Dipendenze da sostanze

Aggiornata a giugno 2017 – a cura di Paola Moriondo e Elisabetta Bosio

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Sono presenti anche pubblicazioni scaricabili on line o in PDF. 

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Dati di contesto

EMCDDA, Europol, Relazione europea sulla droga 2017. Tendenze e sviluppi, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2017, pp. 90
Questa relazione dell’Osservatorio europeo delle droghe, sulla base delle statistiche e dei dati più recenti forniti dai partner nazionali, fornisce una panoramica e una sintesi della situazione europea nell’ambito della droga e sulle relative risposte. I dati statistici riportati si riferiscono al 2015. La relazione di quest’anno evidenzia alcuni cambiamenti potenzialmente preoccupanti osservati sul mercato degli oppiacei illeciti: si rileva un incremento generale dei decessi per overdose correlati agli oppiacei a cui si aggiungono le crescenti segnalazioni di problemi legati ai farmaci sostitutivi di tali sostanze e ai nuovi oppiacei sintetici. La definizione e fornitura di risposte efficaci e basate su dati comprovati ai problemi associati alle sostanze stupefacenti è un aspetto centrale per le politiche europee in materia di droga e implica tutta una serie di misure di prevenzione, interventi psicosociali e farmacologici e di riduzione del danno. Questo documento si propone come un utile strumento per i responsabili delle politiche e della pianificazione, europei e nazionali, che desiderano fondare le proprie strategie e interventi sulle più recenti informazioni disponibili. La relazione è disponibile on line anche in altre lingue europee.

downloadUNODC (United Nations Office on Drugs and Crime), World Drug Report 2017, United Nations, New York, 2017, vol 1-4, pp. 258
Il Rapporto 2017 fornisce una panoramica annuale degli sviluppi principali dei mercati delle droghe illecite, del traffico e dell’impatto del consumo di droghe sulla salute. Il report 2017 mostra come la produzione di cocaina e di oppiacei stia aumentando. Ancora una volta sono gli oppiacei, però, le sostanze che causano più danni alla salute. Queste droghe rappresentano le sostanze che maggiormente destano preoccupazione. A preoccupare non è più soltanto il crescente rischio per la salute dovuto all’uso di stupefacenti, ma anche i proventi del narcotraffico incassati dal terrorismo . Da quest’anno il rapporto è diviso in 5 volumi. Il piano dell’opera è il seguente: Volume 1: Riepilogo esecutivo – conclusioni e implicazioni politiche; volume 2: Panoramica globale della domanda e dell’offerta di droga; volume 3: Analisi di mercato delle droghe a base di piante – Oppiacei, cocaina, cannabis; volume 4: Analisi del mercato dei farmaci sintetici; volume 5: Il problema della droga e la criminalità organizzata, flussi finanziari illeciti, la corruzione e il terrorismo.

EMCDDA, European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, EU Drug Markets Report. In-depth Analysis 2016, EMCDDA, Lussemburgo, 2016, pp. 188
Questo report tratta il mercato illegale della droga all’interno del contesto più vasto dei modelli mutevoli di consumo, dei fattori culturali e sociali e dei legami con la criminalità. I mercati della droga continuano ad essere una delle aree più redditizie per i gruppi della criminalità organizzata e grande è l’impatto che hanno sull’economia e sulla società: tossicodipendenza, ma anche attività criminali, imprese commerciali, terrorismo, corruzione… I tre temi dominanti che emergono dalla questa analisi sono: la crescente complessità tecnica e organizzativa; l’alta variabilità del mercato dovuta alla globalizzazione e alle tecnologie; la concentrazione delle attività in un certo numero di località geografiche. La prima parte del testo tratta il mercato delle droghe e le sue ramificazioni, la parte II illustra in specifico il mercato delle principali sostanze illegali commercializzate e la III delle politiche di contrasto.
Collocazione Biblioteca: 17503

 David Wood … [et al.], Hospital emergency presentations and acute drug toxicity in Europe. Update from the Euro-DEN Plus research group and the EMCDDA. August 2016, EMCDDA, Lisbon, 2016, pp. 17
La pubblicazione fornisce un aggiornamento sugli accessi al pronto soccorso per problemi relativi al consumo di droga in Europa. Si basa principalmente sulle presentazioni e discussioni effettuate durante l’incontro della rete Euro-DEN Plus svoltosi a Lisbona il 7 e l’8 aprile 2016. La rete Euro-DEN, fondata nel 2013, ha lo scopo di migliorare a livello europeo le conoscenze relative alla tossicità acuta delle droghe. I dati presentati sono stati raccolti nel periodo ottobre 2013 – settembre 2015 e alcune delle informazioni qui sintetizzate sono preliminari, essendo la pubblicazione basata in parte sulle presentazioni all’incontro. I dati non forniscono necessariamente un quadro rappresentativo a livello nazionale, perché provengono unicamente da siti selezionati dei paesi partecipanti, tuttavia l’uso di un certo numero di siti sentinella in posizioni significative fornisce utili informazioni sui tipi di droga coinvolti nell’accesso ai servizi di emergenza in Europa e sulle tendenze presenti in questi luoghi.
Collocazione Biblioteca: 17641

EMCDDA, Drug-related infectious diseases in Europe. Update from the EMCDDA expert network, EMCDDA, Luxembourg, 2016, pp. 22
Il presente rapporto fornisce un aggiornamento sulle malattie infettive collegate al consumo di droga in Europa per il periodo fino a giugno 2016. Esso copre i dati più recenti sia sulle malattie infettive nelle persone che si iniettano droghe in Europa, raccolti secondo l’indicatore DRID (Drug-related infectious diseases ) dell’EMCDDA, che sulle risposte nella suddetta area. Nel rapporto sono proposti i momenti salienti e le nuove risultanze discusse durante la riunione annuale degli esperti dell’indicatore DRID, tenutasi a Lisbona a giugno 2016. Questo evento ha offerto una piattaforma per la discussione fra gli esperti dei 28 Stati Membri dell’UE, della Norvegia e della Turchia, con rappresentati dell’agenzia UE e delle organizzazioni internazionali, per condividere i dati nazionali ed europei e sviluppare interventi e azioni politiche.

Dipartimento Politiche Antidroga, Relazione Annuale al Parlamento 2016 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, Dipartimento Politiche Antidroga, Roma, 2016, pp. 497
La Relazione 2016 è articolata in cinque parti, a loro volta suddivise in capitoli e paragrafi: – la Prima Parte, sull’offerta di sostanze, offre una panoramica complessiva del fenomeno e delle attività di contrasto messe in atto dalle Forze dell’Ordine; – la Seconda Parte è relativa alla domanda di droga e approfondisce aspetti relativi al consumo e alle caratteristiche di chi ne fa uso; – la Terza Parte descrive gli interventi sanitari e sociali e le risposte di salute pubblica, a livello nazionale e territoriale, messe in atto per il trattamento delle persone con dipendenza, per la riduzione del danno e per favorire il reinserimento sociale e lavorativo; – la Quarta Parte è dedicata alle misure di prevenzione e alle iniziative programmate e realizzate in ambito scolastico e tra le Forze Armate. – la Quinta parte approfondisce argomenti quali il gioco d’azzardo patologico, il tabagismo, gli incidenti stradali alcol e droga correlati e tematiche di genere nella prevenzione, trattamento e recupero – progetto DAWN (Drugs and Alcohol Women Network). La Relazione prevede anche in allegato un dossier nel quale sono riportati alcuni contributi predisposti da Organizzazioni del Privato Sociale accreditato che operano in ambito nazionale nel settore delle tossicodipendenze e che hanno partecipato al tavolo Interistituzionale costituito presso il Dipartimento Politiche Antidroga.

A cura Roberto Diecidue e Romeo Brambilla, Fatti e cifre sulle dipendenze da sostanze e comportamenti in Piemonte. Bollettino 2015, OED Piemonte, Torino, 2016
Il rapporto si articola nelle parti seguenti: Quadro di sintesi; Espad: consumi nella popolazione studentesca; Dipartimenti per le dipendenze: soggetti trattati; Carcere; Decessi per overdose; Ricoveri per abuso e dipendenze da sostanze; Dipartimenti per le dipendenze: personale; Enti accreditati e comunità pubbliche. Quest’anno, per la prima volta, troviamo tabelle sul dosaggio del metadone e della buprenorfina e sulla polidipendenza.
Collocazione Biblioteca: 70R11

 Linda R. Gowing … [et al.], Global statistics on addictive behaviours: 2014 status report, in Addiction, n. 110 (2015), pp. 904-919
Secondo gli autori i comportamenti da dipendenza, come quella da gioco d’azzardo, l’abuso di alcool, tabacco, droghe illegali, ecc. sono da considerarsi tra i più grandi “flagelli” del genere umano.Tramite la ricerca sulle fonti online di informazione a livello globale, regionale e nazionale sulla diffusione e i danni principali collegati al consumo di alcol, tabacco, sostanze psicoattive illegali e gioco d’azzardo, si è rilevato che il consumo più frequente e più dannoso è quello di alcool e tabacco, rispetto ad altre sostanze. Tuttavia è urgente rivedere la qualità dei dati su cui si basano le stime globali e coordinare gli sforzi per ottenere un approccio più coerente al fenomeno.

cover_EN_small_474634EMCDDA, Drug use, impaired driving and traffic accidents. Second edition, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2014, pp.149
Questa pubblicazione dell’EMCDDA (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction) contiene una revisione della letteratura esistente sulla relazione tra consumo di droghe, guida in stato di alterazione e incidenti stradali. Il primo capitolo descrive i metodi con i quali vengono condotti gli studi sperimentali ed epidemiologici. Il secondo capitolo presenta i risultati di una serie di indagini su diverse categorie di guidatori e sulla diffusione della guida sotto l’effetto di droghe. Nel terzo capitolo sono discussi gli effetti e i rischi sulla guida del consumo di varie sostanze, riportando, dove disponibili, anche dati sul policonsumo e sull’associazione con l’alcool.
Collocazione Biblioteca: 16810

 Sostanze e dipendenze tra storia, cultura e società

Salvatore Giancane, Le droghe, afrodisiaci del XXI secolo? Dal ChemSex a piacere chimico, in Dal fare al dire, a. 26, n. 2 (2017), pp. 3-12
Attraverso i dati di una ricerca, l’autore esamina il fenomeno del ChemSex , termine utilizzato per indicare i rapporti sessuali di gruppo fra maschi che fanno sesso con maschi sotto effetto di specifiche droghe. Vengono considerati i tipi di droghe, la tipologia dei partecipanti, la durata di tali incontri di gruppo che può essere anche di alcuni giorni, l’importanza di internet a fini organizzativi. Salvatore Giancane lavora presso il Ser.D di Bologna

Marie Claire Van Hout, Evelyn Hearne, John Wells, Economic and conflict based rapid mass population movement into Europe: The security and public health implications for future EU drugs policy, in The International Journal of Drug Policy (2016) – on line, vol. 38, pp. 13-15
L’attuale crisi della migrazione, da alcuni autori indicata come ‘migrazione forzata’, è stata descritta da più commentatori come il più grande movimento di massa delle persone dalla fine della seconda guerra mondiale. E’ probabile che questo fenomeno renda obsolete molte ipotesi alla base della politica europea sulle droghe, particolarmente quando ci si riferisce alla combinazione tra mescolanza di persone, rotte del traffico di droga, offerta e consumo. Il rapido movimento di massa delle popolazioni provenienti da culture extra europee verso l’Europa, particolarmente quando tanti migranti provengono da società in violento conflitto, pongono sfide importanti a una politica integrata UE sulle droghe. Sono la natura di queste sfide e le implicazioni per la politica che formano l’argomento di questo editoriale.

Servizi Sociali Associati, Azienda USL della Romagna, Parole Stupefacenti, Incontri Ottobre-Dicembre 2015, Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna, Ravenna, 2016, pp. 156
Le tematiche degli incontri di “Parole Stupefacenti” riguardano gli effetti e i danni dell’uso/abuso di sostanze psicoattive e i comportamenti a rischio che possono diventare vere e proprie patologie come, ad esempio, la devianza o la marginalità. L’intento di “Parole Stupefacenti” è infatti da sempre quello di declinare queste tematiche avendo come riferimento l’approccio sanitario e i diversi contesti sociali, economici e culturali. Le relazioni di questa edizione sono: “S.O.S. Save Our Selfies. Giovani e nuovi media, quali rischi, quali opportunità” di Marisa Bianchin, Pierangelo Unibosi, Michele Marangi; “Ragazzi, non giochiamoci!. Minori e gioco d’azzardo” di Mauro Croce; “Genitori e figli: stupefacenti relazioni” di Arianna Marfisa Bellini; “Genitori e adolescenti di fronte alle droghe” di Edoardo Polidori; “Ricostruire la cittadinanza con la partecipazione” di Giovanni Moro; “Cosa ne sai dell’HIV e dintorni” di Alessandro Battistella.
Collocazione Biblioteca: 81R10

 Suzanne Fraser, Articulating addiction in alcohol and other drug policy, in The International Journal of Drug Policy, (2016) – on line, vol. 31, pp. 6-14
Questo articolo si basa su un progetto di ricerca internazionale che sta attualmente esplorando la variazione e il mutamento nei concetti di dipendenza in particolare nel campo del consumo di alcol e altre droghe (Alcohol and Other Drugs = AOD). Prendendo la politica AOD in Australia e in Canada come centro focale empirico, e interviste approfondite con i responsabili politici, i fornitori di servizi e i sostenitori in ogni paese come metodo chiave (N = 60) l’articolo mette a confronto i concetti di dipendenza articolati da professionisti che operano in ciascun ambiente. Attingendo al lavoro teorico di Bruno Latour sul corpo e la sua proposta per una scienza migliore basata sull’”articolazione delle differenze”, l’articolo esplora i resoconti sulla dipendenza offerti dai siti di progetti australiani e canadesi, identificando in tutti una dinamica condivisa: la conciliazione di differenza e unità in discussioni sulla natura della dipendenza, le parti che la compongono e il modo migliore per rispondere ad essa. L’articolo conclude affrontando direttamente questa tensione, scrutando le sue implicazioni pratiche per lo sviluppo delle politiche e dell’erogazione dei servizi in futuro, domandando come si può consentire a un nuovo pensiero e pertanto a nuove opportunità di emergere.

