Aggiornata a maggio 2016 – a cura di Pushpa Bruno

I materiali elencati (libri, articoli di riviste, audiovisivi e documentazione grigia) appaiono in ordine decrescente per anno di pubblicazione, e sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca, oppure scaricabili direttamente da Internet al link fornito. L’elenco proposto è relativo al materiale pubblicato tra il 2012 e maggio 2016 e non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico. Sono presenti inoltre publicazioni scaricabili on line.

Mariangela Raimondo … [et al.], Lo studio Carpha: caratteristiche delle persone che vivono con l’infezione da HIV in Italia, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 3 (mar. 2016), pp. 11-14
Il Progetto di ricerca finalizzata “Characteristics of persons with HIV/AIDS in Italy: a cross sectional study – CARPHA” si è concluso il 24 novembre 2015 con uno Workshop finale, svoltosi presso l’Istituto Superiore di Sanità. Lo studio ha permesso di stimare, relativamente all’anno 2012, il numero delle persone diagnosticate con HIV e seguite presso i Centri clinici di malattie infettive e il numero delle persone che erano in terapia ART in Italia. Durante il Workshop sono stati presentati i risultati del Progetto e ne sono stati discussi gli aspetti più salienti con ospiti nazionali e internazionali.

Agnese Giacchetta, Andrea Caputo, Viviana Langher, La “peste del secolo” nella stampa italiana: le rappresentazioni dell’AIDS negli anni ’80 e 2000 a confronto, in Psicologia della Salute, n. 1 (2016), pp. 90-110
Lo studio delle rappresentazioni sociali ha avuto notevole importanza per la comprensione dell’AIDS e degli atteggiamenti verso la malattia. In particolare, la ricerca sulle rappresentazioni veicolate dai media ha individuato un’evoluzione storica dagli anni ’80 ad oggi nella costruzione sociale del fenomeno. Il presente lavoro intende contribuire a tale dibattito attraverso l’esplorazione dell’evoluzione del discorso giornalistico sull’AIDS a partire dal confronto tra due diversi periodi (1985-1990 e 2005-2010), al fine di individuare se e come le rappresentazioni dell’AIDS siano cambiate nel corso di oltre vent’anni. Un campione di 446 articoli tratti dalle testate italiane La Repubblica e Il Corriere della Sera costituisce la base testuale della presente ricerca. Gli autori descrivono e commentano i dati raccolti.

Catherine Cook … [et al.], The case for a Harm Reduction Decade. Progress, potential and paradigm shifts, Harm Reduction International, 2016, pp. 27
La prima parte del documento analizza i dieci anni di monitoraggio globale della riduzione del danno, mentre la seconda parte riporta le proiezioni per il prossimo decennio relative all’HIV e alla riduzione del danno e la terza parte propone un cambiamento di modello. Infatti l’analisi dei dieci anni scorsi mostra come i fragili progressi siano dovuti alla mancanza di supporto politico e di investimento finanziario. Perciò viene affermata la necessità per i governi e le agenzie internazionali di reindirizzare i finanziamenti dalla guerra alle droghe a programmi basati sulla salute e che includano la riduzione del danno per l’anno 2020.

Gen Sander, Harm ReHIV, HCV, TB and harm reduction in prison. Human Rights, Minimum Standards and Monitoring at the European and International Levels, Harm Reduction International, 2016, pp. 42
Questo rapporto fa parte del progetto co-finanziato dall’UE “Improving Prison Conditions by Strengthening Infectious Disease Monitoring” realizzato sotto la guida di Harm Reduction International nel 2015 e il 2016, con la patnership di altre organizzazioni nazionali, tra cui l’associazione Antigone. Il progetto si propone di mappare le malattie infettive nelle carceri e le correnti pratiche di monitoraggio per la salute e i diritti umani dei detenuti in sette Paesi europei per quanto riguarda le malattie infettive (AIDS, Epatite C e Tubercolosi) nelle carceri. Il report relaziona su come nelle carceri siano garantiti alcuni tra i più importanti diritti umani, sugli standard di salute pubblica e sulle azioni per la riduzione del danno per quanto riguarda queste malattie infettive.

