Disturbi alimentari

Aggiornata a giugno 2018 – a cura di Anna Maria Licastro e Paola Moriondo.

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Sono presenti anche pubblicazioni scaricabili on line o in PDF.

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COP_Orientamenti-Pedagogici_2-17Giuseppe Mannino, Emotional eating: indagine esplorativa sulle dinamiche del comportamento alimentare e riflessione psicopedagogica sulla possibile prevenzione, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott.- dic. 2017), pp. 717-735
La storia della pedagogia, insieme a quella della psicologia e delle neuroscienze, presenta numerosi riferimenti all’alimentazione come elemento fondamentale dell’educazione e dello sviluppo psico-fisico dell’essere umano, in particolare nei primi anni di vita del bambino, oltre che in ottica life span. Data la rilevanza del problema anche in età adulta, un approccio di tipo preventivo gioverebbe alla costruzione di una autoregolazione emozionale. Il presente articolo riassume un’indagine esplorativa che studia lo stile alimentare (in particolare l’emotional eating) in relazione al senso di efficacia personale, in un campione non clinico di soggetti normopeso e in sovrappeso, per giungere a una rappresentazione scientifica del fenomeno e poterne definire linee di cura e prevenzione pedagogiche e psicologiche.

Fabio Venturella … [et al.], Rilevazione statistica della diffusione dei fenomeni di binge drinking, drunkoressia e gambling tra gli adolescenti palermitani, in Mission, n. 48 (set. 2017), pp. 47-51
L’articolo descrive alcuni comportamenti diffusi tra i giovani: bere per ubriacarsi (binge drinking), modificare l’alimentazione per compensare l’introito calorico dell’alcool (drunkoressia) e giocare d’azzardo (gambling). Gli hanno analizzato questi comportamenti attraverso un questionario anonimo somministrato a 2831 studenti palermitani tra i 13 e i 20 anni, fascia d’età nella quale c’è maggior propensione ad assumere condotte pericolose per la propria salute. I risultati indicano una grande diffusione di questi comportamenti tra la popolazione giovanile. Gli ritengono necessari adeguati sistemi di monitoraggio e propongono alcune azioni di prevenzione primaria e di promozione della salute.

terapia-familiareMaria Luisa Quadri, Patrizia Garbin, Padri e figlie. Riflessioni sul ruolo del padre nella terapia familiare con pazienti anoressiche e bulimiche, in Terapia familiare , n. 114 (lug. 2017), pp. 37-57
Nell’ambito della terapia familiare con pazienti affette da disturbi del comportamento alimentare, ci si concentra sul ruolo del padre tramite diverse esemplificazioni cliniche. Si nota che raramente i padri chiedono l’intervento terapeutico e tendono a lasciarsi coinvolgere di meno. Si notano due tipologie: i padri con posizione dominante e quelli deboli e timorosi di affrontare i conflitti. Si sottolinea l’importanza della capacità del terapeuta di modulare il proprio intervento anche in base al livello culturale del padre.

Mimma Tafà … [et. al.], Famiglia e disturbi alimentari. Evidenze empiriche, in Psicobiettivo , n. 1 (gen.-apr. 2017), pp. 131-150
L’articolo presenta i risultati di una recente ricerca effettuata su famiglie con adolescenti con disturbi alimentari allo scopo di sottolineare le evidenze empiriche utili a quanti lavorano con le famiglie. Sono stati somministrati dei questionari di self-report per misurare i sintomi psicologici e lo stress a tre gruppi di famiglie con adolescenti con diverse diagnosi sulla base del DSM – 5, anoressia nervosa, bulimia nervosa e Binge Eating Disorder. Dai risultati emerge che i membri delle famiglie con anoressia descrivono un peggior funzionamento familiare.

Giorgio Nardone, L’anoressia giovanile, in Psicologia contemporanea, n. 260 (mar.-apr. 2017), pp. 17-21
L’autore, psicologo, fondatore del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, promotore della Psicoterapia Breve Strategica, affronta il tema dell’anoressia. Dopo una anche storica della malattia, l’autore opta per una visione pragmatica, che parte dalla ricerca delle soluzioni per fare chiarezza sulle cause. Dalla ricerca empirica emerge che il trattamento più efficace dell’anoressia giovanile si ottiene intervenendo nel contesto familiare, cercando di smantellare la sintomatologia in tempi brevi per ristabilire successivamente le dinamiche che la presiedono. (È in arrivo in biblioteca il libro omonimo di G. Nardone, ed. Ponte alle Grazie, 2017)

