Le disabilità e i Bisogni Educativi Speciali

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di Vauro

Fiorella Farinelli, Ma il disabile resta a casa, in Rocca, n. 20 (ott. 2020), pp. 26-29
L’autrice riflette sulle conseguenze del lockdown, a seguito dell’epidemia di Covid-19, per gli studenti gravemente disabili. Essere privati della routine scolastica, che li rende parte del gruppo classe, delle relazioni con compagni e insegnanti, degli stimoli e delle sfide dell’apprendimento costituisce una grave discontinuità per il loro sviluppo psico-fisico.

Sara Carbone … [et al.] , Sviluppare la resilienza: co-creare un programma di promozione della salute mentale coinvolgendo gli adolescenti del contesto scolastico del Trentino, in Psicologia di Comunità, n. 2 (2020), pp. 103-122
L’associazione positiva tra il benessere mentale durante l’infanzia e adolescenza e il benessere in età adulta è dimostrata e richiede azioni preventive e di promozione del benessere. L’articolo riporta i bisogni degli adolescenti trentini in merito alle abilità utili per il loro benessere: 49 studenti hanno partecipato ad una survey e 16 ad un laboratorio per valutare contenuti e metodi di un programma europeo per la resilienza (progetto UPRIGHT). I risultati della survey rivelano l’importanza di fare piani per il futuro e definire obiettivi, lavorare sul senso della propria vita, curare alimentazione, attività fisica, salute in generale, affrontare solitudine e isolamento. Dal laboratorio risultano importanti una migliore comunicazione con docenti e genitori, il miglioramento del clima di classe e della qualità delle relazioni interpersonali.

A cura di Cinzia Canali e Tiziano Vecchiato, Crescere senza distanza. Cosa ci insegnano le esperienze dei ragazzi con patologie croniche sull’apprendimento a distanza, in Studi Zancan, n. 3 (mag. -giu. 2020) – on line, pp. 7-130
La monografia è dedicata al progetto “Crescere senza distanza” che ha delineato percorsi e condizioni che fanno tesoro dei suggerimenti emersi dal dialogo con studenti e studentesse che, grazie alle modalità didattiche sperimentate nell’ambito della scuola in ospedale o dell’istruzione domiciliare, hanno potuto continuare a formarsi nonostante una sopravvenuta situazione di fragilità. Un approfondimento che si è rivelato particolarmente utile nel momento che stiamo vivendo, contrassegnato da un’emergenza sanitaria che impone in molti casi scelte dolorose quali la sospensione della scuola in presenza e lo svolgimento delle attività didattiche a distanza. L’azione «Crescere nella distanza», attraverso la sottoscrizione del protocollo a cui hanno aderito il Ministero dell’Istruzione e la Fondazione con i bambini, ha sperimentato modelli di lavoro per l’ottimizzazione della «scuola in ospedale e a domicilio” dedicata a bambini e giovani con gravi patologie che renderebbero pericolosa, qualora possibile, la presenza in aula. Il protocollo ha preso avvio dalla mappatura delle esperienze di 7 centri sanitari italiani e delle insegnanti presenti nelle scuole in ospedale, armonizzando la visione dei professionisti con quella dei genitori e di bambini/ragazzi che hanno sperimentato la «distanza» per poter affrontare la doppia sfida della malattia e dell’apprendimento in condizioni molto più difficili della normale frequenza scolastica. Il protocollo costruito dopo la mappatura delle esperienze è stato successivamente sottoposto a stress test in un gruppo di classi, con il coinvolgimento di insegnanti, educatori e ragazzi, in modo da validare il suo utilizzo per un pubblico più ampio. La sua disseminazione metterà a disposizione i risultati di questo lavoro sul tema «Crescere senza distanza» a servizio di tutte le realtà che realizzano attività educative formali e informali condotte a scuola e in altri contesti educativi. La monografia è disponibile in Pdf.

