La lotta alla dispersione

trad16

Peanuts di Charles Monroe Schulz

weworldA cura di Elena Caneva … [et al.], WeWorld Index 2019. Bambine, bambini, adolescenti e donne: educazione e conflitti, WeWorld Onlus, Milano, 2019, pp. 76
Il WeWorld Index è uno strumento importante per misurare l’inclusione di bambini, bambine, adolescenti e donne nel mondo. La quinta edizione, del 2019 si basa su un concetto innovativo d’inclusione che considera sia la sfera economica sia quella sociale. La classifica finale è il risultato della valutazione del progresso di un Paese ottenuto osservando le condizioni di vita dei soggetti più a rischio esclusione, attraverso l’analisi di 17 dimensioni e 34 indicatori, scelti tra i più significativi analizzati da banche dati internazionali. In biblioteca disponiamo in versione cartacea dei rapporti 2018 (coll.18110) e 2017 (coll, 17901), gli altri rapporti sono disponibili on line a questo link.

Emanuela Chiodo, Titti De Marco, Il laboratorio di educativa territoriale del centro “La Tenda”, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 1 (inverno 2019), pp. 16-20
L’associazione onlus “La Tenda” lavora dal 2014 nel comune di Napoli nel Rione Sanità, per contrastare la “povertà educativa” di bambini e adolescenti. In questo rione, in uno scenario di povertà multigenerazionale, bambini e adolescenti sono privati della capacità di apprendere, di sviluppare e far fiorire capacità, talenti e aspirazioni.

Lavoro minorile: l’Italia è il Paese dei piccoli schiavi, in L’Espresso on line, 9 gennaio 2019, pp. 55
L’articolo illustra un’inchiesta sul lavoro minorile in Italia. I minorenni che lavorano in Italia in condizioni di sfruttamento hanno per lo più un’età compresa tra i 10 e i 14 anni. Non sono solo stranieri e ragazzi del sud, sfruttati come manodopera a basso costo, ma anche adolescenti del Nord Italia, figli di commercianti, agricoltori e piccoli imprenditori, che con il loro lavoro “danno una mano” alla famiglia. Rischiano di rimanere tagliati fuori dalla scuola e compromettere la propria salute e il proprio futuro.

copertina-315A cura di Franco Santamaria, Stare con ragazze e ragazzi in difficoltà. La via educativa nei territori, in Animazione Sociale, Supplemento al n. 315 (2018), pp. 5-256
Questo testo della collana Matite raccoglie articoli apparsi negli ultimi anni sulla rivista Animazione sociale sul tema dell’educazione dei ragazzi in difficoltà. Nell’introduzione si analizzano i ragazzi in difficoltà oggi e le loro problematiche; segue una prima parte, “Chiavi di lettura”, sui servizi socio-educativi nei territori. La seconda parte è intitolata “Luoghi dell’agire” e presenta esperienze fatte sul contrasto alla dispersione scolastica, con famiglie in difficoltà, con minori stranieri non accompagnati. Le parti successive sono intitolate “Processi di trasformazione” e “Possibilità di futuro” e sono dedicate a proposte di intervento.

Luigi Cannari e Giovanni D’Alessio ; Banca d’Italia, Istruzione, reddito e ricchezza: la persistenza tra generazioni in Italia, in Questioni di Economia e Finanza, n. 476 (dic. 2018) – on line, pp. 1-27
Il lavoro esamina sia la persistenza intergenerazionale delle condizioni economiche familiari in termini di istruzione, reddito e ricchezza, sia l’importanza delle condizioni di partenza nello spiegare il successo degli italiani. I risultati collocano l’Italia nel novero dei Paesi con una persistenza intergenerazionale delle condizioni economiche relativamente alta; in anni recenti questo fenomeno mostra una tendenza all’aumento. Variabili che non sono oggetto di scelta da parte degli individui spiegano il loro successo economico in una misura più ampia che in passato.

Francesca Tosi, Caratteristiche e determinanti della condizione Neet in Italia, in Polis, a. 32, n. 3 (set.-dic. 2018), pp. 387-398
Attraverso una ricerca sui NEET (giovani che non hanno un’occupazione e non la cercano) l’articolo riporta numerosi dati statistici concentrandosi sul genere, la zona di residenza, la provenienza geografica, la cittadinanza, le caratteristiche familiari, il grado di istruzione. Risulta che i NEET siano maggiormente distribuiti al Sud e siano più rappresentati da donne in particolare straniere. Francesca Tosi lavora all’Università di Bologna. Per approfondire questo tema si consulti anche: Pasquale di Padova e Enrico Nerli Ballati, Stratificazione sociale, riproduzione delle disuguaglianze e condizione NEET in Italia, in Politiche Sociali, a. 5, n. 2 (mag.-ago. 2018), pp.  245-273 ; Serena Quarta e Stefania Ruggeri, I giovani Neet in Italia: quali politiche innovative per il contrasto e la prevenzione del fenomeno, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 2 (ago. 2017), pp. 315-331; Fabio Gaspani, NEET: questioni definitorie e linee guida all’utilizzo della categoria, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 1 (2017), vol. 20, pp. 111-134 e il testo A cura di Paolo Beccegato, Renato Marinaro, Ragazzi in panchina. Storie di giovani che non studiano e non lavorano, EDB, Bologna, 2017, pp. 147 (Coll. Bibl. 18369)

