Aspetti patologici: uso problematico, dipendenze, cyberbulling, cyberstalking, sexting, hate speaking

Per quanto riguarda il gioco d’azzardo online e le dipendenze da internet si veda anche la bibliografia sulle dipendenze da comportamento e quella su gioco d’azzardo e trattamento. Sul cyberbullismo si consulti invece la bibliografia sul bullismo.

3110957-1Simone Cosimi … [et al.], Cyberbullismo, Città Nuova, Roma, 2018, pp. 99
Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto ripetutamente nel corso del tempo alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni. E il cyberbullismo è qualcosa di più dell’evoluzione del bullismo. Sembrerebbe averne in certe situazioni invertito la vettorialità. In altre parole: alle volte vengono compiuti atti di bullismo solo ed esclusivamente affinché siano “cyber”, se proprio dobbiamo continuare a usare questo prefisso, davvero fuori luogo. Cioè gli strumenti digitali “chiamano” in qualche modo certi contenuti. E quelli di bullismo sono, né più né meno di altri, contenuti che ci si scambia. Dimenticando le sofferenze delle vittime, sovrapponendo realtà e finzione.
Collocazione Biblioteca: 18173

Massimo Di Grazia … [et al.], Sessualità e web negli adolescenti, in Rivista di sessuologia clinica, a. 24, n. 1 (2018), pp. 36-46
La diffusione del web nel quotidiano delle persone ha fatto emergere problematiche legate al suo eccessivo utilizzo, in particolare la correlazione tra sesso e web e la dipendenza che ne può derivare tra gli adolescenti, i giovani adulti e gli adulti. Quello che attrae è la curiosità verso una sessualità appagante, una alternativa ad una sessualità reale deludente, una compensazione alla solitudine relazionale o il libero manifestarsi di orientamenti sessuali latenti e non espressi o socialmente inaccettabili. Occorre, secondo gli autori, comprendere meglio il fenomeno per riuscire a dare risposte a chi entra in questo loop erotico virtuale, concretizzando un programma formativo educativo fin dalle scuole primarie rivolto anche a famiglie e docenti.

Maria Assunta Zanetti … [et al.], Il cyberbullismo come emergenza sociale: indicazioni per l’intervento alla luce della nuova normativa, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 1 (mar. 2018), vol. 20, pp. 7-66
La presente monografia illustra la nuova normativa italiana (legge 71/2017) mirata a combattere il cyberbullismo e presenta un quadro delle conseguenze del cyberbullismo per le vittime, chiarendo alcuni dei meccanismi di rischio connessi a tale fenomeno e offrendo indicazioni per un efficace intervento. In particolare vengono proposti i seguenti contributi: “Educare per prevenire la sofferenza delle cybervittime. Ricadute educative a partire dalla Legge 71/2017” di M.A. Zanetti e R.M. Colangelo; “Attraverso le sofferenze della vittima: tra bullismo, cyberbullismo e proposte di intervento” di S. Dimitri, S. Pedroni, E. Donghi; “Il funzionamento morale come fattore di rischio per il bullismo e il cyberbullismo” di S.C.S Carvita … [et al.]

hikEclectica, Hikikomori, ragazzi chiusi alle relazioni sociali. Una ricerca sul benessere degli adolescenti cuneesi, Eclectica, 2018, pp. 71
Questa ricerca, coordinata da Eclectica, è nata nell’ambito di un progetto del Comune di Cuneo che intende creare un sistema di protezione intorno agli adolescenti a rischio di “chiusura relazionale” lavorando in diversi contesti e coinvolgendo non solo i destinatari diretti ma l’intera “comunità educante”. In fase di avvio del progetto, è stato previsto l’utilizzo di modalità di coinvolgimento attivo della cittadinanza, al fine di ottenere informazioni utili a formulare un’analisi dei bisogni, funzionale alla messa a punto e al potenziamento delle attività progettuali. La rilevazione, con un uso combinato di metodi quantitativi e qualitativi, ha consentito di raggiungere non solo i destinatari degli interventi, ma anche i principali adulti chiamati in causa nella creazione di una rete di sostegno giovanile. Questo rapporto è dedicato a illustrare quanto emerso da questa prima fase di ricerca.

