Dipendenze da sostanze

Aggiornata a giugno 2016 – a cura di Elisabetta Bosio e Paola Moriondo

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto è relativo al materiale pubblicato tra il 2012 ed il 2016 e non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Sono presenti anche pubblicazioni scaricabili on line.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Dati di contesto

EMCDDA, European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, EU Drug Markets Report. In-depth Analysis 2016, EMCDDA, Lussemburgo, 2016, pp. 188
Questo report tratta il mercato illegale della droga all’interno del contesto più vasto dei modelli mutevoli di consumo, dei fattori culturali e sociali e dei legami con la criminalità. I mercati della droga continuano ad essere una delle aree più redditizie per i gruppi della criminalità organizzata e grande è l’impatto che hanno sull’economia e sulla società: tossicodipendenza, ma anche attività criminali, imprese commerciali, terrorismo, corruzione… I tre temi dominanti che emergono dalla questa analisi sono: la crescente complessità tecnica e organizzativa; l’alta variabilità del mercato dovuta alla globalizzazione e alle tecnologie; la concentrazione delle attività in un certo numero di località geografiche. La prima parte del testo tratta il mercato delle droghe e le sue ramificazioni, la parte II illustra in specifico il mercato delle principali sostanze illegali commercializzate e la III delle politiche di contrasto. Collocazione Biblioteca: 17503

UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime), World Drug Report 2016, United Nations, New York, 2016, pp. 174
Il Rapporto fornisce una panoramica annuale degli sviluppi principali dei mercati delle droghe illecite, del traffico e dell’impatto del consumo di droghe sulla salute. In particolare, il Rapporto 2016 si occupa dell’impatto sulla salute non solo dei consumatori, ma anche delle persone intorno a loro, famiglie e comunità; tale impatto comprende danni come l’HIV o la violenza, affrontata soprattutto da donne e bambini. Il Rapporto evidenzia come stia aumentando il consumo di eroina, la droga che ancora miete più vittime. Altri temi esaminati comprendono i problemi ambientali sollevati dalle strategie antidroga, l’uso delle nuove tecnologie nel narcotraffico, il finanziamento del terrorismo attraverso i profitti che ne derivano, il rapporto tra droga e sviluppo delle comunità.

Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, Relazione europea sulla droga 2016. Tendenze e sviluppi, EMCDDA, Lisbona, 2016, pp. 82
L’analisi del 2016 evidenzia per l’ennesima volta come l’Europa si trovi ad affrontare un problema di droga caratterizzato da una crescente complessità, in cui stimolanti, nuove sostanze psicoattive, abuso di farmaci e consumo problematico di cannabis svolgono tutti un ruolo più ampio. Il problema degli oppiacei in Europa, il legame sempre più complesso tra il consumo di eroina e di oppiacei sintetici e il preoccupante impatto che queste droghe continuano ad avere in termini di mortalità e morbilità restano una questione centrale sulla quale occorre porre attenzione particolare. In Europa, i servizi di trattamento devono ora rispondere anche alla maggiore complessità delle esigenze sanitarie di una coorte sempre meno giovane di consumatori di eroina; a tale proposito, i responsabili a livello politico devono dirimere la difficile questione di quali siano gli obiettivi terapeutici a lungo termine più appropriati per questo gruppo. Al contempo, le nuove epidemie di eroina segnalate in altre parti del mondo ci ricordano che questo è un ambito che richiede vigilanza e in cui resta fondamentale esercitare una sorveglianza costante.

Dipartimento Politiche Antidroga, Relazione Annuale al Parlamento 2016 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, Dipartimento Politiche Antidroga, Roma, 2016, pp. 497
La Relazione 2016 è articolata in cinque parti, a loro volta suddivise in capitoli e paragrafi: – la Prima Parte, sull’offerta di sostanze, offre una panoramica complessiva del fenomeno e delle attività di contrasto messe in atto dalle Forze dell’Ordine; – la Seconda Parte è relativa alla domanda di droga e approfondisce aspetti relativi al consumo e alle caratteristiche di chi ne fa uso; – la Terza Parte descrive gli interventi sanitari e sociali e le risposte di salute pubblica, a livello nazionale e territoriale, messe in atto per il trattamento delle persone con dipendenza, per la riduzione del danno e per favorire il reinserimento sociale e lavorativo; – la Quarta Parte è dedicata alle misure di prevenzione e alle iniziative programmate e realizzate in ambito scolastico e tra le Forze Armate. – la Quinta parte approfondisce argomenti quali il gioco d’azzardo patologico, il tabagismo, gli incidenti stradali alcol e droga correlati e tematiche di genere nella prevenzione, trattamento e recupero – progetto DAWN (Drugs and Alcohol Women Network). La Relazione prevede anche in allegato un dossier nel quale sono riportati alcuni contributi predisposti da Organizzazioni del Privato Sociale accreditato che operano in ambito nazionale nel settore delle tossicodipendenze e che hanno partecipato al tavolo Interistituzionale costituito presso il Dipartimento Politiche Antidroga.

Linda R. Gowing … [et al.], Global statistics on addictive behaviours: 2014 status report, in Addiction, n. 110 (2015), pp. 904-919
Secondo gli autori i comportamenti da dipendenza, come quella da gioco d’azzardo, l’abuso di alcool, tabacco, droghe illegali, ecc. sono da considerarsi tra i più grandi “flagelli” del genere umano.Tramite la ricerca sulle fonti online di informazione a livello globale, regionale e nazionale sulla diffusione e i danni principali collegati al consumo di alcol, tabacco, sostanze psicoattive illegali e gioco d’azzardo, si è rilevato che il consumo più frequente e più dannoso è quello di alcool e tabacco, rispetto ad altre sostanze. Tuttavia è urgente rivedere la qualità dei dati su cui si basano le stime globali e coordinare gli sforzi per ottenere un approccio più coerente al fenomeno.

EMCDDA, Drug use, impaired driving and traffic accidents. Second edition, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2014, pp.149
Questa pubblicazione dell’EMCDDA (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction) contiene una revisione della letteratura esistente sulla relazione tra consumo di droghe, guida in stato di alterazione e incidenti stradali. Il primo capitolo descrive i metodi con i quali vengono condotti gli studi sperimentali ed epidemiologici. Il secondo capitolo presenta i risultati di una serie di indagini su diverse categorie di guidatori e sulla diffusione della guida sotto l’effetto di droghe. Nel terzo capitolo sono discussi gli effetti e i rischi sulla guida del consumo di varie sostanze, riportando, dove disponibili, anche dati sul policonsumo e sull’associazione con l’alcool.
Collocazione Biblioteca: 16810

A cura di Roberto Decidue, Romeo Brambilla, Fatti e cifre sulle dipendenze da sostanze e comportamenti in Piemonte. Bollettino 2015, Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze Regione Piemonte, Grugliasco (TO), 2016, pp. 82
Il rapporto si articola nelle parti seguenti: Quadro di sintesi; Espad: consumi nella popolazione studentesca; Dipartimenti per le dipendenze: soggetti trattati; Carcere; Decessi per overdose; Ricoveri per abuso e dipendenze da sostanze; Dipartimenti per le dipendenze: personale; Enti accreditati e comunità pubbliche. Quest’anno, per la prima volta, troviamo tabelle sul dosaggio del metadone e della buprenorfina e sulla polidipendenza.
Collocazione biblioteca: 70R11 

 Sostanze e dipendenze tra storia, cultura e società

Raimondo Maria Pavarin, Il consumo socialmente integrato di sostanzeillegali. Danni, precauzioni, regole e mercato, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 128
Oggi le sostanze illegali si trovano ovunque e migliaia di persone le utilizzano all’interno di un mercato che, con le sue variazioni di prezzi e di prodotti, determina mode, stili e consumi. La logica della merce e l’emergere della figura del consumatore socialmente integrato rendono inefficaci i tradizionali approcci sottoculturali e impongono la ridefinizione di alcune categorie interpretative sviluppate alla fine del secolo scorso. Dentro questo mercato, che non garantisce la qualità dei prodotti, adottando il punto di vista del consumatore, vanno indagati i momenti dell’acquisto e del consumo, da cui derivare regole per un uso sicuro. Il volume affronta il tema del consumo socialmente integrato di sostanze illegali a partire da tre direttrici: il processo di normalizzazione della cannabis, il consumo controllato di cocaina e di eroina, il funzionamento del mercato. Vengono inoltre riportati i risultati di una ricerca su un campione di poliassuntori che non si sono mai rivolti ai servizi.
Collocazione Biblioteca: 16712

Jane Mounteney, Alessandra Bo, Alberto Oteo, The Internet and drugs markets, EMCDDA, 2016, Luxembourg, pp. 136
L’EMCDDA (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction) negli ultimi vent’anni ha monitorato la situazione del mercato della droga in Europa. La natura e la varietà delle sostanze disponibili sono cambiate considerevolmente nel corso degli anni e, più di recente, è cambiato anche il modo in cui venirne in possesso: si è passati dall’acquisto face-to-face a quello tramite il web, con canali invisibili e spesso non monitorati. Quasi tutti i tipi di droga, infatti, possono essere acquistati on line e consegnati per posta, senza alcun contatto tra l’acquirente e lo spacciatore. Il mercato della droga può far uso di molteplici livelli del web per raggiungere l’acquirente: esiste una parte più superficiale, spesso usata per medicine illegali e nuove sostanze psicoattive, e una parte difficilmente monitorabile, criptata, supportata da strumenti tecnologici innovativi per proteggerne la privacy. Pertanto, la proliferazione dei social e lo sviluppo di nuovi strumenti del web permettono una sempre maggiore interazione tra acquirente e spacciatore. Per contribuire a quanto fino ad ora conosciuto sul fenomeno della catena di offerta di sostanze, nel presente lavoro gli autori riportano più interventi, ognuno con una propria visione, e evidenziano i vuoti da colmare per la ricerca futura.
Collocazione Biblioteca: 17454

Fiona Murphy … [et al.], Baby Boomers and Cannabis Delivery Systems, in Journal of Drug Issues, n. 3 (lug. 2015), vol. 45, pp. 293-313
Gli autori esplorano il consumo di una serie di prodotti della cannabis da parte dei “baby boomers” (i nati tra il 1946 e 1964) e i motivi che stanno dietro le scelte riguardanti tali preparazioni. I concentrati di cannabis e i prodotti alimentari sono diventati negli anni sempre più popolari. Con i moltissimi nuovi modi di consumare marijuana e la crescita dei dispensari della sostanza per scopi medici, una quantità sempre maggiore di persone consuma prodotti alternativi della cannabis per alleviare sofferenze fisiche, migliorare problemi di salute mentale, e per scopi ricreativi. L’articolo prende in esame i motivi del consumo da parte dei “baby boomers” e i modi in cui l’aumento dell’età può cambiare tali motivi e influenzare le scelte nei sistemi di distribuzione della cannabis. Con l’età crescono le preoccupazioni riguardo alla salute e molti adulti si sono rivolti a questi prodotti alternativi della cannabis per migliorare il benessere mentale e fisico e persino per ridurre i rischi potenziali del fumo di marijuana tradizionale.