CatturaA cura di Elena Caneva, Stefano Piziali, La scuola non chiude. Migliora la dispersione scolastica ma irrisolti i nodi della qualità e delle risorse, WeWorld Onlus, Milano, 2017, pp. 20
Il Rapporto Istat 2017 fotografa la situazione di un’Italia in stagnazione, dove la ripresa economica stenta a decollare e le diseguaglianze crescono. Per invertire questo trend bisogna investire massicciamente nei giovani sin dall’infanzia, attraverso l’educazione e la trasmissione di competenze fondamentali utili per svilupparne altre nel corso della vita. A questo proposito l’Italia deve affrontare alcuni problemi particolarmente gravi e diffusi: le scarse competenze degli studenti, l’abbandono scolastico, il numero di giovani che non studiano, non si formano e non lavorano. Il campo educativo è infatti il luogo privilegiato per prevenire e contrastare le diseguaglianze, favorire l’inclusione dei più deboli e avanzare verso una crescita davvero sostenibile.

Karin Bagnato, L’Hikikomori: un fenomeno di autoreclusione giovanile, Carocci, Roma, 2017, pp. 106
Ultimamente anche in Italia si parla molto di hikikomori. Solitamente si tratta di adolescenti che decidono di isolarsi completamente nella loro stanza per lunghi periodi di tempo, addirittura anni, rifiutando qualsiasi forma di contatto con il mondo esterno e mettendo fine a ogni forma di comunicazione, anche con i propri familiari. Il volume inquadra l’hikikomori nella società contemporanea soffermandosi sulle differenze e le similitudini del fenomeno in Italia e in Giappone e analizzando le variabili individuali e contestuali che possono favorirne l’insorgenza e il mantenimento. Infine, viene illustrata la proposta di un programma di intervento che agisca a più livelli e che implichi il coinvolgimento delle principali agenzie educative. L’autrice è ricercatrice di Pedagogia generale e sociale all’Università di Messina.
Collocazione Biblioteca: 18083

Michele Marmo, Marco Martinetti, Ivana Paganotto, Apprendere con ragazzi curiosi ma distratti. Ragazze e ragazzi “spersi” tra scuola e territorio/2, in Animazione Sociale, a. 47, n. 306 (2017), pp. 34-86
L’inserto del mese continua la riflessione educativa e didattica avviata nel n. 300 del 2016 sui ragazzi che si stanno allontanando dalla scuola, ma che sono marginali anche nei gruppi ludico-sportivi e in altre forme associative. Il primo articolo di Michele Marmo, alla luce del lavoro con scuole professionali in Emilia Romagna, mette a fuoco come prendono forma le “dispersioni”, ma soprattutto quale ‘rivoluzione’ è attesa nell’apprendere e quali contesti adulti possono portarla avanti. Il secondo articolo di Marco Martinetti è frutto del confronto tra docenti, tutor ed esperti che lavorano nelle scuole professionali per delineare elementi trasversali di metodo significativi per tutte le scuole. Il terzo articolo di Ivana Paganotto esemplifica lo stile quotidiano di lavoro con questi preadolescenti. Infine nella rubrica Metodo l’articolo di Paola Scalari esplora il nodo cruciale della relazionalità, affettività, gruppalità e del ruolo del docente nel gruppo ‘pensante’.

COP_Reti-contro-la-dispersione-scolastica_590-1120-0-1A cura di Marco Rossi-Doria e Silvia Tabarelli, Reti contro la dispersione scolastica. I cantieri del possibile, Erickson, Trento, 2016, pp. 116
Il volume analizza il contrasto della dispersione scolastica e del fallimento formativo, analizzandone le cause e mostrando un cantiere di risposte innovative, capaci di sostenere un’alleanza fra tutti i soggetti a vario titolo interessati (operatori scolastici, ragazzi, famiglie, agenti educativi, soggetti politici). L’ambiente urbano viene visto come possibile fattore di disaggregazione sociale con gli eventuali risvolti scolastici. I rimedi vanno cercati in un lavoro multidisciplinare d’équipe che coinvolga in modo particolare insegnanti e famiglie per fornire motivazioni più forti allo studio. Sono quindi raccolti contributi significativi di esperti e di operatori, valorizzando le esperienze promosse sui territori. Marco Rossi-Doria è insegnante di scuola primaria esperto dei processi di apprendimento e integrazione educativa, Silvia Tabarelli è insegnante psicopedagogista.
Collocazione Biblioteca: 17786

