prospettivesocialiLaura Pinto, Il “campo preoccupato”. Il lavoro sociale con i contesti giudiziari, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 50, n.1 (inverno 2020), pp. 35-38
Uno degli ambiti di lavoro che maggiormente preoccupa i professionisti del social work è il lavoro con i contesti giudiziari per la complessità e la forte responsabilità degli interventi. Lo studio qui pubblicato esamina questo particolare contesto al fine di accompagnare i professionisti nei loro delicati interventi.

Maria Luisa Gallina, Barbara Friia, Dal gruppo alla rete, Un viaggio per la costruzione di un’etica della responsabilità, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 3 (estate 2019), pp. 29-32
L’articolo ci racconta e analizza il lavoro svolto in parecchi anni con adolescenti a rischio dall’Ufficio di Servizio sociale del Centro di Giustizia minorile di Milano (USSM) e dal Consultorio familiare “La Nuova Aurora” di Voghera. Dall’osservazione dei partecipanti si è evidenziata una fotografia che mostra caratteristiche comuni sia nel rapporto genitori/figli sia nelle storie e nei vissuti dei ragazzi. Inoltre il lavoro ha permesso di creare una rete tra Servizi, Famiglie e Tribunale con l’obiettivo di vedere i ragazzi in un’ottica più dinamica, attraverso una conoscenza dei loro contesti e delle loro storie.

Milena Carla Maria Cassano, Per una diversa idea di giustizia. Lavoro sociale ed esecuzione delle misure e sanzioni di comunità: un bilancio fra luci e ombre, in Lavoro sociale, n. 4 (ago 2019), vol. 19, pp. 20-28.
L’autrice, assistente sociale, si chiede cosa sia possibile fare per consolidare una cultura della pena orientata verso l’idea di giustizia riparativa. A quarant’anni dall’approvazione della legge 354/75, relativa alle “misure alternative o di comunità”, l’articolo fa il punto della situazione e sostiene la necessità di incrementare la ricerca e la valutazione in questo campo, in base anche a diverse raccomandazioni europee.

rileggere210A cura di Sonia Moretti, Cira Stefanelli, Rileggere adolescenze e devianze. Fare sicurezza e trattamento negli Istituti Penali e nei Servizi minorili, Roma, Alpes, 2018, 256 p.
Il libro affronta il tema della devianza in età adolescenziale sotto diversi aspetti: l’educazione, la sicurezza, il contributo della psicoanalisi, l’immigrazione, la tossicodipendenza, il branco antisociale, il ruolo della Polizia Penitenziaria, la legislazione, la collaborazione tra diverse figure professionali. L’intento è quello di restituire l’importanza del saper entrare in relazione con quei minori arrivati all’incontro con la Giustizia minorile, di offrire quindi un contributo a tutte le professionalità che lavorano con adolescenti problematici.
Collocazione Biblioteca: 18158

Daniele Scarscelli, Conoscenza, potere e controllo della devianza nel lavoro sociale in un’ottica anti-oppressiva, in Studi sulla questione criminale, a. 14, n.3 (2019), pp. 89-110
Gli assistenti sociali sono professionisti che lavorano all’interno di istituzioni che hanno anche il compito di dare regole di comportamento alle persone considerate devianti. Poiché questi professionisti hanno un codice etico che dovrebbe orientare le loro pratiche, la questione della relazione tra l’obiettivo che l’assistente sociale dovrebbe perseguire (basato sul codice etico) e le modalità con cui il controllo sociale è esercitato, è centrale . Nell’esaminare la questione l’autore adotta una prospettiva teorica specifica del lavoro sociale, quella del “lavoro sociale critico”. In questo articolo, in particolare viene analizzata una specifica fase del controllo della devianza nel lavoro sociale: la fase in cui gli assistenti sociali raccolgono informazioni, attraverso specifiche modalità di accertamento dei fatti, al fine di decidere se e in che modo i servizi sociali dovrebbero intervenire. A tal fine viene analizzato un caso di negligenza e abuso genitoriale da parte di una madre tossicodipendente.

