Dipendenze da sostanze

Aggiornata a febbraio 2019 – a cura di Paola Moriondo

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Sono presenti anche pubblicazioni scaricabili on line o in PDF. 

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Dati di contesto

Dipartimento Politiche Antidroga, Relazione Annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, anno 2018 (Dati 2017), Dipartimento Politiche Antidroga, Roma 2016, pp. 223
Questa relazione viene redatta annualmente con l’obiettivo di offrire un’istantanea della situazione delle droghe in Italia ed è frutto del lavoro di raccolta dei dati relativi all’anno 2017 da parte delle amministrazioni centrali e periferiche che si occupano di questo settore. Quella del 2018 viene preceduta da una presentazione dell’attuale Ministro Lorenzo Fontana che auspica un incremento delle attività di prevenzione (anche precoce), cura e riabilitazione, accanto a quelle di contrasto allo spaccio e al traffico. La relazione si articola in cinque parti. La prima parte, sull’offerta di sostanze, offre una panoramica complessiva del fenomeno e delle attività di contrasto messe in atto dalle Forze dell’Ordine; la seconda parte è relativa alla domanda di droga e approfondisce aspetti relativi al consumo nella popolazione generale, tra gli studenti e in altri gruppi specifici; la terza parte illustra l’organizzazione dei servizi pubblici e privati per il trattamento delle persone con dipendenza; la quarta parte è dedicata ai danni correlati al consumo di droghe (ricoveri, malattie infettive, incidenti, mortalità); la quinta parte descrive le attività di prevenzione.

relazione europea drogaOsservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, Relazione europea sulla droga 2018. Tendenze e sviluppi, EMCDDA, Lussemburgo, 2018, pp. 96
Questo rapporto, concepito per fornire una panoramica completa nonché tempestive segnalazioni delle nuove tendenze in materia, fornisce i dati più recenti sulla situazione della droga in Europa e sulle risposte alle relative problematiche. La pubblicazione si basa su un esame approfondito dei dati europei e nazionali che mette in evidenza i modelli e le problematiche emergenti. Quest’anno è integrata da 30 relazioni nazionali sulla droga e da risorse contenenti una serie completa di dati e grafici, accessibili anche online, che consentono di delineare panoramiche per ogni Paese.
Collocazione Biblioteca: 24R22

UNODC United Nations Office on Drugs and Crime, World Drug Report 2018, United Nations, New York, 2018, pp. 322
Il World Drug Report fornisce una panoramica annuale degli sviluppi principali dei mercati delle droghe illecite, del traffico e dell’impatto del consumo di droghe sulla salute. È suddiviso in 6 volumetti, di cui uno dedicato a una panoramica del mercato delle droghe, uno che raduna conclusioni e riflessioni finali, e gli altri dedicati ad argomenti specifici: l’analisi del mercato delle sostanze, il loro uso fra le donne e l’utilizzo di droghe fra consumatori giovani e anziani.
Nel rapporto 2018 viene messo in evidenza l’uso non medico dei farmaci da prescrizione che sta diventando una grave minaccia per la salute pubblica in tutto il mondo. Rilevante è anche il danno causato dagli oppiacei, che causano il 76% dei decessi per consumo di droghe illegali. In particolare si fa riferimento a fentanil (Nord America) e tramadol (Africa e Asia) la cui produzione è particolarmente diffusa nel mercato illegale. In generale comunque i risultati del World Drug Report di quest’anno mostrano che i mercati delle droghe sono in espansione, con produzione di cocaina e oppio che ha raggiunto livelli record assoluti.

improvedEuropean Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, Improved drug supply indicators for Europe. Progress report. Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2018, pp. 18
La presente relazione fornisce una sintesi dei principali risultati della valutazione dei progressi, compiuti dagli Stati membri dell’UE, dalla Norvegia e dalla Turchia, in merito all’implementazione degli indicatori sul traffico di droga. Gli indicatori sono stati elaborati e rivisti dall’OEDT – Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze – in linea con le conclusioni del Consiglio del novembre 2013. La relazione fornisce anche una panoramica dello scopo e degli obiettivi della raccolta di dati sul traffico da parte dell’OEDT.

Amy Peacock … [et al.], Global statistics on alcohol, tobacco and illicit drug use: 2017 status report, in Addiction, n. 6 (2018), vol. 113, pp. 1-22
Questo report costituisce una fonte aggiornata di informazioni su alcol, tabacco e uso di droghe illecite, la mortalità correlata e le malattie associate. I dati sono stati ottenuti principalmente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine e dall’Institute for Health Metrics and Evaluation. Secondo questo rapporto nel 2015 l’uso di alcol e il consumo di tabacco costano alla popolazione umana più di un quarto di un miliardo di anni di vita di disabilità, le droghe illegali altre decine di milioni. In Europa il danno è proporzionalmente ancora maggiore, ma in termini assoluti il tasso di mortalità è maggiore nei paesi a basso e medio reddito con grandi popolazioni. In futuro però saranno necessari metodi standardizzati più rigorosi per la raccolta dei dati.

trendspotterEuropean Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, Trendspotter manual. A handbook for the rapid assessment of emerging drug-related trends, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2018, pp. 56
La presente pubblicazione è una guida di facile utilizzo, che conduce passo passo il lettore attraverso il metodo Trendspotter, sviluppato dall’EMCDDA per esplorare le tendenze emergenti nel mercati della droga, i nuovi modelli di utilizzo, lo sviluppo di mercati e tecnologie delle droghe. Il metodo prevede la raccolta e triangolazione rapida dei dati da una varietà di fonti, incorporando molteplici metodi di ricerca sociale e utilizzando sistemi veloci di valutazione e risposta. Il manuale è rivolto a agenzie e organizzazioni nazionali e internazionali che lavorano nel campo delle droghe, compresi gruppi di ricerca, organizzazioni comunitarie, agenzie governative o professionisti interessati ad applicare questa metodologia per identificare, valutare e informare rapidamente in merito alle tendenze emergenti.

INCB (International Narcotics Control Board), Report of the International Narcotics Control Board for 2016, United Nations, New York, 2017, pp. 132
Il rapporto 2016 fornisce un’analisi aggiornata sugli sviluppi del controllo sul mercato e sul consumo della droga nel mondo. Sono presenti raccomandazioni per i governi e le organizzazioni internazionali e regionali, finalizzate alla realizzazione di interventi preventivi di contrasto. Vengono fornite linee guida per una migliore condivisione di informazioni tra Stati e per un’efficace cooperazione operativa. È presente, inoltre, un capitolo tematico sulle donne e le droghe. Gli autori sottolineano che il tema è fortemente sottostimato, con gravi conseguenze per il ruolo che la donna copre all’interno delle comunità. Dal rapporto si evince che gli stanziamenti di bilancio da parte degli Stati Membri per la prevenzione e il trattamento specifici della tossicodipendenza e dei disturbi da consumo di sostanza nelle donne sono inadeguati e che spesso le donne, in molte parti del mondo, non hanno accesso ad alcun tipo di assistenza.

precursorsINCB (International Narcotics Control Board), Precursors and chemicals frequently used in the illicit manufacture of narcotic drugs and psychotropic substances 2016. Report of the International Narcotics Control Board for 2016 on the Implementation of Article 12 of the United Nations Convention against Illicit Traffic in Narcotic Drugs and Psychotropic Substances of 1988, United Nations, New York, 2017, pp. 132
Con il presente lavoro, l’International Narcotics Control Board (INCB) nota una sostanziale discrepanza fra quanto indicato dai dati disponibili sui precursori e le loro fonti e l’ampia disponibilità di droghe prodotte illegalmente. Il report, nella prima parte, offre dati statistici e altre informazioni sulle azioni intraprese dai Governi e dall’INBC in base all’articolo 12 della Convenzione contro il traffico illecito di narcotici e sostanze psicotrope del 1988. Nel secondo capitolo viene presentata la situazione dei sequestri dei precursori nel mondo: efedrina, pseudo efedrina e anidride acetica e loro sostituti nel Sud Est asiatico, India e Nepal; “captagon” in Medio Oriente, soprattutto in Libano; benzaldeide in Messico, in Nigeria e in altri paesi africani; pergamato di potassio in Colombia e “designer drugs” specialmente in Europa. Nella terza parte del rapporto viene sottolineata l’esigenza di migliori controlli nazionali e una migliore comprensione dei metodi di produzione, dei canali di distribuzione, degli operatori e dei loro ruoli nei mercati nazionali.

UNODC, Global Synthetic Drugs Assessment. Amphetamine-type stimulants and new psychoactive substances, United Nations, Vienna, 2017, pp. 81
Il rapporto fornisce un’analisi in due parti del mercato globale delle droghe sintetiche. La prima parte analizza il mercato della droga in aree regionali in molte parti del mondo, dove si rilevano specifiche dinamiche riguardo a domanda e offerta di stimolanti di tipo anfetamininico (Amphetamine-Type Stimulants = ATS) e nuove sostanze psicoattive (New Psychoactive Substances = NPS). La seconda parte del rapporto presenta un’analisi tematica globale delle tendenze chiave e degli sviluppi emergenti nel mercato delle droghe sintetiche.

chemicalBureau for International Narcotics and Law Enforcement Affairs, International Narcotics Control Strategy Report. Volume I. Drug and Chemical Control, U.S. Department of State, 2017, pp. 291
Il rapporto sulla strategia internazionale di lotta agli stupefacenti è un documento stilato dal Dipartimento di Stato americano che descrive gli sforzi effettuati dai paesi chiave nella lotta a tutti gli aspetti del commercio di droga durante l’anno 2016. Il primo volume riguarda le attività di lotta ai vari tipi di droghe e sostanze, con schede specifiche per ogni paese.

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, EU Drug Markets Report. In-depth Analysis 2016, EMCDDA, Lussemburgo, 2016, pp. 188
Questo report tratta il mercato illegale della droga all’interno del contesto più vasto dei modelli mutevoli di consumo, dei fattori culturali e sociali e dei legami con la criminalità. I mercati della droga continuano a essere una delle aree più redditizie per i gruppi della criminalità organizzata e grande è l’impatto che hanno sull’economia e sulla società: tossicodipendenza, ma anche attività criminali, imprese commerciali, terrorismo, corruzione… I tre temi dominanti che emergono dalla questa analisi sono: la crescente complessità tecnica e organizzativa; l’alta variabilità del mercato dovuta alla globalizzazione e alle tecnologie; la concentrazione delle attività in un certo numero di località geografiche. La prima parte del testo tratta il mercato delle droghe e le sue ramificazioni, la seconda illustra in specifico il mercato delle principali sostanze illegali commercializzate e l’ultima riguarda le politiche di contrasto.
Collocazione Biblioteca: 17503

David Wood … [et al.], Hospital emergency presentations and acute drug toxicity in Europe. Update from the Euro-DEN Plus research group and the EMCDDA. August 2016, EMCDDA, Lisbon, 2016, pp. 17
La pubblicazione fornisce un aggiornamento in merito agli accessi al pronto soccorso per problemi relativi al consumo di droga in Europa. Si basa principalmente sulle presentazioni e discussioni effettuate durante l’incontro della rete Euro-DEN Plus svoltosi a Lisbona il 7 e l’8 aprile 2016. La rete Euro-DEN, fondata nel 2013, ha lo scopo di migliorare a livello europeo le conoscenze relative alla tossicità acuta delle droghe. I dati presentati sono stati raccolti nel periodo ottobre 2013 – settembre 2015 e alcune delle informazioni qui sintetizzate sono preliminari, essendo la pubblicazione basata in parte sulle presentazioni all’incontro. I dati non forniscono necessariamente un quadro rappresentativo a livello nazionale, perché provengono unicamente da siti selezionati dei paesi partecipanti, tuttavia l’uso di un certo numero di siti sentinella in posizioni significative fornisce utili informazioni sui tipi di droga coinvolti nell’accesso ai servizi di emergenza in Europa e sulle tendenze presenti in questi luoghi.
Collocazione Biblioteca: 17641

 Sostanze e dipendenze tra storia, cultura e società

Stefano Arduini … [et al.], Droga, blackout Italia, in Vita, a. 24, n. 12 (dic. 2018), pp. 21-66
Si segnalano in particolare i capitoli “Dal web alle piazze: così è esploso il business delle sostanze (legali e non)” e “Il nuovo mercato degli stupefacenti in cifre”.

