Aggiornata a dicembre 2018 – a cura di Anna Maria Licastro e Bruna Berutto

I materiali elencati (libri, articoli di riviste, audiovisivi e documentazione grigia) appaiono in ordine decrescente per anno di pubblicazione e sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca, oppure scaricabili direttamente da Internet al link fornito. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:
Dati di contesto sulla povertà
Forme e caratteristiche della povertà
Politiche per uscire dalla povertà
Servizi e interventi per uscire dalla povertà
Sitografia

Dati di contesto sulla povertà

istatIstat, La povertà in Italia. Anno 2017, Istat, Roma, 2018, pp. 20
Le stime diffuse in questo report si riferiscono all’anno 2017 in Italia e a due distinte misure della povertà: assoluta e relativa, che derivano da due diverse definizioni e sono elaborate con metodologie diverse, utilizzando i dati dell’indagine campionaria sulle spese per consumi delle famiglie. Sul sito Istat sono disponibili anche una tabella riassuntiva e i rapporti degli anni precedenti (https://www.istat.it/it/archivio/217650)

Eurostat, Flash estimates of income inequalities and poverty indicators for 2017 (FE 2017). Experimental results, Eurostat, Lussemburg, 2018, pp. 30
L’obiettivo di questo rapporto è fornire statistiche sociali il più possibile tempestive – in particolare riguardo agli indicatori sulla povertà e disuguaglianza di reddito. Gli indicatori di disuguaglianza di povertà e reddito si basano sulle statistiche dell’UE sul reddito e sulle condizioni di vita (EU-SILC) e rappresentano uno strumento essenziale per preparare il semestre europeo (il ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche tra i paesi dell’UE) e monitorare i progressi verso l’obiettivo Europa 2020 per il superamento della povertà e l’esclusione sociale. Al fine di monitorare meglio l’efficacia delle politiche sociali a livello dell’UE è importante avere gli indicatori il prima possibile. È stato quindi proposto un nuovo approccio, che consiste nello sviluppo di stime flash (FE) basate su un modello statistico o econometrico, che possono essere pubblicate prima dei dati effettivi. Queste potranno essere utilizzate in discussioni preliminari e analisi fino a quando non saranno disponibili i dati. Gli indicatori cui si riferiscono queste stime sono: A- Rischio di povertà (At-risk-of-poverty = AROP) e Quota di reddito (Income quintile share ratio QSR) che sono indicatori di disuguaglianza sociale; B – Distribuzione per decili di reddito (Evolution of income deciles) che misura la disuguaglianza nella distribuzione del reddito. Sul sito Eurostat si possono inoltre trovare i dati stimati per Paese e il report degli anni precedenti.

bancaLuigi Cannari e Giovanni D’Alessio, Banca d’Italia, Istruzione, reddito e ricchezza: la persistenza tra generazioni in Italia, in Questioni di Economia e Finanza, n. 476 (dic. 2018), pp. 1-27 – on line
Il lavoro esamina sia la persistenza intergenerazionale delle condizioni economiche familiari in termini di istruzione, reddito e ricchezza, sia l’importanza delle condizioni di partenza nello spiegare il successo degli italiani. I risultati collocano l’Italia nel novero dei paesi con una persistenza intergenerazionale delle condizioni economiche relativamente alta; in anni recenti questo fenomeno mostra una tendenza all’aumento. Variabili che non sono oggetto di scelta da parte degli individui spiegano il loro successo economico in una misura più ampia che in passato.

Valentina Neri, Una persona su 10, nel mondo, vive in condizioni di povertà estrema. I numeri di una lotta ancora aperta, Lifegate.it, Milano, 2018, p. 18
L’articolo, consultabile online, riassume i dati sulla povertà nel mondo così come sono riportati da The World Bank (http://www.worldbank.org/en/news/press-release/2018/10/17/nearly-half-the-world-lives-on-less-than-550-a-day; http://povertydata.worldbank.org/poverty/home). Il tasso globale di povertà nel mondo non è mai stato tanto basso, tuttavia nel 2015 (l’ultimo anno per cui sono disponibili dati attendibili) il 10 per cento della popolazione globale viveva in condizioni di povertà estrema. Siamo ancora lontani dall’obiettivo di azzerare la povertà entro il 2030, come previsto dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu (Sdgs).

Simona Beretta, A comment on Kerry Chamberlain paper: Poverty, health, and health psychology. A critical perspective, in Psicologia della Salute, n. 2 (2018), pp. 9-26.
La monografia propone alcune riflessioni sul tema della salute, partendo da un commento all’articolo di Kerry Chamberlain “Poverty, health, and health psychology: a critical perspective“, in Psicologia della Salute, n. 1 (2018), pp. 5-18. Vengono discusse principalmente le analisi degli economisti che individuano un nesso causale tra salute e povertà; il ruolo della psicologia della salute per persone che vivono in povertà; lo studio di forme di intervento efficaci, come la “community care” e l’accompagnamento, per indirizzare le decisioni personali relative alla salute verso scelte ottimali.

companionCensis, 51° Rapporto sulla situazione sociale del paese 2017, Franco Angeli, 2017, Milano, pp. 540.
La Fondazione Censis realizza annualmente il Rapporto sulla situazione sociale del paese che interpreta i più significativi fenomeni socio-economici occorsi in Italia. La prima parte di questa cinquantunesima edizione, “Considerazioni generali”, introduce il Rapporto sottolineando la chiusura di un lungo ciclo di sviluppo senza espansione economica e l’importanza del binomio tecnologia-territorio per il futuro. La seconda parte, “La società italiana al 2017”, affronta i temi di maggior interesse emersi nel corso dell’anno, mentre la terza e la quarta parte presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro e la rappresentanza; il welfare e la sanità; il territorio e le reti; i soggetti e i processi economici; i media e la comunicazione; la sicurezza e la cittadinanza.
Collocazione Biblioteca: 01R51

