aggiosociali210Angelo Moretti, Gabriella Debora Giorgione, La rete Welcome, una nuova vita per i piccoli Comuni, in Aggiornamenti Sociali, a. 70, n. 12 (dic. 2019), pp. 840-847
L’articolo descrive l’esperienza della Rete dei Piccoli Comuni, attiva nelle province di Benevento ed Avellino, dove sono attivi 13 centri SPRAR. Il progetto persegue l’obiettivo generale di migliorare le condizioni di vita degli abitanti nei piccoli comuni, inferiori ai 5.000 abitanti, attraverso interventi di imprenditoria sociale, rivolti agli immigrati che intendono stabilirsi in queste comunità e ai disoccupati originari del posto che intendono rimanervi o farvi ritorno.

Alberto Merler, Svantaggio sociale, inserimento lavorativo e normalità di vita, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 3 (estate 2019), pp. 33-35
L’inserimento lavorativo di persone collocabili nell’area dello svantaggio sociale richiede comprensione e gestione attraverso più punti di vista. Il SERD (Servizio dipendenze) dell’Azienda per la Tutela della Salute nell’attuazione di politiche sociali ha utilizzato l’approccio del SILFI di Sassari che si basa sulla relazione di aiuto e sulla valorizzazione delle risorse del territorio. Nella relazione di aiuto si sviluppa la motivazione al cambiamento.

Rosangela Lodigiani, Trasformazioni del lavoro: l’Italia è in ritardo, in Aggiornamenti Sociali, a. 70, n. 6-7 (giu.-lug. 2019), pp. 456-463
In Italia il mercato del lavoro è segnato da un tasso di disoccupazione ancora molto elevato in tutte le fasce di età, con particolare incidenza sui giovani e sulle donne, a fronte di un’accelerata evoluzione delle imprese e delle tecnologie. L’autrice si domanda quale futuro e quali caratteristiche dovrà assumere il lavoro per essere dignitoso e strumento di coesione sociale.

prosciali210Eleonora Maglia, Economia circolare per l’inclusione lavorativa, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 2 (primavera 2019), pp. 25-28
Nell’articolo si analizza un percorso ascrivibile all’economia circolare e al welfare comunitario attivato da una cooperativa sociale onlus con l’obiettivo di creare occupazione per le persone svantaggiate tramite la raccolta e la rimessa in uso di prodotti destinati al macero, partendo dal dibattito scientifico odierno che rivela la necessità di modelli economici alternativi che tengano in considerazione il progressivo esaurimento delle risorse e le conseguenze avverse di produzioni inquinanti e impattanti sull’ambiente.

Emmanuele Pavolini, Ugo Ascoli, Il welfare fiscale-occupazionale: nuove prospettive di ricerca, in Politiche Sociali, n.1 (gen.-apr. 2019), pp. 23-135
Il Focus tratta del welfare fiscale-occupazionale in Italia e del suo ruolo nel sistema di protezione sociale italiano. Il focus comprende cinque articoli, che affrontano sia lo sviluppo e la storia del welfare in Italia, sia la politica sociale della casa nei paesi europei, sia il welfare aziendale.

Marina Mastropierro, Giovani generazioni: il ruolo delle politiche pubbliche nel ritardo italiano, in RPS : La rivista delle politiche sociiali, n.1 (gen.-mar. 2019), pp. 233-247
Quest’ articolo contribuisce al dibattito in corso sul ritardo nella transizione all’età adulta delle giovani generazioni italiane. Il ruolo che le politiche pubbliche giocano nella produzione sociale di tale ritardo merita di essere approfondito. L’articolo si chiude con la proposta di politiche rivolte a costruire un nuovo patto sociale in Italia

animsocialee331.210Betty Lazzarotto, Lavorare con adulti difficili nello stare al lavoro. L’ educabilità come via per uscire dal condizionalismo, in Animazione Sociale, n. 8/331 (2019), pp. 40-48
A chi è assediato dalla povertà si offrono poche risorse, ma si impongono molte condizioni, spesso non sopportabili. Mentre si assegna un posto di lavoro, non si può allora non chiedersi quale lavoro sia sensato per le persone, ma anche come accompagnarle a “tenere il lavoro”, scommettendo sulla loro educabilità. Esiste una categoria di persone, uscita dal mercato o quasi mai entrata, tra i 40 e i 60 anni, che, per ragioni biografiche e contingenti, rischia di non potere lavorare mai o, perlomeno, di non poterlo fare nel mercato tradizionale.