József Rácz, V. Anna Gyarmathy, Róbert Csák, New cases of HIV among people who inject drugs in Hungary: False alarm or early warning?, in International journal of drug policy, gen. 2016 – on line, pp. 13-16
L’articolo descrive l’individuazione di due nuovi casi di contagio HIV in persone che si iniettavano droga a Budapest nel maggio 2014. Fra il 2009 e il primo trimestre del 2014, era stato individuato solo un caso di HIV (contratto al di fuori dell’Ungheria) nelle persone che assumono droghe per via endovena. Dati recenti indicano una maggiore condivisione delle attrezzature nelle persone che si iniettano droghe: questo si ricollega all’uso di nuove droghe sintetiche che richiedono frequenti iniezioni, unitamente al taglio dei fondi per il programma ungherese di scambio siringhe (NEP) che ha ridotto l’accesso all’attrezzatura sterile per le iniezioni. Gli autori discutono sul significato dell’insorgenza di questi nuovi casi di contagio alla luce dell’orientamento recente del governo ungherese in tema di droga.

Letters to my younger self. Positive voices. Positive people share their experience of living with HIV, in Positive Living, n. 2 (autumn 2016), pp. 15
Alcune persone positive al virus HIV immaginano di scrivere una lettera a sé stessi al momento della diagnosi. Le loro esperienze possono essere di conforto per le persone che si trovano a scoprire la sieropositività.

The ABC of HIV for the newly diagnosed, in Positive Living, n. 2 (autumn 2016), pp. 7-9
Si tratta di un elenco di informazioni e consigli medico-sanitari per le persone che hanno avuto una diagnosi di positività al virus HIV.

Sara Perro, La malattia nascosta, in LEM: L’eco Mese, n. a. 28, n. 9 (ott. 2015), pp. 25-29
A partire dall’esperienza di alcuni ospiti di “Casa Verde”, una struttura di Volvera (Torino) destinata a ospitare per periodi più o meno lunghi le persone adulte affette da HIV con difficoltà economiche e di gestione della propria quotidianità, l’articolo fornisce informazioni sul virus e sulla malattia e riporta un’intervista a Lia Mastropietro, presidente della Lila Piemonte.

Laura Clorinda Rinaldi, La formazione multiculturale in ambito sanitario, in Psicologia di Comunità, n. 1 (2015), pp. 111-117
La persona malata, la medicina e la comunità sono coinvolti in un sistema di interazione sociale. La multiculturalità del territorio italiano rende necessaria, a livello preventivo e terapeutico, la realizzazione di interventi formativi multiculturali bidirezionali, che coinvolgano cioè sia gli operatori sanitari che gli utenti. L’articolo affronta dunque il tema della dimensione comunitaria della malattia, della multiculturalità della domanda sanitaria, della formazione sanitaria multiculturale in relazione con l’HIV, in quanto il 24% dei nuovi casi di sieropositività registrati in Italia nel 2013 è di nazionalità straniera.

Giovanni Del Giaccio, Sangue sporco. Trasfusioni, errori e malasanità, Giubilei Regnani, Cesena, 2015, pp. 197
In questo libro si racconta delle trasfusioni da sangue infetto che hanno avuto come conseguenza, nella maggioranza dei casi, la trasmissione di epatite C, ma anche del virus Hiv, quello dell’Aids. Si racconta della depressione di chi si è trovato, dall’oggi al domani, a combattere non solo con malattie che sconvolgono l’esistenza, ma anche con la mancanza di comprensione di chi era dall’altra parte. Vicende di vita vissuta, di disagi quotidiani, di sofferenza dignitosa, di voglia di riscatto. Giovanni Del Giaccio è giornalista professionista, redattore del quotidiano Il Messaggero. Collocazione Biblioteca: 17373

UNAIDS, African Union, Empower young women and adolescent girls. Fast-Traking the end of the AIDS epidemic in Africa. Reference 2015, UNAIDS, Ginevra (Svizzera), 2015
Con la piattaforma fornita dagli obiettivi di sviluppo sostenibile post-2015, e sfruttando i successi della lotta contro l’AIDS finora, l’Africa ha un’opportunità storica per porre fine all’epidemia di AIDS come una minaccia per la salute pubblica entro il 2030. Bisogna però raggiungere le persone più vulnerabili all’HIV comprese le giovani donne e le ragazze adolescenti. La maggiore vulnerabilità delle giovani donne e delle ragazze adolescenti per l’HIV è causata dalle condizioni sociali di disuguaglianza di genere, dagli squilibri di potere e dall’alta frequenza della violenza domestica. Nonostante la disponibilità di farmaci antiretrovirali, AIDS e le malattie restano la principale causa di morte tra le ragazze e le donne in età riproduttiva in Africa.

