Aggiornata a dicembre 2020 – a cura di Chiara Bertini

I materiali (libri, articoli di riviste e risorse on-line), elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro  catalogo.

Vengono proposti i seguenti percorsi:

Dati di contesto

2020_aids-data-book_en.pdf

UNAIDS, UNAIDS data 2020, Genève, UNAIDS, 2020, 432 p.
Il documento raccoglie dati sullo stato dell’epidemia di HIV e AIDS nel mondo, con schede dettagliate per ogni paese. Nel complesso ne emerge che i progressi nella prevenzione della trasmissione del virus HIV sono troppo lenti e lontani dal traguardo che era stato previsto per il 2020 dalle Nazioni Unite. I dati sono aggiornati alla fine del 2019. Sul sito si trovano anche le Fact sheet – Global AIDS update 2020, Genève, UNAIDS, 2020, 6 p. (scheda informativa)

European Centre for Disease Prevention and Control, HIV and migrants. Monitoring implementation of the Dublin Declaration on partnership to fight HIV/AIDS in Europe and Central Asia: 2018 progress report, Stoccolma, ECDC, 2020, 22 p.
Nei 53 paesi che fanno parte della regione europea dell’OMS, il rapporto valuta la situazione dei migranti a rischio di infezione o già infetti con HIV e identifica le azioni di prevenzione messe in atto, allo scopo di monitorare l’attuazione della Dichiarazione di Dublino del 2004. Ne emerge la carenza di dati in tutta la regione e vengono identificate alcune priorità che i paesi dovrebbero considerare, tra le quali: implementazione di un approccio mirato alla prevenzione con più azioni combinate e con un monitoraggio per determinarne l’impatto e identificare eventuali ostacoli all’efficacia; programmi di sanità pubblica rivolti a tutti i migranti, anche già presenti nel Paese e senza documenti; rimozione delle barriere che impediscono ai migranti privi di documenti di accedere a test e cure.

A cura di Vincenza Regine … [et al.], Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di AIDS in Italia al 31 dicembre 2019, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 11 (nov. 2020) – on line, pp. 3-59.
Oltre ai dati provenienti dal Sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV e dal Registro Nazionale AIDS, il fascicolo contiene quattro approfondimenti derivanti da elaborazioni aggiuntive dei database della sorveglianza e da progetti di ricerca coordinati dal Centro Operativo Aids: 1) motivi di effettuazione del test alla diagnosi HIV: italiani e stranieri a confronto, 2012-2019; 2) nuove diagnosi di AIDS in stranieri nei due decenni 2000-2009 e 2010-2019; 3) eccesso di mortalità per malattie epatiche nelle persone con AIDS; 4) bassa percezione del rischio alla prima diagnosi HIV: fattori demografici e socio-economici. Ne emerge che l’incidenza delle nuove diagnosi si mantiene in calo, maggiormente nell’ultimo biennio; nel 2019 l’incidenza più elevata si riscontra nella fascia di età 25-29 anni; la proporzione di nuove diagnosi riferibili a maschi che fanno sesso con maschi è gradualmente aumentata dal 2012; il numero di nuove diagnosi HIV in stranieri è in diminuzione dal 2016; aumentano le diagnosi tardive di infezione da HIV; alcuni gruppi di popolazione sembrano essere meno consapevoli del rischio HIV, indipendentemente dal livello socioeconomico. Secondo gli autori, è necessario condurre campagne di prevenzione rivolte non solo alle persone più deprivate o vulnerabili, ma anche ai sottogruppi di popolazione con una buona condizione di benessere e che vengono spesso considerati a minor rischio. L’articolo è disponibile in pdf.