Romano Benini, La disabilità tra inclusione sociale e attivazione al lavoro a vent’anni dalla legge 68 del 1999 per l’inserimento mirato dei disabili, in Salute e società, a18, n. 2 (2019), pp. 145-159
L’autore effettua una valutazione della normativa introdotta in Italia grazie alla legge n. 68 del 1999, che ha riconosciuto il diritto al lavoro delle persone disabili, con un inserimento mirato in un ambiente che possa valorizzare le residue capacità lavorative. A vent’anni dalla legge, l’autore ne analizza i punti di forza, i limiti e l’impatto.

Francesca Belmonte, L’ assistente sociale in azienda, in Welfare oggi, a. 24, n. 1 (gen.-feb. 2019), pp. 56-59
L’autrice, assistente sociale, si interroga sul perché anche le aziende, talvolta, si dotano di assistenti sociali. Oltre alla responsabilità sociale verso i propri dipendenti, uno dei motivi è la consapevolezza che prendere in carico i problemi dei propri lavoratori rende l’azienda più produttiva e ne aumenta la qualità.

lavoroallaspina210A cura di Alessandro Somma, Lavoro alla spina, welfare à la carte. Lavoro e Stato sociale ai tempi della gig economy, Milano, Meltemi, 2019, 282 p.
Gli anni Ottanta hanno avviato la reazione neoliberale contro un sistema che aveva assicurato un accettabile equilibrio tra democrazia e capitalismo. Il risultato è un ritorno all’Ottocento, l’epoca in cui la relazione di lavoro era considerata una relazione di mercato qualsiasi, e l’accesso alla sicurezza sociale la contropartita per la rinuncia alla lotta politica, la cui concessione era non di rado affidata all’impresa. Il libro ricostruisce le tappe e i risvolti di questo percorso, ben rappresentati dallo schema del capitalismo delle piattaforme e dei processi di privatizzazione del welfare, soffermandosi sulle vicende di più bruciante attualità come il caso Uber e la vertenza Foodora.
Collocazione Biblioteca: 18445

Ugo Ascoli … [et al.], Welfare Italia, in Politiche Sociali, a. 5, n. 3 (set.-dic. 2018), pp. 423-448
La monografia fa il punto sulla situazione del welfare in Italia affrontando tre problematiche. Le prime due trattano dell’accoglienza dei richiedenti asilo e del sistema previdenziale anche per gli immigrati.  Si segnala in modo particolare la terza che ratta il welfare occupazionale, cioè l’insieme di prestazioni che a livello aziendale o categoriale vengono riconosciute dalle imprese a favore dei lavoratori, e i suoi rapporti con la contrattazione collettiva.

Fiorella Farinelli, Nuovi centri per l’impiego, in Rocca, a. 77, n. 22 (nov. 2018), pp. 29-31
L’articolo considera le difficoltà di funzionamento dei centri per l’impiego in Italia. Essi sono poco numerosi con personale insufficiente. Inoltre le attuali politiche sociali privilegiano altri tipi di approccio che tendono ad escludere l’attività di tali servizi che andrebbero modernizzati con un maggiore utilizzo delle nuove tecnologie. Le imprese private si rivolgono ai centri con una certa difficoltà.

hp210A cura di AlLes Associazione per l’Inclusione Lavorativa e Sociale delle persone svantaggiate, Ottanta (E)venti. La cooperazione sociale tra accoglienza innovazione e coprogettazione, in HP: Accaparlante, n. 14 (2018), pp. 5-50
L’Associazione per l’Inclusione Lavorativa e Sociale delle persone svantaggiate, insieme ad alcuni dei tanti protagonisti del welfare bolognese, ha avviato una riflessione tesa a delineare una sorta di mappatura di problemi e opportunità con cui ci si dovrà confrontare in futuro. Il titolo della monografia prende spunto dalle percentuali con cui si valutano gli appalti di gara, dove trovano riferimento sia la parte economica che la relazione di qualità che rappresenta il valore aggiunto del progetto. Il numero è accompagnato da uno sguardo all’estero, con gli obiettivi mondiali dell’Agenda 2030 riguardanti la disabilità.

