Teoria, metodologia, organizzazione

Elena Stanchina, Capitani coraggiosi. I professionisti sociali come Guide relazionali, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2017), vol. 17, pp. 26-31
I professionisti sociali vengono visti come Guide relazionali e immaginati come capitani coraggiosi capaci di coinvolgere gli altri. Non temono di lavorare nell’incertezza, credono nel fatto che il lavoro d’équipe condurrà a dei risultati concreti. Viene proposto un decalogo a cui attenersi come Guida relazionale per potenziare le capacità professionali. Elena Stanchina lavora presso il Centro Studi Erickson.

copertina310_S-320x447Patrizia Marzo, E noi assistenti sociali, che rapporto abbiamo col potere? Appunti su una questione spesso taciuta, in Animazione Sociale, a. 47, n. 310 (2017), pp. 102-105
Il dibattito sul potere delle e nelle professioni è un dibattito spesso interdetto. Non ci si confronta volentieri su aspetti e dinamiche che portano in sè elementi di ombra, di autoreferenzialità, di negazione di quell’atteggiamento di servizio che dovrebbe caratterizzare le professioni sociali. Eppure è un dibattito che va oggi riaperto e riarticolato, da parte di professionisti che di fatto con le loro decisioni esprimono un potere sui destini delle persone e che del potere devono dunque essere consapevoli

A cura di Ugo Ascoli e Alessandro Sicora, Il servizio sociale italiano nell’ambito dell’attuale sistema di welfare, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 1 (gen.-mar. 2017), pp. 9-159
Questa monografia comprende i seguenti articoli: 1) “Servizio sociale e welfare in Italia: la necessità di una nuova “grammatica” per le politiche pubbliche”. Nota introduttiva di Ugo Ascoli e Alessandro Sicora. 2) “Quali scenari per la professione? Tra domande complesse e istituzioni deboli, le opportunità e le innovazioni possibili” di Gianmario Gazzi. 3) “Assistenti sociali, quali sfide per la contrattazione” di Federico Bozzanca. 4) “Gli assistenti sociali di fronte alle trasformazioni delle politiche sociali: un confronto internazionale” di Alessandro Sicora. 5) “Il servizio sociale di fronte alle politiche neoliberiste e al managerialismo” di Marilena Dellavalle e Giovanni Cellini. 6) “Servizio sociale e generatività” di Luigi Gui. 7) “Cambiare prospettiva? Politiche sociali e servizio sociale di comunità” di Elena Allegri. 8) “Politiche di attivazione e ruolo delle professioni sociali in Italia” di Urban Nothdurfter. 9) “Politiche abitative pubbliche e welfare locale: nuove sfide per il servizio sociale” di Carla Moretti. 10) “Politiche, servizi e migranti: questioni aperte sull’integrazione” di Roberta Teresa Di Rosa. 11) “Il servizio sociale e la tutela minorile. Linee di mutamento e interrogativi aperti” di Teresa Bertotti. 12) “Servizio sociale e lotta alla povertà infantile” di Cinzia Canali, Elisabetta Neve e Tiziano Vecchiato.

Germana Corradini … [et al.], Cambiamenti e riorganizzazioni in servizi sociali territoriali. Governare servizi sociali nel mutamento, in Animazione Sociale, n. 308 (2017), vol. 47, pp. 33-75
I servizi sociali sono progressivamente sollecitati dalle mutate condizioni di vita dei cittadini a ripensarsi, riformularsi e cambiare. Ma, data la complessità delle situazioni, non è sempre facile individuare le questioni in gioco nel delineare e perseguire tali cambiamenti e, prima ancora, attraverso quali processi possono essere concepiti e da chi. Con il contributo di più interventi, lo scopo del presente lavoro è individuare l’approccio da adottare, in mancanza di linee guida elaborate da qualche gruppo di esperti, capire come utilizzare le risorse delle comunità e degli specialisti e quali errori evitare. Gli interventi proposti sono i seguenti: “Cambiamenti nei servizi sociali: questioni in gioco”, di Claudia Marabini; “Servizi sociali che innovano e si rinnovano” a cura di Franca Olivetti Manoukian; “L’organizzazione si ridefinisce in progress”, di Franca Olivetti Manoukian; “Ruoli di direzione e coordinamento nei servizi sociali”, di Germana Corradini e Sabina Orlandini. Si veda anche, per un esempio concreto, il supplemento al n. 309 (2017)di Animazione Social, pp. 1-160: Cambiamenti e riorganizzazioni in servizi sociali territoriali.

