Dipendenze da sostanze

Aggiornata a giugno 2023 – a cura di Paola Moriondo

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Sono presenti anche pubblicazioni scaricabili on line o in PDF. 

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Dati di contesto

380167f5-c7b1-4bfd-b04e-43088b78e5e7International Narcotics Control Board, Report of the International Narcotics Control Board for 2022, United Nations, Vienna, 2023, 142 pp.
Il primo capitolo del rapporto si focalizza ogni anno su un tema specifico per contribuire al dibattito sulla politica della droga e in questa edizione si tratta della legalizzazione del consumo di cannabis. Il documento passa poi in rassegna il funzionamento del sistema internazionale di controllo della droga, basato su resoconti da parte dei governi e fornisce una panoramica riguardo a diversi aspetti della produzione e distribuzione delle droghe nelle diverse regioni del mondo. Infine, riporta alcune raccomandazioni ai governi, alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni rilevanti internazionali e nazionali in merito al controllo della droga. Sul sito dell’International Narcotics Control Board è disponibile anche il Rapporto “Precursors Annual Report 2022“, che rende conto delle tendenze e degli sviluppi del mercato legale e del traffico illegale dei precursori chimici dei farmaci.

Claudio Leonardi … [et al.], Impatto Covid-19 su consumo di alcol e sostanze. Indagine breve su impatto della pandemia da Covid-19 rispetto alle abitudini di consumo di alcol e sostanze stupefacenti, in Dal fare al dire, a. 32, numero speciale (2023), pp. 44-51
La ricerca ha indagato sull’impatto della pandemia da Covid-19 rispetto alle abitudini di consumo di alcol e sostanze stupefacenti. L’emergenza sanitaria era data dalla problematicità di gestione di pazienti già affetti da disturbo da uso di alcol (DUA) e sostanze (DUS), aumento del consumo di alcolici e sostanze nella popolazione generale con relativi danni psico-fisici, fragilità dei pazienti DUA e DUS in caso di malattia da Covid-19. Il campione dell’indagine è costituito da 135 soggetti, utenti del Ser.D. Roma Distretto 9, che hanno compilato un questionario self-report.

Dan Lewer… [et al.], The characteristics of people who inject drugs in the United Kingdom. Changes in age, duration, and incidence of injecting, 1980–2019, using evidence from repeated cross-sectional surveys, in Addiction, vol. 117, n. 9 (sett. 2022) – on line, pp. 2415-2430
La mortalità e i dati del trattamento per droga indicano che l’età media delle persone che si iniettano droghe è in aumento. Questa ricerca vuole descrivere i cambiamenti delle caratteristiche delle persone che si iniettano droghe e frequentano i Servizi di bassa soglia nel Regno Unito quali i programmi per aghi e siringhe nel Regno Unito. Sono state misurate: l’età delle persone che si iniettano droga attualmente, l’età della prima iniezione, la durata dell’attività iniettiva (ciascuna 1990 – 2019) e calcolate stime delle nuove persone che hanno iniziato a farsi iniezioni(1980-2019). Nel Regno Unito vaste coorti hanno cominciato a iniettarsi droghe psicoattive negli anni 1980 e ’90 e molti si iniettano sostanze ancora oggi. Relativamente poche persone hanno cominciato in anni più recenti. Questo ha portato a cambiamenti nelle persone che si iniettano droghe, fra cui un’età media più matura e storie più lunghe di attività iniettiva.

OECD European Union, Health at a Glance: Europe 2022. State of Health in the EU Cycle, OECD, Paris, 2022, 216 pp.
L’edizione 2022 del Rapporto sulla salute in Europa riguarda gli stati membri dell’Unione Europea, i paesi candidati (Moldavia e Ucraina), i paesi di libero scambio commerciale con l’UE e il Regno Unito. Esamina le sfide che i paesi devono affrontare per migliorare i sistemi sanitari a seguito della fase acuta della pandemia da Covid-19. Il documento contiene un focus sull’impatto della pandemia sulla salute giovanile fisica e mentale ed evidenzia la necessità di misure per evitare che la pandemia possa segnare per tutta la vita una generazione di giovani. Un secondo focus è dedicato all’impatto della pandemia sui servizi sanitari per i pazienti non-Covid e alle risposte intraprese al riguardo dai diversi paesi. Infine, il Rapporto contiene una panoramica dei principali fattori di rischio comportamentali e ambientali per la salute, rimarcando l’importanza della prevenzione sia delle malattie infettive sia di quelle non trasmissibili.

Health-at-a-Glance-Europe-2022-coverpage-web-259x347Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Antidroga, Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia. Anno 2022 (dati 2021), Dipartimento Politiche Antidroga, Roma, 2022, 556 pp.
La Relazione, frutto del lavoro di coordinamento assicurato dal Dipartimento per le Politiche Antidroga, si compone di 7 parti suddivise in 10 capitoli. La prima parte analizza il mercato delle sostanze stupefacenti, fornendo dati sui sequestri, sulle variazioni di prezzo e sulle analisi qualitative delle sostanze sequestrate. Inoltre, espone strategie mirate alla riduzione dell’offerta e si sofferma sulle denunce penali per i reati droga-correlati. La seconda e la terza parte analizzano la diffusione e le tendenze di consumo nella popolazione, nonché le attività di prevenzione del fenomeno delle dipendenze messe in atto da tutti gli attori istituzionali del panorama nazionale. Si para inoltre per la prima volta del fenomeno degli ikikomori. La quarta parte è dedicata ai servizi di trattamento delle persone che presentano dipendenza da sostanze. La quinta parte tratta i danni correlati al consumo di sostanze stupefacenti a partire dall’incidentalità stradale. Le ultime due parti, infine, riguardano le attività promosse dal Dipartimento e i lavori svolti durante la VI Conferenza Nazionale sulle Dipendenze dal titolo “Oltre le Fragilità”, conclusa a Genova il 27 e 28 novembre 2021.

DSM-DP UOS Osservatorio Epidemiologico Metropolitano Dipendenze Patologiche; a cura di Raimondo Maria Pavarin con la collaborazione di Silvia Marani, Elsa Turino e Giovanni Coccagna, Rapporto 2021 sulle dipendenze in area metropolitana. Quadro epidemiologico, caratteristiche tossicodipendenti, alcolisti e giocatori d’azzardo problematici, attività dei servizi, Azienda USL di Bologna; DSM-DP UOS, Bologna, 2022, 61 pp.
Il rapporto presenta un quadro epidemiologico riguardo alle dipendenze patologiche nell’area metropolitana di Bologna. Dal report emerge che: nel corso del 2020 nell’area metropolitana di Bologna diminuisce il “consumo sociale” di sostanze ed emergono le conseguenze negative per le persone che hanno o avevano avuto un consumo problematico di sostanze. Diminuiscono i decessi per overdose. Cala il numero di consumatori problematici che si rivolgono ai servizi, ma aumenta il numero di consumatori problematici di cocaina, degli utenti dell’Unità Mobile Metadone, l’età media e il numero di persone senza fissa dimora che si rivolgono alle diverse strutture sanitarie. È in aumento l’incidenza del consumo problematico di alcol tra i minori, in particolare tra i maschi nati in Italia, mentre è in calo il numero di Giocatori Problematici che si rivolgono ai servizi.

EMCDDA, New psychoactive substances: 25 years of early warning and response in Europe. An update from the EU Early Warning System, EMCDDA, Luxembourg,  2022, 42 pp.
Questa pubblicazione presenta i dati dell’EU EWS (Early Warning System) nei suoi primi 25 anni di attività, nello specifico sul suo ruolo di monitoraggio del fenomeno delle “nuove sostanze psicoattive” (NPS), con un particolare focus sulla situazione del fenomeno negli ultimi anni. Il testo presenta dati aggiornati sulla diffusione dei vari tipi di NPS all’interno dell’Unione aggiornata al 2022, oltre a una breve trattazione dell’operato dell’EU EWS dalla sua fondazione nel 1997.

9791280682383_0_536_0_75A cura di Associazione Società INformazione Onlus, Droghe e diritti umani. Le politiche e le violazioni impunite, Milieu, [Milano], 2022, 201 pp.
La questione delle droghe è diventata una questione globale, dato che oltre 270 milioni di persone nel mondo fanno uso di sostanze illegali, secondo i dati delle Nazioni Unite. Una questione che chiama in causa non solo le politiche, a livello nazionale e internazionale, ma in modo evidente, diffuso e massiccio anche i diritti umani. Dei 12 milioni di persone che ogni giorno nel mondo si trovano in carcere, un quinto, 2 milioni e mezzo, sono detenute per reati di droga, la maggioranza per illeciti minori, tra cui circa 500.000 per solo uso personale. Le politiche globali sulle droghe si rivelano così un potente dispositivo di produzione di violazione dei diritti umani in tutto il mondo: di una buona parte delle condanne a morte e delle esecuzioni extragiudiziali, dell’incarcerazione di massa, della negazione al diritto alla salute e al welfare, della discriminazione di genere, dei diritti dei popoli produttori. Questo libro svela e documenta l’impressionante mappa delle violazioni dei diritti che si consuma con il pretesto delle droghe, in primo piano quelli alla vita, alla giustizia e alla salute, individua battaglie e progressi, denuncia le impunità, dà voce ai protagonisti di una lotta che ci riguarda tutti, in ogni angolo del mondo.
Collocazione Biblioteca: 19453

UNODC United Nations Office on Drugs and Crime, World Drug Report 2022, United Nations, Vienna, 2022, 500 pp.
Il rapporto fornisce una serie di dati sul consumo di droga nel mondo, sugli sviluppi dei mercati e del narcotraffico, e sull’impatto del consumo sulla salute. È formato da 5 volumetti: Booklet 1 riassume i quattro volumetti seguenti ed evidenzia le implicazioni politiche connesse ai dati riportati; Booklet 2 contiene una panoramica delle stime più recenti riguardanti il numero, l’età e il genere dei consumatori, le tendenze di consumo, l’impatto della pandemia da Covid-19 su questi dati, le conseguenze del consumo sulla salute, l’entità delle coltivazioni illecite, della produzione e del traffico a livello globale; Booklet 3 si focalizza su cannabis e oppiacei, compresa la liberalizzazione del consumo di cannabis in alcuni paesi; Booklet 4 si concentra sul mercato degli stimolanti e delle nuove sostanze; infine, Booklet 5 affronta il rapporto tra droghe e ambiente, le conseguenze ambientali delle coltivazioni illegali, della produzione di droghe e delle politiche di risposta. Sul sito UNODC e sul nostro catalogo sono presenti le edizioni precedenti, anche in altre lingue.

A cura di Federica Vigna-Taglianti, Luca Acierno, L’utenza piemontese dei Servizi per le Dipendenze Patologiche durante la pandemia da Covid-19. Report sull’utenza dei servizi pubblici per le dipendenze patologiche in Piemonte nel 2020 e 2021 rispetto al 2019: analisi dei dati di sorveglianza epidemiologica dell’OED Piemonte e sintesi dei dati nazionali e internazionali, OED, Grugliasco, 2022, 33 pp.
Gli obiettivi principali del report proposto sono: 1) Fornire una panoramica di sintesi dei dati internazionali e nazionali sull’uso di sostanze e sull’assistenza sanitaria fornita ai soggetti dipendenti da sostanze e comportamenti durante la pandemia da SARS CoV-2; 2) Sintetizzare i dati relativi all’assistenza dei soggetti dipendenti da sostanze e comportamenti sul territorio nazionale nel 2020 e 2021, e confrontarli con quelli del 2019, con particolare attenzione per la regione Lazio e l’AUSL Toscana Centro per le quali è reperibile reportistica specifica; 3) Analizzare i dati relativi all’assistenza dei soggetti dipendenti da sostanze e comportamenti in Piemonte nel 2020 e 2021, confrontarli con quelli del 2019 e fornire possibili interpretazioni e raccomandazioni. Si vedano inoltre: l’ultimo bollettino disponibile di A cura di Roberto Decidue, … [ et al.], Fatti e cifre sulle dipendenze da sostanze e comportamenti in Piemonte. Bollettino 2019, Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze Regione Piemonte, Grugliasco, 2016, 52 pp.;  l’articolo di Paolo Jarre … [et al.], COVID-19 e dipendenze – 2, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 10, n. 40 (dic. 2020), pp. 4-52 e il report di a cura di Elisa Fornero, Una rassegna degli strumenti di indagine sul consumo di sostanze durante il lockdown, Coopcat.it, Firenze, 2020, 4 pp.

Screenshot2022-06-1412.09.08Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, Relazione europea sulla droga 2022. Tendenze e sviluppi, EMCDDA, Lussemburgo, 2022, 60 pp. = European Drug Report 2022. Trends and Developments, 55 pp.
Il rapporto mette in evidenza il ritorno ai livelli pre-pandemici del consumo di stupefacenti, sulla base anche dei dati elaborati dal Dipartimento per le Politiche Antidroga, e segnala l’aumento della produzione, del traffico e della disponibilità di droga in Europa nell’anno 2021. Il traffico di cocaina e di stupefacenti ha registrato un superamento dei livelli pre-pandemici, insieme con la crescente diversificazione dei prodotti a base di cannabis e l’aumento della produzione di droghe sintetiche. Inoltre, con l’allentamento delle restrizioni dovute al COVID-19 in tutta Europa, il trattamento della tossicodipendenza e gli altri servizi sono tornati all’”ordinaria amministrazione”, pur mantenendo alcune delle pratiche innovative adottate durante il lockdown (servizi di sanità digitale, telemedicina). In biblioteca si trova anche la versione inglese cartacea.
Collocazione Biblioteca: 50R22

Observatoire francais des drogues et des tendances addictives, Drugs and Addictions Key Data, OFDT, Parigi, 2022, 8 pp.
La pubblicazione riporta, periodicamente, gli indicatori statistici più recenti per quantificare e descrivere il fenomeno del consumo di sostanze psicoattive (droghe e farmaci) e delle dipendenze in Francia. Il documento si basa sul lavoro dell’Osservatorio francese delle droghe e delle dipendenze e altre organizzazioni che raccolgono dati sul fenomeno.
Collocazione Biblioteca: A1102

Patrizia Balbinot, Gianni Testino, Alcol, fumo, cannabis, nuove sostanze psicoattive, farmaci non prescritti e altri parametri in una popolazione studentesca dell’area metropolitana genovese, in Alcologia, n. 49 (2022) – on line, pp. 72-85
Lo studio presentato intende valutare il consumo di alcol, fumo di sigaretta, cannabis, nuove sostanze psicoattive (NSP), farmaci non prescritti (NPD) in una popolazione studentesca del nord-ovest dell’Italia (area metropolitana di Genova). Sono stati coinvolti 3805 studenti tra i 9 e i 17 anni, che hanno seguito una serie di incontri di educazione al corretto stile di vita e ai quali è stato somministrato un questionario anonimo relativo allo stile di vita, al consumo delle suddette sostanze e all’inserimento in un percorso psicologico. Gli autori discutono i risultati, che ritengono utili ai decisori politici per attuare politiche di prevenzione e promozione della salute attraverso la didattica, da inserire stabilmente nei programmi scolastici e riconoscere nel percorso curriculare, già nella preadolescenza.

Amanda Roberts … [et al.], Alcohol and other substance use during the COVID-19 pandemic: A systematic review, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 229, Part. A (dic. 2021) – on line, pp. 1-35
Nello studio proposto è stata condotta una revisione sistematica di tutte le prove disponibili per documentare e interpretare la frequenza e la gravità dell’uso di alcol e altre sostanze (prevalentemente cannabis, oppiacei, marijuana, anfetamine) durante la pandemia Covid-19 e la loro relazione con le variabili demografiche e di salute mentale che possono suggerire ulteriori implicazioni cliniche. Sono stati ricercati articoli peer reviewed in MEDLINE, Embase, PsycINFO, CINAHL complete e Sociological Abstracts da dicembre 2019 a novembre 2020. L’articolo riporta e commenta i risultati dell’indagine. Si consulti anche il rapporto del European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction EMCDDA, Impact of COVID-19 on drug markets, use, harms and drug services in the community and prisons. Results from an EMCDDA trendspotter study. April 2021, EMCDDA, Lisbon, 2021, 58 pp. e i precedenti rapporti: Teodora Groshkova … [et al.] ; EMCDDA, COVID-19 and drugs. Drug supply via darknet markets, 2020, 22 pp. ; European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction EMCDDA, Impact of COVID-19 on patterns of drug use and drugrelated harms in Europe. EMCDDA trendspotter briefing. June 2020, 2020, 27 pp.

Report_ESPAD2021_CoverA cura di Silvia Biagioni, Simone Sacco, Sabrina Molinaro, I comportamenti a rischio tra gli studenti. Italia. Rapporto di Ricerca sui comportamenti a rischio tra la popolazione studentesca attraverso lo studio ESPAD®Italia 2021, CNR, Pisa, 2022, 298 pp.
Lo studio ESPAD®Italia viene condotto annualmente dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR (IFC-CNR) a partire dal 1999. Questo permette, attraverso un questionario anonimo e auto-somministrato, il monitoraggio dei comportamenti a rischio e delle abitudini degli studenti italiani di età compresa fra i 15 e i 19 anni. Le tematiche affrontate sono molteplici: l’utilizzo di sostanze psicoattive legali e illegali, l’utilizzo di Internet, il cyberbullismo, il gioco d’azzardo o ai videogame e altri fenomeni come il ritiro scolastico e l’isolamento sociale. Per quanto riguarda il trend dei consumi, nel 2020, anno della pandemia da COVID-19, si è osservata una generale diminuzione del consumo di tutte le sostanze psicoattive. Nell’ultima rilevazione le percentuali sono invece tornate a crescere pur non raggiungendo, nella maggior parte dei casi, i livelli pre-pandemici. Il cyberbullismo, nel 2021, ha coinvolto il 46% degli studenti come vittima e il 29% come autore. Poco diffuso è il fenomeno dell’internet challenge, mentre molto diffuso è l’uso di videogames ed anche il gioco d’azzardo. In crescita i comportamenti violenti. Viene inoltre per la prima volta preso in considerazione il ritiro sociale.

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), Prison and drugs in Europe. Current and future challenges, EMCDDA, Lisbon, 2021, 124 pp.
Questa pubblicazione fornisce una panoramica delle conoscenze attuali e degli ultimi sviluppi nel campo del consumo di droga e delle carceri in Europa. Il rapporto esplora in modo approfondito l’epidemiologia del consumo di droga e dei problemi correlati alla droga tra la popolazione carceraria, le risposte disponibili dei servizi sociali e sanitari ai problemi legati alla droga in carcere, comprese le prove più recenti di efficacia, e l’offerta e i mercati di stupefacenti all’interno delle prigioni. Il report discute anche le sfide recenti e future in questo settore ed è rivolto ai responsabili delle politiche e i loro consulenti, a specialisti e professionisti, a ricercatori e scienziati e a tutti coloro che sono interessati a queste questioni.

A cura di Silvia Biagioni, Sabrina Molinaro, ESPAD #iorestoacasa 2020. I comportamenti a rischio durante il primo lockdown tra gli studenti dai 15 ai 19 anni, CNR, Pisa, 2021, 178 pp.
Questo report contiene informazioni sull’esperienza e sulla percezione degli studenti 15-19enni italiani in relazione a una varietà di sostanze e consumi, come tabacco, alcol, droghe, prodotti farmaceutici, nuove sostanze psicoattive, ma anche social media, challenge, gaming e gioco d’azzardo, raccolte durante il periodo di isolamento in seguito alle misure restrittive imposte dal governo per fronteggiare l’emergenza pandemica. Si consulti inoltre l’articolo acura di Paola Nardone … [et al.], Sorveglianza HBSC 2018 – Health Behaviour in School-aged Children: risultati dello studio italiano tra i ragazzi di 11, 13 e 15 anni, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 9 (set. 2020) supplemento – on line, vol. 33, pp. 1-65

EubgkaTWgEoPGcbMonitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), An Analysis of drugs in used syringes from sentinel European cities. Results from the ESCAPE project, 2018 and 2019. Technical report, EMCDDA, Luxembourg, 2021, 47 pp.
Questo rapporto presenta i nuovi risultati della rete ESCAPE (European Syringe Collection and Analysis Project Enterprise), basati sull’analisi chimica del contenuto delle siringhe usate nei siti sentinella in Europa. Le siringhe sono state raccolte nel 2018 e 2019 dai cestini dei distributori automatici di kit per iniezioni in strada e presso i servizi di riduzione del danno in otto città europee: Amsterdam, Budapest, Colonia, Helsinki, Losanna, Oslo, Parigi e Vilnius. Nel documento sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), Drug-related homicide in Europe: data protocol, EMCDDA, Lisbon, 2020, 38 pp.
L’impatto della droga e dei mercati della droga va oltre coloro che sono direttamente esposti ai problemi di salute e sociali derivanti dal consumo di droga. In senso più ampio, la questione è di grave preoccupazione in relazione al situazione della sicurezza in Europa in quanto lo spaccio e il consumo di stupefacenti possono fungere da facilitatori trasversali di tutti i tipi di violenza, compreso l’omicidio correlato alla droga (DRH). Il DRH ha il potenziale per agire come prezioso indicatore di un più ampio crimine violento legato alla droga. Il confronto dei livelli di DRH dei Paesi può essere uno strumento prezioso per identificare le tendenze e i rischi.

Sostanze e dipendenze tra storia, cultura e società

Leopoldo Grosso, Lo stigma delle persone con disturbo d’uso di sostanze, in Mission, a. 16, n. 59 (feb. 2023) – on line, pp. 10-16
Il processo di stigmatizzazione delle condotte devianti è variabile dipendente dalla percezione sociale della responsabilità individuale. In base ai parametri di ogni singola cultura, un comportamento di mancata assunzione di responsabilità provoca un’istantanea reazione di biasimo, che svolge un ruolo propulsore nella propagazione dello stigma. Il fatto che la dipendenza sia stata riconosciuta ormai da tempo come malattia dovrebbe fungere da filtro e da correttivo nei confronti della dinamica del pregiudizio. Tuttavia, nella rappresentazione del senso comune, il passaggio interpretativo della dipendenza come vizio (la cui colpa è unicamente imputabile alla persona), alla dipendenza come malattia (le cui cause sono dovute a una costellazione di eventi che pregiudicano le scelte soggettive), è ancora in mezzo al guado.

strade

Susanna Polloni, Strade acide, Sandro Teti, Roma, 2023, 163 pp.
Il testo è l’autobiografia dell’autrice, archivista e medievalista, ha vissuto un’adolescenza burrascosa, caratterizzata da abuso di alcol e droghe e ha diretto per molti anni un’associazione culturale internazionale che si occupa di filosofia comparata . Nel luglio 1984, a Madrid, Susanna, che vive per strada ormai da molti mesi, viene sconvolta da un “bad trip” da Lsd. Un’esperienza spaventosa, uno spartiacque che segnerà un prima e un dopo nella sua vita, trasformandola in una continua ricerca di sé stessa. Il libro affronta il disagio rifuggendo il luogo comune dell’“esperienza alterata” come degenerazione patologica di soggetti privi di volontà. Nelle pagine di questo moderno romanzo di formazione lo stato mentale modificato e la percezione dilatata sono considerati dall’autrice bisogni insopprimibili della psiche umana. Nel viaggio attraverso sé stessi, l’oppio è una tappa del percorso, così come lo sono l’amore e l’arte. Prefazione di Fabio Cantelli Anibaldi, già vicepresidente del Gruppo Abele.
Collocazione Biblioteca: 20116

Luigi Ciotti con Stefano Garzaro, C’è bisogno di te. Per costruire un mondo più bello e più giusto, Piemme, Milano, 2023, 189 pp.
Sei davvero libero dai tanti pregiudizi che pervadono la nostra società? Sei finalmente in grado di andare oltre quelle che sentiamo definire ovunque “differenze”? E che cosa sono, queste differenze? Per quanto molte vite siano spesso il rovescio di altre, per quanto ognuno di noi maturi le proprie esperienze e affondi nella terra con radici diverse, l’umanità è una grande famiglia allargata. Attraverso un dialogo appassionato, in questo testo Luigi Ciotti e Stefano Garzaro ci mostrano le storie dei cosiddetti “emarginati”, e ci ricordano che non ha nessuna importanza il luogo da cui veniamo: dovremmo tutti imparare a prenderci cura l’uno dell’altro, proprio come in una famiglia.
Collocazione Biblioteca: 20103

Emanuele Bignamini, Amir Garofalo, Nuove droghe e nuovi occhi per guardarle, in Dal fare al dire, n. 1 (2023), pp. 39-49
Le riflessioni degli autori, rispettivamente psichiatra e filosofo, prendono avvio da aspetti di contesto sociale e culturale per focalizzarsi poi sul fenomeno specifico del consumo delle nuove sostanze psicoattive. Intendono seguire così il suggerimento che molti offrono agli operatori dei servizi “psi”, di alzare lo sguardo e aprire la mente per rendersi maggiormente conto delle condizioni in cui loro e i loro pazienti si pongono questioni riguardanti il benessere, la soddisfazione di vivere e il senso dell’essere al mondo. L’articolo inaugura un nuovo spazio dedicato dalla rivista alle nuove forme di dipendenza, con o senza sostanze, che vanno diffondendosi sempre più in ogni parte del mondo.

9788865484333_0_536_0_75Cecco Bellosi, L’orlo del bosco. La cura delle dipendenze tra catene e libertà, DeriveApprodi, Roma, 2022, 318 pp.
La droga è tornata come grande questione sociale che attraversa ceti e classi, integrati ed esclusi, alla ricerca performante della cocaina, illusoria degli psicofarmaci, lenitiva dell’eroina, straniante del crack, consolatoria dell’alcol, tra spaesamento, paura, angoscia, rabbia, rancore. L’orlo del bosco è la soglia tra luce e oscurità: questo è il senso del viaggio dell’autore nella sofferenza delle dipendenze, della follia, delle solitudini, dove praticare una cura non significa imporre modelli normativi né discipline. Un libro denso di storie di vita vissuta ai margini, racconti biografici e rimandi teorici a chi per primo ha pensato la terapia senza le mura o le camicie di forza.
Collocazione Biblioteca: 19676

Mastica’zine ; a cura di Paolo Cerruto, Ero una fanzine, Agenzia X, Milano, 2022, 183 pp.
‘Ero una fanzine’ nasce nel 2020. Il progetto prende vita dall’urgenza di raccontare la realtà dell’eroina nell’Italia contemporanea. Dopo vent’anni di numeri in calo, la curva delle morti per overdose da eroina è tornata a piegare verso l’alto. Oggi abita il quotidiano di sempre più persone. Il libro si propone di tornare a ragionare su questa presenza dando voce a chi vive la sostanza in prima persona. Attraverso una raccolta di diari, cronache, poesie e racconti, il libro narra la realtà dell’eroina e di tutto ciò che vi sta attorno, spaccio, consumo, dipendenza, astinenza, overdose.
Collocazione Biblioteca:  19729

Sonia Scalvini, Uno sguardo sociale sulle dipendenze. Riflessioni su competenze e risorse degli operatori, in Lavoro sociale, vol. 22, n. 3 (giu. 2022)pp. 39-43
L’Organizzazione Mondiale della Sanità in più documenti ci ricorda il carattere complesso della dipendenza, definita come una condizione frutto di una pluralità di fattori (ambientali, sociali, contestuali..). Oggi nell’alveo dei disturbi connessi alla dipendenza si parla di “dipendenza patologica” in sostituzione del termine “tossicodipendenza”, in contrapposizione alle dipendenze comportamentali. Questo cambiamento è importante per superare un atteggiamento stigmatizzante nei confronti della tossicodipendenza e delle persone che vivono tale condizione.

