Alcool e alcolismo

Aggiornata a dicembre 2020 – a cura di Anna Maria Licastro e Nadia Zito

I materiali elencati sono in ordine decrescente per anno di pubblicazione e sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico. Sono anche presenti documenti scaricabili on line.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Dati di contesto

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World Health Organization Regional Office for Europe, Final report on the Regional consultation on the implementation of the WHO European Action Plan to reduce the harmful use of alcohol (2012 – 2020). Prague, Czech Republic 30 september — 1 october 2019, Ginevra, WHO, 2020, 34 p.
I 53 paesi che afferiscono all’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno approvato nel 2011 il Piano d’azione 2012-2020 per ridurre i danni dell’alcool (EAPA), il quale prevede l’adozione di specifiche politiche di comprovata efficacia per diminuire i problemi associati all’alcool nella regione europea, dove il consumo di alcool ed il livello di danni a esso correlati sono i maggiori al mondo.  Otto anni dopo la sua approvazione, la Regione Europea ha ancora il più alto consumo di alcol pro capite, con conseguenti gravi danni per gli individui e le società. Il presente rapporto riassume i risultati della consultazione regionale con gli Stati membri Ufficio regionale per l’Europa sull’attuazione del piano d’azione europeo e la bozza zero della tabella di marcia delle azioni per rafforzare l’attuazione del piano d’azione, coinvolgendo rappresentanti di 33 Stati membri, che si è tenuta a Praga dal 30 settembre al 1 ottobre 2019. Per il documento del 2012 si veda: European action plan to reduce the harmful use of alcohol 2012–2020, Ginevra, World Health Organization, 2012, 75 p.

OECD European Union, Health at a Glance: Europe 2020. State of health in the EU cycle, Paris, OECD European Union, 2020, 237 p.
Il rapporto Health at a Glance, elaborato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in cooperazione con la Commissione Europea sulla salute, fornisce un’analisi dello stato di salute dei cittadini europei e delle prestazioni dei sistemi sanitari. I primi due capitoli tematici dell’edizione 2020 si concentrano sull’impatto del COVID-19. Il capitolo 1 fornisce una valutazione iniziale della resilienza dei sistemi sanitari europei e della loro capacità di contenere e rispondere alla peggiore pandemia del secolo scorso. Il capitolo 2 esamina l’enorme carico di salute e benessere dell’inquinamento atmosferico come un altro importante problema di salute pubblica nei paesi europei e sottolinea la necessità di sforzi continui per ridurre l’inquinamento per mitigarne l’impatto sulla salute e sulla mortalità. Gli altri cinque capitoli forniscono una panoramica degli indicatori chiave dei sistemi sanitari in 35 paesi europei, tra Paesi membri e nei Paesi partner dell’OCSE. Di particolare interesse il capitolo sui fattori di rischio per la salute: consumo di tabacco, alcol e droghe illegali.

Emanuele Scafato … [et al.], Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni. Valutazione dell’Osservatorio Nazionale Alcol sull’impatto del consumo di alcol ai fini dell’implementazione delle attività del Piano Nazionale Alcol e Salute. Rapporto 2020, Roma, Istituto Superiore di Sanità, 2020, 60 p.
Il consumo di alcol è un importante problema di salute pubblica, classificato in Europa come terzo fattore di rischio di malattia e morte prematura dopo il fumo e l’ipertensione arteriosa. L’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) elabora e analizza ogni anno le basi di dati nazionali svolgendo attività di monitoraggio su mandato del Ministero della Salute e in base a quanto previsto dal Piano Statistico Nazionale e alle attività del “SIStema di Monitoraggio Alcol-correlato – SISMA” previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 marzo 2017 e dalla recente attivazione in ISS dell’azione centrale SISTIMAL per la valutazione dell’implementazione delle politiche nazionali e regionali sull’alcol che il Ministero della Salute provvede a trasmettere alla World Health Organization (WHO). L’ONA, sede del WHO Collaborating Centre for Research on Alcohol, è l’organismo indipendente di raccordo tra Ministeri, Presidenza del Consiglio, Commissione Europea e WHO per le attività tecnico-scientifiche di rilievo nazionale, europeo e internazionale. La stesura del presente rapporto è avvenuta in un periodo precedente alla pandemia da nuovo coronavirus e si riferisce prevalentemente a dati del 2018.

cover202009bPaolo Jarre … [et al.], COVID-19 e dipendenze – 1, in MDD : Medicina delle Dipendenze, n. 39 (set. 2020), pp. 4-56
La monografia esplora l’impatto del COVID-19 sui disturbi da uso di sostanze, sull’erogazione dei servizi dedicati, sugli effetti del lockdown sull’uso di sostanze, sul fumo di tabacco, sul consumo di alcol, sul gioco d’azzardo. Un articolo è dedicato agli invisibili, i cittadini più fragili e marginali, e agli effetti sanitari e sociali della pandemia su di loro. Oltre a diverse ricerche con i dati ora a disposizione, vengono riportate alcune esperienze effettuate in tempo di pandemia.

Paolo Ugolini … [et al.], Dipendenze patologiche a 30 anni dalla 309/90. Vol. 2 Best Practices e innovazioni, in Sestante, n. 09/2 (giu.2020) – on line, pp. 1-84
In questo secondo volume monografico dedicato alla situazione attuale dei servizi per le dipendenze, a trent’anni dalla legge quadro sulle dipendenze del 1990 e in seguito all’emergenza sanitaria da Covid-19, si dà voce al quadro socio-epidemiologico delle DIP PAT in Emilia Romagna e alle buone pratiche attivate all’interno delle specializzazioni dei SerDP, anche in contesti differenziati come Centro diurno, Carcere, Prefettura, Strada/prossimità.

Gianni Testino … [et al.], Speciale Covid-19, in Alcologia, n. 40 (2020) – online , pp. 5-45
Il lockdown imposto dai decreti ministeriali a causa del Covid-19, se pur necessario, ha indotto nella popolazione generale effetti collaterali psicologici anche gravi. I pazienti affetti da disturbo da uso di alcol (DUA) e/o sostanze (DUS) e pazienti psichiatrici hanno subito negativamente gli effetti collaterali di questa emergenza anche a breve termine. Questo numero monografico affronta gli effetti della pandemia sulle persone con DUA e le misure necessarie per affrontarlo. Gli articoli sono i seguenti: “Disturbi da uso di alcol e pandemia da Sars-COV2 “ di Gianni Testino; “Alcol e Coronavirus Disease-19: la prevenzione che manca. Necessità e urgenza di rinnovamento organizzativo e funzionale della rete di cura del Sistema Sanitario Nazionale” di Emanuele Scafato [et al.]; “Management dei disturbi da uso di alcool in era covid-19: raccomandazioni della Società Italiana di Alcologia” di Gianni Testino e altri. Chiude la rivista una serie di Infografiche: Alcoholand and Covid -19: What you need to know. La rivista è disponibile in Biblioteca in PDF.

Bastian Fatke … [et al.], Psychische Probleme in der Pandemie – Beobachtungen während der COVID-19-Krise = Covid-19 Crisis: Early Observations on a Pandemic’s Psychiatric Problems, in Deutsche Medizinische Wochenschri, vol. 145, 10 (9 apr. 2020) – on line, pp. 675-681
Abbiamo recentemente osservato diversi gruppi di sintomi psichiatrici nel contesto del COVID-19: (1) aumento di ansia in pazienti psichiatrici ospedalieri e ambulatoriali con diagnosi diverse; (2) più casi di violenza domestica, spesso associate a un aumento di consumo di alcol e droghe negli autori di reato e nelle vittime; (3) una sindrome nichilista “apocalittica” dei pazienti anziani rimasti isolati dalle loro famiglie; (4) allucinosi visive e acustiche dovute alla polmonite e stati confusionali collegati alla sepsi. Sono stati segnalati altrove casi di tossicità collegati alla clorochina, ma non sono stati finora osservati nel nostro ospedale. Si riassumono brevemente problemi mentali relativi al COVID-19 segnalati dalla Cina e raccomandazioni pratiche. Molti pazienti con gravi disturbi mentali soffriranno in tutto il mondo a causa della riassegnazione delle risorse mediche, sociali e finanziarie.

largepreview (1)James M. Clay, Matthew O. Parker, Alcohol use and misuse during the COVID-19 pandemic: a potential public health crisis?, in The Lancet Public Health, (apr. 2020) – on line, pp. 1-1
Lo stress è un fattore di rischio importante per l’inizio o il mantenimento dell’abuso di alcol. Gli effetti dell’isolamento sociale a lungo termine, inclusi le aumentate risposte neuroendocrine e la reattività allo stress, sono state descritte negli animali, mentre poco si sa sugli effetti degli attuali lockdowns, decisi per contenere l’epidemia di COVID-19, sulla salute e il benessere della popolazione in generale. Questo periodo di isolamento può portare a una impennata nell’abuso di alcol, a una recidiva e potenzialmente allo sviluppo di alcolismo in individui a rischio, a volte rendendo più lontana la possibilità all’accesso ai servizi sulle dipendenze di droga e alcol,
e in generale ai servizi sanitari. Il suggerimento è che i governi diano avvertimenti sulla salute pubblica riguardo all’eccessivo consumo di alcol durante la quarantena. L’articolo è disponibile in Pdf.

John Marsden … [et al.], Mitigating and learning from the impact of COVID‐19 infection on addictive disorders , in Addiction, n. del 6/04/2020 – on line, pp. 1-10
La pandemia COVID-19 e le misure necessarie per affrontarla stanno limitando pesantemente la vita delle persone e l’economia globale. Le persone con disturbi di dipendenza sono particolarmente colpite a causa della povertà, delle vulnerabilità della salute fisica e mentale e dell’interruzione dell’accesso ai servizi. La pandemia può anche aumentare l’estensione e la gravità di alcuni disturbi che creano dipendenza. La ricerca attuale soffre dell’impossibilità di una raccolta di dati faccia a faccia e di altre restrizioni. È urgente coordinare gli sforzi a livello nazionale e internazionale per mitigare questi problemi e trovare modi innovativi di continuare a fornire servizi di salute clinica e pubblica per aiutare le persone con disturbi che creano dipendenza. L’articolo è disponibile in PDF.

Sally Casswell, Jürgen Rehm, Reduction in global alcohol-attributable harm unlikely after setback at WHO Executive Board, in The Lancet, (mar. 2020) – on line, pp. 1020-1021
Si tratta di una consultazione informale tra i membri del Consiglio esecutivo dell’OMS nel febbraio 2020. L’obiettivo era di proporre la fattibilità dello sviluppo di uno strumento internazionale per il controllo dell’alcol. Infatti possiamo vedere un aumento del consumo di alcol (e dei danni attribuibili all’alcol) in molti paesi a basso reddito e reddito medio. Per abbassare i danni dell’alcol, l’Organizzazione mondiale della sanità avrà la necessità di sostenere i servizi sanitari nazionali e avrà necessità di creare uno strumento per coordinare quest’aiuto a livello internazionale. Per il momento gli strumenti attuali (tasse, prezzi, restrizioni alla commercializzazione di alcol) sembrano non bastare. [Articolo disponibile in Pdf]

World Health Organization Regional Office for Europe, Harmful use of alcohol, alcohol dependence and mental health conditions, A review of the evidence for their association and integrated treatment approaches, WHO, Copenaghen, 2019, pp. 19
Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Europa è la regione con il maggior consumo di alcool e il maggior livello di danni a esso correlati. Alcoolismo e malattia mentale sono spesso associati, con effetti sulla gravità e sugli esiti di entrambi i disturbi. Il documento presenta una rassegna delle evidenze scientifiche al riguardo, allo scopo di comprendere meglio le connessioni tra il consumo problematico di alcool e la salute mentale e identificare migliori opportunità di assistenza. Ne risulta una netta associazione tra abuso di alcool e condizioni mentali come ansietà, depressione, autolesionismo e tendenza suicida, sebbene la causalità e la natura di tale associazione non sia chiara. Alcuni studi mostrano i benefici di approcci di trattamento combinati, ma sono necessari ulteriori studi per identificare e saggiare i trattamenti integrati per le comorbilità di disturbi mentali e abuso di alcool.

unnamedEuropean Observatory on Health Systems and Policies, Organisation for Economic Co-operation and Development, State of Health in the EU: Italia. Profilo della Sanità 2019, Bruxelles, European Observatory on Health Systems and Policies, 2019, 24 p.
I Profili Sanitari prodotti per ciascun paese nell’ambito del ciclo State of Health in the EU (“Stato della salute nell’UE”) consentono di ottenere una panoramica sintetica e programmaticamente puntuale della salute e dei sistemi sanitari dei paesi dell’UE e dello Spazio Economico Europeo. Le analisi presentate, condotte su base comparativa, si focalizzano sulle caratteristiche e sulle sfide specifiche di ciascun paese. L’obiettivo e’ quello di offrire supporto a decisori politici e personalità rilevanti tramite uno strumento di apprendimento reciproco e confronto volontario fra paesi. I Profili Sanitari sono frutto del lavoro congiunto dell’OCSE e dell’Osservatorio Europeo delle Politiche e dei Sistemi Sanitari, in collaborazione con la Commissione Europea. Il rapporto fornisce informazioni sul consumo di tabacco e di alcol, sul tasso di obesità infantile e su altri fattori di rischio per la salute. Un confronto con i profili di altre nazioni europee può essere fatto consultando la “Relazione di accompagnamento” (Per il 2019: Relazione di accompagnamento 2019 = Companion Report 2019. State of Health in the EU, Publications Office of the European Union, 2019, Luxembourg, pp. 86)

