Violenza di genere

Aggiornata a luglio 2017 – a cura di Elisabetta Bosio

I materiali elencati (libri, articoli di riviste, audiovisivi e documentazione grigia) appaiono in ordine decrescente per anno di pubblicazione, e sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca, oppure scaricabili direttamente da Internet al link fornito. L’elenco proposto è relativo al materiale pubblicato tra il 2013 e il 2017 e non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Violenza di genere: gli autori

9788857535708_0_0_1514_80Ignazia Bartolini … [et al.]; a cura di Salvo Vaccaro, Violenza di genere. Saperi contro, Mimesis , 2016, Milano, pp. 370
La violenza di genere, e soprattutto la violenza maschile sulla donna che culmina nel femminicidio, è un tratto patologico impressionante della nostra civiltà contemporanea. La spiegazione sembra tutta racchiusa nelle biografie, sovente contorte, dei perpetratori di violenza o nelle storie difficili di convivenza tra partner ai quali risulta impossibile lasciarsi senza rancore e senza atti di inaudita violenza, soprattutto maschile. Una serie di docenti dell’Università di Palermo ha ritenuto opportuno, anche in base alle istanze provenienti dal territorio e dalla comunità studentesca, interrogarsi su questa dinamica affrontandola da diverse prospettive: antropologica, psicologica, giuridica, politica, filosofica, sociologica, mediatica, proprio per offrire una molteplicità di apporti utili per concatenare diverse “ragioni” di comprensione della violenza. Compongono il volume interventi di studiose affermate delle questioni di genere, quali le filosofe M. Nussbaum, J. Butler e B. Hooks, l’antropologa F. Héritier, la storica M. Perrot, la politologa M. Calloni. Il libro racchiude in appendice un utile compendio dei principali testi normativi internazionali e nazionali di contrasto alla violenza di genere.Troviamo inoltre negli allegati utili linee di indirizzo per gli interventi di prevenzione e presa in carico.
Collocazione Biblioteca: 17684

Liliana Novella, Elena Tagliabue, Intimate partner violence e disturbi di personalità: uno studio meta-analitico, in Rassegna Italiana di Criminologia, A. 45, n. 1 (2016), pp. 42-53
L’obiettivo del lavoro è stato quello di misurare l’associazione tra disturbi di personalità (DdP) e Intimate Partner Violence (IPV), quindi di verificare sei i DdP possano essere considerati un marker di specificità del maltrattante. I 15 lavori controllati campionati hanno permesso di misurare l’associazione tra IPV e DdP antisociale, DdP borderline e psicopatia. Sono state svolte successive analisi per valutare la potenziale influenza di variabili moderatrici sui risultati dei singoli lavori.

Ignazio Romeo, Un luogo piccolo e molto angusto, in Segno, n. 376/377 (giu.-lug. 2016), pp. 17-21
Secondo l’autore, nella cieca violenza con cui troppi uomini italiani aggrediscono le mogli, le compagne, le fidanzate, l’antico fantasma del delitto d’onore si unisce a un solipsismo tutto contemporaneo. Si tratta forse di una manifestazione patologica di un disturbo sociale più ampio: l’indebolirsi del ruolo e della figura dell’altro, in nome di una sorta di parossismo dell’io e del mio. Su questa via, qui si riflette anche sulla fuga dal vincolo sociale costituita dal non pagare le tasse e sull’inganno prospettico per cui la società dello spettacolo promuove a eroi i singoli, nascondendo l’effettiva insignificanza del loro ruolo.

COP_Da-uomo-a-uomo_590-0955-9Alessandra Pauncz, Da uomo a uomo. Uomini maltrattanti raccontano la violenza domestica, Erickson, Trento, 2016, pp. 116
Questo non è un libro sulla violenza ma un libro che mette a fuoco la distanza che mettiamo tra noi e la violenza. Grazie alle testimonianze raccolte al Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti, esso dà voce a uomini che raccontano la loro esperienza, non solo chi ha avuto un passato di violenza agita, e ha poi scelto un percorso di consapevolezza e cambiamento, ma anche operatori e uomini «normali», che si interrogano sulla propria relazione con la violenza nei rapporti personali e familiari. L’uso della violenza fisica nelle relazioni di coppia ha dimensioni inquietanti, se è vero che secondo il Consiglio d’Europa una donna su 4 subisce violenza da parte del partner o ex partner nel corso della vita. Non ci si può perciò solo limitare alla condanna sociale, ma occorre trovare un modo per parlarne e rifletterne che avvicini questo fenomeno alla nostra esperienza, cercando di comprendere i meccanismi che la governano e i codici culturali che la favoriscono. In appendice una presentazione del centro di ascolto.
Collocazione Biblioteca: 17391