Carl Hart, A caro prezzo. Droghe, neuroscienze e pregiudizi sociali, Neri Pozza,a_caro_prezzo_01 Vicenza 2018, pp. 397
L’autore è un ricercatore statunitense, docente di Psicologia e Psichiatria alla Columbia University. Il libro nasce dal suo lavoro di neuroscienziato e dalla sua vita di afroamericano vissuto in un povero sobborgo di Miami: è il mémoir di un giovane uomo che si è sottratto al suo destino di emarginazione, ma anche un contributo scientifico capace di dimostrare come l’isteria emotiva che aleggia attorno alle droghe illegali oscuri i veri problemi. La causa della dipendenza va ricercata non nella sostanza stessa, ma nelle condizioni della sua assunzione: emarginazione, alienazione sociale, bisogni relazionali insoddisfatti sono le cause reali che conducono alla dipendenza, perciò carcere e leggi sempre più severe contro le droghe si svelano come misure irragionevoli e inutili per cambiare davvero le cose. Su questo tema, si veda anche l’articolo di Francesco Mancuso, Brain disease model of addiction: neuroscienze e scienze sociali a confronto, in Dal fare al dire, a. 27, n.1 (2018), pp. 6-8, e quello a cura di Elio Acquas, Cristina Cadoni, Neurobiologia delle dipendenze: lo stato dell’arte, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 8, n. 31 (set. 2018), pp. 4-80.
Collocazione Biblioteca: 18117

Axel Klein, Gary R. Potter, The Three betrayals of the medical cannabis growing activist. From multiple victimhood to reconstruction, redemption and activism, in The International Journal of Drug Policy, (mar. 2018) – on line, n. 53, pp. 65-72
La cannabis è stata largamente usata nel Regno Unito da oltre 50 anni, ma è solo nei decenni recenti che si è consolidata la coltivazione domestica. Accanto al mercato in mano a organizzazioni criminali, sta crescendo sempre più rapidamente il numero di chi ricorre alla cannabis per ragioni mediche, per aiutare se stesso e gli altri a curare o gestire situazioni difficili, scarsamente comprese o incurabili. Il presente studio ha cercato di comprendere più in profondità le ragioni, le tecniche e le interazioni dei coltivatori di cannabis attraverso interviste con 48 coltivatori e con un lavoro etnografico supplementare. Oltre a chi è motivato a coltivare per uso personale, per fini sociali e commerciali di fornitura, è stata individuata una coorte che coltiva cannabis a scopo terapeutico per sé e per altri. Questo documento attinge principalmente a interviste con un sottogruppo di sedici coltivatori per scopi medici che non solo erano coinvolti nel trattamento, ma avevano anche abbracciato l’etichetta di “attivista”. Attraverso la coltivazione, l’associazione, l’auto-medicazione e l’apomedicazione, hanno trovato una voce e stanno spostando il dibattito sul loro status di coltivatori e sulla cannabis stessa. L’ambiguità della loro posizione sia di coltivatori che di pazienti sfida i presupposti alla base delle distinzioni legali fra fornitori e consumatori, con implicazioni potenzialmente profonde per la materia.

IJDPRonan Glynn … [et al.], Chemsex, risk behaviours and sexually transmitted infections among men who have sex with men in Dublin, Ireland, in The International Journal of Drug Policy. vol. 52 (feb. 2018) – on line, pp. 9-15
Il consumo di droga (soprattutto anfetamine, cocaina e nuove droghe) in occasione di incontri sessuali (‘chemsex’) da parte di uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (men who have sex with men = MSM) desta preoccupazione, a causa degli effetti diretti delle droghe stesse e di un maggiore rischio di infezioni trasmesse sessualmente. Scopo di questo studio è valutare la prevalenza di chemsex, i comportamenti associati e le infezioni trasmesse sessualmente fra i frequentatori dell’unica clinica di salute sessuale specifica per MSM in Irlanda, a Dublino. Tramite un questionario, sono stati raccolti dati demografici e informazioni sulla sessualità e sulla pratica del chemsex. Secondo gli autori, i risultati ottenuti sostengono l’evidenza internazionale di una cultura del chemsex in un sottogruppo di MSM e possono essere utilizzati per sviluppare una risposta efficace che affronti simultaneamente la dipendenza e la cattiva salute sessuale degli MSM che subiscono danni o cercano aiuto come conseguenza della pratica del chemsex. Si veda anche sull’argomento: Janey Sewella … [et al.], Poly drug use, chemsex drug use, and associations with sexual risk behaviour in HIV-negative men who have sex with men attending sexual health clinics, in The International Journal of Drug Policy, vol. 43 (mag. 2017) – on line, pp. 33-43

Valeria Zavan, Elsa Basili, Alberto Arnaudo, Tra il dire e il fare. Il linguaggio e le sue difficoltà nella vita professionale quotidiana. Tra consuetudini e credenze, come sembra difficile cambiare per essere al passo coi tempi, in Dal fare al dire, a. 27, numero speciale (2018), pp. 9-17
Le comunicazioni tra mondi diversi che si trovino a confrontarsi in ambiti dove le interpretazioni non sono univoche né universalmente riconosciute risultano molto complesse. E in ambito di linguaggio nelle dipendenze patologiche, questa complessità si acuisce, colorandosi di connotati ideologici e pregiudiziali. L’articolo propone un approfondimento in merito.

mhealthEuropean Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, m-Health applications for responding to drug use and associated harms, Publications Office of the European Union, Luxembourg 2018, pp. 20
Il documento presenta i risultati di uno studio esplorativo sulla disponibilità di applicazioni per smartphone nell’ambito delle droghe, all’interno del contesto europeo e globale. Lo studio esplora la gamma di applicazioni per telefonia mobile relative alla salute (m-health) disponibili per gli utilizzatori e i professionisti che cercano informazioni, supporto e consigli in un’ampio ventaglio di lingue europee.

Daniela Parolaro, Riccardo Fesce, Flavia Valtorta, Cannabis e marijuana. 10 domande su cui riflettere per comprendere effetti ed implicazioni di una sostanza usata sin dall’antichità, Franco Angeli, Milano, 2018, pp. 111
Gli autori, scienziati di livello internazionale, hanno voluto dare idea della complessità dell’argomento ‘cannabis’ e dei risvolti positivi e negativi che gli interventi legislativi portano con sé. Il testo quindi permette al lettore di formarsi una propria opinione seria e consapevole sugli utilizzi terapeutici della cannabis e su una sua legalizzazione. Alcuni capitoli sono poi dedicati alla dipendenza da cannabis, della prevenzione e del trattamento.

Helen Beckett Wilson … [et al.], Propagating the Haze? Community and professional perceptions of cannabis cultivation and the impacts of prohibition, in The International Journal of Drug Policy, vol. 48 (ott. 2017) – on line, pp. 72-80
L’articolo presenta i risultati di uno studio empirico che ha esaminato le percezioni e gli effetti della coltivazione domestica della cannabis e del suo controllo in un distretto inglese del nord-ovest, una zona depressa dove la coltivazione della cannabis è particolarmente presente. Si tratta di una ricerca qualitativa svolta su professionisti, operatori, gruppi di residenti, consumatori di cannabis, famiglie dei consumatori e coltivatori stessi di cannabis. Ne emerge la mancanza di conoscenza dell’argomento, compensata da stereotipi che causano la diffusione di disinformazione e l’amplificazione di ansie. Secondo gli autori è necessario un dibattito pubblico sulla produzione domestica della cannabis per diffondere informazioni corrette, respingere le rappresentazioni riduzioniste (sia proibizioniste sia antiproibizioniste) e rivalutare forme consolidate di azione giuridica e sociale.

DALF-2-2017Salvatore Giancane, Le droghe, afrodisiaci del XXI secolo? Dal ChemSex a piacere chimico, in Dal fare al dire, a. 26, n. 2 (2017), pp. 3-12
Attraverso i dati di una ricerca, l’autore esamina il fenomeno del ChemSex, termine utilizzato per indicare i rapporti sessuali di gruppo fra maschi che fanno sesso con maschi sotto effetto di specifiche droghe. Vengono considerati i tipi di droghe, la tipologia dei partecipanti, la durata di tali incontri di gruppo che può essere anche di alcuni giorni, l’importanza di internet a fini organizzativi. Salvatore Giancane lavora presso il Ser.D di Bologna.

Suzanne Fraser … [et al.], Social Studies of Addiction Concepts, in The International Journal of Drug Policy, vol. 44 (giu. 2017) – on line, pp. 130-201
Si tratta di una monografia sul concetto di dipendenza, esplorato attraverso studi qualitativi. Gli articoli raccolti sono: “The future of ‘addiction’: critique and composition” di Suzanne Fraser; “Engendering drug problems: materialising gender in the DUDIT and other screening and diagnostic ‘apparatuses’” di Robyn Dwyer, Suzanne Fraser; “Telling different stories, making new realities: the ontological politics of ‘addiction’ biographies” di Kiran Pienaar, Ella Dilkes-Frayn; “Challenging the addiction/health binary with assemblage thinking: an analysis of consumer accounts” di David Moore et al.; “Iterating ‘addiction’: residential relocation and the spatio-temporal production of alcohol and other drug consumption patterns” di Ella Dilkes-Frayne et al.; “Interpellating recovery: the politics of ‘identity’ in recovery-focused treatment” di Renae Fomiatti et al.; “The emerging role of lawyers as addiction ‘quasi-experts’” di Kate Seear. Sul tema della classificazione delle dipenze si veda anche l’articolo di Luciano Pasqualotto … [et al.], L’ICF e le dipendenze, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 4 (2017), pp. 26-29

Gera Nagelhouta, How economic recessions and unemployment affect illegal drug use: a systematic realist literature review, in The International Journal of Drug Policy, vol. 44 (giu. 2017) – on line, pp. 69-83
Lo studio indaga come le recessioni economiche possono influenzare il consumo di droghe illegali attraverso meccanismi diversi, per esempio il disagio psicologico può aumentarne il consumo, oppure minori entrate o minore potere d’acquisto possono diminuirlo. Gli autori revisionano la letteratura scientifica riguardante i modi in cui le recessioni economiche e la disoccupazione influenzano il consumo di droghe negli adulti, attraverso un metodo cosiddetto realistico, che permette di esaminare fenomeni complessi indagati attraverso studi metodologicamente differenti. Dall’analisi di 28 studi pubblicati fra il 1990 e il 2015, gli autori concludono che le prove attuali confermano l’ipotesi che il consumo di droga aumenta nei periodi di recessione poiché la disoccupazione fa salire il disagio psicologico che incrementa l’uso di droga. Quindi, nei periodi di recessione è probabilmente importante il sostegno psicologico per chi ha perso il lavoro ed è vulnerabile al consumo di droga.

Rassegne di studi in tema di dipendenze e sostanze

Ross Coomber … [et al.], The burgeoning recognition and accommodation of the social supply of drugs in international criminal justice systems. An eleven-nation comparative overview, in The International Journal of Drug Policy, vol. 58 (ago. 2018) – on line, pp. 93-103
È ormai comunemente accettato che esiste una forma di offerta di droga che implica la fornitura non commerciale di droghe ad amici e conoscenze per un profitto limitato o assente, che è qualitativamente diversa dal ‘vero commercio della droga’ motivato dal profitto. La ‘fornitura sociale’, come è riconosciuta, ha una forte impronta contrattuale nel Regno Unito, è stata oggetto di ricerca empirica, di discussione politica e ha un collocamento nei quadri giuridici. Benché la dottrina sia emersa in un numero di contesti al di fuori del Regno Unito, è ancora poco chiara la misura in cui la fornitura sociale si è sviluppata come concetto riconosciuto internazionalmente nei contesti della giustizia penale. Attingendo a una consolidata rete internazionale di ricerca sulla fornitura sociale in undici nazioni, questo documento fornisce la prima valutazione della fornitura sociale come concetto rilevante a livello internazionale.

Anna Bertoldi … [et al.], Dipendenza da benzodiazepine ad alte dosi: ruolo delPrima-di-Copertina-3-2018 disturbo da deficit di attenzione/iperattività dell’adulto, in Dal fare al dire, a. 27, n. 3 (2018), pp. 30-38
L’articolo presenta i dati di una ricerca condotta su soggetti affetti dal disturbo da deficit di attenzione che spesso si associa all’iperattività in età adulta. Tali pazienti tendono ad abusare di psicofarmaci quali le benzodiazepine. Lo studio ha preso in considerazione diversi parametri come genere, età, livello di istruzione, occupazione lavorativa, stato civile e la eventuale presenza di altre patologie psichiatriche. Sul legame tra ADHD e uso di sostanze si veda anche la ricerca di Larissa J. Maier, Jason A. Ferris, Adam R. Winstock, Pharmacological cognitive enhancement among non-ADHD individuals—A cross-sectional study in 15 countries, in The International Journal of Drug Policy, vol. 58 (ago. 2018) – on line, pp. 104-112

Emanuele Bignamini, Inalazione di eroina (chasing the dragon, CTD) e danni neurologici. Commento ad una review, in Dal fare al dire, a. 27, n. 2 (2018), pp. 34-39
L’autore, psichiatra, descrive un articolo pubblicato sulla rivista specialistica Jama Neurology nel luglio 2018, riguardante la tossicità neurologica correlata all’assunzione di eroina inalata su un foglio di metallo, modalità che provoca leucoencefalopatia. Secondo l’autore, è necessario raccogliere casistica ed effettuare ulteriori studi per chiarire i meccanismi di genesi della malattia. Sui danni a lungo temine per gli utilizzatori di sostanze si veda anche l’articolo di Benjamin H. Han, Aging, multimorbidity, and substance use disorders: The growing case for integrating the principles of geriatric care and harm reduction, in The International Journal of Drug Policy, vol. 58 (ago. 2018) – on line, pp. 135-136 e la bibliografia per il seminario “Giovani risposte a consumatori che invecchiano”

Cayley Russell … [et al.], Routes of administration for cannabis use – basic prevalence and related health outcomes: a scoping review and synthesis, in The International Journal of Drug Policy, vol. 52 (feb. 2018) – on line, pp. 87–96
Si tratta di uno studio di ambito (scope review) sui metodi di assunzione della cannabis, sempre più diversificati e in parte influenzati dalla tendenza verso la legalizzazione. Lo studio ha passato in rassegna i dati relativi alla prevalenza e ai risultati per la salute associati alle diverse modalità di assunzione della cannabis, attraverso ricerche di pubblicazioni scientifiche su database primari (MEDLINE, EMBASE, PsycINFO, Google Scholar) e sulla base di parole chiave pertinenti. I dati rilevanti sono stati esaminati, scorporati e riassunti narrativamente in categorie, ciascuna riferita a una diversa modalità di assunzione, tra cui fumo, vaporizzazione, ingestione. Gli autori discutono i risultati in merito agli esiti per la salute sottolineando le lacune esistenti nei dati sistematici per valutazioni comparative e auspicano una regolamentazione basata sull’evidenza, volta a migliorare gli esiti per la salute pubblica.

