Aspetti educativi e didattici

9788891616449_0_0_1555_80Nicoletta Di Blas, Storytelling digitale. A scuola, Maggioli, Milano, 2016, pp. 141
Questo volume si propone come un manuale pratico per introdurre lo storytelling digitale a scuola come forma di didattica straordinaria (nel senso di non quotidiana). L’impiego delle tecnologie – video, immagini, suoni, audio – per realizzare storie, narrazioni, permette ai ragazzi di sviluppare competenze di comunicazione, di sperimentare il lavoro di gruppo, di conseguire benefici cognitivi legati all’argomento specifico e di acquisire capacità di project-management. Il testo si basa sull’esperienza dell’autrice, ricercatrice in Pedagogia speciale, con PoliCultura, una attività di storytelling digitale in formativo, attiva dal 2006. Ai lettori del volume viene offerto accesso ad uno strumento sviluppato da HOC-LAB del Politecnico di Milano, usato dalle scuole per creare più di 1500 storie nell’ambito di PoliCultura. Collocazione Biblioteca: 17770

Alberto Pellai, Iperconnessi e bisognosi di legami. Quali relazioni tra gli adolescenti di oggi?, in Aggiornamenti Sociali, a. 67, n. 12 (dic. 2016), pp. 806-816
L’articolo affronta le complesse problematiche in età adolescenziale fra socializzazione reale e virtuale, mettendo in rilievi gli aspetti positivi e negativi ed il ruolo che genitori, insegnanti, psicoterapeuti possono avere per rafforzare i primi e ridurre i secondi. Alberto Pellai è ricercatore presso il Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Milano.

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Andrea Valente … [et al.], Infanzia e tecnologie, in Pedagogika.it, a. 20, n. 1 (gen.-mar. 2016), pp. 9-73
Il dossier si interroga sul sempre più massiccio uso degli strumenti di tecnologia digitale (software, app, cellulari, tablet) da parte di bambini/e in età dai 3 ai 10 anni, periodo durante il quale si definiscono nello sviluppo alcune importanti architetture cerebrali e relative competenze e abitudini. Che ruolo hanno quindi le tecnologie digitali nello sviluppo cognitivo e comportamentale? Quanto e come vengono utilizzate in famiglia e a scuola? A questi interrogativi intendono rispondere i diversi contributi qui raccolti.

Michele Pellerey, La diffusione delle tecnologie digitali a scuola sollecita una rivisitazione della didattica come scienza progettuale. Con un corollario: si evidenzia una più incisiva identità del docente come progettatore di percorsi di apprendimento, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2016), vol. 63, pp. 43-68
Lo studio esplora le preoccupazioni che sorgono da una presenza più capillare delle nuove tecnologie, in particolare dei cellulari, nel contesto scolastico e le ricadute che queste potrebbero avere sul progetto educativo. Dal momento che spesso l’uso di queste tecnologie non porta i risultati sperati, è necessario adottare un metodo d’insegnamento ispirato al costruttivismo sociale. Di questo metodo viene esaminata la validità operativa e le evidenze che emergono dalle ricerche disponibili segnalano l’importanza dell’azione dell’insegnante nella progettazione. Infatti non è possibile determinare a priori l’efficacia di un metodo senza tener conto del contesto in cui si opera. In conclusione, a partire dalle ricerche fatte l’articolo propone a docenti e dirigenti scolastici cinque linee d’azione per integrare l’uso del cellulare nei programmi scolastici.

4571Filippo Ceretti, Massimiliano Padula, Umanità mediale. Teoria sociale e prospettive educative, Edizioni ETS, Pisa, 2016, pp. 77
Siamo immersi in un impetuoso processo di trasformazione dell’universo comunicativo. È impossibile comprenderlo se continuiamo a pensare ai media come a strumenti che utilizziamo, pròtesi che potenziano i nostri sensi, psicotecnologie che modificano i nostri cervelli, o ambienti in cui stabiliamo contatti. Abbiamo bisogno di un nuovo punto di vista sui media per capire che cosa stia accadendo davvero all’umanità mediale. Il libro propone con chiarezza alcune linee di riflessione: i media sono proiezioni dell’essere umano e non dispositivi separati da lui; l’uomo non usa i media, ma è i media; il web non è un ambiente in cui l’uomo comunica, ma è la riflessione della sua stessa qualità etica. In questa prospettiva la media education può assumersi il compito di educare i media (perché i media siamo noi), formando persone e non solo competenze digitali.
Collocazione Biblioteca: 17558