Renaud Crespin … [et al.], Travail(s), santé et usages de substances psychoactives, in Psychotropes, n. 1 (2015), vol. 2, pp. 5-111
Il dossier di questo numero contiene una parte delle comunicazioni presentate in occasione del I Congresso dell’Associazione “Addictologie et travail” organizzata il 7 e 8 aprile 2014. I cinque articoli qui raccolti propongono che siano messi in luce i molteplici legami fra lavoro, consumo di sostanze psicoattive, dipendenza, prevenzione e azione pubblica. Storicamente la problematica delle pratiche addittive (o delle dipendenze) sul posto di lavoro è stata costruita intorno al paradigma della dipendenza, esso stesso derivato dal contesto tossicologico e neurobiologico delle scienze mediche. Presentando i risultati dei nuovi studi di sociologia, psicologia del lavoro, etnologia e scienze politiche, questo dossier presenta un approccio teorico più completo sul significato del consumo di prodotti psicoattivi al lavoro e sul modo in cui viene compreso dalle azioni di prevenzione. Uno degli articoli rende conto in particolare di una ricerca sul consumo di alcol, cannabis e cocaina tra i dipendenti di bar, ristoranti e cantieri edili.

Leopoldo Grosso, Paolo Rigliano, Ritrovare la complessità delle dipendenze. Andare oltre rappresentazioni viziate da semplificazioni e sensazionalismo, in Animazione Sociale, n. 281 (mar. 2014), pp. 22-33
Secondo gli autori, parlare con competenza di consumi e dipendenze non è affatto scontato. Non bastano dati e statistiche per maturare una lettura adeguata, perchè spesso le interpretazioni sono viziate da preconcetti e strumentalizzazioni che ciclicamente si ripropongono. Occorre perciò riapprendere a leggere le situazioni con una pluralità di sguardi e mappe, di saperi maturati nella ricerca scientifica e nell’esperienza sul campo. Tale ricchezza di saperi, data l’intrinseca complessità dei fenomeni di dipendenza, è chiamata ad alimentare un ascolto comprensivo delle specifiche storie di vita nei contesti sociali in cui prendono forma e a ridefinire le sue mappe in situazione.

A cura di Pietro Fausto D’Egidio e Alfio Lucchini, La società dipendente. Il sistema di competenze e responsabilità per comprendere, decidere e agire, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 122
Il volume raccoglie riflessioni, e in parte aspetti del dibattito, espresse dal V Congresso nazionale FeDerSerD, svoltosi a Roma nell’ottobre 2013. Parlare ancora di normalità e devianza, senso della prevenzione, tutela della salute e malattia, limiti alla cura, ha senso se vengono inseriti in una visone di cambiamento e di ricerca di nuovi paradigmi. Questo l’obiettivo del testo, che offre spazi di approfondimento in un momento veramente cruciale, sia per gli evidenti cambiamenti istituzionali e normativi, sia per le modifiche nell’organizzazione dei servizi, sia per la grave situazione economica, con conseguenti gravi tagli delle risorse dedicate.
Collocazione Biblioteca: 16822

A cura di Leopoldo Grosso e Francesca Rascazzo, Atlante delle dipendenze, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2014, pp. 687
L’arcipelago delle dipendenze si estende a dismisura: droghe naturali e sintetiche, psicofarmaci, alcol, tabacco, ma anche gioco d’azzardo, lavoro, acquisti compulsivi, sesso, cibo, Internet e via seguitando… È un arcipelago eterogeneo che interessa milioni di persone e provoca interventi istituzionali contraddittori, da un proibizio­nismo cieco e autoreferenziale sino a un marketing senza limiti. Per cui si rendono sempre più necessari strumenti di analisi e di approfondimento non settoriali. Da questa consapevolezza nasce l’Atlante che, con le sue 98 voci, si propone come una cassetta degli attrezzi per operatori e come un veicolo di conoscenza per tutti.
Collocazione Biblioteca: 16737

Jean Claude Maes … [et al.], Différentes figures de l’addiction, in Psychotropes, n. 1-2 (2014), pp. 11-151
Il 31 gennaio e il 1° febbraio 2014 si è tenuto a Bruxelles un convegno organizzato da J.C. Maes sulle diverse configurazioni della dipendenza. Questo convegno proponeva la presentazione di undici dipendenze diverse, allo scopo di definirne i punti in comune e le differenze. E’ partendo da alcune comunicazioni di questo incontro che la rivista ha deciso di pubblicare il dossier di questo numero.

Rassegne di studi in tema di dipendenze e sostanze

Michel Hautefeuille … [et al.], TDAH et addictions, in Psychotropes, n. 4 (2015), vol. 21, pp. 5-78
La monografia propone quattro contributi relativi al disturbo da deficit di attenzione/iperattività (A.D.H.D) e alla sua relazione con fenomeni di dipendenza. Nel primo articolo, F. Bange, ripercorre la storia della A.D.H.D. attraverso la vita di personaggi storici “distratti e storditi”, dall’epoca di Alessandro fino ai nostri giorni. I. Laffont, invece, ci mostra come un caso di dipendenza possa essere la conseguenza di disturbo da deficit di attenzione/iperattività e come questo possa influenzare il percorso di vita degli individui. Per l’autrice è fondamentale diagnosticare l’A.D.H.D in casi di tossicodipendenza, tanto più che esiste ora una risposta terapeutica multimodale e farmacologica efficace. Nel terzo contributo P. Roux , dopo aver rilevato che si riscontra uso di cocaina nel 20% di adulti con un passato di A.D.H.D, sostiene la teoria dell’automedicazione e della prescrizione di stimolanti. Nell’ultimo contributo S. Bioulac esplora i legami tra A.D.H.D e videogiochi. Attingendo da tre studi, uno su A.D.H.D e dipendenza da videogiochi, uno su A.D.H.D e performance, e uno su A.D.H.D e realtà virtuale, l’autrice dimostra il lato a volte positivo a volte deleterio dei videogiochi in un contesto di A.D.H.D.

Alex Harocopos, Bennett Allen, Denise Paone, Circumstances and contexts of heroin initiation following non-medical opioid analgesic use in New York City, in The International Journal of Drug Policy, feb. 2016 – on line, vol. 28, pp. 106-112
Con l’aumento della prevalenza di consumo improprio di analgesici oppiacei e dei relativi danni negli Stati Uniti, sono parallelamente aumentate la prevalenza di consumo di eroina e le percentuali di overdose non intenzionale. La ricerca ha cominciato a identificare i collegamenti fra il consumo improprio di analgesici oppiacei e il consumo di eroina, benché questa relazione rimanga poco esplorata. Lo studio attuale esplora il contesto dell’iniziazione all’eroina fra le persone con una storia di uso improprio di analgesici oppiacei a New York City. Si sono effettuate interviste approfondite con 31 persone che avevano storie di uso improprio di tali analgesici e avevano iniziato un consumo di eroina negli ultimi cinque anni. I partecipanti descrivevano l’abbattimento dello stigma relativo all’eroina nei social network mentre il nuovo consumo di droghe permeava i gruppi sociali.

Martha Torrens … [et al.], Comorbidity of substance use and mental disorders in Europe, EMCDDA, Lisbona, 2015, pp. 94
L’associazione di forme dannose di consumo di droghe illecite con problemi di salute pubblica è una questione chiave per la politica antidroga nazionale e internazionale. Negli ultimi decenni c’è stato un crescente riconoscimento in merito al fatto che la presenza di disturbi psichiatrici associati al consumo di sostanze rappresenti una sfida primaria per le risposte della sanità pubblica in questa area. La presente relazione intende rivedere le basi teoriche e l’evoluzione storica del concetto di comorbilità psichiatrica in persone con disturbi da consumo di sostanze, e fornire una revisione della sua epidemiologia e del suo trattamento nel contesto europeo e principalmente in quello della UE. L’attenzione della relazione si concentra sulle droghe illecite e quindi l’alcol, il tabacco e i farmaci da prescrizione non rientrano nel suo campo. Tuttavia l’alcol e il tabacco vi sono menzionati quando necessario.
Collocazione Biblioteca: 17378

Matt De Lisi … [et al.], Drugged and Dangerous: Prevalence and Variants of Substance Use Comorbidity Among Seriously Violent Offenders in the United States, in Journal of Drug Issues, n. 3 (lug. 2015), vol. 45, pp. 232-248
Esistono prove concrete che il consumo di sostanze e i problemi di droga spesso si accompagnano a un comportamento antisociale in generale e, in particolare, al comportamento violento; risulta tuttavia poco chiara la specificità del nesso droga-violenza. Usando i dati del National Survey on Drug Use and Health (NSDUH) (Indagine Nazionale sul Consumo di Droga e la Salute) fra il 2008 e il 2012, lo studio attuale ha esaminato la prevalenza e la possible eterogeneità del consumo di sostanze fra gli autori di gravi reati violenti negli Stati Uniti. Alcuni risultati hanno indicato che gli autori dei reati più violenti hanno problemi di consumo di sostanze e appaiono propensi al trattamento; tuttavia, gli autori dei reati più violenti e antisociali hanno anche i problemi più gravi di droga. Si discutono le implicazioni dei risultati dello studio per l’epidemiologia del comportamento antisociale e gli interventi correttivi.

Wendy Barnett Kissin … [et al.], Women’s Employment Outcomes Following Gender-Sensitive Substance Abuse Treatment, in Journal of Drug Issues, n. 2 (apr. 2015), n. 45, pp. 166-179
I problemi di occupazione sono comuni fra le donne a basso reddito che abusano di sostanze. La presente ricerca collega una misura quantitativa elaborata empiricamente su un trattamento per abuso di sostanze attento alla specificità di genere, con i risultati di impiego lavorativo nelle donne che abusano di sostanze curate in 13 programmi intensivi per pazienti ospedalieri di genere misto nello Stato di Washington. Sono stati utilizzati modelli gerarchici lineari per controllare il rapporto fra il trattamento sensibile alla specificità di genere e il successivo impiego lavorativo e punteggi di propensione e di ricevimento di pubblica assistenza per controllare le differenze pre-esistenti nelle donne.

