Pedagogia, sociologia e psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza

ditigre

Calvin & Hobbes di Bill Watterson

9788810559024Pacifico Cristofanelli, Il maestro scomodo. Attualità di Don Lorenzo Milani, EDB, Bologna, 2017, pp. 216
In questo saggio viene presentata la vita e il pensiero di don Lorenzo Milani, ancora oggi “maestro scomodo” perché continua a turbare e a responsabilizzare. Le origini religiose dell’attività di don Milani si intrecciano nella sua figura con un profondo senso della laicità e dell’aconfessionalità, elementi che ne fanno uno dei maggiori educatori del nostro tempo. Don Lorenzo Milani non era specializzato in pedagogia e non militava nei partiti, eppure pochi hanno fatto e scritto di scuola con altrettanta efficacia e con la capacità di cogliere le radici dell’ineguaglianza sociale. Il priore di Barbiana ha scelto di insegnare ai più piccoli e agli esclusi per educarli a liberarsi da soli e diventare uomini. In fondo al testo troviamo la testimonianza del pedagogista e maestro Mario Lodi.
Collocazione Biblioteca: 17861

Giannino Piana. È ancora possibile educare oggi?, in Rocca, a. 76, n. 12 (giu. 2017), pp. 40-42
L’articolo è basato sul libro “Educazione” di Franco Garelli (Il Mulino, Bologna, 2017, (di prossimo arrivo in biblioteca) nel quale si sostiene che le potenzialità didattiche della scuola, fortemente messe in discussione al momento attuale, possono essere ricuperate se oltre l’educazione si considera la relazione insegnante-allievo come formativa in un contesto sociale che favorisca una comunicazione positiva fra giovani e adulti in generale.

Roberta Soverino, Ai confini dell’educazione, in Pedagogika.it, a. 21, n. 2 (apr.-giu. 2017), pp. 78-80
La velocità di stimoli nella società attuale non pone tanto oggi, alla Scuola, la sfida di una loro rincorsa impari e sempre in affanno, quanto la possibilità di avere un ruolo privilegiato nel far sedimentare tali stimoli. Occorre cioè fermarsi e far fermare per riflettere su ciò che si sta facendo.

41EckESeJjL._SX325_BO1,204,203,200_Jessica Lahey, Lasciamoli sbagliare. Imparare a farsi da parte per crescere figli felici, Vallardi, Milano, 2017, pp. 295
Secondo l’autrice, insegnante e scrittrice, nell’epoca attuale l’amore per i figli rende i genitori troppo protettivi (si è passati dal parenting all’overparenting): assumendosi la responsabilità di tutto ciò che le riguarda, si toglie alle nuove generazioni la possibilità di sbagliare e imparare dai propri errori, la possibilità di riuscire a cavarsela da soli. Lahey propone una pedagogia che accetta l’imperfezione, valorizza l’errore come possibilità di apprendimento e incoraggia i genitori ad avere fiducia nei propri figli e a lasciare che siano protagonisti della propria storia.
Collocazione Biblioteca: 17908

 Riane Eisler, L’infanzia di domani. Un contributo per l’educazione alla partnership nel XXI secolo, Forum, Udine, 2016, pp. 310
Con il presente lavoro, l’autrice, studiosa e attivista sociale americana intende applicare all’istruzione moderna il concetto di partnership, già da lei teorizzato, sulla base di un modello di società improntato sulla sostenibilità ambientale, la non violenza, il multiculturalismo, e l’equità nelle questioni di genere. Per troppo tempo, secondo l’autrice, il ‘modello di dominio’, incentrato sul controllo e sull’autoritarismo, ha condizionato il sistema educativo in generale: sono pertanto necessari cambiamenti radicali sia nei contenuti che nei processi didattici. Attraverso questo nuovo approccio educativo, corredato da materiali e risorse utili per genitori e insegnanti, si delinea una concezione rivoluzionaria e ispiratrice della scuola, e di conseguenza della società, del XXI secolo.
Collocazione Biblioteca: 17779

Gianfranco Zavalloni, La pedagogia della lumaca. Per una scuola lenta e non violenta, EMI, Bologna. 2015, pp. 190
Nessuno ha più tempo di attendere, oggi si vuole tutto velocemente: siamo nell’epoca del tempo senza attesa. Questo testo sulla pedagogia della lentezza è frutto delle riflessioni, concrete e ricche di buon senso, di G. Zavalloni, valutazioni sul senso del tempo educativo e sulla necessità di una scuola lenta e non violenta che nascono dalla sua esperienza pluriennale come dirigente scolastico e sono rivolte soprattutto ai docenti. In realtà questi spunti travalicano le aule e i plessi per imporsi come un insegnamento di vita adatto agli uomini e alle donne del nostro tempo al fine di operare un cambiamento antropologico. In appendice, il testo del suo Manifesto dei diritti naturali di bimbi e bimbe e il Decalogo per una buona scuola. I disegni in bianco e nero sono dell’autore.
Collocazione biblioteca: 17390

downloadGiovanni Zoppoli, Fare scuola, fare città. Il lavoro sociale ai tempi della crisi, Edizioni dell’Asino, 2014, pp. 140
Il libro raccoglie alcuni scritti dell’autore, insegnante che si occupa di ricerca sociale psicopedagogica, ideatore e animatore del centro territoriale Mammut di Scampia, stimolati dalle esperienze pedagogiche vissute. Tra i temi oggetto delle riflessioni: il lavoro degli operatori sociali in periodo di crisi, l’esperienza con i rom, l’esperienza in scuole di diverse periferie italiane, la valutazione nell’educazione, il “metodo Mammut”. Collocazione Biblioteca:17759

