Aggiornata a dicembre 2018 – a cura di Anna Maria Licastro

I materiali elencati (libri, articoli di riviste, audiovisivi e documentazione grigia) appaiono in ordine decrescente per anno di pubblicazione e sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca, oppure scaricabili direttamente da Internet al link fornito. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:
Dati di contesto sulla povertà
Forme e caratteristiche della povertà
Uscire dalla povertà: politiche, servizi e interventi

Dati di contesto sulla povertà

COVER-Per-amore-della-Terra-PROCESSATO_1-page-001Giuseppe De Marzo, prefazione di don Luigi Ciotti, postfazione di Marco Revelli, Per amore della terra.Libertà, giustizia e sostenibilità ecologica, Castelvecchi, 2018, Roma, pp. 180.
L’autore, economista e giornalista, considera la nascita del movimento per la giustizia ambientale e come abbia messo in discussione l’attuale modello di sviluppo e le vecchie impostazioni delle politiche ambientali. Ripercorre la geografia delle lotte in atto nel mondo a varie latitudini e invita a riflettere sul mondo in cui viviamo e sul potere che abbiamo di trasformarlo.
Biblioteca: 18162

Paolo Gomarasca, Pratiche di rivoluzione quotidiana. L’etica di Paulo Freire nel lavoro sociale, in Lavoro, n. 4 (ago. 2018), pp. 13-18.
Paulo Freire è noto per il suo contributo a una pedagogia dialogica e antioppressiva, ma la sua metodologia si rivela proficua anche nel lavoro sociale. La sua proposta era di una pratica di lavoro sociale educativo-pedagogica al fianco degli oppressi. L’etica freiriana del social work è un’etica ribelle, che non tace di fronte alle infinite forme di svilimento dell’umano, ma sa combattere insieme a chi soffre. L’autore dell’articolo è un docente di filosofia.

A cura di Consuelo Corradi e Maria Lameiras Fernandez, Le donne nella società italiana: movimenti, politiche, medialità, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 1 (2018), pp. 9-96.
La parte monografica della rivista mette a fuoco alcuni temi di cui sono protagoniste le donne italiane: la valutazione dei cambiamenti in atto attraverso le voci delle testimoni; l’incidenza del femminismo sulle politiche contro la violenza; l’analisi del femminicidio in una prospettiva transnazionale, la povertà femminile e il dibattito sulla rappresentazione mediale della donna. In particolare segnaliamo: “Donne e povertà. Gli interventi sociali sono sensibili al genere? Il caso della carta acquisti sperimentale a Roma”, di Folco Cimagalli, Cristina Sofia.

Pedagogia_oppressi_light-300x430Paulo Freire, Pedagogia degli oppressi, Edizioni Gruppo Abele, 2018, Torino, pp. 238 Con questa nuova edizione, arricchita da interviste con studiosi contemporanei, viene riproposta l’opera sempre attuale di Paulo Freire. La sua proposta pedagogica, radicata nella concretezza della situazione storica in cui matura, è quella di un metodo e di un contenuto fondanti una cultura alternativa a quella veicolata dalla pedagogia dominante. La matrice del metodo, che è l’educazione concepita come un momento del processo globale di trasformazione della società, è il superamento di ogni tipo di situazione conservatrice, sia essa di carattere burocratico che sociale, e si fonda su operazioni pedagogiche non “umanistiche” ma umanizzanti. Nella biblioteca sono presenti anche le edizioni del 1976 (Biblioteca: 00298), del 2002 (Biblioteca: 10665), del 2011 (Biblioteca: 15285).
Collocazione Biblioteca: 17993

Simona Beretta, A comment on Kerry Chamberlain paper: poverty, health, and health psychology. A critical perspective, in Psicologia della Salute, n. 2 (2018), pp. 9-26.
La monografia propone alcune riflessioni sul tema della salute, partendo da un commento su un articolo di Chamberlain. Vengono discusse principalmente: le analisi degli economisti che individuano un nesso causale tra salute e povertà; il ruolo della psicologia della salute per persone che vivono in povertà; lo studio di forme di intervento efficaci, come la “community care” e l’accompagnamento, per indirizzare le decisioni personali relative alla salute verso scelte ottimali.

A cura di Cristina Solera e Emmanuele Pavolini, Genere e diritti sociali, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 1, (gen-mar) 2018, pp. 7-247.
La sezione monografica di questo numero esplora vari aspetti del welfare state italiano, riflettendo sulle sue connotazioni e implicazioni di genere. Si segnala in particolare “Genere e politiche di lotta alla povertà. Una riflessione sulle misure di reddito minimo” di Alessandro Martelli.

educazione e famigliePaola Milani, Educazione e famiglie. Ricerche e nuove pratiche per la genitorialità, Carocci Editore, 2018, Roma, pp. 279.
Accompagnare i genitori nell’educazione dei figli è un investimento efficace e duraturo per superare le disuguaglianze, in aumento negli ultimi anni, e per liberare il potenziale umano dei bambini più vulnerabili. Il libro perciò propone nuovi approcci per far spazio ai genitori nelle aree della promozione, prevenzione e protezione dell’infanzia, presentando anche riconosciute esperienze internazionali. Paola Milani è docente di Pedagogia sociale all’Università di Padova.
Collocazione Biblioteca: 18053

Liliana Leone, Cosa abbiamo imparato dalla valutazione del SIA. Per la messa a regime del REI, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 1 (inverno 2018), pp. 3-5.
Il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) ha rappresentato una misura ponte di accompagnamento e messa a regime di uno schema di contrasto alla povertà denominato Reddito di Inclusione (REI): entrambe le misure sono caratterizzate da un trasferimento monetario soggetto a condizionalità. Nell’articolo si delinea una valutazione delle esperienze fin qui svolte.

Francesco Chiavarini … [et al.], Rei. Reddito per ricominciare, in Scarp de’ tenis, n. 218 (feb. 2018), pp. 26-31.
Il dossier prende in considerazione il Rei, Reddito di inclusione, varato nell’estate 2017. Ne traccia il percorso applicativo costellato di numerose difficoltà e affronta diverse tematiche: come funziona, chi ne può beneficiare, a chi vanno presentate le domande, come vengono erogate le risorse. Il secondo articolo è un’intervista a una donna in situazione di difficoltà economica, che riceve sussidi per la sua famiglia, ma che ancora non conosce la nuova misura del Rei.

European Union Agency for Fundamental Rightsfund rights report contorno (FRA), Fundamental Rights Report 2018, European Union Agency for Fundamental Rights, 2018, Luxembourg, pp. 244.
La Relazione 2018 dell’Agenzia per i diritti fondamentali (FRA) riassume e analizza i principali sviluppi in questo ambito, introdotti e realizzati dall’Unione europea (UE) e dagli Stati membri, evidenziando sia i progressi compiuti sia gli ostacoli che ancora si incontrano. Questa pubblicazione presenta i pareri della FRA sui principali sviluppi in differenti aree tematiche, nonché una sintesi delle informazioni su cui si fondano tali pareri, tracciando un quadro sintetico ma informativo sulle principali criticità con cui si confrontano l’UE e gli Stati membri nell’ambito dei diritti fondamentali. Il rapporto presenta una sezione Focus “Shifting perceptions: towards a rights-based approach to ageing”, che discute di come gli anziani, sempre più numerosi nell’Unione Europea, vedano riconosciuti e applicati i loro diritti fondamentali a una vita dignitosa.
Collocazione Biblioteca: W0842

Kerry Chamberlain, Poverty, health, and health psychology: a critical perspective, in Psicologia della Salute, n. 1 (2018), pp. 5-18.
L’articolo tratta della questione della povertà, della sua relazione con la salute e di come la salute psicologica possa rispondere a tale questione. Nella prima parte dell’articolo si considera brevemente la povertà, la sua entità e i suoi legami con la salute, con un focus specifico sulla povertà in Italia. Nella seconda parte si parla della salute psicologica, dei suoi fondamenti e di come cerca di operare, il tipo di conoscenza che cerca di produrre, e si sostiene che questo possa non essere il modo migliore per capire o affrontare questioni relative alla povertà o di assistere persone che stanno vivendo vite impoverite. Nella parte finale dell’articolo si discutono strade alternative di lavoro che possono offrire modi più efficaci di salute psicologica per capire la complessità della povertà e dell’impoverimento, ed aumentare le opportunità di emancipazione e cambiamento. Si conclude che la salute psicologica necessita di riflessione critica nella sua pratica, se è indirizzata a questioni socialmente complesse quali la povertà.

homelessCesare Bianciardi, Homelessness. Un’indagine ricognitiva sul territorio della Città metropolitana di Torino, Città metropolitana di Torino, 2017, Torino, pp. 37
[Testo disponibile on line e in pdf] Con questa indagine ricognitiva si è cercato di indagare il fenomeno dei senza fissa dimora sul territorio di Città metropolitana di Torino. Attraverso il lavoro degli Enti gestori dei servizi sociali si è rilevata l’entità numerica dei senza dimora e si sono mappati i servizi e le strutture che a vario titolo si occupano di loro. Nel quadro che emerge dall’indagine si rilevano diverse difficoltà ad affrontare il fenomeno in un’ottica non strettamente emergenziale ma strutturale. Rispetto a Torino, comune capoluogo, i territori metropolitani faticano a creare sinergie tra attori pubblici e organizzazioni del terzo settore e a porre in essere interventi coordinati e adeguati per la presa in carico globale degli homeless. L’indagine apre quindi il campo a interessanti riflessioni, sia per ripensare il ruolo di coordinamento di Città metropolitana di Torino, sia per cominciare a ragionare su nuovi strumenti di policy per affrontare efficacemente il fenomeno. Cesare Bianciardi è un ricercatore sociale. L’indagine contiene anche un contributo della docente universitaria Antonella Meo.
Collocazione Biblioteca: W0596

Maria Carannante, Enrica Morlicchio, Germana Scepi, Il modello italiano di povertà nei quarant’anni di vita della rivista, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 3 (dic. 2017), pp. 581-591.
L’articolo ripercorre i cambiamenti nella composizione socio-demografica della povertà italiana nel corso degli ultimi quarant’anni. Secondo le autrici, nonostante importanti cambiamenti intervenuti dopo le crisi finanziarie del 2008 e del 2011, ci sono alcune caratteristiche di fondo della povertà italiana che rimangono immutate e che autorizzano a parlare di un unico modello per le diverse aree geografiche.