9788891749581_0_0_1491_75A cura di Luigi Enrico Zappa, Mente coatta, corporeità, anoressia mentale. Paradigmi e percorsi di cura, Franco Angeli, 2017, Milano, pp. 247
Il libro intende ordinare le conoscenze e le competenze acquisite negli ultimi anni durante varie esperienze di ricerca e cura riguardanti il trattamento della “malattia anoressica”. La omplessità delle decisioni e delle scelte riguardanti le possibili cure richiede la rinuncia ad un modello esaustivo per costruire aree di ricerca condivise verso un percorso clinico integrato. Il volume perciò raccoglie all’interno di tre aree – ricerca, psicoterapia e modelli di cura – le riflessioni dei vari specialisti, con lo scopo di integrare la prassi clinica con le evidenze della ricerca. All’interno di un approccio multidisciplinare, infatti, il paziente, la sua storia e la malattia possono essere affrontate con una visione d’insieme che salvaguardi la diversità delle conoscenze acquisite. Luigi E. Zappa è medico psichiatra e coordina l’Unità di cura per i Disturbi del Comportamento Alimentare presso l’Ospedale S: Gerardo di Monza.
Collocazione Biblioteca: 17933

Paolo Cattorini, Mangiare solo pensieri. Etica dell’anoressia, EDB, 2016, Bologna, pp. 317
Il volume, scritto da esperti di filosofia, bioetica e psicoanalisi, delinea l’organizzazione valoriale che ruota attorno alla paura di aumentare di peso. L’anoressia pone una questione etica, nella misura in cui espone il soggetto a dilemmi fra pulsioni di crescita e desiderio di perfezione, tra difesa della vita e ricerca d’emancipazione, tra il bisogno di relazioni e un’autonomia narcisistica. Il rifiuto del cibo esprime l’incerta reazione adolescenziale alle sorprendenti esperienze della pubertà, in cui emergono possibilità promettenti e sviluppi minacciosi. Imbrigliato in una situazione-limite e assediato da rischiosi conflitti di senso, chi soffre di disturbi alimentari elabora una propria visione del mondo e insegue un ideale normativo, giustifica le proprie valutazioni morali e difende una certa immagine di bene e di salute. Attraverso e nonostante i sintomi, il soggetto tenta, in forme pericolose e aggressive, di prendersi cura di una sofferenza profonda e di comunicare, attraverso la dolente verità del corpo emaciato, una nuova figura di bellezza. Completa il volume una filmografia delle opere citate nel testo.
Collocazione Biblioteca: 17853

David Le Breton, Cambiare pelle. Adolescenti e condotte a rischio, EDB, 2016, Roma, pp. 115
L’autore affronta le condotte a rischio tipiche dell’adolescenza quali le dipendenze, l’autolesionismo, il suicidio o tentato suicidio, i disturbi alimentari, l’aggressività analizzando la sofferenza nascosta che le produce.
Collocazione Biblioteca: 17864

Giacolini-Adolescenza-e-dipendenzeA cura di Giacolini Teodosio e Claudio Leonardi, Adolescenza e dipendenze, Giovanni Fioriti, 2016, Roma, pp. 363
Questo libro offre una descrizione dei disturbi da uso di sostanza e dei comportamenti di addiction che si manifestano in adolescenza, con l’intento di migliorare la nostra comprensione del problema tramite l’utilizzo di diverse prospettive teoriche. Il filo rosso che unifica i singoli contributi è dato pertanto dal comune interesse per il tema, nella convinzione che solo la contaminazione dei saperi può condurre a una conoscenza di fenomeni complessi. Il volume è articolato in tre sezioni: aspetti generali, riferimenti teorici e di ricerca, quadri clinici. In ogni sezione sono presenti contributi di professionisti che hanno una competenza prioritaria nell’adolescenza o nelle dipendenze, da cui emerge anche la diversa prospettiva di osservazione. In appendice un protocollo operativo per la presa in carico e la cura, con relativa modulistica. Si segnala in particolare il capitolo 17: “La dimensione della dipendenza in adolescenza: i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione! di Monica sica.
Collocazione Biblioteca: 17932

Mario Salisci, Un corpo educato. Sport, cultura, società, Franco Angeli, Milano, 2016, pp.117
Il corpo è il centro delle preoccupazioni dell’uomo e della donna occidentali. Occorre renderlo bello, sano e forte per farne un veicolo di socializzazione e un’importante base per una personalità che vuole apparire sicura; ma la grande libertà di “lavorare” sul proprio corpo rivela anche aspetti critici e disequilibri dei sistemi relazionali. Lo sport può avere un ruolo preventivo ed educativo: negli ultimi anni, soprattutto con la sua forma più popolare, il calcio, è divenuto centrale nella nostra società. Lo sport ha legami con la cultura e l’economia e svela una valenza formativa e d’integrazione sociale che difficilmente si riscontrano in altri ambiti. In questo libro si spiega come strutturare percorsi di educazione al corpo equilibrati ed efficaci attraverso un nuovo modo d’interpretare lo sport e la cultura fisica.
Collocazione Biblioteca: 17660

Umberto Pagano, La forza obesogena della globalizzazione, in Salute e società, n. 3 (2016), pp. 158-173
La ricerca condotta sull’analisi statistica di dati provenienti da 160 paesi nel mondo indaga gli effetti della globalizzazione sullo stile di vita della popolazione fornendo diverse informazioni relative all’obesità nelle sue varie forme patologiche e sulle potenzialità terapeutiche. Umberto Pagano lavora presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro.

