Aspetti educativi e didattici

Si veda anche la bibliografia sulla scuola

-2-d575Laura Pigozzi, Adolescenza zero. Hikikomori, cutters, ADHD e la crescita negata, Nottetempo, Milano, 2019, 252 p.
Attraverso l’analisi di fenomeni estremi (hikikomori, reborn dolls, cutters, adhd, …), la psicoanalista Laura Pigozzi si interroga sulla continuità che esiste tra essi e lo statuto “disanimato” degli adolescenti contemporanei. Il rapporto che questi intrattengono col proprio corpo, con la scuola, con il sesso e con la scoperta del mondo mostra i segnali inquietanti di una chiusura, di “un arresto del desiderio, uno scacco della vitalità, un gorgo di passività”. Più isolati e ripiegati su di sé che in passato, gli adolescenti appaiono privi di quello slancio verso il nuovo, l’Altro e l’esterno che dovrebbe definire il passaggio all’età adulta. L’autrice si chiede cosa stia succedendo e soprattutto quali siano gli strumenti idonei per riaprire i loro sguardi sulla vita e sul futuro. Tramite l’esame di casi clinici e l’analisi approfondita della relazione tra istituzione scolastica e nucleo familiare, Pigozzi rileva come nel passaggio dalla famiglia alla scuola, dai genitori agli amici, qualcosa è andato storto in un modo che le altre epoche non hanno conosciuto. Oggi più di ieri, risulta faticoso il compito principale degli adolescenti: creare un legame con i pari.
Collocazione Biblioteca: 18559

Giovanni Tommasini, #Smartchi? Come riconnettersi alla vita, a noi stessi, all’altro?, Santelli, Cosenza, 2019, 113 p.
L’autore, educatore e formatore, propone una riflessione su come il mondo digitale abbia portato, oltre che immense comodità e possibilità, anche l’indebolimento delle relazioni umane, facendo disconnettere le persone, e specialmente bambini e adolescenti, dalla realtà e dalla propria vita reale. In una ricerca ostinata della relazione autentica, l’invito è ai genitori perché si impegnino a realizzare una visione progettuale della vita.
Collocazione Biblioteca: 18261

Sergio Tramma, L’educazione sociale, Laterza, Bari-Roma 2019, 178 p.
L’educazione non è più riconducibile ai luoghi e ai tempi di quella tradizionale triade, cioè la famiglia, la scuola e la comunità. Oggi l’educazione è permanente e diffusa, avviene in una molteplicità di situazioni socio-relazionali quotidiane favorendo l’interazione di molteplici esperienze. Il libro intende esaminare l’educazione sociale nella contemporaneità attraverso l’analisi dell’esistente ma anche con uno sguardo al passato, dal dopoguerra ad oggi. Si segnalano in particolare il cap. 7, Vecchi e nuovi media e il cap. 9, Le frontiere del presente.
Collocazione Biblioteca: 18312

E-book FrancoAngeliFabio Mauthe Degerfeld, Smartphone a scuola? Si può.. Una linea infinita di possibilità nel processo di insegnamento-apprendimento, in Psicologia di Comunità, n. 2 (2018), vol. 14, pp. 102-111
Il telefono cellulare è entrato “forzatamente” a far parte della nostra vita quotidiana e non si riesce più a farne a meno. L’autore si pone in mezzo alla diatriba se sia o meno opportuno, in una società post-moderna, studiare in classe anche attraverso lo smartphone. Da un’indagine condotta tra docenti e famiglie si scopre un dato piuttosto inquietante, che qui si cerca di interpretare. Certamente l’accento ricade sull’utilizzo “consapevole” al fine del miglioramento dell’attività in aula di questo strumento. Ci si chiede se lo smartphone aiuti, coinvolga, attragga o distragga rispettivamente gli allievi e i docenti. L’interpretazione dei dati ha poi tenuto conto dei “luoghi comuni”, ricavati dalle interviste ai docenti. Sono state quindi esaminate e sperimentate diverse possibilità d’uso degli smartphone in classe.

