Aggiornata a giugno 2016 – a cura di Paola Moriondo 

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto è relativo al materiale pubblicato tra il 2012 e il 2015 e non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Vengono proposti i seguenti percorsi:

Famiglie in trasformazione nella società contemporanea

Alessandra Salerno, Aurora Lena, “Prodotto Famiglia”. Trasformazioni sociali e relazionali attraverso la pubblicità, in Terapia familiare, n. 114 (lug. 2017), pp.61-79
Le autrici analizzano il ruolo della famiglia nella pubblicità televisiva e le pubblicità fondamentalmente rivolte alle famiglie. Da una parte si osserva un mantenimento di aspetti tradizionali come l’uomo lavoratore e la donna casalinga con figli allegri e felici. Dall’altra emerge una tendenza opposta con madri che si realizzano nel lavoro e padri nei lavori domestici. Molto rara e sfumata è una concessione verso le famiglie omosessuali. I figli, soprattutto adolescenti, condizionano con le loro esigenze l’atteggiamento dei genitori. La pubblicità può essere uno specchio delle trasformazioni della società, ma non ha solo un ruolo passivo.

Giuseppe Ruvolo … [et. al], Trasformazioni familiari. Cambiamenti nelle famiglie. Le famiglie nei cambiamenti, in Rivista Plexus, n. 17 (2017) – on line, pp.3-124
Questa monografia contiene i principali interventi del convegno del Laboratorio di Gruppoanalisi 2016 (da cui prende il titolo), il cui tema era la famiglia, le sue trasformazioni e il suo ruolo nella costruzione della soggettività e nello sviluppo di relazioni sane. I lavori si pongono l’obiettivo di analizzare, con sguardi differenti, le trasformazioni dei ruoli parentali, le loro funzioni, le identità genitoriali e di genere, i passaggi generazionali, i nuovi bisogni emotivi e regolativi, le rappresentazioni stesse della famiglia. L’analisi considera anche le concomitanti trasformazioni della società e della vita urbana, la “crisi” della socialità e della gruppalità e le tendenze a forme di difesa emotive e identitarie di tipo individualistico/narcisistico. A partire dalla disamina storica e socio-antropologica dei cambiamenti nel quadro giuridico-normativo (scritta da Monica Volpin), la nozione di “famiglia” viene rivisitata per coglierne le specificità relazionali emergenti, soprattutto nel contesto nazionale italiano.

Jessica Lampis … [et al.], In famiglia tutto bene? Adattamento diadico, coesione e conflitto nelle coppie composte da persone gay e lesbiche, in Psicologia della Salute, n. 1 (2017), pp.76-96
La ricerca internazionale rivela che la costruzione dei rapporti affettivi nelle coppie formate da persone dello stesso sesso passa attraverso le stesse fasi del ciclo di vita delle coppie eterosessuali, assumendone le stesse caratteristiche nella stabilità, nella durata, soddisfazione e gestione delle difficoltà relazionali. Partendo da tali presupposti le autrici hanno analizzato il modo in cui persone con differente orientamento sessuale, con e senza figli, vivono e percepiscono le loro relazioni di coppia rispetto ad alcune dimensioni centrali nei processi di definizioni e negoziazione dei compiti evolutivi del ciclo di vita familiare: l’adjustment diadico, la coesione e l’adattabilità, la capacità di gestire il conflitto. I risultati mostrano che i genitori omosessuali mostrano una maggiore coesione di coppia e una maggior capacità di risolvere i conflitti. Vengono anche discusse nell’articolo le implicazioni di questi risultati per la salute e il benessere psicosociale delle persone gay e lesbiche.

Elena Canzi, Omogenitorialità, filiazione e dintorni. Un’analisi critica delle ricerche, Vita e Pensiero, 2017, Milano, pp. 119
Il libro documenta le ricerche psicosociali più significative condotte sul tema dell’omogenitorialità dagli anni ’90 fino ad oggi, di approccio sia quantitativo sia qualitativo. La prima parte del volume è dedicata agli studi sulle coppie omosessuali, con un’attenzione particolare ai processi di scelta del percorso genitoriale e alle dinamiche relazionali in gioco nella transizione. La seconda parte presenta i risultati delle ricerche circa gli esiti di sviluppo dei figli di coppie omosessuali, soffermandosi non solo sui costrutti tradizionali di benessere come l’adattamento comportamentale, ma anche sugli aspetti identitari quali le domande di senso circa le proprie origini. Una terza parte è dedicata alle coppie adottive omosessuali: vengono messi a tema gli elementi di differenza che rendono l’adozione un percorso con sfide specifiche e l’adozione da parte di coppie omosessuali un percorso ancor più complesso. Infine, a titolo esemplificativo, vengono riportate alcune schedature analitiche degli studi più emblematici sui temi affrontati. Sul tema, si veda anche Giulio D’Urso, Irene Petruccelli, Omogenitorialità, una realtà possibile, in Rivista di sessuologia clinica, n. 1 (2017), pp.69-85
Collocazione Biblioteca: 17873

Chiara Saraceno, L’equivoco della famiglia, Laterza, 2017, Bari, pp. 173
L’autrice, sociologa studiosa della famiglia e delle sue trasformazioni, fa oggetto di questo libro le ambiguità, gli equivoci, ciò che viene dato per scontato, ma anche i conflitti e i tentativi di riformulazione di cui sono intessuti il discorso pubblico sulla famiglia e le decisioni che si prendono o non si prendono nelle politiche sociali, nella legislazione civile e negli ambiti giudiziari. In questi anni i modi di fare e intendere la famiglia sono stati oggetto di cambiamenti, anche radicali. L’invecchiamento delle parentele ha trasformato i rapporti tra le generazioni. Separazioni e divorzi hanno modificato i confini delle famiglie. Le tecniche di riproduzione assistita hanno portato nuovi modi di diventare genitori. L’occupazione femminile ha fatto emergere l’importanza del lavoro non pagato delle donne. Le coppie dello stesso sesso hanno chiesto e ottenuto riconoscimento. A fronte di questi cambiamenti le reazioni sono spesso di paura, di nostalgia del passato, quando non di condanna.
Collocazione Biblioteca: 17865

Melita Cavallo, Si fa presto a dire famiglia, Laterza, Bari, 2016, pp. 187
In questo libro si parla di famiglie tradizionali, ricostituite, ricomposte, monoparentali e omosessuali per prendere atto di tutti gli scenari in cui interagiscono oggi genitori e figli. In questo testo viene proposta una galleria di storie vere e insieme esemplari per farci entrare nel vivo delle vite di bambini e famiglie che si affacciano ogni giorno nelle aule del Tribunale per i minorenni, in cui l’autrice ha operato per oltre trent’anni. L’obiettivo è non solo quello di far luce sui cambiamenti profondi della famiglia, ma anche di sollecitare scelte efficaci in tutti coloro che hanno un ruolo educativo verso bambini e ragazzi. L’autrice è stata giudice minorile e Presidente del Tribunale per Minorenni di Roma.
Collocazione Biblioteca: 17431

A cura di Vincenzo Ferrante, Lavoro, cittadinanza, famiglia, Vita e Pensiero, 2016, Milano, pp. 166
Il volume contiene una trattazione aggiornata di due temi fra i più attuali del dibattito odierno, interrogandosi sul ruolo che la cittadinanza (e la nazionalità) e la famiglia possono ricoprire per rendere più saldi i legami di solidarietà. Il libro è organizzato in due parti: Cittadinanza e lavoro, Famiglia e lavoro, raccogliendo materiali da due convegni organizzati dal CEDRI, di cui il curatore è direttore.
Collocazione Biblioteca: 17871

Susan Golombok, Famiglie moderne. Genitori e figli nelle nuove forme di famiglia, Edra, 2016, Milano, pp. 256
Quest’opera presenta lo stato dell’arte della ricerca in materia di psicologia dello sviluppo e della genitorialità nelle nuove forme di famiglia, come le cosiddette famiglie “monogender” o “arcobaleno”, famiglie gay/lesbiche, ma anche madri single per scelta e famiglie create tramite tecniche di riproduzione assistita come la fertilizzazione in vitro (IVF), donazione di ovuli, donazione di sperma, donazione di embrioni e gestazione di sostegno. L’indagine scientifica affronta i problemi e le preoccupazioni che sono state sollevate per quanto riguarda queste famiglie e non solo contesta miti popolari e ipotesi comuni circa le conseguenze sociali e psicologiche per i bambini, ma arriva anche a sfidare le teorie consolidate di sviluppo del bambino che si basano sul primato della famiglia tradizionale. L’autrice, docente e direttrice del Centre for Family Research dell’Università di Cambridge, sostiene che la qualità delle relazioni familiari e l’ambiente sociale più ampio influiscono maggiormente nello sviluppo psicologico dei bambini rispetto al numero, genere, orientamento sessuale, o parentela biologica dei loro genitori o al metodo del loro concepimento.
Collocazione Biblioteca: 17821

Elisabetta Carrà, Modus vivendi e benessere relazionale delle famiglie con figli (0-13 anni), in Sociologia e Politiche Sociali, n. 3 (2016), pp.139-160
Secondo l’autrice, professore associato di Sociologia della progettazione dei servizi alla persona, in un momento in cui è ancora acuta la crisi economica ed è in atto una trasformazione delle relazioni familiari, si può ipotizzare che sia in corso anche una morfogenesi delle strategie che le famiglie adottano per promuovere il proprio benessere, in relazione ai compiti genitoriali educativi e di cura e alle capacità di rigenerare il capitale sociale. Questa ipotesi è stata verificata avvalendosi dei dati raccolti dall’ISTAT nel corso del 2012, con l’Indagine multiscopo “Aspetti della vita quotidiana”, nell’ambito della quale sono stati inseriti alcuni questionari specificamente riservati a 3745 famiglie con figli da 0 a 13 anni.

Maria Cruciani, Esercitare una genitorialità coniugale per trasmettere identità di genere, in Orientamenti pedagogici, n. 3 (lug.-set. 2016), pp.595-605
Secondo l’autrice, i profondi mutamenti culturali che nel mondo occidentale hanno portato al tramonto degli stereotipi parsonsiani e all’ideologia del gender, pongono ai genitori la questione della trasmissione dell’identità di genere. Studi recenti mostrano l’importanza della cogenitorialità per lo sviluppo del bambino, mettendo in luce la rilevanza dell’esercizio della coniugalità nell’educazione dei figli.

