Aggiornata a dicembre 2021 – a cura di Chiara Bertini e Paola Moriondo

I materiali (libri, articoli di riviste e risorse on-line), elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro  catalogo.

Vengono proposti i seguenti percorsi:

Dati di contesto

nuo diA cura di Vincenza Regine … [et al.], Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di AIDS in Italia al 31 dicembre 2020, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 11 (nov. 2021) – on line,vol. 34, pp. 3-59.
Il fascicolo contiene i dati provenienti dal Sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV e dal Registro Nazionale AIDS, aggiornati all’anno 2020. Nel 2020, sono state effettuate 1.303 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 2,2 nuovi casi per 100.000 residenti. Si sottolinea che i dati relativi al 2020 hanno risentito dell’emergenza COVID-19. L’incidenza osservata in Italia è inferiore rispetto all’incidenza media osservata tra le nazioni dell’Unione Europea (3,3 nuovi casi per 100.000). Dal 2018 si osserva una evidente diminuzione dei casi per tutte le modalità di trasmissione. Nel 2020, la proporzione di nuovi casi attribuibile a trasmissione eterosessuale era 42% (25% maschi e 17% femmine), quella in maschi che fanno sesso con maschi 46% e quella attribuibile a persone che usano sostanze stupefacenti 3%. Il Registro Nazionale AIDS (attivo dal 1982) nel 2020 ha ricevuto 352 segnalazioni di nuovi casi di AIDS, pari a un’incidenza di 0,7 nuovi casi per 100.000 residenti. L’80% dei casi di AIDS segnalati nel 2020 era costituito da persone che avevano scoperto di essere HIV positive nei sei mesi precedenti alla diagnosi di AIDS.

Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Antidroga, Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia. Anno 2021 (Dati 2020), Dipartimento Politiche Antidroga, Roma, 2021, 422 p.
La Relazione al Parlamento di quest’anno è articolata in sette parti. Si veda in particolare il paragrafo 7.4: Hiv e AIDS tra i consumatori per via iniettiva.

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), European Drug Report 2021. Trends and Developments, EMCDDA, Lisbon, 2021, 60 p.
Il presente rapporto descrive l’ultima analisi dell’OEDT sulla situazione della droga in Europa. Vengono trattati il mercato e l’uso di droghe illecite e i danni correlati. Il rapporto contiene un set completo dei dati su questi temi e sui principali interventi di riduzione del danno su base nazionale. Si veda in particolare il capitolo “Drug-related infectious diseases” a p. 40. Oltre alla lingua inglese il rapporto è disponibile anche in altre lingue europee.

Confronting inequalities. Lessons for pandemic responses from 40 years of AIDS, UNAIDS, Geneva, 2021, 384 p.
Il documento è l’edizione del 2021 del rapporto UNAIDS Global AIDS Update, che aggiorna una serie di dati riguardanti l’AIDS a livello mondiale. I dati mostrano i progressi già realizzati e quanto si può fare nei prossimi anni per raggiungere l’obiettivo di porre fine all’epidemia di AIDS entro l’anno 2030. Il rapporto mostra che le persone con HIV sono più vulnerabili all’infezione di COVID-19, ma crescenti disuguaglianze impediscono loro di accedere ai vaccini per il coronavirus e ai servizi per l’HIV. Le restrizioni e i lockdown imposti durante la pandemia da COVID-19 hanno interrotto i test per l’infezione da HIV e in molti paesi non è stato più possibile fare diagnosi e indirizzare le persone affette verso le cure. Le disuguaglianze nell’accesso ai test e alle cure riguardano in particolare alcune categorie di persone, come i consumatori di droghe, le persone transgender, le prostitute e i loro partner sessuali, come pure bambini e adolescenti, donne e migranti. Queste disuguaglianze non sono naturali, ma sono il frutto di politiche non inclusive. Il rapporto dell’anno precedente è Prevailing against pandemics by putting people at the centre. World AIDS day report 2020, Ginevra, UNAIDS, 2020, 79 p.

start Start Free, Stay Free, AIDS Free. Final report on 2020 targets, UNAIDS, Geneva, 2021, 91 p.
Il rapporto dovrebbe indicare i progressi verso la fine dell’epidemia di AIDS tra i bambini, gli adolescenti e le giovani donne, ma nessuno degli obiettivi che erano stati stabiliti per il 2020 è stato raggiunto: nel mondo, nel 2020 il numero totale di minori in trattamento per l’infezione da HIV è diminuito per la prima volta e circa la metà dei minori affetti non viene curato. Il documento aggiorna sulle azioni necessarie per terminare l’infezione da HIV nei minori nei Paesi interessati, dove bisogna agire per prevenire la trasmissione verticale da madre a figlio durante la gravidanza e l’allattamento e garantire l’accesso ai trattamenti alle donne per tutta la vita.

Young people and HIV, UNAIDS, Geneva, 2021, 20 p.
Nonostante i progressi compiuti negli ultimi 10 anni, con un 46% di calo delle nuove infezioni da HIV tra i giovani (15-24 anni), due su sette nuove infezioni sono ancora contratte da persone giovani e solo un giovane su tre dimostra di avere sufficienti conoscenze per prevenire i comportamenti a rischio. I progressi non sono uniformi, con forti riduzioni delle nuove infezioni HIV tra i giovani in alcuni Paesi, in particolare in Africa orientale e meridionale, ma progressi limitati nella riduzione dell’incidenza dell’HIV tra i giovani delle popolazioni chiave (tossicodipendenti, operatori del sesso, minoranze sessuali…) nella maggior parte dei Paesi. Sono necessari ulteriori sforzi da realizzare per affrontare i fattori strutturali che aumentano la vulnerabilità di ragazze adolescenti e giovani donne e il loro rischio di contrarre l’HIV, come le disuguaglianze e la violenza di genere, la povertà, lo stigma e l’insufficiente attuazione di programmi di educazione sessuale. Le leggi e le politiche sull’età del consenso, inoltre, sono una delle principali barriere per l’accesso ai servizi sanitari per la sessualità e la riproduzione da parte dei giovani. Le strategie e i programmi nazionali di prevenzione dovrebbero essere olistici e rispondere ai bisogni dei giovani (donne in particolare) in tutta la loro diversità, sia a scuola che fuori dalla scuola.