Gian Luigi Gessa … [et al.], Verso il futuro o fermi al passato? A colloquio con i grandi della ricerca e della clinica delle dipendenze, in Medicina delle tossicodipendenze, n. 36 (dic. 2019), pp. 4-45
La monografia di questo numero raccoglie una serie di colloqui con autorevoli autori, già pubblicati tra il 1994 e il 2007 per dar conto dell’evoluzione del pensiero e delle conoscenze relative a droghe e tossicodipendenza. Si segnala in particolare il capitolo 13: L’organizzazione dei programmi di trattamento dell’alcolismo negli Stati Uniti (2000).World Health Organization, Global status report on alcohol and health 2018, WHO, Ginevra,  2018, pp. 450

Il Rapporto globale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su alcool e salute 2018 fornisce un’immagine del consumo di alcool e del carico di malattia a esso correlato nel mondo. Descrive cosa è stato fatto nei vari paesi per ridurre questo carico in relazione agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU, presenta strategie globali, piani d’azione e quadri di monitoraggio, fornisce dati sul consumo di alcool nelle popolazioni, sulle conseguenze per la salute e sulle politiche al riguardo dei vari paesi. Contiene anche schede per paese e appendici con vari dati statistici. Si consulti anche, su questo tema: World Health Organisation Regional Office for Europe, The European health report 2018. World Health Organisation, Copenhagen, 2019, pp. 164

msb_gsr_frontWorld Health Organization Regional Office for Europe, Fact sheet on alcohol consumption, alcohol-attributable harm and alcohol policy responses in European Union Member States, Norway and Switzerland, WHO, Copenhagen, 2018, pp. 8
L’Europa ha i maggiori livelli di consumo di alcool al mondo, con il maggior numero di morti attribuibili a esso. Il documento confronta i dati al riguardo per gli anni 2016 e il 2010 nei 28 paesi dell’Unione più la Norvegia e la Svizzera. I risultati mostrano che non ci sono stati cambiamenti significativi nel consumo pro capite, tuttavia ci sono grandi differenze tra i paesi nelle 10 aree chiave delle politiche sull’alcool individuate dall’Organizzazione mondiale della Sanità e qualche limitato miglioramento è stato osservato.

Gaetano Manna, Piano regionale alcol e salute 2017-2019 e livelli essenziali della riduzione del danno/limitazione dei rischi. Altri due importanti documenti di indirizzo della Regione Piemonte, in Dal fare al dire, a. 27, n.1 (2018), pp. 58-62
Il Piano Regionale Alcol e Salute 2017-2019 della Regione Piemonte si propone di contrastare l’uso rischioso di bevande alcoliche nella popolazione generale con particolare riguardo per quella giovanile, gli over 65 e le donne. Si propone inoltre di ridurre gli incidenti causati dall’alcool e di sostenere una maggiore sensibilizzazione, integrazione e coordinamento fra i diversi attori della prevenzione, individuando e divulgando linee guida chiare su basi scientifiche, metodologiche e operative. L’autore dell’articolo è il Responsabile Ufficio Patologia delle Dipendenze della Regione Piemonte.

Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sugli interventi realizzati ai sensi della Legge 30/3/2001 n. 125 “Legge quadro in materia di alcol e problemi alcol correlati”, in Alcologia, n. 33 (2018) – on line, pp. 10-170
Il numero speciale della rivista si apre con l’editoriale di Emanuele Scafato: “How much is too much? Un bicchiere che non è per tutti e per molti è anche troppo”, seguito dal testo della Relazione al Parlamento, così articolata: Prefazione; Parte I – Il quadro epidemiologico, i consumi di bevande alcoliche e i modelli di consumo; Parte II – I servizi alcologici e l’utenza dopo l’emanazione della Legge 30.3.2001 n. 125 – Anno 2016; Parte III – Gli interventi del Ministero della Salute in attuazione della Legge 30.3.2001 n. 125; Parte IV – I consumi alcologici e modelli di consumo nelle Regioni. L’articolo è disponibile in Pdf.

Alcolisti anonimi: la storia di come migliaia di uomini e donne si sono recuperate dall’alcolismo, Roma, Alcolisti anonimi, 2017, pp. 414
La decima edizione italiana (indicata come 3a in frontespizio), compare dopo sessanta anni dalla prima americana. Costituisce un aggiornamento sul gruppo di autoaiuto degli Alcolisti Anonimi tramite la narrazione di numerosi casi clinici che sono riusciti a superare il problema della dipendenza. Il libro rappresenta una preziosa testimonianza che può aiutare persone affette dall’alcoolismo e le loro famiglie.
Collocazione Biblioteca: 18448

Comportamenti e problemi alcol-correlati

Paolo Jarre, “Un memoriale per i morti nelle dipendenze”. Una proposta, un progetto sempre attuale, in Dal fare al dire, n. 1 (2020), pp. 59-64
L’autore, Direttore del Dipartimento delle Dipendenze di una Asl torinese, tratta l’argomento del lutto per la morte da tossicodipendenza e del trauma che questa causa agli operatori, per motivare la proposta di istituire un memoriale allo scopo di ricordare le tante morti per abuso di droghe legali e illegali.

m_jphm_41_1_coverSimon Coulton … [et al.], Opportunistic screening for alcohol use problems in adolescents attending emergency departments: an evaluation of screening tools, in Journal of Public Health, n. 1 (mar. 2019) – on line, pp. e53-e60
Obiettivo dello studio è confrontare l’efficacia del test AUDIT (Alcohol Use Disorders Identification Test) per l’individuazione dei disturbi da consumo alcolico e del test AUDIT-C, che è la parte del test AUDIT riguardante specificamente il consumo di alcool, le sue conseguenze e i sintomi di dipendenza. I partecipanti sono più di cinquemila adolescenti di età compresa fra i 10 e i 18 anni che hanno visitato i reparti di pronto soccorso fra dicembre 2012 e maggio 2013. Gli autori discutono metodo e risultati e concludono che l’AUDIT-C a tre elementi è più efficace rispetto all’AUDIT nel riconoscere gli adolescenti con consumo alcolico rischioso, pesante consumo episodico e abuso di alcol. L’articolo è disponibile in pdf.

Valentino Patussi … [et al.], Disturbo da Uso di Alcol: malattia o altro?, in Alcologia, n. 37 (2019) – on line, pp. 12-15
Il definire l’alcolismo come una malattia ha permesso di superare lo stigma dell'”ubriacone”, ma ha anche portato la società a vederlo come un problema unicamente di competenza medica ed ha attivato una economia molto vasta che ha coinvolto molti settori: industria farmaceutica, programmi e modelli di terapie riabilitative, assicurazioni etc.. Questo processo ha anche portato a rimuovere e a non mettere in evidenza le responsabilità del settore della produzione, della commercializzazione, della pubblicità e della politica legate alla produzione di bevande alcoliche. Le multinazionali dell’alcol hanno elaborato, nel corso degli ultimi trent’anni, un’abile campagna di marketing nella quale sostanzialmente non hanno negato i danni dell’alcol (vedi errore fatto negli anni sessanta dalle lobby del Tabacco) ma li hanno minimizzati. Gli autori propongono un approccio clinico unito a quello ecologico-sociale, per affrontare l’alcolismo in tutta la sua complessità. [Articolo disponibile in Pdf]

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Maurizio Varese, … [et al.], Gli interventi psicoeducativi per i conducenti che hanno guidato in stato di ebrezza. Un ‘esperienza del SERD di massa Carrara, in Alcologia, n. 36 (2019) – online, pp. 55 – 60
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la causa principale degli incidenti stradali è da imputare all’eccesso di velocità, al mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza e all’uso di bevande alcoliche. Intervenendo su queste cause, è possibile ridurre il numero di decessi a causa degli incidenti stradali. Dal 2017, il Ser.D. della Zona Apuane, in collaborazione con la Medicina Legale di Massa e Aulla, ha attivato incontri psicoeducativi di gruppo, rivolti alle persone interessate dagli articoli 186 e 187 del Codice della Strada. A ogni incontro partecipavano circa 5-10 persone, su base volontaria. Gli incontri, gestiti da psicologi, medici e assistenti sociali, sia del Ser.D che della Comunità Monte Brugiana, avevano una durata di 45 minuti e trattavano argomenti diversi, di natura medica, sociale e psicologica. [Questo numero della rivista è in PDF]

Gail Gilchrist … [et al.], The interplay between substance use and intimate partner violence perpetration : A meta-ethnography, in The International Journal of Drug Policy, (mar. 2019) – on line, vol. 65, pp. 8-23
La relazione fra episodi di violenza intima del partner (intimate partner violence = IPV) e consumo di sostanze non è ben compresa. I ricercatori hanno effettuato una meta-etnografia di studi qualitativi per esplorare come si caratterizza il consumo di sostanze nella IPV, attraverso i racconti delle sopravvissute e degli autori. Sono state vagliate 7654 sintesi con resoconti di attuazione di IPV eterosessuale e tra questi sono stati individuati testi completi dove si citava il consumo di sostanze (alcol e droghe, in prevalenza cocaina, cannabis e metanfetamine). I concetti chiave ricavati da 26 studi qualitativi (le opinioni di 363 sopravvissute alla violenza e 219 autori del reato) sono stati sintetizzati per sviluppare una ”grounded theory” che ha disposto le similitudini e le differenze fra gli studi secondo un ordine interpretativo. Nell’articolo proposto sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Il documento è disponibile in PDF.

Houra Haghpanahan …[et. al.], An evaluation of the effects of lowering blood alcohol concentration limits for drivers on the rates of road traffic accidents and alcohol consumption: a natural experiment, in The Lancet, n. 10169 (dic. 2018) – on line, pp. 321-329
Guidare avendo bevuto alcolici è un importante fattore di rischio per gli incidenti stradali, e causa alti livelli globali di morbidità e mortalità. Abbassare la concentrazione di alcol nel sangue permessa ai guidatori è un intervento comune di salute pubblica promulgato in paesi e giurisdizioni in tutto il mondo. In Scozia, il 5 dicembre 2014, il limite di concentrazione di alcol nel sangue per i guidatori è stato ridotto da 0,08 g/dL a 0,05 g/dL. Abbiamo pertanto inteso valutare gli effetti di questo cambiamento sugli incidenti stradali e sul consumo di alcol. Nella ricerca è stata utilizzata una progettazione osservazionale comparativa a serie temporali interrotte attraverso l’uso di dati sugli incidenti stradali e sul consumo di alcol in Scozia (gruppo di intervento) e Inghilterra e Galles (gruppo di controllo).L’articolo riporta e discute i dati della ricerca. Articolo disponibile in Pdf.

03768716Sarah E. Nelson … [et al.], Externalizing and self-medicating: Heterogeneity among repeat DUI offenders, in Drug and Alcohol Dependence,  (gen. 2019) – on line, vol. 194, pp. 88-96
Nonostante significative diminuzioni della guida in stato alterato (Driving Under the Influence = DUI) negli USA negli ultimi decenni, la DUI continua ad essere una minaccia primaria per la salute pubblica. Lo studio proposto ha indagato l’intersecarsi di due aree che notoriamente influenzano la DUI: precedenti penali e comorbidità psichiatrica. I recidivi DUI (N = 743) che hanno effettuato un programma DUI di due settimane di degenza imposto dal tribunale, hanno completato una valutazione computerizzata della salute mentale come parte della loro adesione a tale programma. I precedenti penali dei partecipanti sono stati ottenuti 4-5 anni dopo la partecipazione al programma. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Il documento è disponibile in PDF.

Séverine Sabia … [et al.], Alcohol consumption and risk of dementia: 23 year follow-up of Whitehall II cohort study, in British Medical Journal, n. 362 (ago. 2018) – on line, pp. 1-11
Lo scopo del presente lavoro è esaminare la associazione tra consumo di alcool e rischio di demenza. E’ stato condotto uno studio di coorte prospettico, attingendo ai dati dei Dipartimenti di Servizio Civile a Londra (Whitehall II study), a cui hanno partecipato 9087 adulti di età compresa tra 35 e 55 anni all’inizio dello studio (1985/88). Gli autori hanno studiato la probabilità di demenza, attraverso analisi dei dati in ospedali, servizi di salute mentale e registri di mortalità fino al 2017. Sono state considerate come misure del consumo di alcol la media di tre valutazioni effettuate tra il 1985/88 e il 1991/93 (mezza età), classificate come astinenza, 1-4 unità/ settimana, e >14 unità/settimana; le traiettorie di consumo alcolico per 17 anni sono state ricavate da cinque valutazioni di consumo alcolico fra il 1985/88 e il 2002/04. E’ stato, inoltre, sottoposto ai partecipanti un questionario Cage sulla dipendenza dall’alcol valutato nel 1991/93 e sono stati analizzati i ricoveri ospedalieri per malattie croniche collegate all’alcol fra il 1991 e il 2017. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati della ricerca. Il documento è disponibile in Pdf.

Li-Tzy Wu, He Zhu , Udi E. Ghitza, Multicomorbidity of chronic diseases and substance use disorders and their association with hospitalization: Results from electronic health records, in Drug and Alcohol Dependence, (nov. 2018) – on line, vol. 192, pp. 316-323
Il presente studio ha indagato sulla concomitanza di disturbi da uso di sostanze (substance use disorders=SUDs) e malattie croniche ai fini di fornire indicazioni utili per determinare interventi efficaci nell’assistenza sanitaria. I ricercatori hanno analizzato i dati delle cartelle cliniche elettroniche di 211.880 adulti di un vasto sistema sanitario per esaminare la prevalenza e le correlate di comorbidità di SUD (alcol, tabacco e droghe) e nove gruppi di malattie croniche (ipertensione, artrite; diabete; disturbo cronico ai reni; asma; disturbo cronico di ostruzione polmonare; disturbo ischemico cardiaco; cancro; epatite) e stabilire la loro associazione con l’ospedalizzazione. Sono state effettuate analisi di regressione logistica per stimare le associazioni fra malattie croniche e SUD. Per considerare la gravità della diagnosi, le analisi delle associazioni fra SUD e ospedalizzazione sono state stratificate per numero di situazioni croniche. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Il documento è disponibile in PDF.

