Gli insegnanti e la loro professione

genitori-insegnanti

di Emmanuel Chaunu

downloadMaria Teresa Serafini, Perché devo dare ragione agli insegnanti di mio figlio, La nave di Teseo, Milano, 2018, pp. 258
Il testo tratta dell’educazione dei bambini e delle relazioni scuola-famiglia. Negli ultimi anni si percepisce un disagio, una tensione nei rapporti tra la scuola e la famiglia. In passato i genitori affidavano i figli ai loro insegnanti con fiducia, perché “l’insegnante ha sempre ragione”. Ora sembra essere girato il vento. Tra famiglia e scuola ci sono così continui conflitti. Il libro è un percorso in sette tappe per genitori, insegnanti e studenti. Attraverso test di autovalutazione, storie vere, illustrazioni e analisi, questo libro dà ai genitori tanti motivi per tornare a credere negli insegnanti, e ai docenti qualche spunto di riflessione su come impostare i rapporti con le famiglie.
Collocazione Biblioteca: 18365

Elena Cabiati, Francesca Corradini, Insegnanti e assistenti sociali: assieme per una migliore tutela dei minori, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 1 (2018), vol. 21, pp. 121-140
L’articolo presenta il tema della collaborazione tra gli operatori dei servizi sociali e quelli scolastici nel contesto della tutela dei minori. Le riflessioni presentate hanno origine da un’esperienza di formazione che ha coinvolto professionisti di due Regioni italiane. A partire da una ricognizione della letteratura internazionale sul tema, le autrici discutono alcuni temi cruciali, come i ruoli, i compiti e le competenze professionali, le aspettative reciproche e le modalità operative, concentrandosi su specifici aspetti di criticità. L’approccio del metodo relazionale al lavoro sociale e il paradigma dell’etica della” care” offrono spunti di riflessioni utili per sostenere gli operatori della scuola e dei servizi sociali nel promuovere percorsi dialogici e cooperativi.

Simone Lanza, Crisi e metamorfosi dell’autorità. Appunti sulla relazione educativa in tempi bui, in Pedagogika.it, a. 22, n. 2 (apr.-giu. 2018), pp. 74-93
L’autore propone una riflessione sul cambiamento in atto del concetto di famiglia a partire dalla fine del secolo XX. Gli adulti (genitori, insegnanti, animatori) sono sempre meno autoritari, ma incontrano sempre più difficoltà a farsi rispettare. La nuova famiglia ha come suo centro il bambino e questo cambiamento ha portato ad una continua contrattazione sulle regole e sulla loro stessa legittimità. Spiegare le regole elimina i residui di autoritarismo del passato ma comporta anche lo snaturamento del carattere vincolante delle stesse, che per definizione non sono opinioni individuali, ma convenzioni comuni. Secondo l’autore, questa apparente democratizzazione della famiglia nuoce alla costruzione dell’individuo nell’età dello sviluppo e occulta una verità: individui non si nasce ma si diventa.

9788810559024Pacifico Cristofanelli, Il maestro scomodo. Attualità di Don Lorenzo Milani, EDB, Bologna, 2017, pp. 216
In questo saggio viene presentata la vita e il pensiero di don Lorenzo Milani, ancora oggi “maestro scomodo” perché continua a turbare e a responsabilizzare. Le origini religiose dell’attività di don Milani si intrecciano nella sua figura con un profondo senso della laicità e dell’aconfessionalità, elementi che ne fanno uno dei maggiori educatori del nostro tempo. Don Lorenzo Milani non era specializzato in pedagogia e non militava nei partiti, eppure pochi hanno fatto e scritto di scuola con altrettanta efficacia e con la capacità di cogliere le radici dell’ineguaglianza sociale. Il priore di Barbiana ha scelto di insegnare ai più piccoli e agli esclusi per educarli a liberarsi da soli e diventare uomini. In fondo al testo troviamo la testimonianza del pedagogista e maestro Mario Lodi.
Collocazione Biblioteca: 17861

Filippo Pergola, Un insegnante quasi perfetto. Ascoltare la relazione per crescere insieme, Franco Angeli, Milano,  2017, pp. 223
Il libro propone agli insegnanti una metodologia di gruppo come spazio per pensare pensieri e affetti, togliere scheletri dall’armadio, integrare zone d’ombra, intuire nuovi significati e conoscere se stessi. Diverse sono le tematiche trattate: l’apprendimento come esperienza emotiva, la formazione della mente, l’adolescente errante e camaleontico, i codici affettivi e la funzione dell’insegnante, il controtransfert dell’insegnante, il transfert dell’allievo, le collusioni patologiche, le collusioni evolutive, il gruppo classe, le paure dell’insegnante, l’insegnante di sostegno, i gruppi Balint.
Collocazione Biblioteca: 18122

