Aggiornata a marzo 2022 – a cura di  Paola Moriondo

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità indicate. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in Biblioteca sul tema in oggetto. Per ulteriori approfondimenti, consultare il catalogo bibliografico; in biblioteca ed anche su catalogo esiste un’apposita sezione “mafie” con ampio assortimento di studi di settore. 

Se interessati si può consultare anche la bibliografia e filmografia su educazione alla legalità e la bibliografia sulla corruzione.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Studi e inchieste sulle mafie

scampiaFedele Salvatore, Giovanni Zoppoli, Scampia, il vento del cambiamento, in Aggiornamenti Sociali, a. 73, n. 1 (gen. 2022), pp. 58-63
Dall’essere “supermercato della droga” sotto lo stretto controllo della camorra, il quartiere di Scampia alla periferia di Napoli ha cambiato volto, esprimendo una grande vitalità associativa e riappropriandosi di un territorio abbandonato a se stesso. Nell’intervista a Fedele Salvatore (Cooperativa sociale Irene) e a Giovanni Zoppoli (Associazione Mammut) si racconta il cambio di passo avvenuto, il ruolo dei vari soggetti coinvolti, dalle istituzioni pubbliche alla società civile.

Andrea Giambartolomei, Mafie e Covid, due anni dopo, in lavialibera, n. 12 (2021),
L’autore fa Un bilancio sui movimenti della criminalità organizzata dall’inizio della pandemia. Il 25 per cento delle imprese del settore ospitalità e ristorazione è in odore di criminalità organizzata.

Giuseppe Pipitone, Tutti i segreti del boss fantasma. Matteo Messina Denaro – Ritratto, in FQ MillenniuM, a. 5, n. 52 (dic. 2021- gen. 2022) – on line, pp. 10-29
L’articolo delinea la personalità e la storia del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro: le vicende giudiziarie, i rapporti con la politica, i legami con i narcos italiani, con Dell’Utri, Reina e le stragi degli anni ’90.

Piero Ferrante … [et al.], Foggia microcosmo mafioso, in lavialibera, n. 10 (2021), pp. 20-48
Il Dossier è il risultato di un’indagine della redazione della rivista sul territorio di Foggia, per raccontare le vicende criminali drammatiche che la agitano. La criminalità foggiana, nata come mala locale e per anni al servizio della più potente s-.,acra corona unita, è stata recentemente definita dal procuratore Federico Cafiero De Raho una vera emergenza nazionale. I contributi proposti danno conto dei problemi strutturali di cui la criminalità approfitta, così come delle connessioni fra le trame illegali e una parte della società e della politica. Ma nel contempo raccontano anche di una forte presenza delle istituzioni sul territorio, al fianco della società civile, animata da voglia di riscatto e di cambiamento.

9788851190644_0_536_0_75Gigi Di Fiore, La camorra e le sue storie. La criminalità organizzata a Napoli dalle origini alle parenze dei bimbi, UTET. DeA Planeta Libri, Milano, 2021, 557 p.
Preciso nelle fonti, nei documenti e nei riferimenti bibliografici questo saggio, scritto da uno studioso che da oltre trenta anni si occupa di criminalità organizzata, racconta cosa sia oggi e cosa sia stato ieri l’universo intricato della camorra. Questa seconda edizione è arricchita da nuove interviste e da un capitolo sulla “paranza dei bambini”.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.457

Marco Mastroianni, Chiesa e mafie. Quale condanna?, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2021, 276 p.
Il libro affronta il tema del rapporto tra la Chiesa ed il fenomeno della criminalità organizzata. Esso viene sviscerato partendo dall’analisi dei pronunciamenti offerti dai Pontefici e dai Vescovi sulla piaga delle mafie, evidenziando come, seppur a tratti in modo faticoso, la denuncia ecclesiale si sia gradualmente affermata fino ad essere ai giorni nostri incontrovertibile, con l’attestazione della totale incompatibilità tra l’appartenenza cristiana e quella mafiosa. Da tale constatazione, con particolare riferimento alla “scomunica” di Papa Francesco in Calabria del 2014, si cerca di appurare quali concreti provvedimenti tale denuncia abbia generato, per rilevare l’assenza di una vera norma penale canonica che colpisca i fedeli mafiosi. Si prospetta perciò il percorso da seguire per giungere ad un possibile intervento normativo canonico, cosa potrebbe motivarlo a partire dalla grave condotta morale degli aderenti alle mafie e quale ne sarebbe la finalità.         Si veda anche l’articolo di Piero Melati, Non è lecito convivere con la mafia, in Segno, a. 47, n. 428-429 (ago.-set. 2021), pp. 12-20
Collocazione Biblioteca: MAF.01.494

Enzo Ciconte, L’ assedio. Storia della criminalità a Roma da Porta Pia a Mafia Capitale, Carocci, Roma, 2021, 280 p.
L’autore, docente di Storia delle mafie italiane e già consulente della Commissione parlamentare antimafia, esplora le diverse facce della criminalità e il groviglio di interessi presenti nella città di Roma a partire dall’inclusione nel Regno d’Italia. Secondo l’autore, solo a Roma convivono tante forme eterogenee di malavita, dalla violenza di strada alla criminalità locale evoluta in organizzazione mafiosa, o che agisce con modalità mafiose, alle mafie storiche come cosa nostra, camorra e, soprattutto, ‘ndrangheta. Sotto attacco continuo, la città non è stata mai definitivamente espugnata da un solo potere criminale. Per la prima volta, questo libro fa luce sul groviglio di interessi e sull’anima oscura della città, lì dove traggono forza i poteri che per conquistarla si sono di volta in volta alternati, combattuti e alleati.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.593    

9788831431316_0_536_0_75Antonio Laronga, La quarta mafia. La criminalità organizzata foggiana nel racconto di un magistrato sul fronte, PaperFIRST, Roma, 2021, 280 p.
La “quarta mafia” è la definizione mediatica delle mafie foggiane, una criminalità emergente che coniuga arcaicità e modernità, localismo e globalizzazione. La “Società” foggiana, la mafia garganica e la mafia cerignolana sono raccontate attraverso quarant’anni di vicende criminali tratte da fonti giudiziarie e da documenti investigativi. Nel tempo, la “quarta mafia” ha saputo fare il salto di qualità, trasformarsi in una mafia moderna, in grado di permeare l’economia e la vita pubblica delle comunità assoggettate. Negli ultimi anni, lo scioglimento per mafia di alcuni comuni e l’improvviso aumento della violenza omicida, hanno lasciato intravedere ad un pubblico più ampio alcuni frammenti di un disastro civile. Questo libro contribuisce a disvelare l’origine, l’evoluzione e gli assetti attuali di un fenomeno criminale complesso e pericoloso, assurto ormai a problema nazionale. L’autore è Procuratore aggiunto di Foggia.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.590

Andrea Di Nicola, Giampaolo Musumeci, Cosa loro, Cosa nostra. Come le mafie straniere sono diventate un pezzo d’Italia, Utet, Milano, 2021, 233 p.
Le triadi cinesi riciclano denaro in tutta Europa (ma in epoca di Covid-19 si danno al cybercrime); i clan ucraini gestiscono il contrabbando di sigarette; i cult nigeriani amministrano il racket della prostituzione e controllano le piazze di spaccio a colpi di machete; i dealers marocchini trasportano l’hashish da Tangeri a Genova; le gang di latinos trasformano i parchi di quartiere in zone di guerriglia. A poco a poco, le mafie d’importazione hanno guadagnato un loro spazio rispetto alle organizzazioni mafiose “tradizionali”, stravolgendo l’universo del crimine così come si conosceva, dove si alternavano cosche strutturate e piccolo malaffare. Nonostante le origini multiculturali, le nuove mafie si rifanno al modello della grande criminalità organizzata Made in Italy (Cosa nostra, camorra, ’ndrangheta) con cui a volte guerreggiano ma spesso collaborano, prendendone a prestito i codici e le regole. Il criminologo Andrea Di Nicola e il giornalista d’inchiesta Giampaolo Musumeci intrecciano atti processuali, fatti di cronaca e testimonianze dirette per ricostruire le dinamiche segrete e i riti di affiliazione di queste organizzazioni criminali.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.598

Giovanni Mancinon, Molise criminale. Quello che gli italiani non sanno su un crocevia di affari, omicidi, armi, droga, terroristi e latitanti, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2021, p. 189
L’autore, giornalista impegnato nell’informazione su tematiche ambientali e sociali, conduce il lettore nel Molise, specchio dell’Italia intera e anche del mondo, presentato a volte come vittima, a volte come responsabile di eventi delittuosi e mafiosi. Attraverso le storie raccontate nel libro, vengono toccati diversi temi, come l’uso del territorio per ospitare criminali e mafiosi, il coraggio di alcuni esponenti delle forze dell’ordine, il terrorismo, i femminicidi.
Collocazione Bilblioteca: MAF.04.597

trameFulvio Turtulici, Trame criminali. Tra Arezzo, Firenze, Siena, Valdarno Fiorentino ed Aretino. Indagini e inchieste nel corso del 2019, Libera, Figline Valdarno, 2020, 120 p.
L’autore ha analizzato articoli di stampa e indagini svolte dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Ne risulta un dossier sul panorama criminale in Toscana nel 2019, dove emerge l’esistenza di sviluppi sociali favorevoli a una “cultura mafiosa” e un’evoluzione delle mafie, capaci di adattarsi al mondo contemporaneo e di condizionarlo.
Collocazione Biblioteca:    MAF.01.483

Enzo Ciconte, Alle origini della nuova ‘ndrangheta. Il 1980. Le reazioni del PCI e le connivenze della poltica e della magistratura, Rubbettino, Soveria Mannelli,  2020, 204 p.
In Calabria nel 1980 succedono tante cose: c’è una trasformazione della ‘ndrangheta che si avventura nel sistema economico generale e affronta in termini nuovi i rapporti con la politica. Entra direttamente negli enti locali con propri uomini, e mette il PCI nel mirino uccidendone autorevoli rappresentanti. Emergono intanto posizioni contrastanti nella magistratura e nella Chiesa, mentre diventa sempre più grave la crisi industriale della regione e la conseguente questione sociale. L’autore è docente di Storia delle mafie all’Università di Pavia.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.493    

Marco Vigna, Brigantaggio italiano. Considerazioni e studi nell’Italia unita, Interlinea, 2020, 559 p.
Attraverso l’analisi delle fonti, lo studio permette di fare il punto sul problema del brigantaggio nell’Italia postunitaria. Rivelando la complessità di questo fenomeno e smontandone la percezione odierna, il libro offre uno sguardo originale anche sul problema attuale e irrisolto delle mafie.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.416

tempestaA cura di Libera, lavialibera, La tempesta perfetta. Le mani della criminalità organizzata sulla pandemia, Torino, lavialibera, 2020, 44 p.
Mafie e Covid sono fatti l’uno per l’altro. È quanto risulta dal presente rapporto: una fotografia inquietante del grado dell’infezione mafiosa ai tempi del Covid, curato da Libera e da lavialibera, nel quale convergono dati e analisi desunti dal lavoro compiuto dalle forze dell’ordine nel loro complesso (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza) e dalle relazioni istituzionali della Direzione Investigativa Antimafia, della Procura Nazionale e degli studi e rapporti sul riciclaggio della Banca d’Italia. E’ in arrivo in Biblioteca in versione cartacea anche il dossier “La tempesta perfetta 2022. La variante Criminalità”.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.481

Rocco Sciarrone … [et al.], Jackpot. Al Gran Casinò Covid la partita del crimine, in lavialibera, n. 6 (nov.-dic. 2020), pp. 22-50
Il dossier raccoglie diversi articoli sul tema della criminalità organizzata nell’epoca della crisi innescata dall’epidemia di Covid-19. I titoli dei contributi sono i seguenti: 1) “Il posto delle mafie (nell’emergenza)” di Rocco Sciarrone; 2) “Attenti a quei fondi” intervista a Vittorio Rizzi di Andrea Giambartolomei, 3) “A Napoli con la crisi torna l’illegalità” di Isaia Sales; 4) “Covid ha ucciso la trasparenza” di Leonardo Ferrante; 5) “Dentro l’antiriciclaggio” intervista a Claudio Clemente di Andrea Giambartolomei, 6) “La camorra ha fatto tombola” di Daniela De Crescenzo; 7) “In Calabria l’emergenza è strutturale” di Francesco Donnici; 8) “Subito nuovi strumenti antimafia” intervista a Giuseppe Lombardo; 9) “Affari globali ed elemosina dallo stato” di Andrea Giambartolomei, 10) “Così sono finito nelle mani della ‘ndrangheta” di Luca Cereda.

