Aggiornata ad aprile 2022 – a cura di Chiara Bertini e Paola Moriondo

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità indicate. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in Biblioteca sul tema in oggetto. Per ulteriori approfondimenti, consultare il catalogo bibliografico; in biblioteca ed anche su catalogo esiste un’apposita sezione “mafie” con ampio assortimento di studi di settore. 

Se interessati si possono consultare anche le bibliografia sulla Povertà, sulla Scuola – Educazione alla salute e all’ambiente, sulle Mafie, sui Rifugiati

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Laudato Si’ e la cura della casa comune

VOEJBA_D2106A cura di Francesca Ciabotti, Ilaria Mussini, Sguardi ecologici, in Bambini, a. 37, n. 6 (giu. 2021), pp. 25-26
Secondo gli autori, la relazione con i contesti esterni e naturali e una nuova idea di educazione ecologica devono entrare a far parte dei curricoli quotidiani dei servizi e delle scuole dell’infanzia, promuovendo un orientamento culturale attento alle connessioni profonde tra l’essere umano, la natura e diversi ambienti di vita, che vanno riconosciuti come luoghi di formazione, spazi privilegiati ed educanti delle esperienze di crescita. L’approfondimento proposto cerca di rispondere sul piano teorico ed esperienziale alla domanda su come declinare nei servizi e nelle scuole la costruzione comunitaria di una coscienza ecologica, definendo il ruolo degli adulti che accompagnano i bambini nei loro percorsi di curiosità, esplorazione e ricerca.

A cura di Andrea Stocchiero, La guida per comunità e parrocchie sull’ecologia integrale, Focsiv, Milano, 2020, 219 p.
La “Guida per l’Ecologia Integrale” è stata elaborata in collaborazione con l’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana e con diverse altre organizzazioni e reti del mondo cattolico e non solo. Raccoglie 20 casi concreti di attività economiche e sociali di cura dell’ambiente, che diverse Diocesi italiane hanno sostenuto a seguito del messaggio dell’Enciclica Laudato Sì. La Guida è quindi una esemplificazione di come tutte le diocesi, le parrocchie, le comunità cristiane possano essere segno concreto di impegno nei confronti dell’ambiente e degli uomini per uno sviluppo umano integrale e sostenibile, in epoca di pandemia globale e di urgenza climatica.

Giacomo Costa, Paolo Foglizzo, Cinque anni con la Laudato si’, in Aggiornamenti Sociali, a. 71, n. 5 (mag. 2020). pp. 357-364
Nei cinque anni dalla sua pubblicazione, la Laudato si’ ha mostrato grande vitalità generativa, fornendoci strumenti di lettura dei fenomeni e ispirando processi di rinnovamento sociale ed ecclesiale. Queste esperienze mettono in luce la profondità della proposta dell’ecologia integrale, evidenziando anche aspetti rimasti inizialmente in secondo piano. L’articolo fa riferimento in particolare all’ Esortazione Apostolica post-sinodale “Querida Amazonia”, al sinodo dei giovani del 2018 e al “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” del 2019.

9788865793305_0_221_0_75Papa Francesco ; a cura di Ugo Mattei, La dittatura dell’economia,  Libreria Editrice Vaticana ; Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2020, 188 p.
I testi raccolti in questo volume sono stati scritti, e spesso pronunciati in incontri pubblici, da Papa Francesco tra il 2013 (suo primo anno di pontificato) e il 2017 e attingono alla dottrina sociale della Chiesa, affrontando le questioni e i drammi del nostro tempo: le ingiustizie sociali aggravate dalla globalizzazione, il dramma ecologico della Terra, la nostra casa comune, i problemi del lavoro, gli emarginati, i movimenti popolari che si impegnano per un cambiamento. Il curatore del volume, Ugo Mattei, docente di Diritto civile, teorico e attivista dei beni comuni, ha scelto i testi di Papa Francesco e ha accompagnato ognuno di questi con una nota di commento che li mette anche in relazione con altri studiosi degli argomenti affrontati.
Collocazione Biblioteca: 18680

Autori Cinzia Canali, Denis Geron, Silvia Sguotti, Volontariato e sfide ambientali in Sardegna, in Studi Zancan, a. 9, n. 2 (mar. -apr. 2020) – on line, pp. 13-22
Le criticità ambientali sono al centro del dibattito nazionale e internazionale, ma occorre ancora focalizzare al meglio i problemi. Il Centro di Servizio per il Volontariato (CSV) Sardegna ha perciò recentemente promosso una ricerca, realizzata dalla Fondazione E. Zancan, per approfondire il punto di vista di giovani e volontari in merito alle principali criticità, ma anche alle possibili soluzioni, idee, prospettive nuove per affrontare le sfide ambientali presenti e future. Il questionario somministrato alle persone coinvolte nello studio ha ripercorso le grandi questioni proposte nella “Laudato si’”, con domande forti e drammatiche che scuotono le coscienze e le sollecitano verso pratiche di responsabilità collettiva. Nell’articolo si riporta una sintesi dei principali risultati della ricerca. L’articolo è disponibile in Pdf.

Fernando Chica Arellano, Il coraggio di ringraziare: sulle orme della Laudato si’, in Aggiornamenti Sociali, a. 71, n. 3 (mar. 2020), pp. 250-253
Si tratta di una riflessione dal titolo “Pane di vita, pane di giustizia” rivolta al mondo agricolo il 26 novembre 2019 in occasione della annuale Giornata del ringraziamento per i doni della terra organizzata dal Centro per la Pastorale sociale e del Lavoro della Diocesi di Mantova. A partire dall’enciclica “Laudato si’”, l’autore, Osservatore della Santa Sede presso la Fao, l’IFAD e il PAM, contrappone a una cultura del consumo una cultura della cura. Proclama che ” i responsabili politici sono oggi urgentemente chiamati ad andare oltre agli interessi di parte, per ridare slancio al multilateralismo e ai programmi promossi dalle Organizzazioni internazionali, affinché le relazioni siano ispirate dalla solidarietà che deriva dal nostro saperci parte della stessa famiglia umana, rimuovendo quelle logiche di sopraffazione legate a una lettura della sovranità statale in termini assolutistici.”

cespiCERAS … [et al.], Ampliare l’agenda del lavoro dignitoso per affrontare l’attuale crisi globale. Una proposta,  CeSPI, Roma, 2019, 6 p.
Il documento è stato elaborato a conclusione del seminario di ricerca “Il futuro del lavoro, il lavoro dopo la Laudato si’. Costruire prospettive comuni sul lavoro dopo la Laudato si’” svoltosi a Roma nel gennaio 2019. Viene proposto da una rete globale di ricerca e azione, che porta avanti il progetto “Il futuro del lavoro, il lavoro dopo la Laudato si’”, sotto il coordinamento della ICMC (Commissione Cattolica Internazionale per le Migrazioni). Il documento intende fornire proposte concrete per il futuro mondo del lavoro, proponendo alcuni passi da compiere affinché il lavoro possa essere dignitoso per tutti in ogni ambito dell’attività umana e possa diventare una forza di cambiamento delle nostre società, comunità e famiglie.

Joshtrom Isaac Kureethadam, Educazione ecologica alla luce della Laudato si’, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott.-dic. 2019), pp. 657-665
L’autore, filosofo, teologo, è docente presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma e coordinatore del settore Ecologia e Creato nel Dicastero del Vaticano per lo Sviluppo Umano Integrale. Nell’editoriale, egli analizza alcuni passi dell’Enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco riferiti all’importanza dell’educazione ecologica per costruire un nuovo umanesimo integrale, una nuova alleanza tra l’umanità e il mondo naturale, che non può essere ridotta alle sole risposte urgenti ai problemi di degrado ambientale, ma deve essere una nuova visione della realtà.

Papa Francesco, Lettera enciclica Laudato si’ del santo padre Francesco sulla cura della casa comune,  La Santa Sede, Città del Vaticano, 2015, 225 p.
Seconda enciclica di Papa Francesco, si rivolge a credenti e non credenti e ha come argomento principale il rispetto dell’ambiente e la protezione del pianeta Terra, la nostra casa comune. Il titolo fa riferimento al Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi. L’enciclica si compone di una introduzione e sei capitoli. Nel primo capitolo, Papa Francesco parla dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici, del problema dell’acqua, dell’importanza della biodiversità, del deterioramento della qualità della vita e delle ingiustizie sociali legate alle questioni ambientali. Il secondo capitolo affronta le tematiche ambientali alla luce delle Scritture. Il terzo capitolo analizza le cause del problema e si suddivide in una sezione sulla tecnologia, una sulla globalizzazione e una sull’antropocentrismo. Gli ultimi tre capitoli sono propositivi e sottolineano l’importanza di un’ecologia integrale, che includa l’aspetto sociale e umano, e l’importanza di adottare nuove politiche a livello locale, nazionale e internazionale. L’enciclica si chiude con alcune riflessioni sulla necessità di riorientare la propria vita nell’interesse di un futuro comune.

Ecologia, ambiente e clima:  annuari, rapporti e politiche

A cura di Associazione Società INformazione Onlus, 19° Rapporto sui diritti globali 2021 Stato dell’impunità nel mondo. Un altro mondo è possibile, Futura, Roma, 2021, 420 p.
Dal 2020 il Rapporto si focalizza sui diritti umani e sulla lotta contro l’impunità, a partire dalla collaborazione con Fight ImpunityAssociation Against Impunity and for Transitional Justice, che promuove il volume. Il Rapporto si conferma come uno strumento fondamentale di informazione e formazione per quanti operano nella scuola, nei media, nella politica, nelle amministrazioni pubbliche, nel mondo del lavoro e nella formazione, nelle professioni sociali, nelle associazioni e nel Terzo settore. Come si evidenzia in numerosi paesi e come il Rapporto documenta, anche nel 2021 la pandemia di Covid19 si è accompagnata a un’accentuazione delle violazioni di diritti fondamentali. Con il pretesto delle misure sanitarie, si sono introdotte misure di eccezione, determinate riduzioni di libertà e peggioramenti nella condizione sociale ed economica di milioni di cittadini in molte parti del mondo, mentre è emersa con maggior evidenza la pericolosa vulnerabilità del sistema democratico e dello Stato di diritto. Il Rapporto, oltre alle violazioni dei diritti umani documentate con un Osservatorio sulle impunità, analizza e denuncia crimini che violano e compromettono altre sfere di diritti altrettanto fondamentali, che riguardano le comunità e non solo gli individui, come quelli ambientali, economici, sociali.
Collocazione Biblioteca: 12R19

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Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), Climate Change 2021. The Physical Science Basis, WMO; UNEP, Ginevra, 2021, 3949 p.
L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) è il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici. Il primo volume del Sesto Rapporto di Valutazione dell’IPCC è la più aggiornata e completa rassegna scientifica sui cambiamenti climatici mostra come e perché il clima è cambiato fino ad oggi. Una raccolta dei più recenti avanzamenti su numerosi ambiti di attività, come le osservazioni climatiche, le simulazioni climatiche globali e regionali, la comprensione dei processi, il paleoclima. Il sito ufficiale del Report si trova a questo link. Sul sito italiano inoltre si trovano sintetizzate molte delle informazioni: le basi tecnico-scientifiche.

ASviS Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, L’Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Rapporto AsviS 2021,  ASviS, Roma, 2021, 243 p.
Il Rapporto dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), giunto alla sua sesta edizione, valuta l’avanzamento del nostro Paese, dei suoi territori e dell’Unione europea verso i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU e gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del nostro modello di sviluppo. Il Rapporto 2021, realizzato grazie agli esperti delle oltre 300 organizzazioni aderenti all’Alleanza, offre una panoramica della situazione dell’Italia rispetto alle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile e avanza proposte concrete per realizzare politiche in grado di migliorare il benessere delle persone, ridurre le disuguaglianze e aumentare la qualità dell’ambiente in cui viviamo. Sul sito sono disponibili anche i precedenti rapporti.

Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Annuario in cifre. Annuario dei dati ambientali 2020. Stato dell’ambiente 95/2021, ISPRA, Roma,  2021, 227 p.
La Banca dati indicatori Annuario costituisce la più esaustiva e completa raccolta di dati e informazioni ambientali ufficiali, di livello nazionale, messa a disposizione di policy maker, scienziati, tecnici e cittadini.  La base informativa di questa pubblicazione, giunta alla diciottesima edizione, è costituita da un insieme di indicatori ambientali che permettono di descrivere lo stato dell’ambiente in Italia e delineare i trend dei principali fenomeni connessi alle matrici ambientali monitorate, anche in prospettiva del quadro mutevole della pandemia da virus SARS-COV-2 e delle sue conseguenze. Gli effetti dei cambiamenti climatici, dell’azione antropica e dell’eccessivo sfruttamento degli ecosistemi sono osservabili, con perdite tangibili in termini economici e di benessere. La promessa di un futuro sempre più “verde” sarà mantenuta se sapremo percorrere fino in fondo la strada indicata dalle politiche messe in campo a livello nazionale ed europeo. Sono disponibili in Rete anche le precedenti edizioni.

downloadSistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, Rapporto Ambiente – SNPA. Edizione 2019,  SNPA, Roma, 2020, 195 p.
Il Rapporto Ambiente – SNPA nasce nell’ambito del SNPA per un’ampia ed efficace divulgazione dei dati e dell’informazione ambientale prodotta da ISPRA e dalle ARPA/APPA. La base dati è l’Annuario dei dati ambientali ISPRA (coll. W1335). Il Rapporto è realizzato in un unico volume strutturato in due parti. La prima descrive le realtà regionali attraverso l’analisi di 16 indicatori; la seconda è composta da brevi articoli che riguardano specificità regionali e/o attività SNPA particolarmente rilevanti e di interesse per la collettività.

