Prevenzione delle dipendenze, educazione alla salute e all’ambiente

diresponsabilita1

il-bambino-terribile-e-la-scuola-1611

Bernard Aucouturier, Il bambino terribile e la scuola, Raffaello Cortina, Milano, 2015, pp. 80
Bernard Aucouturier, uno dei massimi teorici della psicomotricità, si occupa nel libro dei disturbi di comportamento e delle difficoltà di apprendimento dei bambini difficili da gestire nell’ambito scolastico, che restano perciò spesso ai margini della scuola. L’osservazione e una lunga esperienza hanno portato l’autore a proporre risposte educative e pedagogiche ispirate alla pratica psicomotoria e alle sue strategie di rassicurazione profonda tramite il corpo e il linguaggio.
Collocazione Biblioteca:17255

Ivana Matteucci, Comunicare la salute e promuovere il benessere. Teorie e modelli per l’intervento nella scuola, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 191
Il libro affronta i principali campi di intervento nell’ambito dei programmi di promozione della salute in età adolescenziale: le strategie della prevenzione, le competenze della vita quotidiana, la comunicazione efficace, la comunicazione del rischio, l’educazione ai media, il bullismo. Per ogni area vengono definiti i modelli teorici e le linee guida adottate dagli organismi nazionali e internazionali, vengono identificati i fattori di rischio e di protezione e specificati i metodi e gli interventi. Nella seconda parte del volume vengono esposti tutti gli aspetti del progetto, realizzato in alcune scuole dell’Alto e Medio Metauro (Pesaro-Urbino), compresi gli strumenti metodologici, le attività e i risultati conseguiti.
Collocazione Biblioteca:17109

atlante-dipendenze

A cura di Leopoldo Grosso e Francesca Rascazzo, Atlante delle dipendenze, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2014, pp.687L’arcipelago delle dipendenze si estende a dismisura: droghe naturali e sintetiche, psicofarmaci, alcol, tabacco ma anche gioco d’azzardo, lavoro, acquisti compulsivi, sesso, cibo, Internet e via seguitando… È un arcipelago eterogeneo che interessa milioni di persone e provoca interventi istituzionali contraddittori, da un proibizio­nismo cieco e autoreferenziale sino a un marketing senza limiti. Per cui si rendono sempre più necessari strumenti di analisi e di approfondimento non settoriali. Da questa consapevolezza nasce l’Atlante che, con le sue 98 voci, si propone come una cassetta degli attrezzi per operatori e come un veicolo di conoscenza per tutti.
Collocazione Biblioteca:16737

pedagogica

Paolo Iagulli … [et al.], Emozionando(si) educa, in Pedagogika.it, a. 20, n. 2 (apr.-giu. 2016), pp. 9-69
La gestione delle emozioni è un tema trasversale a tutte le fasce d’età, dall’infanzia al mondo adulto: riconoscerle e saperle gestire significa stare meglio nel mondo, con se stessi e con gli altri. E’ molto importante quindi che insegnanti ed educatori comprendano le valenze educative della gestione delle emozioni e a questo tema è dedicato il dossier, che presenta contributi teorici ed esperienze didattiche e laboratoriali. Un’attenzione particolare viene dedicata ai casi di alunni ADHD, alle relazioni tramite Facebook, alla gestione delle paure legate al terrorismo di matrice islamica, alla gestione dei conflitti.

 A cura di Roberto Camarlinghi, Maestro è chi insegna l’amore per il sapere. Educare è questo: sospingere verso l’apertura di altri mondi, in Animazione Sociale, a. 45, n. 290 (mar. 2015), pp. 3-14
L’intervista allo psicoanalista Massimo Recalcati riprende i temi del suo ultimo libro, “L’ora di lezione” (Coll. Bibl. 17262), che approfondisce l’idea di educazione, la funzione della scuola, ma soprattutto dell’insegnante: i maestri che hanno lasciato un segno nella nostra vita sono quelli che hanno mobilitato in noi il desiderio di apprendere, e che, amando il sapere, ce lo hanno fatto amare. Inoltre la scuola è luogo di incontri, perciò apre al mondo e quindi apre alla vita.