Paolo Jarre … [et al.], COVID-19 e dipendenze – 2, in MDD: Medicina delle Dipendenze, a. 10, n. 40 (dic. 2020), pp. 4-52
Questa seconda monografia della rivista sugli effetti del COVID-19 nell’ambito delle dipendenze si apre con una revisione sistematica delle evidenze disponibili tra COVID e dipendenze, che ben rappresenta in modo analitico tutte le possibili rotte di incrocio tra pandemia e dipendenza. Si segnala in particolare il contributo che tratta l’impatto del COVID sui pazienti HIV e sui servizi loro dedicati nell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino. La prima parte dell’articolo si trova nel n. 39 (set. 2020), pp. 4-56.

European Centre for Disease Prevention and Control, HIV and migrants. Monitoring implementation of the Dublin Declaration on partnership to fight HIV/AIDS in Europe and Central Asia: 2018 progress report, ECDC, Stoccolma, 2020, 22 p.
Nei 53 paesi che fanno parte della regione europea dell’OMS, il rapporto valuta la situazione dei migranti a rischio di infezione o già infetti con HIV e identifica le azioni di prevenzione messe in atto, allo scopo di monitorare l’attuazione della Dichiarazione di Dublino del 2004. Ne emerge la carenza di dati in tutta la regione e vengono identificate alcune priorità che i paesi dovrebbero considerare, tra le quali: implementazione di un approccio mirato alla prevenzione con più azioni combinate e con un monitoraggio per determinarne l’impatto e identificare eventuali ostacoli all’efficacia; programmi di sanità pubblica rivolti a tutti i migranti, anche già presenti nel Paese e senza documenti; rimozione delle barriere che impediscono ai migranti privi di documenti di accedere a test e cure.

surveillanceEuropean Centre for Disease Prevention and Control, World Health Organization Regional Office for Europe, HIV/AIDS surveillance in Europe 2020. 2019 data, WHO Regional Office for Europe, Copenhagen, 2020, 113 p.
Il rapporto presenta i dati sulla diffusione dell’HIV, dell’AIDS e del test per l’HIV relativi all’anno 2019 nella regione europea definita dall’OMS. Sebbene prevenibile, la trasmissione del virus HIV continua, colpendo milioni di persone. Le tendenze epidemiche variano ampiamente tra i Paesi, ma sono stati osservati aumenti considerevoli delle nuove diagnosi di infezione all’interno di determinati gruppi di trasmissione, come gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Molte persone sono diagnosticate tardivamente, mentre la trasmissione attraverso l’uso di droghe iniettabili è in calo in molti Paesi.

HIV, HCV e TBC la situazione in carcere, in Esse più, a. 28, n. 5 (nov.-dic. 2019), pp. 6-7
L’articolo fornisce alcuni dati sulla diffusione dell’infezione da HIV, dell’epatite C e della tubercolosi nelle carceri italiane.

Marinella, HIV: nuove diagnosi tardive, in Esse più, a. 28, n. 2 (mar. – apr. 2019) – on line, pp. 6-9
Durante un meeting su HIV/AIDS tenutosi a Roma, gli specialisti della Fondazione Icona hanno comunicato che la metà di coloro che arrivano alla diagnosi di HIV sono già immunodepressi, spesso in modo anche grave. Per una maggiore prevenzione è necessaria quindi la collaborazione con la communità per una maggior diffusione del test rapido e un incremento della sinergia tra medici specialisti di diverse discipline. L’articolo riporta i dati di analisi e si interroga sulle modalità di miglior prevenzione.

Giovanni Sabato, Perché continua l’epidemia di Hiv. Notizie dalla scienza, in Rocca, a. 78, n. 5 (mar. 2019), pp. 10-10
L’OMS osserva che da 30 anni l’HIV colpisce in gran parte popolazioni vulnerabili, emarginate e stigmatizzate. Gran parte dei casi e dei decessi avvengono in luoghi in cui certi gruppi a rischio restano inconsapevoli, trascurati e con scarso accesso alle cure come i cittadini di paesi poveri, soprattutto adolescenti, tossicodipendenti, detenuti, lavoratori del sesso. Un’altra barriera sottovalutata è lo stigma che rende i malati meno propensi a cercare aiuto e dissuade dal fare il test per la diagnosi.

Cristiana Pulcinelli, AIDS. Breve storia di una malattia che ha cambiato il mondo,  Carocci, Roma, 2017, 211 p.
Il libro costituisce una ricostruzione storica dell’AIDS, dalle prime manifestazioni in Africa alla sua manifestazione e diffusione nel mondo occidentale, legata alla tossicodipendenza, ai rapporti sessuali non protetti, alle trasfusioni di sangue. L’AIDS non è solo l’epidemia che ha causato ad oggi nel mondo milioni di vittime, ha cancellato anni di liberazione sessuale e ha ridato vigore alla paura del diverso, ma anche la malattia che ha indotto clamorosi avanzamenti delle conoscenze scientifiche, la nascita dell’attivismo dei pazienti e, qualche volta, la vittoria della solidarietà sui profitti. Nel testo vengono esposte le ricerche scientifiche, i risultati medici, la diffusione dell’informazione tramite i canali di comunicazione tradizionali e tecnologici. L’autrice è giornalista scientifica e scrittrice.
Collocazione Biblioteca: 18098

