Corruzione

Aggiornata a ottobre 2017 –  a cura di Annamaria Licastro, Elisabetta Bosio e Paola Moriondo

I materiali, elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca (centrostudi.gruppoabele.org). L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in Biblioteca sul tema in oggetto; esiste inoltre un’apposita sezione “mafie” con ampio assortimento di studi di settore.
Per ulteriori approfondimenti, consultare il catalogo

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Studi e analisi sulla corruzione

rel annRaffaele Cantone … [et al.], Relazione annuale 2016, Autorità Nazionale Anticorruzione, Roma, 2017, pp. 342
Nella parte prima della Relazione dell’ANAC relativa alle attività svolta nel 2016. La prima parte della Relazione è dedicata alla descrizione del contesto normativo e istituzionale in cui l’Autorità è chiamata ad operare e descrive le competenze svolte, anche alla luce dei più recenti interventi normativi. Le Parti II e III sono dedicate, rispettivamente, alle attività relative alla prevenzione della corruzione e della trasparenza e alle attività svolte in materia di contratti pubblici

Paolo Mancini, Rita Marchetti e Roberto Mincigrucci, La copertura giornalistica della corruzione. Drammatizzazione polarizzata, giudiziarizzazione e assenza di indignazione condivisa, in Polis, a. 31, n. 2 (ago. 2017), pp. 207-238
Nell’articolo proposto vengono riportati i risultati di una ricerca su diversi paesi in cui viene presa in esame la correlazione tra il livello della libertà di stampa e la diffusione della corruzione. Emerge chiaramente come una maggiore libertà di stampa influisca positivamente sulla lotta alla corruzione, mentre questa tende a diffondersi dove esistono argini legislativi, ma anche informali, alla libertà di parola. Un parte dell’articolo è dedicata ad un approfondimento sul caso italiano.

A cura di Salvatore Costantino, Angelo Cuva, Le radici istituzionali della corruzione sistemica e l’azione di contrasto, in Sicurezza e scienze sociali, n. 2 (2016), pp. 7-197
La monografia analizza il fenomeno della corruzione in modo multidisciplinare, considerandone l’aspetto giuridico, sociologico, economico e storico. Dopo l’editoriale di Raffaele Cantone “L’importanza del contrasto alla corruzione: il ruolo dell’Anac”, e l’introduzione di Costantino e Cuva “Contrastare e prevenire la corruzione con la formazione, la trasparenza e la partecipazione”, la raccolta comprende articoli di A. Pajno,A. La Spina, M. Gammone e F. Sidoti; A. Vannucci; G. Pitruzzella; M. De Lucia; G. Magliocco; I. Portelli; R. Ingrassia; G. Carlino; F. Mazzotta; F. Tosi.

1479456741Alberto Vannucci. La corruzione sistemica. Sintomi e anticorpi, in Narcomafie, n.5 (2016), pp. 12-16
Nel sistema della Prima Repubblica pochi, duraturi e ben identificabili centri di potere incassavano un dazio sul valore della spesa pubblica amministrata, garantendo in cambio l’accesso esclusivo a rodati meccanismi di saccheggio di capitali pubblici. Le inchieste di Mani pulite hanno regalato l’illusione di uno sradicamento della corruzione sistemica, che, invece, nel ventennio successivo è rifiorita più rigogliosa di prima, provocando un danno non solo economico perché investe la dimensione istituzionale e culturale del nostro paese.

Giacomo Costa. Ciò che la corruzione non può comprare, in Aggiornamenti Sociali, n. 4 (2016), pp. 269-276
L’autore, direttore di Aggiornamenti Sociali, analizza la corruzione sotto diversi aspetti, osservando in particolare che questa ha la possibilità di interferire con la formulazione stessa delle leggi che la riguardano, aprendo la strada alla propria depenalizzazione e infiltrandosi nel tessuto sociale in modo ampio e profondo.

Paolo Mancini, Marco Mazzoni, Un racconto di parte. La corruzione nei giornali italiani, in Il Mulino, a. 65, n. 1 (2016), pp. 45-51
L’Italia ha la più ampia copertura mediatica di eventi legati alla corruzione. Attraverso un software di analisi linguistica sono state elaborate associazioni di parole usate negli articoli dei giornali italiani e ne è stata misurata la frequenza per individuare i temi emergenti. Di corruzione si parla soprattutto quando vi sono già state indagini da parte degli inquirenti e vengono quindi messi in rilievo i particolari delle indagini stesse e dei processi. La maggior parte di questi reati vengono commessi nell’ambito della pubblica amministrazione o in ambiti privati particolari, come quello dello sport. Spesso si parla anche di casi eclatanti che coinvolgono personalità politiche e di scandali che coinvolgono grandi gruppi industriali, in questi casi le notizie vengono “drammatizzate” e sono messi in luce i dettagli più “pruriginosi”. Le notizie vengono inoltre presentate nella particolare luce politica caratteristica di ogni testata e con un linguaggio tagliato su misura del target che il giornale vuole raggiungere.

Redazione, Il denaro distratto. La relazione annuale delle Fiamme Gialle in Narcomafie, n. 2 (2015), pp. 9-14
Nel loro ultimo rapporto annuale, le Fiamme Gialle raccontano un’Italia di evasori fiscali e truffatori. Secondo questo rapporto sono oltre settemila le persone fisiche e giuridiche completamente sconosciute al fisco che non hanno mai pagato tasse per la loro attività.

cover corruptiaRocco D’Ambrosio … [et al.], Corruptia. Il malaffare in un Comune italiano, La Meridiana, Molfetta, 2014, pp. 8
Il libro propone un viaggio in una città chiamata Corruptia. Si tratta di un comune italiano medio-grande, con un sistema economico-finanziario molto strutturato, culturalmente vivace, con una forte attenzione al ben-essere dei cittadini. In questo viaggio sono stati visitati sei settori di attività: finanziario, ambientale, sicurezza urbana, Pubblica Amministrazione, urbanistica, cultura e sport. Si presentano i meccanismi cercati, i vari attori coinvolti, le loro attività, i riferimenti etici e legislativi del loro operare. Attingendo a vari dati scientifici si comprendono i percorsi di corruzione che vanno al di là del caso di studio e fotografano diversi comuni italiani. La vicenda di questo comune, liberamente interpretata, è diventata caso di studio, analizzato nel contesto del XXVI Corso di formazione dirigenziale per l’accesso alla qualifica di Viceprefetto, tenutosi a Roma.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.377

Commissione Europea, Rapporto della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulla corruzione in Italia = Report from the Commission to the Council and the European Parliament – EU anti-corruption report, Brussels, 2014, pp. 16
Secondo la relazione della commissione, in Italia l’adozione, a novembre 2012, della legge anticorruzione segna un importante passo avanti. La nuova normativa rafforza le politiche di prevenzione mirate a responsabilizzare i pubblici ufficiali e la classe politica e a bilanciare l’onere della lotta al fenomeno, che attualmente ricade quasi esclusivamente sulle forze dell’ordine e sulla magistratura. Gli sforzi profusi dall’Italia sono notevoli, ma la corruzione rimane un fenomeno preoccupante. La Commissione europea suggerisce: di potenziare il regime di integrità per le cariche pubbliche elettive introducendo codici etici e strumenti di rendicontazione del loro operato; di consolidare lo strumentario giuridico e istituzionale sul finanziamento ai partiti; di estendere i poteri e di sviluppare la capacità dell’autorità nazionale anticorruzione. La relazione completa della commissione su ciascuno
Collocazione Biblioteca: C0524

