Aspetti culturali, psicologici, sociologici

9788859015598A cura di Fausto Pagnotta, Ecologia della rete. Per una sostenibilità delle relazioni online, Erickson, Trento, 2018, pp. 254
Il libro affronta in una prospettiva multidisciplinare alcune delle maggiori problematiche sociologiche, psicologiche e pedagogiche dell’era digitale. Si va da aspetti più generali quali le trasformazioni del corpo e delle emozioni soprattutto adolescenziali, ad altri più specifici quali l’utilizzo in medicina e nella scuola anche a livello universitario. Si esplorano le valenze positive e l’utilizzo utile di internet, così come si valutano i suoi effetti collaterali e quelli patologici come il cyberbullismo e la cyberviolenza.
Collocazione Biblioteca: 17992

Umberto Galimberti, La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano, 2018, pp. 323
Sotto forma narrativa, epistolare, l’autore risponde a domande postegli da giovani, soprattutto ragazze, sui grandi temi della vita. Il nichilismo attivo viene distinto da quello passivo in quanto manifesta un’intenzione di superamento di se stesso. Nel libro vengono affrontati numerosi argomenti fra i quali: il confronto con il mondo adulto, la demotivazione scolastica, le nuove forme di alienazione nel lavoro, i nuovi scenari dell’amore, la ricerca del sé, il rapporto con le tecnologie informatiche, l’atteggiamento religioso.
Collocazione Biblioteca: 17997

Marina Caporale, I videogiochi. Evoluzione e possibile regolazione, in Il Mulino, a. 67, n. 4 (2018), pp. 637-644
I videogiochi rappresentano un fenomeno significativo, che ha continuato a crescere e ad ampliare il proprio pubblico, prima solo di minori, poi sempre più anche di adulti. A fronte di questa novità, l’inquadramento normativo dei videogiochi patisce ancora oggi un problema di definizione, “opere dell’ingegno complesse e multimediali”. L’articolo esamina la normativa in vigore e la sua evoluzione.

Julie Beck, How It Became Normal to Ignore Texts and Emails. Digital messages mimic the speed of real conversation, but often what people like best is the ability to put them off, in The Atlantic, pp. 1-4
La caratteristica distintiva di una conversazione è l’attesa di una risposta. Se non ci fosse sarebbe un monologo. La conversazione scritta negli anni è diventata sempre più rapida, tanto che rispondere con un messaggio richiede appena pochi secondi, ma quando questo non avviene o avviene in tempi lunghi si può essere presi dall’ansia. In questo articolo vengono analizzate le ansie legate al messaggiarsi e alle diverse interpretazioni a cui può dare adito il linguaggio scritto, ma soprattutto quello iconico delle emoji. L’articolo contiene un video correlato ed è tradotto in italiano su Internazionale.

Farhad Manjoo, Facebook i cannibali origami_copertina_124sociali, in Origami, n. 124 (2018), pp. 1-8
Questo numero della rivista Origami, settimanale de La Stampa, è interamente dedicato a Facebook. Vi sono alcuni articoli sul movimento #deletefacebook, nato in seguito allo scandalo sulla violazione della privacy da parte di Facebook, che ha portato molte persone a rinunciare a questo social. Altri articoli si interrogano sull’opportunità o meno di lasciare Facebook temporaneamente o definitivamente. Un articolo parla di “Radioimmaginaria”, una webradio italiana gestita interamente da adolescenti. Troviamo infine una mappa con dati aggiornati su quali sono i social e i siti più seguiti nel mondo.
Collocazione Biblioteca: E2902

Massimo Arcangeli, Valentino Selis, Faccia da social. Nazi, Webeti, Pornogastrici e altre specie su Facebook, Castelvecchi, LIT edizioni, Roma, 2017, pp. 157
Nazi, Nalfa Beti, Cuoridoro, Tuttologi, Complottisti, Pornogastrici, Selfie Made Man, Internettuali, Webeti (o Utonti), Leoni (o Leonesse) da tastiera. Il libro rappresenta un viaggio all’interno di Facebook per studiare i comportamenti dei suoi membri: c’è chi insulta o aggredisce, chi grida di continuo alla cospirazione, chi sembra avere la verità in tasca, chi diffonde amore e buoni sentimenti, chi ha lo sguardo sempre puntato sul proprio ombelico. Particolare attenzione viene data alla rivoluzione linguistica che ha stravolto la comunicazione mediatica dell’ultimo decennio. Massimo Arcangeli è sociologo della comunicazione e docente all’Università di Cagliari. Valentino Selis lavora sulla comunicazione digitale.
Collocazione Biblioteca: 18096