Politiche sanitarie

X09553959Roberto Abadie … [et al.], COVID-19 risks among people who inject drugs in Puerto Rico, in International Journal of Drug Policy, lug. 2021, art.102903 – on line, vol. 93, pp. 1-2
L’articolo descrive le conseguenze dell’epidemia da Covid-19 ancora in corso in Puerto Rico sulla popolazione di persone che si iniettano droghe (PWID) e che per questo motivo sono socialmente fragili e clinicamente vulnerabili. L’accesso o la disponibilità di programmi di scambio di siringhe (SEP) o di cure mediche assistite (MAT) rendono difficile o addirittura impossibile l’adozione di misure di protezione con distanziamento sociale. Inoltre, queste vulnerabilità sono aggravate da una lunga guerra alla droga che ha portato a un livello sproporzionato di incarcerazione, di solito per crimini non violenti, esponendo le PWID a COVID-19 in carceri sovrappopolate. A fronte di una crisi economica prolungata e a un’infrastruttura sanitaria insufficiente che si sta ancora riprendendo dagli effetti devastanti dell’uragano Maria nel 2017, il governatore ha istituito la politica del “Resta al sicuro a casa” che sta influendo in modo significativo sulla situazione. Gli autori fanno le proprie considerazioni in merito e danno indicazioni su come ci si dovrebbe muovere politicamente.

High-Level Meeting on AIDS. End Inequalities. End AIDS, in Delta, n. 90 (estate 2021), pp. 1-1
Le delegazioni della Società Civile di tutto il mondo si sono riunite (7-11 giugno) per aggiornare le politiche di intervento cui mirano i Sustainable Development Goals: abolire le disuguaglianze per abolire l’AIDS entro il 2030. Il breve editoriale riassume i principali temi del convegno. (Programma del convegno)

Nadir, Raccomandazioni per la gestione hiv in presenza di Covid-19, in Delta, n. 90 (estate 2021), pp. 16-17
Il 10 maggio 2021 il Ministero della Salute ha aggiornato il documento di gestione delle persone con HIV in periodo di emergenza. Sono redatte, su indicazioni del CTS, sezioni L e M, per la Lotta all’AIDS, nel contesto emergenziale dovuto alla diffusione del SARS-CoV-2. Anche se i dati di letteratura non appaiono totalmente concordi, diversi lavori documentano un aumentato rischio di malattia severa e di morte associate al cofattore HIV in corso di COVID-19. L’articolo stralcia parte del documento che prende atto della situazione che minaccia la stabilità del percorso di salute delle persone sieropositive (PLWH).

HIV criminalization, UNAIDS, Geneva, 2021, 5 p.
La strategia globale contro l’AIDS 2021-2026 ha nuovi obiettivi audaci e critici sulla realizzazione dei diritti umani, la riduzione dello stigma, delle discriminazioni e della violenza; si propone inoltre di rimuovere le leggi punitive come percorso per porre fine alle disuguaglianze e, infine, lotta per porre fine all’AIDS. Per favorire l’ampliamento degli interventi volti a rimuovere queste barriere sociali, l’UNAIDS ha prodotto una serie di schede informative sui diritti umani in vari settori, evidenziando la necessità fondamentale di intensificare l’azione sui diritti. Sono una serie di documenti brevi, facili da comprendere e accessibili, che delineano l’ epidemiologia, le prove dell’impatto degli interventi sui diritti umani, gli ultimi obiettivi e le linee guida internazionali, le raccomandazioni e gli obblighi in materia di diritti umani relativi a ciascun argomento. Le schede informative pubblicate nel giugno 2021 trattano di: criminalizzazione dell’HIV (il presente documento), HIV e persone che fanno uso di droghe, HIV e uomini gay e che fanno sesso con altri uomini, HIV e transgender e altre persone con diversità di genere, HIV e prostituzione, HIV e persone in carcere e altri ambienti chiusi e HIV e stigma e discriminazione.

High-Level Meeting on AIDS. End Inequalities. End AIDS, in Delta, n. 90 (estate 2021), pp. 1-1
Le delegazioni della Società Civile di tutto il mondo si sono riunite (7-11 giugno) per aggiornare le politiche di intervento cui mirano i Sustainable Development Goals: abolire le disuguaglianze per abolire l’AIDS entro il 2030. Il breve editoriale riassume i principali temi del convegno. (Programma del convegno)

1573348-Status of HIV Prevention Services in the Time of COVID-19_webGlobal Hiv Prevention Coalition (GPC), Preventing HIV infections at the time of a new pandemic. A synthesis report on programme disruptions and adaptations during the COVID-19 pandemic in 2020, UNAIDS, Geneva, 2021, 105 p.
Per tutto il 2020, la pandemia di COVID-19 ha spazzato in tutto il mondo, decenni di sviluppo faticosamente conquistato e obiettivi di salute pubblica precedentemente raggiunti. Sforzi globali e nazionali per controllare l’epidemia di AIDS stanno affrontando minacce senza precedenti. Anche per quanto riguarda la prevenzione i traguardi raggiunti, quali la tendenza al calo dei nuovi contagi che si è costantemente verificato dal 2010 ad oggi, rischia di invertirsi a causa della pandemia e le popolazioni più fragili sono sempre più a rischio. Ciò è soprattutto dovuto ad una riduzione degli investimenti nella prevenzione congiunta della trasmissione dell’ Hiv e del Covid-19 a livello nazionale e globale. E’ perciò importante costruire sinergie per la prevenzione e in particolare perché non siano esacerbate disuguaglianze e vulnerabilità che aumentano il rischio di infezionee di malattia e impediscono il libero accesso ai servizi di cura

