L’apprendimento e le nuove tecnologie

ditorre

di Roberto Mangosi

ToverA cura di Pier Giuseppe Rossi e Lorella Giannandrea, Technologies and trust, Franco Angeli,Milano, 2017, pp. 98
Il libro considera la rilevanza dell’uso delle nuove tecnologie nell’apprendimento. Si considera soprattutto l’ambiente scolastico e l’utilizzo di internet nelle sue varie applicazioni. Una particolare attenzione è rivolta anche al mondo del lavoro e all’apprendimento da parte di persone anziane. Vengono forniti dati anche statistici concernenti il valore di socializzazione e integrazione che nuovi metodi di insegnamento offrono in ambiente scolastico a vari livelli.

Gennaro Piro … [et al.], Robot in educazione, in Pedagogika.it, a. 21, n. 1 (gen.-mar.. 2017), pp. 8-91
Questo numero monografico della rivista mostra quale sia lo stato dell’arte della robotica educativa, quali siano i kit robotici presenti sul mercato e come li si può utilizzare in qualità di strumenti didattici, capaci di interagire in campo educativo con ragazzi e ragazze aperti ad una nuova e più complessa visione del mondo.

Francesca Pavan, Alberto Rossetti, It’s complicated. Giovani al tempo del web, in Dal fare al dire, a. 26, n. 2 (2017), pp. 50-57
La Cooperativa Terra Mia onlus ha elaborato il progetto It’s complicated per approfondire l’argomento dell’utilizzo dei social network da parte dei ragazzi, al fine di attuare una prevenzione primaria sui rischi correlati. Attraverso un questionario somministrato ad allievi di una scuola secondaria di primo grado per evidenziare il loro rapporto con internet, il ruolo delle famiglie e della scuola, è emerso che trascorrono troppe ore in rete senza la consapevolezza delle conseguenze. Sono stati evidenziate le tipologie di programmi più seguiti ed il rapporto con il mondo degli adulti, genitori e insegnanti.

8891616449Nicoletta Di Blas, Storytelling digitale. A scuola, Maggioli, Santarcangelo di Romagna (RN), 2016, pp. 141
Questo volume si propone come un manuale pratico per introdurre lo storytelling digitale a scuola come forma di didattica straordinaria (nel senso di non quotidiana). L’impiego delle tecnologie – video, immagini, suoni, audio – per realizzare storie, narrazioni, permette ai ragazzi di sviluppare competenze di comunicazione, di sperimentare il lavoro di gruppo, di conseguire benefici cognitivi legati all’argomento specifico e di acquisire capacità di project-management. Il testo si basa sull’esperienza dell’autrice, ricercatrice in Pedagogia speciale, con PoliCultura, una attività di storytelling digitale in formativo, attiva dal 2006. Ai lettori del volume viene offerto accesso ad uno strumento sviluppato da HOC-LAB del Politecnico di Milano, usato dalle scuole per creare più di 1500 storie nell’ambito di PoliCultura. Collocazione Biblioteca: 17770

A cura di Rosaria Pace, Giuseppina Rita Mangione, Pierpaolo Limone, Dimensione didattica, tecnologica e organizzativa. La costruzione del processo di innovazione a scuola, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 272
Il presente volume rappresenta la prima tappa di un progetto editoriale articolato in due lavori: il primo dedicato alla relazione tra la dimensione metodologico-didattica, quella tecnologica e quella organizzativa nel processo di innovazione scolastica; il secondo dedicato alle figure di accompagnamento e al ruolo delle tecnologie nei servizi di bilancio delle competenze e nell’orientamento professionale. I lavori, seppure differenti per i temi affrontati, si confi gurano come complementari rispetto alla medesima finalità: quella di raccogliere riflessioni, osservare percorsi, supportare processi di introduzione tecnologica nei contesti educativi e formativi. Questo volume si sofferma sui processi di innovazione a scuola, che si concretizzano attraverso forze convergenti, tra le quali la ricerca interdisciplinare, il supporto metodologico, il confronto con le buone pratiche. Il lavoro tratteggia tutti questi aspetti attraverso un coro di contributi eterogenei ma complementari.

 Michele Pellerey, La diffusione delle tecnologie digitali a scuola sollecita una rivisitazione della didattica come scienza progettuale. Con un corollario: si evidenzia una più incisiva identità del docente come progettatore di percorsi di apprendimento, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2016), vol. 63, pp. 43-68
Lo studio esplora le preoccupazioni che sorgono da una presenza più capillare delle nuove tecnologie, in particolare dei cellulari, nel contesto scolastico e le ricadute che queste potrebbero avere sul progetto educativo. Dal momento che spesso l’uso di queste tecnologie non porta i risultati sperati, è necessario adottare un metodo d’insegnamento ispirato al costruttivismo sociale. Di questo metodo viene esaminata la validità operativa e le evidenze che emergono dalle ricerche disponibili segnalano l’importanza dell’azione dell’insegnante nella progettazione. Infatti non è possibile determinare a priori l’efficacia di un metodo senza tener conto del contesto in cui si opera. In conclusione, a partire dalle ricerche fatte l’articolo propone a docenti e dirigenti scolastici cinque linee d’azione per integrare l’uso del cellulare nei programmi scolastici.

