Violenza di genere

Aggiornata a novembre 2020 – a cura di Elena Zunino

I materiali, elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico.

Vengono proposti i seguenti percorsi:

Norme giuridiche, linee guida e dati di contesto sulla violenza di genere

downloadCommissione Europea, Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e al comitato delle Regioni, Strategia dell’UE sui diritti delle vittime (2020-2025), Bruxelles, Commissione Europea, 2020, 27 p.
Il confinamento della società durante la pandemia di Covid-19 ha fatto registrare in tutta l’Europa un aumento della violenza domestica, degli abusi sessuali su minori, dei reati informatici e dei reati basati sull’odio xenofobo e legati al razzismo. La presente prima strategia dell’UE sui diritti delle vittime definisce i lavori della Commissione per il periodo 2020-2025. Il piano presentato, che presta particolare attenzione alle esigenze specifiche delle vittime di violenza di genere, con la definizione di interventi di prevenzione e di contrasto, di assistenza e di protezione, intende perseguire i seguenti obiettivi: lanciare una campagna di sensibilizzazione a sostegno dei diritti delle vittime; promuovere attività di formazione per le autorità giudiziarie e di contrasto; mettere a disposizione finanziamenti dell’UE a favore di organizzazioni nazionali di assistenza e protezione alle vittime e a favore della promoziome di servizi di giustizia riparativa. Compito degli Stati membri è garantire la piena e corretta attuazione della direttiva sui diritti delle vittime e di altre norme dell’UE in materia di vittime di reati e lanciare campagne di sensibilizzazione sul territorio nazionale.

Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Servizio Analisi Criminale, Violenza di genere e omicidi volontari con vittime donne, Roma, Ministero dell’Interno, 2020, 13 p.
Il presente elaborato esamina l’andamento dei reati riconducibili alla violenza di genere nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2020, confrontato con analogo periodo dell’anno precedente. Nel particolare, sono stati analizzati i reati spia afferenti alla violenza di genere e i delitti potenzialmente riconducibili a liti familiari. Oggetto di particolare studio, per il medesimo arco temporale, sono stati inoltre i dati sugli omicidi volontari presenti nella raccolta della Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio Analisi Criminale.

EuroMed Rights, COVID-19 and the increase in domestic violence against women- Cases of Jordan, Italy, Morocco and Tunisia, Copenhagen, EuroMed Rights, 2020, 22 p.
Nel presente documento, EuroMed Rights, rete di associazioni euro-mediterranee, nata per la difesa dei diritti umani, fornisce informazioni sulla situazione delle violenze contro le donne durante la crisi COVID-19 in Italia, Giordania, Marocco e Tunisia, con lo scopo di confrontare, integrare e rafforzare con un’azione congiunta le misure prese a livello nazionale.

vaw-dataUN Women, Violence Against Women and Girls Data Collection during COVID-19, New York, 2020, 5 p.
Il documento proposto riassume i principi e le raccomandazioni a chi intende intraprendere la raccolta di dati sull’impatto del COVID-19 sulla violenza contro le donne e le ragazze (VAWG). Con il contributo di colleghi che operano negli uffici regionali e nazionali, il lavoro risponde alle difficoltà di aderire a principi metodologici, etici e di sicurezza in un contesto di misure di distanziamento fisico e permanenza in casa, imposte in molti paesi.

Francesca Bettio, Elisa Ticci e Gianni Betti, L’eguaglianza di genere riduce la violenza sulle donne?, in Rassegna Italiana di Sociologia, A. 61, n. 1 (gen. – mar. 2020), pp. 29-57.
Gli autori, dell’Università degli Studi di Siena, intendono indagare sulla relazione fra uguaglianza di genere e violenza sulle donne, chiedendosi se a livelli alti di uguaglianza corrispondano elevati livelli di violenza, o se invece la prima riduca la seconda. La violenza qui indagata è quella quotidiana (non il “femminicidio”), quindi abusi di natura fisica, sessuale e psicologica o molestie sessuali. Nell’analisi dei dati viene anche proposto un confronto tra l’Italia e altri Paesi europei.

Tamil Kendall, Background paper: A synthesis of evidence on the collection and use of administrative data on violence against women, New York, UN Women, 2020, 65 p.
Nonostante la necessità di dati sulla violenza contro le donne (VAW) sia attualmente una priorità nell’agenda globale, manca la sintesi delle buone pratiche e l’orientamento per la raccolta e l’uso da parte di diversi settori. Questo documento sintetizza le prove, comprese le opinioni divergenti degli esperti, sulla raccolta e l’uso di dati amministrativi sulla violenza contro le donne.

GREVIO, Baseline Evaluation Report – Italy, Strasburgo, Consiglio d’Europa, 2020, 120 p.
Il rapporto rappresenta una valutazione in merito all’attuazione delle misure adottate dalle autorità italiane riguardanti tutti gli aspetti della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. La valutazione è stata effettuata dal Gruppo di esperti/e del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (GREVIO), un organismo indipendente di controllo dei diritti umani, responsabile di monitorare l’attuazione della convenzione. Le conclusioni tratte dal GREVIO si basano sulle informazioni ottenute nel corso delle varie fasi della prima procedura di valutazione (di base) descritta all’Articolo 68 della convenzione. Le fonti delle informazioni comprendono rapporti scritti (un rapporto statale presentato dalle autorità italiane e altre informazioni inviate dalle ONG e da altri attori della società civile) e una visita di valutazione di sette giorni in Italia. L’Allegato II mostra un elenco degli organismi e delle entità consultate dal GREVIO.

we worldA cura di Elena Caneva … [et al.], WeWorld Index 2019. Bambine, bambini, adolescenti e donne: educazione e conflitti, Milano, WeWorld Onlus, 2019,  76 p.
Il WeWorld Index è uno strumento importante per misurare l’inclusione di bambini, bambine, adolescenti e donne nel mondo. La quinta edizione, del 2019, si basa su un concetto innovativo d’inclusione che considera sia la sfera economica sia quella sociale. La classifica finale è il risultato della valutazione del progresso di un Paese, ottenuto osservando le condizioni di vita dei soggetti più a rischio esclusione, attraverso l’analisi di 17 dimensioni e 34 indicatori, scelti tra i più significativi analizzati da banche dati internazionali. Segnaliamo in particolare il capitolo 5.5 sulla violenza di genere. In biblioteca disponiamo in versione cartacea dei rapporti 2018 (coll. 18110) e 2017 (coll. 17901), gli altri rapporti sono disponibili on line al link: https://www.weworld.it/scopri-weworld/ricerche-e-pubblicazioni/.

