Politiche sociali, welfare e diritti

COP-Welfare-2019_210Franco Pesaresi, La prova dei mezzi nel reddito minimo in Europa, in Welfare oggi, a. 24, n. 6 (nov.-dic. 2019), pp. 46-54
L’articolo presenta una valutazione della cosiddetta “prova dei mezzi”, che esamina le disponibilità economiche di un soggetto, applicata alle diverse forme di Reddito minimo garantito (Rmg) presenti nei vari paesi europei. In Italia tale prova si effettua tramite lo strumento delI’ISEE. L’autore mette a confronto i sistemi adottati nei vari paesi e identifica le principali criticità.Si consulti anche l’articolo di Massimo Baldini … [et al.], Contrasto alla povertà e politiche di reddito minimo in Europa, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 2 (apr.-giu. 2018), pp. 189-220

Cristiano Gori, Il reddito di cittadinanza e lotta alla povertà. Un’ analisi dell’impatto del Reddito di Cittadinanza sui servizi sociali in confronto al precedente, in Lavoro sociale, n. 5 (ott. 2019), vol. 18, pp. 4-11
Dopo sei mesi dell’introduzione del Reddito di Cittadinanza, l’articolo mette in evidenza alcuni elementi di continuità e altri di discontinuità rispetto al precedente Reddito di Inclusione. A livello di beneficio economico il Reddito di Cittadinanza ha incrementato notevolmente i fruitori (con un esborso finanziario dello Stato più alto di 2 volte e mezzo), ma ha creato elementi di iniquità. Alcuni esempi: non si tiene conto che i poveri residenti al centro-nord hanno un costo della vita molto più alto che al sud. Le famiglie di stranieri sono penalizzate così pure le famiglie con 4 o più componenti. Sul reddito di cittadinanza, tra i tanti articoli posseduti in Biblioteca, segnaliamo anche: Gianfranco Marocchi … [et al.], Reddito di cittadinanza, opportunità e criticità, in Welfare oggi, a. 24, n. 2 (mar.-apr. 2019), pp. 3-45; Franca Maino … [et al.], L’altro welfare. Dopo dieci anni di crisi il modello di welfare tradizionale è in ginocchio. Ma reddito di cittadinanza, quota cento e salario minimo non sono la soluzione, in Vita, a. 26, n. 5 (mag. 2019), pp. 30-73

Vincenzo Vinciguerra, I Neet: la garanzia giovani come strumento di inclusione, in Welfare oggi, a. 24, n. 4-5 (lug-ott. 2019), pp. 46-51
I milioni di giovani che in Europa non studiano e non lavorano, i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training), costituiscono un problema per il nostro sistema economico e sociale. Le iniziative a livello comunitario, in particolare la Garanzia Giovani, hanno portato a risultati concreti in Italia e in altri Paesi europei, malgrado alcuni limiti applicativi. Sul tema dei giovani si veda anche l’articolo di Arianna Saulini, I diritti degli adolescenti oggi. Lo stato dell’attuazione della Convenzione ONU in Italia, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2019), vol. 19, pp. 13-17

agireEurostat, Flash estimates of income inequalities and poverty indicators for 2018 (FE 2018), Experimental results,Bruxelles, Eurostat, 2019, 40 p.
L’obiettivo di questo rapporto è fornire statistiche sociali il più possibile tempestive – in particolare riguardo agli indicatori sulla povertà e disuguaglianza di reddito. Tali indicatori si basano sulle statistiche dell’UE sul reddito e sulle condizioni di vita (EU-SILC) e rappresentano uno strumento essenziale per preparare il semestre europeo (il ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche tra i paesi dell’UE) e monitorare i progressi verso l’obiettivo Europa 2020 per il superamento della povertà e l’esclusione sociale. Sul tema delle disuguaglianze in europa, si consulti anche la ricerca Falling through the cracks, Exposinginequalities in the EU and beyond,[S.l.], SDG Watch Europe, 2019, 124 p. e il documento programmatico scrittto da Maurizio Franzini …[et al.] ; AG.I.R.E., Contro la disuguaglianza. Un manifesto, Bari, Laterza, 2018, 107 p. (Coll. Bibl.: 18379)