Summary of a report on high-risk drinking behaviours among post-secondary students.S.R., Barker B., Flores Pajot, M.-C, Heavy Episodic Drinking among Post-secondary Students. Influencing Factors and Implications, Canadian Centre on Substance Use and Addiction, Ottawa, 2018, pp. 62
Questo studio, uno dei primi condotti in Canada, analizza i casi di consumo eccessivo di alcool (Heavy Episodic Drinking – HED) tra studenti universitari. Le conseguenze di tale comportamento possono essere gravi: nel breve periodo l’HED è associato a perdita di coscienza, guida insicura, ferite e violenze fisiche e sessuali; nel lungo periodo le conseguenze includono cambiamenti a livello cerebrale (cognitivi, funzionali e strutturali) così come potenziali problemi di salute (malattie del fegato e cancro). Lo scopo di questo studio è di meglio comprendere i fattori chiave che spingono gli studenti a tale comportamento allo scopo di elaborare strategie, strumenti e risorse per ridurre i problemi associati.

Concettina Varango, Pierluigi Morini, Giovanna Navarra, La compromissione neurocognitiva nell’abuso e dipendenza alcolica. Caso Clinico, in Mission, a. 14, n. 50 (set. 2018), pp. 31-37
L’interazione tra mente e alcol determina profonde alterazioni neurocognitive e motivazionali che necessitano di lunghi periodi di riabilitazione e cura al fine di ripristinare il corretto funzionamento delle aree e delle connessioni coinvolte nei processi disfunzionali che conducono all’abuso o alla dipendenza etilica. Nel presente articolo viene descritto un caso clinico, dal quale risulta evidente la capacità dell’alcol di indurre una “sindrome disesecutiva” all’interno del sistema di attività mentali che costituiscono le funzioni frontali.

Angela Wood … [et al.], Risk thresholds for alcohol consumption: combined analysis of individual-participant data for 599912 current drinkers in 83 prospective studies, in The Lancet, n. 1129 (apr. 2018) – on line, vol. 391, pp. 1513–1523
Lo studio intende definire i limiti di consumo alcolico a basso rischio per quanto riguarda la mortalità per tutte le cause e per le malattie cardiovascolari. Tali limiti sono attualmente diversi a seconda dei diversi orientamenti nazionali. Gli autori hanno studiato i dati di quasi seicentomila consumatori di alcool senza precedenti di malattie cardiovascolari. Ne è emerso che nei bevitori dei paesi ad alto reddito, la soglia del rischio più basso di mortalità per tutte le cause è circa 100 g di alcool a settimana. Per le malattie cardiovascolari diverse dall’infarto del miocardio, non esistono chiare soglie di rischio al di sotto delle quali un consumo minore di alcool cessa di essere associato a un rischio minore di malattia. Secondo gli autori, questi dati confermano limiti di consumo alcolico più bassi di quelli raccomandati nella maggioranza degli attuali orientamenti. L’articolo è disponibile in pdf.

missionA.M. Kaag … [et al.], Relation between gray matter volume and the use of alcohol, tobacco, cocaine and cannabis in male polysubstance users, in Drug and Alcohol Dependence, (giu. 2018) – on line, vol. 187, pp. 186-194
Il presente studio analizza la relazione fra le anomalie nel volume della materia grigia e il poli-consumo di sostanze. In particolare, i ricercatori hanno valutato la relazione fra il volume della materia grigia e il consumo di alcol, tabacco, cocaina e cannabis come pure il numero totale delle sostanze assunte in un campione di 169 maschi: 15 non consumatori di sostanze, 89 bevitori moderati, 27 bevitori moderati che fumano anche tabacco, 13 bevitori moderati che fumano anche tabacco e usano cocaina, 10 forti bevitori che fumano tabacco e usano cocaina e 15 forti bevitori che fumano tabacco, cannabis e usano cocaina. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Il documento è disponibile in PDF.

Amanda Roberts … [et al.], Gambling and physical intimate partner violence: results from the national epidemiologic survey on alcohol and related conditions (NESARC), in The American Journal on Addictions, n. 1 (gen. 2018) – on line, pp. 7-14
Lo studio indaga i legami tra la violenza del partner (Intimate Partner Violence, IPV) e il gioco d’azzardo problematico, con l’obiettivo di migliorarne l’individuazione e l’intervento. I dati provengono dall’indagine NESARC (National Epidemiologic Survey on Alcohol and Related Conditions), un’indagine epidemiologica su alcol e condizioni associate negli Stati Uniti d’America. I sintomi del gioco d’azzardo e altri disturbi psichiatrici sono stati misurati attraverso questionari dedicati secondo il DSM-IV. La vittimizzazione e la perpetrazione fisica di IPV negli ultimi 12 mesi sono state valutate tre anni dopo tramite la Conflict Tactics Scale-R. Modelli di regressione logistica binaria sono stati utilizzati per esaminare le associazioni per i maschi e per le femmine separatamente. Gli autori discutono i risultati e concludono che esistono potenziali associazioni tra gioco d’azzardo problematico e violenza fisica verso il partner, che hanno implicazioni importanti per l’individuazione, la rivelazione spontanea e la ricerca di trattamento; inoltre, i legami tra problemi di gioco e violenza sono complessi e dovrebbero essere considerati insieme alla concomitanza di disturbi mentali e disturbi da consumo di sostanze. L’articolo è disponibile in pdf.

Abuso, dipendenza, trattamento

mdd38Mauro Cibin … [et al.], Ricerca e innovazione in comunità terapeutica, in MDD : Medicina delle Dipendenze, n. 38 (giu. 2020), pp. 4-56
Questo numero monografico di MDD, nasce dalla sessione “Sistema dei Servizi per l’Addiction” tenutasi nell’ambito del Congresso Nazionale della Società Italiana Tossicodipendenze (SITD) a Catanzaro nell’ottobre 2019 . Gli articoli hanno la caratteristica di essere nel contempo esempi di ricerca su vari aspetti delle comunità terapeutiche (CT) e proposte di cambiamento e innovazione in questo ambito: la situazione e le prospettive delle CT in Europa, con un focus sulla loro efficacia (W.Vanderplasschen, S. Vandevelde), il ruolo della riabilitazione psicosociale centrata sul recovery nel rinnovamento dei programmi in CT (M. Cibin), le problematiche connesse allo squilibrio delle normative regionali nei processi di accreditamento (G. Grillo, L.Squillaci), l’impatto della psicopatologia sulla permanenza in CT (Maremmani et al.), l’ambiente arricchito come prospettiva di benessere (Chiamulera et al.), il trattamento in CT della dipendenza da analgesici (Semenzato et al.) e per concludere i programmi di gestione delle contingenze nelle dipendenze (Cenedese e Canali)

Guido Intaschi … [et al.], Utilizzo del protocollo MBRP nel contesto delle attività del Servizio Dipendenze Zona Versilia Azienda Usl Toscana Nordovest, in Alcologia, n. 36 (2019) on-line, pp. 17-22
La sperimentazione del protocollo MBRP nasce all’interno delle attività Centro “Raffa” del Ser.D. zona Versilia, un progetto attivo dal 1998 come strumento socio-riabilitativo di gruppo per persone con problemi di tossicodipendenza e di alcolismo. Il protocollo è un programma di integrazione delle prassi scientificamente fondate sulla Mindfulness con i principi della terapia cognitivo-comportamentale e psicoeducazionale applicati alle dipendenze. L’attività si è svolta in otto sessioni a cadenza settimanale, della durata di 2 ore ciascuna in un ambiente idoneo. L’efficacia dell’esperienza è stata valutata attraverso la somministrazione di alcuni test nella fase pre e post attività. [Questo numero della rivista è in PDF]

Gabriella Bertino … [et al.], “Passi di consapevolezza per andare oltre la dipendenza”: un progetto di mindfulness con pazienti con dipendenza patologica. L’Esperienza del Dipartimento dipendenze e di una comunità terapeutica, in Dal fare al dire, n. 3 (2019), pp. 31-44
Nel presente articolo gli autori condividono la loro esperienza sulla sperimentazione del modello A.B.A.M.(Addiction & Body Affective Mindfulness). Il modello nasce nel 2014 all’interno del SerD ASLTO1 con pazienti con differenti dipendenze, alcol e sostanze illegali (eroina, cocaina, hascish) e, poco dopo, presso la Comunità terapeutica per alcoldipendenti “Cascina Nuova” di Roletto (TO) dell’Associazione Aliseo. Il percorso è stato strutturato in 8/10 incontri di gruppo dal “Mindfulness: un percorso pratico per costruire stabilità e sicurezza. Passi di consapevolezza per andare oltre la dipendenza patologica”. Nel costruire il progetto si è tenuto
conto principalmente del rapporto che le persone partecipanti hanno con la sofferenza e, in particolare, del bisogno profondo di difendersene. La sfida consiste proprio nell’offrire ai partecipanti la possibilità di sperimentare uno stato di pace e di calma interiore, coltivando, più o meno direttamente ed esplicitamente, le quattro energie del cuore (Brahmavihara): l’amorevole gentilezza, la compassione, la gioia compartecipe e l’equanimità.

alcologia 36Bruno Sciutteri, Bruno Tortia, Emanuele Bignamini, Gli outcome del Trattamento farmacologico dell’alcoldipendenza. I dati di efficacia del SA di piazza Montale, in Alcologia, n. 36 (2019) – online, pp. 42-54
Questo lavoro si propone di valutare l’efficacia del trattamento farmacologico mirato al rapporto con l’alcol della popolazione afferente al servizio di alcologia di piazza Montale a Torino nell’anno 2016. Nella prima parte sono esposti in modo riassuntivo i farmaci riconosciuti dall’AIFA per il trattamento dell’acoldipendenza; nella seconda parte sono presentati gli outcome del trattamento farmacologico mirato al rapporto con le sostanze alcoliche. I dati di efficacia verificati riguardano 144 pazienti per i quali sono stati individuati e verificati 236 obiettivi sanitari, molti dei quali riguardanti il rapporto con l’alcol. Gli Autori hanno pubblicato l’articolo anche in Mission, n. 51 (mar. 2019), pp. 37-41.

Fabio Caputo … [et al.], Trattamento farmacologico nel mantenimento dell’astinenza e della riduzione del consumo di bevande alcoliche nei disturbi da uso di alcol. Revisione critica della letteratura, in Alcologia, n.35 (2019) – online, pp. 25-36
La terapia farmacologica dei Disturbi da Uso di alcol (DUA) nella fasi iniziali del processo di disassuefazione (intossicazione acuta e sindrome da astinenza da alcol) si avvale di farmaci antiastinenziali e, successivamente, alla risoluzione dei sintomi astinenziali, di farmaci specifici efficaci nel mantenimento dell’astinenza da alcol e nella riduzione del consumo alcolico. Alcuni di essi sono approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) (disulfiram, naltrexone ed acamprosato), dall’EMA (nalmefene) e da agenzie nazionali europee (sodio oxibato e baclofene), mentre altri necessitano di ulteriori conferme cliniche. Nell’ambito della prevenzione della ricaduta, l’articolo conclude che, in associazione al trattamento farmacologico, sia opportuno utilizzare un approccio multidisciplinare caratterizzato dal colloquio motivazionale e, quando necessario, da un trattamento motivazionale o cognitivo comportamentale e/o gruppi di auto-aiuto. Auspica inoltre che il trattamento farmacologico sia sempre più personalizzato in base alle varie tipologie di craving e di DUA. [Questo numero della rivista è in PDF]

Lucia Coco, Focus su un servizio di alcologia, in Alcologia, n.35 (2019) – online, pp. 12-15
L’articolo tratta delle modalità e delle linee guida per l’intervento con famiglie con problemi alcolcorrelati in un servizio pubblico. Ci si chiede se sia possibile una condivisione di prassi all’interno dell’equipe di un servizio pubblico che presuppone prioritariamente la condivisione di un’epistemologia. Si tenta quindi la descrizione di un approccio e di una modalità di lavoro efficace rispetto alla complessità dell‘accoglienza e della presa in carico di problematiche complesse quali le problematiche alcolcorrelate all’interno di una famiglia. [L’articolo è presente in biblioteca in PDF]

Emanuele Scafato, Dalla SIA un position paper per la gestione delle intossicazioni acute e crisi d’astinenza, in Alcologia, n.35 (2019) – online, pp. 37-38
L’effetto principale esercitato dall’assunzione di quantità eccessive di alcol ingerite in poco tempo (binge drinking) è un quadro d’intossicazione acuta alcolica (IAA) che, in alcuni casi, può portare a sofferenza/insufficienza respiratoria, coma etilico e morte. I giovani/giovanissimi sono i più esposti a tali rischi per l’immaturità delle capacità metaboliche che maturano nell’individuo adulto dopo i ventuno anni di età. Quando poi l’uso rischioso o dannoso eccedentario di bevande alcoliche non si limita all’intossicazione di una serata, ma è invece connotata da un’abitudine cronicamente protratta nel tempo, è noto che il bere possa trasformarsi in un uso problematico e non controllabile di questa sostanza, portando allo sviluppo di una condizione definita “Disordine da uso di alcol (Dua)”. Circa il 50% dei soggetti affetti da Dua può sviluppare una sindrome da astinenza da alcol (Saa) quando gli stessi soggetti riducono o sospendono bruscamente l’uso di bevande alcoliche. La Società Italiana Alcologia (SIA) ha elaborato un Position Paper con le linee guida per i medici per trattare queste patologie: Fabio Caputo, … [et al., ], “Diagnosis and treatment of acute alcohol intoxication and alcohol withdrawal syndrome: position paper of the Italian Society on Alcohol“, in Internal and Emergency Medicine, del 22/08/2018 (Coll. Bibl.:0791E )

MIssAllaman Allamani … [et al.], Newsletter “Clinica dell’Alcolismo”, in Mission , n. 52 (set. 2019), pp. 27-43
In questo numero della Newsletter “Clinica dell’Alcolismo” sono pubblicati due studi: “Persone con alcoldipendenza in trattamento in Toscana e in Friuli Venezia Giulia: uno studio epidemiologico” di Allaman Allamani (et al.); “Safe Driver. Progetto di prevenzione efficace su alcol e guida” di A. Noventa (et al.).