European Observatory on Health Systems and Policies, Organisation for Economic Co-operation and Development, Companion Report 2017. State of Health in the EU, Publications Office of the European Union, 2017, Luxembourg, pp. 72.
Questo rapporto, partendo da un profilo sullo stato di salute di ciascun Paese europeo, raggiunge alcune conclusioni chiave in merito alla necessità di spostare l’attenzione sulla prevenzione e sui determinanti sociali della salute, guidare i pazienti attraverso il sistema sanitario con forti cure primarie, integrare l’assistenza per un servizio sostenibile ed efficace, formare personale sanitario resiliente alle sfide future e affrontare un’importante lacuna di conoscenza con dati migliori e centrati sul paziente. Il sistema sanitario italiano ha reso importanti contributi alla salute della popolazione e ha aumentato significativamente la speranza di vita. I tassi di mortalità in Italia sono tra i più bassi nei paesi dell’UE, principalmente a causa della costante riduzione della mortalità per malattie cardiovascolari. Tuttavia, a causa dell’aumento del costo dei medicinali e dei servizi e dell’uso inappropriato dei servizi della medicina d’urgenza ospedaliera, il rapporto suggerisce che siano scarsamente soddisfatti i bisogni di assistenza medica da parte di chi ha un reddito più basso, e vi sia perciò un grado significativo di disuguaglianza nell’accesso alle cure. Maggiori informazioni si trovano nel rapporto “State of Health in the EU: Italia. Profilo della sanità 2017” (coll. bibl.: W0654).

Fondo delle ??????????Nazioni Unite per la popolazione, edizione italiana a cura di Aidos, Lo stato della popolazione nel mondo 2017. Mondi a parte. Salute e diritti riproduttivi nell’epoca della disuguaglianza, UNFPA, 2017, Roma, pp. 136.
Il Rapporto 2017 del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) si sofferma sulle disuguaglianze nel mondo, in particolare sulla condizione economica di donne e ragazze, sulla disparità di genere e sull’accesso alla salute sessuale e riproduttiva. Quando una gran parte della popolazione, in massima parte femminile, si vede negati i propri diritti umani, si riduce la possibilità di avere una società più stabile e un mondo sostenibile. I dati demografici forniti dal Rapporto fanno emergere le connessioni tra condizione economica e accesso alla salute, individuando nella parità di genere una delle chiavi fondamentali per lo sviluppo sostenibile.
Collocazione Biblioteca: 38R21

A cura di Associazione SocietàINformazione, 15° Rapporto Diritti Globali. Apocalisse umanitaria, Ediesse, 2017, Roma, pp. 574.
Il Rapporto sui diritti globali è uno studio annuale, unico a livello internazionale, che analizza i processi connessi alla globalizzazione e alle sue ricadute, sotto i vari profili economici, sociali, geopolitici e ambientali, osservati in un’ottica che vede i diritti come interdipendenti. La struttura del Rapporto, giunto alla sua 15° edizione, è articolata in capitoli tematici, suddivisi in una panoramica generale e in focus di approfondimento su alcune delle problematiche più rilevanti e attuali dell’anno. L’analisi e la ricerca sono corredate da cronologie dei fatti, dati statistici, riferimenti bibliografici e web.
Collocazione Biblioteca: 12R15

Luca Davico … [et al.], Recuperare la rotta. 2017 – Diciottesimo Rapporto Giorgio Rota su Torino, RGR-Rapporti Giorgio Rota, 2017, Torino, pp. 237.
[Testo disponibile in pdf – solo consultazione] Il Rapporto quest’anno si apre con l’approfondimento rispetto allo stato di salute del tessuto economico torinese, alla capacità delle imprese di produrre, creare lavoro e reddito, ma anche di esportare, innovare, dare vita a start up. La seconda parte si occupa della capacità di tenuta del tessuto sociale, in particolare delle disuguaglianze e della capacità di risposta del welfare a bisogni di base, come la casa o la salute. Un nuovo corredo di mappe illustra le differenze socioeconomiche tra le varie zone di Torino e dei comuni della cintura. Sul sito www.rapporto-rota.it sono reperibili i rapporti degli anni precedenti su Torino, quelli su Napoli e su Roma.
Collocazione Biblioteca: W0775

Forme e caratteristiche della povertà

lontaniA cura di Daniela Fattibene, Lontani dagli occhi, lontani dai cuori. Fuori dalle luci dei riflettori milioni di bambini continuano a morire di malnutrizione. A casa loro, Save the Children Italia Onlus, 2018, Roma, pp. 55.
Questo rapporto intende portare alla luce il legame profondo e multifattoriale tra la malnutrizione infantile e il cambiamento climatico, i conflitti e la povertà. La prima parte descrive il tema della malnutrizione e dell’importanza che la lotta per un mondo senza fame ha per il raggiungimento dell’Agenda 2030 e come la battaglia contro la povertà, sia come causa strutturale che come conseguenza della malnutrizione, ricopra un ruolo determinante. Nella seconda parte si analizza invece l’interdipendenza tra la fame, il cambiamento climatico e i conflitti. Nella terza ed ultima parte invece si presentano alcune riflessioni sull’impatto della malnutrizione sulle madri e le adolescenti, sulla necessità di aumentare le risorse finanziarie e sull’impegno di Save the Children sul campo. Il rapporto presenta alcuni approfondimenti geografici guardando alla situazione in Corno d’Africa, India, Siria e Yemen, accompagnati da storie significative raccolte nell’ambito degli interventi che Save the Children realizza in queste aree.

Agnese Malatesta, Viaggio tra chi aiuta i poveri. Sono 5 milioni in Italia, tanti i bambini. Ma il dato è in aumento, Ansa Magazine, pp. 1 -10
Reportage sulla povertà in Italia e su alcune esperienze di intervento: il co-housing dell’Auser Firenze; la distribuzione del pane di recupero dell’Acli di Roma; il lavoro della Caritas; i tirocini lavorativi del comune di Milano; una casa di cura per anziani nel Savonese; la cura dell’arredo urbano da parte dei senza fissa dimora a Roma; un ambulatorio gratuito per italiani e stranieri in difficoltà; i progetti di contrasto alla povertà educativa da parte di alcune scuole; l’esperienza dei “maestri di strada” di Napoli.

