Aggiornata a novembre 2018 – a cura di Bruna Berutto e Paola Moriondo

I materiali (libri, articoli di riviste e risorse on-line), elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto è relativo al materiale pubblicato tra il 2015 e il 2018 e non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Altro materiale può essere cercato attraverso il nostro catalogo.

Barbara Suligoi, Maria Cristina Salfa, Le infezioni sessualmente trasmesse. Come riconoscerle e prevenirle, Carocci, 2018, pp. 70
Il testo è diretto ai ragazzi delle scuole secondarie superiori ed è nato dalla collaborazione tra Ibsa Foundation e l’Istituto Pasteur Italia per spiegare ai giovani come riconoscere le infezioni sessualmente trasmesse (e a chi rivolgersi per avere chiarimenti o indicazioni), i rischi associati ai rapporti sessuali non protetti e l’importanza di salvaguardare la propria salute attraverso poche ma efficaci “regole del sesso sicuro”. Nella seconda parte dell’opera si trova un fumetto dal titolo “Malattie d’amore” a cura degli studenti delle classi terze sezioni Csa e Bord del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Trento (testi) e della Scuola Romana dei Fumetti (disegni).

dalfarealdire

Gaetano Manna, Livelli essenziali della riduzione del danno / Limitazione dei rischi, in Dal fare al dire, a. 27, n. 2 (2018), p. 53-58
Il 14 giugno 2018 la Regione Piemonte, in collaborazione con Antigone, CGIL, CNCA, Comunità di San Benedetto al Porto, Forum Droghe, Gruppo Abele, Isola di Arran, ITARDD, Legacoopsociali, LILA, ha organizzato un dibattito dal titolo: “LEA – La riduzione del danno è un diritto”. Nell’articolo viene sintetizzato il contenuto del documento elaborato da uno dei Gruppi di lavoro regionali formato da operatori del pubblico e del privato sociale (il lavoro di altri due gruppi analoghi è stato pubblicato sui numeri precedenti della rivista).

Fauzi Muftah Elamouri … [et al.], “Now drugs in Libya are much cheaper than food”. A qualitative study on substance use among young Libyans in post-revolution Tripoli, Libya, in The International Journal of Drug Policy, (mar. 2018) – on line, vol. 53, pp. 23-31
La Libia sta vivendo un’epidemia in rapida crescita del consumo di droghe illegali e dell’HIV. Questa situazione è alimentata da un complesso apparato di fattori, tra i quali, principalmente, le conseguenze del tumulto politico e militare della Primavera Araba. Benché sia ampiamente documentato che i giovani siano uno dei gruppi più vulnerabili sia all’HIV che al consumo di droghe illegali, nessuno studio ha esplorato questo problema fra i giovani in Libia. Lo studio qualitativo proposto prova a colmare questa lacuna. Lo strumento utilizzato è quello delle interviste approfondite guidate da un questionario semi-strutturato. È stata impiegata una strategia di campionamento mirato con variazione massima per reclutare partecipanti maschi e femmine di età compresa fra 14-18 anni, provenienti da scuole, carceri, e centri di rieducazione informale e riabilitazione in comunità a Tripoli, Libia. Nel testo sono riportati e commentati i dati dell’indagine.

lancetSophie Jose … [et al.], A continuum of HIV care describing mortality and loss to follow-up: a longitudinal cohort study, in The Lancet HIV, n. 6 (giu. 2018), p. 301–308
Si tratta di uno studio longitudinale che include più di dodicimila persone con Hiv seguite per dieci anni, allo scopo di far luce sulla riuscita dei programmi di assistenza per l’Hiv e individuare le aree da migliorare. Le categorie considerate sono: coinvolgimento nella cura, uso della terapia antiretrovirale, soppressione virale, mancanza di controlli o di cure e mortalità; per ognuna di esse si sono valutate quante persone ne facevano parte ogni mese. Secondo gli autori, le persone che non ricevono la terapia contribuiscono al proseguimento dell’epidemia, quindi interventi tempestivi che migliorino il coinvolgimento nelle cure sono prioritari per ottenere la continuità ottimale.

