Aggiornata a maggio 2021 – a cura di Anna Maria Licastro e Nadia Zito

I materiali, elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto, aggiornato ad marzo 2020, non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico.
Vengono proposti i seguenti percorsi:

Famiglie in trasformazione nella società contemporanea

Mario Becciu, Anna Rita Colasanti, Rapporto genitori figli al tempo del Covid-19: fattori di rischio e risorse di resilienza. Primo report di una ricerca sul campo, in Rassegna CNOS, n. 1 (gen.-apr. 2021), pp. 89-100
La ricerca presentata si propone di indagare in quale misura la condizione di lockdown durante l’epidemia di Covid-19 in Italia abbia influito sulla qualità delle relazioni all’interno delle famiglie. Un campione di 601 genitori è stato studiato attraverso un questionario online anonimo. Per la maggior parte dei rispondenti l’esperienza ha permesso di riscoprire il senso dell’unità e del sostegno familiari. Tuttavia, lo stress e le preoccupazioni economiche sono state vissute da una parte non trascurabile delle famiglie. Un terzo dei partecipanti sarebbe interessato a prendere parte a interventi di sostegno alla genitorialità. Gli autori discutono i limiti della ricerca, a partire dalla rappresentatività del campione, composto prevalentemente da donne, con un livello di istruzione elevato, tuttavia ritengono che possa fornire spunti di riflessione e di intervento.

9788892222540_0_221_0_75A cura del Centro Internazionale Studi Famiglia, La famiglia nella società post-familiare. Nuovo Rapporto CISF 2020, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, 2020, 430 p.
Il presente e il futuro della famiglia sono messi alla prova da una società post-familiare che tende a frammentare le famiglie, scomponendole e ricomponendole per dare spazio a un individuo teso a sperimentare tutte le libertà dei “possibili altrimenti” e a creare sempre nuove relazioni, favorite dalle nuove tecnologie comunicative. Tuttavia, proprio la recente pandemia ha confermato che la famiglia è ancora un soggetto economico e sociale cruciale per l’intera società, facendoci toccare con mano che le relazioni familiari contano più del denaro. Solo una ripresa della solidarietà familiare e del capitale sociale comunitario potrà favorire un modello di autentico sviluppo sociale del Paese. Uno dei capitoli conclusivi, “Dopo la pandemia: serve una nuova cultura delle relazioni”, di Pierpaolo Donati [et al.], prende in esame le conseguenze che la pandemia di Covid-19 avrà sul futuro delle famiglie.
Collocazione Biblioteca:  08R14

Ilenia Beatrice Protopapa, Re-inventarsi per non mangiarsi il cuore, in Rocca, n. 7/8 (apr. 2020), pp. 40-42
L’autrice, docente di scuola secondaria, descrive la situazione e la sua esperienza di genitore e insegnante durante l’epidemia da Covid-19, quando con la chiusura delle scuole è stata attivata la didattica a distanza (DAD). Una situazione in cui ogni famiglia ha dovuto organizzarsi al meglio e improvvisare momenti di homeschooling, ovvero istruzione in famiglia (che normalmente è una scelta) e altri di videolezioni con gli insegnanti. Precede questo articolo quello scritto dal docente universitario Marco Gallizioli che riflette sulla DAD dal suo punto di vista in “Videolezioni: cronache semiserie”, pp. 37-39.

Corinna Sabrina Guerzoni ; prefazione di Simonetta Grilli, Sistemi procreativi. Etnografia dell’omogenitorialità in Italia, Milano, Franco Angeli, 2020, 187 p.
L’autrice, docente e ricercatrice nel campo dell’antropologia culturale, presenta i risultati di ricerche etnografiche sulla genitorialità di persone omosessuali italiane. Ripercorre le tappe dei percorsi di procreazione assistita e raccoglie le voci di tutte le figure coinvolte, accennando anche al ruolo svolto dalle cliniche della fertilità. I sistemi procreativi risultano essere processi di trasformazione che investono i loro artefici, anche inconsapevoli, e il contesto socioculturale di riferimento.
Collocazione Biblioteca : 18755

Paolo Benanti, Digital Age. Teoria del cambio d’epoca. Persona, famiglia e società, San Paolo, 2020, Cinisello Balsamo (Mi), 202 p.
Il Digital Age è una nuova epoca nella storia dell’uomo. Il potere della tecnologia sta modificando il modo di vivere e l’autore esorta a ben comprendere quanto sia importante questa trasformazione. Il presente volume descrive il cambiamento avvenuto e ancora in corso; le caratteristiche della cultura contemporanea; le nuove coordinate esistenziali – e le sfide aperte – che la nuova epoca ci suggerisce, in primo luogo, a proposito delle nostre relazioni fondamentali. Nella prima parte l’autore delinea la teoria del cambio d’epoca: propone una riflessione sulle caratteristiche di questa nuova realtà, sugli strumenti che offre e sui nuovi linguaggi che utilizza ed, infine, descrive l’uomo nuovo del Digital Age. Nella seconda parte si affrontano alcune questioni decisive: i nuovi valori, il rapporto tra la tecnologia e la qualità della vita, le caratteristiche della cultura pop di oggi, i giovani e la famiglia ecc. Al termine di ogni capitolo della seconda parte, l’autore sintetizza e raccoglie le sfide che maggiormente emergono nell’ambito del vivere concreto che il capitolo stesso analizza.
Collocazione Biblioteca: 18748

minorigiustizia3Barbara Volpi, La transizione alla genitorialità digitale: aspetti teorici e di ricerca, in Minorigiustizia, n. 3 (2019), pp. 70-78
In pochi anni gli strumenti digitali sono entrati nella stanza dei bambini, generando nuovi scenari familiari, educativi e formativi che pongono in primo piano il ruolo dell’interazione e della corporeità mediata dal toccare con le dita lo schermo. Siamo in presenza della necessità di costruire una vera e propria genitorialità digitale o una base sicura digitale, che nella relazione con il bambino debba agire da aiuto tecnologico su cui strutturare il suo ingresso nella tecnologia e che necessita del raccordo strutturale delle agenzie educative che ruotano intorno alla sua crescita. In particolare bisogna preservare la qualità delle relazioni familiari, promuovere le capacità del bambino di progredire verso l’acquisizione della regolazione emotiva, favorire il linguaggio affettivo relazionale, inserire gradualmente i dispositivi digitali nella modalità di condivisione affettiva.

Maria Rita Colucci, Genitori e figli nell’epoca della libertà sessuale, in Minorigiustizia, n. 3 (2019), pp. 61-69
L’articolo affronta le ricchezze, le complessità e i rischi che la maggiore libertà sessuale indotta dai cambiamenti socioculturali del Novecento ha comportato nelle relazioni genitori-figli, in bilico tra vecchi tabù e nuovi modelli. Vengono descritte alcune problematiche educative, in particolari con figli piccoli e adolescenti, il problema dell’esposizione a stimoli sessualizzati attraverso i media, la questione dei generi, cioè la libertà di definirsi e di orientarsi sessualmente in modi non predeterminati, e quella delle nuove famiglie, da cui la necessità di un’educazione aperta che prepari e protegga i giovani e che sia ben radicata nell’etica e nella legge.

Ariela Casartelli, Glenda Cinotti, Dal percorso di indagine al territorio: i cambiamenti nelle famiglie, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 3 (estate 2019), pp. 3-7
L’articolo espone una ricerca condotta nel Comune di Milano affrontando diverse tematiche: tenuta e soddisfazione fra i soggetti in gioco nella relazione fra minore e famiglia e servizi sociali; miglioramento della consapevolezza e delle capacità di autonomia di minore e familiari; miglioramento della condizione di vita del minore (o ex minore) e della famiglia, sia dalla parte degli operatori che dei familiari.

genitorialsingolareClaudette Guilmaine, Genitori al singolare. Vincere la sfida quotidiana della monogenitorialità, Trento, Erickson, 2019, 210 p.
Il testo tratta delle famiglie monoparentali della nostra società, che non sono più casi sporadici, ma una realtà diffusa e in aumento. Questi genitori hanno la sensazione di essere soli a portare il peso della crescita di un figlio senza un partner. Si sentono speso inadeguati e giudicati nel confronto con il modello della famiglia tradizionale e abbandonati per la scarsità di strutture adatte. Questo libro dimostra che la monogenitorialità è una sfida complessa, ma possibile. Accanto a strumenti e suggerimenti per far fronte ai problemi economici, sociali ed educativi, le esperienze qui narrate danno voce ai dubbi, ai sacrifici, alle paure che essere un genitore single comporta.
Collocazione Biblioteca: 18362

Giuseppe Pellegrino, Nonni sitter. Commedia brillante in tre atti, Foggia, Edizioni Del Rosone, 2019, 105 p.
“Nonni sitter” narra in chiave ironica sia situazioni nelle quali i nonni svolgono funzioni di baby sitter, ricevendone una incommensurabile “retribuzione” d’amore, sia situazioni in cui sono essi stessi oggetto di affettuosa assistenza. “Commedia”, perché la vita insieme di nonni e nipoti è, di per sé, proprio… una commedia! “Brillante”, in quanto ogni parola brilla per il luccichio gioioso degli occhi, dei sentimenti, dei pensieri, delle battute spiritose dei ragazzi… Sull’argomento si veda anche il libro di Maria Varano, Luciano Tosco, Rita Rosa, Storie che escono dal cassetto. I nonni raccontano e si raccontano, Armando, Roma, 2018, 207 p. (Coll. Bibl. 18314) 
Collocazione Biblioteca: 18421

Chiara Saraceno, Famiglie, in Bambini, a. 35, n. 5 (mag. 2019), pp. 26-27
Quattro sono i fenomeni che hanno un ruolo importante nei processi contemporanei di definizione e ridefinizione della famiglia. Il primo riguarda i rapporti e le identità di genere, il modo in cui vengono oggi definite le normalità maschile e femminile rispetto al passato. Il secondo riguarda il rapporto fra le generazioni, con la diminuzione delle nascite per cui si hanno meno fratelli e sorelle, ma più nonni. Il terzo ha a che fare con i processi di formazione e dissoluzione della famiglia. Il quarto riguarda la messa in discussione dell’eterosessualità ed eterenormatività come fondamento della famiglia con, in particolare, lo scollamento tra sessualità e riproduzione e tra genitorialità e riproduzione biologica.

Marco Tosi, Rotture familiari e contatti intergenerazionali nelle famiglie italiane, in Polis, a. 32, n. 2 (ago. 2018), pp. 135-161
A partire dalla seconda metà del secolo scorso, la proporzione di coppie divorziate e separate è aumentata considerevolmente in molti paesi europei. Sebbene la letteratura in precedenza abbia ampiamente documentato gli effetti negativi che le rotture delle unioni hanno sulle relazioni tra genitori e figli, solo pochi hanno esaminato le implicazioni di lungo termine all’interno delle famiglie stesse. Questo studio prova ad analizzare le conseguenze di lungo termine che le rotture familiari possono avere sui contatti tra genitori anziani e figli adulti in Italia, focalizzandosi esclusivamente sulle differenze di genere nella frequenza delle relazioni parentali. L’analisi empirica presentata in questo studio si avvale della base dati “Famiglie e soggetti sociali del 2009”. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

familiar-menteEnrico Vincenti, Floriana Irtelli, Familiar-mente. Legami e prospettive che non ti aspetti, Roma, Armando, 2018, 190 p.
Gli autori propongono un nuovo modo di analizzare le relazioni familiari contemporanee, accostando un’ampia panoramica storica su teorie psicoanalitiche in merito alla famiglia e all’esplorazione di diverse ricerche scientifiche contemporanee quali: l’aumento dei tassi di divorzi, la diffusione delle stepfamilies (famiglie con almeno un figlio nato da un precedente matrimonio) e l’uso dei social network. In virtù dei numerosi cambiamenti sociali in atto, la psicoanalisi si è interessata sempre più agli scenari iper-moderni che abbracciano soggetti, famiglie e società. Attraverso un singolare viaggio tra evoluzioni teoriche, ricerche scientifiche e pratica clinica, emerge l’importanza di approfondire il tema della famiglia poiché essa si rivela come entità sempre più complessa, sfaccettata e paradossalmente omogenea, sfumata, rinegoziabile, liquida e affettiva.
Collocazione Biblioteca: 18407

Simone Lanza, Crisi e metamorfosi dell’autorità. Appunti sulla relazione educativa in tempi bui, in Pedagogika.it, a. 22, n. 2 (apr.-giu. 2018), pp. 74-93
L’autore propone una riflessione sul cambiamento in atto del concetto di famiglia a partire dalla fine del secolo XX. Gli adulti (genitori, insegnanti, animatori) sono sempre meno autoritari, ma incontrano sempre più difficoltà a farsi rispettare. La nuova famiglia ha come suo centro il bambino e questo cambiamento ha portato ad una continua contrattazione sulle regole e sulla loro stessa legittimità. Spiegare le regole elimina i residui di autoritarismo del passato ma comporta anche lo snaturamento del carattere vincolante delle stesse, che per definizione non sono opinioni individuali, ma convenzioni comuni. Secondo l’autore, questa apparente democratizzazione della famiglia nuoce alla costruzione dell’individuo nell’età dello sviluppo e occulta una verità: individui non si nasce ma si diventa.

