Area povertà ed esclusione sociale

E-book FrancoAngeliA cura di Rossana Galdini, L’abitare in tempo di crisi: individui, spazi, pratiche sociali. Housing in a time of crisis: people, spaces and social practices, in Sociologia urbana e rurale, a. 39, n. 112 (2017), pp.7-126
Il numero monografico della rivista propone riflessioni sul tema delle politiche abitative, sollecitate dai problemi collegati all’aumento dell’emergenza abitativa, in particolare i processi di marginalizzazione e di esclusione, allo scopo di stimolare una discussione tra studiosi provenienti da diversi contesti e ambiti disciplinari. Gli autori dei contributi affrontano il tema dell’abitare in tempo di crisi da varie prospettive e secondo approcci differenti, basandosi su riflessioni teoriche e indagini sia locali che nazionali, sia generali che particolari. Questi diversi percorsi convergono nella visione delle città come vettori fondamentali per il superamento della crisi economico finanziaria e per l’attivazione di nuovi processi di sviluppo che interessano non solo lo spazio fisico, ma anche il sistema di relazioni. Gli autori auspicano un rinnovato intervento pubblico sull’abitazione che promuova nuove forme di abitare e nuovi modelli culturali nello sviluppo urbano territoriale e che possa garantire quel “diritto alla vita urbana” che la crisi nega a quote crescenti di popolazione.

Cinzia Canali … [et al.], Superare la povertà valorizzando i poveri: indicazioni dalla Sardegna, in Studi Zancan, n. 1 (gen.-feb. 2017) – on line, pp. 31-39
Una ricerca promossa dal Centro Servizi per il Volontariato Sardegna Solidale e realizzata dalla Fondazione Zancan ha indagato i determinanti e le conseguenze della povertà di lunga durata nel territorio sardo, raccogliendo le testimonianze dirette di famiglie fragili e di attori istituzionali e sociali impegnati nel contrasto alla povertà. La ricerca, oltre a indagare le aree di difficoltà e gli aiuti ricevuti o mancati per le famiglie povere incontrate, ha approfondito le risorse che queste famiglie si riconoscono e che possono mettere a frutto per sé e per altri, adottando una prospettiva di welfare generativo.

Vanna Riva, Silvia Volontè, Un progetto di Housing sociale. Fondo di garanzia per la morosità, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 1 (2017), pp. 8-11
Negli ultimi anni è emersa una “nuova povertà abitativa” che interessa la popolazione con un reddito troppo alto per accedere alle politiche abitative pubbliche, ma troppo basso per affrontare i costi del libero mercato. Si sono così sviluppati in Europa diversi approcci all’housing sociale, inteso come insieme di attività utili a fornire alloggi adeguati a coloro che hanno difficoltà a soddisfare, alle condizioni di mercato, il proprio bisogno abitativo perchè incapaci di ottenere credito o perchè colpiti da problematiche particolari. A fronte del disagio abitativo esistente nell’ambito territoriale di Carate Brianza si è attivato, in collaborazione con una Cooperativa ed un’Associazione del territorio, il Fondo di garanzia per la morosità: un progetto di housing sociale territoriale rivolto a persone, coppie e famiglie che dispongono di redditi propri e non presentano situazioni di grave indebitamento, con l’obiettivo di facilitare l’incontro della domanda abitativa con l’offerta di locazione del mercato privato.

welfare-responsabile-334457A cura di Vincenzo Cesareo, Welfare responsabile, Vita e Pensiero, Milano, 2017, pp. 553
Il volume presenta una proposta di welfare responsabile come esito di un lungo e articolato percorso di ricerca a cui hanno partecipato studiosi di diverse Università italiane. Nella parte introduttiva si considerano aspetti teorici e storici del welfare in Italia e in Europa. Il tema del welfare viene discusso in numerosi contesti di applicazione: trasformazioni socio-demografiche, rischi sociali, prospettive aziendali, rapporti con le pensioni, la sanità, la casa, il lavoro, la povertà, l’educazione. Vengono riportati alcuni dati statistici e si affrontano le prospettive future soprattutto per quanto concerne gli aspetti professionali del welfare ancora di incerta definizione e di formazione per varie categorie di addetti ai lavori. Vincenzo Cesareo è professore emerito di Sociologia presso l’Università Cattolica di Milano. Collocazione Biblioteca: 17870

