Aggiornata a giugno 2016 – a cura di Annamaria Licastro e Elisabetta Bosio

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto è relativo al materiale pubblicato tra il 2013 e il 2016 e non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico.

Vengono proposti i seguenti percorsi:

La condizione dei minori in Italia e nel mondo: dati e rapporti

Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. 8° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia 2014-2015. Save the Children, 2016, Roma, pp. 204
Il 9° Rapporto di aggiornamento il Gruppo CRC mette in evidenza come, a 25 anni dalla ratifica della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, tanti principi da questa enunciati non abbiano ancora trovato piena applicazione nel nostro Paese. Le 143 raccomandazioni inserite alla fine di ogni capitolo del rapporto riguardano i seguenti temi: diritti civili e libertà; ambiente familiare e misure alternative; salute e assistenza; educazione, gioco e attività culturali; misure speciali per la tutela dei minori.
Collocazione Biblioteca: W0159. 

Save the Children, Minori migranti: in viaggio attraverso la rete. Rischi e opportunità di internet dalla voce degli adolescenti stranieri che arrivano in Italia da soli, Save the children, Roma, 2016, pp. 10
In occasione del Safer Internet Day, la giornata dedicata alla promozione di un utilizzo positivo e consapevole delle tecnologie digitali che si celebra quest’anno il 9 febbraio, Save the Children ha voluto raccogliere per la prima volta le testimonianze dei minori migranti non accompagnati giunti in Italia sul loro utilizzo delle tecnologie digitali in tutte le fasi del loro viaggio, dal concepimento dell’idea di partire sino all’attuale permanenza in Italia. In questa consultazione sono stati coinvolti 165 minori di età compresa tra i 15 e i 17 anni accolti in alcune strutture di accoglienza presenti sul territorio. Riguardo alla nazionalità dei partecipanti, i Paesi d’origine più rappresentati erano Egitto (54), Gambia (20), Guinea Conakry (18), Nigeria (17), Mali (11) e Senegal (10).

A cura di Christian Morabito … [et al.] Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo? Un’analisi regionale, Save the Children Italia, Roma, 2016, pp. 31
In Italia più di un milione di minori vive in condizioni di povertà assoluta. Sono bambine e bambini, ragazzi e ragazze, nati e cresciuti in contesti di privazione economica e materiale, sui quali spesso grava una “mancanza” più difficile da catturare e in larga misura sottovalutata: la povertà “educativa”. La definizione di povertà educativa, (affrontata da Save the Children, in occasione della Campagna “Illuminiamo il Futuro” lanciata nel maggio 2014) indica l’impossibilità per i minori di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni. La povertà educativa ha carattere “multi-dimensionale”: si manifesta in un non adeguato sviluppo delle competenze cognitive, fondamentali per crescere e vivere nella società contemporanea dell’innovazione e della conoscenza, con un impatto sullo sviluppo delle competenze cosiddette ‘non-cognitive’, quali le capacità emotive, di relazione con gli altri, di scoperta di se stessi e del mondo. Il rapporto analizza l’Indice di Povertà educativa 2016 in Italia per regione; riferisce inoltre dell’esperienza portata avanti da Save the Children con i Punti Luce.

A cura di Giulio Cederna. Atlante dell’infanzia (a rischio). Bambini senza. Origine e coordinate delle povertà minorili. Save the Children, 2015, Roma, pp. 102
Il “senza” del  rimanda a una condizione di privazione ed esclusione che tanti, troppi bambini sperimentano ancora oggi nel nostro paese e che viene esplorata in questo nuovo Atlante, attraverso mappe e grafici. L’inserimento dei dati in un sistema informatico facilmente aggiornabile e flessibile e la loro rappresentazione in forma di mappe e cartogrammi tramite il sistema GIS, consentono una visione simultanea, riassuntiva e comparativa dei fenomeni che aiuta a leggere i bisogni dei territori, a orientare le scelte e i programmi di intervento. Per arricchire il quadro informativo si è scelto di integrare la ricerca con un reportage realizzato dal fotografo Riccardo Venturi che, come l’anno scorso, ha accompagnato Save the Children lungo le strade, i quartieri, i luoghi educativi e di relazione, battuti dall’Atlante. Questi i titoli dei capitoli: La mafia uccide anche i bambini; Corruzione dei minori; Bambini senza stato; La crisi del capitale; Altri senza nell’età dell’innocenza.

Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. 8° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia 2014-2015. Save the Children, 2015, Roma, pp. 176
Con la pubblicazione dell’8° Rapporto di aggiornamento il Gruppo CRC prosegue il monitoraggio dell’attuazione, nel nostro Paese, della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) e dei suoi Protocolli Opzionali. Le associazioni del Gruppo CRC hanno concordato di dedicare un approfondimento specifico in riferimento ai bambini nella fascia di età 0/6, ampliando in tal senso quanto già proposto nel precedente Rapporto CRC, che riguardava i bambini nella fascia 0/3. Questi gli argomenti affrontati nei diversi capitoli: diritti civili e libertà; ambiente familiare e misure alternative; salute e assistenza; educazione, gioco e attività culturali; misure speciali per la tutela dei bambini.

Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Report nazionale minori stranieri non accompagnati al 30 settembre 2015, Ministero del lavoro e delle politiche sociali, 2015, Roma
Il report riporta i dati statistici relativi ai minori stranieri non accompagnati segnalati come presenti sul territorio italiano. Sono riportate tabelle sul genere, l’età, la nazione di provenienza e la regione che li accoglie.

A cura di Susanna Marietti, Ragazzi fuori. Terzo Rapporto di Antigone sugli Istituti Penali per Minori,Antigone, 2015, pp. 211
Il Rapporto 2015 sulla situazione delle carceri minorili italiane è un primo risultato della recente collaborazione avviata tra ISFOL e Associazione Antigone che prevede lo sviluppo di comuni indagini nel settore. In questo lavoro, l’ISFOL presenta un approfondimento sugli aspetti della formazione professionale e dell’inserimento lavorativo del target di riferimento ed individua alcune linee di indirizzo strategico per l’implementazione e la messa a sistema degli interventi a favore dei giovani detenuti. Il Rapporto è articolato nei quattro capitoli seguenti: 1) I numeri della detenzione minorile; 2) Minori: una giustizia da promuovere; 3) I percorsi di istruzione; 4) I percorsi di formazione professionale e di inserimento lavorativo. In Appendice: viaggio nei 16 II.PP.MM. d’Italia.