UNAIDS, All In to #EndAdolescentAIDS, UNAIDS Corporate, Ginevra (Svizzera), 2015
Per porre fine alla epidemia di AIDS entro il 2030, specifici e flessibili-strategie sono necessari per diverse fasce di età, le popolazioni e aree geografiche. Terminare l’epidemia tra gli adolescenti richiede investimenti di amplificazione dove si può fare la maggior parte della differenza e favorire l’innovazione da parte degli adolescenti e dei giovani stessi, così come i governi, le organizzazioni internazionali, della società civile e del settore privato.

Maria Cristina Salfa, Le Infezioni Sessualmente Trasmesse: aggiornamento dei dati dei due Sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia al 31 dicembre 2013, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 2 (2015), vol. 28, pp. 3-22
Le Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) costituiscono un gruppo di malattie infettive molto diffuse che interessano milioni d’individui ogni anno. Su raccomandazione di direttive internazionali, in Italia è stata attivata nel 1991 la sorveglianza sentinella delle IST basata su centri clinici e su laboratori di microbiologia clinica. Dati socio-demografici, comportamentali e clinici sono raccolti per ogni persona testata per le suddette IST. La raccolta e l’invio dei dati avviene tramite un sistema di segnalazione online via web.

imone Marcotullio, Perchè e quando iniziare la terapia in Delta, n. 69 (primavera 2015), pp. 6-9
La rivista propone le nuove indicazioni delle Linee guida italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone affette da HIV. A una serie di considerazioni generali, basate sulla salute della persona con HIV, segue la parte dedicata alla sessualità e alla riproduttività.

Roberto Biondi, Di arte e di parte in Delta, n. 69 (primavera 2015), pp. 14-15
Varie malattie (peste, tubercolosi, sifilide) hanno caratterizzato i secoli passati. Da quando è comparso l’HIV questa malattia ha alimentato pregiudizi e comportamenti motivati da paure irrazionali e l’AIDS ha attratto l’interesse degli artisti nel raccontare tale condizione attraverso le più svariate forme espressive.

Tasnim Azim, Irene Bontell, Steffanie A. Strathdee, Women, drugs and HIV in The International Journal of Drug Policy, n. 2 Supplement 1 (feb. 2015), vol. 26, pp. 16-21
Le consumatrici di droghe, sia che le assumano per via endovena o meno, devono affrontare questioni diverse che aumentano la loro vulnerabilità all’HIV. In questo articolo gli autori esplorano i rischi di HIV e le vulnerabilità delle donne che fanno uso di droghe, come pure gli interventi che hanno dimostrato di ridurre la loro sensibilità al contagio dell’HIV. Le donne che si iniettano droghe sono fra quelle più vulnerabili all’HIV, sia per le iniezioni in condizioni non sicure, sia per il sesso non protetto. Esse figurano pure fra le popolazioni colpite più nascoste, in quanto sono più stigmatizzate delle loro controparti maschili. Molte vendono sesso per finanziare la propria abitudine alla droga e quella del partner e spesso il loro partner esercita un livello significativo di controllo sul loro lavoro sessuale, l’uso del preservativo e le pratiche iniettive. Le donne che fanno uso di droga in tutto il mondo devono affrontare molti ostacoli per accedere ai servizi per l’HIV, fra cui le molestie della polizia, il personale sanitario giudicante e la paura di perdere i propri figli.

