La lotta alla dispersione

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Peanuts di Charles Monroe Shulz

 

300animazione_sociale_1_17Michele Marmo, Marco Martinetti, Ivana Paganotto, Apprendere con ragazzi curiosi ma distratti. Ragazze e ragazzi “spersi” tra scuola e territorio/2, in Animazione Sociale, a. 47, n. 306 (2017), pp. 34-86
L’inserto del mese continua la riflessione educativa e didattica avviata nel n. 300 del 2016 sui ragazzi che si stanno allontanando dalla scuola, ma che sono marginali anche nei gruppi ludico-sportivi e in altre forme associative. Il primo articolo di Michele Marmo, alla luce del lavoro con scuole professionali in Emilia Romagna, mette a fuoco come prendono forma le “dispersioni”, ma soprattutto quale ‘rivoluzione’ è attesa nell’apprendere e quali contesti adulti possono portarla avanti. Il secondo articolo di Marco Martinetti è frutto del confronto tra docenti, tutor ed esperti che lavorano nelle scuole professionali per delineare elementi trasversali di metodo significativi per tutte le scuole. Il terzo articolo di Ivana Paganotto esemplifica lo stile quotidiano di lavoro con questi preadolescenti. Infine nella rubrica Metodo l’articolo di Paola Scalari esplora il nodo cruciale della relazionalità, affettività, gruppalità e del ruolo del docente nel gruppo ‘pensante’.

Fabio Gaspani, NEET: questioni definitorie e linee guida all’utilizzo della categoria, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 1 (2017), vol. 20, pp. 111-134
NEET è l’acronimo di “Not in Education, Employment or Training”. L’autore cerca di definire questa categoria sostanzialmente giovanile ricercando la fascia d’età più rappresentata, la durata di tale condizione, i problemi di istruzione e formazione, di inserimento lavorativo, di rapporto con le famiglie, le cause che sono all’origine di tale fenomeno sociale e le possibili soluzioni.

COP_Reti-contro-la-dispersione-scolastica_590-1120-0-1A cura di Marco Rossi-Doria e Silvia Tabarelli, Reti contro la dispersione scolastica. I cantieri del possibile, Erickson, Trento, 2016, pp. 116
Il volume analizza il contrasto della dispersione scolastica e del fallimento formativo, analizzandone le cause e mostrando un cantiere di risposte innovative, capaci di sostenere un’alleanza fra tutti i soggetti a vario titolo interessati (operatori scolastici, ragazzi, famiglie, agenti educativi, soggetti politici). L’ambiente urbano viene visto come possibile fattore di disaggregazione sociale con gli eventuali risvolti scolastici. I rimedi vanno cercati in un lavoro multidisciplinare d’équipe che coinvolga in modo particolare insegnanti e famiglie per fornire motivazioni più forti allo studio. Sono quindi raccolti contributi significativi di esperti e di operatori, valorizzando le esperienze promosse sui territori. Marco Rossi-Doria è insegnante di scuola primaria esperto dei processi di apprendimento e integrazione educativa, Silvia Tabarelli è insegnante psicopedagogista.
Collocazione Biblioteca: 17786

Maurizio Gentile, Giuseppe Tacconi, Giovani dispersi in Europa e in Italia: comprensione del fenomeno e misure di contrasto, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott.- dic. 2016), pp. 797-825
L’indicatore europeo certifica che l’Italia ha un tasso di abbandono pari al 17%. Tale valore corrisponde alla percentuale di 18-24enni aventi un livello di scolarizzazione pari alla secondaria di primo grado e che non frequentavano né percorsi d’istruzione né di formazione nelle quattro settimane precedenti al sondaggio. Se invece utilizziamo l’indicatore delle mancate iscrizioni, il tasso raggiunge un valore pari a 31%, 14 punti oltre la stima europea. Questo impone l’elaborazione di strategie e politiche nazionali di contrasto.

Maria Piacente … [et al.], Giovani oggi: sognare si può?, in Pedagogika.it, a. 20, n. 3 (lug.-set. 2016), pp.9-93
Il dossier di questo numero si apre con due testimonianze di giovani sulle speranze e sulle difficoltà di tenere il passo in una società estremamente competitiva e selettiva, che crea grandi disuguaglianze e disillusioni. Seguono i contributi di P. Mottana, R. Mantegazza e di altri autori, che tracciano un ritratto dei giovani attuali, una generazione che vive ” surfando sulla realtà” e rischia di rimanere intrappolata nello status dei cosidetti Neet, giovani tra i 18 e i 30 anni che non studiano, non lavorano e passano le giornate in maniera improduttiva. Il ritratto che ne esce, pur avendo delle zone d’ombra, lascia anche intravedere i sogni e le risorse di questa generazione. Nella sezione temi ed esperienze i diversi contributi aiutano a “riscoprire il valore della memoria a scuola” con l’ascolto di storie di vita narrate, rivelare “l’inesauribile ricchezza del qui e ora” attraverso la proposta di learning week, dirigersi “verso un’alleanza tra il sistema educativo ed il mondo del lavoro” e trovare “le parole che curano” la fragilità delle giovani madri sui social network.

