Immigrati e integrazione

Aggiornata a settembre 2018 – a cura di Annamaria Licastro e Paola Moriondo

I materiali elencati sono in ordine decrescente per anno di pubblicazione e sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico. Sono anche presenti documenti scaricabili on line.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti: 

 Dati di contesto

Ministero dell’Interno. Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, Numero di migranti sbarcati all’11 maggio 2018. Cruscotto statistico dell’11 maggio 2018, in Immigrazione.it, n. 312 (mag. 2018) – on line, pp. 8
Il documento propone una serie di grafici contenenti alcuni dati statistici relativi ai migranti sbarcati in Italia dal 1 gennaio 2018 al 27 giugno 2018, in particolare riferiti a numero dei migranti sbarcati, porti maggiormente interessati dagli sbarchi, nazionalità dichiarate al momento dello sbarco, ricollocazione dei migranti in altri paesi europei, numero di minori stranieri non accompagnati sbarcati. I dati relativi al numero dei migranti sono comparati con i dati riferiti allo stesso periodo degli anni 2016 e 2017. I dati aggiornati degli sbarchi si trovano sul portale del Ministero dell’Interno.

desperate-journeys-unhcrAnna Coluccia, Fabio Ferretti, Lore Lorenzi, Immigrati, vittima plurale. Statistiche e pregiudizio, in Rassegna Italiana di Criminologia, n. 2 (2017), pp. 145-155
Il lavoro si propone di accostarsi allo straniero oltre l’immagine stereotipata, che sovente soprattutto i mass media offrono all’opinione pubblica: «estraneo» alla comunità e minaccia da cui difendersi. Attraverso la lettura del dato statistico ufficiale emerge un profilo sostanzialmente diverso: quello di uno straniero prevalentemente non autore bensì vittima di alcuni tra i reati più socialmente allarmanti. L’analisi consente di mettere a fuoco un momento significativo nella lunga sequenza di vittimizzazione che conduce il migrante dalle terre di provenienza a quelle di destinazione.

A cura di Giuseppe Sciortino, Integrazione sociale e reti interpersonali della popolazione straniera in Italia, in Mondi migranti, n. 2 (2017), pp. 23-146, pp. 207-227
Gli interventi che compongono la presente monografia analizzano la popolazione straniera in Italia dal punto di vista delle relazioni personali sviluppate dagli immigrati nel corso del loro processo di insediamento sul territorio, attraverso la costruzione e sviluppo delle loro comunità. Tutti gli interventi utilizzano banche-dati di grandi dimensioni, capaci di sostenere analisi statistiche sufficientemente robuste da permettere di esplorare processi sinora discussi in termini prevalentemente aneddotici.

Censis, 51° Rapporto sulla situazione sociale del paese 2017, Franco Angeli, 2017, Milano, pp. 540
La Fondazione Censis realizza annualmente il Rapporto sulla situazione sociale del Paese, che interpreta i più significativi fenomeni socio-economici occorsi in Italia. La prima parte di questa cinquantunesima edizione, “Considerazioni generali”, introduce il Rapporto sottolineando la chiusura di un lungo ciclo di sviluppo senza espansione economica e l’importanza del binomio tecnologia-territorio per il futuro. La seconda parte, “La società italiana al 2017”, affronta i temi di maggior interesse emersi nel corso dell’anno, mentre la terza e la quarta parte presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro e la rappresentanza; il welfare e la sanità; il territorio e le reti; i soggetti e i processi economici; i media e la comunicazione; la sicurezza e la cittadinanza.
Collocazione Biblioteca: 01R51

dossier_statistico_immigrazion_1IDOS; in partenariato con Confronti; con la collaborazione dell’UNAR, Dossier statistico immigrazione 2017, Idos, 2017, Roma, pp. 479.
Il Dossier focalizza l’attenzione sullo scenario nazionale dell’immigrazione, completandolo con quello internazionale e con una sezione dedicata alle singole regioni italiane, allo scopo di fornire dati ignorati dalla maggior parte dei cittadini che, grazie alle poche notizie divulgate dai mezzi di comunicazione, hanno spesso una percezione distorta del fenomeno immigratorio. I dati, raccolti da diverse fonti, dicono che il numero dei residenti stranieri è rimasto pressoché stabile, ma non immobile: sono continuati nel corso dell’anno i flussi di stranieri dall’estero, ma sono aumentati i casi di acquisizione della cittadinanza italiana e i trasferimenti all’estero. Sul piano internazionale, il Dossier aggiorna il panorama demografico e della ripartizione della ricchezza, approfondisce il contesto dell’Unione europea e riflette sulle tendenze xenofobe e razziste che attraversano gli stati membri. Una breve sintesi dei dati salienti è tradotta in inglese (Immigration in Italy in 2016. Key facts). Allegato al volume, un riassunto dei dati principali.
Collocazione Biblioteca: 80R05

Fondazione Ismu, a cura di Vincenzo Cesareo, Ventiduesimo Rapporto sulle migrazioni 2016, Franco Angeli, 2017, Milano, pp. 335. In questo Ventiduesimo Rapporto, la Fondazione Ismu mette in evidenza come i fenomeni migratori e le complesse sfide che essi portano con sé stiano costituendo un banco di prova, non solo per le politiche europee di immigrazione e asilo, ma anche per la tenuta stessa dell’Unione. Il volume dedica particolare attenzione anche all’analisi della popolazione straniera in Italia, che ha raggiunto al 1° gennaio 2016 5,9 milioni di presenze. Oltre alle consuete aree di interesse (demografia, normativa, lavoro, scuola, salute), il Rapporto approfondisce quest’anno alcuni temi di grande attualità, come quello dei minori stranieri non accompagnati e il fenomeno del radicalismo islamico.
Collocazione Biblioteca: 06R22

A cura di Associazione SocietàINformazione, 15° Rapporto Diritti Globali. Apocalisse umanitaria, Ediesse, 2017, Roma, pp. 574. Il Rapporto sui diritti globali è uno studio annuale, unico a livello internazionale, che analizza i processi connessi alla globalizzazione e alle sue ricadute, sotto i vari profili economici, sociali, geopolitici e ambientali, osservati in un’ottica che vede i diritti come interdipendenti. La struttura del Rapporto, giunto alla sua 15° edizione, è articolata in capitoli tematici, suddivisi in una panoramica generale e in Focus di approfondimento su alcune delle problematiche più rilevanti e attuali dell’anno. L’analisi e la ricerca sono corredate da cronologie dei fatti, dati statistici, riferimenti bibliografici e web.
Collocazione Biblioteca: 12R15

9788862446099_0_0_0_75Città di Torino, Prefettura di Torino, Osservatorio Interistituzionale sugli stranieri in provincia di Torino. Rapporto 2016, Città di Torino, 2017, Torino, pp. 413
Il documento nasce dalla volontà delle istituzioni della città e della provincia di Torino di contribuire a rappresentare, con i propri patrimoni di dati e conoscenze e dai rispettivi punti di vista, il fenomeno migratorio in ambito provinciale, allo scopo di consentirne una reale conoscenza e favorire l’attuazione di politiche e di interventi idonei a sviluppare l’integrazione. Il volume contiene dati, grafici e commenti che si soffermano fra l’altro sugli insediamenti abitativi, sull’accesso al mondo del lavoro, sui flussi d’ingresso legati alle regolarizzazioni e ai ricongiungimenti familiari, sulle misure di protezione, sugli adolescenti e la popolazione studentesca, sulla salute degli immigrati. Un focus di approfondimento è dedicato all’analisi dell’evoluzione dei Centri per l’istruzione degli adulti negli ultimi vent’anni.

Fondazione Leone Moressa, Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione. Edizione 2017. La dimensione internazionale delle migrazioni, Il Mulino, Bologna, 2017, pp. 179
L’edizione 2017 del Rapporto si concentra sulla dimensione internazionale del fenomeno migratorio, offrendo un’analisi delle rotte dei migranti internazionali, delle cause che li hanno spinti lontano dai loro paesi e dell’impatto della migrazione sui paesi di arrivo e su quelli di origine. Il Rapporto mantiene comunque uno sguardo all’impatto economico dell’immigrazione in Italia, per quanto concerne il mercato del lavoro, l’imprenditoria, il gettito fiscale e i contributi previdenziali, sintetizzando i principali indicatori economici per ciascuna comunità immigrata presente in Italia.
Collocazione Biblioteca: 78R07

Stefano Allievi, Gianpiero Dalla Zuanna. Tutto quello che non vi hanno mai detto sull’Immigrazione, Laterza, 2016, Bari, pp. 147
Attraverso dati statistici inseriti nel testo, gli autori forniscono numerose informazioni sull’immigrazione in Italia, soprattutto per quanto concerne l’inserimento lavorativo e scolastico. Ritengono che l’integrazione sia un dato di fatto ostacolato da norme burocratiche troppo restrittive, dalla rigidità del sistema scolastico, dalla difficoltà di gestire le richieste d’asilo, da un’errata narrazione pubblica dei fenomeni di globalizzazione. Stefano Allievi è professore di Sociologia presso l’Università di Padova, Gianpiero Dalla Zuanna è professore di Demografia presso l’Università di Padova. Collocazione Biblioteca: 17923

Fondazione Migrantes, Rapporto Italiani nel mondo 2016, Tau, Todi, 2016, pp. 502
Il volume raccoglie analisi socio statistiche delle fonti ufficiali e più accreditate sulla mobilità dall’Italia. Ai dati nazionali dell’AIRE si uniscono quest’anno quelli del MAECI, dell’ISTAT e dell’INPS, oltre che fonti internazionali con focus sulla mobilità verso l’estero e interna per studio, formazione, lavoro e per scopi personali. I giovani e gli anziani sono i protagonisti del volume di quest’anno. L’analisi dei diversi temi procede a livello statistico, di riflessione teorica e di azione empirica attraverso indagini qualitative e quantitative. Viene riproposto lo Speciale dedicato quest’anno a 32 diverse città rappresentative dei 5 continenti. Si tratta di una complessa sezione dove emerge quanto la presenza italiana diventi nei Paesi di emigrazione contributo determinante e manifesto nel caratterizzare i luoghi e i modi di vivere. (In allegato: Sintesi del Rapporto).
Collocazione Biblioteca: 53R11

copertina2A cura di Benedetto Coccia e Franco Pittau, Le migrazioni qualificate in Italia. Ricerche, statistiche, prospettive, Idos, Roma, 2016, pp. 207
Il volume descrive una ricerca dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” che analizza quanto finora è stato pubblicato sui migranti qualificati in Italia, raccoglie i dati statistici disponibili e li utilizza per individuare le prospettive percorribili. Tenendo in considerazione il livello di istruzione degli immigrati residenti, si è constatato esserci equilibrio tra laureati in entrata e in uscita (italiani che migrano), tuttavia sembra esserci un problema nella valorizzazione dei titoli di studio sia degli italiani, sia dei migranti. Su questo tema vengono ipotizzate e suggerite linee di intervento.
Collocazione Biblioteca: 17682

ECRI Secretariat, Rapporto dell’ECRI sull’Italia (quinto ciclo di monitoraggio), Council of Europe, Strasbourg, 2016, pp. 61
La Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI), istituita dal Consiglio d’Europa, è un organo indipendente di monitoraggio in materia di diritti umani specializzato nelle questioni relative al razzismo e all’intolleranza. Nell’ambito delle sue attività statutarie, l’ECRI svolge un’attività di monitoraggio “paese per paese’’, tramite la quale analizza la situazione in ciascuno degli Stati membri in materia di razzismo e di intolleranza e formula suggerimenti e proposte su come affrontare i problemi individuati. Il monitoraggio “paese per paese” è svolto in cicli di 5 anni e quello relativo al quinto ciclo analizza lo stato del Paese a partire dal novembre 2012. Si concentra su quattro temi comuni a tutti gli Stati membri: questioni legislative, discorso dell’odio, violenza, politiche di integrazione, e affronta un certo numero di temi specifici relativi a ciascun Paese. Nel presente lavoro è riportata la relazione dell’ECRI sull’Italia.

Flussi migratori e politiche dell’accoglienza

9788858129319_0_0_0_75Stefano Allievi, Immigrazione. Cambiare tutto, Laterza, Bari, 2018, pp. 145
L’immigrazione è un fenomeno strutturale da decenni. Tuttavia è sempre stato affrontato in termini di emergenza, come fosse un fatto episodico, ma l’estensione, la qualità e la quantità del processo sono tali da esigere una soluzione complessiva al nostro sistema di convivenze che non sottovaluti il malessere diffuso nell’opinione pubblica. Le recenti polemiche del ruolo delle ong nei salvataggi sono l’ultimo degli esempi. Per non dire della crescente xenofobia che rischia di indebolire la coesione sociale del nostro paese. L’immigrazione irregolare, il trafficking, i respingimenti, la gestione dei richiedenti asilo con le sue inefficienze, le forme di accoglienza si sommano ai problemi legati al rimpatrio, alla cittadinanza, alle implicazione delle diverse appartenenze religiose. Stefano Allevi è professore di Sociologia presso l’Università di Padova.
Collocazione Biblioteca: 18114

Simone Cheli … [et al.], Interculturalità e complessità, in Psicobiettivo, a. 38, n. 2 (mag.-ago. 2018), pp. 21-135
È sempre più tragico il bilancio delle recenti migrazioni che arrivano dall’Africa e dall’Asia: un bilancio di sogni, dolore, morte e ricostruzione. Questo numero monografico della rivista parte da questi avvenimenti per mettere in evidenza il fallimento delle politiche attuali di integrazione, la tragedia del colonialismo e come si sia trasformato nella globalizzazione, ma soprattutto per cercare “un altro mondo possibile”.