Steffanie A. Strathdee Leo Beletsky Thomas Kerr, HIV, drugs and the legal environment in The International Journal of Drug Policy, n. 2 Supplement 1 (feb. 2015), vol. 26, pp. 27-32
Una vasta mole di prove scientifiche indica che le politiche basate unicamente sull’applicazione della legge, senza tenere conto di considerazioni sulla salute pubblica e i diritti umani, aumentano i rischi per le persone che si iniettano droghe e le loro comunità. Benché le leggi formali siano una componente importante del contesto giuridico a supporto della riduzione del danno, è l’applicazione della legge che incide in modo più acuto sul comportamento e gli atteggiamenti di chi si inietta droghe. Questo articolo si concentra principalmente sulle politiche della droga, le prassi e le norme che aumentano il rischio per questa popolazione di contrarre l’HIV e l’epatite virale, e le vie di intervento. Sono urgentemente richieste riforme legali e della politica che promuovano la salute pubblica andando oltre la criminalizzazione del consumo di droga e dei consumatori che se la iniettano

A cura di Christopher Kelly, Hey, I’m HIV-positive in Positive, n. 1 (2015), pp. 8-9
L’autore in questo breve articolo raccoglie esperienze di persone hiv positive nel comunicare a possibili partner la propria sieropositività.

UNAIDS, World AIDS Day Report 2014 – Fact sheet. 2014 statistics, Ginevra (Svizzera), 2014, pp. 3
Questo documento è il Rapporto dell’UNAIDS, che esce in occasione o della Giornata Mondiale contro l’AIDS e riporta dati aggiornati sulle persone HIV+, sulle nuove infezioni, sulle morti AIDS-correlate nelle varie aree geografiche.

UNAIDS, Global AIDS response progress reporting 2015, Ginevra (Svizzera), 2014
Queste linee guida sono state sviluppate per aiutare i Paesi a raccogliere dati e riferire sulla loro risposta nazionale all’HIV nel modo più efficace possibile. Nella sezione “Core indicators for Global AIDS Response Progress Reporting” i lettori troveranno pagine dedicate a ciascun indicatore, dando le ragioni per l’inclusione e il metodo per raccogliere, costruire e misurare gli indicatori. Degli indicatori sono anche discussi i punti di forza e di debolezza.

UNAIDS, Gap Report, Fast-Track: Ending the AIDS Epidemic by 2030, Ginevra (Svizzera), 2014
Il mondo sta cercando una strategia veloce per porre fine all’epidemia di AIDS entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo ideale, dopo tre decenni della più grave epidemia a memoria d’uomo, i Paesi avranno bisogno di utilizzare tutti gli strumenti più potenti disponibili, responsabilizzandosi al fine di raggiungere gli obiettivi e assicurandosi che nessuno sia lasciato indietro.

UNAIDS, The Cities Report. Outlook 2014, UNAIDS, Ginevra (Svizzera), 2014
Ogni anno vengono portate nuove prove dei progressi compiuti nella risposta globale all’AIDS. Gli obiettivi chiari e sostenuti dall’impegno, così come la mobilitazione delle comunità e le innovazioni scientifiche, hanno portato il mondo al punto dove non è più una questione di se possiamo estinguere l’AIDS, ma di quando. Grazie a questo rapporto è ora disponibile una nuova mappa per scoprire cosa stanno facendo le città di tutto il mondo nella lotta contro l’AIDS.Grazie a questo rapporto è ora disponibile una nuova mappa per scoprire cosa stanno facendo le città di tutto il mondo nella lotta contro l’AIDS.

UNAIDS, Harm reduction works, UNAIDS, Ginevra (Svizzera), 2014
Abbondanti prove dimostrano che i programmi di riduzione del danno possono ridurre significativamente la trasmissione di HIV tra le persone che si iniettano droghe. Diversi Paesi stanno dimostrando i benefici di programmi a scalare di qualità che si basa sui diritti umani e sulle esigenze di salute pubblica. Kazakistan, Malesia e Tanzania sono esempi di paesi che hanno raggiunto con successo le persone che si iniettano droghe per ridurre la trasmissione dell’HIV.

UNAIDS, Women living with HIV speak out against violence. A collection of essays and reflections of women living with and affected by HIV, Ginevra (Svizzera), 2014
Questa raccolta di saggi di donne che vivono la positività all’HIV mette in luce come hanno affrontato e superato la violenza contro le donne. Alcune hanno acquisito il virus attraverso la violenza, altre hanno dovuto affrontare la violenza perché positive. Violenza che è stata perpetrata non solo dalla loro familiari e partner intimi, ma anche da chi ha un dovere di cura verso di loro: la polizia, gli altri gli agenti dello Stato e gli operatori sanitari. Negli ultimi anni sono state costituite reti di assistenza e di sostegno, sono state condotte ricerche e campagne per una vita dignitosa.