Maurizio Gentile, Giuseppe Tacconi, Giovani dispersi in Europa e in Italia: comprensione del fenomeno e misure di contrasto, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott.- dic. 2016), pp. 797-825
L’indicatore europeo certifica che l’Italia ha un tasso di abbandono pari al 17%. Tale valore corrisponde alla percentuale di 18-24enni aventi un livello di scolarizzazione pari alla secondaria di primo grado e che non frequentavano né percorsi d’istruzione né di formazione nelle quattro settimane precedenti al sondaggio. Se invece utilizziamo l’indicatore delle mancate iscrizioni, il tasso raggiunge un valore pari a 31%, 14 punti oltre la stima europea. Questo impone l’elaborazione di strategie e politiche nazionali di contrasto.

Maria Piacente … [et al.], Giovani oggi: sognare si può?, in Pedagogika.it, a. 20, n. 3 (lug.-set. 2016), pp.9-93
Il dossier di questo numero si apre con due testimonianze di giovani sulle speranze e sulle difficoltà di tenere il passo in una società estremamente competitiva e selettiva, che crea grandi disuguaglianze e disillusioni. Seguono i contributi di P. Mottana, R. Mantegazza e di altri autori, che tracciano un ritratto dei giovani attuali, una generazione che vive “surfando sulla realtà” e rischia di rimanere intrappolata nello status dei cosidetti Neet, giovani tra i 18 e i 30 anni che non studiano, non lavorano e passano le giornate in maniera improduttiva. Il ritratto che ne esce, pur avendo delle zone d’ombra, lascia anche intravedere i sogni e le risorse di questa generazione. Nella sezione temi ed esperienze i diversi contributi aiutano a “riscoprire il valore della memoria a scuola” con l’ascolto di storie di vita narrate, rivelare “l’inesauribile ricchezza del qui e ora” attraverso la proposta di learning week, dirigersi “verso un’alleanza tra il sistema educativo ed il mondo del lavoro” e trovare “le parole che curano” la fragilità delle giovani madri sui social network.

coverMarco Bartolucci, Federico Batini, C’era una volta un pezzo di legno. Un progetto Student Voice per scuole a zero dispersione della Rete di Gubbio, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 111
Il volume presenta un percorso progettuale e di ricerca che è giunto al suo secondo anno. Il gruppo di lavoro, costituito inizialmente da un nucleo di Dirigenti Scolastici e dalla cattedra di Pedagogia Sperimentale del Dipartimento FISSUF (Filosofia, scienze umane, sociali e della formazione) dell’Università degli Studi di Perugia, ha individuato come obiettivo quello di costruire, in un territorio (le aree di Gubbio e, in parte, Assisi), un’esperienza che ha tra i suoi obiettivi incrementare i risultati di apprendimento e ridurre notevolmente i livelli di abbandono e di ripetenza. Per far questo si è costruita una nuova alleanza tra scuola e ricerca educativa evidence based, si è posta attenzione alla dimensione dell’innovazione didattica e valutativa e si è operata una precisa scelta circa coinvolgimento degli studenti. Il progetto di ricerca, azione, formazione ha avuto un primo momento pubblico con il Convegno “C’era una volta un pezzo di legno”, svoltosi per la prima volta a Gubbio nella primavera 2015. La seconda edizione segna un progresso in termini conoscitivi, di azione e di coinvolgimenti che questo volume intende documentare.

A cura di Alessandro Volpi, Survived. Indagine sugli elementi predittivi della povertà educativa. Sintesi dei risultati, WeWorld Onlus, Milano, 2016, pp. 8
Obiettivo del presente progetto, avviato nel 2015 a Torino e a Milano con il coinvolgimento di “ASAI” e “L’Impronta”(partner progettuali) e gli Istituti Comprensivi Regio Parco di Torino e Ilaria Alpi di Milano (partner istituzionali e progettuali), era provare a dimostrare come l’intervento su aspetti emozionali e relazionali, in bambini e bambine di 9 anni, frequentanti le classi quarte della scuola primaria, potesse diventare elemento concreto di prevenzione della dispersione scolastica e della povertà educativa. L’ipotesi di partenza dell’indagine è che alcune macro-condizioni siano predittive della dispersione scolastica e che quindi, agendo su di esse già a partire dalla scuola primaria, sia possibile ottenere un impatto più efficace sulla prevenzione dell’abbandono della scuola nella fascia d’età 6-10 anni. Nel testo vengono riportati e commentati i risultati della ricerca.

di-neve

Peanuts di Charles Monroe Schulz