La lotta alla dispersione

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Peanuts di Charles Monroe Schulz

Giuseppe Liverano, Vivere e raccontare la dispersione scolastica. Esperienze autobiografiche e non, per la crescita individuale, l’elaborazione di nuove relazioni di cura e la scoperta di responsabilità sociali, Mantova, Universitas Studiorum, 2020, 167 p.
L’autore, pedagogista, racconta il rapporto tra docenti e studenti riflettendo sui fattori che possono influenzarlo. Partendo dalla propria esperienza di studente disperso prova a suggerire proposte metodologiche e approcci educativi che agiscano sulla relazione educativa, alla cui base pone il valore dell’inclusione.
Collocazione Biblioteca: 18759

Rosa Indellicato, La dispersione scolastica nel terzo millennio. Analisi e prospettive pedagogiche tra vecchi bisogni e nuove sfide, Lecce, Pensa MultiMedia, 2020, 219 p.
l testo vuole offrire, attraverso l’analisi e la comprensione dei molteplici aspetti, da quelli neurobiologici a quelli psico-sociologici, uno strumento di studio della fenomenologia del drop- out che ancora oggi rimane una ferita aperta del sistema formativo italiano e rappresenta una sfida culturale decisiva del terzo millennio. Inoltre delinea una prospettiva pedagogica che, facendo riferimento all’umanesimo relazionale, pone l’accento sulla necessità di una formazione globale della persona che metta insieme le libertà e la cultura dei diritti da un lato e l’appagamento dei bisogni dall’altro.
Collocazione Biblioteca: 18731

Caterina Bembich, La teoria ecologico-culturale. Processi, reti e transizioni per analizzare e intervenire nella dispersione scolastica, Lecce, Pensa Multimedia, 2020, 157 p.
Il libro intende offrire un inquadramento teorico per l’analisi della dispersione scolastica, attraverso il quale i professionisti possano cogliere i fattori e le dimensioni che concorrono a determinarla, al fine di una progettazione educativa che miri al suo contrasto. Il testo propone una matrice di analisi quantitativa e qualitativa chiamata Social Network Analysis. L’autrice è assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Trieste.
Collocazione Biblioteca: 18725

Katarzyna Burzynska, Gabriela Contreras, Gendered effects of school closures during the COVID-19 pandemic, in The Lancet, (giu. 2020) – on line, pp. 1-1
I governi di tutto il mondo hanno disposto le chiusure scolastiche come misura preventiva per la diffusione di COVID-19. Secondo l’UNESCO, le chiusure scolastiche hanno causato l’abbandono del 90% degli studenti, tra cui oltre 800 milioni di ragazze. Un numero considerevole di queste ragazze vive nei paesi meno sviluppati del mondo, in cui ottenere un’istruzione è già una lotta. Gli illustrano in un breve articolo i problemi che ostacolano l’istruzione delle ragazze nei paesi in via di sviluppo e sfidano i progressi e l’impegno verso l’uguaglianza di genere, l’emancipazione delle ragazze e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Le autrici sono ricercatrici di management e economia, rispettivamente in Olanda e Svezia. Disponibile in pdf.

Save the Children ; A cura di Christian Morabito, L’impatto del coronavirus sulla povertà educativa. Riscriviamo il Futuro, Roma, Save the Children, 2020, 23 p.
Il Rapporto indaga sulle conseguenze dell’epidemia da coronavirus e delle conseguenti chiusure come misure di contenimento sulla povertà educativa, già rilevata nel 2018 come uno dei problemi più urgenti per l’infanzia e l’adolescenza in Italia. L’intero mondo della scuola si è adoperato per non abbandonare gli allievi attivando la didattica a distanza. Questi sforzi, tuttavia, non possono sostituire l’azione educativa che si fonda sulla relazione, sull’accoglienza e sull’organizzazione della vita dei bambini e degli adolescenti giorno dopo giorno. Il Rapporto delinea anche le mappe del rischio educativo in Italia, indaga sulle iniziative prese negli altri paesi europei e infine propone un piano di intervento, intitolato “Riscriviamo il futuro”.