Tiziano Gerosa, Marco Gui, Dall’esclusione digitale al sovrautilizzo: origini sociali, pervasività dello smarthphone e rendimenti scolastici, in Polis, a. 32, n. 3 (set.-dic. 2018), pp. 341-368
La diffusione capillare dello smartphone, il principale strumento adottato dalle nuove generazioni per connettersi a internet, ha contribuito a ridurre sensibilmente il digital divide, ma la sua pervasività nella vita quotidiana ha sollevato non poche preoccupazioni. Nella ricerca qui presentata è stato considerato il rapporto tra l’uso dello smartphone tra i giovani e il rendimento scolastico. Sono presentati numerosi dati statistici che correlano molte variabili come il livello di istruzione, quello dei genitori, l’età, il genere, il livello sociale. Il rendimento scolastico risulta abbassato in soggetti che fanno ampio uso dello smartphone per la connessione a internet. Gli autori lavorano all’Università di Milano-Bicocca.

Alessio Castiglione … [et al.], Affrontare il cyberbullismo in classe. Comprendere e riconoscere gli effetti collaterali dei social network, in Psicologia di Comunità, n. 2 (2018), vol.14, pp. 112-129
Il cyberbullismo, qui analizzato nelle sue specificità, implica la necessità di promuovere un’educazione digitale e affettivo-relazionale attraverso attività capaci di prevenire i numerosi e complessi pericoli della rete. Nell’articolo successivo “Campania Bullying stop” viene presentato l’omonimo progetto, attuato in una scuola superiore di Telese Terme (BN), che propone un approccio multilevel per intervenire sulla rete degli attori sociali di riferimento.

Dottore-ho-ingoiato-la-playstationFulvia Niggi, Dottore, ho ingoiato la playstation!, Effatà, Cantalupa (TO), 2018, 77 p.
La tecnologia avanza, trasformando il nostro modo di comunicare. I sorrisi lasciano spazio alle emoticon, i post sono a caccia di like e gli youtuber dominano i social. E’ sempre più difficile separare il mondo virtuale da quello reale. Si rischia di creare un mondo alternativo in cui parole, abbracci, giochi, letture e amicizie perdono la loro dimensione autentica. Il libro propone riflessioni su questi temi attraverso dialoghi a due fra personaggi immaginari.
Collocazione biblioteca:18338

 Mauro Croce … [et al.], Un patentino per lo smartphone? Riflessioni e risultati da un progetto interistituzionale di educazione all’uso consapevole e responsabile, in Dal fare al dire, a. 27, n. 3 (2018), pp. 17-29
L’articolo espone un progetto che ha coinvolto a Verbania genitori, minori, insegnanti, Dipartimento Prevenzione Asl e Polizia di Stato al fine di promuovere una maggiore collaborazione fra le parti per un uso più consapevole dello smartphone per evitare fenomeni di cyberbullismo ed altri usi problematici delle tecnologie di rete.

Stefano Pasta, Razzismi 2.0. Analisi socio-educativa dell’odio online, Scholé, Brescia, 2018, 218 p.
Odio online, razzismi 2.0, hate speech e ostilità verso l’altro: la diffusione di azioni e linguaggi violenti nel Web preoccupa chi cerca risposte educative. Questo libro – destinato a insegnanti, educatori, operatori sociali, studenti, decisori politici e cittadini – propone un nuovo modo di pensare la media education, facendola uscire dal recinto dell’educazione formale per promuoverne l’incontro con la prevenzione e la cittadinanza. Insieme al pensiero critico occorre sviluppare responsabilità; in questa direzione sono analizzate le varie caratteristiche dell’ambiente digitale, come la velocità, l’anonimato, l’autorialità, il ruolo delle immagini e del flaming, nonché alcune conversazioni via social network sulle performance razziste degli adolescenti: un caso di etnografia virtuale, ma anche un tentativo di educazione alla riflessività. Stefano Pasta, giornalista professionista, è anche ricercatore presso il Centro di Ricerca sull’Educazione ai media dell’Informazione e della Tecnologia (CREMIT) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Collocazione Biblioteca: 18322