Domenico Simeone, Educare ai tempi del multiculturale e tecnologico, in Famiglia Oggi, a. 37, n. 5 (set.-ott. 2015), pp. 24-29
Secondo l’autore, educare è un processo avvincente ma in alcuni casi davvero esigente. Lo conferma l’attuale scenario sociale, trapuntato da fenomeni in crescita come l’avanzamento mediale, tecnologico e l’incontro con lingue, usi e costumi differenti. Domenico Simeone è docente di Pedagogia all’Università Cattolica di Brescia.

A cura di Edvige Mancinelli, Tecnologie dell’informazione e della comunicazione in età evolutiva: una questione di salute, una questione di educazione. Dossier, in La Salute umana, n. 257-258 (set.-ott.-nov.-dic. 2015), pp. 15-55
Questo dossier intende offrire spunti di riflessione su come le tecnologie dell’informazione e della comunicazione stiano cambiando le modalità di comunicare e apprendere nei contesti quotidiani di vita e di lavoro di ognuno di noi. Vengono presentati alcuni studi che esaminano le possibili conseguenze sulle strutture cerebrali dell’esposizione alle tecnologie digitali mutimediali e i rischi derivanti dal ridotto utilizzo delle forme “tradizionali” di educazione e comunicazione. Il punto di vista educativo, con alcune indicazioni per gli adulti, è espresso in due articoli di F. Falcinelli e nel racconto di un’esperienza di E. Nini nel contesto della scuola in ospedale e dell’istruzione a domicilio, dove gli strumenti digitali hanno il valore aggiunto di essere “un ponte per l’esterno”. Nell’ultima parte del dossier si riportano l’analisi dei consumi mediatici in Italia e le problematiche relative ai sistemi di monitoraggio italiani OKkio alla salute e HBSC, descritti nell’undicesimo rapporto Censis-Ucsi.

9788823019843_0_0_1269_80Vincenzo Moretti …[ et al.], Il coltello e la rete, Per un uso civico delle tecnologie digitali, Ediesse, Roma, 2015, pp. 208
In modo divulgativo e narrativo vengono esposte diverse esperienze didattiche svolte in una scuola elementare, in un istituto superiore ed in un corso universitario di Napoli rivolte alla sperimentazione di un uso consapevole della tecnologia. Il libro offre osservazioni concrete, riflessioni teoriche e consigli pratici circa l’insegnamento e l’organizzazione dei sistemi informatici.
Collocazione Biblioteca: 17677

A cura di Abele Bianchi e Anna Ostinelli, Formazione e gap generazionale. Dossier, in Oppinformazioni, a. 42, n.118, pp. 1-76
Nonostante vi sia una abbondanza di ricerche sui giovani, è diffusa la percezione che la società attuale, e in particolare la famiglia e la scuola, facciano fatica a comprendere cosa significa l’«essere giovani» oggi. Secondo gli autori, è necessario evitare un certo determinismo tecnologico e recuperare il ruolo propositivo della scuola e della professionalità dei docenti per riaffermare i presupposti pedagogici e didattico-metodologici che offrono sostegno e base teorica all’uso delle tecnologie. A questa tematica è stato dedicato il seminario annuale svoltosi presso la sede OPPI di Milano dal 17 al 19 luglio 2014. Tra gli interventi segnaliamo: “Nativi postmediali” di R. Eugeni; “Target generazionali, metacognizione e uso del web nella didattica” di A. Ostinelli; “Scuola e tecnologie innovative” di A. Bianchi; “Cultura digitale e dialogo intergenerazionale” di F. Cortimiglia; “Gap generazionale. Da Platone ai Social Network” di R. Gagliardi; “Dal gettone alla protesi: Nativi digitali e cellulare” di A. Varani.

