Aggiornata a novembre 2019 – a cura di Marina Villone

I materiali, elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico.

Vengono proposti i seguenti percorsi:

La condizione dei minori in Italia e nel mondo: dati e rapporti

A cura di Giulio Cederna, Il tempo dei bambini. Atlante dell’infanzia a rischio 2019, Save the Children Italia Onlus, Roma, 2019, pp. 203
L’Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children compie 10 anni e, dopo aver raccontato l’isola dei tesori, il passato, il futuro, la crisi, gli spazi, le mafie, le povertà minorili, la scuola, le periferie dei bambini, prova a riannodare il filo del tempo. Il tempo nuovo della mobilitazione giovanile che ha avuto il merito di riportare in prima pagina il monito della scienza sul riscaldamento globale e sulle implicazioni sociali della crisi ambientale del Pianeta. Un primo e parziale bilancio del decennio attraverso l’analisi puntuale dei principali indicatori per innovare le politiche e cercare di migliorare le condizioni di vita dei bambini nel nostro Paese. Nel volume si parla anche di povertà educativa e crisi climatica, disuguaglianze, inquinamento, sicurezza nelle scuole, educazione e spreco alimentare.

Terre des Hommes, La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo, Fondazione Terre des Hommes Italia ONLUS, Milano, 2019, p. 68
L’ottava edizione del Dossier “Indifesa” di Terres des Hommes sulla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo costituisce il risultato di lavoro congiunto di Governi, Istituzioni internazionali e ONG, impegnati già da anni con successo su diversi fronti. La lotta alle discriminazioni e alle violenze di genere è entrata nelle agende politiche di molti Paesi e sta diventando oggetto di buone pratiche capaci di cambiare radicalmente i comportamenti e intaccare condizionamenti culturali a volte vecchi di secoli. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dagli oltre 2 milioni di ragazze sotto i 15 anni che si avviano ancora a diventare mamme bambine quest’anno, soprattutto nei Paesi più poveri del mondo e dai 9 milioni di ragazze che, solo nell’ultimo anno, sono state vittima di violenza sessuale. C’è tuttavia un dato meno drammatico ma assolutamente decisivo nel raccontare la sperequazione tra sessi, tra ragazze e ragazzi: nonostante i passi avanti fatti, nel mondo sono oltre 130 milioni le bambine e le ragazze escluse dal ciclo scolastico. E anche quando riescono ad accedere ai livelli più elevati, lo studio per loro non necessariamente rappresenta una chiave di accesso al mercato del lavoro. Un gender gap, lavorativo e purtroppo anche salariale, che riguarda anche l’Italia e su cui occorre necessariamente intervenire con strumenti efficaci. Terre des hommes ha dato vita, ad esempio, al Network “Indifesa”, prima rete italiana di web radio e giovani ambasciatori contro la discriminazione, gli stereotipi e la violenza di genere, bullismo, cyber-bullismo e sexting.

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Christian Morabito … [et al.], Il miglior inizio. Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita, Save the Children, Roma, 2019, pp. 40
Save the Children ha deciso di dedicare il rapporto “Illuminiamo il Futuro” di quest’anno alla povertà educativa che colpisce i bambini più piccoli, attraverso un’indagine pilota, di carattere esplorativo. Unica nel suo genere in Italia, l’indagine è volta ad analizzare le disuguaglianze nell’acquisizione delle capacità e delle competenze educative sin dalla prima infanzia ed i fattori che le determinano, dal punto di vista delle condizioni socio-demografiche, culturali e dei servizi per l’infanzia frequentati.

Arianna Saulini, I diritti degli adolescenti oggi. Lo stato dell’attuazione della Convenzione ONU in Italia, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2019), pp. 13-17
L’autrice, avvocato e collaboratrice della ONG Save the Children, ripercorre le tappe fondamentali dell’attuazione in Italia della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e analizza la situazione attuale. In Italia circa il 60% dei minori vive una situazione di povertà educativa, che raggiunge anche l’80% in alcune regioni del sud, accompagnandosi a contesti di povertà relativa e assoluta. Secondo l’autrice, processi di resilienza possono essere innescati da fattori come la pratica sportiva, la famiglia, la scuola, la comunità educante, che richiedono, tuttavia, il supporto di politiche attente e investimenti mirati.

A cura di Elena Caneva … [et al.], WeWorld Index 2019. Bambine, bambini, adolescenti e donne: educazione e conflitti, WeWorld Onlus, Milano, 2019, pp. 76
Il WeWorld Index è uno strumento importante per misurare l’inclusione di bambini, bambine, adolescenti e donne nel mondo. La quinta edizione, del 2019, si basa su un concetto innovativo d’inclusione che considera sia la sfera economica, sia quella sociale. La classifica finale è il risultato della valutazione del progresso di un Paese, ottenuto osservando le condizioni di vita dei soggetti più a rischio esclusione, attraverso l’analisi di 17 dimensioni e 34 indicatori, scelti tra i più significativi analizzati da banche dati internazionali. In biblioteca disponiamo in versione cartacea dei rapporti 2018 (coll.18110) e 2017 (coll, 17901), gli altri rapporti sono disponibili on line al link: https://www.weworld.it/scopri-weworld/ricerche-e-pubblicazioni/

1063344-NORDIC 28 LOWRESKevin Byrne and Claus Bech Hansen, Protected on Paper? An analysis of Nordic country responses to asylum-seeking children, UNICEF, Firenze, 2018, pp.108
Nonostante detengano il record mondiale di impegno nei confronti dei diritti dell’infanzia, i paesi nordici non riescono a fornire l’intera gamma di protezione e servizi richiesti ai bambini richiedenti asilo. Questo rapporto rileva che, nonostante siano ampiamente in vigore misure legali e procedurali, i fallimenti nella loro attuazione, nonché le lacune nei servizi di protezione, assistenza sanitaria e istruzione, espongono a rischi significativi molti bambini richiedenti asilo in Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia.

Elena Camilletti, Realizing an Enabling Environment for Adolescent Well-being: An inventory of laws and policies for adolescents in South Asia. Miscellanea, UNICEF, Firenze, 2018, pp. 6
Questo documento fa il punto sulle leggi e le politiche per gli adolescenti negli otto paesi dell’Asia meridionale: Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan e Sri Lanka. Questi paesi presentano una ricca diversità di istituzioni culturali, storiche, politiche, sociali ed economiche, che si riflettono nei loro quadri giuridici e sulle politiche nazionali per gli adolescenti. Vengono messe in luce le somiglianze e le differenze tra i paesi dell’Asia meridionale per quanto riguarda l’applicazione del diritto internazionale dei diritti umani nei loro quadri normativi nazionali.

Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. 3° Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, anno 2016-2017, Save the Children, 2016, Roma, pp. 210
In occasione dell’esame dell’Italia del prossimo anno presso il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza le 96 associazioni del Gruppo CRC pubblicano il 3° Rapporto Supplementare di monitoraggio dell’attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) in Italia e dei suoi Protocolli Opzionali. Il rapporto con 157 raccomandazioni si rivolge a rappresentanti del Governo, agli Enti Locali, nonché ai parlamentari auspicando che ogni istituzione possa, nel proprio ambito di intervento, adoperarsi al fine di risolverle e di migliorare le politiche per l’infanzia e l’adolescenza in Italia

page_1Chiara Saturnino … [et al.], Fino all’ultimo bambino. Milioni di bambini senza un domani in Italia e nel mondo: la sfida di Save the Children, Save the Children Italia Onlus, Roma, 2016, pp. 72
Si tratta del rapporto di Save the Children riguardo alla campagna “Fino all’ultimo bambino”, che estende i progetti già in corso di contrasto alla povertà e di sicurezza alimentare. Il primo capitolo si apre con la definizione di povertà e con una riflessione sulle sfide che comporta per la popolazione infantile; si fa riferimento al carattere multidimensionale e intergenerazionale della povertà e ai meccanismi che la alimentano. La seconda parte si incentra sulle conseguenze della grave deprivazione nei Paesi a basso reddito e sulle cause che fanno sì che parte della popolazione non venga raggiunta dai processi di sviluppo. L’ultimo capitolo apre una finestra sulla povertà in Italia, proponendo, attraverso l’analisi dei dati più recenti, una lettura su cosa significa per madri e bambini essere vittima di deprivazione e di esclusione sociale nel nostro Paese. Un breve paragrafo è infine dedicato alle recenti emergenze e crisi umanitarie, dal conflitto in Siria al terremoto del Centro Italia. Il rapporto si chiude con un messaggio positivo degli autori: gli antidoti alla povertà infantile esistono e si tratta di interventi adottati sia a livello internazionale, sia nei programmi avviati nel nostro Paese, rivelatisi efficaci.

Abuso sessuale, pedofilia e maltrattamento

downloadLuigi Colombo, Da Lolita a Lacan, Alpes, Roma, 2019, pp. 107
Pur essendo una violenza contro la libertà della persona, il delitto sessuale non è necessariamente violento. Può prendere le forme della seduzione, come in Lolita di Vladimir Nabokov, in cui l’inclinazione deviante dell’adulto si manifesta in una interazione priva di impulsività e richiede il coinvolgimento della vittima. Il libro cerca di focalizzare alcuni aspetti fondamentali di questa materia triste, ostica e faticosa, utilizzando la prospettiva psicoanalitica, secondo l’orientamento di Jacques Lacan, e quella criminologica, prospettando alcune ipotesi e spiegazioni originali. Al lettore viene proposta una visione realistica delle motivazioni e dell’atteggiamento dell’autore della condotta, che consente di non azzerare e mettere sotto silenzio la posizione soggettiva della vittima. Il punto di vista criminologico ha un ruolo importante perché la conoscenza di questa realtà deve passare attraverso una conoscenza minuziosa della condotta lesiva. Collocazione Biblioteca: 18496

Anna Maria Corato … [et al.], Trauma complesso ed esiti di percorso nella presa in carico di minori matrattati: uno studio pilota, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 2 (giu. 2018), pp. 87-104
La ricerca si riferisce a un progetto pilota attivato presso il SPTM di Vicenza, finalizzato al monitoraggio sull’esito del percorso di presa in carico dei minori maltrattati. Il lavoro si è basato sul modello teorico del Trauma Complesso. È stato preso in esame un campione di adolescenti che hanno subito condizioni continuative di maltrattamento ed esperienze traumatiche e hanno usufruito di un percorso di protezione e sostegno di almeno un anno. I soggetti sono stati assegnati a due gruppi, in base ai criteri per la diagnosi di Disturbo Post-traumatico Complesso. Ogni gruppo è stato analizzato su variabili relative ai fattori di rischio, protettivi e di presa in carico. Nel lavoro sono riportati e commentati i risultati dello studio.

0001-1-300x480Ignazio Grattagliano, … [et al.], Preti cattolici abusanti: una revisione di letteratura, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 47, n. 4 (2018), pp. 275-288
Gli autori esaminano il fenomeno degli abusi sessuali sui minori, compiuti da religiosi appartenenti al clero cattolico. Dopo aver passato in rassegna la letteratura scientifica in tema e i dati disponibili sul fenomeno, gli autori soffermano la loro attenzione sulle dinamiche psicologiche e criminologiche dell’abuso, interrogandosi sulle motivazioni ad agire dei preti, sui meccanismi che contribuiscono a determinare le condizioni dell’atto, nonchè sui percorsi di vittimizzazione. Conclude la rassegna una riflessione sulle vittime di abuso e sulle conseguenze psicologiche dell’esperienza sofferta.

Georgia Zara, Sara Veggi, I minorenni sessualmente abusanti tra solo-offending e co-offending. Uno studio esplorativo, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 47, n. 4 (2018), pp. 262-274
Numerose evidenze scientifiche mostrano che gli autori di reati sessuali minorenni costituiscono un gruppo complesso ed eterogeneo, con individui a diverso rischio di ricaduta criminale e sessuale. E’ pertanto richiesta un’attenzione particolare al fenomeno per fornire le migliori conoscenze possibili al fine di prevenire che i minori a rischio diventino adulti sex offender. Il focus del presente studio è, quindi, esplorare i fattori criminogenici che caratterizzano la commissione delittuosa sessuale minorile. A tal scopo, sono stati analizzati la carriera antisociale, i fattori psicologici, familiari, sociali e comportamentali di 50 giovani sex offender (JSO). I risultati dell’indagine mostrano che i JSO possono essere suddivisi in co-offender (giovani inclini ad abusare delle proprie vittime spinti dall’eccitazione dell’essere insieme ai propri compagni) e solo-offender (giovani inclini ad abusare una persona con la quale hanno avuto una relazione). Nell’articolo sono riportati e approfonditi i risultati dell’indagine.

Barbara Segatto … [et al.], Assistenti sociali e maltrattamento infantile: conoscenze e prassi operative degli operatori nel territorio veneto, in La Rivista di Servizio Sociale, a. 57, n. 2 (2017), pp. 56-63
L’obiettivo di questo studio è stato quello di comprendere quale fosse la percezione del fenomeno del maltrattamento minorile tra gli assistenti sociali inseriti nei servizi di tutela (comunali e sociosanitari) e nei servizi sociosanitari altri rispetto alla tutela, quali quelli dedicati alla tossicodipendenza e alla patologia psichica degli adulti. Barbara Segatto è professore associato-Dipartimento di Scienze Politiche Giuridiche e Studi internazionali dell’Università di Padova.

E-book FrancoAngeliSerena Grumi, Eleonora Mascheroni, Padri maltrattanti coinvolti nella Tutela Minorile: un focus sui fattori di rischio e di protezione, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 3 (nov. 2017), pp. 111-123
Obiettivo dello studio è l’esplorazione dei possibili fattori discriminativi delle figure paterne maltrattanti, valutate come pregiudizievoli per la sicurezza del minore. In particolare, sono stati indagati 34 fattori di rischio o di protezione, consultate 247 cartelle psicosociali relative a nuclei familiari segnalati ai servizi sociali e individuati retrospettivamente i dati di 163 padri. Le autrici discutono i risultati emersi.

Paola Miano, Federica Astorino, La strutturazione del legame di attaccamento in minori sottoposti a violenza domestica, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 2 (giu. 2017), pp. 81-99
Viene riferita una ricerca sull’attaccamento in una famiglia in cui i figli erano testimoni di violenza domestica del padre nei confronti della moglie. Alla madre è stato somministrato L’Adult Attachment Interview e ai figli il Separation Anxiety Test. I risultati hanno evidenziato un attaccamento insicuro nella madre e nella figlia più piccola e un attaccamento sicuro nei tre figli maschi. Paola Miano è professore associato di Psicologia dinamica all’Università di Palermo. Federica Astorino è psicologa.

