Immigrati e integrazione

Aggiornata a gennaio 2021 – a cura di Chiara Bertini e Nadia Zito

I materiali elencati sono in ordine decrescente per anno di pubblicazione e sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Si consiglia di consultare anche la bibliografia su Rifugiati e richiedenti asilo. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico. Sono anche presenti documenti scaricabili on line.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti: 

 Dati di contesto

Ministero dell’Interno, Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, Cruscotto Statistico, Interno.gov.it, 2020, 6 p.
Il grafico illustra la situazione relativa al numero dei migranti sbarcati giornalmente in Italia. I dati sono comparati con quelli riferiti allo stesso giorno dei due anni precedenti. Altri dati forniti riguardano la distribuzione dei migranti accolti nelle diverse regioni italiane, le nazionalità dichiarate e i numeri dei minori stranieri non accompagnati sbarcati negli anni 2018, 2019 e 2020. I dati vengono aggiornati con frequenza quindicinale sul portale del Ministero dell’interno Ministero dell’interno.

Rapporto-Immigrazione-2020Caritas, Migrantes, XXIX Rapporto Immigrazione 2020. Conoscere per comprendere, Todi, Tau, 2020, 254 p.
Il Rapporto è dedicato agli studi sul tema dell’immigrazione straniera in Italia e si suddivide in tre parti: la prima è destinata al contesto internazionale e al fenomeno migratorio in Europa; la seconda si concentra sul contesto italiano analizzato dal punto di vista demografico, lavorativo, scolastico, economico, sanitario; infine, la terza è dedicata a mobilità e fede. L’edizione di quest’anno vede rafforzarsi la componente di riflessione pastorale. Tutti i dati statistici territoriali, regionali e provinciali, che erano posti in conclusione al volume cartaceo nelle edizioni precedenti, sono disponibili per la libera consultazione.

IDOS ; in partenariato con il Centro Studi Confronti, Dossier statistico immigrazione 2020, Roma, IDOS, 2020, 477 p.
Il Dossier si basa su una pluralità di autori e di fonti, fornendo dati diversificati e informazioni provenienti da archivi amministrativi, da ricerche sul campo e qualitative riguardanti il fenomeno migratorio in Italia. Questa trentesima edizione contiene i dati dell’anno 2019, con le analisi di diversi autori i cui contributi sono raccolti in cinque aree tematiche: Contesto internazionale ed europeo, Flussi e presenze in Italia, Integrazione e pari diritti, Lavoro ed economia, Contesti regionali. Gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia diminuiscono, mentre aumenta la presenza di non comunitari irregolari. Il processo di inserimento e radicamento degli stranieri nel tessuto sociale è confermato da diversi indicatori, ma si congiunge a crescenti evidenze di fragilità ed emarginazione. Nella popolazione scolastica, restano alte le difficoltà di partecipazione e di conseguimento di livelli medi soddisfacenti di preparazione. Gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono in crescita, ma ne sono esclusi i nuovi nati in Italia da coppie straniere. Il mercato del lavoro italiano appare scisso su base etnica, una minoranza ha un impiego qualificato, mentre un terzo degli occupati stranieri è sovraistruito. Numerosi capitoli di questa edizione del Dossier analizzano il fenomeno delle migrazioni alla luce della pandemia di Covid-19. Ne emerge che la pandemia “ha messo in luce tutte le criticità e le insufficienze del sistema europeo in materia di migrazioni economiche e diritti”.
Collocazione Biblioteca: 80R08

A cura della Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, X Rapporto annuale. Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia : luglio 2020, Roma, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, 2020, 135 p.
Giunto alla decima edizione, il Rapporto come di consueto raccoglie e rende disponibili i principali dati su popolazione straniera e lavoro. Esso offre una panoramica sulla situazione internazionale sulle migrazioni verso i Paesi OCSE, analizza i dati demografici e flussi migratori in Europa e in Italia, ed infine le caratteristiche e le diverse forme attraverso cui si esplica la partecipazione dei lavoratori stranieri al mercato del lavoro (condizione occupazionale, flussi di assunzione, imprenditoria straniera) ed alle politiche del lavoro del nostro Paese (ammortizzatori sociali, infortuni e previdenza). Il Rapporto è promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; è il frutto della collaborazione tra Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, Direzione Generale dei Sistemi Informativi, dell’Innovazione tecnologica, del Monitoraggio dati e della Comunicazione, OCSE, OIL, INPS, lNAIL, Unioncamere, con il coordinamento esecutivo di Anpal Servizi. Insieme al Rapporto è pubblicata anche la “Sintesi delle principali evidenze”.

moressaFondazione Leone Moressa, Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione. Edizione 2020, Bologna, il Mulino, 2020, 208 p.
Già dieci anni fa molti analisti consideravano l’immigrazione una componente strutturale della società e dell’economia italiana ed europea. In pochi anni la popolazione straniera residente è cresciuta di circa il 40%, sono aumentati in maniera esponenziale gli sbarchi dei migranti e di conseguenza l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media si è spostata più sulle tematiche dell’accoglienza che sulle politiche migratorie vere e proprie (canali di ingresso legali) e sulle politiche di integrazione degli stranieri già presenti in Italia. Nel 2020 l’emergenza sanitaria, a causa della chiusura delle frontiere, ha messo in ginocchio settori come il turismo e l’agricoltura, caratterizzati da una forte presenza di lavoratori stagionali. A dieci anni dalla pubblicazione del primo rapporto, nell’edizione del 2020 la Fondazione Leone Moressa fa il punto sui dieci anni di economia dell’immigrazione, fornendo anche riflessioni sugli scenari futuri. Nel primo capitolo vengono esaminate le dinamiche demografiche, nel secondo capitolo l’impatto economico, l’impatto fiscale nel terzo e infine nel quarto capitolo le dinamiche internazionali.
Collocazione Biblioteca: 78R10

MEDU Medici per i diritti umani, La fabbrica della tortura. Rapporto sulle gravi violazioni dei diritti umani dei migranti e dei rifugiati in Libia (2014-2020) : marzo 2020, Roma, Medici per i diritti umani, 2020, 52 p.
Il rapporto si basa su oltre tremila testimonianze dirette di migranti e rifugiati transitati dalla Libia, raccolte dagli operatori di Medici per i Diritti Umani (MEDU) nell’arco di sei anni dal 2014 al 2020. Analizza il periodo che va dal 2014 ad oggi sotto tre punti di vista: 1) i flussi migratori che giungono in Italia dalle coste libiche; 2) il sistema di abusi e di sfruttamento che si consuma in Libia ai danni di migranti e rifugiati; 3) le conseguenze psico-fisiche delle violenze subite. Viene inoltre approfondito il confronto di due fasi: i tre anni che precedono l’accordo Italia-Libia sui migranti (febbraio 2014 – gennaio 2017) e i tre anni successivi al medesimo accordo (febbraio 2017 – gennaio 2020). Disponibili anche le conclusioni e la mappa. Si veda anche il documento: United Nations Support Mission in Libya (UNSMIL), Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR), Desperate and Dangerous: Report on the human rights situation of migrants and refugees in Libya, New York, ONU, 2018, 61 p.

OM UN Migration, World migration report 2020, Geneve, International Organization for Migration, 2019, 498 p.
Dal 2000, l’OIM produce rapporti sulla migrazione mondiale. Il World Migration Report 2020, il decimo della serie di rapporti sulla migrazione mondiale, è stato prodotto per contribuire a una maggiore comprensione della migrazione in tutto il mondo. Questa nuova edizione presenta dati e informazioni chiave sulla migrazione, nonché 11 capitoli tematici su questioni di grande attualità in materia di migrazione. Si segnalano in particolare il capitolo 8: “Children and unsafe migration” sulla migrazione dei minori e il capitolo 9: “Human mobility and adaptation to environmental change” nel quale sono analizzate le migrazioni indotte da cause ambientali. I rapporti precedenti sono consultabili qui.

migrazFondazione ISMU, Venticinquesimo Rapporto sulle migrazioni 2019, Milano, Franco Angeli, 2019, 316 p.
Il venticinquesimo Rapporto sulle migrazioni ripercorre l’andamento dei flussi migratori e dei processi di integrazione in Italia nell’ultimo quarto di secolo. L’edizione è arricchita da una dettagliata ricostruzione storica del fenomeno che prende in esame sia le trasformazioni che hanno riguardato le migrazioni in Italia in questo arco di tempo, sia come il radicamento della popolazione straniera abbia inciso su molti aspetti della nostra società quali il mercato del lavoro e il mondo della scuola. Oltre alla consuete aree di interesse (normativa, salute, lavoro e scuola), il volume affronta temi di grande rilevanza: gli atteggiamenti e gli orientamenti degli italiani nei confronti degli immigrati; le seconde generazioni, i rifugiati e i corridoi umanitari, la tutela dei minori stranieri non accompagnati con particolare attenzione all’innovativa figura del tutore volontario. E’ infine dedicata una sezione alla situazione in Europa e resto del mondo con analisi specifiche sulle politiche europee di integrazione e sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, sull’incidenza delle migrazioni nelle elezioni europee, sull’Africa e sul Progetto ReSOMA, un network di ricercatori, politici e rappresentanti della società civile sulle tematiche della migrazione, dell’integrazione e dell’asilo.
Collocazione Biblioteca: 06R25

IDOS Centro Studi e Ricerche, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, OIM UN Migration ; a cura di Maria Paola Nanni con la collaborazione dei redattori del Centro Studi e Ricerche IDOS, RII Rapporto immigrazione e imprenditoria. Aggiornamento statistico 2019, Roma, IDOS, 2019, 103 p.
Il documento è un’anticipazione del Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2019-2020. Offre un quadro sintetico della situazione dell’imprenditoria italiana a conduzione immigrata nelle diverse realtà regionali e provinciali italiane.

Città di Torino – Servizio Statistica e Toponomastica, Prefettura di Torino, Osservatorio Interistituzionale sugli Stranieri in Provincia di Torino. Rapporto 2018, Torino, Città di Torino, 2019, 350 p.
Grazie al contributo delle istituzioni impegnate nell’integrazione degli stranieri, il Rapporto intende offrire una lettura sia analitica che organica della realtà dell’immigrazione e dell’evoluzione delle politiche di accoglienza, attraverso la raccolta di dati riguardanti diversi aspetti della presenza degli immigrati in provincia di Torino. Questa ventiduesima edizione contiene, inoltre, un focus sul tema delle fragilità, che vengono esplorate attraverso i momenti di contatto tra i cittadini italiani o stranieri e le istituzioni. Il volume è corredato di alcune pagine di sintesi dei dati principali.
Collocazione Biblioteca: 37R18 

17A cura di Associazione Società INformazione, 17° Rapporto Diritti Globali. Cambiare il sistema, Roma, Ediesse, 2019, 651 p.
Il Rapporto sui diritti globali è uno studio annuale, sui processi connessi alla globalizzazione e alle sue ricadute, sotto i vari profili economici, sociali, geopolitici e ambientali. Il volume è articolato in quattro macro-capitoli: Economia, finanza e lavoro (con un Focus dedicato alla Green New Deal); Politiche sociali (il Focus concerne la questione del reddito di base, con un’utile panoramica delle sperimentazioni a livello mondiale); Internazionale, diritti e conflitti (con Focus che analizza il mercato degli armamenti e le nuove tecnologie belliche); Ambiente e beni comuni (il cui Focus è centrato sulla questione dell’inquinamento da plastiche). Gli approfondimenti sono preceduti da ampie introduzioni (“Il Contesto”), che danno il quadro generale dei quattro macrotemi, e sono seguiti dalle cronologie dei fatti, dai dati statistici e da bibliografie e sitografie. Il volume si completa con un quinto capitolo dedicato a esperienze di buone pratiche e si conclude con una serie di interviste a interlocutori, italiani e internazionali sui diversi temi trattati. In arrivo in biblioteca il 18° Rapporto Diritti Globali. Stato dell’impunità nel mondo.
Collocazione Biblioteca: 12R17

 Flussi migratori e politiche dell’accoglienza

A cura di Franco Valenti, Migrazioni. Dal pregiudizio ai processi di cittadinanza, in MissioneOggi, n. 4 (lug. -ago. 2020), pp. 21-44
Il dossier è dedicato al tema dei migranti tra realtà e immaginario, con alcuni contributi anche sullo straniero nel nostro ordinamento costituzionale e nella legislazione vigente. Secondo gli autori, l’immaginario costruito artificiosamente negli ambienti delle destre populiste e sovraniste, tendente a suscitare paure nel popolo italiano, va contrastato con strumenti di informazione corretta e di sostegno alle politiche di inclusione e di giustizia sociale a carattere universalistico.

Anna Elia, Valentina Fedele, Immigration, islamic radicalization and security policies in Italy: reflections around migrant’s expulsions for security reasons, in Polis, A. 34, n. 2 (ago. 2020), pp. 253-280
L’articolo esplora l’andamento delle espulsioni per ragioni di sicurezza, motivate da rischio di terrorismo, che in Italia hanno riguardato 355 immigrati fra il 2015 e il 2018. Esaminando i casi relativi al 2017, le autrici sostengono che che spesso la politica della sicurezza viene usata per promuovere una politica di esclusione dei migranti, che non è accompagnata in realtà dalla prevenzione del radicalismo islamico.