Alvise Divari, Abitazione sociale: dati e bisogni, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 3 (estate 2019), pp. 8-14
In Italia come in tutta Europa sono fonte di preoccupazione le difficoltà di accesso all’abitazione. Circa una persona su venti versa in grave disagio abitativo di cui l’articolo analizza le varie motivazioni. Inoltre, basandosi sulle caratteristiche demografiche rilevate dall’ISTAT, la fotografia dell’edilizia residenziale pubblica, la spesa per l’abitazione, l’autore trae le sue conclusioni. Si evince che il 41% delle abitazioni è di proprietà degli anziani che tuttavia si trovano nella difficoltà economica di intraprendere gli interventi di ristrutturazione e di adeguamento alle norme vigenti e che da anni manca una vera politica sulle abitazioni. Sul tema abitativo si segnalano inoltre: Monica Musolino e Tiziana Tarsia, Politiche sociali, autodeterminazione e questione dell’abitare. Aspetti emergenti, in Autonomie locali e servizi sociali, n.1 (apr. 2019), pp. 105-126; A cura di Ugo Ascoli, Micol Bronzini, La “nuova” questione abitativa tra criticità consolidate e prospettive inedite, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 4 (ott.-dic. 2018), pp. 7-197

Marco Dotti … [et al.], L’età dell’oro, in Vita, a. 26 (lug.-ago. 2019), pp. 23-65
Le proiezioni demografiche stimano che entro il 2050 il 35% della popolazione europea avrà più di 65 anni. Questo fenomeno avrà implicazioni significative anche per la forza lavoro e imporrà un nuovo patto sociale tra generazioni. Gli anziani aumentano velocemente ma sanno fare sempre di più, hanno più risorse, mezzi ed esperienze e soprattutto le sanno trasmettere. Molti studi che analizzano la silver economy dimostrano che Paesi che hanno sperimentato un rapido invecchiamento della popolazione sono cresciuti più velocemente di altri. Occorre quindi investire sforzi e definire interventi perché decisori, opinion leaders e il mondo del sociale guidino il sistema verso una nuova transizione che consideri l’età non più un peso, ma una risorsa che possa preludere a nuova prosperità. La monografia è divisa in tre sezioni: Capitolo 1: Il tesoretto degli ultra 65enni; capitolo 2 : L’innovazione sociale entra nella terza età; Capitolo 3 : Dialoghi senza età.

untitledA cura di Marco Accorinti, Enrico Pugliese e Mattia Vitiello, La nuova immigrazione italiana, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 2 (apr.-giu. 2019), pp. 7-156
La monografia analizza lo stato attuale dell’immigrazione in Italia, attraverso i seguenti contributi: “Nuovi flussi migratori, accoglienza e diritti umani” di Accorinti, Pugliese e Vitiello; “La transizione migratoria italiana negli anni della crisi” di A. Sanguinetti; “I sindaci e l'”emergenza” immigrazione: dal mantra securitario al protagonismo politico” di E. Gargiulo; “Vengono per delinquere”: logiche e cicli di criminalizzazione dell’immigrazione” di M. Maneri; “L’attività degli operatori sociali tra aiuto e controllo nel nuovo sistema di accoglienza” di Accorinti e Spinelli; “L’associazionismo migrante a Napoli e la cooperazione allo sviluppo” di V. Saggiomo; “La riarticolazione securitaria del management migratorio: il contrasto dell’immigrazione e la vicenda Riace” di V. Carbone.

Ottavia Mermoz, Il secondo welfare. Un’alternativa o un’opportunità? Riflessioni di un’assistente sociale, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 1 (inverno 2019), pp. 34-38
Il Secondo Welfare nasce per affrontare l’incepparsi del Primo Welfare (Legge quadro 328/2000) e viene definito come un mix di interventi innovativi sotto il profilo sociale, di protezione e di investimenti che prevedono risorse non pubbliche allo scopo di garantire prestazioni e servizi alle nuove categorie di soggetti vulnerabili, di norma forniti da imprese, assicurazioni, fondi di categorie professionali, fondazioni bancarie, soggetti del terzo settore, collegati tra loro da un forte ancoraggio territoriale. Su questo tema si segnala inoltre l’articolo diGaetano Viciconte, La sostenibilità dei diritti fondamentali in relazione alle risorse economiche disponibili, in Counseling, n. 3 (nov. 2018) – on line, vol. 11, pp. 1-6 e quello di
Ugo Ascoli … [et al.], Welfare Italia, in Politiche Sociali, a. 5, n. 2 (mag.-ago. 2018), pp. 275-298

