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DOPING
Giurisprudenza
di merito - Giurisprudenza
di legittimità
Giurisprudenza
di merito
Tribunale
di Bari Sezione seconda penale
Sentenza 24/10/2003
Legislazione anti-doping e costruzione a gradi della fattispecie di
reato: il caso Gillet
Il
Tribunale ha ritenuto l'inesistenza del reato alla data di consumazione
della fattispecie contestata poiché, alla predetta epoca, il doping
non era ancora considerato come reato in quanto la legge era priva dei
necessari elementi aventi funzione costitutiva ed integrativa rimessi
alla successiva emanazione della normativa ministeriale emessa in data
posteriore (15/10/2002).
Collocazione
Centro Studi: H2610
Tribunale
di Trento Sezione Distaccata di Tione di Trento
Sentenza 2/10/2003 - 17/12/2003
Si
tratta della sentenza con cui un noto ciclista è stato mandato
assolto dal delitto di frode sportiva per assunzione di sostanze dopanti
(art. 1 I co. L. 401/89) perché all'epoca il fatto non costituiva
reato. Di particolare interesse è la disamina compiuta dal giudice
in ordine a tale delitto ed all'evoluzione legislativa che ha condotto
all'approvazione della L. 376/2000.
Collocazione
Centro Studi: H3119
Tribunale
di Forlì
Sentenza 11/12/2000
Sentenza
di condanna emessa nei confronti di un noto ciclista per il reato di frode
sportiva per assunzione di sostanze dopanti. Si segnala lo spazio dedicato
nella sentenza alla dottrina ed alla giurisprudenza prodottasi con riferimento
a tale reato (art. 1 I co. L. 401/89). La sentenza è stata poi
riformata dalla Corte di Appello di Bologna (si veda H3121).
Collocazione
Centro Studi: H3120
Corte d'Appello
di Bologna
Sentenza 23/10/2001
Con
questa sentenza la Corte d'Appello felsinea ha riformato la sentenza di
condanna emessa dal Tribunale di Forlì nei confronti di un noto
ciclista per frode sportiva mediante assunzione di sostanze dopanti (si
veda H3120). La Corte ha ritenuto che il fatto non era previsto dalla
legge come reato.
Collocazione
Centro Studi: H3121
Giurisprudenza
di legittimità
Corte di
cassazione Sezione terza
Sentenza n. 2601/04
Doping: i club di calcio possono avere la farmacia interna
Con
questa sentenza la Cassazione ha confermato l'assoluzione dell'amministratore
delegato del Torino calcio dall'accusa di aver violato le disposizioni
del D.Lgs. 538/92 che punisce l'abusiva distribuzione all'ingrosso di
medicinali ed ha affermato che le squadre di calcio possono avere una
sorta di "farmacia interna" ove tenere in giacenza i farmaci per curare
i giocatori infortunati.
Collocazione
Centro Studi: H2423
Corte di
Cassazione Sezione VI
Sentenza n. 3011 del 25/1/1996
Con
questa sentenza la Cassazione ha escluso la riconducibilità dell'assunzione
di sostanze dopanti nell'ambito della legge 401/1989, volta a reprimere
solo ed esclusivamente l'offerta o la promessa di danaro o altra utilità
o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzata
da taluna delle federazioni riconosciute dal CONI.
Collocazione
Centro Studi: H0917
Cassazione
Sezione terza
Ordinanza n. 11277/02
Vendere Nandrolone è reato solo se incide sulle prestazioni
agonistiche
Primo
intervento della Cassazione sulla legge antidoping, varata nel 2000. Alla
luce di quanto affermato dalla Cassazione, il solo commercio di farmaci
droganti, al di fuori delle vie legali, non configura una condotta penalmente
rilevante se non accompagnata dalla finalità di truccare le competizioni
atletiche.
Collocazione
Centro Studi: G7315
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