Violenza di genere

Aggiornata a novembre 2018 – a cura di Bruna Berutto e Paola Moriondo

I materiali elencati (libri, articoli di riviste, audiovisivi e documentazione grigia) appaiono in ordine decrescente per anno di pubblicazione, e sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca, oppure scaricabili direttamente da Internet al link fornito. L’elenco proposto è relativo al materiale pubblicato tra il 2015 e il 2018 e non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Violenza di genere: gli autori

magaraggia##Elisa Giomi, Sveva Magaraggia, Relazioni brutali. Genere e violenza nella cultura mediale, Il Mulino, 2017, Bologna, pp. 238
Le autrici, sociologhe e docenti universitarie, presentano un’indagine qualitativa sulla violenza contro le donne o agita dalle donne, analizzandone la copertura mediale. Ciascuna delle due forme di violenza è esplorata attraverso raffronti tra la realtà e la rappresentazione all’interno di serie televisive, cronache nazionali, musica, pubblicità, illustrandone modelli, attori, radici, retoriche, estetiche e politiche.
Collocazione Biblioteca: 18060

Giacomo Grifoni, L’uomo maltrattante. Dall’accoglienza all’intervento con l’autore di violenza domestica, Franco Angeli, 2016, Milano, pp. 227
Il trattamento a favore dell’autore di comportamenti violenti nelle relazioni affettive rappresenta una nuova sfida operativa degli interventi psicosociali e un’azione necessaria per contrastare la violenza domestica e favorire il cambiamento degli uomini. Attraverso numerosi esempi e continui richiami teorici, il testo illustra il percorso che va dall’accoglienza all’intervento, delineando i criteri operativi necessari per avvicinarsi in modo appropriato al lavoro con l’uomo maltrattante. Psicologi, medici, assistenti sociali, educatori, ma anche i professionisti che lavorano in ambito giudiziario, possono trovare in questo testo alcune bussole fondamentali per orientarsi nella loro pratica e accompagnare gli uomini in un percorso di assunzione di responsabilità e di apprendimento di abilità di vita alternative alla violenza. L’autore è psicologo psicoterapeuta, specializzato in terapia relazionale e familiare.
Collocazione Biblioteca: 17915

9788857535708_0_0_1514_80Ignazia Bartolini … [et al.]; a cura di Salvo Vaccaro, Violenza di genere. Saperi contro, Mimesis, 2016, Milano, pp. 370
La violenza di genere, e soprattutto la violenza maschile sulla donna che culmina nel femminicidio, è un tratto patologico impressionante della nostra civiltà contemporanea. La spiegazione sembra tutta racchiusa nelle biografie, sovente contorte, dei perpetratori di violenza o nelle storie difficili di convivenza tra partner ai quali risulta impossibile lasciarsi senza rancore e senza atti di inaudita violenza, soprattutto maschile. Una serie di docenti dell’Università di Palermo ha ritenuto opportuno, anche in base alle istanze provenienti dal territorio e dalla comunità studentesca, interrogarsi su questa dinamica affrontandola da diverse prospettive: antropologica, psicologica, giuridica, politica, filosofica, sociologica, mediatica, proprio per offrire una molteplicità di apporti utili per concatenare diverse “ragioni” di comprensione della violenza. Compongono il volume interventi di studiose affermate delle questioni di genere, quali le filosofe Martha Nussbaum, Judith Butler e Bell Hooks, l’antropologa Françoise Héritier, la storica Michelle Perrot, la politologa Marina Calloni. Il libro racchiude in appendice un utile compendio dei principali testi normativi internazionali e nazionali di contrasto alla violenza di genere. Troviamo inoltre negli allegati utili linee di indirizzo per gli interventi di prevenzione e presa in carico.
Collocazione Biblioteca: 17684

Liliana Novella, Elena Tagliabue, Intimate partner violence e disturbi di personalità: uno studio meta-analitico, in Rassegna Italiana di Criminologia, A. 45, n. 1 (2016), pp. 42-53
L’obiettivo del lavoro è stato quello di misurare l’associazione tra disturbi di personalità (DdP) e Intimate Partner Violence (IPV), quindi di verificare sei i DdP possano essere considerati un marker di specificità del maltrattante. I 15 lavori controllati campionati hanno permesso di misurare l’associazione tra IPV e DdP antisociale, DdP borderline e psicopatia. Sono state svolte successive analisi per valutare la potenziale influenza di variabili moderatrici sui risultati dei singoli lavori.

