Rifugiati e richiedenti asilo

Aggiornata a giugno 2017– a cura di Anna Maria Licastro

I materiali elencati (libri, articoli di riviste, audiovisivi e documentazione grigia) appaiono in ordine decrescente per anno di pubblicazione, e sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele oppure scaricabili direttamente da Internet al link fornito. L’elenco proposto, aggiornato a maggio 2016 non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico. Si segnala inoltre, in particolare, la bibliografia tematica su immigrati e integrazione.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Dati di contesto

foto--211x300A cura di Delfina Licata e Mariacristina Molfetta; Fondazione Migrantes, Il diritto d’asilo. Report 2017. Minori rifugiati vulnerabili e senza voce, Tau, 2017, Todi (PG), pp.295
All’interno dei suoi studi che trattano specificatamente la mobilità umana, la Fondazione Migrantes all’inizio del 2017 dedica un’analisi specifica al mondo dei richiedenti asilo, partendo da una prospettiva storica per comprendere i tempi e le cause di un fenomeno così ampio, oggi spesso trattato da un’informazione volta più a ‘preoccupare’ che a ‘informare’. Dopo aver esaminato la normativa europea sul diritto d’asilo, viene analizzato il sistema di accoglienza italiano, passando poi a un capitolo specifico sulla Chiesa italiana e l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Una sezione specifica è dedicata ai minori non accompagnati, cercando di dare un volto alle storie.
Collocazione Biblioteca 17799

European Union Agency for Fundamental Rights (FRA),  Fundamental Rights Report 2016European Union Agency for Fundamental Rights, Luxembourg, 2016,  pp.204
La Relazione 2016 dell’Agenzia per i diritti fondamentali (FRA) riassume e analizza i principali sviluppi in questo ambito, introdotti e realizzati dall’Unione europea (UE) e dagli Stati membri, evidenziando sia i progressi compiuti sia gli ostacoli che ancora si incontrano. Questa pubblicazione presenta i pareri della FRA sui principali sviluppi in differenti aree tematiche, nonché una sintesi delle informazioni su cui si fondano tali pareri, tracciando un quadro sintetico ma informativo sulle principali criticità con cui si confrontano l’UE e gli Stati membri nell’ambito dei diritti fondamentali. Il rapporto presenta una sezione Focus “Asylum and migration into the EU in 2015” specificatamente dedicata al tema delle migrazione, tematica particolarmente sentita all’interno dei confini europei, con oltre un milione di persone che hanno cercato rifugio negli Stati membri dell’UE nel 2015. I restanti capitoli discutono la Carta dei diritti fondamentali dell’UE e il suo utilizzo da parte degli Stati membri; l’uguaglianza e la non-discriminazione; il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza; l’integrazione dei Rom; la società dell’informazione, la privacy e la protezione dei dati; i diritti dei bambini, i diritti dei disabili e l’accesso alla giustizia.

CarrtturaSave the children. A New deal for every forcibly displaced child, The Save the children Fund, London, 2016,  pp.20
In tutte le parti del mondo il numero di rifugiati, sfollati e richiedenti asilo sono in aumento come risultato di violenze e persecuzioni. Più della metà sono sotto i 18 anni di età, destinati a trascorrere in campi di accoglienza quasi l’intera infanzia, dove incontrano ostacoli insormontabili per l’accesso anche ai servizi più basilari (l’istruzione, la protezione e l’assistenza sanitaria), e per soddisfare le loro esigenze primarie, come cibo e un tetto sotto cui stare. Le disuguaglianze di genere,  l’orientamento sessuale, la disabilità e l’origine etnica aggravano ulteriormente queste barriere. Per i milioni di ragazze e ragazzi costretti a fuggire dalle loro case l’istruzione è particolarmente urgente ed è quasi sempre una promessa in gran parte insoddisfatta. Gli spostamenti forzati quindi non solo creano minacce alla protezione e benessere dei bambini, e delle comunità a cui appartengono, ma provocano anche danni irreparabili alle loro future possibilità di vita con conseguenze devastanti. Come chiaramente ha sottolineato il prospetto del World Humanitarian Summit tenutosi a Instanbul nel maggio 2016,  “gli spostamenti forzati non costituiscono né una sfida a breve termine né una sfida umanitaria: è una persistente e complessa sfida politica e di sviluppo, facilmente risolvibile. Pertanto la sua persistenza rappresenta un’enorme fallimento del sistema”, che non permetterà di perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e l’impegno globale del “leave no one behind” stabilito per il 2030.

A cura di Chiara Moretto, Federica Simonelli, Nicola Cicchelli, Immigrazione e diritto di asilo. Analisi della situazione italiana a proposito della tutela giuridica dello straniero, Cleup, Padova, 2016, pp. 314
Sul fenomeno migratorio si catalizzano paure e pulsioni xenofobe, spesso fomentate da campagne mediatiche ed elettorali pregne di immagini stereotipate. Al contrario, invece, la storia delle migrazioni coincide con la storia umana, della quale esse sono sempre state un aspetto costante, influente e imprescindibile; contribuiscono all’evoluzione della società, sorreggono la crescita dell’economia internazionale, si pongono alla base fondante di interi Stati e potenze mondiali e arricchiscono culture e civiltà. Il volume traccia un’attenta analisi giuridica sul fenomeno migratorio, soffermandosi sul percorso amministrativo necessario affinché uno straniero ottenga la piena tutela dei propri diritti all’interno del territorio italiano. L’intento è quello di porre all’attenzione del lettore il tema da un punto di vista giuridico, mantenendone al contempo viva la discussione e l’attenzione sociale. I contenuti di questo volume sono stati interamente scritti da studenti e neolaureati provenienti dalle Facoltà di Giurisprudenza di tutta Italia, nell’ambito del Legal Research Group, progetto promosso e realizzato dall’associazione ELSA Italia, sezione nazionale di ELSA – The European Law Students’ Association, una delle più grandi e importanti associazioni di giovani giuristi al mondo, attiva in 43 Paesi europei, con oltre 40.000 soci.
Collocazione Biblioteca: 17548