A cura di Laura Fruggeri, Famiglie d’oggi. Quotidianità, dinamiche e processi psicosociali, Roma, Carocci, 2018, 315 p.
Numerosi sono gli argomenti affrontati nel libro: la cultura delle differenze, le condizioni socio-economiche, le migrazioni e le dinamiche familiari, la procreazione senza sessualità, le relazioni virtuali e i rapporti di coppia, la comunicazione familiare nell’era digitale, le famiglie a struttura complessa, la disabilità e le relazioni familiari, le dinamiche con i servizi, la comunità educante, le competenze degli operatori. Laura Fruggeri è professore ordinario di psicologia sociale all’Università di Parma.
Collocazione Biblioteca: 18052

Il-complesso-di-Edipo-nella-famiglia-allargata-210Luciano Masi, Il complesso di Edipo nella famiglia allargata, Cantalupa, Effatà, 2018, 122 p.
La famiglia di oggi non è più quella che Freud aveva descritto. Nel cuore della famiglia allargata non c’è più un solo Edipo, ma molti, con diverse connotazioni, con “richieste” profonde che vanno a complicare il quadro iniziale. L’autore, alla luce della sua lunga esperienza clinica, affronta le grandi sfide che attendono i terapeuti, le madri, i padri, i bambini e gli adolescenti di oggi, cercando di indicare alcune possibili soluzioni non solo per “sopravvivere” a questo cambiamento epocale, ma anche per aspirare ad una nuova serenità. L’autore è psicologo e psicoterapeuta.
Collocazione Biblioteca: 18337

Michele Illiceto, Padri, madri e figli nella società liquida. Antropologia dei legami familiari, Manfredonia, Andrea Pacilli, 2017, 185 p.
L’autore analizza i cinque legami familiari fondamentali (sponsalità, paternità, maternità, figliolanza e fraternità), per individuarne limiti e possibilità, ma anche sfide e potenzialità. Per uscire dalla crisi della genitorialità che è anche crisi di adultità, propone un’antropologia della mancanza e della generatività quali vie per aprire percorsi di alterità ispirati alla logica del dono e della reciproca cura. L’autore è docente di Storia e Filosofia.
Collocazione Biblioteca: 18433

Alessandra Salerno, Aurora Lena, “Prodotto Famiglia”. Trasformazioni sociali e relazionali attraverso la pubblicità, in Terapia familiare, n. 114 (lug. 2017), pp. 61-79
Le autrici analizzano il ruolo della famiglia nella pubblicità televisiva e le pubblicità fondamentalmente rivolte alle famiglie. Da una parte si osserva un mantenimento di aspetti tradizionali come l’uomo lavoratore e la donna casalinga con figli allegri e felici. Dall’altra emerge una tendenza opposta con madri che si realizzano nel lavoro e padri nei lavori domestici. Molto rara e sfumata è una concessione verso le famiglie omosessuali. I figli, soprattutto adolescenti, condizionano con le loro esigenze l’atteggiamento dei genitori. La pubblicità può essere uno specchio delle trasformazioni della società, ma non ha solo un ruolo passivo.

Giuseppe Ruvolo … [et. al], Trasformazioni familiari. Cambiamenti nelle famiglie. Le famiglie nei cambiamenti, in Plexus, n. 17 (2017) – on line, pp. 3-124
Questa monografia contiene i principali interventi del convegno del Laboratorio di Gruppoanalisi 2016 (da cui prende il titolo), il cui tema era la famiglia, le sue trasformazioni e il suo ruolo nella costruzione della soggettività e nello sviluppo di relazioni sane. I lavori si pongono l’obiettivo di analizzare, con sguardi differenti, le trasformazioni dei ruoli parentali, le loro funzioni, le identità genitoriali e di genere, i passaggi generazionali, i nuovi bisogni emotivi e regolativi, le rappresentazioni stesse della famiglia. L’analisi considera anche le concomitanti trasformazioni della società e della vita urbana, la “crisi” della socialità e della gruppalità e le tendenze a forme di difesa emotive e identitarie di tipo individualistico/narcisistico. A partire dalla disamina storica e socio-antropologica dei cambiamenti nel quadro giuridico-normativo (scritta da Monica Volpin), la nozione di “famiglia” viene rivisitata per coglierne le specificità relazionali emergenti, soprattutto nel contesto nazionale italiano.

equivoco-famigliaChiara Saraceno, L’equivoco della famiglia, Bari, Laterza, 2017, 173 p.
L’autrice, sociologa studiosa della famiglia e delle sue trasformazioni, fa oggetto di questo libro le ambiguità, gli equivoci, ciò che viene dato per scontato, ma anche i conflitti e i tentativi di riformulazione di cui sono intessuti il discorso pubblico sulla famiglia e le decisioni che si prendono o non si prendono nelle politiche sociali, nella legislazione civile e negli ambiti giudiziari. In questi anni i modi di fare e intendere la famiglia sono stati oggetto di cambiamenti, anche radicali. L’invecchiamento delle parentele ha trasformato i rapporti tra le generazioni. Separazioni e divorzi hanno modificato i confini delle famiglie. Le tecniche di riproduzione assistita hanno portato nuovi modi di diventare genitori. L’occupazione femminile ha fatto emergere l’importanza del lavoro non pagato delle donne. Le coppie dello stesso sesso hanno chiesto e ottenuto riconoscimento. A fronte di questi cambiamenti le reazioni sono spesso di paura, di nostalgia del passato, quando non di condanna.
Collocazione Biblioteca: 17865

Mirella Baldassarre, Adolescenze e famiglie, Roma, Alpes, 2017, 210 p.
L’intento dell’autrice è quello di far riflettere il lettore sulle nuove difficoltà che incontrano oggi gli adolescenti durante il loro processo di crescita. Nell’epoca attuale è in atto un radicale mutamento della società, con un conseguente diverso ruolo istituzionale del nucleo familiare rispetto al passato: ci sono famiglie tradizionali, separate, ricomposte, allargate, monogenitoriali e arcobaleno. Ciò impone un nuovo, e quindi sconosciuto, percorso evolutivo sia per genitori che per i ragazzi. Gli stessi operatori della salute mentale, si trovano a dover affrontare e trovare soluzioni a nuove domande. A tal riguardo viene fatta una panoramica di nuovi malesseri e disturbi: si va dalle situazioni meno gravi da un punto di vista clinico, quali cambiamenti improvvisi nel comportamento, negli interessi, nei confronti della scuola, dei coetanei, abbandono degli studi, chiusura sociale, fino a stati più complessi come depressione, dipendenze gravi (gioco d’azzardo, droghe, internet) e disturbi alimentari. L’autrice induce inoltre a una riflessione, con taglio psicoanalitico, sui percorsi terapeutici e strategici volti al ritrovamento di nuovi equilibri familiari, per superare i momenti di stallo evolutivi che i malesseri determinano. Quest’ultima parte è corredata da esempi pratici con stralci di alcuni dialoghi riportati durante le sedute.
Collocazione Biblioteca: 18494

Studi sulla famiglia dal punto di vista sociale, psicologico, educativo

Francescamaria Prosperini di San Pietro, Annarosa Airoldi, Il lockdown e il suo impatto su adolescenti e famiglie, in Prospettive Sociali e Sanitarie,  n. 1 (2021), pp. 31-35
Il contributo nasce dal confronto tra i caregiver della Cooperativa sociale onlus Piccolo Principe e della Neuropsichiatria infantile, che collaborano da anni nella presa in carico integrata degli adolescenti e famiglie del territorio della provincia di Varese. In questo articolo le autrici condividono le riflessioni inerenti la gestione dell’utenza in carico durante il lockdown e riflettono ull’impatto che esso ha avuto.

9788892223899_0_221_0_75Alberto Tuccio, Mio figlio sta crescendo! Trasformazioni e separazioni in preadolescenza, Cinisello Balsamo (MI), Edizioni San Paolo, 2021, 138 p.
L’avventura della crescita porta numerose novità, ma il percorso è lungo e le trasformazioni in continua evoluzione. I preadolescenti possono sentirne la fatica e questo condiziona anche le relazioni che hanno con chi sta loro vicino: innanzitutto i genitori. Questo libro nasce dal desiderio di provare a pensare con loro questa importante fase del percorso di crescita dei figli, soffermandosi su alcuni snodi imprescindibili del tempo puberale, ma anche affrontando rischi e sfide particolari dell’epoca preadolescenziale del giorno d’oggi. L’autore è psicologo e psicoterapeuta.
Collocazione Biblioteca: 18745

A cura di Cinzia D’Alessandro, Ilaria Mussini, Tra distanza e vicinanza, in Bambini, n. 8 (ott. 2020), pp. 27-54
I servizi educativi hanno subito una scossa senza precedenti dalla chiusura imposta dall’emergenza sanitaria. L’approfondimento riporta una serie di riflessioni e di esperienze fatte durante il lockdown di primavera sulla relazione con i piccoli e le famiglie e su come tenere viva l’alleanza educativa anche a distanza.

Anna Di Nardo, Vivere la casa come contesto educativo. Se nutrire le competenze genitoriali richiede l’arte del co-pilotaggio, in Animazione sociale, n. 8/340 (2020), pp. 50-59
Secondo l’autrice, educatrice professionale nella cooperativa Sineresi di Lecco, pensare la casa come un “contesto” sollecita gli educatori domiciliari a leggere in modo sempre situato le situazioni delle famiglie e a pensare che ogni corpo familiare sta sempre in relazione con altri contesti. Ciò porta ad assumere che il lavoro educativo diventa trasformativo solo quando pratica l’arte del co-pilotaggio.

A cura di Andrea Prandin, Educativa domiciliare. L’educatore sulla soglia delle storie familiari. Incertezze, possibilità e speranze nell’incontro tra educatori e famiglie, in Animazione Sociale, n. 7/339 (2020), pp. 68-96
La sezione Focus di questo numero raccoglie tre contributi, tutti a cura di Andrea Prandin, consulente pedagogico, formatore e supervisore. 1) “Pedagogia in tempi incerti. Un modo di guardare, pensare e agire il lavoro educativo domiciliare”; 2) “Apprendere a farsi da p’Arte. Una mappa per il lavoro educativo”; 3) L’osservazione e valutazione educativa. Poter accedere a una differente cornice riflessiva”.

9788874028092_0_221_0_75Ezio Aceti, Ma cos’hai nella testa? Come educare i giovani alla libertà, Cantalupa (Torino), Effatà, 2020, 74 p.
L’autore, psicologo esperto nel campo dell’età evolutiva, della disabilità, della scuola e della mediazione familiare e culturale, dà suggerimenti per aiutare gli adulti a comprendere gli adolescenti, indicando valori e spunti da fornire ai ragazzi per crescere liberi. Allegato al libro anche un DVD.
Collocazione Biblioteca: 18741

Daniela Mainetti, Elisabetta Marazzi, La relazione tra fratelli, in Bambini, n. 2 (feb. 2020), pp. 8-9
Questo articolo si rivolge in primo luogo a educatori e insegnanti a confronto con la presenza, in contesti educativi o scolastici, di nuclei familiari che vivono l’esperienza dell’arrivo di un fratello o dove sono già presenti due fratelli o due gemelli. In secondo luogo, rivolgendosi ai genitori, analizza le difficoltà che possono essere generate dalla nascita di un secondo figlio citando per esempio l’insorgere della gelosia nel primogenito.

A cura di Elisabetta Marazzi, Matteo Taramelli, Destinazione territorio, in Bambini, n. 1 (gen. 2020), pp. 27-54
Questa monografia tratta del territorio come realtà complessa, strumento, luogo e oggetto di educazione. Dopo una breve introduzione la monografia si compone di due articoli tematici e quattro che raccontano esperienze e progettualità educative. Gli articoli tematici sono: “Prospettive e idee per il lavoro sociale” di Elisabetta Marazzi e Matteo Taramelli, e “Welfare e territorio” di Andrea Biondello. Le esperienze sono descritte negli articoli: “La tela di Carlotta. Una rete a sostegno delle famiglie con bambini da 0 a 6 anni” di Charlotte Stussi; “Anziani e bambini insieme. Educazione intergenerazionale e territorio” di Enza Stragapede; “Una rete che diventa intreccio. 0-99 connessioni educative” di Manuela Bruno; “Sopravvivere in montagna. La comunità come elemento generativo per il superamento di un paradigma che condanna all’insignificanza” di Giacomo Invernizzi.

E-book FrancoAngeliGiulia Fioravanti, Vanessa Banchi, Daniel Giunti, Genitori omosessuali con figli da precedenti relazioni eterosessuali: il ruolo dell’omofobia interiorizzata, in Rivista di sessuologia clinica, a. 25, n.2 (2019), pp. 41-61
Obiettivo del presente lavoro è esplorare il legame tra omofobia interiorizzata, consapevolezza del proprio orientamento sessuale, educazione religiosa e coming out in un campione di genitori omosessuali che hanno avuto figli all’interno di una relazione eterosessuale. Il campione della ricerca era costituito da 32 madri lesbiche e 26 padri gay. Vengono discussi i risultati della ricerca, dalla quale emerge una correlazione dell’omofobia interiorizzata al coming out con i figli, mentre non risulta alcuna correlazione con la consapevolezza, nè con l’educazione religiosa ricevuta.

A cura di Monica Amadini, Simona Ferrari, Simonetta Polenghi, Comunità e corresponsabilità educativa. Soggetti, compiti e strategie, Lecce, Pensa MultiMedia, 2019, 205 p.
Il libro riporta gli atti del convegno della SIPED tenutosi in Università Cattolica a Milano il 28 e 29 marzo 2019. Tale evento ha coinvolto professori e ricercatori che, attingendo ad un panorama internazionale di studi e ricerche, hanno sviluppato una riflessione organica e multiprospettica intorno ad una questione di cogente attualità: quello della corresponsabiltà educativa. Pur essendo consolidata e diffusa l’idea che il partenariato, specialmente quello con i genitori, sia parte integrante del processo educativo, la fenomenologia odierna di tale rapporto risulta spesso contraddistinta da mancanza di fiducia e di riconoscimento reciproco dell’autorità educativa, da delega delle funzioni educative o da intromissione indebite nei rispettivi campi educativi. Da tali promesse nasce la volontà di riflettere sulle ragioni pedagogiche della corresponsabilità, che viene qui affrontata in una triplice prospettiva: la corresponsabilità scuola-famiglia; la corresponsabilità nella comunità e nella prospettiva storico-teoretica.
Collocazione Biblioteca: 18586

Giovanni Garena e Luciano Tosco, Nonni protagonisti (invisibili) del welfare familiare, in Welfare oggi, a. 24, n. 4-5 (lug-ott. 2019), pp. 59-66
10 milioni di nonni svolgono una funzione insostituibile nel welfare familiare: si occupano dei nipoti, giocano con loro, li accompagnano, li educano: sono “in servizio pieno permanente”. Qualche volta, in caso di assenza o inadeguatezza dei genitori, suppliscono in pieno alle funzioni genitoriali. Ma di tutto ciò c’è ancora poca consapevolezza.

le_equilibriste_report_2019Elena Scanu Ballona, Silvia Taviani, Le equilibriste. La maternità in Italia, Roma, Save the Children, 2019, 36 p.
Le equilibriste è il report annuale che presenta la situazione delle mamme in Italia. Nel report il Mother’s Index 2019 analizza, attraverso diversi indicatori, lo stato di benessere e il rispetto dei diritti delle donne nel nostro Paese. Ancora una volta l’ISTAT registra, nel nostro Paese, un calo delle nascite. Nel 2018, infatti, si stimano circa 449 mila nascite, 9 mila in meno rispetto all’anno precedente, circa 128 mila in meno rispetto al 2008. Il report “Le equilibriste” analizza la situazione lavorativa delle mamme ma anche dei papà. Spesso in difficoltà nel conciliare la vita famigliare con quella lavorativa. Oltre ciò, all’interno viene riportato un focus sulle mamme straniere in Italia dal punto di vista statistico. L’ultima parte è dedicata alle misure e alle politiche di sostegno alle genitorialità in Italia e un approfondimento sui servizi educativi per l’infanzia.

