Aggiornata a gennaio 2022 – a cura di Marina Villone

I materiali, elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico.  

Vengono proposti i seguenti percorsi:

La condizione dei minori in Italia e nel mondo: dati e rapporti

copertina_il_futuro_e_gia_quiA cura di Vichi De Marchi, Il futuro è già qui. Atlante dell’infanzia a rischio 2021. Il mondo dei bambini di domani, Save the Children ; Ponte alle Grazie, Roma, 2021, 156 p.
Il XII Atlante dell’infanzia a rischio in Italia raccoglie una serie di dati e testimonianze sulla condizione di bambine/i e adolescenti dopo la crisi del Covid-19. La pandemia ha aggravato problemi già presenti nel nostro Paese, come la povertà minorile e la povertà educativa. Sono 1 milione e 300 mila i bambini in povertà assoluta in Italia, sono aumentati gli early school leavers (ragazzi tra i 18 e i 24 anni che non studiano e non hanno concluso il ciclo d’istruzione) e i NEET (giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non sono inseriti in alcun percorso di formazione). Nella pubblicazione si analizza attraverso dati, numeri e mappe la situazione dell’infanzia più fragile in Italia, affrontando le sfide più impegnative per il futuro del nostro paese: le disuguaglianze, la natalità, il pianeta, la scienza. Un fattivo contributo al cambiamento può essere offerto dai Patti educativi di comunità, un complesso sistema di azioni, coordinate e sinergiche, messe in atto da una rete di soggetti diversi – amministrazioni pubbliche, soggetti del terzo settore, entità culturali, imprese, cittadini – con le scuole del territorio. Corresponsabilità, coprogettazione, sussidiarietà, diventano le parole chiave. e insieme alle competenze scolastiche dei bambini e degli adolescenti, assumono nuova centralità le capacità (capabilities) dei ragazzi di far fruttare tutti i propri talenti, facendo leva sulle capacità cognitive, emozionali, relazionali, creative. Sono disponibli le edizioni precedenti dell’Atlante.

Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. 11° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, Save the Children Italia, Roma, 2021, 188 p.
Il Gruppo CRC celebra il suo ventennale e pubblica l’11° Rapporto CRC in occasione della giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza, in un momento in cui è in corso la seconda ondata pandemica che sta portando tutte le regioni italiane verso nuove restrizioni. L’11° Rapporto CRC non ci consegna solo una retrospettiva di questi due decenni rispetto ai passi avanti che sono stati fatti e sui ritardi che ancora permangono, ma allarga lo sguardo sull’impatto della pandemia in corso che ha portato alla luce, aggravandole e dilatandole, le criticità monitorate nel corso degli anni. Nelle raccomandazioni rivolte alle istituzioni competenti si esplicita l’auspicio che da questa crisi si possa ripartire con una consapevolezza ritrovata rispetto alla centralità e necessità di investire sui ragazzi e ragazze. A completamento del presente rapporto si consultino anche I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. I dati regione per regione. II edizione e I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. Le risorse dedicate all’infanzia e all’adolescenza in Italia. Inoltre sono disponibli le edizioni precedenti del rapporto.

Save the Children, Global Girlhood Report 2021. Girls’ Rights in Crisis, Save the Children, Roma, 2021, 38 p.
La pandemia da Covid-19 sta esacerbando le già presenti disuguaglianze di genere mettendo a rischio il futuro delle ragazze. La crisi climatica, le epidemie passate come quella del virus Ebola e del virus Zika e i conflitti hanno sempre avuto conseguenze sproporzionate per donne e ragazze. La crisi data dal Covid-19 non fa eccezione: già dai primi dati disponibili le conseguenze economiche hanno infatti aumentato l’esposizione delle ragazze alla violenza, ridotto il loro accesso ai servizi e alle informazioni essenziali e ha influito sulla capacità delle ragazze di realizzare e proteggere i propri diritti. A più di un anno e mezzo dalla dichiarazione di una pandemia globale, la raccolta dei dati rimane però limitata, rendendo la situazione delle ragazze ancor meno visibile. La mancanza di dati sulla situazione delle donne e delle ragazze ha implicazioni dirette sui processi decisionali e sui piani per far fronte a questa emergenza in maniera inclusiva. Il rapporto chiude con alcune raccomandazioni dirette ai Governi nazionali, alle Nazioni Unite, alle Ong, alle organizzazioni della società civile.

1589444-WeWorld-Index-2021 (1)A cura di Elena Caneva … [et al.], Women and Children in a Changing World, WeWorld Index 2021, WeWorld Onlus, Milano, 2021, 90 p.
Il WeWorld Index 2021 si pone l’obiettivo, in continuità con le edizioni precedenti, di misurare l’inclusione di bambini, adolescenti e donne, basandosi su un concetto innovativo e multidimensionale di inclusione, che non tiene conto solo della sfera economica, ma anche di quella educativa, sanitaria, sociale e ambientale. Tuttavia, i dati sono stati raccolti in un contesto molto diverso rispetto alle edizioni precedenti. Infatti, la pandemia di Covid-19 ha provocato una crisi sanitaria e socio-economica senza precedenti su scala globale, colpendo soprattutto donne e bambini e allontanando il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Le disuguaglianze economiche e sociali sono aumentate, così come la violenza di genere, le difficoltà di accesso ai servizi e alle strutture di base per la salute sessuale, riproduttiva e materna.

Unicef, Nella mia mente: promuovere, tutelare e sostenere la salute mentale dei bambini e dei giovani. La condizione dell’infanzia nel mondo 2021, Unicef, Roma, 2021, 63 p.
La pandemia da Covid-19 ha suscitato una serie di preoccupazioni sulla salute mentale dei bambini dei giovani e delle loro famiglie e ha dimostrato come gli eventi del mondo intorno a noi possono influenzare il mondo dentro la nostra testa. Ma la pandemia offre anche opportunità per ricostruire una realtà migliore. Rappresenta un’occasione unica per impegnarsi, comunicare e agire per promuovere, tutelare e supportare la salute mentale di un’intera generazione. Il Rapporto Unicef 2021 indaga la salute mentale nell’infanzia e nei giovani, considerando la sua tutela un diritto e un obiettivo imprescindibile.