gargiulloBruno Carmine Gargiullo, Rosaria Damiani, Lo stalker, ovvero il persecutore in agguato. Classificazioni, assessment e profili psicocomportamentali, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 138
Il libro affronta gli elementi che caratterizzano il fenomeno dello stalking e descrive le strategie comportamentali adottate dallo stalker per “cacciare la preda”. La ricerca parte da un’attenta analisi della letteratura scientifica internazionale e riporta alcuni casi clinici di stalker e delle loro vittime, estrapolati dall’archivio degli autori, e giudiziari, nazionali e internazionali, che delineano le caratteristiche frequentemente riscontrate in uno stalker: rifiuto, ossessione, fantasia, narcisismo e manipolazione. In Appendice il Decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 e i questionari per l’identificazione degli atti persecutori. Bruno Carmine Gargiullo è psicoterapeuta e coordinatore dell’Unità di Analisi Vittimologia; Rosaria Damiani è psicoterapeuta e psicologa forense.
Collocazione Biblioteca: 18200

Ignazio Romeo, Un luogo piccolo e molto angusto, in Segno, n. 376/377 (giu.-lug. 2016), pp. 17-21
Secondo l’autore, nella cieca violenza con cui troppi uomini italiani aggrediscono le mogli, le compagne, le fidanzate, l’antico fantasma del delitto d’onore si unisce a un solipsismo tutto contemporaneo. Si tratta forse di una manifestazione patologica di un disturbo sociale più ampio: l’indebolirsi del ruolo e della figura dell’altro, in nome di una sorta di parossismo dell’io e del mio. Su questa via, qui si riflette anche sulla fuga dal vincolo sociale costituita dal non pagare le tasse e sull’inganno prospettico per cui la società dello spettacolo promuove a eroi i singoli, nascondendo l’effettiva insignificanza del loro ruolo.

COP_Da-uomo-a-uomo_590-0955-9Alessandra Pauncz, Da uomo a uomo. Uomini maltrattanti raccontano la violenza domestica, Erickson, Trento, 2016, pp. 116
Questo non è un libro sulla violenza, ma un libro che mette a fuoco la distanza che mettiamo tra noi e la violenza. Grazie alle testimonianze raccolte al Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti, esso dà voce a uomini che raccontano la loro esperienza. Non solo chi ha avuto un passato di violenza agita, e ha poi scelto un percorso di consapevolezza e cambiamento, ma anche operatori e uomini «normali», che si interrogano sulla propria relazione con la violenza nei rapporti personali e familiari. L’uso della violenza fisica nelle relazioni di coppia ha dimensioni inquietanti, se è vero che secondo il Consiglio d’Europa una donna su quattro subisce violenza da parte del partner o ex partner nel corso della vita. Non ci si può perciò solo limitare alla condanna sociale, ma occorre trovare un modo per parlarne e rifletterne che avvicini questo fenomeno alla nostra esperienza, cercando di comprendere i meccanismi che la governano e i codici culturali che la favoriscono. In appendice una presentazione del centro di ascolto.
Collocazione Biblioteca: 17391

Matteo Rossi Renier, Anna Lamberti-Bocconi, Violenza sessuale. Diniego e minimizzazione, Alpes, Roma, 2016, pp. 78
Molti aggressori sessuali, anche di fronte a evidenze probatorie, si ostinano a negare di avere commesso il fatto o a minimizzarne la gravità. Questo fenomeno è problematico rispetto alla presa in carico trattamentale. Gli autori, dopo avere esaminato diversi modelli teorici del fenomeno e varie esperienze di presa in carico di sex offenders in carcere, giungono alla conclusione che inserire nei percorsi terapeutici anche i deneganti sia una scelta di successo.

braccio alzatoDuccio Scatolero, Il braccio alzato. La violenza dell’uomo comune, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2015, pp. 287
Quante volte un braccio si alza per colpire e poi non lo fa e quante altre volte il colpo parte e può far male? Questo gesto è analizzato e approfondito dall’autore, che si misura con una serie di interrogativi seguendo i percorsi di vita e le difficoltà dell’uomo. Si parla della violenza di tutti i giorni, fatta e subita, da persone comuni che, a un certo punto della loro vita, si sono trovati di fronte a un ostacolo difficile da superare se non facendo del male o facendosi male. La voglia di far violenza può essere anche sottile, subdola, capace di insinuarsi in qualsiasi vita normale, per poi esplodere in un attimo, il tempo di un gesto devastante.
Collocazione Biblioteca: 17015