Joyce Lee, Mental health effects of school closures during COVID-19, in The Lancet, (apr. 2020) – on line, pp. 1-1
La malattia pandemica COVID-19 e le misure di distanziamento sociale che molti paesi hanno applicato hanno causato l’interruzione delle routines quotidiane, compresa la sospensione delle scuole. Nell’articolo si indaga sugli effetti di tale situazione sui bambini, sugli adolescenti e sui giovani con disturbi mentali, attualmente privi dei supporti dei servizi a loro rivolti, se non per chi può ricevere supporti on line o telefonici. Si fa riferimento ai pazienti autistici o ai depressi che con la segregazione in casa peggiorano la loro condizione. Una riflessione viene rivolta anche ai giovani in attesa degli esami di accesso all’Università, o a quelli alla fine del loro percorso di studi, che vedono rinviato e reso incerto il loro futuro. Inoltre è importante poter supportare bambini e adolescenti di fronte a eventuali lutti o a problemi di disoccupazione dei genitori e di perdita del reddito familiare. Viene quindi affermata la necessità di monitorare lo stato di salute mentale dei giovani sul lungo periodo. L’articolo è disponibile in Pdf.

Federico Marchetti, Claudia Guiducci, Covid-19 e bambini: le due facce di una diversa medaglia, in Medico e bambino, n.4 (apr. 2020), pp. 219-221
Durante la pandemia da Covid-19, in un primo momento il mondo della pediatria, anche italiano, ha prestato la massima attenzione a quello che poteva essere l’impatto in termini di salute fisica della infezione da Covid-19. I dati sono complessivamente rassicuranti. Si tratta ora di spostare l’attenzione verso l’altra faccia della medaglia che è quello dell’impatto sulle famiglie e sui bambini e adolescenti della crisi sanitaria. L’articolo prende in esame dal punto di vista medico pediatrico la povertà sociale e la povertà educativa, in modo particolare per minori con disabilità e bisogni educativi speciali che hanno dovuto sospendere le attività di sostegno e riabilitative. Secondo gli autori non esiste più una dimensione strettamente sanitaria del lavoro del pediatra, ma socio-sanitaria e territoriale.

Daniele Novara, I bambini non sono malati, sono bambini. Recuperare il ruolo educativo adulto per evitare la patologizzazione dell’infanzia, in Minorigiustizia, n. 3 (2019 ), pp. 92-103
Negli ultimi decenni, nelle scuole italiane, il processo di medicalizzazione dell’infanzia e dell’adolescenza è cresciuto ad un ritmo incalzante, tanto che le certificazioni di disabilità sono aumentate a dismisura. La specificità evolutiva ha finito per essere considerata una malattia piuttosto che uno stato necessario della crescita umana. Finiscono nel mirino la vivacità infantile, i comportamenti trasgressivi e le situazioni di rabbia che non sono altro
che aspetti normali della crescita. Attraverso le diagnosi neuropsichiatriche la scuola cessa di riflettere su se stessa e sui propri metodi. La necessaria immaturità di ogni alunno non viene assolutamente considerata. Ecco quindi, come conseguenza, un aumento delle “malattie dell’educazione”: forme patologiche evidenti nel comportamento infantile che trovano la loro causa in ambito educativo, sostenuto da genitori sempre più fragili che non riescono a trovare quella coesione che permetta loro di organizzarsi nell’educazione dei propri figli. Nasce pertanto la proposta di “curare con l’educazione”: un progetto che vuole dare ai genitori le informazioni sui basilari educativi, proponendo la giusta misura delle necessarie decisioni pedagogiche che vanno prese in relazione all’età dei figli, al fine di creare un’alleanza educativa non solo nella coppia, ma anche con la scuola.