Giuseppe Reale, Nomofobia. Quando lo smartphone rende schiavi. Fenomeno in forte ascesa con rilevanti ricadute sociali. Sono maturi i tempi per l’inserimento nel DSM e nei LEA?, in Dal fare al dire, a. 27, n. 1 (2018), pp. 16-18
L’utilizzo eccessivo e prolungato degli smartphone e di altri dispositivi elettronici incide sulla salute delle persone sia per le onde elettromagnetiche sia per l’assuefazione ai dispositivi che ne deriva. Maggiormente a rischio sono adolescenti e preadolescenti. L’articolo prende in esame ricerche americane ed europee su questo fenomeno e si chiede se i tempi siano maturi per l’inserimento della nomofobia (no mobile-fobia: la paura sproporzionata di una persona di rimanere fuori dal contatto di rete mobile) tra i disturbi descritti nel DSM.

Anna Maria Caresta, Generazione Hikikomori. Isolarsi dal mondo fra web e manga, Castelvecchi, Roma, 2018, pp. 115
L’autrice conduce una ricerca su casi clinici in Giappone e in Italia sul fenomeno della dipendenza da internet negli adolescenti. Affronta il problema dal punto di vista sociale e psicologico nei suoi rapporti con l’aggressività, il bullismo, il ritiro sociale e scolastico. Si considerano anche gli aspetti terapeutici di questo tipo di dipendenza, con particolare riguardo all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, ad esempio il laboratorio dei fumetti che viene condotto in collaborazione con cooperative sociali esterne. Collocazione Biblioteca: 18004

9788809990517

Giuseppe Lavenia, Dipendenze tecnologiche. Valutazione, diagnosi e cura, Giunti, Firenze, 2018, pp. 105
Il libro affronta il problema della dipendenza dalle tecnologie considerando soprattutto quelle da internet come il cyberbullismo, la pornografia, il gambling, le chat. Sono considerati diversi aspetti come la diffusione del fenomeno, i contesti, i linguaggi, i fruitori. Nella parte più specifica si considerano le manifestazioni cliniche, gli strumenti di valutazione, i problemi di diagnosi, le relazioni familiari. Quindi si passa alla terapie: setting, tecniche e prescrizioni, narrazione terapeutica. Il libro si conclude con l’esemplificazione di due casi clinici.
Collocazione Biblioteca: 17975

Juan Martinez Torvisco, Dario Garcia Rodriguez, New perspectives in Internet addiction. An exploratory study, in Studi di Sociologia, a. 55, n. 3 (lug.-set. 2017), pp. 217-230
Gli autori espongono i risultati di una ricerca condotta su soggetti dipendenti da internet. Tramite l’uso di questionari hanno evidenziato numerosi dati esposti in modo statistico. Sono state riscontrate mancanza di socializzazione, perdita di ore lavorative o di studio, fuga dai problemi psicologici e sociali.

A cura di Emanuela Confalonieri, La dating violence negli adolescenti e nei giovani adulti: fattori di rischio e di protezione nella ricerca in ambito nazionale e internazionale. Focus monotematico, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 3 (nov. 2017), vol. 19, pp. 7-68
Questa raccolta di articoli ha per tema la violenza intima messa in atto nei confronti del partner all’interno di una relazione sentimentale, fenomeno che oggi riguarda non solo le coppie adulte, ma anche gli adolescenti e i giovani. L’espressione “dating violence” utilizzata per descrivere tale fenomeno comprende anche le conseguenze dei comportamenti violenti. La raccolta contiene diversi articoli su questo tema.