Presidenza del Consiglio dei Ministri, La corruzione in Italia. Per una politica di prevenzione. Analisi del fenomeno, profili internazionali e ipotesi di riforma, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roma, 2014, pp. 416
Come confermato dalle statistiche internazionali, la corruzione resta un fenomeno molto diffuso nel nostro paese. Si tratta di una delle principali cause dell’inefficienza dei servizi destinati alla collettività, del dissesto delle finanze pubbliche, come pure della disaffezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni democratiche. La corruzione, infatti, è causa di ingenti costi economici ma anche sociali, perché determina la compromissione del principio di uguaglianza, minando le pari opportunità dei cittadini, così da rivelarsi uno dei fattori di disgregazione sociale. Questo Rapporto della Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella Pubblica Amministrazione offre un ventaglio di strumenti, tra loro anche diversi per ambito, rilevanza e innovatività, ma che – unitariamente considerati – integrano quella politica di prevenzione della corruzione di cui l’Italia ha senz’altro bisogno: strumenti, tra cui i piani di organizzazione in funzione di prevenzione, i codici di comportamento, l’innalzamento dei livelli di trasparenza e del sistema di responsabilità disciplinare, tutti volti a generare comportamenti virtuosi nei pubblici funzionari e ad assicurare la centralità e il valore dell’etica pubblica.

dicaterina_corruzionePiero Di Caterina con Laura Marinaro, Il sistema corruzione, ADD, Torino, 2013, pp. 189
Il nome di Piero Di Caterina balza all’attenzione della cronaca alla fine del 2009, quando viene scoperchiato il Sistema Sesto, ossia si comincia a fare luce su anni di mala politica e corruzione nel comune dell’hinterland milanese. L’inchiesta, tuttora in corso, chiama in causa i massimi vertici della politica locale e apre scenari sconcertanti sull’uso del denaro pubblico. Di Caterina, imprenditore di sinistra, è uno dei grandi accusatori e testimone chiave dell’inchiesta; la sua storia parte dai soldi dati ai partiti per poter lavorare, da gare di appalto truccate, da richieste impossibili da parte dei politici. Lui denuncia, i giornali cominciano a raccontare e la politica trema. Laura Marinaro, giornalista, segue la vicenda cercando di far chiarezza sui meccanismi di questa brutta storia di soldi e politica. Dall’incontro con Di Caterina nasce l’idea di scrivere un libro che, senza fardelli ideologici, provi a spiegare come funzionano i meccanismi della corruzione, al di là dell’eclatante caso lombardo, ma all’interno di un sistema che coinvolge tutto il Paese.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.387

Yves Achille, Corruzione e buona governance, in Studi sulla questione criminale, a. 8, n. 2 (2013), pp. 31-52
L’autore articola la sua analisi in due parti. La prima tratta i legami tra la corruzione e la buona governance ed evidenzia le debolezze concettuali e la parzialità delle misure di quest’ultima attraverso i fenomeni della corruzione. La seconda, invece, si focalizza sulla questione dell’ambiguità degli Stati di fronte alla corruzione, basandosi sul”esempio della Francia. Poiché la corruzione è il vettore che permette alla criminalità organizzata di infiltrarsi negli ingranaggi dell’apparato dello Stato e nel mondo degli affari, un’analisi del livello di governance nei diversi paesi deve necessariamente cercare di rendere evidente i legami tra apparato di Stato, mondo degli affari e criminalità organizzata.

Alberto Vannucci, L’infelice anomalia italiana: la corruzione come sistema, in Questione Giustizia, n. 1 (2013), pp. 147-167
Dopo aver sottolineato la difficoltà di valutare il grado di diffusione, la natura e le dinamiche nascoste della corruzione in Italia, l’autore analizza le fonti di informazioni quantitative disponibili, passando poi alla corruzione sistemica e sottolineando come essa influisca sul funzionamento dei centri di decisione pubblica.

9788867426225Marco Cappelletti, La corruzione nel governo del territorio. Forme, attori e decisioni nella gestione occulta del territorio, BookSprint, Salerno, 2012, pp. 279
Il libro rappresenta l’esito del percorso di ricerca intrapreso dall’autore come dottorando, sui temi della corruzione e dello scambio occulto nelle pratiche di governo del territorio. La tesi sostenuta infatti è che la corruzione nel governo del territorio dipende in larga parte dalle forme assunte dalla regolamentazione degli usi del suolo e dalle pratiche edilizie. Dopo aver descritto la situazione attuale del governo del territorio, l’autore si sofferma su diversi casi relativi a diverse città italiane. In appendice dati e statistiche. Marco Cappelletti è urbanista e pianificatore territoriale.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.389

Alberto Vannucci, Un nuovo paradigma contro la corruzione, in Il Mulino, a. 61, n. 3 (2012), pp. 422-430
L’articolo sottolinea quanto pesa la corruzione e quali sono le sue ricadute negative: passata la tempesta di “Mani pulite” l’inerzia bipartisan ha prevalso anche perché nei reati di corruzione, l’aspettativa di impunità per prescrizione è molto elevata e non c’è ombra di stigma sociale o di danno alla reputazione per corrotti e corruttori. Le politiche anti-corruzione possono nascere anche dal basso: si pensi alla campagna promossa da “Libera” e “Avviso pubblico” nel 2011 con la raccolta di quasi due milioni di firme per la ratifica delle convenzioni internazionali, o al movimento “Signori Rossi” che fornisce online servizi di consulenza giuridica per cittadini e amministratori che fronteggiano profferte o richieste di tangenti.

A cura di Laura Stefani, Gabriella Rappa, Anna Chiara Carobolante. Analisi storica, giuridica e sociologica del fenomeno corruttivo. Cleup, Padova, 2012, pp. 323
Fenomeno giuridico, politico e culturale, la corruzione si configura sempre più come realtà pervasiva ma, al tempo stesso, silenziosa, negazione del diritto ad avere una Pubblica Amministrazione che sia effettivamente al servizio dell’interesse pubblico, ostacolo all’affermazione del principio meritocratico. La percezione di tale realtà sale, accompagnata dalla strisciante consapevolezza della mancanza di interventi adeguati in materia. La necessità di prevenire e reprimere passa, allora, per il bisogno di conoscere e capire, attraverso una ricognizione della disciplina di diritto italiano e riferimenti al diritto dell’Unione europea e di altri Stati. Sotto la guida di autorevoli penalisti, i contributi contenuti in questo libro sono stati scritti da studenti e neolaureati delle Facoltà di Giurisprudenza di Padova, Palermo e Trieste, nell’ambito dell’iniziativa “Prevent Corruption” realizzata dalla sezione italiana di ELSA – The European Law Students’ Association. Attraverso le sue svariate attività locali, nazionali ed internazionali, ELSA contribuisce a promuovere la legal education, il rispetto reciproco e la responsabilità sociale di studenti di legge e giovani avvocati.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.413

9788865790236_0_0_300_75Alberto Vannucci, Atlante della corruzione, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2012, pp. 285
La corruzione è un fenomeno che sta trascinando l’Italia in fondo alle classifiche internazionali sulla legalità. A che cosa è dovuta la persistente diffusione della corruzione in Italia? Su quali meccanismi di riproduzione si basa? E quali sono i suoi effetti sul sistema politico ed economico del paese? L’autore, docente presso l’Università degli Studi di Pisa è tra i massimi esperti di corruzione nel nostro paese e individua nel libro i protagonisti degli scambi occulti, le ragioni dei fallimenti delle politiche anticorruzione e l’efficacia dei possibili strumenti di contrasto. Presenta i risultati di ricerche e dei modelli di analisi più significativi, confermati e avvalorati da un’ampia rassegna di casi empirici, di episodi e di testimonianze, ricavati da materiale giudiziario e giornalistico.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.315

Andrea Di Nicola, Marco Zanella, Teorie criminologiche e corruzione. Uno studio esplicativo in ambito internazionale, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 5, n. 2 (2011), pp. 37-44
Secondo gli autori, sono rari gli studi che approfondiscono se e in che termini le teorie criminologiche possano fornire spunti utili per comprendere l’eziologia della corruzione. Dopo aver individuato le teorie criminologiche che paiono avere migliore portata esplicativa della corruzione nella pubblica amministrazione, distinguendo tra teorie appartenenti a una prospettiva situazionale/meccanicistica e teorie legate a una prospettiva maggiormente storico/evolutiva, questo articolo procede a un loro test empirico in 51 stati del mondo.