JDIEric J. Connolly, Sex Differences in Childhood Bullying Victimization and Trajectories of Substance Use From Adolescence to Adulthood, in Journal of Drug Issues, n. 1 (2017) – on line, vol. 47, pp. 25-49
Recenti ricerche hanno riscontrato che la ripetuta vittimizzazione per bullismo aumenta il rischio di sviluppare molte abitudini malsane in un periodo successivo della vita, fra cui l’uso periodico di sostanze. Poche ricerche, tuttavia, hanno esaminato se l’associazione fra vittimizzazione da bullismo e crescita del consumo di sostanze è diversa per maschi e femmine. Lo studio attuale ha affrontato questa lacuna della letteratura, analizzando i dati della National Longitudinal Survey of Youth 1997 (Indagine Longitudinale Nazionale sui Giovani – 1997). Nell’articolo sono riportati e commentati gli esiti dello studio.

Stephen Lankenau … [et al.], Becoming a medical marijuana user, in The International Journal of Drug Policy, (feb. 2018) – on line, pp. 62–70
L’indagine qualitativa qui descritta esplora il consumo terapeutico di marijuana in 40 giovani tra i 18 e i 26 anni di età, reclutati a Los Angeles (California) e sottoposti a interviste semistrutturate. Gli autori presentano e discutono i risultati della ricerca, che intende rispondere a due domande: 1) come e quando i giovani consumatori di marijuana ne scoprono gli usi terapeutici? 2) Quali sono i percorsi di consumo terapeutico della marijuana tra i giovani pazienti?

Inger Synnøve Moan … [et al.], Worries about others’ substance use – Differences between alcohol, cigarettes and illegal drugs?, in The International Journal of Drug Policy, vol. 48 (ott. 2017) – on line, pp. 108-114
Gli autori hanno indagato lo stress psicologico associato al consumo altrui di sostanze, per descrivere le preoccupazioni prevalenti per il consumo di alcol, sigarette e droga da parte di altri ed esaminare come tali preoccupazioni variano secondo i fattori demografici, il proprio consumo e l’esperienza del danno derivato dal consumo altrui. È stata effettuata un’indagine su 1667 norvegesi dai 16 ai 64 anni. I risultati indicano che la preoccupazione per il consumo altrui di alcol e droga si collega principalmente a un danno acuto, mentre la preoccupazione per il fumo altrui di sigarette è maggiormente legata a un danno cronico.

Sharon Sznitman, Do recreational cannabis users, unlicensed and licensed medical cannabis users form distinct groups?, in The International Journal of Drug Policy, vol. 42 (apr. 2017) – on line, pp. 15-21
Si tratta di uno studio sulle differenze fra il consumo di cannabis per scopi ricreativi e quello per scopi terapeutici, volto a definire le caratteristiche di diversi gruppi di consumatori, distinguendo fra le persone che usano la cannabis per scopo ricreativo e i consumatori per scopi terapeutici autorizzati o non autorizzati. L’indagine effettuata su 1479 consumatori israeliani di cannabis mostra le maggiori differenze tra consumatori autorizzati e non autorizzati piuttosto che tra consumatori non autorizzati e consumatori ricreativi, soprattutto riguardo alle modalità di consumo e non al consumo problematico. Secondo gli autori, una proporzione considerevole di consumatori di cannabis di Israele si auto-prescrivono la cannabis e i consumatori autorizzati di cannabis per scopi medici differiscono da quelli non autorizzati, grazie a un rigoroso programma sul consumo di cannabis medicalizzata che non funziona come ingresso secondario per un accesso legale al consumo ricreativo.

psi saluteClaudia Venuleo, Piergiorgio Mossi, Tiziana Marinaci, Meaning and risk. The role of subjective cultures in the evaluation of hazardous behaviours, in Psicologia della Salute, n. 1 (2017), pp. 48-54
Scopo dello studio descritto in questo articolo è verificare l’ipotesi che le culture soggettive con cui le persone interpretano il proprio ruolo e il proprio ambiente sociale influenzano la grandezza del rischio percepito in relazione a differenti comportamenti: consumo di sostanze (alcol, droghe pesanti, marijuana o nicotina), uso di internet e gioco d’azzardo. A 198 studenti universitari del sud-est d’Italia è stato chiesto di valutare il rischio connesso a ciascun comportamento target in tre domini: salute, relazione (comportamenti socializzanti o non socializzanti) e approvazione/stigma sociale (comportamenti leciti o illeciti). Per rilevare le culture soggettive è stato somministrato il questionario sull’Interpretazione dell’Ambiente Sociale. Dalle analisi statistiche emerge l’idea che differenze culturali nel modo di valutare l’ambiente sociale corrispondono a diverse valutazioni del rischio associato alle differenti tipologie di comportamento. Nell’articolo vengono discusse le implicazioni per le tipologie di intervento.

Le sostanze d’abuso

cocaineEMCDDA ; Alessandro Pirona … [et al.], Recent changes in Europe’s cocaine market. Results from an EMCDDA trendspotter study, EMCDDA, Lisbona, 2018, pp. 22
Questo rapporto esplora i segni di una maggiore disponibilità e consumo di cocaina in Europa, nel tentativo di migliorare la comprensione dei recenti cambiamenti nel mercato di questa sostanza. Per farlo utilizza una metodologia innovativa che, accanto alle più tradizionali tecniche di monitoraggio dei farmaci, prende in considerazione dati da più fonti e utilizza una varietà di approcci investigativi per arrivare a esplorare le tendenze emergenti, i nuovi modelli di utilizzo e lo sviluppo dei mercati della droga (trendspotter methodology). Lo studio indaga sulle conseguenze dei recenti sviluppi del mercato sui danni acuti alla salute legati al consumo di cocaina e crack, esamina inoltre le attuali risposte ai problemi di salute pubblica relativi a queste sostanze. Il testo è disponibile anche on line.
Collocazione Biblioteca: 18255

A cura di Gian Luigi Gessa, Medical cannabis, in Medicina delle tossicodipendenze, a. 8, n. 32 (dic. 2018), pp. 4-49
La monografia comprende i seguenti articoli: 1) Cannabis terapeutica: quali vie di somministrazione? di Roberta Agabio e Gian Luigi Gessa, 2) Efficacia e sicurezza della cannabis terapeutica: sintesi di una revisione sistematica, di Antonella Camposeragna et al.; 3) Aspetti medico-legali e regolatori dell’uso della cannabis, di Marica Felice, Marta Ciuffi, Ernesto d’Aloja, 4) Federdolore-SICD. Una proposta per l’armonizzazione della normativa italiana sulla cannabis ad uso medico per il dolore cronico, di Sergio Mameli e Giovanni Maria Pisanu; 5) Effetto placebo: risultati recenti e concetti aggiornati, di Luana Colloca; 6) La cannabis fra terapia e induzione di psicopatologia, di Maria Teresa Avella et al.; 7) Cannabis terapeutica: quadro normativo, di Rosangela Vacca. Si veda anche il report dell’EMCDDA, Medical use of cannabis and cannabinoids. Questions and answers for policymaking, december 2018, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2018, pp. 43

 methCanadian Centre on Substance Use and Addiction, Methamphetamine. Canadian Drug Summary, Canadian Centre on Substance Use and Addiction, [s.l.], 2018, pp. 11
Il documento fornisce informazioni generali sulla metanfetamina, una droga sintetica classificata come stimolante del sistema nervoso centrale. Dopo averne analizzato gli effetti di breve periodo (fra cui energia, sicurezza in se stessi, attenzione e vigilanza) e di lungo periodo (fra cui maggior rischio di sviluppare psicosi, paranoia, allucinazioni, insonnia), il documento fornisce dati relativi l’uso di metanfetamine sia in Canada sia a livello internazionale, tenendo conto dell’età e del genere dei consumatori. Il documento conclude presentando i danni che i consumatori di metanfetamine possono provocare alle comunità di riferimento e all’impatto di tale traffico illegale sul sistema giudiziario canadese.

Nadia Anna Della Torre, Dea Massarelli, L’assenzio. Le illusioni della Fée Verte, in Mission, a. 14, n. 50 (set. 2018), pp. 60-66
L’assenzio, celebrato nel tempo come “nettare degli dei”, è la Fata Verde che garantisce l’accesso a un mondo di intossicazione dionisiaca. Tuttavia dietro a tutto ciò si nasconde il vero pericolo, cioè l’abuso e la dipendenza: le false illusioni di un benessere di breve durata nascondono un mondo dal quale non è sempre possibile tornare. Le vittime dell’assenzio sono persone di tutte le età, ma molte appartengono alle generazioni più giovani. Il presente articolo intende ripercorrere la storia dell’assenzio e le sue rappresentazioni nelle arti, al fine di sfatare il mito sulla tossicità dei suoi ingredienti e attirare l’attenzione sui pericoli nascosti sotto la seduzione di questa sostanza, che ha un alto contenuto alcolico.

slangSlang terms and code words: a reference for law enforcement personnel, DEA Intelligence Report, DEA, Houston, 2018, pp. 124
Si tratta di un rapporto della DEA (Drug Enforcement Administration, agenzia federale antidroga statunitense) sulle parole in codice e sui termini slang utilizzati nel commercio della droga, basato su fonti sia pubbliche sia delle forze dell’ordine. L’elenco dei termini è in ordine alfabetico e contiene parole usate per individuare varie sostanze controllate, droghe sintetiche, composti sintetici, misure, luoghi, armi e altri termini eterogenei. Costituisce l’aggiornamento di un precedente rapporto intitolato “Parole del Codice Slang della Droga” (“Drug Slang Code Words”), pubblicato dalla DEA nel maggio 2017, ed è rivolto al personale delle forze dell’ordine che viene a contatto con termini slang e parole in codice. A causa del continuo mutamento dello scenario della droga sono inevitabili successive aggiunte, cancellazioni e correzioni. Il documento è disponibile in PDF.

Jane Mounteney … [et al.], Nine reasons why ecstasy is not quite what it used to be, in The International Journal of Drug Policy, vol. 51 (gen. 2018) – on line, pp. 36-41
L’articolo esplora la recente ricomparsa del consumo di ecstasy/MDMA in Europa e confronta il mercato dell’ecstasy degli anni ’90 e quello attuale dell’MDMA. Vengono evidenziate differenze in nove aree, tra le quali troviamo: innovazione nelle tecniche di produzione; cambiamenti nella disponibilità del precursore chimico; ruolo dei mercati online; concorrenza con altri stimolanti e nuove sostanze psicoattive; maggiore disponibilità di MDMA ad alta potenza; spostamento da un uso sottoculturale a un uso più popolare della droga. Secondo l’autrice, l’MDMA è un prodotto di terza generazione sotto alcuni aspetti e ha un diverso profilo di consumatore nel mercato europeo contemporaneo: ciò implica che le risposte elaborate al tempo della prima comparsa della droga potrebbero richiedere una revisione e un rinnovamento. Sulle differenze tra metanfetamina “ice” e “shake” si veda l’articolo di Heith Copes .. [et al.], Symbolic perceptions of methamphetamine: Differentiating between ice and shake, in The International Journal of Drug Policy, vol. 51 (gen. 2018) – on line, pp. 87-94

Agnese Codignola, LSD. Da Albert Hofmann a Steve Jobs, da Timothy Leary alsd Robin Carhart-Harris: storia di una sostanza stupefacente, Utet, Torino, 2018, pp. 270
Il testo illustra la storia e gli aspetti culturali dell’uso dell’LSD da quando fu sintetizzato da Albert Hofmann fino ai giorni nostri. Viviamo infatti in questi anni un Rinascimento psichedelico: il rivoluzionario uso dei microdosaggi e le scoperte recentissime sulle connessioni neurali attivate dall’LSD stanno riaprendo la strada nella ricerca medica alla sperimentazione ufficiale di questa sostanza per varie patologie quali l’emicrania, la depressione e le dipendenze. L’autrice è farmacologa e giornalista specializzata in divulgazione scientifica.
Collocazione Biblioteca: 18248

Luther Elliott … [et al.], The long tail of a demon drug: the ‘bath salts’ risk environment, in The International Journal of Drug Policy, vol. 51 (gen. 2018) – on line, pp. 111-116
L’articolo analizza i fattori strutturali del consumo delle nuove sostanze psicoattive, in quanto contribuiscono all’ambito di rischio che ne circonda l’uso. Sono intervistate 39 persone che fanno uso dei cosiddetti “sali da bagno” (catinoni sintetici) in cinque città americane e ne viene analizzato il contesto infrastrutturale, sociale, economico e delle politiche. Gli autori discutono i risultati.

copCANAPAChiara Spadaro, Canapa Revolution. Tutto quello che c’è da sapere sulla cannabis, Altra Economia, Milano 2018, pp. 127
Il libro si presenta come un manuale di consultazione sulla canapa e sui suoi usi più recenti, specie nelle terapie in ambito sanitario. Viene presentata una breve storia della sostanza e della pianta da cui deriva; seguono, quindi, indicazioni sulle caratteristiche chimiche e farmacologiche, sul suo utilizzo terapeutico e sull’attuale situazione giuridica internazionale. Si considera anche il suo uso in cucina, nella cosmetica e nelle biotecnologie, il suo spazio possibile nell’economia. Sui diversi tipi di cannabis si veda anche l’articolo di Relmi Rizzato, Canapa, Cannabis, Marijuana. Tre nomi, due regole, una pianta, Altalex, 2018, pp. 1
Collocazione Biblioteca: 17996

GrimReaper … [et al.], Drug combinations, Trip.sit, 2018, pp. 40
In questa pagina web si trova un grafico in continuo aggiornamento che illustra effetti e rischi per ogni combinazione d’uso di una particolare sostanza stupefacente abbinata a un’altra. Si tratta di una panoramica assolutamente non esaustiva e il sito raccomanda di non fermarsi alle descrizioni proposte, ma effettuare analisi più approfondite. Il grafico adotta cinque categorie di pericolosità crescente delle combinazioni, che tengono in conto il possibile effetto sinergico o sommatorio delle sostanze e il rischio per la salute.

