Le disabilità e i Bisogni Educativi Speciali

dfilippo1

di Vauro

Alessandro Failo, La difficile gestione della malattia. Strumenti per supportare il bambino malato e prendersi cura dei bisogni dei genitori e dei fratelli sani, in Bambini, a. 35, n. 5 (mag. 2019), pp. 16-20
Nella didattica inclusiva rivolta soprattutto ai bambini con Bisogni Educativi Speciali (BES), in quanto affetti da malattie croniche, lo scaffolding (attività di mediazione dell’insegnante) diventa metodo in quanto rappresenta: un contenitore di percorsi didattici per migliorare l’apprendimento che deve essere condiviso da tutti; un sollecitatore di situazioni problematiche vicine alla caratteristiche e alla situazione del bambino malato, un facilitatore dell’apprendimento delle pratiche di cura e di intervento dove ci sono responsabilità condivise e specifiche.

e437057a26674e1285ae73eb398fd121Gabriella La Rovere, Mi dispiace, suo figlio è autistico, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2019, pp. 154
L’autrice, medico e giornalista, madre di una figlia autistica, racconta nel testo cosa significa essere genitori di bambini e ragazzi autistici, essere tramite tra il figlio e il mondo, portavoce dei suoi desideri e delle sue emozioni presso le istituzioni, come la scuola, e dei suoi bisogni, dei suoi diritti spesso negati. Considerare la persona autistica come protagonista della propria vita è un obiettivo di sviluppo culturale e umano per tutti.
Collocazione Biblioteca: 18275

Palmerino Talarico, Il percorso storico culturale dell’educazione dei soggetti con deficit uditivo, in Pedagogika.it, a. 23, n. 1 (gen.-feb.-mar. 2019), pp. 67-72
In medicina, il termine che indica la diminuzione di capacità uditiva è detto ipoacusia. Nel tempo questa espressione si è arricchita di diversi significati sociali e culturali, che spesso sono stati impropriamente usati, identificando sia il deficit, sia la disabilità.

A cura di Maria Piacente, Oltre le diagnosi, in Pedagogika.it, a. 22, n. 2 (apr.-giu. 2018), pp. 5-71
Negli ultimi anni in Italia si è assistito ad una dilagante invasione delle diagnosi in ambito educativo e scolastico. I bambini si trovano in mezzo ad ansie genitoriali e timori dei docenti e sempre più vengono indirizzati alla neuropsichiatria per valutazioni che sfociano spesso in diagnosi. Davanti a situazioni problematiche che genitori ed insegnanti non riescono ad affrontare, la diagnosi diventa il rimedio per eccellenza. Nella presente monografia si propongono alcuni interventi che intendono riflettere sui modi in cui vengono fatte le diagnosi e sul loro utilizzo. I contributi sono di: Andrea Canevaro, Daniele Novara, Lucia Zannini, Pier Paolo Cavagna, Enrico Miatto, Valeria Olla, Claudio Vio, Sergio Messina, Annalisa Olgiati, Silvia Puricelli, Angelo Villa Emilia Canato e Davide Scheriani.

cop1809Cristina Olivero … [et al.], Teacher training, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 3 (2018), pp. 26-29
Il presente contributo descrive una sperimentazione condotta dalla Fondazione Paideia nel territorio del saluzzese, in Piemonte, per il supporto alle difficoltà quotidiane di insegnanti di sostegno e assistenti alle autonomie, attraverso il Teacher Training, uno strumento che intende avvicinare il mondo teorico-metodologico a quello operativo-concreto. La scelta del territorio è dettata dalla presenza di pregresse pratiche innovative nell’area dell’inclusione scolastica, nel quale, quindi, è stato possibile testare e perfezionare il modello, grazie ai feedback forniti dai destinatari.