Jane Mounteney, Alessandra Bo, Alberto Oteo, The Internet and drugs markets, EMCDDA, 2016, Luxembourg, pp. 136
L’EMCDDA (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction) negli ultimi vent’anni ha monitorato la situazione del mercato della droga in Europa. La natura e la varietà delle sostanze disponibili sono cambiate considerevolmente nel corso degli anni e, più di recente, è cambiato anche il modo in cui venirne in possesso: si è passati dall’acquisto face-to-face a quello tramite il web, con canali invisibili e spesso non monitorati. Quasi tutti i tipi di droga, infatti, possono essere acquistati on line e consegnati per posta, senza alcun contatto tra l’acquirente e lo spacciatore. Il mercato della droga può far uso di molteplici livelli del web per raggiungere l’acquirente: esiste una parte più superficiale, spesso usata per medicine illegali e nuove sostanze psicoattive, e una parte difficilmente monitorabile, criptata, supportata da strumenti tecnologici innovativi per proteggerne la privacy. Pertanto, la proliferazione dei social e lo sviluppo di nuovi strumenti del web permettono una sempre maggiore interazione tra acquirente e spacciatore. Per contribuire a quanto fino ad ora conosciuto sul fenomeno della catena di offerta di sostanze, nel presente lavoro gli autori riportano più interventi, ognuno con una propria visione, e evidenziano i vuoti da colmare per la ricerca futura.
Collocazione Biblioteca: 17454

Fiona Murphy … [et al.], Baby Boomers and Cannabis Delivery Systems, in Journal of Drug Issues, n. 3 (2015), vol. 45, pp. 293-313
Gli autori esplorano il consumo di una serie di prodotti della cannabis da parte dei “baby boomers” (i nati tra il 1946 e 1964) e i motivi che stanno dietro le scelte riguardanti tali preparazioni. I concentrati di cannabis e i prodotti alimentari sono diventati negli anni sempre più popolari. Con i moltissimi nuovi modi di consumare marijuana e la crescita dei dispensari della sostanza per scopi medici, una quantità sempre maggiore di persone consuma prodotti alternativi della cannabis per alleviare sofferenze fisiche, migliorare problemi di salute mentale, e per scopi ricreativi. L’articolo prende in esame i motivi del consumo da parte dei “baby boomers” e i modi in cui l’aumento dell’età può cambiare tali motivi e influenzare le scelte nei sistemi di distribuzione della cannabis. Con l’età crescono le preoccupazioni riguardo alla salute e molti adulti si sono rivolti a questi prodotti alternativi della cannabis per migliorare il benessere mentale e fisico e persino per ridurre i rischi potenziali del fumo di marijuana tradizionale.

Renaud Crespin … [et al.], Travail(s), santé et usages de substances psychoactives, in Psychotropes, n. 1 (2015), vol. 2, pp. 5-111
Il dossier di questo numero contiene una parte delle comunicazioni presentate in occasione del I Congresso dell’Associazione “Addictologie et travail” organizzata il 7 e 8 aprile 2014. I cinque articoli qui raccolti propongono che siano messi in luce i molteplici legami fra lavoro, consumo di sostanze psicoattive, dipendenza, prevenzione e azione pubblica. Storicamente la problematica delle pratiche addittive (o delle dipendenze) sul posto di lavoro è stata costruita intorno al paradigma della dipendenza, esso stesso derivato dal contesto tossicologico e neurobiologico delle scienze mediche. Presentando i risultati dei nuovi studi di sociologia, psicologia del lavoro, etnologia e scienze politiche, questo dossier presenta un approccio teorico più completo sul significato del consumo di prodotti psicoattivi al lavoro e sul modo in cui viene compreso dalle azioni di prevenzione. Uno degli articoli rende conto in particolare di una ricerca sul consumo di alcol, cannabis e cocaina tra i dipendenti di bar, ristoranti e cantieri edili.

A cura di Pietro Fausto D’Egidio e Alfio Lucchini, La società dipendente. Il sistema di competenze e responsabilità per comprendere, decidere e agire, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 122
Il volume raccoglie riflessioni, e in parte aspetti del dibattito, espresse dal V Congresso nazionale FeDerSerD, svoltosi a Roma nell’ottobre 2013. Parlare ancora di normalità e devianza, senso della prevenzione, tutela della salute e malattia, limiti alla cura, ha senso se vengono inseriti in una visone di cambiamento e di ricerca di nuovi paradigmi. Questo l’obiettivo del testo, che offre spazi di approfondimento in un momento veramente cruciale, sia per gli evidenti cambiamenti istituzionali e normativi, sia per le modifiche nell’organizzazione dei servizi, sia per la grave situazione economica, con conseguenti gravi tagli delle risorse dedicate.
Collocazione Biblioteca: 16822

Cop_piccolab-400x551A cura di Leopoldo Grosso e Francesca Rascazzo, Atlante delle dipendenze, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2014, pp. 687
L’arcipelago delle dipendenze si estende a dismisura: droghe naturali e sintetiche, psicofarmaci, alcol, tabacco, ma anche gioco d’azzardo, lavoro, acquisti compulsivi, sesso, cibo, Internet e via seguitando… È un arcipelago eterogeneo che interessa milioni di persone e provoca interventi istituzionali contraddittori, da un proibizio­nismo cieco e autoreferenziale sino a un marketing senza limiti. Per cui si rendono sempre più necessari strumenti di analisi e di approfondimento non settoriali. Da questa consapevolezza nasce l’Atlante che, con le sue 98 voci, si propone come una cassetta degli attrezzi per operatori e come un veicolo di conoscenza per tutti.
Collocazione Biblioteca: 16737

Rassegne di studi in tema di dipendenze e sostanze

Claudia Venuleo, Piergiorgio Mossi, Tiziana Marinaci, Meaning and risk. The role of subjective cultures in the evaluation of hazardous behaviours, in Psicologia della Salute, n. 1 (2017), pp. 48-54
Diversi studi evidenziano, come gruppi sociali differenti, esprimano valutazioni eterogenee su cisa rischio e su quale sia la natura dei comportamenti accettabili. Scopo dello studio descritto in questo articolo è verificare l’ipotesi che le culture soggettive con cui le persone interpretano il proprio ruolo e il proprio ambiente sociale influenzano la grandezza del rischio percepito in relazione a differenti comportamenti: consumo di sostanze (alcol, droghe pesanti, marijuana o nicotina), uso di internet e gioco d’azzardo. A 198 studenti universitari del sud-est d’Italia è stato chiesto di valutare il rischio connesso a ciascun comportamento target in tre domini: salute, relazione (comportamenti socializzanti o non socializzanti) e approvazione/stigma sociale (comportamenti leciti o illeciti). Per rilevare le culture soggettive è stato somministrato il questionario sull’Interpretazione dell’Ambiente Sociale. Dalle analisi statistiche emerge l’idea che differenze culturali nel modo di valutare l’ambiente sociale corrispondono a diverse valutazioni del rischio associato alle differenti tipologie di comportamento. Nell’articolo vengono discusse le implicazioni per le tipologie di intervento.

Eric J. Connolly, Sex Differences in Childhood Bullying Victimization and Trajectories of Substance Use From Adolescence to Adulthood, in Journal of Drug Issues, n. 1 (2017) – on line, vol. 47, pp. 25-49
Recenti ricerche hanno riscontrato che la ripetuta vittimizzazione per bullismo aumenta il rischio di sviluppare molte abitudini malsane in un periodo successivo della vita, fra cui l’uso periodico di sostanze. Poche ricerche, tuttavia, hanno esaminato se l’associazione fra vittimizzazione da bullismo e crescita del consumo di sostanze è diversa per maschi e femmine. Lo studio attuale ha affrontato questa lacuna della letteratura, analizzando i dati della National Longitudinal Survey of Youth 1997 (Indagine Longitudinale Nazionale sui Giovani – 1997). Nell’articolo sono riportati e commentati gli esiti dello studio.

Esther Colell … [et al.], Gender differences in the use of alcohol and prescription drugs in relation to job insecurity. Testing a model of mediating factors, in The International Journal of Drug Policy, (2016) – on line, vol. 37, pp. 21-30
L’obiettivo del presente studio è esaminare la relazione fra l’insicurezza lavorativa percepita e l’uso di droghe e identificare la differenza fra lavoratori e lavoratrici. A questo scopo è stato utilizzato un modello teorico che considerasse fattori antecedenti e fattori di mediazione di questa relazione. Usando le informazioni della Catalan Health Survey (2010–2014), per la ricerca sono stati selezionati lavoratori di età compresa fra i 16 e i 64 anni, principali contribuenti al reddito familiare (n = 5315). Come fattori antecedenti è stato considerato il tipo di rapporto contrattuale e la classe occupazionale. Come fattori di mediazione, la scarsa salute mentale, la struttura del nucleo familiare e le ore settimanali di lavoro domestico. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati della ricerca.

Paraskevi Karakoula, Sofia Triliva, Narcissistic vulnerability and addiction: findings from a study of people in treatment, in Journal of Drug Issues, n. 4 (2016) – on line, vol. 46, pp. 396-410
Questo studio ha confrontato la presenza di narcisismo patologico, in particolare la grandiosità e la vulnerabilità narcisistiche, in persone tossicodipendenti in trattamento rispetto a persone della popolazione generale. I confronti indicano che le persone dipendenti da sostanze hanno disturbi narcisistici significativi, più probabilmente legati alla vulnerabilità che alla grandiosità. Vergogna, rabbia e autostima subordinate al riconoscimento esterno costituiscono la vulnerabilità intrapsichica e interpersonale. Si discutono le implicazioni per la concettualizzazione clinica del narcisismo patologico e anche per gli interventi di trattamento contro la dipendenza da sostanze.

Rebecca Askew, Functional fun: legitimising adult recreational drug use, in The International Journal of Drug Policy, (2016) – on line, vol. 36, pp. 112–119
Recenti statistiche segnalano un leggero aumento del consumo di droga in Inghilterra e Galles per la fascia di età superiore ai trent’anni. L’articolo esplora le giustificazioni espresse da persone adulte che assumono droga a scopo ricreativo. Sono state effettuate ventisei interviste approfondite a persone di età compresa fra i 30 e i 59 anni che hanno consumato droghe nell’anno precedente, ma non sono in corso di trattamento, e la cui fonte principale di reddito non proviene da un’attività criminale. Per analizzare come i partecipanti descrivono, ragionano e giustificano il loro consumo è stata utilizzata la psicologia discorsiva. L’autrice evidenzia la necessità di incorporare le narrazioni dei consumatori nel dibattito sul consumo di droghe.

Stewart Williams … [et al.], Situating drugs and drug use geographically: From place to space and back again, in The International Journal of Drug Policy, (2016) – on line, vol. 33, pp. 1-65
La diffusione territoriale del fenomeno della droga è studiato ed utilizzato per sviluppare interventi di prevenzione adeguati. A tal proposito, questo numero del Journal of Drug Policy mette in mostra il lavoro scientifico che esplora l’uso della droga e la salute dei consumatori attraverso una lente esplicitamente spaziale, riconoscendo l’intreccio di relazioni sociali e spaziali come significativi. Gli interventi proposti sono i seguenti: “Assemblages, territories, contexts” di Cameron Duff, nel quale l’autore introduce un nuovo concetto di “assemblage thinking” relativo al consumo di droga; “Salutogenesis: Contextualising place and space in the policies and politics of recovery from drug dependence” di Stephen Parkin, nel quale l’autore esamina le droghe, l’uso di droga e tossicodipendenti in termini Bourdieueani; “Injecting drugs in tight spaces: HIV, cocaine and collinearity in the Downtown Eastside, Vancouver, Canada” di Daniel Ciccarone e Philippe Bourgois, nel quale gli autori approfondiscono una ricerca su un’epidemia di HIV negli anni ’90 a Vancouver; “Spatial analysis of drug poisoning deaths in the American West, particularly Utah” di Ruth Carry, che dispiega tecniche cartografiche standard e analisi spaziale per esplorare le variazioni tra gli stati e contee degli Stati Uniti in decessi per avvelenamento di droga; “Coca cultivation and crop eradication in Colombia: The challenges of integrating rural reality into effective anti-drug policy” di Alexander Rinco´n-Ruiz

1-s2.0-S0955395916X00060-cov150hChristophe Soussan, Anette Kjellgren, The users of Novel Psychoactive Substances: Online survey about their characteristics, attitudes and motivations, The International Journal of Drug Policy, (2016) – on line, vol. 32, pp. 77-84
Il numero crescente di Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) costituisce una sfida per le aziende sanitarie pubbliche e i ricercatori di tutto il mondo. Gli studi scientifici su tali sostanze e i loro consumatori sono limitati e c’è l’esigenza di esplorare le motivazioni generali per il loro uso ma anche di esaminare se e in che modo le motivazioni differiscono a seconda delle sostanze appartenenti a classi con differenti effetti. Lo scopo del corrente studio è quello di indagare le caratteristiche, fra cui atteggiamenti e motivazioni, di un campione auto-selezionato di consumatori internazionali di tali sostanze. Sul forum di discussione sulla droga bluelight.org. è stata promossa un’indagine online contenente domande sull’anamnesi del consumo di droga, gli atteggiamenti, le motivazioni del consumo e il WHO-5 Wellbeing Index. Il campione analizzato è costituito da 619 consumatori internazionali di nuove sostanze psicoattive con un buon benessere emotivo generale nonostante la vasta esperienza in droghe sia tradizionali che nuove. Nel presente articolo sono descritti e commentati i dati dell’indagine.

