Pensare, organizzare e sperimentare a scuola

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Franco Lorenzoni, I bambini pensano grande. Cronaca di un’avventura pedagogica, Sellerio, 2016, Palermo, pp. 264
“Ho desiderato raccontare un anno di vita della quinta elementare del piccolo paese umbro dove insegno da molti anni perché ascoltando nascere giorno dopo giorno parole ed emozioni, ragionamenti, ipotesi e domande … ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a scoperte preziose, che ci aiutano ad andare verso la sostanza delle cose”. Così l’autore, maestro elementare a Giove, in Umbria, fondatore di un centro di sperimentazione educativa, collaboratore del Movimento di Cooperazione Educativa, presenta il suo libro che contiene indicazioni concrete per un insegnamento innovativo.
Collocazione Biblioteca:17406

Katia Montalbetti, Emanuele Rapetti, La valutazione fra scuola e territorio. Pratica, comunicazione e impiego dei dati, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2016), Vol. 63, pp. 121-136
L’articolo presenta e commenta criticamente alcuni dati provenienti dal progetto di ricerca “Valutazione e governance della scuola. Verso un sistema valutativo context-based”, un lavoro che ha coinvolto Università e territorio e rappresenta un esempio di pratica valutativa partecipata da parte di diversi stakeholders, ovvero delle diverse realtà della zona interessate al progetto. In questo articolo sono esposti, in particolare, gli esiti della prima fase esplorativa della ricerca, finalizzata a mappare le pratiche valutative attivate nei diversi istituti scolastici e ad individuare spunti e indicazioni per orientare il lavoro con le scuole nella seconda annualità della ricerca.

A cura di Speranzina Ferraro, Orientamento a scuola, in Counseling, n. 1 (feb. 2016) – on line, vol. 9, pp. 140-146
Si fa un gran parlare sui principali media e da parte di importanti istituzioni formative e produttive della necessità di promuovere il lavoro tra i giovani e di favorire l’incontro tra domanda e offerta. Varie soluzioni si offrono su come favorire la transizione dei giovani al mondo del lavoro: dalla proposta di figure di “mentori”, alla promozione di percorsi formativi per lo sviluppo di competenze di imprenditorialità e di occupabilità. In ogni caso la scuola non può esimersi dal prevedere azioni per preparare i giovani a essere protagonisti attivi nella costruzione del proprio futuro in maniera consapevole e deve far acquisire ai giovani quell’insieme di conoscenze, competenze e abilità, che rendano ciascuno consapevole delle proprie potenzialità e possibili opportunità. L’articolo esamina la normativa in merito all’orientamento e auspica un nuovo modello di scuola che avvicini maggiormente e con maggiore efficacia i giovani al mondo del lavoro.

A cura di Laura Nota … [et al.], Tutti diversamente a scuola. L’inclusione scolastica nel XXI secolo, Cleup, 2015. Padova. pp. 474
Secondo gli autori l’inclusione non si realizza una volta per tutte, necessita di continui monitoraggi e sistematiche verifiche. Le minacce alla partecipazione e alla personalizzazione dell’insegnamento, infatti, tendono spesso ad avere la meglio su scelte didattiche e metodologiche secondo le quali è professionalmente doverosa la realizzazione di contesti facilitanti il coinvolgimento e l’apprendimento di tutti. L’inclusione necessita di innovazione didattica, di risorse, di “competenze docenti” e, forse, di tanto coraggio per riuscire a fare a meno di supporti e sostegni che ne potrebbero, di fatto, minare la qualità.
Collocazione Biblioteca:17553

Marco Orsi, L’ora di lezione non basta. La visione e le pratiche dell’ideatore delle scuole Senza Zaino, Maggioli, 2015, Milano, pp. 234
Questo teso propone una rivoluzione copernicana nell’ambito della scuola, guardando alle cose della conoscenza (le discipline di studio e i campi di esperienza), ma anche alle cose in quanto strumenti della conoscenza. Secondo l’autore, con una lunga esperienza di maestro e dirigente scolastico, se la formazione è così fondamentale come si dice, allora gli spazi ad essa riservati – nelle scuole di ogni ordine e grado – dovrebbero essere curati, dotati di giochi per imparare le varie competenze, di materiali per la matematica, per i vari aspetti della lingua e per gli esperimenti scientifici, computer, tablet collegati a internet e così via. Dovrebbero essere attrezzati anche con materiali d’archivio cartacei e digitali (disegni, articoli, foto, lettere, video, reperti, interviste. Insomma i bambini e i ragazzi dovrebbero poter trovare a scuola materiali adeguati per fare le loro scoperte. Molta importanza viene data anche agli arredi, che hanno un impatto tutt’altro che lieve sui modi di conoscere e di apprendere. Il tutto su uno sfondo dove corpo e mente, tattile e digitale, individuo e comunità, Terra e Nuvola possano trovare una sintesi che vada oltre.
Collocazione Biblioteca:17441