salute-umanaA cura di Edvige Mancinelli, Tecnologie dell’informazione e della comunicazione in età evolutiva: una questione di salute, una questione di educazione. Dossier, in La Salute umana, n. 257-258 (set.- dic. 2015), pp. 15-55
Questo dossier intende offrire spunti di riflessione su come le tecnologie dell’informazione e della comunicazione stiano cambiando le modalità di comunicare e apprendere nei contesti quotidiani di vita e di lavoro di ognuno di noi. Vengono presentati alcuni studi che esaminano le possibili conseguenze sulle strutture cerebrali dell’esposizione alle tecnologie digitali mutimediali e i rischi derivanti dal ridotto utilizzo delle forme “tradizionali” di educazione e comunicazione. Il punto di vista educativo, con alcune indicazioni per gli adulti, è espresso in due articoli di F. Falcinelli e nel racconto di un’esperienza di E. Nini nel contesto della scuola in ospedale e dell’istruzione a domicilio, dove gli strumenti digitali hanno il valore aggiunto di essere “un ponte per l’esterno”. Nell’ultima parte del dossier si riportano l’analisi dei consumi mediatici in Italia e le problematiche relative ai sistemi di monitoraggio italiani OKkio alla salute e HBSC, descritti nell’undicesimo rapporto Censis-Ucsi.

Vincenzo Cascino, Competenze creative e intelligenza plurilitica nei nativi digitali. Educazione creativa e Nuove Tecnologie: un contributo di ricerca sperimentale (prima parte); Un contributo di ricerca sperimentale (Seconda parte), in Orientamenti pedagogici, n. 2 (apr.-giu. 2015), vol. 62, pp. 311-337; n. 4 (ott.-dic. 2015), vol. 62, pp. 721-747.
La ricerca, triennale, intende esplorare la relazione esistente tra ecosistemi mediali e competenze creative in bambini della scuola primaria e le sue ricadute in ambito scolastico. In questa prima parte si indaga se sia possibile promuovere le competenze creative nei nativi digitali attraverso l’uso delle nuove tecnologie. Il lavoro intende capire se esiste una relazione tra pensiero convergente (intelligenza plurilitica) e dimensioni del pensiero divergente o creativo (fluidità, flessibilità, originalità ed elaborazione) fino a un certo livello di intelligenza, al di là del quale i due processi cognitivi convergente e divergente diventano indipendenti. Inoltre, intende confrontare i dati delle ricerche internazionali sui bambini pre-digitali (o nativi analogici) con intelligenza monolitica, con i dati dei nativi digitali con intelligenza plurilitica provenienti dalla presente ricerca. Secondo l’autore si tratta della prima ricerca di questo tipo.

Anna Oliverio Ferraris, Lo strano caso dei ragazzi che non vogliono pensare, in Psicologia contemporanea, n. 252 (nov.-dic. 2015), pp. 44-48
Talvolta le difficoltà di apprendimento di alcuni studenti non dipendono da presunti deficit intellettivi, ma da rigidità emotive, insicurezza caratteriale e condizionamenti ambientali. A un pensiero “aperto” e tollerante questi ragazzi contrappongono spesso una modalità di pensiero dogmatica e anche aggressiva. Secondo l’autrice, per aiutarli ad affrontare i momenti critici costituiti dai momenti in cui si accostano a tematiche nuove, è necessario che gli insegnanti individuino strategie didattiche e atteggiamenti volti a coinvolgerli, valorizzarli e accrescere la loro autostima.

La-caverna-digitaleRoberto Gris, La caverna digitale. Educare alle nuove tecnologie, Erickson, Trento, 2014, pp. 128
Le nuove tecnologie fanno ormai parte della nostra esperienza quotidiana e regalano a tutti i soggetti in formazione possibilità di apprendimento senza precedenti, accompagnate tuttavia da rischi di passività nella ricezione dei testi e di perdita di interesse per la conoscenza stessa. Il testo indaga, attraverso riflessioni pedagogiche ed esempi didattici, le odierne prospettive dell’intreccio tra tecnologia e cultura, tra apprendimento individuale e relazioni educative.
Collocazione Biblioteca: 16704

Caterina Cangià, Generazione tech. Crescere con i nuovi media, Giunti, Firenze, 2014, pp. 143
Caterina Cangià, docente di pedagogia e comunicazione sociale e multimedialità, affronta in questo volume il problema di come educare i ragazzi d’oggi sempre connessi con i media digitali. L’autrice si propone di rispondere a questo interrogativo invitando genitori e insegnanti a conoscere i media digitali e a utilizzarli con e per i ragazzi, offrendo spunti, riflessioni e buone pratiche per accompagnare gli adulti nell’educazione della generazione digitale.
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