Giovani e adolescenti

Aggiornata a luglio 2016 – a cura di Annamaria Licastro e Elisabetta Bosio

I materiali, elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in Biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico

Il percorso bibliografico proposto si articola in:

La condizione degli adolescenti e dei giovani

European Commission, EU Youth Report 2015, European Union, 2016, Luxembourg, pp. 288
Chi sono i 90 milioni di giovani in Europa? Quali sono le loro speranze, i loro sogni, le loro prospettive? E che cosa sta facendo l’Unione Europea per aiutarli nel passaggio alla vita adulta, per diventare cittadini attivi pienamente coinvolti nelle loro comunità e per trovare il loro posto nel mercato del lavoro? La relazione dell’UE 2015 sulla gioventù fornisce una descrizione dei giovani europei insieme a una panoramica delle politiche giovanili a livello europeo e negli Stati membri. Riporta anche quali sono state le iniziative da parte dei Paesi Membri dell’UE e della Commissione europea per attuare il quadro di cooperazione per i giovani nel corso degli ultimi tre anni, e come questo abbia contribuito a migliorare la loro vita.

Istituto Giuseppe Toniolo, La condizione giovanile in Italia. Rapporto Giovani 2016, Il Mulino, Bologna, 2016, pp. 170
Questo rapporto mette a disposizione dati, analisi, riflessioni, proposte di intervento che consentono di migliorare la conoscenza e la capacità di azione sulla realtà giovanile, confermandosi strumento utile non solo ai ricercatori, ma anche agli stessi giovani, alle loro famiglie, agli educatori, ai giornalisti, agli imprenditori e ai decisori pubblici. Questa nuova edizione 2016 offre un quadro aggiornato del “capitale umano in formazione”, illustrandone i valori, le aspettative, l’impegno sociale, le scelte formative, i percorsi professionali; approfondimenti specifici su temi rilevanti quali la sfida del confronto multiculturale, la fruizione del tempo libero, l’interesse per le startup innovative e per la sharing economy. Ne emerge un ritratto a tutto tondo dei giovani, fragili di fronte alle molte difficoltà del presente, ma anche “affamati” di opportunità e di occasioni per mettersi in gioco e fare esperienze di valore.
Collocazione Biblioteca: 17539

A cura di Maria Deidda, Maria Lucia Piras e Cristina Cavicchia, Gli adolescenti tra immaginario collettivo e scena sociale. Idee in viaggio, modelli, prassi, Erickson, Trento, 2016, pp. 236
La pubblicazione nasce dall’esigenza di riunire il materiale prodotto nell’ambito di tre convegni sul tema dell’adolescenza, organizzati a Genova tra il 2009 e il 2013. Sulla base dell’esigenza di mettere al centro i ragazzi, il percorso delineato nel volume segue sostanzialmente due filoni. Uno dedicato ai giovani stessi, per dar loro voce, cercare approcci “nuovi” o originali, capaci di interpretare i problemi, orientando l’azione. L’altro dedicato ai servizi a favore dei giovani, con una capacità rinnovata di rivolgersi alla famiglia, riconoscendone e rinforzandone le competenze, in un’ottica di prevenzione e presa in carico unitaria e precoce.
Collocazione Biblioteca: 17535

Valeria Ottonelli … [et al.], Giovani con riserva, in Il Mulino, n. 3 (2016), pp. 458-511
Questa monografia contiene sei articoli sui diversi aspetti della condizione giovanile nel nostro Paese e sui divari tra generazioni: il lavoro, dopo la riforma caratterizzata dal jobs act; la ricerca di un tetto, che deve scontare condizioni di partenza spesso fortemente diseguali; la scelta di diventare genitori, in un’ Italia in cui ancora oggi mancano politiche amichevoli verso le nascite, le varie proposte di reddito minimo e di cittadinanza, i nervi scoperti di un sistema pensionistico come quello italiano. Punti decisivi, tutti questi, sulla base dei quali i giovani italiani possono o meno predisporre “piani di vita”, come è illustrato dall’articolo di Valeria Ottonelli che apre la sezione.

Emma Tellatin, Erika Lunardon Erika, Silvia Signori, Adolescenza, in Pedagogika.it, A. 20, n. 2 (2016), pp. 73-76
L’adolescenza, età incerta per eccellenza, è difficile sia per i genitori che per i figli: i primi possono disorientarsi e tendere a reprimere o a concedere eccessiva libertà. I secondi sembrano a volte vivere in realtà virtuali, guardando al contenimento agito dai genitori come una minaccia.

Marco Gallizioli, Gli adolescenti del terzo millennio, in Rocca, n. 12 (2016), pp. 44-46
L’autore sostiene che esiste un modo di credere adolescenziale definibile come in bilico tra i poli tradizionali del fideismo e dell’ateismo; ci si rende conto che una certa concezione cristiana del mondo, condivisa anche da chi non si riconosce nella chiesa, è definitivamente tramontata. Da un lato, infatti, nelle classi il multiculturalismo, dietro cui si agita anche un pullulare di appartenenze religiose, è un dato di fatto, visto il sempre più alto numero di studenti stranieri, mentre, dall’altro, l’analfabetismo religioso degli italiani a vario titolo definibili come cattolici appare sempre più evidente e sconcertante.

Sveva Magaraggia, Essere giovani e diventare genitori. Esperienze a confronto, Carocci, 2015, Roma, pp. 174.
I modi in cui diventiamo adulti influenzano che tipo di genitori siamo? Il libro, attraverso una ricerca effettuata tramite quaranta interviste a carattere narrativo, vuole comprendere come itinerari diversi di transizione all’età adulta condizionino le modalità di esperire la genitorialità, nonché le concezioni stesse dell’età adulta. Essere un genitore prossimo ai trentacinque anni, con alle spalle un percorso di transizione prolungato nel tempo, non implica soltanto diventare genitore più tardi, ma può significare attribuire a quelle responsabilità un senso diverso da chi è diventato genitore “precocemente”, percorrendo quindi la sequenza tipica della transizione (conclusione dell’iter formativo, ingresso nel mondo del lavoro, abbandono della famiglia di origine, costruzione di un nucleo familiare autonomo) a un ritmo più sostenuto della media. L’attribuzione di questi significati può, inoltre, essere differente per chi è entrato nei ruoli parentali pur non avendo superato ancora tutte le altre tappe della transizione all’età adulta. Questi giovani, più che essere fuori tempo rispetto al calendario sociale della procreazione, appaiono piuttosto sospesi tra due mondi, il mondo delle responsabilità di chi diventa genitore e il mondo giovanile, con i suoi riti comunicativi e di consumo: catapultati in un universo adulto, questi genitori giovani ne trasformano i confini, nonché il senso stesso. L’autrice è sociologa e ricercatrice presso l’Università degli Studi Roma-Tre.
Collocazione Biblioteca: 17336