downloadA cura di Federica De Lauso [et al.].  Vasi comunicanti, Caritas Italiana, Roma, 2016, pp.120
Il Rapporto 2016 di Caritas Italiana affronta i temi di povertà ed esclusione sociale allargando il proprio sguardo oltre i confini nazionali, cercando di descrivere le forti interconnessioni che esistono tra la situazione italiana e quello che accade alle sue porte. Come per le precedenti edizioni, il Rapporto è frutto dell’analisi dei dati e delle esperienze quotidiane delle oltre duecento Caritas diocesane operanti su tutto il territorio nazionale, aggiornati al 2016. Un focus particolare è stato dedicato all’analisi dei dati contenuti in vari rapporti di ricerca, prodotti da organismi internazionali e Caritas europee. Tra i documenti citati: il rapporto Global Trends dell’UNHCR, il rapporto del Secours Catholique (Caritas Francia) sulla tratta di esseri umani in situazioni di conflitto e post-conflitto; il rapporto “Migrants and refugees have rights” di Caritas Europa; il rapporto di ricerca di Caritas Italiana e UniSalento sui Neet “Nel paese dei Neet”; l’Atlante Sprar 2015 del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. Il Rapporto si colloca in una particolare congiuntura storico-sociale. Il 2015 è stato infatti definito come l’annus horribilis per i movimenti migratori, non solo per l’elevato numero di rifugiati, sfollati e morti registrati, ma anche per la debolezza che molti Paesi hanno dimostrato nell’affrontare l’emergenza umanitaria.

da Sud, Terra!, terrelibere.org, #FilieraSporca. Secondo Rapporto. Raccolta dei rifugiati. La trasparenza di filiera e responsabilità sociale delle aziendedaSud, Terra!, terrelibere.org, Roma, 2016,  pp.62
Le emergenze umanitarie derivanti dalla raccolta dell’ortofrutta sono causate da una filiera opaca e con scarsi controlli. E’ fortemente richiesta un’azione della società civile (sindacati, consumatori, organi pubblici) per riportare le imprese alla loro responsabilità. La mancata trasparenza della filiera agroalimentare è il segno, forse il più emblematico, di quanto denunciato nel primo rapporto, quando, chiedendo conto alle aziende della grande distribuzione del legame tra la raccolta fatta dai richiedenti asilo del Cara di Mineo, uno dei centri per rifugiati più grandi d’Europa, e la commercializzazione e produzione di succhi, le risposte ottenute risultavano vaghe e poco esaurienti. E in questo viaggio lungo la filiera si assiste alla trasformazione della morfologia del territorio che, da nord a sud, schiaccia i piccoli contadini nella morsa della fame costringendoli a vendere le loro terre a commercianti, che, grazie al capitale accumulato dai fondi europei, sono in grado di investire in una sorta di landgrabbing (accaparramento delle terre).

Immagine-52Filippo Miraglia con Cinzia Gubbini, Rifugiati. Conversazioni su frontiere, politica, diritti, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2016, pp. 108
Il libro è frutto di alcune conversazioni tra Cinzia Gubbini, giornalista, e Filippo Miraglia che si occupa di immigrazione da trent’anni nell’ambito dell’ARCI. Il testo non analizza qui numeri e flussi, ma li evoca e, talora, li illustra per farne lo sfondo di un’analisi amara delle negazioni, delle insufficienze, delle debolezze di cui un po’ tutti siamo portatori: i governi, la politica, la sinistra, l’associazionismo, noi tutti come singoli. E l’analisi che si dipana nel dialogo dipinge un tornante della storia molto complicato, in cui spesso è difficile e sembra quasi irrilevante prendere posizione, a fronte di un’Europa intenta solo a difendere se stessa. Nonostante l’asprezza della situazione, non viene meno la certezza che il nodo rimane quello dei diritti delle persone che devono poter avere, ovunque si trovano e tanto più se fuggono da guerre e violenze, una vita dignitosa e libera.
Collocazione Biblioteca: 17533

IDOS in partenariato con Confronti con la collaborazione dell’UNAR, Dossier Statistico Immigrazione 2016, IDOS, Roma, 2016, pp.479
Il Dossier Statistico Immigrazione 2016, realizzato con il sostegno dei fondi Otto per mille della Chiesa Valdese, in collaborazione con l’UNAR, costituisce un valido strumento di diffusione e analisi dei principali dati statistici sull’immigrazione. Partendo dalla dimensione internazionale ed europea, oggi più che mai utile a collocare il caso italiano all’interno di uno scenario più ampio e articolato, il rapporto si sofferma in seguito sull’Italia e su quanto accaduto nel corso del 2015: flussi migratori, residenti e soggiornanti, la prevalenza dei motivi familiari su quelli lavorativi, il boom delle acquisizioni di cittadinanza, le caratteristiche dell’inserimento lavorativo e sociale in questa lunga fase di crisi, la persistenza delle discriminazioni, le difficoltà frapposte alla convivenza interreligiosa, l’analisi dei costi e benefici. Questi e diversi altri aspetti sono approfonditi a partire da dati statistici e da analisi specifiche. Anche se l’attenzione all’integrazione dei migranti economici resta preminente, nel dossier è dato ampio spazio al consistente arrivo di migranti forzati, nei cui confronti l’intera Unione Europea è chiamata a superare interventi di corto respiro. La dimensione continentale si compone con l’analisi dettagliata non solo della situazione italiana ma anche dei singoli contesti territoriali.
Collocazione Biblioteca: 80R04