A cura di Terre des Hommes, La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo. InDifesa 2021, Terre des Hommes, Milano, 2021, 103 p.
Il dossier dà un’ampia documentazione di ciò che è accaduto in questo tempo di crisi pandemica: dall’abbandono delle scuole, all’aumento di 10 milioni di spose bambine previsto per il prossimo decennio; dalla tragica impennata di violenza domestica, registrata praticamente in ogni paese del mondo (compresa l’Italia) alla crescita prevista delle Mutilazione Genitali Femminili. Il virus ha avuto un grande impatto nell’escludere ragazze e giovani donne dal mercato del lavoro, dalla scuola e dalla formazione di qualità superiore, con ripercussioni evidenti anche in Italia, dove la percentuale femminile di NEET è cresciuta ancora dal 27,9 al 29,3%. Un dato più di tutti rende evidente quanto si sia perso a causa della pandemia: prima dell’esplosione del Covid-19 si stimava che sarebbero stati “sufficienti” 99 anni per raggiungere la parità di genere. Oggi invece sappiamo che serviranno almeno 135 anni per colmare il Gender Gap. Il rapporto riesce però a offrire anche una panoramica di come, attraverso la segmentazione dei dati, la sperimentazione di buone pratiche, il coinvolgimento di diversi attori e il protagonismo delle ragazze e dei ragazzi, si siano ottenuti risultati concreti, sfidando vecchie consuetudini, tabù e leggi ormai superate dal sentimento comune.

la salute mTelefono Azzurro, La Salute Mentale dei Bambini e degli Adolescenti in Tempi di Coronavirus. Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Telefono Azzurro, Roma, 2020, 56 p.
Dalla ricerca di Telefono Azzurro e Doxa Kids, effettuata a fine aprile 2020, emerge come i genitori abbiano riscontrato diversi cambiamenti nei propri figli in riferimento al periodo di lockdown. Alterazioni dell’umore e ansia sono fra i disturbi più frequenti sviluppati da bambini e ragazzi: la perdita per un periodo prolungato di molte delle attività che garantiscono un ritmo e una struttura alla quotidianità può costituire un fattore di rischio e può aggravare sintomi depressivi e ansiosi preesistenti. La ricerca si base su interviste ai genitori e sui dati raccolti dai servizi di Telefono Azzurro.

Christian Morabito … [et al.], Il miglior inizio. Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita, Save the Children, Roma, 2019, 40 p.
Save the Children ha deciso di dedicare il rapporto “Illuminiamo il Futuro” di quest’anno alla povertà educativa che colpisce i bambini più piccoli, attraverso un’indagine pilota, di carattere esplorativo. Unica nel suo genere in Italia, l’indagine è volta ad analizzare le disuguaglianze nell’acquisizione delle capacità e delle competenze educative sin dalla prima infanzia ed i fattori che le determinano, dal punto di vista delle condizioni socio-demografiche, culturali e dei servizi per l’infanzia frequentati.

Arianna Saulini, I diritti degli adolescenti oggi. Lo stato dell’attuazione della Convenzione ONU in Italia, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2019), pp. 13-17
L’autrice, avvocato e collaboratrice della ONG Save the Children, ripercorre le tappe fondamentali dell’attuazione in Italia della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e analizza la situazione attuale. In Italia circa il 60% dei minori vive una situazione di povertà educativa, che raggiunge anche l’80% in alcune regioni del sud, accompagnandosi a contesti di povertà relativa e assoluta. Secondo l’autrice, processi di resilienza possono essere innescati da fattori come la pratica sportiva, la famiglia, la scuola, la comunità educante, che richiedono, tuttavia, il supporto di politiche attente e investimenti mirati.

Abuso sessuale, pedofilia e maltrattamento

Screenshot-2021-05-05-at-10.23.24-e1620318255909Telefono Azzurro, Dossier pedofilia 2021, Telefono Azzurro, Roma, 2021, 42 p.
Il dossier analizza il fenomeno della pedofilia aggiornando al 2021 i dati raccolti dalle varie linee di ascolto e supporto di Telefono azzurro. Questi i capitoli del dossier: 1. Abuso e sfruttamento sessuale a danno di minori; 2. Strumenti e strategie per combattere l’abuso sessuale; 3. La dignità del minore nell’ambiente digitale; 4. I dati di Telefono Azzurro.

Lorenza Di Pentima, Alessandro Toni, Grazia Attili, L’impatto della violenza assistita sui minori: attaccamento, locus of control ed esiti psicopatologici, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 2 (giu. 2021), pp. 83-107
Obiettivo di questo studio è stato esplorare l’impatto della violenza assistita in famiglia da parte di minori sull’emergere di eventuali quadri sintomatologici, sulla costruzione dei loro legami di attaccamento e sulla strutturazione del “locus of control” (la modalità con cui un individuo ritiene che gli eventi della sua vita siano prodotti da suoi comportamenti o azioni, oppure da cause esterne indipendenti dalla sua volontà). Allo studio hanno partecipato 30 minori vittime di violenza assistita in famiglia, confrontati con un gruppo di controllo.

A cura di Luisa Borghese, Franco Ferrari, Pedopornografia e pedofilia. Sintesi del Rapporto Meter 2020, in Shalom: pagine di Betania, n. 2 (mag.-ago. 2021), pp. 13-36
Meter rappresenta un significativo punto di riferimento in Italia ed è riconosciuta nel mondo come una delle massime autorità nella prevenzione del disagio infantile e nella progettazione di interventi mirati ad un aiuto concreto alle vittime di abusi sessuali. Nel dossier viene proposta una sintesi del rapporto Meter 2020, nel quale è confermata una pericolosa diffusione della pedopornografia on line su scala mondiale, la presenza sempre maggiore di cyber-pedofili e il ruolo crescente del dark web. Una parte del dossier è dedicata alla descrizione degli interventi di contrasto attivati dalle autorità competenti per prevenire il crimine.

Reati-informatici-e-investigazioni-digitaliA cura di Fabrizio Corona, Reati informatici e investigazioni digitali. Diffamazione via web – Prove digitali – Sex crimes – Cyberstalking – Cyberbullismo – Reati privacy, Pacini, Pisa, 2021, 247 p.
Il progressivo diffondersi degli strumenti e delle tecnologie digitali ha prodotto l’inevitabile aumento della criminalità informatica, impegnando il Legislatore nell’individuazione di nuove figure criminose, il cui insieme ha dato vita a una nuova categoria di reati: quella dei computer crimes o reati informatici. Questa situazione ha comportato la nascita di una nuova disciplina giuridica che realizza l’incontro del diritto con l’informatica: la computer forensics, finalizzata all’individuazione delle prove nei supporti informatici. Il volume, pertanto, fornisce una descrizione dei reati informatici, il tutto corredato da una minuziosa descrizione delle tecniche di acquisizione, individuazione e analisi dei reati informatici. Di particolare rilevanza il capitolo V: Il sexcrime nell’era digitale e il capitolo VII sul cyberbullismo.
Collocazione Biblioteca: 19022

A cura di Costantino Panza … [et al.], Maltrattamento all’infanzia. Manuale per gli operatori dell’area pediatrica, Il Pensiero Scientifico, Roma, 2020, 355 p.
Il maltrattamento all’infanzia è la più frequente, grave e sottodiagnosticata malattia cronica dell’età pediatrica. Questo manuale nasce dall’esigenza di una guida formativa che accompagni il pediatra e l’operatore sanitario nel far fronte a tale fenomeno. Gli autori del libro sono clinici, pediatri di famiglia, psicologi e specialisti in medicina legale che lavorano quotidianamente a contatto con le famiglie. L’obiettivo che si sono proposti è di affrontare operativamente il maltrattamento e descriverne la complessità del fenomeno in tutti i suoi aspetti, dalla prospettiva prettamente clinica fino alle ripercussioni sull’assetto emotivo del professionista. La tempestività di una diagnosi di fronte a un sospetto maltrattamento, l’intervento terapeutico nei casi accertati di abuso, l’impegno a riconoscere le ripercussioni psicologiche e decifrare gli aspetti giuridici del problema, ma anche a conoscere le possibili risorse della comunità, gli interventi di prevenzione e costruire una rete territoriale sono temi che riguardano una moderna visione del problema. È infatti indispensabile coinvolgere non solo gli operatori della sanità, ma tutte quelle figure professionali, dagli assistenti sociali agli educatori, che hanno uno stretto legame con il bambino.
Collocazione della Biblioteca: 19017

