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A cura di Ferdinando Brizzi

Cassazione

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CASSAZIONE

Alienazione e acquisto di schiavi
Art. 18

Cliente

Favoreggiamento

Locali adibiti all’esercizio della prostituzione

Minore

Nozione di prostituzione
Riduzione in schiavitù
Sfruttamento
Sieropositività

Tolleranza

Turismo sessuale

Violenza sulle prostitute

 

Alienazione e acquisto di schiavi

Cassazione Sezione I
Sentenza 7/1/2003, n. 21
Alienazione e acquisto di schiavi - Commissione del reato da parte di soggetto già resosi responsabile di riduzione in schiavitù della medesima persona - Possibilità - Condizioni
Secondo la Cassazione, il soggetto che si sia già reso responsabile della riduzione di taluno in schiavitù, può commettere anche il reato di cui all'art. 602 cp, non solo nel caso in cui alieni ad altri la persona resa schiava ma anche in quello in cui ne acquisti la "proprietà esclusiva", avendo in precedenza contribuito a rendere schiava la medesima persona, senza tuttavia diventarne l'unico "proprietario".
Collocazione Centro Studi: H3201

Art. 18

Corte di cassazione Sezione I civile
Sentenza 17/5 - 28/8/2000, n. 11209
Solo gli organi pubblici accertano le situazioni di sfruttamento
Secondo questa sentenza della Cassazione, l'accertamento dei presupposti per la concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari deve essere compiuto da organi pubblici. Alle organizzazioni private la legge affida altri compiti. Sulla base di questi presupposti, la Cassazione ha respinto il ricorso di una ragazza russa contro il decreto di espulsione nei suoi confronti e per ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari.
Collocazione Centro Studi: E1412

Cliente

Cassazione Sezione prima civile
Sentenza 6/7 - 7/10/2004, n. 19995
Strade a luci rosse e divieto di fermata, multa senza segnale
Secondo la Cassazione, qualora il sindaco, al fine di contrastare il meretricio e i reati a esso connessi, emani un una ordinanza che vieti la fermata e la sosta in una via solitamente frequentata da prostitute, tale ordinanza deve essere portata a conoscenza del pubblico mediante appositi segnali stradali. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di L. Salvato: Lotta alla prostituzione nei centri abitati: stop ai clienti dal Codice della strada.
Collocazione Centro Studi: 6511C

Corte di cassazione Sezione terza
Sentenza n. 44918/04
Cliente che riporta al lavoro la prostituta non rischia il favoreggiamento (Il)

Secondo la Cassazione, non è ravvisabile favoreggiamento della prostituzione nel fatto del cliente che riaccompagna la prostituta sul luogo di lavoro dopo la consumazione del rapporto sessuale. Il testo della sentenza è stato pubblicato nella versione telematica della rivista Diritto e giustizia.
Collocazione Centro Studi: H5323

Corte di Cassazione Terza sezione
Sentenza 14/2 - 23/4/2001
Prostituzione — Favoreggiamento
La Cassazione ha confermato che il riaccompagnamento della prostituta sul luogo di lavoro da parte del cliente motorizzato non integra il delitto di sfruttamento della prostituzione. Il testo integrale della sentenza è locato in C3221.
Collocazione Centro Studi: 2282C

Cassazione penale, Sez. III
Sentenza 14/2 - 23/4/2001
Sentenza della Cassazione in ordine alla rilevanza penale (da escludersi) del comportamento del cliente della prostituta, riaccompagnata dal primo, con l'auto sul luogo di lavoro. Vedi anche 2282C.
Collocazione Centro Studi: C3221

Corte di cassazione
Sentenza n. 41521/02
Collaboratore domestico delle prostitute risponde di favoreggiamento (Il)
Secondo la Cassazione, risponde di agevolazione e favoreggiamento della prostituzione il "collaboratore domestico" di due prostitute che aveva vigilato le autovetture dei clienti, nonché effettuato pulizie e acquistato caffè.
Collocazione Centro Studi: G9308