Irene Petruccelli … [et al.], Tratti psicopatici e distorsioni cognitive nei sex offender, una ricerca sul campo, in Rivista di sessuologia clinica, n. 2 (2015), pp. 5-29
Scopo di questo studio è valutare la personalità dei sex offender e dei loro stili di pensiero per la prevenzione del reato stesso e della sua recidiva. A tale scopo, dodici detenuti della Casa Circondariale di Pesaro sono stati esaminati tramite anamnesi e questionari sulle distorsioni cognitive. Nelle conclusioni la ricerca evidenzia una difficoltà nel tracciare un profilo di personalità preciso per i sex offender dal momento che non sono emerse forti correlazioni tra i fattori presi in esame.

Violenza di genere: le vittime

A cura di Consuelo Corradi e Maria Lameiras Fernandez, Le donne nella società italiana: movimenti, politiche, medialità, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 1 (2018), pp. 9-96
La parte monografica della rivista mette a fuoco alcuni temi di cui sono protagoniste le donne italiane, fra cui la valutazione dei cambiamenti in atto attraverso le voci delle testimoni, l’incidenza del femminismo sulle politiche contro la violenza, l’analisi del femminicidio in una prospettiva transnazionale. In particolare segnaliamo “Movimenti delle donne e politiche contro la violenza. Fattori politici e sociali e specificità del caso italiano”, di Consuelo Corradi, Daniela Bandelli; “Femicide in Spain, Portugal and Italy: data review from 2004 to 2016”, di Maria Lameiras Fernandez e altri.

hparlanteMassimiliano Rubbi, Violenza familiare di lungo termine. La sterilizzazione forzata delle donne con disabilità, in HP : Accaparlante, n. 12 (2018), pp. 41-46
L’articolo propone un approfondimento su un intervento dell’assemblea generale dell’European Disability Forum, svoltasi il 13-14 maggio 2017 a Madrid, per mettere fine alla sterilizzazione forzata contro donne e ragazze con disabilità. La pratica, che nega i diritti sessuali e riproduttivi senza il consenso libero e informato della donna con disabilità, è purtroppo diffusa ancora oggi, soprattutto nell’area dell’Europa orientale, ma è poco nota e documentata.

Chiara Federica Pedace, Da vittima a imputata. La violenza sessuale nel procedimento penale, in Studi sulla questione criminale, A. 12, n. 3 (2017), pp. 27-44
La ricerca ha riguardato i procedimenti penali di competenza del Tribunale dei minorenni relativi alle querele sporte da giovani donne vittime di violenza sessuale in una regione del nord d’Italia. Si vuole dimostrare come il collegamento tra la violenza maschile sulle donne e la prevenzione del rischio alimenti ricostruzioni della maschilità atte a giustificare la violenza esercitata dagli uomini sulle donne. Infatti, la colpevolizzazione della vittima per essersi esposta al rischio di stupro mitiga la responsabilità dell’accusato nel processo penale. L’autocontrollo imposto dall’imperativo della prevenzione contribuisce a ricostruire l’accertamento dell’effettività della violenza subita a partire dal punto di vista del perpetratore, avallando concezioni stereotipate della sessualità femminile e maschile.

COP.-RASSEGN.outputCarlo Alberto Romano, Luisa Ravagnani, Nicoletta Policek, Percorsi di vittimizzazione e detenzione femminile, in Rassegna Italiana di Criminologia, A. 46, n. 2 (2017), pp. 115-122
Gli autori analizzano la figura della donna detenuta, prendendo in considerazione eventuali vissuti di vittimizzazione subiti durante l’infanzia e l’adolescenza, prima dell’ingresso in carcere, al fine di valutare la possibile esistenza di un nesso fra l’esperienza negativa e lo sviluppo di dinamiche devianti. Lo studio prende in considerazione le ricerche esistenti in materia e i risultati da esse ottenuti, a livello nazionale e sovranazionale, per passare poi ad una dettagliata analisi del dato raccolto in Italia, con riguardo ai principali elementi caratterizzanti la vittimizzazione stessa.