Maria Grazia Breda, Il progetto di vita indipendente non è adatto a tutte le persone con disabilità. Pensarle adulte invece si può, anzi si deve, in Prospettive Assistenziali, n. 203 (lug.-set. 2018), pp. 17-27
L’articolo analizza la possibilità di realizzare progetti di vita indipendenti per le persone con disabilità, in alternativa ai servizi di assistenza esistenti. Innanzitutto l’autrice analizza la normativa attuale, poi le esperienze già in atto e le possibilità di formazione professionale.

downloadGiacomo Guaraldi, DSA e mondo del lavoro. Esperienze di vita e strategie compensative, Erickson, Trento, 2018, pp. 116
Il numero degli studenti con Disturbi Specifici nell’Apprendimento (DSA) che arrivano a laurearsi e accedere al mondo del lavoro è ancora esiguo e inoltre non esiste una normativa giuridica che tuteli tali lavoratori. Il volume vuole sensibilizzare il mondo dei professionisti sulla natura dei DSA e favorire un inserimento lavorativo sempre maggiore. Il volume presenta progetti e strumenti per facilitare l’istruzione superiore di tali soggetti, dando anche voce ai racconti e alle testimonianze di giovani donne e uomini che nonostante le difficoltà hanno completato con successo gli studi svolgendo oggi professioni stimolanti e in grado di valorizzare le loro capacità.
Collocazione Biblioteca: 18045

Miriam Gandolfi, I bambini scrivono, ma gli adulti li sanno leggere? Un approccio diverso ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) in età evolutiva, in Psicologia contemporanea, n. 265 (gen.-feb.2018), pp. 56-61
La dislessia e gli altri disturbi di apprendimento non esprimono la carenza di singole sottofunzioni, ma misurano il grado di adesione del bambino a una modalità di descrivere il mondo, standardizzata e decisa dai grandi. Nel presente articolo viene proposta una riflessione sull’argomento e vengono descritti i passi avanti compiuti in merito ai criteri diagnostici e agli interventi possibili.

Flavio Fogarolo e Giancarlo Onger, Inclusione scolastica: domande e risposte. Normativa per genitori e insegnanti, Erickson, Trento, 2018, pp. 324
Gli autori, entrambi con esperienza pluriennale di didattica inclusiva e di sostegno, ci consegnano un testo che aiuta genitori e insegnanti a conoscere i diritti e i doveri degli alunni, della scuola e della famiglia in ambito di inclusione scolastica. La normativa italiana è molto complessa, il testo aiuta a districarsi tra leggi e procedure per capire cosa fare, partendo da casi concreti e fornendo risposte adeguate basate sulla normativa. Collocazione Biblioteca: 18357

41bYEY1T7VLAndrea Canevaro, Il ragazzo selvaggio. Handicap, identità, educazione, EDB, Bologna, 2017, pp. 146
Negli ultimi anni del Settecento, nel dipartimento francese dell’Aveyron, un gruppo di cacciatori catturò in una foresta un bambino abbandonato. Venne tenuto prigioniero, esibito alla curiosità della gente e portato a Parigi. Il medico Jean Itard, rifiutando la prima diagnosi di ‘ritardato mentale irrecuperabile, decise di approfondire lo studio e tentò di educarlo tentando di reinserirlo nella vita sociale. La vicenda, narrata anche in un celebre film di François Truffaut, divenne il punto di riferimento per la ricerca sugli handicap ed è il filo conduttore di questo libro, incentrato sul rapporto tra disabilità, identità ed educazione. Andrea Canevaro è professore emerito all’Università di Bologna.
Collocazione Biblioteca: 18370

Giombattista Amenta, Osservazione dell’agire adattato e iperadattato degli alunni di scuola primaria, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott.-dic. 2017), vol. 64, pp. 737-765
La letteratura concernente la gestione di situazioni educative complesse presenta molti richiami a forme manifeste di disagio degli alunni. Al contrario, risulta limitato il numero di studi riguardanti talune forme di disagio nascosto, che possono essere individuate dietro il comportamento iperadattato e le condotte acquiescenti, atteggiamenti variamente contrassegnati dalla volontà di conformarsi alle aspettative degli altri. Dopo una breve introduzione, l’autore presenta una griglia di osservazione per valutare il comportamento adattato e iperadattato degli alunni, comprendente sei categorie di segni fondamentali e progettata per essere utilizzata dagli insegnanti di scuola primaria. L’articolo proposto descrive lo strumento di osservazione e la procedura seguita per la sua validazione e offre indicazioni utili per l’intervento educativo.

