Area terzo settore e privato sociale

cop1805Adelelmo Lodi Rizzini, Il rinnovamento del welfare locale: l’azione del privato sociale nella Grande Mantova, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 2 (primavera 2018), pp. 23-27
L’autore riferisce, anche con dati statistici, di un’esperienza condotta dal Collettivo del Comitato CASA San Simone di Mantova, associazione privata che collabora con enti pubblici. L’attenzione è rivolta alle famiglie, alle problematiche lavorative, agli anziani, ai licenziati, ai giovani dipendenti da sostanze e psicofarmaci. L’autore conclude a favore dell’importanza del privato sociale per coprire le difficoltà del settore pubblico nel fornire assistenza alla fasce più povere della società, sia a livello sociale che sanitario

A cura di Animazione Sociale, Un Paese non cresce senza il Terzo Settore. Terzo settore in transito sotto la spinta della Riforma, in Animazione Sociale, n. 316 (2018), pp. 6-14
Intervista a Stefano Zamagni, docente di Economia politica presso l’Università di Bologna, secondo il quale la recente riforma del Terzo settore risponde all’esigenza di portare a termine il disegno della Costituzione, uscendo da visuali che vedevano il Terzo settore come supplenza ai deficit di stato e mercato, per riconoscerlo di diritto partecipe di una sovranità condivisa per governare il Paese. Zamagni offre le sue riflessioni sulle dinamiche con cui misurarsi “dopo” la legge di riforma.

Luca Fazzi, La riforma del terzo settore e impresa sociale. Tra enfasi retoriche, diffusi corporativismi, segnali di innovazione, in Animazione Sociale, a. 47, n. 312 (set.-ott. 2017), pp. 25-37
L’autore considera diverse problematiche concernenti l’ambito del terzo settore, che comprende l’impresa sociale e il servizio civile. In primo luogo la crisi economica condiziona fortemente gli investimenti nel settore creando difficoltà di collaborazione fra pubblico e privato. I recenti cambiamenti sociali come l’immigrazione rendono più difficile la programmazione degli interventi in un sistema legislativo complesso e inadeguato. Si pone inoltre il problema del controllo delle attività svolte per indirizzare nuovi investimenti che coinvolgano anche aziende private. Luca Fazzi è professore ordinario presso il Dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell’Università di Trento.

355Stefano Arduini … [et al.], La Grande Riforma. Terzo settore, in Vita, sett. 2017, pp. 23-57
La monografia è dedicata alla riforma del Terzo settore, una realtà che in Italia occupa poco meno di un milione di lavoratori, con un fatturato di quasi 70 miliardi di euro. Nei prossimi 18 mesi saranno emanati i provvedimenti attuativi dei decreti legislativi che riformano il Terzo settore, l’impresa sociale e il servizio civile universale. La monografia è composta da tre capitoli: “L’ultimo miglio”, “Gli autori della riforma”, “La pagella”.

A cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella, È venuto il tempo dell’impazienza. Il mondo dei servizi di welfare e delle cooperative sociali tra declino e metamorfosi, in Animazione Sociale, a. 47, n. 311 (lug. – ago. 2017), pp. 3-14
L’intervistata, la sociologa Ota De Leonardis, davanti al declino che avvolge i servizi di welfare, del pubblico e del privato sociale, ritiene sia venuto il tempo dell’impazienza. L’impazienza per troppi atteggiamenti adattivi, che portano ad aprirsi “piccole nicchie” e lasciare per il resto che le cose vadano come vanno. L’impazienza per la diffusa aderenza al reale, che finisce per far percepire la realtà addirittura come necessità. L’impazienza di fronte a relazioni che si chiudono su di sé o nella relazione con l’utente, fino a smarrire ogni significato storico. L’impazienza davanti a un sociale che accetta i codici di competizione, rinunciando a far valere la propria diversità nella costruzione del futuro.

A cura di Gino Mazzoli, Franco Floris, Quando e come l’economia sociale può dirsi solidale? Nuove tessiture per risvegliare nei territori l’intelligenza collettiva, in Animazione Sociale, n. 308 (2017), vol. 47, pp. 3-15
L’articolo propone l’intervista a Jean-Louis Laville sulla crisi del Terzo Settore, spesso schiacciato dalla mancanza di risorse finanziarie. Esistono, secondo Laville, anche opacità interne all’economia sociale stessa, a livello di pensiero e di prospettiva, laddove prevalgono adattamenti passivi all’economia di mercato o a istituzioni pubbliche segnate da logiche gerarchiche. Occorre che l’economia sociale si consolidi come attore di una diversa economia e di una diversa politica. Secondo Laville questo si ottiene facendo leva su un clima economico, culturale e politico alimentato anche da principi di condivisione e convergenza fra una pluralità di attori in un territorio.