Giovanni Gallo, Quali evidenze e raccomandazioni dal rapporto Oxfam sulle disuguaglianze? Un approfondimento per l’Italia, in RPS: La rivista delle politiche sociali, n.1 (gen.-mar. 2019), pp. 199-230
La prima parte dell’articolo riassume ed analizza le evidenze che emergono dal rapporto Oxfam 2018, “Ricompensare il lavoro, non la ricchezza”, e dal suo inserto “Disuguitalia”. Nella seconda parte vengono fornite ulteriori evidenze sulle recenti dinamiche in Italia della disuguaglianza nei livelli di reddito individuale. Infine si propone una breve riflessione sull’effetto sulla disuguaglianza economica delle principali politiche sociali e fiscali di prossima attuazione.

A cura di Andrea Ciarini, Stefano Neri, Innovazione sociale e azione pubblica, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n.1 (gen.-mar. 2019), pp. 9-162
La monografia di questo numero della rivista tratta dell’innovazione nel settore sociale e dell’azione pubblica in Italia. Il sistema del welfare italiano è comparato con quello della Norvegia, della Danimarca e in generale dei paesi europei. Un altro articolo spiega anche la crisi del welfare locale per la città di Roma.

fra-2018-february-monthly-migration-report-focus-local-communities-update_en-1European Union Agency for Fundamental Rights (FRA), Current migration situation in the EU: impact on local communities (update), Vienna, FRA, 2018, 25 p.
Il presente rapporto valuta come la presenza di grandi numeri di persone bisognose di protezione internazionale influenzi le comunità locali in termini di abitazione, istruzione, l’economia locale e interventi di politiche sociali. Il documento fa riferimento ad un rapporto già pubblicato da FRA sull’impatto della migrazione sulle comunità locali nel luglio 2016. La versione aggiornata, qui proposta, esamina i modi in cui la situazione si è evoluta nei sette Stati Membri considerati in precedenza (Austria, Bulgaria, Grecia, Germania, Ungheria, Italia e Svezia) e propone l’analisi della situazione in sette altri ulteriori Stati Membri dell’UE (Danimarca, Finlandia, Francia, Paesi Bassi, Polonia, Slovacchia e Spagna).

Marcello D’Amico, Unione Europea e crescita inclusiva. I dati europei sono positivi, ma la sfida è ancora aperta!, in Lavoro sociale, n. 6 (dic. 2018), vol. 18, pp. 54-57
Nel 2017 la Commissione Europea ha lanciato l’iniziativa “Pilastro europeo dei diritti sociali”, che individua principi e orientamenti rivolti agli Stati membri, con l’obiettivo di consolidare la dimensione sociale dell’Unione Europea, attraverso un modello di crescita inclusivo e sostenibile, in cui lo sviluppo economico contribuisca alla creazione di posti di lavoro e al rafforzamento della coesione sociale. A supporto dell’iniziativa è stato definito un quadro di valutazione delle politiche sociali per misurare, attraverso 14 indicatori, le tendenze e performance negli Stati Membri. L’analisi dei dati raccolti contribuisce all’elaborazione da parte della Commissione della Relazione Comune sull’Occupazione.

politiche sociali210Carlo Burelli, Solidarity, Stability and Enlightened Self-Interest in the EU. Welfare Europa, in Politiche Sociali, a. 5, n. 3 (sett.-dic. 2018), pp. 449-464
L’articolo rappresenta un saggio sulla solidarietà a livello politico come valore per la collaborazione fra stati dell’Unione Europea e per ogni singola nazione al fine di superare l’attuale momento di crisi. Carlo Burelli lavora all’Università del Piemonte Orientale.