Alberto Pellai, L’educazione alla salute nella scuola. Come è cambiata la prevenzione in età evolutiva, in Psicologia contemporanea, n. 256 (lug.-ago. 2016), pp. 49-55
L’autore, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore universitario, descrive le caratteristiche degli interventi di educazione alla salute nella scuola italiana e come questi si sono sviluppati nel tempo. Dalle prime esperienze non adattate agli specifici bisogni dei gruppi-classe, si è passati oggi a un nuovo modello basato sui metodi dell’educazione socio-affettiva e sul concetto di life-skills, che rende l’educazione alla salute una strategia di prevenzione proposta precocemente già nella scuola dell’infanzia e che vede come protagonista il docente piuttosto che l’esperto. Secondo l’autore, la riduzione dei fondi destinati all’istruzione introduce elementi di preoccupazione sulla diffusione delle strategie di promozione del benessere nella popolazione in età evolutiva.

Alessandra Fermani, Morena Muzi, Mauro Minnozzi, L’educazione fisica sportiva può diventare un veicolo di prevenzione? Una ricerca-azione partecipata con adolescenti per formare alla sicurezza stradale, in Orientamenti pedagogici, n. 2 (apr.- giu. 2016), pp. 289-310
Lo scopo di questo studio è vagliare le percezioni di 409 studenti adolescenti italiani, che hanno partecipato all’esperienza, relativamente alla prevenzione dell’uso di alcool alla guida, partendo dall’assunto che l’attività sportiva possa essere un fattore protettivo e che l’educazione fisica a scuola possa diventare un veicolo di prevenzione. Per raggiungere gli obiettivi di quello che è stato strutturato come intervento di ricerca-azione partecipata sono stati oggettivati tre step: una fase didattica laboratoriale, una raccolta dati tramite questionario e un approfondimento in focus group.

gruppi

Maria Cristina Gatto Rotondo, Chiara Cappetti, Chiara Nicolini, Adolescenza e ali-mente-azione: gli “schermi” del corpo. L’esperienza con i gruppi classe, in Gruppi nella Clinica, nelle Istituzioni, nella Società, n. 2 (mag.-ago. 2015), pp. 20-36
L’articolo illustra il progetto “Giovani e ali-mente-azione”, una ricerca-azione nell’ambito della prevenzione attuata nelle scuole primarie e secondarie di I e II grado, con la finalità di favorire una corretta alimentazione e un salutare stile di vita e di prevenire i disturbi alimentari. A ciascun gruppo classe sono stati proposti tre incontri nei quali è stata sollecitata la partecipazione attiva degli studenti, usando le immagini come oggetto mediatore. Sono stati inoltre proposti a genitori e docenti incontri per presentare e poi condividere il lavoro svolto.

 A cura di Emmanuelle Bauchet … [et al.], Giovani e dipendenze: evoluzione dei comportamenti e degli approcci professionali, in La Salute umana, n. 253-254 (gen.-apr. 2015), pp. 21-54
Il consumo problematico di sostanze psicoattive è al centro delle preoccupazioni sulle dipendenze giovanili, nonostante ormai anche le dipendenze immateriali (da schermi, videogiochi) rappresentino un’emergenza non più differibile. Il contesto economico, culturale, tecnologico accelera i cambiamenti degli stili di vita e dunque gli usi degli adolescenti e gli atteggiamenti educativi delle famiglie. Per accompagnare, adattarsi e rispondere al meglio a questi cambiamenti, i professionisti hanno modificato le loro pratiche e ampliato la portata dei loro interventi. L’obiettivo del presente dossier è quello di illustrare i metodi e offrire testimonianze per meglio comprendere come i professionisti possono agire e collaborare per sostenere i giovani e le loro famiglie.