A cura di Vittorio Ardino e Rosalba Rombaldoni, Adverse childhood experiences: Healthcare policy and economics implications, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 2 (giu. 2017), pp. 7-79
Questa monografia comprende quattro articoli che affrontano il problema del maltrattamento infantile da un punto di vista economico e sociale per quanto riguarda il sistema assistenziale. Si considerano i problemi relativi alla definizione e quantificazione di tale fenomeno comparando studi internazionali, l’uso dei sistemi di cura da parte dei minori abusati, la violenza domestica, la formazione degli operatori, il ruolo della scuola e degli insegnanti, l’immagine sociale e la carcerazione dei colpevoli soprattutto se genitori. Vengono forniti numerosi dati statistici per quanto riguarda l’impatto socio-economico di tale fenomeno.

lavoro socialeSilvia Belotti, Vittime di pedofilia. L’esperienza di un gruppo di auto/mutuo aiuto, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2017), pp. 32-41
Nell’articolo vengono descritte le dinamiche di un gruppo di auto/mutuo aiuto rivolto a vittime di pedofilia e genitori con figli che si sono trovati in tale situazione. Nel gruppo la condivisione delle esperienze permette il superamento dei sensi di colpa e di trovare comprensione e sostegno.

Carolina Villacampa, Jesus Gomez, Online child sexual grooming: empirical findings on victimisation and perspectives on legal requirements, in International Review of Victimology, n. 2 (mag. 2017) – on line
L’articolo presenta i risultati di una ricerca quantitativa sull’adescamento online di adolescenti effettuata su un campione di 489 studenti tra i 14 e i 18 anni delle scuole secondarie della Catalogna (Spagna). Oltre a stabilire il tasso di vittimizzazione dei ragazzi per mezzo di questo comportamento, la ricerca identifica il profilo delle vittime e dei colpevoli; inoltre, analizza la dinamica di questi processi, l’interazione vittima-colpevole, il livello di effetto che questo comportamento ha sulle vittime e il modo in cui si è posto fine alla situazione. I risultati non confermano lo stereotipo comune dell’adescamento online di minori da parte di adulti sconosciuti. [Consultabile in biblioteca in PDF].

Luigi Cancrini, Ascoltare i bambini. Psicoterapia delle infanzie negate, Raffaello Cortina, Milano, 2017, pp. 310
In questo libro l’autore propone cinque storie cliniche presentate in prima persona e nel modo in cui sono emerse, all’interno di una situazione terapeutica. Sono storie di bambini maltrattati o infelici a cui l’autore riesce a dare voce, mettendo in risalto la complessità dolorosa delle situazioni in cui sono costretti a crescere. Il testo, che è il seguito naturale del precedente lavoro di Cancrini, “La cura delle infanzie infelici” (coll. 16252) integra le esperienze elaborate dagli psicoanalisti dell’infanzia, da Klein a Winnicott fino a Bowlby, con quelle dei terapeuti sistemici della famiglia. L’autore è uno psichiatra e psicoterapeuta di formazione psicoanalitica e sistemica, direttore di una scuola di Psicoterapia e del Centro di Aiuto al Bambino Maltrattato e alla Famiglia e sostiene in questo libro la necessità di riconoscere il diritto alla psicoterapia per tutti i bambini che soffrono troppo, evitando lo sviluppo di quelli che sarebbero, in mancanza di questo intervento, i gravi disturbi di personalità dell’adulto.
Collocazione Biblioteca: 17795

Cercando famiglia: adozione, affidamento, comunità residenziali

Roberto Mazza, Alessio Zoppi, Lo spazio di holding come potenziale terapeutico nella comunità per minori, in Prospettive Sociali e Sanitarie, A. 49, n. 2 (primavera 2019), pp. 18-20
Attraverso l’esposizione di un caso clinico, viene considerata la potenzialità terapeutica rivestita dal concetto di “Holding” secondo Winnicott, per cui l’équipe curante assume il ruolo di un gruppo che sostiene i minori ricoverati in comunità, creando uno spazio “familiare” che accoglie e rieduca.

Camilla Landi, L’affido familiare in Lombardia. 9788859019008_0_221_0_75Una ricerca quantitativa nel Tribunale per i Minorenni di Milano,  Erickson,  Trento, 2019, pp. 187
Nonostante la sua storia ormai più che trentennale, l’affido familiare rappresenta ancora oggi, nel contesto italiano, una materia decisamente complessa. Il libro offre una panoramica da un punto di vista normativo e metodologico di questo sfidante istituto giuridico a tutela di bambini e ragazzi, con particolare attenzione all’affido eterofamiliare disposto dall’autorità giudiziaria. L’autrice ripercorre, alla luce di un’attenta rassegna della letteratura internazionale, le tappe metodologiche e le indicazioni utili per la promozione e realizzazione di progetti di affido eterofamiliari e presenta i dati emersi da un rigoroso lavoro di analisi documentaria svolta all’interno del Tribunale per i Minorenni di Milano. Il libro offre importanti spunti di riflessione e suggerimenti utili a studiosi e operatori sociali che lavorano al fianco di bambini e ragazzi e delle loro famiglie.
Collocazione Biblioteca: 18506

Sara De Carli … [et al.], Parlano i ragazzi: stateli ad ascoltare!, in Vita, set. 2019, pp. 20-67
La monografia raccoglie diversi contributi sul tema dei minori fuori famiglia. Grazie alle voci dei ragazzi direttamente interessati e degli operatori che, a diverso titolo, lavorano con loro, emergono alcuni punti da cui partire per rafforzare il servizio e migliorare norme e prassi. Infine, sono presentate sette storie di persone che hanno vissuto al di fuori della famiglia naturale, potendosi così costruire un futuro migliore.

Barbara Ongari … [et al.], Crescere fuori dalla famiglia: sfide e integrazioni, in Minorigiustizia, n. 4 (2018), pp. 19-186
Nel quadro multidisciplinare che caratterizza la rivista, questo fascicolo propone un riesame degli interventi a sostegno dei minorenni che per crescere hanno bisogno di risorse che non trovano nella loro famiglia di nascita. Presentati nel loro contenuto psico-pedagogico ed evolutivo, tali interventi costituiscono anche occasione di attuazione dei diritti inviolabili dei minorenni. Adozione e affidamento familiare vengono esaminati così come si sono trasformati a contatto con realtà sociali e familiari diverse da quelle ipotizzate al momento della loro introduzione. Il confronto con adozioni che in altri Paesi hanno caratteristiche diverse dalle nostre, suggerisce approcci meno rigidi e più pragmatici che non possono essere ignorati. Anche le comunità sono presentate come risorse adatte a minorenni in situazioni particolari, per età e condizioni familiari. I diversi contributi sono raccolti nelle seguenti sezioni: 1) “Una nuova famiglia per crescere”; 2) “Crescere fuori dalla famiglia”; 3) “A contatto con culture diverse”.