Agenzia europea dell’ambiente, L’ambiente in Europa: Stato e prospettive nel 2020. Relazione di sintesi, Agenzia europea dell’ambiente, Copenaghen, 2019, 18 p.
L’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) presenta un bilancio della situazione ambientale del nostro continente e accompagna i dati con indicazioni concrete per chi è chiamato a prendere decisioni politiche. Il documento viene redatto ogni cinque anni sulla base delle informazioni ambientali raccolte dai 33 paesi aderenti (i 28 dell’Unione più Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Turchia) e da 6 cooperanti (Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Kosovo). Il quadro delineato dal Rapporto SOER 2020 presenta tendenze ambientali, nel complesso, simili a quelle del 2015. La preoccupazione maggiore è per quello che viene definito capitale naturale: aree protette, specie animali e vegetali, consumo del suolo, inquinamento dell’aria e impatto sugli ecosistemi. Dei 13 obiettivi strategici fissati per il 2020 in questo settore, solo due – aree terrestri e aree marine protette – hanno buone probabilità di essere raggiunti. Guardando al 2030, se le attuali tendenze dovessero rimanere tali, il deterioramento dell’ambiente naturale si aggraverà e aria, acqua e suolo continueranno a essere inquinati. C’è ancora, però, la possibilità di centrare quelli a più lungo termine del 2030 e 2050. Il report è scaricabile al medesimo link anche in altre lingue europee.

European Commission, Strategic Plan 2020-2024. Climate Action, DG Environment, Bruxelles, 2020, 47 p.
Questo documento è il piano di gestione della Direzione Generale per l’Azione per il Clima della Commissione europea per l’ambiente (DG Environment) e descrive le azioni e le priorità del dipartimento. Gli argomenti trattati sono: il green deal europeo, l’economia circolare, la biodiversità, l’inquinamento e le politiche.

download-1European Environment Agency, The European environment — state and outlook 2020. Knowledge for transition to a sustainable Europe, European Environment Agency, Luxembourg, 2019, 499 p.
Il documento proposto è il VI Rapporto SOER pubblicato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA). Questa edizione del 2020 individua lacune gravi tra lo stato dell’ambiente e gli attuali obiettivi a breve e lungo termine della politica dell’UE e dei singoli Stati nazionali. Il documento ad oggi rappresenta la valutazione integrata più completa dell’EEA e costituisce un valido supporto per la governance, per affrontare le sfide sistemiche nel contesto delle transizioni verso la sostenibilità, e un valido strumento di informazione dell’opinione pubblica. Si basa sul lavoro della Rete europea d’informazione e di osservazione in materia ambientale (Eionet) – un partenariato tra l’EEA i suoi 33 paesi membri.

Commissione Europea, Il Green Deal europeo, Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, Commissione Europea, Bruxelles, 2019, 26 p.
I cambiamenti climatici e il degrado ambientale sono una minaccia enorme per l’Europa e il mondo. Per superare queste sfide, l’Europa ha bisogno di una nuova strategia per la crescita che trasformi l’Unione in un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva in cui: 1) nel 2050 non siano più generate emissioni nette di gas a effetto serra; 2) la crescita economica sia dissociata dall’uso delle risorse; 3) nessuna persona e nessun luogo sia trascurato. Il Green Deal europeo è la nostra tabella di marcia per rendere sostenibile l’economia dell’UE. Realizzeremo questo obiettivo trasformando le problematiche climatiche e le sfide ambientali in opportunità in tutti i settori politici e rendendo la transizione equa e inclusiva per tutti. Il documento originale in inglese è stato tradotto nelle principali lingue europee. Le azioni per perseguirlo e altri documenti sul clima, l’economia e la biodiversità si trovano a questo link. Sul sito si trovano inoltre il Piano strategico 2020-2021 e i rapporti sulle attività della Commissione. Una presentazione del documento si trova inoltre nell’articolo di Alessandro Simionato, Il Green Deal europeo, in Aggiornamenti Sociali, a. 71, n. 4 (apr. 2020), pp. 340-341

Ecologia, tutela ambientale, cambiamenti climatici e decrescita:  studi e riflessioni

Matteo Innocenti, Ecoansia. I cambiamenti climatici tra attivismo e paura, Erickson, Trento, 2022, 152 p.
È possibile avvertire un senso di vero sgomento, consapevoli dei disastrosi effetti che anche le più semplici azioni quotidiane stanno avendo sul futuro del pianeta e su quello delle generazioni che verranno. Prendere coscienza della propria «ecoansia» è tuttavia il primo passo per modificare radicalmente il proprio modo di vivere, così da trovare la consapevolezza di essere parte integrante del sistema ecologico, ad esempio attraverso la biofilia, cioè la ricerca attiva di armonia nell’interazione individuale e collettiva con la natura. “Ecoansia”, dopo aver descritto le principali conseguenze psicologiche del cambiamento climatico, passa in rassegna le strategie che si potrebbero utilizzare per ridurne gli effetti sulla vita e la salute delle persone, sia quelle direttamente esposte a drastici mutamenti ambientali sia quelle che soffrono a causa dell’esposizione mediatica a essi.
Collocazione Biblioteca: 19274

Antonio Aruta Improta, La mancanza di una visione unitaria e sistemica, in Il pianeta terra, (mar. 2022) – on line, pp. 43-48
In Italia le disposizioni contenute nella Costituzione, entrata in vigore nel 1948, non prevedono espressamente il concetto di ambiente, ma la generica “tutela del paesaggio”. L’articolo tratta come questo argomento si sia sviluppato nella legislazione successiva e come vi siano ancora molte lacune. Infatti, benché ci sia stata una notevole evoluzione, anche grazie all’introduzione di concetti quali quali la tutela dell’ambiente e degli animali, la biodiversità e gli ecosistemi, manca ancora una visione sistemica unitaria. Sarebbe infatti auspicabile che l’ambiente fosse espressamente definito come un valore trasversale e annoverarlo tra i nuovi diritti-doveri costituzionalmente garantiti. L’autore è un avvocato civilista esperto in danno ambientale.

eduA cura di Maja Antonietti … [et al.], Educazione e Natura. Fondamenti, prospettive, possibilità, Franco Angeli, 2022, Milano, 224 p.
Il volume, a partire dal binomio educazione/natura, approfondisce questioni in merito all’ampio campo dell’educazione all’aperto, in una lettura corale che intende restituire l’eterogeneità di approcci, scelte, sfumature possibili. Il testo, infatti, sviluppa la riflessione in diverse direzioni attraverso sguardi che provengono da ambiti disciplinari diversi (antropologico, architettonico, biologico, geografico, naturalistico, pedagogico e didattico, psicologico, etico…), ma unitamente tesi verso il superamento di visioni riduzioniste che rischiano di impoverire il dibattito sul tema e di non garantire possibilità di impatto e di cambiamento. Quel che ne emerge è una poliedricità, legittima e credibile, che, anziché sintetizzare e ridurre, apre a ulteriori piste di ricerca un discorso pubblico non più rimandabile. Maja Antonietti è professoressa associata di Didattica e Pedagogia speciale presso il Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma. Fabrizio Bertolino è laureato in Scienze naturali, ma indirizza gli studi successivi nell’area umanistica divenendo educatore ambientale. Monica Guerra è professoressa associata di Pedagogia generale e sociale presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università di Milano-Bicocca. Michela Schenetti è professoressa associata di Didattica e Pedagogia speciale presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna. Disponibile in PDF

A cura di Roberto Zoboli, Consumi e Consumatori Sostenibili. Valori, Responsabilità, Incertezze, Vita e Pensiero, Edizione Digitale, Milano, 2021, 114 p.
Roberto Zaboli è Professore ordinario di Politica economica all’ Università La Cattolica. I saggi raccolti in questo volume coprono solo alcuni aspetti del vastissimo tema dei comportamenti e delle scelte individuali e collettive per la sostenibilità, e si focalizzano su consumi e consumatori. Il lavoro parte da un quadro sui concetti di sostenibilità dei consumi e su alcuni questioni aperte nella loro interpretazione. Presenta quindi un quadro di tendenze generali che attraversano i modelli di comportamento dei consumatori. Esamina la questione centrale del coinvolgimento dei consumatori nella transizione di sostenibilità anche attraverso strategie positive di engagment e psicologia del consumo. Approfondisce le dinamiche delle economie di condivisione e propone approfondimenti sulle tendenze di consumo sostenibile nel settore agro-alimentare e nel sistema moda. Esamina inoltre le tendenze dei “consumi pubblici” ( public procurement). Il tema del digitale attraversa diversi contributi del volume e infine vengono presentate alcune ipotesi di policy in tema consumi e consumatori sostenibili in Italia. Disponibile in PDF.
Collocazione Biblioteca: P0105

Giuseppe Luigi Ferrajoli, Perché una Costituzione della Terra?, Giappichelli, Torino, 2021, 74 p.
Secondo l’autore, una Costituzione del mondo è necessaria perché ci sono emergenze e catastrofi globali, come la pandemia tuttora in atto, che non fanno parte dell’agenda politica dei governi nazionali, anche se dalla loro soluzione dipende la sopravvivenza dell’umanità: il riscaldamento climatico e gli inquinamenti globali dei mari e dell’aria, di cui soffrono soprattutto le popolazioni dei paesi poveri benché siano prodotti dallo sviluppo insostenibile dei paesi ricchi; le guerre e i pericoli di catastrofi e conflitti nucleari determinati dalle migliaia di testate atomiche presenti sul pianeta; la crescita delle disuguaglianze e della povertà e la morte ogni anno di milioni di persone per mancanza di alimentazione di base e di farmaci salva-vita; la produzione e la diffusione di armi che ogni anno provocano guerre e centinaia di migliaia di omicidi; il dramma dei migranti che fuggono da queste tragedie rischiando la vita, per poi incontrare l’oppressione razzista dovuta alle loro personali identità differenti. Soltanto la stipulazione di un nuovo patto globale di pacifica convivenza, di mutuo soccorso e di rispetto e tutela della natura è in grado di garantire l’abitabilità della Terra e il futuro all’umanità. L’autore è Professore emerito di Filosofia del Diritto presso l’Università di Roma Tre.
Collocazione Biblioteca: 19009

9788832829952_0_536_0_75De Marzo, Ecologia integrale, Castelvecchi, Roma, 2021, 44 p.
L’autore, economista, giornalista e attivista, denuncia l’assenza della dimensione socio-economica della crisi ecologica all’interno dell’ambientalismo, assenza che ritiene causa del fallimento di ogni politica globale. I sistemi novecenteschi di pensiero, quali il socialismo, il cristianesimo sociale, il liberalismo, vanno superati con proposte che si occupino di sviluppo, crescita e democrazia rappresentativa per riconciliare l’ambiente con l’economia e con la società.
Collocazione Biblioteca:  19057

A cura di Hassan Bassi e Riccardo Poli, Year Book 2021. Progetto ESC – Economia Solidale Circolare, Arteventbook, Pisa, 2021, 190 p.
Questa edizione dello Year Book nasce dalla conclusione del progetto ESC – Economia Solidale Circolare, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, avviato nel 2019 in collaborazione con Cittadinanzattiva e Cica, nato dalla constatazione dell’acuirsi della crisi sociale e ambientale, provocata da un modello di sviluppo economico e produttivo che produce scarti di materiali ed esclusione sociale. Si è attinto anche alle diverse esperienze in atto da parte di organizzazioni associate al Cnca e a diverse sperimentazioni pilota nel campo dell’economia circolare, con la finalità di promuovere due linee di sviluppo culturale e di intervento per le organizzazioni del terzo settore: la ricerca della massima sostenibilità ambientale e la valorizzazione di pratiche di lavoro nell’economia circolare che possano favorire percorsi terapeutici e di inserimento lavorativo per persone in difficoltà.
Collocazione Biblioteca: 18846

Leandro Limoccia … [et al.] ; prefazione Luigi Maria Sicca, Disobbedienza civile a leggi ingiuste, Editoriale Scientifica, Napoli, 2021, 1037 p.
Il volume raccoglie contributi di diversi autori che toccano aspetti giuridici, politici, economici e filosofici dell’antimafia, della pace, della disobbedienza civile. Ne emerge che, in molti casi, è necessario mettere in discussione le leggi per affermare la democrazia, la fraternità, l’umanità. Di fronte alle disuguaglianze, agli orrori dell’ambiente degradato e saccheggiato, alla crisi climatica, alle profonde ingiustizie, occorre tornare all’umanesimo disobbediente, al dovere della rivolta, alla nonviolenza: per cambiare il sistema economico e politico e favorire la partecipazione attiva.. Si segnala in particolare il capitolo 28: “Disobbedienza civile ed economia: verso l’autosostenibilità”.
Collocazione Biblioteca: 19128