Roberta Bosisio, Paola Ronfani, Le famiglie omogenitoriali. Responsabilità, regole e diritti, Carocci, 2015, Roma, pp. 142
Nel libro si analizzano due categorie complesse: le famiglie omogenitoriali e la responsabilità genitoriale. Entrambe le categorie risultano tanto attuali quanto ancora incomplete dal punto di vista della loro costruzione sociale e giuridica, nella quale si riflettono in modo non sempre coerente e talora anche contraddittorio i campi semantici e i codici comunicativi di differenti saperi, dalla filosofia alla sociologia, dall’antropologia alla psicologia e alla psicanalisi. Le autrici si propongono inoltre di indagare, anche attraverso i risultati di una ricerca empirica, il lavoro di istituzionalizzazione compiuto dai componenti medesimi delle famiglie omogenitoriali, adulti e bambini, nelle concrete relazioni di responsabilità che si manifestano nelle loro pratiche familiari. Roberta Bosisio è ricercatrice all’Università di Torino, dove insegna Sociologia generale. Paola Ronfani è professore ordinario all’Università degli Studi di Milano, dove insegna Sociologia del diritto.
Collocazione Biblioteca: 17561

A cura di Manuela Naldini, La transizione alla genitorialità. Da coppie moderne a famiglie tradizionali, Il Mulino, 2015, Bologna, pp. 263
L’autrice, docente di Sociologia della famiglia all’Università di Torino, analizza nel libro le grandi trasformazioni osservabili oggi nella genitorialità: si diventa genitori per la prima volta più tardi; per le donne avere figli e lavorare sono esperienze di vita da tenere strettamente insieme; ancora oggi diventare genitori ha implicazioni e significati molto diversi per padri e madri. La ricerca quanti-qualitativa qui presentata offre un quadro accurato e aggiornato della questione, indagando i meccanismi sociali che entrano in gioco nel determinare le scelte e le decisioni dei futuri neogenitori.
Collocazione Biblioteca: 17720

A cura di Anna Maria Nicolò, Pierre Benghozi, Daniela Lucarelli, Famiglie in trasformazione, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 294
Il testo raccoglie una serie di saggi di studiosi sulla psicoanalisi della coppia e della famiglia e dettaglia in modo esauriente lo stato dell’arte del modello psicoanalitico nella psicoterapia familiare. Vi si trova descritto l’attuale approccio alla teoria e al lavoro clinico con le coppie e le famiglie, così come i differenti modelli sviluppati dagli autori contemporanei più conosciuti. Le tematiche trattate spaziano dai miti ai segreti familiari, dall’incesto alla dimensione fraterna nelle famiglie, dai conflitti della separazione alle famiglie adottive, alla perversione e alla violenza nella coppia. Quest’opera si rivolge, oltre che agli psicoterapeuti familiari, all’intera comunità psicoanalitica, infatti l’opposizione tra terapia individuale e familiare è stata superata a favore della sinergia.
Collocazione Biblioteca: 17435

Michela Marzano, Papà, mamma e gender, Utet, Novara, 2015, pp. 151
Sulla “teoria del gender” da un lato, i sostenitori sentono tutta l’ingiustizia di una società in cui una persona può ancora essere considerata inferiore a causa del proprio diverso orientamento sessuale, del proprio sesso, della propria identità di genere. Dall’altro, gli oppositori vedono nella teoria una pericolosa deriva morale, il tentativo di scardinare i valori fondamentali del vivere umano. Su questa questione l’autrice spiega la genesi e le implicazioni dell’idea di gender, decostruisce le letture spesso fantasiose che ne danno molte associazioni religiose, racconta se stessa e s’identifica nell’esperienza di chi ha vissuto da vittima innocente il dramma dell’esclusione.
Collocazione Biblioteca: 17512

Abbie E. Goldberg, Omogenitorialità. Famiglie con genitori gay o lesbiche: studi e ricerche, Erikson, Trento, 2015, pp.262
Negli ultimi anni si è discusso molto sulla possibilità per le coppie dello stesso sesso di diventare genitori. Ma quali sono le esperienze di transizione alla genitorialità di queste coppie? Quali sono le conseguenze, positive e negative, sullo sviluppo dei figli? Come sta cambiando il concetto di famiglia? Omogenitorialità propone una panoramica delle ricerche su famiglie con genitori dello stesso sesso, esplorando le differenti modalità con cui gay e lesbiche rivisitano e trasformano i concetti di genere e famiglia. Integrando ricerche qualitative e quantitative il volume prende in considerazione il punto di vista di madri lesbiche e padri gay e dei loro figli sulle dinamiche familiari, i rapporti con i pari in varie fasi della crescita, la lotta contro i pregiudizi e le nuove prospettive di vita che riguardano le minoranze sessuali.
Collocazione Biblioteca: 17321

Studi sulla famiglia dal punto di vista sociale, psicologico, educativo

A cura del CISF, Le relazioni familiari nell’era delle reti digitali. Nuovo rapporto CISF 2017, Ed. S. Paolo, 2017
Viviamo in un mondo caratterizzato da un’epocale accelerazione tecnologica: il 50% della popolazione mondiale usa Internet, metà del traffico è su smartphone. In Italia il 68% delle famiglie ha un collegamento attivo. Partendo da questo dato, il Rapporto Cisf 2017 compie un’approfondita indagine empirica, con interviste a 4mila soggetti, per indagare come le Information&Communication Technologies stiano modificando le relazioni private e pubbliche. Il Rapporto fotografa una famiglia in divenire, in cui l’assimilazione della tecnologia è stata più lenta che in altri Paesi, ma non per questo meno potente nell’inesorabile cambiamento delle abitudini: i profili sui social network che forgiano nuove identità, il tempo trascorso davanti allo schermo, le fake news più reali del reale, le relazioni esclusivamente virtuali, i tanti piccoli focolari silenziosi in cui si trasforma il salotto di casa… Quanto le nuove tecnologie sono funzionali alla nostra vita e quanto, invece, hanno creato nuovi bisogni e dipendenze? In questo scenario, la famiglia è chiamata a essere protagonista attiva, sul filo teso tra la salvaguardia di valori umani fondamentali e l’uso responsabile e consapevole delle nuove tecnologie.
In arrivo in Biblioteca

Paolo Mottana … [et al.], Scuola e famiglia: un’alleanza possibile?, in Pedagogika.it, n. 3 (lug.-set. 2017), pp.8-77
La presente monografia, attraverso il contributo di più autori, sottolinea l’importanza di un dialogo costruttivo tra genitori e insegnanti per costruire una scuola, nella quale i giovani possano trovare un rapporto franco e autentico con chi ha il compito di traghettarli nel mondo della conoscenza per vivere al meglio la loro vita. In una società che, in qualche modo, si è “dimenticata” dei punti di riferimento certi, di fronte a cambiamenti di ruoli all’interno della famiglia, al venir meno di regole a volte considerate obsolete, scuola e famiglia, insegnanti e genitori si rimpallano le difficoltà educative, mescolando in vari contesti la questione relativa alla responsabilità. Secondo gli autori, la necessità di chiarezza su responsabilità e ruoli sarà possibile solo quando il Governo avrà il coraggio di perseguire con determinazione l’obiettivo della Riforma della scuola, attraverso l’istituzione di percorsi formativi seri in grado di “formare” realmente i nostri docenti.

Caterina Satta, L’ossessione della genitorialità. Infanzia e famiglia nella società dell’insicurezza, in Rassegna Italiana di Sociologia, n. 2 (apr.-giu. 2017), pp.449-458
L’autrice compie un esame nella letteratura internazionale sul tema della sociologia dell’infanzia alla ricerca degli attuali modelli educativi all’interno delle famiglie, in un’epoca determinata dall’insicurezza. I genitori sono spesso alla ricerca di informazioni che vengono abbondantemente fornite dai mezzi di comunicazione, sia pure in modo approssimativo. Le situazioni lavorative appaiono fortemente influenti nel generare possibilità di conflitto, talora affrontate in modo ossessivo.

Marvita Goffredo … [et al.], La detenzione genitoriale: l’intervento psicoeducativo per il sostegno alle famiglie, in Maltrattamento e abuso all’infanzia,n. 2 (giu. 2017), pp.101-117
La detenzione di un genitore è considerata una delle dieci Esperienze Sfavorevoli Infantili. Gli esiti comprendono problematiche a livello cognitivo, emozionale e sociale dello sviluppo del bambino. Il ruolo degli operatori è quello di guidare le famiglie in un percorso psico-educativo finalizzato ad accrescere la comprensione delle principali reazioni manifestate dai bambini e a promuovere la capacità di gestione per ridurre l’impatto degli esiti negativi sullo sviluppo psico-relazionale.

Erica Aloè e Marcella Corsi, Alessandra Fasano, Che cos’è la famiglia?, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 2 (apr.-giu. 2017), pp.199-267
La monografia, che prende spunto dal testo di Chiara Saraceno, “L’equivoco della famiglia” (Coll. Bibl.: 17884), comprende due articoli: “La famiglia: da costrutto sociale a entità economica” di Erica Aloè e Marcella Corsi; “Famiglia e welfare tra cambiamenti e nuove sfide” di Alessandra Fasano. Nel primo articolo si guarda a due visioni teoriche della famiglia, quelle di Friedrich Engels e Gary Becker e si tenta non tanto di dare definizioni univoche, quanto piuttosto di suscitare interrogativi e dare suggerimenti per cambiamenti di prospettiva. Nel secondo scritto si evidenzia come la famiglia in Italia, pur essendo in continua trasformazione, continui ad assumere un ruolo prioritario a livello sociale, mentre le politiche sociali e i diritti normativi restano ancorati a differenti equilibri, a differenza di quanto avviene in altri contesti europei.