332politiche_sociali_3_2017Cristiano Gori, L’introduzione del REI, tra risultato storico e rischio di una riforma incompiuta in Politiche Sociali, n. 3 (set.-dic. 2017), pp. 509-512.
Il 29 agosto 2017 il Consiglio dei Ministri ha promulgato in via definitiva il Decreto di attuazione della Legge delega sul contrasto alla povertà, che introduce il Reddito di Inclusione (REI). L’autore nel breve saggio presenta le modalità di attuazione della norma e propone alcune riflessioni sui suoi punti di forza e sulle sue criticità.

Lorenzo Coccoli, La Giustizia e l’ombra della carità. I poveri tra controllo, negoziazione e conflitto, [s.n.], 2017, Torino, pp. 41.
[Testo disponibile in pdf]. L’autore affronta il tema di come, nel gestire il problema sociale della povertà, diritto (giustizia) e assistenza (carità) si siano intrecciate nel corso della storia. In questo saggio si parla in particolare della riforma dell’assistenza ai poveri nel XVI secolo, dell’economia sociale (XVIII secolo), della teoria neoliberale e dell’azione sociale dello Stato nell’epoca contemporanea. Lorenzo Coccoli è dottore di ricerca in Storia della filosofia moderna.
Collocazione Biblioteca: W0597

Claudio Cagnazzo, La gabbia come metafora e come realtà, in Rocca, n. 23 (dic. 2017), pp. 42-43.
La gabbia diventa una metafora per descrivere il sistema sociale dell’attuale società globalizzata che sembrerebbe sempre più libera. In realtà nuove e vecchie emarginazioni costringono tantissime persone a vivere in campi di accoglienza, molti si trovano in situazioni ingabbianti di povertà. La società stessa con la burocrazia, le esigenze di controllo e sicurezza, le nuove tecnologie informatiche, costruisce sempre nuove gabbie di cui difficilmente siamo consapevoli.

censisCensis, 51° Rapporto sulla situazione sociale del paese 2017, Franco Angeli, 2017, Milano, pp. 540. La Fondazione Censis realizza annualmente il Rapporto sulla situazione sociale del paese che interpreta i più significativi fenomeni socio-economici occorsi in Italia. La prima parte di questa cinquantunesima edizione, “Considerazioni generali”, introduce il Rapporto sottolineando la chiusura di un lungo ciclo di sviluppo senza espansione economica e l’importanza del binomio tecnologia-territorio per il futuro. La seconda parte, “La società italiana al 2017”, affronta i temi di maggior interesse emersi nel corso dell’anno, mentre la terza e la quarta parte presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro e la rappresentanza; il welfare e la sanità; il territorio e le reti; i soggetti e i processi economici; i media e la comunicazione; la sicurezza e la cittadinanza.
Collocazione Biblioteca: 01R51

Rita Salvatore, Mara Maretti, “Competenze sociali” e relazioni prossimali nei percorsi emergenti di impoverimento, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 3 (2017), pp. 119-139
L’articolo tenta di comprendere da un punto di vista qualitativo i percorsi di impoverimento contingenti alle traiettorie biografiche degli attori sociali coinvolti. I principali risultati presentati riguardano uno studio etnografico condotto nelle Caritas di Abruzzo e Molise. L’analisi dei racconti di vita confermano l’importanza delle reti relazionali di prossimità come efficace strumento di prevenzione, ma mostra anche l’importanza della capacità da parte del soggetto di porsi al centro del suo universo e di gestirlo in base alle proprie competenze sociali e relazionali. La povertà appare come un fenomeno da gestire con un approccio multidimensionale che favorisca l’integrazione tra le competenze individuali e quelle della comunità.

dirittiArianna Saulini, Silvia Taviani, I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. 3° Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, anno 2016-2017, Save the Children, 2017, Roma, pp. 212.
In occasione dell’esame dell’Italia del prossimo anno presso il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza le 96 associazioni del Gruppo CRC pubblicano il 3° Rapporto Supplementare di monitoraggio dell’attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) in Italia e dei suoi Protocolli Opzionali. Il rapporto con 157 raccomandazioni si rivolge a rappresentanti del Governo, agli Enti Locali, nonché ai parlamentari auspicando che ogni istituzione possa, nel proprio ambito di intervento, adoperarsi al fine di risolverle e di migliorare le politiche per l’infanzia e l’adolescenza in Italia.
Collocazione Biblioteca: W0684

European Observatory on Health Systems and Policies, Organisation for Economic Co-operation and Development, Companion Report 2017. State of Health in the EU, Publications Office of the European Union, 2017, Luxembourg, pp. 72.
Questo rapporto, partendo da un profilo sullo stato di salute di ciascun Paese europeo, raggiunge alcune conclusioni chiave in merito alla necessità di spostare l’attenzione sulla prevenzione e sui determinanti sociali della salute, guidare i pazienti attraverso il sistema sanitario con forti cure primarie, integrare l’assistenza per un servizio sostenibile ed efficace, formare personale sanitario resiliente alle sfide future e affrontare un’importante lacuna di conoscenza con dati migliori e centrati sul paziente. Il sistema sanitario italiano ha reso importanti contributi alla salute della popolazione e ha aumentato significativamente la speranza di vita. I tassi di mortalità in Italia sono tra i più bassi nei paesi dell’UE, principalmente a causa della costante riduzione della mortalità per malattie cardiovascolari. Tuttavia, a causa dell’aumento del costo dei medicinali e dei servizi e dell’uso inappropriato dei servizi della medicina d’urgenza ospedaliera, il rapporto suggerisce che siano scarsamente soddisfatti i bisogni di assistenza medica da parte di chi ha un reddito più basso, e vi sia perciò un grado significativo di disuguaglianza nell’accesso alle cure. Maggiori informazioni si trovano nel rapporto “State of Health in the EU: Italia. Profilo della sanità 2017” (coll. bibl.: W0654).
Collocazione Biblioteca: W0554

fameChiara Saturnino … [et al.], Una fame da morire. Vecchie e nuove sfide nel contrasto alla malnutrizione, Save the Children, 2017, Roma, pp. 48.
La malnutrizione resta un killer silenzioso che continua ad uccidere milioni di bambini: ben la metà dei 6 milioni di coloro che perdono la vita prima di compiere 5 anni per cause prevenibili e curabili. Vivono negli slum delle grandi megalopoli, tra una discarica e un grattacielo di una grande compagnia finanziaria o nei villaggi più remoti dell’Africa dove fanno fatica ad arrivare anche le organizzazioni umanitarie. Faticano a sopravvivere nelle aree assediate dalle guerre dove non si muore solo per le bombe o per i cecchini ma perché non c’è più niente da mangiare, così come nelle immense distese desertiche create dalla siccità e dai cambiamenti climatici. Il Rapporto stilato da Save the Children analizza il fenomeno con dati aggiornati, fa il punto sull’impegno politico internazionale e sugli interventi portati avanti dalla stessa organizzazione in tutto il mondo.
Collocazione Biblioteca: W0659

Luca Davico … [et al.], Recuperare la rotta. 2017 – Diciottesimo Rapporto Giorgio Rota su Torino, RGR-Rapporti Giorgio Rota, 2017, Torino, pp. 237. [Testo disponibile in pdf – solo consultazione] Il Rapporto quest’anno si apre con l’approfondimento rispetto allo stato di salute del tessuto economico torinese, alla capacità delle imprese di produrre, creare lavoro e reddito, ma anche di esportare, innovare, dare vita a start up. La seconda parte si occupa della capacità di tenuta del tessuto sociale, in particolare delle disuguaglianze e della capacità di risposta del welfare a bisogni di base, come la casa o la salute. Un nuovo corredo di mappe illustra le differenze socioeconomiche tra le varie zone di Torino e dei comuni della cintura. Sul sito www.rapporto-rota.it sono reperibili i rapporti degli anni precedenti su Torino, quelli su Napoli e su Roma.
Collocazione Biblioteca: W0775

dirittoEnnio Codini, Alberto Fossati, Silvia A. Frego Luppi, Manuale di diritto dei servizi sociali, Giappichelli, 2017,Torino, pp. 389.
Il libro affronta in prima istanza diverse tematiche generali come l’evoluzione storica della disciplina, le fonti giuridiche, i principi orientativi, l’integrazione socio-sanitaria, il sistema di finanziamento, la programmazione e pianificazione, il rapporto pubblico-privato. Nella seconda parte ci si concentra sulle categorie di intervento come la famiglia, i minori, gli studenti, i disabili, gli anziani, i tossicodipendenti, gli indigenti, i carcerati, gli stranieri. La terza parte riguarda le politiche e i finanziamenti europei, l’ISEE, la carta dei servizi, il piano di zona, i titoli sociali, le professioni sociali, le questioni di riservatezza professionale. Si segnala in particolare il capitolo “Gli indigenti”, di Alberto Fossati, nel quale vengono affrontati i concetti di povertà relativa e assoluta, l’edilizia popolare e gli interventi, sia nazionali che regionali e locali, di contrasto alla povertà.
Collocazione Biblioteca: 17960

Folco Cimagalli, Mutamento sociale e social work: nuove sfide per una professione, in Studi di Sociologia, n. 3 (lug.-set. 2017), pp. 251-264.
Nell’articolo viene affrontato il ruolo delle professioni sociali in generale nell’ambito dei cambiamenti lavorativi degli ultimi anni. Questi vengono fondamentalmente individuati nella globalizzazione, nella territorializzazione, nella riduzione della spesa pubblica, individuando due tipi di organizzazione: settoriale e poliedrica. Un problema importante è individuato nell’aumento della povertà che dovrebbe condurre ad un ripensamento del concetto di comunità.

