Omosessualità/transessualità

 

Aggiornata a novembre 2018 – a cura di Mauro Caruso

I materiali (libri, articoli di riviste e documentazione grigia), elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. 

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Identità e orientamento sessuale: saggi, ricerche ed esperienze 

9788869448751_0_0_300_75Teresa Forcades, Siamo tutti diversi. Per una teologia queer, Castelvecchi, Roma, 2018, pp. 146
L’autrice, monaca benedettina, medico, teologa femminista e attivista politica, si racconta. La sua biografia è incentrata sui temi legati al concetto di queer, mercificazione del corpo, omosessualità, fede e ruolo della donna nella chiesa, ma anche lotta politica e psicanalisi nel XXI secolo.
Collocazione Biblioteca: 18031

Magda Sclaunich, Emanuela Nardo, Che cos’è per te la diversità sessuale?, in Pedagogika.it, a 22, n. 1 (gen.-feb. 2018), pp. 85-88
Le autrici, studiose nel campo della pedagogia e della didattica, si interrogano sul processo di formazione dell’identità sessuale nell’adolescenza e presentano un’indagine svolta su 30 studenti di liceo ai quali hanno posto la domanda che fa da titolo all’articolo. Sulla base dei risultati le autrici rilevano l’esistenza di pregiudizi che la scuola non può ignorare e avanzano una proposta di intervento attraverso il mezzo filmico.

Emanuela Abbatecola, Quella linea sottile tra coazione e consenso. Il caso della tratta delle travestite brasiliane, in Mondi migranti, n. 1 (2018), pp. 227-247
Nel presente saggio l’autrice analizza gli studi sulla tratta finalizzata allo sfruttamento sessuale e riflette sul loro riconoscimento nell’ambito degli studi sulle migrazioni. Indaga inoltre su come vengono rappresentate le donne straniere che vendono sesso, se sono percepite come schiave o migranti. Per rispondere a questi interrogativi l’autrice trae spunto da una ricerca effettuata Brasile, nell’ambito di un progetto europeo (Etts), sulle “travesti” Brasiliane, sfruttate nei mercati del sesso. Nell’articolo sono presentati e commentati gli esiti della ricerca

9788859015628_0_0_300_75Benedetto Madonia, Orientamento sessuale e identità di genere. Nuove sfide per il servizio sociale, Erickson, Trento, 2018, pp. 178
Le persone omosessuali, o comunque non eterosessuali, costituiscono ancora oggi una minoranza stigmatizzata e socialmente penalizzata. L’autore si rivolge ai professionisti della relazione di aiuto, agli assistenti sociali, con intento didattico e formativo affinché si diffonda una migliore e più profonda conoscenza della tematica per sgombrare il campo da stereotipi, preconcetti e falsi miti. Dopo aver comparato tra loro i Codici deontologici degli assistenti sociali di diversi Paesi, fornisce indicazioni e buone prassi per orientare la relazione d’aiuto.
Collocazione Biblioteca: 18043

Porpora Marcasciano, L’aurora delle trans cattive. Storie, sguardi e vissuti della mia generazione transgender, Alegre, Roma, 2018, pp. 239
In questo testo Porpora Marcasciano, presidente onorario del Mit (Movimento identità trans), abbracciando un periodo di circa quarant’anni e i suoi profondi cambiamenti socio-politici, traccia la propria genealogia trans aggiungendo tasselli essenziali alla ricostruzione storica di una cultura spesso relegata al margine. L’autrice, raccontando un’esperienza di vita unica, recupera l’epica trans delle origini per rivendicare il percorso straordinario di persone perseguitate, violentate, ferite nella loro dignità umana, che hanno avuto la forza di incrinare la narrazione dominante che fa della transessualità una dimensione patologica.

Giuseppe Ruvolo … [et. al], Trasformazioni familiari. Cambiamenti nelle famiglie. Le famiglie nei cambiamenti, in Plexus, n. 17 (2017) – on line, pp. 3-124
Questa monografia contiene i principali interventi del convegno del Laboratorio di Gruppoanalisi 2016 (da cui prende il titolo), il cui tema era la famiglia, le sue trasformazioni e il suo ruolo nella costruzione della soggettività e nello sviluppo di relazioni sane. Si segnala in particolare l’articolo di Patrizia Petiva e Maddalena Spirito, “Famiglie in transito. Terapia familiare di adolescenti con disforia di genere”, che dopo aver evidenziato l’aumento dell’incidenza di richieste di intervento psicoterapeutico legate al disagio rispetto all’identità di genere, si sofferma a esporre un metodo di intervento psicologico che compendia il doppio dispositivo di lavoro con le famiglie e con i singoli soggetti.

9788865314197_0_0_300_75Robert Sapolsky, Variabili di genere, in Internazionale, a. 23, n. 1155 (27 mag.-1 giu. 2016), pp. 58-62
L’autore, neuroendocrinologo, docente alla Stanford University, mostra come negli esseri umani il genere sia un continuum che si presenta con molte varianti, dove geni, organi, ormoni, aspetto esteriore e identificazione psicosessuale sono variabili indipendenti. Esiste un sesso genetico, gonadico, endocrino e fenotipico: si può essere maschio per alcuni di questi aspetti, ma femmina per altri, suggerendo così le basi neurobiologiche della transessualità. Tuttavia, secondo l’autore, le nostre menti sono molto resistenti, per ragioni evolutive, al concetto di continuum e tendono a spezzare la realtà in segmenti separati e a organizzarla in categorie; questo spiegherebbe perché fatichiamo ad accettare tratti umani che hanno una frequenza non più rara di altri che definiamo “normali”.

Irene Petruccelli … [et al.], Il processo di svelamento delle persone gay e lesbiche: una panoramica della letteratura, in Rivista di sessuologia clinica, n. 2 (2016), pp. 21-40
Il presente contributo vuole descrivere gli aspetti principali del coming out, il quale si configura come un percorso lungo ed elaborato, scandito da numerose difficoltà. Fondamentale importanza, a questo proposito, assumono i concetti di identità sessuale e orientamento sessuale. Le persone gay e lesbiche dimostrano come la non linearità e la non corrispondenza rispettivamente fra sesso, genere, ruolo di genere sociale e sessuale, possano essere traiettorie di sviluppo sane e portatrici di benessere. Partendo da questo presupposto, il coming out si configura come processo nel quale la persona gay o lesbica prende consapevolezza delle sue preferenze affettive e sessuali e le integra nella sua vita, per cui identità sociale e identità personale diventano coerenti tra loro. Inoltre viene messo in evidenza come le relazioni dei familiari possano incidere sul benessere psicologico dei figli gay e lesbiche.