Roberto Berrini … [et al.], La dipendenza da sostanze come modalità di disattivazione del sistema dell’attaccamento: una ricerca su un campione di degenti in comunità terapeutica, in Mission, n. 51 (mar. 2019), pp. 7-16
L’articolo espone una ricerca condotta su soggetti alcoolisti e tossicodipendenti ricoverati presso strutture residenziali. E’ stato usato il SAT (Separation Anxiety Test) volto a determinare le caratteristiche relazionali presenti nelle famiglie di origine di tali pazienti in relazione al sistema dell’attaccamento. Non sono state riscontrate differenze fra i due gruppi analizzati. La dinamica prevalente individuata è quella di genitori maltrattanti.

Madeline C. Frosta … [et al.], Influence of comorbid drug use disorder on receipt of evidence-based treatment for alcohol use disorder among VA patients with alcohol use disorder and Hepatitis C and/or HIV, in Drug and Alcohol Dependence, n.1 (gen. 2019) – online, pp. 288-295
Il consumo di alcol è rischioso per i pazienti con il virus dell’epatite C e /o l’infezione del virus di immunodeficienza umana (HIV), ma il trattamento per il disturbo da consumo di alcol (alcohol use disorder = AUD) è sottoutilizzato in queste popolazioni. Disturbi concomitanti per consumo di droga (Comorbid drug use disorders =DUD) sono comuni, ma la loro influenza sulla ricezione del trattamento AUD è poco studiata. Abbiamo valutato l’associazione fra DUD e la ricezione del trattamento per AUD in due campioni nazionali di pazienti con AUD: quelli con HIV e quelli con HCV, nella Veterans Health Administration degli USA. L’articolo è disponibile in Pdf .

Maria Francesca Amendola … [et al.], Trattamento sistemico relazionale nella dipendenza da alcol. Caso clinico in psicoterapia di coppia presso l’Unità Operativa di Alcologia ASP-Cosenza, in Alcologia, n.35 (2019) – on line, pp. 16-24
Si espone un caso clinico con diagnosi di Disturbo da Uso Alcol (DUA) in cura presso il Servizio di Alcologia ASP Cosenza. L’approccio clinico e metodologico della attività del Servizio è improntato sul modello sistemico familiare, sia nel trattamento dei pazienti che nel lavoro multidisciplinare. Si descrive il processo in psicoterapia di coppia in cui, nella famiglia di origine del paziente, il DUA è presente su tre piani generazionali (nonno, padre e figlio). Inoltre il sostegno alla famiglia è volto a favorire la creazione di una rete di relazioni sociali e familiari all’interno della propria comunità di appartenenza, che ridia dignità e spinga a superare la “vergogna” tipica del paziente con DUA e della sua famiglia. Affinché il trattamento consegua risultati significativi è indispensabile integrare le diverse forme di supporto all’interno di un unico progetto riabilitativo, che abbia come scopo un mutamento nella vita sociale, lavorativa e relazionale della persona. [Questo numero della rivista è in PDF]

largepreview(2)Philippe Lucas, Eric P. Baron, Nick Jikomes, Medical cannabis patterns of use and substitution for opioids & other pharmaceutical drugs, alcohol, tobacco, and illicit substances; results from a cross-sectional survey of authorized patients, in Harm Reduction Journal, (gen. 2019) – online, pp. 1-11
Un sondaggio trasversale con 239 domande è stato inviato per email nel gennaio 2017 per raccogliere informazioni complete sul consumo di cannabis da parte dei pazienti canadesi della cannabis terapeutica, registrati presso un produttore di cannabis autorizzato con licenza federale, dando origine a 2032 sondaggi completi. Lo studio ha raccolto dati demografici dettagliati e informazioni complete sui modelli di consumo della cannabis terapeutica da parte dei pazienti e sull’impatto auto-segnalato della cannabis sull’uso di farmaci da prescrizione, sostanze illegali, alcol e tabacco. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Il documento è disponibile in Pdf.

Ethan Sahker … [et al.], Admitted to treatment without diagnosis: The status of known diagnoses in US addictions treatment centres, in The International Journal of Drug Policy, (gen. 2019) – on line, vol. 63, pp. 97-100
Una accurata diagnosi di disturbi da uso di sostanze (substance use disorders =SUD) è fondamentale per un efficace trattamento. Nel presente studio i ricercatori hanno esaminato le diagnosi conosciute nei centri USA di cura della dipendenza, che ricevono finanziamenti statali o federali, e ne hanno analizzato i fattori trasversali di rischio delle variabili associate dal 2000 al 2014. Hanno rilevato che un elevato numero delle ammissioni mancava di diagnosi. Le variabili predittive di una diagnosi conosciuta sottolineano incoerenze amministrative. Politiche che richiedano una documentazione di diagnosi SUD possono migliorare la valutazione sull’appropriatezza e il livello della cura e fornire indicazioni nell’assegnamento dei fondi a favore di iniziative per un trattamento adeguato. Il documento è disponibile in PDF.

Augusto Consoli, Il sodio Oxibato. Limitazioni dell’impiego e libertà di scelte delle terapie, in Dal fare al dire , numero speciale (2019), pp. 16-18
L’autore propone alcune brevi riflessioni sulle conseguenze della limitazione all’utilizzo del sodio oxibato nel trattamento di astinenza e di craving persistente, costituente fondamentale della ricaduta nel consumo di alcol, introdotta nell’ottobre 2018.

Fausto Mazzi … [et al.], Verso coercizione zero. Come trasformare i trattamenti obbligatori in percorsi di cura più consapevoli e democratici, in Sestante, n. 06 (nov. 2018) – online, pp. 1-72

Nonostante una scarsa evidenza empirica sull’efficacia di molte pratiche coercitive basate sulla limitazione della libertà della persona, molti interventi, come la contenzione meccanica, il TSO, il ricovero e il trattamento farmacologico sine die, sono tuttora prassi abituale dei nostri servizi. La parte tematica della monografia tratta dunque il tema di come trasformare i trattamenti obbligatori in percorsi di cura più consapevoli e democratici. A seguire la valutazione di diversi servizi o interventi di buone pratiche sul tema “Verso coercizione zero”, nel campo della salute mentale e delle dipendenze patologiche.

9788843094776Anna Paola Lacatena, Il rischio del piacere. Le sostanze psicotrope dall’uso alla patologia, Roma, 2018, pp. 175
Non si può parlare di sostanze psicotrope eludendo la questione del piacere e del dolore a esse correlata. L’affacciarsi di nuove droghe, il ritorno di stupefacenti già noti ma potenziati, insieme a una sempre maggiore espansione del mercato, impongono il superamento dell’autoreferenzialità da parte delle scienze naturali e di quelle umane e sociali. Il volume, nell’intento di coniugare visione organicista e umanistica, riporta le voci di alcuni consumatori accanto ad approfondimenti sulle sostanze più note e diffuse. Il bisogno di consapevolezza di una realtà così complessa richiede infatti una lettura sistemica, comprensiva del come e del perché le sostanze siano, allo stesso tempo, risposta appagante e rischiosa della ricerca del piacere. Fuori da moralismi e accenti iperallarmistici, l’obiettivo non è la semplificazione che banalizza, ma neppure la stigmatizzazione che colpevolizza. Più semplicemente il tentativo di conoscere scendendo in profondità: perché la comprensione non transita mai dalle parti del giudizio. L’autrice è sociologa e lavora a Taranto nel Dipartimento Dipendenze Patologiche.
Collocazione Biblioteca: 18340

Roberto Marzari … [et al.], Blues is the Haler: il blues è il guaritore, ovvero l’utilizzo della musicoterapia umanistico trasformativa nel trattamento dei problemi alcol correlati, in Mission, a. 14, n. 50 (set. 2018), pp. 38-42
Dopo un’introduzione storica sull’utilizzo della musica per scopi terapeutici, gli autori descrivono il MUT, un approccio musicoterapico umanistico nato dall’intuizione e dall’esperienza del Prof. Roberto Ghiozzi. I riferimenti dell’approccio, oltre che le scienze musicali, sono le scienze umanistiche, la pedagogia, la psicologia umanistica, la filosofia e le scienze mediche.

Michael Savic … [et al.], Making multiple ‘online counsellings’ through policy and practice: an evidence-making intervention approach, in The International Journal of Drug Policy, (mar. 2018) – on line, vol. 53, pp. 73-82
I servizi di consulenza online per una serie di problemi di salute hanno proliferato in anni recenti. Tuttavia c’è ambiguità sul loro ruolo e sulla loro funzione. Spesso non è chiaro se i servizi di consulenza online vogliano fornire soltanto un breve intervento, dare informazioni e indicare a chi ci si può rivolgere, o costituire un trattamento alternativo a quello di persona. In questo articolo gli autori analizzano come gli interventi di consulenza e le conoscenze online su AOD (alcohol and other drugs) sono rappresentati nella politica australiana in materia di salute e confrontano queste rappresentazioni con un’analisi delle informazioni relative al servizio nazionale australiano di consulenza online per AOD e alle trascrizioni di sessioni di consulenza con i clienti di Counselling Online. Nella sua realizzazione pratica la consulenza online è attuata in modi più vari: consulenza online come tentativo di intervenire nel consumo AOD e nelle preoccupazioni sociali interconnesse, come potenziale forma di trattamento di per sé e come integrazione ai servizi di trattamento AOD di persona.

Cattura-attiIn direzione ostinata. I 30 anni di Aliseo, Aliseo, Torino, 2018, pp. 65
Il testo raccoglie gli atti del convegno “In direzione ostinata. I 30 anni di Aliseo”, che si è tenuto in occasione del trentennale dell’associazione Aliseo il 29 novembre 2017 presso la Fabbrica delle “E” del Gruppo Abele. Dopo l’apertura di Antonio Matarozzo (Direttore Asl Torino), Leopoldo Grosso e Livia Racca (Gruppo Abele e Aliseo), troviamo l’intervista di M. P. Bonanate (presidente e fondatrice di Aliseo) a Luigi Ciotti (presidente del Gruppo Abele e fondatore di Libera). Seguono numerosi interventi sull’evoluzione del fenomeno e il trattamento dell’alcolismo. Il convegno si è articolato in due sessioni: I) Consumi, prevenzione e buone prassi (con interventi di Cristina Mosso, e Peter Koler); II) Trattamenti, interventi integrati e metodologie (con interventi di Tiziana Cassese, Paola Giraudo, Augusto Consoli e Alfio Luchini). Alla tavola rotonda sono intervenuti: Paola Damiano, Giuseppe Scarzella, Alessandro Jaretti Sodano e Ivana De Micheli. Le conclusioni sono di Leopoldo Grosso.
Collocazione Biblioteca: 18047

Paola Musu, Laura Rosio, Collaborazione SER.D carcere. Un’ esperienza pluriennale di progetti informativi, in Dal fare al dire, a. 27, n. 3 (2018), pp. 49-54
Da alcuni anni presso il carcere di Fossano vengono attuati incontri informativi rivolti ai detenuti per aumentare la consapevolezza dei rischi che l’uso e l’abuso di alcol comportano sulla salute e sul comportamento. Si hanno caratteristiche diverse in relazione alla provenienza etnica dei carcerati e negli ultimi anni si osserva un aumento della dipendenza da gioco e da cannabis.

Giovanni Aquilino … [et al.], Maestro visionario. Vladimir Hudolin e il Metodo Ecologico Sociale, in Lavoro sociale, n. 1 (feb. 2018), pp. 8-23
La monografia è dedicata allo scienziato e psichiatra croato Vladimir Hudolin, cui si deve il Metodo Ecologico Sociale utilizzato dapprima con efficacia per affrontare i problemi alcolcorrelati e complessi, evolvendosi poi in una sorta di filosofia di vita, un modello culturale con cui guardare non più la specificità del disagio ma le persone e le loro potenzialità. Concetti e prassi propri di questa metodologia sono stati introdotti poi nei servizi sanitari e sociali. Al centro della rivista c’è anche un inserto con l’ultimo discorso di Vladimir Hudolin del 1997.