Sara Croxford … [et al.], Sex work amongst people who inject drugs in England, Wales and Northern Ireland: Findings from a National Survey of Health Harms and Behaviours, in The International Journal of Drug Policy, n. 4 (apr. 2015) – on line, vol. 26, pp. 429–433
Nel 2011 è stata inserita una domanda sul sesso a pagamento nel questionario dell’Indagine UAM (Unlinked Anonymous Monitoring – Monitoraggio anonimo disgiunto) per fornire la prima stima nazionale di prevalenza della prostituzione fra le persone che si iniettano droghe in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord. Questo studio presenta le prime analisi dei dati raccolti, concentrandosi in particolare sul rapporto fra il genere e i comportamenti a rischio, sia per assunzione di droga per via endovenosa che per comportamento sessuale, nelle persone che si iniettano droghe, al fine di indagare in quale misura la prostituzione è associata a infezioni trasmesse per via ematica.

Olga S. Cruz, Nonproblematic illegal drug use: drug use management strategies in a Portuguese sample, in Journal of Drug Issues, n. 2 (apr. 2015), vol. 45, pp. 133-150
Con la presente ricerca gli autori hanno sviluppato un quadro concettuale per indagare come i consumatori di droghe illegali che mantengono uno stile di vita complessivamente convenzionale riescono a mantenere non problematico il proprio consumo. Focalizzando la ricerca sulla componente di esperienza personale, hanno sottoposto ad interviste i consumatori di droga portoghesi non problematici, precedentemente problematici e problematici. Il quadro concettuale è stato sviluppato attraverso i dati del primo gruppo e quindi convalidato attraverso una nuova consultazione con questi partecipanti e una triangolazione di fonti e metodologie (osservazione). Nel presente articolo vengono descritti e commentati i dati raccolti.

Stefano Canali … [et al.], Neuroetica e dipendenze, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 5, n. 17 (mar. 2015), pp. 5-59
Negli ultimi anni elemento centrale dell’attuale concettualizzazione della dipendenza è la perdita del controllo volontario del comportamento come effetto di un apprendimento patologico. La dipendenza è diventata cioè un disturbo cognitivo, fornendo straordinari motivi di interesse per gli studiosi di scienze cognitive e di neuroetica. Questo numero della rivista è pensato in vista di questo avvicinamento di competenze: i lavori presentati sono il frutto di discussioni e laboratori tenutisi nell’edizione 2014 della Scuola di Neuroetica della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, che è stata fertile occasione di confronto tra filosofi della mente, psicologi, neuroscienziati, clinici delle dipendenze.

Raimondo Maria Pavarin, Risks, substances and consumers. Studies and surveys in the metropolitan area of Bologna, Universitas Studiorum, Mantova, 2015, pp. 132
Il volume raccoglie una serie di ricerche qualitative e quantitative realizzate nell’area metropolitana della città di Bologna. Gli aspetti che emergono in modo particolare dai vari studi – mercato, medicalizzazione, rischi, consumatori socialmente integrati, tossicodipendenti poveri – contribuiscono all’interpretazione omogenea del fenomeno del consumo di sostanze.
Collocazione Biblioteca: 17058

Alessandro Mantovani, Federica Azzalin, Matteo Fabbri, Dipendenze e modelli operativi dell’attaccamento, in Dal fare al dire, a. 24, n. 2 (2015), pp. 38-47
Secondo gli autori, l’esperienza familiare e sociale di ciascun individuo è determinante nella costruzione della personalità, un processo continuo tra apprendimenti volontari e involontari rispetto ai propri contesti di appartenenza. Questo articolo intende porre attenzione al problema delle dipendenze (con e senza sostanza) stimolando una riflessione sullo sviluppo del soggetto nella relazione a partire da un nodo fondamentale, quello della reciprocità, che si realizza nell’attaccamento. Questa riflessione tra attaccamento e dipendenze ha trovato ulteriore sviluppo in una ricerca che è stata condotta in provincia di Rovigo con 100 individui che condividono l’appartenenza a sistemi familiari con problemi di dipendenze.

Kelly Ray Knight, Addicted.pregnant.poor, Duke University Press, Durham; London, 2015, pp. 307
Il volume presenta uno studio etnografico condotto nel quartiere Mission di San Francisco tra donne tossicodipendenti in stato di gravidanza che vivono in condizioni di povertà e disagio prostituendosi in alberghi a ore. Il lavoro etnografico descrive la vita quotidiana di queste donne caratterizzata da una tensione continua tra la necessità dell’astinenza dalle sostanze dettate dalla gravidanza e la forte spinta della dipendenza e della povertà verso il consumo di droghe e la prostituzione. Creando uno spazio narrativo per queste donne ed esaminando la loro condizione di gravidanza e di dipendenza attraverso una prospettiva medica, politica e sociale, l’autrice induce a riconsiderare i modi con cui si pensa ai concetti di dipendenza, di trauma, di salute, di criminalità e di responsabilità.
Collocazione Biblioteca: 17417

ASL TO2 Dipartimento Patologia delle Dipendenze “C. Olievenstein”, Consumo e comportamenti di dipendenza con e senza uso di sostanze nel genere femminile: progetto per un percorso conoscitivo nella Regione Piemonte, Rapporto di ricerca, Regione Piemonte, Torino, 2014, pp. 343
La ricerca è stata attuata dal Dipartimento “C. Olievenstein” ed è costituita da quattro aree d’indagine convergenti, precedute nel I capitolo da riflessioni di carattere generale. Il cap. II è dedicato alla raccolta ed elaborazione, basata sulle differenze di genere, dei dati epidemiologici disponibili a livello europeo, nazionale, regionale e locale. Segue nel cap. III un’analisi degli studi e delle ricerche pubblicate negli ultimi dodici anni a livello internazionale. La terza area d’indagine, cap. IV, consiste in una rilevazione delle rappresentazioni circa i consumi di sostanze e le dipendenze femminili, anche nei social network e in un forum femminile. L’ultima parte, cap. V, è dedicata all’area dei servizi sociosanitari e dei loro interventi.
Collocazione Biblioteca: 16908

A cura di Icro Maremmani, Addiction e psicopatologia, in MDD: Medicina delle Dipendenze, n. 9 (mar. 2013), pp. 5-76
Solo nel 1980 la American Psychiatric Association ha riconosciuto la tossicodipendenza come disturbo mentale. Alla base di questo riconoscimento vi sono gli avanzamenti della ricerca di base e i suoi riflessi sulla clinica. Questo numero della rivista, con il contributo di più interventi, è interamente dedicato agli sviluppi e agli studi fatti fino ad oggi nel campo della psicopatologia e in particolare alle evidenze e al dibattito riguardanti l’area grigia di confine tra l’addiction e le altre patologie.

Le sostanze d’abuso

Ola Røed Bilgrei, From “herbal highs” to the “heroin of cannabis”: Exploring the evolving discourse on synthetic cannabinoid use in a Norwegian Internet drug forum, in The International Journal of Drug Policy, mar. 2016 – on line, vol. 29, pp. 1-8
Nei primi anni 2000 i venditori online hanno cominciato vendendo uno spiegamento di cosiddette ‘droghe legali’ – apparentemente prodotti organici ricavati da erbe esotiche. Allo stesso tempo, i partecipanti a diversi forum online sulle droghe hanno cominciato a discutere i presunti effetti delle nuove droghe, creando una base enorme di informazioni provenienti dalle personali esperienze dei consumatori. Questo studio riunisce i dati storici che coprono un periodo di sette anni, derivati da un forum norvegese sulla droga riguardante i cannabinoidi sintetici, e da interviste a 14 partecipanti maschi tutti con esperienza di questa droga. Abbinando le due fonti, questo studio rivela non soltanto la discussione in corso sul consumo di cannabinoidi sintetici, ma anche come i partecipanti al forum si relazionavano alle informazioni online che raccoglievano e co-producevano.

Marie Claire Van Hout, Nod and wave: an Internet study of the codeine intoxication phenomenon, in The International Journal of Drug Policy, n. 1 (gen. 2015) – on line, vol. 26, pp. 67-77
L’uso non medico degli oppiacei farmaceutici, quali la codeina, è una crescente preoccupazione per la salute pubblica. Lo scopo di questo studio è stato quello di descrivere esperienze di “sballo” da codeina fra i consumatori di droghe a scopo ricreativo, come sono state postate in forum pubblici su internet. Sono stati analizzati con il metodo psicologico fenomenologico empirico 96 resoconti di “viaggio” e 156 discussioni a tema riguardanti il consumo di sola codeina. I resoconti hanno illustrato transizioni fra il consumo medico e non medico di codeina per smorzare il dolore emotivo e/o fisico, gestire l’astinenza da oppiacei e per stordirsi. Si sono descritti gli effetti dissociativi, l’abilità di ignorare il dolore fisico ed emotivo, la sinestesia indotta dalla codeina e gli stati alterati di coscienza. L’overdose era caratterizzata da anestesia, forte dolore al petto e allo stomaco, depressione respiratoria, panico e paura di morire. Questo studio dimostra che i forum su internet sulla droga guidano la comune conoscenza e le strategie autoctone di riduzione del danno, e hanno la garanzia di essere considerati come validi meccanismi di informazione per i consumatori.

UNODC United Nations Office on Drugs and Crime, Global SMART update, UNODC, 2015, pp. 12
La pubblicazione riporta varie informazioni sulle droghe sintetiche, quali i sequestri di droghe significative o inconsuete o dei precursori, nuove localizzazioni, metodi e prodotti chimici usati per la produzione clandestina, nuovi gruppi o rotte del traffico, cambiamenti nella legislazione per affrontare il problema delle droghe sintetiche, nuove sostanze o gruppi di consumatori e le implicazioni del loro consumo per la salute.

