Formazione e supervisione iniziale e in itinere

prospettivesocialiPatrizia Cola, Bisogni formativi nel tirocinio professionale in un’ottica analitico-transazionale, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n.1 (inverno 2020), pp. 9-12
Riflessione sul tirocinio professionale nella formazione al servizio sociale prendendo spunti da concetti teorici dell’Analisi Transazionale (AT). Parte dagli studi di Berne, fondatore dell’AT, che definisce tre bisogni fondamentali dell’uomo: stimoli, riconoscimento e struttura.

Silvia Fargion, Diletta Mauri, Angela Rosignoli, Care Leaver in cattedra. Cosa ne pensano gli assistenti sociali?, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 4 (autunno 2019), pp. 1-5
I care leaver sono ragazze e ragazzi che al compimento del 18° anno escono da un percorso di accoglienza fuori dalla famiglia di origine (comunità, affido o casa famiglia). Il loro coinvolgimento nella formazione di assistenti sociali e operatori in genere rappresenta uno dei progetti più innovativi degli ultimi 20 anni. L’articolo riporta una ricerca incentrata su come gli assistenti sociali direttamente impegnati nella tutela minori vedono l’inclusione dei destinatari degli interventi nella propria formazione. Nel medesimo numero si segnala anche l’articolo di Manlio Rizzo, Le emozioni nelle professioni di aiuto: diamo loro adeguato ascolto?, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 4 (autunno 2019), pp. 20-23.

Luigi Colombin, Servizio sociale professionale, assistenti sociali e reddito di cittadinanza, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 2 (primavera 2019), pp. 5-7
L’articolo affronta i presupposti costituzionali, i precedenti legislativi e operativi, con riferimento al servizio sociale professionale, lo stato delle politiche sociali condotte dal governo nella presente legislatura, il Piano nazionale sociale, il Reddito di cittadinanza, il ruolo del Servizio sociale professionale e dell’assistente sociale. L’intervento previsto di lotta alla povertà è limitante rispetto all’obiettivo di più ampio respiro di promuovere il welfare di comunità e pertanto va portata avanti una politica di sistema volta a definire il quadro di riferimento dell’organizzazione del servizio sociale professionale secondo la funzione dirigenziale, di coordinamento e di supervisione adeguata alle necessità del servizio. La formazione degli assistenti sociali è di fondamentale importanza e pertanto vanno individuate le sedi universitarie idonee a svolgere azioni di aggiornamento e preparazione del personale.

orientamentipedagogiciFabio Olivieri, La supervisione pedagogica nel lavoro socio-educativo, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott.-dic. 2018), pp. 65, pp. 643-662
Il presente contributo intende offrire una panoramica riguardo alla storia e alla funzione del dispositivo di supervisione nel lavoro sociale. In particolare, a seguito dei processi di riforma del mercato del lavoro, che hanno favorito l’ascesa delle libere professioni anche in ambito pedagogico, si è reso necessario ripensare alcune forme di intervento per la tutela della salute degli operatori in servizio. La supervisione è uno degli strumenti più idonei per rispondere a questa richiesta, ma necessita di approfondimenti ulteriori circa le sue risorse, potenzialità e limiti. Tre aspetti di cui si terrà conto nell’articolo, soprattutto in riferimento alle componenti pedagogico-educative che la denotano.

Cecilia Gallotti … [et al.], Criticità e potenzialità della formazione e della comunicazione nei campi dell’accoglienza: un’introduzione, in Educazione interculturale, n. 2 (nov. 2018) – on line, vol. 16, pp. 1-136
Questo numero monografico della rivista prosegue la riflessione che, nel precedente numero di maggio, si era focalizzata sui dilemmi e le potenzialità nel lavoro di accoglienza rivolto a rifugiati e richiedenti asilo. I contributi qui raccolti appaiono orientati a discutere la specificità del profilo e del ruolo dell’operatore e, più in generale, delle professioni coinvolte nel sistema di accoglienza e asilo (in particolare, educatori, assistenti sociali, psicologi, mediatori interculturali, operatori legali e sociali), assumendo l’ambito della comunicazione e della formazione come punti di osservazione privilegiati. In particolare, alcuni contributi evidenziano i contorni ambigui e indefiniti del profilo professionale degli operatori, mettendo a fuoco la discrezionalità e multidimensionalità del loro ruolo, difficile da identificare e circoscrivere in modo chiaro anche nelle loro rappresentazioni.