Claudia Morelli, Femminicidio e violenza domestica: tutti i dati in Italia. Il reato è un fatto di famiglia, Roma, Claudiamorelli.it, 2019, 11 p.
Il 9 agosto 2019 è entrata in vigore la legge cosiddetta “codice rosso”, legge n. 69/2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 luglio. L’articolo illustra le novità giuridiche per quanto riguarda i delitti di violenza familiare e di genere. Riporta inoltre i dati stimati sulla violenza di genere e le linee guida del CSM per una efficiente risposta giudiziaria.

A cura di Elena Biaggioni, Marcella Pirrone, Attuazione della Convenzione di Istanbul in Italia. Rapporto delle associazioni di donne, Roma, Direcontrolaviolenza.it,  2019, 80 p.
Il presente rapporto è frutto del lavoro di associazioni di donne e di professioniste che si sono unite per approfondire lo stato dell’applicazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica in Italia. Si è scelto di enfatizzare, per quanto possibile, gli aspetti non penalistici e non criminali della Convenzione e di evidenziare i problemi che ostacolano in Italia una buona applicazione della stessa: prima di tutto il problema della cultura sessista e misogina della società italiana a tutti i livelli e la carenza di educazione a scuola che superi la visione stereotipata dei ruoli uomo-donna; inoltre la precarietà dei fondi assegnati a case rifugio e centri antiviolenza e la mancanza di accountability in relazione ad essi, la disomogeneità ed insufficienza dei dati richiesti e raccolti e molti altri problemi che necessitano investimento, culturale ed economico, non mera criminalizzazione. Nel Report si fa inoltre il punto sugli interventi di sensibilizzazione e prevenzione e su quelli di supporto e tutela alle vittime. L’ultimo capitolo è dedicato alle richiedenti asilo.

ho detto noAlley Oop, Fabio Tamburini … [et al.], #hodettono, IlSole24Ore.com, 2018, 58 p.
Questo report del Sole24Ore fa il punto sul fenomeno della violenza di genere dal punto di vista giuridico e mette a confronto il quadro legislativo italiano con la convenzione di Instanbul, ratificata dal nostro Paese. Dall’inchiesta svolta presso avvocati, magistrati, associazioni e altre realtà che se ne occupano, emerge che il quadro normativo italiano è sostanzialmente sufficiente, anche se migliorabile ed in via di miglioramento (nuove proposte di legge). E’ attivo anche un Piano Strategico antiviolenza 2017-2020 promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità. Le note dolenti risultano essere tuttavia quelle relative all’applicazione delle leggi e ai finanziamenti per il sostegno alle donne che hanno denunciato le violenze subite. Nel Report viene inoltre discussa la proposta di legge Decreto Pillon e altre proposte per la tutela dei minori coinvolti, illustrati progetti rivolti agli uomini maltrattanti e riportata la testimonianza di una vittima.

House of Commons International Development Committee, Sexual exploitation and abuse in the aid sector. Eighth Report of Session 2017–19. Report, together with formal minutes relating to the report, London, Parliament.uk, 2018, 120 p.
Violenza sessuale, sfruttamento e abuso contro donne e ragazze è endemico in molti paesi in via di sviluppo, in particolare dove sono in corso crisi umanitarie e vi sono forme di conflitto e sfollamento forzato. Spesso in queste violenze sono coinvolte anche le stesse Forze di Pace. La difficoltà di avere dati e informazioni su questi fenomeni non deve far desistere dall’affrontarli. Un atteggiamento incostante e volto a proteggere innanzitutto la reputazione delle Forze di Pace mette in pericolo le vittime, così come la mancanza di linee guida chiare e di buone pratiche su come gestire le segnalazioni di sfruttamento sessuale. A tal fine è stata dunque istituita una Commissione Parlamentare all’interno del Governo del Regno Unito per fare chiarezza e promuovere una politica di tolleranza zero verso questi reati. Questo report è il frutto del lavoro di questa Commissione.

European Union Agency for Fundamental Rights (FRA), Challenges to women’s human rights in the EU. Gender discrimination, sexist hate speech and gender-based violence against women and girls, Luxembourg, FRA, 2017,  31 p.
Donne e ragazze dell’Unione Europea (UE) vivono una persistente discriminazione e violenza di genere, che limitano pesantemente la loro possibilità di godere dei propri diritti e partecipare alla società su un piano di parità. Recenti rivelazioni sulla portata globale delle molestie sessuali vissute dalle donne sottolineano l’urgente esigenza di intervenire socialmente, culturalmente e strutturalmente. Il presente contributo del FRA al Terzo Colloquio Annuale sui Diritti Fondamentali “I diritti delle donne in tempi turbolenti” guarda agli impegni dell’Unione Europea e dei suoi Stati Membri sui diritti umani fondamentali e individua aree concrete di intervento nelle quali lavorare attivamente.

A cura di Fabio Bartolomeo, Inchiesta con analisi statistica sul femminicidio in Italia, Roma, Istat, 2017, p. 7
Il documento del Ministero della Giustizia riporta i dati riguardanti il reato di femminicidio in Italia nel 2016. Altre informazioni statistiche sugli omicidi di donne sono riportati al link: https://www.istat.it/it/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/omicidi-di-donne. Si veda inoltre il capitolo La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia. Anno 2014, Istat, 2015, p. 17

Violenza di genere: gli autori

adolescentiA cura di Loredana Pedrone, Le adolescenti autrici di abuso sessuale, Roma, Alpes Italia, 2020, 86 p.
Nel volume viene analizzato il fenomeno delle F.A.S.O. (Female Adolescente Sexual Offender): “qualsiasi ragazza di età compresa tra i 12 e i 17 anni che abbia commesso atti sessuali con una persona di qualsiasi età senza il suo consenso, contro la sua volontà, con modalità aggressive, di sfruttamento o minacciose”. Nel primo capitolo la Curatrice, coadiuvata dal contributo di altri autori, ne dà un identikit, analizza differenze-similitudini tra maschi e femmine abusanti, tra adolescenti e donne adulte, le motivazioni che spingono al sexual offending, l’assetto cognitivo e le modalità giustificative delle abusanti. Nel secondo capitolo analizza gli effetti sulla vittima. Nel terzo capitolo si concentra sui percorsi preventivi e riabilitativi delle adolescenti sessualmente abusanti. La curatrice è psicoterapeutica, sessuologa ed esperta in psicologia giuridica.
Collocazione Biblioteca: 18678

