacità naturale". E' anche presente un approfondimento
di L. Nocco sulla responsabilità del docente "Vigilanza e
protezione da contatto sociale". Infine è presente il quadro
della giurisprudenza curato da E. Sacchettini.
Collocazione
Centro Studi: 0154D
Diritto
di visita dei genitori
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 24/5 - 7/12/1999 n. 13657
Se il genitore non riconsegna il figlio in tempo commette illecito
a prescindere dal ritardo
Oltre
al testo della sentenza, è presente un commento di M. Piselli,
Il provvedimento che fissa la durata delle visite non può essere
oggetto di valutazione discrezionale. Secondo la Cassazione, si configura
illecita sottrazione di minore quando il trasferimento o il mancato ritorno
conseguente all'esercizio del diritto di visita avvengano in violazione
dei diritti di custodia o di affidamento attribuiti al titolare in conformità
alle legge dello Stato di abituale residenza del minore.
Collocazione
Centro Studi: 4857B
Corte
di Cassazione
Sentenza 15/1/1998 n. 317
Minori - genitori e figli - genitore non affidatario - diritto di visita
Con
questa sentenza la Corte di Cassazione ha affermato un principio innovatore
sulla soppressione del diritto di visita del genitore non affidatario,
permettendo al minore di rifiutare la visita pur imposta dalla legge e
dalla decisione del giudice. La sentenza è annotata da R. Gras,
La potestà parentale ed il diritto di visita e d'hébergement
secondo la Corte di Cassazione italiana.
Collocazione
Centro Studi: 0234C
Espulsione
genitore 
Corte
di cassazione, Sezione I Civile
Sentenza n. 4197/08; depositata il 19/02/2008
Extracomunitari: il trauma del minore, da solo, non giustifica
il rientro in Italia del genitore espulso
Secondo la Cassazione, il trauma che può subire
il minore dall'allontanamento del genitore straniero dall'Italia non rientra
tra quei gravi motivi per i quali la legge prevede il rilascio dell'autorizzazione
all'ingresso ed alla permanenza nel territorio nello Stato del familiare
espulso.
Collocazione
Centro Studi: H9313
Mantenimento
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 10/1 - 8/6/2000 n. 7713
Se il genitore paga in ritardo il mantenimento il figlio può
ottenere il "danno esistenziale"
Oltre
al testo della sentenza, è presente un commento di M. Finocchiaro,
In assenza di un dimostrato pregiudizio del minore non è giustificabile
una condanna al risarcimento. Secondo la Cassazione il fatto di far mancare
i mezzi di sussistenza al figlio riconosciuto, integra violazione dei
diritti del minore che deve essere risarcita come lesione dei diritti
fondamentali del minore.
Collocazione
Centro Studi: 3941A
Mass
media
Corte
di Cassazione, Sezione I Civile
Sentenza n. 6759/2004
Sette regole per una TV adatta ai bambini (Le)
La
Cassazione ha affermato che la programmazione televisiva deve sempre far
prevalere la tutela dei minori, evitando di mettere in onda programmi
che potrebbero turbare il loro sviluppo psichico. Nell'affermare tale
principio, confermando la multa inflitta dall'Autoritā Garante delle Comunicazioni
alla Rai per aver mandato in onda in prima serata
il racconto dettagliato dei crimini di un pedofilo nel corso di un processo,
ha fissato sette regole fondamentali da osservare per proteggere i minori.
Collocazione Centro Studi: H4318
Ordine
allontanamento
Corte
di Cassazione, Sezione I Civile
Sentenza n. 208 del 5/1/2005
Famiglia - Ordine di protezione contro gli abusi familiari
Prima
pronuncia della Corte di Cassazione sulla nuova legge che ha dettato misure
contro la violenza nelle relazioni familiari. Il Supremo Collegio ha escluso
il ricorso per Cassazione avverso il decreto motivato del tribunale in
sede di reclamo con cui si accolga o si rigetti l'istanza di concessione
dell'allontanamento dalla casa familiare.
Collocazione Centro Studi: H6107
Sottrazione
di minore
Corte
di cassazione, Sezione I Civile
Sentenza 12/07- 31/10/2007 n. 22962
Sottrazione di minori: opposizione al rientro solo in caso di
pericolo
La Cassazione ha affermato che la condizione di opposizione
al rientro del minore è configurabile solo se gli inconvenienti
prospettati raggiungano il grado del pericolo fisico o psichico o della
effettiva intollerabilità da parte del minore. Segue un commento
di S. Rossi: Previste ipotesi tassative in cui l'autorità giudiziaria
può negare il rimpatrio.
Collocazione
Centro Studi: 0873D
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 21/2 - 7/3/2007 n. 5236
Non deve entrare nel merito il giudice che decide sulla sottrazione
di minori
La sentenza si inserisce in un consolidato orientamento
giurisprudenziale sulle convenzioni internazionali per la tutela dei minori
dai pregiudizi derivanti da loro trasferimenti indebiti. Oltre alla sentenza
è presente un commento di Celeste Attenni: Il tribunale per i minorenni
ha correttamente applicato la Convenzione dell'Aja.
Collocazione Centro Studi: 0132D
Corte
di Cassazione, Sezione I civile
Sentenza 20/1 - 21/3/2005 n. 6014
Se l'affidatario si trasferisce con i figli all'estero l'altro
genitore non può chiederne il rimpatrio
In
materia di sottrazione internazionale di minori quando è il genitore
affidatario a sottrarre il minore all'altro genitore, questi non può
domandare il ritorno immediato del figlio, ma sollecitare l'autorità
centrale a compiere tutti i passi necessari per rimuovere ogni ostacolo
all'esercizio del suo diritto. Oltre al testo della sentenza è
presente un commento di S.A.R. Galluzzo.
Collocazione
Centro Studi: 7071C
Gianfranco
Dosi
Minori e diritto di visita: tutela ridotta
Limitazione è contenuta nella legge (La)
L'autore commenta la sentenza 6014/2005 della Corte di
Cassazione, di seguito pubblicata, con cui la Corte ha affermato che l'immediato
rientro del minore illecitamente trasferito all'estero può essere
domandato solo nel caso in cui il trasferimento o il trattenimento suddetti
abbiano violato il diritto di custodia, e non quando abbiano violato il
solo diritto di visita dell'altro genitore.
Collocazione
Centro Studi: 7381C
Corte
di Cassazione
Sentenza 19/12/2003 n. 19544
Rimpatrio di minori - Esclusione dell'obbligo di ascoltare il
minore interessato (ipotesi di) – Fattispecie
Secondo la Cassazione, la violazione dell'art.
13 della Convenzione de l'Aja, che statuisce il diritto del minore ad
essere ascoltato nelle procedure che lo riguardano, non sussiste qualora
la situazione di mero fatto tutelata, reintegrabile mediante l'ordine
immediato di rimpatrio, consiste nella condizione di affidamento del minore
compatibile con l'ordinamento dello Stato di sua residenza abituale.
Collocazione
C |