9788859007814-500x500Matteo Lancini, Adolescenti navigati. Come sostenere la crescita dei nativi digitali, Erickson, Trento, 2015, pp. 172
L’uso intensivo di internet, la penetrazione profonda delle nuove tecnologie nella vita di tutti i giorni, l’aumento vertiginoso delle relazioni virtuali hanno modificato profondamente il profilo degli adolescenti contemporanei, lasciando gli adulti quasi sempre sgomenti e impreparati a gestire la sfida della crescita dei propri figli o dei propri studenti. Adolescenti navigati, nato dalla lunga esperienza dell’autore come psicoterapeuta di numerosi ragazzi e delle loro famiglie, suggerisce, attraverso esempi e indicazioni estremamente pratiche, strategie educative autorevoli ed efficaci per rispondere alle esigenze evolutive dei nativi digitali. Rivolto a genitori, insegnanti, educatori e counselor, il libro aiuta a comprendere e sostenere preadolescenti e adolescenti nella fase più delicata della loro crescita, trovando soluzioni alle difficoltà più comuni.
Collocazione Biblioteca: 17165

Alberto Pellai, Tutto troppo presto. L’educazione sessuale dei nostri figli nell’era di Internet, De Agostini, Novara, 2015, pp. 220
Secondo l’autore, la tecnologia rende accessibili in un click contenuti ed esperienze che spesso i giovanissimi non sono in grado di capire e gestire. Questo volume, attraverso “case histories”, analisi, consigli, video e film, può aiutare i genitori ad affrontare e prevenire eventuali problemi senza reticenze e tabù, in un’atmosfera di dialogo aperto e costruttivo, in cui gli adulti, sappiano riconquistare un ruolo educativo. Il terzo capitolo è dedicato al nuovo fenomeno del sexting. Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, è ricercatore presso il dipartimento di scienze bio-mediche dell’Università di Milano.
Collocazione Biblioteca: 17123

9788891709981A cura di Gianmaria Ottolini e Pier Cesare Rivoltella, Il tunnel e il Kayak. Teoria e metodo della peer & media education, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 195
Il volume si propone di fornire una descrizione teorica e metodologica della Peer & Media Education (P&M), una sorta di “magna charta” del nuovo approccio formativo ed è strutturato in tre parti. La prima presenta gli scenari che fanno da sfondo alla P&M, ricostruendo l’esperienza quasi ventennale nella Peer Education del gruppo di Verbania ed arrivando all’attualità delle sfide avanzate alla prevenzione dalla cultura digitale. La seconda parte mette a fuoco i fondamenti della P&M, evidenziando l’evoluzione della Peer Education nel nostro paese. La terza parte, più operativa, presenta gli orizzonti di intervento specifici della P&M, metodi e strumenti, linguaggi mediali. Gianmaria Ottolini è consulente Rete peer education di Verbania. Pier Cesare Rivoltella è professore ordinario di Didattica e Tecnologie dell’istruzione presso l’Università Cattolica di Milano. Collocazione Biblioteca: 17039

A cura di Anna Carletti, Nuovi adolescenti, tecnologia, ricerca didattica, in Oppinformazioni, n. 116 (gen.-set. 2014), pp. 2-79
Il rapporto tra tecnologie, giovani e scuola, modificazioni sociali e cognitive, occupa da tempo la stampa e la ricerca, con affermazioni che passano dal catastrofico all’entusiastico. La sezione monografica di questo numero indaga la questione della “cultura digitale” attraverso diversi contributi, a partire da un più ampio sfondo epistemico e nelle sue implicazioni culturali, sociali, cognitive ed educative.

9788857524917_0_0_300_80Barbieri Gianluca, Il laboratorio delle identità. Dire io nell’epoca di internet, Mimesis, Sesto San Giovanni (Milano), 2014, pp. 218
Cosa accade quando diciamo io? L’identità individuale è una questione prima di tutto grammaticale. Mio, nel gioco intricato e molteplice con il tu e l’egli, dà vita a un “senso di sé” intrinsecamente relazionale e complesso, dotato di aspetti consci e inconsci, somatici e psichici, dinamici e statici, narrativi e logici, sostanziali e simbolici. Ma, ci si chiede, tutto ciò è valido ancora in una realtà come quella odierna, in cui l’identità tende da un lato a fluidificarsi fino a evaporare e dall’altro a cristallizzarsi come in alcune psicopatologie? Possiamo uscire indenni dai giochi di mascheramento e di simulazione innescati dall’uso dei nuovi media? In che modo il nostro corpo può confrontarsi con la dimensione virtuale del web? E la struttura del nostro cervello risente di tutto ciò? Nel libro si cerca di dare una risposta a queste e ad altre domande, facendo dialogare diverse discipline tra le quali la psicoanalisi, la psicologia dello sviluppo, le neuroscienze, la linguistica e la letteratura.
Collocazione Biblioteca: 17126