Centro Operativo AIDS, Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di AIDS in Italia al 31 dicembre 2013 in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 9 supplemento 1 (2014), vol. 27, pp. 3-47
Dal 2012 i dati sulla sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV sono disponibili per tutte le regioni italiane. Nel periodo 1985-2013, sono state riportate 61.080 nuove diagnosi di infezione da HIV. L’incidenza delle nuove diagnosi ha visto un picco di segnalazioni nel 1987, per poi diminuire fino al 1998 e stabilizzarsi successivamente. Nel 2013 l’incidenza era pari a 6,0 nuovi casi per 100.000 residenti. Negli anni si osserva un aumento dell’età mediana alla diagnosi, nonché un cambiamento delle modalità di trasmissione: diminuisce la proporzione di consumatori di sostanze per via iniettiva, ma aumentano i casi attribuibili a trasmissione sessuale. Nel 2013 sono stati segnalati al COA 1.016 casi di AIDS, pari a un’incidenza di 1,9 nuovi casi per 100.000 residenti.

Rosa Dalla Torre … [et al.], Uniti contro l’AIDS: il Web quale strumento di prevenzione per le Infezioni Sessualmente Trasmesse in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 10 (ottobre 2014), vol. 27, pp. 15-18
“Il Web: un nuovo alleato contro l’AIDS. Gestione dei flussi informativi Web per supportare le Campagne Informativo-Educative sull’HIV e sulle Infezioni Sessualmente Trasmesse” è un Progetto promosso e finanziato dal Ministero della Salute, con responsabilità scientifica e coordinamento dell’Unità operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione – Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità. La finalità del Progetto è stata quella di realizzare il sito www.uniticontrolaids.it e di avviare la sperimentazione di nuove interazioni tra differenti strategie comunicative (il sito, l’account Twitter @UniticontroAIDS e il canale YouTube www.youtube.com/uniticontrolaids) per il contrasto alla diffusione delle infezioni sessualmente trasmesse.

Hadley Leggett, Diventare un genitore positivo: opzioni riproduttive per le persone con HIV. Parte 5°in Esse più, a. 23, n. 2 (mar.-mag. 2014), pp. 3-3
L’articolo è la quinta parte di un’inchiesta sul rapporto tra virus HIV e riproduzione. Le tematiche qui affrontate sono: “La cura per i bambini nati da mamme sieropositive” e “Mantenere la mamma sana: gravidanza e progressione dell’HIV”.

David Menadue, Adrian Ogier, The HIV Top 10 in Positive living, Autunno 2014, pp. 8-9
Nel breve articolo gli autori descrivono le emergenze del 2014 riguardo l’HIV, fanno un punto sui successi raggiunti e sulle sfide ancora da affrontare.

Nadir, HIV: quali sfide per il futuro, viste le criticità clinico-assistenziali del presente? In Delta, allegato n. 67 (autunno 2014), pp. 2-3
Si tratta di un allegato alla rivista, nel quale vengono esposte alcune considerazioni in merito all’inserimento e al mantenimento in cura delle persone con HIV. Per ognuna di queste due aree vengono individuate le principali criticità e proposte le possibili soluzioni.

Stefano Eleuteri, Cinzia Silvaggi, Filippo Nimbi, Chiara Simonelli, Il counselling psicosessuologico nelle coppie hiv-sierodiscordanti in Rivista di sessuologia clinica, n.2 (dic. 2013), pp. 37-54
I più recenti dati epidemiologici sull’infezione da HIV confermano l’aumento del numero di coppie con stato sierologico discordante. Lo scopo di questo contributo è quello di analizzare, attraverso la letteratura di riferimento, gli aspetti psicossessuologi nelle coppie sierodiscordanti e il ruolo che il counselling di coppia può avere, sia come strategia di prevenzione dell’HIV, sia come strumento di promozione del benessere relazionale e psicologico.