Alberto Ardissone, Le “Dimissioni Protette” per persone senza dimora a Bologna. Un Case Study sull’integrazione socio-sanitaria per la povertà estrema, in Studi di Sociologia, n. 3 (lug.-set. 2017), pp. 265-280.
Dopo una parte introduttiva sull’integrazione socio-sanitaria per la povertà estrema, viene presentato un progetto realizzato a Bologna riguardante la dimissione dagli ospedali cittadini di soggetti senza dimora. Fanno parte del progetto: strutture di accoglienza, erogazione dei pasti, assistenza sociale, assistenza infermieristica presso i dormitori, assistenza medica. Vengono esposti anche dati statistici riguardanti l’esperienza. Alberto Ardissone lavora presso l’Università di Bologna.

tutti i banchiChristian Raimo, Tutti i banchi sono uguali. La scuola e l’uguaglianza che non c’è, Einaudi, 2017, Torino, pp. 142
Il testo tratta di tematiche attuali legate alla scuola della quale, secondo l’autore, bisogna recuperare la centralità in quanto, di fronte alla crisi delle altre agenzie educative, è rimasta il luogo privilegiato dove esercitare l’uguaglianza. Uguaglianza che è il baluardo capace di resistere alle ideologie individualiste e all’elogio della competizione. Non bisogna isolare ciò che avviene in classe da ciò che avviene fuori, o peggio, rendere funzionale il lavoro in classe alle ideologie del mondo non scolastico, come potrebbe avvenire ad esempio con l’alternanza scuola-lavoro. Raimo, scrittore e docente alle superiori, ritiene che i fuochi centrali del discorso sull’educazione oggi siano quattro: valutazione, qualità della formazione, rapporto tra mondo della scuola e del lavoro e infine uguaglianza. Questi temi sono legati a una visione politica nel senso pieno del termine: non si può parlare di scuola senza pensare alla cittadinanza del futuro.
Collocazione Biblioteca: 17907

Pietro Fantozzi … [et al.], Bisogni e politiche sociali nel Mezzogiorno. Nuovi fermenti in un contesto avverso, in Politiche Sociali : Social Policies, n. 2 (mag.-ago. 2017), pp. 211-385.
Il numero speciale della presente rivista è nato per verificare le prospettive del welfare state e del welfare locale e comunitario in territori difficili come quelli del Mezzogiorno d’Italia. L’intento degli autori è descrivere esperienze di produzione di benessere, che, nonostante la precarietà dei contesti, sono riuscite a dare risposte a bisogni sociali importanti. In alcuni casi, anche per capire se emergono delle best practices, per conoscere meglio gli attori che si mobilitano e qual è la dimensione politica di questo welfare. Fra i contributi proposti segnaliamo “Microwelfare di comunità e politiche sociali contro la povertà minorile a Napoli” di Emanuela Chiodo e “Dai Cantieri di Cittadinanza al Reddito di dignità. Prove di contrasto alla povertà in Puglia” di Armida Salvati.

diversoGaetano Gucciardo, L’uguale e il diverso. Come le disuguaglianze deprimono il capitale sociale, Rosenberg e Sellier, 2017, Torino, pp. 151
Il tema del libro è il legame fra il capitale sociale, come risorsa di spirito di cooperazione, solidarietà, lealtà reciproca, fiducia, e le disuguaglianze, affrontando anche in particolare le condizioni che favoriscono la creazione di capitale sociale. Un’attenzione particolare viene data alle nuove frontiere della civilizzazione (bullismo e violenza domestica sulle donne), ai rapporti fra eterogeneità etnica e capitale sociale, nonché alle diseguaglianze, fiducia e capitale sociale nel Mezzogiorno. Gaetano Gucciardo insegna sociologia e metodologia della ricerca sociale all’Università di Palermo.
Collocazione Biblioteca: 18187

Donatella Aimi … [et al.], Valutazione delle azioni generative di contrasto alla povertà, in Studi Zancan, n. 3 (mag.-giu. 2017) – on line, pp. 49-58
Per verificare gli esiti e l’impatto sociale della propria azione di contrasto alla povertà, la Fondazione Cariparma ha sottoposto a valutazione specifica otto progetti finanziati. Dall’indagine sono emersi i risultati conseguiti per i beneficiari dei progetti e a vantaggio delle comunità di riferimento.

rpsGiuseppe Costa … [et al], Le disuguaglianze di salute in Italia, in RPS, n. 2 (apr.-giu. 2017), pp. 169-195.
La monografia comprende due articoli: “A due anni dal rapporto sull’Equità di salute in Italia: percorsi e prospettive” di Giuseppe Costa e altri; “La salute dei più fragili: nicchie di diseguaglianze, cicatrici e innovazione sociale” di Nerina Dirindin e Chiara Rivoiro. Il primo articolo tenta di identificare le priorità verso le quali orientare le policy di riduzione delle disuguaglianze e di delineare azioni efficaci e innovative; nel secondo articolo si affrontano i rischi e le criticità di un approccio basato sulla collaborazione tra settore pubblico e finanza privata per affrontare la mancanza di risorse pubbliche che sostengano i bisogni sociali e socio-sanitari.

A cura di Danilo Chirico e Marco Carta, Under. Giovani, mafie, periferie. Un dossier dell’Associazione daSud con il contributo della Fondazione con il Sud, Giulio Perrone, 2017, Roma, pp. 263.
Questo libro è un dossier realizzato in modo collettivo dall’Associazione antimafie daSud e racconta, anche attraverso l’analisi di storie di vita, il mondo dei baby criminali, giovani che provengono in gran parte dalle periferie delle città del sud e da situazioni di povertà ed emarginazione, ma anche dalla media borghesia. L’intento è quello di osservare il contesto sociale, sistematizzare le informazioni, leggere e offrire spunti di riflessione sulla vita di questi giovani a scuola, in famiglia, nei quartieri e nelle carceri. Il legame tra il mondo dei giovani e il sistema mafioso è di grande attualità e gli autori intendono proporre un valido strumento per contrastare questo fenomeno.
Collocazione Biblioteca: 81629

mondo a parteFondo delle Nazioni Unite per la popolazione, edizione italiana a cura di Aidos, Lo stato della popolazione nel mondo 2017. Mondi a parte. Salute e diritti riproduttivi nell’epoca della disuguaglianza, UNFPA, 2017, Roma, pp. 136. Il Rapporto 2017 del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) si sofferma sulle disuguaglianze nel mondo, in particolare sulla condizione economica di donne e ragazze, sulla disparità di genere e sull’accesso alla salute sessuale e riproduttiva. Quando una gran parte della popolazione, in massima parte femminile, si vede negati i propri diritti umani, si riduce la possibilità di avere una società più stabile e un mondo sostenibile. I dati demografici forniti dal Rapporto fanno emergere le connessioni tra condizione economica e accesso alla salute, individuando nella parità di genere una delle chiavi fondamentali per lo sviluppo sostenibile.
Collocazione Biblioteca: 38R21

A cura di Associazione SocietàINformazione, 15° Rapporto Diritti Globali. Apocalisse umanitaria, Ediesse, 2017, Roma, pp. 574.
Il Rapporto sui diritti globali è uno studio annuale, unico a livello internazionale, che analizza i processi connessi alla globalizzazione e alle sue ricadute, sotto i vari profili economici, sociali, geopolitici e ambientali, osservati in un’ottica che vede i diritti come interdipendenti. La struttura del Rapporto, giunto alla sua 15° edizione, è articolata in capitoli tematici, suddivisi in una panoramica generale e in focus di approfondimento su alcune delle problematiche più rilevanti e attuali dell’anno. L’analisi e la ricerca sono corredate da cronologie dei fatti, dati statistici, riferimenti bibliografici e web
Collocazione Biblioteca: 12R15

atlanteSave the Children, Atlante dell’infanzia a rischio. Lettera alla scuola, Save the Children, 2017, Roma, pp. 20.
A cinquanta anni dalla scomparsa di Don Lorenzo Milani, che ha lottato perché i suoi studenti non fossero svantaggiati per la loro condizione economica, le diseguaglianze sociali continuano a riflettersi sul rendimento scolastico degli alunni. In un’Italia in cui le famiglie con minori in povertà assoluta in dieci anni sono quintuplicate, che si trova a fare i conti con gli effetti della recessione sulla motivazione dei giovanissimi e che è sempre più vecchia, con oltre 165 anziani ogni 100 bambini, alunni e studenti spesso non trovano nella scuola risposte efficaci alle sfide di oggi. A cinquanta anni dalla scomparsa di Don Lorenzo Milani, che ha lottato affinché la scuola offrisse pari opportunità ai suoi studenti indipendentemente dalla loro condizione economica, nel sistema scolastico nazionale le diseguaglianze sociali continuano a riflettersi sul rendimento degli alunni. È da qui, dalla scuola, luogo dell’infanzia che dovrebbe superare le diseguaglianze, offrendo pari opportunità, coltivando l’istruzione, l’educazione all’affettività e alla socialità dei bambini per allontanarli dai fattori di rischio, che si snoda il viaggio di questo rapporto. (Volume in arrivo in biblioteca, in rete è disponibile l’estratto).
Collocazione Biblioteca: W0685

A cura di Tracy Geoghegan, Stolen childhoods. End of childhood report 2017, Save the Children, 2017, pp. 40
Si tratta di uno studio sulla fine precoce dell’infanzia che ne esplora le principali cause e introduce un parametro, l’Indice della Fine dell’Infanzia, per classificare 172 paesi valutando dove l’infanzia è più intatta e dove è più corrosa. Gli indicatori usati per misurare la fine dell’infanzia sono: mortalità al di sotto dei 5 anni, arresto della crescita da malnutrizione, bambini non iscritti a scuola, lavoro minorile, matrimonio precoce, nascite da adolescenti, spostamenti forzati per conflitti o persecuzioni, arruolamento di bambini soldato e omicidio di minori. L’Indice mostra quali paesi riescono o non riescono a offrire condizioni che nutrono e proteggono i loro cittadini più giovani. Inoltre il documento descrive in particolare alcuni casi di bambini la cui infanzia è stata interrotta.

vasiA cura di Federica De Lauso [et al.], Rapporto 2016 su povertà ed esclusione sociale in Italia e alle porte dell’Europa, Caritas Italiana, Roma, 2016, pp. 120
Il Rapporto 2016 di Caritas Italiana affronta i temi di povertà ed esclusione sociale allargando il proprio sguardo oltre i confini nazionali, cercando di descrivere le interconnessioni che esistono tra la situazione italiana e quello che accade alle sue porte. Il Rapporto è frutto dell’analisi dei dati e delle esperienze quotidiane delle oltre duecento Caritas diocesane operanti su tutto il territorio nazionale, aggiornati al 2016. Un focus particolare è stato dedicato all’analisi dei dati contenuti in vari rapporti di ricerca, prodotti da organismi internazionali e Caritas europee. L’immagine dei vasi comunicanti aiuta a leggere i nessi tra povertà, emergenze internazionali, guerre ed emigrazioni, e al tempo stesso vuole essere l’auspicio per un futuro in cui le gravi disuguaglianze socio-economiche alla base dei movimenti migratori possano annullarsi favorendo un maggiore e più equo livello di benessere per tutti.