CatturaPaola Schellenbaum … [et al.], Questioni di gender, in La ricerca, n. 9 (dic. 2015), pp. 6-74
Questo numero monografico della rivista è dedicato ad alcuni temi politicamente “rischiosi” nella scuola di oggi: l’educazione di genere, la sessualità a scuola, la polemica sull’ideologia gender, il bullismo omofobico… I diversi contributi sono raggruppati in due parti distinte: “Storia di un concetto e fabbricazione di un’ideologia ” e “Uno sguardo sul dibattito all’estero”.

Sonia Rossetti, Dora Chiloiro, Il disturbo dell’identità di genere. Analisi e discussione di un “perfetto” caso singolo, in Rivista di sessuologia clinica, n. 2 (2015), pp. 83-96
Lo scopo di questo articolo, che tratta di un caso clinico specifico, è quello di delineare le perfette condizioni psicologiche che una persona con un Disturbo dell’Identità di Genere (IDG) deve avere per ricevere l’autorizzazione alla ricostruzione chirurgica del sesso. L’attenzione è posta sull’indagine psicodiagnostica utilizzata per giungere alla diagnosi.

Antonio Prunas … [et. al.], Esperienze infantili e disforia di genere, in Rivista di sessuologia clinica, n. 1 (2015), pp. 5 – 19
Il presente studio si è proposto di analizzare le proprietà psicometriche della versione italiana di un questionario finalizzato alla valutazione dei ricordi d’infanzia relativi ai comportamenti legati al ruolo di genere, all’identità di genere e alle relazioni genitoriali dei rispondenti, nella duplice variante maschile e femminile. In alcuni casi la varianza di genere si associa a forme di disagio che è possibile inquadrare nella categoria diagnostica della disforia di genere. La presente ricerca indaga l’ipotesi secondo la quale i soggetti con disforia di genere riportano maggiormente ricordi relativi a comportamenti cross-gender in età infantile.

978389079Marco Ghezzi, Omofilia. Leonardo – Michelangelo – Pasolini – Francesco, Zephyro, 2015, Treviglio (BG), pp. 130
Il saggio affronta l’analisi di quelle occorrenze infantili che sono, spesso, alla base dei comportamenti omosessuali. Secondo le teorie di Freud, la condotta dei bambini, nel rapporto con i genitori, permette di determinare la loro scelta erotica e affettiva. Nella prima parte del libro l’autore descrive le cause psicofisiche relative alla formazione della tendenza omosessuale, proseguendo poi con il passare in rassegna le biografie di quattro illustri personaggi i quali, pur avendo sopportato in età infantile il peso di un’infanzia gravemente offesa per effetto di una educazione disturbata e non rassicurante, hanno per contro impegnato le loro energie erotiche a produrre opere egregie. Nella parte finale, inoltre, l’autore si propone di far luce sulle responsabilità di gruppi dominanti intrisi di una mentalità oscurantista, che non hanno saputo contenere la violenza esercitata nei confronti di persone omofile per lo più irreprensibili e indifese.
Collocazione Biblioteca: 17334

Oltre il pregiudizio e l’intolleranza: i diritti delle persone LGBT

Francesca Aversa … [et al.], Atteggiamenti verso il matrimonio e il parenting di persone lesbiche e gay: correlazione con sessismo, omofobia e stigma sessuale interiorizzato, in Rivista di sessuologia clinica, a. 23, n. 1 (2017), pp. 48-67
L’obiettivo del presente lavoro è verificare la correlazione esistente tra gli atteggiamenti verso il matrimonio e il parenting di persone lesbiche e gay e i livelli di sessismo, omofobia sociale e stigma sessuale interiorizzato. L’indagine è stata effettuata su un campione di 826 soggetti di età compresa tra 18-70 anni. Nell’articolo sono riportati e commentati i dati dello studio.

Cristiano Scandurra … [et al.], Salute degli anziani LGBT dalla prospettiva del minority stress. La rassegna della letteratura e raccomandazioni di ricerca, in Psicologia della Salute, n. 2 (2017), pp. 70-96
Gli autori hanno esaminato la letteratura internazionale a partire dal 2000 sulle problematiche di salute sia fisica che psichica negli anziani LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali), riscontrando fattori di rischio e di protezione insiti nella particolare condizione di tali soggetti, auspicando un aumento delle ricerche per favorire adatte politiche sociali.

9788810140840Giuseppe Savagnone, Il gender spiegato a un marziano, EDB, Bologna, 2017, pp. 108
Nell’attuale contesto di contrapposizione tra chi dipinge la teoria del gender in toni apocalittici, esasperandone gli aspetti, e chi ne nega l’esistenza, riconducendo il problema a una questione di rispetto dei diritti, il libro mostra l’inadeguatezza di entrambe le posizioni andando direttamente alle fonti, costituite sia dagli studi di gender, sia da documenti ufficiali. Una particolare attenzione è riservata al problema della presenza della teoria del gender nella scuola e ai diversi significati che assume il termine “omofobia” nel dibattito attuale.
Collocazione Bibliografia:17855

Robert Sapolsky, Variabili di genere, in Internazionale, n. 1155 (27 mag.-1 giu. 2016), pp. 58-62
La Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI), istituita dal Consiglio d’Europa, è un organo indipendente di monitoraggio in materia di diritti umani specializzato nelle questioni relative al razzismo e all’intolleranza. Nell’ambito delle sue attività statutarie, l’ECRI svolge un’attività di monitoraggio “paese per paese’’, tramite la quale analizza la situazione in ciascuno degli Stati membri in materia di razzismo e di intolleranza e formula suggerimenti e proposte su come affrontare i problemi individuati. Il monitoraggio “paese per paese” è svolto in cicli di 5 anni e quello relativo al quinto ciclo analizza lo stato del Paese a partire dal novembre 2012. Si concentra su quattro temi comuni a tutti gli Stati membri: questioni legislative, discorso dell’odio, violenza, politiche di integrazione, e affronta un certo numero di temi specifici relativi a ciascun paese. Nel presente lavoro è riportata la relazione dell’ECRI sull’Italia.
Collocazione Biblioteca: C7610