Isabel Tavitian-Exleya … [et al.], Differences in risk behaviours and HIV status between primary amphetamines and opioid injectors in Estonia and Russia, in The International Journal of Drug Policy, (mar. 2018) – on line
Le persone che si iniettano droghe (people who inject drugs = PWID) rappresentano oltre la metà delle nuove infezioni di HIV nell’Est Europa e nell’Asia Centrale, dove gli oppiacei continuano ad essere le principali droghe illegali iniettate. Gli stimolanti comprendenti le amfetamine (stimulants including amphetamines = ATS) sono stati associati al rischio di infezione HIV in diversi ambienti. Gli autori hanno cercato di esaminare se l’iniezione primaria di ATS era associata a un maggiore rischio di HIV rispetto all’iniezione di oppiacei in due località europee con epidemie significative di HIV. Nel 2012-2013 a Kohtla-Järve e a San Pietroburgo sono stati reclutati i PWID e, utilizzando modelli di regressione logistica, sono stati messi a confronto i dati dell’indagine sulle caratteristiche demografiche, l’uso del servizio, i comportamenti relativi a iniezioni e rischio sessuale e lo stato dell’HIV (e HCV a Kohtla-Järve) fra chi si inietta principalmente oppiacei e chi si inietta amfetamine. Nell’articolo sono riportati e commentati i dati della ricerca.

prospettiveAlessandro Battistella, Fabio Perocco, L’HIV in carcere. Risultati di una ricerca-intervento in dieci carceri italiane, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 1 (inverno 2018), p. 14-18
L’articolo presenta i principali risultati di una ricerca-intervento finalizzata a indagare la conoscenza dell’HIV nelle carceri italiane, realizzata nel 2016-2017 nell’ambito del Progetto “Free to live well with HIV in prison”.

Dita Broz … [et al.], Multiple injections per injection episode: high-risk injection practice among people who injected pills during the 2015 HIV outbreak in Indiana, in The International Journal of Drug Policy, (feb. 2018) – on line, pp. 97-101
L’articolo presenta i risultati di una ricerca qualitativa svolta nello stato americano dell’Indiana, dove si è verificata una grande epidemia di HIV nel 2015, allo scopo di indagare le pratiche di iniezione di farmaci analgesici impropriamente usati, che possono aver contribuito alla rapida diffusione del virus. Sono stati analizzati i dati di interviste approfondite e semi-strutturate a 25 persone che si erano iniettate droghe negli ultimi 12 mesi. Viene descritta una pratica iniettiva ad alto rischio che può avere contribuito alla rapida diffusione di HIV in questa comunità.

issA cura di Vincenza Regine … [et al.], Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di AIDS in Italia al 31 dicembre 2017, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 9, supplemento 1 (2018), vol. 31, pp. 51
Dal 2012 i dati sulla sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV sono disponibili per tutte le regioni italiane. Nel 2017 sono state segnalate 3.443 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a di 5,7 nuovi casi ogni 100.000 residenti. Questa incidenza colloca l’Italia nella media dei Paesi dell’Unione Europea.
La maggioranza delle nuove diagnosi riguarda persone nella fascia d’età 25-29 anni e la modalità di infezione prevalente è attraverso rapporti eterosessuali. Dal 2012 al 2017 il numero di nuove diagnosi di infezione da HIV in stranieri rimane sostanzialmente stabile; al contrario, negli italiani si osserva una costante diminuzione. Il registro Nazionale AIDS è attivo sin dall’inizio degli anni ’80. Dal 2014 l’incidenza di AIDS è in lieve costante diminuzione: nel 2017 sono stati diagnosticati 690 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 1,1 nuovi casi per 100.000 residenti. Oltre il 70% dei casi di AIDS segnalati nel 2017 era costituito da persone che non sapevano di essere HIV positive, una percentuale in costante aumento.

Ronan Glynn … [et al.], Chemsex, risk behaviours and sexually transmitted infections among men who have sex with men in Dublin, Ireland, in The International Journal of Drug Policy, (feb. 2018) – on line, p. 9-15
Il consumo di droga (soprattutto anfetamine, cocaina e nuove droghe) in occasione di incontri sessuali (in cosiddetto “chemsex”) da parte di uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (men who have sex with men = MSM) desta preoccupazione, a causa degli effetti diretti delle droghe stesse e di un maggiore rischio di infezioni trasmesse sessualmente. Scopo di questo studio è valutare la prevalenza di chemsex, i comportamenti associati e le infezioni trasmesse sessualmente fra i frequentatori dell’unica clinica di salute sessuale specifica per MSM in Irlanda, a Dublino. Tramite un questionario, sono stati raccolti dati demografici e informazioni sulla sessualità e sulla pratica del chemsex. Secondo gli autori, i risultati ottenuti sostengono l’evidenza internazionale di una cultura del chemsex in un sottogruppo di MSM e possono essere utilizzati per sviluppare una risposta efficace che affronti simultaneamente la dipendenza e la cattiva salute sessuale degli MSM che subiscono danni o cercano aiuto come conseguenza della pratica del chemsex.