Pier Paolo Pani … [et al.], Psychopathology of addiction. May a SCL-90-based five dimensions structure be applied irrespectively of the involved drug?, in Annals of General Psychiatry, n.15 (2016), pp. 1-9
Con la sigla SCL-90-R si identifica un questionario che valuta un ampio spettro di problemi psicologici e di sintomi psicopatologici in soggetti clinici e non. Attraverso l’uso di questo strumento in questo studio si indaga la struttura di personalità in pazienti dipendenti da eroina, alcol e cocaina, divisi in gruppi eterogenei, con un’indagine approfondita sul sottocampione di pazienti che usano eroina (Disturbo da uso di eroina – heroin use disorder – HUD). E’ stato preso in esame in particolare un insieme di cinque sintomi: (‘Inutilità-sentirsi intrappolato’, ‘ sintomi somatici’, ‘sensibilità-psicoticismo’, ‘ansia- panico’, e ‘violenza-suicidio ‘) che risultano essere aggregati indipendentemente dal trattamento scelto, dello stato di intossicazione e della presenza di problemi psichiatrici. Lo studio ha confermato un’associazione negativa dei “sintomi somatici “ con la condizione di eroina e positiva con la dipendenza da cocaina; la dimensione ‘sensibilità-psicoticismo’ è positivamente correlata con la dipendenza da alcool e negativamente con quella da eroina. Se si prendono in considerazione ‘Sintomi somatici’ , ‘ansia e panico’ emergono nel sottocampione di dipendenti da eroina differenze significative rispetto ai soggetti dipendenti da altre sostanze. La ricerca è stata attuata nell’ambito del progetto “Valutazione dell’Offerta e dell’Esito dei trattamenti in Comunità Terapeutiche” (VOECT). Sul sito www.oed.piemonte.it/pubblicazioni.php è possibile prendere visione di altre ricerche dello stesso gruppo di lavoro.

Sara Castiglioni (ed.), Assessing illicit drugs in wastewater. Advances in wastewater-based drug epidemiology, EMCDDA, Lisbona, 2016, pp. 82
La pubblicazione prende in rassegna un nuovo approccio per valutare il consumo di droga nella popolazione, basato sull’individuazione e quantificazione delle droghe e dei loro metaboliti nelle acque di scarico. Tale approccio evita i problemi associati alla ricerca tramite questionario, e permette una migliore identificazione delle sostanze in uso e fornisce risultati pressoché in tempo reale, facendo identificare le tendenze nei modelli di consumo nel tempo e da un punto di vista geografico. Vengono presi in esame i più recenti utilizzi di tale approccio, come l’identificazione precoce delle nuove sostanze psicoattive sul mercato. Il rapporto ne descrive anche i limiti e propone alcuni modi per superarli. Collocazione Biblioteca: 17497

Harry Shapiro, Opioid painkiller dependency (OPD). An overview. A Report written for the All-Party Parliamentary Group on Prescribed Medicine Dependency, [s.l.], 2015, pp. 15
Fin dai primi anni 80 del secolo scorso, il vasto dibattito professionale, politico e dei media sull’abuso di droga e la dipendenza si è incentrato sull’uso di droghe illegali come l’eroina, la cocaina, la cannabis, l’amfetamina e l’ecstasy. Esiste, tuttavia, anche una consapevolezza pubblica e professionale sul rischio potenziale di dipendenza dei tranquillanti e antidepressivi evidenziata, per esempio, da class action intraprese contro le società farmaceutiche, da articoli dei media, libri, documentari TV e linee guida prodotte dalla classe medica per mettere in guardia contro l’eccessiva prescrizione di farmaci. L’indagine si avvale dell’evidenza fornita da attivisti, medici, ricercatori clinici, enti governativi e dall’industria farmaceutica. Occorre sottolineare che persino dopo la pubblicazione di questo studio nel regno Unito la risposta del governo è stata tiepida; non c’ è stato alcun impegno a migliorare la fornitura dei servizi e a considerare il problema della dipendenza da farmaci alla stessa stregua della dipendenza da eroina/crack.

Michel Hautefeuille … [et al.], TDAH et addictions, in Psychotropes, n. 4 (2015), vol. 21, pp. 5-78
La monografia propone quattro contributi relativi al disturbo da deficit di attenzione/iperattività (A.D.H.D) e alla sua relazione con fenomeni di dipendenza. Nel primo articolo, F. Bange, ripercorre la storia della A.D.H.D. attraverso la vita di personaggi storici “distratti e storditi”, dall’epoca di Alessandro fino ai nostri giorni. I. Laffont, invece, ci mostra come un caso di dipendenza possa essere la conseguenza di disturbo da deficit di attenzione/iperattività e come questo possa influenzare il percorso di vita degli individui. Per l’autrice è fondamentale diagnosticare l’A.D.H.D in casi di tossicodipendenza, tanto più che esiste ora una risposta terapeutica multimodale e farmacologica efficace. Nel terzo contributo P. Roux , dopo aver rilevato che si riscontra uso di cocaina nel 20% di adulti con un passato di A.D.H.D, sostiene la teoria dell’automedicazione e della prescrizione di stimolanti. Nell’ultimo contributo S. Bioulac esplora i legami tra A.D.H.D e videogiochi. Attingendo da tre studi, uno su A.D.H.D e dipendenza da videogiochi, uno su A.D.H.D e performance, e uno su A.D.H.D e realtà virtuale, l’autrice dimostra il lato a volte positivo a volte deleterio dei videogiochi in un contesto di A.D.H.D.

Martha Torrens … [et al.], Comorbidity of substance use and mental disorders in Europe, EMCDDA, Lisbona, 2015, pp. 94
L’associazione di forme dannose di consumo di droghe illecite con problemi di salute pubblica è una questione chiave per la politica antidroga nazionale e internazionale. Negli ultimi decenni c’è stato un crescente riconoscimento in merito al fatto che la presenza di disturbi psichiatrici associati al consumo di sostanze rappresenti una sfida primaria per le risposte della sanità pubblica in questa area. La presente relazione intende rivedere le basi teoriche e l’evoluzione storica del concetto di comorbilità psichiatrica in persone con disturbi da consumo di sostanze, e fornire una revisione della sua epidemiologia e del suo trattamento nel contesto europeo e principalmente in quello della UE. L’attenzione della relazione si concentra sulle droghe illecite e quindi l’alcol, il tabacco e i farmaci da prescrizione non rientrano nel suo campo. Tuttavia l’alcol e il tabacco vi sono menzionati quando necessario.
Collocazione Biblioteca: 17378

Olga S. Cruz, Nonproblematic illegal drug use: drug use management strategies in a Portuguese sample, in Journal of Drug Issues, n. 2 (2015), vol. 45, pp. 133-150
Con la presente ricerca gli autori hanno sviluppato un quadro concettuale per indagare come i consumatori di droghe illegali che mantengono uno stile di vita complessivamente convenzionale riescono a mantenere non problematico il proprio consumo. Focalizzando la ricerca sulla componente di esperienza personale, hanno sottoposto ad interviste i consumatori di droga portoghesi non problematici, precedentemente problematici e problematici. Il quadro concettuale è stato sviluppato attraverso i dati del primo gruppo e quindi convalidato attraverso una nuova consultazione con questi partecipanti e una triangolazione di fonti e metodologie (osservazione). Nel presente articolo vengono descritti e commentati i dati raccolti.

cover201503bStefano Canali … [et al.], Neuroetica e dipendenze, in MDD: Medicina delle Dipendenze, a. 5, n. 17 (2015), pp. 5-59
Negli ultimi anni elemento centrale dell’attuale concettualizzazione della dipendenza è la perdita del controllo volontario del comportamento come effetto di un apprendimento patologico. La dipendenza è diventata cioè un disturbo cognitivo, fornendo straordinari motivi di interesse per gli studiosi di scienze cognitive e di neuroetica. Questo numero della rivista è pensato in vista di questo avvicinamento di competenze: i lavori presentati sono il frutto di discussioni e laboratori tenutisi nell’edizione 2014 della Scuola di Neuroetica della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, che è stata fertile occasione di confronto tra filosofi della mente, psicologi, neuroscienziati, clinici delle dipendenze.

Raimondo Maria Pavarin, Risks, substances and consumers. Studies and surveys in the metropolitan area of Bologna, Universitas Studiorum, Mantova, 2015, pp. 132
Il volume raccoglie una serie di ricerche qualitative e quantitative realizzate nell’area metropolitana della città di Bologna. Gli aspetti che emergono in modo particolare dai vari studi – mercato, medicalizzazione, rischi, consumatori socialmente integrati, tossicodipendenti poveri – contribuiscono all’interpretazione omogenea del fenomeno del consumo di sostanze.
Collocazione Biblioteca: 17058

Alessandro Mantovani, Federica Azzalin, Matteo Fabbri, Dipendenze e modelli operativi dell’attaccamento, in Dal fare al dire, a. 24, n. 2 (2015), pp. 38-47
Secondo gli autori, l’esperienza familiare e sociale di ciascun individuo è determinante nella costruzione della personalità, un processo continuo tra apprendimenti volontari e involontari rispetto ai propri contesti di appartenenza. Questo articolo intende porre attenzione al problema delle dipendenze (con e senza sostanza) stimolando una riflessione sullo sviluppo del soggetto nella relazione a partire da un nodo fondamentale, quello della reciprocità, che si realizza nell’attaccamento. Questa riflessione tra attaccamento e dipendenze ha trovato ulteriore sviluppo in una ricerca che è stata condotta in provincia di Rovigo con 100 individui che condividono l’appartenenza a sistemi familiari con problemi di dipendenze.

Le sostanze d’abuso

United Nations Office on Drugs and Crime, Global SMART update – vol. 17. Fentanyl and its analogues – 50 years on, UNODC, Vienna, 2017
La pubblicazione mette in luce la rapida evoluzione della minaccia per la salute pubblica rappresentata da oppiacei sintetici come il fentanil e i suoi analoghi, al cui consumo è dovuto un numero di morti crescente, in particolare nel Nord America. La facilità di sintesi, di reperimento della materia prima e della strumentazione necessaria ha stimolato la fabbricazione clandestina di queste sostanze. Le indagini effettuate rivelano un mercato complesso, dove la vendita degli oppiacei illegali si intreccia con la fornitura di farmaci oppiacei sia legittima che clandestina, esponendo i consumatori ai rischi derivanti dalla contraffazione dei farmaci da prescrizione. Il rapporto richiama l’attenzione sugli sviluppi globali della fabbricazione clandestina e del narcotraffico di oppiacei, e sulle relative preoccupazioni internazionali.

Pol Quintana … [et al.], The Hidden web and the fentanyl problem: Detection of ocfentanil as an adulterant in heroin , in The International Journal of Drug Policy, (2017) – on line, vol. 40, pp. 78-83
La crescente diffusione su internet di siti di vendita anonimi, come ‘Silk Road’, sfida l’attuale politica antidroga e fornisce un nuovo contesto per indagare su vecchie questioni, quali l’adulterazione dell’eroina con i derivati del fentanil. Questo documento si propone di segnalare la presenza di ocfentanil, un nuovo potente, incontrollato oppioide sintetico omologo del fentanil, in campioni venduti come eroina nel web nascosto e di riassumere gli effetti segnalati dai consumatori. Nel 2015 quattro campioni presumibilmente acquistati come eroina nei mercati criptati del web nascosto sono stati spediti a Energy Control per l’analisi. Energy Control è una ONG spagnola per la riduzione del danno che offre un esame anonimo della droga allo scopo di attivare consulenze per sostanze specifiche presenti nella stessa e di monitorarne il mercato. Lo studio indica che l’adulterazione è una minaccia reale non solo a livello di strada ma anche per gli utenti che comprano le sostanze nei mercati criptati e indica l’esigenza di iniziative di riduzione del danno in questo ambiente.