Marilena Macaluso, Giuseppina Tumminelli, Socializzazione politica: una ricerca partecipativa su due casi di studio a Palermo, in Studi di Sociologia, a. 56, n. 4 (ott.-dic. 2018) – on line, pp. 423-443
La socializzazione politica, in termini generali, delinea quel processo attraverso cui gli individui in una data società familiarizzano con il sistema politico, e che determina in gran parte la loro percezione della politica e le loro reazioni ai fenomeni politici. La ricerca proposta mira a esplorare il processo di socializzazione politica a livello micro-sociale, osservando in particolare la percezione delle relazioni di potere e la reazione ai fenomeni politici di due gruppi di bambini, coinvolti in due casi di studio a Palermo. Le autrici adottano un modello interattivo di socializzazione tra generazioni, al fine di considerare la pluralità di appartenenza e gli orientamenti di valori. Il documento è disponibile in PDF.

Paola Milani, Educazione e famiglie. Ricerche e nuove pratiche per la genitorialità, Roma, Carocci, 2018, 279 p.
Accompagnare i genitori nell’educazione dei figli è un investimento efficace e duraturo per superare le disuguaglianze, in aumento negli ultimi anni, e per liberare il potenziale umano dei bambini più vulnerabili. Il libro perciò propone nuovi approcci per far spazio ai genitori nelle aree della promozione, prevenzione e protezione dell’infanzia, presentando anche riconosciute esperienze internazionali. Paola Milani è docente di Pedagogia sociale all’Università di Padova.
Collocazione Biblioteca: 18053

rasssociologiaStefano Ba’, Genitori e precarietà. Combinare cura dei figli e insicurezza occupazionale, in Rassegna Italiana di Sociologia, a. 49, n. 4 (ott.-dic. 2018), pp. 637-663
La ricerca qui presentata analizza le modalità attraverso le quali genitori in posizione occupazionale precaria riescono ad attivare prassi sociali che hanno quale fine la stabilità della vita familiare. Dopo un’analisi epistemologica della precarietà e della letteratura di riferimento, vengono riferite le considerazioni svolte a partire dalle interviste, da raccolte di storie, testimonianze e racconti durante la ricerca di approccio qualitativo svolta in centro Italia.

Sinead Reilly, Maria Semkovska, An examination of the Mediatory Role of Resilience in the Relationship Between Helicopter Parenting and Severity of Depressive Symptoms in Irish University Students, in Adolescent Psychiatry,n. 1 (apr. 2018) – on line, vol. 8, pp. 32-47
Lo studio, attraverso la raccolta di dati relativi a 280 studenti universitari irlandesi, ha come obiettivo quello di determinare se la “genitorialità elicottero” possa predire sintomi depressivi negli studenti e se tale relazione sia mediata dalle capacità di resilienza. L’articolo si conclude sottolineando la necessità di ulteriori ricerche sui “genitori elicottero” (quei genitori che sono molto protettivi nei confronti dei loro figli e che li aiutano a superare tutti gli ostacoli che incontrano, cercando di risolvere tutti i loro problemi) come potenziale target d’intervento nell’ambito di crescenti tassi di depressione nella popolazione giovanile in generale e sulla relazione tra questa tipologia di genitori, lo sviluppo di capacità di resilienza e la depressione.

Cristiana Ottaviano, Greta Persico, Dalla paura al desiderio. Legame educativo tra nonne, nonni e nipoti tra autorità e anteriorità, in Pedagogika.it, a. 21, n. 4 (ott.-dic. 2017), pp. 78-82
Attraverso la presentazione dei risultati di una ricerca condotta a Bergamo sui legami intergenerazionali tra nonni/e e nipoti e il loro valore sociale, l’articolo intende rilanciare la sfida educativa che accompagna la dimensione intergenerazionale. Nonne e nonni hanno spesso, oggi più che mai, un ruolo decisivo soprattutto nella prima infanzia e sono spesso capaci di educare in modo differente perché in grado di fronteggiare l’epoca delle ‘passioni tristi’ attraverso il desiderio di cambiamento, risorsa oggi di difficile reperibilità.

pedagogikaPaolo Mottana … [et al.], Scuola e famiglia: un’alleanza possibile?, in Pedagogika.it, n. 3 (lug.-set. 2017), pp. 8-77
La presente monografia, attraverso il contributo di più autori, sottolinea l’importanza di un dialogo costruttivo tra genitori e insegnanti per costruire una scuola, nella quale i giovani possano trovare un rapporto franco e autentico con chi ha il compito di traghettarli nel mondo della conoscenza per vivere al meglio la loro vita. In una società che, in qualche modo, si è “dimenticata” dei punti di riferimento certi, di fronte a cambiamenti di ruoli all’interno della famiglia, al venir meno di regole a volte considerate obsolete, scuola e famiglia, insegnanti e genitori si rimpallano le difficoltà educative, mescolando in vari contesti la questione relativa alla responsabilità. Secondo gli autori, la necessità di chiarezza su responsabilità e ruoli sarà possibile solo quando il Governo avrà il coraggio di perseguire con determinazione l’obiettivo della Riforma della scuola, attraverso l’istituzione di percorsi formativi seri in grado di “formare” realmente i nostri docenti.

Caterina Satta, L’ossessione della genitorialità. Infanzia e famiglia nella società dell’insicurezza, in Rassegna Italiana di Sociologia, n. 2 (apr.-giu. 2017), pp. 449-458
L’autrice compie un esame nella letteratura internazionale sul tema della sociologia dell’infanzia alla ricerca degli attuali modelli educativi all’interno delle famiglie, in un’epoca determinata dall’insicurezza. I genitori sono spesso alla ricerca di informazioni che vengono abbondantemente fornite dai mezzi di comunicazione, sia pure in modo approssimativo. Le situazioni lavorative appaiono fortemente influenti nel generare possibilità di conflitto, talora affrontate in modo ossessivo.

Matteo Lancini … [et al.], Famiglia, in Psicologia contemporanea, n. 260 (mar.-apr. 2017), pp. 24-63
Si tratta di una raccolta di contributi sul tema della famiglia. Gli psichiatri, psicoterapeuti e psicologi di vari orientamenti, forniscono stimoli e riflessioni su come stanno cambiando le famiglie, i ruoli di padre e madre, i modelli educativi utilizzati, le dinamiche tra i componenti; si soffermano in particolare sulla famiglia adottiva e sulla famiglia omogenitoriale, spiegano come e perché vengono costruite le differenze e le diverse posizioni all’interno della famiglia e affrontano il tema dell’efficacia delle terapie psicologiche familiari.

terapia familare113Maurizio Andolfi … [et al.], Scacco matto al re. Come reinventare il padre, in Terapia familiare, n. 113 (mar. 2017), pp. 7-243
Si tratta di un numero monografico della rivista, dedicato al tema della ricerca del padre in famiglia e in terapia. Attraverso la narrazione di vicende cliniche di padri che hanno mancato al loro ruolo su alcuni fronti, emerge un ritratto in positivo del padre che sia terzo nella relazione madre-figlio e tramite per presentare alla prole la dimensione dell’altro, che faccia sperimentare al figlio il senso del limite, sappia trasmettere la capacità di attesa che genera fiducia nel futuro e il senso delle proprie radici, abbia qualità affettive che non possono essere appannaggio solo del materno e capacità di entrare in contatto con le proprie fragilità.

Famiglia e immigrazione

Laura Cerrocchi, L’intercultura in prospettiva pedagogica. Tra processi e prassi di integrazione culturale e sociale. (Seconda Parte), in Pedagogika.it, n.1 (gen.- mar. 2020), pp. 75-81
L’integrazione e l’inclusione culturale e sociale – nell’intreccio di fattori di macrosistema, mesosistema e microsistema – interessano principalmente famiglia, lingua, lavoro e figure professionali a valenza pedagogica e didattica. Una prospettiva pedagogica interculturale dovrebbe tener conto dei fattori sociali, culturali e psicologici che segnano la migrazione, della famiglia come principale osservatorio e progetto della migrazione, della rete dei servizi, delle agenzie del territorio che progettano e sostengono l’integrazione. Il presente è la continuazione dell’articolo “L’intercultura in prospettiva pedagogica. Conoscere per progettare”, in Pedagogika.it, n.4 (2019).

Angelo Silvestri … [et al.], I professionisti della gruppalità al tempo delle grandi migrazioni, in Gruppi nella Clinica, nelle Istituzioni, nella Società, n. 1 (gen.-giu. 2020) – on line, pp. 5-181
Il numero monografico è dedicato all’impatto che la grande mobilità di cose, persone e idee ha sui professionisti della gruppalità, in primo luogo, gli operatori che si occupano del disagio psichico. Diversi contributi esplorano vari aspetti della gruppalità come professione che si confronta con le trasformazioni sociali in atto, anche in conseguenza dell’epidemia di Covid-19. Questi i titoli dei principali contributi: “Ospiti o nemici? Esperienze nei gruppi di formazione e di supervisione degli operatori che si occupano di accoglienza dei migranti” di Giorgio Cavicchioli e Luciana Bianchera; “Differenza culturale ed estraneità nella famiglia dei migranti” di Alberto Eiguer; “Prolegomeni sulle basi fondative di una ricerca inerente l’integrazione tra diverse epistemologie culturali e di pensiero” di Luciana Bianchera et al.; “Attraversamento dei confini e percorsi di inclusione: il piccolo gruppo psicoterapico come osservatorio di confronti culturali e fenomeni di integrazione” di Stefano Mennella; “La supervisione come esperienza del ”sapere della pulsione” di Giovanni Angelici; “Prime considerazioni sul passaggio dal cerchio gruppale allo schermo condiviso: note sparse al tempo del lockdown” di Raffaella Girelli et al.; “Intervento psicosociale presso una struttura di accoglienza per minori in stato di fragilità nel nord Angola. Analisi di un’esperienza” di Chiara Cucchiara et al.; “Il dispositivo gruppale di psicoterapia transculturale con le famiglie migranti nell’esperienza della Cooperativa Crinali” di Ida Finzi; “Gruppi e migrazioni” di Nicola Policicchio; “Clinica nel sociale: l’esperienza presso un centro di accoglienza per migranti. Riflessioni ed emozioni fra luci e ombre” di Michelangelo Grenci; “Al di là di ciò che posso vedere con gli occhi” di Maria Grazia Sireci. L’articolo è disponibile in pdf

untitledA cura di Corrado Bonifazi … [et al.], Tra bassa fecondità e immigrazione: il contesto demografico delle politiche sociali in Italia, in RPS : Rivista delle politiche sociali, n. 4 (ott. – dic. 2019), pp. 7-156
Obiettivo della monografia è analizzare le politiche familiari italiane e il loro impatto sulla fecondità, le transizioni dei giovani adulti, le dimensioni socio-culturali della bassa fecondità, le nuove realtà familiari e le nuove forme di unione. Vengono inoltre esaminate alcune conseguenze dell’azione congiunta di bassa fecondità e immigrazione, descrivendo anche i bisogni sociali degli immigrati, considerando l’effettivo contributo che l’immigrazione può dare al riequilibrio quantitativo e strutturale della popolazione che vive sul territorio nazionale.

Valeria Bonatti … [et al.], Famiglie transnazionali dell’Italia che emigra. Costi e opportunità, Torino, CELID, 2019, 98 p.
Si parla tanto dei giovani italiani che emigrano per motivi di studio o lavoro, ma poco sappiamo delle loro famiglie. Questo volume punta l’attenzione proprio su chi resta in Italia: i genitori. In particolare, gli autori analizzano le relazioni economiche che si stabiliscono all’interno delle nuove famiglie transnazionali. Attraverso i risultati di un’inchiesta condotta on line tra le famiglie italiane dei giovani migranti e le testimonianze dei diretti interessati (genitori e figli), la ricerca esplora le nuove relazioni familiari, declinate anche in termini economici, confermando l’importanza del sostegno della famiglia alla vita dei figli all’estero, soprattutto nelle fasi iniziali.
Collocazione Biblioteca: 18629

minorigiustizia3Ilaria Arcara, Giuseppe Nicolini, Giacomo Rondelli, Il sistema di accoglienza e presa in carico dei nuclei di recente immigrazione a Bologna, possibilità di sperimentazione e integrazione tra pubblico e privato, in Minorigiustizia, n. 3 (2019), pp. 147-155
Gli autori presentano il sistema integrato di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati di Bologna, nelle declinazioni del progetto Sprar/Siproimi e di un’esperienza gestita dal privato sociale, la cooperativa Domani. In particolare si riflette su come sia stato necessario sperimentare nuovi dispositivi per la valutazione e il supporto della genitorialità che mettano al centro la dimensione transculturale.

Maria Chiara Pedroni, Transitional Foster Care. Negli Stati Uniti una ricerca studia l’impatto sui bambini della separazione dalle loro famiglie, in Lavoro sociale, n. 5 (ott. 2019), vol. 18, p. 12-19
Dal 2014 ad oggi è cresciuto il numero di famiglie provenienti dai paese del Centro America che chiede asilo agli Stati Uniti. La pratica di separare le famiglie quale deterrente ai flussi migratori ha serie ripercussioni sui bambini. Un’equipe di studiosi ha analizzato le conseguenze.