aidaCristiana Pulcinelli, AIDS. Breve storia di una malattia che ha cambiato il mondo, Carocci, 2017, Roma, p. 211
Il libro costituisce una ricostruzione storica dell’AIDS dalle prime manifestazioni in Africa alla sua manifestazione e diffusione mondo occidentale, legata alla tossicodipendenza, ai rapporti sessuali non protetti, alle trasfusioni di sangue. L’AIDS non è solo l’epidemia che ha causato ad oggi nel mondo milioni di vittime, ha cancellato anni di liberazione sessuale e ha ridato vigore alla paura del diverso, ma anche la malattia che ha indotto clamorosi avanzamenti delle conoscenze scientifiche, la nascita dell’attivismo dei pazienti e, qualche volta, la vittoria della solidarietà sui profitti. Nel testo vengono esposte le ricerche scientifiche, i risultati medici, la diffusione dell’informazione tramite i canali di comunicazione tradizionali e tecnologici. L’autrice è giornalista scientifica e scrittrice.
Collocazione Biblioteca: 18098

Nina Harawa … [et al.], Understanding interactions of formerly incarcerated HIV-positive men and transgender women with substance use treatment, medical, and criminal justice systems, in The International Journal of Drug Policy, (ott. 2017) – on line, v. 48, pp. 63–71
L’articolo presenta i risultati di uno studio sull’accesso all’assistenza medica per le persone HIV positive che lasciano i sistemi carcerari negli Stati Uniti, dove spesso si osserva uno scarso impegno di queste persone a proseguire il trattamento antiretrovirale. Sono state effettuate interviste approfondite a 19 persone HIV positive recluse o scarcerate, per chiarire le sfide affrontate per accedere alle cure e mantenere i regimi di trattamento. Gli autori suggeriscono una maggiore integrazione fra giustizia penale, assistenza medica e servizi di tossicodipendenza, allo scopo di alleviare l’impatto dei passaggi di contesto per le persone HIV positive scarcerate, e ne discutono le modalità.

UNAIDS,  The sustainable development goals and the HIV response. Stories of putting people at the centre, UNAIDS, 2017, Ginevra, pp. 33.
Il documento racconta le storie di persone di diversi paesi del mondo che vivono con l’HIV o ne sono state colpite e che hanno sperimentato miglioramenti positivi nella loro vita grazie alla sinergia fra la lotta all’AIDS e gli obiettivi connessi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals), tra cui la lotta alla povertà e alla fame, lo sviluppo dei servizi sanitari, il miglioramento della sicurezza alimentare, la promozione della salute, il contrasto alla discriminazione sociale.
Collocazione Biblioteca: W0553

European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ; A cura di Judit Takács, Utilising social media for HIV/STI prevention programmes among young people. A handbook for public health programme managers. July 2017, European Centre for Disease Prevention and Control, Stockholm, 2017, pp. 27
Questa pubblicazione funge da manuale sui modi di utilizzare i social media per i programmi di prevenzione del contagio da HIV tra i giovani ed è diretto ai responsabili dei programmi di salute pubblica che lavorano ai programmi di prevenzione dell’AIDS per i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni nei paesi dell’Unione Europea.

bussolA cura di Matteo Schwarz, Lucia Pugliese, Barbara Suligoi e Anna Maria Luz, La bussola. Punti cardinali per orientare la persona con HIV nella tutela dei propri diritti, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, vol. 30, n. 4 (apr. 2017) supplemento 1, pp. 1-25
Si tratta di una guida articolata in domande e risposte, stilata da esperti in materia legale e da ricercatori. Attraverso a un linguaggio accessibile a tutti, l’opera offre un vademecum sia a chi, ricevuta una diagnosi di sieropositività all’HIV, si senta solo e disorientato nel riorganizzare la propria vita convivendo con una patologia cronica, sia a tutti coloro che desiderino supportare il proprio caro nell’affrontare i problemi della vita quotidiana. Gli autori hanno raccolto e analizzato il contenuto delle richieste più frequenti degli utenti al servizio di counselling del Telefono Verde AIDS e IST dell’Istituto Superiore della Sanità, hanno individuato le aree tematiche ricorrenti e organizzato i contenuti in una formula comprensibile anche ai non addetti ai lavori.

