| CASSAZIONE
Alienazione
e acquisto di schiavi
Cassazione
Sezione I
Sentenza 7/1/2003, n. 21
Alienazione e acquisto di schiavi - Commissione del reato da parte
di soggetto già resosi responsabile di riduzione in schiavitù
della medesima persona - Possibilità - Condizioni
Secondo
la Cassazione, il soggetto che si sia già reso responsabile della
riduzione di taluno in schiavitù, può commettere anche il
reato di cui all'art. 602 cp, non solo nel caso in cui alieni ad altri
la persona resa schiava ma anche in quello in cui ne acquisti la "proprietà
esclusiva", avendo in precedenza contribuito a rendere schiava la medesima
persona, senza tuttavia diventarne l'unico "proprietario".
Collocazione
Centro Studi: H3201
Art.
18
Corte
di cassazione Sezione I civile
Sentenza 17/5 - 28/8/2000, n. 11209
Solo gli organi pubblici accertano le situazioni di sfruttamento
Secondo
questa sentenza della Cassazione, l'accertamento dei presupposti per la
concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari deve essere
compiuto da organi pubblici. Alle organizzazioni private la legge affida
altri compiti. Sulla base di questi presupposti, la Cassazione ha respinto
il ricorso di una ragazza russa contro il decreto di espulsione nei suoi
confronti e per ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari.
Collocazione
Centro Studi: E1412
Cliente
Cassazione
Sezione prima civile
Sentenza 6/7 - 7/10/2004, n. 19995
Strade a luci rosse e divieto di fermata, multa senza segnale
Secondo
la Cassazione, qualora il sindaco, al fine di contrastare il meretricio
e i reati a esso connessi, emani un una ordinanza che vieti la fermata
e la sosta in una via solitamente frequentata da prostitute, tale ordinanza
deve essere portata a conoscenza del pubblico mediante appositi segnali
stradali. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento
di L. Salvato: Lotta alla prostituzione nei centri abitati: stop ai clienti
dal Codice della strada.
Collocazione
Centro Studi: 6511C
Corte
di cassazione Sezione terza
Sentenza n. 44918/04
Cliente che riporta al lavoro la prostituta non rischia il favoreggiamento
(Il)
Secondo
la Cassazione, non è ravvisabile favoreggiamento della prostituzione
nel fatto del cliente che riaccompagna la prostituta sul luogo di lavoro
dopo la consumazione del rapporto sessuale. Il testo della sentenza è
stato pubblicato nella versione telematica della rivista Diritto e giustizia.
Collocazione
Centro Studi: H5323
Corte
di Cassazione Terza sezione
Sentenza 14/2 - 23/4/2001
Prostituzione Favoreggiamento
La
Cassazione ha confermato che il riaccompagnamento della prostituta sul
luogo di lavoro da parte del cliente motorizzato non integra il delitto
di sfruttamento della prostituzione. Il testo integrale della sentenza
è locato in C3221.
Collocazione
Centro Studi: 2282C
Cassazione
penale, Sez. III
Sentenza 14/2 - 23/4/2001
Sentenza
della Cassazione in ordine alla rilevanza penale (da escludersi) del comportamento
del cliente della prostituta, riaccompagnata dal primo, con l'auto sul
luogo di lavoro. Vedi anche 2282C.
Collocazione
Centro Studi: C3221
Corte
di cassazione
Sentenza n. 41521/02
Collaboratore domestico delle prostitute risponde di favoreggiamento
(Il)
Secondo
la Cassazione, risponde di agevolazione e favoreggiamento della prostituzione
il "collaboratore domestico" di due prostitute che aveva vigilato le autovetture
dei clienti, nonché effettuato pulizie e acquistato caffè.