CatturayOsservatorio Interistituzionale sugli Stranieri in Provincia di Torino. Rapporto 2015, Città di Torino, Torino, 2016,  pp.432
Il volume nasce dalla collaborazione di più enti fra loro, coordinati dalla Prefettura di Torino e intende dare atto dello stato della integrazione attraverso dati, grafici e commenti che  ontribuiranno anche a favorire la pianificazione di futuri interventi sulla realtà immigratoria.. La caratteristica particolare del testo sta nell’approfondimento di un argomento diverso ogni anno; quest’anno la Città di Torino, nel capitolo stilato dal Servizio Statistica e Toponomastica, oltre all’analisi dei dati demografici generali, ha scelto di approfondire la presenza di anziani stranieri a Torino.
Collocazione Biblioteca: 37R17

Fondazione Ismu; a cura di Vincenzo Cesareo, Ventunesimo Rapporto sulle migrazioni 2015, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 320
Le dinamiche del fenomeno migratorio in Italia stanno subendo molteplici trasformazioni a causa sia dei perduranti effetti che la crisi economica ha sul mercato del lavoro, sia dei cambiamenti geo-politici e dei conflitti che investono le regioni del Medio Oriente e dell’Africa sub-sahariana. In questo Ventunesimo Rapporto la Fondazione Ismu stima che la popolazione straniera in Italia abbia raggiunto, al 1° gennaio 2015, 5,8 milioni di presenze e analizza i nuovi scenari migratori che vanno configurandosi nel nostro paese e nel resto d’Europa. Il volume mette in evidenza come, a fronte di una riduzione degli ingressi per motivi di lavoro e di un consolidamento di quelli per motivi familiari, si sia verificato un aumento significativo dei richiedenti protezione internazionale. Oltre alle consuete aree di interesse (demografia, normativa, lavoro, scuola, salute), il Rapporto affronta dedica una particolare attenzione allo scenario internazionale e alle politiche europee nel Mediterraneo.
Collocazione biblioteca: 06R21

Rapporto sulla protezione internazionale in Italia, 2015, Cittalia, Roma, 2015, pp. 239
Non si tratta di una semplice raccolta di dati, ma di una ricerca approfondita che, per la sua completezza di visione e per la mole di dati certi e comparati, sgombra il campo da approssimazioni e luoghi comuni sul fenomeno dei migranti forzati e rifugiati, e permette una più completa e reale lettura dello scenario internazionale, europeo ed italiano. Il rapporto è diviso in 4 capitoli: 1) La protezione internazionale in Italia nel 2014; 2) Il fenomeno dei richiedenti protezione internazionale in Italia e il sistema di accoglienza nazionale; 3) Mappe. L’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati nelle regioni Italiane; 4) I migranti forzati nel mondo.

Saggi, studi, inchieste e linee guida

f4d228974a5b850b118a8dfbb6b66e6bCarlotta Venturi ; Fondazione Migrantes, Senza casa e senza tutela. Il dramma e la speranza dei profughi ambientali, Tau, Todi (PG), 2016, pp.141
L’autrice, storica e sociologa, nel libro affronta il complesso rapporto tra crescita economica, modelli di produzione, cambiamenti climatici e degrado ambientale, per delineare i tratti multiformi di un fenomeno in grande crescita: i profughi ambientali. Ci si chiede quindi come definire chi emigra costretto da eventi naturali disastrosi o a causa di fattori di degrado ambientale lento e costante: sono migranti, profughi o rifugiati? quali sono le tutele giuridiche a cui hanno diritto? Dopo aver esaminato la politica europea e internazionale in materia di asilo, in uno specifico capitolo viene analizzato come la Dottrina sociale della Chiesa tratta la tutela dell’ambiente e dei migranti.
Collocazione Biblioteca: 17800

Giuseppe Campesi, Sicurezza, democrazia e diritti in Europa. A proposito della nuova Guardia costiera e di frontiera europea, in Studi sulla questione criminale, n. 3 (2016), pp 7-35
L’autore, ricercatore e docente universitario, descrive nell’articolo le principali caratteristiche della Guardia costiera e di frontiera istituita dall’Unione Europea nel 2016. Ne analizza i poteri  confrontandoli con quelli della precedente agenzia Frontex, per capire come essa possa articolare il rapporto tra sovranità statale e poteri sovranazionali a livello europeo. Inoltre si interroga sulla qualità del controllo democratico e delle garanzie giudiziarie che circondano l’azione di questa nuova polizia di frontiera europea.

dirittoDaniela Vitiello … [et al.], L’ azione esterna dell’Unione europea in materia di immigrazione e asilo: linee di tendenza e proposte per il futuro, in Diritto Immigrazione e Cittadinanza, pp 9-412
Il numero doppio della rivista conclude l’annata 2016 tutta dedicata agli Accordi di riammissione e alle politiche sull’immigrazione dell’Unione europea. Nella prima parte di questo doppio volume gli Accordi di riammissione dell’Unione europea e dell’Italia in particolare sono inseriti nel contesto della politica delineata dalla direttiva rimpatri e da precedenti regolamenti, seguiti dalla valutazione degli Accordi stessi. Nella seconda parte sono pubblicati diversi documenti sulla Cooperazione Unione europea- Africa, nonché sul nuovo approccio con i Paesi terzi attraverso i compacts e i fondi fiduciari.

