Gli insegnanti e la loro professione

genitori-insegnanti

di Emmanuel Chaunu

COP_Orientamenti-Pedagogici_2-17Nicola Contegreco, L’agire competente del docente nella “progettazione delle competenze, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott.-dic. 2017), vol. 64, pp. 817-830
Nella attuale realtà sociale, la scuola si pone come finalità formativa non un tipo di apprendimento meccanico e sequenziale, ma lo sviluppo di saperi e competenze spendibili fuori dall’aula. Tale cambio di paradigma, però, mostra diverse criticità nell’attuazione quotidiana, poiché si scontra con una cultura didattica da troppo tempo radicata nel lavoro dei docenti e imperniata su un sapere trasmissivo. Per mettere in atto in classe una “progettazione per competenze”, invece, è proprio il docente che per primo ha bisogno di sviluppare una professionalità scientificamente orientata e in cui la componente empirica sia strutturata secondo una profonda conoscenza degli aspetti teorici che ne sono alla base. Il contenuto di questo articolo illustra in che modo l’agire competente dell’insegnante in classe possa incontrare le istanze più importanti degli studenti di oggi.

Paolo Mottana … [et al.], Scuola e famiglia: un’alleanza possibile?, in Pedagogika.it, a. 21, n. 3 (lug.-set. 2017), pp. 8-77
La presente monografia, attraverso il contributo di più autori, sottolinea l’importanza di un dialogo costruttivo tra genitori e insegnanti per costruire una scuola, nella quale i giovani possano trovare un rapporto franco e autentico con chi ha il compito di traghettarli nel mondo della conoscenza per vivere al meglio la loro vita. In una società che, in qualche modo, si è “dimenticata”dei punti di riferimento certi, di fronte a cambiamenti di ruoli all’interno della famiglia, al venir meno di regole a volte considerate obsolete, scuola e famiglia, insegnanti e genitori si rimpallano le difficoltà educative, mescolando in vari contesti la questione relativa alla responsabilità. Secondo gli autori, la necessità di chiarezza su responsabilità e ruoli sarà possibile solo quando il Governo avrà il coraggio di perseguire con determinazione l’obiettivo della Riforma della scuola, attraverso l’istituzione di percorsi formativi seri in grado di “formare” realmente i nostri docenti.

Fiorella Farinelli, La fuga dei giovani maschi, in Rocca, a. 76, n. 7 (apr. 2017), pp. 24-26
In Italia la presenza di insegnanti maschi nella scuola primaria è solo del 4%, dato di poco inferiore alla media europea. L’autrice si interroga sui motivi di ciò, fra cui la difficoltà di scegliere un lavoro considerato tipicamente femminile. Vengono esposte alcune iniziative europee e italiane per ovviare a tale problematica in modo da favorire l’inserimento lavorativo maschile.

E-book FrancoAngeliMaria Clelia Zurlo, Maria Iannario, Domenico Piccolo, Dimensioni dello stress e salute psicologica degli insegnanti: validazione di un modello di rischio attraverso la metodologia CUB per l’analisi di dati ordinali, in Psicologia della Salute, n. 1 (2017), pp. 5-10
Lo studio fa riferimento al modello transazionale dello stress degli insegnanti elaborato da Traves e Cooper (1969) e mira a validare un modello del rischio di disagio psicologico da stress lavorativo, utilizzando la metodologia statistica CUB. Lo studio ha validato la versione italiana del Teacher Stress Questionnaire e, utilizzando come campione insegnanti campani di diversi ordini di scuola, sono stati esplorati gli effetti combinati tra variabili demografiche, situazionali, di personalità e di soddisfazione lavorativa, per indagare il disagio psicologico percepito dai docenti. I risultati della ricerca individuano un modello statisticamente valido che comprende alcuni indicatori di rischio e, a partire da questo modello, sono stati delineati specifici profili di alto e basso rischio di disagio psicologico da stress lavoro-correlato.