Movimento Internazionale della Riconciliazione, La colomba e il ramoscello. Un progetto ecopacifista, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2021, 123 p.
Ambiente e pace. Sono i temi attorno ai quali si sviluppa il saggio del MIR Italia, un movimento nonviolento internazionale a base spirituale. Ecologia e pacifismo dovrebbero unire le forze per un obiettivo comune: denunciare e contrastare il modello di sviluppo predatorio e imperialista che governa il pianeta e che è incompatibile tanto con la giustizia sociale quanto con quella ambientale. Le guerre affamano intere popolazioni, privano i territori di risorse vitali, distruggono l’ambiente. Richiamando gli insegnamenti dei maestri della nonviolenza – Gandhi, Langer, Dolci, Galtung e molti altri – gli autori tracciano una prospettiva di intervento che ha nell’ecopacifismo e nell’ecologia integrale le sue principali radici, per contrastare ogni forma di violenza, sugli esseri umani e sulla natura.
Collocazione Biblioteca: 18910

9788812008223_0_536_0_75Dale Jamieson, Il tramonto della ragione. L’uomo e la sfida del clima, Treccani, Roma, 2021, 455 p.
L’autore, docente di studi ambientali e filosofia, spiega perché non siamo riusciti a fermare il riscaldamento globale, il più grande problema collettivo mai affrontato dall’umanità. Questo fallimento riflette l’impoverimento dei nostri sistemi di ragion pratica e il limiti delle nostre capacità cognitive. Il riscaldamento globale è un problema difficile da pensare, perché non siamo evolutivamente capaci di affrontare problemi di questo genere; di conseguenza, i numeri e le evidenze al riguardo non sono sufficienti a smuovere le coscienze. Tuttavia, l’autore evidenzia che possiamo ancora fare molto per rallentare il cambiamento climatico, adattarci a esso e costruire un’etica del clima.
Collocazione Biblioteca 19036

Greta Malvasi, Green Social Work. Quando la care abbraccia l’intero pianeta, in Lavoro sociale , n. 3 (giu. 2021), pp. 11-15
Di fronte alla crisi globale imposta dal cambiamento climatico, anche il lavoro sociale si interroga sulle nuove forme che può assumere. Nel presente articolo vengono descritte le peculiarità del green social work, che consiste in un modello di lavoro sociale, caratterizzato da un insieme di linee guida, che riconoscono e promuovono l’interdipendenza e la solidarietà tra persone, flora e fauna del Pianeta. Obiettivo del Green Social Work è lavorare per riformare le forze socio-politiche ed economiche che hanno un impatto dannoso sulla qualità della vita delle persone e per assicurare i cambiamenti politici e le trasformazioni sociali necessarie ad accrescere il benessere degli esseri umani e del Pianeta, in un’ottica di reciprocità.

Riccardo Mastini … [et al.], Ecologia e Politica, in gli asini, a. 11, n. 84 (feb. 2021), pp. 23-55
I contributi proposti si inseriscono all’interno del dibattito internazionale e nazionale sul tema “ecologia e politica” e affermano che il cambiamento sociale e ambientale non può verificarsi solo al livello dei comportamenti individuali. Dal basso può e deve venire la spinta al cambiamento, ma questo, secondo gli autori, avviene attraverso l’elaborazione teorica e la sperimentazione concreta di proposte e rivendicazioni politiche ed economiche. Gli interventi proposti sono i seguenti: “Le poste in gioco del Green New Deal” di Riccardo Mastini; “Il sindacato italiano, il grande assente” di Marino Ruzzenenti; “Il consumo sregolato di suolo in Veneto” di Chiara Mazzoleni; “Da Civitavecchia: uscire dai combustibili fossili” di Giulio Agostini; “Da Colleferro: le bonifiche dei siti inquinati” di Roberto Rosso, Alberto Valleriani; “Da Vicenza: l’inquinamento da PFAS” di Edoardo Bortolotto; “Prima dell’alluvione: le responsabilità delle amministrazioni locali” di Elena Piffero; “Le colpe dell’ENI” di Amalia Rossi; “Contro l’individualismo civico” di Matteo Gaspari.

9788832964431_0_536_0_75Grammenos Mastrojeni, Effetti farfalla. 5 scelte di felicità per salvare il pianeta, Chiarelettere, Milano, 2021, 182 p.
L’autore, docente ed esperto nel campo del rapporto tra cambiamenti climatici e stabilità sociale, mostra come tutto ciò che avviene può essere innescato da noi stessi e avere una ricaduta in tutto il mondo. Le concatenazioni delle azioni che ognuno di noi compie quotidianamente, egli sostiene, possono avere gli stessi effetti di una manovra economica e fiscale, producendo sostenibilità e giustizia per tutti.
Collocazione Biblioteca: 18760

Francesca Rosignoli, Giustizia ambientale. Come sono nate e cosa sono le disuguaglianze ambientali, Castelvecchi, Roma, 2020, 140 p.
L’autrice, ricercatrice nel campo del diritto pubblico, cerca di spiegare il significato e le origini del concetto di giustizia ambientale. Attraverso una comparazione transnazionale, dagli Stati Uniti all’Europa, il libro esamina come le leggi e le istituzioni ambientali, insieme alle forze economiche, politiche e sociali hanno contribuito alle ingiustizie sociali e ambientali.
Collocazione Biblioteca: 19046

Luca Mercalli … [et al.], Il clima che cambia. Perché il riscaldamento globale è un problema vero, e come fare per fermarlo, BUR Rizzoli, Milano, 2020, 353 p.
L’autore, climatologo e divulgatore scientifico, con la collaborazione di altri ricercatori aiuta a fare chiarezza sulla meteorologia e l’attualità climatica e ambientale con un testo pubblicato per la prima volta nel 2009 e completamente revisionato in questa nuova edizione, alla luce dei molteplici aggiornamenti dal mondo della ricerca e dei negoziati internazionali.  Il libro costituisce una base di informazione per costruire la consapevolezza che permetterà alle prossime generazioni di vivere ancora dignitosamente su questo pianeta. In fondo al volume, una ricca sitografia di enti di ricerca del settore.
Collocazione Biblioteca: 19045   

Marco Aime, Adriano Favole, Francesco Remotti, Il mondo che avrete, Utet, [Torino], 2020, 187 p.
Gli autori, antropologi, danno un contributo critico per trovare una via di uscita alla crisi attuale. La sospensione delle attività produttive, sociali e culturali innescata dalla pandemia di Covid-19 non è un’idea estranea alle società umane, bensì teorizzata, applicata e praticata da alcune culture sia del passato sia del presente. La sospensione da noi sperimentata durante il lockdown è stata però forzata, non programmata, estranea alla nostra cultura dell’Antropocene che, con l’idea del progresso infinito ha generato il debito ecologico ed economico che oggi pesa sulle spalle delle nuove generazioni. Il pensiero antropologico può mostrare le vie di fuga tracciate da ogni cultura, per ideare un altro modo di vivere e rifondare la convivenza tra noi e la natura.
Collocazione Biblioteca: 19032

Gaël Giraud, Quale finanza per la lotta ai cambiamenti climatici?, in Aggiornamenti Sociali, a. 71, n. 6/7 (giu.-lug. 2020), pp. 470-480
L’autore, economista, cerca di rispondere ad alcune domande riguardanti la transizione verso un’economia a basse emissioni, necessaria per contrastare i cambiamenti climatici. Chi finanzierà questa conversione? Quali strumenti potranno usare le autorità pubbliche? Quali regole dovranno introdurre? E, soprattutto, avranno il coraggio di infrangere i dogmi del libero mercato?

Davide Pettenella, È sufficiente piantare alberi? Piste per una riforestazione efficace, in Aggiornamenti Sociali, a. 71, n. 10 (ott. 2020), pp. 668-676
L’autore, docente di Tecnologie forestali e ambientali presso l’Università di Padova, dopo aver constatato la maggiore attenzione rivolta oggi alle aree forestali del pianeta, anche per la capacità degli alberi di sequestrare l’anidride carbonica dell’atmosfera, rivolge l’attenzione alla qualità degli interventi di rimboschimento realizzati, a livello internazionale e italiano, chiedendosi anche quali sono i fattori di una riforestazione efficace e quali interventi servono al territorio italiano. Sul tema si veda anche l’articolo di Tommaso Anfodillo, La lezione delle foreste democratiche, in La Via Libera, n. 2 (mar. – apr. 2020), pp. 59-60

www.mondadoristoreAngelo Tartaglia, Clima. Lettera di un fisico alla politica,  Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2020, 92 p.
Angelo Tartaglia, già docente di Fisica presso il Politecnico di Torino, oggi è membro dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e studioso di impatto delle attività umane sull’ambiente. Sotto forma di lettera indirizzata alla politica, punta l’attenzione sull’emergenza ambientale, oggi in generale riconosciuta, e sulle contraddizioni riscontrate nelle narrazioni degli organi di informazione, nelle politiche istituzionali, nelle politiche aziendali, con l’intento di sciogliere dubbi e incertezze.
Collocazione Biblioteca: 18672

Francesco Remotti, Quanta realtà riusciamo a sopportare?, in lavialibera n. 2 (mar.– apr. 2020), pp.11-12
Per secoli la fiducia nella scienza e nel progresso infinito ha guidato l’umanità, o meglio la civiltà occidentale, alla conquista del mondo, attraverso un forsennato sfruttamento delle risorse tanto della natura quanto della società umana. Solo di recente in certi settori della scienza ha cominciato a farsi strada un’altra visione della realtà, rendendosi consapevoli che gli effetti degli sconvolgimenti ambientali e climatici sono disastrosi per le specie viventi. Ma la politica, e la società nel suo complesso, tarda a cambiare mentalità e strada, questo perché la paura generata dall’impotenza ci fa rifugiare in ciò che abbiamo sempre fatto e continuiamo a fare.

Grammenos Mastrojeni, Antonello Pasini, Effetto serra, effetto guerra,  Chiarelettere, Milano, 2020, 180 p.
Un diplomatico esperto di cooperazione allo sviluppo e un climatologo esperto di fisica dell’atmosfera affrontano il legame fra i cambiamenti climatici globali e le crisi ambientali e geopolitiche che stanno avvenendo o potrebbero accadere nel pianeta. La prima parte del libro spiega sinteticamente e in maniera divulgativa la scienza del clima. La seconda parte si pone la domanda più difficile, che è capire come, dove e quando il riscaldamento globale maggiormente influirà sulle guerre e sarà un fattore di instabilità.
Collocazione Biblioteca: 18758

ag socGiorgio Osti, Disastri ambientali: quale risposta dalle scienze sociali?, in Aggiornamenti Sociali, a. 70, n. 6-7 (giu.-lug. 2019), pp. 483-492
La sfida dei cambiamenti climatici sorprende per la diversità dei livelli di analisi che chiama in causa. Anche le scienze sociali possono contribuire al dibattito, suscitando alcune domande: con quale retroterra culturale occorre affrontare il fenomeno? Quale gestione economica dei territori è più appropriata al nuovo scenario? Quali misure di sicurezza si impongono?

Achille Rossi, Tossicodipendenti del consumismo, in L’altrapagina, a. 36, n. 3 (mar. 2019), pp. 31-43
Il sistema economico dominante, sollecitato dai media e dalla pubblicità, è una nuova forma di totalitarismo: il dossier analizza le possibilità di una nuova civiltà che ci permetta di vivere in maniera eticamente responsabile, consumando meno risorse e sfuggendo al mondo mercificato in cui siamo ridotti. Il dossier è composto da interviste a Serge Latouche, Maurizio Pallante, Guido Viale, Gustavo Eteva, Marino Badiale, Fabrizio Trigali.