E-book FrancoAngeliSimona Guglielmi, Oltre la paura dell’invasione: identità nazionale e percezione degli stranieri come minaccia, in Mondi migranti, n. 2 (2020), pp. 229-251
In tutta Europa e anche nel nostro paese fa sempre più presa l’dea che la diversità sia problematica o indesiderabile. Si assiste a un nazionalismo di ritorno che si gioca sulla separazione e contrapposizione tra italiani e stranieri, sintetizzata dal motto “Prima gli italiani”. Con una riflessione teorica e l’analisi di dati statistici tratti da una Survey Cawi realizzata su un campione di 3000 casi, il contributo propone l’analisi delle concezioni dell’identità nazionale che ostacolano o sostengono i processi di integrazione tra autoctoni e non.

Maurizio Ambrosini, Gli immigrati irregolari al tempo della pandemia da Covid-19. Perché serve una legge di emersione, Milano, Welforum.it, 2020, 4 p.
Nell’attuale periodo di emergenza da Coronavirus sono state da più parti avanzate proposte di regolarizzazione per gli immigrati irregolari. Tre sono le diverse modalità attuabili: la prima si riferisce strettamente ai fabbisogni di manodopera del settore agricolo e prevede di regolarizzare gli immigrati affinché possano essere assunti dai produttori del settore; la seconda versione estende la regolarizzazione a tutti coloro che risultano inseriti in un’occupazione, al momento non formalizzata con un contratto a causa dello status legale dell’immigrato, con lo scopo di far emergere i rapporti di lavoro sommerso; la terza versione prevede di regolarizzare tutti i soggiornanti. Quest’ultima modalità è motivata, in primo luogo, da considerazioni igienico-sanitarie, poiché l’emersione serve a favorire il controllo delle condizioni di salute, a favorire il passaggio a condizioni di vita più dignitose e quindi a evitare il diffondersi del contagio.

COVID-19 will not leave behind refugees and migrants, in The Lancet, n. 10230 (apr. 2020) – on line, vol. 395, pp. 1090-1090
La crisi legata all’epidemia di COVID-19 mette enormemente a rischio i rifugiati e i migranti, la cui presa in carico è trascurata negli sforzi per risolvere la pandemia. Milioni di rifugiati e migranti in campi o centri di detenzione sono terreno fertile per le malattie infettive, avendo pochi servizi igienici, scarsità di acqua e un sovraffollamento estremo che rende impossibile il distanziamento fisico. Médicins sans Frontières ha chiesto l’evacuazione di 42000 richiedenti asilo dalle isole greche a posti più adatti. I leaders del WHO hanno fatto appello a una maggiore attenzione a rifugiati e migranti: l’aspetto peggiore è che l’80% dei rifugiati vive in paesi a basso o medio sviluppo, dove si aspetta la quarta ondata di COVID-19 dopo Cina, Europa e USA. E’ richiesto un supporto globale enorme per prepararsi alla prossima crisi. L’articolo è disponibile in pdf.

A cura di Rosita Rijtano, “L’Europa è la vera collaboratrice dei trafficanti”. Intervista a Maurice Stierl di Alarm Phone, in La Via Libera, n. 2 (mar. – apr. 2020), pp. 16-19
Alarm phone è una linea telefonica di emergenza nata per supportare i migranti che attraversano il Mediterraneo per arrivare in Europa. Alle chiamate in cerca di aiuto rispondono volontari di ogni età che cercano di tranquillizzare, individuano la posizione della barca in difficoltà e allertano le autorità e le navi delle Ong nelle vicinanze. Nell’intervista il fondatore di Alarm phone racconta la sua esperienza e confuta con forza la frequente accusa di favorire l’immigrazione clandestina e di essere complici dei trafficanti. Denuncia inoltre gli accordi che l’Unione europea ha preso con la guardia costiera libica, responsabile di violenze e violazioni dei diritti umani.

sqc3Patrizia Laurenzo Copello, La diversidad cultural bajo el prisma de la politica criminal, in Studi sulla questione criminale, A.14, n.3 (2019), pp. 7-24
L’autrice esordisce con una riflessione sulla diversità culturale che caratterizza le società occidentali in seguito ai flussi migratori. Analizza in un secondo tempo le derive xenofobe e la tendenza ad associare, in modo stereotipato, le minoranze etniche all’insorgere del terrorismo. Questa visione genera attacchi ai diritti umani di cui sono vittime questi gruppi minoritari. Inoltre l’autrice evidenzia ciò che chiama ” i delitti culturalmente motivati” e sostiene la necessità di adattare la legislazione a questa realtà.

Paolo Naso, I corridoi umanitari, una risposta costruttiva alle migrazioni, in Aggiornamenti Sociali, A. 70, n. 12 (dic. 2019), pp. 829-838
Pur essendo un’esperienza relativamente giovane, i corridoi umanitari avviati dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Federazione delle Chiese evangeliche e dalla Tavola valdese rappresentano una risposta propositiva della società civile alle migrazioni verso il nostro Paese e l’Europa. L’autore riflette sulla visione che è alla base di questo modello, su come è stato possibile realizzarlo e sui criteri di individuazione dei potenziali beneficiari del progetto.

Maurizio Ambrosini, Immigrazione: le risposte controverse delle politiche europee, in Aggiornamenti Sociali, a. 70, n. 4 (apr. 2019), pp. 280-289.
L’autore cerca di fare chiarezza su quali sono le competenze dell’Unione Europea e quali quelle che fanno capo agli Stati in materia di immigrazione. Indaga su quante e quali sono le figure dei migranti che vengono in Europa e in che modo mettere in atto politiche di migrazioni efficaci, che non si limitino al controllo di frontiere e alla sicurezza. Si veda anche, dello stesso autore e di  Andrea T. Torre, L’integrazione in “bilico” tra consolidamento e rifiuto, in Mondi migranti, n. 3 (dic. 2018), pp. 29-113.

A cura di Marco Accorinti, Enrico Pugliese e Mattia Vitiello, La nuova immigrazione italiana, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 2 (apr.-giu. 2019), pp. 7-156.
La monografia analizza lo stato attuale dell’immigrazione in Italia, attraverso i seguenti contributi: “Nuovi flussi migratori, accoglienza e diritti umani” di Accorinti, Pugliese e Vitiello; “La transizione migratoria italiana negli anni della crisi” di A. Sanguinetti; “I sindaci e l'”emergenza” immigrazione: dal mantra securitario al protagonismo politico” di E. Gargiulo; “Vengono per delinquere”: logiche e cicli di criminalizzazione dell’immigrazione” di M. Maneri; “L’attività degli operatori sociali tra aiuto e controllo nel nuovo sistema di accoglienza” di Accorinti e Spinelli; “L’associazionismo migrante a Napoli e la cooperazione allo sviluppo” di V. Saggiomo; “La riarticolazione securitaria del management migratorio: il contrasto dell’immigrazione e la vicenda Riace” di V. Carbone.

www.mondadoristoreAlessandro Orsini, Viva gli immigrati! Gestire la politica migratoria per tornare protagonisti in Europa, Milano, Rizzoli, 2019, 223 p.
Secondo l’autore, professore di Sociologia del terrorismo ed esperto di geopolitica, la gestione dei flussi nel Mediterraneo rappresenta per l’Italia una straordinaria opportunità per riappropriarsi del ruolo di grande potenza europea che ultimamente ha perduto. Proprio per il bene e la grandezza del nostro Paese dovremmo quindi prendere in mano la politica migratoria con atteggiamento razionale e aperto, in modo da coglierne tutti i vantaggi nello scenario globale.
Collocazione Biblioteca: 18485

A cura di Carol M. Swain, Debating immigration, 2. ed., Cambridge, Cambridge University Press, 2018, 417 p.
Questo libro raccoglie ventuno saggi originali e aggiornati, scritti da alcuni dei maggiori esperti del mondo, che esplorano le sfumature dell’immigrazione contemporanea negli Stati Uniti e in Europa. Il volume è organizzato attorno ai seguenti temi: economia, demografia, legge e politica, filosofia e religione e politica europea. Gli argomenti trattati comprendono la riforma globale dell’immigrazione, i limiti del potere esecutivo, l’immigrazione clandestina, il traffico di esseri umani, la discriminazione dei diritti civili e dell’occupazione, la crescita economica e la disoccupazione, la giustizia sociale e la religione. Debating Immigration è uno sforzo per riunire voci divergenti per discutere vari aspetti dell’immigrazione spesso trascurati.
Collocazione Biblioteca: 18645

Paolo Attanasio, Antonio Ricci, Partire e ritornare, Roma, IDOS, 2018, 125 p.
Il documento espone i risultati di una ricerca condotta principalmente nella regione di Matam, in Senegal, con l’obiettivo di svelare aspetti importanti della problematica migratoria in partenza dalla regione e con destinazione principalmente l’Europa (Francia, Italia e Spagna). Il primo capitolo del documento presenta un’analisi socio-statistica dei modelli migratori e della diaspora senegalesi e costituisce un’introduzione propedeutica alla lettura dei risultati dell’indagine qualiquantitativa realizzata sul campo attraverso la somministrazione di un questionario a 365 persone in località urbane e rurali. L’indagine di campo è arricchita da interviste con rappresentanti delle istituzioni, dell’economia, delle organizzazioni di cooperazione internazionale e della società civile. I risultati forniscono agli autori spunti di riflessione, ad esempio sull’assenza di alternative all’immigrazione irregolare, sul ruolo della diaspora nello sviluppo dei luoghi di origine degli emigrati e sul ruolo dei cambiamenti climatici nel determinare il flusso migratorio che, per il Senegal, è anche particolarmente legato al degrado ambientale. [Disponibile in PDF]
Collocazione Biblioteca: P0007

Matteo Villa … [et al.], Migranti: la sfida dell’integrazione, Milano – Bergamo, Ispi – Cesvi, 2018, 68 p.
Attraverso l’analisi di dati e l’utilizzo di modelli previsionali, lo studio mira a quantificare i costi e i benefici del processo di integrazione degli immigrati presenti in Italia. Secondo gli autori, un aumento della spesa per l’integrazione genererebbe positive ricadute economiche, fiscali e sociali. Le risorse necessarie andrebbero ricavate dai risparmi generati dal calo degli sbarchi. L’integrazione avanzata viene presentata come un investimento per il futuro, dove si avrebbero minori costi (ad esempio riguardo a disoccupazione e criminalità) e maggiori benefici per lo Stato (reddito più alto, maggiori consumi, maggiori entrate fiscali). Gli autori concludono con alcune raccomandazioni rivolte principalmente ai decisori politici nazionali.

cambStefano Allievi, Immigrazione. Cambiare tutto, Bari, Laterza, 2018, 145 p.
L’immigrazione è un fenomeno strutturale da decenni. Tuttavia è sempre stato affrontato in termini di emergenza, come fosse un fatto episodico, ma l’estensione, la qualità e la quantità del processo sono tali da esigere una soluzione complessiva al nostro sistema di convivenze che non sottovaluti il malessere diffuso nell’opinione pubblica. Le recenti polemiche del ruolo delle ong nei salvataggi sono l’ultimo degli esempi. Per non dire della crescente xenofobia che rischia di indebolire la coesione sociale del nostro paese. L’immigrazione irregolare, il trafficking, i respingimenti, la gestione dei richiedenti asilo con le sue inefficienze, le forme di accoglienza si sommano ai problemi legati al rimpatrio, alla cittadinanza, alle implicazione delle diverse appartenenze religiose. Stefano Allevi è professore di Sociologia presso l’Università di Padova.
Collocazione Biblioteca: 18114

Simone Cheli … [et al.], Interculturalità e complessità, in Psicobiettivo, a. 38, n.2 (mag.-ago. 2018), pp. 21-135
È sempre più tragico il bilancio delle recenti migrazioni che arrivano dall’Africa e dall’Asia: un bilancio di sogni, dolore, morte e ricostruzione. Questo numero monografico della rivista parte da questi avvenimenti per mettere in evidenza il fallimento delle politiche attuali di integrazione, la tragedia del colonialismo e come si sia trasformato nella globalizzazione, ma soprattutto per cercare “un altro mondo possibile”.

Ferruccio Pastore, Migrazioni nei Balcani: nuovi muri, nuove rotte, Firenze, Neodemos,  2018, 4 p.
L’autore, ricercatore nel campo delle politiche migratorie e dell’integrazione e direttore del Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione di Torino, discute il tema delle cosiddette rotte migratorie balcaniche, dove i migranti stanno sfruttando nuovi percorsi per entrare nei paesi dell’area Schengen. In un contesto di forte diminuzione dell’immigrazione irregolare in Europa, nei Balcani la tensione resta alta e lungo alcuni confini interni, già fronti di guerra, esiste il rischio che migranti e rifugiati possano diventare il detonatore di una conflittualità non sopita.

Enrico Fravega, L’abitare migrante. Aspetti teorici e prospettive di ricerca, in Mondi migranti, n. 1 (2018), pp. 199-223
L’articolo muove dal riconoscimento che l’abitare per i migranti non è un concetto scontato, ma è l’esito di un processo complesso di costruzione sociale. In esso il percorso di mobilità, geografica e sociale, si intreccia e talvolta si scontra con i fattori della stratificazione sociale ed economica e con i vincoli legali del contesto di accoglienza, determinando specifici modelli di insediamento. L’abitare è fonte di identità personale, di status e di sicurezza familiare, di appartenenza e tradizione. Ma è dall’intrecciarsi della questione abitativa con quella lavorativa che si producono le dinamiche di mobilità sociale intra- ed inter-generazionale e prendono forma gli scenari dell’integrazione.

