Teoria, metodologia, organizzazione

copertina-AS-318A cura di Francesco d’Angella, Assistenti sociali nel tempo della crisi, in Animazione Sociale, n. 318 (2018), pp. 28-39
Nel presente articolo l’autore chiede a tre autorevoli esponenti del mondo del servizio sociale (Luigi Gui, Antonio Nappi, Flavia Franzoni) una riflessione sul ruolo dell’assistente sociale oggi, in un Paese e in un welfare che presentano fragilità importanti.

Silvia Clementi, Lavoro sociale connesso. Dilemmi contemporanei di un habitat tecnologico in evoluzione, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2018), vol. 18, pp. 43-47
L’articolo illustra la ricerca fatta in Irlanda da Denise Ryan e Paul Michael Garrett, (riportata nell’articolo “Social work ‘logged on’: contemporary dilemmas in an evolving ‘techno-habitat’”). La ricerca ha coinvolto assistenti sociali e studenti di servizio sociale ed era volta a mettere in luce potenzialità e criticità delle ITC (Information Communication Technology) in relazione con il lavoro sociale. In particolare è stato indagato il ruolo dei social network e il divario tra chi ha accesso al mondo digitale e chi no (digital divide). L’articolo esamina in particolare come l’informalità di Facebook possa trasformare il rapporto tra assistente sociale e utente, le criticità legate all’uso di questo social da parte di minorenni e i dilemmi etici legati alla riservatezza e alla responsabilità dell’assistente sociale.

Francesca Corradini, L’assessment nel servizio sociale. Metodi relazionali di valutazione e indagine sociale con i minori e le famiglie, Erickson, Trento, 2018, pp. 222
Il tema della valutazione costituisce da sempre un aspetto centrale nel lavoro sociale con i minori e le famiglie. Si tratta di un compito spinoso, che da un lato richiede agli operatori abilità tecniche raffinate e dall’altro genera ansia e preoccupazione nelle persone sottoposte ad assessment. Attraverso la lente del Metodo Relazionale il volume, corredato da esempi pratici e da stralci di interviste, definisce i contesti e i contenuti principali della valutazione e fornisce una descrizione dettagliata degli strumenti operativi per l’assessment. Il testo è stato scritto pensando agli assistenti sociali che devono affrontare tutti i giorni il compito di valutare le situazioni che incontrano, sia nell’ambito della tutela dei minori che nei servizi territoriali, ma si rivolge anche a educatori professionali e altri professionisti, come gli insegnanti. Si ritiene inoltre che le riflessioni proposte possano essere utili agli studenti dei corsi di Laurea in Servizio Sociale.
Collocazione Biblioteca: 18039

Copertina_Essere-gruppo-di-lavoroA cura di Angela La Gioia, Essere gruppo di lavoro. Mappe ed esercitazioni, in Animazione Sociale, supplemento al n. 316 (2018), pp. 5-224
Questo testo si rivolge agli operatori sociali e dei servizi e raccoglie articoli apparsi negli ultimi anni sulla rivista Animazione sociale. Esso si pone come una mappa per orientarsi tra i gruppi, osservandone la ricchezza, la risorsa, il limite e le infinite configurazioni. Mai come oggi, nel pubblico come nel privato, diventa importante imparare ad essere gruppo di lavoro, ossia un gruppo capace di pensare e di produrre insieme. Chi oggi è chiamato a coordinare gruppi di lavoro deve saper allenare la loro capacità generativa, perché è nella generatività del gruppo che è custodita la possibilità di scongiurare la routine e inoltrarsi verso le strade dell’invenzione e della sperimentazione. Angela La Gioia è psicologa e psicoterapeuta, docente universitaria di Psicologia del Lavoro e delle organizzazioni e coordina l’Università della strada del Gruppo Abele.

