Raccolte tematiche di giurisprudenza
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A cura di Ferdinando Brizzi

Metadone

Figli di genitori tossicodipendenti e stato di adottabilità

Tossicodipendenza e mondo del lavoro

La testimonianza del minore nei processi per violenza sessuale

L'elemento psicologico nei delitti contro la persona commessi da persona malata di Hiv/Aids

Consumo e spaccio
Doping

L'ELEMENTO PSICOLOGICO NEI DELITTI CONTRO LA PERSONA COMMESSI DA PERSONA MALATA DI HIV/AIDS

Giurisprudenza di merito - Giurisprudenza di legittimità

Giurisprudenza di merito

Tribunale di Roma
Udienza 13/11/1992
Lesioni personali - Lesione causata da tossicodipendente affetto da H.I.V.
Secondo la sentenza del tribunale di Roma, integra il delitto di tentate lesioni personali gravissime e non quello di tentato omicidio, il fatto del tossicodipendente, certamente affetto da HIV, il quale colpisca un altro soggetto, conficcandogli l'ago nella mano, con la siringa appena utilizzata per assumere sostanza stupefacente.
Collocazione Centro Studi: G3605

Tribunale di Cremona
Sentenza 14/10/1999
Il tribunale di Cremona ha ritenuto colpevole di omicidio volontario con dolo eventuale un marito, resosi responsabile di aver trasmesso alla propria moglie il virus dell'Hiv da cui era affetto con rapporti sessuali non protetti, tacendole la propria malattia, condotta da cui è derivata la morte della donna.
Collocazione Centro Studi: H2101

Corte di assise di appello di Brescia
Sentenza 26/9/2000
La Corte ha riformato la sentenza di I grado che aveva ritenuto responsabile di omicidio volontario, sia pure con dolo eventuale, un marito che, pur consapevole della sua condizione di malato da HIV, aveva continuato ad aver rapporti non protetti con la moglie, alla quale aveva nascosto la propria malattia. La Corte ha ritenuto configurabile l'omicidio colposo aggravato dalla previsione dell'evento.
Collocazione Centro Studi: H2022

Tribunale di Camerino
Sentenza n. 298/02
Prostituta sieropositiva non è imputabile se manca la prova di reiterati rapporti non protetti (La)
Sentenza relativa al caso di una prostituta, portatrice del virus HIV, accusata di aver avuto rapporti non protetti con i propri clienti, e per questo imputata del reato di tentate lesioni gravissime. Il giudice ha assolto l'imputata perché non provata la circostanza che la donna avesse avuto rapporti non protetti e, sotto il profilo giuridico, escludendo la compatibilità tra tentativo e dolo eventuale.

Collocazione Centro Studi: G9103

Giurisprudenza di legittimità

Corte di cassazione Sezione I penale
Sentenza 14/6 - 3/8/2001 n. 30425
Contagio letale diventa omicidio colposo se il sieropositivo è incosciente del pericolo (Il)
Secondo la Cassazione, il soggetto sieropositivo da HIV che, avendo rapporti sessuali senza protezione con un partner inconsapevole, lo contagi e ne cagioni la morte per Aids, ne deve rispondere o a titolo di omicidio volontario, sotto il profilo del dolo eventuale, o a titolo di omicidio colposo, aggravato dalla colpa cosciente, a seconda di quale risulti essere stato il suo atteggiamento psicologico rispetto all'evento letale. Oltre al testo della sentenza, è presente un commento di G. Amato: Al giudice di merito il compito di valutare se l'atteggiamento psicologico costituisce dolo. Secondo l'autore, bisogna accertare la conoscenza dello stato di salute e della gravità della malattia: l'analisi dovrà estendersi al livello culturale per capire se il reo si rende conto della pericolosità dello stato patologico in cui versa.
Collocazione Centro Studi: 2785C

Corte di Cassazione Sezione Terza Penale
Sentenza n. 250/2001
E' aggravante anche la possibilità, sia pure remota, di trasmettere l'AIDS
La Cassazione con questa sentenza ha affrontato un caso di violenza sessuale, aggravato dalla circostanza che l'imputato fosse sieropositivo, ritenendo sufficiente, ai fini dell'aumento di pena, la "astratta" possibilità di contagio, anche se in concreto lo stesso non sia avvenuto.
Collocazione Centro Studi: A8909

Corte di cassazione Sezione I penale
Sentenza 3/5 - 8/9/2000
Secondo questa sentenza della Cassazione, la persona affetta da Aids conclamata, che aggredisca altre persone sputando su di loro saliva mista a sangue, con la precisa e dichiarata volontà di procurare danno, commette il reato di tentato omicidio. Oltre al testo della sentenza è presente un commento: Lo sputo intenzionale del malato di Aids può essere tentato omicidio.
Collocazione Centro Studi: D7506

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