Aspetti culturali, psicologici, sociologici

downloadCesare Guerreschi, Nativi digitali. La comunicazione dei giovani attraverso le nuove tecnologie, 2 ed., Guerreschi, Bolzano, 2019, 103  p.
I “Nativi digitali” tratta tematiche attuali e di interesse sempre maggiore, vista la progressiva tecnologizzazione. In questo libro viene indagato l’impatto che il cellulare ha sulle persone e vengono trattati con cura i modelli comunicativi dei nativi digitali. Attraverso l’analisi di alcune statistiche e studi si cerca di capire l’impatto che i nuovi metodi di comunicazione stanno avendo, in particolare sulle generazioni più giovani, ma più ampiamente su tutta la popolazione.
Collocazione Biblioteca: 18278

Giovanni Sabato, Google ci rende stupidi?, in Rocca, a. 78, n. 23 (dic. 2019), pp. 42-44
L’autore, senza creare infondati allarmismi, propone una riflessione sulla valutazione degli effetti che hanno, sul cervello, le nuove tecnologie e l’abitudine di affidare ad esse sempre più funzioni della nostra mente.

Simone Carlo, Francesco Bonifacio, Tecnologie, ponte e muro nel dialogo tra generazioni, in Aggiornamenti Sociali, n. 10 (ott. 2019), pp. 651-660
Navigare in rete attraverso computer e smartphone per informarsi, svagarsi o comunicare costituisce ormai un’esperienza quotidiana per i giovani, ma non sono certo gli unici, perché nel mondo digitale si affacciano sempre più spesso anche i più grandi di età, con le loro curiosità, esigenze e timori. Le nuove generazioni possono diventare “maestre” dei più anziani nella scoperta della Rete e del suo utilizzo? L’articolo, anche attraverso i risultati di una ricerca svolta dall’Università Cattolica di Milano, considera le condizioni attraverso cui il digitale può favorire l’incontra tra generazioni diverse.

Andrea Biondi …[et al.], Generazione Z, in Servire, n.2/3 (2019), pp. 1-72
Numero monografico indirizzato agli educatori scout, affronta il tema degli adolescenti e dei preadolescenti di oggi, che appartengono alla generazione Z (1996-2010), quella di chi è nato e cresciuto nell’era di internet. Si segnala in particolare l’articolo articolo di Alberto Rossetti sul rapporto con le tecnologie.
Collocazione Biblioteca: A0304

studi-di-sociologia-2019-2-369289Fabio Introini, Cristina Pasqualini, Is there a «Social» divide? Italian Millennials, social networks and social inclusion, in Studi di Sociologia, a. 57, n. 2 (apr.-giu. 2019) – on line, pp. 141-160
Lo scopo del presente lavoro è esplorare la connessione tra Millennial italiani, i Social Networks e l’inclusione sociale, attingendo principalmente da un sondaggio nazionale condotto dall’Istituto G. Toniolo, il «Rapporto Giovani» nel 2017. L’analisi è centrata sui modi in cui i Millennial italiani utilizzano i social network, con particolare attenzione agli “usi elevati” di Facebook & Co. Per “usi elevati” si intendono usi non ludici ma legati all’impegno politico/civico o dedicati all’autodeterminazione personale attraverso la costruzione e il potenziamento del capitale sociale. I dati raccolti mostrano che i Millennial italiani hanno un rapporto controverso con la partecipazione tout-court e nessuno dei Social Network sembra offrire possibilità alternative di coinvolgimento. Allo stesso tempo, i Millennial italiani, guidati principalmente da una percezione ludica dei social network, sottovalutano anche la possibilità di usarli per migliorare il loro capitale sociale. Tuttavia, analizzando i dati distribuiti per condizione professionale, gli autori individuano differenze significative tra i Neet e gli Studenti-lavoratori, con i secondi più attratti da “usi elevati”. Questa evidenza porta all’ipotesi di un «divario sociale», che consiste nella capacità o incapacità di utilizzare i social network al fine di migliorare la propria condizione sociale. Il documento è disponibile in PDF.