Chiara Saturnino … [et al.], Fino all’ultimo bambino. Milioni di bambini senza un domani in Italia e nel mondo: la sfida di Save the Children, Save the Children Italia, Roma, 2016, pp. 72
Si tratta del rapporto di Save the Children riguardante la campagna “Fino all’ultimo bambino”, che estende i progetti già in corso di contrasto alla povertà e di sicurezza alimentare. Dopo una definizione della povertà e una riflessione sulle sfide che comporta per la popolazione infantile, si fa riferimento al carattere multidimensionale e intergenerazionale della povertà e ai meccanismi che la alimentano nei Paesi a basso reddito. Attraverso l’analisi dei dati più recenti si descrive cosa significa per madri e bambini essere vittima di deprivazione e di esclusione sociale in Italia. Un breve paragrafo è infine dedicato alle recenti emergenze e crisi umanitarie, dal conflitto in Siria al terremoto del Centro Italia. Secondo gli autori, gli antidoti alla povertà infantile esistono: si tratta di interventi adottati sia a livello internazionale che nei programmi avviati nel nostro Paese, rivelatisi efficaci.

UNICEF and World Bank Group, Ending Extreme ending extremePoverty. A Focus on Children. Briefing note, UNICEF and World Bank Group, New York, 2016, pp. 7
Si tratta di una sintesi del rapporto sulla povertà estrema, con un focus particolare sui bambini. Il documento confronta il numero degli adulti e dei bambini in stato di bisogno e illustra in quali zone del mondo la povertà è maggiormente presente. Infine avanza delle proposte di impegno ai governi nazionali per contrastare il fenomeno.

Save the Children, Child poverty. What drives it and what it means to children across the world, Save the Children UK, 2016, pp. 108
Il rapporto prende in esame la situazione dei bambini che vivono in povertà in diversi paesi del mondo. Esamina i fattori chiave su cui si fonda la povertà infantile e le ragioni per cui essa persiste in un ampio raggio di diverse circostanze, sia nei paesi in via di sviluppo a reddito basso o medio, sia nei paesi con le economie più ricche del mondo. Inoltre presenta il punto di vista dei bambini poveri, le cui voci non sono spesso ascoltate. Secondo quanto illustrato nel rapporto, in tutte le circostanze, le privazioni subite nell’infanzia hanno grandi probabilità di portare svantaggi nell’età adulta rinforzando la trasmissione intergenerazionale della povertà; inoltre al di là delle differenze tra le diverse società, esistono alcune fondamentali somiglianze nella povertà infantile in tutti i paesi del mondo e quindi sono comuni anche le soluzioni essenziali.

Maurizio Motta, Quanti sono i poveri? Come misurare la povertà e a quale scopo, in Prospettive Assistenziali, n. 195 (lug.-set. 2016), pp. 8-15
I dati che l’Istat presenta periodicamente sulla povertà in Italia devono essere utilizzati con attenzione al loro significato e al modo con il quale sono stati ricavati. Ad esempio, non sono strumenti adatti per definire quando e quanto erogare un contributo di sostegno al reddito, né identificano adeguatamente tutte le risorse che compongono la condizione economica di una famiglia, perché ignorano i patrimoni mobiliari e immobiliari posseduti. Impressionanti le differenze fra le rilevazioni dell’Istat e quelle del Comune di Torino in materia di povertà. L’autore propone una riflessioni su metodi alternativi utilizzabili.

Forme e caratteristiche della povertà

lontaniA cura di Daniela Fattibene, Lontani dagli occhi, lontani dai cuori. Fuori dalle luci dei riflettori milioni di bambini continuano a morire di malnutrizione.A casa loro, Save the Children Italia Onlus, 2018, Roma, pp. 55.
Questo rapporto intende portare alla luce il legame profondo e multifattoriale tra la malnutrizione infantile e il cambiamento climatico, i conflitti e la povertà. La prima parte descrive il tema della malnutrizione e dell’importanza che la lotta per un mondo senza fame ha per il raggiungimento dell’Agenda 2030 e come la battaglia contro la povertà, sia come causa strutturale che come conseguenza della malnutrizione, ricopra un ruolo determinante. Nella seconda parte si analizza invece l’interdipendenza tra la fame, il cambiamento climatico e i conflitti. Nella terza ed ultima parte invece si presentano alcune riflessioni sull’impatto della malnutrizione sulle madri e le adolescenti, sulla necessità di aumentare le risorse finanziarie e sull’impegno di Save the Children sul campo. Il rapporto presenta alcuni approfondimenti geografici guardando alla situazione in Corno d’Africa, India, Siria e Yemen, accompagnati da storie significative raccolte nell’ambito degli interventi che Save the Children realizza in queste aree.
Collocazione Biblioteca: W0843

Ottavia Mermoz, Periferie. Il servizio sociale nei quartieri di edilizia pubblica, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 2 (primavera 2018), pp. 4-7.
Dopo un’introduzione storica sull’edilizia pubblica, l’attenzione viene centrata sulla realtà di Ivrea dove, dopo la crisi industriale, si è creata una situazione di crescente povertà. In particolare si affronta il lavoro dell’assistente sociale nelle periferie, constatando che si rende necessario il coinvolgimento di altre figure professionali con diverse competenze. È stata aperta un’infermeria rivolta soprattutto agli anziani e si è dato spazio ad uno Sportello di informazione sociale, così come risultano molto importanti le visite domiciliari.

scarpeRosa Cambara, Ilaria Zanellato, Il bambino con le scarpe rotte, Edizioni Gruppo Abele, 2018, Torino, pp. 38 Questo testo, indirizzato ai bambini, è la storia di un bambino che a scuola viene rifiutato e fatto sentire diverso dai compagni perché vestito poveramente. Dario è quindi per i suoi compagni “il bambino con le scarpe rotte”. L’albo inizia parlando delle scarpe, sgualcite e quasi inutilizzabili, ma presto va oltre, raccontando di bullismo, di povertà e di stigma sociale. Uno sguardo acuto su una società in cui essere poveri non è solo un disagio di per sé, ma anche motivo di vergogna e di allontanamento. Tuttavia alla fine Dario saprà liberarsi di questa identità negativa e ritrovare relazioni più autentiche con i compagni.
Collocazione Biblioteca: 18134

Cesare Bianciardi, Tutti possiamo diventare “invisibili”, in L’ora del Pellice, n. 7 (primavera 2018), pp. 74-78.
In questo articolo l’autore, ricercatore sociale, traccia un profilo dei senza fissa dimora in Piemonte, basandosi su ricerche recenti sul tema. In seguito alla crisi economica si sono diffuse nuove forme di povertà che possono portare chiunque a trovarsi in difficoltà tali da perdere il lavoro e la casa e poi progressivamente la propria rete sociale. È quindi particolarmente importante abbandonare lo stereotipo di “homeless” di un tempo e una prospettiva del welfare prettamente assistenziale per ripensare ad un nuovo modello di politiche e servizi adeguati per queste nuove esigenze.

sottanoDavide Pizzi, Vivere in un sottano, in Animazione Sociale, n. 320 (2018), pp. 62-69.
L’autore, assistente sociale, descrive la vita nei sottani, abitazioni ricavate da depositi o magazzini al piano terreno, presenti in alcune aree dell’Italia meridionale e in particolare a Bari. Il racconto è spunto per denunciare la povertà abitativa, soprattutto quando riguarda i bambini, come una drammatica questione di importanza politica nazionale.

Andrea Barolini, Ricchi sempre più ricchi. Poveri sempre più poveri, in Scarp de’ tenis, n. 221 (mag. 2018), pp. 58-58.
L’autore presenta alcuni dati da cui si evince la distribuzione assolutamente sproporzionata della ricchezza del pianeta che tenderà ad aumentare con una differenza sempre più accentuata fra un numero molto piccolo di persone ricche ed uno elevato di poveri. Tale situazione potrebbe essere superata con economie fondate su presupposti di inclusività, usando fiscalità e spesa pubblica per ridistribuire la ricchezza, premiando il lavoro e non il patrimonio.

Francesco Chiavarini, Stefania Culurgioni, Laura Guerra, Lavorare non basta più, in Scarp de’ tenis, n. 221 (mag. 2018), pp. 30-37.
Nei tre articoli di questa breve monografia viene affrontato il problema della precarietà lavorativa di un numero elevato di persone che si trovano costrette e svolgere più lavori. In una situazione di mercato sfavorevole, le imprese approfittano della situazione per pagare sempre di meno. Negli articoli vengono esemplificate due situazioni di persone costrette a svolgere più lavori. Il fenomeno non riguarda solo le persone con livello di istruzione più basso, ma anche laureati.

scarpSalvatore Geraci, Malati di povertà. Casi in aumento, in Scarp de’ tenis, n. 219 (mar. 2018), pp. 34-36.
In Italia il Sistema Sanitario Nazionale garantisce l’equità e la tutela della salute. Tuttavia, esiste un problema di accesso alle cure dettato da squilibri legati a livello di istruzione, lavoro, reddito, ma anche in relazione alle regioni italiane in cui si è residenti.