Jonathan Safran Foer, Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi, Guanda, Milano, 2019, 311 p.
L’autore racconta la crisi climatica mescolando storie di famiglia, ricordi personali, episodi biblici, dati scientifici e scenari futuri, partendo dalla volontà di smuovere l’indifferenza verso l’emergenza ambientale e convincere i lettori ad agire.
Collocazione Biblioteca: 18698

Autori Serge Latouche, I nostri figli ci accuseranno, Castelvecchi ; Lit, Roma, 2019, 40 p.
L’autore affronta la questione del rapporto fra le generazioni alla luce della crisi ecologica, i cui sintomi sono sotto gli occhi di tutti (cambiamento climatico, buco nell’ozono, desertificazione, ecc.). L’accusa che i nostri figli ci rivolgeranno è la chiave attraverso cui il grande economista francese porta avanti la sua critica all’imperialismo della società in crescita, che irresponsabilmente nega il debito intergenerazionale e rifiuta di considerare i limiti della natura. Nell’era dell’antropocene la natura è trattata come una macchina atta a soddisfare i nostri eccessi.
Collocazione Biblioteca: 18446

Migrazioni ambientali

William D. Nordhaus, Spirito green, Il Mulino, Bologna, 2022, 389 p.
Per affrontare il riscaldamento globale, le pandemie, la sovrappopolazione, la catastrofe climatica, è necessario un approccio complessivo e rivoluzionario, dove vanno ripensati l’efficienza economica, la sostenibilità, la politica, i profitti, la finanza, la responsabilità sociale delle imprese. È lo Spirito Green: una strada, urgente e promettente, per gestire le minacce che incombono senza sacrificare la prosperità economica e senza aumentare le disuguaglianze. In questo saggio, che spazia dalla storia del movimento ambientalista al Green New Deal, Nordhaus, premio Nobel per l’economia nel 2018, analizza l’insieme dei principi e delle azioni necessarie per disegnare nuove istituzioni, leggi e norme etiche, adeguate a una società globalizzata e sofisticata dal punto di vista tecnologico. In particolare, per le emissioni di carbonio e altri danni ambientali spiega come occorra garantire che i responsabili si accollino tutti i costi anziché continuare a trasmetterli ad altri, fino a coinvolgere le generazioni future. Ne emerge una visione piena di speranza sulla possibilità di salvare l’ambiente e insieme fare prosperare la nostra economia.
Collocazione Biblioteca: 19252

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Giuseppina Talamo, Migrazioni forzate per cause ambientali e cambiamenti climatici: un’analisi socio-economica, in Mondi migranti, n. 2 (2021), pp. 169-185
Nel dibattito recente, la relazione tra lo studio dei movimenti della popolazione causati da mutamenti climatici o prodotti da ragioni di tipo ambientale, ha acquisito una rinnovata centralità all’interno del mondo politico e mediatico ed è stato fatto oggetto di analisi attente da parte del mondo scientifico. In questo lavoro, si intende focalizzare l’attenzione sul fatto che la decisione di migrare è, molto spesso, condizionata da diversi fattori, quali quelli personali, economici, di relazioni e che l’aspetto ambientale e quello climatico possono, pertanto, essere sì la causa diretta del fenomeno, ma possono anche determinarlo in modo indiretto, incidendo su altri fattori. Con questo lavoro, si intende evidenziare un problema e dimostrare che anche gli aspetti climatico-ambientali, insieme ad altre variabili, possono avere un ruolo nel determinare importanti spostamenti di popolazione.

IOM UN Migration, World migration report 2022, International Organization for Migration, Geneva, 2021, 522 p.
Il Rapporto esplora dati e altre informazioni disponibili per comprendere come l’epidemia di Covid-19 abbia modificato la migrazione e la mobilità delle persone nel mondo. Inoltre affronta altre questioni riguardanti il fenomeno migratorio, come la relazione tra la pace e la migrazione, la disinformazione sulla migrazione, il contrasto alla tratta di esseri umani sulle rotte delle migrazioni e l’impatto dei cambiamenti climatici sugli spostamenti delle persone.

Marco Aime, Effetto farfalla, in La Via Libera, n. 7 (2021), pp. 65-67
L’autore, antropologo, spiega il legame esistente tra i crescenti movimenti migratori e la crisi ambientale. L’aumento della temperatura media globale, lo scioglimento dei ghiacciai, la desertificazione sono fattori ambientali che influenzano la mobilità umana direttamente o indirettamente, esacerbando altri elementi di tipo economico, sociale, politico, culturale o personale.

068055ed933d2e69cfeb9ff2d23bac50_XLCentro Studi e Ricerche IDOS ; in collaborazione con Centro Studi Confronti, Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, Dossier statistico immigrazione 2021, IDOS, Roma, 2021, 493 p.
La trentunesima edizione del Dossier indica i primi effetti, non definitivi, della pandemia a livello socio-statistico. Aggiorna lo stato dell’immigrazione e dell’emigrazione in Italia dopo più di un anno e mezzo dall’inizio dell’emergenza sanitaria e contribuisce alla lettura dell’influenza della pandemia sui processi migratori, sulla qualità dell’inserimento sociale ed economico degli immigrati e sulla società intera. I dati e le informazioni provenienti da archivi amministrativi ufficiali sono accompagnati da analisi e da ricerche qualitative di diversi autori. Si vedano in particolare i capitoli: 5 – I migranti forzati nel mondo e in Europa; 6 – In fuga nonostante la pandemia_L’emergenza climatica resta il filo rosso. Sono disponibili in Biblioteca anche le edizioni precedenti del rapporto (R09)
Collocazione Biblioteca: 80R09

Cristina Giudici, Catherine Wihtol de Wenden, I nuovi movimenti migratori. Il diritto alla mobilità e le politiche di accoglienza, Nuova edizione aggiornata,  Franco Angeli, Milano, 2020, 197 p.
In un mondo che sta sperimentando trasformazioni demografiche e sociali senza precedenti, 272 milioni di persone sono migranti. Si tratta di un fenomeno non nuovo, ma che vede emergere nuove categorie migratorie, quelle dei migranti ambientali, dei minori stranieri non accompagnati, dei migranti in transito, dei nuovi rifugiati. Volontarie o forzate, le nuove migrazioni sono composte da uomini e donne che vedono nell’Europa una terra di pace, di sicurezza, dove esiste un futuro per loro e per i loro figli. Il volume si propone di indagare sul ruolo delle migrazioni nell’evoluzione mondiale ed europea e sulle politiche che i Paesi europei dovranno adottare per far fronte alle nuove sfide demografiche e sociali, disegnando un quadro del fenomeno migratorio attuale e accompagnando il lettore in una riflessione sui temi della popolazione e dello sviluppo.
Collocazione Biblioteca: 18764

Autori Monica Massari … [et al.], Molti che camminano. Dossier migrazioni, in lavialibera, n. 3 (mag. – giu. 2020), pp. 20-50
Il dossier parte dalle cifre sulle migrazioni fornite dal World Migration Report dell’Organizzazione Internazionale per le migrazioni per il 2019, constatando che negli anni è stata resa illegale l’aspirazione stessa a cercare condizioni di vita migliori per sé e per le proprie famiglie. Seguono: un approfondimento sulle cause delle migrazioni, con un’intervista a Stephen Castles, autore di “The age of migration”, un articolo sui trafficanti, una analisi degli effetti dei cambiamenti climatici sulle migrazioni, il racconto di alcune esperienze drammatiche dei migranti ai vari confini, infine un’intervista a Emma Bonino sull’egoismo degli Stati-nazione.

aMattia Giampaolo e Aurora Ianni, Cambiamento climatico e migrazioni. Background document, n. 1, Focsiv, Roma, 2019, 14 p.
Negli ultimi anni l’attenzione agli effetti del cambiamento climatico sui movimenti umani è aumentata notevolmente. I rischi legati al clima sono diventati sempre più frequenti e modificano in modo sempre più impattante gli insediamenti umani. Gli autori propongono una riflessione su come ci si possa riferire alle persone costrette a lasciare le loro case nel contesto di disastri naturali creati o amplificati dal cambiamento climatico. Sebbene il Patto Globale sui rifugiati riconosca che “il clima, il degrado ambientale e i disastri naturali interagiscono sempre di più con gli elementi motori dei movimenti dei rifugiati”, non esiste una definizione universalmente riconosciuta o giuridica che colleghi “rifugiati” e “cambiamenti ambientali”.

Francesca Santolini, Profughi del clima. Chi sono, da dove vengono, dove andranno, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ), 2019, 100 p.
Migranti climatici, rifugiati ambientali, eco profughi, indignados del clima: sono tante le espressioni per definire la nuova migrazione forzata che rischia di trasformarsi nella più grave crisi dei rifugiati dalla Seconda guerra mondiale. Un fenomeno in corso di cui nessuno si occupa davvero, con milioni di profughi “fantasma” per i quali nessun Paese prevede ancora uno status giuridico e il diritto d’asilo. Dalle aree più povere del pianeta intere popolazioni indifese sono costrette all’esodo man mano che le condizioni di vita diventano impossibili per catastrofi meteo-climatiche come alluvioni, siccità, aumento del livello del mare, desertificazione, mancanza d’acqua, degrado degli ecosistemi. L’autrice parla dei rischi che l’umanità corre, dei modi in cui si possono fronteggiare i nuovi problemi e dell’importanza di una efficace e urgente battaglia per il clima.
Collocazione Biblioteca: 19035

Rosella Persi, Intercultura e ambiente: un rapporto complesso, in Educazione interculturale, n.2 (ott. 2019) – on line, pp.1-16
Ambiente e intercultura sono elementi inscindibili dei problemi del nostro tempo. Il testo propone una riflessione critica con l’intento di evidenziare il ruolo dell’ambiente nella sua connessione e interazione con le questioni inerenti il multiculturalismo e l’interculturalità. È infatti importante comprendere che in buona parte le cause dei grandi flussi migratori prendono origine dalle problematiche di ambienti caratterizzati da scarsità di risorse e da fattori naturali e sociali ostili. Il background dei migranti può, in alcuni casi, condizionare negativamente l’inserimento nei nuovi contesti di vita, compromettendo l’inclusione e causando difficoltà nelle nuove relazioni. L’educazione interculturale, finalizzata a sviluppare un pensiero plurale e competenze comunicative interculturali, si intreccia e condivide i fini con l’educazione ambientale, poiché entrambe operano per favorire una integrazione sostenibile e partecipata.

Cibo e agricoltura sostenibile

9788866273271_0_536_0_75A cura di Giorgio Zampetti, Angelo Gentili, Agroecologia circolare. Dal campo alla tavola. Coltivare biodiversità e innovazione, Edizioni Ambiente, Milano, 2021, 391 p.
Da principale responsabile di molti dei più gravi squilibri ambientali del pianeta, l’agricoltura può trasformarsi in un prezioso alleato per combattere il cambiamento climatico e creare un’economia rispettosa dell’equilibrio naturale. Lo dimostrano realtà diffuse e ben radicate sul territorio italiano, custodi della tradizione ma anche capaci di rinnovarsi per affrontare con coraggio le sfide future. Attraverso i contributi di docenti universitari, professionisti del settore e le testimonianze di 30 tra le aziende italiane più innovative, il testo analizza gli aspetti fondamentali di un settore agroalimentare rispettoso dell’ambiente, capace di produrre cibo sano ed equo e che, attraverso la valorizzazione degli scarti, l’utilizzo di materiali eco-compatibili, lo sviluppo delle energie rinnovabili e di nuove tecnologie, riesce a favorire la resilienza delle comunità e a trasferire l’amore per la terra alle nuove generazioni.
Collocazione Biblioteca: 19039

Alessandro Simonato, Per un’agricoltura al passo con la sostenibilità. La nuova PAC 2023-2027, in Aggiornamenti Sociali, a. 72, n. 11 (nov. 2021), pp. 610-618
Il sostegno e lo sviluppo del settore agroalimentare sono sempre stati al centro dell’attenzione delle istituzioni europee, che hanno destinato ingenti risorse a questo fine attraverso la Politica agricola comune (PAC). L’emergere di nuove esigenze, legate alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, ha rimesso in discussione l’impianto tradizionale e sollecitato un cambiamento non scontato.

Nora McKeon, Il vertice ONU sui sistemi alimentari e la governance globale del cibo, in gli asini, a. 11, n. 87 (mag. 2021), pp. 15-20
Le pagine riassumono il contenuto di un articolo dell’autrice pubblicato in “Development Journal”, 64, 1, 2021, dove si spiega come le multinazionali stiano cercando di controllare la produzione globale di cibo attraverso il prossimo “Food Systems Summit”, il vertice sui sistemi alimentari organizzato dall’ONU e dal World Economic Forum. Tale incontro è oggetto di critica da parte di associazioni e movimenti che denunciano come la governance globale del cibo che viene proposta si basa sul mercato libero, la tecnologia e i big data, privilegiando i profitti delle imprese rispetto alla lotta alle disuguaglianze e alla salute delle persone e del pianeta. L’articolo approfondisce le dimensioni e la storia della governance globale del cibo allo scopo di informare sull’argomento e poter influire su questo processo.

9788861944558_0_221_0_75Lorena Milani, Giulia Gozzelino, Cristina Boeris, As-Saggi interculturali. Una riflessione pedagogica sul Progetto “Le ricette del dialogo. Cibi e storie per l’intercultura e l’integrazione”, Progedit, Bari, 2020, 126 p.
La Global Education costituisce attualmente l’ampio orizzonte in cui si inserisce la Pedagogia interculturale. I documenti del Consiglio d’Europa ne promuovono la realizzazione negli ambiti educativi del formale, non formale e informale come punto cardine dell’educazione che mira alla cittadinanza globale, alla promozione del pensiero e della mente interculturali, allo sviluppo della democrazia partecipativa e alla responsabilità verso la/le comunità e le esigenze di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Il volume costituisce uno sguardo critico pedagogico sul Progetto “Le ricette del dialogo. Cibi e storie per l’intercultura e l’integrazione”, attuato in alcuni territori del Piemonte. Si tratta di un progetto che costituisce un modello di best practices al quale le autrici hanno contribuito con un monitoraggio basato sul processo di autovalutazione, cui è seguita una riflessione pedagogico-educativa.
Collocazione Biblioteca: 18686

Lucio Cavazzoni, Ripartiamo dal cibo, in lavialibera, n. 3 (mag. – giu. 2020), pp. 66-67
Nella rubrica Casa comune, l’autore, presidente di Good Land, invita a partire dal cibo per riflettere sullo sfruttamento della terra, conoscere ciò che mangiamo, passare dalle moderne filiere alla filia, cioè amicizia e affetto verso la campagna e gli animali, praticare un abitare la terra, coltivando vita prima di estrarre prodotti.

