Violenza di genere

Aggiornata a maggio 2022 – a cura di Elena Zunino e Paola Moriondo

I materiali, elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliograficoViolenza_di_genere2022- def

Vengono proposti i seguenti percorsi:

Norme giuridiche, linee guida e dati di contesto sulla violenza di genere

unionInkeri von Hase … [et al.] ; UN Women, From evidence to action : Tackling gender-based violence against migrant women and girls, UN Women, New York,  2022, 8 p.
Essere migrante accentua i rischi per le donne e le ragazze di varie forme di violenza di genere (GBV) nei paesi di origine, transito, destinazione e ritorno. La loro maggiore vulnerabilità alla GBV deriva, non solo dall’intersezione e dalle molteplici forme di discriminazione che devono affrontare, ma anche come risultato delle disuguaglianze strutturali e di genere, inclusa la mancanza di accesso a percorsi migratori sicuri e regolari. I casi di violenza contro le donne migranti si verificano in tutte le fasi della migrazione e sono commessi da una varietà di attori tra cui trafficanti di esseri umani, autorità (ad esempio polizia e guardie di frontiera), partner intimi e altri migranti. Ciò è stato esacerbato dalla pandemia di COVID-19.. L’aumento della povertà e l’impossibilità di accedere a un lavoro dignitoso ha anche portato alcune donne migranti ad accettare opportunità economiche rischiose che le rendono più vulnerabili alla violenza, agli abusi e allo sfruttamento. Al fine di affrontare e prevenire la violenza contro le donne e le ragazze migranti e migliorare la fornitura di servizi essenziali alle vittime, è fondamentale rafforzare la raccolta, l’analisi e la diffusione sicure ed etiche dei dati sulle loro esperienze di violenza. Su questo argmento si consulti anche il report Violence Against Women and Girls Data Collection during COVID-19, 2020, 5 p.; Sull’aumento della violenza dovuto ai cambiamenti climatici si veda invece Tackling violence against women and girls in the context of climate change, 2022, 12 p.

A cura di Terres des Hommes, La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo (La), Dossier Indifesa 2020,  Terres del Hommes, Milano, 2021, 101 p.
Il Dossier “indifesa” del 2020 non può non confrontarsi con quello che nel mondo ha provocato la pandemia, con il lockdown instaurato in quasi tutti i paesi con diversa intensità, la chiusura delle scuole e dei presidi sanitari, l’impossibilità di organizzare momenti di sensibilizzazione e la solitudine in cui sono state confinate milioni di bambine e ragazze. Già oggi si registra un aumento degli abusi, dei matrimoni forzati, dell’abbandono scolastico, del cyberbullismo, della violenza sessuale online e delle mutilazioni genitali femminili. Questo rapporto apre uno squarcio significativo su queste realtà per stimolare una risposta forte, coerente e innovativa da parte delle istituzioni e della società civile.

European Institute for Gender Equality (EIGE),  Measuring femicide in the EU and internationally: an assessment, EIGE, Vilnius, 2021, 63 p.
Questo report si propone di presentare dati solidi e comparabili sulle uccisioni di donne e ragazze legate al genere per meglio comprendere la diffusione del femminicidio. La maggior difficoltà nel far questo è ottenere da nazioni diverse dati comparabili e una definizione comune di femminicidio. Questo rapporto fornisce una panoramica completa di definizioni, sistemi di raccolta dati, metodologie e variabili nella raccolta di dati sul femminicidio. In particolare l’EIGE definisce il femminicidio come “l’uccisione di una donna”. da parte di un partner intimo e la morte di una donna a seguito di una pratica dannosa per le donne”. • Comprende dunque: •uccisioni intenzionali di donne e ragazze (atti di genere); • morte di donne derivante dalla violenza del partner intimo, • decessi legati a mutilazioni genitali femminili (MGF), • decessi legati ad aborto non sicuro e feticista • delitti d’onore e morti per dote. Il report si basa sui dati di 27 Paesi dell’U.E. più il Regno Unito e 27 Stati membri dell’UE (UE-27), inoltre vengono presentati sistemi e metodologie di raccolta dati innovativi da altre regioni del mondo.

copertina_global_girlhood_report_2021Save the Children, Global Girlhood Report 2021, Save the Children, Roma, 2021, 38 p.
La pandemia da Covid-19 sta esacerbando le già presenti disuguaglianze di genere mettendo a rischio il futuro delle ragazze. La crisi climatica, le epidemie passate come quella del virus Ebola e del virus Zika e i conflitti hanno sempre avuto conseguenze sproporzionate per donne e ragazze. La crisi data dal Covid-19 non fa eccezione: già dai primi dati disponibili le conseguenze economiche hanno infatti aumentato l’esposizione delle ragazze alla violenza, ridotto il loro accesso ai servizi e alle informazioni essenziali e ha influito sulla capacità delle ragazze di realizzare e proteggere i propri diritti. A più di un anno e mezzo dalla dichiarazione di una pandemia globale, la raccolta dei dati rimane però limitata, rendendo la situazione delle ragazze ancor meno visibile. La mancanza di dati sulla situazione delle donne e delle ragazze ha implicazioni dirette sui processi decisionali e sui piani per far fronte a questa emergenza in maniera inclusiva. Il rapporto chiude con alcune raccomandazioni dirette ai Governi nazionali, alle Nazioni Unite, alle Ong, alle organizzazioni della società civile.

Diana E. H. Russell, Robert Brannon, Phyllis Chesler, Femicide. Diana Russell’s Work to Name the Misogynist Killing of Women by Men, in Dignity,  vol. 6, n. 5 (mag. 2021) – on line, pp. 1-30
Questa monografia sul femminicidio comprende tre articoli: il primo “My Years Campaigning for the Term “Femicide”“della sociologa femminista Diana E. H. Russell, pubblicato postumo, tratta la terminologia relativa al femminicidio; il secondo “The Value and Scope of the Term Femicide” di Robert Brannon fornisce esempi di omicidi che sono e non sono femminicidi e chiarisce la portata del termine e la sua valenza misogina; Il terzo “Honor Killing: A Form of Femicide” di Phyllis Chesler sviluppa il tema di quella particolare forma di femminicidio che è l’omicidio d’onore.

European Institute for Gender Equality (EIGE), The Covid-19 pandemic and intimate partner violence against women in the EU,  Vilnius, EIGE, 2021, 78 p.
Questo studio offre una panoramica preliminare delle misure intraprese nell’UE per sostenere le vittime della violenza durante l’epidemia di Covid-19 (da marzo a fine settembre 2020), identifica esempi di pratiche promettenti e fornisce raccomandazioni iniziali per l’U.E. e gli Stati membri su come sostenere meglio le vittime durante la pandemia, così come in altre potenziali crisi. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per valutare appieno la portata delle sfide emergenti, i risultati di questo studio possono essere utilizzati per esplorare ulteriormente le questioni e contribuire allo sviluppo di strategie governative sulla prevenzione della violenza di genere e sulla preparazione alle crisi.

download22Seiya Morita, Caroline Norma, Pornography, its Harms, and a new legal strategy: research and experience in Japan, in Dignity, vol. 6, n. 2 (mar. 2021) – on line, vol. 6, 1-35 pp.
L’articolo descrive i danni derivanti dalla pornografia in Giappone (uno dei maggiori produttori mondiali di pornografia dopo gli Stati Uniti), noti grazie a indagini e ricerche, e all’attivismo di gruppi abolizionisti femministi. Gli autori propongono un nuovo schema di classificazione per i danni da pornografia che considera l’esperienza delle vittime. Infine, considerano vari approcci legali per affrontare i numerosi danni descritti e suggeriscono nuove strategie, anche per minare l’intera industria pornografica.

Maria Giuseppina Muratore, Il contributo dei dati statistici alle politiche sulla violenza di genere, in Sicurezza e scienze sociali, a. 8, n. 3 (set.-dic. 2020), pp. 129-152
L’articolo si propone di evidenziare il legame tra i dati statistici sulla violenza contro le donne e le politiche di genere. Viene analizzata l’importanza delle ricadute di questo legame a livello legislativo e politico, viene considerato il panorama nazionale delle politiche di genere e il nuovo approccio della statistica ufficiale allo studio della violenza di genere, delle sue cause e conseguenze. L’autrice è sociologa e ricercatrice presso l’ISTAT.

Save the Children ; IPSOS, Stereotipi di genere, Save the Children, Roma, 2020,   134 p.
Il documento presenta i risultati di un’indagine svolta fra i giovani italiani sugli stereotipi di genere, l’atteggiamento di fronte a episodi di violenza di genere, il comportamento sui social network, esperienze personali che riguardino molestie, difficoltà nella relazione di coppia, tentativi di controllo da parte del partner, reazioni violente.

aggiorRoberto Bortone, Francesca Cerquozzi, Non è un web per donne, in Aggiornamenti Sociali, a. 71, n. 6/7 (giu.- lug. 2020), pp. 493-502
Le interazioni sui social media riproducono le dinamiche della nostra società, comprese quelle legate agli stereotipi di genere. La violenza di genere assume forme particolari quando viene esercitata attraverso gli strumenti digitali, come la denigrazione pubblica o varie modalità persecutorie mirate. Gli autori cercano di risalire alle origini di questo fenomeno e accennano agli strumenti legislativi per contrastarlo.

