Immigrati e integrazione

Aggiornata a settembre 2017 – a cura di Annamaria Licastro e Paola Moriondo

I materiali elencati sono in ordine decrescente per anno di pubblicazione e sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto è relativo al materiale pubblicato nel 2016 e il 2017 non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico. Sono anche presenti documenti scaricabili on line.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti: 

 

 Dati di contesto

Piero Innocenti, Immigrazione illegale e pragmatismo italiano, in Segno, a. 43, n. 384/385 (apr.-mag. 2017), pp. 75-78
L’articolo affronta il problema dell’immigrazione dai Paesi del Nord Africa mettendo in evidenza il numero dei decessi e dei dispersi. Vengono forniti anche dei dati sull’organizzazione di accoglienza, sulle norme di espulsione e sulle politiche italiane e internazionali.

8a18a6b90f8844cbdd0fd2e0fb9aefd3IDOS in partenariato con Confronti con la collaborazione dell’UNAR, Dossier Statistico Immigrazione 2016, IDOS, Roma, 2016, pp. 479
Il Dossier Statistico Immigrazione 2016, realizzato con il sostegno dei fondi Otto per mille della Chiesa Valdese, in collaborazione con l’UNAR, costituisce un valido strumento di diffusione e analisi dei principali dati statistici sull’immigrazione. Partendo dalla dimensione internazionale ed europea, oggi più che mai utile a collocare il caso italiano all’interno di uno scenario più ampio e articolato, il rapporto si sofferma in seguito sull’Italia e su quanto accaduto nel corso del 2015: flussi migratori, residenti e soggiornanti, la prevalenza dei motivi familiari su quelli lavorativi, il boom delle acquisizioni di cittadinanza, le caratteristiche dell’inserimento lavorativo e sociale in questa lunga fase di crisi, la persistenza delle discriminazioni, le difficoltà frapposte alla convivenza interreligiosa, l’analisi dei costi e benefici. Questi e diversi altri aspetti sono approfonditi a partire da dati statistici e da analisi specifiche. Anche se l’attenzione all’integrazione dei migranti economici resta preminente, nel dossier è dato ampio spazio al consistente arrivo di migranti forzati, nei cui confronti l’intera Unione Europea è chiamata a superare interventi di corto respiro. La dimensione continentale si compone con l’analisi dettagliata non solo della situazione italiana, ma anche dei singoli contesti territoriali.
Collocazione Biblioteca: 80R04

Fondazione Migrantes, Rapporto Italiani nel mondo 2016, Tau, Todi, 2016, pp. 502
Il volume raccoglie analisi socio statistiche delle fonti ufficiali e più accreditate sulla mobilità dall’Italia. Ai dati nazionali dell’AIRE si uniscono quest’anno quelli del MAECI, dell’ISTAT e dell’INPS, oltre che fonti internazionali con focus sulla mobilità verso l’estero e interna per studio, formazione, lavoro e per scopi personali. I giovani e gli anziani sono i protagonisti del volume di quest’anno. L’analisi dei diversi temi procede a livello statistico, di riflessione teorica e di azione empirica attraverso indagini qualitative e quantitative. Viene riproposto lo Speciale dedicato quest’anno a 32 diverse città rappresentative dei 5 continenti. Si tratta di una complessa sezione dove emerge quanto la presenza italiana diventi nei Paesi di emigrazione contributo determinante e manifesto nel caratterizzare i luoghi e i modi di vivere. (In allegato: Sintesi del Rapporto).
Collocazione Biblioteca: 53R11

CatturayOsservatorio Interistituzionale sugli Stranieri in Provincia di Torino, Rapporto 2015, Città di Torino, Torino, 2016, pp. 432
Il volume nasce dalla collaborazione di più enti fra loro, coordinati dalla Prefettura di Torino e intende dare atto dello stato della integrazione attraverso dati, grafici e commenti che contribuiranno anche a favorire la pianificazione di futuri interventi sulla realtà immigratoria. La caratteristica particolare del testo sta nell’approfondimento di un argomento diverso ogni anno; quest’anno la Città di Torino, nel capitolo stilato dal Servizio Statistica e Toponomastica, oltre all’analisi dei dati demografici generali, ha scelto di approfondire la presenza di anziani stranieri a Torino.
Collocazione Biblioteca: 37R17  

ECRI Secretariat, Rapporto dell’ECRI sull’Italia (quinto ciclo di monitoraggio), Council of Europe, Strasbourg, 2016, pp. 61
La Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI), istituita dal Consiglio d’Europa, è un organo indipendente di monitoraggio in materia di diritti umani specializzato nelle questioni relative al razzismo e all’intolleranza. Nell’ambito delle sue attività statutarie, l’ECRI svolge un’attività di monitoraggio “paese per paese’’, tramite la quale analizza la situazione in ciascuno degli Stati membri in materia di razzismo e di intolleranza e formula suggerimenti e proposte su come affrontare i problemi individuati. Il monitoraggio “paese per paese” è svolto in cicli di 5 anni e quello relativo al quinto ciclo analizza lo stato del Paese a partire dal novembre 2012. Si concentra su quattro temi comuni a tutti gli Stati membri: questioni legislative, discorso dell’odio, violenza, politiche di integrazione, e affronta un certo numero di temi specifici relativi a ciascun Paese. Nel presente lavoro è riportata la relazione dell’ECRI sull’Italia.

v3_s2ew_consultazioneCaritas e Migrantes, XXV Rapporto Immigrazione 2015. La cultura dell’incontro, Tau, Todi, 2015, pp. 518
Il presente volume – grazie al contributo di studiosi ed esperti delle tematiche migratorie di diverse discipline e accademie italiane – descrive la situazione quali-quantitativa della mobilità internazionale e nazionale, per poi soffermarsi, nello “Speciale 25 anni”, ad analizzare il tema dell’immigrazione italiana attraverso le principali tematiche – flussi, lavoro, famiglia, minori, scuola e studenti internazionali, cittadinanza, mass media appartenenza religiosa e pastorale migratoria – nella prospettiva di leggere l’attualità sulla base dell’importanza del cammino storico delle migrazioni vissuto in Italia, dentro un contesto europeo e internazionale. Arricchisce il testo una sezione dedicata all’analisi dei contesti territoriali, “Immigrazione e territorio”, a partire dai dati ufficiali disaggregati per regioni e province e dalle informazioni provenienti dalle sedi diocesane, che danno riscontro del capillare lavoro socio-pastorale intorno allo specifico tema dell’intercultura. Chiudono un’Appendice giuridica aggiornata e un Glossario che informano, rispettivamente, sulle novità legislative e sul cambiamento del lessico legato alla mobilità. (In allegato: la Sintesi del rapporto).
Collocazione Biblioteca: 05R25

A cura di Benedetto Coccia e Franco Pittau, Le migrazioni qualificate in Italia. Ricerche, statistiche, prospettive, Idos, Roma, 2016, pp. 207
ll volume descrive una ricerca dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” che analizza quanto finora è stato pubblicato sui migranti qualificati in Italia, raccoglie i dati statistici disponibili e li utilizza per individuare le prospettive percorribili. Tenendo in considerazione il livello di istruzione degli immigrati residenti, si è constatato esserci equilibrio tra laureati in entrata e in uscita (italiani che migrano), tuttavia sembra esserci un problema nella valorizzazione dei titoli di studio sia degli italiani, sia dei migranti. Su questo tema vengono ipotizzate e suggerite linee di intervento.
Collocazione Biblioteca: 17682

copertina-Rapporto_XXI_I_InteraFondazione ISMU, Ventunesimo Rapporto sulle migrazioni: 2015, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 319
Le dinamiche del fenomeno migratorio in Italia stanno subendo molteplici trasformazioni a causa sia dei perduranti effetti che la crisi economica ha sul mercato del lavoro, sia dei cambiamenti geo-politici e dei conflitti che investono le regioni del Medio Oriente e dell’Africa sub-sahariana. In questo Ventunesimo Rapporto la Fondazione Ismu stima che la popolazione straniera in Italia abbia raggiunto, al 1° gennaio 2015, 5,8 milioni di presenze e analizza i nuovi scenari migratori che vanno configurandosi nel nostro paese e nel resto d’Europa. Il volume mette in evidenza come, a fronte di una riduzione degli ingressi per motivi di lavoro e di un consolidamento di quelli per motivi familiari, si sia verificato un aumento significativo dei richiedenti protezione internazionale. Oltre alle consuete aree di interesse (demografia, normativa, lavoro, scuola, salute), il Rapporto affronta alcune tematiche specifiche e dedica una particolare attenzione allo scenario internazionale e alle politiche europee nel Mediterraneo.
Collocazione Biblioteca: 06R21

Flussi migratori e politiche dell’accoglienza

Daniela Vitiello … [et al.], L’azione esterna dell’Unione europea in materia di immigrazione e asilo: linee di tendenza e proposte per il futuro, in Diritto Immigrazione e Cittadinanza, a. 18, n. 3-4 (2016), pp. 9-412
Il numero doppio della rivista conclude l’annata 2016 tutta dedicata agli Accordi di riammissione e alle politiche sull’immigrazione dell’Unione europea. Nella prima parte di questo doppio volume gli Accordi di riammissione dell’Unione europea e dell’Italia in particolare sono inseriti nel contesto della politica delineata dalla direttiva rimpatri e da precedenti regolamenti, seguiti dalla valutazione degli Accordi stessi. Nella seconda parte sono pubblicati diversi documenti sulla Cooperazione Unione europea- Africa, nonché sul nuovo approccio con i Paesi terzi attraverso i compacts e i fondi fiduciari.

