Pensare, organizzare e sperimentare a scuola

[UNSET]

di Randy Glasbergen

Laura Fornasier, Esigenze di cambiamento. Dare struttura alla cura di sé, in Bambini, a. 35, n. 5 (mag. 2019), pp. 70-74
Il cambiamento degli spazi nella scuola è accompagnato da un ripensamento della scansione temporale della giornata. Organizzare ambienti che restituiscano il tempo ai bambini significa favorire la qualità delle relazioni tra bambini e tra adulto e bambino, emanciparsi da una serrata giornata tipo o da una programmazione settimanale piena di cose da fare. Significa anche aiutare i bambini a integrare e dare un senso alle loro esperienze, introdurli alla ricerca di ciò che è bello e nutriente, sostenerli a liberare il proprio potenziale creativo e sviluppare una dimensione etica.

CatturaManuela Robazza, Formazione Territorio Lavoro. L’importanza della rete, in Pedagogika.it , a. 23, n. 1 (gen.- mar. 2019), pp. 60-65
Lo sviluppo delle opportunità di alternanza scuola-lavoro, sia di un sistema formativo duale, sia di un vero e proprio apprendistato, deve essere un obiettivo prioritario, da perseguire attraverso il lavoro in rete, delle istituzioni regionali, locali, pubbliche e private. Sull’alternanza scuola lavoro si consulti anche Ruggero Cefalo … [et al.],  La via italiana all’alternanza scuola-lavoro, in RPS: La rivista delle politiche sociali, n. 1, (gen-mar) 2018, pp. 251-300 e Maria Piacente … [et al.], Il mestiere di vivere: scuola e lavoro, in Pedagogika.it, a. 22, n. 1 (gen.-feb. 2018), pp. 5-84

A cura di Daniele Checchi e Giorgio Chiosso, E’ possibile una scuola diversa? Una ricerca sperimentale per migliorare la qualità scolastica, Il Mulino, Bologna, 2019
Il libro riporta i dati di una ricerca condotta tra il 2013 e il 2018 su un campione di istituti comprensivi di Piemonte e Liguria. Le iniziative messe in atto spaziano su vari territori: revisione e miglioramento dell’organizzazione interna alle scuole; diffusione di metodologie didattiche innovative meno tradizionali (classi aperte, cooperative learning, ecc.); maggiore familiarità e puntualità con le pratiche autovalutative; potenziamento degli apprendimenti degli studenti; compatibilità tra costi e azioni di miglioramento.
Collocazione Biblioteca: 18414

Valentina Calcaterra, Scuole per la comunità. Quando la collaborazione tra cittadini, operatori, insegnanti e ragazzi crea una comunità migliore, in Lavoro sociale, n. 1 (feb. 2019), vol. 19, pp. 4-11
La tutela di bambini e ragazzi è una responsabilità di tutta la comunità. Per questo è fondamentale promuovere la costruzione di una rete sociale che possa accompagnare al meglio i bambini e i ragazzi nella loro crescita. La collaborazione tra scuole, famiglie e comunità ha dato vita a molte esperienze significative, sia quando la comunità è “entrata” nella scuola, sia quando la scuola è “uscita” a incontrare la comunità. L’articolo espone l’esperienza delle Community Schools nate in America e che si stanno sviluppando anche in Italia. Valentina Calcaterra lavora all’Università Cattolica di Milano.

A cura di Abele Bianchi e Domitilla Rossin, La valutazione di sistema: tra adempimento formale e risorsa, in OPPInformazioni, a. 44, n. 125 (lug.-dic. 2018), pp. 1-79
Il dossier di questo numero della rivista si propone di affrontare la valutazione di sistema da più punti di vista generati da esperienze diverse. Tutti gli articoli ricordano la necessità di questo tipo di valutazione per il sistema scolastico italiano ed evidenziano la complessità delle scelte necessarie per attuare un percorso di valutazione che abbia come scopo primario una scuola equa e costruttrice di cittadinanza.

