Aggiornata a giugno 2021 – a cura di Nadia Zito e Paola Moriondo

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità indicate. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in Biblioteca sul tema in oggetto. Per ulteriori approfondimenti, consultare il catalogo bibliografico; in biblioteca ed anche su catalogo esiste un’apposita sezione “mafie” con ampio assortimento di studi di settore. 

Se interessati si possono consultare anche le bibliografia sulla Povertà, sulla Scuola – Educazione alla salute e all’ambiente, sulle Mafie, sui Rifugiati

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Laudato Sì e la cura della casa comune

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Papa Francesco ; a cura di Ugo Mattei ; prefazione di Luigi Ciotti, La dittatura dell’economia, Torino, Libreria Editrice Vaticana ; Edizioni Gruppo Abele, 2020, 188 p.
I testi raccolti in questo volume sono stati scritti, e spesso pronunciati in incontri pubblici, da Papa Francesco tra il 2013 (suo primo anno di pontificato) e il 2017 e attingono alla dottrina sociale della Chiesa, affrontando le questioni e i drammi del nostro tempo: le ingiustizie sociali aggravate dalla globalizzazione, il dramma ecologico della Terra, la nostra casa comune, i problemi del lavoro, gli emarginati, i movimenti popolari che si impegnano per un cambiamento. Il curatore del volume, Ugo Mattei, docente di Diritto civile, teorico e attivista dei beni comuni, ha scelto i testi di Papa Francesco e ha accompagnato ognuno di questi con una nota di commento che li mette anche in relazione con altri studiosi degli argomenti affrontati.
Collocazione Biblioteca: 18680

Giacomo Costa, Paolo Foglizzo, Cinque anni con la Laudato si’, in Aggiornamenti Sociali, A. 71, n. 5 (mag. 2020). pp. 357-364
Nei cinque anni dalla sua pubblicazione, la Laudato si’ ha mostrato grande vitalità generativa, fornendoci strumenti di lettura dei fenomeni e ispirando processi di rinnovamento sociale ed ecclesiale. Queste esperienze mettono in luce la profondità della proposta dell’ecologia integrale, evidenziando anche aspetti rimasti inizialmente in secondo piano. L’articolo fa riferimento in particolare all” Esortazione Apostolica post-sinodale “Querida Amazonia”, al sinodo dei giovani del 2018 e al “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” del 2019

Autori Cinzia Canali, Denis Geron, Silvia Sguotti, Volontariato e sfide ambientali in Sardegna, in Studi Zancan, A. 9, n. 2 (mar. -apr. 2020) – on line, pp. 13-22
Le criticità ambientali sono al centro del dibattito nazionale e internazionale, ma occorre ancora focalizzare al meglio i problemi. Il Centro di Servizio per il Volontariato (CSV) Sardegna ha perciò recentemente promosso una ricerca, realizzata dalla Fondazione E. Zancan, per approfondire il punto di vista di giovani e volontari in merito alle principali criticità ma anche alle possibili soluzioni, idee, prospettive nuove per affrontare le sfide ambientali presenti e future. Il questionario somministrato alle persone coinvolte nello studio ha ripercorso le grandi questioni proposte nella «Laudato si’», con domande forti e drammatiche che scuotono le coscienze e le sollecitano verso pratiche di responsabilità collettiva. Nell’articolo si riporta una sintesi dei principali risultati della ricerca. L’articolo è disponibile in Pdf.

Fernando Chica Arellano, Il coraggio di ringraziare: sulle orme della Laudato si’, in Aggiornamenti Sociali, A. 71, n. 3 (mar. 2020), pp. 250-253
Si tratta di una riflessione dal titolo “Pane di vita, pane di giustizia” rivolta al mondo agricolo il 26 novembre 2019 in occasione della annuale Giornata del ringraziamento per i doni della terra organizzata dal Centro per la Pastorale sociale e del Lavoro della Diocesi di Mantova. A partire dall’enciclica “Laudato si”, l’autore, Osservatore della Santa Sede presso la Fao, l’IFAD e il PAM, contrappone a una cultura del consumo una cultura della cura. Proclama che ” i responsabili politici sono oggi urgentemente chiamati ad andare oltre agli interessi di parte, per ridare slancio al multilateralismo e ai programmi promossi dalle Organizzazioni internazionali, affinché le relazioni siano ispirate dalla solidarietà che deriva dal nostro saperci parte della stessa famiglia umana, rimuovendo quelle logiche di sopraffazione legate a una lettura della sovranità statale in termini assolutistici.”

Robert Czerny, Anna Rowlands, La cura della casa comune: una nuova opera di misericordia, in Aggiornamenti Sociali, A. 69, n. 2 (feb. 2018), pp. 163-167
Gli autori spiegano la tradizione delle opere di misericordia della Chiesa cattolica e i motivi dell’introduzione di una nuova opera di misericordia da parte di papa Francesco, la cura della casa comune.

Joshtrom Isaac Kureethadam, Educazione ecologica alla luce della Laudato si’, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott.-dic. 2019), pp. 657-665
L’autore, filosofo, teologo, è docente presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma e coordinatore del settore Ecologia e Creato nel Dicastero del Vaticano per lo Sviluppo Umano Integrale. Nell’editoriale, egli analizza alcuni passi dell’Enciclica “Laudato si” di Papa Francesco riferiti all’importanza dell’educazione ecologica per costruire un nuovo umanesimo integrale, una nuova alleanza tra l’umanità e il mondo naturale, che non può essere ridotta alle sole risposte urgenti ai problemi di degrado ambientale, ma deve essere una nuova visione della realtà.

cespiCERAS … [et al.], Ampliare l’agenda del lavoro dignitoso per affrontare l’attuale crisi globale. Una proposta, Roma, CeSPI, 2019, 6 p.
Il documento è stato elaborato a conclusione del seminario di ricerca “Il futuro del lavoro, il lavoro dopo la Laudato si’. Costruire prospettive comuni sul lavoro dopo la Laudato si’” svoltosi a Roma nel gennaio 2019. Viene proposto da una rete globale di ricerca e azione, che porta avanti il progetto “Il futuro del lavoro, il lavoro dopo la Laudato si’”, sotto il coordinamento della ICMC (Commissione Cattolica Internazionale per le Migrazioni). Il documento intende fornire proposte concrete per il futuro mondo del lavoro, proponendo alcuni passi da compiere affinché il lavoro possa essere dignitoso per tutti in ogni ambito dell’attività umana e possa diventare una forza di cambiamento delle nostre società, comunità e famiglie.

Papa Francesco, Lettera enciclica Laudato si’ del santo padre Francesco sulla cura della casa comune, Città del Vaticano, La Santa Sede, 2015, 225 p.
Seconda enciclica di Papa Francesco, si rivolge a credenti e non credenti e ha come argomento principale il rispetto dell’ambiente e la protezione del pianeta Terra, la nostra casa comune. Il titolo fa riferimento al Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi. L’enciclica si compone di una introduzione e sei capitoli. Nel primo capitolo, Papa Francesco parla dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici, del problema dell’acqua, dell’importanza della biodiversità, del deterioramento della qualità della vita e delle ingiustizie sociali legate alle questioni ambientali. Il secondo capitolo affronta le tematiche ambientali alla luce delle Scritture. Il terzo capitolo analizza le cause del problema e si suddivide in una sezione sulla tecnologia, una sulla globalizzazione e una sull’antropocentrismo. Gli ultimi tre capitoli sono propositivi e sottolineano l’importanza di un’ecologia integrale, che includa l’aspetto sociale e umano, e l’importanza di adottare nuove politiche a livello locale, nazionale e internazionale. L’enciclica si chiude con alcune riflessioni sulla necessità di riorientare la propria vita nell’interesse di un futuro comune.

Ecologia e tutela ambientale, decrescita, riflessioni globali e sfida ai cambiamenti climatici

Riccardo Mastini … [et al.], Ecologia e Politica, in gli asini, A. 11, n. 84 (feb. 2021), pp. 23-55
I contributi proposti si inseriscono all’interno del dibattito internazionale e nazionale sul tema “ecologia e politica” e affermano che il cambiamento sociale e ambientale non può verificarsi solo al livello dei comportamenti individuali. Dal basso può e deve venire la spinta al cambiamento, ma questo, secondo gli autori, avviene attraverso l’elaborazione teorica e la sperimentazione concreta di proposte e rivendicazioni politiche ed economiche. Gli interventi proposti sono i seguenti: “Le poste in gioco del Green New Deal” di Riccardo Mastini; “Il sindacato italiano, il grande assente” di Marino Ruzzenenti; “Il consumo sregolato di suolo in Veneto” di Chiara Mazzoleni; “Da Civitavecchia: uscire dai combustibili fossili”” di Giulio Agostini; “Da Colleferro: le bonifiche dei siti inquinati” di Roberto Rosso, Alberto Valleriani; “Da Vicenza: l’inquinamento da PFAS” di Edoardo Bortolotto; “Prima dell’alluvione: le responsabilità delle amministrazioni locali” di Elena Piffero; “Le colpe dell’ENI” di Amalia Rossi; “Contro l’individualismo civico” di Matteo Gaspari.

ASviS Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, L’Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Rapporto ASviS 2020, Roma, ASviS, 2020, 200 p.
Il Rapporto dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), giunto alla sua quinta edizione, valuta l’avanzamento del nostro Paese, dei suoi territori e dell’Unione europea verso i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU, sottoscritta dai governi di 193 Paesi il 25 settembre del 2015, e gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del nostro modello di sviluppo. Il Rapporto 2020, realizzato grazie agli esperti delle oltre 270 organizzazioni aderenti all’Alleanza, offre un’ampia panoramica della situazione dell’Italia rispetto alle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile e avanza proposte concrete per realizzare politiche in grado di migliorare il benessere delle persone, ridurre le disuguaglianze e aumentare la qualità dell’ambiente in cui viviamo. Sul sito sono disponibili anche i precedenti rapporti.

Davide Pettenella, È sufficiente piantare alberi? Piste per una riforestazione efficace, in Aggiornamenti Sociali, A. 71, n. 10 (ott. 2020), pp. 668-676
L’autore, docente di Tecnologie forestali e ambientali presso l’Università di Padova, dopo aver constatato la maggiore attenzione rivolta oggi alle aree forestali del pianeta, anche per la capacità degli alberi di sequestrare l’anidride carbonica dell’atmosfera, rivolge l’attenzione alla qualità degli interventi di rimboschimento realizzati, a livello internazionale e italiano, chiedendosi anche quali sono i fattori di una riforestazione efficace e quali interventi servono al territorio italiano.

Grammenos Mastrojeni, Effetti farfalla. 5 scelte di felicità per salvare il pianeta, Milano, Chiarelettere, 2021, 182 p.
L’autore, docente ed esperto nel campo del rapporto tra cambiamenti climatici e stabilità sociale, mostra come tutto ciò che avviene può essere innescato da noi stessi e avere una ricaduta in tutto il mondo. Le concatenazioni delle azioni che ognuno di noi compie quotidianamente, egli sostiene, possono avere gli stessi effetti di una manovra economica e fiscale, producendo sostenibilità e giustizia per tutti.
Collocazione Biblioteca: 18760

2_cover_magazine_smallFrancesco Remotti, Quanta realtà riusciamo a sopportare?, in La Via Libera, n. 2 (mar. – apr. 2020), pp.11-12
Descrizione Per secoli la fiducia nella scienza e nel progresso infinito ha guidato l’umanità, o meglio la civiltà occidentale, alla conquista del mondo, attraverso un forsennato sfruttamento delle risorse tanto della natura quanto della società umana. Solo di recente in certi settori della scienza ha cominciato a farsi strada un’altra visione della realtà, rendendosi consapevoli che gli effetti degli sconvolgimenti ambientali e climatici sono disastrosi per le specie viventi. Ma la politica, e la società nel suo complesso, tarda a cambiare mentalità e strada, questo perché la paura generata dall’impotenza ci fa rifugiare in ciò che abbiamo sempre fatto e continuiamo a fare.