Julia M. Lappin … [et al.], Increased prevalence of self-reported psychotic illness predicted by crystal methamphetamine use. Evidence from a high-risk population, The International Journal of Drug Policy, (2016) – on line, vol. 38, pp. 16-20
Il potenziale della metamfetamina, e in particolare la metamfetamina in cristalli di grande potenza, capace di scatenare sintomi psicotici e malattia psicotica, è oggetto di molte congetture a livello internazionale. La malattia psicotica conclamata è invalidante per le persone e costosa per la società. Lo scopo di questo studio è quello di indagare se l’uso della metamfetamina in cristalli è associato a una maggiore prevalenza di malattia psicotica auto-definita, rispetto all’uso di altre forme di metamfetamina. Il campione osservato comprende persone australiane che assumono droga per via endovena. Sono stati effettuati confronti fra gruppi, secondo la natura del loro consumo di metamfetamina, in cristalli o in altre forme, così come anche le diagnosi auto-riferite di malattia psicotica e altri problemi di salute mentale. Nel presente articolo vengono descritti e commentati i dati della ricerca

Ola Røed Bilgrei, From “herbal highs” to the “heroin of cannabis”: Exploring the evolving discourse on synthetic cannabinoid use in a Norwegian Internet drug forum, in The International Journal of Drug Policy, (2016) – on line, vol. 29, pp. 1-8
Nei primi anni 2000 i venditori online hanno cominciato vendendo uno spiegamento di cosiddette ‘droghe legali’ – apparentemente prodotti organici ricavati da erbe esotiche. Allo stesso tempo, i partecipanti a diversi forum online sulle droghe hanno cominciato a discutere i presunti effetti delle nuove droghe, creando una base enorme di informazioni provenienti dalle personali esperienze dei consumatori. Questo studio riunisce i dati storici che coprono un periodo di sette anni, derivati da un forum norvegese sulla droga riguardante i cannabinoidi sintetici, e da interviste a 14 partecipanti maschi tutti con esperienza di questa droga. Abbinando le due fonti, questo studio rivela non soltanto la discussione in corso sul consumo di cannabinoidi sintetici, ma anche come i partecipanti al forum si relazionavano alle informazioni online che raccoglievano e co-producevano.

PSYT_222_L204Jean-Charles Bernard, Ayahuasca: l’importance du cadre et de l’intention lors de prise de psychédéliques, in Psychotropes, n. 2 (2016), pp. 83-100
La bevanda amazzonica ayahuasca genera stati di coscienza profondamente alterati e viene ingerita tradizionalmente durante i rituali con uno scopo preciso: apprendimento, guarigione, divinazione….. Il senso dell’esperienza è consustanziale al rituale della cultura sciamanica dove l’accesso al “mondo-altro” appartiene al campo delle possibilità. La globalizzazione di questa bevanda ha visto nascere nuovi usi innanzitutto nella religioni ayahuasca in Brasile, e nei centri neo-psicoterapeutici del Sud America, quindi in “Occidente” dove fervono nuove intenzioni: aiuto artistico, ricerca medica, sviluppo personale ma anche assunzioni decontestualizzate, prive di scopo e di senso. L’importanza del contesto al momento dell’assunzione della sostanza psichedelica che viene presentata in questo contributo, sottolinea la necessità di stabilire dei parametri di sicurezza e mette in discussione l’attuale risposta legislativa.

Marie Claire Van Hout, Nod and wave: an Internet study of the codeine intoxication phenomenon, in The International Journal of Drug Policy, n. 1 (2015) – on line, vol. 26, pp. 67-77
L’uso non medico degli oppiacei farmaceutici, quali la codeina, è una crescente preoccupazione per la salute pubblica. Lo scopo di questo studio è stato quello di descrivere esperienze di “sballo” da codeina fra i consumatori di droghe a scopo ricreativo, come sono state postate in forum pubblici su internet. Sono stati analizzati con il metodo psicologico fenomenologico empirico 96 resoconti di “viaggio” e 156 discussioni a tema riguardanti il consumo di sola codeina. I resoconti hanno illustrato transizioni fra il consumo medico e non medico di codeina per smorzare il dolore emotivo e/o fisico, gestire l’astinenza da oppiacei e per stordirsi. Si sono descritti gli effetti dissociativi, l’abilità di ignorare il dolore fisico ed emotivo, la sinestesia indotta dalla codeina e gli stati alterati di coscienza. L’overdose era caratterizzata da anestesia, forte dolore al petto e allo stomaco, depressione respiratoria, panico e paura di morire. Questo studio dimostra che i forum su internet sulla droga guidano la comune conoscenza e le strategie autoctone di riduzione del danno, e hanno la garanzia di essere considerati come validi meccanismi di informazione per i consumatori.

Salvatore Giancane, Eroina. La malattia da oppioidi nell’era digitale, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2014, pp. 462
Il testo propone una revisione clinica e un aggiornamento sulla “malattia da oppioidi” nelle nuove forme che vanno emergendo nel nostro Paese, senza tuttavia perdere di vista lo scenario mondiale. Secondo l’autore, medico tossicologo del Sert a Bologna, l’eroina è una merce perfetta: consente forti guadagni e può essere tagliata per farne aumentare ulteriormente il valore. Inoltre essa non ha bisogno di marketing e crea clienti che restano affezionati per decenni. Per un certo periodo si è avuta la sensazione che il consumo di questa sostanza fosse in netta diminuzione, ma a guardar bene invece è esploso adattandosi ai tempi. I consumatori attuali sono giovani, italiani, insospettabili, che lavorano o studiano, che non hanno bisogno di commettere reati (perché il prezzo al dettaglio dell’eroina negli ultimi anni è crollato) e preferiscono fumare la sostanza o “sniffarla”, invece di ricorrere alla siringa.
Collocazione Biblioteca: 16907

Trattamenti e servizi

Raffaele Lovaste, Procedura per la strutturazione di un trattamento farmacologico nella dipendenza da oppiacei con obiettivi ed indicatori di risultato, in Mission, a. 13, n.47 (2017), pp. 4-6
L’autore espone delle linee guida per il trattamento farmacologico nella dipendenza da oppiacei presso un servizio per la terapia delle tossicodipendenze: counseling medico, strutturazione del trattamento farmacologico, selezione dei pazienti, valutazione ed esito del processo, prescrizione del trattamento farmacologico.

9788891729033A cura di Pietro Fausto D’Egidio, Il valore della clinica, Diversione e misuso dei farmaci agonisti oppiacei, Franco Angeli, Milano, 2017, pp. 188
A venticinque anni dalla definizione del mandato istituzionale dei SerD, il volume intende promuovere una profonda riflessione critica sul ruolo dei Servizi e della loro operatività, a partire da temi complessi come la diversione e il misuso nei trattamenti farmacologici. Diversione e misuso, ovvero l’uso inappropriato e diverso dalle indicazioni mediche ricevute da parte del paziente, sono fenomeni che per la loro complessità possono determinare per gli operatori dei SerD importanti implicazioni di tipo clinico, gestionale e giuridico; per i pazienti lo sviluppo di un rischio clinico e di una riduzione dell’efficacia degli interventi. Affrontare questi due fenomeni richiede il confronto operativo con la quotidianità a partire dall’analisi delle metodologie e delle strategie di lavoro, spesso perfettibili. Diversi sono, infatti, gli aspetti da comprendere relativi al paziente, al sistema curante, all’ambiente. In quest’ottica è fondamentale il tema della responsabilità: solo una corretta conoscenza delle norme legislative nelle sue varie articolazioni può aiutare il medico, l’operatore e le équipe di cura a prendere decisioni più efficaci e utili per il paziente. Il libro si propone di offrire spunti di riflessione e indicazioni pratiche per il corretto inquadramento di tutti i possibili aspetti legati al fenomeno della diversione e del misuso, dando un’interpretazione clinica e delineando strategie per la prevenzione e il controllo. Pietro Fausto D’Egidio è medico, direttore del Ser.T. di Pescara e presidente nazionale di FeDerSerD. Collocazione Biblioteca: 17841

Alessandra Magnani, Daniele Gambini, Francesca Pileggi, Linee di indirizzo sulla cogestione dei pazienti in comorbilità per un disturbo psichiatrico ed un disturbo da uso di sostanze, in Dal fare al dire, a. 26, n. 2 (2017), pp. 13-20
Vengono presentate le linee di indirizzo per l’assistenza a soggetti tossicodipendenti affetti anche da un disturbo psichiatrico, in collaborazione fra SERT, CSM e NPIA afferenti al Dipartimento di Salute Mentale di Bologna. Importanti appaiono la presa in carico congiunta, la gestione delle emergenze e delle urgenze sul territorio. Vengono forniti anche dati sul consumo di alcool, sul gioco d’azzardo e sui minori.

Hannah Capon … [et al.], Realising the technological promise of smartphones in addiction research and treatment: an ethical review, in The International Journal of Drug Policy, (2016) – on line, vol. 36, pp. 47-57
L’articolo si propone di individuare le questioni etiche sollevate dall’uso degli smartphone e delle applicazioni cosiddette mHealth nella ricerca e nel trattamento della dipendenza. Tali questioni nascono quando queste tecnologie sono usate per la raccolta dati, l’intervento di trattamento e la prevenzione delle ricadute. Gli autori hanno effettuato una ricerca su tre database di letteratura scientifica (PubMed, Web of Science e PsycInfo) individuando 33 studi che coinvolgono smartphone o applicazioni mHeath usate nella ricerca e nel trattamento dell’abuso e della dipendenza da sostanze. Dato che le informazioni raccolte riguardano un comportamento potenzialmente illegale, i ricercatori, i medici e i progettisti di applicazioni devono affrontare alcune preoccupazioni di carattere etico per ottenere i massimi benefici e minimizzare i rischi di danni agli utenti. Tra le questioni individuate dagli autori troviamo: proteggere la privacy del consumatore, garantire la massima uguaglianza di accesso, assicurare il consenso informato, fornire ai partecipanti risorse cliniche adeguate, comunicare alle persone i risultati clinicamente rilevanti, fornire prove della sicurezza ed efficacia delle tecnologie.

Angela Wang Lee, Institutional dilemmas: the difficulty of making a turning point in residential drug treatment, in Journal of Drug Issues, n. 4 (2016) – on line, vol. 46, pp. 354–372
Si tratta di uno studio sui motivi del fallimento dei trattamenti per tossicodipendenti in comunità terapeutica. Secondo l’autrice, l’alto tasso di abbandono non deriva da caratteristiche individuali di alto rischio (che molti studi hanno cercato di individuare con scarso successo), ma dalle inerenti difficoltà di creare una svolta durante il trattamento antidroga. I tossicodipendenti entrano in trattamento in momenti di instabilità della loro vita, quando sono meno attrezzati a gestire esperienze stressanti: l’ingresso in comunità introduce nuovi fattori di stress, in particolare l’adattamento a un nuovo contesto impegnativo. L’autrice sostiene che le stesse caratteristiche del trattamento residenziale che allontanano un tossicomane dalla droga (sorveglianza, attività di routine, regole e confino) gli fanno anche desiderare la fuga.

Rachael A. Korcha, Douglas Polcin, Jason Bond, Interaction of motivation and social support on abstinence among recovery home residents, in Journal of Drug Issues, n. 3 (2016) – on line, vol. 46, pp. 164-177
L’articolo prende in esame alcuni fattori sociali che possono interagire con la motivazione a mantenere l’astinenza da alcol e droghe, con l’obiettivo di identificare i modi attraverso i quali il sostegno sociale può attenuare gli effetti distruttivi della bassa motivazione e i gruppi per i quali la motivazione può essere particolarmente importante. Un campione di 289 residenti ammessi in strutture residenziali di recupero è stato reclutato e seguito dopo 6, 12 e 18 mesi. La motivazione è stata misurata in termini di costi e benefici percepiti dell’astinenza. Due fattori di sostegno sociale interagivano con i benefici percepiti nell’influenzare l’astinenza: il coinvolgimento in programmi di recupero in 12 fasi e il numero di persone della rete sociale. Gli autori danno suggerimenti affinché i servizi di recupero agiscano sui costi e i benefici percepiti e sulle caratteristiche della rete sociale.

A cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella; con un contributo di Leopoldo Grosso, Riaccendere le luci sulle comunità terapeutiche. Quale cura delle dipendenze?, in Animazione Sociale, a. 46, n. 299 (2016), pp. 29 -71
Le comunità terapeutiche per persone con problematiche di dipendenza sono un mondo in continuo cambiamento. A non mutare è l’imprinting iniziale, che consiste nell’offrire a chi è in difficoltà una proposta di vicinanza e di senso. Il dossier intende riaccendere le luci su questi storici dispositivi di cura facendo riferimento alla riflessione avviata nel dipartimento delle dipendenze di Vicenza. Nel dossier troviamo i seguenti articoli: “Dove vanno le comunità terapeutiche?”; “Chi va oggi in comunità?”; “Come cambia la funzione delle comunità?”; “Cinque punti per co-progettare percorsi appropriati” a cura di R. Camarlinghi e F. D’Angella e un contributo di L. Grosso: “Indicazioni per la relazione di cura”. Nell’ultimo articolo di Camarlinghi e Dangella troviamo anche esemplificati alcuni strumenti di co-progettazione tra SerD e comunità: Scheda di segnalazione del caso alla comunità; Scheda sugli obiettivi dell’inserimento; Scheda sul progetto terapeutico-riabilitativo e Scheda di valutazione in itinere. Nello stesso numero troviamo anche un articolo di L. Grosso, che ripercorrere la storia delle comunità terapeutiche in Italia: Le Comunità terapeutiche e le loro vicissitudini. Dal mito degli inizi alle sfide dei giorni nostri (pp. 103-106)

A cura di Maria Vittoria Crolle Santi, Giancarlo Pintus, La relazione assoluta. Psicologia della Gestalt e dipendenze patologiche, Aracne, Roma, 2014, pp. 413
Il testo si pone nell’attuale panorama editoriale italiano e internazionale come un contributo organico alla comprensione dell’addiction secondo il modello della Psicoterapia della Gestalt. Non si tratta di un manuale sulle dipendenze patologiche, ma di una riflessione teorica e clinica sul fenomeno dell’addiction in chiave gestaltica. Sono compresi contributi di autori che a diverso titolo e in diversi contesti si occupano di dipendenze. Con riguardo per l’attuale contesto postmoderno sono sviluppati i temi della intercorporeità, la fenomenologia del contatto, la dimensione del tempo vissuto e della relazione terapeutica, il rapporto con le neuroscienze e il significato relazionale del sintomo. (Testo disponibile in pdf- la fotocopiatura non è consentita)

E-book FrancoAngeliA cura di Pietro Paolo Guzzo e Antonietta Fiorita, Il futuro dei servizi per le dipendenze tra consumi socialmente integrati e web society, in Salute e società, a. 15, n. 2 (2016), pp. 15-211
Nato dal costante impegno di studio e ricerca dell’Osservatorio delle Dipendenze dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, il volume si interroga sul senso e sulle possibilità di un nuovo sistema dei servizi di intervento per le dipendenze (vecchie e nuove) nell’odierna web society. Nelle due sezioni (saggi, esperienze) gli autori (medici, sociologi, giuristi, psicologi) analizzano da diverse angolazioni un ampio ventaglio di temi e possibili soluzioni: -nuove strategie di intervento per Italia e Malta -l’importanza delle rete dei servizi e l’integrazione con le associazioni del terzo settore (Leopoldo Grosso) -una valutazione degli interventi Technology-Based -i gruppi di auto-mutuo-aiuto come terapia del gioco d’azzardo -la dipendenza da Internet -un possibile modello di tele-E-health in carcere -la valutazione di alcuni modelli di intervento nel gambling -i servizi di strada per intercettare i consumatori occasionali -le rappresentazioni professionali degli scenari di trasformazione on/off line dei servizi -l’intreccio tra solidarietà e giustizia nel diritto/dovere costituzionale di curarsi.

Metello Corulli, Appunti sul movimento delle comunità in Italia. Nascita, sviluppi, enfatizzazioni e ridimensionamenti, malefici e malesorti…, in Terapia di Comunità, a.16, n. 62 (2016), pp. 1-30
Il presente scritto è una versione estesa del cap. I del volume “Comunità terapeutiche per la salute mentale. Intersezioni” (coll. 17249) e tratta la storia delle comunità terapeutiche: sia gli esordi in Gran Bretagna nel 1948 sia la nascita in Italia in seguito alle sperimentazioni e poi alla lenta applicazione della legge Basaglia (1978). Il tutto è riassunto in una tabella con una mappatura cronologica delle “comunità terapeutiche” italiane dagli anni ’60 agli anni ’90 dello scorso secolo L’articolo individua anche alcune tipologie di comunità: di accoglienza, di lavoro, leggere, alloggio, gruppi appartamento, “terapeutiche” per tossicodipendenti (con ulteriori specificazioni), residenziali, riabilitative,c. per la comorbilità, c. istituite da sette, REMS (C. per l’Esecuzione della Misura di Sicurezza sanitaria, SRP. (Strutture Residenziali Psichiatriche). Troviamo inoltre un excursus storico delle difficoltà di rapporto tra il Servizio di Salute Mentale e il Dipartimento per le Dipendenze e sulle politiche sociali inerenti al tema; infine una mappatura nazionale delle comunità divise per regioni. Gli autori sono tre psicologi, psicoterapeuti e un medico, con vasta esperienza specifica sulle comunità terapeutiche.

Jonathan Schettino … [et al.], Treatment of cannabis-related disorders in Europe, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2015, pp. 71
Questa pubblicazione prende in rassegna gli interventi applicati nel trattamento dei disturbi legati all’abuso di cannabis e fornisce una mappatura dei servizi che forniscono il trattamento in Europa. Il testo fornisce una rassegna della ricerca recente sui trattamenti disponibili per consumatori adolescenti e adulti. Inoltre esso descrive e analizza specifici programmi attualmente offerti nell’Unione europea e fornisce una breve panoramica della disponibilità e del tipo di trattamento in ogni Stato membro. Infine mette a confronto gli indicatori dei bisogni di trattamento con le stime di previsione di trattamento. Collocazione biblioteca: 17155

 Luce alla fine del tunnel. Potenzialità del “recovery capital” e l’effetto domino positivo, in Lavoro sociale, n. 2 (2015), vol. 15, pp. 22-26
Nel presente articolo vengono presentate le potenzialità del “recovery capital”, elaborato nel campo delle dipendenze, inteso come la somma delle risorse necessarie per avviare e sostenere il recupero da abuso di sostanze. Il successo di un percorso di recupero può essere trasmesso socialmente da una persona all’altra, da una comunità sociale a un’altra. Secondo gli autori si dovrebbe, quindi, parlare di un recovery comunitario: il successo di un individuo può avere un impatto positivo su altri individui nella stessa condizione, sulle famiglie, sui gruppi e sulle comunità locali, incoraggiando l’attività di coloro che si impegnano in questo campo e che possono, a loro volta, fornire un forte sostegno sociale a chi sta iniziando un percorso di cambiamento.

9788891709073A cura di Donatella Peroni, Massimo Clerici, Doppie diagnosi in comunità terapeutica, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 157
Il libro presenta l’esperienza con i “pazienti complessi” della Comunità terapeutica Emmaus, una delle prime comunità terapeutiche italiane, il cui progetto ha coinvolto fin dall’inizio operatori provenienti dai più diversi contesti del Servizio pubblico e del privato sociale. L’intervento sul paziente complesso, in particolare le cosiddette “doppie diagnosi”, segue – ormai da anni – una strategia onnicomprensiva, multimodale ed integrata che tende ad associare, inevitabilmente, tecniche di trattamento specialistico alle fasi di residenzialità, nonché progetti specificatamente dedicati alle famiglie e alla fase di rientro. Tali strategie – che si basano su modelli inclusivi e intensivi – hanno destato crescente interesse nell’ambito delle comunità terapeutiche che offrono, da sempre, una progettualità clinica “ad ampio spettro”, finalizzata soprattutto a garantire la continuità dell’intervento e a incentivare la compliance di pazienti che soffrono di disturbi mentali gravi. Tra questi vi sono, in primis, i disturbi di personalità, che per definizione sono multiproblematici e la cui complessità si declina in ambiti quali la gestione dell’impulsività, l’autolesività, il discontrollo nell’assunzione contemporanea di farmaci e sostanze, i comportamenti “a rischio”, la conflittualità familiare a partire da alti livelli di emotività espressa, nonché la sempre più frequente marginalizzazione sociale. Collocazione Biblioteca: 17307

 A cura di Antonia Cinquegrana, Tiziana Bussola, Cura della dipendenza da cocaina. Indicazioni cliniche e organizzative per il trattamento dei pazienti integrati socialmente, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 179
Gli autori che hanno collaborato alla stesura di questo libro appartengono prevalentemente all’area bresciana e luganese, dato che a Brescia e a Lugano dal 2010 sono state istituite due Unità Operative Ambulatoriali espressamente dedicate ai soggetti cocainomani socialmente integrati. Si tratta di persone affette da una dipendenza anche grave, seppur privi di problematiche legali o di una psicopatologia rilevante e che riescono a mantenere, tra alti e bassi, rapporti affettivi significativi e/o un’attività lavorativa anche soddisfacente: si decidono a chiedere aiuto nel momento in cui comprendono di non avere più punti fermi, riconoscendo così che sono forse in procinto di perdere con essi “tutta la loro normalità”. Tuttora questa tipologia di pazienti accede con difficoltà ai Ser.T, ma, benché possa essere considerata una popolazione eccessivamente selezionata, in realtà rappresenta la maggior parte dei soggetti che consumano cocaina in termini di dipendenza patologica. Questo libro vuole pertanto comunicare un’esperienza professionale sottoposta si al vaglio del metodo scientifico, ma nata soprattutto dall’interscambio di tecniche, attitudini, osservazioni che provengono dalla competenza clinica.
Collocazione Biblioteca: 17187

 Alessandra Augelli, Quando le formiche spostano un elefante… Genitori di gruppi auto-mutuo aiuto raccontano le dipendenze e la cura familiare, Franco Angeli, 2014, Milano, pp. 102
A partire dall’esperienza concreta e dalla storia di un’associazione che lavora da più di trent’anni sull’uso di sostanze e sulle dipendenze, il libro intende mostrare il valore dell’auto-mutuo aiuto attraverso la narrazione dei vissuti di quanti lo hanno sperimentato. Nella condivisione e nell’ascolto dell’esperienza altrui, si scopre la circolarità virtuosa tra cura di sé, cura dell’altro e della comunità: è quanto emerge dalle parole e dai silenzi, dai sorrisi e dalle lacrime, dai progressi e dai rallentamenti di genitori ancora in cammino, desiderosi di continuare a darsi e dare la mano. Il titolo richiama non solo la fatica di spostare qualcosa di pesante e opprimente, ma anche l’importanza di portare alla luce qualcosa di grosso che, alle volte, la società preferisce non vedere. Non si parla, quindi, solo della rimozione di un “problema” comune, ma del viaggio di scoperta di una realtà complessa e significativa. Il volume affronta un tema delicato e spinoso com’è quello delle dipendenze, attraverso lo sguardo dei genitori che lo raccontano, delle loro emozioni e attenzioni, delle paure e delle speranze. Schede di lavoro illustrano il percorso di scrittura autobiografico fatto con i genitori e si offrono come spunto formativo. Alessandra Augelli è docente di Pedagogia della famiglia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Sede di Piacenza.
Collocazione Biblioteca: 17032

I giovani e i contesti del consumo

Chillemi Eleonora … [et al.], The “Binge drinking” phenomenon: an observational study in a sample of adolescents and young adults, in Alcologia, n. 25-26-27 (2016), pp. 82-85
Il “binge drinking” viene definito come il consumo di numerose unità di alcol in un breve arco di tempo. Questa modalità di consumo risulta essere strettamente associata a problematiche e conseguenze mediche e sociali. La ricerca qui descritta indaga la diffusione di questo fenomeno in una popolazione di giovani adulti italiani tra i 16 e i 24 anni. E’ stato loro somministrato un questionario sull’uso di bevande alcoliche e altre sostanze e sul sul tempo trascorso giornalmente in rete. La percentuale di chi pratica il binge drinking è risultata significativamente alta. Questo fenomeno, probabilmente ancora sottovalutato, risulta essere in costante aumento e sembra coinvolgere soprattutto gli adolescenti e i giovani adulti. Per questo motivo si auspica un costante e attento monitoraggio, associato a misure preventive adeguate.

Jacqueline Nguyen, Casey O’Brien, Salena Schapp, Adolescent inhalant use prevention, assessment, and treatment: A literature synthesis, in The International Journal of Drug Policy, (2016) – on line, vol. 31, pp. 15-24
L’uso di inalanti si riferisce all’assunzione di sostanze quali gas, colle e aerosol per stordirsi, mentre il disturbo per uso di inalanti comprende sia i criteri DSM-IV-TR per l’abuso di inalanti e la dipendenza. L’uso di inalanti negli adolescenti rappresenta una preoccupazione internazionale per la salute pubblica considerando le gravi conseguenze mediche e cognitive e le correlate biopsicosociali. In questo documento riassumiamo lo stato attuale della letteratura sull’uso di inalanti negli adolescenti focalizzandoci sul contesto sociale, le strategie di prevenzione, valutazione e trattamento. La psicoeducazione, la formazione professionale e la riduzione dell’offerta ambientale sono strategie utilissime per prevenire l’uso di inalanti da parte degli adolescenti, mentre le dichiarazioni di genitori e adolescenti come pure quelle dei medici riguardi a segni e sintomi clinici possono aiutare nella valutazione e nella diagnosi.