Francesca Mantovani, Laboratorio di guida al tirocinio in servizio sociale. Formazione, conoscenza di sé e competenze professionali, Franco Angeli, Milano, 2018, pp. 109
La complessificazione crescente della società e i cambiamenti profondi all’interno del welfare hanno richiesto e richiedono un adeguamento sia dell’apparato teorico sia della metodologia del servizio sociale che consenta di attrezzare la formazione universitaria dei futuri assistenti sociali in modo adeguato. Il volume è il frutto della preziosa collaborazione tra il Corso di laurea in Servizio Sociale dell’Università di Bologna, l’Ordine degli assistenti sociali dell’Emilia Romagna e la comunità professionale degli assistenti sociali. Viene così presentato il Laboratorio di guida al tirocinio come esempio di didattica alternativa; viene inoltro proposto lo strumento del colloquio professionale a partire da simulate e dall’illustrazione di situazioni tipo.
Collocazione Biblioteca: 18056

Valeria Fabbri, Esperienze, modelli e strategie dell’intervento di servizio sociale nell’emergenza, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 4 (2017), pp. 30-33
Il servizio sociale dell’emergenza rappresenta una disciplina e un complesso di contributi che hanno radici storiche abbastanza lontane: nei disastri e nelle calamità naturali ogni Regione italiana ha avuto infatti episodi significativi. Nell’articolo si esamina l’esperienza degli assistenti sociali volontari nel sisma del Centro Italia del 2016.

9788874666157_0_0_300_75Ennio Ripamonti, Collaborare. Metodi partecipativi per il sociale, Carocci Faber, Roma, 2018, pp. 285
La tesi al centro del libro è che la collaborazione sia il processo cardine del lavoro psicosociale ed educativo della nostra epoca e l’orientamento guida per gli approcci partecipativi. Nella prima parte del libro si affrontano questioni teoriche riguardanti il welfare, la trasformazione sociale e demografica, l’impatto delle nuove tecnologie. Quindi, si considerano aspetti concernenti la collaborazione, la coprogettazione, le politiche sociali e di cittadinanza attiva, la promozione della salute e le politiche territoriali, la costruzione di contesti e reti sociali, la facilitazione del coinvolgimento diretto, i problemi di negoziazione e mediazione dei conflitti, la capacità di gestire le situazioni critiche. Vengono forniti numerosi approfondimenti pratici concernenti le tematiche trattate. L’autore è psicosociologo e formatore.
Collocazione Biblioteca: 17990

Luisa Sironi, Capacitare il districarsi tra le fatiche. Verso percorsi di accompagnamento brevi e intensivi, in Animazione Sociali, a. 43, n. 313 (2017), pp. 87-95
La routine del lavoro quotidiano può creare situazioni di stanchezza e demotivazione in lavori stressanti quali le relazioni d’aiuto. L’autrice propone percorsi di accompagnamento brevi e intensivi che si dimostrano più creativi. Bisogna individuare utenti che abbiano sufficienti strumenti cognitivi, interesse ad affrontare i problemi, capacità di condivisione del lavoro e di co-immaginazione di tutto un territorio.

Milena Diomede Canevini, Elisabetta Neve, Etica e deontologia del servizio sociale, Carocci Faber, Roma, 2017, pp. 286
Il libro, attingendo dalla letteratura internazionale, fornisce dati storici e filosofici anche in relazione all’identità professionale dell’assistente sociale. Si forniscono informazioni riguardo diversi codici deontologici di vari paesi del mondo, anche andando oltre l’Italia e l’Europa. In particolare ci si concentra su alcune problematiche quali il segreto professionale, la formazione anche a livello universitario, il consenso informato, le funzioni e le finalità dei codici, il livello normativo istituzionale, la dimensione tecnico professionale.
Collocazione Biblioteca: 17896