A cura di Giuseppe Chemello … [et al.], Curare la dipendenza nel tempo della pena, in Animazione Sociale, n. 2/325 (2019), pp. 69-96
Il focus dedicato alla dipendenza in carcere si compone di tre articoli: “Quale cura per le persone dipendenti che entrano nel circuito penale?”; “L’alternativa al carcere per le persone dipendenti”; “La nuova frontiera è la messa alla prova”; “Storie tra carcere e territorio”.

aggsociali210Giulia Cella, Quando la pena non si sconta in carcere. Il punto sulle misure alternative, in Aggiornamenti Sociali, a. 70, n. 02 (feb. 2019), pp. 129-136
Le misure alternative al carcere, previste dal nostro ordinamento penitenziario, puntano sul reinserimento del reo nel tessuto sociale e fanno leva sulle risorse della società civile. L’articolo analizza alcune esperienze e le prospettive aperte oggi sulle misure alternative, considerate un investimento sulla dignità umana e sulla capacità di ricostruire legami sociali compromessi.

Giuseppina Boeddu, Il servizio sociale della giustizia per gli adulti. Dimensioni per il singolo, il gruppo e la comunità, Roma, Carocci Faber, 2019, 131 p.
Il libro propone una riflessione teorica sulla metodologia d’intervento del servizio sociale della giustizia per gli adulti, riferita alle diverse dimensioni dell’intervento: individuale, di gruppo, di comunità. Nell’attuale cornice storica e legislativa, il servizio sociale della giustizia per adulti ha davanti a sé sfide operative di rilievo nella gestione delle misure alternative, storicamente legate alla riforma penitenziaria e nelle più recenti misure di probation e sanzioni di comunità. Al servizio sociale è anche affidato il compito di favorire lo sviluppo di forme di giustizia che, partendo da rinnovate necessità inclusive e riparative, coinvolga come attore protagonista la comunità.
Collocazione Biblioteca: 18568

Walter Nanni, Crescere in carcere? Un’ alternativa c’è, in Italia Caritas documentazione, a. 51, n. 8 (nov. 2018), pp. 12-15
L’articolo affronta il problema delle donne incarcerate con i loro figli, mettendo in evidenza le gravi condizioni sociali e psicologiche in cui vivono i piccoli. Un’alternativa viene offerta dalla chiesa cattolica che ha iniziato ad offrire dal 2012 un progetto “Donne con prole”, basato sull’accoglienza offerta da dieci piccole comunità diffuse sul territorio italiano.

dalfarealdire27.210Laura Bottero, La messa alla prova per gli imputati maggiorenni. Quali metodi e pratiche nei confronti degli adulti messi alla prova con problematiche di dipendenza patologica?, in Dal fare al dire, a. 27, numero speciale (2018), pp. 18-21
Nell’articolo viene presentato, con particolare riferimento a detenuti con problemi di dipendenza patologica, il progetto “Messa alla prova – percorsi progettuali e operativi nella provincia di Cuneo”, nato con l’intento di offrire a istituzioni e operatori percorsi di approfondimento e riflessione sul nuovo paradigma riparativo insito nelle finalità e nelle norme introdotte dalla Legge 67/2014. Destinata a maggiorenni, la legge prevede la sospensione del procedimento penale durante la fase decisoria di primo grado su istanza della persona imputata per reati minori, con l’obbligo di svolgere un programma di trattamento, che comporta lo svolgimento di un lavoro di pubblica utilità.

Ruggero Capra, Come gli assistenti sociali rappresentano la sicurezza sociale quando si diffondono penali “punitive” nel settore dell’esecuzione penale esterna?, in La Rivista di Servizio Sociale, a. 58, n. 1 (2018), pp. 21-27
Secondo l’autore, dottore di ricerca in Sociologia e Ricerca sociale, la relazione tra welfare state e valori del servizio sociale può essere studiata anche empiricamente, a condizione che venga opportunamente circoscritta. L’articolo affronta in particolare il tema della sicurezza sociale e studia come tale concezione muti con l’erosione del welfare state, creando nuovi scenari operativi per l’assistente sociale. Il contesto specifico in cui è esplorata la nozione di sicurezza sociale è stata la cosiddetta vicenda Mastella e le sue motivazioni in termini sociali e politici. L’analisi compiuta evidenzia la tendenza a rappresentare la sicurezza come se fosse orientata a garantire l’ordine pubblico, piuttosto che la promozione del benessere sociale, percepito in declino nella società.