MM-3-16A cura di Devi Sacchetto, Francesca Alice Vianello, Rutvica Andrijasevic, I processi migratori interni all’Unione Europea: modelli, forme e traiettorie di mobilità lavorativa, in Mondi migranti, n.3 (2016), pp. 23-108
Questa monografia raccoglie diversi contributi: 1) Introduzione. Le migrazioni lavorative intra-UE: modelli, pratiche e traiettorie di mobilità dei cittadini europei; 2) A new status for migrant workers: restrictions of the free movement of labour in the EU; 3) Dal caporalato alle agenzie di lavoro temporaneo: i braccianti rumeni nell’agricoltura mediterranea; 4) Nuove emigrazioni italiane in Germania. In fuga dalla crisi; 5) Giovani italiani che emigrano: percorsi di vita inediti all’epoca della crisi economica globale; 6) Becoming an EU citizen through Italy: the experience of Albanian immigrants: Devi Sacchetto e Francesca Alice Vianello lavorano presso l’Università di Padova, Rutvica Andrijasevic lavora presso l’università di Bristol

A cura di Luca Queirolo Palmas, Cristina Oddone, Il viaggio degli sguardi. Studiare le migrazioni attraverso le immagini, in Mondi migranti, n. 2 (2016), pp. 37-148
Il presente lavoro propone una riflessione sullo studio delle migrazioni a partire dalle rappresentazioni prodotte non solo dai media ma anche dai protagonisti dei processi migratori o dai ricercatori e le ricercatrici che li studiano. I contributi proposti mirano ad indagare l’immaginario sui processi migratori da approcci e punti di vista inconsueti. Raccontano la produzione di materiale audio-visuale in momenti diversi del percorso migratorio: nel momento del viaggio verso l’Europa, all’interno dei ‘campi’, nei ghetti urbani o rurali delle società di accoglienza, così come nell’ambito della convivenza quotidiana tra autoctoni e stranieri, nello spazio carcerario e terapeutico delle istituzioni italiane, oppure nei paesi di origine. Ogni contributo descrive l’uso di tecniche visuali e formati di diverso tipo: la fotografia testimoniale, il documentario, il rapporto tra immagine e spazio urbano rappresentato dai walkabout, il laboratorio filmico.

 Unicef, Un viaggio fatale per i bambini. La Rotta migratoria del Mediterraneo centrale, Unicef, Roma, 20176, pp.24unicef2017-unviaggiofataleperibambini-170301213755-thumbnail-4
Il documento contiene alcuni dati e informazioni riguardanti un’indagine svolta dall’Unicef sul percorso compiuto dai migranti che partono dall’entroterra dell’Africa per arrivare attraverso il Sahara fino in Libia e al mar Mediterraneo, con particolare riferimento ai minori. L’indagine è stata svolta sia tramite interviste a donne e bambini trattenuti nei centri di detenzione dei migranti in Libia, a funzionari governativi e a organizzazioni non governative locali, sia tramite testimonianze degli operatori dell’Unicef sul campo. In un altro documento vengono spiegate le questioni chiave che devono essere affrontate con urgenza dall’UE e dai suoi Stati: Putting children at the forefront

A cura di Roberto Impacciatore, Moving Within Borders. New evidence and Perspectives on Internal Migration in Italy, in Polis, a. 30, n. 2 (ago. 2016), pp. 145-264
La crescente preoccupazione da parte delle istituzioni nei confronti dei flussi migratori transfrontalieri, porta a trascurare il contributo delle migrazioni intra-confini. Tuttavia, la stragrande maggioranza delle persone che si muovono, lo fanno all’interno del proprio Paese. In Italia, così come in altri Paesi, la migrazione interna è un fattore determinante di cambiamenti nella distribuzione della popolazione e il modo più rapido ed efficace per compensare gli squilibri nei mercati del lavoro locali e per facilitare la mobilità sociale verso l’alto. Questo numero speciale si concentra sulla migrazione interna in Italia, con l’obiettivo di suscitare nuove intuizioni nelle definizioni e nei confini categoriali e una raccolta delle prove utilizzando un approccio quantitativo. I quattro contributi sottolineano che gli eventi di mobilità dovrebbero essere inclusi nelle analisi dei cambiamenti sociali italiani e delle differenze territoriali .

249mulino_3_16Luca Raineri, Geopolitica delle migrazioni africane verso l’Italia, in Il Mulino, a. 65, n. 3 (2016), pp. 520-528
L’analisi dei dati forniti dall’UNHCR e dal Ministero dell’Interno relativi agli arrivi di migranti e alle richieste di asilo presentate in Italia permette di avanzare un’interpretazione più equilibrata del fenomeno migratorio, lontana dalla chiacchiera mediatica e dalle strumentalizzazioni politiche. Luca Raineri è dottorando presso l’Istituto di Diritto, politica e sviluppo della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

Davide Mazzesi, Chiara Perucca, Di vita e di morte. Marocco, terra di migrazioni, in Narcomafie, a. 24, n. 3 (mag.-giu. 2016), pp.  50-54
Negli ultimi cinque anni, da quando la guerra in Libia ha reso più difficile entrare in Italia, il Marocco è diventato una delle principali vie per arrivare in Europa. Tangeri costituisce l’ultimo passo per “andare dall’altra parte”. A Tangeri vivono Europei, studenti e lavoratori regolari e un gruppo ben più numeroso di persone di origine subsahariane, che hanno intrapreso il viaggio nel deserto e vivono in condizioni di clandestinità. In assenza di un regolare permesso di soggiorno, sono impossibilitate a trovare un contratto di affitto e un lavoro regolari, nonchè ad accedere al sistema educativo e sanitario marocchino. Vivono in una situazione di totale emarginazione e subiscono atteggiamenti discriminatori e razzisti da parte della popolazione del luogo.

COP_LS_2-16.inddMarcello D’Amico, Questione migratoria e un’ Europa davvero inclusiva. Flussi migratori, crisi economica, minacce terroristiche: sono le sfide che attendono il Vecchio Continente. Senza dimenticare i valori profondi che lo contraddistinguono, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2016), vol. 16, pp. 58-60
La questione migratoria è tornata con forza nell’agenda europea per diversi motivi: a causa del forte impatto negativo che la crisi economica ha avuto sull’occupazione e sul reddito; per la continua minaccia di attentati terroristici che fomenta xenofobia e intolleranza e per l’inarrestabile flusso di migranti richiedenti protezione internazionale. Si tratta di sfide per gli Stati Nazionali sul rispetto dei diritti umani e sulla solidarietà. Per una maggiore coesione interna, l’Europa non può basarsi solo su misure di sicurezza e su controlli alla frontiera, è necessario puntare su adeguate politiche per l’accoglienza e l’integrazione e sulla definizione di un quadro legislativo comune.

Philippe Poutignat e Jocelyne Streiff-Fénart, Prova della soglia: migranti africani tra mobilità e immobilizzazione, in Mondi migranti, n. 1 (2016), pp. 7-18
Questo articolo verte sulle migrazioni africane che vengono definite irregolari o clandestine. Tali migrazioni vengono usualmente affrontate da un punto di vista eurocentrico che si preoccupa soprattutto del loro punto di arrivo. La principale caratteristica di queste migrazioni è quella di essere una forma di mobilità ostacolata; l’interesse degli autori si è portato dunque sull’esperienza sociale di quei migranti la cui vita si svolge sotto la costrizione dell’immobilizzazione.

Antoine Pécoud, Les, organisations internationales dans la “gouvernance” mondiale des migrations, in Mondi migranti, n. 3 (2015), pp. 7-30
Le Organizzazioni internazionali sono diventate attori importanti nelle politiche migratorie, arrivando a sviluppare loro concezioni sulla maniera in cui i flussi migratori dovrebbero essere gestiti e in certi casi a influenzare l’elaborazione delle politiche migratorie. Ad eccezione dell’Alto Commissariato per i Rifugiati, le Organizzazioni internazionali non sono fatte oggetto di analisi approfondite e restano perciò grandi incertezze sui risultati delle loro iniziative. Si tratta dunque di indagare l’autonomia delle Organizzazioni internazionali e lo scarto tra gli obiettivi dichiarati e le loro pratiche, nonché di comprendere il modo in cui i loro interventi si inseriscono in un quadro istituzionale e politico complesso.