A cura di Elisa Rossoni, Nicoletta Caccia, Per un’educazione inclusiva, in Bambini, n. 2 (feb. 2020), pp. 27-54
Tema di questa raccolta di articoli è l’inclusione nell’ambito dei contesti educativi. I contributi sono opera di diversi esperti dell’educazione, i quali espongono le linee teoriche e operative dell’inclusione, ne ripercorrono la storia all’interno dei servizi educativi italiani, raccontano alcune esperienze in un nido d’infanzia, una scuola, un centro psicoeducativo per disturbi dello spettro autistico.

Sara Carbone … [et al.], Sviluppare la resilienza: co-creare un programma di promozione della salute mentale coinvolgendo gli adolescenti del contesto scolastico del Trentino, in Psicologia di Comunità, n. 2 (2020), pp. 103-122
L’associazione positiva tra il benessere mentale durante l’infanzia e adolescenza e il benessere in età adulta è dimostrata e richiede azioni preventive e di promozione del benessere. L’articolo riporta i bisogni degli adolescenti trentini in merito alle abilità utili per il loro benessere: 49 studenti hanno partecipato ad una survey e 16 ad un laboratorio per valutare contenuti e metodi di un programma europeo per la resilienza (progetto UPRIGHT). I risultati della survey rivelano l’importanza di fare piani per il futuro e definire obiettivi, lavorare sul senso della propria vita, curare alimentazione, attività fisica, salute in generale, affrontare solitudine e isolamento. Dal laboratorio risultano importanti una migliore comunicazione con docenti e genitori, il miglioramento del clima di classe e della qualità delle relazioni interpersonali.

A cura di Matteo Taramelli e Alberto Alberani, Accogliere, in Bambini, n. 9 (nov. 2019), pp. 6-7
Si tratta di una raccolta di brevi interventi sul tema dell’accoglienza di bambini con disabilità all’interno dei servizi educativi. Ne emerge che affinché l’esperienza sia arricchente e positiva è necessario un impegno condiviso, un progetto ben definito e un equilibrio tra tutte le istanze in gioco.

Stefano Costa … [et al.], Bambini e adolescenti. Identità, rischio e patologia: buone prassi, in Sestante, n. 07 (giu. 2019) – on line, pp. 1-80
Il numero monografico prevede una prima parte saggistica ed una sui servizi. Il primo intervento è di Matteo Lancini, “Essere adolescenti nell’epoca del “sovranismo psichico” , segue l’articolo “Consumi d’azzardo ed esperienze“psicoattive”, a cura di Sabrina Molinaro, un articolo che descrive le tappe che hanno portato dal Progetto Adolescenza del 2013 al Piano regionale per l’adolescenza 2018-2020 dell’Emilia Romagna; il terzo sulla salute mentale da prima della nascita alla giovinezza. Nella parte dedicata ai servizi troviamo articoli sul servizio di “transizione autismo”, sulla clinica Neuropsichiatrica infantile (NPI), sull’équipe territoriale NPI bolognese, sul trattamento degli hikikomori, sui percorsi riabilitativi del SerD dedicati ai giovani, sul trattamento dei minori migranti e su progetti di prevenzione, prima accoglienza e riduzione del rischio nelle scuole, in Pronto soccorso e con minori autori di reato.

Laura Pigozzi, Adolescenza zero. Hikikomori, cutters, ADHD e la crescita negata, Milano, Nottetempo, 2019, 252 p.
Attraverso l’analisi di fenomeni estremi (hikikomori, reborn dolls,cutters, adhd,…), la psicoanalista Laura Pigozzi si interroga sulla continuità che esiste tra essi e lo statuto “disanimato” degli adolescenti contemporanei. Il rapporto che questi intrattengono col proprio corpo, con la scuola, con il sesso e con la scoperta del mondo mostra i segnali inquietanti di una chiusura, di “un arresto del desiderio, uno scacco della vitalità, un gorgo di passività”. Piú isolati e ripiegati su di sé che in passato, gli adolescenti appaiono privi di quello slancio verso il nuovo, l’Altro e l’esterno che dovrebbe definire il passaggio all’età adulta. L’autrice si chiede cosa stia succedendo e soprattutto quali siano gli strumenti idonei per riaprire i loro sguardi sulla vita e sul futuro. Tramite l’esame di casi clinici e l’analisi approfondita della relazione tra istituzione scolastica e nucleo familiare, Pigozzi rileva come nel passaggio dalla famiglia alla scuola, dai genitori agli amici, qualcosa è andato storto in un modo che le altre epoche non hanno conosciuto. Oggi piú di ieri, risulta faticoso il compito principale degli adolescenti: creare un legame con i pari.
Collocazione Biblioteca: 18559