Raffaele Volentè … [et al.], Scandalo petroli. Corruzione elevata a sistema e collusioni con poteri criminali e occulti. Trentennale 1979-2009, Grafiche TP, Loreggia, 2011, pp. 176
Tra le varie vicende oscure che hanno accompagnato la storia d’Italia una sola è stata smascherata fino in fondo, quella dello scandalo dei petroli, emersa grazie alla caparbietà di alcuni giudici e all’onestà di militari della Guardia di Finanza i cui vertici erano addirittura in società con gli stessi contrabbandieri (oltre ad essere iscritti alla P2 di Licio Gelli). Il libro contiene i contributi di alcuni inquirenti e investigatori che si sono occupati in prima persona della vicenda. Nella seconda parte del libro E. Guidotto inquadra la vicenda dello scandalo dei petroli nelle trame di cui sono stati registi i poteri criminali occulti: personaggi che hanno sempre agito nell’ombra per aumentare il loro potere a costo di destabilizzare la democrazia. La III parte consiste nella riproduzione di una rassegna stampa trentennale (1979-2009).
Collocazione Biblioteca: MAF.04.480

9788830427983_0_0_300_75Carlo Alberto Brioschi, Il malaffare. Breve storia della corruzione, Longanesi, Milano, 2010, pp. 298
L’autore, giornalista, propone un’erudita e divertita breve storia, che ripercorre le “gesta conduttive” di grandi e meno grandi lungo oltre quattromila anni di storiografia, filosofia, memorialistica, letteratura e cronaca: dal Codice di Hammurabi alla bancarotta Parmalat, dallo scandalo dell’oro di Arpalo a Tangentopoli, dall’affaire francese del canale di Panama a quello della Banca Romana nell’Italia di Giolitti. Un viaggio tra politica e storia che porta l’autore a chiedersi, di fronte alla tenace sopravvivenza del malcostume tangentizio, se non sia necessario evitare almeno l’ipocrisia dilagante e la tendenza a dimenticare di chi è ancora convinto, come scriveva Longanesi, “che la morale sia la conclusione delle favole”.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.263

Ivan Cicconi … [et al.], Corruzione, radiografia del sistema. Dopo Mani pulite, in Narcomafie, n. 12 (2009), pp. 16-30
Nei tre contributi di questo dossier si denuncia il fatto che dopo i primi anni ’90, nonostante Mani pulite, le tangenti imperversano più di prima; è “rinato” il malaffare e non è stato scongiurato il pericolo della P2. In seguito alle indagini su corruzione e mafia è emersa una forte compenetrazione tra la criminalità e le classi dirigenti del Paese; il prezzo della corruzione ricade particolarmente sugli stati del terzo mondo e sui cittadini deboli. Vengono inoltre indicati i fattori di sistema che favoriscono le pratiche corruttive.

Piercamillo Davigo, Grazia Mannozzi, La corruzione in Italia. Percezione sociale e controllo penale, Laterza, Roma, 2007, pp. 372
Dopo un’analisi di cosa è in Italia la corruzione e dei fattori che la favoriscono, il libro analizza le cifre della corruzione palese in Italia (sui dati dei procedimenti giudiziari) e valuta la corruzione occulta. Le statistiche raccolte forniscono il materiale per valutare in che misura è affiorata la corruzione, in quali regioni è maggiormente emersa, quale può essere il rapporto fra criminalità registrata e sommersa, come si colloca la situazione italiana nel panorama mondiale, quale è stata la reazione del sistema, quante condanne sono seguite alle inchieste ed infine quale è stata la severità media delle pene effettivamente applicate. L’analisi va dagli anni Ottanta ad oggi, e traccia un bilancio inedito e sorprendente. Riflessioni sul fenomeno ed indicazioni di metodo si trovano nelle Conclusioni al lavoro.
Collocazione Biblioteca: 14374

c93b812cover11824Bernardo Giorgio Mattarella, Le regole dell’onestà. Etica, politica, amministrazione, ll Mulino, Bologna, 2007, pp. 211
A partire dalle statistiche internazionali che mostrano come la debolezza del settore pubblico italiano è innanzitutto debolezza del personale, anche da un punto di vista etico, il libro affronta il tema dei doveri di coloro che in Italia svolgono, a vario titolo, funzioni nell’interesse della collettività. Questi doveri non derivano solo da un contratto di lavoro, come per altri cittadini, ma direttamente dalla Costituzione repubblicana. Vengono esaminati possibili rimedi preventivi alla corruzione, anche alla luce di esperienze internazionali. Quindi l’autore considera i politici e i loro conflitti di interesse, gli impiegati ed i loro codici di comportamento, i magistrati e i doveri degli arbitri e degli organi di garanzia, e infine i privati che svolgono funzioni pubbliche.
Collocazione Biblioteca: 14367

Donatella della Porta, Alberto Vannucci, Mani impunite. Vecchia e nuova corruzione in Italia, Laterza, Bari, 2007, pp. 255
I due autori, docenti universitari a Firenze e a Pisa, basandosi su materiale giudiziario e su una sistematica rassegna stampa integrata da interviste, indagano su cosa è veramente cambiato nella pratica, nei protagonisti e nei meccanismi che regolano la corruzione dopo le inchieste di “mani pulite”.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.274

Piercamillo Davigo, La giubba del re. Intervista sulla corruzione, Laterza, Bari, 2004, pp. 233
L’autore, scrittore e autore cinematografico, intervista Piercamillo Davigo, magistrato presso la Corte d’Appello di Milano (ha fatto parte del pool di Mani pulite) sulla corruzione in Italia. Le considerazioni del magistrato costituiscono una denuncia lucida e combattiva della progressiva perdita della consapevolezza del bene pubblico nel nostro paese, alla luce dei tanti casi che emergono dalla cronaca.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.98

9867ac9cover11428Donatella Della Porta, La politica locale, Il Mulino, Milano, 1999, pp. 307
L’evoluzione verso un mondo globale, caratterizzata da una sempre maggiore influenza di processi e istituzioni sovranazionali, è andata di pari passo con la rivalutazione della dimensione subnazionale. A lungo considerata un aspetto minore della politica, la politica locale costituisce un tema sempre più rilevante per le scienze politiche e sociali così come per la vita dei cittadini. In Italia, i temi del regionalismo e federalismo sono al centro del dibattito istituzionale e suscitano grande interesse nell’opinione pubblica, mentre la recente riforma elettorale ha rafforzato la posizione dei sindaci. Il volume analizza nei suoi diversi aspetti la politica locale: il potere nella comunità, le subculture territoriali, il clientelismo e la corruzione, i conflitti etnico-nazionali, i partiti regionalisti, i movimenti urbani, le istituzioni del governo locale, le politiche pubbliche nelle città.
Collocazione Biblioteca: 08991

Ferruccio Pinotti, Poteri forti, RCS Libri, Milano, 2005
L’autore cerca di investigare i rapporti intercorrenti fra Opus Dei, Vaticano, P2, mafia, banchieri, sacerdoti, agenti segreti, avvocati, immobiliaristi, onorevoli implicati negli scandali finanziari che hanno portato alla morte del banchiere Roberto Calvi e allo scandalo del Banco Ambrosiano. La vicenda viene ricostruita analizzando atti giudiziari, articoli di giornali e grazie alla testimonianza del figlio di Calvi. Ferruccio Pinotti è giornalista a “L’Arena di Verona”.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.430


de-coubertin-addio
Aldo Aledda, De Coubertin addio!. Corruzione, affari, droga, frode e criminalità nello sport dall’antichità ai nostri giorni, Società Stampa Sportiva, Roma, 1998, pp. 257
L’autore ha svolto una ricerca svolta sul fenomeno sportivo, dall’epoca antica ad oggi, dal punto di vista dell’affarismo, della corruzione, della politica e dell’alta finanza, degli sponsor, della tv, delle scommesse, della droga, connessa alla violenza e alla criminalità. Tutti questi aspetti sono presenti nella pratica sportiva e quindi degni di considerazione, pur non essendo, si spera, prevalenti. Il Centro Sportivo Italiano chiese al Tribunale di Roma il ritiro della prima edizione del libro, uscita nel 1996, istanza respinta con un’ordinanza che viene qui pubblicata.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.393