Guido Savio, Giovani e responsabilità. Precarietà, autonomia e fututro, Armando, Roma, 2015, pp. 159
L’autore afferma che spesso gli adulti chiedono ai giovani (o pretendono) di fornire loro la “prova” del possesso di un valore fondamentale: la responsabilità. In realtà, sono gli stessi adulti a trovarsi sovente in difficoltà nella gestione di tale valore. Secondo l’autore, quando i giovani si rendono conto di questa mancanza, si creano dinamiche non convenzionali che vanno gestite sapientemente. Il libro tratta dello scambio possibile tra adulti e giovani su “chi” la responsabilità sa prenderla e assumerla davvero e chi non ne è in grado. Guido Savio è filosofo, psicologo e psicoterapeuta.
Collocazione Biblioteca: 17400

 Laurence Steinberg , Adolescenti. L’età delle opportunità, Codice, Torino, 2015, pp. 288
La società contemporanea vede e racconta l’adolescenza come un periodo di grande confusione e turbolenza. E in effetti di confusione ce n’è tanta, scrive l’autore, professore di Psicologia presso la Temple University di Filadelfia, ma solo negli occhi di chi i ragazzi li osserva e giudica superficialmente. Uno sguardo lucido e costruttivo deve invece partire da un assunto fondamentale, che però finora è stato quasi del tutto ignorato al di fuori della comunità scientifica: il cervello degli adolescenti è connotato a livello fisico da una plasticità (la possibilità cioè di essere plasmato dall’esperienza) simile a quella del cervello dei neonati. Questo significa cambiare radicalmente segno alla lettura che diamo di questi anni così cruciali: non l’età del rischio, non gli anni a cui cercare di sopravvivere in qualche modo, bensì l’età delle grandi opportunità, che hanno però bisogno di essere riconosciute e stimolate per potersi esprimere al meglio.
Collocazione Biblioteca: 17333

Elisa Lello, La triste gioventù. Ritratto politico di una generazione, Maggioli, Santarcangelo di Romagna, 2015, pp. 173
Secondo l’autrice, l’Italia non è un paese per giovani, ma è tuttavia un paese dove si tende a restare giovani sempre più a lungo e dove la condizione socio-economica per questa generazione risulta particolarmente svantaggiata rispetto ad altre fasce di popolazione e ad altri paesi europei. E’ una generazione incerta come il futuro, sospesa nelle scelte politiche e di valore, costretta alla precarietà e quindi all’improvvisazione e a rafforzare la propria identità. Elisa Lello insegna Sociologia Politica all’Università di Urbino Carlo Bo. Collocazione Biblioteca: 17311

Marco Deriu, La capacità di aspirare nell’epoca del precariato. Le nuove generazioni tra senso di irrilevanza e nuovi modi di stare al mondo, in Animazione Sociale, n. 289 (2015), pp. 14-27
L’autore, docente di Sociologia della comunicazione politica e ambientale presso l’Università di Parma, esplora la “capacità di aspirare”, ritenuta una dimensione fondamentale della democrazia e del cambiamento sociale. Essa corrisponde alla possibilità di far sentire la propria voce, di esprimere la propria protesta, di partecipare criticamente, di mettere in campo desideri e obiettivi rivolti al futuro e al miglioramento delle condizioni personali e collettive. L’autore si interroga inoltre su come essa può essere rafforzata nelle nuove generazioni del tempo della precarietà.

A cura di Maria Stella Agnoli, Generazioni sospese. Percorsi di ricerca sui giovani Neet, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 345
Il fenomeno dei giovani non impegnati in attività di istruzione, occupazione né formazione (Not in Education, Employment or Training, da cui l’acronimo Neet) è stato problema emergente sulla scena europea a partire dalla fine degli anni 90. Il volume illustra i risultati di un articolato programma di indagine sulla fenomenologia dei Neet che è stato realizzato integrando diversi percorsi e strategie di ricerca. Anzitutto il problema è stato affrontato da una prospettiva macrosociologica; attraverso l’analisi secondaria dei dati ecologici Eurostat originati dalla European Labour Force Survey (EU-LFS) relativi agli allora 27 paesi dell’Unione; si propone poi un’analisi comparata dell’entità del fenomeno Neet e della sua distribuzione nell’Unione Europea, in relazione al livello di partecipazione lavorativa e di partecipazione al sistema educativo dei giovani e dei giovani adulti (15-34 anni). Nel quadro europeo si presta particolare attenzione all’evoluzione della situazione italiana e si identificano gli elementi peculiari della popolazione Neet italiana nel confronto internazionale. I risultati delle analisi secondarie sono infine corredati e integrati con quelli emersi da un approfondimento qualitativo, realizzato intervistando trentadue giovani selezionati con criteri di rilevanza teorica rispetto all’esigenza di approfondire la condizione di Neet dalla prospettiva dell’attore sociale.
Collocazione Biblioteca: 17179

Barbara Volpi, Gli adolescenti e la rete, Carocci, Roma, 2014, pp. 123
La tecnologia aumenta il divario fra le generazioni e spetta agli adulti acquisire le competenze necessarie per monitorare le inevitabili e continue incursioni dei più giovani in rete. Il testo descrive il rapporto dell’adolescente con la multimedialità in un’ottica di integrazione tra aspetti psicologici, psicodinamici e neuroscientifici. L’obiettivo è fornire ai ragazzi, ai genitori e agli insegnanti uno strumento utile e maneggevole per comprendere le modalità di utilizzo della rete, evidenziandone le straordinarie potenzialità ma anche i pericoli.
Collocazione Biblioteca: 17409

Anna Rita Graziani, Augusto Palmonari, Adolescenti e morale. Trasgressione, conformismo e valori in un’età inquieta, Il Mulino, Bologna, 2014, pp. 128
Il libro presenta alcuni esempi di scelte che quotidianamente gli adolescenti affrontano, alle prese tra bisogni e desideri personali da un lato, e principi e norme dall’altro. Per cercare di capire come si sviluppa, in quella delicata fase della costruzione della propria identità, la capacità di pensare in termini morali, il testo si interroga sul ruolo delle regole, delle emozioni, dell’esperienza, della famiglia, della scuola e dei coetanei, nel favorire o anche ostacolare, lo sviluppo morale degli adolescenti.
Collocazione Biblioteca: 17062

