Aggiornata a novembre 2020 – a cura di Nadia Zito e Marina Villone

I materiali, elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca oppure on line. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico.

Vengono proposti i seguenti percorsi:

Dati di contesto sulla povertà

Rapporto_ASviS_2019_copertinaASviS Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, L’Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Rapporto ASviS 2020, Roma, ASviS, 2020, 200 p.
Il Rapporto dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), giunto alla sua quinta edizione, valuta l’avanzamento del nostro Paese, dei suoi territori e dell’Unione europea verso i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU, sottoscritta dai governi di 193 Paesi il 25 settembre del 2015, e gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del nostro modello di sviluppo. Il Rapporto 2020, realizzato grazie agli esperti delle oltre 270 organizzazioni aderenti all’Alleanza, offre un’ampia panoramica della situazione dell’Italia rispetto alle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile e avanza proposte concrete per realizzare politiche in grado di migliorare il benessere delle persone, ridurre le disuguaglianze e aumentare la qualità dell’ambiente in cui viviamo. Sul sito sono disponibili anche i precedenti rapporti (https://asvis.it/rapporto-asvis/).

Clare Coffey … [et al.], Time to care. Unpaid and underpaid care work and the global inequality crisis, Oxford, Oxfam, 2020, 64 p.
L’organizzazione non governativa Oxfam pubblica questo rapporto sulla disuguaglianza economica nel mondo, partendo dal dato per cui nel 2019 poco più di duemila miliardari possedevano più ricchezza di 4,6 miliardi di persone. Questo divario è il risultato di un sistema economico che valorizza la ricchezza di pochi – soprattutto uomini – più dei miliardi di ore del lavoro più essenziale, cioè il lavoro di cura non retribuito e sottopagato che in tutto il mondo è svolto principalmente da donne e ragazze. Al vertice dell’economia globale c’è una piccola élite la cui ricchezza cresce in modo esponenziale nel tempo, con poco sforzo e indipendentemente dal fatto che apporti o meno valore alla società. La pesante responsabilità del lavoro di assistenza e la sua iniqua ripartizione perpetuano le disuguaglianze di genere e quelle economiche. Oxfam chiede ai governi nel mondo di agire per costruire un’economia umana che riconosca il ruolo delle donne e valorizzi ciò che conta veramente per la società, anziché alimentare l’eterno perseguimento di profitto e di ricchezza. I più urgenti provvedimenti richiesti sono: investimenti nei sistemi nazionali di assistenza per far fronte alla disproporzione di responsabilità che grava su donne e ragazze, il rafforzamento della progressività dei sistemi fiscali estesa alla tassazione della ricchezza e norme legislative a favore di chi presta lavoro di cura. Il riassunto in italiano del rapporto “Avere cura di noi. Lavoro di cura non retribuito o sottopagato e crisi globale della disuguaglianza” e il documento ” Disuguitalia. Dati e considerazioni sulla disuguaglianza socioeconomica in Italia”sono scaricabili dal sito di Oxfam Italia https://www.oxfamitalia.org/davos-2020/

dirittiA cura di Associazione Società Informazione, 17. Rapporto Diritti Globali. Cambiare il sistema, Roma, Ediesse, 2019, 651 p.
Il Rapporto sui diritti globali è uno studio annuale, unico a livello internazionale, sui processi connessi alla globalizzazione e alle sue ricadute, sotto i vari profili economici, sociali, geopolitici e ambientali. La struttura del Rapporto è articolata in quattro macro-capitoli: Economia, finanza e lavoro (con un Focus dedicato alla Green New Deal); Politiche sociali (il Focus concerne la questione del reddito di base, con un’utile panoramica delle sperimentazioni a livello mondiale); Internazionale, diritti e conflitti (con Focus che analizza il mercato degli armamenti e le nuove tecnologie belliche); Ambiente e beni comuni (il cui Focus è centrato sulla questione dell’inquinamento da plastiche). Gli approfondimenti sono preceduti da ampie introduzioni (“Il Contesto”), che danno il quadro generale dei quattro macrotemi, e sono seguiti dalle cronologie dei fatti, dai dati statistici e da accurate bibliografie e sitografie. Il volume, dal titolo Cambiare il sistema, si completa con un quinto capitolo dedicato a esperienze di buone pratiche.Si conclude, infine, con una serie di interviste a interlocutori, italiani e internazionali, competenti e autorevoli sui diversi temi trattati. In biblioteca è presente anche il 16° Rapporto Diritti Globali. Un mondo alla rovescia, Ediesse, Roma, 2018, p. 621 (Coll. 12R16)
Collocazione Biblioteca: 12R17

Caritas Europa, Fostering access to services to support people to move out of poverty. Report on poverty and inequalities in Europe, Bruxelles, Caritas Europa, 2019, 71 p.
Nel febbraio 2020, Caritas Europa ha presentato il suo nuovo “Cares Report”, Rapporto sulla povertà e disuguaglianza nel continente europeo. La relazione si concentra sull’analisi di disponibilità, accessibilità, efficienza e adeguatezza dei servizi alle persone che vivono in condizioni di povertà e sulla promozione dell’inclusione sociale nei paesi europei. Le organizzazioni membri della Caritas in 16 paesi europei hanno descritto e analizzato l’accesso a tre servizi comuni a tutti (servizi pubblici per l’impiego, politiche abitative e servizi di educazione e cura della prima infanzia) e due servizi ritenuti particolarmente rilevanti nei rispettivi paesi, evidenziando le barriere e le difficoltà che si frappongono a una piena esigibilità dei diritti. Sono state proposte interviste alle persone vulnerabili che vivono una situazione di povertà ed esclusione sociale e usufruiscono dei servizi Caritas. Per far fronte a queste sfide, il Rapporto di Caritas Europa presenta, alle istituzioni dell’Unione Europea, 12 raccomandazioni politiche. Per i report dei singoli Paesi: https://www.caritas.eu/access-to-services-country-reports/

Caritas Italiana, Flash report su povertà e esclusione sociale. 17 novembre 2019, Giornata mondiale dei poveri, Roma, Caritas Italiana, 2019
Il Report è stato presentato sabato 16 novembre, alla vigilia della terza Giornata Mondiale dei Poveri del 17 novembre 2019 (XXXIII del Tempo Ordinario). In questa edizione, dopo la presentazione di dati statistici sulla povertà nel contesto europeo e nazionale, sono riportati i dati provenienti dagli oltre 3.300 Centri di Ascolto di tutta Italia. Seguono un focus curato insieme a Legambiente, dedicato alle strette connessioni tra ambiente, degrado, povertà e giustizia sociale, e le considerazioni sulla povertà e le politiche di contrasto.

growingA cura di Cinzia Canali e Tiziano Vecchiato, Growing up in poverty? Evaluation of outcome and social impact in the international dialogue, in Studi Zancan, supplemento al n. 3-4 (set. – ott. 2019) – on line, pp. 1-83
Il fascicolo pubblica le relazioni presentate alla Conferenza Internazionale sulle “Misure efficaci contro la povertà: Italia e altri paesi a confronto”, tenutasi a Roma nell’ottobre 2018 e organizzata dalla Fondazione Zancan con l’on. Vanna Iori e OBER. Gli interventi vertono sulla povertà dell’infanzia, sia economica che sociale ed educativa, sugli interventi attuati come politiche sociali sia in Italia che in altri paesi del mondo, con attenzione particolare alla valutazione dell’efficacia. Disponibile in Pdf.