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Vanessa Roghi, Eroina. Dieci storie di ieri e di oggi, Mondadori, Milano, 2022, 198 pp.
Valentina ha iniziato a fumare eroina a 13 anni. Parte da qui, dalla vicenda di una ragazza come tante, il percorso di ricerca di Vanessa Roghi sul mondo delle cosiddette droghe pesanti. Sullo sfondo di questo scenario, l’autrice si interroga sulla possibilità di una soluzione diversa, sia dalla politica punitiva adottata da molti Paesi europei, tra cui l’Italia, sia da quella delle comunità terapeutiche, dove l’imperativo è rinunciare di colpo e per sempre alle sostanze. Parliamo cioè di riduzione del danno, cioè l’ammissione che per alcuni smettere di assumere stupefacenti non è un’opzione praticabile. L’autrice è ricercatrice storica.
Collocazione Biblioteca: 19847

Maria Elena Cantilena, Una storia disonesta? Il consumo di droghe nell’Italia dei lunghi anni Settanta, Pacini, Ospedaletto (PI), 2022, 226 pp.
A partire dagli anni Sessanta del Novecento, in Italia si registra un graduale aumento del consumo di cannabis, allucinogeni e oppiacei, che suscita un forte interesse, soprattutto per il suo legame con le culture giovanili. Questo volume ricostruisce il fenomeno nella sua complessità, indagando il dibattito pubblico e le risposte legislative e sanitarie. Attraverso fonti archivistiche, riviste di movimenti politici e gruppi controculturali, atti di convegni scientifici, sono analizzati il significato che i consumatori attribuiscono alla loro pratica e l’ampio dibattito politico, dal quale scaturisce una nuova normativa sugli stupefacenti nel 1975. Intrecciando diversi ambiti storiografici, il tema diventa così una cartina di tornasole per riflettere sulla trasformazione dei modelli di consumo, delle pratiche mediche e sui processi di allargamento della partecipazione democratica nell’Italia dei lunghi anni Settanta. Sull’argomento si può leggere anche il romanzo di Gianni De Martino, La città dei jinn, La nuova carne, Milano, 2023, 202 pp. (Coll. Bibl.: P046)
Collocazione Biblioteca:  19403

Luca Angrisano … [et al.]; a cura di Danilo Lazzaro, Dentro al bosco che non c’è. Rogoredo experience, Epoké, Novi Ligure, 2022, 273 pp.
Il volume è frutto di una ricerca svolta dagli studenti del terzo anno del corso di Criminalistica dell’ISF (Istituto di Scienze Forensi – Milano, anno accademico 2020-2021) nel quartiere di Milano Rogoredo. Il quartiere periferico, posto a sud est del centro di Milano è famoso per essere diventato la più grande piazza di spaccio di stupefacenti del Nord Italia. Il testo racconta questo fenomeno sociale attraverso la voce di chi il “boschetto” l’ha vissuto e di quotidianamente ci opera, attraverso il racconto dell’immaginaria passeggiata di un suo abitante.
Collocazione Biblioteca: 19827

9788855194686Peter Andreas, Killer high. Storia della guerra in sei droghe, Meltemi, Milano, 2021, 363 pp.
In questo libro Peter Andreas scava nella Storia umana per scoprire il ruolo decisivo che le sostanze psicoattive – pesanti o leggere, lecite o illecite, naturali o sintetiche – hanno avuto nei conflitti armati sin dall’epoca romana. Dalle antiche battaglie inzuppate di vino e birra alle metamfetamine che alimentarono l’aggressività dei soldati nazisti; dalle Guerre dell’oppio, alle Drug Wars americane contro la cocaina, che ora devastano il Messico dopo aver già segnato la Colombia; dall’invenzione della distillazione, che facilitò la conquista e la pulizia etnica del Nuovo Mondo, agli sconcertanti effetti dei conflitti armati sulla diffusione del tabacco e della polvere bianca: il viaggio nella Storia condotto dall’autore dimostra che droga e guerra sono cresciute insieme e sono diventate dipendenti l’una dall’altra.
Collocazione Biblioteca: 18983

Pablito el Drito, Lo spettro della droga. Storia, mercato e politica delle sostanze, Agenzia X, Milano, 2021, 257 pp.
Il libro si occupa delle interazioni tra sostanze, politica, cultura e società. Si basa su fonti di vario tipo, tra cui quotidiani, letteratura alta e popolare, riviste mainstream e underground, interviste, memoir, reportage tv, saggi di storia, politica, antropologia e farmacologia. La tesi dell’autore è che il controllo delle sostanze sia una faccenda tremendamente politica, perché decide della fortuna o delle disgrazie di intere nazioni, gruppi etnici e sociali. Per liberarci dalle logiche dello sfruttamento, della diseguaglianza crescente e della guerra è necessario saper guardare oltre il presente e immaginare un futuro diverso, anche per quanto riguarda le sostanze.
Collocazione Biblioteca: 19721

 Helen Keane, A normalised future of addiction, in The International Journal of Drug Policy, vol. 94, art. 102972 (ago. 2021) – on line, pp. 1-5
Questo saggio ipotizza la possibilità di un futuro normalizzato della dipendenza, in cui la dipendenza da sostanze non sia più legata a una categoria di malattia o a un’identità disordinata. Si basa sulla letteratura sociologica critica che affronta il tema dell’aspettativa e dell’economia morale dell’anticipazione, oltre ad adottare una prospettiva utopica ispirata alla teoria femminista e queer. Mette in discussione i discorsi dominanti sull’innovazione tecnologizzata nel campo delle dipendenze e vede invece aperture verso un futuro migliore negli spazi e nelle pratiche della riduzione del danno.

9788829008681_0_536_0_75Anna Paola Lacatena, La polvere sotto al tappeto. Discorso pubblico sulle droghe tra evidenze scientifiche e ipocrisie, Carocci, Roma, 2021, 198 pp.
L’autrice, giornalista e sociologa, espone la propria visione nell’ambito del dibattito sulle droghe. In Italia, il confronto sul consumo di sostanze psicotrope tiene conto del sensazionalismo dei media, del moralismo della società, dell’immobilismo e della retorica della politica. Le evidenze scientifiche sono sacrificate alle ideologie, ai lobbismi, alla disumanizzazione dei consumatori e dei dipendenti patologici. I proibizionisti non ammettono il piacere e l’uso ricreativo delle droghe e gli antiproibizionisti escludono aprioristicamente la malattia, rischiando entrambi di estromettere il contesto, le differenze tra le sostanze, l’individualità e la storia personale. Le droghe e i loro utilizzatori non possono essere considerati in maniera univoca. Partendo dal presupposto che chi fa uso di droghe non è un criminale, il testo tiene in considerazione il piano sanitario e socioculturale, sulla scorta del modello portoghese e del contributo offerto da alcuni protagonisti del mondo della cultura.
Collocazione Biblioteca: 19851

Chiara Pensa, Valeria Ugazia, Perché drogarsi, in Psicologia contemporanea, n. 283 (gen. – feb. 2021), pp. 68-73
Ciascuno attribuisce alla droga significati e funzioni diversi a seconda della semantica con cui costruisce il proprio mondo. L’articolo riporta i risultati di una ricerca svolta tra tossicodipendenti in struttura riabilitativa: la maggioranza usava la “semantica della bontà”, attraverso la polarità buono/cattivo e vivo/morto, in cui l’uso di eroina e cocaina permetteva loro di trovare un posizionamento stabile in uno dei due poli. Altri facevano riferimento alla “semantica del potere” per cui il mondo si divide tra vincenti e perdenti. La cocaina li aiutava a sentirsi vincenti, mentre il crack li faceva sentire falliti.

Raimondo Maria Pavarin, Io non sono uno spacciatore. Sono un consumatore, aiuto gli amici. La ricerca qualitativa con interviste a venditori di cannabis non professionisti, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 51, n. 3 (estate 2021), pp. 42-45
L’obiettivo principale della ricerca proposta è conoscere alcuni aspetti collegati alla vendita di cannabis in Italia a partire dal punto di vista del consumatore. Per questo motivo sono stati intervistati alcuni consumatori che abbiano venduto almeno una volta nella vita tale sostanza. Particolare attenzione è stata posta al funzionamento di alcuni aspetti del mercato della droga: l’acquisto, la rivendita, l’intermediazione, le motivazioni e l’identità dello spacciatore.

la_droga_in_testa-1Henri Margaron, La droga in testa. Una nuova narrazione, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2021, 128 pp.
«Le droghe sono considerate da tutti i genitori il maggiore pericolo in cui incorrono i figli quando iniziano la strada dell’autonomia». Sono le parole d’esordio di questo saggio, scritto da uno psichiatra esperto di dipendenze che qui approfondisce il tema del rapporto tra consumo, dipendenza e cervello, con l’obiettivo di sfatare alcune convinzioni. A lungo si è stati convinti dell’esistenza nel cervello di una particolare struttura suscettibile di essere messa “in tilt” dal consumo di sostanze stupefacenti. Le più recenti scoperte in campo di neuroscienze, tuttavia, hanno messo in discussione questo approccio. Se il fulcro delle straordinarie capacità del nostro cervello sta nel modo in cui questo apprende continuamente a interagire con il contesto esterno, l’attenzione va posta, invece, sul modo in cui le droghe, o alcuni comportamenti, condizionano questa interazione sino alla dipendenza e interferiscono con la formazione della personalità.
Collocazione Biblioteca: 18911

Carl L. Hart, Drug Use For Grown-ups: Chasing Liberty in the Land of Fear, Penguin Putnam Inc, New York, 2021, 304 pp.
Da uno dei massimi esperti mondiali sull’argomento, una forte argomentazione secondo cui i maggiori danni delle droghe derivano dalla loro illegalità e un fiducioso calcolo della possibilità del loro uso come parte di una vita responsabile e felice. Il Dr. Carl L. Hart, Professore Ziff alla Columbia University ed ex presidente del Dipartimento di Psicologia, è uno dei massimi esperti mondiali degli effetti delle cosiddette droghe ricreative sulla mente e sul corpo umaniIn Drug Use for Grown-Ups, attinge a decenni di ricerca e alla sua esperienza personale per sostenere definitivamente che la criminalizzazione e la demonizzazione del consumo di droga – non le droghe stesse – sono state un tremendo flagello per l’America.
Collocazione Biblioteca: 19784

Leopoldo Grosso, Quale lettura del consumo di sostanze psicoattive? Appunti per una rappresentazione del consumo nei mondi giovanili, in Animazione Sociale, n. 9/341 (2020), pp. 16-27
Secondo l’autore, psicologo e psicoterapeuta, le analisi dei consumi giovanili a volte sono controproducenti, in quanto finiscono per vedere pericoli ovunque, al punto di inibire in genitori e operatori l’essere di aiuto là dove insorgono difficoltà. L’autore offre una serie di riflessioni e suggerimenti per avvicinarsi a rappresentazioni in grado di condividere la ricerca giovanile di spiragli entro cui interrogarsi sull’esserci in questa società. Delo stesso autore si veda anche l’articolo Consumi stupefacenti, in La Via Libera, n. 2 (mar. – apr. 2020), pp. 20-48

51smTQ-r3QL._AC_UF1000,1000_QL80_Luigi Ciotti, Droga. Storie che ci riguardano, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2020, 111 pp.
Partendo da un’esperienza di quasi cinquant’anni – don Luigi Ciotti aprì il primo centro di accoglienza per tossicodipendenti in Italia nel 1973 – questo libro affronta la complessità dell’argomento dell’uso e abuso di sostanze e degli effetti di queste sulle vite di tutti giorni. Racconta le storie umane dietro la dipendenza, denuncia il narcotraffico – il più redditizio business delle mafie – e stimola un impegno costante verso il raggiungimento di normative e metodologie di recupero che siano umane, che non puniscano ma valorizzino la dignità e la ricerca di autonomia.
Collocazione Biblioteca: 18635

 Simone Feder, Alice e le regole del bosco, Mondadori, Milano, 2020, 159 pp.
La storia raccontata in questo libro è vera e nasce dall’incontro che ha cambiato la vita di Alice, quello con Simone, l’educatore che l’ha aiutata a disintossicarsi. L’incontro ha poi dato vita a un’autobiografia corale, che presta la voce a chi troppo spesso è giudicato, allontanato ed emarginato solo perché diverso, scomodo, magari sporco e inquietante. La protagonista, Alice, diciassette anni, ha quella che potrebbe definirsi una “vita normale”: una famiglia che le vuole bene, una buona carriera scolastica, una migliore amica che la adora, Daria. Eppure si sente diversa, fuori posto, incompresa. Fino a che non incontra Samuele, di un paio di anni più grande, che vive il suo stesso malessere. Samuele ha una brutta fama, dice Daria ad Alice, è “un drogato, uno che va al boschetto”. Si riferisce a Rogoredo, una delle più grandi piazze di spaccio della Lombardia. Ma Samuele è affascinante, seducente e Alice se ne innamora. È lui a condurla al bosco, introducendola a poco a poco ai suoi abitanti e all’atmosfera di disperazione che li avvolge. Pochi mesi e Alice, seguendo Samuele, passa come lui dal “fumo” al “buco”, fino a diventare succube dell’eroina. Benché cerchi disperatamente di far coesistere le sue due vite parallele, quella di “ragazza normale” e quella di “tossica”, la sua è una discesa inarrestabile verso il fondo più oscuro della tossicodipendenza. Entrare nel bosco è facile, uscirne non lo è affatto.
Collocazione Biblioteca: 19788

Le sostanze psicoattive

Jørg Mørland … [et al.], On the duration of cannabis effects and the presence of THC in the body, in Addiction, vol. 118, n. 2 (feb. 2023) – on line, pp. 390-391
Quando il tetraidrocannabinolo (THC), l’ingrediente psicoattivo più importante della cannabis, è presente in concentrazioni sufficientemente elevate, influisce sulla funzione cerebrale. È importante conoscere la durata di questo effetto, sia per uso medico che ricreativo. Nuovi studi indicano che piccole quantità di cannabis rimangono presenti nel cervello più a lungo di quanto precedentemente ipotizzato e si accumulano con l’assunzione ripetuta. Questo breve articolo spiga le attuali conoscenze in merito e, auspicando ulteriori ricerche in merito, afferma che i consumatori dovrebbero esserne informati.

FrUteWEaMAAiYT5UNODC, Global Report on Cocaine 2023. Local dynamics, global challenges, United Nations Publications, Vienna, 2023, 184 pp.
Questo rapporto, redatto dall’UNODC, fornisce i dati più recenti sul traffico di cocaina. Dal 2020 la produzione di cocaina è aumentata vertiginosamente, e con essa la sua distribuzione. Sono state individuate nuove zone di passaggio dei traffici nel sud-est Europa e nelle regioni centrali e occidentali dell’Africa, continente in cui peraltro si registra un pericoloso rischio di aumento dell’uso di cocaina, rischio condiviso con le regioni del sud Asia. Si registrano anche cambiamenti nel panorama criminale legato alla gestione dei traffici, con la dissoluzione dei gruppi delle FARC che detenevano il monopolio sulla produzione colombiana di coca, fattore che ha aperto la strada a una miriade di piccole reti di trafficanti intente a riempire il vuoto. Inoltre, si nota la proliferazione di “service providers”, gruppi specializzati in aspetti specifici della produzione e del traffico che offrono a pagamento servizi logistici ai network criminali. Si veda inoltre il report dell’EMCDDA, Europol, EU Drug Market: Cocaine, EMCDDA, Lisbona, 2022, 92 pp.

EMCDDA, Hexahydrocannabinol (HHC) and related substances. Technical report, EMCDDA, Lisbona, 2023, 107 pp.
Rapporto tecnico dell’EMCDDA sulla diffusione dell’Hexoidrocannabinolo (HHC), un cannabinoide semisintetico (SSC) la cui diffusione sta aumentando per il suo status tecnicamente legale, dato che non contiene il principio attivo della cannabis, nonostante gli effetti comparabili. La pubblicazione studia la sua diffusione nel mercato europeo, la diffusione di altri SSC, e propone nella sua seconda parte uno studio dettagliato sul principio attivo in sé, a livello chimico, come viene prodotto, identificato, i suoi usi legittimi e le informazioni scientifiche sui cannabinoidi più simili.

Sylvia Kay, Prohibited plants. Environmental justice in drug policy, TNI, Amsterdam, 2022, 76 pp.
La politica sulle droghe e la politica ambientale hanno spesso operato in modo opposto l’una all’altra. Tuttavia, nell’epoca attuale, caratterizzata da stress ambientale, cambiamenti climatici e riscaldamento globale, questo scollamento richiede un urgente rimedio per sviluppare un approccio di “riduzione del danno ambientale” alla politica sulle droghe. Questo rapporto illustra tale approccio, con un’attenzione particolare alle tre principali colture di droghe agricole. Attraverso una serie di casi di studio sulla coltivazione della coca nella regione andina e il traffico di cocaina in America centrale, sulla coltivazione del papavero da oppio in Myanmar e in Afghanistan e sulla coltivazione di cannabis in Marocco e in California, il rapporto documenta una serie di impatti ambientali associati a queste “piante proibite” e pone le basi per una serie di percorsi di sostenibilità da esplorare nell’ambito della politica della droga a tutela delle persone, della terra e delle sue risorse.

Otto Simonsson … [et al.], Prevalence and associations of classic psychedelic-related seizures in a population-based sample, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 239,  (ott. 2022) – on line, pp. 1-4
Studi precedenti hanno riportato collegamenti fra il consumo classico di sostanze psichedeliche e le convulsioni, ma rimane scarsa la conoscenza sulla prevalenza e i potenziali fattori di rischio delle tipiche convulsioni legate alle sostanze psichedeliche. Usando un campione rappresentativo della popolazione USA adulta riguardo a sesso, età ed etnia (n = 2822), questo studio ha esaminato la prevalenza e i potenziali fattori di rischio delle tipiche convulsioni causate da sostanze psichedeliche, in un sotto-campione di rispondenti che hanno segnalato un consumo tipico di sostanze psichedeliche nel corso della vita (n = 613). Nell’articolo sono riportati e commentati risultati dello studio.

David Adzrago … [et al.], Kratom use categories and their associations with co-occurring substance use and mental health disorder symptoms during the COVID-19 pandemic, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 239,  (ott. 2022) – on line, pp. 1-8
Il consumo di kratom, una sostanza psicoattiva, costituisce un’area di ricerca in evoluzione, ma è ancora poco studiata. Il lavoro proposto esamina l’associazione fra le categorie di consumo del kratom, la salute mentale e i disturbi da consumo di sostanze nella popolazione USA. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

downloadEMCDDA, Europol, EU Drug Market: Methamphetamine, EMCDDA, Lisbona, 2022, 56 pp.
Questa pubblicazione dell’EMCDDA in collaborazione con la Europol descrive un’analisi aggiornata del mercato della metanfetamina nell’Unione Europea, dalla produzione al traffico alla distribuzione, a tutti i livelli. Il testo si propone come una guida per l’Unione Europea e per i suoi stati membri a quali sono i rischi più urgenti di cui tenere conto e gli approcci da prendere a riguardo. In Europa il mercato della metanfetamina è relativamente piccolo, storicamente relegato alle regioni centro-europee della Repubblica Ceca e Slovacchia, ma negli ultimi anni è in espansione. Paesi Bassi e Olanda hanno grandi centri di produzione di metanfetamine e altre droghe con metodi e materiali di produzione simili (MDMA, anfetamina) sia per il mercato interno che per mercati esterni, e aggiungendo il fatto che l’Unione Europea è luogo di passaggio di prodotto da altri grandi esportatori come Messico e Nigeria, c’è il rischio che la maggior quantità e quindi facile reperibilità di metanfetamine causi un aumento del consumo.

Raimondo Maria Pavarin … [et al.], Il mercato sociale della cannabis in Italia, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 12, n. 45 (mar. 2022), pp. 7-52
Nel corso degli ultimi trenta anni l’uso di cannabis ha subito un processo di normalizzazione e di maggiore accettazione sociale. Il dossier analizza il mercato sociale della cannabis, la coltivazione della cannabis e il labirinto legislativo, la potenzialità della canapa industriale, la dimensione economica del mercato sociale, i Cannabis social club e l’approvvigionamento moderatamente commerciale di sostanze illecite. A livello internazionale si veda invece il report di  Mike Vuolo, João Matias, Sources of cannabis acquisition by country and frequency of use in the European web survey on drugs. Monitoring drug use in the digital age: studies in web survey, EMCDDA, Lisbona 2022, pp. 11

Andrea Giambartolomei, La droga del sesso arriva col postino, in lavialibera,  n. 12 (2021), pp. 57-59
“Droga dello stupro” o ecstasy liquida, nel gergo “G”: di tratta del Ghb e del Gbl, molto ricercate per i chemsex, orge a base di droghe (soprattutto tra gay). In circolazione già dagli anni ’90, quel che è cambiato è la diffusione, in crescita ed effettuata tramite acquisti on line e invii per posta o corriere.

9788867833368_0_536_0_75Dale Pendell, Pharmako Gnosis. Piante psicoattive e la via venefica, Add, Torino, 2021, 407 pp.
Ayahuasca, mescalina, amanita muscaria, peyote, San Pedro, jurema, DMT, ketamina, toloache, alcaloidi tropan e molte altre specie e sostanze sono raccolte in uno studio enciclopedico e interdisciplinare in cui si incontrano farmacologia e neuroscienze, etnobotanica, antropologia e mitologia. Il libro è la più completa esplorazione scientifico-poetica delle piante psicoattive e dei relativi sintetici. E’ illustrato seguendo la tradizione degli antichi erbari.
Collocazione Biblioteca: 19824

Psy*Co*Re ; a cura di Alessandro Novazio e Bernardo Parrella, Verso la maturità psichedelica. Interventi selezionati dalle edizioni 2019 e 2020 degli Stati Generali della Psichedelia in Italia, AnimaMundi, Otranto, 2022, 240 pp.
L’obiettivo primario dei due eventi, di cui questo testo raccoglie i principali interventi, è di fare il punto, in ambito italiano, sugli studi e sulle iniziative relative agli stati modificati di coscienza e alle scienze della mente in relazione all’utilizzo delle sostanze enteogene, avviando un ponte informativo tra gli addetti ai lavori e chiunque sia interessato a conoscere questi percorsi. Il network di riferimento è Psy.Co.Re costituito nel 2019 a Torino che riunisce tutti le persone che a vario titolo si occupano di stati modificati di coscienza con particolare attenzione alla salute e agli aspetti etici che ne conseguono.
Collocazione Biblioteca: 19862

EMCDDA, Synthetic cannabinoids in Europe – a review, EMCDDA, Lisbona, 2021, 70 pp.
Questo rapporto dell’EMCDDA fa il punto sulla situazione dei cannabinoidi sintetici e della loro diffusione nell’Unione Europea secondo i dati raccolti dall’EU EWS (European Union Early Warning System). Viene dettagliata la storia della loro diffusione, descrizioni chimiche, fisiche e farmacologiche delle varie sostanze, i loro effetti sulla salute e i modelli di utilizzo osservati, con l’obiettivo di informare e dare le basi per contrastare il fenomeno agli organismi preposti.

CSB_DROGHE_COVER-510x796A cura di Ludovica Lugli, Le droghe, in sostanza. Una guida per capire perché ci sono sempre state e ci saranno sempre, e perché la parola vuol dire tante cose diverse, Iperborea ; Il Post, Milano, 2022, 256 pp.
Le sostanze che chiamiamo «droghe» sono tante e diverse, e i loro effetti variano molto a seconda delle dosi, delle caratteristiche di chi le assume e delle ragioni per cui lo fa. Per questo parlare delle droghe come se fossero tutte uguali è riduttivo e fuorviante. Inoltre ignora il fatto che la stessa sostanza che qualcuno usa per provare piacere e divertirsi, può essere utile a qualcun altro per i suoi effetti terapeutici: il confine tra «droghe», per come abitualmente usiamo questo termine, e «farmaci» è meno netto di quanto si pensi. In molte parti del mondo si mette in discussione la cosiddetta «guerra alle droghe» e si tentano nuovi approcci, con depenalizzazioni e legalizzazioni, conservando l’attenzione necessaria sui rischi. Per capire quale direzione prendere bisogna prima di tutto capire di cosa parliamo.
Collocazione Biblioteca:  19403

Jonathan P. Caulkins, Radical technological breakthroughs in drugs and drug markets. The cases of cannabis and fentanyl, in International Journal of Drug Policy, vol. 94, art. 103162 (ago. 2021) – on line, pp. 1-19
La legalizzazione della cannabis e l’arrivo del fentanyl non medico stanno modificando radicalmente i mercati della droga nordamericani. Una parte essenziale di questo cambiamento è la capacità di produrre grandi quantità di queste droghe a basso costo, che è come una svolta tecnologica nella produzione. Questo saggio, attraverso tecniche di statistica descrittiva, analogia storica e ragionamento economico, esplora le possibili conseguenze future di queste tendenze. Lo studio indica che per la cannabis e gli oppioidi in Nord America, le condizioni sono mature per cambiamenti significativi, non solo nelle quantità consumate e nei danni associati, ma anche nei ruoli di queste droghe e nel loro controllo nella società. Non ci sono ragioni ovvie per cui queste tendenze non si diffonderanno anche in altri continenti.

Johannes Thrul & Albert Garcia-Romeu, Whitewashing psychedelics. Racial equity in the emerging field of psychedelic-assisted mental health research and treatment, in Drugs : Education, Prevention and Policy, n. 3 (2021) – on line, vol. 28, pp. 211-214
La crescente ricerca sulle potenziali applicazioni terapeutiche di allucinogeni appartenenti alla Tabella I, tra cui la psilocibina “psichedelica classica” e l’ MDMA, ha dimostrato di essere promettente per una serie di malattie mentali. I risultati preliminari suggeriscono benefici sostanziali del trattamento assistito da psilocibina per la depressione maggiore, per la dipendenza da alcol e tabacco e per il disagio esistenziale correlato al cancro. Allo stesso modo, la terapia assistita da MDMA ha dimostrato miglioramenti persistenti nei sintomi del disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Pertanto, sia la psilocibina che l’MDMA hanno ottenuto la designazione di “terapia rivoluzionaria” dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense e, in attesa di esiti positivi degli studi clinici in corso e futuri, potrebbero emergere come un nuovo paradigma di trattamento con notevoli ramificazioni per la cura della malattia mentale.

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), New benzodiazepines in Europe. A Rewiew, EMCDDA, Luxembourg, 2021, 48 pp.
Questo rapporto fornisce una revisione tecnica dell’attuale corpo di conoscenze relative alle nuove benzodiazepine monitorate dal sistema di allarme rapido dell’UE. Gli obiettivi di questo rapporto sono rafforzare la consapevolezza situazionale delle nuove benzodiazepine in Europa e aiutare le parti interessate a prepararsi e rispondere alla salute pubblica e alle minacce sociali causate da tali sostanze.

npsEuropean Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), New psychoactive substances: global markets, glocal threats and the COVID-19 pandemic. An update from the EU Early Warning System, EMCDDA, Lisbon, 2020, 32 pp.
In questo aggiornamento del sistema di allarme rapido dell’UE si propone di fornire approfondimenti su ciò che sta accadendo con le nuove sostanze psicoattive in Europa, sulla base dei dati delle attività di allarme rapido e di valutazione dei rischi dell’agenzia. Il rapporto copre il periodo fino a ottobre 2020 e quest’anno si concentra sui mercati globali, le minacce glocal e la pandemia di COVID-19.

Leah Moyle, Alexandra Aldridge, Ben Mechen, Pharmacosex: Reimagining sex, drugs and enhancement, in The International Journal of Drug Policy, vol. 86, n. 102943 (dic. 2020) – on line, pp. 1-10
Il consumo di droghe in contesti sessuali sta ricevendo più attenzione che mai nei media, nelle istituzioni sanitarie pubbliche, e nelle comunità. Tuttavia, la ricerca ad oggi è più spesso interessata all’uso di droga collegato al sesso delle popolazioni lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e queer (LGBTQ), e in particolare uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini praticando il ‘chemsex’. In un contesto dominato dalle prospettive della salute pubblica e della scienza medica, questo articolo cerca di andare oltre i discorsi prevalenti su sesso e droga caratterizzati da rischio e danno, o piacere. Attingendo a una nozione espansiva di accrescimento, esploriamo gli incroci fra consumo di droga e sesso attraverso il concetto di ‘pharmacosex’ (sesso e farmaci): i modi in cui le popolazioni più vaste esperimentano una gamma di droghe illegali che modificano e aumentano la loro vita sessuale nel contesto di processi più vasti di “farmacizzazione” della sessualità.