Camilla Landi, Dov’è la voce dei minori e delle famiglie? L’importanza dell’ascolto per andare verso l’affido partecipato, in Lavoro sociale, n. 6 (dic. 2018), pp. 13-18
In ambito internazionale, negli ultimi anni numerose ricerche hanno rilevato il punto di vista delle persone coinvolte nei progetti di affido familiare. Elemento comune della maggior parte delle ricerche è il desiderio, da parte di minori e famiglie sia d’origine che affidatarie, di partecipare alla pianificazione del progetto di affido e ai processi decisionali che li riguardano.

copertina-1-AS-323-webLuca Cateni, Michele Santi, Marco Tuggia, L’autonomia dei giovani in uscita da spazi di tutela. Parte prima: l’andirivieni tra appartamenti e territorio, in Animazione Sociale, n. 323/9 (2018), pp. 71-94
La sezione “Emanciparsi insieme” raccoglie i tre contributi seguenti: 1) “Neomaggiorenni con le chiavi di casa”, di Luca Cateni e Marco Tuggia, nel quale si riflette sul che fare con i neomaggiorenni in uscita, quasi sempre per limiti di età, dalle comunità per minori, ma spesso non ancora in grado di esercitare in pieno la loro autonomia a livello personale e sociale. 2) “La rottura del bisogno di avere bisogno”, di Michele Santi, che descrive l’esperienza di una diciottenne in un contesto poco protettivo e molto richiedente. 3) “Rimediare a un errore di sistema che inceppa l’autonomia”, di Luca Cateni, rilancia e condivide alcuni interrogativi sul lavoro svolto dal progetto “Chiavi di casa” e segnala alcuni punti di forza maturati con la scommessa di investire con i neomaggiorenni su appartamenti aperti al territorio. La parte seconda si trova nel n. 324 (2019), pp. 75-96

Chiara Benini, Significati condivisibili per la famiglia adottiva. Il Modello delle Realtà Condivise nel lavoro sulle adozioni, in Terapia familiare, A. 41, n. 118 (nov. 2018), pp. 29-43
La famiglia adottiva, con le sue particolari caratteristiche di multiculturalità, evidenzia l’importanza dei significati attribuiti da ciascuno alle parole e ai comportamenti, da cui deriva la necessità di lavorare alla costruzione di significati condivisi. L’autrice, analizzando i differenti livelli in cui si possono verificare le difficoltà di comprensione tra adottanti e adottati, propone alcune riflessioni ed esempi clinici sull’utilizzo del Modello delle Realtà Condivise nei casi di adozione, oltre a evidenziarne l’utilità nel lavoro di ricostruzione delle storie e delle identità di questi minori.

Concetta Sole, Dall’abbinamento alla costruzione della genitorialità adottiva: un percorso difficile per operatori e famiglie, in Minorigiustizia, n. 1 (2018), pp.   88-96
L’articolo racconta dell’esperienza delle procedure di abbinamento sperimentate presso il Tribunale per i minorenni di Palermo e del pensiero a cui tali procedure si sono ispirate, descrive inoltre una ricerca sugli esiti adottivi effettuati presso lo stesso tribunale e i risultati a cui tale ricerca è giunta.

E-book FrancoAngeli

Chiara Benini, Adozione e ricerca delle origini ai tempi di Facebook, in Terapia familiare, A. 40, n. 115 (nov. 2017), pp. 27-45
La massiccia diffusione dei social network nel mondo unitamente al crescere dell’età di adozione, pone sempre più spesso le famiglie nell’impossibilità di gestire la ricerca dei familiari biologici dei propri figli soltanto attraverso i canali ufficiali e secondo i tempi previsti dalla nostra legislazione. L’autrice propone alcune riflessioni sui rischi e sulle possibilità legate a queste dinamiche e sulle sfide a cui le famiglie devono essere preparate per prevedere e governare le complesse situazioni e le potenti emozioni che irrompono nella vita dei figli (e nelle loro) quando l’adozione chiusa diventa improvvisamente aperta.

Silvia Di Lisi, Cinzia Novara, L’Italia degli “ancora no”: la ricerca di origini e l’adozione aperta, in Minorigiustizia, n. 2 (2017), pp. 146-164
L’apertura e il diritto dei bambini a sapere sulla loro provenienza genetica sono diventate questioni chiave nei dibattiti circa l’adozione e nel contesto politico si è verificato un significativo cambiamento verso la trasparenza. Tuttavia, la possibilità dell’adozione aperta trova ancora vincoli e limitazioni evidenti nella legge sull’adozione italiana, che tutela il diritto della madre all’anonimato anziché il diritto di origine e l’identità dei bambini. Le pedagogiste autrici dell’articolo, sulla base di ricerche recenti, sostengono l’importanza di parlare con onestà e sincerità ai propri figli riguardo alle loro origini, per permettere loro di riappropriarsi del proprio patrimonio biologico e biografico.

A cura di Elisa Ceccarelli, Joelle Long, Le “nuove” famiglie, in Minorigiustizia, n. 1 (2017), pp.7-179
Obiettivo della presente monografia è riflettere sul ruolo della giustizia minorile di fronte alle trasformazioni dei modelli familiari. Oggetto di attenzione sono soprattutto le famiglie di origine e di accoglienza coinvolte negli affidamenti familiari e nelle adozioni di minori abbandonati. Con riferimento all’affido si analizzano gli effetti della legge n. 173/2015 (sul diritto alla continuità affettiva dei bambini in affido familiare), anche dando la parola direttamente alle famiglie affidatarie. Inoltre si riflette sulla formazione e sulla valutazione dell’idoneità degli aspiranti genitori adottivi e sulla trasformazione e adattamento del nucleo conseguenti all’accoglienza del minore. Con riferimento alle famiglie ricomposte, si esamina il ruolo della mediazione familiare per individuare gli accordi che consentano una coordinazione il più possibile fluida dell’azione dei genitori “di origine” e acquisiti. Inoltre è presentata una ricerca sulle famiglie in valutazione ai servizi per l’adozione del figlio del coniuge, anche dando conto del ruolo giocato dalla variabile culturale. Infine uno specifico focus è dedicato alle famiglie omogenitoriali e al dibattito in giurisprudenza in tema di “step child adoption”. È proposto un’approfondimento sulla valutazione delle competenze genitoriali delle coppie dello stesso sesso e sulla connessione tra le dinamiche familiari nelle famiglie “same sex” e un adeguato sviluppo dei bambini.

copertina-n.-306Francesco Cerrato, La comunità educativa che allevia il trauma, in Animazione Sociale, n. 306 (2017), pp. 87-98
L’autore, responsabile di una comunità residenziale per minori di Torino, afferma che i danni prodotti dai traumi infantili vengono a volte enfatizzati al punto da concludere che non è possibile ripararli. In realtà è possibile interrogarsi sulla forza generativa dell’educare e dei luoghi comunitari dell’educare. Occorre innanzi tutto un ambiente idoneo, solidamente alternativo a quello di provenienza, fondato su aspetti quali la casa come strumento di lavoro, le azioni a favore degli ospiti, l’orientamento nelle relazioni, il gruppo di lavoro e la sua organizzazione, il coinvolgimento delle famiglie.

Ondina Greco, Ivana Comelli, Fratelli in affido: una famiglia o più famiglie?, Vita e Pensiero, Milano, 2017, pp. 132
Le autrici, psicologhe e psicoterapeute, presentano una ricerca qualitativa sull’affido congiunto e disgiunto di fratelli, con l’intento di evidenziare le peculiarità di ciascuna tipologia e di individuarne punti di forza e di rischio. L’apparato di ricerca utilizzato è multi metodo e multi strumento e fornisce spunti di riflessione utilizzabili non solo dal punto di vista scientifico, ma anche in un’ottica operativa. Il testo è diretto agli operatori psicosociali e giuridici nel campo dell’affidamento familiare e agli studenti.
Collocazione Biblioteca: 17874

Paola Ricchiardi, Per una didattica inclusiva degli alunni affidati, in Prospettive Assistenziali, n.197 (gen.-mar. 2017), pp. 19-26
L’autrice ha compiuto una ricerca documentata con dati statistici sulle difficoltà di apprendimento a livello scolastico di minori affidati. Queste sono dovute ai percorsi compiuti da questi giovani dalle famiglie di provenienza, agli istituti, alle famiglie affidatarie. Appare importante un coinvolgimento di minori, famiglie, scuole per elaborare progetti condivisi basati su aspetti improntati a maggiore creatività. Paola Ricchiardi è Professore Associato presso il Dipartimento di Filosofia e Scienza dell’Educazione dell’Università di Torino.