Leogrande_La frontiera_NAR.inddAlessandro Leogrande, La frontiera, Feltrinelli, Milano, 2016, pp. 316
Il giornalista Alessandro Leogrande ci accompagna sulla linea immaginaria ma realissima che divide e insieme unisce il Nord del mondo, democratico, liberale e civilizzato, e il Sud, povero, dilaniato dalla guerra, arretrato e antidemocratico. Sul margine di questa frontiera si gioca il grande gioco del mondo contemporaneo. L’autore ci porta a bordo delle navi dell’operazione Mare nostrum, ci fa conoscere trafficanti e baby scafisti, insieme alle storie dei sopravvissuti ai naufragi. Ci racconta la storia dell’Eritrea, ci porta sull’altra frontiera, quella greca e quella dei Balcani, in Libia devastata dalla guerra civile, nei Cie italiani dove ogni giorno sprofonda il diritto comunitario.
Collocazione Biblioteca:17719

A cura di Francesca Lagomarsino e Gioconda Herrera, Il ritorno: miti e realtà di una nuova fase migratoria, in Mondi migranti, n. 3 (2015), pp. 33-142
Questo numero dedica l’attenzione al tema del ritorno, che si muove tra due scenari: da un lato l’idea del mito del ritorno, e dall’altro la riflessione su come e se, in questo momento storico di crisi globale, si stiano realizzando pratiche di ritorno temporanee o definitive. Il mito del ritorno è un aspetto che coinvolge a diverso titolo non solo i migranti e le loro famiglie ma anche le politiche dei governi dei paesi di origine e spesso quelli dei paesi di arrivo, nel momento in cui situazioni contingenti, come la crisi economica, portano a rivedere e ridiscutere il ruolo dei migranti sul loro territorio e a definire politiche migratorie orientate al ritorno

Il lavoro e la salute

io-ci-sto-istosA cura di Rosario Sardella, Io ci sto fra i migranti, Istos, Pisa, 2017, pp. 96
Questo diario, a cura del giornalista Rosario Sardella, accompagna il lettore nel territorio di Foggia, tra le baraccopoli degli immigrati che raccolgono i pomodori e ci svela il sistema di sfruttamento che li opprime; ci racconta lo stupore, le emozioni e la rabbia di giovani volontari italiani che hanno risposto “io ci sto” alla richiesta di aiuto.
Collocazione Biblioteca: 17801

Eugenia De Rosa, Elisa Marzilli, Lavoratori e famiglia straniere in Italia negli anni della crisi: profili di rischio e divisione di genere del lavoro, in Mondi migranti, n. 3 (2016), pp. 131-154
Utilizzando i dati dell’indagine “Forze di Lavoro” condotta dall’ISTAT, integrati con altre fonti, l’articolo fornisce un quadro dettagliato del mercato del lavoro degli stranieri e indaga l’impatto della crisi economico-finanziaria sui lavoratori stranieri in Italia. Combinando una prospettiva di analisi individuale e familiare e un approccio attento alla dimensione di genere dei fenomeni, le autrici si interrogano sulla redistribuzione del lavoro tra italiani e stranieri e sull’emergere o meno di una nuova divisione di genere del lavoro.

SS_800-800x420Martina Ronchetto, Flavio Ronchetto, La salute dei migranti e malattie croniche. Aspetti sociologici e risultanze epidemiologiche, in Salute e società, a. 16, n.2 (2017), pp. 149-163
In questo articolo viene considerato il problema delle malattie croniche che gli immigrati possono contrarre rispetto ai paesi d’origine. Queste possono essere di natura somatica come il diabete o psichica, quali la depressione e l’abuso di sostanze compreso l’alcool. La facilità ad ammalarsi è evidentemente legata ai cambiamenti collegati all’acquisizione di nuovi stili di vita e la sanità deve adeguarsi a tale problematica. Martina Ronchetto lavora presso Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza. Flavio Ronchetto lavora presso ASL TO4, Ivrea.

Eugenia De Rosa, Elisa Marzilli, Lavoratori e famiglia straniere in Italia negli anni della crisi: profili di rischio e divisione di genere del lavoro, in Mondi migranti, n. 3 (2016), pp. 131-154
Utilizzando i dati dell’indagine “Forze di Lavoro” condotta dall’ISTAT, integrati con altre fonti, l’articolo fornisce un quadro dettagliato del mercato del lavoro degli stranieri e indaga l’impatto della crisi economico-finanziaria sui lavoratori stranieri in Italia. Combinando una prospettiva di analisi individuale e familiare e un approccio attento alla dimensione di genere dei fenomeni, le autrici si interrogano sulla redistribuzione del lavoro tra italiani e stranieri e sull’emergere o meno di una nuova divisione di genere del lavoro.

Fiorella Farinelli, Troppi mesi senza far niente, in Rocca, a. 75, n. 23 (dic. 2016), pp. 30-32
L’immigrazione non viene viste come un problema di per sé, ma nell’incapacità di governarla e integrarla. Abbandonati a se stessi gli immigrati entrano facilmente nei circuiti di sfruttamento e nella criminalità organizzata. Ciò può essere impedito da inserimenti lavorativi più rapidi, tenendo conto delle qualificazioni professionali, dei titoli di studio e delle competenze.

ea11ed3198a3627daa81b9c29632dcbaA cura di Maria Paola Nanni, Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2016. Aggiornamento statistico, Idos, Roma, 2016, pp. 157
In questo rapporto, pubblicato in italiano e in inglese, si forniscono dati statistici e analisi sull’imprenditoria italiana a conduzione immigrata, dove con tale definizione si intendono le imprese il cui titolare, o la maggior parte dei soci e/o amministratori, sono nati all’estero. Il rapporto è articolato in due parti: 1) Immigrazione e imprenditoria in Italia. Aggiornamento 2016 ; 2) Immigrazione e imprenditoria. Una prospettiva europea.
Collocazione Biblioteca: 79R03

Gianpiero Dalla Zuanna, Immigrazione e mercato del lavoro in Italia, in Il Mulino, a. 65, n. 4 (2016), vol. 65, pp. 250-258
L’autore, docente universitario di Demografia, risponde ad alcuni interrogativi riguardanti il rapporto tra immigrati e lavoro: gli stranieri rubano il lavoro agli italiani? Hanno contribuito a rallentare l’economia degli ultimi vent’anni? Attraverso un’analisi supportata da dati, l’articolo smonta alcune diffuse convinzioni e identifica alcuni punti critici dell’economia e del mercato del lavoro italiani.

se questoRoberto Iovino … [et al.], Se questo è lavoro. Il fenomeno del caporalato, in Narcomafie, a. 24, n. 3 (mag.-giu. 2016), pp. 20-27
La Flai Cgil ha pubblicato il terzo rapporto “Agromafie e caporalato” in cui, ancora una volta, si presenta tutta la drammaticità sociale di un sistema violento. Sono quantificabili in 430 mila i lavoratori agricoli sfruttati, per un business che frutta ai circuiti illegali tra i 14 e i 17 miliardi di euro. Negli articoli proposti, seguono approfondimenti e racconti di fatti di cronaca.

Silvia Carbone, Stranieri cinesi e accesso ai servizi sanitari. I risultati di uno studio a Messina, in Mondi migranti, n. 1 (2016), 123-137
Questa ricerca si concentra sull’analisi della modalità di accesso ai servizi sanitari da parte della popolazione cinese di Messina. Le caratteristiche della comunità di indagine, hanno portato a privilegiare strumenti di analisi di tipo quantitativo. Sono stati somministrati 130 questionari a risposta chiusa e i primi risultati che emergono dalla ricerca sono: l’orientamento diffuso tra i cinesi di fare un uso differenziato della medicina tradizionale e di quella occidentale; il diffidare dei servizi sanitari locali perché costretti ad affrontare diversi ostacoli linguistici e logistici.

imagesAnna Pozzi, Mercanti di schiavi, Tratta e sfruttamento nel XXI secolo, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2016, pp. 215
Questo testo è un reportage sulla tratta di esseri umani e le nuove schiavitù di questo secolo. In Italia i nuovi schiavi sono le ragazze costrette a prostituirsi in strada o nei centri massaggi, gli uomini obbligati a lavorare nei campi sino a 14 ore per pochi spiccioli, i bambini forzati a mendicare o le madri che cercano di mantenere i figli lasciati a casa accettando lavori in condizioni servili. Allargando un poco lo sguardo, i nuovi schiavi sono i bambini venduti dai terroristi in Medio Oriente; uomini e minori costretti a lavorare in condizioni subumane nelle miniere dell’America Latina o i bambini-soldato dell’Africa. E sono moltissimi altri, sino a raggiungere le nuove frontiere dello sfruttamento, che vanno dalle gravidanze surrogate alle spose-bambine. Anna Pozzi è giornalista e scrittrice.