Alessandra Dino … [et al.], Cosa cova. Mafia siciliana, in lavialibera, n. 1 (gen.- feb. 2020), pp. 21-48
Il dossier intende comprendere e descrivere l’attuale configurazione di Cosa nostra, tenendo conto delle sue dimensioni identitarie, radicate su fatti, eventi e intersezioni assolutamente unici. Gli argomenti trattati variano dalle stragi degli anni Novanta alla situazione odierna, di confusione e incertezza, alla mafia “borghese” di Trapani legata al mondo dell’imprenditoria locale, all’infiltrazione dell’antimafia trasformata in sistema di potere, alla stidda di Ragusa e Caltanissetta, alla gestione illegale del ciclo dei rifiuti, alla corruzione dilagante, alla autorappresentazione della mafia dalla musica dei neomelodici all’uso dei social.

9788831175432_0_536_0_75Sergio Nazzaro, Mafia nigeriana. La prima indagine della Squadra antitratta, Città Nuova, Roma, 2019, 136 p.
Nel dicembre 2012, dopo la denuncia di una cittadina nigeriana a carico di due suoi connazionali, prende le mosse l’operazione Athenaeum, condotta dalla SAT, la Squadra antitratta della polizia locale di Torino. L’operazione si conclude nel 2016, il bilancio è di 53 persone identificate, 44 delle quali gravate dal provvedimento di custodia cautelare in carcere. Le indagini hanno permesso di individuare due organizzazioni, denominate Maphite e Eye, composte da cittadini nigeriani, specializzate nello sfruttamento della prostituzione e nel traffico di droga. Grazie al lavoro della SAT è stato possibile scoprire l’esistenza di «una grande organizzazione internazionale, dai contorni paragonabili alle nostre mafie, che minaccia, sfrutta e uccide». Questo libro ripercorre le tappe di un’indagine chiave nella storia della lotta alla mafia nigeriana in Italia. Sull’argomento si veda anche l’articolo di Piero Innocenti, La criminalità organizzata nigeriana in Italia, in Segno, a. 46, n. 411 (gen. 2020), pp. 35-42 e il testo di Leonardo Palmisano, Ascia nera. La brutale intelligenza della mafia nigeriana, Roma, Fandango, 2019, 217 p. (Coll. Bibl.: MAF.01.462)
Collocazione Biblioteca: MAF.04.592

Floriana Bulfon, Casamonica. Storia segreta. La violenta ascesa della famiglia criminale che ha invaso Roma, Milano, Bur Rizzoli, 2019, 293 p.
Il libro rappresenta la prima inchiesta sulla storia criminale del momento, che coincide in modo inquietante con la storia di Roma degli ultimi trent’anni. Il testo racconta le gesta della famiglia Casamonica, le violenze, il folklore e le dinamiche criminali utilizzando gli atti giudiziari -ricchissimi di intercettazioni- e la testimonianza diretta dell’autrice, che ha vissuto infiltrata nel loro territorio ed è riuscita ad entrare nella loro “reggia” di Porta Furba, per conoscerli di persona nel cuore della famiglia.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.467

Giuseppe Pignatone, Michele Prestipino, Modelli Criminali. Mafie di ieri e di oggi, Bari, Laterza, 2019, 218 p.
Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino, entrambi magistrati, svelano le caratteristiche e le trasformazioni delle organizzazioni mafiose di cui si sono occupati nella loro lunghissima esperienza da Palermo a Reggio Calabria, fino alle più recenti inchieste che hanno coinvolto la capitale. Il libro analizza il dna della mafia siciliana e di quella calabrese: la struttura organizzativa su cui entrambe si fondano, la ‘famiglia’ in cui si entra mediante cerimonie solenni e, infine, il sistema di relazioni che le collegano a soggetti esterni (imprenditori e manager, esponenti politici, uomini della burocrazia, liberi professionisti). Un’ampia parte – aggiornatissima alle ultime decisioni dei giudici romani – è dedicata alla presenza della mafia nel Lazio e nella capitale. Dalle vicende romane si prende spunto per affrontare un aspetto oggi centrale nelle pratiche mafiose: l’utilizzo sistematico dei metodi corruttivi e collusivi, senza mai dimenticare che mafia e corruzione sono due cose diverse. Infine gli autori prendono in esame gli scenari più recenti e di frontiera della criminalità economica, particolarmente preoccupanti perché l’espansione delle mafie e la penetrazione dei capitali illeciti nell’economia legale mettono in pericolo le basi stesse della vita democratica.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.473

9788849855593_0_536_0_75Marisa Manzini, Fai silenzio ca parrasti assai. Il potere delle parole contro la ‘ndrangheta, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 2018, 164 p.
La ‘ndrangheta è un “elemento costitutivo della società calabrese”; le famiglie di ‘ndrangheta sono cellule della società e, come tali, respirano la stessa aria. Sono cellule malate, però, che si nutrono della parte sana della collettività, dissanguandola. La forza della ‘ndrangheta sta nell’omertà, nella capacità di impedire che si parli della crudeltà e della prepotenza che la contraddistinguono. Il silenzio, a volte determinato dalla paura, altre volte dalla indifferenza o, ancora, dalla vicinanza, ne ha consentito diffusione e consolidamento anche al di fuori dei confini nazionali. È la forza della parola, il coraggio di denunciare, che potrà distruggerla. Le parole fanno paura, ecco perché un capo, Pantaleone Mancuso, atterrito, perde il controllo, nel corso di una udienza in cui è imputato e urla al suo Pubblico Ministero: «Fai silenzio, fai silenzio, fai silenzio ca parrasti assai, hai capito ca parrasti assai, fai silenzio ca parrasti assai.» Espressione dello stato d’animo di un boss che comprende che il muro che ha costruito per la protezione sua e della sua famiglia sta per essere infranto dal coraggio di chi usa la parola.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.461

Daniele Poto, Lo sport tradito. 37 storie in cui non ha vinto il migliore, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2019, 206 p.
Il testo illustra vicende note e sconosciute, storie di sport, gare e traguardi in cui non sono stati i migliori a vincere. L’autore, giornalista sportivo, impegnato nell’associazione Libera, passa in rassegna diverse discipline sportive, portando alla luce gli scandali degli ultimi anni: dalle competizioni truccate all’aggiudicazione di Giochi olimpici e di Mondiali di calcio, sino ai casi di doping o di gare truccate.          Si consulti anche l’articolo a cura di Rosalba Altopiedi e Massimiliano Verga,  “A tutto campo”: ricerche, intrecci, riflessioni su sport e criminalità, in Antigone, n. 1/2 (2019) – on line, p. 7-190
Collocazione Biblioteca: 18256

A cura di Enzo Ciconte, Francesco Forgione, Isaia Sales, Atlante delle mafie. Storia, economia, società, cultura, vol. I-V, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2012-2017, 5 volumi
La presente opera è in 5 volumi. Nel primo volume si esamina il fenomeno delle organizzazioni criminali da un punto di vista storico e come la cultura mafiosa si esplica nel campo della musica, della cucina, dello sport e negli affari. I saggi del secondo volume coprono un ampio spettro di problemi: le descrizioni delle rappresentanze territoriali delle mafie nel Centro e nel Nord, uno studio sulla Basilicata, il racconto delle mafie fatto da alcuni giornali, Tv e magistrati, e altri temi che riguardano i movimenti antimafia, il cosiddetto “partito della mafia”, il riciclaggio, le donne. Nel terzo volume dell’opera si evidenzia che è proprio l’economia il terreno sul quale il nuovo ruolo delle mafie si ridefinisce nell’era della globalizzazione. Il quarto volume dell’opera è dedicato al rapporto tra economia e mafie. Il quinto volume è dedicato al tema della corruzione e del suo rapporto con le mafie. In fondo ai volumi si trova una cronologia del fenomeno mafioso dal 1735 a oggi.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.425, 426, 427, 428, 458

Aspetti pedagogici, psicologici e sociologici

studi 2 21A cura di Antonio Vesco, Elena Ciccarello, Una questione politica. Il sapere sulla mafia in Italia, in Studi sulla questione criminale, a. 16, n. 2 (2021), pp. 7-107
Il numero monografico della rivista apre una riflessione sul rapporto tra stereotipi e le pratiche quotidiane che riguardano le mafie, cioè sul gioco di rimandi tra le rappresentazioni delle mafie veicolate dai mezzi di comunicazione e la vita quotidiana degli appartenenti all’universo mafioso o di coloro che, a vario titolo, vi si confrontano. I contributi proposti sono i seguenti: “La forza del diritto: attori, retoriche e campi sociali nella battaglia simbolica per la definizione del fenomeno mafioso” di Alessandra Dino; “La mafia come problema pubblico. Il ruolo del potere giudiziario nella scoperta delle “mafie di Ostia” ” di Elena Ciccarello; “Fra distanziamento e affermazione. Pratiche narrative di donne di mafia detenute” di Martina Paranza; “Meglio un pollaio domani che una gallina oggi. Le polizie speciali nella lotta al terrorismo e alla mafia: uomini, prassi e metodi” di Gabriele Licciardi.

Francesca Dalrì … [et al.], Nessuna parità oltre la finzione, in lavialibera, n. 7 (2021), 20-46
Il dossier raccoglie diversi contributi sul tema della parità di genere, dal tema delle disuguaglianze economiche, al disagio che devono affrontare le persone transessuali, alla violenza di genere e ai femminicidi, all’uso del corpo delle donne anche nelle proteste politiche, alle donne di mafia, all’attivismo ecologico femminile. Si segnala in particolare l’intervista di Marika De Maria ad Alessandra Dino, ordinario di Sociologia della devianza all’Università di Palermo, Alessandra Dino: “Le donne di mafia non sono un universo a parte”.

A cura di Antonia Cava, Il Gioco del killer. Culture mafiose e minori, Milano, Franco Angeli, 2020, 141 p.
Questo volume raccoglie i contributi di studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari, accomunati dall’aver preso parte al Master “Esperto in intervento sociale minori e mafie”. I saggi proposti analizzano le culture mafiose e la devianza minorile generando un serrato confronto tra differenti prospettive teoriche e di ricerca. Una riflessione interdisciplinare che non solo interpreta il tema dei “figli di mafia”, ma esplora anche strategie che possano offrire un’alternativa sociale, culturale e affettiva.
Collocazione Biblioteca: P0041

SicurezzaScienze.Cop.qxpLe scienze sociali e il fenomeno mafioso. Mezzo secolo di strada (in salita), in Sicurezza e scienze sociali, a. 8, n. 3 (set.-dic. 2020), pp. 95-111
Attraverso una prospettiva autobiografica, l’autore racconta cinquant’anni di storia degli studi del fenomeno mafioso e della criminalità organizzata all’interno delle scienze sociali. Ricostruisce pregiudizi culturali, spinte al cambiamento, diffidenze e successi riguardanti questo campo di ricerca, giungendo fino al contesto europeo odierno, dove lo studio della criminalità organizzata non è considerato sufficientemente importante.