European Centre for Disease Prevention and Control, World Health Organization Regional Office for Europe, HIV/AIDS surveillance in Europe 2020. 2019 data, Copenhagen, WHO Regional Office for Europe, 2020, 113 p.
Il rapporto presenta i dati sulla diffusione dell’HIV, dell’AIDS e del test per l’HIV relativi all’anno 2019 nella regione europea definita dall’OMS. Sebbene prevenibile, la trasmissione del virus HIV continua, colpendo milioni di persone. Le tendenze epidemiche variano ampiamente tra i paesi, ma sono stati osservati aumenti considerevoli delle nuove diagnosi di infezione all’interno di determinati gruppi di trasmissione, come gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Molte persone sono diagnosticate tardivamente, mentre la trasmissione attraverso l’uso di droghe iniettabili è in calo in molti paesi.

mini_01Giovanni Sabato, Perché continua l’epidemia di Hiv. Notizie dalla scienza, in Rocca, a. 78, n. 5 (mar. 2019), pp. 10-10
L’OMS osserva che da 30 anni l’HIV colpisce in gran parte popolazioni vulnerabili, emarginate e stigmatizzate. Gran parte dei casi e dei decessi avvengono in luoghi in cui certi gruppi a rischio restano inconsapevoli, trascurati e con scarso accesso alle cure come i cittadini di paesi poveri, soprattutto adolescenti, tossicodipendenti, detenuti, lavoratori del sesso. Un’altra barriera sottovalutata è lo stigma che rende i malati meno propensi a cercare aiuto e dissuade dal fare il test per la diagnosi.

OECD European Union, Health at a Glance: Europe 2019. State of health in the EU cycle, Paris, OECD European Union, 2018, 239 p.
Questa relazione, elaborata dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in cooperazione con la Commissione Europea sulla salute, fornisce un’analisi dello stato di salute dei cittadini europei e delle prestazioni dei sistemi sanitari. Di particolare interesse il capitolo 4 sui rischi per la salute. Questa edizione pone un’attenzione particolare ai risultati e alle esperienze riportati dai pazienti, con un capitolo tematico sulla misurazione di ciò che conta per i sistemi sanitari incentrati sulle persone

Cristiana Pulcinelli, AIDS. Breve storia di una malattia che ha cambiato il mondo, Roma, Carocci, 2017, 211 p.
Il libro costituisce una ricostruzione storica dell’AIDS, dalle prime manifestazioni in Africa alla sua manifestazione e diffusione nel mondo occidentale, legata alla tossicodipendenza, ai rapporti sessuali non protetti, alle trasfusioni di sangue. L’AIDS non è solo l’epidemia che ha causato ad oggi nel mondo milioni di vittime, ha cancellato anni di liberazione sessuale e ha ridato vigore alla paura del diverso, ma anche la malattia che ha indotto clamorosi avanzamenti delle conoscenze scientifiche, la nascita dell’attivismo dei pazienti e, qualche volta, la vittoria della solidarietà sui profitti. Nel testo vengono esposte le ricerche scientifiche, i risultati medici, la diffusione dell’informazione tramite i canali di comunicazione tradizionali e tecnologici. L’autrice è giornalista scientifica e scrittrice.
Collocazione Biblioteca: 18098

Politiche sanitarie

Pierluca Piselli, Claudia Cimaglia, Enrico Girardi, Linkage to care. Primi dati dello studio, in Delta, n. 87 (primavera 2020) – on line, pp. 4-6.
L’articolo presenta alcuni obiettivi, metodi e risultati delle indagini realizzate tra il 2017 e il 2019 dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, all’interno di un progetto di ricerca dal titolo “Linkage to care in HIV. Un ulteriore tassello all’analisi del continuum of care in HIV in Italia”. Oggetto dello studio è il fenomeno del mancato o ritardato contatto con l’ambiente di cura (cosiddetto “linkage to care”) per le persone che hanno ricevuto la diagnosi di positività al test HIV, valutando le criticità riscontrate sul territorio dai pazienti con HIV e il loro percorso di cura. Lo scopo finale del progetto è produrre evidenze sulla base delle quali sia possibile proporre soluzioni e interventi da mettere in atto nei diversi contesti analizzati.