A cura di Anna Carletti e Anna Ostinelli, Formazione in ingresso. Accompagnare i nuovi insegnanti all’inizio del percorso professionale, in OPPIinformazioni, a. 43, n. 120 (gen.-giu. 2016), pp. 1-128
Questa monografia raccoglie gli scritti di un gruppo di giovani docenti che sono venuti in contatto con i corsi tenuti dai docenti OPPI impegnati nelle università milanesi. Sono raccolti diversi articoli. 1) Accompagnare i nuovi insegnanti all’inizio del percorso professionale; 2) Il Fantasy. Leggere, giocare, creare, 3) Autobiografia e fumetto nella didattica; 3) La poesia è servita; 4) Verso il genere comico (attra)verso la grammatica, 5) Descrizione: conoscenza di sé e degli altri; 6) Il cooperative learning: per imparare a pensare; 6) L’alunno con ADHD nel gruppo: dallo scontro all’incontro; 7) Per un’apertura presidiata alla ricerca in rete; 8) Per una geografia della responsabilità; 9) E-ducare alla spazialità; 10) Dalla realtà alla fisica; 11) La legge dell’illuminazione. Una tappa nella costruzione del concetto di funzione; 12) La didattica per problemi e i suoi strumenti: il Diario di classe. Si veda anche l’articolo a cura di Maddalena Colombo e Anna Restelli, Studenti con BES e la formazione degli insegnanti, in OPPInformazioni, a. 43, n. 121 (lug.-dic. 2016), pp. 1-80

Michele Pellerey, La diffusione delle tecnologie digitali a scuola sollecita una rivisitazione della didattica come scienza progettuale. Con un corollario: si evidenzia una più incisiva identità del docente come progettatore di percorsi di apprendimento, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2016), vol. 63, pp. 43-68
Lo studio esplora le preoccupazioni che sorgono da una presenza più capillare delle nuove tecnologie, in particolare dei cellulari, nel contesto scolastico e le ricadute che queste potrebbero avere sul progetto educativo. Dal momento che spesso l’uso di queste tecnologie non porta i risultati sperati, è necessario adottare un metodo d’insegnamento ispirato al costruttivismo sociale.

COP_Peer-teaching-e-inclusione_590-1171-2A cura di Claudia Munaro e Ilaria Cervellin, Peer teaching e inclusione. Da insegnante a insegnante: supporto di rete per la condivisione di competenze educative, Erickson, Trento, 2016, pp. 342
In questo volume viene descritta, con riferimenti teorici ma anche con indicazioni e risorse operative, una modalità di intervento di rete basata sul peer teaching, ossia il supporto organizzato e strutturato, da insegnante a insegnante, sperimentato con successo da diversi anni a Vicenza dallo Sportello Autismo e dal Servizio Disturbi di Comportamento. Ilaria Cervellin è insegnante di sostegno specializzata di scuola primaria; Claudia Munaro è insegnante specializzata per le attività di sostegno alla scuola secondaria di primo grado. Collocazione Biblioteca: 17615

Giacomo Dacquino … [et al.], Bullismo: i prof nel mirino, Il nostro tempo, a. 70, n. 38 (ott. 2015), pp. 1, 6-7
Questo numero del settimanale dedica il focus al tema del bullismo a scuola, prendendo in esame in particolare le prevaricazioni degli studenti (e spesso anche dei genitori) nei confronti degli insegnanti (scherzi pesanti, disturbo delle lezioni, minacce verbali e aggressioni fisiche).

A cura di Roberto Camarlinghi, Maestro è chi insegna l’amore per il sapere. Educare è questo: sospingere verso l’apertura di altri mondi, in Animazione Sociale, a. 45, n. 290 (mar. 2015), pp. 3-14
L’intervista allo psicoanalista Massimo Recalcati riprende i temi del suo ultimo libro, “L’ora di lezione” (Coll. Bibl. 17262), che approfondisce l’idea di educazione, la funzione della scuola, ma soprattutto dell’insegnante: i maestri che hanno lasciato un segno nella nostra vita sono quelli che hanno mobilitato in noi il desiderio di apprendere, e che, amando il sapere, ce lo hanno fatto amare. Inoltre la scuola è luogo di incontri, perciò apre al mondo e quindi apre alla vita.