Liliana Madeo, Donne di mafia. Vittime. Complici. Protagoniste, Miraggi, Torino, 2020, 261 p.
Il libro racconta il tumulto all’interno di Cosa Nostra che le donne hanno provocato o subìto, muovendosi fra silenzi, esplosioni di dolore e di ira, propositi buoni o insensati, ripensamenti e vendette. Donne che hanno incoraggiato i loro uomini a uscire dal circuito mafioso in cui sono cresciuti: li aiutano, gli dischiudono le potenzialità di una vita nuova, libera; sono al loro fianco nei rifugi all’estero o in Italia, sotto un altro nome, in luoghi continuamente diversi che il loro stato di collaboratori di giustizia gli garantisce. E donne che non condividono un percorso simile, si schierano clamorosamente contro i mariti o si chiudono in casa per godere almeno della rete di solidarietà della cosca. Le più giovani diverse da quelle anziane. Quelle che si pentono. Quelle che piantano il marito. Quelle che si suicidano. Quelle che tutto vedono e sanno ma non parlano né vengono consultate dai loro uomini, e quelle che – come ha detto Giovanni Falcone – «decise e sicure di sé, sono entrate in rotta di collisione con il mondo chiuso, oscuro, tragico, ripiegato su se stesso e sempre sul chi vive di Cosa Nostra» si raccontano e si alternano in questo libro.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.591

A cura di Giovanna Torre, L’insonnia della civetta. Dialoghi sulle mafie nella letteratura, Santa Caterina, Pavia, 2020, 141 p.
Testo che indaga sulle mafie, risultato da incontri tenuti presso il Collegio Santa Caterina da Siena di Pavia, da ottobre a dicembre 2019. Analizza testi di G. Carofiglio, D. Chirico, E. Ciconte, G. Creazzo, D. De Silva, G. Di Feo, F. Feo, G. Pignatone, M. Prestipino, G. Savatteri, G. Tizian, A. Vannucci che raccontano nei loro romanzi i diversi territori italiani e sono qui in dialogo con giornalisti, storici, professori e procuratori per illuminare la nostra attualità investita di mafia e corruzione.

9788817143554_0_536_0_75Roberto Di Bella, Monica Zappelli, Liberi di scegliere. La battaglia di un giudice minorile per liberare i ragazzi della ‘ndrangheta, Rizzoli, Milano, 2020, 251 p.
Violenza, onore, omertà sono i codici della ‘ndrangheta. All’interno delle famiglie rispettarli è un dovere che non si discute. Le madri crescono i figli per consegnarli a un mondo fondato su questi valori e i figli sanno che un giorno dovranno fare il mestiere dei padri. Roberto Di Bella, giudice minorile a Reggio Calabria, in venticinque anni ha processato prima i padri, poi i loro figli. Sempre per gli stessi reati. Ha visto ragazzi procedere inesorabilmente verso una vita adulta fatta di violenza e carcere duro. E ha capito che occorreva dare a questi ragazzi una possibilità. L’unico modo per farlo è stato allontanarli dalla Calabria, dalla ragnatela di ricatti, pressioni, allusioni che il loro nucleo familiare avrebbe messo in atto. Un percorso non sempre semplice, anzi, spesso faticoso e doloroso, ma che ha restituito a molti ragazzi la possibilità concreta di una vita diversa da quella segnata dal carcere e dalla violenza dei loro padri. Roberto Di Bella in queste pagine ci racconta come è maturata in lui questa scelta, le reazioni dei ragazzi, la collaborazione, inaspettata, di molte madri. Un’esperienza vissuta giorno dopo giorno che nel tempo ha dato vita a un protocollo oggi adottato anche in realtà diverse dalla Calabria.
Collocazione Biblioteca: MAF.06.385

Giuliana Adamo, Save the mafia children. Liberi di scegliere. Un modello italiano nella lotta contro la criminalità, Castelvecchi, Roma, 2019, 176 p.
I figli della ’ndrangheta nascono per seguire le orme dei padri, crescono in un clima di violenza e odio e i loro diritti sono continuamente calpestati in nome dell’“onore” mafioso. Per questo, l’iniziativa “Liberi di scegliere” del giudice Roberto Di Bella è fondamentale: attraverso procedimenti che prevedono la decadenza o la limitazione della responsabilità genitoriale, seguiti da attenti percorsi di reinserimento nella società, i figli di mafia possono finalmente avere la possibilità di vivere una vera infanzia, immaginare un futuro lontano dalla criminalità, dalla violenza e dalla morte. E sono gli stessi giovani a far sentire la loro voce in questo libro ricco di forti e drammatiche testimonianze. L’autrice racconta la storia di questi ragazzi e delle loro madri con competenza e passione, affinché la coraggiosa iniziativa di Di Bella non svanisca nel nulla e possa anzi essere un esempio per progetti futuri non solo in Italia, ma in tutta Europa.
Collocazione Biblioteca: MAF.06.384

Autori: Carmelo Dambone, La violenza spettacolarizzata, Il crimine e l’impatto psicologico della comunicazione, Franco Angeli, Milano, 2019, 200 p.
L’autore, psicologo clinico, psicoterapeuta e docente universitario nel campo della psicologia forense, propone un testo introduttivo allo studio dei processi di spettacolarizzazione del crimine e dei rapporti tra crimine e impatto psicologico della comunicazione, rivolto a studenti universitari e a professionisti. Vengono analizzati i processi di comunicazione dei fenomeni criminali connessi a quattro fattori: il criminale, la vittima, lo spettatore e i mass media, con l’intento di fornire strumenti operativi adeguati per la lettura di situazioni critiche. Dei temi delittuosi trattati, come violenza sessuale, stalking, femminicidio, sono presentati anche casi di cronaca di cui sono analizzate le distorsioni e le suggestioni dei mass media, i quali reinterpretano la violenza fornendole una carica emotiva che crea allarmismo nel contesto sociale. Si consulti in particolare il cap. 17: Criminalità mafiosa.
Collocazione Biblioteca: 19095

9788865792162_0_536_0_75Marcello Ravveduto, Lo spettacolo della mafia. Storia di un immaginario tra realtà e finzione, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2019, 204 p.
Si tratta dell’immaginario sulla mafia. Dal cinema alle serie tv, passando per internet e i social media fino ai negozi di moda, il volume analizza la costruzione e l’evoluzione della narrazione mafiosa attraverso la comunicazione nel nuovo millennio. Un saggio che approfondisce l’immaginario mafioso e come questo abbia influito sulla nostra percezione della criminalità.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.464

Tamar Pitch, Andrea Pugiotto, L’odierno protagonismo della vittima. Un dialogo tra Tamar Pitch e Andrea Pugiotto, in Studi sulla questione criminale, a.14, n.3 (2019), pp. 111-122
L’articolo comprende due interventi che hanno avuto luogo all’interno del seminario “Carcere e Giustizia, Ripartire dalla Costituzione rileggendo Alessandro Margara” (Firenze, 2019), nella sessione dedicata al tema “Moralità e diritto: il protagonismo della vittima”. Si segnala l’intervento di Andrea Pugiotto che illustra il concetto di “paradigma vittimario”, ne traccia la genesi e spiega la dilatazione di questo concetto nel caso delle vittime di mafia e di stragi terroristiche.

Gli intrecci tra mafia, economia e politica

Rosario Sardella, Il dossier mafia-appalti, in Siciliani, a. 16, n. 136 (dic. 2021) – on line, pp. 30-39
Rileggere oggi i faldoni del dossier “Mafia-Appalti” finito, al termine dell’inchiesta dei carabinieri del ROS, nelle mani dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ci fa conoscere qualcosa del livello più alto raggiunto da Cosa nostra, solleva interrogativi, ma ci fa guardare anche da una prospettiva diversa l’epoca delle stragi. Si veda anche, dello stesso autore, l’articolo La trattativa: ci fu ma non è reato, in Siciliani, a. 16, n. 135 (ott.-nov. 2021) – on line, pp. 40-49

copertina_9_2021Andrea Giambartolomei, Un broker per tutte le organizzazioni, in lavialibera, n. 9 (2021), pp. 49-52
Quattro indagini sulle petrolmafie, condotte dal procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho, hanno portato alla luce una rete di organizzazioni attive nel commercio degli idrocarburi, svelando intrecci tra imprenditori, professionisti, prestanome e mafie. Al centro della rete non si trova un boss mafioso, ma un colletto bianco, parente di camorristi.

Gian Carlo Caselli, Guido Lo Forte, Lo Stato illegale. Mafia e politica da Portella della Ginestra a oggi, Laterza, Bari, 2020, 182 p.
Il testo, i cui autori sono ex magistrati che per anni hanno lavorato alle inchieste e ai processi contro la mafia, ricostruisce la storia delle organizzazioni mafiose negli ultimi settanta anni, dal dopoguerra ad oggi, e soprattutto dei loro rapporti con la politica. Dopo aver analizzato le fasi della battaglia di potere con lo Stato, si sofferma sulla politica interna di Cosa nostra, sul suo ordinamento istituzionale, per arrivare poi a delineare gli scenari più attuali.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.500

Christian Elia, Il sacco edilizio di Tirana, in FQ MillenniuM, a. 5, n. 51 (nov. 2021) – on line, pp. 78-85
A Tirana, capitale albanese, i proventi del traffico di droga e di migranti vengono “lavati” investendo nell’edilizia. Si costruiscono nuovi quartieri provocando l’impennata dei prezzi e la distruzione degli edifici più antichi. Tuttavia la povertà in Albania è ancora molto diffusa e pochi possono permettersi di comprare una casa.

downloadAvviso Pubblico ; a cura di Claudio Forleo […et al.], Amministratori sotto tiro. Rapporto 2011-2021 e focus 2020, Avviso Pubblico, Grugliasco (TO), 2021, 23 p.
Un Rapporto che Avviso Pubblico redige dal 2010, in cui vengono elencate le minacce e le intimidazioni mafiose e criminali nei confronti degli amministratori locali e di persone che operano all’interno della Pubblica Amministrazione in tutta Italia. Oltre a riportare i dati, il Rapporto analizza il fenomeno nella sua complessità, individuando le Regioni e le Province più colpite e distinguendo le intimidazioni e le minacce per tipologia, attraverso una dettagliata analisi, supportata anche da grafici e da pareri degli esperti. In questa edizione del rapporto vengono riassunti i dati di questi 10 anni (con un particolare focus per il 2020) per sottolineare che questo monitoraggio è un percorso ancora lungo dall’essere completato e che il fenomeno costituisce un enorme vulnus per la democrazia del nostro Paese, ma anche per ricordare che esiste la buona politica: la maggioranza degli amministratori locali è composta da persone perbene e capaci che non vanno lasciati soli. Per questo nel rapporto si trovano le linee evolutive del fenomeno, ma anche l’impegno di Avviso Pubblico e proposte operative di intervento.

Daniela De Crescenzo, Immobiliare camorra, in lavialibera, n. 10 (2021), pp. 61-63
In Campania è quasi impossibile ottenere un alloggio di edilizia popolare, poiché le assegnazioni sono nelle mani della malavita, che gestisce interi quartieri, oggi approfittando anche del blocco degli sfratti varato in pandemia.