Stefano Anastasia, Valentina Calderone, Lorenzo Fanoli, L’articolo 3. Rapporto sullo stato dei diritti in Italia. Abstract. Aggiornamento 2016, in I quaderni di A buon diritto, n. 4 (dic. 2016), Roma, pp. 1-36
Primo aggiornamento del Rapporto sullo stato dei diritti in Italia, risalente a dicembre 2016. La tutela e l’effettività dei diritti umani non è questione che riguardi solo lande lontane, popoli oppressi e regimi totalitari: al contrario, è problema che ci riguarda direttamente. Per questo motivo l’Associazione A Buon Diritto ha progettato e realizzato il primo Rapporto sullo stato dei diritti in Italia,un’analisi approfondita sui temi più sensibili nell’ambito dei diritti umani, sempre aggiornata e consultabile direttamente online. Il sito nasce dal progetto di monitoraggio continuativo sullo stato dei diritti in Italia, avviato nell’ottobre del 2014 con la pubblicazione a cura di Ediesse de “L’articolo 3. Rapporto sullo stato dei diritti in Italia” e proseguito successivamente nel 2015 e nel 2016 con la realizzazione di tre distinti aggiornamenti. Il rapporto è articolato in 16 capitoli che approfondiscono tutti i principali temi. Si segnala in modo particolare il capitolo “Omosessualità e diritti”.

Adele Del Guercio, Criminalizzazione delle relazioni tra persone dello stesso sesso e riconoscimento della protezione internazionale: la direttiva “qualifiche” e la giurisprudenza della corte di giustizia, in Diritto Immigrazione e cittadinanza, n. 2 (2015), pp. 61-82
Nel mondo ci sono attualmente ancora settantacinque Stati che sanzionano le relazioni tra persone dello stesso sesso con pene che vanno dalla detenzione, alle punizioni corporali, fino alla pena di morte (presente ancora in cinque Paesi). Questo articolo tratta della normativa dell’Unione europea che riguarda la protezione dei richiedenti LGBTI, in fuga da Paesi nei quali la relazione tra le persone dello stesso sesso sono sanzionate penalmente. Viene esaminata in particolare la direttiva UE “qualifiche” che disciplina il riconoscimento dello status di rifugiato per chi è perseguitato a causa della scelta sessuale. Vengono anche annotate alcune considerazioni sulla legislazione italiana su questo tema, che risulta maggiormente garantista rispetto a quella europea.

9788857527802_0_0_1485_80Matteo M. Winkler, Gabriele Strazio, Il nostro viaggio. Odissea nei diritti LGBTI in Italia, Mimesis, Milano ; Udine, 2015, pp. 160
Il libro affronta in tutti i suoi aspetti il tema del riconoscimento giuridico dei diritti delle persone LGBTI in Italia. Sono trattati nello specifico il tema del riconoscimento e trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero, delle discriminazioni sul lavoro, delle famiglie omogenitoriali e infine della lotta all’omofobia. Matteo M. Winkler insegna presso HEC Paris. Gabriele Strazio, laureato in Storia dell’Arte, è militante per i diritti LGBTI.
Collocazione Biblioteca: 17314

Sergio Mauceri, Andrea Taddei, Il pregiudizio omofobico come forma di normalità sociale? Analisi multilivello e integrata degli atteggiamenti verso gay e lesbiche in ambito scolastico, in Polis, n. 1 (apr. 2015), pp. 93-124
L’indagine presentata è la realizzazione di un progetto dell’Università La Sapienza di Roma, avente l’obiettivo di identificare i fattori che tra gli adolescenti incidono sulla costruzione sociale della rappresentazione di gay e lesbiche e sulla formazione del pregiudizio omofobico in ambito scolastico. Utilizzando un approccio metodologico multilivello e integrato, nell’indagine sono stati coinvolti 920 studenti di dieci scuole superiori di Roma.

Sergio Mauceri, Omofobia come costruzione sociale. Processi generativi del pregiudizio in età adolescenziale, Franco Angeli, 2015, Milano, pp. 207
L’autore, docente presso l’Università La Sapienza di Roma, presenta e discute i risultati di un’indagine condotta su un campione di 1000 adolescenti, iscritti a scuole secondarie superiori di Roma, ricostruendo i meccanismi di natura sociale, relazionale e identitaria che contribuiscono a generare l’ostilità giovanile nei confronti di gay e lesbiche. Il pregiudizio omofobico è studiato in una prospettiva multilivello, integrando diverse strategie di ricerca (indagine con questionario, sociometria, procedure qualitative), con l’intento ultimo di ideare linee guida di azione in grado di decostruire e contrastare il bullismo omofobico nelle scuole. Il quadro che emerge dalla ricerca invita a riflettere sulle sovrastrutture culturali fondate sul rapporto tra eteronormatività e dominio maschile. Questo universo simbolico fa sì che lo stigma omosessuale sia molto pervasivo in tutte le sfere esistenziali e relazionali.
Collocazione Biblioteca: 17100

Franco Cambi. Omofobia a scuola. Una classe fa ricerca, ETS, 2015, Bologna, pp. 87
In questo libro didattico, l’autore prova a calarsi nei panni degli studenti di una terza media e immagina il percorso che una classe può fare per capire il pregiudizio e affrontarlo riflettendo, ricercando e imparando. L’omofobia, l’aggressività, l’odio, diventano un’occasione per interrogarsi sulle paure, uno stimolo a conoscere imparando a farsi delle domande e, soprattutto, indagando l’identità personale in uno dei suoi aspetti più forti: la sessualità proprio quando sta per risvegliarsi. Franco Cambi è stato professore di Pedagogia generale all’Università di Firenze.
Collocazione Biblioteca: 17560