Istat, Le statistiche dell’Istat sulla povertà. Anno 2019, Roma, Istat, 2019, 14 p.
Il documento riporta le statistiche Istat sulla povertà in Italia nel 2019. Dopo quattro anni di aumento, si riducono per la prima volta il numero e la quota di famiglie in povertà assoluta, pur rimanendo su livelli molto superiori a quelli precedenti la crisi del 2008-2009. Stabile il numero di famiglie in condizioni di povertà relativa. Sul sito Istat sono disponibili anche una tabela riassuntiva ed i rapporti degli anni precedenti (https://www.istat.it/it/archivio/povert%C3%A0+relativa+e+assoluta)

Mary Daly, Fighting child poverty. The Child Guarantee, Bruxelles, European Parliament, 2019, 12 p.
Il documento propone un’analisi delI’IPOL (Policy Department for Economic, Scientific and Quality of Life Policies) sulla povertà e sulla esclusione sociale infantile in Europa e sui suoi effetti nel breve e nel lungo periodo. Il fenomeno viene descritto, quantificato e analizzato. La povertà infantile risulta diffusa in tutti gli Stati membri, sebbene la prevalenza e l’intensità siano più elevate in alcuni paesi dell’Europa centro-orientale, del Baltico e degli Stati mediterranei. L’ultima parte della nota informativa contiene suggerimenti e linee guida per l’elaborazione di interventi a tutela dei minori e strategie per limitare e prevenire il fenomeno in futuro.

bp-public-good-private-wealth-210119-summ-en.pdf

Max Lawson … [et al.], Public good or private wealth? Universal health, education and other public services reduce the gap between rich and poor, and between women and men. Fairer taxation of the wealthiest can help pay for them, Oxfam, Oxford, 2019, p. 106
Il rapporto Oxfam 2019 denuncia il persistente divario tra ricchi e poveri nel mondo. Le disuguaglianze economiche e sociali rischiano di compromettere i progressi nella lotta alla povertà, di danneggiare le economie dei Paesi più vulnerabili e di alimentare la rabbia sociale in tutto il mondo. Il Rapporto individua le seguenti principali criticità: la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi e l’evasione ed elusione fiscale hanno raggiunto livelli allarmanti, privando i Paesi di risorse per finanziare servizi essenziali pubblici; si assiste ad un rallentamento della riduzione della povertà estrema e ad un numero sempre maggiore di persone non hanno accesso ai servizi essenziali; è presente una forte correlazione tra disuguaglianza economica e disuguaglianza di genere. Il Rapporto individua nei servizi pubblici universali, come istruzione e sanità, gli strumenti attraverso i quali occorre agire.

Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione ; edizione italiana a cura di Aidos, Lo stato della popolazione nel mondo 2019. Questioni in sospeso. Diritti e libertà di scelta per tutte le persone, New York, UNFPA, 2019, p. 180
Attraverso sei donne, sei storie di vita, sei luoghi diversi del mondo, il Rapporto UNFPA 2019, in collaborazione con AIDOS , evidenzia i progressi fatti per la salute e i diritti sessuali e riproduttivi, ma anche le barriere economiche, sociali, istituzionali e di altro tipo che ancora oggi impediscono alle donne di prendere decisioni autonome sul proprio corpo e sulla propria salute. Con dati aggiornati e testimonianze raccolte sul campo, il documento illustra le sfide ancora aperte per il raggiungimento della piena autodeterminazione di donne e ragazze, in ogni area del pianeta.

Eurostat, Flash estimates of income inequalities and poverty indicators for 2018 (FE 2018). Experimental results, Bruxelles, Eurostat, 2019, p. 40
L’obiettivo di questo rapporto è fornire statistiche sociali il più possibile tempestive – in particolare riguardo agli indicatori sulla povertà e disuguaglianza di reddito. Tali indicatori si basano sulle statistiche dell’UE sul reddito e sulle condizioni di vita (EU-SILC) e rappresentano uno strumento essenziale per preparare il semestre europeo (il ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche tra i paesi dell’UE) e monitorare i progressi verso l’obiettivo Europa 2020 per il superamento della povertà e l’esclusione sociale

RGR_2019Luca Davico … [et al.], Futuro rinviato. 2019 – Ventesimo Rapporto Giorgio Rota su Torino, Torino, RGR-Rapporti Giorgio Rota, 2019, p. 1017
Il 20° Rapporto Rota fa una sorta di bilancio dell’ultimo ventennio: nella prima parte, selezionando un ampio ventaglio di dati e indicatori statistici, per permettere sia un confronto di lungo periodo sia una comparazione tra Torino e la altre metropoli italiane; nella seconda parte vengono invece esaminati numerosi piani, progetti e documenti strategici, varati attorno al 2000, per verificare in particolare che cosa, negli anni, sia effettivamente stato realizzato, quando e come, quali obiettivi siano stati raggiunti, quali criticità siano emerse. Nella terza parte, infine, si prova a ricostruire, per sommi capi, la vicenda del Rapporto Rota nello sviluppo della sua ventennale attività, ricavandone diverse questioni di portata più generale, ad esempio sulle modalità di decisione pubblica o sul senso stesso del fare ricerca sociale. I rapporti precedenti si trovano sul sito: https://www.rapporto-rota.it/index.php. È in uscita il 21. Rapporto.

Christian Morabito … [et al.], Il miglior inizio. Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita,Roma, Save the Children, 2019, p. 40
Save the Children ha deciso di dedicare il rapporto Illuminiamo il Futuro di quest’anno alla povertà educativa che colpisce i bambini più piccoli, attraverso un’indagine pilota, di carattere esplorativo. Unica nel suo genere in Italia, l’indagine è volta ad analizzare le disuguaglianze nell’acquisizione delle capacità e competenze educative sin dalla prima infanzia ed i fattori che le determinano, dal punto di vista delle condizioni socio-demografiche, culturali e dei servizi per l’infanzia frequentati.

World Bank Group, Piecing together poverty puzzle. Poverty and Shared Prosperity 2018, Washington, World Bank Group, 2018, p. 201
Progressi equi? La mobilità economica delle nuove generazioni è un problema che ha suscitato molta attenzione nel mondo. L’analisi esamina se i migranti sono nati in povertà o dove sono nati e in quali parti del mondo si ha maggiori probabilità di essere separati dai genitori,. Suggerisce azioni e politiche locali, nazionali e globali che possono aiutare a spezzare il ciclo della povertà, aprendo la strada alla prossima generazione affinché possa realizzare il proprio potenziale e migliorare la propria vita.

fra-2018-combating-child-poverty-cover-image_enA cura dell’ European Union Agency for Fundamental Rights, Combating child poverty. An issue of fundamental rights, Luxembourg, Publications Office of the European Union, 2018, p. 62
Nell’Unione Europea quasi 25 milioni di minori sono a rischio di povertà o esclusione sociale. La povertà priva bambini e ragazzi di opportunità educative, assistenza, accesso alle cure mediche, cibo e abitazione adeguati, supporto familiare e persino della protezione contro la violenza. Questo rapporto, a cura dell’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA), mette in luce la dimensione della povertà infantile nell’Unione Europea, ma propone anche degli strumenti per contenere questo fenomeno e tenere traccia dei progressi fatti.

Valentina Neri, Una persona su 10, nel mondo, vive in condizioni di povertà estrema. I numeri di una lotta ancora aperta, Milano, Lifegate, 2018, p. 18
L’articolo riassume i dati sulla povertà nel mondo così come sono riportati da The World Bank (https://urly.it/33bz6; https://urly.it/33bz8); riporta cioè che il tasso globale di povertà nel mondo non è mai stato tanto basso, tuttavia nel 2015 (l’ultimo anno per cui sono disponibili dati attendibili) il 10 per cento della popolazione globale viveva in condizioni di povertà estrema. Siamo ancora lontani dall’obiettivo di azzerare la povertà entro il 2030, come previsto dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu (Sdgs).

downloadCaritas Italiana, Povertà in attesa. Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto in Italia, Maggioli, Santarcangelo di Romagna, 2018, p. 362
Il Rapporto di Caritas Italiana, frutto del lavoro di ricerca e analisi condotto nell’ultimo anno, è dedicato al fenomeno delle povertà economiche e delle politiche di contrasto in atto nel nostro Paese, con particolare attenzione agli scenari futuri desumibili dal dibattito politico-legislativo in corso al momento della stesura. La prima parte del Rapporto è dedicata all’analisi dei fenomeni di povertà (anche educativa) ed esclusione sociale in Italia, descritti attraverso dati, sia di fonte pubblica che provenienti dall’universo dei servizi Caritas. Chiudono la sezione zoom tematici su alcune dimensioni di vulnerabilità sociale: la povertà alimentare e il Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti (FEAD), la grave emarginazione adulta, la salute e la povertà, la non-autosufficienza e la disabilità. La seconda parte del Rapporto analizza le principali risposte e politiche di contrasto alla povertà, con particolare riguardo per l’attuazione in Italia del Reddito di Inclusione (REI). Particolare attenzione è stata rivolta all’analisi delle ricadute organizzative del REI nei territori in cui la misura è in fase di implementazione, nonché ad alcune prime riflessioni sull’impatto del REI in termini quantitativi e finanziari. E’ in uscita il rapporto 2019.
Collocazione Biblioteca: 18360