Ferruccio Pastore, Migrazioni nei Balcani: nuovi muri, nuove rotte, Neodemos, Firenze, 2018, pp. 4
L’autore, ricercatore nel campo delle politiche migratorie e dell’integrazione e direttore del Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione di Torino, discute il tema delle cosiddette rotte migratorie balcaniche, dove i migranti stanno sfruttando nuovi percorsi per entrare nei paesi dell’area Schengen. In un contesto di forte diminuzione dell’immigrazione irregolare in Europa, nei Balcani la tensione resta alta e lungo alcuni confini interni, già fronti di guerra, esiste il rischio che migranti e rifugiati possano diventare il detonatore di una conflittualità non sopita.

Enrico Fravega, L’abitare migrante. Aspetti teorici e prospettive di ricerca, in Mondi migranti, n. 1 (2018), pp. 199-223
L’articolo muove dal riconoscimento che l’abitare per i migranti non è un concetto scontato, ma è l’esito di un processo complesso di costruzione sociale. In esso il percorso di mobilità, geografica e sociale, si intreccia e talvolta si scontra con i fattori della stratificazione sociale ed economica e con i vincoli legali del contesto di accoglienza, determinando specifici modelli di insediamento. L’abitare è fonte di identità personale, di status e di sicurezza familiare, di appartenenza e tradizione. Ma è dall’intrecciarsi della questione abitativa con quella lavorativa che si producono le dinamiche di mobilità sociale intra- ed inter-generazionale e prendono forma gli scenari dell’integrazione. Nello stesso numero si segnala, all’interno della monografia: A cura di Maurizio Ambrosini, Uno sguardo sull’Italia multietnica. Dieci anni di Mondi Migranti, l’articolo “Il diritto di restare: il Regolamento Dublino, i volti, le storie e le possibili buone pratiche” di Ilaria Sommaruga, Annapaola Ammirati (pp. 107-126)

Cop_RPS_4-2017_rivistaFabio Bordignon, Luigi Ceccarini, Insicurezza e populismo. I dieci anni della grande crisi, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 4 (ott.-dic. 2017), pp. 231-255
L’articolo riflette intorno al nesso tra crisi sociale, economica, politica, e fenomeno populista. Le diverse dimensioni dell’insicurezza, connesse alle diverse facce della crisi, convergono nel configurare una grande crisi che rende il cittadino sempre più critico nell’approccio alla politica democratica, favorendo il fenomeno del populismo. Analizzando i dati statistici gli autori considerano, in particolare, l’insicurezza economica, le difficoltà lavorative nelle famiglie, l’insicurezza sul futuro dei giovani, le diseguaglianze sociali, l’immigrazione, la sfiducia nelle politiche europee.

Piero Innocenti, Tentativi inefficaci per governare l’immigrazione, in Segno, a. 44, n. 394-395 (apr.-mag. 2018), pp. 29-32
L’articolo propone una breve riflessione sulle iniziative italiane in merito a espulsioni, respingimenti alla frontiera e rimpatri di stranieri irregolari. La materia è complessa ed è regolata dal diritto interno, da quello comunitario e dalle convenzioni internazionali, sempre nel rispetto della dignità dei migranti. Dello stesso autore troviamo anche Immigrazione illegale e pragmatismo italiano, in Segno, a. 43, n. 384/385 (apr.-mag. 2017), pp. 75-78

Maurizio Ambrosini, Aiutiamoli a casa loro? Uno slogan superficiale e fallace, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 3 (dic. 2017), pp. 531-547
Nel presente articolo l’autore fornisce alcuni dati sulle migrazioni e propone delle riflessioni sulla fattibilità della strategia che promuove lo sviluppo come alternativa al fenomeno migratorio. Nella seconda parte del lavoro viene presentato un esempio concreto, che si riferisce ad alcuni risultati di un viaggio di studio nel Kurdistan iracheno, uno dei luoghi più emblematici delle crisi umanitarie contemporanee. Anche da quel punto di vista, secondo l’autore, “aiutarli a casa loro” appare uno slogan assai lontano dalla realtà.

9788869448225_0_0_1424_75A cura di Umberto Curi, Vergogna ed esclusione. L’Europa di fronte alla sfida dell’emigrazione, Castelvecchi, 2017, Roma, pp. 190
Analizzare il fenomeno dell’immigrazione in termini realistici, studiare i dati oggettivi in cui esso si traduce, inquadrare la questione nel contesto della distribuzione delle risorse a livello planetario, descrivere lo scenario economico, demografico e sociologico che ci attende nei prossimi decenni: è questo il “progetto” alla base di questo libro. Studiosi di competenze diverse – dal filosofo al sociologo, dal giurista al demografo, dal magistrato all’esperto di politica internazionale – si confrontano per aprire un terreno di riflessione in larga misura ancora inesplorato, con l’ambizione di promuovere una discussione che sia all’altezza delle sfide che abbiamo davanti.
Collocazione Biblioteca: 18023

Donatella Di Cesare, Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione, Bollati Boringhieri, 2017, Torino, pp. 280
In un’etica che guarda alla giustizia globale, Donatella Di Cesare, docente di Filosofia teoretica presso l’Università La Sapienza di Roma, riflette sul significato ultimo del migrare. Abitare e migrare non si contrappongono, come vorrebbe il senso comune. In ogni migrante si deve invece riconoscere la figura dello “straniero residente”, il vero protagonista del libro. Atene, Roma, Gerusalemme sono i modelli di città esaminati per interrogarsi sul tema decisivo e attuale della cittadinanza. Nella nuova età dei muri, in un mondo costellato da campi di internamento per stranieri che l’Europa pretende di tenere alle sue porte, l’autrice sostiene una politica della cittadinanza svincolata dal possesso del territorio e di un’ospitalità che prelude a un modo altro di essere al mondo e a un altro ordine mondiale.
Collocazione Biblioteca: 17539

A cura di Sara Zandrini per la Caritas Ambrosiana, Buon viaggio a tutti noi. Riflessioni e proposte sulle migrazioni per vincere le paure, Franco Angeli, Milano, 2017, pp. 95
Il libro affronta diversi temi legati all’immigrazione: i permessi di soggiorno, l’ingresso per motivi di lavoro, la protezione internazionale, i corridoi umanitari, l’irregolarità e le espulsioni, l’irregolarità di ritorno, il minore straniero, la tratta e lo sfruttamento sessuale, il ritorno in patria, i servizi nei sistemi di accoglienza, l’inserimento lavorativo, l’inserimento scolastico.
Collocazione biblioteca: 18121

downloadUnicef, Un viaggio fatale per i bambini. La Rotta migratoria del Mediterraneo centrale, Unicef, Roma, 2017, pp. 24
Il documento contiene alcuni dati e informazioni riguardanti un’indagine svolta dall’Unicef sul percorso compiuto dai migranti che partono dall’entroterra dell’Africa per arrivare attraverso il Sahara fino in Libia e al mar Mediterraneo, con particolare riferimento ai minori. L’indagine è stata svolta sia tramite interviste a donne e bambini trattenuti nei centri di detenzione dei migranti in Libia, a funzionari governativi e a organizzazioni non governative locali, sia tramite testimonianze degli operatori dell’Unicef sul campo. In un altro documento vengono spiegate le questioni chiave che devono essere affrontate con urgenza dall’UE e dai suoi Stati: Putting children at the forefront

Laura Zanfrini, Introduzione alla sociologia delle migrazioni, Laterza, 2016, Roma, pp. 274
L’immigrazione sta modificando strutturalmente il nostro continente, la sua composizione demografica, la sua economia, la sua stessa identità, al punto che è impossibile pensare all’Europa senza fare i conti con questo fenomeno. Attraverso un’accurata selezione di teorie e ricerche prodotte dalle scienze sociali, questo manuale aiuta a comprendere il fenomeno della mobilità umana contemporanea, soffermandosi in particolare sulle sfide in atto. Dalla gestione delle migrazioni per ragioni umanitarie, alle questioni politiche sollevate dall’insediamento permanente di comunità immigrate e minoranze religiose; dal problema dello svantaggio di cui spesso sono vittime i migranti alle prospettive di valorizzazione della ‘diversità’ per lo sviluppo dell’Europa. L’autrice è docente di sociologia delle migrazioni e della convivenza interetnica. Non sono ammesse le fotocopie. Collocazione Biblioteca: 17927

Daniela Vitiello … [et al.], L’azione esterna dell’Unione europea in materia di immigrazione e asilo: linee di tendenza e proposte per il futuro, in Diritto Immigrazione e Cittadinanza, a. 18, n. 3-4 (2016), pp. 9-412
Il numero doppio della rivista conclude l’annata 2016 tutta dedicata agli accordi di riammissione e alle politiche sull’immigrazione dell’Unione Europea. Nella prima parte di questo doppio volume gli accordi di riammissione dell’Unione Europea e dell’Italia in particolare sono inseriti nel contesto della politica delineata dalla direttiva rimpatri e da precedenti regolamenti, seguiti dalla valutazione degli accordi stessi. Nella seconda parte sono pubblicati diversi documenti sulla Cooperazione Unione Europea – Africa, nonché sul nuovo approccio con i Paesi terzi attraverso i compacts e i fondi fiduciari.

MM-3-16A cura di Devi Sacchetto, Francesca Alice Vianello, Rutvica Andrijasevic, I processi migratori interni all’Unione Europea: modelli, forme e traiettorie di mobilità lavorativa, in Mondi migranti, n. 3 (2016), pp. 23-108
Questa monografia raccoglie diversi contributi: 1) Introduzione. Le migrazioni lavorative intra-UE: modelli, pratiche e traiettorie di mobilità dei cittadini europei; 2) A new status for migrant workers: restrictions of the free movement of labour in the EU; 3) Dal caporalato alle agenzie di lavoro temporaneo: i braccianti rumeni nell’agricoltura mediterranea; 4) Nuove emigrazioni italiane in Germania. In fuga dalla crisi; 5) Giovani italiani che emigrano: percorsi di vita inediti all’epoca della crisi economica globale; 6) Becoming an EU citizen through Italy: the experience of Albanian immigrants: Devi Sacchetto e Francesca Alice Vianello lavorano presso l’Università di Padova, Rutvica Andrijasevic lavora presso l’università di Bristol

A cura di Luca Queirolo Palmas, Cristina Oddone, Il viaggio degli sguardi. Studiare le migrazioni attraverso le immagini, in Mondi migranti, n. 2 (2016), pp. 37-148
Il presente lavoro propone una riflessione sullo studio delle migrazioni a partire dalle rappresentazioni prodotte non solo dai media ma anche dai protagonisti dei processi migratori o dai ricercatori e le ricercatrici che li studiano. I contributi proposti mirano a indagare l’immaginario sui processi migratori da approcci e punti di vista inconsueti. Raccontano la produzione di materiale audio-visuale in momenti diversi del percorso migratorio: nel momento del viaggio verso l’Europa, all’interno dei ‘campi’, nei ghetti urbani o rurali delle società di accoglienza, così come nell’ambito della convivenza quotidiana tra autoctoni e stranieri, nello spazio carcerario e terapeutico delle istituzioni italiane, oppure nei paesi di origine. Ogni contributo descrive l’uso di tecniche visuali e formati di diverso tipo: la fotografia testimoniale, il documentario, il rapporto tra immagine e spazio urbano rappresentato dai walkabout, il laboratorio filmico. Nella stessa rivista troviamo l’articolo di Davide Calenda, “Cicli migratori “sud-sud”: l’esperienza dei migranti di ritorno Maliani” (pp. 179-200) che tratta la migrazione di ritorno in Mali. L’analisi si basa su interviste strutturate a 350 migranti di ritorno maliani realizzate nel 2012 nel quadro di una più ampia ricerca cross-country condotta nell’ambito del Return Migration and Development Platform (Rdp) presso l’Istituto Universitario Europeo.

