Aspetti culturali, psicologici, sociologici

Paola Stringa, Che cos’è la disinter-mediazione, Carocci, Roma, 2017, pp. 142
Le nuove tecnologie consentono oggi di accedere a un gran numero di beni e servizi con semplicità e immediatezza, generando una somma di processi – che chiameremo “disintermediazione” sociale e di consumo – che producono radicali cambiamenti nella nostra società. Il libro analizza i meccanismi economici e culturali che hanno portato alla trasformazione di tante filiere, alla delegittimazione o alla scomparsa dei mediatori che le presidiavano e osserva, per contro, l’emergere di nuove relazioni basate sulla fiducia e sull’inclusione (a partire dai paradigmi della sharing economy), la sovversione delle gerarchie tradizionali e la nascita di diversi “reintermediatori” e di contenitori con approcci organizzativi sempre più bottom-up. L’autrice è una giornalista che collabora con il Sole 24 Ore.
Collocazione Biblioteca: 17776

PC258.jpg.300x0_q95Alessandra Salerno, Aurora Lena, L’amore ai tempi di Internet. Coppia e vita virtuale, in Psicologia contemporanea, n. 258 (nov.-dic- 2016), pp. 12-17
Le autrici affrontano il tema delle relazioni amorose nate attraverso l’uso delle nuove tecnologie di comunicazione, analizzando vantaggi e rischi dei contatti virtuali rispetto ai contatti di persona.

Rosella De Leonibus, L’ immagine di sé ai tempi dei social network, in Rocca, n. 20 (ott. 2016), pp. 36-38
L’autrice riflette sul rapporto tra la composizione della propria immagine di sé e la formazione dell’identità nel mondo contemporaneo, riferendosi non solo alla propria immagine esterna, ma anche alle proprie immagini interne, con le quali è oggi facile giocare, ritrovandole poi nel gioco degli altri. Secondo l’autrice siamo tutti impreparati a gestire la privacy e la comunicazione, a mantenere il confine tra privato e pubblico, tra rappresentazione e realtà.

457da134aee8ba24d4003e60470bc422_XLMario Caligiuri, Cyber Intelligence. Tra libertà e sicurezza, Donzelli, Roma, 2016, pp. 98
Questo libro di Mario Caliligiuri, docente di pedagogia della comunicazione, si propone di analizzare le implicazioni culturali della cyber intelligence vista nel suo rapporto con i big data. Nei prossimi anni sul nostro pianeta la popolazione virtuale sarà maggiore di quella reale e la rete sarà sempre più un campo di battaglia. L’aumento esponenziale delle connessioni imporrà ai poteri pubblici di approntare strumenti adeguati per coniugare due valori fondativi della convivenza democratica: la libertà e la sicurezza. Definire la cyber intelligence non è semplice, poiché in essa convivono due elementi che operano con logiche differenti: l’intelligenza, dote prettamente umana, necessaria per assumere decisioni, e lo spazio digitale, popolato da tecnologie sempre più pervasive.
Collocazione Biblioteca: 17661

Stefano Pisani, Il cervello umano al tempo della rete, in Rocca, a. 75, n. 3 (feb. 2016), pp. 42-44
L’articolo tenta di rispondere alla domanda se internet stia danneggiando il nostro cervello o se stia soltanto cambiandolo per renderci più adatti a un mondo sempre più tecnologico. Citando alcuni studi recenti, l’autore offre una panoramica delle attuali conoscenze al riguardo stimolando la riflessione.

954389Andrew Keen, Vertigine digitale, Egea, Milano, 2016, pp. 212
Andrew Keen, imprenditore e commentatore per la CNN, è uno dei più famosi esperti di Internet. Nel libro esamina con senso critico il Web 3.0, Facebook, Twitter, Google+ e Linkedin come luoghi della massima socialità e della condivisione totale, dove però si può perdere la distinzione tra realtà e irrealtà. Inoltre occorre non dimenticare che la nostra unicità come specie sta nella capacità umana di differenziarsi dalla folla, di riflettere e agire per conto proprio: il futuro quindi potrebbe essere tutt’altro che ‘social. Collocazione Biblioteca: 17524