Mimma Tafà … [et. al.], Famiglia e disturbi alimentari. Evidenze empiriche, in Psicobiettivo, n. 1 (gen.-apr. 2017), pp.131-150
L’articolo presenta i risultati di una recente ricerca effettuata su famiglie con adolescenti con disturbi alimentari, allo scopo di sottolineare le evidenze empiriche utili a quanti lavorano con le famiglie. Sono stati somministrati dei questionari di self-report per misurare i sintomi psicologici e lo stress a tre gruppi di famiglie con adolescenti con diverse diagnosi sulla base del DSM – 5, anoressia nervosa, bulimia nervosa e Binge Eating Disorder. Dai risultati emerge che i membri delle famiglie con anoressia descrivono un peggior funzionamento familiare.

Matteo Lancini … [et al.], Famiglia, in Psicologia contemporanea, n. 260 (mar.-apr. 2017), pp.24-63
Si tratta di una raccolta di contributi sul tema della famiglia. Gli psichiatri, psicoterapeuti e psicologi di vari orientamenti, forniscono stimoli e riflessioni su come stanno cambiando le famiglie, i ruoli di padre e madre, i modelli educativi utilizzati, le dinamiche tra i componenti; si soffermano in particolare sulla famiglia adottiva e sulla famiglia omogenitoriale, spiegano come e perché vengono costruite le differenze e le diverse posizioni all’interno della famiglia e affrontano il tema dell’efficacia delle terapie psicologiche familiari.

Maurizio Andolfi … [et al.], Scacco matto al re. Come reinventare il padre, in Terapia familiare n. 113 (mar. 2017), pp.7-243
Si tratta di un numero monografico della rivista, dedicato al tema della ricerca del padre in famiglia e in terapia. Attraverso la narrazione di vicende cliniche di padri che hanno mancato al loro ruolo su alcuni fronti, emerge un ritratto in positivo del padre che sia terzo nella relazione madre-figlio e tramite per presentare alla prole la dimensione dell’altro, che faccia sperimentare al figlio il senso del limite, sappia trasmettere la capacità di attesa che genera fiducia nel futuro e il senso delle proprie radici, abbia qualità affettive che non possono essere appannaggio solo del materno e capacità di entrare in contatto con le proprie fragilità.

A cura di Barbara Ongari, Competenze e responsabilità genitoriali: funzioni da valutare e sostenere, in Minorigiustizia, n. 4 (2016), pp.7-213
Questa monografia mira a offrire spunti di approfondimento nei due ambiti fondamentali della tutela dei minori, psicologico/educativo e giuridico. Comprende diversi contributi raccolti nelle seguenti sezioni: 1) La competenza genitoriale un concetto psicologico o giuridico? 2) La responsabilità dei genitori nelle genitorialità fragili, in cui si affrontano ambiti particolari quali le separazioni conflittuali, i genitori in carcere, i genitori immigrati. 3) Competenze genitoriali ed evoluzione sociale. 4) Competenze e responsabilità genitoriali nei percorsi di adozione e affidamento familiare. 5) Questioni di metodo.

Osvaldo Poli, Mamme che amano troppo. Per non crescere piccoli tiranni e figli bamboccioni, San Paolo, 2017, Cinisello Balsamo (MI), pp. 232
L’autore, psicologo e psicoterapeuta, sostiene che molte mamme amano troppo i loro figli, ma li amano male, pensando di amarli molto. La sensazione di non farcela più, di avere le pile scariche, accende in loro il dubbio di aver sbagliato qualcosa. Ed è una sofferenza carica di delusione e frustrazione, oltre che immeritata, perché nessuno ha il diritto di far star male le mamme: neppure i figli. Si chiedono allora: ma è proprio necessario sentirsi spremute come un limone per crescere i figli? È davvero l’amore che richiede tutto ciò? Rivedono le loro estenuanti fatiche e sono colte dal dubbio di essere state troppo presenti, troppo disponibili anche quando non era forse opportuno e necessario. Poli descrive i virus psicologici e relazionali che spingono una mamma ad amare troppo; analizza le cause che generano tali virus; suggerisce strategie, strumenti e metodi per “guarire” dal troppo amore.
Collocazione Biblioteca: 17805

Elisabetta Carrà, Modus vivendi e benessere relazionale delle famiglie con figli (0-13 anni), in Sociologia e Politiche Sociali, n. 3 (2016), pp. 139-160
Secondo l’autrice, professore associato di Sociologia della progettazione dei servizi alla persona, in un momento in cui è ancora acuta la crisi economica ed è in atto una trasformazione delle relazioni familiari, si può ipotizzare che sia in corso anche una morfogenesi delle strategie che le famiglie adottano per promuovere il proprio benessere, in relazione ai compiti genitoriali educativi e di cura e alle capacità di rigenerare il capitale sociale. Questa ipotesi è stata verificata avvalendosi dei dati raccolti dall’ISTAT nel corso del 2012, con l’Indagine multiscopo “Aspetti della vita quotidiana”, nell’ambito della quale sono stati inseriti alcuni questionari specificamente riservati a 3745 famiglie con figli da 0 a 13 anni.

Elena Camisasca… [et al.], Adattamento di coppia, cogenitorialità e benessere psicologico dei figli: uno studio esplorativo, in Psicologia della Salute, n. 2 (2016), pp.127-141
La letteratura ha evidenziato come la qualità della relazione di coppia eserciti un impatto significativo sul benessere psicologico dei figli. Il presente studio si inserisce in tale ambito di studi ed esplora l’associazione tra adattamento di coppia e benessere psicologico dei figli in età scolare (8-11 anni), nel tentativo di comprende il ruolo esercitato dalla cogenitorialità come potenziale meccanismo esplicativo di tale associazione. I risultati evidenziano il ruolo di mediazione della cogenitorialità nella associazione tra adattamento di coppia e benessere psicologico dei figli e vengono discusse le implicazioni cliniche di tali risultati.

A cura di Anna Nicolò Corigliano, Curare la relazione. Saggi sulla psicoanalisi e la coppia, Franco Angeli, 2015, Milano, pp. 191
Questo libro rappresenta la prima articolata raccolta di lavori psicoanalitici italiani sul tema della psicoterapia psicoanalitica della coppia. Gli interventi sulla coppia coniugale e genitoriale sono diventati uno strumento di indagine e di cambiamento sempre più diffuso anche nei servizi pubblici, in una gamma articolata di situazioni che vanno dal counselling alle problematiche di separazione, ai disagi in età evolutiva o anche nei disturbi più gravi. Guardare alla coppia dal punto di vista psicoanalitico non è solo osservare una struttura dal funzionamento condiviso e integrato, ma è soprattutto mettere in primo piano la relazione come un terzo elemento indipendente e originale. Questo è soprattutto un libro di tecnica. Offre agli operatori strumenti psicoanalitici di intervento. Discute tra l’altro:quali sono le caratteristiche del setting a quattro;come si articola l’interpretazione o la confrontazione nelle sedute; se e come è possibile parlare di transfert con una coppia di co-terapeuti; qual è la specificità del lavoro con i genitori; cosa sono le configurazioni modello nella seduta; cosa è il segreto collusivo e qual è la specificità della formazione di uno psicoanalista di coppia. Nell’ultimo capitolo troviamo un’intervista a Andreas Giannakoulas, a cura di Francesco Borgia. Curatrice del libro è Anna Maria Nicolò, medico neuropsichiatra infantile, psicoanalista e psicoterapeuta della coppia e della famiglia.
Collocazione Biblioteca: 17658

Maurizio Andolfi, La terapia familiare multi generazionale. Strumenti e risorse del terapeuta, Raffaello Cortina, 2015, Milano, pp. 209
Il modello di terapia proposto si fonda su un’integrazione originale tra teorie sistemiche e processo di sviluppo multigenerazionale della famiglia. Il problema individuale per cui viene richiesto un intervento terapeutico si trasforma in una porta di accesso al mondo familiare. Partendo dai sintomi di bambini e adolescenti inizia una ricerca di quei significati relazionali e di quelle connessioni affettive che permettono un viaggio a ritroso nella generazione dei padri e dei nonni per tornare al presente con una visione nuova e propositiva. Alcuni capitoli sono dedicati nello specifico agli strumenti dello psicoterapeuta, dal linguaggio alle modalità di incontro. Maurizio Andolfi è neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta familiare.
Collocazione Biblioteca: 17563

A cura di Giovanna Badalassi e Federica Gentile. Le equilibriste. Da scommessa a investimento: la sfida della maternità in Italia. Rapporto Mamme 2016, Save the children, Roma, 2016, pp. 36
Il Rapporto Mamme 2016 propone anche quest’anno un’analisi dettagliata di quello che significa oggi essere madri in Italia: avere il ruolo di protagoniste del welfare nazionale e svolgere quindi un compito fondamentale per garantire il benessere di tutti, bambini, adulti e anziani, anche se con un costo personale e professionale importante. Una fatica quotidiana spesso insostenibile per le donne a causa di un’asimmetria delle responsabilità di cura che grava ancora quasi esclusivamente sulle loro spalle. Nel primo capitolo il rapporto affronta la condizione delle mamme in Italia oggi, in famiglia e al lavoro; nel secondo capitolo il carico di cura delle mamme e il loro bisogno di conciliazione e condivisione; nel terzo capitolo si parla delle condizioni economiche e sociali delle mamme e della povertà educativa 0-6 anni. Infine un Focus, il Mothers’ Index italiano che ci aiuta a comprendere le differenze tra i vari territori rispetto alla qualità di vita e di benessere per le mamme.

Eugenia Scabini … [et al.], Figli adulti che non spiccano il volo, in Famiglia Oggi, a. 37, n. 6 (nov.-dic. 2015), pp. 8-62
Oltre 7 milioni di giovani, che vivono ancora in famiglia, pongono l’Italia ai vertici della graduatoria dei Paesi nei quali l’autonomia si conquista tardi e la famiglia si allunga e si dilata nei propri confini, sempre meno definiti da paletti che un tempo segnavano i riti di passaggio precisi all’età adulta. L’allungamento dei tempi di maturazione contagia una generazione di giovani adulti, protetti da “genitori elicottero” iper coinvolti nella loro vita, mentre per traghettare i giovani alla generazione adulta occorre far crescere la capacità di assumersi responsabilità sia sul piano del lavoro che degli affetti. Nel presente lavoro, attraverso il contributo di più interventi, viene analizzato questo fenomeno sotto aspetti diversi: demografico, psico-pedagogico, sociologico, giuridico.

