Area povertà ed esclusione sociale

prospettivesocialiFabrizio Totis, Maria Rosaria Vaccaro, Adulti in difficoltà, in Prospettive sociali e sanitarie, a. 50, n.1 (inverno 2020), pp. 25-29
L’articolo descrive la coprogettazione tra area adulti ed équipe educativa che ha ridisegnato nel Comune di Bergamo la Porta di accesso ai servizi sociali (Pass), un servizio di primo livello con funzioni di informazione, orientamento e segretariato professionale per cittadini italiani e stranieri. Nasce così l’Unità operativa Adulti di cui si descrive il funzionamento.

Chiara Saraceno, Nascere e crescere in povertà, in Minorigiustizia, n. 3 (2019), pp. 39-48
L’Italia è uno dei paesi sviluppati in cui l’incidenza della povertà tra i bambini e ragazzi è comparativamente alta ed è molto aumentata dalla crisi del 2008, più che tra gli adulti. Dopo una sintetica rassegna dello stato delle conoscenze a livello internazionale sull’impatto del nascere e crescere poveri sulla salute e lo sviluppo delle capacità e sull’effetto compensativo di interventi precoci, l’articolo discute delle cause principali dell’incidenza della povertà tra i minori in Italia, collegandole alle caratteristiche generali della povertà in questo paese, tra cui i divari territoriali, il basso tasso di occupazione femminile, soprattutto tra le donne meno istruite, quindi la prevalenza di famiglie monoreddito in particolare in presenza di più figli, e più recentemente, l’aumento della popolazione straniera collocata a livelli economici più bassi. Segnala, infine, come le stesse politiche sociali, operando in un regime di scarsità e di distribuzione territoriale squilibrata, accentuino, piuttosto che compensare gli svantaggi del nascere e crescere poveri.Sul tema della povertà educativa si veda anche l’articolo di Vanna Iori … [et al.], Per non crescere poveri. La valutazione di esito e di impatto sociale nel confronto internazionale, in Studi Zancan, a. 17, n. 3-4 (mag.-ago. 2019) – on line, pp. 3-122

Enrico Panero, Servizi sociali, nuove risposte a nuove povertà, in Scarp de’ tennis, a. 24, n. 236 (nov. 2019), pp. 48-49
Per fronteggiare la crescente povertà il comune di Torino ha creato quattro nuovi Poli di inclusione sociale, cercando insieme alla rete sociale territoriale nuove modalità di intervento e aprendo nuove vie a carattere sperimentale come la collaborazione con l’Università e l’apertura di un nuovo servizio “INPS per tutti”.

autonomielocali210Daniela Leonardi, Etichettare, valutare, scegliere. Spazi discrezionali in un disegno di intervento istituzionale, in Autonomie locali e servizi sociali, n.2 (ago. 2019), pp. 305 -320
L’articolo analizza le politiche dirette ai senza fissa dimora nella città di Torino, attingendo alla teoria della “Street levelBureaucracy” di Lipsky, secondo la quale nel processo di realizzazione concreta (implementazione) delle politiche, è fondamentale il ruolo degli operatori che lavorano a contatto con l’utenza (frontlineworkers) ed esercitano un certo grado di discrezionalità professionale. Lo scopo di questo lavoro di ricerca etnografica sul campo è quello di indagare: gli aspetti del processo di implementazione nel quale è possibile osservare l’esercizio della discrezionalità professionale, la differenza tra le politiche “sulla carta” e quelle realmente attuate, i margini di manovra degli operatori sul campo e gli esiti di tale discrezionalità.

Agnese Ambrosi, Giovanni Gallo e Valentina Ghetti, La progettazione personalizzata nelle nuove misure di contrasto alla povertà (Res-Rei) in Emilia-Romagna: ottanta studi di caso, in Autonomie locali e servizi sociali, n.1 (apr. 2019), pp. 69-88
L’articolo tratta l’implementazione delle nuove misure di Reddito Minimo in una regione del Nord Italia (Emilia-Romagna). Sia il reddito di inclusione (Rei) che il Reddito di Solidarietà (Res) forniscono un trasferimento di contanti condizionato all’accordo su un progetto in cui i beneficiari devono diventare parte attiva. Concentrandosi su 80 studi di caso, questo articolo sottolinea interessanti indicatori degli effetti di questi progetti sulla situazione lavorativa e di inclusione sociale dei beneficiari. Su questo tema si segnalano inoltre, tra i tanti posseduti, i seguenti articoli: Alessandra Fasano, Elena Monticelli e Ludovica Rossotti, L’inclusione sociale attiva: il ruolo dell’assistente sociale nelle politiche di contrasto alla povertà, in Autonomie locali e servizi sociali, n.1 (apr. 2019), pp. 25-40; Laura Debiasi, Michelangelo Caiolfa, I livelli essenziali nel REI, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 1 (inverno 2019), pp. 21-24.