4664Massimo Prearo, La fabbrica dell’orgoglio. Una genealogia dei movimenti LGBT, ETS, 2015, pp. 156
Il libro propone una lettura della svolta riformista del movimento di liberazione omosessuale, per comprendere una sequenza cruciale della storia dei movimenti LGBT. Attraverso un’analisi delle politiche di movimento, si mettono in luce le dinamiche di affiliazione e i regimi di appartenenza che, tra il 1974 e il 1985, hanno contribuito a “movimentare” lo spazio dell’attivismo omosessuale. Lo studio dei rapporti di forza e delle interazioni conflittuali tra i gruppi, i collettivi e le associazioni, del confronto e dello scontro tra diversi progetti e visioni della mobilitazione, invita a un’interpretazione multidimensionale delle modalità di produzione e di circolazione delle politiche dell’omosessualità. L’ipotesi centrale è che, lungi dal costituire la debolezza del movimento, la sua costitutiva dimensione conflittuale rappresenta il motore della fabbrica della mobilitazione. L’autore propone una genealogia di questo momento politico di trasformazione e di rifondazione dell’azione collettiva lesbica, gay, bisessuale e transgenere e pone dunque le basi di una riflessione sul divenire movimento della militanza LGBT.
Collocazione Biblioteca: 17576

Famiglia e omosessualità

Barbara Gualco … [et al.], Riflessioni in merito alla rivelazione del coming-out tardivo di uno dei genitori, in Salute e società, a. 17, n. 2 (2018), pp. 136-150
Gli autori propongono una riflessione sulle conseguenze della rivelazione del coming-out da parte di uno dei genitori sia per i diretti interessati che per i figli, facendo una distinzione per fasce di età (infanzia, pre-adolescenza, adolescenza). Nell’ultima parte del lavoro viene descritta brevemente la situazione attuale in Italia, dove la discriminazione degli omosessuali risulta molto ridimensionata rispetto al passato.

Alice Sophie Sarcinelli, Regulation and un-regulation of LGBT reproductive and parenting rights: the case of Italy and Belgium, in Salute e società, A. 17, n. 2 (2018), pp. 90-105
Lo sviluppo delle Tecnologie di Riproduzione Assistita (ART) ha portato a nuove forme di famiglie e nuovi legami di parentele rispetto alle strutture tradizionali, sollevando la questione se e come riconoscere queste nuove figure. Il presente lavoro intende esplorare le conseguenze di un vuoto di legislazione e di politiche sociali sull’argomento. L’autrice, a tale scopo, compara due nazioni europee, Italia e Belgio, che differiscono radicalmente nel loro approccio di regolamentazione dell’ART e nel riconoscimento delle famiglie omosessuali. Lo sguardo etnografico mostra che il modo in cui le due nazioni regolamentano le pratiche riproduttive e riconoscono i legami di parentela contengono ambiguità e contraddizioni, sebbene in misura diversa.

omogenitorialita-filiazione-e-dintorni-334434Elena Canzi, Omogenitorialità, filiazione e dintorni. Un’analisi critica delle ricerche, Vita e Pensiero, Milano, 2017, pp. 119
Il libro documenta le ricerche psicosociali più significative condotte sul tema dell’omogenitorialità dagli anni ’90 fino ad oggi, di approccio sia quantitativo sia qualitativo. La prima parte del volume è dedicata agli studi sulle coppie omosessuali, con un’attenzione particolare ai processi di scelta del percorso genitoriale e alle dinamiche relazionali in gioco nella transizione. La seconda parte presenta i risultati delle ricerche circa gli esiti di sviluppo dei figli di coppie omosessuali, soffermandosi non solo sui costrutti tradizionali di benessere come l’adattamento comportamentale, ma anche sugli aspetti identitari quali le domande di senso circa le proprie origini. Una terza parte è dedicata alle coppie adottive omosessuali: vengono messi a tema gli elementi di differenza che rendono l’adozione un percorso con sfide specifiche e l’adozione da parte di coppie omosessuali un percorso ancor più complesso. Infine, a titolo esemplificativo, vengono riportate alcune schedature analitiche degli studi più emblematici sui temi affrontati.
Collocazione Biblioteca: 17873

Giuseppe Mannino, Marta Schiera, La famiglia omogenitoriale oggi: pregiudizio per lo sviluppo del minore? Un’analisi della letteratura dal 2000 al 2015, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 3 (nov. 2017), pp. 87-109
Gli autori, rispettivamente psicologo-psicoterapeuta e assistente sociale specialista, presentano una rassegna della letteratura scientifica internazionale sul tema della genitorialità omosessuale. Sulla base delle ricerche esposte sottolineano l’erroneità dei pregiudizi sui genitori omosessuali, competenti al pari di quelli eterosessuali, ed evidenziano che l’orientamento sessuale non compromette negativamente lo sviluppo della prole.

Alessandra Salerno, Aurora Lena, “Prodotto Famiglia”. Trasformazioni sociali e relazionali attraverso la pubblicità, in Terapia familiare, a. 40, n. 114 (lug. 2017), pp. 61-79
Le autrici analizzano il ruolo della famiglia nella pubblicità televisiva e le pubblicità fondamentalmente rivolte alle famiglie. Da una parte si osserva un mantenimento di aspetti tradizionali come l’uomo lavoratore e la donna casalinga con figli allegri e felici, dall’altra emerge una tendenza opposta con madri che si realizzano nel lavoro e padri nei lavori domestici. Molto rara e sfumata è una concessione verso le famiglie omosessuali. I figli, soprattutto adolescenti, condizionano con le loro esigenze l’atteggiamento dei genitori. La pubblicità può essere uno specchio delle trasformazioni della società, ma non ha solo un ruolo passivo.

cop1709Marina Everri … [et al.], Omogenitorialità: pregiudizi e sfide future, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 3 (estate 2017), pp. 20-24
Il presente lavoro di ricerca si è proposto di fornire un contributo relativo agli atteggiamenti che i professionisti dei servizi educativi, sociali e sanitari hanno nei confronti delle famiglie omogenitoriali, un ambito di ricerca ancora poco esplorato in Italia. Nell’articolo sono riportati e commentati i dati dell’indagine. A questo proposito si legga anche l’articolo di Valeria Fabbri, Angelo Latronico, Genitorialità, omosessualità, Il servizio sociale è pronto?, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 2 (2017), pp. 9-13

Giulio D’Urso, Irene Petruccelli, Omogenitorialità, una realtà possibile, in Rivista di sessuologia clinica, a. 23, n. 1 (2017), pp. 69-85
Il presente contributo è incentrato sul tema dell’omogenitorialità. In particolare viene posta l’attenzione alla letteratura, nazionale e internazionale, che analizza analogie e differenze fra le coppie composte da persone gay/lesbiche e le coppie composte da persone eterosessuali, anche in merito allo sviluppo e alla crescita dei figli. Questo lavoro costituisce uno spunto di riflessione per quanti operano in ambito clinico e sociale, per tentare di abbattere i pregiudizi legati a questa realtà e promuovere campagne di promozione e sostegno dell’omogenitorialità.