Adolfo Ceretti, Oriana Binik, Fare ricerca su “genere e crimine” oggi, in Rassegna Italiana di Sociologia, a. 61, n. 3 (lug.-set. 2020), pp.437-462
Il dibattito sul concetto di “genere”, entrato nel discorso pubblico negli ultimi anni, dando origine a battaglie per la parità, ma anche a forti polemiche e preoccupazioni, si complica ulteriormente quando si espande sino al campo criminologico, creando manifestazioni di allarme sociale. In questa cornice, gli autori si propongono di: verificare se i fenomeni oggetto di allarme sociale hanno subito un effettivo incremento; svolgere una breve rassegna della letteratura sulla dicotomia “virgin and vamps”, che connota il discorso pubblico quando intende rappresentare le donne autrici di reato, ma anche le vittime; evidenziare la rilevanza di questa dicotomia anche a livello accademico; individuare alcune linee di ricerca idonee ad arricchire tale dibattito, considerando il genere sia come “struttura” sia come “interazione”.

Commissione Europea, Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e al comitato delle Regioni, Strategia dell’UE sui diritti delle vittime (2020-2025), Commissione Europea, Bruxelles, 2020, 27 p.
Il confinamento della società durante la pandemia di Covid-19 ha fatto registrare in tutta l’Europa un aumento della violenza domestica, degli abusi sessuali su minori, dei reati informatici e dei reati basati sull’odio xenofobo e legati al razzismo. La presente prima strategia dell’UE sui diritti delle vittime definisce i lavori della Commissione per il periodo 2020-2025. Il piano presentato, che presta particolare attenzione alle esigenze specifiche delle vittime di violenza di genere, con la definizione di interventi di prevenzione e di contrasto, di assistenza e di protezione, intende perseguire i seguenti obiettivi: lanciare una campagna di sensibilizzazione a sostegno dei diritti delle vittime; promuovere attività di formazione per le autorità giudiziarie e di contrasto; mettere a disposizione finanziamenti dell’UE a favore di organizzazioni nazionali di assistenza e protezione alle vittime e a favore della promoziome di servizi di giustizia riparativa. Compito degli Stati membri è garantire la piena e corretta attuazione della direttiva sui diritti delle vittime e di altre norme dell’UE in materia di vittime di reati e lanciare campagne di sensibilizzazione sul territorio nazionale.

omicidiMinistero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Servizio Analisi Criminale, Violenza di genere e omicidi volontari con vittime donne, Ministero dell’Interno, Roma, 2020, 13 p.
Il presente elaborato esamina l’andamento dei reati riconducibili alla violenza di genere nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2020, confrontato con analogo periodo dell’anno precedente. Nel particolare, sono stati analizzati i reati spia afferenti alla violenza di genere e i delitti potenzialmente riconducibili a liti familiari. Oggetto di particolare studio, per il medesimo arco temporale, sono stati inoltre i dati sugli omicidi volontari presenti nella raccolta della Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio Analisi Criminale.

EuroMed Rights, COVID-19 and the increase in domestic violence against women- Cases of Jordan, Italy, Morocco and Tunisia, EuroMed Rights, Copenhagen, 2020, 22 p.
Nel presente documento, EuroMed Rights, rete di associazioni euro-mediterranee, nata per la difesa dei diritti umani, fornisce informazioni sulla situazione delle violenze contro le donne durante la crisi COVID-19 in Italia, Giordania, Marocco e Tunisia, con lo scopo di confrontare, integrare e rafforzare con un’azione congiunta le misure prese a livello nazionale.

Hazel Feigenblatt … [et al.], The breaking the silence around sextortion, Links between power, sex and corruption, Transparency International, Berlin, 2020, 48 p.
L’estorsione sessuale (sextortion) si verifica quando coloro a cui è affidato il potere lo usano per sfruttare sessualmente chi dipende da quel potere. È una forma di corruzione che si verifica non solo nei Paesi in via di sviluppo e che colpisce minori e adulti, soggetti vulnerabili (come i migranti privi di documenti che attraversano le frontiere), ma anche cittadini liberi professionisti. A essere colpiti sono soprattutto le donne, ma anche uomini, transgender e persone di genere non conforme. La sextortion è stata a lungo una forma silenziosa di corruzione, nascosta, se pur in bella vista. Fino a poco tempo fa, non lo è mai stato discusso o riconosciuto come un fenomeno distinto all’interno dell’ambito della corruzione o del fenomeno della violenza di genere. In mancanza di un nome, la sextortion è rimasta in gran parte invisibile e poche ricerche e progetti, leggi o strategie sono stati sviluppati per affrontarlo. Questo rapporto valuta lo stato delle conoscenze sui legami tra corruzione e sextortion. Vengono presentate prove sulla prevalenza del fenomeno, i quadri giuridici esistenti e consigli su come affrontarlo.

synthesis-of-evidence-on-collection-and-use-of-administrative-data-on-vaw-enTamil Kendall, Background paper: A synthesis of evidence on the collection and use of administrative data on violence against women, UN Women, New York, 2020, 65 p.
Nonostante la necessità di dati sulla violenza contro le donne (VAW) sia attualmente una priorità nell’agenda globale, manca la sintesi delle buone pratiche e l’orientamento per la raccolta e l’uso da parte di diversi settori. Questo documento sintetizza le prove, comprese le opinioni divergenti degli esperti, sulla raccolta e l’uso di dati amministrativi sulla violenza contro le donne.

GREVIO, Baseline Evaluation Report – Italy, Consiglio d’Europa, Strasburgo, 2020, 120 p.
Il rapporto rappresenta una valutazione in merito all’attuazione delle misure adottate dalle autorità italiane riguardanti tutti gli aspetti della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. La valutazione è stata effettuata dal Gruppo di esperti/e del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (GREVIO), un organismo indipendente di controllo dei diritti umani, responsabile di monitorare l’attuazione della convenzione. Le conclusioni tratte dal GREVIO si basano sulle informazioni ottenute nel corso delle varie fasi della prima procedura di valutazione (di base) descritta all’Articolo 68 della convenzione. Le fonti delle informazioni comprendono rapporti scritti (un rapporto statale presentato dalle autorità italiane e altre informazioni inviate dalle ONG e da altri attori della società civile) e una visita di valutazione di sette giorni in Italia. L’Allegato II mostra un elenco degli organismi e delle entità consultate dal GREVIO.

Women’s Refugee Commission (WRC),  Energy, Gender, and GBV in Emergencies: Global Learning Report and Case Studies, WRC, New York,  2019, 83 p.
Il progetto Energy in Emergencies (Energia nelle emergenze) della Women’s Refugee Commission e Mercy Corps: Reducing Risks of Gender-based Violence (EEMRG), finanziato dal Bureau of Population, Refugees and Migration del Dipartimento di Stato americano, mira a migliorare la sicurezza e le opportunità per donne e ragazze attraverso un accesso inclusivo all’energia nelle emergenze. Il rapporto e gli studi di caso che lo accompagnano su Energia, Genere e GBV nelle emergenze incorporano input da rifugiati, operatori umanitari e attori del mercato e gettano le basi per un prossimo programma di formazione in stretta collaborazione con i team di Mercy Corps in Afghanistan, Giordania e Uganda.

instambulA cura di Elena Biaggioni, Marcella Pirrone, Attuazione della Convenzione di Istanbul in Italia. Rapporto delle associazioni di donne, Direcontrolaviolenza.it, Roma, 2019, 80 p.
Il presente rapporto è frutto del lavoro di associazioni di donne e di professioniste che si sono unite per approfondire lo stato dell’applicazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica in Italia. Si è scelto di enfatizzare, per quanto possibile, gli aspetti non penalistici e non criminali della Convenzione e di evidenziare i problemi che ostacolano in Italia una buona applicazione della stessa: prima di tutto il problema della cultura sessista e misogina della società italiana a tutti i livelli e la carenza di educazione a scuola che superi la visione stereotipata dei ruoli uomo-donna; inoltre la precarietà dei fondi assegnati a case rifugio e centri antiviolenza e la mancanza di accountability in relazione ad essi, la disomogeneità ed insufficienza dei dati richiesti e raccolti e molti altri problemi che necessitano investimento, culturale ed economico, non mera criminalizzazione. Nel Report si fa inoltre il punto sugli interventi di sensibilizzazione e prevenzione e su quelli di supporto e tutela alle vittime. L’ultimo capitolo è dedicato alle richiedenti asilo.

Claudia Morelli, Femminicidio e violenza domestica: tutti i dati in Italia. Il reato è un fatto di famiglia, Claudiamorelli.it, Roma, 2019, 11 p.
Il 9 agosto 2019 è entrata in vigore la legge cosiddetta “codice rosso”, legge n. 69/2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 luglio. L’articolo illustra le novità giuridiche per quanto riguarda i delitti di violenza familiare e di genere. Riporta inoltre i dati stimati sulla violenza di genere e le linee guida del CSM per una efficiente risposta giudiziaria.