Claudio Forleo, Giulia Migneco, La pandemia da azzardo. Il gioco ai tempi del Covid: rischi, pericoli e proposte di riforma, Altra Economia, Milano, 2021, 160 p.
La patologia di disturbo da gioco d’azzardo produce effetti devastanti sulle persone, inoltre il settore legale dell’azzardo è pesantemente infiltrato dalla criminalità organizzata che alimenta un mercato parallelo di gioco clandestino. Lo stato incassa oltre 10 miliardi di euro all’anno, ma le entrate sono inferiori ai costi sociali e sanitari. Con il contributo di esperti, addetti ai lavori, questo libro affronta tutti gli aspetti della “pandemia da azzardo”, offrendo a Stato ed Enti locali indicazioni concrete per attuare riforme ed azioni per prevenire il fenomeno. Si segnalano in particolare il cap. 4: “Il secondo affare dopo la droga. Alle mafie piace l’azzardo” e il cap 10: “L’impatto Covid sugli interessi criminali.” Il testo si avvale inoltre di una prefazione di Federico Cafiero de Raho, Procuratore nazionale antimafia.
Collocazione Biblioteca: 18955

triangoloA cura di Francesca Rispoli, Il triangolo pericoloso. Mafie, corruzione, pandemia. Indagine nazionale sulla percezione delle mafie e della corruzione durante il COVID-19, lavialibera, Torino, 2021, 127 p.
Il libro presenta un’indagine sulla percezione delle mafie e della corruzione nel nostro paese, condotta da Demos e Libera durante l’epidemia di Covid-19. Le tabelle di dati sono interpretate e commentate da numerose voci appartenenti al mondo dell’università, del giornalismo, delle istituzioni e del mondo sociale.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.482

Nicola Gratteri, Antonio Nicaso, Ossigeno illegale. Come le mafie approfitteranno dell’emergenza Covid-19 per radicarsi nel territorio italiano, Mondadori, Milano,  2020, 143 p.
L’attuale emergenza economico-sanitaria innescata dall’epidemia da Covid-19 rappresenta per le mafie un’occasione. Secondo gli autori le organizzazioni criminali cercheranno di trarne vantaggio, usando la corruzione per infiltrarsi nelle tante increspature dell’economia legale e soprattutto della politica. L’esortazione degli autori, Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, è che le mafie andrebbero combattute anche sul piano culturale, sociale ed economico, perché «sono in molti a essere avvezzi alla logica della corruzione, ovvero a quella forma di “ossigeno illegale” che altera le regole del mercato e stravolge i principi della democrazia». Per fermare questo fenomeno, che non riguarda soltanto il nostro Paese ma è ormai di portata globale, è necessario proporre riforme e leggi più incisive, condivise dall’intera Europa.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.478

Egidio Ceccato, Delitti di mafia, depistaggi di Stato, Castelvecchi, Roma, 2020, 249 p.
Grazie a un’approfondita ricerca storiografica, testimonianze di pentiti e documenti giudiziari, l’Autore ripercorre alcuni degli eventi più oscuri della Prima Repubblica, mostrando come taluni settori delle istituzioni non abbiano esitato ad avvalersi della criminalità mafiosa o del terrorismo fascista per la difesa di inconfessabili segreti di Stato. Complemento del titolo sul frontespizio: “Gli intrecci tra mafia, estremismo fascista e istituzioni deviate nelle vicende Mattei, De Mauro, Verzotto e Dalla Chiesa”.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.594

C30_17x24_COP-200pixelGiovanni Melillo, Giuseppe Furcinti, Enrico Contieri, I rapporti tra mafia e impresa. Modelli di analisi economico-gestionale, qualificazione giuridica e strumenti di contrasto, Laurus Robuffo, Roma, 2019, 386 p.
Argomento del libro è il rapporto tra le mafie e il mondo dell’imprenditoria. Il tema è affrontato in cinque capitoli: 1) Il modello tradizionale di imprenditoria mafiosa. L’impresa mafiosa in senso stretto; 2) Le relazioni tra mafia e imprenditoria legale. Le imprese a partecipazione o a collusione mafiosa; 3) La qualificazione normativa dei rapporti tra mafia e impresa e delle condotte illecite dell’imprenditore; 4) Gli strumenti di contrasto patrimoniale; 5) Modelli di indagine e strategie investigative. Il volume è rivolto a magistrati inquirenti, giudici e forze di polizia, come strumento di consultazione economico-giuridica sulle questioni interpretative e applicative dei rapporti tra mafia e impresa. Inoltre, può essere un ausilio didattico interdisciplinare nella formazione universitaria e post-universitaria su questo tema.
Collocazione Biblioteca: MAF.03.131

Stefano Padovano, Vulnerabilità dei poteri “forti” verso il crimine organizzato e di matrice mafiosa: il caso di Genova, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 48, n. 4 (2019) – on line, pp. 300-315
La gravità di un fenomeno criminoso non si misura soltanto dal numero di omicidi consumati, ma dall’uso della violenza o delle intimidazioni e dalla capacità di infiltrarsi in un ambiente lecito, fino ad imporsi nel tessuto sociale. Per queste ragioni, a partire da una ricognizione scientifica in tema di crimine organizzato mafioso, lo studio proposto approfondisce il tema delle compromissioni che hanno coinvolto alcuni esponenti politici indagati per violazione di interessi e finalità pubbliche in Liguria nel 2011. Lo scopo dell’articolo è quello di indagare la genesi e la commistione di interessi tra gli attori della società civile e quelli delle organizzazioni criminali.

Aldo Giannuli, Mafia mondiale. Le grandi organizzazioni criminali all’epoca della globalizzazione, Ponte alle Grazie, Milano 2019, 419 p.
In questo volume Aldo Giannuli, politologo, storico e saggista, presenta una “geopolitica della Mafia”, per dare una visione d’insieme del fenomeno della mondializzazione del sistema mafioso e della sua ricaduta sugli affari politici ed economici del pianeta. Il volume è suddiviso in 5 capitoli: 1. “Le mafie classiche”; 2. “Le mafie emergenti e quasi-mafie”; 3. “La rivoluzione criminale”; 4. “Le nuove frontiere del crimine mafioso”; 5. “Mafie e Stati: per una geopolitica del crimine”. Segue un’appendice dedicata alla “Pirateria nel mondo globalizzato”. Il volume è corredato da 37 cartine esplicative.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.488

www.mondadoristoreClaudio Cordova, Gotha. Il legame indicibile tra ‘ndrangheta, massoneria e servizi deviati, PaperFIRST, Roma, 2019, 378 p.
L’autore, giornalista, consulente della Commissione parlamentare antimafia, presenta un’inchiesta che svela i legami tra criminalità organizzata, massoneria, ambienti eversivi e il mondo delle istituzioni, avvalendosi di fonti giudiziarie inedite. Da essa emerge come le cosche si siano infiltrate nell’economia, nel sociale, nella Chiesa, nelle forze politiche.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.589

Rocco Sciarrone, Luca Storti, Le mafie nell’economia legale. Scambi, collusioni, azioni di contrasto, Il Mulino, Bologna 2019, 198 p.
Le mafie continuano a prosperare sia nelle zone di insediamento tradizionale sia in quelle di nuova espansione. In particolare, risulta in crescita la loro presenza nell’economia legale, favorita da situazioni in cui si ravvisa una “confusione” tra lecito e illecito. Il libro affronta questi temi, approfondendo i rapporti e gli scambi tra mafiosi e imprenditori. Viene quindi analizzata l’area grigia, intesa come un campo organizzativo in cui prendono forma relazioni di collusione e complicità. Essa costituisce oggi il fronte più avanzato – e anche più problematico – del contrasto alle mafie. Per disfare il nesso tra mafia ed economia sono necessari – secondo gli autori – strumenti di azione differenziati, non solo di tipo repressivo, ma anche di tipo preventivo e “curativo”.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.497

Stefano Consiglio… [et al.], Organizzazioni criminali. Strategie e modelli di business nell’economia legale, Roma, Donzelli, 2019, 242 p.
Come da tempo dimostrato nella letteratura scientifica e dai più importanti organismi pubblici di contrasto alle mafie, le organizzazioni criminali si rafforzano attraverso la creazione di relazioni con diverse tipologie di attori (rappresentanti della politica, delle pubbliche amministrazioni, del mondo imprenditoriale e delle professioni). Il libro affronta, secondo una prospettiva manageriale, il tema della relazione tra economia legale e illegale approfondendo le strategie e i comportamenti organizzati delle imprese che operano nell’ambito degli appalti pubblici in modo (apparentemente) legittimo, ma che rispondono a una catena di controllo di tipo criminale.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.470

71dGaccVgDLA cura di Rocco Sciarrone ; Fondazione Res, Mafie del Nord. Strategie criminali e contesti locali, Donzelli, Roma, 2019, 445 p.
Il libro affronta i temi della mafia e dell’antimafia fuori dalle tradizionali zone di insediamento e tiene conto dei recenti sviluppi delle vicende giudiziarie, a partire dall’inchiesta Mafia Capitale e da numerose altre che hanno riguardato il Centro e Nord Italia. Emergono modelli differenziati di insediamento, in cui prevalgono organizzazioni riconducibili alla ‘ndrangheta e alla camorra, che riescono ad affermarsi utilizzando non solo competenze di illegalità ma anche risorse di capitale sociale. In alcuni contesti si osservano infiltrazioni nel tessuto economico, in altri risultano in crescita situazioni di vero e proprio radicamento territoriale. In tutti i casi sembra essere decisiva la presenza di soggetti “esterni” -imprenditori, politici, professionisti- disponibili a intrecciare rapporti di scambio con i mafiosi: un’area grigia in cui le pratiche di illegalità, spesso preesistenti, favoriscono relazioni di complicità e collusione nella sfera legale dell’economia, della politica e delle istituzioni.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.468

Achille Rossi, Il versante nascosto della criminalità, in L’Altrapagina, a. 36, n.4 (apr. 2019), pp. 29-41
Il dossier tratta dell’infiltrazione della mafia nel settore finanziario. Il sistema finanziario attualmente permette di immettere nel mercato un grande flusso di denaro proveniente da attività criminali. Viene spiegato dettagliatamente come la mafia cambi il proprio volto allo scopo di infiltrarsi e importare il proprio modello in nuovi campi. Si porta ad esempio il caso di Peppino Impastato e la situazione a Cinisi.

Nuccio Anselmo con Giuseppe Antoci, La mafia dei pascoli. La grande truffa all’Europa e l’attentato al Presidente del Parco dei Nebrodi, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2019, 114 p.
Milioni di euro guadagnati per anni in silenzio da Cosa nostra. Un business “legale” e inesplorato. Boss che riuscivano inspiegabilmente ad affittare tanti ettari di terreno nel Parco dei Nebrodi, in Sicilia, terrorizzando allevatori e agricoltori onesti, li lasciavano incolti e incassavano i contributi dell’Unione Europea perfino attraverso “regolari” bonifici bancari. Un meccanismo perverso che si perpetuava di famiglia in famiglia e faceva guadagnare somme impensabili. Un affare che si aggirerebbe, solo in Sicilia, in circa tre miliardi di euro potenziali negli ultimi 10 anni. E nessuno vedeva o denunciava. Fino a quando in quei boschi meravigliosi e unici al mondo non è arrivato Giuseppe Antoci, che è riuscito a spazzare via la mafia dal Parco realizzando un protocollo di legalità che poi è diventato legge dello Stato ed oggi è applicato in tutta Italia.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.574

Mafia ambiente, agricoltra,  salute

copertinaFrancesca Dalrì, Francesco Donnici, Calabria, la centrale dei misteri, in lavialibera, n. 11 (2021), pp. 58-62
L’articolo indaga sulla centrale a biomasse del Mercure, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, che è da 40 anni al centro di controversie tra chi vuole rilanciarla e chi ne chiede l’immediata chiusura. Sulla sua attività gravano infatti molti punti oscuri: dagli interessi criminali per il settore, alle accuse di scarsa trasparenza nel monitoraggio dell’inquinamento ambientale, fino ai possibili nessi con gli incendi dolosi nei boschi calabresi.