Collocazione Centro Studi: G9308
Favoreggiamento
Corte
di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 1209 del 27/11/2007 - depositata l'11/01/2008
Delitti contro la moralità pubblica e il buon costume -
favoreggiamento della prostituzione - accompagnamento della prostituta
- art. 114 c.p. – inapplicabilità
In questa sentenza, la Cassazione, dopo un'ampia ricognizione
della giurisprudenza in tema di favoreggiamento della prostituzione, ha
affermato che deve escludersi l'attenuante del contributo di minima importanza
nella condotta fiancheggiatrice di trasporto abituale della prostituta
sul luogo di svolgimento delle prestazioni mercenarie, in quanto l'agente
con tale condotta apporta un contributo essenziale per la commissione
del reato.
Collocazione
Centro Studi: H9213
Corte
di cassazione Sezione III penale
Sentenza 3/6 - 10/9/2004 n. 36157
Non è necessario il contatto fisico per contestare la prostituzione
Per
la Cassazione, per esserci prostituzione, non occorre un contatto fisico
tra chi chiede e chi offre, a pagamento, una prestazione sessuale. Oltre
al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: Se
la lap dance degenera in prestazioni extra favoreggiamento contro i gestori
del locale.
Collocazione
Centro Studi: 6509C
Aldo
Natalini
Lucciola e cliente, bocciata la tesi del Pm
Respinta l'ipotesi di favoreggiamento formulata a Teramo
L'autore
commenta una sentenza della Cassazione, la 44918/2004, pubblicata di seguito
all'articolo. La Cassazione ha affermato che il reato di favoreggiamento
della prostituzione esige una concreta attività di intermediazione,
che non sussiste nel caso in cui il cliente della prostituta, prelevata
la stessa dalla pubblica via e consumato il rapporto sessuale, la riaccompagni
nello stesso luogo ove con la propria macchina l'aveva prelevata. Tale
condotta è priva di rilevanza penale.
Collocazione
Centro Studi: 6711C
Cassazione
Sezione III penale
Sentenza 13/4 - 19/7/2000
Solidarietà tra prostitute non è favoreggiamento (La)
Secondo
la Cassazione, la prostituta che invita una "collega" a trasferirsi nella
sua casa, affinché entrambe possano darsi un reciproco sostegno
continuando ad esercitare il meretricio, non può essere accusata
di favoreggiamento della prostituzione. Oltre alla sentenza è presente
un breve commento.
Collocazione
Centro Studi: B4501
Cassazione
penale Sezione terza
Sentenza 28/6 - 18/9/2001, n. 33850
Favoreggiamento reciproco se le "lucciole" sono in... cooperativa
Secondo
la Cassazione il legislatore ha inteso punire il favoreggiamento della
prostituzione in qualsiasi modo attuato, indipendentemente da un rapporto
di gerarchia, di supremazia od organizzativo tra gente e vittima, per
cui ove si riscontri un fatto agevolativo, non può disconoscersi
la configurabilità del reato di favoreggiamento, anche se si è
in presenza di un rapporto di convivenza tra prostitute, da qualsiasi
motivazione occasionato.
Collocazione
Centro Studi: D1918
Cassazione
terza penale
Sentenza n. 32169 del 26/9/2002
Sentenza
in materia di favoreggiamento ravvisato nella condotta di chi offra alle
prostitute i profilattici di cui sia in possesso (nella specie, si trattava
di 1728 pezzi rinvenuti nella sua automobile nonché di altri 1584
rinvenuti nella sua abitazione).
Collocazione
Centro Studi: G9305
Locali
adibiti allesercizio della prostituzione
Corte
di cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 12424/07; depositata il 26 marzo
Casa affittata alle prostitute, affinchè si configuri il
reato è necessario il dolo specifico del locatore
Secondo la Cassazione perchè possa configurarsi
il reato di stipulazione di un contratto di locazione in violazione della
Legge Merlin, è necessario che il locatore sia consapevole del
tipo di attività che sarà svolta nel suo immobile. Tratta
dalla rivista telematica Diritto & Giustizia.
Collocazione
Centro Studi: H8112
Corte
di cassazione, Sezione III penale
Cassazione 9401/99
Casa di tolleranza si riconosce anche dagli arredi (La)
Secondo
la Cassazione, la destinazione dei locali di un appartamento all'esercizio
del meretricio è un dato oggettivo idoneo a configurare il reato
di sfruttamento della prostituzione.
