Pedagogia, sociologia e psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza

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Calvin & Hobbes di Bill Watterson

Raffaele Mantegazza, Come degli sherpa: che cosa significa accompagnare, in Note di pastorale giovanile, n. 4 (apr.-mag. 2019), pp. 64-67
L’articolo tratta dell’accompagnamento educativo dei ragazzi usando la metafora degli sherpa che guidano il cammino. La relazione educativa è sempre un faccia-a-faccia, un rapporto tra un “io” e un “tu”, ma è anche sempre questione comunitaria. Accompagnando un allievo si accompagna un mondo e si accompagna se stessi dentro il mondo. Non esiste relazione educativa che possa pensarsi sull’isola di Robinson, perché anche Robinson non era solo, aveva rapporti di memoria, ricordo, attesa che lo riguardavano anche da lontano.

pvw_imgA cura di Cinzia d’Alessandro e Federica Valeria Villa, L’approfondimento. Educare all’ozio, in Bambini, a. 35, n. 4 (apr. 2019), pp. 27-54
Il presente approfondimento si interroga rispetto alle opportunità che le progettazioni educative hanno, dai nidi alle scuole primarie, nel creare un ambiente di crescita in cui la prospettiva dello sviluppo non sia solo proiettata al fare ma legittimi il diritto all’ozio, dove anche il non fare nulla abbia altrettanto valore educativo.

Maurizio Parodi, Vietato sbagliare. A proposito di errori pedagogici, in Pedagogika.it, a. 23, n. 1 (gen.-mar. 2019), pp. 81-85
Secondo l’autore, nelle scuole si tarda a comprendere che l’errore può diventare un potente volano della conoscenza e si preferisce prevenirlo attraverso la trasmissione, più o meno pedestre, di un sapere caratterizzato da pratiche meramente nozionistiche che tradiscono il vero significato dello studio.

Nadia Fellini, Alfredo Vismara, Per una pedagogia dell’efficacia ovvero dell’adattabilità. Un approccio preliminare in sei lezioni e due principi, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2019), vol. 66, pp. 169-182
L’articolo sonda la questione dell’efficacia dell’educazione, chiamando in causa la strategia che dovrebbe mirare al migliore utilizzo delle risorse intellettuali, culturali, materiali e strutturali in rapporto al risultato voluto. La riflessione si sviluppa a partire dall’analisi retrospettiva di sei esperienze educative per esplorarne due principi fondanti di tipo strategico, che coniugano l’esigenza di efficacia con l’impellenza di sostenibilità.

Matteo Tracchi, Danilo Dolci e Paulo Freire: un intreccio intellettuale tre maieutica e dialogo per un’educazione problematizzante, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2019), vol. 66, pp. 133-148
L’articolo presenta il profilo intellettuale di Danilo Dolci e vuole sottolineare l’importante ruolo e l’impegno educativo, purtroppo passati in secondo piano, per il grande pubblico, rispetto alle sue opere di attivismo sociale e lotta politica. La sua figura viene inoltre intrecciata a quella di Paulo Freire, uno tra i più importanti pedagogisti e teorici dell’educazione al mondo, al fine di mettere ulteriormente in luce la figura poliedrica di Dolci, ovvero il suo impegno educativo atto a creare una società civile più attiva e responsabile.  Si veda anche la nuova edizione della Pedagogia degli oppressi, di Paulo Freire, Edizioni Gruppo Abele, Torino 2018, pp. 238 (coll. Bibl. 17993) e il saggio di  Paulo Freire, Le virtù dell’educatore. Una pedagogia dell’emancipazione, EDB, 2018, pp. 83 (coll. Bibl. 18399)

downloadSergio Tramma, L’educazione sociale, Laterza, Bari-Roma, 2019, pp. 178
L’educazione non è più riconducibile ai luoghi e ai tempi di quella tradizionale triade, cioè la famiglia, la scuola e la comunità. Oggi l’educazione è permanente e diffusa, avviene in una molteplicità di situazioni socio-relazionali quotidiane favorendo l’interazione di molteplici esperienze. Il libro intende esaminare l’educazione sociale nella contemporaneità attraverso l’analisi dell’esistente ma anche con uno sguardo al passato, dal dopoguerra ad oggi.
Collocazione Biblioteca: 18312