111rivista_di_serv_soc_1_2012Rosanna Mazzitelli e Claudio Pierlorenzi, Adolescenti e stili alimentari: un confronto sul tema, in La Rivista di Servizio Sociale, n. 1 (2015), pp. 52-71
Secondo gli autori l’educazione alimentare nel mondo e in Italia risente spesso di cattive abitudini, di informazioni legate al senso comune e di scarse informazioni sull’uso adeguato del cibo. L’attenzione mondiale verso tale tema è in continua crescita ormai da anni e sono molteplici le attività sia di tipo teorico che operativo proposte e realizzate per combattere i problemi sanitari, sociali, psicologici legati ad una cattiva alimentazione e ad uno stile di vita errato. La diretta conseguenza più comune e diffusa di tale problematica è quella dell’obesità.

Laura Romano, Sereno variabile. Ascoltare gli adolescenti e capire quando preoccuparsi, Monti, Saronno, 2014, pp. 110
Questo testo, con un linguaggio semplice e chiaro, conduce i genitori, insegnanti, educatori nel mondo degli adolescenti, illustrando i processi di crescita, il ruolo della famiglia, del gruppo di amici, della scuola. Con particolare attenzione l’Autrice esamina i comportamenti “a rischio” nel campo della sessualità, dell’uso di sostanze stupefacenti, delle condotte alimentari, fornendo preziose indicazioni per decodificare i segnali che, attraverso questi comportamenti, in ragazzi inviano agli adulti. Laura Romano, pedagogista, da anni collabora, in qualità di consulente e formatrice, con strutture e servizi per minori e con scuole di diverso ordine e grado.
Collocazione Biblioteca: 17600

Grazia Attili … [et al.], Trascuratezza emotiva, attaccamento e ansia da separazione nei disturbi alimentari: uno studio su pazienti adolescenti e sui loro genitori, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 2 (giu. 2016), pp. 95-118
Facendo riferimento alle teorie sull’attaccamento, in questa ricerca condotta su un gruppo di pazienti adolescenti con disturbi alimentari, è stata confrontata la trascuratezza emotiva da parte del padre e della madre, esperita da coloro che avevano un tipo di attaccamento insicuro con alta ansia da separazione, versus quella esperita da coloro con un modello operativo interno (IWM) a bassa ansia. Sono stati inoltre investigati gli stili parentali e l’associazione tra IWM ad alta ansia e sintomi psicopatologici. I risultati confermano l’ipotesi che l’attaccamento insicuro sia correlato ad una maggior Costrizione Affettiva e Controllo non Affettivo da parte della madre e legami Deboli-assenti con il padre, inoltre si evidenzia la presenza di più sintomi psicopatologici. Infine, stili distorti di accudimento si associano a IWM ad alta ansia dei genitori stessi.

x6257b-1U6FNB8PPhilippe Jeammet, Comportamenti autodistruttivi in adolescenza, in Psicologia contemporanea, n. 257 (set.- ott. 2016), pp. 28-36
L’autore dell’articolo afferma che i comportamenti autodistruttivi, quali anoressia, ferite e mutilazioni, rappresentano per gli adolescenti un modo per sentirsi padroni della propria vita. I comportamenti autolesivi sono una costruzione subita e si nutrono di delusioni accumulate proporzionali al desiderio sottostante; l’autolesionismo lenisce la sofferenza, come una vera e propria anestesia delle emozioni. Nel contributo che segue, “Nella mente degli adolescenti”, Alberto Oliverio, mette in evidenza i risultati di recenti studi in ambito neuroscientifico secondo i quali il comportamento degli adolescenti associato ad una personalità ribelle, non incline al compromesso e nettamente in contrapposizione al mondo degli adulti, sia dovuto a specifici fattori ormonali e maturativi.