Howard Gardner, Katie Davis, Generazione App. La testa dei giovani e il nuovo mondo digitale, Feltrinelli, Milano, 2014, pp. 215
L’attuale generazione di giovani in particolare è profondamente dipendente dai media digitali e le app, o applicazioni software, fanno ormai parte della vita di tutti noi. Gli autori cercano di capire che cosa significhi essere app-dipendente rispetto ad app-attivo e in che modo la vita di questa generazione si differenzi da quella che precede l’era digitale. Tre sono le aree fondamentali dell’esistenza degli adolescenti qui prese in considerazione: l’identità, l’intimità, l’immaginazione. Attraverso interviste ai ragazzi, focus group di quanti lavorano con loro e una comparazione di produzione artistiche di prima e dopo la rivoluzione digitale, gli autori svelano quali siano gli inconvenienti delle app, che possono ipotecare il senso d’identità, incoraggiare relazioni superficiali con il prossimo e ostacolare l’immaginazione.
Collocazione Biblioteca: 16885

Caterina Cangià, Generazione tech. Crescere con i nuovi media, Giunti, Firenze, 2014, pp. 143
Caterina Cangià, docente di pedagogia e comunicazione sociale e multimedialità, affronta in questo volume il problema di come educare i ragazzi d’oggi sempre connessi con i media digitali. L’autrice si propone di rispondere a questo interrogativo invitando genitori e insegnanti a conoscere i media digitali e a utilizzarli con e per i ragazzi, offrendo spunti, riflessioni e buone pratiche per accompagnare gli adulti nell’educazione della generazione digitale.
Collocazione Biblioteca: 16883

A cura di Valeria Lupidi, Vincenzo Lusa, Gianandrea Serafin, Gioventù fragile. I nuovi contorni della devianza e della criminalità minorile, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 189
Criminalità e devianza giovanile sono fenomeni conosciuti da diverso tempo, anche se periodicamente tornano alla ribalta a causa di fatti di cronaca giudiziaria che coinvolgono in modo sempre più preoccupante giovani e minori. Si tratta di forme di aggressività, di prevaricazione e di violenza che possono nascere all’interno dei contesti familiari o scolastici, ma che non sono limitate a questi ultimi habitat. Basti pensare ai fenomeni delle cosiddette “gang minorili”, o ai tanti casi di violenza familiare che negli ultimi tempi nel nostro Paese hanno subìto un sensibile aumento legato alla fenomenologia di questo specifico ambito delinquenziale. Le predette forme di aggressività, in molti casi, diventano particolarmente dannose per le vittime e altrettanto per chi le mette in atto, a causa del rilievo giudiziario che ne può conseguire. I saggi presenti nel volume analizzano in modo scientifico e giuridico i diversi contesti nei quali il minore o il giovane si trovano a vivere e, a volte, a delinquere per molteplici cause, fornendo un’analisi multidisciplinare volta alla comprensione e alla conseguente individuazione dei sintomi della devianza in ambito minorile. L’obiettivo è quello di offrire agli operatori del settore adeguati strumenti per interpretare in modo corretto ed efficace questa particolare tipologia di devianza, così da intervenire e prevenire le condotte a rischio.
Collocazione Biblioteca:16788

Renato Ciofi Iannitelli, Marco Guidi, Giovani, culture studentesche e immagini del futuro, in RicercAzione, n. 2 (2014), Vol. 6, pp. 211-229
Il tema dell’orientamento, inteso quale sviluppo della progettualità giovanile, è un argomento oggi estremamente rilevante. La scuola, per giocare ancora un ruolo importante, si deve dotare di strumenti efficaci per fornire le competenze atte a pianificare e raggiungere i propri obiettivi. Il presente lavoro riporta i risultati di una ricerca/intervento volta a realizzare un processo narrativo con un gruppo di giovani chiamati a parlare dei propri progetti per il futuro.

Stefano Laffi … [et al.], Adolescenti, in Pedagogika.it, A. 18, n. 3 (2014), pp.9-81
Il dossier di questo numero approfondisce diversi temi, cercando di cogliere le vere identità degli adolescenti di oggi, di cui spesso si parla in modo allarmistico, ma per cui raramente si fa qualcosa. I diversi contributi sono quindi orientati su questi argomenti: la scuola, l’adolescenza in un’Italia di gerontocrazia, il corpo, sessualità e omosessualità, la vita sociale online, le identità oblique, i comportamenti a rischio.

Michele Colasanto, Inchiesta sui giovani. Tra disincanto e strategie di vita, La Scuola, 2013, pp. 137
Questo volume presenta i risultati di un’ampia e rigorosa ricerca effettuata dall’Istituto Demopolis per IAL e CISL e racconta un intero segmento del Paese che, fra precarietà, incertezza occupazionale e tutele sociali ridimensionate, tenta di realizzarsi nella vita e nel lavoro: i cittadini italiani fra i 18 e i 34 anni. Gli aspetti qualitativi e i dati dell’indagine demoscopica sono stati raccolti e organizzati ascoltando i giovani, studiandone le dinamiche di formazione e di ingresso nel mondo del lavoro, le modalità di orientamento, i vissuti personali e lavorativi, la percezione del futuro, le sicurezze attese, i punti di riferimento valoriali e istituzionali. La fotografia di una generazione in difficoltà, in cui il disincanto convive con un realismo insospettato e una forte capacità di adattamento, che non è rassegnazione.
Collocazione Biblioteca: 16413

Giuseppe A. Micheli, Come spiegare l’inazione delle nuove generazioni. Derive biografiche e condizionamenti generazionali, in Rassegna Italiana di Sociologia, n. 1 (2013), pp. 89-118
L’autore, seguendo due linee di riflessione, giunge a ipotizzare da un lato che sia la configurazione della contingenza di crisi che stiamo attraversando a smistare le giovani generazioni verso strategie non di azione, ma di inazione, spingendole a rimanere ai blocchi di partenza, in uno stato di inconsapevole inerzia. Dall’altro lato ipotizza che sia la peculiare modalità con cui è trasmesso ai giovani il patrimonio di democrazia e protezione sociale conquistato dai loro genitori e nonni a inceppare in essi la capacità di riappropriarsene in modo attivo.