A cura di Ugo Ascoli, Emmanuele Pavolini, Volontariato e innovazione sociale oggi in Italia, Il Mulino, Bologna, 2017, pp. 326
Coprendo un vuoto nella letteratura sociologica italiana, questo volume, che si avvale del contributo di alcuni fra i più autorevoli studiosi di welfare, di volontariato e di partecipazione democratica, intende offrire un quadro completo e aggiornato del contesto in cui lavorano le organizzazioni di volontariato, evidenziando le sfide che dovranno affrontare per continuare a essere innovative e adattarsi ai mutamenti sociopolitici in corso. Le riflessioni sul sistema di welfare e l’analisi dell’azione volontaria si intrecciano con dati ricavati dalla ricerca empirica quantitativa (survey su campioni di volontari e di organizzazioni, banche dati, dati Istat). Ne deriva un volume rigoroso sul piano scientifico, ma accessibile anche a volontari, policy makers e responsabili di organizzazioni di terzo settore e di volontariato.
Collocazione Biblioteca: 18063

imagesA cura di Carlo Andorlini, Generare comunità. Innovazione e sviluppo del volontariato in una organizzazione a forte vocazione comunitaria, Pacini, Pisa, 2016
L’esperienza riportata in questa pubblicazione si riferisce a un interessante processo “in progress” di sviluppo di organizzazioni di volontariato e del terzo settore verso una loro dimensione e un loro ruolo sempre più «di comunità». Si tratta della narrazione di un percorso associativo (di secondo livello) che, accanto al tema della gestione e della crescita delle attività statutarie tipiche delle proprie associate, inserisce una dimensione di ricerca e sperimentazione relativa alla costruzione di processi aperti e di strumenti e metodi collaborativi. Ciò che viene riportato è il risultato dell’osservazione e rilettura fatte insieme a vari livelli di risorse umane coinvolte (operatori, volontari, dirigenti) in un progetto realizzato nelle sei regioni del sud e riferito a varie attività di formazione, di cantieri sociali e di confronto pubblico con altri attori istituzionali e del terzo settore.
Collocazione Biblioteca: 18028

Emanuele Polizzi, Tommaso Vitale, Riforma del Terzo settore: verso quale approdo?, in Aggiornamenti Sociali, a. 68, n. 2 (feb. 2017), pp. 102-112
Il Terzo settore comprende associazioni, gruppi, comitati, cooperative, società mutualistiche il cui ambito d’azione è molto vasto, dallo sport, alla sanità, all’arte. Gli autori considerano un’occasione di rilancio la Legge delega di riforma e il relativo percorso di attuazione. Gli autori sono entrambi docenti universitari.

Massimo Campedelli … [et al.], Caratteristiche e transizioni del non profit in Italia, in Politiche Sociali, a. 3, n. 1 (gen.-apr. 2016), pp. 21-122
Lo scopo di questo focus è quello di aggiungere analisi e considerazioni al dibattito sulla riforma del Terzo settore, attualmente in discussione in Parlamento, dibattito che negli ultimi quarant’anni è andato crescendo in ambito politico e mutidisciplinare. Si propone inoltre di offrire indicazioni di metodo per affrontare uno scenario complesso dal punto di vista politico, giuridico ed economico. I contributi presenti nel focus si concentrano su alcune linee di riflessione. Sulla prima, che riguarda la “demografia” delle istituzioni no-profit, sono centrati i seguenti contributi: “Il non profit: conoscenza e cambiamento” di M. Campedelli e G. B. Sgritta, “Cambiamenti organizzativi e ruolo societario delle organizzazioni di Terzo settore” di M. Lori e E. Pavolini. L’articolo di F. Deriu e D. De Francesco analizza le “Differenze di genere nell’occupazione, l’organizzazione e la gestione delle istituzioni non profit in Italia”; l’articolo di G. P. Barbetta e R. Lodigiani “In or out? Le società di mutuo soccorso tra Terzo settore e welfare plurale” affronta il tema dei confini tra settore no profit ed economia sociale; infine il contributo di S. Busso ed E. Gargiulo “«Convergenze parallele»: il perimetro (ristretto) del dibattito italiano sul Terzo settore” è una rassegna (non esaustiva) degli studi sul tema fatti negli ultimi quarant’anni.

A cura di Franco Floris, Buona economia senza buone istituzioni? Prime riflessioni dopo la legge delega sul Terzo settore e impresa sociale, in Animazione Sociale, a. 46, n. 300 (apr. 2016), pp. 3-13
Nell’intervista a Luca Fazzi, docente di Sociologia presso l’Università di Trento ed esperto di temi del Terzo settore e di cittadinanza attiva, si affrontano interrogativi su come dare futuro al Terzo settore e all’impresa sociale dopo l’approvazione della legge delega.