downloadFlaviana Tenuta … [et al.], Maltrattamento e abuso: una rassegna su definizioni, tipologie e interventi per la tutela dei soggetti a rischio, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 2 (giu. 2020), pp. 85-106
L’obiettivo di questa rassegna è stato identificare i fattori di rischio e di protezione associati al fenomeno del maltrattamento infantile. In linea con un approccio conoscitivo e preventivo, è stata interrogata la banca dati di Scopus e particolare attenzione è stata prestata agli articoli nazionali e internazionali pubblicati negli ultimi 10 anni. I risultati offrono indicazioni sulle diverse definizioni e le nuove tipologie di maltrattamento, l’entità delle conseguenze psicologiche a medio e lungo termine delle vittime, nonchè i fattori protettivi e gli interventi che possono essere attuati per tutelare i soggetti a rischio di maltrattamento e abuso.

Luigi Colombo, Da Lolita a Lacan, Alpes, Roma, 2019, 107 p.
Pur essendo una violenza contro la libertà della persona, il delitto sessuale non è necessariamente violento. Può prendere le forme della seduzione, come in Lolita di Vladimir Nabokov, in cui l’inclinazione deviante dell’adulto si manifesta in una interazione priva di impulsività e richiede il coinvolgimento della vittima. Il libro cerca di focalizzare alcuni aspetti fondamentali di questa materia triste, ostica e faticosa, utilizzando la prospettiva psicoanalitica, secondo l’orientamento di Jacques Lacan, e quella criminologica, prospettando alcune ipotesi e spiegazioni originali. Al lettore viene proposta una visione realistica delle motivazioni e dell’atteggiamento dell’autore della condotta, che consente di non azzerare e mettere sotto silenzio la posizione soggettiva della vittima. Il punto di vista criminologico ha un ruolo importante perché la conoscenza di questa realtà deve passare attraverso una conoscenza minuziosa della condotta lesiva.
Collocazione Biblioteca: 18496

A cura di Antonia Bifulco e Nollaig Frost, Impacts of maltreatment in adolescence,  in  Maltrattamento e abuso all’infanzia,  n. 1 (mar. 2019), pp. 7-54
I contributi di questa monografia provengono dal Centre for Abuse and Trauma Studies (Middlesex University, London) e indagano gli effetti durante l’adolescenza del maltrattamento subito nell’infanzia. Le ricerche presentate riguardano argomenti come l’autolesionismo, l’alessitimia, il trauma infantile, l’attaccamento. I titoli degli articoli sono i seguenti: 1) “Attachment style and alexithymia as predictors of non-suicidal self-injury in young adults: a pilot study” di Andrea Oskis, Jo Borril; 2) “Using the attachment style interview to explore non-suicidal self-injury in men: the representational pathway from childhood trauma to non-suicidal self-injury” di Andrea Oskis, Jo Borril; 3) Assessing attachment style in traumatized adolescents in residential care: a case approach” di Catherine Jacobs et al. Si segnala che nel successivo numero della rivista è presente una raccolta di articoli sulle conseguenze in età adulta del trauma vissuto nell’infanzia (coll. biblioteca 1023E).

downloadA cura di Alessio Pitidis … [et al.], Violenza e abuso su minore: modelli di intervento sanitario in Pronto Soccorso. Progetto REVAMP (REpellere Vulnera Ad Mulierem et Puerum), Rapporti ISTISAN 19/29, Istituto Superiore di Sanità, Roma, 2019, 75 p.   
Il progetto REVAMP, finanziato dal Ministero della Salute e condotto da una rete di istituzioni sanitarie sul territorio nazionale, è incentrato sul controllo e la risposta dei servizi sanitari ospedalieri alle vittime di violenza su soggetti vulnerabili, tra cui il bambino. Esso si propone di armonizzare e ottimizzare i modelli d’intervento nei servizi sanitari ospedalieri e territoriali a partire innanzitutto dal problema del riconoscimento delle vittime di violenza nei setting di assistenza sanitaria in emergenza. Il presente rapporto offre una panoramica dei principali problemi legati a tale fenomeno e si articola nella descrizione delle procedure assistenziali secondo le fasi logiche di un percorso assistenza e supporto delle potenziali vittime di violenza in ambito relazionale: riconoscimento; accoglienza e colloquio; diagnosi differenziale di abuso e presa in carico; accompagnamento nei servizi socio-sanitari e sostegno della vittima e dei suoi familiari.

Anna Maria Corato … [et al.], Trauma complesso ed esiti di percorso nella presa in carico di minori matrattati: uno studio pilota, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 2 (giu. 2018), pp. 87-104
La ricerca si riferisce a un progetto pilota attivato presso il SPTM di Vicenza, finalizzato al monitoraggio sull’esito del percorso di presa in carico dei minori maltrattati. Il lavoro si è basato sul modello teorico del Trauma Complesso. È stato preso in esame un campione di adolescenti che hanno subito condizioni continuative di maltrattamento ed esperienze traumatiche e hanno usufruito di un percorso di protezione e sostegno di almeno un anno. I soggetti sono stati assegnati a due gruppi, in base ai criteri per la diagnosi di Disturbo Post-traumatico Complesso. Ogni gruppo è stato analizzato su variabili relative ai fattori di rischio, protettivi e di presa in carico. Nel lavoro sono riportati e commentati i risultati dello studio.

Georgia Zara, Sara Veggi, I minorenni sessualmente abusanti tra solo-offending e co-offending. Uno studio esplorativo, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 47, n. 4 (2018), pp. 262-274
Numerose evidenze scientifiche mostrano che gli autori di reati sessuali minorenni costituiscono un gruppo complesso ed eterogeneo, con individui a diverso rischio di ricaduta criminale e sessuale. E’ pertanto richiesta un’attenzione particolare al fenomeno per fornire le migliori conoscenze possibili al fine di prevenire che i minori a rischio diventino adulti sex offender. Il focus del presente studio è, quindi, esplorare i fattori criminogenici che caratterizzano la commissione delittuosa sessuale minorile. A tal scopo, sono stati analizzati la carriera antisociale, i fattori psicologici, familiari, sociali e comportamentali di 50 giovani sex offender (JSO). I risultati dell’indagine mostrano che i JSO possono essere suddivisi in co-offender (giovani inclini ad abusare delle proprie vittime spinti dall’eccitazione dell’essere insieme ai propri compagni) e solo-offender (giovani inclini ad abusare una persona con la quale hanno avuto una relazione). Nell’articolo sono riportati e approfonditi i risultati dell’indagine.