1545931-prevailing-against-pandemics_enUNAIDS, Prevailing against pandemics by putting people at the centre. World AIDS day report 2020, Ginevra, UNAIDS, 2020, 79 p.
Il documento espone alcuni dati che mostrano come gli obiettivi riguardanti la lotta all’HIV previsti per la fine del 2020 non siano stati raggiunti. La risposta mondiale all’HIV era già insufficiente prima dell’arrivo della pandemia di COVID-19, ma ora l’impatto di quest’ultima l’ha ulteriormente colpita. Per non sprecare i progressi fatti finora, UNAIDS propone nuovi obiettivi per il 2025 che, se raggiunti, renderanno possibile la fine dell’epidemia di AIDS entro il 2030, come previsto dall’Agenda 2030 dell’ONU. Tali obiettivi sono focalizzati su un’ampia diffusione dei servizi sanitari per l’HIV e per la salute riproduttiva e sessuale, insieme alla rimozione di cattive leggi e politiche e alla riduzione della discriminazione per le persone con HIV. Si tratta di obiettivi riguardanti le disuguaglianze sulle quali prosperano le epidemie, come quelle di HIV e di COVID-19, e che mettono al centro le persone più vulnerabili e discriminate.

UNAIDS, Power to the people, Genève, Unaids, 2019, 100 p.
Questo rapporto di UNAIDS, pubblicato in vista della Giornata mondiale contro l’AIDS, mostra che, dove le persone e le comunità che includono persone colpite dal virus e chi è loro vicino sono impegnate nel processo decisionale e nella fornitura di servizi per combattere l’HIV, le nuove infezioni diminuiscono e più persone possono accedere al trattamento. Quando le persone hanno il potere di scegliere, conoscere, prosperare, esigere e lavorare insieme, le vite vengono salvate, le ingiustizie vengono prevenute e la dignità viene ripristinata.

Progress report on HIV, viral hepatitis and sexually transmitted infections, 2019. Accountability for the global health sector strategies, 2016–2021, Genève, World Health Organization, 2019, 48 p.
Questa relazione dell’OMS all’Assemblea mondiale della sanità valuta i progressi a medio termine nel 2019 nell’attuazione delle strategie globali del settore sanitario per il periodo 2016-2021. La tempestività e la disponibilità dei dati è limitata nella maggior parte dei casi al 2016 o 2017. La relazione evidenzia la necessità di rafforzare i dati.

previewECDC, HIV and people who inject drugs, Monitoring implementation of the Dublin Declaration on partnership to fight HIV/AIDS in Europe and Central Asia: 2018 progress report, Stockholm, European Centre for Disease Prevention and Control, 2019, 34 p.
Questo rapporto sintetizza le questioni chiave relative all’HIV e alle persone che iniettano droghe in Europa e in Asia Centrale sulla base dei dati forniti dai Paesi, per riferire sulla Dichiarazione di Dublino nel 2018. Vengono anche individuate gli obbiettivi prioritari per migliorare gli interventi rivolti ai tossicodipendenti che fanno uso di droghe inettabili.

International HIV/AIDS Alliance, Ending aids with people who use drugs. Our Theory of Change, Hove (U.K.), International HIV/AIDS Alliance, 2018, 16 p.
La riduzione del danno salva vite e aiuta a prevenire l’HIV. Invece di offrire questo servizio, molti governi puniscono le persone che usano droghe. Questo documento è una guida ai programmi di advocacy e riduzione del danno di FrontlineAIDS per sostenere le persone che usano droghe in tutto il mondo.

Diane Kingston … [et al.], HIV beyond goal 3. Interconnections between hiv, human rights and sustainable development, Brighton (U.K.), FrontlineAIDS,  2018, 17 p.
Questo documento spiega l’interconnessione tra alcuni obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (mirati a porre fine all’AIDS, alla malaria e ad altre malattie infettive), le leggi sui diritti umani e l’HIV.