Collocazione
Centro Studi: G2909
Corte
di cassazione Sezione III penale
Cassazione 10333/99
Non è "libero scambio" ma sesso a pagamento Club privé:
è prostituzione anche senza soldi
La
Terza Sezione penale della Cassazione ha stabilito che, sebbene gli avventori
solitari dei "club privé" non paghino la partner ed ignorino che
si tratta di prestazioni mercenarie, i gestori di simili clubs commettono
ugualmente i reati di favoreggiamento, induzione e tolleranza della prostituzione
pagando le prestazioni delle ragazze assunte come animatrici.
Collocazione
Centro Studi: G2911
Corte
di cassazione
Sentenza n. 42534/02
Per piacere non toccate le ballerine. Altrimenti è sfruttamento
della prostituzione
La
Cassazione ha ritenuto sussistere gravi indizi di colpevolezza in ordine
al reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione dei confronti
dei gestori di un club privato in cui venivano impiegate come ballerine
giovani donne extracomunitarie.
Collocazione
Centro Studi: G9309
Minore
Cassazione
penale Sez. III
Sentenza n. 17717 del 10/5/2002
Sentenza
in materia di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione
di una minore rumena e di rapporti tra art. 600 bis c.p. e L. 75/58.
Collocazione
Centro Studi: G9910
Nozione
di prostituzione
Corte
di Cassazione Terza Sezione Penale
Sentenza 15158/06
Secondo la Cassazione le prestazioni sessuali eseguite
in videoconferenza con il fruitore delle stesse tramite internet assumono
il valore di atto di prostituzione e possono configurarsi i reati di favoreggiamento
e sfruttamento della prostituzione a carico di coloro che abbiano reclutato
gli esecutori delle prestazioni o ne abbiano consentito lo svolgimento
creando i necessari collegamenti via internet o ne abbiano tratto un guadagno.
Collocazione Centro Studi: H7606
Riduzione
in schiavitù
Prime
applicazioni delle nuove norme in materia di riduzione in schiavitù:
è una vera riforma?
Sono presenti tre sentenze 3368/2005, 81/2005, 39044/2004,
che hanno applicato l'art. 600 cp (riduzione in schiavitù) come
modificato dalla legge 228/2003.m Al testo delle sentenze un commento
di A. Peccioli. L'autrice evidenzia come le prime applicazioni giurisprudenziali
evidenzino i limiti della riforma, che sembra caratterizzarsi per un'apparente
determinatezza delle definizioni delle modalità di realizzazione
della condotta (quale lo stato di necessità) e della nozione di
sfruttamento.
Collocazione Centro Studi: G7719
Cassazione
Sezione quinta penale
Sentenza 10/9 - 6/10/2004, n. 39044
Figlio, anche comprato, non può essere schiavo (Un)
Si
tratta della prima applicazione concreta della fattispecie punita dall'articolo
600 cp nella versione riformulata dal legislatore nel 2003. Secondo la
Cassazione, poichè il delitto di riduzione in schiavitù
esige la soggezione dell'uomo sull'altro uomo, il suddetto delitto non
è configurabile nel caso della cessione di neonato, uti filii,
verso il pagamento di una somma di danaro o altra utilità. Oltre
al testo della sentenza, è presente un commento di B. Botti: Legislatore
miope e giudici ciechi.
Collocazione
Centro Studi: 6512C
Cassazione
penale Sez. III
Sentenza n. 21019
La
Cassazione si è soffermata sul concetto di condizione analoga alla
schiavitù, ravvisandola nella condizione di chi sia stata assoggettata
al volere degli sfruttatori mediante violenza e pressioni psicologiche
tale da realizzare una compressione della sua volontà personale
e della capacità di determinarsi autonomamente e quindi ridotta
in una condizione di afflittività e di costringimento di gran lunga
eccedente l'ordinaria induzione alla prostituzione mediante violenza.