Elena Stanchina, Un messaggio alle 3 di notte. Come le nuove tecnologie cambiano il nostra agire professionale, in Lavoro sociale, n. 5 (ott. 2018), vol. 18, pp. 6-10
L’articolo racconta l’esperienza di una studentessa che svolge un periodo di tirocinio in un servizio sociale che si occupa di anziani, indagando sull’uso della telefonia mobile nello svolgimento della propria professione. Si può incorrere nel pericolo di un coinvolgimento eccessivo come di un atteggiamento di rifiuto. Si auspica che i responsabili dei servizi sociali elaborino linee guida su tale tematica per non lasciare soli gli operatori nel prendere decisioni.

autonomielocali210Marco Burgalassi, Cristina Tilli, La supervisione professionale nel servizio sociale: gli elementi definitori della questione e una ricognizione sulla situazione italiana, in Autonomie locali e servizi sociali, n.1 (apr. 2018), pp. 105-121
Il saggio si occupa del tema della supervisione professionale nel servizio sociale. Fornisce un quadro generale della questione, presentandone i principali aspetti di natura definitoria e operativa, ricostruendo il percorso italiano del confronto scientifico sul tema negli ultimi dieci anni e riassumendo alcune evidenze fornite dalla ricerca sul campo. Inoltre, presenta i risultati di uno studio di caso condotto da assistenti sociali operanti nella Giustizia Minorile. Secondo gli autori, lo scenario nazionale è caratterizzato da una diffusione relativamente modesta degli interventi di supervisione professionale a carattere strutturato e da un crescente ricorso ad altre strategie di riflessività condivisa.

Edda Biancon, Claudia Bobbo, Il role-playing: un gioco di apprendimento fra teoria e pratica, in La Rivista di Servizio Sociale, a. 58, n. 1 (2018), pp. 71-77
L’articolo illustra un’esperienza didattica condotta da una tutor universitaria e un supervisore di tirocinio della laurea in Servizio Sociale, al fine di individuare nuovi strumenti e metodologie per avvicinare l’insegnamento teorico alla pratica del tirocinio. L’esperienza pregressa aveva evidenziato la necessità di adottare un metodo più attivo e coinvolgente per gli studenti per favorire la riflessività, il mettersi maggiormente in gioco, l’espressione delle emozioni nella relazione di aiuto. È stato quindi adottato lo strumento del gioco di ruolo quale microinnovazione nel gruppo di rielaborazione dell’esperienza di tirocinio. Il metodo ha consentito di promuovere la consapevolezza delle dinamiche relazionali presenti nelle situazioni incontrate.

Maurizio Tarassi, Professione: Assistente Sociale. Guida all’esperienza del tirocinio professionale del secondo anno nel corso di laurea in servizio sociale, [S.l.], Il mio libro self publishing, 2018, 114 p.
Il libro è una proposta di percorso formativo di tirocinio per gli studenti universitari del secondo anno nel triennio del corso di laurea in servizio sociale. La struttura del libro segue la traccia di un modello teorico che permette di accumulare “il sapere per il fare” in una triplice ottica funzionale: funzione euristica e orientativa della prassi, funzione interpretativa e funzione esplicativa della realtà. Il testo è una guida per lo studente e un punto di osservazione per il supervisore di tirocinio che si appresta a svolgere la sua funzione didattica nel tirocinio professionale con lo studente. Gli autori sono entrambi assistenti sociali. Gli studenti universitari sono co-protagonisti della stesura del libro.
Collocazione Biblioteca: 18404

prospettive2Chiara Fabris … [et al.], L’intervisione in un servizio di protezione e tutela minori. Percorsi innovativi nei servizi pubblici, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 2 (primavera 2018), pp. 32-34
L’intervisione è un momento di lavoro in équipe fra assistenti sociali, educatori, psicologi che lavorano in un servizio per la presa in carico di minori che si trovano in situazioni di pregiudizio o rischio di pregiudizio a seguito di maltrattamento, trascuratezza, abuso e violenza. L’articolo riferisce di una esperienza condotta anche tramite l’uso di questionari per studiare l’utilità del lavoro di gruppo per affrontare problematiche personali e relazionali assai difficili e complesse dal punto di vista sociale e sanitario.