Carlo Carboni, Lavoro ed evoluzione tecnologica in Il Mulino, a. 65, n. 2 (2016), vol. 65, pp- 346-354
Secondo l’autore, docente di Sociologia, in Europa la crisi dei ceti medi è imputabile maggiormente al declino del Welfare piuttosto che all’avvento delle tecnologie. Il mercato dei social media necessita ad esempio di un basso apporto di lavoro umano e spinge una maggior concentrazione di ricchezza in poche mani contribuendo all’aumento delle disuguaglianze, tuttavia il fatto che l’avvento delle nuove tecnologie abbia inciso negativamente sull’occupazione, è controverso. Il futuro del lavoro si presenta incerto soprattutto in alcuni grandi Paesi europei (Germania, Francia e Italia), mentre nei Paesi anglosassoni, Stati Uniti e Regno Unito la tecnologizzazione ha portato all’aumento di reddito e occupazione. Secondo l’autore sarebbe compito dei governati europei varare una politica espansiva nei settori high tech, altamente vantaggiosi per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro e l’aumento della qualità della vita

imgresSolitudini in rete. Conversazione con Sherry Turkle, in Psicologia contemporanea, n. 252 (nov. – dic. 2015), pp. 28 – 33
Secondo la psicologa Sherry Turkle, le nuove tecnologie ci rendono sempre più disincantati, lontani dalle relazioni sociali autentiche. Nello stesso tempo sono sempre più numerose le persone che tendono a sviluppare un rapporto affettivo con robot e supporti tecnologici. Perchè accade questo? Forse le macchine costituiscono un modo per sfuggire alla complessità, alla delusione e al dolore che rischiamo in ogni relazione umana? Gli smartphone, ad esempio, secondo l’autrice, danno origine a tre illusioni gratificanti: possiamo dirigere la nostra attenzione ovunque la vogliamo, siamo sempre ascoltati, non siamo mai soli. La tecnologia entra dunque a far parte della nostra identità e ci fa sentire vivi in quanto connessi. Questa situazione incomincia però ad apparire problematica e ci si incomincia ad accorgere di poter aver bisogno di aiuto per affrontare il problema. L’intervista affronta brevemente il tema dei robot impiegati nell’assistenza ad anziani e disabili.

Daniela Caso, L’uso di Internet e il benessere psicosociale in adolescenza: uno studio correlazionale, in Psicologia della Salute, n. 2 (lug. 2015), pp.141-155
Recenti studi hanno sottolineato alcuni aspetti positivi dell’uso di Internet per i giovani internauti (tra questi, l’aumento delle opportunità di contatto con parenti e amici e la riduzione della solitudine attraverso nuove modalità di contatto con i propri pari). L’uso eccessivo, o l’abuso, di Internet può, al contrario, avere effetti negativi sul benessere psicosociale e sfociare anche in forme di dipendenza. Il presente studio esplorativo si è posto l’obiettivo di rilevare i livelli di uso e/o abuso di Internet e il funzionamento psicosociale in termini integrati di salute mentale positiva e malessere mentale di adolescenti campani. Sono anche state indagate le differenze per genere, età e tempo di connessione.

untitledMauro Miccio, Le identità affievolite. Comprendere e interpretare i mutamenti sociali, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 158
La globalizzazione e la rivoluzione tecnologica hanno determinato un profondo mutamento nelle relazioni interpersonali, nei processi dialettici, e quindi nella comunicazione. Le potenzialità delle nuove tecnologie e in particolare la capacità dei social network di mettere in connessione esperienze e contesti diversi possono dare l’illusione che il web, la convergenza digitale o gli strumenti della tecnica costituiscano la soluzione di tutti i problemi. Essi hanno, al contrario, determinato un aumento della complessità, perché più che la ricerca dell’utilizzo migliore del network e dell’introduzione nel sistema di contenuti significanti, ha prevalso la tentazione del possesso, nella corsa affannosa ad avere una porzione di “tecnopotere”. I social network, anziché strumento di dialogo e di condivisione di conoscenza, si sono così trasformati in nuovi fattori di senso, in istituzioni.
Collocazione Biblioteca: 17213

Marco Nicoli, Zbigniew Formella, Krysztof Szadejco, Uso di internet e autostima. Ricerca esplorativa su un gruppo di adolescenti di Roma e Provincia, in Orientamenti pedagogici, n. 2 (apr.-giu. 2015), vol. 62, pp. 293-310
Lo scopo principale della ricerca è stato quello di analizzare l’utilizzo di internet da parte degli adolescenti (11-19 anni) sul territorio di Roma e provincia. Alla ricerca hanno partecipato 948 adolescenti. Lo studio ha utilizzato due strumenti, uno (IAT – Internet Addiction Test) per misurare il rischio psicopatologico legato all’uso di internet, il secondo (TMA – Test Multidimensionale dell’Autostima) per misurare il costrutto dell’autostima. L’analisi ha rilevato un uso problematico di internet tra gli adolescenti romani e il suo influsso negativo sulla percezione della propria autostima, in particolare a livello delle relazioni con gli altri (pari, amici, compagni), delle relazioni con sé stessi (immagine corporea) e delle relazioni all’interno della famiglia.

