Aspetti educativi e didattici

Si veda anche la bibliografia sulla scuola

91CuLLGcRiLGiuseppe Maiolo, Genitori 2.0. Educare i figli a navigare sicuri, Edizioni La Meridiana, Molfetta (BA), 2017, pp. 115
Questo libro è pensato come una guida per i genitori di oggi spesso smarriti di fronte alle emergenze e ai fatti di cronaca. Essere genitori 2.0 significa sapere valorizzare le opportunità e le enormi potenzialità del mondo tecnologico, ma soprattutto saperlo governare e non essere governati. Serve anche per evitare che i figli, lasciati soli dai genitori nella scoperta di nuovi mondi e modi, si smarriscano e debbano arrangiarsi da soli per non cadere nelle trappole delle nuove tecnologie.
Collocazione Biblioteca: 18146

Maria Paola Piccinini … [et al.], Internet: strumento e (s)oggetto di ricerca educativa, in Orientamenti pedagogici, n. 3 (lug.-set. 2018), vol. 65, pp. 417-607
La sezione monografica di questo numero presenta le relazioni del Seminario di studio organizzato dalla rivista, svoltosi il 30 Novembre 2017 presso l’Università Pontificia Salesiana. L’obiettivo del Seminario è quello di considerare criticamente le potenzialità che la rete fornisce per la ricerca in campo educativo. Il lavoro si divide in tre parti: la prima parte presenta articoli di carattere generale. Nella seconda parte viene descritto l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione nella disabilità, nella psicologia sperimentale e nel trattamento clinico. L’ultima parte è dedicata alle sfide pedagogiche che la cultura digitale pone all’apprendimento e alla formazione dei docenti e agli aspetti pedagogici-educativi e pedagogici-pastorali, con un particolare approfondimento all’attenzione della Chiesa alle nuove tecnologie e al loro ruolo nell’educazione dei giovani.

Matteo Lancini, Abbiamo bisogno di genitori autorevoli. Aiutare gli adolescenti a diventare adulti, Mondadori, Milano, 2017, pp. 167
L’autore è psicologo e psicoterapeuta, presidente della Fondazione Minotauro di Milano. Nel libro traccia un quadro esaustivo dei problemi legati alle crisi adolescenziali e, servendosi anche del racconto di casi esemplari, suggerisce a genitori, insegnanti, educatori come prestare ascolto alle esigenze e ai pensieri dei ragazzi, come favorire la loro autonomia senza lasciarli soli e come intervenire in modo adeguato nelle situazioni più critiche, quali l’uso improprio di Internet, le difficoltà di rapportarsi ai cambiamenti del corpo ecc.
Collocazione Biblioteca: 18009

downloadSimone Cosimi, Alberto Rossetti, Nasci, cresci e posta. I social network sono pieni di bambini: chi li protegge?, Città Nuova, Roma, 2017, pp. 110
Il testo affronta il fenomeno dei social network raccontato dal punto di vista dei minori e dei genitori e può essere una guida per gli adulti, utile a capire, ad esempio, le policy – cioè le regole – che sovrintendono la presenza dei bambini e degli adolescenti sulle piattaforme digitali. Viene raccontato il processo di costruzione dell’identità nel mondo digitale contemporaneo, illustrando come i bambini e gli adolescenti utilizzino i social network per puntellare il proprio sviluppo. E come queste piattaforme, certo ricche di opportunità, possano in realtà partorire effetti collaterali importanti. La tesi che accompagna tutte le pagine è che i minori sono il bersaglio quasi prevalente e più ambito dalla maggior parte di queste piattaforme e gli strumenti per difenderne la presenza online sono piuttosto assenti e deludenti. Cosimi è un giornalista, Rossetti è psicologo, psicoterapeuta e psicanalista.
Collocazione Biblioteca: 17945