Il lavoro con gli adolescenti e con i giovani

 Roberto Camarlinghi, Un pomeriggio con l’educativa di strada. Tra le case popolari di Barriera di Milano, in Animazione Sociale, A. 46, n. 300 (2016), pp. 109-110
L’articolo descrive una giornata dell’educativa di strada del Gruppo Abele che lavora a Torino, nel quartiere di Barriera di Milano, a contatto con ragazzi italiani e stranieri che vivono il disagio delle periferie. Le attività dell’educativa, composta da un’equipe di educatori e mediatori culturali, sono inserite nel progetto NOMIS (Nuove opportunità per minori stranieri).

Fulvio Poletti, La peer education in una prospettiva pedagogica, in Orientamenti pedagogici, n.1 (2016), pp. 188-210
La peer education negli ultimi anni è risultata molto promettente come metodo di prevenzione dei comportamenti a rischio tra i giovani, tanto da suscitare talvolta attese miracolistiche da parte di genitori, educatori e delle autorità politiche e scolastiche. Questo articolo si propone di collocare questa metodologia in un orizzonte di senso storico-pedagogico, rintracciando nella storia della pedagogia e del pensiero educativo quegli autori e quegli spunti educativi che possono fungere da sostegno teorico e metodologico alla peer education. L’articolo si conclude con un’esperienza di applicazione effettiva di questo metodo in un preciso contesto scolastico della Svizzera italiana, nell’ambito di un progetto europeo realizzato con partner italiani e francesi

Alessandra Fermani, Morena Muzi, Mauro Minnozzi, L’educazione fisica sportiva può diventare un veicolo di prevenzione? Una ricerca-azione partecipata con adolescenti per formare alla sicurezza stradale, in Orientamenti pedagogici, n. 2 (2016), pp. 289-310
Lo scopo di questo studio è vagliare le percezioni di 409 studenti adolescenti italiani, che hanno partecipato all’esperienza, relativamente alla prevenzione dell’uso di alcool alla guida, partendo dall’assunto che l’attività sportiva possa essere un fattore protettivo e che l’educazione fisica a scuola possa diventare un veicolo di prevenzione. Per raggiungere gli obiettivi di quello che è stato strutturato come intervento di ricerca-azione partecipata sono stati oggettivati tre step: una fase didattica laboratoriale, una raccolta dati tramite questionario e un approfondimento in focus group.

Alberto Pellai, Tutto troppo presto. L’educazione sessuale dei nostri figli nell’era di Internet, De Agostini, Novara, 2015, pp.220
Secondo l’autore, la tecnologia rende accessibili in un click contenuti ed esperienze che spesso i giovanissimi non sono in grado di capire e gestire. Questo volume, attraverso “case histories”, analisi, consigli, video e film, può aiutare i genitori ad affrontare e prevenire eventuali problemi senza reticenze e tabù, in un’atmosfera di dialogo aperto e costruttivo, in cui gli adulti, sappiano riconquistare un ruolo educativo. Il terzo capitolo è dedicato al nuovo fenomeno del sexting. Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, è ricercatore presso il dipartimento di scienze bio-mediche dell’Università di Milano.
Collocazione Biblioteca: 17123

 Matteo Lancini, Adolescenti navigati. Come sostenere la crescita dei nativi digitali, Erickson, Trento, 2015, pp. 172
L’uso intensivo di internet, la penetrazione profonda delle nuove tecnologie nella vita di tutti i giorni, l’aumento vertiginoso delle relazioni virtuali hanno modificato profondamente il profilo degli adolescenti contemporanei, lasciando gli adulti quasi sempre sgomenti e impreparati a gestire la sfida della crescita dei propri figli o dei propri studenti. Il libro, nato dalla lunga esperienza dell’autore come psicoterapeuta di numerosi ragazzi e delle loro famiglie, suggerisce, attraverso esempi e indicazioni estremamente pratiche, strategie educative autorevoli ed efficaci per rispondere alle esigenze evolutive dei nativi digitali. Rivolto a genitori, insegnanti, educatori e counsellor, il libro aiuta a comprendere e sostenere preadolescenti e adolescenti nella fase più delicata della loro crescita, trovando soluzioni alle difficoltà più comuni e insegnando come: capire chi è, e come interagire con, un nativo digitale; rivedere le funzioni paterne e materne nell’era di internet; gestire i rapporti scolastici con insegnanti e dirigenti; riconoscere i fenomeni del ritiro sociale e della sovraesposizione virtuale; affrontare e ridurre la dipendenza da internet; trovare il giusto equilibrio tra l’esigenza di controllo e il bisogno di fiducia. Collocazione Biblioteca: 17165

Davide Fant, Pedagogia hip-hop. Gioco, esperienza, resistenza, Carocci, Roma, 2015, pp. 158
Nella prima parte del testo (“La cultura hip-hop”) viene presentata una panoramica della situazione storico sociale in cui l’hip hop è germinato, passando poi a delinearne uno d’insieme, tratteggiandone storia e fenomenologia. Nella seconda parte (“Pedagogia hip-hop”) si concentrano invece le riflessioni teoriche e si fanno emergere gli aspetti di interesse pedagogico. Nella terza parte (“Esperienze”) sono infine raccolte testimonianze di lavoro educativo attraverso l’hip-hop, che possono rivelarsi utili a chi volesse progettare e sperimentare attività formative nell’ambito della cosiddetta “hip-hop based education”. L’autore è formatore ed educatore.
Collocazione Biblioteca:17087

Elisa Casini, Somatizzazione e adolescenza. Quando le emozioni sono sequestrate nel corpo, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 205
Molti adolescenti esprimono la loro sofferenza attraverso sintomi fisici e lamentele somatiche prive di un riscontro medico oggettivo. È questo il caso della somatizzazione, il meccanismo con cui il disagio psichico si manifesta prevalentemente sotto forma di sintomi somatici che spingono alla ricerca di consultazioni e cure mediche, spesso numerose e inefficaci. Il libro ha lo scopo di chiarire le ambiguità e le controversie che caratterizzano il costrutto di somatizzazione per proporre un modello utile alla comprensione della patologia adolescente. La descrizione di esperienze cliniche e di un progetto di prevenzione rivolto ai giovani che giungono in Pronto Soccorso mostra come sia possibile aiutare i molti adolescenti che somatizzano la loro sofferenza a mettere in parola le emozioni sequestrate nel corpo. Elisa Casini è psicologa e psicoterapeuta. Collocazione Biblioteca: 17425