Censis, 52° Rapporto sulla situazione sociale del paese 2018, Franco Angeli, Roma, 2018, p. 556
Giunto alla 52ª edizione, il Rapporto Censis interpreta i più significativi fenomeni socio-economici del Paese nella fase di attesa di cambiamento e di deludente ripresa che sa attraversando. Le considerazioni generali introducono il Rapporto descrivendo la transizione da un’economia dei sistemi a un ecosistema degli attori individuali, verso un appiattimento della società. Nella seconda parte, La società italiana al 2018, vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno: le radici sociali di un sovranismo psichico, prima ancora che politico, le tensioni alla convergenza e le spinte centrifughe che caratterizzano i rapporti con l’Europa, gli snodi da cui ripartire per dare slancio alla crescita. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro e la rappresentanza, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza.
Collocazione Biblioteca: 01R52

Luigi Cannari e Giovanni D’Alessio; Banca d’Italia, Istruzione, reddito e ricchezza: la persistenza tra generazioni in Italia, Questioni di Economia e Finanza, n. 476 (dic. 2018), pp.  1-27 – on line
Il lavoro esamina sia la persistenza intergenerazionale delle condizioni economiche familiari in termini di istruzione, reddito e ricchezza, sia l’importanza delle condizioni di partenza nello spiegare il successo degli italiani. I risultati collocano l’Italia nel novero dei paesi con una persistenza intergenerazionale delle condizioni economiche relativamente alta; in anni recenti questo fenomeno mostra una tendenza all’aumento. Variabili che non sono oggetto di scelta da parte degli individui spiegano il loro successo economico in una misura più ampia che in passato.

Forme e caratteristiche della povertà

geografiaMartina Di Pirro, La geografia della speranza. Viaggio nell’Italia che resiste, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2020, 174 p.
L’autrice, giornalista, racconta alcune esperienze di persone che realizzano e diffondono nei territori relazioni e modelli economici fondati su solidarietà e integrazione, alcune delle centinaia di realtà riunite dal 2017 nella Rete dei Numeri Pari. Inoltre, il libro aiuta a riflettere sulle cause che hanno ridotto in povertà ed escluso dal contesto sociale una parte della popolazione italiana, già prima dell’epidemia di Covid-19.
Collocazione Biblioteca: 18673

Maria Chiara Pedroni, Persone senza dimora e percorsi di aiuto. Esperienze di oppressione e resilienza nei casi di homelessness, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2020), vol. 20, pp. 18-26
L’autrice, nel presente articolo, descrive la condizione di homelessness e le persone che la vivono. Esistono numerose espressioni che denotano questo stato: senza fissa dimora, grave emarginazione adulta, povertà estrema, vulnerabilità sociale, esclusione sociale. Viene proposto un breve approfondimento su queste definizioni e sugli interventi da parte di realtà pubbliche e private per contrastare e prevenire questo tipo di isolamento sociale.

Giovanni Sabato, I rischi dei bambini poveri, in Rocca, A. 79, n. 11 (giu. 2020), pp. 28-30
Numerose indagini hanno dimostrato che “per i bambini vivere in povertà significa crescere in un ambiente dannoso per lo sviluppo fisico, mentale, emotivo e spirituale” (Unicef). Problemi di comportamento e di controllo degli impulsi, difficoltà intellettive sono spesso rilevate nei bambini più poveri, ma alcuni fattori protettivi (ambientali, familiari, di comunità) possono influire positivamente, così come interventi a sostegno del reddito delle famiglie.

Francesca Gatto, Lavorare per sconfiggere la povertà educativa, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2020), vol. 20, pp. 38-45
A partire dal Rapporto 2019 di Save the Children “Il miglior inizio. Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita” (collocazione Biblioteca W1131), che definisce la povertà educativa come “la privazione della possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni”, l’autrice esamina le cause e gli effetti della povertà educativa e analizza le possibili azioni di contrasto. Riflette inoltre su quale ruolo possono svolgere i servizi sociali.

untitledEmmanuele Pavolini, Giorgio Tamburlini, Prevenire e contrastare le disuguaglianze nei primi anni di vita, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 4 (ott. – dic. 2019), pp. 191-217
A partire da un’analisi del rapporto di Save the Children “Il miglior inizio. Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita” (in Biblioteca alla Collocazione W1131), il primo articolo della sezione Dibattito, “Come favorire un miglior inizio? Considerazioni su disuguaglianze e sostegno all’infanzia in Italia” di Emmanuele Pavolini, intende fare il punto sulla situazione dei bisogni e delle politiche per l’infanzia in Italia. Il secondo articolo, “Come le disuguaglianze nascono, crescono e possono essere contrastate” di Giorgio Tamburlini, compie un’analisi del tema, sottolineando la necessità di misure tese a combattere povertà, esclusione sociale e bassa scolarità, con investimenti per sostenere le famiglie nelle loro competenze genitoriali.

Chiara Saraceno, Nascere e crescere in povertà, in Minorigiustizia, n. 3 (2019), pp. 39-48
L’Italia è uno dei paesi sviluppati in cui l’incidenza della povertà tra i bambini e ragazzi è comparativamente alta ed è molto aumentata dalla crisi del 2008, più che tra gli adulti. Dopo una sintetica rassegna dello stato delle conoscenze a livello internazionale sull’impatto del nascere e crescere poveri sulla salute e lo sviluppo delle capacità e sull’effetto compensativo di interventi precoci, l’articolo discute delle cause principali dell’incidenza della povertà tra i minori in Italia, collegandole alle caratteristiche generali della povertà in questo paese, tra cui i divari territoriali, il basso tasso di occupazione femminile, soprattutto tra le donne meno istruite, quindi la prevalenza di famiglie monoreddito in particolare in presenza di più figli, e più recentemente, l’aumento della popolazione straniera collocata a livelli economici più bassi. Segnala, infine, come le stesse politiche sociali, operando in un regime di scarsità e di distribuzione territoriale squilibrata, accentuino, piuttosto che compensare gli svantaggi del nascere e crescere poveri.dd

Francesco Chiavarini, Daniela Palumbo, Storie di ordinaria povertà, in Scarp de’ tenis, a. 24, n. 235 (ott. 2019), pp. 28-35
Secondo l’Istat sono quattordici milioni gli italiani che vivono al di sotto o nelle immediate vicinanze della linea che delimita la povertà assoluta. Tra loro, gli insospettabili che hanno sempre fatto parte della cosiddetta classe media, quella cioè che poteva contare su una casa, un lavoro con possibilità di carriere e poteva garantire un futuro migliore ai propri figli. Oggi, però, la situazione è cambiata: secondo l’OCSE la classe media sta scomparendo schiacciata tra poveri e super-ricchi. Una polarizzazione che viene sfruttata dai populisti e rischia di minare le basi stesse della democrazia.

Chiara Panciroli, La ricerca partecipativa nello studio della povertà. Lo sguardo del social work, Trento, Erickson,  2019, p. 274
La participatory research è un approccio innovativo che prevede il coinvolgimento di persone vicine al tema di indagine in qualità di ricercatori. Il libro mette in luce peculiarità e potenzialità di questo metodo di ricerca ancora poco conosciuto in Italia. La prima parte del saggio è dedicata alla presentazione teorica della ricerca partecipativa nel lavoro sociale: origini, caratteristiche e principali ambiti di applicazione. Nella seconda parte viene illustrata una sperimentazione, realizzata a Reggio Emilia tra il 2015 e il 2017, che ha coinvolto persone che vivono situazioni di difficoltà economica nello studio del fenomeno della povertà. Il libro, ricco di informazioni e di spunti per un rinnovato approccio al contrasto della povertà, si rivolge a ricercatori e operatori sociali, ma anche a chi ha responsabilità amministrative e politiche.
Collocazione Biblioteca: 18513

330-BOXA cura di Roberto Camarlinghi, Perchè dobbiamo occuparci di disuguaglianza. Il grande male del nostro tempo, in Animazione Sociale, n. 330 / 7 (2019), pp. 6-16
Quando in una società le distanze sociali si fanno elevate, c’è il rischio concreto che i poveri siano abbandonati al loro destino. La disuguaglianza, fenomeno in crescita nella società attuale, è un male che ancora non trova rimedi adeguati, ma di cui è urgente occuparsi per non doverne pagare alti costi in futuro. Roberto Camarlinghi, direttore di Animazione Sociale, approfondisce l’argomento intervistando Elena Granaglia, professore ordinario di Scienza delle Finanze al Dipartimento di Giurisprudenza di Roma3 e curatrice, insieme al gruppo Agire, del libro “Un manifesto contro le disuguaglianze”.