Dina Galli, Francesca Mantovani, Lavoro sociale e migrazioni. Il ruolo delle reti dei servizi, Parma, Junior, 2019, 217 p.
Nel volume si spiega come un servizio, composto da operatori dell’area sociale, educativa e sanitaria, possa attrezzarsi per rispondere a un’utenza straniera diversificata. Si faccia riferimento in particolare al quarto capitolo, dedicato al lavoro con le famiglie.
Collocazione Biblioteca: 18304

E-book FrancoAngeliRoberta Ricucci, Manuela Olagnero, Questioning identity, belonging and ties across generations. Discussions within Egyptian community, in Mondi migranti, n. 2 (2019), pp. 149-169
Oggi molte famiglie migranti sono radicate in Italia: comprano case, investono negli studi dei figli e fanno progetti per il loro futuro. In tale scenario, genitori e figli interagiscono e sviluppano relazioni sia con il paese di arrivo che con quello di origine. Il contributo si propone di esplorare questi temi, guardando alla comunità di immigrati egiziani a Torino, la cui anzianità migratoria consente di mettere a confronto le differenti prospettive coltivate da due generazioni stabilmente inserite in Italia. Utilizzando quindi un approccio biografico, gli autori esplorano, attraverso uno sguardo intergenerazionale, come la comunità egiziana leghi la narrazione del passato alla costruzione del sè attuale e come i migranti vecchi e giovani formino nuove e mantengano vecchie “we-relations” nel corso della loro vita.

Francesca Decimo, Spazi di riproduzione. Nascite, matrimoni e corsi di vita tra famiglie marocchine in Italia, in Polis, a. 32, n. 3 (dic. 2018), pp. 263-287
Questo articolo utilizza un approccio qualitativo per indagare come migrazioni, matrimoni e nascite si intreccino nella corso della vita delle donne marocchine viventi in Italia. Nello specifico, piuttosto che esplorare se e sotto quali condizioni la fertilità degli stranieri corrisponde a quella delle donne locali/native, l’articolo cerca invece di ricostruire il processo attraverso cui gli stranieri hanno figli nel contesto in cui si stabiliscono. La ricerca si articola come segue: a) riconsiderare e mettere in discussione la prospettiva assimilazionista; b) tracciare come gli eventi riproduttivi e le traiettorie di mobilità sono interconnessi in Italia, un contesto caratterizzato sia da tassi di nascita significativamente diminuiti sia da leggi restrittive per l’attribuzione della cittadinanza a bambini nati in Italia da cittadini stranieri. In conclusione, il rapporto tra le migrazioni e la fertilità viene analizzato alla luce di come il ciclo riproduttivo di queste famiglie si evolve nel tempo.

Agostino Massa, Integrazione delle famiglie appartenenti a minoranze etniche, in Studi Zancan, a. 17, n. 1 (gen.-feb. 2018) – on line, pp. 34-40
Un’indagine qualitativa svolta intervistando un campione di assistenti sociali di Genova ha ricostruito percezioni e atteggiamenti rispetto alle famiglie appartenenti a minoranze etniche. Articolo disponibile in pdf.

sociologiadellemigrazionifemMartina Cvajner, Sociologia delle migrazioni femminili. L’esperienza delle donne post-sovietiche, Bologna, Il Mulino, 2018, 225 p.
L’autrice, sociologa e ricercatrice universitaria, ricostruisce la nascita e l’evoluzione della migrazione femminile dai territori dell’ex Unione Sovietica verso l’Italia e altri paesi europei, cercandone gli eventuali elementi di novità, le differenze rispetto alla mobilità maschile, nonché le conseguenze per le donne migranti, per le loro famiglie e per i contesti di origine e di insediamento
Collocazione Biblioteca: 18061

A cura di Giuseppe Sciortino, Integrazione sociale e reti interpersonali della popolazione straniera in Italia, in Mondi migranti, n. 2 (2017), pp. 23-146
Gli interventi che compongono la presente monografia analizzano la popolazione straniera in Italia dal punto di vista delle relazioni personali sviluppate dagli immigrati nel corso del loro processo di insediamento sul territorio, attraverso la costruzione e sviluppo delle loro comunità. Tutti gli interventi utilizzano banche-dati di grandi dimensioni, capaci di sostenere analisi statistiche sufficientemente robuste da permettere di esplorare processi sinora discussi, in termini prevalentemente aneddotici. Gli interventi proposti sono i seguenti; “La crescita delle unioni miste in Italia: un indicatore di accresciuta integrazione degli immigrati e maggiore apertura della società?” di Davide Azzolini, Raffaele Guetto; “Matrimoni misti e assimilazione tra gli stranieri in Italia” di Asher Colombo, Luigi La Fauci; “Reti sociali e performance scolastica. L’effetto del gruppo dei pari sull’apprendimento scolastico nelle classi con studenti stranieri” di Ivano Bison, Martina Cvajner; “Reti sociali e senso di appartenenza nel contesto migratorio. Un’indagine in Lombardia” di Elisa Barbiano di Belgioioso, Livia Elisa Ortensi; “Raro è un amico fedele. Relazioni interpersonali e solitudine nell’esperienza migratoria” di Monica Perez, Cristiano Santinello, Giuseppe Sciortino.

Claudio Torrero,Famiglia culture e valori.Alla ricerca di radici comuni, Cantalupa, Effatà, 2017, 222 p.
Il libro ripercorre una ricerca, sviluppata in contesto scolastico, che ha messo a confronto culture, età ed esperienze sui temi del rapporto uomo-donna, della famiglia e dell’educazione proponendo una riflessione filosofica sulle grandi alternative culturali che si presentano all’umanità odierna. Partendo da una ricerca sociologica e antropologica che indaga un ambito finora trascurato, quello dei valori delle comunità immigrate, il testo offre la possibilità di esplorare quell’istituzione fondamentale che è la famiglia nella varietà delle sue forme e relazioni.
Collocazione Biblioteca: 18335

Politiche e welfare per la famiglia

covid-19_secondo_rapporto_non_da_soliSave the Children, Non da soli. Cosa dicono le famiglie, Save the Children, 2020, Roma, pp. 23
L’obiettivo dell’indagine, svolta insieme a più di 300 famiglie beneficiarie dei progetti di Save the Children di sostegno economico e contro la povertà educativa, è quello di approfondire l’impatto che l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus e le conseguenti misure di contenimento della pandemia che sono state adottate hanno avuto sulla loro vita e su quella dei loro figli. La perdita del lavoro e di un reddito, il cambiamento della disponibilità economica, le sfide e le difficoltà che la didattica a distanza dei loro figli pone sia in termini di disponibilità di connessione e device, che di competenze per supportarli adeguatamente, sono le aree che l’indagine esamina per fornire spunti di riflessione per i policy makers, al fine di mitigare gli effetti sociali più deleteri della crisi in corso.

Roberto Mezzina, Un nuovo Welfare Comunitario per la Salute Mentale, in Welfare oggi, n. 3 (lug. -set. 2020) – on line, pp. 9-46
L’emergenza Covid-19 ha messo ulteriormente alle corde i servizi di salute mentale, che già soffrivano di un costante depauperamento. Essa ha fatto emergere la necessità di un piano di rilancio che si imperni su approcci globali e inclusivi, in cui il Terzo settore gioca un ruolo fondamentale. Nel considerare i presupposti teorici e gli indirizzi internazionali in merito, dall’OMS alle Nazioni Unite, l’articolo riprende le buone pratiche di welfare community in salute mentale, e rilancia una visione che si imperni sulla lotta alle diseguaglianze, sull’impatto sui determinanti sociali e su servizi centrati sull’intera vita (whole life) delle persone che coinvolgano la comunità in un sistema complessivo di supporto e intervento che lavori su multisettorialità e integrazione. Ciò richiede un radicale ripensamento delle organizzazioni, oltre che delle filosofie d’intervento, e un sistema di alleanze nuovo che consideri protagonisti utenti e familiari, comunità, Terzo settore, svincolando i servizi di salute mentale dal riduzionismo medico-biologico. Una serie di indicazioni e proposte operative per l’integrazione vengono qui avanzate, a partire da un ruolo centrale del CSM come “servizio forte”. L’articolo è disponibile in Pdf .

Cristiano Gori, Una proposta per una protezione sociale universale contro la crisi, Welforum.it, 2020, Milano, pp. 5
Forum Disuguaglianze e Diversità (ForumDD) e Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), insieme a Cristiano Gori, docente di politica sociale all’Università di Trento, hanno avanzato una proposta per fronteggiare immediatamente la perdita di reddito delle famiglie dovuta alla crisi innescata dalla pandemia Covid-19, integrando il Decreto “Cura Italia”. La proposta sta ricevendo notevole attenzione del mondo politico ed istituzionale. Nell’articolo proposto se ne presentano i punti chiave.

Giacomo Gabbuti, Poveri, non disuguali?, in Italia Caritas, n. 2 (mar. 2020), pp. 14-20
Secondo alcuni analisti del settore, i problemi di povertà in Italia non sarebbero correlabili al crescente divario tra ricchi e poveri. Molti dati, in realtà, dimostrano che la forbice si allarga. E, secondo l’autore, le politiche tardano ad incidere. Sullo stesso argomento si segnala “Chi è solo se la cava” di Federica De Lauso (pp. 18-20), che analizza la povertà in relazione alla condizione delle famiglie numerose.

Cover-AS-337-320x446Erica Amprino, Di interrogativo in interrogativo si apre la strada. Per non perdere il lavoro con bambini e famiglie in mesi di “assenza”, in Animazione Sociale, n. 5/337 (2020), pp. 35-43
L’articolo è il risultato della riflessione delle operatrici di Mitades, associazione attiva a Milano che si dedica alla cura di bambini e delle loro famiglie, anche in contesti di fragilità. Secondo l’autrice, neuropsicomotricista ed esperta nell’ambito materno-infantile, nel lavoro sociale ed educativo, specie quando l’ambiente appare ansiogeno e spiazzante come in questa fase, è essenziale sostare tra i diversi attori in gioco per sollevare interrogativi su quello che sta accadendo, per poi intuire il passo ulteriore da fare.

A cura di Ugo Ascoli, Politiche di welfare e riduzioni delle disuguaglianze sociali, in Politiche Sociali , n. 1 (gen.-apr. 2020), pp. 3-175
L’obiettivo di questo numero monografico della rivista è quello di approfondire le conseguenze delle principali politiche di welfare sulle disuguaglianze sociali in Italia e, inoltre, di giungere a suggerire alcuni possibili percorsi che potrebbero essere adottati per rendere la società italiana più equa e coesa. Partendo da una iniziale riflessione sui valori e i significati da porre alla base degli obiettivi di uguaglianza perseguibili, il quadro delle politiche analizzate si articola fino a comprendere le principali misure di welfare in atto oggi nel nostro paese: dalle politiche per contrastare la povertà alle politiche pensionistiche; dall’assistenza sanitaria sui territori alle politiche per le famiglie; da quelle di “long-term care”, per affrontare la non autosufficienza, all’istruzione.

Benedetta Polini, “IV piano nazionale di azioni e interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva”.  Alcune osservazioni sulla strategia del sostegno alla genitorialità, in Rassegna Italiana di Sociologia, n. 1 (gen. – mar. 2020), pp. 177-189
Partendo dai dati della relazione annuale 2016 del Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’autrice riflette sulla povertà dei minori, compresa quella educativa, e sulla genitorialità, considerata come nuovo rischio sociale e oggetto di timide politiche di sostegno, a partire dal “IV piano nazionale di azioni e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva”, varato nel 2016 di cui si valutano qui gli effetti di cambiamento.

A cura di Animazione sociale, Come ripensare il welfare nel dopo coronavirus?. Le lezioni apprese nei giorni dell’emergenza, in Animazione Sociale, n. 2/334 (2020), pp. 6-17
I giorni della pandemia, insieme alla nostra vulnerabilità, ci hanno fatto riscoprire l’importanza del welfare, ossia del vivere in una società dotata di forme di protezione sociale. L’intervista a Chiara Saraceno, una delle più autorevoli studiose del settore, intende portare a una riflessione sul tema, a partire dalla riscoperta dell’importanza fondamentale della sanità pubblica, su cui fondi negli ultimi decenni si è tanto tagliato. Anche il welfare sociale si riscopre quando viene a mancare, dai centri diurni per gli anziani o i disabili, al carico di cura tutto sulle spalle delle famiglie, anche per l’infanzia e l’adolescenza, con le scuole chiuse che aggravano le disuguaglianze. Ricominciare, ripartire, richiederà allora di strutturare alleanze nei territori, tra pubblico e terzo settore, con i Comuni chiamati a individuare come può essere ricostruito il welfare locale. Anche il terzo settore deve ripensare il proprio ruolo come soggetto promotore di conoscenze e di visioni.

copertina-welfare-2019-defErmeneia. Studi & Strategie di Sistema, Un neo-welfare per la famiglia, Cooperare per costruire un welfare integrato. Rapporto 2019, Roma, Ecra, 2019, 253 p.
Il Rapporto si propone come occasione di analisi e di riflessione sui bisogni di protezione sociale e sulla necessità di incrementare la propria autoprotezione da parte delle unità di convivenza del nostro Paese, nel contesto di un progressivo logoramento delle coperture pubbliche e conseguente ricorso a forme integrative di welfare di diversa origine. Vengono esplorati l’utilizzo effettivo, gli atteggiamenti e le attese nei confronti di un welfare “allargato”, che comprende le coperture pubbliche e private di tipo assicurativo, ma anche di reciproco aiuto tra le diverse generazioni come pure espressione della solidarietà di vicinato o di volontariato. I risultati mettono in luce un utilizzo già in atto di più tipologie di copertura da parte delle famiglie, ma anche l’esigenza di essere accompagnati nel processo di individuazione e di scelta delle forme di welfare di diversa origine; inoltre si registra una crescita dell’apertura delle famiglie verso il mondo assicurativo, al quale si chiede anche la presenza di un esplicito impegno etico. Il documento descrive, inoltre, alcune esperienze in ambito mutualistico-cooperativo dove si sperimentano servizi che aiutano le famiglie a “ricomporre” le diverse tipologie di welfare disponibili e il caso delle cosiddette società benefit, nelle esperienze internazionali.
Collocazione Biblioteca: 18572

Emmanuele Pavolini, Giorgio Tamburlini, Prevenire e contrastare le disuguaglianze nei primi anni di vita, in RPS : : Rivista delle politiche sociali, n. 4 (ott. – dic. 2019), pp. 191-217
A partire da un’analisi del rapporto di Save the Children “Il miglior inizio. Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita” (in Biblioteca alla Collocazione Biblioteca:  W1131), il primo articolo della sezione Dibattito, “Come favorire un miglior inizio? Considerazioni su disuguaglianze e sostegno all’infanzia in Italia” di Emmanuele Pavolini, intende fare il punto sulla situazione dei bisogni e delle politiche per l’infanzia in Italia. Il secondo articolo, “Come le disuguaglianze nascono, crescono e possono essere contrastate” di Giorgio Tamburlini, compie un’analisi del tema, sottolineando la necessità di misure tese a combattere povertà, esclusione sociale e bassa scolarità, con investimenti per sostenere le famiglie nelle loro competenze genitoriali.