Angelo Tartaglia, Clima. Lettera di un fisico alla politica, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2020, 92 p.
Angelo Tartaglia, già docente di Fisica presso il Politecnico di Torino, oggi è membro dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e studioso di impatto delle attività umane sull’ambiente. Sotto forma di lettera indirizzata alla politica, punta l’attenzione sull’emergenza ambientale, oggi in generale riconosciuta, e sulle contraddizioni riscontrate nelle narrazioni degli organi di informazione, nelle politiche istituzionali, nelle politiche aziendali, con l’intento di sciogliere dubbi e incertezze.
Collocazione Biblioteca: 18672

Tommaso Anfodillo, La lezione delle foreste democratiche, in La Via Libera, n. 2 (mar. – apr. 2020), pp. 59-60
Nella sezione Casa comune, l’autore, ecologo forestale dell’Università di Padova, racconta le foreste naturali, il processo di auto-diradamento per cui ogni classe dimensionale consuma la stessa quantità di risorse delle altre (cosa che rende le foreste ‘democratiche’), la vera funzione di assorbimento di Co2 presente nell’atmosfera, dimostrando quindi che tocca agli uomini ridurre le emissioni. A questo proposito cita la strategia Marc: Monitor, Avoid, Riduce, Compensate. Solo l’ultimo punto può essere svolto dalle foreste.

Alessandro Simionato, Il Green Deal europeo, in Aggiornamenti Sociali, A. 71, n. 4 (apr. 2020), pp. 340-341
L’articolo presenta Il Green Deal europeo, pubblicato l’11 dicembre 2019 dalla nuova Commissione europea, presieduta da Ursula von der Leyen (Coll. Bibl: W1316). Il documento sviluppa le proprie proposte operative a partire dai dati allarmanti relativi al clima e all’ambiente lanciati da una pluralità di studi, tra i quali il documento dell’Agenzia europea dell’ambiente titolato “L’ambiente in Europa: stato e prospettive nel 2020. Relazione di sintesi” (Coll. Bibl.: W1217).

Grammenos Mastrojeni, Antonello Pasini, Effetto serra, effetto guerra, Milano, Chiarelettere, 2020, 180 p.
Un diplomatico esperto di cooperazione allo sviluppo e un climatologo esperto di fisica dell’atmosfera affrontano una delle questioni più complesse e ricche di sfaccettature, ossia il legame fra i cambiamenti climatici globali e le crisi ambientali e geopolitiche che stanno avvenendo o potrebbero accadere nel pianeta. La prima parte del libro spiega sinteticamente e in maniera divulgativa la scienza del clima: le molecole di CO2, i driver climatici, gli impatti sulle produzioni agricole, sui più poveri, sugli oceani, con collegamenti agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, all’enciclica Laudato Si’ o ai lavori nell’ambito della Convenzione ONU sul Clima. La seconda parte del libro si pone la domanda più difficile, che è capire come, dove e quando il riscaldamento globale maggiormente influirà sulle guerre e sarà un fattore di instabilità. Gli autori non si pongono l’obiettivo di definire scadenze precise, ma di indicare cosa potrebbe accadere nelle diverse aree del pianeta, per diversi livelli di gravità degli scenari di aumento delle temperature globali. La panoramica è ampia quanto preoccupante, riguarda tutte le regioni del mondo, dai Poli alle Maldive, dal Kirghizistan al Sahel; la fragilità delle terre e delle popolazioni è raccontata con tanti esempi del presente, mostrando la connessione con le dinamiche climatiche locali e globali. Le analisi del diplomatico Mastrojeni sono unite alle informazioni del climatologo Pasini, con molte note di rimando ad articoli scientifici.
Collocazione Biblioteca: 18758

downloadAutori Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, Rapporto Ambiente – SNPA. Edizione 2019, Roma, SNPA, 2020, 195 p.
Il Rapporto Ambiente – SNPA nasce nell’ambito del SNPA per un’ampia ed efficace divulgazione dei dati e dell’informazione ambientale prodotta da ISPRA e dalle ARPA/APPA. La base dati è l’Annuario dei dati ambientali ISPRA (coll. W1335). Il Rapporto è realizzato in un unico volume strutturato in due parti. La prima descrive le realtà regionali attraverso l’analisi di 16 indicatori; la seconda è composta da brevi articoli che riguardano specificità regionali e/o attività SNPA particolarmente rilevanti e di interesse per la collettività.

Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Annuario dei dati ambientali – Edizione 2019. Stato dell’ambiente 89/2020 Stato dell’ambiente 89/2020, Roma, ISPRA, 2020, 1630 p.
L’Annuario dei Dati Ambientali, giunto alla sua diciassettesima edizione, costituisce la più esaustiva e completa pubblicazione ufficiale di dati e informazioni ambientali di livello nazionale, realizzata e curata dall’Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) in concorso con le Agenzie regionali e delle province autonome nell’ambito del Sistema Nazionale per la Protezione dell’ambiente (SNPA). Il report, basato sul modello DPSIR (Determinanti, Impatti, Stato, Risposte), descrive in termini oggettivi e puntuali le condizioni delle matrici ambientali fondamentali. La cooperazione tra l’ISPRA e le ARPA/APPA, in particolare, ha riguardato le attività di monitoraggio, elaborazione e diffusione delle informazioni. Le venti tematiche in cui la pubblicazione è articolata sono costituite da dati statistici rigorosi che danno luogo a un consistente set di indicatori ambientali.

Commissione Europea, Il Green Deal europeo, Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, Bruxelles, Commissione Europea, 2019, 26 p.
I cambiamenti climatici e il degrado ambientale sono una minaccia enorme per l’Europa e il mondo. Per superare queste sfide, l’Europa ha bisogno di una nuova strategia per la crescita che trasformi l’Unione in un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva in cui: 1) nel 2050 non siano più generate emissioni nette di gas a effetto serra; 2) la crescita economica sia dissociata dall’uso delle risorse; 3) nessuna persona e nessun luogo sia trascurato. Il Green Deal europeo è la nostra tabella di marcia per rendere sostenibile l’economia dell’UE. Realizzeremo questo obiettivo trasformando le problematiche climatiche e le sfide ambientali in opportunità in tutti i settori politici e rendendo la transizione equa e inclusiva per tutti. Il documento originale in inglese è stato tradotto nelle principali lingue europee. Le azioni per perseguirlo e altri documenti sul clima, l’economia e la biodiversità si trovano a questo link.

Roberto Buizza, L’impatto dei cambiamenti climatici: il Rapporto IPCC 2019, in Aggiornamenti Sociali, A. 70, n. 12 (dic. 2019), pp. 819-828
Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti: aumentano le temperature medie, si innalza il livello dei mari, mentre vaste regioni del mondo sono minacciate dalla desertificazione o dall’allagamento. La causa principale va rintracciata nelle emissioni di gas serra. L’ultimo Rapporto dell’IPCC porta l’attenzione al rapporto fra clima e uso del suolo. L’autore cerca di indagare in che modo una migliore gestione dei terreni possa contribuire a ridurre le emissioni e ad assorbire la CO2 e come questo obiettivo si leghi a quello di garantire un’equa distribuzione delle risorse.

Jonathan Safran Foer ; traduzione di Irene Abigail Piccinini, Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi, Milano, Guanda, 2019, 311 p.
Descrizione L’autore racconta la crisi climatica mescolando storie di famiglia, ricordi personali, episodi biblici, dati scientifici e scenari futuri, partendo dalla volontà di smuovere l’indifferenza verso l’emergenza ambientale e convincere i lettori ad agire.
Collocazione Biblioteca: 18698

Giorgio Osti, Disastri ambientali: quale risposta dalle scienze sociali?, in Aggiornamenti Sociali, A. 70, n. 6-7 (giu.-lug. 2019), pp. 483-492
La sfida dei cambiamenti climatici sorprende per la diversità dei livelli di analisi che chiama in causa. Anche le scienze sociali possono contribuire al dibattito, suscitando alcune domande: con quale retroterra culturale occorre affrontare il fenomeno? Quale gestione economica dei territori è più appropriata al nuovo scenario? Quali misure di sicurezza si impongono?

Achille Rossi, Tossicodipendenti del consumismo, in L’altrapagina, A. 36, n. 3 (mar. 2019), pp. 31-43
Il sistema economico dominante, sollecitato dai media e dalla pubblicità, è una nuova forma di totalitarismo: il dossier analizza le possibilità di una nuova civiltà che ci permetta di vivere in maniera eticamente responsabile, consumando meno risorse e sfuggendo al mondo mercificato in cui siamo ridotti. Il dossier è composto da interviste a Serge Latouche, Maurizio Pallante, Guido Viale, Gustavo Eteva, Marino Badiale, Fabrizio Trigali.

Giannino Piana, Noi e la natura, in Rocca, A. 78, n. 2 (gen. 2019), pp. 36-38
Per contrastare i cambiamenti climatici l’autore propone due prospettive. La prima è costituita da una revisione del sistema economico, con il rifiuto di una logica quantitativa e con l’adozione di una logica qualitativa, consistente nella promozione delle relazioni interumane e con la natura. La seconda è rappresentata dalla necessità di ripensare e ridefinire i comportamenti individuali che devono essere ispirati ad una maggiore sobrietà nei consumi. Nello stesso numero della rivista si trova l’articolo: “E nel frattempo?” di Ugo Leone (pag. 39-41).

download (1)European Environment Agency, The European environment —state and outlook 2020. Knowledge for transition to a sustainable Europe, Luxembourg, European Environment Agency, 2019, 499 p.
Il documento proposto è il VI Rapporto SOER pubblicato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA). Questa edizione del 2020 individua lacune gravi tra lo stato dell’ambiente e gli attuali obiettivi a breve e lungo termine della politica dell’UE e dei singoli Stati nazionali. Il documento ad oggi rappresenta la valutazione integrata più completa dell’EEA e costituisce un valido supporto per la governance, per affrontare le sfide sistemiche nel contesto delle transizioni verso la sostenibilità, e un valido strumento di informazione dell’opinione pubblica. Si basa sul lavoro della Rete europea d’informazione e di osservazione in materia ambientale (Eionet) – un partenariato tra l’EEA i suoi 33 paesi membri. Il documento è disponibile in PDF

Agenzia europea dell’ambiente, L’ambiente in Europa: Stato e prospettive nel 2020. Relazione di sintesi, Copenaghen, Agenzia europea dell’ambiente, 2019, 18 p.
L’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) presenta un bilancio della situazione ambientale del nostro continente e accompagna i dati con indicazioni concrete per chi è chiamato a prendere decisioni politiche. Il documento viene redatto ogni cinque anni sulla base delle informazioni ambientali raccolte dai 33 paesi aderenti (i 28 dell’Unione più Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Turchia) e da 6 cooperanti (Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Kosovo). Il quadro delineato dal Rapporto SOER 2020 presenta tendenze ambientali, nel complesso, simili a quelle del 2015. La preoccupazione maggiore è per quello che viene definito capitale naturale: aree protette, specie animali e vegetali, consumo del suolo, inquinamento dell’aria e impatto sugli ecosistemi. Dei 13 obiettivi strategici fissati per il 2020 in questo settore, solo due – aree terrestri e aree marine protette – hanno buone probabilità di essere raggiunti. Guardando al 2030, se le attuali tendenze dovessero rimanere tali, il deterioramento dell’ambiente naturale si aggraverà e aria, acqua e suolo continueranno a essere inquinati. C’è ancora, però, la possibilità di centrare quelli a più lungo termine del 2030 e 2050. Il report è scaricabile al medesimo link anche in altre lingue europee.