Collocazione
Centro Studi: H5621
Cassazione,
Sezione terza
Sentenza n. 3368/05
Riduzione in schiavitù: lo stato di necessità delle
vittime deve essere valutato in base alla nozione di bisogno del codice
civile
Secondo
la Cassazione, lo stato di necessità delle vittime del reato di
riduzione in schiavitù deve essere valutato in base a una concezione
più vicina allo stato di bisogno definito dall'art. 1448 cc., che
non allo stato di necessità tratteggiato dall'art. 54 cp.
Collocazione
Centro Studi: H5822
Cassazione
penale Sez. V
Sentenza n. 32363 del 30/9/2002
In
questa sentenza la Cassazione ha approfondito il rapporto tra il reato
di riduzione in schiavitù e quello di maltrattamenti in famiglia.
Ha inoltre esaminato anche la questione della sussistenza del reato di
acquisto o alienazione di schiavi. L'accusa riguardava la vicenda dell'"acquisto"
di un bambino che gli imputati utilizzavano come accattone nelle pubbliche
vie di città italiane, privandolo dei pantaloni in modo che fosse
maggiormente evidente la malformazione alla gamba sinistra del bambino
in modo da impietosire i passanti.
Collocazione
Centro Studi: H1103
Corte
di cassazione Sezioni Unite penali
Sentenza 20/11/1996 - 19/01/1997 n. 261
"Condizione analoga" alla schiavitù è situazione di fatto
e non di reato (La)
Oltre
al testo della sentenza, è presente un commento di C. Maina, Per
l'applicazione della norma penale basta il totale asservimento di una
persona.
Collocazione
Centro Studi: 8998B
Cassazione
Penale, sez. V
Sentenza n. 1982 del 6/12/2000
Con
questa sentenza la Cassazione si è pronunciata in materia riduzione
in schiavitù in un caso relativo a due cittadini albanesi condannati
dal Gip presso il tribunale di Alba per illeciti connessi alla prostituzione
di donne condotte dalla Bulgaria in Italia.
Collocazione
Centro Studi: C6813
Sfruttamento
Corte
di Cassazione Sezione terza
Sentenze nn. 25464/04; 25465/04
Prostituzione anche quando si vende sesso virtuale
Con
queste due sentenze la Cassazione ha affermato che anche vendere "sesso
virtuale" è sfruttamento della prostituzione. Gestire quindi
un sito internet che permette di farlo in videoconferenza non esclude
responsabilità penale che scatta per il semplice fatto che il cliente
abbia interagito con la prostituta, chiedendole atti sessuali dietro pagamento
di un corrispettivo, senza necessità di un vero e proprio contatto
fisico. La Cassazione ha precisato che prostituzione significa commercio
di prestazioni di natura sessuale, caratterizzato dall'elemento retributivo
per il quale non è determinante il contatto.
Collocazione
Centro Studi: H4415
Vincenzo
Scordamaglia
Quando la Cassazione muta avviso senza spiegare il perchè
Ammesso un legame "blando" tra la cosa e il reato
L'autore
commenta la sentenza 19039/04 pubblicata di seguito all'articolo, che
ha ritenuto legittimo il sequestro di un albergo il cui gestore non abbia
impedito all'ospite di ricevere in camera sua una prostituta.
Collocazione
Centro Studi: 6152C
Cassazione
Sezione terza
Sentenza n. 9538/04
Indurre la moglie a prostituirsi
per bisogno è "solo" sfruttamento
Secondo la Cassazione, il marito che induce
la moglie a prostituirsi perché mancano i soldi in famiglia non
esercita alcuna violenza o minaccia nei confronti della consorte. Di conseguenza
è punibile per sfruttamento del meretricio della propria compagna,
ma non gli si può applicare l'aggravante del fatto commesso con
violenza, minaccia o inganno.