Matej Sande, Characteristics of the use of 3-MMC and other new psychoactive drugs in Slovenia, and the perceived problems experienced by users, in The International Journal of Drug Policy, (2016) – on line, vol. 27, pp. 65-73
Lo studio presenta le caratteristiche del consumo delle nuove sostanze psicoattive, i problemi vissuti e percepiti dai consumatori e le ragioni per smettere o ridurre l’uso. La ricerca si è focalizzata principalmente sui catinoni sintetici e il consumo di 3-MMC in Slovenia. Gli operatori e i corrispondenti di prossimità di DrogArt hanno visitato spazi pubblici aperti, club e discoteche per incoraggiare i consumatori a partecipare all’indagine. La maggioranza dei consumatori delle nuove sostanze psicoattive in Slovenia hanno provato le nuove sostanze derivate dai gruppi di catinoni sintetici e amfetamine. La ricerca individua i problemi riferiti con maggiore frequenza e le ragioni principali per ridurre o smettere il consumo di nuove sostanze.

Ludwig Kraus … [et al.], ESPAD Report 2015. Results from the European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs, EMCDDA, Lisbona, 2016
Grazie ai dati raccolti nel 2015 su più di novantamila studenti di 15-16 anni in 35 paesi europei, il rapporto presenta un’immagine esauriente della situazione attuale degli adolescenti europei riguardo all’uso di tabacco, alcool, cannabis e altre sostanze, come anfetamine, inalanti o nuove droghe. Esso fornisce inoltre una panoramica delle tendenze del periodo 1995-2015. Questo rapporto differisce dai precedenti rapporti ESPAD perché contiene una selezione di risultati chiave invece della totalità dei dati. Collocazione Biblioteca: 17639

Studio_dei_Nuovi_Consumi_GiovaniliR. Pacifici … [et al.], Studio dei Nuovi Consumi Giovanili e dei comportamenti indotti dall’assunzione di integratori, alcol, energy drink, smart drugs e sostanze psicotrope, Istituto Superiore di Sanità, Roma, 2014
In Europa è reperibile un numero crescente di nuove sostanze psicoattive, spesso progettate per imitare gli effetti delle droghe controllate. Alcune sostanze sono vendute direttamente sul mercato delle sostanze illecite, mentre altre, le cosiddette droghe “legali” vengono vendute più apertamente. Gli sviluppi in questo settore sono rapidi e le sostanze fanno la loro comparsa con ritmi sostenuti. Molti prodotti in vendita contengono miscele di sostanze e la mancanza di dati farmacologici e tossicologici comporta la difficoltà di fare previsioni di lungo periodo sulle implicazioni per la salute di tale consumo. Questa ricerca fa il punto su questo tema al fine di colmare le carenze conoscitive sul consumo di queste sostanze da parte dei giovani 14-35enni. La ricerca è stata svolta in sei città distribuite su tutto il territorio nazionale in contesti di ritrovo giovanile sia diurni sia notturni. Collocazione Biblioteca: 17506

Jonas Berge … [et al.], Parental Awareness of Substance Use among Adolescents in a Junior High School Sample, in Journal of Drug Issues, n. 3 (lug. 2015), vol. 45, pp. 263-278
Mancano studi che valutino la consapevolezza dei genitori riguardo al consumo di alcol, sigarette e droga nella popolazione degli adolescenti in generale. Un totale di 1.426 adolescenti svedesi di età compresa fra i 14 e i 16 anni e i loro genitori hanno risposto annualmente a domande sul consumo adolescente di sostanze nella scuola secondaria di primo grado. La sensibilità nelle indicazioni dei genitori rispetto al consumo di sostanze da parte degli adolescenti è risultata bassa: dal 5,6% al 26% riguardo all’ubriachezza; dal 14,3 al 20,6 per le sigarette e dal 4,9 al 12% per le droghe illegali. Si identificano fattori importanti per la consapevolezza dei genitori rispetto al consumo di sostanze da parte dei figli adolescenti.

Elizabeth V. Aston, Are risk factors for drug use and offending similar during the teenage years?, in The International Journal of Drug Policy, n. 4 (2015) – on line, vol. 26, pp. 396–403
Questo documento analizza se in stadi diversi del ciclo di sviluppo dell’adolescenza, il consumo di droga e la trasgressione sono associate a una serie di fattori simili di rischio, riguardanti: posizione socio-strutturale, controllo sociale informale, contesti di gruppi di pari e comportamenti di stile di vita devianti. I risultati indicano che tali fattori sono più appropriati per comprendere la trasgressione rispetto al consumo di droga. Negli anni più tardi dell’adolescenza il consumo di droga dovrebbe essere capito e affrontato in modo diverso dalla trasgressione. Questo è particolarmente importante data la tendenza crescente a trattare il “problema droghe” come un “problema di criminalità”.

Eric R. Pedersen … [et al.], The effects of mental health symptoms and marijuana expectancies on marijuana use and consequences among at-risk adolescents, in Journal of Drug Issues, n. 2 (2015), vol. 45, pp. 151-165
Nella presente ricerca, gli autori indagano sugli effetti del consumo di marijuana su adolescenti a rischio di sintomi relativi a disturbi mentali, come quelli coinvolti nei tribunali minorili, in base alla credenza per cui esso possa alleviare i sintomi di ansia e depressione. E’ stata effettuata un’indagine su un campione diversificato di giovani coinvolti nel Tribunale Minorile di Santa Barbara (n=193) ed è stata esaminata l’associazione fra i sintomi di disturbo mentale e le aspettative sul consumo e le conseguenze della marijuana. Nell’articolo vengono descritti e commentati i dati della ricerca.

A cura di Raimondo Maria Pavarin, Daniele Virginio Corbetta, Dipendenze con e senza sostanze. Teoria, ricerca e modelli di intervento, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 192
L’obiettivo di questo volume è quello di aprire una panoramica sugli stili di vita dei giovani adulti, popolazione nella quale consumi problematici e dipendenze da sostanze (sostanze illegali, alcol, tabacco), dipendenze da comportamenti (gioco d’azzardo, shopping compulsivo, internet addiction), alimentazione e attività fisica si intrecciano e necessitano di essere trattati come elementi integrati nel vivere quotidiano. Il focus è rappresentato dai risultati che emergono da una ricerca multicentrica, condotta su un campione di giovani adulti di Bologna e Treviso e articolata su quattro aree tematiche (sostanze psicoattive, dipendenze senza sostanze, alimentazione e stili di vita), integrati dai contributi di studiosi ed operatori del settore. Nel suo insieme, il volume vuole fornire elementi innovativi ed indicazioni utili a chi si occupa di prevenzione, per dar vita a progetti che non siano più incentrati su singole problematiche, ma capaci di orientarsi sugli stili di vita complessivamente intesi della popolazione cui sono rivolti.
Collocazione Biblioteca: 17342

Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, Droghe: mi faccio ma non so di che, Roma, 2015
Sono le sostanze ‘sconosciute’ usate da oltre 50 mila ragazzi, assieme agli psicofarmaci assunti senza prescrizione medica, soprattutto dalle ragazze, la preoccupante novità del consumo di droghe, che coinvolge circa 700 mila studenti italiani di 15-19 anni. A dirlo, lo studio dei ricercatori dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr ESPAD®Italia 2014. Cresce il consumo di cannabis, che resta la sostanza psicoattiva più diffusa e per la quale aumentano i consumatori abituali, la cocaina è meno usata e l’eroina è stabile. www.ifc.cnr.it/index.php/it/spotlight/325-droghe-mi-faccio-ma-non-so-di-che

Prevenzione

Marta Pozzi … [et al.], Prevenire l’uso di sostanze in adolescenza. La sperimentazione di un manuale di auto-mutuo aiuto in ambito scolastico, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (2017), vol. 64, pp. 71-88
Le revisioni sistematiche della letteratura sugli interventi preventivi sull’uso di sostanze in adolescenza indicano che gli interventi più efficaci sono quelli effettuati a scuola, da insegnanti o da pari, volti ad aumentare le abilità di vita degli studenti e che utilizzano una metodologia attiva ed esperienziale, L’articolo descrive un percorso formativo per insegnanti ed educatori – svoltosi presso il Dipartimento delle Dipendenze di Pordenone – con l’obiettivo di promuovere le abilità di fronteggiamento (coping skills) e prevenire l’uso di sostanze in un gruppo di studenti del biennio di scuola media superiore. E’ stato utilizzato un manuale di self-help, che aveva dato prove di efficacia in una precedente ricerca. I primi risultati indicano un buon livello di soddisfazione e una migliore autoefficacia percepita dai docenti alla fine dell’esperienza formativa.

Marvin Krohn … [et al.], Explaining Adolescent Drug Use in Adjacent Generations: Testing the Generality of Theoretical Explanation, in Journal of Drug Issues, n. 4 (2016) – on line, vol. 46, pp. 373-395
Il presente studio verifica l’ipotesi secondo cui le teorie sul consumo di droga sono in grado di spiegare il comportamento in diversi contesti e popolazioni, esaminando se il controllo, l’apprendimento e le teorie elaborate forniscono spiegazioni simili per il consumo adolescenziale nelle generazioni vicine. Gli autori hanno utilizzato dati del Rochester Youth Development Study (Studio effettuato a Rochester sullo sviluppo dei giovani) e del Rochester Intergenerational Study (Studio intergenerazionale condotto a Rochester) che hanno seguito un campione di adolescenti, cominciando dall’età di 14 anni, e il loro figlio biologico più vecchio. Complessivamente, queste teorie offrono spiegazioni generali per il consumo adolescente di droga riguardo ai fattori di rischio e a quelli protettivi per i genitori e i loro figli. Nel presente lavoro vengono descritti e commentati i dati della ricerca e si ne discutono le implicazioni teoriche e politiche.

A cura di Mike Ashton, Drug education yet to match great (preventive) expectations, Drug and Alcohol Findings, [s.l.], 2016, pp. 3
Il documento presenta i risultati di una selezione di studi scientifici riguardanti i progetti scolastici di prevenzione dell’uso di sostanze e dei problemi correlati. Tali studi suggeriscono che, nonostante l’ impegno profuso nell’attuare i programmi di prevenzione nelle scuole, i risultati siano scarsi; vengono citati alcuni articoli di discussione su come modificare gli obiettivi di questi programmi per ottenere risultati migliori.

CatturaAnna Paola Lacatena … [et al.], Kryptonite – Progetto di prevenzione sul consumo di sostanze psicoattive e comportamenti a rischio incentrato sulla persona, in Mission, a. 12, n. 44 (2015), pp. 81-89
Il progetto “Kryptonite” del Ser.D. di Taranto, attraverso l’informazione e la partecipazione dei soggetti coinvolti nell’utilizzo di sostanze psicoattive o in comportamenti a rischio, mira a promuovere una forma di informazione/prevenzione più articolata e partecipata al fine di sviluppare una rete di protezione per i più giovani, uno spazio di confronto, una consapevolezza del problema reale da parte dei tecnici del settore con la creazione di buone prassi.

Anneke Bühler, Johannes Thrul, Prevention of addictive behaviours. Updated and expanded edition of Prevention of substance abuse, EMCDDA, Lisbona, 2015
Questa pubblicazione è un aggiornamento di un testo pubblicato nel 2007 (vedi nostra collocazione 14329). Come per la versione precedente, si tratta della traduzione di uno studio tedesco che presenta una rassegna sullo stato dell’arte della prevenzione. Sebbene originariamente destinato a un pubblico tedesco, la sua portata, basata sull’evidenza, è globale. La rassegna è ampia nelle sue considerazioni e riguarda non solo il tema dell’abuso di droghe, ma anche di alcol e tabacco, come pure le dipendenze comportamentali come il gioco d’azzardo problematico. Tra più di 5000 risultati di ricerca sono stati selezionati 64 studi, incluse 17 meta-analisi e 38 rassegne sistematiche. Collocazione Biblioteca: 17326

John M. Eassey, Chris L. Gibson, Marvin D. Krohn, Using a group-based trajectory approach to assess risk and protective factors of marijuana use, in Journal of Drug Issues, n. 1 (2015), vol. 45, pp. 4-21
La marijuana è la sostanza illegale di cui si fa maggiore uso nel mondo e il consumo persistente e frequente durante l’adolescenza è stato associato a transizioni precoci e conseguenze deleterie nell’età adulta. Questo studio ha usato un approccio di traiettoria di gruppo per analizzare i dati provenienti da 1.725 giovani partecipanti al “National Youth Study” per descrivere i percorsi del consumo di marijuana ed esplorare i fattori protettivi che possono ridurne la continuazione. Nell’articolo vengono riportati e commentati i dati della ricerca.

Sahed Imaine, Prévenir la consommation de substances psychoactives à l’adolescence. Proposition et mise à l’essai de la méthode par l’autoréflexion et de l’outil Ageven, in Psychotropes, n. 2-3 (2015), vol. 21, pp. 133-156
L’influenza degli amici gioca un ruolo preponderante sul consumo di sigarette, di cannabis e alcool nell’adolescenza. L’autore si domanda quanto i giovani ne siano consapevoli e se la presa di coscienza può avere un effetto sul loro rapporto con le sostanze. L’articolo descrive uno strumento di prevenzione originale, la “fiche Ageven”, che può essere utilizzato per stimolare la consapevolezza dell’influenza degli amici tra gli adolescenti nel consumo di sostanze psicoattive. Questo metodo si basa sul postulato secondo il quale la presa di coscienza da parte del giovane della sua influenzabilità può innescare l’arresto del consumo. Per verificarne l’efficacia, la fiche Ageven è stata testata su 331 liceali consumatori e non. L’autore descrive e commenta i risultati della ricerca.