A cura di Leopoldo Grosso e Angela La Gioia, Preparati all’incertezza. Fare formazione in ambito sociale, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2017, pp. 171
Questo libro nasce dall’esperienza dell’Università della Strada del Gruppo Abele, nata nel 1978 e consolidatasi in decenni particolarmente impegnativi per quanto riguarda il settore della formazione. L’esperienza ha dimostrato che il contatto con la strada può insegnare molto e rispondere in modo non convenzionale ai bisogni di formazione degli operatori sociali. Cardine della cultura della formazione è così diventato il confronto tra operatori e protagonisti della realtà sociale, con particolare attenzione alle difficoltà di chi vi opera. Il lavoro sociale diventa così risorsa preziosa per la convivenza democratica, contro i rischi di imbarbarimento della vita sociale.
Collocazione biblioteca: 17904

provaA cura di Loretta Bonifazi, Barbara Giacconi, La prova pratica per assistente sociale e assistente sociale specialista. Casi pratici per l’esame di abilitazione e l’aggiornamento professionale, Maggioli, Santarcangelo di Romagna, 2017, pp. 231
Il testo vuol essere un utile strumento per chi si prepara per la prova pratica dell’esame di abilitazione alla professione di assistente sociale e assistente sociale specialista e per coloro che, già professionisti, affrontano la prova pratica di concorsi o prove selettive pubbliche per tale profilo professionale. Il volume è strutturato in modo che vengano prima offerti gli inquadramenti teorici su metodi e tecniche della professione e, immediatamente dopo, le indicazioni operative relative a casi pratici. I casi pratici proposti sono sviluppati da assistenti sociali impegnati sul campo che, in considerazione dell’esperienza acquisita, delineano le metodologie, i riferimenti normativi e deontologici, gli strumenti utilizzati e l’organizzazione del servizio di appartenenza.
Collocazione Biblioteca: 18038

Fabio Folgheraiter, Manifesto del Metodo Relational Social Work, Erickson, Trento, 2017, pp. 125
Il libro presenta in modo teorico gli assiomi ed i corollari del Metodo Relational Social Work basato sul lavoro relazionale, sul sapere relazionale, la reciprocità, la corresponsabilità, la partecipazione con attenzione al paradigma del prendersi cura e della governance. Fabio Folgheraiter è professore di Metodologia del Servizio Sociale presso l’Università Cattolica del S. Cuore di Milano.
Collocazione Biblioteca: 17979

Folco Cimagalli, Mutamento sociale e social work: nuove sfide per una professione, in Studi di Sociologia, a. 55, n. 3 (lug.-set. 2017), pp. 251-264
Nell’articolo viene affrontato il ruolo delle professioni sociali in generale nell’ambito dei cambiamenti lavorativi degli ultimi anni. Questi vengono fondamentalmente individuati nella globalizzazione, nella territorializzazione, nella riduzione della spesa pubblica, individuando due tipi di organizzazione: settoriale e poliedrica. Un problema importante è individuato nell’aumento della povertà che dovrebbe condurre ad un ripensamento del concetto di comunità

9788892109384_0_0_300_75Ennio Codini, Alberto Fossati, Silvia A. Frego Luppi, Manuale di diritto dei servizi sociali, Giappichelli, Torino, 2017, pp. 389
Il libro affronta in prima istanza diverse tematiche generali come l’evoluzione storica della disciplina, le fonti giuridiche, i principi orientativi, l’integrazione socio-sanitaria, il sistema di finanziamento, la programmazione e pianificazione, il rapporto pubblico- privato. Nella seconda parte ci si concentra sulle categorie di intervento come la famiglia, i minori, gli studenti, i disabili, gli anziani, i tossicodipendenti, gli indigenti, i carcerati, gli stranieri. Nella terza parte ci si concentra sulle politiche e i finanziamenti europei, l’ISEE, la carta dei servizi, il piano di zona, i titoli sociali, le professioni sociali, le questioni di riservatezza professionale.
Collocazione Biblioteca: 17960

Maria Luisa Raineri, Una relazione paritaria. Il social work antioppressivo nella pratica quotidiana, Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2017), vol. 17, pp. 13-21
Per una pratica professionale che promuova eguaglianze ed equità, occorre mettere in atto interventi che non rinforzino ingiustizie o che ne aggiungano ulteriori. Spesso, negli interventi stessi degli operatori sociali, si attivano discriminazioni e ingiustizie, che devono essere riconosciute e corrette. L’autrice, attraverso la presentazione di un caso pratico, sostiene che, per creare un “social work” sostenibile, occorra adoperarsi affinché l’assistito possa costruire relazioni, possa dare qualcosa alla sua comunità e da questa riceverne in cambio, contribuendo così ad accrescere il capitale sociale.