Le immigrazioni femminili e le famiglie

Alessandra Ciurlo, Donne colombiane in Italia: relazioni di genere e famiglie transnazionali, in Mondi migranti, n. 1 (2017), pp. 133-154
L’articolo analizza alcuni aspetti dell’esperienza migratoria femminile, prendendo come caso di studio i flussi provenienti dalla Colombia verso l’Italia. Si analizza il fenomeno attraverso la prospettiva di genere e si focalizza nella famiglia, perchè essa costituisce un attore significativo delle migrazioni femminili e un osservatorio rilevante delle relazioni di genere presenti nel contesto transnazionale. Nel lavoro vengono presentati e commentati i risultati dell’indagine.

erickson-copertinaMarta Bertagnolli, Le pratiche di mobilità delle donne migranti e il lavoro di riproduzione dei mariti rimasti a casa. Uno studio esplorativo sui casi della Romania e della Repubblica di Moldavia, in Educazione interculturale, n.3 (ott. 2016) – on line, vol.14, pp. 6
Le migrazioni internazionali femminili stanno ponendo molteplici sfide ai sistemi di cura dei Paesi di origine, coinvolgendo specialmente i familiari delle donne migranti rimasti a casa. L’articolo, basandosi su una ricerca esplorativa multisituata condotta tra Italia, Romania e Repubblica di Moldavia, esplora i legami esistenti tra le nuove identità lavorative genitoriali presenti all’interno di famiglie transnazionali rumene e moldave, caratterizzate dalla migrazione femminile. L’autrice analizza, da una parte, le pratiche di mobilità dall’Italia alla madrepatria messe in atto dalle donne migranti e, dall’altra, il lavoro di riproduzione svolto dai mariti rimasti a casa. In sintesi i risultati mostrano che la mobilità delle lavoratrici migranti risulta fortemente condizionata da numerosi fattori di tipo strutturale e normativo; i padri, invece, si trovano il più delle volte a dover gestire una non facile riconfigurazione del proprio ruolo familiare, scontrandosi con le aspettative del contesto sociale e con i desideri dei propri figli.

Luca Milani… [et al.], Famiglie italiane e immigrate: identificare fattori di rischio e di protezione nella valutazione delle competenze genitoriali, in Psicologia della Salute, n. 1 (2016), pp. 67-89
Il maltrattamento verso i minori costituisce un importante problema di salute pubblica, minacciando l’integrità psicofisica di circa 100.000 minori in Italia. Al fine di meglio tutelare i diritti di crescita di tali minori e favorirne un buon adattamento, è importante individuare precocemente quelli che presentano un elevato rischio di subire condotte maltrattanti. La valutazione del potenziale rischio di maltrattamenti è particolarmente complessa se si prendono in esame le famiglie di immigrati, spesso esposte ad una condizione di maggiore vulnerabilità. Sul tema della valutazione della genitorialità si veda anche: Angela Cammarella … [et al.], Genitorialità, dinamiche relazionali ed esiti evolutivi sui figli di coppie miste coinvolti in situazioni di abuso, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 2 (giu. 2016), pp. 119-138

0486-0349Emanuela Abbatecola, Emozioni narrate. Detti, non detti e tabù della maternità e paternità a distanza, in Rassegna Italiana di Sociologia, a. 57, n. 2 (apr.-giu. 2016), pp. 235-257
Questo lavoro si propone di analizzare le famiglie transnazionali (in cui solo i genitori sono migrati) da un punto di vista non comune: le dimensioni emotive. La letteratura internazionale analizza raramente i costi emotivi degli uomini migranti e difficilmente li studia come padri. L’attenzione al femminile, d’altro canto, sembra per lo più concentrata sulle situazioni in cui la madre manca. Lo scopo di questo lavoro è quindi dare visibilità alle emozioni narrate da padri e madri, attingendo i risultati di uno studio qualitativo: 30 storie di vita di genitori provenienti da Ecuador e Perù e 5 interviste semi-strutturate con informatori chiave. L’articolo si sviluppa lungo tre percorsi principali: le differenze tra le emozioni narrate da madri e padri per quanto riguarda diversi aspetti della genitorialità a distanza (separazione e riunione, la ricostruzione del rapporto dopo lunghi spazi vuoti); Le emozioni che non si possono dire alla luce di una cultura emozionale i cui codici emotivi sono fortemente caratterizzati dal punto di vista di genere (disaffezione della madre e libertà di lasciare i bambini come una scelta); le emozioni di ricercatori come reazioni alle emozioni narrate e non neutrali rispetto al genere del narratore.

I minori stranieri non accompagnati

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, I minori stranieri non accompagnati (MSNA) in Italia. Report di monitoraggio. Dati al 31 dicembre 2016, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Roma, 2017
Questo report del Ministero viene pubblicato quadrimestralmente e include una disamina sull’evoluzione delle procedure e del sistema normativo che riguarda i minori stranieri non accompagnati (MSNA) e il rilascio dei permessi di soggiorno; i dati relativi alle caratteristiche, alla distribuzione territoriale, ai risultati delle indagini territoriali, ai rimpatri assistiti e ai finanziamenti stanziati.

c7c9ae7e4e4684a12b5c9b1ec7ea3c6d--child-quotes-poster-ideasA cura di Alessio Fasulo, Viviana Valastro, Children come first – Intervento di Frontiera. I migranti in arrivo via mare, Save the Children Italia Onlus, Roma, 2016, pp. 33
Si tratta di un dossier contenente informazioni quantitative e qualitative relative ai minori migranti in ingresso in Italia nel trimestre ottobre-dicembre 2016, comprese le aspettative e le motivazioni alla base dei loro progetti migratori e le modalità con cui sono arrivati in Italia. Una sintesi degli arrivi dell’intero anno 2016 descrive il contesto generale di riferimento.

Francesca Losito, Viaggio per la speranza. I minori stranieri non accompagnati in Italia, in lavoro sociale, n. 4 (ago. 2016), pp. 33-37
Quello dei minori stranieri non accompagnati è un fenomeno che in Italia coinvolge quasi 12.00 bambini e adolescenti, soprattutto maschi tra i 16 e 17 anni, in fuga da guerre e povertà e provenienti per la maggior parte da Albania, Eritrea, Gambia e Nigeria. Soprattutto nei primi tempi di presenza in Italia il rapporto con gli operatori e con il gruppo può risentire della difficoltà di creare rapporti di fiducia, perciò sarebbe particolarmente indicata la presenza di operatori pari, di ragazzi che hanno già compiuto un percorso positivo di integrazione e possono costituire una grande risorsa per i nuovi arrivati.

A cura di Cinformi – Centro informativo per l’immigrazione della Provincia autonoma di Trento, La prima accoglienza di un minore straniero non accompagnato. Indicazioni operative, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2016), pp. 50-51
L’articolo, dopo aver spiegato chi può essere definito minore straniero non accompagnato (MSNA) in base alle leggi vigenti, illustra le principali caratteristiche attuali del fenomeno e dà indicazioni operative per il primo colloquio, l’accoglienza e il percorso di inserimento sociale.

A cura di Elisabetta Di Giovanni, Minori migranti e comunità, in Psicologia di Comunità, n. 1 (2016), 5-99
La presente monografia raccoglie dei contributi di riflessione sul fenomeno dei minori stranieri non accompagnati nell’area euro-mediterranea. Il continuo afflusso di bambini migranti non accompagnati richiama il senso etico dell’accoglienza, della presa in carico di queste giovani vite, richiamando costantemente l’urgenza di un adeguato mandato sociale da parte della società occidentale. I contributi raccontano alcune esperienze di Centri di accoglienza per minori, analizzano le politiche e le prassi istituzionali, la condizione giuridica dei minori non accompagnati, le forme di sfruttamento economico, la costruzione di identità plurali.

summit reportMissing Children Europe, Best practices and key challenges on interagency cooperation to safeguard unaccompanied children from going missing. Summit Report, Missing Children Europe, Brussels, 2016
A Gennaio 2016, L’Ufficio Europeo di Polizia (Europol) ha comunicato che 10.000 minori, dopo essere arrivati in Europa, risultano scomparsi. Il timore è che siano stati presi da organizzazioni criminali con lo scopo di sfruttamento e abuso per fini sessuali o di lavoro. Mentre dati sistematici e completi sulla scomparsa di minori non accompagnati in Europa non sono ad oggi disponibili, è comunque chiaro che il numero di bambini scomparsi dalle strutture di assistenza è sconcertante ed è destinato ad aumentare vertiginosamente nell’attuale contesto migratorio. Il progetto SUMMIT coordinato da Missing Children Europe, in collaborazione con l’Università di Portsmouth (UK ), NIDOS ( NL ), Defence for bambini – ECPAT ( NL ), Tusla ( IR ), KMOP (EL) e Child Circle (BE), e con il sostegno della Commissione europea, ha lo scopo di contribuire al miglioramento della cooperazione tra agenzie che si occupano della tutela dei minori non accompagnati. La presente relazione si basa sull’analisi dei dati raccolti attraverso interviste condotte in 7 Paesi membri dell’Unione Europea, che evidenziano ampi settori nei quali occorre ancora intervenire, ma anche diverse buone pratiche adottate, che potrebbero fungere da modello o ispirazione per altri Stati.