Favoreggiamento

Corte di Cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 1209 del 27/11/2007 - depositata l'11/01/2008
Delitti contro la moralità pubblica e il buon costume - favoreggiamento della prostituzione - accompagnamento della prostituta - art. 114 c.p. – inapplicabilità
In questa sentenza, la Cassazione, dopo un'ampia ricognizione della giurisprudenza in tema di favoreggiamento della prostituzione, ha affermato che deve escludersi l'attenuante del contributo di minima importanza nella condotta fiancheggiatrice di trasporto abituale della prostituta sul luogo di svolgimento delle prestazioni mercenarie, in quanto l'agente con tale condotta apporta un contributo essenziale per la commissione del reato.
Collocazione Centro Studi: H9213

Corte di cassazione Sezione III penale
Sentenza 3/6 - 10/9/2004 n. 36157
Non è necessario il contatto fisico per contestare la prostituzione

Per la Cassazione, per esserci prostituzione, non occorre un contatto fisico tra chi chiede e chi offre, a pagamento, una prestazione sessuale. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: Se la lap dance degenera in prestazioni extra favoreggiamento contro i gestori del locale.
Collocazione Centro Studi: 6509C

Aldo Natalini
Lucciola e cliente, bocciata la tesi del Pm
Respinta l'ipotesi di favoreggiamento formulata a Teramo
L'autore commenta una sentenza della Cassazione, la 44918/2004, pubblicata di seguito all'articolo. La Cassazione ha affermato che il reato di favoreggiamento della prostituzione esige una concreta attività di intermediazione, che non sussiste nel caso in cui il cliente della prostituta, prelevata la stessa dalla pubblica via e consumato il rapporto sessuale, la riaccompagni nello stesso luogo ove con la propria macchina l'aveva prelevata. Tale condotta è priva di rilevanza penale.
Collocazione Centro Studi: 6711C

Cassazione Sezione III penale
Sentenza 13/4 - 19/7/2000
Solidarietà tra prostitute non è favoreggiamento (La)
Secondo la Cassazione, la prostituta che invita una "collega" a trasferirsi nella sua casa, affinché entrambe possano darsi un reciproco sostegno continuando ad esercitare il meretricio, non può essere accusata di favoreggiamento della prostituzione. Oltre alla sentenza è presente un breve commento.
Collocazione Centro Studi: B4501

Cassazione penale Sezione terza
Sentenza 28/6 - 18/9/2001, n. 33850
Favoreggiamento reciproco se le "lucciole" sono in... cooperativa
Secondo la Cassazione il legislatore ha inteso punire il favoreggiamento della prostituzione in qualsiasi modo attuato, indipendentemente da un rapporto di gerarchia, di supremazia od organizzativo tra gente e vittima, per cui ove si riscontri un fatto agevolativo, non può disconoscersi la configurabilità del reato di favoreggiamento, anche se si è in presenza di un rapporto di convivenza tra prostitute, da qualsiasi motivazione occasionato.
Collocazione Centro Studi: D1918

Cassazione terza penale
Sentenza n. 32169 del 26/9/2002
Sentenza in materia di favoreggiamento ravvisato nella condotta di chi offra alle prostitute i profilattici di cui sia in possesso (nella specie, si trattava di 1728 pezzi rinvenuti nella sua automobile nonché di altri 1584 rinvenuti nella sua abitazione).
Collocazione Centro Studi: G9305

Locali adibiti all’esercizio della prostituzione

Corte di cassazione, Sezione III penale
Sentenza n. 12424/07; depositata il 26 marzo
Casa affittata alle prostitute, affinchè si configuri il reato è necessario il dolo specifico del locatore

Secondo la Cassazione perchè possa configurarsi il reato di stipulazione di un contratto di locazione in violazione della Legge Merlin, è necessario che il locatore sia consapevole del tipo di attività che sarà svolta nel suo immobile. Tratta dalla rivista telematica Diritto & Giustizia.
Collocazione Centro Studi: H8112