Tiziana Cassese, Livia Racca, Percorsi generativi nel trattamento dell’alcoldipendenza. Evolutività, problematiche e variazioni nei trattamenti dei pazienti alcol dipendenti nel servizio ambulatoriale dell’associazione Aliseo, in Dal fare al dire, a. 27, n.1 (2018), pp. 27-37
In occasione dei 30 anni di Aliseo, l’associazione ha promosso un convegno (gli atti del convegno sono stati pubblicati nel testo “In direzione contraria”, coll. Bibl. 18047) e l’équipe dell’accoglienza ha elaborato un’analisi descrittiva dei pazienti che si sono rivolti al servizio tra il 2007 e il 2016. La ricerca aveva l’obiettivo di fornire una fotografia socio-demografica e di analizzare i trattamenti terapeutici degli alcoldipendenti in carico in tale periodo; si è articolata in una ricerca quantitativa che ha utilizzato l’asse k di Kennedy (per valutare il funzionamento globale dei pazienti e gli esiti del trattamento) e uno studio qualitativo su due casi clinici. Nell’articolo viene spiegata la metodologia e sono discussi i risultati della ricerca.

09553959Maria Neufeld, Jürgen Rehm, Effectiveness of policy changes to reduce harm from unrecorded alcohol in Russia between 2005 and now, in The International Journal of Drug Policy, (gen. 2018) – on line, vol. 51, pp. 1-9
Il consumo di alcol non registrato (alcol non tassato e non riportato nelle statistiche ufficiali) è uno dei maggiori fattori di mortalità prematura attribuibile all’alcool in Russia. L’articolo espone i risultati di una rassegna delle politiche russe di riduzione del danno relativo all’alcool nel periodo fra il 2005 e il 2017, come pure dell’impatto di tali politiche sul consumo di alcool registrato e non registrato, e sul mercato dello stesso. Ne emerge che esistono provvedimenti efficaci per ridurre il consumo di alcool non registrato e il danno a esso attribuibile, attraverso una strategia su più livelli che dovrebbe essere perseguita rigorosamente.

Mario G. L. De Rosa, Alcologia clinica. L’esperienza di un Servizio delle dipendenze, Franco Angeli, Milano, 2018, pp. 184
Il volume descrive in maniera pratica come si lavora in un Servizio che si occupa di clinica alcologica. In particolare, si espone la modalità con cui viene effettuata la valutazione e la terapia in una prospettiva procedurale: il processo clinico da quando il paziente afferisce al Servizio fino alla definizione del trattamento e del suo follow-up. Un capitolo del libro viene dedicato all’analisi del senso dell’abuso alcolico nei giovani: è ormai evidente come il “fenomeno alcol” si manifesti con specifiche peculiarità nel mondo giovanile acquisendo un significato che trae origine da modelli esistenziali profondamente cambiati a livello sociale e di conseguenza, per molti aspetti, presenta manifestazioni cliniche diverse dall’alcolismo dell’adulto.
Collocazione Biblioteca: 18084

Gaetano Liguori, Vincenzo Prisco, Luigi Stella, Presentazione, analisi e ricaduta di un modello operativo integrato, in Dal fare al dire, 38-47, a. 27, n.1 (2018)
L’articolo espone la sperimentazione nel Ser.D Napoli 2 Nord (tra l’anno 2004 e il 2017) del modello operativo “Oceano”, basato sul lavoro di équipe e periodicamente valutato rispetto a indicatori quali la capacità di tenuta lavorativa degli operatori, quantità e qualità delle prestazioni e benefici per gli utenti. Il team multidisciplinare si è rivelato estremamente utile nella cura delle patologie croniche e multi problematiche, perché permette di offrire all’utenza prestazioni migliori e di garantire agli operatori protezione dal burn out e stimoli positivi per la professione.

Gabry W. Mies … [et al.], Polygenic risk for alcohol consumption and its association with alcohol-related phenotypes: Do stress and life satisfaction moderate these relationships?, in Drug and Alcohol Dependence, (feb. 2018) – online, vol. 183, pp. 7-12
Nello studio proposto, i ricercatori hanno esaminato se una condizione di stress in casa o la poca soddisfazione nella vita possano essere associati a un consumo alcolico più consistente o ad un aumento di problemi alcol-correlati in persone con una maggiore propensione genetica a tale consumo. La ricerca è stata fatta attingendo alle informazioni sui punteggi poligenici e il comportamento di consumo alcolico di 6705 adulti di età 18-83 registrati con il Netherlands Twin Register. Lo stress in casa e la soddisfazione nella vita sono state valutate variabili di moderazione, il cui significato è stato verificato mediante analisi con Equazioni di Stima Generalizzata, che tengono conto di legami di parentela familiare, età e sesso. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Il documento è disponibile in PDF.

sbornie-sacre-sbornie-profane-l-ubriachezza-dal-vecchio-al-nuovo-mondo-claudio-ferlan-copertina-195x300Claudio Ferlan, Sbornie sacre, sbornie profane. L’ubriachezza dal Vecchio al Nuovo Mondo, Il Mulino, Bologna, 2018, pp. 169
Stivate di barili colmi di bevande alcoliche e di uomini pronti a svuotarle: la navi che dal Vecchio Continente salparono alla volta delle Americhe portarono in quei luoghi un nuovo sapere alcolico. Inclini al bere, educati alla mistica del vino, frequentatori di taverne, i colonizzatori incontrarono dall’altra parte del mondo culture indigene tra loro molto diverse, che avevano stabilito nei secoli rapporti complessi con una vasta serie di prodotti fermentati, rapporti in cui il rituale dell’ubriachezza poteva a volte assumere un carattere di sacralità. Dall’impatto sorsero nuovi modi di bere all’eccesso: sbornie epocali, malsane, curative, profetiche, battagliere, mortali, punibili, estatiche, comuni, solitarie, artistiche, visionarie, sacre, profane.
Collocazione Biblioteca: 18413

Mariapia Bonanat, Venti da Nord-Est. Storie di alcolismo e tracce d’uscita, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2017, pp. 126
Le parole di Luigi Ciotti all’inizio del volume e quelle di Mariapia Bonanate nell’appendice delineano la storia di Aliseo, dai suoi primi passi fino alla costituzione di una comunità terapeutica a Roletto, alle porte di Torino: «Negli anni Ottanta, l’alcolismo era un fenomeno sommerso, una realtà negata, nascosto da una cultura che celebrava ed esaltava il bere, non ne indicava i pericoli». A dare corpo al libro, però, è la raccolta di dodici storie, testimonianze dirette e indirette dell’abuso di alcool e di altre sostanze. Raccontando i dettagli del funzionamento del percorso terapeutico, il saggio è un testo consultivo diretto sia agli operatori sociali sia a chiunque voglia conoscere la realtà, senza filtri, della dipendenza da alcool.
Collocazione Biblioteca: 17892

La prevenzione, la riduzione del danno e  le politiche

Emanuele Scafato … [et al.], Le politiche economiche e di tassazione come elemento di prevenzione del rischio e del danno alcolcorrelato in Europa, in Alcologia, n. 41 (2020) online, pp. 23-26.
La politica dei prezzi dell’alcol nella regione europea dell’OMS è uno degli strumenti più efficaci disponibili per i decisori politici che desiderano ridurre il consumo di alcol e i danni alcolcorrelati. Il nuovo rapporto sui prezzi degli alcolici dell’OMS dimostra che le politiche monetarie possono essere efficienti e allo stesso tempo apportare benefici alla salute delle persone. [Articolo disponibile in Pdf]

Elisa Martino, Teo Vignoli, Andrea Martini, Interventi di prevenzione alcologica con gruppi di richiedenti protezione internazionale: metodologia ed esiti di un’esperienza operativa, in Alcologia, n. 39 (2020) – on line, pp. 21-30
Gli interventi info-educativi di gruppo sono rivolti a richiedenti protezione internazionale ospitati nel distretto di Lugo, con l’obiettivo primario di offrire informazioni sulle caratteristiche, sui rischi e sui danni prodotti dal consumo a basso e ad alto rischio, nonché dalla dipendenza da alcol; l’obiettivo secondario è accedere a una popolazione che, quando sviluppa comportamenti di abuso alcolico, rimane nella cosiddetta fascia del “sommerso” e non accede ai servizi specialistici di cura. La metodologia adottata è di tipo narrativo e ricorre all’utilizzo di moderne tecnologie e ad attivazioni pratiche, finalizzate a facilitare la trasmissione dei contenuti, agevolando il superamento delle barriere culturali e linguistiche. L’articolo è disponibile in Pdf.

pss22020Gianni Morandi, L’esperienza modenese di valutazione delle dipendenze, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 2 (primavera 2020), pp. 33-37
Nell’articolo si intende stimare adeguatamente esiti ed effetti dell’esperienza valutativa introdotta nella cartella regionale dipendenze dell’Emilia-Romagna dal 2008. L’utilizzo dello strumento valutativo, che ci permette comparazioni misurabili dei cambiamenti intervenuti nel tempo sull’utenza trattata terapeuticamente, ha fornito risultati positivi, supportando la validità del lavoro degli operatori anche nelle situazioni meno credibili (interruzioni o abbandoni).

Paolo de’ Lutti, IBM dip: Modulo breve di intervento riabilitativo orientato alla Mindfulness per utenti polidipendenti stabilizzati in regime ambulatoriale, in Mission, n. 52 (set. 2019), pp. 58-60
Il modulo IBM dip. nasce da una lunga serie di interventi in utenti con problemi di polidipendenza, in particolare da alcol. L’articolo propone un modulo breve per piccoli gruppi di pazienti polidipendenti in fase di stabilizzazione con uso di tecniche di Mindfulness.

Patrizia Balbinot … [et al.], Associazioni di Auto-Aiuto e disturbi da uso di alcol, in Alcologia, n. 36 (2019) – online, pp. 23 -33
L’efficacia dei gruppi di auto-mutuo-aiuto è ben dimostrata. In caso di costante frequenza i risultati clinici sono significativamente superiori a breve e lungo termine. I professionisti della salute hanno il dovere di segnalare tali realtà e lo sviluppo dei gruppi di auto aiuto deve essere interpretato come un parametro di qualità dei servizi. L’azione dei gruppi di auto-mutuo-aiuto è accreditata in numerose raccomandazioni internazionali sia su base di consenso, sia in base alle evidenze della letteratura. Sul significato terapeutico degli approcci spirituali nella cura dei disturbi da uso di alcol e sostanze e dei comportamenti additivi vi è infatti un ampio consenso.Questo numero della rivista è disponibile in PDF.

Autori Gaetano Manna, Programma Alcol e salute e indirizzi per i servizi di riduzione del danno. Varate le due delibere regionali, in Dal fare al dire, n. 3 (2019), pp. 51-52
Il breve articolo dà comunicazione della delibera da parte della Giunta Regionale del Piemonte dei due seguenti atti: con la DGR 41- 8766 sono state approvate le “Linee di Indirizzo per le attività inerenti il Programma Alcol e Salute 2019-2020 dei Dipartimenti di Patologia delle Dipendenze delle ASL”; con la DGR n. 42-8767 vengono forniti “Indirizzi per la prima applicazione, in modo omogeneo sul territorio regionale, delle prestazioni LEA per i Servizi di Attività di Riduzione del Danno e di Limitazione dei rischi in ambito sanitario, con riferimento ai consumi e agli abusi di sostanze psicoattive e alle dipendenze patologiche”. Per approfondimenti sui contenuti, l’autore rimanda ad articoli più dettagliati.

Emanuele Scafato … [et al.], Alcol e prevenzione: l’industria è un partner per la salute?, in Alcologia, n. 36 (2019) – online, pp. 11 -16
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente maturato al suo interno alcune indicazioni di massima rivolte a stabilire un approccio di non coinvolgimento dell’industria o comunque del settore della produzione di alcolici nelle attività che sono dedicate allo sviluppo di politiche dedicate all’alcol come fattore di rischio per la salute pubblica escludendone la partecipazione nell’implementazione di misure di salute pubblica rivolte alla prevenzione dei rischi e dei danni causati dall’alcol all’individuo e alla società. Per l’OMS infatti non sono ammissibili, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di salute pubblica dell’OMS, la partnership, la collaborazione, il finanziamento e le relazioni con l’industria dell’alcol in quanto gli interessi e le priorità di questi diversi settori di governo sono spesso in conflitto riguardo alle politiche sull’alcol, e diversi possono anche essere i loro ambiti di esercizio del potere. L’articolo illustra qual è stata nel corso del tempo e qual è attualmente la posizione dell’OMS riguardo a questi temi. [Questo numero della rivista è in PDF]

51JgRGYe01LFrancesca Sacco ; prefazione di Paolo Ferrario, Gruppi di auto-mutuo aiuto. Storia, attivazione e conduzione: l’arte di aiutare e di aiutarsi, Roma, Aracne, 2019, 109 p.
Oggetto di studio del volume sono i gruppi di auto-mutuo aiuto (AMA), reputati un valido metodo di trattamento per affrontare situazioni di disagio. L’opera affronta l’origine dei gruppi AMA, offre una classificazione delle diverse figure/regole che li caratterizzano, descrive la differenza tra i gruppi vis à vis e gruppi online e conclude con una serie di interviste effettuate a testimoni privilegiati del fenomeno. Si segnala anche un paragrafo su come progettare e realizzare un gruppo AMA con una simulazione del primo incontro e accenni sull’utilizzo del training autogeno.
Collocazione Biblioteca: P0032

Mariliis Tael-Öeren, Felix Naughton, Stephen Sutton, A parent-oriented alcohol prevention program “Effekt” had no impact on adolescents’ alcohol use: Findings from a cluster-randomized controlled trial in Estonia, in Drug and Alcohol Dependence, n.1 (gen. 2019) – online, pp. 279-287
L’obiettivo di questo progetto è quello di valutare l’efficacia di un programma universale di prevenzione dell’abuso di alcool orientato ai genitori (“Effekt”) in Estonia. Lo scopo primario del programma è quello di ritardare e ridurre il consumo dell’alcool da parte degli adolescenti tramite il mantenimento di un atteggiamento restrittivo dei genitori nei confronti dell’uso di alcolici tra gli adolescenti nel tempo. L’articolo è disponibile in Pdf. Sull’argomento si consulti anche l’articolo di P. Lindfors e altri, Do maternal knowledge and paternal knowledge of children’s whereabouts buffer differently against alcohol use? A longitudinal study among Finnish boys and girls nello stesso numero della rivista

Jim McCambridge … [et al.], Advancing public health policy making through research on the political strategies of alcohol industry actors, Oxford, Oxford University Press, 2019, 8 p.
È necessario sviluppare e attuare politiche basate sull’evidenza per limitare il numero crescente di malattie non trasmissibili (non-communicable diseases- NCDs). L’alcol è una delle principali cause di mortalità. Tuttavia si evidenziano lacune e ritardi nell’elaborazione di politiche di prevenzione e tutela della salute su questa sostanza, dovute in parte all’influenza globale dell’industria dell’alcol. Secondo gli autori, una migliore comprensione della modalità di influenza dell’industria alcolica sulle politiche di sanità pubblica può essere un importante supporto agli interventi di prevenzione e di promozione della salute globale.