Francesca Gatto, Giulio Bertoluzza, Giulia Avancini, Povertà ed emarginazione, in Lavoro sociale, n. 1 (feb. 2019), vo. 19, pp. 29-49
La monografia comprende tre articoli: 1) Il PovertyAwareParadigm, MichalKrumer-Nevo e il suo approccio al lavoro sociale con le persone che vivono in povertà; 2) Il fare assieme per costruire speranza, un’esperienza di educazione fra pari tra persone senza fissa dimora; 3) Oggi il ReI, e domani? Il punto di vista degli assistenti sociali su una misura giovane, ma dal futuro incerto. In questo numero della rivista si trovano anche due articoli: 1) Richard Wilkinson e le conseguenze della diseguaglianza economica, di Elena Stanchina (pag. 52-53); 2) I finanziamenti europei in Italia, modernizzazione delle politiche e sperimentazione di interventi di contrasto alla povertà di Marcello D’Amico (pag. 56-59).

homeless210Cesare Bianciardi, Homelessness. Chi sono e come si interviene sui territori metropolitani torinesi, Torino, Città metropolitana di Torino, 2019, 64 p.
Questa è la seconda indagine ricognitiva sul fenomeno dei senza fissa dimora nel territorio di Città metropolitana di Torino. L’idea da cui è partito questo lavoro era quella di non dare per scontato che i senza fissa dimora fossero presenti e pertanto degnamente accolti, soltanto presso i grandi centri urbani, ma che le povertà estreme e le capacità di affrontarle fossero presenti anche in centri più piccoli e periferici. E’ infatti dovere delle Città Metropolitane, in quanto enti di area vasta, attuare le loro funzioni di promozione dello sviluppo sociale e di coordinamento territoriale, valorizzando le peculiarità e le potenzialità dei territori; solo in al modo si possono pianificare interventi mirati, senza disperdere le poche risorse disponibili. Cesare Bianciardi è un ricercatore sociale. L’indagine contiene anche un contributo della docente universitaria Antonella Meo. La ricerca precedente di Cesare Bianciardi, Homelessness. Indagine ricognitiva sul territorio della Città metropolitana di Torino, Città metropolitana di Torino, Torino, 2017, pp. 37, è disponibile on line ed anche in PDF in Biblioteca.
Collocazione Biblioteca: 18438

Devis Geron, Elena Innocenti, Tiziano Vecchiato, Valutazione delle azioni di contrasto alla povertà: l’esperienza della Fondazione Cariparma, in Studi Zancan, a. 17, n. 6 (nov.-dic. 2018) – on line, pp. 5-17
Nel 2017 Fondazione Cariparma ha destinato al contrasto alla povertà 2,5 milioni di euro con un bando centrato su 18 progetti nella provincia di Parma. L’analisi dei progetti ha utilizzato un modello di valutazione a due dimensioni: la prima ha considerato le azioni dei progetti in termini di input, flussi di attività e output, verificando i risultati conseguiti. La seconda è entrata nel merito dei benefici per i destinatari delle azioni progettuali e per le comunità di riferimento. Dall’analisi emerge anche la possibilità di stimare i potenziali di impatto generativo dei progetti a vantaggio dei poveri e dell’intera comunità. L’articolo è disponibile in Pdf.

A cura di Micol Bronzini, Marianna Filandri, La multidimensionalità delle disuguaglianze sociali e abitative: il ruolo delle politiche per la casa, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 3 (dic. 2018), pp. 369-500
La sezione monografica di questo numero raccoglie alcuni articoli sul tema del disagio abitativo in Italia e delle politiche per farvi fronte. I contributi presenti sono: “La multidimensionalità delle disuguaglianze abitative e il ruolo delle politiche ” di Micol Bronzini e Marianna Filandri; “Un contributo all’affitto per famiglie povere ma non poverissime: l’analisi del Fondo Affitti nella Regione Piemonte dal 2005 al 2011” di Laura Paola Autigna; “Forme variegate di mix socio-abitativo a Milano” di Igor Costarelli; “La relazione tra tenure e social mix a Bologna. Il ruolo rivestito dall’edilizia residenziale pubblica in tema di eterogeneità sociale” di Manuela Maggio; ” Le case degli “altri”. Similitudini e disuguaglianze abitative fra famiglie straniere e italiane nel territorio maceratese: un’analisi statistica con i dati censuari” di Sergio Pollutri; “Adeguatezza, efficacia ed effetti distributivi del contributo al pagamento dei canoni di locazione alle famiglie in disagio abitativo: evidenze dall’esperienza toscana” di Sabrina Iommi et al.; “Fronteggiare l’emergenza abitativa: ipotesi sui modelli di intervento dei Comuni e prospettive di ricerca” di Alice Boni, Luigi Nava. Sull’argomento si pu inoltre leggere l’articolo di Francesco Gabbi, Giuseppe Magistrali, Piergiorgio Reggio, Se il welfare italiano diventa sharing. L’abitare come possibile incontro tra economia di condivisione e politiche sociali, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 3 (2018), pp. 22-25.