A cura di Maria Claudia Biscione e Marco Pingitore, L’intervento con gli adolescenti devianti. Teorie e strumenti, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 233
Il volume affronta da un punto di vista teorico e pratico il problema della devianza minorile soffermandosi sull’intervento psicologico e progettuale, spiegando dettagliatamente come si svolge un colloquio individuale e di gruppo con il giovane deviante e come si stila un progetto di Messa Alla Prova, istituto cardine del Processo Penale Minorile. Nel testo viene data inoltre importanza alla Mediazione Penale Minorile, al ruolo dell’avvocato e ai processi di rischio e protezione e pericolosità sociale, evidenziandone criteri e limiti, nonché al concetto di imputabilità, da sempre al centro di un ampio dibattito scientifico. Particolare spazio viene dedicato anche ai reati sessuali in età evolutiva e al profilo del “juvenile sexual offender” e al bullismo e cyberbullismo, fenomeno recente ma in netta espansione. Infine viene affrontato lo scottante e delicato tema dell’allontanamento da parte del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria dei figli dalle famiglie appartenenti alla ‘ndrangheta. Il manuale è rivolto a tutti i professionisti che a vario titolo lavorano con gli adolescenti devianti tra cui psicologi, criminologi, psichiatri, assistenti sociali, avvocati. Maria Claudia Biscione, psicologa-psicoterapeuta, sessuologa, psicologa giuridica, è stata giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Roma. Marco Pingitore, psicologo-psicoterapeuta, è presidente della Società Italiana Scienze Forensi (SISF).
Collocazione Biblioteca: 17210

A cura di Tito Baldini … [et al.], Fare gruppo nel lavoro con adolescenti al limite.
I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza/8, in Animazione Sociale, A. 45, n. 295 (2015), pp. 37-84
Il presente lavoro propone alcuni approfondimenti sulle comunità per ragazzi con storie complicate e sul ruolo del gruppo come valido strumento di aiuto. Occorre fare gruppo tra i ragazzi perchè possano accedere a forme di funzionamento mentali più evolute, caratterizzate dal pensiero e dalla condivisione con altri pari. Occorre fare gruppo tra operatori della comunità perchè condividano una visione e un metodo, per poter costruire le condizioni affinchè i ragazzi, da ospiti della comunità, diventino cittadini del territorio. Occorre fare gruppo tra colleghi dei diversi servizi per coordinare decisioni e responsabilità.

A cura di Franco Floris e Andrea Marches, Cose da fare ora con i giovani Neet. Parole chiave per lavorare con i giovani / 6, in Animazione Sociale, A. 45, n. 293 (2015), pp. 32-83
L’inserto del mese individua alcune piste di pensiero, immaginazione e azione sensibili alle forme di adattamento critico e creativo messe in campo da una parte dei giovani, Si tratta di una ricerca di nuove intuizioni sociali che prefigura modalità innovative di vivere e interpretare le esperienze di formazione e lavoro. Sono qui raccolti i seguenti contributi: Si può rompere l’incantesimo dei Neet?, di A. Marchesi; Scuola-attrezzi per cominciare a praticare il futuro, di M. Toscano; La creatività come via d’uscita della precarietà, di N. Basile, V. Salerio, M. Capano; Cos’ha da dire sul “come fare” che ce la sta facendo, di P. Rossi, A. Rosa, S. Nola; Dove si animano traiettorie impercettibili, di A. Marchesi.

A cura di Mario Pollo, Quale relazione tra un animatore e un gruppo giovani? Parole chiave per lavorare con i giovani / 5, in Animazione Sociale, n. 289 (2015), pp. 42-82
L’inserto di questo mese si sofferma da vicino sul ruolo dell’animatore nel suo relazionarsi con le nuove forme di gruppalità degli adolescenti e dei giovani, che si misurano con il compito di inventare sé stessi, prendendosi cura di un pezzo del mondo in cui vivono. L’inserto raccoglie i seguenti contributi: 1) Passione e metodo nell’agire dell’animatore; 2) Di quale adulto ha bisogno un gruppo di animazione?; 3) La relazione di un animatore con il gruppo; 4) Un gruppo per immergersi nella relazione solidale.

Barbara Di Tommaso, Farsi viaggiatori leggeri con un taccuino per prendere appunti. Dieci ipotesi per lavorare con i giovani / 3, in Animazione Sociale, n. 289 (2015), pp. 105-107
A partire dal convegno di Rovereto, l’autrice rilegge il lavoro svolto alla luce delle dieci ipotesi del convegno, per soffermarsi sulla richiesta di organizzazioni leggere e di professionisti altrettanto leggeri per “spostarsi” con facilità, ma senza superficialità, dentro la complessità.

Stefania Passerini, Dalla strada al web: il progetto Teknè, in Prospettive Sociali e Sanitarie,  n. 1.1 (2015), pp. 5-8
Nel presente lavoro viene descritto il progetto Tekné, una piattaforma multimediale creata da una redazione formata da adolescenti e giovani che assieme ad uno staff di tecnici (fotografi, giornalisti e blogger) ed educatori si occupa di diffondere informazioni, rubriche, recensioni, articoli, foto e video. La proposta di un web-magazine fatto da giovani per i giovani, nasce a partire da una richiesta di alcuni ragazzi di Casorate Sempione di trovare e sperimentare nuovi modi e stili di comunicazione. Il progetto ha anche l’ambizione di offrire un contesto di scambio generazionale e offrire ai ragazzi una realtà dove poter apprendere e scoprire le proprie competenze di “executive”, ovvero le forme e modi di gestione del lavoro: organizzazione dei tempi, individuazione e gestione condivisa delle risorse, divisione dei compiti, definizione e tenuta rispetto alle tempistiche, capacità di porre il proprio operato all’interno di una rete relazionale.

Alberto Pellai , La Peer education. Formazione, in Psicologia contemporanea, n. 247 (2015), pp. 68-73
L’autore, medico psicoterapeuta dell’età evolutiva, illustra nell’articolo la Peer Education, un modello di intervento di prevenzione primaria con gli adolescenti, diffuso a livello internazionale, che si sta facendo strada anche in Italia col nome di “educazione tra pari”.