Tibor Markus Brunt … [et al.], Online test purchased new psychoactive substances in 5 different European countries: a snapshot study of chemical composition and price, in The International Journal of Drug Policy, vol. 44 (giu. 2017) – on line, pp. 105-114
Lo studio descritto fa parte di una più ampia ricerca collaborativa fra diversi paesi europei, volta a indagare il mercato delle nuove sostanze psicoattive (New Psychoactive Substances = NPS). In particolare, viene descritta la parte di analisi chimica del progetto, che ha lo scopo di far luce sulla purezza e sul prezzo di queste sostanze. Circa dieci diverse NPS per paese (Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Polonia) sono state acquistate come campioni per i test da diversi negozi online. Secondo gli autori, la grande varietà di prezzo e purezza dei prodotti consegnati potrebbe essere il risultato delle dinamiche di mercato dell’offerta e della domanda e del ruolo delle forze dell’ordine in diversi paesi europei. Sulle nuove sostanze psicoattive si veda anche i rapporti dell’EMCDDA, High-risk drug use and new psychoactive substances. Results from an EMCDDA trendspotter study, EMCDDA, Lisbona, 2017, pp. 21 e dell’United Nations Office on Drugs and Crime, Global SMART update – vol. 17. Fentanyl and its analogues – 50 years on, UNODC, Vienna, 2017

Piera Talin, Emilia Sanabria, Ayahuasca’s entwined efficacy: an ethnographic study of ritual healing from ‘addiction’, in The International Journal of Drug Policy, vol. 44 (giu. 2017) – on line, pp. 23-30
Una serie di studi ha dimostrato l’efficacia dell’ayahuasca, una miscela psicoattiva a base di diverse piante amazzoniche in grado di indurre un effetto visionario, nell’affrontare la dipendenza da sostanze, rivelando che i meccanismi fisiologici e psicologici sono profondamente connessi. La ricerca qualitativa presentata analizza esperienze di guarigione dalla dipendenza all’interno di rituali ayahuasca, attraverso un lavoro a lungo termine sul campo. Sono state effettuate l’osservazione partecipata in comunità ayahuasca in Italia e in Brasile (dove l’uso rituale di ayahuasca non è vietato) e interviste approfondite semi strutturate ai partecipanti con storie di abuso di sostanze. Secondo le autrici, i metodi predominanti di valutazione si adattano male a spiegare il materiale particolare e l’efficacia semiotica di interventi complessi quali la guarigione dalla dipendenza tramite l’ayahuasca. Le pratiche di cura caratteristiche degli spazi rituali in cui l’ayahuasca viene consumata collettivamente, hanno un ruolo terapeutico chiave. Le autrici concludono che l’uso rituale dell’ayahuasca possa aprire nuovi orizzonti fra gli interventi in comunità e quelli farmacologici e sostengono che le forme fluide e adattabili di accudimento hanno un ruolo chiave nel successo della guarigione dalla dipendenza; inoltre sentirsi parte di una comunità ha un potenziale terapeutico importante.

Trattamento e servizi

Matteo Corradin … [et al.], La gestione del paziente con disturbi correlati all’usomission di sostanze in regime di ricovero ospedaliero: il documento di indirizzo della Regione Veneto, in Mission, a. 14, n. 50 (set. 2018), pp. 47-55
La degenza del paziente affetto da disturbi correlati all’uso di sostanze è spesso fonte di criticità sia di tipo diagnostico-terapeutico che di tipo organizzativo-gestionale e tale tipologia di pazienti è più a rischio di essere vittima o di generare eventi avversi rispetto ad altre. Per tale motivo, al fine di aumentare ulteriormente la sicurezza e la qualità delle cure delle strutture sanitarie e di garantire la continuità dell’assistenza attraverso l’integrazione Ospedale-Territorio, è stato redatto un documento di indirizzo regionale relativo alla “Gestione del paziente con disturbi correlati all’uso di sostanze in regime di ricovero ospedaliero”, che viene integralmente riportato nell’articolo.

Nicoletta Cesari, Servizi gender-oriented: che “genere” di SERT?, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 2 (primavera 2018), pp. 16-18
L’autrice propone alcune riflessioni derivanti dalla sua attività di assistente sociale presso un SERT di Milano. Queste sono centrate sulle differenze di genere riguardo alla dipendenza da sostanze e psicofarmaci. La donna appare più vulnerabile per l’opinione sociale, in quanto maggiormente esposta alla prostituzione e a problematiche familiari come la tutela dei figli.

dalfarealdire27_2Edoardo Polidori, I Serd e la parallasse. Tutela della salute o tutela della salute mentale?, in Dal fare al dire, a. 27, n. 2 (2018), pp. 6-9
L’autore, medico e direttore di Unità Operative Complesse, riflette sul ruolo dei SERD, interrogandosi sul modello che ne prevede la fusione con i servizi di psichiatria. Pone l’accento sull’accesso alle cure, sull’investimento nella prevenzione, sul ruolo dei SERD nel territorio, ritenendo che i problemi riguardanti la tossicodipendenza siano da ascrivere all’ambito della salute pubblica e non della salute mentale.

Sabrina Anzillotti, Giuseppe Faro, Carola Morè, Lo specchio velato. La ricerca del Ser.D. di Orbassano sul fenomeno della complessità socio-sanitaria adolescenziale, in Mission, a. 14, n. 49 (gen. 2018), pp. 51-55
L’articolo si sviluppa intorno ad un fenomeno osservato presso il Ser.D di Orbassano ma che riguarda tutti i servizi che accolgono adolescenti multiproblematici. Gli autori evidenziano un forte aumento delle situazioni con problematiche sanitarie croniche di medio-bassa gravità associate a criticità sociali per le quali non esistono percorsi di valutazione integrata e risposte domiciliari o residenziali adeguate. Tale scenario diviene ancora più complesso e complicato quando i protagonisti del circuito socio-assistenziale sono adolescenti multiproblematici. Gli autori hanno realizzato una ricerca con l’obiettivo di analizzare come l’essere portatori di complessità socio-sanitaria influisca sugli adolescenti, i quali, a causa della gravità delle problematiche che presentano, sono “presi in carico” da più servizi (specialistici e del territorio) contemporaneamente. La ricerca ha preso in esame 25 casi di adolescenti in carico al Servizio per le Dipendenze di Orbassano dal 2008 al 2016. Nell’articolo vengono descritti e commentati i dati della ricerca.

Gaetano Liguori, Vincenzo Prisco, Luigi Stella, Presentazione, analisi e ricaduta di un modello operativo integrato, in Dal fare al dire, a. 27, n.1 (2018), pp. 38-47
L’articolo espone la sperimentazione nel Ser.D Napoli 2 Nord (tra l’anno 2004 e il 2017) del modello operativo “Oceano”, basato sul lavoro di équipe e periodicamente valutato rispetto a indicatori quali la capacità di tenuta lavorativa degli operatori, quantità e qualità delle prestazioni e benefici per gli utenti. Il team multidisciplinare si è rivelato estremamente utile nella cura delle patologie croniche e multi problematiche, perché permette di offrire all’utenza prestazioni migliori e di garantire agli operatori protezione dal burnout e stimoli positivi per la professione.

Giovanna Maria Latino … [et al.], Incidenza dei disturbi gravi di personalità nella popolazione di un SER.D, in Dal fare al dire, a. 27, numero speciale (2018), pp. 44-51
Lo studio descritto nell’articolo nasce dalla necessità, da parte di operatori sociali e medici, di avere strumenti più adatti a svolgere il lavoro quotidiano in un Servizio di Dipendenze Patologiche con pazienti in doppia diagnosi. Attraverso un’indagine effettuata a Forlì nel primo semestre del 2017 per avere una stima dell’incidenza dei DGP nei Servizi delle Dipendenze Patologiche, è risultato che un’elevata percentuale dei pazienti presenta un disturbo di personalità. Pertanto la disintossicazione è solo una parte del trattamento, che deve essere affiancato a terapie per disturbi mentali o borderline.

A cura di Roberto Perez Gayo, BeTrAD. Better Treatment for Ageing Drug Users. betradToolbook, Correlation Network, Amsterdam, 2018, pp. 33
Questo testo racchiude i risultati e le conclusioni di tutti i processi del progetto BeTrAD (Better Treatment for Ageing Drug Users) allo scopo di creare uno strumento online che costituisca una cassetta degli attrezzi per chi si occupa di consumatori di lunga data di droghe. Fornisce infatti strumenti e linee guida per sviluppare, implementare e migliorare i servizi per questo tipo di utenza. Altre informazioni sul progetto si trovano sul sito: http://www.betrad.eu/.

Antonio Taranto, “Drogatologia”. Dal fare diagnosi e terapia al discuterle, in Dal fare al dire, a. 27, n. 2 (2018), pp. 59-64
I carichi di lavoro, le difficili condizioni oggettive di operatività e tempi decisionali sempre più ristretti hanno imposto agli operatori dei SerD interventi terapeutici con metodologie diagnostiche affidabili ma rapide: dalla semplice somministrazione del farmaco, all’intento di costruire un rapporto terapeutico orientato alla relazione interpersonale tra medico e paziente. Con questa finalità sono stati somministrati questionari a operatori e pazienti degli ambulatori e nel breve articolo vengono commentati i dati raccolti.

perversioneA cura di Marino De Crescente, Dimensioni della perversione, della manipolazione e del controllo nel lavoro delle comunità terapeutiche, Alpes, Roma, 2017, pp. 131
La pubblicazione riprende gli interventi alle giornate di studio di Montefiascone e comprende i seguenti articoli: 1) Le vie della perversione sono infinite? Brevissime note sulla perversione nelle organizzazioni psichiatriche, di Luca Gaburri; 2) Perversioni. Un concetto in crisi, di Sergio Benvenuto; 3) Le condotte perversive in ambito comunitario; tra manipolazione e controllo, di Carmine Pasquale Pismataro; 4) La Comunità Terapeutica: il setting, l’operatore, la cura, di Roberto Quintiliani; 5) Manipolare per sopravvivere: “Un manipolatore manipolato”, di Elisa Napoleoni; 6) L’opportunità di “esserci” tra manipolazione controllo e perversione, a cura della Comunità Acquaviva; 7) Limiti e competenze nel trattamento residenziale delle gravi organizzazioni patologiche di personalità, di Francesco Nicola Pirisino e Cecilia Vaccarino, 8) Perversità e perversione del soggetto nelle relazioni d’aiuto, di Luciano Moro; 9) Figure della perversione nelle istituzioni per la salute mentale, di Marco Grignani e Ilaria Persiani; 10) Le dimensioni della perversione in comunità, di Antonio Coco; 11) Le attività espressive, il gioco e il teatro tra controllo e creatività, di Fabio Cola e Vincenzo Vannoni.

Fabio Lugoboni … [et al.], Terapie agoniste: una ricerca dai SerD italiani, in MDD: Medicina delle dipendenze, a. 7, n. 27 (set. 2017), pp 5-64
Nel corso degli ultimi 30 anni i SerD hanno accumulato un notevole know-how rispetto alla cura delle dipendenze e in particolare al trattamento con agonisti. Questo patrimonio di conoscenze tuttavia raramente si è tradotto in pubblicazioni scientifiche. Per ovviare almeno in parte a questo, è nato oltre 20 anni fa il GICS (Gruppo InterSerD di Collaborazione Scientifica), il cui obiettivo è la promozione della ricerca scientifica nei SerD in maniera diffusa e “dal basso”, con un modello organizzativo di pari dignità tra operatori del territorio e ricercatori. Nel presente lavoro vengono raccolti i risultati delle più recenti ricerche promosse dal GICS, con particolare riferimento ai trattamenti agonisti.