Davide Fant, Riorientarsi con ragazzi che a scuola non vanno. Linguaggi&tecniche/1: un anno per tornare a respirare, in Animazione Sociale, n. 2/334 (2020), pp. 45-58
Come adulti in generale, e come educatori e docenti in particolare, non possiamo non pensare a inediti «spazi di lavoro» formativo ed educativo con gli adolescenti che per motivi diversi sono ormai ai margini della scuola in quest’epoca incerta. Queste pagine sono nate dall’esperienza di «Anno Unico», promosso a Saronno dalla Fondazione Daimon. Da una quindicina di anni “Anno Unico”invita ragazzi e ragazze in difficoltà a scuola a frequentare uno «spazio altro», dove vengono offerte sollecitazioni per immaginare luoghi e ritmi, linguaggi e gesti dove gli adolescenti possano avere uno spazio e un tempo sufficiente per rallentare e tornare a respirare, dove la cultura dei più giovani possa incontrare quella del passato per costruire nuovo senso, dove si possa tutti re-imparare a relazionarsi con l’alterità.

Romano Prodi … [et al.], Ripartiamo dai beni comuni. Avrò cura di te, in lavialibera, n. 5 (set. – ott. 2020), pp. 20-50
Il dossier dedicato ai beni comuni si apre con un articolo di Romano Prodi “Internet, bene comune e diritto umano”, in cui si sostiene come diritto umano il diritto alla connessione per non essere esclusi, in tempo di pandemia e non solo. Seguono articoli sulla sanità, che affrontano la diminuzione dei finanziamenti negli ultimi 15 anni e le conseguenze di cui ci si rende conto specialmente nell’emergenza sanitaria attuale, ma anche le infiltrazioni mafiose nel settore e la corruzione. L’ultima parte del dossier è dedicata alla scuola, considerata più che mai bene comune e presidio di educazione alla legalità.

Giovanni Aresi, Monica De Luca, Elena Marta, Valutazione di processo di un programma di mentoring scolastico: una rilettura in ottica di Psicologia di Comunità, in Psicologia di Comunità, n. 1 (2020), pp. 135-155
La ricerca ha dimostrato che i programmi di mentoring rappresentano una strategia efficace per lo sviluppo positivo dei bambini a rischio scolastico e psicosociale. Lo studio descrive una valutazione di processo del Programma Mentore (PM), un programma di mentoring scolastico attivo in quattro città italiane. Per ricostruire il modello logico del PM è stata effettuata un’analisi dei documenti e sono state condotte interviste semi-strutturate allo staff e a quattro insegnanti referenti nelle scuole. I risultati hanno consentito di descrivere le caratteristiche del programma (modello logico) e confrontarle con i criteri indicati dalle linee guida internazionali sulle pratiche di mentoring efficaci. Il contributo offre altresì una rilettura delle strategie del PM alla luce dei principi della Psicologia di Comunità.

Il diritto all’educazione per tutti nel mondo e in Italia. A settant’anni dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott.-dic. 2019), pp. 667-691
Gli autori, docenti presso la Pontificia Università Salesiana di Roma, focalizzano l’articolo sul diritto all’educazione per tutti. Nella prima parte si ripercorre l’evoluzione di tale diritto, dall’educazione elementare e fondamentale all’educazione di base per tutti, sia a livello internazionale, sia in Italia. Nella seconda parte si analizza la situazione attuale, evidenziando i punti forti e le criticità. Seguono alcune indicazioni per un superamento dei problemi emersi e le riflessioni conclusive degli autori.

A cura di Elena Caneva … [et al.], WeWorld Index 2019. Bambine, bambini, adolescenti e donne: educazione e conflitti, WeWorld Onlus, Milano, 2019, 76 p.
Il WeWorld Index è uno strumento importante per misurare l’inclusione di bambini, bambine, adolescenti e donne nel mondo. La quinta edizione, del 2019 si basa su un concetto innovativo d’inclusione che considera sia la sfera economica sia quella sociale. La classifica finale è il risultato della valutazione del progresso di un Paese ottenuto osservando le condizioni di vita dei soggetti più a rischio esclusione, attraverso l’analisi di 17 dimensioni e 34 indicatori, scelti tra i più significativi analizzati da banche dati internazionali. In biblioteca disponiamo in versione cartacea dei rapporti 2018 (coll.18110) e 2017 (coll, 17901), gli altri rapporti sono disponibili on line a questo link.