Roberto Biondi, L’Italia dell’HIV in Delta, n. 63 (2013), pp. 6-7
Viaggio nello “stivale” per individuare gli aspetti culturali e sociali legati all’Hiv che caratterizzano ogni regione e cambiano dall’una all’altra: diverse le culture, diverso il modo di affrontarli, diversa la comunicazione. In questo articolo si parla della Lombardia.

Mariangela Raimondo… [et al.], Caratteristiche delle persone che vivono con l’HIV e con l’AIDS in Italia in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 7-8 (lug.-ago. 2013), pp. 3-6
Vengono presentati i primi dati di uno studio trasversale mirato a stimare il numero delle persone viventi infette con l’HIV (sia persone HIV positive che persone affette da AIDS) e a descrivere il loro profilo epidemiologico, socio-demografico, comportamentale, clinico, viro-immunologico e terapeutico. Sono state contattate 173 strutture che hanno in cura le persone HIV positive o in AIDS e che somministrano terapia antiretrovirale. Allo studio ha partecipato il 98,3% delle strutture censite. Nel 2012 in Italia il numero delle persone viventi con l’HIV è risultato essere 94.146, con una prevalenza dello 0,16%.

Francesco Castelli, Issa El Hamad, Giorgia Sulis, Infezione da Hiv nel migrante in Delta, n. 63 (2013), pp.14-15
Gli autori indagano sulla complessa relazione esistente tra condizione del migrante e infezione da HIV, che si fonda in gran parte sulla situazione di disagio sociale e sulle difficoltà di accesso ai servizi assistenziali, più che su variabili di natura strettamente clinica.

Roberta Fida … [et al.], La prevenzione dell’HIV: una questione di genere? Uno studio preliminare sulle determinanti psicosociali dell’uso del preservativo in un campione di studenti universitari in Psicologia della Salute, n. 2 (2013), pp. 137-158
Il presente contributo indaga le differenze di genere relative ad alcune determinanti psicosociali dell’intenzione d’uso del preservativo, nell’mambito della teoria del Comportamento Pianificato di Fishbein e Ajzen, quali le norme e il controllo. Alla ricerca hanno partecipato 271 universitari dell’Università Sapienza di Roma (60% donne) di età compresa tra i 18 e i 41 anni. I risultati confermano che molteplici fattori incidono sulle intenzioni d’uso del preservativo, con importanti differenze tra uomini e donne. I risultati evidenziano come il genere sia un importante moderatore dei nessi teoricamente definiti. Ciò comporta la necessità di pensare e implementare programmi di intervento che, su piattaforme comuni, prevedano anche alcune componenti specifiche per genere.

Carlo Lazzari, La sindrome di Samo, in Rivista di sessuologia clinica, n. 1 (2013), pp. 53-72
La Sindrome di Samo identifica individui che decidono di iniziare una relazione erotico-sentimentale con una persona affetta da una malattia a trasmissione sessuale (MTS) o da altre condizioni di minus fisico, sociale e psicologico. La sindrome di solito si riferisce a una persona HIV negativa e informata che inizia una relazione con un’altra persona affetta da HIV/AIDS. Peculiari caratteristiche psicologiche, sociali e comportamentali conducono la persona con la sindrome a rifiutare precauzioni sessuali per evitare il contagio dal proprio partner. La presenza di tale sindrome indica che esiste un rilevante numero di persone che diventerà infetto con l’HIV e altre MTS come conseguenza delle proprie scelte e tratti psicologici. Da qui l’importanza di una precoce identificazione.

A cura di Caterina Di Chio, Angela Fedi, Katiuscia Greganti, Vivere la sieropositività. I giovani, la comunità, l’AIDS, Liguori, 2013
Se la domanda “Chi sono io?” è centrale in adolescenza, per i giovani sieropositivi tale domanda diventa una sfida ancora più impegnativa. Non è difficile intuire come questa condizione ponga una serie di difficoltà rispetto all’autodefinizione, agli aspetti relazionali e sociali, e in termini di capacità di rappresentarsi nel futuro. Stigma e segreti rischiano di diventare i tratti caratterizzanti la vita di questi ragazzi minando alla base la possibilità di vivere relazioni autentiche e soddisfacenti. Ancora più che nelle “abituali e difficili” relazioni quotidiane, i ragazzi sieropositivi avvertono il fisiologico bisogno di ambiti, protetti ma non etichettanti, in cui essere sé stessi dando forma alla relazione in un contesto di fiducia. Il testo raccoglie la lettura interpretativa delle storie di vita di 20 giovani HIV positivi. La ricerca qualitativa ha coinvolto 5 città italiane: Bologna, Brescia, Cagliari, Napoli e Torino. I diritti d’autore del libro sono devoluti all’Associazione Arcobaleno Aids Onlus.
Collocazione biblioteca: 16437