Carlo Cellamare, Recuperare il rapporto con la terra: l’agricoltura nelle periferie urbane, in Aggiornamenti Sociali, a. 71, n. 2 (feb. 2020), pp. 122-128
L’autore, docente universitario di urbanistica, presenta alcune riflessioni riguardo alla trasformazione del tessuto urbano in corso nelle nostre città, dove i rapporti tra centro e periferia stanno cambiando. In particolare, rivolge l’attenzione al tema dell’agricoltura periurbana, interrogandosi su quali vie si possano sperimentare per una nuova gestione dei territori che coinvolga la società locale e l’amministrazione pubblica, e che valorizzi le zone periurbane, stimolando l’innovazione sociale e promuovendo l’agricoltura. Alcune esperienze nel territorio romano accompagnano le riflessioni dell’autore.

cop2009Rosanna Taberna, Progetti antispreco di recupero delle eccedenza alimentari in valle di Susa, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 50, n. 3 (estate 2020), pp. 8-11
Le esperienze descritte nell’articolo sono riconducibili alle indicazioni normative contenute nelle leggi 155/2003 e 166/2016 sulla donazione e distribuzione dei prodotti alimentari. Si tratta di progetti che si ispirano a principi di economia circolare e di welfare generativo attraverso azioni di comunità, tenendo conto delle specificità dei territori. In particolare, vengono presi in esame quattro progetti: 1) Salviamo il cibo, attivo a Susa; 2) Aggiungi un posto a tavola, attivo a Sant’Antonino di Susa; 3) Il cibo non si spreca, attivo ad Avigliana; 4) Resto…mangia, anch’esso attivo ad Avigliana.

Salvatore Ceccarelli, Stefania Grando, Seminare il futuro. Perché coltivare la biodiversità?, Giunti ; Slow Food, Firenze ; Milano ; Bra, 2019, 219 p .
Il libro spiega l’importanza della biodiversità come bene comune da custodire, rispondendo a diverse domande sul ruolo dei semi e sul ruolo degli agricoltori nel contrasto ai cambiamenti climatici, nella difesa della sicurezza alimentare, energetica e del patrimonio ambientale. A monte del problema della salvaguardia della biodiversità si trova l’attuale sistema economico: il mercato mondiale del seme vale miliardi di dollari ed è per oltre il 50% nelle mani di poche grandi corporazioni, alcune delle quali controllano contemporaneamente il mercato multimiliardario dei pesticidi. I semi sono punto di partenza e punto di arrivo di ciò che maciniamo, trasformiamo, mangiamo, vendiamo e si trovano così al centro dei dibattiti sullo sviluppo, sul cambiamento climatico e sulla salute, rendendo cruciale per tutti noi la scelta di cosa e come coltivare. Gli autori sono rispettivamente docente universitario di genetica agraria e consulente internazionale per il miglioramento genetico vegetale, impegnata nello sviluppo in Africa e Asia.
Collocazione Biblioteca: 18833

A cura di Federica Buglioni, Cibo plurale, in Bambini, n. 8 (ott. 2019), pp. 25-56
Descrizione L’approfondimento di questo numero raccoglie una serie di articoli riguardanti contesti ed esperienze educative dove il cibo è lo spunto per creare un senso di comunità, coinvolgere le famiglie, scardinare pregiudizi, prendersi cura non solo del corpo, ma anche del pianeta. I contributi raccolti sono: “Il gioco dei plurali” di Federica Buglioni; “Nutrimento è/e relazione” di Ambra Scolari; “Il cammino degli eroi” di Francesca Lanocita; “La mensa che vale” di Claudia Paltrinieri; “Cibo e scuola” di Maria De Biase; “Il cibo è un laboratorio”; di Emanuele Breveglieri e Roberta Barzaghi.

FASHION-EXPERIENCE-VERTICALE-BLACKFRIDAY-MANI-TESE-2019Giosuè de Salvo … [et al.], Ecocidio. La crisi climatica e la sfida per la giustizia ambientale, in Manitese, a. 55, n.494 (giu. 2019), pp. 1-15
La pubblicazione è dedicata all’emergenza ambientale a partire dalla crisi climatica. Gli articoli presentano tra l’altro il movimento Fridays for future, l’Africa come emblema del sistema economico ingiusto che produce il cambiamento climatico. Il focus Paese è dedicato al Mozambico e ai progetti di Mani Tese indirizzati alle comunità rurali di questo paese, per aumentare la consapevolezza sui temi ambientali e favorire modelli di agricoltura resiliente.

Nunzia Borelli, Giulia Corti, Investigare laccessibilità economica al cibo. Definizione di uno studio metodologico e applicazione nella città di Milano, in Sociologia urbana e rurale, a. 41, n. 119 (2019), pp. 135-155
La capacità di comprare cibo sano (foodability) è un concetto composito, che dipende da diversi fattori. Innanzitutto, è legato al livello di accessibilità economica, definito come l’accesso al cibo in relazione ai prezzi e al potere d’acquisto, poi vale la pena considerare l’accessibilità fisica in termini di vicinanza ai generi alimentari. Deve essere misurata anche la disponibilità di alimenti freschi e sani e la disponibilità di prodotti che soddisfano le preferenze di specifici gruppi di persone. Infine, ci sono le conoscenze e le competenze per conoscere e scegliere correttamente gli alimenti. L’analisi di questi aspetti è un campo di crescente interesse. Lo scopo di questo articolo è definire una metodologia per misurare l’accessibilità economica e descrivere la ricerca fatta con questo metodo nella città di Milano.

Lavoro, diritti, sfruttamento, diseguaglianze

UN Women, Tackling violence against women and girls in the context of climate change, UN Women, New York, 2022, 12 p.
La violenza contro le donne e le ragazze (VAWG) e il cambiamento climatico sono due delle emergenze globali più urgenti e delle maggiori sfide di sviluppo sostenibile del nostro tempo. La VAWG è la violazione dei diritti umani più diffusa e pervasiva al mondo, che colpisce più di una donna su tre nel corso della loro vita. Il cambiamento climatico sta minacciando la sostenibilità del nostro pianeta con devastanti impatti sociali, culturali, economici, sanitari e sui diritti umani, colpendo in modo sproporzionato donne e ragazze, in particolare i gruppi più emarginati. È anche un aggravatore delle diverse forme di VAWG. La pandemia durante il COVID-19 ha esasperato l’ondata di violenza che si verifica durante crisi e disastri. Sebbene nell’ultimo decennio sia stata accresciuta l’attenzione internazionale nella comprensione e nell’affrontare le questioni di genere e clima, le intersezioni tra cambiamento climatico e VAWG hanno ricevuto molta meno attenzione. Questo documento fornisce una breve panoramica delle prove dell’impatto del cambiamento climatico sul VAWG e fornisce raccomandazioni sia per il cambiamento climatico che per il settore finale del VAWG.

Achille Rossi,  Quando l’acqua arriva in borsa, in L’altrapagina, a. 38, n. 5 (mag. 2021), pp. 27-37
L’acqua potabile scarseggia in tutto il mondo e la Camera di Commercio di Chicago quota l’acqua in Borsa, come un qualsiasi prodotto finanziario. Per la prima volta nella storia dell’uomo l’acqua è considerata una merce sottoposta alle regole di mercato e non un diritto primario alla vita. Su questo argomento, vengono proposti nel dossier i seguenti contributi: “Acqua in borsa”, intervista a Riccardo Petrella, economista di fama internazionale sostenitore di campagne per l’acqua come bene pubblico; “Un rischio non calcolato”, intervista a Luca Mercalli, climatologo e divulgatore scientifico; “O la borsa o la vita”, intervista a Alex Zanotelli, missionario comboniano, leader di battaglie civili come quella per l’acqua bene pubblico; “H2Oro”, intervista a Fabrizio De Giovanni, attore e autore teatrale; “Bene pubblico universale”, intervista al Dr. Jean-Pierre Wauquier, presidente e fondatore di H20 Sans frontières, membro dell’Agorà degli abitanti della Terra.

dovvwnloadAntonio Bodini, Acqua quotata in borsa: quando tutto sarà privato saremo privati di tutto, in .eco, a. 33, n. 2 (giu. 2021), pp. 19-24
L’articolo evidenzia come il tema dell’acqua non trovi attenzione adeguata nei mezzi d’informazione, soprattutto riguardo alle modalità di gestione di questa risorsa. L’autore spiega cosa significhi la recente quotazione dell’acqua alla Borsa Merci di Chicago, ripercorre la storia della sua privatizzazione e la inserisce in un discorso più ampio su quella che definisce “finanziarizzazione della natura”, l’utilizzazione delle risorse naturali per l’accumulazione di capitale, le cui conseguenze danneggiano soprattutto i paesi più poveri. Movimenti e associazioni si stanno battendo per invertire questo processo.

Achille Rossi … [et al.], L’eclissi del lavoro. Dossier, in L’altrapagina,  a. 38, n. 12 (dic. 2021), pp. 27-37
Il dossier affronta il tema dei profondi cambiamenti definiti come “economia post-umana” che utilizza l’intelligenza artificiale e permette la comunicazione tra le stesse macchine, rendendo sempre più debole e precario il lavoro umano. Al’interno, si segnala l’articolo “Il lavoro centrato sull’ambiente” di Romina Tarducci.

Giovanni Devastato, Promuovere il benessere collettivo: il Green Social Work, in Welfare oggi, n. 4 (ott. -dic. 2020) – on line, pp. 25-28
Una compiuta Teoria della Giustizia non è riducibile ad un solo ambito circoscritto, ma riguarda contestualmente la tutela e la esigibilità di diritti sociali di cittadinanza, l’accessibilità a spazi vivibili e dignitosi e il governo degli impatti ambientali e dei cambiamenti climatici che incidono sulla qualità della vita e sulla produzione del benessere collettivo. Da qui un indifferibile ripensamento dei Servizi sociali in un’ottica ambientale e “green oriented”.

9788823023024_0_536_0_75Osservatorio Placido Rizzotto, Flai-Cgil, Agromafie e caporalato. Quinto Rapporto, Ediesse/Futura, Roma 2020, 478 p.
La prima parte del Rapporto inquadra la condizione dei lavoratori agricoli e la loro vulnerabilità, con riferimenti ai temi dell’immigrazione e dell’accoglienza, in particolare la norma sulla regolarizzazione dei migranti approvata nel giugno 2020, durante l’epidemia di Covid-19. La seconda parte raccoglie riflessioni sul quadro giuridico e normativo e sulle possibili strategie di contrasto alle pratiche di sfruttamento. La terza parte dà spazio ai casi studio territoriali, con un’indagine che tocca cinque regioni, in particolare il Veneto. Infine, la quarta parte presenta un excursus storico sul caporalato con un focus sulla legislazione europea.
Collocazione Biblioteca: 84R05

Stefania Collina … [et al.], La strategia del colibrì, in Solidea, a. 10, n. 3 (dic. 2020) – on line, pp. 4-68
193 Paesi membri dell’ONU cinque anni fa hanno sottoscritto l’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile e definito 17 Obiettivi da raggiungere per dare attuazione al programma. Gli obiettivi riguardano alcune delle grandi questioni sensibili dell’età contemporanea: dalla lotta alla povertà a quella per la parità di genere e l’accesso per tutti a un’istruzione di qualità; dalla promozione di uno sfruttamento meno impattante delle risorse del pianeta alla necessità di costruire società sempre più inclusive.

A cura di Federica de Lauso, Flash report su povertà e esclusione sociale. 17 novembre 2019, Giornata mondiale dei poveri,  Caritas Italiana, Roma, 2019, 28 p.
Il Report è stato presentato alla vigilia della terza Giornata Mondiale dei Poveri del 17 novembre 2019. In questa edizione, dopo la presentazione di dati statistici sulla povertà nel contesto europeo e nazionale, sono riportati i dati provenienti dagli oltre 3.300 Centri di Ascolto di tutta Italia. Seguono un focus curato insieme a Legambiente, dedicato alle strette connessioni tra ambiente, degrado, povertà e giustizia sociale, e le considerazioni sulla povertà e le politiche di contrasto.

v3_s2ew_consultazioneBeppe Pedron, Il clima cambia e gli ultimi affogano, in Italia Caritas, a. 52, n. 8 (nov. 2019), pp. 26-29
I mutamenti climatici producono un effetto paradossale in India: meno precipitazioni complessive, ma più concentrate e rovinose. Cicloni e alluvioni negli ultimi anni si sono intensificati di numero e gravità. E a farne le spese sono i più poveri e vulnerabili. Si segnala sullo stesso numero anche: Enrico Fontana, Il degrado ha due volti, da affrontare insieme.

Falling through the cracks. Exposing inequalities in the EU and beyond, SDG Watch Europe, 2019, p. 124
Il documento è stato elaborato all’interno del progetto europeo “Make Europe Sustainable for All”, che promuove l’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. ll rapporto avverte che le disuguaglianze socio-economiche e ambientali persistono e peggiorano all’interno dell’Unione Europea, nonostante l’impegno dell’Unione per “non lasciare indietro nessuno”. Il documento descrive le varie forme di disuguaglianza, sia a livello nazionale che europeo e si compone di 15 relazioni nazionali e 11 relazioni tematiche che ne esplorano le principali dimensioni, tra cui il genere, l’età, la disabilità, l’etnia e la mancanza di una fissa dimora. La parte riguardante il nostro Paese, in italiano, è scaricabile dal sito. Esso delinea un peggioramento delle disuguaglianze anche nel nostro Paese: la frammentazione sociale, le differenze regionali, il persistere della discriminazione razziale e di genere e il potere della criminalità organizzata richiedono un nuovo modello sociale equo.