Piero Innocenti, Tentativi inefficaci per governare l’immigrazione, in Segno, a. 44, n. 394-395 (apr.-mag. 2018), pp. 29-32
L’articolo propone una breve riflessioni sulle iniziative italiane in merito a espulsioni, respingimenti alla frontiera e rimpatri di stranieri irregolari. La materia è complessa ed è regolata dal diritto interno, Comunitario e dalle Convenzioni internazionali, sempre nel rispetto della dignità dei migranti. Dello stesso autore troviamo anche Immigrazione illegale e pragmatismo italiano, in Segno, a. 43, n. 384/385 (apr.-mag. 2017), pp. 75-78

Il lavoro e la salute

scarpFrancesco Chiavarin, Viaggio tra gli invisibili, in Scarp de’ tenis, A. 25, n. 244 (ott. 2020), pp. 34-41
Il reportage indaga sul fenomeno del caporalato nelle campagne del foggiano, sullo sfruttamento dei lavoratori immigrati costretti a condizioni durissime di lavoro e di vita. Viene anche raccontato il progetto Presidio della Caritas di Foggia, finalizzato ad assistere i braccianti, tutti migranti, che vivono nei ghetti della Capitanata e a sottrarli allo sfruttamento.

Fondazione Leone Moressa, “Le imprese straniere sono una minaccia?”. Analisi e considerazioni sull’imprenditoria immigrata in Italia. Dati anno 2019, Milano, Fondazione Leone Moressa, 2020, 10 p.
L’imprenditoria immigrata rappresenta un fenomeno complesso che ha contribuito, soprattutto negli anni della crisi, al mantenimento del sistema economico nazionale, compensando e arginando in parte l’emorragia di imprese. In questo studio, realizzato con il contributo di MoneyGram all’interno del progetto Coffee Break, la Fondazione Leone Moressa fotografa la situazione al 31 dicembre 2019, osservando lo stock di imprenditori nati all’estero e le dinamiche in corso nell’ultimo anno e negli ultimi dieci. Sebbene il fenomeno dell’imprenditoria immigrata presenti diverse criticità, specie nella capacità di interagire con il sistema economico locale e soprattutto con le imprese autoctone, non si possono negare alcuni importanti punti di forza.

Angelo Silvestri … [et al.], I professionisti della gruppalità al tempo delle grandi migrazioni, in Gruppi, vol. 21, n 1 (gen.-giu. 2020), pp. 5-181
Questo numero monografico della rivista è dedicato all’impatto che la grande mobilità di cose, persone e idee, resa possibile dalle moderne tecnologie dei trasporti e delle telecomunicazioni e favorita dalla crescente globalizzazione mondiale, dai cambiamenti climatici e dai conflitti attivi in varie aree geografiche, ha sui professionisti della gruppalità; tra essi, in primo luogo, gli operatori che si occupano delle necessità psicologiche della comunità e particolarmente del disagio psichico. Diversi contributi esplorano vari aspetti della gruppalità come professione che si confronta con le trasformazioni sociali in atto, anche in conseguenza dell’epidemia di Covid-19. Disponibile in pdf.

A cura di Veronica Redini e Francesca Alice Vianello, La salute delle e dei migranti, in Mondi migranti, n. 3 (2020), pp. 9-128
La monografia affronta innanzitutto il tema della distribuzione diseguale delle condizioni di salute, che non deve essere oscurato dal livello complessivamente buono delle condizioni di salute dei migranti, dovuta al fatto che in generale solo chi è forte e sano affronta la fatica della migrazione per lavoro. Ma poi sullo stato di salute agiscono i fattori di rischio legati alla precarietà e allo svantaggio socio-economico. I vari contributi della monografia affrontano poi diversi argomenti: la salute mentale in relazione alla percezione della discriminazione; un’analisi di genere sulle donne migranti, sia sulle implicazioni della violenza vissuta durante il viaggio, sia sull’accesso ai servizi socio-sanitari; i problemi dei figli dei migranti, legando i loro disturbi mentali alle condizioni di vita quotidiana nel paese di immigrazione; infine la rappresentazione della disabilità dei bambini in famiglie bengalesi nel rapporto tra i servizi e i genitori.

cover_XBEbRV0A cura di Fabio Perocco, Tortura e migrazioni = Torture and migration, Venezia, Edizioni Ca’ Foscari-Digital Publishing, 2019, 433 p.
Forma estrema di rapporto sociale di sottomissione, la tortura è ancora diffusa ovunque e ciò si deve anche a molteplici processi tipici dell’era neo-liberista, a partire dalle politiche di blindatura securitaria della società. Il volume indaga il fenomeno della tortura nei confronti degli immigrati focalizzandosi sulla situazione in diversi paesi, sugli aspetti relativi alla salute, e mettendone in luce il legame con il peggioramento delle condizioni della migrazione e la guerra agli immigrati. La prima parte del volume affronta questioni di fondo, la seconda indaga il fenomeno nei diversi paesi del mondo, la terza è dedicata alle condizioni di salute, al disagio psichico e alla tutela assistenziale.

Claudio Giovannini, Walter Malorni, Mario Patrizio, Salute, religione e genere: la medicina di genere nelle comunità di stranieri residenti in Italia, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, n. 11 (nov. 2019) – on line, vol. 32, pp. 3-6
Compito del Servizio Sanitario Nazionale è garantire l’accesso ai servizi di prevenzione diagnosi e cura a ogni individuo presente sul territorio nazionale, indipendentemente da genere, religione o etnia. Una parte consistente della popolazione, rappresentata dagli stranieri presenti in Italia, sia residenti che non residenti, presenta problematiche nuove e sconosciute per il nostro sistema sanitario, tra cui concetti diversi dal resto della popolazione su salute, malattia e genere, fortemente determinati da cultura e religione. Il Centro di Riferimento per la Medicina di Genere insieme al Tavolo Interreligioso di Roma è coinvolto in un Progetto nella regione Lazio riguardante interventi di informazione per la popolazione immigrata e di formazione per gli operatori sanitari.

Caterina Francesca Guidi, Cura della salute e sistemi sanitari: il caso dei migranti in Europa, in Mondi migranti, n. 2 (2019), pp. 191-207
Scopo del presente contributo è stabilire una relazione tra i costi e le performance di risposta alla domanda di assistenza di origine migratoria, partendo dalle tradizionali tipologie di sistemi sanitari. In economia sanitaria è sempre più evidente che la salute dei migranti rappresenti una grande sfida e ponga un problema di disuguaglianza e di esclusione sociale nelle società di destinazione, in termini di accesso, uso e qualità dei servizi sanitari: tale problema va risolto con un rapido ed efficace adattamento dei sistemi di welfare e sanitari dei Paesi europei.

Medici Senza Frontiere, Inclusi gli esclusi. Orientamento ai servizi sanitari pubblici dei residenti dell’Ex-MOI di Torino, Roma, MSF, 2019, 15 p.
Il documento espone i risultati del progetto di orientamento ai servizi sanitari pubblici territoriali rivolto ai residenti delle palazzine del cosiddetto Ex-MOI di Torino, uno dei più grandi insediamenti informali d’Italia, dove vivono più di mille persone in gran parte provenienti dall’Africa Sub-Sahariana e dal Corno d’Africa. L’apertura di uno sportello di orientamento socio-sanitario ha permesso agli abitanti dell’Ex-MOI di accedere ai servizi socio-sanitari pubblici territoriali, dai quali erano esclusi a causa di mancanza di informazione e barriere linguistiche. Il successivo accordo d’intesa tra istituzioni cittadine e MSF ha portato alcuni mediatori interculturali, già residenti all’Ex-MOI, a lavorare presso lo sportello di iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale e gli uffici anagrafici comunali più vicini all’insediamento, per facilitare la relazione tra il personale e gli utenti stranieri. L’intervento realizzato a Torino ha permesso a persone in condizioni di marginalità sociale di godere in maniera autonoma del proprio diritto alla salute, con soluzioni sostenibili anche in termini di risorse. Gli autori auspicano l’estensione di questo modello in contesti analoghi.

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A cura di Benedetto Coccia e Antonio Ricci, L’Europa dei talenti. Migrazioni qualificate dentro e fuori l’Unione Europea, Istituto di studi politici “S.Pio V”, Centro Studi e Ricerche IDOS, Roma, 2019, 135 p.
Il volume rappresenta idealmente la prosecuzione di una ricerca svolta due anni fa, dedicata alle migrazioni qualificate in Italia, dedicandosi invece a una visione europea del fenomeno. Viene esaminata quindi la politica europea sulle migrazioni qualificate, approfondendo poi il fenomeno nei diversi paesi europei, sia per le migrazioni in partenza che per quelle in arrivo.
Collocazione Biblioteca: 18507

Altay Manço … [et al.], Jobs, Jobs, Jobs: aussi pour les migrants?, in Imag, n. 345 (feb. 2019), pp. 8-29
Si tratta di una monografia sul lavoro dei migranti in Europa. La monografia contiene 5 articoli: 1) “Equilibrer les chances”: sulla formazione professionale dei migranti poco qualificati e sulle differenze tra i paesi del Nord dell’Europa e del Sud. 2) “Eviter le gâchis”, sulla difficoltà per i migranti di trovare un lavoro secondo le loro capacità; l’esclusione dei migranti qualificati è una realtà in tutti i paesi e l’articolo tratta dei paesi che lottano contro la discriminazione dei migranti qualificati, per esempio il Regno Unito. 3) “Diplômés mais pas reconnus”, sulla difficoltà dei migranti a fare riconoscere i loro titoli di studio. 4) “Le cas (par cas) des primo arrivants” : si tratta del modo di aiutare personalmente, caso per caso, i migranti appena arrivati nell’accesso al mondo del lavoro in Belgio; i profili vanno dal dottore trilingue all’artigiano analfabeta. 5) “Le mentorat en plein essor” : riguarda le persone che fanno i tutor per aiutare i migranti a trovare un lavoro, rinforzando l’accompagnamento sociale dello stato belga.

Claudio Giovannini, Walter Malorni, Mario Patrizio, Salute, religione e genere: la medicina di genere nelle comunità di stranieri residenti in Italia, in Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, vol. 32, n. 11 (nov. 2019) – on line, pp. 3-6.
Compito del Servizio Sanitario Nazionale è garantire l’accesso ai servizi di prevenzione diagnosi e cura a ogni individuo presente sul territorio nazionale, indipendentemente da genere, religione o etnia. Una parte consistente della popolazione, rappresentata dagli stranieri presenti in Italia, sia residenti che non residenti, presenta problematiche nuove e sconosciute per il nostro sistema sanitario, tra cui concetti diversi dal resto della popolazione su salute, malattia e genere, fortemente determinati da cultura e religione. Il Centro di Riferimento per la Medicina di Genere insieme al Tavolo Interreligioso di Roma è coinvolto in un Progetto nella regione Lazio riguardante interventi di informazione per la popolazione immigrata e di formazione per gli operatori sanitari.

Marco Mazzetti, Il dialogo transculturale. Manuale per operatori sanitari e altre professioni d’aiuto,Roma, Carocci Faber, 2018, 211 p.
Il volume presenta, con un’ampia casistica tratta dall’esperienza quotidiana e una serie di esercizi pratici, le difficoltà e le opportunità della relazione d’aiuto transculturale. Il primo argomento trattato concerne i problemi relazionali e di comunicazione medico-paziente straniero. Sono poi affrontati temi più specifici come lo stress da transculturazione, la salute psicologica, il trauma migratorio, la gravidanza, l’etnopuericultura, la separazione dai genitori, le condizioni socioeconomiche. In ultimo si evidenziano i momenti di intervento assistenziale nell’ambito di diverse figure professionali impegnate nella sanità.
Collocazione Biblioteca: 17989

Le immigrazioni femminili e le famiglie

ssA cura di Giovanni Delli Zotti e Ornella Urpis, La salute sessuale e riproduttiva delle donne migranti. La prospettiva transfrontaliera, Milano, Franco Angeli, 2020, 267 p.
Il volume raccoglie le esperienze interdisciplinari di ricercatori ed esperti che hanno partecipato al progetto europeo Interreg Italia-Slovenia “INTEGRA – Rete transfrontaliera per le donne migranti: integrazione sociale, salute sessuale e riproduttiva”. Il lavoro ha esplorato la tutela della salute sessuale e riproduttiva delle donne migranti che provengono da culture con una forte impronta patriarcale. La permanenza dei rapporti diseguali fra i sessi, il mantenimento di pratiche tradizionali nocive alla salute e i matrimoni combinati sono tutti fenomeni che portano a nuove sfide e implicano politiche adeguate per l’integrazione sociale. Si impone dunque una riflessione sulle diverse realtà di convivenza, sul funzionamento dei servizi socio-sanitari e sulla cooperazione fra i paesi per la condivisione delle buone pratiche. L’intento principale è di offrire strumenti teorici e metodologici per l’analisi dei fenomeni migratori partendo dai bisogni di salute delle donne per svelare il mondo della complessità sociale. Gli autori sono docenti di sociologia all’Università di Trieste. [Testo disponibile on line e in PDF]

Michael Stewart-Evans et al., Leaving no one behind: Access to social protection for all migrant women, New York, UN Women, 2020, 5 p.
La protezione sociale è un diritto umano universale e un elemento chiave dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Tuttavia, le donne migranti ne rimangono spesso escluse. Questo documento illustra gli ostacoli che le donne migranti devono affrontare per accedere alla protezione sociale e fornisce raccomandazioni agli Stati affinché rispettino l’obbligo di superarli, in particolare per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, la tutela della maternità e i servizi essenziali per le vittime e le sopravvissute alla violenza.