UNAIDS, COVID-19 and HIV: 1 moment, 2 epidemics, 3 opportunities. How to seize the moment to learn, leverage and build a new way forward for everyone’s health and right, UNAIDS, Geneva, 2020, 28 p.
La pandemia di COVID-19 ha messo in luce l’inadeguatezza degli investimenti in sanità pubblica, la persistenza di profonde disuguaglianze economiche e sociali e la fragilità di molti sistemi e approcci globali chiave. Date le dimensioni epiche dell’emergenza, il mondo ha bisogno di unità e solidarietà, di essere guidato da una risposta sanitaria su larga scala, coordinata e globale, e focalizzarsi sulle esigenze dei Paesi in via di sviluppo. Questo nuovo rapporto di UNAIDS esamina come l’esperienza nella lotta all’HIV, un’altra vera e propria crisi sanitaria e umanitaria, può aiutare a progettare risposte efficaci ed efficienti contro la malattia da COVID-19, risposte incentrate sulle persone e sostenibili. Gli sforzi internazionali si sono concentrati sull’innovazione, il rispetto per diritti umani e l’ uguaglianza di genere, soluzioni basate sulla comunità e impegno per non lasciare indietro nessuno. Decenni di investimenti nella risposta all’HIV hanno creato piattaforme che si stanno dimostrando utili per combattere il COVID-19, proprio come lo sono state per rispondere all’Ebola del 2014-2015. Allo stesso modo che per la lotta all’AIDS, guidati dagli obiettivi dell’Agenda 2030, si dovrebbe sfruttare questa crisi per reinventare economie e istituzioni e per essere più equi e inclusivi; inoltre si dovrebbe reimmaginare i sistemi sanitari per soddisfare le sfide del ventunesimo secolo. Sulle risposte immediate da dare sul tema dei diritti si concentra invece un precedente rapporto: “Rights in a pandemic – Lockdowns, rights and lessons from HIV in the early response to COVID-19”.

Pierluca Piselli, Claudia Cimaglia, Enrico Girardi, Linkage to care. Primi dati dello studio, in Delta, n. 87 (primavera 2020) – on line, pp. 4-6.
L’articolo presenta alcuni obiettivi, metodi e risultati delle indagini realizzate tra il 2017 e il 2019 dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, all’interno di un progetto di ricerca dal titolo “Linkage to care in HIV. Un ulteriore tassello all’analisi del continuum of care in HIV in Italia”. Oggetto dello studio è il fenomeno del mancato o ritardato contatto con l’ambiente di cura (cosiddetto “linkage to care”) per le persone che hanno ricevuto la diagnosi di positività al test HIV, valutando le criticità riscontrate sul territorio dai pazienti con HIV e il loro percorso di cura. Lo scopo finale del progetto è produrre evidenze sulla base delle quali sia possibile proporre soluzioni e interventi da mettere in atto nei diversi contesti analizzati.

startUNAIDS, Power to the people, UNAIDS, Genève, 2019, 100 p.
Il rapporto mostra che dove le persone e le comunità che includono persone colpite dal virus e chi è loro vicino sono impegnate nel processo decisionale e nella fornitura di servizi per combattere l’HIV, le nuove infezioni diminuiscono e più persone possono accedere al trattamento. Quando le persone hanno il potere di scegliere, conoscere, prosperare, esigere e lavorare insieme, le vite vengono salvate, le ingiustizie vengono prevenute e la dignità viene ripristinata.

Progress report on HIV, viral hepatitis and sexually transmitted infections, 2019. Accountability for the global health sector strategies, 2016–2021,  World Health Organization, Genève, 2019, 48 p.
Questa relazione dell’OMS all’Assemblea mondiale della sanità valuta i progressi a medio termine nel 2019 nell’attuazione delle strategie globali del settore sanitario per il periodo 2016-2021. La tempestività e la disponibilità dei dati è limitata nella maggior parte dei casi al 2016 o 2017. La relazione evidenzia la necessità di rafforzare i dati.

ECDC, HIV and people who inject drugs. Monitoring implementation of the Dublin Declaration on partnership to fight HIV/AIDS in Europe and Central Asia: 2018 progress report, European Centre for Disease Prevention and Control, Stockholm,  2019, 34 p.
Questo rapporto sintetizza le questioni chiave relative all’HIV e alle persone che si iniettano droghe in Europa e in Asia Centrale sulla base dei dati forniti dai Paesi per riferire sulla Dichiarazione di Dublino nel 2018. Vengono anche individuati gli obiettivi prioritari per migliorare gli interventi rivolti ai tossicodipendenti che fanno uso di droghe iniettabili.

Diane Kingston … [et al.], HIV beyond goal 3. Interconnections between hiv, human rights and sustainable development, FrontlineAIDS, Brighton (U.K.),   2018, 17 p.
Questo documento spiega l’interconnessione tra alcuni obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (mirati a porre fine all’AIDS, alla malaria e ad altre malattie infettive), le leggi sui diritti umani e l’HIV.

endingInternational HIV/AIDS Alliance, Ending aids among people who use drugs. Our Theory of Change, International HIV/AIDS Alliance, Hove (U.K.), 2018, 16 p.
La riduzione del danno salva vite e aiuta a prevenire l’HIV. Invece di offrire questo servizio, molti governi puniscono le persone che usano droghe. Questo documento è una guida ai programmi di advocacy e riduzione del danno di FrontlineAIDS per sostenere le persone che usano droghe in tutto il mondo.