Ivan Lembo, Andrea Morniroli, Periferie e inclusione sociale. Relazione sull’attività svolta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, approvata nella seduta del 14 dicembre 2017, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 3 (lug.-set. 2018), pp.235-263
Il dossier comprende due articoli: il primo è dedicato al “modello Milano” e, dopo aver sinteticamente definito il contesto milanese da un punto di vista economico e sociale, intende descrivere i progetti e i percorsi messi in campo dagli attori istituzionali e sociali del territorio, mettendo in evidenza i punti di forza e le criticità. Il secondo articolo analizza la sezione relativa alle “Politiche attive al servizio del sociale” della Relazione della Commissione parlamentare sulle periferie, concentrandosi in particolare sui servi sociali che operano in contesti ad alta marginalità.

autonomielocali210A cura di Davide Caselli, Joselle Dagnes, Salvati dalla finanza? Finanziarizzazione, welfare e benessere, in Autonomie locali e servizi sociali, n.2 (ago. 2018), pp. 205-347
La presente monografia tende a mettere a fuoco e discutere l’interrogativo di come i processi finanziari influenzano e rimodellano le politiche pubbliche e la loro capacità di promuovere benessere individuale e collettivo. Si sviluppa sui seguenti articoli: 1) Salvati dalla finanza? – 2) L’indebitamento familiare come fattore di equilibrio nella modernizzazione dei sistemi di welfare capitalistici finanziari – 3) Fondi pensione negoziali e sviluppo locale. – 4) The financialization of poverty. – 5) (Im)previdenti? Rappresentazioni e strategie di giovani precari sulle pensioni. – 6) Educazione finanziaria, finanziarizzazione e lavoratori del sociale. – 7) Bonding (with) children. – 8) Retoriche dell’innovazione sociale e finanza d’impatto.

Niccolò Donati, The evolution of Cohesion Policy from an Inter-Territorial Solidarity Perspective: An Empirical Analysis. Welfare Europa, in Politiche Sociali, a. 5, n. 2 (mag.-ago. 2018), pp. 299-316
Negli ultimi anni, la letteratura accademica si è concentrata sempre più sulla relazione tra la politica di coesione e il processo di integrazione europea. Questo articolo propone di concettualizzare la politica di coesione partendo dall’idea di solidarietà interterritoriale. Da questa prospettiva, la politica di coesione contribuisce all’obiettivo dell’UE, poiché implica la condivisione tra territori e Stati membri sia della ricchezza creata dal processo di integrazione europea che delle responsabilità coinvolte, decidendo «chi» ottiene «cosa» e in quali condizioni. Di conseguenza, secondo l’autore, il concetto di politica di coesione può essere diviso nelle sue tre dimensioni semantiche costitutive: ammissibilità, redistribuzione e condizionalità. In base a questa suddivisione, l’autore propone un’indagine empirica sul cambiamento istituzionale della politica di coesione nel periodo 1988-2013. Nell’articolo vengono descritti e commentati i risultati ottenuti.

studizancan210Giulia Barbero Vignola, Tiziano Vecchiato, Soluzioni per il futuro dell’economia sociale, in Studi Zancan, a. 17, n. 3 (mag.-giu.2018) – on line, pp. 28-32
Al Premio Angelo Ferro hanno partecipato 188 enti, condividendo le loro esperienze di innovazione nell’economia sociale. Soprattutto le cinque finaliste hanno presentato un ventaglio di iniziative e modalità organizzative per gestire l’inclusione sociale, il riciclo dei rifiuti urbani, il welfare generativo, l’agricoltura sociale, la tutela giudiziaria di persone emarginate, l’inserimento lavorativo di persone con fragilità. L’articolo è disponibile in Pdf.