Tracy Geoghegan, Changing Lives in Our Lifetime. Global Childhood Report 2019, Fairfield, Connecticut, Save the Children USA, 2019, 68 p.
Si tratta del terzo report annuale sulla condizione dell’infanzia nel mondo, nel quale celebriamo i tanti progressi fatti per la salute e il benessere dei bambini. I bambini che nascono in questa epoca hanno più possibilità che in qualsiasi altro periodo storico di crescere in salute, scolarizzati, protetti e con l’opportunità di diventare grandi sfruttando a pieno il proprio potenziale. In questo rapporto vengono paragonati gli ultimi dati disponibili sulla condizione dei bambini in 176 Paesi: quello più virtuoso risulta essere Singapore con un punteggio di 989, il Paese più difficile per un bambino è la Repubblica
Centrafricana.

Alessandro Failo, La difficile gestione della malattia. Strumenti per supportare il bambino malato e prendersi cura dei bisogni dei genitori e dei fratelli sani, in Bambini, a. 35, n. 5 (mag. 2019), pp. 16-20
Nella didattica inclusiva rivolta soprattutto ai bambini con Bisogni Educativi Speciali (BES), in quanto affetti da malattie croniche, lo scaffolding (attività di mediazione dell’insegnante) diventa metodo in quanto rappresenta: un contenitore di percorsi didattici per migliorare l’apprendimento che deve essere condiviso da tutti; un sollecitatore di situazioni problematiche vicine alla caratteristiche e alla situazione del bambino malato, un facilitatore dell’apprendimento delle pratiche di cura e di intervento dove ci sono responsabilità condivise e specifiche.

Gabriella La Rovere, Mi dispiace, suo figlio è autistico, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2019, 154 p.
L’autrice, medico e giornalista, madre di una figlia autistica, racconta nel testo cosa significa essere genitori di bambini e ragazzi autistici, essere tramite tra il figlio e il mondo, portavoce dei suoi desideri e delle sue emozioni presso le istituzioni, come la scuola, e dei suoi bisogni, dei suoi diritti spesso negati. Considerare la persona autistica come protagonista della propria vita è un obiettivo di sviluppo culturale e umano per tutti.
Collocazione Biblioteca: 18275

Palmerino Talarico, Il percorso storico culturale dell’educazione dei soggetti con deficit uditivo, in Pedagogika.it, a. 23, n. 1 (gen.-feb.-mar. 2019), pp. 67-72
In medicina, il termine che indica la diminuzione di capacità uditiva è detto ipoacusia. Nel tempo questa espressione si è arricchita di diversi significati sociali e culturali, che spesso sono stati impropriamente usati, identificando sia il deficit, sia la disabilità.

Maria Grazia Breda, Il progetto di vita indipendente non è adatto a tutte le persone con disabilità. Pensarle adulte invece si può, anzi si deve, in Prospettive Assistenziali, n. 203 (lug.-set. 2018), pp. 17-27
L’articolo analizza la possibilità di realizzare progetti di vita indipendenti per le persone con disabilità, in alternativa ai servizi di assistenza esistenti. Innanzitutto l’autrice analizza la normativa attuale, poi le esperienze già in atto e le possibilità di formazione professionale.