Autori Serge Latouche, I nostri figli ci accuseranno, Roma, Castelvecchi ; Lit, 2019, 40 p.
L’autore affronta la questione del rapporto fra le generazioni alla luce della crisi ecologica, i cui sintomi sono sotto gli occhi di tutti (cambiamento climatico, buco nell’ozono, desertificazione, ecc.). L’accusa che i nostri figli ci rivolgeranno è la chiave attraverso cui il grande economista francese porta avanti la sua critica all’imperialismo della società in crescita, che irresponsabilmente nega il debito intergenerazionale e rifiuta di considerare i limiti della natura. Nell’era dell’antropocene la natura è trattata come una macchina atta a soddisfare i nostri eccessi.
Collocazione Biblioteca: 18446

A cura di Silvio Cristiano, Through the Working Class. Ecology and Society Investigated Through the Lens of Labour, Venezia, Edizioni Ca’ Foscari-Digital Publishing, 2018, 121 p.
Il presente volume offre un mosaico di contributi di studiosi di diversa estrazione, fornendo un quadro sfaccettato e problematizzante delle relazioni tra umano e non umano, indagato da studi ambientali e prospettive ecologiche sociali, e coinvolgendo il lavoro. In tempi turbolenti come questi, l’ecologia dei sistemi, l’ecologia politica, l’ecologia sociale, l’ecocritismo, l’ecofemminismo, la giustizia ambientale e le scienze umane ambientali qui si susseguono e si intrecciano tra loro, offrendo così approfondimenti plurali sui temi della società e dell’ecologia, mentre più o meno esplicitamente immaginano un percorso di trasformazione sostenibile ed equo oltre l’insopportabile sociale, ecologica e talvolta psicologica delle modernità attuali.
Collocazione Biblioteca: P0060

Giuseppe De Marzo ; prefazione di don Luigi Ciotti ; postfazione di Marco Revelli, Per amore della terra. Libertà, giustizia e sostenibilità ecologica, Roma, Castelvecchi, 2018, 180 p.
L’autore, economista e giornalista, considera la nascita del movimento per la giustizia ambientale e come abbia messo in discussione l’attuale modello di sviluppo e le vecchie impostazioni delle politiche ambientali. Ripercorre la geografia delle lotte in atto nel mondo a varie latitudini e invita a riflettere sul mondo in cui viviamo e sul potere che
abbiamo di trasformarlo.
Collocazione Biblioteca: 18162

A cura di Paolo Cacciari e Alberto Castagnola. Decrescita tra passato e futuro. Fonti e protagonisti, movimenti ed esperienze, Napoli, Marotta & Cafiero, 2018, 305 p.
Questo volume raccoglie saggi, testimonianze e analisi che aiutano a comprendere la nascita, l’evoluzione e le problematiche ancora aperte del pensiero della decrescita. Nella prima parte del volume viene tracciato un quadro delle differenti correnti di pensiero critiche verso le ideologie dominanti, vengono delineati gli apporti di pensatori significativi (Marx, Kummarappa, Polanyi, Illich e Langer) e stabilite connessioni con il pensiero di Terzani, Pannikkar e la Teologia della liberazione. Nella seconda parte si chiariscono i ruoli svolti dall’ecofemminismo, le comunità zapatiste e i migranti ambientali nella prospettiva della decrescita. Nella terza parte infine si lascia spazio a organizzazioni e movimenti che operano avendo ben presente il pensiero della decrescita.
Collocazione Biblioteca: 18346

Maurizio Pallante, Sostenibilità, equità, solidarietà. Un manifesto politico e culturale, Torino, Lindau, 2018, 192 p.
Ci stiamo avviando alla fine dell’epoca storica iniziata con la Rivoluzione Industriale e la crisi economica continua a far sentire i suoi effetti negativi da quasi un decennio. Nei Paesi industrializzati i livelli della disoccupazione aumentano soprattutto tra i giovani. La corruzione politica invade tutti i gangli del potere in forme sempre più spregiudicate e sempre più spesso impunite. Allo stesso tempo tutti i fattori della crisi ambientale continuano ad aggravarsi, anche perché i partiti non sono in grado di affrontarli, non avendo un programma politico incardinato sui valori della sostenibilità ambientale, dell’equità estesa alle generazioni future e ai viventi non umani e della solidarietà e non possono quindi portare cambiamenti essenziali. Secondo l’autore, fondatore del Movimento per la decrescita felice, occorre cambiare la direzione del progresso tecnologico e promuovere l’impegno di ciascuno per promuovere i valori della sostenibilità, dell’equità e della solidarietà.
Collocazione Biblioteca:18325

ecologAutori Silvana Galassi, Carlo Modonesi, Ecologia dell’antropocene. La crisi planetaria provocata da un animale culturale, Canterano (RM), Aracne, 2017, 200 p.
Gli autori riflettono sulle conseguenze ambientali e sociali delle rivoluzioni tecnologiche basate sull’impiego delle riserve fossili che hanno determinato un repentino cambiamento dei sistemi produttivi e nuove forme di colonialismo. Analizzano poi le radici del fallimento dell’attuale modello di sviluppo che vengono individuate nella cieca fiducia nella tecnologia come soluzione a ogni esigenza umana e nella sottovalutazione della complessità degli ecosistemi naturali. L’Antropocene vede l’uomo come principale responsabile della distruzione della biodiversità, da cui dipende la sua stessa sopravvivenza. Al contempo, assiste anche alla nascita di ideologie e movimenti ispirati a un nuovo concetto di sviluppo non più basato esclusivamente sulla produzione e il consumo di beni materiali.
Collocazione Biblioteca: 18621

Migrazioni ambientali

Marco Aime, Effetto farfalla, in La Via Libera, n. 7 (2021), pp. 65-67
L’autore, antropologo, spiega il legame esistente tra i crescenti movimenti migratori e la crisi ambientale. L’aumento della temperatura media globale, lo scioglimento dei ghiacciai, la desertificazione sono fattori ambientali che influenzano la mobilità umana direttamente o indirettamente, esacerbando altri elementi di tipo economico, sociale, politico, culturale o personale.

A cura di Lorenzo Prencipe e Matteo Sanfilippo, Covid-19 e migrazioni, in Studi Emigrazione, A. 58, n. 221 (gen.-mar. 2021), pp. 3-138
La monografia raccoglie diversi contributi riguardanti le conseguenze della pandemia di Covid-19 sulle migrazioni e sulle condizioni di vita di migranti e rifugiati. I titoli degli articoli sono: 1) “Covid-19 e migrazioni: una introduzione” di Lorenzo Prencipe; 2) “Les migrants en France à l’epreuve de l’épidemie de la Covid-19 durant le premier confinement” di Luca Marin, Christine Pelloquin; 3) “Impatto della pandemia sulle comunità di immigrati in Spagna” di Patrizia Rinaldi; 4) “La pandemia di Covid-19 e le migrazioni internazionali in Italia” di Corrado Bonifazi et al.; 5) “Pandemia e riflessività dei movimenti migratori. Italiani all’estero e immigrati in Italia” di Rodolfo Ricci; 6) “The impact of Covid-19 in people on the move in, to and from Africa” di Filippo Ferraro, James Chapman; 7) “Migrant workers in the time of Covid-19: the Philippine experience” di Maruja Asis; 8) “L’impatto della pandemia da Covid-19 sulla vita dei marittimi” di Bruno Ciceri, Paulo Prigol; 9) “Migrazione e pandemia in Australia” di Francesco
Ricatti; 10) “Stretti tra xenofobia e pandemia: gli immigrati e il coronavirus negli Stati Uniti” di Stefano Luconi; 11) “A pandemia do coronavirus na America do Sul” di Paolo Parise et al.; 12) “Per non dimenticare le migrazioni a causa del coronavirus: conclusioni” di Matteo Sanfilippo.

Autori Monica Massari … [et al.], Molti che camminano. Dossier migrazioni, in La Via Libera, n. 3 (mag. – giu. 2020), pp. 20-50
Il dossier parte dalle cifre sulle migrazioni fornite dal World Migration Report dell’Organizzazione Internazionale per le migrazioni per il 2019, constatando che negli anni è stata resa illegale l’aspirazione stessa a cercare condizioni di vita migliori per sé e per le proprie famiglie. Seguono: un approfondimento sulle cause delle migrazioni, con un’intervista a Stephen Castles, autore di “The age of migration”, un articolo sui trafficanti, una analisi degli effetti dei cambiamenti climatici sulle migrazioni, il racconto di alcune esperienze drammatiche dei migranti ai vari confini, infine un’intervista a Emma Bonino sull’egoismo degli Stati-nazione.

IOM UN Migration, World migration report 2020, Geneva, International Organization for Migration, 2019, 498 p.
Dal 2000, l’OIM produce rapporti sulla migrazione mondiale. Il World Migration Report 2020, il decimo della serie di rapporti sulla migrazione mondiale, è stato prodotto per contribuire a una maggiore comprensione della migrazione in tutto il mondo. Questa nuova edizione presenta dati e informazioni chiave sulla migrazione, nonché 11 capitoli tematici su questioni di grande attualità in materia di migrazione. Si segnalano in particolare il capitolo 8: “Children and unsafe migration” sulla migrazione dei minori e il capitolo 9: “Human mobility and adaptation to environmental change” nel quale sono analizzate le migrazioni indotte da cause ambientali. I rapporti precedenti sono consultabili al seguente link: https://www.iom.int/wmr/reports

Cristina Giudici, Catherine Wihtol de Wenden ; con un contributo di Nadan Petrovic, I nuovi movimenti migratori. Il diritto alla mobilità e le politiche di accoglienza, Nuova edizione aggiornata, Milano, Franco Angeli, 2020, 197 p.
Descrizione: In un mondo che sta sperimentando trasformazioni demografiche e sociali senza precedenti, 272 milioni di persone sono migranti. Si tratta di un fenomeno non nuovo, ma che vede emergere nuove categorie migratorie, quelle dei migranti ambientali, dei minori stranieri non accompagnati, dei migranti in transito, dei nuovi rifugiati. Volontarie o forzate, le nuove migrazioni sono composte da uomini e donne che vedono nell’Europa una terra di pace, di sicurezza, dove esiste un futuro per loro e per i loro figli. Il volume si propone di indagare sul ruolo delle migrazioni nell’evoluzione mondiale ed europea e sulle politiche che i Paesi europei dovranno adottare per far fronte alle nuove sfide demografiche e sociali, disegnando un quadro del fenomeno migratorio attuale e accompagnando il lettore in una riflessione sui temi della popolazione e dello sviluppo. L’analisi lascia emergere le contraddizioni presenti nelle risposte sviluppate di volta in volta dai paesi europei, il cui dilemma politico è oggi quello di conciliare l’apertura verso chi ha diritto a una protezione internazionale con la crescente pressione di una diffusa opinione pubblica contraria. La riflessione finale richiama la necessità di gestire la migrazione in chiave moderna, attraverso un governo internazionale e cooperativo, analogamente a quanto avviene per l’ambiente o per altri temi transnazionali che non possono essere gestiti in modo efficiente dallo Stato. La concezione della migrazione come bene pubblico mondiale dovrebbe essere, secondo le autrici, l’elemento cardine per ripensare e armonizzare gli interessi degli Stati e i diritti dei migranti.
Collocazione Biblioteca: 18764

imagesAutori: IDOS ; in partenariato con Confronti, Dossier Statistico Immigrazione 2020, Roma, IDOS, 2020, 477 p.
La trentesima edizione del Dossier contiene i dati dell’anno 2019 relativi al fenomeno migratorio in Italia, con le analisi di diversi autori i cui contributi sono raccolti in cinque aree tematiche: Contesto internazionale ed europeo, Flussi e presenze in Italia, Integrazione e pari diritti, Lavoro ed economia, Contesti regionali. Gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia diminuiscono, mentre aumenta la presenza di non comunitari irregolari. Il processo di inserimento e radicamento degli stranieri nel tessuto sociale è confermato da diversi indicatori, ma si congiunge a crescenti evidenze di fragilità ed emarginazione. Nella popolazione scolastica, restano alte le difficoltà di partecipazione e di conseguimento di livelli medi soddisfacenti di preparazione. Gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono in crescita, ma ne sono esclusi i nuovi nati in Italia da coppie straniere. Il mercato del lavoro italiano appare scisso su base etnica, una minoranza ha un impiego qualificato, mentre un terzo degli occupati stranieri è sovraistruito. Numerosi capitoli di questa edizione del Dossier analizzano il fenomeno delle migrazioni alla luce della pandemia di COVID-19. Ne emerge che la pandemia “ha messo in luce tutte le criticità e le insufficienze del sistema europeo in materia di migrazioni economiche e diritti”. Il documento è disponibile in pdf.
Collocazione Biblioteca: 80R08