41ayPHaqFlL._SX330_BO1,204,203,200_Marina De Rossi, Didattica dell’animazione. Contesti, metodi, tecniche, Carocci, Roma, 2018, pp. 255
L’autrice affronta il tema dell’animazione sociale in un’ampia panoramica comprendente: l’animazione come strumento di sviluppo di empowerment, la funzione e i contesti, l’aggregazione al gruppo, lo sviluppo di rete nella comunità, le competenze dell’animatore sociale, le prospettive didattiche, la definizione degli obiettivi, la valutazione della prassi, i modelli di comunicazione, le strategie per sviluppare le competenze comunicative, le aree metodologiche, l’arte del gioco, i giochi cooperativi, le tecniche narrative, le tecniche di drammatizzazione teatrale, i videogiochi in educazione. Marina De Rossi è professore associato di Didattica e Pedagogia speciale all’Università di Padova.
Collocazione Biblioteca: 18051

Protima Agostini … [et al.], Nuovi orizzonti per l’educazione: esperienze non formali in Piemonte, Studi Zancan, a. 17, n. 2 (mar.-apr. 2018) – on line, pp. 46-55
I microcosmi educativi possono essere importanti in questo periodo di transizione verso un’educazione meno formale e più sostanziale. A tale proposito vengono riportate e commentate le esperienze educative informali e l’apporto delle famiglie con bambini 0-6 anni: sono frutto del confronto tra operatori coinvolti nel bando Orizzonti zerosei promosso dalla Compagnia di San Paolo in collaborazione con la Fondazione Zancan. Si è così costruito un legame tra l’apprendimento non formale e i soggetti della comunità locale o del terzo settore (Orchestre musicali, scuole di teatro, associazioni sportive e artistiche) in grado di offrire esperienze al di fuori dell’educazione formalizzata. L’articolo è disponibile in Pdf.

Stefano Neri, Il nuovo sistema integrato dei servizi per l’infanzia tra ambizioso universalismo e realismo minimalista, in Politiche Sociali, a. 4, n. 3 (set.-dic. 2017), pp. 513-516
Il decreto legislativo n. 65 del 13 aprile 2017 rappresenta una svolta importante per i servizi per l’infanzia in Italia. Lo Stato è chiamato per la prima volta a svolgere una missione universalistica nel campo dei servizi 0-3 anni, dei quali viene sancito pienamente il carattere educativo, costruendo un sistema integrato che superi la tradizionale separazione rispetto alla scuola dell’infanzia. L’autore propone una riflessione sui punti di forza e sulle criticità del provvedimento.

downloadMirko Magri, Nuovi fantastici giochi di gruppo. Divertirsi alla grande per crescere insieme, Mondotroll, Vicenza, 2017, pp. 419
All’interno di questo libro si trova la descrizione dettagliata di oltre centotrenta giochi di gruppo, comprensiva di suggerimenti, riflessioni e strategie per affrontare al meglio le problematiche più frequenti. Un ampio spazio viene inoltre dedicato alle modalità con cui approntare un adeguato contesto di gioco e alla condivisione di alcuni indispensabili principi della comunicazione verbale e non verbale, contemplando una preziosa raccolta di aneddoti psicologici e relazionali, mutuati sia dagli studi che dal lavoro sul campo dell’autore. Il libro è corredato di fotografie, indicazioni rispetto all’utilizzo di svariati brani musicali e link video per visionare su internet i filmati relativi a molti dei giochi descritti. Sullo stesso tema si consulti anche il testo di Renata Borgato, Massimiliano Moscarda, Erika Cardeti, Cibo per draghi. Come progettare i giochi d’aula e condurre il debriefing nella formazione esperienziale, Franco Angeli, Milano, 2018, pp. 106 (Coll. Bibl.: 18186).
Collocazione Biblioteca: 18125

Giovanni Di Benedetto, Politiche del desiderio: quale spazio di ascolto nella scuola?, in Rivista Plexus, n. 18 (2017) – on line, pp. 1-64
Il lavoro analizza l’istituzione scolastica come dispositivo sociale. Il funzionamento del mondo della scuola è di natura sistemica e si configura come un campo di forze nel quale si scontrano istanze contrapposte, di passivizzazione o di soggettivazione. A partire da questo presupposto si analizzano le attuali forme di disagio adolescenziale, non più edipico ma narcisistico. Infine si indica, nella consapevolezza che la formazione e la trasmissione dei saperi non è neutra ma è connessa al senso con il quale guardiamo al mondo, una possibile strada per rimediare alla lacerazione dell’identità contemporanea e realizzare nuove forme di emancipazione.

