Intercultura e integrazione

distrani

di Jack Koch

Stefania Culurgioni, Mamme a scuola: imparare l’italiano per realizzare i propri sogni, in Scarp de’ tenis , n. 248 (mar. 2021), pp. 46-47
Ogni anno l’associazione “Mamme a scuola” si prende cura, a Milano, di 300 donne, per la maggior parte mamme egiziane, marocchine e tunisine, per insegnare loro l’italiano e renderle autonome. L’associazione ad oggi conta 60 volontari ma non riesce ad accogliere tutte le richieste per mancanza di fondi, spazi e insegnanti.

Rete Scuole Senza Permesso, L’impatto della pandemia da coronavirus sulle attività delle scuole di italiano per migranti, in Pedagogika.it, n. 4 (ott.-dic. 2020), pp. 81-86
Il migrante, ai tempi della pandemia, si è trovato al centro della “tempesta perfetta”, nel punto di convergenza di due cosiddette emergenze: quella migratoria e quella della pandemia virale. Pertanto è particolarmente prezioso lo sforzo che le scuole della RSSP hanno sostenuto per non disperdere il patrimonio di relazioni e progettualità che stavano costruendo con i loro studenti: un filo rosso per mantenere vivo il senso di appartenenza e di comunità.

Caritas e Migrantes, XXIX Rapporto Immigrazione 2020. Conoscere per comprendere, Todi, Tau, 2020, 254 p.
Il Rapporto è dedicato agli studi sul tema dell’immigrazione straniera in Italia e si suddivide in tre parti: la prima è destinata al contesto internazionale e al fenomeno migratorio in Europa; la seconda si concentra sul contesto italiano analizzato dal punto di vista demografico, lavorativo, scolastico, economico, sanitario; infine, la terza è dedicata a mobilità e fede. L’edizione di quest’anno vede rafforzarsi la componente di riflessione pastorale. Tutti i dati statistici territoriali, regionali e provinciali, che erano posti in conclusione al volume cartaceo nelle edizioni precedenti, sono disponibili per la libera consultazione.

Luisa Zinant, Davide Zoletto, Le scuole primarie ad alta presenza migratoria nella prospettiva e nelle pratiche degli insegnanti, in Orientamenti pedagogici, n.3 (lug.-set. 2020), pp. 77-91
L’articolo presenta alcuni risultati di una ricerca svolta in quattro scuole primarie ad alta presenza migratoria in Friuli Venezia Giulia. Sono descritti i presupposti teorici e gli aspetti metodologici della ricerca e analizzati alcuni dati qualitativi ottenuti da questionari e focus group allo scopo di descrivere alcune pratiche inclusive sviluppate dagli insegnanti nelle classi.

Lorena Milani, Giulia Gozzelino, Cristina Boeris, As-Saggi interculturali. Una riflessione pedagogica sul Progetto “Le ricette del dialogo. Cibi e storie per l’intercultura e l’integrazione”, Bari, Progedit, 2020, 126 p.
La Global Education costituisce attualmente l’ampio orizzonte in cui si inserisce la Pedagogia interculturale. I documenti del Consiglio d’Europa ne promuovono la realizzazione negli ambiti educativi del formale, non formale e informale come punto cardine dell’educazione che mira alla cittadinanza globale, alla promozione del pensiero e della mente interculturali, allo sviluppo della democrazia partecipativa e alla responsabilità verso la/le comunità e le esigenze di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Il volume costituisce uno sguardo critico pedagogico sul Progetto “Le ricette del dialogo. Cibi e storie per l’intercultura e l’integrazione”, attuato in alcuni territori del Piemonte. Si tratta di un progetto che costituisce un modello di best practices al quale le autrici hanno contribuito con un monitoraggio basato sul processo di autovalutazione, cui è seguita una riflessione pedagogico-educativa.

Laura Cerrocchi, L’intercultura in prospettiva pedagogica. Tra processi e prassi di integrazione culturale e sociale. (Seconda Parte), in Pedagogika.it, n.1 (gen.- mar. 2020), pp. 75-81
L’integrazione e l’inclusione culturale e sociale – nell’intreccio di fattori di macrosistema, mesosistema e microsistema – interessano principalmente famiglia, lingua, lavoro e figure professionali a valenza pedagogica e didattica. Una prospettiva pedagogica interculturale dovrebbe tener conto dei fattori sociali, culturali e psicologici che segnano la migrazione, della famiglia come principale osservatorio e progetto della migrazione, della rete dei servizi, delle agenzie del territorio che progettano e sostengono l’integrazione. Il presente è la continuazione dell’articolo “L’ intercultura in prospettiva pedagogica. Conoscere per progettare”, in Pedagogika.it, n.4 (2019).