A cura di Maria Piacente, Oltre le diagnosi, in Pedagogika.it, a. 22, n. 2 (apr.-giu. 2018), pp. 5-71
Negli ultimi anni in Italia si è assistito ad una dilagante invasione delle diagnosi in ambito educativo e scolastico. I bambini si trovano in mezzo ad ansie genitoriali e timori dei docenti e sempre più vengono indirizzati alla neuropsichiatria per valutazioni che sfociano spesso in diagnosi. Davanti a situazioni problematiche che genitori ed insegnanti non riescono ad affrontare, la diagnosi diventa il rimedio per eccellenza. Nella presente monografia si propongono alcuni interventi che intendono riflettere sui modi in cui vengono fatte le diagnosi e sul loro utilizzo. I contributi sono di: Andrea Canevaro, Daniele Novara, Lucia Zannini, Pier Paolo Cavagna, Enrico Miatto, Valeria Olla, Claudio Vio, Sergio Messina, Annalisa Olgiati, Silvia Puricelli, Angelo Villa Emilia Canato e Davide Scheriani.

Cristina Olivero … [et al.], Teacher training, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 3 (2018), pp. 26-29
Il presente contributo descrive una sperimentazione condotta dalla Fondazione Paideia nel territorio del saluzzese, in Piemonte, per il supporto alle difficoltà quotidiane di insegnanti di sostegno e assistenti alle autonomie, attraverso il Teacher Training, uno strumento che intende avvicinare il mondo teorico-metodologico a quello operativo-concreto. La scelta del territorio è dettata dalla presenza di pregresse pratiche innovative nell’area dell’inclusione scolastica, nel quale, quindi, è stato possibile testare e perfezionare il modello, grazie ai feedback forniti dai destinatari.

Giacomo Guaraldi, DSA e mondo del lavoro. Esperienze di vita e strategie compensative, Trento, Erickson, 2018, 116 p.
Il numero degli studenti con Disturbi Specifici nell’Apprendimento (DSA) che arrivano a laurearsi e accedere al mondo del lavoro è ancora esiguo e inoltre non esiste una normativa giuridica che tuteli tali lavoratori. Il volume vuole sensibilizzare il mondo dei professionisti sulla natura dei DSA e favorire un inserimento lavorativo sempre maggiore. Il volume presenta progetti e strumenti per facilitare l’istruzione superiore di tali soggetti, dando anche voce ai racconti e alle testimonianze di giovani donne e uomini che nonostante le difficoltà hanno completato con successo gli studi svolgendo oggi professioni stimolanti e in grado di valorizzare le loro capacità.
Collocazione Biblioteca: 18045

Miriam Gandolfi, I bambini scrivono, ma gli adulti li sanno leggere? Un approccio diverso ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) in età evolutiva, in Psicologia contemporanea, n. 265 (gen.-feb.2018), pp. 56-61
La dislessia e gli altri disturbi di apprendimento non esprimono la carenza di singole sottofunzioni, ma misurano il grado di adesione del bambino a una modalità di descrivere il mondo, standardizzata e decisa dai grandi. Nel presente articolo viene proposta una riflessione sull’argomento e vengono descritti i passi avanti compiuti in merito ai criteri diagnostici e agli interventi possibili.

Flavio Fogarolo e Giancarlo Onger, Inclusione scolastica: domande e risposte. Normativa per genitori e insegnanti, Trento, Erickson, 2018, 324 p.
Gli autori, entrambi con esperienza pluriennale di didattica inclusiva e di sostegno, ci consegnano un testo che aiuta genitori e insegnanti a conoscere i diritti e i doveri degli alunni, della scuola e della famiglia in ambito di inclusione scolastica. La normativa italiana è molto complessa, il testo aiuta a districarsi tra leggi e procedure per capire cosa fare, partendo da casi concreti e fornendo risposte adeguate basate sulla normativa. Collocazione Biblioteca: 18357

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