Maria Luisa Raineri, Valentina Calcaterra, L’affido partecipato nelle voci dei protagonisti. Una ricerca valutativa, Erickson, Trento, 2017, pp. 452
L’Affido Partecipato è una procedura per realizzare l’affidamento familiare di un minore in maniera collaborativa, dando ascolto e spazio decisionale al bambino, ai suoi genitori e alla famiglia che lo accoglie, pur nel contesto dei provvedimenti giudiziari. Questo volume presenta una ricerca sulle esperienze di Affido Partecipato realizzate in Lombardia da un’organizzazione di Terzo settore. Le autrici hanno realizzato una revisione delle ricerche internazionali in tema di affido, estrapolandone le indicazioni operative. Tali indicazioni sono poi state messe a confronto con la procedura, sia «in astratto», sia per come essa è stata concretamente percepita dai diretti interessati, il cui punto di vista è stato raccolto attraverso 40 interviste effettuate con i minori in affido, i loro genitori biologici, gli affidatari e i loro figli. Sul piano della social work research, il volume è uno dei rari esempi italiani in cui la letteratura internazionale di settore è stata utilizzata per validare una prassi e per individuarne i possibili ulteriori sviluppi: un esempio di come la ricerca e la pratica professionale di lavoro sociale possano effettivamente connettersi. Maria Luisa Raineri e Valentina Calcaterra sono Assistenti sociali e ricercatrici presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, nelle sedi di Milano e Brescia.
Collocazione Biblioteca 17777

Lavoro minorile e sfruttamento

piccoli_schiavi_invisibili_2019_copertinaFederica Fioretti, Piccoli schiavi invisibili 2019Save the Children, Roma, 2019, pp. 66
Nel presente Rapporto si cerca di restituire al lettore un quadro completo e aggiornato del fenomeno della tratta e del grave sfruttamento dei minori in Italia. Attraverso la lettura e l’analisi delle fonti ufficiali e la ricerca sul campo, e tramite la raccolta di alcune interviste rivolte ad attori chiave, la IX edizione del Rapporto non solo cerca di offrire uno spaccato della dimensione del fenomeno in Italia e del relativo quadro normativo, ma intende far luce su una serie di criticità con cui si interfacciano gli operatori e le operatrici che interagiscono quotidianamente con i minori vittime di tratta e grave sfruttamento.

Daniela Prioglio … [et al.], Ragazze con la speranza negli occhi. Storie di tratta, in Animazione Sociale, n. 326/3 (2019), pp. 64-66
Le ragazze accolte nel progetto FAMI di Torino provengono principalmente dalla Nigeria, hanno un’età intorno ai 15 anni e alle spalle storie di estrema sofferenza, legate allo sfruttamento sessuale e alla tratta. Nell’articolo si riportano le storie di due ragazze, che accolte nella struttura di Torino hanno ricominciato a sperare.

Lavoro minorile: l’Italia è il Paese dei piccoli schiavi, in L’Espresso, 9 gennaio 2019 – on line, pp. 5
L’articolo illustra un’inchiesta sul lavoro minorile in Italia. I minorenni che lavorano in Italia in condizioni di sfruttamento hanno per lo più un’età compresa tra i 10 e i 14 anni. Non sono solo stranieri e ragazzi del sud, sfruttati come manodopera a basso costo, ma anche adolescenti del Nord Italia, figli di commercianti, agricoltori e piccoli imprenditori, che con il loro lavoro “danno una mano” alla famiglia. Rischiano di rimanere tagliati fuori dalla scuola e compromettere la propria salute e il proprio futuro.

missing_childrenMissing Children Europe, Best practices and key challenges on interagency cooperation to safeguard unaccompanied children from going missing. Summit Report, Missing Children Europe, Brussels, 2016, pp. 110
A Gennaio 2016, l’Ufficio Europeo di Polizia (Europol) ha comunicato che 10.000 minori, dopo essere arrivati in Europa, risultano scomparsi. Il timore è che siano stati presi da organizzazioni criminali con lo scopo di sfruttamento e abuso per fini sessuali o di lavoro. Mentre dati sistematici e completi sulla scomparsa di minori non accompagnati in Europa non sono ad oggi disponibili, è comunque chiaro che il numero di bambini scomparsi dalle strutture di assistenza è sconcertante ed è destinato ad aumentare vertiginosamente nell’attuale contesto migratorio. Il progetto SUMMIT coordinato da Missing Children Europe, in collaborazione con l’Università di Portsmouth (UK), NIDOS (NL), Defence for bambini – ECPAT (NL), Tusla (IR), KMOP (EL) e Child Circle (BE), e con il sostegno della Commissione europea, ha lo scopo di contribuire al miglioramento della cooperazione tra agenzie che si occupano della tutela dei minori non accompagnati. La presente relazione si basa sull’analisi dei dati raccolti attraverso interviste condotte in 7 Paesi membri dell’Unione Europea, che evidenziano ampi settori nei quali occorre ancora intervenire, ma anche diverse buone pratiche adottate, che potrebbero fungere da modello o ispirazione per altri Stati.

Minori e giustizia

Maria Luisa Gallina, Barbara Friia, Dal gruppo alla rete. Un viaggio per la costruzione di un’etica della responsabilità, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 3 (estate 2019), pp.29-32
L’articolo ci racconta e analizza il lavoro svolto in parecchi anni con adolescenti a rischio dall’Ufficio di Servizio sociale del Centro di Giustizia minorile di Milano (USSM) e dal Consultorio familiare “La Nuova Aurora” di Voghera. Dall’osservazione dei partecipanti si è evidenziata una fotografia che mostra caratteristiche comuni sia nel rapporto genitori/figli sia nelle storie e nei vissuti dei ragazzi. Inoltre il lavoro ha permesso di creare una rete tra Servizi, Famiglie e Tribunale con l’obiettivo di vedere i ragazzi in un’ottica più dinamica, attraverso una conoscenza dei loro contesti e delle loro storie.

Maria de Luzenberger Milnernsheim, La paranza dei recensioni-minorigiustizia-1bambini, in Minorigiustizia, n. 2 (2018), pp. 226-228
Prendendo spunto da fatti di cronaca italiana che hanno visto coinvolti ragazzi minorenni spesso aggregati a bande, l’autrice invita a una riflessione sulle nuove generazioni e sui modelli educativi, che li hanno portati a subire il fascino della violenza e della morte. La riflessione deve aiutare a individuare percorsi di prevenzione che deve essere fatta, in via generale, a livello culturale ma che può essere attuata, come prevenzione speciale, con gli strumenti propri della giustizia minorile.

Francesca Rizzuto, Media, minori e giustizia…un cortocircuito comunicativo?, in Minorigiustizia, n. 2 (2018), pp. 215-225
L’intervento propone una riflessione sul ruolo dei “newsmedia” italiani nella costruzione sociale dell’immagine dei bambini coinvolti in vicende giudiziarie, al fine di individuare eventuali distorsioni nella rappresentazione dell’universo infantile, che possano essere strumentalizzate da altri soggetti portatori di interesse, soprattutto in situazioni di conflitto.