Danielle Horyniak … [et al.], How do drug market changes affect characteristics of injecting initiation and subsequent patterns of drug use? Findings from a cohort of regular heroin and methamphetamine injectors in Melbourne, Australia, in The International Journal of Drug Policy, n. 1 (gen. 2015) – on line, vol. 26, pp. 43-50
E’ stato dimostrato che i mutamenti delle caratteristiche del mercato della droga influenzano i modelli di consumo, ma pochi studi hanno analizzato il loro impatto sulle esperienze di iniziazione al consumo per via endovena e i successivi modelli di questo tipo di consumo. Gli autori hanno raccolto dati sulle esperienze auto-riferite di iniziazione al consumo per via endovena e i modelli di consumo nel mese precedente di 688 consumatori regolari di eroina e metamfetamina per via endovena a Melbourne, Australia, i quali hanno cominciato a iniettarsi in tre diversi periodi del mercato della droga, denominati “alta eroina”, “bassa eroina”, “mercati contemporanei”’ (con disponibilità fluttuante di eroina e metanfetamina). E’ stata usata la regressione logistica a variabile unica o multipla per esaminare la relazione fra il periodo di iniziazione al consumo per via endovena e la prima droga iniettata, e la regressione logistica multinomiale per la relazione fra il periodo di iniziazione e gli attuali modelli di consumo per via endovena.

Salvatore Giancane, Eroina. La malattia da oppioidi nell’era digitale, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2014, pp. 462
Il testo propone una revisione clinica e un aggiornamento sulla “malattia da oppioidi” nelle nuove forme che vanno emergendo nel nostro Paese, senza tuttavia perdere di vista lo scenario mondiale. Secondo l’autore, medico tossicologo del Sert a Bologna, l’eroina è una merce perfetta: consente forti guadagni e può essere tagliata per farne aumentare ulteriormente il valore. Inoltre essa non ha bisogno di marketing e crea clienti che restano affezionati per decenni. Per un certo periodo si è avuta la sensazione che il consumo di questa sostanza fosse in netta diminuzione, ma a guardar bene invece è esploso adattandosi ai tempi. I consumatori attuali sono giovani, italiani, insospettabili, che lavorano o studiano, che non hanno bisogno di commettere reati (perché il prezzo al dettaglio dell’eroina negli ultimi anni è crollato) e preferiscono fumare la sostanza o “sniffarla”, invece di ricorrere alla siringa.
Collocazione Biblioteca: 16907

Roberta Pacifici … [et al.], Droga e Doping, Istituto Superiore di Sanità, 2014, Roma, pp. 108
Il doping consiste nell’uso di una sostanza o nell’adozione di una pratica medica non giustificati da condizioni patologiche, finalizzato al miglioramento della prestazione agonistica. Il doping, la cui disponibilità sul mercato, soprattutto on line è in crescita, ha uno stretto legame con la tossicodipendenza, in quanto può dare soprattutto dipendenza psichica, ma anche astinenza e tolleranza, quindi dipendenza fisica. Nel volume sono delineati gli effetti attesi e quelli indesiderati delle sostanze ad effetto doping, aventi e non aventi anche effetti stupefacenti.
Collocazione Biblioteca: 17502

Simona Pichini … [et al.], Smart Drugs. Terza edizione, Istituto Superiore di Sanità, Roma, 2014, pp. 357
Il volume, alla terza edizione, raccoglie le schede monografiche relative a 90 “smart drugs” cioè a quei composti di origine sia naturale che sintetica, non proibiti dalle leggi sugli stupefacenti, che possono contenere principi attivi con presunte o accertate proprietà psicoattive. Ciascuna monografia descrive le caratteristiche tassonomiche della specie vegetale in questione, il/i principio/i attivo/i che le caratterizza, il luogo di coltivazione, l’uso storico/tradizionale della pianta e quello attuale, le caratteristiche chimico-fisiche dei principi attivi, gli effetti avversi, la legislazione in materia e le metodologie analitiche. Le notizie riportano i dati emersi da studi e ricerche dell’ISS e dalla letteratura internazionale, che possono essere utili a ricercatori, legislatori e forze dell’ordine. A differenza della passata edizione largo spazio viene dato alle droghe sintetiche, in particolare a Cannabinoidi e Catinoni, alle Desiger Drugs, ai potenziatori delle performance sessuali e alle bevande energetiche.
Collocazione Biblioteca: 17501

Trattamenti e servizi

A cura di Pietro Paolo Guzzo e Antonietta Fiorita, Il futuro dei servizi per le dipendenze tra consumi socialmente integrati e web society, in Salute e società, a. 15, n. 2 (2016), pp. 15-211
Nato dal costante impegno di studio e ricerca dell’Osservatorio delle Dipendenze dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, il volume si interroga sul senso e sulle possibilità di un nuovo sistema dei servizi di intervento per le dipendenze (vecchie e nuove) nell’odierna web society. Nelle due sezioni (saggi, esperienze) gli autori (medici, sociologi, giuristi, psicologi) analizzano da diverse angolazioni un ampio ventaglio di temi e possibili soluzioni: -nuove strategie di intervento per Italia e Malta -l’importanza delle rete dei servizi e l’integrazione con le associazioni del terzo settore (Leopoldo Grosso) -una valutazione degli interventi Technology-Based -i gruppi di auto-mutuo-aiuto come terapia del gioco d’azzardo -la dipendenza da Internet -un possibile modello di tele-E-health in carcere -la valutazione di alcuni modelli di intervento nel gambling -i servizi di strada per intercettare i consumatori occasionali -le rappresentazioni professionali degli scenari di trasformazione on/off line dei servizi -l’intreccio tra solidarietà e giustizia nel diritto/dovere costituzionale di curarsi.

Metello Corulli, Appunti sul movimento delle comunità in Italia. Nascita, sviluppi, enfatizzazioni e ridimensionamenti, malefici e malesorti…,inTerapia di Comunità, a.16, n. 62 (feb. 2016), pp. 1-30
Il presente scritto è una versione estesa del cap. I del volume “Comunità terapeutiche per la salute mentale. Intersezioni” (coll. 17249) e tratta la storia delle comunità terapeutiche: sia gli esordi in Gran Bretagna nel 1948 sia la nascita in Italia in seguito alle sperimentazioni e poi alla lenta applicazione della legge Basaglia (1978). Il tutto è riassunto in una tabella con una mappatura cronologica delle “comunità terapeutiche” italiane dagli anni ’60 agli anni ’90 dello scorso secolo L’articolo individua anche alcune tipologie di comunità: di accoglienza, di lavoro, leggere, alloggio, gruppi appartamento, “terapeutiche” per tossicodipendenti (con ulteriori specificazioni), residenziali, riabilitative,c. per la comorbilità, c. istituite da sette, REMS (C. per l’Esecuzione della Misura di Sicurezza sanitaria, SRP. (Strutture Residenziali Psichiatriche). Troviamo inoltre un excursus storico delle difficoltà di rapporto tra il Servizio di Salute Mentale e il Dipartimento per le Dipendenze e sulle politiche sociali inerenti al tema; infine una mappatura nazionale delle comunità divise per regioni. Gli autori sono tre psicologi, psicoterapeuti e un medico, con vasta esperienza specifica sulle comunità terapeutiche.

A cura di Maurizio Coletti, Trattamenti attraverso i computer: aumentano gli accessi. Prime analisi di efficacia, in Dal fare al dire, a. 24, n. 3 (2015), pp. 51-53
Nell’articolo si affronta il problema dei risultati degli interventi di trattamento attraverso i computer, in aumento grazie ai vantaggi evidenti del poter offrire risorse terapeutiche più economiche a un gruppo più ampio di soggetti. Inoltre l’approccio dell’autoaiuto (sul quale sono basati molti siti web del settore) permette di percepire una sorta di supporto aggiuntivo. Nell’articolo sono riportati e discussi i risultati.

Silvia Mattei, Edoardo Polidori, Samantha Sanchini, Audit clinico per la valutazione degli inserimenti in comunità, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 45, n. 3.1 (ago. 2015), pp. 9-11
Gli autori, professionisti della UOC Dipendenze patologiche della USL della Romagna, espongono il lavoro di audit clinico di 59 utenti inseriti in un programma di Comunità presso enti del privato accreditato. L’obiettivo è quello di valutare l’esito del percorso in relazione al progetto individualizzato e di favorire il confronto tra gli operatori.

Raffaele Lovaste, Elementi base di organizzazione di un Ser.D., in Mission, a. 12, n. 43 (giu. 2015), pp. 4-6
La mission di un Ser.D prevede la cura delle persone con problemi di dipendenza e il loro completo recupero, nonchè la prevenzione del fenomeno. La vision è un insieme di valori espressi dalla storia e dalla cultura collettiva del servizio, che può coincidere o meno con la visione di ogni singolo professionista. L’articolo illustra com’è articolata la struttura organizzativa e quali sono le fasi di presa in carico dell’utenza, dall’accoglienza alla stesura del progetto terapeutico. Mette inoltre in luce la necessità di un’integrazione fra le varie figure professionali che operano all’interno del servizio e dell’elaborazione di un sistema interno di controllo di gestione per garantirne l’efficienza. L’autore è presidente del Centro Studi e ricerche del Centro consumi e dipendenze dell’ Azienda Provinciale Servizi Sanitari del Trentino.

Jonathan Schettino … [et al.], Treatment of cannabis-related disorders in Europe, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2015, pp. 71
Questa pubblicazione prende in rassegna gli interventi applicati nel trattamento dei disturbi legati all’abuso di cannabis e fornisce una mappatura dei servizi che forniscono il trattamento in Europa. Il testo fornisce una rassegna della ricerca recente sui trattamenti disponibili per consumatori adolescenti e adulti. Inoltre esso descrive e analizza specifici programmi attualmente offerti nell’Unione europea e fornisce una breve panoramica della disponibilità e del tipo di trattamento in ogni Stato membro. Infine mette a confronto gli indicatori dei bisogni di trattamento con le stime di previsione di trattamento.
Collocazione Biblioteca: 17155

Luce alla fine del tunnel. Potenzialità del “recovery capital” e l’effetto domino positivo, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2015), vol. 15, pp. 22-26
Nel presente articolo vengono presentate le potenzialità del “recovery capital”, elaborato nel campo delle dipendenze, inteso come la somma delle risorse necessarie per avviare e sostenere il recupero da abuso di sostanze. Il successo di un percorso di recupero può essere trasmesso socialmente da una persona all’altra, da una comunità sociale a un’altra. Secondo gli autori si dovrebbe, quindi, parlare di un recovery comunitario: il successo di un individuo può avere un impatto positivo su altri individui nella stessa condizione, sulle famiglie, sui gruppi e sulle comunità locali, incoraggiando l’attività di coloro che si impegnano in questo campo e che possono, a loro volta, fornire un forte sostegno sociale a chi sta iniziando un percorso di cambiamento.