A cura di Edvige Mancinelli, Educazione alla sessualità, dal sociale all’intimo. Il fenomeno emergente di Internet e delle reti sociali, in Salute umana, n. 247-248 (gen.-apr. 2014), pp. 17-41
Il Dossier di questo numero riporta alcuni articoli tratti dalla rivista del Comitato francese per l’educazione alla salute. Lo sviluppo delle reti sociali sta rivestendo un ruolo preponderante nell’accesso dei giovani all’informazione e alla gestione delle loro relazioni interpersonali. Tali reti, i nuovi media, possono quindi costituire vettori di prevenzione finora sconosciuti, grazie allo sviluppo di siti dedicati soprattutto alla salute di adolescenti e giovani. I gruppi di articoli riferiti all’argomento sono preceduti da due contributi provenienti da un fascicolo de “La Santé de l’Homme” del 2001, ritenuti significativi come base del ragionamento attorno alla costruzione dell’identità sessuale dei giovani.

60822d-91HLIJ9CCaterina Cangià, Generazione tech. Crescere con i nuovi media, Giunti, Firenze, 2014, pp. 143
Caterina Cangià, docente di pedagogia e comunicazione sociale e multimedialità, affronta in questo volume il problema di come educare i ragazzi d’oggi sempre connessi con i media digitali. L’autrice si propone di rispondere a questo interrogativo invitando genitori e insegnanti a conoscere i media digitali e a utilizzarli con e per i ragazzi, offrendo spunti, riflessioni e buone pratiche per accompagnare gli adulti nell’educazione della generazione digitale.
Collocazione Biblioteca: 16883

Katia Provantini, Maria Longoni, Generazione tablet. I sì e i no per crescere nell’era del web, Mondadori, 2014, Milano, pp. 102
Molti sono i dubbi e le domande che assillano padri e madri: a che età mettere nelle mani del figlio un tablet? Quante ore di computer al giorno consentire? Che cosa dirgli se si scopre che visita siti non adatti alla sua età? Prendendo atto della profonda rivoluzione culturale innescata da internet e dal progresso tecnologico nel campo delle telecomunicazioni, le autrici illustrano tutte le problematicità e le insidie, analizzando con cura le fasi della crescita psicofisica e delle modalità di apprendimento da zero a dodici anni, ne sottolineano i numerosi aspetti positivi, anche in questa fascia di età. Indicano ai genitori come accompagnare passo passo i loro ragazzi in tali esperienze, come aiutarli a scegliere in modo consapevole.
Collocazione Biblioteca: 16884

genitori-social-ai-tempi-di-facebook-e-whatsapp-libro-86061Iacopo Casadei, Andrea Bilotto, Genitori social ai tempi di Facebook e WhatsApp, Red, Cornaredo (MI), 2014, pp. 128
Il testo cerca di illustrare agli adulti, ai genitori e agli educatori, cosa e come si può e si deve fare per tutelare i ragazzi nell’era di Internet e dei social network, spiegando come gestire i rischi, ma anche come sfruttare le opportunità delle nuove tecnologie.
Collocazione Biblioteca: 16894

Alberto Parola, Ricerca-azione e competenze mediali in RicercAzione: Ricerca educativa, valutativa e studi sociali sulle politiche e il mondo giovanile, Vol. 6, n. 2 (dic. 2014), pp. 251-262
Il contributo illustra una ricerca-azione utile allo sviluppo di competenze mediali, grazie al legame tra differenti contesti che possano suggerire le tecniche e i metodi più efficaci per fare media-educazione a scuola, anche utilizzando i nuovi media (piattaforme, social network, ecc.). Progettando anche una formazione mirata per gli insegnanti, è possibile costruire curriculi mediaeducativi, sfruttando le opportunità del mondo digitale e sviluppando competenze spendibili nel mondo del lavoro.