Eleonora Maglia, Economia circolare per l’inclusione lavorativa, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 2 (primavera 2019), pp. 25-28
Nell’articolo si analizza un percorso ascrivibile all’economia circolare e al welfare comunitario attivato da una cooperativa sociale onlus con l’obiettivo di creare occupazione per le persone svantaggiate tramite la raccolta e la rimessa in uso di prodotti destinati al macero, partendo dal dibattito scientifico odierno che rivela la necessità di modelli economici alternativi che tengano in considerazione il progressivo esaurimento delle risorse e le conseguenze avverse di produzioni inquinanti e impattanti sull’ambiente.

Rifiuti, ecomafie e reati ambientali

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Francesca Dalrì. Francesco Donnici, Calabria, la centrale dei misteri, in lavialibera, n. 11 (2021), pp. 58-62
L’articolo indaga sulla centrale a biomasse del Mercure, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, che è da 40 anni al centro di controversie tra chi vuole rilanciarla e chi ne chiede l’immediata chiusura. Sulla sua attività gravano infatti molti punti oscuri: dagli interessi criminali per il settore, alle accuse di scarsa trasparenza nel monitoraggio dell’inquinamento ambientale, fino ai possibili nessi con gli incendi dolosi nei boschi calabresi.

A cura dell’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente, Ecomafia 2021. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, Ambiente, Milano, 2021, 300 p.
Nemmeno la pandemia da COVID-19 è bastata a rallentare le operazioni degli ecocriminali. Dalla gestione illecita dei rifiuti al cemento illegale dal racket degli animali all’aggressione al patrimonio culturale fino all’agromafia: sono tanti come sempre i settori in cui si arricchiscono ecomafiosi corrotti e imprenditori senza scrupoli. Nel nostro paese le attività ecomafiose impongono un costo ulteriore e pesantissimo a territori e comunità già flagellati dagli eventi meteo estremi provocati dai cambiamenti climatici. Anche se le ecomafie continuano a fare affari, in questa edizione del rapporto Ecomafia non mancano però i risultati straordinari di tante inchieste della magistratura e le storie di resistenza con i cittadini i circoli e gli avvocati dei Centri di azione giuridica di Legambiente che si organizzano a difesa dell’ambiente e della legalità.
Collocazione Biblioteca: 15R18

Andrea Giambartolomei ; grafica di Davide Romanelli, Un broker per tutte le organizzazioni, in lavialibera, n. 9 (2021), pp. 49-52
Quattro indagini sulle petrolmafie, condotte dal procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho, hanno portato alla luce una rete di organizzazioni attive nel commercio degli idrocarburi, svelando intrecci tra imprenditori, professionisti, prestanome e mafie. Al centro della rete non si trova un boss mafioso, ma un colletto bianco, parente di camorristi.

Rocco Bellantone, Aspromonte ferito, in La nuova ecologia, a. 43, n. 9 (ott. 2021), pp. 34-40
L’autore affronta il tema degli incendi in Aspromonte, eccezionalmente devastanti tra luglio e agosto 2021, analizza punti di forza e debolezza degli interventi preventivi messi in atto dalle autorità centrali e individua responsabilità e comportamenti virtuosi di chi abita quel territorio.

59187Mauro Bossi, Il gran Rifiuto. Reati ambientali, discariche e roghi in Italia, in Aggiornamenti Sociali, a. 72, n. 3 (mar. 2021), pp. 199-203
I reati ambientali accertati in Italia sono in costante aumento. In particolare, le attività illecite legate al ciclo dei rifiuti rappresentano una minaccia per l’ambiente e la salute. Gli eco-reati investono tutta la filiera della gestione dei rifiuti: smaltimento abusivo, trattamento improprio, riciclaggio in nero ed esportazione. Lo smaltimento illegale causa l’inquinamento di numerose aree che attendono di essere bonificate. Sullo stesso argomento si segnala: “Il cantiere Bagnoli” di Vincenzo Pugliese, p. 204-207 della presente rivista.

Antonio Pergolizzi, Rifiuti, falle del sistema ed ecocriminali, in lavialibera, n. 5 (set. – ott. 2020), pp. 60-63
L’autore, esperto di temi ambientali e curatore del rapporto Ecomafia di Legambiente, fa il punto sulla “ecocriminalità”, a partire da un’operazione condotta in Toscana contro il traffico illecito di rifiuti speciali. Emerge dall’inchiesta il ruolo egemone in alcuni contesti delle mafie, integrate nel sistema economico locale, pronte a gestire, in proprio o con prestanomi, ditte di gestione dei rifiuti anche per riciclare denaro sporco. Si inseriscono con facilità in un sistema burocratico complesso e spesso inefficiente: la risposta quindi è la buona governance nel ciclo dei rifiuti.

Alessandra Dino … [et al.], Cosa cova. Mafia siciliana, in lavialibera, n. 1 (gen.- feb. 2020), pp. 21-48
Il dossier intende comprendere e descrivere l’attuale configurazione di Cosa nostra, tenendo conto delle sue dimensioni identitarie, radicate su fatti, eventi e intersezioni assolutamente unici. Gli argomenti trattati variano dalle stragi degli anni Novanta alla situazione odierna, di confusione e incertezza, alla mafia “borghese” di Trapani legata al mondo dell’imprenditoria locale, all’infiltrazione dell’antimafia trasformata in sistema di potere, alla stidda di Ragusa e Caltanissetta, alla gestione illegale del ciclo dei rifiuti, alla corruzione dilagante, alla autorappresentazione della mafia dalla musica dei neomelodici all’uso dei social.

Eurispes, Agromafie. 6° Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia, Minerva, Argelato (Bo), 2019, 382 p.
Il 6° Rapporto Agromafie, elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare, stima il volume d’affari complessivo annuale delle agromafie a 24,5 miliardi di euro, con un balzo del 12,4% nell’ultimo anno e con una crescita che sembra non risentire della stagnazione dell’economia italiana e internazionale, immune alle tensioni sul commercio mondiale e alle barriere alla circolazione delle merci e dei capitali. La rete criminale si incrocia perfettamente con la filiera del cibo, dalla sua produzione al trasporto, dalla distribuzione alla vendita, con tutte le caratteristiche necessarie per attirare l’interesse di organizzazioni che via via abbandonano l’abito “militare” per vestire il “doppiopetto” e il “colletto bianco”, riuscendo così a scoprire e meglio gestire i vantaggi della globalizzazione, delle nuove tecnologie, dell’economia e della finanza tanto che ormai si può parlare ragionevolmente di mafia 3.0

Eva Rigonat, Veterinaria e mafie. Raccolta di storie autobiografiche attorno alla resilienza di una professione, Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, Anghiari (AR), 2019, 107 p.
“Veterinaria e mafie” è un libro fra inchiesta e letteratura che racconta a ragazzi e adulti la professione veterinaria, posta a tutela della sicurezza alimentare e della salute dell’uomo. Il volume è frutto di un progetto condotto dall’autrice, assieme ad alcuni colleghi veterinari, per raccontare storie che per qualcuno si trasformano in isolamento, paura, minacce, tradimenti per l’essere costretti a combattere contro chi non si fa scrupolo di cancellare i diritti delle persone. Il progetto è nato all’interno della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (LUAA) ed è patrocinato anche dal Gruppo Abele, nell’ambito delle iniziative “Storie senza dimora” e “Illuminiamo la salute”.
Collocazione Biblioteca: P0083

0001-1Lorenzo Natali, Roberto Cornelli, Cambiamento climatico e green criminology, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 48, n. 2 (2019) – on line, pp. 156 – 165
L’articolo propone una lettura socio-criminologica del cambiamento climatico. In una prima parte, questo fenomeno viene interpretato all’interno del campo della green criminology, una prospettiva criminologica che studia i crimini e i danni ambientali, assieme alle varie forme di (in)giustizia riguardanti la relazione tra l’uomo e l’ecosistema. Nella seconda parte del lavoro, viene evidenziata la rilevanza delle prospettive culturali e la nozione di “state-corporate crime”; vengono inoltre discusse alcune questioni epistemologiche che ruotano attorno all’idea di “general accident”. Infine, viene esplorata l’ambivalenza della relazione complessa che intercorre tra uomo e natura, al fine di promuovere nuove forme di responsabilità capaci di tener conto delle conseguenze dannose – presenti e future – del cambiamento climatico e dei fenomeni a esso connessi.

Lorenzo Natali, Per una green criminology. La costruzione sociale e politica del danno ambientale, in Rassegna Italiana di Sociologia, a. 60, n. 2 (apr.-giu. 2019), pp. 331-355
Di fronte ai problemi ambientali della contemporaneità sono necessarie nuove categorie di pensiero, per cui nell’articolo vengono introdotte alcune cornici teoriche per avvicinare i crimini e i danni ambientali secondo la prospettiva, ancora poco nota in Italia, della green criminology. Dopo una spiegazione politico-economica della disorganizzazione ecologica che considera in modo diretto il ruolo giocato dagli interessi economici nella produzione della crisi ambientale, l’attenzione si sposta sui processi di nominazione nella distruzione ecologica, per giungere infine alle possibili sinergie tra green criminology e cultural criminology.

Nuove forme dell’abitare, azioni di comunità, territorio e periferie

A cura di LUMI in partnership con Echohitec e Key Energy, Smart & Sustainable City. Guida 2022. Soluzioni di green e digital transition e casi di successo nella Pubblica Amministrazione, Tecno, Guanzate (CO), 2021, 60 p.
La  smart city  è un modello di città in cui si sono modificati i rapporti tra i vari soggetti (come cittadini e istituzioni) e soprattutto le dimensioni sociale, economica e ambientale con l’uso delle nuove tecnologie. La complessità di tecnologie digitali richiede conoscenza e l’utilizzo di un linguaggio comune per la raccolta e l’analisi dei dati. Le parole d’ordine sono quindi know how e interoperabilità. Oggi non si parla più soltanto di smart city, ma di nuovi modelli di città sostenibile e digitale nei quali gli enti pubblici sono impegnati verso il raggiungimento di precisi obiettivi di sostenibilità, ottimizzazione, efficienza, digitalizzazione. Gli approcci sono diversi, ma hanno in comune tre principali obiettivi: 1 – l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale; 2 – la digitalizzazione; 3 – il benessere, la salute e la sicurezza dei cittadini. In questa guida sono stati selezionati e illustrati alcuni casi guida di Pubbliche Amministrazioni e loro partner tecnologici che, attraverso politiche green e investimenti orientati allo sviluppo sostenibile e alla digital transformation, hanno raggiunto precisi obiettivi di efficienza energetica, basso impatto ambientale, utilizzo di fonti rinnovabili, utilizzo di dati per l’utilità e l’inclusione sociale, sistemi di monitoraggio ambientale. Sul sito di Lumi si trovano anche due articoli di Laura Baronchielli su questo tema: IoT al servizio della Smart City: l’esempio di Torino e Smart Cities in Europa: 6 esempi a cui ispirarsi
Collocazione Biblioteca: P0090

cover-251Adrian Lobb … [et al.], Il mondo secondo Greta, in Scarp de’ tenis : il mensile della strada, a. 26, n. 251 (giu. 2021), pp. 22-31
Il dossier contiene un’intervista a Greta Thunberg, fondatrice del movimento Fridays for Future, che esorta a mettere in atto interventi urgenti per la salvaguardia del Pianeta e sottolinea come la crisi climatica consista anche in una crisi sociale che colpisce per lo più persone già vulnerabili. Riprende lo stesso concetto Monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti e promotore con Carlo Petrini di Slow Food delle Comunità Laudato si, nome mutuato dall’enciclica di Papa Francesco sui temi ambientali. Nell’ultima parte del dossier vengono raccontate le esperienze del movimento Fridays for Future italiano e della comunità Pachamama.

A cura di Mauro Bossi, Giovanni Teneggi, Cooperative di comunità: lavorare insieme per rigenerare territori, in Aggiornamenti Sociali, a. 72, n. 1 (gen. 2021), pp. 41-46
Nelle aree interne e periferiche, spesso trascurate dalle politiche di sviluppo, è nata l’esperienza innovativa delle cooperative di comunità: imprese, create dalle persone del posto o da chi ha scelto di vivervi in modo stabile, che investono su attività e servizi locali, coinvolgendo la popolazione e rinforzando i legami comunitari. L’autore insieme a Giovanni Teneggi, direttore generale di Confcooperative Reggio Emilia, presenta questo fenomeno, per comprendere come può cambiare il volto dei territori e dare un futuro alle aree marginali.