Cercando famiglia: adozione, affidamento, comunità residenziali

9788874668595_0_536_0_75Luigina Mortari, Chiara Sità, L’affido familiare. Voci di figlie e figli, Carocci Faber, Roma, 2021, 146 p.
Il volume dà voce ai bambini e agli adolescenti che vivono in affido familiare, e ai figli di genitori che accolgono gli affidi, tutti impegnati a disegnare nuove geografie familiari e a dare forma a un universo di relazioni spesso composito e stratificato. L’intento è quello di approfondire l’affido come luogo di apprendimento e di costruzione di significati, in quanto tutti i minori coinvolti sperimentano legami, cure, mancanze, imparando cose su se stessi, sugli altri, sulle vulnerabilità e le appartenenze.
Collocazione Biblioteca: 18973

Barbara Friia, Francesca Di Cesare, Spazio neutro e consultazione partecipata. Un incontro possibile, in Prospettive Sociali e Sanitarie, A.51, n. 4 (autunno 2021), pp. 32-36
L’articolo rievoca la storia dei servizi per il diritto di visita e di relazione a partire dalla Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo. In seguito descrive il servizio cosiddetto Spazio Neutro e il metodo psicoanalitico infantile di consultazione partecipata. Le autrici propongono l’estensione della consultazione partecipata allo Spazio Neutro, avendo entrambi la funzione principe di cercare di facilitare la comunicazione e favorire la relazione tra i genitori e i figli.

A cura del CNCM Piemonte, Essere una comunità educativa oggi. Un servizio per le famiglie e la società , in Animazione Sociale, n. 6/347 (2021), pp. 41-53
L’articolo intende raccontare che cosa è oggi una comunità per minori, arricchendo visioni semplificate e ponendo interrogativi per il futuro. La comunità va intesa come servizio per le famiglie e non contro di esse. Quando le relazioni in una famiglia si sono impoverite al punto da pregiudicare la crescita di un bambino, una distanza temporanea tra i componenti può permettere a tutti di ritrovarsi, un giorno, in una dinamica più equilibrata. La visione stereotipata di questo servizio lo vede focalizzato esclusivamente sulla tutela di chi è ospite, ma in realtà la comunità accoglie tutto il mondo affettivo del bambino.

Copertina-AS_334webA cura di Luca Cateni e Sergio Galasso, Neomaggiorenni in uscita da percorsi in comunità residenziali, in Animazione Sociale, n. 4/345 (2021), pp. 69-96
Le riflessioni del Focus nascono dall’intreccio di tematiche che gravitano sul complesso mondo dei neomaggiorenni in uscita dai percorsi di presa in carico disposti dal Tribunale per i minorenni.

Francesco Cerrato, A servizio del ricomporre legami familiari. Il quotidiano apprendere a relazionarsi con famiglie in difficoltà, in Animazione Sociale, n. 3/344 (2021), pp. 48-58
L’autore, educatore responsabile della comunità per minori “passoni18”, riflette sulla sua esperienza per dare risposta al quesito di come chi si occupa professionalmente di affido affronta il problema dell’allontanamento temporaneo di un minore dalla sua famiglia. Questa, qualunque sia la difficoltà che si trova a vivere, non può essere esclusa, ma ci si deve attivare da subito per facilitare il riavvicinamento tra genitori e figli.

Massimo Rosselli Del Turco, Affidamenti dei minori fuori famiglia in Italia. Alcune problematiche non risolte, Magi, Roma, 2020, 240 p.
Questo libro racconta quale è stata e quale è la sorte di tanti bambini allontanati dalle famiglie e affidati, basandosi sulle fonti istituzionali. L’autore fa luce sulle numerose disfunzioni giuridiche e sociali con la finalità di sottoporle al legislatore. Un appello per la promozione delle migliori pratiche, affinché i diritti umani, particolarmente quelli dei bambini non siano più negati e disattesi.
Collocazione Biblioteca: 18998

9788859019008_0_221_0_75Camilla Landi, L’affido familiare in Lombardia. Una ricerca quantitativa nel Tribunale per i Minorenni di Milano,  Erickson,  Trento, 2019, 187 p.
Nonostante la sua storia ormai più che trentennale, l’affido familiare rappresenta ancora oggi, nel contesto italiano, una materia decisamente complessa. Il libro offre una panoramica da un punto di vista normativo e metodologico di questo sfidante istituto giuridico a tutela di bambini e ragazzi, con particolare attenzione all’affido eterofamiliare disposto dall’autorità giudiziaria. L’autrice ripercorre, alla luce di un’attenta rassegna della letteratura internazionale, le tappe metodologiche e le indicazioni utili per la promozione e realizzazione di progetti di affido eterofamiliari e presenta i dati emersi da un rigoroso lavoro di analisi documentaria svolta all’interno del Tribunale per i Minorenni di Milano. Il libro offre importanti spunti di riflessione e suggerimenti utili a studiosi e operatori sociali che lavorano al fianco di bambini e ragazzi e delle loro famiglie.
Collocazione Biblioteca: 18506

Paola Bastianoni, Le comunità per minori. Una “Famiglia” sui generis, in Lavoro sociale, n. 6 (dic. 2020), pp. 18-26
L’autrice, docente universitaria esperta di dinamiche familiari anche nei contesti delle comunità per minori, spiega come le comunità possono diventare luoghi familiari di cura per i minori, agendo sui fattori che non permettono la diffusione di un modello relazionale riparativo quotidiano in tali contesti residenziali.

Valentina Calcaterra, Partecipazione dei genitori alla vita dei loro figli in comunità di accoglienza, in Lavoro sociale, supplemento al n. 4 (ago. 2019) – on line, pp. 66-88
La partecipazione dei genitori nell’ambito della tutela minorile è un tema complesso sia nella sua interpretazione teoricometodologica che per la sua declinazione sul piano operativo. A fronte del riconoscimento normativo della responsabilità dei genitori di educare i loro figli, decidere nel loro interesse e provvedere al loro sviluppo (Convenzione ONU, 1989), è importante chiedersi come poter garantire l’esercizio di tali diritti e doveri nelle situazioni in cui un bambino o ragazzo debba essere temporaneamente allontanato dalla sua famiglia per la sua tutela. In questo articolo, dopo un’introduzione teorica sul concetto di partecipazione e un breve excursus sulle ricerche che indagano il tema della partecipazione dei genitori in tutela minorile, si presentano gli esiti di una ricerca che ha studiato la partecipazione dei genitori alla vita dei loro figli allontanati e collocati presso tre comunità di accoglienza. I risultati della ricerca danno conto di prassi di accoglienza e permanenza dei minori in comunità che prevedono la partecipazione dei genitori nel rispetto della cornice data dall’Autorità giudiziaria. Vengono inoltre messi in luce le difficoltà e i vantaggi di tali prassi di lavoro e le implicazioni per la pratica. Disponibile in Pdf.

cop1905Roberto Mazza, Alessio Zoppi, Lo spazio di holding come potenziale terapeutico nella comunità per minori, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 2 (primavera 2019), pp. 18-20
Attraverso l’esposizione di un caso clinico, viene considerata la potenzialità terapeutica rivestita dal concetto di “Holding” secondo Winnicott, per cui l’équipe curante assume il ruolo di un gruppo che sostiene i minori ricoverati in comunità, creando uno spazio “familiare” che accoglie e rieduca.