b09d8e8c6493fd0bc12db2dcfa532517Maria Pia Fontana, Donne, cura e welfare generativo, in Studi Zancan, n. 1 (gen.-feb. 2017) – on line, pp. 17-24
L’adozione di una prospettiva di genere consente di evidenziare il ruolo delle donne come architrave del sistema delle cure in famiglia e nelle professioni di aiuto sociale ed educative. All’interno del codice femminile, dato dall’evoluzione socio-culturale, sono individuabili delle expertise utili ad un lavoro di cura creativo ed efficace quali la generatività, il dono, l’intelligenza emotiva e il senso di giustizia relazionale, attitudini che possono incentivare pratiche di welfare generativo.

Antonio Nappi, Quei visionari degli operatori sul grissino del welfare, in Animazione Sociale, a. 47, n. 306 (2017), pp. 100-102
Visionari per molti aspetti appaiono oggi gli operatori sociali, impegnati ad affermare valori inattuali come quelli di inclusione, giustizia, cittadinanza. Soprattutto perché operano dentro una modesta scheggia del grande sistema del welfare, quella messa sotto la voce “assistenza”, alimentata da una quota invisibile di PIL.

Ugo De Ambrogio, Costruire il welfare nei territori. Un premio per promuovere esperienze virtuose e resistere alle tentazioni di passività, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 1 (2017), pp. 5-7
L’Istituto per la ricerca sociale (IRC), in collaborazione con il Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali (CNOAS) ha avviato da tre anni il Premio “Costruiamo il Welfare dei Diritti sul territorio”, che vuole essere un’occasione di riflessione e un “laboratorio” di esperienze innovative territoriali, nella consapevolezza che le professioni di welfare, e gli assistenti sociali in particolare, sono “lavoratori in crisi”, che in questi anni difficili hanno corso il rischio di adeguarsi passivamente e progressivamente a questa condizione. Le molte esperienze che hanno aderito al concorso hanno, invece, portato testimonianza di stati d’animo non più depressivi ma propositivi, rendendo conto di un processo culturale e professionale in evoluzione.

Mara Tognetti Bordogna, Laureati in servizio sociale e l’inserimento nel mercato del lavoro: un’indagine nazionale in tempo di crisi, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 3 (dic. 2016), pp. 481-497
In questo articolo vengono riferiti i risultati di una ricerca compiuta in Italia sui laureati in Servizio Sociale fra il 2006 e il 2012, gli anni della grande crisi economica. Fra i dati più salienti emerge che l’inserimento lavorativo più diffuso si è attuato presso strutture private, anziché pubbliche. Sul tema dei giovani laureati si veda anche: Elena Cabiati, Le radici di una scelta. Cosa spinge un giovane studente a diventare assistente sociale?, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2017), vol. 17, pp. 36-41