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Marco Rossi-Doria, Giulia Tosoni, La scuola è mondo. Conversazioni su strada e istituzioni, Edizioni Gruppo Abele, 2015, Torino, pp. 173
”Quando uno fa l’insegnante, in particolare se fa il maestro elementare, l’aspetto prevalente del mestiere riguarda la quotidianità della relazione educativa e dell’apprendimento dei bambini: come stanno, a quali azioni e rituali partecipano, quali operazioni mentali, fisiche e emotive svolgono con gli altri e da soli, che cosa e come imparano… Ti svegli la mattina, vai a scuola, stai con i ragazzini in una classe, non una tantum o per un periodo, ma ogni giorno e per anni; e fai, osservi, ascolti, proponi, porti avanti, come adulto esperto di apprendimento che guida bambini a imparare. Nel fare questo – è inevitabile e anche molto bello – continui a imparare a tua volta e devi lasciare che ciò avvenga, accoglierlo. Sei ogni volta un teorico in azione e un pratico che si chiede se va bene o no, che aggiusta il tiro, corregge, aggiunge, toglie”. In queste parole c’è la filosofia e la guida dell’appassionante viaggio di Marco Rossi-Doria nella nostra scuola. Com’è. E come dovrebbe essere.
Collocazione Biblioteca: 17017

Guglielmo Malizia, Carlo Nanni, Welfare e Educazione. Le politiche del governo Renzi: la Buona Scuola, il Jobs Act, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott.-dic. 2015), pp. 793-817
L’articolo esamina le relazioni tra sistemi nazionali di welfare e di educazione, cercando di delineare l’evoluzione nei modelli e nei rapporti che li caratterizzano. In particolare concentra l’analisi su un paradigma di Stato sociale attivo, dinamico e promozionale che pone al centro le politiche del capitale umano. Segue un’esemplificazione di questo andamento negli orientamenti dell’attuale governo: l’esame si focalizza soprattutto sugli interventi costituiti dal DDL 2994, “La Buona Scuola”, e dal cosiddetto “Jobs Act”. L’articolo si conclude con un confronto tra modelli e politiche concrete e cerca di trarre indicazioni operative per il futuro.

Franco Cambi … [et al.], A scuola di cosa?, in Pedagogika.it, a. 19, n. 1 (gen.-mar. 2015), pp. 8-82
Il dossier si interroga su quale sia la missione educativa della scuola oggi in Italia, su quali siano le competenze e le conoscenze che si vogliono far acquisire ai ragazzi, su quale debba essere la formazione degli insegnanti, sul rapporto scuola-lavoro. Inoltre alcuni contributi approfondiscono il tema dell’integrazione dei ragazzi con disabilità e con bisogni integrativi speciali, come anche dell’integrazione culturale necessaria con i ragazzi di origine non italiana.

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Anna Grimaldi, La scuola come leva strategica per un’azione orientativa di qualità, in RicercAzione, n. 2 (dic. 2014), vol. 6, pp. 231-238
Il presente contributo intende delineare una visione d’insieme dei rapporti tra istruzione e orientamento in Italia, facendo riferimento ai dati di ricerca emersi nel lavoro preparatorio del Rapporto ISFOL sullo stato di orientamento nel nostro paese. Il campione è rappresentato da 3274 scuole secondarie, corrispondenti al 29,8% della popolazione scolastica. E’ emerso che l’attenzione verso la pratica orientativa è acquisita, la cultura dell’orientamento è entrata a pieno titolo nel sistema d’istruzione. La scarsità di risorse ne impedisce però la piena applicabilità operativa.