Rosella Persi, Intercultura e ambiente: un rapporto complesso, in Educazione interculturale, n.2 (ott. 2019) – on line, pp.1-16
Ambiente e intercultura sono elementi inscindibili dei problemi del nostro tempo. Il testo propone una riflessione critica con l’intento di evidenziare il ruolo dell’ambiente nella sua connessione e interazione con le questioni inerenti il multiculturalismo e l’interculturalità. È infatti importante comprendere che in buona parte le cause dei grandi flussi migratori prendono origine dalle problematiche di ambienti caratterizzati da scarsità di risorse e da fattori naturali e sociali ostili. Il background dei migranti può, in alcuni casi, condizionare negativamente l’inserimento nei nuovi contesti di vita, compromettendo l’inclusione e causando difficoltà nelle nuove relazioni. L’educazione interculturale, finalizzata a sviluppare un pensiero plurale e competenze comunicative interculturali, si intreccia e condivide i fini con l’educazione ambientale, poiché entrambe operano per favorire una integrazione sostenibile e partecipata.

Giuseppe Onufrio, Migrazioni e cambiamenti climatici, in Segno, A. 44, n. 400 (nov.-dic. 2018), pp. 85-88
L’articolo riporta un brano della Laudato Si’ in cui Papa Francesco spiega la connessione tra ambiente e giustizia sociale, tra eventi climatici disastrosi e un numero enorme di persone costrette alla migrazione. Viene poi affrontato il tema delle politiche da adottare per contrastare il cambiamento climatico e difendere l’ambiente.

Paolo Attanasio, Antonio Ricci, Partire e ritornare, Roma, IDOS, 2018, 125 p.
La pubblicazione, finanziata dal ministero dell’interno su base progettuale, si apre con l’introduzione di Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italy, ong italiana con programmi di cooperazione e sviluppo in Africa. Il capitolo iniziale è riservato alla presenza dei senegalesi nel mondo, la cui diaspora planetaria coinvolge l’Europa e in primis l’Italia come maggior paese di destinazione. L’analisi rivolge poi l’attenzione al contesto locale senegalese, partendo dalla situazione economica per arrivare alle fonti statistiche nazionali sulle migrazioni, alle rimesse e ai ritorni. Dalla ricerca emerge che l’Italia, non solo sembra aver raggiunto e forse superato l’attrattività esercitata dalla métropole, cioè dalla Francia, ma sembra offrire anche concrete possibilità di inserimento economico, colmando da un lato i bisogni insoddisfatti di manodopera poco qualificata di cui il nostro Paese soffre e offrendo dall’altro un soddisfacimento al forte desiderio di lavorare espresso dai cittadini senegalesi, testimoniato da un altissimo tasso di occupazione (63,8%). Il volume è corredato da numerosi istogrammi, tabelle e dati illustrativi come sintesi degli approfondimenti proposti.
Collocazione Biblioteca: P0007

Alice Thomas, Persons Uprooted by Disasters and Climate Change. Opportunities to Enhance Protection and Promote Human Rights in the Global Compacts on Migration and Refugees, in Refugees International, (apr. 2018), pp. 1-5
Le catastrofi provocate dai pericoli naturali e gli effetti negativi del cambiamento climatico contribuiscono ad un ampio spettro di movimenti umani. Coloro che attraversano le frontiere internazionali in questo contesto non sempre rientrano perfettamente nelle definizioni di rifugiati e migranti, lasciando gli individui più vulnerabili a rischio di violazioni dei diritti umani. Un’azione dello Stato e la cooperazione tra Stati saranno necessari per migliorare la protezione internazionale e regolarizzare i percorsi
migratori per le persone vulnerabili.

Emanuele Fantini, Dalle guerre per l’acqua alla water diplomacy, in Aggiornamenti Sociali, A. 69, n.3 (mar. 2018), pp. 202-210
Il problema dell’accesso all’acqua è solo uno dei fattori scatenanti di molti dei conflitti mondiali attualmente aperti, come dimostrano il caso della guerra in Siria e della gestione del bacino del Nilo. E’ necessario interrogarsi anche su altri fattori e assumere l’approccio dell’ecologia integrale, rafforzando il nesso tra giustizia ambientale e giustizia sociale. L’autore ha conseguito un dottorato in Scienze Politiche e un Master in Diritti Umani e Democratizzazione.

Roger Zetter, Rifugiati ambientali: una definizione calzante?, in Aggiornamenti Sociali, A. 68, n. 8/9 (ago.-set. 2017), pp. 542-552
L’etichetta “rifugiati ambientali”, comunemente riferita a coloro che fuggono da territori dove fenomeni ambientali estremi ne pregiudicano la sopravvivenza, è talora utilizzata in modo improprio. L’autore la critica sul piano concettuale, normativo ed empirico, proponendo un nuovo modello interpretativo del fenomeno basato sulla triade diritti, resilienza e reinsediamento.

Green Social Work, Le idee essenziali delle teorie che attualmente orientano il Lavoro sociale, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2017), pp. 54-55
Il Green Social Work è un’associazione americana che si occupa di interventi sociali successivi a catastrofi naturali, di tutela dell’ambiente a livello internazionale e di assistenza a soggetti rifugiati per motivi ambientali.

Cibo e agricoltura sostenibile

9788861944558_0_221_0_75Lorena Milani, Giulia Gozzelino, Cristina Boeris, As-Saggi interculturali. Una riflessione pedagogica sul Progetto “Le ricette del dialogo. Cibi e storie per l’intercultura e l’integrazione”, Bari, Progedit, 2020, 126 p.
La Global Education costituisce attualmente l’ampio orizzonte in cui si inserisce la Pedagogia interculturale. I documenti del Consiglio d’Europa ne promuovono la realizzazione negli ambiti educativi del formale, non formale e informale come punto cardine dell’educazione che mira alla cittadinanza globale, alla promozione del pensiero e della mente interculturali, allo sviluppo della democrazia partecipativa e alla responsabilità verso la/le comunità e le esigenze di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Il volume costituisce uno sguardo critico pedagogico sul Progetto “Le ricette del dialogo. Cibi e storie per l’intercultura e l’integrazione”, attuato in alcuni territori del Piemonte. Si tratta di un progetto che costituisce un modello di best practices al quale le autrici hanno contribuito con un monitoraggio basato sul processo di autovalutazione, cui è seguita una riflessione pedagogico-educativa.
Collocazione Biblioteca: 18686

Lucio Cavazzoni, Ripartiamo dal cibo, in La Via Libera, n. 3 (mag. – giu. 2020), pp. 66-67
Nella rubrica Casa comune, l’autore, presidente di Good Land, invita a partire dal cibo per riflettere sullo sfruttamento della terra, conoscere ciò che mangiamo, passare dalle moderne filiere alla filia, cioè amicizia e affetto verso la campagna e gli animali, praticare un abitare la terra, coltivando vita prima di estrarre prodotti.

Carlo Cellamare, Recuperare il rapporto con la terra: l’agricoltura nelle periferie urbane, in Aggiornamenti Sociali, A. 71, n. 2 (feb. 2020), pp. 122-128
L’autore, docente universitario di urbanistica, presenta alcune riflessioni riguardo alla trasformazione del tessuto urbano in corso nelle nostre città, dove i rapporti tra centro e periferia stanno cambiando. In particolare, rivolge l’attenzione al tema dell’agricoltura periurbana, interrogandosi su quali vie si possano sperimentare per una nuova gestione dei territori che coinvolga la società locale e l’amministrazione pubblica, e che valorizzi le zone periurbane, stimolando l’innovazione sociale e promuovendo l’agricoltura. Alcune esperienze nel territorio romano accompagnano le riflessioni dell’autore.

A cura di Federica Buglioni, Cibo plurale, in Bambini, n. 8 (ott. 2019), pp. 25-56
Descrizione L’approfondimento di questo numero raccoglie una serie di articoli riguardanti contesti ed esperienze educative dove il cibo è lo spunto per creare un senso di comunità, coinvolgere le famiglie, scardinare pregiudizi, prendersi cura non solo del corpo, ma anche del pianeta. I contributi raccolti sono: “Il gioco dei plurali” di Federica Buglioni; “Nutrimento è/e relazione” di Ambra Scolari; “Il cammino degli eroi” di Francesca Lanocita; “La mensa che vale” di Claudia Paltrinieri; “Cibo e scuola” di Maria De Biase; “Il cibo è un laboratorio”; di Emanuele Breveglieri e Roberta Barzaghi.

Autori Giosuè de Salvo … [et al.], Ecocidio. La crisi climatica e la sfida per la giustizia ambientale, in Manitese, A. 55, n.494 (giu. 2019), pp. 1-15
Descrizione La pubblicazione è dedicata all’emergenza ambientale a partire dalla crisi climatica. Gli articoli presentano tra l’altro il movimento Fridays for future, l’Africa come emblema del sistema economico ingiusto che produce il cambiamento climatico. Il focus Paese è dedicato al Mozambico e ai progetti di Mani Tese indirizzati alle comunità rurali di questo paese, per aumentare la consapevolezza sui temi ambientali e favorire modelli di agricoltura resiliente.

HR_Manifesto Food for healthCommissione internazionale sul futuro del cibo e dell’agricoltura, Manifesto “Food for health” (Cibo per la salute). Coltivare la biodiversità, coltivare la salute, Roma ; Firenze, Navdanya International ; Aam Terra, 2018, 130 p.
I suoli avvelenati dalle sostanze chimiche tossiche, il modello industriale che sta soffocando la libera agricoltura su piccola scala e uccidendo la biodiversità, la standardizzazione dei cibi deprivati dei loro nutrienti, gli interessi enormi che guidano multinazionali e governi negando tutele ai cittadini consumatori: tutto ciò rappresenta una realtà che sta facendo del male a noi e al pianeta. Per invertire la rotta, l’ambientalista Vandana Shiva firma insieme ad altri esperti internazionali il Manifesto “Food for Health”, un documento indirizzato ai governi di tutto il mondo per dire basta a questo sistema economico e ridare voce a tutti coloro che vogliono vivere e improntare azioni e consumi verso un paradigma sostenibile. Il Manifesto, curato da Navdanya International, è uno strumento di mobilitazione per rivendicare una transizione verso sistemi alimentari locali, ecologici e diversificati.