Irene Petruccelli … [et al.], Tratti psicopatici e distorsioni cognitive nei sex offender, una ricerca sul campo, in Rivista di sessuologia clinica, n. 2 (2015), pp. 5-29
Scopo di questo studio è valutare la personalità dei sex offender e dei loro stili di pensiero per la prevenzione del reato stesso e della sua recidiva. A tale scopo, dodici detenuti della Casa Circondariale di Pesaro sono stati esaminati tramite anamnesi e questionari sulle distorsioni cognitive. Nelle conclusioni la ricerca evidenzia una difficoltà nel tracciare un profilo di personalità preciso per i sex offender dal momento che non sono emerse forti correlazioni tra i fattori presi in esame.

imagesDuccio Scatolero, Il braccio alzato. La violenza dell’uomo comune, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2015, pp. 287
Quante volte un braccio si alza per colpire e poi non lo fa e quante altre volte il colpo parte e può far male? Questo gesto è analizzato e approfondito dall’autore, che si misura con una serie di interrogativi seguendo i percorsi di vita e le difficoltà dell’uomo. Si parla della violenza di tutti i giorni, fatta e subita, da persone comuni che, a un certo punto della loro vita, si sono trovati di fronte a un ostacolo difficile da superare se non facendo del male o facendosi male. La voglia di far violenza può essere anche sottile, subdola, capace di insinuarsi leggera in qualsiasi vita normale, per poi esplodere in un attimo, il tempo di un gesto devastante.
Collocazione Biblioteca: 17015

Cristina Giuliani, Marialuisa Gennari, Intimate male partner violence: voci dei migranti musulmani, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 1 (2014), pp. 101-112
Obiettivo del contributo è esplorare il contesto della Intimate Male Partner Violence (IMPV) nelle coppie musulmane residenti in Italia. L’analisi preliminare di alcune interviste individuali e di gruppo, rivolte sia a donne vittime di violenza coniugale sia a uomini, tutti immigrati di prima generazione e di religione musulmana, ha consentito di indagare il ruolo che alcuni fattori di rischio esercitano nel generare, nella fase post migratoria, il fenomeno della IMPV e il suo perpetrarsi nel tempo, con particolare attenzione alle fonti di stress, all’isolamento sociale e all’assenza di una comunità etnica.

1802-0 Lato oscuro_uomini_S&R_cop_14-21A cura di Alessandra Bozzoli, Maria Merelli, Maria Grazia Ruggerini, Il lato oscuro degli uomini. La violenza maschile contro le donne: modelli culturali di intervento, Ediesse, 2014, Roma, pp. 486
Comprendere che la violenza sulle donne è prima di tutto un problema degli uomini significa spostare l’attenzione dalle vittime agli autori, a quella «questione maschile» che tutta la violenza di genere sottende. Il volume coglie, nella parte iniziale, questo cambiamento di ottica attraverso una ricerca – la prima in Italia – che censisce le esperienze d’avanguardia rivolte agli uomini violenti nel nostro paese, nelle carceri e nei centri, in ambito privato e pubblico, e offre un quadro di programmi sviluppatisi a livello internazionale, cui le esperienze italiane fanno riferimento. Nella seconda parte sono presentate le riflessioni e le proposte di studiosi e studiose afferenti a molteplici discipline, e le esperienze di operatrici e operatori con ruoli professionali diversi. In appendice, un’analisi critica del recente decreto legge n. 93/2013 convertito nella legge del 15 ottobre 2013 n. 119. Le curatrici del volume sono fondatrici della società LeNove specializzata in ricerche in ottica di genere.
Collocazione Biblioteca: 17516

Tamar Pitch … [et al.], Relazioni tra i generi e violenza, in Pedagogika.it, n. 2 (2013), pp. 7-78
Nel dossier “Relazioni tra i generi e violenza” l’argomento della perdurante violenza di genere sulle donne è affrontato da vari punti di vista: sociologico, antropologico, psicologico, pedagogico, giuridico e narrativo. L’intento è quello di cercare una valida chiave interpretativa del femminicidio, scavando soprattutto nella profondità delle relazioni affettive e familiari, e affrontando il fenomeno come problema culturale e sociale, che attiene alle relazioni sessuate nella nostra società e al loro codificarsi attraverso stereotipi e convenzioni sociali che riportano ancora alla struttura patriarcale dei rapporti tra i sessi.