Alessandra Paladino, Revenge porn e cyber bullismo, Roma, Alpes Italia, 2020, 102 p.
Questo libro analizza e correla il revenge porn e il cyberbullismo, due nuove forme di prevaricazione, che si concretizzano attraverso l’impiego dei sistemi telematici nel cyberspazio. La parte I del volume propone una riflessione sul revenge porn, ponendo l’accento sulla non consensualità alla divulgazione del materiale come aspetto centrale, palesando lo scenario delle possibili conseguenze ed evidenziando l’importanza della prevenzione per contrastare il fenomeno. La parte II offre una panoramica del cyberbullismo, ne illustra le caratteristiche, gli strumenti utilizzati dai cyberbulli e le conseguenze, delineando i profili psicologici dei protagonisti e tracciando le linee di intervento. La parte III del testo espone i profili giuridici e normativi dei due fenomeni. Il libro si rivolge a tutti coloro che entrano in contatto con il revenge porn e il cyberbullismo in ambito clinico, educativo e giudiziario quali psicologi, insegnanti, assistenti sociali, educatori e avvocati oltre che a tutti coloro interessati all’argomento.
Collocazione Biblioteca: 18677

Ruben De Luca, Alisa Mari, Amare uno Stalker – Guida pratica per prevenire il “femminicidio”, Roma, Alpes Italia, 2015, 174 p.
Una guida di facile lettura piena di esempi pratici sul comportamento dei manipolatori durante una relazione sentimentale. Dopo aver analizzato come amano uomini e donne e i cambiamenti della società italiana responsabili dell’attuale epidemia di “femminicidi”, il manuale elenca una serie di indicazioni per uscire da una relazione patologica “prima che sia troppo tardi”. Tutte le frasi, i consigli e i suggerimenti sono tratti da casi realmente accaduti e da situazioni di vita quotidiana. L’ultimo capitolo tratta l'”autodifesa psicologica”, l’insieme di strategie utili per prevenire i crimini.
Collocazione Biblioteca: 18676

Hazel Feigenblatt … [et al.], Breaking the silence around sextortion. The Links between power, sex and corruption, Berlin, Transparency International, 2020, 48 p.
L’estorsione sessuale (sextortion) si verifica quando coloro a cui è affidato il potere lo usano per sfruttare sessualmente chi dipende da quel potere. È una forma di corruzione che si verifica non solo nei Paesi in via di sviluppo e che colpisce minori e adulti, soggetti vulnerabili (come i migranti privi di documenti che attraversano le frontiere), ma anche cittadini liberi professionisti. A essere colpiti sono soprattutto le donne, ma anche uomini, transgender e persone di genere non conforme. La sextortion è stata a lungo una forma silenziosa di corruzione, nascosta, se pur in bella vista. Fino a poco tempo fa, non lo è mai stato discusso o riconosciuto come un fenomeno distinto all’interno dell’ambito della corruzione o del fenomeno della violenza di genere. In mancanza di un nome, la sextortion è rimasta in gran parte invisibile e poche ricerche e progetti, leggi o strategie sono stati sviluppati per affrontarlo. Questo rapporto valuta lo stato delle conoscenze sui legami tra corruzione e sextortion. Vengono presentate prove sulla prevalenza del fenomeno, i quadri giuridici esistenti e consigli su come affrontarlo.

downloadAntonella Baiocchi, La violenza non ha sesso. Alle radici della relazione malata, Alpes, Roma, 2019, 243 p.
Questo libro vuol essere un contributo alla crimino-genesi della violenza nella relazione affettiva. L’autrice indaga su che cosa spinge una persona al di sopra di ogni sospetto, anche appartenente alla propria sfera affettiva (partner, genitori, figli, vicini, colleghi) a trasformarsi in spietato aguzzino, come mai la violenza nelle relazioni affettive è sempre più frequente e perché ad avere la peggio sono, solitamente, le donne. L’autrice ritiene che il nucleo del problema sia nell’Analfabetismo Psicologico, che induce alla gestione dicotomica delle Divergenze, “un vero e proprio programma infetto”, che prevede la prevaricazione di uno dei poli della relazione e il conseguente fallimento del reciproco rispetto. Chiunque gestisce le divergenze in modo dicotomico (indipendentemente dal sesso, dall’età e dallo stato di salute), quando si trova nella posizione di forza (fisica, economica, di ruolo, psicologica), tenderà a prevaricare l’interlocutore in posizione di debolezza: donne ed uomini ‘fragili’, bambini, anziani, animali. L’autrice afferma che la violenza non ha sesso, né età, né cultura, né razza e suggerisce di sostituire la miriade di neologismi che si coniano per specificare i diversi tipi di vittime (femminicidio, femicidio, infanticidio, uxoricidio, etc.) con un neologismo unico rappresentativo di ogni tipologia di vittima: il termine “Debolicidio”, inteso come prevaricazione/uccisione di chi si trova in situazione di debolezza.
Collocazione Biblioteca: 18497

Gilda Scardaccione, Lara Fontanella, Giovanna Gravelli, Distorsioni cognitive e rischio di recidiva nei sex offenders: uno studio preliminare, in Rassegna Italiana di Criminologia, A. 47, n. 4 (2018), pp. 308-320
Lo studio proposto mira a rilevare la presenza di distorsioni cognitive sullo stupro nei Sex Offenders. L’analisi statistica, basata su un modello IRT applicato su dati rilevati attraverso la Bumby Rape Scale, ha mostrato come vi siano maggiori distorsioni cognitive nel campione di Sex Offenders rispetto al campione di non Sex Offenders, soprattutto in relazione alla tendenza a mitigare la responsabilità dello stupro. Le autrici hanno indagato, inoltre, il rischio di recidiva nei Sex Offenders attraverso lo Static-99R. Sebbene la numerosità ridotta del campione abbia limitato il ricorso a generalizzazioni inferenziali sul legame esistente fra le distorsioni cognitive ed il rischio di recidiva, una prima analisi esplorativa ha consentito di rilevare come a livelli maggiori di distorsioni cognitive corrisponda un livello crescente di rischio di recidiva.