9788859010159_0_0_300_75Fabio Folgheraiter, Scritti scelti. Teoria e metodologia di Social work, Erickson, Trento, 2016, pp. 686
Il volume propone un’antologia di scritti scelti di Fabio Folgheraiter, professore di Metodologia del lavoro sociale, coordinatore delle facoltà che preparano gli assistenti sociali a Milano e co-fondatore del Centro Studi Erickson, di cui dirige la rivista “Lavoro sociale”. I testi contenuti nel libro vertono sul metodo relazionale di rete, osservato nelle sue diverse dimensioni: applicazione del metodo, riflessioni di politica sociale, analisi teoriche e indicazioni metodologiche per le professioni sociali. In questi scritti l’autore invita chi opera nelle professioni d’aiuto a pensare diversamente il mondo dei servizi alla persona:un settore colpito dalla crisi, ma che può rinnovarsi grazie alla forza delle idee e delle azioni quotidiane. Nella metodologia relazionale il centro dell’azione infatti non è più il professionista esperto e neppure il destinatario, l’aiuto si colloca nel mezzo, proprio nella relazione finalizzata al bene tra operatori e utenti, familiari, cittadini.
Collocazione Biblioteca: 17881

Cristina Galavotti, Vittime fragili e servizio sociale. Teorie, percorsi e prassi operative per l’assistenza sociale, Maggioli Editore, Santarcangelo di Romagna (RN), 2016, pp. 245
L’assistente sociale dovrà confrontarsi sempre più con le vittime di violenza. Dopo un esame della legislazione internazionale ed italiana, l’autrice si concentra sulla necessità di acquisire specifiche capacità nel condurre i colloqui con le vittime a seconda della loro tipologia. Questa è varia: l’abuso sessuale sui minori, il bullismo, la violenza di genere, quella domestica, lo stalking, gli anziani e i malati psichiatrici come vittime di truffe. Cristina Galavotti è assistente sociale ed è docente presso l’Università di Pisa. Collocazione Biblioteca: 17842

A cura di Massimo Del Forno, Nel complesso mondo del welfare. Idee, metodi e pratiche, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 182
Il volume nasce dalle attività e dal confronto di un ampio gruppo di ricerca dell’Osservatorio Politiche Sociali dell’Università di Salerno. Il concetto di welfare viene analizzato in relazione a vari aspetti come la persona, lo stato, il mercato, la programmazione sociale.Vengono considerate alcune tematiche quali cittadinanza e partecipazione, sostenibilità sociale, coesione sociale in Italia e nell’Unione Europea. Massimo Del Forno insegna Sociologia del mutamento e Sociologia del corpo presso l’Università di Salerno.
Collocazione Biblioteca: 17847

uuFrancesca Biffi, Il lavoro manageriale nei servizi alla persona, Erickson, Trento, 2016, pp. 158
Da più parti viene ormai riconosciuta l’importanza dell’azione manageriale per garantire il buon funzionamento e lo sviluppo dei servizi sociali, la cui mission è «fronteggiare» i problemi di vita delle persone. L’efficacia dei servizi non dipende solo dall’azione professionale degli operatori a contatto con l’utenza, ma anche dal modo in cui opera chi ricopre ruoli di dirigenza e coordinamento. Il volume studia l’azione manageriale attraverso l’osservazione diretta, condotta mediante lo strumento dello shadowing (letteralmente «ombreggiare», «seguire come un’ombra»). Il risultato è una ricerca scrupolosa che sfata alcuni «miti» riguardo al lavoro manageriale, facendone cogliere prerogative e complessità, riuscendo inoltre a restituire la vivezza, l’incandescente quotidianità di un agire che sfugge a facili catalogazioni manualistiche e che può essere appreso (e studiato) solo «sul campo». Francesca Biffi è assistente sociale e docente di Principi e Fondamenti del Servizio Sociale presso l’Università Cattolica di Milano. Sullo stesso tema si veda anche: Laura Cataldi, Willem Tousijn, Quale managerialismo nei servizi sociali? Considerazioni critiche, in Polis, a. 19, n. 2 (ago. 2015), pp. 157-190.
Collocazione Biblioteca: 17785