Maria K. Pavlova, Matthias Lühr, Maike Luhmann, Effects of voluntary memberships and volunteering on alcohol and tobacco use across the life course: Findings from the German Socio-Economic Panel, in Drug and Alcohol Dependence,  (gen. 2019) – on line, vol.194, pp. 271-278
Non è chiaro se componenti specifici del capitale sociale individuale promuovano o proteggano contro il consumo di sostanze e se tali effetti variano nel corso della vita. In questo studio i ricercatori hanno indagato gli effetti delle adesioni volontarie ad un’organizzazione e del volontariato sul consumo di alcol e tabacco, confrontandoli per età. Il sito utilizzato per la raccolta dei dati è https://osf.io/qhkrn/. I ricercatori hanno usato i dati del German Socio-Economic Panel (1984–2015), dove il consumo di alcol è stato valutato nel 2006, 2008 e 2010 e il fumo è stato valutato almeno ogni due anni dal 1998. Hanno suddiviso i partecipanti in tre fasce di età (14-19, 40-50, e 65-75 anni al basale) e hanno utilizzato l’analisi multilivello. Nell’articolo sono descritti e commentati i risultati dell’indagine. Il documento è disponibile in PDF.

alc conWorld Health Organization Regional Office for Europe, Alcohol consumption, harm and policy response fact sheets for 30 European countries, Copenhagen, WHO, 2018, 96 p.
Il documento raccoglie 30 schede di dati riferite ciascuna a un paese dell’Unione europea più la Norvegia e la Svizzera, riguardanti il consumo di alcool, i danni conseguenti e le relative politiche, aggiornati all’anno 2016. Particolare attenzione è rivolta al consumo tra i giovani e alle politiche di controllo, come aumento dei prezzi, limiti alla disponibilità, divieto di pubblicità dell’alcool. Inoltre, ogni scheda contiene una panoramica dei punteggi ottenuti dal paese nelle dieci aree di azione individuate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per ridurre l’abuso di alcool entro il 2020, confrontati con la media UE.

Gabriele Bardazzi … [et al.], Progetto sperimentale “Programma residenziale intensivo breve per alcolisti, Progetto Faltona, in Alcologia, n. 34 (2018) – online, pp. 9-14
Il programma residenziale intensivo breve per alcolisti nasce dalla collaborazione ed integrazione tra il Servizio Pubblico, Serd, e il Privato Sociale. Nello specifico sono coinvolti l’UFS SERD C della Zona 1 di Firenze dell’Azienda USL Toscana Centro e la Comunità Pedagogica-Riabilativa Faltona per alcolisti. Vengono illustrate le singole fasi previste dal Progetto Sperimentale, gli aspetti peculiari ed i risultati preliminari. L’articolo è disponibile in Pdf.

Cécile Knai … [et al.], The Public Health Responsibility Deal: Using a Systems-Level Analysis to Understand the Lack of Impact on Alcohol, Food, Physical Activity, and Workplace Health Sub-Systems, MDPI, Basilea, 2018, pp. 14
La misura in cui il governo dovrebbe collaborare con le industrie di alcol, cibo e altre industrie, al fine di migliorare la salute pubblica, sono oggetto di un dibattito in corso. Un approccio comune prevede lo sviluppo di accordi volontari con l’industria o la loro autorizzazione ad autoregolarsi. In Inghilterra, l’esempio più recente di questo approccio è stato il Public Health Responsibility Deal (RD), un accordo di collaborazione tra pubblico e privato lanciato nel 2011 sotto la coalizione guidata dal governo dei conservatori. Il RD è stato organizzato sulla base di accordi volontari, mirati a riunire insieme governo, esperti accademici e organizzazioni commerciali, del settore pubblico e del volontariato, per intraprendere accordi ed azioni di beneficio per la salute pubblica. Questo documento riunisce il principali risultati e implicazioni della valutazione del RD utilizzando un approccio sistemico.

L’alcool, giovani e luoghi del divertimento

Istituto Giuseppe Toniolo, La condizione giovanile in Italia. Rapporto Giovani 2020, Bologna, Il Mulino, 2020,  238 p.
Nell’anno della pandemia e alle soglie del terzo decennio del XXI secolo, Il Rapporto Giovani 2020 presenta un bilancio sulla condizione giovanile e sulle dinamiche dell’ultimo decennio, con particolare attenzione alle diseguaglianze che si intrecciano con la questione generazionale, ma approfondisce anche alcuni aspetti cruciali delle prospettive dei giovani, sul versante del lavoro, dell’impatto dell’innovazione tecnologica, dei temi ambientali, della partecipazione sociale e politica, dei consumi culturali.
Collocazione Biblioteca: 82R19

Claudia Gandin … [et al.], Alcol, giovani e sport: le attività nazionali del Progetto europeo FYFA “Focus on Youth Football and Alcohol, in Alcologia, n. 41 (2020) – online, pp. 27-42
FYFA – Focus on Youth Football and Alcohol – è un progetto europeo, tuttora in corso che coinvolge istituti di ricerca di sei paesi europei, inclusa l’Italia ed ha, tra gli scopi, quello di utilizzare i contesti di aggregazione sportiva per veicolare iniziative e sollecitare l’adozione di politiche atte a prevenire i danni alcol-correlati nei giovani. L’Istituto Superiore di Sanità ha coordinato le attività del Work Package 5 “Revisione delle politiche e delle pratiche nazionali in sei Stati Membri relative all’alcol, ai giovani, allo sport e al marketing” finalizzate ad individuare lo status quo delle politiche e delle pratiche per ridurre il consumo di alcol ed il consumo episodico eccessivo nei giovani nei contesti sportivi a livello nazionale anche attraverso l’opinione di esperti del settore. [Articolo disponibile in Pdf]

cover-238Enrico Panero, “Nessun allarme ma i ragazzi vanno ascoltati”, in Scarp de’ tenis, n. 238 (feb. 2020), pp. 36-38
Tra gennaio 2019 e gennaio 2020 si sono verificati 235 decessi per droghe nel nostro Paese. Gli adulti sembrano poco in grado di contenere e gestire gli adolescenti, il cui malessere porta ad un consumo di sostanze che ha lo scopo di lenire stress e angosce. Ciò che caratterizza oggi il mondo delle droghe in Italia ed Europa è il policonsumo: vecchie e nuove droghe usate in modo funzionale tra loro, con l’alcol come sostanza di base. La cannabis risulta essere la sostanza più usata dalle nuove generazioni. Seguono gli articoli: “Gatti: “La guerra si vince garantendo la speranza” di Maria Teresa Santaguida (pp. 38-40) e “Insegniamo ai giovani ad essere consapevoli” di Stefania Culurgioni (pp. 40-41).

Raimondo Maria Pavarin, Uso e abuso di alcol tra gli studenti delle scuole medie superiori dell’area metropolitana di Bologna. I risultati di uno studio preliminare, in Alcologia, n. 37 (2019) – on line, pp. 26-36
Numerosi recenti studi nell’area metropolitana di Bologna hanno documentato un cambiamento negli stili di consumo di sostanze psicoattive tra i giovani. E’ stata quindi avviata una ricerca tramite un questionario autosomministrato a studenti delle scuole medie superiori e dei centri di formazione professionale della città di Bologna. Sono stati intervistati 1005 ragazzi, età media 16 anni. I risultati dello studio pongono l’attenzione su particolari gruppi di giovani con consumi di alcolici a rischio. Su questo target vanno valutati strategie ed interventi preventivi. [Articolo disponibile in Pdf]

Gianni Testino … [et al.], “Drunkorexia”: disturbo da cibo e alcol. Una nuova emergenza e un nuovo management, in Alcologia, n. 37 (2019) – on line, pp. 37-52
L’associazione Anoressia Nervosa-Disturbo da Uso di Alcol (DUA) è stata definita dai media “drunkorexia”. La drunkorexia è caratterizzata da: 1) mancata assunzione di cibo in previsione di un consumo di alcol (binge drinking), 2) esercizio fisico eccessivo per consumare le calorie dell’etanolo, 3) consumo di quantità elevate di alcol per raggiungere uno stato di intossicazione acuta. Attualmente la definizione più accreditata è “Food and Alcohol Disorders” (FAD) (Disturbo da Uso di Cibo e Alcol). Tale condizione morbosa è caratterizzata da significative alterazioni psico-fisiche che vanno trattate in un percorso multidisciplinare integrato e personalizzato. [Articolo disponibile in Pdf]

Maria Raffaella Rossin, Paolo Giuseppe Franceschi, Giovani indipendenti. I problemi del bere alcol in eccesso. Guida pratica per giovani, adulti, genitori e educatori, Trento, Erickson, 2019, 87 p.
Gli autori, rispettivamente psicologa psicoterapeuta e medico presso il Nucleo Operativo Alcologia dell’azienda sanitaria Fatebenefratelli-Sacco di Milano, si rivolgono a giovani, genitori, insegnanti, educatori e operatori socioassistenziali. Attraverso 11 schede forniscono informazioni sulle bevande alcoliche e sui loro effetti fisici e psichici, sconfessando luoghi comuni e suggerendo spunti di approfondimento.
Collocazione Biblioteca: 18664

Paola Nardone …[et al.], Gli stili di vita degli adolescenti in Italia: i principali risultati 2018 del Sistema di sorveglianza HBSC (Health Behaviour in School-aged Children), in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 12 (dic. 2019) – on line, pp. 3-6
Nel 2018 è stata condotta nelle Regioni italiane un’indagine sugli studenti di 11, 13 e 15 anni nell’ambito dello studio internazionale HBSC (Health Behaviour in School-aged Children). Le classi su cui si è svolta l’indagine sono state la prima e la terza media della scuola secondaria inferiore e la seconda della secondaria superiore. A tutti i soggetti delle classi campionate è stato somministrato un questionario per indagare i loro stili di vita : attività fisica, peso corporeo, alimentazione e comportamenti a rischio, in particolare consumo di tabacco, alcool e sostanze stupefacenti e gioco d’azzardo. La ricerca del 2018 e le precedenti sono consultabili al link: https://www.epicentro.iss.it/hbsc/hbsc-italia-2018 Collocazione Biblioteca: 0599E

largepreview3Alexander B. Barker … [et al.], A content analysis of alcohol content in UK television, in Journal of Public Health, n. 3 (set. 2019) – on line, pp. 1-8
La presenza, in televisione, di messaggi pubblicitari relativi alle bevande alcoliche è spesso associata al successivo consumo alcolico da parte dei giovani e dal 2010, nel Regno Unito, non viene fatta un’analisi della portata di questo fenomeno relativa ai programmi televisivi di prima serata. Nel presente articolo gli autori riportano un’analisi dei messaggi pubblicitari relativi alle bevande alcoliche in un campione di trasmissioni televisive pubbliche di prima serata nel 2015 e la confrontano con la stessa analisi relativa all’anno 2010. Nell’indagine hanno valutato il contenuto di tutti i programmi e interruzioni pubblicitarie/trailer trasmessi sui cinque canali nazionali britannici in chiaro tra le 18:00 e le 22:00, durante tre settimane separate a settembre, ottobre e novembre 2015. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Il documento è disponibile in Pdf.

Gian Luigi Gessa … [et al.], Adolescenza, vulnerabilità e dipendenze, in Medicina delle dipendenze, n. 34 (giu. 2019), pp. 5-44
La presente monografia si concentra sul consumo di droghe e alcol da parte degli adolescenti, sia maschi sia femmine, e sulle relative dipendenze. Diversi fattori ne favoriscono la genesi: la disponibilità della droga, l’uso di droghe da parte dei coetanei, un ambiente familiare di violenze fisiche e psicologiche, la presenza di disturbi mentali nei famigliari e soprattutto nello stesso adolescente. Fanno seguito all’editoriale i seguenti articoli: “Adolescenza: tra opportunità e vulnerabilità”, di C. Cadoni, M. Diana; “Il temperamento affettivo come fattore preesistente l’addiction, di AA.VV.; “Cannabis e adolescenza” di W. Fratta; “Disturbo da uso di alcol e giovani”, R. Agabio e A.M. Laddomada; “Gateway hypothesis e droghe gateway” di P. Fadda, M. Scherma.