A cura dell’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente, Ecomafia 2021. Storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, Ambiente, Milano,  2021, 300 p.
Nemmeno la pandemia da COVID-19 è bastata a rallentare le operazioni degli ecocriminali. Dalla gestione illecita dei rifiuti al cemento illegale dal racket degli animali all’aggressione al patrimonio culturale fino all’agromafia: sono tanti come sempre i settori in cui si arricchiscono ecomafiosi corrotti e imprenditori senza scrupoli. Nel nostro paese le attività ecomafiose impongono un costo ulteriore e pesantissimo a territori e comunità già flagellati dagli eventi meteo estremi provocati dai cambiamenti climatici. Anche se le ecomafie continuano a fare affari, in questa edizione del rapporto Ecomafia non mancano però i risultati straordinari di tante inchieste della magistratura e le storie di resistenza con i cittadini i circoli e gli avvocati dei Centri di azione giuridica di Legambiente che si organizzano a difesa dell’ambiente e della legalità.
Collocazione Biblioteca: 15R18

A cura di Giorgio Zampetti, Angelo Gentili, Agroecologia circolare. Dal campo alla tavola. Coltivare biodiversità e innovazione, Ambiente, Milano, 2021, 391 p.
Da principale responsabile di molti dei più gravi squilibri ambientali del pianeta, l’agricoltura può trasformarsi in un prezioso alleato per combattere il cambiamento climatico e creare un’economia rispettosa dell’equilibrio naturale. Lo dimostrano realtà diffuse e ben radicate sul territorio italiano, custodi della tradizione ma anche capaci di rinnovarsi per affrontare con coraggio le sfide future. Attraverso i contributi di docenti universitari, professionisti del settore e le testimonianze di 30 tra le aziende italiane più innovative, il testo analizza gli aspetti fondamentali di un settore agroalimentare rispettoso dell’ambiente e capace di produrre cibo sano ed equo. Inoltre, attraverso la valorizzazione degli scarti, l’utilizzo di materiali eco-compatibili, lo sviluppo delle rinnovabili e di nuove tecnologie, riesce a favorire la resilienza delle comunità e a trasferire l’amore per la terra alle nuove generazioni. Si segnala in particolare il cap. 7:  L’etica e i valori: combattere l’agromafia e il caporalato per un cibo giusto.
Collocazione Biblioteca: 19039

9788868353605_0_536_0_75Marco Omizzolo, Sotto padrone. Uomini, donne e caporali nell’agromafia italiana, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli,  Milano, 2020, 317 p.
Un viaggio nel cuore delle agromafie, tra caporali che lucrano sul lavoro di donne e uomini, spesso stranieri, sfruttati nelle serre italiane. Braccianti indotti ad assumere sostanze dopanti per lavorare come schiavi. Ragazzi che muoiono – letteralmente – di fatica. Donne che ogni giorno subiscono ricatti e violenze sessuali. Un sistema pervasivo e predatorio che spinge alcuni lavoratori a suicidarsi, mentre padroni e padrini si spartiscono un bottino di circa 25 miliardi di euro l’anno. Un viaggio, quello di Omizzolo, condotto da infiltrato tra i braccianti indiani nell’Agro Pontino e proseguito fino alla regione indiana del Punjab, sulle tracce di un trafficante di esseri umani. Un’inchiesta sul campo che parte dall’osservazione e arriva alla mobilitazione: scioperi, manifestazioni, denunce per rovesciare un sistema che si può sconfiggere.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.492

A cura di Alessandro Colletti, Goffredo Fofi, Terra di lavoro. Esperienze e riflessioni dai paesi di don Peppe Diana, Edizioni dell’Asino, Roma, 2020, 360 p.   
Questa raccolta di saggi e testimonianze cerca di fare il punto sulla provincia casertana, vittima della camorra e delle scorie che ha lasciato nei decenni. Gli autori misurano lo stato di salute di un popolo che oggi vive la contemporanea presenza della camorra e assenza delle istituzioni, attraverso il welfare e l’ambiente, due punti di osservazione usati come chiave di lettura delle complesse dinamiche sociali, che mostrano forme di resistenza attive e passive, ma mai banali e scontate. Come un caleidoscopio di voci, la realtà della provincia viene composta di frammenti di vite vissute nel sociale, nell’attivismo civico, nella volontà di esserci.
Collocazione Biblioteca:    MAF.06.388 

Francesca Rispoli, Peppe Ruggiero, Alberto Vannucci ; introduzione di Gian Carlo Caselli, InSanità. L’impatto della corruzione sulla nostra salute, Torino, lavialibera, 2020, 110 p.
Diverse caratteristiche rendono la sanità un terreno fertile per la corruzione e un contesto interessante per la criminalità organizzata. Il problema si è aggravato durante l’epidemia di Covid-19. Questo rapporto presenta una sintesi di alcune condotte che espongono alla corruzione il mondo dell’assistenza alla salute e riunisce la lettura delle evidenze derivanti dalle attività degli organi inquirenti con la lettura della percezione del fenomeno corruttivo. Riferendosi a diverse fonti, si propone come punto di partenza per chi voglia approfondire il fenomeno.
Collocazione Biblioteca: 15R17

Antonio Pergolizzi, Rifiuti, falle del sistema ed ecocriminali, in lavialibera, n. 5 (set. – ott. 2020), pp. 60-63
L’autore, esperto di temi ambientali e curatore del rapporto Ecomafia di Legambiente, fa il punto sulla “ecocriminalità”, a partire da un’operazione condotta in Toscana contro il traffico illecito di rifiuti speciali. Emerge dall’inchiesta il ruolo egemone in alcuni contesti delle mafie, integrate nel sistema economico locale, pronte a gestire, in proprio o con prestanomi, ditte di gestione dei rifiuti anche per riciclare denaro sporco. Si inseriscono con facilità in un sistema burocratico complesso e spesso inefficiente: la risposta quindi è la buona governance nel ciclo dei rifiuti.

9788823023024_0_536_0_75Osservatorio Placido Rizzotto, Flai-Cgil, Agromafie e caporalato. Quinto Rapporto, Roma, Ediesse, 2020, 478 p.
La prima parte del Rapporto inquadra la condizione dei lavoratori agricoli e la loro vulnerabilità, con riferimenti ai temi dell’immigrazione e dell’accoglienza, in particolare la norma sulla regolarizzazione dei migranti approvata nel giugno 2020, durante l’epidemia di Covid-19. La seconda parte raccoglie riflessioni sul quadro giuridico e normativo e sulle possibili strategie di contrasto alle pratiche di sfruttamento. La terza parte dà spazio ai casi studio territoriali, con un’indagine che tocca cinque regioni, in particolare il Veneto. Infine, la quarta parte presenta un excursus storico sul caporalato con un focus sulla legislazione europea.
Collocazione biblioteca: 84R05

Francesco Donnici, San Ferdinando, dopo lo sgombero tante macerie e nessun vincitore, in lavialibera, n. 2 (mar. – apr. 2020), pp. 61-64
L’autore ripercorre le vicende dell’insediamento nella zona di San Ferdinando di migliaia di immigrati irregolari, sfruttati per il lavoro nelle campagne dal caporalato e dalla criminalità e costretti a vivere in una enorme baraccopoli priva di qualsiasi requisito di igiene. La decisione presa in seguito ai Decreti Sicurezza di distruggere la baraccopoli, ha reso invisibili i lavoratori clandestini e ancora più precarie le loro condizioni di vita, specialmente in questi ultimi mesi di emergenza coronavirus.

A cura di Antonello Scialdone, Direzioni di senso, migrazioni e conflitti sociali, in Sicurezza e scienze sociali, a. 8, n. 1 (gen.-apr. 2020), pp. 19-154
La monografia pubblica i contributi presentati al Festival della Sociologia tenutosi a Narni nell’ottobre del 2019, il cui tema generale è “Senso e direzione di senso”. Nella prima sezione “Saggi” sono raccolti contributi che analizzano in vari modi il disorientamento nella società, di fronte ad eventi storici, al sistema economico dominante, ai conflitti in atto, alle diverse forme di partecipazione, alla ricerca di senso nella “Smart city”. La sezione “Esperienze” è invece dedicata alle migrazioni: dall’analisi del fenomeno in Italia, agli indicatori di integrazione, al tema dell’esclusione abitativa, al rapporto tra globalizzazione, grande distribuzione organizzata, braccianti stranieri e agromafie.

9788831175449_0_536_0_75Jean René Bilongo, Carlo Cefaloni, Giuseppe Gatti, Toni Mira, Spezzare le catene. Un lavoro libero tra centri commerciali e caporalato, Città Nuova, Roma, 2019, 136 p.
Il libro conduce il lettore in un viaggio all’interno del caporalato e del lavoro servile nell’Italia odierna. Racconta le inchieste della magistratura e della stampa sulle storie delle persone sfruttate, analizza la filiera agricola italiana, rimandando alle responsabilità dei consumatori e alla struttura della grande distribuzione organizzata delle merci, affidata a grandi gruppi internazionali del commercio; infine, informa sulle iniziative volte a difendere i diritti dei lavoratori, sostenendo concretamente percorsi di vera integrazione. Gli autori sono impegnati a vario titolo nel campo delle politiche migratorie, della lotta alle mafie e dell’informazione su questi temi.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.599

Eurispes, Agromafie. 6° Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia, Argelato (Bo), Minerva, 2019, 382 p.
Il 6° Rapporto Agromafie, elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare, stima il volume d’affari complessivo annuale delle agromafie a 24,5 miliardi di euro, con un balzo del 12,4% nell’ultimo anno e con una crescita che sembra non risentire della stagnazione dell’economia italiana e internazionale, immune alle tensioni sul commercio mondiale e alle barriere alla circolazione delle merci e dei capitali. La rete criminale si incrocia perfettamente con la filiera del cibo, dalla sua produzione al trasporto, dalla distribuzione alla vendita, con tutte le caratteristiche necessarie per attirare l’interesse di organizzazioni che via via abbandonano l’abito “militare” per vestire il “doppiopetto” e il “colletto bianco”, riuscendo così a scoprire e meglio gestire i vantaggi della globalizzazione, delle nuove tecnologie, dell’economia e della finanza tanto che ormai si può parlare ragionevolmente di mafia 3.0.

Gian Carlo Caselli, Dalla pentola dell’agropirateria alla brace delle agromafie, in Rocca, A. 78, n. 1 (gen. 2019), pp. 36-38
La criminalità economica nel settore agroalimentare è sempre di più in mano alla malavita organizzata che si serve molto della comunicazione on-line. La normativa italiana nel settore appare insufficiente ed andrebbe riformata con una maggiore tracciabilità di dati nelle etichette dei prodotti. Dello stesso autore si veda anche l’articolo Dalla terra alla tavola, in Narcomafie, n. 2 (mar.-apr. 2017), pp. 14-19.

Narcotraffico

r21International Narcotics Control Board, Report of the International Narcotics Control Board for 2021, United Nations, Vienna, 2022, 160 p.
Il Rapporto sulla Droga per il 2021 che l’INCB (International Narcotics Control Board) ha presentato agli Stati membri, redatto sulla base delle informazioni trasmesse annualmente dagli stessi, fornisce il consueto aggiornamento sulla situazione globale del fenomeno droga e sul rispetto da parte degli Stati, che appartengono al sistema internazionale per il controllo della droga, degli obiettivi di salute e benessere previsti dalle Convenzioni ONU. Oltre a fornire dati specifici per i movimenti di molte sostanze classificate, il rapporto include commenti sulle tendenze emergenti e in corso nel mercato lecito delle sostanze psicotrope sotto controllo internazionale. Sul sito si trovano anche le edizioni precedenti e report specifici sui narcotici e sulle sostanze psicotrope.

Peter Andreas, Killer high. Storia della guerra in sei droghe, Meltemi, Milano, 2021, 363 p.
In questo libro Peter Andreas scava nella Storia umana per scoprire il ruolo decisivo che le sostanze psicoattive – pesanti o leggere, lecite o illecite, naturali o sintetiche – hanno avuto nei conflitti armati sin dall’epoca romana. Dalle antiche battaglie inzuppate di vino e birra alle metamfetamine che alimentarono l’aggressività dei soldati nazisti; dalle Guerre dell’oppio, alle Drug Wars americane contro la cocaina, che ora devastano il Messico dopo aver già segnato la Colombia; dall’invenzione della distillazione, che facilitò la conquista e la pulizia etnica del Nuovo Mondo, agli sconcertanti effetti dei conflitti armati sulla diffusione del tabacco e della polvere bianca: il viaggio nella Storia condotto dall’autore dimostra che droga e guerra sono cresciute insieme e sono diventate dipendenti l’una dall’altra.
Collocazione Biblioteca: 18983

Jonathan P. Caulkins, Radical technological breakthroughs in drugs and drug markets. The cases of cannabis and fentanyl, in International Journal of Drug Policy, vol. 94, art. 103162 (ago. 2021) – on line, pp. 1-19
La legalizzazione della cannabis e l’arrivo del fentanyl non medico stanno modificando radicalmente i mercati della droga nordamericani. Una parte essenziale di questo cambiamento è la capacità di produrre grandi quantità di queste droghe a basso costo, che è come una svolta tecnologica nella produzione. Questo saggio, attraverso tecniche di statistica descrittiva, analogia storica e ragionamento economico, esplora le possibili conseguenze future di queste tendenze. Lo studio indica che per la cannabis e gli oppioidi in Nord America, le condizioni sono mature per cambiamenti significativi, non solo nelle quantità consumate e nei danni associati, ma anche nei ruoli di queste droghe e nel loro controllo nella società. Non ci sono ragioni ovvie per cui queste tendenze non si diffonderanno anche in altri continenti.

parlamentoPresidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Antidroga, Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia. Anno 2021 (Dati 2020), Dipartimento Politiche Antidroga, Roma, 2021, 422 p.
La Relazione al Parlamento di quest’anno è articolata in sette parti. Le prime quattro sono dedicate al mercato delle sostanze stupefacenti, alle tendenze dei consumi, al sistema dei servizi, ai danni correlati con il consumo, per confermare l’impianto conoscitivo sedimentato nel corso degli anni e renderne misurabili le dinamiche. La quinta parte, elaborata con dati raccolti attraverso un approccio innovativo, raccoglie alcune preziose attività sviluppate in collaborazione con il Gruppo tecnico interregionale Dipendenze da cui scaturiscono degli obiettivi generali di convergenza, integrati con un approfondimento qualitativo sviluppato intorno all’impatto che l’epidemia da COVID-19 ha avuto sul sistema di cura delle dipendenze. Vengono inoltre sintetizzati i risultati di un Focus Group dedicato al rapporto tra marginalità, reinserimenti sociali e lavoro. La sesta parte evidenzia le attività specifiche realizzate dal Dipartimento Politiche Antidroga e la settima parte chiude la Relazione al Parlamento con una sintesi trasversale dei dati attraverso la lettura delle tematiche che hanno mostrato un maggiore rilievo. Nella Relazione di quest’anno inoltre si trova una breve parte dedicata alle dipendenze nelle nuove generazioni durante la pandemia, tema che rappresenta una delle nuove sfide che il Dipartimento si accinge ad affrontare.