La corruzione in ambito sanitario

Cop RPS_3-4_2016Nerina Dirindin … [et al.]. Tutela delle salute e sanità pubblica, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 2 (apr.-giu. 2016), pp. 185-227La monografia comprende tre articoli: 1) La sanità pubblica tra indifferenza e laisser faire. 2) Universalità del sistema sanitario italiano e invecchiamento demografico. Il futuro è sostenibile? 3) L’efficacia della formazione nella prevenzione della corruzione. Vengono esaminate le politiche sanitarie, gli aspetti fiscali e assicurativi, le componenti sociali e cliniche dell’attuale situazione sanitaria italiana fornendo molti dati anche statistici. Piero Innocenti

Mafia e Sanità. Summer School 2015, in Narcomafie, n. 6 (2015), pp. 5-64
La monografia riporta il tema della terza edizione della Summer School 2015 “Mafia e sanità”. Il sistema sanitario è un settore molto appetibile per la criminalità organizzata. Le infiltrazioni possono avvenire attraverso diversi varchi, come la conoscenza di persone compiacenti, l’aggiudicazione di appalti, il conflitto di interessi. Questo fa sì che, in ambito sanitario, la corruzione insieme ad altre forme di illegalità, abbia molteplici effetti deleteri. Tra questi, la sottrazione di risorse all’assistenza con immediate conseguenze sull’offerta di prestazioni e servizi sanitari, sulla salute delle persone, sulla qualità delle strutture e dei materiali che mettono a repentaglio la sicurezza. Su questo tema la rivista pubblica i contributi di Nerina Dirindin, Alessandra Dolci, Michele Prestipino, Enrico Bellavia, Nando dalla Chiesa, Alessandro Colletti,Federica Cabras, Corrado De Rosa, Massimo Brunetti e Chiara Rivoiro.

downloadGiovanni Del Giaccio, Sangue sporco. Trasfusioni, errori e malasanità, Giubilei Regnani, Cesena, 2015, pp. 197
In questo libro si racconta delle trasfusioni da sangue infetto che hanno avuto come conseguenza, nella maggioranza dei casi, la trasmissione di epatite C, ma anche del virus Hiv, quello dell’Aids. Si racconta della depressione di chi si è trovato, dall’oggi al domani, a combattere non solo con malattie che sconvolgono l’esistenza, ma anche con la mancanza di comprensione di chi era dall’altra parte. Vicende di vita vissuta, di disagi quotidiani, di sofferenza dignitosa, di voglia di riscatto. Giovanni Del Giaccio è giornalista professionista, redattore del quotidiano Il Messaggero.
Collocazione Biblioteca: 17373

Ugo Ascoli … [et al.], Welfare e legalità, in Politiche Sociali, n. 2 (2015), pp. 219-306
In Italia, dove pratiche illecite e condizionamenti criminali risultano assai diffusi, è necessaria un’attenzione più sistematica da parte delle scienze sociali al nesso tra welfare e legalità. Alcuni comparti sembrano particolarmente vulnerabili e permeabili a pratiche illecite: i servizi sanitari, le prestazioni assistenziali, l’erogazione di pensioni di inabilità e di indennità di accompagnamento, gli appalti di beni , forniture e servizi. Il focus di questo numero raccoglie i seguenti contributi: “Welfare, corruzione e mafie”; “Bribery in heathcare: the organization of political corruption in the healthcare sector”; “Infiltrazioni mafiose e malaffare. Un caso di studio nella regione Valle d’Aosta”; “Zone grigie e servizi sociali nel casertano”; “Welfare, neopatrimonialismo e criminalità organizzata. Il caso dei centri servizi nella città di Napoli”.

9788899318017Peter C. Gotzsche, Medicine letali e crimine organizzato. Come le grandi aziende farmaceutiche hanno corrotto il sistema sanitario, Giovanni Fioriti, Roma, 2015, pp. 431
Questo libro non prende in considerazione i noti effetti positivi di farmaci come quelli che ci hanno portato a grandi successi nel campo delle patologie infettive, dei disturbi cardiovascolari, di alcuni tumori e dei disturbi endocrini come il diabete di tipo 1. Il libro affronta, invece, il fallimento di un intero sistema provocato da comportamenti criminali, dalla corruzione e dall’impotenza degli enti regolatori (che andrebbero riformati in modo radicale). Secondo l’autore, al giorno d’oggi le due principali epidemie che colpiscono l’umanità sono prodotte dall’uomo: il tabacco e i farmaci; entrambe hanno un tasso di letalità elevato. Negli Stati Uniti e in Europa, i farmaci sono la terza più importante causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e il cancro. L’autore, professore di Clinical Research Design and Analysis presso l’Università di Copenhagen e co-fondatore della Cochrane Collaboration, cerca di spiegare in questo libro perché ci troviamo in questa situazione e come la si potrebbe affrontare.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.386

Nerina Dirindin … [et al.], Diritto alla salute e sanità pubblica, in RPS: La rivista delle politiche sociali, n. 2-3 (apr.-set. 2014), pp. 13-176
La monografia presenta un approfondimento sulla sanità, partendo dalla preoccupazione che la crisi economica in atto possa essere utilizzata per modificare profondamente il Servizio sanitario nazionale. Dopo un primo contributo di analisi di Nerina Dirindin sul dibattitto sulla sostenibilità economica del Ssn, altri interventi sono dedicati ai servizi sul territorio, alla prevenzione, a diverse esperienze portate avanti in alcune Regioni, alla formazione del personale sanitario, alla lotta alla corruzione e all’uso distratto delle risorse, alla legge 180, alla non autosufficienza.

Marika Demaria, L’illegalità nuoce alla salute, in Narcomafie, a. 21, n. 12 (dic. 2013), pp. 16-17
La corruzione mette in pericolo la sanità pubblica e la vita dei cittadini: nel 2012 il 5,6% delle risorse investite in Europa per la sanità è andato perso in tangenti. Il Gruppo Abele e Libera lanciano una nuova campagna, “Salute-Obiettivo 100%”, che ha già registrato molte adesioni. Il traguardo è quello di raccogliere entro il 31 gennaio 2014 mezzo milione di firme a sostegno di questa battaglia in difesa del diritto alla salute e del sistema pubblico che lo garantisce.

downloadNerina Dirindin, Illuminiamo la salute. Inchiesta, in Narcomafie, a. 21, n. 11 (nov. 2013), pp. 27-59
Quattro soggetti storicamente impegnati nella lotta all’illegalità e nella ricerca- intervento sul tema delle prestazioni sanitarie (Libera, Coripe Piemonte, Gruppo Abele e Avviso Pubblico) hanno presentato il 27 giugno 2013 a Roma il rapporto introduttivo su prevenzione e contrasto all’illegalità nella tutela della salute, intitolato “Illuminare la salute. Per non cadere nella ragnatela dell’illegalità”. L’obiettivo è quello di collaborare al fine di prevedere un piano di ricerca-azione capace di far fronte alle nuove esigenze e, soprattutto, fare in modo che l’adeguamento al quadro normativo su trasparenza, legalità e contrasto della corruzione nell’ambito della Pubblica Amministrazione (legge 190/2012) non sia solo un atto formale.