Olimpia Affuso … [et al.], Obbligo o verità? Come orientarsi tra le informazioni sul web, in La ricerca, a. 5, n. 13 (nov. 2017), pp. 6-69
Questa monografia affronta il problema dell’attendibilità delle informazioni reperibili sul web, vera sfida culturale che il mondo contemporaneo pone alla scuola. La prima parte è intitolata “Attendibilità, autorevolezza e democraticità in rete”; la seconda “Fake news e cultura giovanile”, la terza parte è dedicata alla scuola, all’uso degli smartphone a scuola, alla navigazione sicura. A questo proposito si veda anche: Giuseppe Riva, Psicologia delle fake news, in Psicologia contemporanea, n. 263 (set.-ott. 2017), pp. 84-85

Chiara Benini, Adozione e ricerca delle origini ai tempi di Facebook, in Terapia familiare, a. 40, n. 115 (nov. 2017), pp. 27-45
La massiccia diffusione dei social network nel mondo, unitamente al crescere dell’età di adozione, pone sempre più spesso le famiglie nell’impossibilità di gestire la ricerca dei familiari biologici dei propri figli soltanto attraverso i canali ufficiali e secondo i tempi previsti dalla nostra legislazione. L’autrice propone alcune riflessioni sui rischi e sulle possibilità legate a queste dinamiche e sulle sfide a cui le famiglie devono essere preparate per prevedere e governare le complesse situazioni e le potenti emozioni che irrompono nella vita dei figli (e nelle loro) quando l’adozione chiusa diventa improvvisamente aperta.

Piero Amerio, Vivere insieme. Comunità e relazioni nella società globale, Il Mulino, imagesBologna, 2017, pp. 183
Oggi grazie alla rete possiamo entrare in contatto con persone in ogni parte del globo e intrattenere relazioni ben al di là degli spazi tradizionali. Un mondo globalizzato che coinvolge strutture sociali e processi mentali. L’autore, professore emerito di Psicologia Sociale, in questo testo ci accompagna in questa nuova realtà dove le dimensioni dell’individualità e dell’identità, della sicurezza e della solidarietà, vengono a modificare i problemi della vita in comune. La solidarietà, secondo l’autore, è strumento essenziale per vivificare le democrazie, allargando a quanti ne sono ancora privi i sentieri della dignità e della libertà e aiutando quanti ne godono già a mantenerli aperti.
Collocazione Biblioteca: 17906

A cura di Arije Antinori, Terrorismo e comunicazione, in Sicurezza e scienze sociali, a. 5, n. 2 (mag.-ago. 2017), pp. 11-193
Si veda in particolare i seguenti articoli: “Il processo comunicativo innescato dall’IS: dalle strategie mediali all’etica dello spettatore”, di Alessandro Bruttini e “Terrorismi 4.0: il ruolo della tecnologia nei terrorismo globali”, di Alessandro Cardazzone.

Renato Curcio, La società artificiale. Miti e derive dell’impero virtuale, Sensibili alle foglie, Roma, 2017, pp. 127
Questo libro s’interessa delle implicazioni sociali dei nuovi strumenti digitali e del significato concreto che nella vita di relazione quotidiana, nella politica, negli stati di coscienza e nel mondo del lavoro, vengono realmente a configurare espressioni come big data, profilazione predittiva, intelligenza artificiale, cloud, robot umanoidi, internet delle cose. Più in generale questa esplorazione cerca di mostrare come “progresso sociale” e “tecnologie digitali” non siano affatto sinonimi, ma anzi, come queste ultime innervino l’architettura di classe capitalistica, invadendo e aggredendo dall’interno lo spazio vitale essenziale delle relazioni umane. Ben oltre la società industriale, la società dello spettacolo e la modernità liquida, la società artificiale ci mette dunque di fronte al germe accattivante e vorace di un nuovo totalitarismo. Un totalitarismo tecnologico che, a differenza di quelli ideologici del Novecento, invade e colonizza il luogo più “sacro” e fondamentale della libertà. D’altra parte, una matura consapevolezza di questa estrema deriva può essere anche il punto di partenza per un’ulteriore rimessa in discussione delle classi sociali e del destino di specie. Renato Curcio è sociologo e socio analista.
Collocazione Biblioteca: 17917