Letizia Ciancio, Essere padre. Essere madre. Storia di un’avventura, Armando, Roma, 2015, pp. 141
Rileggendo l’archeologia, il mito, la religione, la storia e la psicologia, l’autrice ha voluto condurre padre e madre, sempre indissolubilmente per mano, a conoscersi l’uno attraverso l’altro, come il giorno e la notte, il bianco e il nero. Il testo ambisce, attraverso l’approccio multidisciplinare, a stimolare una riflessione attuale sulla condizione identitaria dei padri e delle madri di oggi; affinché entrambi possano riscoprire il ruolo fondante che rivestono nella società, e reagire alla complessità non rimanendone schiacciati, ma imparando insieme a danzarvi a ritmo. Letizia Ciancio è psicologa, esperta di comunicazione.
Collocazione Biblioteca: 17399

Gabriele Quinzi, Un nuovo aiuto per i genitori: i nonni, in Orientamenti pedagogici, n. 3 (lug.-set. 2015), vol. 62, pp. 643-661
Questo articolo intende esplorare in chiave positiva l’importante ruolo svolto dai nonni all’interno della famiglia. Nonostante oggi, nello scenario complesso della postmodernità, anche i nonni siano cambiati, insieme alla modellistica familiare, il loro contributo sia economico sia educativo sembra essere rilevante non solo per le famiglie, ma per l’intera società. Compito della pedagogia familiare sarà quello di evidenziare le risorse della nonnità e attivare, oltre che una seria e profonda riflessione pedagogica, cammini formativi per sostenere il delicato e insostituibile ruolo dei nonni.

Donatella Bramanti, Capitale sociale e ambiente amichevole: quali risorse per le famiglie con figli (0-13 anni), in Sociologia e Politiche Sociali, n. 2 (2015), vol. 18, pp. 130-151
L’autrice, professore associato di Sociologia della famiglia presso l’Università Cattolica di Milano. si propone di ricostruire il capitale sociale della famiglia con figli (0-13 anni) avvalendosi dei risultati dell’indagine “Aspetti della vita quotidiana”, condotta dall’Istat nel corso del 2012, nell’ambito della quale è stata inserita una sezione specificamente riservata alle famiglie con figli di età da 0 a 13 anni. Il capitale sociale è osservato a partire dalla prospettiva proposta dalla sociologia relazionale, che consente di mettere in luce l’insieme di relazioni fiduciarie e cooperative che le suddette famiglie riescono a generare nel proprio contesto di vita, come una forma complessa di legame tra vincoli e risorse.

Famiglia e immigrazione

A cura di Giuseppe Sciortino, Integrazione sociale e reti interpersonali della popolazione straniera in Italia, in Mondi migranti, n. 2 (2017), pp.23-146
Gli interventi che compongono la presente monografia analizzano la popolazione straniera in Italia dal punto di vista delle relazioni personali sviluppate dagli immigrati nel corso del loro processo di insediamento sul territorio, attraverso la costruzione e sviluppo delle loro comunità. Tutti gli interventi utilizzano banche-dati di grandi dimensioni, capaci di sostenere analisi statistiche sufficientemente robuste da permettere di esplorare processi sinora discussi, intermini prevalentemente aneddotici. Gli interventi proposti sono i seguenti; “La crescita delle unioni miste in Italia: un indicatore di accresciuta integrazione degli immigrati e maggiore apertura della società?” di Davide Azzolini, Raffaele Guetto; “Matrimoni misti e assimilazione tra gli stranieri in Italia” di Asher Colombo, Luigi La Fauci; “Reti sociali e performance scolastica. L’effetto del gruppo dei pari sull’apprendimento scolastico nelle classi con studenti stranieri” di Ivano Bison, Martina Cvajner; “Reti sociali e senso di appartenenza nel contesto migratorio. Un’indagine in Lombardia” di Elisa Barbiano di Belgioioso, Livia Elisa Ortensi; “Raro è un amico fedele. Relazioni interpersonali e solitudine nell’esperienza migratoria” di Monica Perez, Cristiano Santinello, Giuseppe Sciortino.

Eugenia De Rosa, Elisa Marzilli, Lavoratori e famiglia straniere in Italia negli anni della crisi: profili di rischio e divisione di genere del lavoro, in Mondi migranti, n. 3 (2016), pp.131-154
Utilizzando i dati dell’indagine “Forze di Lavoro” condotta dall’ISTAT, integrati con altre fonti, l’articolo fornisce un quadro dettagliato del mercato del lavoro degli stranieri e indaga l’impatto della crisi economico-finanziaria sui lavoratori stranieri in Italia. Combinando una prospettiva di analisi individuale e familiare e un approccio attento alla dimensione di genere dei fenomeni, le autrici si interrogano sulla redistribuzione del lavoro tra italiani e stranieri e sull’emergere o meno di una nuova divisione di genere del lavoro.

Giuseppe Dardes, Ignazio Punzi, Dov’è tuo fratello? Famiglia, immigrazione e multiculturalità, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi), 2015, pp. 199
Attraverso la narrazione delle esperienze e dei vissuti di diverse persone, il libro offre un’ampia panoramica sui problemi sociali legati all’immigrazione non solo per quanto concerne gli stranieri, ma anche per gli italiani, sia a livello individuale che delle organizzazioni di accoglienza. Al centro dell’attenzione vi è la migrazione del gruppo familiare. Giuseppe Dardes è responsabile dell’Ufficio Formazione di Caritas Italiana. Ignazio Punzi è Professore di Psicologia Generale presso la Pontificia Università Antonianum di Roma.
Collocazione Biblioteca: 17828

Francesco Della Puppa, Il ricongiungimento familiare in Europa e in Italia. Politiche, ambivalenze, rappresentazioni, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 2 (2015), pp. 187-203
Anche sul tema del ricongiungimento familiare ultimamente in Europa il focus della discussione si è spostato dalla salvaguardia di una soglia minima di diritti umani degli immigrati alla massima difesa del territorio comunitario. Il contributo intende analizzare come è costruita socio-giuridicamente la famiglia ricongiunta, per capire appieno gli effetti delle politiche comunitarie sulla legislazione nazionale e, successivamente, sulle strutture familiari.

Fondazione ISMU, a cura di Vincenzo Cesareo, Ventunesimo Rapporto sulle migrazioni: 1994-2014, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 319
Le dinamiche del fenomeno migratorio in Italia stanno subendo molteplici trasformazioni a causa sia dei perduranti effetti che la crisi economica ha sul mercato del lavoro, sia dei cambiamenti geo-politici e dei conflitti che investono le regioni del Medio Oriente e dell’Africa sub-sahariana. In questo Ventunesimo Rapporto la Fondazione Ismu stima che la popolazione straniera in Italia abbia raggiunto, al 1° gennaio 2015, 5,8 milioni di presenze e analizza i nuovi scenari migratori che vanno configurandosi nel nostro paese e nel resto d’Europa. Il volume mette in evidenza come, a fronte di una riduzione degli ingressi per motivi di lavoro e di un consolidamento di quelli per motivi familiari, si sia verificato un aumento significativo dei richiedenti protezione internazionale. Oltre alle consuete aree di interesse (demografia, normativa, lavoro, scuola, salute), il Rapporto affronta alcune tematiche specifiche e dedica una particolare attenzione allo scenario internazionale e alle politiche europee nel Mediterraneo.
Collocazione Biblioteca: 06R21

A cura di CISF, Le famiglie di fronte alle sfide dell’immigrazione. Rapporto Famiglia CISF 2014, Erickson, Trento, 2014, pp. 294
Il Rapporto Cisf 2014 sulla famiglia in Italia è dedicato alla grande questione dei movimenti migratori che interessano il nostro Paese, e soprattutto alla relazione tra immigrazione e dimensione familiare, che risulta centrale nel fenomeno migratorio, sia dal lato di chi emigra, sia dal lato di chi si trova a ospitare i migranti. Le sfide dell’immigrazione accomunano le famiglie «native» e quelle immigrate, tutte poste di fronte al problema del riconoscimento reciproco e alla necessità di creare una convivenza civile. Il Rapporto presenta i risultati di un’indagine che si focalizza in particolare sul modo in cui le famiglie residenti si pongono di fronte ai nuovi arrivati: le loro aspettative, paure e resistenze, ma anche le loro inaspettate capacità di relazionarsi in modo positivo e accogliente. Al centro dell’attenzione del presente Rapporto sta quindi la dimensione relazionale e dialogica della questione migratoria alla ricerca di una nuova cittadinanza condivisa. Anche dalle famiglie dipenderà il tipo di società del futuro: se più solidale, più aperta, più capace di accoglienza e integrazione, oppure piena di incomprensioni, paure e conflitti sociali.
Collocazione Biblioteca: 08R13

Francesca Alice Vianello, Genere e migrazioni. Prospettive di studio e di ricerca, Guerini e associati, Milano, 2014, pp. 119
Il volume esamina l’approccio di genere allo studio delle migrazioni, seguendo criticamente il dibattito internazionale nel corso del tempo, con l’intento di sviluppare prospettive e interrogativi di ricerca innovativi. Si tratta di un lavoro pionieristico nel contesto italiano che interroga dal punto di vista di genere i nessi tra globalizzazione e femminilizzazione delle migrazioni, l’impiego di manodopera migrante nei mercati del lavoro dei paesi di destinazione, le architetture della riproduzione, le strategie familiari, le reti migratorie nonché le trasformazioni delle relazioni tra i generi e degli stili sessuati dell’identità sociale.
Collocazione Biblioteca: 17081

A cura di Aldo Skoda, Giovanni Giulio Valtolina, La sfida delle seconde generazioni, in Studi Emigrazione, n. 195 (2014), pp. 362-512
Le seconde generazioni nate dall’immigrazione rappresentano una delle questioni più rilevanti nel panorama contemporaneo, non solo per la peculiarità dei loro percorsi di sviluppo individuale, ma anche perché esse costituiscono una risorsa e al contempo una sfida per la coesione sociale. La monografia di questo numero raccoglie più interventi sull’argomento, visto secondo diversi aspetti: la condizione giuridica, le dinamiche psicosociali ed evolutive, gli aspetti statistici, politici e sociali, le scelte scolastiche, il coping e la resilienza, il rapporto tra seconde generazioni e comportamenti devianti, la mobilità studentesca e le migrazioni qualificate.