David Showalter, Federal funding for syringe exchange in the US: Explaining a long-term policy failure, in The International Journal of Drug Policy, (mag. 2018) – on line, vol. 55, pp. 95-104
L’articolo esamina un caso di fallimento della politica statunitense per l’AIDS: il rifiuto, unico al mondo, del governo federale di finanziare i programmi di scambio siringhe per i consumatori di droghe iniettabili, continuativamente dal 1988 al 2015, nonostante le crescenti prove scientifiche sull’utilità di tali programmi e decine di migliaia di decessi per AIDS causato da iniezioni. L’indagine è stata condotta attingendo ai media nazionali, regionali e locali, a fonti di archivio, a interviste semi strutturate approfondite con ricercatori e con attivisti. L’autore discute i risultati e sostiene che la persistenza e la successiva abrogazione del divieto di finanziamento federale per lo scambio di siringhe sono state prodotte dai mutevoli effetti demografici, geografici e politici dell’epidemia di AIDS all’interno della struttura federale del governo USA, piuttosto che una conseguenza di una ingestibile politica della moralità; queste dinamiche contestuali continuano a modellare le politiche sull’AIDS e sulla sanità.

Gaetano Manna, Livelli essenziali della riduzione del danno / Limitazione dei rischi, in Dal fare al dire, a. 27, n. 2 (2018), pp. 53-58
Il 14 giugno 2018 la Regione Piemonte, in collaborazione con Antigone, CGIL, CNCA, Comunità di San Benedetto al Porto, Forum Droghe, Gruppo Abele, Isola di Arran, ITARDD, Legacoopsociali, LILA, ha organizzato un dibattito dal titolo : “LEA – La riduzione del danno è un diritto”. Nell’articolo viene sintetizzato il contenuto del documento elaborato da uno dei Gruppi di lavoro regionali formato da operatori del pubblico e del privato sociale (il lavoro di altri due gruppi analoghi è stato pubblicato sui numeri precedenti della rivista).

Consiglio Superiore di Sanità, Piano nazionale di interventi contro HIV e AIDS (PNAIDS),  Ministero della salute, Roma, 2016, 57 p.
Il Piano Nazionale AIDS 2017-2019 si propone di delineare il miglior percorso possibile per conseguire gli obiettivi indicati come prioritari dalle agenzie internazionali (ECDC, UNAIDS, OMS), rendendoli praticabili nella nostra nazione. Obiettivi prioritari degli interventi previsti nel Piano sono: Delineare e realizzare progetti finalizzati alla definizione di modelli di intervento per ridurre il numero delle nuove infezioni; Facilitare l’accesso al test e l’emersione del sommerso; Garantire a tutti l’accesso alle cure; Favorire il mantenimento in cura dei pazienti diagnosticati e in trattamento; Migliorare lo stato di salute e di benessere delle persone affette; Coordinare i piani di intervento sul territorio nazionale; Tutelare i diritti sociali e lavorativi delle persone affette; Promuovere la lotta allo stigma; Promuovere l’Empowerment e coinvolgimento attivo delle popolazione chiave.

Prevenzione e cura: ricerche ed esperienze

www.nadironlusHIV: Sapere salva la vita, in Delta, n. 90 (estate 2021), pp. 10-11
L’articolo. a partire dalla la campagna “HIV: Sapere salva la vita“, lanciata dall’Associazione Nadir qualche anno fa’ per sensibilizzare le persone a fare il test, illustra la necessità e i vantaggi di considerare il test parte integrante del percorso di salute di ciascuno, non solo delle popolazioni a rischio. E’ infatti importante rilevare precocemente l’infezione per potersi sottoporre al trattamento con antiretrovirali, farmaci in grado di rallentare l’avvento della malattia conclamata e contrastare efficacemente il contagio: chi è in cura regolarmente infatti non è contagioso. I test rapidi degli anticorpi sono disponibili anche presso molte organizzazioni no-profit. Alcune di esse gestiscono centri extra-ospedalieri che effettuano test salivari, anche con aiuto di psicologi e di persone con HIV formati ad hoc.

Laura Rancilio, Paolo Meli, Case alloggio per persone hiv/AIDS, in Delta, n. 90 (estate 2021), pp. 12-13
Dal 1994 ad oggi le Case Alloggio aderenti al C.I.C.A. rappresentano gran parte delle Case Alloggio per persone con HIV/AIDS presenti in tutta Italia: sono 40 gli enti aderenti e gestiscono circa 50 tra Case Alloggio, Centri Diurni e Gruppi Appartamento in 15 Regioni d’Italia (30 province), concentrati soprattutto al Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto) e nel Lazio, le regioni più colpite dall’epidemia dell’infezione da HIV. L’articolo riporta storia, servizi e ostacoli che affrontano per la loro operatività, dando un grande insegnamento di umanità.

Nicoletta Frattini, HIV e Aids. un po’ di storia, in Esse più, a.30, n. 1 (gen.-feb. 2021), pp. 7-11
L’articolo riassume la storia dell’epidemia di Aids, dal suo esordio all’inizio degli anni ottanta del secolo scorso fino a oggi, e delle principali tappe riguardanti il progresso delle terapie.

spA cura di Massimo Cernuschi, Speciale ICAR, in Esse più, a. 29, n. 5 (nov.-dic. 2020), pp. 4-12
Dal 12 al 16 ottobre si è tenuta online la 12 edizione di ICAR (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research), il punto di riferimento per la comunità scientifica nazionale in tema di HIV-AIDS, Epatiti, Infezioni sessualmente trasmissibili e virali. Vengono qui proposti i seguenti contributi: “Calano le diagnosi di HIV, ma crescono quelle tardive”; “HIV: le donne sono più vulnerabili”; “COVID19 e HIV: nessun collegamento terapeutico tra le due “pandemie gemelle””; “Test, condom and chems: come sono cambiate le abitudini dei milanesi”.