Elena Allegri … [et al.], Diversamente esperti, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 3 (estate 2017), pp. 25-29
Gli autori presentano un progetto, attuato in Italia, di partecipazione dei cittadini-utenti e di familiari alla formazione universitaria dei futuri assistenti sociali, in virtù della esperienza da loro maturata nella relazione con i servizi assistenziali e sociosanitari. Il contributo proposto mira a presentare i tratti salienti dell’iniziativa maturata in questi anni e intende evidenziarne, attraverso gli aspetti critici e positivi e la valutazione effettuata dai diversi attori coinvolti, il carattere innovativo.

imagesLidia Devetak, Emanuela Naibo, Setting operativo dell’assistente sociale. Metodologia e strumenti per una professione di aiuto, Franco Angeli, Milano, 2017, pp. 192
Le autrici compiono un percorso storico alla ricerca dello sviluppo dell’attività dell’assistente sociale dagli esordi ad oggi. Quindi entrano nel merito della professione fornendo informazioni molto concrete concernenti la tipologia e l’organizzazione del lavoro. Affrontano diversi temi fra cui il setting, la metodologia del lavoro sociale, il colloquio nelle sue varie caratteristiche, i vari aspetti della relazione d’aiuto, il lavoro in équipe, la documentazione.
Collocazione Biblioteca: 17949

Michele Pezzagno e Anna Richiedei, La conoscenza dei servizi socio-assistenziali e sanitari per una rinnovata attenzione al welfare urbano. Metodiche di censimento, Maggioli, 2017, Santarcangelo di Romagna, 2017, pp. 299
I servizi alla persona sono certamente tra i più colpiti dalla situazione economica, in quanto punto di riferimento della popolazione sempre più debole e fragile e poiché su di essi è più facile effettuare dei tagli. Da tale questione nasce il progetto “La Domanda e l’Offerta di servizi Socio- Assistenziali e Sanitari per il Benessere degli Individui e delle Famiglie di Brescia”, attivato da un gruppo interdisciplinare dell’Università degli Studi di Brescia, il quale si pone come obiettivo l’analisi della domanda di servizi socio-assistenziali e sanitari e della qualità e accessibilità dell’offerta di tali servizi. Il libro riassume questa seconda parte del progetto, quella più legata a questioni urbanistiche relative all’offerta dei servizi. In particolare esso ha portato alla definizione di una prima metodologia per censire i servizi esistenti, al fine di intervenire sulle criticità, sulle carenze e sull’eventuale ricollocazione dei servizi stessi.
Collocazione Biblioteca: 17889

Laura Bini, Gloria Pieroni, Susanna Rollino, La supervisione nel servizio sociale, Carocci Faber, Roma, 2017, pp. 165
Il libro affronta il problema della supervisione per gli assistenti sociali. Dopo una introduzione teorica sulla supervisione, sulla figura del supervisore, sulle caratteristiche del gruppo, viene presentata l’attuazione di un progetto che da quel modello teorico prende le mosse, “Supervisione” del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria della Toscana. Ci si concentra sulle emozioni che emergono: solitudine, rabbia, pietà, curiosità, senso di impotenza, ansia, paura, incredulità, empatia, distacco, considerando anche alcuni aspetti clinici che si possono prospettare nel rapporto con l’utenza quali la pericolosità sociale e la violenza, oltre alla conoscenza della psicopatologia. Laura Bini è assistente sociale supervisore e docente all’Università di Firenze. Gloria Pieroni è assistente sociale presso il ministero di Giustizia e docente all’Università di Siena. Susanna Rollino è assistente sociale presso il ministero di Giustizia e docente all’Università di Firenze.
Collocazione Biblioteca: 17895

Elena Stanchina, Capitani coraggiosi. I professionisti sociali come Guide relazionali, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2017), vol. 17, pp. 26-31
I professionisti sociali vengono visti come Guide relazionali e immaginati come capitani coraggiosi capaci di coinvolgere gli altri. Non temono di lavorare nell’incertezza, credono nel fatto che il lavoro d’équipe condurrà a dei risultati concreti. Viene proposto un decalogo a cui attenersi come Guida relazionale per potenziare le capacità professionali. Elena Stanchina lavora presso il Centro Studi Erickson.