Sylvie Naar-King, Mariann Suarez ; a cura di Annachiara Scamperle, Il colloquio motivazionale con gli adolescenti, Erickson, Trento2014, pp. 319
Il volume offre indicazioni ed esempi pratici utili per chi, operando con adolescenti e giovani adulti, voglia trovare le modalità comunicative più efficaci per mantenere la «giusta distanza» e rispettarne il bisogno di autonomia e di sperimentazione, pur continuando a svolgere un ruolo di protezione, educazione e cura del benessere e della salute. Se oggi molti interventi si concentrano su cosa dire e non su come dirlo, il modello del Colloquio Motivazionale presta al contrario massima attenzione al modo in cui ci si rivolge ai giovani e alla qualità della relazione, anche laddove obiettivi e valori tra adolescente e operatore non coincidano. In virtù della sua natura centrata sul cliente e allo stesso tempo orientata all’obiettivo, il presente lavoro permette di valorizzare il bisogno di autonomia dei ragazzi, sostenere la loro autostima e nutrire la loro identità emergente, orientandoli allo stesso tempo verso stili di vita, modalità e comportamenti in linea con il mandato di insegnanti, educatori, operatori della salute o nel campo della giustizia minorile. Dopo una prima parte dedicata alla presentazione del metodo, la seconda parte offre una rassegna di suoi diversi ambiti di applicazione.
Collocazione Biblioteca: 16874

Rosetta Calì, L’educatore di rete. Identità e metodo, PassionEducativa, Benevento, 2014, pp. 203
Il libro è rivolto agli educatori in qualsiasi ambito operino (famiglia, scuola, parrocchia, associazione, tempo libero), perchè affrontino le profonde mutazioni che il mondo della comunicazione digitale ha prodotto nello scenario culturale e sociale.
Collocazione Biblioteca: 17424

Sergio Bellantonio, Sport e adolescenza. L’educazione come promozione delle risorse, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 150
L’autore, dottore di ricerca e assegnista di ricerca in Pedagogia generale e sociale presso l’Università Parthenope di Napoli, presenta uno studio esplorativo sul ruolo dello sport nella formazione di strategie di fronteggiamento in adolescenza. A partire da alcune premesse di inquadramento storico del fenomeno sportivo, di ambito filosofico, socio-antropologico e pedagogico, volte a definire i concetti di corpo e di sport secondo visioni attuali in cui si riflettono le caratteristiche tipiche della società postmoderna, vengono approfondite alcune tematiche che interessano il costrutto psicologico del coping e viene proposta una riflessione sulle condizioni di educabilità che possono concorrere alla formazione dei soggetti in età evolutiva.
Collocazione Biblioteca: 16959

A cura di Gianmaria Ottolini e Pier Cesare Rivoltella, Il tunnel e il Kayak. Teoria e metodo della peer & media education, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 195
Il volume si propone di fornire una descrizione teorica e metodologica della Peer & Media Education (P&M), una sorta di “magna charta” del nuovo approccio formativo ed è strutturato in tre parti. La prima presenta gli scenari che fanno da sfondo alla P&M, ricostruendo l’esperienza quasi ventennale nella Peer Education del gruppo di Verbania ed arrivando all’attualità delle sfide avanzate alla prevenzione dalla cultura digitale. La seconda parte mette a fuoco i fondamenti della P&M, evidenziando l’evoluzione della Peer Education nel nostro paese. La terza parte, più operativa, presenta gli orizzonti di intervento specifici della P&M, metodi e strumenti, linguaggi mediali. Gianmaria Ottolini è consulente Rete peer education di Verbania. Pier Cesare Rivoltella è professore ordinario di Didattica e Tecnologie dell’istruzione presso l’Università Cattolica di Milano. Collocazione Biblioteca: 17039

Marco Rossi-Doria, “Cose da fare con i giovani”: cinque pensieri, prima di tutto, in Animazione Sociale, A. 44, n. 287 (2014), pp. 103-105
Marco Rossi-Doria, maestro elementare ed esperto di politiche educative, propone una lucida lettura dei pesi oggettivi che gravano sui giovani prima di proporre che cosa fare con loro, compiendo un’autocritica rispetto al modello di società che abbiamo costruito. Il suggerimento rientra nell’ambito della discussione in vista del Convegno di fine febbraio “Cose da fare con i giovani” che si terrà a Rovereto.

Alessandro Cafieri … [et al.], Nuove risorse al via. Scoprire e sostenere le potenzialità degli adolescenti di oggi, in Conflitti, A. 13, n. 2 (2014), pp. 11-19
Il dossier di questo numero raccoglie i seguenti contributi: “Crisi degli adulti e potenzialità delle nuove generazioni”, di Alessandro Cafieri; “Hai un sogno? Come pensi di poterlo realizzare?”, di Marta Versiglia; “L’educatore apriscatole e le risorse nascoste”, di Paolo Carli; “Le risorse dell’adolescente e il ruolo del padre”, di Gustavo Pietropolli Charmet.

Gian Paolo Guelfi … [et al.], Il colloquio motivazionale nell’ambivalenza dei cambiamenti. La relazione educativa ricerca parole / 3, in Animazione Sociale, A. 44, n. 284 (2014), pp. 39-83
L’inserto del mese della rivista è dedicato al colloquio motivazionale, che può facilitare una persona nel farsi carico della propria esistenza, facilitando quindi un’assunzione di responsabilità. Quattro i contributi presentati: “Quale colloquio apre la persona al cambiamento”; “Lotta e danza nel conversare con adolescenti”; “Il colloquio motivazionale con autori di reato”; “Se il colloquio si pone in gioco nelle ricadute”.

A cura di Michelangelo Belletti … [et al.], Dal concreto fare al trasformare fatti e vissuti in esperienza. Parole chiave per lavorare con i giovani / 4, in Animazione Sociale, n. 281 (2014), pp. 34-80
L’inserto di questo numero si apre con una riflessione che mira a enucleare alcune prospettive di lavoro, ma anche dei nodi da sciogliere nell’allestire esperienze consistenti e generative. Segue la rielaborazione di due esperimenti, il primo sull’attivazione di giovani e adulti competenti nell’organizzare eventi musicali sul territorio, il secondo sul restituire la possibilità di rimettersi in gioco a giovani schiacciati dall’apatia rispetto alla formazione e al lavoro. L’inserto chiude con una riflessione sull’allestimento di contesti di apprendimento esperienziale, con particolare attenzione al cambiamento di “posizione” delle figure educative.