Corte di cassazione, Sezione III penale
Cassazione 9401/99
Casa di tolleranza si riconosce anche dagli arredi (La)
Secondo la Cassazione, la destinazione dei locali di un appartamento all'esercizio del meretricio è un dato oggettivo idoneo a configurare il reato di sfruttamento della prostituzione.
Collocazione Centro Studi: G2909

Corte di cassazione Sezione III penale
Cassazione 10333/99
Non è "libero scambio" ma sesso a pagamento Club privé: è prostituzione anche senza soldi
La Terza Sezione penale della Cassazione ha stabilito che, sebbene gli avventori solitari dei "club privé" non paghino la partner ed ignorino che si tratta di prestazioni mercenarie, i gestori di simili clubs commettono ugualmente i reati di favoreggiamento, induzione e tolleranza della prostituzione pagando le prestazioni delle ragazze assunte come animatrici.
Collocazione Centro Studi: G2911

Corte di cassazione
Sentenza n. 42534/02
Per piacere non toccate le ballerine. Altrimenti è sfruttamento della prostituzione
La Cassazione ha ritenuto sussistere gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione dei confronti dei gestori di un club privato in cui venivano impiegate come ballerine giovani donne extracomunitarie.
Collocazione Centro Studi: G9309

Minore

Cassazione penale Sez. III
Sentenza n. 17717 del 10/5/2002
Sentenza in materia di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di una minore rumena e di rapporti tra art. 600 bis c.p. e L. 75/58.
Collocazione Centro Studi: G9910

Nozione di prostituzione

Corte di Cassazione Terza Sezione Penale
Sentenza 15158/06
Secondo la Cassazione le prestazioni sessuali eseguite in videoconferenza con il fruitore delle stesse tramite internet assumono il valore di atto di prostituzione e possono configurarsi i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione a carico di coloro che abbiano reclutato gli esecutori delle prestazioni o ne abbiano consentito lo svolgimento creando i necessari collegamenti via internet o ne abbiano tratto un guadagno.
Collocazione Centro Studi: H7606

Riduzione in schiavitù

Prime applicazioni delle nuove norme in materia di riduzione in schiavitù: è una vera riforma?
Sono presenti tre sentenze 3368/2005, 81/2005, 39044/2004, che hanno applicato l'art. 600 cp (riduzione in schiavitù) come modificato dalla legge 228/2003.m Al testo delle sentenze un commento di A. Peccioli. L'autrice evidenzia come le prime applicazioni giurisprudenziali evidenzino i limiti della riforma, che sembra caratterizzarsi per un'apparente determinatezza delle definizioni delle modalità di realizzazione della condotta (quale lo stato di necessità) e della nozione di sfruttamento.
Collocazione Centro Studi: G7719

Cassazione Sezione quinta penale
Sentenza 10/9 - 6/10/2004, n. 39044
Figlio, anche comprato, non può essere schiavo (Un)

Si tratta della prima applicazione concreta della fattispecie punita dall'articolo 600 cp nella versione riformulata dal legislatore nel 2003. Secondo la Cassazione, poichè il delitto di riduzione in schiavitù esige la soggezione dell'uomo sull'altro uomo, il suddetto delitto non è configurabile nel caso della cessione di neonato, uti filii, verso il pagamento di una somma di danaro o altra utilità. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di B. Botti: Legislatore miope e giudici ciechi.
Collocazione Centro Studi: 6512C

Cassazione penale Sez. III
Sentenza n. 21019
La Cassazione si è soffermata sul concetto di condizione analoga alla schiavitù, ravvisandola nella condizione di chi sia stata assoggettata al volere degli sfruttatori mediante violenza e pressioni psicologiche tale da realizzare una compressione della sua volontà personale e della capacità di determinarsi autonomamente e quindi ridotta in una condizione di afflittività e di costringimento di gran lunga eccedente l'ordinaria induzione alla prostituzione mediante violenza.
Collocazione Centro Studi: H5621