Alley Oop, Fabio Tamburini … [et al.], #hodettono, IlSole24Ore.com, Milano, 2018, 58 p.
Questo report del Sole24Ore fa il punto sul fenomeno della violenza di genere dal punto di vista giuridico e mette a confronto il quadro legislativo italiano con la convenzione di Instanbul, ratificata dal nostro Paese. Dall’inchiesta svolta presso avvocati, magistrati, associazioni e altre realtà che se ne occupano, emerge che il quadro normativo italiano è sostanzialmente sufficiente, anche se migliorabile ed in via di miglioramento (nuove proposte di legge). È attivo anche un Piano Strategico antiviolenza 2017-2020 promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità. Le note dolenti risultano essere tuttavia quelle relative all’applicazione delle leggi e ai finanziamenti per il sostegno alle donne che hanno denunciato le violenze subite. Nel Report viene inoltre discussa la proposta di legge Decreto Pillon e altre proposte per la tutela dei minori coinvolti, illustrati progetti rivolti agli uomini maltrattanti e riportata la testimonianza di una vittima.

we worA cura di Elena Caneva, Stefano Piziali, La violenza sulle donne colpisce anche i loro figli,  WeWorld Onlus, Milano, 2018, 18 p.
Nel Rapporto proposto, WeWorld approfondisce il tema della violenza sulle donne e ricorda che gli effetti nefasti di questo problema ricadono anche sui bambini e sulle bambine. Da questo assunto nasce la campagna #TimeOut lanciata in occasione dell’8 marzo. La violenza sulle donne in due casi su tre colpisce anche i bambini, che la subiscono quando sono costretti ad assistere a violenza domestica, fisica o verbale tra familiari. La trasmissione da una generazione all’altra del fenomeno è ben testimoniata dal rapporto che esiste tra chi vive o assiste da piccolo alla violenza e il comportamento violento in età adulta: il partner è più spesso violento con le proprie compagne se ha subìto violenza fisica dai genitori. I figli che assistono alla violenza del padre nei confronti della madre hanno pertanto una probabilità maggiore di essere autori di violenza nei confronti delle proprie compagne e le figlie di esserne vittime. Per questo motivo è molto preoccupante l’aumento del numero di violenze domestiche, a cui i figli sono stati esposti, segnalato dall’Istat tra il 2006 ed il 2014: la quota è salita al 65,2% rispetto al 60,3% del 2006. Infine nel 25% dei casi i figli sono stati anche coinvolti direttamente nella violenza.

House of Commons International Development Committee, Sexual exploitation and abuse in the aid sector. Eighth Report of Session 2017–19. Report, together with formal minutes relating to the report, Parliament.uk, London, 2018, 120 p.
Violenza sessuale, sfruttamento e abuso contro donne e ragazze è endemico in molti paesi in via di sviluppo, in particolare dove sono in corso crisi umanitarie e vi sono forme di conflitto e sfollamento forzato. Spesso in queste violenze sono coinvolte anche le stesse Forze di Pace. La difficoltà di avere dati e informazioni su questi fenomeni non deve far desistere dall’affrontarli. Un atteggiamento incostante e volto a proteggere innanzitutto la reputazione delle Forze di Pace mette in pericolo le vittime, così come la mancanza di linee guida chiare e di buone pratiche su come gestire le segnalazioni di sfruttamento sessuale. A tal fine è stata dunque istituita una Commissione Parlamentare all’interno del Governo del Regno Unito per fare chiarezza e promuovere una politica di tolleranza zero verso questi reati. Questo report è il frutto del lavoro di questa Commissione.

A cura di Elena Caneva, Stefano Piziali, Gli italiani e la violenza assistita: questa sconosciuta. La percezione della violenza contro le donne e i loro figli, WeWorld, Milano, 2018, 24 p.
Questo report indaga nuovamente, a distanza di tempo da Rosa Shocking e Rosa Shocking 2 (2014 e 2015) e in collaborazione con IPSOS, la percezione della violenza contro le donne da parte degli/lle italiani /e con un focus sulla violenza assistita intrafamigliare. Da questo osservatorio non sembra affiorare un radicale cambiamento di atteggiamenti e opinioni sul tema della violenza contro le donne in Italia. Resistono stereotipi e luoghi comuni, resiste la tentazione a rimettere in causa la donna come origine, più che come destinataria degli atti di violenza.

Violenza di genere: gli autori

adolescentiA cura di Loredana Pedrone, Le adolescenti autrici di abuso sessuale, Alpes Italia, Roma, 2020, 86 p.
Nel volume viene analizzato il fenomeno delle F.A.S.O. (Female Adolescente Sexual Offender): “qualsiasi ragazza di età compresa tra i 12 e i 17 anni che abbia commesso atti sessuali con una persona di qualsiasi età senza il suo consenso, contro la sua volontà, con modalità aggressive, di sfruttamento o minacciose”. Nel primo capitolo la Curatrice, coadiuvata dal contributo di altri autori, ne dà un identikit, analizza differenze-similitudini tra maschi e femmine abusanti, tra adolescenti e donne adulte, le motivazioni che spingono al sexual offending, l’assetto cognitivo e le modalità giustificative delle abusanti. Nel secondo capitolo analizza gli effetti sulla vittima. Nel terzo capitolo si concentra sui percorsi preventivi e riabilitativi delle adolescenti sessualmente abusanti. La curatrice è psicoterapeuta, sessuologa ed esperta in psicologia giuridica.
Collocazione Biblioteca: 18678

 Francesca Bettio, Elisa Ticci e Gianni Betti, L’eguaglianza di genere riduce la violenza sulle donne?, in Rassegna Italiana di Sociologia, a. 61, n. 1 (gen. – mar. 2020) , pp. 29-57.
Gli autori, dell’Università degli Studi di Siena, intendono indagare sulla relazione fra uguaglianza di genere e violenza sulle donne, chiedendosi se a livelli alti di uguaglianza corrispondano elevati livelli di violenza, o se invece la prima riduca la seconda. La violenza qui indagata è quella quotidiana (non il “femminicidio”), quindi abusi di natura fisica, sessuale e psicologica o molestie sessuali. Nell’analisi dei dati viene anche proposto un confronto tra l’Italia e altri Paesi europei.

Alessandra Paladino, Revenge porn e cyber bullismo, Alpes Italia, Roma, 2020, 102 p.
Questo libro analizza e correla il revenge porn e il cyberbullismo, due nuove forme di prevaricazione, che si concretizzano attraverso l’impiego dei sistemi telematici nel cyberspazio. La parte I del volume propone una riflessione sul revenge porn, ponendo l’accento sulla non consensualità alla divulgazione del materiale come aspetto centrale, palesando lo scenario delle possibili conseguenze ed evidenziando l’importanza della prevenzione per contrastare il fenomeno. La parte II offre una panoramica del cyberbullismo, ne illustra le caratteristiche, gli strumenti utilizzati dai cyberbulli e le conseguenze, delineando i profili psicologici dei protagonisti e tracciando le linee di intervento. La parte III del testo espone i profili giuridici e normativi dei due fenomeni. Il libro si rivolge a tutti coloro che entrano in contatto con il revenge porn e il cyberbullismo in ambito clinico, educativo e giudiziario quali psicologi, insegnanti, assistenti sociali, educatori e avvocati oltre che a tutti coloro interessati all’argomento.
Collocazione Biblioteca: 18677

download19Antonella Baiocchi, La violenza non ha sesso. Alle radici della relazione malata, Alpes, Roma, 2019, 243 p.
Questo libro vuol essere un contributo alla crimino-genesi della violenza nella relazione affettiva. L’autrice indaga su che cosa spinge una persona al di sopra di ogni sospetto, anche appartenente alla propria sfera affettiva (partner, genitori, figli, vicini, colleghi) a trasformarsi in spietato aguzzino, come mai la violenza nelle relazioni affettive è sempre più frequente e perché ad avere la peggio sono, solitamente, le donne. L’autrice ritiene che il nucleo del problema sia nell’Analfabetismo Psicologico, che induce alla gestione dicotomica delle Divergenze, “un vero e proprio programma infetto”, che prevede la prevaricazione di uno dei poli della relazione e il conseguente fallimento del reciproco rispetto. Chiunque gestisce le divergenze in modo dicotomico (indipendentemente dal sesso, dall’età e dallo stato di salute), quando si trova nella posizione di forza (fisica, economica, di ruolo, psicologica), tenderà a prevaricare l’interlocutore in posizione di debolezza: donne e uomini ‘fragili’, bambini, anziani, animali. L’autrice afferma che la violenza non ha sesso, né età, né cultura, né razza e suggerisce di sostituire la miriade di neologismi che si coniano per specificare i diversi tipi di vittime (femminicidio, femicidio, infanticidio, uxoricidio, etc.) con un neologismo unico rappresentativo di ogni tipologia di vittima: il termine “Debolicidio”, inteso come prevaricazione/uccisione di chi si trova in situazione di debolezza.
Collocazione Biblioteca: 18497

Fortuna Procentese … [et al.], Lavorare in centri per uomini violenti affrontandone l’invisibilità della violenza, in Psicologia della Salute,  n. 3 (2019), 123-136 pp.
In Europa, ormai da più di vent’anni, sono proposti programmi d’intervento per gli autori di violenza contro le donne, oltre che per le vittime. La ricerca descrive le modalità con cui in Italia gli operatori affrontano l’intervento con uomini autori di violenza nei centri di nuova istituzione. Dodici operatori sono stati intervistati sulle loro rappresentazioni e vissuti emotivi riguardanti gli autori di violenza e sulle difficoltà da loro sperimentate, nonchè sulle risorse attivate nella gestione del servizio e nella presa in carico dell’autore di violenza.