A cura di Chiara Favilli, Gli accordi di riammissione nella politica di rimpatrio dell’Unione europea, in Diritto Immigrazione e Cittadinanza, n. 3-4 (2016), pp 3-463
L’intera monografia è dedicata al nuovo quadro giuridico che va dagli Accordi di riammissione alla cooperazione informale in materia di immigrazione, volta a contenere gli ingressi nell’Unione europea sia di migranti sia di richiedenti asilo. Il primo volume contiene gli Accordi di riammissione dell’Unione Europea anche nei confronti di stati terzi. Sono compresi anche gli accordi in vigore fra l’Italia e gli altri paesi dell’Unione Europea, verso gli stati balcanici e con il resto del mondo. Il secondo volume ripercorre lo sviluppo della dimensione esterna delle politiche di immigrazione e asilo dell’UE, pubblicando documenti eterogenei rilevanti.

Rassegna_Italian_580b90a07f5c3Andrea Di Nicola, Via dalla guerra con me: parola di trafficante, in Rassegna Italiana di Criminologia, n. 3 (2016), pp 201-208
Da anni la ricerca si occupa di traffico di migranti, ma uno dei limiti degli studi esistenti è la mancanza di analisi focalizzate sulla prospettiva dei trafficanti. In questo articolo si presentano tre storie di vita di trafficanti che nella loro attività criminale hanno avuto a che fare con richiedenti asilo:un egiziano, un pakistano e un siberiano al soldo delle organizzazioni criminali turche. I risultati proposti fanno parte di una ricerca più ampia, esplorativa, che l’autore ha condotto insieme al giornalista di inchiesta Giampaolo Musumeci, per più di due anni, lungo le rotte dei traffici di persone nel Mediterraneo e via terra. Le conclusioni, oltre ad evidenziare che quelle dei trafficanti sono carriere criminali, permettono di gettare luce sul rapporto tra guerre e migrazioni e tra richieste di asilo e traffico di persone. In particolare le parole dei trafficanti mostrano che, nonostante violenze, violazioni di diritti umani, numero alto di vite perse, queste azioni illegali hanno anche reso possibile per una moltitudine di uomini, donne e bambini in fuga da guerre e persecuzioni, raggiungere un posto sicuro, quando nessun governo ha voluto o è stato capace di offrire una via di fuga. Le loro parole ci fanno addentrare in una zona grigia di eticità, che è il cuore pulsante di questa attività criminale, ma che non è in alcun modo sotto la lente della ricerca sul tema.

Chiara Peri, Le timide risposte europee all’accoglienza dei rifugiati, in Aggiornamenti Sociali, n. 10 (ott. 2016), pp. 640-650
L’autrice sottolinea la divergenza fra le dimensioni assunte dall’immigrazione verso l’Europa e la povertà di decisioni politiche e giuridiche per offrire un’adeguata risposta a tale fenomeno, per cui prevalgono misure di deterrenza e repressione. Chiara Peri è responsabile dei rapporti internazionali del Centro Astalli.

copertina-n-303WEBFabrizio Floris, Tre domande a chi dice: “Via i profughi!”, In Animazione Sociale : Mensile per gli operatori sociali, n. 303 (set.-ott. 2016), pp. 100-103
L’autore, operatore sociale, riporta alcune esperienze di rifugiati in fuga da guerre, ponendo tre domande sul commercio mondiale di armi e sulla finanza delle guerre che dovrebbero rendere a tutti più chiari i meccanismi di ciò che sta avvenendo nei nostri paesi e ragionare su cosa fare al di là dell’accoglienza.

A cura di Emanuele Ranci Ortigosa, Emergenza profughi: quale accoglienza? Speciale Welforum, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 46, n. 1.2/1.3 (feb.-mar. 2016), pp. 1-66
L’intero numero della rivista è dedicato alla raccolta dei materiali e degli interventi presentati a Milano il 3 dicembre 2015 nell’ambito del seminario di Welforum “Emergenza profughi”, organizzato dall’Istituto per la ricerca sociale in collaborazione con CeSPI e Comune di Milano. Il seminario ha visto la partecipazione di numerosi testimoni impegnati oggi nella gestione di questo complesso fenomeno: rappresentanti del governo, di alcune Regioni, di grandi Comuni e del Terzo settore si sono confrontati sulle maggiori criticità del nostro sistema di accoglienza, individuando e condividendo gli orientamenti e le priorità da sostenere oggi per gestirlo.

cop1608Maurizio Falco, La gestione dell’emergenza profughi, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 3 (giu. 2016), pp. 26-32
Questo e l’articolo successivo (I percorsi e i flussi, al presente e in prospettiva, pp. 30-32) elaborano ragionamenti e ricerche sulla questione e la gestione dell’emergenza profughi, i flussi e le rotte migratorie, offrendo un excursus sulle principali rotte del Mediterraneo, con dei dati aggiornati ai primi 10-11 mesi del 2015, mettendo in evidenza la diminuzione tendenziale degli arrivi in Italia e ragionando su quelli che possono essere possibili scenari “a breve” che coinvolgono soprattutto la rotta del Mediterraneo orientale.

Ferruccio Pastore. Zombie policy. Politiche migratorie inefficienti tra inerzia politica e illegalità, in Il Mulino, n. 4 (2016), pp. 593-600
Secondo l’autore l’attenzione politica e mediatica si focalizza comprensibilmente sulla gestione della crisi dei rifugiati e si osserva una mancanza di attenzione sempre più preoccupante verso l’ordinaria amministrazione. La gestione dell’immigrazione “normale”, messa in secondo piano anche dall’inerzia timorosa della politica, resta affidata a un sistema di norme ormai obsoleto e sempre meno effettivo, tanto da assomigliare sempre di più a una di quelle “zombie policy”.

cop_mulino_2017_3Giuseppe Sciortino, Politiche dell’asilo. Una prospettiva storica, in Il Mulino, n. 4 (2016), pp. 659-666
Secondo l’autore, in Europa le politiche di asilo cominciano a scricchiolare negli anni Ottanta. I numeri crescono, dalle decine alle centinaia di migliaia. Soprattutto cambia la percezione dei rifugiati, percepiti in modo diverso; spesso non sono europei, fuggono da conflitti che appaiono incomprensibili, alieni alle fratture politiche europee; non sono né cristiani né socialisti, o sono poveri con difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro asfittico dell’Europa post-shock petrolifero.

