Corruzione

Aggiornata a maggio 2016 – a cura di a cura di Elisabetta Bosio, Pushpa Bruno e Paola Moriondo

I materiali, elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca (centrostudi.gruppoabele.org). L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in Biblioteca sul tema in oggetto; esiste inoltre un’apposita sezione “mafie” con ampio assortimento di studi di settore.
Per ulteriori approfondimenti, consultare il catalogo

Il percorso proposto è articolato in base alle voci seguenti:

Studi e analisi sulla corruzione

Paolo Mancini, Marco Mazzoni, Un racconto di parte. La corruzione nei giornali italiani, in Il Mulino, a. 65, n. 1 (2016), pp. 45-51
L’Italia ha la più ampia copertura mediatica di eventi legati alla corruzione. Attraverso un software di analisi linguistica sono state elaborate associazioni di parole usate negli articoli dei giornali italiani e ne è stata misurata la frequenza per individuare i temi emergenti. Di corruzione si parla soprattutto quando vi sono già state indagini da parte degli inquirenti e vengono quindi messi in rilievo i particolari delle indagini stesse e dei processi. La maggior parte di questi reati vengono commessi nell’ambito della pubblica amministrazione o in ambiti privati particolari, come quello dello sport. Spesso si parla anche di casi eclatanti che coinvolgono personalità politiche e di scandali che coinvolgono grandi gruppi industriali, in questi casi le notizie vengono “drammatizzate” e sono messi in luce i dettagli più “pruriginosi”. Le notizie vengono inoltre presentate nella particolare luce politica caratteristica di ogni testata e con un linguaggio tagliato su misura del target che il giornale vuole raggiungere.

Raffaele Cantone … [et al.], Relazione annuale 2014, Autorità Nazionale Anticorruzione, Roma, 2015, pp. 342
La relazione al Parlamento di quest’anno rappresenta una sorta di “battesimo ufficiale” dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, nata con l’obiettivo di costituire un presidio a tutela della legalità e della trasparenza, con una mission istituzionale più ampia di quella pensata dal legislatore del 2012; svolgere un’azione di prevenzione e contrasto alla corruzione in tutti gli ambiti dell’attività amministrativa, attraverso il controllo sull’applicazione della normativa anticorruzione, sul conferimento degli incarichi pubblici, sulla trasparenza e sull’affidamento ed esecuzione dei contratti pubblici. Questa relazione, presentata alla Camera dei Deputati il 2 luglio 2015, è articolata in tre parti (e 13 capitoli): 1) Il contesto normativo e istituzionale della nuova ANAC; 2) I contratti pubblici; 3) La prevenzione della corruzione e la trasparenza.

Redazione, Il denaro distratto. La relazione annuale delle Fiamme Gialle in Narcomafie, n. 2 (mar.- apr. 2015), pp. 9-14
Nel loro ultimo rapporto annuale, le Fiamme Gialle raccontano un’Italia di evasori fiscali e truffatori. Secondo questo rapporto sono oltre settemila le persone fisiche e giuridiche completamente sconosciute al fisco che non hanno mai pagato tasse per la loro attività.

Alberto Vannucci, Continuità e mutamenti. Corruzione italiana in Rocca, a. 74, n. 6 (mar. 2015), pp. 37-39
L’autore si interroga sui cambiamenti in atto nell’universo sotterraneo della corruzione italiana, che è rimasta sistemica, innestandosi però ora in una tendenza più generale di trasformazione delle relazioni tra politica, Stato e mercato, coerente con il paradigma neoliberista. Riflette inoltre sul disegno di legge anticorruzione, varato dal Governo e in discussione al Parlamento.

Rocco D’Ambrosio … [et al.], Corruptia. Il malaffare in un Comune italiano, La Meridiana, Molfetta, 2014, pp. 80
Il libro propone un viaggio in una città chiamata Corruptia. Si tratta di un comune italiano medio-grande, con un sistema economico-finanziario molto strutturato, culturalmente vivace, con una forte attenzione al ben-essere dei cittadini. In questo viaggio sono stati visitati sei settori di attività: finanziario, ambientale, sicurezza urbana, Pubblica Amministrazione, urbanistica, cultura e sport. Si presentano i meccanismi cercati, i vari attori coinvolti, le loro attività, i riferimenti etici e legislativi del loro operare. Attingendo a vari dati scientifici si comprendono i percorsi di corruzione che vanno al di là del caso di studio e fotografano diversi comuni italiani. La vicenda di questo comune, liberamente interpretata, è diventata caso di studio, analizzato nel contesto del XXVI Corso di formazione dirigenziale per l’accesso alla qualifica di Viceprefetto, tenutosi a Roma.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.377

Piero Di Caterina con Laura Marinaro, Il sistema corruzione, ADD, Torino, 2013, pp. 189
Il nome di Piero Di Caterina balza all’attenzione della cronaca alla fine del 2009, quando viene scoperchiato il Sistema Sesto, ossia si comincia a fare luce su anni di mala politica e corruzione nel comune dell’hinterland milanese. L’inchiesta, tuttora in corso, chiama in causa i massimi vertici della politica locale e apre scenari sconcertanti sull’uso del denaro pubblico. Di Caterina, imprenditore di sinistra, è uno dei grandi accusatori e testimone chiave dell’inchiesta; la sua storia parte dai soldi dati ai partiti per poter lavorare, da gare di appalto truccate, da richieste impossibili da parte dei politici. Lui denuncia, i giornali cominciano a raccontare e la politica trema. Laura Marinaro, giornalista, segue la vicenda cercando di far chiarezza sui meccanismi di questa brutta storia di soldi e politica. Dall’incontro con Di Caterina nasce l’idea di scrivere un libro che, senza fardelli ideologici, provi a spiegare come funzionano i meccanismi della corruzione, al di là dell’eclatante caso lombardo, ma all’interno di un sistema che coinvolge tutto il Paese.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.387

Ugo Ascoli … [et al.], Welfare e legalità, in Politiche Sociali, a. 2, n. 2 (mag.-ago. 2015), pp. 219-306
In Italia, dove pratiche illecite e condizionamenti criminali risultano assai diffusi, è necessaria un’attenzione più sistematica da parte delle scienze sociali al nesso tra welfare e legalità. Alcuni comparti sembrano particolarmente vulnerabili e permeabili a pratiche illecite: i servizi sanitari, le prestazioni assistenziali, l’erogazione di pensioni di inabilità e di indennità di accompagnamento, gli appalti di beni , forniture e servizi. Il focus di questo numero raccoglie i seguenti contributi: “Welfare, corruzione e mafie”; “Bribery in heathcare: the organization of political corruption in the healthcare sector”; “Infiltrazioni mafiose e malaffare. Un caso di studio nella regione Valle d’Aosta”; “Zone grigie e servizi sociali nel casertano”; “Welfare, neopatrimonialismo e criminalità organizzata. Il caso dei centri servizi nella città di Napoli”.

Yves Achille, Corruzione e buona governance, in Studi sulla questione criminale, a. 8, n. 2 (2013), pp. 31-52
L’autore articola la sua analisi in due parti. La prima tratta i legami tra la corruzione e la buona governance ed evidenzia le debolezze concettuali e la parzialità delle misure di quest’ultima attraverso i fenomeni della corruzione. La seconda, invece, si focalizza sulla questione dell’ambiguità degli Stati di fronte alla corruzione, basandosi sul”esempio della Francia. Poichè la corruzione è il vettore che permette alla criminalità organizzata di infiltrarsi negli ingranaggi dell’apparato dello Stato e nel mondo degli affari, un’analisi del livello di governance nei diversi paesi deve necessariamente cercare di rendere evidente i legami tra apparato di Stato, mondo degli affari e criminalità organizzata.