Giulia Barbero Vignola, Tiziano Vecchiato, Futuro e lavoro nelle aspettative e nei desideri dei ragazzi, in Studi Zancan, a. 17, n. 6 (nov.-dic. 2018) – on line, pp. 30-35
Cosa pensano i giovani del loro futuro? Due ricerche, in Sardegna e in Veneto, hanno interpellato oltre 1500 ragazzi: il lavoro è un pensiero ricorrente già dai 14-15 anni e uno su tre sa che dovrà cercarlo all’estero. Il futuro è incerto soprattutto per gli studenti degli istituti professionali, per chi vive in famiglie fragili o in difficoltà economiche. Il lavoro così è visto come un mezzo per l’autonomia, ma anche per realizzare se stessi. Articolo disponibile in Pdf.

Ivo Lizzola, Condividere la vita. Legami, cura, educazione, Fondazione Apostolicam Actuositatem, Roma, 2018, pp. 171
Nell’educare prende forma il legame, si incontrano tempi diversi, si fanno prove di un futuro in comune. E’ ormai tempo di tornare a pensare la relazione educativa, a immaginarla e curarla, fuori dalla sua forma istituita e formalizzata. I testi raccolti nel libro propongono riflessioni nate dalla presenza in contesti ed esperienze sociali ed educative, da scambi e dialoghi con operatori della cura e della formazione, provando a raccontare la particolare tessitura di vita e di futuro che lì si è colta. Ivo Lizzola è professore di pedagogia sociale e di pedagogia della marginalità, del conflitto e della mediazione presso l’Università di Bergamo.
Collocazione Biblioteca: 18276

sulle_tracce_delleducazione_copertina-527x800Kristian Caiazza e Michele Gagliardo, Sulle tracce dell’educazione, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2018, pp. 183
L’essere umano, nel suo percorso di crescita, è un esploratore che parte alla ricerca di mondi “sconosciuti”. Per questo l’esperienza di chi educa si alimenta del confronto, della tensione verso ciò che non si conosce, dell’andare altrove per poi tornare e riflettere, rielaborare e contestualizzare ciò che si è appreso. Il testo è dunque un viaggio nei principali contesti educativi – famiglia, scuola, comunità, politica – fatto di interviste, racconti e analisi. Nella seconda parte del libro si trovano infatti alcune esperienze di educativa di strada in contesti permeati dalla mafia, di doposcuola tra pari e di educazione attraverso il modello economico. L’obiettivo è proporre strumenti e stimoli a chi vive l’esperienza dell’educare, per interpretare la realtà in cui opera e promuovere, dove possibile, condizioni di maggior benessere. Gli autori sono rispettivamente il responsabile del Progetto Giovani del Gruppo Abele e il responsabile nazionale per la formazione dell’associazione Libera.
Collocazione Biblioteca: 18205

Grazia Honegger Fresco, Da solo, io! Progetto pedagogico di Maria Montessori da 0 a 3 anni, La Meridiana, Molfetta (BA), 2018, pp. 209
E’ un libro per educatori, genitori, insegnanti affascinati dalla possibilità di un progetto pedagogico basato sull’osservazione, sulla fiducia nelle forze naturale dei bambini e dei ragazzi, in un ambiente liberante, senza banchi, né premi, né voti. Come indicava la Montessori, dal fare al riflettere, dal dedurre al provare. L’autrice, pedagogista, è stata allieva diretta di Maria Montessori. Sul metodo Montessori a scuola si consulti anche il testo di Sonia Coluccelli e Silvia Pietrantonio, Il Metodo Montessori oggi. Riflessioni e percorsi per la didattica e l’educazione, Erickson, 2017 (Coll. Bibl. 17973)
Collocazione Biblioteca: 18145

Michal Vojtáš, L’arte educativa dell’accompagnamento in chiave salesiana, in Orientamenti pedagogici, n. 2 (apr.-giu. 2018), pp- 303-322
L’articolo presenta tre diversi livelli dell’accompagnamento salesiano: il primo riporta il processo di accompagnamento come viene descritto da Don Giovanni Bosco. Il secondo livello viene legato all’identità dell’accompagnatore in quanto discepolo accompagnato. Il terzo è l’accompagnamento attraverso i processi di progettazione di ambienti educativi in una logica di trasformazione profonda.