COP_Orientamenti-Pedagogici_2-17Nicola Contegreco, L’agire competente del docente nella “progettazione delle competenze”, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott.-dic. 2017), vol. 64, pp. 817-830
Nella attuale realtà sociale, la scuola si pone come finalità formativa non un tipo di apprendimento meccanico e sequenziale, ma lo sviluppo di saperi e competenze spendibili fuori dall’aula. Tale cambio di paradigma, però, mostra diverse criticità nell’attuazione quotidiana, poiché si scontra con una cultura didattica da troppo tempo radicata nel lavoro dei docenti e imperniata su un sapere trasmissivo. Per mettere in atto in classe una “progettazione per competenze”, invece, è proprio il docente che per primo ha bisogno di sviluppare una professionalità scientificamente orientata e in cui la componente empirica sia strutturata secondo una profonda conoscenza degli aspetti teorici che ne sono alla base. Il contenuto di questo articolo illustra in che modo l’agire competente dell’insegnante in classe possa incontrare le istanze più importanti degli studenti di oggi.

Paolo Mottana … [et al.], Scuola e famiglia: un’alleanza possibile?, in Pedagogika.it, a. 21, n. 3 (lug.-set. 2017), pp. 8-77
La presente monografia, attraverso il contributo di più autori, sottolinea l’importanza di un dialogo costruttivo tra genitori e insegnanti per costruire una scuola, nella quale i giovani possano trovare un rapporto franco e autentico con chi ha il compito di traghettarli nel mondo della conoscenza per vivere al meglio la loro vita. In una società che, in qualche modo, si è “dimenticata” dei punti di riferimento certi, di fronte a cambiamenti di ruoli all’interno della famiglia, al venir meno di regole a volte considerate obsolete, scuola e famiglia, insegnanti e genitori si rimpallano le difficoltà educative, mescolando in vari contesti la questione relativa alla responsabilità. Secondo gli autori, la necessità di chiarezza su responsabilità e ruoli sarà possibile solo quando il Governo avrà il coraggio di perseguire con determinazione l’obiettivo della Riforma della scuola, attraverso l’istituzione di percorsi formativi seri in grado di “formare” realmente i nostri docenti.

Fiorella Farinelli, La fuga dei giovani maschi, in Rocca, a. 76, n. 7 (apr. 2017), pp. 24-26
In Italia la presenza di insegnanti maschi nella scuola primaria è solo del 4%, dato di poco inferiore alla media europea. L’autrice si interroga sui motivi di ciò, fra cui la difficoltà di scegliere un lavoro considerato tipicamente femminile. Vengono esposte alcune iniziative europee e italiane per ovviare a tale problematica in modo da favorire l’inserimento lavorativo maschile.

E-book FrancoAngeliMaria Clelia Zurlo, Maria Iannario, Domenico Piccolo, Dimensioni dello stress e salute psicologica degli insegnanti: validazione di un modello di rischio attraverso la metodologia CUB per l’analisi di dati ordinali, in Psicologia della Salute, n. 1 (2017), pp. 5-10
Lo studio fa riferimento al modello transazionale dello stress degli insegnanti elaborato da Traves e Cooper (1969) e mira a validare un modello del rischio di disagio psicologico da stress lavorativo, utilizzando la metodologia statistica CUB. Lo studio ha validato la versione italiana del Teacher Stress Questionnaire e, utilizzando come campione insegnanti campani di diversi ordini di scuola, sono stati esplorati gli effetti combinati tra variabili demografiche, situazionali, di personalità e di soddisfazione lavorativa, per indagare il disagio psicologico percepito dai docenti. I risultati della ricerca individuano un modello statisticamente valido che comprende alcuni indicatori di rischio e, a partire da questo modello, sono stati delineati specifici profili di alto e basso rischio di disagio psicologico da stress lavoro-correlato.

A cura di Anna Carletti e Anna Ostinelli, Formazione in ingresso. Accompagnare i nuovi insegnanti all’inizio del percorso professionale, in OPPIinformazioni, a. 43, n. 120 (gen.-giu. 2016), pp. 1-128
Questa monografia raccoglie gli scritti di un gruppo di giovani docenti che sono venuti in contatto con i corsi tenuti dai docenti OPPI impegnati nelle università milanesi. Sono raccolti diversi articoli. 1) Accompagnare i nuovi insegnanti all’inizio del percorso professionale; 2) Il Fantasy. Leggere, giocare, creare, 3) Autobiografia e fumetto nella didattica; 3) La poesia è servita; 4) Verso il genere comico (attra)verso la grammatica, 5) Descrizione: conoscenza di sé e degli altri; 6) Il cooperative learning: per imparare a pensare; 6) L’alunno con ADHD nel gruppo: dallo scontro all’incontro; 7) Per un’apertura presidiata alla ricerca in rete; 8) Per una geografia della responsabilità; 9) E-ducare alla spazialità; 10) Dalla realtà alla fisica; 11) La legge dell’illuminazione. Una tappa nella costruzione del concetto di funzione; 12) La didattica per problemi e i suoi strumenti: il Diario di classe. Si veda anche l’articolo a cura di Maddalena Colombo e Anna Restelli, Studenti con BES e la formazione degli insegnanti, in OPPInformazioni, a. 43, n. 121 (lug.-dic. 2016), pp. 1-80

