Area privato sociale

16031Emanuele Polizzi, Tommaso Vitale, Riforma del Terzo settore: verso quale approdo?, in Aggiornamenti Sociali, a. 68, n. 2 (feb. 2017), pp. 102-112
Il Terzo settore comprende associazioni, gruppi, comitati, cooperative, società mutualistiche il cui ambito d’azione è molto vasto, dallo sport, alla sanità, all’arte. Gli autori considerano un’occasione di rilancio la Legge delega di riforma e il relativo percorso di attuazione. Gli autori sono entrambi docenti universitari.

Massimo Campedelli … [et al.], Caratteristiche e transizioni del non profit in Italia, in Politiche Sociali, a. 3, n. 1 (gen.-apr. 2016), pp. 21-122
Lo scopo di questo focus è quello di aggiungere analisi e considerazioni al dibattito sulla riforma del Terzo settore, attualmente in discussione in Parlamento, dibattito che negli ultimi quarant’anni è andato crescendo in ambito politico e mutidisciplinare. Si propone inoltre di offrire indicazioni di metodo per affrontare uno scenario complesso dal punto di vista politico, giuridico ed economico. I contributi presenti nel focus si concentrano su alcune linee di riflessione. Sulla prima, che riguarda la “demografia” delle istituzioni no-profit, sono centrati i seguenti contributi: “Il non profit: conoscenza e cambiamento” di M. Campedelli e G. B. Sgritta, “Cambiamenti organizzativi e ruolo societario delle organizzazioni di Terzo settore” di M. Lori e E. Pavolini. L’articolo di F. Deriu e D. De Francesco analizza le “Differenze di genere nell’occupazione, l’organizzazione e la gestione delle istituzioni non profit in Italia”; l’articolo di G. P. Barbetta e R. Lodigiani “In or out? Le società di mutuo soccorso tra Terzo settore e welfare plurale” affronta il tema dei confini tra settore no profit ed economia sociale; infine il contributo di S. Busso ed E. Gargiulo “«Convergenze parallele»: il perimetro (ristretto) del dibattito italiano sul Terzo settore” è una rassegna (non esaustiva) degli studi sul tema fatti negli ultimi quarant’anni.

A cura di Franco Floris, Buona economia senza buone istituzioni? Prime riflessioni dopo la legge delega sul Terzo settore e impresa sociale, in Animazione Sociale, a. 46, n. 300 (apr. 2016), pp. 3-13
Nell’intervista a Luca Fazzi, docente di Sociologia presso l’Università di Trento ed esperto di temi del Terzo settore e di cittadinanza attiva, si affrontano interrogativi su come dare futuro al Terzo settore e all’impresa sociale dopo l’approvazione della legge delega.

cop1506Welforum: Rivisitare il rapporto tra enti pubblici e del privato sociale, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 45 n. 2.2 (giu. 2015), pp. 3-33
La monografia prosegue (dopo il numero di maggio) la pubblicazione di articoli tratti dagli interventi al Seminario Welforum dal titolo “Verso una nuova strategia di relazione tra enti pubblici ed enti del privato sociale”, tenutosi a Firenze il 4-5 dicembre 2014. Vengono qui presentate le esperienze locali, portate avanti in diversi territori italiani, sulla coprogettazione, la domiciliarietà, l’officina partecipata, le abitazioni assistite, il welfare comunitario, le integrazioni tra le professioni sociali. Nel numero successivo (a. 45, n. 2.1, mag. 2015, pp. 1-31) troviamo la monografia Costruire nuove relazioni tra enti pubblici e privato sociale. Speciale welforum, dove sono presentate le relazioni più di taglio politico, nazionali e regionali, aggiornate seguendo l’iter parlamentare della riforma del Terzo settore

A cura di Matteo Olivo, Il farsi impresa di un’impresa che si vuole sociale. Quel che il nostro tempo richiede alle imprese sociali per una co-produzione del welfare, in Animazione Sociale, n. 291 (2015), pp. 3-12
Intervista a Stefano Zamagni, docente di Economia politica presso l’Università di Bologna,secondo il quale la cooperazione sociale e il terzo settore, facendo leva sullo spirito imprenditoriale che hanno accumulato nella loro storia, oggi sono chiamati a lavorare a una nuova fase imprenditiva che può prendere forma dal confronto tra terzo settore, imprese profit, pubbliche istituzioni.

225sociologia_e_politiche_sociali_3_2015A cura di Lucia Boccacin, Annette Zimmer, La morfogenesi del terzo settore: approcci e prospettive internazionali, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 3 (2015), vol.18, pp. 5-171
Questo numero della rivista propone una riflessione sulle organizzazioni di terzo settore in Europa, alla luce di studi e analisi condotte in Germania, Inghilterra, Spagna, Irlanda, Croazia e Italia. Le analisi condotte entro i diversi contesti consentono di chiarire le peculiarità della presenza del terzo settore a livello internazionale, il suo apporto distintivo, i tratti qualificanti e quelli di criticità. Il quadro complessivo che emerge è quello di un settore sociale composito, differenziato e in profonda trasformazione sotto il profilo culturale, organizzativo e operativo. Chiudono la rivista due ricerche che parlano rispettivamente del volontariato giovanile in Emilia Romagna e di come la mutua sanitaria Cooperazione Salute di Trento possa essere un caso di innovazione sociale

A cura di Matteo Orlandini, Niels Akestrom Andersen, Partnership e interfacce regolative oltre il welfare state, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 1 (2015), pp. 9-102
La monografia vuole continuare la riflessione sulle partnership sociali con un taglio teorico ed empirico. Il primo contributo approfondisce il concetto di partnership come forma del contratto. Il secondo presenta lo sviluppo del modello sociale tedesco di partenariato tra Stato sociale e società civile organizzata: sotto l’onda della liberalizzazione del corporativismo, questo modello rischia oggi di ridursi a un universo in cui esistono solo Stato e mercato. Il terzo contributo svolge il tema della partnership dal punto di vista dell’incertezza che oggi caratterizza il sistema del welfare. Infine l’ultimo articolo indaga sulle partnership attraverso i dati raccolti con l’ultimo Censimento Istat sulle Istituzione Non Profit.

0392-2278Massimo Tagarelli. La partecipazione del terzo settore nella pianificazione di zona. Sinergie e occasioni perse per la costruzione del welfare locale?, in Autonomie locali e servizi sociali,  n. 1 (apr. 2014), pp. 81-94
L’articolo mira a riflettere sulle discrasie esistenti tra enunciazione formale e pratiche reali nei modelli di governo della programmazione sociale. L’ipotesi che l’autore cerca di indagare è che una delle ragioni per cui la costruzione partecipata della pianificazione di zona si presenta in modo difforme e discontinuo sul territorio risiede nel fatto che l’élite politico-amministrativa faccia fatica ad adeguarsi a un modello di governo declinato in termini di “governance” piuttosto che di “government” e, soprattutto, a identificare il terzo settore come parte sociale nel processo di costruzione allargata delle politiche pubbliche.