Maria Cristina Gatto Rotondo, Chiara Cappetti, Chiara Nicolini, Adolescenza e ali-mente-azione: gli “schermi” del corpo. L’esperienza con i gruppi classe, in Gruppi nella Clinica, nelle Istituzioni, nella Società, n. 2 (mag.-ago. 2015), pp. 20-36.
L’articolo illustra il progetto “Giovani e ali-mente-azione”, una ricerca-azione nell’ambito della prevenzione attuata nelle scuole primarie e secondarie di I e II grado, con la finalità di favorire una corretta alimentazione e un salutare stile di vita e di prevenire i disturbi alimentari. A ciascun gruppo classe sono stati proposti tre incontri nei quali è stata sollecitata la partecipazione attiva degli studenti, usando le immagini come oggetto mediatore. Sono stati inoltre proposti a genitori e docenti incontri per presentare e poi condividere il lavoro svolto.

Riccardo Dalle Grave, A Inpatient Cognitive Behaviour Therapy for Anorexia Nervosa. Randomized Controlled Trial, in Psychotherapy and Psychosomatic, n. 6 (ott. 2013), pp. 390-398
Lo scopo di questo studio è quello di confrontare gli effetti immediati e a più lungo termine di due programmi di terapia cognitivo-comportamentale per i pazienti ricoverati con anoressia nervosa, uno focalizzato esclusivamente sulle caratteristiche dei disturbi alimentari dei pazienti e l’altra incentrata anche sull’umore, intolleranza al trattamento, perfezionismo, autostima e difficoltà interpersonali. I pazienti in entrambi i programmi hanno mostrato miglioramenti significativi nel peso, disturbi alimentari e psicopatologia generale.

a5b3c07d31b914b17e25f5ebe33ce038Giulia Barbero Vignola … [et al. ], Obesità e salute: un approccio innovativo per crescere bene, in Studi Zancan, n. 5 (set.-ott. 2015) – on line, pp. 49-55.
L’obesità è uno dei maggiori problemi di salute pubblica dei nostri tempi, in quanto è in continuo aumento non solo nei paesi ricchi, ma anche in quelli a reddito medio-basso. Inoltre riguarda adulti e bambini. Lo studio “Crescere” qui presentato coinvolge un campione di ragazzi e famiglie, monitorando i ragazzi dagli 11 ai 18 anni: attraverso questionari ed esami clinici vengono approfonditi molti aspetti della loro vita: attività del tempo libero, uso di tv, internet e social network, stato di salute, sviluppo corporeo, relazioni con gli amici, benessere ecc. L’obiettivo è capire come crescono i ragazzi e come affrontano i compiti di sviluppo.

Christopher G. Fairburn … [et al.], A enhanced cognitive behaviour therapy for adults with anorexia nervosa. UK–Italy study, in Behaviour Research and Therapy, n. 1 (gen. 2013), pp. 9-12
Il trattamento più usato con gli adolescenti con anoressia nervosa è una specifica forma di terapia familiare. Dato che questo trattamento ha alcune limitazioni, sono necessari approcci alternativi. La terapia cognitivo-comportamentale “Enhanced” (CBT-E) è una potenziale candidata, data la sua utilità come trattamento per gli adulti con disturbi alimentari. Lo scopo del presente studio è stato quello di stabilire i risultati immediati e a lungo termine in un gruppo rappresentativo di pazienti con anoressia nervosa grave in una clinica privata.

Giulia Barbero Vignola … [et al. ], Obesità e salute: un approccio innovativo per crescere bene, in Studi Zancan, n. 5 (set.-ott. 2015), pp 49-55
L’obesità è uno dei maggiori problemi di salute pubblica dei nostri tempi, in quanto è in continuo aumento non solo nei paesi ricchi, ma anche in quelli a reddito medio-basso. Inoltre riguarda adulti e bambini. Lo studio “Crescere” qui presentato coinvolge un campione di ragazzi e famiglie, monitorando i ragazzi dagli 11 ai 18 anni: attraverso questionari ed esami clinici vengono approfonditi molti aspetti della loro vita: attività del tempo libero, uso di tv, internet e social network, stato di salute, sviluppo corporeo, relazioni con gli amici, benessere ecc. L’obiettivo è capire come crescono i ragazzi e come affrontano i compiti di sviluppo.

cover201512bRoberta Agabio … [et al.] , La dipendenza da cibo: il binge eating disorder, in MDD : Medicina delle Dipendenze, n. 20 (dic 2015), pp.5-64
Questo numero monografico è dedicato alla dipendenza da cibo e, in particolare, al Binge Eating Disorder (BED); disturbo che negli ultimi anni è stato oggetto di parecchi cambiamenti, sia sul piano dell’inquadramento diagnostico, sia sul piano terapeutico, soprattutto farmacologico. Nella monografia sono presi in esame però anche altri strumenti terapeutici quali quello chirurgico e quello psicologico. Si segnalano in particolare i seguenti contributi: “Diagnosi e trattamento del binge eating disorder: un aggiornamento” di F. Amianto et al.; “Terapia farmacologica del binge eating disorder: una revisione della letteratura” di S. di Volo et al.; “Il cioccolato: un cibo o una droga?” di G. L. Gessa; “Dal peso alla misura: un percorso mutuato dalla clinica dell’addiction per i disturbi da alimentazione incontrollata” di S. Monge et al; “Dipendenza da cibo: aspetti di genere” di F. Ciaccio e L. Fattore.; “Configurazioni familiari e cocaina: self-made man, partner e gruppi psicoterapeutici” di P. Scurti.