Chiara Volpato, Le radici psicologiche della disuguaglianza, Laterza, Bari, Roma, 2019, p. 249
Le disuguaglianze economiche sono ormai da anni in scandaloso aumento. Su questo tema sono state pubblicate opere importanti e di grande diffusione a firma di economisti, sociologi, giornalisti. Questo libro affronta il problema delle disuguaglianze economiche analizzando le radici psicologiche del fenomeno, rintracciabili nei meccanismi mentali di dominanza e sottomissione. Le disparità sociali, secondo la studiosa (docente di Psicologia sociale presso l’Università di Milano Bicocca), sono responsabili dell’infelicità collettiva che assedia le nostre società: seminano sfiducia, indeboliscono la coesione sociale e, con essa, la democrazia. Si domanda allora perchè i tentativi di contrastarle sono così pochi e deboli. Il saggio esamina quindi come funzionano le disuguaglianze e quali processi psicologici contribuiscono alla loro persistenza nonostante le evidenze scientifiche mostrino concordemente che sono deleterie per la vita della collettività.
Collocazione Biblioteca: 18441

A cura di Daniela Fattibene, Lontani dagli occhi, lontani dai cuori. Fuori dalle luci dei riflettori milioni di bambini continuano a morire di malnutrizione. A casa loro, Save the Children Italia Onlus, Roma, 2018, p. 55
Questo rapporto intende portare alla luce il legame profondo e multifattoriale tra la malnutrizione infantile e il cambiamento climatico, i conflitti e la povertà. La prima parte descrive il tema della malnutrizione e dell’importanza che la lotta per un mondo senza fame ha per il raggiungimento dell’Agenda 2030 e come la battaglia contro la povertà, sia come causa strutturale che come conseguenza della malnutrizione, ricopra un ruolo determinante. Nella seconda parte si analizza invece l’interdipendenza tra la fame, il cambiamento climatico e i conflitti. Nella terza ed ultima parte invece si presentano alcune riflessioni sull’impatto della malnutrizione sulle madri e le adolescenti, sulla necessità di aumentare le risorse finanziarie e sull’impegno di Save the Children sul campo. Il rapporto presenta alcuni approfondimenti geografici guardando alla situazione in Corno d’Africa, India, Siria e Yemen, accompagnati da storie significative raccolte nell’ambito degli interventi che Save the Children realizza in queste aree.                      

cop1805Ottavia Mermoz,  Periferie. Il servizio sociale nei quartieri di edilizia pubblica, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 2 (primavera 2018), pp. 4-7.
Dopo un’introduzione storica sull’edilizia pubblica, l’attenzione viene centrata sulla realtà di Ivrea dove, dopo la crisi industriale, si è creata una situazione di crescente povertà. In particolare si affronta il lavoro dell’assistente sociale nelle periferie, constatando che si rende necessario il coinvolgimento di altre figure professionali con diverse competenze. È stata aperta un’infermeria rivolta soprattutto agli anziani e si è dato spazio ad uno Sportello di informazione sociale, così come risultano molto importanti le visite domiciliari.

Davide Pizzi, Vivere in un sottano, in Animazione Sociale, n. 320 (2018), pp. 62-69. L’autore, assistente sociale, descrive la vita nei sottani, abitazioni ricavate da depositi o magazzini al piano terreno, presenti in alcune aree dell’Italia meridionale e in particolare a Bari. Il racconto è spunto per denunciare la povertà abitativa, soprattutto quando riguarda i bambini, come una drammatica questione di importanza politica nazionale.

Cesare Bianciardi, Tutti possiamo diventare “invisibili”, in L’ora del Pellice, n. 7 (primavera 2018), pp. 74-78.
In questo articolo l’autore, ricercatore sociale, traccia un profilo dei senza fissa dimora in Piemonte, basandosi su ricerche recenti sul tema. In seguito alla crisi economica si sono diffuse nuove forme di povertà che possono portare chiunque a trovarsi in difficoltà tali da perdere il lavoro e la casa e poi progressivamente la propria rete sociale. È quindi particolarmente importante abbandonare lo stereotipo di “homeless” di un tempo e una prospettiva del welfare prettamente assistenziale per ripensare ad un nuovo modello di politiche e servizi adeguati per queste nuove esigenze.

scarpFrancesco Chiavarini, Stefania Culurgioni, Laura Guerra, Lavorare non basta più, in Scarp de’ tenis, n. 221 (mag. 2018), pp. 30-37
Nei tre articoli di questa breve monografia viene affrontato il problema della precarietà lavorativa di un numero elevato di persone che si trovano costrette e svolgere più lavori. In una situazione di mercato sfavorevole, le imprese approfittano della situazione per pagare sempre di meno. Negli articoli vengono esemplificate due situazioni di persone costrette a svolgere più lavori. Il fenomeno non riguarda solo le persone con livello di istruzione più basso, ma anche laureati. Si veda anche nello stesso numero l’articolo di Andrea Barolini, Ricchi sempre più ricchi. Poveri sempre più poveri (pp. 58) e quello di Ugo Leone.

Politiche sociali

U. De Ambrogio … [et al.], Costruiamo il welfare dei diritti sul territorio. Uno sguardo oltre l’emergenza, in Prospettive Sociali e Sanitarie, A. 50, n. 2 (primavera 2020), pp. 1-17
Nella monografia sono pubblicati gli articoli vincitori della quarta edizione del premio Irs Cnoas Pss “Costruiamo il welfare dei diritti sui territori”, operazione che guarda a un futuro prossimo ponendosi come auspicio per lo sviluppo di un welfare territoriale di comunità che deve e dovrà fronteggiare problemi cresciuti in questo periodo di emergenza coronavirus. Questi gli articoli proposti: “V.I.P. – Very Informal People”, progetto trentino presentato dallo Studio Associato Tangram. “Un modello di pronto intervento sociale: il servizio emergenza urgenza sociale”, progetto dell’Azienda USL Toscana Centro presentato da Rossella Boldrini e Andrea Mirri. “Microarea alessandrina: uno spazio multifunzione di promozione della qualità della vita nel quartiere Cristo di Alessandria”, progetto piemontese presentato da Marina Fasciolo e Stefania Guasasco di CISSACA e da Valeria Oddone della Coop. Il Gabbiano. “Nest: Nido Educazione Servizi Territorio”, progetto nazionale promosso dall’ Associazione Pianoterra Onlus di Roma.

roccaFiorella Farinelli, Il divario tra obiettivi e risultati. Reddito di cittadinanza, in Rocca, A. 79, n. 2 (gen. 2020)
L’articolo propone un valutazione dei risultati del Reddito di cittadinanza erogato nel 2019 a 2.451.000 cittadini in condizioni di povertà e disoccupazione. Molte sono le criticità rilevate, su cui vengono avanzate proposte
. Sull’argomento si veda anche l’articoli di Cristiano Gori, Reddito di cittadinanza e lotta alla povertà. Un’analisi dell’impatto del Reddito di Cittadinanza sui servizi sociali in confronto al precedente ReI, in Lavoro sociale, n. 5 (ott. 2019), vol. 18, pp. 4-11.

A cura di Ugo Ascoli, Politiche di welfare e riduzioni delle disuguaglianze sociali, in Politiche Sociali, A. 7, n. 1 (gen.-apr. 2020), pp. 3-175
L’obiettivo di questo numero monografico della rivista è quello di approfondire le conseguenze delle principali politiche di welfare sulle disuguaglianze sociali in Italia e, inoltre, di giungere a suggerire alcuni possibili percorsi che potrebbero essere adottati per rendere la società italiana più equa e coesa. Partendo da una iniziale riflessione sui valori e i significati da porre alla base degli obiettivi di uguaglianza perseguibili, il quadro delle politiche analizzate si articola fino a comprendere le principali misure di welfare in atto oggi nel nostro paese: dalle politiche per contrastare la povertà alle politiche pensionistiche; dall’assistenza sanitaria sui territori alle politiche per le famiglie; da quelle di “long-term care”, per affrontare la non autosufficienza, all’istruzione.