Letizia Bordoni, La favola. Un veicolo speciale per promuovere l’integrazione, Ibiskos, Empoli, 2014, pp. 196
Letizia Bordoni con la sua Tesi di laurea in Scienze della Formazione Primaria, riflette in modo puntuale, critico e riflessivo sul valore della fiaba e della favola, a partire dalla scuola dell’infanzia, individuando nella lettura e/o nell’ascolto di storie, una possibilità straordinaria per sensibilizzare gli alunni all’accettazione dell’altro, di chiunque, di ogni “altro da sé”, per com’è, nella sua unicità, specificità, irripetibilità. Affinché ogni alunno, a scuola possa sentirsi uno dei tanti, invece di un pesce fuor d’acqua, gli insegnanti possono scegliere di leggere spesso letture non solo piacevoli, ma anche significative e dotate di senso in termini di didattica includente.
Collocazione Biblioteca: 17083

Laura Monte Serrat Barbosa, Educare ai no nella prima infanzia. Insegnare i limiti e promuovere l’autonomia, Erickson, Trento, 2014, pp. 143
Tra le numerose sfide che la modernità ci lancia, quelle che riguardano l’educazione sono forse le più complesse: la globalizzazione impone nuovi discorsi e linguaggi, davanti ai quali i genitori si trovano spesso impreparati e poco attrezzati. Il volume traccia un interessante confronto tra stili educativi del passato e del presente, concentrandosi sugli aspetti fondamentali della genitorialità: dalla crisi dell’autorevolezza alla costruzione di una comunicazione efficace, dalle implicazioni dei nuovi media alla gestione della vita scolastica, dalla promozione dell’autonomia all’insegnamento del senso del limite. Quest’ultimo viene indagato con particolare attenzione, con l’obiettivo di fornire a genitori consigli e strumenti per recuperare la capacità, quando è necessario, di dire «no» ai propri figli, senza paura di perderne per questo l’affetto ma, al contrario, riappropriandosi della missione educativa e insegnando fin dalla prima infanzia ai propri bambini a comprendere il valore dell’autodisciplina, il senso di responsabilità e le regole della convivenza.
Collocazione Biblioteca: 16694

boyhood_film

Richard Linklater, Boyhood, film drammatico, USA, 2014, 163′
Girato in soli 39 giorni, ma in un arco di tempo di ben 12 anni (tra il 2002 e il 2013), Boyhood è un’esperienza cinematografica assolutamente innovativa che ci fa immergere in un modo unico, nella vita ordinaria di una famiglia ordinaria. Il protagonista è Mason (Ellar Coltrane), che insieme con la sorella Samantha, intraprenderà un viaggio emozionante e trascendente attraverso gli anni che vanno dall’infanzia all’età adulta. Sua madre e suo padre (Patricia Arquette e Ethan Hawke), da tempo separati, dovranno invece confrontarsi con le difficoltà dell’essere genitori in un contesto in continua evoluzione. Molto più di un particolare esperimento cinematografico (realizzare un lungometraggio lungo più di una decade, riunendo ogni anno il cast per girare alcune scene e vederli così invecchiare realmente), Boyhood è un grandissimo affresco sull’essere ragazzi americani oggi, partendo dalle radici, dalla formazione individuale, un racconto fondato quasi tutto sul concetto di famiglia, non tanto come nucleo ma come elemento centrale nella “boyhood”, l’età tra gli 8 e i 20 anni. C’è un paese intero e il suo spirito, per come è vivo oggi nella storia – per nulla clamorosa – di Mason.
Collocazione Biblioteca: 02D76

nostri-ragazzi

Ivano De Matteo, I nostri ragazzi, film drammatico, Italia, 2014, 90′
Due fratelli, opposti nel carattere come nelle scelte di vita (uno avvocato di grido, l’altro pediatra impegnato), e le loro rispettive mogli, perennemente ostili l’una all’altra, si incontrano da anni, una volta al mese, in un ristorante di lusso, per rispettare una tradizione. Parlano di nulla: alici alla colatura con ricotta e caponatina di verdure, l’ultimo film francese uscito in sala, l’aroma fruttato di un vino bianco, il politico corrotto di turno. Una sera una telecamera di sicurezza riprende (senza che se ne possa ricostruire l’identità) l’aggressione a calci e pugni da parte di un ragazzo e di una ragazza nei confronti di una mendicante, che finisce inizialmente in coma. Le immagini vengono messe in onda da “Chi l’ha visto?” e in breve tempo le due coppie acquisiscono la certezza che gli autori dell’atto delittuoso sono i reciproci figli. Che fare? Lo spettatore viene posto in una condizione di estraneità al fatto che gli viene consentito di giudicare nella sua dinamica, assegnando torti e ragioni. È quanto accade dopo che invece l’accaduto costringe ognuno a porsi la domanda: io come mi comporterei? La totale amoralità dei due ragazzi può spaventare, spingendoci quasi a rifiutarne le modalità di espressione e il regista ci chiede piuttosto
di guardarla in faccia, senza nascondere la testa sotto la sabbia, perché è su questo piano che ai genitori viene chiesto di intervenire, senza prediche inutili, ma anche senza cedimenti.
Collocazione Biblioteca:02D90

dimostro

Calvin & Hobbes di Bill Watterson