Ugo Leone, Sottonutriti malnutriti e obesi, in Rocca, n. 22 (nov. 2017), pp. 42-43
Nell’articolo si evidenzia la mancanza di politiche internazionali efficaci per la distribuzione del cibo sulla terra. L’agricoltura appare fiorente nonostante i fenomeni di deforestazione e l’uso di pesticidi. La distribuzione del cibo appare inadeguata fra paesi che hanno troppo ed altri troppo poco. Appare fondamentale la protezione del territorio per migliorare la situazione alimentare nei paesi più poveri.

Francesco Balducci, Tatiana Saruis, Uno studio di caso sui senza dimora: profili, caratteristiche e interazione fra le problematiche, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 2, 2017, pp. 139-158.
L’articolo propone uno studio di caso su oltre 700 senza dimora i cui dati sono stati forniti dal centro di Ascolto della Caritas di Ancona. I risultati sono stati incrociati fra loro in modo da ottenere un profilo sociale della popolazione più povera della città indagando problematiche come disabilità, dipendenza, immigrazione, salute, occupazione. Si è riscontrato che si tratta in maggioranza di soggetti maschi giovani. Francesco Balducci lavora presso l’Istituto Nazionale di Statistica, Tatiana Saruis lavora presso l’Università di Urbino Carlo Bo.

indigenzaFabio Balocco, Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino, Neos, 2017, Rivoli, pp. 103.
Il testo, sotto forma di inchiesta, raccoglie le voci di coloro che vivono quotidianamente la povertà sulla loro pelle e di chi, religioso o laico, viene a contatto con questa realtà e lavora con chi la subisce. L’autore ci conduce quindi nel mondo sommerso dei “poveri”: dalla povertà dei migranti, alla nuova povertà degli italiani; da chi dorme sulla panchina del tram, all’imprenditrice che occupa un capannone; da chi è sbarcato dal gommone a chi guadagna saltuariamente dieci euro al giorno in nero. Ne emerge un quadro diversificato e malinconico, che ha come sfondo la Torino di oggi, metafora di qualunque altra grande città italiana, a cavallo fra l’omologazione globalizzata e la peculiarità della sua storia: una città con un passato industriale e un presente ancora da definire, con un alto tasso di indigenza e una forbice sempre più ampia fra chi ha molto e chi non ha nulla, fra ricchezza e miseria; una città però che conserva, anche in virtù delle sue tradizioni, un alto tasso di accoglienza verso chi è meno fortunato. L’autore è un avvocato che collabora con alcune riviste.
Collocazione Biblioteca: 17909

Rosalee A. Clawson, Ritratti della povertà nei testi di economia, in La ricerca, n. 10 (2016), pp. 34-36
L’articolo propone un’analisi delle immagini illustrative della condizione di indigenza nei manuali di economia più adottati nelle Università americane. Da queste emerge che i bianchi sono poveri perché sfortunati, i neri perché colpevoli. L’autrice è docente di Scienze politiche all’Università di Purdue, in Indiana.

indicativoA cura di Livio Pepino, Indicativo futuro: le cose da fare. Materiali per una politica alternativa, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2017, pp. 127
Il libro contiene un insieme di contributi eterogenei destinati alla riflessione e al dibattito sui temi dei diritti e dell’uguaglianza. Gli articoli raccolti sono: “Introduzione. La necessità di voltare pagina” di Livio Pepino; “Attuare la Costituzione” di Anna Falcone; “Fai l’economia giusta” di Mario Pianta; “Tre tesi sull’Europa” di Lorenzo Marsili e Yanis Varoufakis; “Tenere insieme lavoro e libertà” di Federico Martelloni; “Il reddito per tutti: una questione di giustizia” di Giuseppe De Marzo; “Quale scuola? Domande in attesa di risposta” di Christian Raimo; “Migranti: ribaltare il tavolo” di Filippo Miraglia; “Partecipazione e democrazia” di Alessandra Algostino; “Per una nuova sinistra” di Tomaso Montanari.
Collocazione Biblioteca: 17878

Elisabetta Grande, Guai ai poveri. La faccia triste dell’America, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2017, pp. 172
L’autrice analizza la povertà negli Stati Uniti, evidenziando come i poveri, considerati dall’opinione pubblica degli sfaticati incapaci di trovare lavoro, siano non solo esclusi dal sistema di welfare statunitense ma, nei casi di povertà estrema, addirittura criminalizzati. Homeless, barboni, mendicanti subiscono continuamente la pressione del diritto, che nei vari Stati punisce con pene anche carcerarie chiunque si ritrovi, suo malgrado, a vivere e sopravvivere in strada senza una casa. La povertà americana, come in altri luoghi nel mondo, è frutto delle scelte politiche e dell’intreccio fra mercato e diritto. Elisabetta Grande insegna Sistemi giuridici comparati all’Università del Piemonte Orientale e da oltre vent’anni studia il sistema giuridico nordamericano e la sua diffusione in Europa.
Collocazione biblioteca: 17697

66059dDaniele Poto, Italia diseguale.Poveri e ricchi nel Belpaese, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2016, pp. 187
Il libro, partendo dalla povertà che attanaglia l’intero pianeta si addentra nei meandri delle ragioni politiche e strutturali della crisi dell’Italia: un paese di vecchi e nuovi poveri. La questione povertà viene affrontata da molteplici punti di vista: la politica drogata dei derivati, l’accanimento sulle pensioni, la politica fiscale, lo “sfogo” della beneficenza, il mancato reddito di dignità o di cittadinanza, lo scenario internazionale, l’etero-direzione del Brussels Group etc. Daniele Poto, giornalista, scrittore e ricercatore, si occupa di legalità, socialità, sport e gioco d’azzardo.
Collocazione Biblioteca: 17377

Lorenzo Bandera, Chiara Lodi Rizzini e Franca Maino, La povertà alimentare, in Il Mulino, n. 2 (2016), pp. 259 -267
Il welfare italiano è sottoposto a due grandi pressioni che ne condizionano efficienza ed efficacia: da una parte i vincoli di bilancio, dall’altra l’aumento dell’indigenza, dovuta solo in parte alla crisi del 2008. I dati legati ai consumi alimentari, a dispetto dell’abbondanza di risorse disponibili nei Paesi europei, Italia compresa, dimostrano come sempre più persone riducano gli acquisti alimentari e non siano in grado di accedere ad alimenti in modo sufficiente a garantire una vita sana (povertà alimentare). L’Europa, a partire dal 2014, ha dunque messo a disposizione un Fondo di aiuti Europei agli indigenti (Fead) a cui si affiancano in Italia alcune misure varate con la Legge di stabilità. La povertà alimentare si accompagna però spesso anche ad altri bisogni: di lavoro, salute, contatto umano, bisogni a cui spesso cerca di far fronte il privato sociale insieme ai servizi pubblici. La partnership pubblico-privato sembra dunque tentare di rileggere e ricodificare bisogni, risorse e soluzioni dettate dall’aumento della povertà e, di conseguenza, l’insicurezza alimentare.

copertina-n-297_web_piccolaA cura di Roberto Camarlinghi, Se la povertà ammala, basta la medicina? Le disuguaglianze di salute, una questione di giustizia sociale, in Animazione Sociale, A. 46, n. 297 (2016), pp. 3-12
Di rado la questione sociale entra a far parte dei temi della sanità e delle discussioni sulla salute. Eppure è fin troppo evidente che la povertà ammala e che di povertà si muore. Il filone della medicina sociale non ha mai smesso di documentare come le disuguaglianze di salute siano determinate dalle disuguaglianze socioeconomiche. E che, per quanto efficiente sia un servizio sanitario e dedito il suo personale, le disuguaglianze di salute persisteranno se i fattori socioeconomici che le determinano restano immutati. In merito a questo argomento, l’articolo riporta un’intervista a Gavino Maciocco, esperto di sanità pubblica.

Davide Pizzi, Due bambine mendicano per strada. Come non abituarsi alla marginalità e dispersione scolastica dei minori rom, in Animazione Sociale, A. 46, n. 300 (2016), pp. 74-82
L’autore è assistente sociale e parte dalla sua esperienza professionale per ragionare sul tema dell’emarginazione dei minori rom e della loro dispersione scolastica, in Italia ancora elevatissima. Occorre far leva sulla mediazione culturale e sul sostegno alle famiglie, combattendo quella forma di fatalismo per cui ci si abitua a vedere i bambini rom nelle strade a mendicare.

Roberta Carlini, Quando i figli sono un lusso. Fertility day, in Rocca, n. 19 (ott. 2016), pp. 25-27
Il Fertility day è stata una campagna per la fertilità promossa nel 2016 dal ministro della salute Lorenzin. La campagna, che ha preso spunto dal fatto che nel 2015 la popolazione italiana ha raggiunto il minimo storico, ha suscitato molte polemiche. L’autrice, una giornalista, riflette sul problema della bassa natalità a partire dai temi dell’invecchiamento della popolazione, dei flussi migratori e delle difficoltà sociali delle giovani famiglie.

Uscire dalla povertà: politiche, servizi e interventi

primaveraMichela Fanna, I temerari dell’incertezza. Possibili percorsi per fronteggiare la fragilità sociale, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 2 (primavera 2018), pp. 8-10.
L’assistenza sociale diventa sempre più problematica in una società caratterizzata da fragilità e instabilità. Nell’articolo viene riferita un’esperienza in cui si sono tentati diversi approcci: realizzazione di percorsi formativi di gruppo, realizzazione di tirocini formativi, attuazione di percorsi educativi personalizzati, formazione di un gruppo di aggregazione, collaborazione con fattorie sociali, coinvolgimento delle associazioni di volontariato.

Maurizio Motta, Il reddito di inclusione va davvero ai poveri?, in Prospettive Assistenziali, n. 201 (gen.-mar. 2018), pp. 8-13.
L’autore opera una valutazione complessiva del Rei (Reddito di inclusione), annunciato come una misura strutturale anti-povertà. Vengono analizzati i parametri utilizzati e le possibili criticità e ci si interroga sui controlli.

