Educazione alla salute e all’ambiente

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di Bruno D’Alfonso

95407__o018_orientamenti-pedagogiciCristina Birbes, Ripensare l’educazione in un pianeta che cambia. Sviluppo sostenibile, povertà, resilienza, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2019), vol. 66, pp. 89-99
Da un punto di vista pedagogico si esplorano la possibilità e i significati dell’educazione allo sviluppo sostenibile, quale strumento per elaborare conoscenze e azioni tese a sconfiggere la povertà, garantendo migliore qualità della vita per tutti. La sfida della sostenibilità può offrire un motivo di fiducia nel futuro, quale bussola per elevare le capacità umane di elaborare progetti ed idee atte a costruire reti solidali capaci di favorire una presa di coscienza globale. In questo processo l’educazione gioca un ruolo insostituibile.

Richard Midford … [et al.], Relationship between Australian harm minimisation alcohol education and student uptake, consumption and harm, in The International Journal of Drug Policy,  (feb. 2018) – on line, vol. 52, pp. 25-31
Lo studio analizza i dati sull’alcol provenienti dalle indagini ASSAD (Australian Secondary Students Alcohol and Drug surveys) 2011 e 2014, allo scopo di esaminare la relazione fra la quantità di informazioni sull’alcol che gli studenti segnalano di avere ricevuto, i loro modelli di consumo e il danno subito. I dati riguardano più di 48000 studenti di età compresa fra i 12 e i 17 anni. Secondo gli autori, l’informazione sull’alcool non ha persuaso gli studenti ad astenersi dal consumo, ma piuttosto il contrario. Tuttavia, essa ha avuto parzialmente successo influendo sulla diminuzione del consumo da parte degli studenti, in particolare di quelli con livelli più rischiosi di consumo, ma non ha ridotto direttamente i danni subiti dai ragazzi quando bevono. Gli autori auspicano che le scuole forniscano esplicitamente strumenti pratici e pertinenti per la riduzione dei danni immediati derivanti dal consumo di alcool.

A cura di Eugenio Rossi, Percezione del gioco d’azzardo e modalità di prevenzione. Un’indagine sugli stili educativi dei genitori, Bruno Mondadori, Milano, 2018, pp. 194
L’età in cui si inizia a giocare d’azzardo incide in maniera significativa sullo sviluppo di quella che oggi è considerata una vera e propria dipendenza, al pari delle sostanze stupefacenti. Il gioco d’azzardo, proponendosi con notevole visibilità e costanza sulla scena della vita quotidiana, coinvolge in maniera consistente anche le nuove generazioni, che si configurano come vittime perfette del mercato del gioco. L’adolescenza rappresenta il momento in cui si lotta per costruirsi un’identità, si cerca di emergere e di farsi accettare. Proprio questa età di passaggio rappresenta il target principale del gioco d’azzardo, che stimola i ragazzi ad abbracciare l’illusione di poter evadere da una quotidianità ostile, oppure di sentirsi capaci e protagonisti. Il rischio è che il gioco d’azzardo diventi parte della struttura della loro personalità e ne pregiudichi seriamente il futuro. A partire da una ricerca che indaga quanto i genitori siano consapevoli della vulnerabilità dei propri figli di fronte alla realtà virtuale dell’azzardo, questo libro muove delle riflessioni nella prospettiva della prevenzione, con il fine di far comprendere alle giovani generazioni i pericoli del gioco d’azzardo.
Collocazione Biblioteca: 18341

cop1705Elena Meroni … [et al.], Le riunioni di famiglia, in Prospettive Sociali e Sanitarie, A. 47, n. 2 (2017), pp.  28-31
Nell’articolo è descritto il progetto “Le riunioni di famiglia”, promosso dall’ASC Comuni Insieme per lo Sviluppo di Bollate con l’Università Cattolica di Milano. Lo scopo dell’iniziativa è sperimentare nuovi modelli collaborativi con la scuola, in particolare per l’individuazione precoce di segnali di disagio nei preadolescenti. Il “Family Group Conference” costituisce uno strumento di sussidiarietà che restituisce un pieno ruolo educativo e di cura alla famiglia e all’ambiente sociale ove si manifesta il disagio, evitando o riducendo la delega alle figure e ai servizi professionali.