Anne-Iris Romens, Accesso a un mercato del lavoro segmentato: laureate migranti in Veneto, in Mondi migranti, n. 3 (2019), pp. 153-180
In Italia, come in altri paesi europei, le migranti sono particolarmente esposte alla sovra-istruzione e a parità di livello di studio tendono a svolgere lavori meno qualificati che le native. Partendo dall’analisi delle assunzioni in Veneto, l’articolo mette in evidenza che l’accesso al mercato del lavoro è differenziato sulla base della nazionalità e del genere, a prescindere dal livello di studio. Benché siano anch’esse colpite dalla sovra-istruzione, le laureate italiane e provenienti da paesi ad alto reddito si inseriscono in modo significativo in posizioni lavorative altamente qualificate. Al contrario, le laureate di altri paesi sono spesso costrette ad accettare mansioni meno qualificate per le quali sono sovra-istruite.

Romina De Sensi … [et al.], Empowerment e famiglie nel mondo migrante: ripartire dalle donne e dai bambini, in Studi Zancan, A. 17, n. 5 (set. – ott. 2019) – on line, pp.60-67
Una sperimentazione di welfare generativo che coinvolge una comunità locale è stata avviata a Lamezia Terme, coinvolgendo alcuni attori inediti, come le mamme di bambini non italiani. La sperimentazione ha evidenziato come le fragilità possano essere risorse messe a disposizione di tutti e come sia possibile partire da forme di scambio per arrivare a processi virtuosi di reciprocità. Disponibile in Pdf.

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Markieta Domecka, Biography, gender and migration. Reflexivity and transformation in migratory processes, in Rassegna Italiana di Sociologia, a. 60, n. 2 (apr.-giu. 2019), pp. 357-383.
Nell’articolo i processi migratori e il lavoro di genere sono analizzati dalla prospettiva delle biografie di donne migranti. L’intento è di mostrare i modi in cui il genere è intervenuto nei processi migratori e come le relazioni di genere abbiano influito e siano mutate contribuendo al cambiamento biografico e alla trasformazione sociale.

Roberta Ricucci, Manuela Olagnero, Questioning identity, belonging and ties across generations. Discussions within Egyptian community, in Mondi migranti, n. 2 (2019), pp. 149-169
Oggi molte famiglie migranti sono radicate in Italia: comprano case, investono negli studi dei figli e fanno progetti per il loro futuro. In tale scenario, genitori e figli interagiscono e sviluppano relazioni sia con il paese di arrivo che con quello di origine. L’articolo si propone di esplorare questi temi, guardando alla comunità di immigrati egiziani a Torino, la cui anzianità migratoria consente di mettere a confronto le differenti prospettive coltivate da due generazioni stabilmente inserite in Italia. Utilizzando quindi un approccio biografico, le autrici esplorano, attraverso uno sguardo intergenerazionale, come la comunità egiziana leghi la narrazione del passato alla costruzione del sè attuale e come i migranti vecchi e giovani formino nuove e mantengano vecchie “we-relations” nel corso della loro vita.

Francesca Decimo, Spazi di riproduzione. Nascite, matrimoni e corsi di vita tra famiglie marocchine in Italia, in Polis, A. 32, n. 3 (dic. 2018), pp. 263-287.
L’articolo utilizza un approccio qualitativo per indagare come migrazioni, matrimoni e nascite si intreccino nella corso della vita delle donne marocchine viventi in Italia, cercando di ricostruire il processo attraverso cui gli stranieri hanno figli nel contesto in cui si stabiliscono. La ricerca si articola come segue: a) riconsiderare e mettere in discussione la prospettiva assimilazionista; b) tracciare come gli eventi riproduttivi e le traiettorie di mobilità sono interconnessi in Italia, un contesto caratterizzato sia da tassi di nascita significativamente diminuiti sia da leggi restrittive per l’attribuzione della cittadinanza a bambini nati in Italia da cittadini stranieri. In conclusione, il rapporto tra le migrazioni e la fertilità viene analizzato alla luce di come il ciclo riproduttivo di queste famiglie si evolve nel tempo.

Umberto Vitrani, Nora Monti e Giulia Notari, Migranti in famiglia. Assistenza domestica privata e sistemi di welfare, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2018), pp. 42-45
Secondo una ricerca fatta da Fiona Williams negli Stati Uniti (2012) le politiche del lavoro, quelle migratorie e quelle per la salute influenzano il lavoro privato di assistenza a domicilio di bambini e anziani, svolto dalle lavoratrici straniere nelle case private e ne sono a loro volta influenzate. La ricerca ha anche esaminato la qualità della vita delle cosiddette badanti, evidenziando che le condizioni peggiori sono attribuite alle lavoratrici che vivono nella famiglia. In Italia, dove la percentuale di anziani sulla popolazione generale è particolarmente alta e tende ad aumentare ulteriormente, la presenza di badanti straniere in famiglia è rilevante sin dagli anni ’90 e questo ha fatto sì che sorgessero alcuni centri in grado di mettere in relazione la domanda e l’offerta di lavoro di assistenza, come ad esempio il Centro di solidarietà di Reggio Emilia (Ceis-RE), la cui esperienza è riportato nell’articolo.

Martina Cvajner, Sociologia delle migrazioni femminili. L’esperienza delle donne post-sovietiche, Bologna, Il Mulino, 2018, 225 p.
L’autrice, sociologa e ricercatrice universitaria, ricostruisce la nascita e l’evoluzione della migrazione femminile dai territori dell’ex Unione Sovietica verso l’Italia e altri paesi europei, cercandone gli eventuali elementi di novità, le differenze rispetto alla mobilità maschile, nonché le conseguenze per le donne migranti, per le loro famiglie e per i contesti di origine e di insediamento.
Collocazione Biblioteca: 18061

I minori stranieri non accompagnati

Schermata 2021-01-30 alle 21.14.16A cura di Francesca Morgano, Unaccompanied minors (UAMS) in the European Union, Roma, CeSPI, 2020, 17 p.
Il documento esamina le leggi e le normative create dall’ONU e dai governi europei per salvaguardare i diritti dei minori non accompagnati che migrano nell’Unione Europea. Inoltre, analizza brevemente come i diversi paesi europei applicano la legislazione in questo campo, che, a causa della vulnerabilità dei minori, va tenuto in particolare considerazione all’interno della discussione sulla migrazione. Scopo degli autori del documento è portare l’attenzione sul fenomeno ed evidenziare i cambiamenti legislativi necessari per la protezione dei minori non accompagnati e per una effettiva difesa dei loro diritti, colmando le disparità attualmente esistenti nelle normative dei diversi stati. Si veda anche il documento a cura di Marianna Lunardini, La normativa e le basi giuridiche a tutela dei MSNA: un’analisi fra Unione Europea, Italia e Regioni, Roma, CeSPI, 2020, 79 p.A cura di Lucile Adamkiewicz, Le traiettorie dei minori stranieri non accompagnati tra l’Italia e la Francia: percorsi singolari accidentati, Roma, CeSPI, 2020, 69 p.

Save the Children ; A cura di Paolo Howard, Superando le barriere. Percorsi di accoglienza e inclusione dei giovani migranti, Roma, Save the Children, 2020, 64 p.
Il Rapporto è nato con l’intento di fotografare la situazione in cui vivono i minori stranieri non accompagnati a tre anni dall’adozione della Legge 47/2017, la legge Zampa di iniziativa parlamentare, che per la prima volta ha disegnato nel nostro Paese un sistema di protezione e accoglienza centrato sui diritti fondamentali delle bambine, dei bambini e degli adolescenti. A tre anni di distanza, obiettivo del Rapporto è fare il punto sul suo processo di attuazione, segnalando punti di forza e battute di arresto. La redazione del rapporto ha coinciso con il periodo dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19. L’indagine è stata dunque integrata da una analisi mirata a valutare l’impatto dell’emergenza sulle biografie dei giovani migranti e, in particolare, sulle difficoltà sopraggiunte per i percorsi di autonomia avviati anche sulla base della stessa Legge 47/2017.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Report minori stranieri non accompagnati (MSNA) in Italia, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Roma, 2020
Questi report statistici del Ministero vengono pubblicati mensilmente, semestralmente e annualmente. I report semestrali, predisposti a partire dai dati censiti dalla Direzione Generale, analizzano le principali caratteristiche dei minori non accompagnati presenti nel territorio italiano, prestando particolare attenzione all’evoluzione del fenomeno in termini quantitativi e qualitativi, attraverso il confronto per i diversi indicatori di analisi con i dati dei periodi precedenti. Si veda anche le Linee di indirizzo per l’accoglienza nei Servizi residenziali per minorenni del 2016 e, più in generale, il Focus sui Minori stranieri non accompagnati del Ministero per le Politiche Sociali.

il_sistema_normativo_a_tutela_dei_minori_stranieri_non_accompagnatiUNHCR, Save the Children … [et al.], Il sistema normativo a tutela dei minori stranieri non accompagnati, Save the Children, 2019, 34 p.
Il documento riporta un quadro della normativa nazionale in materia di tutela dei minori stranieri non accompagnati. Può costituire un supporto alla presa in carico del minore e un’occasione di confronto rispetto alle attività che dovrebbero essere svolte dal momento del rintraccio del minore, nella consapevolezza che ogni atto e/o intervento deve tenere conto del contesto locale, del sistema nazionale di accoglienza e soprattutto dei bisogni specifici di ogni singolo minore.

Laura Purpura, L’affido familiare dei minori stranieri non accompagnati. L’esperienza di Palermo, in Aggiornamenti Sociali, A. 71, n. 1 (gen. 2020), pp. 52-60
La modalità di accoglienza di minori stranieri non accompagnati (MSNA) rappresenta una questione divenuta di stringente attualità negli ultimi anni in Italia. Una possibilità, al momento ancora poco utilizzata, è data dall’affido familiare, che può rappresentare per il minore un’occasione preziosa per integrarsi nella nostra cultura e costruire il proprio futuro. L’argomento viene approfondito analizzando la situazione di Palermo, dove attualmente sono registrati 140 casi di affido di MSNA inseriti in strutture di accoglienza di diverse tipologie.

Casimira Grandi, Lavoro infantile e migrazioni: un caso insoluto di civiltà, in Minorigiustizia, n. 3 (2019), pp. 49-60
Dall’introduzione di questo articolo di approccio storico: ”L’emigrazione minorile appartiene al mondo della “storia opaca” dove il tempo è un fattore ininfluente, i cui protagonisti continuano ad essere “figli di una cultura minore” che scompare nell’infinito reticolo della generica mobilità occupazionale, ancora nel XXI secolo. Il silenzio smemorato delle migrazioni minorili è senza passato né futuro, ma se il futuro è prodotto dalla connivenza di passato e presente allora ciò significa che noi ci stiamo negando la speranza di avere domani, se non interroghiamo la Storia. Il lavoro infantile è una costante dell’umanità, ieri come oggi i bambini sono “usati” e la loro tutela è aleatoria, lasciata in balia di coloro che decidono sulla base dell’imperante interesse economico, non dell’etica. La crescita del sistema produttivo industriale nel corso dell’Ottocento ha incentivato l’uso di questa massa di manodopera a infimo prezzo e priva di tutela, ma in parallelo sono state emanate anche le prime leggi sul lavoro minorile, condotte inchieste e pubblicati articoli.” L’autrice è professore di Storia sociale all’Università di Trento.

Fondazione ISMU, A un bivio – La transizione all’età adulta dei minori stranieri non accompagnati in Italia, Roma, UNICEF, 2019, 92 p.
Il documento espone i risultati di una ricerca volta ad analizzare la transizione all’età adulta dei minori stranieri non accompagnati giunti in Italia e fornire evidenza empirica ai fattori che favoriscono o ostacolano questa transizione, guardando alla complessità del fenomeno e dei molteplici aspetti che coinvolge. L’indagine è incentrata sul concetto di “triplice transizione”: la transizione dall’adolescenza all’età adulta con i cambiamenti dal punto di vista biologico-fisico, socio-emotivo e cognitivo che accomunano ogni essere umano; la transizione legata alla migrazione che porta al distacco dal proprio contesto di origine e al doversi costruire una nuova vita in un contesto culturale e sociale diverso; la transizione riguardante il superamento dei traumi vissuti prima, durante o dopo il viaggio compiuto.

copertina_report_children_come_firstA cura di Alessio Fasulo e Paolo Howard, Children Come First Intervento in Frontiera. Dossier finale. I minori migranti in arrivo via mare, Ottobre 2016- Dicembre 2018, Save the Children, Roma, 2019, 28 p.
Da ottobre 2016 a dicembre 2018 i team operativi nell’ambito del progetto Children come First – Intervento in Frontiera hanno supportato e assistito in occasione di oltre 500 eventi, 22.958 minori, di cui 5.572 minori accompagnati, da un familiare o un parente, e 17.387 minori non accompagnati (MSNA), arrivati invece da soli in Italia. Nel presente Dossier Finale è tracciato un bilancio dell’intervento, che mette a fuoco l’evoluzione dei flussi migratori dei minori stranieri non accompagnati nel corso degli ultimi due anni. Prosegue con un aggiornamento sulle rilevazioni dell’implementazione della Legge 47/2017 nei territori di intervento, mettendo in evidenza ciò che è stato fatto e ciò che ancora è necessario fare.