A cura di Paola Floreancig … [et al.], Ricerca-Azione e trasformazione delle pratiche didattiche. L’esperienza del Piano pluriennale di formazione per le scuole ad alta incidenza di alunni stranieri, Milano, Franco Angeli, 2020, 215 p.
La pubblicazione raccoglie l’esperienza di ricerca-azione condotta nelle scuole del Friuli-Venezia Giulia nell’ambito del Master di I livello e Corso di aggiornamento professionale in “Organizzazione e gestione delle Istituzioni scolastiche in contesti multiculturali” dell’Università degli Studi di Udine. La prima parte “Formazione e miglioramento di sistema” presenta il Piano pluriennale di formazione per dirigenti, insegnanti e personale ATA di scuole ad alta incidenza di alunni stranieri ed alcune esperienze ad esso legate. La seconda parte “La ricerca-azione come strategia di formazione/trasformazione delle pratiche didattiche” analizza il metodo della ricerca azione e del cooperative learning nei contesti multiculturali, riporta esperienze svolte. In particolare un capitolo è dedicato ai MSNA (minori stranieri non accompagnati) e ai percorsi di accompagnamento.

A cura di Giada Maslovaric, EMDR di gruppo. Insieme verso il BenEssere. Protocolli di intervento, Roma, ApertaMenteWeb, 2020, 414 p.
La curatrice, psicologa, psicoterapeuta, coordinatrice degli interventi clinici per l’Associazione EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) Italia durante disastri naturali ed emergenze, presenta l’applicazione di gruppo di questa terapia, utile per il trattamento di disturbi causati da eventi stressanti o traumatici. Nella prima parte del volume vengono descritte le fondamenta del protocollo di gruppo, con riflessioni e schede di lavoro per orientare il clinico, a cui si rivolge. La seconda parte è dedicata alle declinazioni dell’EMDR di gruppo nelle diverse fasce d’età, mentre la terza approfondisce l’utilizzo della terapia nel gruppo famiglia su traumi specifici. La quarta parte è dedicata ai contesti emergenziali, con i contributi di diversi che hanno partecipato agli interventi di supporto, ad esempio, per gli operatori sanitari in occasione della pandemia di Covid-19, nei centri di accoglienza per migranti, ai minori orfani siriani. Infine, la quinta parte esplora alcune potenzialità di applicazione della terapia con gruppi omogenei di
pazienti, ad esempio oncologici, carcerati, colleghi di una persona suicida, o persone con dipendenze patologiche.
Collocazione Biblioteca: 18707

A cura di Monica Perrone, Processi comunicativi in ambito socio-educativo e sanitario, in Narrare i gruppi, n. 2 (dic. 2019) – on line, pp. 139 -244
Questo numero monografico presenta cinque articoli che da diversi punti di osservazione e riflessione si occupano della funzione del processo narrativo nella relazione con l’Altro.Il filo conduttore che lega i vari contributi è rappresentato dall’importanza delle idee che un individuo sviluppa circa gli aspetti della realtà, intese come il risultato di un’interazione continua tra la dimensione soggettiva, individuale e quella collettiva, dimensioni indispensabili per comporre ciò che identifichiamo come società, e che non possono essere pensate come indipendenti l’una dall’altra. Si segnalano in particolare gli articoli: “Percorsi di cura socio-educativa in tema di diffidenza nei confronti dell’immigrato” di Monica Pelleroni e altri e “Tre forme di comunicazione nei processi formativi: narrativa, empatica e assertiva” di Giuseppe Licari. La monografia è disponibile in Pdf.