Stefania Ferraro, La configurazione spaziale delle politiche sociali in alcune aree del disagio napoletano, in Sociologia urbana e rurale, a. 38, n. 111 (2016), pp. 117-133
Partendo dal presupposto che la conformazione urbana è una dimensione topica della politica del welfare, l’autore riporta i risultati di una ricerca svolta in alcune aree disagiate del centro storico di Napoli (rione Sanità, borgo dei Vergini e lago dei Miracoli), per dimostrare che le politiche sociali progettate e implementate in tali aree, essendo fortemente connesse alla “governamentalità”, non sono neutrali rispetto allo stato di crisi dei suddetti spazi napoletani.

 Ugo Ascoli … [et al.], Welfare Italia, in Politiche Sociali, a. 3, n. 3 (set.-dic. 2016), pp. 499-517
Il Welfare italiano sembra avviato verso innovazioni importanti in alcuni ambiti per anni trascurati. Da un lato si arricchisce la strumentazione per contrastare la povertà e dall’altro si avvia un processo finalizzato ad una nuova regolazione del “Terzo settore”. Allo stesso tempo si favoriscono condizioni per promuovere la contrattazione collettiva aziendale ed il welfare in azienda. A supporto di queste considerazioni, nella presente monografia vengono proposti i seguenti interventi: “La riforma del Terzo settore” di Massimo Campedelli; “Verso un reddito minimo per i poveri” di Chiara Saraceno; “L’accordo interconfederale su premi di risultato e welfare aziendale per le imprese senza rappresentanza” di Ida Regalia.

downloadValentina Porcellana. Dal bisogno al desiderio. Antropologia dei servizi per adulti in difficoltà e senza dimora a Torino, Franco Angeli, Milano,  2016, pp. 216
Frutto di un lungo percorso di ricerca-azione all’interno dei servizi di accoglienza per adulti in difficoltà e senza dimora, il volume descrive le trasformazioni che hanno caratterizzato le politiche a contrasto dell’ homelessness a Torino dagli anni Ottanta a oggi. La descrizione etnografica dei servizi di accoglienza e l’analisi antropologica del contesto socioculturale, economico e politico, inserite all’interno di un quadro nazionale e internazionale, permettono di ricostruire uno scenario complesso e in continua evoluzione. Il testo presenta gli esiti di una riflessione interdisciplinare che può essere ricondotta agli obiettivi della terza missione dell’accademia, cioè quella del public engagement, che vede l’università operare a fianco degli altri attori istituzionali con lo scopo di innovare pratiche e politiche a favore dei cittadini, in particolare di quelli più fragili. Mettendo l’accento sulle capacità e sulle aspirazioni delle persone, è possibile ribaltare la visione culturale che relega intere fasce di popolazione nell’ambito del bisogno, riconoscendo capacità di agency e restituendo dignità a ciascuno. Valentina Porcellana è ricercatrice presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino.
Collocazione Biblioteca: 17839

Mauro Perino, Riflessioni sull’assistenza economica come indicatore e misura per il contrasto alla povertà, in Prospettive Assistenziali, n. 196 (ott.-dic. 2016), pp.7-10
Partendo dall’assunto condiviso che “leggere quanti sono i poveri in un territorio dipende dai criteri che si utilizzano per misurare la povertà”, l’autore confronta la presenza di povertà assoluta, così come misurata dall’Istat, con il numero di persone in carico ad un consorzio dell’area torinese con interventi di assistenza economica.

Hugh Frazer, Eric Marlier, Enhancing the potential contribution of minimum income schemes to a more Social Europe, in Politiche Sociali, a. 3, n. 3 (set.-dic. 2016), pp. 519-536
La crisi economica e finanziaria del 2008 e le successive politiche di austerità hanno evidenziato gravi carenze nell’Europa sociale, uno sviluppo inadeguato delle politiche sociali in molti paesi e l’importanza di garantire adeguati ammortizzatori sociali in tutti i paesi membri. Nel 2015, al fine di valutare lo stato di avanzamento nello sviluppo dei sistemi di reddito minimo (MI) in Europa, la Commissione europea ha chiesto alla “Rete europea per la politica sociale” di condurre un’ analisi comparativa approfondita delle disposizioni sul reddito minimo nei 28 Stati membri dell’UE e in sette paesi europei extra-UE. Il documento presenta i principali risultati di questo studio, trae alcune conclusioni generali e propone raccomandazioni politiche per i paesi e per la Commissione europea al fine di rafforzare il potenziale contributo dei sistemi di reddito minimo per una maggiore Europa sociale e di riequilibrare il quadro della politica dell’Unione Europea al fine di rendere le politiche sociali una priorità al fianco delle politiche economiche e occupazionali.