UNAIDS, A cura di Anna Maria Luzi, Anna Colucci e Barbara Suligoi , Together we will end AIDS. La normativa italiana in materia di HIV, AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST). Rapporto Istisan; 12/8, Istituto Superiore di Sanità, 2012
Il presente Rapporto è il risultato della collaborazione tra l’Unità Operativa Ricerca Psico-Socio-Comportamentale, Comunicazione, Formazione (UO RCF) e il Centro Operativo AIDS (COA), due Strutture operanti da lungo tempo presso il Dipartimento di Malattie Infettive Parassitarie ed Immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità. La finalità prioritaria di questo lavoro è stata quella di realizzare una Guida comprendente le principali disposizioni legislative, regolamentari e amministrative per una più facile e rapida consultazione da parte di coloro i quali siano direttamente o indirettamente coinvolti nelle problematiche legate all’infezione da HIV e alle Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST). Tale compendio di norme, quadri giurisprudenziali, indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali e aspetti deontologici è articolato in due parti: la prima riguarda la legislazione in materia di infezione da HIV e AIDS, la seconda parte affronta il complesso quadro legislativo concernente le IST. Ognuna delle due parti si apre con una descrizione dello scenario epidemiologico, al quale segue una trattazione dettagliata, se pur non esaustiva, degli elementi normativi, giurisprudenziali, deontologici concernenti, rispettivamente, l’infezione da HIV e le Infezioni Sessualmente Trasmesse.

David Wilson … [et al.], International AIDS Conference issue. People who inject drugs – Responding to HIV and other blood borne infections, in The International Journal of Drug Policy n. 4 (lug. 2012), pp.255-340
Questo numero speciale della rivista e la pubblicazione del rapporto 2012 sulla stato della riduzione del danno nel mondo sono coincisi con lo svolgimento della Conferenza Mondiale 2012 sull’AIDS, a Washington. L’AIDS resta la maggiore malattia infettiva del nostro tempo: da quando l’epidemia è iniziata vi sono state oltre 65 milioni di persone infettate e 30 milioni di morti, il che significa, a grandi linee, 3 milioni di nuove infezioni e 2 milioni di morti ogni anno. Nonostante queste tristi cifre, i progressi scientifici ottenuti sono stati incredibili, tuttavia la popolazione dei tossicodipendenti per via iniettiva rappresenta il maggiore fallimento della risposta globale all’AIDS. In almeno 64 paesi non si è ancora riusciti a realizzare né programmi razionali di riduzione del danno basati sull’evidenza, promossi da leggi e politiche di sostegno, né programmi di scambio siringhe e terapie oppiacee sostitutive. Come se ciò non bastasse, l’attuale crisi economica sta mettendo in ulteriore difficoltà i finanziamenti per gli interventi di riduzione del danno.

Anna Colucci … [et al.], Genitorialità e infezione da HIV. Risultati di un’indagine nazionale in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 5 (mag. 2012), pp. 3-6
L’infezione da HIV continua a rappresentare un’importante sfida per la medicina; al contempo, le implicazioni sociali e psicologiche a essa correlate rimangono complesse, in rapida evoluzione e non sempre di facile gestione. Attualmente, grazie alla Highly Active Anti-retroviral Therapy (HAART), si sono notevolmente modificate l’aspettativa e la qualità di vita delle persone colpite dall’infezione da HIV, tanto da consentire loro di prendere in considerazione la possibilità di diventare genitori. In tale ambito l’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani hanno condotto un’indagine per conoscere le risposte fornite dai Centri diagnostico-clinici nazionali alle richieste formulate da persone sieropositive in merito alla possibilità di pianificare una gravidanza.