Veronica Allegretti, L’implementazione del FEAD. Criticità e opportunità nella relazione d’aiuto, in Prospettive Sociali e Sanitarie, A. 49, n.4 (autunno 2019), pp. 10-14
L’articolo considera i risultati ottenuti grazie al FEAD (Fondo europeo di aiuto agli indigenti), centrato fondamentalmente sull’assistenza alimentare. Questa viene gestita sul territorio da strutture religiose come le parrocchie e associazioni di volontariato. Tale organizzazione appare insufficiente per gestire tale forma di assistenza, rendendo necessaria l’estensione ad altre strutture assistenziali.

livellatriceWalter Scheidel ; traduzione di Giovanni Arganese, La grande livellatrice. Violenza e disuguaglianza dalla preistoria a oggi, Bologna, Il Mulino, 2019, 639 p.
Secondo l’autore, docente di storia antica alla Stanford University, la concentrazione del reddito ha proceduto di pari passo con la civilizzazione. Nel corso di migliaia di anni, solo quattro «forze» si sono mostrate efficaci nel ridurre la disuguaglianza: le grandi guerre, il fallimento degli stati, le rivoluzioni e le epidemie. Oggi la violenza che ha limitato la disuguaglianza nel passato sembra essere diminuita, ma che ne è delle prospettive per un futuro più equo? Le politiche attuate negli ultimi cinquant’anni per combattere il fenomeno non hanno dato risultati concreti: al contrario, le disparità di reddito sono aumentate quasi ovunque nei paesi occidentali. Un certo grado di disuguaglianza, che la stabilità e l’economia di mercato comportano, è forse il prezzo da pagare per vivere pacificamente?
Collocazione Biblioteca: 18627

Alvise Divari, Abitazione sociale: dati e bisogni, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 3 (estate 2019), pp. 8-14
In Italia come in tutta Europa sono fonte di preoccupazione le difficoltà di accesso all’abitazione. Circa una persona su venti versa in grave disagio abitativo di cui l’articolo analizza le varie motivazioni. Inoltre, basandosi sulle caratteristiche demografiche rilevate dall’ISTAT, la fotografia dell’edilizia residenziale pubblica, la spesa per l’abitazione, l’autore trae le sue conclusioni. Si evince che il 41% delle abitazioni è di proprietà degli anziani che tuttavia si trovano nella difficoltà economica di intraprendere gli interventi di ristrutturazione e di adeguamento alle norme vigenti e che da anni manca una vera politica sulle abitazioni.

Franca Maino … [et al.], L’altro welfare. Dopo dieci anni di crisi il modello di welfare tradizionale è in ginocchio. Ma reddito di cittadinanza, quota cento e salario minimo non sono la soluzione, in Vita, a. 26, n. 5 (mag. 2019), pp. 30-73
La monografia comprende i seguenti articoli: 1) Stato sociale addio?; 2) La babele dei nuovi welfare; 3) intervista a Luigi di Maio; 4) Intesa San Paolo, la rivoluzione impact; 5) Pmi, un 2018 a tutto welfare; 6) Welfare generativo, il modello Unipol; 7) Secondo welfare e provider, 8) Bisogni non benefit, modello Eudaimon; 9) L’errore? Puntare su Rdc e salari minimi; 10) Dialogo a 360 gradi; 11) Famiglie produttrici di welfare; 12) I welfare manager entrano nel futuro; 13) Crisi del welfare tra risorse e risposte; 14) Le comunità del welfare; 15) I centri di prossimità arrivano a Sud; 16) Case al posto di comunità; 17) La lotta alla povertà è in rete, 18) Il ritorno del mutualismo.

page0001_i2Francesca Gatto, Giulio Bertoluzza, Giulia Avancini, Povertà ed emarginazione, in Lavoro sociale, n. 1 (feb. 2019), pp. 29-49
La monografia comprende tre articoli: 1) Il Poverty Aware Paradigm, Michal Krumer-Nevo e il suo approccio al lavoro sociale con le persone che vivono in povertà; 2) Il fare assieme per costruire speranza, un’esperienza di educazione fra pari tra persone senza fissa dimora; 3) Oggi il ReI, e domani? Il punto di vista degli assistenti sociali su una misura giovane, ma dal futuro incerto. In questo numero della rivista si trovano anche due articoli: 1) Richard Wilkinson e le conseguenze della diseguaglianza economica, di Elena Stanchina (pag. 52-53); 2) I finanziamenti europei in Italia, modernizzazione delle politiche e sperimentazione di interventi di contrasto alla povertà di Marcello D’Amico (pag. 56-59).

Maria Luisa Raineri, Francesca Corradini, Linee guida e procedure di servizio sociale. Manuale ragionato per lo studio e la consultazione. Terza edizione aggiornata, Erickson, Trento, 2019, p. 582
Questo libro raccoglie in maniera sistematizzata le linee guida e le procedure di servizio sociale professionale, vale a dire le indicazioni operative che gli assistenti sociali, impegnati nel lavoro sul campo a diretto contatto con l’utenza, seguono in ottemperanza alle leggi di settore, agli orientamenti dell’ente per cui lavorano, ai regolamenti di servizio. Le linee guida e le procedure indicano come la metodologia del servizio sociale può trovare applicazione concreta quando si lavora con un determinato tipo di utenza e di problemi in un dato contesto normativo, politico, organizzativo. Si segnalano in particolare i capitoli che riguardano le persone con difficoltà di reddito e di alloggio. Le prime due edizioni del manuale si trovano rispettivamente alle collocazioni 16121 e 16876.
Collocazione Biblioteca: 18514

Gianfranco Marocchi … [et al.], Reddito di cittadinanza, opportunità e criticità, in Welfare oggi, a. 24, n. 2 (mar.-apr. 2019), pp. 3-45
La monografia di questo numero, dedicata allo strumento del reddito di cittadinanza, affronta diversi temi: i diritti soggettivi esigibili, l’informazione ai potenziali beneficiari, le categorie dei beneficiari, il permesso di soggiorno e la residenza anagrafica, i luoghi di primo accesso dell’utenza, l’iter degli utenti, il costo di produzione, il denaro e la carta acquisti, come si misura la povertà, come si calcola l’importo da erogare, le spese per l’abitazione, quanto si eroga al massimo, la durata dell’intervento, le dichiarazioni dei richiedenti e i controlli, evitare il lavoro nero, la valutazione del bisogno, il progetto personalizzato, le sanzioni previste, il potenziamento dei servizi locali, i sistemi informativi, prestazioni nazionali di sostegno del reddito, la governance territoriale e il ruolo dei comuni, casi di inadempienze locali, i Piani contro la povertà, valutazione degli esiti e monitoraggio, rapporto tra reddito minimo nazionale e le prestazioni locali di sostegno al reddito, i rapporti tra enti pubblici e terzo settore.

Cesare Bianciardi, Homelessness. Chi sono e come si interviene sui territori metropolitani torinesi, Città metropolitana di Torino, Torino, 2019, p. 64
Questa è la seconda indagine ricognitiva sul fenomeno dei senza fissa dimora nel territorio di Città metropolitana di Torino. L’idea da cui è partito questo lavoro era quella di non dare per scontato che i senza fissa dimora fossero presenti e pertanto degnamente accolti, soltanto presso i grandi centri urbani, ma che le povertà estreme e le capacità di affrontarle fossero presenti anche in centri più piccoli e periferici. E’ infatti dovere delle Città Metropolitane, in quanto enti di area vasta, attuare le loro funzioni di promozione dello sviluppo sociale e di coordinamento territoriale, valorizzando le peculiarità e le potenzialità dei territori; solo in al modo si possono pianificare interventi mirati, senza disperdere le poche risorse disponibili. Cesare Bianciardi è un ricercatore sociale. L’indagine contiene anche un contributo della docente universitaria Antonella Meo. La ricerca precedente è disponibile online al link: www.cittametropolitana.torino.it/cms/risorse/politichesociali/homles/RICERCA_HOMELESSNESS.pdf
Collocazione Biblioteca: 18438