Violenza di genere: le vittime

Babini cover esecutivoAnnarita Angelini … [et al.] ; a cura di Valeria Babini, Lasciatele vivere. Voci sulla violenza contro le donne, Pendragon, 2017, Bologna, pp. 214
Questo volume nasce con l’intento di raccogliere molti punti di vista e molte domande per cercare di capire e combattere una delle piaghe più gravi e dolorose del nostro tempo: la violenza contro le donne. È una questione di (in)civiltà che va affrontata e che in queste pagine, lontano dalle semplificazioni e dalle spettacolarizzazioni, viene analizzata da voci autorevoli della cultura umanistica e scientifica. Uomini e donne i cui interventi costituiscono, nell’insieme, una riflessione multidisciplinare che ha l’obiettivo di coinvolgere tutti noi nella comprensione di questo drammatico problema sociale e di stimolarci a pensare.Contiene testi di Annarita Angelini, Valeria Babini, Marco Balboni, Fabrizio Battistelli, Remo Bodei, Marianna Bolko, Stefano Ciccone, Carlo Flamigni, Paola Govoni, Dacia Maraini, Lea Melandri, Daniela Minerva, Maura Misiti, Adriano Prosperi, Massimo Recalcati, Cecilia Robustelli, Maria Grazia Ruggerini, Milli Virgilio. In allegato troviamo il docu-film “Di genere umano”, diretto da Germano Maccioni. Il film si apre a un racconto e un’indagine sul dramma della violenza di genere attraverso una pluralità di voci e visioni che riflettono la profonda complessità del problema. Al dialogo degli studenti di Filosofia dell’Università di Bologna, si aggiungono Massimo Recalcati, Gherardo Colombo, Lea Melandri, oltre a momenti di confronto con operatrici dei centri antiviolenza e con altre figure apparentemente lontane dal problema.
Collocazione Biblioteca: 17754

 Istat, La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia. Anno 2014, Istat, 2015, Torino, pp. 17
In questo documento vengono presentati i risultati della seconda edizione (2014) dell’indagine Multiscopo sulla “Sicurezza delle donne”, finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità e realizzata dall’Istat per la prima volta già nel 2006. L’indagine ha l’obiettivo di analizzare le diverse forme di violenza – fisica, sessuale, psicologica – subite dalle donne dentro e fuori le mura domestiche attraverso i principali indicatori che permettono di cogliere la misura e la pervasività del fenomeno. I tassi di vittimizzazione delle donne vengono posti in relazione all’autore e ai diversi tipi di violenza, oltre che ad una serie di caratteristiche socio-demografiche come cittadinanza, età, stato civile, titolo di studio, condizione professionale e area geografica di residenza delle donne. Viene inoltre approfondito il tema della gravità e delle conseguenze delle violenze subite.

71TtGVEpZcLSilvia Bonino, Amori molesti. Natura e cultura nella violenza di coppia, Laterza, Bari, 2015, pp. 145
L’autrice, docente onorario di Psicologia dello sviluppo all’Università di Torino, si propone due scopi: chiarire le predisposizioni biologiche che possono favorire o contrastare la violenza contro le donne, un aspetto questo spesso trascurato dalle analisi sull’argomento, e mettere in luce le molte influenze culturali sotterranee che favoriscono l’accettazione della sopraffazione e della violenza contro le donne nella nostra società contemporanea. Si tratta di modelli antichi di comportamento, ma anche di nuovi modelli di dominanza, più difficilmente riconoscibili. Il libro esamina poi le prospettive per un futuro meno violento, puntando l’attenzione soprattutto sull’educazione dell’adolescenza.
Collocazione Biblioteca: 17345