illesA cura di Costantino Cipolla, Annalisa Plava, Criminalità online, in Sicurezza e scienze sociali, a. 5, n. 3 (set.-dic. 2017), pp. 7-195
La presente monografia ambisce ad analizzare il crimine on line nella sua accezione più vasta, attraverso il contributo di numerosi saggi, dei quali si segnala in particolare: “I crimini di genere sul web 2.0: cyber-stalking, cyber-molestia e cyber-violenza sessuale” di Elio Franco; “Tecnologie digitali e nuove forme di devianza giovanile in Rete” di Giacomo Buoncompagni; “Crimine online e mondi simulati: il lato oscuro delle Social Challenge” di Annalisa Plava; “Il contrasto al terrorismo informatico” di Mariano Angioni; Raffaella Brighi, Caterina Cazzola; “I Big Data: una risorsa per la prevenzione e il contrasto della violenza on-line nella società digitale” di Fiorenza Deriu.

Karin Bagnato, L’hikikomori: un fenomeno di autoreclusione giovanile, Carocci, Roma, 2017, pp. 106
Il volume inquadra l’hikikomori nella società contemporanea, soffermandosi sulle differenze e le similitudini del fenomeno in Italia e in Giappone e analizzando le variabili individuali e contestuali che possono favorirne l’insorgenza e il mantenimento. Infine, viene illustrata la proposta di un programma di intervento che agisca a più livelli e che implichi il coinvolgimento delle principali agenzie educative. L’autrice è ricercatrice di Pedagogia generale e sociale all’Università di Messina.
Collocazione Biblioteca: 18083

Romy Greco … [et al.], Ruolo di internet e degli strumenti informatici di comunicazione sulla qualità delle relazioni tra preadolescenti. Una ricerca pilota, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 46, n. 1 (2017), pp. 67-75
Lo sviluppo e diffusione delle Tecnologie di Informazione e Comunicazione ha comportato un profondo mutamento delle modalità con cui si apprende, ci si relaziona agli altri e si costruisce la propria identità. Internet e i social media sono strumenti e contesti utili a migliorare conoscenze e abilità ma espongono anche al rischio di coinvolgimento in relazioni violente e interazioni aggressive. Il cyberbullismo si riferisce a un comportamento aggressivo, intenzionale, messo in atto da uno o più individui con mezzi elettronici, in modo ripetitivo e continuativo, contro una persona che non può opporsi facilmente. Lo studio ha lo scopo di approfondire l’effetto di internet e dell’uso di strumenti tecnologici di comunicazione sulla qualità delle relazioni tra adolescenti, con specifico riferimento ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Il campione di studio è costituito da un gruppo di 85 studenti di età compresa tra i 10 e i 13 anni. Nell’articolo gli autori descrivono e commentano i risultati della ricerca.

41p2i5X2PqL._SX356_BO1,204,203,200_Maura Manca, L’autolesionismo nell’era digitale, Alpes, Roma, 2017, pp. 182
Il libro è considerato un testo innovativo e una guida importante per comprendere tutte le sfaccettature dell’autolesionismo, per capire come si manifesta e indagare la relazione con i social media e le comunità online. Costituisce un valido aiuto per i genitori alle prese con le condotte autolesive dei figli.
Collocazione Biblioteca: 18152

Romy Greco … [et al.], Cyberbullismo: nuova forma di bullismo o specifica manifestazione di violenza sul web?, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 46, n. 1 (2017), pp. 76-82
L’attuale utilizzo di internet sta determinando mutamenti tanto in ciò che facciamo, quanto nel nostro modo di pensare, cambiando l’immagine che ognuno ha di sé stesso, degli altri e della propria relazione con il mondo. Internet costituisce un nuovo modo di comunicare ma anche di commettere reati. Ne sono note le grandi potenzialità, ma anche i rischi ancora maggiori, soprattutto per minori con identità ancora non ben strutturata e in formazione. Il cyberbullismo è uno di questi rischi concreti. Il presente contributo analizza le caratteristiche distintive del cyberbullismo e lo mette in confronto con il bullismo tradizionale, evidenziandone somiglianze e differenze.