Ottavia Mermoz, Periferie. Il servizio sociale nei quartieri di edilizia pubblica, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 2 (primavera 2018), pp. 4-7.
Dopo un’introduzione storica sull’edilizia pubblica, l’attenzione viene centrata sulla realtà di Ivrea dove, dopo la crisi industriale, si è creata una situazione di crescente povertà. In particolare si affronta il lavoro dell’assistente sociale nelle periferie, constatando che si rende necessario il coinvolgimento di altre figure professionali con diverse competenze. È stata aperta un’infermeria rivolta soprattutto agli anziani e si è dato spazio ad uno Sportello di informazione sociale, così come risultano molto importanti le visite domiciliari.

Davide Pizzi, Vivere in un sottano, in Animazione Sociale, n. 320 (2018), pp. 62-69. L’autore, assistente sociale, descrive la vita nei sottani, abitazioni ricavate da depositi o magazzini al piano terreno, presenti in alcune aree dell’Italia meridionale e in particolare a Bari. Il racconto è spunto per denunciare la povertà abitativa, soprattutto quando riguarda i bambini, come una drammatica questione di importanza politica nazionale.

scarpeRosa Cambara, Ilaria Zanellato, Il bambino con le scarpe rotte, Edizioni Gruppo Abele. 2018, Torino, pp. 38
Questo testo, indirizzato ai bambini, è la storia di Dario, emarginato dai compagni di scuola perché è “il bambino con le scarpe rotte”. L’albo inizia parlando delle scarpe, sgualcite e quasi inutilizzabili, ma presto va oltre, raccontando di bullismo, di povertà e di stigma sociale. Uno sguardo acuto su una società in cui essere poveri non è solo un disagio di per sé, ma anche motivo di vergogna e di allontanamento. Tuttavia alla fine Dario saprà liberarsi di questa identità negativa e ritrovare relazioni più autentiche con i compagni. Collocazione Biblioteca: 18134

Cesare Bianciardi, Tutti possiamo diventare “invisibili”, in L’ora del Pellice, n. 7 (primavera 2018), pp. 74-78.
In questo articolo l’autore, ricercatore sociale, traccia un profilo dei senza fissa dimora in Piemonte, basandosi su ricerche recenti sul tema. In seguito alla crisi economica si sono diffuse nuove forme di povertà che possono portare chiunque a trovarsi in difficoltà tali da perdere il lavoro e la casa e poi progressivamente la propria rete sociale. È quindi particolarmente importante abbandonare lo stereotipo di “homeless” di un tempo e una prospettiva del welfare prettamente assistenziale per ripensare a un modello di politiche e servizi adeguati per queste nuove esigenze.

lavorare nonFrancesco Chiavarini, Stefania Culurgioni, Laura Guerra, Lavorare non basta più, in Scarp de’ tenis, n. 221 (mag. 2018), pp. 30-37.
Nei tre articoli di questa breve monografia viene affrontato il problema della precarietà lavorativa di un numero elevato di persone che si trovano costrette e svolgere più lavori. In una situazione di mercato sfavorevole, le imprese approfittano della situazione per pagare sempre di meno. Negli articoli vengono esemplificate due situazioni di persone costrette a svolgere più lavori. Il fenomeno non riguarda solo le persone con livello di istruzione più basso, ma anche laureati. Si veda anche nello stesso numero l’articolo di Andrea Barolini, Ricchi sempre più ricchi. Poveri sempre più poveri (p. 58).

Alberto Ardissone, Le “Dimissioni Protette” per persone senza dimora a Bologna. Un Case Study sull’integrazione socio-sanitaria per la povertà estrema, in Studi di Sociologia, n. 3 (lug.-set. 2017), pp. 265-280.
Dopo una parte introduttiva sull’integrazione socio-sanitaria per la povertà estrema, viene presentato un progetto realizzato a Bologna riguardante la dimissione dagli ospedali cittadini di soggetti senza dimora. Fanno parte del progetto strutture di accoglienza, erogazione dei pasti, assistenza sociale, assistenza infermieristica presso i dormitori, assistenza medica. Vengono esposti anche dati statistici riguardanti l’esperienza. Alberto Ardissone lavora presso l’Università di Bologna.

homelessCesare Bianciardi, Homelessness. Un’indagine ricognitiva sul territorio della Città metropolitana di Torino, Città metropolitana di Torino, 2017, Torino, pp. 37
[Testo disponibile on line e in pdf] Con questa indagine ricognitiva si è cercato di indagare il fenomeno dei senza fissa dimora sul territorio di Città metropolitana di Torino. Attraverso il prezioso lavoro degli Enti gestori dei servizi sociali si è rilevata l’entità numerica degli senza dimora e si sono mappati i servizi e le strutture che a vario titolo si occupano di loro. Ne emerge un quadro illuminante quanto sconosciuto, dove si rilevano diverse difficoltà ad affrontare il fenomeno in un’ottica non strettamente emergenziale ma strutturale. Rispetto a Torino, comune capoluogo, i territori metropolitani faticano a creare sinergie tra attori pubblici e organizzazioni del terzo settore e a porre in essere interventi coordinati e adeguati per la presa in carico globale degli homeless. L’indagine apre quindi il campo a interessanti riflessioni, sia per ripensare il ruolo di coordinamento di Città metropolitana di Torino, sia per cominciare a ragionare su nuovi strumenti di policy per affrontare efficacemente il fenomeno. Cesare Bianciardi è un ricercatore sociale. L’indagine contiene anche un contributo della docente universitaria Antonella Meo.
Collocazione Biblioteca: W0596

A cura di Danilo Chirico e Marco Carta, Under. Giovani, mafie, periferie. Un dossier dell’Associazione daSud con il contributo della Fondazione con il Sud, Giulio Perrone, 2017, Roma, pp. 263
Questo libro è un dossier realizzato in modo collettivo dall’Associazione antimafie daSud e racconta, anche attraverso l’analisi di storie di vita, il mondo dei baby criminali, giovani che provengono in gran parte dalle periferie delle città del sud e da situazioni di povertà ed emarginazione, ma anche dalla media borghesia. L’intento è quello di osservare il contesto sociale, sistematizzare le informazioni, leggere e offrire spunti di riflessione sulla vita di questi giovani a scuola, in famiglia, nei quartieri e nelle carceri. Il legame tra il mondo dei giovani e il sistema mafioso è di grande attualità e gli autori intendono proporre un valido strumento per contrastare questo fenomeno.
Collocazione Biblioteca: 81629