A cura di Roberto Impacciatore, Moving Within Borders. New evidence and Perspectives on Internal Migration in Italy, in Polis, a. 30, n. 2 (ago. 2016), pp. 145-264
La crescente preoccupazione da parte delle istituzioni nei confronti dei flussi migratori transfrontalieri porta a trascurare il contributo delle migrazioni intra-confini. Tuttavia, la maggior parte delle persone che si muovono lo fanno all’interno del proprio Paese. In Italia, così come in altri Paesi, la migrazione interna è un fattore determinante di cambiamenti nella distribuzione della popolazione e il modo più rapido ed efficace per compensare gli squilibri nei mercati del lavoro locali e per facilitare la mobilità sociale verso l’alto. Questo numero speciale si concentra sulla migrazione interna in Italia, con l’obiettivo di suscitare nuove intuizioni nelle definizioni e nei confini categoriali e una raccolta delle prove utilizzando un approccio quantitativo. I quattro contributi sottolineano che gli eventi di mobilità dovrebbero essere inclusi nelle analisi dei cambiamenti sociali italiani e delle differenze territoriali.

249mulino_3_16Luca Raineri, Geopolitica delle migrazioni africane verso l’Italia, in Il Mulino, a. 65, n. 3 (2016), pp. 520-528
L’analisi dei dati forniti dall’UNHCR e dal Ministero dell’Interno relativi agli arrivi di migranti e alle richieste di asilo presentate in Italia permette di avanzare un’interpretazione più equilibrata del fenomeno migratorio, lontana dalla chiacchiera mediatica e dalle strumentalizzazioni politiche. Luca Raineri è dottorando presso l’Istituto di Diritto, politica e sviluppo della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

Davide Mazzesi, Chiara Perucca, Di vita e di morte. Marocco, terra di migrazioni, in Narcomafie, a. 24, n. 3 (mag.-giu. 2016), pp. 50-54
Negli ultimi cinque anni, da quando la guerra in Libia ha reso più difficile entrare in Italia, il Marocco è diventato una delle principali vie per arrivare in Europa. Tangeri costituisce l’ultimo passo per “andare dall’altra parte”. A Tangeri vivono europei, studenti e lavoratori regolari e un gruppo ben più numeroso di persone di origine subsahariane, che hanno intrapreso il viaggio nel deserto e vivono in condizioni di clandestinità. In assenza di un regolare permesso di soggiorno, sono impossibilitate a trovare un contratto di affitto e un lavoro regolari, nonché ad accedere al sistema educativo e sanitario marocchino. Vivono in una situazione di totale emarginazione e subiscono atteggiamenti discriminatori e razzisti da parte della popolazione del luogo.
Collocazione Biblioteca:17719

Marcello D’Amico, Questione migratoria e un’Europa davvero inclusiva. Flussi migratori, crisi economica, minacce terroristiche: sono le sfide che attendono il Vecchio Continente. Senza dimenticare i valori profondi che lo contraddistinguono, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2016), vol. 16, pp. 58-60
La questione migratoria è tornata con forza nell’agenda europea per diversi motivi: a causa del forte impatto negativo che la crisi economica ha avuto sull’occupazione e sul reddito, per la continua minaccia di attentati terroristici che fomenta xenofobia e intolleranza e per l’inarrestabile flusso di migranti richiedenti protezione internazionale. Si tratta di sfide per gli Stati Nazionali sul rispetto dei diritti umani e sulla solidarietà. Per una maggiore coesione interna, l’Europa non può basarsi solo su misure di sicurezza e su controlli alla frontiera, è necessario puntare su adeguate politiche per l’accoglienza e l’integrazione e sulla definizione di un quadro legislativo comune.

Leogrande_La frontiera_NAR.inddAlessandro Leogrande, La frontiera, Feltrinelli, Milano, 2016, pp. 316
Il giornalista Alessandro Leogrande ci accompagna sulla linea immaginaria ma realissima che divide e insieme unisce il Nord del mondo, democratico, liberale e civilizzato, e il Sud, povero, dilaniato dalla guerra, arretrato e antidemocratico. Sul margine di questa frontiera si gioca il grande gioco del mondo contemporaneo. L’autore ci porta a bordo delle navi dell’operazione Mare Nostrum, ci fa conoscere trafficanti e baby scafisti, insieme alle storie dei sopravvissuti ai naufragi. Ci racconta la storia dell’Eritrea, ci porta sull’altra frontiera, quella greca e quella dei Balcani, in Libia devastata dalla guerra civile, nei Cie italiani dove ogni giorno sprofonda il diritto comunitario. Collocazione Biblioteca: 17719

Philippe Poutignat e Jocelyne Streiff-Fénart, Prova della soglia: migranti africani tra mobilità e immobilizzazione, in Mondi migranti, n. 1 (2016), pp. 7-18
Questo articolo verte sulle migrazioni africane che vengono definite irregolari o clandestine. Tali migrazioni vengono usualmente affrontate da un punto di vista eurocentrico che si preoccupa soprattutto del loro punto di arrivo. La principale caratteristica di queste migrazioni è quella di essere una forma di mobilità ostacolata; l’interesse degli autori si è portato dunque sull’esperienza sociale di quei migranti la cui vita si svolge sotto la costrizione dell’immobilizzazione.

Il lavoro e la salute

9788874660667_0_0_300_75Marco Mazzetti. Il dialogo transculturale. Manuale per operatori sanitari e altre professioni d’aiuto, Carocci Faber, 2018, Roma, pp. 211
Il volume presenta, con un’ampia casistica tratta dall’esperienza quotidiana e una serie di esercizi pratici, le difficoltà e le opportunità della relazione d’aiuto transculturale. Il primo argomento trattato concerne i problemi relazionali e di comunicazione medico-paziente straniero. Sono poi affrontati temi più specifici come lo stress da transculturazione, la salute psicologica, il trauma migratorio, la gravidanza, l’etnopuericultura, la separazione dai genitori, le condizioni socioeconomiche. In ultimo si evidenziano i momenti di intervento assistenziale nell’ambito di diverse figure professionali impegnate nella sanità.
Collocazione Biblioteca: 17989

Laura Calafà … [et al.], Immigrazione e lavoro, in Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, a. 47, n. 4 (2017) 2017, pp. 671
L’intero numero della rivista è dedicato alla relazione tra immigrazione e lavoro. I contributi qui raccolti tengono alta l’attenzione sul diritto positivo, in particolare sui diversi profili regolativi dell’immigrazione che attengono al diritto del lavoro. Il volume è suddiviso in due parti: 1) La dottrina; 2) Giurisprudenza. Tra gli autori Maurizio Ambrosini, Monica McBritton, Cinzia De Marco, Roberto Nunin, Silvio Bologna, Alessandro Riccobono. Alla rivista è allegato l’indice generale dell’anno 2017.
Collocazione Biblioteca: H0616

A cura di Fabrizio Di Marzio, Agricoltura senza caporalato, Donzelli, Roma, 2017, pp. 202
l libro propone un’indagine sul fenomeno del caporalato, che, insieme a quello del lavoro nero, è presente soprattutto nel settore agricolo, in tutto il nostro paese, con punte preoccupanti nell’Italia meridionale. La ricerca, affidata a studiosi di varia provenienza, dai giuristi agli storici del lavoro, dagli economisti ai filosofi e ai letterati, con un saggio fotografico appositamente realizzato per questo volume da Fabrizio Sacchetti, consiste in una riflessione a più voci su un fenomeno che interessa la società civile nella sua interezza e nei suoi fondamenti e che richiede di essere posto al centro del dibattito, all’insegna del comune impegno per la costruzione di una comunità di vita in cui i diritti di tutti siano riconosciuti.
Collocazione biblioteca: MAF.01.432

9788869400377_0_0_300_75A cura di Rosario Sardella, Io ci sto fra i migranti, Istos, Pisa, 2017, pp. 96
Questo diario, a cura del giornalista Rosario Sardella, accompagna il lettore nel territorio di Foggia, tra le baraccopoli degli immigrati che raccolgono i pomodori, e ci svela il sistema di sfruttamento che li opprime; ci racconta lo stupore, le emozioni e la rabbia di giovani volontari italiani che hanno risposto “io ci sto” alla richiesta di aiuto.
Collocazione Biblioteca: 17801

Andrea Davolo, Tiziana Mancini, L’intervento psicologico con i migranti. Una prospettiva sistemico-dialogica. Il Mulino, 2017, Bologna, pp. 210
Oltre ad aspetti di natura politica, sociale e istituzionale, il fenomeno della migrazione presenta importanti dimensioni psicologiche. Non si tratta soltanto di gestire conseguenze psicologiche traumatiche derivanti dalle guerre da cui si fugge e dalle dolorose peripezie attraversate nel migrare. Molte difficoltà sono legate alle culture di provenienza e ai diversi modi di interpretare la realtà. Il testo, scritto da due psicoterapeuti, è un utile strumento operativo per affrontare, attraverso un approccio sistemico-dialogico, alcune delle sfide che l’intervento psicologico con i migranti pone ai nostri attuali sistemi di cura. Non sono ammesse le fotocopie.
Collocazione Biblioteca: 17897

Eugenia De Rosa, Elisa Marzilli, Lavoratori e famiglia straniere in Italia negli anni della crisi: profili di rischio e divisione di genere del lavoro, in Mondi migranti, n. 3 (2016), pp. 131-154
Utilizzando i dati dell’indagine “Forze di Lavoro” condotta dall’ISTAT, integrati con altre fonti, l’articolo fornisce un quadro dettagliato del mercato del lavoro degli stranieri e indaga l’impatto della crisi economico-finanziaria sui lavoratori stranieri in Italia. Combinando una prospettiva di analisi individuale e familiare e un approccio attento alla dimensione di genere dei fenomeni, le autrici si interrogano sulla redistribuzione del lavoro tra italiani e stranieri e sull’emergere o meno di una nuova divisione di genere del lavoro.

SS_800-800x420Martina Ronchetto, Flavio Ronchetto, La salute dei migranti e malattie croniche. Aspetti sociologici e risultanze epidemiologiche, in Salute e società, a. 16, n. 2 (2017), pp. 149-163
In questo articolo viene considerato il problema delle malattie croniche che gli immigrati possono contrarre rispetto ai paesi d’origine. Queste possono essere di natura somatica, come il diabete, o psichica, come la depressione e l’abuso di sostanze, compreso l’alcool. La facilità ad ammalarsi è evidentemente legata ai cambiamenti collegati all’acquisizione di nuovi stili di vita e la sanità deve adeguarsi a tale problematica. Martina Ronchetto lavora presso Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza. Flavio Ronchetto lavora presso ASL TO4, Ivrea.

Eugenia De Rosa, Elisa Marzilli, Lavoratori e famiglia straniere in Italia negli anni della crisi: profili di rischio e divisione di genere del lavoro, in Mondi migranti, n. 3 (2016), pp. 131-154
Utilizzando i dati dell’indagine “Forze di Lavoro” condotta dall’ISTAT, integrati con altre fonti, l’articolo fornisce un quadro dettagliato del mercato del lavoro degli stranieri e indaga l’impatto della crisi economico-finanziaria sui lavoratori stranieri in Italia. Combinando una prospettiva di analisi individuale e familiare e un approccio attento alla dimensione di genere dei fenomeni, le autrici si interrogano sulla redistribuzione del lavoro tra italiani e stranieri e sull’emergere o meno di una nuova divisione di genere del lavoro.

Fiorella Farinelli, Troppi mesi senza far niente, in Rocca, a. 75, n. 23 (dic. 2016), pp. 30-32
L’immigrazione non viene vista come un problema di per sé, ma a causa dell’incapacità di governarla e integrarla. Abbandonati a se stessi gli immigrati entrano facilmente nei circuiti di sfruttamento e nella criminalità organizzata. Ciò può essere impedito da inserimenti lavorativi più rapidi, tenendo conto delle qualificazioni professionali, dei titoli di studio e delle competenze.

ea11ed3198a3627daa81b9c29632dcbaA cura di Maria Paola Nanni, Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2016. Aggiornamento statistico, Idos, Roma, 2016, pp. 157
In questo rapporto, pubblicato in italiano e in inglese, si forniscono dati statistici e analisi sull’imprenditoria italiana a conduzione immigrata, dove con tale definizione si intendono le imprese il cui titolare, o la maggior parte dei soci e/o amministratori, sono nati all’estero. Il rapporto è articolato in due parti: 1) Immigrazione e imprenditoria in Italia. Aggiornamento 2016 ; 2) Immigrazione e imprenditoria. Una prospettiva europea.
Collocazione Biblioteca: 79R03

Gianpiero Dalla Zuanna, Immigrazione e mercato del lavoro in Italia, in Il Mulino, a. 65, n. 4 (2016), vol. 65, pp. 250-258
L’autore, docente universitario di Demografia, risponde ad alcuni interrogativi riguardanti il rapporto tra immigrati e lavoro: gli stranieri rubano il lavoro agli italiani? Hanno contribuito a rallentare l’economia degli ultimi vent’anni? Attraverso un’analisi supportata da dati, l’articolo smonta alcune diffuse convinzioni e identifica alcuni punti critici dell’economia e del mercato del lavoro italiani.

Roberto Iovino … [et al.], Se questo è lavoro. Il fenomeno del caporalato, in Narcomafie, a. 24, n. 3 (mag.-giu. 2016), pp. 20-27
La Flai Cgil ha pubblicato il terzo rapporto “Agromafie e caporalato” in cui, ancora una volta, si presenta tutta la drammaticità sociale di un sistema violento. Sono quantificabili in 430 mila i lavoratori agricoli sfruttati, per un business che frutta ai circuiti illegali tra i 14 e i 17 miliardi di euro. Negli articoli proposti, seguono approfondimenti e racconti di fatti di cronaca.