Laura Romano, Sereno variabile. Ascoltare gli adolescenti e capire quando preoccuparsi, Monti, Saronno, 2014, pp.110
Questo testo, con un linguaggio semplice e chiaro, conduce i genitori, insegnanti, educatori nel mondo degli adolescenti, illustrando i processi di crescita, il ruolo della famiglia, del gruppo di amici, della scuola. Con particolare attenzione l’Autrice esamina i comportamenti “a rischio” nel campo della sessualità, dell’uso di sostanze stupefacenti, delle condotte alimentari, fornendo preziose indicazioni per decodificare i segnali che, attraverso questi comportamenti, in ragazzi inviano agli adulti. Laura Romano, pedagogista, da anni collabora, in qualità di consulente e formatrice, con strutture e servizi per minori e con scuole di diverso ordine e grado.
Collocazione Biblioteca: 17600

A cura di Tiziana Cassese … [et al.], Fare prevenzione sui consumi giovanili di “sostanze”, in Animazione Sociale, n. 279 (2014), pp. 36-79
L’inserto nasce dal constatare come oggi sia importante fare memoria di tutto ciò che l’esperienza ha accumulato in termini di apprendimento sul ‘fare prevenzione’. Tanto più perchè la prevenzione sta rischiando di essere sempre più residuale, in termini di investimenti, mentre nella società le pressioni al consumo sono molto forti. Occorre ricordare anche che alla triade di sostanze psicoattive più comunemente utilizzate da parte dei giovani (alcol, tabacco e cannabis) va aggiunto il gioco d’azzardo, come risultato di una gigantesca esposizione all’offerta.

Politiche sulla droga

copertina2017-low-212x300A cura di Franco Corleone, Stefano Anastasia, Leonardo Fiorentini, 8° Libro Bianco sulla legge sulle droghe. Dalla semina americana al deserto italiano. Edizione 2017 sui dati 2016, Fuoriluogo, [s.l.], 2017, pp. 102
Questo è l’ottava edizione del Libro Bianco dedicato agli effetti collaterali della legge antidroga e in particolare alle sue conseguenze penali, sulle sanzioni amministrative e nelle carceri, promosso da La Società della Ragione ONLUS insieme a Forum Droghe, Antigone, CNCA e Associazione Luca Coscioni. Dopo un’introduzione dei curatori nella quale viene sottolineato il perdurare della legge Fini-Giovanardi nonostante le tante criticità giuridiche e pratiche, il documento mette in evidenza, tra l’altro, gli effetti di questa legislazione sulla carcerazione per reati di droga, le evoluzioni giurisprudenziali in tema di stupefacenti, il consumo di cannabis nella popolazione giovanile, fatti e miti in materia di guida sotto l’effetto di sostanze e l’aspetto innovativo dei servizi che si basano sulla riduzione del danno. Vengono poi discusse le politiche italiane e straniere in materia di sostanze e le loro implicazioni economiche. Infine sono riportate le opinioni di Leopoldo Grosso, già Portavoce del “Cartello di Genova”, Presidente onorario Gruppo Abele e di Rossana Dettori della Segreteria nazionale confederale della Cgil riguardo ad una eventuale depenalizzazione dei consumi di cannabis. In appendice vengono confrontate le principali proposte di legge di riforma delle politiche sulle droghe offerte al dibattito pubblico.

Alison Ritter, Alex Stevens, Improving knowledge on law enforcement in drug policy, in The International Journal of Drug Policy, (mar. 2017) – on line, vol. 41, pp. 89–90
L’articolo presenta i contributi contenuti nel numero monografico della rivista, esposti all’annuale conferenza dell’International Society for the Study of Drug Policy (ISSDP), tenutasi a Sidney nel maggio 2016. Argomento di questa raccolta è l’applicazione delle leggi sulla droga, per valutare come l’applicazione della legge agisca nella riduzione dell’offerta, della domanda e dei danni della droga.

Caroline Chatwin, Assessing the ‘added value’ of European policy on new psychoactive substances, in The International Journal of Drug Policy, (2017) – on line, Vol.: 40, 111-116
In tutta Europa si segnala una crescente diffusione di nuove sostanze psicoattive, il cui controllo e monitoraggio costituisce una sfida importante per le istituzioni politiche comunitarie. La legislazione esistente dal 1998 a livello europeo presenta, tuttavia, alcune lacune. Per questo motivo, la Commissione Europea ha presentato una nuova proposta in materia, cercando di estendere i propri poteri in questa area. Questo articolo valuta la nuova proposta e muove tre critiche: 1) incapacità di mettere mano al vasto numero di nuove sostanze psicoattive per l’eccessiva lunghezza degli approcci legislativi europei; 2) essere reattiva anziché proattiva; 3) mancanza di opzioni per i provvedimenti di regolamentazione e controllo. Gli autori ritengono che sia importante stabilire se gli interventi europei possano portare un valore aggiunto a quanto si sta facendo a livello nazionale sull’efficacia di nuovi strumenti giuridici, ma sottolineano l’importanza di non trascurare l’aspetto della ricerca e della riduzione del danno.

Alison Ritter … [et al], Comparative policy analysis for alcohol and drugs: Current state of the field, in The International Journal of Drug Policy, (2016) – on line, vol. 31, pp. 39-50
Questo documento esplora lo stato attuale dell’analisi comparativa delle politiche (comparative policy analysis = CPA) riguardo ad alcol e droghe. Gli autori hanno creato un database di articoli di giornali pubblicati fra il 2012 il 2014 usandolo per chiarire, estrarre e analizzare i modi in cui è stata definita la CPA. Si esplorano l’analisi quantitativa e qualitativa dei metodi CPA utilizzati, le aree delle politiche studiate e la differenza fra la CPA per l’alcol e quella per la droga. La vasta maggioranza degli articoli presi in esame descrive un’analisi quantitativa dei dati realizzata con una serie di metodi statistici avanzati. Esiste una differenza significativa nei metodi CPA per l’analisi della politica sull’alcol e quella sulla droga, come pure alcune sfide sostanziali con i metodi attualmente impiegati.

Francesco Curcio, Franco Roberti, Osservazioni sulla proposta di legge C3235 Giachetti e sulle proposte abbinate in materia di stupefacenti, Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Roma, 2016, pp. 17
In questo testo Il Procuratore F. Roberti e il sostituto Procuratore Antimafia F. Curcio avanzano alcune osservazioni riguardanti la proposta di legge sulla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere. La relazione parte con una fotografia del fenomeno della vendita illegale di sostanze, delinea poi i risultati raggiunti per quanto riguarda la prevenzione e la lotta allo spaccio e al narcotraffico e infine individua le criticità delle azioni di contrasto. Si propone, inoltre, di dedicare più energie investigative nel settore informatico e telematico e nell’individuazione del riciclaggio. Riguardo ai prodotti illegali della cannabis, viene sostenuta la proposta la legalizzazione e inserimento nel Monopolio in seguito al fallimento delle politiche proibizionistiche per questo genere di sostanze.

 Michel Hautefeuille, Drogues: deux siècles de législation, deux siècles de prohibition, in Psychotropes, n. 2 (2016), vol. 22, pp. 5-79
Nel presente numero della rivista si prova a riflettere sull’elaborazione dell’attuale legislazione francese in materia di consumo di droga e si cerca di fare un bilancio di due secoli di legislazione, contraddistinti dal proibizionismo

Ken Pidd, Victoria Kostadinov, Ann Roche, Do workplace policies work? An examination of the relationship between alcohol and other drug policies and workers’ substance use, in The International Journal of Drug Policy, (2016) – on line, vol. 28, pp. 48-54
C’è un crescente interesse nelle politiche sul luogo di lavoro come strategia per prevenire o gestire problemi di alcol o di altre droghe. Questo è il primo studio che esplora la prevalenza e l’impatto di politiche su alcol e droghe nei posti di lavoro australiani usando una serie di dati rappresentativa a livello nazionale. E’ stata effettuata un’analisi secondaria della “2010 National Drug Strategy Household Survey “ del 2010. Le analisi descrittive hanno esplorato la prevalenza delle politiche riguardanti l’alcol o altre droghe. I risultati forniscono un sostegno empirico riguardante il valore e l’efficacia delle politiche nel ridurre i problemi di alcol e droga

Todd Subritzky, Simone Pettigrew, Simon Lenton, Issues in the implementation and evolution of the commercial recreational cannabis market in Colorado, in The International Journal of Drug Policy, (2016), vol. 27, pp. 1-12
Il Colorado è il primo stato americano ad aver legalizzato il mercato della cannabis per scopi commerciali e ricreativi e costituisce quindi un esempio per cominciare a indagare le prime conseguenze di specifiche scelte politiche, anche se la base empirica di evidenza è limitata. L’articolo riunisce materiale derivante da diverse fonti (tra cui articoli accademici valutati “inter-pares”, rapporti su mass media e pubblicazioni governative) per sottolineare il modello e il processo della normativa nel Colorado e descrivere alcune delle questioni che sono emerse nei primi 20 mesi del suo funzionamento, anche relative alle modalità e alla sicurezza del consumo.

dowoonloadFabio Firenzuoli, Francesco Epifani, Idalba Loiacono, Cannabis. “Erba” medica. Norme, preparazioni galeniche, attualità e prospettive di cura, Edra LSWR, Milano, 2015, pp. 182
L’utilizzo medico della Cannabis è un tema scottante d’attualità e rappresenta un modello terapeutico solo parzialmente noto ai clinici e ai farmacisti. Questo lavoro si propone di aggiornare gli addetti ai lavori sia dal punto di vista delle informazioni scientifiche (dalla botanica alla fitoterapia passando per la farmaco-tossicologia), sia dal punto di vista della normativa di regolamentazione e controllo della pratica farmaceutica e clinica. Il testo si presenta infatti come una guida illustrata che, superando pregiudizi culturali, fornisce in modo semplice ed esaustivo le conoscenze essenziali sui cannabinoidi, sulla preparazione di prodotti galenici a base di Cannabis, conservazione e dispensazione, nonché su tutte le loro possibili applicazioni terapeutiche, modalità d’uso ed il relativo impatto socio – economico. Collocazione Biblioteca: 17817

Kari Lancaster, Karen Duke, Alison Ritter, Producing the ‘problem of drugs, in The International Journal of Drug Policy, n. 7 (2015) – on line, vol. 26, pp. 617-625
La nozione di “guarigione” come approccio globale alle politiche della droga rimane controversa. Questa analisi transnazionale considera il modo in cui si è costruito il problema delle droghe e come è stato rappresentato in due relazioni chiave riguardanti la “recovery” nella politica della droga, esaminando criticamente i modi in cui il problema droga (e le persone che ne fanno uso) è reso nel discorso riguardante la guarigione, e come queste problematiche sono formulate e divulgate. Tramite un’analisi comparativa su come è stato rappresentato il problema delle droghe nel discorso sulla ‘guarigione’ in due Paesi (Australia e Gran Bretagna), in due momenti specifici del dibattito politico in tema di droghe, ci viene ricordato che i modi di considerare i ‘problemi’ riflettono contesti specifici e i modi in cui ci viene richiesto di pensare alle risposte delle politiche, dipenderà da tali condizioni.

Leopoldo Grosso, Dieci questioni di agenda politica sulle sostanze. Allestire adeguate condizioni per l’azione progettuale dei servizi per le dipendenze, in Animazione Sociale, a. 45, n. 292 ( 2015), pp. 23-29
Secondo l’autore, psicologo, psicoterapeuta e presidente onorario del Gruppo Abele, la crisi del welfare minaccia anche il lavoro di quanti, nei servizi, si occupano del consumo di sostanze. Una crisi finanziaria, ma, prima ancora, di tipo culturale e politico che irrigidisce la progettualità, incapace così di fare i conti con un originale contributo di ipotesi di lettura e di azione dentro l’evolversi dei problemi. Molte sono le questioni di una nuova agenda culturale e politica per una società che intenda misurarsi con le molte sofferenze connesse ai consumi di sostanze.

Riduzione del danno

Kelly Adamson, Lois Jackson, Jacqueline Gahagan, Young people and injection drug use: Is there a need to expand harm reduction services and support?, in The International Journal of Drug Policy, (2017) – on line, vol. 39, pp. 14-20
E’ noto che un complesso spiegamento di fattori contestuali sociali, interconnessi tra di loro, influenza le pratiche più sicure e/o pericolose delle persone che assumono droghe per via endovena. Tuttavia si conoscono meno i fattori sociali contestuali che possono influenzare in modo specifico le pratiche iniettive dei giovani. In questo studio qualitativo i ricercatori hanno esplorato con giovani di età compresa fra i 18 e i 29 anni, residenti in un centro urbano della Nuova Scozia, in Canada, le percezioni e le esperienze dei fattori sociali contestuali che influenzano le pratiche iniettive più sicure e/o quelle pericolose. Dall’indagine effettuata risulta che molti di tali fattori, segnalati dai giovani quali elementi di influenza per pratiche pericolose, sono a livello micro ambientale e un certo numero di essi riguarda anche gli adulti. Il trattamento di mantenimento con il metadone è stato invece individuato da un certo numero di partecipanti come importante fattore di influenza per le pratiche più sicure, come anche l’estensione dei servizi di riduzione del danno e di supporto. Nell’articolo sono descritti e commentati i risultati dell’indagine.