Luca Fossarello, Tutti a remare sullo stesso barcone. Dove va il lavoro sociale con i minori non accompagnati?, in Animazione Sociale, n. 3/326 (2019), pp. 36-48.
L’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati si sta complicando per via delle nuove politiche anti-immigrazione. Insieme a tante altre, ad esempio, ha da poco chiuso la comunità di San Mauro, sulla collina torinese, gestito dalla cooperativa sociale Terremondo come centro FAMI (Fondo asilo migrazione e integrazione). Nell’articolo l’autore, operatore della cooperativa, riassume l’esperienza accumulata, illustrando il percorso tipo di un minore non accompagnato. Si veda anche:  Luca Fossarello, Agnese Calò, Selenia Serafino, Accogliere giovani vite in fuga. Quale lavoro con i minori stranieri non accompagnati?, in Animazione Sociale, n. 8/313 (2017), pp. 96-104

International Organization for Migration (IOM), Migrant children in Italy, in IOM Italy BRIEFING, n. 4 (dic. 2018) – on line, pp. 1-8
L’articolo presenta e analizza i dati sui minori migranti in Italia, in particolare sui minori stranieri non accompagnati. Oltre a sottolineare l’importanza del rispetto del principio del superiore interesse del minore, il documento descrive le attività dell’OIM nel campo dell’assistenza ai minori ai punti di sbarco, del ricongiungimento familiare e delle attività di family tracing. Disponibile in PDF.

Leonardo Piasere … [et al.], Integrazione è sicurezza, in Minorigiustizia, n. 1 (2019), pp. 5-147.
Si tratta di una monografia che riprende e sviluppa argomenti che sono stati al centro del convegno organizzato da Aimmf (Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia) a Bologna il 5 e 6 ottobre 2018 sul tema “Movimento di popoli. Migrazioni, identità e tutele per i minori stranieri”. Gli autori mettono al centro della discussione l’integrazione, le risorse necessarie, le esperienze, le riflessioni che sono in campo da tempo e che lavorano in questa prospettiva, nel tessuto sociale, nella scuola e nelle realtà associative. A completamento di questi approfondimenti, si segnala, nella stessa rivista: “Storie e testimonianze di vita: il racconto di due minori stranieri non accompagnati tratti in salvo dalla Sea Watch 3 e accolti nella città di Catania” di Elisa Maiorca; ” La decisione d’urgenza della Corte Edu nel caso della nave Sea Watch e i provvedimenti del Tribunale per i minorenni di Catania” di Claudio Cottatellucci.

31fXdpwf+bL._SX351_BO1,204,203,200_Luis Francesc Peris Cancio, Tutela senza confini per i minori non accompagnati, Santarcangelo di Romagna, Maggioli, 2018, 230 p.
Il volume analizza la legge n.47/2017 (Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati) che costituisce una svolta storica per l’Italia ed è anche la prima legge su questo tema in Europa. Vengono presentati dati di ricerca, analisi sociali, racconti, atti a fornire un quadro del fenomeno della migrazione dei minori.
Collocazione Biblioteca: 18409

A cura di Ennio Codini … [et al.], La protezione internazionale dei minori stranieri negli Stati membri dell’Unione europea. Il modello italiano, Roma, EMN, 2018, 94 p.
Lo studio si rivolge soprattutto a studiosi, professionisti e responsabili delle politiche e delle decisioni a livello sia europeo che nazionale, per informare sull’approccio adottato dall’Italia nei confronti dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) a seguito dell’esito della domanda di protezione internazionale. In Italia, i MSNA che non ottengono la protezione internazionale sono comunque titolari dei diritti dei minori a parità di trattamento con i minori di cittadinanza italiana o dell’Unione Europea. Poiché molti MSNA giungono in Europa vicini alla soglia della maggiore età, lo studio esamina anche le disposizioni in vigore per chi compie 18 anni in concomitanza dell’esito della domanda di protezione. Viene descritto il quadro giuridico e sono rilevate esperienze, sfide in corso e buone pratiche, allo scopo di offrire elementi per la futura definizione di politiche dedicate. I dati statistici sono aggiornati al 2017. Il medesimo studio è stato svolto in contemporanea negli altri Stati membri dell’Unione; il Rapporto di sintesi è catalogato con la collocazione biblioteca W1071. Lo studio è disponibile in pdf (versione in lingua inglese sul sito dell’EMN).

Atti della Conferenza Nazionale EMN 2018 : I Minori Stranieri non Accompagnati in Italia e in Europa. Roma. Aula dei Gruppi Parlamentari 7 Maggio 2018, European Migration Network, Roma, 2018, 40 p.
La Direzione Centrale per le Politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo ha previsto di coinvolgere le Prefetture e, in particolare, i Referenti dei Consigli Territoriali per l’Immigrazione, quali attori privilegiati di interlocuzione istituzionale sui temi dell’immigrazione, per condividere le esperienze in materia di gestione delle politiche migratorie e mettere a disposizione, in modo accessibile e comparato, i dati e le informazioni raccolte a livello nazionale e comunitario. Questo documento raccoglie gli interventi degli intervenuti alla Conferenza Nazionale del 2018 a tal fine convocata.

Silvio Alessandro Ciervo, Lluis Francesc Peris Cancio, Proposta di un indice di community work per la valutazione degli interventi di integrazione sociale dei minori stranieri non accompagnati, in La Rivista di Servizio Sociale, A. 58, n. 1 (2018), pp. 53-61.

L’articolo sintetizza i risultati di un lavoro di ricerca inteso a colmare una lacuna che sembra caratterizzare la letteratura relativa al lavoro sociale in Italia: l’assenza di riscontri di ricerca per l’individuazione di strumenti valutativi della dimensione del lavoro sociale di comunità nella pratica dei servizi sociali, particolarmente urgente con riferimento agli interventi di integrazione sociale dei migranti. L’articolo propone un indice sintetico sperimentale attraverso il quale valutare empiricamente la misura e il modo in cui la dimensione comunitaria dell’intervento viene agita nei progetti di accoglienza rivolti ai minori stranieri non accompagnati.

61eoCw6+yCLA cura di Andrea Traverso, Infanzie movimentate. Ricerca pedagogica e progettazione nei contesti di emergenza per minori stranieri non accompagnati, Milano, Franco Angeli, 2018, 251 p.
Troppo spesso il lavoro educativo con i minori stranieri non accompagnati si trasforma nel tentativo di definire e comprendere una categoria sociale o giuridica, quando è invece necessario che si apra, con vocazione pedagogica e didattica, a una riflessione più ampia sull’infanzia nel contesto di una società interculturale. La realtà dei minori non accompagnati necessita di essere compresa nelle istanze e nel bisogno di comunità, nelle storie di vita che devono incontrarsi in una prospettiva inclusiva. Il libro riporta molte esperienze nazionali di ricerca e progettazione realizzati da gruppi di lavoro universitari e da enti del Terzo Settore e contiene anche uno studio comparato con l’attuale modello di accoglienza/intervento svedese. Andrea Traverso è ricercatore di Pedagogia sperimentale presso il Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università di Genova.
Collocazione Biblioteca: 18236

A cura di Joëlle Long, Tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. Materiali per l’informazione e la formazione, Torino, Wolters Kluver, 2018, 224 p.
Questo libro raccoglie alcuni dei materiali prodotti per l’edizione pilota del corso di formazione per aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati (MSNA) che l’Università di Torino ha organizzato tra novembre 2017 e gennaio 2018 per conto della Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Piemonte. Tratti caratterizzanti della formazione sono stati il coinvolgimento dei soggetti istituzionali chiamati alla protezione e promozione dei diritti dei MSNA e l’ascolto di ragazzi “fuori famiglia” che abbiano avuto esperienza diretta di relazione con un tutore. Il testo è pensato per gli aspiranti tutori volontari che hanno risposto al bando aperto della Garante della Regione Piemonte e che seguono o seguiranno il percorso formativo piemontese. Può tuttavia essere utile a tutti coloro che, nel nostro Paese, intendano documentarsi sul tutore volontario di MSNA, anche al fine di valutare se presentare la propria candidatura.

Chiara Caramel, Minori stranieri e giustizia penale: tendenze in evoluzione e quadri interpretativi, in Studi sulla questione criminale, n.1 (2018), pp. 9-36
L’autrice, ricercatrice indipendente nel campo della criminologia, tratta il tema della presenza degli stranieri nel sistema della giustizia penale minorile italiana. L’articolo presenta tabelle di dati elaborate a partire da diverse fonti e mostra le variazioni nel tempo dell’utenza straniera dei Servizi di Giustizia Minorile in Italia. A partire dal 2010 si osserva una diminuzione di presenze di minori stranieri non accompagnati, che hanno rappresentato il profilo prevalente dell’utenza straniera nei precedenti vent’anni, e un aumento progressivo di minori stranieri di seconda generazione. Avvalendosi di un approccio sociologico e criminologico, l’autrice presenta una panoramica dei fattori storici, politici, economici e istituzionali che influenzano tale fenomeno.

A cura di Valeria Gerace … [et al.], Helpline Minori Migranti. Report 2016-2018, Roma, Save the Children, 2018, 20 p.
Il presente rapporto nasce dalla volontà di dare conto delle attività della Helpline Minori Migranti a oltre un anno dall’avvio, onde metterne in luce le sfide sostenute, i risultati conseguiti e le potenzialità future.

copertina_atlante_minori_migrantiSave the Children, Atlante Minori stranieri non accompagnati in Italia. Prima di tutto bambini, Roma, Save the Children, 2018, 113 p.
Save the Children ha deciso quest’anno di affiancare all’Atlante che si occupa di tutti i minori che vivono in Italia uno specifico Atlante dedicato ai minori stranieri non accompagnati, per approfondire l’identità, la provenienza, le storie di vita di questi minori, particolarmente vulnerabili. Nel farlo, abbiamo preso in considerazione il trend storico degli ultimi anni per avere un quadro dei numeri e dei paesi di origine. Come si vedrà, l’evolversi degli arrivi in Italia ben rappresenta quello che accade nel mondo: dal conflitto in Afghanistan alle primavere arabe, dalle crisi umanitarie del Corno d’Africa all’esplosiva situazione nigeriana. Una nuova legge, fortemente voluta da Save the Children assieme a molte organizzazioni che si occupano di diritti dell’infanzia, è stata finalmente approvata, a larga maggioranza, dal Parlamento italiano. È una legge che sistematizza in un quadro organico l’accoglienza e la protezione dei minori stranieri soli, mettendo al centro il loro essere minorenni, prima che migranti o rifugiati.

I giovani di prima e seconda generazione

Ilenya Camozzi, Daniela Cherubini e Paola Rivetti, The transnational engagement of second generations in Italy: young people of egyptian background and the arab uprisings, in Polis, A. 33, n. 3 (dic. 2019), pp. 373-392
La mobilizzazione popolare del 2010-11, conosciuta come la “primavera araba”, ha avuto una risonanza globale ben oltre il mondo arabo, coinvolgendo le vite di emigranti con origini arabo-mediterranee che vivono in Europa. Basandosi su un’analisi qualitativa, questo articolo esplora l’impatto della primavera araba sulla seconda generazione di giovani egiziani che vivono in Italia. Lo studio mostra che i partecipanti alla ricerca hanno una diversa valutazione delle rivolte, che vi abbiano partecipato in qualche modo o che abbiano contribuito alla costruzione di narrazioni condivise o contrastate di queste, sia in discorsi pubblici o privati. Inoltre, la ricerca discute l’impatto di questi eventi storici sull’identità di questi giovani ed il loro senso di appartenenza così come nelle loro relazioni ed azioni. L’impegno politico transnazionale dei partecipanti alla ricerca è studiato per comprendere come la seconda generazione vive una vita transnazionale e costruisce identità transnazionali. Questo studio contribuisce al dibattito circa la relazione tra transnazionalità e seconda/ terza generazione.

Fiorella Farinelli, Le seconde generazioni, in Rocca, A. 78, n.21 (nov. 2019), pp. 23-25
L’autrice prende in considerazione il problema dei minori giunti in Italia molto giovani o nati in Italia. Viene offerta una panoramica sintetica sulla loro situazione e, in particolare, le iniziative legislative per riconoscere loro la cittadinanza italiana.

Rita Bertozzi, Francesca Lagomarsino, Percorsi inattesi di transizione all’Università: risorse e sfide per gli studenti di origine immigrata, in Mondi migranti, n. 2 (2019), pp. 171-190
L’accesso dei figli degli immigrati all’università è uno dei recenti risvolti dei processi di stabilizzazione delle migrazioni. Se a livello internazionale il tema è più consolidato ed esistono diversi studi comparativi, nel caso italiano non esistono dati longitudinali e le prime ricerche esplorative sono a carattere locale. L’articolo trae spunto da un progetto di ricerca condotto in due Atenei italiani con l’obiettivo di indagare i percorsi di vita di un gruppo di studenti universitari di origine immigrata. L’analisi si concentra sugli studenti che, nonostante condizioni pregresse sfavorevoli, sono riusciti a superare gli ostacoli e a fare il passo verso l’istruzione terziaria, esperienza in qualche modo “controcorrente” rispetto a percorsi scolastici e di vita che potrebbero apparire predeterminati.

mini_01Fiorella Farinelli, Cosa nascerà da questa generazione globale?, in Rocca, A. 78, n. 19 (ott. 2019), pp. 24-26
L’articolo propone una riflessione sui nativi multiculturali, quei ragazzi di seconda generazione che fanno spesso della loro multiculturalità una ricchezza e un punto di forza della loro formazione. Vengono portati esempi e proposte per arrivare a un’integrazione che sia un arricchimento per tutta la società.

Veronica Riniolo, Second-generation youths: Experiences of political participation in Italy, in Studi di Sociologia, a. 57, n. 2 (apr.-giu. 2019) – on line, pp. 187-196.
L’articolo espone i risultati di una ricerca qualitativa che si propone due obiettivi principali: il primo è indagare se e come le seconde generazioni di immigrati in Italia riescano a far sentire la propria voce nello sviluppo delle politiche che li riguardano; il secondo è approfondire il ruolo degli attori istituzionali e del terzo settore come sostegno delle loro lotte. La ricerca, condotta tra gennaio 2017 e gennaio 2018, mette in luce alcune nuove dinamiche dell’attivismo e i percorsi di empowerment dei giovani attivisti coinvolti, ma dimostra anche una debolezza strutturale dei movimenti dei giovani adulti e la mancanza di leader in grado di rappresentarli. Il ruolo di altri attori, sia istituzionali che della società civile, rimane preponderante ed essenziale nel sostenere l’attivismo di questi giovani.

