Teoria, metodologia, organizzazione

?????????????????????????????????????????????????????????Francesca Falcone, Professionisti riflessivi o burocrati del caso? L’insopportabile autonomia degli operatori sociali, in Animazione Sociale, n. 1/333 (2020), pp. 18-27
L’autrice, assistente sociale e docente universitaria, espone le proprie riflessioni sul tema della dimensione burocratica del lavoro sociale, che accompagna l’attività professionale dell’assistente sociale condizionandone le pratiche. Secondo l’autrice, gli operatori devono sviluppare abilità e competenze riflessive necessarie a mediare tra le istanze organizzative e quelle professionali, ma all’interno di un’organizzazione capace di contenere questa contraddizione.

Tiziana Tarsia, Sociologia e servizio sociale. Dalla teoria alla prassi, Roma, Carocci, 2019, 123 p.
Attraverso la ricerca si impara a guardare il mondo e si rende possibile l’emancipazione: questo assunto è centrale nella tradizione del servizio sociale. Ancora oggi studenti, docenti, comunità professionale – e anche utenti – possono praticarla per costruire insieme il sapere degli operatori e dei servizi. Il libro mette a fuoco tre nodi: il rapporto tra sociologia, ricerca e servizio sociale; il senso del domandare per un sociologo e un assistente sociale; l’apporto della ricerca sul campo nella formazione e nella pratica professionale
Collocazione Biblioteca: 18640

Daniela Cremasco … [et al.], Riflessioni sull’agire professionale, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 2 (primavera 2019), pp. 36-40
L’articolo presenta una riflessione partita da una raccolta di dati relativa alle segnalazioni ed ai conseguenti procedimenti instaurati di fronte al Consiglio Territoriale di Disciplina dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Lazio nel periodo 2014-2017, nel tentativo di arrivare ad una comprensione più approfondita di cosa muovesse i segnalanti e gli eventuali nodi critici che negli interventi gli assistenti sociali predispongono con e per gli utenti.

Il pedagogista nei servizi alla persona e nelle politiche giovaniliA cura di Marisa Musaio, Il pedagogista nei servizi alla persona e nelle politiche giovanili, Milano, Vita e Pensiero, 2019, 114 p.
Il volume raccoglie riflessioni e contributi che nascono da un approfondimento del ruolo e dei compiti pedagogici di una società che cambia e dalla responsabilità di realizzare un ambito di studio e di formazione nei servizi alla persona. In tempi di complessità sociale e di crescenti bisogni e fragilità delle persone, occorre fornire risposte non improvvisate ai diversi mondi educativi, prestando attenzione alle dimensioni relazionali che si sviluppano all’interno dei servizi.Il volume analizza il ruolo chiave esercitato da educatori e pedagogisti sia nell’ambito dei servizi alla persona, sia nel contesto degli interventi a favore dei giovani e delle loro creatività. Il profilo multidimensionale del pedagogista come professionista chiamato a operare in ambiti differenti risulta centrale per affrontare le molteplici sfide educative dei nostri giorni e per approntare modalità operative sempre più inclusive e promozionali.
Collocazione Biblioteca: 18625

Alessandro Sicora … [et al.], La ricerca di Servizio Sociale oggi in Italia tra esperienze e riflessioni empiricamente e scientificamente sviluppate, in La Rivista di Servizio Sociale, a. 58, n. 2 (2018), pp. 2-81
Gli articoli contenuti in questo numero della rivista sono elaborazioni originali degli interventi più significativi proposti nel corso della prima conferenza italiana sulla Ricerca di Servizio sociale che si è svolta a Torino nel 2017. Anche in questi articoli la varietà dei temi rappresenta bene la ricchezza delle esperienze e delle riflessioni empiricamente e scientificamente sviluppate oggi dal servizio sociale italiano. Alcuni articoli vertono su aspetti trasversali al lavoro degli assistenti sociali (aggressioni subite, moral distress, tempo), altri trattano in specifico di alcuni campi di intervento (salute mentale, povertà, housing sociale, adozioni, devianza minorile, migrazioni, pianificazione sociale).