Fabrizio Cassanelli, Teatro in educazione. Guida all’animazione teatrale per insegnanti, educatori, animatori, ETS, Pisa, 2017, pp. 130
Questo testo è uno strumento operativo centrato sul teatro interpretato come gioco, animazione e creatività, elementi ritenuti sempre più importanti in educazione, ma che storicamente non hanno ancora trovato in Italia uno spazio stabile e organico nella scuola. Il vedere e il fare teatro infatti consentono a bambine e bambini di fare esperienze reali di conoscenza, fatte di relazione e di riflessione. L’autore si augura che le proposte operative contenute in questo testo, rivolto ad insegnanti ed educatori, possano contribuire a realizzare il sogno-bisogno di inserire la disciplina teatrale nei contesti educativi e nella scuola al pari di altri insegnamenti. Sullo stesso tema si veda anche il testo di Francesco Cappa, Formazione come teatro, Raffaello Cortina, 2016, pp. 181 (Coll. Bibl. 18027)
Collocazione Biblioteca: 17943

9788806235871_0_500_0_75Christian Raimo, Tutti i banchi sono uguali. La scuola e l’uguaglianza che non c’è, Einaudi, Torino, 2017, pp. 142
Il testo tratta di tematiche attuali legate alla scuola della quale, secondo l’autore, bisogna recuperare la centralità in quanto, di fronte alla crisi delle altre agenzie educative, è rimasta il luogo privilegiato dove esercitare l’uguaglianza. Uguaglianza che è il baluardo capace di resistere alle ideologie individualiste e all’elogio della competizione. Non bisogna isolare ciò che avviene in classe da ciò che avviene fuori, o peggio, rendere funzionale il lavoro in classe alle ideologie del mondo non scolastico, come potrebbe avvenire ad esempio con l’alternanza scuola-lavoro. Raimo, scrittore e docente alle superiori, ritiene che i fuochi centrali del discorso sull’educazione oggi siano quattro: valutazione, qualità della formazione, rapporto tra mondo della scuola e del lavoro e infine uguaglianza. Questi temi sono legati a una visione politica nel senso pieno del termine: non si può parlare di scuola senza pensare alla cittadinanza del futuro.
Collocazione Biblioteca: 17907

Mauro Piras, Questa scuola non va. Cinquant’anni dopo don Milani, in Il Mulino, a. 66, n. 5 (2017), pp. 785-794
L’articolo si riconduce al libro di don Milani “Lettera a una professoressa” per fare un confronto fra la scuola di allora e quella attuale. Nel testo vengono riportati alcuni dati statistici dai quali risulta che le cose non sono molto cambiate. L’insegnamento continua ad essere basato sulle interrogazioni e sulle verifiche, cioè sul controllo piuttosto che sull’incentivo ad apprendere. L’abbandono scolastico risulta correlato alle classi sociali in quanto appare più accentuato presso gli istituti tecnici rispetto ai licei. L’autore auspica una riforma del sistema scolastico rivolto più ai contenuti che alla burocrazia. Mauro Piras insegna Filosofia e Storia al Liceo “Castelnuovo” di Firenze.

Marco Lo Giudice, Intrecci tra scuola e realtà educative del territorio, in Animazione Sociale, a. 47, n. 309 (2017), pp. 93-104
L’autore, educatore, riflette sulla collaborazione tra scuola e altre agenzie educative che possano nutrirsi reciprocamente per sviluppare percorsi educativi interessanti per ragazze e ragazzi.