Emanuela Chiodo, Titti De Marco, Il laboratorio di educativa territoriale del centro “La Tenda”, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 1 (inverno 2019), pp. 16-20
L’associazione onlus “La Tenda” lavora dal 2014 nel comune di Napoli nel Rione Sanità, per contrastare la “povertà educativa” di bambini e adolescenti. In questo rione, in uno scenario di povertà multigenerazionale, bambini e adolescenti sono privati della capacità di apprendere, di sviluppare e far fiorire capacità, talenti e aspirazioni.

Lavoro minorile: l’Italia è il Paese dei piccoli schiavi, in L’Espresso on line, 9 gennaio 2019, pp. 55
L’articolo illustra un’inchiesta sul lavoro minorile in Italia. I minorenni che lavorano in Italia in condizioni di sfruttamento hanno per lo più un’età compresa tra i 10 e i 14 anni. Non sono solo stranieri e ragazzi del sud, sfruttati come manodopera a basso costo, ma anche adolescenti del Nord Italia, figli di commercianti, agricoltori e piccoli imprenditori, che con il loro lavoro “danno una mano” alla famiglia. Rischiano di rimanere tagliati fuori dalla scuola e compromettere la propria salute e il proprio futuro.

A cura di Franco Santamaria, Stare con ragazze e ragazzi in difficoltà. La via educativa nei territori, in Animazione Sociale, Supplemento al n. 315 (2018), pp. 5-256
Questo testo della collana Matite raccoglie articoli apparsi negli ultimi anni sulla rivista Animazione sociale sul tema dell’educazione dei ragazzi in difficoltà. Nell’introduzione si analizzano i ragazzi in difficoltà oggi e le loro problematiche; segue una prima parte, “Chiavi di lettura”, sui servizi socio-educativi nei territori. La seconda parte è intitolata “Luoghi dell’agire” e presenta esperienze fatte sul contrasto alla dispersione scolastica, con famiglie in difficoltà, con minori stranieri non accompagnati. Le parti successive sono intitolate “Processi di trasformazione” e “Possibilità di futuro” e sono dedicate a proposte di intervento.

Luigi Cannari e Giovanni D’Alessio ; Banca d’Italia, Istruzione, reddito e ricchezza: la persistenza tra generazioni in Italia, in Questioni di Economia e Finanza, n. 476 (dic. 2018) – on line, pp. 1-27
Il lavoro esamina sia la persistenza intergenerazionale delle condizioni economiche familiari in termini di istruzione, reddito e ricchezza, sia l’importanza delle condizioni di partenza nello spiegare il successo degli italiani. I risultati collocano l’Italia nel novero dei Paesi con una persistenza intergenerazionale delle condizioni economiche relativamente alta; in anni recenti questo fenomeno mostra una tendenza all’aumento. Variabili che non sono oggetto di scelta da parte degli individui spiegano il loro successo economico in una misura più ampia che in passato.

Francesca Tosi, Caratteristiche e determinanti della condizione Neet in Italia, in Polis, a. 32, n. 3 (set.-dic. 2018), pp. 387-398
Attraverso una ricerca sui NEET (giovani che non hanno un’occupazione e non la cercano) l’articolo riporta numerosi dati statistici concentrandosi sul genere, la zona di residenza, la provenienza geografica, la cittadinanza, le caratteristiche familiari, il grado di istruzione. Risulta che i NEET siano maggiormente distribuiti al Sud e siano più rappresentati da donne in particolare straniere. Francesca Tosi lavora all’Università di Bologna. Per approfondire questo tema si consulti anche: Pasquale di Padova e Enrico Nerli Ballati, Stratificazione sociale, riproduzione delle disuguaglianze e condizione NEET in Italia, in Politiche Sociali, a. 5, n. 2 (mag.-ago. 2018), pp.  245-273 ; Serena Quarta e Stefania Ruggeri, I giovani Neet in Italia: quali politiche innovative per il contrasto e la prevenzione del fenomeno, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 2 (ago. 2017), pp. 315-331; Fabio Gaspani, NEET: questioni definitorie e linee guida all’utilizzo della categoria, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 1 (2017), vol. 20, pp. 111-134 e il testo A cura di Paolo Beccegato, Renato Marinaro, Ragazzi in panchina. Storie di giovani che non studiano e non lavorano, Bologna, EDB, 2017, pp. 147 (Coll. Bibl. 18369)

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Peanuts di Charles Monroe Schulz