A cura di Monia Giovannetti,I minori stranieri non accompagnati in Italia. V Rapporto ANCI, Cittalia, Cittalia, Roma , 2015, pp. 192
Gli anni oggetto di monitoraggio, il 2011 e il 2012, sono stati particolarmente importanti per quanto riguarda l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Il Quinto Rapporto, che anche quest’anno ANCI ha affidato a Cittalia, esce infatti in un momento particolarmente complesso, a tratti drammatico, che il nostro Paese sta vivendo proprio in relazione alla gestione dei flussi migratori in generale, e dei minori non accompagnati nello specifico. I dati parlano di più di 32.000 persone giunte nel contesto dell’operazione Mare Nostrum, moltissimi dei quali minori soli, con una previsione di numero di arrivi ben più alti nel corso dell’anno. Il rapporto è diviso in tre capitoli: 1) I Comuni italiani e le politiche di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati; 2) I percorsi di integrazione dei minori stranieri non accompagnati: le esperienze dei comuni nella fase della seconda accoglienza; 3) Una finestra sull’Europa: norme e politiche per l’accoglienza e l’integrazione dei minori stranieri non accompagnati richiedenti protezione internazionale in vecchi e nuovi paesi dell’UE.

A cura di Isabella Mastropasqua, Maria Stefania Totaro. 2° Rapporto sulla devianza minorile in Italia. I numeri pensati,Gangemi, Roma, 2013, pp. 567
Il 2 Rapporto sulla devianza minorile in Italia conferma, a distanza di un quinquennio, la scelta di approfondire, oltre al monitoraggio quantitativo del fenomeno, le aree tematiche che rappresentano peculiari aspetti di interpretazione e lettura della complessa realtà del sistema della giustizia minorile. Una prima parte è dedicata al territorio nazionale, partendo dallla situazione dei servizi: Uffici di Servizio Sociale, Centri di prima Accoglienza e Comunità. Seguono dei focus sui nuclei ritenuti centrali della messa alla prova, della recidiva, dei giovani adulti. La parte centrale riporta tre interviste ad esperti per cogliere aree di criticità e di possibile innovazione. La terza sezione riporta i dati per regione, con riflessioni sulle specificità dei territori a cura degli operatori dei Centri per la Giustizia minorile.
Collocazione Biblioteca: 66R02

Abuso sessuale, pedofilia e maltrattamento

Antonella Lia, Figli maltrattati, in Psicologia contemporanea,  n. 253 (2016), pp. 20-29
Nel presente contributo viene fatta una riflessione sugli abusi di cui possono essere vittime i minori all’interno delle famiglie. Sono abusi, oltre all’illecito sessuale, anche i maltrattamenti, l’incuria e la violenza psicologica, che altro non è che un abuso emotivo, una forma di sopraffazione, una mancanza di rispetto della persona, a volte un vero e proprio ricatto affettivo. Dopo un confronto sulle normative presenti in Italia e negli altri Paesi d’Europa, l’autrice presenta degli studi sulle conseguenze del maltrattamento e degli abusi sui minori, che saranno i genitori del domani.

Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia. Risultati e Prospettive, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza – CISMAI – Fondazione Terre des Hommes Italia, Roma, 2015, pp. 49
Questo lavoro di ricerca svolto dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, con la collaborazione di CISMAI e Fondazione Terre des Hommes, è utile per misurare e analizzare, fino in fondo, la portata del maltrattamento e della violenza su bambini e adolescenti. La conoscenza del fenomeno e il monitoraggio del maltrattamento minorile si è rivelato di particolare importanza e costituisce una prima tappa significativa nel tentativo di riempire un vuoto informativo. La raccolta dei dati e il monitoraggio sul fenomeno del maltrattamento all’infanzia costituiscono uno strumento indispensabile per la conoscenza del fenomeno, l’adozione di efficaci politiche di contrasto e prevenzione, la misurazione dei risultati di queste politiche.

Ignazio Grattagliano … [et al.], Lo scandalo del doppio abuso, in Rassegna Italiana di Criminologia, n. 4 (2015), pp. 269-275
Attraverso un approccio multilivellare, il testo descrive e analizza un caso di abuso sessuale continuato e perpetrato in danno di cinque minori, giunto alla osservazione degli  in ambito peritale, commesso da un soggetto che

Giulia Savarese, Luna Campinelli, Educazione sessuale e prevenzione degli abusi sessuali sui minori: esiti ed intervento di una ricerca-azione, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 2 (2015), pp. 117-128
Nella prospettiva di prevenzione del rischio psico-sociale, è stato effettuato un progetto sull’educazione sessuale e gli abusi sessuali sui minori. Con metodologie diverse, si sono condotti incontri di formazione in alcune classi scolastiche di Istituti secondari superiori della Campania e si è attivato uno sportello di counseling psicologico. In seguito alla rilevazione e alla presa in carico di tre casi di violenza, è stato fondamentale elaborare strategie di intervento sia con la famiglia, sia con la scuola, per far emergere la violenza taciuta. Il contesto scolastico è stato importante per il perseguimento di interventi volti al rilevamento precoce della violenza e alla decodifica delle richieste di aiuto delle vittime.

Benedetta Verrini, Diagnosi precoce di maltrattamenti e abusi sui più piccoli, in Famiglia Oggi, n. 3 (2015), pp. 81-83
La Fondazione Terre des Hommes ha promosso un progetto per affrontare con concretezza il problema del maltrattamento dei bambini: nasce così a Milano, presso l’Università Statale, il primo corso di perfezionamento universitario riservato ai laureati in Medicina e chirurgia. Un corso per offrire a medici e pediatri di famiglia e di pronto soccorso l’insieme di competenza medico-legali e giuridiche per riconoscere e diagnosticare precocemente maltrattamenti e abusi sui minori.

I volti del disagio, in Rocca, n. 19 (2014), pp. 26-29
L’autrice, attraverso la presentazione di due casi di abuso sessuale perpetrati su minori da parte di individui adulti, obbliga il lettore a riflettere su questa forma di violenza, fisica e psicologica, che avviene spesso ad opera di soggetti che fanno parte della famiglia allargata o di figure che hanno una funzione educativa e che godono della fiducia dei bambini e dei loro genitori. Proprio per questa ragione l’abuso può essere ripetuto nel tempo, resta più a lungo nel silenzio, nel segreto e nell’impunità, provocando conseguenze traumatiche sulla vittima di estrema gravità e di lunga durata.