coverMarco Bartolucci, Federico Batini, C’era una volta un pezzo di legno. Un progetto Student Voice per scuole a zero dispersione della Rete di Gubbio, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 111
Il volume presenta un percorso progettuale e di ricerca che è giunto al suo secondo anno. Il gruppo di lavoro, costituito inizialmente da un nucleo di Dirigenti Scolastici e dalla cattedra di Pedagogia Sperimentale del Dipartimento FISSUF (Filosofia, scienze umane, sociali e della formazione) dell’Università degli Studi di Perugia, ha individuato come obiettivo quello di costruire, in un territorio (le aree di Gubbio e, in parte, Assisi), un’esperienza che ha tra i suoi obiettivi incrementare i risultati di apprendimento e ridurre notevolmente i livelli di abbandono e di ripetenza. Per far questo si è costruita una nuova alleanza tra scuola e ricerca educativa evidence based, si è posta attenzione alla dimensione dell’innovazione didattica e valutativa e si è operata una precisa scelta circa coinvolgimento degli studenti. Il progetto di ricerca, azione, formazione ha avuto un primo momento pubblico con il Convegno “C’era una volta un pezzo di legno”, svoltosi per la prima volta a Gubbio nella primavera 2015. La seconda edizione segna un progresso in termini conoscitivi, di azione e di coinvolgimenti che questo volume intende documentare. ojs.francoangeli.it/_omp/index.php/oa/catalog/book/211

Alain Lieury, Cinque domande chiave sulla motivazione, in Psicologia contemporanea, n. 252 (nov.-dic. 2015), pp. 38-43
Psicologo cognitivo e autore di studi sulla motivazione, l’autore riflette sui fattori che maggiormente possono potenziare la motivazione allo studio e il conseguente successo scolastico. Sia negli animali che negli esseri umani, i rinforzi negativi provocano stress: la performance può migliorare temporaneamente, ma può poi peggiorare. L’articolo si interroga su come poter motivare un bambino a svolgere anche compiti che non gli sono graditi, sull’utilità dei voti e su come ottenere buoni risultati anche senza valutazione.

Massimiliano Anzivino, Cosa è possibile con ragazzi in difficoltà a scuola? Ipotesi di lavoro e interrogativi aperti sul contrasto delle dispersioni, in Animazione Sociale, a. 45, n. 292 (mag.-giu. 2015), pp. 92-102
La dispersione scolastica, ancora allarmante nella scuola italiana, è sicuramente correlata alla disoccupazione giovanile e all’esclusione sociale. Interventi legislativi e riforme per contrastarla hanno portato a disporre di strumenti con cui intervenire, ma anche a confusioni operative. L’articolo illustra il progetto sperimentato per quattro anni nell’istituto professionale Aldrovandi Rubbiani di Bologna, in cui si è cercato di ri-articolare spazi e tempi di lavoro in classe con momenti di vita scolastica ed extrascolastica

9788820421052A cura di Mauro Cozzolino, Motivazione allo studio e dispersione scolastica. Come realizzare interventi efficaci nella scuola, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 237
Il volume si rivolge a insegnanti, psicologi e ai diversi attori del mondo della scuola che si trovano ad affrontare quotidianamente problematiche legate alla dispersione scolastica. La problematica della dispersione scolastica viene dunque inquadrata da un punto di vista teorico e applicativo, partendo da una lettura complessa e circolare del fenomeno in cui assumono particolare importanza variabili contestuali, culturali, aspetti motivazionali ed emotivo/relazionali. Il testo è suddiviso in due parti, una teorico-descrittiva, in cui il fenomeno della dispersione è presentato nella sua rilevanza nazionale ed internazionale e trattato all’interno della cornice della psicologia culturale e del costruzionismo sociale, ed un’altra pratico-applicativa, in cui sono fornite schede operative che consentono al lettore l’acquisizione di differenti metodologie, tese alla riduzione della dispersione scolastica, alla promozione del senso di appartenenza alla scuola e della motivazione allo studio. Collocazione Biblioteca: 16678

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Peanuts di Charles Monroe Schulz