I costi della corruzione

Piero Innocenti, Fisiopatologia della corruzione, in Segno, a. 41, n. 367-368 (2015), pp. 67-68
Secondo l’autore il nostro Paese si rivela sempre più inquinato da condotte corruttive, e risulta quello più corrotto d’Europa. L’impatto della corruzione sulla vita economica e sociale è di gran lunga superiore a quello prodotto dalla criminalità predatoria e convenzionale. Difficile convincere i giovani a restare onesti, quando si vedono esponenti di rilievo nella vita pubblica aggirare sistematicamente la legge per il tornaconto personale.

Pietro Greco, Molta corruzione scarsa innovazione, in Rocca, n. 12 (2015), pp. 26-28
L’autore propone una riflessione sul legame tra corruzione e innovazione in Italia. Se l’Italia da alcuni decenni fatica a creare ricchezza è perché non innova abbastanza. E non innova abbastanza anche perché la sua capacità di tenere sotto controllo la corruzione è la più bassa d’Europa. L’autore prova a indagare sulle cause di questo fenomeno.

Gianfranco Perriera, Pecunia non olet, la corruzione puzza in Segno, n. 363-364 (2015), pp. 51-56
L’autore si sofferma sul trionfo indisciplinato del potere del denaro, della nichilista mediocrità di chi governa e di chi li elegge, sugli scandali legati alla corruzione che tormentano la vita italiana da almeno quarant’anni, criticata profondamente anche da Papa Francesco nel suo discorso a Napoli.

downloadNadia Fiorino, Emma Galli, La corruzione in Italia. Un’analisi economica, Il Mulino, Bologna, 2013, pp. 123
L’opinione pubblica da un lato e le istituzioni internazionali dall’altro sollecitano con urgenza provvedimenti in grado di contrastare la corruzione politico-amministrativa diffusa nel nostro paese. Ma qual è il ruolo che fattori come reddito, istruzione, dimensione del settore pubblico, capitale sociale, disuguaglianza, decentramento svolgono nel favorirla e diffonderla? Qual è il peso relativo di tali fattori sulla distribuzione geografica del fenomeno e quanto incidono sul processo di crescita del paese? Partendo dalla definizione e identificazione dei reati rilevanti e dalla loro misurazione, il libro analizza la realtà delle regioni italiane e avanza alcune proposte per costruire politiche consapevoli ed efficaci in materia.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.345

Libera, Legambiente, Avviso Pubblico, Corruzione. La tassa occulta che impoverisce e inquina il paese, [s.n.], 2012, pp.56
La corruzione in Italia ha raggiunto livelli allarmanti e può crescere ancora se non si contrasta in modo netto approvando norme adeguate. Lo confermano i dati, i fatti e le storie del dossier presentato da Libera, Avviso Pubblico e Legambiente.

Marco Arnone, Eleni Iliopulos, La corruzione costa. Effetti economici, istituzionali e sociali, Vita e pensiero, Milano, 2005, pp. 245
In questo studio l’impatto della corruzione viene esaminato considerandone i costi a livello di imprese e di mercati; si procede con un esame della sua influenza su dinamiche più generali, come la crescita, gli investimenti e i tassi di interesse. Si osservano poi gli effetti sulle istituzioni politiche ed economiche – il governo, il parlamento, gli organi di supervisione e controllo dei mercati – e sulla società; l’incidenza sulla gestione della spesa pubblica, sull’istruzione, sulla sanità, sui livelli di integrazione e di sviluppo umano. Si esaminano poi le dinamiche corruttive che interessano l’Italia, dove il fenomeno è persistente e pervasivo. La prospettiva internazionale rappresenta l’elemento qualificante di questa indagine elaborata su un campione di centocinquanta Paesi.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.209

Prevenzione e lotta alla corruzione

downloadLeonardo Ferrante, Alberto Vannucci. Anticorruzione pop. E’ semplice combattere il malaffare se sai come farlo, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2017, pp.191
Gli autori considerano il problema della corruzione in una prospettiva storica dalla prima repubblica ad oggi, soprattutto per quanto concerne la criminalità organizzata. Osservano che si possono creare abusi e dipendenze da corruzione. Analizzano tale fenomeno nei suoi molteplici aspetti sociali, giuridici, politici e prendono in considerazione le possibilità per combattere tale fenomeno soprattutto sul piano culturale. Leonardo Ferrante è referente nazionale del settore Anticorruzione civica e cittadinanza monitorante delle associazioni Libera e Gruppo Abele. Alberto Vannucci è professore di Scienza politica presso l’Università di Pisa.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.429

Marcello Dei. Il cavolo a merenda. Imbrogli a scuola e corruzione, in Il Mulino, n. 1 (2017), pp. 126-134
Se si domanda a ragazzi della scuola superiore chi danneggia il copiare i compiti in classe, le risposte sono spesso autoreferenziali:viene colto lo svantaggio per lo studente che copia e che così non si esercita e non impara, ma più raramente viene colto l’aspetto sociale di disonestà. Anche per quanto riguarda la corruzione, la mentalità comune ha una sensibilità del tutto particolare: si ritiene sia corruzione solo quando si tratta di somme di un certo rilievo e di persone importanti, mentre se lo stesso atto riguarda persone comuni e somme trascurabili non viene identificato come corruttivo. L’autore ritiene che sia compito della scuola sensibilizzare gli studenti a questi temi, così come viene fatto in altri Paesi. Marcello Dei insegna Sociologia dell’Educazione all’Università di Urbino.

Leonardo Ferrante. La cittadinanza monitorante, in Narcomafie, n. 5 (2016), pp. 8-11
A seguito di Riparte il futuro, che durante gli scorsi tre anni ha contribuito in Italia a innovare il modo di affrontare il tema della lotta alla corruzione, Libera e il Gruppo Abele sono chiamate per il biennio 2016-2017 a fare un passo in più: garantire alla società civile quegli strumenti che permettano di esercitare il proprio diritto di sapere tramite il monitoraggio civico e radicare la cultura dell’integrità e dell’anticorruzione civica, anche in attuazione di una convenzione siglata tra Libera a Anac nel dicembre 2015.

contentPiergiorgio Baita, Serena Uccello. Corruzione. Un testimone racconta il sistema del malaffare. Einaudi, Torino, 2016, pp.161
Piergiorgio Baita è stato a lungo protagonista di un settore strategico quale la costruzione delle grandi opere. Qui ricostruisce il modo in cui, in questo settore, le regole dell’illecito si sono codificate, strutturate e diffuse a tutti i comparti dell’economia. Come cattivo mercato e cattiva politica si sono contaminati e reciprocamente legittimati. Come si è saldato il sodalizio criminale tra imprenditoria incapace e pubblica amministrazione incompetente. La sua è la riflessione di chi la corruzione l’ha vissuta in prima persona e per questo ha conosciuto, da Tangentopoli allo scandalo Mose, l’azione giudiziaria, il carcere, i processi. Alla luce di ciò ha maturato il convincimento che «la corruzione è certo un reato ma è anche un modello mentale, una stortura culturale». E se il contrasto e la punizione del reato sono compito della magistratura, il cambiamento del sistema compete all’intera società. Per necessità etica, senza dubbio, ma soprattutto, afferma Baita, per convenienza economica.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.554

Davide Del Monte, Giorgio Fraschini, Whistleblowing: domande e risposte. Promozione e tutela delle segnalazioni di rischi e irregolarità nell’interesse pubblico, Transparency International Italia, Milano, 2015, pp. 8
Questo breve manualetto offre alcune risposte alle domande inerenti il “whistleblowing”, per iniziare a comprendere una pratica ancora poco conosciuta in Italia e ancora meno utilizzata. Il whistleblowing consiste nelle attività di regolamentazione delle procedure volte a incentivare e proteggere la testimonianza di un illecito o un’irregolarità sul luogo di lavoro e la sua segnalazione a una persona o un’autorità che possa agire efficacemente al riguardo.