www.mondadoristoreMario Salisci,  Fragili. La costruzione dell’identità nella società liquida, Franco Angeli, Milano, 2018, 114 p.
Questo libro si propone di trattare i processi di formazione dell’identità nella nostra società, definita a più riprese incerta, rischiosa e liquida. L’autore prende in considerazione i processi della socializzazione e il ruolo di alcune tradizionali agenzie come la famiglia, la scuola e i mass media, ma non esclude i Social Network e gli ambienti virtuali, divenuti ormai attori centrali. In questo contesto, anche il corpo cambia il suo ruolo e diviene un elemento malleabile in funzione del desiderio individuale e del progresso tecnologico. Tutta l’analisi si basa su una prospettiva differente che implica un passaggio paradigmatico: dal concetto di “individuo” a quello di “persona”, che si definisce sulla base delle relazioni, compresa quella con il proprio corpo. Riuscire a integrare questi legami in maniera equilibrata significa trovare il proprio posto nel mondo.E per far questo un ruolo fondamentale lo giocano i processi educativi.
Collocazione Biblioteca: 18245

Cass R. Sunstein, #Republic. Democrazia nell’epoca dei social media, Il Mulino, Bologna, 2017, 337 p.
Capacità di ascoltare, apertura alla discussione, riconoscimento della legittimità di un’opinione diversa dalla propria, necessità di negoziare: sono altrettanti, inaggirabili, presupposti della vita democratica. Oggi il fenomeno della polarizzazione priva di contraddittorio non riguarda solo i cosiddetti populisti, ma contagia ogni comunità. Internet, grande promessa di democratizzazione e di accessibilità, si è trasformato, nei fatti, in una compartimentazione di individui e delle loro idee, più funzionale al profilo algoritmico e al mercato che alla crescita personale. Al di là delle cybercascades e del marketing della profilazione, a minacciare la democrazia è soprattutto l’obsolescenza dell’idea di confronto. L’autore propone rimedi pratici e strumenti giuridici affinché la rete diventi serbatoio di idee originali, non pre-confezionate, esattamente come avverrebbe nella vita.
Collocazione Biblioteca: 18536

Maria Paola Piccinini … [et al.], Internet: strumento e (s)oggetto di ricerca educativa, in Orientamenti pedagogici, n. 3 (lug.-set. 2018), vol. 65, pp. 417-607
La sezione monografica di questo numero presenta le relazioni del Seminario di studio organizzato dalla rivista, svoltosi il 30 Novembre 2017 presso l’Università Pontificia Salesiana. L’obiettivo del Seminario è quello di considerare criticamente le potenzialità che la rete fornisce per la ricerca in campo educativo. Il lavoro si divide in tre parti: la prima parte presenta articoli di carattere generale. Nella seconda parte viene descritto l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione nella disabilità, nella psicologia sperimentale e nel trattamento clinico. L’ultima parte è dedicata alle sfide pedagogiche che la cultura digitale pone all’apprendimento e alla formazione dei docenti e agli aspetti pedagogici-educativi e pedagogici-pastorali, con un particolare approfondimento all’attenzione della Chiesa alle nuove tecnologie e al loro ruolo nell’educazione dei giovani.

