Dipendenze da sostanze

Aggiornata a novembre 2021 – a cura di Paola Moriondo

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Sono presenti anche pubblicazioni scaricabili on line o in PDF. 

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Tossicodipendenza, pandemia e altri dati di contesto

rel anPresidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Antidroga, Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia. Anno 2021 (Dati 2020), Dipartimento Politiche Antidroga, Roma, 2021, 422 p.
La Relazione al Parlamento di quest’anno è articolata in sette parti. Le prime quattro sono dedicate al mercato delle sostanze stupefacenti, alle tendenze dei consumi, al sistema dei servizi, ai danni correlati con il consumo, per confermare l’impianto conoscitivo sedimentato nel corso degli anni e renderne misurabili le dinamiche. La quinta parte, elaborata con dati raccolti attraverso un approccio innovativo, raccoglie alcune preziose attività sviluppate in collaborazione con il Gruppo tecnico interregionale Dipendenze da cui scaturiscono degli obiettivi generali di convergenza, integrati con un approfondimento qualitativo sviluppato intorno all’impatto che l’epidemia da COVID-19 ha avuto sul sistema di cura delle dipendenze. Vengono inoltre sintetizzati i risultati di un Focus Group dedicato al rapporto tra marginalità, reinserimenti sociali e lavoro. La sesta parte evidenzia le attività specifiche realizzate dal Dipartimento Politiche Antidroga e la settima parte chiude la Relazione al Parlamento con una sintesi trasversale dei dati attraverso la lettura delle tematiche che hanno mostrato un maggiore rilievo. Nella Relazione di quest’anno inoltre si trova una breve parte dedicata alle dipendenze nelle nuove generazioni durante la pandemia, tema che rappresenta una delle nuove sfide che il Dipartimento si accinge ad affrontare.

United Nations Office on Drugs and Crime UNODC, World Drug Report 2021, Vienna, United Nations, 2020, 190 p.
Il rapporto fornisce una serie di dati sul consumo di droga nel mondo, sugli sviluppi dei mercati e del narcotraffico, e sull’impatto del consumo sulla salute. Secondo il World Drug Report 2021, circa 275 milioni di persone nel mondo (il 5,5 % della popolazione mondiale) hanno fatto uso di droghe nell’ultimo anno, mentre oltre 36 milioni di persone hanno sofferto di disturbi da consumo di droga (il 13 % del totale delle persone che fanno uso di droghe. In seguito alla pandemia da Covid-19 si è verificato un aumento del mercato sul dark web e la resilienza dei mercati della droga ha dimostrato ancora una volta la capacità dei trafficanti di adattarsi rapidamente ai mutati ambienti e circostanze. Molti paesi hanno introdotto o ampliato i servizi di telemedicina a causa della pandemia per venire incontro alle esigenze degli utenti. Sebbene l’impatto di COVID-19 sulle sfide della droga non sia ancora completamente noto, l’analisi suggerisce che la pandemia ha portato a crescenti difficoltà economiche che probabilmente renderanno la coltivazione illecita di droga più attraente per le fragili comunità rurali. L’impatto sociale della pandemia – determinando un aumento della disuguaglianza, della povertà e delle condizioni di salute mentale in particolare tra le popolazioni già vulnerabili – rappresentano fattori che potrebbero spingere più persone al consumo di droga. Una sintesi del rapporto si trova a questo link.    Sul sito UNODC e sul nostro catalogo sono presenti le edizioni precedenti, anche in altre lingue.

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), Prison and drugs in Europe. Current and future challenges, EMCDDA, Lisbon, 2021, 124 p.
Questa pubblicazione fornisce una panoramica delle conoscenze attuali e degli ultimi sviluppi nel campo del consumo di droga e delle carceri in Europa. Il rapporto esplora in modo approfondito l’epidemiologia del consumo di droga e dei problemi correlati alla droga tra la popolazione carceraria, le risposte disponibili dei servizi sociali e sanitari ai problemi legati alla droga in carcere, comprese le prove più recenti di efficacia, e l’offerta e i mercati di stupefacenti all’interno delle prigioni. Il report discute anche le sfide recenti e future in questo settore ed è rivolto ai responsabili delle politiche e i loro consulenti, a specialisti e professionisti, a ricercatori e scienziati e a tutti coloro che sono interessati a queste questioni.

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), European Drug Report 2021. Trends and Developments, EMCDDA, Lisbon, 2021, 60 p.
Il presente rapporto descrive l’ultima analisi dell’OEDT sulla situazione della droga in Europa. Vengono trattati il mercato e l’uso di droghe illecite e i danni correlati. Il rapporto contiene un set completo dei dati su questi temi e sui principali interventi di riduzione del danno su base nazionale. Oltre alla lingua inglese il rapporto è disponibile anche in altre lingue europee.

impactEuropean Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction EMCDDA, Impact of COVID-19 on drug markets, use, harms and drug services in the community and prisons. Results from an EMCDDA trendspotter study. April 2021, EMCDDA, Lisbon, 2021, 58 p.
Dall’inizio del 2020, la pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto drammatico sul nostro modo di vivere e i Paesi europei hanno dovuto introdurre misure senza precedenti per tutelare la salute pubblica. Come per tutte le aree della vita, il consumo di stupefacenti, i danni correlati e il mercato della droga sono stati colpiti, così come i servizi istituiti per rispondere ai problemi correlati. Durante le prime settimane della pandemia, l’OEDT ha avviato due studi di valutazione rapida per identificare l’impatto iniziale e le implicazioni di COVID-19, lo studio attuale, condotto tra gennaio e marzo 2021, è un follow-up delle due precedenti valutazioni e mira a rivisitare i risultati iniziali degli studi precedenti e identificare eventuali segni di ulteriori sviluppi in questo settore. I risultati di questo studio forniscono un primo sguardo ai nuovi sviluppi che emergono sia durante che in risposta alla pandemia e che potrebbero avere importanti implicazioni per il futuro. I precedenti rapporti sono i seguenti: Teodora Groshkova … [et al.] ; EMCDDA, COVID-19 and drugs. Drug supply via darknet markets, Vienna, EMCDDA, 2020, 22 p. ; European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction EMCDDA, Impact of COVID-19 on patterns of drug use and drugrelated harms in Europe. EMCDDA trendspotter briefing. June 2020, Lisbon, EMCDDA, 2020, 27 p.

A cura di Silvia Biagioni, Sabrina Molinaro, ESPAD #iorestoacasa 2020. I comportamenti a rischio durante il primo lockdown tra gli studenti dai 15 ai 19 anni, CNR, Pisa, 2021, 178 p.
Questo report contiene informazioni sull’esperienza e sulla percezione degli studenti 15-19enni italiani in relazione a una varietà di sostanze e consumi, come tabacco, alcol, droghe, prodotti farmaceutici, nuove sostanze psicoattive, ma anche social media, challenge, gaming e gioco d’azzardo, raccolte durante il periodo di isolamento in seguito alle misure restrittive imposte dal governo per fronteggiare l’emergenza pandemica.

International Narcotic Control Board, Report of the International Narcotics Control Board for 2020, United Nations, Vienna, 2021, 146 p.
Il Rapporto sulla Droga per il 2021 che l’INCB (International Narcotics Control Board) ha presentato agli Stati membri, redatto sulla base delle informazioni trasmesse annualmente dagli stessi, fornisce il consueto aggiornamento sulla situazione globale del fenomeno droga e sul rispetto da parte degli Stati, che appartengono al sistema internazionale per il controllo della droga, degli obiettivi di salute e benessere previsti dalle Convenzioni ONU. Oltre a fornire dati specifici per i movimenti di molte sostanze classificate, il rapporto include commenti sulle tendenze emergenti e in corso nel mercato lecito delle sostanze psicotrope sotto controllo internazionale. In occasione del 60esimo anniversario della prima Convenzione unica sugli Stupefacenti (1961) viene presentato anche uno speciale report sui risultati raggiunti. Sul sito si trovano anche le edizioni precedenti e report specifici sui narcotici e sulle sostanze psicotrope.

OECD European Union, Health at a Glance: Europe 2020. State of health in the EU cycle, OECD European Union, Paris, 2020, 237 p.
Il rapporto Health at a Glance, elaborato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in cooperazione con la Commissione Europea sulla salute, fornisce un’analisi dello stato di salute dei cittadini europei e delle prestazioni dei sistemi sanitari. I primi due capitoli tematici dell’edizione 2020 si concentrano sull’impatto del COVID-19. Il capitolo 1 fornisce una valutazione iniziale della resilienza dei sistemi sanitari europei e della loro capacità di contenere e rispondere alla peggiore pandemia dal secolo scorso. Il capitolo 2 esamina l’enorme attacco alla salute e al benessere dell’inquinamento atmosferico come un altro importante problema di salute pubblica nei paesi europei e sottolinea la necessità di sforzi continui per ridurre l’inquinamento, per mitigarne l’impatto sulla salute e sulla mortalità. Gli altri cinque capitoli forniscono una panoramica degli indicatori chiave dei sistemi sanitari in 35 paesi europei, tra Paesi membri e nei Paesi partner dell’OCSE. Di particolare interesse il capitolo sui fattori di rischio per la salute: consumo di tabacco, alcol e droghe illegali.

fatti e cifreA cura di Roberto Decidue, … [ et al.], Fatti e cifre sulle dipendenze da sostanze e comportamenti in Piemonte. Bollettino 2019, Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze Regione Piemonte, Grugliasco, 2016, 52 p.
Questa edizione del Bollettino è stata elaborata dopo tre anni dall’ultima edizione (2016, con dati del 2015) e vi sono presentati i dati di attività (anno 2018) dei Dipartimenti di Patologia delle Dipendenze della Regione Piemonte relativi al trattamento delle dipendenze da sostanze (escluso l’alcol) e comportamenti. Dalla lettura del Bollettino 2019 – dati 2018, emergono alcuni risultati di particolare rilievo: – Con l’esclusione soggetti in carcere, nel 2018 si registra una diminuzione degli utenti (-0,9%) rispetto al dato del 2017. Tale flessione ha interessato gli utenti già in carico mentre i nuovi utenti sono aumentati di 33 unità (0,7%). Nelle ASL piemontesi il numero di utenti trattati per dipendenza da eroina e altri oppiacei è stato infatti costantemente in diminuzione dal 2001. Il tasso di guarigione e quello di mortalità di questa popolazione riportati nella letteratura internazionale e i dati sulla diffusione del fenomeno della dipendenza da eroina in Italia non giustificano una tale diminuzione. Si tratterebbe pertanto, in larga parte, di soggetti ancora dipendenti da eroina, ma non più in carico ai Dipartimenti per le Dipendenze (DPD). Nel 2018 si registra inoltre, un aumento dei trattamenti per cocaina o crack (6,0% in più) e per cannabinoidi (2,9% in più), mentre sono diminuiti i trattamenti per alcol (1,5% in meno), per gioco d’azzardo 1.149 (1.240 nel 2017; 7,3% in meno) e per tabacco ( 5,9% in meno).

Paolo Jarre … [et al.], COVID-19 e dipendenze – 2, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 10, n. 40 (dic. 2020), pp. 4-52
Questa seconda monografia della rivista sugli effetti del COVID-19 nell’ambito delle dipendenze si apre con una revisione sistematica delle evidenze disponibili tra COVID e dipendenze, che ben rappresenta in modo analitico tutte le possibili rotte di incrocio tra pandemia e dipendenza. Seguono due contributi relativi a USA e UK dove l’impatto della pandemia ha messo in luce la farraginosità e l’arretratezza dei sistemi normativi e dei dispositivi per la riduzione del danno dei consumi per via inalatoria e relativi alla dispensazione di farmaci oppio antagonisti. Altri contributi ritornano sul lavoro di prevenzione dell’uso problematico del web, sui consumi di alcol durante il lockdown e sugli effetti sui consumi addittivi determinati dalle restrizioni alla mobilità. Viene infine illustrato il razionale e il disegno di ricerca su un sorprendente potenziale effetto protettivo dell’infezione COVID del disulfiram e l’impatto del COVID sui pazienti HIV e sui servizi loro dedicati nell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino. La prima parte dell’articolo si trova nel n. 39 (set. 2020), pp. 4-56.

DSM-DP UOS Osservatorio Epidemiologico Metropolitano Dipendenze Patologiche; a cura di Raimondo Maria Pavarin con la collaborazione di Silvia Marani ed Elsa Turino, Rapporto 2020 sulle dipendenze in area metropolitana. Quadro epidemiologico, caratteristiche tossicodipendenti, alcolisti e giocatori d’azzardo problematici, attività dei servizi, in Azienda USL di Bologna, DSM-DP UOS, Bologna, 2020, 58 p.
Il rapporto presenta un quadro epidemiologico riguardo alle dipendenze patologiche nell’area metropolitana di Bologna. Dal report emerge che: – Nel corso del 2019 nell’area metropolitana di Bologna si registra un aumento del numero di Consumatori Problematici (CP) di sostanze illegali e di alcol. L’aumento riguarda in modo particolare i residenti e le donne, molti con lavoro stabile e situazione abitativa regolare. Aumenta il numero di overdose letali. – Sono in aumento il numero di Giocatori Problematici che si rivolgono al SERD. – Tra i nuovi casi di CP di sostanze illegali (primo contatto in assoluto nel 2019), aumenta rispetto agli anni precedenti il numero dei CP di cocaina e diminuisce il numero dei CP di eroina. Si segnala l’aumento del numero di soggetti con abuso concomitante di alcol e psicofarmaci. Il 55% si era rivolto al Pronto Soccorso (PS) o era stato ricoverato all’Ospedale. – Tra i nuovi casi di CP di alcol, l’87% si era rivolto ad un PS o era stato ricoverato all’Ospedale. – Mediamente nei PS vi sono 9.7 accessi per alcol e 3.6 per sostanze illegali al giorno.

sorveglianzaA cura di Paola Nardone … [et al.], Sorveglianza HBSC 2018 – Health Behaviour in School-aged Children: risultati dello studio italiano tra i ragazzi di 11, 13 e 15 anni, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 9 (set. 2020) supplemento – on line, vol. 33, pp. 1-65
Nel 2018 è stata condotta nelle Regioni italiane un’indagine sugli studenti di 11, 13 e 15 anni nell’ambito dello studio internazionale HBSC (Health Behaviour in School-aged Children). Le classi su cui si è svolta l’indagine sono state la prima e la terza media della scuola secondaria inferiore e la seconda della secondaria superiore. A tutti i soggetti delle classi campionate è stato somministrato un questionario per indagare i comportamenti correlati alla salute (alimentazione, attività fisica, comportamenti a rischio, percezione del benessere), il rapporto con la scuola, i genitori e i pari e altre informazioni generali che ne definissero condizione di salute e livello sociale. In totale sono state coinvolte 4.183 classi e 58.976 ragazzi. Il documento presenta i risultati dello studio.

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), Drug-related homicide in Europe: data protocol, EMCDDA, Lisbon, 2020, 38 p.
Questo rapporto fa parte dell’attività dell’OEDT sullo sviluppo e il miglioramento degli indicatori dell’offerta di droga, progettati per riflettere gli sviluppi nei mercati della droga, nonché sui danni correlati e sull’impatto più ampio. L’impatto della droga e dei mercati della droga va oltre coloro che sono direttamente esposti ai problemi di salute e sociali derivanti dal consumo di droga. In senso più ampio, la questione è di grave preoccupazione in relazione al situazione della sicurezza in Europa e può influenzare profondamente i quartieri e le comunità locali in quanto lo spaccio e il consumo di stupefacenti possono fungere da facilitatori trasversali di tutti i tipi di violenza, compreso l’omicidio correlato alla droga (DRH). Il DRH ha il potenziale per agire come prezioso indicatore di un più ampio crimine violento legato alla droga e quindi migliorare la nostra comprensione delle ramificazioni più ampie del mercato. Il confronto dei livelli di DRH dei Paesi può essere uno strumento prezioso per identificare le tendenze e i rischi. Il protocollo in questo documento fornisce un quadro per l’elaborazione standardizzata dei dati sugli omicidi correlati alla droga.

Yankun Sun … [et al.], Challenges to Opioid Use Disorders During COVID19, in The American Journal on Addictions, n. 3 (mag. 2020) – on line, vol. 29, pp. 174-175
I soggetti con disturbi da consumo di oppiacei (Opioid Use Disorders =OUD) e molteplici comorbilità hanno un alto rischio di contagio da COVID-19. Inoltre, le misure di controllo della pandemia fra cui la quarantena o l’ isolamento, e la scarsità di risorse e di personale sanitario ha grandemente affaticato il nostro trattamento più efficace per gli OUD, quello con agonisti degli oppiacei (opioid agonist treatment = OAT) che utilizza il metadone o la buprenorfina. L’erogazione di OAT può essere problematica in molti paesi. Per I pazienti dell’ OAT, queste circostanze porteranno all’interruzione o all’abbandono del farmaco; la conseguente astinenza dagli oppiacei può provocare una ricaduta nel consumo di quelli illegali. Le persone con OUD necessitano di speciale considerazione nella pianificazione e gestione dell’emergenza. La questione più importante è assicurare la continuità del servizio e l’accessibilità dell’ OAT durante la pandemia. L’articolo è disponibile in pdf.

showCoverImageMarie Morelato, An insight into the sale of prescription drugs and medicine on the AlphaBay cryptomarket, in Journal of Drug Issues, n. 1 (gen. 2020) – on line, vol. 50, pp. 15-34
L’accesso a Internet ha fornito nuovi modi per scambiare merci. A differenza dei tradizionali siti di vendita legale, i criptomercati facilitano gli scambi in un contesto in cui è garantito l’anonimato dei partecipanti. Lo scopo di questo articolo è quello di ottenere una migliore comprensione del traffico di farmaci da prescrizione e medicinali sul mercato crittografico di AlphaBay. I risultati hanno mostrato che alprazolam, ossicodone e Adderall erano i farmaci da prescrizione più offerti mentre alprazolam, diazepam e ossicodone erano le sostanze più vendute. La vendita è stata dominata da Nord America, Australia e paesi dell’Europa occidentale. Il fatturato dei farmaci da prescrizione è stato stimato in oltre 65 milioni di dollari dalla creazione di AlphaBay, un piccolo mercato rispetto alla stima del mercato farmaceutico legale mondiale di 1,3 trilioni di dollari nel 2020. Le tracce digitali offrono un modo complementare per comprendere il traffico di farmaci da prescrizione e medicinali e identificare i venditori più prolifici e le loro implicazioni in questo traffico.

Anna Paola Lacatena, Donne e tossicodipendenza. Quando la patologia è di altro genere…, in Mission, a. 14, n. 53 (apr. 2020), pp. 26-32
Dai dati della Relazione annuale sull’evoluzione del fenomeno della droga nell’Unione europea, pubblicata nel 2018 dall’OEDT (Agenzia europea sulle droghe di Lisbona), emerge che le donne sono soltanto il 20% dei pazienti che si sottopongono a un trattamento della tossicodipendenza. Le possibili ragioni sono varie, a partire da problemi di accessibilità ai servizi e di adeguatezza degli stessi. Per approfondire, il Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL di Taranto ha prodotto due ricerche sulle pazienti donne in carico, di cui qui si presentano modalità e risultati.

A cura di Elisa Fornero, Una rassegna degli strumenti di indagine sul consumo di sostanze durante il lockdown,  Coopcat.it, Firenze, 2020, 4 p.
Durante il confinamento da Covid-19 ci sono stati notevoli ripercussioni sui mercati delle sostanze e sulle modalità di consumo, quindi la vita di chi usa sostanze è notevolmente cambiata come conseguenza della crisi. Al fine di esplorare meglio che cosa stia succedendo, diversi Enti ed Associazioni hanno deciso di implementare delle ricerche, perlopiù questionari online per comprendere la situazione attraverso la testimonianza diretta di consumatori di droghe e degli operatori. L’articolo illustra quali ricerche sono state messe in campo, soprattutto a livello italiano ed europeo.