Ariel Hochstadt, The ultimate Parent Guide for Protecting Your Child on the Internet, [s.n.], [s.l.], 2018, pp. 18
È indubbio il forte impatto della tecnologia sulle vite quotidiane di ciascuno di noi, ma si tende a volte a sottovalutare l’influsso che le stesse hanno sull’infanzia. I minori ricevono infatti il loro primo smartphone ad un’età sempre più precoce e anche nella scuola la tecnologia è sempre più presente. Spesso però non si pensa al rischio che questo avvicinamento precoce alla tecnologia può costituire per i minori. Uno studio recente negli U.S. A. ad esempio, ha rivelato che il 68% dei genitori non controlla mai l’attività online dei propri figli. Per molti minori tuttavia, il mondo online è più reale del mondo reale ed è cruciale per il loro benessere essere consapevoli di cosa incontrano nel mondo virtuale. Questo testo si propone come una guida per i genitori, divisa in otto aree alle quali prestare attenzione: gli smartphone, le smartTV, i videogiochi, i social, il cyberbullismo, questioni di privacy e di sicurezza, i contenuti inappropriati e la pedofilia online. L’autore è marketing manager di Google a livello globale

Silvia Bonino, Asocial media, in Psicologia contemporanea, n. 263 (set.-ott. 2017), pp. 56-59
Silvia Bonino, nota docente di Psicologia dello sviluppo all’Università di Torino, illustra in questo articolo gli effetti di un uso massiccio di strumenti di relazione virtuali nell’infanzia e nell’adolescenza, in particolare per quanto riguarda l’empatia. L’esperta spiega che le esperienze sociali online, per essere costruttive, devono essere a servizio delle esperienze reali, non sostituirle.

Alessandra Romano, Extended learning in formal contexts: two case studies, in Orientamenti pedagogici, n. 3 (lug.-set. 2017), pp. 605-621
L’uso dei social network all’interno di contesti educativi formali, come l’università, si riferisce alla teoria dell’apprendimento cooperativo. Questa ricerca, a partire da una rassegna sulle principali teorie dello sviluppo degli spazi dell’apprendimento virtuale, indaga il loro potenziale educativo all’interno dei contesti sociali. Vengono presi in esame due casi nel contesto di Facebook, il social più popolare, che illustrano come queste tecnologie possano essere usate per connettere apprendimento formale e informale e come anche i social possano rappresentare un valido strumento per promuovere l’apprendimento esteso.

tetA cura di Pier Giuseppe Rossi e Lorella Giannandrea, Technologies and trust, Franco Angeli, Milano, 2017, pp. 98
[Testo disponibile on line e in PDF] Il libro considera la rilevanza dell’uso delle nuove tecnologie nell’apprendimento. Si considera soprattutto l’ambiente scolastico e l’utilizzo di internet nelle sue varie applicazioni. Una particolare attenzione è rivolta anche al mondo del lavoro e all’apprendimento da parte di persone anziane. Vengono forniti anche dati statistici concernenti il valore di socializzazione e integrazione che nuovi metodi di insegnamento offrono in ambiente scolastico a vari livelli.

Francesco Cappa, L’occasione educativa del lavoro materiale, in Animazione Sociale, a. 47, n. 309 (2017), pp. 23-35
L’autore, pedagogista, riflette sulla connessione tra mano e mente, tra agire materiale e agire mentale come occasione educativa rilevante. Il mondo dei “makers lab”, versione moderna su base tecnologica del bricolage, può fornire occasioni di esperienze stimolanti ed educative per le nuove generazioni, riproponendo in chiave nuova le potenzialità formative dell’apprendistato. Inoltre, secondo l’autore, una forte connessione tra mano e mente apre a modi di vivere ispirati a una trasformazione non violenta del mondo.

Gennaro Piro … [et al.], Robot in educazione, in Pedagogika.it, a. 21, n. 1 (gen.-mar. 2017), pp. 8-91
Questo numero monografico della rivista mostra quale sia lo stato dell’arte della robotica educativa, quali siano i kit robotici presenti sul mercato e come li si può utilizzare in qualità di strumenti didattici, capaci di interagire in campo educativo con ragazzi e ragazze aperti ad una nuova e più complessa visione del mondo.