A cura di Donatella Peroni, Massimo Clerici, Doppie diagnosi in comunità terapeutica, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 157
Il libro presenta l’esperienza con i “pazienti complessi” della Comunità terapeutica Emmaus, una delle prime comunità terapeutiche italiane, il cui progetto ha coinvolto fin dall’inizio operatori provenienti dai più diversi contesti del Servizio pubblico e del privato sociale. L’intervento sul paziente complesso, in particolare le cosiddette “doppie diagnosi”, segue – ormai da anni – una strategia onnicomprensiva, multimodale ed integrata che tende ad associare, inevitabilmente, tecniche di trattamento specialistico alle fasi di residenzialità, nonché progetti specificatamente dedicati alle famiglie e alla fase di rientro. Tali strategie – che si basano su modelli inclusivi e intensivi – hanno destato crescente interesse nell’ambito delle comunità terapeutiche che offrono, da sempre, una progettualità clinica “ad ampio spettro”, finalizzata soprattutto a garantire la continuità dell’intervento e a incentivare la compliance di pazienti che soffrono di disturbi mentali gravi. Tra questi vi sono, in primis, i disturbi di personalità, che per definizione sono multiproblematici e la cui complessità si declina in ambiti quali la gestione dell’impulsività, l’autolesività, il discontrollo nell’assunzione contemporanea di farmaci e sostanze, i comportamenti “a rischio”, la conflittualità familiare a partire da alti livelli di emotività espressa, nonché la sempre più frequente marginalizzazione sociale.
Collocazione Biblioteca: 17307

A cura di Antonia Cinquegrana, Tiziana Bussola, Cura della dipendenza da cocaina. Indicazioni cliniche e organizzative per il trattamento dei pazienti integrati socialmente, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 179
Gli autori che hanno collaborato alla stesura di questo libro appartengono prevalentemente all’area bresciana e luganese, dato che a Brescia e a Lugano dal 2010 sono state istituite due Unità Operative Ambulatoriali espressamente dedicate ai soggetti cocainomani socialmente integrati. Si tratta di persone affette da una dipendenza anche grave, seppur privi di problematiche legali o di una psicopatologia rilevante e che riescono a mantenere, tra alti e bassi, rapporti affettivi significativi e/o un’attività lavorativa anche soddisfacente: si decidono a chiedere aiuto nel momento in cui comprendono di non avere più punti fermi, riconoscendo così che sono forse in procinto di perdere con essi “tutta la loro normalità”. Tuttora questa tipologia di pazienti accede con difficoltà ai Ser.T, ma, benché possa essere considerata una popolazione eccessivamente selezionata, in realtà rappresenta la maggior parte dei soggetti che consumano cocaina in termini di dipendenza patologica. Questo libro vuole pertanto comunicare un’esperienza professionale sottoposta si al vaglio del metodo scientifico, ma nata soprattutto dall’interscambio di tecniche, attitudini, osservazioni che provengono dalla competenza clinica.
Collocazione Biblioteca: 17187

Wouter Vanderplasschen, Stijn Vandevelde, Eric Broekaert, Therapeutic communities for treating addictions in Europe. Evidence, current practices and future challenges, EMCDDA, Lisbona, 2014, pp. 92
Le comunità terapeutiche si sono sviluppate per la prima volta negli anni ’60 e anche oggi continuano ad avere grande rilevanza nel’ambito del trattamento delle dipendenze. Questo rapporto presenta come le comunità terapeutiche si sono sviluppate nel tempo in sette Paesi europei (Belgio, Repubblica Ceca, Spagna, Francia, Polonia, Svezia e Regno Unito) e fornisce una panoramica della ricerca in merito alla loro efficacia come opzione trattamentale e al loro impatto sulla più ampia società.
Collocazione Biblioteca: 16758

Smetto quando voglio? Il colloquio motivazionale per favorire il cambiamento, inMetodologie e tecniche per le professioni sociali, n. 2 (apr. 2014), vol. 14, pp.4-11
Il Colloquio Motivazionale, nato nei primi anni ’80 grazie all’intuizione dello psicologo William Miller, applicato nel campo dell’alcologia e rapidamente esteso all’abuso di sostanze, ha trovato applicazione in quei campi della sanità e del lavoro sociale in cui il cambiamento dei comportamenti è decisivo. Il ruolo dell’operatore sociale o dello psicologo diventa quello di capire la disponibilità al cambiamento dell’utente, quindi sostenerlo rispettando la sua autonomia.

Alfio Lucchini, Società Consumi Dipendenze, Principi Contesti Servizi, Franco Angeli, Milano, 2014, 254
Il volume nasce dalla necessità di comprendere i fenomeni sociali e sanitari legati alle tematiche dei consumi e delle dipendenze patologiche in Italia, analizzando anche le risposte possibili e le attività dei servizi di cura. Obiettivo dell’autore è di proporre elementi di base utili per affrontare il tema, a partire dalla natura dei comportamenti di addiction e degli aspetti patologici delle dipendenze. Vengono inoltre sviluppati focus di approfondimento teorici e proposti strumenti e pratiche di particolare valore e interessi applicativi. Non mancano poi illustrazioni di progetti e sperimentazioni, ampi riferimenti legislativi utili al lavoro quotidiano degli operatori dei servizi. Il volume vuole promuovere un maggiore interesse al tema tra studenti, professionisti e amministratori pubblici.
Collocazione biblioteca: 16886

Alessandra Augelli, Quando le formiche spostano un elefante… Genitori di gruppi auto-mutuo aiuto raccontano le dipendenze e la cura familiare, Franco Angeli, 2014, Milano, pp. 102
A partire dall’esperienza concreta e dalla storia di un’associazione che lavora da più di trent’anni sull’uso di sostanze e sulle dipendenze, il libro intende mostrare il valore dell’auto-mutuo aiuto attraverso la narrazione dei vissuti di quanti lo hanno sperimentato. Nella condivisione e nell’ascolto dell’esperienza altrui, si scopre la circolarità virtuosa tra cura di sé, cura dell’altro e della comunità: è quanto emerge dalle parole e dai silenzi, dai sorrisi e dalle lacrime, dai progressi e dai rallentamenti di genitori ancora in cammino, desiderosi di continuare a darsi e dare la mano. Il titolo richiama non solo la fatica di spostare qualcosa di pesante e opprimente, ma anche l’importanza di portare alla luce qualcosa di grosso che, alle volte, la società preferisce non vedere. Non si parla, quindi, solo della rimozione di un “problema” comune, ma del viaggio di scoperta di una realtà complessa e significativa. Il volume affronta un tema delicato e spinoso com’è quello delle dipendenze, attraverso lo sguardo dei genitori che lo raccontano, delle loro emozioni e attenzioni, delle paure e delle speranze. Schede di lavoro illustrano il percorso di scrittura autobiografico fatto con i genitori e si offrono come spunto formativo. Alessandra Augelli è docente di Pedagogia della famiglia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Sede di Piacenza.
Collocazione Biblioteca: 17032

Paolo de’ Lutti, Metafore illustrate e mindfulness nel trattamento delle dipendenze, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 128
Il libro nasce da una lunga serie di osservazioni e di interventi nella pratica clinica nel settore delle dipendenze. Nel trattamento individuale, di gruppo, nel contesto ambulatoriale ed ospedaliero, l’autore ha sperimentato diverse strategie orientate a un approccio psicosomatico, con una lettura in chiave simbolica del rapporto individuo ed evento patologico. Il libro ospita 26 tavole pittoriche, create da Marco Weber su ideazione dell’autore, che rappresentano una sorta di manuale d’uso nel trattamento della dipendenza, alcolica in particolare, dal suo inizio alla sua possibile risoluzione. Alcune metafore inoltre, si prestano ad un utilizzo in ambito psicoterapeutico per problematiche di tipo psicosomatico, di sofferenza esistenziale, nel disturbo d’ansia e dell’umore. Viene individuato un insieme di strategie che propongono l’utilizzo delle metafore illustrate assieme alla Mindfulness, da intendere come consapevolezza intenzionale alle esperienze quotidiane, come esse si presentano realmente. La metafora illustrata diviene quindi un mezzo, visibile, operativo, personalizzabile, che accompagna la persona nel percorso di cura e riabilitazione.
Collocazione biblioteca: 16892

I giovani e i contesti del consumo

IMatej Sande, Characteristics of the use of 3-MMC and other new psychoactive drugs in Slovenia, and the perceived problems experienced by users, in The International Journal of Drug Policy, gen. 2016 – on line, vol. 27, pp. 65-73
Lo studio presenta le caratteristiche del consumo delle nuove sostanze psicoattive, i problemi vissuti e percepiti dai consumatori e le ragioni per smettere o ridurre l’uso. La ricerca si è focalizzata principalmente sui catinoni sintetici e il consumo di 3-MMC in Slovenia. Gli operatori e i corrispondenti di prossimità di DrogArt hanno visitato spazi pubblici aperti, club e discoteche per incoraggiare i consumatori a partecipare all’indagine. La maggioranza dei consumatori delle nuove sostanze psicoattive in Slovenia hanno provato le nuove sostanze derivate dai gruppi di catinoni sintetici e amfetamine. La ricerca individua i problemi riferiti con maggiore frequenza e le ragioni principali per ridurre o smettere il consumo di nuove sostanze.

Alex Harocopos, Bennet Allen, Routes into Opioid Analgesic Misuse: Emergent Typologies of Initiation, in Journal of Drug Issues, n. 4 (ott. 2015), vol. 45, pp. 385-395
Il consumo non medico di analgesici oppiacei è aumentato nell’ultimo decennio negli Stati Uniti, tuttavia c’è stato poco approfondimento sulle circostanze in cui si inizia tale consumo improprio. Questo studio si basa sui dati qualitativi di cinque “focus group” condotti con persone che facevano uso improprio di tali farmaci analgesici a New York City. I partecipanti avevano un’età compresa fra i 20 e i 47 anni, in maggioranza maschi. Sono stati individuati tre gruppi di persone: quelli che iniziano a scopo ricreativo, tipicamente in adolescenza attraverso fonti non mediche; quelli che sono approdati al consumo attraverso un trattamento medico; e i consumatori esperti nell’uso di oppiacei, che hanno iniziato il consumo di farmaci analgesici attraverso canali sia ricreativi che medici, ma hanno cominciato ad abusarne dopo una storia di consumo di eroina. I risultati mostrano modelli eterogenei di iniziazione, indicando la necessità di prevedere strategie di prevenzione e intervento su misura per gruppi particolari.