Rita Finco, Marion Jacoub, Minori stranieri non accompagnati. Comprendere una realtà complessa e contradditoria in una prospettiva etnoclinica, in Educazione interculturale, n. 1 (gen. 2016) – on line, pp. 5
Da 25 anni, la Francia e l’Italia affrontano un’immigrazione particolare chiamata, in termini di legge, minori stranieri non accompagnati (MSNA). Questo fenomeno di erranza indipendente ha visto la sua intensificazione in questi ultimi anni, provocando nei differenti Stati europei una situazione caotica, in quanto le realtà istituzionali incaricate di occuparsi di questa popolazione non dispongono di strumenti sufficienti né di politiche nazionali coerenti. Le contraddizioni sono tali che i professionisti dei servizi minorili e di salute mentale sono in una posizione di smarrimento continuo che impedisce loro di pensarsi protagonisti nell’accoglienza, nell’accompagnamento e nella cura. In questo articolo si vuole offrire al lettore una breve riflessione sull’argomento, soffermandosi in particolare su una situazione clinica.

Save the Children, Minori migranti: in viaggio attraverso la rete, Rischi e opportunità di internet dalla voce degli adolescenti stranieri che arrivano in Italia da soli, Save The Children, Roma, 2016, pp. 10
In occasione del Safer Internet Day, la giornata dedicata alla promozione di un utilizzo positivo e consapevole delle tecnologie digitali che si celebra quest’anno il 9 febbraio, Save the Children ha voluto raccogliere per la prima volta le testimonianze dei minori migranti non accompagnati giunti in Italia sul loro utilizzo delle tecnologie digitali in tutte le fasi del loro viaggio, dal concepimento dell’idea di partire sino all’attuale permanenza in Italia.

71cOvsFLo-LFabrizio Pizzi, Minori che migrano soli. Riflessioni pedagogiche su percorsi di accoglienza e sostegno educativo, La Scuola, Brescia, 2016, pp. 282
I minori che intraprendono il viaggio migratorio da soli sono definiti a livello legislativo “minori non accompagnati”: si trovano in Italia privi di assistenza e rappresentanza da parte di genitori, tutori o affidatari sulla base di un provvedimento formale. Sono ragazzi originari dei Paesi del Nord Africa, dell’Africa sub sahariana, del Medio Oriente e dell’Asia. Migrano per sfuggire a condizioni economiche e sociali svantaggiate, in alcuni casi per evitare un futuro da “bambini-soldato”. Giovani protagonisti di storie migratorie differenti, di complessa interpretazione. Questo volume si avvale delle analisi fatte a livello nazionale e internazionale su un fenomeno da leggere con cautela, per evitare generalizzazioni che tendono ad uniformare percorsi diversi, e delle riflessioni elaborate sulla base di una ricerca condotta “sul campo”. Nei vari capitoli vengono trattate le questioni giuridiche, le politiche di integrazione in Italia e in Europa, le misure di accoglienza e integrazione, la presa in carico educativa.
Collocazione Biblioteca: 17725

I giovani di prima e seconda generazione

COP_LS_2-17-2Anna Pileri, Banlieues, come i giovani possono uscire dalla trappola? in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2017), vol. 17, pp. 50-53
Le periferie delle città francesi sono diventate luoghi di segregazione dai molteplici aspetti, economici, culturali e politici, soprattutto per i giovani, non solo immigrati, che non trovano opportunità di lavoro e sono facile preda di varie forme di violenza e criminalità. La prospettiva con cui affrontare tale problematica è da ricercare in un “risveglio interculturale” che abbia anche valenze pedagogiche. Anna Pileri è ricercatrice presso l’Università di Bologna.

Elisabetta Perone, Per restare o per tornare? Studiare in Italia in tempo di crisi, in Mondi migranti, n. 1 (2017), pp.155-181
Il contributo, sulla base di un insieme di biografie di giovani di origine straniera residenti in Campania, riflette sul valore dell’istruzione in tempo di crisi. analizzando, in particolare, le parti delle narrative che si sono incentrate sulle prospettive future, con particolare riferimento alle aspettative di inserimento nel mercato del lavoro, l’autore indaga la relazione tra titolo di studio conseguito in Italia e il progetto migratorio di ritorno.

Maurizio Ambrosini, Nuovi italiani. Ragazzi, ragazze e le sfide dell’integrazione, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2017), pp. 4-9
Nell’articolo vengono considerate le problematiche familiari e sociali dei figli di immigrati nati in italia. Con le famiglie di origine possono crearsi dinamiche conflittuali su base culturale. L’inserimento scolastico non pone solitamente particolari problemi, mentre quello lavorativo, oltre alle difficoltà economiche attuali, appare talora problematico in quanto tali giovani cercano uno status sociale superiore a quello delle famiglie di origine. Maurizio Ambrosini è docente di Sociologia dei processi migratori e sociologia urbana presso l’Università di Milano.

copertina309-piccolaRoberto Dalla Chiara, El Mehdi El Hattas, Come i pesci quando escono dall’acqua. Apprendere dal raccontare la mutazione che affronta la generazione di nuovi italiani, in Animazione Sociale, n. 309 (2017), pp. 85-92
Gli autori, rispettivamente docente e laureato in Servizio Sociale, riflettono sull’importanza del racconto di sé per i giovani immigrati di seconda generazione, dando voce ad alcuni ragazzi di origine marocchina.

A cura di Maitena Armagnague … [et al.], Migrazioni, itinerari e istituzioni di socializzazione, in Autonomie locali e servizi sociali, n.3 (dic. 2016), pp. 393-479
La monografia è molto ricca di dati concernenti l’immigrazione in Francia, con particolare riguardo ai minori soprattutto dal mondo islamico. Vengono presentate statistiche e narrate storie individuali in modo da fornire un’ampia panoramica circa i problemi di integrazione sociale e scolastica. Vengono anche esaminate le problematiche legislative sull’argomento.

17264317_10154420775242864_8836201593994567036_n-169x300Luigi Barone … [et al.], Giovani in contesti criminali: misure e pratiche di prevenzione, in Minorigiustizia, n. 3 (2016), pp. 7-260
Questo volume monografico ragiona intorno alla condizione e al vissuto dei giovani socialmente e culturalmente più vulnerabili (giovani ‘ndranghetisti, giovani radicalizzati, giovani jihadisti) esposti al rischio di scelte estremiste violente, di percorsi criminali, di marginalità ed esclusione sociale. Nel nostro paese il problema maggiore è rappresentato dai minori di ‘ndrangheta o provenienti da famiglie malavitose di stampo mafioso: il Tribunale dei Minori di Reggio Calabria dal 2012 ha adottato misure giurisprudenziali all’avanguardia per la tutela e il recupero di minori potenzialmente malavitosi. Attraverso il contributo di più interventi, il presente lavoro traccia uno scenario delle risorse mobilitate dai sistemi giudiziari, socio educativi e dal volontariato per dare a questi figli l’opportunità di crescere da uomini e donne liberi, padroni della propria vita e di costruire famiglie in cui parole come “rispetto” e “onore” recuperino il senso profondo della dignità dell’uomo.

Vulca Fidolini, Costruzioni della maschilità nella transizione all’età adulta. Modelli egemoni e scripts sessuali tra i giovani marocchini in Italia e in Francia, in Polis, a. 30, n. 1 (apr. 2016), pp. 87-120
Lo studio propone un’analisi dei processi di costruzione degli ideali di maschilità tra i giovani immigrati marocchini, di cui sono state raccolte ed esaminate le interviste. L’interesse principale è quello di scandagliare le norme e le rappresentazioni egemoniche che producono i vissuti sessuali degli intervistati e le dinamiche di costruzione della maschilità alla luce della loro condizione di migranti, della loro identità di musulmani e dei loro percorsi biografici durante la transizione all’età adulta.

maltrattamentoSimona C. S. Caravita … [et al.], Essere vittime di bullismo discriminatorio: esiti e fattori di rischio negli studi internazionali, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 1 (mar. 2016), pp.  7-87
Il focus monotematico intende approfondire la rilevanza del bullismo discriminatorio, quello cioè rivolto a danno di coetanei per la loro appartenenza a gruppi minoritari per cultura, etnia, religione, orientamento sessuale, età o perchè portatori di disabilità, e i suoi esiti per le vittime. L’ultimo articolo propone uno studio sul bullismo a danno di immigrati nel contesto italiano.