A cura di Valeria Schimmenti e Giuseppe Craparo, Violenza sulle donne. Aspetti psicologici, psicopatologici e sociali, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 205
Quali sono le motivazioni che possono spingere un uomo ad usare violenza fisica, psicologica o sessuale nei confronti di una donna? Quali sono gli effetti psicologici e psicopatologici della violenza sulla vittima? Quali sono le caratteristiche psicologiche dell’offender? Qual è la natura della relazione fra offender e vittima? Il testo cerca di dare risposte a queste e ad altre domande, al fine di superare valutazioni e soluzioni semplicistiche che rischiano di adombrare la complessità di un fenomeno e di suggerire rimedi inadatti, laddove prevenirlo giova alla tutela sia del benessere individuale delle potenziali vittime che della sicurezza collettiva. L’ultimo capitolo è dedicato agli autori della violenza: chi sono e perchè lo fanno.
Collocazione Biblioteca: 16715

9788891710574_0_0_1465_80A cura di Simonetta Ulivieri, Corpi violati. Condizionamenti educativi e violenze di genere, Franco Angeli, Milano 2014, pp. 157
I fatti eclatanti di violenza sulle donne dimostrano che le leggi paritarie, la cultura di parità, le politiche di pari opportunità hanno raggiunto e convinto solo alcune fasce della nostra popolazione e che una nuova consapevolezza generalizzata è in corso di costruzione, ma con grandi ritardi, perché non condivisa e negata in molte famiglie. Questo volume, che accoglie i saggi di diverse pedagogiste tra cui la curatrice Simonetta Ulivieri, ha il merito di proporre una lettura pedagogica di questa infinita tragedia, perchè educativo è il dispositivo che la fonda e solo educativa sarà la via d’uscita.
Collocazione Biblioteca: 17106

Ignazia Bartholini, Violenza di prossimità. La vittima, il carnefice, lo spettatore, il “grande occhio”, Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 201
Il volume affronta il tema della violenza di coppia che si manifesta soprattutto quando il conflitto è venuto a mancare: essa si innesta in un contesto relazionale oppressivo in cui i partner assumono i ruoli di vittima e carnefice. Secondo l’autrice, ricercatrice dell’Università degli Studi di Palermo, la violenza di prossimità può realizzarsi solo se il rituale prevede degli spettatori (figli, parenti, vicini di casa …). Il testo analizza alcune delle principali articolazioni teoriche del dibattito sul tema e le pone a confronto con l’esperienza e il vissuto di donne siciliane vittime di violenza.
Collocazione Biblioteca: 16679

mo_9782890444843Daniel Welzer-Lang, Arrête! Tu me fais mal! La violence domestique, 60 questions, 59 réponces…VLB Editeur, Le Jour Editeur, 1992, Montréal, pp. 235
L’autore cerca di dare delle risposte ad una serie di problemi posti sotto forma di domanda: Come funziona la violenza coniugale? Quali sono i meccanismi? Come si sviluppa il ciclo e la spirale della violenza? Chi sono gli uomini violenti? Che cosa dicono? Quali sono i loro sentimenti? Chi sono le donne oggetto di violenza? Come vivono le violenze che subiscono? Quali sono i rapporti tra violenza e amore? Quali sono i rapporti fra violenza e sessualità? Perchè le donne rimangono con un compagno violento? Perchè se ne vanno? Quali sono le reazioni maschili alla loro partenza? Esistono degli uomini picchiati dalle loro donne? Chi sono? Vengono anche considerate le violenze nei confronti dei figli. Nell’ultima parte del libro si affrontano i problemi di prevenzione e di terapia soprattutto di gruppo. Daniel Welzer-Lang lavora per l’Association RIME di Lione (Recherches et interventions masculines).
Collocazione Biblioteca: 17740

Prevenzione, servizi, trattamento

Cristina Galavotti, Vittime fragili e servizio sociale. Teorie, percorsi e prassi operative per l’assistenza sociale, Maggioli Editore, Santarcangelo di Romagna (RN), 2016, pp. 245
L’assistente sociale dovrà confrontarsi sempre più con le vittime di violenza. Dopo un esame della legislazione internazionale ed italiana, l’autrice si concentra sulla necessità di acquisire specifiche capacità nel condurre i colloqui con le vittime a seconda della loro tipologia. Questa è varia: l’abuso sessuale sui minori, il bullismo, la violenza di genere, quella domestica, lo stalking, gli anziani e i malati psichiatrici come vittime di truffe. Cristina Galavotti è assistente sociale ed è docente presso l’Università di Pisa. Collocazione Biblioteca: 17842