Commission européenne, La violence de genre. Résumé, in Eurobaromètre Spécial, n. 449 (2016), pp. 1-36
Nell’ambito della lotta alla violenza di genere, la Direzione generale della giustizia e dei consumatori della Comunità Europea ha commissionato questa inchiesta con lo scopo di valutare la percezione dei cittadini dell’Unione Europea sulla violenza di genere. Il rapporto esplora le percezioni generali della violenza domestica, esamina le opinioni dei cittadini riguardo alla risposta legale appropriata per le diverse forme di violenza di genere e la diffusione della molestia sessuale. La parte finale del rapporto analizza in quale misura le persone interrogate sono d’accordo o no con una serie di dichiarazioni concernenti differenti percezioni relative alla violenza sessuale nei confronti delle donne.

Babini cover esecutivoAnnarita Angelini … [et al.] ; a cura di Valeria Babini, Lasciatele vivere. Voci sulla violenza contro le donne, Pendragon, 2017, Bologna, pp. 214
Questo volume nasce con l’intento di raccogliere molti punti di vista e molte domande per cercare di capire e combattere una delle piaghe più gravi e dolorose del nostro tempo: la violenza contro le donne. È una questione di (in)civiltà che va affrontata e che in queste pagine, lontano dalle semplificazioni e dalle spettacolarizzazioni, viene analizzata da voci autorevoli della cultura umanistica e scientifica. Uomini e donne i cui interventi costituiscono, nell’insieme, una riflessione multidisciplinare che ha l’obiettivo di coinvolgere tutti noi nella comprensione di questo drammatico problema sociale e di stimolarci a pensare. Contiene testi di Annarita Angelini, Valeria Babini, Marco Balboni, Fabrizio Battistelli, Remo Bodei, Marianna Bolko, Stefano Ciccone, Carlo Flamigni, Paola Govoni, Dacia Maraini, Lea Melandri, Daniela Minerva, Maura Misiti, Adriano Prosperi, Massimo Recalcati, Cecilia Robustelli, Maria Grazia Ruggerini, Milli Virgilio. In allegato troviamo il docu-film “Di genere umano”, diretto da Germano Maccioni. Il film si apre a un racconto e un’indagine sul dramma della violenza di genere attraverso una pluralità di voci e visioni che riflettono la profonda complessità del problema. Al dialogo degli studenti di Filosofia dell’Università di Bologna, si aggiungono Massimo Recalcati, Gherardo Colombo, Lea Melandri, oltre a momenti di confronto con operatrici dei centri antiviolenza e con altre figure apparentemente lontane dal problema.
Collocazione Biblioteca: 17754

Istat, La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia. Anno 2014, Istat, 2015, Torino, pp. 17
In questo documento vengono presentati i risultati della seconda edizione (2014) dell’Indagine multiscopo sulla sicurezza delle donne, finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità e realizzata dall’Istat per la prima volta già nel 2006. L’indagine ha l’obiettivo di analizzare le diverse forme di violenza – fisica, sessuale, psicologica – subite dalle donne dentro e fuori le mura domestiche, attraverso i principali indicatori che permettono di cogliere la misura e la pervasività del fenomeno. I tassi di vittimizzazione delle donne vengono posti in relazione all’autore e ai diversi tipi di violenza, oltre che a una serie di caratteristiche socio-demografiche come cittadinanza, età, stato civile, titolo di studio, condizione professionale e area geografica di residenza delle donne. Viene inoltre approfondito il tema della gravità e delle conseguenze delle violenze subite.

Prevenzione, servizi, trattamento

Anna C. Baldry, Amalia Rodontini, L’intervento terapeutico in ambito penitenziario: limiti e opportunità con detenuti sex offender, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 12, n. 1 (2018), pp. 32-42
Il lavoro qui presentato nasce all’interno di progetti atti a promuovere e istituire percorsi di intervento terapeutico per i detenuti condannati per reati sessuali (ex art. 609 bis c.p. e segg.) per il fine ultimo di riduzione del rischio di recidiva. Nel lavoro sono discussi alcuni dei principali elementi da considerare nella implementazione di piani terapeutici grazie a modelli cognitivo-comportamentali attraverso la realizzazione di interventi trattamentali in ambito carcerario, alla luce anche di un’esperienza sul territorio campano presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, sezione ‘protetti’.

