Pensare, organizzare e sperimentare a scuola

[UNSET]

di Randy Glasbergen

Paola Parente, Il lavoro della scuola, il lavoro nella scuola, in La ricerca, n. 19 (gen. 2021), pp. 50-57
Nel presente articolo l’autrice propone una riflessione sul ruolo della scuola, che deve formare alla conoscenza di sé, alla conoscenza del mondo e al sapersi pensare nel mondo e che accompagni, successivamente, il giovane consapevole nella transizione verso il mercato del lavoro.

Rosita Rijtano, La periferia a due passi dal centro di Torino, in lavialibera, n. 6 (nov.-dic. 2020), pp. 60-64
L’articolo racconta le difficoltà e le potenzialità della vita in due quartieri della periferia nord di Torino, Aurora e Barriera di Milano, dove vivono molte delle persone che percepiscono il reddito di cittadinanza e sono seguite dai servizi sociali. La breve distanza che la separa dal centro città, afferma l’autrice, rende evidente che la periferia non è un luogo geografico, ma è ciò che la politica vuole farne.

Raffaele Mantegazza … [et al.], Nei luoghi delle parole: le consulenze psicologiche e pedagogiche, in Pedagogika.it, n. 4 (ott.-dic. 2020), pp. 8-67
Il dossier approfondisce, attraverso una serie di contributi, il tema della pratica nell’intervento nei centri di consulenza: nella consulenza pedagogica, nella terapia psicologica, nel counselling, nella mediazione. I centri di ascolto e consulenza svolgono molto spesso un lavoro di rete, di relazione e di conoscenza dei servizi e delle loro pratiche che vano oltre la relazione individuale con il singolo utente. Infatti, oltre alla conoscenza del setting psicologico e pedagogico, devono riconoscere e saper attivare le interazioni sinergiche che possono instaurarsi fra i vari attori dei servizi.

Grazia Lombardi, Il team nei processi d’inclusione. Come costruire interdipendenze positive nel contesto educativo. Conversando con gli “addetti ai lavori”, Lecce, Pensa Multimedia, 2020, 214 p.
Il libro intende approfondire alcune dinamiche emerse dall’osservazione dei “Team” nei processi d’inclusione scolastica, articolandosi in due parti. La prima comprende conversazioni con alcuni studiosi del mondo accademico, della ricerca e della scuola, mentre la seconda identifica alcuni nuclei tematici che esplorano le dinamiche del “Team building” e danno voce alle opinioni degli insegnanti e delle altre figure professionali che operano in questi processi.
Collocazione Biblioteca : 18722

Giovanni Aresi, Monica De Luca, Elena Marta, Valutazione di processo di un programma di mentoring scolastico: una rilettura in ottica di Psicologia di Comunità, in Psicologia di Comunità, n. 1 (2020), pp. 135-155
La ricerca ha dimostrato che i programmi di mentoring rappresentano una strategia efficace per lo sviluppo positivo dei bambini a rischio scolastico e psicosociale. Lo studio descrive una valutazione di processo del Programma Mentore (PM), un programma di mentoring scolastico attivo in quattro città italiane. Per ricostruire il modello logico del PM è stata effettuata un’analisi dei documenti e sono state condotte interviste semi-strutturate allo staff e a quattro insegnanti referenti nelle scuole. I risultati hanno consentito di descrivere le caratteristiche del programma (modello logico) e confrontarle con i criteri indicati dalle linee guida internazionali sulle pratiche di mentoring efficaci. Il contributo offre altresì una rilettura delle strategie del PM alla luce dei principi della Psicologia di Comunità.

Fiorella Farinelli, L’incertezza passa anche per la scuola, in Rocca, n. 13 (lug. 2020), pp. 29-31
L’autrice parla dell’incertezza su tempi e modi di riapertura delle scuole a settembre 2020, dopo la chiusura dovuta alla pandemia da Covid-19 e di come sia stata gestita la questione da parte delle istituzioni, dei sindacati e dei media. Auspica infine che, grazie all’autonomia scolastica, si raccolgano intorno alle scuole le energie e le risorse del territorio per attuare un’alleanza educativa efficace tra scuola e comunità. A proposito del ruolo dei giovani e della scuola nel difficile momento della pandemia si veda anche: Rossella De Leonibus, Il mondo salvato dai ragazzini?, in Rocca, n. 19 (ott. 2020), pp. 47-49

Sara De Carli … [et al.], Prima i ragazzi, in Vita, (giu. 2020), pp. 19-58
La monografia di questo numero è suddivisa in tre parti: 1) Come rimettere al centro bambini e giovani; 2) Come riprogettare i servizi per gli under 18; 3) Come ricostruire la relazione con i nostri ragazzi (contributi di Eraldo Affinati, Daniele Novara, Ernesto Caffo… [et al.].