91CuLLGcRiLGiuseppe Maiolo, Genitori 2.0. Educare i figli a navigare sicuri, Edizioni La Meridiana, Molfetta (BA), 2017, 115 p.
Questo libro è pensato come una guida per i genitori di oggi spesso smarriti di fronte alle emergenze e ai fatti di cronaca. Essere genitori 2.0 significa sapere valorizzare le opportunità e le enormi potenzialità del mondo tecnologico, ma soprattutto saperlo governare e non essere governati. Serve anche per evitare che i figli, lasciati soli dai genitori nella scoperta di nuovi mondi e modi, si smarriscano e debbano arrangiarsi da soli per non cadere nelle trappole delle nuove tecnologie.
Collocazione Biblioteca: 18146

Matteo Lancini, Abbiamo bisogno di genitori autorevoli. Aiutare gli adolescenti a diventare adulti, Mondadori, Milano, 2017, 167 p.
L’autore è psicologo e psicoterapeuta, presidente della Fondazione Minotauro di Milano. Nel libro traccia un quadro esaustivo dei problemi legati alle crisi adolescenziali e, servendosi anche del racconto di casi esemplari, suggerisce a genitori, insegnanti, educatori come prestare ascolto alle esigenze e ai pensieri dei ragazzi, come favorire la loro autonomia senza lasciarli soli e come intervenire in modo adeguato nelle situazioni più critiche, quali l’uso improprio di Internet, le difficoltà di rapportarsi ai cambiamenti del corpo ecc.
Collocazione Biblioteca: 18009

Silvia Bonino, Asocial media, in Psicologia contemporanea, n. 263 (set.-ott. 2017), pp. 56-59
Silvia Bonino, nota docente di Psicologia dello sviluppo all’Università di Torino, illustra in questo articolo gli effetti di un uso massiccio di strumenti di relazione virtuali nell’infanzia e nell’adolescenza, in particolare per quanto riguarda l’empatia. L’esperta spiega che le esperienze sociali online, per essere costruttive, devono essere a servizio delle esperienze reali, non sostituirle.

downloadSimone Cosimi, Alberto Rossetti, Nasci, cresci e posta. I social network sono pieni di bambini: chi li protegge?, Città Nuova, Roma, 2017, 110 p.
Il testo affronta il fenomeno dei social network raccontato dal punto di vista dei minori e dei genitori e può essere una guida per gli adulti, utile a capire, ad esempio, le policy – cioè le regole – che sovrintendono la presenza dei bambini e degli adolescenti sulle piattaforme digitali. Viene raccontato il processo di costruzione dell’identità nel mondo digitale contemporaneo, illustrando come i bambini e gli adolescenti utilizzino i social network per puntellare il proprio sviluppo. E come queste piattaforme, certo ricche di opportunità, possano in realtà partorire effetti collaterali importanti. La tesi che accompagna tutte le pagine è che i minori sono il bersaglio quasi prevalente e più ambito dalla maggior parte di queste piattaforme e gli strumenti per difenderne la presenza online sono piuttosto assenti e deludenti. Cosimi è un giornalista, Rossetti è psicologo, psicoterapeuta e psicanalista.
Collocazione Biblioteca: 17945

Alessandra Romano, Extended learning in formal contexts: two case studies, in Orientamenti pedagogici, n. 3 (lug.-set. 2017), pp. 605-621
L’uso dei social network all’interno di contesti educativi formali, come l’università, si riferisce alla teoria dell’apprendimento cooperativo. Questa ricerca, a partire da una rassegna sulle principali teorie dello sviluppo degli spazi dell’apprendimento virtuale, indaga il loro potenziale educativo all’interno dei contesti sociali. Vengono presi in esame due casi nel contesto di Facebook, il social più popolare, che illustrano come queste tecnologie possano essere usate per connettere apprendimento formale e informale e come anche i social possano rappresentare un valido strumento per promuovere l’apprendimento esteso.

Gennaro Piro … [et al.], Robot in educazione, in Pedagogika.it, a. 21, n. 1 (gen.-mar. 2017), pp. 8-91
Questo numero monografico della rivista mostra quale sia lo stato dell’arte della robotica educativa, quali siano i kit robotici presenti sul mercato e come li si può utilizzare in qualità di strumenti didattici, capaci di interagire in campo educativo con ragazzi e ragazze aperti ad una nuova e più complessa visione del mondo.