La scuola e la pedagogia interculturale

Mauro Sabadini, Risvolti psicologici nei processi interculturali. Il possibile ruolo della psicologia nella prospettiva interculturale dell’inclusione, in Educazione interculturale, n. 1 (mag. 2017) – on line, vol. 15, pp. 1-13
L’autore, insegnante di scuola dell’infanzia ed esperto nelle tematiche dell’interculturalità, partendo da una ricerca su pratiche e teorie interculturali in alcune scuole dell’infanzia, propone alcune riflessioni sul ruolo della psicologia, in particolare sociale e delle decisioni, nel dibattito interculturale.

Andrea Canevaro, L’altruismo al tempo dell’intercultura, in Educazione interculturale, n. 1 (mag. 2017) – on line, vol.15, pp.1-6
L’autore, pedagogista e docente universitario, espone alcune riflessioni sul tema dell’altruismo al tempo dell’intercultura. Secondo l’autore, l’intercultura richiede un altruismo nuovo e razionale, dove ci sia collaborazione tra contatto diretto e contatto attraverso un organismo di intermediazione soggetto al giudizio del pubblico.

Melita Cristaldi, Competenze globali, global teacher e global student. Riflessioni sulla Campagna educativa «Etna vulcano della pace. Preghiera interculturale delle scuole di Catania contro la guerra, in Educazione interculturale, n. 1 (mag. 2017) – on line, vol. 15, pp. 1-12
L’autrice, insegnante dell’istituto Fontanarossa di Catania, esperta di educazione interculturale, presenta nell’articolo la Campagna educativa «Etna, Vulcano della Pace. Preghiera interculturale delle scuole di Catania contro la guerra», nata grazie alla collaborazione con il pedagogista Giovanni Pampanini e volta a sviluppare “l’intelligenza interculturale” e le “competenze globali” negli studenti e nei docenti. In appendice, la proposta della Carta Mondiale per la Pace, di cui l’autrice promuove la diffusione in Italia. Riassunto in inglese.

Stefania Lorenzini, Imparare a riconoscere e dare un valore alla paura. Prospettiva pedagogica interculturale richiama alla responsabilità di comprendere, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2017), pp. 42-46
La società moderna è caratterizzata da un aumento del senso di paura per gli avvenimenti di violenza di matrice terroristica e non solo. La paura è sempre stata presente nella storia dell’umanità, ma attualmente appare amplificata dai sistemi d’informazione a rapida diffusione. La scuola viene identificata come uno dei luoghi privilegiati per opporsi a tale tendenza. Stefania Lorenzini lavora presso l’Università di Bologna.

qui-la-ricerca-loescher-editoreGiuseppe Mantovani, Costruire testi interculturali, in La ricerca, a. 4, n. 11 (nov. 2016), pp. 10-14
L’autore, psicologo ed esperto di intercultura, si interroga su quale cultura debba essere trasmessa a scuola e su come si possa evitare l’etnocentrismo, riuscendo a far vedere il mondo anche con gli occhi degli “altri”.

Vincenzo Simone, Tante lingue una città, in Studi Zancan, a. 17, n. 4 (lug.-ago. 2016) – on line, pp. 29-34
L’autore, dirigente del “Servizio Educativo Integrato 0/6 anni” della Città di Torino, descrive alcuni interventi realizzati nei servizi educativi per la prima infanzia a Torino, che hanno svolto una funzione sociale. In particolare, viene descritto il programma “Noi parliamo tante lingue” volto al mantenimento della lingua materna per i bambini di lingua madre diversa dall’italiano (uno su tre nei servizi comunali per l’infanzia di Torino), partendo dal riconoscimento del valore che il mantenimento della lingua madre possiede per la costruzione del senso di sè.

A cura di Ugo Ascoli e Emmanuele Pavolini, Le politiche educative in Italia tra retoriche del cambiamento e questioni irrisolte, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 2 ( apr.-giu. 2016), pp. 7-184
Questa monografia si articola in diversi interventi, i più significativi riguardo a questa bibliografia sono: “Figli dell’immigrazione a scuola. Forme della discriminazione” e “Alunni stranieri e performance scolastiche: il caso di Milano”

ffCristina Bernardini, Sara Cattaneo e Angela Sebastio, Infanzia multietnica e potenziamento linguistico, in Studi Zancan, a. 17, n. 3 (mag.-giu. 2016) – on line, pp. 39-42
L’articolo descrive una delle esperienze selezionate come particolarmente significative nell’ambito del progetto Tfiey – Transatlantic Forum on Inclusive Early Years sul tema «Sistemi integrati e multilinguismo nei servizi per la prima infanzia». (Il progetto è spegato nell’articolo di Roberto Maurizio, Marzia Sica e Cinzia Canali, Tfiey Piemonte: innovare i servizi per la prima infanzia, Politiche e servizi alle persone, in Studi Zancan, n. 1 (gen.-feb. 2016) – on line), pp. 34-50. Il percorso piemontese, avviato tre anni fa, ha coinvolto una quarantina di organizzazioni che operano a Torino nell’ambito della prima infanzia. L’obiettivo è quello di migliorare le risposte dei servizi, pubblici e privati rivolti ai più piccoli e in particolare ai bambini che vivono in famiglie a basso reddito o con percorsi di immigrazione. L’articolo pone l’attenzione su tre temi: accesso ai servizi, formazione del personale, valutazione degli esiti.

Cristina Fabbri, Tanti modi per parlarsi: il giardino dei cavalli rossi, in Studi Zancan, a. 17, n. 2 (mar.-apr. 2016) – on line, pp. 33-36
“Tanti modi per parlarsi: il giardino dei cavalli rossi” è il titolo di un progetto che ha coinvolto diversi soggetti dentro e fuori il nido comunale “Giardino” di Ferrara, a partire dall’anno scolastico 2013-2014. La presenza al nido di famiglie di diverse lingue e culture e di famiglie in situazione di disagio sociale pone la necessità di realizzare buone pratiche di accoglienza, migliorare la comunicazione con adulti e bambini, favorire l’integrazione all’interno della comunità, fare rete con tutti i soggetti che possono rappresentare una risorsa per il benessere dei bambini e delle famiglie.

Le politiche sociali e il territorio

copertina310_SRita Farneti, La Paura della relazione con il migrante. E’ ancora possibile avere noi per primi il coraggio della ragione?, in Animazione Sociale, n. 310 (2017), pp. 10-17
Nella società di oggi sono sempre più frequenti ed evidenti manifestazioni di chiusura e diffidenza nei confronti dei migranti, diventati troppo “altro da noi” perché ritenuti ormai solo portatori di pericolosità. La paura si accresce ogni volta che ci si confronta con mondi sconosciuti, che presentano modelli di pensiero, relazione e azione distanti dai nostri. In realtà il quotidiano sperimentare intrecci culturali cresce, ma, nonostante ciò, non è facile oggi entrare in relazione perché siamo in un’epoca di incertezza identitaria che rischia di far perdere l’ancoraggio alla ragione. L’autrice è psicologa, psicoterapeuta e psicoanalista.

A cura di Michela Semprebon, Paola Bonizzoni, Roberta Marzorati, Non solo grandi città. L’immigrazione nei piccoli comuni italiani, in Mondi migranti, n. 1 (2017), pp. 29-130
A fronte di una crescente rilevanza dell’immigrazione nei comuni italiani di piccole-medie dimensioni (sia dal punto di vista statistico-demografico che urbanistico), la letteratura ha recentemente iniziato a interrogarsi sulla specificità dei processi di inclusione e di governance della popolazione straniera in tali contesti. Il presente lavoro si propone di esplorare il tema attraverso interventi che indagano, con prospettive diverse, alcuni piccoli comuni del territorio italiano, da nord a sud. Nello specifico, i saggi si focalizzano sulle modalità di governo dell’immigrazione in uno scenario che si presenta assai variegato e che variano a seconda delle sensibilità politico-amministrative, delle risorse disponibili e della composizione delle reti territoriali.