A cura di Anna Maria Casale  … [et al.], Vittime di crimini violenti. Aspetti giuridici, psicologici, psichiatrici, medico-legali, sociologici e criminologici, Maggioli, Roma, 2014, pp. 377
L’ambito di indagine della presente opera riguarda la vittimologia criminale e, in particolare, le sole vittime di delitti “comuni” contro la persona, aventi natura dolosa ed intenzionale. L’analisi delle problematiche è condotta con modalità interdisciplinare, non solo sul piano giuridico (normativo e giurisprudenziale), ma anche da un punto di vista psichiatrico, psicologico, sociologico e vittimologico. Il testo si pone l’obiettivo di fornire anche preziosi spunti e direttrici per una possibile prevenzione e per una riduzione dei danni subiti dalle vittime di crimini violenti. Con il contributo di molte professionalità diverse vengono trattati argomenti quali: abuso sessuale intrafamiliare, violenza assistita, femminicidio, stalking, gaslithing, circonvenzione nelle sette, bullismo, criminal profiling e autopsia psicologica, persone scomparse.
Collocazione Biblioteca: 17275

Decreto legislativo 4 marzo 2014 n. 39. Attuazione della direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, che sostituisce la Decisione Quadro 2004/68/GAI, in Guida al Diritto Il Sole 24 Ore : settimanale di documentazione giuridica, n. 17 (2014), pp. 21-32
Pubblicato il testo del Decreto legislativo per cui si rafforza il contrasto ai reati di pedopornografia aumentando le aggravanti. Segue il commento di Renato Bricchetti e Luca Pistorelli, “Con il recepimento delle norme internazionali l’Italia in linea nella protezione delle vittime”.

Marcella Sala, Tagliare sui bambini è davvero un risparmio? In Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 2 (2014), pp. 11-14
Questo articolo analizza quanto il maltrattamento all’infanzia, oltre a gravi danni fisici, emotivi e cognitivi al minore, incida in modo rilevante anche sulla spesa pubblica. Ad esempio è stato dimostrato che la spesa per la salute di un adulto maltrattato da bambino è mediamente maggiore di quella di un adulto che non ha avuto tali trascorsi. L’obiettivo di questo studio è dunque di stimare i costi che l’insieme delle amministrazioni pubbliche sostengono ogni anno a causa del maltrattamento minorile, ponendosi poi l’interrogativo dell’ammontare dei costi futuri associati ai nuovi casi di maltrattamento in un anno.

A cura di Silvia Allegro, Walter Nanni e Vittoria Pugliese, Fuori dalla rete. Procedure operative per la tutela delle vittime minorenni di abuso sessuale on line, Save the Children onlus, Roma, 2014, pp. 68
Le Procedure Operative sono state realizzate nell’ambito del Progetto biennale DICAM II, cofinanziato dalla Commissione Europea, prendendo spunto dalle criticità rilevate fra gli operatori in progetti di formazione precedenti. L’obiettivo è quello di produrre uno strumento di facile consultazione, in grado di supportare gli operatori nella gestione di casi di abuso sessuale on line nei confronti di bambine/i e adolescenti, dalla fase di rilevazione e segnalazione fino alla presa in carico psicosociale delle vittime.

Un dilemma sulle violenze familiari verso i minori, in Lavoro sociale, n. 6 (dic. 2014), pp. 44-49
Viene qui raccontata l’esperienza di una scuola statale di Copenaghen, frequentata in gran parte da bambini di famiglie di immigrati o rifugiati. L’insegnante, venuta a conoscenza del fatto che gran parte di queste famiglie usano metodi coercitivi di educazione, picchiando spesso i propri bambini, ha organizzato una riunione con i genitori per affrontare insieme l’argomento, invece di denunciare i fatti ai servizi sociali come sarebbe stato suo obbligo (per la legge danese si tratta infatti di reato). Si discute della sua scelta e del modo giusto di coinvolgere i servizi sociali nei rapporti con le famiglie.

Luigi Taibi e Valentina Petralia, I minori e gli abusi: conseguenze sul piano psicofisico ed interventi di supporto, in Psicologia di Comunità, n. 2 (2013), pp. 57-64
Affrontare le questioni relative alla violenza sessuale tra adolescenti è molto difficile sul piano dell’intervento, perchè spesso si tratta di un agito di gruppo e per la minima differenza di età che intercorre tra gli  dell’atto violento e la vittima. Dal punto di vista penale, questi aspetti pongono limiti oggettivi nell’individuazione di un reale caso di abuso e quindi di reato. Accertata la responsabilità, l’intervento socio-riabilitativo dovrebbe porsi come obiettivo la presa di consapevolezza da parte del minore del suo percorso evolutivo e delle motivazioni che lo spingono a scegliere delle modalità violente e disfunzionali per instaurare le proprie relazioni sociali.

Rossella Procaccia, Sarah Miragoli, Paola Di Blasio, L’utilizzo del Blacky Pictures’ Test nella valutazione dei minori vittime di abuso sessuale, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 3 (nov. 2013), pp. 109-130
La presente ricerca si propone di verificare la capacità del Blacky Pictures’ Test di discriminare le rappresentazioni di sé e delle relazioni familiari tra un gruppo di 29 bambini sessualmente abusati e un gruppo di controllo. I risultati confermano la validità del test, che ha evidenziato nei bambini sessualmente abusati rappresentazioni di sé più insicure e fragili, rappresentazioni delle figure genitoriali più negative.

Umberto Nizzoli, Quando si sospetta il maltrattamento sui minori. Prevenzione, in Personalità/Dipendenze, n. 47 (2013), pp. 125-129
L’autore pubblica una serie di brevi contributi in tema di prevenzione. A quello indicato nel , fanno seguito: Prevenire il trauma e l’abuso ai minori (pp. 131-133); Meglio aiutare a crescere sani o punire un giovane sociopatico? (pp.135-136); Sovrappeso e obesità (pp. 137-140); Prevenire il bullismo (pp. 141-144); Prevenire l’obesità infantile può generare problemi di eccessivo esercizio fisico (pp. 145-148).

Nicola Chemello, Orchi virtuali. L’adescamento minorile sul web, in Psicologia contemporanea, n. 237 (2013), pp. 57-59
L’autore, ingegnere dell’informazione ed esperto di informatica forense, affronta il tema dell’adescamento di minori nella rete, fenomeno in aumento, e fornisce alcune informazioni per una navigazione sicura sul web. L’autore auspica l’introduzione di una nuova disciplina di educazione civica digitale o etica informatica che non demonizzi internet ma educhi i ragazzi all’uso consapevole degli strumenti informatici.

Cercando famiglia: adozione, affidamento, comunità residenziali

Donata Micucci e Frida Tonizzo. La tutela del diritto alla continuità affettiva dei minori in affidamento familiare: approvata la legge n. 173/2015, in Prospettive Assistenziali. n.193 (2016), pp. 26-31.
Il Coordinamento nazionale servizi affidi e le associazioni di questo settore si sono attivamente impegnati per l’approvazione della legge 19 ottobre 2015 n. 173 “Modifica alla legge 4 maggio 1983 n. 184 sul diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare” con cui viene finalmente affermato un diritto, ancora oggi talvolta negato dalle istituzioni preposte. La legge, i cui punti principali vengono esaminati nell’articolo, non si limita ad affermare la possibilità che un minore affidato, se dichiarato adottabile, possa, a tutela del suo prioritario interesse, essere adottato dagli affidatari, ma sottolinea anche la necessità di assicurare, sempre nel suo interesse, “la continuità delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l’affidamento” con gli affidatari anche quando egli “fa ritorno nella famiglia di origine o sia dato in affidamento ad un’altra famiglia o sia adottato da altra famiglia”.