COP_Orientamenti-Pedagogici_1-18Cristina Buonaugurio, Riflessioni psico-pedagogiche sulla violenza di genere. L’importanza di educare al rispetto, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-feb.-mar. 2018), pp. 119-132
L’articolo offre una rivisitazione dell’intervento presentato in occasione del pomeriggio di studio sulla violenza di genere “Uomo, Donna, Violenza”, organizzato presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma il 29 Marzo 2017. Vengono analizzati dati e origini del fenomeno, per indicare alcuni degli interventi già in atto nel nostro Paese, con l’obiettivo di evidenziare come, per fare fronte all’emergenza della violenza di genere, sia necessario avviare azioni educative che mirino ad insegnare il rispetto verso gli altri alle nuove generazioni.

Laura Castegnaro, Insieme contro la violenza sulle donne. Il modello innovativo interdisciplinare trentino, in Prospettive Sociali e Sanitarie, A. 48, n. 1 (inverno 2018), pp. 28-31
Il lavoro di rete rappresenta la via privilegiata per interventi sulla violenza alle donne. Seguendo questa via la Provincia di Trento ha delineato un modello innovativo di presa in carico delle donne vittime di violenza basato sull’approccio interdisciplinare e che comprende i servizi antiviolenza, gli interventi, la formazione, la sensibilizzazione. L’articolo racconta la sperimentazione del modello innovativo.

ssqc-3-2017Ilaria Boiano, Una rassegna sugli studi sulla produzione legislativa in tema di violenza alle donne del Gruppo di Ricerca Antigona dell’Università Autonoma di Barcellona e prospettive di politica femminista trasformativa a partire dall’opera di Rita Luisa Segato, in Studi sulla questione criminale, A. 12, n. 3 (2017), pp. 101-109
Per indagare sui limiti della risposta pubblica alla violenza nei confronti delle donne, in una fase storica come quella attuale nella quale si registra un’inflazione della presenza nel tema del discorso pubblico, nell’articolo vengono proposti alcuni volumi di studiose e giuriste appartenenti al gruppo di ricerca Antigona,

istituito presso l’Università di Barcellona.

Enza Sidoti, Femminicidio ed educazione di coppia: una pedagogia in estinzione?, in Psicologia di Comunità n. 2 (2017), pp. 63-71
L’autore propone una riflessione sul problema della violenza sulle donne, che richiede risposte culturali ed educative prima che legali e repressive. La violenza contro le donne mira a cancellare le loro identità e a indebolirne l’indipendenza e la libertà di scelta. Ancora oggi, in Europa, è presente una evidente incapacità a sviluppare una vera uguaglianza di genere, in termini di uguale opportunità, differenza di genere e autodeterminazione. Solo attraverso azioni concertate tra attori della politica, della cultura e dell’educazione si possono fare passi avanti.

insegnare la libertà

A cura di Mariella Pasinati, Insegnare la libertà a scuola. Proposte educative per rendere impensabile la violenza maschile sulle donne, Carocci, Roma, 2017
Il volume raccoglie una serie di contributi a sostegno della tesi seguente: la scuola deve farsi protagonista del cambiamento indispensabile per affrontare il problema della violenza maschile sulle donne, segno evidente dell’incapacità maschile di misurarsi con la libertà femminile. Affinché i giovani possano cominciare a sperimentare forme di convivenza civile e non violenta fra i sessi è essenziale un agire educativo non episodico, ma capace di modificare l’assetto su cui tale violenza trova il suo fondamento: una cultura centrata su un unico soggetto, il maschile. A questo fine bisogna ripensare l’intero impianto pedagogico e le discipline insegnate per tutelare e valorizzare la figura femminile nella nostra cultura.
Collocazione Biblioteca: 18050

A cura di Patrizia Romito, Natalina Folla e Mauro Melato, La violenza sulle donne e sui minori. Una guida per chi lavora sul campo, Carocci Faber, 2017, Roma, pp. 319
La violenza contro le donne e i minori è frequente, ha effetti devastanti sulle vittime e sull’intera comunità, ma rimane spesso invisibile. Le risposte sociali in proposito sono a tutt’oggi ancora frammentate o insufficienti. Il volume si rivolge a coloro che, nel loro lavoro, incontrano vittime di violenza e vogliono aiutarle. Per capire il fenomeno e intervenire correttamente è essenziale un approccio di rete. Al volume hanno collaborato esperti di vari ambiti – servizi sociosanitari, magistratura, forze dell’ordine, scuola, associazioni femminili, università. La biblioteca dispone anche della vecchia edizione del volume (coll. 16470).
Collocazione Biblioteca: 18057