716qX5b7p3LEmanuele Ranci Ortigosa, prefazione di Tito Boeri, Contro la povertà. Analisi economica e politiche a confronto, Brioschi, Milano, 2018, p. 171
Secondo le stime europee, in Italia 17,5 milioni di persone sono a rischio di povertà, nessun altro paese ne ha così tanti. Per l’Istat un italiano ogni dodici è assolutamente povero, cioè non in grado di vivere una vita umanamente dignitosa. Negli anni della crisi, tale stima è aumentata di due volte e mezzo, mentre il nostro sistema assistenziale è risultato impotente. La consistenza e drammaticità della povertà, soprattutto in una congiuntura elettorale, interpella tutte le forze politiche. Con il reddito di inserimento dell’attuale governo entrano in competizione il reddito di cittadinanza promesso dai Cinque stelle e il reddito di dignità proposto da Berlusconi. Quanto si differenziano queste proposte? Al di là delle diverse posizioni partitiche, l’adozione di uno strumento di contrasto alla povertà che sia realmente efficace rimane imprescindibile. L’autore è presidente emerito e direttore scientifico dell’IRS, nonché direttore della rivista Prospettive Sociali e Sanitarie.
Collocazione Biblioteca: 17995

Simona Beretta, A comment on Kerry Chamberlain paper: Poverty, health, and health psychology. A critical perspective, in Psicologia della Salute, n. 2 (2018), pp. 9-26.
La monografia propone alcune riflessioni sul tema della salute, partendo da un commento su l’ articolo di Kerry Chamberlain Poverty, health, and health psychology: a critical perspective, in Psicologia della Salute, n. 1 (2018), pp. 5-18
Vengono discusse principalmente: le analisi degli economisti che individuano un nesso causale tra salute e povertà; il ruolo della psicologia della salute per persone che vivono in povertà; lo studio di forme di intervento efficaci, come la “community care” e l’accompagnamento, per indirizzare le decisioni personali relative alla salute verso scelte ottimali.

Fondazione Emanuela Zancan, Se questo è welfare. La lotta alla povertà – Rapporto 2018, Il Mulino, Bologna, 2018, p. 175
Il Rapporto 2018 della Fondazione Zancan, attraverso il contributo di più interventi, entra nel merito delle scelte istituzionali possibili e degli strumenti giuridici per innovare la lotta alla povertà, scelte anticipate da territori e da comunità innovative, generative di valore umano e sociale. Mettere al centro le persone e le loro capacità, e non soltanto i loro bisogni, è una sfida per professionisti, volontari, operatori di servizi pubblici e privati, soggetti con responsabilità politiche, per superare le pratiche assistenzialistiche e dotare chi vive in povertà non soltanto di supporti economici, ma di strumenti utili a migliorare le proprie condizioni di vita.
Collocazione Biblioteca: 33R17

Luigino Bruni ; a cura di Francesco d’Angella, Basta dare soldi per contrastare la povertà?, in Animazione Sociale, n. 323/9 (2018), pp. 35-42
L’autore, professore ordinario di Economia politica presso l’Università Lumsa di Roma, sulla scia del pensiero di Amartya Sen (Nobel per l’economia), riflette sul tema della povertà come assenza non solo di soldi, ma di “capitali” educativi, sanitari, familiari, sociali e relazionali. Pertanto una vera politica di contrasto alla povertà dovrebbe non solo elargire soldi, ma intervenire su istruzione, salute, famiglia, comunità, lavoro e reti sociali.Se si vuole combattere seriamente la povertà occorre attivare molto di più la società civile contro l’individualismo, limite di tante misure oggi proposte, compreso il reddito di cittadinanza.

dddownloadA cura delle Fondazioni Astrid e Circolo Fratelli Rosselli; Introduzione di Tiziano Treu ; Prefazione di Franco Bassanini e Valdo Spini, Nuove (e vecchie) povertà: quale risposta? Reddito d’inclusione, reddito di cittadinanza, e oltre, Il Mulino, Bologna, 2018, p. 302
Questa ricerca, finalizzata allo studio delle politiche di contrasto alla povertà, considera il quadro di riferimento europeo, che ancora non riesce a strutturarsi in una politica sociale comune, ma dove una svolta potrebbe essere imminente con la possibile adozione delle proposta italiana di uno strumento europeo di assicurazione contro le disoccupazioni cicliche. Effettua poi una ricognizione delle politiche che hanno storicamente caratterizzato i Paesi più avanzati. analizza le politiche pubbliche di contrasto alla povertà e alla disoccupazione adottate da Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Paesi scandinavi e Canada, e i relativi strumenti. Esamina e valuta, infine, le politiche adottate in italia, gli strumenti nuovi di recente sperimentati e di cui oggi si discute, dal reddito di inclusione al reddito di cittadinanza e i problemi che debbono essere affrontati e risolti per assicurarne sostenibilità e efficacia.
Collocazione Biblioteca: 18351

Diego Alejo Vázquez Pimentel … [et al.], Ricompensare il lavoro, non la ricchezza. Per porre fine alla crisi della disuguaglianza dobbiamo costruire un’economia a favore dei comuni lavoratori, non dei ricchi e potenti, Oxfam International Oxford, 2018, pp. 77
Questo rapporto fa parte di una serie di documenti miranti a informare l’opinione pubblica su temi riguardanti le politiche umanitarie e di sviluppo e si pone l’obiettivo di per portare alla luce la coesistenza di estrema ricchezza ed estrema povertà, suggerendo le misure necessarie per portare il mondo verso la giustizia sociale e minori disuguaglianze in termini di reddito e ricchezza. In molti Paesi la disuguaglianza salariale si è accentuata e la quota di PIL relativa ai redditi da lavoro è diminuita perché i profitti crescono più rapidamente dei salari. Mentre la quota di reddito dell’1% più ricco della popolazione è notevolmente aumentata, molti altri non hanno raccolto i frutti del progresso economico. Anche nei Paesi emergenti, caratterizzati da una rapida crescita economica, molti lavoratori restano vittime di una spirale di basse retribuzioni e salari di sussistenza; la grande maggioranza di essi è formata da donne.

Uscire dalla povertà: servizi e interventi

Marzia Sica, Contrastare la povertà educativa dei bambini. L’impegno delle fondazioni di origine bancaria, in Animazione Sociale, n. 2/334 (2020), pp. 18-27
Le condizioni socio-culturali in cui tanti bambini e adolescenti si trovano a crescere penalizzano i loro cammini di vita. Sempre più emerge come siano le fragilità dei genitori le determinanti della povertà educativa dei figli. Su questo fronte di intervento cruciale, da tempo le fondazioni di origine bancaria sono impegnate a promuovere iniziative per contrastare la povertà educativa di bambini e ragazzi del nostro Paese, fondando nel 2016 il Fondo nazionale per il contrasto alla povertà educativa minorile, insieme al Governo e al Forum del Terzo settore. Nell’articolo si analizza l’intervento svolto negli ultimi anni.

A cura di Manuela Battista e Federica Aresu, Bilancio sociale 2019, in Pagine, n. 1 (2020), pp. 4-65
Questo numero pubblica il bilancio sociale dell’Associazione Gruppo Abele Onlus relativamente all’anno 2019, che è stato un anno di denuncia e protesta contro i “decreti sicurezza” varati del governo in carica, ma anche un anno che ha visto nascere nuovi progetti di speranza per molte persone in difficoltà. Il bilancio sociale racconta la variegata attività dell’associazione, la cui missione è quella di unire l’accoglienza delle persone più povere ed emarginate con un impegno culturale e politico a sostegno di una società meno solidaristica e più equa.

scarpEnrico Panero, Servizi sociali, nuove risposte a nuove povertà, in Scarp de’ tenis, A. 24, n. 236 (nov. 2019), pp. 48-49
Per fronteggiare la crescente povertà il comune di Torino ha creato quattro nuovi Poli di inclusione sociale, cercando insieme alla rete sociale territoriale nuove modalità di intervento e aprendo nuove vie a carattere sperimentale come la collaborazione con l’Università e l’apertura di un nuovo servizio “INPS per tutti”.Gianfranco Marocchi, Collaborazioni simmetriche: le relazioni tra Caritas e servizi sociali nelle iniziative di contrasto della povertà, in Welfare oggi, A. 24, n. 4-5 (lug-ott. 2019), pp. 67-75

Le collaborazioni tra Comuni e Caritas nelle iniziative di contrasto alla povertà hanno una particolarità: quella di essere il frutto dell’accordo tra due soggetti dotati di risorse proprie che liberamente decidono di agire in modo integrato su un tema specifico. Nell’articolo si presentano i risultati di una ricerca IRS sull’argomento.