 Sostanze e dipendenze tra storia, cultura e società

la_droga_in_testa-1Henri Margaron, La droga in testa. Una nuova narrazione, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2021, 128 p.
«Le droghe sono considerate da tutti i genitori il maggiore pericolo in cui incorrono i figli quando iniziano la strada dell’autonomia». Sono le parole d’esordio di questo saggio, scritto da uno psichiatra esperto di dipendenze che qui approfondisce il tema del rapporto tra consumo, dipendenza e cervello, con l’obiettivo di sfatare alcune convinzioni. A lungo si è stati convinti dell’esistenza nel cervello di una particolare struttura suscettibile di essere messa “in tilt” dal consumo di sostanze stupefacenti. Le più recenti scoperte in campo di neuroscienze, tuttavia, hanno messo in discussione questo approccio. Se il fulcro delle straordinarie capacità del nostro cervello sta nel modo in cui questo apprende continuamente a interagire con il contesto esterno, l’attenzione va posta, invece, sul modo in cui le droghe, o alcuni comportamenti, condizionano questa interazione sino alla dipendenza e interferiscono con la formazione della personalità.
Collocazione Biblioteca: 18911

Raimondo Maria Pavarin, Io non sono uno spacciatore. Sono un consumatore, aiuto gli amici. La ricerca qualitativa con interviste a venditori di cannabis non professionisti, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 51, n. 3 (estate 2021), pp. 42-45.
L’obiettivo principale della ricerca proposta è conoscere alcuni aspetti collegati alla vendita di cannabis in Italia a partire dal punto di vista del consumatore. Per questo motivo sono stati intervistati alcuni consumatori che abbiano venduto almeno una volta nella vita tale sostanza. Particolare attenzione è stata posta al funzionamento di alcuni aspetti del mercato della droga: l’acquisto, la rivendita, l’intermediazione, le motivazioni e l’identità dello spacciatore.

Carl L. Hart, Drug Use For Grown-ups: Chasing Liberty in the Land of Fear, Penguin Putnam Inc, New York, 2021, 304 p.
Da uno dei massimi esperti mondiali sull’argomento, una forte argomentazione secondo cui i maggiori danni delle droghe derivano dalla loro illegalità e un fiducioso calcolo della possibilità del loro uso come parte di una vita responsabile e felice. Il Dr. Carl L. Hart, Professore Ziff alla Columbia University ed ex presidente del Dipartimento di Psicologia, è uno dei massimi esperti mondiali degli effetti delle cosiddette droghe ricreative sulla mente e sul corpo umani. Il Dr. Hart è aperto sul fatto che lui stesso usa droghe, in un felice equilibrio con il resto della sua vita piena e produttiva come ricercatore e professore, marito, padre e amico. Il suo lavoro iniziale come ricercatore mirava a dimostrare che l’uso di droghe causava risultati negativi. Ma un problema continuava a sorgere: le prove della sua ricerca non supportavano la sua ipotesi. In Drug Use for Grown-Ups, attinge a decenni di ricerca e alla sua esperienza personale per sostenere definitivamente che la criminalizzazione e la demonizzazione del consumo di droga – non le droghe stesse – sono state un tremendo flagello per l’America.
[In arrivo in Biblioteca]

Giorgia Fracca, ChemSex, in Esse più, a. 29, n. 4 (set.-ott. 2020) – on line, pp. 2-4
Il chemsex, cioè la pratica sessuale sotto effetto di droghe, è un fenomeno che spesso nasce dal disagio sia individuale sia sociale. L’articolo riporta una breve intervista a un protagonista di tale pratica che racconta la propria esperienza. Sull’argomento del Chemsex si veda anche, sulla medesima rivista gli articoli di Michele Lanza, Chi usa il sito di ASA sul chemsex?, a. 29, n. 2 (mar. – apr. 2020) – on line, pp. 6-7 e Chemsex e fentanyl. Fentanyl? Ma se ci fosse a mia insaputa? Casi di overdose in Italia, a. 28, n. 2 (mar. – apr. 2019) – on line, pp. 3-6.

Copertina-AS-341WEBLeopoldo Grosso, Quale lettura del consumo di sostanze psicoattive? Appunti per una rappresentazione del consumo nei mondi giovanili, in Animazione Sociale, n. 9/341 (2020), pp. 16-27.
Secondo l’autore, psicologo e psicoterapeuta, le analisi dei consumi giovanili a volte sono controproducenti, in quanto finiscono per vedere pericoli ovunque, al punto di inibire in genitori e operatori l’essere di aiuto là dove insorgono difficoltà. L’autore offre una serie di riflessioni e suggerimenti per avvicinarsi a rappresentazioni in grado di condividere la ricerca giovanile di spiragli entro cui interrogarsi sull’esserci in questa società.

Leopoldo Grosso… [et al.], Consumi stupefacenti, in Lavialibera, n. 2 (mar. – apr. 2020), pp. 20-48
Il Dossier è preceduto alle pp. 2-3 dall’editoriale di don Luigi Ciotti “Persone, non problemi”, in cui il fondatore del Gruppo Abele ripercorre i 50 anni di incontro col problema droga, dagli anni ’70 con la diffusione mortale dell’eroina, al consumo della cocaina e ad altre sostanze da prestazione, fino all’attuale ritorno dell’eroina, sintetizzando anche la legislazione repressiva che non ha puntato sulla prevenzione. Il dossier contiene diversi articoli raggruppati in una sezione ‘Consumi” e una sezione “Narcotraffico”. Segnaliamo inoltre a p. 68 “Drogarsi su Youtube, per il bene di tutti”, che racconta del canale Druglab dedicato a mostrare gli effetti delle droghe sull’organismo umano, ai fini di informazione e riduzione del danno.

Luigi Ciotti, Droga. Storie che ci riguardano, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2020, 111 p.
Partendo da un’esperienza di quasi cinquant’anni – don Luigi Ciotti aprì il primo centro di accoglienza per tossicodipendenti in Italia nel 1973 – questo libro affronta la complessità dell’argomento dell’uso e abuso di sostanze e degli effetti di queste sulle vite di tutti giorni. Racconta le storie umane dietro la dipendenza, denuncia il narcotraffico – il più redditizio business delle mafie – e stimola un impegno costante verso il raggiungimento di normative e metodologie di recupero che siano umane, che non puniscano ma valorizzino la dignità e la ricerca di autonomia.
Collocazione Biblioteca: 18635

Pablito el Drito, Diversamente pusher. I battitori liberi dello spaccio si raccontano, Agenzia X, Milano, 2019, 156 p.
Un’indagine sull’argomento più controverso e scivoloso del mondo: lo spaccio di droga. Una serie di interviste a pusher indipendenti che per la prima volta si raccontano. Dall’olocausto dell’eroina negli anni ottanta fino al techno-smazzo di oggi reso possibile dal binomio darkweb/bitcoin. Le organizzazioni criminali gestiscono la stragrande maggioranza del traffico mondiale e sono in grado di influenzare le politiche di intere nazioni. Ci sono però donne e uomini che vivono nel milieu della droga cercando di aggirare questi sistemi mafiosi, proprio come i protagonisti di Diversamente pusher. Soggetti che in genere preferiscono rapporti ispirati a modelli più umani, mutuati dalla prassi delle controculture, della vecchia malavita o delle economie alternative. Le loro storie si contrappongono all’immaginario creato e manovrato dalle grandi aziende dell’intrattenimento. L’autore, Pablito Pistoiesi (detto ElDrito), ha trascorso sei mesi tra i battitori liberi dello spaccio per capire chi sono, come vivono e cosa pensano.
Collocazione Biblioteca: 18941

downloadMaria Adelaide Gallina, L’illusione in una sostanza. Storie di vita e rappresentazioni di dipendenza, Franco Angeli, Milano, 2019, 128 p.
Il fenomeno globale dell’uso di sostanze psicoattive è caratterizzato da continue trasformazioni che riguardano non solo gli aspetti connessi alla criminalità, incrementati dal mercato in Rete, ma anche dai molti contributi delle neuroscienze, che evidenziano come l’assunzione di sostanze possa provocare rilevanti disturbi di salute, anche di natura psichiatrica. Per indagare la rappresentazione sociale del fenomeno droga si è deciso di analizzare l’influenza esercitata sulle nuove generazioni dall’incontrollabile diffusione di canzoni i cui testi inneggiano all’uso e all’abuso di sostanze. Il volume si conclude con la presentazione di storie di vita di ospiti di comunità, in cui sistemi di significati e stili di azione del singolo si intrecciano con vincoli e risorse sociali che intersecano le traiettorie di vita dei soggetti coinvolti. I nodi cruciali del passaggio dalle droghe leggere alle droghe pesanti o i problemi legati alla sfera emotiva e di salute dovuti all’abuso di droghe vengono ricostruiti attraverso un approccio biografico interpretativo. Viene quindi proposto un dettagliato repertorio gergale della dipendenza, raccolto durante gli incontri con gli ospiti stessi e rilevante per la ricostruzione dei vari percorsi di devianza caratterizzati, nella maggior parte dei casi, dal non detto, elemento su cui, in un’ottica di prevenzione, deve agire un’efficace progettualità socio-educativa.
[In arrivo in biblioteca]

Norman E. Zinberg, Droga, set e setting. Le basi del consumo controllato di sostanze psicoattive, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2019, 366 p.
In questo libro, pubblicato nel 1984 dall’Università di Yale e divenuto un “classico” della letteratura sulle droghe, l’autore considera i fattori del set e del setting, ridimensionando la centralità attribuita alla sostanza e apre una prospettiva verso un’interpretazione libera da pregiudizi e stigmi: anche per le sostanze illegali la produzione e la diffusione di norme e rituali sociali consente alla maggioranza dei consumatori di usarle in modo controllato, compatibile con la propria vita sociale. Una prospettiva più che mai attuale, vista la diffusa normalizzazione dell’uso di sostanze psicoattive e che rappresenta un’opportunità particolarmente utile per ripensare i modelli culturali e operativi dei servizi e per rispondere alla sfida posta dai cambiamenti in atto. Zinberg è psichiatra e professore alla Harvard Medical School.
Collocazione Biblioteca: 18504

Guido Faillace … [et al.], Report. Indagine su atteggiamenti e credenze verso l’uso di sostanze stupefacenti, in Mission, a. 14, n. 51 (mar. 2019), pp. 60-63
L’indagine prende spunto dall’osservazione di ripetuti luoghi comuni, credenze, preconcetti, emersi nei colloqui con soggetti consumatori o tossicodipendenti e durante le discussioni in classe con studenti di età compresa fra 14 e 16 anni. Le tematiche dell’indagine riguardano la percezione del pericolo verso il consumo occasionale-non dipendente; la confusione fra uso terapeutico e abuso; le implicazioni cerebrali dell’uso, l’errata interpretazione dei messaggi sulla legalizzazione; l’idea che la libertà individuale autorizzi all’uso di sostanze; il convincimento delle proprie intenzioni all’astensione; l’auspicio di rimanere liberi dall’uso e di vivere in ambienti protetti; la disposizione all’uso. Si veda anche, nella medesima testata,  l’articolo di  Andrea Valdevit, C’erano una volta le tossicomanie e tossicofilie… uno sguardo fenomenologico al mutamento del paradigma delle dipendenze, a. 14, n. 51 (mar. 2019), pp. 65-70

Rassegne di studi in tema di dipendenze e sostanze

03768716Marina Tolou-Shams … [et al.], Predictors of cannabis use among first-time justice-involved youth. A cohort study, in Drug and alchool dependence, art. 108754 (set. 2021) – on line, vol. 225, pp. 1-8
I giovani coinvolti nel circuito giudiziario usano la cannabis a tassi più elevati rispetto ai loro coetanei, aumentando la probabilità di conseguenze comportamentali negative e di recidive. Questo studio ha esaminato i predittori a livello individuale dell’uso precoce dell’uso di cannabis (sotto i 13 anni di età) e dell’inizio dell’uso di cannabis nei 12 mesi successivi al primo contatto con il tribunale. I partecipanti erano 391 giovani coinvolti per la prima volta nel circuito giudiziario e alcuni caregiver. L’ uso di cannabis è stato valutato ogni quattro mesi per 12 mesi. Nell’articolo vengono riportati e discussi i risultati della ricerca e si conclude che esiste una finestra di opportunità critica e unica per prevenire l’inizio dell’uso di cannabis tra i giovani coinvolti nella giustizia per la prima volta.

Teodora Groshkova … [et al.], Drug-related violence. Will COVID-19 drive better data for safer and more secure EU?, in International Journal of Drug Policy, art.103143 (lug. 2021) – on line, vol. 93, pp. 1-2
La violenza derivante dal mercato delle droghe illecite nell’Unione europea (UE) ha un impatto dannoso diffuso sulle comunità e minaccia la sicurezza dei cittadini europei. Affrontare questo rischio sociale è urgente, come si riflette a livello politico. La nuova agenda e piano d’azione dell’UE in materia di droga 2021-2025, chiede un rinnovato slancio per affrontare in modo completo la situazione, compresa la violenza e i crimini legati alla droga nelle comunità. Ciò è particolarmente pertinente nei momenti in cui il regolare funzionamento del traffico di droga (ad es. rotte del traffico, modus operandi,…), è interrotto a causa della pandemia. In tali momenti è possibile che il rischio di esiti violenti aumenti. Queste osservazioni evidenziano una chiara necessità di istituire nell’Unione europea una piattaforma per il monitoraggio degli omicidi correlati alla droga e dotare coloro che registrano i dati sul campo degli strumenti per identificarli e contrassegnarli in modo appropriato. A tal fine, l’ OEDT e il gruppo European Homicide Monitor (Granath et al., 2011) stanno collaborando alla creazione di tali strumenti per la futura raccolta di dati in Europa (OEDT, 2020).

Cerina Lee, … [et al.], Gaps in evidence for the use of medically authorized cannabis. Ontario and Alberta, Canada, in Harm Reduction Journal, art. 61 (2021) – on line, pp. 1-9
Con l’accesso legale alla cannabis medica in Canada dal 2001, è necessario caratterizzare completamente il suo uso sia a livello individuale che di popolazione. In questo studio si è attinto ai dati del più grande studio di coorte del Canada sulla cannabis medica per identificare i motivi principali per l’autorizzazione della cannabis medica in Canada dal 2014 al 2019 in due province principali: Alberta (AB) e Ontario (ON). Dai risultati dello studio emerge che l’uso di cannabis medica sia in AB che in ON era simile sia per dati demografici che per motivi di autorizzazione. I motivi più comuni per l’autorizzazione alla cannabis medica erano: 1 – dolore principalmente muscoloscheletrico, artritico e neuropatico cronico; 2 – problemi di salute mentale (ansia e depressione);3- disturbi del sonno. Più di 50 altre condizioni sono state individuate come motivi per ottenere l’autorizzazione. Sia in AB che in ON, la maggior parte dei motivi per l’autorizzazione della cannabis medica non è corroborata da prove cliniche per supportare pienamente la sua efficacia per l’uso a lungo termine. Gli studi epidemiologici in corso sulla cannabis medica su questi trattamenti sono giustificati per delineare completamente benefici o rischi del trattamento. Tra i tanti altri studi sulla cannabis medica si segnalano l’articolo di John Laurence Arnfinsen & Adnan Kisa, Assessment of Norwegian physicians’ knowledge, experience and attitudes towards medical cannabis, in Drugs : Education, Prevention and Policy, n. 2 (2021) – on line, vol. 28, pp. 165-171 e quello di Kevin F. Boehnke, … [et al.], Medication and substance use increases among people using cannabis medically during the COVID-19 pandemic, in International Journal of Drug Policy, art. 103053 (giu 2021) – on line, vol. 92, pp. 1-13

addictionJohn Marsden … [et al.], Mitigating and learning from the impact of COVID19 infection on addictive disorders, in Addiction Journal,  del 6/04/2020 – on line, pp. 1-10
La pandemia COVID-19 e le misure necessarie per affrontarla stanno limitando pesantemente la vita delle persone e l’economia globale. Le persone con disturbi di dipendenza sono particolarmente colpite a causa della povertà, delle vulnerabilità della salute fisica e mentale e dell’interruzione dell’accesso ai servizi. La pandemia può anche aumentare l’estensione e la gravità di alcuni disturbi che creano dipendenza. La ricerca attuale soffre dell’impossibilità di una raccolta di dati faccia a faccia e di altre restrizioni. È urgente coordinare gli sforzi a livello nazionale e internazionale per mitigare questi problemi e trovare modi innovativi di continuare a fornire servizi di salute clinica e pubblica per aiutare le persone con disturbi che creano dipendenza.

Sarah Perrina, Karine Bertrand, Emmanuel Langloisa, Avoiding the stigma. A qualitative study of socially included women’s experiences of drug use and dealing, health services and the police in France, in International Journal of Drug Policy, gen. 2021, art.102850 – on line, vol. 87, pp. 1-9
La figura del consumatore e spacciatore di droga è stigmatizzata e viene collegata a violenza e malattia. Questo è dovuto a un discorso riduttivo che genera figure di capro espiatorio nel mondo della droga, mentre la realtà è molto più diversificata. Questo articolo attinge alla sociologia relazionale per focalizzarsi su figure che sono le antitesi a questi stereotipi: donne socialmente integrate che consumano o vendono droghe (WUSD) e sono invisibili alle istituzioni sanitarie e di polizia. Questa ricerca qualitativa si basa su 26 interviste semi strutturate effettuate in Francia con WUSD socialmente integrate. E’ essenziale ripensare alla politica sulla droga per raggiungere anche le persone come queste, che possono necessitare di informazioni e supporto. A proposito di donne dipendenti da oppioidi e overdose si veda, nella medesima testata, l’articolo di Aukje K. Lamonica, Miriam Boeri, Jeffrey Turnera, Circumstances of overdose among suburban women who use opioids. Extending an urban analysis informed by drug, set, and settingin, apr. 2021, art.103082 – on line, vol. 90, pp. 1-10.

John Marsden … [et al.], Mitigating and learning from the impact of COVID19 infection on addictive disorders, in Addiction Journal,  del 6/04/2020 – on line, pp. 1-10
La pandemia COVID-19 e le misure necessarie per affrontarla stanno limitando pesantemente la vita delle persone e l’economia globale. Le persone con disturbi di dipendenza sono particolarmente colpite a causa della povertà, delle vulnerabilità della salute fisica e mentale e dell’interruzione dell’accesso ai servizi. La pandemia può anche aumentare l’estensione e la gravità di alcuni disturbi che creano dipendenza. La ricerca attuale soffre dell’impossibilità di una raccolta di dati faccia a faccia e di altre restrizioni. È urgente coordinare gli sforzi a livello nazionale e internazionale per mitigare questi problemi e trovare modi innovativi di continuare a fornire servizi di salute clinica e pubblica per aiutare le persone con disturbi che creano dipendenza.

Claire Keena … [et. al.], Comparing the predictive capability of self-report and medically-verified non-fatal overdose in adults released from prison. A prospective data linkage study, in Drug and alchool dependence, n. 2 (2020) – on line, pp. 1-9
L’overdose non letale auto-segnalata (non-fatal overdose = NFOD) è un elemento predittivo di una futura overdose ed è spesso usato per prevenire l’overdose nelle persone rilasciate dal carcere. Questo studio ha inteso stabilire la concordanza, e il valore predittivo, fra una storia di overdose non letale auto-segnalata e la stessa verificata clinicamente nelle persone recentemente rilasciate dal carcere. La ricerca ha riguardato 1307 adulti in carcere dal 2008 al 2010 nel Queensland, Australia, che sono stati collegati ai registri delle ambulanze, dei Dipartimenti di Pronto Soccorso e a quelli ospedalieri. In conclusione sembra probabile che affidarsi all’auto-segnalazione lasci scoperte le persone che corrono i rischi maggiori di NFOD, molte delle quali potrebbero essere individuate attraverso le cartelle cliniche. Dove possibile, i dati collegati a NFOD dovrebbero essere triangolati da più fonti.