A cura di Pietro Fausto D’Egidio, Il valore della clinica. Diversione e misuso deimisuso farmaci agonisti oppiacei, Franco Angeli, Milano, 2017, pp. 188
A venticinque anni dalla definizione del mandato istituzionale dei SerD, il volume intende promuovere una profonda riflessione critica sul ruolo dei Servizi e della loro operatività, a partire da temi complessi come la diversione e il misuso nei trattamenti farmacologici. Il libro si propone di offrire spunti di riflessione e indicazioni pratiche per il corretto inquadramento di tutti i possibili aspetti legati al fenomeno della diversione e del misuso, dando un’interpretazione clinica e delineando strategie per la prevenzione e il controllo. Pietro Fausto D’Egidio è medico, direttore del Ser.T. di Pescara e presidente nazionale di FeDerSerD. Si veda anche l’articolo di Fabio Lugoboni … [et al.], Il misuso iniettivo di farmaci nei pazienti in terapia sostitutiva oppioide. Conclusioni pratiche dallo studio M.IN.O.S.SE, in Dal fare al dire, a. 26, n. 3 (2017), pp. 21-28
Collocazione Biblioteca: 17841

Augusto Consoli … [et al.], Il progettto Co.sa.t Alcotra. Un’esperienza di cooperazione sanitaria transfrontaliera, in Dal fare al dire, a. 26, n. 3 (2017), pp. 29-36
L’articolo descrive le attività messe in atto all’interno del progetto Co.sa.t Alcotra, promosso dall’Asl Città di Torino (Italia) e dalla fondazione E. Seltzer (Francia). L’obiettivo generale del progetto è quello migliorare il controllo sanitario delle persone che vivono nelle zone rurali montane di confine, alle prese con il problema della dipendenza da alcol, gioco d’azzardo e cannabinoidi. In particolare il progetto si propone di migliorare la qualità dei servizi sanitari e sociali di prevenzione e cura delle dipendenze patologiche e favorirne l’accesso delle fasce deboli della popolazione sul territorio transfrontaliero.

Icro Maremmani … [et al.], Nuove prospettive nel trattamento della dipendenza da oppiacei, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 7, n. 26 (giu. 20107), pp. 4-40
In questo numero della rivista vengono discussi alcuni aspetti valutativi dei Servizi Metadonici e alcune pratiche derivate dall’esperienza clinica, per un uso sempre più specifico del ‘gold standard’ sia nella dipendenza da oppiacei che nella comorbilità psichiatrica. Ampio spazio viene dedicato a un farmaco, il levo-metadone, che si pensa sia destinato nel tempo a sostituire il ‘gold standard’. Si veda anche l’articolo di Raffaele Lovaste, Procedura per la strutturazione di un trattamento farmacologico nella dipendenza da oppiacei con obiettivi ed indicatori di risultato, in Mission, a. 13, n.47 (2017), pp. 4-6

Emanuele Bignamini … [et al.], La riabilitazione nel diversificarsi di consumi e dipendenze, in copertina310_S-320x447Animazione Sociale (giu. 2017), pp. 29-78
Questa monografia verte su come la complessità dei problemi generati dalle nuove forme di consumo sia una sfida per i servizi (Ser.D), chiamati a nuovi compiti affrontabili solo con uno sguardo ampio sulla dimensione sociale e politica del problema e con una metodologia di lavoro sperimentale e multi professionale. La monografia comprende diversi articoli: “Il lavoro del Serd al passo con i nuovi consumi” e “I mutamenti dell’arcipelago delle dipendenze” di Leopoldo Grosso; “Interrogare la riabilitazione: da dove?” di Emanuele Bignamini; “Un sistema a geografia variabile nella riabilitazione” di Augusto Consoli e Elisa Scaroina. Segue la monografia l’articolo di Cecilia Bernardini [et al.] “Educatori nel riabilitare storie di dipendenza”.

Dhanya Nambiar … [et al.], Frequent emergency department presentations among people who inject drugs: a record linkage study, in The International Journal of Drug Policy, vol. 44 (giu. 2017) – on line, pp. 115-120
Lo studio indaga l’utilizzo del pronto soccorso da parte di persone che si iniettano droghe. Usando una combinazione di dati auto-segnalati da un campione di 612 consumatori di droghe iniettabili e dati amministrativi sui servizi di emergenza, gli autori hanno identificato i fattori longitudinali associati all’utilizzo dei servizi. Oltre la metà (58%) delle persone si era presentata al pronto soccorso almeno una volta e oltre un terzo (36%) si era presentato frequentemente, soprattutto in associazione alla cannabis o alla metanfetamina come droga principalmente scelta rispetto all’eroina. Secondo gli autori, chi utilizza frequentemente il pronto soccorso, tra queste persone, ha probabilmente complesse esigenze collegate alla salute e al consumo di sostanze e dovrebbe essere rinviato ai servizi di riduzione del danno; i servizi di riduzione del danno dovrebbero accertare che le persone inviate siano sottoposte a controlli per verificare la presenza di disturbi concomitanti di salute mentale e ricevere un sostegno adeguato.

Marco Begarani, Mindfulness e Comunità Terapeutica. Un modello orientatomind alle DBT Skills, Universitas Studiorum, Mantova, 2016, pp. 263
In questo lavoro l’autore si confronta con il cambiamento nel trattamento delle dipendenze patologiche; un cambiamento contestualizzato nella società dei consumi e che tiene conto di una prospettiva di welfare societario. Viene proposta la transizione da un modello trattamentale lineare e concentrato nella comunità terapeutica ad un paradigma reticolare, diffuso, multicentrico in una prospettiva di stepped care e con un orientamento al recovery. Per la gestione di un tale sistema complesso di trattamento sono stati presi a riferimento approcci validati come la DBT (terapia dialettico-comportamentale), l’MBT (terapia basata sulla mentalizzazione) e la TFC (terapia focalizzata sulla compassione) e altri ancora, elaborandoli e adattandoli nella prospettiva di un nuovo modello integrato per l’intervento psicoeducativo in grado di rispondere alle odierne configurazioni delle dipendenze patologiche, anche quando queste si trovano associate a disturbi gravi della personalità.

I giovani e i contesti del consumo

IJDPTim Turner, Disneyization. A framework for understanding illicit drug use in bounded play spaces, in The International Journal of Drug Policy, vol. 58 (ago. 2018) – on line, pp. 37-45
Questo documento combina gli elementi di prova forniti da uno studio etnografico sul consumo di droghe illegali dei turisti di Ibiza con il modello teorico di “Disneyzzazione” di Bryman (2004). Lo scopo principale è stato quello di costruire un quadro concettuale nuovo che possa aiutare gli studiosi, i professionisti e i decisori politici a dare un senso ai modelli dinamici del consumo di droghe illegali in spazi di azione delimitati quali località turistiche, festival musicali e discoteche. Si è intrapreso un lavoro etnografico sul campo adottando una progettazione con base teorica durante tre estati in località turistiche dell’Isola di Ibiza nelle Baleari, comprendendo discoteche, bar, caffè, spiagge, aeroporti e alberghi. Annotazioni sul campo derivate da osservazioni dei partecipanti sono state integrate con i dati di 56 interviste semi-strutturate e fonti secondarie raccolte dal marketing turistico. Nell’articolo sono descritti e commentati i risultati dell’indagine.

Angelo Giglio … [et al.], Uno sguardo sul popolo della movida torinese. Consumi di alcol e percezione dei rischi correlati tra i frequentatori dei luoghi del divertimento notturno di Torino, in Dal fare al dire, a. 27, n. 3 (2018), pp. 39-48
La ricerca descritta nell’articolo rientra nel Progetto Itinerante Notturno (PIN), finalizzato alla riduzione dei rischi correlati al consumo di alcol e di altre sostanze psicoattive e attivo nei luoghi dei divertimento notturno di Torino dal 2009. Ci si è concentrati sul consumo di alcol, che appare in aumento con caratteristiche di assunzione compulsiva. Si è inoltre riscontrato che i soggetti che ne fanno abuso sono poco consapevoli dei rischi che l’alcol comporta, come quelli correlati alla guida dell’automobile.

Valentina Ferrari … [et al.], Acculturazione e consumo di alcolici negli studentipsi sal italiani in mobilità internazionale. Uno studio mixed methods, in Psicologia della Salute, n. 3 (2017), pp. 25-51
Lo studio indaga il ruolo dell’acculturazione e dell’adjustment socio culturale e psicologico nel fenomeno dell’aumento del consumo di alcool tra gli studenti che studiano all’estero. La ricerca ha utilizzato un questionario online anonimo somministrato in due tempi (prima e durante il soggiorno all’estero) ad un campione di 231 studenti di un’università milanese, di cui 30 sono stati successivamente intervistati al rientro in Italia. Gli autori discutono i risultati e concludono che i modelli teorici sviluppati sulla popolazione immigrata non paiono adeguati a interpretare il fenomeno del consumo di alcool tra questi studenti.

Marit Edland-Gryt … [et al.], From ecstasy to MDMA: recreational drug use, symbolic boundaries and drug trends, in The International Journal of Drug Policy, (dic. 2017) – on line, vol 50, pp. 1-8
L’articolo presenta i risultati di uno studio qualitativo sul significato culturale e sociale associato al consumo di MDMA a Oslo, Norvegia, attraverso interviste approfondite a 31 giovani adulti (età 20-34 anni), frequentatori di party e consumatori di MDMA/ecstasy a scopo ricreativo, ponendo l’accento su come essi distinguono i cristalli e la polvere di MDMA dalle “vecchie pillole di ecstasy”. L’MDMA è riemerso come importante sostanza psicoattiva sulla scena dei club a Oslo. Una ragione per questa riapparizione sembra essere che esso viene percepito come diverso dalle pillole di ecstasy, anche se l’ingrediente attivo di entrambe le droghe è l’MDMA. Secondo gli autori, la percezione di una differenza tra MDMA e ecstasy rivela l’importanza dei significati sociali e simbolici relativi al consumo di sostanze psicoattive; ulteriori approfondimenti potrebbero contribuire a comprendere come si sviluppano le tendenze nel consumo di droga e come alcune di esse acquisiscono o perdono popolarità.

Joseph Palamar … [et al.], Hair testing to assess both known and unknown use of drugs amongst ecstasy users in the electronic dance music scene, in The International Journal of Drug Policy, vol. 48 (ott. 2017) – on line, pp. 91-98
Gli autori hanno indagato la portata del consumo sia intenzionale sia inconsapevole di varie sostanze nell’ambito della musica da ballo elettronica (electronic dance music = EDM), sottoponendo 1087 persone al test del capello per la ricerca di droga. Secondo gli autori, il test effettuato sui capelli risulta una preziosa aggiunta agli studi epidemiologici sulla droga; molti partecipanti alle feste EDM stanno usando senza saperlo nuove sostanze psicoattive o altre droghe e le informazioni sulla prevenzione e la riduzione del danno possono aiutare a ridurne il consumo inconsapevole.

adolescenzaMatteo Rossi Renier, Anna Lamberti Bocconi, Adolescenza e droga. Uno studio sociologico, neuroscientifico, psicologico e giuridico, Alpes Italia, Roma, 2017, pp. 106
Durante l’adolescenza il cervello non è ancora maturo e, per incapacità di valutare i rischi, è più facile avvicinarsi alle droghe, il cui consumo interferisce strutturalmente sullo sviluppo e sulla funzionalità cerebrale. L’assunzione di sostanze psicoattive nell’adolescenza è un fenomeno preoccupante ed è necessario mettere in atto azioni di contrasto e di prevenzione. Per pianificarle occorre avere un quadro statistico completo dei dati attuali sul consumo, divisi per tipologie di sostanza e consumatori, e disporre di risultati sperimentali su campioni significativi della popolazione giovanile; vanno poi approfondite le cause del consumo di droghe in età adolescenziale, le connessioni tra fattori di rischio e vulnerabilità, le modalità dei comportamenti di consumo, gli effetti dannosi sul sistema nervoso centrale, i disturbi correlati all’uso di sostanze. Per attuare una prevenzione efficace occorre responsabilizzare gli adolescenti rispetto agli enormi rischi che corrono a livello fisico e psichico facendo uso di droghe. Infine, deve essere data la possibilità a tutti di usufruire di trattamento medico e psicologico. In appendice gli aspetti normativi in tema di sostanze stupefacenti e psicotrope e la classificazione e descrizione di queste stesse sostanze.
Collocazione Biblioteca: 17977

Alice Berti … [et al.], Clustering dei comportamenti e stili di vita di un campione di adolescenti toscani, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 7, n. 26 (giu. 2017), pp. 44-51
Lo scopo della ricerca è quello di indagare e analizzare l’esistenza di eventuali modelli di comportamento a rischio per la salute all’interno di un gruppo selezionato di adolescenti consumatori ricreazionali di droghe. Si considerano diversi comportamenti a rischio quali l’uso di alcolici, di sigarette, il bullismo, l’infortunistica stradale, oltre ad alcuni stili di vita che riguardano l’alimentazione, l’attività fisica ecc., attraverso l’analisi dei cluster di tipo gerarchico.