Elisabetta Proiettim, Una Legge nuova per una terapia complessa. Anoressia e bulimia, in Rocca, n. 15 (ago. 2015), pp. 38-40
La nuova proposta di legge della deputata Sara Moretto, che prevede il trattamento sanitario obbligatorio (Tso) anche per i pazienti con gravi disturbi del comportamento alimentare, fa discutere non solo per le implicazioni sanitarie ma anche per quelle di natura sociale e personale.

Kenneth Paul Rosenberg, Laura Curtiss Feder, Dipendenze comportamentali. Criteri, evidenze, trattamento, Edra, Milano, 2015, pp 396
Il testo illustra i criteri utilizzati per diagnosticare le dipendenze comportamentali, i dati di ricerca che le sostengono e i possibili trattamenti. Si tratta di una guida per comprendere le scelte operate nel DSM-5 rispetto alle dipendenze comportamentali e per orientarsi rispetto agli indirizzi futuri. Il DSM-5 ha infatti introdotto la categoria clinica chiamata “dipendenza comportamentale” (esplicitamente quella dal gioco d’azzardo, implicitamente le altre, fra cui il gioco online, l’uso di Internet, il cibo, l’attività sportiva, il sesso e lo shopping compulsivo), ponendo immediate esigenze di aggiornamento professionale per psicoterapeuti e psichiatri. Questo testo cerca di dare risposta alle domande seguenti: in cosa differisce una dipendenza comportamentale da un disturbo del controllo degli impulsi? Quali sono i criteri per determinare che alcuni comportamenti sono dipendenze? Che cosa comportano tali differenze in termini di trattamento efficace?
Collocazione Biblioteca: 17332

x5249b-4UZZ134GMichela Romano, Cinzia Ionata, Arianna Bigarella, Progetto Argo. La Pet Therapy nei disturbi dell’alimentazione, in Psicologia contemporanea, n. 249 (mag.-giu. 2015), pp. 50-55
Una recente indagine esplorativa fornisce indicazioni sulle potenzialità della terapia assistita con gli animali (Pet Therapy) nel miglioramento dell’autostima, delle relazioni interpersonali e della regolazione delle emozioni di adolescenti con disturbi del comportamento alimentare. All’interno di questa cornice si è sviluppato il “Progetto Argo”, un progetto pilota realizzato per 14 pazienti con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, con l’obiettivo di migliorare il processo di autonomia/separazione, regolazione degli affetti e la sintomatologia depressiva-ossessiva.

Giovanni Sabato, Una nuova cura per vecchi problemi. Disturbi alimentari, in Rocca, n. 7 (apr. 2015), pp. 40-42
Lo psichiatra Christopher Fairburn (dell’università di Oxford) e Riccardo Dalle Grave, (responsabile dell’unità di riabilitazione nutrizionale della Casa di Cura di Villa Garda e collaboratore di Fairburn) hanno contribuito a far progredire la teoria transdiagnostica per fronteggiare il problema dei disturbi alimentari. Alla radice di tutto ci sono sempre un’eccessiva considerazione di sé, controllo ossessivo del paziente per il peso e la forma del proprio corpo: dieta estrema, attività fisica compulsiva, episodi bulimici, controllo dell’alimentazione degli anoressici. Da questa visione è nato un nuovo modello terapeutico, la terapia cognitivo comportamentale potenziata, che viene descritta nell’articolo.

Nicoletta Ragonese, Esperienze traumatiche e Disturbo Alimentare dalla nascita all’età adulta, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n.1 (mar. 2015), pp. 5-94
Il presente focus monotematico affronta il tema delle esperienze traumatiche infantili quali fattori di rischio per l’insorgenza dei disturbi del comportamento alimentare. I contributi qui presentati sono accomunati da una lettura dei dati basata sulla Teoria dell’Attaccamento, teoria che rappresenta uno strumento privilegiato per la lettura delle capacità relazionali dell’individuo. Sono presi in considerazione e associati al Disturbo Alimentare alcuni aspetti del sistema di attaccamento: capacità di regolazione affettiva, stile personale, coerenza della mente e capacità riflessiva. L’Adult Attachment Interwiew è utilizzato per la classificazione delle rappresentazioni mentali dell’attaccamento al fine di riportare dati specifici sulla distribuzione dell’attaccamento di tipo insicuro nei vari sottotipi del Disturbo Alimentare (anoressia, bulimia e Binge Eating). Tutti i contributi raccolti nel focus pongono l’accento non tanto sul tipo di esperienza traumatica (trascuratezza, abuso, maltrattamento…), quanto sul vissuto soggettivo del bambino e sulle risposte che mette in atto per superare il trauma. I contributi sono i seguenti: “Il ruolo del trauma infantile nell’insorgenza del Binge eating Disorder” di C. Crisalfi, N. Ragonese, V. Caretti; “Trauma evolutivo e disturbo del comportamento alimentare nella prima infanzia” di N. Ragonese, C. Crisalfi; “Trauma della nascita pretermine e problematiche alimentari precoci” di P. Salvatori, E. Neri, F. Monti, F. Agostini, E. Trombini; “Eating Disorders and Attachment: a Contemporary Psychodynamic Perspective” di G. A. Tasca, L. Balfour.