 Lena Dominelli, Servizio Sociale. La professione del cambiamento, Erickson, Trento,  2015, pp. 329
Il servizio sociale sta andando incontro a grandi cambiamenti; neoliberalismo, globalizzazione, nuove economie di welfare che stanno letteralmente sconvolgendo la professione. Questo libro traccia una descrizione delle conoscenze e delle abilità che permettono all’operatore di rispondere alle nuove esigenze che emergono. L’idea che percorre il volume è che l’utente ha dei diritti sociali e umani che devono essere rispettati; questa convinzione costituisce la base per una pratica fondata sulle idee di cittadinanza, solidarietà e reciprocità. In questo volume gli operatori, gli studenti, i dirigenti dei servizi potranno trovare un’ occasione di riflessione sui dilemmi e le tensioni che i professionisti del sociale incontrano nella pratica quotidiana. L’autrice è docente all’Università di Durham ed è una delle più autorevoli figure del social work britannico e internazionale. Collocazione Biblioteca: 17780

Vincenzo Cesareo … [et al.], Il nuovo welfare : prospettive a confronto, in Politiche Sociali e Servizi, a. 17, n. 3-4 (2015), pp. 3-78
In questo numero vengono proposti tre saggi di noti studiosi, ospitati nel seminario di Brescia: “Il nuovo welfare. Prospettive a confronto”: “L’attuazione del principio di sussidiarietà nei servizi alla persona: problemi e prospettive” di Ivo Colozzi; “La Babele dei “nuovi welfare”. “È ancora possibile comprenderci?” di Fabio Folgheraiter; “Cittadinanza, welfare e democrazia: problemi e prospettive” di Nicola Pasini. Nella sezione Idee per operare, troviamo alcune schede che possono rappresentare una guida semplice e sintetica ad alcuni dei modelli di welfare presenti oggi nel dibattito scientifico italiano. Non si tratta tanto di una rassegna esaustiva, quanto di uno strumento per provare a navigare nel panorama della riflessione accademica del nostro Paese, anche grazie alle indicazioni bibliografiche che consentono di accedere direttamente alle fonti.

51oF8uS8wTL._SX352_BO1,204,203,200_Maria Luisa Raineri, Assistente sociale domani. Letture scelte (e Prove svolte) per la preparazione dell’esame di Stato – sez. B, vol. 1 e 2, Erickson, Trento, 2016
L’opera, di cui possediamo anche le precedenti edizioni, è composta da due volumi ed è uno strumento agile, ma insieme rigoroso e approfondito, finalizzato alla preparazione degli esami di Stato per l’iscrizione alla sezione B dell’Ordine professionale degli assistenti sociali. Il primo volume riguarda le tematiche di metodologia professionale e di politica sociale oggetto delle due prove scritte e della prova orale. È organizzato in una serie di argomenti-chiave, per ciascuno dei quali vengono proposte una selezione antologica di letture di importanti studiosi italiani e internazionali, percorsi di sintesi dei concetti sotto forma di riassunti e di mappe concettuali, una serie di domande per lo studio e il ripasso, con le relative risposte, una raccolta delle tracce delle prove scritte assegnate in diverse sedi e sessioni di esame su quell’argomento e infine l’indicazione delle norme di legge suddivise per argomento. Il testo è fornito in sola consultazione, non è ammesso al prestito.
Collocazione Biblioteca: 17595-6

Giovanni Devastato, Lavoro sociale e azioni di comunità. Metodi e strategie per nuovi spazi comunitari nelle utopie concrete dei Maestri e nelle riflessioni attuali, Maggioli, Santarcangelo di Romagna (RN), 2016, pp. 304
In questo libro l’autore si confronta con i classici del pensiero sociale, quelli che restano contemporanei pur con il passare del tempo. Il presente testo si compone di una densa e ricca articolazione: prendendo le mosse da un’iniziale prospettiva azionista, ispirata al modello della pragmatica del cambiamento sociale, delinea i principi teorico-metodologici del lavoro sociale di comunità, tratteggiandone le maggiori tipologie, per poi arrivare alla parte centrale del testo, che, attraverso un inquadramento storico- evolutivo del moderno servizio sociale, tenterà di enucleare i tratti emergenti delle pratiche comunitarie in Italia. Segue una sezione dedicata alla ricostruzione dei profili bibliografici dei Maestri del lavoro di comunità, distillando il nucleo concettuale del loro pensiero attraverso dense citazioni e una breve antologia di scritti significativi. Il testo si conclude con la proposta di andare al di là della “comunità che non abbiamo”, verso una “comunità possibile” e lavorare per “utopie concrete”, in cui la comunità non diventi un rifugio, ma una vera e propria possibilità di trasformazione all’interno di un Noi collettivo, uno spazio universale di umanità dal quale nessuno sia escluso.
Collocazione Biblioteca: 17694