Stefano Zamagni, Responsabili. Come civilizzare il mercato, Il Mulino, Bologna, 2019, 247 p.
Che cosa significa oggi “essere responsabili”? Se è relativamente facile rispondere quando è questione di comportamenti dei singoli, le difficoltà sorgono quando entrano in gioco azioni che riguardano la collettività. Chi è, ad esempio, responsabile delle disuguaglianze crescenti, della disoccupazione, della povertà, dei disastri climatici? Che cosa accadrà nella società dei big data e dei social network, dove le smart machine potranno “pensare” e decidere? Nel mondo iperconnesso e globalizzato ogni azione si carica di conseguenze non volute e spesso neppure immaginate. Essere responsabili allora non è solo non fare il male, ma agire per il bene e, nel mercato, adottare comportamenti che affermino la responsabilità come prendersi cura. L’autore è docente di Economia politica all’Università di Bologna.
Collocazione Biblioteca: 18553

Cristina Pasqualini, Social street: il vicinato al tempo di Internet, in Aggiornamenti Sociali, a. 70, n. 1 (gen. 2019), pp. 46-54
In un contesto urbano sempre più spersonalizzato, l’esperienza delle social street, nata nel 2013 a Bologna, e ormai diffusa non solo in tutta Italia ma anche all’estero, restituisce ai quartieri delle città una dimensione solidale di buon vicinato, coniugando il contatto diretto e i social network.

copertina_fataestrega-300x430Carlo Freccero con Filippo Losito, Fata e strega. Conversazioni su televisione e società, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2019, 93 p.
Il libro riporta una conversazione in cui Carlo Freccero, direttore di Rai 2 e grande esperto di televisione, racconta l’evoluzione del rapporto tra comunicazione pubblica, cultura e società. Protagonista è la televisione, partendo dalla Tv degli sceneggiati e del maestro Manzi per arrivare a quella dei format, dei reality e al sistema dei social media.
Collocazione Biblioteca: 18310

 Luca Toschi, L’amore ai tempi della rete. Pratiche e rappresentazioni della sessualità tra adolescenza e giovane adultità, in Rivista di sessuologia clinica, a. 24, n. 2 (2018), pp. 50-69
Nell’Era Digitale le relazioni interpersonali devono confrontarsi con nuove forme di interazione e comunicazione, in cui la socializzazione all’affettività e alla sessualità delle generazioni più giovani svolge un ruolo spesso equivocato. Sulla base di due studi empirici condotti nella Regione Lazio, il presente lavoro analizza le differenze rilevate tra gli atteggiamenti riferiti e la condotta sessuale sperimentata da due campioni distinti di intervistati, nella continuità tra adolescenza e giovane adultità: la prima indagine è stata condotta tra studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori; la seconda ha preso in considerazione un panel di universitari, la maggior parte dei quali iscritti a corsi di laurea magistrale di area psicologica. Ai due gruppi è stato sottoposto un questionario strutturato articolato nelle medesime aree tematiche. Nell’articolo sono riportati e commentati i dati dell’indagine.

Diana Salzano, Un’applicazione delle teorie di Putnam e Donati alle relazioni nei siti di social network: elementi per un’indagine empirica sugli utenti di SNS, in Studi di Sociologia, a. 56, n. 3 (lug.-set. 2018) – on line, pp. 257-272
La ricerca descritta in questo articolo intende indagare, attraverso il paradigma della sociologia relazionale di P. Donati e la teoria del capitale sociale di R. Putnam, l’eventuale costruzione, nei siti di social network (SNS), di capitale sociale e beni relazionali. La ricerca utilizza un approccio metodologico misto: nella fase qualitativa sono stati condotti 12 focus group tra gli utenti di siti di social network di età compresa tra 11 e 24 anni, che frequentano le scuole medie, superiori e universitarie. I risultati suggeriscono che i giovani considerano i social network come ambienti in cui è possibile costruire beni relazionali. Inoltre, Internet consente di rafforzare il capitale sociale del legame offline, dal momento che la comunicazione web e le pratiche relazionali promuovono il mantenimento di legami remoti. I risultati della fase qualitativa vengono utilizzati nello sviluppo di un questionario da consegnare, nella fase quantitativa, ad un campione di utenti di social network, selezionati in base alle stesse variabili.