Ali Cheetham .. [et al.], Stigmatising attitudes towards depression and alcohol misuse in young people: relationships with help-seeking intentions and behavior, in Adolescent Psychiatry, n. 1 (2019) – on line, pp. 24-32
Gli adolescenti con problemi di salute mentale spesso si confrontano con i loro coetanei anziché cercare un aiuto professionale. L’articolo intende contribuire alla migliore comprensione degli atteggiamenti stigmatizzanti degli adolescenti verso la malattia mentale, allo scopo di ottenere informazioni utili per interventi volti a migliorare la qualità dei consigli che i giovani danno ai propri coetanei. Studenti delle scuole medie superiori (n=2447) sono stati reclutati come parte di un intervento concentrato sul superamento delle barriere di accesso all’aiuto per i problemi di consumo da sostanze e di salute mentale. Ai partecipanti sono state presentate due storie che descrivevano rispettivamente un coetaneo con un’esperienza di depressione e di abuso di alcol. Successivamente i ragazzi hanno completato un apposito questionario. Gli autori discutono i risultati e concludono che i giovani stigmatizzano l’abuso di alcol più severamente della depressione, considerando il coetaneo che abusa dell’alcol come un debole e non un malato. In generale, lo stigma è associato a minori intenzioni di incoraggiare i coetanei a cercare aiuto; la percezione di “pericolosità” è associata a intenzioni più forti, ma questa associazione può non tradursi in un reale comportamento di aiuto, rendendo auspicabili ulteriori ricerche in proposito. L’articolo è disponibile in Pdf.

Corrado Celata, Droghe e altre dipendenze. Spunti per una rinnovata (attiv)azione sociale, in Aggiornamenti Sociali, n. 4 (apr. 2019), pp. 291-301
La crescita nell’uso di sostanze stupefacenti, in particolare presso i giovani, preoccupa sia le istituzioni sia le famiglie. Ad allarmare è il diffondersi, la “normalizzazione”, di varie forme di dipendenza e il cambiamento registratosi nell’immaginario collettivo a proposito di questi fenomeni. L’autore indaga sul quadro odierno a proposito del ricorso alle droghe in Italia e sui possibili strumenti preventivi e di contrasto.

copertina_1Mario Becciù, Anna Rita Colasanti, Noemi Solarino, Stili di vita dei giovani tra ricerca di benessere e significati esistenziali, in Rassegna CNOS, n. 2 (mag.- ago. 2019), pp. 69-78
L’articolo presenta i risultati di un’indagine sugli stili di vita degli adolescenti per valutare la presenza di abitudini corrette o di comportamenti di rischio per la salute. Sono stati intervistati 1831 ragazzi (82% maschi e 18% femmine) tra i 14 e i 17 anni, allievi dei corsi di formazione professionale dell’Opera Salesiana in diverse regioni italiane. Le abitudini indagate riguardano: sonno, alimentazione, peso, attività fisica, tempo libero, uso di internet, sessualità; i comportamenti a rischio considerati sono relativi a: consumo di alcol, fumo, sostanze psicoattive, guida pericolosa, atti antisociali. Gli autori discutono i risultati e concludono auspicando lo sviluppo di azioni formative concernenti gli stili di vita e i determinanti della salute per questa fascia di età.

A cura di Andrea Caputo, Binge drinking. Percezioni, motivazioni e pratiche del consumo tra gli adolescenti, Roma, Ordine degli Psicologi del Lazio, 2019, pp. 40
Le percentuali di binge drinker, sia di sesso maschile che femminile, da fonte ISTAT, aumentano nell’adolescenza e raggiungono i valori massimi tra i 18-24 anni (22,2% maschi e 8,6% femmine); mentre oltre questa fascia di età le percentuali tendono a diminuire nuovamente. Il presente progetto di ricerca commissionato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio si inserisce all’interno di una più ampia iniziativa denominata “Binge Drinking: azioni di sensibilizzazione nei contesti scolastici” promossa da Roma Capitale e altri. “Binge Drinking” è un progetto realizzato nel corso dell’anno scolastico 2018/2019 che mira a coinvolgere la popolazione giovanile degli istituti scolastici secondari di I e II grado, mediante azioni di sensibilizzazione finalizzate a generare nuovi comportamenti responsabili e un rapporto consapevole, sano e virtuoso con le bevande alcoliche. Parte integrante del progetto è l’attività di ricognizione e ricerca per la rilevazione della percezione che i giovani hanno del fenomeno e di se stessi quali consumatori di sostanze alcoliche. Il documento è disponibile in PDF.
Collocazione Biblioteca: P0010

Giles Newton-Howes … [et al.], Comparison of age of first drink and age of first intoxication as predictors of substance use and mental health problems in adulthood, in Drug and Alcohol Dependence, (gen. 2019) – on line, vol. 194, pp. 238-243
Le politiche pubbliche internazionali sull’età della prima bevanda alcolica (first alcoholic drink = AFD) hanno messo in evidenza i benefici a lungo termine a ritardare l’AFD. Questo studio ha voluto mettere a confronto l’AFD con l’età della prima ubriacatura (age of first intoxication = AFI) come elementi predittivi del disturbo da consumo di sostanze e di disturbi mentali nell’età adulta. I dati sono stati ottenuti da una coorte longitudinale di nascita a Christchurch, Nuova Zelanda. I partecipanti sono nati nel 1977. I campioni per l’analisi variano da n = 1025 (età 18) a n = 962 (età 35). Le misure di AFD e AFI sono state generate usando dati riferiti dai genitori e auto-segnalati, raccolti a partire dall’età di 11 anni. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Il documento è disponibile in PDF.

Jukka Törrönen … [et al.], Why are young people drinking less than earlier? Identifying and specifying social mechanisms with a pragmatist approach, in The International Journal of Drug Policy (feb. 2019) – on line, vol. 64, pp. 13-20
Indagini recenti hanno riscontrato una forte diminuzione del consumo di alcol nei giovani in paesi europei, in Australia e in Nord America, dovuta a cambiamenti nello stile genitoriale, al maggiore utilizzo dei social media, a cambiamenti nelle identità di genere o ad una tendenza a favore della salute e della ‘forma’. I ricercatori hanno utilizzato 49 interviste qualitative con giovani bevitori e non bevitori in Svezia per esplorare in quale modo e in quali tipi di contesti queste spiegazioni possono essere vere e come da sole o insieme possono spiegare il declino del consumo alcolico nei giovani. C’è meno pressione dei pari verso il bere e più spazio per le attività competitive. Inoltre i risultati del documento suggeriscono un’ipotesi di maturazione precoce dei giovani come attori più individualizzati, responsabili, riflessivi, simili ad adulti, rispetto alle generazioni precedenti. Il documento è disponibile in PDF.

John R. Seeley … [et al.], Prevalence, incidence, recovery, and recurrence of alcohol use disorders from childhood to age 30, in Drug and Alcohol Dependence,  (gen. 2019) – on line, vol. 194, pp. 45-50
Non esistono molte ricerche sul decorso dei disturbi da consumo di alcol (alcohol use disorders=AUDs) in campioni rappresentativi, durante i periodi ad alto rischio dell’adolescenza e la prima età adulta. L’obiettivo primario di questa ricerca è descrivere la prevalenza e l’andamento dei primi episodi di AUD vissuti fra l’infanzia e i 30 anni, in un campione di coorte rappresentativo a livello regionale. I dati dello studio provengono da una ricerca epidemiologica su 816 giovani, selezionati a caso, provenienti da nove scuole superiori dell’Oregon Occidentale, USA. Sono state effettuate quattro tornate di raccolta-dati fra le età dai 16 ai 30 anni. Nell’articolo proposto sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Il documento è disponibile in PDF. Nella stess numero della rivista si trovano anche i seguenti studi: Katherine M. Keyes, Caroline Rutherford, Richard Miech, Historical trends in the grade of onset and sequence of cigarette, alcohol, and marijuana use among adolescents from 1976–2016: Implications for “Gateway” patterns in adolescence, pp. 51-58; Danielle R. Madden, John D. Clapp, The event-level impact of one’s typical alcohol expectancies, drinking motivations, and use of protective behavioral strategies, pp. 112-120

ADO downloadWorld Health Organization, Adolescent alcohol-related behaviours: trends and inequalities in the WHO European Region, 2002–2014, Copenhagen, WHO Regional Office for Europe, 2018, 94 p.
Il Sondaggio sulla salute nei bambini in età scolare (The Health Behaviour in School-aged Children survey- HBSC) è uno studio transnazionale collaborativo dell’OMS che monitora il comportamenti in materia di salute, gli indicatori di salute e gli ambienti sociali di ragazzi e ragazze di 11, 13 e 15 anni ogni quattro anni. Il rapporto proposto presenta le ultime tendenze del consumo di alcol e comportamenti di consumo di alcol tra i quindicenni in tutta la regione europea dell’OMS, attingendo ai dati dell’HBSC, che ha raccolto dati internazionali per oltre 30 anni, consentendo di confrontare la prevalenza tra paesi e nel tempo. Riunisce per la prima volta tutti i dati, che in precedenza venivano analizzati separatamente, per individuare le differenze nell’uso dell’alcol per genere, posizione socioeconomica e sottoregione geografica e reinterpretare in maniera più esaustiva le tendenze recenti.

Angelo Giglio … [et al.], Uno sguardo sul popolo della movida torinese. Consumi di alcol e percezione dei rischi correlati tra i frequentatori dei luoghi del divertimento notturno di Torino, in Dal fare al dire, a. 27, n. 3 (2018), pp. 39-48
La ricerca descritta nell’articolo rientra nel Progetto Itinerante Notturno (PIN), finalizzato alla riduzione dei rischi correlati al consumo di alcol e di altre sostanze psicoattive e attivo nei luoghi dei divertimento notturno di Torino dal 2009. Ci si è concentrati sul consumo di alcool, che appare in aumento, con caratteristiche di assunzione compulsiva. Si è inoltre riscontrato che i soggetti che ne fanno abuso sono poco consapevoli dei rischi che l’alcol comporta, come quelli correlati alla guida dell’automobile.

Enrico Gargiulo, Anna Avidano, Il “governo” della movida a livello locale. Una ricerca sulle ordinanze sindacali “antialcool” e “anti-vetro”, Roma, Osservatorio Permanente sui giovani e l’ alcool, 2018, 52 p.
A prescindere dal fatto che siano tradotti in pratica o che, invece, rimangano sulla carta, i provvedimenti contengono strategie e giustificazioni più o meno consapevoli ed esplicitate, esprimono una rivendicazione di “sovranità” su dati ambiti e su specifiche materie.. Per questo motivo costituiscono un “oggetto” molto importante sul piano politico, soprattutto quando interessano materie fortemente sensibili dal punto di vista mediatico e comunicativo. Il report qui presentato si inserisce nell’ambito degli studi sulle ordinanze sindacali, focalizzandosi su un tema specifico: i provvedimenti relativi alla vendita, alla somministrazione e al consumo di alcol e/o all’uso di contenitori di vetro in contesti e spazi urbani. L’analisi si è focalizzata su 55 ordinanze sindacali, relative a 34 città. Lo scarto tra il numero dei provvedimenti e quello delle città interessate deriva dalla necessità di analizzare anche l’andamento nel tempo delle strategie “regolative” attuate negli stessi contesti urbani.

MOVIDAIstituto di Tecnologie Biomediche – CNR, Osservatorio Permanente sui giovani e l’ alcool, Aggregazioni giovanili e movida a Roma nei quartieri di San Lorenzo e Ponte Milvio, Roma, Osservatorio Permanente sui giovani e l’ alcool, 2018, 65 p.
Questa ricerca sulle aggregazioni giovanili e le movida a Roma nei quartieri di San Lorenzo e Ponte Milvio si colloca al crocevia tra alcune tematiche di notevole importanza per chi voglia capire i trend evolutivi della società italiana, e non solo: gli stili di vita e di consumo, la condizione giovanile e la funzione sociale del consumo di bevande alcoliche. L’aumento delle preoccupazioni per i rischi dell’abuso di bevande alcoliche, anche a seguito del peso crescente dei danni da incidentalità stradale e lavorativa, e della associazione con il consumo di droghe, risulta decisamente infondato anche alla luce della presente ricerca . Indagando il rapporto tra consumo di bevande alcoliche e socialità giovanile dal punto di vista ludico e relazionale. la ricerca ha verificato che tra i giovani, la maggioranza dei casi il consumo di bevande alcoliche costituisce un supporto alla socialità, alla relazionalità ed al divertimento, come è sempre stato nella storia dei tempi, senza svolgere necessariamente un ruolo negativo

Nadia Anna Della Torre, Dea Massarelli, L’assenzio. Le illusioni della Fée Verte, in Mission, a. 14, n. 50 (set. 2018), pp. 60-66
L’assenzio, celebrato nel tempo come “nettare degli dei”, è la Fata Verde che garantisce l’accesso a un mondo di intossicazione dionisiaca. Tuttavia dietro a tutto ciò si nasconde il vero pericolo, cioè l’abuso e la dipendenza: le false illusioni di un benessere di breve durata nascondono un mondo dal quale non è sempre possibile tornare. Le vittime dell’assenzio sono persone di tutte le età, ma molte appartengono alle generazioni più giovani. Il presente articolo intende ripercorrere la storia dell’assenzio e le sue rappresentazioni nelle arti, al fine di sfatare il mito sulla tossicità dei suoi ingredienti e attirare l’attenzione sui pericoli nascosti sotto la seduzione di questa sostanza, che ha un alto contenuto alcolico.