Alberto Pellai, Iperconnessi e bisognosi di legami. Quali relazioni tra gli adolescenti di oggi?, in Aggiornamenti Sociali, a. 67, n. 12 (dic. 2016), pp. 806-816
L’articolo affronta le complesse problematiche in età adolescenziale fra socializzazione reale e virtuale, mettendo in rilievi gli aspetti positivi e negativi ed il ruolo che genitori, insegnanti, psicoterapeuti possono avere per rafforzare i primi e ridurre i secondi. Alberto Pellai è ricercatore presso il Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Milano.

coverA cura di Rosaria Pace, Giuseppina Rita Mangione, Pierpaolo Limone, Dimensione didattica, tecnologica e organizzativa. La costruzione del processo di innovazione a scuola, Franco Angeli, 2016, Milano, pp. 272
[Testo disponibile on line e in PDF] Il presente volume rappresenta la prima tappa di un progetto editoriale articolato in due lavori: il primo dedicato alla relazione tra la dimensione metodologico-didattica, quella tecnologica e quella organizzativa nel processo di innovazione scolastica; il secondo dedicato alle figure di accompagnamento e al ruolo delle tecnologie nei servizi di bilancio delle competenze e nell’orientamento professionale. I lavori, seppure differenti per i temi affrontati, si configurano come complementari rispetto alla medesima finalità: quella di raccogliere riflessioni, osservare percorsi, supportare processi di introduzione tecnologica nei contesti educativi e formativi. Questo volume si sofferma sui processi di innovazione a scuola, che si concretizzano attraverso forze convergenti, tra le quali la ricerca interdisciplinare, il supporto metodologico, il confronto con le buone pratiche. Il lavoro tratteggia tutti questi aspetti attraverso un coro di contributi eterogenei ma complementari.

Chiara Bille, Giovanni Tagliaferro, Marco Volante, I nuovi adolescenti e la fuga nel virtuale. Genitori, educatori e insegnanti di fronte alle nuove tecnologie, EDB, Bologna, 2015, pp. 213
I nuovi media, in particolare Internet e il cellulare, svolgono un ruolo importante nella vita dei giovani e aprono a un mondo di relazioni che offre opportunità di crescita senza precedenti. Un territorio affascinante, sconfinato e facilmente accessibile dove, tuttavia, possono trovare spazio anche contenuti e comportamenti potenzialmente dannosi. Se da un lato la rete dà spazio allo scambio, dall’altro rischia di divenire luogo della solitudine che relega in secondo piano la dimensione fisica, il dialogo verbale e non verbale, la trasmissione delle emozioni tipica dei veri rapporti interpersonali. Nascono al contempo nuovi fenomeni come il cyberbullismo, le molestie, le «droghe sonore», che sono frequenze scaricabili da Internet a basso costo capaci di agire sul cervello sollecitando l’attività cerebrale in modo simile alle sostanze stupefacenti. Oppure la diffusione di siti, blog e forum di persone accomunate dalla stessa ossessione per il cibo e colpite da anoressia o bulimia. Siamo di fronte a nuovi modi di apprendere: più per immagini che per concetti, più attenti al concreto che a ciò che sembra astratto, più per logiche binarie che razionali. Gli autori sono psicologi clinici e di comunità.
Collocazione Biblioteca: 17854

Nicoletta Di Blas, Storytelling digitale. A scuola, Maggioli, Milano, 2016, pp. 141
Questo volume si propone come un manuale pratico per introdurre lo storytelling digitale a scuola come forma di didattica straordinaria (nel senso di non quotidiana). L’impiego delle tecnologie – video, immagini, suoni, audio – per realizzare storie e narrazioni, permette ai ragazzi di sviluppare competenze di comunicazione, di sperimentare il lavoro di gruppo, di conseguire benefici cognitivi legati all’argomento specifico e di acquisire capacità di project-management. Il testo si basa sull’esperienza dell’autrice, ricercatrice in Pedagogia speciale, con PoliCultura, una attività di storytelling digitale in formativo, attiva dal 2006. Ai lettori del volume viene offerto accesso ad uno strumento sviluppato da HOC-LAB del Politecnico di Milano, usato dalle scuole per creare più di 1500 storie nell’ambito di PoliCultura.
Collocazione Biblioteca: 17770

Alberto Pellai, Iperconnessi e bisognosi di legami. Quali relazioni tra gli adolescenti di oggi?, in Aggiornamenti Sociali, a. 67, n. 12 (dic. 2016), pp. 806-816
L’articolo affronta le complesse problematiche in età adolescenziale fra socializzazione reale e virtuale, mettendo in rilievi gli aspetti positivi e negativi ed il ruolo che genitori, insegnanti, psicoterapeuti possono avere per rafforzare i primi e ridurre i secondi. Alberto Pellai è ricercatore presso il Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Milano.