41k5ZTOhpvLAnna Maria Lorusso, Postverità. Fra reality tv, social media e storytelling, Laterza, Bari-Roma, 2018, 141 p.
Anna Maria Lorusso, docente di Semiotica presso l’Università di Bologna, intende analizzare, in questo libro, il concetto di ‘postverità’, utilizzato da molti per indicare una modalità di comunicazione in cui i fatti oggettivi sono meno rilevanti delle convinzioni, ma anche usato da altri per indicare informazioni volutamente false. Analizzare questo concetto porta a cogliere un cambiamento importante propiziato dai media dagli anni ’90: i reality show, i talent, la real tv hanno reso più debole l’idea di realtà, in una logica culturale che premia le emozioni e le identificazioni, invece che la messa alla prova e le competenze.
Collocazione Biblioteca: 18311

A cura di Eleonora C. Caruso, Nerdopoli. Espressioni di una comunità in evoluzione, Effequ, Torino, 2018, 162 p.
Fino a pochi anni fa il nerd era il ragazzo disadattato, fisicamente repellente, cervellone al limite del maniacale e dedito a hobby considerati ridicoli, come le storie di fantascienza e la tecnologia. Ma i tempi cambiano, e nel corso degli anni si è andato rafforzando un vero e proprio orgoglio identitario: oggi il nerd non è più il giovane con gli occhiali spessi, ma un uomo, o una donna, con competenze precise e consapevole del proprio valore, anche ideologico. I saggi di questo libro vogliono offrire una panoramica approfondita su quel che oggi può significare la ‘#nerdità’. Come in una metropoli, ‘vivere la nerdità” significa relazionarsi con una variegata compagine di persone dai diversi e specifici interessi: dall’esperta di videogiochi all’appassionato di anime, dal giocatore di ruolo alla scrittrice di fanfiction, per mostrare al lettore che non esiste un noi e un loro, che ogni nerd è una persona e che in ogni persona c’è sempre un po’ di nerd. I testi sono di Susanna Scrivo, Eleonora C. Caruso, Alice Cucchetti, Arianna Buttarelli, Simone Laudiero, Matteo Grilli, Aligi Comandini. Prefazione di di Tito Faraci. La curatrice è scrittrice ed articolista, esperta di anime e videogiochi.
Collocazione Biblioteca: 18232

Carlotta Cossutta … [et al.], Smagliature digitali. Corpi, generi e tecnologie, Agenzia X, Milano, 2018, 183 p.
Come muta la relazione che lega corpi e tecnologie? Come si modificano gli spazi che attraversa? Come leggere da una prospettiva intersezionale e di genere le trasformazioni in atto? Il libro affronta queste domande a partire da tre ambiti distinti ma costantemente intrecciati: Spazio inteso come ambito di riflessione intorno al quale sviluppare ragionamenti in tema di autodeterminazione, mobilità, attivismo; Bios per affrontare il rapporto tra tecnologie e vita attraverso le forme della sua ri/produzione; Media per guardare criticamente i processi di soggettivazione innescati in particolar modo dalle tecnologie digitali.
Collocazione Biblioteca: 18521

24163_9788859015598_x911_ecologia-della-reteA cura di Fausto Pagnotta, Ecologia della rete. Per una sostenibilità delle relazioni online, Erickson, Trento, 2018, 254 p.
Il libro affronta in una prospettiva multidisciplinare alcune delle maggiori problematiche sociologiche, psicologiche e pedagogiche dell’era digitale. Si va da aspetti più generali quali le trasformazioni del corpo e delle emozioni soprattutto adolescenziali, ad altri più specifici quali l’utilizzo in medicina e nella scuola anche a livello universitario. Si esplorano le valenze positive e l’utilizzo utile di internet, così come si valutano i suoi effetti collaterali e quelli patologici come il cyberbullismo e la cyberviolenza.
Collocazione Biblioteca: 17992

Umberto Galimberti, La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano, 2018, 323 p.
Sotto forma narrativa, epistolare, l’autore risponde a domande postegli da giovani, soprattutto ragazze, sui grandi temi della vita. Il nichilismo attivo viene distinto da quello passivo in quanto manifesta un’intenzione di superamento di se stesso. Nel libro vengono affrontati numerosi argomenti fra i quali: il confronto con il mondo adulto, la demotivazione scolastica, le nuove forme di alienazione nel lavoro, i nuovi scenari dell’amore, la ricerca del sé, il rapporto con le tecnologie informatiche, l’atteggiamento religioso.
Collocazione Biblioteca: 17997