Mariangela Giusti … [et al.], Intercultura e identità culturali, in Pedagogika.it, n. 4 (ott.-dic. 2019), pp. 8-54
La monografia comprende i seguenti articoli: 1) Mondi identitari diversi in dialogo; 2) Accoglienza e integrazione, tempi difficili; 3) L’intercultura in prospettiva pedagogica: conoscere per progettare; 4) La deculturazione occidentale e le pratiche educative dell’accoglienza dei migranti: 5) Migrazioni, un’altra narrazione è possibile se si
parte dalle scuole; 6) Le parole dentro e fuori il silenzio; 7) Il principe silenzioso. La storia di Joaquin, 14 anni dal Perù. A volte la “magia” capita quando meno te lo aspetti; 8) Il profugo a scuola: quando i ragazzi vedono più in là degli adulti.

Daniela Grignoli, Gianluca Tramontano, Un’esperienza locale di inclusione scolastica di minori stranieri non accompagnati in Molise, in Minorigiustizia, n. 3 (2019, pp. 156-167
In Molise c’è una significativa presenza di Minori stranieri non accompagnati, inseriti negli Sprar e collocati in strutture diffuse su tutta la regione, L’articolo presenta una buona pratica di integrazione scolastica, sperimentata all’interno di un Istituto in provincia di Campobasso.

Daniela Palumbo, Stranieri a scuola. “Integrare si può ma non tutti lo vogliono fare, in Scarp de’ tenis, n. 236 (nov. 2019), pp. 36-39
L’autrice considera aspetti positivi e negativi dell’integrazione scolastica di minori stranieri partendo da alcune realtà piemontesi. Sottolinea l’importanza della formazione degli insegnanti, la collaborazione con le famiglie e auspica che venga concessa la cittadinanza italiana ai minori nati in Italia.

Citta di Torino – Servizio Statistica e Toponomastica, Prefettura di Torino, Osservatorio Interistituzionale sugli Stranieri in Provincia di Torino. Rapporto 2018, Torino, Città di Torino, 2019, 350 p.
Grazie al contributo delle istituzioni impegnate nell’integrazione degli stranieri, il Rapporto intende offrire una lettura sia analitica che organica della realtà dell’immigrazione e dell’evoluzione delle politiche di accoglienza, attraverso la raccolta di dati riguardanti diversi aspetti della presenza degli immigrati in provincia di Torino. Questa ventiduesima edizione contiene, inoltre, un focus sul tema delle fragilità, che vengono esplorate attraverso i momenti di contatto tra i cittadini italiani o stranieri e le istituzioni. Il volume è corredato di alcune pagine di sintesi dei dati principali.
Collocazione Biblioteca: 37R18

Agostino Portera, Dal multiculturalismo all’educazione e alle competenze (realmente) interculturali, in Educazione interculturale, n.2 (ott.2019) – on line, pp. 1-18
Cosmopolitismo, globalizzazione, interdipendenza planetaria, neoliberalismo, avvento di società liquide, multietniche e multiculturali modificano in maniera determinante gli stili di vita, i valori, la cultura e le modalità comportamentali di ogni persona umana. In maniera precipua risentono di tali mutamenti il sistema educativo e quello formativo. Il presente contributo è incentrato sull’approccio pedagogico interculturale, ritenuto dall’autore la risposta più idonea a gestire alterità, educazione e conflitti nelle società complesse. Inizialmente saranno evidenziate alcune opportunità e rischi insiti in tali cambiamenti, ponendo l’attenzione soprattutto su possibili ostacoli e conflitti sul piano comunicativo. In seguito, sulla base dei risultati di ricerche svolte in seno al Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona, l’autore presenta due modelli di competenza interculturale impiegabili soprattutto nel settore educativo-scolastico. Nello stesso numero si veda anche Per una mediazione interculturale come strumento pedagogico, di Anna Aluffi Pentini, pp. 1-16