David Showalter, Federal funding for syringe exchange in the US: Explaining a long-term policy failure, in The International Journal of Drug Policy, (mag. 2018) – on line, vol. 55, pp. 95-104
L’articolo esamina un caso di fallimento della politica statunitense per l’AIDS: il rifiuto, unico al mondo, del governo federale di finanziare i programmi di scambio siringhe per i consumatori di droghe iniettabili, continuativamente dal 1988 al 2015, nonostante le crescenti prove scientifiche sull’utilità di tali programmi e decine di migliaia di decessi per AIDS causato da iniezioni. L’indagine è stata condotta attingendo ai media nazionali, regionali e locali, a fonti di archivio, a interviste semi strutturate approfondite con ricercatori e con attivisti. L’autore discute i risultati e sostiene che la persistenza e la successiva abrogazione del divieto di finanziamento federale per lo scambio di siringhe sono state prodotte dai mutevoli effetti demografici, geografici e politici dell’epidemia di AIDS all’interno della struttura federale del governo USA, piuttosto che una conseguenza di una ingestibile politica della moralità; queste dinamiche contestuali continuano a modellare le politiche sull’AIDS e sulla sanità. L’articolo è disponibile in pdf.

dalfarealdireGaetano Manna, Livelli essenziali della riduzione del danno / Limitazione dei rischi, in Dal fare al dire, a. 27, n. 2 (2018), pp. 53-58
Il 14 giugno 2018 la Regione Piemonte, in collaborazione con Antigone, CGIL, CNCA, Comunità di San Benedetto al Porto, Forum Droghe, Gruppo Abele, Isola di Arran, ITARDD, Legacoopsociali, LILA, ha organizzato un dibattito dal titolo : “LEA – La riduzione del danno è un diritto”. Nell’articolo viene sintetizzato il contenuto del documento elaborato da uno dei Gruppi di lavoro regionali formato da operatori del pubblico e del privato sociale (il lavoro di altri due gruppi analoghi è stato pubblicato sui numeri scorsi della rivista).

Consiglio Superiore di Sanità, Piano nazionale di interventi contro HIV e AIDS (PNAIDS), Roma, Ministero della salute, 2016, 57 p.
Il Piano Nazionale AIDS 2017-2019 si propone di delineare il miglior percorso possibile per conseguire gli obiettivi indicati come prioritari dalle agenzie internazionali (ECDC, UNAIDS, OMS), rendendoli praticabili nella nostra nazione. Obiettivi prioritari degli interventi previsti nel Piano sono: Delineare e realizzare progetti finalizzati alla definizione di modelli di intervento per ridurre il numero delle nuove infezioni; Facilitare l’accesso al test e l’emersione del sommerso; Garantire a tutti l’accesso alle cure; Favorire il mantenimento in cura dei pazienti diagnosticati e in trattamento; Migliorare lo stato di salute e di benessere delle persone PLWHA; Coordinare i piani di intervento sul territorio nazionale; Tutelare i diritti sociali e lavorativi delle persone PLWHA; Promuovere la lotta allo stigma; Promuovere l’Empowerment e coinvolgimento attivo delle popolazione chiave.

Prevenzione e cura: ricerche ed esperienze

Anna Colucci … [et al.], La prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse nella popolazione femminile: risultati di due survey, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 10 (2020), pp. 11-15.
L’articolo presenta i risultati di due indagini rivolte alle donne che accedono al Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse e al sito “Uniti contro l’AIDS”, servizi dell’Istituto Superiore di Sanità. Ne emerge che le donne coinvolte, di nazionalità italiana, giovani adulte, con livello di scolarizzazione elevato e prevalentemente occupate, non utilizzano costantemente il preservativo, manifestando una bassa percezione del rischio. Secondo gli autori, questi dati rivelano il limitato impatto delle politiche preventive relativamente alle infezioni sessualmente trasmesse. Considerando che tra le nuove diagnosi di infezione da HIV registrate nelle donne l’età mediana è 34 anni, è prioritario individuare interventi preventivi specifici che possano favorire una maggiore salvaguardia della salute della donna lungo l’intero arco della sua vita.