9788891743350Rosanna Rutigliano, Cinzia Spriano, Fuori dal fango. La relazione d’aiuto per superare la violenza di genere, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 143
Le autrici espongono alcuni aspetti teorici delle terapie di gruppo volte all’aiuto delle vittime di violenza di genere, comprese le tematiche inerenti la supervisione. Qundi affrontano, anche tramite alcuni casi clinici, diversi aspetti pratici come: le tecniche di rilassamento, il role playing, lo psicodramma, la fiaba messa in scena, l’ecomappa, il genogramma, la mappa del viaggio personale, l’uso del mito. Rosanna Rutigliano è psicologa e psicoterapeuta, Cinzia Spriano è assistente sociale e formatrice.
Collocazione Biblioteca: 17845

Caterina Irma Laini, S.A.R.A. Donne senza paura. Un servizio del territorio milanese dedicato alle donne in difficoltà, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 1 (2017), pp. 12-15
L’esperienza raccontata nell’articolo nasce dall’idea di un’avvocata e di una psicologa, spinte dall’intenzione di supportare e tutelare le donne nei loro contesti di vita e durante periodi particolarmente critici e di cambiamento. Il pensiero di fondo è che la donna, anche durante condizioni di disagio e sofferenza, abbia le risorse necessarie per far fronte alla situazione, per riprogettare il suo futuro e ripensarsi in modo differente, soprattutto se supportata in modo adeguato da professionisti. Nasce cosi S.A.R.A. : Sostegno della persona nei momenti difficili; Ascolto ed accoglienza della persona nella sua totalità e riconoscimento dei suoi bisogni; Ricerca psicologica attraverso l’utilizzo di strumenti specifici; Assistenza psicologica e legale della persona a medio-lungo termine.

copertina_ALtreStelleLuca Martini, Altre stelle. Un viaggio nei centri antiviolenza, Mimesis, Milano, 2017, pp. 114
I Centri Antiviolenza contro le donne sono sorti in Italia a partire dalla fine degli Anni Ottanta. Secondo l’autore, una grande fetta della popolazione italiana ne ignora tanto l’esistenza quanto l’operato: questo dipende da un lato dall’assenza di una politica di governo in materia di relazione con questi Centri, dall’altro dalla mancanza di una collettiva presa di coscienza non solo della portata, ma anche dell’esistenza stessa del problema violenza contro le donne, manifestazione brutale di una dominante sottocultura maschilista e patriarcale. Questa indagine restituisce al lettore la storia di alcuni Centri italiani attraverso le parole di donne straordinarie. Uno spaccato vivido e in presa diretta in giro per l’Italia per scoprire e capire cosa sia un Centro Antiviolenza e per cogliere l’enorme ricchezza che si cela dietro ogni vissuto individuale.
Collocazione Biblioteca: 17806

Ezio Farinetti, Aiutare donne vittime di violenza. L’esperienza della Casa rifugio «Mariposas» della Città di Torino, in Animazione Sociale, n. 304 (2016), pp. 74-88
Ezio Farinetti, psicologo, formatore e supervisore dell’Università della strada del Gruppo Abele, racconta l’esperienza di supervisione agli operatori in una casa rifugio della città di Torino per donne maltrattate. Una casa non rintracciabile per ragioni di sicurezza, dove arrivano donne spaventate e disorientate insieme ai loro bambini, che talvolta sembrano non accorgersi di nulla, altre volte appaiono sin troppo consapevoli di cosa sta capitando loro intorno. Donne con storie diverse, ma con un denominatore in comune: una dimensione famigliare di violenza con cui hanno convissuto e alla quale, a un certo punto, hanno deciso di dire basta.