Sarah MacLean, Amy Pennay, Robin Room, ‘You’re repulsive’: Limits to acceptable drunken comportment for young adults, in The International Journal of Drug Policy, (mar. 2018) – on line, vol. 53, pp. 106-112
L’ubriachezza rimane una pratica socialmente rischiosa con il potenziale di evocare sentimenti di irritazione e persino disgusto, nonostante si parli di una “cultura dell’ebbrezza” tra i giovani. Gli studiosi hanno analizzato le pratiche relative all’ebbrezza che i giovani adulti di Melbourne, Australia, hanno descritto come disgustose, per individuare le forme culturali contemporanee che limitano l’ebbrezza e il modo in cui questa viene attuata. Sono state effettuate a Melbourne, Australia, interviste con 60 partecipanti, ognuno con esperienza recente di consumo alcolico. Ai partecipanti è stato chiesto di fornire resoconti di momenti in cui avevano considerato il comportamento da ubriachi riferito a sé o ad altri come antisociale o sgradevole. Sono state esaminate le trascrizioni per individuare i temi ricorrenti.

Loredana Benedetto … [et al.], Credenze metacognitive e propensione al bere negli adolescenti, in Psicologia della Salute, n. 1 (2018), pp. 38-62
Scopo della ricerca qui descritta è provare l’ipotesi che gli adolescenti a rischio alcolico evidenziano livelli maggiori di meta-credenze positive e negative sull’alcool e indagare il peso di alcune caratteristiche individuali e di contesto (coetanei e famiglia) nel predirne il consumo. I 347 adolescenti che hanno partecipato alla ricerca hanno compilato la “Positive Alcohol Metacognitions Scale” e la “Negative Alcohol Metacognitions Scale”, l’AUDIT-C per il rischio alcolico, alcuni item inerenti fattori di rischio/protezione di tipo individuale, familiare e dei pari.

Aaron Hart, Ordering clinical realities: Controversy and multiplicity in alcohol and other drug treatment for young adults, in The International Journal of Drug Policy, (feb. 2018) – on line, vol. 52, pp. 79–86
I giovani adulti che ricevono cure per il consumo di alcol e di altre droghe spesso si trovano in circostanze di vita svantaggiate. L’autore dello studio è interessato a come i servizi di cura comprendono e rispondono all’intreccio fra queste circostanze di vita e il consumo di sostanze dei pazienti; ha raccolto dati etnografici attraverso interviste con medici e operatori, analisi di documenti e osservazioni sul campo in una clinica pubblica che cura i giovani adulti a Melbourne, Australia. Discute i risultati con l’intento di individuare le modalità di trattamento più efficaci. Si veda anche, snella stessa rivista l’articolo di  Claire Thompson … [et al.], Down the local: a qualitative case study of daytime drinking spaces in the London Borough of Islington, pp. 1-8

71KVAqiD2iLA cura di Maria Nosengo e Stefania Biagini, Lo “Spirito” della festa. Come proteggere i propri figli dall’alcol, Milano, ITL, 2018, 103 p.
Il libro è un manuale e uno strumento di aiuto e orientamento per tutti i genitori desiderosi di capire meglio un fenomeno che ha assunto le dimensioni di una piaga sociale: quello dell’abuso di alcol tra giovani e giovanissimi. Per affrontare o prevenire un problema tanto grave, come quello dello “sballo” incontrollato, bisogna prima esserne consapevoli. Solo un padre e una madre informati e vigili possono infatti educare i propri figli senza opprimerli, proteggerli senza soffocarli. Collocazione Biblioteca: 18555

L’alcool e le donne

Anna Paola Lacatena, Donne e tossicodipendenza. Quando la patologia è di altro genere… , in Mission, n. 53 (apr. 2020), pp. 26-32
Dai dati della Relazione annuale sull’evoluzione del fenomeno della droga nell’Unione europea, pubblicata nel 2018 dall’OEDT (Agenzia europea sulle droghe di Lisbona),emerge che le donne sono soltanto il 20% dei pazienti che si sottopongono a un trattamento della tossicodipendenza. Le possibili ragioni sono varie, a partire da problemi di accessibilità ai servizi e di adeguatezza degli stessi. Per approfondire, il Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL di Taranto ha prodotto due ricerche sulle pazienti donne in carico, di cui qui si presentano modalità e risultati.

Cristina Meneguzzi, Annalisa Giacalone, Disturbo da uso di alcol nel genere femminile: una realtà parallela, in Alcologia, n. 37 (2019) – on line, pp. 53-67
Il progressivo aumento del consumo di alcol, anche da parte della popolazione femminile, rappresenta motivo di grande preoccupazione. Appare evidente che il fenomeno del consumo alcolico al femminile mostra una trasformazione di comportamenti e di abitudini con un progressivo avvicinamento allo stile proprio dell’altro genere, con dati di prevalenza, per alcune classi specifiche di consumo ed età, che in Italia hanno registrato in questi ultimi anni un superamento delle medie europee. Studi ed esperienze cliniche concordano sulla maggiore vulnerabilità per il sesso femminile al danno alcool-correlato, a causa di una serie numerosa e complessa di meccanismi fisiopatologici e fattori clinici. E’ quindi prioritario individuare le specificità di genere relative a fattori di vulnerabilità e meccanismi del danno alcol-correlato, diagnosi, terapia e management del disturbo da uso di alcol (DUA) nel genere femminile. Le differenze devono essere tenute in considerazione nell’approccio clinico alle due popolazioni, insieme a fattori psicologici e sociali. [Articolo disponibile in Pdf]

Cinzia Luigia Celebre … [et al.], Progetto Ben Essere Donna. Intervento di prevenzione e promozione della salute rivolto a donne con problematiche alcol correlate, in Mission, n. 51 (mar. 2019), pp. 31-36
Dopo un’introduzione sul tema dei trattamenti dedicati alle donne per l’uso e abuso di sostanze, le autrici, psicologhe e psichiatre dell’Azienda sanitaria di Trieste, illustrano il progetto Ben Essere Donna, avviato in via sperimentale nel 2012 su 104 donne di età media di 52 anni, con diagnosi di dipendenza da alcool, poliabuso o con problema di gioco d’azzardo patologico. Un’équipe specialistica multidipliscinare ha attivato percorsi personalizzati di promozione di stili di vita sani, con trattamenti specialistici sanitari e di cura del corpo e del benessere psicofisico, interventi riabilitativi ed educativi, attività di gruppo e di autoaiuto. Uno studio qualitativo mostra che l’intervento sembra risultare efficace nel rafforzare la motivazione al percorso di cura, nel fornire competenze e strategie personali per affrontare la dipendenza, rendendo le donne non più fruitrici di un servizio, ma soggetti attivi e promotrici consapevoli di salute.

Elisa Martino, Teo Vignoli, Terapie di gruppo in alcologia: due interventi sostitutivi ed integrativi dei percorsi individuali presso un Servizio. Le dipendenze Patologiche, in Alcologia, n. 31 (2017) – on line, pp. 25-32
Il presente articolo descrive e confronta due esperienze di conduzione di gruppi con persone con un “disturbo da uso di alcol” (DSM V), realizzate presso il Servizio Dipendenze Patologiche di Lugo, Ravenna (AUSL della Romagna). Il “gruppo clinico alcol” è un intervento condotto da medico e psicologa, orientato a obiettivi di trattamento, a parziale o totale sostituzione dei programmi terapeutici individuali. Il “gruppo donne in rinascita” è un intervento genere-specifico, condotto da psicologa e assistente sociale, orientato a obiettivi di tipo relazionale e all’ampliamento dei contatti con il territorio, a integrazione dei programmi terapeutici individuali. Entrambi i trattamenti sono aperti, con cadenza settimanale, durata indeterminata e continuità nel tempo. L’articolo è disponibile in Pdf.

add.v113.6.coverJoanne Neale … [et al.], Do women with complex alcohol and other drug use histories want women-only residential treatment?, in Addiction, n. 6 vol.  113 (2018), pp. 989–997
La ricerca esamina le aspettative e le esperienze delle donne in riabilitazione residenziale riservata esclusivamente al loro genere, allo scopo di stimolare il dibattito su questo argomento. I servizi per la dipendenza riservati alle sole donne tendono a essere organizzati in base all’ipotesi che le donne vogliano un trattamento riservato al loro genere. Gli autori hanno effettuato interviste semi-strutturate con 19 donne di età compresa fra i 25 e i 44 anni in trattamento, oppure che avevano completato o lasciato il trattamento; tutte avevano subito abusi fisici o sessuali e ricadute legate ai rapporti con gli uomini. Le interviste sono state audio-registrate, trascritte integralmente, analizzate e codificate induttivamente seguendo la Classificazione Iterativa. Ne emerge che, secondo gli autori, le donne con storie complesse di consumo di alcol e altre droghe non necessariamente vogliono o percepiscono un beneficio nel trattamento residenziale per sole donne. Sullo stesso argomento si segnalano anche altri due articoli della rivista: “What do women want? Women want services tailored to their needs” di Jeanne Marsh e “What do women with substance use disorders want?” di Christine Grella

Jemma Lennox … [et al.], The role of alcohol in constructing gender & class identities among young women in the age of social media, in The International Journal of Drug Policy, (ago. 2018) – on line, vol. 58, pp. 13-21
La ricerca esplora come i giovani descrivono le pratiche di consumo alcolico delle giovani donne e come queste costruiscono la loro identità attraverso il consumo alcolico e la sua esibizione sui social media. Gli autori hanno condotto delle indagini in 21 gruppi focus basati sull’amicizia (sia misti che di un unico sesso) con giovani dai 18 ai 29 anni e 13 interviste individuali con un sottogruppo di rispondenti di tali gruppi, concentrate sulle loro pratiche con Facebook. E’ stato reclutato un campione mirato a Glasgow, Scozia (RU) che comprendeva giovani appartenenti alla ‘classe media’ (intesa come studenti e lavoratori professionali) e alla ‘classe operaia’ (impiegati nei settori dei lavori manuali/ nei servizi), che hanno partecipato a una serie di eventi ricreativi notturni. Nel testo sono riportati e commentati i risultati della ricerca.

Alcool e anziani

Antonio Andrea Sarassi, Maria Raffaella Rossin, L’ alcolista anziano: un problema nascosto, in Alcologia, n. 39 (2020) – online, pp. 31-47
L’assunzione di sostanze alcoliche nella persona anziana è oggetto di scarsa attenzione da parte dei media e dei sanitari in tutti gli ambiti di cura. L’alcolismo negli anziani, “il problema nascosto”, in Italia si riscontra molto di frequente nei pazienti che si presentano in Pronto Soccorso. Gli alcolisti anziani si suddividono in early-onset drinkers, cioè alcolisti divenuti vecchi, che rappresentano la maggioranza, con un evidente peggioramento delle condizioni sanitarie, psicologiche, sociali e lavorative; in late-onset drinkers, cioè anziani divenuti alcolisti (alcolisti tardivi) e, in misura inferiore, in intermittent or binge drinkers. A ognuna di queste tipologie di bevitori è importante assegnare un percorso di trattamento specifico. L’articolo è disponibile in Pdf.

anzianiLucia Oggianu, Alcohol Prevention Day: rischio abuso per 8,6 milioni di consumatori. Adolescenti e anziani le categorie più colpite, Sanità Informazione, 15 Maggio 2019, pp. 6
Il professor Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol e del centro OMS dell’ISS a Sanità Informazione ritiene che la prevenzione sia ancora da creare, “manca il coordinamento tra gli interlocutori. E’ importante intervenire in maniera mirata”. Nell’intervista spiega quali sono le malattie alcol-correlate e perchè è importante il divieto di consumo sotto i 18 anni. Parla inoltre degli anziani, che sono considerati un target molto sensibile ai rischi causati dal consumo di alcol. La vulnerabilità agli affetti tossici delle bevande alcoliche si collega infatti a una riduzione, con il passare degli anni, della capacità dell’organismo di metabolizzare l’alcol come una conseguenza del mutamento fisiologico e metabolico dell’organismo. L’ISS per la prevenzione dei danni alcol-correlati negli anziani ha anche predisposto un volantino informativo.

Sara Botti, Prospettive etiche nella community care. Dall’Inghilterra un approccio all’assistenza che va oltre l’individuo, in Lavoro sociale, n.6 (dic. 2019), pp. 20-24
L’articolo illustra uno studio di Marian Barnes, docente di Politiche sociali all’ Università di Brighton, che ha indagato le modalità di cura all’interno della piccola comunità residenziale di Pilsdon in Inghilterra. Lo scopo dello studio era osservare il modo in cui le pratiche di cura possono svolgersi attraverso le relazioni che si creano nel quotidiano a partire dal concetto allargato di “care” sviluppato da Tronto e Fisher che comprende il modo in cui ci si rapporta non solo agli altri, ma anche a se stessi e all’ambiente che ci circonda. La piccola comunità di orientamento cristiano si compone di un guardiano che gestisce la comunità e i rapporti con l’esterno, alcuni membri che hanno scelto la vita comunitaria, alcuni ospiti , generalmente in condizioni di vulnerabilità (dipendenza, solitudine, …) e alcuni volontari. La vita comunitaria prevede di vivere a stretto contatto e prendersi cura gli uni degli altri, in modo informale, senza giudizio e in corresponsabilità.

 Sitografia

Alcolisti Anonimi
Associazione Aliseo
Cochrane library
Dipartimento per le politiche antidroga- Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dro.net
Epicentro  – Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica
Epicentro – Alcool – Materiali per la comunicazione
European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA)
European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs (ESPAD)
Ministero della salute – alcool e alcoldipendenza
National Institute on Drug Abuse (USA)
National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism
Osservatorio nazionale alcol (ONA)
Osservatorio epidemiologico delle dipendenze – Regione Piemonte (OED)
Società Italiana di alcologia (SIA)
Substance Abuse and Mental Health Data Archive
Substance Abuse and Mental Health Services Administration
WHO European Region Alcohol use – Data and statistic