eterotopie-11x17-codeluppi-metto-vetrina-1Vanni Codeluppi, Mi metto in vetrina. Selfie, Facebook, Apple, Hello Kitty, Renzi e altre “vetrinizzazioni”, Mimesis, Milano, 2015, pp. 118
La possibilità di utilizzare facilmente i media per comunicare con gli altri moltiplica i messaggi che ciascun individuo produce su sé stesso. Ne è un esempio l’abitudine di scattarsi selfie per diffonderli in Rete, diventata oggi una dilagante pratica di massa. Questo libro si occupa di tale pratica, ma tratta anche di altri importanti fenomeni sociali (dai social network alla propaganda politica) che mostrano con chiarezza come siano in forte crescita i messaggi che le persone producono per parlare di sé e che sono parte di una potente tendenza operante da tempo nelle società occidentali: la “vetrinizzazione sociale”. Vanni Codeluppi è sociologo e docente presso lo IULM di Milano.
Collocazione Biblioteca: 17716

Francesco Marchioro, Selfie. Il Narcisismo digitale in Psicologia contemporanea, n. 247 (gen.-feb. 2015), pp. 14-19
L’autore, storico ed esperto di psicanalisi, propone una riflessione sulla moda del selfie, modalità di comunicazione che richiama non solo l’arte dell’autoritratto, ma anche l’affermazione narcisistica di sé, il tentativo di fermare un’identità fluida: infatti selfie significa sì autoscatto, ma anche semanticamente “piccolo sé”, come un diminutivo connotato da affetto.

untitledScarcelli Cosimo, Intimità digitali. Adolescenti, amore e sessualità ai tempi di internet, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 176
Obiettivo della ricerca è di comprendere la cultura giovanile in relazione agli usi di internet e all’intimità. L’indagine si è interessata al modo in cui i ragazzi utilizzano le risorse che il web mette loro a disposizione per avere accesso a informazioni e pratiche connesse alla sessualità e all’affettività.
Collocazione Biblioteca: 17112

Marco Gui, A dieta di media. Comunicazione e qualità della vita, Il Mulino, Bologna, 2014, pp. 172
Secondo l’autore, docente di Sociologia della cultura e dei media all”Università di Milano-Bicocca, tra lavoro, studio, svago, informazione e tra computer, televisione, smartphone o tablet, la quantità di tempo che passiamo quotidianamente con gli occhi puntati su uno schermo è enorme. Ma, si chiede, esiste un pericolo di “obesità mediale”, analoga a quella alimentare, nell’era digitale? Il libro sviluppa questo parallelo, indicando, per la “cura”, quattro punti chiave: 1) limitarsi nella quantità del consumo; 2) scegliere la qualità dei contenuti e delle relazioni fruite; 3) concentrarsi contro i rischi del multitasking e della perdita dell’attenzione; 4) relazionarsi gestendo con accuratezza i rapporti personali tra offline e online.
Collocazione Biblioteca: 17132

Giovannella Greco, Pubbliche intimità. L’affettivo quotidiano nei siti di Social Network, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 282
La connettività tecnologica e sociale della Rete solleva inediti interrogativi sul senso dell’azione comunicativa e del nostro essere nel mondo. La percezione di uno stato di connessione permanente trasforma l’esperienza tra vita online e offline, modifica la natura e la qualità delle relazioni sociali e le pratiche di costruzione dell’identità, ridefinisce la relazione tra sfera pubblica e privata. Nello spazio pubblico interconnesso del web sociale, luogo emblematico della vita quotidiana odierna, si attivano nuove modalità di relazione e di costruzione sociale dell’identità, si coltivano pratiche condivise di messa in pubblico del privato, si inaugurano nuove forme e un senso inedito di intimità. Il libro esplora, secondo diversi approcci, le dinamiche complesse dell’intimità e dell’affettivo quotidiano assumendo i siti di Social Network come luogo di osservazione privilegiato.
Collocazione Biblioteca: 16929