A cura di Elena Granaglia e Michele Raitano, Le disuguaglianze economiche in Italia: andamenti, cause, effetti e politiche di contrasto , in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 3-4 (lug.-dic. 2016), pp. 11-304
La monografia qui presentata intende fare il punto sulle disuguaglianze economiche oggi nel nostro paese. La prima parte è dedicata alla messa a fuoco del problema e alla conoscenza dei principali dati e tendenze di fondo. La seconda parte è invece dedicata al ruolo positivo o negativo delle politiche pubbliche sulle disuguaglianze, con attenzione particolare agli anziani e al loro tenore di vita, al mercato del lavoro, alle donne e alle politiche per le pari opportunità, ai bilanci dei Comuni e al welfare locale.

2284-2098Barbara Giullari, Francesco Bertoni,  La conoscenza nella programmazione sociale. L’esperienza dell’Osservatorio sul bisogno dell’area metropolitana bolognese, in Politiche Sociali, a. 3, n. 3 (set.-dic. 2016), pp. 479-498
Basato su uno studio di caso dell’area metropolitana bolognese, il saggio esplora le trasformazioni delle basi cognitive dell’azione pubblica: quale tipo di conoscenza e in che modo essa innerva i processi decisionali, le politiche e la costruzione delle basi informative da cui esse traggono fondamento. In particolare il lavoro si concentra su un processo di messa a punto di basi informative a fondamento della programmazione del welfare locale. A tal scopo viene descritta la ricostruzione del processo di implementazione del sistema informativo socio-sanitario previsto dalla normativa di settore della regione Emilia-Romagna in supporto all’accesso ai servizi sociali territoriali promosso dalla provincia di Bologna.

Tiziano Vecchiato, Valutazione di impatto sociale e lotta alla povertà, in Studi Zancan, n. 5 (set.-ott. 2016) – on line, pp. 5-15
La valutazione di impatto sociale considera situazioni accomunate dall’esigenza di capire che cosa è successo dopo che un’azione o un progetto sono stati realizzati.Servono competenze tecniche per entrare nel merito dei problemi e competenze metodologiche per gestire il rapporto tra misurazione e valutazione. Nello specifico del tema proposto significa chiedersi se il fondo per la lotta alla povertà educativa influirà sulle pratiche familiari, genitoriali, scolastiche e aggregative.

Giuseppe Scaratti … [et al.], Azioni a corrispettivo sociale: problemi e potenzialità, in Studi Zancan, n. 6 (ott.-dic. 2016) – on line, pp. 5-48
La monografia affronta il tema del corrispettivo sociale come sfida culturale e politica che guarda all’incontro delle responsabilità per meglio lottare contro la povertà e le diseguaglianze. Nei vari articoli si esaminano i problemi e le potenzialità del corrispettivo sociale nei servizi sociali e del welfare come investimento sociale.

50_jpg_w170_hCensis, 50° Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2016, Franco Angeli, Roma, 2016, pp. 564
Giunto alla 50a edizione, il Rapporto Censis interpreta i più significativi fenomeni socio-economici del Paese nella fase di debole ripresa che sta attraversando, con lo scopo di individuare i reali processi di trasformazione della società italiana. Su tali temi si soffermano le «Considerazioni generali» che introducono il Rapporto. Nella seconda parte, «La società italiana al 2016», vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno, dai quali risulta un’Italia che non investe sul futuro, che sperimenta insorgenti piattaforme di relazionalità e che deve rivedere il significato di responsabilità pubblica. Nella terza e quarta parte sono riportate le analisi per settori: la formazione, il lavoro, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza.
Collocazione Biblioteca: 01R50

Maurizio Motta, Quanti sono i poveri? Come misurare la povertà e a quale scopo, in Prospettive Assistenziali, n. 195 (lug.-set. 2016), pp. 8-15
I dati che l’Istat presenta periodicamente sulla povertà in Italia (quante sono le famiglie povere e qual’è la soglia di povertà) devono essere utilizzati con attenzione al loro significato e al modo con il quale sono stati ricavati. Ad esempio, non sono strumenti adatti per definire quando e quanto erogare un contributo di sostegno al reddito, nè identificano adeguatamente tutte le risorse che compongono la condizione economica di una famiglia, perchè ignorano i patrimoni mobiliari e immobiliari posseduti. Impressionanti le differenze fra le rilevazioni dell’Istat e quelle del Comune di Torino in materia di povertà. L’autore propone una riflessioni su metodi alternativi utilizzabili.