Francesca Audino, Arte e apprendimento: uno studio in profondità del potenziale educativo dell’arte = Art and learning: an in-depth study of art’s educational potential, in Educazione interculturale, n.2 (ott.2019) – on line, pp. 1-17
Il presente articolo mostra i motivi che rendono l’uso dei linguaggi espressivi particolarmente efficace per l’apprendimento in generale e in contesti multiculturali in particolare. A partire dal ruolo dell’esperienza diretta, delle emozioni e del movimento per lo sviluppo della conoscenza, tenendo conto anche delle recenti teorie nel campo delle neuroscienze, viene sottolineato come i laboratori artistici abbiano un valore propedeutico all’apprendimento delle diverse discipline ed educativo in senso lato. Viene inoltre messa in risalto la relazione tra l’arte, praticata all’interno dei laboratori e molte delle competenze identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in collegamento alle life skills (Danish et al., 1993; Gould e Carson, 2008; Goudas, 2010). Per meglio trasmettere l’idea delle ricadute dei laboratori espressivi sull’autostima e la partecipazione, vengono inoltre riportate alcune testimonianze di insegnanti e artisti intervistati dalla autrice nell’ambito di una ricerca di dottorato mentre, per quanto riguarda la capacità di prendere spunto dalle opere d’arte per creare un legame con le storie personali dei fruitori, si fa riferimento all’esperienza di collaborazione tra il progetto Civico Zero di Save the Children rivolto ai MSNA e il Dipartimento Educazione del MAXXI.

Fiorella Farinelli, Cosa nascerà da questa generazione globale?, in Rocca, n. 19 (ott. 2019), pp. 24-26
L’autrice propone una riflessione sui nativi multiculturali, quei ragazzi di seconda generazione che fanno spesso della loro multiculturalità una ricchezza e un punto di forza della loro formazione. Vengono portati esempi e proposte per arrivare a un’integrazione che sia un arricchimento per tutta la società.

Rita Bertozzi, Francesca Lagomarsino, Percorsi inattesi di transizione all’Università: risorse e sfide per gli studenti di origine immigrata, in Mondi migranti, n. 2 (2019), pp. 171-190
L’accesso dei figli degli immigrati all’università è uno dei recenti risvolti dei processi di stabilizzazione delle migrazioni. Se a livello internazionale il tema è più consolidato ed esistono diversi studi comparativi, nel caso italiano non esistono dati longitudinali e le prime ricerche esplorative sono a carattere locale. Il presente lavoro trae spunto da un progetto di ricerca condotto in due Atenei italiani con l’obiettivo di indagare i percorsi di vita di un gruppo di studenti universitari di origine immigrata. L’analisi si concentra sugli studenti che, nonostante condizioni pregresse sfavorevoli, sono riusciti a superare gli ostacoli e a fare il passo verso l’istruzione terziaria, esperienza in qualche modo “controcorrente” rispetto a percorsi scolastici e di vita che potrebbero apparire predeterminati.

A cura di Elisabetta Di Giovanni, Antropologia del viaggio e del prendersi cura dell’altro, in Narrare i gruppi, n. 1 (lug. 2019) – on line, pp. 8 – 117
Questo numero monografico propone cinque articoli che, da diversi punti di osservazione, si occupano del rapporto con l’alterità. Viene indagata la relazione con l’altro che arriva nel nostro territorio attraverso viaggi al limite della sopravvivenza, che fugge da miserie, guerre e maltrattamenti. Il numero si occupa anche dei figli di soggetti che arrivati nel nostro territorio si sono integrati e ora frequentano le nostre scuole e interagiscono con i pari senza però dare particolare attenzione al significato della differenza culturale. Indaga la relazione madre bambino in una realtà del nord Europa e si chiude con una narrazione di un territorio che vive ormai nella marginalità. La monografia è disponibile in Pdf.

Mariagrazia Santagati, Gianluca Argentin, Maddalena Colombo, Religiosity and school integration among italian and non-italian students. Results from a survey in multi-ethnic classrooms, in Studi di Sociologia, n. 2 (apr.-giu. 2019) – on line, pp. 197-210
L’articolo analizza il ruolo della religione in un gruppo di adolescenti (11-15 anni) intervistati nelle scuole multiculturali italiane. Le aule multiculturali (con oltre il 30% di alunni stranieri) possono essere interpretate come spazi sociali per la coesistenza interetnica, aperte alla diversità etnica e religiosa. Gli hanno considerato un campione di 1.040 studenti iscritti all’istruzione secondaria inferiore in Lombardia nel 2011 e hanno indagato sulla loro religiosità, intesa come appartenenza religiosa e pratica religiosa. Agli studenti è stato chiesto se la religiosità influisce sui rapporti con i compagni di classe e con gli insegnanti e quali conseguenze la pratica religiosa produce sul rendimento scolastico e, più in generale, sull’integrazione scolastica. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Il documento è disponibile in PDF.