COP_Che_genere_di_violenza_590-1229-0Maria Luisa Bonura ; in collaborazione con Marcella Pirrone, Che genere di violenza. Conoscere e affrontare la violenza contro le donne, Erickson, Trento, 2016, pp. 329
Il volume presenta in modo sintetico ma esaustivo il fenomeno della violenza maschile contro le donne, nelle sue implicazioni sia individuali sia sociali, e fornisce agli operatori indicazioni per un’azione professionale efficace, approfondendo le opportunità e le competenze relazionali necessarie per accompagnare in percorsi di uscita dalla violenza e promuovere una cultura della parità di genere e del rispetto delle differenze. Il testo è dedicato a chiunque voglia comprendere ciò che ognuno/a (in quanto familiare, amico/a o, semplicemente, cittadino/a) può fare e come chi è impegnato nel volontariato può intervenire per contrastare l’abuso e promuovere percorsi di libertà. Il capitolo 14, scritto dall’avvocata Marcella Pirrone, è dedicato agli strumenti legali a sostegno delle donne in situazione di violenza e dei loro figli. Arricchiscono il volume numerosi box di approfondimento e testimonianze di donne, sia vittime di abuso e maltrattamenti, sia operatrici impegnate in prima linea nel contrasto alla violenza di genere .L’autrice è una psicologa clinica esperta nel sostegno psicosociale a donne che affrontano percorsi di uscita dalla violenza.
Collocazione Biblioteca: 17714

A cura di Fiorenza Deriu, Violenza di genere e approccio delle capacità, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 2 (2016), pp. 201-280
Questo numero monografico propone una cornice interpretativa all’interno della quale analizzare i percorsi di empowerment delle donne che hanno subito forme diverse di violenza, non necessariamente riconducibili alla sfera “domestica”. Il quadro interpretativo proposto incorpora i concetti di resilienza e di empowerment all’interno dell’approccio delle capacità, nell’accezione rivisitata di Martha Nussbaum e risulta idoneo anche alla comprensione profonda di alcuni processi che rendono possibili/evitabili forme di violenza più recentemente assurte all’attenzione della comunità scientifica, come nel caso di quella ostetrica. Gli articoli proposti sono: “Violenza di genere, capacitazione, resilienza ed empowerment: verso un nuovo framework interpretativo” di Fiorenza Deriu; “La violenza contro le donne, tra riproduzione e mutamento sociale” di Lia Lombardi; “Dalla spirale dell’oppressione al circolo virtuoso dell’empowerment: la progettazione di inserimenti lavorativi per donne vittime di violenza” di Maria Lucia Piga e Daniela Pisu; “Emancipazione pubblica e oppressione privata. Tratteggi di una gender violence tardo moderna nell’incrociarsi di paradigmi atlantici e mediterranei” di Ignazia Bartholini; “La violenza ostetrica: ipotesi interpretative su una categoria in ascesa” di Francesco Antonelli.

International_Review_of_Victimology_journal_front_cover_imageVeronica Ekström, Peter Lindström, In the service of justice: will social support to victims of domestic violence increase prosecution? in International Review of Victimology, n. 3 (2016) – on line, pp. 257-267
Scopo dello studio presentato è esaminare se il sostegno sociale fornito alle vittime di violenza domestica nelle stazioni di polizia produca un numero maggiore di azioni penali. Lo studio si basa su dati raccolti da indagini di polizia, analizzati con un metodo di regressione multivariata. I risultati mostrano che forti prove a favore di un’azione penale, quali la presenza di testimoni, lesioni documentate, come pure la posizione dell’autore del reato riguardo alle accuse e il fatto che la donna esiti o no a partecipare all’indagine penale, sono i fattori più importanti per decidere di agire penalmente. Il sostegno alla vittima da parte dei servizi sociali aumenta anche la probabilità di azione penale, ma l’impatto è minore e incerto. Secondo gli autori, questa forma di sostegno non dovrebbe essere basata sul requisito della denuncia alla polizia da parte della donna, ma piuttosto essere data a tutte le vittime di violenza domestica.

A cura di Rita Biancheri. Culture di salute ed ermeneutiche di genere, in Salute e società, n. 3 (2016), pp. 9-142
L’approccio esclusivamente bio-medico risulta inadeguato ad affrontare una visione complessa di malattia in cui i determinanti culturali e sociali, a partire dal genere, sono considerati aspetti significativi della prevenzione e della cura. La monografia propone un dialogo fra saperi, all’interno di un più ampio ripensamento ontologico, per superare gli steccati teorici e metodologici fra le discipline, consentendo uno sguardo “altro” rispetto alla presunta neutralità della scienza. Questi i contributi pubblicati: R. Biancheri, “Violenza di genere: quali effetti e quale risposta per la salute delle donne?”; S. Cervia, “Sistemi locali di Network Governance in Sanità secondo una prospettiva di genere”; G. Mascagni, “Pazienti, medici e relazioni terapeutiche in trasformazione”; A. Taglioli, “Welfare aziendale e salute organizzativa: quale benessere e per chi?”; S. Landi, C. Casini, C: Giordano, “Ospedali, salute e genere. Come l’architettura delle strutture sanitarie influisce sul ben-essere delle persone”.