Annette Streeck-Fischer, Borderland and borderline: understanding and treating adolescent migrants in crisis, in Adolescent Psychiatry, n. 3 (2019) – on line, vol. 9, pp. 185-193
Attraverso esempi di casi, l’articolo descrive i processi di sviluppo di giovani migranti, cosiddetti adolescenti di confine, per illustrare come l’esperienza della migrazione influenza lo sviluppo, in particolare lo sviluppo dell’identità. La spaccatura che si verifica nello sviluppo normale dell’adolescente si ritrova anche nel processo di adattamento a una nuova cultura. Secondo l’autrice, il processo di spaccatura può aiutare l’integrazione nella nuova cultura, ma può anche comportare una polarizzazione pericolosa con caratteristiche borderline e questo va tenuto presente nel lavoro psicoterapico con gli adolescenti di confine. L’articolo è disponibile in Pdf.

Rosella De Leonibus, Seconde generazioni. Identità sospese, in Rocca, n. 2 (gen. 2018), pp. 40-42
L’articolo propone una breve riflessioni sul disagio e la fatica che provano i figli di immigrati, la seconda generazione, nel vivere a ponte tra due culture, due lingue e due religioni differenti. Da un lato si trovano ad essere cittadini dello stato da cui provengono i genitori, che spesso è da loro poco conosciuto e a cui non si sentono di appartenere, dall’altro si sentono parte di una società che non li accoglie del tutto e non garantisce loro una piena inclusione.

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A cura di Rita Bichi … [et al.], Felicemente italiani. I giovani e l’immigrazione, Milano, Vita e pensiero, 2018, 165 p.
Il testo riporta una ricerca dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e promossa da Fondazione Migrantes sui giovani italiani, dai 18 ai 29 anni. Il campione, formato da 204 giovani distribuiti su tutto il territorio nazionale, comprende 60 intervistati con background migratorio, provenienti da 28 diversi Paesi del mondo. Lo scopo dell’indagine è approfondire i percorsi e i processi attraverso i quali si formano le opinioni rispetto ai migranti, agli stranieri, all’altro percepito diverso da sé. Questi giovani vivono nella stessa nazione ma hanno storie diverse. Alcuni di loro sono cittadini italiani per nascita, altri hanno acquisito la cittadinanza provenendo da una migrazione, propria o della famiglia di origine. Il numero di ragazzi italiani con background migratorio aumenta ed è destinato a crescere in futuro: la convivenza delle differenze si fa quotidiana, innalza barriere e costruisce ponti, produce conflitti, ma anche ricchezza materiale, culturale, relazionale. Ci si domanda quindi quali siano le diversità tra i giovani italiani dalla nascita e quelli che lo sono diventati in seguito; quale sia la loro disposizione nei confronti dell’altro, dello straniero, del diverso. I risultati restituiscono un quadro nel quale prevale un atteggiamento di difesa e di diffidenza nei confronti degli immigrati. Nell’ultimo capitolo viene proposto di superare questi pregiudizi attraverso l’educazione alla cittadinanza.
Collocazione Biblioteca: 18102

La scuola e la pedagogia interculturale

Marta Milani, Diversità culturale e odio online: il ruolo della competenza interculturale, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott. – dic. 2020), vol 67, pp. 31-44
L’ambiente digitale è divenuto un luogo in cui si assiste frequentemente a manifestazioni di pensiero aggressive, cariche di slogan specie nei confronti di minoranze e migranti. Si parla in questi casi di odio come di un’avversione votata al male, cioè all’ostilità, alla discriminazione e alla violenza che può portare anche a crimini veri e propri. E’ fondamentale quindi guardare alla società con un’istanza educativa in cui risulta centrale lo sviluppo di competenze interculturali, per superare visioni che leggono emigrazione e contesti muticulturali soltanto in termini di disagio e di rischi.

Laura Cerrocchi, L’intercultura in prospettiva pedagogica. Tra processi e prassi di integrazione culturale e sociale. (Seconda Parte), in Pedagogika.it, A. 24, n.1 (gen.- mar. 2020), pp. 75-81
L’integrazione e l’inclusione culturale e sociale – nell’intreccio di fattori di macrosistema, mesosistema e microsistema – interessano principalmente famiglia, lingua, lavoro e figure professionali a valenza pedagogica e didattica. Una prospettiva pedagogica interculturale dovrebbe tener conto dei fattori sociali, culturali e psicologici che segnano la migrazione, della famiglia come principale osservatorio e progetto della migrazione, della rete dei servizi, delle agenzie del territorio che progettano e sostengono l’integrazione. Il presente è la continuazione dell’articolo L’intercultura in prospettiva pedagogica. Conoscere per progettare, in Pedagogika.it, n.4 (2019).

Daniela Palumbo, Stranieri a scuola. “Integrare si può ma non tutti lo vogliono fare“, in Scarp de’ tenis, A. 24, n. 236 (nov. 2019), pp. 36-39
L’autrice considera aspetti positivi e negativi dell’integrazione scolastica di minori stranieri, partendo da alcune realtà piemontesi. Sottolinea l’importanza della formazione degli insegnanti, la collaborazione con le famiglie e auspica che venga concessa la cittadinanza italiana ai minori nati in Italia.

PEDAGOGIKA_XXIII_4_coverMariangela Giusti … [et al.], Intercultura e identità culturali, in Pedagogika.it, A. 23, n. 4 (ott.-dic. 2019), pp. 8-54
Si tratta di una monografia che comprende i seguenti articoli: 1) Mondi identitari diversi in dialogo; 2) Accoglienza e integrazione, tempi difficili; 3) L’intercultura in prospettiva pedagogica: conoscere per progettare; 4) La deculturazione occidentale e le pratiche educative dell’accoglienza dei migranti: 5) Migrazioni, un’altra narrazione è possibile se si parte dalle scuole; 6) Le parole dentro e fuori il silenzio; 7) Il principe silenzioso. La storia di Joaquin, 14 anni dal Perù. A volte la “magia” capita quando meno te lo aspetti; 8) Il profugo a scuola: quando i ragazzi vedono più in là degli adulti.

Luisa Zinant, Davide Zoletto, Le scuole primarie ad alta presenza migratoria nella prospettiva e nelle pratiche degli insegnanti, in Orientamenti pedagogici, n. 3 (lug.-set. 2020), vol. 67, pp. 77-91
L’articolo presenta alcuni risultati di una ricerca svolta in quattro scuole primarie ad alta presenza migratoria in Friuli Venezia Giulia. Sono descritti i presupposti teorici e gli aspetti metodologici della ricerca e analizzati alcuni dati qualitativi ottenuti da questionari e focus group allo scopo di descrivere alcune pratiche inclusive sviluppate dagli insegnanti nelle classi.

Mariagrazia Santagati, Gianluca Argentin, Maddalena Colombo, Religiosity and school integration among italian and non-italian students. Results from a survey in multi-ethnic classrooms, in Studi di Sociologia, A. 57, n. 2 (apr.-giu. 2019) – on line, pp. 197-210
L’articolo analizza il ruolo della religione in un gruppo di adolescenti (11-15 anni) intervistati nelle scuole multiculturali italiane. Le aule multiculturali (con oltre il 30% di alunni stranieri) possono essere interpretate come spazi sociali per la coesistenza interetnica, aperte alla diversità etnica e religiosa. Gli autori hanno considerato un campione di 1.040 studenti iscritti all’istruzione secondaria inferiore in Lombardia nel 2011 e hanno indagato sulla loro religiosità, intesa come appartenenza religiosa e pratica religiosa. Agli studenti è stato chiesto se la religiosità influisce sui rapporti con i compagni di classe e con gli insegnanti e quali conseguenze la pratica religiosa produce sul rendimento scolastico e, più in generale, sull’integrazione scolastica. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. ll documento è disponibile in PDF.

Gabriella Falcicchio, Giovanni Perillo, Skin Colors Test II. Un’esperienza didattica ed estetica nella scuola media, in Educazione interculturale, n.2 (ott. 2019) – on line, pp. 1-16
L’articolo analizza l’esperienza didattica e di ricerca condotta dall’artista e docente Giovanni Perillo nelle scuole secondarie di primo grado della provincia di Bari. In alcuni casi, la ricerca è stata condotta di persona con le proprie classi, in altri con l’aiuto di colleghe. Perillo ha ideato un percorso di ricerca dal nome Estetica delle Migrazioni, mettendo in gioco il tema del colore della pelle con le preferenze estetiche degli studenti. Il lavoro, che ha una caratterizzazione artistica ed estetica, offre interessanti implicazioni pedagogiche ed educative, anche per la metodologia maieutica utilizzata. Attraverso la ricerca, infatti, emergono stereotipi e pregiudizi nascosti, che difficilmente vengono esplicitati durante la preadolescenza, generando in loro un salutare disorientamento. Nel medesimo numero della rivista si segnalano anche l’articolo di Rosella Persi, Intercultura e ambiente: un rapporto complesso, in Educazione interculturale, vol. 17, n. 2 (ott. 2019) – on line, pp. 1-16 e di Anna Aluffi Pentini, Per una mediazione interculturale come strumento pedagogico, in Educazione interculturale, n.2 (ott. 2019) – on line, pp. 1-16.

copertina-315-320x444A cura di Roberto Camarlinghi, Sviluppare una pratica dell’attenzione. Quel che il teatro può insegnare al lavoro sociale, in Animazione Sociale, n. 01/315 (2018), pp. 6-14
L’articolo è un’intervista a Gabriele Vacis, regista teatrale, che si occupa di applicazione del teatro nei servizi sociali e ha fondato l’Istituto di pratiche teatrali per la cura della persona. Dopo una parte introduttiva sul ruolo terapeutico e pedagogico del teatro e della narrazione, si entra nel merito dell’utilizzo nei campi per profughi. Gli obiettivi sono l’integrazione e la consapevolezza che vengono ricercati attraverso modalità di interazione molto semplici come camminare sul palco tutti con lo stesso passo. Obiettivo è soprattutto l’Awareness, cioè la capacità di essere presenti a sé e alle cose.

Manuele De Conti, Orientamenti e fragilità dei paradigmi di ricerca per l’indagine interculturale, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-feb.-mar. 2018), vol. 65, pp. 35-46
Migrazioni, globalizzazioni, razzismo, ma anche conflitti tra diversi stili culturali sono alcuni degli avvenimenti attuali che conducono la pedagogia generale a chiedersi se l’interculturalità è solo uno dei suoi diversi ambiti di indagine oppure è l’orizzonte entro il quale la ricerca e le pratiche pedagogiche devono muoversi. È indubbio, secondo l’autore, che in pedagogia il tema dell’interculturalità sia affrontato da differenti paradigmi conoscitivi, ciascuno con proprie impostazioni e metodologie. È su questo aspetto che il presente contributo si orienta, tratteggiando, con taglio filosofico, le specificità di alcuni di essi nel loro rapporto con l’interculturalità, ma soprattutto mettendone in evidenza i limiti epistemici nell’ambito di ricerca in questione, attraverso una rassegna delle critiche che più comunemente vengono loro mosse.

Le politiche sociali e il territorio

Anna Elia, Valentina Fedele, Immigration, islamic radicalization and security policies in Italy: reflections around migrant’s expulsions for security reasons, in Polis, A. 34, n. 2 (ago. 2020), pp. 253-280.
L’articolo esplora l’andamento delle espulsioni per ragioni di sicurezza, motivate da rischio di terrorismo, che in Italia hanno riguardato 355 immigrati fra il 2015 e il 2018. Esaminando i casi relativi al 2017, si sostiene che spesso la politica della sicurezza viene usata per sostenere una politica di esclusione dei migranti, che non è accompagnata in realtà dalla prevenzione del radicalismo islamico.

Piero Innocenti, I centri per il rimpatrio degli stranieri irregolari, in Segno, A.56, n. 412 (feb. 2020), pp. 53-56
I centri di permanenza in vista dei rimpatri (Cpr) dovrebbero essere la destinazione degli stranieri irregolari presenti sul territorio italiano, ma costituiscono un problema persistente di non facile soluzione razionale e umana. L’articolo descrive la situazione attuale e le criticità di questi centri.

A cura di Rete Bonvena di Monza Brianza ; con Antea Brambilla … [et al.], C’è spazio nei territori per l’autonomia dei migranti?, in Animazione Sociale, n. 6/338 (2020), pp. 71-96
Il Focus di questo numero raccoglie tre contributi: 1) Un’accoglienza ad autonomia crescente. Un intervento di Terzo settore tra migranti e comunità; 2) Uno sguardo altro prima che un’altra azione. Interrogare il lavoro del Terzo settore con i migranti; 3) Quale vision per delineare il dove andare? Quattro azioni per lavorare tra migranti e comunità.