Blake Beaton, … [et al.], Accounting for Microdosing Classic Psychedelics, in Journal of Drug Issues, n. 1 (gen. 2020) – on line, vol. 50, pp. 3-14
Il microdosaggio di sostanze psichedeliche classiche (ad es. LSD [dietilamide dell’acido lisergico] e psilocibina) è la pratica di assumere piccole quantità di queste sostanze per apportare vari cambiamenti positivi nella vita. Poco si sa delle esperienze soggettive e delle percezioni di coloro che si impegnano in questa pratica. Di conseguenza, usiamo la sociology of accounts come quadro teorico per esplorare i modi in cui coloro che effettuano microdosi scusano o giustificano la loro pratica. Utilizzando i dati di interviste semistrutturate con 30 persone che avevano microdosato, scopriamo che nessuno ha fornito scuse per il loro microdosaggio, ma tutti hanno offerto una o più giustificazioni. Quando hanno discusso del loro microdosaggio, i partecipanti hanno sottolineato sei giustificazioni chiave: negazione del danno, autosufficienza, autorealizzazione, appello alla normalità, appello alla lealtà e alla conoscenza. I risultati forniscono approfondimenti sulle esperienze soggettive di coloro che effettuano microdosi di sostanze psichedeliche, compresi i modi in cui tentano di allineare le proprie azioni con le aspettative della società.

La prevenzione

copertina-nuovo-numero-blu-speciale-2023 - WEB - PAG SEPARATERoberto Fiorini … [et al.], Prevenzione al Centro, Il nuovo Centro Regionale di Prevenzione e Promozione della Salute del Piemonte, in Dal fare al dire, a. 32, numero speciale (2023), pp. 54-58
L’articolo presenta il Progetto Prox Experience, nato nel 2014 all’interno delle attività di Promozione della Salute previste nel Piano Locale delle Dipendenze, sviluppatosi poi all’interno del Centro Regionale di Prevenzione e Promozione della Salute.

Max Felker-Kantor, DARE to say no: Police and the cultural politics of prevention in the war on drugs, in Modern American History, vol. 5, n. 3 (nov. 2022) – on line, pp. 313-337
L’articolo racconta del programma DARE (Drug Abuse Resistance Education), introdotto nelle scuole elementari nel 1983 dal Dipartimento di Polizia di Los Angeles e diventato, negli anni, il programma di educazione antidroga più importante della nazione. Il programma, oltre ad insegnare ai bambini i pericoli costituiti dalle droghe, sposta la responsabilità della prevenzione del consumo di droga dalla politica sociale e sanitaria pubblica a progetti educativi locali. Condotti dalle forze dell’ordine, questi progetti educano alla responsabilità personale, al valore di famiglie moralmente forti e al rispetto per l’autorità della polizia e sottolineano le conseguenze di un comportamento scorretto e l’importanza del rispetto della legge e dell’ordine.

Ruth McGovern… [et al.], The effectiveness of psychosocial interventions at reducing the frequency of alcohol and drug use in parents. Findings of a Cochrane Review and meta-analyses, in Addiction, vol. 117, n. 10 (ott. 2022) – on line, pp. 2571-2582
Il consumo di sostanze da parte dei genitori è una preoccupazione importante per la salute e la salvaguardia pubbliche. Vi sono stati diversi studi che hanno esaminato interventi mirati a questo fattore di rischio. In questo studio si è voluto stimare l’efficacia di interventi psicosociali nel ridurre il consumo di sostanze da parte dei genitori (di figli sotto i 21 anni). La ricerca ha rilevato che gli interventi mirati solo all’uso di sostanze o alle capacità genitoriali non sono stati efficaci nel ridurre la frequenza del consumo di alcol o droghe. Gli interventi psicosociali, pertanto, dovrebbero mirare sia alla genitorialità che al consumo di sostanze in un intervento integrato.

Hélio Manhica … [et al.], Trajectories of NEET (Not in Education, Employment, and Training) in emerging adulthood, and later drug use disorder – a national cohort study, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 233,  (apr. 2022) – on line, pp. 1-7
L’assenza di istruzione, occupazione o formazione (NEET) è stata associata a esiti negativi per la salute. Questo studio si propone di indagare l’associazione tra NEET durante l’età adulta emergente e il successivo disturbo da uso di droghe (DUD) tra maschi e femmine. È stato analizzato un campione di 383.116 maschi e 362.002 femmine svedesi nati tra il 1984 e il 1990. Sono stati valutati annualmente i giovani NEET tra i 17 e i 24 anni e il loro follow-up per i DUD tra i 25 e i 33 anni. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

as353A cura di Valeria Carli … [et al.], Mettere in campo un pensiero di cura verso le/gli adolescenti. Le evoluzioni negli anni dell’idea di prevenzione, in Animazione Sociale, n. 03/353 (2022), pp. 68-96
Tre gli articoli pubblicati in questo focus: “Cosa vuol dire ragionare oggi di prevenzione? Sintonizzarsi con questa generazione di adolescenti”; “Come potenziare la capacità educativa di una scuola. Oltre ogni delega ai cosiddetti esperti”; “Sperimentarsi a contatto con le cose del mondo. ‘Esperienze forti’: un progetto educativo territoriale”. Si consulti inoltre l’articolo di Claudio Renzetti, Tre tracce di discussione sulla prevenzione. Domande scomode per tempi difficili, n. 8/340 (2020), pp. 60-66

Zoe E. Reed, Robyn E. Wootton, Marcus R. Munafò, Using Mendelian randomization to explore the gateway hypothesis: possible causal effects of smoking initiation and alcohol consumption on substance use outcomes, in Addiction, vol. 117, n. 3 (mar. 2022) – on line, pp. 741-750
Si pensa che l’uso iniziale di droghe quali il tabacco e l’alcol possa portare a un consumo più problematico successivo di droghe, è l’ipotesi del ‘passaggio’. Tuttavia le associazioni osservate possono essere dovute a un fattore condiviso di rischio sotterraneo, quali la caratteristica di impulsività. In questo studio è stato utilizzata la randomizzazione bidirezionale Mendeliana (Mendelian randomization = MR) per verificare l’ipotesi del “passaggio”. La ricerca ha evidenziato che l’iniziazione al fumo può portare a un aumento del consumo di alcol, al consumo e alla dipendenza da cannabis. Il consumo di cannabis può anche portare all’ iniziazione al fumo e la dipendenza da oppiacei al consumo di alcol. Tuttavia, dato che il consumo di alcol e tabacco tipicamente inizia prima dell’uso di altre droghe, questi risultati possono riflettere un fattore di rischio condiviso o un effetto bidirezionale per il consumo di cannabis e la dipendenza da oppiacei.

Giovanni Battista Modonutti, Fulvio Costantinides, Conoscenze sulla natura, le proprietà e gli effetti ed i rischi del fumo di tabacco espresse dagli/lle adolescenti in Friuli-Venezia Giulia (AS 2018/2019), in Alcologia, n. 48 (2022) – on line, pp. 129-167
L’articolo espone i risultati di una ricerca sulle conoscenze degli adolescenti scolarizzati riguardo al fumo di tabacco. Un campione di 447 studenti di alcuni Istituti Tecnici e Professionali della provincia di Gorizia, di cui 293 maschi e 154 femmine, ha risposto a un questionario anonimo, auto somministrato, semi strutturato, con domande riguardanti l’età anagrafica, il genere e la classe scolastica frequentata; la conoscenza della normativa italiana che regola le vendite dei prodotti del fumo di tabacco; la natura, le proprietà, gli effetti e l’entità dei rischi tabacco/nicotina correlati. Ne emerge che le conoscenze degli studenti in proposito non raggiungono livelli ottimali neanche alla fine della carriera scolastica. Secondo gli autori, i risultati acquisiti suggeriscono di rivisitare la programmazione didattica con l’intento di modificare le conoscenze scorrette presenti nel background culturale degli studenti in modo da favorire scelte critiche e responsabili a favore della salute.

psic

Mattia Mazzarese, Caterina Primi, Maria Anna Donati, La Peer education è efficace per la prevenzione dei comportamenti di addiction in adolescenti e giovani adulti? Una rassegna sistematica, in Psicologia della Salute, n. 1 (2022), pp. 61-90
La peer education è un approccio molto diffuso a livello internazionale nell’ambito della prevenzione dei comportamenti a rischio negli adolescenti. Tuttavia, un solo studio ha valutato in modo sistematico l’efficacia di questo approccio nella prevenzione dell’uso di sostanze. Lo scopo della presente rassegna sistematica consiste nel sopperire a questa carenza, valutando l’efficacia degli interventi di peer education rivolti alla prevenzione di comportamenti di addiction negli adolescenti, tra cui anche il gioco d’azzardo.

Francesco Amato … [et al.], Riflessioni sull’uso di cannabis in adolescenza. Banalizzazione, complessità e interventi sanitari, in Dal fare al dire, a. 31, n. 1 (2022), pp. 47-54
L’ uso di cannabis rappresenta una problematica di rilievo nel corso del’adolescenza, la cui complessità spesso non viene compresa in modo adeguato. La percezione dei rischi associati al consumo di tale sostanza in adolescenza appare distorta e spesso banalizzata sia dagli adolescenti che dagli adulti, anche per via dell’ambiguità e della contradditorietà della comunicazione mediatica; inoltre la repentina ascesa del ricorso alla cannabis terapeutica genera confusione. Risulta dunque importante indagare le possibili ragioni associate al consumo della sostanza, che spesso è indice di un blocco evolutivo e di una difficoltà ad affrontare in modo adattivo emozioni e sentimenti. I servizi del territorio sono chiamati a rispondere con un approccio multidisciplinare e flessibile, volto ad aumentare la consapevolezza dei ragazzi e delle loro famiglie rispetto ai rischi, anche neurologici, associati all’uso di cannabis.

Fabio Cantelli Anibaldi, Prevenzione? Non pervenuta, in lavialibera, n. 18 (2022), pp. 66-67
Secondo l’autore, nell’ambito delle tossicodipendenze si è perso di vista un tema cruciale: la prevenzione, vale a dire cosa fare affinché un giovane non incontri le droghe o, avendole incontrate, sia in grado di abbandonarle senza rimpianti e senza aver messo a repentaglio la propria salute fisica ed emotiva. Le dipendenze non vanno “sedate”, con il metadone, per esempio, ma esplorate nelle loro radici, perché solo così è possibile liberarsene e imparare ad amare la vita. Si consulti inoltre nel numero precedente l’inserto dedicato al consumo di sostanze da parte dei giovani di Nicholas Medone … [et al.], Liberi di crepare, pp. 22-46

Claudio Leonardi … [et al.], Adolescenza on-line, sovraesposizione alla tecnologia e uso di sostanze prima del CoronavirusDal fare al dire, a. 31, n. 2 (2022), pp. 52-59
Nell’anno scolastico 2019-2020 la U.O.S. Patologie da Dipendenza, della ASL Roma 2, ha condotto un’indagine esplorativa con l’obiettivo di monitorare la percezione dei fenomeni di diffusione di uso e abuso di sostanze stupefacenti, alcol, web, nuove tecnologie, gioco d’azzardo e shopping da parte di adolescenti di età compresa tra i 13 e 20 anni in una realtà scolastica territoriale. L’obiettivo della ricerca è esplorare il mondo degli adolescenti rispetto al tema delle sostanze e della tecnologia, tra realtà percepita e abitudini personali, al fine di individuare interventi di prevenzione mirati. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

cover202109bIcro Maremmani … [et al.], Adolescenza e uso di sostanze: disturbi duali, scuola e famiglia, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 11, n. 43 (set. 2021), pp. 1-55
L’approccio medico al paziente con disturbo duale (DD) è indubbiamente delicato a causa del contesto culturale in cui i pazienti si trovano inseriti e che coinvolge due componenti, quella psichiatrica e quella dell’addiction, che non posso essere separate. Si segnalano in particolare gli articoli: “ll disturbo duale negli adolescenti: considerazioni diagnostiche e implicazioni cliniche” di Yifrah Kaminer; “Trattamento dell’uso di cannabis negli adolescenti in comorbidità con disturbo depressivo maggiore: un caso di studio” di Yifrah Kaminer; ““Una scuola per la vita”. Monitoraggio di un intervento di prevenzione multidisciplinare in quattro scuole napoletane” di Fabio Curcio … [et al.]; ” Associazione tra esperienze avverse infantili e comportamenti rischiosi per la salute come il fumo, l’uso di alcol e l’abuso di sostanze nell’adolescenza” di Marija Raleva, Liljana Ignjatova.

Alex Mold, Just say know: Drug education and its publics in 1980s Britain, in The International Journal of Drug Policy, vol. 88, n. 103029 (feb. 2021) – on line, pp. 1-7
Fino agli anni 80 del ‘900 le campagne di educazione contro la droga nel Regno Unito erano rare. Questo articolo esamina le ragioni dietro un cambiamento della politica che portò all’introduzione dell’educazione contro la droga nei mass media alla metà degli anni ’80. Si concentra su due campagne. “L’eroina ti rovina” (Heroin Screws You Up), fu effettuata in Inghilterra e “Scegli la vita, non le droghe” (Choose Life Not Drugs) in Scozia. Le campagne avevano toni diversi: “L’eroina ti rovina” utilizzava tattiche di paura e ‘horror shock’, mentre ‘Scegli la vita non le droghe’ cercava di fornire un messaggio di salute più positivo. ‘L’eroina ti rovina’ fu criticata da molti esperti per il suo approccio stigmatizzante. ‘Scegli la vita non le droghe’ fu recepita con maggior favore, ma entrambe le campagne incontrarono difficoltà con il più vasto pubblico. Questa analisi delle politiche storiche punta a esaminare la relazione complessa e sfumata fra le campagne di educazione antidroga e il loro pubblico, che solleva più ampie questioni sull’educazione sanitaria e i suoi ‘utenti’.

Prosperini di San Pietro, Annarosa Airoldi, Il lockdown e il suo impatto su adolescenti e famiglie, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 51, n. 1 (2021), pp. 31-35
Il contributo nasce dal confronto tra i caregiver della Cooperativa sociale onlus Piccolo Principe e della Neuropsichiatria infantile, che collaborano da anni nella presa in carico integrata degli adolescenti e famiglie del territorio della provincia di Varese. In questo articolo le autrici condividono le riflessioni inerenti la gestione dell’utenza in carico durante il lockdown e riflettono sull’impatto che esso ha avuto. Sull’argomento si consulti anche la ricerca americana di Richard Miech … [et al.], Adolescent drug use before and during U.S. national COVID-19 social distancing policies, in Drug and alchool dependence, art. 108822 (set. 2021) – on line, vol. 226, pp. 1-7

Vibeke A. Frank …  et al.], Drug experienced young people in contact with the Criminal Justice System. Special Focus, in Drugs: Education, Prevention and Policy, n.1 (2021) – on line, vol. 28, pp. 1-58
Il focus di questa raccolta di documenti è sui giovani (14-25 anni) che hanno esperienza con la droga e sono in contatto con il sistema di giustizia penale (CJS). In generale, la ricerca, e di conseguenza anche le politiche e i servizi, tendono a concentrarsi sul consumo da parte dei giovani o sui reati collegati, ma raramente affrontano problemi più complessi, come intende invece fare questa monografia. I quattro documenti di questa raccolta si basano sulla ricerca del progetto EPPIC (Exchange Prevention practices on Polydrug use between Youth In Criminal Justice systems) finanziato dall’UE. Il progetto si è svolto da gennaio 2017 a febbraio 2020 e ha raccolto la sfida di indagare su come i giovani con esperienza di droga coinvolti in reati siano trattati nei sistemi legali, sanitari e previdenziali in sei paesi dell’UE (Austria, Danimarca, Germania, Italia, Polonia, UK). Alla ricerca effettuata in Italia hanno partecipato anche, come ricercatrici, Franca Beccaria e Sara Rolando.

9788833533315_0_536_0_75Maddalena Bisollo, Pensieri stupefacenti. La prevenzione filosofica delle tossicodipendenze, Lindau, Torino, 2020, 253 pp.
L’autrice, filosofa, affronta un tema complesso come quello della prevenzione delle tossicodipendenze che richiede oggi nuove e molteplici chiavi di lettura. Una di queste ci viene offerta dal metodo della consulenza filosofica che, integrandosi agli approcci preventivi di carattere medico e psicologico, promuove una visione olistica della cura dell’essere umano. Per l’autrice la filosofia è la più titolata per soccorrerci nella vita dinanzi alle questioni di senso e di significato. Oltre a una disamina teorica, il volume propone un’analisi di metodologie, laboratori ed esempi concreti. Al fondo del volume è presente anche una sitografia.
Collocazione Biblioteca: 19832

Ina M. Koning … [et al.], Implementation of the Icelandic Prevention Model. A critical discussion of its worldwide transferability, in Drugs: Education Prevention and Policy, n. 4 (2020) – on line, pp. 367-378
Il Modello di prevenzione islandese (IPM) sta guadagnando particolare attenzione a causa del suo approccio ambientale innovativo e per il suo presunto impatto sulla riduzione dell’inizio dell’uso di sostanze tra i giovani negli ultimi due decenni in Islanda. Sebbene questo modello sia radicato in principi di prevenzione ben accettati e sia stato molto presente nelle discussioni pubbliche e nei media di tutto il mondo, rimangono sconosciuti i principi attivi, gli elementi fondamentali e il loro contributo. In questo documento si mettono in evidenza i punti di forza del modello e si sollevano alcune criticità che dovrebbero essere considerate e affrontate prima di implementare, adattare e valutare il modello in altri contesti. Nel medesimo numero della rivista si trovano anche due documenti di discussione sull’argomento: un commento critico di Kristjansson et al. e la replica degli autori di questo articolo. Si può inoltre consultare l’articolo di Lara Bassi, L’Icelandic Prevention Model. Una buona pratica da cui imparare, in Lavoro sociale, suppl. al n. 4 (ago. 2020) – on line, pp. 7-18

Daniele Biondo, Gruppo evolutivo e branco. Strumenti e tecniche per la prevenzione e la cura dei nuovi disagi degli adolescenti, Franco Angeli, Milano, 2020, 334 pp.
Con il presente volume, l’autore, partendo dalla teoria del funzionamento della mente adolescente, propone un’originale tecnica di lavoro psicoanalitico che passa attraverso il potere curativo del gruppo all’interno delle istituzioni, analizzando sia il gruppo evolutivo (con un funzionamento orientato alla crescita), sia il gruppo primitivo a funzionamento tipo branco. Gli adolescenti hanno una naturale propensione a lasciarsi andare alla corrente della mente gruppale. Quando questa propensione viene ostacolata o bloccata da esperienze traumatiche, la mente adolescente degrada nel funzionamento tipo branco. Approfondendo questa linea di ricerca, l’autore propone qui uno specifico strumento per valutare i diversi gradi di trasformazione delle emozioni e dei pensieri degli adolescenti: la Griglia Gruppo-Branco. La seconda parte del volume permette di applicare tale inedito strumento in vari ambienti e situazioni.
Collocazione Biblioteca: 18747

I servizi per le dipendenze

cover_mission_59Andrea Monculli … [et al.], Dipendenze, empowerment, lavoro: attivazione di un’esperienza di laboratorio ispirata alla metodologia dell’Individual Placement and Support presso un Servizio delle Dipendenze, in Mission, a. 16, n. 59 (feb. 2023) – on line, pp. 36-39
Questo contributo presenta un Laboratorio di informatica di base & ricerca lavoro, ispirato alla metodologia IPS, presso il Servizio delle dipendenze di Udine. Il metodo IPS (Individual Placement Support) è un metodo alternativo di ricerca lavorativa rivolto a persone con problemi di dipendenza. E’ basato su otto principi che ne garantiscono la massima efficacia. Tra questi vi è l’obiettivo dell’ottenimento di un lavoro competitivo, integrato nella comunità di appartenenza, attraverso una rapida ricerca del lavoro su libero mercato, escludendo tirocini o laboratori protetti, e mantenendo il focus sulle preferenze della persona riguardo al tipo di lavoro, al tempo e alla natura del supporto richiesto all’operatore impiegato nella ricerca di lavoro e dell’équipe clinica. I risultati ottenuti nei nove mesi di sperimentazione su un piccolo gruppo di tossicodipendenti appaiono promettenti.

Elisa Zamagni … [et al.], Da doppie diagnosi a doppi servizi? Riflessioni per un’ibridazione tra servizi di salute mentale e dipendenze patologiche, in Dal fare al dire, a. 32, numero speciale (2023), pp. 25-36
Gli autori affermano che la presenza di due setting autonomi di diagnosi e di trattamento nella presa in carico di pazienti che presentano sintomi di natura psichiatrica e problematiche legate all’uso, abuso e dipendenza da sostanze è uno dei nodi critici, che richiede una riorganizzazione dei servizi. Per approfondire è stata svolta un’indagine sui dati raccolti nel 2020 dal sistema informativo del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Rimini per analizzare i ricoveri che hanno necessitato di ospedalizzazione dopo consulto psichiatrico, con attenzione all’uso di sostanze rilevato negli esami urinari. Nel medesimo numero della rivista si trova anche una riflessione del Presidente nazionale SITD (Società Italiana Tossicodipendenze): Augusto Consoli, Il lavoro che ci aspetta, in Dal fare al dire, a. 32, numero speciale (2023), pp. 8-11

Felice Alfonso Nava … [et al.], Substance use disorders and psychiatric co-morbidity in the public healthcare services of Veneto Region: State of art and epidemiological data, in Mission, a. 16, n. 57 (lug. 2022) – on line, pp. 8-11
L’Italia ha due diversi servizi sanitari pubblici che prendono in carico i pazienti con doppia diagnosi: i Centri di Salute Mentale (CSM) e i Servizi per le Dipendenze (Ser.D.). I ricercatori hanno raccolto e analizzato i dati relativi alla frequenza delle comorbilità nella Regione Veneto nel 2019. Lo studio mostra che solo l’1% dei pazienti in cura presso i servizi di salute mentale e l’8,7% di quelli in cura presso i servizi per le tossicodipendenze sono riconosciuti come pazienti con doppia patologia. Nei servizi per le tossicodipendenze i più frequenti disturbi (SUD) correlati a una patologia psichiatrica sono stati i disturbi da uso di alcol e oppioidi, mentre i disturbi psichiatrici più frequenti associati a un SUD sono stati i disturbi di personalità e la schizofrenia, schizotipie e disturbi deliranti.

Augusto Consoli, Il consumo delle sostanze psicoattive: i bisogni di salute e l’evoluzione del sistema di welfare dedicato, in Dal fare al dire, a. 31, n. 2 (2022), pp. 4-8
Il fenomeno del consumo di sostanze psicoattive ha avuto negli ultimi anni una importante evoluzione anche riguardo alle problematiche di carattere sanitario. Sono cambiati i bisogni, le aspettative e le richieste di cui i consumatori di sostanze sono portatori. L’obiettivo dell’articolo proposto è quello di analizzare sommariamente tali modifiche per riconoscere i bisogni di salute presenti e di facilitare l’accesso agli interventi già disponibili e a quelli innovativi o in fase di progettazione. Nel numero precedente della rivista, si trova l’editoriale di Augusto Consoli e Liborio Matino Cammarata, Servizi per le patologie delle dipendenze in Italia. Quale collocazione organizzativa?, pp. 8-14

copertina_as_350Simone Spensieri, Katia Bellucci, Ilaria Delnevo, Abitare la strada con i giovani latinos. Un servizio per le dipendenze in un territorio di frontiera, in Animazione Sociale, n. 9/350 (2021),  26-38 pp.
Gli autori descrivono la propria esperienza come operatori impegnati a diverso titolo all’interno di un SERT ligure, nel lavoro con bande organizzate di giovani cosiddetti latinos, coinvolti in spaccio e consumo di sostanze. Ribaltando le regole del gioco, gli operatori non aspettano la richiesta di presa in carico da parte di questi giovani, ma tentano un contatto con modalità diverse, che li porterà a ottenerne la fiducia. L’esperienza è l’occasione per esporre alcune riflessioni sul modo di operare del servizio.

Domenico Attanasi, … [et al.], Impatto organizzativo sanitario, giudiziario ed economico della tossicodipendenza. Studio sulle ricadute e gli effetti del lavoro del sistema dei servizi e del privato sociale accreditato in termini sociali e sanitari, in Dal fare al dire, a. 30, n. 3 (2021), pp. 21-25
Negli anni 2012- 2019 lo studio ha analizzato a livello nazionale l’organizzazione e l’erogazione delle prestazioni socio-sanitarie dei Servizi per le Dipendenze (SerD), nonchè l’impatto sul sistema giudiziario (contrasto, illeciti amministrativi, reati, detenzione…). Vengono descritte le caratteristiche dell’utenza su base regionale, la gestione da parte dei Servizi e gli esiti della presa in carico. Si fa dunque una stima del costo attribuibile alla dipendenza da droghe: sanitari (gestione patologie droga-collegate, presa in carico SerD) e sociali tra i quali la voce maggiormente rappresentata è quella della detenzione. Lo studio ha inoltre effettuato alcune simulazioni generando scenari di impatto di azioni finalizzate a contenere gli esiti del fenomeno della tossicodipendenza al fine di indirizzare le politiche ad una gestione più efficace ed efficiente.