61+z0PtET3LA cura di Marco Brunod, Mario Moschetti ed Emanuela Pizzardi, La coprogettazione sociale. Esperienze, metodologie e riferimenti normativi, Erickson, Trento, 2016, pp. 259
Questo volume mira a fornire indicazioni metodologiche e organizzative e strumenti normativi regolativi utili per impostare la coprogettazione sociale nel proprio contesto, coniugando le diverse risorse culturali, professionali ed economiche e instaurando una collaborazione sussidiaria tra ente pubblico e privato sociale. Il libro, arricchito dal contributo di diversi autori, ognuno dei quali ha maturato un’esperienza diretta di lavoro negli enti locali e nella cooperazione sociale, si rivolge dunque in particolare a chi opera in enti locali, consorzi, cooperative, associazioni e servizi sociali. Il libro è completato da una “Proposta di regolamento locale della coprogettazione”, utile strumento per la gestione in partenariato pubblico/privato sociale di servizi e interventi sociali d’ambito.
Collocazione Biblioteca: 17536

Cira Stefanelli, Se il servizio sociale diventa una trincea. Uno sguardo dietro le quinte per provare ad aprire ipotesi di futuro, in Animazione Sociale, a. 46, n. 303 (set.-ott. 2016), pp. 66-77
L’autrice, dirigente dell’Istituto centrale di formazione del Dipartimento di giustizia minorile e di comunità, racconta in queste pagine un’esperienza di lavoro in un servizio sociale di un grande Comune. L’intento è quello di mettere a fuoco difficoltà e contraddizioni, motivazioni e delusioni, mandati pesanti che incombono sugli operatori. E’ dalla comprensione di quello che accade nelle trincee dei servizi sociali che è necessario ripartire per ripensare il lavoro sociale sul territorio e per rilanciarlo in una prospettiva più attiva e collaborativa.

Lavoro di comunità. Costruire la partecipazione dal basso, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2016), pp. 40-43
In tutti gli interventi del servizio sociale il processo di aiuto riguarda sempre una pluralità di persone; si può parlare di lavoro di comunità (comunity work) quando la finalità è il miglioramento della situazione non di un singolo ma di una collettività (una città, un quartiere, una categoria di persone). Nel lavoro di comunità si distinguono tre principali filoni: il “community development”, lo sviluppo del senso di comunità; il “community problem solving” la promozione di azioni partecipate finalizzate anche a rafforzare i legami; il “social care planning” la pianificazione di interventi sociali nella comunità locale. Nel lavoro sociale l’operatore deve aver chiari il metodo e le finalità, ma essere particolarmente flessibile nell’attuazione, attuando una progettualità aperta e partecipata.