DELTA-88-1AIDS 2020. 23rd International AIDS Conference, in Delta, n. 88 (estate 2020) – on line, pp. 3-3.
L’articolo riassume alcuni temi emersi durante la conferenza internazionale sull’AIDS svoltasi on line nel luglio 2020: terapie, effetti collaterali dei farmaci, prevenzione, conseguenze dell’epidemia di COVID-19 sulle persone con HIV.

Jose Blanco … [et al.], COVID-19 in patients with HIV: clinical case series, in The Lancet, n. 5 (mag. 2020) – on line, vol. 7, pp. 314-316.
L’articolo descrive la prima esperienza (per quanto conosciuto dagli autori) di centro medico specificamente dedicato ai pazienti con infezione da HIV-1 e contagiati da COVID-19. Il centro si trova all’ Hospital Clínic di Barcellona. Vengono illustrate le caratteristiche cliniche, il trattamento antivirale e antiretrovirale e gli esiti dei casi presi in carico. L’articolo è disponibile in pdf.

Hongbo Jiang … [et al.], Maintaining HIV care during the COVID-19 pandemic, in The Lancet, (apr. 2020) – on line, pp. 1-2.
Data la rapida diffusione dell’epidemia di COVID-19, si calcola che circa 37,9 milioni di persone affette da HIV sono a rischio di infezione da SARS COV 2. Inoltre, la pandemia crea barriere e cambiamenti nella continuità delle cure per l’HIV con conseguenze sulla salute fisica e psicologica dei pazienti. WHO e UNAIDS stanno lavorando insieme per assicurare continuità nelle cure ai pazienti affetti da HIV con diverse iniziative, incontrando maggiori difficoltà nei paesi con sistemi sanitari deboli. L’articolo è disponibile in pdf.

Jennifer Zerbato, Sharon Lewin, A cure for HIV: how would we know?, in The Lancet HIV, n. 5 (mag. 2020) – on line, pp. e304-e306.
Le autrici, studiose impegnate nella ricerca di una cura per l’HIV, discutono il significato della guarigione dall’HIV, a partire dai casi di due pazienti sieronegativi da anni. L’articolo è disponibile in pdf.

largepreviewAlison Rodger … [et al.], Risk of HIV transmission through condomless sex in serodifferent gay couples with the HIV-positive partner taking suppressive antiretroviral therapy (PARTNER): final results of a multicentre, prospective, observational study, in The Lancet, n. 10189 (mag. 2019) – on line, vol. 393 , pp. 2429-2438.
Lo studio stima il rischio di trasmissione dell’HIV attraverso il sesso nelle coppie gay siero differenti. I risultati suggeriscono che il rischio di trasmissione di HIV nelle coppie gay attraverso il sesso non protetto quando il carico virale dell’HIV è soppresso è zero. Le conclusioni degli autori appoggiano il messaggio della campagna U = U (undetectable equals untransmittable = non rilevabile uguale a non trasferibile), e i vantaggi dei test precoci e del trattamento per HIV.

Seminario 2018: nuove terapie, accesso ai farmaci e qualità della vita, in Delta, n. 83 (inverno 2018) – on line, pp. 6-7.
L’articolo costituisce una sintesi dei lavori del seminario svoltosi a Roma il 20 e 21 settembre 2018, a cui hanno partecipato oltre 60 persone appartenenti ad associazioni di pazienti e a comunità. Le terapie e la qualità della vita sono analizzate attraverso il punto di vista dei pazienti.