Cassazione, Sezione terza
Sentenza n. 3368/05
Riduzione in schiavitù: lo stato di necessità delle vittime deve essere valutato in base alla nozione di bisogno del codice civile

Secondo la Cassazione, lo stato di necessità delle vittime del reato di riduzione in schiavitù deve essere valutato in base a una concezione più vicina allo stato di bisogno definito dall'art. 1448 cc., che non allo stato di necessità tratteggiato dall'art. 54 cp.
Collocazione Centro Studi: H5822

Cassazione penale Sez. V
Sentenza n. 32363 del 30/9/2002
In questa sentenza la Cassazione ha approfondito il rapporto tra il reato di riduzione in schiavitù e quello di maltrattamenti in famiglia. Ha inoltre esaminato anche la questione della sussistenza del reato di acquisto o alienazione di schiavi. L'accusa riguardava la vicenda dell'"acquisto" di un bambino che gli imputati utilizzavano come accattone nelle pubbliche vie di città italiane, privandolo dei pantaloni in modo che fosse maggiormente evidente la malformazione alla gamba sinistra del bambino in modo da impietosire i passanti.
Collocazione Centro Studi: H1103

Corte di cassazione Sezioni Unite penali
Sentenza 20/11/1996 - 19/01/1997 n. 261
"Condizione analoga" alla schiavitù è situazione di fatto e non di reato (La)
Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di C. Maina, Per l'applicazione della norma penale basta il totale asservimento di una persona.
Collocazione Centro Studi: 8998B

Cassazione Penale, sez. V
Sentenza n. 1982 del 6/12/2000
Con questa sentenza la Cassazione si è pronunciata in materia riduzione in schiavitù in un caso relativo a due cittadini albanesi condannati dal Gip presso il tribunale di Alba per illeciti connessi alla prostituzione di donne condotte dalla Bulgaria in Italia.
Collocazione Centro Studi: C6813

Sfruttamento

Corte di Cassazione Sezione terza
Sentenze nn. 25464/04; 25465/04
Prostituzione anche quando si vende sesso virtuale
Con queste due sentenze la Cassazione ha affermato che anche vendere "sesso virtuale" è sfruttamento della prostituzione. Gestire quindi un sito internet che permette di farlo in videoconferenza non esclude responsabilità penale che scatta per il semplice fatto che il cliente abbia interagito con la prostituta, chiedendole atti sessuali dietro pagamento di un corrispettivo, senza necessità di un vero e proprio contatto fisico. La Cassazione ha precisato che prostituzione significa commercio di prestazioni di natura sessuale, caratterizzato dall'elemento retributivo per il quale non è determinante il contatto.
Collocazione Centro Studi: H4415

Vincenzo Scordamaglia
Quando la Cassazione muta avviso senza spiegare il perchè
Ammesso un legame "blando" tra la cosa e il reato

L'autore commenta la sentenza 19039/04 pubblicata di seguito all'articolo, che ha ritenuto legittimo il sequestro di un albergo il cui gestore non abbia impedito all'ospite di ricevere in camera sua una prostituta.
Collocazione Centro Studi: 6152C

Cassazione Sezione terza
Sentenza n. 9538/04
Indurre la moglie a prostituirsi per bisogno è "solo" sfruttamento
Secondo la Cassazione, il marito che induce la moglie a prostituirsi perché mancano i soldi in famiglia non esercita alcuna violenza o minaccia nei confronti della consorte. Di conseguenza è punibile per sfruttamento del meretricio della propria compagna, ma non gli si può applicare l'aggravante del fatto commesso con violenza, minaccia o inganno.
Collocazione Centro Studi: H3311

Corte di Cassazione Sezione Terza penale
Sentenza 27748/2001
Sfruttamento della prostituzione