Giuseppe Riva, Come evitare l’odio online, in Psicologia contemporanea, n. 262 (lug.-ago. 2017), pp. 78-79
L’autore, docente di Psicologia della Comunicazione all’Università Cattolica di Milano, pubblica e commenta il “Manifesto della comunicazione non ostile”, per invitare soprattutto i ragazzi ad essere responsabili riguardo al linguaggio che si usa sul web: un modo per scoraggiare i “discorsi d’odio” e promuovere un’educazione alla cittadinanza online responsabile.

COP_Ciripo-Bulli-e-bulleGiuseppe Maiolo, Giuliana Franchini, Ciripò, bulli e bulle. Storie di bullismo e cyber bullismo, Erickson, Trento, 2017, pp. 101
Giuseppe Maiolo e Giuliana Franchini, psicoterapeuti dell’età evolutiva, hanno scritto un testo rivolto ai bambini, ma anche agli adulti che sono loro vicino e che possono aiutarli a comprendere meglio e ad affrontare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo. Ciripò, il simpatico gattino che naviga a vista tra i mille scogli e le conquiste dell’età dello sviluppo, in questi tre racconti è affiancato dalla sorella Baffettina ed è costretto ad affrontare i segreti pesanti e gli insidiosi pericoli nascosti dietro una delle più grandi risorse del nostro tempo: la navigazione in internet. In fondo al libro troviamo attività e giochi che genitori ed educatori possono proporre ai bambini.
Collocazione biblioteca: 17963

Julie Alev Dilmac, L’humiliation sur Internet: une nouvelle forme de cyberdélinquance?, in Déviance et Société, n. 2 (giu. 2017), vol. 41, pp. 305-330
In questo articolo gli autori riflettono su una nuova forma di crimine informatico: l’umiliazione su internet. Questa forma di violenza minaccia la dignità della persona attraverso l’uso di immagini e costituisce un problema sociale per tutti i settori della popolazione. Ma se l’umiliazione informatica presenta le stesse caratteristiche dell’umiliazione tradizionale, internet sembra aggiungervi nuovi elementi e specialmente l’impossibilità di rispondere all’insulto e all’offesa. I risultati di una ricerca effettuata tra i giovani mostrano la loro visione della cyberumiliazione e i mezzi impiegati per proteggersi da questi attacchi. Inoltre la comparsa di queste strategie riflette, a tutti gli effetti, l’inefficienza dei mezzi raccomandati dalle autorità per trovare adeguate soluzioni per questo tipo di crimine.

Carolina Villacampa, Jesus Gomez, Online child download (2)sexual grooming: empirical findings on victimisation and perspectives on legal requirements, in International Review of Victimology, n. 2 (mag. 2017) – on line, vol. 23, pp. 105-121
L’articolo presenta i risultati di una ricerca quantitativa sull’adescamento online di adolescenti effettuata su un campione di 489 studenti tra i 14 e i 18 anni delle scuole secondarie della Catalogna (Spagna). Oltre a stabilire il tasso di vittimizzazione dei ragazzi per mezzo di questo comportamento, la ricerca identifica il profilo delle vittime e dei colpevoli; inoltre, analizza la dinamica di questi processi, l’interazione vittima-colpevole, il livello di effetto che questo comportamento ha sulle vittime e il modo in cui si è posto fine alla situazione. I risultati non confermano lo stereotipo comune dell’adescamento online di minori da parte di adulti sconosciuti.