9788810513699Paolo Tondelli, Mi fido di te. Ripensare l’educazione, EDB, Bologna, 2018, pp. 148
Mentre gli adulti si stupiscono dei cambiamenti che avvengono nel mondo giovanile, i ragazzi chiedono a chi ha più anni e più esperienza di loro di risintonizzarsi su un nuovo modo di vivere, di prendere contatto con le novità di cui sono portatori, con le modalità che adottano per comunicare e con la fatica di sognare il futuro. Poiché non è obbligatorio fare “come si è sempre fatto”, è necessario che gli adulti trovino la strada per stabilire con i ragazzi relazioni corrette, basate sulla fiducia e sulla capacità di credere e dimostrare che è possibile fare percorsi comuni. Il libro propone una lettura in ambito religioso dell’educazione rivolta ai giovani. Paolo Tondelli è sacerdote nella diocesi di Reggio Emilia-Guastalla.
Collocazione Biblioteca: 18368

Patrizia Garista ; prefazione di Lucia Giannini, Come canne di bambù. Farsi mentori della resilienza nel lavoro educativo, Franco Angeli, Milano 2018, pp. 162
Il libro tenta di proporre une riflessione critica sull’educare e sull’educarsi alla resilienza, collocandone il costrutto in uno spazio di riflessione pedagogica che permetta di comprendere le traiettorie di sviluppo di questo processo, nelle sue dimensioni costruttive e discriminanti. La riflessione sul lavoro educativo e formativo per la resilienza nonché le metodologie narrative e art based consentono al lettore di confrontarsi, documentare e mediare i risultati della ricerca con le varie pratiche che la potrebbero ospitare: il lavoro con la famiglia, la scuola, l’educazione degli adulti, i contesti di cura e prevenzione, il sociale. Patrizia Garista è docente a contratto di Pedagogia presso l’Università di Perugia. Collocazione Biblioteca: 18116

Luca Chianura, Vittoria Quondamatteo, Adolescenza e pseudoadolescenza. Nuove emergenze e nuove prospettive, Franco Angeli, Milano, 2017, pp. 155
Questo volume raccoglie riflessioni e pensieri originati dall’esperienza di un variegato gruppo di figure professionali che da anni, in diversi contesti terapeutici e riabilitativi, incontra ragazze e ragazzi il cui percorso evolutivo e autobiografico si è interrotto alle soglie dell’adolescenza o nella prima adolescenza. Questa interruzione si manifesta, il più delle volte, con il clamore dell’urgenza psichiatrica e con una apparente varietà di sintomi e forme di sofferenza fisica e mentale. Il percorso, spesso molto lungo, deve procedere verso la nascita di una libera curiosità per la mente dell’altro e della consapevolezza che dall’altro si possa imparare qualcosa. Vengono descritti alcuni progetti e servizi rivolti a minori all’interno del circuito penale, minori stranieri non accompagnati, minori rom, ecc. Due capitoli sono inoltre dedicati rispettivamente all’arteterapia e alla “sand play therapy” con gli adolescenti.
Collocazione Biblioteca:17935

Matteo Lancini, Abbiamo bisogno di genitori autorevoli. Aiutare gli adolescenti a diventare adulti, Mondadori, Milano, 2017, pp. 167
L’autore è psicologo e psicoterapeuta, presidente della Fondazione Minotauro di Milano. Nel libro traccia un quadro esaustivo dei problemi legati alle crisi adolescenziali e, servendosi anche del racconto di casi esemplari, suggerisce a genitori, insegnanti, educatori come prestare ascolto alle esigenze e ai pensieri dei ragazzi, come favorire la loro autonomia senza lasciarli soli, come intervenire in modo adeguato nelle situazioni più critiche, quali l’uso improprio di Internet, le difficoltà di rapportarsi ai cambiamenti del corpo ecc.
Collocazione Biblioteca: 18009

downloadAlberto Pellai, Barbara Tamborini, L’età dello tsunami. Come sopravvivere a un figlio pre-adolescente, DeAgostini, Milano, 2017, pp. 254
In questo libro gli autori, un medico psicoterapeuta e una psicopedagogista, tracciano un ritratto della pre-adolescenza e danno indicazioni e strumenti a genitori ed educatori su come affrontare quest’età della vita così particolare. L’inizio coincide approssimativamente con l’entrata nella scuola media ed è un’età di emozioni intense e improvvise, di un cervello in piena evoluzione, che funziona in modo diverso rispetto a quello di un adulto. Il testo aiuta anche i genitori a guardarsi dentro e capire che tipo di genitori si è e si vorrebbe diventare per essere mamme e papà sufficientemente buoni, capaci di riflettere sui propri errori ed aggiustare il tiro. A completare l’opera si trovano anche proposte di film da vedere per riflettere su adolescenza e pre-adolescenza.
Collocazione Biblioteca: 17946