Sfida per la gestione delle persone anziane. 1st Geriatric HIV Medicine Summit – Roma, 5-6 febbraio 2018, in Delta, n. 81 (primavera 2018) – on line, pp. 14-15.
Secondo lo Studio CARPHA, nel 2012 le persone con HIV di età superiore ai 50 anni in carico presso Centri Clinici Italiani erano il 33.3%, nel 2014 tale percentuale era già salita al 41.2%. Oggi il 21.1% delle nuove diagnosi avviene a un’età maggiore di 50 anni. Le persone con HIV con più di 65 anni sono ora il 4% e si stima che nel 2030 saranno il 48% del totale. Tra queste, almeno il 30% svilupperà una comorbosità legata all’età. Queste le ragioni del Summit che ha tentato di fare incontrare tre attori: medici infettivologi, medici geriatri e associazioni di pazienti.

Istituto Superiore di Sanità, Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse: quasi 800mila chiamate in 31 anni di attività, Roma, ISS, 2019, 1 p.
La pagina illustra l’attività del Telefono Verde AIDS e IST, un servizio nazionale, anonimo e gratuito dell’Istituto Superiore di Sanità, che risponde a quesiti riguardanti l’AIDS e le infezioni sessualmente trasmesse.

0034-PITCH_Global-Report_WEB-1Gorik Ooms … [et. al.], Towards transformative integration of the hiv and aids response into universal health coverage. Building on the strengths and successes of the HIV and AIDS response. Experiences from Indonesia, Kenya, Uganda and Ukraine, Brighton (U.K.), PITCH,  2019, 12 p.
Viene esposta in questo report una ricerca multinazionale che si è svolta in Indonesia, Kenya, Uganda e Ucraina allo scopo di capire meglio come si integra la lotta all’HIV nel sistema sanitario di ogni Paese preso in considerazione e valutare se questa integrazione è possibile senza grave deterioramento dei punti di forza e dei progressi della lotta all’HIV e all’AIDS. Questo rapporto sulle politiche si basa sui risultati di questa valutazione, esamina i rischi e le opportunità identificate da una vasta gamma di parti interessate nei quattro paesi studiati e il suo scopo è informare a livello nazionale e globale per implementare i sistemi sanitari nazionali. Viene adottato un approccio basato sui diritti e, facendo riferimento ai successi e alle buone pratiche della risposta sanitaria all’HIV e all’AIDS, auspica servizi sanitari completi ed equi per persone che vivono con l’HIV, in particolare le popolazioni più a rischio.

Rosa Dalla Torre, … [et al.], Uniti contro l’AIDS: comunicare sul web per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 10 (ott. 2018) – on line, vol. 31, pp. 9-12
Comunicare salute e divulgare conoscenze scientifiche tramite il web rappresenta oggi una priorità per chiunque sia impegnato nell’area della sanità pubblica. In questa prospettiva si collocano il sito web Uniti contro l’AIDS e i social a esso connessi. Il sito, inizialmente promosso e finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del Progetto “Il web: un nuovo alleato contro l’AIDS”, si avvale della responsabilità scientifica e del coordinamento dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ed è mirato alla prevenzione delle infezioni a trasmissione sessuale, con particolare riferimento all’infezione da HIV e all’AIDS.

Prevenzione agli adolescenti in stato detentivo, in Delta, n. 83 (inverno 2018) – on line, pp. 10-11.
Il Circolo Mario Mieli, in collaborazione con la ASL Roma 1, ha iniziato un programma di interventi di prevenzione contro l’HIV, altre infezioni sessualmente trasmissibili e l’uso di sostanze presso l’Istituto Penale per minorenni Casal di Marmo di Roma.