Francesca Andronico, Lo psicologo clinico e la Prevenzione delle Dipendenze. Un progetto di intervento nella scuola, in Dal fare al dire, n. 1 (2020), pp. 50-54
L’articolo racconta un’attività di prevenzione del disagio giovanile e delle dipendenze, condotta da un’equipe di psicologi clinici presso il liceo statale Orazio di Roma (I e II classi). Il progetto è nato dal convincimento che la scuola, nella società attuale, debba assumere un ruolo diverso da quello esclusivo della didattica, configurandosi come un’istituzione a tutto tondo che diventa luogo di formazione in relazione ai bisogni e alle necessità dei ragazzi, integrando la propria vocazione educativa con l’intervento di esperti esterni. L’intervento è stato formulato secondo i principi della Psicologia di Comunità e attuato attraverso la metodologia della ricerca-azione e della psicoeducazione.

Attilio Oliva, Antonino Petrolino, Il coraggio di ripensare la scuola, Genova, Treelle, 2019, 187 p.
Con questo quaderno l’Associazione Trellle (Life Long Learning) torna a interrogarsi sul senso complessivo del fare scuola oggi e a cercare di individuare i principali nodi che hanno impedito in tutti questi anni la concreta implementazione operativa di tanti tentativi di innovazione pur meritevolmente avviati. L’intento è quindi di ritornare sui temi di fondo della scuola: il successo formativo di tutti e di ciascuno, l’educazione a vivere con gli altri, l’educazione alla libertà (ai diritti e ai doveri) e al rispetto delle regole, una formazione al lavoro (sia intellettuale che operativo) all’altezza del XXI secolo. Occorre avere il coraggio di ripensare la scuola, da un lato sciogliendo i nodi principali che ne bloccano l’innovazione, dall’altro ripensandola nel suo insieme in una visione di sistema.

Laura Fornasier, Esigenze di cambiamento. Dare struttura alla cura di sé, in Bambini, a. 35, n. 5 (mag. 2019), pp. 70-74
Il cambiamento degli spazi nella scuola è accompagnato da un ripensamento della scansione temporale della giornata. Organizzare ambienti che restituiscano il tempo ai bambini significa favorire la qualità delle relazioni tra bambini e tra adulto e bambino, emanciparsi da una serrata giornata tipo o da una programmazione settimanale piena di cose da fare. Significa anche aiutare i bambini a integrare e dare un senso alle loro esperienze, introdurli alla ricerca di ciò che è bello e nutriente, sostenerli a liberare il proprio potenziale creativo e sviluppare una dimensione etica.

Benjamin Castets-Fontaine, Audrey Tuaillon Demésy, Gilles Ferréol, Maux et mots d’enseignants du second degré : carrières désenchantées et itinéraires contrariés, in Déviance et Société, n. 2 (2019) – on line, pp. 159-188
Gli autori appartengono all’Università di Franca-Contea di Besancon. Questo articolo tratta il tema della sofferenza e/o delle difficoltà legate al lavoro dell’insegnante delle scuole di secondo grado all’interno del sistema educativo francese. Appoggiandosi su un approccio qualitativo (principalmente analisi di colloqui e archivi di un dispositivo di aiuto per gli insegnanti), lo studio mostra che il loro disagio professionale si elabora a diversi livelli. Esso nasce all’incrocio tra logiche individuali e logiche organizzative; si costruisce inoltre su un gioco di designazione-consegna che conduce frequentemente alla rassegnazione. Infine, questa ricerca sul tema delle difficoltà che devono affrontare gli insegnanti evidenzia l’esistenza di carriere “devianti” oltre ad abbandoni professionali latenti o effettivi. L’articolo è disponibile in Pdf .