Maurizio Andolfi … [et al.], Scacco matto al re. Come reinventare il padre, in Terapia familiare, a. 15, n. 113 (mar. 2017), pp. 7-243
Si tratta di un numero monografico della rivista, dedicato al tema della ricerca del padre in famiglia e in terapia. Attraverso la narrazione di vicende cliniche di padri che hanno mancato al loro ruolo su alcuni fronti, emerge un ritratto in positivo del padre che sia terzo nella relazione madre-figlio e tramite per presentare alla prole la dimensione dell’altro, che faccia sperimentare al figlio il senso del limite, sappia trasmettere la capacità di attesa che genera fiducia nel futuro e il senso delle proprie radici, abbia qualità affettive che non possono essere appannaggio solo del materno e capacità di entrare in contatto con le proprie fragilità. Si segnala in particolare: “Padri gay. Sfide e risorse di una genitorialità fuori dai ruoli” di Federico Ferrari.

essere-padre-madre-oggi(1)Tonino Cantelmi … [et al.], Essere padre e madre oggi. Crescere i figli con equilibrio e stabilità, San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi), 2015, pp. 202
Per rispondere alla domanda se è ancora possibile oggi essere padri e madri, bisogna soffermarsi sul concetto di genitorialità complesse e sulle situazioni critiche che sembrano superare la famiglia tradizionale: la genitorialità tecno-liquida, i genitori adultescenti, la crisi della paternità e infine la questione più dibattuta, cioè l’omogenitorialità. A tutte queste problematiche viene dedicato un ampio spazio concernente la letteratura internazionale, senza arrivare a conclusioni, ma facendo parlare i dati della ricerca perché il lettore possa formarsi un’idea personale.
Collocazione Biblioteca: 17829

Elisa Ceccarelli, Joelle Long, Le “nuove” famiglie, in Minorigiustizia, n. 1 (2017), pp. 7-179
Obiettivo della presente monografia è riflettere sul ruolo della giustizia minorile di fronte alle trasformazioni dei modelli familiari. Oggetto di attenzione sono soprattutto le famiglie di origine e di accoglienza coinvolte negli affidamenti familiari e nelle adozioni di minori abbandonati. Uno specifico focus è dedicato alle famiglie omogenitoriali e al dibattito in giurisprudenza in tema di “step child adoption”. È proposto un’approfondimento sulla valutazione delle competenze genitoriali delle coppie dello stesso sesso e sulla connessione tra le dinamiche familiari nelle famiglie “same sex” e un adeguato sviluppo dei bambini.

Jessica Lampis … [et al.], In famiglia tutto bene? Adattamento diadico, coesione e conflitto nelle coppie composte da persone gay e lesbiche, in Psicologia della Salute, n. 1 (2017), pp. 76-96
La ricerca internazionale rivela che la costruzione dei rapporti affettivi nelle coppie formate da persone dello stesso sesso passa attraverso le stesse fasi del ciclo di vita delle coppie eterosessuali, assumendone le stesse caratteristiche nella stabilità, nella durata, soddisfazione e gestione delle difficoltà relazionali. Partendo da tali presupposti le autrici hanno analizzato il modo in cui persone con differente orientamento sessuale, con e senza figli, vivono e percepiscono le loro relazioni di coppia rispetto ad alcune dimensioni centrali nei processi di definizioni e negoziazione dei compiti evolutivi del ciclo di vita familiare: l’adjustment diadico, la coesione e l’adattabilità, la capacità di gestire il conflitto. I risultati mostrano che i genitori omosessuali mostrano una maggiore coesione di coppia e una maggior capacità di risolvere i conflitti. Nell’articolo vengono anche discusse le implicazioni di questi risultati per la salute e il benessere psicosociale delle persone gay e lesbiche.

famiglia-omogenitoriale180Alexander Shuster e Maria Gigliola Toniollo, La famiglia omogenitoriale in Europa. Diritti di cittadinanza e libera circolazione, Ediesse, Roma, 2015, pp. 429
Il volume – che può essere considerato un testo pilota per giuristi – analizza la dimensione giuridica delle famiglie omoparentali all’interno della UE e le difficoltà che queste incontrano nello spostarsi da uno Stato all’altro, dato che il riconoscimento di status familiare, l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita, l’adozione e la tutela giuridica di figli e figlie variano in maniera rilevante all’interno dell’Unione. Esso propone quindi un’analisi delle fonti del diritto discriminatorio nella UE e degli strumenti di soft law, dei principi di Yogyakarta, della sicurezza sociale e della tutela del lavoro nei vari Stati, delle nuove policy aziendali, soffermandosi sul ruolo delle organizzazioni sindacali nazionali ed europee con i diversi livelli di contrattazione. Alla stesura del libro, che si apre con le testimonianze alcune importanti associazioni di interesse nel nostro Paese e in Europa, hanno collaborato gratuitamente giuristi del lavoro, accademici, esperti di previdenza e responsabili di importanti settori della CGIL.
Collocazione Biblioteca: 18030

Susan Golombok, Famiglie moderne. Genitori e figli nelle nuove forme di famiglia, Edra, Milano, 2016, pp. 256
Quest’opera presenta lo stato dell’arte della ricerca in materia di psicologia dello sviluppo e della genitorialità nelle nuove forme di famiglia, come le cosiddette famiglie “monogender” o “arcobaleno”, famiglie gay/lesbiche, ma anche madri single per scelta e famiglie create tramite tecniche di riproduzione assistita come la fertilizzazione in vitro (IVF), donazione di ovuli, donazione di sperma, donazione di embrioni e gestazione di sostegno. L’indagine scientifica affronta i problemi e le preoccupazioni che sono state sollevate per quanto riguarda queste famiglie e non solo contesta miti popolari e ipotesi comuni circa le conseguenze sociali e psicologiche per i bambini, ma arriva anche a sfidare le teorie consolidate di sviluppo del bambino che si basano sul primato della famiglia tradizionale. L’autrice, docente e direttrice del Centre for Family Research dell’Università di Cambridge, sostiene che la qualità delle relazioni familiari e l’ambiente sociale più ampio influiscono maggiormente nello sviluppo psicologico dei bambini rispetto al numero, genere, orientamento sessuale, o parentela biologica dei loro genitori o al metodo del loro concepimento.
Collocazione Biblioteca: 17821