A cura di Cristina Solera e Emmanuele Pavolini, Genere e diritti sociali, in RPS: La rivista delle politiche sociali, n. 1, (gen-mar) 2018, pp. 7-247
La sezione monografica di questo numero esplora vari aspetti del welfare state italiano, mostrando e riflettendo sulle sue connotazioni e implicazioni di genere. La sezione raccoglie i seguenti articoli: 1) Un percorso di genere sui diritti sociali in Italia. Nota introduttiva, di Cristina Solera e Emmanuele Pavolini: 2) Tra famiglia e lavoro, quattro sistemi a confronto. I casi di Australia, Stati Uniti, Italia e Giappone, di Mauro Migliavacca e Manuela Naldini; 3) Le interruzioni lavorative delle donne migranti in transizione alla genitorialità in Italia, di Arianna Santero e Cristina Solera; 4) La riforma dei servizi per l’infanzia e il lavoro di cura dei bambini tra residualità e universalismo, di Stefano Neri, 5) Disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro: l’impatto del Bonus Infanzia e del congedo di paternità, di Enrica Maria Martino; 6) La dimensione di genere nell’analisi del welfare e nelle proposte di riforma, di Chiara Saraceno; 7) Congedi parentali e paternità: ambivalenze delle politiche tra Italia ed Europa, di Maddalena Cannito; 8) Coinvolgimento familiare e politiche per la non autosufficienza: modelli di defamilizzazione in Europa, di Matteo Luppi; 9) L’Health Equity Audit per un welfare equilibrato: dalle diseguaglianze sociali e di genere alle capacità di controllo sulla salute, di Silvia Pilutti et al.; 10) Autonome ma prudenti. Differenze di genere nell’autonomia abitativa dei giovani single in Europa, di Marianna Filandri; 11) Genere e politiche di lotta alla povertà. Una riflessione sulle misure di reddito minimo di Alessandro Martelli; 12) Un welfare italiano che non discrimini per orientamento sessuale e identità di genere, di Maria Gigliola Toniollo.

A cura di Nerina Dirindin e Maria Grazia Giannichedda, Leggi 180, 194 e 833: attualità e prospettive di tre grandi riforme, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 2 (apr.-giu. 2018), pp. 9-186
La rivista dedica questo numero a tre grandi leggi che hanno mutato profondamente le condizioni di vita degli italiani e delle italiane: la legge 180 del 13 maggio 1978 che ha stabilito la chiusura degli ospedali psichiatrici; la legge 194 del 22 maggio 1978, che ha disciplinato l’interruzione volontaria di gravidanza e potenziato i consultori; la legge 833 del 23 dicembre 1978, che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale a base universalistica e solidale. Il numero si propone di rileggere, attraverso diversi contributi, il percorso effettuato in questi 40 anni in relazione alle trasformazioni intervenute a vari livelli, cercando di cogliere diversi aspetti: l’effettiva esigibilità dei diritti, il ruolo del lavoro, gli squilibri territoriali, la ricerca e le innovazioni tecnologiche, le forme di governance. Si propone inoltre di valutare se e come ciascuna delle tre riforme possa ancora incidere nell’attuale situazione e rispetto alle prospettive future del welfare italiano. Sulla legge 180 si veda anche l’articolo di Fabio Folgheraiter e Maria Chiara Pedroni, L’eredità di una rivoluzione. Dalla chiusura dei manicomi a un nuovo modo di concepire il welfare, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2018), vol. 18, pp. 20-29

sociologiaepolitichesociali210A cura di Consuelo Corradi e Maria Lameiras Fernandez, Le donne nella società italiana: movimenti, politiche, medialità, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 1 (2018), vol. 21, pp. 9-96
La parte monografica della rivista mette a fuoco alcuni temi di cui sono protagoniste le donne italiane: la valutazione dei cambiamenti in atto attraverso le voci delle testimoni; l’incidenza del femminismo sulle politiche contro la violenza; l’analisi del femminicidio in una prospettiva transnazionale, la povertà femminile e il dibattito sulla rappresentazione mediale della donna. Gli interventi proposti sono i seguenti: “Donne e società italiana. Una prospettiva culturale nella lettura dei cambiamenti in atto”, di Donatella Pacelli, Francesca Ieracitano; “Movimenti delle donne e politiche contro la violenza. Fattori politici e sociali e specificità del caso italiano”, di Consuelo Corradi, Daniela Bandelli; “Femicide in Spain, Portugal and Italy: data review from 2004 to 2016”, di Maria Lameiras Fernandez … [et al.]; “Donne e povertà. Gli interventi sociali sono sensibili al genere? Il caso della carta acquisti sperimentale a Roma”, di Folco Cimagalli, Cristina Sofia; “Donne e media: il difficile percorso per l’affermazione di una prospettiva gender sensitive” di Donatella Pacelli, Camilla Rumi. Si veda inoltre, di Marcello D’Amico, Gender Equality Index. Uno strumento per misurare i progressi verso gli obiettivi di parità, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2018), pp. 54-57