Gilda Scardaccione, Lara Fontanella, Giovanna Gravelli, Distorsioni cognitive e rischio di recidiva nei sex offenders: uno studio preliminare, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 47, n. 4 (2018), pp. 308-320
Lo studio proposto mira a rilevare la presenza di distorsioni cognitive sullo stupro nei Sex Offenders. L’analisi statistica, basata su un modello IRT applicato su dati rilevati attraverso la Bumby Rape Scale, ha mostrato come vi siano maggiori distorsioni cognitive nel campione di Sex Offenders rispetto al campione di non Sex Offenders, soprattutto in relazione alla tendenza a mitigare la responsabilità dello stupro. Le autrici hanno indagato, inoltre, il rischio di recidiva nei Sex Offenders attraverso lo Static-99R. Sebbene la numerosità ridotta del campione abbia limitato il ricorso a generalizzazioni inferenziali sul legame esistente fra le distorsioni cognitive ed il rischio di recidiva, una prima analisi esplorativa ha consentito di rilevare come a livelli maggiori di distorsioni cognitive corrisponda un livello crescente di rischio di recidiva.

COP.-RASSEGN.output1Francesca Garbarino, Paolo Giulini, Working with sex offenders relatives as a tool in the “treatment field”, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 12, n. 3 (2018), pp. 254-261
Nella costruzione del “campo del trattamento”, fondamentale è la presa in carico intramuraria e sul territorio, che permette di estendere l’alleanza al trattamento e di favorire un “controllo sociale benevolo”. E’ significativa, in tale prospettiva, l’estensione della responsabilità ai parenti degli autori di reato. L’obiettivo è di aiutare i parenti sia a riconoscere che ad accettare la sofferenza conseguente alla commissione del reato e alla stigmatizzazione connessa, favorendo così un’elaborazione rispetto alla vergogna e ai sensi di colpa che fornisce un valido contrasto alla frequente attivazione di meccanismi difensivi di negazione e minimizzazione rispetto agli agiti violenti, che tendono a colludere con quelli messi in atto dai rei. Ciò rafforza l’alleanza terapeutica e la costruzione di una collaborazione che favorisce uno scambio autentico nell’ambito dei rapporti famigliari e l’attivazione nei confronti del congiunto di una pressione benevola che funge da leva trattamentale.

Georgia Zara, Il diniego nei sex offender. Dalla valutazione al trattamento, Raffaello Cortina, Milano, 2018, 263 p.
Il diniego è una caratteristica ricorrente nei sex offender, che spesso continuano a negare la loro partecipazione agli eventi offensivi anche quando la condanna è diventata irrevocabile. Nella maggior parte dei casi non accettano la responsabilità per le loro azioni, invocando spiegazioni, a volte razionalizzando, altre volte minimizzando, per discolparsi da quanto accaduto. Quali che siano le cause e le spiegazioni offerte, il diniego svolge un ruolo importante a livello psicologico, clinico e soprattutto sociale. Capire la funzione del diniego nei sex offender è il primo passo per una valutazione accurata, che sta alla base del trattamento e che ha come obiettivo la prevenzione. La questione critica non sta nel “se” rientreranno nella comunità sociale, ma nel “come” lo faranno, e questo implica la responsabilità scientifica e professionale di intervenire per permettere un rientro riabilitato che possa, da un lato, promuovere l’integrazione e, dall’altro, favorire la tutela sociale. A questo scopo, il volume introduce in Italia il CID-SO® (Comprehensive Inventory of Denial – Sex Offender Version), uno strumento che valuta il diniego in modo dimensionale e che può essere utilizzato nel contesto clinico e di cura, clinico-forense e terminologico. L’autrice è criminologa e docente universitaria a Torino e a Cambridge (UK).
Collocazione Biblioteca: 18233

Violenza di genere: le vittime

Jeanette M. Westbrook,  Surviving child pornography: fifty years on, in Dignity, vol. 7, n.2 (2022) – on line, 1-7 pp.
L’articolo è la testimonianza di una vittima dello sfruttamento sessuale minorile casalingo. L’abuso è avvenuto da parte del padre nei confronti non solo della vittima, ma anche delle sue sorelle, con ogni genere di violenza, compreso la somministrazione di sostanze stupefacenti. L’utilizzo nella produzione di materiale pedopornografico è stata un’aggiunta all’incesto, alla tortura e all’abuso, sia fisico che mentale subito tra gli 8 e i 24 anni. Nella sua testimonianza l’autrice riporta anche i suoi sforzi per curarsi dal terribile trauma subito, reinserirsi nella società e ottenere giustizia.

Ilaria Roveda, Aurelio Oddo, Valeria Franco, Riconoscere la violenza: una visione caleidoscopica, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 15, n. 2 (2021) – on line,  95-102 pp.
È scientificamente condiviso che la violenza perpetrata ai danni della popolazione femminile sia statisticamente più frequente rispetto a quella maschile. Non si può però ignorare l’esistenza di una percentuale della popolazione maschile che la subisce. Questo articolo cerca di far luce sulla tematica della violenza agita e subita dagli uomini all’interno delle relazioni intime partendo dal lavoro di assessment realizzato in Inghilterra dove il fenomeno viene studiato da diversi anni dall’Ente RESPECT®. Partendo da una prospettiva di genere, integrata dalle teorizzazioni sullo sviluppo del legame di attaccamento, si è definito come elementi centrali del lavoro di cambiamento, con l’autore e con la vittima, la consapevolezza e la percezione della violenza. Gli autori hanno inoltre proposto di integrare il modello sopracitato con il Modello circolare di vittimizzazione – rivisitato, ideato dal Prof. Marco Monzani.

41t3vNQ29OL._AC_SY780_A cura di Claudia Corbari, Uomini vittime di violenza: cosa ne pensano i giovani, Palermo, Nuova Ipsa, 2020, 145 p.
Il volume nasce al fine di denunciare il fenomeno della violenza sugli uomini, poco discusso e studiato. La prima parte tratta a livello teorico la violenza di genere, la violenza nella coppia, gli aspetti legislativi nella violenza di genere, il cambiamento della figura del padre nel corso del tempo, la sindrome da alienazione parentale e l’influenza dei mass media verso la richiesta di aiuto da parte degli uomini. La seconda parte presenta sia un lavoro di ricerca, effettuato attraverso un questionario a più di 400 studenti di scuola superiore, sia le riflessioni di alcuni adolescenti e docenti sul tema della violenza sugli uomini.
Collocazione Biblioteca: 18945

 Maria Clotilde Pettinicchi, La violenza in una società anomica, Cleup, Padova, 2020, 119 p.
L’autrice, psichiatra, criminologa, psicoterapeuta, espone le proprie riflessioni sul tema della violenza e presenta alcuni casi clinici e giudiziari di femminicidio, maschicidio e abuso sui minori. Ne emerge una comune “violenza relazionale”, che sembra essere alla base delle manifestazioni patologiche descritte.
Collocazione Biblioteca: 19112

 Chiara Ionio, Eleonora Mascheroni, Giulia Segre, IPV and prematurità, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 1 (mar. 2020), 67-88 pp.
L’obiettivo di questa rassegna della letteratura è quello di esplorare il legame tra i diversi aspetti della violenza fisica, emotiva e sessuale) e la nascita pretermine. Sono stati inclusi e analizzati diciassette lavori pubblicati tra il 1999 e il 2019, scritti in inglese e focalizzati sull’associazione tra violenza di genere in gravidanza e nascita pretermine, considerando come indicatori sia l’età gestazionale sia il peso alla nascita.

61wJlM+EhzLLucia Beltramini, La violenza di genere in adolescenza Carocci, Roma, 2020, 206 p.
La violenza di genere rappresenta, in tutto il mondo, un grave problema di salute pubblica. Spesso, quando ci si occupa della tematica, si guarda alla realtà degli adulti o alla sfera dell’infanzia, tralasciando una fase particolarmente delicata dello sviluppo: l’adolescenza. Ma cosa succede quando la violenza entra nella vita di un/a adolescente? Come riconoscerla e quali strumenti preventivi adottare? Il libro si rivolge ai professionisti/e che lavorano con ragazzi/e a scuola o in altri contesti educativi, con un duplice obiettivo. Da una parte, fornire agli operatori una base teorica sulle tipologie di violenza, le dinamiche che la caratterizzano e l’impatto di tali esperienze su salute, comportamenti e relazioni dei giovani. Dall’altra, offrire strumenti pratico-operativi utili per pensare e realizzare interventi di prevenzione con gli/le adolescenti, per accompagnarli/e in un percorso di educazione a rapporti paritari, rispettosi e mai violenti.
Collocazione Biblioteca: 19086

Giovanni Callegari, Carlo Viberti, Il pensiero immobile,  Callegari, Viberti, Asti, 2020, 271 p.
Gli autori, psicoanalisti, espongono le proprie riflessioni sulla condizione femminile, penalizzata in termini di potere, diritti, riconoscimenti e opportunità. Raccolgono ritratti e tracce storiche di alcune donne di diverse epoche storiche, le quali rifiutano il ruolo imposto loro dalla subalternità al maschile, e ripercorrono il contributo di alcune donne italiane alla modernizzazione culturale e sociale del nostro paese. Forniscono dati sul fenomeno della violenza di genere, sulle iniziative di accoglienza per le vittime, delle quali raccolgono alcune testimonianze, senza tralasciare il ritratto umano e psicologico degli aggressori. Infine, affrontano il tema dell’uso degli stereotipi di genere da parte dei mezzi di comunicazione e concludono avanzando alcune proposte per reagire.
Collocazione Biblioteca: 19118