Ivana Bolognesi … [et al.], Formare gli insegnanti a una scuola democratica e interculturale. L’esperienza dei Master “Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali”, in Educazione interculturale, n.1 (mag. 2019) – on line, pp. 1-103
L’attuale periodo storico ci conferma, ancora una volta, la centralità strategica dell’educazione e dell’istruzione per la formazione di soggetti, adulti e bambini, che siano in grado di affrontare le tante sfide che attendono le nostre società multiculturali. A conferma di ciò la formazione in servizio dell’insegnante diventa un tassello fondante per la comprensione di tali processi e per l’attuazione di prassi volte all’accoglienza, all’inclusione e al raggiungimento del successo formativo di tutti gli alunni. Questo numero monografico propone ai suoi lettori e lettrici la presentazione di alcune esperienze dei Master ministeriali “Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali”, attivati in molte sedi universitarie italiane grazie al fondo europeo Fami. E’ costituito da dieci contributi suddivisi in due sezioni: nella prima sezione sono presenti i saggi di alcuni direttori e direttrici dei Master che descrivono l’organizzazione specifica del percorso di formazione attuato nella loro sede universitaria unitamente a un approfondimento teorico e/o metodologico sui temi della pedagogia interculturale; nella seconda sezione sono raccolti alcuni percorsi di ricerca-azione e di project work realizzati da insegnanti e dirigenti frequentanti questi Master.

Luigi Ciotti, Vittorio V. Alberti, Per un Nuovo Umanesimo. Come ridare un ideale a italiani e europei, Milano, Solferino, 2019, pp. 125
Oggi l’Europa dei muri sta soffocando la sua antica identità, ha smarrito il suo fine e il suo ideale, mentre l’Unione corre il grave rischio di disintegrarsi e lo Stato democratico è in crisi tra contraddizioni del sovranismo, impoverimento diffuso ed emergenza economica e criminale. Per invertire una deriva così pericolosa, occorre ricostruire anzitutto la nostra identità di italiani ed europei, sconfessando la sua negazione da parte della globalizzazione neoliberista e abbattendo i muri alzati dal sovranismo populista. Occorre costruire un nuovo umanesimo che orienti le differenze e crei un rinnovato ideale. Don Luigi Ciotti e il filosofo Vittorio V. Alberti firmano un saggio-manifesto in cui spiegano la necessità di un programma educativo, sistematico e a lungo termine volto a rianimare l’ideale europeo, che parta da scuole e università per ricucire la società.
Collocazione Biblioteca: 18253

A cura di Giovanna Grenga, Il ruolo dei Fondi Europei per l’Istruzione per il popolo Rom, in Rom e Sinti Oggi, n. 2 (apr.-mag. 2019), pp. 6-7
Nel presente articolo, l’autrice propone alcune riflessioni sulla difficoltà di integrazione della popolazione di rom e sinti in Europa e sull’importanza di politiche e azioni sociali da parte della Comunità Europea per dare ascolto anche al disagio della popolazione residente ed evitare che si radicalizzi un rifiuto per chi si sta sistematicamente attivando. L’autrice cita nell’articolo alcuni felici casi di integrazione, che costituiscono “buone ragioni” per sostenere sempre più decisamente un’Europa che aiuti i più deboli, con efficaci politiche di integrazione, di educazione e di gestione dell’ambiente e dell’economia. Nel n. 1 della rivista (gen.-feb. 2019), troviamo anche alle pp. 4-7, L’intervista alla dirigente del progetto RSC Adriana Ciampa.

Roberta Nepi, Leggere in tutte le lingue del mondo. Una città, un nido d’infanzia, tante lingue, in Bambini, a. 35, n. 4 (apr. 2019), pp. 60-64
Il presente articolo si sviluppa sull’esperienza di un nido plurilingue e pluriculturale composto da ventidue bambini, di cui nove sono di madrelingua italiana, due figli di coppie miste e undici di madrelingua diversa dall’italiano (spagnolo, moldavo, francese, arabo, albanese, kosovaro). La valorizzazione delle lingue di origine rappresenta una grande occasione per lo sviluppo cognitivo dei bambini, una risorsa per uno sviluppo intellettivo armonico e una solida base dove far crescere nuove identità.