Mauro Fornaro, Omogenitorialità. Dal punto di vista del figlio, in Psicologia contemporanea, n. 257 (set.- ott. 2016), pp. 40-47
Il dibattito ricorrente sull’adottabilità di minori da parte di coppie omosessuali induce a rivisitare la questione che sta a monte, cioè se i figli cresciuti da coppie omosessuali abbiano pari possibilità di sviluppo psico-affettivo rispetto ai figli cresciuti da coppie eterosessuali. Mauro Fornaro è Ordinario di Psicologia dinamica presso l’Università di Chieti-Pescara.

51MP3CUnF6L._SX320_BO1,204,203,200_Michela Marzano, Papà, mamma e gender, Utet, Novara, 2015, pp. 151
Da un lato, i sostenitori della “teoria del gender” sentono tutta l’ingiustizia di una società in cui una persona può ancora essere considerata inferiore a causa del proprio diverso orientamento sessuale, del proprio sesso, della propria identità di genere. Dall’altro, gli oppositori vedono nella teoria una pericolosa deriva morale, il tentativo di scardinare i valori fondamentali del vivere umano. Su questa questione l’autrice spiega la genesi e le implicazioni dell’idea di gender, decostruisce le letture spesso fantasiose che ne danno molte associazioni religiose, racconta se stessa e s’identifica nell’esperienza di chi ha vissuto da vittima innocente il dramma dell’esclusione.
Collocazione Biblioteca: 17512

Paolo Dusi. Dalle unioni civili all'”utero in affitto”, in Minorigiustizia, n. 2 (2016), pp. 223-232
L’autore, magistrato minorile, si interroga sull’iter legislativo italiano che riguarda le unioni civili e la possibilità, da parte di uno dei conviventi omo o etero-sessuale, di adottare il figlio del partner. Riguardo al matrimonio tra omosessuali si rileva nella società italiana una diffusa ostilità. Inoltre, dal punto di vista legislativo, sembrano esserci ostacoli alla pratica dell’utero in affitto che lederebbe, nel caso della coppia omosessuale, sia il diritto del minore ad avere un padre e una madre, sia quello a conoscerne l’identità. Infine l’articolo si sofferma sull’istituto dell’adozione e sul bisogno/diritto alla genitorialità, suggerendo che è necessario cambiare prospettiva e parlare di dovere e responsabilità piuttosto che di diritto.

Roberta Bosisio, Paola Ronfani, Le famiglie omogenitoriali. Responsabilità, regole e diritti, Carocci, Roma, 2015, pp. 142
Nel libro si analizzano due categorie complesse: le famiglie omogenitoriali e la responsabilità genitoriale. Entrambe le categorie risultano tanto attuali quanto ancora incomplete dal punto di vista della loro costruzione sociale e giuridica, nella quale si riflettono in modo non sempre coerente e talora anche contraddittorio i campi semantici e i codici comunicativi di differenti saperi, dalla filosofia alla sociologia, dall’antropologia alla psicologia e alla psicanalisi. Le autrici si propongono inoltre di indagare, anche attraverso i risultati di una ricerca empirica, il lavoro di istituzionalizzazione compiuto dai componenti medesimi delle famiglie omogenitoriali, adulti e bambini, nelle concrete relazioni di responsabilità che si manifestano nelle loro pratiche familiari. Roberta Bosisio è ricercatrice all’Università di Torino, dove insegna Sociologia generale. Paola Ronfani è professore ordinario all’Università degli Studi di Milano, dove insegna Sociologia del diritto.
Collocazione Biblioteca: 17561

71vue84kJPLAbbie E. Goldberg, Omogenitorialità. Famiglie con genitori gay o lesbiche: studi e ricerche, Erickson, Trento, 2015, pp. 262
Negli ultimi anni si è discusso molto sulla possibilità per le coppie dello stesso sesso di diventare genitori, in un acceso dibattito che vede, da un lato, un approccio eterosessista e conservatore, che ritiene in pericolo la famiglia tradizionale e che tende a non riconoscere diritti legali alle unioni e all’adozione per gli omosessuali, e dall’altro i primi risultati di studi e ricerche longitudinali che analizzano le dinamiche di coppia, lo sviluppo di identità, la percezione di sé e il benessere dei figli che crescono con due padri o due madri. Ma quali sono le esperienze di transizione alla genitorialità di queste coppie? Quali sono le conseguenze, positive e negative, sullo sviluppo dei figli? Come sta cambiando il concetto di famiglia? Il testo propone una panoramica delle ricerche su famiglie con genitori dello stesso sesso, esplorando le differenti modalità con cui gay e lesbiche rivisitano e trasformano i concetti di genere e famiglia. Integrando ricerche qualitative e quantitative il volume prende in considerazione il punto di vista di madri lesbiche e padri gay e dei loro figli sulle dinamiche familiari, i rapporti con i pari in varie fasi della crescita, la lotta contro i pregiudizi e le nuove prospettive di vita che riguardano le minoranze sessuali.
Collocazione Biblioteca: 17166

A cura di Agedo Puglia, Family Matters in Puglia, La Meridiana, 2015, pp. 135
L’Agedo Puglia è la diramazione regionale dell’Associazione Genitori di Omosessuali, una Onlus nata nel 1992 e formata da famiglie di persone LGBT, che ha come obiettivo fondamentale quello di aiutare altre famiglie nella stessa condizione ad accettare l’omosessualità del loro congiunto. Rileggere i dati della ricerca “Le esperienze dei familiari di giovani lesbiche e gay in Puglia” a distanza di qualche anno ci dà la misura dei cambiamenti intercorsi, ma anche di alcune buone intuizioni presenti nell’analisi effettuata. L’approfondimento pugliese di “Family Matters” nel 2008 ci consegnava l’immagine di una Puglia in trasformazione, in bilico tra nuovi modelli familiari, chiusura nel privato da parte di famiglie “accettanti” ma cautamente ripiegate su se stesse e, infine, posizioni difensive di nuclei avvitati sul proprio vissuto. Oggi la Puglia ha fatto significativi passi in avanti, su più fronti. Partire però da quella ricerca, permette di evitare un triste ritorno al passato, di sapere dove eravamo, dove siamo e soprattutto in che direzione è necessario andare. In Appendice il saggio: “Omosessualità in Italia: affetti e paure, identità e culture” di V. Lingiardi