Sara De Carli … [et al.], Parlano i ragazzi: stateli ad ascoltare!, in Vita, set. 2019, pp. 20-67
La monografia raccoglie diversi contributi sul tema dei minori fuori famiglia. Grazie alle voci dei ragazzi direttamente interessati e degli operatori che, a diverso titolo, lavorano con loro, emergono alcuni punti da cui partire per rafforzare il servizio e migliorare norme e prassi. Infine, sono presentate sette storie di persone che hanno vissuto al di fuori della famiglia naturale, potendosi così costruire un futuro migliore.

Barbara Ongari … [et al.], Crescere fuori dalla famiglia: sfide e integrazioni, in Minorigiustizia, n. 4 (2018), pp. 19-186
Nel quadro multidisciplinare che caratterizza la rivista, questo fascicolo propone un riesame degli interventi a sostegno dei minorenni che per crescere hanno bisogno di risorse che non trovano nella loro famiglia di nascita. Presentati nel loro contenuto psico-pedagogico ed evolutivo, tali interventi costituiscono anche occasione di attuazione dei diritti inviolabili dei minorenni. Adozione e affidamento familiare vengono esaminati così come si sono trasformati a contatto con realtà sociali e familiari diverse da quelle ipotizzate al momento della loro introduzione. Il confronto con adozioni che in altri Paesi hanno caratteristiche diverse dalle nostre, suggerisce approcci meno rigidi e più pragmatici che non possono essere ignorati. Anche le comunità sono presentate come risorse adatte a minorenni in situazioni particolari, per età e condizioni familiari. I diversi contributi sono raccolti nelle seguenti sezioni: 1) “Una nuova famiglia per crescere”; 2) “Crescere fuori dalla famiglia”; 3) “A contatto con culture diverse”.

Luca Cateni, Michele Santi, Marco Tuggia, L’autonomia dei giovani in uscita da spazi di tutela. Parte prima: l’andirivieni tra appartamenti e territorio, in Animazione Sociale, n. 323/9 (2018), pp. 71-94
La sezione “Emanciparsi insieme” raccoglie i tre contributi seguenti: 1) “Neomaggiorenni con le chiavi di casa”, di Luca Cateni e Marco Tuggia, nel quale si riflette sul che fare con i neomaggiorenni in uscita, quasi sempre per limiti di età, dalle comunità per minori, ma spesso non ancora in grado di esercitare in pieno la loro autonomia a livello personale e sociale. 2) “La rottura del bisogno di avere bisogno”, di Michele Santi, che descrive l’esperienza di una diciottenne in un contesto poco protettivo e molto richiedente. 3) “Rimediare a un errore di sistema che inceppa l’autonomia”, di Luca Cateni, rilancia e condivide alcuni interrogativi sul lavoro svolto dal progetto “Chiavi di casa” e segnala alcuni punti di forza maturati con la scommessa di investire con i neomaggiorenni su appartamenti aperti al territorio. La parte seconda si trova nel n. 324 (2019), pp. 75-96

Lavoro minorile e sfruttamento

copertina_piccoli_schiavi_invisibili_2021Save the Children, Piccoli schiavi invisibili. XI edizione. Fuori dall’ombra: le vite sospese dei figli delle vittime di sfruttamento, Save the Children, Roma, 2021, 104 p.     
Mettere al centro la vittima di tratta implica la necessità di prevedere interventi ad ampio raggio anche nei confronti dei figli/e presenti, un fenomeno in costante e progressiva emersione. Risulta sempre maggiore infatti la presenza di bambini e bambine figli di giovani donne sole, circondati da situazioni di violenza e talvolta loro stessi a rischio di sfruttamento. Con questo rapporto, sempre con l’obiettivo di contrastare tratta e sfruttamento, proponiamo una lettura del fenomeno come strumento imprescindibile per mettere in campo azioni adeguate.

Pietro Segreto, Covid-19 e sfruttamento in Italia. Come la pandemia ha influito sulle condizioni di sfruttamento lavorativo e sessuale in Italia, in Lavoro sociale, n. 6 (dic. 2020), vol. 20, pp. 36-43
L’articolo espone i risultati di un rapporto di Save the Children sull’impatto dell’epidemia di Covid-19 sulla tratta e lo sfruttamento dei migranti in Italia. La necessità di combattere la diffusione del virus ha reso necessario far emergere il sommerso permettendo a molti migranti di regolarizzare la loro posizione. Invece, per quanto riguarda lo sfruttamento sessuale, la situazione è peggiorata, con il trasferimento delle attività criminose on line e indoor, dove sono più difficilmente monitorabili.

Daniela Prioglio … [et al.], Ragazze con la speranza negli occhi. Storie di tratta, in Animazione Sociale, n. 326/3 (2019), pp. 64-66
Le ragazze accolte nel progetto FAMI di Torino provengono principalmente dalla Nigeria, hanno un’età intorno ai 15 anni e alle spalle storie di estrema sofferenza, legate allo sfruttamento sessuale e alla tratta. Nell’articolo si riportano le storie di due ragazze, che accolte nella struttura di Torino hanno ricominciato a sperare.

Ending-child-labour-250x355International Labour Organization … [et al.], Ending child labour, forced labour and human trafficking in global supply chains, Aliance, Genève, 2019, 114 p.
Questo rapporto, stilato da International Labour Organization, Organization for Economic Cooperation and Development, International Organization for Migration e United Nations Children’s Fund (membri del partenariato dell’Alleanza 8.7), fornisce informazioni sul lavoro minorile, il lavoro forzato e la tratta di esseri umani nel mondo. E’ stato stilato in risposta a una richiesta del ministero del Lavoro e dell’occupazione del Gruppo dei Venti (G20) di valutare le violazioni dei diritti fondamentali del lavoro nelle catene di approvvigionamento globali. Le stime sono state generate combinando i dati sul numero totale stimato di bambini nel lavoro minorile con i dati sui flussi commerciali e sulle catene del valore all’interno dei paesi e oltre confine. Lo stesso metodo di calcolo è stato applicato anche per la tratta di esseri umani. Il documento sottolinea il ruolo fondamentale degli Stati nell’affrontare le lacune della normativa, dell’applicazione e dell’accesso alla giustizia (che crea spazio per l’inosservanza) e nella creazione di un quadro per una condotta aziendale responsabile. Esamina inoltre come i governi possano dare l’esempio integrando le considerazioni di due diligence nelle proprie attività in quanto appaltatori di beni e servizi, proprietari di imprese e fornitori di crediti e prestiti. Il Rapporto è fruibile anche in francese e spagnolo a questo link.