Commissione Europea, Rapporto della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulla corruzione in Italia = Report from the Commission to the Council and the European Parliament – EU anti-corruption report, Brussels, 2014, pp. 16
Secondo la relazione della commissione, in Italia l’adozione, a novembre 2012, della legge anticorruzione segna un importante passo avanti. La nuova normativa rafforza le politiche di prevenzione mirate a responsabilizzare i pubblici ufficiali e la classe politica e a bilanciare l’onere della lotta al fenomeno, che attualmente ricade quasi esclusivamente sulle forze dell’ordine e sulla magistratura. Gli sforzi profusi dall’Italia sono notevoli, ma la corruzione rimane un fenomeno preoccupante. La Commissione europea suggerisce: di potenziare il regime di integrità per le cariche pubbliche elettive introducendo codici etici e strumenti di rendicontazione del loro operato; di consolidare lo strumentario giuridico e istituzionale sul finanziamento ai partiti; di estendere i poteri e di sviluppare la capacità dell’autorità nazionale anticorruzione. La relazione completa della commissione su ciascuno Stato membro si può trovare in lingua inglese al link:
Collocazione Biblioteca: C0524

Presidenza del Consiglio dei Ministri, La corruzione in Italia. Per una politica di prevenzione. Analisi del fenomeno, profili internazionali e ipotesi di riforma, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roma, 2014, pp. 416
Come confermato dalle statistiche internazionali, la corruzione resta un fenomeno molto diffuso nel nostro paese. Si tratta di una delle principali cause dell’inefficienza dei servizi destinati alla collettività, del dissesto delle finanze pubbliche, come pure della disaffezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni democratiche. La corruzione, infatti, è causa di ingenti costi economici ma anche sociali, perché determina la compromissione del principio di uguaglianza, minando le pari opportunità dei cittadini, così da rivelarsi uno dei fattori di disgregazione sociale. Questo Rapporto della Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella Pubblica Amministrazione offre un ventaglio di strumenti, tra loro anche diversi per ambito, rilevanza e innovatività, ma che – unitariamente considerati – integrano quella politica di prevenzione della corruzione di cui l’Italia ha senz’altro bisogno: strumenti, tra cui i piani di organizzazione in funzione di prevenzione, i codici di comportamento, l’innalzamento dei livelli di trasparenza e del sistema di responsabilità disciplinare, tutti volti a generare comportamenti virtuosi nei pubblici funzionari e ad assicurare la centralità e il valore dell’etica pubblica.

Alberto Vannucci, L’infelice anomalia italiana: la corruzione come sistema, in Questione Giustizia, n. 1 (2013), pp. 147-167
Dopo aver sottolineato la difficoltà di valutare il grado di diffusione, la natura e le dinamiche nascoste della corruzione in Italia, l’autore analizza le fonti di informazioni quantitative disponibili, passando poi alla corruzione sistemica e sottolineando come essa influisca sul funzionamento dei centri di decisione pubblica.

Massimiliano Iervolino, Il rifiuto del sud. Storie di criminalità politica e controllo del consenso, Di Girolamo, Trapani, 2013, pp. 194
“La monnezza è oro”. Lo disse nel 1992 Nunzio Perrella, un camorrista napoletano mentre era detenuto a Vicenza a Franco Roberti, all’epoca alla direzione distrettuale antimafia di Napoli. Anticipava quello che si è scoperto negli anni: la storia di un business che non conosce crisi, un business che ingrassa mafie, colletti bianchi, imprenditori, personaggi dello stato e delle istituzioni. Già, perché come dimostra Massimiliano Iervolino, la macchina dei rifiuti olia una serie di ingranaggi che muovono rapporti, appalti, posti di lavoro, consulenze e quindi consenso, l’ingrediente che sfama la politica. Mentre le organizzazioni criminali si inseriscono in un sistema di illegalità e corruzione e trovano le soluzioni giuste.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.343

Matteo Zola, Lo sport del doping. Intervista a Sandro Donati, in Narcomafie, a. 21, n. 3 (mar. 2013), pp. 72-74
L’articolo propone l’intervista a Sandro Donati, autore del libro “Lo del doping”, che racconta il sistema di corruzione, frode, traffici e malaffare legati alla politica e alle istituzioni sportive e le indagini della magistratura legate a questo settore.

Libera, Legambiente, Avviso Pubblico, Corruzione. La tassa occulta che impoverisce e inquina il paese, [s.n.], 2012, pp.56
La corruzione in Italia ha raggiunto livelli allarmanti e può crescere ancora se non si contrasta in modo netto approvando norme adeguate. Lo confermano i dati, i fatti e le storie del dossier presentato da Libera, Avviso Pubblico e Legambiente.

Marco Cappelletti, La corruzione nel governo del territorio. Forme, attori e decisioni nella gestione occulta del territorio, BookSprint, Salerno, 2012, pp. 279
Il libro rappresenta l’esito del percorso di ricerca intrapreso dall’autore come dottorando, sui temi della corruzione e dello scambio occulto nelle pratiche di governo del territorio. La tesi sostenuta infatti è che la corruzione nel governo del territorio dipende in larga parte dalle forme assunte dalla regolamentazione degli usi del suolo e dalle pratiche edilizie. Dopo aver descritto la situazione attuale del governo del territorio, l’autore si sofferma su diversi casi relativi a diverse città italiane. In appendice dati e statistiche. Marco Cappelletti è urbanista e pianificatore territoriale.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.389

Alberto Vannucci, Un nuovo paradigma contro la corruzione, in Il Mulino, a. 61, n. 3 (2012), pp. 422-430
L’articolo sottolinea quanto pesa la corruzione e quali sono le sue ricadute negative: passata la tempesta di “Mani pulite” l’inerzia bipartisan ha prevalso anche perché nei reati di corruzione, l’aspettativa di impunità per prescrizione è molto elevata e non c’è ombra di stigma sociale o di danno alla reputazione per corrotti e corruttori. Le politiche anti-corruzione possono nascere anche dal basso: si pensi alla campagna promossa da “Libera” e “Avviso pubblico” nel 2011 con la raccolta di quasi due milioni di firme per la ratifica delle convenzioni internazionali, o al movimento “Signori Rossi” che fornisce online servizi di consulenza giuridica per cittadini e amministratori che fronteggiano profferte o richieste di tangenti.

Alberto Vannucci, Atlante della corruzione, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2012, pp. 285
La corruzione è un fenomeno che sta trascinando l’Italia in fondo alle classifiche internazionali sulla legalità. A che cosa è dovuta la persistente diffusione della corruzione in Italia? Su quali meccanismi di riproduzione si basa? E quali sono i suoi effetti sul sistema politico ed economico del paese? L’autore, docente presso l’Università degli Studi di Pisa è tra i massimi esperti di corruzione nel nostro paese e individua nel libro i protagonisti degli scambi occulti, le ragioni dei fallimenti delle politiche anticorruzione e l’efficacia dei possibili strumenti di contrasto. Presenta i risultati di ricerche e dei modelli di analisi più significativi, confermati e avvalorati da un’ampia rassegna di casi empirici, di episodi e di testimonianze, ricavati da materiale giudiziario e giornalistico.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.315

Andrea Di Nicola, Marco Zanella, Teorie criminologiche e corruzione. Uno studio esplicativo in ambito internazionale in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 5, n. 2 (2011), pp. 37-44
Secondo gli autori, sono rari gli studi che approfondiscono se e in che termini le teorie criminologiche possano fornire spunti utili per comprendere l’eziologia della corruzione. Dopo aver individuato le teorie criminologiche che paiono avere migliore portata esplicativa della corruzione nella pubblica amministrazione, distinguendo tra teorie appartenenti a una prospettiva situazionale/meccanicistica e teorie legate a una prospettiva maggiormente storico/evolutiva, questo articolo procede a un loro test empirico in 51 stati del mondo.

Raffaele Volentè … [et al.], Scandalo petroli. Corruzione elevata a sistema e collusioni con poteri criminali e occulti. Trentennale 1979-2009, Grafiche TP, Loreggia, 2011, pp. 176
Tra le varie vicende oscure che hanno accompagnato la storia d’Italia una sola è stata smascherata fino in fondo, quella dello scandalo dei petroli, emersa grazie alla caparbietà di alcuni giudici e all’onestà di militari della Guardia di Finanza i cui vertici erano addirittura in società con gli stessi contrabbandieri (oltre ad essere iscritti alla P2 di Licio Gelli). Il libro contiene i contributi di alcuni inquirenti e investigatori che si sono occupati in prima persona della vicenda. Nella seconda parte del libro E. Guidotto inquadra la vicenda dello scandalo dei petroli nelle trame di cui sono stati registi i poteri criminali occulti: personaggi che hanno sempre agito nell’ombra per aumentare il loro potere a costo di destabilizzare la democrazia. La III parte consiste nella riproduzione di una rassegna stampa trentennale (1979-2009).
Collocazione Biblioteca: MAF.04.480

Carlo Alberto Brioschi, Il malaffare. Breve storia della corruzione, Longanesi, Milano, 2010, pp. 298
L’autore, giornalista, propone un’erudita e divertita breve storia, che ripercorre le “gesta conduttive” di grandi e meno grandi lungo oltre quattromila anni di storiografia, filosofia, memorialistica, letteratura e cronaca: dal Codice di Hammurabi alla bancarotta Parmalat, dallo scandalo dell’oro di Arpalo a Tangentopoli, dall’affaire francese del canale di Panama a quello della Banca Romana nell’Italia di Giolitti. Un viaggio tra politica e storia che porta l’autore a chiedersi, di fronte alla tenace sopravvivenza del malcostume tangentizio, se non sia necessario evitare almeno l’ipocrisia dilagante e la tendenza a dimenticare di chi è ancora convinto, come scriveva Longanesi, “che la morale sia la conclusione delle favole”.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.263

Ivan Cicconi … [et al.], Corruzione, radiografia del sistema. Dopo Mani pulite, in Narcomafie, a. 17, n. 12 (2009), pp. 16-30
Nei tre contributi di questo dossier si denuncia il fatto che dopo i primi anni ’90, nonostante Mani pulite, le tangenti imperversano più di prima; è “rinato” il malaffare e non è stato scongiurato il pericolo della P2. In seguito alle indagini su corruzione e mafia è emersa una forte compenetrazione tra la criminalità e le classi dirigenti del Paese; il prezzo della corruzione ricade particolarmente sugli stati del terzo mondo e sui cittadini deboli. Vengono inoltre indicati i fattori di sistema che favoriscono le pratiche corruttive.