Remo Bodei … [et al.], Il molteplice della rete, in Mulino, a. 66, n. 2 (2017), pp. 205-250
La sezione monografica della rivista affronta alcuni dei temi che riguardano le nuove modalità di relazione con il mondo che ci sta intorno. Questi gli articoli qui raccolti: R. Bodei, “Vivere online. Riflessi politici dell’essere connessi virtualmente”; G. Riva, “Interrealtà: reti fisiche e digitali e post-verità”; A. Salvo, “Comunicazione virtuale e affettività”; G. Ziccardi, “La soluzione c’è: si chiama censura”; M. Bocchiola, “I miei dati non sono (solo) miei”; S. Crabu e P. Magaudda, “Il consumo critico dei media digitali: le reti wireless comunitarie”.

PC247Ivan Formica, Jessica Nucera, Narcisismo digitale, in Psicologia contemporanea, n. 263 (set.-ott. 2017), pp. 61-65
La ricerca illustrata in questo articolo affronta il nesso tra l’autocompiacimento di persone che passano tante ore sui social network e il loro ridotto tasso di empatia verso gli altri. La nostra società e la nostra cultura sono impregnate di narcisismo, si parla anche di una nuova forma di questo fenomeno, detta “narcisismo digitale”; è sempre più comune infatti la tendenza a esibirsi sul web per mezzo dei social media. A questo proposito si parla anche di “ego-surfing”, cioè dell’inserire il proprio nome in un motore di ricerca per verificare se e quanto si è presenti in rete. Quando la voglia di apparire e il culto della propria persona diventano eccessivi, si parla di narcisismo patologico. In uno studio recente, gli autori dell’articolo, psicologi e psicoterapeuti, hanno analizzato la correlazione tra l’uso di Facebook e le difficoltà interpersonali ed emotive (in particolare la capacità di empatia e l’alessitimia). In questo numero della rivista (pp. 76-77) si trova anche un articolo di Zauberei sulle virtù e le contraddizioni del senso di comunità vigente su FB. Si veda anche: Francesco Marchioro, Selfie. Il narcisismo digitale in Psicologia contemporanea, n. 247 (gen.-feb. 2015), pp. 14-19

Valentina De Angelis, L’irrealtà mentale. Valore e rischio del pensiero indotto dalle tecnologie, in Orientamenti pedagogici n. 1 (gen.- mar. 2017), vol. 64, p. 173-194
Il saggio esamina le principali trasformazioni indotte dalle nuove tecnologie nella mente di adulti e adolescenti. La compresenza di strutture alfabetiche e relazioni cibernetiche consente un incremento esponenziale di conoscenze, ma sottopone le abilità cognitive al rischio di una inedita e insidiosa illogicità del pensiero, soprattutto a livelli medi dell’intelligenza. Nell’informazione della rete, infatti, non sono immediatamente riconoscibili le strutture del significato, ma si procede dal dato al sistema senza mediazioni; nell’interazione con la macchina l’assenza di strutture predefinite può determinare negli adolescenti una riduzione dei modelli tipici della logica classica, senza spontanea acquisizione di una logica complessa e del relativo sistema di conoscenze. Anche altre conseguenze sono analizzate in questo saggio. Valentina De Angelis è dottore di ricerca presso l’Università La Sapienza di Roma e si è occupata in modo specifico di teorie pluridisciplinari.