Andrea Canevaro, Lo strano imbroglio, Ciesse, Cinto Euganeo, 2019, pp. 136
L’autore, docente universitario di Pedagogia speciale, disciplina che ha contribuito a sviluppare e diffondere in Italia, impegnato sul fronte dell’inclusione sociale, in particolare nell’ambito della disabilità, costruisce un testo a metà tra la narrazione e il saggio. Attraverso l’espediente dei due gemelli, uno noto e l’altro ignoto, diversi per modo di essere prima che di pensare, l’autore sollecita nel lettore riflessioni su temi che riguardano la nostra società come l’accoglienza ai migranti, l’inclusione di chi è diverso, il ruolo dei mezzi di informazione, i diritti, il potere, la politica, i rapporti sociali. Al lettore il compito di immaginare chi o cosa possano rappresentare i due gemelli.
Collocazione Biblioteca: 18435

A cura di Laura Marchetti, L’umanità come Patrimonio. Complessità e intercultura nelle politiche educative UNESCO, Manfredonia (FG), Andrea Pacilli Editore, 2018, 254 p.
Il libro tratta dei progetti dell’UNESCO, un’organizzazione con un progetto educativo straordinario, un progetto politico che ha come scopo quello di migliorale la situazione politica mondiale, di dare una nuova forma al mondo, eliminando la guerra e il razzismo, ma “nella mente delle persone”, attraverso la diffusione dell’arte, l’educazione, la cultura e la scienza. In questo senso la cultura diventa uno strumento per l’esercizio di un potere alternativo, un potere buono che è un mezzo per ottenere la pace mondiale e una “cittadinanza mondiale”.
Collocazione Biblioteca: 18431

A cura di Sandro Invidia, Che razza di scuola? Accogliere, raccontare, insegnare le differenze, in La ricerca, a. 6, n. 15 (dic. 2018), pp. 6-73
Il numero monografico della rivista è dedicato al tema dell’integrazione nelle nostre scuole, di cui intende fare il punto, esponendo nella prima parte intitolata “A che punto è l’educazione interculturale?” diverse esperienze, oltre che materiali di studio sul razzismo. Nella seconda parte troviamo il dossier “La scuola deve parlare della razze?”, che analizza l’esperienza negli USA, paese che da molto più tempo si interroga sul modo corretto di parlare di razza e identità.

Margherita Cardellini, Skin color discrimination among primary school children, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 3 (nov. 2018), Vol. 20, pp. 93-113
Nell’articolo vengono riportati alcuni dei risultati di un progetto di ricerca che ha cercato di comprendere come i bambini di scuola primaria parlassero di colori della pelle, rilevando eventuali pregiudizi e stereotipi. Il focus group e stato scelto come strumento di ricerca per stimolare la dimensione gruppale e l’interazione e sono state raccolte diverse testimonianze di episodi di discriminazione all’interno della classe e della scuola. I risultati dello studio suggeriscono la promozione di una prospettiva educativa interculturale capace di includere un obiettivo antirazzista, nella convinzione che la pluralità possa davvero essere elemento di potenziale arricchimento umano, partendo proprio dai bambini.

Anna Granata, La ricerca dell’altro. Prospettive di pedagogia interculturale, Roma, Carocci, 2018, 185 p.
Il libro ripercorre le diverse fasi del dibattito internazionale sul tema in questione e propone in particolare tre vie, complementari e sinergiche, per rinnovare la ricerca in pedagogia interculturale: interrogare i classici della pedagogia con nuove domande inerenti le sfide del tempo presente; confrontarsi con ricercatori di discipline diverse, incrociando metodi e linguaggi attorno a temi complessi; allestire una relazione dialogica con le persone nei contesti di pluralismo quotidiano, quali la scuola, gli ambienti educativi e di socializzazione. Anna Granata è ricercatrice in Pedagogia presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino.
Collocazione Biblioteca: 18237

A cura di Maurizio Bergamaschi, Valeria Piro, Processi di territorializzazione e flussi migratori, in Sociologia urbana e rurale, a. 40, n. 117 (2018), pp. 7-116
Si segnala in particolare l’articolo “Interstizi scolastici: la prossimità residenza-scuola fra gli alunni di origine immigrata a Bologna”, di Federica Santangelo, Giancarlo Gasperoni e Debora Mantovani.