Lisa Cerantola, Bambini e adolescenti “coinvolti di diritto”. Esperienza italiana realizzata mediante il progetto europeo Daphne “Involved by right“, in Lavoro sociale, n.1 (2016), pp. 42-45
Il tema centrale del progetto europeo Daphne “Involved by right” è stato l’ascolto di bambini e adolescenti che si trovano nei percorsi di accoglienza e la rappresentanza dei loro interessi (advocacy) nelle scelte che riguardano il loro progetto di vita. Il progetto, a cura di tre Ussl venete, ha promosso una serie di occasioni di incontro e socializzazione nei quali ragazze/i in affido o in comunità, con l’aiuto di due facilitatori, hanno potuto esprimere la loro esperienza, confrontarsi con gli altri e dare consigli e indicazioni per il miglioramento delle pratiche di accoglienza e protezione. L’articolo successivo “Di solito noi ascoltiamo gli adulti, ma stavolta è stato diverso” racconta il punto di vista dei ragazzi coinvolti sul progetto.

Cinzia Novara, Consuelo Serio, Immagini dalla scuola: il minore e la famiglia adottiva visti dagli insegnanti, in Psicologia di Comunità, n. 2 (2015), pp. 95-108
La ricerca descritta nell’articolo utilizza un metodo qualitativo per esplorare le rappresentazioni sociali che guidano il lavoro educativo di 286 insegnanti di otto scuole elementari, relative ai minori adottati internazionalmente e alle loro famiglie. I risultati mostrano una rappresentazione ambivalente e semplicistica della famiglia adottiva. E’ necessario che vi sia un’assunzione di responsabilità condivisa tra famiglia, scuola e servizi educativi, allo scopo di diffondere una cultura dell’adozione, attenta all’inclusione e al benessere degli studenti adottati.

Laura Carla Galante, Nico Gizzi, Bruno Valenti, Il fare clinico nell’adozione. Modello di valutazione-intervento in psicologia clinica, Franco Angeli, 2015, Milano, pp. 175
Il volume propone un modello di valutazione-intervento per le coppie che dichiarano la propria disponibilità ad adottare un bambino. Il modello operativo e la metodologia danno rilievo alla qualità e alle caratteristiche della “relazione psicologo-coppia” nel processo valutativo e spostano l’asse di interesse dalla formulazione del “giudizio di idoneità” alla “costruzione di un contesto” in cui la coppia possa diventare un “soggetto attivo” nell’osservare e riconoscere gli aspetti relazionali e simbolici della domanda di adozione. Laura Carla Galante è sociologa, psichiatra e psicoterapeuta. Nico Gizzi è psicologo, psicoterapeuta, dottore di ricerca. Bruno Valenti è psicologo e dottore di ricerca.
Collocazione Biblioteca: 17349

Marco Chistolini ; prefazione di Dante Ghezzi, Affido sine die e tutela dei minori. Cause, effetti e gestione, Franco Angeli, 2015, Milano, pp. 179.
Oltre la metà degli affidi in corso in Italia ha carattere di definitività, benché si continui a parlare dell’affido familiare come di un intervento temporaneo che può durare al massimo 24 mesi. L’autore, mettendo a frutto un’esperienza trentennale di lavoro nel campo dell’affido familiare, propone un’articolata analisi delle cause degli affidi sine die e avanza numerose e precise proposte per gestire correttamente questa specifica declinazione dell’affido mirando a superare la discrasia attuale tra realtà e principi teorici. Mario Chistolini è psicologo e psicoterapeuta familiare.
Collocazione Biblioteca: 17443

Roberto Maurizio, L’accoglienza dei minori fuori dalla famiglia in Emilia-Romagna, in Studi Zancan, n. 5 (2015) – on line, pp. 27-48
La ricerca qui presentata, promossa dalla Regione Emilia-Romagna, è nata dalla necessità di valutare i processi di lavoro tra servizi sociali e sanitari, comunità, famiglie di accoglienza e affidatarie, per rendere più efficaci i collocamenti dei minori fuori famiglia. E’ stata un’occasione per identificare buone prassi nel campo delle accoglienze e riproporle in altri contesti territoriali. Sono state raccolte proposte, suggerimenti, sollecitazioni che consentono alla Regione di disporre di indicazioni su tre livelli: regionale, degli ambiti territoriali, dei servizi sociali.

Paola Milani … [et al.], Famiglie che aiutano famiglie. Disagi, fragilità e solitudine: affiancare attraverso le relazioni, l’accoglienza e la solidarietà, in Famiglia Oggi, n. 2 (2015), pp. 6-55
La monografia tenta di dare risposte all’esigenza di prevenire gli allontanamenti dei bambini dalle famiglie vulnerabili e in difficoltà. Partendo dalle diverse definizioni di vulnerabilità, compie un percorso attento e aggiornato, evidenziando luci e ombre dell’affido, per esplorare poi diverse pratiche attuate dai servizi sociali. Si esamina specialmente il Progetto P.I.P.P.I., attraverso il quale il bambino, i genitori, gli operatori e la comunità interagiscono per far fronte insieme al disagio delle famiglie vulnerabili, attraverso l’affiancamento familiare, come “Una famiglia per una famiglia”, che prevede una famiglia solidale a fianco di un nucleo in difficoltà.

Aiutare i genitori per tutelare i minori. Un approccio per favorire una collaborazione paritaria, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2015), pp. 40-45
L’articolo propone una riflessione sui provvedimenti che comportano l’allontanamento di un minore dalla sua famiglia e sul disagio che ne deriva per genitori e figli. In Italia in passato sono stati riorganizzati istituti in piccoli nuclei abitativi e sono state costituite comunità alloggio per minori a partire dagli anni settanta. Oggi la pratica più diffusa è l’affido familiare, che però provoca, per le famiglie di minori presi in carico dai Servizi, uno stato di stress continuo. Partendo dall’analisi di questo percorso, l’autore sottolinea l’esigenza di arrivare ad una nuova cultura che ponga sullo stesso piano le persone coinvolte e che abbassi le barriere che ostacolano un incontro autentico tra i soggetti, mettendo in primo piano la relazione, attraverso una collaborazione paritaria tra operatori, genitori e minori.