Giuseppe Sacchetto … [et al.], Adolescenti e media digitali. Un’indagine conoscitiva, in Dal fare al dire, a. 26, n. 2 (2017), pp. 21-29
L’articolo riferisce i dati di una ricerca-azione condotta in provincia di Cuneo allo scopo di rilevare le percezioni e le rappresentazioni che gli adolescenti hanno del loro rapporto con le nuove tecnologie. La ricerca è stata condotta dal Centro di Documentazione Steadycam del Dipartimento Dipendenze dell’ASL CN2 su 740 allievi delle Scuole superiori di Alba e Bra. Vengono esaminati i fenomeni di dipendenza vera e propria, la tendenza all’evasione dalla realtà, l’evasione compensatoria, l’impatto sulla vita reale, la ricerca di nuove emozioni.

www.mondadoristorePaola Stringa, Che cos’è la disinter-mediazione, Carocci, Roma, 2017, pp. 142
Le nuove tecnologie consentono oggi di accedere a un gran numero di beni e servizi con semplicità e immediatezza, generando una somma di processi – che chiameremo “disintermediazione” sociale e di consumo – che producono radicali cambiamenti nella nostra società. Il libro analizza i meccanismi economici e culturali che hanno portato alla trasformazione di tante filiere, alla delegittimazione o alla scomparsa dei mediatori che le presidiavano e osserva, per contro, l’emergere di nuove relazioni basate sulla fiducia e sull’inclusione (a partire dai paradigmi della sharing economy), la sovversione delle gerarchie tradizionali e la nascita di diversi “reintermediatori” e di contenitori con approcci organizzativi sempre più bottom-up. L’autrice è una giornalista che collabora con il Sole 24 Ore.
Collocazione Biblioteca: 17776

Leonardo Montecchi, Dov’è la capacità istituente delle nuove generazioni?, in Animazione Sociale, n. 9/305 (dic. 2016), pp. 100-104
L’autore compie un ampio percorso culturale tra filosofia, letteratura, psicoanalisi e sociologia, per cercare di rispondere alla domanda posta nel titolo. Egli osserva che gli attuali mezzi di informazione costruiscono un villaggio globale più virtuale che reale, dove i giovani rischiano di smarrirsi, se non si riescono a proporre rapporti di comunità anche di piccoli gruppi liberi da ingerenze autoritarie tipiche del passato. Leonardo Montecchi, psichiatra, psicoterapeuta, è direttore della Scuola di prevenzione Josè Bleger di Rimini.

Rosella De Leonibus, L’immagine di sé ai tempi dei social network, in Rocca, n. 20 (ott. 2016), pp. 36-38
L’autrice riflette sul rapporto tra la composizione della propria immagine di sé e la formazione dell’identità nel mondo contemporaneo, riferendosi non solo alla propria immagine esterna, ma anche alle proprie immagini interne, con le quali è oggi facile giocare, ritrovandole poi nel gioco degli altri. Secondo l’autrice siamo tutti impreparati a gestire la privacy e la comunicazione, a mantenere il confine tra privato e pubblico, tra rappresentazione e realtà.

Andrew Keen, Vertigine digitale, Egea, Milano, 2016, pp. 212
Andrew Keen, imprenditore e commentatore per la CNN, è uno dei più famosi esperti di Internet. Nel libro esamina con senso critico il Web 3.0, Facebook, Twitter, Google+ e Linkedin come luoghi della massima socialità e della condivisione totale, dove però si può perdere la distinzione tra realtà e irrealtà. Inoltre occorre non dimenticare che la nostra unicità come specie sta nella capacità umana di differenziarsi dalla folla, di riflettere e agire per conto proprio: il futuro quindi potrebbe essere tutt’altro che social.
Collocazione Biblioteca: 17524

457da134aee8ba24d4003e60470bc422_XLMario Caligiuri, Cyber Intelligence. Tra libertà e sicurezza, Donzelli, Roma, 2016, pp. 98
Questo libro di Mario Caliligiuri, docente di pedagogia della comunicazione, si propone di analizzare le implicazioni culturali della cyber intelligence vista nel suo rapporto con i big data. Nei prossimi anni sul nostro pianeta la popolazione virtuale sarà maggiore di quella reale e la rete sarà sempre più un campo di battaglia. L’aumento esponenziale delle connessioni imporrà ai poteri pubblici di approntare strumenti adeguati per coniugare due valori fondativi della convivenza democratica: la libertà e la sicurezza. Definire la cyber intelligence non è semplice, poiché in essa convivono due elementi che operano con logiche differenti: l’intelligenza, dote prettamente umana, necessaria per assumere decisioni, e lo spazio digitale, popolato da tecnologie sempre più pervasive.
Collocazione Biblioteca: 17661