 Simonetta Vernocchi, Stalking, Milano, Lupetti, 2020, 232 p.
Lo stalking è un fenomeno sommerso che difficilmente viene denunciato, soprattutto se si verifica in ambito familiare. I centri d’ascolto, le interviste anonime, i data-base dei servizi di emergenza-urgenza ci offrono un quadro più complesso rispetto ai dati delle fonti ufficiali. Parlare di stalking è parlare di controllo, anzi di ipercontrollo, di gelosia, di possesso e non ultimo di violenza. La violenza domestica è spesso preceduta da anni di stalking, sopportato e tollerato dalle vittime. Nella prima parte il testo analizza i dati della letteratura, nella seconda il comportamento iper-controllante alla luce delle recenti classificazioni, la psicodinamica dell’ipercontrollo, della gelosia, del possesso e dell’evoluzione violenta dello stalker. Infine, il testo si occupa della psicodinamica della vittima, per cercare di capire come mai alcune relazioni familiari, amicali, sentimentali veramente tossiche si protraggono per anni nonostante la sofferenza di chi ne resta invischiato.
Collocazione Biblioteca: 18929

51gX0kSjBLLA cura di Elena Cabras e Valeria Saladino, La dipendenza affettiva, Roma,  Carocci, 2020, 101 p.
Il testo analizza le tante facce dell’affettività al di là del genere e dell’orientamento sessuale attraverso le testimonianze di donne e uomini che hanno vissuto in prima persona storie di dipendenza affettiva e che descrivono come una relazione amorosa possa trasformarsi in uno spazio fertile per la prevaricazione e la violenza. Rapporti interpersonali in cui la vittima, che non sempre o immediatamente percepisce di esserlo, mette in atto condotte autodistruttive in nome di un amore che non esiste se non nel proprio immaginario. Comportamenti che mantengono, anche per lungo tempo, una relazione malata grazie a un circuito co-costruito fatto di sudditanza, insicurezza e bisogno di conferme da un lato e di coercizione psicologica e fisica dall’altro. L’introduzione dà particolare spazio al tema dell’uomo maltrattato e della dipendenza affettiva al maschile.
Collocazione Biblioteca: 19051

A cura di Silvia Fornari, Mariella Nocenzi, Elisabetta Ruspini, Violenza di genere: l’agency femminile in linee di intervento e buone pratiche, in Sicurezza e scienze sociali, A. 7, n. 3 (sett.-dic. 2019), pp. 7-178
Questo numero della rivista presenta una raccolta di saggi scritti da docenti, accademiche, professioniste/i dedicati all’esplorazione della relazione tra violenza (processi di oppressione che agiscono attraverso la depersonalizzazione e deumanizzazione della donna) e agency (espressione della propria soggettività, esercizio di una cittadinanza piena ed attiva, capacità di trasformazione e di reazione alla violenza). L’ipotesi su cui questo numero monografico intende lavorare riguarda quello sguardo femminile che, rispetto a quello degli uomini sulle donne, può inserirsi nella più ampia categoria sociologica dell’agency e connotarsi per i suoi tratti tipici nel caso della violenza di genere.

Sarah Gino … [et al.], Dall’intimate partner violence al femminicidio: relazioni che uccidono, in  Rassegna Italiana di Criminologia, a. 48, n. 2 (2019) – on line, 131-148 pp.
Questo studio ha come focus l’Intimate Partner Violence (IPV) ed il suo processo di escalation fino al femminicidio. Il campione dello studio è costituito da 275 donne uccise a Torino, tra il 1970 e il 2016, da 260 uomini con i quali avevano una relazione più o meno intima. I risultati mostrano che il 77.9% delle donne è stato ucciso da uomini conosciuti, e che l’escalation del femminicidio era più frequente all’interno di una relazione intima tra vittime ed autori, piuttosto che all’interno di una relazione superficiale. L’IPV è spesso il risultato di una relazione distruttiva tra due persone che non possono più stare insieme, ma che non sono in grado di porre fine alla relazione. Ulteriori studi sono necessari per esplorare quanto si potrebbe fare per evitare che relazioni litigiose e distruttive diventino un primo passo in direzione del femminicidio.

61tKibGFu4LMaria Concetta Tringali, Femminicidio e violenza di genere, Torino, SEB27, 2019, 146 p.
L’autrice è avvocata a Catania dove patrocina cause di diritto di famiglia. Nel suo ruolo professionale e nel centro antiviolenza Galatea di Catania ha ascoltato molte storie di donne che hanno cercato aiuto e si sono salvate, ma anche di donne che non ci sono riuscite. In questi vortici sono spesso coinvolti anche i minori, o direttamente o come “violenza assistita”. Il libro esamina anche quali forme di tutela offre lo Stato per proteggere le sue cittadine, e quali ombre esistono ancora nel sistema di protezione avviato.
Collocazione Biblioteca: 19105

Gail Gilchrist … [et al.], The Interplay between substance use and intimate partner violence perpetration. A meta-ethnography, in The International Journal of Drug Policy, (mar. 2019) – on line, v. 65, pp. 8-23
La relazione fra episodi di violenza intima del partner (intimate partner violence = IPV) e consumo di sostanze non è ben compresa. I ricercatori hanno effettuato una meta-etnografia di studi qualitativi per esplorare come si caratterizza il consumo di sostanze nella IPV, attraverso i racconti delle sopravvissute e degli autori. Sono state vagliate 7654 sintesi con resoconti di attuazione di IPV eterosessuale e tra questi sono stati individuati testi completi dove si citava il consumo di sostanze (alcol e droghe, in prevalenza cocaina, cannabis e metanfetamine). I concetti chiave ricavati da 26 studi qualitativi (le opinioni di 363 sopravvissute alla violenza e 219 autori del reato) sono stati sintetizzati per sviluppare una ”grounded theory” che ha disposto le similitudini e le differenze fra gli studi secondo un ordine interpretativo. Nell’articolo proposto sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

Valeria Arnaldi, Donne bersaglio, Iacobelli, Roma, 2018,  142 p.
Sono 3 milioni e 466 mila, nel nostro Paese, le donne che nell’arco della propria vita hanno subito stalking, ovvero atti persecutori da parte di qualcuno, il 16,1% delle donne tra i 16 e i 70 anni. Di queste, 2 milioni e 151mila sono le vittime di comportamenti persecutori dell’ex partner. Ma il 78% delle donne che ha subito stalking, quasi 8 su 10, non si è rivolta a istituzioni o forze dell’ordine per avere aiuto. Il libro intende misurare il fenomeno, comprenderne sintomi e segnali, insegnare a difendersi e trovare la forza di denunciare, riconoscere o quantomeno ricordare i propri diritti, reagire. Grazie agli interventi di professionisti, offre un percorso tra disagi e paure alla ricerca della cura su misura di ogni caso. Per tornare libere. Anche dall’amore malato.
Collocazione Biblioteca: 19006

downloadA cura di Consuelo Corradi e Maria Lameiras Fernandez, Le donne nella società italiana: movimenti, politiche, medialità, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 1 (2018), v. 21, pp. 9-96
La parte monografica della rivista mette a fuoco alcuni temi di cui sono protagoniste le donne italiane: la valutazione dei cambiamenti in atto attraverso le voci delle testimoni, l’incidenza del femminismo sulle politiche contro la violenza, l’analisi del femminicidio in una prospettiva transnazionale, la povertà femminile e il dibattito sulla rappresentazione mediale della donna. Si vedano in particolare gli articoli: “Movimenti delle donne e politiche contro la violenza. Fattori politici e sociali e specificità del caso italiano”, di Consuelo Corradi, Daniela Bandelli; “Femicide in Spain, Portugal and Italy: data review from 2004 to 2016”, di Maria Lameiras Fernandez … [et al.]

Massimiliano Rubbi, Violenza familiare di lungo termine. La sterilizzazione forzata delle donne con disabilità, in HP : Accaparlante, n. 12 (2018), pp. 41-46
L’articolo propone un approfondimento su un intervento dell’assemblea generale dell’European Disability Forum, svoltasi il 13-14 maggio 2017 a Madrid, per mettere fine alla sterilizzazione forzata contro donne e ragazze con disabilità. La pratica, che nega i diritti sessuali e riproduttivi senza il consenso libero e informato della donna con disabilità, è purtroppo diffusa ancora oggi, soprattutto nell’area dell’Europa orientale, ma è poco nota e documentata.

Mirella Montemurro, Trauma e sviluppo psichico: analisi di un caso di abuso sessuale, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, vol. 20, n. 1 (mar. 2018), pp. 81-92
Il presente lavoro vuole essere una riflessione sulle conseguenze psicologiche di un trauma. Il primo paragrafo effettua un’analisi storica sull’argomento, citando i maggiori studiosi prevalentemente di orientamento psicoanalitico. La seconda parte presenta la storia di una ragazza appena trentenne, con un vissuto traumatico caratterizzato da reiterati abusi sessuali, induzione alla prostituzione ad opera del padre in un lungo arco temporale dai 4 ai 23 anni. Nel caso in questione, nonostante la disumanità e la durata degli eventi traumatici, la struttura di personalità della donna non sembra, ad oggi, sia devoluta in una psicopatologia grave, pur presentando aspetti di fragilità e difficoltà relazionali.