Ludwig Kraus … [et al.], ESPAD Report 2015. Results from the European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs, EMCDDA, Lisbona, 2016
Grazie ai dati raccolti nel 2015 su più di novantamila studenti di 15-16 anni in 35 paesi europei, il rapporto presenta un’immagine esauriente della situazione attuale degli adolescenti europei riguardo all’uso di tabacco, alcool, cannabis e altre sostanze, come anfetamine, inalanti o nuove droghe. Esso fornisce inoltre una panoramica delle tendenze del periodo 1995-2015. Questo rapporto differisce dai precedenti rapporti ESPAD perché contiene una selezione di risultati chiave invece della totalità dei dati.
Collocazione Biblioteca: 17639

Prevenzione

Anna Paola Lacatena, Drug Abuse (DA), Dipendenza Patologica e Adozione.mission 50 Quando l’amore non basta, in Mission, a. 14, n. 50 (set. 2018), pp. 23-29
La presente riflessione prova a dare risposte o almeno richiamare l’attenzione sull’incremento di presenze, nei Servizi (pubblici e del privato sociale) che si occupano di dipendenze patologiche, di pazienti che riportano (direttamente o attraverso i genitori adottivi) l’esperienza dell’adozione. Numerosi studi hanno evidenziato il ruolo che le esperienze traumatiche hanno nell’insorgere di comportamenti a rischio, spesso il primo passo verso l’abuso di sostanze o di una vera e propria dipendenza patologica. Le conclusioni suggeriscono che sarebbe opportuno a tal proposito creare spazi dove riflettere, proporre e sperimentare modalità relazionali all’interno della dimensione di gruppo e successivamente nell’area più ristretta della famiglia e della coppia, al fine di rendere le eventuali difficoltà e sofferenze esperienze protettive e costruttive.

Paola Musu, Laura Rosio, Collaborazione SER.D carcere. Un’esperienza pluriennale di progetti informativi, in Dal fare al dire, a. 27, n. 3 (2018), pp. 49-54
Da alcuni anni presso il carcere di Fossano vengono attuati incontri informativi rivolti ai detenuti, per aumentare la consapevolezza dei rischi che l’uso e l’abuso di alcol comportano sulla salute e sul comportamento. Si hanno caratteristiche diverse in relazione alla provenienza etnica dei carcerati e negli ultimi anni si osserva un aumento della dipendenza da gioco e da cannabis.

Giuseppe Sacchetto … [et al.], Genitori 2.0. Un progetto di laboratorio per genitori di adolescenti, in Dal fare al dire, a. 27, n. 2 (2018), pp. 40-45
Gli autori, operatori a vario titolo di un Ser.D, descrivono un progetto di incontri per i genitori su tematiche educative di promozione alla salute. Punto di partenza è stata la proiezione di brevi filmati per introdurre il tema dell’incontro e far emergere alcune parole chiave. In seguito, a piccoli gruppi, si è cercato di far emergere esperienze personali evocate dal materiale video proposto.

potKatie Fleming, Anna McKiernan, Talking Pot with Youth. Cannabis Communication Guide for Youth Allies, Canadian Centre on Substance Use and Addiction, [s.l.], 2018, pp. 22
Il documento si pone come guida di riferimento per tutte quelle figure professionali chiamate a parlare di droghe con i ragazzi. La guida fornisce indicazioni utili su come impostare il dialogo con i giovani, in modo tale che esso sia sicuro, libero da pregiudizi e in grado di fornire ai ragazzi informazioni obiettive e non di parte sulle droghe e il loro consumo.

Dan Werb, Post-war prevention: emerging frameworks to prevent drug use after the War on drugs, in The International Journal of Drug Policy, vol. 51 (gen. 2018) – on line, pp. 160–164
L’autore discute il problema della prevenzione del consumo di droga alla luce del fallimento della guerra alla droga basata sulla repressione. In particolare, considera l’iniziazione al consumo come un evento socialmente definito, vissuto dalle persone all’interno di particolari contesti socio-strutturali. La comprensione di ciò, abbinata alla distinzione di valore del prevenire il consumo problematico, piuttosto che tutto il consumo, fornisce un quadro utile al cui interno si possono sviluppare approcci alla prevenzione efficaci e basati sui diritti.

Julia Buckner … [et al.], Direct and indirect effects of false safety behaviors on cannabis use and related problems, in The American Journal on Addictions, n. 1 (gen. 2018) vol. 27 – on line
Dati recenti indicano che i comportamenti di falsa sicurezza (false safety behaviors, FSB, cioè comportamenti che possono essere efficaci nel ridurre l’ansia a breve termine, ma possono mantenerla ed esacerbarla nel lungo temine) sono collegati alla gravità del problema di consumo della cannabis. Attraverso un sondaggio online sono stati indagati 349 studenti universitari attuali consumatori cannabis (di cui 69,6% femmine). I risultati confermano che i comportamenti FSB possono essere un fattore di vulnerabilità sottovalutato, benché clinicamente importante, collegato ai problemi di consumo della cannabis.

Jason Ford … [et al.], Sports involvement, injury history, and non-medical use ofadd prescription opioids among college students: an analysis with a national sample, in The American Journal on Addictions, n. 1 (gen. 2018) vol. 27- on line, pp. 15-22
Lo ricerca presentata intende contribuire all’identificazione dei gruppi di popolazione a maggiore rischio di NUPO (non-medical use of prescription opioids, cioè consumo di oppiacei da prescrizione per scopi non medici), al fine di creare programmi di prevenzione e intervento efficaci. Studi precedenti hanno dimostrato come gli adolescenti coinvolti in sport competitivi abbiano maggiori probabilità di tale consumo. Questo studio esamina in modo specifico la relazione fra la condizione di atleta, la storia degli infortuni e il consumo non medico di oppiacei fra gli studenti universitari, attraverso interviste a più di trecentomila studenti americani tra i 18 e i 30 anni. I risultati indicano che gli atleti maschi, quelli con infortuni e gli atleti maschi con infortuni sono esposti al rischio maggiore.

Alberto Arnaudo … [et al.], Cantiere adolescenti. Un progetto di lavoro integrato tra servizi sanitari e sociali per l’intercettamento precoce e la presa in carico di adolescenti a rischio, in Dal fare al dire, a. 27, n. 1 (2018), pp. 19-26
L’articolo descrive il progetto “Cantiere adolescenti”, attivato dal 2015 dall’ASL CN1 di Mondovì – Cuneo per l’individuazione precoce e la presa in carico degli adolescenti in difficoltà. Il progetto, nato dalla collaborazione di tre diversi dipartimenti (Salute mentale, Dipendenze e Neuropsichiatria infantile), prevede le seguenti azioni: servizi educativi e di comunità del territorio (centri di aggregazione, educativa di strada, progetti adolescenti e giovani); spazio di ascolto adolescenti; spazio di filtro diagnostico; ricoveri ospedalieri e UMVD (Unità Multidisciplinari Valutazione Disabilità). Il progetto prevede anche momenti formativi comuni a tutti gli operatori.

A cura di Valerie Moretti, Emozioniamoci. Educazione emotiva in classe (12-17emo anni), Erickson, Trento, 2017, pp. 345
Come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’apprendimento delle cosiddette life skills nei bambini e nei ragazzi è indispensabile al fine di gestire le relazioni con gli altri, favorire il benessere e la salute e prevenire comportamenti a rischio. Questo libro, dedicato alla formazione degli adolescenti, rappresenta la conclusione di un progetto sperimentato sul campo dall’ASVA (Associazione Scuole Varese). Nella prima parte si tratta l’adolescenza e il ruolo degli educatori. Nella seconda parte viene esposto in modo ampio e dettagliato un programma didattico utile per le scuole medie e le superiori. Nella terza parte si affrontano alcuni specifici argomenti verso cui tale programma è indirizzato: malattie a trasmissione sessuale, metodi anticoncezionali, travestitismo e transessualità, sostanze stupefacenti, rapporti genitori-adolescenti.
Collocazione Biblioteca: 17982

Jakub Cerveny … [et al.], Cannabis decriminalization and the age of onset of cannabis use, in The International Journal of Drug Policy, vol. 43 (mag. 2017) – on line, pp. 122-129
Nel 2010 è stata introdotta nella Repubblica Ceca una legge che depenalizza il possesso di piccole quantità di varie droghe illegali, fra cui la cannabis. Attraverso i dati di un’indagine del 2012, la ricerca esamina l’effetto di questo cambiamento riguardo all’età iniziale del consumo, riscontrando che tale età non ha subito alcuna influenza.

Elisa Langiano … [et al.], Un progetto di educazione alla salute sul fumo di tabacco in un campione di donne in ambiente di lavoro. Un cross sectional study, in Salute e società, a. 16, n.2 (2017), pp. 135-148
Questa ricerca fornisce numerosi dati sul tabagismo nelle donne sul luogo di lavoro. Si osserva una maggiore incidenza fra le classi meno abbienti e di minore scolarità, ponendo problemi particolari in età adolescenziale. Vengono evidenziate le problematiche mediche e psicologiche. La prevenzione più efficace è quella a livello scolastico. Gli autori sono ricercatori presso le Università di Cassino e di Roma.

Marta Pozzi … [et al.], Prevenire l’uso di sostanze in adolescenza. LaCOP_Orientamenti-Pedagogici_2-17 sperimentazione di un manuale di auto-mutuo aiuto in ambito scolastico, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (2017), vol. 64, pp. 71-88
Le revisioni sistematiche della letteratura sugli interventi preventivi sull’uso di sostanze in adolescenza indicano che gli interventi più efficaci sono quelli effettuati a scuola, da insegnanti o da pari, volti ad aumentare le abilità di vita degli studenti e che utilizzano una metodologia attiva ed esperienziale. L’articolo descrive un percorso formativo per insegnanti ed educatori – svoltosi presso il Dipartimento delle Dipendenze di Pordenone – con l’obiettivo di promuovere le abilità di fronteggiamento (coping skills) e prevenire l’uso di sostanze in un gruppo di studenti del biennio di scuola media superiore. È stato utilizzato un manuale di self-help, che aveva dato prove di efficacia in una precedente ricerca. I primi risultati indicano un buon livello di soddisfazione e una migliore autoefficacia percepita dai docenti alla fine dell’esperienza formativa.

A cura di Mike Ashton, Drug education yet to match great (preventive) expectations, in Drug and Alcohol Findings, [s. l.], 2016, pp. 3
Il documento presenta i risultati di una selezione di studi scientifici riguardanti i progetti scolastici di prevenzione dell’uso di sostanze e dei problemi correlati. Tali studi suggeriscono che, nonostante l’impegno profuso nell’attuare i programmi di prevenzione nelle scuole, i risultati siano scarsi; vengono citati alcuni articoli di discussione su come modificare gli obiettivi di questi programmi per ottenere risultati migliori.

Politiche sulla droga

Grazia Zuffa, Legalizzazione cannabis soffia un vento favorevole, in Shalom, n. 3 (set.-dic. 2018), pp. 41-48
In diversi paesi i regimi di legalizzazione della cannabis ricreativa sono una realtà, nonostante la proibizione sancita dalle Convenzioni internazionali. L’Assemblea generale ONU del 2016 ne ha sancito la compatibilità, in base all’asserita “flessibilità” delle convenzioni. Si è aperto così il dibattito sul futuro e il ruolo stesso dei trattati delle Nazioni Unite sulle droghe.

nonoA cura di Grazia Zuffa, Stefano Anastasia, Franco Corleone, 9° libro bianco sulle droghe. Edizione 2018 sui dati del 2017, Fuori Luogo, [s.l.], 2018, pp. 114
In occasione della Giornata internazionale delle Nazioni Unite contro l’abuso e il traffico illecito di droga, è stato presentato al Senato il IX Libro bianco sulle droghe, promosso da La società della ragione insieme a Forum droghe, Antigone, Cgil, Cnca e Associazione Luca Coscioni. Il documento offre una panoramica di tanti ambiti collegati al tema delle tossicodipendenze: dall’evoluzione dei servizi per come emerge dalle relazioni annuali al Parlamento del dipartimento Politiche Antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri, alla situazione internazionale per quanto riguarda la regolamentazione dell’uso della cannabis, dallo stato della ricerca scientifica sugli effetti delle droghe sul cervello, al cambiamento nei consumi delle sostanze, dagli interventi innovativi nel settore a linee concrete di indirizzo per mettere in rete le esperienze e consolidare le politiche di riduzione del danno. Il documento è presentato nell’articolo di Giovanni Augello, Riccardo De Facci, Susanna Ronconi, Droga. Ancora un libro bianco, in Shalom, a. 32, n. 2 (mag.-ago. 2018), pp. 16-34

Karsten Lunzea … [et al.], Compulsory treatment of drug use in Southeast Asian countries, in The International Journal of Drug Policy, vol. 59 (set. 2018) – on line, pp. 10-15
Numerosi paesi del Sud Est asiatico hanno realizzato centri di detenzione obbligatoria in cui le persone che fanno uso, o sono sospettate di fare uso di droga, principalmente stimolanti tipo anfetamina, vengono confinate senza il loro consenso e, nella maggioranza dei casi, senza il dovuto processo e senza una valutazione clinica del loro disturbo da consumo di sostanze. Da tali centri non è infatti possibile accedere al trattamento per la tossicodipendenza basato sull’evidenza, pertanto le organizzazioni internazionali hanno richiesto la loro chiusura sulla base della violazione dei diritti umani per l’arbitraria detenzione delle persone con il pretesto del “trattamento”. Scopo di questo studio è stato quello di stimare i dati recenti dei centri di trattamento obbligatorio per la tossicodipendenza nei Paesi della regione presa in esame. Sono state effettuate analisi di dati governativi trasversali raccolti in sette paesi che hanno centri di detenzione obbligatoria per tossicodipendenza (Cambogia,Cina, Laos, Malesia, Filippine, Thailandia e Vietnam) e sono stati elaborati i dati descrittivi forniti dai rappresentanti del governo per il periodo 2012-2014.