Mila Ferri … [et al.], Attraverso il COVID-19. Invisibile visibile nei servizi DSM-DP, in Sestante, a. 5, n. 10 (lug. 2020) – on line, pp. 1-100
La pandemia ha costretto i professionisti della salute mentale e delle dipendenze patologiche di tutto il mondo a riorganizzare e rivedere le proprie prassi, per ridurre il rischio di contagio e allo stesso tempo non abbandonare una popolazione così bisognosa di continuità nel trattamento. In questo numero di SESTANTE si illustra quanto fatto a livello regionale e locale nel corso della fase 1 della pandemia; i contributi restituiscono la varietà e la complessità delle esperienze, a testimonianza del grande impegno profuso: dalla organizzazione della risposta psicologica emergenziale, alla rimodulazione delle attività ambulatoriali, riabilitative, gruppali, di supporto al lavoro e alla vita autonoma, al mantenimento e supporto della rete delle associazioni degli utenti, a nuove forme di contatto a distanza; non mancano riflessioni sui vissuti dei professionisti rispetto alle modificazioni clinico-organizzative adottate. A questo proposito si consulti anche l’articolo a cura di Alberto Arnaudo … [et al.], Il sistema dei Servizi e del Privato Sociale alla prova della Covid19, in Dal fare al dire, a. 29, n. 2 (2020), pp. 5-64 e il più recente articolo di Massimo Corti … [et al.], Come si vive la dipendenza al tempo del Covid-19 in un ambito territoriale ad elevata incidenza. L’impatto sui consumatori e sui Servizi, in Mission, a. 14, n. 54 (nov. 2020), pp. 16-23

responsabilita-professionale-22-02-2022__w500Mariagrazia Fasoli, Paolo Pelizza, Responsabilità professionale e rischio clinico nella gestione delle patologie da dipendenza, Publiedit, Roma, 2021, 527 pp.
La responsabilità professionale di chi opera nel SERT/SMI presenta peculiarità che richiedono una specifica attenzione. Da alcuni anni in molte Regioni il Servizio per le Tossicodipendenze/Dipendenze (SERT o SERD) è stato assorbito dal servizio di Igiene Mentale, con un sistema teorico e procedurale alquanto differente. Inoltre, con il diffondersi del consumo di sostanze ormai in tutte le fasce d’età e le condizioni sociali, anche altri operatori oltre a quelli dei servizi specifici, si trovano ad avere a che fare con queste problematiche. Il testo affronta aspetti medico-legali e psicologico-forensi e metodologie che si sono rivelate utili ad aumentare la sicurezza di operatori e cittadini, anche alla luce dei principi etico-giuridici della responsabilità professionale. Questo manuale si propone come utile strumento di orientamento e di comprensione in chiave pratica ed operativa per gli specialisti del settore pubblico e del privato sociale e per gli studenti interessati. Un testo utile anche per sviluppare modelli di attività, integrando gli aspetti clinici con le metodologie del Risk Management.
Collocazione Biblioteca: 18922

Paolo Ugolini, … [et al.], Dipendenze patologiche a 30 anni dalla 309/90- Vol. 2 Best Practices e innovazioni, in Sestante, n.09/2 (giu.2020) – on line, pp. 1-84
In questo secondo volume monografico dedicato alla situazione attuale dei servizi per le dipendenze, a trent’anni dalla legge quadro sulle dipendenze del 1990 e in seguito all’emergenza sanitaria da Covid-19, si dà voce al quadro socio-epidemiologico delle DIP PAT in Emilia Romagna e alle buone pratiche attivate all’interno delle specializzazioni dei SerDP, anche in contesti differenziati come Centro diurno, Carcere, Prefettura, Strada/prossimità. Si veda anche: Claudio Ravani, … [et al.], L’ innovazione nella personalizzazione. I nuovi DSM DP, in Sestante, n.08 (dic.2019) – on line, pp. 1-80

Johnny Acquaro, Emanuele Bignamini, Dipendenza da sostanze, cronicità e dipendenza da welfare. Ipotesi interpretative, in Mission, a. 14, n. 53 (apr. 2020), pp. 20-25
La finalità dell’articolo è di stimolare alla riflessione sull’ipotesi che l’applicazione del Piano Nazionale della Cronicità, redatto dal Servizio Sanitario Nazionale, al caso della dipendenza da sostanze possa dar luogo allo sviluppo della retorica della “welfare dependency”. Analizzando i documenti e la letteratura di settore, gli autori intendono argomentare sulla possibilità che la gestione della cronicità si trasformi in sistema che genera disuguaglianze, sottolineando anche come la dipendenza da welfare può essere considerata una condizione naturale della cronicità.

I trattamenti

prima-di-copertina-1-2023-sitoweb-24-03-2023__w500Sabrina Costantini, Il trauma e la dipendenza, in Dal fare al dire, n. 1 (2023), pp. 50-56
L’articolo affronta il tema dell’impatto del trauma sulla dipendenza patologica, con o senza sostanze. Dopo una disamina teorica sul tema, l’autrice riporta i dati di un piccolo campione di pazienti appartenenti al SerD di Pisa, relativi alle pregresse esperienze traumatiche, stili di attaccamento e successive esperienze autodistruttive e delinea l’ipotesi e la necessità di modulare gli interventi terapeutico-riabilitativi all’interno dei servizi, con strumenti e modalità più specifici e orientati.

Riley McNair, Mark Monaghan, Paul Montgomery, Heroin assisted treatment for key health outcomes in people with chronic heroin addictions: A context-focused systematic review, in Drug and Alcohol Dependence, n. 247 (giu. 2023) – online, pp. 1-9
L’obiettivo della ricerca è valutare l’efficacia del trattamento della dipendenza di lungo termine da eroina tramite il metodo del trattamento supervisionato assistito da eroina (HAT) in confronto ai metodi di trattamento per sostituzione di oppioidi (OST). Il metodo HAT consiste nella somministrazione supervisionata di diamorfina (eroina per uso medico), ed è meno diffusa rispetto ai metodi OST, in primis la somministrazione di metadone. I ricercatori hanno analizzato nove studi clinici randomizzati controllati che mettevano a confronto il metodo HAT con metodi OST, rilevando una maggiore efficacia di ritenzione dell’utente in trattamento e una rilevante riduzione dell’uso di droghe ‘da strada’.

Antonio Verdejo-Garcia … [et al.], Cognitive training and remediation interventions for substance use disorders: a Delphi consensus study, in Addiction, vol. 118, n. 5 (mag. 2023) – online, pp. 935-951
L’articolo presenta una ricerca con metodo Delphi per trovare un consenso condiviso tra esperti su quali siano le migliori modalità di sviluppo e applicazione di interventi di training cognitivo e remediation therapy per trattare i deficit cognitivi che si presentano nelle persone affette da disturbi da uso di sostanze (SUD). Si è trattato di uno studio online in due fasi, la prima svoltasi con un gruppo ridotto di esperti per redigere il sondaggio, successivamente somministrato ad una platea più ampia (54). Il sondaggio ha coperto 4 aree chiave di sviluppo degli interventi: obiettivi, approcci di intervento, ingredienti attivi e metodi di somministrazione. Le raccomandazioni degli esperti hanno messo in risalto la rilevanza del prendere di mira i bias impliciti, ricompense, regolazione emotiva e capacità cognitive di ordine superiore tramite approcci di intervento ben validati qualificati con tecniche meccanicistiche e opzioni di somministrazione flessibili. È disponibile anche un articolo che commenta la ricerca.

Maurizio Fea, Stigma: solo i pazienti ne sono colpiti?, in Mission, a. 16, n. 59 (feb. 2023) – on line, pp. 7-9
L’autore propone una riflessione e cerca di dare una motivazione sul pregiudizio che la collettività tende ad avere nei confronti di chi, all’interno del servizio sanitario, si prende cura di soggetti tossicomani, rispetto a chi si prende cura degli stessi soggetti, ma non opera nel servizio sanitario. Nel medesimo numero della rivista si segnala anche l’articolo di Marzia Rovetta, Pensare la cura: modello di intervento nella presa in carico psicoterapeutica di pazienti con patologie di addiction. Un trattamento combinato con EMDR e Mindfulness, in Mission, pp. 33-35

9788855002479Marco Begaran, Dialettica, mindfulness, compassion e dipendenze. Un modello orientato alle DBT Skills. Vol. 1 e Modelli di implementazione orientati alla DBT nella comunità terapeutica, nei SerDP e negli interventi di prevenzione. Vol. 2, Nep, Roma, 2022, 291 pp.
Il lavoro qui presentato sintetizza l’esito di una sfida, quella di confrontarsi con il cambiamento nel trattamento delle dipendenze patologiche. Un cambiamento analizzato e contestualizzato nella società dei consumi ed in una prospettiva di welfare societario. Un cambiamento che richiede la transizione da un modello trattamentale lineare e concentrato nella comunità terapeutica ad un paradigma reticolare, diffuso, multicentrico in una prospettiva di stepped care e con un orientamento al recovery. Per la gestione di un tale sistema complesso di trattamento sono stati presi come riferimento approcci validati come la DBT (terapia dialettico-comportamentale), l’MBT (terapia basata sulla mentalizzazione) e la TFC (terapia focalizzata sulla compassione) e altri. Questi approcci sono stati elaborati ed adattati nella prospettiva di un nuovo modello integrato per l’intervento psicoeducativo, in grado di rispondere alle odierne configurazioni delle dipendenze patologiche, anche quando queste si trovano associate a disturbi gravi della personalità. Nel secondo volume vengono sviluppati nel dettaglio modelli di implementazione orientati alla DBT nella Comunità Terapeutica, nei SerDP e negli interventi di prevenzione maturati a partire da anni di esperienza sul campo.
Collocazioni Biblioteca: 19919 e 19920

Paolo Jarre … [et al.], Migranti, fragili e dipendenze, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 12, n. 48 (dic. 2022), pp. 5-43
Questo numero approfondisce, sotto diversi punti di vista, l’incrocio tra la condizione di migrante nel nostro Paese e il consumo più o meno problematico di sostanze psicoattive. Si segnalano in particolare i seguenti contributi qui raccolti sono: “Migranti e accesso alla salute: diritto universalmente riconosciuto?”, di P. Fierro;”L’offerta di percorsi di cura rivolti ai migranti con disturbo da uso di sostanze: un’indagine nei Servizi pubblici italiani”, di M.T. Ninni, A. Ghia, L. Cavallo; “Il trattamento della dipendenza nei migranti: analisi del fenomeno con un approccio etnopsichiatrico, il Progetto Sa.Mi. di Torino”, di P. Finzi.

Stephanie S. Merkouris … [et al.], Affected other interventions. A systematic review and meta-analysis across addictions, in Addiction, vol. 117, n. 9 (sett. 2022) – on line, pp. 2393 – 2414
Le persone colpite dai problemi di alcol, droghe illecite, gioco d’azzardo, dipendenza da videogiochi, in quanto coinvolte con persone che hanno questi disturbi (terzi interessati) soffrono di danni estesi. Questa è probabilmente la prima rassegna sistematica e meta-analisi a determinare l’efficacia di interventi psicosociali erogati a terzi interessati per tutte le dipendenze. Sono stati esaminati esiti relativi a depressione, soddisfazione nella vita e coping dei terzi coinvolti, gli esiti del trattamento delle persone dipendenti e il funzionamento relazionale (discordia coniugale) tra dipendenti e terzi e si è rilevato che gli interventi possono essere efficaci nel migliorare alcuni, ma non tutti. La conclusione rimane incerta a causa della scarsità di studi e delle limitazioni metodologiche.

il-trattamento-integrato-per-le-dipendenze-patologiche-percorsi-basati-sulle-evidenze-353255Felice Alfonso Nava, Francesco Sanavio ; prefazione di Cesare Maffei, Il trattamento integrato per le dipendenze patologiche. Percorsi basati sulle evidenze, Carocci, Roma, 2022, 177 pp.
Il volume presenta le più aggiornate basi neurobiologiche delle dipendenze patologiche, degli interventi psicoterapeutici e delle cure farmacologiche. I moderni orientamenti diagnostico-terapeutici fondati sulle evidenze scienti­fiche sono descritti seguendo la storia dell’evoluzione del trattamento cognitivo e comportamentale a partire dalla comprensione delle tecniche di base (di prima e seconda generazione) per arrivare agli attuali approcci processuali (di terza generazione). Tra le terapie di terza generazione troviamo anche l’utilizzo della metacognizione e della Mindfulness e la Schema Therapy. Ampie esempli­ficazioni operative permettono di tradurre in maniera efficace i contenuti teorici nella pratica clinica. Il testo propone un punto di vista unitario sulla presa in carico della persona con dipendenza patologica offrendo una metodologia efficace e flessibile per le fasi di valutazione, diagnosi e scelta del percorso terapeutico. In­fine, sono compendiate le più autorevoli linee guida internazionali sul trattamento dei consumatori di sostanze e con dipendenza comportamentale.
Collocazione Biblioteca: 20107

Milja Heikkinen… [et al.], Real-world effectiveness of pharmacological treatments of opioid use disorder in a national cohort, in Addiction, vol. 117, n. 6 (giu. 2022) – on line, pp. 1505-1823
Lo scopo di questo studio di coorte nazionale svedese era indagare l’efficacia nel mondo reale dei trattamenti farmacologici (buprenorfina, metadone) del disturbo da consumo di sostanze (opioid use disorder =OUD). Sono stati presi in considerazione tutti i residenti dai 16 ai 64 anni che vivevano in Svezia e avevano utilizzato farmaci per OUD da luglio 2005 a dicembre 2016 (n=5757, 71,8% uomini). La ricerca evidenzia che, quando vengono confrontati con la loro assenza, l’utilizzo di buprenorfina e metadone sono entrambi associati a un rischio significativamente più basso di ricovero ospedaliero per disturbo da consumo di oppiacei e di decesso dovuto a tutte le cause e a cause esterne. Tra i molti altri articoli sull’argomento si vedano quello di Enrico De Vivo, Le terapie farmacologiche della dipendenza da oppiacei. Dalla neurobiologia alla farmacologia, in Dal fare al dire, a. 31, n. speciale (2022), pp. 22-26 e quello di Augusto Consoli … [et al.], Metadone racemico e levometadone a confronto. Valutazione degli esiti su un gruppo di pazienti con dipendenza da oppiacei in trattamento, in Dal fare al dire, a. 31, n. 3 (2022), pp. 20-37

Pier Paolo Pani … [et al.], Dipendenza da cocaina: aggiornamenti, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 12, n. 46 (giu. 2022), pp. 5-68
La monografia fa il punto sulle conoscenze scientifiche correlate al cocainismo, compreso il contributo che questa sostanza ha fornito alle scoperte sul funzionamento del cervello. Gli articoli raccolti informano su farmaci, terapie psicologiche e altre tecnologie studiate per il controllo della dipendenza da cocaina, comprendendo anche fallimenti e prospettive. Infine viene dato conto del lavoro effettuato nei servizi per le dipendenze con gli strumenti oggi disponibili.

9781108947664_0_536_0_75A cura di Georg Schomerus, Patrick M. Corrigan, The stigma of the substance use disorders, Cambridge University Press, Cambridge,  2022, 274 pp.
Lo stigma e la discriminazione delle persone con disturbi da uso di sostanze contribuiscono in modo massiccio al danno causato dalla loro condizione: lo stigma ha effetti negativi sull’impegno nel servizio, sulle opportunità di vita e sulla vergogna personale, sia per coloro che lottano con l’abuso di sostanze che per le loro famiglie. Superare lo stigma dei disturbi da uso di sostanze è essenziale per aiutare il recupero. Questo libro fornisce una comprensione approfondita dello stigma del disturbo da uso di sostanze e propone modi per superarlo in diversi contesti, dal sistema di giustizia penale all’assistenza sanitaria. Combinando una moltitudine di punti di vista all’interno di un quadro teorico coerente, questo libro riassume le ultime evidenze e fornisce consigli pratici e indicazioni future su come combattere lo stigma del disturbo da uso di sostanze.
Collocazione Biblioteca: 19432

Robert Harris … [et al.], Utilizing telemedicine during COVID-19 pandemic for a low-threshold, street-based buprenorphine program, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 230,  (gen. 2022) – on line, pp. 1-4
I cambiamenti nelle politiche federali durante la pandemia di COVID-19, che hanno permesso l’uso della telemedicina per il trattamento del disturbo da uso di oppioidi (OUD) ha facilitato strategie innovative per coinvolgere e mantenere le persone in trattamento. Dal 2018, il Dipartimento della Salute della città di Baltimora gestisce un programma mobile di medicina di strada chiamato Healthcare on The Spot (The Spot) che fornisce trattamenti per OUD e malattie infettive. Questo studio descrive la transizione del servizio di buprenorfina di The Spot alla telemedicina durante la pandemia COVID-19 e un anno di mantenimento del trattamento. I pazienti attivamente in cura al momento del passaggio alla telemedicina e pazienti che hanno iniziato a usufruire dei servizi di servizi di buprenorfina attraverso la telemedicina sono stati inclusi in questa analisi descrittiva e sono stati valutati a un anno di distanza. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

Guilherme Messas, La situazione esistenziale dell’abuso di sostanze. Uno studio psicopatologico, Giovanni Fioriti, Roma, 2022, 305 pp.
Il volume è un contributo importante a una delle aree più impegnative della salute mentale: l’abuso di sostanze. Si concentra sulle esperienze psicopatologiche a esso associate: sia le conseguenze dell’abuso di sostanze che le vulnerabilità esistenziali che lo portano. L’associazione delle due prospettive (la psicopatologia fenomenologica e gli studi sull’abuso di sostanze) potrebbe costruire una maggiore comprensione ed essere di aiuto pratico per una vasta gamma di professionisti.
Collocazione Biblioteca: 19731

71qyncXQYTL._AC_UF1000,1000_QL80_Alessandro Emiliano Vento, Giuseppe Ducci, Manuale pratico per il trattamento dei disturbi psichici da uso di sostanze, 2. ed., Giovanni Fioriti, Roma, 2022, 441 pp.
Il manuale è rivolto agli operatori dell’area della salute mentale e delle dipendenze e rappresenta uno strumento di aggiornamento utile a tutte le figure che hanno un ruolo in ambito sociosanitario e forense. In questa seconda edizione (la prima ha collocazione 19602) i dati epidemiologici e le più recenti innovazioni in tema di strumenti di trattamento dei disturbi psichici da uso di sostanze e dell’addiction sono stati aggiornati; il capitolo sull’alcool è stato riscritto, aggiungendo una rilevante sezione sulla sindrome feto-alcolica; il capitolo sulle condizioni particolari è stato arricchito di un importante contributo di psichiatria forense.
Collocazione Biblioteca: 19734

Elena Vigna … [et al.], Riflessioni sulla psicoterapia sistemico-familiare con adolescenti con problemi di dipendenza patologica, in Dal fare al dire, a. 31, n. 2 (2022), pp. 41-51
Il Servizio di Terapia Familiare, collocato nel contesto dell’ASL Città di Torino, nel corso degli ultimi dieci anni ha accolto una casistica eterogenea di coppie e di famiglie, inviate dai servizi territoriali della Salute Mentale e delle Dipendenze Patologiche, tra cui alcune famiglie con figli adolescenti che presentavano comportamenti di abuso di sostanze stupefacenti. Nell’articolo gli autori raccolgono e descrivono queste esperienze di lavoro, riflettono sulle difficoltà riscontrate e propongono nuove strategie terapeutiche per fronteggiarle. Si segnala inoltre, nel n. speciale (2022), l’articolo di Deborah Dal Farra, Giancarlo Zecchinato, Alessandra Moro, Revisione della letteratura sui principali trattamenti relativi al disturbo da uso di cannabis negli adolescenti e nei giovani adulti, pp. 36-46

Gabriel Bastien … [et al.], Preferences for research design and treatment of comorbid depression among patients with an opioid use disorder. A cross-sectional discrete choice experiment, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 226,  (set. 2021) – on line, pp. 1-10
Fino al 74% delle persone con un disturbo da consumo di oppiacei (opioid use disorder = OUD) soffriranno di depressione nel corso della vita. Capire e affrontare il concetto di preferenza per i trattamenti della depressione e le progettazioni di studi clinici può servire come importante pietra miliare nel migliorare i risultati del trattamento e della ricerca. L’obiettivo di questo studio è valutare le preferenze per i trattamenti della depressione e le progettazioni di studi clinici nei soggetti con OUD e concomitante depressione. É stato usato un sondaggio trasversale online comprendente un esperimento a scelta discreta best-best. 165 partecipanti sono stati reclutati da cliniche che forniscono un trattamento con agonisti degli oppiacei e servizi di comunità in Canada. La psicoterapia era il trattamento più accettato (80,0 %) e preferito (31,5%). Esisteva tuttavia un’elevata variabilità nell’accettabilità e nelle preferenze dei trattamenti per la depressione. Dalla ricerca si evince che l’accessibilità e la diversità degli interventi sulla depressione, inclusa la psicoterapia, devono essere aumentate nei servizi per le dipendenze per assicurare che tutti i pazienti possano ricevere il loro trattamento preferito.

9788836250349_MorganC-scaledOliver J. Morgan, Dipendenza, attaccamento, trauma e recovery. Il potere della connessione, Giovanni Fioriti Editore, Roma, 2021, 284 pp.
Il tema centrale del libro è costituito dalla dipendenza e dal recovery e permette di comprendere la dipendenza affrontando la crisi contemporanea da essa causata, integrando la neurobiologia interpersonale e l’ecologia sociale. Da questa prospettiva, la dipendenza non è tanto una sfortuna che colpisce l’individuo quanto piuttosto un esito e un sintomo di condizioni più generali. Coloro che lottano con disturbi da uso di sostanze e da dipendenza potrebbero essere messaggeri di pericoli sociali più profondi. La conclusione è che gli studi sulle dipendenze possono trarre beneficio da un paradigma nuovo, consiliente e integrato, così come da nuove metafore che riescono a esprimere meglio ciò che le scienze e l’esperienza tentano di insegnarci sulle dipendenze e il recovery.
Collocazione Biblioteca: 19086

Antonietta Grandinetti, Francesco Grieco, Psicoterapia e dipendenze. Dal trattamento supportivo alla cura fenomenologica, in Mission, a. 15, n. 55 (giu. 2021), pp. 40-44
Gli autori propongono una riflessione sulla psicoterapia delle dipendenze. Partendo dall’analisi delle caratteristiche complesse e problematiche di questa peculiare psicopatologia, gli autori cercano di ricondurre il canone fondamentale del processo di guarigione al trattamento supportivo. In seguito, ampliando l’argomento, prendono in considerazione la possibilità di un trattamento fenomenologicamente orientato, inserendolo nel novero di quelle psicoterapie più adatte a rispondere agli aspetti tipici di queste condizioni cliniche.

Mario G. L. De Rosa, Disagio esistenziale e dipendenze patologiche, Franco Angeli, Milano, 2021, 156 pp.
L’autore, psichiatra e psicoterapeuta, descrive la fenomenologia della dipendenza da sostanze psicoattive e da internet. Nel mondo occidentale l’individuo viene educato a operare soprattutto nella realtà esterna, considerata fonte della propria sopravvivenza e benessere, trascurando l’armonia interna e le funzioni psichiche essenziali per l’equilibrio personale. La soluzione al proprio disagio emotivo viene sempre cercata fuori di sé e gli oggetti tecnologici contribuiscono a stimolare la distrazione dall’interiorità. Il testo descrive come da un funzionamento psichico fisiologico, in potenza, volto a realizzare il benessere della persona, possa svilupparsi una disfunzionalità della mente. Tra i fattori che determinano questa deviazione problematica viene evidenziato il ruolo dell’odierno modello estetico-edonista, che favorisce lo sviluppo di personalità onnipotenti orientate solo all’affermazione assoluta di se stesse, senza regole né limiti. In seguito analizza l’influenza dello strumento tecnologico, pervasivo tra giovani e adulti, a livello psichico. La problematicità del modello citato viene espressa oggi frequentemente dal ritiro sociale o dal consumo di sostanze. Infine, i due capitoli finali del libro trattano la valutazione diagnostica del disagio esistenziale e la sua terapia.
Collocazione Bilioteca: 18965

9788835110927_0_536_0_75Pietro Scurti, Psicoterapia delle dipendenze. Contesti, percorsi e strumenti terapeutici, Franco Angeli, Milano, 2021, 337 pp.
La psicoterapia delle dipendenze patologiche rappresenta una delle principali sfide che gli operatori dei Ser.D. e delle Comunità sono chiamati ad affrontare. In questo volume l’autore illustra strategie, strumenti e percorsi terapeutico-riabilitativi attraverso i quali giungere al cuore della relazione di cura. Il  libro propone modalità comunicative funzionali all’aggancio di una utenza specifica e sfuggente, squalificante e desiderosa di accoglienza. L’autore, insieme ai i suoi collaboratori, anche attraverso la metafora, tenta di far luce sulle inevitabili trappole insite in questi incontri disperanti, rileggendo sedute di terapia ricche di sentimenti e provocazioni. Il testo si rivolge ai professionisti delle dipendenze: psicologi, medici, assistenti sociali, educatori professionali, infermieri. L’autore è dirigente in un SerD campano.
Collocazione Biblioteca: 19768

Giovanna Pasquero, Nadia Bignante, Le Pratiche corporee nei servizi per le dipendenze patologiche, esperienze prima e dopo il Covid-19, in Dal fare al dire, a. 30 n. 1 (2021), pp. 16-19
L’efficacia delle tecniche corporee nella cura delle tossicodipendenze è stata dimostrata da recenti studi, soprattutto per quanto riguarda la gestione dello stress, dell’ansia e del craving. L’articolo illustra le attività di questo tipo proposte dal SerT di Alba prima e durante la pandemia da Covid-19: laboratori di psicomotricità che si avvalgono anche di metodi di rilassamento (training autogeno, distensione immaginativa). Prima dell’emergenza questi laboratori sono stati proposti come parte del percorso diagnostico iniziale e hanno coinvolto, oltre agli utenti del Ser.T, anche quelli del Centro Crisi “R. Fenoglio”, presente nel territorio albese. Sono inoltre stati proposti laboratori di yoga per tabagisti. Infine dal 2017 l’Area Prevenzione del servizio ha attivato il progetto “Ci vuole calma… un progetto in cui rallentare e rilassarsi” rivolto ad adolescenti che facevano un uso eccessivo della tecnologia con l’obiettivo di accrescere nei ragazzi la consapevolezza del proprio corpo attraverso eservizi di yoga e respirazione. Questo progetto è proseguito con modalità telematiche durante il confinamento e si è pensato di estenderlo anche ai membri dell’equipe del servizio per migliorarne il benessere. In conclusione vengono fatte alcune considerazioni sulle esperienze passate e sulla sperimentazione ancora in corso.