Claudio Pedrelli, La revisione del codice deontologico degli assistenti sociali, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2019), vol. 19, pp. 4-9
Il Consiglio Nazionale degli Assistenti sociali (CNOAS) sta lavorando in questi mesi al nuovo testo del Codice Deontologico degli Assistenti sociali, che sarà ultimato a maggio 2019, e invita ogni iscritto a far pervenire suggerimenti, idee, modifiche al testo o all’impostazione generale, presentando le proprie idee. On line è possibile consultare il Codice Deontologico dell’Assistente Sociale con il Regolamento per il funzionamento del procedimento disciplinare locale, Roma, [s.n.], 2018, 32 p. Si consulti anche: Milena Diomede Canevini, Elisabetta Neve, Etica e deontologia del servizio sociale, Roma, Carocci Faber, 2017, 286 p.(Coll. Bibl.: 17896)

lineeguida210Maria Luisa Raineri, Francesca Corradini, Linee guida e procedure di servizio sociale. Manuale ragionato per lo studio e la consultazione. Terza edizione aggiornata, Erickson, Trento, 2019, 582 p.
Questo libro raccoglie in maniera sistematizzata le linee guida e le procedure di servizio sociale professionale, vale a dire le indicazioni operative che gli assistenti sociali, impegnati nel lavoro sul campo a diretto contatto con l’utenza, seguono in ottemperanza alle leggi di settore, agli orientamenti dell’ente per cui lavorano, ai regolamenti di servizio. Le linee guida e le procedure indicano come la metodologia del servizio sociale può trovare applicazione concreta quando si lavora con un determinato tipo di utenza e di problemi in un dato contesto normativo, politico, organizzativo. I contenuti sono organizzati attorno ai diversi tipi di utenza di cui si occupa il servizio sociale professionale: persone con difficoltà di reddito e di alloggio, anziani non autosufficienti, persone con disabilità, persone con difficoltà legate al rapporto di coppia, famiglie in cui vi siano difficoltà genitoriali, minorenni interessati da provvedimenti di tutela, minorenni sottoposti a procedimento penale, persone con problemi di dipendenza, persone con problemi di salute mentale, persone sottoposte a misure penitenziarie. Le prime due edizioni del manuale si trovano rispettivamente alle collocazioni 16121 e 16876.
Collocazione Biblioteca: 18514

Francesco Taroni, Il volo del calabrone. 40 anni di servizio sanitario nazionale, Roma, Il pensiero scientifico,2019, 123 p.
L’autore racconta la storia del servizio sanitario nazionale, dalla sua nascita, nel 1978, passando dalla riforma del 1992 (legge Amato – De Lorenzo) fino al 1999 (legge Bindi). Aggiustamento, quest’ultimo, che tentava di collegare il servizio sanitario nazionale ai suoi principi originari. L’autore analizza inoltre i nodi e le tensioni che permangono all’interno di questa istituzione.
Collocazione Biblioteca:18560

Maria Pia Fontana, Il lavoro sociale nell’era digitale. Come cambia l’aiuto professionale a individui, gruppi e comunità, in Animazione Sociale, n. 5/328 (2019), pp. 29-41
L’articolo affronta il tema della rivoluzione digitale e delle sue conseguenze sul modo di intervento per gli operatori sociali. L’aiuto professionale deve tenere conto delle nuove tecnologie e anche adattarsi a questo cambiamento di società. Le reti social hanno inciso in modo determinante sulla fisionomia delle tre dimensioni interessate dal lavoro sociale di aiuto: individui, gruppi e comunità.

Cover-AS-327web-320x449Marina Fasciolo; a cura di Roberto Camarlinghi, Dov’è il “sociale” della nostra professione?, in Animazione Sociale, n. 4/327 (2019), pp. 31-37
Prosegue il dibattito avviato nei numeri precedenti della rivista sul significato da dare oggi alla professione di assistente sociale. Marina Fasciolo propone alcune idee per essere ancora agenti di cambiamento. Altri articoli interessanti sono: Achille Orsenigo, La generatività dentro le organizzazioni. Come influenzare il destino dei nostri servizi, in Animazione Sociale, n. 1/324 (2019), pp. 19-33; Filomena Marangi, Assistenti sociali tra tecnica e politica, in Animazione Sociale, n. 2/325 (2019), pp. 31-36

Laura Bini, Documentazione e servizio sociale. Manuale di scrittura per operatori. Nuova edizione, Roma, Carocci Faber, 2018, 223 p.
La documentazione di servizio sociale, obbligatoria per legge e soggetta al diritto d’accesso, è elemento costitutivo delle prassi professionali e richiede particolare attenzione per la sua funzione comunicativa e identitaria. Il libro considera i principi normativi, deontologici e della comunicazione al fine di fornire indicazioni operative anche mediante esemplificazioni delle varie tipologie di documentazione che compongono la cartella sociale, come il diario del caso e la raccolta delle storie di vita. L’autrice evidenzia l’impatto crescente dell’informatica nella documentazione scritta dei servizi sociali e sanitari. Il passaggio dal fascicolo cartaceo a quello informatizzato e l’organizzazione di un sistema informativo del servizio sociale, partecipato e generatore di valore pubblico, sono operazioni necessarie ma per nulla facili. Il libro si propone come guida utile agli assistenti sociali e agli studenti per svolgere consapevolmente questa importante funzione professionale. Si segnalano anche sul tema della documentazione i seguenti articoli:Raffaella Nurchis, Scrivere l’oralità:la registrazione dei colloqui di servizio sociale, in Welfare oggi, a. 24, n. 1 (gen.-feb. 2019), pp. 51-55; Maria Chiara Pedroni, Scrivere bene per lavorare bene, inLavoro sociale, n. 6 (dic. 2018), vol. 18, pp. 21-26
Collocazione Biblioteca: 18544