Secondo la Cassazione, in tema di favoreggiamento dell'irregolare ingresso di cittadini extracomunitari nel territorio dello Stato (art. 12 d.lgs. 286/98) perch» sussista l'aggravante prevista dal comma 3 dell'art. 12 con riferimento alle finalitá di sfruttamento della prostituzione di uomini o donne, non occorre che si sia in presenza di condotte violente o di un rigoroso vincolo di subordinazione, essendo sufficiente che un singolo o un'organizzazione agevolino l'ingresso di persone extracomunitarie al fine di sfruttarne, eventualmente anche col loro consenso, la prostituzione.
Collocazione Centro Studi: H3524

Corte di Cassazione Sezione terza
Sentenza n. 13039/03; depositata il 21 marzo
Lap-dance, se c'è pagamento scatta l'accusa di sfruttamento della prostituzione
Secondo la Cassazione, a carico dei gestori di club privé, dove le ragazze fanno da intrattenitrici oltre a danzare ricevono soldi dai clienti per spogliarsi, scatta l'accusa di sfruttamento della prostituzione che può portare anche al sequestro del locale. La sentenza si è anche soffermata sul reato di favoreggiamento della permanenza di immigrate clandestine.
Collocazione Centro Studi: H1117

Corte di cassazione Sezione terza penale
Sentenza n. 4751/2000
Prostituzione, sfruttamento ricevere il compenso in natura
La Cassazione ha stabilito che commette il reato di sfruttamento della prostituzione anche chi, pur non prendendo i soldi provenienti dall'attività di meretricio, usufruisce gratuitamente dei "favori in natura" delle ragazze come compenso per essere state introdotte in Italia. La Cassazione ha quindi confermato la condanna ad un uomo che aveva clandestinamente accompagnato delle giovani rumene nel loro viaggio clandestino facendosi pagare in natura per il suo servizio di guida.
Collocazione Centro Studi: G4320

Sieropositività

Corte di cassazione, Sezione IV penale
Sentenza n. 9458/08; depositata il 03/03/2008
Prostituta che ha contratto l'Hiv deve comunque informare i clienti della malattia (La)
La Cassazione ha affermato che la prostituta che abbia contratto il virus dell'hiv deve informare i clienti della sua malattia, indipendentemente dal fatto che abbia con loro rapporti sessuali protetti o meno.
Collocazione Centro Studi: G4808

Tolleranza

Cassazione, Sezione terza
Sentenza n. 5457/05
Non c'è tolleranza della prostituzione per l'albergo che una volta sola non ha fermato le "squillo"
Secondo la Cassazione, non sussiste il reato di tolleranza della prostituzione a carico del gestore d'albergo che, per una sera, "chiude un occhio" sul "via vai" delle ragazze con clienti nelle stanze del suo locale.
Collocazione Centro Studi: H5824

Turismo sessuale

Cassazione sezione terza penale
Sentenza 44153/01; depositata il 12/12/2001
Non c'era bisogno della nuova legge per punire il turismo sessuale
Con questa sentenza la Cassazione ha confermato la condanna per "lenocinio" a un tour operator milanese dedito all'organizzazione di viaggi di "piacere" in Thailandia, affermando che il reato di intermediazione della prostituzione continua a sussistere e ad essere punito in base alla legge Merlin del 1958, anche con l'introduzione del nuovo reato (organizzazione del turismo sessuale) qualora l'organizzazione dei viaggi non sia soltanto il mezzo indiretto per procurare clienti a chi sfrutta la prostituzione ma costituisca un aiuto diretto e sia connesso al cosiddetto lenocinio.
Collocazione Centro Studi: G7008

Violenza sulle prostitute

Corte di Cassazione Sezione terza penale
Sentenza n. 37815/2001
Violenza costringere la prostituta a finire il rapporto
Secondo la Cassazione, è colpevole di violenza sessuale il cliente che, anche dopo aver pagato la prostituta, la costringe a prolungare l'amplesso malgrado il suo rifiuto.
Collocazione Centro Studi: C0521

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