Marina Caporale, I videogiochi. Evoluzione e possibile regolazione, in Il Mulino, a. 67, n. 4 (2018), pp. 637-644
I videogiochi rappresentano un fenomeno significativo, che ha continuato a crescere e ad ampliare il proprio pubblico, prima solo di minori, poi sempre più anche di adulti. A fronte di questa novità, l’inquadramento normativo dei videogiochi patisce ancora oggi un problema di definizione, “opere dell’ingegno complesse e multimediali”. L’articolo esamina la normativa in vigore e la sua evoluzione.

Julie Beck, How It Became Normal to Ignore Texts and Emails. Digital messages mimic the speed of real conversation, but often what people like best is the ability to put them off, in The Atlantic, pp. 1-4
La caratteristica distintiva di una conversazione è l’attesa di una risposta. Se non ci fosse sarebbe un monologo. La conversazione scritta negli anni è diventata sempre più rapida, tanto che rispondere con un messaggio richiede appena pochi secondi, ma quando questo non avviene o avviene in tempi lunghi si può essere presi dall’ansia. In questo articolo vengono analizzate le ansie legate al messaggiarsi e alle diverse interpretazioni a cui può dare adito il linguaggio scritto, ma soprattutto quello iconico delle emoji. L’articolo contiene un video correlato ed è tradotto in italiano su Internazionale.

Farhad Manjoo, Facebook i cannibali origami_copertina_124sociali, in Origami, n. 124 (2018), pp. 1-8
Questo numero della rivista Origami, settimanale de La Stampa, è interamente dedicato a Facebook. Vi sono alcuni articoli sul movimento #deletefacebook, nato in seguito allo scandalo sulla violazione della privacy da parte di Facebook, che ha portato molte persone a rinunciare a questo social. Altri articoli si interrogano sull’opportunità o meno di lasciare Facebook temporaneamente o definitivamente. Un articolo parla di “Radioimmaginaria”, una webradio italiana gestita interamente da adolescenti. Troviamo infine una mappa con dati aggiornati su quali sono i social e i siti più seguiti nel mondo.
Collocazione Biblioteca: E2902

Massimo Arcangeli, Valentino Selis, Faccia da social. Nazi, Webeti, Pornogastrici e altre specie su Facebook, Castelvecchi, LIT edizioni, Roma, 2017,  157 p.
Nazi, Nalfa Beti, Cuoridoro, Tuttologi, Complottisti, Pornogastrici, Selfie Made Man, Internettuali, Webeti (o Utonti), Leoni (o Leonesse) da tastiera. Il libro rappresenta un viaggio all’interno di Facebook per studiare i comportamenti dei suoi membri: c’è chi insulta o aggredisce, chi grida di continuo alla cospirazione, chi sembra avere la verità in tasca, chi diffonde amore e buoni sentimenti, chi ha lo sguardo sempre puntato sul proprio ombelico. Particolare attenzione viene data alla rivoluzione linguistica che ha stravolto la comunicazione mediatica dell’ultimo decennio. Massimo Arcangeli è sociologo della comunicazione e docente all’Università di Cagliari. Valentino Selis lavora sulla comunicazione digitale.
Collocazione Biblioteca: 18096

Renato Curcio, La società artificiale. Miti e derive dell’impero virtuale, Sensibili alle foglie, Roma, 2017, 127 p.
Questo libro s’interessa delle implicazioni sociali dei nuovi strumenti digitali e del significato concreto che nella vita di relazione quotidiana, nella politica, negli stati di coscienza e nel mondo del lavoro, vengono realmente a configurare espressioni come big data, profilazione predittiva, intelligenza artificiale, cloud, robot umanoidi, internet delle cose. Più in generale questa esplorazione cerca di mostrare come “progresso sociale” e “tecnologie digitali” non siano affatto sinonimi, ma anzi, come queste ultime innervino l’architettura di classe capitalistica, invadendo e aggredendo dall’interno lo spazio vitale essenziale delle relazioni umane. Ben oltre la società industriale, la società dello spettacolo e la modernità liquida, la società artificiale ci mette dunque di fronte al germe accattivante e vorace di un nuovo totalitarismo. Un totalitarismo tecnologico che, a differenza di quelli ideologici del Novecento, invade e colonizza il luogo più “sacro” e fondamentale della libertà. D’altra parte, una matura consapevolezza di questa estrema deriva può essere anche il punto di partenza per un’ulteriore rimessa in discussione delle classi sociali e del destino di specie. Renato Curcio è sociologo e socio analista.
Collocazione Biblioteca: 17917