Piercamillo Davigo, Grazia Mannozzi, La corruzione in Italia. Percezione sociale e controllo penale, Laterza, Roma, 2007, pp. 372
Dopo un’analisi di cosa è in Italia la corruzione e dei fattori che la favoriscono, il libro analizza le cifre della corruzione palese in Italia (sui dati dei procedimenti giudiziari) e valuta la corruzione occulta. Le statistiche raccolte forniscono il materiale per valutare in che misura è affiorata la corruzione, in quali regioni è maggiormente emersa, quale può essere il rapporto fra criminalità registrata e sommersa, come si colloca la situazione italiana nel panorama mondiale, quale è stata la reazione del sistema, quante condanne sono seguite alle inchieste ed infine quale è stata la severità media delle pene effettivamente applicate. L’analisi va dagli anni Ottanta ad oggi, e traccia un bilancio inedito e sorprendente. Riflessioni sul fenomeno ed indicazioni di metodo si trovano nelle Conclusioni al lavoro.
Collocazione Biblioteca: 14374

Bernardo Giorgio Mattarella, Le regole dell’onestà. Etica, politica, amministrazione, ll Mulino, Bologna, 2007, pp. 211
A partire dalle statistiche internazionali che mostrano come la debolezza del settore pubblico italiano è innanzitutto debolezza del personale, anche da un punto di vista etico, il libro affronta il tema dei doveri di coloro che in Italia svolgono, a vario titolo, funzioni nell’interesse della collettività. Questi doveri non derivano solo da un contratto di lavoro, come per altri cittadini, ma direttamente dalla Costituzione repubblicana. Vengono esaminati possibili rimedi preventivi alla corruzione, anche alla luce di esperienze internazionali. Quindi l’autore considera i politici e i loro conflitti di interesse, gli impiegati ed i loro codici di comportamento, i magistrati e i doveri degli arbitri e degli organi di garanzia, e infine i privati che svolgono funzioni pubbliche.
Collocazione Biblioteca: 14367

Donatella della Porta, Alberto Vannucci, Mani impunite. Vecchia e nuova corruzione in Italia, Laterza, Bari, 2007, pp. 255
I due autori, docenti universitari a Firenze e a Pisa, basandosi su materiale giudiziario e su una sistematica rassegna stampa integrata da interviste, indagano su cosa è veramente cambiato nella pratica, nei protagonisti e nei meccanismi che regolano la corruzione dopo le inchieste di “mani pulite”.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.274

Piercamillo Davigo, La giubba del re. Intervista sulla corruzione, Laterza, Bari, 2004, pp. 233
L’autore, scrittore e autore cinematografico, intervista Piercamillo Davigo, magistrato presso la Corte d’Appello di Milano (ha fatto parte del pool di Mani pulite) sulla corruzione in Italia. Le considerazioni del magistrato costituiscono una denuncia lucida e combattiva della progressiva perdita della consapevolezza del bene pubblico nel nostro paese, alla luce dei tanti casi che emergono dalla cronaca.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.98

Donatella Della Porta D., La politica locale, Il Mulino, Milano, 1999, pp. 307
L’evoluzione verso un mondo globale, caratterizzata da una sempre maggiore influenza di processi e istituzioni sovranazionali, è andata di pari passo con la rivalutazione della dimensione subnazionale. A lungo considerata un aspetto minore della politica, la politica locale costituisce un tema sempre più rilevante per le scienze politiche e sociali così come per la vita dei cittadini. In Italia, i temi del regionalismo e federalismo sono al centro del dibattito istituzionale e suscitano grande interesse nell’opinione pubblica, mentre la recente riforma elettorale ha rafforzato la posizione dei sindaci. Il volume analizza nei suoi diversi aspetti la politica locale: il potere nella comunità, le subculture territoriali, il clientelismo e la corruzione, i conflitti etnico-nazionali, i partiti regionalisti, i movimenti urbani, le istituzioni del governo locale, le politiche pubbliche nelle città.
Collocazione Biblioteca: 08991

Pierpaolo Donati, Stato sociale, politiche di welfare e società civile, in Sociologia e professione, n.30 (giu. 1998), pp. 31-42
Il problema dello stato sociale è anche e soprattutto un problema di società civile, o meglio di relazionamento tra stato e società civile, nel senso che il benessere sociale dovrebbe essere innanzitutto l’obiettivo di attori civili. Lo stato italiano dal ’48 ad oggi si configura intriso di corruzione, con un organizzazione patologica del lavoro, con una solidarietà premoderna e che sul piano etico si dimostra amorale. Queste stesse regole negative pervadono anche la società civile nel momento in cui si relaziona con lo stato e le sue istituzioni. Lo stato sociale italiano, nel modello sinora perseguito ha creato deresponsabilizzazione, ha indebolito le formazioni sociali intermedie attraverso pratiche opposte al principio di sussidiarietà. Non si può quindi parlare di passaggio ad una nuova condizione definita di stato sociale. La nostra è una società che non sembra avere un’idea di cosa possa renderla più “civile”, cioè di cosa sia e come sia perseguibile un assetto più civile di promozione e sicurezza sociale. E tuttavia, se qualcosa si muove è proprio nella direzione di un welfare civile, sostenuto da una società civile virtuosa.

Aldo Aledda, De Coubertin addio!. Corruzione, affari, droga, frode e criminalità nello sport dall’antichità ai nostri giorni, Società Stampa Sportiva, Roma, 1998, pp.257
L’autore ha svolto una ricerca svolta sul fenomeno sportivo, dall’epoca antica ad oggi, dal punto di vista dell’affarismo, della corruzione, della politica e dell’alta finanza, degli sponsor, della tv, delle scommesse, della droga, connessa alla violenza e alla criminalità. Tutti questi aspetti sono presenti nella pratica sportiva e quindi degni di considerazione, pur non essendo, si spera, prevalenti. Il Centro Sportivo Italiano chiese al Tribunale di Roma il ritiro della prima edizione del libro, uscita nel 1996, istanza respinta con un’ordinanza che viene qui pubblicata.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.393

Mauro Magatti., Tangentopoli, una questione sociale, in Il Mulino, n. 6 (dic. 1996), pp. 1058-1069
Secondo l’autore, ricercatore presso il Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano, Tangentopoli è nata come regime competitivo fra centri di interesse privo di un quadro istituzionale in grado di incanalare la lotta e di limitare gli strumenti ammessi per il perseguimento degli obiettivi. Per combattere la corruzione l’impegno va portato nella società civile, predisponendo un sistema istituzionale capace di dare trasparenza e razionalità ai conflitti sociali e politici.