Maria Cristina Gatto Rotondo, Chiara Cappetti, Chiara Nicolini, Adolescenza e ali-mente-azione: gli “schermi” del corpo. L’esperienza con i gruppi classe, in Gruppi nella Clinica, nelle Istituzioni, nella Società, n. 2 (mag.-ago. 2015), pp. 20-36
L’articolo illustra il progetto “Giovani e ali-mente-azione”, una ricerca-azione nell’ambito della prevenzione attuata nelle scuole primarie e secondarie di I e II grado, con la finalità di favorire una corretta alimentazione e un salutare stile di vita e di prevenire i disturbi alimentari. A ciascun gruppo classe sono stati proposti tre incontri nei quali è stata sollecitata la partecipazione attiva degli studenti, usando le immagini come oggetto mediatore. Sono stati inoltre proposti a genitori e docenti incontri per presentare e poi condividere il lavoro svolto.

Giulia Barbero Vignola … [et al.], Crescere: studio longitudinale per il benessere dell’infanzia, in Studi Zancan, a. 17, n. 1 (gen.-feb. 2016) – on line, pp. 21-33
Crescere, acronimo di Costruire Relazioni ed Esperienze di Sviluppo Condivise con Empatia, Responsabilità ed Entusiasmo, è uno studio longitudinale che accompagna nel tempo un campione di ragazzi e famiglie in provincia di Padova e Rovigo. I ragazzi sono seguiti dagli 11 ai 18 anni, osservando periodicamente i cambiamenti nel loro modo di pensare, di agire e di relazionarsi con gli altri. I dati raccolti nei due anni di studio offrono una fotografia in divenire dei ragazzi, particolarmente interessante in alcuni ambiti: obesità e salute, internet e social network, vita in famiglia e dialogo con i genitori, bullismo, benessere a scuola, autostima.

A cura di Urs Kocher, Educare allo educare-allo-sviluppo-sostenibile-132010sviluppo sostenibile. Pensare il futuro, agire oggi, Erickson, Trento, 2017, pp. 240
Il testo tratta del modo di portare in classe i temi dello sviluppo sostenibile. Forte dell’esperienza di un ampio progetto nazionale iniziato in Svizzera un decennio fa, il libro contiene diverse proposte didattiche per i docenti: lezioni, unità didattiche e progetti. L’attenzione è posta sulle relazioni tra scienza e vita quotidiana, la salute e l’ambiente. Le attività sono fatte a partire da azioni concrete che permettono ai ragazzi di fare qualcosa in prima persona. Il volume presenta un’introduzione sulle caratteristiche del fare educazione allo sviluppo sostenibile a scuola.
Collocazione Biblioteca: 18366

Carmelo Guarino, Comportamenti a rischio, L’importanza dell’educazione sessuale nelle scuole, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 2 (2017), pp. 5-8
Nel dicembre 2015, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con il rapporto “Health in 2015”, ha posto particolare attenzione all’epidemia di HIV/Aids e alla diffusione delle infezioni sessualmente trasmissibili, che continuano a destare preoccupazione nonostante i risultati conseguiti negli ultimi anni sia sul piano della prevenzione che su quello clinico. Per tali circostanze, nell’aprile 2016, il Consiglio Superiore della Sanità e il Ministero della salute hanno pubblicato un documento dal titolo “Le infezioni sessualmente trasmissibili”, con cui sottolineano la necessità di aumentare i livelli di sensibilizzazione e informazione sia attraverso la costruzione di percorsi formativi-informativi con il massimo coinvolgimento del target al quale gli stessi sono destinati, sia attraverso una comunicazione efficace. Il nostro Paese, nonostante i report delle grandi organizzazioni internazionali, le evidenze scientifiche e le numerose proposte di legge depositate in Parlamento, non ha ancora adottato una legge che preveda la disciplina di educazione sessuale nelle scuole.