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Andrea Valente … [et al.], Infanzia e tecnologie, in Pedagogika.it, a. 20, n. 1 (gen.-mar. 2016), pp. 9-73
Il dossier si interroga sul sempre più massiccio uso degli strumenti di tecnologia digitale (software, app, cellulari, tablet) da parte di bambini/e in età dai 3 ai 10 anni, periodo durante il quale si definiscono nello sviluppo alcune importanti architetture cerebrali e relative competenze e abitudini. Che ruolo hanno quindi le tecnologie digitali nello sviluppo cognitivo e comportamentale? Quanto e come vengono utilizzate in famiglia e a scuola? A questi interrogativi intendono rispondere i diversi contributi qui raccolti.

Michele Pellerey, La diffusione delle tecnologie digitali a scuola sollecita una rivisitazione della didattica come scienza progettuale. Con un corollario: si evidenzia una più incisiva identità del docente come progettatore di percorsi di apprendimento, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2016), vol. 63, pp. 43-68
Lo studio esplora le preoccupazioni che sorgono da una presenza più capillare delle nuove tecnologie, in particolare dei cellulari, nel contesto scolastico e le ricadute che queste potrebbero avere sul progetto educativo. Dal momento che spesso l’uso di queste tecnologie non porta i risultati sperati, è necessario adottare un metodo d’insegnamento ispirato al costruttivismo sociale. Di questo metodo viene esaminata la validità operativa e le evidenze che emergono dalle ricerche disponibili segnalano l’importanza dell’azione dell’insegnante nella progettazione. Infatti non è possibile determinare a priori l’efficacia di un metodo senza tener conto del contesto in cui si opera. In conclusione, a partire dalle ricerche fatte l’articolo propone a docenti e dirigenti scolastici cinque linee d’azione per integrare l’uso del cellulare nei programmi scolastici.

Domenico Simeone, Educare ai tempi del multiculturale e tecnologico, in Famiglia Oggi, a. 37, n. 5 (set.-ott. 2015), pp. 24-29
Secondo l’autore, educare è un processo avvincente ma in alcuni casi davvero esigente. Lo conferma l’attuale scenario sociale, trapuntato da fenomeni in crescita come l’avanzamento mediale, tecnologico e l’incontro con lingue, usi e costumi differenti. Domenico Simeone è docente di Pedagogia all’Università Cattolica di Brescia.

A cura di Edvige Mancinelli, Tecnologie dell’informazione e della comunicazione in età evolutiva: una questione di salute, una questione di educazione. Dossier, in La Salute umana, n. 257-258 (set.-ott.-nov.-dic. 2015), pp. 15-55
Questo dossier intende offrire spunti di riflessione su come le tecnologie dell’informazione e della comunicazione stiano cambiando le modalità di comunicare e apprendere nei contesti quotidiani di vita e di lavoro di ognuno di noi. Vengono presentati alcuni studi che esaminano le possibili conseguenze sulle strutture cerebrali dell’esposizione alle tecnologie digitali multimediali e i rischi derivanti dal ridotto utilizzo delle forme “tradizionali” di educazione e comunicazione. Il punto di vista educativo, con alcune indicazioni per gli adulti, è espresso in due articoli di F. Falcinelli e nel racconto di un’esperienza di E. Nini nel contesto della scuola in ospedale e dell’istruzione a domicilio, dove gli strumenti digitali hanno il valore aggiunto di essere “un ponte per l’esterno”. Nell’ultima parte del dossier si riportano l’analisi dei consumi mediatici in Italia e le problematiche relative ai sistemi di monitoraggio italiani OKkio alla salute e HBSC, descritti nell’undicesimo rapporto Censis-Ucsi.