Barbara Suligoi, Maria Cristina Salfa, Le infezioni sessualmente trasmesse. Come riconoscerle e prevenirle, Roma, Carocci, 2018, 70 p.
Il testo è diretto ai ragazzi delle scuole secondarie superiori ed è nato dalla collaborazione tra Ibsa Foundation e l’Istituto Pasteur Italia  per spiegare ai giovani come riconoscere le infezioni sessualmente trasmesse (e a chi rivolgersi per avere chiarimenti o indicazioni), i rischi associati ai rapporti sessuali non protetti e l’importanza di salvaguardare la propria salute attraverso poche ma efficaci “Regole del sesso sicuro”. Nella seconda parte dell’opera si trova un fumetto dal titolo “Malattie d’amore” a cura degli studenti delle classi terze sezioni Csa e Bord del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Trento (testi) e  della Scuola Romana dei Fumetti (disegni). E’ presente on line e in Biblioteca in forma cartacea.
Collocazione Biblioteca: E6005   

image-0001_7_0Emanuele Pontali … [et al.], Treatment with direct-acting antivirals in a multicenter cohort of HCV infected inmates in Italy, in The International Journal of Drug Policy, (set. 2018) – on line, vol. 59, pp. 50-53
Le persone in carcere hanno una prevalenza significativamente maggiore di infezione da HCV rispetto alla popolazione generale. Dato il loro comportamento ad alto rischio esse rappresentano un bacino di infezione da HCV per l’intera comunità. Nello studio proposto i ricercatori hanno valutato tutte le persone detenute in 25 carceri italiani e contagiate da HCV che hanno iniziato il trattamento con antivirali ad azione diretta (direct acting antivirals = DAAs) fra maggio 2015 e ottobre 2016.. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Nello stesso numero della rivista si trova una ricerca che confronta la prima generazione di migranti dall’ex URSS e i nativi tedeschi che iniettano droghe, rispetto ai comportamenti a rischio di infezione: Lineke Derks … [et al.], Risk behaviours and viral infections among drug injecting migrants from the former Soviet Union in Germany: Results from the DRUCK-study, pp. 54-62. [Gli articoli sono presenti in PDF].

Sophie Jose … [et al.], A continuum of HIV care describing mortality and loss to follow-up: a longitudinal cohort study, in The Lancet HIV, n. 6 (giu. 2018), pp. 301–308
Si tratta di uno studio longitudinale che include più di dodicimila persone con Hiv seguite per dieci anni, allo scopo di far luce sulla riuscita dei programmi di assistenza per l’Hiv e individuare le aree da migliorare. Le categorie considerate sono: coinvolgimento nella cura, uso della terapia antiretrovirale, soppressione virale, mancanza di controlli o di cure e mortalità; per ognuna di esse si sono valutate quante persone ne facevano parte ogni mese. Secondo gli autori, le persone che non ricevono la terapia contribuiscono al proseguimento dell’epidemia, quindi interventi tempestivi che migliorino il coinvolgimento nelle cure sono prioritari per ottenere la continuità ottimale.

prospettiveAlessandro Battistella, Fabio Perocco, L’HIV in carcere. Risultati di una ricerca-intervento in dieci carceri italiane, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 1 (inverno 2018), pp. 14-18
L’articolo presenta i principali risultati di una ricerca-intervento finalizzata a indagare la conoscenza dell’HIV nelle carceri italiane, realizzata nel 2016-2017 nell’ambito del Progetto “Free to live well with HIV in prison”.

Monica Desai … [et al.], Sexualised drug use: LGTB communities and beyond, in The International Journal of Drug Policy, (mag. 2018) – on line, vol. 55, pp. 128-262
La monografia riunisce e analizza criticamente le conoscenze attuali sul tema del consumo di droga nell’ambito della sessualità all’interno delle comunità LGBT (lesbica, gay, bisessuale e transessuale). I quindici articoli di ricerca e i tre commenti raccolti evidenziano anche le carenze della ricerca attuale, mettono alla prova il pensiero corrente sull’influenza delle convenzioni socio culturali sul consumo di droga legato al sesso, tra cui il cosiddetto chemsex, indagandone anche il rapporto con la salute, sia fisica che mentale. Gli articoli sono disponibili in pdf.