Emanuele Ranci Ortigosa, Verso un welfare dei diritti. Disegno, criteri e contenuti della riforma compiuta da noi proposta, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 46, n. 2.2 (mag. 2016), pp. 1-9
L’autore, presidente emerito e direttore scientifico dell’IRS (Istituto di Ricerca Sociale di Milano), sintetizza i contenuti della proposta di riforma organica del welfare italiano in campo socio-assistenziale, cosiddetta Irs-Capp, che nasce da un periodo di osservazione, studio e accompagnamento delle politiche e degli interventi sociali, in particolare di contrasto alla povertà in Italia e in Europa, a partire dalla sperimentazione nazionale del reddito minimo di inserimento, passando per diverse esperienze regionali. Il sistema di politiche sociali proposto ha un approccio universalistico con selettività Isee sulle politiche volte a integrare redditi insufficienti, non su quelle volte a sostenere disabilità e non autosufficienza. Vengono discusse alcune obiezioni critiche alla riforma proposta, senza esaurirne il possibile dibattito. Il tema viene ripreso negli articoli: Costruiamo il welfare dei diritti. Ridefinire le politiche sociali su criteri di efficacia e di equità, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 46, n. 2 (primavera 2016), pp. 1-88; Per riformare l’assistenza sociale guardiamo ai territori, n. 2.1 (apr. 2016), pp. 4-8; Quale spazio per la selettività? Qualche considerazione a margine della proposta IRS, n. 2.2 (mag. 2016), pp. 10-14; La nostra proposta di riforma: ostacoli e risultati previsti, n. 2.3 (giu. 2016) – on line, pp. 1-13; 43-45 e Il Welfare dei diritti e i doveri dell’accoglienza, n. 3 (giu. 2016), pp. 1-22

9788843076468_0_0_1514_75A cura di Silvia Fargion, Sabina Frei e Walter Lorenz, L’Intervento sociale tra gestione del rischio e partecipazione, Carocci, Roma, 2015, pp. 195
Il libro offre spunti di riflessione a partire da due esperienze di ricerca fatte in questi anni: la prima ha studiato la questione della qualità nelle professioni sociali da un’ottica pluralista, la seconda ha esplorato il tema dell’accesso ai servizi sociali quale processo chiave per gli interventi sociali. Proponendosi come risposta critica e costruttiva a un clima di politiche sociali, generate da economie neo-libeali, che enfatizzano l’attivazione dell’ìindividuo e della resource efficiency dei metodi di intervento, il volume intende contribuire alla crescita e al consolidamento del progetto delle professioni sociali, consolidamento basato su processi di produzione di conoscenza che si confrontano con prospettive differenti. La finalità etica è quella della produzione di un sapere che non contribuisca a processi di oppressione ma che apra percorsi di democratizzazione dei contesti e dei servizi sociali.
Collocazione Biblioteca: 17555

Luca Bianchi e Elisabetta Kolar, L’assistente sociale e la prima domanda di aiuto, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 3 (dic. 2015), pp. 499-515
Secondo gli autori la collocazione del servizio sociale professionale nei punti di accesso al sistema dei servizi e, sul versante disciplinare, le riflessioni teoriche relative al primo contatto tra persona e servizi paiono giustificare, in termini di opportunità e pertinenza, la scelta di circoscrivere la rilevazione agli assistenti sociali. L’attenzione dedicata dalla presente ricerca alle rappresentazioni che questi professionisti hanno del primo contatto tra la persona e il mondo dei servizi consente di evidenziare quel patrimonio conoscitivo, socialmente elaborato e condiviso, che nel suo insieme costituisce, una “forma di sapere pratico”.

A cura di Francesco Messia e Chiara Venturelli, Il welfare di prossimità. Partecipazione attiva, inclusione sociale e comunità, Erickson, Trento, 2015, pp. 226
Nel quadro del dibattito attuale e urgente sulle forme alternative e praticabili di welfare, il volume raccoglie contributi provenienti da diverse esperienze e territori: una fattoria sociale, i servizi di collocamento mirato, le associazioni di volontariato, la cooperazione sociale e i servizi socio-sanitari, proponendo un cambiamento di paradigma culturale ed economico. Al centro viene messa la prossimità, che può diventare una soluzione per ottimizzare risorse e qualità della vita. Francesco Messia lavora al Servizio Studenti Disabili dell’Università di Bologna. Chiara Venturelli ha lavorato per alcuni anni come tutor e educatrice nelle scuole secondarie di primo e secondo grado nel comune di Modena. E’ allegato al libro dvd con l’adattamento teatrale di “Il welfare di prossimità – S’io fossi foco”, basato su un testo originale di Andrea Canevaro.
Collocazione Biblioteca: 17394