A cura di Maura Manca, Generazione hashtag. Gli adolescenti dis-connessi, Alpes, Roma, 2016, pp. 182
La generazione hashtag: la generazione degli adolescenti che comunicano attraverso i tag usando la piattaforma digitale. Lo smartphone è una protesi della loro identità, le chat e i social network un’estensione della personalità, una sorta di hard disk esterno in cui inserire tutta la propria vita. Il concetto di privacy e identità è diventato condiviso e quindi è quasi scontato che utilizzino tutti i mezzi tecnologici a loro disposizione per trovare uno spazio personale, una dimensione che troppe volte non si riesce a creare nel mondo reale. Selfie, grooming, cyberbullismo, sexting, social mode in cui alcol e corpi magrissimi sono i protagonisti stanno diventando i compagni di viaggio di questi adolescenti. Il testo affronta questi temi con un taglio divulgativo, ma rigoroso e vi si trovano anche consigli per genitori, educatori e gli stessi adolescenti.
Collocazione Biblioteca: 18174

Sherry Turkle, Conversazione necessaria. La forza del dialogo nell’era digitale, Einaudi, Torino, 2016, pp. 447
La perdita della capacità di parlare «faccia a faccia» con gli altri – con empatia, imparando nel contempo a sopportare solitudine e inquietudini – rischia di ridurre le nostre capacità di riflessione e concentrazione, portandoci, nei casi estremi, a stati di dissociazione psichica e cognitiva. In questo libro, frutto di anni di interviste e di indagini sul campo, Sherry Turkle, docente di Sociologia della scienza e della tecnologia al MIT di Boston, sottolinea le insidie e gli effetti delle appendici tecnologiche che ci circondano nella società e nella nostra vita quotidiana, per far sí che ognuno ridiventi padrone di se stesso, senza farsene acriticamente dominare.
Collocazione Biblioteca: 18000

Daniela Caso, L’uso di Internet e il benessere psicosociale in adolescenza: uno studio correlazionale, in Psicologia della Salute, n. 2 (lug. 2015), pp.141-155
Recenti studi hanno sottolineato alcuni aspetti positivi dell’uso di Internet per i giovani internauti (tra questi, l’aumento delle opportunità di contatto con parenti e amici e la riduzione della solitudine attraverso nuove modalità di contatto con i propri pari). L’uso eccessivo, o l’abuso, di Internet può, al contrario, avere effetti negativi sul benessere psicosociale e sfociare anche in forme di dipendenza. Il presente studio esplorativo si è posto l’obiettivo di rilevare i livelli di uso e/o abuso di Internet e il funzionamento psicosociale in termini integrati di salute mentale positiva e malessere mentale di adolescenti campani. Sono anche state indagate le differenze per genere, età e tempo di connessione.

untitledMauro Miccio, Le identità affievolite. Comprendere e interpretare i mutamenti sociali, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 158
La globalizzazione e la rivoluzione tecnologica hanno determinato un profondo mutamento nelle relazioni interpersonali, nei processi dialettici, e quindi nella comunicazione. Le potenzialità delle nuove tecnologie, e in particolare la capacità dei social network di mettere in connessione esperienze e contesti diversi, possono dare l’illusione che il web, la convergenza digitale o gli strumenti della tecnica costituiscano la soluzione di tutti i problemi. Essi hanno, al contrario, determinato un aumento della complessità, perché più che la ricerca dell’utilizzo migliore del network e dell’introduzione nel sistema di contenuti significanti, ha prevalso la tentazione del possesso, nella corsa affannosa ad avere una porzione di “tecnopotere”. I social network, anziché strumento di dialogo e di condivisione di conoscenza, si sono così trasformati in nuovi fattori di senso, in istituzioni.
Collocazione Biblioteca: 17213

Marco Nicoli, Zbigniew Formella, Krysztof Szadejco, Uso di internet e autostima. Ricerca esplorativa su un gruppo di adolescenti di Roma e Provincia, in Orientamenti pedagogici, n. 2 (apr.-giu. 2015), vol. 62, pp. 293-310
Lo scopo principale della ricerca è stato quello di analizzare l’utilizzo di internet da parte degli adolescenti (11-19 anni) sul territorio di Roma e provincia. Alla ricerca hanno partecipato 948 adolescenti. Lo studio ha utilizzato due strumenti, uno (IAT – Internet Addiction Test) per misurare il rischio psicopatologico legato all’uso di internet, il secondo (TMA – Test Multidimensionale dell’Autostima) per misurare il costrutto dell’autostima. L’analisi ha rilevato un uso problematico di internet tra gli adolescenti romani e il suo influsso negativo sulla percezione della propria autostima, in particolare a livello delle relazioni con gli altri (pari, amici, compagni), delle relazioni con sé stessi (immagine corporea) e delle relazioni all’interno della famiglia.