Alessandro Sicora, Vergogna e servizio sociale. Esplorazioni intorno a un’emozione poco considerata, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 4 (autunno 2018), pp. 29-32
La vergogna ha iniziato da poco a essere presa in considerazione da alcuni studiosi di servizio sociale in ambito anglosassone. Tale emozione, conseguente al pensarsi difettosi e non degni di accettazione e di appartenenza, si ritrova, a determinate condizioni, sia nell’utenza che negli operatori dei servizi. Obiettivo del presente studio è quello di aiutare i professionisti a prendere consapevolezza di quanto provare vergogna sia una condizione molto diffusa che può avere un notevole impatto negativo sulla qualità delle proprie prestazioni ma può anche offrire l’opportunità di riflettere in profondità sul proprio agire professionale, migliorandolo in molti suoi aspetti.

studi-di-sociologia-210Arianna Radin, Lavorare sulla linea: il mito della collaborazione e i manager intermedi, in Studi di Sociologia, a. 56, n. 4 (ott.-dic. 2018) – on line, pp. 395-404
L’introduzione della logica manageriale nei servizi sociali ha portato gli assistenti sociali ad avere nuove competenze e conoscenze nel campo della gestione e ha esteso la gerarchia dei servizi. Il presente documento si concentra sul mito della collaborazione come principio professionale per gli assistenti sociali nell’era del managerialismo. A partire dallo studio «Professioni sociali e cambiamenti nel sistema previdenziale» finanziato dall’Ordine regionale degli assistenti sociali piemontesi, il punto di vista adottato è quello dei manager intermedi perché lavorano sulla linea di produzione e al confine tra la diverse professioni. Attraverso l’analisi delle richieste fatte dai professionisti, delle distanze che si creano tra i diversi professionisti e dell’eliminazione dei manager di linea tra lo staff e i senior manager, questo lavoro propone di considerare il mito della collaborazione come resiliente.

Andrea Mirri, Emergenze, urgenze e servizio sociale. Teoria, metodologia e tecniche, Roma, Carocci Faber, 2018, 202 p.
Il libro intende contribuire a delineare le coordinate teorico-metodologiche del lavoro di servizio sociale dell’emergenza-urgenza, sia per le emergenze di massa che per quelle personali e familiari, come nuovo ambito disciplinare e professionale e a fornire un quadro di riferimento per un modello organizzativo e operativo di pronto intervento sociale unitario e standardizzabile sul piano nazionale. Lo scopo è consolidare un sistema di conoscenze che prepari i futuri operatori, sostenga quelli impegnati nel lavoro quotidiano e possa contribuire all’ulteriore rafforzamento della professione e del servizio sociale nel welfare di oggi.
Collocazione Biblioteca: 18277

Georges Tabacchi, Il lavoro sociale, tra relazione e cambiamento, in Welfare oggi, a. 23, n. 3 (mag.-giu. 2018), pp. 85-90
L’articolo è focalizzato sulla relazione tra operatore e utente all’interno dei lavori sociali. Secondo l’autore, questa non deve essere considerata un “bancomat delle soluzioni” ed è improprio sovraccaricarla di aspettative di cambiamento immediate per l’utente. La relazione deve piuttosto essere considerata un “libretto di istruzioni” che si pone a fianco dell’utente costituendo, nei tempi e nei modi propri di ciascuna storia, una risorsa per affrontare meglio opportunità, ma anche circostanze sfavorevoli. E l’operatore sociale in tal senso deve essere “un esperto di colori e sfumature” che capacita gli altri a “superare il daltonismo” facendo percepire esperienze prima sconosciute. L’autore è psicologo, presidente del consorzio Abele Lavoro e supervisore e co-direttore della Biennale della Prossimità. Nel medesimo numero della rivista si segnala anche l’articolo di Paolo Rossi e Monica Colombo, La co-progettazione dei servizi di welfare sociale: innovazione, dilemmi istituzionali e sfide organizzative(pp. 47-52).