Francesca Garbarino, Paolo Giulini, Working with sex offenders relatives as a tool in the “treatment field”, in Rassegna Italiana di Criminologia, A. 12, n. 3 (2018), pp. 254-261
Nella costruzione del “campo del trattamento”, fondamentale è la presa in carico intramuraria e sul territorio, che permette di estendere l’alleanza al trattamento e di favorire un “controllo sociale benevolo”. E’ significativa, in tale prospettiva, l’estensione della responsabilità ai parenti degli autori di reato. L’obiettivo è di aiutare i parenti sia a riconoscere che ad accettare la sofferenza conseguente alla commissione del reato e alla stigmatizzazione connessa, favorendo così un’elaborazione rispetto alla vergogna e ai sensi di colpa che fornisce un valido contrasto alla frequente attivazione di meccanismi difensivi di negazione e minimizzazione rispetto agli agiti violenti, che tendono a colludere con quelli messi in atto dai rei. Ciò rafforza l’alleanza terapeutica e la costruzione di una collaborazione che favorisce uno scambio autentico nell’ambito dei rapporti famigliari e l’attivazione nei confronti del congiunto di una pressione benevola che funge da leva trattamentale.

il-diniego-nei-sex-offender-2821Georgia Zara, Il diniego nei sex offender. Dalla valutazione al trattamento, Milano, Raffaello Cortina, 2018, 263 p.
Il diniego è una caratteristica ricorrente nei sex offender, che spesso continuano a negare la loro partecipazione agli eventi offensivi anche quando la condanna è diventata irrevocabile. Nella maggior parte dei casi non accettano la responsabilità per le loro azioni, invocando spiegazioni, a volte razionalizzando, altre volte minimizzando, per discolparsi da quanto accaduto. Quali che siano le cause e le spiegazioni offerte, il diniego svolge un ruolo importante a livello psicologico, clinico e soprattutto sociale. Capire la funzione del diniego nei sex offender è il primo passo per una valutazione accurata, che sta alla base del trattamento e che ha come obiettivo la prevenzione. La questione critica non sta nel “se” rientreranno nella comunità sociale, ma nel “come” lo faranno, e questo implica la responsabilità scientifica e professionale di intervenire per permettere un rientro riabilitato che possa, da un lato, promuovere l’integrazione e, dall’altro, favorire la tutela sociale. A questo scopo, il volume introduce in Italia il CID-SO® (Comprehensive Inventory of Denial – Sex Offender Version), uno strumento che valuta il diniego in modo dimensionale e che può essere utilizzato nel contesto clinico e di cura, clinico-forense e terminologico. L’autrice è criminologa e docente universitaria a Torino e a Cambridge (UK)
Collocazione Biblioteca: 18233

Federica Santangelo, La violenza nelle relazioni intime. La trasmissione intergenerazionale degli abusi contro le donne, Milano, Franco Angeli, 2017, 194 p.
In questo libro si affronta la violenza nelle relazioni d’amore ponendo la massima attenzione a quello che raccontano i dati. Partendo dall’individuazione dei fattori di rischio, passando attraverso la definizione dei tipi di uomini violenti, il libro si chiude con la rappresentazione del lungo e faticoso processo di interruzione di una relazione violenta. Vengono affrontati diversi temi come la trasmissione intergenerazionale della violenza e il circolo vizioso che inizia quando un minore vede la mamma colpita dal papà. Federica Santangelo insegna all’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna.
Collocazione Biblioteca: 18235

Elisa Giomi, Sveva Magaraggia, Relazioni brutali. Genere e violenza nella cultura mediale, Bologna, Il Mulino, 2017, 238 p.
Le autrici, sociologhe e docenti universitarie, presentano un’indagine qualitativa sulla violenza contro le donne o agita dalle donne, analizzandone la copertura mediale. Ciascuna delle due forme di violenza è esplorata attraverso raffronti tra la realtà e la rappresentazione all’interno di serie televisive, cronache nazionali, musica, pubblicità, illustrandone modelli, attori, radici, retoriche, estetiche e politiche.
Collocazione Biblioteca: 18060

Violenza di genere: le vittime

A cura di Silvia Fornari, Mariella Nocenzi, Elisabetta Ruspini, Violenza di genere: l’agency femminile in linee di intervento e buone pratiche, in Sicurezza e scienze sociali, A. 7, n. 3 (sett.-dic. 2019), pp. 7-178
Questo numero della rivista presenta una raccolta di saggi scritti da docenti, accademiche, professioniste/i dedicati all’esplorazione della relazione tra violenza (processi di oppressione che agiscono attraverso la depersonalizzazione e deumanizzazione della donna) e agency (espressione della propria soggettività, esercizio di una cittadinanza piena ed attiva, capacità di trasformazione e di reazione alla violenza). L’ipotesi su cui questo numero monografico intende lavorare riguarda quello sguardo femminile che, rispetto a quello degli uomini sulle donne, può inserirsi nella più ampia categoria sociologica dell’agency e connotarsi per i suoi tratti tipici nel caso della violenza di genere.

downloadGail Gilchrist … [et al.], The Interplay between substance use and intimate partner violence perpetration. A meta-ethnography, in The International Journal of Drug Policy, (mar. 2019) – on line, v. 65, pp. 8-23
La relazione fra episodi di violenza intima del partner (intimate partner violence = IPV) e consumo di sostanze non è ben compresa. I ricercatori hanno effettuato una meta-etnografia di studi qualitativi per esplorare come si caratterizza il consumo di sostanze nella IPV, attraverso i racconti delle sopravvissute e degli autori. Sono state vagliate 7654 sintesi con resoconti di attuazione di IPV eterosessuale e tra questi sono stati individuati testi completi dove si citava il consumo di sostanze (alcol e droghe, in prevalenza cocaina, cannabis e metanfetamine). I concetti chiave ricavati da 26 studi qualitativi (le opinioni di 363 sopravvissute alla violenza e 219 autori del reato) sono stati sintetizzati per sviluppare una ”grounded theory” che ha disposto le similitudini e le differenze fra gli studi secondo un ordine interpretativo. Nell’articolo proposto sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Il documento è disponibile in PDF in biblioteca.