UNAIDS, Fact sheet July 2017, Ginevra (Svizzera), 2017
Una raccolta di dati aggiornati al luglio 2017 sulle persone positive all’HIV, sulle nuove infezioni, sulle morti correlate all’AIDS, con alcune statistiche riferite a grandi regioni geografiche.

Carmelo Guarino, Comportamenti a rischio. L’importanza dell’educazione sessuale nelle scuole, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 2 (2017), pp. 5-8
Il documento “Le infezioni sessualmente trasmissibili”, pubblicato dal Consiglio Superiore della Sanità e dal Ministero della salute nel 2016, sottolinea la necessità di aumentare i livelli di sensibilizzazione e informazione sull’argomento attraverso sia la costruzione di percorsi formativi-informativi coinvolgenti i destinatari, sia una comunicazione efficace. Il nostro Paese, nonostante i report delle grandi organizzazioni internazionali, le evidenze scientifiche e le numerose proposte di legge depositate in Parlamento, non ha ancora adottato una legge che preveda la disciplina di educazione sessuale nelle scuole.

dataUNAIDS, UNAIDS data 2017, Ginevra (Svizzera), 2017
Questa edizione dei dati UNAIDS contiene i punti salienti dei dati aggiornati al 2017 riguardanti la risposta mondiale all’HIV, con schede dettagliate per ognuno dei paesi analizzati.

ECDC, The status of the HIV response in the European Union/European Economic Area. Dublin Declaration report, 2016, ECDC, Stoccolma, 2017, pp. 14
Il rapporto raccoglie i dati sulla diffusione dell’HIV in Europa forniti al Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) nel 2014 e 2016, i dati 2015 sulla vigilanza per l’HIV forniti all’ECDC e all’Ufficio Regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa e i dati nazionali del 2016 trasmessi al Centro Europeo di Monitoraggio per le Droghe e la Tossicodipendenza (EMCDDA). La raccolta dati si è concentrata su prevenzione, effettuazione di test e trattamento per l’HIV, con una breve panoramica delle tendenze per le diagnosi di HIV e AIDS nell’UE e nell’Area Economica Europea.

World Health Organization, HIV drug resistance report 2017, World Health Organization, Ginevra, 2017, pp. 68
Questo secondo rapporto sulla farmaco resistenza nelle persone con diagnosi di HIV fornisce un aggiornamento sul periodo 2014-2016. Il rapporto include i dati provenienti da 16 sondaggi rappresentativi di 14 nazioni, che valutano la resistenza ai farmaci negli adulti che iniziano una terapia antiretrovirale (PDR), nei bambini di età inferiore ai 18 mesi con diagnosi di HIV e negli adulti che stanno già seguendo una terapia antiretrovirale (ADR, farmacoresistenza acquisita). Per contestualizzare i risultati, il rapporto è supportato da una rassegna sistematica della letteratura pubblicata sull’argomento. Infine, il rapporto include i dati sulla resistenza ai farmaci trasmessa nella popolazione con diagnosi recente di infezione in Malawi e Zimbabwe.

Roberto Biondi, Di arte e di parte. Il lato oscuro del turismo, in Delta, n. 78 (2017), pp. 16-17
L’autore propone un breve approfondimento sul ruolo del turismo sessuale nella diffusione del virus dell’AIDS.

Letters to my younger self. Positive voices. Positive people share their experience of living with HIV, in Positive Living, n. 2 (autumn 2016), pp. 15
Alcune persone positive al virus HIV immaginano di scrivere una lettera a sé stessi al momento della diagnosi. Le loro esperienze possono essere di conforto per le persone che si trovano a scoprire la sieropositività.

global aidsUNAIDS, Global AIDS update 2016, Ginevra (Svizzera), 2016
Il documento fornisce vari dati riguardanti l’AIDS, aggiornati al 2016 e relativi a 160 paesi. I dati mostrano i progressi già realizzati e quanto si può fare nei prossimi anni per raggiungere l’obiettivo di porre fine all’epidemia di AIDS entro l’anno 2030. L’UNAIDS raccomanda una procedura accelerata: aumentare e consegnare anticipatamente l’investimento nei prossimi cinque anni per creare l’impulso necessario a superare in 15 anni una delle maggiori sfide alla salute pubblica di questa generazione.