copertina310_S-320x447Patrizia Marzo, E noi assistenti sociali, che rapporto abbiamo col potere? Appunti su una questione spesso taciuta, in Animazione Sociale, a. 47, n. 310 (2017), pp. 102-105
Il dibattito sul potere delle e nelle professioni è un dibattito spesso interdetto. Non ci si confronta volentieri su aspetti e dinamiche che portano in sé elementi di ombra, di autoreferenzialità, di negazione di quell’atteggiamento di servizio che dovrebbe caratterizzare le professioni sociali. Eppure è un dibattito che va oggi riaperto e riarticolato, da parte di professionisti che di fatto con le loro decisioni esprimono un potere sui destini delle persone e che del potere devono dunque essere consapevoli

Germana Corradini … [et al.], Cambiamenti e riorganizzazioni in servizi sociali territoriali. Governare servizi sociali nel mutamento, in Animazione Sociale, n. 308 (2017), vol. 47, pp. 33-75
I servizi sociali sono progressivamente sollecitati dalle mutate condizioni di vita dei cittadini a ripensarsi, riformularsi e cambiare. Ma, data la complessità delle situazioni, non è sempre facile individuare le questioni in gioco nel delineare e perseguire tali cambiamenti e, prima ancora, attraverso quali processi possono essere concepiti e da chi. Con il contributo di più interventi, lo scopo del presente lavoro è individuare l’approccio da adottare, in mancanza di linee guida elaborate da qualche gruppo di esperti, capire come utilizzare le risorse delle comunità e degli specialisti e quali errori evitare. Gli interventi proposti sono i seguenti: “Cambiamenti nei servizi sociali: questioni in gioco”, di Claudia Marabini; “Servizi sociali che innovano e si rinnovano” a cura di Franca Olivetti Manoukian; “L’organizzazione si ridefinisce in progress”, di Franca Olivetti Manoukian; “Ruoli di direzione e coordinamento nei servizi sociali”, di Germana Corradini e Sabina Orlandini. Si veda anche, per un esempio concreto, il supplemento al n. 309 (2017) di Animazione Sociale, pp. 1-160: Cambiamenti e riorganizzazioni in servizi sociali territoriali.

Mara Tognetti Bordogna, Laureati in servizio sociale e l’inserimento nel mercato del lavoro: un’indagine nazionale in tempo di crisi, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 3 (dic. 2016), pp. 481-497
In questo articolo vengono riferiti i risultati di una ricerca compiuta in Italia sui laureati in Servizio Sociale fra il 2006 e il 2012, gli anni della grande crisi economica. Fra i dati più salienti emerge che l’inserimento lavorativo più diffuso si è attuato presso strutture private, anziché pubbliche. Sul tema dei giovani laureati si veda anche: Elena Cabiati, Le radici di una scelta. Cosa spinge un giovane studente a diventare assistente sociale?, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2017), vol. 17, pp. 36-41

imagesFabio Folgheraiter, Scritti scelti. Teoria e metodologia di Social work, Erickson, Trento, 2016, pp. 686
Il volume propone un’antologia di scritti scelti di Fabio Folgheraiter, professore di Metodologia del lavoro sociale, coordinatore delle facoltà che preparano gli assistenti sociali a Milano e co-fondatore del Centro Studi Erickson, di cui dirige la rivista “Lavoro sociale”. I testi contenuti nel libro vertono sul metodo relazionale di rete, osservato nelle sue diverse dimensioni: applicazione del metodo, riflessioni di politica sociale, analisi teoriche e indicazioni metodologiche per le professioni sociali. In questi scritti l’autore invita chi opera nelle professioni d’aiuto a pensare diversamente il mondo dei servizi alla persona:un settore colpito dalla crisi, ma che può rinnovarsi grazie alla forza delle idee e delle azioni quotidiane. Nella metodologia relazionale il centro dell’azione infatti non è più il professionista esperto e neppure il destinatario, l’aiuto si colloca nel mezzo, proprio nella relazione finalizzata al bene tra operatori e utenti, familiari, cittadini.
Collocazione Biblioteca: 17881