Valeria Mancinelli, Storie di vita di rifugiati del territorio di Ancona, in La Rivista di Servizio Sociale , n. 1 (2015), pp. 72-85
Il tema degli immigrati richiedenti la protezione internazionale da alcuni anni a questa parte è molto attuale, se non altro per i fatti di cronaca che sono riportati sui mezzi di comunicazione relativamente agli sbarchi sull’isola di Lampedusa. L’obiettivo che l’autrice si è posta nella presente ricerca è lo studio del fenomeno dell’asilo in Italia, quella di coloro che, dopo aver chiesto protezione allo Stato Italiano, hanno ottenuto lo “status di rifugiato”.

ImmagineA cura di Chiara Marchetti e Michele Manocchi, Rifugiati in transito attraverso l’Europa, in Mondi migranti, n. 1 (2016), pp. 19-119
Come confermato dai contributi di ricerca che compongono questo numero monografico, i rifugiati si trovano a subire, e spesso a sfidare, il proliferare di un sistema di “muri” dalla molteplice e cangiante natura. I rifugiati devono riuscire a raggiungere il paese d’asilo e per farlo si trovano a viaggiare nelle condizioni di massima vulnerabilità: esposti ai pericoli di rotte insicure, alla violenza di trafficanti e forze dell’ordine, con ancora maggiore frequenza e rischio nel caso di donne e bambini.

Roberto Escobar, Dalla parte giusta della storia, in Il Mulino, n. 3 (2016), pp. 383-397
L’autore afferma che l’Europa assumi un atteggiamento “freddo e distaccato” nei confronti dei profughi, li vedono e non sentono il loro dolore mentre premono ai loro confini, incrudeliscono, o comunque rimanendo in silenzio, lasciano che la politica incrudelisca. Pare che tutto questo, in primo luogo il silenzio, sia il risultato del lungo e incontrastato lavorio nelle coscienze delle parole/peste che nei decenni si sono fatte padrone dei discorsi; innalzare ad arte la percezione sociale dell’insicurezza induce negli elettori una domanda di ordine che viene utilizzata dai politici. La politica di oggi si nutre della politica di ieri, e la prosegue con coerenza. A pagarne il prezzo non sono però solo i profughi ma anche l’Europa in senso politico, non solo umano. Roberto  Escobar insegna Filosofia politica all’Università di Milano.

Giuseppe Morgese, Recenti iniziative dell’Unione europea per affrontare la crisi dei rifugiati, in Diritto Immigrazione e Cittadinanza, n. 3-4 (2015), pp. 15-49
L’articolo descrive le iniziative che incidono sulla materia dell’accoglienza e della protezione internazionale dei richiedenti asilo: il metodo hotspot, il reinsediamento, il programma volontario di ammissione umanitaria della Turchia, la proposta di regolamento su un elenco europeo di Paesi d’origine sicuri e la cooperazione con i Paesi terzi. Sempre sul tema della crisi internazionale riguardante i rifugiati, questo numero pubblica anche i seguenti interventi: “L’ “amministrativizzazione” della libertà personale e del ‘due process’ dei migranti: il caso Khlaifia” di M. Savino; “L’étranger sous le regard du juge. La condition d’étranger devant les juriditions françaises”, di P. Henriot; ” L’ analisi delle norme in materia di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e di procedura per il riconoscimento della protezione internazionale alla luce dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 142/2015″, di N. Morandi e G. Schiavone; “La logica dell’accoglienza: commento al d.lgs. n. 142/2015”, F. V. Virzì; “La nuova disciplina del trattenimento dei richiedenti asilo”, di G. Savio.

ThumbJpegChiara Peri, Rifugiati: un banco di prova per l’Unione Europea, in Aggiornamenti Sociali, a. 66, n. 11 (nov. 2015), pp. 747-757
Il tema della gestione delle migrazioni ha assunto sempre maggior rilievo nella politica europea, fino a diventare centrale nel corso dell’estate 2015 per l’acuirsi della situazione e per l’impatto mediatico delle molte tragedie avvenute. L’autrice, responsabile dei rapporti internazionali del Centro Astalli, in questo breve lavoro descrive il quadro della situazione degli ultimi mesi, indaga sulle decisioni che sono state prese dalle istituzioni europee al riguardo, evidenziandone alcune lacune.

Ester Salis, L’agenda Europea per immigrazione e asilo, in Il Mulino, a. 64, n. 5 (2015), pp. 910-917
Nell’attuale contesto di crisi migratoria che coinvolge tutta l’Europa, le risposte politiche offerte finora non sono state all’altezza delle sfide poste. Nel corso degli ultimi mesi l’Unione Europea ha proposto e tentato di elaborare soluzioni per affrontare il crescente fenomeno, la cui portata è destinata a restare significativa per diverso tempo ancora (se non ad aumentare), che però si sono dimostrate inadeguate e, seppur coraggiose rispetto alle politiche passate, insufficienti a far fronte alle sfide in corso.