Maurizio Fea, Avanti un altro. Alla ricerca di un paradigma nuovo per le dipendenze, Franco Angeli, Milano, 2021, 112 pp.
Maurizio Fea, psichiatra e clinico delle dipendenze, propone uno sguardo critico sul passato e sul presente delle dipendenze e individua una speranza per il futuro. I quattro capitoli in cui si articola il volume individuano quattro aree problematiche: etica, neurobiologica, culturale e politica, dei linguaggi della malattia e del nostro modo di definirla. Sullo sfondo aleggiano le dipendenze comportamentali, nodo critico recente che contribuisce a mettere in crisi la nostra idea di dipendenza.
Collocazione Bilioteca: 19798

9788832851830_0_536_0_75Laurel Parnell, Il trattamento basato sull’EMDR per le dipendenze, Raffaello Cortina, Milano, 2020, 326 pp.
Laurel Parnell, psicologa clinica specializzata nel trattamento del trauma, applica la propria competenza nell’EMDR focalizzato sull’attaccamento e nel Resource Tapping alla sfida clinica del trattamento delle dipendenze. È un libro ricco di tecniche – basate sulle neuroscienze, fondate sulla compassione e volte ad aumentare la resilienza –, che possono facilmente essere integrate in qualunque livello del trattamento delle dipendenze. I terapeuti che lavorano con soggetti con un disturbo da uso di sostanze troveranno in questo volume un’utile guida per orientarsi nel complesso territorio del trattamento della dipendenza, in modo da riconoscere e affrontare il trauma e integrare nella loro pratica interventi riparativi sui defi cit di attaccamento. Il lettore troverà numerosi esempi clinici nel corso di tutto il volume e, alla fine, alcuni capitoli dedicati specifi catamente a resoconti clinici che illustrano le tecniche descritte nel libro.
Collocazione Bilioteca: 19050

Ilse Vervee … [et al.], Multi-session electrical neuromodulation effects on craving, relapse and cognitive functions in cocaine use disorder: A randomized, sham-controlled tDCS study, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 217, (dic. 2020) – on line, pp. 1-8
L’uso della stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS) ha già mostrato risultati promettenti per la riduzione del craving nel disturbo da uso di cocaina. In questo studio i ricercatori hanno esplorato ulteriormente il potenziale della tDCS come intervento aggiuntivo nel trattamento del disturbo da uso di cocaina. In uno studio randomizzato, controllato con placebo, tra soggetti, i ricercatori hanno applicato la tDCS bilateralmente con l’elettrodo anodico mirato alla corteccia prefrontale dorsolaterale destra. I pazienti con disturbo da uso di cocaina sono stati assegnati a dieci sessioni di tDCS attiva (n =29) o sham (n = 30) per cinque giorni consecutivi. Il controllo inibitorio e il processo decisionale rischioso sono stati misurati rispettivamente con un compito Go-NoGo e un compito di gioco d’azzardo a due scelte, al basale, un giorno dopo tutte le sessioni di tDCS e dopo tre mesi. Sono stati valutati anche la ricaduta al follow-up e il craving. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati della ricerca. Sul craving si veda anche l’articolo di Icro Maremmani … [et al.], Il craving: stato dell’arte e prospettive future, in Medicina delle dipendenze, a. 10, n. 37 (mar.2020), pp. 5-52

Carmelo Percipalle, Il demone evitabile. La psicoterapia psicosintetica differenziale dell’addiction: tabagismo, alcolismo, ludopatia e altre dipendenze patologiche, Euno, Leonforte, 2020, 231 pp.
L’autore del libro offre un approccio teorico e clinico originale alla complessità del problema delle varie forme di dipendenza, basato su due aspetti centrali: da un lato la descrizione dei tipi psicologici che definiscono differenti motivazioni e modalità di approccio alle esperienze additive, dall’altro l’approfondimento delle sub-personalità correlate alle varie forme di dipendenza. Lo scopo del libro è offrire a terapeuti e operatori delle patologie da dipendenze uno strumento pratico che fa riferimento ai sette tipi umani individuati dalla psicosintesi.
Collocazione Biblioteca: 18953

9788836250035_0_536_0_75Michele Lovato, David Maddalon, Affrontare la dipendenza. Strategie cognitivo-comportamentali per fronteggiare il disturbo da uso di sostanze, Giovanni Fioriti, Roma, 2020, 280 pp.
Questo libro propone spiegazioni, tecniche e attività utili per affrontare il disturbo da uso di sostanze. I vari capitoli che compongono il manuale illustrano e approfondiscono i temi centrali nel trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo da uso di sostanze. Ciascun capitolo include una parte introduttiva in cui vengono illustrati i principi scientifici e clinici su cui si fondano le proposte di intervento, che vengono presentate a seguire nella seconda parte, e si completa con esercizi pratici da svolgere settimana per settimana. La dipendenza è certamente un fenomeno complesso anche perché il consumo protratto di droghe o alcol comporta inevitabili conseguenze sul piano neurobiologico, psicologico e sociale. Ciò non significa però che questo problema non possa essere affrontato con successo. L’evidenza è nei fatti: molte persone riescono a smettere, contraddicendo l’idea che la dipendenza è una malattia cronica per la quale c’è poco da fare.
Collocazione Bilioteca: 19055

Gianni Morandi, L’esperienza modenese di valutazione delle dipendenze, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 50, n. 2 (primavera 2020), pp. 33-37
Nell’articolo si intende stimare adeguatamente esiti ed effetti dell’esperienza valutativa introdotta nella cartella regionale dipendenze dell’Emilia-Romagna dal 2008. L’utilizzo dello strumento valutativo, che ci permette comparazioni misurabili dei cambiamenti intervenuti nel tempo sull’utenza trattata terapeuticamente, ha fornito risultati positivi, supportando la validità del lavoro degli operatori anche nelle situazioni meno credibili (interruzioni o abbandoni)

Maurizio Frisina, Sul bordo del caos. Complessità, terapia sistemica e dipendenze, Mimesis, Milano, 2020, 260 pp.
La clinica delle dipendenze è una pratica complessa, appassionante, faticosa. Ma è anche molto più di tutto questo: è il confronto – a volte brutale – con questioni comuni a ogni essere umano. Come ci ritroviamo imprigionati in comportamenti, posizioni relazionali e narrazioni da cui non riusciamo più a uscire? E, più profondamente, come attraversiamo le fasi di cambiamento della nostra vita e le parentesi di instabilità che ne conseguono? Questo libro, frutto di diversi anni di esperienza sul campo e di insegnamento, propone delle mappe innovative per orientarsi nel paesaggio delle dipendenze. La teoria del caos, la terapia narrativa, la teoria dei sistemi complessi e una visione ricorsiva del tempo sono il filo rosso che guiderà il passaggio dalla teoria alla pratica, dalla classificazione ai modelli di intervento, dall’epistemologia ai numerosi casi clinici.
Collocazione Bilioteca: 18984

Psicopatologia-delle-dipendenzeA cura di Paolo Girardi, Massimo Di Giannantonio, Psicopatologia delle dipendenze, Pacini, Pisa, 2020, 323 pp.
Da almeno venti anni si è diffusa una precisa consapevolezza sull’importanza della comorbidità psichiatrica nelle tossicodipendenze, ovvero la copresenza di disturbi psichici e di disagio psicologico in questi pazienti. L’abuso di sostanze può essere alla base di patologie e disturbi psichiatrici. La dipendenza, sovrapponendosi ad altri disturbi, può compromettere il quadro psichiatrico rendendo difficile la valutazione del paziente. Scopo di questo manuale è fornire, attraverso i contributi di autori impegnati da tempo nella ricerca e nella clinica, gli strumenti e le conoscenze utili per individuare un disturbo da abuso di sostanze e facilitare la diagnosi clinica. In quest’ottica il volume costituisce una guida pratica e concisa rivolta a studenti, medici e ad altre figure professionali.
Collocazione Bilioteca: 19014

A cura di Luciano Pasqualotto, Paola Carozza e Mauro Cibin, ICF, salute mentale e dipendenze. Strumenti per la riabilitazione orientata alla recovery, Carocci Faber, Roma 2020, 242 pp.
Il libro traccia le linee per un moderno approccio riabilitativo nella salute mentale e nelle dipendenze basato sulle evidenze internazionali e sulla Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF). In particolare vengono approfonditi alcuni temi che accomunano i contributi dei diversi autori: innanzitutto il focus si sposta dalla condizione patologica verso l’obiettivo della riabilitazione, sintetizzata nel concetto di recovery, che implica il convolgimento attivo della persona nel suo processo di cura, affermando anche la necessità che i percorsi riabilitativi siano orientati all’inclusione sociale. La proposta culturale e metodologica è supportata dagli strumenti ICF-Recovery, sviluppati sulla base di quelli già diffusamente sperimentati nelle dipendenze, atti anche a sostenere in modo appropriato adulti fragili e in situazione di marginalità sociale.
Collocazione Bioblioteca: 19054

 Le comunità terapeutiche

A cura di INDTC (International Network of Democratic Therapeutic Communities), Green care. Un contributo dalle comunità terapeutiche, Alpes Italia, Roma, 2022, 215 pp.
I contributi proposti costituiscono un insieme di studio scientifico ed esperienze personali sull’uso di animali e piante come elementi terapeutici all’interno di comunità per persone vulnerabili, con lo scopo di attirare l’attenzione sull’uso di ambienti e attività naturali come fonti di terapie o elementi addizionali della terapia. La prima parte del libro presenta i contributi italiani. La seconda parte riporta integralmente un testo nato nell’ambito dell’associazione delle comunità terapeutiche inglesi e della relativa rivista Therapeutics Communities, al fine di sopperire alla mancanza di letteratura specifica sulle Green Care in psichiatria.
Collocazione Biblioteca: 19983

41b-U7FE8RLMaurizio Coletti e Leopoldo Grosso, La Comunità terapeutica per persone tossicodipendenti. 2. ed., Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2022, 461 pp.
A dieci anni dalla prima edizione, Coletti e Grosso rivedono il loro scritto del 2011 sulle comunità terapeutiche. Si tratta di un classico imprescindibile. Sono approfondite, nel testo, la storia delle comunità, le speranze e le delusioni che le hanno accompagnate, i diversi metodi di intervento praticati, i problemi emersi nella vita quotidiana tra gli ospiti e nei rapporti con gli operatori e con il territorio. Negli ultimi dieci anni la situazione delle dipendenze e degli strumenti per affrontarle è molto cambiata, da qui la necessità di un aggiornamento per una guida su potenzialità e limiti del trattamento residenziale nella cura di vecchie e nuove dipendenze. Uno strumento per le giovani generazioni di operatori e operatrici, con solidi riferimenti a pratiche ed esperienze, ma anche spunti per affrontare nuove sfide. Uno stimolo a riportare l’attenzione e a riaprire un dibattito serio e consapevole, da troppo tempo accantonato, sulla complessa e delicata questione della cura delle persone tossicodipendenti.
Collocazione Biblioteca: 10434

Valeriya Mefodeva … [et al.], Polysubstance use in young people accessing residential and day-treatment services for substance use. Substance use profiles, psychiatric comorbidity and treatment completion, in Addiction, vol. 117, n. 12 (dic. 2022) – on line, pp. 3110–3120
Le persone con disturbo da consumo di sostanze (substance use disorders =SUDs) si presentano spesso al trattamento con un policonsumo e problemi di salute mentale concomitanti. Combinazioni diverse di consumo di sostanze e problemi di salute mentale richiedono approcci di trattamento diversi. Questo studio trasversale prospettico ha utilizzato i dati dei servizi e gli esiti dei trattamenti di 744 utenti di età compresa tra 18 e 35 anni (48% maschi), ammessi a sette programmi residenziali e quattro programmi di trattamento diurno. La ricerca ha inteso: (i) individuare le classi di consumo di sostanze all’atto di ammissione al trattamento, (ii) stabilire quali sintomi di salute mentale, qualità della vita (quality of life = QoL) e tipi di servizio erano associati alle classi di consumo di sostanze individuate, e (iii) stabilire in prospettiva quali classi di consumo di sostanze e tipi di servizio avevano maggiori probabilità di completare il trattamento. Le sostanze consumate erano: tabacco, alcol, cannabis, cocaina, stimolanti del tipo amfetamina, oppiacei, sedativi e inalanti. Le problematiche prese in considerazione erano: depressione, ansia, stress post-traumatico e sintomi psicotici, come pure la qualità della vita.

Placido La Rosa, Le cure e gli approcci farmacologici sostituitivi nelle comunità terapeutiche, in Dal fare al dire, a. 31, n. 2 (2022), pp. 38-40
A partire dagli anni ’80, si è assistito ad un cambiamento del fenomeno delle tossicodipendenze: si è registrato un aumento di consumo di cocaina e crack, associate ad alcol, e di Nuove Sostanze Psicoattive; sono cambiate le modalità di assunzione ed è cambiata la tipologia di consumatori. Di fronte a tali cambiamenti si è reso necessario un adeguamento dei sistemi di cura nelle comunità terapeutiche.

Antonio Simula, Francesca Andreoli, La funzione di contenimento delle comunità terapeutiche durante la pandemia Covid-19, in Mission, a. 15, n. 56 (dic. 2021), pp. 24-27
Questo lavoro di ricerca vuole porre l’attenzione all’operato e al vissuto delle Comunità Terapeutiche a doppia diagnosi nel periodo storico in cui ci troviamo. Lo studio si è incentrato sulla necessità di comprendere la gestione, l’operato e l’impatto dell’emergenza sanitaria all’interno delle comunità

9788892532755_0_536_0_75Pasquale Biagio Cicirelli, Adolescenti nella società delle dipendenze. L’esperienza e il modello delle Comunità Terapeutiche, Youcanprint, Tricase, 2022, 152 pp.
L’obiettivo di questo studio è quello di confermare il modello di intervento peculiare delle comunità terapeutiche come strumento ancora valido ed efficace. Quindi attraverso una analisi storica del mutamento e dell’adattamento delle comunità terapeutiche nel corso degli ultimi anni, e con una serie di interrogativi sulla trasformazione dei sistemi di welfare, si vuole stimolare una riflessione sul nuovo ruolo sociale delle CT. Il metodo terapeutico delle comunità ha bisogno di istituire e individuare nuove strategie e nuovi e più funzionali strumenti, utili al contenimento di quella che ormai è definita la “società delle dipendenze”. Vengono poste diverse questioni – alcune di esse affrontate nel WFTC Genoa Institute 2010 – sui mutamenti intervenuti nel fenomeno della dipendenza dalla nascita delle prime CT a oggi, sulle modifiche che le CT hanno adottato nel tempo, su come cambia il lavoro nelle CT e il loro ruolo in un contesto di rete. L’autore è sociologo ed educatore nel campo sociale e delle dipendenze.
Collocazione Biblioteca: 19359

Anna Paola Lacatena … [et al.], Dimore periferiche: le comunità terapeutiche per tossicodipendenti. Uno studio condotto dal Dipartimento Dipendenze Patologiche ASL Taranto (2015-2019), in Lavoro sociale, vol. 21, n. 6 supplemento (dic. 2021) – online, pp. 35-54
Sulla scorta delle criticità evidenziate dall’epidemia di coronavirus, questo studio intende promuovere una riflessione sugli esiti dei programmi seguiti dai pazienti dei SerD del territorio di Taranto inviati in Comunità terapeutiche dal 2015 al 2019, per indagare se la domanda rivolta dai pazienti ai SerD e alle comunità terapeutiche è cambiata nel tempo. Secondo gli autori, entrambi i servizi sono sempre più esposti a richieste di contenimento, accoglienza, riduzione di un disagio più ampio (sociale, piscologico, economico) rispetto a un pieno allontanamento dall’uso di sostanze, ed è necessaria una revisione dell’intero sistema della cura delle dipendenze patologiche.

Antonino Iacolino, La Comunità Terapeutica come luogo di recupero e di ricostruzione delle relazioni, in Mission, a. 15, n. 56 (dic. 2021), pp. 7-9
I molti volti del disagio sociale e della sofferenza psicologica oggi hanno in comune l’incapacità dell’individuo a relazionarsi. Le comunità terapeutiche assumono un ruolo importante nel trattamento da dipendenze, dove al loro interno prende forma la cultura della vita nella relazione con l’altro.

Sarita Bista … [et al.], Mortality among young people seeking residential treatment for problematic drug and alcohol use: A data linkage study, in Drug and Alcohol Dependence, Vol. 228,  (nov. 2021) – on line, pp. 1-10
I giovani con problemi di consumo di alcol e altre droghe (AOD) vengono spesso indirizzati a un trattamento residenziale. I tassi di mortalità successivi tra questo gruppo ad alto rischio non sono noti. Lo studio proposto stima i tassi di mortalità e determina le cause di morte tra i giovani indirizzati al trattamento residenziale a Sydney, Australia. I ricercatori hanno effettuato uno studio retrospettivo di collegamento dei dati: i dati di giovani (13-18 anni) che si sono rivolti a un servizio di trattamento residenziale nel periodo 2001-2015 (n = 3256) sono stati collegati con i dati australiani di registrazione dei decessi e seguiti fino a 16 anni (2001-2016). I tassi di mortalità (CMR) e rapporti standardizzati di mortalità (SMR, corretti per età, sesso e anno solare) sono stati calcolati utilizzando i tassi di mortalità della popolazione. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dello studio.

9788865317594_0_200_0_0A cura di Marino De Crescente, Gruppi che curano, gruppi che ammalano. Realtà e immaginario del gruppo della comunità terapeutica, Alpes, Roma, 2021, 93 pp.
Il volume trae origine dalla giornata di studio del ciclo di incontri annuali di Montefiascone organizzati dall’associazione Mito&Realtà, quest’anno inevitabilmente legato all’attualità dell’emergenza Covid 19. É risaputo che l’immaginario diffuso sulle comunità terapeutiche è vittima di una estrema polarizzazione. Da un lato queste vengono spesso idealizzate da chi opera al loro interno e dall’ambiente sociale che le vede come istituzioni salvifiche o finanche come paradisi ideali, in grado di proporre un’ingegneria sociale utopica, impensabile altrove. Dall’altro esse vengono viste come luoghi che ripropongono inevitabilmente processi di istituzionalizzazione e conseguente cronicizzazione e da cui è bene star lontani. Naturalmente questa contrapposizione non fa giustizia della estrema complessità del mondo delle comunità terapeutiche e dell’ampia diversità delle esperienze e dei differenti metodi utilizzati, irriducibili ad un unicum: non tiene in debita considerazione che le comunità sono micro organismi sociali e in quanto tali soggetti a auspicabili cambiamenti continui che ne definiscono la natura dinamica e la vitalità.
Collocazione Biblioteca: 19612

Douglas L. Polcin … [et al.], Understanding challenges for recovery homes during COVID-19, in The International Journal of Drug Policy, vol. 93, art. 102986 (lug. 2021) – on line, pp. 1-4
Capire gli effetti dell’attenuazione del COVID-19 per le persone che conducono vita di gruppo è di fondamentale importanza per limitare la diffusione del virus. Negli Stati Uniti le strutture residenziali di recupero per persone con disturbi da alcol e droga sono ambienti ad alto rischio dove le procedure per la limitazione del contagio sono essenziali. La National Alliance for Recovery Residences (NARR) ha ripreso le raccomandazioni elaborate dal Center for Disease Control (CDC) e le ha applicate agli ambienti delle strutture residenziali di recupero. Questo documento descrive come gli sforzi di attenuazione del COVID-19 in tali strutture possono essere influenzati da due fattori: alcune strutture sono autorizzate dagli stati con rigorosi standard di salute e sicurezza, altre non sono autorizzate e sono soggette a minore vigilanza; a vari livelli, le strutture residenziali di recupero utilizzano un approccio di modello sociale che contrasta con le misure di attenuazione quali il distanziamento sociale e gli ordini di rimanere a casa. Questo documento descrive come tali strutture sono state costrette ad adeguarsi alle opposte esigenze degli sforzi di attenuazione e del recupero del modello sociale.

Maria Antonion, La cultura della cura nelle dipendenze, in Shalom, n. 1 (gen. – apr. 2021), pp. 7-12
L’autrice dirige il Servizio Dipendenze Patologiche di Parma. Nell’articolo ricostruisce le risposte socio-sanitarie a chi si ammala di dipendenza, dalle prime Comunità terapeutiche nate negli USA negli anni ’50, alle associazioni di volontariato e religiose che costruiscono luoghi di accoglienza per giovani con disagio, alle risposte istituzionali di fronte al fenomeno droga dilagante negli anni ’80, cioè i SerT. Esamina poi i principi alla base della cura e l’esigenza di capire i bisogni dell’altro.

Laura Angelica Berni, Giuseppe Roberto Troisi, Paola Trotta, La psicoterapia del trauma in comunità terapeutica: uno studio su utenti tossicodipendenti e alcoldipendenti, in Nuova alcologia, n. 44 (2021) – on line, pp. 71-86
Il presente studio si prefigge di esaminare gli effetti di un intervento psicoterapeutico sistemico-relazionale integrato con la tecnica di rinegoziazione del trauma basata sui fondamenti neurofisiologici delle emozioni, dell’attaccamento, della comunicazione e dell’autoregolazione di Stephen W. Porges, sugli approcci sul corpo di Peter Levine e sulle esperienze senso-motorie raccolte e discusse da Bessel A. Van Der Kolk, effettuato su tre utenti inseriti nella Comunità Terapeutica pubblica di Poggio Asciutto dell’Azienda USL Toscana Centro in un periodo di circa tre anni. Siamo partiti dal presupposto che il paziente sopravvissuto al trauma abbia un sistema nervoso autonomo disregolato e una capacità di autocura compromessa.

9788856681321_0_536_0_75Andrea Muccioli, Fango e risate. Storia di San Patrignano (1975-1995), Piemme, Milano, 2021, 341 pp.
San Patrignano è il risultato di un’idea, di una filosofia e di una vocazione ben precise. È il risultato, anche e forse più di tutto, di un’assenza clamorosa, quello dello Stato con i suoi figli più problematici. “Fango e risate” è un memoriale potente e commovente dell’impresa di uno dei personaggi italiani più celebri e controversi degli ultimi cinquant’anni di storia italiana, Vincenzo Muccioli, scritto dal figlio Andrea. Un “arcitaliano” per antonomasia, un uomo che ha diviso l’opinione pubblica come poche volte è successo.  Sull’argomento si veda anche l’articolo di Alison M. Devlin and Daniel Wight, Mechanisms and context in the San Patrignano drug recovery community, Italy, A qualitative study to inform transfer to Scotland, in Drugs: Education, Prevention and Policy, vol. 28, n. 1 (2021) – on line, pp. 85-96
Collocazione Biblioteca: 19848

Chiara Magrini, Daniele Carraro, Il Coordinamento Enti accreditati del Piemonte (CEAPI) e i costi della pandemia, in Dal fare al dire, a. 30, n. 2 (2021), pp. 41 -44
La pandemia ha comportato per le comunità terapeutiche di Enti accreditati costi di gestione notevoli a fronte di ristori insufficienti e difficili da ottenere. L’articolo, redatto dal Coordinamento Enti accreditati del Piemonte (CEAPI) illustra, anche con tabelle esemplificative, i costi sostenuti dalle realtà più significative in fatto di cure residenziali per le dipendenze durante la pandemia, la diminuzione degli inserimenti attuati e spiega le carenze del sistema di finanziamento regionale.

Antonio Simula, Laura Lunesu, L’efficacia del trattamento comunitario delle dipendenze. Analisi di follow-up nella comunità “Casa di Giano” di Trento, in Mission, a. 14, n. 54 (nov. 2020), pp. 50-55
In questo studio vengono presentati i risultati del follow-up realizzato a “Casa di Giano”, una comunità terapeutica con sede a Santa Massenza nella Valle dei Laghi (TN), gestita dal Centro Trentino di Solidarietà Onlus, rivolta a soggetti con disturbi psichici coesistenti con disturbi correlati a sostanze. Sono proposti due percorsi di cura: il modulo “Doppia Diagnosi”, caratterizzato da una forte impronta terapeutica in senso clinico, in cui è possibile accedere previa diagnosi di disturbo da uso di sostanze e concomitante disturbo psichico primario o secondario all’uso di sostanze; il modulo “Sobrietà”, un modulo specifico per persone con diagnosi di disturbo alcol-correlato, cocainismo e gioco d’azzardo. L’indagine per valutare l’efficacia dei programmi terapeutici è stata effettuata su un campione di 48 soggetti che hanno svolto un percorso terapeutico nel periodo tra il 2014 e il 2018, ai quali è stato sottoposto un questionario composto da 44 domande, tramite intervista telefonica.

Mauro Cibin, … [et al.], Ricerca e innovazione in comunità terapeutica, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 10, n. 38 (giu. 2020), pp. 4-56
Questo numero monografico di MDD, nasce dalla sessione “Sistema dei Servizi per l’Addiction” tenutasi nell’ambito del Congresso Nazionale della Società Italiana Tossicodipendenze (SITD) a Catanzaro nell’ottobre 2019 . Gli articoli hanno la caratteristica di essere nel contempo esempi di ricerca su vari aspetti delle comunità terapeutiche (CT) e proposte di cambiamento e innovazione in questo ambito: la situazione e le prospettive delle CT in Europa, con un focus sulla loro efficacia (W.Vanderplasschen, S. Vandevelde), il ruolo della riabilitazione psicosociale centrata sul recovery nel rinnovamento dei programmi in CT (M. Cibin), le problematiche connesse allo squilibrio delle normative regionali nei processi di accreditamento (G. Grillo, L.Squillaci), l’impatto della psicopatologia sulla permanenza in CT (Maremmani et al.), l’ambiente arricchito come prospettiva di benessere (Chiamulera et al.), il trattamento in CT della dipendenza da analgesici (Semenzato et al.) e per concludere i programmi di gestione delle contingenze nelle dipendenze (Cenedese e Canali).

La riduzione del danno

Screenshot-2023-02-22-at-11.44.44Rafaela Rigoni … [et al.], Civil Society Monitoring of Harm Reduction in Europe 2022. Data Report, Correlation – European Harm Reduction Network, Amsterdam, 2023, 72 pp.
Questo rapporto di Correlation – European Harm Reduction Network (C-EHRN), rete di organizzazioni di società civile europee, studia la situazione delle politiche di riduzione del danno nel territorio dell’Unione Europea nell’anno 2022. Il rapporto decide di concentrarsi su tre elementi specifici: presenza, gestione e accessibilità dei servizi di riduzione del danno, l’accessibilità e disponibilità per quel che guarda i percorsi di cura per l’Epatite C (la maggior parte dei nuovi casi infatti è costituita da persone che fanno uso di droghe) e i trend delle nuove droghe. Dall’analisi risulta una situazione non rosea: si nota un deterioramento e diminuzione dei servizi di riduzione del danno, sempre meno adeguati alle esigenze moderne dei consumatori. Anche le campagne di prevenzione e cura dell’Epatite C vedono una forte battuta d’arresto, conseguenza degli strascichi della pandemia Covid-19. Sul campo delle nuove sostanze non si registrano novità, ma viene anche evidenziato che potrebbe essere necessario un periodo più lungo di osservazione per reperire dati utili.

Raphael Magnolini … [et al.], Substances from unregulated drug markets – A retrospective data analysis of customer-provided samples from a decade of drug checking service in Zurich (Switzerland), in The International Journal of Drug Policy, vol. 114, art. 103972 (apr. 2023) – on line, pp. 1-12
Tra gli interventi di riduzione del danno sono compresi i servizi di controllo sostanze (drug checking) per i consumatori, poiché il mercato di droghe illegali fornisce dosi di contenuto variabile. Lo studio presentato contiene un’analisi retrospettiva dei dati provenienti dai servizi di Zurigo riguardo alla composizione di queste dosi, nel periodo 2011-2021. Più di 16000 campioni sono stati analizzati. Dall’analisi chimica emerge che più di metà dei campioni provenienti dal mercato illegale di sostanze sono rischiosi per i consumatori qualitativamente e quantitativamente. Inoltre, il numero di analisi richieste al servizio è aumentato di 2,5 volte in dieci anni. Secondo gli autori, l’indagine conferma che i servizi di controllo sostanze potrebbero influire sui mercati di droghe illegali per una migliore qualità delle sostanze e per stabilizzare i mercati stessi nel tempo; le politiche sulla droga dovrebbero cambiare per rendere questi servizi accessibili in ulteriori contesti, perché ancora oggi agiscono spesso in zone di legalità incerta.

Tobias Kammersgaard, From punishment to help? Continuity and change in the Norwegian decriminalization reform proposal, in The International Journal of Drug Policy, vol. 113,  art. 103963 (mar. 2023) – on line, pp. 1-9
L’articolo esplora in che misura la riforma norvegese di depenalizzazione della droga rappresenti un nuovo orientamento nel dibattito e nell’approccio alle sostanze illegali e quanto invece rimanga invariato nella proposta in termini di principi e pratiche associate. Inoltre, l’articolo analizza l’obiettivo principale della riforma, cioè lo spostamento da un approccio centrato sul reato verso un approccio centrato sulla salute di chi consuma droghe, e discute le potenzialità di un approccio basato sui diritti per riformare la odierna politica della droga dalle fondamenta. Secondo l’autore, la proposta di riforma norvegese costituisce un caso ideale di studio del dibattito in corso sulla depenalizzazione delle droghe, ma il cambiamento di approccio risulta essere solo parziale perché il ruolo delle forze dell’ordine viene mantenuto e il consumo di sostanze continua ad essere considerato patologico.

immagine_2023-06-25_130634695Luigi Mastrogennaio, Serve uno sguardo diverso sulla tossicodipendenza, in L’Essenziale, 9 gennaio 2023, pp. 1-6
La riduzione del danno è un insieme di politiche e servizi volti a ridurre le conseguenze negative del consumo di droghe. In Italia i primi progetti sul tema sono partiti negli anni novanta, con screening delle malattie, distribuzione di siringhe, drug checking (analisi delle droghe) e drop-in (strutture di accoglienza a bassa soglia). I servizi italiani di riduzione del danno per il consumo di droghe sono stati per anni tra i migliori al mondo, ma ora sono in difficoltà, soprattutto nel sud. Al nord si trovano servizi innovativi e particolarmente utili, ma spesso in difficoltà per mancati finanziamenti o comunque non continuativi. Si citano in particolare il progetto Neutravel (si veda anche il comunicato stampa della regione Piemonte) e il drop-in Punto Fermo di Collegno in Piemonte e l’unità mobile di Rogoredo e il drop-in dei padri Somaschi a Milano. La situazione purtroppo non sembra destinata a migliorare nel breve periodo in quanto il governo attuale è fortemente critico nei confronti del Piano di azione nazionale dipendenze (Pand) e sulle politiche di riduzione del danno.