9788823019843_0_0_1269_80Vincenzo Moretti … [ et al.], Il coltello e la rete, Per un uso civico delle tecnologie digitali, Ediesse, Roma, 2015, pp. 208
In modo divulgativo e narrativo vengono esposte diverse esperienze didattiche svolte in una scuola elementare, in un istituto superiore ed in un corso universitario di Napoli rivolte alla sperimentazione di un uso consapevole della tecnologia. Il libro offre osservazioni concrete, riflessioni teoriche e consigli pratici circa l’insegnamento e l’organizzazione dei sistemi informatici.
Collocazione Biblioteca: 17677

Marco Fasoli, Marco Gui, Stress digitale. Gli effetti collaterali della sovrabbondanza comunicativa, in Aggiornamenti Sociali, a. 66, n. 3 (mar. 2015), pp. 218-227
Lo sviluppo di Internet e dei social network in questi anni ha aperto la porta a un nuovo modo di comunicare, in parte ancora ignoto, anche a causa della sua continua evoluzione. Gli autori provano ad individuare i pericoli che si annidano nelle innovazioni tecnologiche e i modi per imparare a riconoscerli e trasformarli in opportunità.

A cura di Abele Bianchi e Anna Ostinelli, Formazione e gap generazionale. Dossier, in Oppinformazioni, a. 42, n. 118, pp. 1-76
Nonostante vi sia una abbondanza di ricerche sui giovani, è diffusa la percezione che la società attuale, e in particolare la famiglia e la scuola, facciano fatica a comprendere cosa significa l’«essere giovani» oggi. Secondo gli autori, è necessario evitare un certo determinismo tecnologico e recuperare il ruolo propositivo della scuola e della professionalità dei docenti per riaffermare i presupposti pedagogici e didattico-metodologici che offrono sostegno e base teorica all’uso delle tecnologie. A questa tematica è stato dedicato il seminario annuale svoltosi presso la sede OPPI di Milano dal 17 al 19 luglio 2014. Tra gli interventi segnaliamo: “Nativi postmediali” di R. Eugeni; “Target generazionali, metacognizione e uso del web nella didattica” di A. Ostinelli; “Scuola e tecnologie innovative” di A. Bianchi; “Cultura digitale e dialogo intergenerazionale” di F. Cortimiglia; “Gap generazionale. Da Platone ai Social Network” di R. Gagliardi; “Dal gettone alla protesi: nativi digitali e cellulare” di A. Varani.

Alberto Pellai, Tutto troppo presto. L’educazione sessuale dei nostri figli nell’era di Internet, De Agostini, Novara, 2015, pp. 220
Secondo l’autore, la tecnologia rende accessibili in un click contenuti ed esperienze che spesso i giovanissimi non sono in grado di capire e gestire. Questo volume, attraverso “case histories”, analisi, consigli, video e film, può aiutare i genitori ad affrontare e prevenire eventuali problemi senza reticenze e tabù, in un’atmosfera di dialogo aperto e costruttivo, in cui gli adulti, sappiano riconquistare un ruolo educativo. Il terzo capitolo è dedicato al nuovo fenomeno del sexting. Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, è ricercatore presso il dipartimento di scienze bio-mediche dell’Università di Milano.
Collocazione Biblioteca: 17123

81DgKOC2T0LA cura di Pier Cesare Rivoltella, Smart future. Didattica, media digitali e inclusioni, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 195
L’obiettivo di questo volume è di favorire la riflessione sulla “scuola digitale” attraverso uno studio di caso che articola i quadri concettuali della teoria didattica con la ricerca sul campo. La sperimentazione del progetto “Smart Future” di Samsung consente di mettere a punto un modello di collaborazione virtuoso tra azienda, università e scuola; coinvolgere gli insegnanti delle scuole in un percorso innovativo di sviluppo professionale; verificare l’efficacia didattica degli Episodi di Apprendimento Situato (EAS). Il risultato è allo stesso tempo un rapporto di ricerca, una proposta ai policy-makers e un vero e proprio manuale per gli insegnanti che intendano utilizzare i media digitali nel loro lavoro quotidiano.
Collocazione Biblioteca: 17267