A cura di Maddalena Colombo e Anna Restelli, BES oltre e dopo la scuola: le competenze per la formazione e l’inclusione socio-lavorativa, in OPPInformazioni, a. 44, n. 122 (gen.-giu. 2017), pp. 1-84
In questa monografia si trovano diversi articoli che affrontano sotto varie angolature il problema di formazione e inclusione socio-lavorativa per alunni BES (Bisognosi Educazione Speciale), considerando i fabbisogni delle famiglie e degli operatori educativi e socio-sanitari, le strategie didattiche nella formazione professionale, alcune esperienze con gli ipoudenti e minori autistici

A cura di Maria Assunta Zanetti, Bambini e ragazzi ad alto potenziale, Una guida per educatori e famiglie, Carocci Faber, Roma, 2017, pp. 151
Il volume propone una chiave di lettura per comprendere i bisogni educativi ed emotivi dei bambini e ragazzi ad alto potenziale intellettivo, e fornisce i mezzi per affrontare in modo corretto le situazioni scolastiche, familiari e relazionali che si possono creare in questi casi. Il tema è trattato partendo da un inquadramento teorico, passando poi alla valutazione e ai criteri di individuazione e proponendo infine modalità di gestione, sia nel contesto familiare che scolastico. La prospettiva che gli autori hanno adottato è di tipo inclusivo, cioè vede lo sviluppo del potenziale individuale non solo come un modo per favorire il benessere psicologico del singolo, ma anche come un’opportunità e una ricchezza per tutti. Il testo, quindi, offre una prima risposta, sia pur non esaustiva, a tutti i bambini, genitori e insegnanti che si trovano a vivere, o gestire, tale condizione. L’autrice è docente di Psicologia dell’educazione all’Università di Pavia e direttore del Laboratorio di ricerca e sviluppo del potenziale, talento e plusdotazione (LabTalento).
Collocazione Biblioteca: 17765

21f8158cover26561A cura di Salvatore Soresi, Psicologia delle disabilità e dell’inclusione, Il Mulino, Bologna, 2016, pp. 421
Pur essendo connaturata all’essere umano e da sempre presente nella storia dell’umanità, solo recentemente la disabilità è diventata materia di studio scientifico e argomento di dibattito in riferimento a questioni di diritto, benessere delle comunità, sostenibilità degli sviluppi possibili. Il manuale affronta il vasto «pianeta delle disabilità» secondo un approccio innovativo, particolarmente attento alle dimensioni della psicologia positiva. L’obiettivo è quello di pervenire a una nuova visione della disabilità che, andando oltre le categorizzazioni e la stigmatizzazione, promuova lo sviluppo di programmi incentrati sull’inclusione, sulla valorizzazione delle persone e sulle life skills. Salvatore Soresi è docente presso l’Università di Padova.
Collocazione Biblioteca: 17833

Lauro Mengheri … [et al.], I DSA e gli altri BES. Indicazioni per la pratica professionale, Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, Roma, 2016, pp. 83
Le problematiche afferenti ai BES (Bisogni Educativi Speciali) e ai DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) presentano particolari situazioni per cui il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (CNOP) ha ritenuto utile fornire strumenti idonei di intervento. Questo testo, prodotto da uno specifico Gruppo di Lavoro Nazionale, coordinato da Lauro Mengheri, propone una visione professionale in cui il bambino deve essere sempre al centro di ogni azione educativa, pur non perdendo una visione d’insieme e non fermandosi ad obiettivi parziali. Il documento approfondisce il tema in oggetto con una modalità domanda-risposta: specifica i criteri per poter formulare le diagnosi e spiega la normativa scolastica vigente.
Collocazione Biblioteca: E2519

Chiara Venturelli, Come una cometa. Itinerari possibili nell’inclusione scolastica, lavorativa e sociale di ragazzi e ragazze con disabilità, in Lavoro sociale, n. 5 (ott. 2016), vol. 16, pp. 44-47
Il Progetto “Cometa – Formazione per il lavoro in integrazione con la scuola secondaria superiore “, attivo sui territori di Forlì e Cesena dal 2001 promuove percorsi di orientamento e formazione al lavoro per ragazzi e ragazze, con differenti tipologie di disabilità, frequentanti le scuole secondarie di secondo grado, attraverso la possibilità di significative esperienze di stage in contesti ordinari di lavoro. L’articolo approfondisce gli aspetti principali del Progetto.

x6256bMichele Zappella, Il fascino discreto dell’etichetta, in Psicologia contemporanea, n. 256 (lug.-ago. 2016), pp. 76-80
L’autore, neuropsichiatra infantile, espone le proprie riflessioni sul fenomeno dell’aumento delle diagnosi di disturbi dell’apprendimento, come dislessia e discalculia, nonché di autismo, nella popolazione scolastica, riassumibili sotto il nome di BES (bisogni educativi speciali). Secondo l’autore, sebbene l’abolizione delle classi speciali e differenziali abbia consentito nel nostro paese di eliminare gli aspetti più formali dell’esclusione scolastica, tuttavia la diversità continua a presentarsi sotto forma di etichette nella sanità e nella scuola, sollevando interrogativi sulla correttezza delle diagnosi e sulle conseguenze dell’interiorizzazione di queste etichette nella mente dei “diversi” e delle loro famiglie.