Pauly … [et al.], A concept mapping study of service user design of safer supply as an alternative to the illicit drug market, in International Journal of Drug Policy, vol. 110, art. 103849 (dic. 2022) – online, pp. 1-10
Questo articolo presenta i risultati di una ricerca di mappatura concettuale su quali siano le caratteristiche necessarie per un servizio di fornitura sicura di droghe dal punto di vista delle persone che ne fanno uso. La ricerca si è svolta in British Columbia, Canada, dove sono stati introdotti durante la pandemia COVID-19, e proseguono tutt’ora, dei servizi di fornitura sicura di sostanze illecite per ridurre i rischi di contagio e di morte da overdose (rischi chiaramente maggiori se le sostanze vengono ottenute dalle vie e metodi classici dello spaccio). In questa ricerca si possono trovare importanti spunti per la gestione, organizzazione e pianificazione dei servizi di riduzione del danno tramite fornitura più sicura di sostanze illecite.

Øystein Bruun Ericson … [et al.], Risks and overdose responses: Participant characteristics from the first seven years of a national take-home naloxone program, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 240,  (nov. 2022) – on line, pp. 1-7
Nel 2014 il governo norvegese ha finanziato un programma su vasta scala di naloxone da portare a casa (THN) per affrontare gli alti tassi di mortalità dovuta a overdose. Gli scopi di questo studio sono: descrivere le caratteristiche delle persone formate a ricevere il THN, descrivere le azioni intraprese a seguito del consumo di THN in un episodio di overdose ed esplorare i fattori associati al consumo di naloxone. Si tratta di uno studio prospettico di coorte su soggetti che hanno ricevuto THN dal 2014 al 2021. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati della ricerca.

GSHR-2022-Cover-Screenshot-MacHarm Reduction International, The Global State of Harm Reduction 2022, Harm Reduction International, Londra, 2022, 152 pp.
Il documento costituisce un’analisi indipendente della riduzione del danno nel mondo. I dati forniti riguardano lo stato dei servizi, dei programmi e delle politiche di riduzione del danno nei diversi paesi del mondo nell’ambito del consumo di droga (iniettabile, fumo e farmaci stimolanti), dell’infezione da HIV e da virus dell’epatite, nonché l’impatto della pandemia di COVID-19 su tali servizi.

Damon Barrett … [et al.], Child-centred harm reduction, in International Journal of Drug Policy, vol. 109, art. 103857 (nov. 2022) – online, pp. 1-5
L’articolo parla del tema della riduzione del danno per i minori. Le politiche di riduzione del danno, nonostante il loro avanzamento, sono storicamente mirate agli adulti, lasciando un vuoto nel campo specifico di bambini e adolescenti che fanno uso di droghe. Gli autori dell’articolo si propongono di essere scintilla della discussione e innovazione sul tema proponendo la “child-centered harm reduction” (= riduzione del danno incentrata sui bambini), un sotto-settore delle politiche sulla droga che si ponga all’intersezione tra politiche di riduzione del danno e politiche per i minori. Vengono anche presentati vari esempi di lavori e ricerche già esistenti, per aumentarne la visibilità e proporli come esempio.

Patrick Berrigan, Eugenio Zucchelli, Public preferences for safe consumption sites for opioid use: A discrete choice experiment, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 238,  (set. 2022) – on line, pp. 1-7
I luoghi di consumo sicuri forniscono alle persone che consumano droghe una supervisione medica e attrezzature sterili per il consumo. Benché la presenza di tali luoghi nei quartieri possa essere controversa, pochi studi hanno valutato le preferenze delle persone riguardo alle caratteristiche dei luoghi di consumo sicuri. E’ stato effettuato un esperimento di scelta discreta per valutare le preferenze pubbliche riguardo ai luoghi di consumo sicuri. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

Results of a qualitative research on professional practices in the field of addiction treatment. Working within harm reduction and drug treatment services: adapting missions to drug users and to field realities, OFDT, Parigi, 2022, 2 pp.
Breve sintesi dei risultati emersi da una ricerca qualitativa basata sull’osservazione etnografica e interviste individuali o di gruppo svolte tra il 2019 e il 2021 tra gli operatori di due servizi specializzati di trattamento della tossicodipendenza e due centri per la riduzione del danno.
Collocazione Biblioteca: A1402

hrAdam R. Winstock … [et. al.], Using the Global Drug Survey for harm reduction, EMCDDA, Lisbona, 2022, 9 pp.
La Global Drug Survey (GDS) è un’indagine annuale dettagliata sull’uso di sostanze psicoattive, condotta per la prima volta nel 2011. I 10 sondaggi GDS fino ad oggi hanno raccolto dati da oltre 900.000 intervistati, contenenti informazioni sulla diffusione di sostanze psicoattive e temi chiave al fine di sviluppare risorse per la riduzione del danno. L’articolo analizza la storia della GDS e la gamma di strumenti per la riduzione del danno che sono stati creati utilizzando i dati dell’indagine, sottolineando l’importanza di diffondere l’esperienza dei pari per indurre al cambiamento del comportamento in altri. Tra questi vi sono diverse applicazioni sanitarie mobili sviluppate a partire dai dati della GDS, che mirano a smantellare le barriere al cambiamento di comportamento, prendendo in considerazione i fattori di rischio individuali

Orsolya Feher, Building solidarity & mutual support. National Harm Reduction Networks in Europe, Correlation Network, Amsterdam, 2022, 30 pp.
Correlation – European Harm Reduction Network (C-EHRN) è un’organizzazione con sede ad Amsterdam che si occupa di consumo di droghe, riduzione del danno e inclusione sociale, per garantire a tutti l’accesso ai servizi sanitari e sociali senza discriminazioni e stigma. Il documento fornisce una panoramica delle reti di riduzione del danno in Europa, una discussione riguardo agli ostacoli e ai catalizzatori che incidono sulla creazione e il mantenimento di tali reti e, infine, si focalizza sulle necessità delle reti e sul possibile sostegno di C-EHRN. Le informazioni provengono dalla letteratura disponibile e dai dati in possesso dell’organizzazione. Si veda anche il documento “Policy Recommendations” edito dalla stessa organizzazione.

Czarina N. Behrends … [et al.], Harm reduction and health services provided by syringe services programs in 2019 and subsequent impact of COVID-19 on services in 2020, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 232 (mar. 2022) – on line, pp. 1-8
Questo studio descrive i servizi di riduzione del danno e di salute forniti dai programmi di servizi di siringa (SSP) degli Stati Uniti nel 2019 e i cambiamenti nella fornitura di tali servizi nel 2020. I SSP sono stati invitati a partecipare all’indagine del Dave Purchase Memorial nell’agosto 2020. Gli autori hanno raccolto dati programmatici sui servizi forniti nel 2019 e al momento dell’indagine nel 2020 e hanno condotto analisi descrittive utilizzando i test Chi-quadro e McNemar. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Nel medesimo n. della rivista si trova anche l’articolo di Kirsten M.A. Trayner … [et al.], Examining the impact of the first wave of COVID-19 and associated control measures on interventions to prevent blood-borne viruses among people who inject drugs in Scotland: an interrupted time series study (pp. 1-11).

Pietro Casella … [et al.], L’ Unità mobile Fuoristrada (Parsec cooperativa sociale/ASL Roma1) per la prevenzione delle patologie correlate all’uso di sostanze stupefacenti. I contesti della riduzione del danno e le pratiche operative del progetto, in Dal fare al dire, a. 31, n. 3 (2022), pp. 38-46
Dopo una introduzione sul tema della riduzione del danno, l’articolo descrive il progetto e le azioni dell’Unità mobile “Fuoristrada”, riporta i dati di attività relativi al periodo 2020-2021, prende in esame teoria e prassi del lavoro di strada e ne affronta le problematiche attuali e le prospettive future dopo quanto emerso dalla Conferenza Nazionale sulle Droghe svoltasi a Genova a fine novembre 2021.

as_355Leopoldo Grosso, Servizi di prossimità alla grave emarginazione. Il diritto di non essere lasciati soli, in Animazione Sociale, n. 05/355 (2022), pp. 31-37
Secondo l’autore, psicologo psicoterapeuta, la pratica di prossimità si colloca all’interno di politiche culturali che valorizzano dimensioni quali la relazione, il legame col territorio, la coprogettazione, la capacità di attivazione, la reciprocità responsabile. Le scelte di penalizzazione del welfare prima, la pandemia dopo, hanno messo in difficoltà i servizi senza consentire molte azioni di prossimità. Ma i limiti più profondi non sono economici, bensì culturali.

A cura di Nicholas Medone e Sara Rolando, Consumo di sostanze psicoattive a Nichelino e bisogni scoperti, Studio etnografico, Eclectica, Torino, 2022, 37 pp.
La ricerca, parte integrante dello studio di fattibilità affidato dall’Asl TO5 a Eclectica relativo all’apertura di un drop-in sul territorio di Nichelino, è stata concepita al fine di fornire una lettura etnografica del fenomeno del consumo di sostanze sul territorio e del rapporto dei consumatori con i Servizi esistenti sul territorio. In particolare, nel disegno della metodologia dello studio, ci si è chiesti se un servizio a bassa soglia come il drop-in potrebbe rispondere a bisogni reali attualmente non soddisfatti di persone che utilizzano sostanze. In seconda battuta, sono stati raccolti elementi utili a comprendere quale forma un ipotetico nuovo servizio dovrebbe assumere, cioè quali dovrebbero essere le sue caratteristiche in relazione a target specifici di utenza potenziale. L’osservazione etnografica si è quindi focalizza inizialmente sul consumo di sostanze a Nichelino, sui cambiamenti percepiti rispetto agli stili di consumo e sui luoghi designati per utilizzare sostanze, ma anche su quelli dello spaccio e sulle particolarità di Nichelino per quanto concerne il mercato delle sostanze.

Simona Borazzo … [et al.], Il servizio PIN ai tempi della pandemia, in Dal fare al dire, a. 30, n. 3 (2021), pp. 15-20
Il Progetto Itinerante Notturno (PIN) è un servizio di prossimità del Dipartimento per le Dipendenze dell’Asl Città di Torino, collocato nell’Area Bassa Soglia e attivo dal 2009. Si rivolge ad un’utenza prevalentemente giovanile che frequenta le notti nei luoghi di divertimento e si pone come finalità la promozione della salute, la limitazione dei rischi e la riduzione del danno rispetto all’uso di alcol e di altre sostanze psicotrope. L’articolo riporta le modifiche che gli operatori hanno apportato ai loro interventi durante le uscite in tempo di pandemia adattandosi alla normativa vigente e con l’intento di intercettare i nuovi bisogni dell’utenza. Nel numero precedente si trova l’articolo di  Giuliano Cuntò, Paolo Peretti, Angelo Pulini, Terapia di gruppo con zoom, Un Intervento del centro pre serale “Libera il tempo“, pp. 27 – 35.

Cover-Sostanze-Psicoattive_web-400x575Progetto Neutravel, Sostanze psicoattive. Vademecum per un uso consapevole, Eris, Torino, 2020, 61 p.
Le sostanze psicoattive, legali e illegali, circolano e sono diffusissime; se la cannabis è la più usata, il consumo di cocaina e altre droghe comunemente chiamate “pesanti” è altrettanto diffuso. Le operatrici di Progetto Neutravel, che da anni si occupano costantemente di prevenire i rischi e i danni legati all’utilizzo delle sostanze, attraverso dati scientifici, ci offrono in questo libro le informazioni relative alle sostanze più utilizzate nel nostro Paese, fornendo dati e informazioni con l’obiettivo di informare sui rischi legati al loro utilizzo e aiutare a un utilizzo consapevole. Un libro destinato a chi voglia informarsi in prima persona e prevenire situazioni critiche a chi gli sta intorno. Progetto Neutravel si occupa di ridurre i danni e limitare i rischi nei contesti del divertimento notturno, avvalendosi di un’area informativa, un’area chill-out ed un’area sanitaria di primo soccorso. Il progetto nasce da una partnership tra settore pubblico (Asl TO4) e privato sociale (CNCA Piemonte – Cooperativa Alice).
Collocazione Biblioteca: 18927

A cura di Lorenzo Camoletto, Pino di Pino, Susanna Ronconi, I Servizi ai tempi del Covid19. Monitoraggio del sistema dei servizi di Riduzione del Danno e dei SerD durante il lockdown 2020, Fuoriluogo, 2020, 28 pp
Lo studio indaga sul funzionamento del sistema dei servizi per consumi e dipendenze durante l’emergenza sanitaria generata dalla pandemia di COVID-19, per capire non solo se il sistema ha retto all’emergenza, ma anche cosa ha rivelato del sistema stesso dei servizi. La prospettiva adottata è quella di usare la crisi per riflettere criticamente e per prospettare innovazione. La ricerca ha privilegiato l’ambito di intervento della Riduzione del Danno e Limitazione dei rischi (RdD/LdR), gestita sia dal pubblico che dal terzo settore, e dei SerD. L’indagine ha coinvolto 76 enti fornitori di servizi attraverso un questionario online a risposta aperta, diffuso dal 23 aprile al 10 maggio 2020. Secondo gli autori, la crisi dei sistemi di intervento territoriale del servizio sanitario richiede interventi urgenti non solo per far fronte alle pandemie che verranno, ma anche per governare in maniera adeguata, efficace ed efficiente la gestione ordinaria della salute. A livello europeo si veda l’indagine di Victoria Oberzil, Eberhard Schatz, Voices of Frontline Workers. Harm Reduction Responses in the European Region During the COVID-19 Pandemic, Correlation Network, Amsterdam, 2020, 27 pp.

A cura di Hassan Bassi e Riccardo Poli, Year Book 2020. PAS Principi attivi di salute, Arteventbook, Pisa, 2020, 185 pp.
Questa edizione dello Year Book è dedicata alla conclusione del progetto “PAS: Principi Attivi di Salute. Strategie per la prevenzione, la riduzione del danno e il contrasto ala diffusione nei consumi e abusi di sostanze psicoattive e NPS da parte di giovani e adulti”, finanziato dal Ministero del Lavoro e per le Politiche sociali, realizzato in collaborazione con Arcigay e CICA. Le pratiche di Riduzione del danno, nate soprattutto in relazione alla drammatica diffusione dell’AIDS, hanno presto allargato il proprio ambito di applicazione anche ai consumi problematici di sostanze stupefacenti. Il volume è suddiviso nei seguenti capitoli: Il Punto istituzionale, le Ricerche, le Azioni del Progetto, le Esperienze, l’Impatto sociale.
Collocazione Biblioteca: 18845

Donne, gravidanza e maternità

Bereket Duko … [et al.], The effect of prenatal cannabis exposure on offspring preterm birth A cumulative meta-analysis, in Addiction, vol. 118, n. 4 (apr. 2023) – on line, pp. 607 – 619Sono stati riportati risultati contrastanti sull’associazione tra esposizione prenatale alla cannabis e parto pretermine. Questo studio è basato sulla metaanalisi di ricerche estratte da banche dati e mira a esaminare l’entità e la coerenza delle associazioni riportate tra l’esposizione prenatale alla cannabis e la nascita prematura. Sono stati presi in considerazione un totale di 27 studi osservazionali pubblicati tra il 1986 e il 2022. Lo studio rileva che l’ esposizione prenatale alla cannabis è associata a un aumento del rischio di parto pretermine.

90d828191534a5461aaa0e4b88189d1ae2e09e39-700x979Women and Harm Reduction International Network (WHRIN), International Community of Women Living with HIV (ICW), Women who use drugs and HIV. Joint briefing paper, WHRIN, 2023, 12 pp.
Questo documento è frutto di una collaborazione tra il WHRIN e l’ICW per promuovere la discussione sui problemi specifici della popolazione di donne affette da HIV/AIDS e che fanno utilizzo di droghe. Prendendo in esame letteratura sul tema e interviste condotte in comunità di donne affette da HIV e che fanno uso di droghe, si cerca di identificare quali siano gli ostacoli principali che questa specifica categoria deve affrontare per avere i trattamenti di cui necessitano (principalmente dovuti a discriminazione e violenza di genere, criminalizzazione dell’uso e possesso di droghe, servizi non pensati per le necessità specifiche delle donne, e stigmatizzazione) e si stila una lista di raccomandazioni sul da farsi per rimediare alle gravi lacune nel campo della cura in questo campo.

Giorgio Zoccatelli, Sabrina Bassetti, Il fenomeno del consumo al femminile, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 53, n. 1 (2023), pp. 22-25
Secondo gli autori, assistenti sociali, si parla e si scrive molto di droga e dipendenza, ma la tossicodipendenza femminile, costituisce un ambito di indagine ad oggi inesplorato nel contesto nazionale e poco indagato anche sul fronte internazionale. L’approccio generale è prevalentemente neutrale alle differenze di genere e i disturbi da uso di sostanze sono considerati un problema principalmente maschile; di conseguenza le cure sono standardizzate secondo il profilo maschile, mortificando le loro specificità. L’articolo si propone di mettere a fuoco alcuni aspetti della dipendenza tra le donne, riflettendo sulla peculiarità dei loro percorsi e stimolando un pensiero critico al riguardo.

Tammy Chung … [et al.], Person-centered patterns of substance use during the COVID-19 pandemic and their associations with COVID-related impacts on health and personal finances in young Black and White women, in Drug and Alcohol Dependence, vol 240,  (nov. 2022) – on line, pp. 1-7
Questo studio longitudinale ha usato un approccio incentrato sulla persona per individuare sottogruppi riguardo ai modelli di consumo di sostanze prima e durante la pandemia di COVID-19 ed esaminare le correlate del profilo (es. le caratteristiche socio-demografiche), che possono fornire indicazioni per un intervento su misura. Le due coorti di età più giovane del Pittsburgh Girls Study, un campione longitudinale di comunità, hanno fornito dati relativi all’anno precedente su: frequenza del fumo di sigarette/sigarette elettroniche, consumo alcolico binge (>4 bicchieri per occasione) e consumo di cannabis prima e durante la pandemia e sul cambiamento percepito di uso. L’analisi del profilo latente ha individuato sottogruppi. Sono state esaminate le correlate del profilo (es. fattori socio-demografici, stato di infezione da COVID-19 ed esposizione segnalata, impatti del COVID-19 sulla salute psicologica e le finanze). Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

ERG2021-Miniguide-womenEMCDDA, Women and drugs: health and social responses, EMCDDA, Lisbona, 2022, 6 pp.
Parte di una serie di guide pubblicate dall’EMCDDA su vari aspetti salienti nella risposta all’uso di droghe. Questa guida si concentra sugli aspetti principali da considerare nella pianificazione e somministrazione di servizi per donne che fanno uso di droghe, con una trattazione sintetica dei problemi principali di cui tenere conto, le categorie a rischio a cui venire incontro, e come è consigliato ai servizi di occuparsene. Include inoltre una breve trattazione della situazione dei servizi per le donne che fanno uso di droghe nei vari paesi europei.

Rosa Giannini, Gaia Cassese, Maternità e dipendenze: una revisione critica della letteratura, in Mission, a. 16, n. 58 (nov. 2022) – on line, pp. 39-43
Lo scopo del lavoro è analizzare gli eterogenei contributi in letteratura che hanno tentato di approcciarsi e di comprendere il fenomeno complesso delle madri nella tossicodipendenza, presentando una revisione critica della letteratura degli ultimi 10 anni sul tema. L’intento è individuare e sistematizzare le caratteristiche di questo particolare tipo di utenza. Nel saggio si accenna, inoltre, ai correlati ambientali e sociali legati all’uso di sostanze e al modo in cui questi possano influire selettivamente su particolari abilità genitoriali, come la capacità di fornire un’assistenza coerente e costante nel tempo.

Shira M Goldenberg … [et al.], Violence, policing, and systemic racism as structural barriers to substance use treatment amongst women sex workers who use drugs: Findings of a community-based cohort in Vancouver, Canada (2010–2019), in Drug and Alcohol Dependence, vol. 237, (ago. 2022) – on line, vol. 237, pp. 1-9
Nonostante l’alta prevalenza del consumo di sostanze fra le lavoratrici del sesso (SW), rimangono limitati dati rigorosi epidemiologici sociali sulle esperienze di trattamento per consumo di sostanze nelle SW. In considerazione di queste lacune e del peso sproporzionato della discriminazione sopportata dalle lavoratrici indigene del sesso, i ricercatori, nel presente studio, hanno valutato: 1) le correlate strutturali dei falliti tentativi di accedere al trattamento per consumo di sostanze; 2) l’interazione fra la polizia e l’ascendenza indigena nei falliti tentativi di accedere al trattamento da parte delle lavoratrici del sesso che usano droghe. I dati prospettici sono stati derivati da una coorte aperta di lavoratrici del sesso (2010-2019) basata su una comunità a Vancouver, Canada. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati della ricerca.

Sarah C. M. Roberts, Claudia Zaugg, Noelle Martinez, Health care provider decision-making around prenatal substance use reporting, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 237,  (ago. 2022) – on line, pp. 1-13
Recenti ricerche hanno rilevato che i danni collegati al consumo di alcol e/o droga durante la gravidanza non sono limitati a quelli associati all’uso stesso; i danni risultano anche dalle politiche e dalle pratiche di assistenza sanitaria adottate in risposta, fra cui la segnalazione ai Servizi di tutela minorile (CPS). Questo studio ha cercato di comprendere i fattori che influenzano le pratiche di segnalazione degli operatori sanitari. I ricercatori hanno effettuato 37 interviste semi-strutturate con ostetrici/ginecologi ospedalieri, medici di famiglia e medici del pronto soccorso, focalizzate su esperienze di segnalazione di donne in gravidanza/parto con AOD alle autorità governative. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine

contInternational Drug Policy Consortium, Contribution from the Civil Society Forum on Drugs to enhance the gender perspective into EU drug policy, IDPC, Londra, 2022, 27 pp.
In questo rapporto, il gruppo di lavoro “Questioni emergenti nella politica sulle droghe” del Forum della società civile sulle droghe (Civil Society Forum on Drugs-CSFD) si propone di descrivere come la prospettiva di genere e gli aspetti legati al genere siano inclusi nelle politiche antidroga dell’Unione Europea e di fare un confronto con le strategie e i piani d’azione precedenti. Fornisce, inoltre, un elenco di raccomandazioni e di informazioni su come migliorare i documenti futuri relativi alle politiche sulle droghe, rispetto alle prospettive di genere.

Elis Haan … [et al.], Prenatal smoking, alcohol and caffeine exposure and maternal-reported attention deficit hyperactivity disorder symptoms in childhood. Triangulation of evidence using negative control and polygenic risk score analyses, in Addiction, vol. 117, n. 5 (mag. 2022) – on line, pp. 1458-1471
Precedenti studi hanno indicato che il consumo materno prenatale di sostanze può essere associato al disturbo di iperattività e deficit di attenzione (offspring attention deficit hyperactivity disorder = ADHD) della prole attraverso effetti intrauterini. In questa ricerca sono stati misurate le associazioni fra fumo prenatale, consumo di alcol e caffeina con i sintomi di ADHD nell’infanzia tenendo in considerazione fattori familiari condivisi. Tuttavia non sembra esserci un effetto causale intrauterino del consumo materno prenatale di queste sostanze sui sintomi del disturbo di iperattività e deficit di attenzione della prole.

Eleonora Buganè … [et al.], Unicità e specificità del servizio Orientadonna, in Dal fare al dire, a. 31, n. speciale (2022), pp. 47 – 54
Orientadonna è un servizio del Dipartimento Dipendenze dell’ASL Città di Torino ubicato presso l’Ospedale Amedeo di Savoia e si rivolge alla popolazione femminile con problemi di dipendenza cronica e di marginalità; è nato nel 2006 in partnership con l’ Associazione Gruppo Abele a partire dai risultati di una ricerca che indicava maggiori condizioni di disagio e di stigma delle frequentanti il drop-in rispetto ai tossicodipendenti maschi. Successivamente è diventato un’attività strutturata all’interno dell’Area Bassa Soglia del Dipartimento delle Dipendenze. Si connota come una sorta di centro diurno sovrazonale che lavora sulla prevenzione delle patologie droga-correlate e sull’accompagnamento alla cura. L’articolo descrive le caratteristiche dell’utenza di Orientadonna, le finalità e i servizi offerti, la metodologia adottata e il funzionamento del servizio durante la pandemia.

Katie Woodruff, Karen A. Scott, Sarah C.M. Roberts, Pregnant people’s experiences discussing their cannabis use with prenatal care providers in a state with legalized cannabis, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 227,  (ott. 2021) – on line, pp. 1-7
Con il diffondersi della legalizzazione della cannabis, si diffondono anche le preoccupazioni per i danni potenziali del suo uso in gravidanza. La legalizzazione può facilitare migliori interazioni paziente – operatore sanitario circa il consumo di cannabis. Tuttavia si sa poco sui discorsi delle donne in gravidanza con gli operatori sull’uso della cannabis in un ambiente dove la cannabis ricreativa è legale. Tra maggio e agosto 2019 in California sono state effettuate interviste approfondite semi-strutturate con 33 donne in gravidanza o dopo il parto, che hanno usato cannabis durante la gravidanza e sono state audio-registrate e trascritte le loro discussioni con i fornitori di servizi sanitari riguardo al proprio consumo, infine si è effettuata un’analisi tematica usando metodi induttivi e deduttivi. Il ruolo degli operatori quali potenziali informatori dei servizi sociali sembra porre una significativa barriera alla consulenza comprensiva ed empatica e all’educazione all’uso della cannabis in gravidanza.

Emily Jenkins … [et al.], Bereaved mothers’ engagement in drug policy reform: A multisite qualitative analysis, in The International Journal of Drug Policy, vol. 91, art. 103011 (mag. 2021) – on line, pp. 1-11
A livello globale, la fornitura di droga contaminata sta causando la morte di decine di migliaia di persone che ne fanno uso e le misure attuali non riescono a placare questa crisi. In questo contesto, le madri che hanno perso un figlio a causa dell’uso di sostanze stupefacenti sono diventate importanti sostenitrici di cambiamenti nelle politiche sulle droghe. Questo articolo esplora le esperienze delle madri nella difesa delle politiche sulle droghe per indagare come vengono utilizzate le loro storie per promuoverne il loro cambiamento. Metodi critici qualitativi e narrativi hanno fornito indicazioni per le interviste individuali con 43 madri che hanno perso un figlio a causa dell’uso di sostanze, provenienti da tre regioni del Canada: British Columbia, Prairie Province e Eastern Province. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati della ricerca.

Screenshot 2022-11-30 at 10.45.54Corina Giacomello, Children whose parents use drugs. Promising practices and recommendationsCouncil of Europe, Strasburgo, 2022, 96 pp.
Il documento affronta il tema delle famiglie dove i genitori fanno uso di sostanze o alcool in modo problematico e dei servizi di supporto al riguardo. Descrive un insieme di interventi presenti in diversi paesi e mirati alle famiglie e ai figli: servizi per le madri che usano sostanze; servizi per il trattamento della dipendenza che tengono conto delle responsabilità parentali, dei bisogni dei figli e di situazioni particolari; rifugi per donne vittime di violenza che usano sostanze. Il Consiglio d’Europa è un’organizzazione internazionale che ha lo scopo di promuovere la democrazia, i diritti umani, l’identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali nei Paesi in Europa. A questo link si trovano altri documenti sull’argomento.

Anna Romanio … [et al.],  “Mamme libere dal fumo” nell’Asl To-4: Un progetto di integrazione tra i servizi.Dalla formazione all’operatività: il contributo del Centro Trattamento Tabagismo del Dipartimento di patologia delle dipendenze Asl To4 (Settimo Torinese – Torino), in Dal fare al dire, a. 30 n. 1 (2021), pp. 43-53
“Mamme libere dal fumo” è un progetto nazionale di prevenzione che si inserisce nella più ampia strategia di riduzione dell’abitudine al fumo, in quanto importante fonte di rischio per numerose patologie croniche. Obiettivo del progetto è favorire la sospensione del fumo almeno durante il periodo della gravidanza e /o rafforzare l’astinenza dopo la nascita del figlio, nell’ambito delle strutture operanti sul territorio, utilizzando lo strumento “tecnico” del counseling breve. Nell’articolo viene descritta l’implementazione del progetto e l’integrazione del lavoro dei molti servizi coinvolti nell’Asl TO4 Piemonte; viene illustrata l’analisi dei dati raccolti nel counselling, elaborati dal Centro Trattamento Tabagismo di San Mauro Torinese; viene spiegato il re-training attuato sugli operatori già precedentemente formati per il counselling antifumo e le modifiche apportate agli strumenti del progetto. In conclusione vengono esposte alcune riflessioni sul progetto e sui suoi esiti.