La corruzione in ambito sanitario

Mafia e Sanità. Summer School 2015, in Narcomafie, n. 6 (2015), pp. 5-64
La monografia riporta il tema della terza edizione della Summer School 2015 “Mafia e sanità”. Il sistema sanitario è un settore molto appetibile per la criminalità organizzata. Le infiltrazioni possono avvenire attraverso diversi varchi, come la conoscenza di persone compiacenti, l’aggiudicazione di appalti, il conflitto di interessi. Questo fa sì che, in ambito sanitario, la corruzione insieme ad altre forme di illegalità, abbia molteplici effetti deleteri. Tra questi, la sottrazione di risorse all’assistenza con immediate conseguenze sull’offerta di prestazioni e servizi sanitari, sulla salute delle persone, sulla qualità delle strutture e dei materiali che mettono a repentaglio la sicurezza. Su questo tema la rivista pubblica i seguenti contributi: “La corruzione nella sanità” di Nerina Dirindin, “Il cavallo di Troia: appalti e project financing”, “Sanità e diritto amministrativo. Le criticità”, “Farmaci e mercati illegali” a cura della redazione; “Contesto criminale, contesto sociale” di Alessandra Dolci; “Mafia e sanità, il contesto giuridico” di Michele Prestipino; “Bagheria e la clinica dei boss” di Enrico Bellavia; “Morire di sanità. L’omicidio Fortugno” di Nando dalla Chiesa; “Caserta, un’ Asl in odore di camorra” di Alessandro Colletti; “Pavia, effetto ‘ndrangheta” di Federica Cabras; “Mafiosi, malati immaginari” di Corrado De Rosa; “L’autodifesa civica. Vie e strumenti” di Massimo Brunetti; “Cittadinanza e buona sanità: così le mafie si sconfiggono” a cura della redazione; “Sanità, migliorare è possibile” di Chiara Rivoiro

Giovanni Del Giaccio, Sangue sporco. Trasfusioni, errori e malasanità, Giubilei Regnani, Cesena, 2015, pp. 197
In questo libro si racconta delle trasfusioni da sangue infetto che hanno avuto come conseguenza, nella maggioranza dei casi, la trasmissione di epatite C, ma anche del virus Hiv, quello dell’Aids. Si racconta della depressione di chi si è trovato, dall’oggi al domani, a combattere non solo con malattie che sconvolgono l’esistenza, ma anche con la mancanza di comprensione di chi era dall’altra parte. Vicende di vita vissuta, di disagi quotidiani, di sofferenza dignitosa, di voglia di riscatto. Giovanni Del Giaccio è giornalista professionista, redattore del quotidiano Il Messaggero.
Collocazione Biblioteca: 17373

Peter C. Gotzsche, Medicine letali e crimine organizzato. Come le grandi aziende farmaceutiche hanno corrotto il sistema sanitario, Giovanni Fioriti, Roma, 2015, pp. 431
Questo libro non prende in considerazione i noti effetti positivi di farmaci come quelli che ci hanno portato a grandi successi nel campo delle patologie infettive, dei disturbi cardiovascolari, di alcuni tumori e dei disturbi endocrini come il diabete di tipo 1. Il libro affronta, invece, il fallimento di un intero sistema provocato da comportamenti criminali, dalla corruzione e dall’impotenza degli enti regolatori (che andrebbero riformati in modo radicale). Secondo l’autore, al giorno d’oggi le due principali epidemie che colpiscono l’umanità sono prodotte dall’uomo: il tabacco e i farmaci; entrambe hanno un tasso di letalità elevato. Negli Stati Uniti e in Europa, i farmaci sono la terza più importante causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e il cancro. L’autore, professore di Clinical Research Design and Analysis presso l’Università di Copenhagen e co-fondatore della Cochrane Collaboration, cerca di spiegare in questo libro perché ci troviamo in questa situazione e come la si potrebbe affrontare.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.386

Nerina Dirindin … [et al.], Diritto alla salute e sanità pubblica, in RPS, n. 2-3 (apr.-set. 2014), pp. 13-176
La monografia presenta un approfondimento sulla sanità, partendo dalla preoccupazione che la crisi economica in atto possa essere utilizzata per modificare profondamente il Servizio sanitario nazionale. Dopo un primo contributo di analisi di Nerina Dirindin sul dibattitto sulla sostenibilità economica del Ssn, altri interventi sono dedicati ai servizi sul territorio, alla prevenzione, a diverse esperienze portate avanti in alcune Regioni, alla formazione del personale sanitario, alla lotta alla corruzione e all’uso distratto delle risorse, alla legge 180, alla non autosufficienza.

Marika Demaria, L’illegalità nuoce alla salute, in Narcomafie, a. 21, n. 12 (dic. 2013), pp. 16-17
La corruzione mette in pericolo la sanità pubblica e la vita dei cittadini: nel 2012 il 5,6% delle risorse investite in Europa per la sanità è andato perso in tangenti. Il Gruppo Abele e Libera lanciano una nuova campagna, “Salute-Obiettivo 100%”, che ha già registrato molte adesioni. Il traguardo è quello di raccogliere entro il 31 gennaio 2014 mezzo milione di firme a sostegno di questa battaglia in difesa del diritto alla salute e del sistema pubblico che lo garantisce.
Nerina Dirindin, Illuminiamo la salute. Inchiesta, in Narcomafie, a. 21, n. 11 (nov. 2013), pp. 27-59
Quattro soggetti storicamente impegnati nella lotta all’illegalità e nella ricerca- intervento sul tema delle prestazioni sanitarie (Libera, Coripe Piemonte, Gruppo Abele e Avviso Pubblico) hanno presentato il 27 giugno 2013 a Roma il rapporto introduttivo su prevenzione e contrasto all’illegalità nella tutela della salute, intitolato “Illuminare la salute. Per non cadere nella ragnatela dell’illegalità”. L’obiettivo è quello di collaborare al fine di prevedere un piano di ricerca-azione capace di far fronte alle nuove esigenze e, soprattutto, fare in modo che l’adeguamento al quadro normativo su trasparenza, legalità e contrasto della corruzione nell’ambito della Pubblica Amministrazione (legge 190/2012) non sia solo un atto formale.

I costi della corruzione

Piero Innocenti, Fisiopatologia della corruzione, in Segno, a. 41, n. 367-368 (lug.-ago. 2015), pp. 67-68
Secondo l’autore il nostro paese si rivela sempre più inquinato da condotte corruttive, e risulta quello più corrotto d’Europa. L’impatto della corruzione sulla vita economica e sociale è di gran lunga superiore a quello prodotto dalla criminalità predatoria e convenzionale. Difficile convincere i giovani a restare onesti, quando si vedono esponenti di rilievo nella vita pubblica aggirare sistematicamente la legge per il tornaconto personale.

Pietro Greco, Molta corruzione scarsa innovazione, in Rocca, a. 74, n. 12 (giu. 2015), pp. 26-28
L’autore propone una riflessione sul legame tra corruzione e innovazione in Italia. Se l’Italia da alcuni decenni fatica a creare ricchezza è perchè non innova abbastanza. E non innova abbastanza anche perchè la sua capacità di tenere sotto controllo la corruzione è la più bassa d’Europa. L’autore prova a indagare sulle cause di questo fenomeno.

Gianfranco Perriera, Pecunia non olet, la corruzione puzza in Segno, a. 41, n. 363-364 (mar.- apr. 2015), pp. 51-56
L’autore si sofferma sul trionfo indisciplinato del potere del denaro, della nichilista mediocrità di chi governa e di chi li elegge, sugli scandali legati alla corruzione che tormentano la vita italiana da almeno quarant’anni, criticata profondamente anche da Papa Francesco nel suo discorso a Napoli.

Nadia Fiorino, Emma Galli, La corruzione in Italia. Un’analisi economica, Il Mulino, Bologna, 2013, pp. 123
L’opinione pubblica da un lato e le istituzioni internazionali dall’altro sollecitano con urgenza provvedimenti in grado di contrastare la corruzione politico-amministrativa diffusa nel nostro paese. Ma qual è il ruolo che fattori come reddito, istruzione, dimensione del settore pubblico, capitale sociale, disuguaglianza, decentramento svolgono nel favorirla e diffonderla? Qual è il peso relativo di tali fattori sulla distribuzione geografica del fenomeno e quanto incidono sul processo di crescita del paese? Partendo dalla definizione e identificazione dei reati rilevanti e dalla loro misurazione, il libro analizza la realtà delle regioni italiane e avanza alcune proposte per costruire politiche consapevoli ed efficaci in materia.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.345

Marco Arnone, Eleni Iliopulos, La corruzione costa. Effetti economici, istituzionali e sociali, Vita e pensiero, Milano, 2005, pp. 245
In questo studio l’impatto della corruzione viene esaminato considerandone i costi a livello di imprese e di mercati; si procede con un esame della sua influenza su dinamiche più generali, come la crescita, gli investimenti e i tassi di interesse. Si osservano poi gli effetti sulle istituzioni politiche ed economiche – il governo, il parlamento, gli organi di supervisione e controllo dei mercati – e sulla società; l’incidenza sulla gestione della spesa pubblica, sull’istruzione, sulla sanità, sui livelli di integrazione e di sviluppo umano. Si esaminano poi le dinamiche corruttive che interessano l’Italia, dove il fenomeno è persistente e pervasivo. La prospettiva internazionale rappresenta l’elemento qualificante di questa indagine elaborata su un campione di centocinquanta Paesi.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.209

Jorge F. Malem Sena, Globalizzazione, commercio internazionale e corruzione, Il Mulino, Bologna, 2004, pp. 220
L’autore, docente di Teoria e filosofia del diritto all’Università di Cordoba in Argentina, illustra la categoria generale della corruzione, le norme (internazionali e nazionali) tese a contrastarla, le sue cause, i suoi effetti economici e politici. Sottolinea la pericolosità della corruzione, in quanto ostacola lo sviluppo e minaccia la democrazia.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.67

Prevenzione e lotta alla corruzione

Davide Del Monte, Giorgio Fraschini, Whistleblowing: domande e risposte. Promozione e tutela delle segnalazioni di rischi e irregolarità nell’interesse pubblico, Transparency International Italia, Milano, 2015, pp. 8
Questo breve manualetto offre alcune risposte alle domande inerenti il “whistleblowing”, per iniziare a comprendere una pratica ancora poco conosciuta in Italia e ancora meno utilizzata. Il whistleblowing consiste nelle attività di regolamentazione delle procedure volte a incentivare e proteggere la testimonianza di un illecito o un’irregolarità sul luogo di lavoro e la sua segnalazione a una persona o un’autorità che possa agire efficacemente al riguardo.