Giulia Barbero Vignola … [et al.], Crescere: studio longitudinale per il benessere dell’infanzia, in Studi Zancan, a. 17, n. 1 (gen.-feb. 2016) – on line, pp. 21-33
Crescere, acronimo di Costruire Relazioni ed Esperienze di Sviluppo Condivise con Empatia, Responsabilità ed Entusiasmo, è uno studio longitudinale che accompagna nel tempo un campione di ragazzi e famiglie in provincia di Padova e Rovigo. I ragazzi sono seguiti dagli 11 ai 18 anni, osservando periodicamente i cambiamenti nel loro modo di pensare, di agire e di relazionarsi con gli altri. I dati raccolti nei due anni di studio offrono una fotografia in divenire dei ragazzi, particolarmente interessante in alcuni ambiti: obesità e salute, internet e social network, vita in famiglia e dialogo con i genitori, bullismo, benessere a scuola, autostima.

orientamenti-pedagogici

Davide Antognazza, Paola Della Casa, “Chiamale emozioni”. Progetto di educazione socio-emotiva realizzato nella scuola ticinese: la voce degli insegnanti, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott.-dic. 2015), pp. 819-839
L’articolo descrive i risultati del progetto “Chiamale emozioni”, realizzato nella scuola primaria del Canton Ticino, che ha comportato l’ideazione, la sperimentazione e la successiva analisi dei risultati relativi all’implementazione nelle sezioni di scuola dell’infanzia e nelle classi dei primi due anni di scuola primaria di percorsi di educazione socio-emotiva. Viene qui presentata l’analisi delle interviste finali rivolte a 57 insegnanti che hanno preso parte alla sperimentazione biennale (basata sul programma PATHS), evidenziando i risultati raggiunti in termini di competenze acquisite sia dai bambini sia dai docenti.

Cinzia Novara, Consuelo Serio, Immagini dalla scuola: il minore e la famiglia adottiva visti dagli insegnanti, in Psicologia di Comunità, n. 2 (2015), vol. 11, pp. 95-108
La ricerca descritta nell’articolo utilizza un metodo qualitativo per esplorare le rappresentazioni sociali che guidano il lavoro educativo di 286 insegnanti di otto scuole elementari, relative ai minori adottati internazionalmente e alle loro famiglie. I risultati mostrano una rappresentazione ambivalente e semplicistica della famiglia adottiva. E’ necessario che vi sia un’assunzione di responsabilità condivisa tra famiglia, scuola e servizi educativi, allo scopo di diffondere una cultura dell’adozione, attenta all’inclusione e al benessere degli studenti adottati.

cover-735x1024

Giorgio Nebbia … [et al.], A scuola sotto gli alberi, in Gli asini, n. 29 (set.-ott. 2015), pp. 38-76
Si tratta di una raccolta di articoli di diversi autori sull’argomento dell’educazione ai temi ambientali ed ecologici. Nel primo, “L’insostenibilità della sostenibilità” di G. Nebbia, viene affrontato il problema dell’impatto ambientale dei metodi di produzione cosiddetti sostenibili, che possono a loro volta provocare diversi problemi di inquinamento. Ne “La vera crisi” di M. Ruzzenenti, si esamina il legame tra questioni ecologiche e questioni sociali. Nel terzo articolo, “Il paradigma dell’acqua e dei beni comuni” di P. Carsetti, si discute di privatizzazione dei beni comuni e di politica partecipativa in Italia. In “Il monito che viene da oltre Tevere” di I. Scaramuzzi si analizza l’enciclica papale “Laudato si'”. In “Maestri all’aria aperta” di A. Di Addezio e “A scuola in un parco” di P. Grella gli autori espongono le loro riflessioni su alcune esperienze di didattica ed educazione ambientale. Infine, in “Incubi: la morte dell’erba” di N. Villa e “La fantascienza come neorealismo” di G. Fofi si discute su come la letteratura e il cinema fantascientifici hanno affrontato i temi ambientali.