Silvia Carbone, Stranieri cinesi e accesso ai servizi sanitari. I risultati di uno studio a Messina, in Mondi migranti, n. 1 (2016), 123-137
Questa ricerca si concentra sull’analisi della modalità di accesso ai servizi sanitari da parte della popolazione cinese di Messina. Le caratteristiche della comunità di indagine hanno portato a privilegiare strumenti di analisi di tipo quantitativo. Sono stati somministrati 130 questionari a risposta chiusa e i primi risultati che emergono dalla ricerca sono l’orientamento diffuso tra i cinesi di fare un uso differenziato della medicina tradizionale e di quella occidentale e il diffidare dei servizi sanitari locali perché costretti ad affrontare diversi ostacoli linguistici e logistici.

imagesAnna Pozzi, Mercanti di schiavi, Tratta e sfruttamento nel XXI secolo, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2016, pp. 215
Questo testo è un reportage sulla tratta di esseri umani e le nuove schiavitù di questo secolo. In Italia i nuovi schiavi sono le ragazze costrette a prostituirsi in strada o nei centri massaggi, gli uomini obbligati a lavorare nei campi sino a 14 ore per pochi spiccioli, i bambini forzati a mendicare o le madri che cercano di mantenere i figli lasciati a casa accettando lavori in condizioni servili. Allargando un poco lo sguardo, i nuovi schiavi sono i bambini venduti dai terroristi in Medio Oriente; uomini e minori costretti a lavorare in condizioni subumane nelle miniere dell’America Latina o i bambini-soldato dell’Africa. E sono moltissimi altri, sino a raggiungere le nuove frontiere dello sfruttamento, che vanno dalle gravidanze surrogate alle spose-bambine. Anna Pozzi è giornalista e scrittrice.

A cura di AGREE (Agricoltural Job Rights to End foreign workers Exploitation), Lo Sfruttamento (grave) dei lavoratori stranieri in agricoltura: un’analisi comparata, Ediesse, 2015, Roma, pp. 68
Il libro affronta il problema dello sfruttamento del lavoro agricolo degli immigrati. Vengono considerati il quadro giuridico, i salari, la giornata lavorativa, la salute e la sicurezza sul lavoro, le condizioni di vita, gli intermediari locali, l’applicazione delle normative sul lavoro, il reclutamento nel paese d’origine, la gestione del lavoro, il caporalato, gli attori nazionali coinvolti.
Collocazione Biblioteca: 17978

Le immigrazioni femminili e le famiglie

Umberto Vitrani, Nora Monti e Giulia Notari, Migranti in famiglia. Assistenza domestica privata e sistemi di welfare, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2018), pp. 42-45
Secondo una ricerca fatta da Fiona Williams negli Stati Uniti (2012) le politiche del lavoro, quelle migratorie e quelle per la salute influenzano il lavoro privato di assistenza a domicilio di bambini e anziani, svolto dalle lavoratrici straniere nelle case private e ne sono a loro volta influenzate. La ricerca ha anche esaminato la qualità della vita delle cosiddette badanti, evidenziando che le condizioni peggiori sono attribuite alle lavoratrici che vivono nella famiglia. In Italia, dove la percentuale di anziani sulla popolazione generale è particolarmente alta e tende ad aumentare ulteriormente, la presenza di badanti straniere in famiglia è rilevante sin dagli anni ’90 e questo ha fatto sì che sorgessero alcuni centri in grado di mettere in relazione la domanda e l’offerta di lavoro di assistenza, come ad esempio il Centro di solidarietà di Reggio Emilia (Ceis-RE), la cui esperienza è riportato nell’articolo

9788815278340Martina Cvajner, Sociologia delle migrazioni femminili. L’esperienza delle donne post-sovietiche, Il Mulino, 2018, Bologna, pp. 225
L’autrice, sociologa e ricercatrice universitaria, ricostruisce la nascita e l’evoluzione della migrazione femminile dai territori dell’ex Unione Sovietica verso l’Italia e altri paesi europei, cercandone gli eventuali elementi di novità, le differenze rispetto alla mobilità maschile, nonché le conseguenze per le donne migranti, per le loro famiglie e per i contesti di origine e di insediamento.
Collocazione Biblioteca: 18061

Elena Cabiati, Caleidoscopio di culture. Come rispondono gli operatori sociali all’incontro con bambini e genitori stranieri?, in Lavoro sociale, n. 6 (dic. 2017), pp. 42-46
L’autrice, ricercatrice nell’ambito del lavoro sociale, fornisce alcuni spunti di riflessione agli operatori sociali che si trovano a lavorare con persone e famiglie provenienti da altre culture, quota crescente delle situazioni in carico ai servizi sociali, dove possono nascere incomprensioni reciproche, maggiormente frequenti nel caso di minori.

A cura di Raffaella Maioni e Gianfranco Zucca, Viaggio nel lavoro di cura. Chi sono, cosa fanno e come vivono le badanti che lavorano nelle famiglie italiane, Ediesse, 2016, Roma, pp. 300
Il libro affronta il tema dell’assistenza fornita da care-givers, colf e badanti, concentrandosi soprattutto sulle ultime. La ricerca, promossa dalle ACLI Colf e presentata con numerosi dati statistici, considera le condizioni di lavoro, i rapporti con le famiglie, con altri operatori sociali. Vengono presi in considerazione diversi aspetti fra cui le mansioni, le competenze, le condizioni di lavoro e di salute, i problemi relativi alla formazione, all’inserimento lavorativo e sociale, le prospettive future di un’attività in continua evoluzione. Allegato al libro il CD “Tra vent’anni: la vita, i sogni, le speranze di colf e assistenti familiari migranti”.
Collocazione Biblioteca: 17950

Alessandra Ciurlo, Donne colombiane in Italia: relazioni di genere e famiglie transnazionali, in Mondi migranti, n. 1 (2017), pp. 133-154
L’articolo analizza alcuni aspetti dell’esperienza migratoria femminile, prendendo come caso di studio i flussi provenienti dalla Colombia verso l’Italia. Si analizza il fenomeno attraverso la prospettiva di genere e si focalizza nella famiglia, perché essa costituisce un attore significativo delle migrazioni femminili e un osservatorio rilevante delle relazioni di genere presenti nel contesto transnazionale. Nel lavoro vengono presentati e commentati i risultati dell’indagine.

Change-plus-Broschure-it-copertina-1080x675Terre des femmes, Mutilazioni genitali femminili: cosa fare? Uno strumento per i/le professionisti/e. AIDOS, 2016, Roma, pp. 7
La pubblicazione si rivolge agli operatori che a vario si trovano in contatto con il problema delle mutilazioni genitali femminili. Dopo una presentazione del fenomeno e una panoramica delle diverse situazioni che si possono presentare nella vita professionale di insegnanti, personale medico, assistenti sociali o forze dell’ordine, il documento fornisce informazioni legislative e alcune istruzioni di comportamento per proteggere le bambine e le ragazze da questo crimine.

Marta Bertagnolli, Le pratiche di mobilità delle donne migranti e il lavoro di riproduzione dei mariti rimasti a casa. Uno studio esplorativo sui casi della Romania e della Repubblica di Moldavia, in Educazione interculturale, n. 3 (ott. 2016) – on line, vol. 14, pp. 6
Le migrazioni internazionali femminili stanno ponendo molteplici sfide ai sistemi di cura dei Paesi di origine, coinvolgendo specialmente i familiari delle donne migranti rimasti a casa. L’articolo, basandosi su una ricerca esplorativa multisituata condotta tra Italia, Romania e Repubblica di Moldavia, esplora i legami esistenti tra le nuove identità lavorative genitoriali presenti all’interno di famiglie transnazionali rumene e moldave, caratterizzate dalla migrazione femminile. L’autrice analizza, da una parte, le pratiche di mobilità dall’Italia alla madrepatria messe in atto dalle donne migranti e, dall’altra, il lavoro di riproduzione svolto dai mariti rimasti a casa. In sintesi i risultati mostrano che la mobilità delle lavoratrici migranti risulta fortemente condizionata da numerosi fattori di tipo strutturale e normativo; i padri, invece, si trovano il più delle volte a dover gestire una non facile riconfigurazione del proprio ruolo familiare, scontrandosi con le aspettative del contesto sociale e con i desideri dei propri figli.

Luca Milani… [et al.], Famiglie italiane e immigrate: identificare fattori di rischio e di protezione nella valutazione delle competenze genitoriali, in Psicologia della Salute, n. 1 (2016), pp. 67-89
Il maltrattamento verso i minori costituisce un importante problema di salute pubblica, minacciando l’integrità psicofisica di circa 100.000 minori in Italia. Al fine di meglio tutelare i diritti di crescita di tali minori e favorirne un buon adattamento, è importante individuare precocemente quelli che presentano un elevato rischio di subire condotte maltrattanti. La valutazione del potenziale rischio di maltrattamenti è particolarmente complessa se si prendono in esame le famiglie di immigrati, spesso esposte a una condizione di maggiore vulnerabilità. Sul tema della valutazione della genitorialità si veda anche: Angela Cammarella … [et al.], Genitorialità, dinamiche relazionali ed esiti evolutivi sui figli di coppie miste coinvolti in situazioni di abuso, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 2 (giu. 2016), pp. 119-138

0486-0349Emanuela Abbatecola, Emozioni narrate. Detti, non detti e tabù della maternità e paternità a distanza, in Rassegna Italiana di Sociologia, a. 57, n. 2 (apr.-giu. 2016), pp. 235-257
Questo lavoro si propone di analizzare le famiglie transnazionali (in cui solo i genitori sono migrati) da un punto di vista non comune: le dimensioni emotive. La letteratura internazionale analizza raramente i costi emotivi degli uomini migranti e difficilmente li studia come padri. L’attenzione al femminile, d’altro canto, sembra per lo più concentrata sulle situazioni in cui la madre manca. Lo scopo di questo lavoro è quindi dare visibilità alle emozioni narrate da padri e madri, attingendo ai risultati di uno studio qualitativo: 30 storie di vita di genitori provenienti da Ecuador e Perù e 5 interviste semi-strutturate con informatori chiave. L’articolo si sviluppa lungo tre percorsi principali: le differenze tra le emozioni narrate da madri e padri per quanto riguarda diversi aspetti della genitorialità a distanza (separazione e riunione, la ricostruzione del rapporto dopo lunghi spazi vuoti); le emozioni che non si possono dire, alla luce di una cultura emozionale i cui codici emotivi sono fortemente caratterizzati dal punto di vista di genere (disaffezione della madre e libertà di lasciare i bambini come una scelta); le emozioni di ricercatori come reazioni alle emozioni narrate e non neutrali rispetto al genere del narratore.

I minori stranieri non accompagnati

A cura di Joëlle Long, Tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. Materiali per l’informazione e la formazione, Wolters Kluver, 2018, Torino, pp. 224
Questo libro raccoglie alcuni dei materiali prodotti per l’edizione pilota del corso di formazione per aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati (MSNA), che l’Università di Torino ha organizzato tra novembre 2017 e gennaio 2018 per conto della Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Piemonte. Tratti caratterizzanti della formazione sono stati il coinvolgimento dei soggetti istituzionali chiamati alla protezione e promozione dei diritti dei MSNA e l’ascolto di ragazzi “fuori famiglia” che abbiano avuto esperienza diretta di relazione con un tutore. Il testo è pensato per gli aspiranti tutori volontari che hanno risposto al bando aperto della Garante della Regione Piemonte e che seguono o seguiranno il percorso formativo piemontese. Può tuttavia essere utile a tutti coloro che, nel nostro Paese, intendano documentarsi sul tutore volontario di MSNA, anche al fine di valutare se presentare la propria candidatura.

A cura di Valeria Gerace … [et al.], Helpline Minori Migranti. Report 2016-2018Save the Children, 2018, Roma, pp. 20
Il presente rapporto nasce dalla volontà di dare conto delle attività della Helpline Minori Migranti a oltre un anno dall’avvio, onde metterne in luce le sfide sostenute, i risultati conseguiti e le potenzialità future.

copertina_atlante_minori_migrantiSave the Children, Atlante Minori stranieri non accompagnati in Italia. Prima di tutto bambini, Save the Children, 2018, Roma, pp. 113
Save the Children ha deciso quest’anno di affiancare all’Atlante che si occupa di tutti i minori che vivono in Italia uno specifico Atlante dedicato ai minori stranieri non accompagnati, per approfondire l’identità, la provenienza, le storie di vita di questi minori, particolarmente vulnerabili. Nel farlo, abbiamo preso in considerazione il trend storico degli ultimi anni per avere un quadro dei numeri e dei paesi di origine. Come si vedrà, l’evolversi degli arrivi in Italia ben rappresenta quello che accade nel mondo: dal conflitto in Afghanistan alle primavere arabe, dalle crisi umanitarie del Corno d’Africa all’esplosiva situazione nigeriana. Una nuova legge, fortemente voluta da Save the Children assieme a molte organizzazioni che si occupano di diritti dell’infanzia, è stata finalmente approvata, a larga maggioranza, dal Parlamento italiano. È una legge che sistematizza in un quadro organico l’accoglienza e la protezione dei minori stranieri soli, mettendo al centro il loro essere minorenni, prima che migranti o rifugiati.