A cura di Marco Pino , Disallineamento e resistenza come opportunità nell’educare. La relazione educativa ricerca parole / 2, in Animazione Sociale, n. 275 (2013), pp. 40-82
L’inserto di questo mese, curato da Marco Pino, educatore e ricercatore in pedagogia, nasce da un percorso di ricerca partecipativa condotta con gli educatori di una comunità terapeutica diurna di Exodus, la fondazione animata da don Mazzi. Nel rendere conto della ricerca, l’inserto offre agli operatori sociali un’opportunità per riflettere sui modi in cui le proprie parole/azioni contribuiscono a tracciare spazi di scontro o d’incontro con le persone. Questo inserto si sofferma su un problema alla base di non poche sofferenze nell’educare: la resistenza al cambiamento e il disallineamento di significati tra educatori e soggetti segnati da difficoltà.

AssociAnimazione , Un quotidiano animare la possibilità di futuro. Dieci anni a servizio della “comunità di animazione”, in Animazione Sociale, supplemento al n. 272 (2013), pp. 5-112
Per rielaborare il percorso compiuto in dieci anni, l’Associazione Nazionale per l’Animazione Sociale e Culturale (AssociAnimazione) ha deciso, con questo supplemento, di dare visibilità alle esperienze, agli apprendimenti, alle sperimentazioni e alle sfide con cui l’associazione e il mondo a cui fa riferimento si sono misurati.

Il rapporto con le nuove tecnologie

Su questo tema è possibile consultare la bibliografia specifica.

Le politiche giovanili

Daniele Morciano, Spazi per essere giovani. Una ricerca sulle politiche di youth work tra Italia e Inghilterra, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 239
Questo libro presenta i risultati di una ricerca valutativa sui centri giovanili, luoghi educativi del tempo libero poco studiati in Italia nonostante la loro storica presenza nei grandi centri urbani come nei piccoli Comuni. Il volume presenta una dettagliata ricostruzione teorica e due ricerche empiriche utili a orientare responsabili di politiche pubbliche, professionisti e operatori sociali su come costruire spazi educativi dove i giovani abbiano un ruolo attivo, propositivo e decisionale. In particolare, l’autore mette a confronto il caso italiano dei centri giovanili, i Laboratori Urbani di Bollenti Spiriti, con il programma Myplace in Inghilterra. Questi due programmi sono accomunati dal voler creare nuovi centri giovanili in grado di auto-sostenersi finanziariamente e di sganciarsi dalla dipendenza da finanziamenti pubblici sempre più scarsi. Daniele Morciano è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia e Comunicazione dell’Università degli Studi di Bari.
Collocazione Biblioteca: 17268

Diego Mesa, Garanzia Giovani e la trasformazione in atto nelle politiche giovanili, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 2 (2015), pp. 221-236
Con il forte aumento della disoccupazione giovanile è fortemente cresciuta l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema dell’accesso al lavoro per i giovani, soprattutto per i cosiddetti Neet (Not in Employment, Education or Training). Nel contributo si delineano i principali passaggi che hanno portato in sede europea allo spostamento di asse da politiche giovanili centrate sulla partecipazione a politiche settoriali centrate sul sostegno all’occupabilità e all’occupazione. Il lavoro si conclude con alcune osservazioni sui limiti e le prospettive di sviluppo a livello italiano di Garanzia Giovani in relazione ai risultati attesi.

Giuliana Costa, Politiche e progetti di nuova generazione a sostegno dell’autonomia abitativa dei giovani a Torino e a Milano, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 1 (2015), pp. 35-53
L’articolo illustra alcune delle politiche e dei progetti rivolti ai giovani dai 18 ai 35 anni d’età a Torino e Milano, due contesti metropolitani che hanno risposto in modo diverso alle esigenze abitative dei giovani e al tema della loro autonomizzazione dalla famiglia di origine. Ci si sofferma prioritariamente sulle politiche rivolte al sostegno dell’affitto e sugli interventi che vedono il coinvolgimento di attori pubblici in grado, se non di finanziarli, anche solo di diffonderli. La domanda cui si vuole cercare di dare risposta è se e come si sono create delle opportunità abitative per i giovani nei due contesti, e a partire da quale sistema di vincoli e di opportunità.

Annibale D’Elia, “Bollenti spiriti”, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 3 (2015), pp. 20-22. Il titolo dell’articolo è il nome del programma della Regione Puglia per le politiche giovanili, che dal 2006 ha sviluppato una serie di pratiche per promuovere la partecipazione dei giovani alla vita attiva. Partendo da tre parole chiave (apertura, leggerezza e generatività), l’autore descrive alcune delle azioni realizzate all’interno del programma.

A cura di Carlo Andorlini … [et al.], New. Visioni di una generazione in movimento, Pacini, 2014, Ospedaletto (Pisa), pp. 135
Questo libro analizza l’attuale potenziale giovanile, in Italia ancora in corso, purtroppo, di legittimazione. Il punto di osservazione e però capovolto. Non tanto fotografie sui giovani, ma “visioni di percorsi” (racconti) e di potenzialità in cui i giovani mostrano e dimostrano tutta lo loro forza propulsiva. Vuole essere un esempio di come il link esplosivo tra giovani e temi come l’innovazione sociale, l’economia collaborativa, internet come motore collettivo di relazione produttiva, l’invenzione di percorsi di autonomia innovativa possono fare la vera differenza. Possono, in poche parole, essere la più potente contaminazione per parlare di nuovo di sviluppo locale collettivo, comunità corresponsabili, economia sostenibile.
Collocazione Biblioteca:17284

A cura di Alessandro Martelli, Le politiche giovanili in Europa: sviluppo, articolazione e recenti tendenze, in Autonomie locali e servizi sociali, A. 37, n. 3 (2014), pp. 373-490
La monografia è dedicata alle politiche giovanili, che a partire dal Libro Bianco del 2001 sono state messe al centro di un rinnovato interesse nell’Unione europea: appare infatti da tempo chiaro come la condizione giovanile presenti caratteri di vulnerabilità e siano quindi necessarie azioni volte ad offrire maggiori opportunità nei campi educativo-formativo e lavorativo, da un lato, e di promozione di cittadinanza attiva e inclusione sociale dall’altro. I vari contributi esaminano perciò le nuove tendenze delle politiche giovanili in Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Grecia e Portogallo.