Marco Marzano, Nadia Urbinati, La società orizzontale. Liberi senza padri, Feltrinelli, Milano, 2017, pp. 103
L’idea apocalittica che sia in corso una crisi d’autorità che ha portato la democrazia all’eccesso, avvelenandola, secondo gli autori è un falso mito della nostra società che deve essere sfatato. In questo testo viene proposto un modello orizzontale di società, in cui non esistono gerarchie di valori e non c’è devozione nei confronti di alcun potere autoritario. Analizzando le sfere strutturali della società, quali la religione, la politica e la famiglia, si dimostra che lo sviluppo della società orizzontale è già in atto e al posto di un principio d’ordine gerarchico, il motore della sua costituzione è la diversità, un elemento che non omologa e non divide, ma unisce e pluralizza. Quella illustrata in questo saggio è una democrazia del riconoscimento e della reciprocità, è un’orizzontalità che si manifesta nelle relazioni soggettive, prima e magari contro quelle codificate nei costumi. Gli autori sono docenti universitari di Sociologia (Marzano) e di Teoria politica (Urbinati).
Collocazione Biblioteca: 18257

Franco Garelli, Educazione, Il Mulino, Bologna, 2017, pp. 157
L’autore cerca di rispondere ad alcune domande cruciali in tema di educazione: educare oggi si può? Qual è il senso di questa parola in una società sempre più plurale? L’espressione “educazione” evoca vissuti e convinzioni disparate: per alcuni un peso di cui disfarsi o un’emergenza cui far fronte, per altri la risorsa senza la quale qualsiasi gruppo è destinato prima o poi a sgretolarsi. Educare è solo una tecnica e una costruzione di competenze? E che ruolo attribuiamo oggi agli ammonimenti e alle “prediche” piuttosto che ai modelli e all’esempio? Un problema che attraversa la famiglia, la scuola, le associazioni del tempo libero e le relazioni di lavoro, e che chiama sempre in causa la questione dei valori. L’autore è ottimista e va oltre i luoghi comuni, in cui si crede che anche per le generazioni dell’era virtuale lo scambio diretto tra le persone – adulti-giovani, maestro-allievo – sia qualcosa di insostituibile. Franco Garelli insegna Sociologia dei processi culturali e Sociologia delle religioni all’Università di Torino.
Collocazione Biblioteca: 17958

A cura di Giulia Ruta e Mario Schermi, Educare nel tempo dell’estraneità. Il lavoro educativo nelle urgenze della crescita contemporanea, Franco Angeli, Milano, 2017, pp. 187
Il libro intende rilanciare gli spunti di riflessione elaborati in occasione della prima edizione del CantierEducare, tenutosi a Parma nell’ottobre 2015, un evento dedicato alle questioni educative e alle loro pratiche. L’educare nella società attuale è caratterizzato da complessità notevoli e rapidi cambiamenti. I diversi capitoli del volume affrontano diverse realtà come il carcere, la scuola, i luoghi di lavoro, la multiculturalità, i problemi di incomunicabilità, la struttura sociale urbana, i mezzi di comunicazione, la capacità di ascolto, i problemi dei minori, le capacità di apprendere. Fra gli altri segnaliamo l’intervento di Luigi Ciotti “Il noi, al di qua dell’estraneità”.
Collocazione Biblioteca: 17939

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Jessica Lahey, Lasciamoli sbagliare. Imparare a farsi da parte per crescere figli felici, Vallardi, Milano, 2017, pp. 295
Secondo l’autrice, insegnante e scrittrice, nell’epoca attuale l’amore per i figli rende i genitori troppo protettivi (si è passati dal parenting all’overparenting): assumendosi la responsabilità di tutto ciò che le riguarda, si toglie alle nuove generazioni la possibilità di sbagliare e imparare dai propri errori, la possibilità di riuscire a cavarsela da soli. Lahey propone una pedagogia che accetta l’imperfezione, valorizza l’errore come possibilità di apprendimento e incoraggia i genitori ad avere fiducia nei propri figli e a lasciare che siano protagonisti della propria storia.
Collocazione Biblioteca: 17908