Consiglio Superiore di Sanità, Piano nazionale di interventi contro HIV e AIDS (PNAIDS), Ministero della salute, Roma, 2016, pp. 57
Il Piano Nazionale AIDS 2017-2019 si propone di delineare il miglior percorso possibile per conseguire gli obiettivi indicati come prioritari dalle agenzie internazionali (ECDC, UNAIDS, OMS), rendendoli praticabili nella nostra nazione. Obiettivi prioritari degli interventi previsti nel Piano sono: delineare e realizzare progetti finalizzati alla definizione di modelli di intervento per ridurre il numero delle nuove infezioni; facilitare l’accesso al test e l’emersione del sommerso; garantire a tutti l’accesso alle cure; favorire il mantenimento in cura dei pazienti diagnosticati e in trattamento; migliorare lo stato di salute e di benessere delle persone PLWHA; coordinare i piani di intervento sul territorio nazionale; tutelare i diritti sociali e lavorativi delle persone PLWHA; promuovere la lotta allo stigma; promuovere l’empowerment e coinvolgimento attivo delle popolazioni chiave.

Chris Beyrer … [et al.], The global response to HIV in men who have sex with men, in The Lancet, vol. 388, n. 10040 (lug. 2016), pp. 198-206
L’articolo analizza la diffusione dell’infezione da HIV tra gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM). Gli sforzi di prevenzione, l’estensione dell’accesso al trattamento e il miglioramento dei diritti umani degli MSM non hanno avuto i risultati sperati. La densità di incidenza di HIV tra MSM rimane alta in vari paesi, tra i quali la Cina, il Kenia, la Tailandia, il Regno Unito e gli USA, con differenze sostanziali osservate in specifiche comunità (giovani e minori). Nonostante in alcuni paesi ci sia stato un progresso riguardo a temi come l’uguaglianza nel matrimonio e la depenalizzazione dei rapporti con persone del proprio sesso, in altri si è verificato un notevole aumento nella legislazione anti-gay, ad esempio in Nigeria, Russia e Gambia. L’epidemia globale di HIV tra gli MSM è tuttora in corso e gli sforzi globali per affrontarla rimangono insufficienti.

Delta74Web-1-109x150Andrea Calcagno, Disturbi neuro cognitivi, in Delta, n. 74 (estate 2016), pp. 4-5
I disturbi neurocognitivi HIV-correlati sono rilevanti, non solo per il loro effetto diretto sulla salute fisica e mentale, ma anche perché sono associati a ridotta aderenza alla terapia retrovirale e alla progressione della malattia. I disturbi più comuni riguardano la memoria e le capacità motorie fini. Il breve articolo contiene una tabella che illustra le linee guida 2015 per la diagnosi dei disturbi neurocognitivi HIV-correlati e una seconda tabella con i centri operativi in Italia del progetto Loreta per la loro individuazione precoce. L’autore è medico infettivologo all’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino. Sullo stesso argomento, l’articolo a cura di Filippo von Schlosser, Problemi neurocognitivi: novità della ricerca italiana, in Delta, n. 75 (2016), pp. 4-5

Mariangela Raimondo … [et al.], Lo studio Carpha: caratteristiche delle persone che vivono con l’infezione da HIV in Italiain Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 3 (mar. 2016), pp. 11-14
Il Progetto di ricerca finalizzata “Characteristics of persons with HIV/AIDS in Italy: a cross sectional study – CARPHA” si è concluso il 24 novembre 2015 con uno Workshop finale, svoltosi presso l’Istituto Superiore di Sanità. Lo studio ha permesso di stimare, per l’anno 2012, il numero delle persone diagnosticate con HIV e seguite presso i Centri clinici di malattie infettive e il numero delle persone che erano in terapia antiretrovirale in Italia. Durante il Workshop sono stati presentati i risultati del Progetto e ne sono stati discussi gli aspetti più salienti con ospiti nazionali e internazionali.

Agnese Giacchetta, Andrea Caputo, Viviana Langher, La “peste del secolo” nella stampa italiana: le rappresentazioni dell’AIDS negli anni ’80 e 2000 a confronto, in Psicologia della Salute, n. 1 (2016), pp. 90-110
Lo studio delle rappresentazioni sociali ha avuto notevole importanza per la comprensione dell’AIDS e degli atteggiamenti verso la malattia. In particolare, la ricerca sulle rappresentazioni veicolate dai media ha individuato un’evoluzione storica dagli anni ’80 ad oggi nella costruzione sociale del fenomeno. Questo lavoro intende contribuire a tale dibattito attraverso l’esplorazione dell’evoluzione del discorso giornalistico sull’AIDS confrontando due diversi periodi (1985-1990 e 2005-2010), al fine di individuare se e come le rappresentazioni dell’AIDS siano cambiate nel corso di oltre vent’anni. Un campione di 446 articoli tratti dalle testate italiane La Repubblica e Il Corriere della Sera costituisce la base testuale della ricerca. Gli autori descrivono e commentano i dati raccolti.