Marta Lotto, Abitare nella crisi. Le occupazioni abitative dei migranti, in Mondi migranti, n. 1 (2017), pp. 183-202
Il contributo si propone di indagare le realtà degli edifici e delle palazzine occupate illegalmente da migranti. A partire dall’analisi di queste pratiche residenziali nella città di Torino, l’autore riflette sulle funzionalità sociali che possono assumere tali strategie dell’abitare. Oltre a costituire soluzioni di emergenza in caso di difficoltà di accesso al mercato immobiliare, queste realtà posso assumere un’ampia varietà di ruoli: centri di accoglienza informali, punti di appoggio e di passaggio, luoghi di socialità e solidarietà, spazio di scambio di informazioni e servizi e laboratori di convivenza interculturali.

Andrea Morniroli, Oggetto della nostra cura è il territorio. E’ tempo di tornare a parlare con la gente, in Animazione Sociale, a. 47, n. 307 (feb. 2017), pp. 26-35
Oggi più che mai serve la capacità di riportare il fare sociale dentro i territori, poichè è impensabile, secondo l’autore, operare sui problemi sociali senza tenere conto dei contesti. I problemi sociali, infatti, dall’accoglienza dei migranti ai tanti volti delle emarginazioni urbane, impattano sui luoghi, modificandoli anche fisicamente, talvolta aprendo contraddizioni e provocando rotture, che quasi sempre vengono riempite dalla diffidenza, dalla paura e dal rifiuto. Per questo nel pensiero e nell’agire delle operatrici e degli operatori, i luoghi e chi li abita vanno considerati i destinatari degli interventi. Vanno cioè presi in carico dedicando loro cura, ascolto e parole.

9788859013457Margalit Cohen-Emerique, Per un approccio interculturale nelle professioni sociali e educative. Dagli inquadramenti teorici alle modalità operative, Erickson, Trento, 2017, pp. 474
Il libro affronta sul piano teorico e pratico le problematiche che caratterizzano il lavoro nelle professioni sociali ed educative di fronte ai migranti. L’approccio interculturale viene visto nei suoi vari aspetti come la famiglia, la scuola, il lavoro, la religione, il razzismo, l’integrazione, i maltrattamenti verso i minori, la ricerca di nuove prospettive. L’autrice, studiosa di metodi dell’intercultura, propone quindi degli inquadramenti teorici e delle modalità operative innovative per superare gli ostacoli che si incontrano nella relazione con i migranti.
Collocazione Biblioteca: 17860

Francesca Brancato, Marina Fasciolo, Dentro la catena globale della cura. Come un servizio sociale può prendersi cura delle assistenti familiari del suo territorio, in Animazione Sociale, n. 9/305 (dic. 2016), pp. 88-98
Le autrici descrivono un’eperienza di assistenza sociale con risvolti psicologici fornita ad assistenti familiari immigrate, definite come “badanti” nel lessico comune. Viene descritta una traccia di intervista utilizzata per raccogliere dati sociali e psicologici e sono riportate parti di colloqui clinici basati sul racconto autobiografico incoraggiato dalle assistenti sociali, con una restituzione terapeutica volta fondamentalmente a costruire un rapporto di reciprocità.

Giulia Fabini, “Buongiorno, documenti”. Meccanismi di controllo ed effetto di disciplinamento: storie di migranti e polizia locale, in Studi sulla questione criminale, a. 11, n. 1 (2016), pp.73-91
L’articolo indaga il processo decisionale della polizia locale di Bologna durante i controlli d’identità per mettere in luce i criteri che regolano la selezione degli immigrati, determinandone il fermo, l’invio nei centri di detenzione o la libertà. Oggetto dello studio è la relazione tra legge e prassi, indagata attraverso interviste semi-strutturate a 16 migranti irregolari e a 11 operatori di polizia tra il 2010 e il 2011; ne emerge che i poliziotti fanno un uso discrezionale del diritto, applicandolo a seconda delle esigenze di mantenimento dell’ordine, sulla base della valutazione della pericolosità dell’immigrato. Analizzando in particolare gli elementi che incidono sulla valutazione, l’autrice conclude che sia l’applicazione che la mancata applicazione della legge hanno un ruolo nel meccanismo di controllo, poiché rispondono al bisogno di governare e disciplinare la popolazione di migranti senza permesso di soggiorno.

Claudio Donadoni, Immigrazioni e genitorialità difficili, in Psicobiettivo, a. 36, n. 2 (mag.-ago. 2016), pp. 93-107
In questo articolo l’autore, a partire dalla propria esperienza di lavoro in un Consultorio Familiare, sviluppa alcune riflessioni sui cambiamenti della famiglia avvenuti negli ultimi decenni e su alcune nuove difficoltà generate da tali cambiamenti. Buona parte del lavoro psicologico consultoriale attualmente è dedicato alle famiglie di immigrati. In tali contesti alcuni dei disturbi della genitorialità affondano le loro radici nella diversità fra cultura familiare di origine e quella occidentale, mentre in altri casi essi sembrano essere più legati alla presenza di precarie condizioni di vita materiali della loro infanzia. Ad esemplificazione di ciò, vengono presentati due casi clinici.

Sebastiano Citroni, Stili di scena urbani. Il nesso «parte/tutto» in via Padova e oltre, in Rassegna Italiana di Sociologia, a. 57, n. 2 (apr.-giu. 2016), pp. 321-348
L’articolo propone una prospettiva di ricerca sulle interazioni urbane che permette il superamento di tre limiti analitici ricorrenti nel modo in cui è solitamente costruito il link «parte / tutto» in molte ricerche. In particolare, vengono affrontati tre casi di interazioni tipicamente urbane, che hanno avuto luogo in via Padova a Milano: gli scambi di tutti i giorni tra stranieri di passaggio sul marciapiede, la partecipazione a una festa multietnica e le devastazioni avvenute durante una manifestazione di strada improvvisata. La varietà dei casi scelti e delle tecniche adottate permettono di illustrare la peculiarità teorica della prospettiva proposta, basata sull’analisi del rapporto tra gli “stili di interazione” e le scene in cui sono praticate.

Giulia Ferrara, Rom a Roma tra ghettizzazione e inclusione, in Sicurezza e scienze sociali, a. 4, n.1 (gen.- apr. 2016), pp. 140-150
L’articolo analizza le politiche riguardanti i Rom dagli anni Novanta del novecento ad ora e illustra i risultati della ricerca qualitativa sul grado di integrazione nell’area urbana romana. Emerge l’inadeguatezza dell’approccio basato sulla sicurezza nella gestione del “Problema Rom” e sottolinea la necessità di politiche inclusive, in grado di accettare la diversità e, contemporaneamente, ridurre la povertà e l’esclusione sociale.

9788891709806Fabrizio Battistelli … [et al.], Affrontarsi o confrontarsi? Il “rischio” immigrati sulla stampa italiana e nella periferia di Tor Sapienza a Roma, in Sicurezza e scienze sociali, a. 4, n.1 (gen. – apr. 2016), pp. 86-112
L’articolo esamina il tema delle migrazioni alla luce della distinzione tra i concetti di rischio e minaccia. Attraverso l’analisi delle rappresentazioni nella stampa italiana, gli autori sostengono che accostare i concetti minaccia-immigrazione porta a ignorare tanto le conseguenze negative per i migranti, quanto le conseguenze positive per le società di accoglienza. Una ricerca in un’area urbana “sensibile” di Roma, che si è avvalsa anche di una giuria dei cittadini, inoltre, mostra come le reazioni negative e talvolta violente dei residenti verso i migranti si alimentino di un diffuso senso di privazione relativa e di abbandono da parte delle istituzioni politiche. Un’informazione più accurata e un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle politiche locali potrebbe facilitare il dialogo e portare a soluzioni più creative e condivise. Sullo stesso tema anche il testo: A cura di Marco Binotto, Marco Bruno, Valeria Lai, Tracciare confini. L’ immigrazione nei media italiani, Franco Angeli, Milano, 2016. Collocazione Biblioteca: 17774

Ferruccio Pastore, Zombie policy. Politiche migratorie inefficienti tra inerzia politica e illegalità, in Il Mulino, a. 65, n. 4 (2016), pp. 593-600
Secondo l’autore l’attenzione politica e mediatica si focalizza comprensibilmente sulla gestione della crisi dei rifugiati e si osserva una mancanza di attenzione sempre più preoccupante verso l’ordinaria amministrazione. La gestione dell’immigrazione “normale”, messa in secondo piano anche dall’inerzia timorosa della politica, resta affidata a un sistema di norme ormai obsoleto e sempre meno effettivo, tanto da assomigliare sempre di più a una di quelle “zombie policy”.