Jacopo Tomasi, Uomini (violenti) da ascoltare. Il ruolo dei Centri per maltrattanti in un’ottica di prevenzione, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2015), pp. 35-39
Nel presente articolo l’autore descrive il ruolo del Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti onlus (CAM). La finalità di questa associazione è il recupero e l’ascolto di uomini che maltrattano le loro partner e la protezione delle donne vittime di violenza domestica. Si tratta del primo centro in Italia nato a livello nazionale, sul modello di realtà già esistenti a livello internazionale, in cui il lavoro si è spesso sviluppato in parallelo ad un sistema giudiziario che preveda la possibilità di inserire questi programmi come momenti educativi affiancati a condanne penali.

2014-12-1-libroA cura di Roberto Sgalla … [et al.], Uscire dalla violenza: un network per la donna, Piccin, Padova, 2014, 149
Questo volume nasce da un confronto tra esperti internazionali provenienti da diversi settori, delle scienze mediche, psicologiche, delle forze di Polizia e del volontariato, che si è tenuto nell’ambito della giornata inaugurale della IV edizione del congresso Global Research on Acute Condition Team (GREAT Roma 14 ottobre 2013) e che ha affrontato il tema della violenza sulle donne. Il volume ha il pregio di raccogliere i contributi di una giornata di confronto tra diversi saperi: dagli operatori del Pronto Soccorso a quelli della Polizia attraverso il sostegno degli Psicologi e delle organizzazioni del Volontariato, sulle cause del fenomeno della violenza sulla donna, sulle strategie efficaci sul piano dell’intervento medico, della prevenzione, del sostegno delle vittime e della repressione degli autori del reato. Tutto con lo scopo ultimo di porre in essere politiche e strategie condivise che coinvolgano istituzioni e società civile per raggiungere quel cambiamento culturale che possa permettere di prevenire e debellare questo fenomeno della nostra società, ancora troppo attuale.
Collocazione Biblioteca: 17834

A cura di Folco Cimagalli, Le politiche contro la violenza di genere nel welfare che cambia. Concetti, modelli e servizi, Franco Angeli, Milano, 2014, pp.191
La violenza contro le donne è un fenomeno di proporzioni inquietanti, che conosce molteplici fisionomie e incrocia dimensioni eterogenee: contesto culturale e ruoli sociali, rappresentazioni simboliche e potere, vissuti individuali e tratti psicologici. Il volume si interroga su quali siano e quali possano essere oggi – in una fase di ridisegno profondo del welfare – le politiche di contrasto e prevenzione. L’ipotesi che guida il lavoro è che quelle contro la violenza proprio perché operanti in un ambito sui generis – siano politiche ad alto contenuto di innovazione: esse richiedono, congiuntamente, un lavoro sul sistema e sulla persona; favoriscono interventi flessibili e integrati; promuovono azioni di tipo preventivo e non meramente riparative. Il volume ripercorre gli esiti di una ricerca nazionale Prin (Lumsa, Università di Milano-Bicocca, Università di Pavia, Università della Calabria, Università di Palermo) e descrive lo stato in Italia delle politiche e dei servizi in argomento.
Collocazione biblioteca: 16821

dai-maltrattamenti-all-omicidio-la-valutazione-del-rischio-di-recidiva-e-dell-uxoricidioAnna Costanza Baldry, Dai maltrattamenti all’omicidio. Valutazione del rischio di recidiva e dell’uxoricidio, Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 207
Questo libro fornisce un quadro esaustivo scientifico e operativo sul fenomeno dei maltrattamenti all’interno della coppia o IPV (Intimate Partner Violence) e della valutazione del rischio di recidiva e dell’uxoricidio. In particolare, l’autrice, dopo aver preso in rassegna le ricerche e le prassi operative attualmente esistenti a livello nazionale e internazionale sul fenomeno della violenza domestica e sulla normativa in materia, presenta un concetto, quello della valutazione del rischio, ormai in uso in Italia da qualche anno, attraverso il metodo SARA (Spousal Assault Risk Assessment), in uso da parte delle forze di polizia, della magistratura e dei centri antiviolenza.
Collocazione Biblioteca: 16281