9788859021254A cura di Maurizio Ambrosini, Deborah Erminio, Volontari inattesi. L’impegno sociale delle persone di origine immigrata, Trento, Erickson, 2020, 345 p.
Il volume presenta i risultati di una ricerca volta a indagare un fenomeno nuovo per il nostro paese, la presenza di persone di origine immigrata all’interno del volontariato. Attraverso casi esemplari, interviste e analisi dei dati raccolti, l’indagine persegue uno scopo culturale, guardando a immigrati e rifugiati con una prospettiva diversa da quella che li vede solo come fruitori passivi delle azioni di aiuto condotte da volontari italiani. I contributi presenti nel libro sono i seguenti: “Immigrati e volontariato: quando i beneficiari diventano protagonisti” di Maurizio Ambrosini; “Il profilo delle persone di origine immigrata attive nel volontariato” di Deborah Erminio; “Ragioni e percorsi dell’impegno sociale” di Maurizio Artero e Maurizio Ambrosini; “Le reti nazionali del volontariato e gli immigrati: dati ed esempi di buone prassi” di Deborah Erminio; “Incontri riusciti. Gli immigrati nel volontariato locale” di Maurizio Artero et al.; “Un’innovazione da accogliere e coltivare” di Maurizio Ambrosini.
Collocazione Biblioteca: 18641

A cura di Massimiliano Fiorucci e Massimo Margottini, Creare reti per immigrati, Milano, Franco Angeli, 2020, 171 p.
Il progetto Crei – Creare reti per gli immigrati (gennaio 2017-marzo 2018), coordinato dall’Università degli Studi Roma Tre – Dipartimento di Scienze della Formazione, finanziato dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, è nato con l’intento di contribuire alla qualificazione del sistema degli attori, pubblici e privati, che insiste sul XIV Municipio di Roma, a tutela dei minori e giovani cittadini di Paesi extraeuropei, relativamente a tre assi principali: orientamento scolastico, formativo e professionale, integrazione sociale e tutela. Il progetto è centrato su azioni di capacity building, volte a potenziare le capacità di intervento di tutti gli attori che operano sul territorio, avviando una fase di progettazione partecipata per la elaborazione di modalità efficaci di presa in carico e di sostegno a percorsi di piena inclusione rivolti ai giovani e ai minori residenti sul territorio. Nel corso del progetto particolare attenzione è stata rivolta ai percorsi educativi, di formazione e orientamento al lavoro, fondamentali per contrastare rischi di disagio e di discriminazione, attraverso un’azione volta a migliorare la connessione tra i vari attori e agire sul singolo servizio, su più servizi e sull’intero sistema.

A cura di Marco Bruno e Gaia Peruzzi, Media e migrazioni, in Mondi migranti, n. 2 (2020), pp. 29-157
La monografia indaga le dimensioni di rappresentazione mediale del fenomeno migratorio, il ruolo dei vari ambiti mediali (legacy media, social media, cinema) e dei diversi modelli di giornalismo e comunicazione, le dinamiche di presentazione e autorappresentazione dei diversi attori coinvolti. I contributi approfondiscono quindi varie tematiche: le rappresentazioni mediatiche dei migranti nei new media italiani, il peace journalism, la dimensione del “viaggio” nei racconto sui migranti, la solidarietà e la sua rappresentazione, l’immagine nel cinema delle coppie miste.

Angelo Moretti, Gabriella Debora Giorgione, La rete Welcome, una nuova vita per i piccoli Comuni, in Aggiornamenti Sociali, A. 70, n. 12 (dic. 2019), pp. 840-847
L’articolo descrive l’esperienza della Rete dei Piccoli Comuni, attiva nelle province di Benevento ed Avellino, dove sono attivi 13 centri SPRAR. Il progetto persegue l’obiettivo generale di migliorare le condizioni di vita degli abitanti nei piccoli comuni, inferiori ai 5.000 abitanti, attraverso interventi di imprenditoria sociale, rivolti agli immigrati che intendono stabilirsi in queste comunità e ai disoccupati originari del posto che intendono rimanervi o farvi ritorno.

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Valentina Vizzani, L’integrazione è saper vivere insieme. Lo strumento del Gruppo Appartamento per costruire comunità nell’accoglienza ai migranti, in Lavoro sociale, vol. 18, n. 5 (ott. 2019), pp. 46-49

Con due progetti “Battiti di integrazione” e “Parole dal mondo” , i Comuni dell’Aquila e Pizzoli hanno provato ad accogliere persone provenienti dagli SPRAR in piccole strutture, appartamenti o centri collettivi. Le persone vivono in totale autonomia in contesti che ricordano gli appartamenti per studenti. Il Gruppo Appartamento è strutturato a cadenza settimanale all’interno del progetto. Questa organizzazione permette all’assistente sociale di incontrare tutti i beneficiari nel loro contesto di vita avviando con ognuno di loro un percorso sia di gruppo che individuale.

Giovanni Brancato, Melissa Stolfi, Una issue al servizio dei talk show: la rappresentazione del fenomeno migratorio nei format televisivi d’approfondimento in Italia, in Mondi migranti, n. 2 (2019), pp. 211-228
Il contributo intende analizzare la rappresentazione della migrazione e le cornici narrative utilizzate nei talk show a seguito degli attacchi terroristici che hanno colpito l’Europa a partire dal 2015. Dopo un’analisi preliminare dei frame narrativi utilizzati a partire dall’attacco terroristico a Charlie Hebdo, l’attenzione degli autori viene posta sui programmi televisivi di approfondimento di prima e di seconda serata, che hanno trattato il fenomeno migratorio partendo dagli attacchi terroristici di Parigi, i disordini di Colonia e gli attentati di Bruxelles.

Organizzazione Internationale per le Migrazioni (OIM), Rafforzare le capacità degli enti locali per l’inclusione socio-economica dei migranti vulnerabili. ADMin4ALL – Programma Formativo, Roma, OIM, 2019, 164 p.
Il documento è composto da 7 moduli tematici che forniscono il quadro e i contenuti necessari per lo sviluppo di sessioni formative e di potenziamento delle competenze rivolte al personale dei Comuni che si occupano di gestione ed erogazioni di servizi sociali alle persone migranti. I temi affrontati sono: comprensione delle migrazioni, sviluppo delle competenze interculturali, interazione con i migranti, interazione con la comunità locale, miglioramento della gestione dei servizi, gestione dei conflitti e antidiscriminazione. Sullo stesso argomento si segnala: “Training of Trainers Manual: International Organization for Migration and the Congregation of the Missionary Sisters of St Charles Borromeo (Scalabrinians)”.

A cura di Manfred Perlik … [et al.], Alpine refugees. Immigration at the Core of Europe, Cambridge Scholars, Newcastle upon Tyne, 2019, 288 p.
Questa raccolta di scritti evidenzia come determinati territori alpini in Austria, Italia e Svizzera affrontino attualmente le sfide imposte dalla migrazione, le barriere e le limitazioni che stanno incontrando e la misura in cui la migrazione innesca politiche e innovazioni territoriali che possono generare effetti benefici sia per i migranti sia per gli abitanti locali. Gli autori sono professionisti e operatori sociali che hanno sperimentato percorsi innovativi di accoglienza e integrazione, nonché ricercatori con diversi background disciplinari. Il libro si basa su indagini empiriche e teoriche, azioni di ricerca attuate nel quadro di grandi progetti dell’U.E., casi studio esplorativi e iniziative di accoglienza. Si rivolge a professionisti, ricercatori sociali e responsabili politici interessati sia a comprendere i fattori determinanti che incidono sull’esclusione e inclusione dei migranti nei territori alpini, sia a sviluppare iniziative di accoglienza e integrazione a vantaggio di entrambe le parti, ospitati e ospitanti i richiedenti asilo nelle aree montane. Il libro è disponibile in Pdf.

51MC+h2-K7L._SX352_BO1,204,203,200_Dina Galli, Francesca Mantovani, Lavoro sociale e migrazioni. Il ruolo delle reti dei servizi, Parma, Junior, 2019, 217 p.
Il fenomeno migratorio richiede un arricchimento sia dell’apparato teorico, sia della metodologia del servizio sociale che consenta d’attrezzare adeguatamente la formazione universitaria dei futuri assistenti sociali (ma non solo). Il volume amplia lo sguardo sul lavoro sociale per capire come un servizio, composto da operatori dell’area sociale, educativa e sanitaria, possa attrezzarsi per rispondere a un’utenza straniera diversificata. Nel primo capitolo un paragrafo è dedicato al modello SPRAR, il secondo è dedicato all’accoglienza, il terzo ai minori stranieri non accompagnati e il quarto alle famiglie.
Collocazione Biblioteca: 18304

Emiliana Baldoni … [et al.], Stranieri in Italia tra integrazione e separazione, in Welfare oggi, a. 24, n.2 (mar.-apr. 2019), pp. 53-66
Il focus comprende due articoli: “Gli interventi di accoglienza integrata e la ricaduta sui territori” che racconta gli esiti di alcune esperienze SPRAR, riferite quindi a stranieri titolari di forme di protezione internazionale; “Montanari per necessità: nuovi e vecchi abitanti stranieri nelle Alpi italiane”, dedicato alla presenza di stranieri nelle aree montane ed interne del nostro paese e alla loro funzione economica.

A cura di Maurizio Bergamaschi, Valeria Piro, Processi di territorializzazione e flussi migratori, in Sociologia urbana e rurale, A. 40, n. 117 (2018), pp. 7-116
La monografia comprende i seguenti articoli: 1) Pensare le migrazioni in prospettiva territoriale, di Maurizio Bergamaschi e Valeria Piro; 2) La crisi dell’abitare migrante in Italia. Una prospettiva storica, di Agostino Petrillo; 3) La casa di chi? Da territorialità esclusive verso territorialità inclusive: rileggere il lavoro di comunità in contesti di nuova immigrazione, di Paolo Boccagni e Silvia Volpato; 4) Spazio prodotto e spazio produttore. La relazione tra il sistema di accoglienza e due territori a Messina, di Giuliana Sanò; 5) Ghetti e campi. La produzione istituzionale di marginalità abitativa nelle campagne siciliane, di Martina Lo Cascio e Valeria Piro; 6) Interstizi scolastici: la prossimità residenza-scuola fra gli alunni di origine immigrata a Bologna, di Federica Santangelo, Giancarlo Gasperoni e Debora Mantovani.

Nicola Bogo e Anna Lugaresi, Abbattere i muri grazie alla condivisione. Un’esperienza di mediazione sociale a Ferrara, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2018), vol. 18, pp. 48-51
Viene descritta un’esperienza attivata dal Centro di Mediazione sociale del Comune di Ferrara (gestito dalla cooperativa sociale Camelot) nel quartiere Giardino, una zona caratterizzata da fenomeni di degrado, microcriminalità e vandalismo. Il progetto, attuato da un’équipe multidisciplinare, prevedeva una ricerca-azione volta prima di tutto a indagare le caratteristiche del fenomeno, attraverso la presenza in quartiere dell’educativa di strada, di incontri informali individuali con i ragazzi del quartiere e a incontri di gruppo, rivolti a tutti i cittadini. Attraverso il coinvolgimento di tutte le componenti sociali del quartiere si è riusciti ad approfondire la conoscenza del territorio e a rafforzare i legami di conoscenza reciproca e di appartenenza.

51j+o4sJzILMaurizio Dematteis, Alberto di Gioia, Andrea Membretti, Montanari per forza. Rifugiati e richiedenti asilo nella montagna italiana, Milano, Franco Angeli, 2018, 150 p.
In Italia molti migranti hanno trovato accoglienza anche nelle aree montane o pedemontane, territori dove, se ben inseriti, possono rappresentare una risorsa di fronte alla riduzione della forza lavoro e all’invecchiamento della popolazione. A fronte delle carenze dell’intervento istitu-zionale, si delinea l’attivismo delle associazioni, delle parrocchie, delle ONG, e dei comuni, nell’ambito dei progetti di accoglienza ufficiali come nelle iniziative informali, delle mobilitazioni, dell’aiuto diretto, dell’ospitalità domestica. Il libro riferisce i risultati di una ricerca condotta su questo fenomeno e alcune esperienze condotte in territori montani italiani nelle Alpi e negli Appennini.
Collocazione Biblioteca:18301

Alessandro Pratesi, Unequally entitled citizens: towards a micro-situated and emotion-based model of social inclusion, in Mondi migranti, n. 1 (2018), pp. 173-198
Il presente articolo illustra un modello di inclusione sociale micro-situato e basato sulle dinamiche emozionali, che ha l’intento di superare le limitazioni correnti del concetto di cittadinanza. L’autore discute la possibilità di applicare tale modello a vari tipi di “cittadini non riconosciuti” e in vari ambiti culturali. L’obiettivo generale è quello di sviluppare nuove prospettive che aiutino a comprendere la relazione tra individui, comunità locali e istituzioni politiche e a far chiarezza sul modo in cui vari tipi di attori sociali ne “fanno cittadinanza” e inclusione sociale, attraverso le pratiche di cura e le dinamiche emozionali che attorno a esse si sviluppano. La nuova prospettiva sui concetti di cittadinanza e di inclusione sociale che emerge dal presente contributo ridiscute luoghi comuni sulla natura problematica dei flussi migratori, ridefinendo questi ultimi come parte integrante del processo di sviluppo umano, sociale ed economico.

Giovanni Sciolé, Marco Bianchetti, Alessandro Bono, Le mille “frontiere” di Ventimiglia. Immigrazione, culture e “patologie”: i “confini” delle cure, le “barriere” dentro di noi, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 3 (2018), pp. 30-34
Davanti al crescente numero di flussi migratori nella zona di Ventimiglia, c’è stato un pronto impegno da parte della ASL, della CRI e degli enti del Terzo Settore per far fronte ai disagi psichici manifestati sempre più frequentemente dai profughi. Per gli operatori impegnati in questo campo sono stati attivati eventi formativi per far fronte alle nuove urgenze. Gli approfondimenti proposti si sono focalizzati sui seguenti punti: la barriera linguistica, la barriera culturale, le condizioni di emarginazione ed esclusione vissute durante il viaggio, l’adeguatezza degli strumenti a disposizione dei Servizi sociosanitari per affrontare i bisogni di persone che provengono da “altri mondi”, la percezione del migrante del “disagio psichico”, del Trattamento Sanitario Obbligatorio in fase acuta e dell’inserimento in Comunità Terapeutica.