Francesco Balducci, Tatiana Saruis, Uno studio di caso sui senza dimora: profili, caratteristiche e interazione fra le problematiche, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 2, 2017, pp. 139-158.
L’articolo propone uno studio di caso su oltre 700 senza dimora i cui dati sono stati forniti dal centro di Ascolto della Caritas di Ancona. I risultati sono stati incrociati fra loro in modo da ottenere un profilo sociale della popolazione più povera della città indagando problematiche come disabilità, dipendenza, immigrazione, salute, occupazione. Si è riscontrato che si tratta in maggioranza di soggetti maschi giovani. Francesco Balducci lavora presso l’Istituto Nazionale di Statistica, Tatiana Saruis lavora presso l’Università di Urbino Carlo Bo.

indigenzaFabio Balocco, Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino, Neos, 2017, Rivoli, pp. 103.
Il testo, sotto forma di inchiesta, raccoglie le voci di coloro che vivono quotidianamente la povertà sulla loro pelle e di chi, religioso o laico, viene a contatto con questa realtà e lavora con chi la subisce. L’autore ci conduce quindi nel mondo sommerso dei “poveri”: dalla povertà dei migranti, alla nuova povertà degli italiani; da chi dorme sulla panchina del tram, all’imprenditrice che occupa un capannone; da chi è sbarcato dal gommone a chi guadagna saltuariamente dieci euro al giorno in nero. Ne emerge un quadro diversificato e malinconico, che ha come sfondo la Torino di oggi, metafora di qualunque altra grande città italiana, a cavallo fra l’omologazione globalizzata e la peculiarità della sua storia: una città con un passato industriale e un presente ancora da definire, con un alto tasso di indigenza e una forbice sempre più ampia fra chi ha molto e chi non ha nulla, fra ricchezza e miseria; una città però che conserva, anche in virtù delle sue tradizioni, un alto tasso di accoglienza verso chi è meno fortunato. L’autore è un avvocato e collabora con alcune riviste.
Collocazione Biblioteca: 17909

Politiche per uscire dalla povertà

primaveraMichela Fanna, I temerari dell’incertezza. Possibili percorsi per fronteggiare la fragilità sociale, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 2 (primavera 2018), pp. 8-10
L’assistenza sociale diventa sempre più problematica in una società caratterizzata da fragilità e instabilità. Nell’articolo viene riferita un’esperienza in cui si sono tentati diversi approcci: realizzazione di percorsi formativi di gruppo, realizzazione di tirocini formativi, attuazione di percorsi educativi personalizzati, formazione di un gruppo di aggregazione, collaborazione con fattorie sociali, coinvolgimento delle associazioni di volontariato.

Maurizio Motta, Il reddito di inclusione va davvero ai poveri?, in Prospettive Assistenziali, n. 201 (gen.-mar. 2018), pp. 8-13
L’autore opera una valutazione complessiva del Rei (Reddito di inclusione), annunciato come una misura strutturale anti-povertà. Vengono analizzati i parametri utilizzati e le possibili criticità e ci si interroga sui controlli.

combatingA cura dell’European Union Agency for Fundamental Rights, Combating child poverty. An issue of fundamental rights, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2018, pp. 62
Nell’Unione Europea quasi 25 milioni di minori sono a rischio di povertà o esclusione sociale. La povertà priva bambini e ragazzi di opportunità educative, assistenza, accesso alle cure mediche, cibo e abitazione adeguati, supporto familiare e persino della protezione contro la violenza. Questo rapporto, a cura dell’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA), mette in luce la dimensione della povertà infantile nell’Unione Europea, ma propone anche degli strumenti per contenere questo fenomeno e tenere traccia dei progressi fatti.

Diego Alejo Vázquez Pimentel … [et al.], Ricompensare il lavoro, non la ricchezza. Per porre fine alla crisi della disuguaglianza dobbiamo costruire un’economia a favore dei comuni lavoratori, non dei ricchi e potenti, Oxfam International Oxford, 2018, pp. 77
Questo rapporto, a cura di Oxafam, fa parte di una serie di documenti che mirano a informare l’opinione pubblica su temi riguardanti le politiche umanitarie e di sviluppo. Il testo si pone l’obiettivo di portare alla luce la coesistenza di estrema ricchezza ed estrema povertà, suggerendo le misure necessarie per portare il mondo verso la giustizia sociale e minori disuguaglianze in termini di reddito e ricchezza. In molti Paesi la disuguaglianza salariale si è accentuata e la quota di PIL relativa ai redditi da lavoro è diminuita perché i profitti crescono più rapidamente dei salari. Mentre la quota di reddito dell’1% più ricco della popolazione è notevolmente aumentata, molti altri non hanno raccolto i frutti del progresso economico. Anche nei Paesi emergenti, caratterizzati da una rapida crescita economica, molti lavoratori restano vittime di una spirale di basse retribuzioni e salari di sussistenza; la grande maggioranza di essi è formata da donne. Il sondaggio condotto nell’ambito di questo rapporto conferma che la maggioranza delle persone vuole vivere in società molto più eque delle attuali. Di pari passo con questa consapevolezza, la riduzione della disuguaglianza è salita in fretta ai primi posti tra le priorità di istituzioni globali e leader mondiali. Ne sono un esempio autorevole gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU: l’Obiettivo 10 si prefigge di “ridurre la disuguaglianza tra Paesi e all’interno di essi” e l’Obiettivo 8 persegue una crescita economica inclusiva, occupazione totale e produttiva e lavoro dignitoso per tutti.