Chiara Caramel, Minori stranieri e giustizia penale: tendenze in evoluzione e quadri interpretativi, in Studi sulla questione criminale, a. 13, n. 1 (2018), pp. 9-36
L’autrice, ricercatrice indipendente nel campo della criminologia, tratta il tema della presenza degli stranieri nel sistema della giustizia penale minorile italiana. L’articolo presenta tabelle di dati elaborate a partire da diverse fonti e mostra le variazioni nel tempo dell’utenza straniera dei Servizi di Giustizia Minorile in Italia. A partire dal 2010 si osserva una diminuzione di presenze di minori stranieri non accompagnati, che hanno rappresentato il profilo prevalente dell’utenza straniera nei precedenti vent’anni, e un aumento progressivo di minori stranieri di seconda generazione. Avvalendosi di un approccio sociologico e criminologico, l’autrice presenta una panoramica dei fattori storici, politici, economici e istituzionali che influenzano tale fenomeno.

Francesca Carbone … [et al.], Minori stranieri e non, in gli asini, n. 46-47 (dic.-gen. 2017-2018), pp. 44-69
Nel presente lavoro viene trattato il tema del disagio dei minori stranieri non accompagnati e di altri minori coinvolti in storie gravi e frequenti, attraverso le testimonianze di chi opera nelle ong, di chi lavora all’interno delle istituzioni, di chi si occupa di Msna e di operatori che lavorano con giovani alle prese con dipendenze e con giovani in carcere. La monografia si conclude con un contributo di Fernand Delygny, educatore francese, riferimento importante per le iniziative pedagogiche messe in atto nei confronti dei cosiddetti “ragazzi difficili”.

copertina-n.-313_piccola-320x448Luca Fossarello, Agnese Calò, Selenia Serafino, Accogliere giovani vite in fuga. Quale lavoro con i minori stranieri non accompagnati? in Animazione Sociale, n. 313 (2017), pp. 96-104
L’immigrazione di minori non accompagnati è in costante aumento negli ultimi anni. Ciò comporta problemi di cura e controllo. Vi è la presa in carico sanitaria, l’accertamento dell’età, l’iter amministrativo. Si pongono problemi di costruzione di piani individuali, prevenzione di situazioni illegali, inserimento scolastico e lavorativo, attivazione di risorse locali fra cui anche il volontariato. L’articolo rende conto dell’esperienza del progetto Fami/Home, recepito da vari centri di accoglienza, fra cui quello di San Mauro Torinese, di cui qui si parla.

Claudio Cottatellucci … [et al.], Nuovi cittadini e minori stranieri soli, in Minorigiustizia, n. 3 (2017), pp. 5-231
In questa monografia vengono esaminati, in diversi articoli, numerosi dati e problematiche concernenti i minori stranieri non accompagnati. Si affrontano diversi argomenti: l’accoglienza, l’integrazione, l’assistenza sociale e sanitaria, psicologica e medica, la legislazione italiana ed europea in materia, l’attuale giurisprudenza, il problema dei diritti umani e politici.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, I minori stranieri non accompagnati (MSNA) in Italia. Report di monitoraggio. Dati al 31 dicembre 2016, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Roma, 2017
Questo report del Ministero viene pubblicato quadrimestralmente e include una disamina sull’evoluzione delle procedure e del sistema normativo che riguarda i minori stranieri non accompagnati (MSNA) e il rilascio dei permessi di soggiorno; i dati relativi alle caratteristiche, alla distribuzione territoriale, ai risultati delle indagini territoriali, ai rimpatri assistiti e ai finanziamenti stanziati. Si veda anche le Linee di indirizzo per l’accoglienza nei Servizi residenziali per minorenni del 2016

piccoli_schiavi_invisibiliSave the Children, Piccoli schiavi invisibili. I minori stranieri vittime di tratta e sfruttamento, Save the Children, 2017, Roma, pp. 98
Il rapporto presenta un’analisi dettagliata delle principali vulnerabilità vissute dalle vittime e offre una disamina aggiornata dei soggetti criminali che lucrano su di loro. Strutturato in cinque capitoli, il rapporto si apre con un focus sul quadro normativo internazionale, europeo e nazionale sulla tratta e il grave sfruttamento. A seguire, vengono presentati i profili aggiornati delle vittime di tratta e sfruttamento in Italia, facendo luce sulle connessioni tra i nuovi trend migratori e le diverse tipologie di abuso e sfruttamento subite dai minori.

Centro Nazionale di documentazione e analisi per l’Infanzia e l’adolescenza, Centro di documentazione per l’infanzia e L’adolescenza Regione Toscana, Istituto degli Innocenti, I minori stranieri non accompagnati: un percorso di lettura e filmo grafico, in Rassegna bibliografica infanzia e adolescenza, n. 2 (2016), pp. 1-30
Il nuovo percorso tematico affronta il tema dei minori non accompagnati. Dopo aver passato in rassegna la cospicua produzione normativa delle organizzazioni internazionali e la recente riforma adottata dal legislatore italiano, viene posta l’attenzione sulla complessa questione dell’accertamento dell’età dei minori non accompagnati, sull’ascolto del minore, sul sistema di tutela e sulle esperienze di cura. A conclusione del percorso, si riportano alcune storie di minori non accompagnati, per dare voce direttamente a questi ultimi. Il percorso filmografico propone un’analisi delle rappresentazioni dei minori migranti non accompagnati soffermandosi in modo specifico, anche se non esclusivo, sulla cinematografia italiana. Il contributo presenta anche alcuni documentari e video di comunicazione sociale (disponibili su YouTube) promossi da associazioni e istituzioni interessate al fenomeno.

Francesca Losito, Viaggio per la speranza. I minori stranieri non accompagnati in Italia, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2016), pp. 33-37
Quello dei minori stranieri non accompagnati è un fenomeno che in Italia coinvolge quasi 12.00 bambini e adolescenti, soprattutto maschi tra i 16 e 17 anni, in fuga da guerre e povertà e provenienti per la maggior parte da Albania, Eritrea, Gambia e Nigeria. Soprattutto nei primi tempi di presenza in Italia il rapporto con gli operatori e con il gruppo può risentire della difficoltà di creare rapporti di fiducia, perciò sarebbe particolarmente indicata la presenza di operatori pari, di ragazzi che hanno già compiuto un percorso positivo di integrazione e possono costituire una grande risorsa per i nuovi arrivati.

summit reportMissing Children Europe, Best practices and key challenges on interagency cooperation to safeguard unaccompanied children from going missing. Summit Report, Missing Children Europe, Brussels, 2016
A Gennaio 2016, L’Ufficio Europeo di Polizia (Europol) ha comunicato che 10.000 minori, dopo essere arrivati in Europa, risultano scomparsi. Il timore è che siano stati presi da organizzazioni criminali con lo scopo di sfruttamento e abuso per fini sessuali o di lavoro. Mentre dati sistematici e completi sulla scomparsa di minori non accompagnati in Europa non sono ad oggi disponibili, è comunque chiaro che il numero di bambini scomparsi dalle strutture di assistenza è sconcertante ed è destinato ad aumentare vertiginosamente nell’attuale contesto migratorio. Il progetto SUMMIT coordinato da Missing Children Europe, in collaborazione con l’Università di Portsmouth (UK), NIDOS (NL), Defence for bambini – ECPAT (NL), Tusla (IR), KMOP (EL) e Child Circle (BE), e con il sostegno della Commissione europea, ha lo scopo di contribuire al miglioramento della cooperazione tra agenzie che si occupano della tutela dei minori non accompagnati. La presente relazione si basa sull’analisi dei dati raccolti attraverso interviste condotte in 7 Paesi membri dell’Unione Europea, che evidenziano ampi settori nei quali occorre ancora intervenire, ma anche diverse buone pratiche adottate, che potrebbero fungere da modello o ispirazione per altri Stati. Si veda anche Minori migranti: in viaggio attraverso la rete. Rischi e opportunità di internet dalla voce degli adolescenti stranieri che arrivano in Italia da soli

A cura di Elisabetta Di Giovanni, Minori migranti e comunità, in Psicologia di Comunità, n. 1 (2016), 5-99
La presente monografia raccoglie dei contributi di riflessione sul fenomeno dei minori stranieri non accompagnati nell’area euro-mediterranea. Il continuo afflusso di bambini migranti non accompagnati richiama il senso etico dell’accoglienza, della presa in carico di queste giovani vite, ricordando costantemente l’urgenza di un adeguato mandato sociale da parte della società occidentale. I contributi raccontano alcune esperienze di Centri di accoglienza per minori, analizzano le politiche e le prassi istituzionali, la condizione giuridica dei minori non accompagnati, le forme di sfruttamento economico, la costruzione di identità plurali.

Rita Finco, Marion Jacoub, Minori stranieri non accompagnati. Comprendere una realtà complessa e contradditoria in una prospettiva etnoclinica, in Educazione interculturale, n. 1 (gen. 2016) – on line, pp. 5
Da 25 anni, la Francia e l’Italia affrontano un’immigrazione particolare chiamata, in termini di legge, minori stranieri non accompagnati (MSNA). Questo fenomeno di erranza indipendente ha visto la sua intensificazione in questi ultimi anni, provocando nei differenti Stati europei una situazione caotica, in quanto le realtà istituzionali incaricate di occuparsi di questa popolazione non dispongono di strumenti sufficienti né di politiche nazionali coerenti. Le contraddizioni sono tali che i professionisti dei servizi minorili e di salute mentale sono in una posizione di smarrimento continuo che impedisce loro di pensarsi protagonisti nell’accoglienza, nell’accompagnamento e nella cura. In questo articolo si vuole offrire al lettore una breve riflessione sull’argomento, soffermandosi in particolare su una situazione clinica.

9788835045908_0_0_1503_75Fabrizio Pizzi, Minori che migrano soli. Riflessioni pedagogiche su percorsi di accoglienza e sostegno educativo, La Scuola, Brescia, 2016, pp. 282
I minori che intraprendono il viaggio migratorio da soli sono definiti a livello legislativo “minori non accompagnati”: si trovano in Italia privi di assistenza e rappresentanza da parte di genitori, tutori o affidatari sulla base di un provvedimento formale. Sono ragazzi originari dei Paesi del Nord Africa, dell’Africa sub-sahariana, del Medio Oriente e dell’Asia. Migrano per sfuggire a condizioni economiche e sociali svantaggiate, in alcuni casi per evitare un futuro da “bambini-soldato”. Giovani protagonisti di storie migratorie differenti, di complessa interpretazione. Questo volume si avvale delle analisi fatte a livello nazionale e internazionale su un fenomeno da leggere con cautela, per evitare generalizzazioni che tendono a uniformare percorsi diversi, e delle riflessioni elaborate sulla base di una ricerca condotta “sul campo”. Nei vari capitoli vengono trattate le questioni giuridiche, le politiche di integrazione in Italia e in Europa, le misure di accoglienza e integrazione, la presa in carico educativa.
Collocazione Biblioteca: 17725

I giovani di prima e seconda generazione

Istituto Giuseppe Toniolo, La condizione giovanile in Italia. Rapporto Giovani 2018, Il Mulino, Bologna, 2018
La quinta edizione del Rapporto Giovani aggiorna il quadro sulla condizione delle nuove generazioni, mostrando come esse affrontano gli snodi della transizione alla vita adulta e le implicazioni sociali ed economiche che ne conseguono. Il filo conduttore è qui costituito dai valori, i desideri, gli atteggiamenti e i comportamenti degli under 35, che vengono indagati anche attraverso una prospettiva longitudinale. Si segnala in particolare il capitolo VI: Immigrazione e multiculturalismo: il valore della diversità.
Collocazione Biblioteca: 82R18.

felicemente-italiani-345976A cura di Rita Bichi … [et al.], Felicemente italiani. Giovani e l’immigrazione, Vita e pensiero, Milano, 2018, pp. 165
Il testo riporta una ricerca dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e promossa da Fondazione Migrantes sui giovani italiani, dai 18 ai 29 anni. Il campione, formato da 204 giovani distribuiti su tutto il territorio nazionale, comprende 60 intervistati con background migratorio, provenienti da 28 diversi Paesi del mondo. Lo scopo dell’indagine è approfondire i percorsi e i processi attraverso i quali si formano le opinioni rispetto ai migranti, agli stranieri, all’altro percepito diverso da sé. Questi giovani vivono nella stessa nazione ma hanno storie diverse. Alcuni di loro sono cittadini italiani per nascita, altri hanno acquisito la cittadinanza provenendo da una migrazione, propria o della famiglia di origine. Il numero di ragazzi italiani con background migratorio aumenta ed è destinato a crescere in futuro: la convivenza delle differenze si fa quotidiana, innalza barriere e costruisce ponti, produce conflitti, ma anche ricchezza materiale, culturale, relazionale. Ci si domanda quindi quali siano le diversità tra i giovani italiani dalla nascita e quelli che lo sono diventati in seguito; quale sia la loro disposizione nei confronti dell’altro, dello straniero, del diverso. I risultati restituiscono un quadro nel quale prevale un atteggiamento di difesa e di diffidenza nei confronti degli immigrati. Nell’ultimo capitolo viene proposto di superare questi pregiudizi attraverso l’educazione alla cittadinanza.
Collocazione Biblioteca: 18102

Rosella De Leonibus, Seconde generazioni. Identità sospese, in Rocca, n. 2 (gen. 2018), pp. 40-42
L’articolo propone una breve riflessioni sul disagio e la fatica che provano i figli di immigrati, la seconda generazione, nel vivere a ponte tra due culture, due lingue e due religioni differenti. Da un lato si trovano ad essere cittadini dello stato da cui provengono i genitori, che spesso è da loro poco conosciuto e a cui non si sentono di appartenere, dall’altro si sentono parte di una società che non li accoglie del tutto e non garantisce loro una piena inclusione.