Joelle Long … [et al.], Le politiche a sostegno dell’infanzia e dell’adolescenza e gli attori non convenzionali del welfare minorile, in Minorigiustizia, n. 3 (2018), pp. 14-165
L’obiettivo di questo numero della rivista è quello di riflettere sulle politiche a sostegno dell’infanzia e dell’adolescenza, fermando poi l’attenzione sul ruolo degli attori “non convenzionali” del welfare minorile. Talvolta si tratta di attori di recente introduzione, come nel caso dei garanti regionali e comunali per l’infanzia e l’adolescenza e dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Spesso sono soggetti pubblici e privati che agiscono in questo campo da un tempo ben più lungo di quello che vede l’attribuzione ai servizi sociali territoriali del ruolo di principali organi di protezione e promozione dei diritti dell’infanzia, come la scuola pubblica, i servizi sanitari pubblici o la magistratura minorile. I diversi contributi sono suddivisi e raccolti nelle parti seguenti: 1) Il welfare minorile oggi; 2) Le sfide per gli attori istituzionali; 3) Le autorità garanti per l’infanzia e l’adolescenza; 4) L’associazionismo a vocazione specifica e il “volontariato dei diritti”.

Maddalena Cannito, Fathers and Parental Leave: The Role of the Work Environment and the Gendered Family Friendliness in the Private Sector, in Polis, a. 32, n. 2 (ago. 2018), pp. 217-242
L’articolo ha come obiettivo quello di indagare se aziende private che implementano politiche per l’equilibrio tra lavoro e vita privata e che tutelano le famiglie (family friendly), incoraggino i padri a utilizzare il congedo parentale. Le interviste a responsabili delle risorse umane e ai padri che hanno utilizzato il congedo parentale hanno rivelato che le società “family friendly” non incoraggiano l’utilizzo del congedo parentale quando non attuano politiche a tutela dei padri. Infatti, nonostante l’impegno da parte delle aziende nel sostenere l’equilibrio tra lavoro e vita privata dei dipendenti, la tutela della famiglia attuata dalle politiche formali e informali è sempre declinata al femminile e si rivela scoraggiante per un padre che intenda usufruire del congedo parentale. Inoltre, le politiche aziendali e gli ambienti di lavoro spesso riproducono stereotipi di genere e il congedo parentale viene visto come un atto di pigrizia e tradimento nei confronti dell’azienda.

prospettive2Adelelmo Lodi Rizzini, Il rinnovamento del welfare locale: l’azione del privato sociale nella Grande Mantova, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 2 (primavera 2018), pp. 23-27
L’autore riferisce anche con dati statistici di un’esperienza condotta dal Collettivo del Comitato CASA San Simone di Mantova, associazione privata che collabora con enti pubblici. L’attenzione è rivolta alle famiglie, alle problematiche lavorative, agli anziani, ai licenziati, ai giovani dipendenti da sostanze e psicofarmaci. L’autore conclude a favore dell’importanza del privato sociale per coprire le difficoltà del settore pubblico nel fornire assistenza alla fasce più povere della società sia a livello sociale che sanitario.

Rossana Trifiletti, La conciliazione vita/lavoro, un genus ambiguo delle politiche sociali in particolare nell’approccio degli investimenti sociali, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 2 (ago. 2017), pp. 349-362
Il lavoro propone un’analisi del dibattito, presente a livello europeo, sulle politiche di conciliazione tra attività professionale e vita familiare in un contesto di aumento, in quasi tutti i paesi dell’Unione, del welfare effort in direzione di servizi di cura, sia per la prima infanzia che per le cure di lungo periodo.

Elena Macchioni, Familyaudit nelle imprese trentine: una survey sui benefici prodotti da una politica locale di conciliazione famiglia lavoro, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 1 (apr. 2017), pp. 159-182
L’autrice presenta il progetto Familyaudit attuato nella Provincia di Trento a partire dal 2009, nell’ambito di una integrazione fra esigenze delle famiglie e delle aziende. Sono stati ricercati e studiati con strumenti statistici diversi aspetti la sfera del benessere personale, della cura dei famigliari, dell’inserimento lavorativo. Si è riscontrato in modo particolare un miglioramento per le donne in relazione alla flessibilità degli orari di lavoro. Inoltre, sono stati osservati diversi parametri come le tecnologie informatiche, gli aiuti monetari, l’attività di formazione.

sociologiaepolitichesocialiVincenzo Marrone, Pratiche di conciliazione famiglia-lavoro e gestione delle risorse umane. Quale valore aggiunto per le imprese?, in Sociologia e Politiche Sociali, n.1 (2017), pp. 83-110
L’articolo mostra i principali risultati di una ricerca condotta in cinque aziende venete con l’obiettivo di esplorare le ragioni per cui un’impresa investe in strumenti di conciliazione famiglia lavoro. Gli investimenti delle aziende nel sociale possono produrre diversi risultati: simbolico-imprenditoriale con un ritorno di immagine per l’azienda; funzionale-organizzativa con un miglioramento della qualità del lavoro; formale-evolutiva per la situazione delle famiglie; culturale-territoriale per gli aspetti sociali inerenti il territorio.

Adozione e affidamento familiare

Francesco Cerrato, A servizio del ricomporre legami familiari. Il quotidiano apprendere a relazionarsi con famiglie in difficoltà, in Animazione Sociale, n. 3/344 (2021), pp. 48-58
L’autore, educatore responsabile della comunità per minori “passoni18”, riflette sulla sua esperienza per dare risposta al quesito di come chi si occupa professionalmente di affido affronta il problema dell’allontanamento temporaneo di un minore dalla sua famiglia. Questa, qualunque sia la difficoltà che si trova a vivere, non può essere esclusa, ma ci si deve attivare da subito per facilitare il riavvicinamento tra genitori e figli.

Barbara Ongari … [et al.], La famiglia nella crisi adottiva, in Minorigiustizia, n. 2 (2020), pp.  5-187
L’obiettivo della monografia è quello di analizzare nel dettaglio i diversi elementi di evoluzione delle vicende adottive, le criticità e le risorse dei protagonisti e dell’ambiente sociale, le strategie di intervento delle istituzioni e degli operatori. La crisi della relazione affiliativa si differenzia dal fallimento, ed è importante comprenderlo per delineare l’intervento necessario. La monografia si apre con l’editoriale introduttivo, poi segue la prima parte: “Adozioni sostenibili tra integrazione e crisi”, la seconda: “Tra crisi e fallimenti: quali interventi?”, la terza: “Crisi adottive e sistema giustizia”, per concludere con le sezioni “Esperienze giudiziarie e sociali” e “Giurisprudenza minorile e familiare”

 

Elena Stanchina, Una vita fuori famiglia. Intervista a Désirée Cognetti, in Lavoro sociale, n. 1 (feb. 2020), pp. 36-42
Intervista a Désirée Cognetti, autrice del libro autobiografico “Una storia che parla di te”, in cui racconta la sua storia: cresciuta in una comunità, poi in un centro diurno, infine in un progetto di autonomia guidata, ripercorre le sue vicende accompagnate da fragilità, dolori e speranze.

Laura Purpura, L’affido familiare dei minori stranieri non accompagnati. L’ esperienza di Palermo, in Aggiornamenti Sociali, a. 71, n. 1 (gen. 2020), pp. 52-60
La modalità di accoglienza di minori stranieri non accompagnati (MSNA) rappresenta una questione divenuta di stringente attualità negli ultimi anni in Italia. Una possibilità, al momento ancora poco utilizzata, è data dall’affido familiare, che può rappresentare per il minore un’occasione preziosa per integrarsi nella nostra cultura e costruire il proprio futuro. L’argomento viene approfondito analizzando la situazione di Palermo, dove attualmente sono registrati 140 casi di affido di minori non accompagnati (MSNA) inseriti in strutture di accoglienza di diverse tipologie.

affido-familiareCamilla Landi, L’Affido familiare in Lombardia. Una ricerca quantitativa nel Tribunale per i Minorenni di Milano, Trento, Erickson, 2019, 187 p.
Nonostante la sua storia ormai più che trentennale, l’affido familiare rappresenta ancora oggi, nel contesto italiano, una materia decisamente complessa. Il libro offre una panoramica da un punto di vista normativo e metodologico di questo sfidante istituto giuridico a tutela di bambini e ragazzi, con particolare attenzione all’affido eterofamiliare disposto dall’autorità giudiziaria. L’autrice ripercorre, alla luce di un’attenta rassegna della letteratura internazionale, le tappe metodologiche e le indicazioni utili per la promozione e realizzazione di progetti di affido eterofamiliari e presenta i dati emersi da un rigoroso lavoro di analisi documentaria svolta all’interno del Tribunale per i Minorenni di Milano. Il libro offre importanti spunti di riflessione e suggerimenti utili a studiosi e operatori sociali che lavorano al fianco di bambini e ragazzi e delle loro famiglie.
Collocazione Biblioteca:18506

Vanda Scopel, Sostegno alle famiglie di origine dei bambini allontanati, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 4 (autunno 2019), pp. 28-32
L’articolo affronta la necessità di aggiungere e integrare l’intervento psicologico a quello socio-assistenziale ed educativo per aumentare l’efficacia nel sostegno alle famiglie vulnerabili dei bambini in protezione, specie quelli allontanati temporaneamente. Viene a proposito presentata l’esperienza del Progetto Pinocchio. Questo è centrato sul rientro in famiglia preparato all’inizio, sul bisogno sanitario non emergente, sulla cura dei legami primari, sulle prese in carico prescritte, sull’intervento clinico orientato al nucleo, sull’integrazione degli interventi, sul progetto su risorse e capacità.

Sara De Carli … [et al.], Parlano i ragazzi: stateli ad ascoltare!, in Vita, (set. 2019), pp. 20-67
La monografia raccoglie diversi contributi sul tema dei minori fuori famiglia. Grazie alle voci dei ragazzi direttamente interessati e degli operatori che, a diverso titolo, lavorano con loro, emergono alcuni punti da cui partire per rafforzare il servizio e migliorare norme e prassi. Infine, sono presentate sette storie di persone che hanno vissuto al di fuori della famiglia naturale, potendosi così costruire un futuro migliore.

Copertina-331web-320x445Franca Olivetti Manoukian, Discutere di tutela dei minori. Reinterrogarsi sulle tensioni tra nuclei familiari e servizi sociali, in Animazione Sociale, n. 8/331 (2019), pp. 19-26
L’eco del “caso Bibbiano”, con tutte le confusioni e strumentalizzazioni che ha generato, impone un supplemento di pensiero ai servizi sociali e alle professioni che operano a fianco di bambini e famiglie. Si tratta di ricostruire una fiducia perduta, senza la quale viene meno la funzione dei servizi. Per garantire a ciascuno un ambito di rispetto e di libertà, è inevitabile limitare le libertà individuali, convincendo o costringendo ad accettare regole basilari per la convivenza, anche per quella familiare. I servizi sociali stanno lontano dai media e dai social, ma così facendo il loro apporto etico e culturale non entra in circolazione, non riesce a illuminare la scena del vivere.

Marco Giordano, “Gli assistenti sociali non rubano più i bambini?”. Deontologia del servizio sociale e tutela dei minorenni con gravi difficoltà familiari nell’epoca della crisi del welfare, 2. ed., Torino, Punto Famiglia, 2019, 90 p.
L’assistente sociale è un professionista dell’aiuto che opera in un tempo, di crisi e di evoluzioni, che gli chiede di approfondire ed attualizzare la sua missione, mettendo in campo una continua capacità di innovazione e di inventiva e stimolando processi capaci di far avanzare il benessere delle singole persone e dell’intera polis. Questo testo ci invita a riflettere sul bisogno che gli assistenti sociali si attivino in un corale e politico tentativo di migliorare il sistema; in quanto agente di cambiamento l’assistente sociale infatti può e deve fronteggiare la crisi trasformandola in opportunità, nella presa in carico di singoli cittadini, nella costruzione di adeguati interventi e servizi sociali e anche nello sviluppo di valide politiche di welfare familiare. L’autore è assistente sociale, ricercatore, docente universitario e membro del Tavolo Nazionale Affido. In Appendice il Codice Deontologico dell’Assistente Sociale e un capitolo dedicato alla supervisione come protezione psico-emotiva.
Collocazione Biblioteca: 18295

minorigiustizia4Barbara Ongari … [et al.], Crescere fuori dalla famiglia: sfide e integrazioni, in Minorigiustizia, n. 4 (2018), pp. 19-186
Nel quadro multidisciplinare che caratterizza la rivista, questo fascicolo propone un riesame degli interventi a sostegno dei minorenni che per crescere hanno bisogno di risorse che non trovano nella loro famiglia di nascita. Presentati nel loro contenuto psico-pedagogico ed evolutivo, tali interventi costituiscono anche occasione di attuazione dei diritti inviolabili dei minorenni. Adozione e affidamento familiare vengono esaminati così come si sono trasformati a contatto con realtà sociali e familiari diverse da quelle ipotizzate al momento della loro introduzione. Il confronto con adozioni che in altri Paesi hanno caratteristiche diverse dalle nostre, suggerisce approcci meno rigidi e più pragmatici che non possono essere ignorati. Anche le comunità sono presentate come risorse adatte a minorenni in situazioni particolari, per età e condizioni familiari. I diversi contributi sono raccolti nelle seguenti sezioni: 1) “Una nuova famiglia per crescere”; 2) “Crescere fuori dalla famiglia”; 3) “A contatto con culture diverse”.