Minori e giustizia

Gianluca Guida, Carcere minorile: il lavoro li salverà, Senzafiltro.it, Montevarchi (AR), 2021, 5 p.              
L’articolo parla del lavoro per i detenuti del carcere minorile, inteso non solo come mezzo di sostentamento, ma come valorizzazione della persona. Dopo aver analizzato il disagio sociale e relazionale che porta i minorenni alla detenzione, esprime la necessità di restituire attraverso il lavoro la dignità all’individuo nel riconoscimento della responsabilità, sociale o penale che sia, affinché questa non si trasformi in una forma di punizione frustrante, ma sia un’occasione risocializzante. L’autore è un dirigente penitenziario ed è a capo dell’Istituto penale per minorenni di Nisida, del Centro Europeo di Studi sulla devianza e sulla criminalità minorile e del Centro Diurno polifunzionale di Napoli

guarireGuarire i ciliegi. Quinto rapporto. Ragazzi dentro. Osservatorio degli Istituti Penali per minorenni, Antigone, Roma, 2021, 273 p.
Questo quinto rapporto di Antigone sugli Istituti penali per minori, a differenza dei precedenti, si configura come un sito e contiene, oltre al rapporto 2019, un aggiornamento del 2021 (il 2020 è stato caratterizzato dalla pandemia Covid-19). Il sito contiene anche i 4 rapporti precedenti, una presentazione dell’Associazione Antigone e il documentario (WebDoc) di Andrea Gualtieri “Ragazzi fuori – Vite tra carcere e comunità” tratto da Repubblica.it

Elisa Ceccarelli … [et al.], Prospettive interdisciplinari e interventi di giustizia, in Minorigiustizia, n. 1 (2021), pp. 5-207
Il numero monografico della rivista intende contribuire alla riflessione sulla necessità di una prospettiva interdisciplinare negli interventi di giustizia a favore di persone di età minore. In particolare, propone un confronto con discipline “altre” che da sempre concorrono a sviluppare l’ampio campo della giustizia minorile e considera le modalità di interazione tra diverse culture nelle istituzioni e nelle attività professionali per capire se e quanto riescano ad attuare una collaborazione e un’integrazione dei servizi deputati alla tutela e alla cura dei minor

Claudio Cottellucci … [et al.], La giustizia minorile al tempo della pandemia, in Minorigiustizia, n. 4 (2020), pp. 7-188
La monografia raccoglie contributi di diversi studiosi della realtà socioeconomica, esperti di educazione e sistemi scolastici, operatori sociosanitari, magistrati minorili italiani e stranieri, che propongono riflessioni sui cambiamenti legati alla pandemia di Covid-19 che hanno coinvolto i minori, sulla loro durata e sulle loro conseguenze per il futuro. In particolare, gli autori si interrogano sul prezzo pagato da bambini e adolescenti a causa del distanziamento, della perdita di socialità, dell’intermittenza scolastica, della costrizione alla convivenza domestica e della conseguente esposizione a condotte violente. Ne deriva l’indicazione a individuare e sperimentare stili di vita e modalità professionali innovativi e compatibili con i profili umani sociali emergenti.

9788828819004_0_536_0_75 Roberto Thomas, Criminologia Minorile. Un approccio sostenibile, Giuffrè Francis Lefebvre, Milano, 2020, 589 p.
Il volume offre una lettura della criminologia minorile attraverso il concetto di “sostenibilità”, descrivendo una disciplina che deve, da un lato, sostenere una cultura di prevenzione e di recupero della devianza e della criminalità ma che, allo stesso tempo, deve essere sostenuta da politiche sociali, economiche e giuridiche per il raggiungimento dei suoi obiettivi. Punto centrale della trattazione è il minore, come individuo in divenire, quando è autore di reati così come quando ne è vittima, e gli strumenti di prevenzione e recupero previsti dal nostro ordinamento e dalle discipline psicologiche. L’autore, già magistrato minorile, è ora docente di master e corsi di perfezionamento in criminologia minorile.
Collocazione Biblioteca: 18997

Maria Luisa Gallina, Barbara Friia, Dal gruppo alla rete. Un viaggio per la costruzione di un’etica della responsabilità, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 3 (estate 2019), pp.29-32
L’articolo ci racconta e analizza il lavoro svolto in parecchi anni con adolescenti a rischio dall’Ufficio di Servizio sociale del Centro di Giustizia minorile di Milano (USSM) e dal Consultorio familiare “La Nuova Aurora” di Voghera. Dall’osservazione dei partecipanti si è evidenziata una fotografia che mostra caratteristiche comuni sia nel rapporto genitori/figli sia nelle storie e nei vissuti dei ragazzi. Inoltre il lavoro ha permesso di creare una rete tra Servizi, Famiglie e Tribunale con l’obiettivo di vedere i ragazzi in un’ottica più dinamica, attraverso una conoscenza dei loro contesti e delle loro storie.

A cura di Elisa Ceccarelli, Francesco Vitrano, Figli minorenni e genitori in conflitto, in Minorigiustizia, n. 2 (2018), pp. 7-197
La presente monografia propone una riflessione sulle vicende che coinvolgono genitori e figli quando i rapporti familiari e di convivenza giungono a una rottura e sono accompagnati e seguiti da una permanente conflittualità tra i membri della coppia. Sono stati raccolti pensieri elaborati da coloro che, sulla base dell’esperienza acquisita nel lavoro professionale e con diverse competenze, sono chiamati a decidere la sorte dei figli nelle procedure giudiziarie, ma anche in sedi e con modalità diverse, analizzando le cause di conflittualità familiare e cercando di costruire percorsi di riparazione che aiutino tutti i soggetti coinvolti nella crisi coniugale a recuperare un nuovo equilibrio psichico e affettivo. I contributi proposti riguardano quattro aree di riflessione: profili sostanziali e profili processuali nei procedimenti separativi; separazione e trasformazione della genitorialità; figli minorenni e conflittualità genitoriale: interventi di sostegno; esperienze giudiziarie e sociali.

9788865313169_0_536_0_75A cura di Sonia Moretti, Cira Stefanelli, Rileggere adolescenze e devianze. Fare sicurezza e trattamento negli Istituti Penali e nei Servizi minorili, Alpes, Roma, 2018, 256 p.
Il libro affronta il tema della devianza in età adolescenziale sotto diversi aspetti: l’educazione, la sicurezza, il contributo della psicoanalisi, l’immigrazione, la tossicodipendenza, il branco antisociale, il ruolo della Polizia Penitenziaria, la legislazione, la collaborazione tra diverse figure professionali. L’intento è quello di restituire l’importanza del saper entrare in relazione con quei minori arrivati all’incontro con la Giustizia minorile, di offrire quindi un contributo a tutte le professionalità che lavorano con adolescenti problematici.
Collocazione Biblioteca: 18158

Claudio Cottatellucci … [et al.], Le ragioni della giustizia minorile e la lunga attesa dell’ordinamento penitenziario, in Minorigiustizia, n. 1 (2018), pp. 5-87
Nella presente monografia vengono proposte alcune riflessioni sulla riforma dell’ordinamento penitenziario, in particolare di quello minorile, le cui sorti sono ancora molto incerte. Gli autori cercano di riprendere il filo dell’iter legislativo e di comprendere quali sono le ragioni della sua mancata attuazione, individuando resistenze e progetti che la riforma sostiene e mobilita. Tra i punti di forza della riforma emerge l’esigenza del superamento dell’idea della pena come sofferenza ritorsiva e l’impegno a rendere disponibili percorsi di recupero personalizzati. Viene previsto, inoltre, un nuovo modo di concepire l’intervento educativo rivolto ai minori autori di reato, attraverso un “progetto educativo individualizzato”, che richiede l’interazione tra servizi minorili e risorse presenti sul territorio. Si sottolinea, infine, l’importanza di un’attenta analisi dei disturbi neuropsichiatrici dell’infanzia e dell’adolescenza, già molto presenti nella popolazione generale, ma ancora di più tra coloro che sono in contatto con la giustizia minorile, con la conseguente necessità di uno stretto lavoro comune tra servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, servizi sociali e sistema della giustizia minorile.