0001-6A cura di Oronzo Greco, Nunzio Di Nunno, La violenza nelle relazioni affettive, Pensa Multimedia, Lecce,  2018, 100 p.
Il volume raccoglie i contributi di esperti in ambito pedagogico, giuridico, criminologico, socio-psicologico e medico-sanitario che propongono un’analisi comprensiva del fenomeno della violenza nelle relazioni affettive. L’obiettivo è l’individuazione di strategie efficaci di gestione e risoluzione del conflitto e la ricerca di strumenti idonei alla prevenzione della violenza. I titoli dei contributi sono: 1) “Dall’amore alla violenza” di Maria Mancarella, Simonetta Sberna; 2) “I partner violenti e il loro trattamento” di Isabella Merzagora; 3) “La violenza domestica e il maltrattamento: il ruolo dei servizi sanitari” di Nunzio Di Nunno et al.; 4) “Educazione ed elaborazione del conflitto” di Luigino Binanti; 5) “Per una pedagogia della relazione e della prevenzione del conflitto” di Francesca De Vitis; 6) “La violenza nelle relazioni affettive. Gli aspetti giuridici” di Carlo Cazzella; 7) “L’attenzione della giurisprudenza alla psiche della vittima e dello stalker” di Gianmichele Pavone.
Collocazione Biblioteca: 19114

Melissa Farley, #MeToo Must Include Prostitution, in Dignity, vol. 3, n. 1 (gen. 2018) – on line, pp. 1-5
Nell’articolo viene messo in risalto quello che hanno in comune molestie sessuali e prostituzione nelle descrizioni delle donne, siano esse abusate sul luogo di lavoro o prostitute. L’ondata di donne #Metoo, che sfidano ogni giorno l’abuso sessuale da parte degli uomini, ha un forte impatto in termini di sensibilizzazione e la speranza del coraggioso attivismo è che si possano aiutare quante più donne possibili. Con questo obiettivo, sono fondamentali le voci delle sopravvissute al commercio sessuale, spesso donne di colore, native, sudamericane, poiché le loro esperienze si basano sull’aver subito molestie sessuali, stupro e abusi verbali in cambio di denaro, merci o altri beni, ivi compreso l’avanzamento di carriera che si può intendere, secondo l’autrice, come una forma di prostituzione.

Prevenzione, servizi, trattamento

Organization for Security and Co-operation in Europe (OSCE), Guide for Social Service Officers in Assisting Victims of Domestic Violence. A Compilation of relevant international instruments and Kosovo legislation for Centres for Social Work, OSCE, Vienna, 2021, 26 p.
L’obiettivo del presente documento è quello di assistere i fornitori di servizi sociali nel trattare le vittime e i sopravvissuti alla violenza domestica con un approccio incentrato sulla vittima. Gli operatori dei servizi sociali identificano gli episodi di violenza domestica, assistono le vittime e i sopravvissuti nell’affrontare e riprendersi dal trauma che hanno subito e spiegano le opzioni disponibili alle vittime e ai sopravvissuti in modo che possano prendere una decisione informata sui passi successivi da compiere. La guida è redatta sulla base degli standard internazionali e nazionali e delle politiche sulla prevenzione della violenza domestica.

persefoneCAT- cooperativa sociale, MEDU e Associazione progetto Arcobaleno,  Consultorio Persefone. Donne migranti vittime di tratta, violenze e torture. Report attività novembre 2020 – giugno 2021,  MEDU, 2021, 20 p.
L’ obiettivo principale del progetto Persefone è quello di supportare le donne straniere vittime di tratta e di tortura, richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale nell’accesso e nella presa in carico da parte del Servizio sanitario nazionale e del servizio sanitario regionale, integrando i loro bisogni sanitari e sociali specifici. Nel periodo tra Novembre 2020 e Giugno 2021 sono giunte a Persefone 91 richieste di presa in carico. La maggior parte delle donne sono giovani, nella fascia d’età che va dai 18 ai 35 anni, più della metà provengono dalla Nigeria. L’equipe ha nell’ultimo periodo ricevuto la maggior parte delle segnalazioni dai CAS e dalla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. I principali motivi di accesso sono la violenza estrema subita e la tratta, ma anche vittime di violenza di genere, problematiche ostetriche. Sono tutte donne che necessitano di un approccio multidisciplinare, che va dal livello fisico a quello psicologico-culturale.

Consiglio dei Ministri . Dipartimento per le pari opportunità, Il Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2021- 2023, Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, Roma, 2021, 58 p.
L’obiettivo che il Ministro con delega alle pari opportunità e alla famiglia si prefigge con il “Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2021-2023” è di continuare a dare impulso all’azione di Governo, nella consapevolezza che occorre fornire risposte a bisogni molto particolareggiati, che attengono a molteplici aspetti connessi alle condizioni di violenza: la prevenzione, la protezione delle vittime, la punizione degli uomini che agiscono la violenza, la formazione e l’educazione di operatori e popolazione, l’informazione e la sensibilizzazione, l’azione sugli uomini maltrattanti, la tutela delle donne migranti e vittime di discriminazioni multiple, l’autonomia lavorativa, economica e abitativa e la diffusione dei luoghi dedicati alle donne. Attraverso l’azione strategica e operativa del Piano, il Dipartimento per le Pari opportunità intende fornire risposte positive e concrete agli obiettivi strategici prioritari per il triennio 2021-2023 e, quindi, individuare strutture, interventi e risorse adeguate per contrastare il fenomeno della violenza di genere, mettendo in campo iniziative efficaci ed efficienti, in continuità con quanto realizzato nell’ambito dei precedenti Piani strategici (che si trovano al medesimo link).

Rachel D. MacKenzie … [et al.] ; edizione italiana a cura di Angelo Zappalà … [et al.], Stalking Risk Profile,  Franco Angeli, Milano, 2021, 260 p.
Il volume è un manuale operativo, rivolto a medici, psicologi, magistrati, avvocati assistenti sociali e operatori delle forze dell’ordine, per la valutazione dei casi di stalking e la gestione del rischio. Oltre alla traduzione del testo sviluppato dal gruppo di ricerca australiano di Paul Mullen, contiene una parte sul contesto italiano dal titolo “Il fenomeno dello stalking in Italia. Uno sguardo attuale sulla tutela offerta dall’ordinamento giuridico e dal contributo delle scienze psicologiche” di Chiara Cemmi … [et al.]. Scopo dello strumento è fornire linee guida che possano supportare i professionisti nella formulazione di giudizi rispetto al rischio di potenziali agiti violenti, al rischio di recidiva e ai riflessi psicosociali sulla vittima e sul persecutore.
Collocazione Biblioteca: 19012

la-violenza-invisibile-sulle-donne-191553Elvira Reale, La violenza invisibile sulle donne, Franco Angeli, Milano, 2021, 332 p.
La violenza psicologica – detta “invisibile” perché non lascia segni evidenti- è il tema centrale di questo volume, la cui autrice è psicologa e direttrice scientifica dell’Associazione Salute Donna. Gli operatori sanitari sono ora preparati a fronteggiare la violenza fisica e quella sessuale, mentre sono ancora inesplorati gli effetti della violenza psicologica e gli effetti psicologici di ogni tipo di violenza. Il cuore della violenza psicologica è il controllo coercitivo che riduce i gradi di libertà di una donna attraverso il ricatto, le minacce, la colpevolizzazione e l’isolamento. Il volume fornisce una guida per affrontare il tema della violenza psicologica, considerata anche più lesiva di quella fisica, offrendo strumenti per sostenere le vittime in Pronto Soccorso, e presentando vari casi clinici.
Collocazione Biblioteca: 19107

 A cura di Virginia Ciaravolo, Violenza di genere dalla A alla Z, Armando, Roma, 2021, 363 p.
Il libro vuole essere un vademecum per chiunque voglia interessarsi al problema della violenza di genere. Gli autori operano tutti nel settore del contrasto e della prevenzione, descrivono quindi anche delle prassi operative, quali i Centri antiviolenza, le Case Rifugio il servizio 1522, il Percorso Rosa nei Pronto Soccorso, con l’intento di migliorare un lavoro di rete, di formazione e prevenzione. Viene anche riportata e commentata la giurisprudenza in merito.
Collocazione Biblioteca: 19102

Valeria Pasqualini, Potenziare la Rete Locale Antiviolenza: l’esperienza dell’Ambito Territoriale Sociale 15 di Macerata, in Welfare oggi,  n. 3 (lug.-set. 2021), pp. 41-44
L’autrice, assistente sociale, affronta il tema del contrasto alla violenza di genere, a partire dalla sua definizione e dal percorso normativo avvenuto nell’ultimo decennio. In seguito definisce gli obiettivi e le modalità di azione della Rete locale antiviolenza, riferendosi in particolare all’esperienza dell’ATS 15 di Macerata.