COVER-Per-amore-della-Terra-PROCESSATO_1-page-001Giuseppe De Marzo, prefazione di don Luigi Ciotti, postfazione di Marco Revelli, Per amore della terra. Libertà, giustizia e sostenibilità ecologica, Castelvecchi, 2018, Roma, pp. 180.
L’autore, economista e giornalista, considera la nascita del movimento per la giustizia ambientale e come abbia messo in discussione l’attuale modello di sviluppo e le vecchie impostazioni delle politiche ambientali. Ripercorre la geografia delle lotte in atto nel mondo a varie latitudini e invita a riflettere sul mondo in cui viviamo e sul potere che abbiamo di trasformarlo. Nel volume in particolare si trattano i rapporti tra la diseguaglianza economica e questioni ambientali
collocazione Biblioteca: 18162

A cura di Consuelo Corradi e Maria Lameiras Fernandez, Le donne nella società italiana: movimenti, politiche, medialità, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 1 (2018), pp. 9-96.
La parte monografica della rivista mette a fuoco alcuni temi di cui sono protagoniste le donne italiane: la valutazione dei cambiamenti in atto attraverso le voci delle testimoni; l’incidenza del femminismo sulle politiche contro la violenza; l’analisi del femminicidio in una prospettiva transnazionale, la povertà femminile e il dibattito sulla rappresentazione mediale della donna. In particolare segnaliamo: “Donne e povertà. Gli interventi sociali sono sensibili al genere? Il caso della carta acquisti sperimentale a Roma”, di Folco Cimagalli, Cristina Sofia.

A cura di Cristina Solera e Emmanuele Pavolini, Genere e diritti sociali, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 1, (gen-mar) 2018, pp. 7-247.
La sezione monografica di questo numero esplora vari aspetti del welfare state italiano, riflettendo sulle sue connotazioni e implicazioni di genere. Si segnala in particolare “Genere e politiche di lotta alla povertà. Una riflessione sulle misure di reddito minimo” di Alessandro Martelli.

invernoLiliana Leone, Cosa abbiamo imparato dalla valutazione del SIA. Per la messa a regime del REI, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 1 (inverno 2018), pp. 3-5.
Il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) ha rappresentato una misura ponte di accompagnamento e messa a regime di uno schema di contrasto alla povertà denominato Reddito di Inclusione (REI): entrambe le misure sono caratterizzate da un trasferimento monetario soggetto a condizionalità. Nell’articolo si delinea una valutazione delle esperienze fin qui svolte.

Francesco Chiavarini … [et al.], Rei. Reddito per ricominciare, in Scarp de’ tenis, n. 218 (feb. 2018), pp. 26-31.
Il dossier prende in considerazione il Rei, Reddito di inclusione, varato nell’estate 2017. Ne traccia il percorso applicativo costellato di numerose difficoltà e affronta diverse tematiche: come funziona, chi ne può beneficiare, a chi vanno presentate le domande, come vengono erogate le risorse. Il secondo articolo è un’intervista a una donna in situazione di difficoltà economica, che riceve sussidi per la sua famiglia, ma che ancora non conosce la nuova misura del Rei.

Maria Carannante, Enrica Morlicchio, Germana Scepi, Il modello italiano di povertà nei quarant’anni di vita della rivista, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 3 (dic. 2017), pp. 581-591.
L’articolo ripercorre i cambiamenti nella composizione socio-demografica della povertà italiana nel corso degli ultimi quarant’anni. Secondo le autrici, nonostante importanti cambiamenti intervenuti dopo le crisi finanziarie del 2008 e del 2011, ci sono alcune caratteristiche di fondo della povertà italiana che rimangono immutate e che autorizzano a parlare di un unico modello per le diverse aree geografiche.

politiche socialiCristiano Gori, L’introduzione del REI, tra risultato storico e rischio di una riforma incompiuta in Politiche Sociali, n. 3 (set.-dic. 2017), pp. 509-512.
Il 29 agosto 2017 il Consiglio dei Ministri ha promulgato in via definitiva il Decreto di attuazione della Legge delega sul contrasto alla povertà, che introduce il Reddito di Inclusione (REI). L’autore nel breve saggio presenta le modalità di attuazione della norma e propone alcune riflessioni sui suoi punti di forza e sulle sue criticità.

Lorenzo Coccoli, La Giustizia e l’ombra della carità. I poveri tra controllo, negoziazione e conflitto, [s. n.], 2017, Torino, pp. 41.
[Testo disponibile in pdf]. L’autore affronta il tema di come, nel gestire il problema sociale della povertà, diritto (giustizia) e assistenza (carità) si siano intrecciate nel corso della storia. In questo saggio si parla in particolare della riforma dell’assistenza ai poveri nel XVI secolo, dell’economia sociale (XVIII secolo), della teoria neoliberale e dell’azione sociale dello Stato nell’epoca contemporanea. Lorenzo Coccoli è dottore di ricerca in Storia della filosofia moderna.
Collocazione Biblioteca: W0597

Rita Salvatore, Mara Maretti, “Competenze sociali” e relazioni prossimali nei percorsi emergenti di impoverimento, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 3 (2017), pp. 119-139
L’articolo tenta di comprendere da un punto di vista qualitativo i percorsi di impoverimento contingenti alle traiettorie biografiche degli attori sociali coinvolti. I principali risultati presentati riguardano uno studio etnografico condotto nelle Caritas di Abruzzo e Molise. L’analisi dei racconti di vita confermano l’importanza delle reti relazionali di prossimità come efficace strumento di prevenzione, ma mostra anche l’importanza della capacità da parte del soggetto di porsi al centro del suo universo e di gestirlo in base alle proprie competenze sociali e relazionali. La povertà appare come un fenomeno da gestire con un approccio multidimensionale che favorisca l’integrazione tra le competenze individuali e quelle della comunità.

fame da morireChiara Saturnino … [et al.], Una fame da morire. Vecchie e nuove sfide nel contrasto alla malnutrizione, Save the Children, 2017, Roma, pp. 48.
La malnutrizione resta un killer silenzioso che continua ad uccidere milioni di bambini: ben la metà dei 6 milioni di coloro che perdono la vita prima di compiere 5 anni per cause prevenibili e curabili. Vivono negli slum delle grandi megalopoli, tra una discarica e un grattacielo di una grande compagnia finanziaria o nei villaggi più remoti dell’Africa dove fanno fatica ad arrivare anche le organizzazioni umanitarie. Faticano a sopravvivere nelle aree assediate dalle guerre dove non si muore solo per le bombe o per i cecchini ma perché non c’è più niente da mangiare, così come nelle immense distese desertiche create dalla siccità e dai cambiamenti climatici. Il Rapporto stilato da Save the Children analizza il fenomeno con dati aggiornati, fa il punto sull’impegno politico internazionale e sugli interventi portati avanti dalla stessa organizzazione in tutto il mondo.
Collocazione Biblioteca: W0659