Kirsten E. Hunt-Howard, An exploration of Factors Associated With Methamphetamine Injection Among Street. Involved Drug Users and Dealers in Los Angeles, in Journal of Drug Issues, n. 1 (2017) – on line, vol. 47, pp. 4-24
Sulla base di lavoro sul campo e di interviste etnografiche, questo articolo esplora i significati soggettivi e i processi riguardanti le iniezioni di metamfetamina e l’assunzione di rischi da parte di 38 partecipanti coinvolti in uno scenario di droga di strada, comprendente consumatori di metamfetamina di lunga data e spacciatori reclutati in un quartiere del centro di Los Angeles, come mezzo per acquisire conoscenze dei fattori che favoriscono l’iniezione. Esiste, infatti, una moltitudine di fattori individuali, strutturali, sociali e spaziali capaci di influenzare l’iniezione come modo di somministrazione della metamfetamina, fra cui: le condizioni economiche, il costo percepito e l’efficacia di specifici percorsi di consumo; il ruolo sociale e l’identificazione collettiva con uno scenario di strada; ambienti fisici e sociali; politica antidroga e paura dell’arresto; fattori della rete sociale, fra cui l’influenza dei partner sessuali, dei pari, la normalizzazione dell’iniezione e le caratteristiche del mercato locale della droga.

Joanna May Kesten … [et al.], Acceptability of low dead space syringes and implications for their introduction: a qualitative study in the West of England, in The International Journal of Drug Policy, (2017) – on line, vol. 39, pp. 99-108
Nel presente studio i ricercatori indagano, nell’ambito dei programmi per la distribuzione di aghi e siringhe, l’accettabilità di siringhe staccabili “a basso spazio morto” (LDSS – low dead space syringes) nelle persone che si iniettano droghe e nel personale che lavora a loro sostegno e la possibilità di utilizzare i risultati dell’indagine per un intervento che miri a sostituirle alle siringhe con “alto spazio morto” (HDDS – High Dead Space Syringes), più rischiose per la salute. Sono state effettuate interviste semi-strutturate con 23 persone che si iniettano droghe (15 uomini e 8 donne) e 13 persone dello staff del programma (6 uomini e 7 donne) a Bath e Bristol, in Inghilterra. Le persone tossicodipendenti reclutate riflettono diverse caratteristiche demografiche, differenti preferenze riguardo al consumo di droga e alle iniezioni. Le interviste sono state registrate, trascritte integralmente e analizzate usando il Metodo Sinottico. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

Catherine Cook … [et al.], The Case for a Harm Reduction Decade. Progress, potential and paradigm shifts, Harm Reduction International, London, 2016, pp. 27
La prima parte del documento analizza i dieci anni di monitoraggio globale della riduzione del danno, mentre la seconda parte riporta le proiezioni per il prossimo decennio relative all’HIV e alla riduzione del danno e la terza parte propone un cambiamento di modello. Infatti l’analisi dei dieci anni scorsi mostra come i fragili progressi siano dovuti alla mancanza di supporto politico e di investimento finanziario. Perciò viene affermata la necessità per i governi e le agenzie internazionali di reindirizzare i finanziamenti dalla guerra alle droghe a programmi basati sulla salute e che includano la riduzione del danno per l’anno 2020.

Matthew Hickman, Natasha Martin (eds.), Hepatitis C among drug users in Europe. Epidemiology, treatment and prevention, EMCDDA, Luxembourg,  2016, pp. 97
Il volume fornisce un’analisi dell’epidemiologia e delle misure di riduzione del danno e di trattamento relative all’infezione da HCV in Europa, sia nella popolazione generale, sia tra coloro che si iniettano droghe, e presenta una rassegna delle nuove terapie antivirali e delle iniziative di trattamento disponibili in Europa dal 2014. Inoltre, offre una discussione sui modelli predittivi degli effetti combinati e delle sinergie dei diversi interventi di riduzione del danno, mostrando dove è necessario accrescere la disponibilità dei dati per meglio informare la politica e la prassi in questo campo.
Collocazione Biblioteca: 17619

GSHR-2016-FINAL-FRONT-COVERHarm Reduction International, The Global State of Harm Reduction 2016, Harm Reduction International, 2016, pp. 147
Reso pubblico il rapporto 2016 di Harm Reduction International, che relaziona e commenta i dati aggiornati sui servizi di riduzione del danno in tutto il mondo. I nuovi dati contenuti in questo rapporto mostrano un preoccupante rallentamento nella fornitura di servizi di riduzione del danno per le persone che fanno uso di droghe, a partire dal fatto che dal 2014 non vi sono nuovi paesi che abbiano introdotto programmi volti allo scambio di aghi e siringhe. Insieme a questo, vi è stato un aumento dell’uso di sostanze da iniezione in tutte le regioni del mondo, e un drammatico aumento delle morti per overdose. La riduzione del danno nelle carceri rimane ampiamente insufficiente, con solo un piccolo numero di paesi che hanno reso possibile lo scambio di siringhe o la formazione per la prevenzione delle overdose in almeno una prigione.

Gregory Armstrong, Luke Samson, The imperative to integrate suicide prevention within community-based harm reduction programs for people who inject drugs: Informed by the situation in Delhi, India, in The International Journal of Drug Policy, (2016) – on line, vol. 28, pp. 133-135
Alti tassi di comportamento suicida sono stati documentati in collegamento con il consumo di droga per via endovena. Si stima che la proporzione delle morti attribuite al suicidio fra i consumatori di eroina vada dal 3% al 35% e una meta-analisi ha riscontrato che i consumatori di eroina avevano probabilità 14 volte superiori dei pari a loro abbinati di morire suicidi. Di conseguenza la prevenzione del suicidio è una sfida di fondamentale importanza per coloro che lavorano con le persone che assumono droghe per via endovena. Nonostante la gravità del rischio di suicidio, esiste un vuoto nella letteratura per quanto riguarda gli interventi pratici di prevenzione del suicidio che possono essere attuati da coloro che lavorano a stretto contatto con questa sottopopolazione nelle comunità.

Paolo Jarre … [et al.], Riduzione del danno: politiche e pratiche, in MDD: Medicina delle Dipendenze, a. 5, n.18 (2015), vol. 6, pp. 5-64
Il presente numero monografico tratta della riduzione del danno nel trattamento delle dipendenze da sostanze. La caratteristica peculiare di questo approccio è quella di mettere pragmaticamente il focus sui danni potenzialmente conseguenti ad un uso problematico di sostanze e oggetti psicoattivi e sulle persone che continuano a farne uso, anziché sulla prevenzione dell’iniziazione e sulla cessazione dell’uso. Esso prescinde pertanto da considerazioni di tipo valoriale riferite alla messa in atto e/o al proseguire del comportamento. Attraverso i diversi articoli il tema è trattato dal punto di vista etico, politico e pratico (efficacia degli interventi e delle terapie). Oltre all’editoriale di Paolo Jarre (primario del Dipartimento delle dipendenze ASL3 della Regione Piemonte), segnaliamo i seguenti contributi: “Che la politica faccia. Per una corretta rappresentazione normativa della riduzione del danno” di S. Anastasia e E. Maresca; “La riduzione del danno nell’Europa Occidentale” di K. Stone… [et al.]; “Ripensare la riduzione del danno” di S. Ronconi.

Paolo Jarre … [et. al.], Riduzione del danno: ambiti, servizi e prospettive , in MDD: Medicina delle Dipendenze, a. 5, n. 19 (2015), pp. 5-63
Il secondo numero monografico della rivista dedicato alla riduzione del danno nel trattamento delle dipendenze affronta anche alcuni tipi di dipendenze che raramente vengono citate quando si parla di riduzione del danno: il gioco d’azzardo patologico, l’alcolismo, il tabagismo, la dipendenza da sesso. Si parla inoltre di epatite C e di alcuni progetti per la riduzione del danno in vari ambiti. Oltre all’editoriale di Paolo Jarre (primario del Dipartimento delle dipendenze ASL3 della Regione Piemonte), segnaliamo i seguenti contributi: “Sex work, sex addiction e riduzione del danno” di P. Covre; “Nel nome un destino: Endurance, la dimensione romantica della riduzione del danno” di R. Franzin e M.T. Ninni; “Can go: l’unità di strada di Torino. Un’esperienza di integrazione e di continuità” di A. Giglio, S. Salvatico e A. Consoli; “Il Drop-in, la Pronta Assistenza a Torino e il futuro della riduzione del danno” di E. Bignamini e R. Giulio.

Augusto Consoli, Angelo Giglio, Sara Selvatico, Le azioni di limitazione del danno in Piemonte . Can Go – 20 anni dell’Unità di strada di Torino, in Dal fare al dire, a. 24, n. 3 (2015), pp. 57-61
L’articolo ricostruisce l’esperienza ventennale del progetto Can Go, diventato operativo nel 1994 col nome di Unità di Strada. Il servizio nasce dall’esigenza di avviare iniziative pragmatiche per la riduzione dei rischi e dei danni per le persone che fanno uso di droga, uscendo dalle sedi stanziali dei servizi e muovendosi e intervenendo direttamente nei luoghi da loro frequentati. L’articolo descrive negli anni l’evoluzione dei consumi e dei luoghi d’uso, le novità intervenute nel servizio e le interazioni con altri servizi. Descrive inoltre l’attuale organizzazione e le attività svolte.

Nicholas Lau … [et al.], Responsible and controlled use: Older cannabis users and harm reduction, in The International Journal of Drug Policy, n. 8 (2015) – on line, vol. 26, pp. 709-718
In questo articolo viene usato il classico quadro teorico di Zinberg “Drug, Set and Setting” per spiegare come gli adulti anziani consumatori di cannabis hanno gestito i rischi per la salute, quelli sociali e quelli legali in un contesto di normalizzazione del consumo di cannabis. Viene presentata una selezione dei risultati di uno studio qualitativo sui consumatori di cannabis nati fra il 1945 e il 1964 nell’area della Baia di San Francisco. La raccolta di dati è avvenuta tramite la registrazione di un’intervista approfondita sulla storia della loro vita, seguita da un questionario e un’indagine sulla salute. Le interviste qualitative sono state analizzate per scoprire i fattori di riduzione del danno della cannabis dalla prospettiva dei consumatori.

Margaret Kathleen Dechman, Peer helpers’ struggles to care for “others” who inject drugs, in The International Journal of Drug Policy, n. 5 (2015) – on line, vol. 26, pp. 492-500
Gli utenti che accedono agli scambi di aghi sono a volte reclutati per agire come “distributori secondari” nel tentativo di raggiungere un numero maggiore di persone che si iniettano droghe: Benché le valutazioni abbiano dimostrato l’efficacia di tali approcci, le ricerche più recenti hanno individuato alcune sfide particolari associate all’assunzione di questi ruoli intermediari. Questo articolo fornisce conoscenze approfondite ottenute da quattro sessioni di ‘focus group’ con 17 volontari, denominati aiutanti naturali, con da 1 a 14 anni di esperienza come distributori secondari in un programma di scambio di aghi nel Canada atlantico.

David P. Wilson … [et al.], The cost-effectiveness of harm reduction, in The International Journal of Drug Policy, n. 2, Supplement 1 (2015) – on line, vol. 26, pp. 5-11
La prevalenza dell’HIV in tutto il mondo, fra le persone che si iniettano droghe, è circa il 19%. La riduzione del danno per questi consumatori comprende programmi di scambio di aghi e siringhe e la terapia sostitutiva per gli oppiacei, quest’ultima spesso abbinata alla terapia antiretrovirale per le persone sieropositive. Numerosi studi hanno analizzato l’efficacia di ciascuna strategia di riduzione del danno. Questo articolo esamina la concreta efficacia dei pacchetti di servizi di riduzione del danno e il loro rapporto costi-benefici nei risultati relativi all’HIV, nonché le risorse previste considerate necessarie per far fronte agli obiettivi regionali o globali di copertura. I programmi di scambio di aghi e siringhe si sono dimostrati sicuri e molto efficaci nel ridurre la trasmissione dell’HIV. Tali programmi sono relativamente economici da realizzare e il rapporto costi-benefici è molto alto.

dcr_in_europeSara Woods, Drug Consumption Rooms in Europe, Organisational overview, European Harm Reduction Network, Amsterdam, 2014, pp. 43
Questo rapporto fornisce una panoramica dell’organizzazione e dei metodi di lavoro delle cosiddette stanze del consumo (DCR), oltre a informazioni sul loro funzionamento e sulle strutture che le ospitano. Il primo capitolo fornisce una breve storia delle DCR in Europa, seguita, nel capitolo 2, dalla metodologia della ricerca. Nel terzo capitolo vengono esposti gli scopi e gli obiettivi generali, nel quarto il metodo di lavoro in un ambiente più sicuro per il consumo di sostanze e, nel quinto, si spiega come sarebbe possibile migliorare lo stato di salute dei consumatori di droga. In appendice viene riportato il questionario utilizzato on line per l’indagine, al quale hanno risposto 39 responsabili di DCR di diversi paesi europei. Collocazione Biblioteca: G0303