A cura di Monica Dondoni, Relazioni e sviluppo della persona, in Narrare i gruppi, n. 2 (dic. 2018) – on line, vol. 13, pp. 131-298
Questo numero della rivista si apre con l’articolo di Angela Sordano “La funzione triadica del conduttore nei gruppi con genitori adottivi. Una risposta operativa ad un cambio di paradigma nell’adozione”. La monografia è disponibile in Pdf.

socializzazione-politica-una-ricerca-partecipativa-su-due-casi-di-studio-a-palermo-345547Valentina Calcaterra, Maria Luisa Raineri, Indicazioni per un affido familiare efficace: una scopingreview della ricerca internazionale, in Studi di Sociologia, a. 56, n. 4 (ott.-dic. 2018) – on line, pp. 405-422
Nel presente lavoro viene proposta la sintesi di una ricerca su 53 articoli riguardanti la pratica dell’affido familiare. Lo studio ha messo in luce molti suggerimenti che possono guidare gli assistenti sociali e i loro dirigenti nelle politiche e pratiche di affido. Il documento presenta indicazioni sul processo di matching tra un bambino e una famiglia affidataria, sul lavoro sociale con le famiglie di nascita, sulle famiglie affidatarie e il legame con i bambini, sul contatto tra le due famiglie, sulla scuola e sul ricongiungimento familiare. Viene sottolineata l’importanza del sostegno degli assistenti sociali per un inserimento efficace, che supporti i bambini nell’affiliazione bifamiliare e li aiuti a mantenere buoni contatti e relazioni tra le loro due famiglie. Il documento è disponibile in PDF.

Camilla Landi, Dov’è la voce dei minori e delle famiglie? L’importanza dell’ascolto per andare verso l’affido partecipato, in Lavoro sociale, n. 6 (dic. 2018), vol. 18, pp. 13-18
In ambito internazionale, negli ultimi anni numerose ricerche hanno rilevato il punto di vista delle persone coinvolte nei progetti di affido familiare. Elemento comune della maggior parte delle ricerche è il desiderio, da parte di minori e famiglie sia d’origine che affidatarie, di partecipare alla pianificazione del progetto di affido e ai processi decisionali che li riguardano.

Gian Luca Arcomano, Giuliana Ferreri, Psicoterapia per future coppie adottive che non hanno avuto l’idoneità: un percorso possibile per lasciare lo spazio al bambino che verrà, in Caleidoscopio relazionale, n. 8 (ott. 2018), pp. 67-75
Il lavoro psicoterapico con le coppie adottive inidonee, consiste nello scoprire insieme che cosa occupa lo spazio che dovrebbe essere liberato per far nascere o ri-nascere un figlio, decidere insieme se elaborarlo e svuotarlo per dare un buon contenitore psicosomatico al bambino, oppure se liberarlo per altro e rinunciare alla domanda di adozione. L’intero percorso non può essere affrontato dallo psicoterapeuta senza confrontarsi con le proprie angosce di fallimento, di sterilità, e di possibilità creative non attualizzabili. La co-conduzione di genere misto permette di intraprendere questo viaggio senza naufragare in questo mare denso di emozioni congelate.

terapiafamiliare118Chiara Benini, Significati condivisibili per la famiglia adottiva. Il Modello delle Realtà Condivise nel lavoro sulle adozioni, in Terapia familiare, a. 41, n. 118 (nov. 2018), pp. 29-43
La famiglia adottiva, con le sue particolari caratteristiche di multiculturalità, evidenzia l’importanza dei significati attribuiti da ciascuno alle parole e ai comportamenti, da cui deriva la necessità di lavorare alla costruzione di significati condivisi. L’autrice, analizzando i differenti livelli in cui si possono verificare le difficoltà di comprensione tra adottanti e adottati, propone alcune riflessioni ed esempi clinici sull’utilizzo del Modello delle Realtà Condivise nei casi di adozione, oltre a evidenziarne l’utilità nel lavoro di ricostruzione delle storie e delle identità di questi minori.

Elena Canzi, Rosa Rosnati, Depressione post-adozione: incidenza, andamento e fattori associati. Madri e padri a confronto, in Psicologia della Salute, n. 1 (2018), pp. 19-37
Lo studio longitudinale descritto nell’articolo intende: 1) valutare i punteggi medi e l’incidenza dei punteggi clinici di sintomatologia depressiva in coppie di genitori adottivi e il loro andamento nel primo anno post-adozione; 2) individuare i fattori ad essi associati quali lo stress genitoriale, la qualità della relazione con il coniuge e il supporto sociale; 3) valutare l’associazione tra i livelli di depressione dei due partner all’interno della coppia e il suo andamento nel tempo. In tutte le analisi si è operato un confronto tra le percezioni di madri e padri. I partecipanti sono 45 coppie di genitori, cui sono stati somministrati questionari entro due mesi dall’arrivo del bambino e un anno dopo.

Concetta Sole, Dall’abbinamento alla costruzione della genitorialità adottiva: un percorso difficile per operatori e famiglie, in Minorigiustizia, n. 1 (2018), pp. 88-96
L’articolo racconta dell’esperienza delle procedure di abbinamento sperimentate presso il Tribunale per i minorenni di Palermo e del pensiero a cui tali procedure si sono ispirate. L’articolo descrive inoltre una ricerca sugli esiti adottivi effettuati presso lo stesso tribunale e i risultati a cui tale ricerca è giunta.

fratelli-in-affido-una-famiglia-o-piu-famiglie-334375Ondina Greco, Ivana Comelli, Fratelli in affido: una famiglia o più famiglie?, Milano, Vita e Pensiero, 2017, 132 p.
Le autrici, psicologhe e psicoterapeute, presentano una ricerca qualitativa sull’affido congiunto e disgiunto di fratelli, con l’intento di evidenziare le peculiarità di ciascuna tipologia e di individuarne punti di forza e di rischio. L’apparato di ricerca utilizzato è multi metodo e multi strumento e fornisce spunti di riflessione utilizzabili non solo dal punto di vista scientifico, ma anche in un’ottica operativa. Il testo è diretto agli operatori psicosociali e giuridici nel campo dell’affidamento familiare e agli studenti.
Collocazione Biblioteca: 17874

Barbara Ongari, Joëlle Long … [et al.], Figli adottivi nel tempo: tra legami di sangue e costruzione di identità, in Minorigiustizia, n. 4 (2017), pp. 7-192
Il dossier intende ragionare in prospettiva longitudinale sull’adozione come strumento di protezione per i bambini in senso lato abbandonati. L’adozione impone infatti a tutti i protagonisti di attivare processi di costruzione dell’identità, che però in alcuni momenti (per es. adolescenza dell’adottato, separazione della coppia adottiva) appaiono particolarmente complessi da gestire. I diversi contributi della monografia sono raggruppati in tre capitoli: 1/Trasmissione dei modelli culturali e identità; 2/ Dopo il transito adottivo… i soggetti dell’adozione nel tempo; 3/ Un nuovo diritto per le adozioni?

Chiara Benini, Adozione e ricerca delle origini ai tempi di Facebook, in Terapia familiare n. 115 (nov. 2017), pp. 27-45
La massiccia diffusione dei social network nel mondo unitamente al crescere dell’età di adozione, pone sempre più spesso le famiglie nell’impossibilità di gestire la ricerca dei familiari biologici dei propri figli soltanto attraverso i canali ufficiali e secondo i tempi previsti dalla nostra legislazione. L’autrice propone alcune riflessioni sui rischi e sulle possibilità legate a queste dinamiche e sulle sfide a cui le famiglie devono essere preparate per prevedere e governare le complesse situazioni e le potenti emozioni che irrompono nella vita dei figli (e nelle loro) quando l’adozione chiusa diventa improvvisamente aperta.

affidopartecipatoMaria Luisa Raineri, Valentina Calcaterra, L’affido partecipato nelle voci dei protagonisti. Una ricerca valutativa, Trento, Erickson, 2017, 452 p.
L’Affido Partecipato è una procedura per realizzare l’affidamento familiare di un minore in maniera collaborativa, dando ascolto e spazio decisionale al bambino, ai suoi genitori e alla famiglia che lo accoglie, pur nel contesto dei provvedimenti giudiziari. Questo volume presenta una ricerca sulle esperienze di Affido Partecipato realizzate in Lombardia da un’organizzazione di Terzo settore. Le autrici hanno realizzato una revisione delle ricerche internazionali in tema di affido, estrapolandone le indicazioni operative. Tali indicazioni sono poi state messe a confronto con la procedura, sia «in astratto», sia per come essa è stata concretamente percepita dai diretti interessati, il cui punto di vista è stato raccolto attraverso 40 interviste effettuate con i minori in affido, i loro genitori biologici, gli affidatari e i loro figli. Sul piano della social work research, il volume è uno dei rari esempi italiani in cui la letteratura internazionale di settore è stata utilizzata per validare una prassi e per individuarne i possibili ulteriori sviluppi: un esempio di come la ricerca e la pratica professionale di lavoro sociale possano effettivamente connettersi. Maria Luisa Raineri e Valentina Calcaterra sono Assistenti sociali e ricercatrici presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, nelle sedi di Milano e Brescia.
Collocazione Biblioteca: 17777

Situazioni familiari problematiche

Ugo Zamburru, Angela Spalatro, Piccolo manuale di sopravvivenza in psichiatria, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2021, 157 p.
Gli autori, due professionisti della psichiatria, fanno il punto sui bisogni e i diritti delle persone con sofferenze psichiche, sulle reali possibilità di accesso ai Servizi territoriali per loro e per le loro famiglie e sui falsi miti che accompagnano il discorso sulla malattia mentale: dalla contenzione agli psicofarmaci, dalle basi biologiche dei disturbi al tema della guarigione. Nel capitolo “Le buone prassi” fra le altre è raccontata l’esperienza del Caffè Basaglia a Torino, una “locanda sociale” avviata attorno a un progetto clinico con l’assunzione di quattro pazienti psichiatrici come lavoratori, ma anche con un progetto politico di partecipazione della cittadinanza attiva.
Collocazione Biblioteca:  18717

Maurizio Andolfi … [et al.], La ferita familiare del divorzio, in Terapia familiare, A. 53, n. 124 (nov. 2020), pp 7-254
Questo numero speciale della rivista intende dare voce ai professionisti che incontrano la sofferenza delle famiglie, dei bambini e degli adolescenti che affrontano la separazione e il divorzio. I diversi contributi sono introdotti da Maurizio Andolfi, neuropsichiatra infantile, il quale focalizza prima di tutto la necessità di partire dai figli come fonte autentica di informazioni che riguardano la dinamica che la famiglia affronta quando la relazione di coppia entra in quel tipo di crisi che solo la separazione sembra poter risolvere.

Roberto Dalla Chiara, Giorgia De Bin, Nella voce dei siblings. Ascoltare che vive a fianco della disabilità,in Prospettive Sociali e Sanitarie,  n. 3 (estate 2020), pp. 32-36
Con il termine inglese “siblings” vengono indicati i fratelli e le sorelle delle persone che presentano una disabilità. L’articolo presenta esperienze e progetti che evidenziano il crescente interesse verso il mondo dei siblings insieme alla loro sempre maggiore esigenza di diventare interlocutori attivi dei servizi istituzionali, non lasciando questo ruolo ai soli genitori. Viene descritto in particolare un lavoro di indagine realizzato in un distretto veneto allo scopo di coinvolgere un gruppo di siblings e capire direttamente da loro cosa vivono e quali necessità presentano.

COP_LS_2-20Paola Limongelli … [et al.], Infanzia e adolescenza nascoste. Alla scoperta dei giovani caregiver, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2020), pp. 31-36
Una ricerca condotta dall’Università di Milano-Bicocca ha fatto emergere il tema degli young caregiver, cioè bambini e adolescenti non ancora maggiorenni che svolgono regolarmente attività di cura a favore di familiari che per motivi di salute, disabilità o altre fragilità hanno bisogno di assistenza. Il fenomeno è riconducibile alla scarsa presenza di risorse di welfare e scarse risorse economiche della famiglia. L’articolo cerca di far emergere i bisogni dei giovani caregiver e le conseguenze su di loro dei gravosi compiti che si assumono.

Stefano Lepri, Cosa urge per la protezione dei fragili, Welforum.it, 2020, Milano, pp. 4
L’autore, senatore, espone alcuni aspetti del dibattito in corso tra le forze politiche nell’ambito delle questioni sociali legate all’epidemia di Covid-19 e rispetto ai quali è impegnato con proposte normative. I temi trattati sono il sostegno alla famiglia, alla genitorialità e ai minori per contrastare l’ulteriore diffusione della povertà minorile, l’attenzione alle povertà estreme e alle persone senza fissa dimora, l’assistenza domiciliare agli anziani, i servizi erogati dal Terzo settore, il potenziamento degli organici dei servizi sociali. Si veda anche : Solitudini, di Sergio Pasquinelli, Welforum.it, 2020.

Gloria Moroni, Cheti Nicoletti, Emma Tominey, Children’s socio-emotional skills and the home environment during the COVID-19 crisis, Voxeu.org, 2020, London, pp. 3
L’emergenza COVID-19 ha comportato la chiusura delle scuole di tutto il mondo, lasciando i genitori a educare i propri figli a casa. In questo modo, come in altri, la crisi non colpirà tutte le famiglie allo stesso modo, ma causerà danni particolari soprattutto ai bambini delle famiglie a basso reddito e meno istruite. Questo articolo pone l’attenzione su come i problemi socio-emotivi nei bambini saranno amplificati soprattutto quando il loro ambiente familiare è stressante e suggerisce alcuni modi in cui i Governi possono mitigare lo stress e sostenere le famiglie in difficoltà. Sullo stesso argomento: “Supporting parents and children in the early years during (and after) the COVID-19 crisis, di Gabriella Conti, Voxeu.org, 2020.

Enrico Visani … [et al.], Differenze e somiglianze fra famiglie cliniche e non cliniche. Uno studio con il Faces IV, in Terapia familiare, n. 122 (mar. 2020), pp. 93-110
Scopo della ricerca qui presentata è quello di valutare le differenze nel funzionamento familiare fra un campione di famiglie in cui il figlio presenta un disturbo diagnosticato come psichiatrico (anoressia nervosa, bulimia nervosa, e un primo episodio a rischio psicosi) e famiglie dove nessun membro presenta un disturbo psichiatrico. Il campione esaminato è costituito da 50 famiglie non cliniche e 60 famiglie cliniche; per ogni nucleo familiare sono stati raccolti i dati di ambedue i genitori e di un figlio.

imagenPatrizia Petiva, Maddalena Spirito, “Cose tra fratelli…” L’impatto del coming out nella relazione tra siblings, in Terapia familiare, n. 122 (mar. 2020), pp. 7-23
Le autrici, entrambe psicoterapeute, hanno concentrato parte del loro lavoro sul sistema fratelli dopo il coming out dell’adolescente con disforia di genere. Esse hanno osservato la modificazione delle dinamiche relazionali all’interno e all’esterno del sistema, nonchè dei vissuti personali dei singoli membri, a partire dal momento del coming out. Nella finestra temporale osservata il sistema fraterno, insieme con l’intero sistema famiglia, è chiamato a ridefinirsi nella relazione con altri sistemi di riferimento come quello genitoriale, scolastico e sociale. Il caso clinico qui presentato è un esempio di come, quando il sistema familiare tende ad escludere i figli più giovani dalle dinamiche attivate dal coming out del maggiore, si possono manifestare difficoltà sociali, comportamenti trasgressivi, episodi di bullismo nei confronti di coetanei.