ilserviziosocialedicomunitàinitalia210Chiara Buda, Il servizio sociale di comunità in Italia. Il caso del riordino del servizio sociale territoriale del Comune di Bologna,Trento,Erickson,2018, 140 p.
Il lavoro sociale deve oggi fare i conti con una società in continua trasformazione: una società frammentata e disgregata, difficile da governare, contrassegnata da fenomeni che sfuggono al controllo e che moltiplicano squilibri e disuguaglianze. I Servizi Sociali sono dunque chiamati ad assumere sempre più i tratti di un Servizio Sociale di Comunità che preveda la presa in carico non del singolo ma dell’intera comunità: in tempi di ristrettezze economiche non si può fare a meno delle risorse comunitarie per cercare di allargare la responsabilità sociale dei problemi. Il volume si divide in due parti: nella prima si delineano le origini del Servizio Sociale di Comunità in Italia e ci si interroga sulla possibilità di dar vita a un nuovo Servizio Sociale di Comunità che privilegi la metodologia relazionale. Nella seconda parte, invece, viene presentato il caso di riordino del Servizio Sociale Territoriale del Comune di Bologna, l’unico ad aver operato una trasformazione dei Servizi Territoriali nella direzione di un Servizio Sociale di Comunità. L’autrice è dottoressa di ricerca in Scienze Politiche e Sociali presso l’Università di Catania.
Collocazione Biblioteca:18227

Silvia Clementi, Lavoro sociale connesso. Dilemmi contemporanei di un habitat tecnologico in evoluzione, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2018), vol. 18, pp. 43-47
L’articolo illustra la ricerca fatta in Irlanda da Denise Ryan e Paul Michael Garrett, (riportata nell’articolo “Social work ‘logged on’: contemporary dilemmas in an evolving ‘techno-habitat’”). La ricerca ha coinvolto assistenti sociali e studenti di servizio sociale ed era volta a mettere in luce potenzialità e criticità delle ITC (Information Communication Technology) in relazione con il lavoro sociale. In particolare è stato indagato il ruolo dei social network e il divario tra chi ha accesso al mondo digitale e chi no (digital divide). L’articolo esamina in particolare come l’informalità di Facebook possa trasformare il rapporto tra assistente sociale e utente, le criticità legate all’uso di questo social da parte di minorenni e i dilemmi etici legati alla riservatezza e alla responsabilità dell’assistente sociale.

A cura di Angela La Gioia, Essere gruppo di lavoro. Mappe ed esercitazioni, in Animazione Sociale, supplemento al n. 316 (2018), pp. 5-224
Questo testo si rivolge agli operatori sociali e dei servizi e raccoglie articoli apparsi negli ultimi anni sulla rivista Animazione sociale. Esso si pone come una mappa per orientarsi tra i gruppi, osservandone la ricchezza, la risorsa, il limite e le infinite configurazioni. Mai come oggi, nel pubblico come nel privato, diventa importante imparare ad essere gruppo di lavoro, ossia un gruppo capace di pensare e di produrre insieme. Chi oggi è chiamato a coordinare gruppi di lavoro deve saper allenare la loro capacità generativa, perché è nella generatività del gruppo che è custodita la possibilità di scongiurare la routine e inoltrarsi verso le strade dell’invenzione e della sperimentazione. Angela La Gioia è psicologa e psicoterapeuta, docente universitaria di Psicologia del Lavoro e delle organizzazioni e coordina l’Università della strada del Gruppo Abele.

principiefondamentidelserviziosociale210Francesca Biffi e Annalisi Pasini, Principi e fondamenti del servizio sociale. Concetti base, valori e radici storiche, Trento, Erickson, 2018, 189 p.
La prima parte del libro, rivolto agli studenti al primo approccio con la materia e ai professionisti desiderosi di aggiornamento, presenta la figura dell’assistente sociale a partire dalla dimensione giuridica, approfondendo le affermazioni contenute nelle norme di legge che le delineano come professione. La seconda parte affronta la dimensione etica: in quanto professione di aiuto, quella dell’assistente sociale ha connotati morali intrinseci e richiede una costante riflessione sul lavoro svolto. La terza parte considera la dimensione storica ricercando le origini e l’evoluzione della professione. Le autrici sono assistenti sociali e dottori di ricerca, docenti presso l’Università Cattolica di Milano e di Brescia.
Collocazione Biblioteca:18226

Valeria Fabbri, Esperienze, modelli e strategie dell’intervento di servizio sociale nell’emergenza, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 4 (2017), pp. 30-33
Il servizio sociale dell’emergenza rappresenta una disciplina e un complesso di contributi che hanno radici storiche abbastanza lontane: nei disastri e nelle calamità naturali ogni Regione italiana ha avuto infatti episodi significativi. Nell’articolo si esamina l’esperienza degli assistenti sociali volontari nel sisma del Centro Italia del 2016.