A cura di Barbara Suligoi, Maria Cristina Salfa, Anna Teresa Palamar, Le Infezioni Sessualmente Trasmesse. Scenari attuali e prospettive future: proposte operative per un corretto inquadramento diagnostico e assistenziale. Convegno. Università Sapienza. Roma, 19 febbraio 2019. Atti, Istituto Superiore di Sanità, Roma, 2020, 91 p.
Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) costituiscono un gruppo di malattie infettive molto diffuse che colpiscono milioni di individui in tutto il mondo. Spesso le persone con una IST non presentano sintomi e, quindi, non essendo consapevoli di avere un’infezione, possono trasmetterla ad altri attraverso rapporti sessuali non protetti. Se non vengono diagnosticate correttamente e trattate in tempo, le IST possono causare serie complicanze, come infertilità, tumori, danni gravi al neonato se contratte in gravidanza, e possono aumentare il rischio di acquisire o trasmettere l’infezione da HIV. Il convegno svoltosi all’Università La Sapienza di Roma il 19 febbraio 2019 ha promosso le conoscenze e la ricerca relativa ai vari aspetti delle IST, ha presentato i risultati di un’analisi dettagliata dei percorsi e dei flussi delle persone con un sospetto di IST in Italia e ha evidenziato alcune criticità del sistema, individuando soluzioni adeguate per monitorare la diffusione di queste infezioni (compreso l’HIV) e proponendo percorsi diagnostico-terapeutici adeguati.

Michelle Peavy … [et al.], Rapid Implementation of Service Delivery Changes to Mitigate COVID-19 and Maintain Access to Methadone Among Persons with and at High-Risk for HIV in an Opioid Treatment Program, in AIDS and Behavior, n. 24 (2020), pp. 2469–2472
Il trattamento farmacologico con metadone e buprenorfina per il disturbo da consumo di oppiacei è una strategia chiave della prevenzione all’HIV. La pandemia del COVID-19 presenta una sfida per i servizi di trattamento continuo degli oppiacei mentre vengono osservate le direttive di distanziamento sociale. Viene descritta l’esperienza di un Programma di Trattamento degli Oppiacei che ha l’intento di creare e realizzare rapidamente delle politiche in equilibrio fra la sicurezza dei pazienti e del personale e l’accesso ininterrotto al metadone. Si usano verbali di riunioni, comunicazioni personali e politiche scritte per descrivere: (1) le misure adottate dal Programma del Trattamento degli Oppiacei per mitigare la diffusione del COVID-19 mentre si mantengono i servizi centrali ai pazienti; (2) l’ attuazione di strategie cliniche decisionali volte al mantenimento della sicurezza per i pazienti e la comunità; (3) cambiamenti nel flusso dei pazienti clinici.

d87Pierluca Piselli, Claudia Cimaglia, Enrico Girardi, Linkage to care. Primi dati dello studio, in Delta, n. 87 (primavera 2020) – on line, pp. 4-6
L’articolo presenta alcuni obiettivi, metodi e risultati delle indagini realizzate tra il 2017 e il 2019 dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, all’interno di un progetto di ricerca dal titolo “Linkage to care in HIV. Un ulteriore tassello all’analisi del continuum of care in HIV in Italia”. Oggetto dello studio è il fenomeno del mancato o ritardato contatto con l’ambiente di cura (cosiddetto “linkage to care”) per le persone che hanno ricevuto la diagnosi di positività al test HIV, valutando le criticità riscontrate sul territorio dai pazienti con HIV e il loro percorso di cura. Lo scopo finale del progetto è produrre evidenze sulla base delle quali sia possibile proporre soluzioni e interventi da mettere in atto nei diversi contesti analizzati.

David Osorio, Occhio al futuro!, in Delta, n. 87 (primavera 2020) – on line, pp. 13 -13
L’articolo presenta una pubblicazione con lo stesso titolo scaricabile dal sito dell’editore della rivista (www.nadironlus.org/occhio-al-futuro-invecchiare-con-lhiv/). La pubblicazione si inserisce in un progetto che ha indagato le necessità delle persone sieropositive su aspetti che il sistema sanitario ha trascurato, per proporre un percorso verso il miglioramento della qualità di vita a lungo termine.

Anna Colucci … [et al.], La prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse nella popolazione femminile: risultati di due survey, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 10 (2020), pp. 11-15.
L’articolo presenta i risultati di due indagini rivolte alle donne che accedono al Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse e al sito “Uniti contro l’AIDS”, servizi dell’Istituto Superiore di Sanità. Ne emerge che le donne coinvolte, di nazionalità italiana, giovani adulte, con livello di scolarizzazione elevato e prevalentemente occupate, non utilizzano costantemente il preservativo, manifestando una bassa percezione del rischio. Secondo gli autori, questi dati rivelano il limitato impatto delle politiche preventive relativamente alle infezioni sessualmente trasmesse. Considerando che tra le nuove diagnosi di infezione da HIV registrate nelle donne l’età mediana è 34 anni, è prioritario individuare interventi preventivi specifici che possano favorire una maggiore salvaguardia della salute della donna lungo l’intero arco della sua vita.

Jose Blanco … [et al.], COVID-19 in patients with HIV: clinical case series, in The Lancet HIV,  n. 5 (mag. 2020), vol. 7 – on line, pp. 314-316.
L’articolo descrive la prima esperienza (per quanto conosciuto dagli autori) di centro medico specificamente dedicato ai pazienti con infezione da HIV-1 e contagiati da COVID-19. Il centro si trova all’ Hospital Clínic di Barcellona. Vengono illustrate le caratteristiche cliniche, il trattamento antivirale e antiretrovirale e gli esiti dei casi presi in carico. L’articolo è disponibile in pdf.

cov200hHongbo Jiang … [et al.], Maintaining HIV care during the COVID-19 pandemic, in The Lancet HIV, (apr. 2020) – on line, pp. 1-2.
Data la rapida diffusione dell’epidemia di COVID-19, si calcola che circa 37,9 milioni di persone affette da HIV sono a rischio di infezione da SARS COV 2. Inoltre, la pandemia crea barriere e cambiamenti nella continuità delle cure per l’HIV con conseguenze sulla salute fisica e psicologica dei pazienti. WHO e UNAIDS stanno lavorando insieme per assicurare continuità nelle cure ai pazienti affetti da HIV  con diverse iniziative, incontrando maggiori difficoltà nei paesi con sistemi sanitari deboli. L’articolo è disponibile in pdf.