Jenny Woodman … [et al.], A scoping review of “think-family” approaches in healthcare settings, in Journal of Public Health, n. 1 (mar. 2020) – on line, pp. 21-37
Gli approcci alla salute infantile cosiddetti “think-family” (chiamati anche “pediatria familiare”, “mirati alla famiglia” o “centrati sul bambino”) trattano la salute del bambino come interconnessa a quella dei genitori o tutori. L’articolo passa in rassegna diverse pubblicazioni di interventi di ‘think family’. Dei 62 studi pubblicati considerati, il 73% trattavano il genitore come un paziente e aiutavano il bambino affrontando la salute dei genitori, l’abuso di alcol e sostanze e/o la violenza domestica. Gli autori descrivono nei dettagli tre meccanismi comuni di cambiamento in interventi rilevanti: screening della salute di genitori e bambini, promozione della salute con materiale educativo per i genitori, sviluppo di relazioni (tra professionisti e tra genitori e professionisti). Secondo gli autori, i decisori politici, i medici e i ricercatori possono sfruttare i risultati di questo studio per sviluppare e valutare approcci ‘think family’ all’interno dell’assistenza sanitaria, dove va posta attenzione nel garantire che la necessità dei genitori non offuschi quella del bambino. L’articolo è disponibile in pdf.

Carmela Corleto, La famiglia come risorsa nella cura del gioco d’azzardo patologico, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 4 (autunno 2019), pp. 24-27
L’autrice affronta il tema del gioco d’azzardo patologico che si presenta con le caratteristiche di una dipendenza di cui sono elencati i sintomi. Viene, quindi, presentata una ricerca su alcuni casi tramite un questionario. Se la famiglia è informata e si dimostra in grado di fornire un supporto, appare utile coinvolgerla sia per il sostegno psicologico che può fornire che per il controllo economico.

Maria Luisa Gallina, Barbara Friia, Dal gruppo alla rete. Un viaggio per la costruzione di un’etica della responsabilità, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 3 (estate 2019), pp. 29-32
L’articolo ci racconta e analizza il lavoro svolto in parecchi anni con adolescenti a rischio dall’Ufficio di Servizio sociale del Centro di Giustizia minorile di Milano (USSM) e dal Consultorio familiare “La Nuova Aurora” di Voghera. Dall’osservazione dei partecipanti si è evidenziata una fotografia che mostra caratteristiche comuni sia nel rapporto genitori/figli sia nelle storie e nei vissuti dei ragazzi. Inoltre il lavoro ha permesso di creare una rete tra Servizi, Famiglie e Tribunale con l’obiettivo di vedere i ragazzi in un’ottica più dinamica, attraverso una conoscenza dei loro contesti e delle loro storie.

maltrattamentoeabusoRuth Spence … [et al.], The long term effects of childhood financial hardship mediated by physical abuse, shame and stigma on depression in women, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 1 (mar. 2019), vol. 21, pp. 55-72
Lo studio esplora il legame tra le difficoltà economiche vissute durante l’infanzia e il rischio di depressione e ulteriori difficoltà economiche nel corso della vita. Inoltre indaga i meccanismi attraverso i quali può instaurarsi questo legame, inclusi l’associazione con i maltrattamenti e conseguenze come stigma e vergogna. Secondo gli autori, in base ai risultati, focalizzarsi sui sentimenti di vergogna potrebbe essere un obiettivo chiave degli interventi di supporto per famiglie con difficoltà economiche e maltrattamenti ai bambini.

Eleonora Belloni, Alzheimer, badanti, caregiver e altre creature leggendarie, Roma, Il pensiero scientifico, 2019, 266 p.
In questo libro vengono messe a confronto le voci dei principali caregiver (familiari e badanti) per analizzare quali siano gli orizzonti comuni e quali criticità possano emergere dalla condivisione di un’esperienza così complessa a totalizzante. Nel lavoro con le persone con demenza non si può infatti ignorare il loro mondo. Un mondo interiore di vissuti e sentimenti, ma anche di relazioni, famiglie, persone che si prendono cura. Riconoscersi nelle parole di altri caregiver fa scoprire nuovi punti di vista, permette di avvicinarsi a questo mondo avendone meno paura. Le riflessioni che ne emergono, oltre ad offrire interessanti spunti per orientare nuovi servizi e proposte di intervento, aiutano ad abbattere il muro di isolamento che circonda i malati di Alzheimer e i pregiudizi che ancora accompagnano questa malattia.
Collocazione Biblioteca: 18451

Elisa Comandini, Cristina Galavotti, Le frontiere del dopo di noi: i siblings, fratelli unici, in Welfare oggi, a. 24, n. 1 (gen.-feb. 2019), pp. 60-65
Con l’aumento delle prospettive di vita, quando i genitori di una persona con disabilità non sono più in grado di essere “caregiver”, sempre più spesso sono i fratelli ad assumere un ruolo importante. Secondo le autrici, entrambe assistenti sociali, si tratta di una relazione ancora in parte inesplorata, ma potenzialmente molto significativa: un tassello in più da inserire nelle strategie dei servizi.A questo proposito si veda anche la monografia a cura di Rossella Bo … [et al.], Raccontarsi genitori di un figlio con disabilità, in Animazione Sociale, n. 4/327 (2019), pp. 65-96

minorigiustizia2A cura di Elisa Ceccarelli, Francesco Vitrano, Figli minorenni e genitori in conflitto, in Minorigiustizia, n. 2 (2018), pp. 7-197
La presente monografia propone una riflessione sulle vicende che coinvolgono genitori e figli quando i rapporti familiari e di convivenza giungono a una rottura e sono accompagnati e seguiti da una permanente conflittualità tra i membri della coppia. Sono stati raccolti pensieri elaborati da coloro che, sulla base dell’esperienza acquisita nel lavoro professionale e con diverse competenze, sono chiamati a decidere la sorte dei figli nelle procedure giudiziarie, ma anche in sedi e con modalità diverse, analizzando le cause di conflittualità familiare e cercando di costruire percorsi di riparazione che aiutino tutti i soggetti coinvolti nella crisi coniugale a recuperare un nuovo equilibrio psichico e affettivo. I contributi proposti riguardano quattro aree di riflessione: profili sostanziali e profili processuali nei procedimenti separativi; separazione e trasformazione della genitorialità; figli minorenni e conflittualità genitoriale: interventi di sostegno; esperienze giudiziarie e sociali. Nello stesso numero della rivista si veda anche l’articolo di Elena Baroni, Principio di bigenitorialità e giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, pp. 229-237

Giovanni Tizian, Rinnega tuo padre, Bari, Laterza, 2018, 207 p.
Ammaestrare la prole secondo le leggi non scritte della ndrangheta oggi ha delle conseguenze irreversibili: l’allontanamento dei minori dal nucleo familiare. E’ questo il nuovo fronte della lotta alle cosche. Una guerra senza esclusione di colpi che si combatte al Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria. Dal 2012 sono quasi 50 i giovani strappati dai padrini. Il libro rappresenta il racconto delle loro vite: un viaggio-inchiesta (con documenti e interviste esclusive) nell’abisso di famiglie falcidiate da un distorto senso dell’onore. Storie di figli che rinnegano i padri e di madri coraggiose che hanno scelto di abbandonare al loro destino i mariti fedeli solo alle leggi del clan. Si veda anche l’articolo di Ada Cigala … [et al.], La socializzazione emotiva in famiglia: quando il contesto presenta fattori di rischio psicosociale, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 2 (giu. 2018), vol. 20, pp. 7-64
Collocazione Biblioteca: MAF.04.569

Enza Zagaria Altomare … [et al.], Dinamiche discorsive nella ristrutturazione dei ruoli genitoriali in famiglie con malati rari, in Psicologia della Salute, n. 2 (2018), pp. 70-90
La diagnosi di malattia rara in età evolutiva costituisce un punto di svolta destabilizzante nella storia delle famiglie, sia rispetto al “prima” – la vita condotta fino a quel momento – sia rispetto a ciò che viene considerato “normale” dai modelli culturali vigenti. I genitori, nel fronteggiare le problematiche specifiche di ciascuna patologia, cercano di “dare senso” alla loro esperienza mediante costruzioni di nuovi significati e adattamenti al ruolo. Lo studio ha lo scopo di cogliere i posizionamenti e i repertori interpretativi concernenti la normalizzazione e l’identità genitoriale mediante interviste semi-strutturate a 5 coppie di genitori di bambini affetti da malattia rara. L’articolo riporta e commenta i risultati dell’indagine. A proposito invece della paternità dei genitori di figli affetti da diabete di tipo 1, si consulti l’articolo di Silvia Fornasini … [et al.], Maschilità e malattia cronica. Il caso dei padri con figli diabetici, in Rassegna Italiana di Sociologia, a. 59, n. 1 (gen.-mar. 2018), pp. 51-76

genitori-separati-e-scelte-nellinteresse-dei-figliMassimiliano Arena, Genitori separati e scelte nell’interesse dei figli. Residenza, scuola, salute, dieta, religione, nuovi partners e foto sui social nella conflittualità tra genitori separati, Pisa, Pacini, 2018, 149 p.
Il libro affronta dal punto di vista giuridico diverse tematiche riguardanti i genitori ed i figli in caso di separazione: la residenza abituale, la competenza territoriale e giurisdizionale, la maternalpreference, la sottrazione internazionale del minore, le eccezioni all’obbligo del ritorno, la scelta della scuola, il principio della continuità didattica, il pagamento delle rette, i viaggi di istruzione, la giustificazione delle assenze, la salute, la religione, i problemi legati alla diffusione telematica di immagini ed informazioni, il consenso informato del minore.
Collocazione Biblioteca: 18025

Servizi, trattamenti e terapie diretti alle famiglie

A cura di Gennaro Pagano e Fausta Sabatano, Oltre il disagio. Il lavoro educativo tra scuola, famiglia ed esperienze di comunità, Milano, Guerini Scientifica, 2020, 293 p.
Il volume presenta il Metodo Integra, nato da un’attività di continua autoriflessione e condivisione di pratiche educative, a valle di anni di lavoro in contesti di particolare difficoltà, legata alla carenza del tessuto sociale, in cui il contesto non sostiene la difficoltà: il bambino con difficoltà spesso vive in una famiglia difficile, in un quartiere difficile, in una città difficile, in una Regione difficile. Educare in queste situazioni significa riuscire ad incarnare le teorie e orientare le pratiche nel confronto con questo quotidiano, con questi bambini e ragazzi, non smettendo mai di immaginare con loro e per loro un altrimenti e un altrove. Gennaro Pagano, psicologo, e Fausta Sabatano, pedagogista, sono direttore e coordinatrice pedagogica del Centro Educativo Diocesano Regina Pacis di Napoli.
Collocazione Biblioteca: 18727

download (9)Eleonora Maglia, Asset-building contro il fenomeno NEET, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 50, n.1 (inverno 2020), pp. 18-20
In considerazione dell’influenza decisiva, secondo studi precedenti, delle classi sociali familiari sulla condizione NEET dei giovani (Not in Education, Employment or Training), una rete di attori sociali ha avviato in Provincia di Torino un progetto di sostegno allo studio, finalizzato a finanziare e supportare l’iscrizione e la frequenza universitaria di studenti provenienti da famiglie a basso reddito. L’articolo riferisce sull’andamento del progetto e sulla valutazione dei risultati.

Mauro Perino, Il “Dopo di noi” in Regione Piemonte: cosa è stato fatto, a quattro anni dall’approvazione della legge, per il potenziamento della risposta territoriale e residenziale, in Prospettive Assistenziali, n. 210 (apr. – giu. 2020), pp. 30-42
L’articolo analizza i principali contenuti del decreto attuativo della legge n. 112/2016 “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, relativo all’impiego dei finanziamenti. Vengono analizzate anche le scelte programmatiche della Regione Piemonte, gli interventi e i servizi finanziati. L’ultima parte è dedicata ai Gruppi appartamento e gli Alloggi di autonomia.

Progetto IESA, La malattia mentale in famiglia, in Rocca, n. 5 (mar. 2020), pp. 26-29
L’articolo, a partire da un’esperienza di accoglienza in famiglia di una donna con problemi di salute mentale, illustra il progetto Iesa dell’Ausl di Bologna. Il progetto prevede l’inserimento in famiglie accoglienti di persone adulte con problemi psichiatrici, adiuvato da un’équipe multidisciplinare e sostenuto economicamente con fondi del Dipartimento di Salute Mentale. A distanza di 14 anni dai primi inserimenti, il bilancio appare molto positivo, con    benefici quali il risparmio di risorse e ricoveri ospedalieri, l’arricchimento relazionale delle famiglie ospitanti e, soprattutto, la soddisfazione dei bisogni di assistenza, relazione e reinserimento delle persone ospitate.

Simone Fornaro, La stanza dove circolano emozioni, in Animazione Sociale, n. 1/333 (2020), pp. 54-56
L’autore, psicologo nel Servizio per il diritto di visita e relazione a Parma, cerca di raccontare cosa sia lo “spazio neutro”, un luogo dove genitori e figli si incontrano su mandato dei tribunali o del Servizio sociale.