Pierre de Charentenay SJ, Vincere la corruzione: i tentativi delle Filippine, in Aggiornamenti Sociali, a. 66, n. 5 (mag. 2015), pp.387-398
L’autore, sacerdote gesuita, prende spunto dalle forti parole di Papa Francesco pronunciate durante la sua visita nelle Filippine, per ripercorrere la storia della corruzione in questo paese, dalla colonizzazione spagnole alla presidenza Marcos, fino a illustrare la battaglia per la legalità intrapresa dalla presidenza Aquino in poi. Chiude l’articolo una scheda che riporta diversi interventi del Papa sul tema della corruzione.

Giancarlo Caselli, Muri di vetro e porte blindate. Anticorruzione, in Rocca, a. 74, n. 9 (mag. 2015), pp. 20-22
Secondo l’autore, magistrato, la povertà in Italia cresce in misura esponenziale e su questa drammatica situazione hanno certamente un peso rilevante la crisi economica e l’illegalità, che interagiscono in un perverso circolo vizioso. Le cifre dell’economia illegale sono da capogiro e ogni recupero di legalità è recupero di reddito a vantaggio del paese. La legalità “conviene” in quanto è precondizione fondamentale per avere prospettive di una vita in cui la giustizia distributiva possa avviarsi a diventare una pratica vera e non solo un’illusione.

Paolo Ielo, La Legge n. 190 del 2012 e il contrasto alla corruzione, in Questione Giustizia, n. 1 (2013), pp. 115-146
L’articolo analizza e commenta la legge 190 del 2012, che interviene in modo significativo in materia di reati contro la Pubblica Amministrazione, e non solo, segnando un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due decenni. Essa si struttura in due parti: la prima relativa all’elaborazione di un sistema di prevenzione, trapiantando moduli elaborati in materia di responsabilità degli enti; la seconda ridefinisce l’ipotesi di cui all’art. 318, corruzione per l’esercizio della funzione, sdoppia i reati di concussione, introduce l’ipotesi di traffico di influenze.

Tullio Padovani … [et al.], Legge anticorruzione / 2: l’analisi delle norme penali. Le nuove fattispecie di reato, i cambiamenti al codice civile e le regole sulla responsabilità degli enti, in Guida al Diritto Il Sole 24 Ore, a. 19, n. 48 (dic. 2012), pp. I-XXXIX
In questo numero la rivista prosegue l’approfondimento della legge 6 novembre 2012 n. 190, iniziato nel numero precedente con le norme amministrative, per prendere maggiormente in esame le norme penali.

Monica Zapelli, Un uomo onesto, Sperling & Kupfer, Milano, 2012, pp. 178
Il volume narra la storia dell’imprenditore brianzolo Ambrogio Mauri, titolare di una rinomata azienda dedita alla produzione di mezzi pubblici di trasporto, progressivamente esclusa dalle gare d’appalto e travolta dalla crisi, morto suicida per non piegarsi alle logiche della corruzione e delle tangenti. L’autrice è laureata in filosofia e lavora come sceneggiatrice. Tra i suoi film, I Cento Passi, premiato a Venezia.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.354

Attilio Scaglione, Il movimento degli indignados, in Segno, a. 38, n. 331 (gen. 2012), pp. 17-26
L’articolo ribadisce che la protesta degli indignados, iniziata a Madrid il 15 maggio 2011, è legata al malessere sociale diffuso e radicato. L’idea che l’ispira è esportare in Europa le rivendicazioni dell’onda araba con un programma ambizioso: contrastare la corruzione e il precariato lavorativo, fermare le spese militari, ridurre i privilegi della politica, tassare le operazioni finanziarie, diffondere la democrazia partecipativa e diretta con le nuove tecnologie.

Pia Acconci … [et al.], Responsabilità d’impresa e strumenti internazionali anticorruzione. Dalla Convenzione OCSE 1997 al Decreto n. 231/2001, EGEA, Milano, 2003, pp. 357
La raccolta di studi contenuti nel presente volume offre una panoramica completa delle iniziative legislative e di politica economica internazionali in materia di lotta alla corruzione e della sfida che la loro attuazione efficace comporta per gli ordinamenti interni. Vengono approfondite sia la nuova normativa internazionale, sia le norme italiane di attuazione, penali e non penali, evidenziando l’incidenza della Convenzione OCSE sulla loro interpretazione e applicazione. Viene altresì affrontato il tema del rapporto tra le norme convenzionali in materia di contabilità e la successiva modifica del falso in bilancio.
Collocazione Biblioteca: MAF.03.37

Michele Del Gaudio, A scuola di legalità, Tullio Pironti, Napoli, 2002
L’Autore, magistrato anticorruzione negli anni ’80, indirizza il suo impegno alla diffusione dei valori costituzionali e della legalità soprattutto fra i giovani e nelle scuole. Nel presente libro propone la sua esperienza con gli alunni della scuola “Giancarlo Siani” di Torre Annunziata. Attraverso le loro esperienze, passo dopo passo, il lettore scopre cos’è veramente la legalità.
Collocazione Biblioteca: 10803

Antonio Di Pietro, Intervista su Tangentopoli, Laterza, Roma, 2000, pp. 199
L’autore, giornalista, intervista A. Di Pietro sul sistema della corruzione e sulla storia di Mani Pulite. In un discorso serrato, l’ex magistrato ricostruisce dall’inizio – e con molti retroscena inediti – l’operazione di polizia giudiziaria, iniziata il 17/02/1992 con l’arresto di M.Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio, che ha messo in moto la macchina giudiziaria.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.110

Mafie e corruzione in Italia

Nando dalla Chiesa, Maxiprocesso, 1986-2016, in Narcomafie, a. 24, n. 1 (gen.- feb. 2016), pp. 11
Il breve articolo presenta, a distanza di 30 anni, una riflessione sul maxiprocesso di Palermo iniziato il 10 aprile del 1986. Il più importante processo nella storia d’Italia ha segnato la comparsa sulla scena di una nuova leva di magistrati siciliani, di nuove tecniche investigative e dell’elaborazione di una nuova dottrina giuridica in materia di mafia. In questo periodo per la prima volta nella storia italiana si parano, una di fronte all’altra, l’etica pubblica democratica e il regime di corruzione, che nella lotta alla mafia vedeva un pericolo per la propria impunità.