Isabella Mastropasqua, L’Assistente sociale nella giustizia minorile e di comunità. Argomenti e parole chiave, Maggioli, Santarcangelo di Romagna (RN), 2018, 197  p.
Il libro prende in esame lo sguardo sui processi di trasformazione in atto all’interno del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, sulle innovazioni culturali e professionali che lo stanno attraversando, per suscitare la riflessione e porre in evidenza i temi di maggiore rilevanza che il servizio sociale della giustizia deve affrontare in un momento di grandi trasformazioni normative, sociali e culturali che assegnano proprio al Servizio Sociale un compito chiave, quello di essere generativo e rigenerativo nella comunità di risorse che necessitano di essere riconosciute, sostenute e accompagnate, per diventare opportunità di riscatto sociale per chi ha commesso un reato; così come di legami da riparare, di fiducia istituzionale e comunitaria da ricostruire. Il volume è strutturato nei capitoli seguenti: 1. La cornice di riferimento; 2. Il sistema della giustizia minorile; 3. Il sistema dell’esecuzione penale esterna; 4. La comunità e il territorio; 5. Costruire la giustizia di comunità; 6. Nuovi fenomeni; 7. La giustizia ripartiva.
Collocazione Biblioteca: 18241

Si veda anche la bibliografia sul carcere per quanto riguarda Carcere e minori

Il lavoro con e per i minori

scatti_raccomandazioni_buone_pratiche_per_contrastare_poverta_educativa_dispersione_scolasticaSave the Children ; A cura di Cristina Vincenzo, Il Progetto S.C.AT.T.I. Raccomandazioni e buone pratiche per contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica, Save the Children, Roma, 2021, 32 p.        
S.C.AT.T.I. è un progetto selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, l’acronimo sta per: Scuola, Comunità, Attivazione, Territori, Innovazione. La scelta di queste parole chiave racconta l’anima del progetto: la promozione di un modello di presa in carico globale di bambini e ragazzi, basato sulla responsabilizzazione, il rafforzamento e la messa in rete di tutti gli attori attorno alle scuole, centrato sul protagonismo dei ragazzi e realizzato anche grazie al contributo positivo e consapevole delle tecnologie digitali. S.C.AT.T.I. ha coinvolto quartieri e aree urbane in grado di rappresentare sia le città che i piccoli centri periferici, su tutto il territorio nazionale: Giambellino a Milano, Ponte di Nona a Roma, Scalea e Praia a Mare in provincia di Cosenza, ZEN a Palermo. La scelta dei territori rispecchia l’intenzione di far comunicare contesti con caratteristiche differenti ma che affrontano criticità simili.

Matteo Moscatelli, Elisabetta Carrà, Chiara Ferrari, La lente dell’impatto familiare come punto di vista strategico sull’efficacia degli interventi. Le Family Impact Checklist in un progetto per il contrasto alla povertà educativa minorile, in Lavoro sociale, supplemento al n. 4 (ago. 2021) – on line, pp. 61-78
Il contributo presenta un’applicazione dell’approccio Family Impact Lens nell’ambito di un progetto volto a contrastare la povertà educativa dei bambini di 0-6 anni in un quartiere periferico del Comune di Novara. Secondo tale approccio, nel progettare, attuare e valutare politiche e pratiche vanno attentamente considerate le ricadute sul benessere delle famiglie, applicando una metodologia multidimensionale. Lo studio presenta l’applicazione del modello durante la seconda annualità del progetto, in cui sono state sviluppate e utilizzate cinque Family Impact Checklist che, oltre a monitorare il modus operandi degli operatori coinvolti, hanno anche promosso un processo metariflessivo da parte degli operatori stessi, rispetto all’acquisizione di una cultura familyoriented. I dati raccolti suggeriscono che va migliorata la capacità di trattare le diversità presenti nelle famiglie beneficiarie del progetto e di favorire un loro effettivo coinvolgimento nelle diverse azioni realizzate, mostrando anche differenze significative tra i diversi operatori sociali. Disponibile in Pdf.

A cura di Valentina Calcaterra e Maria Luisa Ranieri, Tra partecipazione e controllo. Contributi di ricerca sul coinvolgimento di bambini e famiglie nei servizi di tutela minorile, Erickson, Trento, 2021, 271p.
Sempre maggiore, nel campo sociale, è l’attenzione alle pratiche finalizzate a promuovere la partecipazione dei “service users” in progetti o interventi d’aiuto. Il volume propone una riflessione su questo tema in un ambito complesso come quello della tutela minorile: si interroga cioè su come la partecipazione dell’utenza, le famiglie, i bambini e i ragazzi, possa modificare la relazione con gli operatori e influire sulle modalità e, forse, anche sugli obiettivi del loro lavoro. Il testo si compone di tre parti: la prima propone riflessioni sulle prospettive degli operatori e su come la partecipazione possa trovare riscontro nell’organizzazione dei servizi. A seguire vi sono alcuni contributi che esaminano il concetto di partecipazione nei percorsi di assessment e programmazione degli interventi di aiuto. Per concludere, vengono proposte alcune riflessioni sull’importanza della partecipazione nel lavorare in situazioni con bisogni specifici e in una innovativa pratica di lavoro con ragazzi e giovani L’intenzione è sollecitare i professionisti del settore a proseguire nella ricerca e a sperimentare nuove prassi orientate alla partecipazione, che rappresenta una sfida ma soprattutto una risorsa: solo se si riconoscono il suo punto di vista e le sue competenze, infatti, la persona in difficoltà può diventare protagonista di un percorso di consapevolezza e di crescita.
Collocazione Biblioteca: 18869

11130_7Barbara Segatto, Anna Dal Ben, Decisioni difficili. Bambini, Famiglie e Servizi Sociali, Franco Angeli Open Access, Milano, 2020, 149 p.        
Il volume nasce dalla volontà di far comprendere i processi che portano a scegliere di attuare uno specifico intervento di protezione dei bambini e di sostegno alle loro famiglie. Attraverso la presentazione degli esiti di una ricerca si è cercato di analizzare il processo decisionale dei professionisti italiani, nonché di contribuire alle carenze di studi sul tema nel nostro Paese. Le decisioni difficili, ricordate nel titolo, riguardano il definire quale progetto di supporto realizzare per contrastare la situazione di rischio presente; il decidere se allontanare temporaneamente un bambino dal suo nucleo di origine e dove collocarlo; o, qualora le condizioni lo rendano necessario, il segnalare all’autorità giudiziaria. Dai risultati si avvalora la forte attenzione degli operatori intervistati verso il sostegno al nucleo familiare e alla salvaguardia dei legami tra il minore e la sua famiglia di origine.
Collocazione Biblioteca: P0071

Gloriana Rangone, Supervisionare i Servizi Tutela Minori. Spunti per un intervento efficace, in Lavoro sociale, supplemento al n. 6 (dic. 2020) – on line, pp. 77-89
La complessità dei temi con i quali si interfacciano i Servizi Tutela Minori è molto grande e spesso un intervento di supervisione si rende indispensabile. Ma quale supervisione? È sufficiente che un operatore sia competente sulle tematiche del maltrattamento fisico e psicologico e dell’abuso sessuale per poter svolgere un intervento di supervisione davvero efficace? O necessita di altre competenze? L’autrice, a partire dalla propria esperienza di supervisore dei Servizi Tutela Minori, si propone di addentrarsi in questo territorio spesso scarsamente esplorato per fornire spunti di riflessione utili sia ai supervisori sia ai gruppi di lavoro che usufruiscono della supervisione.