Maurizio Motta, REI Contrasto alla povertà e reddito minimo. Il REI (Reddito di Inclusione): Che cos’è, come si usa, cosa va fatto per migliorarlo, Santarcangelo di Romagna, Maggioli, 2018, 179 p.
Il REI non è solo una nuova prestazione economica che si aggiunge a quelle esistenti contro la povertà, ma un “sistema” nel contrasto alla povertà per molti versi inedito; pieno di opportunità che si possono sfruttare, di rischi nell’attuazione e di nodi problematici sui quali ancora lavorare. L’obiettivo del libro è di esplorare con precisione i diversi aspetti che il REI mette in moto nella lotta alla povertà e di affiancare alla loro semplice descrizione anche una discussione sui problemi aperti, nonché ipotesi per il loro superamento, per cercare di migliorare la prestazione, sia nella messa in opera locale sia nel suo disegno nazionale. Il testo è quindi indirizzato a chi opera nei servizi a diverso titolo, e a tutti gli attori interessati a riflettere sui temi della povertà e del welfare in generale. Su questo tema si consulti anche il focus monotematico di Daniela Mesini … [et al.],Rei: un lungo cammino per una grande riforma, in Welfare oggi, a. 23, n. 1 (gen.-feb. 2018), pp. 4-36
Collocazione Biblioteca: 18244

Caritas Italiana, Povertà in attesa. Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto in Italia, Santarcangelo di Romagna, Maggioli, 2018, 362 p.
Il Rapporto di Caritas Italiana, frutto del lavoro di ricerca e analisi condotto nell’ultimo anno, è dedicato al fenomeno delle povertà economiche e delle politiche di contrasto in atto nel nostro Paese, con particolare attenzione agli scenari futuri desumibili dal dibattito politico-legislativo in corso al momento della stesura. La prima parte del Rapporto è dedicata all’analisi dei fenomeni di povertà (anche educativa) ed esclusione sociale in Italia, descritti attraverso dati, sia di fonte pubblica che provenienti dall’universo dei servizi Caritas. Chiudono la sezione zoom tematici su alcune dimensioni di vulnerabilità sociale: la povertà alimentare e il Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti (FEAD), la grave emarginazione adulta, la salute e la povertà, la non-autosufficienza e la disabilità. La seconda parte del Rapporto analizza le principali risposte e politiche di contrasto alla povertà, con particolare riguardo per l’attuazione in Italia del Reddito di Inclusione (REI). Particolare attenzione è stata rivolta all’analisi delle ricadute organizzative del REI nei territori in cui la misura è in fase di implementazione, nonché ad alcune prime riflessioni sull’impatto del REI in termini quantitativi e finanziari.
Collocazione Biblioteca: 18360

controlapoverta210Emanuele Ranci Ortigosa, Contro la povertà. Analisi economica e politiche a confronto, Milano, Brioschi, 2018, 171 p.
Secondo le stime europee, in Italia 17,5 milioni di persone sono a rischio di povertà, nessun altro paese ne ha così tanti. Per l’Istat un italiano ogni dodici è assolutamente povero, cioè non in grado di vivere una vita umanamente dignitosa. Negli anni della crisi, tale stima è aumentata di due volte e mezzo, mentre il nostro sistema assistenziale è risultato impotente. La consistenza e drammaticità della povertà, soprattutto in una congiuntura elettorale, interpella tutte le forze politiche. Con il reddito di inserimento dell’attuale governo entrano in competizione il reddito di cittadinanza promesso dai Cinque stelle e il reddito di dignità proposto da Berlusconi. Quanto si differenziano queste proposte? Al di là delle diverse posizioni partitiche, l’adozione di uno strumento di contrasto alla povertà che sia realmente efficace rimane imprescindibile. L’autore è presidente emerito e direttore scientifico dell’IRS, nonché direttore della rivista Prospettive Sociali e Sanitarie. Si veda anche il rapporto della Fondazione Emanuela Zancan, Se questo è welfare. La lotta alla povertà – Rapporto 2018, Bologna, Il Mulino, 2018, 175 p.(Coll. Bibl.:33R17)
Collocazione Biblioteca: 17995