Politiche per la famiglia

Costruiamo il welfare dei diritti. Ridefinire le politiche sociali su criteri di efficacia e di equità, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 46, n. 2 (2016), pp. 1-88
Il numero monografico intende presentare una proposta di riforma per le politiche e le erogazioni nazionali di sostegno alla famiglia e di contrasto alla povertà, quelle di sostegno e promozione delle persone con disabilità e non autosufficienza. La monografia è articolata in due parti: nella prima sono trattati il panorama e le politiche nazionali; nella seconda vengono presentate le proposte per lo sviluppo delle risorse della rete dei servizi e degli interventi sul territorio, come fattore chiave di ogni processo di riforma. L’analisi della situazione nelle sette realtà territoriali coinvolte nella ricerca è disponibile on line .

Forum Ania Consumatori, Censis, Gli scenari del welfare. Verso uno stato sociale sostenibile, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 277
L’evoluzione del sistema di welfare, le soluzioni che le famiglie italiane stanno esplorando per trovare risposte ai propri bisogni, le vie percorribili per un sistema che intenda coniugare la sostenibilità economica con quella sociale sono i temi di questo volume, una raccolta di studi, analisi ed esperienze che testimonia l’evoluzione del percorso che imprese assicuratrici e associazioni dei consumatori stanno sviluppando all’interno del Forum ANIA-Consumatori, la Fondazione ANIA che ha anche l’obiettivo di valorizzare il ruolo dell’assicurazione negli assetti del welfare; un percorso che non è solo di ricerca, ma anche di elaborazione di analisi e istanze condivise.
Collocazione Biblioteca: 17450

Susanna Galli, Giorgio Puzzini, Mauro Tomé, Tracciare nuovi sentieri di lavoro per i servizi per i minori e la famiglia, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 45, n. 3.1 (ago. 2015), pp.  4-7
L’articolo riferisce quanto emerso da una ricerca- intervento condotta dalla Città Metropolitana di Milano e dall’Associazione Ariele, che ha coinvolto professionisti impegnati sia in ambito pubblico che nel terzo settore nell’area minori e famiglia, sulle loro preoccupazioni rispetto alle scarse risorse economiche, ma anche sulle idee e soluzioni che prospettano per la continuazione del loro lavoro.

Michele Bertani, Famiglia e politiche familiari in Italia. Conseguenze della crisi e nuovi rischi sociali, Franco Angeli, Milano2015, pp. 157
Il volume analizza i cambiamenti avvenuti nei modelli di welfare in Europa fino alle recenti strategie di innovazione proposte in ambito comunitario. Relativamente all’Italia, vengono inquadrate opportunità e limiti delle nuove forme di governance che dovrebbero garantire alla famiglia la sua riproducibilità culturale e biologica. Sono infine prese in esame le diverse modalità di accesso e le valutazioni sulla qualità dei servizi pubblici di welfare familiare in Italia, Spagna, Germania, Francia, Svezia e Danimarca, per descrivere e commentare la tipica tendenza della famiglia italiana a farsi carico in prima persona del lavoro di cura e sostegno.
Collocazione Biblioteca: 17200

A cura di Andrea Bassi e Giuseppe Moro, Politiche sociali innovative e diritti di cittadinanza, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 271
Il testo analizza le politiche sociali e le loro implicazioni relativi al tema dei diritti sociali e di cittadinanza, con particolare riferimento a tre aree: famiglia e infanzia, invecchiamento attivo, immigrazione, al fine di individuare principi, metodologie e pratiche innovative, nonché gli esiti prodotti nei contesti sociali. Concetti come partecipazione, partnership, cittadinanza e advocacy, si rivelano fattori trasversali strategici per politiche sociali adeguate e personalizzate, nella prospettiva di un nuovo welfare inclusivo, partecipato e attivo.
Collocazione Biblioteca: 17094

Manuela Naldini, Politiche e pratiche: i confini di genere della cura, in Rassegna Italiana di Sociologia, n. 3 (2014), pp. 439-463
La prima parte dell’articolo, partendo dai dati istituzionali esistenti (leggi e dati sulle politiche), ricostruisce le logiche di genere che orientano le politiche di cura, con particolare riguardo al sostegno di chi ha anche responsabilità lavorative. La seconda parte, sulla base dei dati raccolti attraverso un’indagine qualitativa, sposta l’attenzione dalle politiche alle pratiche, mettendo in luce le tensioni che gli individui, a seconda del genere di appartenenza, sperimentano nel complesso processo di conciliazione tra famiglia e lavoro.

Cristiano Gori… [et al.], Il welfare sociale in Italia. Realtà e prospettive, Carocci, Roma, 2014, pp. 288
Qual è l’attuale situazione del welfare sociale in Italia? Quali ipotesi si prospettano per il suo futuro? Il libro affronta queste domande cruciali riguardanti la realtà e le prospettive degli interventi rivolti perlopiù ad anziani non autosufficienti, persone con disabilità, famiglie in povertà e prima infanzia. La parte prima presenta i principali tratti che contraddistinguono oggi il welfare sociale del nostro paese per poi esaminare gli interventi che hanno contribuito a determinarli. La parte seconda, invece, mette a fuoco le diverse strade che il welfare sociale italiano potrebbe intraprendere nei prossimi anni e discute le opzioni che determineranno quale verrà effettivamente scelta.
Collocazione Biblioteca: 17093

Ugo Ascoli e Giovanni B. Sgritta, “Social investment” e innovazione sociale. Nuovi equilibri tra crescita economica, tutela dei diritti e coesione sociale, in Rassegna Italiana di Sociologia, n. 3 (2014), pp. 499-526
Scopo dell’articolo è la rassegna delle tesi che negli ultimi dieci anni hanno introdotto nel dibattito politico-sociale una nuova prospettiva, quella dell’investimento sociale. La prima parte ha più un carattere antologico e ricostruisce a grandi linee l’origine e gli sviluppi della strategia dell’investimento sociale. La seconda parte è invece un approfondimento delle ragioni e dei contenuti di questa proposta rispetto a due assi fondamentali: l’intervento nel mercato del lavoro; le politiche di conciliazione rivolte alle famiglie e i programmi d’investimento nello sviluppo del capitale umano della prima infanzia (childcare). L’ultima parte introduce infine una riflessione sulla “social innovation”, che da un certo punto di vista rappresenta una correzione critica e/o un’integrazione delle tesi incentrate sull’investimento sociale

Aspetti giuridici

Giulia Sapi … [et al.], Minori, famiglia, diritto: come cambiano i saperi, gli intrecci e le prospettive di intervento, in Minorigiustizia, n. 2 (2015), 13-158
La presente sezione monografica intende proseguire l’approfondimento dei temi delle nuove forme di genitorialità sociale e della dimensione interculturale della società odierna. Gli operatori infatti sono alla costante ricerca di soluzioni che si adattino alle persone e ai loro bisogni, sia quando si tratti di madri straniere, sole in Italia con i loro figli, sia di adolescenti adottati con problemi di identità, sia di coppie in attesa di adozione o di altre strade possibili oggi per la genitorialità (fecondazione eterologa, maternità surrogata), sia per l’accesso alla genitorialità da parte di coppie dello stesso sesso. La prima parte della monografia è dedicata alla negoziazione assistita nel diritto di famiglia e alla realizzazione di accordi rispettosi dei diritti del minore. L’ultima parte invece si occupa di affido familiare.

Linda Alfano , Tullio Bandini, Rosagemma Ciliberti, La figura del padre fra diritti, doveri e desideri: contributo casistico, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 44, n. 4 (2015), pp. 285-292
Negli ultimi decenni i ruoli genitoriali e familiari hanno subito profonde trasformazioni che hanno liberato la maternità e la paternità da schemi rigidamente preordinati. Il presente contributo si propone di esaminare – attraverso l’analisi di due consulenze tecniche relative all’accertamento della significatività del ruolo paterno nello sviluppo dei figli – l’ incidenza della differenza di genere nell’esercizio della genitorialità, sia nei suoi rapporti con la formazione professionale dei periti, sia con la cultura socio-giuridica attuale.

Joelle Long … [et al.], Il diritto minorile tra passato prossimo e futuro, in Minorigiustizia, n. 4 (2015), pp. 7-220
La monografia è dedicata all’evoluzione del diritto civile minorile in Italia negli ultimi anni, come risultato di un forte impulso proveniente sia dal diritto internazionale ed europeo (effetti della ratifica della Convenzione dell’Aja del 1996 sulla protezione internazionale dei minori per esempio), sia dalle istanze sociali. Questi i capitoli della monografia: 1) La legge sul diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare; 2) La ratifica della Convenzione dell’Aja del 1996 e l’attuazione della Direttiva 2013/33/UE; 3) Il diritto dell’adottato alla conoscenza delle origini familiari e genetiche; 4) Unioni civili e minori; 5) Le riforme processuali. Seguono altri contributi in Esperienze sociali e giudiziarie, Documenti, Giurisprudenza minorile e familiare.

Flores Reggiani … [et al.], Tutela della persone minori d’età e rispetto delle relazioni familiari, tra interventi di sostegno e cura ed affermazione dei diritti fondamentali, in Minorigiustizia, n. 3 (2015), pp. 20-160
La parte monografica di questo numero raccoglie una serie di contributi articolati in 5 parti: 1) I sistemi di protezione dell’infanzia dal ‘600 al ‘900: tra storia e modernità dell’intervento; 2) Il dialogo tra le corti in tema di relazioni familiari e riconoscimento dei diritti delle persone di età minore; 3) Dalla diagnosi del trauma per il minore alla costruzione di modelli di intervento possibile. La cura dei legami e la tutela dei minori fuori dalla famiglia; 4) I minori più vulnerabili davanti al giudici; 5) I rischi evolutivi dei bambini coinvolti nelle procedure separative.