Sonia Rossetti, Orientarsi ai tempi della crisi. Prepararsi al futuro partendo dalla scuola, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.- mar. 2017), vol. 64, pp. 37-51
La preoccupante situazione del nostro Paese impone una riflessione sulla formazione delle nuove generazioni. L’insicurezza verso il futuro rischia di gravare negativamente sul benessere dei giovani che, privi delle adeguate risorse, non riusciranno a trovare la giusta collocazione nella società. Scopo di questo contributo è descrivere l’attuale contesto di crisi come descritto dall’Istat (2015) e l’importanza dell’orientamento nel favorire l’autonomia della persona attraverso la regolarizzazione dei processi motivazionali. In tale prospettiva la scuola può diventare una reale opportunità di crescita per i ragazzi se si farà garante di una formazione continua e profonda dei processi di apprendimento. Verranno prese in considerazione le teorie psicologiche che si sono occupate dello studio e della definizione di variabili intrapsichiche in grado di incidere sulla riuscita personale.

educareallafelicita_sitoLucia Suriano, Educare alla felicità. Nuovi paradigmi per una scuola più felice, La Meridiana, Molfetta (BA), 2016, pp. 114
Bisogna provare a pensare la scuola come un luogo di possibilità. Un grande “parco giochi” nel quale le menti, i cuori e le anime possano giocare a sviluppare i propri talenti, allenare le proprie emozioni, fortificare le abilità e prepararsi per la seconda parte della vita: quella di adulti che dovranno portare il loro meglio nella società attraverso il loro lavoro. Praticare la risata vuole dire spezzare gli schemi negativi. Quando pensiamo ad una situazione in chiave positiva diventiamo capaci di prendere decisioni migliori e influenzare il nostro corpo e il nostro comportamento. Lucia Suriano è docente nella scuola secondaria di primo grado, teacher di Laughter Yoga certificata.
Collocazione Biblioteca: 18112

Stefano Benini, Reti di possibilità. Quando la pedagogia incontra le prassi sanitarie, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 196
Le riflessioni che si sviluppano in questo libro transitano lungo i territori di confine tra l’educativo e il sanitario: il lavoro si rivolge a tutti gli operatori sanitari – ma anche a quelli dell’educazione – che costantemente si misurano con i pensieri e le azioni che compongono quella che viene definita l’esperienza immateriale della cura. Oggetto di particolare attenzione è l’epistemologia della cura sanitaria nella prospettiva della complessità. Vengono proposte alcune “buone pratiche pedagogiche” in sanità, in riferimento ai contributi di alcuni pedagogisti italiani che in questi ultimi anni si sono dedicati alla formazione del personale sanitario e allo sviluppo della corrente della pedagogia medica. Stefano Benini è dottore di ricerca in Pedagogia all’Università di Bologna.
Collocazione Biblioteca: 18079

Mauro Palumbo, Valeria Pandolfini, Effetti perversi della valutazione ed equità sociale: riflessioni sul Sistema Nazionale di Valutazione, in Studi di Sociologia, a. 54, n. 3 (lug.-set. 2016), pp. 263-278
L’obiettivo dell’articolo è duplice: da un lato, indagare in che termini alcuni concetti chiave del dibattito politico-sociale a livello nazionale e internazionale su scuola ed educazione, ovvero equità, partecipazione, qualità e differenziazione, siano esplicitati nel Sistema nazionale di valutazione (SNV) e in che modo tale sistema preveda che essi non si limitino ad essere meri leitmotiv retorici, ma trovino negli istituti scolastici terreno fertile per una concreta applicazione. Dall’altro lato, il lavoro intende riflettere se, in che termini e a quali condizioni, un sistema di valutazione quale SNV possa accrescere l’equità sociale e ridurre le disuguaglianze sociali o, al contrario, rifletta o addirittura intensifichi queste ultime. Il saggio individua dunque tre possibili “logiche”, ovvero paradossi della valutazione, sui quali è necessario intervenire. Sul tema della valutazione a scuola si veda anche l’articolo di Katia Montalbetti, Emanuele Rapetti, La valutazione fra scuola e territorio. Pratica, comunicazione e impiego dei dati, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2016), Vol. 63, pp. 121-136