Piero Amerio, Vivere insieme. Comunità e relazioni nella società globale, Il Mulino, imagesBologna, 2017, 183 p.
Oggi grazie alla rete possiamo entrare in contatto con persone in ogni parte del globo e intrattenere relazioni ben al di là degli spazi tradizionali. Un mondo globalizzato che coinvolge strutture sociali e processi mentali. L’autore, professore emerito di Psicologia Sociale, in questo testo ci accompagna in questa nuova realtà dove le dimensioni dell’individualità e dell’identità, della sicurezza e della solidarietà, vengono a modificare i problemi della vita in comune. La solidarietà, secondo l’autore, è strumento essenziale per vivificare le democrazie, allargando a quanti ne sono ancora privi i sentieri della dignità e della libertà e aiutando quanti ne godono già a mantenerli aperti.
Collocazione Biblioteca: 17906

Remo Bodei … [et al.], Il molteplice della rete, in Il Mulino, a. 66, n. 2 (2017), pp. 205-250
La sezione monografica della rivista affronta alcuni dei temi che riguardano le nuove modalità di relazione con il mondo che ci sta intorno. Questi gli articoli qui raccolti: R. Bodei, “Vivere online. Riflessi politici dell’essere connessi virtualmente”; G. Riva, “Interrealtà: reti fisiche e digitali e post-verità”; A. Salvo, “Comunicazione virtuale e affettività”; G. Ziccardi, “La soluzione c’è: si chiama censura”; M. Bocchiola, “I miei dati non sono (solo) miei”; S. Crabu e P. Magaudda, “Il consumo critico dei media digitali: le reti wireless comunitarie”.

Ivan Formica, Jessica Nucera, Narcisismo digitale, in Psicologia contemporanea, n. 263 (set.-ott. 2017), pp. 61-65
La ricerca illustrata in questo articolo affronta il nesso tra l’autocompiacimento di persone che passano tante ore sui social network e il loro ridotto tasso di empatia verso gli altri. La nostra società e la nostra cultura sono impregnate di narcisismo, si parla anche di una nuova forma di questo fenomeno, detta “narcisismo digitale”; è sempre più comune infatti la tendenza a esibirsi sul web per mezzo dei social media. A questo proposito si parla anche di “ego-surfing”, cioè dell’inserire il proprio nome in un motore di ricerca per verificare se e quanto si è presenti in rete. Quando la voglia di apparire e il culto della propria persona diventano eccessivi, si parla di narcisismo patologico. In uno studio recente, gli autori dell’articolo, psicologi e psicoterapeuti, hanno analizzato la correlazione tra l’uso di Facebook e le difficoltà interpersonali ed emotive (in particolare la capacità di empatia e l’alessitimia). In questo numero della rivista (pp. 76-77) si trova anche un articolo di Zauberei sulle virtù e le contraddizioni del senso di comunità vigente su FB. Si veda anche: Francesco Marchioro, Selfie. Il narcisismo digitale, in Psicologia contemporanea, n. 247 (gen.-feb. 2015), pp. 14-19

social-network-squareLa psicologia dei Social Network, in State of Mind. Il giornale delle scienze psicologiche.
Gli articoli raccolti in questa sezione guardano ai social network (Facebook, Twitter, Linkedin…) da una prospettiva psicologica. I social media, così potentemente pervasivi nell’esperienza quotidiana, sono presenti in moltissimi ambiti della socialità contemporanea: la vita privata, la vita lavorativa, la costruzione di una “identità” online, o “pubblica”. Infiniti gli spunti di riflessione: ri-negoziazione della propria immagine, nuove forme di dipendenze, modificazioni delle nostre strutture mentali, ridefinizione del concetto di privacy…