Pietro Fantozzi … [et al.], Bisogni e politiche sociali nel Mezzogiorno. Nuovi fermenti in un contesto avverso, in Politiche Sociali, n. 2 (mag.-ago. 2017), pp. 211-385.
Il numero speciale della presente rivista è nato per verificare le prospettive del welfare state e del welfare locale e comunitario in territori difficili come quelli del Mezzogiorno d’Italia. L’intento degli autori è descrivere esperienze di produzione di benessere, che, nonostante la precarietà dei contesti, sono riuscite a dare risposte a bisogni sociali importanti. In alcuni casi, anche per capire se emergono delle best practices, per conoscere meglio gli attori che si mobilitano e qual è la dimensione politica di questo welfare. Fra i contributi proposti segnaliamo “Microwelfare di comunità e politiche sociali contro la povertà minorile a Napoli” di Emanuela Chiodo e “Dai Cantieri di Cittadinanza al Reddito di dignità. Prove di contrasto alla povertà in Puglia” di Armida Salvati.

tutti i banchiChristian Raimo, Tutti i banchi sono uguali. La scuola e l’uguaglianza che non c’è, Einaudi, 2017, Torino, pp. 142
Il testo tratta di tematiche attuali legate alla scuola della quale, secondo l’autore, bisogna recuperare la centralità in quanto, di fronte alla crisi delle altre agenzie educative, è rimasta il luogo privilegiato dove esercitare l’uguaglianza. Uguaglianza che è il baluardo capace di resistere alle ideologie individualiste e all’elogio della competizione. Non bisogna isolare ciò che avviene in classe da ciò che avviene fuori, o peggio, rendere funzionale il lavoro in classe alle ideologie del mondo non scolastico, come potrebbe avvenire ad esempio con l’alternanza scuola-lavoro. Raimo, scrittore e docente alle superiori, ritiene che i fuochi centrali del discorso sull’educazione oggi siano quattro: valutazione, qualità della formazione, rapporto tra mondo della scuola e del lavoro e infine uguaglianza. Questi temi sono legati a una visione politica nel senso pieno del termine: non si può parlare di scuola senza pensare alla cittadinanza del futuro.
Collocazione Biblioteca: 17907

Donatella Aimi … [et al.], Valutazione delle azioni generative di contrasto alla povertà, in Studi Zancan, n. 3 (mag.-giu. 2017) – on line, pp. 49-58
Per verificare gli esiti e l’impatto sociale della propria azione di contrasto alla povertà, la Fondazione Cariparma ha sottoposto a valutazione specifica otto progetti finanziati. Dall’indagine sono emersi i risultati conseguiti per i beneficiari dei progetti e a vantaggio delle comunità di riferimento.

diversoGaetano Gucciardo, L’uguale e il diverso. Come le disuguaglianze deprimono il capitale sociale, Rosenberg e Sellier, 2017, Torino, pp. 151
Il tema del libro è il legame fra il capitale sociale, come risorsa di spirito di cooperazione, solidarietà, lealtà reciproca, fiducia, e le disuguaglianze, affrontando anche in particolare le condizioni che favoriscono la creazione di capitale sociale. Un’attenzione particolare viene data alle nuove frontiere della civilizzazione (bullismo e violenza domestica sulle donne), ai rapporti fra eterogeneità etnica e capitale sociale, nonché alle diseguaglianze, fiducia e capitale sociale nel Mezzogiorno. Gaetano Gucciardo insegna sociologia e metodologia della ricerca sociale all’Università di Palermo.
Collocazione Biblioteca: 18187

Giuseppe Costa … [et al], Le disuguaglianze di salute in Italia, in RPS, n. 2 (apr.-giu. 2017), pp. 169-195.
La monografia comprende due articoli: “A due anni dal rapporto sull’Equità di salute in Italia: percorsi e prospettive” di Giuseppe Costa e altri; “ La salute dei più fragili: nicchie di diseguaglianze, cicatrici e innovazione sociale” di Nerina Dirindin e Chiara Rivoiro. Il primo articolo tenta di identificare le priorità verso le quali orientare le policy di riduzione delle disuguaglianze e di delineare azioni efficaci e innovative; nel secondo articolo si affrontano i rischi e le criticità di un approccio basato sulla collaborazione tra settore pubblico e finanza privata per affrontare la mancanza di risorse pubbliche che sostengano i bisogni sociali e socio-sanitari.

Servizi e interventi per uscire dalla povertà

scarp 218Stefano Ferrio, inOltre. Lo sportello che combatte i suicidi, in Scarp de’ tenis, n. 218 (feb. 2018), pp. 34-36. La crisi economica che ha colpito anche il sistema bancario ha provocato un aumento di suicidi in Italia e soprattutto in Veneto. Per fare fronte a tale problematica in questa regione è stata creata una rete di assistenza che offre sostegno psicologico ed economico e aiuto a trovare nuovo inserimento lavorativo. Vengono forniti alcuni dati su questo servizio.

Paulo Freire, Pedagogia degli oppressi, Edizioni Gruppo Abele, 2018, Torino, pp. 238 Con questa nuova edizione, arricchita da interviste con studiosi contemporanei, viene riproposta l’opera sempre attuale di Paulo Freire. La sua proposta pedagogica, radicata nella concretezza della situazione storica in cui matura, è quella di un metodo e di un contenuto fondanti una cultura alternativa a quella veicolata dalla pedagogia dominante. La matrice del metodo, che è l’educazione concepita come un momento del processo globale di trasformazione della società, è il superamento di ogni tipo di situazione conservatrice, sia essa di carattere burocratico che sociale, e si fonda su operazioni pedagogiche non “umanistiche” ma umanizzanti. Nella biblioteca sono presenti anche le edizioni del 1976 (Biblioteca: 00298), del 2002 (Biblioteca: 10665), del 2011 (Biblioteca: 15285). Si veda anche l’articolo di Paolo Gomarasca, Pratiche di rivoluzione quotidiana. L’etica di Paulo Freire nel lavoro sociale, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2018), pp. 13-18
Collocazione Biblioteca: 17993