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Franco Lorenzoni, I bambini pensano grande. Cronaca di un’avventura pedagogica, Sellerio, 2016, Palermo, pp. 264
“Ho desiderato raccontare un anno di vita della quinta elementare del piccolo paese umbro dove insegno da molti anni perché ascoltando nascere giorno dopo giorno parole ed emozioni, ragionamenti, ipotesi e domande […] ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a scoperte preziose, che ci aiutano ad andare verso la sostanza delle cose”. Così l’autore, maestro elementare a Giove, in Umbria, fondatore di un centro di sperimentazione educativa, collaboratore del Movimento di Cooperazione Educativa, presenta il suo libro che contiene indicazioni concrete per un insegnamento innovativo.
Collocazione Biblioteca:17406

A cura di Speranzina Ferraro, Orientamento a scuola, in Counseling, n. 1 (feb. 2016) – on line, vol. 9, pp. 140-146
Si fa un gran parlare sui principali media e da parte di importanti istituzioni formative e produttive della necessità di promuovere il lavoro tra i giovani e di favorire l’incontro tra domanda e offerta. Varie soluzioni si offrono su come favorire la transizione dei giovani al mondo del lavoro: dalla proposta di figure di “mentori”, alla promozione di percorsi formativi per lo sviluppo di competenze di imprenditorialità e di occupabilità. In ogni caso la scuola non può esimersi dal prevedere azioni per preparare i giovani a essere protagonisti attivi nella costruzione del proprio futuro in maniera consapevole e deve far acquisire ai giovani quell’insieme di conoscenze, competenze e abilità, che rendano ciascuno consapevole delle proprie potenzialità e possibili opportunità. L’articolo esamina la normativa in merito all’orientamento e auspica un nuovo modello di scuola che avvicini maggiormente e con maggiore efficacia i giovani al mondo del lavoro.

imagesLuca Lucini, Come diventare grandi nonostante i genitori, film commedia, Italia, 2016, 90′
Sempre più spesso i genitori assumono comportamenti competitivi verso i professori dei propri figli contestando voti e programmi, così, invece di cooperare per la formazione dei loro ragazzi, diventano ostacoli insormontabili alla loro crescita perché pensano presuntuosamente di conoscere i loro figli meglio di qualunque altro. È quello che accade anche ai ragazzi di questa commedia: quando, al liceo, arriva la nuova preside che decide di non aderire al concorso scolastico nazionale per gruppi musicali, per i ragazzi, che hanno una passione sfrenata per la musica, è un colpo mortale e quando i genitori corrono a protestare, la preside decide addirittura di raddoppiare il lavoro quotidiano degli studenti. Dopo i primi voti bassi, i genitori consigliano prudentemente ai figli di sottostare alle decisioni della nuova preside. Tuttavia i ragazzi, con orgoglio, decidono di iscriversi al concorso musicale pur avendo contro scuola e genitori. La sfida pare impossibile e invece li porterà a crescere in modo sorprendente tra ostacoli di ogni tipo da superare. Il film prende spunto da una serie televisiva, “Alex & Co”, molto seguita dagli adolescenti, ma sembra volersi indirizzare anche agli adulti per lanciare un messaggio pedagogico.
Collocazione Biblioteca: 03D63

Pascal Plisson, Vado a scuola, documentario, Francia, 2012, 75′
Il film narra le storie di quattro bambini, provenienti da angoli del pianeta differenti, ma uniti dalla stessa sete di conoscenza. Dalle savane sterminate del Kenya, ai sentieri tortuosi delle montagne dell’Atlante in Marocco, dal caldo soffocante del sud dell’India, ai vertiginosi altopiani della Patagonia, i quattro protagonisti, Jackson, Zahira, Samuel e Carlito sanno che la loro sopravvivenza, dipenderà dalla conoscenza e dall’istruzione scolastica.
Collocazione Biblioteca: 02D72

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