A cura di Consuelo Corradi e Maria Lameiras Fernandez, Le donne nella società italiana: movimenti, politiche, medialità, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 1 (2018), v. 21, pp. 9-96
La parte monografica della rivista mette a fuoco alcuni temi di cui sono protagoniste le donne italiane: la valutazione dei cambiamenti in atto attraverso le voci delle testimoni, l’incidenza del femminismo sulle politiche contro la violenza, l’analisi del femminicidio in una prospettiva transnazionale, la povertà femminile e il dibattito sulla rappresentazione mediale della donna. Si vedano in particolare gli articoli: “Movimenti delle donne e politiche contro la violenza. Fattori politici e sociali e specificità del caso italiano”, di Consuelo Corradi, Daniela Bandelli; “Femicide in Spain, Portugal and Italy: data review from 2004 to 2016”, di Maria Lameiras Fernandez … [et al.]

Massimiliano Rubbi, Violenza familiare di lungo termine. La sterilizzazione forzata delle donne con disabilità, in HP : Accaparlante, n. 12 (2018), pp. 41-46
L’articolo propone un approfondimento su un intervento dell’assemblea generale dell’European Disability Forum, svoltasi il 13-14 maggio 2017 a Madrid, per mettere fine alla sterilizzazione forzata contro donne e ragazze con disabilità. La pratica, che nega i diritti sessuali e riproduttivi senza il consenso libero e informato della donna con disabilità, è purtroppo diffusa ancora oggi, soprattutto nell’area dell’Europa orientale, ma è poco nota e documentata.

Mirella Montemurro, Trauma e sviluppo psichico: analisi di un caso di abuso sessuale, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 1 (mar. 2018), v. 20, pp. 81-92
Il presente lavoro vuole essere una riflessione sulle conseguenze psicologiche di un trauma. Il primo paragrafo effettua un’analisi storica sull’argomento, citando i maggiori studiosi prevalentemente di orientamento psicoanalitico. La seconda parte presenta la storia di una ragazza appena trentenne, con un vissuto traumatico caratterizzato da reiterati abusi sessuali, induzione alla prostituzione ad opera del padre in un lungo arco temporale dai 4 ai 23 anni. Nel caso in questione, nonostante la disumanità e la durata degli eventi traumatici, la struttura di personalità della donna non sembra, ad oggi, sia devoluta in una psicopatologia grave, pur presentando aspetti di fragilità e difficoltà relazionali.

downloadMelissa Farley, #MeToo Must Include Prostitution, in Dignity, n. 1 (gen. 2018) – on line, v. 3, pp. 1-5
Nell’articolo viene messo in risalto quello che hanno in comune molestie sessuali e prostituzione nelle descrizioni delle donne, siano esse abusate sul luogo di lavoro o prostitute. L’ondata di donne #Metoo, che sfidano ogni giorno l’abuso sessuale da parte degli uomini, ha un forte impatto in termini di sensibilizzazione e la speranza del coraggioso attivismo è che si possano aiutare quante più donne possibili. Con questo obiettivo, sono fondamentali le voci delle sopravvissute al commercio sessuale, spesso donne di colore, native, sudamericane, poiché le loro esperienze si basano sull’aver subito molestie sessuali, stupro e abusi verbali in cambio di denaro, merci o altri beni, ivi compreso l’avanzamento di carriera che si può intendere, secondo l’autrice, come una forma di prostituzione. Il documento è disponibile in PDF in biblioteca.

A cura di Elena Caneva, Stefano Piziali, Gli italiani e la violenza assistita: questa sconosciuta. La percezione della violenza contro le donne e i loro figli, WeWorld, Milano, 2018, 24 p.
Questo report indaga nuovamente, a distanza di tempo da Rosa Shocking e Rosa Shocking 2 (2014 e 2015) e in collaborazione con IPSOS, la percezione della violenza contro le donne da parte degli/lle italiani /e con un focus sulla violenza assistita intrafamigliare. Da questo osservatorio non sembra affiorare un radicale cambiamento di atteggiamenti e opinioni sul tema della violenza contro le donne in Italia. Resistono stereotipi e luoghi comuni, resiste la tentazione a rimettere in causa la donna come origine, più che come destinataria degli atti di violenza.

Chiara Federica Pedace, Da vittima a imputata. La violenza sessuale nel procedimento penale, in Studi sulla questione criminale, A. 12, n. 3 (2017), pp. 27-44
La ricerca ha riguardato i procedimenti penali di competenza del Tribunale dei minorenni relativi alle querele sporte da giovani donne vittime di violenza sessuale in una regione del nord d’Italia. Si vuole dimostrare come il collegamento tra la violenza maschile sulle donne e la prevenzione del rischio alimenti ricostruzioni della maschilità atte a giustificare la violenza esercitata dagli uomini sulle donne. Infatti, la colpevolizzazione della vittima per essersi esposta al rischio di stupro mitiga la responsabilità dell’accusato nel processo penale. L’autocontrollo imposto dall’imperativo della prevenzione contribuisce a ricostruire l’accertamento dell’effettività della violenza subita a partire dal punto di vista del perpetratore, avallando concezioni stereotipate della sessualità femminile e maschile.

downloadAnnarita Angelini … [et al.], Lasciatele vivere. Voci sulla violenza contro le donne, Bologna, Pendragon, 2017, 214 p.
Questo volume nasce con l’intento di raccogliere molti punti di vista e molte domande per cercare di capire e combattere una delle piaghe più gravi e dolorose del nostro tempo: la violenza contro le donne. È una questione di (in)civiltà che va affrontata e che in queste pagine, lontano dalle semplificazioni e dalle spettacolarizzazioni, viene analizzata da voci autorevoli della cultura umanistica e scientifica. Uomini e donne i cui interventi costituiscono, nell’insieme, una riflessione multidisciplinare che ha l’obiettivo di coinvolgere tutti noi nella comprensione di questo drammatico problema sociale e di stimolarci a pensare.  In allegato troviamo il docu-film “Di genere umano”, diretto da Germano Maccioni. Il film si apre a un racconto e un’indagine sul dramma della violenza di genere attraverso una pluralità di voci e visioni che riflettono la profonda complessità del problema.
Collocazione Biblioteca: 17754