Panero, Housing first. Dove il progetto funziona bene e conviene a tutti, in Scarp de’ tenis, a. 24, n. 235 (ott. 2019), pp. 48-49

A Torino la collaborazione tra servizi del Comune, ASL e privato sociale sta portando buoni risultati, con cinquanta persone senza dimora accompagnate nel delicato passaggio diretto dalla strada alla casa, evitando così il lungo e faticoso tradizionale percorso “a scalini”.

cop1901Emanuela Chiodo, Titti De Marco, Il laboratorio di educativa territoriale del centro “La Tenda”, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 1 (inverno 2019), pp. 16-20
L’associazione onlus “La Tenda” lavora dal 2014 nel comune di Napoli nel Rione Sanità, per contrastare la “povertà educativa” di bambini e adolescenti. In questo rione, in uno scenario di povertà multigenerazionale, bambini e adolescenti sono privati della capacità di apprendere, di sviluppare e far fiorire capacità, talenti e aspirazioni.

Sara De Carli … [et al.], Dalla parte dei bambini, in Vita, a. 24, n. 2 (feb. 2019), pp. 25-69
La presente monografia “Dalla parte dei bambini” è un viaggio nell’Italia della denatalità e della povertà infantile. Essa si articola in 3 articoli: il primo “Poveri piccoli”; il secondo “Le buone pratiche” che comprende dieci interventi esemplari promossi dall’impresa sociale Con i Bambini a cui si aggiunge un modello partecipativo fondato sulla coprogettazione e non sull’assegnazione dei fondi attraverso i consueti bandi; infine vi è un terzo capitolo dal titolo “Le parole dei ragazzi” in cui vengono esposti 5 testi e 2 interviste, che propongono sette parole chiave per comprendere meglio bambini e ragazzi di oggi.

Michela Fanna, I temerari dell’incertezza. Possibili percorsi per fronteggiare la fragilità sociale, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 2 (primavera 2018), pp. 8-10
L’assistenza sociale diventa sempre più problematica in una società caratterizzata da fragilità e instabilità. Nell’articolo viene riferita un’esperienza in cui si sono tentati diversi approcci: realizzazione di percorsi formativi di gruppo, realizzazione di tirocini formativi, attuazione di percorsi educativi personalizzati, formazione di un gruppo di aggregazione, collaborazione con fattorie sociali, coinvolgimento delle associazioni di volontariato.

Devis Geron, Elena Innocenti, Tiziano Vecchiato, Valutazione delle azioni di contrasto alla povertà: l’esperienza della Fondazione Cariparma, in Studi Zancan, a. 17, n. 6 (nov.-dic. 2018), pp. 5-17 – on line
Nel 2017 Fondazione Cariparma ha destinato al contrasto alla povertà 2,5 milioni di euro con un bando centrato su 18 progetti nella provincia di Parma. L’analisi dei progetti ha utilizzato un modello di valutazione a due dimensioni: la prima ha considerato le azioni dei progetti in termini di input, flussi di attività e output, verificando i risultati conseguiti. La seconda è entrata nel merito dei benefici per i destinatari delle azioni progettuali e per le comunità di riferimento. Dall’analisi emerge anche la possibilità di stimare i potenziali di impatto generativo dei progetti a vantaggio dei poveri e dell’intera comunità. L’articolo è disponibile in Pdf.

Agnese Malatesta, Viaggio tra chi aiuta i poveri. ansaSono 5 milioni in Italia, tanti i bambini. Ma il dato è in aumento, in Ansa magazine, 26/11/2018, pp. 1 -10
Reportage sulla povertà in Italia e su alcune esperienze di intervento: il co-housing dell’Auser Firenze; la distribuzione del pane di recupero dell’Acli di Roma; il lavoro della Caritas; i tirocini lavorativi del comune di Milano; una casa di cura per anziani nel Savonese; la cura dell’arredo urbano da parte dei senza fissa dimora a Roma; un ambulatorio gratuito per italiani e stranieri in difficoltà; i progetti di contrasto alla povertà educativa da parte di alcune scuole; l’esperienza dei “maestri di strada” di Napoli.

Pandemia e Povertà

Caritas italiana, Gli anticorpi della solidarità. Rapporto 2020 sulla povertà ed esclusione sociale in Italia, Roma, Caritas italiana, 2020, 82 p.
ll rapporto di Caritas Italiana, pubblicato in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà, cerca di restituire una fotografia dei gravi effetti economici e sociali dell’attuale crisi sanitaria legata alla pandemia da Covid-19. Nella prima parte vengono analizzati i dati statistici sulla situazione socio-economica italiana ed europea. La seconda parte si focalizza sull’impatto sociale e psicologico che la pandemia e il lockdown hanno determinato sia sui beneficiari che sugli operatori Caritas. Nella terza parte “Quali politiche per quali povertà, nell’emergenza e oltre” sono offerti spunti di analisi e ipotesi di lavoro per attivare politiche di contrasto alle povertà, nell’immediato e in futuro. Chiude la pubblicazione un focus tematico, che si sofferma sulla questione abitativa.

Food insecurity will be the sting in the tail of COVID-19, in The Lancet Global Health, n. 6 (giu. 2020) – on line, vol. 8, pp. e737-e737
Questo editoriale prende spunto da una serie di rapporti recenti sulla fame e la malnutrizione nel mondo. I conflitti armati ne sono la principale causa, distruggendo agricoltura e commercio e bloccando i rifornimenti, ma nel corso dell’ultimo anno si sono aggiunte le invasioni di locuste. Le restrizioni ai movimenti a causa del COVID-19 ostacolano gli sforzi intrapresi per affrontare questi problemi. Secondo stime dell’agenzia ONU World Food Programme, se non si agisce subito, entro pochi mesi si dovranno affrontare carestie di proporzioni bibliche, che colpiranno maggiormente donne e bambini. Sono necessarie donazioni verso i programmi alimentari delle organizzazioni internazionali come OMS, UNICEF o WFP e vanno ripensate le restrizioni ai movimenti per evitare che l’epidemia di COVID-19 si trasformi in un’epidemia di malnutrizione. Disponibile in pdf.

David Chiriboga … [et al.], Health inequity during the COVID-19 pandemic: a cry for ethical global leadership, in The Lancet, n. 10238 (mag. 2020) – on line, vol. 395, pp. 1690-1691
Gli autori, medici e ricercatori, il primo già ministro della salute dell’Ecuador, presentano una lettera inviata alle Nazioni Unite il 20 aprile 2020 per richiedere la creazione di una “task force” sanitaria globale all’interno dell’OMS con il compito di sviluppare strategie per un’equa distribuzione di risorse nel mondo che possano mitigare il carico sanitario e socioeconomico della pandemia di COVID-19 sulle popolazioni svantaggiate. La lettera ha ricevuto l’appoggio di numerosi enti che rappresentano milioni di medici, operatori sanitari, scienziati e avvocati nel mondo. Il documento è disponibile in pdf.

nondaSave the Children, Non da soli. Cosa dicono le famiglie, Roma, Save the Children, 2020, 23 p.
L’obiettivo dell’indagine, svolta insieme a più di 300 famiglie beneficiarie dei progetti di Save the Children di sostegno economico e contro la povertà educativa, è quello di approfondire l’impatto che l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus e le conseguenti misure di contenimento della pandemia che sono state adottate hanno avuto sulla loro vita e su quella dei loro figli. La perdita del lavoro e di un reddito, il cambiamento della disponibilità economica, le sfide e le difficoltà che la didattica a distanza dei loro figli pone sia in termini di disponibilità di connessione e device, che di competenze per supportarli adeguatamente, sono le aree che l’indagine esamina per fornire spunti di riflessione per i policy makers, al fine di mitigare gli effetti sociali più deleteri della crisi in corso.

Federica De Lauso, Emergenza Coronavirus: più che raddoppiato il numero dei “nuovi poveri”. I dati del Monitoraggio Caritas italiana, Milano, Welforum.it, 2020, 6 p.
A distanza di circa due mesi dall’inizio del lockdown deciso per l’Italia, le conseguenze sociali dell’emergenza Covid-19 sembrano chiare: in Italia si registra un aumento della povertà a cui la rete delle Caritas diocesane sta tentando di dare una risposta, assieme alle tante altre realtà del terzo settore attive sul territorio nazionale. Chi era povero in passato si ritrova oggi inevitabilmente più deprivato, mentre chi si collocava appena al di sopra della soglia di povertà (le famiglie che l’Istat definisce “quasi povere” secondo i parametri di calcolo della povertà relativa) inizia a non disporre del necessario per vivere. Caritas italiana, al fine di monitorare e mappare le fragilità e i bisogni dei territori in questa fase inedita ed emergenziale, dal 9 al 24 aprile ha realizzato una rilevazione nazionale che ha coinvolto le Caritas diocesane sparse su tutto il territorio italiano. Nell’articolo proposto, l’autore presenta e commenta i risultati dell’indagine.