9788868264604_0_0_1454_80Danah Boyd, It’s complicated. La vita sociale degli adolescenti sul web, Castelvecchi, Roma, 2014, pp. 325
L’autrice, responsabile del settore ricerca della Microsoft e docente universitaria di Media e Comunicazione, sostiene nel libro che la descrizione che spesso si dà del rapporto tra internet e gli adolescenti sia fondata sulla paura e imponga banalizzazioni che non aiutano a comprenderlo. Il volume, frutto di una ricerca sul campo, di interviste e di incontri con adolescenti, intende fornire un contributo alla comprensione dell’impatto sociale e culturale delle nuove tecnologie di comunicazione sulle generazioni future senza cedere a facili allarmismi.
Collocazione Biblioteca: 16956.
In inglese: http://www.danah.org/itscomplicated/

Federico Capeci, #Generazione 2.0. Chi sono, cosa vogliono, come dialogare con loro, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 160
L’autore è un apprezzato ricercatore di mercato sulle tematiche digitali. Attingendo a diversi studi degli ultimi anni sul web e la rivoluzione digitale, ha analizzato la Net Generation italiana, approfondendo gli aspetti psicologici e sociali connessi all’utilizzo della rete, ma dedicando attenzione soprattutto alla Generazione 2.0, oltre 8 milioni di giovani che sono stati adolescenti insieme allo sviluppo dei social media. Attingendo a numerose indagini di mercato da lui condotte negli ultimi 10 anni (specialmente la ricerca “Italia2.0” condotta da Duepuntozero DOXA), descrive i giovani della nuova generazione digitale, il loro linguaggio, gli elementi chiave del cambiamento di cui sono portatori.
Collocazione Biblioteca: 16772

9788815250698_0_0_2384_80Giuseppe Riva, Nativi digitali. Crescere e apprendere nel mondo dei nuovi media, Il Mulino, 2014, Bologna, pp. 197
Qual è l’impatto di tecnologie come Facebook e smartphone sulle nuove generazioni? Cosa cambia quando parliamo ad un amico guardandolo negli occhi o quando postiamo un messaggio sulla sua bacheca di Facebook? La virtualità dei nuovi media ci aliena dalla realtà o, al contrario, ci aiuta ad affrontare le sfide della modernità? E le strutture educative in che modo possono formare i nativi digitali? Il volume illustra gli effetti delle nuove tecnologie sul modo di pensare, sentire e relazionarsi dei giovani che sono nati e cresciuti con esse.
Collocazione Biblioteca: 16917

A cura di Guido Gili, Matthew Hibberd, Michele Sorice, La sfera pubblica nell’era dei media digitali, in Sociologia e Politiche Sociali, vol. 17, n. 2 (2014), pp. 9-125
I contributi presentati nella monografia si concentrano sulle sfide e le opportunità che le nuove tecnologie comunicative, i mutamenti in atto nel sistema dei media e l’emergere di nuove pratiche di fruizione e di consumo rappresentano per la tenuta e l’ampliamento della sfera pubblica, intesa come spazio di interazione e discussione, nel quale persone e gruppi possono confrontarsi intorno ai temi che via via emergono come rilevanti per il loro vivere associato. Gli articoli possono essere ricondotti entro due grandi prospettive. La prima è quella del “dibattito pubblico”, nella quale i media digitali sono analizzati soprattutto dal punto di vista del loro potenziale democratico e partecipativo; la seconda è la prospettiva della “conversazione socievole” e porta l’attenzione sulle modalità delle relazioni in rete che, nonostante l’apparente spontaneità, presentano una precisa struttura rituale e normativa.

9788821579400_0_0_310_80Tonino Cantelmi, Tecnoliquidità. Psicologia ai tempi di Internet: la mente tecno liquida, San Paolo, Cinisello Balsamo, 2013, pp. 233
L’autore, psichiatra e psicoterapeuta, primo in Italia a studiare la tecnodipendenza, sostiene che ci troviamo ad assistere a una rivoluzione, quella digitale, che porterà a una riorganizzazione delle strutture neuro-cognitive e a una modificazione di alcuni pilastri di costruzione dell’identità. L’analisi portata avanti utilizza due riflettori particolari: la società e la cultura liquida, già studiata approfonditamente, e la rivoluzione tecnologica, per comprendere come stanno condizionando lo sviluppo dell’identità individuale e collettiva. Ci si sofferma quindi sulle modifiche che le nuove tecnologie portano nelle diverse fasce di età, approfondendo in particolare il tema delle relazioni mediate dalle tecnologie.
Collocazione Biblioteca: 16710