A cura di Antonio Castagna, Cos’è realmente in gioco nel ridurre i consumi a scuola. Misurarsi con il mondo reale per un discorso sociale non saturo sull’ambiente, in Animazione Sociale, a. 45, n. 292 (mag.-giu. 2015), pp. 81-91
L’educazione ambientale può innovare l’intera scuola, se accetta di misurarsi con reali cambiamenti nell’organizzazione della vita scolastica. Nell’anno scolastico 2014-2015 sei scuole del Trentino hanno sviluppato dei progetti applicativi con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, riducendo i consumi di acqua, energia e materia. Il tipo di trasformazione cui si punta è di carattere sistemico, che non si limiti cioè a qualche buona pratica, ma contribuisca a generare cambiamenti culturali più profondi.

Giulia Savarese, Luna Campinelli, Educazione sessuale e prevenzione degli abusi sessuali sui minori: esiti ed intervento di una ricerca-azione, in Maltrattamento e abuso all’infanzia , n. 2 (giu. 2015), vol.17, pp. 117-128
Nella prospettiva di prevenzione del rischio psico-sociale, è stato effettuato un progetto sull’educazione sessuale e gli abusi sessuali sui minori. Con metodologie diverse, si sono condotti incontri di formazione in alcune classi scolastiche di Istituti secondari superiori della Campania e si è attivato uno sportello di counseling psicologico. In seguito alla rilevazione e alla presa in carico di tre casi di violenza, è stato fondamentale elaborare strategie di intervento sia con la famiglia, sia con la scuola, per far emergere la violenza taciuta. Il contesto scolastico è stato importante per il perseguimento di interventi volti al rilevamento precoce della violenza e alla decodifica delle richieste di aiuto delle vittime.

ecoesploratori-310-310

Delphine Grinberg, Ecoesploratori. Attività e progetti per un pianeta più verde, Editoriale Scienza, Firenze, 2015, pp. 156
Il testo, rivolto ai ragazzi, punta su un approccio pratico al tema della sostenibilità e dell’ecologia. Secondo l’autrice il nostro pianeta ha bisogno dell’intervento di esploratori svegli e partecipativi che portino a termine le “missioni” che in questo libro sono al posto dei capitoli. In ciascuna missione si trovano tantissimi progetti e idee già attuati in varie parti del mondo a cui ispirarsi e la storia di un personaggio “ecoesploratore”. Collocazione Biblioteca: 17617

Sofia Dal Zovo, Essere un insegnante con delle competenze socio-emotive: un nuovo fronte per il benessere relazionale-scolastico, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2015), pp. 79-90
Per migliorare il contesto educativo della scuola, occorre focalizzarsi sulla figura dell’insegnante e su una sua maggiore consapevolezza sul fronte socio-emotivo oltre che conoscitivo. L’insegnante deve avere quindi competenze socio-emotive al fine di migliorare la gestione della classe e delle sue dinamiche. Si arriverà così a praticare anche nella scuola italiana, come già in diversi paesi, l’educazione socio-emotiva partendo proprio dagli insegnanti, dalle loro pratiche di scrittura e dalle narrazioni diaristiche, fino ad arrivare all’autoconsapevolezza affettiva.

A cura di Tiziana Cassese … [et al.], Fare prevenzione sui consumi giovanili di “sostanze”, in Animazione Sociale, a. 44, n. 279 (gen. 2014), pp. 36-79
L’inserto nasce dal constatare come oggi sia importante fare memoria di tutto ciò che l’esperienza ha accumulato in termini di apprendimento sul ‘fare prevenzione’. Tanto più perchè la prevenzione sta rischiando di essere sempre più residuale, in termini di investimenti, mentre nella società le pressioni al consumo sono molto forti. Occorre ricordare anche che alla triade di sostanze psicoattive più comunemente utilizzate da parte dei giovani (alcol, tabacco e cannabis) va aggiunto il gioco d’azzardo, come risultato di una gigantesca esposizione all’offerta. Gli autori dei contributi sono: Mauro Croce, direttore del settore Educazione alla salute dell’ASL VC; Leopoldo Grosso, psicologo e vicepresidente del Gruppo Abele; Tiziana Cassese, Livia Racca e Monica Rupo dell’Associazione Aliseo di Torino.

