Le disabilità e i Bisogni Educativi Speciali

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Michele Zappella, Il fascino discreto dell’etichetta, in Psicologia contemporanea, n. 256 (lug.-ago. 2016), pp. 76-80
L’autore, neuropsichiatra infantile, espone le proprie riflessioni sul fenomeno dell’aumento delle diagnosi di disturbi dell’apprendimento, come dislessia e discalculia, nonché di autismo, nella popolazione scolastica, riassumibili sotto il nome di BES (bisogni educativi speciali). Secondo l’autore, sebbene l’abolizione delle classi speciali e differenziali abbia consentito nel nostro paese di eliminare gli aspetti più formali dell’esclusione scolastica, tuttavia la diversità continua a presentarsi sotto forma di etichette nella sanità e nella scuola, sollevando interrogativi sulla correttezza delle diagnosi e sulle conseguenze dell’interiorizzazione di queste etichette nella mente dei “diversi” e delle loro famiglie.

Ivana Paganotto, Quando a scuola l’inclusione è una danza elegante. Un apprendimento per partecipazione in cui ognuno porta le sue diversità, in Animazione Sociale, a. 45, n. 288 (gen. 2015), pp. 87-98
Un preconcetto ricorrente porta a investire sui trattamenti differenziati a fianco di allievi con problemi di apprendimento e di relazione, fino a considerarli “casi” da delegare a “specialismi”. Senza più interrogarsi sui contesti gruppali entro cui tali fatiche vanno, invece, comprese, affrontate, alleggerite. Ma far leva sulla forza inclusiva di classi spesso faticose chiede uno sforzo di composizione fra le competenze specialistiche e quelle didattico-educative degli insegnanti. Una composizione possibile solo se localmente si maturano nuove mappe concettuali che aprano a percorsi in cui le difficoltà e le possibilità di ogni allievo trovino senso nella dinamica del “gruppo-classe”.

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A cura di Francesco Zambotti … [et al.], Disabilità intellettiva a scuola. Strategie efficaci per gli insegnanti, Erickson, Trento, 2014, pp. 365
Frutto del lavoro dei maggiori esperti del settore, il volume analizza nella Sezione I le caratteristiche delle diverse disabilità intellettive, fornendo strumenti per la loro osservazione. Nella Sezione II si espongono strategie e interventi concreti con cui far fronte in modo efficace alle particolari esigenze didattico-educative; nella Sezione III si approfondiscono i risvolti emotivi e relazionali conseguenti ai disturbi. Infine, nella sezione IV, si suggeriscono strategie per la costruzione di una rete di intervento sinergico volto al benessere del bambino, che va però progettato oltre gli anni della scolarizzazione, verso la costruzione di una vita adulta autonoma.
Collocazione Biblioteca: 16723

A cura di Elena Bortolotti e Paolo Sorzio, Osservare per includere. Metodi intervento nei contesti socio-educativi, Carocci, Roma, 2014, pp. 174

Il volume analizza alcuni metodi osservativi finalizzati alla valutazione dei processi di inclusione delle persone con disabilità, presentando i modelli teorici di riferimento e la loro applicazione negli interventi in contesti reali, condotti da professionisti del settore. È un testo innovativo che mette insieme, in modo dinamico, il livello teorico e quello pratico. In questa prospettiva, la metodologia guida la ricerca e la progettazione consapevole degli interventi educativi. Il libro si rivolge agli studenti, ai ricercatori e ai professionisti.
Collocazione Biblioteca: 17002

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Dario Ianes, L’evoluzione dell’insegnante di sostegno. Verso una didattica inclusiva, Erickson, Trento, 2014, pp. 159
I 110.000 insegnanti di sostegno presenti nella scuola italiana sono stati una figura professionale importante per il contributo che hanno dato all’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Oggi, tuttavia, l’integrazione scolastica è sempre più in difficoltà. Il libro propone una tesi shock per realizzare compiutamente i valori di equità e partecipazione che sono alla base dell’integrazione scolastica e che l’hanno ispirata: superare radicalmente la figura professionale “speciale” dell’insegnante di sostegno com’è oggi, trasformandola profondamente. E’ possibile pensare a una scuola più inclusiva senza gli insegnanti di sostegno come siamo abituati a vederli, e senza tagliare gli organici, ma anzi investendo fortemente in inclusione? Una scuola inclusiva ha bisogno di più docenti “normali” in compresenza, di organico funzionale e di “peer tutor”, insegnanti specializzati esperti itineranti che aiutino in modo concreto i colleghi curricolari. In questo modo, secondo l’autore, tutto il corpo docente diventerebbe il vero protagonista responsabile dell’integrazione senza più deleghe a qualcuno.
Collocazione Biblioteca:16718