A cura di Simona Gatti … [et al.], Danni endofamiliari: conflitti e responsabilità all’interno delle coppie, in Guida al Diritto Il Sole 24 Ore, n. 1 (2014), pp. 3-89
Il dossier è dedicato all’illecito endofamiliare alla luce della riforma del diritto di famiglia e della recente giurisprudenza di merito e di legittimità. Azioni pregiudizievoli della dignità, dell’onore o della reputazione di un coniuge sono considerate la violazione dell’obbligo di fedeltà, i comportamenti violenti o discriminatori, la mancata assistenza materiale. Nei rapporti di filiazione sono considerati illecito endofamiliare il completo disinteresse verso i figli, i danni arrecati alla loro sfera patrimoniale, gli ostacoli all’incontro con il genitore non affidatario. Nelle cinque sezioni della monografia si illustrano la disciplina in generale, le violazioni e i profili risarcitori. Un capitolo è dedicato agli obblighi nei confronti dei figli e al nuovo concetto di responsabilità genitoriale.

A cura di Antonio Sciortino, I diritti dei bambini. In famiglia la prima tutela, in Famiglia Oggi,  n. 6 (2013), pp. 6-59
L’autore, con il contributo di più interventi, si propone di riflettere sulla questione della protezione, della tutela e del rispetto dei bisogni dei bambini. Questione che trova nella Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia l’inquadramento giuridico più efficace ed esaustivo al momento disponibile; ma che è tale da sollevare un’urgente ricerca di soluzioni adeguate ai problemi che si affacciano quotidianamente nei contesti sociali e che vedono spesso i più piccoli quali vittime di incuria, abbandono, violenza, malattia, trascuratezza e oggetto di accese contese tra genitori in via di separazione. In particolare viene sottolineata l’importanza di una stretta collaborazione tra nucleo familiare e contesto sociale, per costruire una cultura condivisa, una consapevolezza diffusa e una responsabilità personale.

Adozione e affidamento familiare

Donata Micucci e Frida Tonizzo, La tutela del diritto alla continuità affettiva dei minori in affidamento familiare: approvata la legge n. 173/2015, in Prospettive Assistenziali, n. 193 (2016), pp. 26-31
Il Coordinamento nazionale servizi affidi e le associazioni di questo settore si sono attivamente impegnati per l’approvazione della legge 19 ottobre 2015 n. 173 “Modifica alla legge 4 maggio 1983 n. 184 sul diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare” con cui viene finalmente affermato un diritto, ancora oggi talvolta negato dalle istituzioni preposte. La legge, i cui punti principali vengono esaminati nell’articolo, non si limita ad affermare la possibilità che un minore affidato, se dichiarato adottabile, possa, a tutela del suo prioritario interesse, essere adottato dagli affidatari, ma sottolinea anche la necessità di assicurare, sempre nel suo interesse, “la continuità delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l’affidamento” con gli affidatari anche quando egli “fa ritorno nella famiglia di origine o sia dato in affidamento ad un’altra famiglia o sia adottato da altra famiglia”.

Roberto Maurizio, L’accoglienza dei minori fuori dalla famiglia in Emilia-Romagna, in Studi Zancan, a. 16, n. 5 (2015) – on line, pp. 27-48
La ricerca qui presentata, promossa dalla Regione Emilia-Romagna, è nata dalla necessità di valutare i processi di lavoro tra servizi sociali e sanitari, comunità, famiglie di accoglienza e affidatarie, per rendere più efficaci i collocamenti dei minori fuori famiglia. E’ stata un’occasione per identificare buone prassi nel campo delle accoglienze e riproporle in altri contesti territoriali. Sono state raccolte proposte, suggerimenti, sollecitazioni che consentono alla Regione di disporre di indicazioni su tre livelli: regionale, degli ambiti territoriali, dei servizi sociali.

Giammatteo Secchi, Lavorare con le famiglie nelle comunità per minori, Erickson, Trento, 2015, pp. 119
Gli operatori sociali in tutela minori si confrontano ogni giorno con situazioni delicate e complesse, in particolare quando un minore viene allontanato dalla famiglia d’origine. In questi casi la conflittualità tra operatori e famigliari può essere molto alta, con ulteriori danni per i bambini e ragazzi coinvolti. Il testo mostra come l’inserimento di un minore in comunità di accoglienza possa lasciar spazio alla promozione di una reale prospettiva di cambiamento della situazione familiare, attraverso il coinvolgimento della famiglia nella definizione e realizzazione degli interventi di accoglienza.
Collocazione Biblioteca: 17396

Daria Vettori, Federica Dosi, Ilaria Masini, Fratelli affidatari: esperienza di un gruppo, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 45, n. 3.1 (2015), pp. 20-23
Nell’articolo viene proposta una lettura dell’affido familiare attraverso lo sguardo dei fratelli affidatari, che spesso vengono lasciati nell’ombra. Il Coordinamento affido della Provincia di Reggio Emilia ha chiamato a partecipare a un gruppo condotto da una psicoterapeuta 10 ragazzi fra i 18 e i 30 anni, figli naturali di famiglie affidatarie. Il confronto delle loro esperienze ha permesso di comprendere le difficoltà in cui si sono trovati, specialmente durante la loro adolescenza

Cinzia Novara, Consuelo Serio, Immagini dalla scuola: il minore e la famiglia adottiva visti dagli insegnanti,  in Psicologia di Comunità, n. 2 (2015), vol. 11, pp. 95-108
La ricerca descritta nell’articolo utilizza un metodo qualitativo per esplorare le rappresentazioni sociali che guidano il lavoro educativo di 286 insegnanti di otto scuole elementari, relative ai minori adottati internazionalmente e alle loro famiglie. I risultati mostrano una rappresentazione ambivalente e semplicistica della famiglia adottiva. E’ necessario che vi sia un’assunzione di responsabilità condivisa tra famiglia, scuola e servizi educativi, allo scopo di diffondere una cultura dell’adozione, attenta all’inclusione e al benessere degli studenti adottati.

Simone Bruno, Affiancare le famiglie fragili. Verso nuove forme di affido, San Paolo, Milano, 2015, pp. 342
Il percorso tracciato nel volume tenta di rispondere a domande importanti su come aiutare le famiglie vulnerabili, sulla separazione dei bambini dai genitori, sulle comunità e l’affido come uniche forme di tutela minorile. Partendo dall’affido familiare, di cui esamina l’evoluzione e i militi attuali, volge poi lo sguardo a nuove modalità di intervento mirate a ridurre l’allontanamento dei minori dalle famiglie, sostenendo queste ultime attraverso la valorizzazione delle sue risorse. Viene così presentato il progetto “Una famiglia per una famiglia”, che approda all’affiancamento familiare, attraverso l’impegno di una famiglia solidale che sostiene un’altra famiglia in difficoltà.
Collocazione Biblioteca: 17649

Marco Chistolini, Affido sine die e tutela dei minori. Cause, effetti e gestione, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 179
Oltre la metà degli affidi in corso in Italia ha carattere di definitività, benché si continui a parlare dell’affido familiare come di un intervento temporaneo che può durare al massimo 24 mesi. L’autore, mettendo a frutto un’esperienza trentennale di lavoro nel campo dell’affido familiare, propone un’articolata analisi delle cause degli affidi sine die e avanza numerose e precise proposte per gestire correttamente questa specifica declinazione dell’affido mirando a superare la discrasia attuale tra realtà e principi teorici. Mario Chistolini è psicologo e psicoterapeuta familiare.
Collocazione Biblioteca: 17443

 Paola Milani … [et al.], Famiglie che aiutano famiglie. Disagi, fragilità e solitudine: affiancare attraverso le relazioni, l’accoglienza e la solidarietà, in Famiglia Oggi, n. 2 (2015), pp. 6-55
La monografia tenta di dare risposte all’esigenza di prevenire gli allontanamenti dei bambini dalle famiglie vulnerabili e in difficoltà. Partendo dalle diverse definizioni di vulnerabilità, compie un percorso attento e aggiornato, evidenziando luci e ombre dell’affido, per esplorare poi diverse pratiche attuate dai servizi sociali. Si esamina specialmente il Progetto P.I.P.P.I., attraverso il quale il bambino, i genitori, gli operatori e la comunità interagiscono per far fronte insieme al disagio delle famiglie vulnerabili, attraverso l’affiancamento familiare, come “Una famiglia per una famiglia”, che prevede una famiglia solidale a fianco di un nucleo in difficoltà.

A cura di Eugenia Scabini e Giovanna Rossi, Allargare lo spazio familiare: adozione e affido, Vita e Pensiero, Milano, 2014, pp. 299
Adozione e affido sono due istituti giuridici che meritano di essere rilanciati, sottolineandone le potenzialità e riscoprendone la più autentica natura. Adozione e affido si collocano nel punto di intersezione tra familiare e sociale e ne rivelano la profonda interconnessione: anche il sociale, perciò, è chiamato ad assumere una specifica responsabilità nel sostenere le famiglie. La trattazione congiunta delle tematiche relative all’adozione e di quelle relative all’affido, nei risvolti di somiglianza e di distinzione, e il respiro interdisciplinare e internazionale, qualificano in modo peculiare questo testo, che si rivolge a studenti, a professionisti e a operatori del settore impegnati nell’accompagnamento delle famiglie adottive e affidatarie.
Collocazione Biblioteca: 16927

Paola Terrile, Patrizia Conti, Figli che trasformano. La nascita della relazione nella famiglia adottiva, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 266
Secondo le autrici, entrambe psicologhe analiste, “i figli che trasformano” sono i figli adottivi. Il volume prende le mosse dal periodo che segue l’ingresso del bambino nella famiglia adottiva, per avvicinarsi ai temi e ai vissuti che maggiormente lo caratterizzano. Il primissimo incontro, i primi mesi del bimbo nel nuovo mondo, il radicamento e l’ingresso a scuola, le trasformazioni all’interno della coppia, la famiglia allargata, i temi della diversità vissuti dal bambino e dai genitori… Questi e altri temi vengono portati in primo piano dalla viva voce dei protagonisti negli incontri di postadozione, condotti secondo un metodo che accompagna la famiglia nel suo insieme permettendo a genitori e figli di esprimere pensieri e sentimenti, dubbi ed emozioni.
Collocazione Biblioteca: 16928