Gianluca Bocchi… [et al.] ; a cura di Nello Viparelli, Tra vita e girovita, La minestra marinata, il merluzzo di colombo e altre storie di cibo e affetti, Napoli, Colonnese, 2018, 141 p.
Psichiatri, biologi, psicologi, sociologi, antropologi, chef e dirigenti dell’industria alimentare si interrogano sull’uso e sull’abuso del cibo, il piacere di nutrire sé e gli altri e su come “l’arte culinaria” sia ritornata protagonista della nostra società. Ma non più con un approccio materiale bensì con un approccio complesso in prevalenza teorico, attento al controllo delle calorie, dell’impatto sul nostro organismo, sul nostro stile di vita, sulla nostra immagine sociale.
Collocazione Biblioteca: 18412

A cura di Nunzia Borrelli, Carlo Colloca, Luca Daconto, Cibo, territorio e politiche, in Sociologia urbana e rurale, A. 40, Special issue (2018), pp. 7-159
Il tema delle relazioni tra cibo e territorio è attualmente al centro di un’ampia discussione scientifica ed è trattato in questa monografia con un approccio multidisciplinare. I temi affrontati sono vari ed ampi e vanno dalla produzione al consumo, con una particolare attenzione al significato che i cibi possono acquisire nella vita delle persone, ma anche a questioni più concrete, quali il tema dello spreco e del riuso degli scarti alimentari.

Emanuela Bozzini, Nutrire il pianeta? Produrre cibo per tutti nell’era del cambiamento climatico, Roma, Carocci, 2017, 150 p.
L’autrice, ricercatrice in Sociologia dell’ambiente presso l’Università di Trento, affronta nel libro il tema complesso di come produrre in maniera sostenibile cibo sufficiente a rispondere ai bisogni di una popolazione mondiale in crescita nell’era del cambiamento climatico. Attraverso la presentazione dei dati disponibili, viene analizzato il dibattito sulla crisi agricola mondiale e sui problemi di sicurezza alimentare, insieme ai problemi politici connessi, dalle politiche di aiuti alimentari alla liberalizzazione del commercio agricolo internazionale.
Collocazione Biblioteca: 17773

Lavoro, diritti, sfruttamento, diseguaglianze

Giovanni Devastato, Promuovere il benessere collettivo: il Green Social Work, in Welfare oggi, n. 4 (ott. -dic. 2020) – on line, pp. 25-28
Una compiuta Teoria della Giustizia non è riducibile ad un solo ambito circoscritto, ma riguarda contestualmente la tutela e la esigibilità di diritti sociali di cittadinanza, l’accessibilità a spazi vivibili e dignitosi e il governo degli impatti ambientali e dei cambiamenti climatici che incidono sulla qualità della vita e sulla produzione del benessere collettivo. Da qui un indifferibile ripensamento dei Servizi sociali in un’ottica ambientale e “green oriented”. L’articolo è disponibile in Pdf.

Stefania Collina … [et al.], La strategia del colibrì, in Solidea, A. 10, n. 3 (dic. 2020) – on line, pp. 4-68
193 Paesi membri dell’ONU cinque anni fa hanno sottoscritto l’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile e definito 17 Obiettivi da raggiungere per dare attuazione al programma. Gli obiettivi riguardano alcune delle grandi questioni sensibili dell’età contemporanea: dalla lotta alla povertà a quella per la parità di genere e l’accesso per tutti a un’istruzione di qualità; dalla promozione di uno sfruttamento meno impattante delle risorse del pianeta alla necessità di costruire società sempre più inclusive.

flashA cura di Federica de Lauso, Flash report su povertà e esclusione sociale. 17 novembre 2019, Giornata mondiale dei poveri, Roma, Caritas Italiana, 2019, 28 p.
Descrizione [Risorsa elettronica – libera consultazione] Il Report è stato presentato alla vigilia della terza Giornata Mondiale dei Poveri del 17 novembre 2019. In questa edizione, dopo la presentazione di dati statistici sulla povertà nel contesto europeo e nazionale, sono riportati i dati provenienti dagli oltre 3.300 Centri di Ascolto di tutta Italia. Seguono un focus curato insieme a Legambiente, dedicato alle strette connessioni tra ambiente, degrado, povertà e giustizia sociale, e le considerazioni sulla povertà e le politiche di contrasto.

Beppe Pedron, Il clima cambia e gli ultimi affogano, in Italia Caritas, A. 52, n. 8 (nov. 2019), pp. 26-29
I mutamenti climatici producono un effetto paradossale in India: meno precipitazioni complessive, ma più concentrate e rovinose. Cicloni e alluvioni negli ultimi anni si sono intensificati di numero e gravità. E a farne le spese sono i più poveri e vulnerabili. Si segnala sullo stesso numero anche: Enrico Fontana, Il degrado ha due volti, da affrontare insieme, in Italia Caritas.

Falling through the cracks. Exposing inequalities in the EU and beyond, SDG Watch Europe, 2019, p. 124
Il documento è stato elaborato all’interno del progetto europeo “Make Europe Sustainable for All”, che promuove l’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. ll rapporto avverte che le disuguaglianze socio-economiche e ambientali persistono e peggiorano all’interno dell’Unione Europea, nonostante l’impegno dell’Unione per “non lasciare indietro nessuno”. Il documento descrive le varie forme di disuguaglianza, sia a livello nazionale che europeo e si compone di 15 relazioni nazionali e 11 relazioni tematiche che ne esplorano le principali dimensioni, tra cui il genere, l’età, la disabilità, l’etnia e la mancanza di una fissa dimora. La parte riguardante il nostro Paese, in italiano, è scaricabile dal sito. Esso delinea un peggioramento delle disuguaglianze anche nel nostro Paese: la frammentazione sociale, le differenze regionali, il persistere della discriminazione razziale e di genere e il potere della criminalità organizzata richiedono un nuovo modello sociale equo.

Eleonora Maglia, Economia circolare per l’inclusione lavorativa, in Prospettive Sociali e Sanitarie, A. 49, n. 2 (primavera 2019), pp. 25-28
Nell’articolo si analizza un percorso ascrivibile all’economia circolare e al welfare comunitario attivato da una cooperativa sociale onlus con l’obiettivo di creare occupazione per le persone svantaggiate tramite la raccolta e la rimessa in uso di prodotti destinati al macero, partendo dal dibattito scientifico odierno che rivela la necessità di modelli economici alternativi che tengano in considerazione il progressivo esaurimento delle risorse e le conseguenze avverse di produzioni inquinanti e impattanti sull’ambiente.

Michele Lucherini, Evoluzione dei diritti umani. Nuovi diritti, nuovi contenuti, nuove sfide, in Counseling, n. 3 (nov. 2018) – on line, pp. 1-9
I diritti umani sono il prodotto della civiltà umana in quanto sono diritti storici e quindi mutevoli. Nuove esigenze e la conquista di nuovi valori fanno sorgere nuovi diritti fondamentali. I diritti umani, seppur dall’essenza universalista, hanno un’evoluzione legata alle esigenze sociali. Il contributo marca il passaggio dall’indivisibilità all’interdipendenza dei diritti umani. Disponibile in Pdf.

A cura di Daniela Fattibene, Lontani dagli occhi, lontani dai cuori. Fuori dalle luci dei riflettori milioni di bambini continuano a morire di malnutrizione. A casa loro, Roma, Save the Children Italia Onlus, 2018, 55 p.
Questo rapporto intende portare alla luce il legame profondo e multifattoriale tra la malnutrizione infantile e il cambiamento climatico, i conflitti e la povertà. La prima parte descrive il tema della malnutrizione e dell’importanza che la lotta per un mondo senza fame ha per il raggiungimento dell’Agenda 2030 e come la battaglia contro la povertà, sia come causa strutturale che come conseguenza della malnutrizione, ricopra un ruolo determinante. Nella seconda parte si analizza invece l’interdipendenza tra la fame, il cambiamento climatico e i conflitti. Nella terza ed ultima parte invece si presentano alcune riflessioni sull’impatto della malnutrizione sulle madri e le adolescenti, sulla necessità di aumentare le risorse finanziarie e sull’impegno di Save the Children sul campo. Il rapporto presenta alcuni approfondimenti geografici guardando alla situazione in Corno d’Africa, India, Siria e Yemen, accompagnati da storie significative raccolte nell’ambito degli interventi che Save the Children realizza in queste aree.

Swann Bommier, Il ruolo delle imprese nella lotta ai cambiamenti climatici, in Aggiornamenti Sociali, A. 69, n. 2 (feb. 2018), pp. 125-132
Le imprese sono chiamate a cambiare il loro operato per far fronte ai cambiamenti climatici, assumendo appieno la loro responsabilità politica e giuridica nel quadro internazionale. L’autore, ricercatore in scienze politiche, si chiede se sia possibile riconoscere il loro ruolo di attori politici a livello globale, e quali strategie possano essere adottate per ridefinire le loro responsabilità. La società civile può contribuire a questo processo.

download (2)Giorgio Nebbia, Ecologia ed economia. Tre tesi per il futuro, Manfredonia (FG), Andrea Pacilli Editore, 2017, 132 p.
I problemi ambientali derivano dai modi di produzione e di uso delle merci e dei servizi imposti dal sistema economico attuale. La loro soluzione è possibile se si adatteranno le regole dell’economia alle leggi dell’ecologia: Queste “tre tesi” che nel volume si spiegano propongono un futuro con minori disuguaglianze, in cui i bisogni umani di cibo, abitazioni, acqua pulita e dignità sono soddisfatti con minori violenze alla natura.
Collocazione Biblioteca: 18432

Rifiuti, ecomafie e reati ambientali

Mauro Bossi, Il gran Rifiuto. Reati ambientali, discariche e roghi in Italia, in Aggiornamenti Sociali, A. 72, n. 3 (mar. 2021), pp. 199-203
I reati ambientali accertati in Italia sono in costante aumento. In particolare, le attività illecite legate al ciclo dei rifiuti rappresentano una minaccia per l’ambiente e la salute. Gli eco-reati investono tutta la filiera della gestione dei rifiuti: smaltimento abusivo, trattamento improprio, riciclaggio in nero ed esportazione. Lo smaltimento illegale causa l’inquinamento di numerose aree che attendono di essere bonificate. Sullo stesso argomento si segnala: “Il cantiere Bagnoli” di Vincenzo Pugliese, p. 204-207 della presente rivista.

Antonio Pergolizzi, Rifiuti, falle del sistema ed ecocriminali, in La Via Libera, n. 5 (set. – ott. 2020), pp. 60-63
L’autore, esperto di temi ambientali e curatore del rapporto Ecomafia di Legambiente, fa il punto sulla “ecocriminalità”, a partire da un’operazione condotta in Toscana contro il traffico illecito di rifiuti speciali. Emerge dall’inchiesta il ruolo egemone in alcuni contesti delle mafie, integrate nel sistema economico locale, pronte a gestire, in proprio o con prestanomi, ditte di gestione dei rifiuti anche per riciclare denaro sporco. Si inseriscono con facilità in un sistema burocratico complesso e spesso inefficiente: la risposta quindi è la buona governance nel ciclo dei rifiuti.

Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente, Ecomafia 2020. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, Milano, Edizioni Ambiente, 2020, 315 p.
Quest’anno, in un paese piegato dal Coronavirus, la criminalità ambientale ha trovato ulteriori spazi per ampliare i suoi affari illeciti. Traffici e smaltimenti di rifiuti, attacchi alla biodiversità e commercio di specie protette, saccheggio dei beni culturali, incendi dolosi e abusi edilizi, truffe di ogni sorta nel settore agroalimentare: tutte attività criminali, e tutte in costante crescita, a danno della salute dei cittadini e dell’ambiente. Quella raccontata da Ecomafia 2020 è una criminalità spietata e ben inserita nei gangli vitali del sistema economico, che vede tra i protagonisti boss e imprenditori, burocrati e politici, professionisti e faccendieri, uniti tra loro dal collante della corruzione. A fare da argine è un sistema repressivo sempre più efficace nel colpire al cuore le trame illegali. I nuovi strumenti normativi di tutela penale, a partire dalla legge 68 del 2015, stanno aiutando forze dell’ordine, capitanerie di porto e magistratura, impegnate ogni giorno su questo fronte. Rimangono ancora molti passi da fare, dalle leggi che mancano alle attività di prevenzione. Come ogni anno, accanto all’analisi dell’aggressione ecocriminale, non mancano le proposte concrete avanzate da Legambiente per rendere ancora più efficace l’azione di contrasto.
Collocazione Biblioteca: 15R17

Alessandra Dino … [et al.], Cosa cova. Mafia siciliana, in La Via Libera, n. 1 (gen.- feb. 2020), pp. 21-48
Il dossier intende comprendere e descrivere l’attuale configurazione di Cosa nostra, tenendo conto delle sue dimensioni identitarie, radicate su fatti, eventi e intersezioni assolutamente unici. Gli argomenti trattati variano dalle stragi degli anni Novanta alla situazione odierna, di confusione e incertezza, alla mafia “borghese” di Trapani legata al mondo dell’imprenditoria locale, all’infiltrazione dell’antimafia trasformata in sistema di potere, alla stidda di Ragusa e Caltanissetta, alla gestione illegale del ciclo dei rifiuti, alla corruzione dilagante, alla autorappresentazione della mafia dalla musica dei neomelodici all’uso dei social.

Lorenzo Natali, Per una green criminology. La costruzione sociale e politica del danno ambientale, in Rassegna Italiana di Sociologia, A. 60, n. 2 (apr.-giu. 2019), pp. 331-355
Di fronte ai problemi ambientali della contemporaneità sono necessarie nuove categorie di pensiero, per cui nell’articolo vengono introdotte alcune cornici teoriche per avvicinare i crimini e i danni ambientali secondo la prospettiva, ancora poco nota in Italia, della green criminology. Dopo una spiegazione politico-economica della disorganizzazione ecologica che considera in modo diretto il ruolo giocato dagli interessi economici nella produzione della crisi ambientale, l’attenzione si sposta sui processi di nominazione nella distruzione ecologica, per giungere infine alle possibili sinergie tra green criminology e cultural criminology.

downloadA cura di Aistė Galinytė, Mappiamo la corruzione. Un anno di casi riportati dai media. Dicembre 2017 – Dicembre 2018, Milano, Transparency International Italia, 2018, 16 p.
Ogni giorno i media riportano casi di corruzione in ogni parte d’Italia: dal piccolo comune di provincia, all’azienda sanitaria locale, fino ai casi più importanti nei grandi enti pubblici o nelle istituzioni centrali. Questo inevitabilmente aumenta la nostra percezione del fenomeno e della sua diffusione geografica. Attraverso l’iniziativa della mappa dei casi si cerca di monitorare le notizie di corruzione e reati simili che vengono riportate dai media. Questo esperimento non ha alcun valore scientifico, ma vuole solo cercare di capire qual è l’Italia della corruzione dipinta dai media. Il dossier riporta i dati raccolti in un anno (dicembre 2017 – dicembre 2018) con l’iniziativa mappiamo la corruzione. I dati si riferiscono a casi di corruzione e affini riportati sui media nazionali: 983 i casi raccolti in totale, di cui 772 in corso, 114 condanne, 62 assoluzioni, 12 patteggiamenti, 14 prescrizioni e 9 archiviati. I settori più colpiti sono quello della Pubblica Amministrazione, degli appalti e della sanità. Per ogni settore il dossier riporta una scheda specifica, Si trova on line anche una mappa interattiva dei casi presi in esame

Marina Forti, MalaTerra. Come hanno avvelenato l’Italia, Bari, Laterza, 2018, 197 p.
Per decenni gli scarti delle attività industriali sono finiti nella terra che abitiamo. Le ciminiere hanno impestato l’aria; gli scarichi hanno avvelenato l’acqua. La diossina è presente nei giardini pubblici, il piombo nei terreni, il Pcb (policlorobifenile) e gli idrocarburi nelle falde idriche. L’autrice compie un viaggio nei luoghi più inquinati d’Italia e ce ne racconta la storia, le bonifiche mancate, la mobilitazione dei cittadini, l’emergere di una coscienza ambientalista, lo scontro tra le ragioni del lavoro e quelle della salute.
Collocazione Biblioteca: 18308

Antonio Pergolizzi, Emergenza green corruption. Come la corruzione divora l’Ambiente, Manfredonia (FG), Andrea Pacilli, 2018, 269 p.
Scovare e mappare i fili che legano la corruzione con i reati ambientali: è questo l’intento del libro che nasce dal bisogno di indagare le dinamiche che sostengono l’azione della “green corruption”, gli ambienti e gli attori coinvolti e non le singole responsabilità penali, che spettano ai tribunali. Se finora si è privilegiato un approccio squisitamente giudiziario, in questo lavoro si è voluto allargare l’angolo d’osservazione, passando in esame aspetti sociologici, economici, etici, culturali e osservare cosa accade nella realtà, come si muovono i circuiti ufficiali, per rintracciare lì (e non altrove) i segni del terribile collegamento tra corruzione e reati ambientali.
Collocazione Biblioteca: 18430

Autori Piero Ferrante … [et al.], Dossier Puglia, in Narcomafie, A. 24, n. 5-6 (set.-dic. 2017), pp. 21-53
Fabbriche abbandonate e terre fertili trasformate in discariche dalle mafie locali. Caporalato, contrabbando, lupare bianche e estorsioni. Queste sono le immagini di una Puglia lontana dalle cartoline patinate: un territorio in cui per anni si è finto che violenza e omertà fossero “questioni di pastori” e non la pervasività di una mafia sempre più aggressiva. Vi è però, ora, una parte della società civile pronta a riconoscere il fenomeno, a reagire e a ricucire un nuovo tessuto sociale in grado di contrastarlo.

Matthew Hall, Criminal redress in cases of environmental victimization: a defence, in International Review of Victimology, n. 2 (mag. 2017) – on line, pp. 203-223
In anni recenti nella letteratura della giustizia ambientale è stata manifestata una crescente preoccupazione riguardo alla capacità dei meccanismi di giustizia penale di affrontare in modo adeguato i danni ambientali, specialmente quando sono perpetrati da grandi imprese. L’autore, docente di diritto penale in Inghilterra, esperto in vittimologia e reati ambientali, sostiene che il dibattito su come meglio rispondere al danno ambientale ha finora trascurato la posizione delle vittime, in particolare le loro esigenze di risarcimento e riparazione del danno. Il documento può fornire una difesa vittimologica del procedimento penale e delle relative sanzioni, nella loro applicazione in cause per danni ambientali.

unnamedGian Carlo Caselli, Dalla terra alla tavola, in Narcomafie, n. 2 (mar.-apr. 2017), pp. 14-19
L’autore, magistrato, attualmente presidente del Comitato scientifico della Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”, affronta il tema delle agromafie. I mafiosi acquisiscono e consolidano il controllo di ogni segmento della filiera agroalimentare: terreni, acqua, trasporto, distribuzione, ristorazione, orientamento dei gusti e delle preferenze del pubblico. Secondo l’autore la legislazione vigente è carente e lacunosa e deve essere urgentemente riformata per contrastare la crescita della presenza mafiosa nel settore agroalimentare italiano. Un progetto di riforma giace al Consiglio dei ministri in attesa di essere trasmesso al Parlamento.

Nuove forme dell’abitare, azioni di comunità, territorio

e periferie

A cura di Mauro Bossi, Giovanni Teneggi, Cooperative di comunità: lavorare insieme per rigenerare territori, in Aggiornamenti Sociali, A. 72, n. 1 (gen. 2021), pp. 41-46
Nelle aree interne e periferiche, spesso trascurate dalle politiche di sviluppo, è nata l’esperienza innovativa delle cooperative di comunità: imprese, create dalle persone del posto o da chi ha scelto di vivervi in modo stabile, che investono su attività e servizi locali, coinvolgendo la popolazione e rinforzando i legami comunitari. L’autore insieme a Giovanni Teneggi, direttore generale di Confcooperative Reggio Emilia, presenta questo fenomeno, per comprendere come può cambiare il volto dei territori e dare un futuro alle aree marginali.

A cura di Stefano Arduini … [et al.], Casa possibile. Book story, in Vita, A. 27, n. 2 (feb. 2020), pp. 23-67
La monografia, dedicata al problema dell’abitare nell’epoca contemporanea, è suddivisa in tre capitoli: 1) Housing: cambiamo strada. Da anni il nostro Paese non ha una politica sulla casa e il risultato è che l’abitazione nelle aree più dinamiche e produttive del paese è diventata un lusso anche per il ceto medio. C’è un forte rischio di gentrificazione e dell'”effetto Londra”. 2) L’housing collaborativo. Esistono però delle alternative: l’imprenditoria sociale, l’housing sociale, il vicinato solidale, i villaggi sostenibili, il co-housing giovanile e varie altre soluzioni abitative per anziani e disabili. 3) Le nuove parole dell’housing. Da movimento green all’urbanizzazione sempre più spinta, passando per la trasformazione digitale e l’allungamento della vita, le direttrici del cambiamento contemporaneo stanno modificando le nostre città e le nostre abitazioni. Una rivoluzione che necessita di rinnovare il vocabolario. In questo capitolo si parla infatti di: habitat, ecologia, convivenza, filiera, legami e iperluoghi.

A cura di Maria Caterina Federici e Uliano Conti, I luoghi del possibile. Sociologia dell’abitare e del co-housing, Roma, Carocci, 2019, 149 p.
Esito di una ricerca sul fenomeno del co-housing e sulla condivisione di spazi, beni e servizi, il libro tratta i temi delle convivenza e della riscoperta della comunità, analizzando, da una prospettiva sociologica, le caratteristiche delle città contemporanee, le trasformazioni abitative ed edilizie, la complessità del fenomeno migratorio. Gli spazi urbani sono esaminati in relazione ai mutamenti sociali e se, da una parte, alcune città italiane si distinguono per creatività e capacità d’innovazione, dall’altra molti contesti urbani sono caratterizzati da criticità sociali e degrado. In tale prospettiva, il libro considera le risposte possibili grazie alla valorizzazione del patrimonio costruito e delle culture locali.
Collocazione Biblioteca: 18616

Autori Rosanna Taberna, Progetti antispreco di recupero delle eccedenza alimentari in valle di Susa, in Prospettive Sociali e Sanitarie, A. 50, n. 3 (estate 2020), pp. 8-11
Descrizione Le esperienze descritte nell’articolo sono riconducibili alle indicazioni normative contenute nelle leggi 155/2003 e 166/2016 sulla donazione e distribuzione dei prodotti alimentari. Si tratta di progetti che si ispirano a principi di economia circolare e di welfare generativo attraverso azioni di comunità, tenendo conto delle specificità dei territori. In particolare, vengono presi in esame quattro progetti: 1) Salviamo il cibo, attivo a Susa; 2) Aggiungi un posto a tavola, attivo a Sant’Antonino di Susa; 3) Il cibo non si spreca, attivo ad Avigliana; 4) Resto…mangia, anch’esso attivo ad Avigliana.

Giulia Mura, Nunzia Borrelli, Limiti e potenzialità delle azioni a contrasto dello spreco alimentare. Uno studio nei mercati rionali del Comune di Milano, in Sociologia urbana e rurale, A. 41, n. 120 (2019), pp. 149-166
L’articolo si unisce al dibattito sullo spreco alimentare, per promuovere una riflessione sull’efficacia della politica attuale e su possibili azioni future. In particolare, l’analisi si concentra sulle azioni promosse dall’amministrazione locale di Milano, particolarmente attive su questi temi, e sul loro impatto sulle percezioni e sui comportamenti dei pertinenti gruppi di cittadini. I dati confermano la tendenza a sottostimare l’impatto degli sprechi alimentari e evidenziano l’importante ruolo che le istituzioni possono svolgere nel correggere la percezione del potenziale delle pratiche di riduzione degli sprechi alimentari.