Stefano Ferrio, inOltre. Lo sportello che combatte i suicidi, in Scarp de’ tenis, n. 218 (feb. 2018), pp. 34-36. La crisi economica che ha colpito anche il sistema bancario ha provocato un aumento di suicidi in Italia e soprattutto in Veneto. Per fare fronte a tale problematica in questa regione è stata creata una rete di assistenza che offre sostegno psicologico ed economico e aiuto a trovare nuovo inserimento lavorativo. Vengono forniti alcuni dati su questo servizio.

contro la povertàEmanuele Ranci Ortigosa, prefazione di Tito Boeri, Contro la povertà. Analisi economica e politiche a confronto, Brioschi, 2018, Milano, pp. 171.
Secondo le stime europee, in Italia 17,5 milioni di persone sono a rischio di povertà, nessun altro paese ne ha così tanti. Per l’Istat un italiano ogni dodici è assolutamente povero, cioè non in grado di vivere una vita umanamente dignitosa. Negli anni della crisi, tale stima è aumentata di due volte e mezzo, mentre il nostro sistema assistenziale è risultato impotente. La consistenza e drammaticità della povertà, soprattutto in una congiuntura elettorale, interpella tutte le forze politiche. Con il reddito di inserimento dell’attuale governo entrano in competizione il reddito di cittadinanza promesso dai Cinque stelle e il reddito di dignità proposto da Berlusconi. Quanto si differenziano queste proposte? Al di là delle diverse posizioni partitiche, l’adozione di uno strumento di contrasto alla povertà che sia realmente efficace rimane imprescindibile. L’autore è presidente emerito e direttore scientifico dell’IRS, nonché direttore della rivista Prospettive Sociali e Sanitarie.
Collocazione Biblioteca: 17995

Fondazione Emanuela Zancan, Se questo è welfare. La lotta alla povertà – Rapporto 2018, Il Mulino, 2018, Bologna, pp. 175.
Il Rapporto 2018 della Fondazione Zancan, attraverso il contributo di più interventi, entra nel merito delle scelte istituzionali possibili e degli strumenti giuridici per innovare la lotta alla povertà, scelte anticipate da territori e da comunità innovative, generative di valore umano e sociale. Mettere al centro le persone e le loro capacità, e non soltanto i loro bisogni, è una sfida per professionisti, volontari, operatori di servizi pubblici e privati, soggetti con responsabilità politiche, per superare le pratiche assistenzialistiche e dotare chi vive in povertà non soltanto di supporti economici, ma di strumenti utili a migliorare le proprie condizioni di vita.
Collocazione Biblioteca: 33R17

progettazione socialeRemo Siza, Manuale di progettazione sociale, Franco Angeli, 2018, Milano, pp. 180.
I metodi e le tecniche della progettazione sociale sono cambiati profondamente, focalizzandosi sulle condizioni che consentono di creare relazioni collaborative tra i soggetti pubblici e privati coinvolti. Il libro presenta i più significativi cambiamenti della progettazione sociale e si sviluppa nei seguenti capitoli: 1) Le origini della progettazione sociale; 2) Come cambia la progettazione nel sociale; 3) Progettare in modo collaborativo: i metodi e gli strumenti; 4) La progettazione come strategia tecnica; 5) Tre approcci operativi e una prospettiva; 6) Costruire e valutare un programma sociale.
Collocazione Biblioteca: 18120

Salyanna de Souza Silva, I sistemi della politica dell’assistenza sociale e gli interventi per il contrasto alla povertà in Brasile e in Italia, in La Rivista di Servizio Sociale, n. 1 (2017), pp. 29-44.
Il presente articolo ha come obiettivo il confronto tra il sistema assistenziale brasiliano e quello italiano. La ricerca in oggetto analizza le differenti politiche socio-assistenziali, in modo particolare quelle mirate al contrasto alla povertà, attuate nella città di Fortaleza e nella città di Roma.

Autori Alberto Ardissone, Giuseppe Monteduro, Il welfare bolognese nella lotta alla povertà tra esternalizzazione e innovazione, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 3 (2017), pp. 93-115
L’articolo descrive una ricerca sulle iniziative di contrasto alla povertà nella città di Bologna, affrontando due nodi importanti: il problema abitativo e quello alimentare. La povertà viene osservata attraverso l’analisi del rapporto tra attore pubblico e attori di terzo settore con lo scopo di comprendere quale modello di welfare si sta affermando nel capoluogo emiliano. Lo studio si poggia metodologicamente su 21 interviste a key actors, selezionati sulla base della significatività sul piano istituzionale e su quello della presenza sociale nell’ambito del contrasto alla povertà. Nell’articolo sono presentati e commentati i risultati dell’indagine.

redditoGiuseppe Bronzini, Il diritto a un reddito di base. Il welfare nell’era dell’innovazione, Edizioni Gruppo Abele, 2017, Torino, pp. 159.
Il testo affronta il tema del reddito di base e si interroga su quali siano le ragioni per cui, nel breve volgere di un biennio, una proposta che suonava ai più come scandalosa e irritante, lontana dalle dinamiche sociali e dai processi economici, poco più che una provocazione di ambienti accademici radicali o di movimenti sociali minoritari e incapaci di alleanze credibili, è diventata il fulcro di un intenso e appassionante dibattito. Secondo l’autore, magistrato e membro della Corte di Cassazione, il reddito di base sta diventando un principio di organizzazione sociale intuitivo e irrinunciabile così come lo sono diventati, in altre epoche storiche, l’abolizione della schiavitù o il voto alle donne. In questo saggio vengono esaminate e messe a confronto le politiche sociali italiane e di altri paesi europei, anche alla luce delle attuali innovazioni tecnologiche. Infine l’autore fa propria la proposta elaborata dalla rete dei Numeri Pari denominata “Reddito di dignità” e l’introduzione di forme di sostegno simili in Europa e nel mondo.
Collocazione Biblioteca: 17911

Chiara Saraceno, Un reddito troppo minimo, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 4 (2017), pp. 1-2
L’articolo presenta una breve riflessione sul reddito minimo per i poveri a livello nazionale. Secondo l’autrice, perché questo sistema di sostegno ai poveri diventi un pilastro del welfare, dove si combinano protezione, riconoscimento di diritti e di responsabilità, occorrerà correggere al più presto i limiti che ne vincolano pesantemente la portata. Infatti la combinazione dei criteri selettivi introdotti rende il REI poco universalistico e tendenzialmente categoriale.

Roberto Rossini, Tiziano Vecchiato, Cristiano Gori, Reddito di inclusione: è lotta alla povertà?, in RPS, n. 4 (ott.-dic. 2017), pp. 157-205
La monografia espone riflessioni e dati circa il reddito di inclusione. Vengono proposte varie considerazioni sugli aspetti più generali dell’applicazione e sulle prospettive future. Quindi si affrontano le problematiche inerenti i metodi di studio e di valutazione. Vengono forniti numerosi dati statistici inerenti la distribuzione del reddito, considerando aspetti quali il territorio, le caratteristiche della famiglia, il numero dei figli, la condizione occupazionale, l’età ai fini di una definizione del concetto di povertà nei suoi aspetti teorici e pratici.

caritasCaritas Italiana, Per uscire tutti dalla crisi. Reddito di inclusione: la sfida dell’attuazione. Rapporto 2017 sulle politiche contro la povertà in Italia, Caritas Italiana, 2017, Roma, pp. 80.
Sul versante della lotta alla povertà, il 2017 è stato un anno importante, che ha visto il realizzarsi della cosiddetta “misura ponte”, il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), che ha anticipato molte delle novità del REI. Nel volume, con alcune evidenze tratte da una ricerca valutativa promossa da Caritas italiana in cinque regioni, gli autori analizzano e commentano la modalità di applicazione del SIA e individuano i principali nodi attuativi che dovranno essere affrontati per il Reddito di Inclusione. Altri argomenti approfonditi nel rapporto sono le novità contenute nella legge di contrasto alla povertà e l’analisi del complesso mosaico di misure che popolano, con diverse modalità di integrazione, l’insieme delle policy nazionali. Focus specifici, con il contributo della Fondazione Banco Alimentare, della Federazione italiana persone senza dimora (fio.PSD) e di Save the Children, sono dedicati al tema dell’aiuto alimentare, finanziato dall’Unione europea attraverso il FEAD (Fund for European Aid to the Most Deprived), e a quello delle misure sulla povertà educativa, sostenute anch’esse dal FEAD e da risorse provenienti dalla Legge di Bilancio 2017 e della grave emarginazione adulta.
Collocazione Biblioteca: W0640

Roberta Quirico, Semini in gruppo e raccogli risorse. Un gruppo con donne migranti a disagio socio-economico, in Animazione Sociale, n. 312 (set.-ott. 2017), pp. 108-110.
L’autrice riferisce di una esperienza di lavoro di gruppo condotto con donne extracomunitarie. Descrive la formazione del gruppo condotto da due professioniste e due volontarie. Quindi fornisce alcune osservazioni sui risultati del gruppo. Sono stati notati dei miglioramenti nelle donne partecipanti per quanto riguarda il rapporto con il servizio sociale, fra di loro e con se stesse.

ani 311Davide Pizzi, Se il minimo vitale non basta a sopravvivere, in Animazione Sociale, n. 311 (lug. – ago. 2017), pp. 104-106. È compito dell’assistente sociale del comune valutare le istanze di richiesta di assistenza economica da parte degli utenti. Per far questo si deve attenere a determinati parametri e tabelle, che però non sempre risultano adeguati.
Quando è necessario comunicare all’utente che la sua richiesta non può essere accolta, spesso l’assistente sociale è in imbarazzo. L’articolo mette in evidenza le criticità dei nuovi strumenti (Sia, Red e Rei) per stabilire i criteri di accesso e gli importi dei contributi economici.