 Massimo Baldini, Troppi bambini poveri in Italia, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 46, n. 3.1 – 3.2 (lug. 2016) – on line, pp. 46-47
In Italia nel 2015 il rischio di povertà è aumentato soprattutto per le coppie con due figli. Sono poveri circa un milione di bambini. Rimane invece sostanzialmente stabile la quota degli anziani. Il fenomeno riguarda tutta l’area euro. Si nota però un cambio di rotta nelle politiche, avvenuto con la delega al governo per il contrasto alla povertà, che prevede la nascita del reddito di inclusione, una forma di reddito minimo per le famiglie in grave povertà, condizionato dalla partecipazione a un percorso di inclusione e per ora riservato a nuclei con minori, disabili o disoccupati anziani.

9788865791196_0_0_1410_75Francesco Maggio, Economia decente. Come crescere senza umiliare le persone, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2016, pp. 155
L’autore prende spunto dall’invito di papa Francesco ad elaborare un’economia “decente”, cioè adeguata alla dignità umana. Il libro contiene numerose informazioni sull’andamento dell’economia mondiale e di quella italiana con particolare riguardo all’industria, alla borsa, alle banche. Vengono forniti molti dati riguardanti fatti di cronaca economica anche molto recenti, con una critica all’organizzazione a livello mondiale dell’economia che produce sempre maggiore povertà. Si cerca di proporre un cambiamento rispetto al presente che tenga in maggiore considerazione i fattori di equilibrio nella programmazione politica ed economica. Francesco Maggio è giornalista ed economista e scrive sui rapporti fra etica, economia e società civile.
Collocazione Biblioteca: 17635

Paolo De Nardis … [et al.], Le città nella crisi, in RPS : La rivista delle politiche sociali. n. 1 (gen.-mar. 2016), pp. 7-182
In un tempo in cui la maggior parte della popolazione mondiale vive nelle città e in cui mutamenti strutturali e recessione economica hanno impatti significativi sulle condizioni di vita delle persone, la «questione urbana» si impone con urgenza. Questa monografia indaga le politiche urbane messe in campo per far fronte alla crisi, con uno sguardo anche alle soluzioni innovative sperimentate in alcune realtà locali. Un focus specifico è riservato alle periferie, luoghi stigmatizzati dove vivono i soggetti e i gruppi maggiormente colpiti dai mutamenti degli assetti socioeconomici.

A cura di Teresa Bertotti, Valentina Zanetello, Il servizio sociale di fronte alle nuove povertà. Un percorso di riflessione, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 1.1 (2016), pp. 30-42
Si tratta di due contributi sul tema della povertà e del ruolo degli assistenti sociali in questo ambito presentati al Convegno “Il servizio sociale di fronte alla sfida delle nuove povertà” (Castiglione Olona, ottobre 2015). Nel primo (“Il servizio sociale di fronte alla sfida delle nuove povertà” di Maria Antonietta Masullo e Valentina Zanetello) le autrici prendono spunto dal codice deontologico della professione di assistente sociale per riflettere sulle sfide che questa deve affrontare di fronte all’emergere di nuove forme di povertà. Nel secondo (“Nuove povertà: sguardi e traiettorie del servizio sociale” di Cecilia Menefiglio e altri), a partire da una riflessione sui diversi significati del termine povertà e sulle conseguenze di esclusione sociale a cui le persone povere vanno incontro, si propone un’analisi dei diversi modi di reagire delle persone alla povertà.