Chemsex e altri comportamenti a rischio 

Ronan Glynn … [et al.], Chemsex, risk behaviours and sexually transmitted infections among men who have sex with men in Dublin, Ireland, in The International Journal of Drug Policy, feb. 2018) – on line, vol. 52, pp. 9-15
Il consumo di droga (soprattutto anfetamine, cocaina e nuove droghe) in occasione di incontri sessuali (‘chemsex’) da parte di uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (men who have sex with men = MSM) desta preoccupazione, a causa degli effetti diretti delle droghe stesse e di un maggiore rischio di infezioni trasmesse sessualmente. Scopo di questo studio è valutare la prevalenza di chemsex, i comportamenti associati e le infezioni trasmesse sessualmente fra i frequentatori dell’unica clinica di salute sessuale specifica per MSM in Irlanda, a Dublino. Tramite un questionario, sono stati raccolti dati demografici e informazioni sulla sessualità e sulla pratica del chemsex. Secondo gli autori, i risultati ottenuti sostengono l’evidenza internazionale di una cultura del chemsex in un sottogruppo di MSM e possono essere utilizzati per sviluppare una risposta efficace che affronti simultaneamente la dipendenza e la cattiva salute sessuale degli MSM che subiscono danni o cercano aiuto come conseguenza della pratica del chemsex

9788859015062Valerie Moretti, Emozioniamoci. Educazione emotiva in classe (12-17 anni), Erickson, Trento, 2017, pp. 345
Come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’apprendimento delle cosiddette life skills nei bambini e nei ragazzi è indispensabile al fine di gestire le relazioni con gli altri, favorire il benessere e la salute e prevenire comportamenti a rischio. Questo libro, dedicato alla formazione degli adolescenti, rappresenta la conclusione di un progetto sperimentato sul campo dall’ASVA (Associazione Scuole Varese). Nella terza parte in particolare si affrontano alcuni argomenti specifici verso cui tale programma è indirizzato: malattie a trasmissione sessuale, metodi anticoncezionali, travestitismo e transessualità, sostanze stupefacenti, rapporti genitori-adolescenti.

Salvatore Giancane, Le droghe, afrodisiaci del XXI secolo? Dal ChemSex al piacere chimico, in Dal fare al dire, a. 26, n. 2 (2017), pp. 3-12
Attraverso i dati di una ricerca, l’autore esamina il fenomeno del ChemSex, termine utilizzato per indicare i rapporti sessuali di gruppo fra maschi che fanno sesso con maschi sotto effetto di specifiche droghe. Vengono considerati i tipi di droghe, la tipologia dei partecipanti, la durata di tali incontri di gruppo che può essere anche di alcuni giorni, l’importanza di internet a fini organizzativi. Salvatore Giancane lavora presso il Sert di Bologna.

Agnès Cadet-Taïrou … [et al.], Psychoactive substances, users and markets: recent trends (2015-2016). OFDT. Saint-Denis La Plaine, in Tendances, n. 115 (dic. 2016), pp. 1-8
L’articolo riassume i principali sviluppi riguardo ai fenomeni recenti ed emergenti nel campo del consumo di droga, monitorati nel periodo 2015-2016 dall’Observatoire Français des Drogues et des Toxicomanies (OFDT). La prima parte è dedicata ai contesti e alle pratiche mutevoli dell’uso di sostanze, tra cui i luoghi strategici designati ad alcuni tipi di consumo e lo sviluppo del “chemsex” in una parte della comunità gay.
en.ofdt.fr/BDD/publications/docs/eftaacwc.pdf

Alysha-Karima Ahmed … [et al.], Social norms related to combining drugs and sex (“chemsex”) among gay men in South London, in The International Journal of Drug Policy, dic. 2016 – on line, pp. 29-35
Il termine “chemsex” si riferisce alla combinazione di sesso e droghe illegali, tipicamente mefedrone, GHB/GBL e metamfetamina in cristalli. Mentre numerosi studi hanno esaminato il ruolo delle droghe illegali nell’assunzione di rischi sessuali, minore attenzione è stata riservata al contesto sociale e alle strutture del loro consumo tra gli uomini gay. Dato il ruolo assodato delle droghe illegali nell’influenzare il comportamento relativo alla salute, questo studio ha cercato di esaminare la natura e l’effetto delle regole sociali riguardo al ‘chemsex’ fra gli uomini gay residenti nella zona sud di Londra. Nel presente articolo vengono descritti e commentati i dati della ricerca.

Delta74Web-1Massimo Oz, Oltre le sbarre… delle dipendenze, in Delta, n. 74 (estate 2016), pp. 10-11
In questo articolo si affronta il tema delle dipendenze da sesso e droga, considerate come una prigionia in senso lato. Viene evidenziato come, secondo l’NHS Foundation Trust, il chemsex (sesso praticato, soprattutto in ambito omosessuale, sotto gli effetti di sostanze) debba essere affrontato come un’emergenza sanitaria. Le sostanze maggiormente utilizzate allo scopo sono alcune smart drugs (o droghe da club): mefedrone, metanfetamine e GBL, le cui caratteristiche sono illustrate in apposite tabelle. L’abuso di queste sostanze può essere di tre tipologie: abuso a bassa intensità, abuso binge e abuso ad alta intensità (consumatori speed freaks).

Axel J. Schmidt … [et al.], Illicit drug use among gay and bisexual men in 44 cities: Findings from the European MSM Internet Survey (EMIS), in The International Journal of Drug Policy, n. dic. (2016) – on line, pp. 4-12
L’evidenza aneddotica suggerisce che gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (men who have sex with men = MSM) combinano in misura crescente il sesso con droghe illegali (un’attività chiamata ‘‘chemsex”), in particolare GHB/GBL, ketamina, metamfetamina in cristalli, o mefedrone (qui chiamate 4-chems). L’uso di tali droghe è stato associato a danni per la salute mentale e sessuale. Il presente studio intende confrontare i modelli di consumo di droghe illegali fra MSM in 44 centri urbani europei, utilizzando un campione di 174.209 uomini di 38 paesi, ai quali è stato sottoposto un questionario anonimo online in 25 lingue.