A cura di Chiara Scivoletto, Il tempo e la fiducia. L’affido eterofamiliare del minore, Carocci, Perugia, 2013, pp. 114
L’affido eterofamiliare del minore è un istituto giuridico disciplinato dalla legge, orientato alla salvaguardia del diritto del minore a crescere nella propria famiglia naturale. Esso interpella sia il sistema giuridico sia quello dei servizi socio-assistenziali, impegnati nella costruzione di pratiche professionali condivise ed efficaci. Il volume, attraverso dati di ricerca, esplora il tema della comunicazione tra i diversi attori delle pratiche di affido, mettendo in risalto la necessità di integrare linguaggi e saperi. In Appendice vengono presentate quattro storie di affido, selezionate con l’obiettivo di offrire alcune indicazioni concrete per costruire progetti di affido familiare “sufficientemente buoni”.
Collocazione Biblioteca: 16571

A cura di Cinzia Canali e Tiziano Vecchiato, Le forme dell’affido in Europa: cosa sappiamo degli esiti e delle condizioni di efficacia?, Fondazione Emanuela Zancan, Padova, 2013, pp. 139
Il volume raccoglie le relazioni presentate al settimo seminario internazionale dell’International Foster Care Research Network, che si è svolto a Padova dal 9 all’11 settembre 2013, sul tema delle diverse forme di affido. Gli autori, grazie al confronto tra numerosi paesi europei, si chiedono quali sono gli esiti delle soluzioni adottate, le condizioni di efficacia, e le misure di reale beneficio per i bambini e i ragazzi, a fronte di “diverse” difficoltà. I diversi contributi sono suddivisi in due parti: 1) L’affido: questioni e strategie; 2) L’affido: approfondimenti ed esperienze.
Collocazione Biblioteca: 16826

Stefania Lorenzini, Adozione e origine straniera. Problemi e punti di forza nelle riflessioni dei figli, ETS, Pisa, 2013, pp. 346
L’autrice, docente di Pedagogia interculturale all’Università di Bologna ed esperta di adozioni internazionali, prosegue con questo volume la ricerca pubblicata in “Famiglie per adozione. La voce dei figli”. Anche qui si parla di adozioni internazionali in famiglie interetniche, caratterizzate da provenienze straniere e differenze somatiche visibili tra genitori e figli. La ricerca qualitativa, che ha coinvolto 52 giovani di origine extraeuropea, adottati in Italia, e le loro famiglie, si concentra in questo volume su due aspetti peculiari: essere adottati e avere origini straniere visibili, analizzandoli in contesti diversi, quali il paese di origine, la famiglia adottiva, la scuola, le persone con cui si costruiscono relazioni. Collocazione Biblioteca: 16714

Situazioni familiari problematiche

Rioberto Pereira Tercero, Psicoterapia della violenza filio-parentale. Protocollo di intervento, in Psicobiettivo, a. 35, n. 2 (2015), pp. 155-170
Come per ogni violenza intrafamiliare, l’intervento sulla violenza filio-parentale (VFP) è complesso. Frequentemente intervengono altri sistemi, come l’autorità giudiziaria o i servizi sociali, complicandolo ancora di più. Risulta quindi estremamente utile contare su un protocollo che permetta di definire con chiarezza alcuni obiettivi e alcune tappe da percorrere nell’ordine necessario, mantenendo una linea di intervento coerente e facilitando a sua volta la valutazione dei risultati conseguiti. L’articolo presenta un protocollo di intervento realizzato in Spagna e descrive interventi specifici in famiglie monoparentali, famiglie con entrambi i genitori presenti, famiglie ricostruite come anche famiglie inviate coercitivamente dai tribunali.

Luca Milani … [et al.], Famiglie italiane e immigrate: identificare fattori di rischio e di protezione nella valutazione delle competenze genitoriali, in Psicologia della Salute, n. 1 (2016), pp. 67-89
Il maltrattamento verso i minori costituisce un importante problema di salute pubblica, minacciando l’integrità psicofisica di circa 100.000 minori in Italia. Al fine di meglio tutelare i diritti di crescita di tali minori e favorirne un buon adattamento, è importante individuare precocemente quelli che presentano un elevato rischio di subire condotte maltrattanti. La valutazione del potenziale rischio di maltrattamenti è particolarmente complessa se si prendono in esame le famiglie di immigrati, spesso esposte ad una condizione di maggiore vulnerabilità. L’obiettivo della presente ricerca è quello di : a) valutare l’efficacia del Protocollo sui fattori di rischio e protezione nel rilevare i minori maggiormente a rischio nelle situazioni di disagio familiare segnalate ai Servizi; b) individuare specifici profili di rischio e protezione per famiglie italiane e immigrate. Sono state, a questo scopo, analizzate le cartelle psicosociali di 58 minori di origine italiana e 69 minori di origine straniera segnalati ai servizi di tutela. Nel presente lavoro vengono descritti e commentati i dati della ricerca.

“Papà, ti aiuto io”. Il ruolo e le difficoltà degli young caregiver, in Lavoro sociale, n. 6 (2015), vol. 15, pp. 5-9
Questo articolo si sofferma sulla figura dello “young caregiver”, cioè bambini e ragazzi che svolgono importanti compiti di cura e assistenza nei confronti di un’altra persona (genitori, fratelli o altri parenti) che è malata, ha una disabilità, soffre di disagio mentale o abuso di sostanze

Silvia Mazzoni, Giulia Meneghetti, Floriana Panizza, L’alienazione genitoriale nelle famiglie separate: una valutazione sistemico-relazionale, in Terapia familiare, n. 109 (2015), pp. 21-40
Il lavoro focalizza il fenomeno dell’alienazione genitoriale che, in alcuni casi, caratterizza le separazioni e i divorzi conflittuali delineando i contributi di madri, padri e figli al processo di estraniazione e alienazione dei figli dalla figura paterna. Il fenomeno viene affrontato a partire da una dettagliata critica alla Sindrome da Alienazione Parentale (PAS), formulata da R. Gardner, confrontata con il “modello concentrico” di Kelly e Johnston. I risultati emersi dallo studio di sei casi di alienazione rivolta al padre, consentono di illustrare una griglia di valutazione in cui sono rappresentati i diversi fattori che contribuiscono alla costruzione dell’alienazione genitoriale e che orientano il clinico a definire piani d’intervento multifocali che coinvolgono tutta la famiglia.

A cura di Roberto Camarlinghi e Francesco D’Angella, Prendersi cura della genitorialità dentro mondi di povertà. Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (I) / 7, in Animazione Sociale, a. 45, n. 294 (2015), pp. 34-79
L’inchiesta del mese intende offrire indicazioni metodologiche per affrontare uno dei problemi più gravi e trascurati del nostro paese: la condizione dei tanti bambini e ragazzi che si trovano a crescere in contesti sociali e familiari fragili, con padri e madri definiti nel lessico dei servizi “trascuranti” o “negligenti”. Si tratta di famiglie spesso prive di un reddito dignitoso e di reti in grado di sostenerle, a volte anche con problemi di salute. Gli operatori sociali sono chiamati a intervenire e cercano di ricomporre nuove possibilità di legame tra genitori e figli. Su questi temi si è svolto il laboratorio promosso dall’Ombudsman delle Marche, in collaborazione con il Comune di Ancona e la rivista Animazione Sociale, di cui si pubblicano qui alcuni materiali.

A cura di Patricia K. Kerig, Kristin M. Lindhal, Sistemi di codifica per l’osservazione delle relazioni familiari, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 207
Il testo rappresenta uno strumento utile sia per i clinici che per i ricercatori impegnati nel lavoro sulle relazioni familiari e sulla definizione di criteri di funzionalità / disfunzionalità relazionale nell’ambito della psicopatologia evolutiva. L’interesse delle Autrici per le procedure di valutazione basate sull’osservazione diretta della famiglia è volto a definire le modalità attraverso le quali le disfunzioni nelle relazioni familiari producono i loro effetti sul comportamento e sull’affettività dei figli. L’osservazione diretta dello svolgimento di compiti strutturati che la famiglia può svolgere nel contesto clinico e/o di ricerca, permette sia di utilizzare il processo stesso della valutazione come strategia per promuovere un cambiamento nel contesto clinico, sia di coinvolgere la famiglia nel processo di valutazione, promuovendo la consapevolezza e minimizzando le resistenze a collaborare. Collocazione Biblioteca: 17316

Irene Bernardini, Una famiglia come un’altra. I nuovi rapporti fra madri, padri e figli dopo il divorzio, Mondadori, Milano, 2014, pp. 173
Secondo gli ultimi rilevamenti dell’Istat, in Italia ogni anno ci sono più di 50.000 divorzi e quasi 90.000 separazioni. E questo significa che sono decine di migliaia i minori che si trovano a vivere la dissoluzione del nucleo familiare originario e in molti casi la formazione di uno nuovo. Le famiglie allargate sono una realtà ben presente nella società Italiana, con tutto ciò che comportano: fratelli che hanno genitori diversi, coppie padri-figli che si scompongono e ricompongono nei fine settimana, “vicemadri”, “secondi padri”, “figli acquisiti”. Un fenomeno in crescita, che l’autrice, psicologa e psicoterapeuta, analizza dal punto di vista dei bambini: sono i bambini che accompagnano l’adulto nel faticoso, ma tutt’altro che impossibile cammino verso una nuova possibilità di essere, tutti, felici. Collocazione Biblioteca: 16835

A cura di Angela Maria Di Vita e Valeria Granatella, Legami familiari violenti e prospettive di comunità, in Psicologia di Comunità, n. 2(2013), pp. 5-54
La monografia raccoglie contributi che si riferiscono a due temi principali, connessi tra loro: il primo focalizza la genesi e l’evoluzione della violenza familiare considerata nei sui risvolti psicodinamici e psicosociali e riferita sia ai contesti che la definiscono, sia alle ripercussioni intergenerazionali. Il secondo tema è la violenza delle relazioni affettive che conduce al perpetrarsi di modelli infantili interiorizzati che si manifestano attarverso condotte aggressive come nel caso degli adolescenti abusanti.