A cura di Nunzia Borrelli, Carlo Colloca, Luca Daconto, Cibo, territorio e politiche, in Sociologia urbana e rurale, a. 40, Special issue (2018), pp. 7-159
La monografia comprende i seguenti articoli. 1) Moving up and down the scale. The food system governance in Portland-Oregon, di Nunzia Borrelli e Terry Marsden; 2) Varieties of alterity: alternative food networks in the UK, Italy and China, di L. Martindale et al.; 3) Dudley Grows e il sistema alimentare di comunità di Dudley Street a Boston, di Monica Bernardi e Davide Diamantini) 4) Il cibo che attrae: turismo internazionale e consumi alimentari, di Matteo Colleoni e Licia Lipari; 5) Elderly people’s accessibility to food opportunities in Milan, di Luca Daconto, Elena Colli, Sara Zizzari, 6) Povertà alimentare e pratiche di assistenza. Il sistema del cibo di emergenza a Torino, di Alessia Toldo; 7) Cibo ed espressioni di disagio nei minorenni. La risposta istituzionale del territorio siciliano ai DCA, di Deborah De Felice; 8) Catania e le vie del gusto esotico. Imprese e consumi alimentari dei cittadini stranieri immigrati, di Elisa Lombardo; 9) Il paesaggio rurale fra le trasformazioni dell’agricoltura e la funzione iconica del cibo, di Carlo Colloca; 10) Pratiche innovative di uso della terra in Sardegna: tra produzione di cibo e nuove presenze sociali, di Daniele Pulino, Sara Spanu, Camillo Tidore.

E-book FrancoAngeliA cura di Alessandra Landi, Capitale territoriale e sfide di prossimità, in Sociologia urbana e rurale, a. 40, n. 116 (2018), pp. 7-92
La parte monografica della rivista raccoglie una serie di contributi che riguardano la dimensione teorica ed empirica del capitale territoriale e analizzano alcune esperienze di territori che si auto-organizzano. Dopo l’introduzione della curatrice, gli articoli presenti sono: “Ruolo e rapporti tra attore pubblico e privato nel governo del territorio. Il caso di Roma” di Silvia Lucciarini; “Partecipazione e collaborazione negli interventi di comunità. L’esperienza dei laboratori di quartiere del Comune di Bologna” di Roberta Paltrinieri, Giulia Allegrini; “Trasformazioni urbane e spazi sociali: la dimensione relazionale come piattaforma di sviluppo locale” di Federica Viganò, Donatella Padua; “Le imprese recuperate dai lavoratori in Italia. Una sperimentazione territoriale di reciprocità” di Romolo Calcagno; “Dal ghetto agli alberghi diffusi: l’inserimento abitativo dei braccianti stagionali nei contesti rurali dell’Europa meridionale” di Francesco Saverio Caruso.

Micol Bronzini, Promuovere l’attivazione e l’inclusione attraverso l’abitare. L’esperienza di un progetto di autocostruzione, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 1 (gen.-mar. 2018), pp. 337-353
Le politiche per la casa rappresentano oggi un nodo cruciale per contrastare il disagio abitativo del cosiddetto “ceto medio impoverito” e per favorire processi di inclusione sociale. Tra i programmi innovativi sperimentati in questi ultimi anni, risultano particolarmente interessanti le iniziative di autocostruzione associata e assistita, sostenute da alcuni enti locali che prevedono l’impegno diretto dei beneficiari. Se adeguatamente sostenute e gestite, possono essere uno strumento di empowerment e contribuire alla costruzione di capitale sociale comunitario. In quest’ottica viene presentato un intervento di autocostruzione rivolto a cittadini italiani ed extracomunitari, realizzato nella regione Marche.

Poesie, racconti e testimonianze dirette

Monica Massari … [et al.], Molti che camminano, in La Via Libera, n. 3 (mag. – giu. 2020), pp. 20-50
Il dossier parte dalle cifre sulle migrazioni fornite dal World Migration Report dell’Organizzazione Internazionale per le migrazioni per il 2019, constatando che negli anni è stata resa illegale l’aspirazione stessa a cercare condizioni di vita migliori per sé e per le proprie famiglie. Seguono: un approfondimento sulle cause delle migrazioni, con un’intervista a Stephen Castles, autore di “The age of migration”, un articolo sui trafficanti, una analisi degli effetti dei cambiamenti climatici sulle migrazioni, il racconto di alcune esperienze drammatiche dei migranti ai vari confini, infine un’intervista a Emma Bonino sull’egoismo degli Stati-nazione.

A cura di Susanna Regazzoni, M. Carmen Domínguez Gutiérrez, L’altro sono io | El otro soy yo. Scritture plurali e letture migranti | Escrituras plurales y lecturas migrantes, Venezia, Edizioni Ca’ Foscari-Digital Publishing, 2020, 341 p.
I saggi raccolti in questo volume sono in gran parte frutto di due giornate di studio organizzate dall’Archivio Scritture Scrittrici Migranti. Il tema proposto intende riprendere e proseguire le indagini sulla rappresentazione della violenza, soprattutto in ambito letterario, attraverso lo studio delle diverse forme di migrazione (volontaria e/o forzata) e dei concetti di frontiera, subalternità, corpi migranti e territorialità. Il fine è quello di illustrare la rilevanza sociale, culturale e simbolica delle nuove geografie identitarie, di evidenziare la necessità di nuove categorie interpretative, di proporre un paradigma originale capace di sostituire l’attuale, spesso escludente e, a volte, apertamente razzista.

51KLoZgKLEL._SX349_BO1,204,203,200_Francesco Viviano ; prefazione di Fabrizio Gatti, Mare nero. Un inviato di “Repubblica” sul fronte dei migranti, Alcamo, Ernesto Di Lorenzo, 2018, 315 p.
Il libro è una raccolta di reportage pubblicati da Francesco Viviano sul quotidiano La Repubblica tra il 2005 e il 2017 e rappresenta una testimonianza di nomi, date, sconfitte e atti eroici: storie di immigrati che tracciano un percorso umano per alimentare la speranza nella forza della parola.
Collocazione Biblioteca 18590

Maguelone Girardot, Le ragioni di chi parte. Reportage sui migranti da Calais all’Iraq, in Aggiornamenti Sociali, A. 69, n. 10 (ott. 2018), pp. 653-661.
L’autrice, direttrice di Radio Al-Salam, radio indipendente del Kurdistan iracheno che trasmette in curdo e in arabo, riflette sulla sua esperienza come volontaria con i migranti in Francia, in Bulgaria, in Libano e presso l’UNHCR in Marocco. Attraverso le sue riflessioni, racconta le complesse traiettorie di alcuni migranti e rifugiati e ci ricorda che tutti potremmo essere costretti a chiedere asilo.

Emmanuel Mbolela, Rifugiato. Un’Odissea africana, Milano, Agenzia X, 2018, 190 p. L’autore è un attivista congolese. In ogni situazione ha sempre tenuto la testa alta, superando le difficoltà che ogni migrante deve affrontare: il racket della dogana, i trafficanti di carne umana, le imboscate nel deserto, il lavoro in nero e la terribile arroganza della polizia africana, per approdare poi in Marocco, dove è rimasto intrappolato per quattro anni. Qui, insieme ad alcuni compatrioti, è riuscito a fondare l’Associazione dei rifugiati congolesi in Marocco (Arcom) che ha promosso clamorose proteste. La sua emozionante e drammatica narrazione presenta una realtà di violenza e sfruttamento che le donne, ancora più degli uomini, devono subire giorno dopo giorno.
Collocazione Biblioteca: 18508

f867d7dde895407690c51b05fd93f3fbChiara Sasso, Riace. Una storia italiana, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2018, 191 p.
Il libro racconta i recenti avvenimenti che hanno coinvolto il sindaco di Riace, la sua lotta contro gli interventi della politica nazionale con una ricostruzione storica fin dagli anni novanta del secolo scorso. È un resoconto dettagliato e preciso di fatti oggetto di cronaca riferiti dai mezzi d’informazione di stampa e televisivi che hanno suscitato discussioni e polemiche. Collocazione Biblioteca: 18207

Carlo Marconi, Di qua e di là dal mare. Filastrocche migranti, Torino, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2018, 80 p.
L’autore, maestro di scuola primaria, ha discusso con i suoi alunni il difficile tema delle migrazioni dando vita così a ventuno filastrocche, una per ogni lettera dell’alfabeto, accompagnate ognuna da un’illustrazione d’autore. Ci sono le persone: quelle costrette a fuggire dalla miseria e dalla guerra, ma anche quelle «di là dal mare»: chi attende di ricongiungersi ai propri cari, chi accoglie, chi respinge… Ci sono gli oggetti e i luoghi della fuga: barconi, zattere, mari, deserti e lunghe strade da percorrere. Ci sono i sentimenti: la paura per la fuga e per la vita, la speranza di una casa nuova e di un mondo accogliente in cui ci sia posto per tutti. Adatto dai 7 anni in poi.
Collocazione Biblioteca: 17936

A cura di Mario Flamigni, Tutti. Racconti dal sociale, Pisa, Pacini, 2017, 198 p.
Si tratta di una raccolta di 28 racconti, scritti da altrettanti operatori del sociale, che hanno raccolto l’invito della Biennale della Prossimità di Bologna, edizione 2017, e hanno scritto a partire da un unico incipit, preso dal libro “Diario d’inverno” di Paul Auster. Attraverso la forma letteraria vengono proposte riflessioni e frammenti di esperienza lavorativa o di vita vissuta, col desiderio di rendere evidente ciò che, nel mondo del sociale, spesso viene celato. Si segnalano in particolare i racconti “Dietro un sorriso”; “Seduta n. 3”; “Jeta e Zakonhshme (vita normale)”; “Derby”; “Punti di vista – Halal”, “Una casa per ricominciare”; “Di che si tratta”; “Rino l’egiziano”
Collocazione Biblioteca: 17850

Sitografia


Siti istituzionali

Centro Interculturale – Città di Torino
INDIRE – formazione per mediatori culturali
ISTAT – Dati immigrazione
Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione
Ministero dell’Interno – I numeri dell’Asilo
Ministero dell’Interno – Sbarchi e accoglienza dei migranti: tutti i dati:
Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali –  Minori Stranieri Non Accompagnati
Ministero della salute – Assistenza sanitaria agli stranieri

Miur – Intercultura
Osservatorio sull’immigrazione in Piemonte
Portale immigrazione

Portale Integrazione Migranti
Rai Edulab – Educazione Interculturale
Regione Piemonte – Assistenza sanitaria agli stranieri
Regione Piemonte – Fondo asilo migrazione e integrazione 2014-2020 (Fami)
Regione Piemonte-  Minori stranieri non accompagnati


Altri siti

ANCI – Rilascio e rinnovo dei permessi e delle carte di soggiorno
ARCI – Immigrazione
Associazione Carta di Roma
Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione
Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere (Anolf)
Caritas –Immigrazione
CEM Mondialità
Centro Astalli – Servizi dei Gesuiti per i rifugiati in Italia
Centro Scuole Nuove Culture – Centro Risorse Alunni Stranieri (CRAS)
Centro Studi e ricerche IDOS – Dossier Immigrazione
Centro Studi Emigrazione Roma (CSER)
Cestim on line
CIDII – Centro Informazione e Documentazione su Immigrazione e Intercultura – Roma intercultura
Cittadinanza Italiana
Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR-Onlus)
Dossier sull’immigrazione della Caritas-Migrantes
Educazione Interculturale, rivista ed. Erickson
Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario (FOCSIV)
Fondazione Leone Moressa (FLM) – Rapporti sull’Immigrazione
Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione
ISMU – Iniziative e Studio sulla Multietnicità
ImmiWe- Immigrazione e intercultura
Immagine Immigrati Italia
Immigrazione.biz
Lunaria (Volontariato internazionale)
Melting Pot Europa – Progetto per la promozione dei diritti di cittadinanza
MIGRA – Agenzia Informazione Immigrati Associati

Migranews – Agenzia Informazione Immigrati Associati
Migrantitorino.it – Ufficio Pastorale Migranti Torino

Nigrizia
OASI Immigrazione (Toscana)
Open Migration
Oxford committee for Famine Relief (OXFAM) Italia
Programma Integra
Società Italiana Medicina delle Migrazioni
Stranieri in Italia


Internazionali istituzionali

European Union Agency for Fundamental Rights (FRA)
OECD – Organisation for Economic Co-operation and Development 

OIM – Missing Migrants Projects
UNHCR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati
UNICRI –  United Nations Interregional Crime and Justice 


Altri siti istituzionali

CARIM (Euro-Mediterranean Consortium for Applied Research on International Migration)
Cities of migration
Comitato Europeo sulla Migrazione
European Council on Refugees and Exiles
European Journal of Migration and Law
EU Law Analisis
European Migration Network
FIERI -Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione

GISTI – Groupe de soutien des immigrés (Francia)
ICMPD – International Centre for Migration Policy Development
IMISCOE  – International Migration, Integration and Social Cohesion in Europe Network
Intercultural Education
Migration Information Source

Migration Policy Group
OIM – Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM UN Migration)
Platform for International Cooperation on Undocumented Migrants
Progetto “I volti delle migrazioni” (Faces of migration)
Refugee Studies Centre