Fabio Pasqualetti, La rete e le tecnologie digitali. Potenzialità e sfide per l’educazione, in Orientamenti pedagogici, n. 3 (lug.-set. 2014), pp. 557-583
L’autore si interroga su come la rete e le tecnologie digitali stiano cambiando il nostro modo di comunicare e di vivere e, di conseguenza, su quali siano le sfide che l’educazione deve affrontare. Da questa analisi emerge che la sfida educativa non consiste tanto nel sapere come usare e integrare la rete e le tecnologie nella scuola, nella famiglia o nella vita, quanto piuttosto nel ricucire il legame sociale per ridare un senso allo stare insieme, nel ridimensionare l’uso delle tecnologie a mezzo per raggiungere uno scopo e non un fine in se stesso.

9788843071920_0_0_1566_80Barbara Volpi, Gli adolescenti e la rete, Carocci, Roma, 2014, pp. 123
La tecnologia aumenta il divario fra le generazioni e spetta agli adulti acquisire le competenze necessarie per monitorare le inevitabili e continue incursioni dei più giovani in rete. Il testo descrive il rapporto dell’adolescente con la multimedialità in un’ottica di integrazione tra aspetti psicologici, psicodinamici e neuroscientifici. L’obiettivo è fornire ai ragazzi, ai genitori e agli insegnanti uno strumento utile e maneggevole per comprendere le modalità di utilizzo della rete, evidenziandone le straordinarie potenzialità ma anche i pericoli.
Collocazione Biblioteca: 17409

Simona Tirocchi, Sociologie della media education. Giovani e media al tempo dei nativi digitali, percorsi di ricerca, ed. Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 151
Questo volume si rivolge a tutti coloro che si trovano ad affrontare le sfide educative mediate dalla presenza delle tecnologie digitali. La presenza di dispositivi e sistemi di comunicazione (dai cellulari ai social network sites) ci fa sembrare naturale abitare in un ambiente tecnologizzato: il mondo offline e quello online sono ormai intrecciati in modo indissolubile e annullano i confini tra reale e virtuale. Il libro costituisce un passo in avanti per capire rischi e opportunità presenti nel mondo multimediale. Mediante gli strumenti teorici forniti dalla sociologia individua alcuni temi-chiave della Media education in una fase dell’evoluzione sociale in cui non ci si può permettere di abbassare la guardia nei confronti dei pericoli insiti nell’uso della rete e dei social media. Simona Tirocchi è ricercatrice di sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Torino dove insegna Media education e Sociologia dell’educazione.
Collocazione Biblioteca: 16575

9788859004547_0_0_717_80Marc Prensky, La mente aumentata. Dai nativi digitali alla saggezza digitale, Erickson, 2013
In questo saggio l’autore, considerato uno dei maggiori esperti mondiali del rapporto tra tecnologie e apprendimento, dimostra che un uso intelligente della tecnologia potenzia la mente e le sue abilità, piuttosto che inibirle. Attraverso decine di esempi, l’autore illustra come una combinazione ragionata delle capacità del pensiero, come l’assunzione di decisioni o il ragionamento complesso, con le possibilità concesse dalla tecnologia, come l’archiviazione ed elaborazione di grandi quantità di dati, porti indubbi benefici al nostro funzionamento cognitivo.

Valeria Zagami … [et al.], Le nuove tecnologie didattiche, in La ricerca, a. 1, n. 1 (ott. 2012), pp. 7-33
La monografia di questo numero tratta delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) per la didattica e comprende i seguenti articoli: “Quando le TIC vanno a scuola”, di Valeria Zagami; “L’insegnante del terzo millennio”, di Marco Guastavigna; “Web 2.0: promesse e disconnessione digitale”, di Massimiliano Andreoletti; “Progetto cl@ssi 2.0: una sfida vincente”, di Barbara Papazzoni; “Tecnologie e disabilità”, di Ugo Avalle; “Prove di futuro in Danimarca”, di Leonardo Tosi.