Francesco Marchioro, Selfie. Il narcisismo digitale in Psicologia contemporanea, n. 247 (gen.-feb. 2015), pp. 14-19
L’autore, storico ed esperto di psicanalisi, propone una riflessione sulla moda del selfie, modalità di comunicazione che richiama non solo l’arte dell’autoritratto, ma anche l’affermazione narcisistica di sé, il tentativo di fermare un’identità fluida: infatti selfie significa sì autoscatto, ma anche semanticamente “piccolo sé”, come un diminutivo connotato da affetto.

9788868264604_0_0_1454_80Danah Boyd, It’s complicated. La vita sociale degli adolescenti sul web, Castelvecchi, Roma, 2014, pp. 325
L’autrice, responsabile del settore ricerca della Microsoft e docente universitaria di Media e Comunicazione, sostiene nel libro che la descrizione che spesso si dà del rapporto tra internet e gli adolescenti sia fondata sulla paura e imponga banalizzazioni che non aiutano a comprenderlo. Il volume, frutto di una ricerca sul campo, di interviste e di incontri con adolescenti, intende fornire un contributo alla comprensione dell’impatto sociale e culturale delle nuove tecnologie di comunicazione sulle generazioni future senza cedere a facili allarmismi.
Collocazione Biblioteca: 16956.

Vanni Codeluppi, Mi metto in vetrina. Selfie, Facebook, Apple, Hello Kitty, Renzi e altre “vetrinizzazioni”, Mimesis, Milano, 2015, pp. 118
La possibilità di utilizzare facilmente i media per comunicare con gli altri moltiplica i messaggi che ciascun individuo produce su sé stesso. Ne è un esempio l’abitudine di scattarsi selfie per diffonderli in rete, diventata oggi una dilagante pratica di massa. Questo libro si occupa di tale pratica, ma tratta anche di altri importanti fenomeni sociali (dai social network alla propaganda politica) che mostrano con chiarezza come siano in forte crescita i messaggi che le persone producono per parlare di sé e che sono parte di una potente tendenza operante da tempo nelle società occidentali: la “vetrinizzazione sociale”. Vanni Codeluppi è sociologo e docente presso lo IULM di Milano.
Collocazione Biblioteca: 17716

Federico Capeci, #Generazione 2.0. Chi sono, cosa vogliono, come dialogare con loro, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 160
L’autore è un apprezzato ricercatore di mercato sulle tematiche digitali. Attingendo a diversi studi degli ultimi anni sul web e la rivoluzione digitale, ha analizzato la Net Generation italiana, approfondendo gli aspetti psicologici e sociali connessi all’utilizzo della rete, ma dedicando attenzione soprattutto alla Generazione 2.0, oltre 8 milioni di giovani che sono stati adolescenti insieme allo sviluppo dei social media. Attingendo a numerose indagini di mercato da lui condotte negli ultimi 10 anni (specialmente la ricerca “Italia2.0” condotta da Duepuntozero DOXA), descrive i giovani della nuova generazione digitale, il loro linguaggio, gli elementi chiave del cambiamento di cui sono portatori.
Collocazione Biblioteca: 16772

social-network-squareLa psicologia dei Social Network, in State of Mind. Il giornale delle scienze psicologiche.
Gli articoli raccolti in questa sezione guardano ai social network (Facebook, Twitter, Linkedin…) da una prospettiva psicologica. I social media, così potentemente pervasivi nell’esperienza quotidiana, sono presenti in moltissimi ambiti della socialità contemporanea: la vita privata, la vita lavorativa, la costruzione di una “identità” online, o “pubblica”. Infiniti gli spunti di riflessione: ri-negoziazione della propria immagine, nuove forme di dipendenze, modificazioni delle nostre strutture mentali, ridefinizione del concetto di privacy…