Ennio Ripamonti, Davide Boniforti, Elaborare scenari e concertare azioni congiunte, Tecniche di collaborazione / 7: Community Visioning, in Animazione Sociale, n. 7/330 (2019), pp. 41-52
L’azione collettiva non può che nascere da una ricerca partecipata sui significati da attribuire ai problemi che pesano sulla vita dei singoli e dei gruppi. Questo non solo per comprendere cosa è in gioco, ma soprattutto per aprirsi a visioni inedite a cui aderire per alimentare le azioni collettive. Nel presente articolo gli autori descrivono il metodo di Community Visioning, organizzato in tre differenti fasi: una prima di carattere propedeutico (Assess), una seconda di tipo elaborativo (Vision), una terza orientata alla pianificazione (Road map).

Emanuele Leporelli, Giovanni Santi, Michele Di Sivo, Dalla clinica del territorio al flourishing del territorio: psicologia della sostenibilità e dello sviluppo sostenibile per nuove prospettive nel design urbano, in Counseling, n.1 (gen. 2019) – on line, pp.1-4
Il tema dello sviluppo sostenibile dell’ambiente antropizzato interessa gli attuali interventi di trasformazione del territorio soprattutto con i massicci fenomeni di urbanizzazione diffusa che originano, troppo spesso, aree marginali e di degrado. La sensibilità progettuale deve perciò generare un ragionamento organico complessivo che tenga conto del rispetto dell’ambiente naturale, del territorio e del costruito in funzione dell’essere umano, in termini di rispondenza di cicli produttivi virtuosi, con l’ottimizzazione delle risorse, e soprattutto in modo nuovo nei confronti del benessere dell’essere umano. Un benessere nell’accezione propria e profonda, che arricchisce la visione della sostenibilità mettendola a sistema con lo sviluppo, il progresso e il rispetto dell’ambiente in funzione della salute umana e dell’ambiente. Gli autori sono docenti di architettura. Disponibile in Pdf.

9788868439774_0_221_0_75Autori A cura di Camilla Perrone e Giancarlo Paba, Confini, movimenti, luoghi. Politiche e progetti per città e territori in transizione, Roma, Donzelli, 2019, 299 p.
Gli insediamenti urbani e territoriali stanno attraversando un periodo turbolento di cambiamenti materiali e immateriali, morfologici e sociali, tutti segnati da una progressiva erosione dei confini fra urbano e suburbano, tra centro e periferia, tra città e campagna, nonché da una crescente differenziazione (culturale, sociale, funzionale, simbolica) del territorio ex-periferico che ha portato alla diffusione di stili di vita urbana a scala territoriale. Esistono ancora le città, secondo le modalità in cui siamo abituati tradizionalmente a definirle? Quale forma e quale metabolismo assumono i processi di urbanizzazione a scala regionale e planetaria? In che modo i cambiamenti climatici -e le ribellioni della terra- agiscono sull’immenso lavoro di costruzione dei luoghi dell’abitare? Come continuare a garantire alle popolazioni il diritto alla città, al movimento, alla coesione sociale, alla giustizia spaziale? Come estendere questi diritti a tutti gli esseri viventi, anche oltre il perimetro delle esistenze umane? Come operare una ricostruzione decente dei luoghi di vita, in un processo di transizione che sta trasformando in profondità i sistemi insediativi? Il libro raccoglie i contributi della XXI Conferenza nazionale della Società italiana degli urbanisti.
Collocazione Biblioteca: 18554

Rete dei Centri per l’Etica Ambientale (CepEA), Un clima di giustizia. Documento sui cambiamenti climatici, in Aggiornamenti Sociali, A. 69, n. 12 (dic. 2018), pp. 822-827
In vista della COP24 sul clima, a Katowice dal 2 al 14 dicembre 2018, la Rete dei Centri per l’Etica Ambientale (CepEA) si rivolge ai decisori politici nazionali, chiedendo di rafforzare le misure individuate nella COP21 (Parigi 2015) e di investire coraggiosamente nella transizione energetica e in un nuovo modello di sviluppo.

Stefania Collina … [et al.], Prendersi cura della comunità, in Solidea, A. 8, n. 3 (nov. 2018) – on line, pp. 25-55
Condivisione, prossimità, auto-organizzazione, collettivo, mutualità: sono queste le parole per definire un universo di attivismo e attività di gruppi di cittadini che hanno individuato, insieme, un bisogno comune, e che provano a cercare soluzioni condivise. A questo è dedicato il dossier della rivista, riportando esperienze sul welfare collaborativo e di comunità, sulla cura del territorio, sugli orti collettivi, sulle imprese di comunità. Disponibile in Pdf.

Emanuele Leporelli, Giovanni Santi, Michele Di Sivo, Health, well-being and a sustainably built environment: From the new research area of psychology of sustainability and sustainable development to innovation in architectural research, in Counseling, n.3 (nov. 2018) – on line, pp.1-9
Il ruolo del designer, dalla scala urbana a quella architettonica, può essere determinato nella promozione di stili di vita e ambienti attivi in ​​armonia con il benessere psicologico dell’essere umano, con la progettazione di quartieri, strade e spazi ma anche nella costruzione di edifici. Il focus dell’articolo è il tema dello sviluppo sostenibile dell’ambiente urbanizzato. Dalla sostenibilità spesso solo apparente dei luoghi e degli edifici, alle tecnologie di costruzione avanzate e al rispetto delle normative, è necessaria una nuova ridefinizione della sostenibilità in architettura, con nuovi scenari e paradigmi. La nuova sensibilità progettuale richiede un ragionamento organico multi-prospettiva globale, ancorato anche alle recenti acquisizioni psicologiche su salute e benessere e alla psicologia della sostenibilità e dello sviluppo sostenibile. Nello stesso numero della rivista si trova anche l’articolo di Giovanni Santi e Emanuele Leporelli, La sostenibilità degli spazi urbani per healthier societies (pp. 9). Disponibile in Pdf.

A cura di Marco Alberio, Innovazione sociale e territorio. Attori e pratiche per l’empowerment e la trasformazione dei contesti locali, in Sociologia urbana e rurale, A. 39, n. 133 (2017), pp. 7-102
Nel contesto attuale in cui i concetti di società e di economia della conoscenza assumono un ruolo sempre più centrale, l’innovazione è diventata un imperativo per lo sviluppo individuale, delle organizzazioni e dei territori. Un aspetto fondamentale e discriminante dell’innovazione sociale è proprio la sua dimensione territoriale. L’obiettivo della parte monografica di questo numero è quello di raccogliere contributi che partano dal territorio e dalle comunità locali come dimensione analitica privilegiata nella lettura delle pratiche di innovazione sociale. I contributi proposti sono i seguenti: “Innovazione sociale e città” di Serena Vicari Haddok; “L’innovazione sociale tra sviluppo territoriale e trasformazione sociale: il caso del Quebec” di Melissa Moralli, Marco Alberio, Juan-Luis Klein; “Ricerca e progetto come innovazione sociale. Modelli di pratiche a confronto in tre casi di studio” di Leonardo Chiesi, Paolo Costa; “Un’écovillage dans la ruralité québéquoise: l’innovation territoriale, entre marginalité et droit à l’éspace” di Gabrielle Lemarier-Saulnier, Yann Fournis; “Social innovation and natural disaster: the Casa Italia Plan” di Francesco Pagliacci, Margherita Russo, Luara Sartori.

Gabriele Manella, Paola De Salvo, Viviana Calzati, Verso modelli di governo urbano sostenibile e solidale: il caso Cittaslow in Emilia-Romagna, in Sociologia urbana e rurale , A. 39, n. 112 (2017), pp. 127-139
L’articolo sostiene che la qualità della vita urbana, il benessere collettivo e il capitale sociale possono diventare fattori competitivi nello sviluppo locale. Gli autori presentano il caso della rete di comuni Cittaslow che propone un concetto di vita, produzione e consumo basato sul valore della lentezza e non della crescita continua. Inoltre presentano un’indagine sui membri di Cittaslow in Emilia Romagna per comprendere le motivazioni della loro adesione e il grado di coerenza tra i requisiti richiesti e i progetti attuati.

“Generazione Greta”, la partecipazione dei giovani

rapporto2020Istituto Giuseppe Toniolo, La condizione giovanile in Italia. Rapporto Giovani 2020, Bologna, Il Mulino, 2020, 238 p.
Nell’anno della pandemia e alle soglie del terzo decennio del XXI secolo, Il Rapporto Giovani 2020 presenta un bilancio sulla condizione giovanile e sulle dinamiche dell’ultimo decennio, con particolare attenzione alle diseguaglianze che si intrecciano con la questione generazionale, ma approfondisce anche alcuni aspetti cruciali delle prospettive dei giovani, sul versante del lavoro, dell’impatto dell’innovazione tecnologica, dei temi ambientali, della partecipazione sociale e politica, dei consumi culturali.
Collocazione Biblioteca: 82R20

Autori Xavier De Bénazé, Per un risveglio ecologico. Un “Eco-luogo” dei giovani universitari francesi, in Aggiornamenti Sociali, A. 71, n. 4 (apr. 2020), pp. 322-331
Nella campagna francese è sorto il Campus de la transition, un “eco-luogo” dove studenti universitari e giovani lavoratori sperimentano uno stile di vita sostenibile e si formano per affrontare le responsabilità professionali secondo lo stile dell’ecologia integrale.

Maria Piacente … [et al.], I movimenti giovanili e implicazioni pedagogiche, in Pedagogika.it, A. 24, n.1 (gen. – mar. 2020), pp. 5-60
È di grande attualità il tema dei nuovi movimenti giovanili ed in particolare hanno avuto grande risonanza i cortei ecologisti promossi da Greta Thunberg che hanno coinvolto e smosso le coscienze dei giovani in tutto il mondo riguardo ai temi ecologisti. Recentemente sono sorti anche altri movimenti con forte presenza giovanile, come ad esempio in Italia quello delle Sardine. Questo fenomeno sembra contraddire lo stereotipo di giovani e adolescenti rassegnati, disinteressati e “sdraiati” e costituisce per gli adulti uno spunto di riflessione pedagogica Nella prima parte del dossier troviamo cinque articoli di riflessione pedagogica sull’argomento, firmati da Giancarla Codrignani, Raffaele Mantegazza, Elena Marescotti e Franco Blezza. Nella seconda sono esposte le interviste effettuate agli studenti di tre istituti secondari superiori del Nord italia sul movimento ecologista. Chiude il dossier l’intervista a Ermes Maiolica (pseudonimo di un creatore di bufale virali), sulle “fake news” come movimento sommerso di protesta. Nel medesimo numero della rivista si trova anche l’articolo “Un villaggio per educare” (pp.98-100), a cura di Alessia Todeschini, nel quale Raffaele Crescenzo risponde a una mamma preoccupata per l’interesse per la politica della figlia adolescente.

Pietro Greco, I giovani in cattedra gli adulti dietro la lavagna, in Rocca, A.78, n. 20 (ott. 2019), pp. 29-31
L’articolo ripercorre in breve la storia del movimento di giovani schierati contro il global warming, capitanati da Greta Thunberg e riporta i dati sull’aumento di emissioni antropiche di gas serra con le “timide” risposte da parte degli Stati maggiormente responsabili (Stati Uniti, Cina Unione Europea, India, Russia e Brasile). A completamento dell’argomento, nella rivista sono da segnalare i seguenti due articoli: “La rivolta degli studenti” di Fiorella Farinelli e “Chi protesta e chi mugugna” di Ritanna Armeni.