Jennifer Hartsfield … [et al.], Cumulative sexual victimization and mental health outcomes among incarcerated women, in Dignity, n. 1 (gen. 2017)- on line, v. 2, pp. 1-18
Questa ricerca esplora il rapporto tra abusi sessuali subiti e problemi di salute mentale in un campione di 830 donne detenute nelle carceri statunitensi. L’indagine distingue gli abusi subiti nell’infanzia, nell’adolescenza e nell’età adulta in relazione a una diagnosi di disturbo mentale al momento dell’ingresso in carcere, come pure in relazione all’insorgenza di sintomi depressivi durante la detenzione. Ciascun tipo di abuso risulta collegato in modo significativo sia a una diagnosi precedente di salute mentale che alla comparsa di depressione in carcere. Vi sono differenze nei risultati su base etnica. Inoltre c’è un effetto additivo nelle donne che hanno subito più forme di vittimizzazione sessuale, aumentando la probabilità di manifestare sintomi mentali. Gli autori discutono i risultati nell’ottica di individuare le necessità specifiche di queste donne all’interno del sistema carcerario e prima dell’incarcerazione. L’articolo è disponibile in pdf.

European Union Agency for Fundamental Rights (FRA), Violence against women (Easy read), Vienna, FRA, 2017, 17 p.
Il seguente documento nasce da interviste sottoposte a 40.000 donne contattate in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Alle donne è stato chiesto di riferire su episodi di violenza subiti. Circa una donna su tre ha risposto positivamente. L’intento del lavoro proposto è affermare il ruolo fondamentale delle forze dell’ordine nel sostegno alla donna ferita e la necessità di formare nuclei specificatamente predisposti per questo tipo di aiuto. Approfondimenti sull’argomento sono disponibili ai seguenti link: fra.europa.eu/sites/default/files/fra-2014-vaw-survey-at-a-glance-oct14_it.pdffra.europa.eu/sites/default/files/fra-2014-vaw-survey-technical-report-1_en.pdf

Prevenzione, servizi, trattamento

vittimeAnnamaria Venere , Cristiano Desideri , Fabrizio Fratoni, Vittime della violenza di genere. Gestione giuridica dell’operatore sanitario, Milano, Franco Angeli, 2020, 200 p.
La violenza contro le donne è un fenomeno ampio e trasversale, che racchiude diverse espressioni e interseca dimensioni eterogenee: contesto culturale e ruoli sociali, rappresentazioni simboliche e potere, vissuti individuali e tratti psicologici. Il volume descrive lo stato in Italia delle politiche e dei servizi sanitari, ponendosi come uno strumento utile per chi quotidianamente, per passione o per lavoro, si trova a contatto con una donna vittima di violenza.
A breve disponibile in biblioteca

World Health Organisation, Caring for women subjected to violence: a WHO curriculum for training health-care providers, Ginevra, 2020, 100 p.
Il documento è pensato per fornire agli operatori sanitari, in particolare nei paesi a reddito medio e basso, una base per intervenire sulla violenza domestica del partner e, in generale, sulla violenza sessuale contro le donne. Sviluppa competenze e offre strumenti agli operatori per fornire cure cliniche essenziali e supporto di prima linea, attraverso l’identificazione delle donne che subiscono violenza con l’approccio LIVES (Ascolta, Informati, Convalida, Migliora la sicurezza e supporto). Vengono forniti strumenti per migliorare i propri comportamenti e per comprendere in maniera approfondita l’esperienza delle vittime, attraverso modalità di comunicazione compassionevole ed empatica

ISTAT, I centri Antiviolenza. Principali risultati dell’indagine condotta nel 2019, Roma, ISTAT, 2020, 23 p.
Dal 2018 l’Istat conduce annualmente le rilevazioni “sulle prestazioni e i servizi offerti” rispettivamente dai Centri antiviolenza e dalle case rifugio, in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità (Dpo) presso la Presidenza del Consiglio e le Regioni. In questo report si presentano i principali risultati della seconda edizione dell’indagine sui Centri antiviolenza, effettuata nel 2019 e riferita all’attività svolta nell’anno precedente.

Laura Malacrida , Mitia Rendiniello, Punti di forza e criticità di una rete antiviolenza, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2020), vol. 20, pp. 12-17
In Italia, a partire dal 1996, sono state attivate misure specifiche per la lotta alla violenza contro le donne che hanno definito l’attuale assetto dei servizi e che prevedono l’attivazione congiunta di realtà pubbliche e private. In particolare è stato previsto il potenziamento dei centri anti violenza, delle case rifugio e delle reti interistituzionali anti violenza. In questo quadro, si colloca il progetto della rete territoriale interistituzionale anti violenza “La Rosa dei Venti”, attiva nei comuni dell’hinterland milanese. La sfida del progetto, che vede insieme centri antiviolenza, servizi sociali e sociosanitari e case rifugio, è costruire una rete diffusa, promossa dalle istituzioni, ma che coinvolga anche realtà non strettamente istituzionali (volontariato, associazioni sportive e culturali, parrocchie, ecc…) al fine di responsabilizzare e promuovere, in più ambiti, azioni di collaborazione e sensibilizzazione.

pedagogika

Natascia De Matteis, Stefania Doglioli, Percorsi di fuoriuscita dalla violenza di genere. Il femminismo come soggetto eccentrico, in Pedagogika.it, a. 23, n. 3 (lug.-set. 2019), pp. 92-95
Le autrici, promotrici del progetto SAFE, dedicato all’educazione contro la violenza di genere, si interrogano su come sia possibile educare all’autonomia in contesti in cui è necessario collaborare con i servizi pubblici, fortemente legati a una cultura assistenziale e a procedure di accoglienza limitate da rigide norme.

Angela Pezzotti … [ et al.], Agire contro la violenza sulle donne. Pratiche di intervento socio-educative nel Gruppo specialistico “Violenza Intrafamiliare”, in Lavoro Sociale, n. 3 (giu. 2019), v. 19, pp. 46-49
Nella regione Emilia Romagna le linee di indirizzo definiscono la violenza sulle donne un problema sociale e culturale. All’interno dell’ ASC (Azienda Servizi per la Cittadinanza) dal 2015 è stato avviato un percorso formativo, trasversale a tutte le aree, con l’obiettivo di condividere una lettura del fenomeno della violenza per classificazioni fenomenologiche; fornire chiavi di lettura che mettano al centro il tema della responsabilità maschile della violenza sulle donne; suggerire metodologie per un contrasto libero da pregiudizi e stereotipi culturali di matrice patriarcale.