Roberto Maurizio … [et al.], Una famiglia per una famiglia: un’esperienza di supporto alla genitorialità, in Minorigiustizia, n. 1 (2015), pp. 256-263
Gli autori presentano il progetto “Una famiglia per una famiglia”, promosso per la prima volta dall’Assessorato ai  Servizi sociali del Comune di Torino, in collaborazione con l’Ufficio politiche familiari, e successivamente testato in altre aree italiane. Il progetto sperimenta un approccio innovativo, che sposta la centralità dell’intervento dal bambino all’intero nucleo familiare: una famiglia solidale sostiene e aiuta un’altra famiglia in situazione di temporanea difficoltà, coinvolgendo tutti i componenti di entrambi in nuclei. Il progetto nasce con la finalità di intervenire precocemente sulle problematiche familiari: è un intervento di carattere preventivo, che offre un sostegno temporaneo a famiglie fragili con minori e include tra i suoi obiettivi quello di diminuire i fattori di rischio che potrebbero portare ad altri interventi maggiormente invasivi per la famiglia, quali l’allontanamento del bambino.

Luciano Trovato … [et al.], La conservazione e la cura dei legami nell’affidamento familiare e nell’adozione, in Minorigiustizia, n. 4 (2014) pp. 7-262
La sentenza n. 278/2013 della Corte costituzionale costituisce un elemento di cambiamento dell’intera normativa in materia di accesso degli adottati alla conoscenza delle origini. La sentenza valorizza, come mai in precedenza, lanozione di genitorialità naturale distinta e, seppur in casi tipici, indipendente dalla genitorialità giuridica e apre nuove prospettive nella conoscenza delle origini di tutti i figli adottivi, che siano figli di ignoti o che siano stati riconosciuti. Nella presente monografia vengono proposte riflessioni sull’argomento, articolate in 8 parti: 1) I legami nell’affidamento e nell’adozione in una prospettiva giuridica; 2) I legami nell’affidamento e nell’adozione nella considerazione psicologica; 3) Il riguardo delle istituzioni ai legami; 4) Orizzonti e criticità della genitorialità adottiva; 5) La ricerca di nuovi legami: i “migliori” genitori adottivi; 6) Adozioni e affidamenti di bambini di altre culture; 7) I volti dell’affidamento familiare; 8) L’accesso degli adottati adulti alle proprie origini

Valentina Calcaterra, L’affido partecipato, Erickson, Trento, 2014, pp. 174
L’autrice, docente universitaria di metodologia del Servizio Sociale ed esperta di tutela dei minori e di formazione nel campo del lavoro sociale in rete, descrive con esempi concreti i modi e gli strumenti per avviare un percorso di affido autenticamente partecipato. I temi affrontati sono: la costruzione del progetto con i genitori, la conoscenza reciproca delle famiglie d’origine e affidataria, il coinvolgimento dei minori, il contratto, il monitoraggio e il sostegno da parte degli operatori nel corso dell’affido fino alla sua conclusione, con l’auspicato rientro del minore nella sua famiglia. Il testo contiene indicazioni utili per gli operatori sociali, ma può essere letto agevolmente anche dalle famiglie interessate ad accogliere in affido un bambino o un ragazzo.
Collocazione Biblioteca: 16877

A cura di Chiara Scivoletto, Il Tempo e la fiducia. L’affido eterofamiliare del minore, Carocci, Perugia, 2013, pp. 114
L’affido eterofamiliare del minore è un istituto giuridico disciplinato con la legge 184/1983, poi novellata con la legge 149/2001, orientato alla salvaguardia del diritto del minore a crescere nella propria famiglia naturale. L’affido presuppone e richiede il rispetto del “superiore interesse del minore” e l’attuazione della tutela (Convenzione ONU, 1989). Esso interpella pertanto sia il sistema giuridico che quello dei servizi socio-assistenziali, impegnati nell’implementazione del dettato normativo e nella costruzione di pratiche professionali condivise ed efficaci. Il volume, attraverso dati di ricerca, esplora il tema della comunicazione tra i diversi attori delle pratiche di affido, mettendo in risalto la necessità di integrare linguaggi e saperi. In Appendice vengono presentate quattro storie di affido, selezionate con l’obiettivo di offrire alcune indicazioni concrete per costruire progetti di affido familiare “sufficientemente buoni”.
Collocazione Biblioteca: 16571

A cura di Lavinia Barone, Attaccamento e adozione: un campo di ricerca in crescita, in Rassegna di Psicologia, n. 1 (2013), pp. 3-84
La rivista è dedicata interamente all’approfondimento di un filone di ricerca nell’ambito dell’adozione, che si muove in una prospettiva di superamento di un’ottica di comparazione tra bambini normativi – cresciuti in famiglie biologiche – e bambini atipici – cresciuti in famiglie adottive – a favore di un interesse mirato allo studio della qualità delle differenze individuali riscontrate nei processi sottesi all’esperienza adottiva. In questo ambito l’autrice lega il tema dell’adozione a quello dell’attaccamento e presenta diversi contributi in merito: “Modelli di attaccamento e adozione: uno studio pilota sui bambini adottati tardivamente e le madri adottive” di Pace, Zavattini, Laghi; “Adozione tardiva, attaccamento e comprensione delle emozioni” di Barone, Lionetti; “Forme di adozione, adattamento psicosociale e ri-strutturazione dei legami di attaccamento” di Balenzano, Cassibba, Moro; Costantini, Vergatti, Godelli; “Rappresentazioni dell’attaccamento e interazioni tra i bambini adottati e i loro genitori. Indicazioni qualitative da una ricerca-azione” di Ongari, Tomasi; “La valutazione del processo di costruzione del legame di attaccamento ai genitori adottivi attraverso un nuovo strumento: il Parent Attachment Diary” di Molina, Casonato.

Minori e giustizia

A cura di Chiara Segrado … [et al.], Child rights and juvenile justice. Best practices and lesson learned from Save the Children Italy national and international programs, Save the Children Italia Onlus, Roma, 2016, pp. 55
Il documento fornisce una panoramica del lavoro di Save the Children Italia (SCIT) nel settore dei diritti dell’infanzia e della giustizia giovanile e ne presenta l’approccio metodologico. Nel primo capitolo viene data la definizione di giustizia giovanile e dei concetti correlati; vengono presentati i principi base e le strategie che inquadrano e guidano gli interventi di Save the Children nel campo della giustizia giovanile, con una riflessione su come la teoria del cambiamento (TOC) di Save the Children possa essere applicata a questo settore di intervento. Nel secondo capitolo viene presentato il metodo di Save the Children applicato alla progettazione di programmi di giustizia giovanile, viene illustrato come sono sviluppati i programmi nelle principali aree di intervento e come vengono svolti il monitoraggio e la valutazione dei programmi. Il terzo capitolo esplora l’esperienza di Save the Children Italia nella giustizia giovanile sia a livello nazionale sia internazionale, con progetti su: diritti dell’infanzia, prevenzione del crimine, accesso alla giustizia, mediazione sociale, misure alternative per i bambini a contatto con la legge. L’esperienza svolta in Italia è stata il punto di partenza per la proposta e lo sviluppo di interventi nel contesto internazionale.