A cura di Elisa Ceccarelli, Francesco Vitrano, Figli minorenni e genitori in conflitto, in Minorigiustizia, n. 2 (2018), pp. 7-197
La presente monografia propone una riflessione sulle vicende che coinvolgono genitori e figli quando i rapporti familiari e di convivenza giungono a una rottura e sono accompagnati e seguiti da una permanente conflittualità tra i membri della coppia. Sono stati raccolti pensieri elaborati da coloro che, sulla base dell’esperienza acquisita nel lavoro professionale e con diverse competenze, sono chiamati a decidere la sorte dei figli nelle procedure giudiziarie, ma anche in sedi e con modalità diverse, analizzando le cause di conflittualità familiare e cercando di costruire percorsi di riparazione che aiutino tutti i soggetti coinvolti nella crisi coniugale a recuperare un nuovo equilibrio psichico e affettivo. I contributi proposti riguardano quattro aree di riflessione: profili sostanziali e profili processuali nei procedimenti separativi; separazione e trasformazione della genitorialità; figli minorenni e conflittualità genitoriale: interventi di sostegno; esperienze giudiziarie e sociali.

A cura di Sonia Moretti, Cira Stefanelli, Rileggere imagesadolescenze e devianze. Fare sicurezza e trattamento negli Istituti Penali e nei Servizi minorili, Alpes, Roma, 2018, pp. 256
Il libro affronta il tema della devianza in età adolescenziale sotto diversi aspetti: l’educazione, la sicurezza, il contributo della psicoanalisi, l’immigrazione, la tossicodipendenza, il branco antisociale, il ruolo della Polizia Penitenziaria, la legislazione, la collaborazione tra diverse figure professionali. L’intento è quello di restituire l’importanza del saper entrare in relazione con quei minori arrivati all’incontro con la Giustizia minorile, di offrire quindi un contributo a tutte le professionalità che lavorano con adolescenti problematici.
Collocazione Biblioteca: 18158

Claudio Cottatellucci … [et al.], Le ragioni della giustizia minorile e la lunga attesa dell’ordinamento penitenziario, in Minorigiustizia, n. 1 (2018), pp. 5-87
Nella presente monografia vengono proposte alcune riflessioni sulla riforma dell’ordinamento penitenziario, in particolare di quello minorile, le cui sorti sono ancora molto incerte. Gli autori cercano di riprendere il filo dell’iter legislativo e di comprendere quali sono le ragioni della sua mancata attuazione, individuando resistenze e progetti che la riforma sostiene e mobilita. Tra i punti di forza della riforma emerge l’esigenza del superamento dell’idea della pena come sofferenza ritorsiva e l’impegno a rendere disponibili percorsi di recupero personalizzati. Viene previsto, inoltre, un nuovo modo di concepire l’intervento educativo rivolto ai minori autori di reato, attraverso un “progetto educativo individualizzato”, che richiede l’interazione tra servizi minorili e risorse presenti sul territorio. Si sottolinea, infine, l’importanza di un’attenta analisi dei disturbi neuropsichiatrici dell’infanzia e dell’adolescenza, già molto presenti nella popolazione generale, ma ancora di più tra coloro che sono in contatto con la giustizia minorile, con la conseguente necessità di uno stretto lavoro comune tra servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, servizi sociali e sistema della giustizia minorile.

Tiziana Montecchiari, Bambinisenzasbarre: la tutela dei minori figli di genitori detenuti, in Minorigiustizia, n. 1 (2018), pp. 107-120
La ricerca propone il tema dei rapporti fra i minori figli di genitori detenuti e questi ultimi, ponendo in luce i profili critici di tali relazioni, psicologico-emozionali e giuridici, soprattutto dal punto di vista dei figli. Gli autori analizzano la normativa rivolta a disciplinare tale settore e indagano se questa sia in grado di realizzare una adeguata tutela non solo del diritto al mantenimento delle relazioni genitoriali, e del diritto della madre detenuta in particolare, ma soprattutto la tutela del diritto dei figli minori di crescere all’interno di una famiglia e non all’interno di una struttura carceraria. A questo proposito per la prima volta in Europa e in Italia è stata siglata, il 21 marzo 2014, la Carta dei figli dei genitori detenuti, sottoscritta dal Garante insieme al Ministro della Giustizia e all’Associazione Bambinisenzasbarre onlus, che riconosce formalmente il diritto dei figli alla continuità del proprio legame affettivo con il genitore detenuto e, al contempo, ribadisce il diritto alla genitorialità.

Deborah De Felice, L’”Interesse del minore” sospettato o imputato di reato nella fase dell’interrogatorio: riflessioni sociologiche a partire da alcune evidenze empiriche, in Studi sulla questione criminale, a. 13, n.1 (2018), pp. 37-60
L’autrice, docente di Sociologia del diritto e della devianza, propone un’analisi dei meccanismi, degli strumenti e delle prassi riguardanti le prime fasi del contatto dei minori con il sistema penale italiano, in particolare la fase dell’interrogatorio, con l’obiettivo di verificare come vengano esercitati i diritti dei minori. La raccolta dei dati è avvenuta attraverso l’analisi di 25 verbali di interrogatorio e 5 focus group che hanno permesso di disegnare un’immagine dell’interrogatorio dei minori e di stimolare una serie di riflessioni da parte dell’autrice.

Isabella Mastropasqua, L’Assistente sociale nella 8891627827_1giustizia minorile e di comunità. Argomenti e parole chiave, Maggioli, Santarcangelo di Romagna (RN), 2018, pp. 197
Il libro prende in esame lo sguardo sui processi di trasformazione in atto all’interno del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, sulle innovazioni culturali e professionali che lo stanno attraversando, per suscitare la riflessione e porre in evidenza i temi di maggiore rilevanza che il servizio sociale della giustizia deve affrontare in un momento di grandi trasformazioni normative, sociali e culturali che assegnano proprio al Servizio Sociale un compito chiave, quello di essere generativo e rigenerativo nella comunità di risorse che necessitano di essere riconosciute, sostenute e accompagnate, per diventare opportunità di riscatto sociale per chi ha commesso un reato; così come di legami da riparare, di fiducia istituzionale e comunitaria da ricostruire. Il volume è strutturato nei capitoli seguenti: 1. La cornice di riferimento; 2. Il sistema della giustizia minorile; 3. Il sistema dell’esecuzione penale esterna; 4. La comunità e il territorio; 5. Costruire la giustizia di comunità; 6. Nuovi fenomeni; 7. La giustizia ripartiva.
Collocazione Biblioteca: 18241

European Union Agency for Fundamental Rights (FRA), Children’s rights and justice.  Minimum age requirements in the EU, FRA, Vienna, 2018, pp. 32
Trovare il giusto equilibrio tra promuovere il diritto dei bambini a partecipare a procedure che riguardano la loro vita e attivare misure di protezione nei loro confronti rimane una sfida importante nel campo della giustizia. Gli Stati membri affrontano questo problema in vari modi. Tra questi, fissando requisiti minimi di età per determinati diritti e per l’applicazione di misure di protezione speciali, che possono variare notevolmente in tutta l’UE. Alla Relazione proposta, si collega un secondo studio del FRA che riguarda i requisiti minimi di età in relazione alla richiesta di asilo, nel quale si analizzano i metodi usati per stabilire l’età di un richiedente, a volte test medici “invasivi”, che interferiscono con i diritti del bambino, fra cui il loro diritto alla dignità, integrità e privacy. Il rapporto fornisce importanti approfondimenti e individua le implicazioni della raccolta di dati biometrici dei minori. A completamento delle due Relazioni, FRA ha pubblicato sul proprio sito web dati comparativi sui requisiti di età in nove aree tematiche: capacità giuridica; partecipazione politica; salute; religione; asilo e migrazione; accesso alla giustizia; bambini nel mondo digitale; diritti sociali ed economici; e problemi LGBTI.