hungry-hearts

Saverio Costanzo, Hungry Hearts, film drammatico, Italia, 2014, 109′
Mina e Jude si incontrano per la prima volta in un’angusta toilette di un ristorante cinese. Da lì nasce una relazione che darà alla luce un bambino e li porterà al matrimonio. Dal colloquio con una veggente a pagamento Mina si convince che il suo sarà un figlio speciale che andrà protetto da ogni impurità. Inizia a coltivare ortaggi sul terrazzo di casa e per mesi non lo fa uscire imponendo regole alimentari che ne impediscono la regolare crescita. Jude decide di opporsi a queste scelte portando di nascosto il figlio da un medico che mette in evidenza la gravità della situazione. Mina però cede solo apparentemente alle richieste del coniuge e il conflitto si fa più acuto. Il disagio, il malessere esistenziale sono da sempre al centro del cinema di Saverio Costanzo. Che si tratti dei palestinesi di “Private”, dei seminaristi di “In memoria di me” o dei giovani de “La solitudine dei numeri primi” la sua macchina da presa inquadra situazioni che sono al contempo estreme e quotidiane. È quanto accade anche in questo film che trae ispirazione dal romanzo “Il bambino indaco” di Marco Franzoso in cui Costanzo mette a frutto la propria profonda conoscenza delle dinamiche del thriller per porla al servizio di una riflessione profonda sulla genitorialità al tempo degli OGM ma non solo. Il filosofo e sociologo Zygmund Bauman ci ricorda che: “La nostra è un’epoca nella quale i figli sono, prima di ogni altra cosa e più di ogni altra cosa, oggetti di consumo emotivo. Gli oggetti di consumo soddisfano i bisogni, desideri o capricci del consumatore e altrettanto fanno i figli. I figli sono desiderati per la gioia dei piaceri genitoriali che si spera arrecheranno il tipo di gioie che nessun altro oggetto di consumo, per quanto ingegnoso e sofisticato, può offrire”. È questo tipo di consumo che Mina (precocissima orfana di madre e con un padre con cui non ha più contatti) sta cercando, anche se vorrebbe evitarne inizialmente, l’avveramento.
Collocazione Biblioteca: 02D42

images

Jean-Marc Vallée, Dallas Buyers Club, film drammatico, USA, 2013, 117’Dallas Buyers Club racconta la storia vera di Ron Woodroof, un elettricista/cowboy ribelle del Texas al quale, nel 1986, viene diagnosticato l’AIDS, con una prognosi di pochi giorni di vita. Frustrato dalla mancanza di opzioni mediche disponibili e tutt’altro che rassegnato a questa sorta di condanna a morte, Ron trova un’ancora di salvezza nei farmaci alternativi e in un mix di vitamine di sua invenzione. Entra così in contatto con altri ammalati e familiarizza con loro, superando l’iniziale omofobia e ritrovandosi al centro di un cospicuo business di contrabbando. Inizia così una tesissima partita a scacchi con la legge che vieta i farmaci da lui usati e con la polizia. Tutto questo scontro e questo percorso di rinegoziazione del ruolo degli eterosessuali nella lunga battaglia per ottenere cure efficaci e tempestive contro il virus HIV (che per molti versi ha riguardato soprattutto gli omosessuali), il film lo gioca sul fisico emaciato e smagrito di Matthew McConaughey che tra chili persi e un trucco molto efficace mostra, con le varie fasi della propria salute, il senso stesso della purificazione umana sulla sua faccia

dimafa