A cura di Andrea Marzi, Psicoanalisi, identità e Internet. Esplorazioni nel cyberspace, Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 251
Questo volume esplora le conseguenze della realtà virtuale nel campo analitico e le peculiari caratteristiche dell’incontro con la mente degli Internet-addicted mostrando nel dettaglio i percorsi della cura, analitica o psicoterapica, dell’analista con il ” navigatore” smarrito nella realtà virtuale.I contributi qui ospitati individuano nelle principali teorie psicoanalitiche gli strumenti adeguati per cogliere le nuove soggettività che si affacciano al mondo attuale, al tempo del cyberspace e di Internet. Il libro si avvale di una introduzione di Andrea Marzi (psichiatra, psicoanalista, dottore di ricerca in deontologia ed etica medica, membro ordinario della SPI e dell’ IPA) che focalizza i principali concetti del libro, li contestualizza e ci spinge a riflettere sui “nuovi setting” per nuove patologie e per nuovi stili di vita.
Collocazione Biblioteca: 16596

9788821576577_0_0_300_80Loredana Cirillo, Elena Buday, Tania Scodeggio, La terza famiglia, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2013, pp. 180
Le autrici, psicologhe e psicoterapeute, socie dell’Istituto Minotauro, analizzano nel libro i tre ambiti relazionali più significativi dell’adolescente, consapevoli dell’importanza dei legami che l’adolescente stringe con il contesto in cui vive e in cui cerca di realizzare il suo percorso di crescita personale. Dopo un capitolo dedicato alle novità che caratterizzano le attuali relazioni genitori-figli (soprattutto la conversione dei genitori a un modello educativo molto attento allo sviluppo della soggettività del bambino), il secondo capitolo è intitolato “La famiglia sociale” e analizza i cambiamenti avvenuti nel legame di gruppo fra adolescenti. Infine il terzo capitolo, “La famiglia virtuale”, analizza la qualità della relazione che gli adolescenti intrattengono con la realtà virtuale, fornendo informazioni chiare e documentate che possono sostenere gli adulti nella loro azione educativa.
Collocazione Biblioteca: 16104

Communication Strategies Lab, Realtà aumentate. Esperienze, strategie e contenuti per l’Augmented Reality, Apogeo, Milano, 2012, pp. 356
La Realtà Aumentata è una nuova forma di comunicazione sempre più diffusa che permette di sovrapporre contenuti digitali, resi visibili attraverso la videocamera di dispositivi mobili come smartphone o tablet, al mondo reale. Il volume si propone di far conoscere la nuova frontiera della comunicazione digitale basata sulla georeferenziazione e sui contenuti aumentati. Nelle aree ormai più varie, dalla formazione alla sanità, dagli spazi commerciali ai beni culturali, si racconta attraverso le esperienze internazionali più significative come le nuove Realtà Aumentate stanno riscrivendo le modalità di ibridazione fra reale e virtuale. Il Communication Strategies Lab dell’Università degli Studi di Firenze è una comunità di docenti, ricercatori e studenti impegnata nell’ideazione, progettazione, sviluppo e monitoraggio di strategie di comunicazione per enti pubblici e privati. Collocazione biblioteca: 17771

Stefana Broadbent, Internet, lavoro, vita privata. Come le nuove tecnologie cambiano il nostro mondo, Il Mulino, Bologna, 2012, pp. 153
Il volume presenta gli effetti di Internet nella relazione tra tempo di vita e tempo di lavoro, analizzati secondo l’approccio etnografico con interviste in diversi paesi europei sulla comunicazione privata nel luogo di lavoro e sul modo in cui vengono usate le nuove tecnologie di comunicazione. I primi due capitoli mostrano come ciascun canale di comunicazione contribuisca al mantenimento di relazioni profonde con circa cinque persone. Nei tre capitoli seguenti viene considerata la natura della trasformazione sociale in corso nel luogo di lavoro, definita “democratizzazione della sfera intima”. Infine nel sesto capitolo vengono descritte alcune istituzioni che hanno consapevolmente deciso di dare spazio alla comunicazione personale al proprio interno.
Collocazione Biblioteca: 16297