Giacomo Costa SJ, Rifugiati: per una risposta integrale, in Aggiornamenti Sociali, a. 66, n. 10 (ott. 2015), pp. 637-644
Partendo dal patrimonio della tradizione biblica, l’articolo presenta alcuni stimoli per rileggere le risposte all’emergenza profughi a livello politico e della società civile. Secondo l’autore, la risposta politico-istituzionale all’aumento degli arrivi degli immigrati è parsa quanto meno frammentaria, tentennante, indecisa, a volte improvvisata: accordi tra i Paesi europei annunciati e poi smentiti, frontiere aperte poi chiuse e poi riaperte. Molte delle posizioni assunte paiono far riferimento a un paradigma di controllo e gestione del fenomeno definito tecno-burocratico.

imagenAleksey Pavlovich Anisimov … [et al.], The problem of environmental refugees and its solutions in international and national law, in Studi Emigrazione, a. 52, n. 199 (lug.-set. 2015), pp. 357-376
L’articolo discute il concetto e il contenuto della categoria legale “rifugiati ambientali” e la sua distinzione da altre analoghe categorie legali. Investiga la stretta relazione tra i problemi dei rifugiati ambientali e quelli della protezione dei diritti umani. Gli autori, della Kalmyk State University, sostengono che l’opzione migliore per proteggere i rifugiati ambientali sia un accordo internazionale a garanzia dei loro diritti, che consideri le specificità di questo fenomeno ambientale.

Silvia Salvatici … [et. al.], Migranti o cittadini?, in Il Mulino, a. 64, n. 6 (2015), pp. 980-1026
La presente monografia ha per tema la questione molto attuale dell’accoglienza da parte dell’Europa dei migranti non volontari: profughi e rifugiati provenienti da zone di guerra o comunque da situazioni fortemente critiche. I contributi sono i seguenti:” Europa, terra di profughi” di S. Salvatici; ” Il diritto di rimanere” di V. Ottonelli; “Il posto dei rifugiati nella società europea” di N. Urbinati; “Rifugiati, accoglienza e crisi dell’Europa” di C. Wihtol de Wenden; “L’asilo reticente: i diritti umani alla prova” di M. Ambrosini.

Silvia Niccolai … [et al.], Flussi migratori, norme e diritto alla protezione, in Questione Giustizia, n. 3 (2014), pp. 35-180
La monografia raccoglie una serie di lavori dedicati al tema del diritto dell’immigrazione e della protezione internazionale degli stranieri extracomunitari richiedenti asilo. Questi alcuni dei contributi raccolti: S. Niccolai e A. Ciervo, “Introduzione. Il fenomeno migratorio tra normativa comunitaria, disciplina nazionale ed emergenza umanitaria”; R. Cherchi, “Il trattenimento dello straniero nei centri di identificazione ed espulsione: le norme vigenti, i motivi di illegittimità costituzionale e le proposte di riforma”; S. Fachile e L. Leo, “La Corte EDU e la tutela dei diritti fondamentali dei migranti e dei richiedenti asilo”; A. Schillaci, “Per una rinnovata centralità della persona del migrante: il giurista di fronte alla Carta di Lampedusa”; N. Parisi, “Lo status del minore migrante non accompagnato alla luce del diritto europeo. L’apporto della giurisprudenza internazionale in tema di protezione internazionale e trattenimento”; M. McBritton, “Lavoro degli immigrati e lavoro sommerso: l’inadeguatezza della normativa”.

193186-EUR 050012014_ Fortress Europe_complete_webAmnesty International, The human cost of fortress Europe. Human rights violations against migrants and refugees at Europe’s borders, Amnesty International, London, 2014, pp. 27
Questo nuovo rapporto di Amnesty International dimostra come le politiche migratorie dell’Unione europea e le pratiche di controllo dei confini impediscono ai rifugiati di chiedere asilo all’UE e mettono a repentaglio le loro vite spingendoli a intraprendere viaggi su rotte sempre più pericolose. L’UE e gli stati membri hanno investito in tecnologie di sorveglianza, forze di sicurezza e centri di detenzione con l’unico obiettivo di fare dell’Europa una fortezza impenetrabile.
Collocazione Biblioteca: G9408

Andrea Spagnolo, La tutela dei diritti umani nell’ambito dell’attività di Frontex, in Diritto Immigrazione e Cittadinanza, a. 16, n. 3-4 (2014), pp. 32-63
Il presente articolo si propone di fornire alcuni spunti ricostruttivi relativamente al tema della tutela dei diritti umani nell’ambito delle attività di Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne. L’idea di fondo è che nello spazio giuridico europeo gli obblighi in materia dei diritti umani debbano essere armonizzati, soprattutto in un settore delicato come quello della tutela dei migranti. Ad un’armonizzazione del diritto applicabile dovrebbe seguire un’armonizzazione del regime di responsabilità dell’Agenzia e degli Stati membri che partecipano alle operazioni di Frontex.

Michele Manocchi, Richiedenti asilo e rifugiati: processi di etichettamento e pratiche di resistenza, in Rassegna Italiana di Sociologia, n. 2 (apr.-giu. 2014), pp. 385-409
L’autore, ricercatore sui temi della migrazione, utilizza gli strumenti tipici dell’indagine etnografica per dimostrare la falsità del pregiudizio secondo il quale i percorsi di accoglienza a richiedenti asilo e rifugiati costituiscono una via preferenziale e offrano più supporto rispetto a quello offerto a un migrante economico. Dallo studio emerge anche come i pesanti processi di etichettamento presenti in questo ambito portano spesso i rifugiati a vivere situazioni peggiori di quelle presenti al momento dell’arrivo in Italia.

Giuseppe Morgese, La riforma del sistema europeo comune di asilo e i suoi principali riflessi nell’ordinamento italiano, in Diritto Immigrazione e Cittadinanza,  n. 4 (2013), pp. 14-35
L’articolo presenta la riforma del sistema europeo comune di asilo (SECA), commentandone le direttive e i regolamenti e valutandone i cambiamenti introdotti, specialmente per quanto riguarda la direttiva “accoglienza”, la direttiva “qualifiche” e la direttiva “procedure”.