Joelle Long … [et al.]. Il diritto minorile tra passato prossimo e futuro. In Minorigiustizia, n. 4 (2015), pp. 7-220
La monografia è dedicata all’evoluzione del diritto civile minorile in Italia negli ultimi anni, come risultato di un forte impulso proveniente sia dal diritto internazionale ed europeo (effetti della ratifica della Convenzione dell’Aja del 1996 sulla protezione internazionale dei minori per esempio), sia dalle istanze sociali. Questi i capitoli della monografia, ognuno composto da diversi contributi: 1) La legge sul diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare; 2) La ratifica della Convenzione dell’Aja del 1996 e l’attuazione della Direttiva 2013/33/UE; 3) Il diritto dell’adottato alla conoscenza delle origini familiari e genetiche; 4) Unioni civili e minori; 5) Le riforme processuali. Seguono altri contributi in Esperienze sociali e giudiziarie, Documenti, Giurisprudenza minorile e familiare.

Ennio Tomaselli. Giustizia e ingiustizia minorile. Tra profonde certezze e ragionevoli dubbi, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 255.
Ingiustizia è termine sgradevole, scomodo ma è un rischio che spinge l’autore del volume a interrogarsi e a indagare a fondo sulle radici, spesso antiche, talvolta inconsce, di certe prassi, disfunzioni, abitudini mentali, metodiche di giudizio, con riferimento sia al settore civile, di peculiare delicatezza, che a quello penale dei procedimenti minorili. Ennio Tomaselli è stato giudice del Tribunale per i minorenni di Torino e pubblico ministero.
Collocazione Biblioteca: 17315

Flores Reggiani … [et al.], Tutela della persone minori d’età e rispetto delle relazioni familiari, tra interventi di sostegno e cura ed affermazione dei diritti fondamentali, in Minorigiustizia, n. 3 (2015), pp. 20-160
La parte monografica di questo numero raccoglie una serie di contributi articolati in 5 parti: 1) I sistemi di protezione dell’infanzia dal ‘600 al ‘900: tra storia e modernità dell’intervento; 2) Il dialogo tra le corti in tema di relazioni familiari e riconoscimento dei diritti delle persone di età minore; 3) Dalla diagnosi del trauma per il minore alla costruzione di modelli di intervento possibile. La cura dei legami e la tutela dei minori fuori dalla famiglia; 4) I minori più vulnerabili davanti al giudici; 5) I rischi evolutivi dei bambini coinvolti nelle procedure separative.

Marcello D’Amico, Diritti dei minori: le politiche europee per la loro tutela. Tutte le iniziative messe in campo dall’UE per la protezione di bambini e adolescenti, in Lavoro sociale, n. 1 (feb. 2015), pp. 56-59.
Nel 2011 la Commissione europea ha adottato l’agenda europea per i diritti dei minori; è stato anche istituito il Forum sui diritti dei minori che raccoglie esperti e organizzazioni per lo scambio di buone pratiche ed esperienze in specifiche aree di interesse per le politiche dell’infanzia. Oltre a queste informazioni, l’articolo fornisce anche indicazioni sulle iniziative legislative sul tema nell’Unione europea.

Elena Cabiati. Le forme di gestione dei Servizi Tutela Minori in Lombardia: un’indagine alla luce dei processi isomorfici. In Autonomie locali e servizi sociali, n.3 (dic. 2015), pp. 517-536.
In questo articolo vengono esposti e analizzati i risultati di un lavoro di ricerca dedicato alla organizzazione dei Servizi di tutela minorile in ambito regionale lombardo, con particolare riferimento alle forme di gestione delle relative organizzazioni realizzate nei diversi Comuni.

Marina Castellaneta , La giustizia a misura di minore in uno studio dell’Agenzia UE sui diritti fondamentali, in Minorigiustizia, n. 3 (2015), pp. 169-180
L’autrice, professore di diritto internazionale presso l’Università di Bari, presenta lo studio redatto dall’Agenzia europea dei diritti fondamentali in collaborazione con la Commissione UE dal titolo “Giustizia a misura di minore: prospettive ed esperienze dei professionisti”, che contiene le risposte fornite da 570 giudici, procuratori, avvocati, psicologi ecc. a contatto quotidiano con i minori coinvolti in procedimenti giudiziari come vittime di crimine, o perchè interessati nel divorzio dei genitori o per fattispecie analoghe.

Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia , Per una giustizia a misura di minore, in Minorigiustizia, n. 2 (2015), pp. 176-185
Il documento qui pubblicato è stato discusso e approvato nella riunione del Consiglio direttivo dell’Aimmf (Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia) del 22 febbraio 2013. Si tratta di una vera e propria proposta per il legislatore per realizzare un efficace intervento di riforma della giustizia minorile, sia a livello ordinamentale che processuale.

A cura di Paola Bastianoni e Maria Teresa Pedrocco Biancardi, I diritti dei minori Percorsi di tutela e protezione, Junior, Parma, 2014, pp. 295
Le tante professionalità che si esprimono in questo volume perseguono il comune obiettivo di promuovere una cultura dell’infanzia più consapevole circa i bisogni e i diritti evolutivi dei bambini/ragazzi e di arricchire le competenze riflessive e operative dei colleghi che nei servizi pubblici e/o privati a vario  si occupano di minori. L’indice è variamente articolato. La prima parte affronta il tema dei diritti dei bambini con contributi di Paola Bastianoni (I diritti relazionali dei minori), Stefania Guglielmi (I diritti dei minori nell’ordinamento giuridico italiano), Chiara Baiamonte (La tutela della soggettività di genere in infanzia e adolescenza), Stefania Guglielmi (I diritti negati ai minori nelle famiglie omogenitoriali). La seconda parte è dedicata alle dinamiche familiari e alla protezioni dei minori con interventi di Paola Bastianoni (Le famiglie oggi: compiti e processi di protezione), Maria Teresa Pedrocco Biancardi (L’epidemia nascosta: forme insospettabili di maltrattamento familiare), Licia Barrocu (Sostenere le famiglie dei minori nelle separazioni), Gloria Soavi (La tutela dei bambini nelle simulazioni di violenza domestica). La terza parte infine si occupa dei contesti di tutela dei minori, proponendo capitoli di Alessandro Chiarelli (Il ruolo delle forze dell’ordine nella tutela dei minori), Dina Galli (La rete dei servizi a tutela dei diritti dei minori), Daniele Seragnoli e Michalis Traitsis (Il ruolo del teatro nell’esperienza educativa dei minori: aspetti metodologici e obiettivi pedagogici), Giuseppe Scandurra (Quali diritti per i minori stranieri? La “seconda generazione” a Bologna).
Collocazione Biblioteca:biblioteca: 16938

Il lavoro con e per i minori

Impariamo a lavorare insieme. Intervista doppia a un assistente sociale e un avvocato. Per una collaborazione professionale in tutela minori, in Lavoro sociale, 2 (2016), pp. 5-13
Il rapporto tra avvocati e assistenti sociali nell’ambito della tutela dei minori è piuttosto controverso, tuttavia può essere molto costruttivo e in alcuni contesti è già una realtà. In questa intervista a un avvocato e a un’assistente sociale si riflette su questo tema e si sostiene che sia d’aiuto la formazione e l’abbandono di una logica di contrapposizione. Molto utile sarebbe anche acquisire un linguaggio comune e saper mettersi anche dalla prospettiva professionale dell’altro, in modo da lavorare in modo collaborativo per il bene del minore.