Gaspare Musso, Il contributo delle ICT nel tirocinio di servizio sociale dell’Università degli Studi di Torino: una ricerca sulle potenzialità di nuove forme di tutoraggio online, in La Rivista di Servizio Sociale, a. 58, n. 1 (2018), pp. 62-70
L’articolo illustra i risultati di una ricerca sugli esiti della sperimentazione di una nuova forma di tutoraggio del tirocinio. Il modello si è sviluppato su tre annie si è caratterizzato per l’aver introdotto – in affiancamento ai tradizionali attrezzi di monitoraggio dei tirocinanti – nuovi strumenti didattici derivati dalle ICT (Information and Communication Technologies). La sperimentazione ha condotto a un’indagine sugli esiti formativi del nuovo modello di tutoraggio, che ha valutato se l’impatto dell’introduzione delle ICT avesse o meno consentito un percorso più efficace ed efficiente per il monitoraggio dei tirocini di servizio sociale.

Francesca Mantovani, Laboratorio di guida al tirocinio in servizio sociale. Formazione, conoscenza di sé e competenze professionali, Milano, Franco Angeli, 2018, 109 p.
La complessificazione crescente della società e i cambiamenti profondi all’interno del welfare hanno richiesto e richiedono un adeguamento sia dell’apparato teorico sia della metodologia del servizio sociale che consenta di attrezzare la formazione universitaria dei futuri assistenti sociali in modo adeguato. Il volume è il frutto della preziosa collaborazione tra il Corso di laurea in Servizio Sociale dell’Università di Bologna, l’Ordine degli assistenti sociali dell’Emilia Romagna e la comunità professionale degli assistenti sociali. Viene così presentato il Laboratorio di guida al tirocinio come esempio di didattica alternativa; viene inoltro proposto lo strumento del colloquio professionale a partire da simulate e dall’illustrazione di situazioni tipo.
Collocazione Biblioteca: 18056

supervisione210Laura Bini, Gloria Pieroni, Susanna Rollino, La supervisione nel servizio sociale, Roma, Carocci Faber, 2017, 165 p.
Il libro affronta il problema della supervisione per gli assistenti sociali. Dopo una introduzione teorica sulla supervisione, sulla figura del supervisore, sulle caratteristiche del gruppo, viene presentata l’attuazione di un progetto che da quel modello teorico prende le mosse, “Supervisione” del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria della Toscana. Ci si concentra sulle emozioni che emergono: solitudine, rabbia, pietà, curiosità, senso di impotenza, ansia, paura, incredulità, empatia, distacco, considerando anche alcuni aspetti clinici che si possono prospettare nel rapporto con l’utenza quali la pericolosità sociale e la violenza, oltre alla conoscenza della psicopatologia. Laura Bini è assistente sociale supervisore e docente all’Università di Firenze. Gloria Pieroni è assistente sociale presso il ministero di Giustizia e docente all’Università di Siena. Susanna Rollino è assistente sociale presso il ministero di Giustizia e docente all’Università di Firenze.
Collocazione Biblioteca: 17895

Roberto Dalla Chiara, La formazione tra adempimento e opportunità di conoscenza continua, in La Rivista di Servizio Sociale, a. 57, n. 1 (2017), pp. 22-28
L’autore propone una riflessione sulla formazione dell’assistente sociale, intesa non come il risultato di nozioni accumulate, ma come un processo che si fonda nell’elaborazione continua degli interrogativi: nella capacità di “formarsi alle domande”, per interrogare la complessità delle situazioni sociali, per riuscire a “sostare” nelle domande delle persone con difficoltà, per poter sviluppare il ragionamento, l’elaborazione e la riflessione critica su quanto si incontra nella pratica professionale. Si segnala inoltre l’articolo di Elena Lumetta, Autovalutare l’acquisizione di competenze nel campo delle policy practices, in La Rivista di Servizio Sociale, a. 57, n. 2 (2017), pp. 19-26

A cura di Leopoldo Grosso e Angela La Gioia, Preparati all’incertezza. Fare formazione in ambito sociale, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2017, 171 p.
Questo libro nasce dall’esperienza dell’Università della Strada del Gruppo Abele, nata nel 1978 e consolidatasi in decenni particolarmente impegnativi per quanto riguarda il settore della formazione. L’esperienza ha dimostrato che il contatto con la strada può insegnare molto e rispondere in modo non convenzionale ai bisogni di formazione degli operatori sociali. Cardine della cultura della formazione è così diventato il confronto tra operatori e protagonisti della realtà sociale, con particolare attenzione alle difficoltà di chi vi opera. Il lavoro sociale diventa così risorsa preziosa per la convivenza democratica, contro i rischi di imbarbarimento della vita sociale.
Collocazione biblioteca: 17904