1Nada Amroussia, Mika Watanabe & Jennifer L. Pearson, Seeking safety. Focus group study of young adults’ cannabis-related attitudes, and behavior in a state with legalized recreational cannabis, in Harm Reduction Journal, art. 92 (2020) – on line, pp. 1-7
Solo il 1 luglio 2017, il Nevada è diventato il quinto stato degli Stati Uniti a consentire la vendita legale di prodotti a base di cannabis ricreativa per adulti di età pari o superiore a 21 anni. Questo studio indaga gli atteggiamenti, le percezioni e i comportamenti legati alla cannabis dei giovani adulti in uno Stato in cui l’uso ricreativo e medico di cannabis è stato recentemente legalizzato. Sono stati condotti 8 focus group stratificati per consumo di cannabis (consumatori regolari, consumatori occasionali e non consumatori) con 32 studenti universitari di età compresa tra 18 e 24 anni. I dati sono stati analizzati utilizzando il metodo di analisi tematica qualitativa induttiva. Durante l’ analisi sono emersi quattro temi: “una sorta di legalità”, “mitigazione del danno attraverso la legalizzazione”, “aumento dell’accettazione” e “ricerca di sicurezza quando si acquista cannabis”. Vengono presentati e discussi i risultati e in conclusione si ipotizza che ci siano effetti a lungo termine sul comportamento d’uso rispetto alla legalizzazione della cannabis ricreativa, in quanto i risultati suggeriscono che tale comportamento sia mediato dal rischio legale, sociale e comportamentale percepito dell’uso di cannabis. Sull’uso ricreativo della cannabis tra i giovani negli U.S.A. si veda anche l’articolo di Nicole E. Nicksic, Elizabeth K. Do, Andrew J. Barnes, Cannabis legalization, tobacco prevention policies, and Cannabis use in E-cigarettes among youth, in Drug and alchool dependence, n. 206 (gen. 2020) – on line, pp. 1-7

Andrew Yockey, … [et al.], “I Wanna Be Sedated”. A closer examination of psychosocial factors associated with past-year tranquilizer use among national sample of sexual minority adults, in Journal of Drug Issues, n. 1 (gen. 2020) – on line, vol. 50, pp. 51-62
Le minoranze sessuali sono a maggior rischio di disturbi da uso di sostanze. Esistono lacune nella ricerca per quanto riguarda l’uso di tranquillanti tra le minoranze sessuali. L’identificazione dei fattori di rischio associati all’uso di tranquillanti può aiutare i professionisti della sanità pubblica a sviluppare interventi specifici per questa popolazione vulnerabile. Il presente studio ha esaminato potenziali fattori associati all’uso di tranquillanti nell’ultimo anno in un campione nazionale di minoranze sessuali. È stata condotta un’analisi dei dati secondari della National Survey on Drug Use and Healt [https://nsduhweb.rti.org/respweb/homepage.cfm]. I risultati hanno rivelato che una persona appartenente alle minoranze sessuali su cinque (21,9%) ha usato un tranquillante nell’ultimo anno. I fattori di rischio associati includono l’essere donne, i 18 anni o più, l’uso di droghe illecite nell’ultimo anno e la perdita di interesse o piacere in attività una volta piacevoli. I risultati del presente studio possono aiutare i professionisti della prevenzione nell’ulteriore sviluppo e implementazione di iniziative per mitigare l’uso di tranquillanti tra le minoranze sessuali.

Enrico De Vivo … [et al.], Pazienti addicted ad Elevata Complessità Socio-Sanitaria (ECoSS): dall’approccio intuitivo alla definizione di criteri scientifici. Studio retrospettivo osservazionale su una popolazione di 1003 pazienti, in Mission, a. 14, n. 52 (set. 2019), pp. 9-25
Le condizioni di salute di base e il livello di integrazione sociale di partenza possono influire sullo sviluppo e l’evoluzione dell’addiction. Ci si riferisce all’insieme di condizioni mediche correlate all’uso di sostanze (patologie infettive, psichiatriche, cardiovascolari…) e di condizioni sociali correlate allo stile di vita dell’addicted. Questa ricorsività obbliga ad un approccio terapeutico globale, influendo anche sull’esito a lungo termine del trattamento. La ricerca qui presentata è stata effettuata su 1003 pazienti, allo scopo di definire le caratteristiche specifiche dei pazienti ECoSS e l’organizzazione dei servizi più adatta a prenderli in carico.

Thomas Friis Søgaard … [et al.], Ring and bring drug services: Delivery dealing and the social life of a drug phone, in The International Journal of Drug Policy, (lug. 2019) vol. 69 – on line, pp. 8-15
Questo articolo indaga il traffico di droga cosiddetto “telefona e ricevi” (ring and bring), che viene considerato conveniente per comodità e rapidità di consegna, e sostiene l’utilità di concentrare l’attenzione sull’uso dei telefoni cellulari dei trafficanti per esplorare gli attuali cambiamenti dei mercati al dettaglio della droga. L’analisi si basa su 21 interviste a spacciatori attivi in Danimarca, tutti coinvolti nella consegna di droga (principalmente cannabis e cocaina) direttamente alle case dei compratori. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

drugsKristin Buvik &Janne Scheffels, On both sides of the bar. Bartenders’ accounts of work-related drinking, in Drugs : Education, Prevention and Policy, n. 3 (2020) – on line, vol. 27, pp. 221-228
I baristi devono controllare il consumo eccessivo di alcol da parte dei clienti, ma il consumo pericoloso è anche comune tra il personale dei bar. Questo articolo esplora i racconti dei baristi sul consumo alcolico collegato al lavoro e discute come le condizioni strutturali e culturali del lavoro possano avere un impatto sulle pratiche di consumo del personale. I dati comprendono 21 interviste approfondite con baristi di diversi locali di Oslo, Norvegia. Le analisi hanno mostrato tre gruppi di racconti sul consumo alcolico legato al lavoro. In primo luogo i baristi sottolineavano la disponibilità di alcol nell’ambiente di lavoro e si percepivano come bevitori raffinati. Nel secondo gruppo bere alcol era descritto come una strategia di coping per gestire un lavoro stressante e un modo di rilassarsi dopo un lavoro che assorbe molte energie. Nel terzo i baristi parlavano del loro lavoro come parte di uno stile di vita. L’identità occupazionale e l’identificazione con i colleghi di lavoro comportava norme che incoraggiavano un alto livello di consumo alcolico. Il lavoro e il tempo libero dei baristi sono strettamente intrecciati e l’alcol gioca un ruolo importante in entrambe le aree. Si dovrebbero sviluppare programmi di formazione per baristi che tengano conto di questa cultura del bere sul posto di lavoro.

Sophia C. Levis … [et al.], On the early-life origins of vulnerability to opioid addiction, in Molecular Psychiatry,  (2019) – on line, pp. 1-16
Le origini e le basi neurali dell’attuale epidemia di dipendenza da oppioidi non sono chiare. La genetica svolge un ruolo importante nella vulnerabilità alla dipendenza, ma non può spiegare il recente aumento esponenziale dell’abuso di oppioidi, quindi i fattori ambientali devono contribuire. Gli individui con storia di avversità nella prima infanzia (ELA) sono molto più inclini alla dipendenza da oppiacei, ma non è noto se la ELA interagisca con fattori come un maggiore accesso agli oppioidi per influenzare direttamente lo sviluppo e la funzione del cervello e causare vulnerabilità alla dipendenza da oppioidi. I ricercatori, sottolineano la necessità di adeguate politiche di prevenzione che facciano tesoro delle evidenze della ricerca.

Janey Sewella … [et al.], Changes in chemsex and sexual behaviour over time, among a cohort of MSM in London and Brighton: Findings from the AURAH2 study, in The International Journal of Drug Policy,  (giu. 2019) – on line, vol. 68, pp. 54-61
Dati recenti hanno rilevato che il chemsex (uso di mefedrone, cristalli di metamfetamina e idrossibutirrato/butirrolattone (GHB/GBL) per consentire, aumentare e prolungare i rapporti sessuali) è aumentato negli uomini che hanno rapporti fra di loro (men having sex with men = MSM) che frequentano cliniche di salute sessuale in grandi città del Regno Unito. Finora non c’è stato nessun dato proveniente dal Regno Unito o dall’Europa che descriva i cambiamenti del chemsex nel tempo all’interno di una coorte di MSM. Lo studio prospettico di coorte, denominato “Atteggiamenti e Comprensione del rischio di Acquisire l’HIV con il Tempo” (Attitudes to and Understanding Risk of Acquisition of HIV over Time = AURAH2), ha raccolto i dati di un questionario online relativo a MSM HIV negativi o non diagnosticati (al reclutamento) dal 2015 al 2018, reclutati nelle cliniche di salute sessuale. I ricercatori intendono indagare i cambiamenti del chemsex, tre singole droghe associate al chemsex, la frequenza delle sessioni chemsex e le misure di comportamento sessuale nella coorte di MSM durante il periodo dei tre anni di follow-up dello studio. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

Allie Slemon … [et al.],  “You can’t chain a dog to a porch”: a multisite qualitative analysis of youth narratives of parental approaches to substance use, in Harm Reduction Journal, vol. 16, (apr. 2019) – on line, pp. 1-10
Ridurre i danni del consumo giovanile di sostanze è una priorità globale e i genitori rivestono un ruolo fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Mancano, tuttavia, ricerche che esplorino il punto di vista dei giovani sugli approcci genitoriali al consumo di sostanze o sugli approcci che i giovani trovano utili per minimizzare i danni collegati all’uso di sostanze. Questo documento attinge a interviste con giovani di età compresa fra i 13 e i 18 anni (n=89) condotte all’interno dello studio Researching Adolescent Distress and Resilience (RADAR) in tre comunità della British Columbia, Canada. È stato utilizzato un approccio etnografico per esplorare le loro opinioni sulla salute mentale, il consumo di sostanze all’interno di contesti familiari, sociali e di comunità e sugli approcci genitoriali. È stata condotta un’analisi qualitativa multi-sito (multisite qualitative analysis = MSQA) dei dati raccolti per esaminare e confrontare i temi all’interno di ciascun sito di ricerca per capire come i giovani percepiscono e reagiscono agli approcci genitoriali al consumo di sostanze in diversi contesti a rischio. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

miss 51Roberto Berrini … [et al.], La dipendenza da sostanze come modalità di disattivazione del sistema dell’attaccamento: una ricerca su un campione di degenti in comunità terapeutica, in Mission, a. 14, n. 51 (mar. 2019), pp. 7-16
L’articolo espone una ricerca condotta su soggetti alcoolisti e tossicodipendenti ricoverati presso strutture residenziali. E’ stato usato il SAT (Separation Anxiety Test) volto a determinare le caratteristiche relazionali presenti nelle famiglie di origine di tali pazienti in relazione al sistema dell’attaccamento. Non sono state riscontrate differenze fra i due gruppi analizzati. La dinamica prevalente individuata è quella di genitori maltrattanti.

Robert Suchtinga … [et al.], Using a data science approach to predict cocaine use frequency from depressive symptoms, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 194, n.1 (gen. 2019) – on line, pp. 310-317
Sintomi depressivi possono contribuire al consumo di cocaina. Tuttavia, i test della relazione fra la depressione e la gravità del consumo di cocaina hanno prodotto risultati misti, probabilmente dovuti all’eterogeneità dei sintomi individuali di depressione. L’obiettivo dello studio era stabilire quali sintomi di depressione siano più strettamente collegati alla frequenza di uso della cocaina in un vasto campione di attuali consumatori di cocaina. È stata utilizzata la modellazione generalizzata della dipendenza per fornire un’esplorazione basata su dati delle relazioni fra i sintomi depressivi e il consumo di cocaina, compreso l’esame della non linearità. È stato ipotizzato che i sintomi relativi all’anedonia dimostrino la relazione più forte con il consumo di cocaina.

 Le sostanze d’abuso

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), New benzodiazepines in Europe. A Rewiew, EMCDDA, Luxembourg, 2021, 48 p.
Questo rapporto fornisce una revisione tecnica dell’attuale corpo di conoscenze relative alle nuove benzodiazepine monitorate dal sistema di allarme rapido dell’UE. Gli obiettivi di questo rapporto sono rafforzare la consapevolezza situazionale delle nuove benzodiazepine in Europa e aiutare le parti interessate a prepararsi e rispondere alla salute pubblica e alle minacce sociali causate da tali sostanze.

Johannes Thrul & Albert Garcia-Romeu, Whitewashing psychedelics. Racial equity in the emerging field of psychedelic-assisted mental health research and treatment, in Drugs : Education, Prevention and Policy, n. 3 (2021) – on line, vol. 28, pp. 211 – 214
La crescente ricerca sulle potenziali applicazioni terapeutiche di allucinogeni appartenenti alla Tabella I, tra cui la psilocibina “psichedelica classica” e l’ MDMA, ha dimostrato di essere promettente per una serie di malattie mentali. I risultati preliminari suggeriscono benefici sostanziali del trattamento assistito da psilocibina per la depressione maggiore, per la dipendenza da alcol e tabacco e per il disagio esistenziale correlato al cancro. Allo stesso modo, la terapia assistita da MDMA ha dimostrato miglioramenti persistenti nei sintomi del disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Pertanto, sia la psilocibina che l’MDMA hanno ottenuto la designazione di “terapia rivoluzionaria” dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense e, in attesa di esiti positivi degli studi clinici in corso e futuri, potrebbero emergere come un nuovo paradigma di trattamento con notevoli ramificazioni per la cura della malattia mentale.

new psiEuropean Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), New psychoactive substances: global markets, glocal threats and the COVID-19 pandemic. An update from the EU Early Warning System, EMCDDA, Lisbon, 2020, 32 p.
In questo aggiornamento del sistema di allarme rapido dell’UE si propone di fornire approfondimenti su ciò che sta accadendo con le nuove sostanze psicoattive in Europa, sulla base dei dati delle attività di allarme rapido e di valutazione dei rischi dell’agenzia. Il rapporto copre il periodo fino a ottobre 2020 e quest’anno si concentra sui mercati globali, le minacce glocal e la pandemia di COVID-19.

Janetta L. Iwanicki … [et al.], Tramadol non-medical use in Four European countries. A comparative analysis, in Drug and alchool dependence, art. 108367 (dic. 2020) – on line, vol. 217, pp. 1-7
Comprendere l’abuso di farmaci da prescrizione è difficile a causa della mancanza di misure coerenti dei comportamenti di abuso e della diversa prevalenza tra i Paesi. Il tramadolo è un oppioide atipico con un doppio meccanismo e ha un basso gradimento rispetto agli oppioidi convenzionali. Nell’articolo si valuta l’abuso di tramadolo rispetto agli oppioidi convenzionali utilizzando un’indagine nazionale convalidata e armonizzata in quattro paesi: Germania, Italia, Spagna e Regno Unito (Regno Unito).

Lisa E. Hauger, Lars T. Westlye, Astrid Bjørnebekk, Anabolic androgenic steroid dependence is associated with executive dysfunction, in Drug and alchool dependence, art. 107874 (mar. 2020) – on line, vol. 208, pp. 1-8
La dipendenza da steroidi androgeni anabolizzanti (AAS) è associata ad un’alta prevalenza di problemi intra e interpersonali ed è quindi fondamentale identificare i fattori cognitivi legati allo sviluppo e al mantenimento della dipendenza. Questo studio esplora le funzioni esecutive (EF) in un campione di 174 sollevatori di pesi maschi, divisi in tre gruppi (1) dipendenti AAS; 2) AAS non dipendenti; 3) non utilizzatori AAS), utilizzando una batteria mirata di test neuropsicologici (NP) e questionari self-report che valutano gli EF nella vita quotidiana, i sintomi dell’ADHD e il disagio psicologico. La ricerca ha dimostrato che la dipendenza da AAS è associata a disfunzione esecutiva, che potrebbe essere correlata all’abuso continuato, nonostante gli effetti collaterali negativi e le conseguenze sociali. Una maggiore consapevolezza della disfunzione esecutiva potrebbe avere importanti implicazioni per il trattamento e la riabilitazione.

unodocAngela Me … [et al.]; United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC), COVID-19 and the drug supply chain: from production and trafficking to use, UNODC, Vienna, 2020, 45 p.
Questo rapporto esamina l’impatto della pandemia di COVID-19 sul mercato delle droghe illecite: produzione, traffico e consumo. È stato preparato dall’ ‘UNODC Global Research e si basa sui dati più recenti delle autorità governative e su fonti gratuite (compresi i media e la rete di uffici nazionali dell’UNODC). Il documento è on line e disponibile in PDF in Biblioteca, ma essendo in progress è opportuno verificare se sul sito ci siano aggiornamenti.

Blake Beaton, … [et al.], Accounting for Microdosing Classic Psychedelics, in Journal of Drug Issues, n. 1 (gen. 2020) – on line, vol. 50, pp. 3-14
Il microdosaggio di sostanze psichedeliche classiche (ad es. LSD [dietilamide dell’acido lisergico] e psilocibina) è la pratica di assumere piccole quantità di queste sostanze per apportare vari cambiamenti positivi nella vita. Poco si sa delle esperienze soggettive e delle percezioni di coloro che si impegnano in questa pratica. Di conseguenza, usiamo la sociology of accounts come quadro teorico per esplorare i modi in cui coloro che effettuano microdosi scusano o giustificano la loro pratica. Utilizzando i dati di interviste semistrutturate con 30 persone che avevano microdosato, scopriamo che nessuno ha fornito scuse per il loro microdosaggio, ma tutti hanno offerto una o più giustificazioni. Quando hanno discusso del loro microdosaggio, i partecipanti hanno sottolineato sei giustificazioni chiave: negazione del danno, autosufficienza, autorealizzazione, appello alla normalità, appello alla lealtà e alla conoscenza. I risultati forniscono approfondimenti sulle esperienze soggettive di coloro che effettuano microdosi di sostanze psichedeliche, compresi i modi in cui tentano di allineare le proprie azioni con le aspettative della società.