Filippo Dettori, Giusy Manca, Luisa Pandolfi, Minori e famiglie vulnerabili. Ruolo e interventi dell’educatore, Carocci, Roma, 2013, pp. 164
I contesti operativi in cui si esplica l’intervento dell’educatore professionale sono diversi e richiedono una preparazione culturale e personale mirata, soprattutto quando si tratta di contesti e servizi in cui si incontrano minori e famiglie vulnerabili. II volume propone un’ introduzione e un’analisi dei percorsi educativi negli ambiti della giustizia minorile e delle comunità per minori attraverso una sintesi dei principali riferimenti teorico-normativi e dei saperi professionali al riguardo. Le riflessioni teoriche si intrecciano con la dimensione della ricerca sul campo, che attraverso la voce dei protagonisti ricostruisce le principali modalità di intervento, le risorse e le criticità.
Collocazione Biblioteca: 16529

Servizi, trattamenti e terapie  diretti alle famiglie

Luigi Onnis, Empatia e psicoterapia sistemica. Implicazioni teoriche e cliniche, in Terapia familiare, a. 39, n. 110 (2016), pp. 13-35
L’autore, dopo aver proposto una definizione e una breve ricostruzione storica del concetto di empatia, prende in considerazione i contributi scientifici che richiamano oggi grande interesse sull’argomento: quelli della psicologia dello sviluppo, attraverso, in particolare, l’importanza della intersoggettività e quelli delle neuroscienze, attraverso la funzione dei neuroni specchio. La psicoterapia sistemica pone l’importanza della relazione di intersoggettività tra i suoi principi ispiratori e valorizza l’uso dei linguaggi analogici nel lavoro terapeutico proprio per favorire la circolazione emozionale tra terapeuta e famiglia. Viene presentato un caso clinico in cui l’osservazione dell’empatia tra i membri della famiglia e col terapeuta è favorita dal metodo analogico delle Sculture del Tempio Familiare. Nella parte finale vengono anche discussi i rischi di una sopravvalutazione dell’empatia come fattore che da solo può produrre cambiamento.

Edith Goldbeter-Merinfeld, Le tracce coperte del lutto, in Psicobiettivo, a. 36, n. 1 (2016), pp. 79-86
L’autrice, psicoterapeuta, presenta due casi clinici dove il trauma della scomparsa di una persona cara si manifesta con sintomi che deviano l’attenzione di tutti i membri della famiglia verso altre fonti di malessere, non consentendo l’elaborazione del lutto. Vengono proposte possibili strategie di presa in carico orientate alla resilienza.

Francesca Maci, Tutelare i diritti dei minori lavorando insieme con le famiglie, in Famiglia Oggi, a. 37, n. 5 (2015), pp. 74-78
L’articolo presenta un modello diffuso ampiamente nello scenario internazionale e utilizzato in vari ambiti: la “Family Group Conference”. Esso si basa sul lavoro sociale partecipativo, orientato coinvolgere le famiglie nella definizione di progetti di intervento sostenibili nel far fronte alle proprie difficoltà. Francesca Maci è dottore di ricerca in Scienze organizzative e direzionali all’Università Cattolica di Milano.

Bruna Baldazzi … [et al.], Il sostegno ai caregiver familiari di anziani a Torino. Un sistema articolato di percorsi di supporto, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 45, n. 4 (2015), pp. 16-20
Il contributo intende capitalizzare un’esperienza articolata di interventi a favore della popolazione anziana della Città di Torino, con particolare coinvolgimento attivo dei caregiver familiari all’interno di contesti formativi e di supporto alle attività di cura.

Massimiliano Di Toro Mammarella, Nuova domiciliarità a Bologna, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 45, n. 3.1 (2015), pp. 12-15
L’esperienza presentata attiene al tema della “nuova domiciliarità” nell’area metropolitana di Bologna e testimonia l’impegno di riforma e cambiamento nella produzione di interventi sociali attraverso l’integrazione di questi nel sistema complessivo di welfare reale, che tiene cioè conto di tutti i fattori produttivi: intervento pubblico, famiglie, lavoro informale, risorse del volontariato.

Manuela Agnello, La voce delle famiglie nel lavoro sociale in Famiglia Oggi, a. 37, n. 2 (2015), pp. 70-75
L’autrice, assistente sociale presso il Servizio sociale della Famiglia al Comune di Milano, presenta e riflette sul suo lavoro con famiglie con figli in situazioni complesse, segnalate dall’Autorità giudiziaria. Secondo l’autrice, la partecipazione e il protagonismo delle persone nei progetti che li riguardano sono elementi imprescindibili per la loro riuscita.

A cura di Costanza, Gruppi di parola per la cura dei legami familiari, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 203
Il testo – frutto di un serrato confronto all’interno del gruppo di lavoro attivo in diverse città italiane, coordinato dalla curatrice – presenta a operatori psico-sociali ed educatori uno strumento innovativo, dalla forte valenza preventiva. Il lavoro in gruppo con bambini o adolescenti che hanno in comune un cambiamento familiare rappresenta uno spazio e un tempo dove è possibile riconoscersi con altri soggetti appartenenti a nuclei familiari divisi, o che vivono l’allontanamento per un affido eterofamiliare, o il lutto per una perdita grave, e trovare un senso a quanto accaduto. Le peculiarità del modello formativo, gli obiettivi e il metodo di questa risorsa, finalizzata a facilitare il riconoscimento tra pari e a riannodare il dialogo con gli adulti con l’aiuto di un professionista esperto, sono documentati nel volume, attraverso l’illustrazione di ciò che avviene dentro la stanza del Gruppo di parola e nell’intreccio con la mediazione familiare e altri interventi a sostegno delle famiglie fragili. Collocazione Biblioteca: 17103

Domenico Simeone, Il Consultorio familiare. Un servizio relazionale per il sostegno educativo alla famiglia, Vita e Pensiero, Milano, 2015, pp. 196
Il volume nasce dalla necessità di identificare nuovi spazi per l’attività consultoriale e l’urgenza, per il consultorio, di ripensare la propria funzione, la propria organizzazione, il proprio rapporto con il territorio di appartenenza, identificando modalità operative inedite che forniscano risposte adeguate alle domande delle famiglie di oggi. Il consultorio familiare deve porsi come luogo di prevenzione e di promozione della realtà familiare, individuando spazi operativi nei quali intervenire in collaborazione con le istituzioni locali. Il consultorio può diventare così un presidio educativo territoriale, che, attraverso la propria dimensione pedagogico-educativa, non soltanto aiuta le persone a risolvere i problemi della vita quotidiana, ma soprattutto le sostiene nel dare senso e significato alla propria esperienza.
Collocazione Biblioteca: 17518

Germana Agnetti… [et al.], Verso un modello di terapia sistemica integrato con la teoria dell’attaccamento, in Terapia familiare, n. 106 (2014), pp. 41-71
Dopo una rassegna dei principali modelli che integrano la teoria dell’attaccamento con l’approccio sistemico-relazionale, gli autori presentano l’approccio clinico messo a punto dallo staff del CTA (Centro di Terapia dell’Adolescenza) e della scuola di specializzazione in psicoterapia IRIS (Insegnamento e Ricerca Individuo e Sistemi) di Milano, il quale trova applicazione in diversi ambiti di intervento. Inoltre, accennano a un progetto in corso d’opera che riguarda la manualizzazione della psicoterapia con famiglie adottive che hanno accolto bambini gravemente traumatizzati.

Charles J. O’Leary, Counseling alla coppia e alla famiglia. Un approccio centrato sulla persona, Erickson, Trento, 2014, pp. 191
Il volume rappresenta un valido aiuto per tutti gli psicoterapeuti dell’approccio centrato sulla persona che stanno cercando di ampliare le loro conoscenze sul counseling alle coppie e alle famiglie e, nel contempo, fornisce un’adeguata risposta a tutti quei clienti che, dopo avere sperimentato un valido counseling individuale, hanno provato il desiderio di coinvolgere il partner, il figlio o i genitori in quella fase che si è configurata come una delle esperienze più significative della loro esistenza. Charles J. O’Leary, counselor che insegna alla Regis University a Denver, Colorado, illustra le modalità attraverso le quali l’approccio centrato sulla persona si può concretamente combinare con la psicoterapia di coppia e della famiglia.
Collocazione Biblioteca: 17393

Alessandra Augelli, Quando le formiche spostano un elefante…  Genitori di gruppi auto-mutuo aiuto raccontano le dipendenze e la cura familiare, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 102
A partire dall’esperienza concreta e dalla storia di un’associazione che lavora da più di trent’anni sull’uso di sostanze e sulle dipendenze, il libro intende mostrare il valore dell’auto-mutuo aiuto attraverso la narrazione dei vissuti di quanti lo hanno sperimentato. Il titolo richiama non solo la fatica di spostare qualcosa di pesante e opprimente, ma anche l’importanza di portare alla luce qualcosa di grosso che, alle volte, la società preferisce non vedere. Non si parla, quindi, solo della rimozione di un “problema” comune, ma del viaggio di scoperta di una realtà complessa e significativa. Il volume affronta un tema delicato e spinoso com’è quello delle dipendenze, attraverso lo sguardo dei genitori che lo raccontano, delle loro emozioni e attenzioni, delle paure e delle speranze. Schede di lavoro illustrano il percorso di scrittura autobiografico fatto con i genitori e si offrono come spunto formativo.
Collocazione Biblioteca: 17032

Luigi Pati … [et al.], Il sostegno alla genitorialità: contributi pedagogici, La Scuola, Brescia, 2013, pp. 371
L’Annuario della rivista “La Famiglia” è uno strumento dedicato a tutti coloro che operano, a vario titolo, a contatto con la famiglia e desiderano analizzare criticamente le problematiche educative più attuali in un contesto sociale in costante trasformazione. Il presente fascicolo approfondisce un tema di grande attualità: la necessità di proporre percorsi formativi di accompagnamento per i genitori, oggi. In realtà, se prescindiamo dalle scelte affettive compiute dagli adulti, la variegata modellistica delle situazioni di convivenza pone un problema di specifico interesse pedagogico: come aiutare gli adulti chiamati a svolgere la loro funzione genitoriale? L’odierno fenomeno di pluralizzazione della famiglia ha posto proprio il problema di come garantire il diritto all’educazione dei figli, indipendentemente dagli orientamenti esistenziali assunti dai genitori. Collocazione Biblioteca: 16809