Cinzia Sabbatini, Shock culturali. Un metodo originale per lavorare con i migranti, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2016), vol. 16, pp. 15-21
Viviamo in un contesto globalizzato in cui la muticulturalità è un elemento evidente e quotidiano. Questo però non necessariamente comporta relazioni ricche e armoniose, spesso invece l’incontro con culture differenti genera shock. Si può reagire con spaesamento, diffidenza pregiudizi o, al contrario, la diversità può suscitare curiosità e fascino. Nell’articolo viene descritta una metodologia per l’approccio interculturale elaborata da C. Emerique e basata sulla pratica formativa, finalizzata a prendere coscienza di ostacoli, filtri e pregiudizi che pregiudicano l’incontro e ad imparare ad accostarsi con delicatezza all’altro, conoscendo e apprezzando le diversità identitarie e culturali. In un riquadro vengono descritte le reazioni di operatori sociali di fronte a diversità difficili da gestire.

AS_300

Roberto Camarlinghi, Un Pomeriggio con l’educativa di strada. Tra le case popolari di Barriera di Milano, in Animazione Sociale, a. 46, n. 300 (apr. 2016), pp. 109-110
L’articolo descrive una giornata dell’educativa di strada del Gruppo Abele che lavora a Torino, nel quartiere di Barriera di Milano, a contatto con ragazzi italiani e stranieri che vivono il disagio delle periferie. Le attività dell’educativa, composta da un’equipe di educatori e mediatori culturali, sono inserite nel progetto NOMIS (Nuove opportunità per minori stranieri).

Annalisa Furia, Noi e la migrazione tra paura e pietà, in Il Mulino, a. 65, n. 4 (2016), pp. 718-725
Secondo l’autrice la migrazione è ancora prevalentemente narrata secondo i canoni della paura e della pietà. La percezione di paura e pena viene allo stesso tempo riflessa e rinforzata dalla rappresentazione della migrazione e delle persone migranti, che sapientemente combina alterna e mescola narrazioni allarmistiche e ritratti pietistici. Il nono rapporto sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Italia e in Europa illustra come la migrazione assieme al terrorismo e alle catastrofi climatiche, sia l’oggetto di più della metà delle notizie “ansiogene”. Di fronte al caos, al disordine e al disagio la narrazione costituisce un’efficace strategia per la gestione dell’angoscia, consentendo di inserire fatti ed eventi in una struttura e sequenza cronologica e causale ordinata e di ricondurli a qualcosa di conosciuto, familiare e accessibile. Sul medesimo tema si segnala anche l’articolo di Antonio Mutti, Migrazioni e sicurezza (n. 2 del 2016).

A cura del Laboratorio Urbano di Vicenza, Coltivare il progetto di una città ospitale. Se la coesione sociale è un guscio fragile, solcato da rischiose linee di frattura, in Animazione Sociale, a. 46, n. 299 (mar. 2016), pp. 19-27
Questo documento nasce da un “laboratorio urbano” promosso dall’équipe del Servizio dipendenze (SERD ULSS 6) che interviene presso la casa circondariale di Vicenza. L’ipotesi è che per i servizi di cura sia fondamentale prendersi cura tanto del progetto terapeutico del singolo, quanto del progetto della città, perchè è nella città che gli operatori possono trovare le opportunità per dare sbocchi concreti ai diversi progetti di cura ed è nella città che le vite fragili possono trovare le risorse per costruire la propria vita. Si tratta allora di lavorare avendo in mente il progetto di una città ospitale, sapendo che è anche una città più coesa, più sicura, più felice.

Camilla Landi, Il futuro è adesso. Un progetto di mediazione sociale utilizzando i “Dialoghi sul futuro”, in Lavoro sociale, n.1 (feb. 2016), vol. 16, pp.  24-29
L’articolo descrive un progetto di mediazione sociale intrapreso dalla cooperativa “La casa davanti al sole” in un piccolo comune del varesotto per risolvere la situazione conflittuale che si era venuta a creare tra le otto famiglie che abitano in un complesso di edilizia popolare. Incomprensioni, conflitti etnici e culturali affrontati tramite la mediazione, partendo dal positivo e provando ad immaginarsi nel futuro come prevede la tecnica “Dialoghi sul futuro”.

9788891740205_0_0_1491_75Iside Gjergji, Sulla governance delle migrazioni. Sociologia dell’underworld del comando globale, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 161
Il libro tratta del sistema globale di gestione e controllo delle migrazioni internazionali. In una fase storica nella quale le migrazioni sono tornate a occupare uno spazio centrale nelle agende governative e nei media, è più che mai necessario penetrare nelle dinamiche dei poteri che decidono della vita degli immigrati. Poteri che privilegiano procedure mutuate dal privato, caratterizzate dal primato degli organi esecutivi, da forme para-normative e dalla logica del “just in time”. Con gli strumenti della ricerca sociale e attraverso uno slalom tra documenti ufficiali e riservati, riunioni pubbliche e a porte chiuse, norme morbide e norme rigide, la vastità del mondo e l’angustia di un ufficio ministeriale, il libro entra nelle trame dell’underworld del comando globale. L’autrice è ricercatrice presso il Centro per gli Studi Sociali dell’Università di Coimbra e l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Guido Nicolosi, Lampedusa. Corpi, immagini e narrazioni dell’immigrazione, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 174
Questo libro prende le mosse da una terribile tragedia avvenuta nell’ottobre 2013, quando un peschereccio lungo circa 20 metri, salpato dalla Libia e carico di migranti provenienti da diversi paesi africani, affondò a circa mezzo miglio da Lampedusa. L’isola da allora è diventata il simbolo internazionale di queste tragedie umane e della devastante crisi politica europea che ne consegue. Il testo si propone l’obiettivo di delinearne un quadro culturologico approfondito. In particolare, fornisce una mappa concettuale che rende conto delle narrazioni discorsive, simboliche e iconografiche che i soggetti coinvolti (gruppi, partiti, media, istituzioni) producono e ri-producono nel dibattito pubblico e nella prassi politico-sociale. Particolare rilievo viene dato al ruolo giocato dai media nel definire e amplificare un frame interpretativo “dematerializzante” ed “emergenziale” allo stesso tempo del fenomeno immigrazione. L’autore è professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Catania.
Collocazione Biblioteca: 17674

Racconti e testimonianze dirette

A cura di Mario Flamigni, Tutti. Racconti dal sociale, Pacini, Pisa, 2017, pp. 198
Si tratta di una raccolta di 28 racconti, scritti da altrettanti operatori del sociale, che hanno raccolto l’invito della Biennale della Prossimità di Bologna, edizione 2017, e hanno scritto a partire da un unico incipit, preso dal libro “Diario d’inverno” di Paul Auster. Attraverso la forma letteraria vengono proposte riflessioni e frammenti di esperienza lavorativa o di vita vissuta, col desiderio di rendere evidente ciò che, nel mondo del sociale, spesso viene celato.
Collocazione Biblioteca: 17850

 tuttiAnnalena Benini, Il governo delle nostre vite, in Il Foglio, a. 21, n. 293 (dic. 2016), pp. 1-3
L’articolo è il racconto di una giornalista che ha intrapreso un viaggio da Roma a Chișinău con il pullman abitualmente preso dalle badanti moldave per tornare a casa. Il reportage mette in luce difficoltà, rancori e speranze di queste donne che spesso lasciano in patria la propria famiglia e i propri figli per badare ai figli e agli anziani “degli altri”. Su twitter si trova anche un breve video fatto durante il viaggio.

Damiano Meo, Fondazione Migrantes, Storie di semola e semplicità. Culture migranti e dialoghi possibili, Tau, Todi (PG), 2016, pp. 73
Questo breve testo divulgativo testimonia interconnessioni quotidiane tra persone di lingue, usi e costumi diversi, tentando di dare un contributo alla cultura del dialogo e dichiarando che il confronto interculturale è una prospettiva possibile e praticabile. Nella postfazione mons. G. C. Perge, direttore generale della Fondazione Migrantes, espone dati relativi alla migrazione e all’integrazione in Europa e in Italia, indicando prospettive e orizzonti possibili. Damiano Meo è insegnante e giornalista, si occupa di migrazione, disabilità e glottodidattica.
Collocazione Biblioteca: 17797

 13726640_1004582812988776_8095410463482963109_nOrsetta Bellani, Sospese alla frontiera, in Narcomafie, a. 24, n. 4 (lug.-ago. 2016), pp. 49-52
Dal 2012 ad oggi sono circa 200mila le famiglie messicane separate dalle restrittive leggi migratorie degli Stati Uniti. L’articolo racconta la storia di Myrna Lazcano Olivares, che è passata attraverso l’esperienza della deportazione e del carcere, ma è riuscita infine a convertire violenza e dolore in una lotta contro una legge ingiusta che l’ha obbligata a vivere tre anni lontana dalle figlie. Il suo caso costituisce ora un positivo precedente legislativo a riprova che “migrare non è una colpa”.