Francesco Vitrano … [et al.], Sistema giustizia e servizi, in Minorigiustizia, n. 2 (2017), pp. 5-145
Questa monografia tratta di come il sistema giustizia e servizi sappia interpretare i bisogni dei soggetti di cui si occupa, sostenendo l’acquisizione dei diritti, la tutela e la cura, affinché a ciascun individuo sia consentito di essere se stesso come persona e come cittadino; un principio che sta alla base dello stato sociale. La monografia si articola in tre parti: 1) sistema giustizia e servizi: prospettive concentriche (con contributi di Elisabetta Lamarque, Maria Francesca Pricoco, Leonardo Luzzato, Laura Dutto e Mauro Tomè); 2) lavorare in rete, la sfida dell’interdisciplinarietà: esperienze concrete (con esperienze attinenti ai gruppi d’ascolto e di parola per figli di coppie divise, alla messa alla prova di minori autori di reato e alle consulenze tecniche d’ufficio in ambito civile); 3) prassi e strumenti operativi nel percorso adottivo (con un contributo di Chiara Tunini sulle prassi operative nell’adozione, uno di Loredana Paradiso sulle linee guida per il collocamento di fratelli in affido o in adozione e la presentazione di uno strumento di valutazione dell’adottabilità a cura di un gruppo di psicologi piemontesi).

child rightA cura di Chiara Segrado … [et al.], Child rights and juvenile justice. Best practices and lesson learned from Save the Children Italy national and international programs, Save the Children Italia Onlus, Roma, 2016, pp. 55
Il documento fornisce una panoramica del lavoro di Save the Children Italia (SCIT) nel settore dei diritti dell’infanzia e della giustizia giovanile e ne presenta l’approccio metodologico. Nel primo capitolo viene data la definizione di giustizia giovanile e dei concetti correlati; vengono presentati i principi base e le strategie che inquadrano e guidano gli interventi di Save the Children nel campo della giustizia giovanile, con una riflessione su come la teoria del cambiamento (TOC) di Save the Children possa essere applicata a questo settore di intervento. Nel secondo capitolo viene presentato il metodo di Save the Children applicato alla progettazione di programmi di giustizia giovanile, viene illustrato come sono sviluppati i programmi nelle principali aree di intervento e come vengono svolti il monitoraggio e la valutazione dei programmi. Il terzo capitolo esplora l’esperienza di Save the Children Italia nella giustizia giovanile sia a livello nazionale sia internazionale, con progetti su: diritti dell’infanzia, prevenzione del crimine, accesso alla giustizia, mediazione sociale, misure alternative per i bambini a contatto con la legge. L’esperienza svolta in Italia è stata il punto di partenza per la proposta e lo sviluppo di interventi nel contesto internazionale.

Si veda anche la bibliografia sul carcere per quanto riguarda Carcere e minori

Il lavoro con e per i minori

downloadStefano Benzoni, Sonia Cavenaghi ; prefazione di Grazia Ofelia Cesaro, Dalla tua parte. La voce del minore nella tutela e nella curatela speciale, Erickson, Trento, 2019, pp. 156
A partire dall’esperienza clinica, psicogiuridica e didattica degli autori, il libro risponde alle numerose domande dei professionisti che svolgono il lavoro di curatore speciale. Un incarico che richiede competenze eclettiche, una sensibilità umana spiccata e una capacità “speciale” nel dare voce al minore, mediandone la relazione con il tribunale. Il libro è incentrato sull’esperienza della difesa minorile, dedicato a tutti gli operatori che la vivono, dagli avvocati fino ai giudici.
Collocazione Biblioteca: 18474

Ariela Casartelli, Glenda Cinotti, Dal percorso di indagine al territorio: i cambiamenti nelle famiglie, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 3 (estate 2019), pp. 3-7
L’articolo espone una ricerca condotta nel Comune di Milano affrontando diverse tematiche: tenuta e soddisfazione fra i soggetti in gioco nella relazione fra minore e famiglia e servizi sociali; miglioramento della consapevolezza e delle capacità di autonomia di minore e familiari; miglioramento della condizione di vita del minore (o ex minore) e della famiglia, sia dalla parte degli operatori che dei familiari.

Maria Luisa Raineri, Francesca Corradini, Linee guida e procedure di servizio sociale. Manuale ragionato per lo studio e la consultazione. Terza edizione aggiornata, Erickson, Trento, 2019, pp. 582
Questo libro raccoglie in maniera sistematizzata le linee guida e le procedure di servizio sociale professionale, vale a dire le indicazioni operative che gli assistenti sociali, impegnati nel lavoro sul campo a diretto contatto con l’utenza, seguono in ottemperanza alle leggi di settore, agli orientamenti dell’ente per cui lavorano, ai regolamenti di servizio. Le linee guida e le procedure indicano come la metodologia del servizio sociale può trovare applicazione concreta quando si lavora con un determinato tipo di utenza e di problemi in un dato contesto normativo, politico, organizzativo. Si consultino i capitoli dedicati ai minorenni interessati da provvedimenti di tutela e ai minorenni sottoposti a procedimento penale. Le prime due edizioni del manuale si trovano rispettivamente alle collocazioni 16121 e 16876.
Collocazione Biblioteca: 18514

cop1901Emanuela Chiodo, Titti De Marco, Il laboratorio di educativa territoriale del centro “La Tenda”, in Prospettive Sociali e Sanitarie, A. 49, n. 1 (inverno 2019), pp. 16-20
L’associazione onlus “La Tenda” lavora dal 2014 nel comune di Napoli nel Rione Sanità, per contrastare la “povertà educativa” di bambini e adolescenti. In questo rione, in uno scenario di povertà multigenerazionale, bambini e adolescenti sono privati della capacità di apprendere, di sviluppare e far fiorire capacità, talenti e aspirazioni.

Joelle Long … [et al.], Le politiche a sostegno dell’infanzia e dell’adolescenza e gli attori non convenzionali del welfare minorile, in  Minorigiustizia, n. 3 (2018), pp. 14-165
L’obiettivo di questo numero della rivista è quello di riflettere sulle politiche a sostegno dell’infanzia e dell’adolescenza, fermando poi l’attenzione sul ruolo degli attori “non convenzionali” del welfare minorile. Talvolta si tratta di attori di recente introduzione, come nel caso dei garanti regionali e comunali per l’infanzia e l’adolescenza e dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Spesso sono soggetti pubblici e privati che agiscono in questo campo da un tempo ben più lungo di quello che vede l’attribuzione ai servizi sociali territoriali del ruolo di principali organi di protezione e promozione dei diritti dell’infanzia, come la scuola pubblica, i servizi sanitari pubblici o la magistratura minorile. I diversi contributi sono suddivisi e raccolti nelle parti seguenti: 1) Il welfare minorile oggi; 2) Le sfide per gli attori istituzionali; 3) Le autorità garanti per l’infanzia e l’adolescenza; 4) L’associazionismo a vocazione specifica e il “volontariato dei diritti”.