Thomas Gordon, Né con le buone né con le cattive. Bambini e disciplina, La meridiana, Molfetta (Bari), 2014, pp. 161
L’autore propone agli adulti che sono a contatto con i bambini un metodo, più condiviso e meno dispotico, di gestire le famiglie, le scuole, le associazioni giovanili. Invita ad apprendere, rispetto alla disciplina punitiva, efficaci alternative slegate dal potere, e a far crescere il senso di autodisciplina e di autocontrollo dei bambini, la capacità di concorrere alla definizione condivisa delle regole e di ricercare positivamente nei conflitti soluzioni cooperative e senza perdenti. L’autore, psicologo clinico, è fondatore e presidente dell’Effectiveness Training Associates.
Collocazione Biblioteca:16820

Remo Rostagno, Manifesto per una rivoluzione della scuola, Anordest, 2014, Villorba, pp. 175
L’autore, insegnante e drammaturgo, sostiene che si possa uscire dal letargo in cui versa l’educazione con dei genitori disposti a lavorare per dare le ali ai figli e degli insegnanti che accettino di uscire dai loro gusci difensivi, per riprendersi la dignità di educatori, creatori del futuro delle nuove generazioni. Il testo individua come motore universale il gioco, e ne sviluppa l’importanza e la serietà lungo l’arco della vita. Collocazione Biblioteca:17430

Paulo Freire, Pedagogia dell’autonomia. Saperi necessari per la pratica educativa, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2014, pp. 127
A dieci anni dalla prima edizione italiana, viene ripubblicato il testo di Paulo Freire, pubblicato per la prima volta nel 1996, a un anno dalla morte del pedagogista brasiliano. Il libro è dedicato alla formazione degli insegnanti, ma lancia soprattutto un vigoroso messaggio di denuncia politica del neoliberismo e dei suoi danni sociali, politici ed economici. Parlando infatti del ruolo dell’insegnante, in realtà Freire parla del ruolo dell’educatore oggi di fronte alla globalizzazione neo- liberista. Ogni capitolo delle tre parti del libro inizia con “Insegnare esige…”, e fornisce poi un elenco organizzato di indicazioni pedagogiche sorte dalla pratica educativa o da dialoghi con educatori.
Collocazione Biblioteca:16770

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A cura di Pier Cesare Rivoltella, Smart future. Didattica, media digitali e inclusioni, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 195
L’obiettivo di questo volume è di favorire la riflessione sulla “scuola digitale” attraverso uno studio di caso che articola i quadri concettuali della teoria didattica con la ricerca sul campo. La sperimentazione del progetto “Smart Future” di Samsung consente di: mettere a punto un modello di collaborazione virtuoso tra azienda, università e scuola; coinvolgere gli insegnanti delle scuole in un percorso innovativo di sviluppo professionale; verificare l’efficacia didattica degli Episodi di Apprendimento Situato (EAS). Il risultato è allo stesso tempo un rapporto di ricerca, una proposta ai policy-makers e un vero e proprio manuale per gli insegnanti che intendano utilizzare i media digitali nel loro lavoro quotidiano.
Collocazione Biblioteca:17267

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Daniele Gaglianone, La mia classe, film drammatico, Italia, 2013, 92′
Un attore impersona un maestro che dà lezioni a una classe di stranieri che mettono in scena se stessi. Sono extracomunitari che vogliono imparare l´italiano, per avere il permesso di soggiorno, per integrarsi, per vivere in Italia. Arrivano da diversi luoghi del mondo e ciascuno porta in classe il proprio mondo. Ma durante le riprese accade un fatto per cui la realtà prende il sopravvento. Il regista dà lo “stop”, ma l´intera troupe entra in campo: ora tutti diventano attori di un’unica vera storia, in un unico film di “vera finzione”. Il regista ha trasformato delle persone in personaggi, non nel senso di figure fittizie, ma di esempi dal valore universale. Pur nella diversità dei loro destini e delle loro incancellabili perdite, l’egiziano Shadi, la nigeriana Esther e l’iraniana Moahbobeh sono infatti il simbolo del diritto al lavoro e di una dignità offesa dalla violenza ma prepotentemente desiderosa di una riaffermazione. Invece di ergersi a paladino di un’irrealizzabile giustizia alternativa, Gaglianone ha voluto mostrare la sua crisi creativa, il suo piccolo fallimento, con l’effetto di rendere la verità ancora più vera.
Collocazione Biblioteca: 02D42

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Pascal Plisson, Vado a scuola, documentario, Francia, 2012, 75′
Il film narra le storie di quattro bambini, provenienti da angoli del pianeta differenti, ma uniti dalla stessa sete di conoscenza. Dalle savane sterminate del Kenya, ai sentieri tortuosi delle montagne dell’Atlante in Marocco, dal caldo soffocante del sud dell’India, ai vertiginosi altopiani della Patagonia, i quattro protagonisti, Jackson, Zahira, Samuel e Carlito sanno che la loro sopravvivenza, dipenderà dalla conoscenza e dall’istruzione scolastica.
Collocazione Biblioteca: 02D72

 

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