9788863154955_0_0_702_80A cura di Luciano Li Causi, Migrare, fuggire. Ricostruire. Poteri e stranieri negli spazi sociali europei, Pacini, Pisa, 2013, pp. 293
Gli undici saggi antropologici del libro, quasi tutti frutto di ricerche sul campo e di riflessioni teoriche e metodologiche ad opera di giovani ricercatori, guardano all’incontro conflittuale tra le comunità di migranti e profughi e le istituzioni dello Stato in diversi contesti europei. Il conflitto mette in evidenza i limiti del “pensiero” e dell’azione degli Stati e, al contempo, i mutamenti nei comportamenti e nelle identità di profughi e migranti.
Collocazione Biblioteca: 17320

Christopher Hein … [et al.], Le strade dell’integrazione. Ricerca sperimentale quali-quantitativa sul livello di integrazione dei titolari di protezione internazionale presenti in Italia da almeno tre anni, [s.n.], 2012, pp. 222
Quali percorsi favoriscono un’efficace integrazione? Quali sono i limiti e le opportunità dei servizi rivolti ai rifugiati? Come migliorare l’impatto dei progetti di accoglienza e integrazione per i rifugiati in Italia? Da queste domande muove il progetto “Le strade dell’Integrazione” il cui obiettivo è contribuire al miglioramento dei servizi di accoglienza e integrazione dei titolari di protezione internazionale presenti in Italia, da almeno 3 anni, attraverso l’analisi dei servizi in essere e del loro impatto sui beneficiari in conformità con gli orientamenti strategici della Commissione Europea. La ricerca si è sviluppata su 7 territori particolarmente significativi e rappresentativi delle diverse realtà presenti a livello nazionale: Torino, Bologna, Roma, Caserta, Lecce, Badolato, Catania.
Collocazione Biblioteca: 15824

Nadan Petrovic, Rifugiati, profughi, sfollati. Breve storia del diritto d’asilo in Italia dalla Costituzione ad oggi, Franco Angeli, Milano, 2011, pp. 132
Il volume offre un resoconto dell’evoluzione della legislazione e delle prassi realizzate nell’ambito della tutela del diritto d’asilo in Italia, dalla Costituzione del 1948 fino ai suoi più recenti sviluppi; analizza il contesto internazionale e comunitario e in particolare la sua influenza sulle politiche nazionali in materia; ripercorre il processo di armonizzazione comunitaria delle leggi nazionali sull’asilo, volto alla creazione del Sistema europeo comune d’asilo; analizza l’approccio “emergenziale” alla materia, valorizzando l’originalità del modello italiano di accoglienza, basato sulla realizzazione di interventi decentrati e integrati, promossi dalle associazioni del privato sociale e dagli enti locali.
Collocazione Biblioteca: 15335

Esperienze

3144949_FCOVDaniele Ferretti, Il sistema di protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati SPRAR: tre casi tra criticità e best practices, in Sicurezza e scienze sociali, n.1 (gen.- apr. 2016) , pp. 151-162
In Italia le città giocano un ruolo fondamentale per affrontare la sfida molto complessa costituita dall’incremento del numero dei migranti. La politica risponde a questo fenomeno con il Sistema di Protezione dei Rifugiati e Richiedenti Asilo (SPRAR) che è il principale strumento di inclusione sociale per questi stranieri. In questo studio vengono illustrate le azioni dello SPRAR in 3 contesti urbani: Bergamo, Pesaro e Matera.

Francesco Eugenio Iannuzzi, Nella palude delle migrazioni maltesi. Detenzione amministrativa, centri di accoglienza e mercato del lavoro, in Studi sulla questione criminale, n. 3 (2016), pp. 55-75
L’autore, dottorando di ricerca in Scienze Sociali, presenta i risultati di un lavoro di osservazione partecipante svolto tra gennaio e aprile 2014 all’interno di una ONG operante nel settore dell’accoglienza dei migranti a Malta. Analizza le politiche maltesi sull’immigrazione e in particolare la relazione tra la gestione dei migranti e la segmentazione del mercato locale del lavoro; mostra come le peculiarità del caso maltese lo rendano differente dagli altri paesi europei e costringano i migranti a una permanenza indefinita e irregolare sull’isola.

CatturaffCittadinanzattiva, LasciateCIEntrare, Libera, Incastrati. Iniziative civiche sulla gestione dei centri di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo,  Cittadinanzattiva, LasciateCIEntrare, Libera, 2016, pp.118
Secondo i più recenti dati pubblicati dal Ministero dell’Interno, negli ultimi anni, al sistema dei centri governativi di accoglienza, i CARA e CDA e la rete comunale dello SPRAR, si è sovrapposto un sistema “informale” di centri temporanei, cosiddetti C.A.S., fatto di strutture eterogenee dislocate su tutto il territorio nazionale, affidate in gestione ai soggetti più diversi. Al di là di singole esperienze virtuose, risulta che molte di queste strutture sono del tutto inidonee all’accoglienza: emergono diversi casi di centri fatiscenti, privi di condizioni igieniche e di sicurezza adeguate sia per gli ospiti che per i lavoratori ed i volontari che vi operano. In tale contesto anche una buona parte delle attività da erogare (mediazione, assistenza psicologica, legale, corsi di alfabetizzazione, attività finalizzate all’inserimento) restano spesso sulla carta. La campagna inCAStrati, promossa da Cittadinanzattiva, LasciateCIEtrare e Libera, si compone di iniziative civiche rivolte a rendere accessibili informazioni fondamentali sul funzionamento e la gestione del sistema di accoglienza. Per queste ragioni, a partire dal mese di giugno 2015, sono state rivolte al Ministero dell’Interno ed alle Prefetture italiane una serie di istanze, chiedendo la pubblicazione dell’elenco dei CAS presenti sul territorio nazionale, degli enti gestori, di informazioni inerenti gare, convenzioni, rendicontazioni, esiti delle attività di monitoraggio sui servizi erogati. Al contempo è stata avviata un’attività di monitoraggio dei centri, attraverso l’osservazione diretta delle strutture, dove possibile, e colloqui con ospiti, volontari e lavoratori. Il presente documento dà conto dei primi esiti di un lavoro tuttora in corso, che continuerà ad essere sviluppato nei prossimi mesi.