Luca Ferrari, Nello Trocchia, Monika Dobrowolska Mancini, Io, morto per dovere, Chiarelettere, Milano, 2016, pp. 150
Questo volume racconta la storia di un uomo che sapeva già tutto del disastro ambientale nella cosiddetta Terra dei fuochi: vent’anni fa conosceva nomi e trame di un sistema criminale composto da una cricca affaristica in combutta con la feccia peggiore della malavita organizzata e con le eminenze grigie della massoneria. Aveva scritto un’informativa rimasta per anni chiusa in un cassetto e ritenuta non degna di approfondimenti, ha continuato il suo impegno depositando, nell’ultimo periodo della sua vita, un’altra informativa. Quest’uomo si chiamava Roberto Mancini, è morto il 30 aprile 2014, ucciso da un cancro. Sarà riconosciuto dal ministero dell’Interno come “vittima del dovere”. Luca Ferrari è giornalista, documentarista e fotografo. Nello Trocchia è giornalista e scrittore. Monica Dobrowolska Mancini è la vedova di Roberto Mancini.
Collocazione Biblioteca : MAF.04.534

Nando dalla Chiesa, Passaggio a Nord. La colonizzazione mafiosa, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2016, pp. 268
Nel libro l’autore esplicita i concetti e le prospettive teoriche elaborate progressivamente sul fenomeno mafioso; cerca di mettere a fuoco la vera identità della mafia al Nord, soffermandosi sulla sua evoluzione, diffusione territoriale e le sue strategie di sviluppo; richiama direttamente le responsabilità dello Stato, della politica e della società civile. Nando dalla Chiesa è ordinario di Sociologia della criminalità organizzata all’Università degli Studi di Milano.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.390

Antonio La Spina, Il mondo di mezzo. Mafie e antimafie, Il Mulino, Bologna, 2016, pp. 207
Questo libro affronta il tema delle mafie, così come delle antimafie, dalla ‘ndrangheta, superpotenza mondiale, al nuovo fenomeno di “Mafia capitale”: una mappa delle organizzazioni criminali e un’agenda per contrastarle. Antonio La Spina è professore ordinario di Sociologia alla Luiss. Collocazione Biblioteca: MAF.01.398

Marcello Ravveduto, Il sindaco gentile. Gli appalti, la camorra e un uomo onesto. La storia di Marcello Torre, Melampo, Milano, 2015, pp. 287
Questo libro ha il merito di restituire la figura del sindaco di Pagani Marcello Torre, vittima di camorra, in tutta la sua complessità; ricostruisce, con un grande lavoro di archivio, documenti, articoli, testimonianze, scritture e corrispondenze private, il percorso politico, professionale e famigliare di Marcello. Torre si stava opponendo da sindaco al tentativo della camorra di mettere le mani sui lavori della ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia. Marcello Ravveduto è docente a contratto di Public e Digital History presso l’Università di Salerno.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.532

A cura di Simona Melorio e Marcello Ravveduto, Dialoghi sulle mafie, Rubbettino, Catanzaro, 2015, pp. 175
Questo volume offre al lettore un approccio critico per andare oltre gli stereotipi e comprendere fino in fondo i meccanismi sociali, economici e culturali che hanno permesso alle mafie di sopravvivere e svilupparsi in oltre centocinquanta anni di storia nazionale: vengono infatti pubblicati gli interventi alla quattro giorni di Dialoghi sulle mafie, tenutisi a Napoli dal 5 all’8 novembre 2014. Simona Melorio è dottore di ricerca in Criminologia. Marcello Ravveduto è componenente del comitato scientifico della rivista Narcomafie.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.391

Giorgio Bongiovanni … [et al.], Se fosse Stato. Quegli “ibridi connubi” che minano la democrazia, in Antimafia Duemila, a. 15, n. 1 (2015), pp. 148
Dopo l’editoriale di G. Bongiovanni, “Gli invisibili, i veri capi della mafia”, il numero pubblica le inchieste sulla metamorfosi mafiosa e i dossier “Dietro le quinte”, riportando storie e analisi di fatti e circostanze, frutto di indagini svolte dai magistrati impegnati contro le mafie.
Collocazione Biblioteca: MAF.06.359

Giuseppe Baldessarro, Il sacco di Roma. Inchiesta, in Narcomafie, n.3 (mag.- giu. 2015), pp. 25-38
G. Baldessarro, in questo numero scrive quattro articoli sull’inchiesta denominata “Mafia Capitale”. Da questa inchiesta, coordinata dal Procuratore Capo di Roma Giuseppe Pignatore, emerge un’immagine di Roma come di un mondo illegale e corrotto: criminalità organizzata, imprenditoria e politica si sovrappongono dando vita a interessi e poteri di stampo mafioso. Il clan di Mafia capitale non agiva nei confronti dei politici con intimidazioni, ma piuttosto con il conferimento di incarichi prestigiosi, corrisposti poi con regalie e favori. Un’articolo dell’inchiesta è dedicato al processo che si svolgerà a novembre 2015 e vedrà come imputati Massimo Carminati (presunto boss) e altre 33 persone.

A cura di Marco Santoro, Riconoscere le mafie. Cosa sono, come funzionano, come si muovono, Il Mulino, Bologna, 2015, pp. 362
Con il contributo dei maggiori studiosi ed esperti in materia, questo volume analizza le mafie (soprattutto italiane, ma non solo), muovendo dal problema del loro riconoscimento: cosa sono le mafie, ovvero come sono state storicamente identificate e che questioni – giuridiche, politiche ma anche epistemologiche – solleva la loro identificazione; come funzionano, ovvero attraverso quali meccanismi e logiche operano; come si muovono e si espandono nello spazio, mimetizzandosi e confondendosi nell’ambiente ma anche trasformandolo. Dalla ricostruzione storica delle numerose idee di mafia elaborate nei primi decenni dell’unità alla questione della loro “accertabilità” in sede giudiziaria, dalle modalità di circolazione e radicamento sul territorio di gruppi e organizzazioni mafiose ai rapporti simbiotici tra mafiosi e politici, dal ruolo dei legami di sangue nei gruppi di mafia alla fenomenologia della violenza mafiosa sino alla diffusione spaziale di pratiche omicide ed estorsive, il mondo variegato e complesso delle mafie emerge da questo volume come un grande e incompiuto puzzle, una sfida alle nostre categorie cognitive e morali la cui soluzione presuppone adeguate strategie intellettuali su cui fondare efficaci interventi politici: perché è solo dal riconoscimento delle mafie in tutta la loro complessità culturale, politica e sociale che possiamo sperare di vederle e quindi combatterle e contrastarle.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.388

A cura dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, Ecomafia 2015. Corrotti, clan e inquinatori. I ladri di futuro all’assalto del Bel Paese, Marotta & Cafiero, Legambiente, Napoli, 2015, pp. 185
A 21 anni dalla prima edizione, il Rapporto Ecomafia cambia veste. Senza trascurare i numeri, che ci restituiscono l’immagine concreta della criminalità ambientale nel nostro Paese, viene messo a fuoco il tema della corruzione, analizzandone le dinamiche nei settori ecocriminali, dedicando maggiore attenzione alle strategie, agli “schemi di gioco”, piuttosto che alle singole inchieste che hanno contraddistinto l’ultimo anno. Usando questa lente, l’assalto all’ambiente, all’economia, al tessuto sociale del Belpaese appare in tutta la sua forza devastatrice. Clan e faccendieri, ma anche imprenditori senza scrupoli, funzionari dello Stato infedeli e colletti bianchi sono i veri protagonisti di queste pagine. La loro azione trova spazio tra uffici pubblici e sedi di società private, violando o addomesticando le leggi, mettendo olio negli ingranaggi della macchina burocratica. Ma esiste una rete che ha dimostrato di essere più forte: è quella delle forze che accanto a Legambiente hanno serrato le fila per arrivare a maggio 2015 all’approvazione della legge che introduce cinque delitti contro l’ambiente nel codice penale. Le vicende riportate compaiono nelle carte delle inchieste giudiziarie, nei documenti istituzionali, nei rapporti delle forze dell’ordine e nelle cronache degli organi di stampa.
Collocazione Biblioteca: 15R12

A cura di Girolamo Lo Verso, Giuseppe Licari, Antonino Giorgi, La psicologia del fenomeno mafioso. Ricerche e studi sulla Mafia, sulla ‘Ndrangheta e sulla Camorra, in Narrare i Gruppi, 1-2 (2014), pp. 5-142
La rivista on line “Narrare i gruppi” propone una monografia introdotta dal “Focus sul pensiero mafioso” di Roberto Scarpinato, cui fanno seguito altri contributi: “Il boss ieri e oggi. Caratteristiche psicologiche e dati di ricerca” di C. Giordano e G. Lo Verso; “Le strategie comunicative di Cosa Nostra. Una ricerca empirica” di G. Mannino et al.; “Crescre in terre di mafia” di M. Di Blasi et al.; “Psicodinamica del fenomeno mafioso” di G. Mannino e S. Giunta; “Segni della ‘ndrangheta in Lombardia: studio di un artefatto culturale” di C. Gozzoli et al.; “La ‘ndrangheta e la strada” di E. Coppola e I.Formica; “Le vittime del racket. Imprenditori e commercianti alle prese con Cosa nostra, ‘Ndrangheta e Camorra” di F. Giannone e A. Ferraro; “Lo sviluppo economico e della persona in contesti mafiosi: il ruolo dei beni relazionali” di A. Giorgi et al.