copertina_linee-220x300A cura di Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Direzione generale per l’inclusione e le politiche sociali, Come contrastare la grave emarginazione adulta. Far fronte alla sofferenza urbana, in Animazione Sociale, a. 46, n. 301 (mag.-giu. 2016), pp. 29-72
Questo inserto ospita le “Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia. Approvate in Conferenza Unificata il 5 novembre 2015 ” (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), indicazioni preziose, frutto dell’elaborazione di chi opera a contatto con storie di povertà estrema. La grave emarginazione adulta è un problema sociale in aumento. Essa è un intreccio di povertà di beni materiali, di competenze, di possibilità e capacità, che si combinano in situazioni di fragilità personali multidimensionali e complesse, le quali conducono alla deprivazione e all’esclusione sociale di chi ne è colpito. Varie sono le storie delle persone in povertà estrema che sopravvivono nelle strade delle città. Un disagio sociale profondo, ancora troppe volte affrontato con logiche emergenziali o residuali. Sul tema si veda anche l’articolo di Caterina Cortese, Anna Zenarolla, Housing First: una sfida per il contrasto alla grave marginalità e l’accesso alla casa anche in Italia, in Autonomie locali e servizi sociali, a. 39, n. 1 (apr. 2016), pp. 179-193

Lorenzo Bandera, Chiara Lodi Rizzini e Franca Maino, La povertà alimentare, in Il Mulino, n. 2 (2016), vol. 65, pp. 259 -267
Il welfare italiano è sottoposto a due grandi pressioni che ne condizionano efficienza ed efficacia: da una parte i vincoli di bilancio, dall’altra l’aumento dell’indigenza, dovuta solo in parte alla crisi del 2008. I dati legati ai consumi alimentari, a dispetto dell’abbondanza di risorse disponibili nei Paesi europei, Italia compresa, dimostrano come sempre più persone riducano gli acquisti alimentari e non siano in grado di accedere ad alimenti in modo sufficiente a garantire una vita sana (povertà alimentare). L’Europa, a partire dal 2014, ha dunque messo a disposizione un Fondo di aiuti Europei agli indigenti (Fead) a cui si affiancano in Italia alcune misure varate con la Legge di stabilità. La povertà alimentare si accompagna però spesso anche ad altri bisogni: di lavoro, salute, contatto umano, bisogni a cui spesso cerca di far fronte il privato sociale insieme ai servizi pubblici. La partnership pubblico-privato sembra dunque tentare di rileggere e ricodificare bisogni, risorse e soluzioni dettate dall’aumento della povertà e, di conseguenza, l’insicurezza alimentare.

Daniela Mesini .. [et al.], Il nuovo ISEE nei servizi sociali, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 1.1 (2016), pp. 1-24
Si tratta di una raccolta di tre articoli sul tema del nuovo ISEE (indicatore della situazione economica equivalente, DPCM 159/2013), tratti dal seminario Welforum tenutosi a Milano il 13 novembre 2015. Nel primo articolo (“Stato di recepimento dell’ISEE e adempimenti necessari” di Daniela Mesini) l’autrice, economista dell’Istituto per la Ricerca Sociale, informa sullo stato di applicazione del nuovo indicatore e pone l’accento sui problemi incontrati dagli enti erogatori di prestazioni sociali o socio-sanitarie nell’adeguamento alla nuova normativa. Nel secondo articolo (“ISEE: principali questioni applicative e punti di attenzione” di Maurizio Motta) l’autore, docente universitario ed esperto di welfare, analizza i principali nodi applicativi dell’ISEE utilizzando le informazioni raccolte da Regioni e Comuni attraverso un questionario. Infine l’ultimo articolo (“Nuovo ISEE e servizi sociosanitari e socio-assistenziali a Firenze” di Andrea Francalanci e Raffaele Uccello) illustra l’esperienza dell’applicazione del nuovo indicatore alle prestazioni sociali erogate dal Comune di Firenze dove gli autori sono amministratori.

Alessandro Martelli, Lotta alla povertà e articolazione locale delle policies. Il caso della carta acquisti sperimentale, in Sociologia urbana e rurale, a. 38, n. 110 (2016), pp. 107-123
La Carta acquisti sperimentale, realizzata in 12 Comuni italiani nel periodo 2014-2015, ha proposto una combinazione fra erogazione monetaria e forme di inclusione attiva di tipo socio-lavorativo. L’articolo propone una ricognizione comparativa del processo di implementazione della Carta dei Comuni coinvolti, mettendo in luce le implicazioni e gli aspetti emergenti in relazione a un possibile schema nazionale di reddito minimo che si ponga come livello essenziale delle prestazioni.