Jennifer Zerbato, Sharon Lewin,  A cure for HIV: how would we know?, in The Lancet HIV, n. 5 (mag. 2020) – on line, pp. e304-e306.
Le autrici, studiose impegnate nella ricerca di una cura per l’HIV, discutono il significato della guarigione dall’HIV, a partire dai casi di due pazienti sieronegativi da anni. L’articolo è disponibile in pdf.

Alison Rodger … [et al.], Risk of HIV transmission through condomless sex in serodifferent gay couples with the HIV-positive partner taking suppressive antiretroviral therapy (PARTNER): final results of a multicentre, prospective, observational study, in The Lancet, n. 10189 (mag. 2019), vol. 393 – on line, pp. 2429-2438.
Lo studio stima il rischio di trasmissione dell’HIV attraverso il sesso nelle coppie gay siero differenti. I risultati suggeriscono che il rischio di trasmissione di HIV nelle coppie gay attraverso il sesso non protetto quando il carico virale dell’HIV è soppresso è zero. Le conclusioni degli autori appoggiano il messaggio della campagna U = U (undetectable equals untransmittable = non rilevabile uguale a non trasferibile), e i vantaggi dei test precoci e del trattamento per HIV.

Seminario 2018: nuove terapie, accesso ai farmaci e qualità della vita, in Delta, n. 83 (inverno 2018) – on line, pp. 6-7.
L’articolo costituisce una sintesi dei lavori del seminario svoltosi a Roma il 20 e 21 settembre 2018, a cui hanno partecipato oltre 60 persone appartenenti ad associazioni di pazienti e a comunità. Le terapie e la qualità della vita sono analizzate attraverso il punto di vista dei pazienti.

Sfida per la gestione delle persone anziane. 1st Geriatric HIV Medicine Summit – Roma, 5-6 febbraio 2018, in Delta, n. 81 (primavera 2018) – on line, pp.14-15.
Secondo lo Studio CARPHA, nel 2012 le persone con HIV di età superiore ai 50 anni in carico presso Centri Clinici Italiani erano il 33.3%, nel 2014 tale percentuale era già salita al 41.2%. Oggi il 21.1% delle nuove diagnosi avviene a un’età maggiore di 50 anni. Le persone con HIV con più di 65 anni sono ora il 4% e si stima che nel 2030 saranno il 48% del totale. Tra queste, almeno il 30% svilupperà una comorbosità legata all’età. Queste le ragioni del Summit che ha tentato di fare incontrare tre attori: medici infettivologi, medici geriatri e associazioni di pazienti.

0034-PITCH_Global-Report_WEB-1Gorik Ooms … [et. al.], Towards transformative integration of the hiv and aids response into universal health coverage. Building on the strengths and successes of the HIV and AIDS response. Experiences from Indonesia, Kenya, Uganda and Ukraine, PITCH, Brighton (U.K.), 2019, 12 p.
Viene esposta in questo report una ricerca multinazionale che si è svolta in Indonesia, Kenya, Uganda e Ucraina allo scopo di capire meglio come si integra la lotta all’HIV nel sistema sanitario di ogni Paese preso in considerazione e valutare se questa integrazione è possibile senza grave deterioramento dei punti di forza e dei progressi della lotta all’HIV e all’AIDS. Questo rapporto sulle politiche si basa sui risultati di questa valutazione, esamina i rischi e le opportunità identificate da una vasta gamma di parti interessate nei quattro paesi studiati e il suo scopo è informare a livello nazionale e globale per implementare i sistemi sanitari nazionali. Viene adottato un approccio basato sui diritti e, facendo riferimento ai successi e alle buone pratiche della risposta sanitaria all’HIV e all’AIDS, auspica servizi sanitari completi ed equi per persone che vivono con l’HIV, in particolare le popolazioni più a rischio.

A cura di Fabio Corbisiero, Gianfranco Ranisio, From curing to caring. Quality of life and longevity in patients with HIV in Italy, PM Edizioni, Varazze (SV), 2018, 183 p.
Il volume, con l’approccio interdisciplinare che intreccia insieme i contributi di scienziati sociali con quelli di medici e attivisti, si pone l’obiettivo di fare il punto della situazione sulla malattia HIV/AIDS e sulle cure attualmente disponibili che hanno notevolmente incrementato l’aspettativa di vita media dei pazienti. Inoltre il volume dibatte sui temi più propriamente legati alle rappresentazioni sociali e culturali di HIV e AIDS, oltre che sulla qualità della vita dei pazienti. Il libro è diviso in due parti: la prima sulla costruzione sociale e culturale di HIV/AIDS e sulla complessità delle dimensioni della cura, dall’infezione alla presa in carico. La seconda parte verte sulle narrative biografiche, con particolare riferimento ad atteggiamenti, informazioni e qualità della vita.  
Collocazione Biblioteca: 18933

Rosa Dalla Torre, … [et al.], Uniti contro l’AIDS: comunicare sul web per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 10 (ott. 2018) – on line, vol. 31, pp. 9-12
Comunicare salute e divulgare conoscenze scientifiche tramite il web rappresenta oggi una priorità per chiunque sia impegnato nell’area della sanità pubblica. In questa prospettiva si collocano il sito web Uniti contro l’AIDS e i social a esso connessi. Il sito, inizialmente promosso e finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del Progetto “Il web: un nuovo alleato contro l’AIDS”, si avvale della responsabilità scientifica e del coordinamento dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ed è mirato alla prevenzione delle infezioni a trasmissione sessuale, con particolare riferimento all’infezione da HIV e all’AIDS.