Antonietta Truncellito, Nicola Schettini, don Marcello Cozzi, Basilicata. Inchiesta in Narcomafie, a. 22, n. 1 (gen. 2014), pp. 29-59
Un sistema di silenzi, corruzione e misteri ha favorito la nascita e l’espansione della criminalità organizzata in un territorio considerato periferico come la Basilicata. Spartiacque per la storia criminale lucana è il terremoto dell’Irpinia, ma le basi per la creazione di condizioni favorevoli a un’aggressione mafiosa risalgono alla Riforma agraria degli anni Cinquanta. Una regione dipinta come “isola felice”, che, invece, funge da cinghia di trasmissione per i clan appartenenti a diverse realtà. L’ultimo intervento del dossier, a cura di don Marcello Cozzi, descrive un lavoro curato dal coordinamento lucano dell’associazione Libera, nel quale vengono ricordati i nomi e le storie delle 72 persone, accertate, morte in maniera misteriosa in Basilicata: sparizioni, “strani” suicidi, omicidi insoluti. Non sempre a firmare questi delitti è stata la mafia, ma si tratta pur sempre di una mano violenta, crudele, criminale.

Fondazione Libera informazione, Comitato unitario delle professioni di Modena, Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie, Carte in regola contro mafie e corruzione. Etica professionale e responsabilità civile. Atti del corso di formazione, Modena, 2012-2013, [s.n.], Roma, 2013, pp. 237
Il volume contiene le lezioni del primo corso di formazione, tenutosi a Modena tra il dicembre del 2012 e l’aprile del 2013, finalizzato a sensibilizzare gli appartenenti agli ordini professionali modenesi circa la presenza delle mafie nel loro territorio. Fra i temi trattati: le grandi opere, gli appalti pubblici e le infiltrazioni mafiose; la corruzione dopo “Mani Pulite”; l’impresa mafiosa; i rapporti tra mafia e imprenditoria; l’evasione fiscale; etica pubblica.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.521

Pierpaolo Romani, Calcio criminale, Rubbettino, Soveria Mannell, 2012, pp. 270
Partite truccate, campionati falsati, gestione delle scommesse, lecite e illecite, riciclaggio di denaro sporco, controllo delle scuole calcio e dei vivai delle squadre, bagarinaggio, estorsioni mascherate da sponsorizzazioni, minacce a giocatori, allenatori e dirigenti. Utilizzo delle tifoserie per scopi poco nobili, controllo dei servizi e delle attività interne ed esterne agli stadi. Sono queste alcune delle azioni messe in campo – è proprio il caso di dirlo – da quel sistema criminal-sportivo che potremmo definire Calcio Criminale, in cui operano sportivi disonesti, criminali, mafiosi e insospettabili colletti bianchi. Questo mondo fatto di imbrogli, slealtà, corruzione, omertà, violenza e minacce – che molti conoscevano e non hanno denunciato – in cui girano grandi quantità di denaro, è stato portato alla luce dalle inchieste svolte, e tuttora in corso, dalla magistratura in diverse regioni italiane: Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Sicilia. Il calcio italiano non è nuovo agli scandali, purtroppo, ma l’ultima Scommessopoli ha qualcosa di diverso dal passato: è emersa l’esistenza di rapporti tra il mondo del calcio e quello delle mafie italiane e della criminalità organizzata straniera. Sono stati arrestati calciatori famosi e non, in carriera e no, di serie A e di serie minori. Indagini sono in corso su calciatori della nostra Nazionale, su allenatori di grandi squadre e su presidenti di società sportive. Il mondo del pallone sta perdendo sempre di più credibilità. Il Calcio Criminale è una minaccia seria, concreta e attuale, sia per chi opera onestamente nel mondo del pallone, sia per chi ne è sinceramente appassionato. Le pagine di questo libro lo testimoniano in modo dettagliato, raccontando storie realmente accadute.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.394

Giovanni Tizian, Gotica. ‘Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea, Round Robin, Roma, 2011, pp. 302
Voto di scambio, corruzione elettorale, acquisizione societarie tramite usura, pizzo camuffato da servizi alle imprese, droga, incendi e minacce. Epifenomeni di un virus letale che dalla periferia Sud dell’Italia ha risalito la penisola, con uomini, mezzi e risorse. Un esercito che corrompe, paga, esige. E quando è necessario spara. Benvenuti a Gotica, oltre la linea della Resistenza. Un viaggio che attraversa il nord fino ad entrare nel suo midollo più oscuro e controverso, quello dominato da ‘ndrangheta, mafia e camorra. Sulla locomotiva economica del Paese anche i clan hanno trovato spazi di trattativa. E aldilà degli appennini tosco-emiliani, politici e imprenditori corrotti che si nutrono del potere dei clan restandone poi fagocitati. Il sistema non fa sconti, non esistono padroni fuori dalle “famiglie”. Una testimonianza portata in prima persona da un cronista di origine calabrese che vive a Modena ormai da anni. Da quando nell’estate del 1989 a Bovalino, nel cuore della Locride sovrastata da San Luca e Platì, un giovane bancario integerrimo e onesto veniva ammazzato a colpi di lupara mentre tornava a casa. Un omicidio come tanti, in Calabria, che resterà sostanzialmente irrisolto. Quell’uomo era suo padre. Questa storia parte da lì.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.346

A cura di Ranieri Polese, Malaitalia. Dalla mafia alla cricca e oltre, Guanda, Milano, 2010, pp. 248
In questo volume sono stati raccolti i contributi di psichiatri, scrittori, magistrati, giornalisti, storici, ecc. invitati a esporre le loro considerazioni sugli ultimi 10 anni di scandali italiani e sulla questione morale: storie di mafia e di camorra, di corruzione, storie di questi giorni. E ci si interroga se la corruzione sia un carattere ereditario degli italiani.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.303

Saverio Lodato, Roberto Scarpinato, Il ritorno del Principe, Chiarelettere, Milano, 2008, pp. 347
Il libro, scritto da un giornalista ed un procuratore aggiunto, fornisce le ragioni per affermare che in Italia la corruzione e la mafia sembrano essere parti costitutive del potere. Il principe del titolo richiama Machiavelli e la teoria in base alla quale in politica tutto è lecito. Secondo gli autori, a fianco dei criminali che organizzano assassini e stragi, esiste una borghesia mafiosa che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento. Il libro racconta i “fuori scena” del potere, quello che non è visibile e non è mai stato raccontato, ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.328

Dossier ‘ndrangheta, in Narcomafie, n. 3 (mar. 2008), pp. 26-44
Il dossier è tratto dalla relazione annuale sulla ‘ndrangheta, approvato dalla commissione parlamentare di inchiesta il 19 febbraio 2008. Si compone di alcuni capitoli, ove vengono messe in luce dapprima le interferenze della criminalità organizzata con le istituzioni locali, al punto di imporre l’elezione di particolari soggetti e produrre una vera e propria amministrazione parallela, con lo scopo, fra gli altri, di pilotare la grande quantità di risorse pubbliche trasferite in Calabria (titoli: Nel cuore degli enti locali, La frode nel sangue). Viene anche messa in luce una certa carenza legislativa. La seconda parte del dossier è dedicata alla corruzione nella sanità. La Commissione individuava fin da subito un punto cruciale nella gestione delle pratiche amministrative che svantaggiava la sanità pubblica a favore di quella privata con interlocutori che quando non erano diretta espressione delle cosche, erano in zona di frontiera con i loro interessi. (titoli: Sanità e corruzione, l’abbraccio mortale, Villa Anya, la gallina dalle uova d’oro, Dentro il “sistema Crea”), Infine un’analisi dell’omicidio Fortugno (Omicidio Fortugno, un caso aperto).

Disonesti o criminali?, in Antigone, a. 1, n. 2 (2006), pp. 7-122
Questo numero della rivista intende fare il punto della situazione rispetto alla ricerca e alla riflessione criminologica riguardante la cd. “criminalità dei colletti bianchi”. Sono presenti i seguenti contributi: “E’ criminale la criminalità dei colletti bianchi? Fare ricerca sui delitti dei potenti”, di V. Ruggero; “La corruzione fuori dall’agenda politica”, di A. Messina; Discussione intorno al volume “Disonesto ma non criminale” di Amedeo Cottino, con G. Maggioni e L. Marini; “Criminalità organizzata o dei colletti bianchi? Il caso della mafia siciliana”,. di V. Scalia; “I crimini d’impresa tra negazione e riconoscimento: il caso Eternit”, di R. Altopiedi; “Individuals first”? Osservazioni sulla nuova strategia europea di sicurezza globale, di C. Messner.