Gevisa La Rocca, Social bullying. Un’analisi delle recenti pratiche di diffusione degli atti di bullismo, in Studi di Sociologia, a. 55, n. 2 (apr.-giu. 2017), pp. 195-210
Nell’articolo viene considerato il bullismo soprattutto per quanto concerne la diffusione su internet. Si esamina la letteratura internazionale ed alcuni casi comparsi recentemente sulla cronaca dei giornali. Si considerano gli aspetti psicologici-relazionali dei bulli e delle loro vittime, sottolineando come il cyberbullismo abbia conseguenze sociali molto gravi per la facilità e rapidità della diffusione delle immagini e la loro impossibile cancellazione

 Anna Paola Lacatena, Dal piacere 2.0 agli hikikomori: se la dopamina è social. Come leggere le nuove dipendenze senza droga, in Animazione Sociale, a. 46, n. 298 (feb. 2016), pp. 104-108
Non occorre una sostanza perché nasca una dipendenza. La neuorobiologia sempre più mostra come il sistema della gratificazione funzioni nello stesso modo, sia che venga indotto da una sostanza sia da un comportamento. Tra le dipendenze senza droga, sempre più attenzione suscita l’uso problematico di internet e dei social. Se è vero che un “mi piace” su facebook comporta un’immediata scarica di dopamina, la molecola del piacere alla base dei fenomeni di dipendenza. Con l’avvento dei social media la dimensione virtuale si è imposta, sottraendo elementi emotivi e relazionali alla vita reale. I rischi sono l’isolamento (come nel caso degli hikikomori) e la dipendenza (Internet Addiction Disorder, in particolare Cyber-relational Addiction). L’autrice è sociologa e dirigente del dipartimento per le dipendenze di Taranto.

lodio-online-2277Giovanni Ziccardi, L’odio online. Violenza verbale e ossessioni in rete, Raffaello Cortina, Milano, 2016, pp. 256
L’autore, docente di Informatica giuridica presso l’Università di Milano, affronta il tema della violenza verbale e della sua diffusione nell’era tecnologica da un punto di vista giuridico, filosofico e politico. All’interno del dialogo ininterrotto, reso possibile dalla diffusione di internet, sui blog, sui forum, nelle chat ecc., sono approdate le espressioni di odio razziale e politico, le offese, i comportamenti ossessivi nei confronti di altre persone, le molestie e il bullismo. Nel libro si esaminano quindi le espressioni d’odio (hate speech), l’odio online e l’utilizzo delle nuove tecnologie, i bersagli e le vittime, il cyberterrorismo e gli strumenti di contrasto a disposizione degli utenti della rete e dei diversi sistemi giudiziari nei diversi Stati.
Collocazione Biblioteca: 17648

Jon Ronson, I giustizieri della rete, Codice, Torino, 2016, pp. 238
Questo testo, scritto con il linguaggio usato in Rete, tratta della violenza psicologica e della pubblica umiliazione, operate tra persone adulte tramite i social media, spesso con giustificazioni moralistiche. Twitter e Facebook hanno un lato oscuro: possono alimentare i peggiori istinti moralizzatori delle persone, dando vita a una versione moderna e violentissima della gogna pubblica. Il bersaglio può essere chiunque, il perfetto sconosciuto come il personaggio famoso, con l’accusa, ad esempio, di frequentare prostitute, di praticare perversioni sessuali o di avere determinate opinioni, la reputazione viene pubblicamente rovinata e le conseguenze possono essere anche gravi sul piano personale, pubblico e lavorativo. J. Ronson è uno scrittore, giornalista e sceneggiatore inglese.
Collocazione Biblioteca: 17387