downloadPaolo Ferrario, Politiche sociali e servizi. Metodi di analisi e regole istituzionali, Carocci Faber, Roma, 2015, pp. 447
Il testo si rivolge ai professionisti che operano nel settore, con particolare riguardo ad assistenti sociali, educatori professionali, pedagogisti e psicologi. Con la riforma costituzionale del 2001 si è entrati in una nuova fase delle politiche dei servizi alla persona e alla comunità. In particolare si è accentuato il processo di regionalizzazione e localizzazione delle azioni organizzative, rendendo più complesso individuare i caratteri unitari del modello italiano che, per tali ragioni, si è trovato più esposto alla crisi finanziaria pubblica iniziata nel 2008. Tre gli obiettivi di questo volume: definire l’analisi dei caratteri storico-istituzionali della svolta del 2001; indicare, a scopo didattico, alcuni schemi e metodi di studio e analisi delle politiche messe in atto nei vari ambienti operativi; proporre una serie di monografie su alcune aree problematiche dei servizi, sociali, sanitari ed educativi. P. Ferrario è formatore nel settore delle professioni sociali e docente di Scienze Pedagogiche.
Collocazione Biblioteca: 17375

Patrizia Marzo, L’assistente sociale 2.0, Politiche sociali e lavoro di comunità, La Meridiana, Molfetta (BA), 2015, pp. 160
L’assistente sociale è ancora oggi l’unica professione di aiuto che porta nella propria definizione l’aggettivo “sociale”. Tuttavia, la dimensione comunitaria del servizio sociale professionale è trascurata a vantaggio del lavoro sui casi, anche se contribuisce a ridurre il numero di cittadini-utenti e a migliorare le relazioni di aiuto con ciascuno di essi. Questo testo è un invito a scoprire/riscoprire il rilevante ruolo dell’assistente sociale nei processi di prevenzione e di educazione, nell’emancipazione delle fasce più deboli delle comunità, nel rafforzamento delle pari opportunità fra esseri umani, nel ribaltamento delle tradizionali logiche tecnico-professionali, che impongono di guardare non solo ai bisogni dell’utente, ma anche alla comunità come risorsa, nella quale i cittadini esprimono tutte le proprie potenzialità.
Collocazione Biblioteca: 17372

Silvia Fargion, Il metodo del servizio sociale. Riflessioni, casi e ricerche, Carocci Faber, Roma, 2015, pp. 223
Come lavorano gli assistenti sociali? Quali percorsi e processi caratterizzano le loro pratiche? Questo testo introduce le varie fasi del processo metodologico di servizio sociale e identifica gli aspetti distintivi di questa professione nel lavoro con le persone e con i loro contesti di vita, in una logica di promozione dell’inclusione e della solidarietà sociale. La contemporanea attenzione alle dimensioni personali, istituzionali e sociali degli interventi, la professionalità riflessiva, la dimensione di ricerca e quella etica e valoriale fanno da sfondo a una rivisitazione dei passaggi cruciali dell’intervento. Il lavoro sociale è caratterizzato dalle contemporanee e a volte contraddittorie esigenze di rigorosa metodologia e di valorizzazione della dimensione umana del processo. Il testo propone nuove strade per coniugare queste due rilevanti istanze. Coerentemente con un approccio riflessivo alla metodologia del servizio sociale, né presenta le varie fasi, attraverso l’analisi di casi e di incidenti critici e il riferimento ai principali risultati della ricerca scientifica. L’autrice è professore associato alla Libera Università di Bolzano-Bozen, dove insegna Servizio sociale.
Collocazione Biblioteca: 17156