Maria Teresa Maragò, Mobbing coniugale e alienazione parentale, in Prospettive Sociali e Sanitarie,  a.51, n. 4 (autunno 2021), pp. 28-31
Oltre alla violenza fisica di cui ci raccontano le cronache dei mass media, esiste un altro tipo di violenza che non lascia lividi sul corpo ma origina ferite profonde ed invisibili che si radicano nella comunicazione patologica, soprattutto intra familiare. Si parla allora di mobbing coniugale e sindrome di alienazione parentale. Dallo studio emerge che la comunicazione patologica fa più vittime di quanto si creda e può diventare una potente arma per distruggere indistintamente sia dall’età che dal genere-

9788859025108_0_536_0_75A cura di Roberta Luberti e Caterina Grappolini, Violenza assistita, separazioni traumatiche, maltrattamenti multipli, Erickson, Trento, 2021, 482 p.
Separazioni conflittuali gravi, violenza domestica e assistita, perdite familiari traumatiche sono eventi complessi e difficilmente elaborabili senza il supporto di un intervento psicoterapeutico mirato. Il libro affronta questo genere di fenomeni partendo proprio dalla loro definizione concettuale, per poi disegnare una «mappa» della diffusione della cultura sulla cura del trauma in Italia, con un’attenzione specifica alla presa in carico delle vittime, sia adulti che minori. Vengono inoltre presentati percorsi riparativi, focalizzati prevalentemente sugli effetti post-traumatici, a breve e a lungo termine, e sulla prevenzione del ciclo intergenerazionale della violenza. Il volume illustra i possibili percorsi terapeutici, soffermandosi sulla comprovata efficacia dell’approccio EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing). Gli autori dei diversi contributi provengono da ambiti e formazioni differenti, ma quasi tutti sono afferenti all’Associazione EMDR Italia, al CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia) o ai Centri contro il maltrattamento alle donne: anche per questo, il volume si rivela particolarmente indicato per psicologi e psicoterapeuti che lavorano con minori e adulti reduci da situazioni traumatiche. (La prima edizione ha collocazione 17778).
Collocazione Biblioteca: 18870

Janet C. Bowstead,  Stay put; remain local; go elsewhere: three strategies of women’s domestic violence help seeking, in Dignity, vol. 6, n. 3 (mag. 2021) – on line, 1-26 pp.
Nelle strategie sulla violenza domestica pubblicate, c’è la tendenza a concentrarsi sulla fornitura di servizi e sulle risposte dei servizi in ogni località amministrativa, piuttosto che riconoscere la misura in cui le donne e i bambini si spostano attraverso i luoghi a causa dell’abuso domestico. La ricerca di aiuto da parte di una donna può essere locale – se ha le informazioni e le risorse, e ritiene possibile farlo – , ma questa è solo una delle tante strategie provate dalle donne che subiscono violenza domestica. Le strategie delle donne sono spesso poco riconosciute e poco considerate dagli stessi fornitori di servizi titolati a sostenere le donne abusate. Questo articolo utilizza i dati amministrativi (registri di monitoraggio), raccolti nell’ambito di un programma di finanziamento, per fornire prove della ricerca di aiuto delle donne che subiscono violenza domestica che coinvolgono questi tipi di servizi legati alla casa in Inghilterra. Più di 180.000 casi di accesso ai servizi in otto anni forniscono prove delle tre strategie di ricerca di aiuto delle donne in termini di luogo (Staying Put, Remaining Local, e Going Elsewhere) e i modelli distintivi di coinvolgimento dei servizi e le risposte a queste strategie. Nell’articolo sono riportati e approfonditi i risultati dell’indagine.

Annamaria Venere, Cristiano Desideri, Fabrizio Fratoni, Vittime della violenza di genere, Gestione giuridica dell’operatore sanitario, Milano, Franco Angeli, 2020, 200 p.
La violenza contro le donne è un fenomeno ampio e trasversale, che racchiude diverse espressioni e interseca dimensioni eterogenee: contesto culturale e ruoli sociali, rappresentazioni simboliche e potere, vissuti individuali e tratti psicologici. Il volume descrive lo stato in Italia delle politiche e dei servizi sanitari, ponendosi come uno strumento utile per chi quotidianamente, per passione o per lavoro, si trova a contatto con una donna vittima di violenza.
Collocazione Biblioteca: 18715

9788836250103_0_536_0_75A cura di Annamaria Fantauzzi, Narrare la violenza, Giovanni Fioriti, Roma, 2020,  112 p.
Si può narrare la violenza subita, vista, vissuta? Qual è l’atteggiamento eticamente corretto di accoglienza, ascolto e azione di un operatore sanitario (medico, infermiere, psicologo) di fronte a una persona vittima di una qualsiasi forma di violenza? Dall’antropologia medica, tramite la medicina narrativa, alla pratica infermieristica e la clinica biomedica e psicologica, il libro propone alcuni casi emblematici, tecniche e situazioni illustrate da esperti del settore, su cui riflettere e interrogarsi, soprattutto di fronte all’aumento continuo di vittime di violenza. Uno sguardo particolare è riservato alla violenza di genere, in particolare domestica, con le testimonianze dirette di donne italiane, che si raccontano in una forma di trauma indelebile inscritto nel corpo e nella mente. A questo si aggiunge invece il silenzio delle vittime straniere, spesso bambine e inserite nella rete della tratta, per le quali è richiesta un’alta formazione transculturale nella clinica e nel supporto psico-antropologico.
Collocazione Biblioteca: 19099

 World Health Organisation, Caring for women subjected to violence: a WHO curriculum for training health-care providers, WHO, Ginevra, 2020, 100 p.
Il documento è pensato per fornire agli operatori sanitari, in particolare nei paesi a reddito medio e basso, una base per intervenire sulla violenza domestica del partner e, in generale,  sulla violenza sessuale contro le donne. Sviluppa competenze e offre strumenti agli operatori per fornire cure cliniche essenziali e supporto di prima linea, attraverso l’identificazione delle donne che subiscono violenza con l’approccio LIVES (Ascolta, Informati, Convalida, Migliora la sicurezza e supporto). Vengono forniti strumenti per migliorare i propri comportamenti e per comprendere in maniera approfondita l’esperienza delle vittime, attraverso modalità di comunicazione compassionevole ed empatica

ISTAT, I centri Antiviolenza, Principali risultati dell’indagine condotta nel 2019, ISTAT, Roma, 2020, 23 p.
Dal 2018 l’Istat conduce annualmente le rilevazioni “sulle prestazioni e i servizi offerti” rispettivamente dai Centri antiviolenza e dalle case rifugio, in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità (Dpo) presso la Presidenza del Consiglio e le Regioni. In questo report si presentano i principali risultati della seconda edizione dell’indagine sui Centri antiviolenza, effettuata nel 2019 e riferita all’attività svolta nell’anno precedente.

cover_issue_513_it_ITA cura di Gina Troisi, Violenza contro le donne nell’emergenza COVID -19/ Violence against woman in the COVID-19 emergency, in La camera blu, n. 22 (2020) – on line, 1-30 pp.
L’emergenza COVID-19, che si sta diffondendo in tutto il mondo costringendo all’isolamento e alla convivenza forzata, spinge ad una riflessione sull’aggravarsi della condizione di pericolo che le donne vittime di violenza vivono. I centri antiviolenza, le istituzioni e servizi specifici sono chiamati a ripensare a nuove pratiche e misure da adottare per prevenire il rischio, continuare ad assicurare il supporto alle donne e mantenere una rete di sostegno per contrastare la violenza di genere. Le questioni da ripensare sono tante: la difficoltà di raggiungere i servizi, la crisi economica che ostacola il percorso di fuoriuscita dalla violenza, i procedimenti legali sospesi, la possibilità di riconoscere la violenza al di là di una sua valutazione emergenziale. Questo numero de “La Camera blu” raccoglie articoli con primi dati di ricerca sul tema, ma anche riflessioni e buone pratiche, allo scopo di condividere conoscenze ed esperienze utili per costruire una nuova sinergia di intervento.

Laura Malacrida, Mitia Rendiniello, Punti di forza e criticità di una rete antiviolenza, in Lavoro sociale, vol. 20, n. 4 (ago. 2020), pp. 12-17
In Italia, a partire dal 1996, sono state attivate misure specifiche per la lotta alla violenza contro le donne che hanno definito l’attuale assetto dei servizi e che prevedono l’attivazione congiunta di realtà pubbliche e private. In particolare è stato previsto il potenziamento dei centri anti violenza, delle case rifugio e delle reti interistituzionali anti violenza. In questo quadro, si colloca il progetto della rete territoriale interistituzionale anti violenza “La Rosa dei Venti”, attiva nei comuni dell’hinterland milanese. La sfida del progetto, che vede insieme centri antiviolenza, servizi sociali e sociosanitari e case rifugio, è costruire una rete diffusa, promossa dalle istituzioni, ma che coinvolga anche realtà non strettamente istituzionali (volontariato, associazioni sportive e culturali, parrocchie, ecc…) al fine di responsabilizzare e promuovere, in più ambiti, azioni di collaborazione e sensibilizzazione.

Natascia De Matteis, Stefania Doglioli, Percorsi di fuoriuscita dalla violenza di genere. Il femminismo come soggetto eccentrico, in Pedagogika.it, a. 23, n. 3 (lug.-set. 2019), pp. 92-95
Le autrici, promotrici del progetto SAFE, dedicato all’educazione contro la violenza di genere, si interrogano su come sia possibile educare all’autonomia in contesti in cui è necessario collaborare con i servizi pubblici, fortemente legati a una cultura assistenziale e a procedure di accoglienza limitate da rigide norme.