Pierre de Charentenay SJ, Vincere la corruzione: i tentativi delle Filippine, in Aggiornamenti Sociali, n. 5 (2015), pp.387-398
L’autore, sacerdote gesuita, prende spunto dalle forti parole di Papa Francesco pronunciate durante la sua visita nelle Filippine, per ripercorrere la storia della corruzione in questo paese, dalla colonizzazione spagnole alla presidenza Marcos, fino a illustrare la battaglia per la legalità intrapresa dalla presidenza Aquino in poi. Chiude l’articolo una scheda che riporta diversi interventi del Papa sul tema della corruzione.

caselliGiancarlo Caselli, Muri di vetro e porte blindate. Anticorruzione, in Rocca, a. 74, n. 9 (2015), pp. 20-22
Secondo l’autore, magistrato, la povertà in Italia cresce in misura esponenziale e su questa drammatica situazione hanno certamente un peso rilevante la crisi economica e l’illegalità, che interagiscono in un perverso circolo vizioso. Le cifre dell’economia illegale sono da capogiro e ogni recupero di legalità è recupero di reddito a vantaggio del paese. La legalità “conviene” in quanto è precondizione fondamentale per avere prospettive di una vita in cui la giustizia distributiva possa avviarsi a diventare una pratica vera e non solo un’illusione

Paolo Ielo, La Legge n. 190 del 2012 e il contrasto alla corruzione, in Questione Giustizia, n. 1 (2013), pp. 115-146
L’articolo analizza e commenta la legge 190 del 2012, che interviene in modo significativo in materia di reati contro la Pubblica Amministrazione, e non solo, segnando un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due decenni. Essa si struttura in due parti: la prima relativa all’elaborazione di un sistema di prevenzione, trapiantando moduli elaborati in materia di responsabilità degli enti; la seconda ridefinisce l’ipotesi di cui all’art. 318, corruzione per l’esercizio della funzione, sdoppia i reati di concussione, introduce l’ipotesi di traffico di influenze.

umoMonica Zapelli, Un uomo onesto, Sperling & Kupfer, Milano, 2012, pp. 178
Il volume narra la storia dell’imprenditore brianzolo Ambrogio Mauri, titolare di una rinomata azienda dedita alla produzione di mezzi pubblici di trasporto, progressivamente esclusa dalle gare d’appalto e travolta dalla crisi, morto suicida per non piegarsi alle logiche della corruzione e delle tangenti. L’autrice è laureata in filosofia e lavora come sceneggiatrice. Tra i suoi film, I Cento Passi, premiato a Venezia.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.354

Michele Del Gaudio, A scuola di legalità, Tullio Pironti, Napoli, 2002
L’Autore, magistrato anticorruzione negli anni ’80, indirizza il suo impegno alla diffusione dei valori costituzionali e della legalità soprattutto fra i giovani e nelle scuole. Nel presente libro propone la sua esperienza con gli alunni della scuola “Giancarlo Siani” di Torre Annunziata. Attraverso le loro esperienze, passo dopo passo, il lettore scopre cos’è veramente la legalità.
Collocazione Biblioteca: 10803

Mafie e corruzione in Italia

b029a9d8d1896ad8d9d58d6b1c4d5d49_w250_h_mw_mh_cs_cx_cyVittorio Martone; Prefazione di Rocco Sciarrone, Le mafie di mezzo. Mercati e reti criminali a Roma e nel Lazio, Donzelli, Roma, 2017, pp. 226
Da diversi decenni operano nel Lazio mafie diverse, gruppi di camorra e ‘ndrangheta, ma anche organizzazioni criminali autoctone, con una pluralità di forme di insediamento nel territorio. Roma è divenuta una sorta di laboratorio a cielo aperto che consente di osservare sia le trasformazioni che stanno interessando le mafie storiche e il loro radicamento in aree esterne a quelle di origine, sia i contesti in cui prendono corpo e si sviluppano forme criminali nuove. Il testo presenta i risultati di un lavoro di ricerca inedita, che oltre alle fonti documentarie approfondisce tre casi di studio a Ostia e sul litorale romano, nel basso Lazio e nella Capitale.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.431

A cura dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, Ecomafia 2016. Corrotti, clan e inquinatori. I ladri di futuro all’assalto del Bel Paese, Marotta & Cafiero, Legambiente, Napoli, 2017, pp. 183
La rete per la legalità di Legambiente contro la criminalità ambientale aderisce a Libera ed è impegnata contro l’effetto serra, l’inquinamento, le ecomafie e l’abusivismo edilizio. Nel libro si trovano molti dati statistici riguardanti le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’ambiente e vengono riferite diverse problematiche di attualità. Ci si occupa dei cicli illegali del cemento, dei rifiuti, del racket degli animali, degli incendi,dei boschi e delle aree agricole. Si dà ampio spazio ai controlli effettuati a livello nazionale ed internazionale ed agli interventi di polizia e di contrasto all’attività delle ecomafie.
Collocazione Biblioteca: 15R13

Cesare Sirignano, Casalesi e non solo, in Narcomafie, n. 2 (mar.-apr. 2017), pp. 6-9
L’autore, magistrato impegnato nella Direzione distrettuale antimafia, descrive come la presenza mafiosa intacchi la politica, le istituzioni, la società e l’imprenditoria, sia controllando il territorio e avvalendosi dell’intimidazione nei confronti della collettività, sia adottando la strategia dell’inabissamento e della mimetizzazione nel tessuto sociale. Secondo l’autore, le organizzazioni criminali continuano a esercitare il loro potere favorite dalla persistenza della povertà, mentre l’assenza di una decisa azione sul territorio, che abbia al centro la lotta alla corruzione, contrasta il progetto di trasformazione culturale attivato dalla magistratura e dalla cittadinanza.

A cura di Giovanna Torre, Non sono affari www.mondadoristoreloro. Dialoghi sulle mafie nell’economia italiana, Santa Caterina, Pavia, 2017, pp.145
Il saggio raccoglie interventi di persone che conoscono le mafie e le sue ramificazioni nel mondo dell’economia, per averle studiate, sfidate o subite. Infatti, oltre a magistrati come Prestipino, procuratore aggiunto presso la Procura di Roma, e Federico Cafiero de Raho, procuratore della Dda di Reggio, giornalisti come Serena Uccello, Toni Mira e Giovanni Bianconi, il libro ospita interventi di imprenditori come Gaetano Safiotti e come lo chef Filippo Cogliandro, che hanno saputo opporsi al pizzo e alle minacce della ‘ndrangheta. Nei diversi interventi si copre un ambito molto vasto del business che oggi interessa le mafie, al nord come al sud, dagli appalti edili, al commercio, all’agricoltura, fino al settore, sempre più in crescita del gioco d’azzardo. Dalle pagine del libro emerge la presenza di una parte della società, costituita da individui insospettabili (imprenditori, liberi professionisti, impiegati e funzionari dello Stato, ma anche di magistrati e di appartenenti alle forze dell’ordine), che lavorano al servizio della mafia. C’è chi nel proprio settore si piega per ragioni di convenienza a rapporti con le organizzazioni mafiose, mettendo a disposizione di esse il proprio “know how” specialistico, scaricando sulla società intera il prezzo delle attività criminali.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.422

Gaetano Vassallo con Daniela De Crescenzo, Così vi ho avvelenato. Sperling & Kupfer, Milano 2016, pp.203
Gaetano Vassallo è il manager dei rifiuti che per primo ha collaborato con la giustizia dando il via, con le sue confessioni, a tredici processi, alcuni dei quali ancora in corso. Vassallo ricostruisce un quadro criminale sconvolgente, dove compaiono amministratori che truccano gli appalti, funzionari pubblici stipendiati dai boss, avvocati che si fanno strumenti di corruzione. Un racconto spudorato e preciso, raccolto da una giornalista esperta del tema, che mostra dall’interno il funzionamento dell’industria dei veleni e la criminale devastazione che ha condannato a morte le terre e le acque della regione.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.550