Collocazione Centro Studi: H3311
Corte di Cassazione Sezione
Terza penale
Sentenza 27748/2001
Sfruttamento della prostituzione
Secondo la Cassazione, in tema
di favoreggiamento dell'irregolare ingresso di cittadini extracomunitari
nel territorio dello Stato (art. 12 d.lgs. 286/98)
perch» sussista l'aggravante prevista dal comma 3 dell'art. 12 con riferimento
alle finalitá di sfruttamento della prostituzione di
uomini o donne, non occorre che si sia in presenza di condotte
violente o di un rigoroso vincolo di subordinazione, essendo sufficiente
che un singolo o un'organizzazione agevolino l'ingresso di persone extracomunitarie
al fine di sfruttarne, eventualmente anche col loro consenso, la prostituzione.
Collocazione Centro Studi:
H3524
Corte
di Cassazione Sezione terza
Sentenza n. 13039/03; depositata il 21 marzo
Lap-dance, se c'è pagamento scatta l'accusa di sfruttamento
della prostituzione
Secondo
la Cassazione, a carico dei gestori di club privé, dove le ragazze
fanno da intrattenitrici oltre a danzare ricevono soldi dai clienti per
spogliarsi, scatta l'accusa di sfruttamento della prostituzione che può
portare anche al sequestro del locale. La sentenza si è anche soffermata
sul reato di favoreggiamento della permanenza di immigrate clandestine.
Collocazione
Centro Studi: H1117
Corte
di cassazione Sezione terza penale
Sentenza n. 4751/2000
Prostituzione, sfruttamento ricevere il compenso in natura
La
Cassazione ha stabilito che commette il reato di sfruttamento della prostituzione
anche chi, pur non prendendo i soldi provenienti dall'attività
di meretricio, usufruisce gratuitamente dei "favori in natura" delle ragazze
come compenso per essere state introdotte in Italia. La Cassazione ha
quindi confermato la condanna ad un uomo che aveva clandestinamente accompagnato
delle giovani rumene nel loro viaggio clandestino facendosi pagare in
natura per il suo servizio di guida.
Collocazione
Centro Studi: G4320
Sieropositività
Corte
di cassazione, Sezione IV penale
Sentenza n. 9458/08; depositata il 03/03/2008
Prostituta che ha contratto l'Hiv deve comunque informare i clienti
della malattia (La)
La Cassazione ha affermato che la prostituta che abbia
contratto il virus dell'hiv deve informare i clienti della sua malattia,
indipendentemente dal fatto che abbia con loro rapporti sessuali protetti
o meno.
Collocazione
Centro Studi: G4808
Tolleranza
Cassazione,
Sezione terza
Sentenza n. 5457/05
Non c'è tolleranza della prostituzione per l'albergo che
una volta sola non ha fermato le "squillo"
Secondo
la Cassazione, non sussiste il reato di tolleranza della prostituzione
a carico del gestore d'albergo che, per una sera, "chiude un occhio"
sul "via vai" delle ragazze con clienti nelle stanze del suo
locale.
Collocazione
Centro Studi: H5824
Turismo
sessuale
Cassazione
sezione terza penale
Sentenza 44153/01; depositata il 12/12/2001
Non c'era bisogno della nuova legge per punire il turismo sessuale
Con
questa sentenza la Cassazione ha confermato la condanna per "lenocinio"
a un tour operator milanese dedito all'organizzazione di viaggi di "piacere"
in Thailandia, affermando che il reato di intermediazione della prostituzione
continua a sussistere e ad essere punito in base alla legge Merlin del
1958, anche con l'introduzione del nuovo reato (organizzazione del turismo
sessuale) qualora l'organizzazione dei viaggi non sia soltanto il mezzo
indiretto per procurare clienti a chi sfrutta la prostituzione ma costituisca
un aiuto diretto e sia connesso al cosiddetto lenocinio.
Collocazione
Centro Studi: G7008
Violenza
sulle prostitute
Corte
di Cassazione Sezione terza penale
Sentenza n. 37815/2001
Violenza costringere la prostituta a finire il rapporto
Secondo
la Cassazione, è colpevole di violenza sessuale il cliente che,
anche dopo aver pagato la prostituta, la costringe a prolungare l'amplesso
malgrado il suo rifiuto.
Collocazione
Centro Studi: C0521
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