Federica Vigna Taglianti … [et al.], Valutazione di impatto del programma di prevenzione Unplugged in Piemonte, in Dal fare al dire, a. 25, n. 1 (2016), pp. 25-29
Il presente studio ha l’obiettivo di stimare l’impatto della diffusione in Piemonte del programma “Unplugged”, un progetto di prevenzione scolastica dell’uso di sostanze basato sul modello di Influenza Sociale. Unplugged mira a favorire lo sviluppo e il consolidamento delle competenze interpersonali; sviluppare e potenziare le abilità intrapersonali; correggere le errate convinzioni dei ragazzi sulla diffusione e l’accettazione delle sostanze psicoattive, migliorare le conoscenze sui rischi dell’uso di tabacco, alcol e sostanze e sviluppare un atteggiamento non favorevole alle sostanze. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine effettuata su adolescenti di 14 anni residenti in Piemonte nell’anno 2011/2012.

X6256BAlberto Pellai, L’educazione alla salute nella scuola. Come è cambiata la prevenzione in età evolutiva, in Psicologia contemporanea, n. 256 (lug.-ago. 2016), pp. 49-55
L’autore, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore universitario, descrive le caratteristiche degli interventi di educazione alla salute nella scuola italiana e come questi si sono sviluppati nel tempo. Dalle prime esperienze non adattate agli specifici bisogni dei gruppi-classe, si è passati oggi a un nuovo modello basato sui metodi dell’educazione socio-affettiva e sul concetto di life-skills, che rende l’educazione alla salute una strategia di prevenzione proposta precocemente già nella scuola dell’infanzia e che vede come protagonista il docente piuttosto che l’esperto. Secondo l’autore, la riduzione dei fondi destinati all’istruzione introduce elementi di preoccupazione sulla diffusione delle strategie di promozione del benessere nella popolazione in età evolutiva.

Alessandra Fermani, Morena Muzi, Mauro Minnozzi, L’educazione fisica sportiva può diventare un veicolo di prevenzione? Una ricerca-azione partecipata con adolescenti per formare alla sicurezza stradale, in Orientamenti pedagogici, n. 2 (apr.- giu. 2016), pp. 289-310
Lo scopo di questo studio è vagliare le percezioni di 409 studenti adolescenti italiani, che hanno partecipato all’esperienza, relativamente alla prevenzione dell’uso di alcool alla guida, partendo dall’assunto che l’attività sportiva possa essere un fattore protettivo e che l’educazione fisica a scuola possa diventare un veicolo di prevenzione. Per raggiungere gli obiettivi di quello che è stato strutturato come intervento di ricerca-azione partecipata sono stati oggettivati tre step: una fase didattica laboratoriale, una raccolta dati tramite questionario e un approfondimento in focus group.

downloadWim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, Il Sale della terra. In viaggio con Sebastiao Salgado, documentario biografico, Francia, Brasile, Italia, 2015, 110′
Il racconto documentario segue la cronologia dei viaggi del fotografo Sebastiao Salgado attraverso i continenti, adottando tre punti di vista rappresentati da altrettante voci narranti: quello soggettivo dello stesso Salgado; quello interno del figlio maggiore Juliano Ribeiro; quello esterno, preso in carico da Wenders. Le fotografie in bianco e nero di Salgado, testimone di conflitti internazionali, carestie ed esodi, sono inframmezzate alle note biografiche, che arrivano a documentare il più recente progetto dell’artista, il rimboschimento di vastissimi terreni inariditi per la siccità in Brasile divenuti ora un parco nazionale.
Collocazione Biblioteca: 03D02

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di Lo Scherzatore

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