Jonas Berge … [et al.], Parental Awareness of Substance Use among Adolescents in a Junior High School Sample, in Journal of Drug Issues, n. 3 (lug. 2015), vol. 45, pp. 263-278
Mancano studi che valutino la consapevolezza dei genitori riguardo al consumo di alcol, sigarette e droga nella popolazione degli adolescenti in generale. Un totale di 1.426 adolescenti svedesi di età compresa fra i 14 e i 16 anni e i loro genitori hanno risposto annualmente a domande sul consumo adolescente di sostanze nella scuola secondaria di primo grado. La sensibilità nelle indicazioni dei genitori rispetto al consumo di sostanze da parte degli adolescenti è risultata bassa: dal 5,6% al 26% riguardo all’ubriachezza; dal 14,3 al 20,6 per le sigarette e dal 4,9 al 12% per le droghe illegali. Si identificano fattori importanti per la consapevolezza dei genitori rispetto al consumo di sostanze da parte dei figli adolescenti.

Elizabeth V. Aston, Are risk factors for drug use and offending similar during the teenage years?, in The International Journal of Drug Policy, n. 4 (apr. 2015) – on line, vol. 26, pp. 396–403
Questo documento analizza se in stadi diversi del ciclo di sviluppo dell’adolescenza, il consumo di droga e la trasgressione sono associate a una serie di fattori simili di rischio, riguardanti: posizione socio-strutturale, controllo sociale informale, contesti di gruppi di pari e comportamenti di stile di vita devianti. I risultati indicano che tali fattori sono più appropriati per comprendere la trasgressione rispetto al consumo di droga. Negli anni più tardi dell’adolescenza il consumo di droga dovrebbe essere capito e affrontato in modo diverso dalla trasgressione. Questo è particolarmente importante data la tendenza crescente a trattare il “problema droghe” come un “problema di criminalità”.

Eric R. Pedersen … [et al.], The effects of mental health symptoms and marijuana expectancies on marijuana use and consequences among at-risk adolescents, in Journal of Drug Issues, n. 2 (apr. 2015), vol. 45, pp. 151-165
Nella presente ricerca, gli autori indagano sugli effetti del consumo di marijuana su adolescenti a rischio di sintomi relativi a disturbi mentali, come quelli coinvolti nei tribunali minorili, in base alla credenza per cui esso possa alleviare i sintomi di ansia e depressione. E’ stata effettuata un’indagine su un campione diversificato di giovani coinvolti nel Tribunale Minorile di Santa Barbara (n=193) ed è stata esaminata l’associazione fra i sintomi di disturbo mentale e le aspettative sul consumo e le conseguenze della marijuana. Nell’articolo vengono descritti e commentati i dati della ricerca.

A cura di Raimondo Maria Pavarin, Daniele Virginio Corbetta, Dipendenze con e senza sostanze. Teoria, ricerca e modelli di intervento, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 192
L’obiettivo di questo volume è quello di aprire una panoramica sugli stili di vita dei giovani adulti, popolazione nella quale consumi problematici e dipendenze da sostanze (sostanze illegali, alcol, tabacco), dipendenze da comportamenti (gioco d’azzardo, shopping compulsivo, internet addiction), alimentazione e attività fisica si intrecciano e necessitano di essere trattati come elementi integrati nel vivere quotidiano. Il focus è rappresentato dai risultati che emergono da una ricerca multicentrica, condotta su un campione di giovani adulti di Bologna e Treviso e articolata su quattro aree tematiche (sostanze psicoattive, dipendenze senza sostanze, alimentazione e stili di vita), integrati dai contributi di studiosi ed operatori del settore. Nel suo insieme, il volume vuole fornire elementi innovativi ed indicazioni utili a chi si occupa di prevenzione, per dar vita a progetti che non siano più incentrati su singole problematiche, ma capaci di orientarsi sugli stili di vita complessivamente intesi della popolazione cui sono rivolti.
Collocazione Biblioteca: 17342

Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa,Droghe: mi faccio ma non so di che, Roma, 2015
Sono le sostanze ‘sconosciute’ usate da oltre 50 mila ragazzi, assieme agli psicofarmaci assunti senza prescrizione medica, soprattutto dalle ragazze, la preoccupante novità del consumo di droghe, che coinvolge circa 700 mila studenti italiani di 15-19 anni. A dirlo, lo studio dei ricercatori dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr ESPAD®Italia 2014. Cresce il consumo di cannabis, che resta la sostanza psicoattiva più diffusa e per la quale aumentano i consumatori abituali, la cocaina è meno usata e l’eroina è stabile.

Raimondo Maria Pavarin, Minori e sostanze psicoattive: nativi, non nativi e seconda generazione. I risultati di uno studio multicentrico condotto in quattro regioni italiane, in Salute e società, n. 3 (2014), pp. 181-193
La ricerca descrive la fenomenologia del consumo di sostanze psicoattive in un campione di 2095 adolescenti tra i 13 e i 17 anni, reclutati in quattro regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Campania) e divisi in tre diversi gruppi: i nativi, nati in Italia da genitori italiani; i non nativi, nati all’estero e le seconde generazioni, nati in Italia ma con almeno un genitore nato all’estero.

Prevenzione

Anneke Bühler, Johannes Thrul, Prevention of addictive behaviours. Updated and expanded edition of Prevention of substance abuse, EMCDDA, Lisbona, 2015
Questa pubblicazione è un aggiornamento di un testo pubblicato nel 2007 (vedi nostra collocazione 14329). Come per la versione precedente, si tratta della traduzione di uno studio tedesco che presenta una rassegna sullo stato dell’arte della prevenzione. Sebbene originariamente destinato a un pubblico tedesco, la sua portata, basata sull’evidenza, è globale. La rassegna è ampia nelle sue considerazioni e riguarda non solo il tema dell’abuso di droghe, ma anche di alcol e tabacco, come pure le dipendenze comportamentali come il gioco d’azzardo problematico. Tra più di 5000 risultati di ricerca sono stati selezionati 64 studi, incluse 17 meta-analisi e 38 rassegne sistematiche.

Anna Paola Lacatena … [et al.], Kryptonite – Progetto di prevenzione sul consumo di sostanze psicoattive e comportamenti a rischio incentrato sulla persona, in Mission, a. 12, n. 44 (set. 2015), pp. 81-89
Il progetto “Kryptonite” del Ser.D. di Taranto, attraverso l’informazione e la partecipazione dei soggetti coinvolti nell’utilizzo di sostanze psicoattive o in comportamenti a rischio, mira a promuovere una forma di informazione/prevenzione più articolata e partecipata al fine di sviluppare una rete di protezione per i più giovani, uno spazio di confronto, una consapevolezza del problema reale da parte dei tecnici del settore con la creazione di buone prassi.

Giovanni Pieretti, Enzo Grossi, Dalla drug addiction al benessere dell’individuo quale fenomeno socio-ambientale, in Sociologia urbana e rurale, a. 37, n. 106 (2015), pp. 89-100
Nel presente articolo gli autori descrivono un nuovo modello teorico-interpretativo rispetto al dibattuto tema delle dipendenze patologiche e quindi al correlato ambito della prevenzione, in grado di alterare lo stato psichico e fisico dell’individuo, pregiudicandone il funzionamento sociale ed economico oltre che, lo stato di salute. Gli autori illustrano come sia necessario passare da un approccio tecnicistico ad uno olistico, allargando la visione ad una prospettiva di prevenzione e cura, collegata alla relazione tra ambiente sociale e benessere dell’individuo.

John M. Eassey, Chris L. Gibson, Marvin D. Krohn, Using a group-based trajectory approach to assess risk and protective factors of marijuana use, in Journal of Drug Issues, n. 1 (gen. 2015), vol. 45, pp. 4-21
La marijuana è la sostanza illegale di cui si fa maggiore uso nel mondo e il consumo persistente e frequente durante l’adolescenza è stato associato a transizioni precoci e conseguenze deleterie nell’età adulta. Questo studio ha usato un approccio di traiettoria di gruppo per analizzare i dati provenienti da 1.725 giovani partecipanti al “National Youth Study” per descrivere i percorsi del consumo di marijuana ed esplorare i fattori protettivi che possono ridurne la continuazione. Nell’articolo vengono riportati e commentati i dati della ricerca.

Sahed Imaine, Prévenir la consommation de substances psychoactives à l’adolescence. Proposition et mise à l’essai de la méthode par l’autoréflexion et de l’outil Ageven, in Psychotropes, n. 2-3 (2015), vol. 21, pp. 133-156
L’influenza degli amici gioca un ruolo preponderante sul consumo di sigarette, di cannabis e alcool nell’adolescenza. L’autore si domanda quanto i giovani ne siano consapevoli e se la presa di coscienza può avere un effetto sul loro rapporto con le sostanze. L’articolo descrive uno strumento di prevenzione originale, la “fiche Ageven”, che può essere utilizzato per stimolare la consapevolezza dell’influenza degli amici tra gli adolescenti nel consumo di sostanze psicoattive. Questo metodo si basa sul postulato secondo il quale la presa di coscienza da parte del giovane della sua influenzabilità può innescare l’arresto del consumo. Per verificarne l’efficacia, la fiche Ageven è stata testata su 331 liceali consumatori e non. L’autore descrive e commenta i risultati della ricerca.

A cura di Tiziana Cassese … [et al.], Fare prevenzione sui consumi giovanili di “sostanze”, in Animazione Sociale, n. 279 (gen. 2014), pp. 36-79
L’inserto nasce dal constatare come oggi sia importante fare memoria di tutto ciò che l’esperienza ha accumulato in termini di apprendimento sul ‘fare prevenzione’. Tanto più perchè la prevenzione sta rischiando di essere sempre più residuale, in termini di investimenti, mentre nella società le pressioni al consumo sono molto forti. Occorre ricordare anche che alla triade di sostanze psicoattive più comunemente utilizzate da parte dei giovani (alcol, tabacco e cannabis) va aggiunto il gioco d’azzardo, come risultato di una gigantesca esposizione all’offerta.