4173ucvtm6L._SX334_BO1,204,203,200_A cura di Massimo Galli e Stefano Vella, HIV/AIDS: storia, cura, prevenzione. Una epidemia globale tra passato e futuro, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 303
Il volume fa il punto della situazione sulla gestione dell’infezione da HIV nei suoi aspetti socio-sanitari e di ricerca e sulle necessità attuali e future da comprendere e risolvere per meglio affrontare la sfida globale che, ancora oggi, la malattia pone alla comunità civile, scientifica e dei pazienti. Lo fa attraverso l’analisi della storia dell’infezione, l’evoluzione della sua epidemiologia, affrontando il ruolo che la ricerca futura e l’industria farmaceutica potranno avere nel modificare la gestione di questa malattia – con i problemi che la crisi economica sta ponendo – anche in una visione di eradicazione dell’infezione a livello globale.
Collocazione Biblioteca 17686

Catherine Cook … [et al.], The case for a Harm Reduction Decade. Progress, potential and paradigm shifts, Harm Reduction International, 2016, pp. 27
La prima parte del documento analizza i dieci anni di monitoraggio globale della riduzione del danno, la seconda parte riporta le proiezioni per il prossimo decennio relative all’HIV e alla riduzione del danno, mentre la terza parte propone un cambiamento di modello. L’analisi dei dieci anni scorsi mostra come la fragilità dei progressi sia dovuta alla mancanza di supporto politico e di investimento finanziario. Perciò viene affermata la necessità per i governi e le agenzie internazionali di reindirizzare i finanziamenti dalla guerra alle droghe a programmi basati sulla salute e che includano la riduzione del danno per l’anno 2020.

Gen Sander, Harm ReHIV, HCV, TB and harm reduction in prison. Human Rights, Minimum Standards and Monitoring at the European and International Levels, Harm Reduction International, 2016, pp. 42
Questo rapporto fa parte del progetto co-finanziato dall’UE “Improving Prison Conditions by Strengthening Infectious Disease Monitoring” realizzato sotto la guida di Harm Reduction International nel 2015 e il 2016, con la partecipazione di altre organizzazioni nazionali, tra cui l’associazione Antigone. Il progetto si propone di mappare le malattie infettive nelle carceri e le correnti pratiche di monitoraggio della salute e dei diritti umani dei detenuti in sette Paesi europei, in particolare riguardo ad AIDS, epatite C e tubercolosi. Il rapporto relaziona su come nelle carceri siano garantiti alcuni tra i più importanti diritti umani, sugli standard di salute pubblica e sulle azioni per la riduzione del danno per quanto concerne queste malattie infettive.

image-0001_7_0József Rácz, Valéria Anna Gyarmathy, Róbert Csák, New cases of HIV among people who inject drugs in Hungary: False alarm or early warning?, in International journal of drug policy, gen. 2016 – on line, pp. 13-16
L’articolo descrive l’individuazione di due nuovi casi di contagio HIV in persone che si iniettavano droga a Budapest nel maggio 2014. Fra il 2009 e il primo trimestre del 2014, era stato individuato solo un caso di HIV (contratto al di fuori dell’Ungheria) nelle persone che assumono droghe per via endovena. Dati recenti indicano una maggiore condivisione delle attrezzature nelle persone che si iniettano droghe: questo si ricollega all’uso di nuove droghe sintetiche che richiedono frequenti iniezioni, unitamente al taglio dei fondi per il programma ungherese di scambio siringhe (NEP) che ha ridotto l’accesso all’attrezzatura sterile per le iniezioni. Gli autori discutono sul significato dell’insorgenza di questi nuovi casi di contagio alla luce dell’orientamento recente del governo ungherese in tema di droga.

A cura del CeSDA, Lotta contro l’Aids. Bilanci e prospettive, Servizio Sanitario della Toscana, Firenze, 2016, pp. 55
In occasione della Giornata Mondiale della Lotta all’AIDS del 1° dicembre 2016, il CeSDA ha realizzato, come ogni anno, un dossier di aggiornamento sul tema dell’Hiv/AIDS. Il dossier contiene dati epidemiologici regionali, nazionali e mondiali, indicazioni dei servizi dedicati e materiale documentale di vario tipo utile all’approfondimento.