contro la povertàEmanuele Ranci Ortigosa, prefazione di Tito Boeri, Contro la povertà. Analisi economica e politiche a confronto, Brioschi, 2018, Milano, pp. 171.
Secondo le stime europee, in Italia 17,5 milioni di persone sono a rischio di povertà, nessun altro paese ne ha così tanti. Per l’Istat un italiano ogni dodici è assolutamente povero, cioè non in grado di vivere una vita umanamente dignitosa. Negli anni della crisi, tale stima è aumentata di due volte e mezzo, mentre il nostro sistema assistenziale è risultato impotente. La consistenza e drammaticità della povertà, soprattutto in una congiuntura elettorale, interpella tutte le forze politiche. Con il reddito di inserimento dell’attuale governo entrano in competizione il reddito di cittadinanza promesso dai Cinque stelle e il reddito di dignità proposto da Berlusconi. Quanto si differenziano queste proposte? Al di là delle diverse posizioni partitiche, l’adozione di uno strumento di contrasto alla povertà che sia realmente efficace rimane imprescindibile. L’autore è presidente emerito e direttore scientifico dell’IRS, nonché direttore della rivista Prospettive Sociali e Sanitarie.
Collocazione Biblioteca: 17995

Fondazione Emanuela Zancan, Se questo è welfare. La lotta alla povertà – Rapporto 2018, Il Mulino, 2018, Bologna, pp. 175.
Il Rapporto 2018 della Fondazione Zancan, attraverso il contributo di più interventi, entra nel merito delle scelte istituzionali possibili e degli strumenti giuridici per innovare la lotta alla povertà, scelte anticipate da territori e da comunità innovative, generative di valore umano e sociale. Mettere al centro le persone e le loro capacità, e non soltanto i loro bisogni, è una sfida per professionisti, volontari, operatori di servizi pubblici e privati, soggetti con responsabilità politiche, per superare le pratiche assistenzialistiche e dotare chi vive in povertà non soltanto di supporti economici, ma di strumenti utili a migliorare le proprie condizioni di vita.
Collocazione Biblioteca: 33R17

progettazione socialeRemo Siza, Manuale di progettazione sociale, Franco Angeli, 2018, Milano, pp. 180.
I metodi e le tecniche della progettazione sociale sono cambiati profondamente, focalizzandosi sulle condizioni che consentono di creare relazioni collaborative tra i soggetti pubblici e privati coinvolti. Il libro presenta i più significativi cambiamenti della progettazione sociale e si sviluppa nei seguenti capitoli: 1) Le origini della progettazione sociale; 2) Come cambia la progettazione nel sociale; 3) Progettare in modo collaborativo: i metodi e gli strumenti; 4) La progettazione come strategia tecnica; 5) Tre approcci operativi e una prospettiva; 6) Costruire e valutare un programma sociale.
Collocazione Biblioteca: 18120

Salyanna de Souza Silva, I sistemi della politica dell’assistenza sociale e gli interventi per il contrasto alla povertà in Brasile e in Italia, in La Rivista di Servizio Sociale, n. 1 (2017), pp. 29-44.
Il presente articolo ha come obiettivo il confronto tra il sistema assistenziale brasiliano e quello italiano. La ricerca in oggetto analizza le differenti politiche socio-assistenziali, in modo particolare quelle mirate al contrasto alla povertà, attuate nella città di Fortaleza e nella città di Roma.

Autori Alberto Ardissone, Giuseppe Monteduro, Il welfare bolognese nella lotta alla povertà tra esternalizzazione e innovazione, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 3 (2017), pp. 93-115
L’articolo descrive una ricerca sulle iniziative di contrasto alla povertà nella città di Bologna, affrontando due nodi importanti: il problema abitativo e quello alimentare. La povertà viene osservata attraverso l’analisi del rapporto tra attore pubblico e attori di terzo settore con lo scopo di comprendere quale modello di welfare si sta affermando nel capoluogo emiliano. Lo studio si poggia metodologicamente su 21 interviste a key actors, selezionati sulla base della significatività sul piano istituzionale e su quello della presenza sociale nell’ambito del contrasto alla povertà. Nell’articolo sono presentati e commentati i risultati dell’indagine.

redditoGiuseppe Bronzini, Il diritto a un reddito di base. Il welfare nell’era dell’innovazione, Edizioni Gruppo Abele, 2017, Torino, pp. 159.
Il testo affronta il tema del reddito di base e si interroga su quali siano le ragioni per cui, nel breve volgere di un biennio, una proposta che suonava ai più come scandalosa e irritante, lontana dalle dinamiche sociali e dai processi economici, poco più che una provocazione di ambienti accademici radicali o di movimenti sociali minoritari e incapaci di alleanze credibili, è diventata il fulcro di un intenso e appassionante dibattito. Secondo l’autore, magistrato e membro della Corte di Cassazione, il reddito di base sta diventando un principio di organizzazione sociale intuitivo e irrinunciabile così come lo sono diventati, in altre epoche storiche, l’abolizione della schiavitù o il voto alle donne. In questo saggio vengono esaminate e messe a confronto le politiche sociali italiane e di altri paesi europei, anche alla luce delle attuali innovazioni tecnologiche. Infine l’autore fa propria la proposta elaborata dalla rete dei Numeri Pari denominata “Reddito di dignità” e l’introduzione di forme di sostegno simili in Europa e nel mondo.
Collocazione Biblioteca: 17911

Chiara Saraceno, Un reddito troppo minimo, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 4 (2017), pp. 1-2
L’articolo presenta una breve riflessione sul reddito minimo per i poveri a livello nazionale. Secondo l’autrice, perché questo sistema di sostegno ai poveri diventi un pilastro del welfare, dove si combinano protezione, riconoscimento di diritti e di responsabilità, occorrerà correggere al più presto i limiti che ne vincolano pesantemente la portata. Infatti la combinazione dei criteri selettivi introdotti rende il REI poco universalistico e tendenzialmente categoriale.