41DaO4uuyaL._SX335_BO1,204,203,200_Luca Fazzi, Servizio sociale riflessivo. Metodi e tecniche per gli assistenti sociali, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 172
Il servizio sociale riflessivo è composto dal più vasto insieme di metodi e tecniche che permettono agli operatori di essere consapevoli del proprio agire professionale e di contribuire, in modo coerente con i principi e i fondamenti etici della professione, al cambiamento dei modelli di organizzazione e lavoro nei servizi. Il volume analizza le pratiche di servizio sociale riflessivo attraverso il resoconto del lavoro quotidiano degli assistenti sociali. Decine di racconti e storie di professionisti rivelano al tempo stesso le difficoltà e le opportunità che si aprono per il servizio sociale quando sono chiariti i meccanismi taciti e inconsapevoli che orientano la professione, attraverso processi di apprendimento e socializzazione in ambienti in cui prevalgono burocrazia e norme standardizzate rispetto a riflessività e tensione alla promozione e alla soddisfazione dei bisogni delle persone. Luca Fazzi è docente presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, dove insegna Metodi e tecniche di servizio sociale e Lavoro sociale.
Collocazione Biblioteca: 17199

Giovanni Viel. Servizio sociale e complessità, Maggioli, Santarcangelo di Romagna (RN), 2015, pp. 158
A fronte della complessità che l’assistente sociale incontra nel lavoro, l’autore si confronta con la teoria della complessità di Edgar Morin, chiedendosi se leggere nell’ottica della complessità la realtà delle persone, gli eventi interni ed esterni, le situazioni di disagio può consentire una più ampia comprensione e aprire nuove strade di intervento, consentendo una strategia di relazione più compartecipe. Questo approccio viene applicato ad alcuni casi emblematici nel Consultorio Familiare Friuli.
Collocazione Biblioteca: 17295

Cristiano Gori, Valentina Ghetti, Giselda Rusmini, Rosemarie Tidoli, Il welfare sociale in Italia. Realtà e prospettive, Carocci, 2014, pp.288
Qual è l’attuale situazione del welfare sociale in Italia? Quali ipotesi si prospettano per il suo futuro? Il libro affronta queste domande cruciali riguardanti la realtà e le prospettive degli interventi rivolti perlopiù ad anziani non autosufficienti, persone con disabilità, famiglie in povertà e prima infanzia. La parte prima presenta i principali tratti che contraddistinguono oggi il welfare sociale del nostro paese per poi esaminare gli interventi che hanno contribuito a determinarli. La parte seconda, invece, mette a fuoco le diverse strade che il welfare sociale italiano potrebbe intraprendere nei prossimi anni e discute le opzioni che determineranno quale verrà effettivamente scelta.
Collocazione Biblioteca:17093

812di6YwdhLMaria Luisa Raineri, Linee guida e procedure di servizio sociale. Manuale ragionato per lo studio e la consultazione. Seconda edizione aggiornata, Trento,  Erickson, 2014, pp. 533
Il volume raccoglie in maniera sistematizzata le linee guida e le procedure di servizio sociale professionale, vale a dire le indicazioni operative che gli assistenti sociali, impegnati nel lavoro sul campo a diretto contatto con l’utenza, seguono in ottemperanza alle leggi di settore, agli orientamenti dell’ente per cui lavorano, ai regolamenti di servizio. I contenuti sono organizzati attorno ai diversi tipi di utenza di cui si occupa il servizio sociale professionale: persone con difficoltà di reddito e di alloggio, anziani non autosufficienti, persone con disabilità, persone con difficoltà legate ai rapporti di coppia, famiglie in cui vi sono difficoltà genitoriali, minorenni interessati da provvedimenti di tutela, minorenni sottoposti a procedimento penale, persone con problemi di dipendenza, persone con problemi di salute mentale, persone sottoposte a misure penitenziarie e persone con difficoltà legate all’immigrazione. In ciascun capitolo, per ogni area di utenza vengono riportate alcune specifiche informazioni di contesto, le fasi essenziali del processo di aiuto e la descrizione delle varie prestazioni legate a quel tipo di problema, con l’indicazione del procedimento che segue l’assistente sociale per attivarle, monitorarne la realizzazione e verificarne gli esiti.
Collocazione Biblioteca: 16876