A cura di Matteo Schwarz … [et al.], La bussola. Punti cardinali per orientare la persona con HIV nella tutela dei propri diritti, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, vol. 30, n. 4 (apr. 2017) supplemento 1, pp. 1-25
Si tratta di una guida articolata in domande e risposte, stilata da esperti in materia legale e da ricercatori. Attraverso a un linguaggio accessibile a tutti, l’opera offre un vademecum sia a chi, ricevuta una diagnosi di sieropositività all’HIV, si senta solo e disorientato nel riorganizzare la propria vita convivendo con una patologia cronica, sia a tutti coloro che desiderino supportare il proprio caro nell’affrontare i problemi della vita quotidiana. Gli autori hanno raccolto e analizzato il contenuto delle richieste più frequenti degli utenti al servizio di counseling del Telefono Verde AIDS e IST dell’Istituto Superiore della Sanità, hanno individuato le aree tematiche ricorrenti e organizzato i contenuti in una formula comprensibile anche ai non addetti ai lavori.

Film

120Robin Campillo, 120 battiti al minuto, film drammatico, Francia, 2017, 140′                            V.M.14
Il titolo fa riferimento ai 120 battiti al minuto della musica pop dei primi anni novanta, periodo in cui l’AIDS miete vittime da quasi dieci anni, e gli attivisti di Act Up-Paris moltiplicano le azioni contro l’indifferenza generale. Un gruppo di attivisti irrompe in una conferenza sull’AIDS, lancia sangue finto sui partecipanti e ammanetta il relatore. Il giorno dopo, durante la riunione del gruppo, il nuovo membro Nathan, uno dei pochi che ha evitato il contagio, viene colpito dalla vitalità di Sean, un ragazzo che sta impegnando le sue ultime energie per le battaglie dell’associazione. Tra i due si instaurerà una relazione sempre più appassionata, nonostante i caratteri e le esperienze differenti.

Jean-Marc Vallée, Dallas Buyers Club, film drammatico, USA, 2013, 117′
Dallas Buyers Club racconta la storia vera di Ron Woodroof, un elettricista/cowboy ribelle del Texas al quale, nel 1986, viene diagnosticato l’AIDS, con una prognosi di pochi giorni di vita. Frustrato dalla mancanza di opzioni mediche disponibili e tutt’altro che rassegnato a questa sorta di condanna a morte, Ron trova un’ancora di salvezza nei farmaci alternativi e in un mix di vitamine di sua invenzione. Entra così in contatto con altri ammalati e familiarizza con loro, superando l’iniziale omofobia e ritrovandosi al centro di un cospicuo business di contrabbando. Inizia così una tesissima partita a scacchi con la legge che vieta i farmaci da lui usati e con la polizia. Tutto questo scontro e questo percorso di rinegoziazione del ruolo degli eterosessuali nella lunga battaglia per ottenere cure efficaci e tempestive contro il virus HIV (che per molti versi ha riguardato soprattutto gli omosessuali), il film lo gioca sul fisico emaciato e smagrito di Matthew McConaughey che tra chili persi e un trucco molto efficace mostra, con le varie fasi della propria salute, il senso stesso della purificazione umana sulla sua faccia

Sitografia

Associazione Nazionale Lotta all’AIDS (ANLAIDS) Onlus

Associazione NADIR onlus e rivista Delta

Cesda: Centro studi, ricerca e documentazione su dipendenza e aids

EPICENTRO: Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica

Epidemiologia e prevenzione: rivista dell’associazione Italiana di Epidemiologia

European Centre for Disease Prevention and Control

Helpaids

Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS (LILA)

Ministero della Salute. Hiv e AIDS

Network Persone Sieropositive (NPS) Italia

OECD:  Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico

Poloinformativo Hiv/AIDS [Sert di Faenza (RA) e di Budrio (BO)]

The Joint United Nations Programme on HIV/AIDS (UNAIDS)

WHO. Publications on HIV

World AIDS Day 2020 (UNAIDS)