Walter C. Prozialecka … [et al.], Kratom policy: The challenge of balancing therapeutic potential with public safety, in The International Journal of Drug Policy, vol. 70, (ago. 2019) – on line, pp. 70-77
Il kratom (Mitragyna speciosa) è una pianta indigena dell’ Asia sudorientale simile a un albero. Le sue foglie e i tè che se ne ricavano sono da tempo usati dagli abitanti della regione per allontanare la stanchezza, gestire il dolore e l’astinenza da oppiacei. Prove evidenti indicano come il kratom sia sempre più usato dalle persone negli USA e in Europa per auto-gestire l’astinenza da oppiacei e come cura contro il dolore. Recenti studi hanno anche confermato che il kratom e i suoi componenti chimici hanno azioni farmacologiche potenzialmente utili. Vi sono stati tuttavia anche numeri crescenti di segnalazioni di effetti negativi. Lo scopo di questo commento è aggiornare i lettori sui recenti sviluppi e i dibattiti su questa sostanza.

methaEuropean Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction EMCDDA, Methamphetamine in Europe. EMCDDA – Europol threat assessment, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2019, 23 p.
La presente relazione offre una panoramica completa del mercato della metanfetamina nell’Unione europea. Valuta l’attuale situazione di minaccia per quanto riguarda le attuali tendenze di produzione, traffico e distribuzione. Questa è una pubblicazione di supporto al EU Drug Markets Report 2019 (Coll. Bibl. 18587)

Catherine Coveney … [et al.], Pharmaceutical Cognitive Enhancement. Special Issue, in Drugs: Education, Prevention and Policy, n. 4 (2019) – on line, vol. 26, pp. 293-300; 319-328; 347-355
In questo numero speciale, con diversi approcci disciplinari, si cerca di comprendere le motivazioni, le esperienze e le risposte all’uso di farmaci per il potenziamento cognitivo (PCED) in diverse culture e contesti, per poter meglio riflettere sulle più ampie implicazioni che possono avere per la salute, il benessere, la politica e la pratica in materia di droga. Non esistendo una terminologia standard per definire i PCED, la maggior parte degli articoli in questo numero focalizza la propria attenzione specificamente su uno o più farmaci da prescrizione, mentre altri includono una gamma più ampia di sostanze “miglioranti” (come ad es. beta-bloccanti, pillole di caffeina e ipnotici) che possono essere assunti nel tentativo di controllare i livelli di ansia da esame, di vigilanza e di sonnolenza. La Biblioteca, oltre all’editoriale scritto da Catherine Coveney e Jeanett Bjønness, che riassume i temi principali e li discute, dispone in Pdf di due dei sette articoli della monografia, entrambi britannici: il primo, di Catherine Coveney, Simon J. Williams e Jonathan Gabe, esplora gli immaginari e l’accettabilità sociale di questo tipo di farmaci; il secondo, di Alice Steward &Martyn Pickersgill esplora la legittimazione dell’uso di modafinil da parte degli studenti universitari del Regno Unito.

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction EMCDDA, Developments in the European cannabis market, EMCDDA, Lisbona, 2019, 19 p.
Questo documento fornisce una panoramica dei prodotti della cannabis con uso già consolidato o emergente in Europa. Per ogni tipo di prodotto, sono dettagliati i principali problemi nella sua produzione, distribuzione, uso ed effetti sulla salute. Nel fare questo, il documento cerca di informare una discussione sulle nuove sfide che possono emergere nel monitoraggio di questi prodotti e sulle conseguenze del loro utilizzo.

mindLorenzo Mattioni, Ketamina e depressione: sperimentazione sui topi di laboratorio, [s.l.], State of mind, 2019, 5 p.
La ketamina sembra agire sulle dinamiche cerebrali coinvolte nella depressione attraverso un meccanismo di spinogenesi collegato a una riduzione dei sintomi. La capacità della ketamina di diminuire i sintomi collegati alla depressione in modo rapido la rende un importante oggetto di sperimentazione scientifica. Per questo motivo è importante capirne appieno gli effetti e le potenzialità per sviluppare nuovi e migliori trattamenti per la prevenzione, la diagnosi e la cura di questo disturbo. L’articolo riassume la ricerca di R. N. Moda-Sava, … [et al.], “Sustained rescue of prefrontal circuit dysfunction by antidepressant-induced spine formation”, illustrata su Science del 12 aprile 2019.

Vincent Lebot, Serge Michalet, Laurent Legendre, Kavalactones and Flavokavins Profiles Contribute to Quality Assessment of Kava (Piper methysticum G.Forst.)The Traditional Beverage of the Pacific, in MDPI Journal, vol. 34, n.5 (mar. 2019),  pp. 1-14
Si assiste ad un forte aumento di scambio a livello internazionale di Kava (Piper methysticum), una pianta arbustiva originaria del Pacifico occidentale, le cui radici sono utilizzate per produrre degli estratti dagli effetti ansiolitici, distensivi e anti dolorifici. L’obiettivo del presente studio è elaborare un metodo rapido per analizzare la materia prima della kava prima della sua commercializzazione e, più specificatamente, elaborare un protocollo semplice e efficace per la quantificazione di kavalattoni (KLs) e flavokavini (FKs) contenuti nella kava per valutarne il loro potenziale per il controllo di qualità.

Salvatore Giancane … [et al.], Oppioidi sintetici, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 9, n. 33 (mar. 2019), pp. 5-64
Questo numero monografico raccoglie i contributi seguenti: Cenni di farmacologia clinica degli oppioidi, di E. de Bernardis; L’epidemia da oppioidi negli USA: dal controllo del dolore all’eroina, di S. Giancane, D. Gambini; Oppioidi: dal farmaco alla dipendenza. Una prospettiva storica, di V. Roghi; Comprendere e affrontare il fenomeno dell’abuso e dipendenza da analgesici oppioidi di prescrizione, di F. Lugoboni; Offerta di fentanyl e analoghi sulle piattaforme di vendita del dark web, di D. Papanti, L. Orsolini; L’eroina al fentanil: una minaccia reale per la salute pubblica, di S. Giancane; Sistema di allerta precoce. Considerazioni SITD relative al divieto di divulgazione via web, di L. Stella, E. de Bernardis; E’ già presente in Italia l’eroina al fentanil? Il progetto di ricerca-intervento della Regione Emilia-Romagna, di AA.VV.; I tempi di latenza fra i consumatori della fascia under 25 in carico al servizio “Androna Giovani” del Dipartimento delle Dipendenze di Trieste, di AA.VV.

Trattamento e servizi

9788895425177_0_536_0_75Mariagrazia Fasoli, Paolo Pelizza, Responsabilità professionale e rischio clinico nella gestione delle patologie da dipendenza, Publiedit, Roma, 2021, 527 p.
La responsabilità professionale di chi opera nel SERT/SMI presenta peculiarità che richiedono una specifica attenzione. Da alcuni anni in molte Regioni il Servizio per le Tossicodiendenze/Dipendenze (SERT o SERD) è stato assorbito dal servizio di Igiene Mentale, con un sistema teorico e procedurale alquanto differente. Inoltre, con il diffondersi del consumo di sostanze ormai in tutte le fascie d’età e le condizioni sociali, anche altri operatori oltre a quelli dei servizi specifici, si trovano ad avere a che fare con queste problematiche. Il testo affronta aspetti medico-legali e psicologico-forensi e metodologie che si sono rivelate utili ad aumentare la sicurezza di operatori e cittadini, anche alla luce dei principi etico-giuridici della responsabilità professionale. Questo manuale si propone come utile strumento di orientamento e di comprensione in chiave pratica ed operativa per gli specialisti del settore pubblico e del privato sociale e per gli studenti interessati. Un testo utile anche per sviluppare modelli di attività, integrando gli aspetti clinici con le metodologie del Risk Management.
Collocazione Biblioteca: 18922

Judith J. Prochaska … [et al.], Randomized controlled trial of a therapeutic relational agent for reducing substance misuse during the COVID-19 pandemic, in Drug and alchool dependence, art. 108986 (ott. 2021) – on line, vol. 227, pp. 1-10La pandemia di COVID-19 ha interrotto l’accesso al trattamento per i disturbi da uso di sostanze (SUD), mentre le vendite al dettaglio di alcol e cannabis sono aumentate. Durante la pandemia, negli U.S.A. è stata testata una soluzione sanitaria digitale su misura, Woebot-SUD (W-SUD), per ridurre l’abuso di sostanze. In uno studio controllato randomizzato, sono stati confrontati i pazienti della W-SUD per 8 settimane con altri in lista d’attesa da giugno ad agosto 2020.

Antonietta Grandinetti, Francesco Grieco, Psicoterapia e dipendenze. Dal trattamento supportivo alla cura fenomenologica, in Mission, a. 15, n. 55 (giu. 2021), pp. 40-44
Gli autori propongono una riflessione sulla psicoterapia delle dipendenze. Partendo dall’analisi delle caratteristiche complesse e problematiche di questa peculiare psicopatologia, gli autori cercano di ricondurre il canone fondamentale del processo di guarigione al trattamento supportivo. In seguito, ampliando l’argomento, prendono in considerazione la possibilità di un trattamento fenomenologicamente orientato, inserendolo nel novero di quelle psicoterapie più adatte a rispondere agli aspetti tipici di queste condizioni cliniche.

9788836250349_0_536_0_75Oliver J. Morgan, Dipendenza, attaccamento, trauma e recovery. Il potere della connessione, Giovanni Fioriti Editore, Roma, 2021, 284 p.
Il tema centrale del libro è costituito dalla dipendenza e dal recovery e permette di comprendere la dipendenza affrontando la crisi contemporanea da essa causata, integrando la neurobiologia interpersonale e l’ecologia sociale. Da questa prospettiva, la dipendenza non è tanto una sfortuna che colpisce l’individuo quanto piuttosto un esito e un sintomo di condizioni più generali. Coloro che lottano con disturbi da uso di sostanze e da dipendenza potrebbero essere messaggeri di pericoli sociali più profondi. La conclusione è che gli studi sulle dipendenze possono trarre beneficio da un paradigma nuovo, consiliente e integrato, così come da nuove metafore che riescono a esprimere meglio ciò che le scienze e l’esperienza tentano di insegnarci sulle dipendenze e il recovery. [In arrivo in Biblioteca]

Maria Antonion, La cultura della cura nelle dipendenze, in Shalom, n. 1 (gen. – apr. 2021), pp. 7-12
L’autrice dirige il Servizio Dipendenze Patologiche di Parma. Nell’articolo ricostruisce le risposte socio-sanitarie a chi si ammala di dipendenza, dalle prime Comunità terapeutiche nate negli USA negli anni ’50, alle associazioni di volontariato e religiose che costruiscono luoghi di accoglienza per giovani con disagio, alle risposte istituzionali di fronte al fenomeno droga dilagante negli anni ’80, cioè i SerT. Esamina poi i principi alla base della cura e l’esigenza di capire i bisogni dell’altro.

Antonio Simula, Laura Lunesu, L’efficacia del trattamento comunitario delle dipendenze. Analisi di follow-up nella comunità “Casa di Giano” di Trento, in Mission, a. 14, n. 54 (nov. 2020), pp. 50-55
In questo studio vengono presentati i risultati del follow-up realizzato a “Casa di Giano”, una comunità terapeutica con sede a Santa Massenza nella Valle dei Laghi (TN), gestita dal Centro Trentino di Solidarietà Onlus, rivolta a soggetti con disturbi psichici coesistenti con disturbi correlati a sostanze. Sono proposti due percorsi di cura: il modulo “Doppia Diagnosi”, caratterizzato da una forte impronta terapeutica in senso clinico, in cui è possibile accedere previa diagnosi di disturbo da uso di sostanze e concomitante disturbo psichico primario o secondario all’uso di sostanze; il modulo “Sobrietà”, un modulo specifico per persone con diagnosi di disturbo alcol-correlato, cocainismo e gioco d’azzardo. L’indagine per valutare l’efficacia dei programmi terapeutici è stata effettuata su un campione di 48 soggetti che hanno svolto un percorso terapeutico nel periodo tra il 2014 e il 2018, ai quali è stato sottoposto un questionario composto da 44 domande, tramite intervista telefonica.

9788832851830_0_536_0_75Laurel Parnell, Il trattamento basato sull’EMDR per le dipendenze, Raffaello Cortina, Milano, 2020, 326 p.
Laurel Parnell, psicologa clinica specializzata nel trattamento del trauma, applica la propria competenza nell’EMDR focalizzato sull’attaccamento e nel Resource Tapping alla sfida clinica del trattamento delle dipendenze. È un libro ricco di tecniche – basate sulle neuroscienze, fondate sulla compassione e volte ad aumentare la resilienza –, che possono facilmente essere integrate in qualunque livello del trattamento delle dipendenze. I terapeuti che lavorano con soggetti con un disturbo da uso di sostanze troveranno in questo volume un’utile guida per orientarsi nel complesso territorio del trattamento della dipendenza, in modo da riconoscere e affrontare il trauma e integrare nella loro pratica interventi riparativi sui defi cit di attaccamento. Il lettore troverà numerosi esempi clinici nel corso di tutto il volume e, alla fine, alcuni capitoli dedicati specifi catamente a resoconti clinici che illustrano le tecniche descritte nel libro.
[In arrivo in biblioteca]

Mila Ferri … [et al.], Attraverso il COVID-19. Invisibile visibile nei servizi DSM-DP, in Sestante, a. 5, n. 10 (lug. 2020) – on line, pp. 1-100
La pandemia ha costretto i professionisti della salute mentale e delle dipendenze patologiche di tutto il mondo a riorganizzare e rivedere le proprie prassi, per ridurre il rischio di contagio e allo stesso tempo non abbandonare una popolazione così bisognosa di continuità nel trattamento. In questo numero di SESTANTE si illustra quanto fatto a livello regionale e locale nel corso della fase 1 della pandemia; i contributi restituiscono la varietà e la complessità delle esperienze, a testimonianza del grande impegno profuso: dalla organizzazione della risposta psicologica emergenziale, alla rimodulazione delle attività ambulatoriali, riabilitative, gruppali, di supporto al lavoro e alla vita autonoma, al mantenimento e supporto della rete delle associazioni degli utenti, a nuove forme di contatto a distanza; non mancano riflessioni sui vissuti dei professionisti rispetto alle modificazioni clinico-organizzative adottate. A questo proposito si consulti anche l’articolo a cura di Alberto Arnaudo … [et al.], Il sistema dei Servizi e del Privato Sociale alla prova della Covid19, in Dal fare al dire, a. 29, n. 2 (2020), pp. 5-64 e il più recente articolo di Massimo Corti … [et al.], Come si vive la dipendenza al tempo del Covid-19 in un ambito territoriale ad elevata incidenza. L’impatto sui consumatori e sui Servizi, in Mission, a. 14, n. 54 (nov. 2020), pp. 16-23

Complexity and challenge of ‘dual diagnosis’, Drug and alcohol finding, London, 2020, 6 p.
Uno dei temi caldi, che offre retroscena e analisi su questioni importanti che a volte generano accesi dibattiti è quello della doppia diagnosi: concentrarsi sui problemi di salute mentale o sul problema dell’uso di sostanze quando il paziente mostra entrambi è un enigma di vecchia data che ancora oggi sconcerta i servizi di trattamento. Dal momento che tre quarti del numero di casi sono in trattamento farmacologico, decidere come rispondere è una questione importante anche perché le persone con problemi di salute mentale e uso di sostanze coesistenti hanno spesso elevate esigenze di supporto e scarsi risultati del trattamento.

downloadPaolo Ugolini, … [et al.], Dipendenze patologiche a 30 anni dalla 309/90- Vol. 2 Best Practices e innovazioni, in Sestante, n.09/2 (giu.2020) – on line, pp. 1-84
In questo secondo volume monografico dedicato alla situazione attuale dei servizi per le dipendenze, a trent’anni dalla legge quadro sulle dipendenze del 1990 e in seguito all’emergenza sanitaria da Covid-19, si dà voce al quadro socio-epidemiologico delle DIP PAT in Emilia Romagna e alle buone pratiche attivate all’interno delle specializzazioni dei SerDP, anche in contesti differenziati come Centro diurno, Carcere, Prefettura, Strada/prossimità. Si veda anche: Claudio Ravani, … [et al.], L’ innovazione nella personalizzazione. I nuovi DSM DP, in Sestante, n.08 (dic.2019) – on line, pp. 1-80

Mauro Cibin, … [et al.], Ricerca e innovazione in comunità terapeutica, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 10, n. 38 (giu. 2020), pp. 4-56
Questo numero monografico di MDD, nasce dalla sessione “Sistema dei Servizi per l’Addiction” tenutasi nell’ambito del Congresso Nazionale della Società Italiana Tossicodipendenze (SITD) a Catanzaro nell’ottobre 2019 . Gli articoli hanno la caratteristica di essere nel contempo esempi di ricerca su vari aspetti delle comunità terapeutiche (CT) e proposte di cambiamento e innovazione in questo ambito: la situazione e le prospettive delle CT in Europa, con un focus sulla loro efficacia (W.Vanderplasschen, S. Vandevelde), il ruolo della riabilitazione psicosociale centrata sul recovery nel rinnovamento dei programmi in CT (M. Cibin), le problematiche connesse allo squilibrio delle normative regionali nei processi di accreditamento (G. Grillo, L.Squillaci), l’impatto della psicopatologia sulla permanenza in CT (Maremmani et al.), l’ambiente arricchito come prospettiva di benessere (Chiamulera et al.), il trattamento in CT della dipendenza da analgesici (Semenzato et al.) e per concludere i programmi di gestione delle contingenze nelle dipendenze (Cenedese e Canali).

Yankun Sun … [et al.], Challenges to Opioid Use Disorders During COVID-19, in The American Journal on Addictions, vol. 29, n. 3 (mag. 2020) – on line, pp. 174-175
I soggetti con disturbi da consumo di oppiacei (Opioid Use Disorders =OUD) e molteplici comorbilità hanno un alto rischio di contagio da COVID-19. Inoltre, le misure di controllo della pandemia fra cui la quarantena o l’ isolamento, e la scarsità di risorse e di personale sanitario ha grandemente affaticato il nostro trattamento più efficace per gli OUD, quello con agonisti degli oppiacei (opioid agonist treatment = OAT) che utilizza il metadone o la buprenorfina. L’erogazione di OAT può essere problematica in molti paesi. Per I pazienti dell’ OAT, queste circostanze porteranno all’interruzione o all’abbandono del farmaco; la conseguente astinenza dagli oppiacei può provocare una ricaduta nel consumo di quelli illegali. Le persone con OUD necessitano di speciale considerazione nella pianificazione e gestione dell’emergenza. La questione più importante è assicurare la continuità del servizio e l’accessibilità dell’ OAT durante la pandemia.

9788836250035_0_536_0_75Michele Lovato, David Maddalon, Affrontare la dipendenza. Strategie cognitivo-comportamentali per fronteggiare il disturbo da uso di sostanze, Giovanni Fioriti, Roma, 2020, 280 p.
Questo libro propone spiegazioni, tecniche e attività utili per affrontare il disturbo da uso di sostanze. La ricerca scientifica suggerisce infatti che, forse più della buona volontà, sono importanti le strategie impiegate per far fronte alla tentazione di assumere ancora una volta la sostanza, per gestire i problemi e rispondere ai bisogni di chi ha deciso di intraprendere un percorso di cura e di cambiamento. I vari capitoli che compongono il manuale illustrano e approfondiscono i temi centrali nel trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo da uso di sostanze. Ciascun capitolo include una parte introduttiva in cui vengono illustrati i principi scientifici e clinici su cui si fondano le proposte di intervento, che vengono presentate a seguire nella seconda parte, e si completa con esercizi pratici da svolgere settimana per settimana. La dipendenza è certamente un fenomeno complesso anche perché il consumo protratto di droghe o alcol comporta inevitabili conseguenze sul piano neurobiologico, psicologico e sociale. Ciò non significa però che questo problema non possa essere affrontato con successo. L’evidenza è nei fatti: molte persone riescono a smettere, contraddicendo l’idea che la dipendenza è una malattia cronica per la quale c’è poco da fare.
[In arrivo in Biblioteca]

Gianni Morandi, L’esperienza modenese di valutazione delle dipendenze, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 50, n. 2 (primavera 2020), pp. 33-37
Nell’articolo si intende stimare adeguatamente esiti ed effetti dell’esperienza valutativa introdotta nella cartella regionale dipendenze dell’Emilia-Romagna dal 2008. L’utilizzo dello strumento valutativo, che ci permette comparazioni misurabili dei cambiamenti intervenuti nel tempo sull’utenza trattata terapeuticamente, ha fornito risultati positivi, supportando la validità del lavoro degli operatori anche nelle situazioni meno credibili (interruzioni o abbandoni).