Stefano Lepri, Cosa urge per la protezione dei fragili, Milano, Welforum.it, 2020, 4 p.
L’autore, senatore, espone alcuni aspetti del dibattito in corso tra le forze politiche nell’ambito delle questioni sociali legate all’epidemia di Covid-19 e rispetto ai quali è impegnato con proposte normative. I temi trattati sono il sostegno alla famiglia, alla genitorialità e ai minori per contrastare l’ulteriore diffusione della povertà minorile, l’attenzione alle povertà estreme e alle persone senza fissa dimora, l’assistenza domiciliare agli anziani, i servizi erogati dal Terzo settore, il potenziamento degli organici dei servizi sociali. Si veda anche: Ariela Casartelli, Francesco di Ciò, Il servizio sociale nell’emergenza Coronavirus, Milano, Welforum.it, 2020, 4 p.

Remo Siza, Il reddito di cittadinanza nell’emergenza sanitaria e sociale, Milano, Welforum.it, 2020, 4 p.
L’autore, esperto di politiche sociali, impegnato nella ricerca e nella progettazione di servizi presso istituzioni pubbliche e associazioni in Italia e nel Regno Unito, focalizza l’articolo sulle misure contro la povertà durante la crisi innescata dall’epidemia di COVID-19. L’ampio impoverimento generato dall’epidemia rende difficile l’accurata valutazione dell’utilità e dei limiti del reddito di cittadinanza. Tuttavia, secondo l’autore, ridottasi la fattibilità dei principi condizionali relativi alla fruizione del reddito di cittadinanza, diventano necessarie nuove forme di attivazione e di condizionalità, fondate su una analisi più precisa delle dinamiche sociali e delle condizioni di povertà. A tale scopo, più che la misurazione della povertà assoluta e relativa, risultano importanti le indagini longitudinali, che individuano tre tipologie di povertà (persistente, ricorrente, temporanea) e permettono di osservare gli eventi che le hanno determinate e gli interventi di welfare necessari. Indagini longitudinali meno complesse possono essere avviate anche a livello locale. Secondo l’autore, la condizione disomogenea di povertà non è risolvibile con interventi standardizzati (prestazioni economiche o rapidi inserimenti lavorativi). Le tre tipologie di povertà richiedono mix differenti e personalizzati fra misure passive e misure di attivazione e interventi più o meno estesi e intensivi. Sull’argomenti si veda anche: Michelangelo Caiolfa, Il reddito di Cittadinanza in tempo di Epidemia, Milano, Welforum.it, 2020, 2 p.

lancetWim Van Lancker, Zachary Parolin, COVID-19, school closures, and child poverty: a social crisis in the making, in The Lancet Public Health, (mag. 2020) – on line, vol. 5, pp. e243-e244
L’Unesco stima che 138 paesi hanno chiuso le scuole come parte della politica di distanziamento fisico nell’epidemia di COVID-19. Questa decisione nel lungo periodo può avere effetti detrimenti e conseguenze di salute per i bambini che vivono in povertà e implementare le disuguaglianze esistenti. Prima di tutto peggiorerà la insicurezza del cibo, perché per gli studenti che vivono in povertà la scuola è anche un luogo dove mangiare in modo sano: l’Eurostat calcola che il 6,6% delle famiglie con bambini in Europa (il 5,5% in UK, il 14% in USA) non può sostenere un pasto completo ogni giorno. La didattica a distanza richiede computer e connessione Internet di buona qualità, che ovviamente le famiglie in situazione di povertà e/o di abitazione precaria non hanno. Infine un’ulteriore minaccia è la recessione economica conseguente alla pandemia, che aggraverà le disuguaglianze. Di conseguenza azioni di supporto per il cibo, per l’uso di computer, per la situazione economica devono essere messe in campo dalla politica. L’articolo è disponibile in Pdf.

Marco Peverini, Emergenza affitti #1. Quali misure in Italia? La fragilità del settore dell’affitto in Italia e il punto sulle misure ordinarie e straordinarie nell’emergenza Covid-19, Milano, Welforum.it, 2020, 8 p.
Il settore dell’affitto in Italia è fragile, con problemi di accessibilità e molti sfratti. Le conseguenze dell’emergenza da Coronavirus rischiano di colpire violentemente famiglie in difficoltà. L’autore si chiede se le misure adottate saranno sufficienti (e adatte) per proteggerle. Si segnala sullo stesso argomento “Emergenza affitti #2. Il caso della Spagna” (welforum.it/il-punto/emergenza-coronavirus-tempi-di-precarieta/emergenza-affitti-2-il-caso-della-spagna/)

Federico Marchetti, Claudia Guiducci, Covid-19 e bambini: le due facce di una diversa medaglia, in Medico e bambino, n.4 (apr. 2020), vol. 39, pp. 219-221
Durante la pandemia da Covid-19, in un primo momento il mondo della pediatria, anche italiano, ha prestato la massima attenzione a quello che poteva essere l’impatto in termini di salute fisica della infezione da Covid-19. I dati sono complessivamente rassicuranti. Si tratta ora di spostare l’attenzione verso l’altra faccia della medaglia che è quello dell’impatto sulle famiglie e sui bambini e adolescenti della crisi sanitaria. L’articolo prende in esame dal punto di vista medico pediatrico la povertà sociale e la povertà educativa, in modo particolare per minori con disabilità e bisogni educativi speciali che hanno dovuto sospendere le attività di sostegno e riabilitative. Secondo gli autori non esiste più una dimensione strettamente sanitaria del lavoro del pediatra, ma socio-sanitaria e territoriale.

rocca6Andrea Gaiardoni, Coronavirus. L’abbrivio dell’economia, in Rocca : quindicinale della Pro Civitate A. 79, n. 6 (mar. 2020), pp. 16-19
L’emergenza economica dovuta all’epidemia da Covid-19 ha colpito l’Italia più di altri Paesi. La proposta strategica dell’Ocse è la cooperazione tra i Paesi al fine di garantire servizi di sanità pubblica efficace e misure adeguate di sostegno al reddito per le fasce di popolazione più vulnerabili. Il governo italiano si sta attivando per arginare la recessione e prevenire il dilagare della disoccupazione, mentre sembra particolarmente grave anche nel resto del mondo la crisi del turismo. Difficile bilanciare l’esigenza di confinamento dovuta alla crisi sanitaria, con il bisogno di far ripartire al più presto l’economia. Segue l’articolo “Italiani untori” di Ritanna Armeni sul respingimento degli italiani da parte di alcuni Paesi per la paura del contagio da Coronavirus.

Antonella Inverno … [et al.], L’impatto del coronavirus sulla povertà educativa. Riscriviamo il futuro, Roma, Save the Children, 2020, 23 p.
Le misure intraprese per bloccare l’espansione della pandemia Coronavirus Covid19, la chiusura delle attività economiche, sociali e culturali, ed in particolare della scuola, hanno avuto un grave impatto sulla vita dei bambini, degli adolescenti e delle loro famiglie, con il rischio di aumentare in modo esponenziale la povertà economica ed educativa. Dopo aver richiamato i dati degli ultimi anni sulle famiglie in povertà assoluta in Italia e ripreso il concetto di povertà educativa, il rapporto di Save the Children si sofferma sulla più che probabile esclusione dei bambini che vivono in famiglie in condizioni precarie dalle attività di didattica a distanza, intraprese dalle scuole per sopperire alla chiusura. Si riportano anche i risultati di una ricerca avviata con questionari a 1003 minori, le mappe del rischio educativo nelle varie regioni italiane, il confronto con i diversi paesi europei, per arrivare infine a delineare un Piano straordinario per l’infanzia e l’adolescenza, con azioni da intraprendere nell’immediato, progetti per l’estate e la riapertura a settembre.

Sitografia

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)
Banca Mondiale
Città di Torino – Servizio adulti in difficoltà
EUROSTAT
Fio.psd – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora
Global Call To Action Against Poverty
ISTAT
La legge per tutti – Cosa comporta essere senza fissa dimora
Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Povertà ed esclusione sociale
Save the children
Scarp de’ tenis
Senzatetto.org
Volontari per lo sviluppo
UNICEF