A cura di Carmen Andreuccioli, In difesa delle donne. Leggi, aiuti e risorse contro la violenza di genere in Italia, Roma, Senato della Repubblica, 2018, 92 p.
L’Ufficio Valutazione Impatto del Senato della Repubblica, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 2018, ha messo a punto questa guida pratica per orientarsi tra gli aiuti disponibili a livello nazionale e nei piani di intervento regionale. Nella prima parte vengono descritti i reati: stalking, femminicidio, maltrattamenti in famiglia, mutilazioni genitali, violenza sessuale; nella seconda si parla degli interventi e delle risorse disponibili: dalle case rifugio per le donne in fuga da partner violenti al codice rosa che accoglie le vittime al pronto soccorso, dalle campagne di sensibilizzazione nelle scuole ai centri per il recupero di uomini maltrattanti.

Ugo Pace … [et al.], Fattori psicologici che procrastinano la richiesta di aiuto nella violenza domestica: il ruolo delle dinamiche familiari, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 3 (nov. 2018), v. 20, pp. 73-91
Le caratteristiche riconducibili alle dinamiche familiari, al legame di coppia, nonché a variabili individuali, come l’ansia di separazione (tipica di persone che instaurano una dipendenza verso la persona desiderata) possono influenzare le relazioni violente, tanto da far incrementare, nelle vittime, il tempo tra la violenza subita e la richiesta di aiuto. L’obiettivo della presente ricerca ha riguardato l’esame dei possibili fattori implicati nel ritardo nel chiedere aiuto, in un gruppo di 40 donne maltrattate, che si sono rivolte a centri specializzati del territorio italiano. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

insegnare-la-libertàA cura di Mariella Pasinati, Insegnare la libertà a scuola. Proposte educative per rendere impensabile la violenza maschile sulle donne, Roma, Carocci, 2017, 302 p.
Il volume raccoglie una serie di contributi a sostegno della tesi seguente: la scuola deve farsi protagonista del cambiamento indispensabile per affrontare il problema della violenza maschile sulle donne, segno evidente dell’incapacità maschile di misurarsi con la libertà femminile. Affinché i giovani possano cominciare a sperimentare forme di convivenza civile e non violenta fra i sessi è essenziale un agire educativo non episodico, ma capace di modificare l’assetto su cui tale violenza trova il suo fondamento: una cultura centrata su un unico soggetto, il maschile. A questo fine bisogna ripensare l’intero impianto pedagogico e le discipline insegnate per tutelare e valorizzare la figura femminile nella nostra cultura.
Collocazione Biblioteca: 18050

WeWorld Onlus, Voci di donne dalle periferie. Esclusione, violenza, partecipazione e famiglia, Milano, WeWorld Onlus, 2018, 90 p.
La violenza sulle donne non è direttamente legata alle condizioni economiche, allo status educativo e sociale delle vittime e dei maltrattanti. E’ caratterizzata infatti da trasversalità territoriale, generazionale e di appartenenza sociale. Tuttavia, è assodato che donne con un basso livello di istruzione e che vivono in contesti socio economici svantaggiati sono spesso prive di reti di relazioni sociali ed economiche indispensabili per affrontare un percorso di fuoriuscita dalla violenza. Per tale ragione, WeWorld Onlus nel 2014 ha avviato un Programma Innovativo “Spazio Donna”, con l’obiettivo di affiancare le reti dei centri antiviolenza e degli altri servizi territoriali pubblici e privati con un servizio, rivolto alle donne di quartieri particolarmente svantaggiati, per la prevenzione e il supporto alla emersione della violenza. Nel documento sono raccolti i primi risultati del Programma.

Laura Castegnaro, Insieme contro la violenza sulle donne. Il modello innovativo interdisciplinare trentino, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 1 (inverno 2018), pp. 28-31
Il lavoro di rete rappresenta la via privilegiata per interventi sulla violenza alle donne. Seguendo questa via la Provincia di Trento ha delineato un modello innovativo di presa in carico delle donne vittime di violenza basato sull’approccio interdisciplinare e che comprende i servizi antiviolenza, gli interventi, la formazione, la sensibilizzazione. L’articolo racconta la sperimentazione del modello innovativo.

Cristina Buonaugurio, Riflessioni psico-pedagogiche sulla violenza di genere. L’importanza di educare al rispetto, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-feb.-mar. 2018), v. 65, pp. 119-132
L’articolo offre una rivisitazione dell’intervento presentato in occasione del pomeriggio di studio sulla violenza di genere “Uomo, Donna, Violenza”, organizzato presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma il 29 Marzo 2017. Vengono analizzati dati e origini del fenomeno, per indicare alcuni degli interventi già in atto nel nostro Paese, con l’obiettivo di evidenziare come, per fare fronte all’emergenza della violenza di genere, sia necessario avviare azioni educative che mirino ad insegnare il rispetto verso gli altri alle nuove generazioni.

COP.-RASSEGN.outputAnna C. Baldry, Amalia Rodontini, L’intervento terapeutico in ambito penitenziario: limiti e opportunità con detenuti sex offender, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 12, n. 1 (2018), pp. 32-42
Il lavoro qui presentato nasce all’interno di progetti atti a promuovere e istituire percorsi di intervento terapeutico per i detenuti condannati per reati sessuali (ex art. 609 bis c.p. e segg.) per il fine ultimo di riduzione del rischio di recidiva. Nel lavoro sono discussi alcuni dei principali elementi da considerare nella implementazione di piani terapeutici grazie a modelli cognitivo-comportamentali attraverso la realizzazione di interventi trattamentali in ambito carcerario, alla luce anche di un’esperienza sul territorio campano presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, sezione ‘protetti’.