A cura di Gianni Pinto, Paola De Lena, suor Angela Giuliani, Sulle povertà e le risorse. Ero straniero e mi avete ospitato. L’opera-segno nell’anno santo della misericordia. Rapporto Caritas 2016. Caritas Termoli, Termoli Larino (CB), 2016, pp.102
Il volume illustra, tramite statistiche e narrazioni personali, diverse iniziative della Caritas di Termoli: la mensa Caritas, il servizio docce, la Casetta della Carità, il Centro di Ascolto, il Progetto di microcredito Senapa, il Prestito della Speranza, il Progetto Sprar “Rifugio Sicuro”, il progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia”, il Progetto 8×1000 “Famiglie al centro”, il Progetto Policoro, il Progetto Paese per Giovani.
Collocazione Biblioteca: 17753

Cattura ggA cura di Yasmine Accardo e Gabriella Guido, Accogliere: la vera emergenza. Rapporto di monitoraggio della campagna “LasciateCIEntrare” su accoglienza, detenzione amministrativa e rimpatri forzati, Coordinamento Campagna “LasciateCIEntrare”, 2016, pp.149
Il documento raccoglie le relazioni delle visite effettuate da attivisti della campagna lasciateCIEntrare” nei centri di permanenza temporanea per gli immigrati in attesa di regolarizzazione (CIE, CPSA, CARA, SPRAR, centri per minori) nonché nei centri informali. Le relazioni sono precedute da alcuni documenti che spiegano gli obiettivi e le azioni della campagna, nata nel 2011 per contrastare il divieto di accesso agli organi di stampa in tali centri. In appendice, un glossario degli acronimi e dei termini utilizzati dagli addetti ai lavori sull’immigrazione.

Emanuela Limiti… [et al.], Rapporto annuale 2016. Attività e servizi del Centro Astalli, Centro Astalli, Roma, 2016, pp. 122
Il Rapporto descrive le attività dell’’Associazione Centro Astalli, la sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati. Da 35 anni è impegnata in numerose attività e servizi che hanno l’obiettivo di accompagnare, servire e difendere i diritti di chi arriva in Italia in fuga da guerre e violenze, non di rado anche dalla tortura. Il Centro Astalli si impegna inoltre a far conoscere all’opinione pubblica chi sono i rifugiati, la loro storia e i motivi che li hanno portati fin qui.

Dela Ranci, Profughi e rifugiati a Milano. Accoglienza e percorsi di interazione, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 2 (2015), pp. 1-29
La cooperativa Terrenuove ha promosso il seminario che dà il titolo a questo numero, svoltosi a Milano il 21 novembre 2014. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di informare sulle problematiche specifiche legate all’accoglienza e ai percorsi di integrazione dei profughi e dei richiedenti asilo nella città di Milano; di diffondere una modalità di approccio teorico-metodologico e un intervento operativo con l’impegno di tutti gli enti del pubblico e dei servizi del privato sociale. Il dossier di questo numero raccoglie i seguenti contributi: “Un intervento di collaborazione inter-istituzionale” di Giancarla Boreatti, “Trauma e processi di resilienza” di Renos K. Papadopoulos, “La rete dei servizi con il comune di Milano” di Roberto Bestazza, “Promuovere competenze e favorire l’autonomia” di Luca Fornari, “Pensando insieme” di Susanna Ligabue.

9788865790663_0_0_733_80Giusi Nicolini, Marta Bellingreri, Lampedusa. Conversazioni su isole, politica, migranti, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2013, pp. 143
Questa lunga intervista a Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa, è stata realizzata nel luglio 2013. Essa rappresenta, insieme, un atto di accusa e un appello alle istituzioni, e a chi le rappresenta, perché non continuino a girarsi dall’altra parte di fronte ai problemi dei continui sbarchi di migranti sull’isola.
Collocazione Biblioteca: 16428

Sabina Di Pietro, Gruppi interculturali. Sperimentazione metodologica con richiedenti asilo e rifugiati, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 44, n. 1.2 (mar. 2014), pp. 17-20
L’articolo descrive l’esperienza di sperimentazione realizzata a Milano, in un centro polifunzionale maschile per richiedenti asilo e rifugiati politici, allo scopo di inserire il rifugiato nel contesto territoriale e di renderlo autonomo nel minor tempo possibile. Per meglio affrontare le molte problematicità del percorso degli ospiti del centro, si è introdotto, come nuova metodologia di lavoro, lo strumento del gruppo basato sulla relazione interculturale, che permette il confronto, lo scambio e la condivisione reciproca. L’articolo descrive in dettaglio la metodologia adottata.

Patrizia Marzo, Ippocrate… “Migrante”. Appunti di antropologia medica per una ricerca sui richiedenti asilo in Terra di Bari, in Rassegna di Servizio Sociale, n. 2 (apr.-giu. 2014), pp. 63-83
L’articolo presenta una ricerca realizzata tra gli immigrati richiedenti asilo nelle province di Bari, Foggia e Brindisi. La ricerca “Salute RARU Puglia” è stata realizzata tramite un questionario di 145 domande sottoposto da operatori specializzati a 601 persone. Il lavoro è articolato in due parti: 1) Idee di corpo, salute/malattia, sistemi/pratiche di cura nelle diversità culturali; 2) Breve focus sull’etnopsichiatria.