Filippo Giordano, I tirocini di inclusione sociale, Le novità introdotte dal Ministero del Lavoro per l’avvio, nel mondo dell’occupazione, di persone beneficiarie del ReI, in Qualità Sociale, a. 22, n. 50 (ott. 2018), pp. 83-88
Nell’articolo vengono esposte numerose informazioni riguardanti il reddito di inclusione con particolare riguardo all’inserimento lavorativo (Progetto Giovani) ed al tirocinio di inclusione sociale. Filippo Giordano è esperto in consulenza del lavoro.

A cura di Michele Raitano e Giovanni B. Sgritta, Un welfare per le generazioni, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 3 (lug.-set. 2018), pp. 7-181
La monografia comprende i seguenti articoli: 1) Generazioni: dal conflitto alla sostenibilità, di Giovanni B. Sgritta e Michele Raitano; 2) La “ricalibratura intergenerazionale”: sviluppi di policy e dinamiche politiche, di Marcello Natili e Matteo Jessoula; 3) Il divario generazionale nell’accesso al mercato del lavoro: differenziazione e destandardizzazione delle traiettorie d’ingresso, di Emanuela Struffolino e Michele Raitano; 4) La questione generazionale nel sistema pensionistico italiano: le modifiche normative e il contesto macro-economico, di Carlo Mazzaferro, 5) La trasmissione intergenerazionale di reddito e ricchezza, di Luigi Cannari e Giovanni D’Alessio; 6) Bisogni e risorse di cura: generazioni di anziani a confronto, di Barbara Da Roit e Marta Pantalone; 7) Generazioni, equità e politiche pubbliche in un’Europa che invecchia, di Pieter Vanhuysse; 8) Competenze e lavoro: la sfida della Cgil per le nuove generazioni, di Giuseppe Massafra

polis210Maddalena Cannito, Fathers and Parental Leave: The Role of the Work Environment and the Gendered Family Friendliness in the Private Sector, in Polis, a. 32, n. 2 (ago. 2018), pp. 217-242
L’articolo ha come obiettivo quello di indagare se aziende private che implementano politiche per l’equilibrio tra lavoro e vita privata e che tutelano le famiglie (family friendly), incoraggino i padri a utilizzare il congedo parentale. Le interviste a responsabili delle risorse umane e ai padri che hanno utilizzato il congedo parentale hanno rivelato che le società “family friendly” non incoraggiano l’utilizzo del congedo parentale quando non attuano politiche a tutela dei padri. Infatti, nonostante l’impegno da parte delle aziende nel sostenere l’equilibrio tra lavoro e vita privata dei dipendenti, la tutela della famiglia attuata dalle politiche formali e informali è sempre declinata al femminile e si rivela scoraggiante per un padre che intenda usufruire del congedo parentale. Inoltre, le politiche aziendali e gli ambienti di lavoro spesso riproducono stereotipi di genere e il congedo parentale viene visto come un atto di pigrizia e tradimento nei confronti dell’azienda.

Pasquale di Padova, Enrico Nerli Ballati, Stratificazione sociale, riproduzione delle disuguaglianze e condizione NEET in Italia, in Politiche Sociali, a. 5, n. 2 (mag.-ago. 2018), pp. 245-273
L’articolo affronta il rapporto tra origini sociali e il rischio di far parte della categoria NEET (no istruzione, impiego o formazione) per la fascia di giovani di età 15-24 anni in Italia. Sulla base dei dati del 2015 della “Rilevazione continua sulle forze lavoro” condotta dall’Istat, gli autori mostrano che piuttosto che essere un nuovo fenomeno generazionale, lo stato di NEET è profondamente annidato nel cosiddetto triangolo OED, che include la classe sociale di origine, le scelte educative e il loro conseguimento e destinazione sociale. I risultati dell’indagine dimostrano che il tasso di NEET, così come la durata della disoccupazione o dell’inattività tra i NEET, variano drasticamente a seconda dell’origine sociale. Nell’ultima parte, sono discusse brevemente le implicazioni politiche del fenomeno

Giuliano Cazzola, Le politiche del lavoro e del welfare, in Il Mulino, a. 67, n. 2 (2018), pp. 288-295
L’autore, sindacalista, politico e docente universitario, riassume le politiche italiane in materia di lavoro e welfare dal 2008 in poi e presenta le proprie riflessioni su possibili riforme future.