Sofia Dal Zovo, Essere un insegnante con delle competenze socio-emotive: un nuovo fronte per il benessere relazionale-scolastico, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2015), pp. 79-90
Per migliorare il contesto educativo della scuola, occorre focalizzarsi sulla figura dell’insegnante e su una sua maggiore consapevolezza sul fronte socio-emotivo oltre che conoscitivo. L’insegnante deve avere quindi competenze socio-emotive al fine di migliorare la gestione della classe e delle sue dinamiche. Si arriverà così a praticare anche nella scuola italiana, come già in diversi paesi, l’educazione socio-emotiva partendo proprio dagli insegnanti, dalle loro pratiche di scrittura e dalle narrazioni diaristiche, fino ad arrivare all’autoconsapevolezza affettiva.

E_competenze_interculturaliA cura di Piergiorgio Reggio e Milena Santerini, Le competenze interculturali nel lavoro educativo, Carocci, Roma, 2014, pp. 174
Il contatto quotidiano con bambini e giovani di provenienza migrante consente a insegnanti e operatori socioeducativi di sviluppare, a partire dalla pratica, specifiche competenze interculturali: in questo modo costoro possono apprendere anzitutto ad interpretare le culture, al fine di riconoscere le diversità anche individuali; ridurre i pregiudizi, che ostacolano la comprensione della diversità; trovare orizzonti condivisi, cioè quelle somiglianze e punti di incontro che rendono possibile la convivenza nelle società “plurali”. Attraverso una ricerca qualitativa, condotta con tecniche narrative e di esplicitazione, sono stati raccolti ed analizzati 75 racconti di situazioni di lavoro, affrontate da insegnanti ed educatori utilizzando le proprie competenze interculturali. Il libro, corredato anche da contributi teorici e da esperienze di formazione, è rivolto ad insegnanti, educatori, responsabili di servizi educativi e dirigenti scolastici, studenti universitari, che vi possono trovare riflessioni e proposte di lavoro utili per affrontare gli impegnativi compiti del lavoro educativo interculturale.
Collocazione Biblioteca: 17161

A cura di Maddalena Colombo, Disagio degli insegnanti e interventi formativi, in OPPInformazioni, n. 117 (ott.-dic. 2014), pp. 1-80
Il numero della rivista è dedicato al disagio degli insegnanti, tanto più diffuso, più forte ed esplicito quanto più accelerati sono i cambiamenti che toccano la scuola, la società, l’insegnamento. Insieme allo stress e al burnout, gli insegnanti mostrano però anche una notevole resilienza, di cui occorre capire le radici. I contributi pubblicati nel dossier rappresentano alcuni esiti del percorso di analisi del problema e di rilancio di un processo di formazione e autoformazione.

Mario Tagliani, Il maestro dentro. Trent’anni tra i banchi di un carcere minorile, Add, Torino, 2014, pp. 189
L’autore è un maestro, a questo lavoro è arrivato un po’ per caso, un po’ per passione, un po’ per amore. Quando negli anni Ottanta arriva a Torino dalla provincia di Brescia, vince un concorso pubblico e si presenta a scuola per il suo primo giorno da maestro. La direttrice lo guarda, quasi scrutandolo, e poi dice “Che ne pensa del Ferrante Aporti, il carcere minorile della città?”. Comincia così la storia di Mario, il maestro che accompagna sui banchi centinaia di ragazzi che tra quelle mura scontano la loro pena. Il suo è un mondo sconosciuto a chi sta fuori, un mondo di sconfitte e rabbia, ma anche di sorrisi, vittorie e persone che ti cambiano la vita. La prefazione è di Fabio Geda.
Collocazione Biblioteca: 16825

COP_L-evoluzione-dell'insegnante-di-sostegno_NE_590-0916-0Dario Ianes, L’evoluzione dell’insegnante di sostegno. Verso una didattica inclusiva, Erickson, Trento, 2014, pp. 159
I 110.000 insegnanti di sostegno presenti nella scuola italiana sono stati una figura professionale importante per il contributo che hanno dato all’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Oggi, tuttavia, l’integrazione scolastica è sempre più in difficoltà. Il libro propone una tesi shock per realizzare compiutamente i valori di equità e partecipazione che sono alla base dell’integrazione scolastica e che l’hanno ispirata: superare radicalmente la figura professionale “speciale” dell’insegnante di sostegno com’è oggi, trasformandola profondamente. E’ possibile pensare a una scuola più inclusiva senza gli insegnanti di sostegno come siamo abituati a vederli, e senza tagliare gli organici, ma anzi investendo fortemente in inclusione? Una scuola inclusiva ha bisogno di più docenti “normali” in compresenza, di organico funzionale e di “peer tutor”, insegnanti specializzati esperti itineranti che aiutino in modo concreto i colleghi curricolari. In questo modo, secondo l’autore, tutto il corpo docente diventerebbe il vero protagonista responsabile dell’integrazione senza più deleghe a qualcuno.
Collocazione Biblioteca: 16718