imagesA cura di Laura Ciccolini, Domenico Cosenza, Il trattamento dei disturbi alimentari in contesti istituzionali, Franco Angeli, Milano, 2015, pp.173
Scaturito dal lavoro clinico e di elaborazione che ha caratterizzato per un quindicennio l’equipe curante della comunità terapeutica “La Vela” di Moncrivello (VC) per anoressie e bulimie gravi, questo libro coinvolge molti tra i maggiori studiosi ed esperti del trattamento dei disturbi del comportamento alimentare in Italia. L’approccio dell’equipe multidisciplinare integrata ad orientamento analitico viene qui messa a confronto dialettico con altre esperienze istituzionali, comunitarie e ospedaliere, ambulatoriali e residenziali o semiresidenziali, attorno alle scansioni-chiave che caratterizzano la cura del soggetto in anoressia e bulimia.
Collocazione Biblioteca: 17022

Michele Angelo Rugo, Erika Minazzi ; prefazione di Massimo Recalcati, Uno Per tutti, uno per uno. La Cura residenziale dei disturbi del comportamento alimentare, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 217
In questo libro viene descritta l’importanza di un approccio multidisciplinare orientato dalla psicoanalisi e gli effetti terapeutici che tale modalità di cura produce. La condivisione degli spazi e del tempo, il transfert, la convivenza, la presa in carico dei familiari e la riabilitazione psico-nutrizionale, la circolazione della parola e il lavoro negli ateliers, rappresentano le fondamenta del percorso comunitario che i pazienti affrontano per periodi medio-lunghi. L’autrice è psicoterapeuta e dal 2009 presta servizio nella Comunità terapeutica per la cura e la riabilitazione di pazienti con disturbi alimentari di Villa Miralago (Varese).
Collocazione Biblioteca: 17211

Francesco Comelli, I Disturbi psichici nella globalizzazione. Dalla crisi del campo familiare ai sistemi di cura per dipendenze, anoressie e distruttività, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 138
Il testo, rivolto a psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, riflette sul rapporto tra la crisi dei contenitori del soggetto e i suoi disagi psichici. Le esperienze di gruppi di genitori, gruppi multifamiliari, gruppi équipe, gruppi allargati istituzionali, sedute di gruppo monosintomatico per pazienti anoressico-bulimiche presenti nel testo danno conto di uno studio della crisi della famiglia. Con una costante attenzione al rapporto tra psicopatologia e cultura, l’autore propone esperienze cliniche di sistemi di cura innovativi, volti a trasformare il dolore e l’autodistruttività, spesso trasmessi fra generazioni consciamente o inconsciamente in una crescita e in un confronto fra gli “altri” provenienti da altre culture e “noi” occidentali.
Collocazione Biblioteca: 17201

9788898991167_0_0_772_75A cura di Walter Milano, I Disturbi dell’alimentazione. Clinica e terapia. Manuale di gestione delle complessità, Giovanni Fioriti, Roma, 2015, pp. 361
Il libro si rivolge agli specialisti e a tutti gli operatori sanitari, ma anche alle persone che hanno poca esperienza delle complesse e insidiose problematiche dei disturbi alimentari, perchè consente di avvicinarsi ai pazienti e di conoscere il delicato e impegnativo lavoro di ascolto, di attenzione e di cura che si deve mettere in atto ogni volta per permettere loro di riappropriarsi della propria vita. Walter Milano è psichiatra endocrinologo.
Collocazione Biblioteca: 17330