Nicola Luigi Bragazzi, Giovanni Del Puente, Aiuto sono sconnesso! No.mo.fobia e altre dipendenze telematiche, Andrea Pacilli, Manfredonia, 2016, pp. 135
Le nuove tecnologie di comunicazione sono così pervasive da modificare i nostri stili di vita: ormai senza “connessione” ci sentiamo persi. Si tratta di una nuova forma di dipendenza di cui solo ora si prende coscienza. Nel presente volume si affronta questa nuova frontiera patologica: si ricostruisce l’evoluzione dei mezzi tecnologici di comunicazione, si parla delle cosiddette tecnopatie e del tecnostress. Questo testo tratta dunque soprattutto delle dipendenze da internet (da social network, da smartphone, da shopping e da sesso online…), ma anche di ipocondria da web, burn out digitale, phubbing e altre patologie da web.
Collocazione Biblioteca: 18026

9788891741738Mario Pollo, La nostalgia dell’uroboros. Contributi a una psicologia culturale delle nuove addiction, Franco Angeli, Milano, 2018, pp. 219
Le nuove dipendenze vengono esplorate come l’espressione più dolorosa e significativa della tendenza emersa nella cultura contemporanea, quella di negare che la coscienza sia il centro della condizione umana. Per comprendere la relazione tra questa tendenza culturale e le dipendenze, il libro propone un percorso conoscitivo che si sviluppa in tre tappe. Nella prima vi sono alcune incursioni nella cosmologia, nella paleoantropologia, nel linguaggio omerico, nella storia e negli archetipi dell’inconscio collettivo. Nella seconda tappa, vengono descritti i motivi per cui l’emersione della coscienza nella vita umana è sempre esposta al rischio di una regressione, di cui le dipendenze sono un esempio incontrovertibile. Infine, nella terza tappa le nuove dipendenze sono descritte e analizzate da punti di vista differenti ma complementari.
Collocazione  Biblioteca: 18085

A cura di Raimondo Maria Pavarin, Daniele Virginio Corbetta, Dipendenze con e senza sostanze. Teoria, ricerca e modelli di intervento, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 192
L’obiettivo di questo volume è quello di aprire una panoramica sugli stili di vita dei giovani adulti, popolazione nella quale consumi problematici e dipendenze da sostanze (sostanze illegali, alcol, tabacco), dipendenze da comportamenti (gioco d’azzardo, shopping compulsivo, internet addiction), alimentazione e attività fisica si intrecciano e necessitano di essere trattati come elementi integrati nel vivere quotidiano. Il focus è rappresentato dai risultati che emergono da una ricerca multicentrica, condotta su un campione di giovani adulti di Bologna e Treviso e articolata su quattro aree tematiche (sostanze psicoattive, dipendenze senza sostanze, alimentazione e stili di vita), integrati dai contributi di studiosi ed operatori del settore. Nel suo insieme, il volume vuole fornire elementi innovativi ed indicazioni utili a chi si occupa di prevenzione, per dar vita a progetti che non siano più incentrati su singole problematiche, ma capaci di orientarsi sugli stili di vita complessivamente intesi della popolazione cui sono rivolti.
Collocazione Biblioteca: 17342

Alberto Pellai, Incontri pericolosi. L’adescamento online: conoscerlo per prevenirlo, in Psicologia contemporanea, a. 41, n. 249 (mag.-giu. 2015), pp. 34-38
L’adescamento online rappresenta, fra tutti i rischi che i minori possono incontrare navigando nel web (sexting, uso massiccio della pornografia online, cyberbullismo), quello che maggiormente spaventa i genitori e che, più di ogni altro, mette a repentaglio il benessere psicofisico. Secondo l’autore, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, occorre conoscerlo a fondo il fenomeno per prevenirlo.