A cura di Manuela Naldini e Cristina Solera, Le nuove famiglie «incontrano» le istituzioni: barriere, risorse, innovazioni, in RPS : Rivista delle politiche sociali, n. 1 (gen. -mar. 2020) – on line, pp. 7-120
In questo numero monografico si affronta il tema dei cambiamenti familiari e istituzionali focalizzando l’attenzione su barriere e risorse che genitori e figli dopo la separazione, genitori e figli nelle famiglie same sex, genitori e figli nelle famiglie in «emigrazione» incontrano nella loro interazione quotidiana con scuole e servizi. Il tentativo è di tenere assieme le «diverse diversità» e confrontare punti di vista di adulti, bambini e operatori, così da provare a dare un quadro su come vengono riconosciute e ostacolate o sostenute queste «diverse diversità». Disponibile in Pdf.

valutarelecompetenzegenitorialiLaura Volpini, Valutare le competenze genitoriali. Teorie e tecniche, Roma, Carocci, 2019, 210 p.
La valutazione delle competenze genitoriali è un ambito sempre più rilevante nella psicologia clinica e forense. La legge 54/2006 sull’affidamento condiviso chiede di considerare i fattori che possono essere di ostacolo a una genitorialità sufficientemente buona. I consulenti tecnici e gli operatori dei Servizi sociali sono chiamati a rispondere alla domanda giudiziaria attraverso metodi e strumenti basati su un approccio evidence-based. Un capitolo del libro è dedicato alla PMA e alle sue implicazioni psicologiche. Il volume è rivolto ai professionisti e a tutti coloro che vogliono approfondire i meccanismi psicologici e sociali del processo di separazione coniugale, i fattori di rischio e pregiudizio del comportamento genitoriale, i criteri e gli strumenti clinici attuali che stanno alla base di una scientifica ed efficace valutazione delle competenze genitoriali.
Collocazione Biblioteca: 18632

Sergio Pasquinelli, Il welfare collaborativo: dinamiche emergenti da una ricerca, in Welfare oggi, a. 24, n. 6 (nov.-dic. 2019), pp. 61-66
L’autore, ricercatore dell’Istituto per la ricerca sociale di Milano, presenta uno studio sulle pratiche di welfare collaborativo. In particolare vengono analizzate alcune esperienze pugliesi, come famiglie che si aiutano, badante di condominio, baby-sitter condivisa, co-housing, orti di quartiere, piattaforme digitali, hub territoriali, biblioteche aperte, cortili sociali.

Francesca Corradini … [et al.], Anziani, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2019), vol. 19, pp. 25-45
Il Focus “anziani” di questo numero comprende i seguenti articoli: “Discriminiamo le persone anziane?” di Francesca Corradini, centrato sullo ‘ageism’ e le sue ricadute sul lavoro sociale; di Francesca Gatto “Mediare tra nonni, genitori e nipoti”, che presenta la mediazione familiare intergenerazionale per aiutare la continuità dei rapporti nelle famiglie; di Clara Bertoglio “Invecchiare bene, a casa propria”, che presenta una ricerca su come favorire la permanenza delle persone anziane a domicilio e nella propria comunità. Inoltre fuori rubrica segnaliamo di Andrea Canevaro: “Gli operatori sociali e le persone anziane”.

prospettive2019Valeria Moschese, Ilaria Stocco, Siblings: un’esperienza di gruppo a Torino, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 2 (primavera 2019), pp. 32-35
I fratelli e le sorelle di persona con disabilità (siblings) vivono una condizione delicata in cui è necessario ricercare un equilibrio necessario per lo sviluppo del legame fraterno. Il progetto del “Gruppo dei fratelli” prende avvio da alcuni operatori di neuropsichiatria infantile a seguito dell’avvertita necessità di sostenere i fratelli e le sorelle di minori di cui loro stessi erano curanti per disabilità. Sul supporto a sibling adulti si consulti anche l’articolo di  Erminia Colella … [et al.], Dare voce ai sibliing. Dall’invisibilità a percorsi di supporto in Valle di Susa, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 1 (inverno 2018), pp. 32-35

Maria Francesca Amendola … [et al.], Trattamento sistemico relazionale nella dipendenza da alcol. Caso clinico in psicoterapia di coppia presso l’Unità Operativa di Alcologia ASP-Cosenza, in Alcologia, n.35 (2019) – on line, pp. 16-24
Si espone un caso clinico con diagnosi di Disturbo da Uso Alcol (DUA) in cura presso il Servizio di Alcologia ASP Cosenza. L’approccio clinico e metodologico della attività del Servizio è improntato sul modello sistemico familiare, sia nel trattamento dei pazienti che nel lavoro multidisciplinare. Si descrive il processo in psicoterapia di coppia in cui, nella famiglia di origine del paziente, il DUA è presente su tre piani generazionali (nonno, padre e figlio). Inoltre il sostegno alla famiglia è volto a favorire la creazione di una rete di relazioni sociali e familiari all’interno della propria comunità di appartenenza, che ridia dignità e spinga a superare la “vergogna” tipica del paziente con DUA e della sua famiglia. Affinché il trattamento consegua risultati significativi è indispensabile integrare le diverse forme di supporto all’interno di un unico progetto riabilitativo, che abbia come scopo un mutamento nella vita sociale, lavorativa e relazionale della persona. Questo numero della rivista è disponibile in PDF. Sull’argomento si veda anche l’articolo in PDF di Mariliis Tael-Öeren, Felix Naughton, Stephen Sutton, A Parent-oriented alcohol prevention program “Effekt” had no impact on adolescents’ alcohol use: Findings from a cluster-randomized controlled trial in Estonia, in Drug and Alcohol Dependence, n.1 (gen. 2019) – on line, vol. 194, pp. 279-287

A cura di Francesco d’Angella, Ripensare il lavoro con minori e famiglie?, in Animazione Sociale, n. 8/331 (2019), pp. 27-39
Sui servizi che sono chiamati a entrare nei mondi familiari e nella complessità degli affetti si è scatenato negli ultimi tempi un caos mediatico e un attacco politico senza precedenti. Non è facile provare a ripartire e ricostruire fiducia con i cittadini. L’articolo affronta diversi temi come: ragionare sui dati per una politica senza ideologismi, allontanare i bambini o avvicinare le famiglie? e il gruppo di lavoro come dispositivo di garanzia.Si veda anche l’articolo di Nadia Tralli, Come lavorare con famiglie multiproblematiche? L’approccio multifamiliare come proposta educativa, in Animazione Sociale, n. 2/325 (2019), pp.37-49

traintrapsichicoGianni Cambiaso, Roberto Mazza, Tra intrapsichico e trigenerazionale. La psicoterapia individuale al tempo della complessità, Milano, Raffaello Cortina, 2018, 302 p.
Gli autori, forti di una doppia formazione sistemica e psicoanalitica e della loro lunga esperienza di psicoterapeuti, costruiscono un modello clinico e interpretativo complesso. In dieci capitoli, in cui gli aspetti teorici si arricchiscono di numerose esemplificazioni cliniche, vengono affrontati i temi della presa in carico individuale e della costruzione dell’alleanza terapeutica, suggerendo di alternare nel ruolo del protagonista ora l’individuo ora la sua storia familiare. L’attenzione si centra sulla ricerca di isomorfismi tra le caratteristiche individuali del paziente, la storia dei legami nella famiglia d’origine, i suoi stili relazionali attuali e la riedizione di tali modelli nella relazione terapeutica.      Si consulti anche l’articolo di Maurizio Andolfi … [et al.], La famiglia al Centro della Terapia, in Terapia familiare, a. 41, n. 116 (mar. 2018), pp.5-114e quello di Valentina Domingo, I segreti familiari: la difficile scelta tra protezione e rivelazione in un complesso caso clinico, in Terapia familiare, a. 41, n. 118 (nov. 2018), pp. 47-63
Collocazone Biblioteca: 18176

Pasquale Busso, Sonia Rossato, La mediazione rigenerativa come fondamento per un lavoro clinico sul conflitto di coppia, in Caleidoscopio relazionale, n. 8 (ott. 2018), pp. 51-64
La mediazione familiare nella sua accezione riparativo – rigenerativa può essere considerata come un percorso che ha come obiettivo l’apprendere a trasformare una relazione di contrapposizione in un’opportunità di differenziazione per entrambi i contendenti-partner. Essa può essere un formato di intervento che attiva un cambiamento sia a livello personale sia a livello relazionale: l’obiettivo non sarà semplicemente raggiungere un accordo, ma utilizzare la storia del conflitto per esplorarne tutte le potenzialità, personali e relazionali al fine di rielaborare la storia coniugale e il patto di coppia così da valutarne la futuribilità. Nella prospettiva di un intervento di salienza riparativa le metodologie utilizzate sono considerate ipotesi di lavoro da correggere insieme per raggiungere efficacemente gli obiettivi concordati. Questo fa del percorso mediatorio un processo di apprendimento e di rigenerazione.

famiglieA cura di Mirella Baldassarre, Elisabetta Nalon, Famiglie, Roma, Alpes, 2018, 165 p.
Il libro presenta un approccio psicoanalitico alla terapia famigliare. Vengono considerati diversi aspetti: il trauma infantile, il narcisismo, la depressione, la dipendenza, il rapporto tra fratelli, la psicopatologia precoce del bambino, il rapporto con la scuola. L’impostazione generale è fondamentalmente teorica con riferimenti alla letteratura internazionale psicoanalitica.
Collocazione Biblioteca: 18211

Cristiana Malvi, Fausto Trevisani, Siamo tutti caregiver, in Welfare oggi, a. 23, n. 3 (mag.-giu. 2018), pp. 67-71
Gli autori riflettono su come i caregiver – un ruolo che presto o tardi sarà ricoperto dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani – spesso mancano di supporti adeguati per vivere adeguatamente questa impegnativa esperienza. La USL di Bologna in questi anni ha iniziato a lavorare su questo tema, attivando, tra l’altro, gruppi di auto e mutuo aiuto e altri interventi di empowerment dei caregivers, Caffè Alzheimer, interventi per alleviare il lavoro delle famiglie di disabili e malati psichiatrici e una ricerca intervento mediante l’uso di video per confermare l’identità spazio temporale dei malati di Alzheimer. Nell’articolo si trovano infine spunti e proposte per il futuro.  Si consulti anche l’articolo Caregiver, Una rete di assistenza silenziosa, in Aris Sanità, a. 30, n.1 (feb. 2018), pp. 49-51

Elena Vigna … [et al.], Il lavoro psicoterapeutico familiare nel contesto dei servizi pubblici, in Dal fare al dire, a. 27, numero speciale (2018), pp. 52-60
Gli autori intendono ripercorrere la storia e l’operato del Servizio di Terapia Familiare dell’ex ASLTO2, a partire dagli esordi nel 1986 fino all’attuale configurazione, che lo vede come opportunità di trattamento psicoterapeutico per le coppie e le famiglie afferenti ai servizi territoriali delle circoscrizioni 6 e 7 della città di Torino. In particolare gli autori intendono capire qual è il contributo che il Servizio di Terapia Familiare offre nel contesto dei servizi sanitari pubblici.

pacificare-le-relazioni-familiariA cura di Fulvio Scaparro e Chiara Vendramini, Pacificare le relazioni familiari. Tecniche ed esperienze di mediazione familiare, Trento, Erickson, 2018, 348 p.
La separazione tra i genitori non è mai priva di sofferenze. Per pacificare le relazioni familiari la mediazione è una risorsa preziosa, ma necessita di una formazione rigorosa e approfondita e di un costante aggiornamento. Questo libro fornisce un contributo, delineando la nascita della disciplina all’estero e in Italia, lo svolgimento concreto dell’azione del mediatore, anche nei confronti delle nuove forme di famiglie, la possibile integrazione delle sue competenze con quelle dei legali delle parti. I vari contributi raccolti nel libro presentano informazioni ed esempi pratici per comprendere che cosa si intenda oggi per mediazione familiare, quali siano i presupposti e gli ostacoli per un approccio corretto, quali gli obiettivi del percorso di pacificazione e i suoi possibili esiti. Il libro si rivolge a diverse categorie professionali oltre che ai genitori: mediatori, avvocati, magistrati, operatori psico-sociali, educatori, pediatri, forze dell’ordine, amministratori pubblici e giornalisti.
Collocazione Biblioteca: 18221

Bert Hellinger, Costellazioni familiari. Aneddoti e brevi racconti, Milano, Tecniche Nuove, 2017, 131 p.
L’autore, studioso di filosofia, teologia e pedagogia, in seguito diventato psicanalista e terapeuta familiare, è noto a livello internazionale per avere approntato il metodo delle Costellazioni Familiari. Tale metodo prevede la messa in scena di una situazione riprodotta da rappresentanti che ricreano le interdipendenze esistenti tra i componenti di una famiglia o di un gruppo, evidenziando le dinamiche inconsce che causano sofferenza in molti aspetti della vita: nelle relazioni affettive, nelle relazioni in ambito professionale, nel rapporto con il denaro e con la salute. Le costellazioni mettono in luce gli “Ordini dell’Amore”, protocolli che le persone seguono senza esserne consapevoli e che derivano dalla storia familiare e dai modelli che sono stati trasmessi inconsciamente. Questo testo raccoglie anche i migliori racconti e aneddoti di Bert Hellinger, utili per compiere un percorso evolutivo e per raggiungere una nuova consapevolezza. Alcuni capitoli sono ripresi integralmente nel testo dello stesso autore: ” L’amore dello Spirito” (coll. biblioteca 18213).
Collocazione Biblioteca: 18212

9788874667666_0_0_0_75Paola Ciceri, Il lavoro con i minori e le famiglie. Costruire interventi partecipati, Roma, Carocci Faber, 2017, 119 p.
È sempre più frequente sentire parlare di “partecipazione” in relazione al lavoro dell’assistente sociale con i minori e le famiglie. Da più parti arrivano sollecitazioni a coinvolgere le persone nella definizione dei progetti e degli interventi a loro destinati, anche nei casi di tutela dei minori. La partecipazione e il coinvolgimento favoriscono l’attivazione di interventi più adeguati alle situazioni specifiche e quindi più efficaci. Questo testo spiega cosa voglia dire per l’assistente sociale lavorare in quest’ottica, quali sono gli effetti di questo approccio nella sua relazione con le persone e quali le implicazioni per il suo ruolo professionale. Il volume propone degli spunti di riflessione e indica alcune possibili strategie operative che adottano un’ottica partecipativa come metodo di lavoro degli assistenti sociali.
Si veda anche il documento del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, L’intervento con bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità. Promozione della genitorialità positiva. Linee di indirizzo nazionali, Roma, Minori.gov.it, 2017, 104 p.
Collocazione Biblioteca: 17947