Suzanne Fraser, David Moore, Helen Keane, Habits: Remaking Addiction, Palgrave MacMillan, Basingstoke, UK, 2014, pp.272
Che cos’è la dipendenza? Cosa ci dice di noi, della nostra organizzazione sociale e delle nostre preoccupazioni politiche? Come stanno cambiando le idee sulla dipendenza e le risposte al fenomeno? Cos’è in gioco in questi nuovi sviluppi? Queste sono le domande a cui il libro cerca di dare una risposta. Attraverso l’uso della teoria STS (Science and Technology Studies) e di una impressionante mole di dati empirici internazionali, comprendenti interviste, documenti politici e letteratura scientifica, questo libro esamina tre aree in crescita a cui si attribuisce il termine dipendenza: la temuta epidemia di metanfetamine, le nuove preoccupazioni sul binge drinking giovanile e la crescita della dipendenza dal cibo. Come viene riformulata la dipendenza nei nuovi dibattiti sulle droghe stimolanti, l’alcol e i cibi “altamente gradevoli al gusto” come lo zucchero? Come può contribuire a queste definizioni la conoscenza scientifica? Questo libro dimostra che la dipendenza è un’abitudine con molte facce.
Collocazione Biblioteca: 16839

Cecilia Daddi, Sara Rossi, Processi alessitimici nell’anoressia nervosa: un’ipotesi di intervento con l’Emotionally Focused Family Therapy, in Terapia familiare, n. 105 (lug. 2014), pp. 25-52
L’ipotesi basilare di questo lavoro è che i DCA e i comportamenti/atteggiamenti relazionali correlati sono indicatori di particolari strategie emotive. In particolare, viene presa in considerazione l’anoressia come indicatore di una strategia di regolazione affettiva evitante, con riferimento a processi dissociativi alessitimici, sviluppati tramite relazioni di attaccamento precoci insicure. Alla luce di tali premesse teoriche, gli autori ipotizzano una particolare efficacia di trattamento, tramite approcci riferiti alle Attachment-related therapy e alle Affective balance therapy. Viene quindi esaminato come esempio in tal senso la EFFT (Emotionally Focused Family Therapy), la cui efficacia è discussa e collegata a ipotesi teoriche e ricerche empiriche relative a processi evolutivi e intersoggettivi di regolazione affettiva.

COP_Disturbi-della-nutrizione-alimentazione_590-0708-1Susanna Pizzo e Valentina Massignani, Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in età evolutiva. Diagnosi, assessment e trattamento, Erickson, Trento, 2014, pp.198
Il volume presenta dal punto di vista tecnico-diagnostico i problemi alimentari, oltre che i veri e propri disturbi alimentari, che si possono manifestare in età precoce, dalla prima infanzia alla pre-pubertà. Affronta anche il tema dell’obesità e le relative implicazioni psicologiche, oltre che condizioni atipiche come alcune disabilità a cui sono associate problematiche alimentari. Il comportamento alimentare, lo sviluppo dell’immagine corporea, le preoccupazioni riguardanti la forma e il peso sono trattati in una prospettiva evolutiva. Il libro rappresenta un valido strumento per la diagnosi e l’intervento riguardo i principali problemi dell’alimentazione e della nutrizione del bambino fin dalla nascita. Collocazione Biblioteca: 16960

Veronica Gravier, A Benedetta Parodi, in Pedagogika.it, n. 2 (apr.-giu. 2014), pp. 85-89
L’autrice, laureata in Scienze Pedagogiche, analizza il programma televisivo di cucina “I menu di Benedetta” facendo emergere l’ambivalenza delle richieste che vengono rivolte alla donna circa il proprio ruolo nella famiglia e nella società. Da un lato il programma aderisce all’immagine stereotipata della donna e del rapporto tra i generi, ingabbiando uomo e donna nei ruoli di genere tradizionali. Dall’altro lato, il linguaggio parlato, ma soprattutto corporeo della conduttrice, forniscono l’immagine di una donna di successo, riuscita a dimagrire durante un anno di trasmissione: la magrezza diviene simbolo di self control, autonomia, successo, una sorta di rinuncia ascetica ai piaceri in una cucina piena di cibo. Il programma tenta di conciliare le due rappresentazioni della donna nell’immagine della donna multitasking, la cui radicalizzazione estrema, secondo l’autrice, è l’anoressia che trova così la sua giustificazione sociale.

Caterina Lombardo … [et al.], Perfezionismo e impulsività nella bulimia purgativa e nell’anoressia restrittiva, in Rassegna di Psicologia, n. 1 (2014), pp. 25-38
Scopo della ricerca è di esaminare eventuali differenze tra pazienti con diagnosi di disturbi alimentari ed altri non soggetti a questa patologia nelle prove di valutazione del perfezionismo e dell’impulsività, indagando anche i diversi sottogruppi compresi nella categoria dei disturbi alimentari. A 66 pazienti e a 52 ragazze del gruppo di controllo sono stati somministrati i questionari di valutazione del perfezionismo (MPS-F e MPS-HF), dell’impulsività (BIS-II) e dell’alimentazione (DEQ, EAT 26). Nell’articolo vengono presentati i risultati ottenuti.