Sergio Zavoli, Ma quale giustizia, RAI-ERI ; Piemme, Roma ; Casale Monferrato, 1997, pp. 383
L’autore analizza nel primo capitolo, intitolato “Le tre emergenze”, il terrorismo, la mafia, la corruzione, gli ambiti in cui la giustizia svolge un ruolo di primo piano. Esaminati il caso Moro, la vicenda Falcone-Borsellino, Tangentopoli, egli coglie la rappresentazione di una giustizia assurta a protagonista della vita nazionale. Nella seconda parte del libro viene scrutato ciò che sta dietro la giustizia, il reato, la pena.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.293

A cura di Sergio Scamuzzi , Italia Illegale, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, pp. 406
Il testo affronta il problema dell’illegalità in Italia nelle sue varie forme: truffa, evasione fiscale, abuso d’ufficio, lavoro irregolare, corruzione, mafia. Con categorie sociologiche, politiche e giuridiche il volume descrive l’azione delle Istituzioni e poteri sociali in bilico tra una tradizione creatrice di illegalità e una nuova auspicata repressione della stessa. Il libro si avvale dei contributi di docenti universitari quali: Della Porta D., Neppi Modena G., Rebuffa G., Resta E., Sciarrone R., Sgroi E.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.177

Corruzione, mafie e criminalità organizzata nel mondo

Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Oro bianco. Storie di uomini, traffici e denaro dall’impero della cocaina, Mondadori, Milano, 2015, pp. 263
In queste pagine, frutto di un lavoro di ricerca sul campo senza precedenti, gli autori ricostruiscono i grandi traffici di cocaina nel mondo, in un viaggio dalla Colombia alla Calabria, seguendo le tappe del business planetario che arricchisce i narcotrafficanti, impoverisce e uccide i tossicodipendenti, contamina il sistema bancario, corrompe le classi dirigenti. Hanno visitato le piantagioni di coca in Colombia, dove per coltivare un ettaro di arbusti se ne disboscano quattro di foresta, con gravissimi danni all’ambiente, sono entrati nei laboratori dove dalla foglia della pianta viene ricavata la pasta base. Hanno proseguito per l’America Latina, Stati Uniti, Australia, Africa, Europa, hanno intervistato giornalisti ed esperti.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.379

Jean-François Gayraud, Carlo Ruta, Colletti criminali. L’intreccio perverso tra mafie e finanze, Castelvecchi, Roma, 2014, pp. 187
La «mano invisibile», regolatrice dei mercati, è una finzione. Ben altre mani fanno sentire il loro peso sul mondo reale e nei santuari della finanza, Wall Street in testa: sono quelle del crimine. L’incontro tra malaffare e «colletti bianchi» è una realtà che non interessa solo livelli marginali dell’economia, ma che ormai riguarda le aree strategiche del sistema. Jean François Gayraud e Carlo Ruta – tra i massimi esperti del fenomeno mafioso – in questo saggio in forma di dialogo raccontano le vicende dei «colletti criminali» negli ultimi cento anni, fino ai nostri giorni: dai «baroni ladri» statunitensi dei primi decenni del Novecento, i Morgan, i Rockefeller, fino a Sindona e Madoff, passando per le «mafie in guanti gialli», l’affaire Lockheed e i paradisi fiscali. Le organizzazioni criminali e le grandi corporation, secondo gli autori, si muovono allo stesso modo e hanno gli stessi obiettivi: entrambe si servono della corruzione per ragioni di autoconservazione e per proteggere i propri affari. La follia finanziaria degli anni 2000, con il frutto avvelenato del subprime, trova la sua origine nella deregulation: il deficit di controlli, di sorveglianza e di repressione, ha prodotto condotte fraudolente in serie, che sono accidentali, ma sintomi di un sistema divenuto senza regole.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.366

Filomena Dematteis … [et al.], Inchiesta Argentina, in Narcomafie, n. 11 (nov. 2014), pp. 23-43
Fattori economici, sociali e geografici hanno trasformato l’Argentina da paese di transito secondario a produttore di sostanze stupefacenti. La vicinanza con paesi produttori di cocaina (Bolivia) e marijuana (Paraguay) e importanti vie d’uscita quali il porto di Buenos Aires, hanno influito considerevolmente sul flusso di droga entrante in Argentina. La disoccupazione e la povertà di parte crescente della popolazione hanno indotto tanti a darsi allo spaccio di droga in strada. La corruzione, anche fra le istituzioni e le forze dell’ordine, è terreno fertile per il riciclaggio di proventi illeciti, appartenenti soprattutto ai cartelli colombiani, ai gruppi messicani del narcotraffico, alle mafie italiane e alla criminalità peruviana.

Marco Tacconi, Antonello Castellano, Gaetano Veninata, Russia. Inchiesta, in Narcomafie, n. 11 (nov. 2011), pp. 21-48
L’inchiesta sottolinea che, vent’anni dopo la caduta dell’impero sovietico, il potere della criminalità ha raggiunto in Russia livelli altissimi. La mafia ha prosperato durante il neoliberismo di Eltsin, crescendo all’ombra degli oligarchi, per poi entrare in affari con la politica durante l’era di Putin. L’impero della criminalità sembra destinato a durare ancora a lungo, perchè trova nella corruzione dilagante e nei torbidi meandri del sistema bancario l’humus ideale in cui fare affari leciti e illeciti. Una mafia dal colletto bianco che non ha però dimenticato la violenza delle armi, gestendo il narcotraffico nei quattro angoli del vecchio continente.

Maurizio Campisi, Guatemala, feudo del narcotraffico, in Narcomafie, n. 4 (apr. 2011), pp. 52-56
L’articolo affronta il problema della forte instabilità politica in Guatemala e dell’impossibilità di attuare riforme sociali nel tentativo di affermare la sua democrazia. Il Paese è considerato uno dei posti meno sicuri del pianeta, in mano a presidenti e governi di destra più interessati a mantenere i privilegi dell’oligarchia che a promuovere rinnovamenti. Narcotraffico e corruzione trovano, in questo contesto, un terreno fertile, in mano a organizzazioni criminali che si avvalgono, per le loro attività, di un braccio armato della polizia, dedito ad esecuzioni sequestri e violenze (il fenomeno delle pandillas) che ha trasformato le periferie della capitale e delle principali città in un far west criminale.

Eva Joly, Questo è il nostro mondo. La nuova frontiera del crimine finanziario, Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2004, pp. 222
L’autrice, giudice francese, ma norvegese di nascita, tratta in questo libro del caso Elf, il colosso petrolifero nazionale che coinvolse le più alte sfere del mondo economico e politico in un vortice di corruzione, tangenti internazionali e fondi neri, tali da raggiungere cifre stratosferiche. In questa dimensione inconcepibile per il normale cittadino, che l’autrice chiama “impunità” piuttosto che corruzione, viene sottolineata l’impotenza di chi, credendo nell’uguaglianza della giustizia, deve affrontare un’élite di potere che agisce in un mondo fatto di paradisi fiscali, banche compiacenti e staterelli con leggi ad hoc per proteggere i capitali illeciti, un mondo in cui la vecchia democrazia ha perso i suoi punti di riferimento.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.09

Vincenzo Ruggiero, Delitti dei deboli e dei potenti. Esercizi di anticriminologia, Bollati Boringhieri, Torino, 1999, pp. 221
Nella prima parte del libro si esaminano le attività criminali ruotanti intorno all’economia delle droghe illecite. La seconda parte si occupa del traffico illecito di materiali bellici e di esseri umani e della corruzione politica e amministrativa in Italia, Francia e Regno Unito. Due intermezzi completano la raccolta: l’uno è relativo al dibattito sulla legalizzazione delle droghe, mentre l’altro, attraverso lo studio di alcuni testi di Daniel Defoe, suggerisce che la definizione di crimine economico era problematica nel secolo XVIII come lo è oggi.
Collocazione Biblioteca: 08976

Piero Innocenti, Come a casa propria, in Narcomafie, n. 4 (apr. 1997), pp. 12-13
L’articolo affronta il problema del riciclaggio e del narcotraffico nei Paesi in via di sviluppo come il Brasile, al centro degli interessi delle organizzazioni criminali ed in particolare sede di affari tra Cosa Nostra ed il Cartello di Cali. L’attività di contrasto del narcotraffico é resa difficile da una diffusa corruzione, come risulta dalla presenza di collegamenti tra il tesoriere dell’ex presidente Fernando Collor de Mello e la mafia siciliana. Accanto a tutto questo bisogna aggiungere che alcune fabbriche italiane di armi, quali la Taurus e la Rossi, avrebbero venduto ben 21.512 armi: una quantità enorme, se pensiamo che la popolazione della regione in cui sono state vendute conta una popolazione di 30.000 abitanti.