Oriana Binik … [et al.], La messa alla prova per adulti nel territorio di Milano. Analisi dell’applicazione di una misura innovativa nel panorama sanzionatorio italiano, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 12, n. 1 (2018), pp. 16-31
La legge delega n. 67 del 2014 ha introdotto nell’ordinamento italiano l’istituto della messa alla prova per adulti. Dopo una breve descrizione del contesto in cui si colloca l’introduzione della misura e dopo averne messo in luce le caratteristiche innovative, si analizzano e discutono i risultati di una ricerca valutativa partecipata dagli attori coinvolti a vario titolo nella gestione dei casi di messa alla prova per adulti nell’ambito territoriale del Tribunale di Milano. Basata su 23 interviste, la ricerca illustra i punti di forza e di debolezza, le minacce e le opportunità legate all’applicazione della misura. Alla luce di quanto emerso, l’articolo si conclude con la presentazione di un vademecum di interventi prioritari per migliorare l’efficacia dell’istituto.

assistentesociale210Isabella Mastropasqua, L’assistente sociale nella giustizia minorile e di comunità. Argomenti e parole chiave, Santarcangelo di Romagna, Maggioli, 2018, 197 p.
Il libro prende in esame lo sguardo sui processi di trasformazione in atto all’interno del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, sulle innovazioni culturali e professionali che lo stanno attraversando, per suscitare la riflessione e porre in evidenza i temi di maggiore rilevanza che il servizio sociale della giustizia deve affrontare in un momento di grandi trasformazioni normative, sociali e culturali che assegnano proprio al Servizio Sociale un compito chiave, quello di essere generativo e rigenerativo nella comunità di risorse che necessitano di essere riconosciute, sostenute e accompagnate, per diventare opportunità di riscatto sociale per chi ha commesso un reato; così come di legami da riparare, di fiducia istituzionale e comunitaria da ricostruire. Il volume è strutturato nei capitoli seguenti: 1. La cornice di riferimento; 2. Il sistema della giustizia minorile; 3. Il sistema dell’esecuzione penale esterna; 4. La comunità e il territorio; 5. Costruire la giustizia di comunità; 6. Nuovi fenomeni; 7. La giustizia ripartiva.
Collocazione Biblioteca: 18241

Claudio Cottatellucci … [et al.], Le ragioni della giustizia minorile e la lunga attesa dell’ordinamento penitenziario, in Minorigiustizia, n. 1 (2018), pp. 5-87
Nella presente monografia vengono proposte alcune riflessioni sulla riforma dell’ordinamento penitenziario, in particolare di quello minorile, le cui sorti sono ancora molto incerte. Gli autori cercano di riprendere il filo dell’iter legislativo e di comprendere quali sono le ragioni della sua mancata attuazione, individuando resistenze e progetti che la riforma sostiene e mobilita. Tra i punti di forza della riforma emerge l’esigenza del superamento dell’idea della pena come sofferenza ritorsiva e l’impegno a rendere disponibili percorsi di recupero personalizzati. Viene previsto, inoltre, un nuovo modo di concepire l’intervento educativo rivolto ai minori autori di reato, attraverso un “progetto educativo individualizzato”, che richiede l’interazione tra servizi minorili e risorse presenti sul territorio. Si sottolinea, infine, l’importanza di un’attenta analisi dei disturbi neuropsichiatrici dell’infanzia e dell’adolescenza, già molto presenti nella popolazione generale, ma ancora di più tra coloro che sono in contatto con la giustizia minorile, con la conseguente necessità di uno stretto lavoro comune tra servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, servizi sociali e sistema della giustizia minorile.

Consultare anche le bibliografie su: il carcere, vittime di reato“La conduzione di gruppi di rielaborazione del reato in carcere”, sex offender.