1125-5196Silvia Cimino … [et al.], Il Ruolo di esperienze traumatiche e di vissuti dissociativi nello sviluppo di disturbi del comportamento alimentare in adolescenza: uno studio empirico, in Rassegna di Psicologia, n. 1 (2014), pp. 39-55
Scopo della ricerca è di valutare l’impatto di situazioni stressanti e/o traumatiche sull’esordio di comportamenti alimentari inadeguati in soggetti in età adolescenziale, approfondendo l’eventuale presenza di vissuti dissociativi. Sono stati somministrati tre questionari: Eating Attitude Test, Adolescent Dissociative Experiences Scale, Inventario degli eventi stressanti e/o traumatici della vita, a un campione scolastico e a un campione clinico di età compresa tra i 14 e i 20 anni. Nell’articolo vengono presentati i risultati ottenuti.

Jean Claude Maes … [et al.], Différentes figures de l’addiction, in Psychotropes, n. 1-2 (2014), pp. 11-151 Il 31 gennaio e il 1° febbraio 2014 si è tenuto a Bruxelles un convegno organizzato da J.C. Maes sulle diverse configurazioni della dipendenza. Questo convegno proponeva la presentazione di undici dipendenze diverse, tra le quali quella alimentare, allo scopo di definirne i punti in comune e le differenze. È partendo da alcune comunicazioni di questo incontro che la rivista ha deciso di pubblicare il dossier di questo numero.

71oeCZc3o3LChristopher G. Fairburn, Vincere le abbuffate. Come superare il disturbo da binge eating, Cortina, Milano, 2014, pp.235
L’autore, un’autorità riconosciuta nell’ambito dei disturbi alimentari, fornisce tutte le informazioni necessarie a comprendere i problemi di “binge eating” e a controllarli. Il metodo, sperimentato su molti pazienti, si è dimostrato valido utilizzato sia da solo sia con il sostegno esterno di un terapeuta. Il manuale è di facile lettura, non è prevista una dieta rigida, che fallisce quasi sempre, ma una serie di piccoli passi per abbandonare in modo ragionevole l’abitudine di assumere cibo in modo meccanico; come superare l’impulso ad abbuffarsi; come sviluppare strategie efficaci per mantenere nel tempo una nuova relazione con il cibo e con il corpo.
Collocazione Biblioteca: 17082

A cura di Sabina Albonetti, Maria Monica Ratti, Lucio Sarno, Dentro l’adolescenza. Lo Psicologo clinico nel contesto scolastico, Franco Angeli, Milano, 2014, pp.189
Psicologi, educatori, insegnanti e genitori sono chiamati a confrontarsi con ragazzi che a volte mostrano, ma sempre più spesso celano, forme di sofferenza che sembrano assumere sfumature sempre più complesse. In alcuni casi questo disagio assume un significato clinico, che richiede una precoce individuazione dei fattori di rischio di psicopatologia e di comportamenti devianti, dei quali il volume offre una visione complessa ma comprensibile anche a coloro che si trovano coinvolti nella sfida e nell’esigenza di crescere un figlio. Nello stesso tempo il testo vuole rispondere all’esigenza di mettere a disposizione di studenti, psicologi e operatori coinvolti nella gestione dell’educazione e della cura degli adolescenti specifiche tecniche descritte e applicabili nella scuola e nei contesti all’interno dei quali è necessario un intervento sul gruppo di adolescenti. Un capitolo è dedicato al rapporto dell’adolescente col proprio corpo e ai disturbi alimentari.
Collocazione Biblioteca: 16943

Roberto Pani, Astrid Sciuto, Le compulsioni psicopatologiche. Tra controllo degli impulsi e dipendenza, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 155
Gli studi internazionali affermano che le compulsioni sono in costante aumento nel mondo, e non solo tra le giovani generazioni. Si tratta di dipendenze psicologiche legate alla mancanza di controllo degli impulsi che nella loro coazione a ripetere, intensa e costante, diventano patologiche nel comportamento e nell’interiorità delle persone che le praticano. Le compulsioni di nuova generazione si sono fatte sentire prima nel Nord Europa, con i disturbi alimentari. Le vecchie compulsioni sono invece ringiovanite, come ad esempio il gioco d’azzardo, riproposto con varie modalità in vari luoghi. La piromania, la cleptomania, l’autolesionismo e oggi le compulsioni (e non le ossessioni) sono aumentate in varie forme in modo esteso, diventando sempre più numerose. Il volume intende offrire una panoramica delle compulsioni psicopatologiche, utile non solo per gli addetti ai lavori – psichiatri, psicologi clinici, psicoanalisti – ma anche per gli studenti che si avvicinano a queste tematiche.
Collocazione Biblioteca: 16824

 

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