Stefano Benzoni, Sonia Cavenaghi, Dalla tua parte. La voce del minore nella tutela e nella curatela speciale, Erickson, Trento, 2019, 156 p.
A partire dall’esperienza clinica, psicogiuridica e didattica degli autori, il libro risponde alle numerose domande dei professionisti che svolgono il lavoro di curatore speciale. Un incarico che richiede competenze eclettiche, una sensibilità umana spiccata e una capacità “speciale” nel dare voce al minore, mediandone la relazione con il tribunale. Il libro è incentrato sull’esperienza della difesa minorile, dedicato a tutti gli operatori che la vivono, dagli avvocati fino ai giudici.
Collocazione Biblioteca: 18474

41c39AjurXL._SX352_BO1,204,203,200_Maria Luisa Raineri, Francesca Corradini, Linee guida e procedure di servizio sociale. Manuale ragionato per lo studio e la consultazione. Terza edizione aggiornata, Erickson, Trento, 2019, 582 p.
Questo libro raccoglie in maniera sistematizzata le linee guida e le procedure di servizio sociale professionale, vale a dire le indicazioni operative che gli assistenti sociali, impegnati nel lavoro sul campo a diretto contatto con l’utenza, seguono in ottemperanza alle leggi di settore, agli orientamenti dell’ente per cui lavorano, ai regolamenti di servizio. Le linee guida e le procedure indicano come la metodologia del servizio sociale può trovare applicazione concreta quando si lavora con un determinato tipo di utenza e di problemi in un dato contesto normativo, politico, organizzativo. Si consultino i capitoli dedicati ai minorenni interessati da provvedimenti di tutela e ai minorenni sottoposti a procedimento penale. Le prime due edizioni del manuale si trovano rispettivamente alle collocazioni 16121 e 16876.
Collocazione Biblioteca: 18514

Ariela Casartelli, Glenda Cinotti, Dal percorso di indagine al territorio: i cambiamenti nelle famiglie, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 3 (estate 2019), pp. 3-7
L’articolo espone una ricerca condotta nel Comune di Milano affrontando diverse tematiche: tenuta e soddisfazione fra i soggetti in gioco nella relazione fra minore e famiglia e servizi sociali; miglioramento della consapevolezza e delle capacità di autonomia di minore e familiari; miglioramento della condizione di vita del minore (o ex minore) e della famiglia, sia dalla parte degli operatori che dei familiari.

Emanuela Chiodo, Titti De Marco, Il laboratorio di educativa territoriale del centro “La Tenda”, in Prospettive Sociali e Sanitarie, A. 49, n. 1 (inverno 2019), pp. 16-20
L’associazione onlus “La Tenda” lavora dal 2014 nel comune di Napoli nel Rione Sanità, per contrastare la “povertà educativa” di bambini e adolescenti. In questo rione, in uno scenario di povertà multigenerazionale, bambini e adolescenti sono privati della capacità di apprendere, di sviluppare e far fiorire capacità, talenti e aspirazioni.

9788865315002_0_536_0_75A cura di Annamaria Mandese, Alfredo De Risio, Giacomo Salvanelli, «Baby gang»: come prevenirle? Guida per genitori, insegnanti e istituzioni, Alpes, Roma, 2018, 166 p.
La finalità di questo lavoro è quella di ribaltare la logica repressiva ed emarginante imperante nella cultura italiana, nella convinzione che il migliore metodo per contenere l’entità di un problema è conoscerlo per prevenirlo. Il fenomeno delle baby gang, sempre più frequente come fatto di cronaca nera, viene analizzato da un punto di vista psicologico, sociologico, criminologico e geodetico fornendo indicazioni, anche pratiche, per la sua prevenzione.
Collocazione Biblioteca: 18194

Joelle Long … [et al.], Le politiche a sostegno dell’infanzia e dell’adolescenza e gli attori non convenzionali del welfare minorile, in  Minorigiustizia, n. 3 (2018), pp. 14-165
L’obiettivo di questo numero della rivista è quello di riflettere sulle politiche a sostegno dell’infanzia e dell’adolescenza, fermando poi l’attenzione sul ruolo degli attori “non convenzionali” del welfare minorile. Talvolta si tratta di attori di recente introduzione, come nel caso dei garanti regionali e comunali per l’infanzia e l’adolescenza e dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Spesso sono soggetti pubblici e privati che agiscono in questo campo da un tempo ben più lungo di quello che vede l’attribuzione ai servizi sociali territoriali del ruolo di principali organi di protezione e promozione dei diritti dell’infanzia, come la scuola pubblica, i servizi sanitari pubblici o la magistratura minorile. I diversi contributi sono suddivisi e raccolti nelle parti seguenti: 1) Il welfare minorile oggi; 2) Le sfide per gli attori istituzionali; 3) Le autorità garanti per l’infanzia e l’adolescenza; 4) L’associazionismo a vocazione specifica e il “volontariato dei diritti”.

Diletta Mauri, Monica Romei, Giorgio Vergano,  Il Care Leavers Network Italia, in Minorigiustizia, n. 3 (2018), pp. 166-175
Gli autori descrivono il progetto del Care Leavers Network (Cln), una rete di ragazzi e ragazze in uscita da percorsi ‘fuori famiglia’, promossa dall’associazione Agevolando, organizzazione di volontariato nata per promuovere l’autonomia di ragazze e ragazzi in uscita da percorsi di accoglienza e composta per la maggior parte da ex utenti dei servizi. Il Cln rappresenta un’occasione di promozione di percorsi partecipativi nell’ambito della tutela dei minori con riferimento al contesto italiano e dà voce alle narrazioni dei care leavers valorizzando in varie forme il loro essere esperti per esperienza dei percorsi di accoglienza. Vengono analizzate le principali ricadute a livello individuale e collettivo, cercando di approfondire come l’associazionismo a vocazione specifica possa avere un impatto sulle politiche sociali coinvolgendo i destinatari dei percorsi di tutela

Minori stranieri non accompagnati

Si rimanda alla bibliografia Immigrati e integrazione.

Sitografia

ANFAA-Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie

Associazione Telefono Azzurro ONLUS

Biblioteca Innocenti Library

ChildONEurope

ECPAT Italia – END CHILD PROSTITUTION PORNOGRAPHY AND TRAFFICKING

Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Istituto degli Innocenti

Minori.it : Centro Nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza

Missing Children Europe 

Organizzazione Save the Children

Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza

ILO – Organizzazione internazionale del lavoro

Terre des homes

UNICEF