Lilia Andreoli, Chiara Castro, Stefania Colombo, La nostalgia del mare ampio e infinito… percorsi didattici come costruzione di senso, in Caleidoscopio relazionale, n. 6 (ott. 2016), pp. 85-95
Questo articolo mette in evidenza gli elementi portanti di una sperimentazione svoltasi nell’hinterland milanese nella scuola dell’obbligo: interdisciplinarietà, teoria sistemica, approccio cooperativo, formazione e aggiornamento permanente, ricerca. Si presta particolarmente attenzione agli allievi con disturbi dell’apprendimento (DSA) e bisogni educativi speciali (BES) e si lavora con le mappe relazionali e cognitive come strumenti di rappresentazione e strutturazione delle conoscenze che permettono la condivisione tra docenti e discenti, dei significati concettuali delle parole e dei simboli in esse riportati. La conoscenza è concepita come costruzione attiva del soggetto.

Lilia Andreoli, Un’équipe specialistica sui disturbi dell’apprendimento – il modello sistemico, in Caleidoscopio relazionale, n. 5 (ott. 2015), pp. 1-10
L’articolo presenta la metodologia di un’equipe specialistica sui disturbi dell’apprendimento (D.S.A.) che ha come obiettivo la presentazione della metodologia di un’equipe specialistica multidisciplinare. Essa si occupa di DSA secondo l’orientamento sistemico e, all’interno di questo lavoro, ha promosso in collaborazione con le istituzioni scolastiche del territorio attività di ricerca protrattasi per diversi anni. L’autrice illustra le azioni di supporto clinico alla scuola e in particolare vengono individuate le caratteristiche dei contesti, la metodologia e le strategie messe in atto. Teoria e metodologia dialogano allo scopo di sviluppare una didattica attiva, dove studenti ed insegnanti sono i reali protagonisti che trasformano le criticità in risorse utili a sviluppare nuovi modelli di apprendimento: chi apprende non è solo lo studente ma anche il professionista che ascolta, osserva e progetta nel contesto clinico ed educativo. Il tema dei DSA è poi sviluppato in altri articoli: “Disordini Specifici dell’Apprendimento: la presa in carico nell’ottica della complessità” di Paola Stradoni (pp.13-24) e “La figura del tutor domiciliare DSA: semplice tecnico o un operatore flessibile?” di Giacomo Baiardo (pp. 25-39).

famiglia-belier

Eric Lartigau, La famiglia Bélier, film commedia, Francia, 2015, 100′
Paula Bélier ha sedici anni e da altrettanti è interprete e voce della sua famiglia. Perché i Bélier, agricoltori della Normandia, sono sordomuti. Paula, che intende e parla, è il loro ponte col mondo: il medico, il veterinario, il sindaco e i clienti che al mercato acquistano i formaggi prodotti dalla loro azienda. Paula, divisa tra lavoro e liceo, scopre a scuola di avere una voce per andare lontano. Incoraggiata dal suo professore di musica, si iscrive al concorso canoro indetto da Radio France a Parigi. Indecisa sul da farsi, restare con la sua famiglia o seguire la sua vocazione, Paula cerca in segreto un compromesso impossibile. Ma con un talento esagerato e una famiglia (ir)ragionevole, niente è davvero perduto. La famiglia Bélier svolge una storia ben ordita in cui ciascun personaggio gioca la sua parte con effetto e sincerità, senza mai sconfinare nel pathos. Precipitando lo spettatore nel mondo ‘smorzato’ dei malentendants, Lartigau elude lo sguardo (fastidioso) dei ‘normali’ sui disabili, mettendo in scena una famiglia che quella difficoltà ha imparato a gestirla, intorno a quella difficoltà è cresciuta e su quella difficoltà si è impratichita, sentendo ogni movimento della vita. La famiglia Bélier non emoziona perché è differente, ma al contrario perché è universale, si agita, si rimprovera e fa pace come tutte le famiglie del mondo.
Collocazione Biblioteca: 02D42

vignetta1

dal web