Richard A. Grucza … [et al.], Cannabis decriminalization : A study of recent policy change in five U.S. states, in The International Journal of Drug Policy, vol. 59 (set. 2018) – on line, pp. 67-75
Molte istituzioni sanitarie internazionali appoggiano le politiche di depenalizzazione della cannabis per gli effetti negativi degli arresti e delle conseguenze legali collegati al possesso e uso di cannabis, in particolare per i giovani. I ricercatori hanno cercato di mettere in relazione la depenalizzazione della cannabis con gli arresti e il consumo di droga dei giovani in cinque stati che hanno adottato misure di depenalizzazione fra gli anni 2008 e 2014: Massachusetts, Connecticut, Rhode Island, Vermont e Maryland. I dati sugli arresti per possesso di cannabis sono stati ricavati dalle statistiche sui reati federali; i dati sulla cannabis sono stati ricavati dai sondaggi statali dell’Indagine sui comportamenti a Rischio dei Giovani (Youth Risk Behavior Survey = YRBS) degli anni 2007-2015. Usando un quadro di regressione di “differenza nella differenza”, i ricercatori hanno confrontato le tendenze negli stati con la depenalizzazione e quelle degli stati che non hanno adottato cambiamenti politici importanti durante il periodo di osservazione. Nell’articolo sono riportati e commentati i dati della ricerca.

A cura di Leopoldo Grosso, Questione cannabis. Le ragioni della legalizzazione,Questione_cannabis_cover-568x800 Edizioni Gruppo Abele, Torino 2018, pp. 158
Il consumo di cannabis, più o meno frequente, interessa un numero di italiani oscillante tra sei e otto milioni. Quasi un terzo degli studenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni ha avuto una qualche esperienza di consumo. Più di quanti frequentano gli stadi di calcio o vanno a visitare mostre e musei. È, dunque, un fenomeno di massa che non può essere governato solo con la proibizione e la punizione. Eppure il discorso pubblico al riguardo continua a essere viziato da confusioni e luoghi comuni. Scopo di questo libro è sostituire i pregiudizi con l’analisi razionale rispondendo in modo rigoroso e documentato ad alcune domande fondamentali: come dare alla cannabis una disciplina legale? quali sono gli effetti della legalizzazione sull’entità del consumo e sulla salute dei consumatori? quali le ricadute sui mercati criminali? quali i risultati delle esperienze di legalizzazione in corso nel mondo? La prefazione è di Roberto Saviano. È possibile trovare una sintesi del pensiero dell’autore nell’intervista a cura di Roberto Camarlinghi, Legalizzare o proibire? Il Dibattito interdetto, in Animazione Sociale, n. 319 (2018), pp. 7-17
Collocazione Biblioteca: 17987

David Mansfield, (Mis)understanding the intersection between development policies and data collection. Experiences in Afghanistan, in The International Journal of Drug Policy, vol. 58 (ago. 2018) – on line, pp. 157-165
Esiste un disallineamento fra gli interventi di sviluppo concentrati a migliorare il welfare delle popolazioni vulnerabili e le sfide per contrastare la diffusa produzione del raccolto di droghe illegali nei paesi produttori di droga. Attingendo all’esempio dell’Afghanistan, questo documento sostiene che le ragioni del fallito impegno delle comunità di sviluppo sono in gran parte funzionali al modo in cui il papavero da oppio illegale e l’economia illegale sono attualmente percepiti e compresi dai decisori politici, dai professionisti e dagli studiosi. Gran parte del problema risiede nelle varie statistiche usate per descrivere e quantificare la produzione dell’oppio in Afghanistan, molte delle quali prodotte da UNODC e citate ripetutamente nelle coperture mediatiche e nella letteratura accademica. Queste statistiche modellano i nostri modi di capire la scala e la natura del problema delle droghe e hanno in tal modo influenzato le rispose della politica. Questo articolo sostiene la necessità che i decisori politici e gli studiosi comprendano pienamente la veridicità delle statistiche connesse alla droga, inclusi i loro limiti metodologici e concettuali, prima di usarli come fondamento dei programmi di sviluppo o delle risposte politiche.

Jonathan Caulkins, Hedging bets: Applying New Zealand’s gambling machine regime to cannabis legalization, in The International Journal of Drug Policy, vol. 53 (mar. 2018) – on line, pp. 113-114
La legalizzazione della cannabis viene spesso falsamente dipinta come una scelta fra un divieto di uno status quo e la legalizzazione e distribuzione della produzione (regolamentata) da parte dell’industria con fini di lucro. Esistono tuttavia molte soluzioni più prudenti per la legalizzazione, come produzione e licenze di distribuzione limitate alle organizzazioni no-profit. Wilkins descrive come la Nuova Zelanda ha applicato quel concetto alle apparecchiature per il gioco d’azzardo e propone un parallelo per la legalizzazione della cannabis. Sarebbe particolarmente prezioso un maggiore investimento nel proporre buoni progetti in questa direzione, inclusa la partecipazione a strutture di governo.

Ben Mostyn, Helen Gibbon, Transnational social movement theory and the waning war on drugs: case studies from UNGASS 2016, in The International Journal of Drug Policy, vol. 51 (gen. 2018) – on line, pp. 148-155
L’ONU ha una lunga preferenza normativa per la penalizzazione del possesso di droga e storicamente gli uffici delle Nazioni Unite responsabili della supervisione dei trattati hanno ritenuto che questi siano contrari alla depenalizzazione del possesso di droga. Tuttavia, con UNGASS 2016 (United Nations General Assembly Special Session on the world drug problem), la Sessione Speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sui problemi mondiali della droga, si è posto l’accento sulla concessione di pene alternative per i reati di possesso di droga. Applicando la teoria del movimento sociale transnazionale, gli autori analizzano le dichiarazioni di importanti funzionari ONU ricavate da documenti creati nella preparazione di UNGASS 2016, per valutare se i responsabili della gestione della politica globale sulla droga stanno offrendo concessioni al movimento sociale di riforma sulla legislazione in materia e se si stanno aprendo opportunità politiche che consentano ai riformatori di perseguire ulteriori riforme. Gli autori discutono i risultati ottenuti.

Vanessa Gstrein, Ideation, social construction and drug policy: a scoping review, in The International Journal of Drug Policy, vol. 51 (gen. 2018) – on line, pp. 75–86
Nel campo dello studio delle politiche sulla droga esiste un volume crescente di letteratura che applica approcci costruttivisti ideazionali e sociali per affrontare la complessità di elaborazione delle politiche in materia di droga. Gli approcci ideazionali riguardano i ruoli giocati da idee e credenze nell’elaborazione delle politiche, mentre la costruzione sociale esplora il modo in cui i problemi delle politiche vengono costruiti e le agende sono fissate e delineate da quadri di riferimento e narrazioni dominanti. L’articolo effettua una revisione di ambito (scope review) della letteratura esistente di analisi critica delle politiche sulla droga basate sulle evidenze, con l’intento di indagarne l’estensione e la qualità.

Tom Decorte … [et al.], Regulating Cannabis Social Clubs: A comparative analysis of legal and self-regulatory practices in Spain, Belgium and Uruguay, in The International Journal of Drug Policy, vol. 43 (mag. 2017) – on line, pp. 44-56
L’articolo descrive e confronta il quadro giuridico e le pratiche di auto-regolamentazione dei cosiddetti Cannabis Social Club (CSC) in tre paesi (Spagna, Belgio e Uruguay). I CSC sono un modello di produzione e distribuzione no-profit di cannabis in una cerchia chiusa di consumatori adulti; operano in diversi paesi del mondo, sotto regimi giuridici molto diversi e in contesti socio-politici differenti. I dati usati per questa analisi nascono da studi indipendenti e diversamente progettati nei tre paesi, ma sono stati raccolti con metodi simili: analisi di documenti giuridici e di altro tipo, visite sul posto ai club, interviste con il personale, analisi del contenuto dei media. Nell’ottica di promuovere obiettivi di salute pubblica, secondo gli autori, alcune di queste pratiche di autoregolamentazione possono essere ospitate nella futura regolamentazione di quest’area, mentre altri aspetti del funzionamento dei CSC possono richiedere una normativa e un monitoraggio più formali.

stupePaolo Nencini, La minaccia stupefacente. Storia politica della droga in Italia, Il Mulino, Bologna, 2017, pp. 360
Attingendo a fonti d’archivio politico diplomatiche e alla letteratura sanitaria, il libro ricostruisce per la prima volta le vicende della droga in Italia tra la fine dell’Ottocento − quando era già ben radicato l’uso voluttuario di oppio, morfina e cocaina al di là delle Alpi − e il 1970, quando esplose la grande epidemia di abuso di eroina.
Collocazione Biblioteca: 17869

Scott Burris, Theory and methods in comparative drug and alcohol policy research: Response to a review of the literature, in The International Journal of Drug Policy, vol. 41 (mar. 2017) – on line, pp. 126-131
L’analisi comparata delle politiche su droga e alcol (Comparative drug and alcohol policy analysis = CPA), grazie alle recenti elaborazioni di fonti alternative allo stretto divieto, fornisce stimolanti opportunità di ricerca. Come pratica multidisciplinare tuttavia, tale analisi deve affrontare parecchie sfide metodologiche. Questo commento si basa su una recente revisione della CPA di Ritter [et al.] per sostenere che la pratica è ostacolata da una nebulosa definizione delle politiche, che porta a una confusione nella specificazione e misurazione dei fenomeni in corso di studio. L’articolo propone quindi alcune soluzioni, affinché tale pratica abbia l’impatto sulle politiche che la buona ricerca può fornire.

Alison Ritter, Alex Stevens, Improving knowledge on law enforcement in drug policy, in The International Journal of Drug Policy, (mar. 2017) – on line, vol. 41, pp. 89–90
L’articolo presenta i contributi contenuti nel numero monografico della rivista, esposti all’annuale conferenza dell’International Society for the Study of Drug Policy (ISSDP), tenutasi a Sidney nel maggio 2016. Argomento di questa raccolta è l’applicazione delle leggi sulla droga, per valutare come l’applicazione della legge agisca nella riduzione dell’offerta, della domanda e dei danni della droga.

Caroline Chatwin, Assessing the ‘added value’ of European policy on new psychoactive substances, in The International Journal of Drug Policy, (2017) – on line, vol. 40, pp. 111-116
In tutta Europa si segnala una crescente diffusione di nuove sostanze psicoattive, il cui controllo e monitoraggio costituisce una sfida importante per le istituzioni politiche comunitarie. La legislazione esistente dal 1998 a livello europeo presenta, tuttavia, alcune lacune. Per questo motivo, la Commissione Europea ha presentato una nuova proposta in materia, cercando di estendere i propri poteri in questa area. Questo articolo valuta la nuova proposta e muove tre critiche: 1) incapacità di mettere mano al vasto numero di nuove sostanze psicoattive per l’eccessiva lunghezza degli approcci legislativi europei; 2) essere reattiva anziché proattiva; 3) mancanza di opzioni per i provvedimenti di regolamentazione e controllo. Gli autori ritengono che sia importante stabilire se gli interventi europei possano portare un valore aggiunto a quanto si sta facendo a livello nazionale sull’efficacia di nuovi strumenti giuridici, ma sottolineano l’importanza di non trascurare l’aspetto della ricerca e della riduzione del danno.

Riduzione del danno

Suzanne Fraser, Adrian Farrugia, Robyn Dwyer, Grievable lives? Death by opioid overdose in Australian newspaper coverage, in The International Journal of Drug Policy, vol. 59 (set. 2018) – on line, pp. 28-35
Le morti per overdose stanno aumentando in Australia e nel mondo. Nonostante ciò le misure volte a ridurre questo fenomeno, come le strutture per iniezioni sicure e fornire il naloxone da portare a casa, continuano a trovare ostacoli alla loro diffusione. Molte sono le ragioni della mancanza di un sostegno pubblico per la risoluzione del problema, ma un contributo chiave è stato individuato in una informazione inadeguata e inefficace da parte dei canali pubblici sul consumo di oppiacei e i numeri di morti per overdose relativi. In questo articolo gli autori indagano su questa lacuna, usando un lavoro di Judith Butler sulle ‘vite degne di lutto’. L’articolo analizza la copertura tradizionale dei giornali sulle morti per overdose ed esamina come si modellano le interpretazioni del pubblico in materia. Prosegue quindi prendendo in considerazione i modi in cui queste interpretazioni possono essere riplasmate, analizzando quelli che sono stati chiamati ‘antimemoriali’ dell’overdose e un nuovo sito web: Livesofsubstance.org.

Catherine R. McGowan … [et al.], Fentanyl self-testing outside supervised injection settings to prevent opioidoverdose. Do we know enough to promote it?, in The International Journal of Drug Policy, vol. 58 (ago. 2018) – on line, pp. 31-36
Dal 2013 il Nord America ha visto un forte aumento dei casi mortali di overdose involontaria: il fentanyl e i suoi analoghi sono ritenuti i principali responsabili. Attualmente per i consumatori di droghe i mezzi più pratici per evitare o mitigare i rischi di overdose collegati al fentanyl è assumerle in presenza di qualcuno che possiede o sa usare il naloxone. Sono state, inoltre, sviluppate per l’uso off-label strisce di auto-test che rivelano il fentanyl e alcuni dei suoi analoghi, consentendo ai consumatori di testare le proprie droghe prima del consumo. I ricercatori hanno verificato l’affidabilità di questo strumento e nel presente articolo hanno descritto e commentato i dati dell’indagine.