Johnny Acquaro, Emanuele Bignamini, Dipendenza da sostanze, cronicità e dipendenza da welfare. Ipotesi interpretative, in Mission, a. 14, n. 53 (apr. 2020), pp. 20-25
La finalità dell’articolo è di stimolare alla riflessione sull’ipotesi che l’applicazione del Piano Nazionale della Cronicità, redatto dal Servizio Sanitario Nazionale, al caso della dipendenza da sostanze possa dar luogo allo sviluppo della retorica della “welfare dependency”. Analizzando i documenti e la letteratura di settore, gli autori intendono argomentare sulla possibilità che la gestione della cronicità si trasformi in sistema che genera disuguaglianze, sottolineando anche come la dipendenza da welfare può essere considerata una condizione naturale della cronicità.

cover202003bIcro Maremmani … [et al.], Il craving: stato dell’arte e prospettive future, in Medicina delle dipendenze, a. 10, n. 37 (mar.2020), pp. 5-52
La tossicodipendenza è una malattia cronica ad andamento recidivante che dà luogo a sintomi somatici e comportamentali e compromette fortemente la qualità di vita del paziente. Il “craving” è il sintomo caratteristico della tossicodipendenza, letteralmente significa “voglia” e i suoi sinonimi sono “desiderio” e “appetizione”. Non è un sintomo primario, ma, appreso, una spinta all’agire rinforzata dalla sostanza che presto diventa un comportamento compulsivo. Questo numero monografico affronta il tema del craving nella tossicodipendenza da un punto di vista clinico: neurobiologico-sperimentale, farmacologico e della terapia cognitivo-comportamentale; delinea inoltre prospettive future per il trattamento.

Mauro Cibin, Cristiano Chiamulera, Il benessere come obiettivo del trattamento: Aftercare e Post-Prevention nelle Addiction, in Dal fare al dire, a. 29, n. 1 (2020), pp. 24-31
Per una persona che ha sviluppato una dipendenza, la sostanza da cui dipende è al centro del mondo e quando è costretto a smettere deve gradualmente colmare il “buco nero” che si è formato dentro di lui per la mancanza di sostanza con le gratificazioni della vita normale, L’articolo, scritto da uno psichiatra e un farmacologo, affronta l’argomento dal punto di vista neurobiologico e clinico: tratta in particolare il piacere appetitivo e quello consumatorio, i concetti di anedonia (assenza di piacere), l’eudonia (stato di piacere) e l’eudaimonia (stato di benessere) in relazione alla cura e alla riabilitazione del Disturbo da Uso di sostanze e dei comportamenti di Addiction. Infine vengono illustrati i possibili interventi di aftercare e di post prevention che possono essere affiancati a quelli terapeutici in senso stretto (ad es.: yoga, integratori, mindfullness, ecc.) e essere adottati a lungo termine, anche dopo la fine della cura.

The ASAM, National practice guideline. For the Treatment of Opioid Use Disorder. 2020 Focused Update, ASAM American Society of Addiction Medicine, Rockville, 2020, 95 p.
Queste linee guida dell’ American Society of Addiction Medicine (ASAM) sono un importante aggiornamento per i clinici, gli amministratori dei sistemi sanitari, gli amministratori dei sistemi di giustizia penale, soprattutto in questo momento di emergenza COVID-19, che minaccia l’accesso dei pazienti al trattamento. Il documento è infatti un aggiornamento del precedente NPG rilasciato nel 2015 (Coll. Bibl. W1392) e include importanti revisioni a 35 raccomandazioni, insieme all’aggiunta di 13 nuove indicazioni.

9788857567853_0_536_0_75Maurizio Frisina, Sul bordo del caos. Complessità, terapia sistemica e dipendenze, Mimesis, Milano, 2020, 260 p.
La clinica delle dipendenze è una pratica complessa, appassionante, faticosa. Ma è anche molto più di tutto questo: è il confronto – a volte brutale – con questioni comuni a ogni essere umano. Come ci ritroviamo imprigionati in comportamenti, posizioni relazionali e narrazioni da cui non riusciamo più a uscire? E, più profondamente, come attraversiamo le fasi di cambiamento della nostra vita e le parentesi di instabilità che ne conseguono? Questo libro, frutto di diversi anni di esperienza sul campo e di insegnamento, propone delle mappe innovative per orientarsi nel paesaggio delle dipendenze. La teoria del caos, la terapia narrativa, la teoria dei sistemi complessi e una visione ricorsiva del tempo sono il filo rosso che guiderà il passaggio dalla teoria alla pratica, dalla classificazione ai modelli di intervento, dall’epistemologia ai numerosi casi clinici.
[In arrivo in Biblioteca]

Gian Luigi Gessa … [et al.], Verso il futuro o fermi al passato? A colloquio con i grandi della ricerca e della clinica delle dipendenze, in Caleidoscopio relazionale, a. 9, n. 36 (dic. 2019), pp. 4-45
La monografia di questo numero raccoglie una serie di colloqui con autorevoli autori, già pubblicati tra il 1994 e il 2007 per dar conto dell’evoluzione del pensiero e delle conoscenze relative a droghe e tossicodipendenza. Si segnalano in particolare gli articoli seguenti: Eroina “legale”, un nuovo esperimento di somministrazione controllata (1994); Tossicodipendenza e giovani: un’equazione errata (1995); 8) Il trattamento con metadone nelle testimonianze del suo ideatore: successi clinici e resistenze socio-culturali (1997); 9) Una confederazione mondiale dei programmi di mantenimento con metadone per garantire il massimo dei benefici (1997); Sull’efficacia dei trattamenti non farmacologici 1999.

Gabriella Bertino … [et al.], “Passi di consapevolezza per andare oltre la dipendenza”: un progetto di mindfulness con pazienti con dipendenza patologica. L’ Esperienza del Dipartimento dipendenze e di una comunità terapeutica, in Dal fare al dire, a. 28, n. 3 (2019), pp. 31-44
Nel presente articolo gli autori condividono la loro esperienza sulla sperimentazione del modello A.B.A.M.(Addiction & Body Affective Mindfulness). Il modello nasce nel 2014 all’interno del SerD ASLTO1 con pazienti con differenti dipendenze, alcol e sostanze illegali (eroina, cocaina, hascish) e, poco dopo, presso la Comunità terapeutica per alcoldipendenti “Cascina Nuova” di Roletto (TO) dell’Associazione Aliseo. Il percorso è stato strutturato in 8/10 incontri di gruppo dal titolo “Mindfulness: un percorso pratico per costruire stabilità e sicurezza. Passi di consapevolezza per andare oltre la dipendenza patologica”. Nel costruire il progetto si è tenuto conto principalmente del rapporto che le persone partecipanti hanno con la sofferenza e, in particolare, del bisogno profondo di difendersene. La sfida consiste proprio nell’offrire ai partecipanti la possibilità di sperimentare uno stato di pace e di calma interiore, coltivando, più o meno direttamente ed esplicitamente, le quattro energie del cuore (Brahmavihara): l’amorevole gentilezza, la compassione, la gioia compartecipe e l’equanimità.

9788895425146Mauro Cibin, Cristiano Chiamulera,  Aftercare & Post-prevention nelle Addiction: verso il benessere. I manuali professionali, Publiedit, Cuneo, 2019, 312 p.
Questo Manuale descrive e analizza la tematica del “benessere” nel senso piú ampio del termine, introducendo vecchi e nuovi concetti ora arricchiti dai risultati dei piú recenti studi che investono, dunque, ogni persona nel suo insieme secondo un approccio che oggigiorno possiamo definire “olistico”. La proposta si delinea innovativa non soltanto per l’aspetto scientifico e strutturato dei complessi temi affrontati (alimentazione, attivitá fisica, mindfulness, abitudini, ambiente ecc.) ma anche per l’applicazione di un insieme cosí vasto di prospettive alla cura delle Addiction e, nello specifico, nella fase importante e cruciale in cui si trova una persona che é “costretto” a smettere. Il mantenersi astinenti e il rischio di ricaduta divengono dunque elementi importanti a cui il Manuale dá il giusto rilievo proponendo strategie terapeutiche complete anche a fianco, se non addirittura a supporto, degli interventi classici e giá noti agli operatori del settore ma finalizzate, ad ogni buon conto, all’Aftercare e alla Post-Prevention. Il “buco nero” lasciato dall’astinenza deve essere riempito con gratificazioni “sane” che consentano di ridare un senso alla vita quotidiana.
Collocazione Biblioteca: 18940

A cura di Icro Maremmani, Aggressività e disturbo da uso di sostanze, in Medicina delle Dipendenze, n. 35 (sett. 2019), pp. 5-61
La monografia comprende i seguenti articoli: Sostanze pro-aggressive e sostanze anti-aggressive; Il paziente violento; Clinica e terapia delle condotte aggressive o violente nell’ADHD (Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività) nell’adulto; Clinica e terapia delle condotte aggressive o violente nel disturbo da uso di eroina, Clinica e terapia delle condotte aggressive o violente nel disturbo da uso di cocaina; Clinica e terapia delle condotte aggressive o violente nel disturbo da uso di MDMA (Ecstasy); Clinica e terapia delle condotte aggressive o violente nel disturbo da uso di allucinogeni; Clinica e terapia delle condotte aggressive o violente nel disturbo da uso di cannabinoidi.

Johnny Acquaro, Emanuele Bignamini, Addiction, cronicità e Servizi per le Dipendenze, in Mission, a. 14, n. 52 (set. 2019), pp. 61-65
L’addiction, come altre condizioni croniche, è una malattia multifattoriale, in relazione ad elementi naturali, comportamentali e ambientali. L’articolo analizza questi elementi in termini medici considerando il ruolo dei servizi per la tossicodipendenza.

prosAndrea Costa, Sara Bernardi, La presa in carico del paziente “doppia diagnosi” vista con gli occhi degli operatori, Uno studio qualitativo multicentrico nel territorio lombardo, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 2 (primavera 2019), pp. 8-11
L’articolo presenta una ricerca condotta con un focus group composto da operatori appartenenti ai servizi psichiatrici e a quelli delle tossicodipendenze riguardanti pazienti affetti da una doppia diagnosi, psichiatrica e di dipendenza da sostanze. E’ emersa una grossa difficoltà nel gestire tali soggetti con problematiche di usura professionale degli operatori. Le azioni di miglioramento sono state individuate nelle seguenti tematiche: approfondire la conoscenza dell’altro servizio, organizzare percorsi di formazione in comune, migliorare i rapporti di collaborazione fra gli operatori appartenenti a diversi servizi, stendere Piani terapeutici individuali, organizzare riunioni di discussione, migliorare la qualità della presa in carico condivisa, attuare un nuovo protocollo di collaborazione fra i diversi servizi. Sull’argomento si veda anche: Marianna Boso … [et al.], Protocollo per la presa in carico di pazienti a doppia diagnosi, in Mission, a. 14, n. 51 (mar. 2019), 23-28

Pietro Paolo Guzzo, La co-genitorialità sociale nelle dipendenze. Proposte di riflessione, in Dal fare al dire, a. 28, n. 1 (2019), pp. 55-61
La co-genitorialità consiste in una forma di azione collettiva, presa in carico congiunta in chiave anti-addiction tra famiglie, istituzioni pubbliche, agenzie educative, servizi delle dipendenze e società civile. Il tentativo è quello di aiutare le famiglie a recuperare e innovare il loro ruolo genitoriale, inteso come un processo continuo di apprendimento sociale, promuovendo percorsi di partecipazione e co-progettazione sociale e istituzionale di nuovi servizi di prevenzione, gestione e cura delle dipendenze. Pietro Paolo Guzzo è professore a contratto di Politica Sociale dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro.

I giovani e i contesti del consumo

UFPT, Trap. Storie distopiche di un futuro assente, Agenzia X, Milano, 2020, 167 p.
Siamo in crisi: se non altro abbiamo trovato la colonna sonora perfetta. La musica trap è un nuovo linguaggio simile a quello della cultura hip hop, ma esposto con modalità che sembrano lasciare più spazio espressivo, un’arma a doppio taglio che genera un’alternanza di brutture stilistiche e picchi di genio. Questa maggiore libertà, enormemente agevolata da un accesso illimitato al mondo dei social, ha promosso la formazione di un’attitudine mai vista prima che ha grande influenza sulle nuove generazioni. Il giovane autore traccia il contesto di degrado delle metropoli meridionali degli Stati Uniti dove è nata la trap, un viaggio tra le sue manifestazioni più popolari, le produzioni più significative e un’analisi sui perché siamo arrivati in pochi anni all’esplosione di un caso mondiale che ha saputo stravolgere anche la scena italiana.
[In arrivo in Biblioteca]

9788855192729_0_536_0_75Enrico Petrilli, Notti tossiche. Socialità, droghe e musica elettronica per resistere attraverso il piacere, Meltemi, Milano, 2020, 288 p.
L’autore esplora il potenziale politico dell’andare in discoteca attraverso una grammatica diversa da quella dell’attivismo tradizionale, concependo il clubbing come una guerriglia micropolitica votata al presente, in cui corpi e piaceri sono il punto d’appoggio del contrattacco. Per riuscirci è necessario: primo, riconoscere come la somatofobia – il rifiuto dell’immanenza della carne a favore della trascendenza del pensiero – abbia modellato la storia dell’Occidente; secondo, mettere in pratica il (contro)sapere edonico elaborato da quegli artisti, intellettuali, soggetti LGBT, femministe e queer che per primi hanno riconosciuto le potenzialità insurrezionali del piacere. Il risultato è un’immersione totalizzante in un microcosmo prodotto dall’incontro tra suoni, sguardi, sostanze ed energie per indagare la capacità del clubbing di configurarsi come spazio di resistenza alla managerializzazione del sé e all’anestetizzazione sociale del regime post-disciplinare contemporaneo.
Collocazione Biblioteca: 18780

Paola Nardone …[et al.], Stili di vita degli adolescenti in Italia: i principali risultati 2018 del Sistema di sorveglianza HBSC (Health Behaviour in School-aged Children), in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, vol. 32, n. 12 (dic. 2019) – on line,  pp. 3-6
Nel 2018 è stata condotta nelle Regioni italiane un’indagine sugli studenti di 11, 13 e 15 anni nell’ambito dello studio internazionale HBSC (Health Behaviour in School-aged Children). Le classi su cui si è svolta l’indagine sono state la prima e la terza media della scuola secondaria inferiore e la seconda della secondaria superiore. A tutti i soggetti delle classi campionate è stato somministrato un questionario per indagare i loro stili di vita : attività fisica, peso corporeo, alimentazione e comportamenti a rischio, in particolare consumo di tabacco, alcool e sostanze stupefacenti e gioco d’azzardo. La ricerca del 2018 e le precedenti sono consultabili a questo link.

Brunella Giovara, Sballo, ma non troppo. Com’è cambiato il popolo dei rave, in La Repubblica del 6 Ottobre 2019, pp. 21-21
L’articolo descrive il fenomeno dei raves dal punto di vista delle forze dell’ordine, degli amministratori locali e degli operatori di bassa soglia. In particolare vengono intervistati Lorenzo Camoletto e Elisa Fornero del progetto Neutravel e lo scrittore Pablo Pistolesi, esperto di controcultura giovanile. Gli operatori fanno un ritratto del frequentatore tipico e parlano dei risultati ottenuti con il loro lavoro di informazione e riduzione del danno e con l’attività di drug checking.

copertina_1Mario Becciù, Anna Rita Colasanti, Noemi Solarino, Stili di vita dei giovani tra ricerca di benessere e significati esistenziali, in Rassegna CNOS, a. 35, n. 2 (mag.- ago. 2019), pp. 69-78
L’articolo presenta i risultati di un’indagine sugli stili di vita degli adolescenti per valutare la presenza di abitudini corrette o di comportamenti di rischio per la salute. Sono stati intervistati 1831 ragazzi (82% maschi e 18% femmine) tra i 14 e i 17 anni, allievi dei corsi di formazione professionale dell’Opera Salesiana in diverse regioni italiane. Le abitudini indagate riguardano: sonno, alimentazione, peso, attività fisica, tempo libero, uso di internet, sessualità; i comportamenti a rischio considerati sono relativi a: consumo di alcol, fumo, sostanze psicoattive, guida pericolosa, atti antisociali. Gli autori discutono i risultati e concludono auspicando lo sviluppo di azioni formative concernenti gli stili di vita e i determinanti della salute per questa fascia di età.

Anna Paola Lacatena, “E non ci indurre in tentazione”. L’ uso di sostanze psicotrope, la vergogna e la colpa, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 3 (estate 2019), pp. 15-19
L’approccio più diffuso all’informazione, anche degli addetti ai lavori, circa l’uso di sostanze psicotrope si fonda sulla stigmatizzazione e sulla condanna. L’articolo analizza quanto sia pericoloso basarsi su una metodologia di approccio fondata sul disprezzo e il biasimo del soggetto senza approfondire la conoscenza dell’oggetto. L’indistinta visione moralistica che accompagna lo sguardo rivolto agli adolescenti non vede il disagio e la fisiologica ricerca del senso di appartenenza.

Gian Luigi Gessa … [et al.], Adolescenza, vulnerabilità e dipendenze, in MDD : Medicina delle dipendenze, a. 9, n. 34 (giu. 2019), pp. 5-44
La presente monografia si concentra sul consumo di droghe e alcol da parte degli adolescenti, sia maschi sia femmine, e sulle relative dipendenze. Diversi fattori ne favoriscono la genesi: la disponibilità della droga, l’uso di droghe da parte dei coetanei, un ambiente familiare di violenze fisiche e psicologiche, la presenza di disturbi mentali nei famigliari e soprattutto nello stesso adolescente. Fanno seguito all’editoriale i seguenti articoli: “Adolescenza: tra opportunità e vulnerabilità”, di C. Cadoni, M. Diana; “Il temperamento affettivo come fattore pre-esistente l’addiction, di AA.VV.; “Cannabis e adolescenza” di W. Fratta; “Disturbo da uso di alcol e giovani”, R. Agabio e A.M. Laddomada; “Gateway hypothesis e droghe gateway” di P. Fadda, M. Scherma.

Cover-AS-332piccolaA cura dell’équipe del Servizio Onda 1 dell’ASL Città di Torino, Come motivare al cambiamento giovani consumatori? Tra letture da aggiornare e dispositivi gruppali capaci di motivare, in Animazione Sociale, n. 9/332 (2019), pp. 64-94
Un servizio per giovani consumatori (14-30 anni) di sostanze psicoattive incontra oggi varie tipologie: ci sono gli sperimentatori slatentizzati, i narcisi prestativi, i congelati, gli inconsapevoli, le donne ammaccate, infine i genitori. Nell’articolo vengono descritte tali tipologie anche attraverso casi clinici e viene considerato l’approccio terapeutico centrato sullo stage residenziale motivazionale e sui percorsi individuali.

Nuria Romo-Avilés, María Ángeles García-Carpintero & Laura Pavón-Benítez, Not without my mobile phone, Alcohol binge drinking, gender violence and technology in the Spanish culture of intoxication, in Drugs: Education, Prevention and Policy, n. 2 (2020) – on line, vol. 27, pp. 254-264
La pratica del consumo alcolico nota come ‘binge drinking’ ha consolidato negli ultimi decenni nei giovani spagnoli quella che è conosciuta come la ‘cultura dell’ebbrezza’. Questo ha coinciso con l’aumento di uso della tecnologia della telefonia mobile e delle reti social nell’economia della vita notturna. Lo scopo della ricerca è esplorare questi nuovi consumi potenzialmente rischiosi e i comportamenti violenti, attraverso l’analisi dei discorsi dei giovani coinvolti. Questo è uno studio qualitativo con interviste approfondite (24) a giovani dai 16 ai 22 anni, residenti in due città del sud della Spagna: Granada e Siviglia. I risultati indicano che la violenza di genere è presente in contesti dove il consumo di alcol è intenso ed è collegato all’uso del telefono cellulare per le relazioni interpersonali o di coppia. Questa violenza è praticata principalmente sulle donne, che sono sottoposte a molestie sessuali e alla violazione della loro immagine pubblica attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. I dati mostrano che la prevenzione dovrebbe tenere conto delle nuove vulnerabilità generate dalla problematica associazione fra tecnologia e alcol, usando strategie innovative adeguate ai nuovi schemi di comportamento dei giovani.