studizancan210Devis Geron, Tiziano Vecchiato, Come cambiano le disuguaglianze, in Studi Zancan, a. 17, n. 1 (gen.-feb. 2018) – on line, pp. 5-13
Negli ultimi anni sono aumentate le disuguaglianze socioeconomiche nei Paesi avanzati, compresa l’Italia dove si sono ampliati i divari tra generazioni e tra aree territoriali. L’intervento redistributivo delle istituzioni pubbliche non è stato in grado di invertire queste tendenze, nonostante la crescita della spesa sociale complessiva. Serve quindi una prospettiva di più lungo periodo, con politiche in grado di ridurre le disuguaglianze e fare spazio alla costruzione del bene comune. L’articolo è disponibile in pdf

Silvia Fabri … [et al.], I miserabili: storie di ricadute e risalite. una ricerca esplorativa in Piemonte, in La Rivista di Servizio sociale, a. 58, n. 1 (2018), pp. 4-11
L’indagine qui descritta costituisce un punto di partenza nella riflessione sulle misure di contrasto alla povertà e sulla loro efficacia. Dalla ricerca emerge che gli assistenti sociali considerano il fenomeno delle povertà come multidimensionale e multifattoriale. L’indagine rivela un quadro di insoddisfazione rispetto agli interventi, ritenuti poco utili ed efficaci. Tale sensazione porta una fatica nell’attribuire validità agli strumenti operativi utilizzati. L’azione professionale appare sostanzialmente centrata sulla dimensione individuale, coerente al mandato istituzionale e focalizzata sulle risorse messe a disposizione dall’Ente di appartenenza. Gli interventi sembrano essere orientati da una logica per lo più compensativa e riparativa.

Tiziano Vecchiato … [et al.], Lotta alla povertà: che cosa sappiamo?, in Animazione Sociale, n. 08/322 (2018), pp. 22-32
La povertà assoluta in Italia è cresciuta, la povertà relativa si è consolidata e la possibilità di diventare poveri riguarda sempre più persone. La povertà oggi spaventa perchè non sono stati ancora individuati strumenti efficaci per contrastarla. In particolare l’articolo propone una riflessione sul REI (Reddito di inclusione), una grande opportunità, se accompagnato da una ristrutturazione dei contesti organizzativi che possano favorire la piena espressione delle potenzialità insite in questo dispositivo.

animsociale321.210Gianni Garena, Apprendere dal lavoro sul reddito di inclusione. L’allestimento di spazi capacitanti in situazioni fragili, in Animazione Sociale, n. 07/321 (2018), pp. 34-44
L’autore è sociologo, formatore, docente universitario ed è stato dirigente dei servizi sociali di Torino. Nell’articolo espone le proprie riflessioni riguardo alla trasformazione dell’esercizio delle professioni sociali sollecitata dall’applicazione delle misure di lotta alla povertà (Sostegno all’inclusione attiva, SIA, e Reddito di inclusione, REI). Monetizzare l’aiuto alle persone a disagio può essere necessario, ma non sufficiente e le misure presentate pongono nuove sfide agli operatori sociali. Grazie all’esperienza maturata dai servizi sociali, l’autore sostiene che è importante allestire ambienti capacitanti in cui le persone possano ritrovare fiducia nella possibilità di cambiare.Si consulti anche l’articolo di Davide Gargiulo, Una spinta verso il cambiamento. I nuovi criteri stabiliti dalle recenti linee guida del MLPS a proposito di progetti personalizzati, in Qualità Sociale, a. 22, n.50 (ott. 2018), pp. 69-81

Ottavia Mermoz, Periferie, Il servizio sociale nei quartieri di edilizia pubblica, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 2 (primavera 2018), pp. 4-7
Dopo un’introduzione storica sull’edilizia pubblica, l’attenzione viene centrata sulla realtà di Ivrea dove, dopo la crisi industriale, si è creata una situazione di crescente povertà. In particolare si affronta il lavoro dell’assistente sociale nelle periferie, constatando che si rende necessario il coinvolgimento di altre figure professionali con diverse competenze. E’, infatti, stata aperta un’infermeria rivolta soprattutto agli anziani. Si è dato spazio ad uno Sportello di informazione sociale, così come risultano molto importanti le visite domiciliari.

Consultare anche il capitolo sulle politiche sociali di questa bibliografia.