9788861907942_0_0_1510_75Luca Ferrari, Nello Trocchia, Monika Dobrowolska Mancini, Io, morto per dovere, Chiarelettere, Milano, 2016, pp. 150
Questo volume racconta la storia di un uomo che sapeva già tutto del disastro ambientale nella cosiddetta Terra dei fuochi: vent’anni fa conosceva nomi e trame di un sistema criminale composto da una cricca affaristica in combutta con la feccia peggiore della malavita organizzata e con le eminenze grigie della massoneria. Aveva scritto un’informativa rimasta per anni chiusa in un cassetto e ritenuta non degna di approfondimenti, ha continuato il suo impegno depositando, nell’ultimo periodo della sua vita, un’altra informativa. Quest’uomo si chiamava Roberto Mancini, è morto il 30 aprile 2014, ucciso da un cancro. Sarà riconosciuto dal ministero dell’Interno come “vittima del dovere”. Luca Ferrari è giornalista, documentarista e fotografo. Nello Trocchia è giornalista e scrittore. Monica Dobrowolska Mancini è la vedova di Roberto Mancini.
Collocazione Biblioteca : MAF.04.534

Nando dalla Chiesa, Passaggio a Nord. La colonizzazione mafiosa, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2016, pp. 268
Nel libro l’autore esplicita i concetti e le prospettive teoriche elaborate progressivamente sul fenomeno mafioso; cerca di mettere a fuoco la vera identità della mafia al Nord, soffermandosi sulla sua evoluzione, diffusione territoriale e le sue strategie di sviluppo; richiama direttamente le responsabilità dello Stato, della politica e della società civile. Nando dalla Chiesa è ordinario di Sociologia della criminalità organizzata all’Università degli Studi di Milano.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.390

9788898231423_0_0_1522_75Marcello Ravveduto, Il sindaco gentile. Gli appalti, la camorra e un uomo onesto. La storia di Marcello Torre, Melampo, Milano, 2015, pp. 287
Questo libro ha il merito di restituire la figura del sindaco di Pagani Marcello Torre, vittima di camorra, in tutta la sua complessità; ricostruisce, con un grande lavoro di archivio, documenti, articoli, testimonianze, scritture e corrispondenze private, il percorso politico, professionale e famigliare di Marcello. Torre si stava opponendo da sindaco al tentativo della camorra di mettere le mani sui lavori della ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia. Marcello Ravveduto è docente a contratto di Public e Digital History presso l’Università di Salerno.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.532

Giorgio Bongiovanni … [et al.], Se fosse Stato. Quegli “ibridi connubi” che minano la democrazia, in Antimafia Duemila, n. 1 (2015), pp. 148
Dopo l’editoriale di G. Bongiovanni, “Gli invisibili, i veri capi della mafia”, il numero pubblica le inchieste sulla metamorfosi mafiosa e i dossier “Dietro le quinte”, riportando storie e analisi di fatti e circostanze, frutto di indagini svolte dai magistrati impegnati contro le mafie.
Collocazione Biblioteca: MAF.06.359

Fondazione Libera informazione, Comitato unitario delle professioni di Modena, Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie, Carte in regola contro mafie e corruzione. Etica professionale e responsabilità civile. Atti del corso di formazione, Modena, 2012-2013, [s.n.], Roma, 2013, pp. 237
Il volume contiene le lezioni del primo corso di formazione, tenutosi a Modena tra il dicembre del 2012 e l’aprile del 2013, finalizzato a sensibilizzare gli appartenenti agli ordini professionali modenesi circa la presenza delle mafie nel loro territorio. Fra i temi trattati: le grandi opere, gli appalti pubblici e le infiltrazioni mafiose; la corruzione dopo “Mani Pulite”; l’impresa mafiosa; i rapporti tra mafia e imprenditoria; l’evasione fiscale; etica pubblica.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.521

downloadPierpaolo Romani, Calcio criminale, Rubbettino, Soveria Mannell, 2012, pp. 270
Il calcio italiano non è nuovo agli scandali, purtroppo, ma l’ultima Scommessopoli ha qualcosa di diverso dal passato: è emersa l’esistenza di rapporti tra il mondo del calcio e quello delle mafie italiane e della criminalità organizzata straniera. Sono stati arrestati calciatori famosi e non, in carriera e no, di serie A e di serie minori. Indagini sono in corso su calciatori della nostra Nazionale, su allenatori di grandi squadre e su presidenti di società sportive. Il mondo del pallone sta perdendo sempre di più credibilità. Il Calcio Criminale è una minaccia seria, concreta e attuale, sia per chi opera onestamente nel mondo del pallone, sia per chi ne è sinceramente appassionato. Le pagine di questo libro lo testimoniano in modo dettagliato, raccontando storie realmente accadute.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.394

A cura di Ranieri Polese, Malaitalia. Dalla mafia alla cricca e oltre, Guanda, Milano, 2010, pp. 248
In questo volume sono stati raccolti i contributi di psichiatri, scrittori, magistrati, giornalisti, storici, ecc. invitati a esporre le loro considerazioni sugli ultimi 10 anni di scandali italiani e sulla questione morale: storie di mafia e di camorra, di corruzione, storie di questi giorni. E ci si interroga se la corruzione sia un carattere ereditario degli italiani.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.303

Saverio Lodato, Roberto Scarpinato, Il ritorno del Principe, Chiarelettere, Milano, 2008, pp. 347
Il libro, scritto da un giornalista ed un procuratore aggiunto, fornisce le ragioni per affermare che in Italia la corruzione e la mafia sembrano essere parti costitutive del potere. Il principe del titolo richiama Machiavelli e la teoria in base alla quale in politica tutto è lecito. Secondo gli autori, a fianco dei criminali che organizzano assassini e stragi, esiste una borghesia mafiosa che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento. Il libro racconta i “fuori scena” del potere, quello che non è visibile e non è mai stato raccontato, ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi. Collocazione Biblioteca: MAF.04.328

Disonesti o criminali?, in Antigone, a. 1, n. 2 (2006), pp. 7-122
Questo numero della rivista intende fare il punto della situazione rispetto alla ricerca e alla riflessione criminologica riguardante la cd. “criminalità dei colletti bianchi”. Sono presenti i seguenti contributi: “E’ criminale la criminalità dei colletti bianchi? Fare ricerca sui delitti dei potenti”, di V. Ruggero; “La corruzione fuori dall’agenda politica”, di A. Messina; Discussione intorno al volume “Disonesto ma non criminale” di Amedeo Cottino, con G. Maggioni e L. Marini; “Criminalità organizzata o dei colletti bianchi? Il caso della mafia siciliana”,. di V. Scalia; “I crimini d’impresa tra negazione e riconoscimento: il caso Eternit”, di R. Altopiedi; “Individuals first”? Osservazioni sulla nuova strategia europea di sicurezza globale, di C. Messner.

downloggadSergio Zavoli, Ma quale giustizia, RAI-ERI; Piemme, Roma; Casale Monferrato, 1997, pp. 383
L’autore analizza nel primo capitolo, intitolato “Le tre emergenze”, il terrorismo, la mafia, la corruzione, gli ambiti in cui la giustizia svolge un ruolo di primo piano. Esaminati il caso Moro, la vicenda Falcone-Borsellino, Tangentopoli, egli coglie la rappresentazione di una giustizia assurta a protagonista della vita nazionale. Nella seconda parte del libro viene scrutato ciò che sta dietro la giustizia, il reato, la pena.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.293

A cura di Sergio Scamuzzi, Italia Illegale, Rosenberg & Sellier, Torino, 1996, pp. 406
Il testo affronta il problema dell’illegalità in Italia nelle sue varie forme: truffa, evasione fiscale, abuso d’ufficio, lavoro irregolare, corruzione, mafia. Con categorie sociologiche, politiche e giuridiche il volume descrive l’azione delle Istituzioni e poteri sociali in bilico tra una tradizione creatrice di illegalità e una nuova auspicata repressione della stessa. Il libro si avvale dei contributi di docenti universitari quali: Della Porta D., Neppi Modena G., Rebuffa G., Resta E., Sciarrone R., Sgroi E.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.177