Sara Perro, La malattia nascosta, in LEM: L’eco Mese, n. a. 28, n. 9 (ott. 2015), pp. 25-29
A partire dall’esperienza di alcuni ospiti di “Casa Verde”, una struttura di Volvera (Torino) destinata a ospitare per periodi più o meno lunghi le persone adulte affette da HIV con difficoltà economiche e di gestione della propria quotidianità, l’articolo fornisce informazioni sul virus e sulla malattia e riporta un’intervista a Lia Mastropietro, presidente della Lila Piemonte.

16142900_1537388549624463_99937376919328734_nC.I.C.A. Coordinamento Italiano Case Alloggio per persone con Hiv/Aids, Tra TVTTB e le relazioni vitali. La dimensione sessuo-affettiva nelle case alloggio per persone con Hiv/Aids, C.I.C.A., Firenze, 2015, pp. 156
Il testo è incentrato sulle tematiche della affettività e sessualità delle persone con infezione da HIV e AIDS ospitate nelle case famiglia C.I.C.A. e raccoglie alcuni interventi presentati in due seminari nazionali di formazione: il primo a Magione in Umbria nell’ottobre 2012, con il titolo provocatorio “TVTB. HIV/AIDS, affettività e sessualità” e il secondo ad Ancona nell’autunno 2013 dallo slogan “Le relazioni vitali. Dai rapporti affettivi ai progetti di vita”. Nella prima parte gli aspetti generali e introduttivi al tema della sessualità umana sono affrontati dal punto di vista antropologico, sessuologico e teologico. La seconda parte sviluppa, nello specifico della Casa Alloggio, le implicazioni che il vissuto affettivo e la condotta sessuale degli ospiti comportano alla vita di comunità. La terza parte comprende, infine, alcune esperienze di case alloggio che si sono misurate su questioni specifiche consolidando un proprio modo di intervenire e approcciare la tematica sessuoaffettiva. Di particolare interesse l’intervento di Leopoldo Grosso su “Sicurezza. Affettività, sessualità”.
Collocazione Biblioteca 17688

Laura Clorinda Rinaldi, La formazione multiculturale in ambito sanitario, in Psicologia di Comunità, n. 1 (2015), pp. 111-117
La persona malata, la medicina e la comunità sono coinvolti in un sistema di interazione sociale. La multiculturalità del territorio italiano rende necessaria, a livello preventivo e terapeutico, la realizzazione di interventi formativi multiculturali bidirezionali, che coinvolgano cioè sia gli operatori sanitari che gli utenti. L’articolo affronta il tema della dimensione comunitaria della malattia, della multiculturalità della domanda sanitaria, della formazione sanitaria multiculturale in relazione con l’HIV, in quanto il 24% dei nuovi casi di sieropositività registrati in Italia nel 2013 è di nazionalità straniera.

UNAIDS, African Union, Empower young women and adolescent girls: fast-track the end of the AIDS epidemic in Africa. Reference 2015, UNAIDS, Ginevra (Svizzera), 2015
Per porre fine all’epidemia di AIDS in Africa entro il 2030 bisogna raggiungere le persone con maggiore vulnerabilità all’HIV, tra cui le giovani donne e le ragazze adolescenti, causata dalle condizioni sociali di disuguaglianza di genere, dagli squilibri di potere e dall’alta frequenza della violenza domestica. Nonostante la disponibilità di farmaci antiretrovirali, l’AIDS e le malattie ad essa correlate restano la principale causa di morte tra le ragazze e le donne in età riproduttiva in Africa.

imagesGiovanni Del Giaccio, Sangue sporco. Trasfusioni, errori e malasanità, Giubilei Regnani, Cesena, 2015, pp. 197
In questo libro si racconta delle trasfusioni da sangue infetto che hanno avuto come conseguenza, nella maggioranza dei casi, la trasmissione di epatite C, ma anche del virus Hiv. Si racconta della depressione di chi si è trovato, dall’oggi al domani, a combattere non solo con malattie che sconvolgono l’esistenza, ma anche con la mancanza di comprensione di chi era dall’altra parte. Vicende di vita vissuta, di disagi quotidiani, di sofferenza dignitosa, di voglia di riscatto. Giovanni Del Giaccio è giornalista professionista, redattore del quotidiano Il Messaggero.
Collocazione Biblioteca: 17373