A cura di Laura Faranda, “Non uno di meno”. Diari minimi per un’antropologia della mediazione scolastica, vol. 1, Armando, Roma, 2018, pp. 221
L’integrazione di bambini stranieri nelle nostre scuole costituisce da più di un decennio un tema costante di discussione e di ridefinizione delle possibili strategie di intervento didattico e di mediazione culturale. I contributi raccolti in questo volume tentano di raccogliere le trame e dare voce ai traumi di memorie interrotte, di storie afone, di racconti mancati, discontinui, disarmonici, osservati, giorno dopo giorno, in quei luoghi del mondo infantile di cui la scuola diventa teatro. L’attraversamento antropologico di questi luoghi esemplari ha reso possibile la sfida dell’incontro, dilatandone le evidenze e aprendo scenari inconsueti per tutti quegli educatori e quegli insegnanti ancora sensibili alla qualità pedagogica dell’ascolto.
Collocazione Biblioteca: 18422

Irma Opipari, Educazione interculturale per una scuola multietnica, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (CZ), 2018, pp. 69
Il libro raccoglie note di educazione e di pedagogia per la definizione di una proposta pedagogica interculturale, capace di affrontare la complessità dei problemi della scuola italiana che, ad ogni livello, si presenta multietnica e multiculturale. Da questo tipo di pedagogia interculturale devono venire proposte che ben si adattano, dando risposte concrete ed efficaci, per affrontare il grosso problema del crescente pluralismo etnico, linguistico e religioso, presente nelle classi di ogni tipo di scuola, da quella primaria a quella secondaria di primo e secondo grado.
Collocazione Biblioteca: 18420

European Union Agency for Fundamental Rights (FRA), Transition from education to employment of young Roma in nine EU Member States, Luxembourg, FRA, 2018, pp. 44
In tutta l’Unione Europea, gli Stati Membri si trovano ad affrontare la sfida di integrare i gruppi minoritari europei più svantaggiati e privi dei diritti civili. Il presente rapporto presenta le conclusioni dell’Agenzia per i Diritti Fondamentali (FRA) in merito alle questioni dell’istruzione e dell’occupazione dei Rom in nove Stati dell’Unione Europea. L’analisi proposta esamina tre gruppi di Rom tra i 16 e i 24 anni: coloro che hanno intrapreso un percorso di formazione, coloro che sono occupati e quelli che non lavorano e non si formano. Incoraggiare la partecipazione dei Rom all’istruzione e all’occupazione fornisce alle comunità maggiori redditi, migliori opportunità di vita e maggiore integrazione sociale.

Fiorella Farinelli, La fuga bianca, in Rocca, a. 77, n. 2 (gen. 2018), pp. 27-29
Mentre i numeri della popolazione scolastica complessiva vanno diminuendo significativamente per effetto della sempre minore propensione riproduttiva degli italiani, aumenta invece la presenza negli istituti scolastici di ragazzi con background migratorio. In questo contesto si assiste, negli ultimi anni, ad una “fuga” delle famiglie più ricche dalle scuole con forte presenza di ragazzi più poveri. Una presenza che incute timore di contesti scolastici giudicati aprioristicamente come sfavorevoli ad un buon apprendimento. Il Politecnico di Milano ha effettuato un’indagine del fenomeno, analizzato sotto differenti aspetti.

Daniele Biella … [et al.], Con altri occhi. Incontri nelle scuole dialogando di migrazioni, Aeris Cooperativa Sociale, Vimercate (Monza), 2018, pp. 167
Il testo è parte dell’omonima iniziativa Con altri occhi, progettata e realizzata da Aeris Cooperativa Sociale di Vimercate. Il libro, portando il lettore nelle classi, racconta come sia possibile guardare l’altro con altri occhi pur rimanendo se stessi. Un viaggio, che attraverso un linguaggio semplice e spontaneo, comprensibile sia ai bambini che agli adulti, racconta come il tema delle migrazioni sia in grado di unire adulti e ragazzi, dalla scuola alla vita quotidiana affinché si possa, insieme, giungere a una maggiore consapevolezza, in una logica di incontro, rispetto e integrazione, favorendo la diffusione di una cultura di solidarietà, accettazione e comprensione delle diversità.
Collocazione biblioteca: 18229

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di Mario Biani