Anna Pileri, Banlieues, come i giovani possono uscire dalla trappola? in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2017), vol. 17, pp. 50-53
Le periferie delle città francesi sono diventate luoghi di segregazione dai molteplici aspetti, economici, culturali e politici, soprattutto per i giovani, non solo immigrati, che non trovano opportunità di lavoro e sono facile preda di varie forme di violenza e criminalità. La prospettiva con cui affrontare tale problematica è da ricercare in un “risveglio interculturale” che abbia anche valenze pedagogiche. Anna Pileri è ricercatrice presso l’Università di Bologna.

Elisabetta Perone, Per restare o per tornare? Studiare in Italia in tempo di crisi, in Mondi migranti, n. 1 (2017), pp. 155-181
Il contributo, sulla base di un insieme di biografie di giovani di origine straniera residenti in Campania, riflette sul valore dell’istruzione in tempo di crisi. Analizzando, in particolare, le parti delle narrative che si sono incentrate sulle prospettive future, con particolare riferimento alle aspettative di inserimento nel mercato del lavoro, l’autore indaga la relazione tra titolo di studio conseguito in Italia e il progetto migratorio di ritorno.

copertina309-piccolaRoberto Dalla Chiara, El Mehdi El Hattas, Come i pesci quando escono dall’acqua. Apprendere dal raccontare la mutazione che affronta la generazione di nuovi italiani, in Animazione Sociale, n. 309 (2017), pp. 85-92
Gli autori, rispettivamente docente e laureato in Servizio Sociale, riflettono sull’importanza del racconto di sé per i giovani immigrati di seconda generazione, dando voce ad alcuni ragazzi di origine marocchina.

Maurizio Ambrosini, Nuovi italiani. Ragazzi, ragazze e le sfide dell’integrazione, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2017), pp. 4-9
Nell’articolo vengono considerate le problematiche familiari e sociali dei figli di immigrati nati in Italia. Con le famiglie di origine possono crearsi dinamiche conflittuali su base culturale. L’inserimento scolastico non pone solitamente particolari problemi, mentre quello lavorativo, oltre alle difficoltà economiche attuali, appare talora problematico in quanto tali giovani cercano uno status sociale superiore a quello delle famiglie di origine. Maurizio Ambrosini è docente di Sociologia dei processi migratori e sociologia urbana presso l’Università di Milano.

A cura di Maitena Armagnague … [et al.], Migrazioni, itinerari e istituzioni di socializzazione, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 3 (dic. 2016), pp. 393-479
La monografia è molto ricca di dati concernenti l’immigrazione in Francia, con particolare riguardo ai minori soprattutto dal mondo islamico. Vengono presentate statistiche e narrate storie individuali in modo da fornire un’ampia panoramica circa i problemi di integrazione sociale e scolastica. Vengono anche esaminate le problematiche legislative sull’argomento.

Vulca Fidolini, Costruzioni della maschilità nella transizione all’età adulta. Modelli egemoni e scripts sessuali tra i giovani marocchini in Italia e in Francia, in Polis, a. 30, n. 1 (apr. 2016), pp. 87-120
Lo studio propone un’analisi dei processi di costruzione degli ideali di maschilità tra i giovani immigrati marocchini, di cui sono state raccolte ed esaminate le interviste. L’interesse principale è quello di scandagliare le norme e le rappresentazioni egemoniche che producono i vissuti sessuali degli intervistati e le dinamiche di costruzione della maschilità alla luce della loro condizione di migranti, della loro identità di musulmani e dei loro percorsi biografici durante la transizione all’età adulta.

Luigi Barone … [et al.], Giovani in contesti criminali: misure e pratiche di prevenzione, in Minorigiustizia, n. 3 (2016), pp. 7-260
Questo volume monografico ragiona intorno alla condizione e al vissuto dei giovani socialmente e culturalmente più vulnerabili (giovani ‘ndranghetisti, giovani radicalizzati, giovani jihadisti) esposti al rischio di scelte estremiste violente, di percorsi criminali, di marginalità ed esclusione sociale. Nel nostro paese il problema maggiore è rappresentato dai minori di ‘ndrangheta o provenienti da famiglie malavitose di stampo mafioso: il Tribunale dei Minori di Reggio Calabria dal 2012 ha adottato misure giurisprudenziali all’avanguardia per la tutela e il recupero di minori potenzialmente malavitosi. Attraverso il contributo di più interventi, il presente lavoro traccia uno scenario delle risorse mobilitate dai sistemi giudiziari, socio educativi e dal volontariato per dare a questi figli l’opportunità di crescere da uomini e donne liberi, padroni della propria vita e di costruire famiglie in cui parole come “rispetto” e “onore” recuperino il senso profondo della dignità dell’uomo.

La scuola e la pedagogia interculturale

COP_Orientamenti-Pedagogici-2-15_O014Manuele De Conti, Orientamenti e fragilità dei paradigmi di ricerca per l’indagine interculturale, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-feb.-mar. 2018), vol. 65, pp. 35-46
Migrazioni, globalizzazioni, razzismo, ma anche conflitti tra diversi stili culturali sono alcuni degli avvenimenti attuali che conducono la pedagogia generale a chiedersi se l’interculturalità è solo uno dei suoi diversi ambiti di indagine oppure è l’orizzonte entro il quale la ricerca e le pratiche pedagogiche devono muoversi. È indubbio, secondo l’autore, che in pedagogia il tema dell’interculturalità sia affrontato da differenti paradigmi conoscitivi, ciascuno con proprie impostazioni e metodologie. È su questo aspetto che il presente contributo si orienta, tratteggiando, con taglio filosofico, le specificità di alcuni di essi nel loro rapporto con l’interculturalità, ma soprattutto mettendone in evidenza i limiti epistemici nell’ambito di ricerca in questione, attraverso una rassegna delle critiche che più comunemente vengono loro mosse.

A cura di Roberto Camarlinghi, Sviluppare una pratica dell’attenzione. Quel che il teatro può insegnare al lavoro sociale, in Animazione Sociale, n. 315 (2018), pp. 6-14
L’articolo è un’intervista a Gabriele Vacis, regista teatrale, che si occupa di applicazione del teatro nei servizi sociali e ha fondato l’Istituto di pratiche teatrali per la cura della persona. Dopo una parte introduttiva sul ruolo terapeutico e pedagogico del teatro e della narrazione, si entra nel merito dell’utilizzo nei campi per profughi. Gli obiettivi sono l’integrazione e la consapevolezza che vengono ricercati attraverso modalità di interazione molto semplici come camminare sul palco tutti con lo stesso passo. Obiettivo è soprattutto l’Awareness, cioè la capacità di essere presenti a sé e alle cose.

Fiorenza Latini, La sfida del dialogo: scuola e famiglie straniere, in Lavoro sociale, n. 6 (dic. 2017), vol. 17, pp. 58-60
L’autrice, assistente sociale, racconta il progetto “Scuola Satellite” realizzato all’interno del quartiere Satellite di Pioltello (Milano), dove convivono 96 etnie differenti, fisicamente e socialmente separate dalla popolazione italiana limitrofa. Il progetto è nato all’interno dell’associazione Rel-Azioni che intraprende iniziative di dialogo e confronto tra le varie etnie nel quartiere, e ha lo scopo di promuovere l’integrazione scolastica e la partecipazione attraverso interventi di supporto a genitori e insegnanti.

Alberta Giorgi, Maria Chiara Giorda, Scuole confessionali in Italia: il caso delle scuole musulmane, in Mondi migranti, n. 3 (2017), pp. 201-217
Il contributo presenta un approfondimento sulle scuole di ispirazione islamica in Italia. Dopo un’analisi dei dati relativi agli alunni stranieri e alle differenze religiose a scuola, le autrici prendono in esame lo statuto giuridico delle scuole islamiche in Italia e danno conto dello sguardo mediatico e dell’allarme pubblico intorno a questi istituti. Nella seconda parte del lavoro le autrici presentano i risultati di una prima mappatura delle scuole islamiche in Italia e discutono i risultati della ricerca.

downloadA cura di Mariagrazia Santagati, Vinicio Ongini, Alunni con cittadinanza non italiana. La scuola multiculturale nei contesti locali. Rapporto nazionale. A.s. 2014/2015, Fondazione ISMU, 2016, Milano, pp. 184.
Il rapporto, a cura del gruppo di lavoro composto dai ricercatori della Fondazione ISMU e dai rappresentanti del MIUR, si propone di approfondire con analisi statistiche puntuali i diversi aspetti di una realtà sempre più stabile e strutturale: la presenza nelle nostre scuole di alunni e studenti di origine non italiana, nati e cresciuti in Italia o di recente immigrazione. Quest’anno il rapporto si concentra in particolare sulle differenze territoriali e le caratteristiche degli alunni e delle istituzioni scolastiche che si collocano nelle diverse regioni, province e comuni italiani.

Mauro Sabadini, Risvolti psicologici nei processi interculturali. Il possibile ruolo della psicologia nella prospettiva interculturale dell’inclusione, in Educazione interculturale, n. 1 (mag. 2017) – on line, vol. 15, pp. 1-13
L’autore, insegnante di scuola dell’infanzia ed esperto nelle tematiche dell’interculturalità, partendo da una ricerca su pratiche e teorie interculturali in alcune scuole dell’infanzia, propone alcune riflessioni sul ruolo della psicologia, in particolare sociale e delle decisioni, nel dibattito interculturale. Nello stesso numero troviamo l’articolo di Andrea Canavaro, L’altruismo al tempo dell’intercultura, (pp. 1-6).

Melita Cristaldi, Competenze globali, global teacher e global student. Riflessioni sulla Campagna educativa «Etna vulcano della pace. Preghiera interculturale delle scuole di Catania contro la guerra», in Educazione interculturale, n. 1 (mag. 2017) – on line, vol. 15, pp. 1-12
L’autrice, insegnante dell’istituto Fontanarossa di Catania, esperta di educazione interculturale, presenta nell’articolo la campagna educativa «Etna, vulcano della Pace. Preghiera interculturale delle scuole di Catania contro la guerra», nata grazie alla collaborazione con il pedagogista Giovanni Pampanini e volta a sviluppare “l’intelligenza interculturale” e le “competenze globali” negli studenti e nei docenti. In appendice, la proposta della Carta Mondiale per la Pace, di cui l’autrice promuove la diffusione in Italia. Riassunto in inglese.

Stefania Lorenzini, Imparare a riconoscere e dare un valore alla paura. Prospettiva pedagogica interculturale richiama alla responsabilità di comprendere, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2017), pp. 42-46
La società moderna è caratterizzata da un aumento del senso di paura per gli avvenimenti di violenza, di matrice terroristica e non solo. La paura è sempre stata presente nella storia dell’umanità, ma attualmente appare amplificata dai sistemi d’informazione a rapida diffusione. La scuola viene identificata come uno dei luoghi privilegiati per opporsi a tale tendenza. Stefania Lorenzini lavora presso l’Università di Bologna.

qui-la-ricerca-loescher-editoreGiuseppe Mantovani, Costruire testi interculturali, in La ricerca, a. 4, n. 11 (nov. 2016), pp. 10-14
L’autore, psicologo ed esperto di intercultura, si interroga su quale cultura debba essere trasmessa a scuola e su come si possa evitare l’etnocentrismo, riuscendo a far vedere il mondo anche con gli occhi degli “altri”.

Vincenzo Simone, Tante lingue una città, in Studi Zancan, a. 17, n. 4 (lug.-ago. 2016) – on line, pp. 29-34
L’autore, dirigente del “Servizio Educativo Integrato 0/6 anni” della Città di Torino, descrive alcuni interventi realizzati nei servizi educativi per la prima infanzia a Torino, che hanno svolto una funzione sociale. In particolare, viene descritto il programma “Noi parliamo tante lingue” volto al mantenimento della lingua materna per i bambini di lingua madre diversa dall’italiano (uno su tre nei servizi comunali per l’infanzia di Torino), partendo dal riconoscimento del valore che il mantenimento della lingua madre possiede per la costruzione del senso di sé.