Autori Rosanna Taberna, Progetti antispreco di recupero delle eccedenza alimentari in valle di Susa, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 50, n. 3 (estate 2020), pp. 8-11
Descrizione Le esperienze descritte nell’articolo sono riconducibili alle indicazioni normative contenute nelle leggi 155/2003 e 166/2016 sulla donazione e distribuzione dei prodotti alimentari. Si tratta di progetti che si ispirano a principi di economia circolare e di welfare generativo attraverso azioni di comunità, tenendo conto delle specificità dei territori. In particolare, vengono presi in esame quattro progetti: 1) Salviamo il cibo, attivo a Susa; 2) Aggiungi un posto a tavola, attivo a Sant’Antonino di Susa; 3) Il cibo non si spreca, attivo ad Avigliana; 4) Resto…mangia, anch’esso attivo ad Avigliana.

A cura di Stefano Arduini … [et al.], Casa possibile. Book story, in Vita, a. 27, n. 2 (feb. 2020), pp. 23-67
La monografia, dedicata al problema dell’abitare nell’epoca contemporanea, è suddivisa in tre capitoli: 1) Housing: cambiamo strada. Da anni il nostro Paese non ha una politica sulla casa e il risultato è che l’abitazione nelle aree più dinamiche e produttive del paese è diventata un lusso anche per il ceto medio. C’è un forte rischio di gentrificazione e dell’”effetto Londra”. 2) L’housing collaborativo. Esistono però delle alternative: l’imprenditoria sociale, l’housing sociale, il vicinato solidale, i villaggi sostenibili, il co-housing giovanile e varie altre soluzioni abitative per anziani e disabili. 3) Le nuove parole dell’housing. Da movimento green all’urbanizzazione sempre più spinta, passando per la trasformazione digitale e l’allungamento della vita, le direttrici del cambiamento contemporaneo stanno modificando le nostre città e le nostre abitazioni. Una rivoluzione che necessita di rinnovare il vocabolario. In questo capitolo si parla infatti di: habitat, ecologia, convivenza, filiera, legami e iperluoghi.

imagesIgnazio Vinci, Progettare lo sviluppo sostenibile nelle città. Temi, metodi e strumenti, Carocci, Roma, 2020, 179 p.
Nonostante siano i luoghi più sensibili alle crisi economiche, sociali e ambientali, le città rimangono il fulcro del modello di sviluppo occidentale. In esse continuano a concentrarsi investimenti privati e attenzioni da parte delle politiche pubbliche, anche perchè si è consapevoli che nelle città andranno affrontate le principali sfide del prossimo futuro: la lotta alle diseguaglianze, le transizioni tecnologiche e produttive, il contrasto al cambiamento climatico. Il testo esplora il tema della progettazione dello sviluppo nelle città, riconoscendo il carattere plurale delle risorse e dei soggetti di cui le politiche pubbliche possono avvalersi per risolvere i conflitti in ambito urbano.
Collocazione Biblioteca: 18901

Franca Beccaria, Tamás Kállay, Impacts of urban green spaces on social and individual wellbeing. Thematic report No. 2, Unione Europea, Bruxelles, 2019
Gli spazi verdi urbani hanno un impatto rilevante sul benessere dei residenti in termini di durata e qualità della vita. Avere accesso ad ambienti naturali migliora il benessere individuale e della comunità. Gli autori riassumono i principali fattori che mettono in relazione gli spazi verdi urbani con le interazioni sociali e di conseguenza con la dimensione sociale della salute.

A cura di Maria Caterina Federici e Uliano Conti, I luoghi del possibile. Sociologia dell’abitare e del co-housing,  Carocci, Roma, 2019, 149 p.
Esito di una ricerca sul fenomeno del co-housing e sulla condivisione di spazi, beni e servizi, il libro tratta i temi delle convivenza e della riscoperta della comunità, analizzando, da una prospettiva sociologica, le caratteristiche delle città contemporanee, le trasformazioni abitative ed edilizie, la complessità del fenomeno migratorio. Gli spazi urbani sono esaminati in relazione ai mutamenti sociali e se, da una parte, alcune città italiane si distinguono per creatività e capacità d’innovazione, dall’altra molti contesti urbani sono caratterizzati da criticità sociali e degrado. In tale prospettiva, il libro considera le risposte possibili grazie alla valorizzazione del patrimonio costruito e delle culture locali.
Collocazione Biblioteca: 18616

E-book FrancoAngeliGiulia Mura, Nunzia Borrelli, Limiti e potenzialità delle azioni a contrasto dello spreco alimentare. Uno studio nei mercati rionali del Comune di Milano, in Sociologia urbana e rurale, a. 41, n. 120 (2019), pp. 149-166
L’articolo si unisce al dibattito sullo spreco alimentare, per promuovere una riflessione sull’efficacia della politica attuale e su possibili azioni future. In particolare, l’analisi si concentra sulle azioni promosse dall’amministrazione locale di Milano, particolarmente attive su questi temi, e sul loro impatto sulle percezioni e sui comportamenti dei pertinenti gruppi di cittadini. I dati confermano la tendenza a sottostimare l’impatto degli sprechi alimentari e evidenziano l’importante ruolo che le istituzioni possono svolgere nel correggere la percezione del potenziale delle pratiche di riduzione degli sprechi alimentari.

Ennio Ripamonti, Davide Boniforti, Elaborare scenari e concertare azioni congiunte, Tecniche di collaborazione / 7: Community Visioning, in Animazione Sociale, n. 7/330 (2019), pp. 41-52
L’azione collettiva non può che nascere da una ricerca partecipata sui significati da attribuire ai problemi che pesano sulla vita dei singoli e dei gruppi. Questo non solo per comprendere cosa è in gioco, ma soprattutto per aprirsi a visioni inedite a cui aderire per alimentare le azioni collettive. Nel presente articolo gli autori descrivono il metodo di Community Visioning, organizzato in tre differenti fasi: una prima di carattere propedeutico (Assess), una seconda di tipo elaborativo (Vision), una terza orientata alla pianificazione (Road map).

Emanuele Leporelli, Giovanni Santi, Michele Di Sivo, Dalla clinica del territorio al flourishing del territorio: psicologia della sostenibilità e dello sviluppo sostenibile per nuove prospettive nel design urbano, in Counseling, n.1 (gen. 2019) – on line, pp. 1-4
Il tema dello sviluppo sostenibile dell’ambiente antropizzato interessa gli attuali interventi di trasformazione del territorio soprattutto con i massicci fenomeni di urbanizzazione diffusa che originano, troppo spesso, aree marginali e di degrado. La sensibilità progettuale deve perciò generare un ragionamento organico complessivo che tenga conto del rispetto dell’ambiente naturale, del territorio e del costruito in funzione dell’essere umano, in termini di rispondenza di cicli produttivi virtuosi, con l’ottimizzazione delle risorse, e soprattutto in modo nuovo nei confronti del benessere dell’essere umano. Un benessere nell’accezione propria e profonda, che arricchisce la visione della sostenibilità mettendola a sistema con lo sviluppo, il progresso e il rispetto dell’ambiente in funzione della salute umana e dell’ambiente. Gli autori sono docenti di architettura. Disponibile in Pdf.

9788868439774_0_221_0_75A cura di Camilla Perrone e Giancarlo Paba, Confini, movimenti, luoghi. Politiche e progetti per città e territori in transizione, Donzelli, Roma, 2019, 299 p.
Gli insediamenti urbani e territoriali stanno attraversando un periodo turbolento di cambiamenti materiali e immateriali, morfologici e sociali, tutti segnati da una progressiva erosione dei confini fra urbano e suburbano, tra centro e periferia, tra città e campagna, nonché da una crescente differenziazione (culturale, sociale, funzionale, simbolica) del territorio ex-periferico che ha portato alla diffusione di stili di vita urbana a scala territoriale. Esistono ancora le città, secondo le modalità in cui siamo abituati tradizionalmente a definirle? Quale forma e quale metabolismo assumono i processi di urbanizzazione a scala regionale e planetaria? In che modo i cambiamenti climatici -e le ribellioni della terra- agiscono sull’immenso lavoro di costruzione dei luoghi dell’abitare? Come continuare a garantire alle popolazioni il diritto alla città, al movimento, alla coesione sociale, alla giustizia spaziale? Come estendere questi diritti a tutti gli esseri viventi, anche oltre il perimetro delle esistenze umane? Come operare una ricostruzione decente dei luoghi di vita, in un processo di transizione che sta trasformando in profondità i sistemi insediativi? Il libro raccoglie i contributi della XXI Conferenza nazionale della Società italiana degli urbanisti.

“Generazione Greta”, la partecipazione dei giovani

Unicef, Future We Want (The). Essere adolescenti ai tempi del COVID-19. Idee e proposte per un futuro migliore. Rapporto Novembre 2020, Unicef, Roma, 2020, 107 p.
I giovani ripensano il futuro post COVID-19 e mettono per iscritto le loro raccomandazioni nel Manifesto “The Future We Want”, qui proposto. L’UNICEF Italia e l’Ufficio dell’UNICEF per l’Europa e l’Asia centrale (ECA), in collaborazione con diversi partner nazionali e locali, hanno chiesto a una ventina di giovani provenienti da diverse regioni del paese e rappresentanti di diverse realtà, di delineare attraverso un processo partecipativo un sondaggio online che nel mese di giugno è stato rivolto ai loro coetanei. Il sondaggio aveva come focus la soddisfazione per la propria vita, le relazioni interpersonali, il benessere economico, la sfera della scuola e del lavoro, l’ambiente e la salute. All’indagine hanno risposto oltre 2.000 giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Nel Rapporto sono riportati e commentati i risultati dell’indagine.

Xavier De Bénazé, Per un risveglio ecologico. Un “Eco-luogo” dei giovani universitari francesi, in Aggiornamenti Sociali, A. 71, n. 4 (apr. 2020), pp. 322-331
Nella campagna francese è sorto il Campus de la transition, un “eco-luogo” dove studenti universitari e giovani lavoratori sperimentano uno stile di vita sostenibile e si formano per affrontare le responsabilità professionali secondo lo stile dell’ecologia integrale.

imagesIstituto Giuseppe Toniolo, La condizione giovanile in Italia. Rapporto Giovani 2020,  Il Mulino, Bologna, 2020, 238 p.
Nell’anno della pandemia e alle soglie del terzo decennio del XXI secolo, Il Rapporto Giovani 2020 presenta un bilancio sulla condizione giovanile e sulle dinamiche dell’ultimo decennio, con particolare attenzione alle diseguaglianze che si intrecciano con la questione generazionale, ma approfondisce anche alcuni aspetti cruciali delle prospettive dei giovani, sul versante del lavoro, dell’impatto dell’innovazione tecnologica, dei temi ambientali, della partecipazione sociale e politica, dei consumi culturali.
Collocazione Biblioteca: 82R20

Maria Piacente … [et al.], I movimenti giovanili e implicazioni pedagogiche, in Pedagogika.it, a. 24, n.1 (gen. – mar. 2020), pp. 5-60
È di grande attualità il tema dei nuovi movimenti giovanili ed in particolare hanno avuto grande risonanza i cortei ecologisti promossi da Greta Thunberg che hanno coinvolto e smosso le coscienze dei giovani in tutto il mondo riguardo ai temi ecologisti. Recentemente sono sorti anche altri movimenti con forte presenza giovanile, come ad esempio in Italia quello delle Sardine. Questo fenomeno sembra contraddire lo stereotipo di giovani e adolescenti rassegnati, disinteressati e “sdraiati” e costituisce per gli adulti uno spunto di riflessione pedagogica Nella prima parte del dossier troviamo cinque articoli di riflessione pedagogica sull’argomento, firmati da Giancarla Codrignani, Raffaele Mantegazza, Elena Marescotti e Franco Blezza. Nella seconda sono esposte le interviste effettuate agli studenti di tre istituti secondari superiori del Nord italia sul movimento ecologista. Chiude il dossier l’intervista a Ermes Maiolica (pseudonimo di un creatore di bufale virali), sulle “fake news” come movimento sommerso di protesta. Nel medesimo numero della rivista si trova anche l’articolo “Un villaggio per educare” (pp.98-100), a cura di Alessia Todeschini, nel quale Raffaele Crescenzo risponde a una mamma preoccupata per l’interesse per la politica della figlia adolescente.

Pietro Greco, I giovani in cattedra gli adulti dietro la lavagna, in Rocca, A.78, n. 20 (ott. 2019), pp. 29-31
L’articolo ripercorre in breve la storia del movimento di giovani schierati contro il global warming, capitanati da Greta Thunberg e riporta i dati sull’aumento di emissioni antropiche di gas serra con le “timide” risposte da parte degli Stati maggiormente responsabili (Stati Uniti, Cina Unione Europea, India, Russia e Brasile). A completamento dell’argomento, nella rivista sono da segnalare i seguenti due articoli: “La rivolta degli studenti” di Fiorella Farinelli e “Chi protesta e chi mugugna” di Ritanna Armeni. Si veda anche l’0articolo di Pietro Greco, Un movimento planetario, in Rocca, A. 78, n. 7 (apr. 2019), pp. 24-26

Anna Spena … [et al.], Fattore Greta, in Vita, n. 10 (ott. 2019), pp. 23-63
La monografia esplora il movimento innescato dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg, per contrastare il cambiamento climatico. I vari contributi sono suddivisi in tre capitoli. Il primo, dal titolo “Non chiamateli ambientalisti”, è un’inchiesta sui ragazzi che manifestano in Italia, molti organizzati in associazioni come Fridays for Future o le comunità Laudato sì; il secondo, “Rotta verso le green city”, propone le riflessioni di alcuni urbanisti riguardo alla trasformazione dei centri urbani in città ecosostenibili; inoltre, in un’intervista, il ministro dell’ambiente Sergio Costa sostiene che le tematiche ambientali possano costituire una grande occasione per l’Italia per acquisire una leadership globale; infine, il terzo capitolo, dal titolo “Il business della sostenibilità”, mostra come le aziende siano ormai coinvolte nella sostenibilità, non solo ambientale, e come questa possa essere un fattore competitivo.