Corruzione, mafie e criminalità organizzata nel mondo

9788804659631_0_0_1443_75Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Oro bianco. Storie di uomini, traffici e denaro dall’impero della cocaina, Mondadori, Milano, 2015, pp. 263
In queste pagine, frutto di un lavoro di ricerca sul campo senza precedenti, gli autori ricostruiscono i grandi traffici di cocaina nel mondo, in un viaggio dalla Colombia alla Calabria, seguendo le tappe del business planetario che arricchisce i narcotrafficanti, impoverisce e uccide i tossicodipendenti, contamina il sistema bancario, corrompe le classi dirigenti. Hanno visitato le piantagioni di coca in Colombia, dove per coltivare un ettaro di arbusti se ne disboscano quattro di foresta, con gravissimi danni all’ambiente, sono entrati nei laboratori dove dalla foglia della pianta viene ricavata la pasta base. Hanno proseguito per l’America Latina, Stati Uniti, Australia, Africa, Europa, hanno intervistato giornalisti ed esperti.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.379

Filomena Dematteis … [et al.], Inchiesta Argentina, in Narcomafie, n. 11 (nov. 2014), pp. 23-43
Fattori economici, sociali e geografici hanno trasformato l’Argentina da paese di transito secondario a produttore di sostanze stupefacenti. La vicinanza con paesi produttori di cocaina (Bolivia) e marijuana (Paraguay) e importanti vie d’uscita quali il porto di Buenos Aires, hanno influito considerevolmente sul flusso di droga entrante in Argentina. La disoccupazione e la povertà di parte crescente della popolazione hanno indotto tanti a darsi allo spaccio di droga in strada. La corruzione, anche fra le istituzioni e le forze dell’ordine, è terreno fertile per il riciclaggio di proventi illeciti, appartenenti soprattutto ai cartelli colombiani, ai gruppi messicani del narcotraffico, alle mafie italiane e alla criminalità peruviana.

aadownloadJean-François Gayraud, Carlo Ruta, Colletti criminali. L’intreccio perverso tra mafie e finanze, Castelvecchi, Roma, 2014, pp. 187
La «mano invisibile», regolatrice dei mercati, è una finzione. Ben altre mani fanno sentire il loro peso sul mondo reale e nei santuari della finanza, Wall Street in testa: sono quelle del crimine. L’incontro tra malaffare e «colletti bianchi» è una realtà che non interessa solo livelli marginali dell’economia, ma che ormai riguarda le aree strategiche del sistema. Jean François Gayraud e Carlo Ruta – tra i massimi esperti del fenomeno mafioso – in questo saggio in forma di dialogo raccontano le vicende dei «colletti criminali» negli ultimi cento anni, fino ai nostri giorni: dai «baroni ladri» statunitensi dei primi decenni del Novecento, i Morgan, i Rockefeller, fino a Sindona e Madoff, passando per le «mafie in guanti gialli», l’affaire Lockheed e i paradisi fiscali. Le organizzazioni criminali e le grandi corporation, secondo gli autori, si muovono allo stesso modo e hanno gli stessi obiettivi: entrambe si servono della corruzione per ragioni di autoconservazione e per proteggere i propri affari. La follia finanziaria degli anni 2000, con il frutto avvelenato del subprime, trova la sua origine nella deregulation: il deficit di controlli, di sorveglianza e di repressione, ha prodotto condotte fraudolente in serie, che sono accidentali, ma sintomi di un sistema divenuto senza regole.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.366

Marco Tacconi, Antonello Castellano, Gaetano Veninata, Russia. Inchiesta, in Narcomafie, n. 11 (nov. 2011), pp. 21-48
L’inchiesta sottolinea che, vent’anni dopo la caduta dell’impero sovietico, il potere della criminalità ha raggiunto in Russia livelli altissimi. La mafia ha prosperato durante il neoliberismo di Eltsin, crescendo all’ombra degli oligarchi, per poi entrare in affari con la politica durante l’era di Putin. L’impero della criminalità sembra destinato a durare ancora a lungo, perchè trova nella corruzione dilagante e nei torbidi meandri del sistema bancario l’humus ideale in cui fare affari leciti e illeciti. Una mafia dal colletto bianco che non ha però dimenticato la violenza delle armi, gestendo il narcotraffico nei quattro angoli del vecchio continente.

Maurizio Campisi, Guatemala, feudo del narcotraffico, in Narcomafie, n. 4 (apr. 2011), pp. 52-56
L’articolo affronta il problema della forte instabilità politica in Guatemala e dell’impossibilità di attuare riforme sociali nel tentativo di affermare la sua democrazia. Il Paese è considerato uno dei posti meno sicuri del pianeta, in mano a presidenti e governi di destra più interessati a mantenere i privilegi dell’oligarchia che a promuovere rinnovamenti. Narcotraffico e corruzione trovano, in questo contesto, un terreno fertile, in mano a organizzazioni criminali che si avvalgono, per le loro attività, di un braccio armato della polizia, dedito ad esecuzioni sequestri e violenze (il fenomeno delle pandillas) che ha trasformato le periferie della capitale e delle principali città in un far west criminale.

9788884904874_0_0_300_75Eva Joly, Questo è il nostro mondo. La nuova frontiera del crimine finanziario, Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2004, pp. 222
L’autrice, giudice francese, ma norvegese di nascita, tratta in questo libro del caso Elf, il colosso petrolifero nazionale che coinvolse le più alte sfere del mondo economico e politico in un vortice di corruzione, tangenti internazionali e fondi neri, tali da raggiungere cifre stratosferiche. In questa dimensione inconcepibile per il normale cittadino, che l’autrice chiama “impunità” piuttosto che corruzione, viene sottolineata l’impotenza di chi, credendo nell’uguaglianza della giustizia, deve affrontare un’élite di potere che agisce in un mondo fatto di paradisi fiscali, banche compiacenti e staterelli con leggi ad hoc per proteggere i capitali illeciti, un mondo in cui la vecchia democrazia ha perso i suoi punti di riferimento.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.09

Vincenzo Ruggiero, Delitti dei deboli e dei potenti. Esercizi di anticriminologia, Bollati Boringhieri, Torino, 1999, pp. 221
Nella prima parte del libro si esaminano le attività criminali ruotanti intorno all’economia delle droghe illecite. La seconda parte si occupa del traffico illecito di materiali bellici e di esseri umani e della corruzione politica e amministrativa in Italia, Francia e Regno Unito. Due intermezzi completano la raccolta: l’uno è relativo al dibattito sulla legalizzazione delle droghe, mentre l’altro, attraverso lo studio di alcuni testi di Daniel Defoe, suggerisce che la definizione di crimine economico era problematica nel secolo XVIII come lo è oggi.
Collocazione Biblioteca: 08976

Piero Innocenti, Come a casa propria, in Narcomafie, n. 4 (apr. 1997), pp. 12-13
L’articolo affronta il problema del riciclaggio e del narcotraffico nei Paesi in via di sviluppo come il Brasile, al centro degli interessi delle organizzazioni criminali ed in particolare sede di affari tra Cosa Nostra ed il Cartello di Cali. L’attività di contrasto del narcotraffico é resa difficile da una diffusa corruzione, come risulta dalla presenza di collegamenti tra il tesoriere dell’ex presidente Fernando Collor de Mello e la mafia siciliana. Accanto a tutto questo bisogna aggiungere che alcune fabbriche italiane di armi, quali la Taurus e la Rossi, avrebbero venduto ben 21.512 armi: una quantità enorme, se pensiamo che la popolazione della regione in cui sono state vendute conta una popolazione di 30.000 abitanti.