A cura di Ugo Ascoli e Emmanuele Pavolini, Le politiche educative in Italia tra retoriche del cambiamento e questioni irrisolte, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 2 (apr.-giu. 2016), pp. 7-184
Questa monografia si articola in diversi interventi. I più significativi riguardo a questa bibliografia sono: “Figli dell’immigrazione a scuola. Forme della discriminazione” e “Alunni stranieri e performance scolastiche: il caso di Milano”.

Cristina Fabbri, Tanti modi per parlarsi: il giardino dei cavalli rossi, in Studi Zancan, a. 17, n. 2 (mar.-apr. 2016) – on line, pp. 33-36
“Tanti modi per parlarsi: il giardino dei cavalli rossi” è il titolo di un progetto che ha coinvolto diversi soggetti dentro e fuori il nido comunale “Giardino” di Ferrara, a partire dall’anno scolastico 2013-2014. La presenza al nido di famiglie di diverse lingue e culture e di famiglie in situazione di disagio sociale pone la necessità di realizzare buone pratiche di accoglienza, migliorare la comunicazione con adulti e bambini, favorire l’integrazione all’interno della comunità, fare rete con tutti i soggetti che possono rappresentare una risorsa per il benessere dei bambini e delle famiglie.

ffCristina Bernardini, Sara Cattaneo e Angela Sebastio, Infanzia multietnica e potenziamento linguistico, in Studi Zancan, a. 17, n. 3 (mag.-giu. 2016) – on line, pp. 39-42
L’articolo descrive una delle esperienze selezionate come particolarmente significative nell’ambito del progetto Tfiey – Transatlantic Forum on Inclusive Early Years sul tema «Sistemi integrati e multilinguismo nei servizi per la prima infanzia». Il progetto è spiegato nell’articolo di Roberto Maurizio, Marzia Sica e Cinzia Canali, Tfiey Piemonte: innovare i servizi per la prima infanzia, Politiche e servizi alle persone, in Studi Zancan, n. 1 (gen.-feb. 2016) – on line, pp. 34-50. Il percorso piemontese, avviato tre anni fa, ha coinvolto una quarantina di organizzazioni che operano a Torino nell’ambito della prima infanzia. L’obiettivo è quello di migliorare le risposte dei servizi, pubblici e privati rivolti ai più piccoli e in particolare ai bambini che vivono in famiglie a basso reddito o con percorsi di immigrazione. L’articolo pone l’attenzione su tre temi: accesso ai servizi, formazione del personale, valutazione degli esiti.

Le politiche sociali e il territorio

Micol Bronzini, Promuovere l’attivazione e l’inclusione attraverso l’abitare. L’esperienza di un progetto di autocostruzione, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 1 (gen.-mar. 2018), pp. 337-353
Le politiche per la casa rappresentano oggi un nodo cruciale per contrastare il disagio abitativo del cosiddetto “ceto medio impoverito” e per favorire processi di inclusione sociale. Tra i programmi innovativi sperimentati in questi ultimi anni, risultano particolarmente interessanti le iniziative di autocostruzione associata e assistita, sostenute da alcuni enti locali che prevedono l’impegno diretto dei beneficiari. Se adeguatamente sostenute e gestite, possono essere uno strumento di empowerment e contribuire alla costruzione di capitale sociale comunitario. In quest’ottica viene presentato un intervento di autocostruzione rivolto a cittadini italiani ed extracomunitari, realizzato nella regione Marche.

Nicola Bogo e Anna Lugaresi, Abbattere i muri grazie alla condivisione. Un’esperienza di mediazione sociale a Ferrara, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2018), vol. 18, pp. 48-51
Viene descritta un’esperienza attivata dal Centro di Mediazione sociale del Comune di Ferrara (gestito dalla cooperativa sociale Camelot) nel quartiere Giardino, una zona caratterizzata da fenomeni di degrado, microcriminalità e vandalismo. Il progetto, attuato da un’équipe multidisciplinare, prevedeva una ricerca-azione volta prima di tutto a indagare le caratteristiche del fenomeno, attraverso la presenza in quartiere dell’educativa di strada, di incontri informali individuali con i ragazzi del quartiere e a incontri di gruppo, rivolti a tutti i cittadini. Attraverso il coinvolgimento di tutte le componenti sociali del quartiere si è riusciti ad approfondire la conoscenza del territorio e a rafforzare i legami di conoscenza reciproca e di appartenenza.

E-book FrancoAngeliA cura di Alessandra Landi, Capitale territoriale e sfide di prossimità, in Sociologia urbana e rurale, a. 40, n. 116 (2018), pp. 7-92
La parte monografica della rivista raccoglie una serie di contributi che riguardano la dimensione teorica ed empirica del capitale territoriale e analizzano alcune esperienze di territori che si auto-organizzano. Dopo l’introduzione della curatrice, gli articoli presenti sono: “Ruolo e rapporti tra attore pubblico e privato nel governo del territorio. Il caso di Roma” di Silvia Lucciarini; “Partecipazione e collaborazione negli interventi di comunità. L’esperienza dei laboratori di quartiere del Comune di Bologna” di Roberta Paltrinieri, Giulia Allegrini; “Trasformazioni urbane e spazi sociali: la dimensione relazionale come piattaforma di sviluppo locale” di Federica Viganò, Donatella Padua; “Le imprese recuperate dai lavoratori in Italia. Una sperimentazione territoriale di reciprocità” di Romolo Calcagno; “Dal ghetto agli alberghi diffusi: l’inserimento abitativo dei braccianti stagionali nei contesti rurali dell’Europa meridionale” di Francesco Saverio Caruso.

Alessandro Pratesi, Unequally entitled citizens: towards a micro-situated and emotion-based model of social inclusion, in Mondi migranti, n. 1 (2018), pp. 173-198
Il presente articolo illustra un modello di inclusione sociale micro-situato e basato sulle dinamiche emozionali, che ha l’intento di superare le limitazioni correnti del concetto di cittadinanza. L’autore discute la possibilità di applicare tale modello a vari tipi di “cittadini non riconosciuti” e in vari ambiti culturali. L’obiettivo generale è quello di sviluppare nuove prospettive che aiutino a comprendere la relazione tra individui, comunità locali e istituzioni politiche e a far chiarezza sul modo in cui vari tipi di attori sociali ne “fanno cittadinanza” e inclusione sociale, attraverso le pratiche di cura e le dinamiche emozionali che attorno a esse si sviluppano. La nuova prospettiva sui concetti di cittadinanza e di inclusione sociale che emerge dal presente contributo ridiscute luoghi comuni sulla natura problematica dei flussi migratori, ridefinendo questi ultimi come parte integrante del processo di sviluppo umano, sociale ed economico.

Giovanni Sciolé, Marco Bianchetti, Alessandro Bono, Le mille “frontiere” di Ventimiglia. Immigrazione, culture e “patologie”: i “confini” delle cure, le “barriere” dentro di noi, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 3 (2018), pp. 30-34
Davanti al crescente numero di flussi migratori nella zona di Ventimiglia, c’è stato un pronto impegno da parte della ASL, della CRI e degli enti del Terzo Settore per far fronte ai disagi psichici manifestati sempre più frequentemente dai profughi. Per gli operatori impegnati in questo campo sono stati attivati eventi formativi per far fronte alle nuove urgenze. Gli approfondimenti proposti si sono focalizzati sui seguenti punti: la barriera linguistica, la barriera culturale, le condizioni di emarginazione ed esclusione vissute durante il viaggio, l’adeguatezza degli strumenti a disposizione dei Servizi sociosanitari per affrontare i bisogni di persone che provengono da “altri mondi”, la percezione del migrante del “disagio psichico”, del Trattamento Sanitario Obbligatorio in fase acuta e dell’inserimento in Comunità Terapeutica

cop1713Mattias Bassotto, Costruire alleanze per contrastare disuguaglianze, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 4 (2017), pp. 3-7
Nel contesto odierno, dominato da fenomeni migratori strutturali a livello internazionale, lo straniero è sempre più l’utente dei servizi. Per questo appare necessario, per il welfare, concentrarsi sul tema dell’accessibilità: tale questione non riguarda solo le barriere iniziali, ma anche quelle che si possono incontrare durante l’intero percorso di cura e di uso dei servizi. Esse incidono negativamente sul godimento del diritto alla salute da parte degli individui, aumentando le disuguaglianze.

A cura di Nunzia Borrelli, Carlo Colloca, Luca Daconto, Cibo, territorio e politiche, in Sociologia urbana e rurale, a. 40, Special issue (2018), pp. 7-159
La monografia comprende i seguenti articoli. 1) Moving up and down the scale. The food system governance in Portland-Oregon, di Nunzia Borrelli e Terry Marsden; 2) Varieties of alterity: alternative food networks in the UK, Italy and China, di L. Martindale et al.; 3) Dudley Grows e il sistema alimentare di comunità di Dudley Street a Boston, di Monica Bernardi e Davide Diamantini) 4) Il cibo che attrae: turismo internazionale e consumi alimentari, di Matteo Colleoni e Licia Lipari; 5) Elderly people’s accessibility to food opportunities in Milan, di Luca Daconto, Elena Colli, Sara Zizzari, 6) Povertà alimentare e pratiche di assistenza. Il sistema del cibo di emergenza a Torino, di Alessia Toldo; 7) Cibo ed espressioni di disagio nei minorenni. La risposta istituzionale del territorio siciliano ai DCA, di Deborah De Felice; 8) Catania e le vie del gusto esotico. Imprese e consumi alimentari dei cittadini stranieri immigrati, di Elisa Lombardo; 9) Il paesaggio rurale fra le trasformazioni dell’agricoltura e la funzione iconica del cibo, di Carlo Colloca; 10) Pratiche innovative di uso della terra in Sardegna: tra produzione di cibo e nuove presenze sociali, di Daniele Pulino, Sara Spanu, Camillo Tidore.

A cura di Guido Lazzarini, Tiziana Stobbione, Mediare tra culture. Il ruolo del mediatore interculturale tra inclusione sociale e promozione delle diversità, Franco Angeli, 2017, Milano, pp. 158
La mediazione interculturale assume un ruolo sempre più fondamentale per migliorare la comunicazione, facilitare l’accessibilità ai servizi, risolvere i conflitti, provocare cambiamenti negli operatori pubblici e nelle pratiche burocratiche. Il presente lavoro dà conto di un’indagine qualitativa su giovani di seconda generazione, per cogliere gli sviluppi propri dell’intercultura, e della visione dei mediatori interculturali, come operatori di dialogo tra culture. Il volume è costituito da due parti: la prima presenta riflessioni e approfondimenti sul ruolo della mediazione con un particolare focus relativo alla regione Piemonte; la seconda parte riporta quanto emerso nel seminario “Il ruolo della mediazione interculturale tra inclusione sociale e affermazione delle diversità culturali” svolto a Torino nell’aprile del 2016.
Collocazione Biblioteca: 17961

8891622105Eduardo Barberis, Paolo Boccagni, Il lavoro sociale con le persone immigrate. Strumenti per la formazione e la pratica interculturale nei servizi, Maggioli, 2017, Santarcangelo di Romagna, 2017, pp. 204
Lavorare con utenti stranieri, o con famiglie di stranieri, è un’esperienza sempre più frequente tra gli assistenti sociali e gli operatori sociali, anche in Italia, eppure la centralità della protezione sociale per persone vulnerabili o a rischio di marginalità sociale, come molti immigrati, si accompagna alla marginale attenzione verso la diversità etno-culturale nei percorsi formativi e nel dibattito interno alla professione. Questo libro è una guida mirata ad accompagnare gli studenti di Servizio sociale dentro la diversità culturale con cui si confronteranno nelle loro traiettorie professionali. L’obiettivo è contribuire a potenziare le conoscenze, le competenze e soprattutto la riflessività nel lavoro sociale con popolazioni diverse da quelle autoctone. Gli autori sono docenti universitari.
Collocazione Biblioteca: 17890

Rita Farneti, La Paura della relazione con il migrante. È ancora possibile avere noi per primi il coraggio della ragione?, in Animazione Sociale, n. 310 (2017), pp. 10-17
Nella società di oggi sono sempre più frequenti ed evidenti manifestazioni di chiusura e diffidenza nei confronti dei migranti, diventati troppo “altro da noi” perché ritenuti ormai solo portatori di pericolosità. La paura si accresce ogni volta che ci si confronta con mondi sconosciuti, che presentano modelli di pensiero, relazione e azione distanti dai nostri. In realtà il quotidiano sperimentare intrecci culturali cresce ma, nonostante ciò, non è facile oggi entrare in relazione perché siamo in un’epoca di incertezza identitaria che rischia di far perdere l’ancoraggio alla ragione. L’autrice è psicologa, psicoterapeuta e psicoanalista.