UNODC United Nations Office on Drugs and Crime, World Drug Report 2021, United Nations, Vienna, 2020, 190 p.
Il rapporto fornisce una serie di dati sul consumo di droga nel mondo, sugli sviluppi dei mercati e del narcotraffico, e sull’impatto del consumo sulla salute. Secondo il World Drug Report 2021, circa 275 milioni di persone nel mondo (il 5,5 % della popolazione mondiale) hanno fatto uso di droghe nell’ultimo anno, mentre oltre 36 milioni di persone hanno sofferto di disturbi da consumo di droga (il 13 % del totale delle persone che fanno uso di droghe). In seguito alla pandemia da Covid-19 si è verificato un aumento del mercato sul dark web e la resilienza dei mercati della droga ha dimostrato ancora una volta la capacità dei trafficanti di adattarsi rapidamente ai mutati ambienti e circostanze. Sebbene l’impatto di COVID-19 sulle sfide della droga non sia ancora completamente noto, l’analisi suggerisce che la pandemia ha portato a crescenti difficoltà economiche che probabilmente renderanno la coltivazione illecita di droga più attraente per le fragili comunità rurali. L’impatto sociale della pandemia – determinando un aumento della disuguaglianza, della povertà e delle condizioni di salute mentale in particolare tra le popolazioni già vulnerabili – rappresentano fattori che potrebbero spingere più persone al consumo di droga. E’ presente una sintesi del rapporto. Sul sito UNODOC e sul nostro catalogo sono inoltrepresenti le edizioni precedenti, anche in altre lingue.

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), European Drug Report 2021. Trends and Developments, EMCDDA, Lisbon, 2021, 55 p.
Il presente rapporto descrive l’ultima analisi dell’Osservatorio Europeo (OEDT) sulla situazione della droga in Europa, con particolare attenzione al mercato, all’uso di droghe illecite e ai danni correlati. Il rapporto contiene un set esaustivo di dati su questi temi e sui principali interventi di riduzione del danno su base nazionale. Oltre alla lingua inglese il rapporto è disponibile on line anche in altre lingue europee.        Si consultino inoltre, dell’ EMCDDA, Impact of COVID-19 on drug markets, use, harms and drug services in the community and prisons. Results from an EMCDDA trendspotter study. April 2021, EMCDDA, Lisbon, 2021, 58 p. e New psychoactive substances: global markets, glocal threats and the COVID-19 pandemic. An update from the EU Early Warning System,  EMCDDA, Lisbon, 2020, 32 p.
Collocazione Biblioteca: 50R21

Alberto Perduca, Le sfide della legalità, in Rocca, a. 79, n. 14 (lug. 2020), pp. 20-22
Il 2 giugno 2020 è stato pubblicato il Rapporto Com 2020 217 def, destinato a Parlamento e Consiglio europeo sul tema dell’aggressione dei beni criminali. Viene così operata una stima del volume di affari e di profitto generato dal crimine, che sia narcotraffico, tratta di esseri umani (a fine di sfruttamento sessuale e lavorativo,) traffico di migranti, frode online e riciclaggio. Vengono avanzate anche proposte operative per contrastare efficacemente il crimine e le ricchezze così accumulate.

51smTQ-r3QLLuigi Ciotti, Droga. Storie che ci riguardano, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2020, 111 p.
Partendo da un’esperienza di quasi cinquant’anni – don Luigi Ciotti aprì il primo centro di accoglienza per tossicodipendenti in Italia nel 1973 – questo libro affronta la complessità dell’argomento dell’uso e abuso di sostanze e degli effetti di queste sulle vite di tutti giorni. Racconta le storie umane dietro la dipendenza, denuncia il narcotraffico – il più redditizio business delle mafie – e stimola un impegno costante verso il raggiungimento di normative e metodologie di recupero che siano umane, che non puniscano ma valorizzino la dignità e la ricerca di autonomia.
Collocazione Biblioteca: 18635

Leopoldo Grosso … [et al.], Consumi stupefacenti, in lavialibera, n. 2 (mar. – apr. 2020), pp. 20-48
Il Dossier è preceduto alle pp. 2-3 dall’editoriale di don Luigi Ciotti “Persone, non problemi”, in cui il fondatore del Gruppo Abele ripercorre i 50 anni di incontro col problema droga, dagli anni ’70 con la diffusione mortale dell’eroina, al consumo della cocaina e ad altre sostanze da prestazione, fino all’attuale ritorno dell’eroina, sintetizzando anche la legislazione repressiva che non ha puntato sulla prevenzione. Il dossier contiene diversi articoli raggruppati in una sezione ‘Consumi” e una sezione “Narcotraffico”.

Piero Innocenti, Da tempo le mafie si sono fatte europee, in Segno, a. 46, n. 413-415 (mar. – mag. 2020), pp. 47-50
Le mafie non sono solo un problema italiano: significative presenze di ‘ndrine calabresi sono state rilevate in Germania; cosche reggine riciclano capitali finanziari in Olanda e la Svizzera è una delle destinazioni preferite dalle mafie. Entro il 2020 dovrebbe entrare in funzione la European Public Prosecutor’s Office, un organismo indipendente dell’Unione europea, competente a combattere i crimini contro il bilancio. Piero Innocenti, già questore in diverse città, ha lavorato per il Dipartimento per le Politiche Antidroga. Dello stesso autore e nello stesso numero anche “Le ‘Ndrine onnipresenti, una minaccia per il Paese”, pp. 75-79

Isak Ladegaard, Crime displacement in digital drug markets, in The International Journal of Drug Policy, (gen. 2019) – on line, vol. 63, pp. 113-121
L’autore, nello studio proposto, indaga con che modalità siti web illegali e reti online chiusi per attività criminali vengono ricostruiti e sostituiti su nuovi server e URL. L’indagine viene affrontata in tre passaggi. Nel primo, l’autore misura il commercio di MDMA (Ecstasy) in un vasto mercato digitale per le droghe, prima e dopo l’arresto di un importante venditore sullo stesso mercato. Successivamente, individua il numero di mercati della droga e di negozi di venditori digitali disponibili nel periodo febbraio 2014-giugno 2018, per vedere se i siti web chiusi dalla polizia sono stati sostituiti da siti nuovi. Infine, rintraccia il movimento e le attività commerciali digitali di venditori individuali di droga, prima e dopo che le forze dell’ordine hanno chiuso due vasti mercati. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dello studio.

Educazione alla legalità

9788856669350_0_536_0_75Gian Carlo Caselli, Guido Lo Forte, La giustizia conviene. Il valore delle regole raccontato ai ragazzi di ogni età, Piemme, Milano, 2021, 221 p.
Non è facile, oggi, parlare di legalità. Da un lato, infatti, la giustizia sembra far fatica ad assolvere il proprio compito di garantire i diritti dei cittadini, col suo funzionamento sempre ostacolato da processi lunghi e costosi, scontri all’interno della magistratura, violazione delle leggi da parte di chi dovrebbe farle rispettare. Dall’altro lato, modelli sociali negativi diffondono una cultura della prepotenza e della furbizia, alimentando l’insofferenza nei confronti delle regole e la sfiducia nelle istituzioni. Ma sarebbe pericoloso cedere alla rassegnazione e al disimpegno, o limitarsi allo sdegno e alla denuncia. La giustizia, affermano gli autori, entrambi ex magistrati, è stata e rimane un pilastro portante nella vita di una comunità e va difesa e sostenuta perché è un bene comune, l’unico strumento a salvaguardia delle libertà e dei diritti di tutti, e soprattutto di chi non ha né potere né privilegi. In questo libro lo dimostrano cercando esempi nella storia e nella cronaca italiane ed europee e nelle loro esperienze professionali, analizzando i problemi del processo e del carcere, affrontando le scottanti questioni della sicurezza, del terrorismo, delle mafie. Seguendo il percorso che propongono, diventa evidente che più legalità significa non solo più sicurezza, ma anche possibilità concreta di una migliore qualità della vita e speranza di una crescita per tutti, nella più ampia e profonda prospettiva della vera giustizia. Qualcosa per cui vale la pena di impegnarsi, fin da giovani.
Collocazione Biblioteca:19074

Romano Prodi … [et al.], Ripartiamo dai beni comuni. Avrò cura di te, in lavialibera, n. 5 (set. – ott. 2020), pp. 20-50
Il dossier dedicato ai beni comuni si apre con un articolo di Romano Prodi “Internet, bene comune e diritto umano”, in cui si sostiene come diritto umano il diritto alla connessione per non essere esclusi, in tempo di pandemia e non solo. Seguono articoli sulla sanità, che affrontano la diminuzione dei finanziamenti negli ultimi 15 anni e le conseguenze di cui ci si rende conto specialmente nell’emergenza sanitaria attuale, ma anche le infiltrazioni mafiose nel settore e la corruzione. L’ultima parte del dossier è dedicata alla scuola, considerata più che mai bene comune e presidio di educazione alla legalità.