Frank M. Dattilio, Terapia cognitivo comportamentale per le coppie e le famiglie, Trento, Erickson, 2018,  280 p.
Questo libro rappresenta il primo manuale di terapia cognitivo-comportamentale per le coppie e le famiglie in difficoltà, in cui vengono integrati concetti chiave delle teorie neurobiologiche, sistemiche, dell’attaccamento e della regolazione emozionale. Le tecniche di assessment e intervento sono esposte con particolare attenzione al lavoro sugli schemi, al ruolo del processo di accettazione e della mindfullness. Si veda in particolare il trattamento in caso di  le violenze domestiche.
Collocazione Biblioteca: 18225

Enza Sidoti, Femminicidio ed educazione di coppia: una pedagogia in estinzione?, in Psicologia di Comunità, n. 2 (2017), v. 13, pp. 63-71
L’autore propone una riflessione sul problema della violenza sulle donne, che richiede risposte culturali ed educative prima che legali e repressive. La violenza contro le donne mira a cancellare le loro identità e a indebolirne l’indipendenza e la libertà di scelta e ancora oggi in Europa è presente una evidente incapacità a sviluppare una vera uguaglianza di genere, in termini di uguale opportunità, differenza di genere e autodeterminazione. Solo attraverso azioni concertate tra attori della politica, della cultura e dell’educazione si possono fare passi avanti.

ssqc-3-2017Ilaria Boiano, Una rassegna sugli studi sulla produzione legislativa in tema di violenza alle donne del Gruppo di Ricerca Antigona dell’Università Autonoma di Barcellona e prospettive di politica femminista trasformativa a partire dall’opera di Rita Luisa Segato, in Studi sulla questione criminale, a. 12, n. 3 (2017), pp. 101-109
Per indagare sui limiti della risposta pubblica alla violenza nei confronti delle donne, in una fase storica come quella attuale nella quale si registra un’inflazione della presenza nel tema del discorso pubblico, nell’articolo vengono proposti alcuni volumi di studiose e giuriste appartenenti al gruppo di ricerca Antigona, istituito presso l’Università di Barcellona.

Yael Idisis, Alice Edoute, Attribution of blame to rape victims and offenders, and attribution of severity in rape cases. Non-therapists and survivor and offender therapists, in International Review of Victimology, n. 3 (set. 2017)- on line, v. 23, pp. 257-274
Questo articolo esamina l’ipotesi di Wolf di giudizio modulare nel contesto dei miti relativi allo stupro e dell’attribuzione di colpa alle vittime. Il giudizio modulare è stato reso operativo usando schemi di colpa adatti al giudizio di aggressione quotidiana. A ognuna delle 88 partecipanti (terapeute e non) sono state mostrate descrizioni scritte di 16 stupri, che comprendevano informazioni riguardanti il comportamento della vittima prima, durante e dopo lo stupro. Le variabili dipendenti erano l’attribuzione di responsabilità alla sopravvissuta e i giudizi sulla gravità dello stupro. Si discutono questi risultati nei termini delle teorie di giudizio modulare e di attribuzione difensiva, e della teoria del mondo giusto.

A cura di Marcello D’Amico, Favorire l’indipendenza e l’autonomia. Sperimentazione di percorsi di empowerment economico per le donne che subiscono violenza domestica, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2017), pp. 56-58
L’articolo presenta il progetto WE GO! (Women Economic-indipendence and Growth Opportunity) finanziato dall’Unione Europea per aiutare a livello economico, sociale, sanitario e giuridico le donne vittime di violenza domestica. Vengono considerati gli obiettivi e le fasi del progetto.

cop1701Caterina Irma Laini, S.A.R.A. Donne senza paura. Un servizio del territorio milanese dedicato alle donne in difficoltà, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 1 (2017), pp. 12-15
L’esperienza raccontata nell’articolo nasce dall’idea di un’avvocata e di una psicologa, spinte dall’intenzione di supportare e tutelare le donne nei loro contesti di vita e durante periodi particolarmente critici e di cambiamento. Il pensiero di fondo è che la donna, anche durante condizioni di disagio e sofferenza, abbia le risorse necessarie per far fronte alla situazione, per riprogettare il suo futuro e ripensarsi in modo differente, soprattutto se supportata in modo adeguato da professionisti. Nasce così S.A.R.A.: Sostegno della persona nei momenti difficili; Ascolto e accoglienza della persona nella sua totalità e riconoscimento dei suoi bisogni; Ricerca psicologica attraverso l’utilizzo di strumenti specifici; Assistenza psicologica e legale della persona a medio-lungo termine.

Lucia Beltramini, Questo piccolo grande amore. Il fenomeno della violenza di genere nelle giovani coppie, in Lavoro sociale, n. 1 (feb. 2017), v. 17, pp. 17-36
La violenza di genere non è presente, come si potrebbe pensare, solo nelle coppie mature, ma anche tra i più giovani. Questo fenomeno è stato indicato col termine inglese “teen dating violence” e descrive fenomeni che vanno da comportamenti di dominazione e controllo, alla violenza psicologica, ma anche violenza fisica e sessuale. In Italia è stata fatta una ricerca nella scuola secondaria superiore e si è evidenziato che una percentuale significativa di ragazzi, soprattutto di sesso femminile ha subito questo tipo di violenze e che queste hanno un impatto significativo sulla salute: una relazione violenta può produrre bassa autostima, difficoltà scolastiche, disturbi alimentari e molte altre forme di disagio. Fondamentale risulta essere il ruolo della prevenzione, anche in considerazione della grande difficoltà degli adolescenti a chiedere un aiuto direttamente su questo tema specifico.

A cura di Patrizia Romito, Natalina Folla e Mauro Melato, La violenza sulle donne e sui minori. Una guida per chi lavora sul campo, Roma, Carocci Faber, 2017, 319 p.
La violenza contro le donne e i minori è frequente, ha effetti devastanti sulle vittime e sull’intera comunità, ma rimane spesso invisibile. Le risposte sociali in proposito sono a tutt’oggi ancora frammentate o insufficienti. Il volume si rivolge a coloro che, nel loro lavoro, incontrano vittime di violenza e vogliono aiutarle. Per capire il fenomeno e intervenire correttamente è essenziale un approccio di rete. Al volume hanno collaborato esperti di vari ambiti – servizi sociosanitari, magistratura, forze dell’ordine, scuola, associazioni femminili, università. La biblioteca dispone anche della vecchia edizione del volume (coll. 16470).
Collocazione Biblioteca: 18057

Sitografia

1522 Numero anti violenza e stalking

Dipartimento Pari Opportunità

Direcontro la violenza

Istat

Ministero della salute

Osservatorio sicurezza contro gli atti discriminatori

Parlamento Europeo

Parlamento Italiano

Regione Piemonte

Senato della Repubblica

Rete Nazionale Antiviolenza a sostegno delle donne vittime di violenza

Rete Dafne

World Healt Organization ( WHO)