Emanuela Nardo, Prof, non capisci niente! Manuale di sopravvivenza per insegnanti sotto stress, Erickson, Trento, 2014, pp. 180
Secondo l’autrice, insegnante in un liceo di Pordenone e docente a contratto di Pedagogia sperimentale presso l’Università di Trieste, uno dei motivi per cui il mestiere dell’insegnante è tra i più difficili è che esso presuppone una formazione continua e in costante aggiornamento. Un docente non può smettere mai, per nessuna ragione, di essere stimolato dal contesto umano in cui opera e dalle richieste complesse della società in cui lui e i suoi studenti vivono. Il libro, costruito sui botta e risposta più tipici della dialettica professore-alunno, fornisce agli insegnanti, spesso stressati e demotivati, strategie pronte all’uso e percorsi formativi o autoformativi per ottimizzare la didattica, insegnare metodi di studio efficaci e comunicare con le proprie classi in modo significativo e costruttivo. Collocazione Biblioteca: 16704

fid11801Philippe Falardeau, Monsieur Lazhar, Canada, 2011, 94′
Bashir Lazhar, immigrato a Montréal dall’Algeria, si presenta un giorno per il posto di sostituto insegnante in una classe sconvolta dalla sparizione macabra e improvvisa della maestra. E non è un caso se Bashir ha fatto letteralmente carte false per avere quel posto: anche nel suo passato c’è un lutto terribile, con il quale, da solo, non riesce a fare i conti. Malgrado il divario culturale che lo separa dai suoi alunni, Bashir impara ad amarli e a farsi amare e l’anno scolastico si trasforma in un’elaborazione comune del dolore e della perdita e in una riscoperta del valore dei legami e dell’incontro. Il cuore del film resta la relazione tra i bambini e il maestro, ovvero l’incontro con l’altro, la scoperta reciproca delle storie personali che stanno dietro un nome e un cognome sul registro, da una parte e dall’altra della cattedra. È questa simmetria, infatti, che, se inizialmente può suonare un po’ meccanica, diviene poi responsabile della forza e della bellezza del film, specie perché il regista e sceneggiatore Philippe Falardeau non pone tanto l’adulto al livello dei bambini quanto il contrario. Posti di fronte alla necessità di superare un trauma, gli alunni di Bashir sperimentano il senso di colpa, la depressione e la paura esattamente come accade all’uomo, nel suo intimo. Insegnando ai bambini e a se stesso a non scappare dalla morte, Lazhar (si) restituisce la vita.
Collocazione Biblioteca: 02D25

La-Classe-Poster-Italia_bigLaurent Cantet, La classe = Entre les murs, drammatico, 2008, 125′
François Bégaudeau è insegnante di francese in una scuola media superiore parigina. Facciamo la sua conoscenza mentre si incontra con i colleghi (vecchi e nuovi arrivati) ad inizio anno scolastico. Da quel momento rimarremo sempre all’interno delle mura scolastiche seguendo il suo rapporto con una classe. Il suo metodo d’insegnamento, che si rivolge a un gruppo eterogeneo di ragazzi e ragazze, mira ad offrire loro la migliore educazione possibile in una realtà in cui i giovani non hanno un comportamento sempre inappuntabile e possono spingere anche il migliore dei docenti ad arrendersi a un quieto vivere che non richieda confronti e magari scontri con gli allievi. Non tutti infatti apprezzano la sua franchezza e il professor Bégaudeau si troverà dinanzi a un caso che lo metterà in una posizione difficile. Grazie all’esperienza, tradotta in una sorta di diario di viaggio attraverso un anno scolastico, dell’insegnante François Bégaudeau il regista ci aiuta a riflettere su quanto l’equilibrio di una realtà classe (anche non border line)oggi possa rivelarsi estremamente precario.
Collocazione Biblioteca: 02D81

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 Peanuts di Charles M. Schulz