Alessandro Bozzetti, Giovani europei mobili tra pratiche partecipative ed identitarie, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 3 (2014), pp. 535-546
Il processo di integrazione europea ha portato alla creazione di uno spazio transnazionale e all’introduzione e graduale estensione di leggi che affermano il diritto di trasferirsi e risiedere liberamente in Europa per tutti i cittadini europei. Questa opportunità viene colta soprattutto dai giovani europei, che frequentemente decidono di passare un periodo della loro vita all’estero, creando conseguentemente una nuova categoria di migranti. L’articolo esplora questi temi attraverso l’analisi critica di recenti pubblicazioni sulla mobilità giovanile in Europa.

Carlo Andorlini, Luca Bizzarri, Michele Gagliardo, Giovani che mettono mano allo sviluppo locale. Intrecciare la creatività giovanile con i segnali di reazione alla crisi dello sviluppo locale, in Animazione Sociale, A. 44, n. 287 (2014), pp. 78-88
“Sporcarsi le mani”: un’espressione di attualità per i mondi giovanili che cercano vie d’uscita da un presente opaco. I loro segnali di reazione alla crisi sono ispirati a nuove mappe concettuali e a concrete sperimentazioni, che in comune hanno la percezione del legame tra futuro generazionale e futuro degli habitat. L’aver cura di sè avendo cura del proprio habitat, mentre mette in discussione stili di vita e di sviluppo, porta ad alleanze con mondi adulti, organizzazioni sociali e imprenditive e pubbliche istituzioni. Gli autori riflettono su queste traiettorie di lavoro con i giovani dentro i territori, nate da un percorso partito all’interno di un gruppo di osservatori del mondo giovanile e sperimentate in progetti in corso, come esposto nel libro di scrittura collettiva “NEW. Visioni di una generazione in movimento”, edito da Pacini, Pisa, maggio 2014.

Patrik Vesan, La Garanzia Giovani: una seconda chance per le politiche attive del lavoro in Italia, in Politiche Sociali, A. 1, n. 3 (2014), pp. 491-496
L’articolo descrive il programma europeo “Garanzia Giovani”, che in Italia è stato lanciato ufficialmente nel maggio 2014, soffermandosi sui principali limiti e sulle prospettive di questo nuovo programma per promuovere l’occupazione giovanile.

Giovanni Pieretti, Marianna Brizzi, Tra ricreazione e formazione: il caso dei centri giovani della provincia di Bolzano, in Sociologia urbana e rurale, n. 104 (2014), pp. 127-143
Partendo dalla storia delle politiche per lo sviluppo dei giovani a livello europeo e nazionale, l’articolo illustra alcune evidenze raccolte in una ricerca condotta dalla Provincia autonoma di Bolzano nel 2009 riguardo alla caratterizzazione tipologica dei centri giovani, definendone il perimetro degli interventi e fornendo spunti per la progettazione di strategie ed azioni future.

Luca Bizzarri, Politiche giovanili e approccio plurale. Il caso Alto Adige, in Educazione interculturale, n. 2 (2013), pp. 247-255
La questione della pluralità culturale è al centro dei processi di cambiamento della società contemporanea. Nonostante la presenza di criticità e vulnerabilità, essa costituisce un campo interessante per osservare dimensioni specifiche della crisi e per ripensare a processi innovativi per il suo superamento. Il contributo presenta il caso dell’Alto Adige. In questo territorio la questione della diversità – linguistica, culturale e storica – esprime una propria specificità, in quanto tale in grado di reinterpretare, da un lato, la condizione giovanile e dall’altro, forme e modi della crisi nella contemporaneità. L’autore propone una riflessione su cosa le “generazioni di confine” comunicano e trasmettono e su quale “cittadinanza” è promossa dalle politiche giovanili tra pratiche di inclusione e necessità di nuove forme di coesione sociale in contesti multiculturali.

Deborah Fraccaro, Comunità locale e forme di capitale sociale in campo educativo: il caso del progetto Summerjobs 16-17 nella Provincia di Trento, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 2 (2015), pp. 253-268
L’articolo prende in esame il progetto educativo “Summerjobs 16-17” svoltosi nel periodo 2011-2014 nella provincia di Trento e finalizzato a offrire agli studenti un’opportunità di lavoro retribuito e di volontariato durante il periodo estivo. L’articolo identifica le risorse, gli obiettivi, le forme cooperative e i valori sottostanti alle relazioni sviluppatesi durante il progetto. La combinazione di questi quattro elementi produce un caso empirico di generazione di capitale sociale, articolato su tre livelli: individuale, riferito ai singoli partecipanti al progetto; reticolare, riguardante l’intero insieme delle loro relazioni; e infine comunitario, connesso all’area locale della Provincia. Secondo l’autrice, questa indagine si distingue all’interno degli studi sul tema per il ricorso al metodo documentario, al fine di rilevare le principali proprietà del processo di generazione del capitale sociale.

Fiorenza Deriu, Giovanni Bucco, Il social cohousing: una risposta innovativa alle incertezze presenti e future dei giovani in Italia, in Sociologia urbana e rurale, n. 100 (2013), pp. 74-91
Partendo dall’analisi di alcune criticità del sistema del welfare nazionale, gli autori indagano un modello alternativo di partnership pubblico-privato sul tema dell’abitare. Per sostenere la progettualità del corso di vita dei giovani lavoratori precari, gli autori propongono un modello di partnership capace di dirigere gli investimenti imprenditoriali verso progetti di riqualificazione urbana e benefit per i lavoratori precari utilizzando una forma innovativa dell’abitare: il social-cohousing.

Lorenzo Forni, Il peggioramento della condizione economica dei giovani in Italia, in Il Mulino, a. 62, n. 2 (2013), pp. 237-245
Nell’affrontare il problema dell’impoverimento relativo dei giovani in un’ottica di medio-lungo periodo, l’autore, professore straordinario di Politica economica all’Università di Padova, cerca di argomentare che: a) i giovani in Italia hanno tassi di disoccupazione più elevati che in altri paesi europei e la loro condizione economica è peggiorata negli ultimi vent’anni; b) nello stesso periodo di tempo sono state introdotte varie politiche che hanno tutelato in modo eccessivo i lavoratori maturi protetti, penalizzando i giovani e le generazioni che si dovevano ancora affacciare al mondo del lavoro; c) solo un processo di riforma inclusivo potrà riportare l’Italia su un sentiero di crescita sostenibile, dando però spazio a forze politiche e sociali che abbiano una visione più “lunga” di quelle che hanno finora dominato la politica.