9788804717188_0_221_0_75Greta Thunberg … [et al.], La nostra casa è in fiamme. La nostra battaglia contro il cambiamento climatico,  Gedi, Roma, 2019, 233 p.
Il libro, scritto dalla protagonista insieme alla sua famiglia, racconta la storia della giovane attivista per il clima Greta Thunberg, che ha convinto i propri familiari a cambiare vita, adottando comportamenti più rispettosi per l’ambiente e cerca ora di convincere il mondo intero.
Collocazione Biblioteca: 18699

A cura di Elvira Cicognani, Forme e significati della cittadinanza attiva dei giovani, in Psicologia di Comunità, n. 1 (2019), pp. 7-110
La monografia è centrata sul tema della partecipazione e della cittadinanza attiva tra i giovani. I contributi riguardano l’evoluzione delle forme e degli stili della partecipazione, i fattori che la favoriscono o la ostacolano, gli effetti, le strategie e i metodi per promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva. Gli articoli raccolti sono i seguenti: 1) “Risvolti delle esperienze di volontariato continuativo ed episodico nei giovani italiani” di Anna Maria Meneghini, Sandro Stanzani; 2) “L’impegno per lo sviluppo sostenibile come forma di cittadinanza attiva. Uno studio esplorativo sui giovani italiani” di Carlo Pistoni et al.; 3) “Tolerance toward migrants among Italian adolescents and young adults: the role of civic and political participation” di Iana Tzankova et al.; 4) “Promoting European active citizenship: a participatory intervention towards the politicisation of youth social concerns” di Joana Cruz et al. 5) “Quality of participation in service-learning projects” di Antonella Guarino et al.

Ambiente e pandemia

Giuseppe De Marzo, Radical choc. Diritto alla salute, collasso climatico e biodiversità, Castelvecchi, Roma, 2020, 75 p.
Nonostante le barriere innalzate in ogni parte del mondo negli ultimi anni, il virus che ha causato l’epidemia di Covid-19 ha oltrepassato confini e muri con gran velocità. Si è parlato di «nemico invisibile», di «guerra», nascondendo, secondo l’autore, l’origine del problema e le responsabilità che ne derivano. Infatti, da molti anni si parla della minaccia di nuovi virus, conseguenze dirette del collasso climatico e della perdita di biodiversità. L’autore riflette sulle incapacità delle vecchie basi scientifiche e filosofiche, su cui poggia la modernità, di affrontare le grandi sfide di questo tempo: l’insostenibilità sociale, ambientale ed ecologica del liberismo.
Collocazione Biblioteca: 19044

61px6YTeK5LOECD European Union, Health at a Glance: Europe 2020. State of health in the EU cycle, Paris, OECD European Union, 2020, 237 p.
Il rapporto Health at a Glance, elaborato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in cooperazione con la Commissione Europea sulla salute, fornisce un’analisi dello stato di salute dei cittadini europei e delle prestazioni dei sistemi sanitari. I primi due capitoli tematici dell’edizione 2020 si concentrano sull’impatto del COVID-19. Il capitolo 1 fornisce una valutazione iniziale della resilienza dei sistemi sanitari europei e della loro capacità di contenere e rispondere alla peggiore pandemia dal secolo scorso. Il capitolo 2 esamina l’enorme attacco alla salute e al benessere dell’inquinamento atmosferico come un altro importante problema di salute pubblica nei paesi europei e sottolinea la necessità di sforzi continui per ridurre l’inquinamento, per mitigarne l’impatto sulla salute e sulla mortalità. Gli altri cinque capitoli forniscono una panoramica degli indicatori chiave dei sistemi sanitari in 35 paesi europei, tra Paesi membri e nei Paesi partner dell’OCSE. Di particolare interesse il capitolo sui fattori di rischio per la salute: consumo di tabacco, alcol e droghe illegali.

Telmo Pievani … [et al.], Pronti per la rievoluzione? Umanità e natura, in lavialibera, n. 4 (lug. – ago. 2020), pp. 22-50
Il dossier è preceduto da un articolo di Giuseppe Di Marzo, coordinatore nazionale Rete Numeri Pari, “Noi siamo la Terra: impattare meno non basta” (p. 14). Il dossier si apre con un intervento di Telmo Pievani, autore di “La Terra dopo di noi”, sull’impatto dell’azione umana sulla Terra; segue un’intervista all’epidemiologo Paolo Vineis, che mette in relazione i cambiamenti climatici con il diffondersi delle epidemie. Seguono articoli sul diritto della Natura,
sul”femminismo che salverà il pianeta”, sulle riserve di acqua, sul rischio desertificazione, oggi presente anche per il 10% del territorio italiano, sull’impatto sull’ambiente delle prossime Olimpiadi di Cortina, su Venezia rimasta senza turisti dopo il lockdown.

Giannino Piana, Il virus e l’impatto ambientale, in Rocca, a.79, n.12 (giu. 2020), pp.  34-36
Descrizione La pandemia da Covid-19 ha colpito un mondo già in dissesto, dove gli equilibri degli ecosistemi sono già molto precari, ha reso inoltre evidenti le conseguenze negative provocate dalla devastazione dell’ambiente e la valenza potenzialmente dannosa del progresso, soprattutto quando guidato in maniera sconsiderata dagli interessi economici. Corre dunque l’obbligo di “disegnare in modo creativo nuovi scenari di futuro”, un futuro in cui ci si impegna a rispettare la biodiversità, a conciliare coscienza ambientale e giustizia sociale e ad abbandonare stili di vita consumistici e non sostenibili.

Pierluigi Sullo, Covid-19, non torniamo alla normalità. La normalità è il problema, in Il Manifesto, (apr. 2020) – on line, pp. 1-15
Descrizione Il nostro attuale stile di vita rischia di scatenare devastazioni drammatiche, come quelle che stiamo vivendo in questo periodo. La normalità a cui siamo stati abituati è il problema, il sistema capitalista ha portato allo sfruttamento sfrenato della terra e della vita animale, alla distruzione di ecosistemi, alla diffusione di nuove zoonosi. È necessaria, dunque, una profonda riforma della società e del sistema in cui viviamo. Traduzione da: Ángel Luis Lara, Causalidad de la pandemia, cualidad de la catástrofe. L’articolo è disponibile in PDF.

dopoMarco Aime … [et al.], Dopo il virus. Cambiare davvero, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2020, 150 p.
Il libro raccoglie il contributo di diversi autori che cercano, ognuno sui suoi temi di studio e con le sue competenze, di riflettere sul cambiamento imposto alla nostra società dal drammatico impatto con l’epidemia di Covid-19 e dalle conseguenti restrizioni alla nostra vita personale e sociale.
Collocazione Biblioteca: P0048

Vernon J. Lee … [et al.], Epidemic preparedness in urban settings: new challenges and opportunities, in The Lancet, n.5 (mar. 2020) – on line, pp. 527-529
Negli ultimi decenni sono comparse molte malattie infettive di crescente portata e intensità quali: il virus di Ebola, la SARS, l’influenza aviaria, la MERS e infine la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) apparsa recentemente. L’insorgenza di queste malattie ha provocato conseguenze socio-economiche di vasto raggio, fra cui la perdita di vite e l’interruzione dei viaggi e dei commerci. E’ stato ipotizzato che la rapida urbanizzazione che invade ambienti naturali e causa incontri più ravvicinati con la fauna selvatica, gli allevamenti intensivi e la scarsa igiene dei mercati alimentari, forniscano occasioni di contagi zoonotici. Per affrontare queste epidemie appare di particolare importanza assicurare una migliore preparazione nei grandi centri urbani che rischiano di diventare pericolosi veicoli di trasmissione verso il mondo. Tuttavia, gli ambienti urbani offrono anche nuove opportunità, quali assicurare l’impegno dei leader locali e rafforzare le reti della sanità pubblica per prevenire, individuare e rispondere precocemente alle minacce della malattia. Sfide e opportunità per la prevenzione delle epidemie nei grandi centri urbani sono riassunte in una tabella. L’articolo è disponibile in Pdf.

Alessandro Miani … [et al.], The Italian war-like measures to fight coronavirus spreading: the Re-open closed hospitals now, in EclinicalMedicine, (mar. 2020) – on line, pp. 1-2
Il Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) con altri medici, descrive in questo articolo la situazione in Italia nel mese di Marzo 2020 allo scoppio della pandemia da Covid 19. Evidenziano la necessità di una riflessione globale nell’attesa di un kit diagnostico e di vaccini o profilassi immunitaria contro il Covid-19: bisogna pensare in termini di salute “globale” e “planetaria”, secondo schemi capaci di integrare il benessere umano, con quello di animali e piante all’interno di un ambiente sano. Solo in questo modo saremo in grado di fronteggiare le nuove sfide dei cambiamenti climatici, la comparsa di nuove zoonosi virali che minacciano la salute umana, la resistenza agli antibiotici dovuta ad abusi negli allevamenti di animali, e molti altri grandi problemi che dovremo probabilmente affrontare nel prossimo futuro. In questa prospettiva, possiamo considerare l’emergenza del Covid-19 come un avvertimento che ci richiama a una maggiore responsabilità verso noi stessi, il nostro pianeta e tutte le forme di vita. Altre considerazioni sul sistema sanitario italiano e su come è stata affrontata la crisi sanitaria si trovano anche nell’articolo di Benedetta Armocida, … [et al.], “The Italian health systemand the COVID-19 challenge”, consultabile qu. L’articolo è disponibile in Pdf.

Sergio Gatti, Il cigno nero, il cigno verde e il cigno rosso, in Vita, a. 27, n. 2 (feb. 2020), pp. 19-20
Descrizione Con “cigno nero”, l’espressione coniata da Nassi nel 2007, vengono definiti in economia gli choc economico finanziari. La Banca dei regolamenti internazionali (Bis) ha introdotto l’espressione “cigno verde” per indicare i disastri naturali che avvengono per via dei cambiamenti climatici. L’autore usa il termine di “cigno rosso” per indicare la crisi determinata dal Covid-19. L’articolo paventa che ci siano in futuro ancora altri “cigni” di cui preoccuparsi perché capaci di influire in modo disastroso sullo scenario ambientale, geo-politico ed economico. Fondamentale è quindi investire in servizi, educazione e cooperazione e Milani tempo, prendersi cura della natura” (citando papa Francesco).

Luca Mercalli, Daniele Pepino. La Terra sfregiata. Conversazioni su vero e falso ambientalismo, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2020, 89 p.
Luca Mercalli, meteorologo, climatologo e divulgatore scientifico, è intervistato da Daniele Pepino, editorialista e militante noTav. Le domande riguardano l’intreccio tra pandemia di coronavirus e crisi ambientale, mutamenti climatici, negazionismi, falsi ambientalismi, grandi opere e consumi. Ne emerge che la nostra sopravvivenza sul pianeta richiede una svolta radicale e immediata nelle politiche e nei comportamenti, che segua i consigli della scienza.
Collocazione Biblioteca: 18668

Fabio Sbattella, Manuale di psicologia dell’emergenza, Nuova ed. aggiornata e ampliata, Franco Angeli, Milano, 2020, 283 p.
Guerre, alluvioni, terremoti, violenze e pandemie continuano a seminare nel mondo traumi, ansie e incertezze. È, invece, radicalmente cambiato il modo di pensare e affrontare le sfide poste dai contesti di crisi. La psicologia dell’emergenza è un insieme di pratiche e di saperi utili a comprendere e sostenere le menti individuali e collettive che fronteggiano eventi potenzialmente distruttivi, prima, durante e dopo il loro manifestarsi. Questo ramo della psicologia dell’emergenza ha avuto in questi ultimi anni uno sviluppo esponenziale ed è cresciuta la consapevolezza del ruolo che la mente ha nel prevedere, prevenire, gestire e riparare i danni causati dall’uomo, dalle tecnologie o dalla natura. È quindi cambiata profondamente la richiesta di psicologia in questo ambito: le competenze, le metodologie e le esperienze a cui fare riferimento. Questo volume, in questa nuova edizione aggiornata e ampliata rispetto a quella del 2009, si ripropone come un punto di riferimento in questo campo: dopo aver descritto gli strumenti concettuali utili per pensare l’azione e comprendere i complessi fenomeni psicologici che si intrecciano nei contesti d’emergenza, vengono presentati strumenti e metodologie efficaci per aiutare vittime e sopravvissuti e per proteggere la salute mentale di chi è chiamato a soccorrere. L’autore è docente di Psicologia dell’emergenza all’Università di Milano.
Collocazione Biblioteca: 19137