Manuela Robazza, Formazione Territorio Lavoro. L’importanza della rete, in Pedagogika.it, a. 23, n. 1 (gen.- mar. 2019), pp. 60-65
Lo sviluppo delle opportunità di alternanza scuola-lavoro, sia di un sistema formativo duale, sia di un vero e proprio apprendistato, deve essere un obiettivo prioritario, da perseguire attraverso il lavoro in rete, delle istituzioni regionali, locali, pubbliche e private. Sull’alternanza scuola lavoro si consulti anche Ruggero Cefalo … [et al.],  La via italiana all’alternanza scuola-lavoro, in RPS: La rivista delle politiche sociali, n. 1, (gen-mar) 2018, pp. 251-300 e Maria Piacente … [et al.], Il mestiere di vivere: scuola e lavoro, in Pedagogika.it, a. 22, n. 1 (gen.-feb. 2018), pp. 5-84

A cura di Daniele Checchi e Giorgio Chiosso, È possibile una scuola diversa? Una ricerca sperimentale per migliorare la qualità scolastica, Bologna, Il Mulino, 2019, 320 p.
Il libro riporta i dati di una ricerca condotta tra il 2013 e il 2018 su un campione di istituti comprensivi di Piemonte e Liguria. Le iniziative messe in atto spaziano su vari territori: revisione e miglioramento dell’organizzazione interna alle scuole; diffusione di metodologie didattiche innovative meno tradizionali (classi aperte, cooperative learning, ecc.); maggiore familiarità e puntualità con le pratiche autovalutative; potenziamento degli apprendimenti degli studenti; compatibilità tra costi e azioni di miglioramento.
Collocazione Biblioteca: 18414

Valentina Calcaterra, Scuole per la comunità. Quando la collaborazione tra cittadini, operatori, insegnanti e ragazzi crea una comunità migliore, in Lavoro sociale, n. 1 (feb. 2019), vol. 19, pp. 4-11
La tutela di bambini e ragazzi è una responsabilità di tutta la comunità. Per questo è fondamentale promuovere la costruzione di una rete sociale che possa accompagnare al meglio i bambini e i ragazzi nella loro crescita. La collaborazione tra scuole, famiglie e comunità ha dato vita a molte esperienze significative, sia quando la comunità è “entrata” nella scuola, sia quando la scuola è “uscita” a incontrare la comunità. L’articolo espone l’esperienza delle Community Schools nate in America e che si stanno sviluppando anche in Italia. Valentina Calcaterra lavora all’Università Cattolica di Milano.

A cura di Abele Bianchi e Domitilla Rossin, La valutazione di sistema: tra adempimento formale e risorsa, in OPPInformazioni, a. 44, n. 125 (lug.-dic. 2018), pp. 1-79
Il dossier di questo numero della rivista si propone di affrontare la valutazione di sistema da più punti di vista generati da esperienze diverse. Tutti gli articoli ricordano la necessità di questo tipo di valutazione per il sistema scolastico italiano ed evidenziano la complessità delle scelte necessarie per attuare un percorso di valutazione che abbia come scopo primario una scuola equa e costruttrice di cittadinanza.

Marina De Rossi, Didattica dell’animazione. Contesti, metodi, tecniche, Roma, Carocci, 2018,  255 p.
L’autrice affronta il tema dell’animazione sociale in un’ampia panoramica comprendente: l’animazione come strumento di sviluppo di empowerment, la funzione e i contesti, l’aggregazione al gruppo, lo sviluppo di rete nella comunità, le competenze dell’animatore sociale, le prospettive didattiche, la definizione degli obiettivi, la valutazione della prassi, i modelli di comunicazione, le strategie per sviluppare le competenze comunicative, le aree metodologiche, l’arte del gioco, i giochi cooperativi, le tecniche narrative, le tecniche di drammatizzazione teatrale, i videogiochi in educazione. Marina De Rossi è professore associato di Didattica e Pedagogia speciale all’Università di Padova.
Collocazione Biblioteca: 18051

Protima Agostini … [et al.], Nuovi orizzonti per l’educazione: esperienze non formali in Piemonte, Studi Zancan, a. 17, n. 2 (mar.-apr. 2018) – on line, pp. 46-55
I microcosmi educativi possono essere importanti in questo periodo di transizione verso un’educazione meno formale e più sostanziale. A tale proposito vengono riportate e commentate le esperienze educative informali e l’apporto delle famiglie con bambini 0-6 anni: sono frutto del confronto tra operatori coinvolti nel bando Orizzonti zerosei promosso dalla Compagnia di San Paolo in collaborazione con la Fondazione Zancan. Si è così costruito un legame tra l’apprendimento non formale e i soggetti della comunità locale o del terzo settore (Orchestre musicali, scuole di teatro, associazioni sportive e artistiche) in grado di offrire esperienze al di fuori dell’educazione formalizzata. L’articolo è disponibile in Pdf.

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