Angelo Giglio … [et al.], Uno sguardo sul popolo della movida torinese. Consumi di alcol e percezione dei rischi correlati tra i frequentatori dei luoghi del divertimento notturno di Torino, in Dal fare al dire, a. 27, n. 3 (2018), pp. 39-48
La ricerca descritta nell’articolo rientra nel Progetto Itinerante Notturno (PIN), finalizzato alla riduzione dei rischi correlati al consumo di alcol e di altre sostanze psicoattive e attivo nei luoghi dei divertimento notturno di Torino dal 2009. Ci si è concentrati sul consumo di alcol, che appare in aumento con caratteristiche di assunzione compulsiva. Si è inoltre riscontrato che i soggetti che ne fanno abuso sono poco consapevoli dei rischi che l’alcol comporta, come quelli correlati alla guida dell’automobile.

Prevenzione

cover202109bIcro Maremmani … [et al.], Adolescenza e uso di sostanze: disturbi duali, scuola e famiglia, in MDD : Medicina delle Dipendenze, a. 11, n. 43 (set. 2021), pp. 1-55
L’approccio medico al paziente con disturbo duale (DD) è indubbiamente delicato a causa del contesto culturale in cui i pazienti si trovano inseriti e che coinvolge due componenti, quella psichiatrica e quella dell’addiction, che non posso essere separate. Si segnalano in particolare gli articoli: “ll disturbo duale negli adolescenti: considerazioni diagnostiche e implicazioni cliniche” di Yifrah Kaminer; “Trattamento dell’uso di cannabis negli adolescenti in comorbidità con disturbo depressivo maggiore: un caso di studio” di Yifrah Kaminer; ““Una scuola per la vita”. Monitoraggio di un intervento di prevenzione multidisciplinare in quattro scuole napoletane” di Fabio Curcio … [et al.]; ” Associazione tra esperienze avverse infantili e comportamenti rischiosi per la salute come il fumo, l’uso di alcol e l’abuso di sostanze nell’adolescenza” di Marija Raleva, Liljana Ignjatova.

Richard Miech … [et al.], Adolescent drug use before and during U.S. national COVID-19 social distancing policies, in Drug and alchool dependence, art. 108822 (set. 2021) – on line, vol. 226, pp. 1-7
Il modo in cui l’uso di sostanze da parte degli adolescenti e la loro disponibilità percepita al consumo sono cambiati durante la pandemia di COVID-19 rimangono in gran parte sconosciuti. Una riduzione sostanziale della disponibilità di sostanze rappresenterebbe un’opportunità unica per considerare l’ipotesi che la riduzione della disponibilità di stupefacenti porteranno a riduzioni nel loro consumo. I dati longitudinali di questa ricerca provengono da “Monitoring the Future” e si basano sulle risposte di 582 adolescenti che sono stati originariamente intervistati come parte di un campione nazionale di studenti al 12° anno di scuola all’inizio del 2020, un mese prima dell’inizio delle politiche di distanziamento sociale. Sono stati intervistati nuovamente dopo l’attuazione delle politiche di distanziamento sociale, nell’estate del 2020. L’articolo presenta e discute i risultati della ricerca: la disponibilità percepita di marijuana, alcol e sigarette elettroniche è diminuita a tassi storici durante la pandemia del 2020, ma non vi è stata una corrispondente diminuzione significativa del consumo.

Vincenzo Lamartora, Z Houses. Nuovi servizi dedicati ai giovani nel Dipartimento Dipendenze della ASL Napoli2Nord, in Mission, a. 15, n. 55 (giu. 2021), pp. 19-25
Lo studio si concentra sulle caratteristiche della Generazione Z (i giovani nati dal 2000 a oggi). Sono nativi digitali, che possiedono vari dispositivi e li usano per diverse ore al giorno. L’utilizzo dei social non è solo finalizzato allo scambio di contenuti, ma anche per strutturare relazioni emotive e per reagire a tensioni ed emozioni. Si è osservato che un’alta percentuale di giovani possessori di smartphone soffre di nomofobia: il giovane vive un vero e proprio stato di ansia quando perde il cellulare, esaurisce la batteria o il credito residuo e non ha copertura di rete. Questi ragazzi sono notoriamente distanti dagli attuali Servizi Pubblici di Dipendenza, che percepiscono come vecchi e inadeguati. Non si sentono tossicodipendenti, non capiscono perché dovrebbero essere guariti, o da cosa dovrebbero essere guariti. A seguito di questi cambiamenti antropologici e tecnologici, l’autore propone una serie di riflessioni sui cambiamenti da apportare nei Servizi per le Dipendenze (per diventare attrattivi per questi giovani “abusers”) e porta come esempio le Z House, ideate dal Dipartimento Dipendenze Patologie dell’ASL Napoli2Nord.

cop2101Francescamaria Prosperini di San Pietro, Annarosa Airoldi, Il lockdown e il suo impatto su adolescenti e famiglie, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 51, n. 1 (2021), pp. 31-35
Il contributo nasce dal confronto tra i caregiver della Cooperativa sociale onlus Piccolo Principe e della Neuropsichiatria infantile, che collaborano da anni nella presa in carico integrata degli adolescenti e famiglie del territorio della provincia di Varese. In questo articolo le autrici condividono le riflessioni inerenti la gestione dell’utenza in carico durante il lockdown e riflettono sull’impatto che esso ha avuto.

Vibeke A. Frank … [ et al.], Drug experienced young people in contact with the Criminal Justice System. Special Focus, in Drugs : Education, Prevention and Policy, n.1 (2021) – on line, vol. 28, pp. 1-58
Il focus di questa raccolta di documenti è sui giovani (14-25 anni) che hanno esperienza con la droga e sono in contatto con il sistema di giustizia penale (CJS). In generale, la ricerca, e di conseguenza anche le politiche e i servizi, tendono a concentrarsi sul consumo da parte dei giovani o sui reati collegati, ma raramente affrontano problemi più complessi, come intende invece fare questa monografia. I quattro documenti di questa raccolta si basano sulla ricerca del progetto EPPIC (Exchange Prevention practices on Polydrug use between Youth In Criminal Justice systems) finanziato dall’UE. Il progetto si è svolto da gennaio 2017 a febbraio 2020 e ha raccolto la sfida di indagare su come i giovani con esperienza di droga coinvolti in reati siano trattati nei sistemi legali, sanitari e previdenziali in sei paesi dell’UE (Austria, Danimarca, Germania, Italia, Polonia, UK). Alla ricerca effettuata in Italia hanno partecipato anche, come ricercatrici, Franca Beccaria e Sara Rolando.

Ina M. Koning … [et al.], Implementation of the Icelandic Prevention Model. A critical discussion of its worldwide transferability, in Drugs : Education Prevention and Policy, n. 4 (2020) – on line, pp. 367-378Gli interventi ambientali di prevenzione della tossicodipendenza stanno guadagnando slancio parallelamente e di concerto con le pratiche di prevenzione “classiche” come gli interventi scolastici, familiari e comunitari. Il Modello di prevenzione islandese (IPM) sta guadagnando particolare attenzione a causa del suo approccio ambientale innovativo e per il suo presunto impatto sulla riduzione dell’inizio dell’uso di sostanze tra i giovani negli ultimi due decenni in Islanda. Sebbene questo modello sia radicato in principi di prevenzione ben accettati e sia stato molto presente nelle discussioni pubbliche e nei media di tutto il mondo, rimangono sconosciuti i principi attivi, gli elementi fondamentali e il loro contributo. In questo documento si mettono in evidenza i punti di forza del modello (approccio dal basso verso l’alto, valutazione e diffusione locale, multifattorialità, targeting dei fattori di rischio e protettivi, attività del tempo libero supervisionate, coprifuoco) e solleviamo alcune criticità (trasferibilità, validità esterna e interna) che dovrebbero essere considerate e affrontate prima di implementare, adattare e valutare il modello in altri contesti. Nel medesimo numero della rivista si trovano anche (disponibili in Biblioteca in PDF) due documenti di discussione sull’argomento: un commento critico di Kristjansson et al. e la replica degli autori di questo articolo.

gruppo-evolutivo-e-branco-strumenti-e-tecniche-per-la-prevenzione-e-la-cura-dei-nuovi-disagi-degli-9788891799425Daniele Biondo, Gruppo evolutivo e branco. Strumenti e tecniche per la prevenzione e la cura dei nuovi disagi degli adolescenti, Franco Angeli, Milano, 2020, 334 p.
Con il presente volume, l’autore, partendo dalla teoria del funzionamento della mente adolescente, propone un’originale tecnica di lavoro psicoanalitico che passa attraverso il potere curativo del gruppo all’interno delle istituzioni, analizzando sia il gruppo evolutivo (con un funzionamento orientato alla crescita), sia il gruppo primitivo a funzionamento tipo branco. Gli adolescenti hanno una naturale propensione a lasciarsi andare alla corrente della mente gruppale. Quando questa propensione viene ostacolata o bloccata da esperienze traumatiche, la mente adolescente degrada nel funzionamento tipo branco. Approfondendo questa linea di ricerca, l’autore propone qui uno specifico strumento per valutare i diversi gradi di trasformazione delle emozioni e dei pensieri degli adolescenti: la Griglia Gruppo-Branco che, come la Griglia di Bion, ne raffigura attività, funzioni, trasmutazioni. La seconda parte del volume permette di applicare tale inedito strumento (scaricabile gratuitamente dal sito www.francoangeli.it, nella Biblioteca Multimediale) alle esperienze con i gruppi di adolescenti all’interno dei contesti educativi di base (scuola), all’interno delle istituzioni per gli adolescenti al limite (centri di aggregazione giovanile, case famiglia) e nelle istituzioni riabilitative e curative (servizi della giustizia minorile e della neuropsichiatria infantile).
Collocazione Biblioteca: 18747

Claudio Renzetti, Tre tracce di discussione sulla prevenzione. Domande scomode per tempi difficili, in Animazione Sociale, n. 8/340 (2020), pp. 60-66
L’autore, sociologo clinico, formatore e supervisore, propone tre tracce di discussione per ragionare e approssimarsi ai mondi attuali del consumo di sostanze psicoattive. Occorre un ragionamento che porti a de-costruire linguaggi e approcci non sempre in grado di comprendere quello che le persone vivono, per poi individuare nuovi linguaggi e nuovi approcci al fare prevenzione.

Lara Bassi, L’ Icelandic Prevention Model. Una buona pratica da cui imparare, in Lavoro sociale, suppl. al n. 4 (ago. 2020) – on line, pp. 7-18
Il modello di prevenzione islandese risulta essere un’importante buona pratica nella lotta all’abuso di sostanze fra gli adolescenti. L’elemento chiave è il lavoro di comunità e di rete che viene implementato nell’ottica di una efficace pianificazione e progettazione di interventi. Una ricerca scientifica attenta al dato di realtà, una politica presente e l’azione concreta degli stakeholder del territorio sono gli elementi chiave dell’Icelandic Prevention Model, da cui il contesto italiano può imparare e a cui può ispirarsi.

A cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella, Che fare con i giovani consumatori?, in Animazione Sociale, n. 6/338 (2020), pp. 31-44
La sezione “sguardi” di questo numero prosegue la riflessione iniziata nel numero 332/2019 in merito al consumo di sostanze psicoattive da parte degli adolescenti, proponendo tre autorevoli contributi sul tema: 1) Educare i desideri per ridurre i consumi, di V. Balestra; 2) Non lasciamo sola la generazione 5 euro, di A.P. Lacatena; 3) Una comunità per adolescenti consumatori, intervista a S. Vigata.

dalfareFrancesca Andronico, Lo psicologo clinico e la Prevenzione delle Dipendenze. Un progetto di intervento nella scuola, in Dal fare al dire, a. 29, n. 1 (2020), pp. 50-54
L’articolo racconta un’attività di prevenzione del disagio giovanile e delle dipendenze, condotta da un’equipe di psicologi clinici presso il liceo statale Orazio di Roma (I e II classi). Il progetto è nato dal convincimento che la scuola, nella società attuale, debba assumere un ruolo diverso da quello esclusivo della didattica, configurandosi come un’istituzione a tutto tondo che diventa luogo di formazione in relazione ai bisogni e alle necessità dei ragazzi, integrando la propria vocazione educativa con l’intervento di esperti esterni. L’intervento è stato formulato secondo i principi della Psicologia di Comunità e attuato attraverso la metodologia della ricerca-azione e della psicoeducazione.

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction EMCDDA, European Prevention Curriculum. A handbook for decision-makers, opinion-makers and policy-makers in science-based prevention of substance use, Publications Office of the European Union, Lussemburg, 2020, 172 pp.
Questo manuale è stato sviluppato con lo scopo principale di fornire materiale di riferimento specifico per i corsi di formazione sul curriculum europeo di prevenzione (EUPC), sviluppato da un progetto europeo intitolato UPC-Adapt, che è stato cofinanziato dalla Commissione europea. Dopo un’introduzione più generale al metodo evidence-based per la prevenzione sulle dipendenze e i Disturbi da Uso di sostanze, entra nel merito del fare prevenzione in vari ambiti: famiglia, scuola, comunità, mass-media, politiche

Dario Monzani … [et al.],    Specchio Riflesso. Un intervento multidimensionale di prevenzione primaria del tabagismo nella preadolescenza, in Psicologia della Salute, n. 1 (2019), pp. 138-154
Il fumo di tabacco è molto comune tra gli adolescenti, che iniziano a fumare in età sempre più precoce, anche prima dei 15 anni. Per questo motivo la sezione milanese della LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori) ha strutturato un intervento denominato “Specchio riflesso”, rivolto ai preadolescenti e basato sulla tecnica del teatro sociale. Obiettivo dello studio è stato quello di indagare la sua efficacia.

9788843071463_0_536_0_75Maria Adelaide Gallina, Dalla debolezza alla dipendenza. Comportamenti a rischio e uso di sostanze tra adolescenti e non solo, Carocci, Roma,  2019, 135 p.
L’autrice, docente di sociologia, concentra l’attenzione sull’adolescente che sposta in avanti il limite che si vorrebbe fissato dal buon senso e dalla capacità di dare un significato funzionale alle esperienze di vita. La curiosità di sperimentare sensazioni forti – l’uso di più sostanze, la guida pericolosa e forme di trasgressioni sociali – può generare da una parte azioni aggressive nei confronti del contesto sociale di riferimento e dall’altra favorire un’identità spesso fragile, smarrita e costantemente sottoposta a critiche e revisioni. Al fine di capire la percezione degli adolescenti nei confronti dei comportamenti a rischio è stato somministrato un questionario on-line a più di 1.500 adolescenti orientato a sondare il rapporto giovani-dipendenza-rischio e a conoscere le loro opinioni e riflessioni su aspetti della prevenzione, oltre che su possibili strategie di intervento per intercettare i giovani stessi e per proporre loro alternative a forme di dipendenza.
Collocazione Biblioteca: 18403

Lora M. Cope … [et al.], Reward activation in childhood predicts adolescent substance use initiation in a high-risk sample, in Drug and Alcohol Dependence, vol. 194, n.1 (gen. 2019) – on line, pp. 318-325
Il consumo di sostanze in età precoce trasmette un rischio sostanziale di problemi successivi legati alle sostanze. Una migliore comprensione dei fattori precoci di rischio potrebbe portare a un intervento più tempestivo ed efficace. Questo studio indaga l’utilità predittiva della risposta del cervello all’anticipazione della ricompensa come fattore di rischio per l’iniziazione precoce al consumo di sostanze.

Stefano Costa, … [et al.], Bambini e adolescenti. Identità, rischio e patologia: buone prassi, in Sestante, n. 07 (giu.2019) – on line, pp. 1-80
Il numero monografico prevede una prima parte saggistica ed una sui servizi. Il primo intervento è di Matteo Lancini, “Essere adolescenti nell’epoca del “sovranismo psichico” , segue l’articolo “Consumi d’azzardo ed esperienze“psicoattive”, a cura di Sabrina Molinaro, un articolo che descrive le tappe che hanno portato dal Progetto Adolescenza del 2013 al Piano regionale per l’adolescenza 2018-2020 dell’Emilia Romagna e tre sulla salute mentale da prima della nascita alla giovinezza. Nella parte dedicata ai servizi troviamo articoli sul servizio di “transizione autismo”, sulla clinica Neuropsichiatrica infantile (NPI), sull’equipe territoriale NPI bolognese, sul trattamento degli hikikomori, sui percorsi riabilitativi del SerD dedicati ai giovani, sul trattamento dei minori migranti e su progetti di prevenzione, prima accoglienza e riduzione del rischio nelle scuole, in Pronto Soccorso e con minori autori di reato.

Politiche sulla droga

Gruppo Abele, La persona oltre la sostanza. Nuovo sguardo alle politiche sulle droghe. VI Conferenza Nazionale sulle Dipendenze Genova – 27/28 novembre 2021, Gruppo Abele, Torino, 2021, 19 p
Di droga in Italia si continua a soffrire, si continua a morire, eppure il tema è scomparso dall’attenzione pubblica, risospinto nel privato delle case, nelle periferie reali ed esistenziali e dietro le sbarre del carcere. Nei 12 anni trascorsi dall’ ultima Conferenza Nazionale sulle Dipendenze la società italiana è cambiata, sono cambiate le sostanze psicotrope in circolazione e le forme del consumo- Per questo motivo, in occasione della VI Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, il Gruppo Abele in questo documento ha voluto affrontare i principali nodi critici, riscontrati in questi anni nel quadro dell’ impegno profuso sulla strada e nel quotidiano confronto con gli operatori del pubblico e del privato sociale. Lo scopo è quello di riportare questo tema al centro del dibattito pubblico e politico e presentare proposte concrete di cambiamento sul piano normativo, operativo, educativo e culturale. Serve infatti con urgenza una riforma delle norme in vigore, che vada nel senso della depenalizzazione dell’uso di sostanze, ma anche un capovolgimento del paradigma culturale, per porre al centro dell’attenzione non le droghe, ma le persone e i loro diritti.

djjownloadA cura di Grazia Zuffa … [et al.], War on drugs. 60 anni di #Epicfail. Dodicesimo Libro Bianco sulle Droghe. Gli effetti della legge antidroga. Edizione 2021 sui dati 2020, Youcanprint, Lecce, 2021, 142 p.
Il Libro Bianco sulle droghe, giunto alla dodicesima edizione, è un rapporto indipendente sugli effetti e i danni del Testo Unico sulle droghe promosso da La Società della Ragione insieme a Forum Droghe, Antigone, CGIL, CNCA, Associazione Luca Coscioni, ARCI, LILA e Legacoopsociali con l’adesione di A Buon Diritto, Comunità di San Benedetto al Porto, Funzione Pubblica CGIL, Gruppo Abele, ITARDD e ITANPUD. Ogni anno viene presentato in occasione del 26 giugno nell’ambito della campagna internazionale di mobilitazione “Support! don’t Punish”. Il rapporto oltre a contenere i dati (2020) relativi agli effetti della war on drugs sul sistema penale e penitenziario italiano presenta una serie di riflessioni sul sistema internazionale di controllo delle droghe, a 60 anni dalla firma della prima convenzione Unica sugli stupefacenti, e sulla Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze mai convocata da 12 anni. Inoltre come ogni edizione contiene riflessioni e approfondimenti sul sistema dei servizi, sulla riduzione del danno e sulle prospettive di riforma delle politiche sulle droghe a livello nazionale ed internazionale. È possibile consultare online le edizioni precedenti del Libro Bianco sul sito Fuoriluogo,
Collocazione Biblioteca: 18844

Mohammad Ali Ruheel, … [et al.], Facilitators and barriere to the regulation of medical cannabis. A scoping review of the peer-reviewed literature, in Harm Reduction Journal, art. 9 (2019) – on line, pp. 1-11
Negli ultimi decenni, diversi processi politici, legislativi, giudiziari, dei consumatori e foritori in tutto il mondo hanno avanzato istanze di legalizzazione per l’uso della cannabis medica (MC). Poiché l’uso del MC si evolve attraverso la riforma legislativa, con un aumento dell’accettazione pubblica e del potenziale terapeutico, esiste la necessità di indagare ulteriormente sui facilitatori e sugli ostacoli alla regolamentazione del consumo di MC attraverso l’analisi e il confronto di 22 fattori. I temi identificati includono: (1) gli effetti di conflitti, mentalità e ideologia della popolazione dello Stato, (2) l’uso di confronti per analizzare la regolamentazione della MC e (3) la necessità di maggiori conoscenze, consigli e prove empiriche/cliniche per progettare future politiche riguardo alla MC. L’articolo presenta e discute i risultati dello studio, al fine di rispondere efficacemente a una crescente accettazione da parte della società della MC e del suo utilizzo tra i pazienti. Con una comprensione completa di questi fattori influenti, i responsabili delle politiche potrebbero essere meglio attrezzati per soddisfare le esigenze dei consumatori e dei fornitori in un ambiente normativo in rapida evoluzione.