Caterina Irma Laini, S.A.R.A. Donne senza paura. cop1701Un servizio del territorio milanese dedicato alle donne in difficoltà, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 1 (2017), pp. 12-15
L’esperienza raccontata nell’articolo nasce dall’idea di un’avvocata e di una psicologa, spinte dall’intenzione di supportare e tutelare le donne nei loro contesti di vita e durante periodi particolarmente critici e di cambiamento. Il pensiero di fondo è che la donna, anche durante condizioni di disagio e sofferenza, abbia le risorse necessarie per far fronte alla situazione, per riprogettare il suo futuro e ripensarsi in modo differente, soprattutto se supportata in modo adeguato da professionisti. Nasce cosi S.A.R.A.: Sostegno della persona nei momenti difficili; Ascolto e accoglienza della persona nella sua totalità e riconoscimento dei suoi bisogni; Ricerca psicologica attraverso l’utilizzo di strumenti specifici; Assistenza psicologica e legale della persona a medio-lungo termine.

A cura di Marcello D’Amico, Favorire l’indipendenza e l’autonomia. Sperimentazione di percorsi di empowerment economico per le donne che subiscono violenza domestica, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2017), pp. 56-58
L’articolo presenta il progetto WE GO! (Women Economic-indipendence and Growth Opportunity) finanziato dall’Unione Europea per aiutare a livello economico, sociale, sanitario e giuridico le donne vittime di violenza domestica. Vengono considerati gli obiettivi e le fasi del progetto.

Rosanna Rutigliano, Cinzia Spriano, Fuori dal fango. La relazione d’aiuto per superare la violenza di genere, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 143
Le autrici espongono alcuni aspetti teorici delle terapie di gruppo volte all’aiuto delle vittime di violenza di genere, comprese le tematiche inerenti la supervisione. Quindi affrontano, anche tramite alcuni casi clinici, diversi aspetti pratici come le tecniche di rilassamento, il role playing, lo psicodramma, la fiaba messa in scena, l’ecomappa, il genogramma, la mappa del viaggio personale, l’uso del mito. Rosanna Rutigliano è psicologa e psicoterapeuta, Cinzia Spriano è assistente sociale e formatrice.
Collocazione Biblioteca: 17845

copertina_ALtreStelleLuca Martini, Altre stelle. Un viaggio nei centri antiviolenza, Mimesis, Milano, 2017, pp. 114
I Centri Antiviolenza contro le donne sono sorti in Italia a partire dalla fine degli Anni Ottanta. Secondo l’autore, una grande fetta della popolazione italiana ne ignora tanto l’esistenza quanto l’operato: questo dipende da un lato dall’assenza di una politica di governo in materia di relazione con questi centri, dall’altro dalla mancanza di una collettiva presa di coscienza non solo della portata, ma anche dell’esistenza stessa del problema violenza contro le donne, manifestazione brutale di una dominante sottocultura maschilista e patriarcale. Questa indagine restituisce al lettore la storia di alcuni centri italiani attraverso le parole di donne straordinarie. Uno spaccato vivido e in presa diretta, in giro per l’Italia, per scoprire e capire cosa sia un Centro Antiviolenza e per cogliere l’enorme ricchezza che si cela dietro ogni vissuto individuale.
Collocazione Biblioteca: 17806

Ezio Farinetti, Aiutare donne vittime di violenza. L’esperienza della Casa rifugio «Mariposas» della Città di Torino, in Animazione Sociale, n. 304 (2016), pp. 74-88
Ezio Farinetti, psicologo, formatore e supervisore dell’Università della strada del Gruppo Abele, racconta l’esperienza di supervisione agli operatori in una casa rifugio della città di Torino per donne maltrattate. Una casa non rintracciabile per ragioni di sicurezza, dove arrivano donne spaventate e disorientate insieme ai loro bambini, che talvolta sembrano non accorgersi di nulla, altre volte appaiono sin troppo consapevoli di cosa sta capitando loro intorno. Donne con storie diverse, ma con un denominatore in comune: una dimensione famigliare di violenza con cui hanno convissuto e alla quale, a un certo punto, hanno deciso di dire basta.