Un ponte verso il futuro. Ripensare le comunità per i minori attraverso un’alleanza con le famiglie,in Lavoro sociale, n. 6 (2015), pp. 11-14
Secondo l’autore, l’allontanamento dalla famiglia di un bambino o di un ragazzo può essere un intervento utile alla sua crescita. Il collocamento in comunità può contribuire a dare ai bambini e ai ragazzi un luogo di decantazione da una situazione di sofferenza, ma può anche rappresentare uno spazio di crescita e di rafforzamento della propria identità in un contesto favorevole al riconoscimento, alla valorizzazione di sé e alla rielaborazione della propria storia.

Un tutor speciale. Si chiama mentoring: un modello che affianca a un minorenne problematico un giovane adulto che ha vissuto le stesse difficoltà, in Lavoro sociale, n. 5 (2015), pp. 10-14
Il mentoring è un metodo che si affianca all’operato degli educatori professionali e degli assistenti sociali e che ha come obiettivo quello di creare un sostegno informale per ragazzi fragili, affiancando una persona più adulta che abbia in passato affrontato le stesse problematiche che il ragazzo sta affrontando. Rimane comunque fondamentale il ruolo di guida degli operatori professionisti.

Giammatteo Secchi, Lavorare con le famiglie nelle comunità per minori, Erickson, Trento, 2015, pp. 119
Gli operatori sociali in tutela minori si confrontano ogni giorno con situazioni delicate e complesse, in particolare quando un minore viene allontanato dalla famiglia d’origine. In questi casi la conflittualità tra operatori e famigliari può essere molto alta, con ulteriori danni per i bambini e ragazzi coinvolti. Il testo mostra come l’inserimento di un minore in comunità di accoglienza possa lasciar spazio alla promozione di una reale prospettiva di cambiamento della situazione familiare, attraverso il coinvolgimento della famiglia nella definizione e realizzazione degli interventi di accoglienza. L’autore fornisce esempi e consigli pratici su come gli operatori impegnati nell’accudimento del minore possano riconoscere le competenze dei famigliari e coinvolgerli nella definizione del progetto educativo.
Collocazione Biblioteca:17396

Devis Geron … [et al.], Welfare generativo: approfondimenti ed esperienze, in Studi Zancan, n. 3 (2015) – on line, pp. 39-91
La sezione monografica di questo numero è dedicata al welfare generativo, un nuovo approccio al welfare che si basa sulla responsabilizzazione di ogni persona in una logica di attivazione di capacità e di rigenerazione delle risorse disponibili a beneficio collettivo. Tra i contributi raccolti in questa monografia si segnalano: Verso un welfare generativo con giovani in uscita da percorsi di tutela, di F. Zullo; Il servizio sociale di comunità: una proposta generativa a sostegno dei minori, di S. Savietto.

Annalisa Vicari e Lucia Monicchi, Tutelandia. Schede e percorsi per l’intervento psicologico con minori vittime di abuso e di maltrattamento, Erickson, Trento, 2015, pp. 218
Tutelandia si propone di essere uno strumento utile di uso quotidiano, a tutela dell’efficacia professionale degli operatori e di tutti gli adulti (anche genitori adottivi o affidatari) che cercano di comprendere, proteggere e curare bambine e bambini vittime di maltrattamento o abuso. Questo libro consente di accompagnare il bambino nella comprensione di ciò che ha vissuto e sta vivendo, con l’obiettivo di aiutarlo a trovare il modo migliore per superare il trauma. Il volume è composto da una breve introduzione teorica e da numerose schede operative, organizzate in percorsi tematici corrispondenti alle diverse fasi della tutela minorile (rilevazione, valutazione, progettazione, terapia). Ogni scheda richiede la partecipazione attiva del bambino, a cui viene richiesto di disegnare, raccontare una storia, rispondere a domande importanti, e permette di costruire un «diario di bordo» personalizzato. Si può proporre tutto il percorso dall’inizio alla fine o attingere alle schede a seconda del proprio ruolo professionale, della fase d’intervento, del proprio modello operativo di riferimento o delle esigenze del caso specifico di cui ci si sta occupando.
Collocazione Biblioteca:17327

Valeria Bizzarri, I diritti umani nel servizio sociale: il caso delle adozioni rom, in La Rivista di Servizio Sociale, n. 1 (2014), pp. 37-51
Una recente indagine ha rivelato l’esistenza di un accentuato divario tra la percentuale di minori rom segnalati, presi in carico dal Tribunale per i minorenni del Lazio e dichiarati adottabili e quella dei minori appartenenti alla maggioranza non rom. Il presente articolo intende perciò contribuire alla riflessione circa il ruolo dell’assistente sociale nei processi di adozione, di integrazione sociale ed economica che riguardano minori, famiglie e gruppi appartenenti a minoranze etniche e culturali. Partendo da un approccio basato sui diritti umani, la figura dell’assistente sociale verrà considerata nel suo ruolo di agente di cambiamento sociale, all’interno dei processi di crescita professionale.

Marco Tuggia, Alle comunità educative bastano tre mura. Cinque prospettive di cambiamento per le comunità educative con minori, in Animazione Sociale, n. 285 (2014), pp. 82-91
Secondo l’autore, pedagogista e formatore, il sistema delle comunità educative negli ultimi anni si trova a subire le conseguenze dei tagli alla spesa sociale, dovuti alla pesante crisi economica in corso, ma anche gli esiti dell’attuazione della legge 149/2001, sugli affidamenti familiari. Restano, perciò, affidati alle comunità soprattutto bambini la cui situazione è estremamente grave e problematica. Ma tutto questo può essere anche occasione di cambiamento per migliorare le capacità di intervento a favore dei bambini e delle loro famiglie. A ogni servizio possono bastare “tre mura”, perchè la quarta è data dalla collaborazione tra professionisti, dall’investimento sulla genitorialità, dalla valorizzazione delle risorse dell’ambiente.