Politiche sulla droga

A cura di Franco Corleone, Stefano Anastasia, Leonardo Fiorentini, 7° Libro Bianco sulla legge sulle droghe. Dopo Ungass 2016. Un anno di cambiamento nel mondo. Proposte per superare lo stallo in Italia, in Parlamento e nel Paese, Fuoriluogo, [s.l.], 2016, pp. 98
Questo è il settimo Libro Bianco dedicato agli effetti collaterali della legge antidroga e in particolare alle sue conseguenze penali, sulle sanzioni amministrative e nelle carceri. Dopo una disamina dei dati sul consumo di droghe nella popolazione studentesca, una sezione è dedicata alle politiche e un’altra all’auspicabile riforma del dipartimento Antidroga. Questa edizione contiene anche un aggiornamento di G. Bignami su imiti e i fatti sulle droghe e la guida, con una particolare attenzione alla recente legge sull’omicidio stradale, un disanima delle evoluzioni giurisprudenziali in tema di stupefacenti a cura di E, De Caro e G, Santoro, e ulteriori riflessioni sulle politiche nazionali e internazionali sulle droghe, in particolare dopo UNGASS 2016 (la sessione straordinaria dell’ONU sulle droghe). In appendice vengono confrontate le principali proposte di legge di riforma delle politiche sulle droghe offerte al dibattito pubblico.

Ken Pidd, Victoria Kostadinov, Ann Roche, Do workplace policies work? An examination of the relationship between alcohol and other drug policies and workers’ substance use, in The International Journal of Drug Policy, feb. 2016 – on line, vol. 28, pp. 48-54
C’è un crescente interesse nelle politiche sul luogo di lavoro come strategia per prevenire o gestire problemi di alcol o di altre droghe. Questo è il primo studio che esplora la prevalenza e l’impatto di politiche su alcol e droghe nei posti di lavoro australiani usando una serie di dati rappresentativa a livello nazionale. E’ stata effettuata un’analisi secondaria della “2010 National Drug Strategy Household Survey “ del 2010. Le analisi descrittive hanno esplorato la prevalenza delle politiche riguardanti l’alcol o altre droghe. I risultati forniscono un sostegno empirico riguardante il valore e l’efficacia delle politiche nel ridurre i problemi di alcol e droga.

Todd Subritzky, Simone Pettigrew, Simon Lenton, Issues in the implementation and evolution of the commercial recreational cannabis market in Colorado, in The International Journal of Drug Policy, gen. 2016, vol. 27, pp. 1-12
Il Colorado è il primo stato americano ad aver legalizzato il mercato della cannabis per scopi commerciali e ricreativi e costituisce quindi un esempio per cominciare a indagare le prime conseguenze di specifiche scelte politiche, anche se la base empirica di evidenza è limitata. L’articolo riunisce materiale derivante da diverse fonti (tra cui articoli accademici valutati “inter-pares”, rapporti su mass media e pubblicazioni governative) per sottolineare il modello e il processo della normativa nel Colorado e descrivere alcune delle questioni che sono emerse nei primi 20 mesi del suo funzionamento, anche relative alle modalità e alla sicurezza del consumo.

Kari Lancaster, Karen Duke, Alison Ritter, Producing the ‘problem of drugs, in The International Journal of Drug Policy, n. 7 (lug. 2015) – on line, vol. 26, pp. 617-625
La nozione di “guarigione” come approccio globale alle politiche della droga rimane controversa. Questa analisi transnazionale considera il modo in cui si è costruito il problema delle droghe e come è stato rappresentato in due relazioni chiave riguardanti la “recovery” nella politica della droga, esaminando criticamente i modi in cui il problema droga (e le persone che ne fanno uso) è reso nel discorso riguardante la guarigione, e come queste problematiche sono formulate e divulgate. Tramite un’analisi comparativa su come è stato rappresentato il problema delle droghe nel discorso sulla ‘guarigione’ in due Paesi (Australia e Gran Bretagna), in due momenti specifici del dibattito politico in tema di droghe, ci viene ricordato che i modi di considerare i ‘problemi’ riflettono contesti specifici e i modi in cui ci viene richiesto di pensare alle risposte delle politiche, dipenderà da tali condizioni.

Sharon R. Sznitman, Nehama Lewis, Is cannabis an illicit drug or a medicine? A quantitative framing analysis of Israeli newspaper coverage, in The International Journal of Drug Policy, n. 5 (mag. 2015) – on line, vol. 26, pp. 446–452
Vari paesi e stati, fra cui Israele, hanno recentemente legalizzato la cannabis per scopi terapeutici. Questi cambiamenti hanno ricevuto una copertura dei mass media e hanno stimolato un dialogo nazionale e internazionale sullo stato della cannabis e se la stessa può essere o meno definita come un farmaco (legittimo), una droga illegale e dannosa, o entrambi. La presentazione da parte dei mezzi di informazione può influenzare l’opinione pubblica, ed esserne influenzata, rispetto al tema dell’impiego della cannabis per scopi terapeutici e rispetto al sostegno dei relativi provvedimenti di licenza per i pazienti. Questo studio esamina la presentazione dei media israeliani nella loro copertura del tema e l’associazione fra tale copertura e le tendenze nella relativa concessione di licenze nel tempo.

Leopoldo Grosso, Dieci questioni di agenda politica sulle sostanze. Allestire adeguate condizioni per l’azione progettuale dei servizi per le dipendenze, in Animazione Sociale, a. 45, n. 292 (mag.-giu. 2015), pp. 23-29
Secondo l’autore, psicologo, psicoterapeuta e presidente onorario del Gruppo Abele, la crisi del welfare minaccia anche il lavoro di quanti, nei servizi, si occupano del consumo di sostanze. Una crisi finanziaria, ma, prima ancora, di tipo culturale e politico che irrigidisce la progettualità, incapace così di fare i conti con un originale contributo di ipotesi di lettura e di azione dentro l’evolversi dei problemi. Molte sono le questioni di una nuova agenda culturale e politica per una società che intenda misurarsi con le molte sofferenze connesse ai consumi di sostanze.

Steffanie A. Strathdee Leo Beletsky Thomas Kerr, HIV, drugs and the legal environment, in The International Journal of Drug Policy, n. 2 Supplement 1 (feb. 2015) – on line, vol 26, pp. 27-32
Questo articolo si concentra principalmente sulle politiche della droga, le prassi e le norme che aumentano il rischio per i consumatori di droghe di contrarre l’HIV e l’epatite virale, e le vie di intervento. Sono urgentemente richieste riforme legali e della politica che promuovano la salute pubblica andando oltre la criminalizzazione del consumo di droga e dei consumatori che se la iniettano. Gli interventi di prevenzione contro l’HIV devono collegarsi a iniziative più vaste, che cerchino di migliorare la professionalità della polizia, la responsabilità e la trasparenza, e di rafforzare lo stato di diritto. I professionisti che operano nella sanità pubblica e nella giustizia penale possono lavorare in sinergia per far passare il contesto giuridico da un settore che aumenta i rischi di contrarre l’HIV a uno che promuove comunità sicure e sane.

Sharon R. Sznitman, Yuval Zolotov, Cannabis for therapeutic purposes and public health and safety: a systematic and critical review, in The International Journal of Drug Policy : official journal of the International Harm Reduction Association, n. 1 (gen. 2015) – on line, vol. 26, pp. 20-29
L’uso di Cannabis a scopo terapeutico è recentemente diventato legale in molti paesi. Questi cambiamenti legali e politici possono essere collegati ai cambiamenti di percezione, disponibilità e consumo della sostanza e nel modo in cui è coltivata e venduta. Questo può avere a sua volta effetti sulla salute e la sicurezza pubbliche. Per capire meglio gli effetti potenziali dell’autorizzazione al consumo di cannabis a scopo terapeutico, l’articolo sintetizza e discute in modo critico la letteratura pertinente. Una strategia complessiva di ricerca ha identificato ventotto studi: le loro caratteristiche e i loro risultati sono stati sistematicamente rivisti secondo i seguenti contenuti tematici: consumo medicinale e consumo illegale di cannabis; consumo medicinale e altre questioni di salute pubblica; consumo medicinale, crimine e quartieri disagiati. Il campo della ricerca è attualmente limitato per mancanza di studi teorici e metodologici rigorosi. Assicurare una maggiore qualità degli studi consentirà alla future ricerca di indagare meglio il complesso ruolo che la cannabis per scopi terapeutici gioca in relazione alla società nel suo complesso, e alla salute e sicurezza pubbliche in particolare.

Alfio Lucchini, Droghe, comportamenti, dipendenze. Fenomeni norme protagonismo, Franco Angeli, Milano, 2014, pp.298
Il consumo di sostanze e i comportamenti di addiction fanno ormai parte in modo strutturale della società contemporanea. Il volume definisce, contestualizza e analizza tematiche attuali, ma che spesso ancora sono ignorate, a partire dalla natura dei comportamenti di addiction e degli aspetti patologici delle dipendenze. Vengono illustrate le diverse sostanze e i principali comportamenti di addiction; vengono proposti approfondimenti e descritti strumenti e pratiche di particolare valore e interesse di applicazione. Vasta e aggiornata è anche la rassegna normativa presentata, con le fonti di legge che regolano questo complesso settore, evidenziando lo sviluppo storico e il senso delle normative. Ampio e dettagliato, infine, il capitolo dedicato alle proposte di politiche di settore e al ruolo degli operatori del mondo delle dipendenze. Alfio Lucchini è medico, direttore di struttura complessa di psichiatria, specialista in psicologia medica, psicoterapeuta, direttore del Dipartimento delle Dipendenze della Asl Milano 2.
Collocazione Biblioteca: 17030

Riduzione del danno

Catherine Cook … [et al.], The Case for a Harm Reduction Decade. Progress, potential and paradigm shifts, Harm Reduction International, London, 2016, pp. 27
La prima parte del documento analizza i dieci anni di monitoraggio globale della riduzione del danno, mentre la seconda parte riporta le proiezioni per il prossimo decennio relative all’HIV e alla riduzione del danno e la terza parte propone un cambiamento di modello. Infatti l’analisi dei dieci anni scorsi mostra come i fragili progressi siano dovuti alla mancanza di supporto politico e di investimento finanziario. Perciò viene affermata la necessità per i governi e le agenzie internazionali di reindirizzare i finanziamenti dalla guerra alle droghe a programmi basati sulla salute e che includano la riduzione del danno per l’anno 2020.