Maria Cristina Salfa, Le Infezioni Sessualmente Trasmesse: aggiornamento dei dati dei due Sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia al 31 dicembre 2013, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 2 (2015), vol. 28, pp. 3-22
Le Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) sono un gruppo di malattie infettive molto diffuse che interessano milioni d’individui ogni anno. Su raccomandazione di direttive internazionali, in Italia è stata attivata nel 1991 la sorveglianza sentinella delle IST basata su centri clinici e su laboratori di microbiologia clinica. Dati socio-demografici, comportamentali e clinici sono raccolti per ogni persona testata per le suddette IST. La raccolta e l’invio dei dati avviene tramite un sistema di segnalazione online via web.

Simone Marcotullio, Perché e quando iniziare la terapia in Delta, n. 69 (primavera 2015), pp. 6-9
La rivista propone le nuove indicazioni delle Linee guida italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone affette da HIV. A una serie di considerazioni generali, basate sulla salute della persona con HIV, segue la parte dedicata alla sessualità e alla riproduttività.

Roberto Biondi, Di arte e di parte in Delta, n. 69 (primavera 2015), pp. 14-15
Varie malattie (peste, tubercolosi, sifilide) hanno caratterizzato i secoli passati. Da quando è comparsa, l’AIDS ha alimentato pregiudizi e comportamenti motivati da paure irrazionali e ha attratto l’interesse degli artisti che hanno raccontato tale condizione attraverso le più svariate forme espressive.

adolescentUNAIDS, All In to #EndAdolescentAIDS, UNAIDS Corporate, Ginevra (Svizzera), 2015
Per fermare l’epidemia di AIDS entro il 2030, sono necessarie specifiche e flessibili strategie per le diverse fasce di età, le popolazioni e le aree geografiche. In particolare, la fine dell’epidemia tra gli adolescenti richiede di aumentare gli investimenti là dove necessari per fare la differenza, e di coinvolgere adolescenti e giovani stessi nell’innovazione, così come i governi, le organizzazioni internazionali, la società civile e il settore privato.

Tasnim Azim, Irene Bontell, Steffanie A. Strathdee, Women, drugs and HIV in The International Journal of Drug Policy, n. 2 Supplement 1 (feb. 2015), vol. 26, pp. 16-21
Nell’articolo gli autori esplorano il rischio di contrarre l’HIV e le vulnerabilità delle donne che fanno uso di droghe, e gli interventi che riducono la loro sensibilità al contagio. Le donne che si iniettano droghe sono più vulnerabili all’HIV, sia per le iniezioni in condizioni non sicure, sia per il sesso non protetto. Sono anche fra le popolazioni colpite più nascoste, in quanto sono più stigmatizzate delle loro controparti maschili. Molte si prostituiscono per finanziare il consumo di droga proprio e del partner che spesso esercita un controllo sul loro lavoro sessuale. In tutto il mondo, le donne che fanno uso di droga devono affrontare molti ostacoli per accedere ai servizi per l’HIV, fra cui le molestie della polizia, il personale sanitario giudicante e la paura di perdere i propri figli.

Steffanie A. Strathdee, Leo Beletsky, Thomas Kerr, HIV, drugs and the legal environment in The International Journal of Drug Policy, n. 2 Supplement 1 (feb. 2015), vol. 26, pp. 27-32
Una vasta mole di prove scientifiche indica che le politiche basate unicamente sull’applicazione della legge, senza tenere conto di considerazioni sulla salute pubblica e dei diritti umani, aumentano i rischi per le persone che si iniettano droghe e le loro comunità. Benché le leggi formali siano una componente importante del contesto giuridico a supporto della riduzione del danno, è l’applicazione della legge che incide in modo più acuto sul comportamento e gli atteggiamenti di chi si inietta droghe. Questo articolo si concentra principalmente sulle politiche della droga, le prassi e le norme che aumentano il rischio di contrarre l’HIV e l’epatite virale tra i consumatori di droghe, e le vie di intervento. Gli autori chiedono riforme legali e della politica che promuovano la salute pubblica andando oltre la criminalizzazione del consumo di droga e dei consumatori.

A cura di Christopher Kelly, Hey, I’m HIV-positive in Positive, n. 1 (2015), pp. 8-9
In questo breve articolo l’autore raccoglie alcune esperienze di persone positive all’HIV nel comunicare a possibili partner la propria sieropositività.