Cristina Galavotti, Vittime fragili e servizio sociale. Teorie, percorsi e prassi operative per l’assistenza sociale, Maggioli Editore, Santarcangelo di Romagna (RN), 2016, pp. 245
L’assistente sociale dovrà confrontarsi sempre più con le vittime di violenza. Dopo un esame della legislazione internazionale ed italiana, l’autrice si concentra sulla necessità di acquisire specifiche capacità nel condurre i colloqui con le vittime a seconda della loro tipologia. Questa è varia: l’abuso sessuale sui minori, il bullismo, la violenza di genere, quella domestica, lo stalking, gli anziani e i malati psichiatrici come vittime di truffe. Cristina Galavotti è assistente sociale ed è docente presso l’Università di Pisa. Collocazione Biblioteca: 17842

A cura di Massimo Del Forno, Nel complesso mondo del welfare. Idee, metodi e pratiche, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 182
Il volume nasce dalle attività e dal confronto di un ampio gruppo di ricerca dell’Osservatorio Politiche Sociali dell’Università di Salerno. Il concetto di welfare viene analizzato in relazione a vari aspetti come la persona, lo stato, il mercato, la programmazione sociale.Vengono considerate alcune tematiche quali cittadinanza e partecipazione, sostenibilità sociale, coesione sociale in Italia e nell’Unione Europea. Massimo Del Forno insegna Sociologia del mutamento e Sociologia del corpo presso l’Università di Salerno.
Collocazione Biblioteca: 17847

A cura di Marco Brunod, Mario Moschetti ed Emanuela Pizzardi, La coprogettazione sociale. Esperienze, metodologie e riferimenti normativi, Erickson, Trento, 2016, pp. 259
Questo volume mira a fornire indicazioni metodologiche e organizzative e strumenti normativi regolativi utili per impostare la coprogettazione sociale nel proprio contesto, coniugando le diverse risorse culturali, professionali ed economiche e instaurando una collaborazione sussidiaria tra ente pubblico e privato sociale. Il libro, arricchito dal contributo di diversi autori, ognuno dei quali ha maturato un’esperienza diretta di lavoro negli enti locali e nella cooperazione sociale, si rivolge dunque in particolare a chi opera in enti locali, consorzi, cooperative, associazioni e servizi sociali. Il libro è completato da una “Proposta di regolamento locale della coprogettazione”, utile strumento per la gestione in partenariato pubblico/privato sociale di servizi e interventi sociali d’ambito. Collocazione Biblioteca: 17536

uuFrancesca Biffi, Il lavoro manageriale nei servizi alla persona, Erickson, Trento, 2016, pp. 158
Da più parti viene ormai riconosciuta l’importanza dell’azione manageriale per garantire il buon funzionamento e lo sviluppo dei servizi sociali, la cui mission è «fronteggiare» i problemi di vita delle persone. L’efficacia dei servizi non dipende solo dall’azione professionale degli operatori a contatto con l’utenza, ma anche dal modo in cui opera chi ricopre ruoli di dirigenza e coordinamento. Il volume studia l’azione manageriale attraverso l’osservazione diretta, condotta mediante lo strumento dello shadowing (letteralmente «ombreggiare», «seguire come un’ombra»). Il risultato è una ricerca scrupolosa che sfata alcuni «miti» riguardo al lavoro manageriale, facendone cogliere prerogative e complessità, riuscendo inoltre a restituire la vivezza, l’incandescente quotidianità di un agire che sfugge a facili catalogazioni manualistiche e che può essere appreso (e studiato) solo «sul campo». Francesca Biffi è assistente sociale e docente di Principi e Fondamenti del Servizio Sociale presso l’Università Cattolica di Milano. Sullo stesso tema si veda anche: Laura Cataldi, Willem Tousijn, Quale managerialismo nei servizi sociali? Considerazioni critiche, in Polis, a. 19, n. 2 (ago. 2015), pp. 157-190.
Collocazione Biblioteca: 17785