Gregory Armstrong, Luke Samson, The imperative to integrate suicide prevention within community-based harm reduction programs for people who inject drugs: Informed by the situation in Delhi, India, inThe International Journal of Drug Policy, feb. 2016 – on line, vol. 28, pp. 133-135
Alti tassi di comportamento suicida sono stati documentati in collegamento con il consumo di droga per via endovena. Si stima che la proporzione delle morti attribuite al suicidio fra i consumatori di eroina vada dal 3% al 35% e una meta-analisi ha riscontrato che i consumatori di eroina avevano probabilità 14 volte superiori dei pari a loro abbinati di morire suicidi. Di conseguenza la prevenzione del suicidio è una sfida di fondamentale importanza per coloro che lavorano con le persone che assumono droghe per via endovena. Nonostante la gravità del rischio di suicidio, esiste un vuoto nella letteratura per quanto riguarda gli interventi pratici di prevenzione del suicidio che possono essere attuati da coloro che lavorano a stretto contatto con questa sottopopolazione nelle comunità.

Paolo Jarre … [et al.], Riduzione del danno: politiche e pratiche, in MDD: Medicina delle Dipendenze, a. 5, n.18 (giu. 2015), vol. 6, pp. 5-64
Il presente numero monografico tratta della riduzione del danno nel trattamento delle dipendenze da sostanze. La caratteristica peculiare di questo approccio è quella di mettere pragmaticamente il focus sui danni potenzialmente conseguenti ad un uso problematico di sostanze e oggetti psicoattivi e sulle persone che continuano a farne uso, anziché sulla prevenzione dell’iniziazione e sulla cessazione dell’uso. Esso prescinde pertanto da considerazioni di tipo valoriale riferite alla messa in atto e/o al proseguire del comportamento. Attraverso i diversi articoli il tema è trattato dal punto di vista etico, politico e pratico (efficacia degli interventi e delle terapie). Oltre all’editoriale di Paolo Jarre (primario del Dipartimento delle dipendenze ASL3 della Regione Piemonte), segnaliamo i seguenti contributi: “Che la politica faccia. Per una corretta rappresentazione normativa della riduzione del danno” di S. Anastasia e E. Maresca; “La riduzione del danno nell’Europa Occidentale” di K. Stone… [et al.]; “Ripensare la riduzione del danno” di S. Ronconi.

Paolo Jarre … [et. al.], Riduzione del danno: ambiti, servizi e prospettive , in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 5, n. 19 (set. 2015), pp. 5-63
Il secondo numero monografico della rivista dedicato alla riduzione del danno nel trattamento delle dipendenze affronta anche alcuni tipi di dipendenze che raramente vengono citate quando si parla di riduzione del danno: il gioco d’azzardo patologico, l’alcolismo, il tabagismo, la dipendenza da sesso. Si parla inoltre di epatite C e di alcuni progetti per la riduzione del danno in vari ambiti. Oltre all’editoriale di Paolo Jarre (primario del Dipartimento delle dipendenze ASL3 della Regione Piemonte), segnaliamo i seguenti contributi: “Sex work, sex addiction e riduzione del danno” di P. Covre; “Nel nome un destino: Endurance, la dimensione romantica della riduzione del danno” di R. Franzin e M.T. Ninni; “Can go: l’unità di strada di Torino. Un’esperienza di integrazione e di continuità” di A. Giglio, S. Salvatico e A. Consoli; “Il Drop-in, la Pronta Assistenza a Torino e il futuro della riduzione del danno” di E. Bignamini e R. Giulio.

Augusto Consoli, Angelo Giglio, Sara Selvatico, Le azioni di limitazione del danno in Piemonte . Can Go – 20 anni dell’Unità di strada di Torino, inDal fare al dire, a. 24, n. 3 (2015), pp. 57-61
L’articolo ricostruisce l’esperienza ventennale del progetto Can Go, diventato operativo nel 1994 col nome di Unità di Strada. Il servizio nasce dall’esigenza di avviare iniziative pragmatiche per la riduzione dei rischi e dei danni per le persone che fanno uso di droga, uscendo dalle sedi stanziali dei servizi e muovendosi e intervenendo direttamente nei luoghi da loro frequentati. L’articolo descrive negli anni l’evoluzione dei consumi e dei luoghi d’uso, le novità intervenute nel servizio e le interazioni con altri servizi. Descrive inoltre l’attuale organizzazione e le attività svolte.

Nicholas Lau … [et al.], Responsible and controlled use: Older cannabis users and harm reduction, in The International Journal of Drug Policy, n. 8 (ago. 2015) – on line, vol. 26, pp. 709-718
In questo articolo viene usato il classico quadro teorico di Zinberg “Drug, Set and Setting” per spiegare come gli adulti anziani consumatori di cannabis hanno gestito i rischi per la salute, quelli sociali e quelli legali in un contesto di normalizzazione del consumo di cannabis. Viene presentata una selezione dei risultati di uno studio qualitativo sui consumatori di cannabis nati fra il 1945 e il 1964 nell’area della Baia di San Francisco. La raccolta di dati è avvenuta tramite la registrazione di un’intervista approfondita sulla storia della loro vita, seguita da un questionario e un’indagine sulla salute. Le interviste qualitative sono state analizzate per scoprire i fattori di riduzione del danno della cannabis dalla prospettiva dei consumatori.

Margaret Kathleen Dechman, Peer helpers’ struggles to care for “others” who inject drugs, in The International Journal of Drug Policy, n. 5 (mag. 2015) – on line, vol. 26, pp. 492-500
Gli utenti che accedono agli scambi di aghi sono a volte reclutati per agire come “distributori secondari” nel tentativo di raggiungere un numero maggiore di persone che si iniettano droghe: Benché le valutazioni abbiano dimostrato l’efficacia di tali approcci, le ricerche più recenti hanno individuato alcune sfide particolari associate all’assunzione di questi ruoli intermediari. Questo articolo fornisce conoscenze approfondite ottenute da quattro sessioni di ‘focus group’ con 17 volontari, denominati aiutanti naturali, con da 1 a 14 anni di esperienza come distributori secondari in un programma di scambio di aghi nel Canada atlantico.

David P. Wilson … [et al.], The cost-effectiveness of harm reduction, inThe International Journal of Drug Policy, n. 2, Supplement 1 (feb. 2015) – on line, vol. 26, pp. 5-11
La prevalenza dell’HIV in tutto il mondo, fra le persone che si iniettano droghe, è circa il 19%. La riduzione del danno per questi consumatori comprende programmi di scambio di aghi e siringhe e la terapia sostitutiva per gli oppiacei, quest’ultima spesso abbinata alla terapia antiretrovirale per le persone sieropositive. Numerosi studi hanno analizzato l’efficacia di ciascuna strategia di riduzione del danno. Questo articolo esamina la concreta efficacia dei pacchetti di servizi di riduzione del danno e il loro rapporto costi-benefici nei risultati relativi all’HIV, nonché le risorse previste considerate necessarie per far fronte agli obiettivi regionali o globali di copertura. I programmi di scambio di aghi e siringhe si sono dimostrati sicuri e molto efficaci nel ridurre la trasmissione dell’HIV. Tali programmi sono relativamente economici da realizzare e il rapporto costi-benefici è molto alto.

Torkel Richert, Wasted, overdosed, or beyond saving. To act or not to act? Heroin users’ views, assessments, and responses to witnessed overdoses in Malmö, Sweden, in The International Journal of Drug Policy, n. 1 (gen. 2015) – on line, vol. 26, pp. 92-99
L’overdose è una causa rilevante di morte nei consumatori di eroina. Frequentemente, quando si verifica un’overdose, altri consumatori di eroina sono presenti, il che significa che si potrebbe salvare la vita della vittima. Mancano studi che, sulla base delle storie raccontate dai consumatori stessi di eroina, esaminino le loro opinioni, valutazioni e risposte alle overdose di cui sono stati testimoni. Lo studio si basa su interviste qualitative con trentacinque consumatori di eroina che sono stati presenti all’overdose di qualcun altro.

David Frank … [et al.], High risk and little knowledge: overdose experiences and knowledge among young adult nonmedical prescription opioid users, in The International Journal of Drug Policy , n. 1 (gen. 2015) – on line, vol. 26, pp. 84-91
Le overdose da oppiacei negli Stati Uniti sono aumentate drammaticamente negli ultimi 15 anni, in gran parte a causa di un aumento del consumo di oppiacei da prescrizione. Tuttavia, pochi studi hanno analizzato le conoscenze sull’overdose e l’esperienza dei consumatori di oppiacei per uso non medico. Si sono effettuate interviste approfondite semi-strutturate registrate con 46 giovani adulti (fra i 18 e i 32 anni) di New York City che hanno consumato oppiacei per scopi non medici negli ultimi 30 giorni. Nonostante una significativa esperienza sull’overdose (fra cui le morti per overdose), di carattere personale o all’interno di reti di consumatori di oppiacei, i partecipanti erano relativamente disinformati sulle strategie di consapevolezza dell’overdose, i modi per evitarla e le reazioni da adottare, in particolare l’uso del naloxone.

Martin Busch, Alexander Grabenhofer-Eggerth, Charlotte Klein, Di Marion Weigl,Drug related harm reduction in the eu and candidate countries – success and gaps, in Epidemiology Biostatistics and Public Health, Vol. 12, Issue 1 – Suppl. 1, 2015, pp. 12
Valutazione dello stato di avanzamento della raccomandazione del Consiglio del 2003 sulla prevenzione e la riduzione dei danni da tossicodipendenza nell’Unione europea e l’elaborazione di proposte per nuove raccomandazioni.

Sara Woods, Drug Consumption Rooms in Europe, Organisational overview, European Harm Reduction Network, Amsterdam, 2014, pp. 43
Questo rapporto fornisce una panoramica dell’organizzazione e dei metodi di lavoro delle cosiddette stanze del consumo (DCR), oltre a informazioni sul loro funzionamento e sulle strutture che le ospitano. Il primo capitolo fornisce una breve storia delle DCR in Europa, seguita, nel capitolo 2, dalla metodologia della ricerca. Nel terzo capitolo vengono esposti gli scopi e gli obiettivi generali, nel quarto il metodo di lavoro in un ambiente più sicuro per il consumo di sostanze e, nel quinto, si spiega come sarebbe possibile migliorare lo stato di salute dei consumatori di droga. In appendice viene riportato il questionario utilizzato on line per l’indagine, al quale hanno risposto 39 responsabili di DCR di diversi paesi europei.
Collocazione Biblioteca: G0303