Franco Canè … [et al.], Da fragilità sociali a risorse per città disorientate. Costruire laboratori di comunità partendo dalle persone senza dimora, in Animazione Sociale, n. 311 (lug. – ago. 2017), pp. 66-81.
Da sempre la “sofferenza urbana” è anche il luogo dove si formano gruppi e reti solidali, dove si scommette sul costruire comunità partendo da chi da quella comunità è stata messa ai margini. Alla base la convinzione che il proprio sapere accumulato da chi vive l’esclusione può essere tessuto prezioso per rigenerare trame di socialità utili alle fatiche di tutti. Anche oggi, dentro città disorientate e fragili, si stanno sperimentando percorsi in cui intrecciare storie di vita diverse che possono incontrarsi e accogliersi reciprocamente. Una sfida che richiede agli operatori innovativi modelli di pensiero e di azione, prima ancora che organizzazioni animate da leggerezza, fiducia, intraprendenza.

Maurizio Bergamaschi, Ripensare la città. Senza dimora e intervento sociale, Franco Angeli, 2017, Milano, pp. 141.
La persona senza dimora è al centro del percorso di ricerca presentato in questo libro che analizza la diffusione di situazioni sempre più marcate dalla deprivazione nel quadro dello sfaldamento delle forme di regolazione sociale proprie del golden age del welfare state e della città fordista. L’opera propone di superare le rappresentazioni dominanti dei senza dimora e di assicurarne una conoscenza densa. Il libro presenta sia il profilo e i percorsi di vita dei senza dimora, sia le forme di intervento sociale attivate per rispondere alle loro condizioni di vulnerabilità. Maurizio Bergamaschi insegna Sociologia dei servizi sociali di territorio e Sociologia delle migrazioni presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna.
Collocazione Biblioteca: 18196

poveri e cosìFondazione Emanuela Zancan, Poveri e così non sia. La lotta alla povertà. Rapporto 2017, Il Mulino, Bologna, 2017, pp. 180
Il Rapporto raccoglie contributi di diversi autori, ricercatori della Fondazione e docenti universitari, che individuano i passaggi necessari per contrastare la povertà in Italia, pianificano strategie e avanzano proposte per aprire una nuova stagione della programmazione sociale attraverso il welfare generativo, che coinvolge i poveri stessi e valorizza le capacità delle persone.
Collocazione Biblioteca: 33R16

Domenico De Masi, Lavorare gratis, lavorare tutti, Rizzoli, Milano, 2017, pp.257
La disoccupazione giovanile in Italia attualmente è stabile oltre il 40 per cento, ma tutte le soluzioni sperimentate finora, compresi i voucher e il Jobs act, celano, secondo l’autore, l’intento di ampliare a dismisura un esercito di riserva professionalizzato e docile, disponibile a entrare e uscire dal mondo del lavoro secondo le fluttuazioni capricciose del mercato: la disoccupazione non solo non diminuirà, ma è destinata a crescere. Il progresso tecnologico ci procurerà sempre più beni e servizi ma il lavoro umano sarà progressivamente meno richiesto. Occorre quindi trovare criteri radicalmente nuovi per ridistribuire in modo equo la ricchezza. La soluzione secondo De Masi è un nuovo modello di sviluppo e di convivenza. L’autore è professore emerito di Sociologia del lavoro all’Università La Sapienza di Roma.
Collocazione Biblioteca: 17761

Pietro Fantozzi … [et al.], Bisogni e politiche sociali nel Mezzogiorno. Nuovi fermenti in un contesto avverso, in Politiche Sociali, A. 4, n, 2 (mag.-ago. 2017), pp. 211-385
Il numero speciale della rivista è nato allo scopo di verificare le prospettive del welfare state, del welfare locale e comunitario, cercare le buone prassi, conoscere meglio gli attori che si mobilitano e qual è la dimensione politica di questo welfare. Gli autori descrivono esperienze di produzione di benessere che, nonostante la precarietà dei contesti, sono riuscite a dare risposte a bisogni sociali importanti in territori difficili come quelli del Mezzogiorno d’Italia.

b09d8e8c6493fd0bc12db2dcfa532517Cinzia Canali … [et al.], Superare la povertà valorizzando i poveri: indicazioni dalla Sardegna, in Studi Zancan, n. 1 (gen.-feb. 2017) – on line, pp. 31-39
Una ricerca promossa dal Centro Servizi per il Volontariato Sardegna Solidale e realizzata dalla Fondazione Zancan ha indagato i determinanti e le conseguenze della povertà di lunga durata nel territorio sardo, raccogliendo le testimonianze dirette di famiglie fragili e di attori istituzionali e sociali impegnati nel contrasto alla povertà. La ricerca, oltre a indagare le aree di difficoltà e gli aiuti ricevuti o mancati per le famiglie povere incontrate, ha approfondito le risorse che queste famiglie si riconoscono e che possono mettere a frutto per sé e per altri, adottando una prospettiva di welfare generativo.

A cura di Ugo Ascoli e Alessandro Sicora, Il servizio sociale italiano nell’ambito dell’attuale sistema di welfare, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 1 (gen.-mar. 2017), pp. 9-159
All’interno della monografia si segnala l’articolo di Cinzia Canali, Elisabetta Neve e Tiziano Vecchiato, “Servizio sociale e lotta alla povertà infantile”, dove gli autori illustrano i risultati dell’indagine nazionale rivolta agli assistenti sociali che operano nell’area bambini 0-6 anni. Gli operatori che quotidianamente sono a contatto la povertà infantile evidenziano quali sono i problemi e come migliorare i servizi e gli interventi.

Maurizio Motta, I soldi per i poveri non vanno solo ai poveri, in Prospettive Assistenziali, n. 197 (gen.-mar. 2017), pp. 6-11
Molteplici segnalazioni e ricerche evidenziano come una parte delle integrazioni al reddito come misure di contrasto alla povertà sono in realtà fruite da persone e famiglie che non sono in condizioni economiche disagiate. Le politiche sociali ed economiche in Italia appaiono frammentarie e caotiche per cui i poveri non ricevono in modo adeguato i fondi a loro destinati. La legislazione ed i controlli appaiono carenti, per cui appare opportuno dare maggiori responsabilità agli enti locali.

1120-9488Elisabetta Gualmini, Alessio Sacchi, Come combattere la povertà: tentativi di universalismo nel welfare state italiano, in Polis, A. 30, n.3 (2016), pp. 377-402
Nell’articolo vengono analizzati gli interventi politici dei governi italiani per la lotta alla povertà dal 2000 circa. In particolare si considera il Sostegno per l’inclusione attiva (Sia) esteso a tutto il territorio nazionale nel 2016, valutando la situazione attuale e le prospettive future. Elisabetta Gualmini lavora presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Bologna. Alessio Sacchi lavora presso la scuola IMT Alti Studi di Lucca.

A cura di Gianni Pinto, Paola De Lena, suor Angela Giuliani, Sulle povertà e le risorse. Rapporto Caritas 2016, Caritas Termoli, Termoli Larino (CB), 2016, pp. 102
Il volume illustra, tramite statistiche e narrazioni personali, diverse iniziative della Caritas di Termoli: la mensa Caritas, il servizio docce, la Casetta della Carità, il Centro di Ascolto, il Progetto di microcredito Senapa, il Prestito della Speranza, il Progetto Sprar “Rifugio Sicuro”, il progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia”, il Progetto 8×1000 “Famiglie al centro”, il Progetto Policoro, il Progetto Paese per Giovani.
Collocazione biblioteca: 17753

Paolo Calabrò … [et al.], Vulnerabile a chi?, in Pedagogika.it, A. 20, n. 4 (ott.- dic. 2016), pp. 9-69
Vulnerabile, non è tanto chi versa in situazioni di gravi difficoltà ed è perciò già conosciuto dai servizi sociali, ma chi sta per diventare povero, colui che sta rapidamente scivolando verso quella condizione, ma può ancora riprendersi. Si tratta di famiglie con un buon livello culturale e di soggetti che occupano un posto ben preciso e potrebbero essere utili alla comunità, ma chi si trova in queste condizioni tende ad isolarsi, non si fa avanti per chiedere aiuto, da un lato perché non riconosce di aver bisogno, dall’altro per sfiducia nelle istituzioni, per orgoglio o per vergogna. Gli articoli di questa monografia cercano di fare proposte su come creare progetti, luoghi di incontro, di comunità, che consentano alle persone di uscire dall’isolamento e sentirsi più attive, più utili e più visibili agli altri.

Cop_RPS_2_2016_rivistaGianluca Busilacchi, Paolo R. Graziano, Un reddito per tutti?, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 2 (apr.-giu. 2016), pp. 230-253
I due articoli della monografia analizzano le situazioni politiche e sociali di diversi paesi per comprendere la fattibilità di un diritto al reddito minimo di base legato alla cittadinanza.

Antonello Caria, Far fronte alle sofferenze urbane, Esiti del “laboratorio urbano” di Cagliari su come aprire strade locali di welfare, in Animazione Sociale, n. 9/305 (dic. 2016), pp. 20-29
L’autore espone alcune esperienze promosse dal “laboratorio urbano” di Cagliari, quali il Caffè Alzheimer Itinerante, il Centro Cottura, la valorizzazione del volontariato e delle eccedenze alimentari, i percorsi di autonomia per ragazzi disabili. Queste iniziative testimoniano l’idea di una città capace di assumere dentro di sè la cura di quanti vivono disagi e sofferenze. L’autore, presidente di Officina Sociale, ritiene che il coinvolgimento di più persone con varie competenze possa alquanto migliorare le condizioni di vita urbane.

Maria Bezze, Elena Innocenti, Non posso aiutarti senza di te: risultati di pratiche generative, in Studi Zancan, A. 17, n. 4 (lug.-ago. 2016) – on line, pp. 12-18
L’articolo descrive un’esperienza di welfare generativo realizzata a Livorno che, secondo le autrici, contribuisce a evidenziare come sia possibile e praticabile un diverso approccio al contrasto della povertà.