Diletta Mauri, Monica Romei, Giorgio Vergano,  Il Care Leavers Network Italia , in Minorigiustizia, n. 3 (2018), pp. 166-175
Gli autori descrivono il progetto del Care Leavers Network (Cln), una rete di ragazzi e ragazze in uscita da percorsi ‘fuori famiglia’, promossa dall’associazione Agevolando, organizzazione di volontariato nata per promuovere l’autonomia di ragazze e ragazzi in uscita da percorsi di accoglienza e composta per la maggior parte da ex utenti dei servizi. Il Cln rappresenta un’occasione di promozione di percorsi partecipativi nell’ambito della tutela dei minori con riferimento al contesto italiano e dà voce alle narrazioni dei care leavers valorizzando in varie forme il loro essere esperti per esperienza dei percorsi di accoglienza. Vengono analizzate le principali ricadute a livello individuale e collettivo, cercando di approfondire come l’associazionismo a vocazione specifica possa avere un impatto sulle politiche sociali coinvolgendo i destinatari dei percorsi di tutela

A cura di Annamaria Mandese, Alfredo De Risio, downloadGiacomo Salvanelli, «Baby gang»: come prevenirle? Guida per genitori, insegnanti e istituzioni, Alpes, Roma, 2018, pp. 166
La finalità di questo lavoro è quella di ribaltare la logica repressiva ed emarginante imperante nella cultura italiana, nella convinzione che il migliore metodo per contenere l’entità di un problema è conoscerlo per prevenirlo. Il fenomeno delle baby gang, sempre più frequente come fatto di cronaca nera, viene analizzato da un punto di vista psicologico, sociologico, criminologico e geodetico fornendo indicazioni, anche pratiche, per la sua prevenzione.
Collocazione Biblioteca: 18194

Valentina Calcaterra … [et al.], Speciale Convegno “Prendiamoci cura di me”. Rimini, 9-10 novembre 2018, in Lavoro sociale, n. 5 (ott. 2018), pp. 21-41
La monografia, finalizzata al Convegno sui servizi sociali rivolti ai minori, comprende i seguenti articoli: 1) Coinvolgere bambini e ragazzi ascoltando il loro punto di vista, 2) Il lavoro con i minori stranieri non accompagnati; 3) Immaginare un futuro migliore insieme a minori e famiglie; 4) Le fatiche degli operatori nelle separazioni conflittuali; 5) Dare fiducia e educare alla legalità in un carcere minorile.

Francesco Cerrato, Un educatore specialista in relazioni difficili. Lavorare con i minori nelle comunità residenziali, in  Animazione Sociale, n. 319 (2018), pp. 40-50
L’autore, educatore e responsabile della comunità educativa per minori “passoni18” della cooperativa sociale San Donato di Torino, racconta la sua esperienza di lavoro con minori segnati da storie travagliate. L’educatore di comunità deve immergersi in relazioni difficili, talvolta irritanti e debilitanti, con la consapevolezza di muoversi in un campo fatto da ambivalenze e ambiguità, traumi non sopiti ed evoluzioni sempre possibili.

Fabio Cappello, Child Protection e minoranze etniche nei servizi sociali territoriali. La percezione degli assistenti sociali in uno studio dell’area genovese, in La Rivista di Servizio Sociale, A. 57, n. 2 (2017), pp. 72-79
In questo articolo si esplorano le percezioni che un gruppo di assistenti sociali operanti sul territorio hanno rispetto al lavoro con le famiglie straniere in carico ai servizi sociali, con particolare attenzione ai casi di tutela e alle complesse relazioni professionali di aiuto che si instaurano tra minori, genitori e assistenti sociali. Emergono due aspetti problematici: la solitudine rispetto alla gestione dei casi ed il carico di lavoro eccessivo. Un aspetto è caratterizzato dalla presenza dei mediatori culturali. Fabio Cappello è docente a contratto presso il Corso di Laurea in Servizio Sociale dell’Università di Genova.

9788874667666_0_0_0_75Paola Ciceri, Il lavoro con i minori e le famiglie. Costruire interventi partecipati, Carocci Faber, Roma, 2017, pp. 119
È sempre più frequente sentire parlare di “partecipazione” in relazione al lavoro dell’assistente sociale con i minori e le famiglie. Da più parti arrivano sollecitazioni a coinvolgere le persone nella definizione dei progetti e degli interventi a loro destinati, anche nei casi di tutela dei minori. La partecipazione e il coinvolgimento favoriscono l’attivazione di interventi più adeguati alle situazioni specifiche e quindi più efficaci. Questo testo spiega cosa voglia dire per l’assistente sociale lavorare in quest’ottica, quali sono gli effetti di questo approccio nella sua relazione con le persone e quali le implicazioni per il suo ruolo professionale. Il volume propone degli spunti di riflessione e indica alcune possibili strategie operative che adottano un’ottica partecipativa come metodo di lavoro degli assistenti sociali.
Collocazione Biblioteca 17947

Marvita Goffredo … [et al.], La detenzione genitoriale: l’intervento psicoeducativo per il sostegno alle famiglie, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 2 (giu. 2017), pp.101-117
La detenzione di un genitore è considerata una delle dieci Esperienze Sfavorevoli Infantili. Gli esiti comprendono problematiche a livello cognitivo, emozionale e sociale dello sviluppo del bambino. Il ruolo degli operatori è quello di guidare le famiglie in un percorso psicoeducativo finalizzato ad accrescere la comprensione delle principali reazioni manifestate dai bambini e a promuovere la capacità di gestione per ridurre l’impatto degli esiti negativi sullo sviluppo psico-relazionale.

Francesco Cerrato, La comunità educativa che allevia il trauma, in Animazione Sociale, A. 47, n. 306 (2017), pp. 87-98
L’autore, responsabile di una comunità residenziale per minori di Torino, afferma che i danni prodotti dai traumi infantili vengono a volte enfatizzati al punto da concludere che non è possibile ripararli. In realtà è possibile interrogarsi sulla forza generativa dell’educare e dei luoghi comunitari dell’educare. Occorre innanzi tutto un ambiente idoneo, solidamente alternativo a quello di provenienza, fondato su aspetti quali la casa come strumento di lavoro, le azioni a favore degli ospiti, l’orientamento nelle relazioni, il gruppo di lavoro e la sua organizzazione, il coinvolgimento delle famiglie.

Luca Chianura, Vittoria Quondamatteo, Adolescenza e adopseudoadolescenza. Nuove emergenze e nuove prospettive, Franco Angeli, Milano, 2017, pp.155
Questo volume raccoglie riflessioni e pensieri originati dall’esperienza di un variegato gruppo di figure professionali che da anni, in diversi contesti terapeutici e riabilitativi, incontra ragazze e ragazzi il cui percorso evolutivo e autobiografico si è interrotto alle soglie dell’adolescenza o nella prima adolescenza. Questa interruzione si manifesta, il più delle volte, con il clamore dell’urgenza psichiatrica e con una apparente varietà di sintomi e forme di sofferenza fisica e mentale. Il percorso, spesso molto lungo, deve procedere verso la nascita di una libera curiosità per la mente dell’altro e della consapevolezza che dall’altro si possa imparare qualcosa. Vengono descritti alcuni progetti e servizi rivolti a minori all’interno del circuito penale, minori stranieri non accompagnati, minori rom, ecc. Due capitoli sono inoltre dedicati rispettivamente all’arteterapia e alla “sand play therapy” con gli adolescenti.
Collocazione Biblioteca: 17935

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Minori stranieri non accompagnati

Si rimanda alla bibliografia Immigrati e integrazione.

Sitografia

ANFAA-Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie

Associazione Telefono Azzurro ONLUS

Biblioteca Innocenti Library

Centro Nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza

ECPAT Italia – END CHILD PROSTITUTION PORNOGRAPHY AND TRAFFICKING

Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Il quotidiano dell’infanzia inascoltata

Istituto degli Innocenti

Missing Children Europe 

Network europeo degli osservatori nazionali sull’infanzia e l’adolescenza

Organizzazione Save the Children

Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza

ILO – Organizzazione internazionale del lavoro

Terre des homes

UNICEF