Prevenzione agli adolescenti in stato detentivo, in Delta, n. 83 (inverno 2018) – on line, pp. 10-11.
Il Circolo Mario Mieli, in collaborazione con la ASL Roma 1, ha iniziato un programma di interventi di prevenzione contro l’HIV, altre infezioni sessualmente trasmissibili e l’uso di sostanze presso l’Istituto Penale per  minorenni Casal di Marmo di Roma.

infsess (2)Barbara Suligoi, Maria Cristina Salfa, Le infezioni sessualmente trasmesse. Come riconoscerle e prevenirle, Carocci, Roma, 2018, 70 p.
Il testo è diretto ai ragazzi delle scuole secondarie superiori ed è nato dalla collaborazione tra Ibsa Foundation e l’Istituto Pasteur Italia  per spiegare ai giovani come riconoscere le infezioni sessualmente trasmesse (e a chi rivolgersi per avere chiarimenti o indicazioni), i rischi associati ai rapporti sessuali non protetti e l’importanza di salvaguardare la propria salute attraverso poche ma efficaci “Regole del sesso sicuro”. Nella seconda parte dell’opera si trova un fumetto dal titolo “Malattie d’amore” a cura degli studenti delle classi terze sezioni Csa e Bord del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Trento (testi) e della Scuola Romana dei Fumetti (disegni). E’ presente on line e in Biblioteca in forma cartacea.
Collocazione Biblioteca: E6005

A cura di Matteo Schwarz, Lucia Pugliese, Barbara Suligoi e Anna Maria Luz, La bussola. Punti cardinali per orientare la persona con HIV nella tutela dei propri diritti, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, vol. 30, n. 4 (apr. 2017) supplemento 1, pp. 1-25
Si tratta di una guida articolata in domande e risposte, stilata da esperti in materia legale e da ricercatori. Attraverso a un linguaggio accessibile a tutti, l’opera offre un vademecum sia a chi, ricevuta una diagnosi di sieropositività all’HIV, si senta solo e disorientato nel riorganizzare la propria vita convivendo con una patologia cronica, sia a tutti coloro che desiderino supportare il proprio caro nell’affrontare i problemi della vita quotidiana. Gli autori hanno raccolto e analizzato il contenuto delle richieste più frequenti degli utenti al servizio di counseling del Telefono Verde AIDS e IST dell’Istituto Superiore della Sanità, hanno individuato le aree tematiche ricorrenti e organizzato i contenuti in una formula comprensibile anche ai non addetti ai lavori.

Film

Robin Campillo, 120 battiti al minuto, film drammatico, Francia, 2017, 140′   V.M.14
Il titolo fa riferimento ai 120 battiti al minuto della musica pop dei primi anni novanta, periodo in cui l’AIDS miete vittime da quasi dieci anni, e gli attivisti di Act Up-Paris moltiplicano le azioni contro l’indifferenza generale. Un gruppo di attivisti irrompe in una conferenza sull’AIDS, lancia sangue finto sui partecipanti e ammanetta il relatore. Il giorno dopo, durante la riunione del gruppo, il nuovo membro Nathan, uno dei pochi che ha evitato il contagio, viene colpito dalla vitalità di Sean, un ragazzo che sta impegnando le sue ultime energie per le battaglie dell’associazione. Tra i due si instaurerà una relazione sempre più appassionata, nonostante i caratteri e le esperienze differenti.

91jUjz9+sNL._SL1500_Jean-Marc Vallée, Dallas Buyers Club, film drammatico, USA, 2013, 117′
Dallas Buyers Club racconta la storia vera di Ron Woodroof, un elettricista/cowboy ribelle del Texas al quale, nel 1986, viene diagnosticato l’AIDS, con una prognosi di pochi giorni di vita. Frustrato dalla mancanza di opzioni mediche disponibili e tutt’altro che rassegnato a questa sorta di condanna a morte, Ron trova un’ancora di salvezza nei farmaci alternativi e in un mix di vitamine di sua invenzione. Entra così in contatto con altri ammalati e familiarizza con loro, superando l’iniziale omofobia e ritrovandosi al centro di un cospicuo business di contrabbando. Inizia così una tesissima partita a scacchi con la legge che vieta i farmaci da lui usati e con la polizia. Tutto questo scontro e questo percorso di rinegoziazione del ruolo degli eterosessuali nella lunga battaglia per ottenere cure efficaci e tempestive contro il virus HIV (che per molti versi ha riguardato soprattutto gli omosessuali), il film lo gioca sul fisico emaciato e smagrito di Matthew McConaughey che tra chili persi e un trucco molto efficace mostra, con le varie fasi della propria salute, il senso stesso della purificazione umana sulla sua faccia.

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Sitografia

Associazione Nazionale Lotta all’AIDS (ANLAIDS) Onlus

Associazione NADIR onlus e rivista Delta

Cesda: Centro studi, ricerca e documentazione su dipendenza e aids

EPICENTRO: Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica

Epidemiologia e prevenzione: rivista dell’associazione Italiana di Epidemiologia

European Centre for Disease Prevention and Control

Helpaids

Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS (LILA)

Ministero della Salute. Hiv e AIDS

Network Persone Sieropositive (NPS) Italia

OECD:  Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico

Poloinformativo Hiv/AIDS [Sert di Faenza (RA) e di Budrio (BO)]

The Joint United Nations Programme on HIV/AIDS (UNAIDS)

WHO. Publications on HIV

World AIDS Day 2020 (UNAIDS)