presentazione-atlante-senatoA cura di Giulio Cederna, Atlante dell’infanzia (a rischio). Bambini senza. Origine e coordinate delle povertà minorili, in Save the Children, Roma, 2015,102
Il “senza” del titolo rimanda a una condizione di privazione ed esclusione che tanti, troppi bambini sperimentano ancora oggi nel nostro paese e che viene esplorata in questo nuovo Atlante, attraverso mappe e grafici. L’inserimento dei dati in un sistema informatico facilmente aggiornabile e flessibile e la loro rappresentazione in forma di mappe e cartogrammi tramite il sistema GIS, consentono una visione simultanea, riassuntiva e comparativa dei fenomeni che aiuta a leggere i bisogni dei territori, a orientare le scelte e i programmi di intervento. Per arricchire il quadro informativo si è scelto di integrare la ricerca con un reportage realizzato dal fotografo Riccardo Venturi che, come l’anno scorso, ha accompagnato Save the Children lungo le strade, i quartieri, i luoghi educativi e di relazione, battuti dall’Atlante. Questi i titoli dei capitoli: La mafia uccide anche i bambini; Corruzione dei minori; Bambini senza stato; La crisi del capitale; Altri senza nell’età dell’innocenza.

Maurizio Motta, Questioni da non eludere per costruire un reddito minimo, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 45, n. 4.2 (dic. 2015), p. 8-12
E’ in corso un vivace dibattito politico riguardo alle misure da prendere contro la povertà e si va nella direzione di promulgare un “Piano nazionale contro la povertà” nella legge di stabilità 2016. L’autore, docente di politiche e servizi sociali, auspica che siano definiti con precisione i meccanismi dell’intervento da costruire e vengano messi a fuoco efficacemente i nodi sui quali esprimere le scelte politiche: come conciliare le nuove misure riguardanti l’istituzione del reddito minimo con le preesistenti; come impostare il tema delle pensioni e degli assegni sociali; come allestire percorsi di inserimento sociale e lavorativo; come misurare la condizione economica (uso dell’ISEE); quali limiti e procedure fissare per usufruire dei servizi garantendo equità.

A cura di Alessandro Martelli, La carta Acquisti Sperimentale per la lotta alla povertà, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 3 (dic. 2015), pp. 347-497
La lotta alla povertà costituisce uno dei nuclei centrali dei sistemi di welfare e, in questo senso, può dunque essere riconosciuta come missione fondativa delle politiche socio-assistenziali. Nel corso del tempo, la lotta alla povertà ha assunto forme e ha seguito finalità e criteri assai differenziati e variabili, in rapporto all’idea stessa di povertà, alla sua definizione e alla sua misurazione, alla sua genesi e ai fattori intervenienti. Nella monografia i diversi contributi analizzano la Carta Acquisti sperimentale nel suo disegno politico e nella sua attuazione, attraverso i casi di diverse città italiane.

609aeb3000cdb24aac7c560909f86b90Fondazione Emanuela Zancan, Cittadinanza generativa. La lotta alla povertà. Rapporto 2015, Il Mulino, Bologna, 2015, pp. 181
Il «welfare generativo» prefigura politiche capaci di andare oltre l’assistenzialismo e porre un freno alla dissipazione delle risorse disponibili. La «cittadinanza generativa» è un cambio di paradigma verso nuovi modi di essere società. Chiede ad ogni persona di contribuire alla lotta alla povertà e alla disuguaglianza, mettendo in campo le proprie capacità a «corrispettivo sociale». In questo modo chi beneficia di aiuti di welfare può entrare in gioco attivamente e aiutare ad aiutarsi, così da generare dividendo sociale. Il volume si divide in tre parti. Nella prima parte vengono presentati esempi di welfare generativo e degenerativo, evidenziando modi per riconvertire la spesa sociale da costo a investimento. Nella seconda si illustra come valorizzare al meglio le risorse e le capacità a disposizione, facendo della lotta alle disuguaglianze un’area di investimento e sviluppo sociale. La terza parte affronta il tema delle innovazioni giuridiche necessarie per facilitare pratiche di tipo generativo, a livello locale, regionale e nazionale.
Collocazione Biblioteca: 33R15