Jonathan P. Caulkins, Radical technological breakthroughs in drugs and drug markets. The cases of cannabis and fentanyl, in International Journal of Drug Policy, art. 103162 (ago. 2021) – on line, vol. 94, pp. 1-19
La legalizzazione della cannabis e l’arrivo del fentanyl non medico stanno modificando radicalmente i mercati della droga nordamericani. Una parte essenziale di questo cambiamento è la capacità di produrre grandi quantità di queste droghe a basso costo, che è come una svolta tecnologica nella loro tecnologia di produzione. Questo saggio, attraverso tecniche di statistica descrittiva, analogia storica e al ragionamento economico, esplora le possibili conseguenze future di queste tendenze. I prezzi al dettaglio della cannabis sono diminuiti proporzionalmente, ma non ancora per gli oppioidi. Le analogie storiche suggeriscono che diminuzioni molto ampie del prezzo possono avere effetti sull’uso che vanno oltre la semplice espansione dei modelli di consumo tradizionali. Lo studio indica che per la cannabis e gli oppioidi in Nord America, le condizioni sono mature per cambiamenti significativi, non solo nelle quantità consumate e nei danni associati, ma anche nei ruoli di queste droghe e nel loro controllo nella società. Non ci sono ragioni ovvie per cui queste tendenze non si diffonderanno anche in altri continenti.

X09553959Tim Rhodes, Kari Lancaster, Futures-oriented drugs policy research. Events, trends, and speculating on what might become, in International Journal of Drug Policy, (ago. 2021), art.103332 – on line, vol. 94, pp. 1-45
Una preoccupazione nel campo della politica in materia di droga è come rendere la ricerca più orientata al futuro. Questa sfida è resa complessa dai mercati della droga in rapida evoluzione, che si intrecciano con le mutevoli relazioni sociali e materiali su scala globale In questo articolo si riflette su come la ricerca speculativa debba basarsi sul recente passato, ma anche essere orientata al futuro, alle possibilità piuttosto che alle probabilità. Si guarda in particolare al “Big Event” e al “Mega Trend” come dispositivi di intervento speculativo nella ricerca politica sulle droghe orientata al futuro. Viene illustrato come il dispositivo dei Mega Trend ( tendenze complesse in grado di produrre cambiamenti significativi sul lungo termine), aiuta a tracciare e a speculare su alcuni degli elementi intricati che influenzano il futuro della produzione e consumo di sostanze, anche in relazione a clima, ambiente, sviluppo, popolazione, produzione di droga, digitalizzazione, biotecnologia, politica e discorso.

Jonathan Goodhand … [et al.], Drugs, Conflict and Development. Special Issue, in International Journal of Drug Policy, (mar. 2021) – on line, vol. 89, pp. 1-149
Le rappresentazioni pubbliche delle droghe illecite nel Sud del mondo hanno avuto la tendenza a focalizzarsi sul ruolo di queste sostanze nel portare a violenza, instabilità e sottosviluppo. Questa narrazione rimane dominante, benché esista un volume crescente di lavori che guarda alla sfida delle droghe illecite dalla prospettiva del Sud del mondo e critica questa comprensione semplicistica del rapporto fra droghe, sviluppo e conflitti. I danni allo sviluppo causati dalla guerra globale alle droghe sono stati ampiamente riconosciuti e si sono riflessi nella richiesta di politiche della droga orientate allo sviluppo e alla costruzione della pace, come indicato negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals = SDGs). La maggioranza degli articoli di questa raccolta, scritti da studiosi di Scienze politiche, Storia, Sociologia, Studi sullo Sviluppo, Antropologia e Salute Pubblica, è una produzione del progetto Drugs and (Dis)order, un progetto collaborativo transnazionale di ricerca della durata di quattro anni, finanziato dal UK Government Global Challenges Research Fund (GCRF). che esamina la relazione fra droghe, sviluppo e conflitti in nove regioni di confine di Afghanistan, Colombia, and Myanmar. Tutti e tre questi Paesi hanno una lunga storia di violenti conflitti e si trovano al momento nel mezzo di vacillanti processi di pace. Essi rappresentano anche oltre il 90% della produzione mondiale illegale di oppio ed eroina e oltre la metà della produzione mondiale di cocaina.

Anna Paola Lacatena, Riusciremo mai ad affrontare l’urgenza droghe?, in Animazione Sociale, n. 4/345 (2021), pp. 65-67
Negli ultimi decenni in Italia l’attività normativa sul fenomeno droghe, nonostante la continua evoluzione, è ferma al 1990 (DPR309/90). L’autrice riflette sulle esigenze sviluppatesi in questi ultimi anni, sulle questioni legate alla legalizzazione delle droghe ‘leggere’, sulle esperienze condotte in Portogallo.

wps.v19.2.coverRosario Queirolo, Effects of recreational cannabis legalization might depend upon the policy model, in World Psychiatry, n. 28 (giu. 2020), vol. 19, pp. 195-196
Dal 2012, quando il Colorado e lo Stato di Washington hanno iniziato il percorso per legalizzare la cannabis per scopi ricreativi, la tendenza è in crescita. L’Uruguay è diventato nel 2013 il primo Paese a legalizzare l’intero processo: dalla produzione alla distribuzione, alla commercializzazione e al consumo. Il Canada ha seguito l’esempio nel 2018. A gennaio 2020, undici stati negli Stati Uniti, Uruguay e Canada hanno accesso legale alla cannabis ricreativa per adulti e altri paesi hanno avviato il processo di legalizzazione o la discussione al riguardo, come nel caso del Lussemburgo e della Nuova Zelanda. Ognuna di queste esperienze di legalizzazione della cannabis è diversa dalle altre. Per valutare l’impatto delle attuali esperienze di legalizzazione, è fondamentale misurare i loro effetti sia sulla salute pubblica sia sulla criminalizzazione degli utenti e sui contatti con attività illegali. Per fare ciò, sono essenziali finanziamenti per raccogliere dati di buona qualità e condurre ricerche che includano gruppi di controllo. Sarebbe estremamente utile trovare accordi su quali indicatori monitorare, per consentire la raccolta di dati comparabili nei diversi territori in cui è in corso la legalizzazione. In questo modo, saremo in grado di valutare l’impatto di diversi progetti di policy e contribuire a una discussione più basata sull’evidenza sui pro ei contro di ciascun modello.

Teo Vignoli, … [et al.], Dipendenze patologiche a 30 anni dalla 309/90. Vol. 1 Politiche e prospettive, in Sestante, n.09/1 (giu.2020) – on line, pp. 1-52
La crisi globale da Covid-19 può fornire opportunità di cambiamento e ci interroga su quali sono i valori fondamentali su cui abbiamo costruito i nostri servizi. Questo numero di Sestante,diviso in due volumi, cerca di rivisitare la legge 309/90 a 30 anni dalla sua emanazione Che sia una legge ampiamente superata ed inadeguata ai tempi ce lo sottolinea il prof. Gerra nella sua lettura magistrale, dove spicca il passaggio in cui l’OMS riconosce la Dipendenza Patologica come “un disordine complesso multifattoriale” e non come “una attitudine criminale, un comportamento problematico auto-acquisito” concludendo con la inaccettabilità di “atteggianti coercitivi o punitivi da parte delle istituzioni”. Su questo aspetto seguono approfondimenti sul trattamento dei pazienti con dipendenza patologica in carcere, in pena alternativa o segnalate dalle Forze dell’Ordine (art. 121). Proprio dal focus sul carcere, e in particolare dalla criminalizzazione dell’uso di sostanze stupefacenti, partono le riflessioni di Leopoldo Grosso, che arriva a criticare integralmente l’impalcatura della legge attuale e ad identificare i punti fondamentali per sostituirla: tra gli altri, il passaggio da “servizi di attesa” a “servizi di iniziativa”. Seguono alcune esperienze di prevenzione, di servizi di prossimità e riduzione del danno, sul rapporto tra clinica dell’HIV e clinica delle dipendenze e sugli interventi innovativi rivolti ai giovani.

Nguyen Toan Tran … [et al.], Not a luxury: a call to maintain sexual and reproductive health in humanitarian and fragile settings during the COVID-19 pandemic, in The Lancet Global Health, n. 6 (giu. 2020) – on line, vol. 8, pp. e760-e761
L’articolo mette in evidenza l’importanza della salute sessuale e riproduttiva durante l’epidemia di COVID-19, soprattutto nei contesti fragili che richiedono assistenza umanitaria. Esperienze precedenti hanno mostrato come in questi contesti l’interruzione di servizi sanitari giudicati non collegati alla gestione dell’epidemia produca in realtà più morti dell’epidemia stessa, in particolare tra le donne in età fertile, dove le principali cause di morte e malattia sono legate alla sessualità e alla riproduzione. Secondo gli autori, i servizi sanitari riguardanti la salute sessuale e riproduttiva non possono essere considerati un lusso, ma piuttosto un rinforzo della prontezza e della risposta del sistema sanitario all’epidemia di COVID-19. Esempi di tali servizi sono: assitenza durante gravidanza, parto e allattamento, aborto sicuro, contraccezione, prevenzione e trattamento per HIV e malattie sessualmente trasmesse, assistenza alle vittime di stupro, servizi per la salute sanitaria e riproduttiva degli adolescenti. Le complicazioni mediche e le conseguenze della chiusura o riduzione di questi servizi avrebbero un peso maggiore del potenziale rischio di trasmissione della COVID-19 nelle strutture sanitarie.

cover_issue_121_es_ESJorge Contreras Peralta, Pedro Manuel Rodríguez Suarez, El problema mundial de las drogas. Análisis comparado de la política de cannabis en Uruguay y Canadá. Un Comparative Analysis of the Cannabis Policy in Uruguay and Canada, in TLA – Melaua: Revista de ciencias sociales, n. 48 (apr.-set. 2020) – on line, vol.14, pp. 343-363
La Sessione Speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul problema mondiale della droga (UNGASS, 2016) ha promosso il dibattito sul futuro dell’attuale regime internazionale di controllo della droga (IDCR) e l’analisi dei modelli di politica pubblica nei confronti delle sostanze psicoattive illegali, indipendentemente dalla flessibilità dell’IDCR. L’Uruguay è diventato il primo Paese a legalizzare e regolamentare il mercato della cannabis. Anche altri nove degli Stati Uniti, oltre a Washington DC e Canada hanno legalizzato l’uso della cannabis. Attraverso la progettazione di casi e l’uso dell’Advocacy Coalition Framework, questo articolo identifica i principali attori che hanno promosso il cambiamento nelle politiche pubbliche verso la cannabis in Uruguay e Canada, che è stata promossa dalla formazione di una coalizione dominante nel sottosistema della politica sulla droga che promuove una forte rettorato statale per la sua regolamentazione. Ciò dimostra che la guerra alla droga richiede un cambiamento di paradigma a livello internazionale.

Biagio Sciortino … [et al.], Proposte per una revisione del DPR 309/90. Il punto sui lavori presso la Camera dei Deputati, in Dal fare al dire, a. 29, n. 1 (2020), pp. 8-11
A trent’anni dall’emanazione del DPR309/90 (Testo unico sulla droga) si è ritenuto necessario un adeguamento del sistema dei servizi, in particolare per quanto riguarda la prevenzione (ora distinta in universale, selettiva e indicata, non più primaria, secondaria e terziaria). Al gruppo di lavoro che ha elaborato la proposta ha partecipato sia il servizio pubblico sia il privato sociale (il CNCA però nel corso dei lavori ha ritenuto di interrompere la collaborazione e non è perciò firmatario della proposta). La revisione normativa si basa sui medesimi principi che fondavano la legge precedente (la centralità della persona, l’integrazione dei servizi, la libera scelta del luogo di cura e del trattamento e la garanzia delle risorse) e impatta su tre elementi: la governance, il processo integrato di presa in carico globale della persona e le risorse. Si è ritenuto importante tener conto anche delle dipendenze comportamentali e non solo delle tossicodipendenze e sono state date indicazioni sui finanziamenti e sull’organizzazione del personale. La proposta vuol essere uno stimolo al dibattito sul tema.

Roel C.A. Achterbergh, … [et al.], Sex, drugs, and sexually transmitted infections. A latent class analysis among men who have sex with men in Amsterdam and surrounding urban regions, the Netherlands, in Drug and alchool dependence, n. 206 (gen. 2020) – on line, pp. 1-9
Gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM) sono ad alto rischio di infezioni sessualmente trasmesse (STI) e hanno spesso rapporti sotto l’influenza di droghe. La ricerca individua le categorie di MSM di Amsterdam e dei territori urbani circostanti con modelli distintivi di consumo sessualizzato di droghe e la loro associazione con le STI. Sono state individuate quattro diverse categorie basate sull’uso sessualizzato di droghe fra i partecipanti di Amsterdam e tre categorie nei territori circostanti. In entrambe le aree, le categorie di policonsumo (rispetto ad assenza di consumo; consumo di alcol; o poche droghe diverse) erano definite dal maggior numero di partner sessuali e una maggiore prevalenza di STI. Data l’alta prevalenza di comportamenti a rischio e infezioni sessualmente trasmesse, gli MSM di ambienti urbani che partecipano a un policonsumo sessualizzato potrebbero trarre vantaggio da iniziative personalizzate di sensibilizzazione, screening, e interventi a favore di attività sessuale e consumo di droga sicuri.

progEuropean Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction EMCDDA, Programming document 2019-21, Publications Office of the European Union, Lussemburg,  2019, 80 p.
Questo è il primo documento programmatico fondato sulla strategia EMCDDA 2025 e costituisce una pietra miliare nel quadro di pianificazione strategica e operativa europea. Gli obiettivi di queste strategie sono: monitorare lo stato del problema della droga, in particolare utilizzando indicatori epidemiologici e monitoraggio delle tendenze emergenti; monitorare le soluzioni applicate ai problemi legati alla droga, fornendo informazioni sulle buone pratiche e facilitare lo scambio di informazioni tra i Paesi; valutare i rischi di nuove sostanze psicoattive (NPS) emantenere un rapido sistema di informazione; e implementare strumenti per aiutare gli Stati membri a monitorare e valutare le loro politiche nazionali e le politiche europee. Lo scopo finale di questo lavoro è quello di promuovere decisioni efficaci nel campo della droga, a livello europeo e delle singole Nazioni.

Cannabis terapeutica: il parlamento europeo approva la risoluzione, Fuoriluogo, [s.l.], 2019, 19 p.
Nel febbraio 2019 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione con la quale invita i vari Stati ad adottare due misure: in primo luogo a rafforzare la ricerca sulla cannabis medica e in secondo luogo a sfruttare il potenziale dei farmaci a base di cannabinoidi. Inoltre, si invitano la Commissione e le autorità nazionali a operare una chiara distinzione tra l’uso medico e gli altri usi della cannabis. Nell’articolo il testo della risoluzione.

Colleen L. Barry … [et al.], Arguments supporting and opposing legalization of safe consumption sites in the U.S, in The International Journal of Drug Policy, vol. 63,  (gen. 2019) – on line, pp. 18-22
I luoghi sicuri per il consumo sono spazi dove le persone possono usare legalmente, sotto sorveglianza medica, sostanze ottenute in precedenza e sono attualmente operativi in Canada, Australia ed Europa Occidentale. Questi luoghi si sono dimostrati efficaci nel ridurre la mortalità per overdose da oppiacei e altri danni associati al loro consumo, e nell’aumentare gli ingressi nei programmi di trattamento. Varie comunità USA stanno pensando di creare luoghi sicuri di consumo.Tuttavia, solo il 29% degli adulti statunitensi sostiene la loro legalizzazione. Scopo di questo studio è valutare quali tipi di argomenti del pubblico, a sostegno o in opposizione alla legalizzazione dei luoghi sicuri di consumo, hanno una risonanza per combattere l’epidemia del consumo di oppiacei. E’ stato effettuato un sondaggio on-line su un campione rappresentativo a livello nazionale di 1000 adulti statunitensi nel luglio-agosto 2017 ed è stata esaminata la loro percezione sulla forza degli argomenti comuni offerti a sostegno e in opposizione alla legalizzazione di luoghi di consumo sicuri. Nell’articolo proposto sono descritti e commentati i risultati dell’indagine.

Giada Girelli, The Death Penalty for Drug Offences. Global Overview 2018, in Harm Reduction International, Londra, 2019, 48 p.
Dal 2007 Harm Reduction International (HRI) monitora l’uso della pena di morte per reati di droga in tutto il mondo, una pratica che costituisce una chiara violazione dei diritti umani. Il presente rapporto, l’ottavo in materia, continua il lavoro di aggiornamenti regolari su sviluppi legislativi e pratici. La panoramica globale del 2018 delinea le tendenze chiave in almeno 35 paesi che mantengono la pena di morte per reati di droga nella legge e analizza i dati sulle condanne a morte e le esecuzioni dell’ultimo decennio. Si osserva un calo dei numeri delle esecuzioni a livello globale, ma contestualmente si rileva un crescente appello per la reimplementazione della pena di morte in alcuni Paesi.

Riduzione del danno

n10_foggiaFabio Cantelli Anibaldi, Droga, la banalità di un male, in lavialibera, n. 10 (2021), pp. 68-69
L’autore riflette  sulle contraddizioni del politicamente corretto e sulla “riduzione del danno”, che ha avuto origine in anni in cui la lotta alla droga era una lotta di trincea. Da allora il consumo si è normalizzato e banalizzato e questa normalizzazione ha fatto comodo alle mafie.

Roberto Abadie … [et al.], COVID-19 risks among people who inject drugs in Puerto Rico, in International Journal of Drug Policy, (lug. 2021), art. 102903 – on line, vol. 93, pp. 1-2
L’articolo descrive le conseguenze dell’epidemia da Covid-19 ancora in corso in Puerto Rico sulla popolazione di persone che si iniettano droghe (PWID) e che per questo motivo sono socialmente fragili e clinicamente vulnerabili. L’accesso o la disponibilità di programmi di scambio di siringhe (SEP) o di cure mediche assistite (MAT) rendono difficile o addirittura impossibile l’adozione di misure di protezione con distanziamento sociale. Inoltre, queste vulnerabilità sono aggravate da una lunga guerra alla droga che ha portato a un livello sproporzionato di incarcerazione, di solito per crimini non violenti, esponendo le PWID a COVID-19 in carceri sovrappopolate. A fronte di una crisi economica prolungata e a un’infrastruttura sanitaria insufficiente che si sta ancora riprendendo dagli effetti devastanti dell’uragano Maria nel 2017, il governatore ha istituito la politica del “Resta al sicuro a casa” che sta influendo in modo significativo sulla situazione. Gli autori fanno le proprie considerazioni in merito e danno indicazioni su come ci si dovrebbe muovere politicamente.

