Area salute mentale e dipendenze

copertina-AS-316-320x445A cura delle Cooperative sociali del territorio bresciano. La cura in salute mentale. Per un rilancio del paradigma biopsicosociale, in Animazione Sociale, n. 316 (2018), pp. 37-49
L’articolo è frutto di un confronto tra cooperative sociali operanti nel sistema della salute mentale di Brescia. La spinta a confrontarsi deriva da un sentimento di insoddisfazione e da una domanda di senso rispetto all’agire terapeutico-riabilitativo

Fabio Folgheraiter e Maria Chiara Pedroni, L’eredità di una rivoluzione. Dalla chiusura dei manicomi a un nuovo modo di concepire il welfare, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2018), vol. 18, pp. 20-29
Il 13 maggio 1987 viene approvata in Parlamento la legge nota come legge Basaglia, dal nome dello psichiatra che l’ha voluta e sostenuta ispirandone il modello con l’esperienza di de-istituzionalizzazione da lui avviata nel manicomio di Gorizia e poi a Trieste. La legge sancì il superamento delle istituzioni manicomiali, fino a prevederne definitivamente la chiusura. Il processo culturale e sociale innescato dalla riforma è stato inarrestabile e ha avuto il merito di portare la riflessione al principio di community care, portando agli attuali assetti del welfare in generale.

Nicoletta Cesari, Servizi gender-oriented: che “genere” di SERT?, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 2 (primavera 2018), pp. 16-18
L’autrice propone alcune riflessioni derivanti dalla sua attività di assistente sociale presso un SERT di Milano. Queste sono centrate sulle differenze di genere riguardo alla dipendenza da sostanze e psicofarmaci. La donna appare più vulnerabile per l’opinione sociale ed in quanto maggiormente esposta alla prostituzione ed a problematiche familiari come la tutela dei figli.

E-book FrancoAngeliSilvia Carbone, L’assistente sociale in psichiatria. Riflessioni ai margini di una professione, in Salute e società, a. 17, n. 2 (2018), pp. 119-135
Lo scopo del presente lavoro è riflettere sulla stretta relazione tra assistenti sociali e altre figure professionali, operanti nei centri di salute mentale. L’autrice sottolinea l’importanza del dialogo tra i vari operatori e nello stesso tempo ritiene fondamentale un progressivo riconoscimento professionale della figura dell’assistente sociale. A tal scopo viene condotta una ricerca nei Centri di Salute Mentale di Agrigento e Messina, con il metodo delle interviste approfondite

Luigi Colaianni, Patrizia Ciardiello, Gian Piero Turchi, Restituire responsabilità, promuovere competenze, generare cambiamenti biografici, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 4 (2017), pp. 12-16
Gli autori propongono una riflessione sull’esigenza di riconfigurare l’intervento sociale, in un contesto generale di crisi che pone nuove sfide operative e richiede nuove risposte, attraverso nuove metodologie di offerta e messa in opera dei servizi. In particolare viene analizzata l’attività svolta dal servizio sociale all’interno dei servizi per la salute mentale (Centri psico-sociali) e dei Dipartimenti a cui afferiscono, nelle Aziende Ospedaliere e IRCCS nella Regione Lombardia.

Fausto Poleselli, Dal progetto al processo nel lavoro d’aiuto. Per non trasformare un processo creativo in esercizio di potere, in Animazione Sociale, n. 9/305 (dic. 2016), pp. 66-75
In questo articolo vengono analizzati diversi aspetti dell’assistenza sociale in ambito psichiatrico, rivolgendo l’attenzione alla fase del progetto assistenziale ed al percorso terapeutico che deve comportare aspetti di creatività condivisi in un lavoro d’équipe. Fausto Poleselli lavora come assistente sociale presso l’ASL Roma 6.

Roberto Dalla Chiara, Cosa mi dice Andrea quando racconto di lui. Apprendere conversando dalle storie di servizio sociale in un’aula universitaria, in Animazione Sociale, a. 46, n. 302 (lug.-ago. 2016), pp. 81-89
L’autore, docente di Servizio sociale, racconta il caso di un ragazzo che ha seguito nel percorso di uscita dalla tossicodipendenza, focalizzandosi sulle parole che sono state significative e hanno inciso sulla decisione di curarsi.

0000-2Benedikt Fischer … [et al.], Illicit drug use and harms, and related interventions and policy in Canada: A narrative review of select key indicators and developments since 2000, in The International Journal of Drug Policy, gen. 2016 – on line, vol. 27, pp. 23-35
Già prima del 2000, il Canada ha affrontato alti livelli di consumo di droghe illegali e i relativi danni. Nello stesso tempo era sorta una fondamentale tensione fra la continuazione con un approccio politico antidroga basato principalmente sulla repressione e il passaggio a un approccio maggiormente orientato verso la salute. Nonostante l’abbondanza di nuovi dati e numerosi studi individuali emersi da allora, non esiste una rassegna esauriente degli indicatori chiave o degli sviluppi dell’epidemiologia riguardante il consumo e il danno delle droghe illegali, né esistono interventi o alcuna legge/politica; questo documento cerca di colmare tale lacuna. Gli autori hanno cercato e recensito pubblicazioni su riviste, come pure rapporti chiave, pubblicazioni governative, indagini ecc. che riferivano informazioni e dati dal 2000. I dati importanti sono stati selezionati ed estrapolati per inserirli nella rassegna e successivamente raggruppati e riassunti narrativamente in categorie sottotematiche per argomenti principali.

Metello Corulli, Appunti sul movimento delle comunità in Italia. Nascita, sviluppi, enfatizzazioni e ridimensionamenti, malefici e malesorti…, in Terapia di Comunità, a. 16, n. 62 (feb. 2016), pp. 1-30
Il presente scritto è una versione estesa del cap. I del volume “Comunità terapeutiche per la salute mentale. Intersezioni” (coll. 17249) e tratta la storia delle comunità terapeutiche: sia gli esordi in Gran Bretagna nel 1948 sia la nascita in Italia in seguito alle sperimentazioni e poi alla lenta applicazione della legge Basaglia (1978). Il tutto è riassunto in una tabella con una mappatura cronologica delle “comunità terapeutiche” italiane dagli anni ’60 agli anni ’90 dello scorso secolo. L’articolo individua anche alcune tipologie di comunità: di accoglienza, di lavoro, leggere, alloggio, gruppi appartamento, “terapeutiche” per tossicodipendenti (con ulteriori specificazioni), residenziali, riabilitative, comunità per la comorbilità, comunità istituite da sette, REMS (Comunità per l’Esecuzione della Misura di Sicurezza sanitaria), SRP (Strutture Residenziali Psichiatriche). Troviamo inoltre un excursus storico delle difficoltà di rapporto tra il Servizio di Salute Mentale e il Dipartimento per le Dipendenze e sulle politiche sociali inerenti al tema. Infine una mappatura nazionale delle comunità divise per regioni. Gli autori sono tre psicologi psicoterapeuti e un medico, con vasta esperienza specifica sulle comunità terapeutiche.

Consultare anche la bibliografia su alcol e alcolismodipendenza da sostanze, dipendenza da gioco e altre dipendenze comportamentali.