Luigi Filippo Bardell, Graziano Feliziani, Rosanna Ceglie, Donne migranti nella S.S.D. Ser.T. Asl5 spezzino. Alcuni aspetti epidemiologici, in Dal fare al dire, a. 30 n. 3 (2021), pp.   26-32
Il presente lavoro prende spunto dai dati della Relazione Annuale al Parlamento sullo stato delle Tossicodipendenza in Italia per approfondire alcuni aspetti epidemiologici dell’utenza del servizio negli ultimi dieci anni. Un’analisi più dettagliata viene effettuata su alcune variabili; in particolare viene evidenziata la presenza della percentuale di utenza di sesso femminile nel corso degli anni, sia in rapporto al totale dei pazienti in carico, sia in relazione ad alcune diagnosi (Disturbo da Uso di Alcol, Disturbo da Gioco d’Azzardo, Disturbo da Uso di Tabacco). Vengono inoltre presentati i dati sulla utenza straniera afferente al servizio in rapporto al sesso e alla nazionalità. I risultati sono commentati alla luce della letteratura recente, in particolare rispetto alla comorbilità tra diagnosi tossicologica e correlati psicopatologici. Questo monitoraggio permette di monitorare l’andamento di questi aspetti e dà quindi modo ai servizi di migliorare la comprensione di alcuni aspetti e prospettare soluzioni più mirate alle esigenze di particolari categorie di utenti.

Anna Paola Lacatena, Donne e tossicodipendenza. Quando la patologia è di altro genere…, in Mission, a. 14, n. 53 (apr. 2020), pp. 26-32
Dai dati della Relazione annuale sull’evoluzione del fenomeno della droga nell’Unione europea, pubblicata nel 2018 dall’OEDT (Agenzia europea sulle droghe di Lisbona), emerge che le donne sono soltanto il 20% dei pazienti che si sottopongono a un trattamento della tossicodipendenza. Le possibili ragioni sono varie, a partire da problemi di accessibilità ai servizi e di adeguatezza degli stessi. Per approfondire, il Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL di Taranto ha prodotto due ricerche sulle pazienti donne in carico, di cui qui si presentano modalità e risultati.

I giovani e i contesti del consumo

partyP.A.R.T.Y. Project – Prevention and harm reduction Actions Towards Young people, Methodological guide for online harm reduction, Projectparty.eu, [s. l.] 2022, 68 pp.
Il progetto Interreg-P.A.R.T.Y (Preventive Action and Risk Reduction tow, rds Young people), che riunisce operatori belgi e francesi che lavorano nell’ambito della riduzione del danno (HR), mira a sensibilizzare e responsabilizzare il pubblico transfrontaliero (online e offline), facilitando l’accesso agli strumenti di prevenzione, informazione e riduzione del danno. Il progetto prevede un sostegno agli organizzatori e ai proprietari di club/bar per investire nella creazione di luoghi di vita notturna più sicuri (attraverso i marchi di feste più sicure come: Quality Nights, Quality Events e Quality Bars), una formazione per coloro che sono coinvolti nella scena della vita notturna e una sensibilizzazione riguardo alle loro responsabilità.

Jordan P. Davis … [et al.], Directional associations between cannabis use and depression from late adolescence to young adulthood: the role of adverse childhood experiences, in Addiction, n. 6 (giu. 2023) – on line, vol. 118, pp. 1083-1092
Sebbene la compresenza di cannabis e depressione sia ben nota, meno si sa della sequenza temporale del consumo di cannabis e della depressione. Lo studio proposto ha tre obiettivi principali: valutare un percorso guidato dai sintomi in cui la depressione può portare all’aumento del consumo di cannabis, testare un percorso indotto dalla sostanza in cui il consumo di cannabis può causare l’aumento della depressione e determinare un modello di vulnerabilità condivisa che valuti le associazioni tra individui che hanno (e non hanno) vissuto esperienze infantili avverse (ACE). E’ stato utilizzato un campione di 2234 individui tra i 17 e i 24 anni, dei quali sono stati valutati i giorni di consumo di cannabis nell’ultimo mese e i sintomi di depressione [patient health questionnaire (PHQ)-8]. La scala Adverse Childhood Experiences è stata usata come misura principale di raggruppamento. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati della ricerca.

Joanna Bright … [et al.], The Benzo Research Project. An evaluation of recreational benzodiazepine use amongst UK young people (18-25), Benzo Research Project, 2022, 86 pp.
The Benzo Research Project è un gruppo di ricerca sull’uso ricreativo delle benzodiazepine, costituito da giovani volontari di diversa formazione, allo scopo di aumentare la consapevolezza al riguardo. Attraverso la raccolta delle esperienze di giovani che consumano benzodiazepine senza una prescrizione medica o sono in contatto con qualcuno che ne fa uso, il documento intende gettare luce sulle motivazioni dei giovani al consumo e su altri aspetti del fenomeno. Le testimonianze raccolte sono stati analizzate riguardo a diversi parametri (età, tipo e provenienza delle sostanze, contesti di consumo, motivazioni, policonsumo, effetti riscontrati, dipendenza, disintossicazione, servizi sociosanitari coinvolti). Vengono discussi i risultati e forniti suggerimenti per la gestione del fenomeno.

Results of the ARAMIS 2 survey on alcohol use at parties among adolescents and young adults. Alcohol at parties: social differences and gender stereotypes shape use, risks and regulation strategies, OFDT, Parigi, 2022, 2 pp.
Breve sintesi dei risultati della seconda indagine ARAMIS, la quale indica come il consumo di alcol tra gli adolescenti e i giovani durante le feste sia influenzato da aspetti di differenziazione sociale e di genere. Mentre i rischi a lungo termine per la salute associati all’uso di alcol siano ancora sconosciuti, i rischi immediati sono soggetti a regole individuali e collettive altamente codificate.
Collocazione Biblioteca: A1401

9788815261526_0_424_0_75Enrico Petrilli, Sonia Stefanizzi, Il controllo della movida: la parola al popolo della notte torinese, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 1 (apr. 2022), pp. 177-194
L’articolo indaga come i fruitori della cosiddetta movida (la vita notturna nei centri urbani) giudicano le principali strategie sviluppate dalle amministrazioni locali per controllarla e quali conseguenze esse hanno prodotto. In particolare, viene approfondito il caso della città di Torino, dove la movida è diventata una delle questioni più dibattute. L’indagine è stata svolta tramite interviste semi-strutturate a un campione di giovani frequentatori della movida tra i 19 e i 23 anni e a un campione di avventori adulti tra i 35 e i 50 anni.

Franca Beccaria … [et al.], Tactics of Altered Consumption: Young People’s Drinking Choices in the Italian Movida, in Italian Sociological Review, vol. 12, n. 1 (2022) – on line, pp. 1-23
La vita notturna urbana è spesso raffigurata come una categoria omogenea dominata dall’industria dell’intrattenimento e caratterizzata da pratiche rischiose di consumo alcolico. Assumendo una prospettiva più critica, che riconosce l’eterogeneità degli ambienti fisici e sociali come pure i modi in cui i frequentatori notturni esercitano la loro azione per manipolare e modellare i prodotti e gli spazi definiti dall’ordine economico consumistico, l’articolo ha lo scopo di: 1) esplorare gli ambienti fisici e sociali di due quartieri di Torino (Nord Italia) caratterizzati da un’intensa vita notturna; 2) capire le tattiche giovanili riguardo al consumo alcolico. Lo studio ha adottato un approccio con metodi misti comprendenti l’osservazione non partecipante (40 ore) e interviste di persona (22). Nell’articolo sono riportati e commentati risultati della ricerca.

A cura di Stefano Bertoletti … [et al.], Nightlife and the city 2021. Covid divertimento notturno e spazi urbani, CAT, Firenze, 2021, 12 pp.
La ricerca presentata ha l’obiettivo di restituire l’atteggiamento dei cittadini toscani verso l’epidemia di COVID-19, l’adesione o meno alle norme di comportamento prescritte per frenare il diffondersi del virus, lo stato della loro socialità nei due periodi di lockdown, i loro consumi di alcol e sostanze psicotrope (cannabis, cannabinoidi e psicofarmaci) . Inoltre, sono state raccolte indicazioni sulle percezioni del futuro dei cittadini intervistati e le nuove soluzioni che essi ritengono adeguate per rilanciare la socialità in sicurezza nei contesti del divertimento serale e notturno. Un campione di 1316 questionari online sono stati raccolti tra marzo e aprile 2021. Ne emerge che la maggioranza dei cittadini toscani ha mantenuto comportamenti responsabili e rispettosi delle norme di salute pubblica, senza consumi eccessivi di sostanze e di alcolici, esprimendo un giudizio di sostanziale adesione a quanto dettato dai governi nazionale e locale. Gli autori ritengono tale quadro utile agli amministratori dei diversi territori regionali.

Joseph J. Palamar, Patricia Acosta, Virtual raves and happy hours during COVID-19. New drug use contexts for electronic dance music partygoer, in International Journal of Drug Policy, vol. 92, art.102904 (lug. 2021) – on line, pp. 1-11
La popolarità dei rave virtuali e l’happy hour sono aumentati durante la pandemia di COVID-19. Mentre gli ambienti della vita notturna sono spesso associati all’uso di droghe, non è noto se lo siano anche gli eventi. In questa ricerca sono stati reclutati alcuni frequentatori di feste di musica dance elettronica (EDM) che vivono a New York e che hanno riferito un uso recente di droghe e sono stati intervistati sulla partecipazione a rave virtuali e happy hour durante la pandemia da COVID-19. L’articolo discute i risultati della ricerca. In particolare è emerso che i partecipanti più anziani e i policonsumatori avevano maggiori probabilità di usare droghe illegali durante i rave virtuali e/o gli happy hour e che i frequentatori di feste EDM sono a rischio per l’uso di droghe durante gli eventi virtuali.

9788855192729_0_536_0_75Enrico Petrilli, Notti tossiche. Socialità, droghe e musica elettronica per resistere attraverso il piacere, Meltemi, Milano, 2020, 288 pp.
L’autore esplora il potenziale politico dell’andare in discoteca attraverso una grammatica diversa da quella dell’attivismo tradizionale, concependo il clubbing come una guerriglia micropolitica votata al presente, in cui corpi e piaceri sono il punto d’appoggio del contrattacco. Per riuscirci è necessario: primo, riconoscere come la somatofobia – il rifiuto dell’immanenza della carne a favore della trascendenza del pensiero – abbia modellato la storia dell’Occidente; secondo, mettere in pratica il (contro)sapere edonico elaborato da quegli artisti, intellettuali, soggetti LGBT, femministe e queer che per primi hanno riconosciuto le potenzialità insurrezionali del piacere. Il risultato è un’immersione totalizzante in un microcosmo prodotto dall’incontro tra suoni, sguardi, sostanze ed energie per indagare la capacità del clubbing di configurarsi come spazio di resistenza alla managerializzazione del sé e all’anestetizzazione sociale del regime post-disciplinare contemporaneo.
Collocazione Biblioteca: 18780

UFPT, Trap. Storie distopiche di un futuro assente, Agenzia X, Milano, 2020, 168 pp.
Siamo in crisi: se non altro abbiamo trovato la colonna sonora perfetta. La musica trap è un nuovo linguaggio simile a quello della cultura hip hop, ma esposto con modalità che sembrano lasciare più spazio espressivo, un’arma a doppio taglio che genera un’alternanza di brutture stilistiche e picchi di genio. Questa maggiore libertà, enormemente agevolata da un accesso illimitato al mondo dei social, ha promosso la formazione di un’attitudine mai vista prima che ha grande influenza sulle nuove generazioni. Il giovane autore traccia il contesto di degrado delle metropoli meridionali degli Stati Uniti dove è nata la trap, un viaggio tra le sue manifestazioni più popolari, le produzioni più significative e un’analisi sui perché siamo arrivati in pochi anni all’esplosione di un caso mondiale che ha saputo stravolgere anche la scena italiana.
Collocazione Biblioteca: 18954

Le politiche sulla droga

Giada Girelli, Marcela Jofré, Ajeng Larasati, The Death Penalty for Drug Offences: Global Overview 2022, Harm Reduction International, Londra, 2023, 54 pp.
Questo rapporto dell’HRI si concentra sull’uso della pena di morte in casi di uso di droghe, aggiornato al 2022. Viene registrato un forte aumento rispetto all’anno precedente, più del doppio, in parte dovuto alla ripresa delle esecuzioni per possesso di droga in Arabia Saudita e a Singapore, e della repressione in Iran, ma non solo. Si contano ancora 35 paesi in cui ancora vige la pena di morte per crimini legati alla droga, e nonostante proteste più forti a riguardo (in particolare a Singapore) il trend sembra essere per un aumento di questi numeri. Si nota anche che la risposta delle istituzioni internazionali (Nazioni Unite, Unione Europea, Alto Commissariato per i Diritti Umani) è stata debole, con menzioni ad hoc per alcuni dei casi singoli ma nessuna mossa concreta a riguardo.

Gabriele Santoro, Colombia in cerca di giustizia. Dopo cinquant’anni di guerra interna, il lavoro della commissione per la verità testimonia l’urgenza di spezzare i rapporti tra narcotraffico, politica ed economia. Parola al relatore dell’indagine conclusiva, in lavialibera, n.20 (mar.- apr. 2023), pp. 63-68
In Colombia i tentativi di pacificazione sono sempre stati frammentati. In molte zone la guerriglia è ancora in corso. L’economia ha una relazione organica con il traffico di cocaina e marijuana. il conflitto armato è correlato alla violenza di questi mercati illegali. Leader contadini, sindacalisti e difensori dei diritti umani sono stati trasformati in nemici e uccisi.

Stephanie M. Zellers … [et al.], Impacts of recreational cannabis legalization on cannabis use: a longitudinal discordant twin study, in Addiction, vol. 118, n. 1 (gen. 2023) – on line, pp. 110-118
Obiettivo dello studio proposto è stimare l’effetto della legalizzazione ricreativa sulla frequenza di consumo della cannabis e le fonti di varianza in tutti gli ambienti legali. Lo studio è stato condotto negli Stati Uniti, compresi gli stati con politiche diverse sulla cannabis ricreativa prima e dopo il 2014, quando è stata per la prima volta legalizzata la cannabis ricreativa. I partecipanti allo studio sono stati due campioni longitudinali, valutati prospetticamente, di gemelli americani di età compresa tra i 24 e i 47 anni (n = 1425 in Stati legali, n = 1996 in Stati illegali), comprese 111 coppie monozigoti discordanti per residenza. La frequenza del consumo abituale di cannabis (misurato in modo continuo e ordinale) è stato il risultato principale e il fattore predittivo è stata la condizione ricreativa della cannabis (legale/illegale) nello stato di residenza del partecipante al tempo della valutazione. Le covariabili hanno compreso età, sesso e frequenza del consumo di cannabis prima del 2014. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati della ricerca.

Transform Drugs Policy Foundation, How to Regulate Cannabis. A practical Guide. Transform Drugs Policy Foundation, Bristol, 2022, 400 pp.
Questa è la terza edizione, aggiornata ed ampliata, della “Guida pratica sulla regolamentazione della cannabis” della Transform Drugs Policy Foundation. Si tratta, come da titolo, di una guida pratica su quali siano le ragioni, i benefici, le sfide principali e i risultati a livello sociale ed economico di una depenalizzazione e regolamentazione statale della coltivazione ed uso di cannabis. L’argomento non è solo presentato come discussione teorica, ma con proposte concrete di attuazione.

downloadCouncil conclusions on human rights-based approach in drug policies, Council of the European Union, Brussels, 2022, 9 pp.
Il documento presenta le conclusioni del Gruppo orizzontale “Droga” (Horizontal Working Group on Drugs – HDG), incaricato di guidare e organizzare le attività del Consiglio in materia di droga, conducendo attività strategiche sia legislative che generali in due settori principali: la riduzione dell’offerta di droga e la riduzione della domanda di droga. Un tema chiave presente nel documento è la dimensione dei diritti umani all’interno della politica sulle droghe. Si invitano gli stati membri dell’Unione Europea a sostenere ulteriormente lo sviluppo e l’implementazione di politiche basate su evidenze scientifiche e interventi che pongano i diritti umani al centro delle risposte, pur contrastando la criminalità e garantendo la sicurezza pubblica. Inoltre, viene posto l’accento sulla rimozione della discriminazione e dello stigma che colpiscono le persone che fanno uso di droghe, per stimolare l’accesso volontario ai servizi sociosanitari, sulla promozione della riduzione del danno, sul trattamento di comorbilità.

David Restrepo, Daring to Regulate Coca and Cocaine. Lessons from Colombia’s Drug War Trenches, Beckley Foundation, Oxford, 2022, 34 pp.
Il documento presenta una revisione critica della proposta legislativa colombiana del 2020 (progetto di legge 236) per regolamentare i mercati della foglia di coca e della cocaina, redatta dal senatore Iván Marulanda e co-sponsorizzata dal senatore Feliciano Valencia. Il saggio fornisce un’analisi qualitativa del regime normativo proposto, dei suoi effetti sul sistema di approvvigionamento e dei relativi benefici e costi per la Colombia. Il saggio si conclude con una riflessione sulle sfide poste dall’adozione di una regolamentazione delle foglie di coca e della cocaina e offre insegnamenti per superare gli ostacoli politici al cambiamento delle politiche.

World Health Organization (WHO), Public health dimension of the world drug problem. Report by the WHO Director-General, WHO, 2022, 5 pp.
Con circa 275 milioni di persone che fanno uso di droghe psicoattive nel 2020 e un aumento previsto dell’11% in tutto il mondo e del 40% nella sola Africa entro il 2030, e con una stima di 36 milioni di persone con disturbi da uso di droghe, la portata dei problemi di salute pubblica legati all’uso di droghe, ai disturbi da uso di droghe e alle condizioni di salute correlate continua a essere molto elevata. Questo breve Report del Direttore Generale del WHO alla 75ma Assemblea Mondiale della Sanità, riporta le ultime stime dell’OMS sull’incremento, negli ultimi anni, di consumo di droghe (prevalentemente oppioidi e cannabis) e alle morti ad esso correlate e sulle infezioni da HIV, epatite virale e infezioni sessualmente trasmissibili. Allo stesso tempo, il Report evidenzia che gli analgesici e gli psicofarmaci oppioidi sotto controllo internazionale sono indispensabili per la fornitura di servizi sanitari essenziali, tra cui le cure palliative, la gestione del dolore e il trattamento dei disturbi mentali, neurologici e da uso di sostanze. Sullo stesso argomento si veda anche il documento “The public health dimension of the world drug problem: how WHO works to prevent drug misuse, reduce harm and improve safe access to medicine”.

9791221418743_0_536_0_75A cura di Stefano Anastasia … [et al.], La sfida democratica. Tredicesimo libro bianco sulle droghe, Youcanprint, 2022, Lecce, 109 pp.
La tredicesima edizione del “Libro bianco sulle droghe” è un rapporto indipendente sui danni collaterali del Testo Unico sulle droghe. Il rapporto, oltre a contenere i dati (2021) relativi agli effetti della “war on drugs” sul sistema penale e penitenziario italiano, pone l’attenzione sulla questione democratica dopo la decisione della Corte Costituzionale sul referendum cannabis e accoglie le riflessioni della Società Civile sulla VI Conferenza Nazionale sulle droghe di Genova 2021. È possibile consultare online tutte le edizioni del Libro Bianco sul sito di Fuoriluogo,
Collocazione Biblioteca: 19457

Brendan Hughes, … [et al.], Regulatory approaches to cannabidiol in the European Union. Are market developments sowing the seeds of confusion?, in Addiction, vol. 117, n. 1 (gen. 2022) – on line, pp. 3-4
La rapida crescita nel mercato dei derivati dalla cannabis rappresenta una sfida agli attuali quadri normativi europei e può avere importanti implicazioni per la sicurezza dei consumatori, la salute pubblica, e i produttori. L’articolo riflette sulla crescente complessità del fenomeno e auspica una maggiore chiarezza concettuale in quest’area per ridurre i rischi per la salute dei consumatori e chiarire la situazione giuridica dei produttori. È importante dunque distinguere, tra l’altro, tra i cannabinoidi predominanti presenti (THC, CBD); prodotto (seme, fibra, fiore, …), uso previsto (ricreativo, alimentare, cosmetico, ecc.); potenza del prodotto; modalità di somministrazione e intensità di utilizzo. Un tale quadro aiuterebbe le discussioni e permetterebbe di cercare un equilibrio tra la necessità di consentire un’attività commerciale legittima con la necessità di proteggere la salute pubblica e chiarire i confini del controllo legislativo su queste sostanze e il loro mercato.

Alberto Arnaudo, Augusto Consoli, Angelo Giglio, L’ ottimismo della ragione, in Dal fare al dire, a. 31, n. speciale (2022), pp. 8-12
L’articolo racconta e commenta la VI Conferenza Nazionale sulle Dipendenze – Oltre la fragilità, che si è tenuta a Genova, il 27 e 28 novembre 2021. La conferenza viene indetta dopo 12 anni dalla precedente ed è stata preceduta da sette tavoli preparatori e da una “Fuoriconferenza”, indetta il giorno prima dalla Rete per la Riforma delle Politiche sulle Droghe. Il dibattito è stato molto influenzato dalle sollecitazioni della Fuoriconferenza e dalle esperienze e riflessioni estere, pertanto si è esteso oltre le dipendenze da sostanze illegali e ha toccato anche le dipendenze da comportamento e l’opportunità della legalizzazione dell’uso ricreativo della cannabis. Si è parlato anche del progressivo impoverimento delle risorse messe a disposizione del pubblico e del privato sociale e l’intervento di Luigi Ciotti ha richiamato l’attenzione sulla necessità di prevenzione, di qualificazione e potenziamento dei servizi e non tanto di penalizzazione. Il potenziamento dei servizi per le dipendenze e l’adeguamento ai nuovi bisogni dell’utenza è stato un altro tema fondante della conferenza, così come l’importanza di una prevenzione efficace, moderna e a lungo termine e della sinergia tra pubblico e privato sociale. Sono infine state delineate nuove prospettive nel campo della lotta alle dipendenze anche in riferimento ai contesti di reclusione, alle pene alternative, alle questioni di genere, ai minori e ai migranti.

Leonardo Fiorentini, Grazia Zuffa, Marco Rossi, Oltre il proibizionismo. Le politiche di regolamentazione della cannabis, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 3/4 (lug.-dic. 2021) – on line, pp. 157-211
Nella monografia sono proposti i seguenti contributi: “Cannabis: dal fallimento proibizionista ai successi delle legalizzazioni” di Leonardo Fiorentini; “Cannabis: il referendum, il Parlamento e l’urgenza della riforma” di Grazia Zuffa; “Una (illecita) società di mutuo soccorso: l’offerta sociale di cannabis” di Marco Rossi.

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Mario Catania, Lasciate che i malati si coltivino la cannabis, in FQ MillenniuM, a. 5, n. 52 (dic. 2021- gen. 2022) – on line, pp. 86-93
In Italia la cannabis ad uso medico è legale dal 2007, ma è ancora molto difficile da reperire. Se ne produce infatti molto meno di quanto servirebbe e le Regioni adottano politiche diverse che non sempre garantiscono la possibilità di usufruirne ai malati affetti da tutte le patologie che potrebbero beneficiarne. C’è chi dunque coltiva e autoproduce in proprio il farmaco che gli occorre come Walter De Benedetto, affetto da artrite reumatoide, che per questo è stato assolto. Vista la carenza di cannabis terapeutica sarebbe necessario, secondo l’autore, estendere la produzione anche alle aziende private e promulgare una legge che depenalizzi l’autoproduzione come propone un Referendum per l’approvazione del quale si stanno raccogliendo firme.

Tim Rhodes, Kari Lancaster, Futures-oriented drugs policy research. Events, trends, and speculating on what might become, in International Journal of Drug Policy, vol. 94, art.103332 (ago. 2021) – on line, pp. 1-45
Una preoccupazione nel campo della politica in materia di droga è come rendere la ricerca più orientata al futuro. Questa sfida è resa complessa dai mercati della droga in rapida evoluzione, che si intrecciano con le mutevoli relazioni sociali e materiali su scala globale In questo articolo si riflette su come la ricerca speculativa debba basarsi sul recente passato, ma anche essere orientata al futuro, alle possibilità piuttosto che alle probabilità. Si guarda in particolare al “Big Event” e al “Mega Trend” come dispositivi di intervento speculativo nella ricerca politica sulle droghe orientata al futuro. Viene illustrato come il dispositivo dei Mega Trend (tendenze complesse in grado di produrre cambiamenti significativi sul lungo termine), aiuta a tracciare e a speculare su alcuni degli elementi intricati che influenzano il futuro della produzione e consumo di sostanze, anche in relazione a clima, ambiente, sviluppo, popolazione, produzione di droga, digitalizzazione, biotecnologia, politica e discorso.

Jonathan Goodhand … [et al.], Drugs, Conflict and Development. Special Issue, in International Journal of Drug Policy, vol. 89,  (mar. 2021) – on line, pp. 1-149
Le rappresentazioni pubbliche delle droghe illecite nel Sud del mondo hanno avuto la tendenza a focalizzarsi sul ruolo di queste sostanze nel portare a violenza, instabilità e sottosviluppo. Questa narrazione rimane dominante, benché esista un volume crescente di lavori che guarda alla sfida delle droghe illecite dalla prospettiva del Sud del mondo e critica questa comprensione semplicistica del rapporto fra droghe, sviluppo e conflitti. I danni allo sviluppo causati dalla guerra globale alle droghe sono stati ampiamente riconosciuti e si sono riflessi nella richiesta di politiche della droga orientate allo sviluppo e alla costruzione della pace, come indicato negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals = SDGs). La maggioranza degli articoli di questa raccolta, scritti da studiosi di Scienze politiche, Storia, Sociologia, Studi sullo Sviluppo, Antropologia e Salute Pubblica, è una produzione del progetto Drugs and (Dis)order, un progetto collaborativo transnazionale di ricerca della durata di quattro anni, finanziato dal UK Government Global Challenges Research Fund (GCRF). che esamina la relazione fra droghe, sviluppo e conflitti in nove regioni di confine di Afghanistan, Colombia, and Myanmar. Tutti e tre questi Paesi hanno una lunga storia di violenti conflitti e si trovano al momento nel mezzo di vacillanti processi di pace. Essi rappresentano anche oltre il 90% della produzione mondiale illegale di oppio ed eroina e oltre la metà della produzione mondiale di cocaina.

personaGruppo Abele, La persona oltre la sostanza. Nuovo sguardo alle politiche sulle droghe. VI Conferenza Nazionale sulle Dipendenze Genova – 27/28 novembre 2021, Gruppo Abele, Torino, 2021, 19 pp.
Di droga in Italia si continua a soffrire, si continua a morire, eppure il tema è scomparso dall’attenzione pubblica, risospinto nel privato delle case, nelle periferie reali ed esistenziali e dietro le sbarre del carcere. Nei 12 anni trascorsi dall’ ultima Conferenza Nazionale sulle Dipendenze la società italiana è cambiata, sono cambiate le sostanze psicotrope in circolazione e le forme del consumo. Per questo motivo, in occasione della VI Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, il Gruppo Abele in questo documento ha voluto affrontare i principali nodi critici, riscontrati in questi anni nel quadro dell’ impegno profuso sulla strada e nel quotidiano confronto con gli operatori del pubblico e del privato sociale. Lo scopo è quello di riportare questo tema al centro del dibattito pubblico e politico e presentare proposte concrete di cambiamento sul piano normativo, operativo, educativo e culturale. Serve infatti con urgenza una riforma delle norme in vigore, che vada nel senso della depenalizzazione dell’uso di sostanze, ma anche un capovolgimento del paradigma culturale, per porre al centro dell’attenzione non le droghe, ma le persone e i loro diritti.