Michele Pellerey, La diffusione delle tecnologie digitali a scuola sollecita una rivisitazione della didattica come scienza progettuale. Con un corollario: si evidenzia una più incisiva identità del docente come progettatore di percorsi di apprendimento, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2016), vol. 63, pp. 43-68
Lo studio esplora le preoccupazioni che sorgono da una presenza più capillare delle nuove tecnologie, in particolare dei cellulari, nel contesto scolastico e le ricadute che queste potrebbero avere sul progetto educativo. Dal momento che spesso l’uso di queste tecnologie non porta i risultati sperati, è necessario adottare un metodo d’insegnamento ispirato al costruttivismo sociale.

COP_Peer-teaching-e-inclusione_590-1171-2A cura di Claudia Munaro e Ilaria Cervellin, Peer teaching e inclusione. Da insegnante a insegnante: supporto di rete per la condivisione di competenze educative, Erickson, Trento, 2016, pp. 342
In questo volume viene descritta, con riferimenti teorici ma anche con indicazioni e risorse operative, una modalità di intervento di rete basata sul peer teaching, ossia il supporto organizzato e strutturato, da insegnante a insegnante, sperimentato con successo da diversi anni a Vicenza dallo Sportello Autismo e dal Servizio Disturbi di Comportamento. Ilaria Cervellin è insegnante di sostegno specializzata di scuola primaria; Claudia Munaro è insegnante specializzata per le attività di sostegno alla scuola secondaria di primo grado.
Collocazione Biblioteca: 17615

fid11801Philippe Falardeau, Monsieur Lazhar, Canada, 2011, 94′
Bashir Lazhar, immigrato a Montréal dall’Algeria, si presenta un giorno per il posto di sostituto insegnante in una classe sconvolta dalla sparizione macabra e improvvisa della maestra. E non è un caso se Bashir ha fatto letteralmente carte false per avere quel posto: anche nel suo passato c’è un lutto terribile, con il quale, da solo, non riesce a fare i conti. Malgrado il divario culturale che lo separa dai suoi alunni, Bashir impara ad amarli e a farsi amare e l’anno scolastico si trasforma in un’elaborazione comune del dolore e della perdita e in una riscoperta del valore dei legami e dell’incontro. Il cuore del film resta la relazione tra i bambini e il maestro, ovvero l’incontro con l’altro, la scoperta reciproca delle storie personali che stanno dietro un nome e un cognome sul registro, da una parte e dall’altra della cattedra. È questa simmetria, infatti, che, se inizialmente può suonare un po’ meccanica, diviene poi responsabile della forza e della bellezza del film, specie perché il regista e sceneggiatore Philippe Falardeau non pone tanto l’adulto al livello dei bambini quanto il contrario. Posti di fronte alla necessità di superare un trauma, gli alunni di Bashir sperimentano il senso di colpa, la depressione e la paura esattamente come accade all’uomo, nel suo intimo. Insegnando ai bambini e a se stesso a non scappare dalla morte, Lazhar (si) restituisce la vita.
Collocazione Biblioteca: 02D25

La-Classe-Poster-Italia_bigLaurent Cantet, La classe = Entre les murs, drammatico, 2008, 125′
François Bégaudeau è insegnante di francese in una scuola media superiore parigina. Facciamo la sua conoscenza mentre si incontra con i colleghi (vecchi e nuovi arrivati) ad inizio anno scolastico. Da quel momento rimarremo sempre all’interno delle mura scolastiche seguendo il suo rapporto con una classe. Il suo metodo d’insegnamento, che si rivolge a un gruppo eterogeneo di ragazzi e ragazze, mira ad offrire loro la migliore educazione possibile in una realtà in cui i giovani non hanno un comportamento sempre inappuntabile e possono spingere anche il migliore dei docenti ad arrendersi a un quieto vivere che non richieda confronti e magari scontri con gli allievi. Non tutti infatti apprezzano la sua franchezza e il professor Bégaudeau si troverà dinanzi a un caso che lo metterà in una posizione difficile. Grazie all’esperienza, tradotta in una sorta di diario di viaggio attraverso un anno scolastico, dell’insegnante François Bégaudeau il regista ci aiuta a riflettere su quanto l’equilibrio di una realtà classe (anche non border line) oggi possa rivelarsi estremamente precario.
Collocazione Biblioteca: 02D81

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di Vauro

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