Riane Eisler, L’infanzia di domani. Un contributo per l’educazione alla partnership nel XXI secolo, Forum, Udine, 2016, pp. 310
Con il presente lavoro, l’autrice, studiosa e attivista sociale americana intende applicare all’istruzione moderna il concetto di partnership, già da lei teorizzato, sulla base di un modello di società improntato sulla sostenibilità ambientale, la non violenza, il multiculturalismo, e l’equità nelle questioni di genere. Per troppo tempo, secondo l’autrice, il ‘modello di dominio’, incentrato sul controllo e sull’autoritarismo, ha condizionato il sistema educativo in generale: sono pertanto necessari cambiamenti radicali sia nei contenuti che nei processi didattici. Attraverso questo nuovo approccio educativo, corredato da materiali e risorse utili per genitori e insegnanti, si delinea una concezione rivoluzionaria e ispiratrice della scuola, e di conseguenza della società, del XXI secolo.
Collocazione Biblioteca: 17779

Greta Gerwig, Lady Bird, film drammatico, USA, 2017, 94′
Lady Bird, nome che Christine ha scelto per sé, è una ragazza difficile che a Sacramento – il “Midwest della California” – si sente prigioniera, obbligata a frequentare una scuola cattolica, a coltivare amicizie poco soddisfacenti, a veder sfuggire di fronte a sé la possibilità di partecipare alla verve culturale della lontana East Coast. Animata da un incontenibile spirito di ribellione, una dispettosa indole anarchica e un’ambizione sfrenata che sogna di appagare lontano da casa, Christine scoprirà nel teatro un posto accogliente, un luogo dove incontrare nuovi amici e fare nuove esperienze; un rifugio dal rapporto complicato con la madre ipercritica e affettuosa, che vorrebbe che sua figlia diventasse “la migliore versione di se stessa”, e da un padre rimasto da poco disoccupato. Lady Bird sembra prevedere tutti i passaggi narrativi obbligati del romanzo di formazione contemporaneo, ma ognuno di questi presenta una particolarità che lo rende irriducibile all’omologazione. Gli stereotipi sono spesso ribaltati e non si avverte mai l’ombra di retorica né di sentimentalismi consolatori. Anziché ricorrere all’aneddotica mumblecore, Gerwig racconta la propria adolescenza con una scarna e schietta prosa carveriana, senza edulcorare nulla, dando solo l’impressione di mantenere gli episodi più divertenti o drammatici.
Collocazione Biblioteca: 03D64

downloadFrancesca Archibugi, Gli sdraiati,  film drammatico, Italia, 2017120′
Giorgio e Tito sono padre e figlio. Due mondi opposti che si scontrano all’interno di un appartamento a Milano. Giorgio è un giornalista di successo, celebre volto di un programma televisivo, stimato da colleghi e circondato da amici. Solo la sua ex moglie non gli rivolge parola e suo figlio si limita a farlo il minimo indispensabile. Tito, d’altronde, è un adolescente e in quanto tale è mosso da un insieme di emozioni complesse che non si preoccupa di articolare o esprimere, soprattutto a suo padre. È pigro come solo un adolescente può essere. Giorgio fa il possibile per cercare di capirlo. Il suo sogno è portarlo sul Colle della Nasca, per la vendemmia, ma lui non ne vuole sapere. Tito si sente soffocato dalle attenzioni di suo padre e preferisce passare tutto il giorno con il suo gruppo di amici, mangiando, parlando di niente e giocando ai videogiochi. Finché un giorno, senza preavviso, comunica a suo padre che l’avrebbe raggiunto in Liguria per la vendemmia. Dopo una serie di incidenti e malintesi, alla fine, in qualche modo padre e figlio troveranno il modo di comunicare… o almeno ci proveranno. Liberamente ispirato al ‘romanzo’ omonimo di Michele Serra, che esprime un solo punto di vista, Gli sdraiati concede la replica alla generazione ‘stesa sul divano’.
Collocazione Biblioteca: 03D48

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Calvin & Hobbes di Bill Watterson