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Luca Bianchi,  Assistenza educativa agli studenti disabili, L’ esperienza del comune di Lainale, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 44, n. 1.2 (mar. 2014), pp. 12-16
Obiettivo dell’articolo è raccontare l’esperienza di organizzazione e gestione, con gli Istituti Comprensivi di Lainate e con le cooperative sociali incaricate, di un servizio di assistenza educativa specialistica agli studenti con disabilità. Con la presentazione del progetto, l’autore mette anche in evidenza le difficoltà riscontrate per la sua attuazione: la contrazione delle risorse, la difficoltà di gestire classi numerose con alunni che richiedono attenzione particolare, il confronto quotidiano tra insegnanti ed educatori, le richieste delle famiglie e le particolari caratteristiche che ogni situazione porta con sé. Pur con la consapevolezza del particolare momento che vive il welfare italiano, a conclusione del lavoro vengono fatte ipotesi di nuove modalità organizzative, per migliorare l’efficienza del servizio.

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A cura di Dario Ianes e Sofia Cramerotti, Alunni con BES – Bisogni Educativi Speciali. Indicazioni operative per promuovere l’inclusione scolastica sulla base della DM 27/12/2012 e della CM n. 8, 6/3/2013, Erickson, Trento,  2013, pp. 378Il volume, i cui autori sono esperti di didattica inclusiva, intende rispondere alla preoccupazione del mondo della scuola per le modalità di attuazione della Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 “Strumenti d’intervento per gli alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” e per la successiva Circolare n. 8 del 6/3/2013, entrambe pubblicate in Appendice al volume stesso. La prima parte approfondisce la cornice concettuale e metodologica di riferimento, l’importanza dell’individuazione degli alunni con BES, la didattica personalizzata attraverso il PDP (Piano Didattico Personalizzato), il ruolo del Consiglio di classe, il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI), il Piano Annuale per l’Inclusività (PAI), infine il monitoraggio e la valutazione del grado di inclusività della scuola e il ruolo e le opportunità offerte dai Centri Territoriali di Supporto (CTS) e per l’Inclusione (CTI). La seconda parte del volume è dedicata invece agli approcci metodologici per una didattica inclusiva. Al libro è allegato un cd-rom “Alunni con BES”, software gestionale pensato per facilitare la gestione della programmazione inclusiva di classe e di istituto.
Collocazione Biblioteca:16485

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Eric Lartigau, La famiglia Bélier, film commedia, Francia, 2015, 100′
Paula Bélier ha sedici anni e da altrettanti è interprete e voce della sua famiglia. Perché i Bélier, agricoltori della Normandia, sono sordomuti. Paula, che intende e parla, è il loro ponte col mondo: il medico, il veterinario, il sindaco e i clienti che al mercato acquistano i formaggi prodotti dalla loro azienda. Paula, divisa tra lavoro e liceo, scopre a scuola di avere una voce per andare lontano. Incoraggiata dal suo professore di musica, si iscrive al concorso canoro indetto da Radio France a Parigi. Indecisa sul da farsi, restare con la sua famiglia o seguire la sua vocazione, Paula cerca in segreto un compromesso impossibile. Ma con un talento esagerato e una famiglia (ir)ragionevole, niente è davvero perduto. La famiglia Bélier svolge una storia ben ordita in cui ciascun personaggio gioca la sua parte con effetto e sincerità, senza mai sconfinare nel pathos. Precipitando lo spettatore nel mondo ‘smorzato’ dei malentendants, Lartigau elude lo sguardo (fastidioso) dei ‘normali’ sui disabili, mettendo in scena una famiglia che quella difficoltà ha imparato a gestirla, intorno a quella difficoltà è cresciuta e su quella difficoltà si è impratichita, sentendo ogni movimento della vita. La famiglia Bélier non emoziona perché è differente, ma al contrario perché è universale, si agita, si rimprovera e fa pace come tutte le famiglie del mondo.
Collocazione Biblioteca: 02D42

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