Nadia Tumaini Anselmo, Le viol d’Eve, Apopsix, 2012, pp. 197
Questa ricerca bibliografica prende in esame il legame esistente, secondo l’autrice, tra la diffusione dell’HIV/Aids tra la popolazione mondiale femminile e le violenze sessuali. Essa esplora la bibliografia esistente su questi temi e, attraverso la raccolta di dati legislativi, storici, antropologici, psicosociologici e sociopolitici, rende evidente tale legame. L’autrice grida la sua volontà di combattere l’ignoranza partendo dall’educazione, affinchè in tutto il mondo venga rispettato il diritto delle donne all’integrità. Collocazione Biblioteca: 15781

Joanne Csete, Peter J. Grob, Switzerland, HIV and the power of pragmatism. Lessons for drug policy development in The International Journal of Drug Policy, n. 1 (gen. 2012), pp. 82-86
Negli anni ‘80 del secolo scorso la Svizzera era un epicentro dell’HIV, mentre le iniezioni di droga a cielo aperto erano diventate parte dello scenario urbano, specialmente a Zurigo. La Svizzera ha a lungo utilizzato le azioni di polizia come sua principale strategia di controllo della droga, nella quale sono presto comparse delle incrinature, in quanto le forze dell’ordine non sono state in grado di contenere le conseguenze sanitarie e sociali della rapida diffusione del consumo di droga per via iniettiva. Esperienze pilota attentamente valutate, quali il metadone a bassa soglia, lo scambio di aghi e infine la terapia assistita con l’eroina, hanno dato prova di una significativa prevenzione contro l’HIV e riduzione della criminalità, convincenti non soltanto per i decisori politici ma anche per lo scettico pubblico svizzero. Mentre non tutti i paesi hanno la base di risorse della Svizzera, l’esperienza di quest’ultima contiene ancora molte lezioni utili per costruire una politica sulle droghe illegali basata sull’evidenza.

Simone Marcotullio, Nuove linee guida italiane, in Delta, n. 59 (2012), pp. 12-13
Si tratta della sintesi di alcune novità contenute nell’aggiornamento delle Linee guida italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1. Le nuove Linee guida sono disponibili sul sito del Ministero della salute.

A cura dell’Associazione Il Mosaico, Le cure amorevoli per persone con AIDS. La filosofia della Casa Famiglia “Villa del Pino”, [s.n.], [2012?], pp. 194
A vent’anni dall’apertura della Casa famiglia per malati di Aids “Villa del Pino”, a Monte Porzio Catone (Roma), il libro ripercorre la storia e l’evoluzione organizzativa della Casa Famiglia, rileggendone il percorso, proponendosi come un servizio e al tempo stesso testimone dell’evoluzione della malattia da un punto di vista psicologico, clinico, sociale e giuridico. Il testo condensa approfondimenti tematici, contributi scientifici, analisi su ciò che ha significato gestire una Casa Famiglia per malati di Aids. Tra le interviste riportate, anche quella a Joli Ghibaudi, del Gruppo Abele.
Collocazione biblioteca: 15649

A cura di Cirus Rinaldi, Alterazioni. Introduzione alle sociologie delle omosessualità, Mimesis, Milano, 2012, pp. 423
Il volume presenta gli svariati temi e percorsi, nonché le diverse prospettive di ricerca, di un campo semantico assai complesso, definito sociologie delle omosessualità. Il testo, attraverso il contributo di studiosi, di attivisti e di ricercatori di fama internazionale, per la prima volta tradotti in lingua italiana, pluralizza gli sguardi su un settore di ricerca (le omosessualità), trascurato dall’accademia e spesso appiattito su rappresentazioni monolitiche e stereotipate. Tra i vari contributi, segnaliamo “Le dinamiche della prostituzione maschile di strada”, di T.C. Calhoun e A. Conyers, e “Genitori lesbiche e gay come soggetti situati”, di Y. Taylor. Il testo problematizza il tema delle (omo)sessualità, critica gli approcci dominanti, evidenzia i limiti delle rappresentazioni monodisciplinari delle omosessualità, introducendo istanze e riflessioni necessarie all’interno del dibattito sulle differenze nella società italiana contemporanea. Cirus Rinaldi è professore aggregato di Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale presso la Facoltà di Scienze politiche, Università degli studi di Palermo.
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