Elena Ciccarello, La rosa che ha battuto la tigre, in lavialibera, n. 5 (set. – ott. 2020), pp. 15-19
Nell’intervista a Sofia si racconta, attraverso la sua storia, il senso del progetto Liberi di scegliere, che consente a minori e donne legate a famiglie di ‘ndrangheta di allontanarsi dal loro luogo di origine, ricostruendo altrove una vita nella legalità.

piemonteRocco Sciarrone, Elena Ciccarello, Davide Donatiello, Le mafie in Piemonte. Impariamo a conoscerle, Fondazione Agnelli, Torino, 2019, 68 p.
Un ebook destinato alle scuole per introdurre le classi alla conoscenza del fenomeno della mafia e delle presenze mafiose in Piemonte. Il volume si apre con una panoramica sui processi di espansione delle mafie tradizionali nel Nord Italia, traccia poi un profilo storico dell’espansione e del radicamento del fenomeno sul territorio piemontese, per concludersi con quattro storie che raccontano altrettante “scelte” di impegno antimafioso, compiute da uomini e donne che vivono o hanno vissuto in questa regione. Segue un’appendice che fornisce strumenti e risorse per approfondimenti e attività successive: al suo interno si trovano un vademecum dell’impegno civico antimafia, una mappa delle principali iniziative antimafia presenti sul territorio regionale e, infine, una bibliografia di testi sulla presenza mafiosa in Piemonte.
Collocazione Biblioteca: P0100

A cura di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Cittadini si diventa. Itinerari per una cittadinanza consapevole, Società Editrice Internazionale Torino, 2019, 138 p.
Non c’è cittadinanza senza comunità. Non c’è dignità per un uomo al di fuori di relazioni sociali significative; relazioni che danno valore, alle quali diamo valore. Un percorso di cittadinanza non può che partire da qui, dalla dimensione personale per andare a quella sociale e poi politica. Senza fare crescere vite “più buone e giuste”, attente nel tessere legami positivi tra le persone e con il mondo circostante, non si edifica una comunità, non si crea uno Stato. È questa l’idea base del testo, progettato e scritto dai formatori di Libera, associazione fondata da Luigi Ciotti e attiva da decenni sul nostro territorio per educare ai diritti civili e alla legalità. Dalla loro esperienza vissuta sul campo, nelle associazioni, nelle scuole, nasce questo progetto che propone davvero un percorso innovativo. A partire dalla costruzione della prima comunità in cui i ragazzi vivono insieme, cioè la classe, si arriva a conoscere i principi base della Costituzione, le istituzioni dello Stato, i problemi che porta l’illegalità. Il testo è costruito in modo da proporre poche nozioni e molte attività da fare in classe, da discutere con i compagni e con l’insegnante. È dall’esperienza e dal confronto che nasce la comprensione dei principi di fondo della Costituzione. Una vera rivoluzione nel modo di intendere il percorso di Cittadinanza e costituzione.
Collocazione Biblioteca: MAF.06.381

Antimafia e cittadinanza attiva

Gian Carlo Caselli, La strada impervia di una buona soluzione, in Rocca, a. 80, n. 12 (giu. 2021), pp. 24-25
In seguito alle stragi di mafia culminate con la strage di Capaci e la strage di Via D’Amelio, nel 1992 si riscontrò la necessità di reprimere le condotte mafiose in modo maggiormente repressivo. Venne istituito l’ergastolo “ostativo”, che introduce la perpetuità della pena detentiva nei casi in cui il condannato per reati di mafia non appare incline a collaborare con la giustizia. Il 15 aprile 2021 questa forma di detenzione è stata dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte Costituzionale. Gian Carlo Caselli espone, nel presente articolo, il suo punto di vista in merito.

9791259761453_0_536_0_75Leandro Limoccia … [et al.], Disobbedienza civile a leggi ingiuste, Editoriale Scientifica, Napoli, 2021, p. 1037
Il volume raccoglie contributi di diversi autori che toccano aspetti giuridici, politici, economici e filosofici dell’antimafia, della pace, della disobbedienza civile. Ne emerge che, in molti casi, è necessario mettere in discussione le leggi per affermare la democrazia, la fraternità, l’umanità. Si segnala in particolare il cap. 3 Disobbedienza e antimafie e il cap. 16: Disobbedienza civile e cittadinanza attiva.
Collocazione Biblioteca: 19128

Luigi Ciotti, La mafia si batte solo eliminando le ingiustizie sociali, in Scarp de’ tenis, a. 26, n. 250 (mag. 2021), pp. 52-53
L’autore, presidente del Gruppo Abele, fondatore dell’associazione Libera, impegnato nella lotta alle mafie, indica le azioni da intraprendere per contrastare le mafie in tutti i loro aspetti: accanto all’azione di magistratura e forze di polizia, occorrono misure di sostegno per chi diventa testimone e per chi rompe i vincoli con la famiglia mafiosa.

Elena Ciccarello, Andrea Giambartolomei, Rosita Rijtano, Ergastolo ostativo. Il diritto alla speranza sia per tutti, in lavialibera, n. 8 (2021), pp. 59-61
La Corte Costituzionale, nell’aprile 2021, ha stabilito che la collaborazione con la giustizia non può essere l’unico modo per recuperare la libertà, neppure per un condannato all’ergastolo per mafia. Ha concesso un anno di tempo al Parlamento per intervenire e modificare l’art. 4 bis dell’ordinamento penitenziario, il cosiddetto ergastolo ostativo, perché in contrasto con gli articoli della Carta e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Nel lavoro proposto gli autori ripercorrono la storia di questa pena detentiva. A questo proposito si veda anche l’opinione che Gian Carlo Caselli esprime nell’articolo La strada impervia di una buona soluzione, in Rocca, a. 80, n. 12 (giu. 2021), pp. 24-25.

9788849867022_0_536_0_75Vincenzo Bertolone, Rosario Livatino. Agende non scritte, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2021, 137 p.
L’arcivescovo di Catanzaro Vincenzo Bertolone rievoca l’esistenza del giovane magistrato Rosario Livatino, vittima della mafia e promulgato “beato” da Papa Francesco. Uno dei più fedeli servitori dello Stato, spinto nell’agire dall’ideale del perseguimento della giustizia tanto come magistrato, quanto come credente. Si consulti inoltre il fascicolo di Nino Fasullo … [et al.], Rosario Livatino un martire dalla parte degli infedeli, in Segno, a. 47, n. 424 (apr. 2021), pp. 5-124
Collocazione Biblioteca:    MAF.04.601

Danilo Chirico, Storia dell’antindrangheta, Rubettino, Soveria Mannelli, 2021, 260 p.
Il libro ricostruisce per la prima volta i movimenti per l’occupazione delle terre, le lotte politiche e per il lavoro, le vertenze ambientaliste, le denunce della Chiesa, i conflitti sociali, i cortei studenteschi, le vicende personali e collettive di tutti coloro che in Calabria hanno combattuto una dura e rischiosa battaglia contro la criminalità organizzata dal secondo Dopoguerra ad oggi. Ripercorre anche i fatti della storica manifestazione “Reggio-Archi” del 6 ottobre 1991 quando – unica volta in 60 anni – la Marcia per la Pace lascia il tradizionale percorso Perugia-Assisi e si trasferisce in Calabria. Quel giorno decine di migliaia di persone provenienti da ogni parte d’Italia sfilano contro la ’ndrangheta: un evento che segna la nascita dell’antimafia sociale in Italia.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.489    

A cura di Raffaele Cantone e Luca Della Ragione, Diritto penale dell’antimafia. Profili sostanziali e processuali – Prevenzione penale ed amministrativa – Sistema delle confische, Pacini, Pisa, 2021, 358 p.
Il volume si propone di fornire un quadro completo del vasto settore della legislazione antimafia. Vengono affrontati tanto i profili di diritto sostanziale quanto quelli processuali, ivi comprese le aree di intersezione, come ad esempio le confische, che oggi rappresentano uno strumento centrale nel contrasto alla criminalità organizzzata. All’analisi delle figure di reato tipiche della legislazione antimafia si affianca quella delle fattispecie, rilevate più frequentemente nella pratica quotidiana. Una specifica trattazione è riservata poi alle misure di prevenzione, sia penale che amministrativa.
Collocazione Biblioteca: MAF.03.132

9788855222273_0_536_0_75A cura di Stefano D’Alfonso, Gaetano Manfredi, L’università nella lotta alle mafie. La ricerca e la formazione, Donzelli, Roma, 2021, 231 p.
Il libro presenta un’indagine sull’impegno delle università italiane nella formazione alla legalità e nella ricerca sulle mafie. Presenta dati e riflessioni di studiosi di differenti aree scientifiche e differenti atenei, i quali mettono in luce punti di forza e di debolezza di questo impegno, in circa cento settori disciplinari, come la sociologia, il diritto, la storia, l’economia. Ne emerge un contesto territoriale e culturale dinamico, che interagisce con l’università riguardo agli strumenti da adottare nel contrasto alle mafie. L’indagine rivela un capitale di conoscenze negli atenei italiani che può essere valorizzato all’interno dell’azione antimafia.
Collocazione Biblioteca: MAF.06.383

Tina Cioffo, Alessandra Tommasino, Oltre la camorra: una storia di resistenza. Valerio Taglione partigiano del bene, Città Nuova, Roma, 2020, 151 p.
Le autrici, entrambe giornaliste, raccontano l’esperienza vissuta al fianco di Valerio Taglione, coordinatore del Comitato don Peppe Diana, per anni referente del coordinamento casertano di Libera, una vita dedicata al volontariato e all’associazionismo, morto nel 2020.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.603

BeneItalia. Economy, welfare, culture, ethics, Generating value through public and social reuse of property confiscated from organised crime, Libera, [s.l.], 2020, 91 p.
Nel 2016, a vent’ anni dall’approvazione della legge 109/96, Disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati, Libera, con il sostegno di Fondazione Charlemagne, ha realizzato una ricerca sui beni confiscati alle mafie e riutilizzati socialmente. Una ricerca che viene aggiornata ogni anno e che risponde a due esigenze di fondo: 1) colmare una lacuna informativa e di portare i suoi risultati al servizio del compito istituzionale dell’ANBSC – Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata – e di tutti gli attori, pubblici e privati, coinvolti nei processi di valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata; 2) diffondere dati trasparenti, aggiornati e pubblici, sui beni riutilizzati, far conoscere le potenzialità positive di questi luoghi.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.484

9788832962130_0_536_0_75Gabriele Santoro, La scoperta di Cosa Nostra, Chiarelettere, Milano, 2020, 256 p.
Il libro presenta la storia di un mafioso e di un politico: Joe Valachi, soldato nelle potenti famiglie di Cosa nostra a New York, e Robert Kennedy, che, dalla fine degli anni Cinquanta al cuore dei Sessanta, lavora alla realizzazione di una società più equa. Dopo trent’anni di militanza, Valachi, sentitosi tradito dal boss Vito Genovese, abbatte il muro dell’omertà: è lui il primo collaboratore di giustizia a fare il nome dell’associazione mafiosa. Il suo contributo rappresenta l’apice della svolta nella conoscenza e nel contrasto al crimine organizzato impressa da Kennedy, ministro della Giustizia dal 1961 al 1964 e creatore del primo pool antimafia. Dando voce ai protagonisti, grazie all’esame di numerose fonti d’archivio statunitensi e alla raccolta di testimonianze dirette, questo libro ricostruisce in modo puntuale la storia di una strategia che ha rivoluzionato la percezione della mafia e indicato i metodi per contrastarla.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.417

Valerio de Gioia, Gian Ettore Gassani, Codice antimafia e delle misure di prevenzione. Con le norme a tutela delle vittime della mafia, La Tribuna, Piacenza, 2020, 584 p.
Il Codice raccoglie, in modo organico e ragionato, le norme finalizzate a prevenire e reprimere il fenomeno mafioso – in tutte le forme in cui si manifesta sia a livello locale sia a livello nazionale – corredate dalle massime delle sentenze più importanti e recenti rese dalle Corti nazionali e sovranazionali. Ampio spazio è dedicato alla disciplina delle misure di prevenzione (personali e reali) e alle disposizioni volte a fronteggiare il fenomeno delle infiltrazioni di tipo mafioso negli enti locali e, più in generale, la corruzione e l’illegalità nella pubblica amministrazione. L’Opera è arricchita dalle norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà – tanto più importanti all’indomani delle sentenze della Corte Costituzionale e della Corte Europea dei diritti dell’Uomo sul c.d. ergastolo ostativo – e da quelle dedicate al trattamento (sanzionatorio e di protezione) dei collaboratori di giustizia. A completamento del Volume sono stati riportati i provvedimenti legislativi emanati a tutela delle vittime delle mafie (dal fondo di solidarietà al collocamento obbligatorio). In rete si può inoltre consultare il Codice Antimafia. Testo aggiornato al D.L. 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 settembre 2020, n. 120, Altalex, Milano, 2021, 66 p.
Codice Antimafia aggiornato al D.L. 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 settembre 2020, n. 120.
Collocazione Biblioteca:    MAF.03.130 

Gian Carlo Caselli, Boss ai domiciliari. Una falla nell’antimafia, in Rocca, n. 12 (giu. 2020), pp. 28-30
L’autore, già magistrato e Procuratore della Repubblica commenta le scarcerazioni di appartenenti alle mafie avvenute per motivi sanitari durante il periodo del Covid-19. Il pericolo del contagio è particolarmente forte in carcere a causa del sovraffollamento, tuttavia per i detenuti al 41-bis, le condizioni di vita sono diverse, a causa dell’isolamento imposto da quel regime, non si giustifica dunque la necessità della scarcerazione. E’ necessario garantire il diritto alla salute, ma anche la sicurezza sociale e i diritti delle vittime, oltre a quelle dei detenuti.