Roberto Rossini, Tiziano Vecchiato, Cristiano Gori, Reddito di inclusione: è lotta alla povertà?, in RPS, n. 4 (ott.-dic. 2017), pp. 157-205
La monografia espone riflessioni e dati circa il reddito di inclusione. Vengono proposte varie considerazioni sugli aspetti più generali dell’applicazione e sulle prospettive future. Quindi si affrontano le problematiche inerenti i metodi di studio e di valutazione. Vengono forniti numerosi dati statistici inerenti la distribuzione del reddito, considerando aspetti quali il territorio, le caratteristiche della famiglia, il numero dei figli, la condizione occupazionale, l’età ai fini di una definizione del concetto di povertà nei suoi aspetti teorici e pratici.

per uscireCaritas Italiana, Per uscire tutti dalla crisi. Reddito di inclusione: la sfida dell’attuazione. Rapporto 2017 sulle politiche contro la povertà in Italia, Caritas Italiana, 2017, Roma, pp. 80.
Sul versante della lotta alla povertà, il 2017 è stato un anno importante, che ha visto il realizzarsi della cosiddetta “misura ponte”, il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), che ha anticipato molte delle novità del REI. Nel volume, con alcune evidenze tratte da una ricerca valutativa promossa da Caritas italiana in cinque regioni, gli autori analizzano e commentano la modalità di applicazione del SIA e individuano i principali nodi attuativi che dovranno essere affrontati per il Reddito di Inclusione. Altri argomenti approfonditi nel rapporto sono le novità contenute nella legge di contrasto alla povertà e l’analisi del complesso mosaico di misure che popolano, con diverse modalità di integrazione, l’insieme delle policy nazionali. Focus specifici, con il contributo della Fondazione Banco Alimentare, della Federazione italiana persone senza dimora (fio.PSD) e di Save the Children, sono dedicati al tema dell’aiuto alimentare, finanziato dall’Unione europea attraverso il FEAD (Fund for European Aid to the Most Deprived), e a quello delle misure sulla povertà educativa, sostenute anch’esse dal FEAD e da risorse provenienti dalla Legge di Bilancio 2017 e della grave emarginazione adulta.
Collocazione Biblioteca: W0640

Roberta Quirico, Semini in gruppo e raccogli risorse. Un gruppo con donne migranti a disagio socio-economico, in Animazione Sociale, n. 312 (set.-ott. 2017), pp. 108-110.
L’autrice riferisce di una esperienza di lavoro di gruppo condotto con donne extracomunitarie. Descrive la formazione del gruppo condotto da due professioniste e due volontarie. Quindi fornisce alcune osservazioni sui risultati del gruppo. Sono stati notati dei miglioramenti nelle donne partecipanti per quanto riguarda il rapporto con il servizio sociale, fra di loro e con se stesse.

ani 311Davide Pizzi, Se il minimo vitale non basta a sopravvivere, in Animazione Sociale, n. 311 (lug. – ago. 2017), pp. 104-106. È compito dell’assistente sociale del comune valutare le istanze di richiesta di assistenza economica da parte degli utenti. Per far questo si deve attenere a determinati parametri e tabelle, che però non sempre risultano adeguati. Quando è necessario comunicare all’utente che la sua richiesta non può essere accolta, spesso l’assistente sociale è in imbarazzo. L’articolo mette in evidenza le criticità dei nuovi strumenti (Sia, Red e Rei) per stabilire i criteri di accesso e gli importi dei contributi economici.

Franco Canè … [et al.], Da fragilità sociali a risorse per città disorientate. Costruire laboratori di comunità partendo dalle persone senza dimora, in Animazione Sociale, n. 311 (lug. – ago. 2017), pp. 66-81.
Da sempre la “sofferenza urbana” è anche il luogo dove si formano gruppi e reti solidali, dove si scommette sul costruire comunità partendo da chi da quella comunità è stata messa ai margini. Alla base la convinzione che il proprio sapere accumulato da chi vive l’esclusione può essere tessuto prezioso per rigenerare trame di socialità utili alle fatiche di tutti. Anche oggi, dentro città disorientate e fragili, si stanno sperimentando percorsi in cui intrecciare storie di vita diverse che possono incontrarsi e accogliersi reciprocamente. Una sfida che richiede agli operatori innovativi modelli di pensiero e di azione, prima ancora che organizzazioni animate da leggerezza, fiducia, intraprendenza.

ripensareMaurizio Bergamaschi, Ripensare la città. Senza dimora e intervento sociale, Franco Angeli, 2017, Milano, pp. 141.
La persona senza dimora è al centro del percorso di ricerca presentato in questo libro che analizza la diffusione di situazioni sempre più marcate dalla deprivazione nel quadro dello sfaldamento delle forme di regolazione sociale proprie del golden age del welfare state e della città fordista. L’opera propone di superare le rappresentazioni dominanti dei senza dimora e di assicurarne una conoscenza densa. Il libro presenta sia il profilo e i percorsi di vita dei senza dimora, sia le forme di intervento sociale attivate per rispondere alle loro condizioni di vulnerabilità. Maurizio Bergamaschi insegna Sociologia dei servizi sociali di territorio e Sociologia delle migrazioni presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna.
Collocazione Biblioteca: 18196

Luigi Colombini, Il lungo cammino verso il reddito di inclusione ed il ruolo del servizio sociale professionale, in La Rivista di Servizio Sociale, n. 2 (dic. 2016), pp. 39-48
L’autore espone il cammino legislativo a livello regionale e nazionale nella lotta alla povertà concentrandosi sul reddito di inclusione. Vengono considerati gli indicatori di povertà quali alimentazione, abbigliamento, igiene e sanità, governo della casa, vita di relazione, affitto, riscaldamento. Vengono, quindi, esposte le numerose iniziative di legge assunte dai governi nazionali ed il loro impatto sul servizio sociale.

Sitografia

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)
Banca Mondiale
Città di Torino – Servizio adulti in difficoltà
EUROSTAT
Fio.psd – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora
ISTAT
La legge per tutti – Cosa comporta essere senza fissa dimora
Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Povertà ed esclusione sociale
Save the children
Scarp de’ tenis
Senzatetto.org
Volontari per lo sviluppo
UNICEF