9788891770233_0_536_0_75Marco Monzani, Anna Giacometti, Le relazioni violente, Franco Angeli, Milano, 2018, 144 p.
Il volume propone una nuova chiave di lettura per la violenza intrafamiliare, chiamata spesso anche violenza di genere o violenza contro le donne. Secondo gli autori, criminologi, queste forme di violenza sono accomunate non tanto dal genere a cui appartengono i soggetti coinvolti, ma dalla relazione che accomuna autore e vittima del reato, quindi è più appropriata la definizione di violenza relazionale. La prima parte del testo presenta la questione vittimologica in chiave teorica dalla nascita della vittimologia e affronta il modello circolare di vittimizzazione e l’approccio clinico-giuridico. Inoltre, contiene una riflessione criminologica sull’opportunità dell’introduzione del nuovo reato di femminicidio. La seconda parte presenta una ricerca volta a verificare l’utilizzo dei modelli teorici descritti nell’attività quotidiana dei centri antiviolenza e la necessità del lavoro in équipe.
Collocazione Biblioteca: 19096

Angela Pezzotti … [et al.], Agire contro la violenza sulle donne. Pratiche di intervento socio-educative nel Gruppo specialistico “Violenza Intrafamiliare”, in Lavoro Sociale, n. 3 (giu. 2019), v. 19, pp. 46-49
Nella regione Emilia Romagna le linee di indirizzo definiscono la violenza sulle donne un problema sociale e culturale. All’interno dell’ASC (Azienda Servizi per la Cittadinanza) dal 2015 è stato avviato un percorso formativo, trasversale a tutte le aree, con l’obiettivo di condividere una lettura del fenomeno della violenza per classificazioni fenomenologiche; fornire chiavi di lettura che mettano al centro il tema della responsabilità maschile della violenza sulle donne; suggerire metodologie per un contrasto libero da pregiudizi e stereotipi culturali di matrice patriarcale.

A cura di Carmen Andreuccioli, In difesa delle donne. Leggi, aiuti e risorse contro la violenza di genere in Italia, Senato della Repubblica, Roma, 2018, 92 p.
L’Ufficio Valutazione Impatto del Senato della Repubblica, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 2018, ha messo a punto questa guida pratica per orientarsi tra gli aiuti disponibili a livello nazionale e nei piani di intervento regionale. Nella prima parte vengono descritti i reati: stalking, femminicidio, maltrattamenti in famiglia, mutilazioni genitali, violenza sessuale; nella seconda si parla degli interventi e delle risorse disponibili: dalle case rifugio per le donne in fuga da partner violenti al codice rosa che accoglie le vittime al pronto soccorso, dalle campagne di sensibilizzazione nelle scuole ai centri per il recupero di uomini maltrattanti.

4425233_FCOVUgo Pace … [et al.], Fattori psicologici che procrastinano la richiesta di aiuto nella violenza domestica: il ruolo delle dinamiche familiari, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, v. 20, n. 3 (nov. 2018), pp. 73-91
Le caratteristiche riconducibili alle dinamiche familiari, al legame di coppia, nonché a variabili individuali, come l’ansia di separazione (tipica di persone che instaurano una dipendenza verso la persona desiderata) possono influenzare le relazioni violente, tanto da far incrementare, nelle vittime, il tempo tra la violenza subita e la richiesta di aiuto. L’obiettivo della presente ricerca ha riguardato l’esame dei possibili fattori implicati nel ritardo nel chiedere aiuto, in un gruppo di 40 donne maltrattate, che si sono rivolte a centri specializzati del territorio italiano. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

A cura di Oronzo Greco, Nunzio Di Nunno, La violenza nelle relazioni affettive, Pensa Multimedia, Lecce,  2018, 100 p.
Il volume raccoglie i contributi di esperti in ambito pedagogico, giuridico, criminologico, socio-psicologico e medico-sanitario che propongono un’analisi comprensiva del fenomeno della violenza nelle relazioni affettive. L’obiettivo è l’individuazione di strategie efficaci di gestione e risoluzione del conflitto e la ricerca di strumenti idonei alla prevenzione della violenza. I titoli dei contributi sono: 1) “Dall’amore alla violenza” di Maria Mancarella, Simonetta Sberna; 2) “I partner violenti e il loro trattamento” di Isabella Merzagora; 3) “La violenza domestica e il maltrattamento: il ruolo dei servizi sanitari” di Nunzio Di Nunno et al.; 4) “Educazione ed elaborazione del conflitto” di Luigino Binanti; 5) “Per una pedagogia della relazione e della prevenzione del conflitto” di Francesca De Vitis; 6) “La violenza nelle relazioni affettive. Gli aspetti giuridici” di Carlo Cazzella; 7) “L’attenzione della giurisprudenza alla psiche della vittima e dello stalker” di Gianmichele Pavone.
Collocazione Biblioteca: 19114

WeWorld Onlus, Voci di donne dalle periferie. Esclusione, violenza, partecipazione e famiglia, WeWorld Onlus, Milano, 2018, 90 p.
La violenza sulle donne non è direttamente legata alle condizioni economiche, allo status educativo e sociale delle vittime e dei maltrattanti. E’ caratterizzata infatti da trasversalità territoriale, generazionale e di appartenenza sociale. Tuttavia, è assodato che donne con un basso livello di istruzione e che vivono in contesti socio economici svantaggiati sono spesso prive di reti di relazioni sociali ed economiche indispensabili per affrontare un percorso di fuoriuscita dalla violenza. Per tale ragione, WeWorld Onlus nel 2014 ha avviato un Programma Innovativo “Spazio Donna”, con l’obiettivo di affiancare le reti dei centri antiviolenza e degli altri servizi territoriali pubblici e privati con un servizio, rivolto alle donne di quartieri particolarmente svantaggiati, per la prevenzione e il supporto alla emersione della violenza. Nel documento sono raccolti i primi risultati del Programma.

cop1901Laura Castegnaro, Insieme contro la violenza sulle donne. Il modello innovativo interdisciplinare trentino, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 1 (inverno 2018), pp. 28-31
Il lavoro di rete rappresenta la via privilegiata per interventi sulla violenza alle donne. Seguendo questa via la Provincia di Trento ha delineato un modello innovativo di presa in carico delle donne vittime di violenza basato sull’approccio interdisciplinare e che comprende i servizi antiviolenza, gli interventi, la formazione, la sensibilizzazione. L’articolo racconta la sperimentazione del modello innovativo.

Cristina Buonaugurio, Riflessioni psico-pedagogiche sulla violenza di genere. L’importanza di educare al rispetto, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-feb.-mar. 2018), v. 65, pp. 119-132
L’articolo offre una rivisitazione dell’intervento presentato in occasione del pomeriggio di studio sulla violenza di genere “Uomo, Donna, Violenza”, organizzato presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma il 29 Marzo 2017. Vengono analizzati dati e origini del fenomeno, per indicare alcuni degli interventi già in atto nel nostro Paese, con l’obiettivo di evidenziare come, per fare fronte all’emergenza della violenza di genere, sia necessario avviare azioni educative che mirino ad insegnare il rispetto verso gli altri alle nuove generazioni.

Anna C. Baldry, Amalia Rodontini, L’intervento terapeutico in ambito penitenziario: limiti e opportunità con detenuti sex offender, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 12, n. 1 (2018), pp. 32-42
Il lavoro qui presentato nasce all’interno di progetti atti a promuovere e istituire percorsi di intervento terapeutico per i detenuti condannati per reati sessuali (ex art. 609 bis c.p. e segg.) per il fine ultimo di riduzione del rischio di recidiva. Nel lavoro sono discussi alcuni dei principali elementi da considerare nella implementazione di piani terapeutici grazie a modelli cognitivo-comportamentali attraverso la realizzazione di interventi trattamentali in ambito carcerario, alla luce anche di un’esperienza sul territorio campano presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, sezione ‘protetti’.

Frank M. Dattilio, Terapia cognitivo comportamentale per le coppie e le famiglie, Trento, Erickson, 2018, 280 p.
Questo libro rappresenta il primo manuale di terapia cognitivo-comportamentale per le coppie e le famiglie in difficoltà, in cui vengono integrati concetti chiave delle teorie neurobiologiche, sistemiche, dell’attaccamento e della regolazione emozionale. Le tecniche di assessment e intervento sono esposte con particolare attenzione al lavoro sugli schemi, al ruolo del processo di accettazione e della mindfullness. Si veda in particolare il trattamento in caso di le violenze domestiche.
Collocazione Biblioteca: 18225

Sitografia

1522 Numero anti violenza e stalking

Dipartimento Pari Opportunità

Dignity: A journal of analysis of exploitation and violence

Direcontro la violenza

European Institute for Gender Equality (EIGE)

Istat

MEDU- Medici per i diritti umani

Ministero della salute

Osservatorio sicurezza contro gli atti discriminatori

Parlamento Europeo

Parlamento Italiano

Regione Piemonte

Save the Children

Senato della Repubblica

Rete Nazionale Antiviolenza a sostegno delle donne vittime di violenza

Rete Dafne

Terres del Hommes

UNwomen

We World

World Healt Organization ( WHO)