9788828201977_0_536_0_75Luigi Ciotti, Vittorio V. Alberti, Per un Nuovo Umanesimo. Come ridare un ideale a italiani e europei, Milano, Solferino, 2019, 125 p.
Oggi l’Europa dei muri sta soffocando la sua antica identità, ha smarrito il suo fine e il suo ideale, mentre l’Unione corre il grave rischio di disintegrarsi e lo Stato democratico è in crisi tra contraddizioni del sovranismo, impoverimento diffuso ed emergenza economica e criminale. Per invertire una deriva così pericolosa, occorre ricostruire anzitutto la nostra identità di italiani ed europei, sconfessando la sua negazione da parte della globalizzazione neoliberista e abbattendo i muri alzati dal sovranismo populista. Occorre costruire un nuovo umanesimo che orienti le differenze e crei un rinnovato ideale. Si segnala in particolare il capitolo 7 scritto da Luigi Ciotti: “Quale antimafia? Quale legalità?”
Collocazione Biblioteca: 18253

A cura di Libera Piemonte, Liberaidee. La ricerca sulla percezione e la presenza di mafie e corruzione, Rapporto Piemonte, Libera, Torino, 2019, pp. 44
Liberaidee è un percorso finalizzato all’ascolto profondo dei territori, partendo dalla mappatura interna dei presidi di Libera e ampliando poi a una ricerca qualitativa e quantitativa, con cui rilevare quanto le persone, estranee alla rete di Libera, sapessero della presenza di mafie e corruzione e della lotta per il loro superamento. Questo volumetto presenta un estratto dei dati nazionali, relativi al solo Piemonte, con lo scopo di ragionare su nuovi metodi capaci di generare cultura antimafia e partecipazione attiva.
Collocazione Biblioteca: A0709

Franco Roberti, Giuseppe Magliocco, Alessandro Barbera, Le armi dell’antimafia, Laurus Robuffo, Roma, 2019, 303 p.
Anche lo Stato, al pari delle mafie, dispone di “armi” con cui fronteggiare l’attacco portato dalle organizzazioni criminali nei confronti della legalità. Alla luce delle più recenti innovazioni legislative, il volume si sofferma, dopo aver delineato le caratteristiche delle organizzazioni criminali in Italia e nel mondo, da un lato sui principali interessi criminali nell’economia – fra tutti il mondo degli appalti, dall’altro sugli strumenti previsti dalla normativa antimafia. Peculiare attenzione viene rivolta alle norme che tutelano il settore economico e finanziario, come gli accertamenti economico-patrimoniali e il complesso sistema di prevenzione e contrasto del riciclaggio. Il testo vuole essere uno strumento pratico d’ausilio e orientamento per quanti siano impegnati “sul campo” nella lotta contro la criminalità organizzata.
Collocazione Biblioteca: MAF.06.386

Beni confiscati, beni comuni

rocca 12Francesco Gianfrotti, Ogni bene confiscato sia un bene comune, in Rocca, a. 80, n. 12 (giu. 2021), pp. 26-27
La legge 109 del 1996 prevede il riutilizzo a fini sociali o istituzionali dei beni confiscati alle mafie. Troppo spesso, però, questi beni non ricevono un pronto riutilizzo e rimangono in stato di abbandono, generando oneri per lo Stato, calo di tensione nell’impegno antimafia e calo di consenso nei confronti di chi si batte per la legalità. Occorre, quindi, dotare le Regioni di strumenti normativi ed operativi che consentano di accelerare le procedure dell’impiego dei beni, attraverso intese con i Comuni e gli Uffici Giudiziari.

Tatiana Giannone, Di bene in meglio, in lavialibera, n. 8 (2021), pp. 51-54
In Italia la prima legge che ha previsto la confisca degli averi come strumento fondamentale contro il potere mafioso è stata la Rognoni-La Torre del 1982. Un ulteriore traguardo è stato raggiunto nel 1996, con la legge 109, approvata grazie all’impegno di Libera, che ne ha introdotto il riutilizzo sociale. In 25 anni sono stati raggiunti molti risultati positivi, ma per valorizzare al meglio questo patrimonio sono ancora necessari importanti passi avanti. Nell’articolo il punto della situazione, con dati e statistiche aggiornati.

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, 7 marzo 1996 – 7 marzo 2021, 25 anni legge 109, Libera, Roma, 2021, 58 p.
La legge 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie compie 25 anni. Dal 7 marzo del 1996 la restituzione alla collettività delle ricchezze e dei patrimoni sottratti alle organizzazioni criminali è diventata un’opportunità di impegno responsabile per il bene comune. Il testo ripercorre le vicende e le azioni intraprese in questi 25 anni.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.486

fattiA cura di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Settore Beni Confiscati, Fatti per bene. Il riutilizzo sociale dei beni confiscati in Italia. Numeri, esperienze e proposte, Libera, Roma, 2021, 80 p.
Il dossier fotografa il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie in Italia, in occasione dei 25 anni dall’approvazione della legge n.109 del 7 marzo 1996, evidenziando innanzitutto le positività di un percorso e di tante esperienze nate grazie alla presenza di beni di vario tipo sottratti alla disponibilità delle mafie. Tuttavia, i dati mostrano che poco più della metà dei beni destinati alle amministrazioni comunali è stato poi effettivamente riutilizzato e molti rimangono ancora da destinare perché presentano varie forme di criticità. Secondo Libera, il contributo che questo patrimonio può apportare alla ripresa nel nostro Paese post pandemia sarebbe maggiore se tutti i beni fossero rapidamente restituiti alla collettività e le politiche sociali diventassero una priorità politica a sostegno del diritto all’abitare, alla salute pubblica, alla sostenibilità ambientale, al lavoro dignitoso e ai percorsi educativi e culturali.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.487

BeneItalia. Economy, welfare, culture, ethics, Generating value through public and social reuse of property confiscated from organised crime, Libera, [s.l.], 2020, 91 p.
Nel 2016, a vent’ anni dall’approvazione della legge 109/96, Disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati, Libera, con il sostegno di Fondazione Charlemagne, ha realizzato una ricerca sui beni confiscati alle mafie e riutilizzati socialmente. Una ricerca che viene aggiornata ogni anno e che risponde a due esigenze di fondo: 1) colmare una lacuna informativa e di portare i suoi risultati al servizio del compito istituzionale dell’ANBSC – Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata – e di tutti gli attori, pubblici e privati, coinvolti nei processi di valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata; 2) diffondere dati trasparenti, aggiornati e pubblici, sui beni riutilizzati, far conoscere le potenzialità positive di questi luoghi.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.484

Toni Mira, Alessandra Turrisi, Dalle mafie ai cittadini. Vita nuova dei beni confiscati alla criminalità, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2019, 255 p.
Il libro racconta attraverso alcune storie emblematiche la meraviglia di questo bene sorto dal male, di questi luoghi confiscati che sono stati e continuano a essere per tante persone, a volte per interi territori, strumenti di riscatto sociale, culturale, civile. Dalle storie narrate emerge la necessità di impegnarsi per il progresso e lo sviluppo sociale ed economico, osservando sempre le regole, difendendo la dignità e libertà dell’intera società civile, senza mai piegarsi al compromesso, nella consapevolezza che è possibile non solo immaginare, ma anche realizzare un futuro migliore, liberato dalle mafie.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.477

Narrativa

9788832963106_0_536_0_75Alfredo Galasso, La mafia che ho conosciuto, Chiarelettere, Milano, 2020, 244 p.
Alfredo Galasso, avvocato e docente universitario, da sempre difensore di parte civile in numerosi procedimenti di mafia, ricostruisce qui nella forma del racconto in prima persona la sua esperienza nel campo. Rievoca come testimone d’eccezione efferati omicidi, misteri e poteri occulti degli ultimi 40 anni, ma anche la nascita del pool antimafia, il maxiprocesso fino al processo di Mafia Capitale.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.595

Luigi Garlando, Per questo mi chiamo Giovanni. Da un padre a un figlio il racconto della vita di Giovanni Falcone, BUR, Milano, 2020, 159 p.
L’autore racconta una giornata speciale, trascorsa con il padre, il quale gli spiega come mai, di tutti i nomi possibili, per lui è stato scelto proprio Giovanni. Tappa dopo tappa, mentre prende vita il racconto, padre e figlio esplorano Palermo, e la storia di Giovanni Falcone, rievocata nei suoi momenti chiave, s’intreccia al presente di una città che lotta per cambiare. Giovanni scopre che il papà non parla di cose astratte: la mafia c’è anche a scuola, nelle piccole prepotenze dei compagni di classe, ed è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi, anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze. Adatto ai ragazzi dagli 8 anni.
Collocazione Biblioteca: MAF.05.02

Luigi Ciotti, L’amore non basta, Firenze, Giunti, 2020, 320 p.
In questa sorta di autobiografia collettiva, Don Luigi Ciotti parla di se stesso attraverso dubbi e inquietudini, restituendoci la sua vita come autentica incarnazione del “noi”, perché costituita dalla miriade di incontri che l’hanno segnata e trasformata. Luigi Ciotti è infatti un sacerdote che non si limita alla cura delle anime ma si batte per una maggiore giustizia sociale, per una società dove tutti, a partire dai più fragili, siano riconosciuti nella loro libertà e dignità di persone; un sacerdote che vive il Vangelo senza dimenticare la Costituzione, le responsabilità e i doveri dell’essere cittadini. Attraverso il lavoro del Gruppo Abele in soccorso degli ultimi e l’esperienza di Libera contro le mafie, racconta in controluce le vicende cruciali della recente storia del nostro Paese, ponendo al centro quei problemi che la classe politica non ha mai affrontato alla radice, a cominciare dalla mafia e dalla droga.
Collocazione Biblioteca: MAF.05.106

9788832055498_0_536_0_75Cetta Brancato e Marzia Sabella, Mafia: singolare, femminile, Navarra Editore, Palermo, 2020, 68 p.
Le autrici propongono un’opera teatrale composta da monologhi intensi, che portano in scena storie al femminile, poco conosciute, che, tuttavia, per la loro intensità e, soprattutto, per la loro “normalità”, finiscono per descrivere i prototipi delle donne di mafia. Il filo rosso che unisce i monologhi è costituito dalla voce del magistrato donna, la quale, per il suo lavoro le “ha conosciute”, incontrandole nei verbali, nelle aule di udienza, nelle sale colloquio dei penitenziari, nelle intercettazioni.
Collocazione Biblioteca: MAF.05.106

Luca Azzolini, Don Ciotti, un’anima Libera, San Dorligo della Valle, Einaudi Ragazzi, 2019, 140 p.
Il libro, sotto forma di romanzo, racconta in parallelo la storia di due ragazzi di Trapani, Iuccia e Neno, e la storia di Don Luigi Ciotti. Iuccia e Neno sono figli di un mafioso finito in carcere. Questo avvenimento cambia la vita della famiglia ma in particolare quella di Neno che viene instradato sulla stessa via del padre, affiliato alla mafia. Il 21 marzo, giorno della memoria e dell’impegno a Trapani i due ragazzi incontrano Don Luigi Ciotti e la loro vita prende un’altra piega.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.571

Eva Rigonat, Veterinaria e mafie. Raccolta di storie autobiografiche attorno alla resilienza di una professione, Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, Anghiari (AR), 2019, 107 p.
Il libro racconta attraverso narrazioni autobiografiche la professione di veterinario e in particolare l’incontro con la mafia assai inaspettato in tale lavoro. La mafia rappresenta una forza che opprime, isola, disperde gli amici, allontana i propri cari. Si serve della burocrazia delle gerarchie, usando il mobbing o la “servitù volontaria”, per impedire, senza dare ordini, l’affermazione di ogni legge e di ogni giustizia. Chiudono il libro sette fiabe per ragazzi dai 9 agli 11 anni, illustrate da Sally. L’autrice è da tanti anni veterinaria presso l’azienda Usl di Modena.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.460