Chris Beyrer … [et al.]. The global response to HIV in men who have sex with men, in The Lancet, n. 10040 (lug. 2016), pp. 198-206
Nel 2016 i gay, i bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (men who have sex with men = MSM) continuano a pagare oneri sproporzionatamente elevati per l’infezione da HIV nei paesi a basso, medio e alto reddito. Quattro anni dopo la pubblicazione di una collana di Lancet su MSM e HIV, gli sforzi di prevenzione dell’HIV, l’estensione dell’accesso supportato al trattamento e il miglioramento dei diritti umani degli MSM non hanno avuto i risultati sperati. La densità di incidenza di HIV negli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini è alta in modo inaccettabile in svariati paesi come la Cina, il Kenia, la Tailandia, il Regno Unito e gli USA, con differenze sostanziali osservate in specifiche comunità (giovani e minori). L’introduzione di profilassi pre-esposizione è tutt’ora considerevolmente lenta e la copertura neanche lontanamente vicina a quanto sarà necessario per l’utilizzo completo di questo nuovo approccio preventivo.

Toby Lea … [et al.], Methamphetamine use among gay and bisexual men in Australia: Trends in recent and regular use from the Gay. Community Periodic Surveys, in The International Journal of Drug Policy, mar. 2016 – on line, pp. 66-72
Gli uomini gay e bisessuali riportano tipicamente alti tassi di consumo di droghe illegali, fra cui le metamfetamine. Questo documento ha inteso analizzare le tendenze relative al consumo della metamfetamina in cristalli (‘crystal’) in polvere (‘speed’) fra gli uomini bisessuali e gay in Australia e caratterizzare le pratiche socio demografiche, di consumo di droga, e le pratiche sessuali a rischio di uomini che hanno dichiarato un consumo dei cristalli. Gli alti tassi di consumo di “crystal” e l’associazione con pratiche sessuali potenzialmente rischiose indicano che gli uomini gay e bisessuali dovrebbero essere oggetto di particolare attenzione per fornire servizi mirati di riduzione del danno, e sevizi combinati di riduzione del danno e salute sessuale.

cov200hTheodore K. Gideonse, Framing Samuel See: the discursive detritus of the moral panic over the “double epidemic” of methamphetamines and HIV among gay men, in The International Journal of Drug Policy, n. feb. 2016 – on line, pp. 98-105
Dopo essere stato arrestato per avere violato un ordine restrittivo contro il proprio marito il 24 novembre 2013, il professore di Yale Samuel See è morto mentre era detenuto nel Connecticut. La morte ha ricevuto l’attenzione dei media mondiali, con i lettori che discutevano online se See era morto per abusi della polizia, come i suoi amici e colleghi avevano accusato nelle interviste e durante una ben pubblicizzata marcia e protesta. Quando l’autopsia ha rivelato che era morto per un attacco di cuore causato da metamfetamina, i commenti online sono cambiati in modo drammatico, con molti sostenitori di See che lo abbandonavano retoricamente e altri che lo descrivevano come uno stereotipo del gay dipendente dalle metamfetamine che aveva meritato il suo destino. In questo articolo si sostiene che questo spostamento di interpretazione e di significato della morte di See può essere ricondotto alle strutture di ragionamento ereditate dal panico morale per la metamfetamina in cristalli verificatosi negli Stati Uniti (1996-2008), che racchiudeva al proprio interno un panico morale secondario per tale droga nella comunità gay e il suo collegamento alla diffusione dell’HIV e a un possibile super affaticamento (2005-2008).

Aleksandar Kecojevic, Heather L. Corliss, Stephen E. Lankenau, Motivations for prescription drug misuse among young men who have sex with men (YMSM) in Philadelphia, in The International Journal of Drug Policy, n. 8 (ago. 2015) – on line, pp. 764-771
Il consumo improprio di farmaci da prescrizione (es. oppiacei, tranquillanti e stimolanti) è diventato l’area di più rapida crescita nel campo dell’abuso di sostanze da parte dei giovani adulti. Pochi studi si concentrano sull’uso improprio dei farmaci da prescrizione tra i giovani uomini di età compresa fra i 18 e i 29 anni che hanno rapporti sessuali con altri uomini. Inoltre si sa poco sulle loro motivazioni per tale abuso. Questo studio ha voluto indagare le motivazioni personali per l’abuso di tali farmaci, comprendendo anche il possibile collegamento fra abuso e comportamenti sessuali. Come parte di uno studio più vasto condotto con metodi misti su 191 uomini che fanno sesso con altri uomini, reclutati a Filadelfia negli anni 2012-2013, sono state effettuate interviste qualitative semi-strutturate a 25 di questi partecipanti per raccogliere ulteriori informazioni contestuali sul loro abuso di farmaci da prescrizione. È stata poi condotta un’analisi tematica dei dati qualitativi.

PSYT_212_L204Jean-Yves Le Talec, Francoise Linard, Plaisirs chimiques: sexualité et usage de drogues chez des hommes gais séropositifs, in Psychotropes, n. 2-3 (2015), pp. 157-182
Basato su interviste a persone omosessuali di sesso maschile, sieropositivi e con diagnosi di epatite C acuta, lo studio Hepaig dimostra che per questi soggetti la pratica sessuale (inclusi i rapporti non protetti) e il consumo di droga sono strettamente correlati per l’ottenimento di piacere sessuale.

Jutta M. Birkhoff, Giuseppe Amocida, Roberta Serra, Perversioni, pervertimenti e perversità, ovvero parafilie, in Rassegna Italiana di Criminologia, n. 1 (2015), pp. 40-46
Gli conducono una indagine storica sull’uso dei lemmi perversioni, pervertimenti e perversità che si incontrano frequentemente nella letteratura psichiatrica forense di fine Ottocento e che sembrano successivamente ricompresi nella definizione e nel concetto di parafilia. La ricerca ha inteso soffermarsi sul concetto che, in materia di sessualità, è stato mutuato dal pensiero clinico ed è servito a dare etichetta di patologia a certi comportamenti non convenzionali.