9788840015453_0_0_316_80Luciano Di Gregorio, Le connessioni pericolose. Sesso e amori virtuali, Unicopli, Milano, 2012, pp. 213
Le connessioni a internet per flirtare con qualcuno sono sempre più diffuse. Si va dal desiderio di vivere un amore virtuale, che resta confinato sulla Rete, alla ricerca dell’anima gemella, fino alla voglia di tradire il proprio partner con uno sconosciuto/a. In questi contatti si arriva spesso a praticare del sesso virtuale collegandosi a dei siti porno, oppure chattando con altre persone che coltivano la stessa passione. Il sesso virtuale si pratica con l’ausilio di immagini catturate con una banale webcam, oppure con il semplice supporto della sola voce e del testo scritto. Qualunque sia la modalità con la quale si pratica, il sesso virtuale può rimanere un’innocente evasione occasionale, come pure diventare una forma di dipendenza coatta. Nel testo si analizzano le implicazioni psicologiche di questo processo di sostituzione del reale con il virtuale e le motivazioni affettive e relazionali che spingono verso un attaccamento forte per il mondo gratificante degli incontri amorosi su internet.
Collocazione Biblioteca: 16951

Barbara Bruschi, Rocco Quaglia, Crescere digitali, ed. Aracne, 2011, pp. 148
Studiosi nazionali (Feri, Mantovani, 2008) e internazionali (Prensky, 2001) evidenziano come le nuove generazioni si differenzino da quelle che le hanno precedute soprattutto per una sorta di innata competenza tecnologica e mediale che consentirebbe loro di esprimersi, comunicare, giocare e studiare in modo completamene diverso dal passato e secondo stili e strategie del tutto sconosciute agli adulti. Partendo dai risultati di una ricerca svolta in ambito nazionale, il volume intende approfondire i cambiamenti avvenuti sia sul piano dell’identità individuale, sia sulla dimensione etico-sociale delle nuove generazioni, cercando di definire quali nuovi contesti educativi e quali nuove competenze caratterizzeranno le professioni educative.
Collocazione Biblioteca: 16881

9788857502243_0_0_300_80Maria Maddalena Mapelli, Per una genealogia del virtuale. Dallo specchio a Facebook, Mimesis , Milano, 2010, pp. 229
Il testo si interroga su come i dispositivi virtuali come Facebook plasmano i nostri assetti identitari e quali margini abbiamo per essere creativi in rete. Si prende in considerazione il concetto di specchio come contro-spazio che crea immagini virtuali, fenomeno soglia al confine tra simbolico e immaginario e vengono tracciati alcuni momenti di una genealogia del virtuale che approda ai dispositivi-specchio contemporanei, i quali generano incessantemente, attraverso gli schermi dei nostri computer, immagini virtuali. L’autrice prende in esame esperienze diverse, ma tutte accumunate da un unico orizzonte: si tratta di vivere la sfida del virtuale come pratica di libertà personali e collettive, contro i vincoli soffocanti dei dispositivi di potere che ci forgiano e ci condizionano.
Collocazione Biblioteca: 16695

 A cura di Maria Maddalena Mapelli e Umberto Margiotta, Dai blog ai social network. Arti della connessione nel virtuale, Mimesis, Milano – Udine, 2009, pp. 207
In questo volume si raccolgono gli esiti del lavoro di ricerca condotto nell’ambito del progetto dell’Università Ca’ Foscari di Venezia “Ibridamenti”. Oggetto dell’indagine sul campo sono nove blog e l’account Facebook dello scrittore Aldo Nove. Si tratta di ricognizioni sistematiche che hanno messo in luce, grazie all’affinamento degli strumenti di osservazione, la specificità dei singoli nodi analizzati, le risposte creative, uniche e irriducibili a standardizzazioni, che ogni singolo nodo ha generato all’interno della rete. Se si affinano gli strumenti di osservazione, non è più possibile, quindi, intendere la rete come il luogo dell’annientamento delle differenze e dell’omologazione identitaria. Essa apparirà piuttosto come una formidabile occasione per sperimentare un uso creativo, costruttivo e formativo delle nuove tecnologie.
Collocazione Biblioteca: 17299

social-network-squareA.A.V.V., La psicologia dei Social Network, in State of Mind. Il giornale delle scienze psicologiche.
Gli articoli raccolti in questa sezione guardano ai Social Network(Facebook, Twitter, Linkedin…) da una prospettiva Psicologica. I Social Media, così potentemente pervasivi nell’esperienza quotidiana, sono presenti in moltissimi ambiti della socialità contemporanea: la vita privata, la vita lavorativa, la costruzione di una “identità” online, o “pubblica”. Infiniti gli spunti di riflessione: Ri-negoziazione della propria immagine, nuove forme di dipendenze, modificazioni delle nostre strutture mentali, ridefinizione del concetto di privacy…