Cira Stefanelli, Se il servizio sociale diventa una trincea. Uno sguardo dietro le quinte per provare ad aprire ipotesi di futuro, in Animazione Sociale, a. 46, n. 303 (set.-ott. 2016), pp. 66-77
L’autrice, dirigente dell’Istituto centrale di formazione del Dipartimento di giustizia minorile e di comunità, racconta in queste pagine un’esperienza di lavoro in un servizio sociale di un grande Comune. L’intento è quello di mettere a fuoco difficoltà e contraddizioni, motivazioni e delusioni, mandati pesanti che incombono sugli operatori. È dalla comprensione di quello che accade nelle trincee dei servizi sociali che è necessario ripartire per ripensare il lavoro sociale sul territorio e per rilanciarlo in una prospettiva più attiva e collaborativa.

Giovanni Devastato, Lavoro sociale e azioni di comunità. Metodi e strategie per nuovi spazi comunitari nelle utopie concrete dei Maestri e nelle riflessioni attuali, Maggioli, Santarcangelo di Romagna (RN), 2016, pp. 304
In questo libro l’autore si confronta con i classici del pensiero sociale, quelli che restano contemporanei pur con il passare del tempo. Il presente testo si compone di una densa e ricca articolazione: prendendo le mosse da un’iniziale prospettiva azionista, ispirata al modello della pragmatica del cambiamento sociale, delinea i principi teorico-metodologici del lavoro sociale di comunità, tratteggiandone le maggiori tipologie, per poi arrivare alla parte centrale del testo, che, attraverso un inquadramento storico- evolutivo del moderno servizio sociale, tenterà di enucleare i tratti emergenti delle pratiche comunitarie in Italia. Segue una sezione dedicata alla ricostruzione dei profili bibliografici dei Maestri del lavoro di comunità, distillando il nucleo concettuale del loro pensiero attraverso dense citazioni e una breve antologia di scritti significativi. Il testo si conclude con la proposta di andare al di là della “comunità che non abbiamo”, verso una “comunità possibile” e lavorare per “utopie concrete”, in cui la comunità non diventi un rifugio, ma una vera e propria possibilità di trasformazione all’interno di un Noi collettivo, uno spazio universale di umanità dal quale nessuno sia escluso. A questo proposito si veda anche gli articoli: Lavoro di comunità. Costruire la partecipazione dal basso, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2016), pp. 40-43 e A cura di Cinzia Novara, Intervento sociale e sviluppo di comunità, in Psicologia di Comunità n. 2 (2016), vol. 12, pp. 5-105.
Collocazione Biblioteca: 17694

la-violenza-verso-lassistente-sociale-prospettive-teoriche-per-lanalisi-delle-esperienzeLaura Bini, Simone Peruzzi, La violenza verso l’assistente sociale. Prospettive teoriche per l’analisi delle esperienze, Pacini, Pisa, 2016, pp. 157
La violenza è un evento spiazzante che colpisce il soggetto nei vari aspetti della sua personalità, un fenomeno dal quale non è esente l’attività professionale. Il testo studia i processi che inducono alla violenza nei confronti degli assistenti sociali in una prospettiva territoriale, attraverso le narrazioni degli assistenti sociali, raccolte con la metodologia dei focus group. Per la costruzione dell’impianto teorico sono stati utilizzati il paradigma del «campo» di Bourdieu con i suoi scritti e quelli dei suoi collaboratori sul servizio sociale e una ricerca realizzata negli Stati Uniti da Newhill. Le rappresentazioni del problema fornite dagli assistenti sociali costituiscono il corpus empirico della ricerca che ha consentito di analizzare, in una prospettiva di «Grounded Theory», le dinamiche processuali del singolo evento e le pratiche quotidiane messe in atto dai vari attori sulla scena, con l’obiettivo di fornire una maggiore comprensione degli atti di violenza e lo studio di metodologie e prassi idonee alla prevenzione.
Collocazione Biblioteca: 18011