Maria Luisa Bonura; in collaborazione con Marcella COP_Che_genere_di_violenza_590-1229-0Pirrone, Che genere di violenza. Conoscere e affrontare la violenza contro le donne, Erickson, Trento, 2016, pp. 329
Il volume presenta in modo sintetico ma esaustivo il fenomeno della violenza maschile contro le donne, nelle sue implicazioni sia individuali sia sociali, e fornisce agli operatori indicazioni per un’azione professionale efficace, approfondendo le opportunità e le competenze relazionali necessarie per accompagnare in percorsi di uscita dalla violenza e promuovere una cultura della parità di genere e del rispetto delle differenze. Il testo è dedicato a chiunque voglia comprendere ciò che ognuno (in quanto familiare, amico o, semplicemente, cittadino) può fare e come chi è impegnato nel volontariato può intervenire per contrastare l’abuso e promuovere percorsi di libertà. Il capitolo 14, scritto dall’avvocata Marcella Pirrone, è dedicato agli strumenti legali a sostegno delle donne in situazione di violenza e dei loro figli. Arricchiscono il volume numerosi box di approfondimento e testimonianze di donne, sia vittime di abuso e maltrattamenti, sia operatrici impegnate in prima linea nel contrasto alla violenza di genere. L’autrice è una psicologa clinica esperta nel sostegno psicosociale a donne che affrontano percorsi di uscita dalla violenza.
Collocazione Biblioteca: 17714

A cura di Fiorenza Deriu, Violenza di genere e approccio delle capacità, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 2 (2016), pp. 201-280
Questo numero monografico propone una cornice interpretativa all’interno della quale analizzare i percorsi di empowerment delle donne che hanno subito forme diverse di violenza, non necessariamente riconducibili alla sfera “domestica”. Il quadro interpretativo proposto incorpora i concetti di resilienza e di empowerment all’interno dell’approccio delle capacità, nell’accezione rivisitata di Martha Nussbaum e risulta idoneo anche alla comprensione profonda di alcuni processi che rendono possibili/evitabili forme di violenza più recentemente assurte all’attenzione della comunità scientifica, come nel caso di quella ostetrica. Si segnala in particolare l’articolo “Dalla spirale dell’oppressione al circolo virtuoso dell’empowerment: la progettazione di inserimenti lavorativi per donne vittime di violenza” di Maria Lucia Piga e Daniela Pisu.

International_Review_of_Victimology_journal_front_cover_imageVeronica Ekström, Peter Lindström, In the service of justice: will social support to victims of domestic violence increase prosecution? in International Review of Victimology, n. 3 (2016) – on line, pp. 257-267
Scopo dello studio presentato è esaminare se il sostegno sociale fornito alle vittime di violenza domestica nelle stazioni di polizia produca un numero maggiore di azioni penali. Lo studio si basa su dati raccolti da indagini di polizia, analizzati con un metodo di regressione multivariata. I risultati mostrano che forti prove a favore di un’azione penale, quali la presenza di testimoni, lesioni documentate, come pure la posizione dell’autore del reato riguardo alle accuse e il fatto che la donna esiti o no a partecipare all’indagine penale, sono i fattori più importanti per decidere di agire penalmente. Il sostegno alla vittima da parte dei servizi sociali aumenta anche la probabilità di azione penale, ma l’impatto è minore e incerto. Secondo gli autori, questa forma di sostegno non dovrebbe essere basata sul requisito della denuncia alla polizia da parte della donna, ma piuttosto essere data a tutte le vittime di violenza domestica.

Jacopo Tomasi, Uomini (violenti) da ascoltare. Il ruolo dei Centri per maltrattanti in un’ottica di prevenzione, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2015), pp. 35-39
Nel presente articolo l’autore descrive il ruolo del Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti onlus (CAM). La finalità di questa associazione è il recupero e l’ascolto di uomini che maltrattano le loro partner e la protezione delle donne vittime di violenza domestica. Si tratta del primo centro in Italia nato a livello nazionale, sul modello di realtà già esistenti a livello internazionale, in cui il lavoro si è spesso sviluppato in parallelo a un sistema giudiziario che preveda la possibilità di inserire questi programmi come momenti educativi affiancati a condanne penali.