Anna Spena … [et al.], Fattore Greta, in Vita, n. 10 (ott. 2019), pp. 23-63
La monografia esplora il movimento innescato dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg, per contrastare il cambiamento climatico. I vari contributi sono suddivisi in tre capitoli. Il primo, dal titolo “Non chiamateli ambientalisti”, è un’inchiesta sui ragazzi che manifestano in Italia, molti organizzati in associazioni come Fridays for Future o le comunità Laudato sì; il secondo, “Rotta verso le green city”, propone le riflessioni di alcuni urbanisti riguardo alla trasformazione dei centri urbani in città ecosostenibili; inoltre, in un’intervista, il ministro dell’ambiente Sergio Costa sostiene che le tematiche ambientali possano costituire una grande occasione per l’Italia per acquisire una leadership globale; infine, il terzo capitolo, dal titolo “Il business della sostenibilità”, mostra come le aziende siano ormai coinvolte nella sostenibilità, non solo ambientale, e come questa possa essere un fattore competitivo.

Pietro Greco, Un movimento planetario, in Rocca, A. 78, n. 7 (apr. 2019), pp. 24-26
Greta Thunberg, la sedicenne più nota al mondo in ambito ecologico, alla testa di un movimento sempre più esteso di ragazzi e non solo, ha iniziato a colpire nel segno. Infatti da un lato è stata insultata da una certa carta stampata e sui social, dall’altra in Svizzera è stata eletta “donna dell’anno”.

9788804717188_0_221_0_75Greta Thunberg … [et al.], La nostra casa è in fiamme. La nostra battaglia contro il cambiamento climatico, Roma, Gedi, 2019, 233 p.
Il libro, scritto dalla protagonista insieme alla sua famiglia, racconta la storia della giovane attivista per il clima Greta Thunberg, che ha convinto i propri familiari a cambiare vita, adottando comportamenti più rispettosi per l’ambiente e cerca ora di convincere il mondo intero.
Collocazione Biblioteca: 18699

A cura di Elvira Cicognani, Forme e significati della cittadinanza attiva dei giovani, in Psicologia di Comunità, n. 1 (2019), pp. 7-110
La monografia è centrata sul tema della partecipazione e della cittadinanza attiva tra i giovani. I contributi riguardano l’evoluzione delle forme e degli stili della partecipazione, i fattori che la favoriscono o la ostacolano, gli effetti, le strategie e i metodi per promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva. Gli articoli raccolti sono i seguenti: 1) “Risvolti delle esperienze di volontariato continuativo ed episodico nei giovani italiani” di Anna Maria Meneghini, Sandro Stanzani; 2) “L’impegno per lo sviluppo sostenibile come forma di cittadinanza attiva. Uno studio esplorativo sui giovani italiani” di Carlo Pistoni et al.; 3) “Tolerance toward migrants among Italian adolescents and young adults: the role of civic and political participation” di Iana Tzankova et al.; 4) “Promoting European active citizenship: a participatory intervention towards the politicisation of youth social concerns” di Joana Cruz et al. 5) “Quality of participation in service-learning projects” di Antonella Guarino et al.

Ambiente e pandemia

OECD European Union, Health at a Glance: Europe 2020. State of health in the EU cycle, Paris, OECD European Union, 2020, 237 p.
Sito Web
Il rapporto Health at a Glance, elaborato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in cooperazione con la Commissione Europea sulla salute, fornisce un’analisi dello stato di salute dei cittadini europei e delle prestazioni dei sistemi sanitari. I primi due capitoli tematici dell’edizione 2020 si concentrano sull’impatto del COVID-19. Il capitolo 1 fornisce una valutazione iniziale della resilienza dei sistemi sanitari europei e della loro capacità di contenere e rispondere alla peggiore pandemia dal secolo scorso. Il capitolo 2 esamina l’enorme attacco alla salute e al benessere dell’inquinamento atmosferico come un altro importante problema di salute pubblica nei paesi europei e sottolinea la necessità di sforzi continui per ridurre l’inquinamento, per mitigarne l’impatto sulla salute e sulla mortalità. Gli altri cinque capitoli forniscono una panoramica degli indicatori chiave dei sistemi sanitari in 35 paesi europei, tra Paesi membri e nei Paesi partner dell’OCSE. Di particolare interesse il capitolo sui fattori di rischio per la salute: consumo di tabacco, alcol e droghe illegali.

Telmo Pievani … [et al.], Pronti per la rievoluzione? Umanità e natura, in La Via Libera, n. 4 (lug. – ago. 2020), pp. 22-50
Il dossier è preceduto da un articolo di Giuseppe Di Marzo, coordinatore nazionale Rete Numeri Pari, “Noi siamo la Terra: impattare meno non basta” (p. 14). Il dossier si apre con un intervento di Telmo Pievani, autore di “La Terra dopo di noi”, sull’impatto dell’azione umana sulla Terra; segue un’intervista all’epidemiologo Paolo Vineis, che mette in relazione i cambiamenti climatici con il diffondersi delle epidemie. Seguono articoli sul diritto della Natura,
sul”femminismo che salverà il pianeta”, sulle riserve di acqua, sul rischio desertificazione, oggi presente anche per il 10% del territorio italiano, sull’impatto sull’ambiente delle prossime Olimpiadi di Cortina, su Venezia rimasta senza turisti dopo il lockdown.

Giannino Piana, Il virus e l’impatto ambientale, in Rocca, A.79, n.12 (giu. 2020)
Pagine da-a 34-36
Descrizione La pandemia da Covid-19 ha colpito un mondo già in dissesto, dove gli equilibri degli ecosistemi sono già molto precari, ha reso inoltre evidenti le conseguenze negative provocate dalla devastazione dell’ambiente e la valenza potenzialmente dannosa del progresso, soprattutto quando guidato in maniera sconsiderata dagli interessi economici. Corre dunque l’obbligo di “disegnare in modo creativo nuovi scenari di futuro”, un futuro in cui ci si
impegna a rispettare la biodiversità, a conciliare coscienza ambientale e giustizia sociale e ad abbandonare stili di vita consumistici e non sostenibili.

Pierluigi Sullo, Covid-19, non torniamo alla normalità. La normalità è il problema, in Il Manifesto, (apr. 2020) – on line, pp. 1-15
Descrizione Il nostro attuale stile di vita rischia di scatenare devastazioni drammatiche, come quelle che stiamo vivendo in questo periodo. La normalità a cui siamo stati abituati è il problema, il sistema capitalista ha portato allo sfruttamento sfrenato della terra e della vita animale, alla distruzione di ecosistemi, alla diffusione di nuove zoonosi. È necessaria, dunque, una profonda riforma della società e del sistema in cui viviamo. Traduzione da: Ángel Luis Lara, Causalidad de la pandemia, cualidad de la catástrofe. L’articolo è disponibile in PDF.

dopoMarco Aime … [et al.], Dopo il virus. Cambiare davvero, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2020, 150 p.
Il libro raccoglie il contributo di diversi autori che cercano, ognuno sui suoi temi di studio e con le sue competenze, di riflettere sul cambiamento imposto alla nostra società dal drammatico impatto con l’epidemia di Covid-19 e dalle conseguenti restrizioni alla nostra vita personale e sociale.
Collocazione Biblioteca: P0048

Vernon J. Lee … [et al.], Epidemic preparedness in urban settings: new challenges and opportunities, in The Lancet, n.5 (mar. 2020) – on line, pp. 527-529
Negli ultimi decenni sono comparse molte malattie infettive di crescente portata e intensità quali: il virus di Ebola, la SARS, l’influenza aviaria, la MERS e infine la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) apparsa recentemente. L’insorgenza di queste malattie ha provocato conseguenze socio-economiche di vasto raggio, fra cui la perdita di vite e l’interruzione dei viaggi e dei commerci. E’ stato ipotizzato che la rapida urbanizzazione che invade ambienti naturali e causa incontri più ravvicinati con la fauna selvatica, gli allevamenti intensivi e la scarsa igiene dei mercati alimentari, forniscano occasioni di contagi zoonotici. Per affrontare queste epidemie appare di particolare importanza assicurare una migliore preparazione nei grandi centri urbani che rischiano di diventare pericolosi veicoli di trasmissione verso il mondo. Tuttavia, gli ambienti urbani offrono anche nuove opportunità, quali assicurare l’impegno dei leader locali e rafforzare le reti della sanità pubblica per prevenire, individuare e rispondere precocemente alle minacce della malattia. Sfide e opportunità per la prevenzione delle epidemie nei grandi centri urbani sono riassunte in una tabella. L’articolo è disponibile in Pdf.

Alessandro Miani … [et al.], The Italian war-like measures to fight coronavirus spreading: the Re-open closed hospitals now, in EclinicalMedicine, (mar. 2020) – on line, pp. 1-2
Il Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) con altri medici, descrive in questo articolo la situazione in Italia nel mese di Marzo 2020 allo scoppio della pandemia da Covid 19. Evidenziano la necessità di una riflessione globale nell’attesa di un kit diagnostico e di vaccini o profilassi immunitaria contro il Covid-19: bisogna pensare in termini di salute “globale” e “planetaria”, secondo schemi capaci di integrare il benessere umano, con quello di animali e piante all’interno di un ambiente sano. Solo in questo modo saremo in grado di fronteggiare le nuove sfide dei cambiamenti climatici, la comparsa di nuove zoonosi virali che minacciano la salute umana, la resistenza agli antibiotici dovuta ad abusi negli allevamenti di animali, e molti altri grandi problemi che dovremo probabilmente affrontare nel prossimo futuro. In questa prospettiva, possiamo considerare l’emergenza del Covid-19 come un avvertimento che ci richiama a una maggiore responsabilità verso noi stessi, il nostro pianeta e tutte le forme di vita. Altre considerazioni sul sistema sanitario italiano e su come è stata affrontata la crisi sanitaria si trovano anche nell’articolo di Benedetta Armocida, … [et al.], “The Italian health system and the COVID-19 challenge”, consultabile qui. L’articolo è disponibile in Pdf.

Sergio Gatti, Il cigno nero, il cigno verde e il cigno rosso, in Vita, A. 27, n. 2 (feb. 2020), pp. 19-20
Descrizione Con “cigno nero”, l’espressione coniata da Nassi nel 2007, vengono definiti in economia gli choc economico finanziari. La Banca dei regolamenti internazionali (Bis) ha introdotto l’espressione “cigno verde” per indicare i disastri naturali che avvengono per via dei cambiamenti climatici. L’autore usa il termine di “cigno rosso” per indicare la crisi determinata dal Covid-19. L’articolo paventa che ci siano in futuro ancora altri “cigni” di cui preoccuparsi perché capaci di influire in modo disastroso sullo scenario ambientale, geo-politico ed economico. Fondamentale è quindi investire in servizi, educazione e cooperazione e promuovere “un approccio integrale per combattere la povertà e restituire dignità agli esclusi e, nello stesso tempo, prendersi cura della natura” (citando papa Francesco).

Luca Mercalli, Daniele Pepino. La Terra sfregiata. Conversazioni su vero e falso ambientalismo, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2020, 89 p.
Luca Mercalli, meteorologo, climatologo e divulgatore scientifico, è intervistato da Daniele Pepino, editorialista e militante noTav. Le domande riguardano l’intreccio tra pandemia di coronavirus e crisi ambientale, mutamenti climatici, negazionismi, falsi ambientalismi, grandi opere e consumi. Ne emerge che la nostra sopravvivenza sul pianeta richiede una svolta radicale e immediata nelle politiche e nei comportamenti, che segua i consigli della scienza.
Collocazione Biblioteca: 18668