Iolanda Tortù, La specializzazione della Polizia Penitenziaria in ambito minorile: il riconoscimento di un valore aggiunto, in Psicologia di Comunità, n. 2 (2014), pp. 109-117
L’autrice, Assistente Capo di Polizia Penitenziaria, presenta un corso realizzato dall’Istituto Centrale di Formazione di Roma, con la finalità di dare alla Polizia Penitenziaria del settore minorile strumenti utili alla comprensione dei mutamenti delle nuove generazioni. La metodologia dell’apprendimento per esperienza, che passa attraverso docenti che lavorano con gli adolescenti, commissari che operano negli istituti da molti anni e in vari ruoli e tutor che nella conduzione dei gruppi utilizzano l’esperienza dei partecipanti per l’apprendimento di tutti, è la vera carta vincente del corso.

Sarah Di Giglio … [et al.], Protection First. Strumento destinato a operatori di comunità per minori per l’emersione di potenziali vittime di tratta o sfruttamento in Italia,  Save the Children onlus, Roma 2014, pp. 20
Prodotto nell’ambito del Progetto europeo “Protection First: identificazione, prevenzione ed assistenza a minori vittime e a rischio di tratta e sfruttamento”, questa pubblicazione vuole essere uno “strumento di lavoro” che supporti l’operatore di case famiglia o comunità che accolgano ragazzi migranti nel difficile compito di cogliere e individuare i segnali che possono evidenziare situazioni in cui i minori accolti siano coinvolti in situazioni di tratta (o lo siano stati), oppure corrano seri rischi di cadere in tale condizione. Vengono quindi chiariti alcuni concetti chiave, presentati indicatori specifici, indicazioni per la presa in carico e infine forniti i contatti di enti specializzati che fanno parte di reti locali.

A cura di Sarah Banks e Kirsten Nohr, L’etica in pratica nel servizio sociale. Casi e commenti in prospettiva internazionale, Erickson, Trento, 2014pp. 282
In tutto il mondo i professionisti del lavoro sociale devono affrontare sempre più spesso sfide etiche comuni in contesti molto diversi tra loro. Questo volume esamina casi reali legati all’etica, cercando di dare un contributo utile per situazioni complesse. Nell’esperienza quotidiana, infatti, ogni operatore sociale incontra situazioni che presentano caratteristiche inedite e sollevano dilemmi etici. L’esperienza diretta e il confronto con la pratica di operatori esperti sono d’aiuto, ma è necessario allenarsi a cogliere e affrontare queste situazioni problematiche sin dall’inizio della propria carriera. Ecco quindi l’utilità di questo volume: i casi proposti permettono di coltivare e sviluppare una sensibilità ai dettagli eticamente rilevanti e problematici. Ogni caso si apre con una breve introduzione, seguita da due commenti e da domande utili alla riflessione. I commenti, scritti da di Paesi diversi, fanno riferimento a teorie rilevanti, concetti, questioni pratiche, modalità alternative di intervento e conseguenti implicazioni.
Collocazione Biblioteca: 16893

Decidere con le famiglie. Coinvolgere genitori, parenti e amici nella tutela di minori in difficoltà, in  Lavoro sociale, n. 2 (2014), pp. 27-31
L’articolo presenta un nuovo modello di intervento nella tutela del minore in difficoltà, basato sul coinvolgimento e la responsabilizzazione delle famiglie: il Family Group Decision Making, nato in Nuova Zelanda e ora diffuso in altri paesi. L’operatore è chiamato a dialogare e lavorare con le famiglie per far emergere e valorizzare i loro punti di forza.

Mauro Ferrari, Elisa Carraro, Elisa Lazzarini, “Entrare qui è come prendere i voti”. Genesi e trasformazioni di due comunità di accoglienza per minorenni, in Minorigiustizia, n. 1 (2014), pp. 170-179
L’articolo presenta un’analisi di due comunità per minorenni del nord-est veneto: la comunità Girasole, fondata da alcuni religiosi, e la comunità Fenice, aperta da operatori laici. In entrambe le realtà lo stile dei fondatori, il loro carisma, ha influenzato regole, modelli e modi d’agire all’interno del gruppo degli educatori.

Paolo Martinelli … [et al.], Bambini e famiglie: le professioni di fronte alla crisi, in Minorigiustizia, n. 1 (2014), pp. 7-158
I contributi raccolti nella monografia spiegano perchè e come le professioni di cura stiano rinnovando i fondamenti culturali del proprio agire professionale proprio nel momento in cui vengono spesso enumerate solo come costo nella spesa nazionale. I percorsi di innovazione sono diversi in ciascuna professione, ma dall’interno della scuola, dall’interno dei servizi socio-sanitari, dall’interno degli avvocati che si occupano di relazioni familiari, dall’interno degli uffici giudiziari demandati ad affrontare la crisi delle famiglie, le culture stanno producendo cambiamenti fondamentali, che si cercano di descrivere nei diversi capitoli dedicati alle differenti professioni: 1) Burocrazie e spazi della scuola; 2) La crisi dei servizi sociosanitari e la loro alleanza con le famiglie; 3) L’avvocato esperto in diritto di famiglia: una specializzazione etica; 4) Le professionalità in campo nella giurisdizione minorile e familiare; 5) Le professionalità nella mediazione e nella riparazione del danno; 6) Comporre o reprimere. La legge immagine sulla violenza alle donne.

Francesca Anello … [et al.], Educare la comunità, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 250
Il testo si rivolge agli studenti universitari delle discipline e dei percorsi educativi per l’educazione di comunità, scegliendo di sottolineare la centralità della costruzione di valori e della formazione di operatori che sappiano guardare alla comunità come al soggetto reale di sviluppo e cambiamento. I saggi raccolti sono un tentativo di confronto tra diverse culture e scuole di pensiero dell’intervento educativo e sono raccolti in cinque parti: Leggere la comunità; Pedagogie di comunità; Percorsi per l’educazione di comunità; Prospettive per culture educative; Costruire educazione di comunità.
Collocazione Biblioteca: 16771

 Sitografia

Network europeo degli osservatori nazionali sull’infanzia e l’adolescenza
http://www.childoneurope.org/
Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza
Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
http://gruppocrc.net/
Centro Nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza
http://www.minori.it/
Istituto degli Innocenti
http://www.istitutodeglinnocenti.it/
Organizzazione Save the Children
http://www.savethechildren.it
Associazione Telefono Azzurro ONLUS
http://www.azzurro.it
Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie
http://www.anfaa.it/
Centro Studi Hänsel e Gretel ONLUS
http://www.cshg.it/
ECPAT Italia – END CHILD PROSTITUTION PORNOGRAPHY AND TRAFFICKING
http://www.ecpat.it
ILO – Organizzazione internazionale del lavoro
http://www.ilo.org/rome/lang–it