2e5345cbc105adbebede270edb5c701d_640x480Kenneth Paul Rosenberg, Laura Curtiss Feder, Dipendenze comportamentali. Criteri, evidenze, trattamento, Edra, Milano, 2015, pp. 396
Il testo illustra i criteri utilizzati per diagnosticare le dipendenze comportamentali, i dati di ricerca che le sostengono e i possibili trattamenti. Si tratta di una guida per comprendere le scelte operate nel DSM-5 rispetto alle dipendenze comportamentali e per orientarsi rispetto agli indirizzi futuri. Il DSM-5 ha infatti introdotto la categoria clinica chiamata “dipendenza comportamentale” (esplicitamente quella dal gioco d’azzardo, implicitamente le altre, fra cui il gioco online, l’uso di internet, il cibo, l’attività sportiva, il sesso e lo shopping compulsivo), ponendo immediate esigenze di aggiornamento professionale per psicoterapeuti e psichiatri. Questo testo cerca di dare risposta alle domande seguenti: in cosa differisce una dipendenza comportamentale da un disturbo del controllo degli impulsi? Quali sono i criteri per determinare che alcuni comportamenti sono dipendenze? Che cosa comportano tali differenze in termini di trattamento efficace?
Collocazione Biblioteca: 17332

Jennifer Pettalia, Joanna Pozzulo, Bullies on trial: mock jurors’ perceptions of a bully, in International Review of Victimology, n. 2 (mag. 2015), pp. 205-216
Lo scopo di questo studio è stato esaminare le decisioni di finti giurati nell’affrontare il caso di un bullo accusato della morte per suicidio di una vittima. I finti giurati hanno letto un resoconto giudiziario immaginario in cui si raccontavano nei dettagli gli ultimi mesi di vita della vittima, in cui la vittima stessa, di 16 anni, veniva ripetutamente sottoposta ad atti di bullismo da parte dell’imputato di 18 anni. Gli aspetti presi in esame includevano: il sesso della vittima e dell’imputato (cioè erano entrambi femmine o entrambi maschi), la natura del bullismo (cioè minacciando direttamente la vittima di ucciderla, o incitandola indirettamente a uccidersi) e il mezzo usato dal bullo (cioè non c’è stato bullismo online oppure esso si è verificato in qualche forma con l’uso di internet).

A cura di Emmanuelle Bauchet … [et al.], Giovani e dipendenze: evoluzione dei comportamenti e degli approcci professionali, in La Salute umana, n. 253-254 (gen.-apr. 2015), pp. 21-54
Il consumo problematico di sostanze psicoattive è al centro delle preoccupazioni sulle dipendenze giovanili, nonostante ormai anche le dipendenze immateriali (da schermi, videogiochi) rappresentino un’emergenza non più differibile. Il contesto economico, culturale, tecnologico accelera i cambiamenti degli stili di vita e dunque gli usi degli adolescenti e gli atteggiamenti educativi delle famiglie. Per accompagnare, adattarsi e rispondere al meglio a questi cambiamenti, i professionisti hanno modificato le loro pratiche e ampliato la portata dei loro interventi. L’obiettivo del presente dossier è quello di illustrare i metodi e offrire testimonianze per meglio comprendere come i professionisti possono agire e collaborare per sostenere i giovani e le loro famiglie.

coverAntonella Napoli, Generazioni online. Processi di ri-mediazione identitaria e relazionale nelle pratiche comunicative web-based, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 173
Nell’affrontare un tema di grande attualità come le pratiche comunicative e di consumo del social web, il volume adotta la prospettiva della sociologia delle generazioni. Il testo segue i punti cardinali della costruzione dell’identità tra online e offline, della riflessività, dello spazio e della memoria, osservando da vicino il social web come contesto di connessione quotidiano in cui i pubblici (anche generazionali) comunicano, si relazionano, manipolano informazione e contenuti, si autorappresentano. Nell’affrontare un tema di grande attualità come le pratiche comunicative e di consumo del social web, il volume adotta la prospettiva della sociologia delle generazioni. Il testo segue i punti cardinali della costruzione dell’identità tra online e offline, della riflessività, dello spazio e della memoria, osservando da vicino il social web come contesto di connessione quotidiano in cui i pubblici (anche generazionali) comunicano, si relazionano, manipolano informazione e contenuti, si autorappresentano. L’autrice si occupa di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Salerno.
Collocazione Biblioteca: 17436