Dagmar Hedrich … [et al.], La Riduzione del Danno è un diritto. Dialoghi erdd proposte attorno ai Livelli Essenziali di Assistenza e al sistema di interventi della Riduzione del Danno, Fuoriluogo, [s.l.], 2018, pp. 212
In questa pagina on line troviamo tutti gli interventi e le slide di presentazione del convegno “La Riduzione del Danno è un diritto. Dialoghi e proposte attorno ai Livelli Essenziali di Assistenza e al sistema di interventi della Riduzione del Danno”, che si è tenuto a Torino giovedì 14 giugno 2018. Il convegno era promosso da Regione Piemonte – Assessorato alla Sanità e dalle Associazioni attive per la promozione della RDD: Antigone, CGIL, COBS (Coordinamento Operatori servizi a Bassa Soglia del Piemonte), CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), Gruppo Abele e diverse altre associazioni che operano nel campo della tossicodipendenza e dell’AIDS.

Gaetano Manna, Livelli essenziali della riduzione del danno / Limitazione dei rischi, in Dal fare al dire, a. 27, n. 2 (2018), pp. 53-58
Il 14 giugno 2018 la Regione Piemonte, in collaborazione con Antigone, CGIL, CNCA, Comunità di San Benedetto al Porto, Forum Droghe, Gruppo Abele, Isola di Arran, ITARDD, Legacoopsociali, LILA, ha organizzato un dibattito dal titolo : “LEA – La riduzione del danno è un diritto”. Nell’articolo viene sintetizzato il contenuto del documento elaborato da uno dei Gruppi di lavoro regionali formato da operatori del pubblico e del privato sociale (il lavoro di altri due gruppi analoghi è stato pubblicato sui numeri scorsi della rivista).

Martin Bouchard … [et al.], Back to the core. A network approach to bolster harm reduction among persons who inject drugs, in The International Journal of Drug Policy, vol. 51 (gen. 2018) – on line, pp. 95-104
L’articolo indaga il rapporto tra la rete sociale dei consumatori di droghe iniettabili e la riduzione del danno attraverso interviste a 200 persone che si iniettano droghe. Ai rispondenti è stato chiesto quali individui essi personalmente considerano come facilitatori di riduzione del danno e le relazioni fra di loro, allo scopo di localizzare le persone che potrebbero rendere la rete più fitta (campioni della riduzione del danno) e i consumatori che si situano alla “periferia” della rete e in pratica più lontano dal nucleo di riduzione del danno. Dei 1135 componenti questa rete sociale, alcuni costituiscono il “nucleo” della rete di riduzione del danno, raggiungendo collettivamente circa il 70% delle persone nella rete stessa. Alcune persone agiscono da “punti di snodo”, più efficaci nel raggiungere quelle periferiche. Secondo gli autori, il reclutamento di una combinazione di “campioni” ben connessi e di “punti di snodo” strategicamente collegati sarebbe il metodo più efficace per pianificare interventi in rete volti a incoraggiare comportamenti di riduzione del danno in questa popolazione.

Peter J. Davidson, Andrea M. Lopez, Alex H. Kral, Using drugs in un/safe spaces. Impact of perceived illegality on an underground supervised injecting facility in the United States, in The International Journal of Drug Policy, vol. 53 (mar. 2018) – on line, pp. 37-44
Le strutture per le iniezioni sotto sorveglianza (Supervised injection facilities = SIFs) sono spazi dove si possono consumare droghe in situazioni igieniche, in presenza di personale qualificato per interventi di emergenza in caso di overdose o altra emergenza medica, e per fornire consulenza e rinviare ad altri servizi sociali o sanitari. Esistono oltre 100 strutture con ratifica giuridica formale in dieci paesi, e vaste ricerche hanno dimostrato che esse riducono le morti per overdose, aumentano l’assorbimento del trattamento per droga e riducono i problemi sociali. Attualmente negli Stati Uniti non esiste alcuna struttura con una formale ratifica giuridica, tuttavia un’organizzazione a base comunitaria ha proficuamente gestito una struttura ‘sotterranea’ dal settembre 2014. Nel presente articolo viene descritta una ricerca basata su 23 interviste qualitative a persone che hanno usato la struttura sotterranea, al personale e ai volontari per esaminare l’impatto del servizio sulla vita delle persone, fra cui l’impatto dell’assenza di una formale ratifica giuridica per fornitura del servizio. Vengono di seguito riportati e commentati i risultati dell’indagine. Si veda anche l’articolo di Robert Harris .. [et al.], Perceptions about supervised injection facilities among people who inject drugs in Philadelphia, in The International Journal of Drug Policy, vol. 52 (feb. 2018) – on line, pp. 56–61

untitledA cura di Grazia Zuffa e Susanna Ronconi, Droghe e autoregolazione. Note per consumatori e operatori, Ediesse, Roma, 2017, pp. 398
Il libro è centrato sull’autoregolazione dell’uso di droghe e sugli interventi per la riduzione del danno (RdD). Viene presentata una ricerca teorica sull’argomento ed uno studio sull’evoluzione nell’assistenza ai tossicodipendenti nel corso del tempo. Il libro è rivolto sia agli operatori che ai consumatori per orientarsi nei programmi attuali, negli orientamenti politici, nelle informazioni fornite dai sistemi di comunicazione informatica al fine di offrire una panoramica attuale sul consumo di sostanze esogene per ottenere una rete assistenziale adeguata alle nuove necessità.
Collocazione Biblioteca: 17894

Katinka van de Ven, Rosa Koenraadt, Exploring the relationship between online buyers and sellers of image and performance enhancing drugs (IPEDs): quality issues, trust and self-regulation, in The International Journal of Drug Policy, vol. 50 (dic. 2017) – on line, pp. 48-55
Lo studio presentato esplora la relazione tra compratori e venditori nel mercato on line degli IPED (Image and Performance Enhancing Drugs, cioè sostanze che migliorano l’aspetto e le prestazioni fisiche). I dati provengono da due progetti di ricerca effettuati nei Pesi Bassi e in Belgio, che comprendono interviste ad autorità, trafficanti e consumatori, analisi di fascicoli penali e siti di venditori on line. Dallo studio emerge che alcuni fornitori online investono nelle relazioni e nei servizi per i clienti e che i consumatori sono consapevoli della natura illegale dei loro affari. Secondo gli autori è importante contrastare queste fonti online istruendo i consumatori di tutti i tipi e fornendo servizi di riduzione del danno.

Stephen Koester … [et al.], Why are some people who have received overdose education and naloxone reticent to call Emergency Medical Services in the event of overdose?, in The International Journal of Drug Policy, vol. 48 (ott. 2017) – on line, pp. 115-124
Lo studio indaga l’effetto della cosiddetta legge del Buon Samaritano (nello stato americano del Colorado) sulle chiamate al pronto soccorso per le vittime di overdose. Tale legge fornisce una limitata immunità dal procedimento legale per possesso di sostanze sia alla vittima dell’overdose sia ai testimoni che in buona fede forniscono l’assistenza di emergenza. Sono state effettuate interviste a persone che si iniettano droghe, istruite riguardo all’overdose e alla distribuzione del naloxone; i risultati indicano che l’immunità prevista dalla legge non cancella il timore di arresto e carcerazione e quindi non incoraggia a chiamare il pronto soccorso. Secondo gli autori, come attualmente concepita, la legge del Buon Samaritano non fornisce sufficiente immunità a chi è già invischiato nel sistema di giustizia penale, o a chi teme di perdere l’abitazione.

ITARDD, RDD, Civil society Involvement in Drug Policy, La Riduzione del Danno funziona. Facciamola funzionare!, labottegadelbarbieri, 2017, pp. 2
I partecipanti al meeting “La Riduzione del Danno funziona. Facciamola funzionare!“ promosso da ITARDD, rete italiana della RDD (riduzione del danno), e dal progetto europeo Civil Society Involvement in Drug Policy con questo documento lanciano una “fase costituente” delle politiche sulle droghe in Italia: denunciano l’assenza del governo in materia di droghe e l’inadeguatezza della copertura finanziaria dei servizi, di quelli di RDD in particolare, anche per lo squilibrio a favore del sistema di repressione penale sulle droghe. Chiedono inoltre che la prossima legislatura approvi una riforma del Testo Unico sugli stupefacenti che preveda la depenalizzazione delle condotte di consumo di tutte le sostanze, ma anche una regolazione legale dell’uso ricreativo della cannabis, che vi siano adeguati finanziamenti, che venga incrementata la ricerca sui modelli di consumo e che vi siano politiche efficaci di riduzione dei rischi.

Hélène Poliquin … [et al.], Understanding experiences of and rationales for sharing crack-smoking equipment: a qualitative study with persons who smoke crack in Montréal, in The International Journal of Drug Policy, vol. 48 (ott. 2017) – on line, pp. 8–26
L’articolo presenta i risultati di una ricerca sulla condivisione dell’attrezzatura per fumare crack, esplorando il punto di vista dei fumatori di crack di Montréal riguardo alle loro esperienze e ragioni di questa condivisione, alla luce dei rischi di contagio con virus a trasmissione parenterale. I dati sono stati ottenuti tramite interviste semi strutturate a 26 persone che condividono il fumo reclutate in centri sociali a bassa soglia. Le trascrizioni delle interviste sono state codificate in modo induttivo e analizzate per temi da una prospettiva simbolica interazionista. Gli autori discutono i risultati anche in un’ottica di sviluppo di interventi per la riduzione del danno.

Catherine Cook … [et al.], The Case for a Harm Reduction Decade. Progress,harm potential and paradigm shifts, Harm Reduction International, London, 2016, pp. 27
La prima parte del documento analizza i dieci anni di monitoraggio globale della riduzione del danno, mentre la seconda parte riporta le proiezioni per il prossimo decennio relative all’HIV e alla riduzione del danno e la terza parte propone un cambiamento di modello. Infatti l’analisi dei dieci anni scorsi mostra come i fragili progressi siano dovuti alla mancanza di supporto politico e di investimento finanziario. Perciò viene affermata la necessità per i governi e le agenzie internazionali di reindirizzare i finanziamenti dalla guerra alle droghe a programmi basati sulla salute e che includano la riduzione del danno per l’anno 2020.

Jennifer Syvertsen … [et al.], Down in the valley: trajectories of injection initiation among young injectors in California’s Central Valley, in The International Journal of Drug Policy, vol. 44 (giu. 2017) – on line, pp. 41-49
L’articolo indaga l’iniziazione al consumo di droga per via endovenosa, punto critico dell’intervento di salute pubblica, poiché l’iniezione aumenta il rischio di infezioni trasmesse per via ematica. Attraverso interviste qualitative semi-strutturate a 20 giovani tra i 20 e i 30 anni di età, consumatori di droga per via endovenosa nel contesto rurale della Central Valley in California, sono state esaminate le storie di consumo e i fattori che i partecipanti associavano al passaggio alle iniezioni di droga. I partecipanti hanno descritto una varietà di percorsi verso le iniezioni, culminati nella prima iniezione di oppiacei o metanfetamina. Nel gruppo degli oppiacei, i giovani avevano spesso usato in precedenza farmaci oppiacei prescrivibili, erano cresciuti in ricche aree suburbane ed erano passati alle iniezioni con dei coetanei. Gli iniziati alla metanfetamina erano cresciuti in famiglie meno abbienti, erano esposti alle droghe in età precoce, ed erano passati dal fumo e dallo sniffare alle iniezioni, spesso con famigliari o partner intimi, in contesti più ampi di disagio e stress sociale. Secondo gli autori, i risultati suggeriscono la necessità di considerare percorsi multipli di iniziazione alle iniezioni di droghe diverse, che richiedono interventi mirati per affrontare i contesti unici di transizione alle iniezioni sia degli oppiacei che della metanfetamina.

Kirsten E. Hunt-Howard, An exploration of Factors Associated With Methamphetamine Injection Among Street. Involved Drug Users and Dealers in Los Angeles, in Journal of Drug Issues, n. 1 (2017) – on line, vol. 47, pp. 4-24
Sulla base di lavoro sul campo e di interviste etnografiche, questo articolo esplora i significati soggettivi e i processi riguardanti le iniezioni di metanfetamina e l’assunzione di rischi da parte di 38 partecipanti coinvolti in uno scenario di droga di strada, comprendente consumatori di metanfetamina di lunga data e spacciatori reclutati in un quartiere del centro di Los Angeles, come mezzo per acquisire conoscenze dei fattori che favoriscono l’iniezione. Esiste, infatti, una moltitudine di fattori individuali, strutturali, sociali e spaziali capaci di influenzare l’iniezione come modo di somministrazione della metanfetamina, fra cui: le condizioni economiche, il costo percepito e l’efficacia di specifici percorsi di consumo; il ruolo sociale e l’identificazione collettiva con uno scenario di strada; ambienti fisici e sociali; politica antidroga e paura dell’arresto; fattori della rete sociale, fra cui l’influenza dei partner sessuali, dei pari, la normalizzazione dell’iniezione e le caratteristiche del mercato locale della droga.