A cura di Luca Ricolfi e Rossana Cima, Disuguaglianza economica in Italia e nel mondo. Dossier 1/2015, Fondazione Hume, 2015, pp.89
Il dossier della Fondazione David Hume, che analizza più di 50 anni di storia della diseguaglianza in quasi tutti i paesi del mondo, fornisce una base di dati ampia e relativamente completa per provare a fornire qualche risposta all’interrogativo seguente: è vero che le diseguaglianze stanno crescendo in modo esplosivo nel mondo? Nel dossier, ogni qual volta sono presentati dati o elaborazioni (altrui o originali), vengono sempre esplicitate le fonti e i metodi di analisi, che sono poi ulteriormente dettagliati in appendice. Il primo capitolo è una breve rassegna di alcuni dei più importanti e recenti studi sulle disuguaglianze. Il secondo capitolo presenta una nuova stima dell’andamento della disuguaglianza mondiale, tra i paesi e entro i paesi, dal 1950-60 al 2012, ricostruito a partire dalla base dati più esaustiva tra quelle accessibili, sia in termini di nazioni sia in termini di rilevazioni nel tempo. Nel terzo capitolo viene presentata la dinamica dei due gruppi che occupano le posizioni estreme nella distribuzione dei redditi: i super ricchi e le persone in condizione di povertà. Il quarto mostra l’andamento della disuguaglianza in Italia, analizzando dapprima l’evoluzione della disuguaglianza nazionale dei redditi e del numero di famiglie in difficoltà, poi il divario Nord-Sud. La frattura tra Nord e Sud Italia viene esaminata anche nell’ultimo capitolo, dedicato al peso e alla consistenza della cosiddetta Terza società.

A cura di Massimo Santinello e Marta Gaboardi, Marginalità estreme, in Psicologia di Comunità, n. 2 (2015) pp. 9-92.
La parte monografica di questo numero raccoglie i seguenti contributi: – “Povertà e marginalità: quali strategie in tempo di crisi?”, di F. Disperati, M. Gaboardi, M. Santinello; – “Housing First: successo, modelli e sfide politiche”, di M. Lancione; – “Dalla marginalità verso l’empowerment: le famiglie di Bolognaland”, di D. Corna, Enrica Sibillio, C. Albanesi; – “Percorsi di impoverimento al femminile”, di A. Zenarolla; – “La promozione della salute del territorio per la gestione delle marginalità sociali a fronte della crisi economica. Esperienze progettuali per il riassetto delle interazioni nella comunità”, di G.P. Turchi, D. Cigolini, P. Ferrari; – “Dall’inclusione alla coesione sociale: riflessioni dalla “strada” alla luce del concetto di proscialità reciprocante”, di V. Rosa, P. Luengo Kanacri.

Per-carità-cover-400x570Pierluigi Dovis, Per carità e per giustizia, Il welfare delle parrocchie, Edizioni Gruppo Abele, Torino,  2015, pp. 139
Il welfare “ecclesiale” tra delega e responsabilità è il tema che attraversa il libro dell’autore, una rassegna documentata sull’evoluzione della povertà che, a seguito della crisi e più in generale della carenza di adeguate politiche di intervento, continua a interessare le comunità. Il testo descrive chi sono i poveri che arrivano alle parrocchie e le loro esigenze, e come le comunità parrocchiali si “inventano” nuovi modi di accompagnare le persone che non trovano risposte in altri servizi. Pierluigi Dovis è Direttore della Caritas diocesana di Torino.
Collocazione biblioteca: 17233

A cura di Vito Peragine, Povertà e politiche di inclusione sociale. Differenze e confronti territoriali, Carocci, 2014, Roma, pp. 182
Il volume affronta il tema della povertà e delle politiche di inclusione sociale a partire dal caso-studio della Regione Puglia, ma offrendo analisi di interesse generale. I diversi contributi toccano problemi cruciali e spesso insidiosi che andrebbero affrontati in vista dell’introduzione, anche nel nostro Paese, di una misura universale di contrasto alla povertà, sia essa il reddito minimo o il supporto per l’inclusione attiva o una qualche altra forma di sostegno alle persone e alle famiglie in stato di disagio economico. Affronta il tema di chi sono i poveri, come individuarli e come individuare efficacemente i beneficiari di una politica di inclusione. Intorno a queste domande, che pongono questioni metodologiche, analitiche e normative di non facile natura, si snoda il volume. Collocazione Biblioteca: 17150

 

Consultare anche la bibliografia sulla povertà