A cura di Michela Semprebon, Paola Bonizzoni, Roberta Marzorati, Non solo grandi città. L’immigrazione nei piccoli comuni italiani, in Mondi migranti, n. 1 (2017), pp. 29-130
A fronte di una crescente rilevanza dell’immigrazione nei comuni italiani di piccole-medie dimensioni (sia dal punto di vista statistico-demografico che urbanistico), la letteratura ha recentemente iniziato a interrogarsi sulla specificità dei processi di inclusione e di governance della popolazione straniera in tali contesti. Il presente lavoro si propone di esplorare il tema attraverso interventi che indagano, con prospettive diverse, alcuni piccoli comuni del territorio italiano, da nord a sud. Nello specifico, i saggi si focalizzano sulle modalità di governo dell’immigrazione in uno scenario che si presenta assai variegato e che variano a seconda delle sensibilità politico-amministrative, delle risorse disponibili e della composizione delle reti territoriali.

Andrea Morniroli, Oggetto della nostra cura è il territorio. È tempo di tornare a parlare con la gente, in Animazione Sociale, a. 47, n. 307 (feb. 2017), pp. 26-35
Oggi più che mai serve la capacità di riportare il fare sociale dentro i territori, poiché è impensabile, secondo l’autore, operare sui problemi sociali senza tenere conto dei contesti. I problemi sociali, infatti, dall’accoglienza dei migranti ai tanti volti delle emarginazioni urbane, impattano sui luoghi, modificandoli anche fisicamente, talvolta aprendo contraddizioni e provocando rotture, che quasi sempre vengono riempite dalla diffidenza, dalla paura e dal rifiuto. Per questo nel pensiero e nell’agire delle operatrici e degli operatori, i luoghi e chi li abita vanno considerati i destinatari degli interventi. Vanno cioè presi in carico dedicando loro cura, ascolto e parole.

9788859013457Margalit Cohen-Emerique, Per un approccio interculturale nelle professioni sociali e educative. Dagli inquadramenti teorici alle modalità operative, Erickson, Trento, 2017, pp. 474
Il libro affronta sul piano teorico e pratico le problematiche che caratterizzano il lavoro nelle professioni sociali ed educative di fronte ai migranti. L’approccio interculturale viene visto nei suoi vari aspetti come la famiglia, la scuola, il lavoro, la religione, il razzismo, l’integrazione, i maltrattamenti verso i minori, la ricerca di nuove prospettive. L’autrice, studiosa di metodi dell’intercultura, propone quindi degli inquadramenti teorici e delle modalità operative innovative per superare gli ostacoli che si incontrano nella relazione con i migranti.
Collocazione Biblioteca: 17860

Francesca Brancato, Marina Fasciolo, Dentro la catena globale della cura. Come un servizio sociale può prendersi cura delle assistenti familiari del suo territorio, in Animazione Sociale, n. 9/305 (dic. 2016), pp. 88-98
Le autrici descrivono un’esperienza di assistenza sociale con risvolti psicologici fornita ad assistenti familiari immigrate, definite come “badanti” nel lessico comune. Viene descritta una traccia di intervista utilizzata per raccogliere dati sociali e psicologici e sono riportate parti di colloqui clinici basati sul racconto autobiografico incoraggiato dalle assistenti sociali, con una restituzione terapeutica volta fondamentalmente a costruire un rapporto di reciprocità.

Sebastiano Citroni, Stili di scena urbani. Il nesso «parte/tutto» in via Padova e oltre, in Rassegna Italiana di Sociologia, a. 57, n. 2 (apr.-giu. 2016), pp. 321-348
L’articolo propone una prospettiva di ricerca sulle interazioni urbane che permette il superamento di tre limiti analitici ricorrenti nel modo in cui è solitamente costruito il link «parte/tutto» in molte ricerche. In particolare, vengono affrontati tre casi di interazioni tipicamente urbane, che hanno avuto luogo in via Padova a Milano: gli scambi di tutti i giorni tra stranieri di passaggio sul marciapiede, la partecipazione a una festa multietnica e le devastazioni avvenute durante una manifestazione di strada improvvisata. La varietà dei casi scelti e delle tecniche adottate permettono di illustrare la peculiarità teorica della prospettiva proposta, basata sull’analisi del rapporto tra gli “stili di interazione” e le scene in cui sono praticate.

9788891709806Fabrizio Battistelli … [et al.], Affrontarsi o confrontarsi? Il “rischio” immigrati sulla stampa italiana e nella periferia di Tor Sapienza a Roma, in Sicurezza e scienze sociali, a. 4, n. 1 (gen. – apr. 2016), pp. 86-112
L’articolo esamina il tema delle migrazioni alla luce della distinzione tra i concetti di rischio e minaccia. Attraverso l’analisi delle rappresentazioni nella stampa italiana, gli autori sostengono che accostare i concetti minaccia-immigrazione porta a ignorare tanto le conseguenze negative per i migranti, quanto le conseguenze positive per le società di accoglienza. Una ricerca in un’area urbana “sensibile” di Roma, che si è avvalsa anche di una giuria dei cittadini, inoltre, mostra come le reazioni negative e talvolta violente dei residenti verso i migranti si alimentino di un diffuso senso di privazione relativa e di abbandono da parte delle istituzioni politiche. Un’informazione più accurata e un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle politiche locali potrebbe facilitare il dialogo e portare a soluzioni più creative e condivise. Sullo stesso tema anche il testo: A cura di Marco Binotto, Marco Bruno, Valeria Lai, Tracciare confini. L’immigrazione nei media italiani, Franco Angeli, Milano, 2016.
Collocazione Biblioteca: 17774

Ferruccio Pastore, Zombie policy. Politiche migratorie inefficienti tra inerzia politica e illegalità, in Il Mulino, a. 65, n. 4 (2016), pp. 593-600
Secondo l’autore l’attenzione politica e mediatica si focalizza comprensibilmente sulla gestione della crisi dei rifugiati e si osserva una mancanza di attenzione sempre più preoccupante verso l’ordinaria amministrazione. La gestione dell’immigrazione “normale”, messa in secondo piano anche dall’inerzia timorosa della politica, resta affidata a un sistema di norme ormai obsoleto e sempre meno effettivo, tanto da assomigliare sempre di più a una di quelle “zombie policy”.

Cinzia Sabbatini, Shock culturali. Un metodo originale per lavorare con i migranti, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2016), vol. 16, pp. 15-21
Viviamo in un contesto globalizzato in cui la muticulturalità è un elemento evidente e quotidiano. Questo però non necessariamente comporta relazioni ricche e armoniose, spesso invece l’incontro con culture differenti genera shock. Si può reagire con spaesamento, diffidenza pregiudizi o, al contrario, la diversità può suscitare curiosità e fascino. Nell’articolo viene descritta una metodologia per l’approccio interculturale elaborata da C. Emerique e basata sulla pratica formativa, finalizzata a prendere coscienza di ostacoli, filtri e pregiudizi che pregiudicano l’incontro e ad imparare ad accostarsi con delicatezza all’altro, conoscendo e apprezzando le diversità identitarie e culturali. In un riquadro vengono descritte le reazioni di operatori sociali di fronte a diversità difficili da gestire.

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Roberto Camarlinghi, Un pomeriggio con l’educativa di strada. Tra le case popolari di Barriera di Milano, in Animazione Sociale, a. 46, n. 300 (apr. 2016), pp. 109-110
L’articolo descrive una giornata dell’educativa di strada del Gruppo Abele che lavora a Torino, nel quartiere di Barriera di Milano, a contatto con ragazzi italiani e stranieri che vivono il disagio delle periferie. Le attività dell’educativa, composta da un’équipe di educatori e mediatori culturali, sono inserite nel progetto NOMIS (Nuove opportunità per minori stranieri).

A cura del Laboratorio Urbano di Vicenza, Coltivare il progetto di una città ospitale. Se la coesione sociale è un guscio fragile, solcato da rischiose linee di frattura, in Animazione Sociale, a. 46, n. 299 (mar. 2016), pp. 19-27
Questo documento nasce da un “laboratorio urbano” promosso dall’équipe del Servizio dipendenze (SERD ULSS 6) che interviene presso la casa circondariale di Vicenza. L’ipotesi è che per i servizi di cura sia fondamentale prendersi cura tanto del progetto terapeutico del singolo, quanto del progetto della città, perché è nella città che gli operatori possono trovare le opportunità per dare sbocchi concreti ai diversi progetti di cura ed è nella città che le vite fragili possono trovare le risorse per costruire la propria vita. Si tratta allora di lavorare avendo in mente il progetto di una città ospitale, sapendo che è anche una città più coesa, più sicura, più felice.

Poesie, racconti e testimonianze dirette

Di-qua-e-di-là-dal-mare-cover-300x430Carlo Marconi. Di qua e di là dal mare. Filastrocche migranti, Edizioni Gruppo Abele, 2018, Torino, pp. 80
L’autore, maestro di scuola primaria, ha discusso con i suoi alunni il difficile tema delle migrazioni dando vita così a ventuno filastrocche, una per ogni lettera dell’alfabeto, accompagnate ognuna da un’illustrazione d’autore. Ci sono le persone: quelle costrette a fuggire dalla miseria e dalla guerra, ma anche quelle «di là dal mare»: chi attende di ricongiungersi ai propri cari, chi accoglie, chi respinge… Ci sono gli oggetti e i luoghi della fuga: barconi, zattere, mari, deserti e lunghe strade da percorrere. Ci sono i sentimenti: la paura per la fuga e per la vita, la speranza di una casa nuova e di un mondo accogliente in cui ci sia posto per tutti. Adatto dai 7 anni in poi.
Collocazione Biblioteca: 17936

A cura di Mario Flamigni, Tutti. Racconti dal sociale, Pacini, Pisa, 2017, pp. 198
Si tratta di una raccolta di 28 racconti, scritti da altrettanti operatori del sociale, che hanno raccolto l’invito della Biennale della Prossimità di Bologna, edizione 2017, e hanno scritto a partire da un unico incipit, preso dal libro “Diario d’inverno” di Paul Auster. Attraverso la forma letteraria vengono proposte riflessioni e frammenti di esperienza lavorativa o di vita vissuta, col desiderio di rendere evidente ciò che, nel mondo del sociale, spesso viene celato. Si segnalano in particolare i racconti “Dietro un sorriso”; “Seduta n. 3”; “Jeta e Zakonhshme (vita normale)”; “Derby”; “Punti di vista – Halal”, “Una casa per ricominciare”; “Di che si tratta”; “Rino l’egiziano”
Collocazione Biblioteca: 17850

Giuseppe Licari … [et. al], Narrazione, soggettività e cura, in Narrare i gruppi, n. 1 (2017) – on line, pp. 7-101
Questo numero monografico è centrato sul tema della narrazione e della soggettività e si propone di esplicitare il contributo che essi danno nei processi di conoscenza e nei percorsi di formazione in ambito psicologico e antropologico. Narrazione e soggettività sempre più spesso si intrecciano e entrano nello studio della diversità culturale, delle regole, delle credenze, del pensiero che troviamo alla base del funzionamento mentale. Si segnalano i seguenti articoli: “La mia signora mi dice che io sono brava donna…”. Storia di una migrante bulgara, tra relazioni di assistenza e pratiche di cura, di Eugenio Zito e L’allattamento tra cura e cultura: dall’Africa all’ipertrofia tecnologica, di Annamaria Fantauzzi e Elisabetta Di Giovanni

ir1VdMSHZUpG_s4Damiano Meo, Fondazione Migrantes, Storie di semola e semplicità. Culture migranti e dialoghi possibili, Tau, Todi (PG), 2016, pp. 73
Questo breve testo divulgativo testimonia interconnessioni quotidiane tra persone di lingue, usi e costumi diversi, tentando di dare un contributo alla cultura del dialogo e dichiarando che il confronto interculturale è una prospettiva possibile e praticabile. Nella postfazione mons. G. C. Perge, direttore generale della Fondazione Migrantes, espone dati relativi alla migrazione e all’integrazione in Europa e in Italia, indicando prospettive e orizzonti possibili. Damiano Meo è insegnante e giornalista, si occupa di migrazione, disabilità e glottodidattica.
Collocazione Biblioteca: 17797

Orsetta Bellani, Sospese alla frontiera, in Narcomafie, a. 24, n. 4 (lug.-ago. 2016), pp. 49-52
Dal 2012 ad oggi sono circa 200mila le famiglie messicane separate dalle restrittive leggi migratorie degli Stati Uniti. L’articolo racconta la storia di Myrna Lazcano Olivares, che è passata attraverso l’esperienza della deportazione e del carcere, ma è riuscita infine a convertire violenza e dolore in una lotta contro una legge ingiusta che l’ha obbligata a vivere tre anni lontana dalle figlie. Il suo caso costituisce ora un positivo precedente legislativo a riprova che “migrare non è una colpa”.

Si consiglia di consultare anche la bibliografia su “Rifugiati e richiedenti asilo