A cura di Elena Granaglia e Michele Raitano, Le disuguaglianze economiche in Italia: andamenti, cause, effetti e politiche di contrasto, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 3-4 (lug.-dic. 2016), pp. 11-304
La prima parte di questa monografia è dedicata alla messa a fuoco del problema delle diseguaglianze economiche in Italia e alla conoscenza dei principali dati e tendenze di fondo. La seconda parte è invece dedicata al ruolo positivo o negativo delle politiche pubbliche sulle disuguaglianze, con attenzione particolare agli anziani e al loro tenore di vita, al mercato del lavoro, alle donne e alle politiche per le pari opportunità, ai bilanci dei Comuni e al welfare locale.

Tiziano Vecchiato, Valutazione di impatto sociale e lotta alla povertà, in Studi Zancan, n. 5 (set.-ott. 2016) – on line, pp. 5-15
La valutazione di impatto sociale considera situazioni accomunate dall’esigenza di capire che cosa è successo dopo che un’azione o un progetto sono stati realizzati. Servono competenze tecniche per entrare nel merito dei problemi e competenze metodologiche per gestire il rapporto tra misurazione e valutazione. In questo caso, significa chiedersi se il fondo per la lotta alla povertà educativa influirà sulle pratiche familiari, genitoriali, scolastiche e aggregative.

Costruiamo il welfare dei diritti. Ridefinire le politiche sociali su criteri di efficacia e di equità, in Prospettive Sociali e Sanitarie, in a. 46, n. 2 (2016), pp. 1-88
Il numero monografico intende presentare una proposta di riforma per le politiche e le erogazioni nazionali di sostegno alla famiglia e di contrasto alla povertà, quelle di sostegno e promozione delle persone con disabilità e non autosufficienza. La monografia è articolata in due parti: nella prima sono trattati il panorama e le politiche nazionali; nella seconda vengono presentate le proposte per lo sviluppo delle risorse della rete dei servizi e degli interventi sul territorio, come fattore chiave di ogni processo di riforma. L’analisi della situazione nelle sette realtà territoriali coinvolte nella ricerca è disponibile on line

copertina-n-301Piccola-320x447A cura di Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Come contrastare la grave emarginazione adulta. Far fronte alla sofferenza urbana, in Animazione Sociale, A. 46, n. 301 (mag.-giu. 2016), pp. 29-72
Si tratta di un inserto che ospita le “Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia” (descritte nel riferimento bibliografico seguente), di recente ratificate dalla Conferenza unificata Stato-Regioni, frutto dell’elaborazione di chi opera a contatto con storie di povertà estrema. La grave emarginazione adulta, un problema sociale in aumento, è un intreccio di povertà di beni materiali, di competenze, di possibilità e capacità, che si combinano in situazioni di fragilità personali multidimensionali e complesse, le quali conducono alla deprivazione e all’esclusione sociale di chi ne è colpito. Varie sono le storie delle persone in povertà estrema che sopravvivono nelle strade delle città. Un disagio sociale profondo, spesso affrontato con logiche emergenziali o residuali.

La nostra proposta di riforma: ostacoli e risultati previsti, in Prospettive Sociali e Sanitarie, A. 46, n. 2.3 (giu. 2016) – on line, pp. 1-13; 43-45
Questo numero prevede ulteriori scritti in merito alla proposta della rivista “Costruiamo il welfare dei diritti. Ridefinire le politiche sociali su criteri di equità ed efficacia” (Prospettive Sociali e Sanitarie n. 2/2016). Nel primo contributo di Massimo Baldini, “Redditi e distribuzione delle prestazioni prima e dopo la riforma” vengono proposti alcuni dati sintetici relativi alla condizione economica delle famiglie italiane e all’attuale distribuzione delle prestazioni sociali nazionali per livelli di Isee. Si passa poi a descrivere la variazione nell’impatto redistributivo di questi trasferimenti che seguirebbe alla riforma proposta dall’Irs, per concludere con alcune considerazioni generali sui benefici conseguiti. Segue un contributo di Cecilia Guerra, senatrice e già viceministro al welfare “Gli ostacoli e i nemici della riforma e le prospettive della sua realizzabilità”; infine troviamo la sintesi ufficiale dell’“Audizione delle Commissioni riunite XI e XII relativa a “Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali”” di Chiara Saraceno.

Alessandro Martelli, Lotta alla povertà e articolazione locale delle policies. Il caso della carta acquisti sperimentale, in Sociologia urbana e rurale, A. 38, n. 110 (2016), pp. 107-123
La Carta acquisti sperimentale, realizzata in 12 Comuni italiani nel periodo 2014-2015, ha proposto una combinazione fra erogazione monetaria e forme di inclusione attiva di tipo socio-lavorativo. L’articolo propone una ricognizione comparativa del processo di implementazione della Carta dei Comuni coinvolti, mettendo in luce le implicazioni e gli aspetti emergenti in relazione a un possibile schema nazionale di reddito minimo che si ponga come livello essenziale delle prestazioni.

A cura di Teresa Bertotti, Valentina Zanetello, Il servizio sociale di fronte alle nuove povertà. Un percorso di riflessione, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 1.1 (2016), pp. 30-42
Si tratta di due contributi sul tema della povertà e del ruolo degli assistenti sociali in questo ambito presentati al Convegno “Il servizio sociale di fronte alla sfida delle nuove povertà” (Castiglione Olona, ottobre 2015). Nel primo (“Il servizio sociale di fronte alla sfida delle nuove povertà” di Maria Antonietta Masullo e Valentina Zanetello) le autrici prendono spunto dal codice deontologico della professione di assistente sociale per riflettere sulle sfide che questa deve affrontare di fronte all’emergere di nuove forme di povertà. Nel secondo (“Nuove povertà: sguardi e traiettorie del servizio sociale” di Cecilia Menefiglio e altri), a partire da una riflessione sui diversi significati del termine povertà e sulle conseguenze di esclusione sociale a cui le persone povere vanno incontro, si propone un’analisi dei diversi modi di reagire delle persone alla povertà.

DS_401_L204Annamaria Colombo, Noémie Pulzer, Michel Parazelli, Représentations sociales des sans-abri. La mobilisation des Enfants de Don Quichotte à Paris, in Déviance et Société, n. 1 (2016), pp. 51-77
La mobilitazione di un gruppo di cittadini che si fa chiamare “Les Enfants de Don Quichotte” (EDDQ) nell’inverno 2006-2007 ha avuto lo scopo di attirare l’attenzione politica e pubblica sulle condizioni dei senza tetto a Parigi. Per la sua caratteristica inusuale, ha radicalmente rivoluzionato i rapporti tra gli enti coinvolti nella gestione degli homeless e del disagio abitativo e ha portato ad una nuova presa in carico di questa parte della popolazione. Senza negare gli effetti di questa protesta in territorio francese, il presente articolo, partendo dall’analisi del “caso”, si interessa piuttosto alla rappresentazione sociale dei senza tetto e alle modalità di intervento nei loro confronti.

Generoso Simeone … [et al.], Uno, nessuno, cinquantamila, in Scarp de’ tenis, a. 20, n. 198 (2016), pp. 24-31
Sono cinquantamila le persone senza fissa dimora che vivono in Italia secondo la ricerca realizzata da Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Fio.Psd, Istat e Caritas Italiana. Il documento “Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia”, per la prima volta, fissa livelli minimi di assistenza da erogare, stabilisce criteri e progettualità per lo stanziamento delle risorse nel settore della homelessness e invita a sperimentare modelli innovativi di intervento, come l’housing first, che prevede l’ingresso immediato in case e appartamenti a chi vive in strada.

Licia Tassinari, Contratti triangolari per l’affitto, in Prospettive Sociali e Sanitarie, A. 46, n. 4 (2016), pp. 27-35
Il contratto triangolare per l’affitto è uno strumento in risposta al bisogno che contempera gli interessi degli attori e mobilita le risorse comunitarie. Rientra nelle politiche sociali e nasce principalmente per rispondere a bisogni convergenti: il bisogno di case in affitto a canoni sostenibili, il bisogno dei proprietari di immettere sul mercato alloggi potendo avere la ragionevole aspettativa e la garanzia del pagamento del canone stesso e, infine, il bisogno di soluzioni innovative. In apposite tabelle troviamo il quadro normativo e i benefici applicabili. Lo stesso articolo è disponibile nella versione online della rivista, al numero 3.1 del 2016.

zancanTiziano Vecchiato, Contrasto alla povertà e riordino dei servizi sociali, in Studi Zancan, A. 17, n. 1 (2016) – on line, pp. 5-20
Il testo raccoglie le proposte e la documentazione presentata a Roma dalla Fondazione Zancan nell’audizione delle Commissioni riunite XI (Lavoro) e XII (Affari sociali) del 15 marzo 2016, sul disegno di legge n. 3594 “Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali (collegato alla legge di stabilità 2016).

Massimo Baldini, Troppi bambini poveri in Italia, in Prospettive Sociali e Sanitarie, A. 46, n. 3.1 – 3.2 (lug. 2016) – on line, pp. 46-47
In Italia nel 2015 il rischio di povertà è aumentato soprattutto per le coppie con due figli. Sono poveri circa un milione di bambini. Rimane invece sostanzialmente stabile la quota degli anziani. Il fenomeno riguarda tutta l’area euro. Si nota però un cambio di rotta nelle politiche, avvenuto con la delega al governo per il contrasto alla povertà, che prevede la nascita del reddito di inclusione, una forma di reddito minimo per le famiglie in grave povertà, condizionato dalla partecipazione a un percorso di inclusione e per ora riservato a nuclei con minori, disabili o disoccupati anziani.

Giulia Barbero Vignola … [et al.], Povertà educativa: il problema e i suoi volti, in Studi Zancan, A. 17, n. 3 (mag.-giu. 2016) – on line, pp. 5-20
L’articolo tenta una definizione di povertà educativa e ne rintraccia le radici storiche. Gli autori sostengono che la povertà educativa vada messa in relazione non solo agli aspetti economici, ma anche a componenti di disagio che riguardano la salute, le capacità cognitive, le relazioni, i valori e la spiritualità. L’attuale legge di stabilità ha messo in campo un apposito fondo per lottare contro la miseria e sconfiggere sin dai primi anni di vita la povertà educativa.