Aileen O’Gorman, Eberhard Schatz, Civil society involvement in harm reduction drug policy: reflections on the past, expectations for the future, in Harm Reduction Journal, vol. 18, art. 17 (2021) – on line, pp. 1-8
L’articolo esplora le esperienze vissute dalla cosiddette organizzazioni della società civile (come ONG e gruppi di consumatori) nel tentativo di incidere sullo sviluppo delle politiche sulla droga a livello nazionale e internazionale, sia dalla prospettiva delle stesse organizzazioni, sia da quella delle istituzioni con le quali esse interagiscono. Ne emerge che, dato il panorama variegato di tali organizzazioni, per quelle orientate verso la riduzione del danno può essere difficile influenzare la politica. Tuttavia, la crisi sanitaria dovuta alla pandemia di COVID-19 dimostra i vantaggi della collaborazione tra le organizzazioni della società civile e le istituzioni nell’affrontare i bisogni delle persone che fanno uso di droghe.

Nabila El-Bassel … [et al], HEALing Communities Study. Special issue, in Drug and alchool dependence, vol. 217, (dic. 2020) – on line, pp. 1-88
La gravità dell’epidemia di overdose sottolinea l’urgente necessità di interventi innovativi e ad alto impatto che promuovano profondamente la rapida penetrazione e l’aumento delle pratiche basate sull’evidenza (EBP) nelle comunità in cui è diffusa l’overdose fatale da oppiacei. Questo numero speciale condivide i progressi scientifici nella ricerca sull’implementazione, la progettazione e la valutazione di un nuovo intervento basato sui dati e sul lavoro nelle comunità. Lo studio a lungo termine sulle comunità che curano (HCS) è uno studio di quattro anni progettato per esaminare l’efficacia dell’intervento nelle comunità (CTH). I nove articoli di questo numero speciale descrivono gli elementi critici che costituiscono la struttura e il disegno della ricerca nelle HCS. Sul prosieguo della ricerca si veda l’articolo 108669 con coll. 2283E e gli articoli correlati nel vol. 222 (mag. 2021).

Rosario Queirolo, Effects of recreational cannabis legalization might depend upon the policy model, in World Psychiatry, vol. 19, n. 28 (giu. 2020) – on line, pp. 195-196
Dal 2012, quando il Colorado e lo Stato di Washington hanno iniziato il percorso per legalizzare la cannabis per scopi ricreativi, la tendenza è in crescita. L’Uruguay è diventato nel 2013 il primo Paese a legalizzare l’intero processo: dalla produzione alla distribuzione, alla commercializzazione e al consumo. Il Canada ha seguito l’esempio nel 2018. A gennaio 2020, undici stati negli Stati Uniti, Uruguay e Canada hanno accesso legale alla cannabis ricreativa per adulti e altri paesi hanno avviato il processo di legalizzazione o la discussione al riguardo, come nel caso del Lussemburgo e della Nuova Zelanda. Ognuna di queste esperienze di legalizzazione della cannabis è diversa dalle altre. Per valutare l’impatto delle attuali esperienze di legalizzazione, è fondamentale misurare i loro effetti sia sulla salute pubblica sia sulla criminalizzazione degli utenti e sui contatti con attività illegali.

Rassegna di studi in tema di dipendenze e sostanze

ADD_118_6_OFC-IFC-IBC_NJD.inddTom P. Freeman, Valentina Lorenzetti, Using the standard THC unit to regulate THC content in legal cannabis markets, in Addiction, vol. 118, n. 6 (giu. 2023) – on line, pp. 1007-1009
L’unità standard di THC (5 mg di tetraidro-cannabinolo, una dose bassa simile a un’unità standard di alcol) potrebbe costituire un sistema semplice e efficace per regolare il contenuto di THC in tutti i prodotti a base di cannabis. Ha il potenziale per essere credibile come dose significativa tra i consumatori abituali, pur essendo abbastanza bassa da minimizzare il rischio di effetti avversi del consumo di una singola unità tra i consumatori inesperti. Gli autori sostengono che una misura standardizzata della dose (l’unità standard di tetraidro-cannabinolo [THC]) possa offrire ai politici uno strumento semplice per influenzare l’acquisto di tutti i prodotti a base di cannabis e ridurre i danni.

Marion Robert … [et al.], The opioid epidemic. A worldwide exploratory study using the WHO pharmacovigilance database, in Addiction, vol. 118, n. 4 (apr. 2023) – on line, pp. 771-775
L’attuale epidemia di oppioidi negli Stati Uniti è iniziata 20 anni fa ed è diventata la principale causa di morte accidentale nel Paese. Questa crisi ha spinto i ricercatori a esplorare le tendenze dell’abuso e della dipendenza da oppiacei in tutto il mondo. Si è cercato di identificare altri Paesi ad alto rischio di disturbi da uso di oppioidi, utilizzando il database di farmacovigilanza dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Sembrano esserci quattro gruppi distinti di paesi con profili di abuso e dipendenza da oppiacei simili agli stati Unitii. Il gruppo con il più alto rischio riportato per gli oppioidi (ossicodone, fentanil, morfina, tramadolo e codeina) comprende Australia, Canada, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti.

Brienna N. Rutherford … [et al.], #TurntTrending. A systematic review of substance use portrayals on social media platforms, in Addiction, vol. 118, n. 2 (feb. 2023) – on line, pp. 206-217
C’è un corpus crescente di letteratura che esplora i tipi di contenuti relativi alle sostanze e le loro rappresentazioni su varie piattaforme di social media. In questa ricerca su database si è cercato di riassumere come i contenuti relativi alle sostanze siano rappresentati su varie piattaforme di social media. Vengono discussi i risultati. In conclusione si rileva che i contenuti relativi a sostanze che promuovono l’uso di sostanze o lo descrivono attivamente sembrano essere ampiamente disponibili sui social media. La presenza di questo contenuto può avere influenze preoccupanti su atteggiamenti, comportamenti e percezioni relative all’uso di sostanze da parte del grande pubblico e in particolare tra gli utenti più vulnerabili e presenti sui social media: adolescenti e giovani adulti. Per quanto riguarda la rappresentazione mediatica si veda anche l’articolo di Harry R. Sumnall … [et al.], Effects of media representations of drug related deaths on public stigma and support for harm reduction, in International Journal of Drug Policy, vol- 111, art. 103909 (gen. 2023 ) – on line, pp. 1-12

Ebtesam A. Saleh … [et al.], A systematic review of qualitative research on substance use among refugees, in Addiction, vol. 118, n. 2 (feb. 2023) – on line, pp. 218-253
Scopo del presente studio è valutare la ricerca qualitativa sull’uso di sostanze e sui disturbi da uso di sostanze (SUD) tra i rifugiati, in termini di atteggiamenti, credenze ed esperienze dei professionisti e dei consumatori di sostanze. I risultati indicano che esiste una notevole suscettibilità dei rifugiati all’uso di sostanze e ai SUD; le conseguenze dannose dell’uso di sostanze sono complicate dalle insicurezze sociali dei rifugiati; ci sono barriere piuttosto elevate alle cure e alle strutture sanitarie per i rifugiati in molti paesi ospitanti; e vi è una forte necessità di migliorare l’accesso effettivo alle cure, agli interventi e agli approcci di prevenzione.

Alberto Arnaudo, Affido del farmaco e overdose, Una ricerca americana valorizza le policy in uso nei servizi italiani e chiarisce il vero ruolo del metadone, in Dal fare al dire, a. 32, numero speciale (2023), pp. 22-24
L’autore riporta i risultati di una ricerca condotta negli USA in occasione della pandemia da Covid-19, quando si è consentita la pratica di affidare le dosi di metadone al paziente per 28 giorni, indagando sui decessi per overdose eventualmente legati alla domiciliazione delle terapie. I risultati sono stati positivi e anche in Italia si ritiene sia stato positivo l’affido della terapia metadonica, che aumenta la capacità e le competenze di autoregolazione da parte degli utenti.

X03768716Soroush Moallef … [et al.], Day-to-day impact of COVID-19 and other factors associated with risk of nonfatal overdose among people who use unregulated drugs in five cities in the United States and Canada, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 241,  (dic. 2022) – on line, pp. 1-8
La pandemia di COVID-19 ha aggravato la lunga crisi di farmacodipendenza in Canada e negli Stati Uniti (USA). Lo scopo dello studio proposto è quello di comprendere in che misura e come hanno influito la COVID-19 e le successive misure di controllo delle infezioni. I ricercatori hanno stimato la prevalenza e i fattori associati all’overdose non fatale tra i partecipanti a nove coorti prospettiche di persone che fanno uso di droghe non regolamentate (PWUD) in Canada e negli Stati Uniti. I dati sono stati ricavati da nove coorti di PWUD in centri urbani del Canada (Vancouver, BC) e degli Stati Uniti (Baltimora, MD; Miami, FL; Chicago, IL; Los Angeles, CA) tra maggio 2020 e aprile 2021. È stata utilizzata la regressione logistica multivariabile per identificare i fattori associati all’overdose non fatale tra i partecipanti che hanno fatto uso di droghe non regolamentate nell’ultimo mese. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati della ricerca.

Alessandra Magnani, Gabriella Gallo, Elisa Gambetti, Caratteristiche e percorsi in persone in carico al SerDP: l’uso dell’MMPI-2, in Mission, a.16, n. 58 (nov. 2022) – on line, pp. 44-50
Viene proposta una ricerca condotta su 329 soggetti suddivisi in tre gruppi: 109 pazienti in carico al Servizio Dipendenze Patologiche (SerDP) Pianura dell’AUSL di Bologna (gruppo di tossicodipendenti), 110 pazienti seguiti con un trattamento psicologico presso l’AUSL di Bologna nell’ambito della Tutela dei Minori o in psicoterapia presso strutture private (gruppo di pazienti in trattamento) e 110 studenti di psicologia o lavoratori (gruppo non clinico). Tre sono le domande di ricerca a cui lo studio cerca di dare una risposta. La prima prova ad individuare attraverso l’uso del MMPI-2 un profilo di personalità tipico del tossicodipendente che si rivolge al SerDP. La seconda indaga la possibilità di distinguere tra i pazienti del SerDP un profilo di personalità tipico del consumatore di alcol, di cannabinoidi, oppioidi o cocaina, attraverso i risultati che emergono dal MMPI-2. La terza domanda di ricerca mira, a partire dai risultati emersi, a suggerire quali buone prassi possono facilitare la collaborazione tra i diversi servizi nella definizione del trattamento e nel suo percorso in casi con comorbilità tra Disturbo da Uso di Sostanze (DUS) e disturbo mentale. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dello studio.

Ignacio Borquez-Infante … [et al.], Childhood adversity increases risk of psychotic experiences in patients with substance use disorder, in Psychiatry Research, vol. 316, art. 114733 (ott. 2022) – on line, pp. 1-9
Le esperienze infantili negative (Adverse Childhood Experiences = ACEs) aumentano il rischio di esperienze psicotiche (Psychotic Experiences = PE), ma si sa poco sulle eterogeneità di questa associazione nei diversi stadi di sviluppo, nelle dimensioni e sull’eventuale influenza del disturbo da consumo di sostanze (Substance Use Disorder = SUD). Questo studio esamina l’associazione fra diversi tipi di ACE in vari stadi dello sviluppo e le esperienze psicotiche nel corso della vita di pazienti con SUD in Cile. Nell’articolo sono riportati e commentati risultati dell’indagine.

Christina McAnulty … [et al.], Buprenorphine/naloxone and methadone effectiveness for reducing craving in individuals with prescription opioid use disorder: Exploratory results from an open-label, pragmatic randomized controlled trial, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 239, (ott. 2022) – on line, pp. 1-8
La riduzione di craving è un obiettivo importante nel trattamento del disturbo da consumo di oppiacei da prescrizione (POUD). In questa analisi esplorativa, i ricercatori hanno confrontato l’efficacia del modello flessibile di cura con BUP/NX rispetto al metadone per la riduzione del craving in persone con POUD. I trattamenti sono stati prescritti e somministrati secondo le linee guida locali, in diversi contesti clinici. Nell’articolo sono riportati e commentati risultati della ricerca.

downloadJoanne Neale … [et al.], Substance use and homelessness: A longitudinal interview study conducted during COVID-19 with implications for policy and practice, in The International Journal of Drug Policy, art. 103818 (ott. 2022) – on line, vol. 108, pp. 1-10
Le persone senza fissa dimora che fanno uso di sostanze hanno spesso difficoltà ad accedere ai servizi di sostegno. L’articolo intende influire sulle politiche e le prassi analizzando i cambiamenti nel consumo di tabacco, alcool e droghe delle persone che hanno sperimentato la condizione di senzatetto. È stata condotta un’analisi longitudinale attraverso interviste semistrutturate a 35 persone temporaneamente alloggiate in dimore di emergenza durante la pandemia di COVID-19, nel Regno Unito, tra giugno e settembre 2020. Le interviste si sono svolte in tre stadi: durante la residenza temporanea, subito dopo averla lasciata e nove mesi dopo. Gli argomenti hanno riguardato l’uso delle sostanze e le esperienze di trattamento. Ne emerge che queste persone possono trarre giovamento da diversi modelli di intervento, in particolare dalla combinazione di un rifugio con dotazioni di base, trattamento farmacologico, supporto psicosociale e spazi interdetti alle sostanze.

Giulio Perugi … [et al.], ADHD dell’adulto e disturbo da uso di sostanze, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 12, n. 47 (set. 2022), pp. 4-76
Questo volume monografico della rivista discute del tema della relazione tra disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività nell’adulto (A-ADHD) e disturbo da uso di sostanze (SUD). Partendo da una trattazione specificamente sull’A-ADHD, fenomeno meno studiato di quella infantile, si segue con vari articoli che studiano la comorbidità con SUD, le differenze dipendenti dalle sostanze usate, se il trattamento per ADHD possa beneficiare sul trattamento del SUD, le strategie farmacoterapeutiche per trattare questa specifica comorbidità e la teoria dell’automedicazione di Khantzian. Si veda anche l’articolo di Martina Novi … [et al.], Effects of substance misuse and current family history of substance use disorder on brain structure in adolescents and young adults with attention-deficit/hyperactivity disorder, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 228,  (nov. 2021) – on line

Alexander Denissoff … [et al.], Is early exposure to cannabis associated with bipolar disorder? Results from a Finnish birth cohort study, in Addiction, vol. 117, n. 8 (ago. 2022) – on line, pp. 2264-2272
Questo studio longitudinale osservazionale ha voluto misurare l’associazione fra esposizione precoce alla cannabis e successivo disturbo bipolare. In particolare viene preso in considerazione un campione della coorte nata nel 1986 nella Finlandia del Nord (n=6325) per esaminare l’associazione dell’esposizione di cannabis nel corso della vita all’età di 15/16 anni e il successivo disturbo bipolare fino all’età di 33 anni (fino alla fine del 2018); 6325 soggetti (48,8% maschi) sono stati inclusi nell’analisi. Da questa ricerca si evince che il consumo adolescente di cannabis è associato al disturbo bipolare.

Anne Berit Bech… [et al.], Organ pathologies detected post-mortem in patients receiving opioid agonist treatment for opioid use disorder. A Nation-wide 2-year cross-sectional study, in Addiction, vol. 117, n. 4 (apr. 2022) – on line, pp. 977-985
L’obiettivo di questa ricerca nazionale norvegese era documentare le patologie degli organi rilevate post-mortem nei pazienti che avevano ricevuto il trattamento con gli agonisti degli oppiacei per il disturbo da consumo di oppiacei e stimare la misura in cui le caratteristiche individuali sono associate a patologie polmonari, cardiovascolari, epatiche o renali. I risultati indicano che tra i norvegesi che sono deceduti durante il trattamento con gli agonisti degli oppiacei e sono stati sottoposti ad autopsia nel 2014 e 2015, due terzi avevano più di due malattie, nonostante la loro età media di 48 anni al momento del decesso. L’età più avanzata era associata in modo indipendente ad almeno una patologia cardiovascolare o renale.

8159A cura di Claudio Cippitelli, Susanna Ronconi, A casa di mia sorella, niente. La vita e i consumi delle persone che usano droghe durante il lockdown. Una ricerca qualitativa, ETS, Lungarno Mediceo, 2022, 267 pp.
Come hanno affrontato la pandemia da covid-19 e il primo lockdown del marzo 2020 le persone che usano droghe? Come hanno gestito i propri consumi di sostanze e che strategie hanno adottato per far fronte a un cambiamento così disorientante? Queste le domande che hanno guidato la ricerca presentata nel libro, condotta secondo l’approccio centrato sul consumo controllato di droghe. Le risposte fornite da un gruppo di consumatori gettano luce sulle capacità, le competenze, le strategie di chi usa nel saper riorientare e adattare il proprio consumo in modo funzionale, anche in una situazione così estrema.
Collocazione Biblioteca: 20113

 Ioan T. Mahu … [et al.], Different drugs come with different motives: Examining motives for substance use among people who engage in polysubstance use undergoing methadone maintenance therapy (MMT), in Drug and Alcohol Dependence, vol. 229, Part. B (dic. 2021) – on line, pp. 1-9
Le ragioni che spingono all’uso di una sostanza sono ritenute la variabile più importante per spiegare la scelta. Queste motivazioni sono state descritte utilizzando vari modelli, il più noto dei quali è il modello delle motivazioni al bere a quattro fattori, che individua le motivazioni in miglioramento, sociali, di coping e di conformità (Cooper, 1994). Sebbene siano stati ampiamente studiati in campioni di comunità adulte, i motivi del consumo sono stati meno comunemente indagati tra le popolazioni che si trovano in una fase più avanzata della dipendenza, dove l’uso di polisostanze è più comune. I ricercatori hanno analizzato la stabilità di sette distinti motivi legati all’uso di sostanze (potenziamento, socialità, espansione, gestione dell’ansia, gestione della depressione, gestione dell’astinenza e conformità) in sei diverse categorie di droghe (tabacco, alcol, cannabis, oppioidi, stimolanti e tranquillanti) per determinare la misura in cui la classe di droga può spingere all’uso di sostanze. Nell’articolo sono riportati commentati i risultati dell’indagine.

Bruno Guarita … [et al.], Monitoring drug trends in the digital environment – New methods, challenges and the opportunities provided by automated approaches, vol. 94, in The International Journal of Drug Policy, art. 103210 (ago. 2021) – on line, pp. 1-6
Gli sviluppi dell’informatica hanno influenzato e facilitato la crescita della globalizzazione nel commercio e nella comunicazione anche per quanto riguarda il mercato della droghe. In risposta a questo si stanno sviluppando nuovi metodi di esplorarazione e monitoraggio dell’ambiente digitale. Nel commento proposto gli autori presentano tre studi di casi con approcci innovativi per l’estrapolazione di dati automatizzati da software dell’ambiente digitale: un e-shop finder per rilevare gli e-shop che offrono nuove sostanze psicoattive; la scrematura dei dati dai forum di discussione online; l’analisi automatizzata delle opinioni nelle discussioni dei forum online. Il lavoro ha lo scopo di elaborazione dei dati per sviluppare una comprensione più tempestiva e dettagliata dei vari aspetti dei fenomeni del consumo di droga nell’ambiente digitale. In particolare, la combinazione di numero di e-shop, post di discussione e opinioni riguardanti sostanze particolari potrebbe essere utilizzata per valutazioni ad hoc del rischio, per il monitoraggio longitudinale della droga e per rilevare la “popolarità online”.

Cerina Lee, … [et al.], Gaps in evidence for the use of medically authorized cannabis. Ontario and Alberta, Canada, in Harm Reduction Journal, art. 61 (2021) – on line, pp. 1-9
Con l’accesso legale alla cannabis medica in Canada dal 2001, è necessario caratterizzare completamente il suo uso sia a livello individuale che di popolazione. In questo studio si è attinto ai dati del più grande studio di coorte del Canada sulla cannabis medica per identificare i motivi principali per l’autorizzazione della cannabis medica in Canada dal 2014 al 2019 in due province principali: Alberta (AB) e Ontario (ON). Gli studi epidemiologici in corso sulla cannabis medica su questi trattamenti sono giustificati per delineare completamente benefici o rischi del trattamento. Tra i tanti altri studi sulla cannabis medica si segnalano l’articolo di John Laurence Arnfinsen & Adnan Kisa, Assessment of Norwegian physicians’ knowledge, experience and attitudes towards medical cannabis, in Drugs : Education, Prevention and Policy, n. 2 (2021) – on line, vol. 28, pp. 165-171 e quello di Kevin F. Boehnke, … [et al.], Medication and substance use increases among people using cannabis medically during the COVID-19 pandemic, in International Journal of Drug Policy, art. 103053 (giu 2021) – on line, vol. 92, pp. 1-13

Jenna van Draanen … [et al.], Socioeconomic marginalization and opioid-related overdose. A systematic review, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 214, (set 2020) – on line, pp. 1-18
L’ emarginazione socioeconomica (SEM) è un fattore determinante ma sotto-esplorato dell’overdose da oppiacei, con importanti implicazioni per l’equità sanitaria e le iniziative di politiche pubbliche associate. Questa rassegna sistematica sintetizza l’evidenza riguardante il ruolo dell’emarginazione socioeconomica nell’overdose letale e non letale delle persone che fanno uso di oppiacei. Attraverso la ricerca su database elettronici, citazioni, e contattando esperti, sono stati individuati studi pubblicati fra l’1 gennaio 2000 e il 31 marzo 2018 e i dati sono stati sintetizzati usando la tecnica di raggruppamento. La maggioranza degli studi hanno riscontrato associazioni nella direzione ipotizzata, secondo cui una maggiore emarginazione socioeconomica era associata a una percentuale maggiore o un aumento di probabilità del risultato di overdose misurato.

Jacqueline M. Vink … [et al.], Illicit drug use and the genetic overlap with Cannabis use, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 213, (ago. 2020) – on line, pp. 1-6
L’intento di questa ricerca era verificare se l’ uso di sostanze illecite è correlato ovvero se le persone che fanno uso di una sostanza illecita hanno maggiori probabilità di usarne anche un’altra. Questa associazione potrebbe (parzialmente) essere spiegata sovrapponendo i fattori genetici. In questa ricerca sono stati generati punteggi poligenici (PGS) per il consumo di cannabis lungo tutta la vita in un campione di partecipanti olandesi (N=8348) ed è stata verificata l’associazione dei PGS per l’uso di cannabis con l’ecstasy, gli stimolanti e una vasta categoria di consumi di droghe illecite. Queste analisi sono state ripetute separatamente nei consumatori e nei non-consumatori di cannabis e sono state confrontate coppie di gemelli monozigotici discordanti rispetto al consumo di cannabis. Sembra che la responsabilità genetica sottostante al consumo di cannabis spieghi in modo significativo la variabilità nel consumo di ecstasy, stimolanti e qualsiasi consumo di droghe illecite. Ulteriori ricerche dovrebbero esplorare ancora il meccanismo soggiacente per capire la natura dell’associazione.

William James Denomme, Matthew S. Shane, History of withdrawal modulates drug- and food-cue reactivity in cocaine dependent participants, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 208, (mar. 2020) – on line, pp. 1-9
Mentre la centralità dell’astinenza nella diagnosi di dipendenza è diminuita a ogni successiva edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), l’evidenza psicometrica e neurobiologica dà all’astinenza un ruolo centrale nello sviluppo e mantenimento della dipendenza. L’attuale studio offre un approfondimento di queste posizioni conflittuali per valutare come una storia di astinenza influenzi l’ampiezza della distorsione nella reattività neurale ai segnali di ricompensa legati a droga/cibo. A questo fine, i partecipanti dipendenti dalla cocaina sono stati separati in gruppi diversi: quelli con una storia di astinenza (WD) e quelli senza (N-WD) ed è stata confrontata la reattività ai segnali di cibo e droga fra questi gruppi, e rispetto a un gruppo di controllo di non tossicodipendenti (ND). Le analisi hanno indicato che le distorsioni nella reatttività neurale verso i segnali della droga rispetto a quelli del cibo si verificavano soltanto nei partecipanti WD. L’articolo discute questi risultati.

Sitografia

Siti istituzionali

Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità – RISSC
International Narcotic Control Board
Office of Drug and Crime – United Nation – UNODOC

EMCDDA Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT)
– Multilingual glossary of drug-related terms
Dipartimento Politiche Antidroga
 –  Banca dati centralizzata Dipartimento Politiche Antidroga
Istituto Superiore della Sanità
–  Centro Nazionale Dipendenze e Doping
– Dipendenze
– Epicentro – Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica
 I SerD in Italia

– SNAP – Sistema Nazionale di Allerta Precoce contro la droga
Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze – Regione Piemonte
CAD – Centro Regionale Antidoping

Master

Alcol, tabacco e nuove dipendenze: un approccio clinico e multidisciplinare per la diagnosi, cura e prevenzione
Clinica delle dipendenze comportamentali e da sostanze
Dipendenze patologiche: strategie di intervento e prevenzione
EMDAS – European Masters in Drug and Alcohol
Le tossicodipendenze in una prospettiva multidisciplinare
Managment per la direzione nel settore delle dipendenze

Associazioni e servizi

ACuDiPa – Associazione Cura Dipendenze Patologiche
Associazione Scientifica Gruppo Tossicologi Forensi Italiani
Baonps – Be aware on night pleasure safety
CNCA – Coordinamento Nazionale comunità di accoglienza
Coop cat
Correlation – European Harm Reduction Network
DrugWatch
Eclectica

FederSerD – Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze
Fuoriluogo: Droghe e diritti
Gruppo Abele
IDPC – International Drug Policy Consortium

Indifference busters
Infoshock – Gabrio
ItaNPUD – Italian Network of People who Use Drugs
LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS
NewNet – Enjoyng Safer Night Life-FB
Progetto PIT STOP “Viaggio al termine della notte”
Rete Italiana Riduzione del Danno ITARDD
TripSit  – Harm Reduction Through Education

 Informazioni,ricerche sulle sostanze,  banche dati  e biblioteche on line

AAFS- Americn Accademic of Forencis Sciences
Cayman chemical
CeSDoP – Centro Studi e Documentazione Provinciale Dipendenze, emarginazione, intercultura
ESPAD – European School Survey Project on Alcohol and other Drugs – Italy

Forum droghe . Video “Le sostanze legali e ilegali durante il lockdown
Geoverdose
Global Drug Survey
InfoDrug – Centro Nazionale di Coordinamento delle dipendenze (Svizzera) –
Kosmikare
NCB National Center of Biotecnology Information
Psicoattivo
Psy.Co.Re
Sostanze.info

Thedrugclassroom
Salis – Substance Abuse Librarians & Information Specialists
SSA – Society for the Study of Addiction

SWGDRUG – Scientific working Group for the Analysis of Seized Drugs
Wiley on line librery

Riviste

Addiction Journal
Addiction Research & Theory
Addictive Behaviors
Animazione Sociale
Dal fare al dire
Drug and alcohol Dependance
Drugs and Alcohol Findings
Drug and Alcohol Rewiew

Drugnet Europe (EMCDDA)
Drugs: Education, Prevention and Policy
Finding. Drug and alcohol
Harm Reduction Journal
International Journal of drug Policy
Journal of Drug Issues
Journal of Studies on Alcohol and Drugs
Journal of Substance Abuse Treatment
La via libera
Medicina delle Dipendenze MDD
Mission

NIDA Notes
Sestante
Substance Abuse
Substance Use & Misuse
The American Journal of Addiction 

Altro

Drug combination
The drug wheel