Austin O’Carroll, Tony Duffin, John Collins, Harm reduction in the time of COVID-19. Case study of homelessness and drug use in Dublin, Ireland, in International Journal of Drug Policy, (gen. 2021), art.102956 – on line, vol. 87, pp. 1-21
Rispetto ad altri scenari, a Dublino le politiche di riduzione del danno sembrano avere funzionato molto bene riguardo alla mortalità per il COVID-19 nelle popolazioni dei senzatetto e dei consumatori di droga. La lezione generale sembra essere che quando la politica governativa è ben coordinata e sostenuta da un approccio scientifico e fondamentalmente pragmatico si possono ridurre la morbilità e la mortalità. All’interno di ciò, l’importanza di: chiarezza strategica e di erogazione, abitazione, soglie più basse per la fornitura di metadone, la fornitura di Benzodiazepine (BZD) e la disponibilità di Naloxone sono stati fattori chiavi nel determinare il successo delle politiche. Inoltre, questo articolo sostiene che il rapido crollo delle barriere politiche a questi interventi, prodotto dal COVID-19, dovrebbe essere assicurato e protetto mentre si effettuano ulteriori ricerche.

9788898644704_0_536_0_75Progetto Neutravel, Sostanze psicoattive. Vademecum per un uso consapevole, Eris, Torino, 2020, 61 p.
Le sostanze psicoattive, legali e illegali, circolano e sono diffusissime; se la cannabis è la più usata, il consumo di cocaina e altre droghe comunemente chiamate “pesanti” è altrettanto diffuso. Le operatrici di Progetto Neutravel, che da anni si occupano costantemente di prevenire i rischi e i danni legati all’utilizzo delle sostanze, attraverso dati scientifici, ci offrono in questo libro le informazioni relative alle sostanze più utilizzate nel nostro Paese, fornendo dati e informazioni con l’obiettivo di informare sui rischi legati al loro utilizzo e aiutare a un utilizzo consapevole. Un libro destinato a chi voglia informarsi in prima persona e prevenire situazioni critiche a chi gli sta intorno. Progetto Neutravel si occupa di ridurre i danni e limitare i rischi nei contesti del divertimento notturno, avvalendosi di un’area informativa, un’area chill-out ed un’area sanitaria di primo soccorso. Il progetto nasce da una partnership tra settore pubblico (Asl TO4) e privato sociale (CNCA Piemonte – Cooperativa Alice).
Collocazione Biblioteca: 18927

Dignity first: improving the lives of homeless people who drink and take drugs, Drug and alcohol findings, 2020, 19 p.
Concentrandosi sulle persone con esperienze sovrapposte dell’essere senza fissa dimora e dell’uso di sostanze, questo documento esamina come dovrebbero essere le politiche sociali se avessero la priorità di salvare e migliorare le vite. Riunisce prove sui bisogni, le lacune nei servizi e “ciò che funziona”, oltre a commenti su alcuni dei miti e delle idee sbagliate che hanno promosso politiche che fanno più male che bene. Viene messa in discussione la lente del disordine pubblico attraverso la quale i problemi dei senzatetto e dei consumatori di sostanze tendono a essere visti e si evidenzia la mancanza di responsabilità pubblica per le condizioni che portano a questi problemi. Il documento mette in primo piano un dibattito chiave nel campo dell’uso di sostanze: la validità della riduzione del danno non solo come meccanismo per coinvolgere le persone che fanno uso di droghe con il trattamento, ma come obiettivo legittimo in sé.

A cura di Hassan Bassi e Riccardo Poli, Year Book 2020. PAS Principi attivi di salute, Arteventbook, Pisa, 2020, 185 pp.
Questa edizione dello Year Book è dedicata alla conclusione del progetto “PAS: Principi Attivi di Salute. Strategie per la prevenzione, la riduzione del danno e il contrasto ala diffusione nei consumi e abusi di sostanze psicoattive e NPS da parte di giovani e adulti”, finanziato dal Ministero del Lavoro e per le Politiche sociali, realizzato in collaborazione con Arcigay e CICA. Le pratiche di Riduzione del danno, nate soprattutto in relazione alla drammatica diffusione dell’AIDS, hanno presto allargato il proprio ambito di applicazione anche ai consumi problematici di sostanze stupefacenti. Il volume è suddiviso nei seguenti capitoli: Il Punto istituzionale, le Ricerche, le Azioni del Progetto, le Esperienze, l’Impatto sociale.
Collocazione Bibloteca: 18845

cop 20_15A cura di Barbara Suligoi, Maria Cristina Salfa, Anna Teresa Palamara, Le infezioni Sessualmente Trasmesse. Scenari attuali e prospettive future: proposte operative per un corretto inquadramento diagnostico e assistenziale, Convegno. Università Sapienza. Roma, 19 febbraio 2019. Atti, Istituto Superiore di Sanità, Roma, 2020, 91 p.
Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) costituiscono un gruppo di malattie infettive molto diffuse che colpiscono milioni di individui in tutto il mondo. Spesso le persone con una IST non presentano sintomi e, quindi, non essendo consapevoli di avere un’infezione, possono trasmetterla ad altri attraverso rapporti sessuali non protetti. Se non vengono diagnosticate correttamente e trattate in tempo, le IST possono causare serie complicanze, come infertilità, tumori, danni gravi al neonato se contratte in gravidanza, e possono aumentare il rischio di acquisire o trasmettere l’infezione da HIV. Il convegno svoltosi all’Università La Sapienza di Roma il 19 febbraio 2019 ha promosso le conoscenze e la ricerca relativa ai vari aspetti delle IST, ha presentato i risultati di un’analisi dettagliata dei percorsi e dei flussi delle persone con un sospetto di IST in Italia e ha evidenziato alcune criticità del sistema, individuando soluzioni adeguate per monitorare la diffusione di queste infezioni (compreso l’HIV) e proponendo percorsi diagnostico-terapeutici adeguati.

Nabila El-Bassel … [et al], HEALing Communities Study. Special issue, in Drug and alchool dependence, (dic. 2020) – on line, vol. 217, pp. 1-88
La gravità dell’epidemia di overdose sottolinea l’urgente necessità di interventi innovativi e ad alto impatto che promuovano profondamente la rapida penetrazione e l’aumento delle pratiche basate sull’evidenza (EBP) nelle comunità in cui è diffusa l’overdose fatale da oppiacei. Questo numero speciale condivide i progressi scientifici nella ricerca sull’implementazione, la progettazione e la valutazione di un nuovo intervento basato sui dati e sul lavoro nelle comunità. Lo studio a lungo termine sulle comunità che curano (HCS) è uno studio di quattro anni progettato per esaminare l’efficacia dell’intervento nelle comunità (CTH). I nove articoli di questo numero speciale descrivono gli elementi critici che costituiscono la struttura e il disegno della ricerca nelle HCS. La ricerca include l’implementazione di EBP che hanno un impatto sostanziale sull’overdose da oppiacei fatale e non fatale, il Continuum del Care Approach per la riduzione dell’overdose da oppioidi, campagne di comunicazione per aumentare la consapevolezza e la domanda di EBP e ridurre lo stigma contro le persone con dipendenza da oppioidi. Sul prosieguo della ricerca si veda l’articolo 108669 con coll. 2283E e gli articoli correlati nel vol. 222 (mag. 2021).

Aggiornamento dell’EMCDDA sulle implicazioni della Covid-19 per le persone che fanno uso di droghe e gli erogatori dei servizi per le tossicodipendenze, EMCDDA, Lisbona, 2020, 7 p.
Le persone che usano droghe affrontano i medesimi rischi di quelli affrontati dalla popolazione generale, ma possono essere esposti anche a rischi aggiuntivi che richiedono lo sviluppo di strategie di valutazione e mitigazione. Questi sono collegati ad alcuni dei comportamenti e situazioni associati al consumo di stupefacenti. I rischi sono aumentati dall’elevato livello di comorbidità fisica e psicologica riscontrata nei consumatori di droghe, dal fatto che il consumo di stupefacenti è spesso più comune nelle comunità emarginate, oltre che dallo stigma sull’uso di sostanze. E’ quindi indispensabile garantire continuità di servizio a chi ha problemi di droga e protezione agli operatori. Lo scopo di questo briefing è quello di evidenziare i rischi legati alla pandemia di COVID-19 da una prospettiva europea, per consumatori di droghe e operatori del settore. Inoltre, ove necessario, il testo dà indicazioni per incoraggiare la pianificazione, la revisione e l’adattamento di interventi di prima linea e specialistici in materia di droga.

findTime for safer injecting spaces in Britain?, Drug and alcohol findings, London, 2020, 19 p.
Le stanze per il consumo di droga (Drug consumption rooms) forniscono spazi igienici e vigilati per iniettarsi droghe illegali o consumarle in altro modo. Secondo un report dell’Harm Reduction International , alla fine del 2018 esistevano 117 stanze di consumo di droga autorizzate in 11 Paesi del mondo, che costituiscono una base di evidenza delle sperimentazioni nel ‘mondo reale’ per scrutare i loro maggiori punti di richiamo e le paure più grandi dei detrattori. Le prove della loro efficacia forniscono una motivazione per introdurre le stanze di consumo e offrono una soluzione di buon senso alla sofferenza e ai rischi associati alle iniezioni in aree pubbliche. Il governo scozzese ha riconosciuto i danni crescenti alla salute, al benessere e alla dignità delle persone che fanno uso di droghe e sostiene la sperimentazione di stanze di consumo come parte di un approccio all’uso di sostanze basato su obiettivi di salute pubblica e sui principi dei diritti umani. Tuttavia, il governo del Regno Unito con sede a Westminster (Londra), ha ripetutamente bloccato qualsiasi azione di questo tipo. Questa situazione di stallo fornisce lo sfondo per chiedersi se le stanze del consumo possano costituire una soluzione al problema e se non sia negligente da parte della politica non prenderle in considerazione. Si vedano anche sul tema gli articoli di Hannah Taylor … [et al.], Prospective client survey and participatory process ahead of opening a mobile drug consumption room in Lisbon, in Harm Reduction Journal, vol. 16, (ago. 2019) – on line, pp. 1-7 e, nel medesimo numero della rivista, l’articolo di Allison O’Rourke … [et al.], Acceptability of safe drug consumption spaces among people who inject drugs in rural West Virginia.

Michelle Peavy … [et al.], Rapid Implementation of Service Delivery Changes to Mitigate COVID-19 and Maintain Access to Methadone Among Persons with and at High-Risk for HIV in an Opioid Treatment Program, in AIDS and Behavior, n. 24 (apr. 2020) – on line, pp. 2469–2472
Il trattamento farmacologico con metadone e buprenorfina per il disturbo da consumo di oppiacei è una strategia chiave della prevenzione all’HIV. La pandemia del COVID-19 presenta una sfida per i servizi di trattamento continuo degli oppiacei mentre vengono osservate le direttive di distanziamento sociale. Viene descritta l’esperienza di un Programma di Trattamento degli Oppiacei che ha l’intento di creare e realizzare rapidamente delle politiche in equilibrio fra la sicurezza dei pazienti e del personale e l’accesso ininterrotto al metadone. Si usano verbali di riunioni, comunicazioni personali e politiche scritte per descrivere: (1) le misure adottate dal Programma del Trattamento degli Oppiacei per mitigare la diffusione del COVID-19 mentre si mantengono i servizi centrali ai pazienti; (2) l’ attuazione di strategie cliniche decisionali volte al mantenimento della sicurezza per i pazienti e la comunità;  (3) cambiamenti nel flusso dei pazienti clinici.

Lorenzo Camoletto, Riduzione del danno al tempo del coronavirus, Fuoriluogo, Firenze, 2020, 5 p.
Lorenzo Camoletto, operatore del drop in del Gruppo Abele a Torino, racconta la situazione critica di chi oggi, in piena crisi coronavirus, vive la strada senza poter tornare in una casa. Le ordinanze hanno costretto molti servizi di bassa soglia per le tossicodipendenze a chiudere o a ridurre al minimo le attività, per cui è estremamente difficile per un consumatore di eroina o cocaina senza dimora reperire siringhe pulite o passare qualche ora in un dropin, dove ricevere quel sostegno minimo per la salute e l’igiene personale. Un destino simile a quello che sta affrontando un senza dimora, magari straniero e privo di documenti, ma con l’aggravante (di non poco conto dal punto di vista sanitario) della dipendenza da sostanza.

Iga Kender-Jeziorska, Needle exchange programmes in Visegrad countries: a comparative case study of structural factors in effective service delivery, in Harm Reduction Journal, vol. 16, (set. 2019) – on line, pp. 1-18
La ricerca proposta applica il modello dei sistemi ecologici per identificare gli ostacoli strutturali e i facilitatori che riguardano le organizzazioni fornitrici di servizi di scambio di aghi. Essa utilizza una progettazione basata sullo studio comparativo di casi multipli con unità di analisi integrate, completate da analisi interne ai casi per stabilire la relazione fra il numero e la portata dei fattori individuati e le prestazioni dei servizi di scambi di aghi. I dati qualitativi sono stati raccolti attraverso interviste semi-strutturate con professionisti che lavorano nei servizi di scambio di aghi nella Repubblica Ceca, in Polonia, Slovacchia e Ungheria. Inoltre, sono stati analizzati documenti attinenti, relazioni e fonti online. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati della ricerca.

downloadLeopoldo Grosso … [et al.], Certaldo 2019. 25 anni dalla Carta di Certaldo. Operatori a confronto, in Pagine. n. 2 (2019), pp. 3-68
A 25 anni dalla Carta di Certaldo, che per la prima volta elaborò le strategie e le tecniche di intervento del lavoro di strada, si è tenuto il convegno “Certaldo 2019”, in cui si è affrontato il tema del lavoro di strada da diversi punti di vista: mass media, salute, prevenzione, cura, limitazione dei rischi, riduzione dei danni, giustizia e norma, garanzia di diritti. La rivista riporta le relazioni, gli interventi e materiale informativo sulle esperienze in atto. Si veda anche:  A cura di Francesco d’Angella, Come sta oggi il lavoro di strada?, in Animazione Sociale, n. 1/324 (2019), pp. 34-43

Ombretta Farucci, Elisa Fornero, Angela De Bernardis, Il drug Checking, strumento di ricerca e di consapevolezza, in Dal fare al dire, a. 28, n. 3 (2019), pp. 45-50
Il servizio di Drug Checking identifica le sostanze psicoattive, attraverso l’utilizzo di diverse metodiche e strumenti disponibili, all’interno dei contesti del consumo e nei servizi di Riduzione del Danno/Limitazione dei Rischi (RdD/LdR). Restituisce ai consumatori le informazioni acquisite, al fine di migliorare le loro conoscenze circa composizione ed effetti delle droghe presenti sul mercato, con attenzione particolare alle NSP (Nuove Sostanze Psicoattive), oltre ad accrescere la capacità di auto protezione e contenimento dei rischi. Il drug checking favorisce la relazione e l’attività di counselling rivolte ai consumatori nel rispetto degli standard di garanzia della privacy. Nell’articolo viene descritto nel dettaglio questo strumento di ricerca e di consapevolezza.

Graham Brown … [et al.], Achieving meaningful participation of people who use drugs and their peer organizations in a strategic research partnership, in Harm Reduction Journal, vol.16,  (giu. 2019) – on line, pp. 1-10
I programmi condotti da pari con persone che fanno uso di droghe (people who use drugs = PWUD) sono stati una caratteristica chiave della riduzione del danno in molti paesi, ivi compreso il loro coinvolgimento nella ricerca. Tuttavia, quest’ultimo è spesso limitato al reclutamento, alla consultazione, al rendiconto, piuttosto che a una genuina collaborazione nella definizione delle priorità, nella progettazione e nella conduzione della ricerca stessa. Questo documento attinge alle esperienze e ai risultati del progetto “Che Cosa Funziona e Perché” (What Works and Why = W3), uno studio collaborativo quinquennale con organizzazioni di pari, principalmente consumatori di oppiacei e droga per via iniettiva. Lo studio ha attinto a metodi di pensiero sistemico per valutare il ruolo delle organizzazioni di pari all’interno della propria comunità e dei sistemi politici. Nell’articolo proposto sono riportati e commentati i risultati dello studio.

Sitografia

Siti istituzionali

International Narcotic Control Board
Office of Drug and Crime – United Nation – UNODOC

EMCDDA Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT)

Dipartimento Politiche Antidroga
Istituto Superiore della Sanità
Centro Nazionale Dipendenze e Doping
Dipendenze
Epicentro – Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica
I SerD in Italia
Osservatorio fumo alcool e droga
SNAP – Sistema Nazionale di Allerta Precoce contro la droga

Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze – Regione Piemonte
CAD – Centro Regionale Antidoping

Master

Alcol, tabacco e nuove dipendenze: un approccio clinico e multidisciplinare per la diagnosi, cura e prevenzione
Clinica delle dipendenze comportamentali e da sostanze
Dipendenze patologiche: strategie di intervento e prevenzione
EMDAS – European Masters in Drug and Alcohol
Le tossicodipendenze in una prospettiva multidisciplinare
Managment per la direzione nel settore delle dipendenze

Associazioni e servizi

ACuDiPa – Associazione Cura Dipendenze Patologiche
Associazione Scientifica Gruppo Tossicologi Forensi Italiani
Baonps – Be aware on night pleasure safety
CNCA – Coordinamento Nazionale comunità di accoglienza
Coop cat
Correlation – European Harm Reduction Network
DrugWatch
Eclectica
ELISAD – European Association of Libraries and Information Services on Addictions
EuroNPUD – European Network of People who Use Drugs
FederSerD – Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze
Fuoriluogo: Droghe e diritti
Gruppo Abele

Indifference busters
Infoshock – Gabrio
ItaNPUD – Italian Network of People who Use Drugs
LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS
NewNet – Enjoyng Safer Night Life
Progetto PIT STOP “Viaggio al termine della notte”
Rete Italiana Riduzione del Danno ITARDD
TripSit  – Harm Reduction Through Education

 Informazioni,ricerche sulle sostanze,  banche dati  e biblioteche on line

AAFS- Americn Accademic of Forencis Sciences
Cayman chemical
CeSDoP – Centro Studi e Documentazione Provinciale Dipendenze, emarginazione, intercultura
ESPAD – European School Survey Project on Alcohol and other Drugs – Italy
Findings
Geoverdose
Global Drug Survey
InfoDrug – Centro Nazionale di Coordinamento delle dipendenze (Svizzera) – InfoSet
Kosmikare
NCB National Center of Biotecnology Information
Sostanze.info

thedrugclassroom
Salis – Substance Abuse Librarians & Information Specialists
SSA – Society for the Study of Addiction

SWGDRUG – Scientific working Group for the Analysis of Seized Drugs
Wiley on line librery

Riviste

Addiction Journal
Addiction Research & Theory
Addictive Behaviors
Animazione Sociale
Dal fare al dire
Drug and alcohol Dependance
Drugs and Alcohol Findings
Drug and Alcohol Rewiew

Drugnet Europe (EMCDDA)
Drugs: Education, Prevention and Policy
Focus sulle droghe  – Briefing dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze
Harm Reduction Journal
International Journal of drug Policy
Journal of Drug Issues
Journal of Studies on Alcohol and Drugs
Journal of Substance Abuse Treatment
La via libera
Medicina delle Dipendenze MDD
Mission

NIDA Notes
Sestante
Substance Abuse
Substance Use & Misuse
The American Journal of Addiction 

Altro

Drug combination
The drug wheel